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IMPIANTI

INDUSTRIALI
RIASSUNTI
ING GESTIONALE

Riassunti di Impianti Industriali
RIASSUNTI IMPIANTI INDUSTRIALI 1



DEFINIZIONE E CLASSIFICAZIONE IMPIANTI

Un impianto industriale un complesso di macchine apparecchiature e servizi che trasformano
materie prime e energie in prodotti finiti usando processi di qualsiasi tipo.
La trasformazione di materia prima in prodotto finito detto processo tecnologico.
In un impianto si deve perseguire il principio massimo fine con il minimo mezzo, cio si deve avere
lutile massimo con il minimo costo.


Impianto si inserisce in una struttura rivolta al proseguimento di obiettivi economici:
Avere in uscita merci o servizio di maggiore valore della materia prima in ingresso
IMPRESA
attivit economica messa in atto da impreditore e pu essere:
IMPRESA DI BENI
C la produzione di prodotti tangibili come risultato dellattivit economica
IMPRESA DI SERVIZI
Avviene la produzione di prodotti non tangibili ma si producono servizi che vengono
venduti come se fossero prodotti

UTILE = RICAVI COSTI U= R-C
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Impianto industriale si distingue in:
IMPIANTO TECNOLOGICO
Avviene il processo tecnologico.
unit organica nella quale si realizza tutto o parte del ciclo di trasformazione dei beni
IMPIANTO DI SERVIZIO
Sono detti impianti ausiliari e sono volti al soddisfacimento di alcune esigenze.
unit organica inserita nella struttura produttiva che tratta un servizio:
Energia elettrica
Acqua
Gas


Classificazione impianti industriali
Possono essere classificati in tanti modi:
1. NATURA DELLE TRASFORMAZIONI E PRODOTTO FINITO
Industria meccanica, tessile, chimica
2. DIMENSIONE INDUSTRIA
Piccola, media, e grande industria
La dimensione viene valutata in base ad alcuni parametri di riferimento:
-Capacit produttiva -N adetti -FatturatO -Livello automazione
I parametri cambiano a seconda del grado di meccanizzazione e della % di automazione.
FffffffAl crescere della dimensione avviene la progressiva integrazione del ciclo produttivo
3. DIVISIONE PER CAPITALE E LAVORO
In questa classificazione si usa il termine R che rappresenta la composizione organica del
capitale ed dato da =


-IMPIANTI AD ELEVATA INTENSITA DI CAPITALE ( R ELEVATO) il capitale
variabilevariabile bassissimo
-IMPIANTI AD ELEVATA INTENSITA DI LAVORO ( R BASSO) il capitale variabile
grandeegrande
4. PROCESSO PRODUTTIVO E DIAGRAMMA TECNOLOGICO
MONOLINEA O->O->
IMPIANTO INDUSTRIALE= IMPIANTO TECNOLOGICO + IMPIANTO DI SERVIZIO
R =
(
( )

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Tipico delle industrie di cemento dove ogni output di ogni operazione passa attravero quella
successiva
SINTETICO O COVERGENTE
Tipico dell industria automobilistica. Si passa da materie prima ad unico prodotto :



ANALITICO O DIVERGENTE
Tipico delle industrie petrolchimico e raffineria petrolio. Si Passa da poche materie prime a
prodotti diversificati




5. CONTINUITA PROCESSO PRODUTTIVO
- Ciclo continuo (lo si ha quando il capitale grosso)
- Ciclo intermittente
In sintesi:





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Classificazione produzione industriale
La produzione industriale la possiamo classificare in 3 modi:
1. MODO DI RISPONDERE ALLA DOMANDA DI MERCATO
Rappresenta lasse del mercato e risponde alla domanda PERCHE?
PRODUZIONE PER MAGAZZINO
Azienda realizza volumi elevati di prodotti standard per il magazzino
- Non ci sono ordini
- Rischi di mercato impresa
PRODUZIONE PER COMMESSA
Azienda produce in base agli ordini dei clienti
- Presenza di ordini
- Rischio di esercizio impresa
La produzione su commessa si divide in
COMMESSA SINGOLA
Azienda riceve una serie di ordini per prodotti tutti
- Non si conoscono le specifiche
- Si crea apposta il ciclo di lavorazione

COMMESSA RIPETIVA
In vari lassi di tempo azienda ripete un ordine gi fatto in precedenza
- Le specifiche del prodotto sono note in anticipo
- Il ciclo di lavorazione gi esistente e non viene creato

2. MODO DI REALIZZARE IL VOLUME DI PRODUZIONE
Rappresenta lasse gestionale e si evidenzia il volume di produzione e quindi in questo asse
si rappresenta la offerta del nostro prodotto. Risponde alla domanda QUANTO?
La produzione pu essere:
PRODUZIONE CONTINUA
Caratterizzata da un alto volume di produzione e un flusso continuo di produzione
PRODUZIONE INTERMITTENTE (PROD A LOTTI)
Il volume di produzione modesto
PRODUZIONE UNITARIA
Il volume di produzione molto basso ma presenta una diversificazione di prodotto
3. MODO DI REALIZZARE IL PRODOTTO
Rappresenta lasse tecnologico e viene indicato il modo di produzione di una tipologia di
prodotto. Risponde alla domanda COME?
La produzione pu avvenire per
PRODUZIONE PER PROCESSO (FABBRICAZIONE)
Il prodotto non pu essere scomposto e ha un ciclo tecnologico obbligato.
Tipico esempio di produzione per processo industria del cemento
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PRODUZIONE PER PARTI
Il prodotto dato dallinsieme di parti di diversa natura.
Queste parti posso essere usate per:
Fabbricazione
- Su linee
- Su reparti
Montaggio
- Assemblaggio dei pezzi da produrre
La classificazione della produzione industriale graficamente si rappresenta su un asse cartesiano a
tre assi:
o Asse x : ASSE GESTIONALE
o Asse y: ASSE TECNOLOGICO
o Asse z: ASSE DEL MERCATO

I tre assi rappresentano quindi il perch il quanto e il come produrre:



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Classificazione impianti di servizio

Impianti di servizio danno supporto al funzionamento degli impianti tecnologici senza
partecipare direttamente alla realizzazione del ciclo produttivo.
Possiamo classificarli in base a :
1. ENTITA SERVITA
Indica a chi rivolto il servizio:
Mezzi produttivi
Riguarda la movimentazione, la produzione e i servomezzi utili alla produzione
Persone
Un esempio impianto di climatizzazione che serve agli operai a no alle macchine in
modo che hanno un ambiente lavorativo adatto.
2. TIPOLOGIA DI SERVIZIO
Indica la direzionalit del servizio:
Alimentazione
Il servizio va dallunit centrale alle utenze. Presenta quindi uno sviluppo centrifugo.
- Impianto elettrico
- Enel
- Impianto vapore
Scarico
Il servizio va dalle utenze allunit centrale
- Acqua di scarico
- Impianto idrico
3. FUNZIONE SVOLTA
Si classificano in base alla funzione che svolgono i servizi:
o Produzione energia
o Controllo ambiente
o Trasporto materiale (sia fluido che solido)
o Interazione con ambiente esterno

Alla fine solo una classificazione orientativo poich un servizio pu appartenere a
diverse tipologie. Schematicamente possiamo dire che la classificazione di sevizio
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sar data da:


Analisi di fattibilita di un impianto
industriale
Fasi di uno studio di fattibilit:
La realizzazione di un impianto industriale si articola di in tre parti:
STUDIO DI FATTIBILITA
PROGETTAZIONE COMPLETA
REALIZZAZIONE DEL PROGETTO
Studio di fattibilit
Lo studio di fattibilit un insieme di valutazioni tecniche ed economiche dirette a verificare la
convenienza investimento nella scelta di una nuova unit produttiva. Si articola in 4 fasi:
1. COSA PRODUCT DESIGN
Scelta per mezzo di ricerche di mercato e vari studi per scegliere il nuovo prodotto o
servizio da realizzare -> P,S
2. COME PROCESS DESIGN
Scelta del ciclo produttivo e definizione qualitativa del diagramma di lavorazione -> C
3. QUANDO STUDIO SERVIZI
Definizione dei servizi necessari al funzionamento degli impianti di produzione -> S
4. SE CONVIENE STUDIO ECONOMICO DELLINIZIATIVA
Scelta della potenzialit produttiva e valutazione economica dellinvestimento ->Q
Insieme formano la pianificazione degli
impianti
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Si basa sul confronto di costi preventivi di produzione e prezzi di vendita:


Elementi progettazione ( progettazione completa)
Fatta la fase di fattibilit e quindi da essa conosciuti i valori di:
P , C, S,Q
Se la fattibilit ha avuto esiti positivi si va avanti nella fase di progettazione che si divide in:
a. SCELTA UBICAZIONE
Minimizzare i costi di trasporto rispetto fornitori e merci
b. STUDIO PLANT LAYOUT
Si svolge lo studio della disposizione planimetrica interna dellimpiantoe e consta della fasi
di:
Analisi dati di partenza
Definizione ciclo di lavoro
Analisi attivit servizio
Scelta tipo e numero macchine
Calcolo esigenze di spazio
Modifiche
Fare layout alternativi
c. PROGETTO LAYOUT DETTAGLIATO
d. PROGETTAZIONE ESECUTIVA


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REALIZZAZIONE PROGETTO
E la fase di costruzione dell impianto e si divide in :
PIANIFICAZIONE (eventi e attivit da svolgere)
SCHEDULING (Programmazioen temporale con gantt e tecniche
reticolari per allocazione delle risorse)
CONTROLLO PROGETTO (Si valuta avnzamento e ottimmizzazione)
Andiamo ad analizzare le voci dello studio di fattibilit:
Studio del mercato.
La ricerca di mercato eseguita all inizio dello studio di fattibilit serve:
ANALISI DELA DOMANDA D di mercato dei beni e servizi che si vuole produrre e la sua
variazione del tempo.
Processo di formazione del PREZZO DI VENDITA V.
V rappresenta il volume aziendale cio quella quota domanda di mercato che azienda pu
assicurarsi con gli strumenti a sua disposizione.
Di solito . Per effettuare lo studio di mercato definiamo alcuni termini:
F
I
= FENOMENI DI MERCATO Reddito comunit Livello di occupazione Imposizione
fiscale
I
K
=INIZIATIVE IMPRESA Variazione di prezzo Pubblicit e altre iniziative fatte dallimpresa
Facciamo quindi ANALISI DI DOMANDA infatti la
domanda rappresenta tutto il mercato a cui si rivolte il prodotto e non possiamo sapere le iniziative
delle singole imprese.


Per quanto riguarda lANALISI DEL PREZZO DI VENDITA useremo la relazione:
V D
D= f(F
I
; I
K
) con Ik= costante
in un asse cartesiano mettiamo sulle asse delle ascisse
(x) liniziativa dell impresa e in questo caso stabiliamo il
prezzo di vendita del nostro prodotto, mentre sull asse
delle ordinate mettiamo la domanda del nostro prodotto
che concider con il volume aziendale del prodotto da
vendere.
Si crea una relazione di proporzionalit inversa e
notiamo che piu il prezzo di vendita aumenta e piu la
curva si appiattisce e vendiamo di meno.
V= f(F
I
; I
K
) con F
I
= costante V D
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e dove faremo un analisi di diversi scenari con
diverse inziativi supponendo costante i fenomeni di mercato e quindi in tal caso supponendo
costante la domanda del prodotto.
Esaminiamo nel dettaglio la D e la V.
PREVISIONE DOMANDA
Per fare la previsione della domanda dobbiamo suppore le iniziative delle imprese costanti
La domanda si analizza in scala temporale e avremo DOMANDA A :
LUNGO TERMINE 10-15 ANNI
Si cambia gran parte della struttura aziendale.
o Costruzione nuovi impianti
MEDIO TERMINE 1 o pochi anni
Si lanciano nuovi prodotti
BREVE TERMINE pochi mesi
Si programma la produzione da fare
I procedimenti per analisi di domanda sono:
o Indagini campionarie ( una previsione a breve termine)
o Correlazione ( si correla la domanda a fare fenomeni di mercato
o Estrapolazione
In questo caso si usa lanalisi delle serie storiche.
Essse hanno componenti:
CASUALI
Derivanti da natura non determinata
SISTEMICHE
Derivanti da natura determinata e si dividono in
Tendenziali
Hanno un andamento crescente o decrescente nel tempo
Oscillatorie che si dividono in
cicliche o congiunturali
oscillatoria con ciclo di ampiezza e periodo
variabili nel tempo .
Stagionali
oscillatorie con ciclo di periodo costante nel
tempo
I
K
=COST
COSCOS
D=f(F
1
,F
2
,F
N
)
A(t) , t(t)
A(t) , t(t) =cost
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DETERMINAZIONE VOLUME VENDITE
Si analizza la V supponendo i fenomeni di mercato costanti . lo studio
del volume delle vendite dipende dal TIPO DI MERCATO:
o CONCORRENZIALE
o OLIGOPOLICO
o MONOPOLISTICO
Lanalisi della V si fa grazie allo studio delle iniziative dellazienda ( ik) e lo si fa attraverso:
ASPETTO ECONOMICO
Consiste nella formazione del prezzo ottenuto dall intersezione della curva della
domanda e dellofferta.(lintersezione ci dice anche la quantit)
ASPETTO TECNICO
Si fanno a individuare i settori poco coperti dallofferta di mercato.

FUNZIONE DOMANDA E OFFERTA

- CURVA DELLA DOMANDA
Esprime abitudine dei consumatori, cio esprime quanto si disposti a pagare per
diverse quantit di un bene.
La domanda varia inversamente al prezzo.

La quantit domandata funzione del prezzo.Questa funzione in genere decrescente per beni
ordinari: la quantit domandata aumenta se il prezzo diminuisce. La curva di domanda quindi mette
in luce la relazione decrescente tra la quantit domandata di un bene e il suo prezzo p. Ma la
Fk=cost
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quantit domandata dipende anche dagli altri prezzi e dal reddito. Un'influenza particolare, in
seguito all'aumento del prezzo del bene, viene data da due effetti:
effetto reddito: l'aumento del prezzo rende il consumatore pi povero, facendo in modo che
cerchi di ridurre il consumo di quello e di altri beni.
effetto sostituzione: il consumatore pu "sostituire" il bene che aumentato di prezzo con altri
beni simili che abbiano un prezzo minore.
I fattori che influiscono sulla domanda sono:
Reddito disponibile: generalmente quando aumenta il reddito a disposizione aumenta anche la
domanda del bene considerato, se il suo prezzo si mantiene stabile; leccezione riguarda i beni
"inferiori";
Prezzi dei beni correlati: generalmente la domanda di un bene (burro) cala quando il prezzo di
un bene sostituibile (margarina) diminuisce, anche se il prezzo del primo bene resta immutato;
inoltre la domanda di un bene (zucchero) aumenter quando il prezzo di un
bene complementare (caff) diminuisce;
Variazione dei gusti e delle preferenze: ovviamente un bene che diviene "di moda" vedr
aumentare la sua domanda anche se il prezzo resta invariato.
Popolazione: l'aumento di popolazione determina un aumento degli acquisti.
Influenze particolari: per esempio nel settore automobilistico, la disponibilit di mezzi di
trasporto, la sicurezza delle automobili, le aspettative di mercato sull'aumento dei prezzi nel
breve/lungo periodo.
Se una di queste condizioni varia, la curva di domanda si sposta:
un aumento di domanda in corrispondenza di ciascun livello di prezzo implica che la curva di
domanda si sposta verso destra;
una diminuzione della domanda in corrispondenza di ciascun livello di prezzo comporta un o
spostamento della curva verso sinistra
Nella funzione domanda importante elasticit della domanda := -


Per elasticit della domanda si intende il rapporto fra la variazione percentuale della domanda e la
variazione percentuale del prezzo. In genere la domanda diminuisce all'aumentare del prezzo e, per
tale ragione, si dice che l'elasticit della domanda inversamente proporzionata al prezzo.
Se il rapporto tra la variazione percentuale della domanda e la variazione percentuale dell'offerta <
o uguale a 1 la curva della domanda sar ripida.
Nel caso in cui la curva di domanda orizzontale, si parla di domanda infinitamente elastica. Si
tratta della situazione in cui i consumatori acquistano la quantit massima di un bene in
corrispondenza di un singolo prezzo.
- CURVA DELL OFFERTA
Esprime la possibilit dei produttori cio quanto si pu produrre con profitto a
diverso prezzo.
Lofferta varia direttamente con il prezzo come si vede dal grafico.
S=F(P)
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Lofferta si indica con la S(SUPPLYDALLINGLESE)


Come per la domanda anche per offert c
Nella funzione domanda importante elasticit dellofferta =



L'elasticit dell'offerta rispetto al prezzo misura la variazione percentuale della quantit offerta
divisa per la variazione percentuale del prezzo. In economia, la sensibilit dell'offerta rispetto al
prezzo comporta, come per la domanda, diverse soluzioni. Si pu verificare, infatti, una offerta
anelastica, elastica o a elasticit unitaria.





S1
S2
D
Considerando la curva dell offerta nel
lungo periodo (s2)..la curva si sposta
verso destra e verso il basso.
Notiamo che il prezzo tende a scendere
poich il mercato si adattato.
Infatti
Domanda satura
Gente vuole altro
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-
INTERSEZIONE DELLE DUE CURVE


Guardando il grafico dell intersezione della curva D-S notiamo che un incremento di prezzo:
D P
S P
In PO = ECCESSO DI OFFERTA
I Produttori abbassano il prezo per togliersi la produzione in pi. Nell eccesso di offerta
per tornare nel punto di equilibrio il prezzo tende a diminuire
In P1= ECCESSO DI DOMANDA
Dato che la domanda alta il produttore alza il prezzo per avere pi guadagno. Nell eccesso
di domanda per tornare al punto di equilibrio il prezzo tende a salire.
TIPI DI MERCATO
In Riferimento al processo di formazione del prezzo Di vendita (PV) bisogna conoscere la
classificazione dei tipi di mercato in base al numero di venditori.
Si definisce mercato linsieme dei venditori e potenziali acquirenti il cui comportamento riflette la
domanda di mercato
Abbiamo tre tipologia di mercato:
lanalisi sulle due curve ( analisi di solito fatta
in condizioni di mercato concorrenziale
perfetto) ci fa trovare il punto di equilibrio.
Lequilibrio si determina in corrispondenza
dellintersezione delle curve di domanda ed
offerta (E), dove sono fissati i valori
corrispondenti della produzione Q* e dei prezzi
P*, perch per valori diversi, per es. P0 o P1, ci
sarebbe un eccesso dofferta o di domanda, il
quale, oltre a rendere il sistema instabile,
darebbe origine a delle forze atte a riportare il
sistema economico verso lunico punto
dequilibrio (E) in cui si verifica luguaglianza
fra quantit domandata e offerta.
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1. CONCORRENZIALE
Perfetto
Imperfetto
2. Oligopolistico
3. Monopolistico

M CONCORRENZIALE PERFETTO E IMPERFETTO
Deve essere un mercato perfetto che deve avere:
A. Perfetta informazione delle opportunit
B. Compratori e venditori piccoli e indipendenti in modo che le singole negoziazioni
siano << rispetto alle negoziazioni globali
C. Facile inserimento di nuovi prodotti
D. Facilit di movimento del capitale tra i settori
Il mercato perfetto solo un concetto ideale ma se vale solo la B allora il mercato si dice
concorrenzialee pu essere:
Mercato a concorrenza monopolistica
Il produttore ha la domanda globale del prodotto.
Il prodotto unico e non si pu cambiare
Mercato a concorrenza imperfetta
Il compratore non in grado di differenziale il prodotto.
Il prodotto intercambiabile. Per la scelta del prezzo esso non dipende dalle singole imprese
con le sue iniziative ma un prezzo comune a quella categoria di imprese che produce
prodotti simili. Limpresa deve valutare in base ad analisi di mercato se le conviene
produrre. Impresa deve determinare il volume di produzione ottimale
M OLIGOPOLISTICO
In questa tipologia di mercato esistono poche imprese che producono un certo prodotto.
Il compratore riconosce il prodotto dal marchio che lo tiene legato all azienda. Il prezzo varia
di poco poich tra le varie azienda c cooperazione.
RISCHIO E COPERTURA
Quando si produce qualcosa si creano dei rischi. Si creano perch non possibile negoziare
contemporaneamente vendita merci e acquisto fattori per produrre.
In generale abbiamo due tipi di rischi:
1. RISCHIO DI MERCATO -> produzione a magazzino
il rischio dove si investe senza certezza di vendita. Tipico dei nuovi impianti. Si
fanno investimenti per impianto o acquisto di fattori di produzione senza sapere il
quantitativo di quello che si vende
Azioni di copertura da questo rischio sono:
Impegnarsi ad assorbire prodotti a condizioni prefissate
Imporre clausole take or pay (il cliente acquista e se rifiuta paga la penale)
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2. RISCHIO DI ESERCIZIO -> Produzione su commessa
il rischio di quando si fissa il prezzo di vendita senza sapere il prezzo di
produzione.
Per la copertura da questo rischio:
Mettere delle clausole di revisione del prezzo di vendita
Facendo adattare i ricavi al costo di produzione
Prezzo bloccato con acquisto e consegna differita

Un modo per avere una copertura da entrambi i rischi fare delle RICERCHE DI MERCATO in
riferimento ai fattori produttivi e al prodotto.
Studio del prodotto (product design)
Dopo aver svolto analisi di mercato nello studio di fattibilit si passo allo studio del prodotto che
serve per determinare la tipologia del prodotto.
Le fasi dello studio del prodotto sono sei e sono:


CICLO DI VITA PRODOTTO
Viene analizzato attraverso evoluzione nel tempo delle vendite ed formata di 4 fasi.
1. INTRODUZIONE
Si ha una crescita lente delle vendite per sensibilizzare il mercato
La crescita lenta perch allinizio i costi sono maggiori dei ricavi
2. CRESCITA
la fase dellaumento dellutile e delle vendite. C la crescita delle vendite forse
perch c stato un gradimento di mercato
3. MATURITA
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C fatturato stabile e utile unitario inizia a scendere. La diminuzione dellutile
dovuta alla diminuzione delle vendite causata dalla saturazione del prodotto
4. DECLINO
Si verifica obsolescenza del prodotto data dalla caduta della domanda.
Affinch non si arrivi alla fase di declino si cerca di rendere la fase di introduzione pi veloce
possibile. Oltre la prima fase anche le altre fasi possono essere modificate con opportune
Politiche aziendali:
- Marketing e distribuzione
Si riduce fase introduzione
- Abbassamento prezzo e esplorazione mercato
Si accelera la fase di crescita
- Rinnovo prodotto e confezione
Si modifica la fase di maturit.




RICERCA SVILUPPO INGEGNERIZZAZIONE
o RICERCA
Dopo aver avuto lidea di un nuovo prodotto la ricerca si occupa di realizzare scoperte basi
e nuovi principi. La ricerca si divide in:
- Ricerca pura
Non si hanno applicazioni pratiche
- Ricerca applicata
Propone Soluzioni a problemi reali. La R.Applicata la si pu dividere in
Ricerca prodotto
Ricerca processo
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Ricerca materiali
Ricerca mercato
Ricerca gestione operativa
o SVILUPPO
Segue la ricerca e si concentra sulla fattibilit economica delle operazioni e si divide in
- Sviluppo prodotto
si fanno prove su prototipi per testare prestazioni con diverse configurazioni
- Sviluppo processo
Si fanno prove di produzione su macchine e impianti pilota
o INGEGNERIZZAZIONE
Perfeziona il lavoro di ricerca e sviluppo per avere utili commerciali e si divide in
I prodotto
I Impianto
I Processo
Le tre fasi vanno eseguite in ordine prima r dopo s e infine i (rsi)


STRATEGIE DEL PRODOTTO
Si suddividono in 4 gruppi e sono:
LEADER MERCATO R S I
Si cerca di collocarsi e mantenersi come leader del mercato. una strategia tipica delle
grandi imprese. Servono sia r s i ma l i in maniera maggiore e si devono fare grandi
investimenti e avere maggiori rischi
SEGUI LEADER S I
Bisogna essere in grado di rispondere alla introduzione di nuovi prodotti da parte del leader
di mercato. Tipica della grandi e medie imprese
ORIENTATA ALLE APPLICAZIONI (I )
Svillupare modifiche speciali del prodotto per soddisfare una fetta di mercato. Tipica delle
medie e piccole imprese.
PRODUZIONE EFFICIENTE
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Si cerca di produrre con costi efficienti rispetto alla concorrenza. Si deve avere ampio
controllo dei costi

STUDIO FATTIBILITA DEL PRODOTTO
Un processo che viene fatto periodicamente sul prodotto per stabilire la plausibilit economica e
tecnica del processo operativo,. Se lo studio di fattibilit risulta accettabile si passa al processo
preliminare e dopo ancora al processo dettagliato.
Nello studio di fattibilit si valuta impatto economico con analisi della redditivit degli
investimenti.
PROGETTO PRELIMINARE
Si ha definizione in dettaglo delle caratteristiche generali del prodotto.
Con prototipi si cerca il modello pi soddisfacente e si fanno prove e modifiche per cercare
compromessi costo-qualit arrivare a un modello ottimale
PROGETTO DETTAGLIATO

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Il processo dettagliato si divide in:
PROGETTO FUNZIONALE
Riguarda le prestazioni del prodotto e si decidono le caratteristiche del prodotto in base a:
o Livello qualitativo
o Scelta materiali
o Affidabilit
o Manutenibilit
o Garanzie
o Brevetti
o Marchi
PROGETTO FORMA
Riguarda aspetto fisico e forma del prodotto. Serve per aumentare accettabilit e cercare di
usare un confezionamento a :
Basso costo
Gradevole
Protettivo
PROGETTO PROCESSO PRODUTTIVO
Riguarda la definizione del ciclo di produzione e la possibilit di produrre un prodotto a
livello qualitativo richiesto e a costi accettabili
Strumenti importanti in questa fase sono
Semplificazione mix produttivo
Semplificazione ciclo produttivo con eliminazione linee non sature, riduzione
di scorte di magazzino e cercare di usare risorse che danno un maggiore
profitto
Diversificazione mix produttivo
Consiste nel far penetrare pi prodotti nel mercato in modo da avere un mix
produttivo diverso.
Con la diversificazione del mix produttivo si hanno meno rischi di mercato e
le linee lavorano di pi. La diversificazione pu essere:
D ORIZZONTALE dove i prodotti sono simili e lavorati con le stesse
attrezzature
D VERTICALE dove si ha allargamento del ciclo produttivo
D LATERALE con espansione dell azienda fuori dal settore
Standardizzazione prodotto
Avere una dimensione forma colore e quantit standard (pacco da 10 di
merendine)
Standardizzazione processo
Usare lo stesso medodo di lavoro, la stessa procedura operativa e gli stessi
macchinari
Modularit dei componenti
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Consiste nello sviluppare un numero ridotto di componenti modulari cio
componenti che si possono assemblare e combinare in vari modi per avere
prodotto diversi
Analisi del valore
a parit di costo si cerca come migliorare le prestazion
Dopo aver fatto il progetto dettagliato si passa al:
DISEGNO ESECUTIVI E SPECIFICHE riguarda stesura disegni esecutivi con indicazioni
di materiale, tolleranza, dimensioni
PROGETTO DEL SERVIZIO determinazione del numero di persone o attrezzature.
Entra in gioco il concetto di livello di servizio: capacit di soddisfare una certa richiesta di
clienti. Il livello di servizio si esprime come % di domanda evasa. importante cercare di
diminuire il lead time (tempo di attesa)

Fatte queste ultime fasi e dopo aver svolto analisi economica si passa alla realizzazione del
prodotto.

Riepilogando lo studio del mercato:

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.




Studio del Processo produttivo
In questa fase ci sono due fasi:
1. SCELTA CICLO PRODUTTIVO C .Si sceglie
- il ciclo pi tecnologicamente avanzato
- il ciclo a minimo costo
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- il ciclo che funziona nelle migliori condizioni di sicurezza e funzionamento
2. DEFINIZIONE QUALITATIVA DEL DIAGRAMMA DI PRODUZIONE
Il diagramma permette di evidenziare le materie prime e accessorie, energie utile e
usando dei simboli si notano le fasi della produzione. Unica cosa che non vengono
definite le quantit perch la Q si determina nella fase successiva. Per riferirsi alla
capacit produttive ci si riferisce alla capacit oraria.
Un diagramma molto usato quello della notazione ASME(AMERICAN SOCIETY
OF MECCANIC ENGINIRING).

Studio deI SERVIZI
Dopo aver determinato il processo produttivo possibile dedurre i servizi che servono alla
produzione. Non si conosce ancora la potenzialit produttiva e quindi i servizi non si possono
dimensionare.


Non conoscendo la potenzialit produttiva entrano in gioco le cifre indici
Esse indicano consumi tipici di servizio per unit di prodotto. Usando le cifre indice ho una stima
quantitativa dei consumi. Infatti si ottiene una potenzialit standard che mi permette di definire i
servizi e tracciare schemi di massima dei corrispondenti impianti di servizio (si evidenziano il tipo e
il numero di componenti utili)
Riassumendo in questa fase:
- Schema di massima impianti
- Cercare di soddisfare una potenzialit standard
- Calcolo costo preventivo di installazione e costo di esercizio ( valutazione essenziale per
analisi e validit economica)
- Uso cifre indice
- Studio economico delliniziativa
ultima fase dello studio di fattibilit. In questa fase si determina la potenzialit ottimale (parte
3)dellimpianto che viene assunta come base per progettazione dellimpianto di produzione.
La si conosce nell analisi economica
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Quando un impresa effettua un investimento per un nuovo impianto di produzione ha come
obiettivo:
- Avere in produzione beni di maggiore valore della materia prima
- Massimizzare il profitto con costi minimi
Per fare ci impresa pu variare intensit con cui i fattori della produzione vengono
utilizzati per dare origine al prodotto finito

POTENZIALITA OTTIMALE DI UN IMPIANTO
INDUSTRIALE