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da repubblica.

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http://www.repubblica.it/2007/10/sezioni/sport/sci-coppa-del-mondo/commento-dipollina/commento-
dipollina.html

La Rai snobba le ragazze


ma non la libera uomini... di ANTONIO DIPOLLINA
Alla disperata ricerca di una nuova scusa, ma stavolta è davvero difficile. Dicevano tutti che lo
sci era sparito dalla tv perché mancavano i campioni azzurri. Eccoci qui, Denise Karbon vince la
terza gara filata in Coppa del Mondo, le premesse per il nuovo trionfo a Lienz c'erano tutte, alla
prima manche Denise è in testa: per di più è Natale e in tv passano repliche o programmi che
nemmeno chi li presenta giudica indispensabili e nemmeno necessari. E il gigante di Lienz va
comunque soltanto sul satellite, RaiSport Sat, se lo godono in pochi, per tutti gli altri, il popolo
della tv in chiaro l'appuntamento è per oggi, con i maschi a Bormio, ma a Bormio ci sono
motivazioni superiori, grandi inquadrature sugli sponsor e imperdibili interviste alle autorità
locali e no.
A quanto pare nessuna rete ha voluto concedere i propri preziosi spazi nemmeno ieri per quella
che sarebbe stata per forza di cose una gara molto seguita. Se non si avesse parecchia
esperienza dell'insipienza assoluta dei vertici Rai alla voce "duttilità" ci sarebbe da gridare allo
scandalo. Più mestamente, lo ha detto il presidente dello sci Morzenti, "se non si è riusciti ad
andare sulla tv terrestre questa volta, in un periodo privo di calcio, Formula 1 e di tutti gli sport
maggiori, chissà quando ci andremo". Morzenti è riduttivo: come detto, il punto non è che non
ci fossero altri sport in tv, il punto è che in questi giorni in tv non c'è davvero nulla che possa
reggere la visione e i responsabili ammattiscono per riempire i palinsesti. I diritti dello sci sono
lì a disposizione, già acquistati, eppure si va sul satellite. Il che non sarebbe nemmeno
catastrofico, viste le cinque milioni di parabole sul territorio e tutte attive visto che per Raisat
Sport non si paga l'abbonamento: ma bisognerebbe farlo sapere, bisognerebbe che la tv in
chiaro martellasse di spot per annunciare che per la Karbon basta accendere il decoder al
canale 227: figuriamoci, solo negli ultimi tempi si è visto qualcosina del genere ma il discorso è
chiarissimo, se solo alcune centinaia di migliaia di spettatori venissero indotti in curiosità, le
reti ufficiali tremerebbero, basterebbe mezzo punto percentuale di share che viene a mancare
e si metterebbero a strillare a centinaia con annesse crisi isteriche.
Un mondo di pazzi, non certo sorprendente per chi segue costantemente le vicende tv, ma una
follia e una mancanza di coraggio che si assommano a quelle dello specifico sciistico: la
telenovela negli anni dei diritti tv e della relativa copertura sembra un film di Mister Bean, con
passaggi di mano, cifre folli, diritti per alcune gare sì e per altre no, scarsa chiarezza
complessiva: in più lo sci che ci mette del suo, quelle seconde manche che partono dal
trentesimo concorrente piazzato sono l'essenza dell'anti-televisione, dando vita a un
programma che promette di non fregare niente a nessuno per la prima mezz'ora: logico che
poi i responsabili tv facciano gli snob (per non parlare di dialoghi e diatribe che si immaginano
benissimo: prima di far capire a qualcuno dei diretti interessati che la Karbon è italiana
passano venti minuti buoni e la segretaria chiama l'appuntamento successivo).
Il resto è sotto gli occhi di tutti i telespettatori della tv in chiaro per il resto dell'anno: il calcio e
basta, e magari fosse calcio davvero, sono soprattutto chiacchiere a valanga su un pubblico
che, intanto, si dilegua. Il film è già scritto: in agosto le Olimpiadi. Giusto per tornare a dire
che milioni di telespettatori adorano gli altri sport quando sono ad alto livello e ben
confezionati, poi, passata la festicciola, il ritorno alla sana normalità. C'è da scommetterci. A
meno che qualcuno stavolta non faccia davvero la voce grossa. Ma chi?
(29 dicembre 2007)