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Dossier: SOSTENIBILITÀ

Vivere
L’umanità ha profondamente
alterato il pianeta, ma se
cominciamo a pensare e ad agire

su una
in maniera diversa possiamo
ancora evitare l’autodistruzione

D
imenticatevi le banche e l’industria dell’automobile.
Il nostro pianeta è l’unico sistema «troppo grande per

nuova
collassare». Per secoli ne abbiamo sfruttato le risor-
se e ci siamo spostati ogni volta che una sorgente si prosciu-
gava o un terreno diventava troppo inquinato. Oggi però que-
sta strategia non funziona più. Abbiamo trasformato la Terra
in un’enorme fabbrica, ed è necessario ritornare a una condi-
zione più sostenibile se vogliamo sopravvivere in un mondo
sempre più affollato e minacciato dal riscaldamento del clima.

Terra
Un monito che ricorda quello lanciato alla fine del Settecen-
to dall’economista inglese Thomas R. Malthus, il quale predis-
se che i miglioramenti della qualità della vita sarebbero stati
compromessi dalla crescita della popolazione.
Quale potrebbe essere, quindi, il piano di emergenza per
salvare il pianeta? Il primo passo è determinare quanto siamo
vicini al collasso. A p. 46 lo scienziato ambientale Jonathan
Foley presenta i risultati di uno studio che ha calcolato i limi-
ti di sicurezza di diversi processi ambientali fondamentali da
tenere sotto controllo. E a p. 50 otto esperti propongono spe-
cifici rimedi per non oltrepassare i limiti. Queste proposte po-
trebbero rallentare il degrado, ma potrebbero non bastare.
Secondo l’ambientalista Bill McKibben, del Middlebury Col-
lege, il colpevole è l’ossessione della crescita, a cui dovremmo
rinunciare, come spiega a p. 53 in un brano tratto in esclusiva
dal suo ultimo libro. Secondo gli scettici, le sue idee sono irrea-
lizzabili. A p. 58 Mark Fischetti, di «Scientific American», met-
te alla prova le idee di McKibben in un’intervista.
Per salvare il pianeta dobbiamo fare i conti anche con il
cambiamento climatico. A p. 60 Quirin Schiermeier, giornali-
sta di «Nature», fa il punto sulle lacune della climatologia, che
però non mettono in discussione l’origine antropica del riscal-
damento. Già in passato il nostro pianeta ha sperimentato au-
menti delle temperatura, in quei casi dovuti a fattori naturali.
Jen Christiansen

Ma era un pianeta relativamente disabitato. Oggi ospita quasi


7 miliardi di persone, e l’impatto del riscaldamento sulle colti-
vazioni può avere effetti devastanti sulla società.

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percezione

Vedere
In condizioni opportune, possiamo vedere i colori proibiti dalla teoria della
percezione cromatica. Queste allucinazioni, insieme ad altre di natura
geometrica, aiutano a capire meglio il funzionamento del sistema visivo

di Vincent A. Billock e Brian H. Tsou

logia. Per esempio quando pieghiamo un braccio Piantanida, dello SRI International di Menlo Park,
rilassiamo il tricipite e allo stesso tempo con- in California, hanno documentato un modo per
traiamo il bicipite: tricipite e bicipite sono mu- aggirare le regole percettive che vietano l’esisten-
scoli opponenti, vale a dire operano in opposi- za di colori come il verde rossastro o il blu giallo-
zione diretta fra loro. Nel 1872 il fisiologo gnolo. I due avevano mostrato ad alcuni soggetti
tedesco Ewald Hering ipotizzò che la visio- due campi affiancati, rosso e verde, o giallo e blu,
ne dei colori fosse basata sull’opponenza e appositi strumenti seguivano gli occhi dei sog-
tra rosso e verde, e tra giallo e blu; in cia- getti orientando alcuni specchi per mantenere sta-
scuna zona del campo visivo, i «muscoli» del rosso bili i campi con i colori. In altre parole, i campi con
e del verde si oppongono reciprocamente. La per- i colori venivano fissati sulla retina di ciascun sog-
cezione del rosso in una zona preclude la percezio- getto nonostante i piccoli, incessanti movimenti
ne del verde nella stessa zona e viceversa, proprio oculari. La stabilizzazione dell’immagine produce
come è impossibile piegare e distendere simulta- molti effetti interessanti, per esempio un’immagi-
neamente un braccio. Tutte le tonalità cromatiche ne che sembra frantumarsi e la cui visibilità va e
percepite si possono generare combinando il rosso viene. Crane e Piantanida hanno trovato partico-

«impossibili»
o il verde con il giallo o con il blu. La teoria di He- larmente interessante la tendenza dei bordi a sva-
in sintesi
ring spiegava perché gli esseri umani percepisco- nire nelle immagini stabilizzate. ■ Rosso e verde sono definiti
no insieme il blu e il verde come turchese, il ros- In effetti, i soggetti dell’esperimento hanno vi- colori opponenti perché,
so e il giallo come arancione, e così via; e perché sto svanire il confine tra i due colori opponenti, e i di regola, non riusciamo a
non percepiscono il rosso con il verde o il blu con colori fluire e mescolarsi in un confine ormai ine- vedere simultaneamente
il giallo nello stesso posto e nello stesso tempo. sistente. Altri poi hanno riferito di aver visto il ver- «rossità» e «verdità» in un
de rossastro e il blu giallognolo proibiti; altri anco- unico colore. Lo stesso vale
Colori assurdi ra hanno percepito allucinazioni della tessitura, per anche per il giallo e il blu.
Il fatto di non vedere miscele di colori opponenti esempio un blu scintillante su sfondo giallo. ■ Per lungo tempo si è

S
pesso gli ingegneri caricano una struttu- Ma nessun verde, o altro colore, appare bluastro e è una delle osservazioni più solide delle scienze co- L’articolo di Crane e Piantanida avrebbe dovuto pensato che i responsabili
ra con un peso oppure la scuotono finché giallastro allo stesso tempo. E avete mai visto un gnitive. Le ricerche hanno inoltre indicato che l’op- suscitare molto interesse. Due ricercatori autorevo- dell’opponenza cromatica
non crolla o cade a pezzi. E, come gli in- verde che tende al rosso? Non intendiamo il marro- ponenza cromatica inizia nella retina e nel mesen- li riferivano una violazione importante della legge fossero circuiti cerebrali, e
psicofisica più assodata. E invece l’articolo è quasi che quindi non si potesse
gegneri, molti scienziati nutrono un amore segreto ne color fango che si potrebbe ottenere mescolando cefalo – la prima regione cerebrale coinvolta nella
percepire il verde rossastro
per i test distruttivi: tanto più catastrofico è il disa- tinte, oppure il giallo ottenuto combinando rosso e visione – dove i nervi trasportano dati che corri- passato sotto silenzio tra gli esperti della visione.
o il blu giallastro.
stro, tanto meglio. Gli studiosi della visione evitano verde chiaro, o ancora la trama di un dipinto pun- spondono al segnale di un colore sottratto a un al- Per noi sono quattro le ragioni del disinteresse.
danni (e cause civili) irreversibili, ma trovano affa- tinista composta da punti rossi e verdi. Intendiamo tro. I segnali dei colori puri hanno origine in par- La prima è che il risultato era privo di coerenza: al- ■ Tuttavia, inspecifiche
scinanti e istruttivi i danni reversibili, a volte critici, un singolo colore che appare rossastro e verdastro ticolari cellule della retina, i coni, che rivelano la cuni soggetti vedevano allucinazioni della tessitura condizioni possiamo vedere
invece dei colori proibiti. La seconda è che i colori i colori «proibiti», un indizio
come i disorientamenti spaziali e i blackout visivi allo stesso tempo, e nello stesso posto. luce sotto forma di tre lunghezze d’onda sovrap-
del fatto che l’opponenza
che colpiscono i piloti militari. Al Laboratorio di ri- Creando le giuste condizioni, abbiamo visto poste. Altri tipi di cellule sommano e sottraggono i proibiti erano difficili da descrivere. Crane e Pian-
cromatica nel cervello passa
cerca della U.S. Air Force, esploriamo i difetti visivi questi colori inimmaginabili, o proibiti. E li hanno segnali in uscita dai tre differenti tipi di coni, e pro- tanida hanno provato ad aggirare il problema fa-
per uno stadio che può
più catastrofici, ma reversibili. Creiamo le condi- visti i soggetti dei nostri esperimenti. Abbiamo sco- ducono i segnali relativi ai quattro colori primari: cendo descrivere i colori ad alcuni pittori: ma non essere disattivato.
zioni in cui i soggetti vedono immagini che flui- perto il modo per controllare, o influenzare, le fi- rosso, verde, giallo e blu. Ma è come se il sistema ha funzionato. La terza ragione è che l’esperimento
■ Nellaluce sfarfallante
scono come cera bollente e si frammentano come gure allucinatorie dei cerchi concentrici o dei rag- visivo fosse cablato con un canale di dati rosso- è difficile da replicare: Crane aveva inventato uno
vediamo una varietà di
un mosaico infranto. In questo articolo racconte- gi di una ruota percepiti dai soggetti in una luce meno-verde, in cui i segnali positivi rappresenta- strumento speciale per seguire l’occhio, ma era dif-
allucinazioni geometriche
remo le due disfunzioni del sistema visivo più inte- che sfarfalla rapidamente, anche se il risultato del- no livelli di rosso, i segnali negativi rappresentano ficile da usare, oltre che costoso. Infine, quarta ra-
dotate di proprietà che
ressanti che abbiamo studiato: i colori proibiti e le la nostra influenza si è rivelato opposto alle nostre il verde e zero segnali non rappresentano nessu- gione, i due ricercatori non hanno saputo inqua- indicano un’opponenza
allucinazioni geometriche influenzate. aspettative. Entrambi i fenomeni rivelano qualco- no dei due. E il discorso si ripete per il canale gial- drare il risultato in una teoria. Siamo convinti che geometrica, che mette in
Jen Christiansen

Avete mai visto un giallo bluastro? Attenzione, sa di nuovo sui fondamenti neurali dell’opponenza, lo-meno-blu. Questo schema di circuiti avvalora le questo è stato l’ostacolo più importante: è difficile contrapposizione cerchi
non intendiamo il verde! Alcuni verdi possono ap- uno dei primi concetti della percezione. leggi di Hering dell’opponenza cromatica. riflettere su elementi che non si incastrano nel pa- concentrici e forme a ventola.
parire bluastri, altri tendenti a una tonalità gialla. L’opponenza è un fenomeno diffuso in fisio- Tuttavia nel 1983 Hewitt D. Crane e Thomas P. radigma esistente. Crane e Piantanida hanno ipo-

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Vedere colori vecchi e nuovi
Il fenomeno cognitivo dell’opponenza cromatica (in basso) si può sospendere per consentire la percezione di colori di solito non osservati (si veda la pagina a fronte). Come vedere i colori proibiti q Quando i soggetti fissavano campi
Gli autori hanno scoperto condizioni insolite che permettono di percepire il adiacenti di colori opponenti (in questo caso
blu e giallo) e l’immagine era immobile
Come funziona l’opponenza cromatica q L’aspetto dello spettro è spiegato dal modo in cui i canali a due colori del sistema visivo rispondono alla blu giallognolo e il verde rossastro, cioè due colori proibiti. Questo risultato sulla loro retina, il confine tra i campi
Nell’uomo la visione dei colori sembra basata su due coppie di luce: perché, per esempio, la luce viola appare blu rossastra, e la luce gialla non appare verde rossastra. dimostra che i circuiti cerebrali responsabili dell’opponenza cromatica non sembrava svanire, permettendo ai colori di
colori, definiti colori opponenti: giallo e blu, e rosso e verde. La sono rigidi come si pensava. A quanto pare il meccanismo dell’opponenza mescolarsi (a). Quando un campo era molto
percezione di uno dei due (per esempio il giallo) impedisce la risposta Canale rosso-verde Canale giallo-blu più luminoso dell’altro, le miscele
positiva si può disabilitare. formavano tessiture e strutture, per
percezione del colore opponente (il blu) in quel punto e nello (rosso esempio punti blu su uno sfondo giallo. Ma
stesso istante. Quindi, anche se di regola percepiamo colori e giallo) q Negli esperimenti sui colori proibiti, un apposito strumento segue e controlla i nel caso di una luminanza paragonabile la
movimenti oculari dei soggetti in modo che gli stimoli cromatici rimangono in una maggior parte dei soggetti vedeva
che si combinano con altri colori (come il viola che compare posizione fissa sulla retina. colori nuovi (blu giallastri), di
mescolando rosso e blu) non possiamo vedere un blu solito impossibili da percepire o
giallognolo né un verde rossastro. Il nostro sistema visivo assenza da rappresentare
sembra usare due canali per l’informazione dei colori (a di risposta accuratamente (b).
destra): un canale giallo-meno-blu, che segnala la «giallità» o
Il rosso e il verde si
la «bluità», ma non entrambe, e un canale rosso-meno-verde. cancellano a vicenda,
e lasciano percepire
q Mescolare varie quantità di giallo o di blu con il rosso o con il verde Il colore visibile in il giallo, ma non il
(a) produce tutte le tonalità che vediamo (b). Questa illustrazione si basso è il risultato di verde rossastro.
risposte combinate
ispira all’illustrazione di Edward Hering, che propose la teoria nel 1897.
risposta
dei canali, in questo
caso, il viola. ●
A ●
B

A ●
B
negativa
(blu
e verde)

spettro
del visibile

400 450 500 550 600 650 700


Lunghezza d’onda (nanometri)

tizzato di aver aggirato la parte del sistema visi- to dei colori tanto potente da verificarsi anche nei lizzazione dell’immagine è stata efficace. Nel ca- Luminanza gare l’origine dell’opponenza cromatica nel sistema
vo responsabile dell’opponenza cromatica e di aver colori opponenti. Per verificare questa teoria, ab- so delle immagini equiluminanti, sei osservatori su visivo, senza affidarsi alla sottrazione dei circuiti
attivato un meccanismo di riempimento percetti- biamo collaborato con il tenente colonnello Gerald sette vedevano i colori proibiti, a differenza del- La visione dei colori proibiti può neurali. Nel modello, popolazioni di neuroni com-
essere aiutata dalla percezione con
vo, ma non hanno sviluppato questa teoria. A. Gleason, esperto di movimenti oculari del Labo- la visione del settimo osservatore, che diventava uguale luminanza – che è simile alla
petono per attivarsi, proprio come due specie per la
ratorio di ricerca della U.S. Air Force. quasi subito grigia. I confini tra i due colori sva- luminosità – dei due campi colorati stessa nicchia ecologica. Solo che i neuroni perden-
La nostra idea «luminante»

Cortesia Peter De Graef; strumentazione fotografata da Johan Van Rensbergen del Laboratorio di psicologia sperimentale
Abbiamo assicurato i soggetti allo strumento di nivano, e i colori stessi attraversavano il confine mostrati. Due colori sono ti restano silenti, senza estinguersi. Una simulazio-

dell’Università di Lovanio (apparato sperimentale); George Retseck (esperimento giallo/blu); Jen Christiansen (portatile)
Anni fa abbiamo avuto un’idea sulla possibile Gleason servendoci di una mentoniera, in modo da mescolandosi. A volte il risultato era una specie di equiluminanti quando un loro rapido ne di questa competizione riproduce la classica op-
gli autori scambio provoca una minima
spiegazione delle percezioni variabili nei soggetti ridurre al minimo i movimenti della testa. E abbia- gradiente che passava, per esempio, dal rosso sul- posizione dei colori: per ciascuna lunghezza d’onda
sensazione di sfarfallio. Illustrare la
studiati da Crane e Piantanida. Sapevamo che, ol- mo escluso pittori e non addetti ai lavori. Voleva- la sinistra al verde sulla destra, con ogni possibi- luminanza sulla carta è difficile
i neuroni «rossi» o quelli «verdi», ma non entram-
tre alla stabilizzazione dell’immagine, la permea- mo infatti studiosi della visione, esperti nella teo- le sfumatura intermedia di rosso verdognolo o di perché ognuno di noi ha percezioni bi, sono in condizioni di vincere, un fenomeno che
bilità dei confini è generata da un’altra condizione ria dei colori, scettici sui colori inconcepibili nella verde rossastro. Altre volte vedevamo campi ros- della luminanza differenti, e la vale anche per giallo e blu. Eppure, se la competi-
sperimentale, che si verifica quando la luminanza filosofia di Hering e capaci di descrivere le osser- si e verdi nello stesso posto ma a profondità diffe- stampa introduce cambiamenti nella zione viene a cadere – per esempio quando si ini-
di due colori adiacenti è equivalente. La luminan- vazioni in un forbito «visionese» sintetico, impor- renti. Era come se vedessimo una tonalità attraver- saturazione dei colori, insieme a biscono le connessioni tra popolazioni di neuroni –
variazioni di luminosità.
za è simile, ma non identica, alla luminosità perce- tante quando si biascicano le proprie osservazioni so l’altra senza che nessuna delle due scolorisse. colori in precedenza rivali possono coesistere.
Vincent A. Billock e Brian H.
Catherine Wilson (ruote colorate); Jen Christiansen (grafico dello spettro)
Cortesia General Dynamics, Inc. (Billock); cortesia Brian H. Tsou (Tsou);

Tsou sono biofisici che hanno


pita. Per un osservatore, due colori sono equilumi- a denti stretti. Volevamo, inoltre, soggetti credibili, E spesso vedevamo un verde rossastro o un giallo
applicato i principi della teoria della nanti se il passaggio molto rapido da uno all’altro che potessero testimoniare al cospetto di colleghi bluastro che riempiva l’intero campo. Il cervello a strisce
luminanza
complessità a problemi della visione produce un sfarfallio minimo. increduli. Quindi abbiamo reclutato sette studiosi Curiosamente, a esperimento concluso, due sog- Nel nostro esperimento, quando i campi rosso-
cromatica e spaziale nell’uomo. Quando i soggetti fissano due campi adiacen- della visione, inclusi Gleason e uno di noi (Billock), getti hanno riferito di aver visto il verde rossastro verde o giallo-blu differivano significativamente
Svolgono insieme attività di ricerca ti equiluminanti vedono indebolirsi e poi scompa- dotati di una visione cromatica normale. e il giallo bluastro nella loro immaginazione, an- per luminanza non vedevamo i colori proibiti. Ve-
alla base dell’aeronautica Wright-
Patterson, in Ohio. Billock è lead
rire il confine tra i colori, i quali fluiranno dunque Visto che le persone hanno una percezione va- che se questa visione immaginaria svaniva pre- devamo, invece, tessiture. Per esempio riflessi verdi
scientist alla General Dynamics di l’uno nell’altro, a eccezione delle coppie rosso-ver- riabile della luminanza di colori differenti, prima sto. Possiamo allora rispondere alla domanda po- su un campo rosso o striature blu sul campo giallo,
R>V
Dayton, in Ohio. Tsou è principal de e giallo-blu. Sapevamo, inoltre, che l’effetto- abbiamo misurato le risposte dei soggetti al ros- sta dal filosofo David Hume nel 1739, ovvero: R=V R<V proprio come avevano riferito Crane e Piantanida
scientist al Laboratorio di ricerca scomparsa del confine è più marcato quando l’os- so, al verde, al giallo e al blu. Poi abbiamo mostra- «È possibile percepire un colore nuovo»? La di alcuni loro soggetti. Forse i due avevano usato
della U.S. Air Force. Tsou non può servatore riduce al minimo i movimenti oculari. to campi di rosso e di verde, o di giallo e di blu, af- risposta è sì. Solo che i nuovi colori era- immagini colorate equiluminanti per alcuni sog-
vedere il rosso verdastro perché è
daltonico per rosso e verde, una
Forse gli effetti di equiluminanza e di stabilizza- fiancati. I colori erano stati preparati per apparire no composti da colori familiari. getti, ma non equiluminanti per altri.
condizione che lo ha motivato a zione si combinano in modo sinergico, portando equiluminanti oppure non equiluminanti. I risultati ci hanno indotto a I disegni illusori punteggiati o striati che vede-
studiare la visione dei colori. alla scomparsa del confine e a un mescolamen- La combinazione di equiluminanza e di stabi- sviluppare un modello per spie- vamo erano curiosi. Il loro studio in altri contesti è

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Allucinazioni controllate neamente strutture a strisce di attività neurale co-
me risposta a uno sfarfallio. Nel 2001 Cowan ha
Lo vedi? tati simili quando la figura circondava un centro
vuoto e sfarfallante. In tutti i casi, l’allucinazione
Se vi è capitato di viaggiare su un’auto lungo un viale alberato e di tenere gli ampliato il modello per spiegare altre forme com- era confinata all’area sfarfallante: si estendeva al-
occhi chiusi, probabilmente avrete sperimentato lo «sfarfallio», cioè la plicate. Ma i risultati non offrono un metodo per la figura solo se facevamo apparire e scomparire lo
rapida oscillazione tra luce e buio. Spesso lo sfarfallio in un campo visivo indurre una qualsiasi allucinazione in modo da stu- sfarfallio in sincronia con la luce nell’area vuota.
vuoto (come il retro delle palpebre) induce allucinazioni fugaci di strutture diarla in dettaglio. In effetti, le forme indotte dallo Con il senno di poi questo esito non avrebbe
geometriche, tra cui cerchi concentrici, spirali e forme a ventola, come raggi sfarfallio sono instabili e imprevedibili allo stesso dovuto sorprenderci. Cinquant’anni fa Donald M.
di una ruota. Lo studio dei processi cerebrali svelati da queste illusioni tempo, forse perché ciascun flash perturba l’allu- MacKay, del King’s College di Londra, aveva mo-
potrebbe migliorare se i ricercatori riuscissero a stabilizzare le allucinazioni cinazione provocata in precedenza. Sarebbe mol- strato che, quando forme di ventilatori sono os-
e a controllare il tipo di figura percepita dal soggetto. to utile disporre di una tecnica capace di provocare servate in una luce sfarfallante, appare una debo-
una specifica allucinazione in modo stabile per os- La visione binoculare ci permette di le struttura di anelli concentrici che si sovrappone
servarla a lungo. A quel punto le allucinazioni e la vedere colori proibiti. Provate a alla ventola, e viceversa. Il risultato di McKay si
q La risposta del cervello a esempi fissare le due coppie di rettangoli,
reali di strutture fornisce indizi sulle
matematica di Turing schiuderebbero una finestra può interpretare come il prodotto di una forma di
incrociando gli occhi in modo che
basi neurali delle illusioni dello sulla dinamica del sistema visivo umano. l’area rossa e quella verde si opponenza. Per capire questo aspetto, considerate
sfarfallio. Molte strutture innescano interessante. Sono disegni che emergono in parti- Per stabilizzare le figure indotte dallo sfarfallio che cosa succede quando vedete un lampo brillante
l’attività lungo strisce di neuroni Corteccia visiva sovrappongano (nella coppia in
nella corteccia visiva primaria (a primaria colari miscele di reagenti chimici, in cui le sostan- ci siamo ispirati ad altri sistemi che formano spon- basso fate in modo che le croci si di luce rossa: vedete un’immagine postuma verde,
destra). Quando guardiamo la struttura ze si diffondono in modo asimmetrico o con ve- taneamente figure e che possono diventare preve- fondano). I colori fusi competono a perché il verde è opponente al rosso. Se il sistema
di una ventola si attivano strisce chiazze, in modo instabile. Quando
orizzontali (in basso, a). Cerchi locità differenti. Il matematico Alan Turing aveva dibili introducendo distorsioni ad hoc. Per esempio, visivo elabora forme di ventole e di cerchi concen-
le chiazze cambiano colore alcune
concentrici eccitano strisce verticali (c), introdotto questi sistemi di reazione-diffusione co- immaginate una padella con un velo d’olio, scalda- persone percepiscono sprazzi di trici come forme geometriche opponenti, allora i
e le spirali eccitano strisce oblique (b, me sistemi matematici da studiare. Questi sistemi ta dal basso e raffreddata dall’alto. Se la differenza disegni deboli percepiti nell’illusione di MacKay
d). Presumibilmente le allucinazioni verde rossastro proibito, ma il
geometriche emergono quando lo riproducono le strisce delle zebre, la pelle macula- di temperatura è grande a sufficienza, l’olio bollen- metodo è assai meno affidabile possono essere immagini postume geometriche
sfarfallio stimola la corteccia visiva ta del leopardo, le strutture geometriche di svariati te in salita e l’olio raffreddato in discesa si auto-or- rispetto all’uso di immagini presenti durante gli istanti di buio tra i lampi.
primaria e le eccitazioni si auto- equiluminanti stabilizzate.
organizzano in strutture a strisce. fenomeni biologici, allucinazioni comprese. ganizzeranno in figure a cilindri orizzontali, che, La nostra nuova illusione ha anche un corri-
Le allucinazioni visive caratterizzate da dise- viste dall’alto, appariranno simili a strisce. Ciascun spondente fenomeno cromatico: un campo rosso

A ●
B ●
C ●
D gni geometrici sono generate da molti fattori, qua- cilindro ruota intorno al proprio asse, a causa del fa apparire verdognolo un campo grigio adiacen-
li droghe, emicranie, attacchi epilettici e – il nostro fluido che sale da un lato e scende dall’altro. Se i te. Nelle corrette condizioni dinamiche – il nostro
tipo di figura
osservata

preferito – uno stimolo visivo chiamato «sfarfal- cilindri adiacenti ruotano in direzioni opposte, co- apparato di sfarfallio – una figura induce la figura
lio del campo vuoto». Negli anni trenta dell’Otto- me ruote dentate, le figure sono stabili. opponente nel campo vuoto vicino. In altre parole,
cento David Brewster (inventore del caleidoscopio) L’orientamento dei cilindri, cioè la direzione del- l’illusione di MacKay prevede l’opponenza geome-
aveva scoperto le allucinazioni indotte da sfarfal- le «strisce», è determinato dal caso durante la for- trica separata nel tempo: ventole e cerchi sono pre-
lio. Brewster vedeva queste allucinazioni quando mazione della figura. Ma se iniettiamo un flui- senti in momenti distinti. Il nostro effetto, invece,
del cervello

sfrecciava a occhi chiusi a fianco di una stacciona- do dal basso allora la configurazione dei cilindri è un’opponenza geometrica separata nello spazio:
➥ Letture
risposta

ta esposta alla luce. La staccionata produceva in- si evolverà fino ad allinearsi con il fluido stesso. ventole e cerchi si trovano in regioni adiacenti.
fatti rapidi lampi di luce e di buio («sfarfallio») sul Sviati da questa analogia, volevamo capire se un On Seeing Reddish Green and Anche se possono sembrare elucubrazioni a-
retro delle palpebre. Oggi è più facile replicare l’ef- disegno vicino a un’area vuota sfarfallante avrebbe Yellowish Blue. Crane H.D. e stratte, i colori proibiti e le allucinazioni geometri-
Corteccia Corteccia
sinistra destra fetto chiudendo gli occhi quando si è su un’auto stabilizzato le allucinazioni percepite dai soggetti. Piantanida T.P., in «Science», Vol. 221, che indotte illustrano aspetti importanti della vi-
lungo un viale alberato o, meglio ancora, guardan- Negli esperimenti abbiamo mostrato piccole figure pp. 1078-1080, 1983. sione e della natura delle opponenze percettive. I
do lo schermo di un computer. in forma circolare o di ventola, illuminate con una Perception of Forbidden Colors in
colori proibiti rivelano che l’opponenza cromatica
Le comuni allucinazioni geometriche prodotte luce che lampeggiava rapidamente nell’area vuota. Retinally Stabilized Equiluminant – utile come modello di tutte le opponenze percet-
u Per controllare le
allucinazioni da sfarfallio dallo sfarfallio includono forme a ventola, cerchi Le strutture avrebbero eccitato strisce con un orien- Images: An Indication of Soft-wired tive – non è rigidamente cablata come pensavano
delle persone, gli autori Cortical Color Opponency?
Alain Daussin/Getty Images (bambina nella macchina); George Retseck (cervello);
concentrici, spirali, ragnatele e nidi d’ape. Nel 1979 tamento specifico nella corteccia visiva, e ci aspet- gli psicologi. E che meccanismi di cablaggio meno
hanno mostrato ai soggetti Billock V.A., Gleason G.A. e Tsou B.H., in
piccole forme (in nero) e Jack D. Cowan, dell’Università di Chicago, e il suo tavamo che le eccitazioni indotte dall’area sfarfal- rigidi, come il nostro modello della competizione,
«Journal of the Optical Society of
hanno fatto sfarfallare la luce studente, G. Bard Ermentrout, oggi all’Università lante avrebbero ampliato il disegno con l’aggiunta America», Vol. 18, pp. 2398-2403,
potrebbero essere necessari per capire a fondo co-
nell’area vuota circostante (in
di Pittsburgh, avevano notato che queste imma- di strisce parallele. Pensavamo, quindi, che i sog- ottobre 2001. me il cervello gestisce i colori opponenti.

Jen Christiansen, fonte: Jeffery K. Hovis, Università di Waterloo


alto). I soggetti vedevano
allucinazioni (in grigio) di gini corrispondevano all’eccitazione di strutture getti avrebbero percepito i disegni circolari e le for- Esperimenti che stabilizzano le allucinazio-
cerchi intorno a forme reali di striate di neuroni nella corteccia visiva primaria, me a ventola estese all’area sfarfallante. What Do Catastrophic Visual Binding ni geometriche rivelano che, nonostante l’aspet-
ventole e forme rotanti di Failures Look Like? Billock V.A. e Tsou
ventole intorno a cerchi reali. una regione cerebrale specializzata nella visione. to bizzarro, queste allucinazioni si comportano
Effetti simili si manifestavano Per esempio quando guardiamo cerchi concentrici Ventole e cerchi B.H., in «Trends in Neurosciences», Vol.
in modo simile ai familiari effetti visivi dei colo-
27, pp. 84-89, febbraio 2004.
Catherine Wilson (illusioni geometriche)

con un’area sfarfallante vuota


interna alle figure reali (in
si attivano strisce verticali di neuroni. Una geome- Con grande sorpresa, i soggetti hanno percepi- ri. Inoltre la natura neurale delle opponenze geo-
basso). Questi effetti sono tria a forma di ventola, per esempio i raggi di una to l’effetto opposto. I piccoli cerchi erano sempre Neural Interactions between Flicker- metriche è molto interessante. I disegni opponenti
analoghi a una regione rossa ruota, eccita strisce orizzontali di neuroni, e le spi- circondati da forme illusorie di ventole, che ruota- Induced Self-Organized Visual implicano strisce perpendicolari di neuroni eccitati
che fa sembrare un’area Hallucinations and Physical Stimuli.
grigia adiacente tinta di verde rali eccitano strisce oblique. vano con una frequenza di circa un giro al secon- nella corteccia visiva. È un indizio dei meccanismi
Billock V.A. e Tsou B.H., in «Proceedings
(il colore opponente del In questo modo Ermentrout e Cowan potevano do. Viceversa, lo sfarfallio intorno a piccole forme usati dai circuiti neurali per produrre l’opponenza?
rosso): i cerchi e le forme a of the National Academy of Sciences»,
ventola si comportano da spiegare molte allucinazioni geometriche riferite di ventole evocava allucinazioni di figure circola- Vol. 104, pp. 8490-8495, maggio Per rispondere dovremo concepire nuovi modi per
figure «opponenti». dai soggetti se la corteccia visiva generava sponta- ri che in alcuni casi pulsavano. E ottenevamo risul- 2007. spingere il sistema visivo al limite, e oltre. n

104  LE SCIENZE 500  aprile 2010 www.lescienze.it LE SCIENZE   105


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foreste e immensi oceani offrivano quantità infini- in Svezia, comprendeva ricercatori europei, statu- VaLorE TTuaLE: ≥ 100 4000

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alla rivoluzione industriale e, in tempi più recenti, a una serie di «punti di non ritorno» planetari che

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gli esseri umani è più che raddoppiato, e il nostro plinari sui sistemi fisici e biologici, il team ha in-

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sfruttamento delle risorse ha raggiunto livelli in- dividuato nove processi ambientali che potrebbe-

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in sintesi credibili: il consumo globale di cibo e acqua dol- ro alterare drasticamente le capacità del pianeta di

LIMITE: 4000
■ Benché il problema del ce è più che triplicato, e il consumo di combustibili sostenere la vita umana. Per ciascuno di questi pro-
cambiamento climatico attiri fossili è quadruplicato. L’umanità usa da un terzo a cessi sono stati stabiliti limiti all’interno dei quali
*in CO2-equivalente; rappresenta l’effetto riscaldante di tutti i gas serra
gran parte dell’attenzione metà di tutta la fotosintesi che avviene sulla Terra. l’umanità può ritenersi al sicuro. Sette di essi han-
del pubblico e dei media, Questa crescita sfrenata ha trasformato l’inqui- no valori di soglia molto chiari, definiti in maniera
ci sono problemi ambientali namento da un problema locale a un assalto di di- scientifica per mezzo di un numero: cambiamento menti, e nuovi processi potrebbero venire aggiunti ri e l’alterazione dei sistemi meteorologici regiona- Tutti i principali processi
più preoccupanti, come mensioni planetarie. L’assottigliamento dello strato climatico, perdita di biodiversità, inquinamento da in futuro, ma si tratta comunque di un primo indice li. Già oggi la concentrazione della sola CO2 è di ambientali dovrebbero restare
la perdita di biodiversità di ozono e l’elevata concentrazione di gas serra so- azoto e fosforo (riuniti sotto un’unica voce poiché dei problemi ambientali più pericolosi e di una base 387 parti per milione (ppm), e si continua a discu- all’interno di certi limiti, in modo da
e l’inquinamento da azoto. no due dei problemi più noti, ma stanno emergen- tendono a verificarsi insieme), riduzione dell’ozono di partenza per pensare a come gestirli. tere su quali siano i livelli complessivi di gas serra non compromettere la zona di
E altri processi ambientali della stratosfera, acidificazione degli oceani, consu-
do molti altri effetti negativi. L’improvvisa accele- in grado di causare cambiamenti pericolosi; i va- sicurezza entro cui l’umanità è in
si stanno avvicinando
razione della crescita demografica, del consumo di mo globale di acqua dolce e uso globale del suolo. Il problema dei combustibili fossili lori ipotizzati vanno da a 350 a 550 ppm di CO2e grado di esistere. Le zone colorate
alla soglia critica.
risorse e dei danni ambientali ha cambiato la Ter- Gli altri due processi, inquinamento dovuto all’ae- Capire le cause dei problemi ambientali più ur- («anidride carbonica equivalente», che esprime la indicano quanto è aumentato un
■ Per rendere più sostenibile il ra. Oggi viviamo in un mondo «pieno», con risor- rosol atmosferico e inquinamento chimico globale, genti ci mette sulla buona strada per risolverli. Per concentrazione di tutti i gas serra combinati). Nella processo rispetto ai livelli
pianeta, e la sopravvivenza se limitate e ridotta capacità di assorbire gli scar- non sono stati studiati a sufficienza per stabilire li- due di essi (cambiamento climatico e acidificazio- nostra analisi, suggeriamo un prudente obiettivo a preindustriali, fino a raggiungere o
della specie umana su di miti numerici precisi.
ti. Perciò anche le regole per vivere il pianeta sono ne degli oceani) una causa è fin troppo familiare: lungo termine di 350 ppm per tenere il pianeta lon- superare il valore di soglia. Per la
esso, è indispensabile
cambiate. Dobbiamo intervenire in modo da vive- Secondo questa analisi, la Terra ha già oltrepas- l’uso dei combustibili fossili, che liberano anidride tano dai valori soglia climatici. Per raggiungerlo, biodiversità, l’azoto e il cambiamento
passare subito alle fonti
re all’interno della «zona di sicurezza» dei nostri si- sato i limiti in tre casi: perdita della biodiversità, in- carbonica (CO2) nell’atmosfera. bisogna attivarsi subito per stabilizzare le emissio- climatico, i limiti sono già stati
di energia a basse emissioni
di carbonio, ridurre la stemi ambientali. Se non rivedremo il nostro modo quinamento da azoto e cambiamento climatico. Ma Cambiamento climatico. La Terra sta già suben- ni di gas serra e, nei prossimi decenni, ridurle ben oltrepassati.
deforestazione e di agire, provocheremo cambiamenti ambientali anche negli altri processi per cui è stato stabilito un do un significativo riscaldamento dovuto all’atti- al di sotto dei livelli attuali.
rivoluzionare le pratiche catastrofici che potrebbero avere conseguenze di- limite numerico la tendenza è inequivocabilmen- vità umana, e scienziati e governanti sono alla ri- Acidificazione degli oceani. è il parente meno
agricole. sastrose per l’umanità. te verso il raggiungimento della soglia. I singoli va- cerca di strategie per evitarne le conseguenze più noto del cambiamento climatico. L’aumento della
Che cosa potrebbe causare questi cambiamen- lori potrebbero avere bisogno di piccoli aggiusta- devastanti, come la scomparsa delle calotte pola- concentrazione di CO2 nell’atmosfera si accompa-

46  LE SCIENZE 500  aprile 2010 www.lescienze.it LE SCIENZE   47


in modo frammentario, considerando indipenden-
Verso il limite temente ciascun limite, mentre sono fortemen-
Permettere ai processi ambientali di oltrepassare certi limiti può avere conseguenze molto pericolose. Per evitarle, è necessario agire per mantenere te interconnessi. Quando si oltrepassa una soglia
questi processi entro la soglia di sicurezza. (Per maggiori informazioni, si veda Soluzioni per le sfide ambientali, a p. 50). aumenta la pressione sulle altre, e il rischio di pro-
durre un altro sforamento è maggiore. Per esem-
PROCESSO AMBIENTALE CONSEGUENZE SE SUPERATO POSSIBILI SOLUZIONI
pio, se il limite per il cambiamento climatico venis-
Perdita di biodiversità Collasso degli ecosistemi terrestri e marini Ridurre la deforestazione e lo sviluppo; pagare per i servizi ambientali se superato, probabilmente aumenterebbe il tasso
Ciclo dell’azoto Espansione delle zone morte in laghi e mari Ridurre l’uso di fertilizzanti; trattare i residui animali; passare ai veicoli di estinzione. Ancora, l’inquinamento da fosforo e
ibridi azoto può compromettere la resilienza degli ecosi-
Ciclo del fosforo Alterazione delle catene alimentari marine Ridurre l’uso di fertilizzanti; trattare i residui animali; trattare meglio i stemi acquatici, accelerando enormemente la per-
residui umani dita di biodiversità. Se cercheremo di risolvere un
Cambiamento Scioglimento di ghiacciai e poli; alterazioni Passare a fonti e combustibili a basso contenuto di carbonio; tassare le problema alla volta probabilmente falliremo.
climatico climatiche locali emissioni di carbonio In un periodo così critico, gli scienziati non pos-
Uso del suolo Collasso dei biomi Limitare l’espansione urbana; migliorare l’efficienza agricola; pagare per sono limitarsi a definire i problemi, ma devono an-
i servizi ambientali che iniziare a proporre soluzioni. Queste sono al-
Acidificazione Morte di microrganismi e coralli; riduzione Passare a fonti e combustibili a basso contenuto di carbonio; ridurre il cune delle nostre idee:
degli oceani dell’assorbimento del carbonio dilavamento dei fertilizzanti
Consumo di acqua dolce Danni a vegetazione e colture Migliorare l’efficienza dell’irrigazione; installare sistemi a flusso ridotto n  assare a un sistema energetico efficiente e a bas-
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Riduzione dell’ozono Danni da radiazioni su umani, animali e piante Eliminare gli idroclorofluorocarburi; testare gli effetti di nuovi composti so consumo di combustibili fossili. Il cambiamen-
della stratosfera chimici to climatico e l’acidificazione degli oceani im-
pongono di stabilizzare le concentrazioni di CO2
gna a un aumento di CO2 che si dissolve in mare Degradation) dell’ONU, che sviluppa finanziamenti L’obiezione forse più importante, tuttavia, ri- Le enormi fioriture di alghe il prima possibile, preferibilmente al di sotto del-
sotto forma di acido carbonico, rendendo più aci- per rallentare l’abbattimento delle foreste tropicali, guarda il rischio che, fissando dei limiti, si possa (vortici verdi in basso) che le 350 ppm. Questa transizione richiederà miglio-
de le acque superficiali. Con un pH 8,2, gli ocea- permettono di affrontare contemporaneamente la pensare che la distruzione dell’ambiente sia accet- caratterizzano il Mar Nero sono ramenti nell’efficienza energetica e un rapido svi-
ni sono naturalmente basici, ma i dati indicano che perdita di biodiversità e le emissioni di carbonio, e tabile finché rimane entro quei valori. Non è que- provocate dal dilavamento delle luppo delle fonti di energia a basse emissioni.
il valore è già sceso a quasi 8,0 e continua a dimi- potrebbero risultare molto efficaci. sto che volevamo dire. Non bisogna aspettare di sostanze usate in agricoltura, che
nuire. L’indicatore da noi scelto per quantificare il Inquinamento da azoto e fosforo. La diffusione arrivare al limite prima di reagire. Teniamo con- vengono trasportate dal Danubio (in n  idurre drasticamente la deforestazione e il de-
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danno prodotto da questo cambiamento è il livello dei fertilizzanti industriali ha sconvolto la chimica to che già passando da un terzo del valore limi- basso nella foto) e minacciano gli grado del suolo, soprattutto nelle foreste tropica-
dell’aragonite, un minerale simile al carbonato di del pianeta, raddoppiando i flussi di fosforo e azoto te a due terzi si produrrebbero danni importanti. ecosistemi acquatici. Si tratta di un li. Molti dei limiti planetari, soprattutto quelli per
calcio, negli strati d’acqua più superficiali. Molti or- negli ecosistemi, fino a livelli di circa 121 milio- Chiediamo perciò alle persone di essere sufficien- esempio dell’interconnessione la biodiversità, rischiano di essere compromes-
ganismi, dai coralli a molte specie di fitoplancton, ni di tonnellate di azoto e 9 milioni di tonnellate di temente intelligenti e altruiste (nei confronti del- esistente tra i vari processi ambientali, si dall’espansione continua degli insediamen-
dipendono dall’aragonite per formare il proprio fosforo all’anno. Entrambe le sostanze stanno cau- le generazioni future) da non rendere la situazio- in questo caso l’uso del suolo e la ti umani.
scheletro o conchiglia. Un aumento dell’acidità può sando un diffuso inquinamento idrogeologico, de- ne peggiore di quanto già non sia. È importante biodiversità.
indebolire gravemente gli ecosistemi marini e le ca- gradando numerosi laghi e fiumi e sconvolgendo le rimanere il più lontano possibile dai limiti, perché n Investire in pratiche agricole rivoluzionarie. Di-
tene alimentari: un’altra ragione per ridurre il con- aree costiere marine in cui sono sorte vaste «zone ognuno di essi rischia di trasformarsi in una cri- versi valori di soglia, tra cui quelli dell’inquina-
sumo di combustibili fossili. morte» con bassi livelli di ossigeno. Servono nuo- si ambientale. mento delle acque e del consumo di acqua dolce,
ve pratiche agricole che incrementino la produzio- La maggior parte delle critiche che abbiamo ri- dipendono dai nostri sistemi agricoli. Nuovi ap-
Cibo poco sostenibile ne senza danneggiare l’ambiente. cevuto è stata intelligente, e molte di esse erano in procci sono possibili, con nuove varietà vegetali
L’autore Benché l’umanità sfrutti già il 35 per cento del- Esaurimento dell’acqua dolce. Ogni anno prele- realtà già state previste. Sapevamo che il concetto e tecniche agricole di precisione, oltre che con un
le terre emerse per l’agricoltura e l’allevamento, viamo 2600 chilometri cubi di acqua dolce da fiu- di limite avrebbe richiesto studi più approfonditi, ➥ Letture uso più efficiente dell’acqua e dei fertilizzanti.
la prima causa di deforestazione è la creazione di mi, laghi e falde acquifere per irrigazione (70 per soprattutto per quanto riguarda le cifre, sulle qua-
nuove coltivazioni. Diversi limiti planetari sono a cento), industria (20 per cento) e usi domestici (10 li stiamo infatti continuando a lavorare. Riteneva- A safe operating space for humanity. Non ci sono sistemi semplici per rendere il fu-

Cortesia SeaWiFS Project, NASA/Goddard Space Flight Center e Orbimage


Rockström J. e altri, in «Nature», Vol.
rischio di essere superati a causa dell’uso che fac- per cento). Per questo la portata di molti grandi fiu- mo però che il concetto di base fosse interessante, 461, pp. 472-475, 24 settembre 2009.
turo più sostenibile. Con l’esperienza sviluppere-
ciamo del suolo. mi è ridotta, e alcuni si stanno addirittura prosciu- e che avrebbe aiutato a formare un’opinione col- mo nuovi principi da applicare all’economia, al-
Perdita di biodiversità. Lo sviluppo umano sta gando. La futura domanda di acqua dolce potrebbe lettiva sui limiti ambientali dell’esistenza umana. Commentaries: planetary la politica e alla società, sempre però consapevoli
causando una delle più grandi estinzioni della sto- essere enorme, perciò è necessario migliorare dra- Speravamo inoltre che i risultati avrebbero avviato boundaries. In «Nature Reports Climate che la nostra comprensione dei processi ambienta-
ria. Il tasso di scomparsa delle specie è da 100 a sticamente l’efficienza del suo uso. una discussione all’interno della comunità scienti- Change», Vol. 3, pp. 112-119, ottobre li e umani è limitata. Grazie ai risultati raggiunti e
2009. http://blogs.nature.com/
1000 volte più alto rispetto ai tassi naturali osser- L’articolo pubblicato pochi mesi fa su «Nature» fica, cosa che sembra essere avvenuta. climatefeedback/2009/09/
alle innovazioni disponibili saremo in grado di rea-
Jonathan Foley è direttore vati nei reperti geologici. L’estinzione riguarda sia dal nostro gruppo ha stimolato un vivace dibattito planetary_boundaries.html. gire ai mutamenti ambientali e alle nuove necessi-
dell’Institute of Environment gli ecosistemi terrestri sia quelli marini, e potreb- scientifico. Il lavoro è stato accolto piuttosto posi- Possibili soluzioni tà della società, migliorando la resilienza dei siste-
Cortesia Joe Treleven (Foley)

dell’Università del Minnesota. Dopo be alterare i processi ecologici su scala regionale tivamente e per ciò che è: un esperimento mentale Se si vuole risolvere i problemi economici, so- Planetary boundaries: exploring the mi naturali e umani in modo da renderli più robusti
una formazione come scienziato e globale. Serve maggiore impegno nella conser- che cerca di definire dei limiti da non superare nel- ciali e ambientali legati alla sostenibilità globa- safe operating space for humanity. e meno vulnerabili agli shock che molto probabil-
dell’atmosfera, oggi lavora Rockström J. e altri, in «Ecology and
principalmente alla connessione
vazione della biodiversità, soprattutto nelle foreste lo sfruttamento dell’ambiente. Qualcuno ha critica- le, bisogna necessariamente rispettare una serie Society», Vol. 14, n. 2, articolo 32,
mente si verificheranno. Fino ad allora, però, do-
esistente tra l’uso del suolo, tropicali. Iniziative come il programma REDD (Re- to il fatto stesso di voler porre dei limiti, mentre al- di limiti nel nostro rapporto con il pianeta. Alcu- 2009. www.stockholmresilience.org/ vremo fare del nostro meglio per adattarci a vivere
l’agricoltura e l’ambiente globale. ducing Emissions from Deforestation and Forest tri sono in disaccordo sui numeri. ne questioni hanno iniziato a essere affrontate, ma planetary-boundaries. entro i limiti di un pianeta sempre più stretto. n

48  LE SCIENZE 500  aprile 2010 www.lescienze.it LE SCIENZE   49


Soluzioni per le sfide ambientali
Le proposte di alcuni esperti per tenere sotto controllo i processi ambientali

• PERDITA DI BIODIVERSITÀ
Gretchen C. Daily, professore di scienze ambientali,
• CICLO DELL’AZOTO
Robert Howarth, professore di ecologia e biologia
• CICLO DEL FOSFORO
David A. Vaccari,
• CCLIMATICO
AMBIAMENTO • USO DEL SUOLO
Eric F. Lambin, professore di scienze della Terra,
Stanford University ambientale, Cornell University direttore del Dipartimento di Adele C. Morris, Stanford University e Università Cattolica di Lovanio
ingegneria civile, ambientale responsabile politiche,
Le attività umane hanno specie perenni, come le erbacee, e marina, Stevens progetto «Climate and Energy Per controllare l’impatto dello sviluppo. Anche la domanda di
profondamente alterato i flussi di al posto del mais: in questo caso Institute of Technology Economics», Brookings sviluppo umano, dovremmo terreni agricoli può essere ridotta:
azoto sul pianeta. Il fattore che più le perdite di azoto calerebbero Institution prestare attenzione alla basta ridurre gli sprechi lungo le
contribuisce in assoluto è l’uso dei notevolmente. L’aumento del benessere sta distribuzione globale delle colture. filiere alimentari, incoraggiare una
fertilizzanti. In alcune regioni, però, Un altro grosso problema è l’azoto facendo crescere la domanda di Stabilire la concentrazione L’agricoltura intensiva dovrebbe crescita demografica più contenuta,
per esempio nel nord-est degli Stati proveniente dagli allevamenti fosforo più rapidamente della atmosferica accettabile dei gas concentrarsi solo sui terreni garantire una distribuzione più equa
Uniti, la parte del leone spetta ai intensivi. Negli anni settanta gli popolazione. Ai ritmi attuali, le serra può sembrare una decisione migliori, quelli che possono fornire del cibo e ridurre significativamente
combustibili fossili. In questo caso animali erano nutriti con mangimi di riserve mondiali dureranno meno di scientifica, ma implica una scelta rese elevate. Purtroppo, stiamo il consumo di carne nei paesi ricchi.
la soluzione è conservare l’energia provenienza locale, e i loro residui un secolo. Abbiamo quindi due economica, per valutare costi e perdendo una parte significativa di È inoltre possibile riservare più terra
e usarla in maniera più efficiente. I venivano reimpiegati come obiettivi: conservare il fosforo come benefici, e una scelta politica, per questi terreni. Rischiamo di per la natura adottando politiche
veicoli ibridi sono una soluzione: le concime. Oggi i mangimi risorsa e ridurre i danni agli decidere chi pagherà. Servono raggiungere un punto in cui ogni forti di gestione del territorio, come
loro emissioni di azoto sono provengono per la maggior parte da ecosistemi costieri dovuti al suo quindi approcci che minimizzano i aumento della produzione di cibo ha fatto l’Unione Europea. Alcuni
FORESTA PLUVIALE, COSTA RICA
significativamente inferiori rispetto centinaia di chilometri di distanza, dilavamento. Il flusso di fosforo più costi e mantengono alto il (per non parlare dei biocarburanti) paesi in via di sviluppo (Cina,
ai veicoli tradizionali, perché il rendendo poco conveniente il sostenibile per l’ambiente sarebbe consenso. Il primo passo è evitare produrrà un rapido disboscamento Vietnam, Costa Rica) sono riusciti a
Gli approcci tradizionali alla «ecocompensazioni»: politiche e motore si spegne durante le soste. ritorno del concime al campo. quello naturale: sette milioni di di alienare il consenso per inseguire delle foreste tropicali e di altri passare dalla deforestazione alla
conservazione, da soli, sono meccanismi di finanziamento Anche le emissioni di azoto La soluzione? Obbligare i proprietari tonnellate all’anno (Mt/y). Per risultati a breve termine: esistono ecosistemi, oltre all’uso dei terreni riforestazione grazie a strategie
destinati a fallire. Le riserve naturali innovativi che premiano la provenienti dalle centrali elettriche degli allevamenti a trattare i residui, raggiungere questo obiettivo soglie economiche e politiche oltre marginali, quelli con le rese più ambientali migliori, a una forte
sono troppo poche, piccole, isolate e conservazione e il ripristino delle statunitensi potrebbero essere così come i Comuni devono trattare soddisfacendo nel contempo il le quali gli elettori si arrabbiano. basse. volontà politica di modernizzare
soggette a cambiamenti per tutelare risorse. Inoltre, sta creando «aree di ridotte, se gli impianti antecedenti le acque reflue. Inoltre, se tutti consumo umano (22 Mt/y), Politiche climatiche basate sui Possiamo evitare di perdere i terreni l’uso del suolo, a cambiamenti
più di una piccola frazione della conservazione delle funzioni al Clean Air Act fossero obbligati a mangiassimo meno carne, si dovremmo riciclare o riutilizzare il prezzi possono aiutare a contenere i migliori controllando il degrado del culturali, alla regolamentazione
biodiversità del pianeta. La sfida è ecosistemiche» che copriranno fino al mettersi in regola. Questi impianti genererebbero meno residui animali 72 per cento del fosforo che costi. A livello nazionale, un’opzione suolo, l’esaurimento dell’acqua dell’uso del suolo e a incentivi alla
rendere la conservazione attraente, 18 per cento del territorio. inquinano decisamente troppo in e ci sarebbe bisogno di meno usiamo. Ovviamente, se la domanda è una tassa sui gas serra di importo dolce e l’espansione dei centri conservazione dei servizi
dal punto di vista economico e da Tre fattori contribuirebbero relazione all’elettricità che fertilizzanti di sintesi. L’ideale dovesse aumentare, questa ragionevole ma crescente, oppure urbani. Questa fase richiederà una ecosistemici. La sfida per queste
quello culturale. all’adozione di questi modelli nel producono. sarebbe mangiare la carne di percentuale dovrebbe crescere di un sistema cap-and-trade, in cui i strategia a zone e l’adozione di nazioni è continuare su questa
Non possiamo continuare a trattare resto del mondo. Primo, nuove In agricoltura sarebbe possibile animali allevati all’aperto e nutriti conseguenza. permessi di emissione vengono pratiche agricole più efficienti, strada senza dover aumentare le
la natura come una risorsa infinita. conoscenze e strumenti per usare meno fertilizzanti, con un calo con erbacee perenni. Molto potrebbe essere fatto con le scambiati a prezzi che rientrano in soprattutto nei paesi in via di importazioni di cibo.
Dipendiamo dalla natura per la valutare e gestire il capitale delle rese minimo o addirittura La crescita improvvisa dell’uso tecnologie esistenti. Le tecniche un intervallo prestabilito, che
sicurezza alimentare, l’acqua pulita, naturale, in termini biofisici, nullo. Il dilavamento dei nutrienti è dell’etanolo come biocarburante ha agricole conservative, come il no-till aumenta nel tempo. Un intervallo di
la stabilità climatica, l’energia e economici e così via. Per esempio il particolarmente problematico nei aggravato il problema. Diversi studi e i terrazzamenti, consentirebbero prezzi regolamentato manterrebbe
molti altri servizi biofisici. Per Natural Capital Project ha campi di mais, perché le radici di hanno confermato che, se gli di eliminare dai fiumi 7,2 Mt/y. Tutto il costo delle emissioni abbastanza
mantenere questi benefici vitali non sviluppato InVEST, un software che questa pianta penetrano per pochi obiettivi degli Stati Uniti sulla il fosforo contenuto nei residui alto da incentivare i programmi di
bastano poche riserve in località integra la valutazione dei servizi centimetri nel terreno e assimilano produzione di etanolo verranno animali che attualmente non abbattimento, ma limiterebbe i
remote: bisogna creare ovunque ecosistemici con le compensazioni, le sostanze solo per due mesi rispettati, l’azoto che finirà nel vengono riciclati (circa 5,5 Mt/y) rischi per l’economia se i prezzi si
«stazioni di servizio ecosistemiche». e che può essere usato per all’anno. Il consumo di azoto fiume Mississippi e nel Golfo del potrebbe essere sostanzialmente rivelassero troppo alti. Anche gli
Alcuni stanno integrando pianificare lo sviluppo del suolo e potrebbe poi essere ridotto di un Messico provocherà un’espansione Jen Christiansen (grafica); Imageplus/Corbis (foto aerea) eliminato se li impiegassimo come accordi internazionali dovrebbero
conservazione e sviluppo umano. Il delle risorse. Secondo, prove ulteriore 30 per cento o più se solo del 30-40 per cento delle zone concime. Per i residui umani, le agire sui prezzi anziché imporre
Doug Wechsler Animals Animals/Earth Scenes

governo del Costa Rica paga i concrete di questi strumenti nella gli agricoltori piantassero colture morte. L’alternativa migliore tecnologie permetterebbero il limiti fisici di emissione spesso
proprietari dei terreni per i servizi gestione delle risorse. Terzo, invernali, come la segale o il sarebbe abbandonare la produzione recupero del 50-80 per cento del impraticabili. Per esempio, un
ecosistemici offerti dalle foreste cooperazione tra i governi, le frumento, che aiutano il suolo a di etanolo dal mais. Se il paese fosforo, risparmiando ulteriori 1,05 trattato sul clima potrebbe
tropicali, come la compensazione organizzazioni per lo sviluppo, le trattenere l’azoto. Queste piante vuole passare ai biocarburanti, Mt/y. Si tratta di azioni «facili», permettere ai paesi di imporre una
delle emissioni di carbonio, la aziende e le popolazioni per aiutare aumentano, tra l’altro, bisognerebbe optare per erbe e basate su tecnologie già disponibili. tassa di entità convenuta. Questa
produzione di energia idroelettrica, la le nazioni più povere a costruire l’assorbimento del carbonio da alberi da bruciare per cogenerare Ciò nonostante, permetterebbero di flessibilità eliminerebbe il sospetto
tutela della biodiversità e il patrimonio economie più solide mantenendo parte del terreno, contribuendo a calore ed elettricità. Le emissioni di portare la quantità che finisce nei che il cap-and-trade sia un ostacolo
paesaggistico. La Cina sta investendo nel contempo i servizi ecosistemici mitigare il cambiamento climatico. azoto e di gas serra sarebbero fiumi da 22 a 8,25 Mt/y, ossia poco alla lotta alla povertà nei paesi in via CAMPI COLTIVATI E URBANIZZAZIONE
100 miliardi di dollari in essenziali. Ancora meglio sarebbe piantare notevolmente inferiori. al di sopra del flusso naturale. di sviluppo.

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• ADEGLI
CIDIFICAZIONE
OCEANI
• CONSUMO DI ACQUA DOLCE
Peter H. Gleick, presidente, Pacific Institute
• RDELL’OZONO
IDUZIONE

Scott C. Doney, ricercatore, David Fahey, chimico,


Woods Hole Oceanographic Earth System Research
Institution Laboratory, NOAA

Gli oceani stanno diventando In vent’anni il Protocollo di Montreal


sempre più acidi a causa delle per la protezione dell’ozono ha
emissioni di CO2,ma ci sono permesso di ridurre il consumo
soluzioni a livello sia globale sia delle sostanze più dannose –
regionale e locale. Globalmente, principalmente clorofluorocarburi
dobbiamo fermare l’immissione di (CFC) e idrocarburi alogenati – del
CO2 nell’atmosfera e forse 95 per cento. Al 1° gennaio 2010 la
riportarne la concentrazione ai livelli produzione di queste sostanze era
preindustriali. Per farlo dobbiamo vietata nei 195 paesi che hanno
aumentare l’efficienza energetica, IRRIGAZIONE firmato il protocollo, e lo strato di
passare alle fonti rinnovabili e al A GOCCIA ozono dovrebbe ristabilirsi quasi del
nucleare, proteggere le foreste e tutto entro la fine del secolo. Il
studiare tecnologie per il sequestro protocollo prevede l’uso di sostituti
del carbonio. Anche a livello Pochi osservatori ragionevoli quantificare con esattezza, è stato temporanei, come gli
regionale si può fare molto. Studi negherebbero la necessità di fissare chiaramente superato in molti idroclorofluorocarburi (HCFC), e il
recenti indicano che il dilavamento limiti al consumo di acqua dolce. bacini, tra cui il Lago d’Aral, le passaggio a composti che non
dei fertilizzanti non solo crea zone Più difficile è invece stabilire con Everglades, la California centrale e causano danni, come gli
morte nelle acque costiere, ma esattezza questi limiti e decidere molti bacini idrografici della Cina. idrofluorocarburi (HFC). Il successo
accelera anche l’acidificazione degli come fare a rispettarli. La buona notizia è che è possibile dell’iniziativa dipenderà da vari
oceani. L’eccesso di nutrienti fa Un modo per introdurli è il concetto risparmiare acqua senza fattori:
crescere più fitoplancton, che, di picco dell’acqua, nelle sue tre danneggiare la salute umana o la n Continuare a monitorare lo strato
morendo e decomponendosi, diverse varianti. Il «picco delle produttività economica. Per di ozono per rilevare eventuali
aggiunge altra CO2 all’acqua. Per acque rinnovabili» è il limite esempio migliorando l’efficienza cambiamenti e assicurarsi che le
ridurre questa crescita bisogna massimo di tutti i flussi rinnovabili idrica. È possibile produrre più cibo nazioni rispettino i regolamenti
usare i fertilizzanti in modo più all’interno di un bacino idrografico. con meno acqua (e meno (per esempio, che gli HCFC
efficiente e trattare i residui animali. Molti dei maggiori fiumi del mondo inquinamento idrogeologico) se si vengano abbandonati entro il
Altre misure regionali riguardano la si stanno già avvicinando a questa passa dalle tradizionali tecniche di 2030).
riduzione delle piogge acide. A soglia, che viene superata se irrigazione per allagamento n Mantenere attivo il Comitato di
livello locale sono state proposte l’evaporazione e il consumo sono all’irrigazione a goccia e agli valutazione scientifica, che
diverse soluzioni. Le acque acide maggiori del riempimento dovuto spruzzatori di precisione, oltre a identifica le cause delle variazioni
possono essere tamponate con alle precipitazioni e ad altre fonti monitorare e gestire con maggiore nello strato di ozono e valuta
calcare o con basi chimiche naturali. Il «picco delle acque non attenzione l’umidità del suolo. Le l’eventuale pericolosità delle
prodotte per via elettrochimica a rinnovabili» si verifica laddove l’uso centrali elettriche convenzionali nuove sostanze chimiche.
partire da acqua marina e rocce. Più umano eccede di gran lunga i tassi possono passare dal n Mantenere il Comitato di
pratico sarebbe proteggere naturali di ripristino, come è il caso raffreddamento ad acqua al valutazione tecnologica ed
specifiche popolazioni di molluschi delle falde acquifere fossili nelle raffreddamento a secco, e possono economica, che fornisce
e acquacolture. In alcuni molluschi, Great Plains americane, in Libia, in essere potenziate le fonti che hanno informazioni sulle tecnologie

Bob Rowan Progressive image/Corbis (irrigazione); cortesia Ozone Hole Watch/NASA (globo)
infatti, come vongole e ostriche, le India, nel nord della Cina e nella bisogno di pochissima acqua, come alternative e sui composti
larve sembrano più sensibili degli California centrale. In questi bacini il fotovoltaico e l’eolico. Inoltre, in sostitutivi, permettendo ai paesi di
adulti all’acidificazione, e nuovi il ritmo di estrazione aumenta milioni di case è possibile sostituire soddisfare la domanda di prodotti
studi suggeriscono che la inizialmente, ma poi diminuisce via apparecchiature poco efficienti con come frigoriferi, condizionatori e
reimmissione di conchiglie vuote via che i costi e gli sforzi necessari altre più moderne, per esempio spray senza danneggiare l’ozono.
nei fondali aiuterebbe a stabilizzare per ottenere la risorsa crescono lavatrici, WC e diffusori della doccia. I due comitati dovranno inoltre
il pH, offrendo un appiglio migliore (analogamente a quanto avviene valutare il cambiamento climatico
alle larve. Si prevede che la con il petrolio). in relazione al ripristino
IL BUCO NELL’OZONO
diminuzione del pH degli oceani Il «picco ecologico» è infine l’idea dell’ozono. Il primo influisce infatti
(in blu)
continuerà ad accelerare, e che gli che, in ogni sistema idrologico, se si sulla quantità di quest’ultimo,
ecosistemi marini dovranno aumenta il prelievo prima o poi si poiché altera la composizione
adattarvisi. Possiamo aiutarli raggiunge il punto in cui ogni chimica e le dinamiche della
riducendo l’inquinamento e la pesca beneficio economico derivante stratosfera. Inoltre, i composti
indiscriminata, in modo da rendere dall’estrazione viene sostitutivi come gli HCFC e gli
questi ecosistemi più adatti a annullato dalla distruzione HFC sono gas serra, e la grande
sopportare l’acidificazione mentre ecologica che si produce. domanda di HFC prevista
abbandoniamo gradualmente i Sebbene questo punto potrebbe avere conseguenze
combustibili fossili. sia difficile da importanti sul clima.

52  LE SCIENZE 500  aprile 2010


Sconfiggere
il mito
della crescita
G L’unica soluzione per
li scienziati hanno proposto soluzioni convincenti per limitare specifici danni
ambientali e rallentare il consumo di specifiche risorse. Secondo Bill McKib­
ben, visiting scholar del Middlebury College e cofondatore di 350.org, gruppo tutelare il futuro
che si occupa di sensibilizzare opinione pubblica e decisori politici all’azione contro il
cambiamento climatico, per fermare davvero il degrado del pianeta dobbiamo mettere della nostra società è
da parte l’ossessione della crescita economica. passare dalla crescita
Nel suo nuovo libro, Eaarth. Making a Life on Tough New Planet, McKibben scrive
che oggi l’umanità vive in un mondo radicalmente diverso, che ha battezzato Eaarth. senza limiti alla
Questo pianeta non è più in grado di sostenere il modello di crescita economica che ne­
gli ultimi due secoli ha guidato la nostra società. Per evitare di collassare dobbiamo gestione intelligente
cercare di tenere un equilibrio tra grado di benessere e risorse, soprattutto muovendoci della ricchezza
verso economie più sostenibili e localizzate.
Nel testo che segue, estratto da alcune parti del libro, McKibben espone la sua posi­ e delle risorse
zione. Nei box, riassunti da diversi capitoli, espone alcuni esempi di successo nella pro­
duzione locale di cibo e di energia.
la redazione

Nuovi pianeti richiedono nuove abitudini. Se uscite dalla bolla d’aria della vostra di Bill McKibben
base marziana e iniziate a respirare, non avrete certo una bella esperienza. Semplice­
mente, non possiamo vivere sulla nuova Terra come se fosse quella vecchia: è una pos­
sibilità che abbiamo cancellato.
Nel mondo in cui siamo cresciuti, l’abitudine politica ed economica più radicata era
la crescita. Da Adam Smith in poi, per due secoli e mezzo, abbiamo pensato che «di più»
volesse dire «meglio», e che la risposta a ogni problema fosse un’altra spinta all’espan­
sione. La ragione è che questa strategia ha funzionato, almeno per un lungo periodo: le
George Retseck (sfondo libro)

vite comode e relativamente sicure condotte da noi occidentali sono il prodotto di die­
ci generazioni di crescita economica costante. Ma ora che siamo bloccati tra una roccia Adattato da Eaarth. Making a Life on a Tough New
esaurita e un posto caldo dobbiamo guardare al futuro con lucidità. Sul nostro nuovo Planet, di Bill McKibben, per gentile concessione
pianeta la crescita economica potrebbe essere la prima grande abitudine a cui rinun­ di Times Books, Henry Holt and Company
ciare in modo definitivo. © Bill McKibben, 2010
***

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***
“Possiamo creare condizioni migliori La prospettiva potrebbe sembrare un po’ triste.
Ma possiamo creare condizioni durature, addirittu­ Soluzioni per il cibo locale
e durature per abitare questo nuovo ra piacevoli, per abitare questo pianeta. Anzitutto
pianeta, ma prima dobbiamo capire che
il futuro non somiglierà al passato”
dobbiamo renderci conto di dove siamo. Dobbia­
mo mitigare la nostra istintiva convinzione per cui
il futuro sarà simile al passato e il nostro ottimi­
N egli ultimi 25 anni, a fronte della rapida diffusione dell’agricoltura industriale su
larga scala, dei pesticidi e delle piante geneticamente modificate, la quantità di
cibo pro capite è diminuita. Le persone serie hanno iniziato a ripensare l’agricoltura
smo riguardo a un futuro sempre più facile. Penso su piccola scala, per produrre molto cibo in fattorie relativamente piccole senza
che ne siamo coscienti nel profondo, addirittura da usare fertilizzanti sintetici o prodotti chimici.
Mi rendo conto che è il momento peggiore per prima che arrivasse la recessione di Bush. Per gli Spesso la nuova agricoltura funziona meglio quando combina le nuove conoscenze
affrontare l’argomento. Il blocco temporaneo del­ statunitensi, il momento cruciale è stato all’inizio con la saggezza antica. In Bangladesh, un nuovo metodo per l’allevamento dei polli
la crescita che chiamiamo recessione – in un’eco­ del 2008, sei mesi prima che le grandi banche ini­ produce non solo uova e carne, ma anche rifiuti usati come nutrienti in un lago da
nomica attrezzata solo per l’espansione – ha rovi­ ziassero a traballare, quando l’economia sembrava pesca, che a sua volta produce migliaia di chili di proteine ogni anno e una
nato molte vite. Siamo fortemente indebitati, come ancora rampante ma il costo della benzina era ar­ piantagione di giacinti d’acqua usati per cibare una piccola mandria di vacche il cui
singoli e come nazioni, e nel tentativo di uscire rivato a quattro dollari al gallone. sterco alimenta un sistema di cottura a biogas.
da questo disastro economico abbiamo scommes­ Se il «sogno americano» ha una costante, que­ In Malawi, piccoli laghi che riciclano gli scarti di una fattoria producono 1500
so ancora più denaro sulla possibilità di tornare a sta è il movimento. Siamo arrivati da coste lon­ chilogrammi di pesce. In Madagascar, coltivatori di riso che collaborano con un
crescere, ancora una volta. Uno «stimolo economi­ tane, abbiamo attraversato il continente, abbiamo gruppo di scienziati hanno trovato diversi modi per aumentare le rese. Le nuove
co» è proprio questo: una scommessa sulla capaci­ costruito autostrade, inventato il GPS che sta sul piantine vengono trapiantate settimane prima del solito, con più spazio tra una e
tà di riavviare la macchina della crescita e di avere cruscotto a dirti che hai sbagliato strada. Tutto si l’altra, e le risaie sono tenute all’asciutto per gran parte della stagione di crescita. Ciò
come ritorno non solo la somma puntata, ma an­ muoveva. Poi, all’improvviso e per la prima vol­ comporta un’eliminazione più frequente delle erbacce, ma anche un aumento delle
che il debito che ha causato il problema. ta, quel movimento si è inceppato. Ha comincia­ rese da quattro a sei volte. Il sistema è stato adottato da 20.000 agricoltori.
Certo, il debito ecologico che dobbiamo affron­ to a rallentare. Ogni mese gli statunitensi guidava­ A Craftsbury, in Vermont, Pete Johnson ha progettato un pionieristico sistema di
tare è persino peggiore: l’anidride carbonica che si no meno del mese precedente. Non potevi vendere coltivazione permanente. Johnson ha costruito serre solari inventandosi un modo
sta accumulando in atmosfera e sta modificando il la tua vecchia casa. Addirittura non potevi vende­ per muoverle su rotaie. Ora può coprire e scoprire diversi campi e crescere verdure
pianeta. Anche in questo caso, la via d’uscita più re nemmeno il tuo vecchio SUV. per dieci mesi all’anno senza usare combustibili fossili, facendo funzionare tutto
ovvia è un nuovo ciclo di crescita, un’espansio­ Poi è cominciato qualcosa di strano. L’aumento l’anno la sua fattoria che ha anche il sostegno della comunità.
ne dell’attività economica progettata per sostituire del prezzo del petrolio ha reso meno conveniente Non sto sostenendo il cibo locale perché è più buono o migliore. Sostengo che non
i nostri sistemi a combustibili fossili con altri che il trasporto di merci su lunghe distanze. A maggio, abbiamo scelta. In un mondo più incline a siccità e inondazioni abbiamo bisogno
ci permetteranno di vivere come ora (o anche me­ spedire un container da Shanghai agli Stati Uniti dell’elasticità di un campo con una trentina di vegetali diversi, non di un vasto
glio!), ma senza anidride carbonica. Ci siamo ag­ costava 8000 dollari, all’inizio del 2000 ne costava oceano di mais o soia. In un mondo dove il caldo aumenta la diffusione degli
grappati all’idea della «crescita verde» come solu­ 3000. Il volume delle merci trasportate ha inizia­ infestanti abbiamo bisogno dell’elasticità di molte varietà e ceppi locali. E in un Una serra mobile permette alla fattoria
zione dei nostri problemi. to a calare: Ikea ha aperto uno stabilimento in Vir­ mondo con meno petrolio abbiamo bisogno delle piccole fattorie miste che possono di Craftsbury di far crescere le verdure per dieci mesi
Per la cronaca, sono favorevole a un Progetto ginia, non in Cina. «Sono state colte le opportuni­ prodursi i propri fertilizzanti e il proprio terreno agricolo. all’anno anche nel clima rigido del Vermont.
Manhattan verde, a un New Deal ecologico, a una tà più immediate della globalizzazione», ha scritto
L’autore
missione Apollo per la tecnologia pulita. Se aves­ un’analista monetario della banca d’investimen­
si soldi, li darei ad Al Gore per investirli in azien­ ti Morgan Stanley. Jeff Rubin, analista della CIBC Proprio come abbiamo probabilmente osserva­ ***
de start up. Sono le ovvie e legittime risposte delle World Markets di Toronto, è stato chiaro: «La glo­ to il picco del petrolio, è possibile che abbiamo os­ Chi ha mai sognato che la crescita potesse fini­
persone serie alla crisi più pericolosa che abbia­ balizzazione è reversibile». Gli ordini delle accia­ servato anche il picco della crescita economica, e re? In realtà qualcuno l’ha fatto. In un’epoca molto
mo mai affrontato, e stanno funzionando, davve­ ierie del Midwest sono aumentati, ha detto Rubin, quindi non riusciremo a far crescere ulteriormente diversa, quando Lyndon Baines Johnson era presi­
ro. Dobbiamo ridurre le emissioni di anidride car­ proprio perché «gli alti costi di trasporto, prima per il sistema. I costi delle assicurazioni sono cresciu­ dente, nella primavera dell’assassinio di Martin Lu­
bonica del 30 per cento entro il 2020, o produrre importare il ferro in Cina e poi per esportare l’ac­ ti, il prezzo del petrolio aumenta, l’economia rista­ ther King e del debutto del musical Hair a Broad­
Bill McKibben è visiting tutta la nostra energia elettrica da fonti rinnova­ ciaio lavorato dalla Cina verso altri paesi, hanno gna, il denaro per nuovi investimenti evapora, e way, alcuni industriali e scienziati europei si erano

Nancy Baron (la fattoria di Pete Johnson a Craftsbury)


scholar al Middlebury College, bili entro dieci anni, o centrare tutti gli obietti­ già eroso abbondantemente il vantaggio salariale, quando l’economia riprende ad accelerare il prez­ incontrati in una villa della capitale italiana. Il pic­
cofondatore del gruppo
di attivisti per il cambiamento
vi che le brave persone hanno identificato. Queste e di colpo hanno reso l’acciaio cinese non concor­ zo del petrolio sale di nuovo. Secondo uno studio colo gruppo – il Club di Roma – voleva esaminare
climatico 350.org e membro azioni sono esattamente il modo in cui il nostro renziale sul mercato degli Stati Uniti». Con l’au­ di McKinsey&Company del maggio 2009, un nuo­ le tendenze globali generali, e aveva commissiona­
del Post Carbon Institute. sistema dovrebbe rispondere. Ma non riuscire­ mento del prezzo del petrolio, e il conseguente in­ vo shock petrolifero è «inevitabile». Sciacqua, insa­ to un rapporto a una squadra di giovani analisti del
È stato anche giornalista mo a farlo abbastanza velocemente da bloccare cremento della domanda di etanolo, è aumentato pona, ripeti. Se non fosse che molti paesi iniziano Massachusetts Institute of Technology.
Cortesia Nancie Battaglia

del «New Yorker» e ha scritto il cambiamento e salvare il pianeta su cui viveva­ anche il costo del cibo: all’improvviso, le nazioni a usare il carbone, perché è più economico. Quin­ Nel 1972, quando gli analisti aveva termina­
importanti libri sull’ambiente.
È in uscita il suo ultimo saggio,
mo. Non penso che il paradigma della crescita sia hanno iniziato a pensare che il libero mercato non di, sciacqua, insapona e rimani con la schiuma sul­ to il lavoro e pubblicato il rapporto I limiti del-
Eaarth. Making a Life on all’altezza della situazione; penso che il sistema fosse così ciecamente ovvio come avevano soste­ la testa, perché la temperatura che aumenta ha fat­ lo sviluppo, era già stato celebrato il primo Earth
tough New Planet. abbia raggiunto il limite. nuto in precedenza. to evaporare le tue riserve. Day, e Richard Nixon aveva creato l’Environmen­

54  LE SCIENZE 500  aprile 2010 www.lescienze.it LE SCIENZE   55


2. È possibile modificare questa linea di svilup­
po e determinare una condizione di stabilità ecolo­
La complessità è la nostra vulnerabilità;
Soluzioni energetiche locali gica ed economica in grado di protrarsi nel futuro.
La condizione di equilibrio globale potrebbe essere se la decisione statunitense di usare parte
D ovrebbe essere chiaro che i combustibili fossili sono una
definizione di che cosa è «troppo grande per fallire». Entro pochi
anni dovremo cambiare fonti energetiche. In un mondo caotico, le
che aveva progettato nel Texas settentrionale perché le linee elettriche
erano troppo costose. E ha pianificato una serie di piccole installazioni
vicine alle principali città. Sulla costa orientale degli Stati Uniti i
definita in modo che vengano soddisfatti i bisogni
materiali degli abitanti della Terra e che ognuno
abbia le stesse opportunità di realizzare compiuta­
del raccolto di mais per la produzione di
etanolo aiuta a innescare rivolte alimentari
fonti locali e diffuse funzionano meglio di quelle centralizzate. progetti per parchi eolici marini stanno andando avanti. Gli ingegneri mente il proprio potenziale umano.
in altri paesi, vuol dire che abbiamo
Il primo passo è la conservazione. Nel 2008 la società di consulenza la chiamano «generazione distribuita»: produrre energia dove serve 3. Se l’umanità opterà per questa seconda al­
McKinsey ha stimato che le tecnologie attuali potrebbero ridurre il invece di farla arrivare da grandi distanze. ternativa, invece che per la prima, le probabilità di permesso ai sistemi di intrecciarsi troppo
fabbisogno di energia globale del 20 per cento entro il 2020. È Un numero sempre più alto di aziende sta installando microimpianti successo saranno tanto maggiori quanto prima es­
economicamente sensato generare energia vicino a casa. Molte per edifici o campus universitari. Nel 2008 questi impianti hanno sa comincerà a operare in questa direzione» (p. 32,
comunità spendono il 10 per cento del loro denaro per i combustibili, raggiunto un terzo di tutte le nuove installazioni energetiche degli Stati I limiti dello sviluppo, Mondadori, 1972). in noi, mantenendoci in un’adolescenza perpetua.
e gran parte di questo denaro va all’Arabia Saudita o alla Exxon. Nel Uniti. All’inizio degli anni novanta a Rizhao, un’area metropolitana Rileggendolo ora, stupisce quanto siamo an­ Ogni politico ha detto «i giorni migliori sono da­
2009 però l’Institute for Local Self-Reliance ha mostrato che metà cinese di 3 milioni di abitanti, alcuni imprenditori hanno iniziato a dati vicino ad ascoltare il loro messaggio. In tut­ vanti a noi». Ma non è vero, o almeno non nel soli­
degli Stati federali degli Stati Uniti potrebbero provvedere al proprio montare pannelli solari idrotermici sui tetti. Ora praticamente tutte le to il mondo si agiva per rallentare la crescita del­ to significato di «migliore». Su un pianeta limitato
fabbisogno energetico all’interno dei propri confini, «e la grande case di Rizhao scaldano l’acqua con la luce solare. la popolazione; l’istruzione femminile era risultata prima o poi doveva succedere. Siamo stati fortuna­
maggioranza potrebbe provvedere a una percentuale significativa del Come per il cibo, il progresso sarebbe più rapido se il governo la strategia migliore, e così in breve tempo si era ti, la musica è finita mentre ancora eravamo in pi­
fabbisogno». Le turbine eoliche e i pannelli solari sui tetti potrebbero cancellasse i sussidi per l’industria dei combustibili fossili, e passati da una media di oltre sei figli per donna a sta. Così, se il 2008 è stato l’anno in cui la crescita
fornire l’81 per cento dell’energia dello Stato di New York, e almeno mettesse in atto incentivi come l’obbligo per i gestori di acquistare a meno di tre. Stavamo attenti: erano gli anni del­ è terminata – o sarà il 2011, o il 2014, o il 2024 –
un terzo di quella dell’Ohio. un prezzo decente l’energia prodotta dalla generazione locale. È le prime crisi petrolifere, dei primi incidenti del­ beh, siamo arrivati. Dobbiamo accettarlo. Niente il­
L’energia locale non è un sogno romantico. Nel 2009 T. Boone Pickens stato fatto in Germania, e ora il paese può vantare 1,3 milioni di le petroliere, le prime norme per limitare il consu­ lusioni, né fantasie, né melodrammi.
ha interrotto la costruzione della più grande centrale eolica del mondo pannelli fotovoltaici, più di ogni altro paese del mondo. mo delle automobili. Accidenti, erano gli anni del Il secondo: dobbiamo decidere che cosa abban­
limite di velocità, quando abbiamo davvero rallen­ donare. Molte abitudini, ovviamente: piccole co­
tato la nostra mobilità in nome della conservazio­ se come il consumismo. Ma il punto più importan­
ne. Nei tardi anni settanta, gli statunitensi contrari te della lista sta diventando sempre più evidente.
alla crescita economica continua erano più nume­ La complessità è il simbolo della nostra epoca, ma
rosi di quelli a favore. Oggi ci sembra impossibile. quella complessità si basa su combustibili fossi­
In realtà, abbiamo avuto una momentanea oppor­ li economici e sul clima stabile che ha permesso
tunità di cambiare rotta, di navigare lontano da­ un’enorme sovrabbondanza di cibo. La complessi­
gli scogli. tà è la nostra gloria, ma anche il nostro punto de­
E, naturalmente, non l’abbiamo fatto. bole. Con l’aumento del prezzo del petrolio e poi
Il Club di Roma non aveva torto, come abbia­ con la crisi del credito nel 2008 abbiamo iniziato
mo visto. Si trovava solo prima della curva. Puoi a capire di aver legato le cose in modo tanto stret­
ignorare i problemi ambientali per molto tempo, to che piccole mancanze in un punto si riflettono
ma quando iniziano a colpirti lo fanno in modo su tutto il sistema. Se l’ottusa decisione degli Sta­
veloce. Cresci troppo, ma poi finisci il petrolio e ti Uniti di usare parte del proprio raccolto di mais
l’Artico si scioglie. per produrre etanolo può aiutare a innescare rivol­
Mi sono dilungato su questo punto perché oggi te alimentari in 37 paesi, o se una serie di miopi
ogni forza della nostra società è allenata a crescere scommesse sui mutui nel Nevada può raddoppiare

Sui tetti di Rizhao, area metropolitana della Cina che conta 3 milioni di abitanti, sono stati installati migliaia di pannelli solari idrotermici grazie ai
sempre di più. Ma non possiamo crescere. C’è trop­
po attrito. Siamo su un pianeta in salita.
la disoccupazione in Cina, allora abbiamo permes­
so ai nostri sistemi di intrecciarsi in modo eccessi­
➥ Letture
quali si riduce il fabbisogno di elettricità per il riscaldamento dell’acqua. vo. Se le nostre cattive abitudini di guida possono I nuovi limiti dello sviluppo. La
*** sciogliere la calotta polare dell’Artico… Beh, ave­ salute del pianeta nel terzo
millennio. Meadows D. e altri,
Però… Però c’è un’altra possibilità. Come se ci te capito. Mondadori, Milano, 2006.
tal Protection Agency. Ma pochi eventi nella storia li (popolazione, industrializzazione, inquinamento, fossimo persi in un bosco, dobbiamo smettere di Abbiamo trasformato il nostro dolce pianeta:
dell’ambiente erano stati più importanti della pub­ produzione di alimenti, consumo delle risorse na­ correre, dobbiamo fermarci, frugare nelle tasche ora è la Teerra (Eaarth), e non è tanto bella. Ci stia­ L’economia in un mondo pieno.
Feature China/Barcroft Media

blicazione di quel documento, tradotto in 30 lingue turali) l’umanità è destinata a raggiungere i limiti per vedere se ce c’è qualcosa di utile e iniziare a mo rapidamente spostando da un mondo dove noi Daly H.E., in «Le Scienze», n. 447,
e venduto in 30 milioni di copie. Il gruppo di anali­ naturali dello sviluppo entro i prossimi 100 anni. Il pensare ai passi da fare. agiamo sulla natura, a uno dove la natura reagi­ novembre 2005.
sti aveva tratto tre conclusioni: risultato più probabile sarà un improvviso, incon­ Il primo è: maturare. Abbiamo passato due se­ sce, e con molta più forza. Ma ancora dobbiamo Global Footprint Network: dati sul
«1. Nell’ipotesi che l’attuale linea di sviluppo trollabile declino del livello di popolazione e del coli aggrappati alla crescita: ci ha fatto del bene, vivere in quel mondo, quindi è meglio iniziare a consumo delle risorse: www.
continui inalterata nei cinque settori fondamenta­ sistema industriale. ci ha fatto del male, ma soprattutto si è radicata pensare come possiamo farcela. n footprintnetwork.org.

56  LE SCIENZE 500  aprile 2010 www.lescienze.it LE SCIENZE   57


Bill McKibben alla prova:
McKibben: Probabilmente il bene più importan­
te per la stabilità a lungo termine, soprattutto in
un’epoca di mutamenti ecologici, è un terreno che

La crescita zero
permette di coltivare una buona quantità di cibo,
che può assorbire molta acqua perché le precipita­
zioni sono in costante aumento, che trattiene l’ac­

è davvero necessaria?
qua nei lunghi periodi di siccità, sempre più co­
muni. L’agricoltura locale, che ha basso impatto
e necessita di una quantità minore di integratori,
porta a un buon terreno. Ed è questo tipo di terre­
no a essere distrutto dall’agricoltura industriale.

L
e società si sono sempre sostenute localmente fino alla rivoluzione industriale, quando è iniziata un’inesorabile marcia verso eco­
nomie più vaste e centralizzate. In Eaarth: Making Life on a Tough New Planet, Bill McKibben afferma che la crescita senza freni sta sa: Sfruttare il locale sembra affascinante, ma sen­
rovinando il pianeta; secondo McKibben le società devono cambiare rotta e conservare la ricchezza delle risorse, invece di espan­ za crescita come sarà possibile risolvere la questio­
dersi, o scompariranno. Mark Fischetti, redattore di «Scientific American», mette alla prova le sue affermazioni. ne del debito pubblico? Il Department of the Trea­
sury degli Stati Uniti sostiene che l’unica soluzione
scientific american: Il suo messaggio fondamen­ McKibben: Abbiamo costruito grandi strutture per­ no tutti i segnali negativi possibili rispetto a quan­ BILL McKIBBEN all’incontro indolore sia la crescita. Abbiamo bisogno di un pe­
tale è che l’umanità deve abbandonare la crescita ché permettevano una crescita più rapida. Il rendi­ to dovremmo fare. In campo energetico, per lungo organizzato dal suo gruppo 350.org a riodo di transizione in cui la crescita elimina il de­
come modus operandi. Perché semplicemente non mento era ottenuto grazie alla dimensione. Non è tempo abbiamo finanziato i combustibili fossili, e Times Square, New York, il 24 ottobre bito per poi dedicarci alla lunga durata?
possiamo crescere, ma in modo intelligente? più ciò di cui abbiamo bisogno. Non abbiamo bi­ abbiamo finanziato in modo ancora più evidente 2009 in occasione della Giornata
sogno di un cavallo da corsa pensato per andare il l’agricoltura. Una volta eliminati i sussidi, potremo mondiale di azione per il clima, uno McKibben: Beh, «indolore» è solo un modo per rin­
McKibben: Certo, possiamo fare le cose con mag­ più veloce possibile ma con caviglie fragili che si capire qual è la dimensione giusta per l’industria. dei 5200 eventi organizzati in 181 viare. «Pagami ora, o pagami dopo». La questione
giore efficienza, e dovremmo farlo. Ma non sareb­ rompono quando trova una buca. Abbiamo biso­ paesi da 350.org. politica principale è: possiamo cambiare in modo
be sufficiente. Stiamo raggiungendo i limiti dello gno di un cavallo da tiro, allenato alla lunga du­ sa: I prodotti locali costano di più? abbastanza veloce da evitare collassi totali consi­
sviluppo di cui si parla fin dagli anni settanta, e rata. La lunga durata deve essere il nostro mantra, derati possibili, e perfino probabili? Come possia­
assistiamo a incredibili cambiamenti ambientali. non l’espansione. McKibben: Avremmo più fattorie, con maggiore mo accelerare queste transizioni?
Solo pochi lo hanno capito. intensità di lavoro, ma questo creerebbe un mag­
sa: Il problema è semplicemente la grande dimen­ gior numero di posti di lavoro, e l’agricoltore gua­ sa: Qual è la mossa più importante da fare subito?
sa: È necessaria una crescita «zero», o una crescita sione, o è la complessità che si porta dietro? Lei so­ dagnerebbe di più. Dal punto di vista economico
«molto limitata» potrebbe essere sostenibile? stiene che non sono solo le banche a essere «trop­ l’agricoltura locale elimina molti mediatori. Com­ McKibben: Cambiare il prezzo dell’energia in mo­
po grandi per fallire», ma anche altre industrie più prare verdure da fattorie sostenute dalla comunità do che rifletta i danni che causa all’ambiente. Se
McKibben: Non sono un utopista. Non ho uno fondamentali. Dobbiamo smantellare queste istitu­ è il modo più economico per ottenere cibo. Il prez­ i combustibili fossili avessero un prezzo che tiene
schema preciso sull’esatto punto dove si dovrebbe zioni, o almeno semplificarle in qualche modo? zo della carne potrebbe rimanere elevato, ma fran­ conto del loro costo ambientale, il cambiamento
fermare il pianeta. L’analisi non contiene una ci­ camente mangiare meno carne non è la fine del sarebbe molto più rapido. Una tassa che aumenti il
fra precisa. Sono più interessato alle traiettorie: che McKibben: Il sistema finanziario, quello dell’ener­ mondo. La migliore notizia che c’è nel mio libro è prezzo dell’energia è una condizione indispensabile
cosa succede se rinunciamo all’idea secondo cui la gia e quello dell’agricoltura hanno alcune carat­ un fenomeno avvenuto negli ultimi anni nei paesi per ottenere qualunque cosa.
crescita è la risposta a tutto e andiamo in un’al­ teristiche simili: pochi attori, estremamente inter­ in via di sviluppo: la diffusione di ogni tipo di me­
tra direzione? Siamo stati assorbiti dall’espe­ connessi. In questi scenari, quando c’è un problema todo intelligente e ben studiato dal punto di vista sa: Difficile da ottenere…
rimento della crescita e abbiamo qua­ gli effetti si propagano a cascata. Un alimento che tecnologico per l’agricoltura a piccola scala.
si ignorato altre possibilità. Possiamo contiene botulino diffonde questa tossina in diversi McKibben: Non c’è una soluzione facile ai proble­
misurare la società in altri termi­ luoghi. A casa mia ho i pannelli solari. Se non fun­ sa: Sembra che la chiave per l’agricoltura locale mi che abbiamo. Ma il mondo che possiamo crea­
ni. Alcuni paesi misurano la sod­ zionano, io ho un problema, ma non blocca tutta la sia insegnare ad aumentare le rese senza usare più re ha le qualità necessarie per cambiare rotta, tra
disfazione. Se misurassimo il rete elettrica degli Stati Uniti orientali. fertilizzanti. cui più senso di comunità e più empatia tra per­
mondo in altri modi, l’accumu­ sone e mondo naturale. Per molto tempo abbiamo
lazione della ricchezza diven­ sa: Quindi invoca un ritorno alla produzione loca­ McKibben: Sì, e dipende da dove ci si trova. Non ci barattato la comunità per il consumo. Dalla fine
terebbe meno importante. le. Ma già dal 1973, quando fu pubblicato Piccolo è sarà un unico sistema per tutto il mondo, come in­ della seconda guerra mondiale gli Stati Uniti si so­
bello, il libro di Ernst Friedrich Schumacher, in mol­ vece è stato per l’agricoltura industriale basata sui no concentrati sulla costruzione di case più gran­
sa: Il sottinteso è che i grandi ti sono impegnati a creare sistemi locali di cibo ed fertilizzanti sintetici. Le soluzioni sono molto più di, lontane tra loro. Questo ha distrutto la comuni­
sistemi monolitici e centralizza­ energia in tutto il mondo. Molte regioni però anco­ intelligenti. Invece di usare la chimica sintetica, tà. Lo statunitense medio ha metà degli amici che
ti per agricoltura, energia e altri ra non ce la fanno. Quanto è piccolo il «locale»? che causa ogni tipo di problemi, stiamo studiando aveva cinquant’anni fa. Non stupisce che siamo
commerci guidano la crescita. Sta metodi alternativi e il modo di diffonderli. meno contenti delle nostre vite, anche se è cresciu­
Cortesia Brett Foreman

dicendo che «grande» è «male»? McKibben: Troveremo la dimensione giusta. Po­ to il tenore di vita materiale. Questo fa immagi­
Jen Christiansen

trebbe essere una città, una regione, uno Stato. Ma sa: Va bene, ma anche se l’agricoltura locale fun­ nare il cambiamento di cui abbiamo bisogno. Ab­
per trovare la risposta dobbiamo eliminare dal si­ ziona, come fa a sostenere la sostenibilità invece bandonare la crescita per la sostenibilità porterà a
stema l’enorme distorsione dei sussidi, che manda­ della crescita? perdite, ma anche a guadagni.

58  LE SCIENZE 500  aprile 2010 www.lescienze.it LE SCIENZE   59


Le vere lacune dei modelli

Come qualsiasi altro campo della scienza, anche lo studio del cambiamento
climatico presenta problemi e lacune, che però non mettono in discussione
l’origine antropica dell’attuale riscaldamento del pianeta climatici
L
di Quirin e e-mail trapelate lo scorso novembre dalla Secondo i ricercatori è difficile parlare aperta- aree (previsioni climatiche regionali, previsioni Gli strumenti usati per simulare il clima terre-
Climatic Research Unit (CRU) dell’Universi- mente di queste lacune. «È ovvio che ci siano aspet- sulle precipitazioni, aerosol e dati paleoclimatici) stre sono i modelli a circolazione generale (GCM,
Schiermeier
tà dell’East Anglia, nel Regno Unito, sono ti del sistema climatico della Terra e delle sue com- che, secondo molti, meriterebbero una discussio- general circulation model), che rappresentano i
state un inatteso regalo di Natale per i negazionisti ponenti che ancora conosciamo poco, ed è anche ne più approfondita, sia all’interno degli ambienti processi fisici in atto nell’atmosfera, negli oceani,
del cambiamento climatico. Tra gli oltre 1000 mes- vero che di questo il pubblico non è sempre sta- scientifici sia in ambito pubblico. sui ghiacciai continentali e sulla terraferma. Que-
saggi si trovavano infatti vari commenti che, se to informato adeguatamente», dice Gavin Schmidt, sti modelli hanno in genere una risoluzione di cir-
estrapolati dal contesto, potevano far pensare che i esperto di modelli climatici della NASA presso il Previsioni climatiche regionali ca 1-3 gradi sia in latitudine che in longitudine:
climatologi abbiano nascosto all’opinione pubbli- Goddard Institute for Space Studies di New York Purtroppo è vero che nello studio del clima le in- uno dei principali problemi troppo poco per fornire informazioni utili a livel-
ca molte informazioni. nonché moderatore e redattore di «Real Climate», formazioni più cruciali sono anche le meno atten- dei modelli climatici è la scarsa lo locale. I climatologi simulano quindi i cambia-
Una lettura più attenta di quelle e-mail mostra uno dei blog più influenti sull’argomento. «Ma il dibili. Per pianificare il proprio futuro, le popola- affidabilità delle previsioni a scala menti regionali «zoomando» sui modelli globali.

Regis Duvignau/Reuters/Contrasto
in realtà un discreto livello di volgarità e di lin- clima di sospetto in cui lavoriamo è ormai insoste- zioni vogliono sapere in che modo cambieranno le regionale. In ogni caso singoli eventi Usano cioè le stesse equazioni, ma le risolvono per
guaggio inappropriato, ma niente che possa mi- nibile. Ogni pretesto è buono per gridare alla “fro- condizioni nella propria regione, non di quanto sa- meteorologici, come la violenta un numero molto più grande di punti della griglia

Jen Christiansen (grafica)


nare l’opinione esistente nel mondo scientifico de” e al “comportamento scorretto”, ed è diventato lirà la temperatura globale. I ricercatori, però, non perturbazione atlantica abbattutasi su una particolare area.
riguardo il cambiamento climatico. Il piccolo in- molto difficile discutere in maniera razionale dei hanno ancora sviluppato strumenti in grado di pre- sulla Francia alla fine di febbraio, Aumentare la risoluzione in questo modo, però,
cidente, tuttavia, offre l’opportunità di evidenziare problemi della nostra scienza». vedere con precisione quali cambiamenti avverran- non possono essere attribuiti al può dare dei problemi. Zoomando su un modello
il fatto che, come in molti altri settori della ricerca, «Nature» ha evidenziato in particolare quattro no nel XXI secolo su scala locale e regionale. cambiamento climatico. GCM si rischia infatti di ingigantire anche le debo-
in sintesi
anche nella climatologia ci sono importanti lacu- lezze intrinseche del modello di partenza. Se il mo-
■ Nel suo ultimo rapporto, ne. L’ultimo rapporto dell’Intergovernmental Panel dello simula in modo non corretto certe variazioni
pubblicato nel 2007, on Climate Change (IPCC), pubblicato nel 2007, ha atmosferiche, quello stesso errore verrà amplifica-
l’Intergovernmental Panel on messo in risalto 54 «incertezze fondamentali» che to a livello regionale. In genere, quindi, gli esperti
Climate Change ha indicato affliggono lo studio del clima. sono molto cauti quando sono in gioco previsioni
54 incertezze fondamentali Una simile autodenuncia non può certo definir- specifiche. «Per la maggior parte dei paesi – con-
in materia di clima.
si «nascosta», e alcuni dei punti messi in luce, come ferma Leonard Smith, statistico e climatologo della
■ In questo articolo l’autore l’incerta attendibilità delle misurazioni delle tem- London School of Economics and Political Scien-
analizza i quattro principali perature del passato, sono stati ampiamente discus- ce – l’attuale risoluzione dei modelli climatici non
problemi che attualmente si sui media. Altre lacune, invece, sono note quasi è sufficiente per un impiego pratico».
non permettono ai modelli esclusivamente agli specialisti del settore. Esse, in «È meglio prendere le previsioni a livello re-
climatici di fare previsioni
ogni caso, non mettono in discussione l’idea fon- gionale con molta cautela», ribadisce Hans von
precise a livello locale,
damentale che il cambiamento climatico sia dovu- Storch, esperto di modelli climatici dell’Istitu-
oppure di ricostruire il clima
to all’uomo: questa idea è basata sulle variazioni to per le ricerche sugli ambienti costieri del GKSS
del lontano passato con
estrema accuratezza. estremamente rapide che la temperatura ha fatto Research Center di Geesthacht, in Germania, che
registrare nel corso del XX secolo e sull’impossibi- ha recentemente contribuito allo studio climatico
■ Tuttavia, i punti di criticità lità per i modelli climatici di simulare un simile ri- dell’area metropolitana di Amburgo. Secondo von
della climatologia non
scaldamento senza tenere conto dell’inquinamen- Storch, se le simulazioni prevedono cambiamenti
mettono in dubbio il fatto
to da gas serra. Queste incertezze rischiano tuttavia che sono in linea con le tendenze già osservate, al-
che il riscaldamento attuale
del pianeta sia dovuto ad di trasformarsi in un serio ostacolo per la pianifica- lora ci si può fidare. Se invece il modello, o i mo-
attività umane, come invece zione del nostro futuro e, al contrario dei soliti miti delli, danno risultati divergenti e non in linea con
sostengono gli scettici del citati dai negazionisti (si veda il box a p. 64), alcu- le tendenze in corso, «allora è il caso di prende-
cambiamento climatico. ne di esse potrebbero risultare in variazioni clima- re i risultati con molta cautela. Se possibile, prima
tiche persino peggiori di quanto previsto finora. di fare grossi investimenti a livello di pianificazio-

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ne territoriale, sarebbe meglio aspettare previsioni Secondo i modelli climatici, alla fine di questo secolo ste regioni nel passato e si prevede che lo faranno
più attendibili». le temperature in Europa (in alto) saliranno di oltre tre gradi ancora in futuro. I modelli che vengono usati oggi
Il downscaling dei modelli climatici, ossia il loro rispetto alla fine del XX secolo. Per le precipitazioni (in non riescono però a simulare adeguatamente sic-
impiego su scala ridotta, è particolarmente proble- basso) si prevede un clima più secco nell’Europa cità così lunghe. «C’è di che preoccuparsi», com-
matico quando si opera su aree con una topografia meridionale e condizioni più umide in Europa settentrionale. menta Overpeck.
complessa, per esempio dove una catena montuo- Aumentare la risoluzione dei modelli non sarà
sa separa due pianure con climi differenti. Un’altra però sufficiente per simulare correttamente i pro-
potenziale fonte di errori è rappresentata dall’in- cessi convettivi che sono alla base delle precipita-
cognita sulle emissioni di gas serra, che potranno zioni. Per riuscire a fornire previsioni più precise, i
variare a seconda dello sviluppo economico che si ricercatori stanno quindi provando altre opzioni,
raggiungerà effettivamente. come migliorare le simulazioni della formazione e
Nonostante questi problemi, e a patto che ven- della dinamica delle nubi, due variabili climatiche
gano tenute presenti le relative limitazioni, le si- cruciali. In aggiunta, grazie alla sempre maggio-
mulazioni regionali continuano comunque ad re diffusione dei dati ad alta risoluzione forniti dai
avere una loro utilità. Già oggi in molti casi so- satelliti, sta diventando più facile verificare e mi-
no usate nella pianificazione territoriale, sia a li- gliorare il realismo dei modelli.
vello locale che nazionale (si vedano i grafici qui
a fianco). Inoltre, secondo Jonathan Overpeck, cli- Il dilemma degli aerosol
matologo dell’Università dell’Arizona a Tucson, ri- Gli aerosol atmosferici (particelle liquide o soli-
mangono un importante strumento per capire al- de sospese nell’aria) sono alla base di molti dubbi
cuni processi, come la variazione della portata dei della climatologia. Nonostante decenni di intense
fiumi, che con i modelli globali è impossibile stu- ricerche, infatti, gli scienziati hanno ancora enor-
diare. Overpeck fa parte di un gruppo di ricerca mi margini di incertezza quando studiano l’effetto
che sta impiegando metodi statistici per risolvere sulla temperatura e sulle precipitazioni di particel-
le divergenze tra le previsioni fornite dai vari mo- le come i solfati, il particolato carbonioso, il sale
delli sulla riduzione della portata media del fiume marino e la polvere.
Colorado da qui al 2050. I ricercatori sperano che, L’opinione generale è che gli aerosol raffreddi-
migliorando la simulazione di variabili climatiche Variazioni delle precipitazioni camente la variazione delle precipitazioni, allora no il clima, bloccando la luce solare. Le stime esat-
come la copertura nuvolosa e la temperatura su- previste per il decennio 2090-2099. Il siamo nei guai», perché già con le attuali previsio- «Il clima di te di questo fenomeno variano però tra loro di un
perficiale del mare, sarà possibile ridurre ulterior- blu indica un aumento delle ni si prospetta un sostanziale peggioramento delle
sospetto in cui ordine di grandezza, e secondo quelle più pessi-
mente il margine di incertezza delle previsioni re- precipitazioni, il marrone indica una condizioni. «Si tratta di un’incertezza piuttosto si- mistiche il potere riscaldante degli aerosol sareb-
gionali, rendendole uno strumento più utile per le diminuzione. Il bianco rappresenta le gnificativa», commenta. lavoriamo è be addirittura superiore a quello di tutta l’anidri-
scelte di pianificazione territoriale. zone di incertezza, dove meno di due I climatologi pensano che una delle principali
insostenibile, e de carbonica immessa nell’atmosfera dagli esseri
terzi dei modelli concordano sulla debolezze dei loro modelli risieda nella scarsa ca- umani. Uno dei problemi più seri è la scarsità di
Le precipitazioni previsione. Nelle aree punteggiate, pacità di simulare i movimenti verticali dell’aria, rende sempre dati. «Non sappiamo che cosa c’è nell’atmosfera –
Nei prossimi decenni l’aumento delle tempera- invece, il 90 per cento dei modelli quali per esempio i movimenti convettivi che ai
più difficile ammette Schmidt – per cui abbiamo ancora grandi
ture globali causerà probabilmente un incremen- concorda sulla previsione. variare alla fine del XXI secolo su gran parte del- tropici sollevano l’aria umida nell’atmosfera. Per incertezze su alcuni processi climatici fondamen-
to dell’evaporazione e accelererà il ciclo idrologi- le terre emerse. questo stesso motivo, i modelli possono essere in discutere tali, sia per il passato che per il futuro».
co globale, provocando una riduzione delle piogge Ancora più preoccupante è il fatto che già oggi errore quando effettuano calcoli nelle vicinanze di
in maniera Per misurare gli aerosol presenti nel cielo ci so-
nelle aree subtropicali e un aumento delle precipi- i modelli sembrano sottostimare il calo delle preci- catene montuose particolarmente scoscese. Un al- no sensori satellitari e terrestri che rilevano la dif-
tazioni alle latitudini maggiori. In realtà queste ten- pitazioni verificatosi nell’ultimo periodo, riducendo tro fattore che può condurre a previsioni sbagliate razionale i fusione e l’assorbimento della radiazione solare.
denze sono già in atto oggi, e quasi tutti i model- ulteriormente il loro grado di affidabilità nel pre- è la scarsa comprensione da parte degli scienzia-
problemi della Questi dati, tuttavia, non sono sufficienti per di-
Climate Change 2007: The Physical Science Basis, IPCC, 2007 (grafici)

li climatici impiegati per simulare il riscaldamento vedere cambiamenti futuri. Uno studio pubblicato ti dell’effetto che le particelle di aerosol, di origine segnare un quadro globale. Inoltre, per determina-
globale prevedono una loro crescita in futuro. nel 2007, troppo tardi per essere inserito nell’ulti- sia naturale che antropica, hanno sulle nubi. I da- climatologia.» re in che modo gli aerosol influenzino i processi
Sfortunatamente, per quanto riguarda le preci- mo rapporto IPCC, ha dimostrato che le variazio- ti relativi alla distribuzione delle precipitazioni nel climatici sarà necessario effettuare una complessa
Gavin Schmidt
pitazioni questo è tutto ciò su cui i modelli concor- ni delle precipitazioni verificatesi nel XX secolo so- passato potrebbero contribuire a risolvere alcuni di serie di esperimenti coordinati.
dano. Le numerose simulazioni condotte dall’IPCC no dovute in maniera evidente all’azione umana. Il questi problemi, ma in molte zone misurazioni di Alcuni aerosol, come il particolato carbonio-
per la stesura del rapporto del 2007 hanno infat- riferimento, in particolare, è al calo delle precipita- questo tipo non sono disponibili. «In realtà – am- so, assorbono la luce solare, e producono un effet-
ti prodotto scenari diversi in questo ambito (si ve- zioni registrato nella fascia tropicale e subtropicale mette Hegerl – non conosciamo molto bene la va- to riscaldante che può anche inibire le precipitazio-
da l’immagine a destra). La situazione è partico- dell’emisfero nord. Le variazioni reali sono risultate riabilità naturale, soprattutto ai tropici». ni. Altre particelle, come i solfati, riflettono la luce,
Jurgen Mols/Corbis (siccità)

larmente complessa per le precipitazioni invernali, più cospicue rispetto a quanto prevedevano i mo- L’incertezza legata al futuro delle precipitazioni producendo un effetto refrigerante. Perciò l’effet-
considerate in genere le più importanti per la ri- delli, e questo preoccupa i ricercatori. rende difficoltosa la pianificazione, soprattutto in to complessivo dell’inquinamento da aerosol sulla
costituzione delle riserve idriche. Le simulazio- Secondo Gabriele Hegerl, esperta di sistemi cli- regioni aride come il Sahel e il sudovest del con- temperatura globale non è chiaro, e gli studi con-
ni dell’IPCC non sono riuscite a fornire un quadro matici dell’Università di Edimburgo e coautrice tinente nordamericano. Lunghi periodi di siccità, dotti non hanno neppure specificato se questo tipo
definitivo di come queste precipitazioni potranno dello studio, «se i modelli sottostimano sistemati- anche di svariati decenni, hanno già colpito que- di inquinamento sia in aumento o in diminuzione.

62  LE SCIENZE 500  aprile 2010 www.lescienze.it LE SCIENZE   63


per ricostruire l’andamento della temperatura nel-
Miti climatici duri a morire le epoche remote.
Nasce così la paleoclimatologia, che studia fon-

M entre i climatologi si scontrano con incertezze concrete, coloro che


dubitano che il riscaldamento climatico dipenda dall’uomo
generalmente ignorano gli argomenti seri e ricorrono a obiezioni che
dimostra che l’attuale riscaldamento non sia dovuto all’uomo. Le cause
di ciascun riscaldamento devono essere studiate separatamente.
ti come gli anelli di crescita degli alberi, le bar-
riere coralline, i sedimenti lacustri, le stalagmiti, i
movimenti dei ghiacciai e i resoconti storici. Du-
sono già state ampiamente confutate. Ecco alcuni miti sul clima che ■ Se si considerano le temperature registrate negli strati più bassi rante la crescita degli alberi, per esempio, si svi-
ancora resistono: dell’atmosfera, il pianeta non si sta riscaldando luppano anelli annuali il cui spessore dipende dal-
Dieci anni fa sembrava esserci una discrepanza tra le temperature sulla la temperatura e dalle precipitazioni. Quasi tutte le
■ Imodelli climatici non sono in grado di dare informazioni utili superficie e quelle della troposfera. Poi sono stati risolti alcuni problemi informazioni di cui disponiamo sulle fluttuazioni
sul mondo reale di calibrazione dei sensori satellitari e oggi le misurazioni satellitari climatiche del passato provengono da indicatori
I modelli possono riprodurre gran parte delle variazioni climatiche mostrano che anche l’atmosfera inferiore si sta scaldando alla velocità indiretti di questo tipo. Grazie a essi è stato possi-
avvenute nell’ultimo millennio, ma le previsioni per il futuro sono prevista dai modelli climatici. bile individuare il periodo caldo medievale, durato
soggette a incertezze ben note, riguardanti sia l’andamento del clima dall’800 al 1300 circa, e la piccola era glaciale, ve-
che lo sviluppo economico. I modelli non possono quindi fornire ■ Qualche grado in più di temperatura non è un grosso problema rificatasi intorno al 1700.
informazioni esatte sull’entità dei cambiamenti che avverranno, però Durante l’ultima era glaciale il pianeta era in media solo pochi gradi più Se si mettono insieme i dati indiretti riguardan-
possono dare informazioni di tipo generale. E la loro previsione è che la freddo di oggi. La velocità dell’attuale riscaldamento è quasi ti le temperature dell’emisfero nord, si ottiene un
Terra continuerà a scaldarsi. sicuramente unica nella storia dell’umanità. Inoltre, è vero che grafico che assomiglia a una mazza da hockey,
probabilmente non esiste una temperatura «ottimale» per il pianeta, ma con una crescita sostanziale rispetto alla media nel
■ Il riscaldamento globale si è arrestato dieci anni fa le società umane moderne si sono adattate al clima e ai livelli del mare lungo periodo proprio in corrispondenza della fine
Il clima non è il tempo meteorologico. Il clima è la media su molti degli ultimi millenni. La rapidità del riscaldamento globale potrebbe del XX secolo. A iniziare questo tipo di lavoro fu,
decenni dei cambiamenti che costantemente avvengono nell’atmosfera, quindi costituire un grosso problema. nel 1998, Michael Mann, climatologo dell’Univer-
mentre la temperatura può variare di anno in anno o di decennio in sità della Virginia a Charlottesville. In una pubbli-
decennio per oscillazioni naturali. Sebbene nell’ultimo decennio le ■ L’aumento delle temperature è dovuto, più che al riscaldamento cazione successiva, il suo gruppo concluse che il
temperature globali non siano salite quanto nei decenni precedenti, globale, alla crescita delle città vicino alle stazioni decennio degli anni novanta è stato probabilmen-
questo è stato comunque il decennio più caldo in assoluto. meteorologiche te il più caldo degli ultimi mille anni e che il 1998
I climatologi hanno lavorato a lungo per escludere l’effetto è stato l’anno più caldo in assoluto. Il suo lavoro
■ Le temperature erano più alte in epoca preindustriale dell’urbanizzazione sui dati climatici, confrontando i dati delle stazioni figurava tra gli studi principali del rapporto 2001
In base alla ricostruzione del clima preindustriale eseguita con i dati meteo vicine alle città con le registrazioni delle centraline rurali. Inoltre, dell’IPCC.
indiretti, la seconda metà del XX secolo è stata probabilmente il mezzo alcune delle anomalie più grandi si sono registrate nelle aree meno L’uso di dati indiretti ha però dato l’avvio a
secolo più caldo degli ultimi mille anni. In tempi ancora più remoti ci popolate del pianeta, per esempio nell’Artico e nella penisola antartica. un’accesa discussione. Uno dei maggiori criti-
sono stati periodi più caldi, ma le condizioni orbitali e geologiche erano Le misurazioni mostrano inoltre un riscaldamento degli oceani, sia in ci, Stephen McIntyre, un canadese ex consulen-
diverse. In ogni caso, la scoperta di periodi caldi nel passato non superficie che in profondità. te minerario e redattore del blog «Climate Audit»,
ha passato gli ultimi dieci anni a dimostrare l’in-
fondatezza del lavoro di Mann e di altri scienzia-
L’interazione tra gli aerosol e le nubi aggiunge terra sono importanti, perché consentono di deter- Stime della temperatura ti coinvolti nella vicenda delle e-mail. McIntyre ha
poi un ulteriore livello di complessità. Prima che minare l’abbondanza e la composizione degli ae- dell’emisfero nord basate sui dati attaccato furiosamente l’uso dei dati indiretti, e in
una nube possa produrre pioggia o neve, infat- rosol nell’atmosfera. ricavati dagli anelli di crescita degli particolare i metodi statistici usati per analizzare i
ti, si devono formare gocce d’acqua o particelle di alberi e da altre fonti (calcolate dati estrapolati dagli anelli di crescita. Molti scien-
ghiaccio che facciano da nuclei di condensazione. La controversia degli anelli relativamente alla media del periodo ziati si sono però stancati delle critiche, e l’IPCC

Climate Change 2007: The Physical Science Basis, IPCC, 2007 (grafico); Sheila Terry/
Tuttavia, mentre alcuni aerosol sembrano favorire Molte delle e-mail trafugate dai computer del- 1969-1990). La curva confronta dieci ha messo fine alla diatriba dicendo che la secon-
la nuvolosità, altri sembrano ridurla. Inoltre gli ae- la CRU provenivano da un gruppo di ricercatori il studi; un colore più scuro significa da metà del XX secolo è stata «probabilmente» il
rosol alterano la formazione e la durata delle nubi cui lavoro è ricostruire le variazioni della tempera- maggiore accordo tra essi. C’è cinquantennio più caldo degli ultimi 1300 anni
di bassa quota, che riflettono la luce solare e man- tura nel passato. I messaggi rivelavano alcune loro discordanza riguardo le condizioni nell’emisfero nord, e che sui dati paleoclimatici ri-
tengono fresca la superficie del pianeta. Una loro incertezze riguardo alle informazioni ricavate da- intorno al 1000 d.C.: secondo molti mangono ancora diversi dubbi.
variazione potrebbe quindi avere importanti con- gli anelli di crescita degli alberi e da altri fonti in- studi le temperature erano In particolare, i climatologi sono preoccupati
J. Descloitres/MODIS Response Team/GSFC/NASA

seguenze sulle temperature. dirette (proxy data). notevolmente più basse di oggi, mentre per i dati dedotti dagli alberi di alcune regioni del-
Gli scienziati devono ancora decifrare del tut- Le misurazioni termometriche riguardano solo per altri ci fu un riscaldamento le latitudini elevate. Confrontando questi dati con
to le interazioni esistenti tra inquinamento, nu- gli ultimi 150 anni, e mostrano, per i decenni più paragonabile a quello del XX secolo. A le temperature misurate nelle zone circostanti, i ri-
SPL/Contrasto (anelli di crescita)

bi, precipitazioni e temperatura. A questo scopo la recenti, un deciso aumento delle temperature che partire dal 1900, il consenso sul cercatori hanno infatti scoperto che la crescita de-
NASA ha previsto per il prossimo ottobre il lan- non può essere spiegato attraverso cause esclu- riscaldamento è molto maggiore. La gli alberi ha seguito l’andamento delle temperatu-
cio del satellite Glory, che si occuperà di monito- sivamente naturali e che è molto probabilmen- linea nera spessa indica la temperatura re atmosferiche per quasi tutto il XX secolo, ma
rare gli aerosol e l’irraggiamento solare, fornendo te dovuto ai gas serra prodotti dall’uomo. Prima registrata dai termometri. poi se ne è discostata negli ultimi decenni. Il fat-
Sottili linee bianche sull’Oceano Atlantico mostrano come gli aerosol prodotti dagli scarichi delle dati che si riveleranno molto utili. Tuttavia, come del 1850 invece le misurazioni attendibili sono po- to potrebbe essere spiegato ammettendo che quan-
navi rendano più luminose le nubi. L’effetto degli aerosol sul clima non è ancora del tutto chiaro. ricordano i ricercatori, anche i sensori installati a che, e i ricercatori devono ricorrere ad altri sistemi do le temperature superano una certa soglia la cre-

64  LE SCIENZE 500  aprile 2010 www.lescienze.it LE SCIENZE   65


Alcuni effetti del CAMBIAMENTO climatico sono già
visibili, come nel caso di questa casa di Shishmaref, in Alaska.
L’abitazione è franata a causa dello scioglimento del permafrost
su cui era costruita, dovuto all’aumento della temperatura
registrato negli ultimi trent’anni.

scita risponde in maniera differente. Riferimenti a possiamo essere certi che esse rappresentino il pas-
questa «divergenza» sono contenuti anche nelle e- sato in maniera attendibile». Per migliorare l’utilità
mail della CRU. Nel più citato di quei messaggi l’ex delle fonti indirette sarà perciò necessario studiare
direttore del centro Phil Jones parla di un «trucco» meglio la crescita delle diverse specie di alberi e la
(sostituire le temperature ricavate dagli alberi con loro reazione ai cambiamenti climatici.
le temperature reali per l’ultima parte del XX seco- Un altro problema relativo all’uso dei dati in-
lo) per nascondere il calo nella risposta degli alberi diretti è la sostanziale incertezza sulle temperatu-
rispetto all’aumento delle temperature. re prima del 1500. Secondo alcuni studi pubblicati
➥ Letture A prima vista le parole di Jones sembrano con- nel 2004 e nel 2005, basati su una combinazione di
dannarlo in maniera inequivocabile, e in effetti in fonti indirette di diversa risoluzione, le fluttuazio-
IPCC Climate Change 2007: The
Physical Science Basis. Cambridge un grafico delle temperature dell’emisfero nord ni della temperatura globale durante il passato mil-
University Press, 2007. prodotto per la World Meteorological Organization lennio potrebbero essere state più ampie di quanto
nel 2000 non veniva specificato che, per corregge- ipotizzato inizialmente. Anche in questi studi, co-
Detection of Human Influence on re la divergenza riscontrata negli ultimi mille anni, munque, le temperature registrate nella seconda
Twentieth-Century Precipitation
Trends. Zhang X. e altri, in «Nature»,
alcuni dati indiretti erano stati sostituiti con i da- metà del XX secolo risultano essere le più alte, pre-
Vol. 448, pp. 461-465, 2007. ti strumentali. Nell’immagine erano però presenti e cisa von Storch, e quelle relative all’ultimo decen-
ben visibili i riferimenti ad articoli che discuteva- nio del Novecento sono le più alte in assoluto.
Highly Variable Northern Hemisphere no la questione. Secondo Susan Solomon, climatologa della
Temperatures Reconstructed from «Mostravano quelle che erano, all’epoca, le mi- National Oceanic and Atmospheric Administration
Low- and High-Resolution Proxy
Data. Moberg A., Sonechkin D.M.,
gliori stime sull’evoluzione delle temperature», di- a Boulder, in Colorado, ed ex co-presidente del
Holmgren K., Datsenko N.M. e Karlén ce Hegerl. «Tuttavia, con il senno di poi, avrebbero gruppo IPCC che ha prodotto il rapporto 2007 sul-
W., in «Nature», Vol. 433, pp. 613-617, potuto essere un po’ più chiari sul procedimento le basi scientifiche, nonostante i dubbi riguardan-
2005. seguito, considerata anche l’importanza di queste ti i dati indiretti l’affermazione di base dell’IPCC
cifre». (che la maggior parte del riscaldamento verifica-
Reconstructing Past Climate from
Noisy Data. Von Storch H. e altri, in
Secondo Thomas Stocker, co-presidente del tosi nella seconda metà del XX secolo è «molto
«Science», Vol. 306, pp. 679-682, 2004. gruppo di lavoro dell’IPCC che si occupa delle ba- probabilmente» dovuta all’aumento dei gas serra
si scientifiche del cambiamento climatico, la deci- prodotti dall’uomo) rimane in piedi, perché pog-
Northern Hemisphere Temperatures sione di escludere i dati dendroclimatici che diver- gia su molteplici elementi di prova forniti da di-
During the Past Millennium: gono da quelli strumentali ha senso. Il problema versi gruppi di ricerca che hanno esaminato sva-
Inferences, Uncertainties, and
Limitations. Mann M.E., Bradley R.S. e
della divergenza riguarda infatti solo alcuni punti riati aspetti del sistema climatico.
Hughes M.K., in «Geophysical Research specifici all’interno di poche regioni situate a lati- «Gli scienziati dell’IPCC – dice –non avrebbero
Letters», Vol. 26, pp. 759-762, 1999. tudini elevate nell’emisfero nord. mai sostenuto l’inequivocabilità del riscaldamento
Nonostante questo, il problema della divergen- basandosi su un solo elemento di prova. Neanche
Global-Scale Temperature Patterns za continua a essere oggetto di dibattito nella co- se fosse stato Mosè in persona a fornirglielo». n
AFP/Getty Images

and Climate Forcing Over the Past


Six Centuries. Mann M.E., Bradley R.S.
munità scientifica. «Sono preoccupato dalle possi-
e Hughes M.K., in «Nature», Vol. 392, bili cause della divergenza», dice Hegerl. «Finché Tradotto per gentile concessione di Macmillan Pu-
pp. 779-787, 1998. non scopriamo perché quelle fonti divergono, non blishers Ltd., © «Nature», 2010.

66  LE SCIENZE 500  aprile 2010


evoluzione

La Nuda Verità
Recenti scoperte stanno gettando nuova luce sulle origini dell’assenza
di peli nella nostra specie, suggerendo che la pelle nuda fu un fattore
cruciale per l’apparizione di altre caratteristiche umane

G
di Nina li esseri umani sono gli unici primati ad dei mammiferi. Anzi, è uno dei caratteri che defi-
G. Jablonski avere la pelle quasi del tutto spoglia. Co- niscono questa classe: tutti i mammiferi hanno al-
me la maggior parte dei mammiferi, tut- meno qualche pelo, e gran parte di essi ne ha in
ti gli altri membri della nostra famiglia allargata abbondanza. Il pelo offre isolamento e protezione
hanno una densa copertura di pelliccia, dal pe- contro le abrasioni, l’umidità, i raggi del sole, ol-
lo nero e corto della scimmia urlatrice al fluente tre che contro microrganismi e parassiti potenzial-
manto ramato dell’orango. Noi abbiamo peli sulla mente nocivi. Funziona anche come travestimento
testa e in altre parti del corpo, ma a confronto con per confondere i predatori, mentre i disegni parti-
i nostri parenti anche il più peloso di noi è sostan- colari del manto permettono ai membri della stessa
zialmente nudo. specie di riconoscersi tra loro. Inoltre i mammiferi
Come abbiamo fatto a denudarci fino a que- possono usare la loro pelliccia per esibizioni socia-
sto punto? La domanda è ponderata da secoli, ma li, per indicare aggressività o agitazione: quando
trovare risposte è stato difficile: la maggior par- un cane «rizza il pelo» alzando involontariamente i
te delle transizioni fondamentali dell’evoluzione peli sul collo e la schiena, sta chiaramente invitan-
umana, come l’emergere della postura eretta, è re- do i suoi sfidanti a stare alla larga.
gistrata nei fossili dei nostri progenitori, ma nes- Tuttavia, benché la pelliccia svolga queste im-
suno dei reperti conosciuti ha conservato impron- portanti funzioni, alcune linee filogenetiche di
in sintesi te della pelle. Recentemente però ci si è resi conto mammiferi hanno evoluto peli così radi e sotti-
■ Gli esseri umani sono l’unica che i documenti fossili contengono in realtà in- li da essere inutilizzabili. Molte di queste creatu-
specie di primati con la pelle dizi indiretti sulla nostra trasformazione da irsu- re vivono sottoterra o in acqua. Nei mammiferi
quasi completamente nuda. ti a glabri. Grazie a queste tracce e alle informazio- sotterranei, come l’eterocefalo glabro (Heteroce-
ni raccolte nell’ultimo decennio dalla genomica e phalus glabrus, o talpa senza pelo), l’assenza di pe-
■ La perdita della pelliccia è
stata un adattamento al dalla fisiologia, io e altri ricercatori siamo riusciti a li si è evoluta come risposta a una vita in grandi
cambiamento delle mettere insieme una ricostruzione convincente del colonie sotterranee, dove i benefici dei peli sono
condizioni ambientali, che quando e del perché gli esseri umani hanno perso superflui, poiché al buio gli animali non si posso-
costrinsero i nostri antenati il pelo. Oltre a spiegare un dettaglio molto parti- no vedere tra loro e la loro struttura sociale è tale
a coprire lunghe distanze colare della nostra origine, il nostro scenario sem- che per scaldarsi si stringono semplicemente l’uno
per cercare acqua e cibo. bra suggerire che la pelle nuda abbia poi avuto un all’altro. Nei mammiferi marini che non si spin-
■ L’analisi dei fossili e i geni ci ruolo cruciale nell’evoluzione di altri tratti tipica- gono mai sulla terraferma, come le balene, la pel-
indicano quando è avvenuta mente umani, tra cui il nostro grande cervello e la le nuda facilita il nuoto, riducendo l’attrito sulla
questa trasformazione. dipendenza dal linguaggio. superficie della pelle. Per compensare l’assenza di
isolamento esterno, questi animali hanno il grasso
■ L’evoluzione dell’assenza di
Situazioni pelose sotto pelle. Al contrario, i mammiferi semiacqua-
peli, insieme ad altri fattori,
ha reso possibile l’emergere Per capire perché i nostri antenati hanno perso tici – per esempio la lontra – hanno una pelliccia
del nostro grande cervello il pelo dobbiamo anzitutto considerare la ragione densa e impermeabile che intrappola aria facilitan-
Dorit Thies

e del pensiero simbolico. per cui altre specie hanno la pelliccia. do il galleggiamento, oltre a proteggere l’epidermi-
Il pelo è un tipo di copertura corporea esclusivo de sulla terraferma.

68  LE SCIENZE 500  aprile 2010


ai follicoli piliferi, ma sono invece situate relativa-
Peloso vs. nudo mente vicino alla superficie della pelle e rilasciano
Animali pelosi u ESSERI il sudore attraverso piccoli pori. Questa combina-
La pelle umana nuda è più efficiente della pelliccia Umani u
nell’eliminare il calore in eccesso. I mammiferi
zione di pelle nuda e sudore acquoso direttamente
hanno tre tipi di ghiandole per questa funzione: sulla superficie, e non raccolto dalla pelliccia, per-
Sudore acquoso
apocrine, eccrine e sebacee. In gran parte dei casi lo mette agli esseri umani di eliminare il calore in ec-
strato più esterno della pelle, l’epidermide, contiene Sudore oleoso
cesso con grande efficienza. Secondo uno studio
molte ghiandole apocrine, che sono raggruppate alla di Daniel E. Lieberman di Harvard e di Dennis M.
base dei follicoli piliferi, e rivestono il pelo di sudore Bramble dell’Università dello Utah, pubblicato nel
oleoso. L’evaporazione di questo sudore, che 2007 su «Sports Medicine», il nostro sistema di raf-
raffredda estraendo calore dalla pelle, avviene alla freddamento è talmente superiore che, disputando
superficie del pelo. Ma più l’animale traspira meno una maratona in un giorno caldo, un essere uma-
efficiente è l’eliminazione del calore, perché il pelo
no potrebbe battere un cavallo.
infeltrisce, ostacolando l’evaporazione.
Nell’epidermide umana prevalgono invece le Mostrare un po’ di pelle
ghiandole eccrine. Situate vicino alla superficie della
pelle, rilasciano un sudore liquido e acquoso da Ghiandola Poiché gli esseri umani sono gli unici primati
eccrina senza pelliccia e con un’abbondanza di ghiandole
microscopici pori. Oltre a evaporare direttamente
dalla superficie della pelle, il sudore eccrino lo fa più Ghiandola eccrina eccrine, da quando la nostra linea evolutiva omi-
rapidamente, migliorando il raffreddamento. Follicolo pilifero
nide si è staccata dal ramo che porta al nostro più
Ghiandola apocrina Ghiandola sebacea Follicolo pilifero Ghiandola apocrina Ghiandola sebacea
vicino parente vivente, lo scimpanzè, deve esse-

Anche i più grandi mammiferi terrestri – ele- I mammiferi usano diversi modi per evitare di
fanti, rinoceronti e ippopotami – hanno evoluto la andare a fuoco: i cani ansimano, molte specie fe- Perché la teoria della scimmia acquatica fa acqua
pelle nuda perché sono sempre esposti al costan- line sono più attive durante le ore fresche della se-
te rischio del surriscaldamento. Più grande è l’ani-
male, minore è la superficie in relazione alla massa
corporea, e quindi è più difficile liberarsi del calo-
ra e molte antilopi possono eliminare il calore del
sangue nelle arterie passandolo al sangue di pic-
cole vene che è stato raffreddato respirando attra-
T ra le diverse ipotesi avanzate per spiegare l’evoluzione della pelle
nuda negli umani, la teoria della scimmia acquatica, che suggerisce
che la nostra specie abbia avuto una fase acquatica lungo il corso
ridotto di ghiandole apocrine, e i depositi di grasso situati direttamente
sotto pelle.
La teoria è sbagliata per tre ragioni. In primo luogo, i mammiferi acquatici
re in eccesso. (D’altro canto, i topi e altri piccoli ani- verso il naso. Nei primati, esseri umani compresi, dell’evoluzione, ha richiamato molta attenzione. Enunciata per la prima differiscono molto tra loro nel grado in cui presentano i tratti acquatici
mali, che hanno un alto rapporto tra superficie e la strategia principale è il sudore. Sudare raffred- volta in un articolo di divulgazione del 1960 dallo zoologo inglese sir della Morgan. Quindi non c’è una semplice relazione tra, per esempio, la
volume, spesso hanno difficoltà a mantenere suffi- da il corpo producendo sulla superficie della pelle Alister Hardy, il suo maggior sostenitore è stata la scrittrice Elaine quantità di peli di un animale e l’ambiente in cui vive. La seconda è legata
ciente calore.) Durante il Pleistocene, da due milioni un liquido che poi evapora, estraendo nel processo Morgan, che continua a promuovere la teoria in scritti e conferenze. ai dati fossili, che mostrano come gli ambienti acquatici fossero pieni di
a 10.000 anni fa, i mammut e altri parenti degli ele- energia termica dalla pelle. Questo meccanismo di L’unico problema è che la teoria è sbagliata, e lo si può dimostrare. La coccodrilli affamati e ippopotami aggressivi. I nostri piccoli e indifesi
fanti e dei rinoceronti moderni erano «lanosi» per- raffreddamento funziona con lo stesso principio di teoria della scimmia acquatica sostiene che, tra i 5 e i 7 milioni di anni antenati non avrebbero avuto scampo contro queste creature. Terzo
ché vivevano in ambienti freddi, e l’isolante esterno un refrigeratore a evaporazione, ed è molto effica- fa, sollevamenti tettonici nella Rift Valley in Africa orientale avrebbero motivo, la teoria della scimmia acquatica è troppo complessa. Sostiene
li aiutava a conservare il calore corporeo, riducen- ce nel prevenire il pericoloso surriscaldamento del isolato i primi antenati umani dai loro ambienti preferiti di foreste che i nostri predecessori abbiano modificato lo stile di vita da terrestre a
do il bisogno di cibo. Oggi però tutti i grandi erbi- L’autore cervello e delle altri parti del corpo. tropicali. Di conseguenza, essi si sarebbero adattati a una vita semiacquatico per poi tornare a tempo pieno sulla terraferma.
vori abitano in ambienti torridi, dove una pelliccia Ma non tutto il sudore è uguale. La pelle dei semiacquatica nelle paludi, lungo le coste e nelle piane alluvionali, dove Come ha obiettato John H. Langdon, dell’Università di Indianapolis,
sarebbe mortale per bestioni di quella stazza. mammiferi contiene tre tipi di ghiandole: sebacee, avrebbero vissuto per circa un milione di anni. Le prove di questa fase un’interpretazione più semplice è che gli umani abbiano sempre vissuto
Ma l’assenza di peli nella specie umana non è apocrine ed eccrine, che insieme producono il su- acquatica, sostiene la Morgan, risiedono in alcuni dei caratteri anatomici sulla terra, e che la spinta per l’evoluzione della pelle nuda sia dovuta al

Cortesia Dong Lin (Jablonski); Tami Tolpa (sezioni di pelle); Jen Christiansen (cane e uomo)
un adattamento evolutivo alla vita sotterranea o dore. In gran parte delle specie le principali ghian- che gli umani condividono con i mammiferi acquatici e semiacquatici, ma cambiamento climatico che ha favorito le praterie della savana rispetto alle
acquatica, nonostante la teoria della scimmia ac- dole del sudore sono quelle sebacee e apocrine. Si- non con i mammiferi della savana, tra cui la pelle senza peli, un numero foreste. E, nella scienza, la spiegazione più semplice è spesso corretta.
quatica (si veda il box a fronte), né è conseguenza tuate vicino alla base dei follicoli piliferi, le loro
di una grande massa corporea. La nostra pelle nu- secrezioni si combinano coprendo i peli con una
da è legata all’esigenza di rimanere freschi, come miscela oleosa, a volte persino schiumosa (si pen- da impedire il trasferimento di calore. In condizio- re successo qualcosa che ha favorito l’emergere di
suggerisce la nostra grande capacità di sudare. si alla spuma generata da un cavallo al galoppo). ni estreme, il trasferimento di calore è inefficiente, una pelle nuda e sudata. E non è poi sorprenden-
Questo tipo di sudore schiumoso aiuta a raffredda- e l’animale deve bere grandi quantità d’acqua, non te che la trasformazione sia probabilmente iniziata
Il dovere di sudare Nina G. Jablonski dirige il re gli animali coperti di pelliccia, ma ha una limi- sempre immediatamente disponibile. I mammife- con un cambiamento climatico.
dipartimento di antropologia della
Restare freschi è un grosso problema per mol- Pennsylvania State University. La
tata capacità di dissipare il calore. ri ricoperti di pelo obbligati a compiere sforzi fisici Attraverso lo studio dei fossili di piante e ani-
ti mammiferi, non solo per quelli grandi, special- sua ricerca verte sulla storia Quasi vent’anni fa, G. Edgar Folk Jr., dell’Uni- intensi o per periodi prolungati nelle ore calde del mali è stato possibile ricostruire le condizioni am-
mente se vivono in luoghi caldi e generano ab- naturale della pelle umana, l’origine versità dell’Iowa, e i suoi collaboratori dimostra- giorno collasseranno per l’eccessivo calore. bientali del passato, determinando che circa 3 mi-
bondante calore correndo o camminando a lungo. del bipedismo, l’evoluzione e la rono che il raffreddamento diminuisce man mano Oltre all’assenza di pelliccia, gli esseri umani lioni di anni fa la Terra è entrata in una fase di
Questi animali devono regolare attentamente la biogeografia della scimmie del che il pelo dell’animale si bagna e si copre di que- hanno un numero straordinario di ghiandole eccri- raffreddamento globale che ha inaridito l’Afri-
Vecchio Mondo e la paleoecologia
temperatura corporea interna perché tessuti e or- dei mammiferi negli ultimi due
sto sudore denso e oleoso. La perdita di efficienza ne, tra i 2 e i cinque 5, che possono produrre fino a ca centro-orientale, dove vivevano i nostri proge-
gani, in particolare il cervello, possono subire dan- milioni di anni. Ha condotto ricerche è causata dall’evaporazione che avviene sulla su- 12 litri al giorno di sudore molto liquido e acquo- nitori. Con il declino delle precipitazioni, gli am-
ni con il surriscaldamento. sul campo in Cina, Nepal e Kenya. perficie della pelliccia, non della pelle stessa, così so. Le ghiandole eccrine non si radunano vicino bienti boscosi preferiti dai primi ominidi hanno

70  LE SCIENZE 500  aprile 2010 www.lescienze.it LE SCIENZE   71


Antenati in movimento
uA
 ustralopithecus u Homo ergaster,
Benché i fossili non abbiano
afarensis, qui rappresentato qui
conservato indizi diretti del
rappresentato dal dal ragazzo del
passato della pelle umana, il
fossile di Lucy, di Turkana, di 1,6
periodo dell’evoluzione della
3,2 milioni di anni milioni di anni fa,
nudità è stato stimato in base ad
fa, aveva tratti è stato il primo
altre informazioni. Protoumani
scimmieschi, con ominide con
come gli australopitechi (qui a
gambe corte poco gambe lunghe. Gli
fianco) avevano probabilmente
adatte a coprire arti così allungati
uno stile di vita sedentario, perché
lunghe distanze. facilitavano lunghi
vivevano in ambienti di foresta,
spostamenti, in
ricchi di vegetali e acqua.
cammino o di
L’espansione delle praterie ha
corsa.
spinto i nostri antenati più recenti,
come H. ergaster (a fronte) a
coprire distanze maggiori. Questa
specie, apparsa circa 1,6 milioni
di anni fa, è stata probabilmente la
prima ad avere pelle nuda e
sudore eccrino, che avrebbe così
eliminato il calore in eccesso
prodotto dal corpo con questi
elevati livelli di attività.

lasciato spazio a praterie e savane, e gli alimen- formazione ha senza dubbio aiutato i nostri ante- viglia, del ginocchio e dell’anca hanno dimostra- della carne esposta. Gli indizi genetici per l’evo-
ti di cui si cibavano i nostri antenati australopite- nati a evitare di diventare preda a loro volta quan- to che gli ominidi compivano questo tipo di sforzi. luzione della nudità sono stati difficili da trovare,
chi – frutta, foglie, tuberi e semi – divennero più do si trovavano in luoghi aperti. Perciò, secondo i dati fossili, la transizione verso la perché i geni coinvolti nello sviluppo e nella fun-
scarsi, distribuiti in aree limitate e soggetti alla di- I maggiori livelli di attività avevano però un pelle nuda e un sistema di sudorazione basato sul- zione della pelle sono molti. Tuttavia, nuove infor-
sponibilità stagionale, come accadde anche per le costo: un rischio più alto di surriscaldamento. A le ghiandole eccrine doveva già essere in corso 1,6 mazioni sono emerse dal confronto su larga sca-
fonti d’acqua dolce. In risposta alla diminuzione Combattere partire dai primi anni ottanta Peter Wheeler, della milioni di anni fa, così da poter gestire il maggiore la delle lettere del codice del DNA, i nucleotidi, nei
delle risorse, i nostri progenitori hanno quindi do- il calore John Moores University di Liverpool, ha pubblica- carico di calore che accompagnava i nuovi e fati- genomi di diversi organismi.
vuto abbandonare le loro abitudini di approvvi- La pelle nuda non è l’unico
to una serie di lavori in cui simulava il calore in- cosi stili di vita dei nostri predecessori. Il confronto tra il genoma umano e quello dello

Victor Deak (illustrazioni); Denis Finnin e Jackie Beckett, American Museum of Natural History (Lucy e ragazzo del Turkana)
gionamento relativamente facili per passare a uno adattamento umano evoluto per contrato dai progenitori degli esseri umani nella Un altro indizio sull’epoca dell’evoluzione del- scimpanzè ha rivelato che una delle differenze più
stile di vita molto più attivo solo per riuscire rima- mantenere la giusta temperatura savana aperta. Gli studi di Wheeler, insieme alle la pelle nuda è giunto dalle ricerche sulla geneti- importanti tra il nostro DNA e quello del primate
nere idratati e ottenere sufficienti calorie, percor- corporea nel torrido clima tropicale ricerche che ho pubblicato con i miei colleghi nel ca del colore della pelle. Un ingegnoso studio del che ci è geneticamente più vicino è proprio nei ge-
rendo distanze maggiori in cerca di acqua e pian- dei nostri antenati. Anche gli arti più 1994, hanno evidenziato che l’aumento delle di- 2004 di Alan R. Rogers e colleghi, dell’Universi- ni che codificano per le proteine che controllano
lunghi, aumentando il rapporto
te commestibili. superficie/volume, facilitano la
stanze percorse correndo e camminando, quando tà dello Utah, ha esaminato le sequenze del gene le proprietà della pelle. Le versioni umane di alcu-
Intorno a quell’epoca, gli ominidi iniziarono a dispersione di calore in eccesso. l’attività muscolare produce calore interno, ha ri- umano MC1R, uno dei geni responsabili della pig- ni di questi geni producono proteine che aiutano a
introdurre la carne nella dieta, come ci rivelano Questa tendenza sembra continuare chiesto il miglioramento della capacità sudorifera mentazione della pelle, dimostrando che una spe- Diventare glabri rendere la nostra pelle particolarmente impermea-
gli utensili di pietra e le ossa di animali macella- ancora oggi. La prova più eccrina e la scomparsa dei peli corporei per evitare cifica variazione genetica rintracciata in tutti gli bile e resistente alle abrasioni: caratteristiche fon-
ti nei ritrovamenti archeologici di circa 2,6 milio- convincente di questo costante il surriscaldamento. africani con la pelle scura ha avuto origine cir-
non è stata solo damentali, vista l’assenza di una pelliccia protetti-
ni di anni fa. I cibi animali sono molto più ricchi
adattamento viene da popolazioni
dell’Africa orientale, come i Dinka
Quando è avvenuta questa metamorfosi? Per ca 1,2 milioni di anni fa. Probabilmente i proge- la soluzione di va. Questa scoperta implica che l’avvento di queste
di calorie rispetto ai vegetali, ma sono molto più quanto i fossili umani non abbiano conservato la nitori umani avevano una pelle chiara coperta da varianti geniche ha contribuito all’origine della
rari. Gli animali carnivori devono quindi coprire
del Sudan meridionale. Sicuramente
non è una coincidenza che questo pelle, abbiamo un’idea di massima del momen- pelo scuro, simile a quella degli scimpanzè, per-
un problema, nudità, mitigandone le conseguenze.
un’area più ampia rispetto agli erbivori per pro- popolo, che vive in uno dei posti più to in cui i nostri progenitori hanno iniziato a im- ciò l’evoluzione di una pelle scura è stata probabil- ma ha avuto Le eccezionali capacità protettive della nostra
curarsi una quantità sufficiente di cibo. Inoltre le caldi della Terra, abbia anche arti pegnarsi nei moderni modelli di spostamento. Gli mente una necessaria conseguenza evolutiva della pelle sono proprio dovute alla struttura degli stra-
prede sono bersagli mobili, eccetto le occasiona-
estremamente allungati.
studi condotti indipendentemente da Lieberman e perdita dei peli che proteggevano dalla radiazio-
importanti ti più esterni dell’epidermide, il cosiddetto stra-
Perché gli esseri umani moderni
li carcasse, quindi i predatori devono consumare esibiscono una simile variabilità da Christopher Ruff della Johns Hopkins Univer- ne solare. La stima di Rogers quindi pone un limite conseguenze to corneo. Questo strato è stato paragonato a una
energia in più per ottenere il pasto. Nel caso degli sity hanno messo in evidenza che circa 1,6 milio- temporale minimo per l’alba della nudità. composizione di malta e mattoni: i mattoni sono i
esseri umani, la selezione naturale ha trasformato
nella lunghezza degli arti? Quando
i nostri predecessori migrarono ni di anni fa un antico membro del nostro genere
sulle fasi diversi strati appiattiti di cellule morte dette cor-
le proporzioni scimmiesche degli australopitechi, fuori dall’Africa tropicale, verso zone chiamato Homo ergaster aveva evoluto proporzio- Sotto pelle successive neociti, che contengono cheratina (una proteina) e
più fredde, cambiarono anche
che ancora passavano parte del tempo sugli albe- ni corporee essenzialmente moderne, che permet- Se siamo ragionevolmente sicuri di quando e altre sostanze; gli strati lipidici ultrasottili che cir-
ri, in un corpo dalle gambe lunghe, costruito per
le pressioni selettive, permettendo
tevano lunghi spostamenti di corsa o in cammino. perché ci siamo denudati, meno certezze riguarda-
dell’evoluzione condano ogni corneocita costituiscono la malta.
l’evoluzione di diverse forme
camminare e correre a lungo. Questa nuova con- del corpo. Inoltre, i dettagli delle superfici articolari della ca- no invece il modo in cui è avvenuta l’evoluzione umana Gran parte dei geni che regolano lo svilup-

72  LE SCIENZE 500  aprile 2010 www.lescienze.it LE SCIENZE   73


La comunicazione sociale
è una funzione importante
della pelliccia, dal pelo ritto
sul collo per indicare
aggressività ai disegni sul
mantello per riconoscersi tra
membri della stessa specie.
Noi esseri umani
compensiamo la nostra
assenza di pelo con le
decorazioni: tatuaggi, gioielli
e altri ornamenti. Abbiamo
anche espressioni facciali
complesse, nonché la
capacità di veicolare
emozioni attraverso il
linguaggio.

po dello strato corneo è antica, e le loro sequenze eccrine, apocrine, sebacee o semplice epidermide. esseri umani moderni, e che gli altri tipi di capelli sione del nostro organo più sensibile alla tempera-
sono molto ben conservate tra i vertebrati. Il fat- Ora in molti si stanno occupando delle modalità si siano evoluti con la dispersione della specie fuo- tura, il cervello. Mentre gli australopitechi aveva-
to che i geni che regolano lo strato corneo umano con cui vengono create e mantenute le nicchie di ri dall’Africa. no cervelli con una capacità di circa 400 centimetri
siano così unici significa, quindi, che la loro evo- cellule staminali epidermiche, e questo lavoro do- Per quanto riguarda i peli sul corpo, il problema cubi (simile a quello di uno scimpanzè), H. ergaster
luzione è stata importante per la sopravvivenza. vrebbe chiarire che cosa governa il destino delle è la loro variabilità. Molte popolazioni umane so- aveva un cervello di capacità doppia. E in un mi-
Questi geni codificano la produzione di una com- cellule epidermiche embrionali e come negli esseri no quasi completamente glabre, mentre altre sono lione di anni il cervello umano si è gonfiato di al-
binazione molto particolare di proteine, che si tro- umani tante di queste cellule diventano ghiandole decisamente irsute. Quelle con meno peli tendono tri 400 centimetri cubi, arrivando alle dimensioni
va solo nell’epidermide, che comprende nuovi tipi Uomini sudoripare eccrine. ad abitare la fascia tropicale, mentre le più pelose attuali. Non c’è dubbio che altri fattori hanno in-
di cheratina e di involucrina. Diversi laboratori so- e pidocchi vivono fuori da quell’area. Questi peli non genera- fluenzato l’espansione della nostra materia grigia,
no ora al lavoro per svelare i meccanismi respon- Nudi, ma non del tutto no però un sensibile calore; le differenze di pelosi- come l’adozione di una dieta sufficientemente ca-
Negli ultimi anni, alcuni ricercatori
sabili della produzione di queste proteine. hanno iniziato a studiare i pidocchi Qualunque sia stato il modo in cui siamo di- tà derivano chiaramente dal testosterone, perché lorica da alimentare questo tessuto così energivo-
Altri ricercatori stanno invece analizzando per capire perché gli esseri umani ventati scimmie nude, l’evoluzione ha però la- in ogni popolazione i maschi sono più pelosi del- ro. Ma perdere il pelo è stato sicuramente un passo
l’evoluzione delle cheratine nei peli corporei per hanno perso il pelo. Nel 2003 Mark sciato al coperto alcune parti del corpo. Una spie- le femmine. cruciale per diventare dei cervelloni.
determinare i meccanismi che li rendono radi e fi- Pagel, dell’Università di Reading, in
Inghilterra, e Walter Bodmer, del
gazione della perdita della pelliccia deve quindi Diverse teorie hanno cercato di spiegare que- L’assenza di peli ha anche avuto conseguenze ➥ Letture
ni sulla pelle umana. A questo scopo Roland Moll, John Radcliffe Hospital di Oxford,
spiegare anche perché ce l’abbiamo ancora in al- sto squilibrio in termini di selezione sessuale. Per sociali. Per quanto possiamo tecnicamente rizzare Genetic variation at the MC1R Locus
della Philipps-Universität di Marburg, in Germa- hanno ipotizzato che gli esseri umani cuni punti. I peli sotto le ascelle e sull’inguine ser- esempio una di esse ipotizza che le femmine pre- e abbassare il pelo contraendo e rilassando i picco- and the Time since Loss of human
nia, e collaboratori hanno mostrato che le chera- abbiano abbandonato la pelliccia per vono probabilmente sia per propagare i feromo- feriscano i maschi con barbe folte e più peli sul li muscoli alla base dei nostri follicoli, i nostri peli Body Hair. Rogers A.R., Iltis D. e
tine presenti nei peli del corpo umano sono estre- liberarsi dei pidocchi e degli altri ni (molecole chimiche che servono a suscitare una corpo perché questi caratteri si accompagnano a corporei sono così sottili e radi che non li esibiamo Wooding S., in «Current Anthropology»,
mamente fragili, e infatti i peli si rompono più parassiti che si annidano tra i peli, e risposta comportamentale di altri individui) sia forza e virilità. Un’altra suppone che i maschi ab- molto, a confronto delle esibizioni di cani e gatti o Vol. 45, n.1, pp. 105-108, febbraio
per mostrare così la salute della 2008.
facilmente rispetto a quelli degli altri animali. Pub- propria pelle. Altre ricerche hanno
per mantenere lubrificate queste aree durante la biano evoluto una preferenza per le femmine con dei nostri cugini scimpanzè. Né abbiamo la visi-
blicata nel 2008, questa scoperta suggerisce che le invece analizzato i pidocchi del locomozione. tratti più giovanili. Sono tutte ipotesi interessanti, bilità o il mimetismo connaturati alle strisce della The evolution of marathon running:

Heinrich van Den Berg/Getty Images (ghepardo); Henry Hornstein/Getty Images (tatuaggi)
cheratine dei peli umani non fossero così impor- corpo e della testa per capire I capelli sono stati conservati, probabilmente, ma nessuno le ha effettivamente messe alla prova zebra e alle macchie del leopardo. In realtà, si può capabilities in humans. Lieberman
tanti per la sopravvivenza quanto quelle degli al- quando i nostri antenati hanno per proteggersi contro il surriscaldamento della te- in una popolazione moderna; quindi non sappia- anche ipotizzare che caratteri umani universali, D.E. e Bramble D.M., in «Sports
tri primati, e che quindi siano diventate più deboli iniziato a coprirsi con pelli e vestiti. sta. Per quanto sembri paradossale, avere una den- mo se per esempio gli uomini pelosi sono davve- come il rossore sociale e le complesse espressioni Medicine», Vol. 37, n.4-5, pp. 288-290,
Benché si cibino di sangue, i 2007.
nel corso del tempo. pidocchi del corpo vivono nei vestiti;
sa copertura di peli sulla testa crea uno strato pro- ro più vigorosi o fertili rispetto alle controparti più facciali si siano evoluti per compensare la perdu-
Un altro problema che i genetisti vogliono risol- di conseguenza la loro origine tettivo d’aria tra la pelle che suda e la superficie lisce. In assenza di prove empiriche, la spiegazio- ta capacità di comunicare tramite il pelo. Analo- Skin. A Natural History.
vere è la grande quantità di ghiandole eccrine con- fornisce una stima minima per calda dei capelli. Quindi in una giornata torrida i ne della variabilità dei peli umani è ancora ogget- gamente le pitture sul corpo, il trucco cosmetico, i Jablonski N.G., University of California
tenute nella pelle umana. Quasi certamente questo l’apparizione dell’abbigliamento capelli assorbono il calore, mentre lo strato d’aria Mark Wilson/Getty Images (donna); Getty Images (Obama) to di speculazione. tatuaggi e altri tipo di decorazioni sulla pelle sono Press, 2006.
accumulo ha avuto luogo grazie a cambiamen- ominide. Confrontando la sequenze rimane più fresco, permettendo al sudore sul cuo- presenti in diverse combinazioni in tutte le culture,
ti nei geni che determinano il destino delle cellule
di geni degli organismi, si può
io capelluto di evaporare in quello strato d’aria. I L’importanza di essere nudi perché veicolano appartenenza al gruppo, status e
Initial sequence of the chimpanzee
risalire all’origine della specie. genome and comparison with the
staminali epidermiche, non specializzate, nell’em- Queste analisi hanno mostrato che i capelli molto ricci forniscono la copertura ottima- Spogliarsi della pelliccia non è stato semplice- altre informazioni sociali fondamentali prima co- human genome. Chimpanzee
brione. Nelle prime fasi dello sviluppo, gruppi di pidocchi dei capelli hanno infestato le della testa, perché aumentano lo spessore del- mente un modo per risolvere alcuni problemi, ma dificate dalla pelliccia. Sequencing and Analysis Consoortium,
cellule staminali epidermiche in specifici siti inte- gli umani sin dall’inizio, mentre i lo spazio tra la superficie dei capelli e la pelle, così ha avuto importanti conseguenze per l’evoluzione Usiamo anche la postura e la gestualità per tra- in «Nature», Vol. 437, pp.69-87, 1°
ragiscono con le cellule del derma sottostante, e pidocchi del corpo si sono evoluti che possa passarci dell’aria. umana successiva. La perdita di gran parte dei no- smettere i nostri stati emotivi e le nostre intenzioni. settembre 2005.
molto dopo. Il momento della loro
segnali chimici geneticamente determinati all’in- apparizione sembra suggerire che
C’è ancora molto da chiarire sull’evoluzione dei stri peli e l’acquisizione della capacità di dissipa- E usiamo il linguaggio per spiegare ciò che pensia- Il colore della pelle. Jablonski N.G. e
terno di queste nicchie dirigono il differenziamen- gli esseri umani siano rimasti nudi capelli nella nostra specie, ma è possibile che i ca- re il calore in eccesso per mezzo del sudore eccrino mo. In questa prospettiva, la pelle nuda non ci ha Chaplin G., in «Le Scienze» n. 412,
to di queste cellule in follicoli piliferi, ghiandole per più di un milione di anni. pelli ricci siano stati la condizione originale negli hanno aiutato a rendere possibile la grande espan- solo raffreddato: ci ha reso esseri umani. n dicembre 2002.

74  LE SCIENZE 500  aprile 2010 www.lescienze.it LE SCIENZE   75


astronomia

Nuvoloso,
con probabilità di

stelle
Dall’interazione tra nubi interstellari e stelle
massicce possono formarsi nuovi astri
di Erick T. Young
in sintesi

S
■ Negli ultimi anni la teoria i potrebbe pensare che ormai gli astrono-
della formazione stellare ha mi sappiano perfettamente come si forma-
compiuto rilevanti no le stelle. L’idea base della formazione
progressi, ma ha ancora stellare risale a Immanuel Kant e Pierre-Simon La-
gravi lacune. Le stelle place nel XVIII secolo, e i dettagli dei processi gra-
nascono dal collasso di nubi zie a cui le stelle emettono luce ed evolvono so-
di gas, ma da dove arrivano no stati chiariti dai fisici nella prima metà del XX
queste nubi e che cosa ne
secolo. Oggi i principi che governano le stelle so-
provoca il collasso?
no insegnati a scuola, e concetti stravaganti come
■ Inoltre, la teoria standard quello di materia oscura sono pubblicati sui quo-
della formazione considera tidiani. Il problema della formazione stellare, dun-
le stelle come corpi isolati, que, potrebbe sembrare risolto. Ma nulla è più lon-
quindi trascura le
tano dal vero. La nascita delle stelle rimane uno
interazioni tra le stelle e le
dei settori di ricerca più vivaci dell’astrofisica.
interazioni delle stelle con
Spiegato nel modo più semplice, si tratta di un
le nubi da cui sono nate.
processo in cui la gravità vince sulla pressione. Il
■ Gli astronomi stanno punto di partenza è un’enorme nube di gas e pol-
Cortesia NASA/ESA/Hubble Heritage Team (STScI/AURA)

facendo progressi nel


vere nello spazio interstellare. Se la nube – o, più
colmare queste lacune.
spesso, una sua regione di maggiore densità chia-
Per esempio hanno
mata nucleo – è sufficientemente fredda e densa,
osservato il modo
in cui le stelle massicce l’attrazione centripeta della gravità ha la meglio nido di stelle. Lo scorso anno, grazie alla nuova Wide Field Camera 3,
possono innescare il sulla spinta esercitata verso l’esterno dalla pressio- il telescopio spaziale Hubble ha individuato una regione dove si
collasso delle nubi e il modo ne del gas, e la nube inizia a collassare per effetto formano le stelle vicino al nucleo della galassia M83. La teoria
in cui stelle neonate del suo stesso peso. La densità e la temperatura del- standard non spiega la formazione delle massicce stelle blu e non
possono espellere altre la nube, o del suo nucleo centrale, aumentano fino spiega neanche il meccanismo con cui queste stelle restituiscono
stelle nello spazio profondo. a innescare la fusione nucleare. Il calore generato energia alle nubi di gas da cui hanno avuto origine.
dalla fusione aumenta progressivamente la pres-

76  LE SCIENZE
È nata una stella, con qualche difficoltà
La teoria standard della formazione stellare descrive adeguatamente la nascita di stelle isolate di massa piccola e media, ma presenta lacune concettuali.

La formazione stellare inizia con una gigantesca All’interno della nube, un aggregato particolarmente denso Il nucleo si frammenta in diversi embrioni La protostella si contrae, aumenta la propria densità e diventa ufficialmente una stella quando nel suo nucleo inizia la fusione
nube molecolare, una massa fredda e nebulosa di gas e polvere, chiamato «nucleo», collassa sotto stellari. In ciascun embrione si genera una nucleare. Dalla materia residua che orbita intorno alla stella si possono formare pianeti.
di gas e polvere. il suo stesso peso. protostella che attrae gas e polvere.

Protostella Protostella Stella di tipo solare


NUBE
Nucleo

Pianeta

PROBLEMA 1: Da dove viene la nube? PROBLEMA 2: Perché il nucleo collassa? PROBLEMA 3: Come si influenzano tra PROBLEMA 4: Come si formano le stelle massicce?
Una miscela di materia prodotta nel big bang o espulsa da Il modello non specifica come si rompe l’equilibrio delle loro gli embrioni stellari? Una stella nascente di massa superiore a 20 masse solari emette
stelle deve in qualche modo compattarsi. forze che rende stabile la nube. La teoria standard della formazione stellare una radiazione tanto intensa da perturbare sia la sua crescita ulteriore
descrive le stelle come corpi isolati. sia la formazione di stelle vicine.

sione interna e blocca il collasso. La stella neonata cui eccezionale luminosità dovrebbe disperdere la
assume una condizione di equilibrio dinamico che nube prima che la stella nascente possa accumu-
Stella
può mantenersi per milioni o miliardi di anni. lare la massa necessaria. Inoltre le stelle massic- massiccia
L’autore La teoria è coerente e confermata da un nume- ce emettono radiazione ultravioletta, venti stellari
ro crescente di osservazioni, ma non è completa. ad alta velocità e onde d’urto supersoniche. Questa
Ogni frase del paragrafo precedente richiede una emissione di energia perturba la nube, ma la teoria
spiegazione. Sono quattro, in particolare, le do- standard non ne tiene conto.
mande ancora senza risposta. Se il nucleo denso La necessità di colmare queste lacune è sempre
rappresenta l’uovo, dov’è la gallina cosmica? In più pressante. La formazione stellare è il fondamen-
altri termini: anche le nubi devono avere un’ori- to della maggior parte dell’astronomia, dalla genesi
gine, ma la loro formazione non è ancora chiara. E delle galassie a quella dei pianeti. Senza conoscerla nubi interstellari, composte da particelle di polvere poi di nuovo alle nubi. Questo mezzo è compo-
perché il nucleo collassa? Il meccanismo di inne- a fondo, è impossibile pensare di analizzare galas- che bloccano la luce stellare rendendo le stesse nu- sto prevalentemente da idrogeno; l’elio costituisce
sco è importante, visto che determina la velocità di sie lontane o di interpretare in modo coerente i pia- bi opache alla radiazione visibile. un quarto della sua massa, gli altri elementi costi-
Erick T. Young è direttore della formazione e la massa finale delle stelle. neti individuati al di fuori del sistema solare. Seb- Gli astronomi devono quindi affrontare un pro- tuiscono una frazione esigua. Una certa quantità
missione scientifica dello In che modo gli embrioni di stelle si influenzano bene le risposte definitive rimangano sfuggenti, sta blema fondamentale: la nascita delle stelle avviene di mezzo è materia primordiale rimasta quasi im-
Stratospheric Observatory for
Infrared Astronomy (SOFIA). Dal
tra loro? La teoria standard descrive le stelle come emergendo un filo conduttore: una teoria più so- nell’oscurità. La materia che va a formare le stel- mutata dopo i primi tre minuti dal big bang: una
1978 al 2009 ha ricoperto la carica se fossero isolate, ma non spiega che cosa avviene fisticata della formazione stellare deve considera- le è fitta e scura; deve diventare abbastanza den- parte è emessa durante la vita delle stelle, un’al-
Cortesia Erick T. Young (Young); Don Dixon (formazione stellare)

di astronomo allo Steward quando si formano in gruppi compatti, come in- re l’ambiente della stella nascente. Lo stato finale sa da innescare la fusione nucleare, ma non è an- tra è formata da resti di stelle esplose. La radiazio-
Observatory dell’Università vece accade nella maggior parte dei casi. Secondo della nuova stella dipende non solo dalle condizio- cora arrivata a questo punto. È possibile osservare ne stellare scinde le molecole di idrogeno in atomi
dell’Arizona. Ha fatto parte dei recenti scoperte il Sole è nato in un ammasso che ni iniziali del nucleo, ma anche dalle influenze suc- l’inizio e la fine del processo, ma le fasi interme- di idrogeno (si veda Il gas fra le stelle, di Ronald J.
gruppi di ricerca di quasi tutti i
principali strumenti che osservano
poi si è disperso (si veda Le sorelle perdute del So- cessive provenienti dalla regione circostante e dalle die sono difficili da studiare perché gran parte della Reynolds, in «Le Scienze» n. 402, febbraio 2002).
nell’infrarosso dallo spazio, tra cui le, di Simon F. Portegies Zwart, in «Le Scienze» n. stelle vicine. È il vecchio dilemma dei caratteri in- radiazione è emessa alle lunghezze d’onda dell’in- All’inizio il gas è rarefatto, con una densità di
l’Infrared Astronomical Satellite, 497, gennaio 2010). Che differenza c’è tra crescere nati o acquisiti, trasferito a scala cosmica. frarosso lontano e delle onde submillimetriche, circa un atomo di idrogeno per centimetro cu-
l’Infrared Space Observatory, la in un nido affollato ed essere figli unici? una regione dello spettro per cui gli strumenti degli bo. Raffreddandosi forma però nubi distinte, pro-
NICMOS Camera e la Wide Field Ultima domanda: come si formano le stelle Immerse nella polvere astronomi sono relativamente primitivi. prio come il vapore acqueo condensa nell’atmo-
Camera 3 del telescopio spaziale
Hubble, il telescopio spaziale Spitzer
estremamente massicce? La teoria standard va be- Se si osserva il cielo da un luogo abbastanza Si ipotizza che le nubi dove nascono le stelle sfera terrestre. Il gas si raffredda irradiando calore,
e il telescopio spaziale James Webb, ne fino a stelle circa 20 volte più grandi del So- buio si può ammirare la Via Lattea, la cui diffusa facciano parte del ciclo del mezzo interstellare, in ma il processo non è immediato, perché c’è solo
che verrà lanciato nei prossimi anni. le, ma non funziona più per stelle più massicce, la luminosità è interrotta da macchie scure. Sono le cui gas e polvere passano dalle nubi alle stelle e un numero limitato di meccanismi che permettono

78  LE SCIENZE 500  aprile 2010 www.lescienze.it LE SCIENZE   79


una stella. Un ottimo esempio è Barnard 335, nel-
Le oscure origini L’inizio del collasso la costellazione dell’Aquila. La sua distribuzione di

delle nubi
densità è quella attesa per una nube in cui la pres-
I libri di testo di astronomia danno spiegazioni vaghe sul meccanismo che destabilizza e sione termica è quasi in equilibrio con la pressione
interstellari fa collassare le nubi. Le nuove immagini nell’infrarosso di Spitzer mostrano che spesso
le responsabili del collasso sono stelle vicine di grande massa.
esterna. Una sorgente infrarossa nel centro potreb-
be essere una protostella in fase molto precoce, il
Nube oscura nell’infrarosso
Gli astronomi hanno identificato le fasi attraverso cui le che suggerirebbe una rottura dell’equilibrio avve-
nubi si aggregano partendo da gas interstellare nuta in tempi recentissimi a favore del collasso.
rarefatto per diventare via via più dense. Lo stadio Altri studi hanno scoperto prove di fattori ester-
immediatamente precedente alla formazione di una ni. Thomas Preibisch, del Max-Planck-Institut für
protostella è rappresentato dalle cosiddette nubi oscure
Raidoastronomie di Bonn, ha dimostrato che diver-
nell’infrarosso. Opache anche alla radiazione infrarossa,
se stelle, distribuite in una regione piuttosto am-
queste nubi appaiono come strisce scure in questa
immagine del Galactic Legacy Infrared Midplane Survey pia nell’associazione stellare denominata Scorpio-
Extraordinaire (GLIMPSE), ottenuta dal telescopio ne Superiore, si sono formate quasi nello stesso
spaziale Spitzer. La massa e l’estensione delle nubi momento. Una diminuzione simultanea della pres-
nell’immagine sono perfettamente adatte alla sione interna di nuclei diversi sarebbe davvero una
formazione di stelle. coincidenza incredibile. Una spiegazione più plau-
sibile è che l’onda d’urto prodotta da una superno-
va abbia investito la regione, provocando il collas-
al calore di sfuggire. Il più efficiente è l’emissione sano le regioni ricche di polvere. Queste nubi sono so dei nuclei. Le prove però non sono chiare, perché
nell’infrarosso lontano da parte di alcuni elementi: molto più massicce (da 100 a 100.000 masse sola- una stella massiccia perturba il suo luogo di nasci-
per esempio la radiazione con lunghezza d’onda di ri) di quelle individuate alle lunghezze d’onda del ta, e quindi è difficile ricostruire le condizioni della
158 micrometri emessa dal carbonio ionizzato. La visibile. Negli ultimi anni, grazie allo Spitzer Spa- sua formazione. Un altro limite riguarda la difficol-
p Nella regione W5 le stelle massicce (in blu) hanno
bassa atmosfera è opaca a queste lunghezze d’on- ce Telescope, sono iniziate due campagne di rico- prodotto una cavità all’interno di una nube molecolare. tà di osservare stelle di massa più piccola (e meno
da, quindi per osservarle servono strumenti nello Altri enigmi gnizione sistematica di questi oggetti: la Galactic Lungo il margine della cavità ci sono protostelle luminose) nella stessa regione per confermare che
(circondate dal gas bianco e rosa) tutte della stessa età
spazio, come lo Herschel Space Observatory, lan- stellari Legacy Infrared Midplane Survey Extraordinaire circa. Questa caratteristica indica che la formazione si sono formate insieme a quelle più grandi.
ciato lo scorso anno dall’Agenzia spaziale europea, (GLIMPSE), diretta da Edward B. Churchwell, del­ delle protostelle è stata innescata dalle stelle Spitzer ha compiuto progressi nel risolvere que-
La velocità di formazione delle stelle massicce; altri processi non avrebbero avuto questa
o telescopi montati su aerei, come lo Stratospheric è un altro problema che ha dato filo
l’Università del Wisconsin a Madison, e MIPSGAL, sti problemi. Lori Allen, del National Optical Astro-
sincronia.
Observatory for Infrared Astronomy (SOFIA). da torcere agli astronomi. Il «collo di coordinata da Sean Carey, dello Spitzer Science nomy Observatory, e Xavier P. Koenig, dell’Har-
Raffreddandosi, le nubi diventano più dense. bottiglia» cruciale è la fase finale del Center. Queste nubi sembrano essere l’anello man- vard-Smithsonian Center for Astrophysics, hanno
Quando la densità raggiunge 1000 atomi per cen- collasso, quella in cui la protostella cante tra nubi molecolari e protostelle. individuato uno straordinario esempio di fattore
si è già formata ma deve ancora t Nell’ammasso NGC 2068 alcune protostelle sono
timetro cubo, sono abbastanza spesse da bloccare In effetti, il calcolo delle masse indica che le nu- allineate come perle su un filo. Sebbene siano esterno nella regione galattica indicata con la si-
aumentare la sua massa
la radiazione ultravioletta emessa dalla galassia. A bi oscure e i nuclei densi potrebbero rappresentare separate da distanze considerevoli, si sono formate gla W5 (si veda il box in questa pagina). Nell’im-
accumulando gas. Un gruppo di quasi simultaneamente, e di nuovo il principale
questo punto gli atomi di idrogeno possono com- ricerca diretto da Neal J. Evans II lo stadio cruciale della formazione stellare. Le nubi indiziato è un gruppo vicino di stelle massicce. magine si vedono giovani protostelle immerse in
binarsi in molecole grazie a un complicato proces- dell’Università del Texas ad Austin ha hanno un ampio intervallo di masse, e quelle pic- dense «tasche» di gas compresse dalla radiazione
so che coinvolge i grani di polvere. Le osservazioni osservato con il telescopio spaziale cole sono più comuni. Questa distribuzione di mas- di una precedente generazione stellare. Visto che
nelle onde radio hanno dimostrato che le nubi mo- Spitzer regioni di formazione stellare se coincide bene con quella delle stelle, a eccezio- la compressione è un processo rapido, questi og-
vicine tra loro e ha scoperto che la
lecolari contengono composti che vanno dall’idro- velocità di accrescimento non è
ne del fatto che le nubi hanno sempre una massa interna, di origine termica, magnetica o turbolen- getti distribuiti in un’ampia regione devono essersi
geno (H2) fino a complesse molecole organiche, che affatto costante. La stella accumula tripla rispetto a quella delle stelle, suggerendo che ta. Quando l’equilibrio si rompe a favore della gra- formati quasi simultaneamente. Per riassumere: la
potrebbero aver «seminato» la vita sulla Terra (si rapidamente fino a metà della sua solo un terzo della massa di una nube finisce nella vità inizia il collasso. Ma che cosa provoca la rottu- formazione delle stelle dipende da molteplici fatto-
massa finale, poi però la crescita

Cortesia NASA, JPL/Caltech e Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics (W5);


veda Dallo spazio le molecole della vita, di Max P. stella, mentre il resto si disperde nello spazio. ra? Le ipotesi sono molte. La nube potrebbe essere ri, e non da uno solo, come invece si pensava.
Bernstein, Scott A. Sandford e Louis J. Allamando- rallenta; per accumulare la massa Resta da dimostrare se la similitudine nella di- compressa da una forza esterna, come un’esplosio-
la, in «Le Scienze» n. 373, settembre 1999). Da que-
restante occorre oltre dieci volte più
stribuzione sia una mera coincidenza oppure sia ne di supernova. Oppure la pressione interna po- Vita in un nido di stelle
tempo. Nell’insieme il processo è
sto momento in poi, il processo è difficile da segui- assai più lungo rispetto alle stime causata da qualche fattore. Il meccanismo che de- trebbe diminuire a causa della dissipazione del ca- Se non consideriamo le lacune appena discusse,
Cortesia GLIMPSE Team/Università del Wisconsin a Madison

re. Le osservazioni nell’infrarosso hanno scoperto precedenti. termina la massa di una stella ne decide l’intera lore o dei campi magnetici. il modello standard spiega bene le osservazioni di
stelle in via di formazione avvolte nella polvere, Un altro problema è che il gas delle esistenza: una stella massiccia muore giovane in Charles Lada, dell’Harvard-Smithsonian Center nuclei isolati dove è in atto il processo di formazio-
ma hanno problemi nell’osservare i primi passaggi nubi molecolari è fortemente un’esplosione catastrofica, mentre una più modesta for Astrophysics, e João Alves dello European Sou- ne stellare. Ma molte stelle, forse la maggior parte,
turbolento e in moto a velocità
cortesia Erick T. Young e NASA (NGC 2068)

che dalla nube molecolare portano alla protostella. supersoniche. Gli stessi embrioni
vive a lungo e svanisce senza fare troppo chiasso. thern Observatory (ESO) sostengono l’ipotesi della hanno origine all’interno di ammassi, e il modello
Nel caso dei primissimi passaggi della forma- stellari potrebbero essere lenta dispersione termica. Nelle loro mappe a lun- non descrive l’influenza di questo ambiente con-
zione, la situazione è cambiata a metà degli anni responsabili di tutta questa Chi preme il grilletto? ghezze d’onda millimetriche e submillimetriche, a gestionato sulla loro nascita. Per colmare questa
novanta, quando il Midcourse Space Experiment e agitazione. Quasi tutte le protostelle, Anche la soluzione del secondo problema – per- cavallo tra la regione infrarossa e quella delle on- lacuna, in anni recenti sono state elaborate due te-
l’Infrared Space Observatory hanno scoperto nubi infatti, emettono getti ad alta ché collassano nubi e nuclei – sembra più vicina. de radio, hanno identificato numerosi nuclei isola- orie in competizione, anche grazie ai progressi del-
velocità (si veda È nata una stella. Gli
tanto dense (oltre 10.000 atomi per centimetro cu- enigmi della genesi stellare, di
Nel modello standard della formazione stellare il ti, relativamente quiescenti, in nubi vicine tra lo- la potenza di calcolo per le simulazioni. Oggi le os-
bo) da essere opache anche alle lunghezze d’onda Thomas P. Ray, in «Le Scienze» n. nucleo è in una situazione di equilibrio: gravità e ro. Alcuni mostrano prove di lenti moti centripeti, servazioni, in particolare quelle di Spitzer, stanno
dell’infrarosso termico, che normalmente attraver- 386, ottobre 2000). pressione esterna sono bilanciate dalla pressione e potrebbero essere avviati verso la formazione di aiutando capire quale sia più corretta.

80  LE SCIENZE 500  aprile 2010 www.lescienze.it LE SCIENZE   81


In una delle due teorie il fattore più importante
riguarda le interazioni tra nuclei adiacenti. La ver-
sione più estrema prevede la formazione di mol-
Vivere in un nido affollato Sfondare il tetto della massa
te piccole protostelle, che si muovono rapidamente Contrariamente alle ipotesi del modello standard, le stelle neonate possono influenzarsi Recenti simulazioni della formazione stellare hanno mostrato che una stella massiccia è in grado di raggiungere dimensioni impossibili in teoria, perché la
a vicenda. Spitzer ha individuato un esempio di questa interazione nell’ammasso sua crescita non è omogenea. La radiazione emessa dalla protostella respinge il gas, creando colossali vuoti (bolle) proprio all’interno del gas, ma non
nella nube e competono per catturare il gas rima-
dell’Albero di Natale (NGC 2264), che contiene un gruppo denso di stelle di diverse età. blocca del tutto l’afflusso di materia, che si raccoglie in filamenti negli interstizi tra le bolle.
nente. Alcune diventano molto grandi, e le per-
Ad alta risoluzione si osserva che alcune delle «stelle» più giovani sono in realtà gruppi
denti potrebbero addirittura essere espulse dall’am- DENSITÀ LUNGO L’ASSE
molto compatti di protostelle: ce ne sono fino a dieci in un raggio di 0,1 anni luce,
masso, formando un gruppo di stelle che vagano dunque queste protostelle sono abbastanza vicine da influenzarsi a vicenda.
nella galassia. Questa tesi è stata sostenuta da Ian
Bonnell, dell’Università di St. Andrews, Matthew
Bate, dell’Università di Exeter, e altri.
Nel modello alternativo, la principale influen-
za esterna riguarda la turbolenza del gas. La tur-
bolenza favorisce il collasso, e in effetti la distri-
buzione delle dimensioni delle stelle rispecchia
lo spettro dei moti turbolenti invece che una suc-
cessiva competizione per l’accumulo di materia. DENSITÀ perpendicolare ALL’ASSE
Il modello del nucleo turbolento è stato messo a
punto da Christopher McKee, dell’Università della
California a Berkeley, Mark Krumholz, dell’Univer-
sità della California a Santa Cruz, e altri.
Le osservazioni sembrano favorire la teoria del
nucleo turbolento (si veda La misteriosa origine
delle nane brune, di Subhanjoy Mohanty e Ray Ja-
yawardhana, in «Le Scienze» n. 451, marzo 2006),
ma quella dell’accrescimento competitivo potreb- 3000 UA
be diventare importante in regioni con densità stel-
lare particolarmente elevata. Un caso interessan- 17.500 ANNI: Si è formata una 25.000 ANNI: Quando la 34.000 ANNI: Quando la 41.700 ANNI: Una delle 55.900 ANNI: La simulazione
te riguarda l’ammasso dell’Albero di Natale (NGC l’infrarosso la turbolenza sia l’accrescimento competitivo, di- protostella su cui il gas cade in
modo quasi uniforme. Il gas è
protostella raggiunge circa 11
masse solari, il disco che la
protostella supera 17 masse
solari, la radiazione respinge il
protostelle minori cresce più
velocemente della stella
termina quando la stella centrale
raggiunge 42 masse solari
2264), nella costellazione dell’Unicorno. Nel visi- pende dalla situazione. La natura sembra sfruttare luminoso perché durante la circonda diventa instabile dal gas e genera bolle. Ma il gas centrale, e presto acquisisce e la sua compagna 29.
Le nubi dove si formano le stelle
bile, questa regione mostra diverse stelle brillan- ogni modo possibile per far nascere una stella. caduta libera energia potenziale punto di vista gravitazionale e continua a cadere verso il centro una massa simile a questa. Rimangono circa 28 masse
appaiono come macchie scure nel gravitazionale. assume una forma a spirale. passando tra le bolle. Nascono L’accrescimento è disomogeneo solari di gas che probabilmente
ti e abbondanza di gas e polvere: indizi di forma- visibile, ma diventano visibili alle protostelle più piccole. e incostante. cadranno sui due oggetti.
zione di stelle. All’interno della regione Spitzer ha lunghezze d’onda infrarosse e radio.
Stelle extralarge
scoperto un denso ammasso con stelle in varie fasi Le stelle massicce sono rare e hanno vita breve,
di sviluppo. Questo ammasso è un’istantanea degli L’infrarosso ha una lunghezza d’onda ma svolgono un ruolo molto importante nell’evo- to disomogeneo, con regioni dense alternate a bolle l’Atacama Large Millimeter Array (ALMA), in co-
stadi del processo in cui la turbolenza o l’accresci- tra 1 e 1000 micrometri (cioè 1 luzione delle galassie. Queste stelle forniscono da cui esce la radiazione stellare. Quindi la pressio- struzione sulle Ande cilene, consentirà di mappare
millimetro). A queste lunghezze
mento competitivo dovrebbero lasciare il segno. energia al mezzo interstellare grazie all’emissione ne di radiazione potrebbe non ostacolare un’ulte- singole protostelle con eccezionale dettaglio.
Le stelle più giovani, che emettono la percen-
d’onda la materia tra 3 e 3000 kelvin
emette un picco di radiazione. sia di massa sia di radiazione e, al termine della riore crescita. La materia densa in caduta su una Grazie alle nuove osservazioni, gli astronomi ➥ Letture

Cortesia NASA, JPL/Caltech e Paula S. Teixeira, Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics


tuale più elevata di radiazione a grandi lunghezze loro esistenza, possono esplodere come supernove, stella massiccia genera stelle compagne, un mecca- sperano di ricostruire il ciclo di vita completo del Spitzer and Magellan Observations
d’onda, sono riunite in un gruppo compatto. Pau- La radiazione nell’infrarosso vicino è disperdendo materia arricchita di elementi pesan- nismo che spiegherebbe la rarità delle stelle massic- mezzo interstellare, dalle nubi atomiche alle nubi of NGC 2264: A Remarkable Star-

Da The Formation of Massive Star Systems by Accretion, di Mark R. Krumholz e altri,


la Teixeira, dell’ESO, ha dimostrato che si trova- l’estremo della regione infrarossa a ti. La Via Lattea è ricca di bolle e resti di supernova ce solitarie. Le regioni di formazione osservate da molecolari, ai nuclei prestellari, alle stelle e infine Forming Core near IRS-2. Young E.T.
lunghezze più brevi (1-5 micrometri). e altri, in «Astrophysical Journal», Vol.
no a 0,3 anni luce l’una dall’altra. Questa distribu- creati da stelle massicce, la cui formazione però è Spitzer permettono di confermare questo model- di nuovo al gas rarefatto. E sperano di osservare
È luce stellare attenuata da polvere. 642, n. 2, pp. 972-978, 10 maggio
zione regolare è attesa nel caso di nuclei densi che difficile da descrivere con la teoria standard. Quan- lo, ma probabilmente la verifica sarà complicata. È dischi di formazione stellare con una risoluzione 2006. Disponibile on line: http://arxiv.
collassano dalla nube molecolare per effetto della L’infrarosso medio e lontano si do una protostella raggiunge una massa di circa difficile cogliere le stelle massicce nell’atto della lo- angolare sufficiente a individuare l’afflusso di ma- org/abs/astro-ph/0601300.
gravità: ciò implica che siano le condizioni inizia- estende a circa 300 micrometri, ed è 20 masse solari la pressione di radiazione dovrebbe ro nascita, perché sono rare e dalla vita breve. teria dalla nube e a confrontare gli effetti di am-
li della nube ad avviare il collasso. Ma anche se le emesso soprattutto dalla polvere. vincere la gravità e impedire un ulteriore accresci- Per fortuna, potremo sfruttare nuovi strumen- bienti diversi sulla nascita delle stelle. The Formation of Massive Star
L’osservazione a terra è difficile, Systems by Accretion. Krumholz M.R.
osservazioni sembrano favorire la teoria della tur- mento. Oltre alla pressione di radiazione, una stella ti. Herschel e SOFIA, un Boeing 747 in volo a una Le risposte avranno profonde conseguenze per
perché il nostro pianeta emette e altri, in «Science», Vol. 323, pp. 745-
bolenza l’elevata risoluzione delle immagini mostra a questa radiazione e l’atmosfera tanto massiccia genera venti stellari che contribu- quota superiore al 99 per cento del vapore acqueo altri settori dell’astrofisica. Quello che vediamo, 757, 15 gennaio 2009.
in «Science», Vol 323, 15 gennaio 2009

che alcune ipotetiche protostelle non sono oggetti assorbe l’emissione dallo spazio. iscono a disperdere la nube da cui è nata la stessa in atmosfera, faranno osservazioni a lunghezze dalle galassie agli esseri viventi, esiste grazie al-
singoli, ma gruppi compatti. Uno di questi gruppi è stella, limitandone ulteriormente la crescita e per- d’onda submillimetriche e nell’infrarosso lontano, la formazione delle stelle. La teoria descrive abba- The Violent, Mysterious Dynamics of
formato da dieci sorgenti comprese in un raggio di La radiazione submillimetrica, tra 300 turbando la formazione di stelle vicine. una regione dello spettro in cui è più facile indi- stanza bene questo processo, ma alcune lacune ci Star Formation. Frank A., in
e 1000 micrometri, è perfetta per «Discover», febbraio 2009. Disponibile
0,1 anni luce. A queste densità deve verificarsi un Recenti studi teorici di Krumholz indicano come viduare la nascita di stelle. I due strumenti hanno impediscono di spiegare molti degli aspetti più im-
osservare materia interstellare fredda. on line: http://discovermagazine.
accrescimento competitivo, almeno a piccola scala. risolvere il problema. Le sue simulazioni tridimen- la risoluzione spettrale e spaziale necessaria a re- portanti del cosmo. E proprio da quelle lacune ca- com/2009/feb/26-violent-
Quindi, come per l’innesco del collasso, l’effetto Le onde radio hanno lunghezze d’onda sionali mostrano l’inattesa complessità della cresci- alizzare mappe delle distribuzioni di velocità nel- piamo che la formazione delle stelle è un processo mysterious-dynamics-of-star-
dell’ambiente stellare è variabile. Possono agire sia ancora più grandi di quelle citate. ta stellare. L’afflusso di materia può diventare mol- le nubi interstellari. A lunghezze d’onda maggiori, molto più ricco rispetto a quanto credessimo. n formation.

82  LE SCIENZE 500  aprile 2010 www.lescienze.it LE SCIENZE   83


medicina

L
maggior parte dei batteri sono compagni di viaggio educati. In effetti, se vi sen-
tite soli, ricordatevi che in media migliaia di miliardi di microbi vivono sopra e
dentro il nostro corpo, superando di circa dieci volte il numero di cellule che lo
compongono. Delle decine di migliaia di specie batteriche conosciute, quelle che infran-
gono le regole della coesistenza pacifica, facendoci ammalare, sono solo un centinaio.
Questi patogeni possono causare grossi guai. A livello globale le malattie infetti-
ve sono la seconda causa di morte, e i batteri sono ben rappresentati tra i responsabi-
in sintesi
li. Ogni anno la tubercolosi causa quasi due milioni di morti, e nel XIV secolo Yersinia
pestis, responsabile della peste bubbonica, sterminò circa un terzo della popolazione ■ Ibatteri patogeni
europea. Negli ultimi cent’anni sono stati fatti notevoli progressi, mettendo sotto con- si moltiplicano e producono
tossine all’interno
trollo alcune specie con gli antibiotici, ma i batteri dannosi hanno trovato il modo di
del loro ospite umano,
resistere a molti di questi farmaci. È una corsa agli armamenti che negli ultimi tempi
ma sappiamo ancora poco
stiamo perdendo, anche perché non conosciamo bene il nemico.
dei meccanismi che
Storicamente, i microbiologi hanno studiato il modo in cui i batteri causano le ma- permettono a questi
lattie facendoli crescere in un brodo nutritivo e isolando alcune molecole dalla lo- microrganismi di aggirare
ro parete esterna, o estraendo le secrezioni dei batteri dal mezzo di coltura per poi le nostre difese e
esaminarne l’effetto su cellule umane e animali. Questi studi hanno caratteriz- somministrare veleni.
zato numerose tossine, ma nella maggior parte dei casi hanno ignorato le
■ Lo studio delle interazioni
interazioni tra i patogeni e i loro ospiti. Negli ultimi vent’anni, però, si è tra ospite e patogeni rivela
scoperto che spesso il comportamento dei batteri patogeni nei terreni le raffinate strategie
di coltura è molto diverso rispetto a quello che manifestano in un adottate dai batteri per
potenziale organismo ospite. manipolare e piegare ai
Per entrare negli organi e nei tessuti, e prosperare nei propri fini le cellule ospiti.
nostri corpi, i batteri si trasformano in esperti della ■ Una nuova e più
sovversione, impadronendosi di cellule e siste- approfondita conoscenza

L’arte
mi di comunicazione cellulari. Molti micro- di strumenti e tattiche
bi assumono il controllo grazie a strut- dei batteri sta portando a
ture specializzate nell’iniezione di nuovi approcci nella
proteine che riprogrammano il battaglia contro i patogeni.
macchinario cellulare. Al-

della
guerra
dei batteri
Nuove ricerche ci aiutano a capire le strategie con cui i batteri
si impadroniscono delle nostre cellule e ingannano il sistema
immunitario, e come combatterli con le loro stesse armi
Jessica Weisman

di B. Brett Finlay

84  LE SCIENZE 500  aprile 2010 www.lescienze.it LE SCIENZE   85


Come i batteri ingannano le cellule ducendo polimeri che esercitano una spinta sulla
membrana cellulare fino a quando non si forma
I batteri che causano malattie promuovono la propria sopravvivenza arruolando meccanismi e sistemi di comunicazione delle cellule ospiti un piedistallo. E. coli rimane all’esterno della cel-
e alterando l’ambiente interno ed esterno alle cellule in base alle proprie necessità. Negli esempi qui sotto, batteri che invadono l’intestino sfruttano lula, ancorato al suo nuovo trono, mentre gli ef-
strutture specializzate (riquadro a sinistra) per manipolare alcuni tipi cellulari, fra cui cellule epiteliali, cellule immunitarie e batteri innocui. fettori e le tossine che ha iniettato fanno il lavoro
sporco. L’esatta funzione di questi piedistalli è an-
cora ignota, ma i ricercatori hanno dimostrato che
Increspatura
sono essenziali per la patogenicità del batterio.
E. coli Cellula epiteliale
Batteri intestinali Un altro patogeno potenzialmente letale, Heli-
«amici»
cobacter pylori, si attacca alle cellule epiteliali che
Apparato Tir
secretorio rivestono lo stomaco, e poi modifica l’ambiente
T3SS
C. rodentium
per favorire la propria sopravvivenza. H. pylori ri-
Polimeri T3SS
di actina
Salmonella lascia l’enzima ureasi per contrastare localmente
Membrana
Segnalazione l’alta acidità dello stomaco, che normalmente uc-
esterna ●
3 Gli effettori di Shigella inducono
i polimeri di actina a formare
Effettori
cide la maggior parte dei batteri. Non tutti i cep-
del batterio Effettori Nucleo della cellula
Ago una «coda» che spinge il batterio pi sono patogeni, ma quelli che lo sono possono
attraverso il citoplasma della causare ulcere gastriche e tumori allo stomaco, fa-
T3SS
Traslocone ●
1 I ceppi patogeni di Escherichia
coli usano un T3SS per
cellula fino a invadere una cellula
cendo di H. pylori l’unico caso noto di batterio che
Cellula immunitaria vicina.
ospite iniettare oltre 40 tipi di proteine ●
2 Anche varie specie di provoca il cancro. I ceppi patogeni producono un IL MICROBIOTA
effettrici attraverso la
membrana della cellula ospite.
Salmonella usano un T3SS per
iniettare effettori che
Infiammazione
sistema di secrezione di tipo 4 che inietta una pro- UMANO
Una di queste proteine, detta Tir, polimerizzano l’actina. Le fibre ●
4 Citrobacter rodentium – una versione di E. coli che
infetta i topi – usa proteine effettrici per alterare i
teina effettrice detta CagA. Il ruolo di questa pro-
fa da ormeggio per l’adesione di actina producono, nella teina non è chiaro, ma studi recenti suggeriscono COMPOSIZIONE DEL CORPO UMANO
Effettore Actina meccanismi di segnalazione della cellula ospite,
del batterio alla cellula. Altri membrana, «increspature»

10.000 MILIARDI
effettori organizzano le molecole che circondano il batterio inducendo un’infiammazione locale che uccide che possa indurre le cellule epiteliali dello stomaco
di actina della cellula in polimeri e lo trascinano all’interno alcuni batteri residenti nell’intestino in
competizione con Citrobacter.
a mostrare un maggior numero di recettori a cui
che sollevano la membrana. della cellula. Shigella di cellule umane
SISTEMI DI SECREZIONE si attacca H. pylori. L’effettore può anche alterare
Alcune strutture specializzate
consentono ai batteri di iniettare
direttamente nelle cellule ospiti Vacuolo
Effettori
direttamente la segnalazione interna delle cellule,
inducendole ad allungarsi, disperdersi e infine mo-
100.000 MILIARDI
di cellule batteriche
molecole «effettrici» con cui rire, contribuendo alla formazione di ulcere.
assumere il controllo della
cellula. Il sistema di secrezione

5 Quando è assorbito
da un macrofago,
I batteri E. coli O157 e H. pylori non hanno bi- SPECIE BATTERICHE CHE VIVONO
di tipo 3 (T3SS) illustrato sopra è Legionella pneumophila sogno di entrare nelle cellule per provocare malat- NEL CORPO UMANO
tipico. L’apparato secretorio T4SS usa un sistema tie, come invece fanno alcune specie di Salmonella
5000-35.000
Macrofago
principale, che si trova nella di secrezione di tipo 4. I
membrana batterica, si serve di suoi effettori alterano la strettamente imparentate con E. coli, che causano
un ago con cui introduce nella Lisosoma membrana del vacuolo diarree che ogni anno colpiscono oltre un miliar- nell’intestino
cellula ospite prima un impedendo ai lisosomi che
traslocone di natura proteica,
che serve ad ancorare lo stesso
Legionella uccidono il batterio di entrare.
Legionella si moltiplica in sicurezza
do di persone in tutto il mondo. Per prosperare, i
batteri del genere Salmonella devono entrare e at- 300-500
ago, poi le proteine effettrici. Cellula dendritica per poi invadere un’altra cellula. nella bocca
traversare le cellule epiteliali che rivestono l’inte-
stino. L’invasione comincia quando il batterio usa
una variante del T3SS chiamata isola di patogeni-
120
sulla pelle
cuni adottano tattiche con cui si sbarazzano dei sano le malattie. In effetti molti patogeni agiscono altro patogeno aderente alla parete, si attaccasse a cità 1 di Salmonella (SPI-1) per iniettare nelle cel-
batteri benigni o benefici monopolizzando l’am- sugli stessi elementi fondamentali del macchinario un recettore già presente sulla superficie delle cel- lule epiteliali effettori che polimerizzano l’actina, SPECIE BATTERICHE
biente a proprio vantaggio. L’identificazione del- cellulare, come specifiche proteine che costituisco- lule intestinali. Studi più recenti hanno però mo- producendo nella membrana cellulare «increspa- PATOGENE PER GLI esseri UMANI
le strategie e degli strumenti usati dai patogeni per
invadere gli ospiti, aggirando le contromisure, ha
no lo scheletro interno della cellula, il citoscheletro.
Nei loro attacchi però i microbi usano una serie di
strato che O157 fabbrica un proprio recettore e lo
trasferisce alla cellula con un cosiddetto «sistema
ture» analoghe ai piedistalli di E. coli. Le struttu-
re dell’increspatura circondano il batterio attaccato
100
permesso agli scienziati di sviluppare subito tera- metodi complessi e sorprendentemente diversi. di secrezione di tipo III» o, più in breve, T3SS. (I si- all’esterno della membrana cellulare, e poi trasci- PERCENTUALE DEGLI ESSERI UMANI
pie con cui puntare contro questi microrganismi le Per esempio, il primo passo di ogni attacco è stemi di secrezione sono stati numerati seguendo nano letteralmente il batterio all’interno della cel- COLONIZZATI
loro stesse armi. l’adesione alle cellule dell’ospite. Forse il metodo l’ordine in cui sono stati scoperti.) lula. Inoltre le molecole iniettate con la SPI-1 cau- (CON O SENZA MALATTIA)
DA ALCUNI COMUNI PATOGENI
Jessica Weisman (sagoma corpo umano, a fronte)

più notevole di tutti per agganciarsi alla parete di Il T3SS inietta una molecola denominata Tir sano la diarrea caratteristica di queste infezioni, ma
Effrazione e violazione di domicilio una cellula ospite è quello usato del ceppo patoge- e oltre 40 proteine «effettrici», o effettori, nel- i batteri del genere Salmonella non si fermano qui.
33 per cento
Andrew Swift (illustrazioni batteri e cellule)

Le tossine batteriche sono solo una delle cause no di Escherichia coli denominato E. coli entero- la membrana della cellula ospite, poi attacca una Normalmente i macrofagi e altre cellule del si-
Mycobacterium tuberculosis
delle malattie provocate dai batteri. Alcuni sinto- emorragico O157. Normalmente ingeriamo questo delle sue molecole di superficie a Tir. Questo però stema immunitario innato, come neutrofili e cel-
mi delle infezioni nascono dalle strategie adottate
da questi microrganismi per rimanere in vita. Dato
patogeno con cibo contaminato. Una volta giunto
nel tratto gastrointestinale, O157 aderisce alla pa-
è solo il primo passo verso il controllo della cellu-
la. Tir e alcuni degli effettori inducono il citosche-
lule dendritiche, ingeriscono e distruggono (fago-
citano) ogni invasore. Questi fagociti inghiottono i
50 per cento
Helicobacter pylori
che patogeni diversi producono quadri sintomati- rete intestinale e produce una tossina che provo- letro della cellula a comportarsi in modo anorma- batteri e li sequestrano in vacuoli, delimitati da una
ci molto simili – febbre, diarrea e così via – sembra
logico che siano simili anche i processi che cau-
ca diarrea sanguinolenta. Gli scienziati pensavano
che questa forma virulenta di E. coli, come ogni
le. Uno dei principali componenti del citoscheletro,
l’actina, interagisce con le proteine batteriche pro-
membrana, dove alcune molecole uccidono e di-
struggono i prigionieri. Salmonella invece attraver-
50 per cento
Staphylococcus aureus

86  LE SCIENZE 500  aprile 2010 www.lescienze.it LE SCIENZE   87


I sistemi sa il rivestimento intestinale proprio passando dal-
le cellule epiteliali alle cellule immunitarie in attesa
girano le difese dell’ospite e addirittura arruolano
le cellule immunitarie, facendole contribuire alla
Eludere i guardiani
di secrezione sull’altro lato. Una volta dentro il vacuolo, il bat- prosperità dei batteri stessi. Le cellule immunitarie e gli anticorpi da esse prodotti dovrebbero neutralizzare gli invasori, ma i batteri patogeni riescono a eludere queste difese con varie
non si sono terio attiva un secondo T3SS, detto SP2-2, che ri- Yersinia pestis, per esempio, è trasmesso dai tattiche e strumenti, come negli esempi riportati qui sotto.
lascia proteine effettrici. Queste proteine rendono ratti agli esseri umani attraverso le punture di pul-
evoluti per far il vacuolo un rifugio sicuro, dove Salmonella può ci che iniettano il batterio nel sangue. Quando i Yersinia pestis
Salmonella
enterica
ammalare gli moltiplicarsi, alterando proprio la membrana del fagociti cercano di uccidere il patogeno, il siste-
vacuolo in modo da impedire il passaggio alle mo- ma T3SS di Yersinia inietta in queste cellule del Neisseria
esseri umani, ma lecole che lo ucciderebbero. sistema immunitario una serie di almeno quattro
meningitidis
Flagellina
per proteggere Il sistema SPI-2 è fondamentale per il successo effettori. Come risultato si ha la paralisi del mec-
T3SS
di Salmonella typhi, il ceppo che provoca la febbre canismo della fagocitosi prima che la cellula im-
i batteri
Effettore
tifoide. Questo sistema permette ai microrganismi munitaria riesca a inghiottire la preda. I fagociti, Cascata
di segnali
dagli attacchi di sopravvivere all’interno delle cellule fagocitarie con i batteri Yersinia attaccati alla superficie, en-
che viaggiano nel corpo grazie al flusso sangui- trano nei linfonodi, dove i microbi si moltiplica- Nucleo
di altri organismi gno e al sistema linfatico. Quindi SPI-2 consente a no provocando i dolorosi rigonfiamenti, o bubbo-
unicellulari che S. typhi di raggiungere e replicarsi in tessuti molto ni, da cui deriva il nome della peste bubbonica.
lontani dall’intestino, come il fegato e la milza. Nel corso dell’evoluzione molti patogeni han- Proteasi
vivono nel suolo La capacità di vivere a lungo nelle cellule di un no sviluppato sistemi di secrezione e iniezione ca- Macrofago

ospite è un tratto comune a molti batteri che pro- paci di riprogrammare selettivamente i sistemi di
vocano malattie gravi, fra cui i responsabili della segnalazione e le risposte immunitarie delle cellu-
tubercolosi e della malattia del legionario. In effet- le. Shigella dysenteriae, che causa la dissenteria, è IgA
Suicidio
ti, Legionella pneumophila è particolarmente inte- un esempio dell’ampia gamma di tattiche impiega- della
cellula
ressante perché grazie al suo T4SS inietta nei fa- te da una singola specie nel processo infettivo. Dal
gociti almeno 80 effettori diversi. Alcuni di questi punto di vista genetico Shigella è estremamen- Muco
Linfonodo
effettori convertono il vacuolo in un rifugio sicu- te simile ai ceppi innocui di E. coli. Tuttavia Shi- tumefatto
ro, ma solo di pochi conosciamo la funzione. gella è dotato di un T3SS che inietta nelle cellu-
Il comportamento di Legionella apre una finestra le dell’ospite tra 25 e 30 effettori. Queste proteine
sulle probabili origini dei meccanismi di secrezio- inducono le cellule a far entrare i batteri, in modo Membrana
ne dei batteri, che non si sarebbero evoluti per farci molto simile a Salmonella. Una volta entrato, Shi- cellulare

ammalare, ma per proteggere i microbi dagli orga- gella recluta il macchinario citoscheletrico per at-
SABOTARE I MACCHINARI DISTRUZIONE DEGLI ANTIBIOTICI INNESCARE L’AUTODISTRUZIONE
L’autore nismi unicellulari del suolo. Di norma Legionel- traversare la cellula e poi penetrare in una cellula
Quando un macrofago cerca di inghiottire Yersinia Le immunoglobuline A (IgA) sono anticorpi che bloccano i Alcune cellule dell’ospite, come i macrofagi,
la usa il T4SS per sopravvivere all’ingestione del- vicina, evitando ogni incontro con le cellule im- pestis, il batterio usa il suo T3SS per iniettare effettori batteri impedendone l’adesione alle cellule epiteliali che istruiscono altre cellule immunitarie a riconoscere i
le amebe del suolo, che per certi aspetti sono molto munitarie e le molecole anticorpali eventualmente che paralizzano i macchinari cellulari deputati tappezzano le vie nasali e altre analoghe superfici mucose patogeni, ma Salmonella enterica riesce a impedire
in agguato all’esterno. all’assorbimento di corpi estranei. Il batterio si fa poi del corpo. Ma Neisseria meningitidis, che provoca la questa attività. Il batterio usa il suo T3SS per iniettare
simili ai fagociti umani. Ed è proprio dall’associa-
trasportare dalla cellula fino ai linfonodi, dove si meningite, riesce a colonizzare queste cellule rilasciando la proteina flagellina nella cellula. La flagellina innesca
zione con le amebe che deriva il nome del batterio. Ancora non abbiamo capito fino in fondo gli moltiplica causando la tumefazione degli stessi preventivamente una proteasi (un enzima) che degrada gli una cascata di segnali intracellulari che alla fine mette
Nel 1976 i condotti dell’aria condizionata di un al- altri meccanismi usati da Shigella per sfuggire al linfonodi, e formando i tipici bubboni della peste. anticorpi. in moto un meccanismo di suicidio cellulare.
bergo di Philadelphia, dove si teneva un convegno sistema immunitario e riprogrammare i sistemi di
dell’American Legion, avevano aspirato amebe con segnalazione. Sappiamo però che numerosi effet-
Legionella. Queste amebe erano poi entrate in pro- tori di Shigella interagiscono direttamente con i si- caratteristiche della sua superficie (antigeni). I bat- munitarie. Devono vincere la competizione dei
fondità nei polmoni dei partecipanti al convegno. I stemi di segnalazione intracellulari, neutralizzan- teri possono sfuggire a queste difese, cambiando tantissimi batteri normali e amici del corpo, pro-
macrofagi degli alveoli polmonari avevano ingeri- do alcune richieste di aiuto normalmente emesse costantemente le proprie proteine di superficie, e tagonisti ignorati, fino a tempi recenti, dalla mag-
to i batteri, proprio come avrebbe fatto un’ameba. dalle cellule infettate. Ma non tutti i segnali delle quindi non essere riconosciuti dagli anticorpi o se- gior parte dei microbiologi e degli immunologi.
B. Brett Finlay è Peter Wall
Distinguished Professor ai Michael
La risultante malattia respiratoria uccise 34 perso- cellule ospiti vengono silenziati. Il batterio si ser- cernendo enzimi che degradano gli anticorpi. Le superfici del corpo esposte all’ambiente ester-
Smith Laboratories, al Dipartimento ne: era nato il morbo del legionario. ve di un certo livello di segnalazione per attirare le Shigella fa parte di un gruppo di patogeni che no, comprese le mucose di rivestimento del trat-
di biochimica e biologia molecolare cellule dendritiche verso il sito dell’infezione. È in bloccano la produzione degli anticorpi, impedendo to gastrointestinale, ospitano un’enorme popola-
e al Dipartimento di microbiologia Eludere le sentinelle queste cellule, infatti, che poi penetra, sfruttandole ai fagociti di mostrare gli antigeni alle cellule del zione di questi batteri. Per esempio ogni grammo
e immunologia dell’Università come cavallo di Troia per attraversare la parete in- sistema immunitario acquisito. Salmonella può an- del contenuto dell’intestino crasso contiene circa
La capacità dei batteri di insediarsi nelle cellule
della British Columbia, in Canada.
La sua attività di ricerca riguarda
immunitarie – proprio quelle che dovrebbero uc- testinale. Questo passaggio provoca la grave diar- che scatenare una cascata di segnali intracellulari 60 miliardi di batteri: circa dieci volte la popola-
le interazioni tra patogeni e ciderli – testimonia la versatilità degli strumen- rea caratteristica della dissenteria. che induce i fagociti a suicidarsi prima di interagire zione umana della Terra.
ospite a livello molecolare, ti usati da questi microrganismi per impadronirsi I batteri non ingannano solo il sistema immu- con le cellule del sistema immunitario acquisito. Uno dei modi più ovvi per eliminare la compe-
ed è autore di numerose scoperte dei meccanismi cellulari. La somiglianza tra cel- nitario innato. Alcuni hanno imparato a evitare la tizione è provocare la diarrea, e quindi liberarsi dei
Una comunità competitiva
Cortesia B. Brett Finlay

fondamentali. Finlay ha ottenuto lule immunitarie e predatori che vivono fuori dal risposta immunitaria «acquisita», attuata da cellu- concorrenti espellendoli dal corpo, almeno tempo-
numerosi riconoscimenti,
nostro corpo potrebbe spiegare anche l’origine di le B produttrici di anticorpi e cellule T, tutte ad- Per prosperare i patogeni devono fare qualco- raneamente. Insieme ai miei colleghi ho mostra-
Andrew Swift

è fra fondatori della Inimex


Pharmaceuticals e dirige la SARS altre tattiche di sopravvivenza adottate dai batteri. destrate dalle cellule immunitarie innate a rico- sa in più rispetto a manipolare i meccanismi di to che una versione di E. coli patogena per i topi,
Accelerated Vaccine Initiative. Alcuni dei più raffinati meccanismi conosciuti ag- noscere uno specifico agente patogeno grazie alle segnalazione cellulare e ingannare le difese im- denominata Citrobacter rodentium, scatena inten-

88  LE SCIENZE 500  aprile 2010 www.lescienze.it LE SCIENZE   89


Molti patogeni si zionalmente un’infiammazione intestinale, provo- secrezione per escogitare un nuovo vaccino con-

sono evoluti da
cando l’arrivo di cellule del sistema immunitario tro E. coli O157. Attaccare le armi dei batteri
innato che uccidono ed eliminano un particolare Il vaccino contiene frammenti del T3SS e diver-
Grazie a una migliore conoscenza degli strumenti usati dai batteri per ingannare le cellule e le loro difese, gli scienziati stanno sviluppando una serie di
batteri innocui sottoinsieme del normale microbiota dell’intestino si effettori, in modo che il sistema immunitario ac- approcci per contrastare l’attacco di questi microrganismi. Alcuni degli esempi riportati qui sotto sono già ai primi stadi di sperimentazione sull’uomo
dell’animale. Liberi dai concorrenti che competono quisito possa immediatamente imparare a ricono- (fase 1 o fase 2) ma la maggior parte sono ancora nello stadio preclinico (di laboratorio).
acquisendo geni per le stesse risorse, i patogeni si moltiplicano ra- scere e neutralizzare queste proteine, impedendo
BERSAGLIO SOSTANZA (MODALITÀ DI azione] Fase di sperimentazione
che conferiscono pidamente. Il dominio di questi batteri dura fino a al batterio di usarle. Questo vaccino protegge gli
quando non si attiva il sistema immunitario acqui- esseri umani da lontano, perché serve per i bovi- Immunoglobulina (blocca il funzionamento delle proteine di adesione batteriche) Fase 2*
nuove proprietà sito. A quel punto le cellule del sistema immunita- ni. E. coli O157 prospera in modo innocuo in cir- Adesione alle cellule umane Glicodendrimeri (agiscono da falso bersaglio per le proteine di adesione batteriche) Preclinica
rio eliminano i patogeni, e la normale flora intesti- ca la metà dei bovini domestici. Ma le feci dei bo- Pilicides («Pilicidi») (impediscono la fabbricazione delle proteine di adesione) Preclinica
nale torna a popolare l’intestino. vini possono diffondere il batterio negli alimenti e
Sistemi di secrezione di tipo 3 Salicilidene-acilidrazidi (bloccano l’assemblaggio dei sistemi di secrezione) Preclinica
In modo analogo, una versione murina di Sal- nelle fonti idriche, ecco perché nella maggior parte
monella adatta il suo comportamento alla compo- dei casi questo patogeno provoca la malattia attra- Virstatin (Virstatina) (blocca la fabbricazione di tossine e di molecole di adesione) Preclinica
Geni della virulenza
sizione del microbiota dell’ospite. In genere, nei verso l’ingestione di carne o altri cibi contamina- Peptidi inibitori autoinducenti (bloccano la fabbricazione di molecole di segnalazione) Preclinica
topi il batterio provoca una malattia sistemica si- ti. Eliminando O157 alla fonte, il vaccino – attual- Comunicazioni Azitromicina (interferisce con diversi aspetti delle comunicazioni batteriche) Preclinica*
mile al tifo. Ma se il microbiota dell’animale è sta- mente in uso in Canada e in via di approvazione
IMX942 (modifica la segnalazione e l’infiammazione) Fase 1 (Canada)
to precedentemente alterato con alte dosi di anti- negli Stati Uniti – impedisce a O157 di raggiunge- Cellule immunitarie dell’ospite
Butirrato di sodio (induce la produzione di peptidi antimicrobici) Fase 2
biotici, il patogeno produce una malattia limitata re gli esseri umani.
*Già approvato per altri usi dalla Food and Drug Administration
al tratto gastroenterico. Sembra che la competi- Molti scienziati stanno esplorando altre strate-
zione con i normali microrganismi dell’intestino gie per sconfiggere i patogeni. Per esempio si po- Metodi ancora più indiretti per sovvertire le ne prodotte dalle cellule immunitarie innate in ri-
spinga Salmonella a invadere tutto il corpo cau- trebbero sviluppare terapie con cui spegnere i geni strategie dei patogeni cercano di rendere ostile sposta ai patogeni. Alcuni di questi peptidi attra-
sando una malattia sistemica, ma se la flora batte- che codificano per i fattori di virulenza. Un ap- l’ambiente in cui vivono questi batteri. Diversi ri- versano le membrane dei batteri per ucciderli; altri
rica residente è stata alterata allora Salmonella re- proccio simile a quello appena descritto preve- cercatori stanno studiando come alterare il micro- fungono da molecole-segnale per chiamare al-
sta nell’intestino. de la sintesi di farmaci che blocchino le moleco- biota in modo da farlo competere con i patogeni. tre cellule immunitarie a rinforzo. Uno dei peptidi
Le interazioni fra microbi, sia patogeni che be- le usate dal batterio per aderire a una cellula. In È noto il principio di ingerire probiotici (batteri in- che abbiamo scoperto, denominato IDR-1, fa parte
nigni, che avvengono all’interno di un’ospite per- questo modo si impedisce al batterio di insediar- nocui come Lactobacillus) e prebiotici (zuccheri del secondo gruppo: induce le cellule dendritiche
mettono ai patogeni di ottenere e scambiare nuove si nell’ospite. Un’anti-adesina pensata per E. co- utili a incrementare la crescita dei batteri benefi- a emettere segnali con cui richiamare i macrofagi
armi. Molti patogeni, in effetti, si sono evoluti da li patogeno ha già superato i trial di efficacia negli ci) per proteggersi dalle malattie. E in effetti mol- per combattere i batteri, ma impedisce ai macrofa-
microrganismi innocui acquisendo geni che con- esseri umani, e ci sono altri farmaci del genere in te persone usano cibi come lo yogurt per cercare gi di emettere altri tipi di segnale – sostanze come
feriscono nuove proprietà. In questo senso, l’inte- stadi di sviluppo meno avanzati. di aumentare la popolazione di commensali. Que- il fattore di necrosi tumorale alfa – che possono
stino può essere considerato una grande Internet Un’altra strategia interessante riguarda la pos- ste strategie però non sono state ancora testate con scatenare un’infiammazione incontrollata. In test
genetica dei microbi, in cui ci si può scambiare ge- sibilità di interferire con le comunicazioni che av- sufficiente rigore da determinare quali batteri of- sugli animali, IDR-1 ha ridotto l’infiammazione e
ni che codificano per «fattori di virulenza», ovvero vengono tra i microrganismi. Batteri come E. coli frano i benefici più grandi, e non sono stati iden- allo stesso tempo ha aumentato la risposta delle
per trucchi e strumenti, come i sistemi di secrezio- valutano la propria posizione nell’apparato dige- tificati batteri abbastanza potenti da combattere cellule immunitarie al sito dell’infezione.
ne o le proteine effettrici, che incrementano la vi- rente «ascoltando» i segnali chimici emessi dal mi- un’infezione già in atto. Non ci sono regole che vietino di rivolgere con-
rulenza dei batteri. crobiota e dalle cellule dell’ospite. E queste in- Lo studio delle strategie con cui aumentare la ri- tro il nemico le sue stesse armi. E se i batteri pos-
L’acquisizione di nuove isole di patogenici- formazioni hanno un ruolo nella «decisione» dei sposta delle cellule immunitarie è un po’ più avan- sono imparare a manipolare i segnali delle cel-
tà può favorire un microbo, consentendogli di co- batteri di attaccare. Un altro patogeno, Pseudo- ti. Molte sostanze immunostimolanti sono già usa- lule immunitarie, di certo possiamo farlo anche
lonizzare un nuovo ospite o di diventare più ag- monas aeruginosa, forma nei polmoni colonie te in piccole dosi come additivi per i vaccini, senza noi. Negli ultimi vent’anni la nostra conoscenza
gressivo. Per esempio si ipotizza che il letale E. coli chiamate biofilm. Ricercatori dell’Università di effetti collaterali. E diverse aziende biotecnolo- dei meccanismi alla base della virulenza batteri- ➥ Letture
O157 sia apparso per la prima volta alla fine degli Copenhagen hanno mostrato che alcuni costituen- giche sono impegnate nei primi stadi di ricerca o ca è cresciuta esponenzialmente, rendendo sempre
anni settanta, quando una variante relativamente ti dei biofilm emettono segnali per avvertire gli al- nelle prove cliniche preliminari riguardanti nuove più chiara la raffinatezza delle strategie usate dai An Anti-infective Peptide That
selectively Modulates the Innate
VACCINI VITALI. benigna di E. coli acquisì un’isola di patogenicità tri batteri dell’avvicinarsi delle cellule immunita- sostanze progettate per aumentare o migliorare le batteri. I patogeni si sono evoluti insieme ai loro
Immune Response. Scott M.G. e altri
I bovini possono essere portatori che codificava per un nuovo T3SS e il gene per la rie, inducendoli a secernere un peptide che uccide risposte immunitarie naturali. ospiti, adattando in modo sempre più sottile e pre- in «Nature Biotechnology», Vol. 25, n. 4,
di E. coli 0157:H7 senza ammalarsi, fabbricazione della tossina Shiga. Queste due pro- queste cellule. Forse l’ostacolo principale nello sviluppo di ciso gli strumenti a disposizione. pp. 465-472, 25 marzo 2007.
ma questo batterio può causare prietà insieme producono diarrea grave e malattia Uno dei vantaggi del puntare ai fattori che ci farmaci del genere riguarda la separazione degli I batteri hanno molti assi nella manica, ma an-
Manipulation of Host-Cell Pathways
Lance Iversen, «San Francisco Chronicle»/Corbis

disfunzioni renali fatali negli esseri renale nell’infezione da O157. fanno ammalare è che in genere queste molecole aspetti benefici dell’infiammazione – il cui ruolo è che noi. Lo studio dei metodi ingegnosi sfruttati
by Bacterial Pathogens. Bhavsar A.P.,
umani. Econiche, un vaccino per non sono essenziali per la sopravvivenza del bat- reclutare le cellule immunitarie necessarie per af- dai batteri per invadere e ingannare i loro ospiti ha Guttman J.A. e Finlay B.B., in «Nature»,
questo patogeno destinato ai bovini, Costruire nuove armi terio fuori dal corpo umano. A differenza dei tra- frontare l’invasore – da livelli dannosi di infiam- migliorato anche la nostra conoscenza del siste- Vol. 449, pp. 827-834, 18 ottobre,
ha già ottenuto l’autorizzazione La scoperta dei sistemi di iniezione e degli al- dizionali antibiotici, che tentano di uccidere di- mazione che possono danneggiare l’ospite. I dati ma immunitario e dei processi patologici. Grazie a 2007.
delle autorità sanitarie in Canada tri strumenti grazie a cui i patogeni sopravvivono rettamente i patogeni, i trattamenti più recenti ottenuti fanno pensare che l’ostacolo possa essere questa conoscenza sempre più profonda delle inte-
e prosperano suggerisce nuove idee per superare bloccano le comunicazioni e altri meccanismi vi- superato. Un esempio arriva da un farmaco basa- razioni tra ospite, patogeni e microbiota gli scien- Molecular Mechanisms of Escheri­
ed è in attesa di autorizzazione negli
chia coli Pathogenicity. Croxen M.A. e
Stati Uniti. Il vaccino protegge gli le terapie con antibiotici, che danneggiano diretta- rulenti, rendendo innocui i batteri ma lasciandoli to su ricerche condotte dal mio gruppo e da Robert ziati stanno progettando nuovi metodi con cui Finlay B.B., in «Nature Reviews
esseri umani tenendo il batterio fuori mente i batteri. Per esempio il mio gruppo di ricer- vivi. Così la resistenza ai farmaci dovrebbe emer- Hancock, dell’Università della British Columbia, prevenire e curare le infezioni batteriche, alternati- Microbiology», pubblicato on line, 7
dai prodotti alimentari. ca ha preso spunto dalla conoscenza dei sistemi di gere più lentamente, se non scomparire del tutto. su peptidi di difesa dell’ospite, cioè piccole protei- ve di cui abbiamo urgente bisogno. n dicembre 2009.

90  LE SCIENZE 500  aprile 2010 www.lescienze.it LE SCIENZE   91


BIOLOGIA

La seconda vita delle


Sul fondo degli oceani, i cadaveri dei grandi cetacei
balene
sono la fonte di sopravvivenza di ecosistemi unici di Crispin T.S. Little

N
el 1987 un team di oceanografi guidati I primi sospetti che i cadaveri dei cetacei po- vita «inventasse» la fotosintesi e introducesse l’os-
da Craig Smith effettuò una serie di im- tessero ospitare comunità animali specializzate ri- sigeno nella biosfera, erano di tipo chemiosinteti-
mersioni per mappare i fondali sterili e salgono addirittura al 1854, quando uno zoologo co; il loro metabolismo era però diverso da quello
poveri di nutrienti del bacino di Santa Catalina, al descrisse una nuova specie di piccoli mitili estrat- degli organismi chemiosintetici moderni.) La mag-
largo della California meridionale. Durante l’ultima ti da «tane» scavate in un pezzo di grasso di ba- gior parte dei molluschi trovati da Smith era stata
di queste immersioni il sonar del loro sottomarino lena che galleggiava al largo del Capo di Buona osservata in precedenza solo in habitat basati sul-
Alvin rilevò la presenza di un grosso oggetto. Ina- Speranza. Nel XX secolo, con la diffusione su sca- la chemiosintesi: mitili associati ai tronchi di legno
bissatisi fino a 1240 metri di profondità, gli scien- la commerciale della pesca a strascico, i ricercatori sommersi e alle sorgenti idrotermali; bivalvi della
ziati scoprirono uno scheletro di balena lungo 20 scoprirono che simili casi di dipendenza dai cada- famiglia Vesicomyidae associati alle sorgenti e al-
metri, parzialmente sepolto da sedimenti. Riguar- veri dei cetacei non erano insoliti. Dagli anni ses- le emissioni fredde (cold seep), dove fluidi ricchi di
dando le registrazioni video, l’equipaggio concor- santa in poi, in Scozia, Irlanda, Islanda e soprat- metano e di altri idrocarburi filtrano sul fonda-
dò che lo scheletro era appartenuto probabilmente tutto presso le isole Chatham, a est della Nuova le; bivalvi della famiglia Lucinidae associati al-
a una balenottera azzurra o a una balenottera co- Zelanda, fu recuperato un numero sempre più alto le emissioni fredde e ai sedimenti anossici (se-
mune. L’animale era morto da anni, ma le sue ossa di crani e altre ossa di cetacei a cui erano attacca- dimenti marini privi di ossigeno); e una lumaca
e l’acqua intorno a esse brulicavano di vita: vermi, ti esemplari di molluschi mai visti prima. Un osso associata ai sedimenti anossici.
piccoli bivalvi, lumache, patelle e chiazze bianche recuperato nel 1964 da una rete a strascico al lar- Nel 1989 queste analogie spinsero
in sintesi di colonie microbiche. Quel cadavere era un’oasi ri- go della costa sudafricana era ricoperto dagli stes- Smith a ipotizzare che gli scheletri dei
gogliosa in mezzo a un vasto deserto senza vita. si piccoli mitili descritti nel 1854 più o meno nel- cetacei morti possano agire da habi-
■ Il cadavere di una sola
Quasi un anno più tardi Smith, che è oceano- la stessa area. tat transitori che gli animali bentoni-
balena può nutrire un
ecosistema specializzato grafo dell’Università delle Hawaii a Manoa, tornò I mitili non sono gli unici animali trovati tra le ci sfruttano per diffondersi da una
per decenni. sul luogo per effettuare uno studio dettagliato del- ossa di balena: nel 1985 fu descritta una minusco- comunità chemiosintetica all’altra.
lo scheletro. Il suo lavoro ha permesso di identifi- la specie di patella (le patelle sono molluschi simi- Rimane ancora da chiarire se que-
■ Alcuni indizi suggeriscono
care diverse specie prima sconosciute alla scien- li alle lumache di mare, ma con la conchiglia co- ste creature riescano a spostarsi tra
che gli ecosistemi di questo
za e di individuarne altre che erano state osservate nica anziché a spirale), seguita da altre. Le patelle le varie comunità nell’arco di una
genere siano collegati ad
altre comunità tipiche dei solo in ambienti particolari, come le sorgenti idro- furono battezzate Osteopelta per via della loro as- sola generazione o se invece impieghino
fondali, come quelle che termali sottomarine. sociazione con le ossa. Ma fu solo nel 1987, con la più tempo.
sorgono presso le sorgenti Da allora i ricercatori hanno documentato la scoperta di Smith, che l’importanza e la diffusio-
idrotermali. presenza di decine di comunità marine alimentate ne di questi ecosistemi divennero chiare. Le specie Come nasce un ecosistema
dalle carcasse affondate dei cetacei morti, descri- di molluschi trovate dal suo team erano partico- Per capire meglio il funzionamento e la
■ È possibile che milioni di
anni fa specie simili a quelle vendo più di 400 specie che vivono dentro o intor- larmente interessanti perché appartengono a grup- longevità delle comunità presenti intorno ai
trovate presso i cadaveri dei no a quei resti, 30 delle quali mai osservate altro- pi noti per ospitare batteri chemiosintetici. Que- resti dei cetacei, nel 1992 Smith avviò un
cetacei vivessero sfruttando ve. è così iniziato lo studio del funzionamento di sti batteri possono ricavare energia dalle sostanze progetto piuttosto complesso dal punto di
Doug Alves

i cadaveri dei rettili marini. queste sorprendenti comunità «balena-dipendenti» inorganiche e, in certi casi, costituire la base di in- vista logistico – e anche da quello olfatti-
e del modo in cui si sono evolute. teri ecosistemi. (Gli organismi arcaici, prima che la vo. Insieme al suo team prelevò i corpi di al-

92  LE SCIENZE
cune balene spiaggiate sulle coste della California L’autore ni interni), consumando dai 40 ai 60 chilogrammi batteri chemiosintetici, però, possono farlo. Sfrut- mero attuale.) La distanza media tra un cadavere e Sui fondali del
e li trainò in mare aperto, dove li lasciò affonda- di carne al giorno. Nonostante questi ritmi, però, il tano l’O2 presente nell’acqua per ossidare l’acido l’altro sarebbe allora di soli 12 chilometri; lungo le
re dopo avere fissato ai cadaveri zavorre di accia- banchetto può durare anche due anni, a seconda solfidrico, generando l’energia necessaria per cre- rotte migratorie delle balene grigie potrebbe addi- pianeta, in ogni
io pesanti fino a 2700 chilogrammi per contrastare delle dimensioni del cadavere. scere. Gli animali possono quindi sfruttare questi rittura essere di soli 5 chilometri. Queste distanze momento,
la spinta idrostatica dei gas prodotti dalla decom- Anche la seconda fase, detta degli opportunisti, batteri in maniera simbiotica (come fanno i mitili, i ridotte consentirebbero alle larve di disperdersi da
posizione. (La maggior parte dei cetacei, quando può durare due anni, durante i quali comunità mol- vesicomyidi e i lucinidi) o mangiare le colonie che un sito all’altro, confermando l’idea di Smith che potrebbero
muore, ha un galleggiamento negativo, per cui af- to numerose ma con bassa biodiversità colonizza- formano (come fanno le patelle e le lumache). Per questi organismi chemiosintetici si spostino sfrut- esserci fino
fonda anziché spiaggiarsi.) Poi visitò le carcasse a no i sedimenti intorno alla carcassa e le ossa spo- ragioni ancora non chiare, le ossa dei cetacei so- tando i cadaveri dei cetacei, le sorgenti idrotermali
intervalli regolari usando l’Alvin o altri veicoli te- gliate dai muscoli, cibandosi delle grosse quantità no estremamente ricche di lipidi (la carcassa di una e le emissioni fredde. a 690.000
leguidati. Nell’arco di sei anni, furono affondate di grasso e altri tessuti molli lasciate dagli spazzini. balena di 40 tonnellate può contenerne tra i 2000
Creature dell’oscurità carcasse
tre balene grigie nell’arco di sei anni, che venne- In questa fase dominano i policheti e i crostacei. e i 3000 chilogrammi) e la loro decomposizione è
ro visitate periodicamente fino al 2000. Inoltre i ri-
Crispin T.S. Little è professore di
paleontologia all’Università di Leeds. Infine, quando tutti i tessuti molli sono stati ri- molto lenta. Di conseguenza, se l’esemplare è par- Dopo che Smith e colleghi hanno lanciato l’idea appartenenti alle
nove più grandi

Cortesia Crispin T.S. Little (Little); Jen Christiansen (balena);


cercatori tornarono allo scheletro trovato nel 1987 Negli ultimi 14 anni si è occupato mossi, il cadavere entra nella terza fase, la più lun- ticolarmente grande la fase solfofila può durare più di affondare i cadaveri di balena, altri gruppi in
e a un altro scoperto nel 1995. della storia macroevolutiva delle ga, detta dei solfofili. In questa fase alcuni batteri di cinquant’anni, forse anche un secolo. Svezia, in Giappone e a Monterey (in California) ne
Queste osservazioni hanno permesso di stabili- comunità animali attive intorno alle specializzati decompongono anaerobicamente i li- In base a questi dati, e a una stima di circa hanno seguito l’esempio. Altri scheletri sono stati specie di cetacei
sorgenti idrotermali, alle emissioni
re che i cadaveri dei grandi cetacei attraversano pidi contenuti nelle ossa. Al contrario dei batteri 69.000 grandi cetacei morti all’anno, Smith ha trovati per caso in diversi punti dei fondali oceani-
di idrocarburi e ai resti dei grandi

Catherine Wilson (specie negli inserti)


tre fasi ecologiche distinte, in parte sovrapposte. cetacei. aerobi, che userebbero l’ossigeno molecolare (O2) ipotizzato che, in ogni momento, nei mari del pia- ci, per esempio presso Torishima, nel sud del Giap-
La prima, detta fase dei saprofagi, inizia quando il disciolto nell’acqua di mare per digerire i nutrienti, neta potrebbero trovarsi 690.000 scheletri in de- pone, e nella baia di Monterey. I nuovi studi hanno
cadavere arriva sul fondo. Qui, orde di missinoidi questi microrganismi sfruttano i solfati (SO4) co- composizione appartenenti alle nove specie più confermato che un considerevole gruppo di orga-
scavano nella carne, mentre alcuni squali della fa- me fonte di ossigeno e producono acido solfidri- grandi di cetacei. (Naturalmente, prima che la cac- nismi dipende per la propria sopravvivenza dai ca-
miglia Somniosidae strappano brandelli più con- co (H2S) come sostanza di scarto. Gli animali non cia intensiva degli ultimi due secoli ne riducesse daveri dei cetacei. Le tre fasi osservate a Santa Ca-
sistenti. Questi animali rimuovono gran parte dei sono in grado di usare questo gas, che in genere è drasticamente il numero è probabile che i cadave- talina, però, non sono così evidenti altrove.
tessuti molli del cetaceo (grasso, muscoli e orga- tossico, direttamente come fonte di energia. Alcuni ri fossero molti di più, forse persino sei volte il nu- Una spiegazione di questa discrepanza potrebbe

Un banchetto lungo cinquant’anni

Ogni carcassa di balena FASE DEI SAPROFAGI FASE DEGLI OPPORTUNISTI FASE DEI SOLFOFILI
che precipita sul fondo Malacostrachi
dell’oceano porta un’improvvisa I missinoidi, antichi parenti dei vertebrati che sono Gli animali si cibano del grasso e della I batteri anaerobi producono acido solfidrico, che altri batteri, MICROBI VITALI
praticamente ciechi e vivono sui fondali fangosi, carne rimasti e dell’olio di balena che detti «solfofili», possono usare come fonte di energia. I batteri I batteri anaerobi presenti
abbondanza di risorse in mangiano la maggior parte del grasso e dei muscoli, impregna i sedimenti circostanti. In questa solfofili sostengono a loro volta tutti gli altri organismi (inserto nelle ossa (area verde)
ambienti bui e deserti. Gli aiutati da altri animali spazzini come squali e granchi. seconda ondata di spazzini troviamo in basso). Mitili, vermi tubicoli e altri molluschi bivalvi traggono estraggono l’ossigeno dai
ecosistemi formati dagli DURATA: FINO A 2 ANNI gasteropodi, anellidi policheti e crostacei. energia da questi batteri, con cui hanno una relazione solfati (SO4) disciolti
Nel frattempo i «vermi zombie» (si veda la simbiotica. Gli anellidi policheti e le patelle, invece, nell’acqua (1) e lo usano
organismi che si cibano della foto a p. 99) iniziano ad affondare le proprie si nutrono direttamente delle loro colonie. I per digerire i lipidi
carcassa attraversano tre fasi radici nelle ossa per assorbirne i lipidi. crostacei, infine, predano gli animali presenti. contenuti nelle ossa.
ecologiche distinte. Ogni fase è DURATA: FINO A 2 ANNI DURATA: FINO A 50 ANNI Come sostanza di scarto
Vermi
caratterizzata dalla presenza di «zombie» liberano acido solfidrico
determinate specie, ma è Vermi tubicoli (H2S) (2), che i batteri
Mitili solfofili (in arancione)
frequente una certa Vongole ossidano per ricavare
sovrapposizione. Policheti energia usando l’ossigeno
presente nell’acqua (3).

O2

SO4 ●
3
Batteri
H 2S solfofili
● ●
12

Lipidi

Patelle

Batteri
anaerobi

94  LE SCIENZE  LE SCIENZE   95


Una comunità tutta italiana
di Stefano Dominici
e Silvia Danise

L a dinamica interna della Terra, i movimenti della


crosta, il lento incedere del tempo geologico
concorrono a realizzare un fenomeno che è stato
oggetto di scrutinio da parte degli antichi filosofi: la
presenza di antichi fondali marini disseccati e delle
ricchezze da loro custodite nel tempo. A molti di noi le
schiere di conchiglie che a volte riemergono dopo la
pioggia sui campi coltivati di Piemonte, Emilia o Toscana
sfuggono facilmente. Ma quando ad affiorare sono le
ossa del cetaceo che un tempo inghiottì Pinocchio le
cose cambiano. Quando accanto alle conchiglie si
stagliano le grosse costole e le vertebre sbiancate di
una balena, allora la notizia arriva sui giornali, e tutti ne Scheletro del cetaceo recuperato nel 2007, con hanno quindi dato inizio alla fase degli spazzini, ma non Balene:
discutono, affollando la mente con immagini di particolari della fauna chemiosimbiotica associata. La fauna sono stati i soli attori. Lo stato delle ossa può essere ricercate vive
tirannosauri, felci arboree, libellule gigantesche. ha un’età di circa 3 milioni d’anni (Pliocene), quando gran inteso come indice dell’opera estensiva di Osedax,
o… morte
Così è successo dopo il ritrovamento in un campo arato parte della Toscana era occupata dal mare. Lo studio di come prova il confronto con gli analoghi attuali.
nei pressi di Orciano Pisano, nell’entroterra di Livorno, questa fauna è stato pubblicato da «Geology» nel 2009. In questa ricostruzione i vermi mangia-ossa avrebbero Lo spiaggiamento di grossi cetacei è
un fenomeno che in modo periodico e
di alcune vertebre di grosse dimensioni e colore eroso il cranio fino a cancellarne ogni asperità e le
imprevedibile chiama a interventi di
rossastro. Lo scheletro scavato nel 2007, tuttavia, Sotto uno degli arti è emerso un grosso dente di squalo vertebre toraciche fino a farle scomparire, indebolendo emergenza alcuni Comuni della
racconta una storia di particolare interesse. è una storia bianco (Carcharodon carcharias), e le ossa del timpano ovunque la struttura dei tessuti spugnosi. Ipotesi fascia costiera italiana. La soluzione
che ci ricongiunge alla scoperta fatta nei moderni presentano incisioni prodotte da denti simili a quello alternative come l’abrasione di origine meccanica sono adottata di solito è l’interramento,
fondali oceanici dai biologi marini del sommergibile ritrovato. Altri denti appartenenti allo squalo azzurro da escludere, nuovamente a ragione dell’alto grado di che comporta il reperimento di
discariche idonee, una logistica
Alvin, poco più di vent’anni fa. Una storia di balene (Prionace glauca) sono stati trovati nelle vicinanze. Tra i articolazione dei resti. Quindi all’azione dei necrofagi si è
complessa e grossi costi. Poco
affondate e banchetti pantagruelici. carnivori, tre grossi esemplari di crostacei decapodi. I affiancata, e ha fatto seguito, quella degli opportunisti, considerata è invece la possibilità di
Il ritrovamento ha fornito l’opportunità di condurre uno molluschi sono ovunque abbondanti e con molte specie: tra i quali possiamo contare i depositivori. Possiamo trainare al largo le carcasse e
scavo allo scopo di recuperare uno scheletro fossile e grossi predatori, piccoli e numerosi necrofagi tra i aggiungere che l’azione è stata più intensa nelle zone affondarle in modo artificiale, una
quante più informazioni possibile sulla comunità fossile gasteropodi, filtratori e depositivori tra i bivalvi. Tra del torace e del cranio, probabilmente a causa della soluzione meno costosa e più
naturale per l’ecosistema. Inoltre, se
a esso associata, ovvero la successione ecologica questi ultimi troviamo la specie più significativa ai fini maggiore quantità di materia organica presente. In
la carcassa affondata fosse
caratteristica delle comunità che vivono presso le della comprensione della successione ecologica, il queste stesse zone si è passati allo stadio di produzione localizzabile e accessibile si
carcasse di balena. Il risultato ha fornito indicazioni su lucinide Megaxinus incrassatus, abbondante nella zona di acido solfidrico e a un ambiente riducente favorevole creerebbe un’opportunità unica di
una successione ecologica analoga a quelle di mare del torace e del cranio, con le valve articolate e in alla proliferazione di Megaxinus e dei suoi studiare la successione ecologica a
profondo, con alcune differenze documentate in un posizione di vita. I lucinidi sono organismi chemiosimbionti, il terzo stadio di una tipica comunità di essa associata. Le comunità che si
insediano su una whale fall sono
recente articolo apparso su «Geology». chemiosimbiotici, che ospitano nei filamenti delle questo genere, anche se priva delle forme specializzate
infatti ben studiate in molti oceani
La balena di Orciano giace sul ventre, ed è ben branchie colonie di batteri solfofili, e per questo sono incontrate negli ambienti profondi. del globo, ma a oggi praticamente
articolata, ma le ossa non sono in buono stato di abbondanti in ambienti ricchi di materia organica e Rimane solo un’ipotesi la presenza dell’ultimo stadio di sconosciute in Mediterraneo. Il 2010,
conservazione. Lo strato superficiale (corticale) è gli autori riducenti, sia in acque basse (per esempio presso le «scogliera», avendo trovato solo filtratori mobili, non anno dedicato alla biodiversità,
spesso mancante, e quello spugnoso sottostante è praterie di posidonia) sia in profondità. Tramite correnti necessariamente legati alla presenza di ossa sul fondo. meriterebbe una simile iniziativa
sperimentale. Per maggiori
molto fragile, con un colore diverso da quello originale create all’interno delle cavità dove si trovano le L’abbondanza di tracce e resti lasciati dagli squali L’insieme dei fossili studiati a Orciano Pisano costituisce
informazioni contattare: Stefano
per la presenza di ossidi di ferro. Le vertebre toraciche branchie, Megaxinus pompa acido solfidrico dal fondale rivela che pesci lunghi anche 4 metri hanno dato l’avvio la prima documentazione che la successione ecologica Dominici del Museo di storia
mancano completamente, probabilmente a causa della e con esso nutre la flora batterica, mantenendo quel al banchetto, consumando le carni prima della loro di una comunità che vive presso una carcassa di balena naturale, Università di Firenze, Maria
Cortesia Stefano Dominici e Silvia Danise (3)

completa dissoluzione in loco. Il cranio, articolato alle liquido separato dall’acqua ricca di ossigeno usato per decomposizione. in acque basse presenta analogie e differenze con Cristina Gambi della Stazione
vertebre cervicali, è pure profondamente consumato, la respirazione. Perché diciamo «prima»? Perché grossi predatori che quelle di acque profonde. Il patrimonio fossile in genere, zoologica «Anton Dohrn» di Napoli,
Antonio Pusceddu del Dipartimento
rendendo difficile il riconoscimento tassonomico del Stefano Dominici è conservatore Che cosa è successo su quel fondale marino riemerso strappano carne da un animale anche solo parzialmente e quello italiano in particolare, sono un’importante fonte
di scienze del
cetaceo. Le mandibole giacciono una a fianco del della Sezione geologia e dopo 3 milioni di anni? La moderna distribuzione decomposto non lascerebbero uno scheletro ben di informazioni sull’ecologia di organismi difficilmente mare, Università Politecnica delle
paleontologia al Museo di storia
cranio, l’altra ruotata di 90 gradi. Le ossa degli arti sono batimetrica di molte specie ritrovate ci rivela che la articolato come quello di Orciano (la decomposizione raggiungibili in ambienti moderni, fornendo alla Marche: sito Internet:
naturale dell’Università di Firenze.
alterate superficialmente, mentre sono ben conservate profondità di sedimentazione era compresa tra 50 e 150 indebolisce le giunture articolari). Perché lo squalo conoscenza una dimensione temporale profonda a www.medwhalefall.org.
silvia danise è dottoranda al
le poche falangi ritrovate (i cetacei hanno un numero di Dipartimento di scienze della Terra metri, quindi a profondità a cui non è ancora noto come bianco preferisce comunque attaccare prede vive, e non sostegno delle teorie evolutive e delle tappe attraverso
falangi più elevato degli altri mammiferi). dell’Università di Firenze. si strutturi una comunità presso una carcassa di balena. è annoverato tra gli spazzini. I grandi pesci cartilaginei le quali si è diversificata la vita nel nostro pianeta.

96  LE SCIENZE 500  aprile 2010 www.lescienze.it LE SCIENZE   97


essere che i siti sperimentali scelti da Smith sono solfofili, che a sua volta modifica l’intero habitat. scoperta dimostrerebbe che le patelle che oggi si
parenti relativamente poveri di ossigeno, e quindi hanno Questo potrebbe spiegare perché molte carcasse ri- I vermi Osedax (dal latino nutrono delle ossa dei cetacei erano in grado di so-
fossili tempi di decomposizione più brevi. Un’altra ragio- mangano attive per meno tempo di quanto si ipo- «divoratore di ossa»), anche detti pravvivere con le ossa dei rettili, quindi forse an-
ne potrebbe essere la presenza di vermi del gene- tizzasse inizialmente. Questa riduzione dei tempi, vermi zombie, affondano speciali che con quelle dei rettili marini del Mesozoico.
Vari fossili di balena recano re Osedax (in latino, «divoratore di ossa»), chiamati tra l’altro, complica l’ipotesi degli habitat di transi- peduncoli nelle ossa dei cetacei Nel 2008, in Giappone, un gruppo di ricerca ha
tracce che dimostrano che
alimentarono comunità simili a
anche vermi «zombie». Questi piccoli animali (lun- zione di Smith: con una minore quantità di cada- morti, delle quali si nutrono. Questi scoperto all’interno di rocce risalenti al Cretaceo
quelle delle carcasse delle ghi al massimo un centimetro) sono stati trovati veri attivi disponibili, infatti, gli spostamenti degli organismi sembrano vivere superiore le ossa di due plesiosauri lunghi circa 10
balene moderne, tra cui molti per la prima volta nel 2004 su un cadavere di bale- animali (o delle loro larve) da una comunità che- esclusivamente in questi habitat. metri a cui erano associate lumache della famiglia
invertebrati che dipendono da na nella baia di Monterey e successivamente in al- miosintetica all’altra sarebbero più difficili. Questo Osedax frankpressi è stato Provannidae. Finora i provannidi sono stati trovati
batteri simbiotici sulfido- tri cadaveri in Svezia e in Giappone. Più tardi i ri- rimosso da un osso per mostrarne i solo in comunità chemiosintetiche, per cui è possi-
ossidanti. Un esemplare
cercatori li individuarono anche nei resti di Santa A caccia di ossa peduncoli (in verde) e le ovaie (in bile che i cadaveri dei plesiosauri fossero in grado
ritrovato all’interno di rocce del
medio Miocene (circa 12 milioni Catalina (inizialmente non li avevano notati), ma Mentre le sorgenti idrotermali e le emissioni bianco); normalmente sarebbero di sostenere ecosistemi simili alla fase solfofila dei
di anni fa) sull’isola di Hokkaido, in quantità inferiori. fredde esistono da tempi remotissimi (le sorgen- visibili solo il corpo (in rosa), lungo cadaveri dei cetacei. Questi rettili si estinsero però
in Giappone, era circondato da Gli Osedax hanno piccole appendici che si ti in particolare potrebbero essere il luogo in cui solo un centimetro, e i pennacchi. 65 milioni di anni fa, insieme ai dinosauri, e visto
conchiglie di molluschi, tra cui estendono nella colonna d’acqua per consentire ha avuto origine la vita), i cetacei sono apparsi in Finora sono state scoperte almeno che i grandi cetacei comparvero solo 20 milioni di
lumache del genere Provanna
(le conchiglie a spirale in basso,
lo scambio di gas, ma possono ritrarsi all’interno epoche relativamente recenti. Per capire quando e cinque specie diverse di Osedax. anni più tardi, non è da escludere che l’evoluzio-

«Palaeogeography, Palaeoclimatology, Palaeoecology,» Vol. 247, n. 3-4, 30 aprile 2007 (fossili); cortesia MBARI (carcassa)
1 centimetro circa) valve di di un canale mucoso in caso di disturbo. Quando in che modo siano nati gli ecosistemi che dipen- ne delle specie dipendenti dalle carcasse dei grandi
vesicomyide (Adulomya questo avviene, l’animale appare come un ammas- dono dai loro cadaveri è necessario rivolgersi al- vertebrati sia avvenuta in più riprese.

Da A new Miocene whale-fall community from Japan, di Kazutaka Amano, Crispin T.S. Little e Kiyokazu Inoue, in
chitanii, 4 centimetri) e di mitile so di muco attaccato alla superficie dell’osso. Co- la paleontologia. Nel 2006, Steffen Kiel, all’epoca all’Università di Il gruppo ha dimostrato in maniera convincen-
(Adipicola, 2 centimetri). Questi me alcuni parassiti intestinali, gli esemplari adul- Sebbene negli ultimi 150 anni siano stati trovati Leeds, e Jim Goedert, del Burke Museum of Natural te che l’interno delle ossa dei plesiosauri era molto
fossili hanno contribuito a una
migliore comprensione delle
ti di Osedax non hanno un tratto digerente (niente molti fossili di cetacei, i resti delle prime comunità History and Culture di Seattle, notarono che le co- simile alle ossa dei moderni cetacei, con un gran-
odierne comunità che vivono bocca, stomaco né ano). Per nutrirsi si servono di sorte intorno a un loro cadavere furono trovati so- munità più antiche, risalenti alla fine dell’Eocene e de numero di cavità, contenenti probabilmente li-
delle carcasse di balena. «radici» carnose verdi con cui scavano cunicoli nel- lo nel 1992, nello Stato di Washington, all’interno all’Oligocene, erano dominate da molluschi bivalvi pidi. L’effettivo contenuto di lipidi nelle ossa non
le ossa. Dalle ossa, presumibilmente, ricavano lipidi di rocce risalenti all’Oligocene (da 34 a 23 milioni che vivono anche negli habitat in cui non avviene sarà però facile da determinare. D’altra parte, sem-
o proteine (o entrambi) per i batteri simbiotici pre- di anni fa). Da quel momento l’interesse per que- la chemiosintesi; al contrario, i molluschi chemio- bra che molte delle specie presenti nelle comuni-
senti nelle radici. (Anche la strategia riproduttiva di ste bizzarre comunità è cresciuto, portando a nuo- sintetici che caratterizzano la fase solfofila delle tà solfofile dei cadaveri di cetacei esistessero già
questi vermi è insolita. Tutti gli adulti sono femmi- ve scoperte. Tra queste vi sono alcuni fossili del moderne comunità comparvero per la prima vol- nei pressi delle emissioni fredde, intorno a resti di
ne, ma ognuna porta nel corpo decine di minuscoli Miocene (da 23 a 5 milioni di anni fa) ritrovati in ta solo nel Miocene. I ricercatori hanno perciò ipo- origine vegetale e probabilmente anche vicino al-
maschi che non oltrepassano mai lo stadio larvale e California e in tre siti giapponesi. Che tutte queste tizzato che i primi cetacei non fossero abbastanza le sorgenti idrotermali, e che da lì siano partite per
la cui unica funzione è produrre spermatozoi.) antiche comunità sorgessero intorno a cadaveri di grandi da ospitare comunità di batteri solfofili. sfruttare i nuovi habitat chemiosintetici creati dal-
Il genere Osedax è imparentato con i vermi tubi- cetacei lo si deduce dalla presenza al loro interno Di recente, tuttavia, sulle coste di un’isola cali- la comparsa dei mammiferi marini.
coli della specie Riftia pachyptila che vivono pres- di molluschi che ospitano i batteri chemiosinteti- forniana è stato trovato lo scheletro di un piccolo I fossili di cetacei sono piuttosto scarsi, e i dati
so le sorgenti idrotermali e le emissioni fredde. Gli ci o che si cibano delle loro colonie. Ovviamente in cetaceo risalente al Miocene al quale sono associa- provengono quasi esclusivamente dal Giappone e
studi genetici indicano che il genere si è formato questi giacimenti fossili non ci sono animali privi ti bivalvi vesicomyidi. La scoperta potrebbe indi- dalla costa occidentale degli Stati Uniti. Il ritrova-
circa 40 milioni di anni fa, più o meno contempo- di scheletro, come i vermi, perché le parti molli del care che per i molluschi chemiosintetici non era- mento di fossili di Osedax potrebbe essere partico-
raneamente ai vesicomyidi e ai grandi cetacei. loro corpo si degradano rapidamente. Non è quin- no determinanti le dimensioni del cetaceo, quanto larmente utile, vista l’influenza che questa specie
I cunicoli scavati dagli Osedax distruggono ra- di ancora possibile sapere se animali come gli Ose- piuttosto il contenuto relativo di lipidi nelle sue os- ha sulle moderne comunità, ma data la mancanza
pidamente le ossa, accelerando l’attività dei batteri dax vivessero in queste comunità. sa: un valore che probabilmente è aumentato ne- di uno scheletro è improbabile che verranno tro-
gli ultimi 20 milioni di anni, forse come misura per vati. Tuttavia, i cunicoli scavati da questo verme
affondata a 2891 metri sotto il livello del mare nella baia di Monterey, in California, questa balena grigia, lunga 10 metri, forniva nutrimento a una popolosa garantire la sopravvivenza quando questi mammi- potrebbero essere ancora visibili nelle ossa fossi-
comunità comprendente cetrioli di mare (Scotoplanes globosa, in primo piano) e vermi mangiaossa (Osedax rubiplumus, sulle ossa). I tre fotogrammi che feri hanno iniziato a spostarsi sempre più verso il lizzate, e diversi gruppi di ricerca sono già al lavo-
compongono questa immagine sono stati scattati nel 2002; da allora, alcune delle ossa si sono decomposte completamente. mare aperto. ro per trovarne.
In effetti, fin da quando sono state scoperte le
prime comunità, i ricercatori hanno sospettato che
➥ Letture Anche la distribuzione globale dei cadaveri di
balena è poco nota. Finora sono state trovate so-
simili habitat esistessero anche prima della com- Espandere i limiti della vita. Bradley lo poche carcasse e ci sono pochi dati sulle aree in
parsa dei cetacei, per esempio intorno alle carcas- A.S., in «Le Scienze» n. 498, febbraio cui le popolazioni di cetacei sono più numerose,
se di antichi rettili marini come i plesiosauri, gli 2010. come l’Antartide e l’Oceano Meridionale. Saranno
ittiosauri e i mosasauri, che erano tra i principali Ecology of whale falls at the deep-
necessarie altre scoperte per capire se la storia eco-
predatori degli oceani del Mesozoico. (Il Mesozoico sea floor. Smith C.R. e Baco A.R., in logica ed evolutiva degli ecosistemi che sorgono
è l’era geologica che va da 251 milioni a 65 milio- «Oceanography and Marine Biology: An intorno ai resti dei cetacei abbia alcuna relazione
ni di anni fa.) Questa idea ha ricevuto un’ulterio- Annual Review», Vol. 41, pp. 311-354, con quella delle comunità che fiorivano intorno ai
re conferma nel 1994, con la scoperta di un fossile 2003. cadaveri degli antichi rettili, e per capire se questi
Cortesia MBARI

di Osteopelta in un osso di tartaruga provenien- I mammiferi che conquistarono


due ecosistemi siano collegati in qualche modo al-
te da sedimenti neozelandesi risalenti all’Eocene. i mari. Wong K., in «Le Scienze» le altre comunità chemiosintetiche che abitano le
Sebbene l’Eocene sia più recente del Mesozoico, la n. 406, giugno 2002. profondità degli oceani. n

www.lescienze.it LE SCIENZE   99
Rudi matematici

Immaginate di essere...
con quel sorriso perennemente stampato in faccia.
Perché dici che si chiama Leopoldo?».
«Come Kronecker, no? È il suo ritratto sputa-
to, non vedi? Comunque guarda che non sta sor-
...un nuovo piccolo ospite della casa dei Rudi, un specie di insetticida biologico ridendo: si sta preparando a cacciare quella mosca
che offre lo spunto per un nuovo problema di geometria sul muro di fronte. È ferma lì da dieci minuti, sarà
rimbambita dall’odore del tabacco. Scommetto che

I
di Rodolfo Clerico, mmaginate di stare a 500 millimetri esatti gonata a una leggiadra farfalla, ma Doc, come le- Leopoldo, fra un po’, partirà all’attacco».
Piero Fabbri dall’angolo diedro che separa parete e soffitto. pidottero, sarebbe schifato pure dal più affamato Tabacco, tzè. Questi umani non sanno anco-
e Francesca Ortenzio Immaginate di vedere quella sottile linea d’om- dei rospi. Comunque non volevo proteggere voi, ra niente delle nostre straordinarie potenzialità di
bra che non ha colore, eppure risalta più scura, co- ma solo evitare che spaventaste il mio nuovo in- caccia. Sono davvero ingenui… Mi chiedo solo co-
me ben vedono le vostre pupille ellittiche. Immagi- setticida ecologico». me abbia fatto a indovinare il mio nome…
nate di poter superare quella linea senza difficoltà Lo avete sentito? Insetticida, mi chiama. Sono «Rudy, mi stavo chiedendo…». Piotr appare pen-
alcuna, perché la gravità, che già non riesce a farvi un universo di scienza applicata in pochi gram- sieroso: «Conosci le dimensioni di questa stanza?».
scivolare lungo questa candida parete, nulla potreb- mi di materia organica altamente evoluta, e lui mi «Vuoi farmi preoccupare? Sembra che tu voglia
be neanche se decideste di affrontare il soffitto, an- chiama insetticida… porre un quesito… Comunque la stanza è circa 5 × 7,
cora più bianco e con il vettore g drammaticamente «Cosa stai cercando di… Ehi, hai visto? C’è una con il soffitto di 4 metri. Dove vuoi arrivare?».
e perpendicolarmente opposto al vostro incedere. lucertola sul muro!». «Beh, Leopoldo è a mezzo metro dal soffitto,
Immaginate di avere una massa di pochi gram- «Appunto. Non è una lucertola, è un geco. Si sulla verticale di mezzo della parete minore…».
mi, e di saper resistere a forze di trazione di decine «Cinquecento millimetri», corregge Rudy. E pri-
di newton, migliaia di volte superiori al vostro pe- ma che Doc possa protestare, precisa: «Lo so che
so. Immaginate di avere cinque dita per arto, lar- 500 millimetri è lo stesso di mezzo metro, e so an-
ghe, forti e soprattutto setose. Immaginate di avere, che meglio che non ha senso essere così precisi:
su quelle dita, fibre 100 volte più sottili dei capelli ma per qualche ragione preferisco che tu dica cin-
umani più fini, e di affidare a esse la vostra magica quecento millimetri, okay? E sono sicuro che an-
potenza. Immaginate di sapervi attaccare e staccare che Leopoldo la pensa come me».
su superfici più lisce di un diamante, senza bisogno Questo posso concedertelo, umano con la pipa.
di colla, artifici chimici o mezzucci organici come «Uh. Beh, la mosca che ha adocchiato è a… Va
la bava dei ragni. Immaginate di avere in quelle fi- bene, a 500 millimetri dal pavimento, sulla verti-
bre forze possenti e molecolari, che gli umani chia- cale di mezzo della parete opposta. Immagino che
mano arrogantemente col nome di uno di loro, Van tu sappia trovare la via più breve che Leo deve per-
der Waals, anziché chiamarle come dovrebbero, ov- correre per raggiungere la mosca, immobile e pa-
vero col nome della vostra specie. ralizzata dal suo ammaliante sorriso».
Immaginate gli spaventosi campi d’energia che Non è il sorriso, è… Ah, non capireste. E co-
si intrecciano lungo le vostre setole, quasi 15.000 munque «Leopoldo» va bene, «Leo» no. Chiaro?
per ogni millimetro quadrato; immaginate di es- «Certo che so trovarla, la via più breve. Ma è ve-
sere come io sono, più saldo delle fondamenta più ro, in questo caso la geometria di una stanza è più
profonde, grazie alla più misteriosa delle forze del- intrigante di quella di un pianeta sferico. E mi vie-
le natura che io ho qui imprigionata nelle mie 20 chiama Leopoldo: è entrato ieri sera in camera dal- Il problema di marzo: i contenitori di d’Alembert ne in mente una certa complicazione…».
dita. Immaginate, se potete. E dopo aver immagi- la finestra aperta, e questa notte non ho sentito vo- «Eh no, dai! Per una volta che il problema lo
nato quest’universo di scienza, possanza e mistero lare una zanzara». Il mese scorso, Sherlock d’Alembert giocava con tre contenitori in cascata. Se pongo io…».
sentite come osa chiamarmi quel gigantesco terri- Piotr si avvicina quanto può alla parete senza immaginiamo il contenitore superiore diviso in k intervalli, ognuno di essi, svuotandosi, Lascialo parlare, voglio sentire dove va a para-
colo incollato al pavimento. spaventare il geco che, forte delle sue capacità mi- farà perdere al contenitore una quantità 1/k di liquido. re. L’argomento mi interessa.
«Attenta al mio insetticida!». metiche, sembra sforzarsi di diventare il più bian- Così, all’intervallo i–esimo, la quantità d’acqua presente nel contenitore intermedio sarà: «La mosca e il geco sono uno agli antipodi
«Capo, con l’attuale livello di PM10 che vige co e trasparente possibile, per confondersi. dell’altro, nella geometria della stanza; e noi, sulla
k–1
nelle nostre amate metropoli, non c’è insetticida «Beh, fossi in te mi rallegrerei molto per l’as- Ai = Ai–1 Terra, siamo abituati a considerare gli antipodi co-
che possa preoccuparci», Alice sorride a Rudy con senza delle zanzare, ma comincerei a preoccupar- k me i punti più distanti, ma questo non vale per tut-
un velo d’ironia che le smorza il naturale sorriso. mi per la presenza di Leopoldo», commenta infine. Poiché A0 = 1 (all’inizio il contenitore intermedio è pieno d’acqua), ogni Ak varrà: te le geometrie. Ebbene, sapreste trovare le posizio-
La soluzione del problema esposto «E ti ringrazio per il paragone. Immagino che tu «I gechi sono comunissimi nei luoghi caldi, e ben ni geco-mosca per cui Leopoldo sia costretto a fare

( )( ) ( )
2 k
in queste pagine sarà pubblicata volessi paragonarmi a una leggiadra farfalla, ma lo sanno gli abitanti del nostro Sud. Ma vederlo k–1 k – 1 k – 1 k – 1 k–1 il massimo della strada, maggiore anche di quella
Ak = Ak–1 = × Ak–2 = Ak–2 = … =
Illustrazione di Stefano Fabbri

in forma breve sul numero se riesci a sopravvivere in un ambiente come que- piazzato in primavera su un muro a latitudini pre- k k k k k che farebbe se fosse agli antipodi, pur seguendo la
di maggio e in forma estesa sto, non credo correremo dei rischi». alpine, beh… O c’è di mezzo una romanzesca com- via più breve, per arrivare alla mosca?».
sul nostro sito: www.lescienze.it. Rudy sogghigna, continuando a fissare la pare- binazione logistica, o è un pessimo indizio sul li- facendo tendere k a infinito, si vede che la percentuale di acqua nel contenitore Tzè. Roba da asilo infantile dei gechi… Chissà
Potete mandare le vostre risposte te di fronte, in alto. vello del riscaldamento globale». intermedio è pari a 1/e. che mi credevo, io. Sono molto più indietro di quel
all’indirizzo e-mail: rudi@lescienze.it. «Treccia, tu potresti forse essere davvero para- «Di certo ha l’aria simpatica – osserva Alice – che credevo, questi umani…

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