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ANN0 ll Apr||e-Va|o 2001 N12 3ped|z|ore |r a.p. - 15 arl.

- 15 arl. 2 corra 20/o |ee 2/9 - F|||a|e d| Asco|| P|cero LlRE 5.000 EuR0 2,58
pag. 3 pag.1
pag.17
ANTONINO
CAPONNETTO
Le bugie di Berlusconi
Piduista
UMBERTO
SANTINO
La Mafia
come sog-
getto politico
ROBERTO
SCARPINATO
Storia (italiana) e
giustizia di classe
Si muore generalmente perche
si e soli o perche si e entrati
in un gioco troppo grande,
diceva Giovanni Ealcone riIe-
rendosi all`intrecciarsi criminale
dei poteri politico, Iinanziario e
massonico. Paolo Borsellino allo
stesso modo sosteneva che per
sconIiggere la maIia occorre riu-
scire a sciogliere il nodo politico-
maIioso.
Attuali piu che mai le parole
dei due magistrati simbolo della
lotta alla maIia che Iorniscono la
chiave di interpretazione neces-
saria per comprendere perche a
nove anni dalle stragi ancora non
solo non si e debellata questa
piaga endemica del nostro Paese,
ma si ravvisano tutti i segnali
per presupporre che il quadro
d`insieme sia persino peggiore
rispetto a quello in cui avevano
operato i due giudici. AIIer-
mazione Iorse apparentemente
non condivisibile; i Iatti tuttavia
lasciano spazio a ben pochi
dubbi.
Cosa Nostra e Ndrangheta in
particolare, hanno oggigiorno
raggiunto una potenza tale da
costituire un serio rischio per la
democrazia, grazie soprattutto a
quelle alleanze e compromessi
che solo la politica puo consen-
tire e agevolare.
E` attraverso il politico colluso
che si puo beneIiciare di Iavori, di
lasciti in denaro, di conoscenze,
di appalti ed entrare in contatto
con tutti gli altri ambienti che nel
corso della storia si sono dimo-
strati essere corsie preIerenziali
per il raIIorzarsi dei legami che
consentono alle maggiori orga-
nizzazioni criminali di disporre
di un potere contrattuale o ricat-
tatorio immenso.
Ia massoneria deviata svolge in
questo senso il ruolo di trait
d`union permettendo la collu-
sione tra maIiosi, politici, magi-
strati, Iinanzieri e proIessionisti
di ogni genere i cui comuni scopi
sono l`arricchimento e la deten-
zione del potere.
Cosa Nostra e le altre maIie non
sarebbero altro che comuni asso-
ciazioni a delinquere se non
godessero di questi preziosissimi
agganci garantiti dalla politica.
Proprio in vista del prossimo
scontro elettorale, i cui toni,
anche in materia di maIia, si
stanno Iacendo sempre piu
accesi, abbiamo voluto preparare
un monograIico speciIicatamente
dedicato all`evoluzione di questo
storico compromesso a cui l`Italia
sembra non volere e non potere
piu rinunciare.
Persino Mussolini, come ci
ricorda il magistrale saggio del
procuratore aggiunto di Palermo
Roberto Scarpinato, che con il
preIetto Mori aveva esercitato una
durissima repressione dei clan
siciliani, ad un certo punto si vede
costretto a richiamare all`ordine
il suo inviato perche aveva pesan-
temente toccato il legame con la
politica (caso Cucco). Anche il
regime piu totalitario d`Italia, il
Iascismo, intollerante a qualsiasi
tipo di ingerenza in alcun terri-
torio della nazione, retrocede per
non perdere i vantaggi che deri-
vano da questa alleanza.
Sostanzialmente il sodalizio tra
maIia e politica ha mantenuto dal
suo esordio, piu di cent`anni Ia,
Iino ad oggi un andamento uguale
e costante che mai ha subito
impennate od inIlessioni tali da
potere essere compromesso. (vedi
Io Eorte pag. 24) Se da una parte
e vero che con l`assassinio di
Salvo Iima e di Ignazio Salvo nel
1992, si e veriIicata una perico-
losa rottura degli equilibri, dal-
l`altra i vertici spietati di Cosa
Nostra non hanno perso tempo,
sostituendo velocemente i vecchi
garanti con personaggi nuovi che
pero, in cambio, hanno chiesto
loro l`eliminazione delle due
memorie storiche, di quei due
uomini che potevano Iermarli:
Giovanni Ealcone e Paolo Bor-
sellino. Non solo vendetta contro
due magistrati capaci e incorrut-
tibili, ma un delitto che propria-
mente si puo deIinire politico; due
stragi politico-maIiose.
E` per lo stesso motivo che riIa-
cendosi al testo di Nicola Tran-
Iaglia relativo alla motivazione
della sentenza di assoluzione del
senatore Giulio Andreotti si com-
prende come sia stato impossi-
bile emettere un giudizio di natura
penale. Di Iatto pero sono stati
proprio giudici ad emettere una
condanna morale e politica sia con
la sentenza dell`omicidio Iima
che con lo stesso documento di
assoluzione per insuIIicienza di
prove.
Il senatore Giulio Andreotti ha
sminuito l`importanza dell`incon-
tro avuto con il boss latitante
Andrea Mangiaracina che in quel
tempo, siamo nel 1985, quindi
non molti anni Ia, era uno dei
pupilli di Riina per la provincia
di Trapani. Quindi l`incontro tra
IL GIOCO GRANDE E
COSA NOSTRA
di Giorgio Bongiovanni
G
li omicidi di Pio La 1orre, di Carlo Alberto dalla Chiesa,
di Rocco Chinnici, di Giangiacomo Ciaccio Montalto, di
Beppe Montana, di Ninni Cassara, al di la delle specifi-
che ragioni della elimina:ione di ciascuno di essi, testimoniano
una drammatica realta. ... La tregua e purtroppo frequentemente
interrotta da assassinii di mafiosi di rango, segno che la resa
dei conti non e finita e, soprattutto, da omicidi dimostrativi che
hanno creato notevole allarme sociale, si pensi allomicidio di
Roberto Parisi avvenuto nel febbraio 1985 e agli omicidi dellex
sindaco di Palermo Giuseppe Insalaco e dellagente di poli:ia
Natale Mondo, consumati appena qualche mese addietro. Gli
omicidi di Insalaco e di Parisi costituiscono leloquente con-
ferma che gli antichi, ibridi connubi tra criminalita mafiosa e
occulti centri di potere, costituiscono tuttora nodi irrisolti, con la
conseguen:a che, fino a quando non sara fatta luce su moventi e
su mandanti dei nuovi come dei vecchi omicidi eccellenti, non
si potranno fare molti passi avanti.
(Giovanni Falcone, 1988)
Elezioni 2001
Come si sta evolvendo il rapporto
Mafia e politica?
La Mafia continua a votare?
La potenza economica del crimine
organizzato pu condizionare
la politica?
Rispondono gli esperti:
Guido Lo Forte, Maria Falcone, Rita Borsellino, Luca 1escaroli, Anto-
nio Ingroia, Attilio Bolzoni, Dario Fo, Giuseppe Lumia, Antonio Di
Pietro, Aichi Jendola, Marco 1ravaglio, Aando dalla Chiesa, Fausto
Bertinotti, Paolo Flores d'Arcais, Giovanna Chelli, Salvatore Boemi,
1eresa Principato, Franca Imbergamo, Aicola 1ranfaglia, Elio Jeltri,
Beppe Grillo, Giuseppe Arnone... e altri
Numero speciale aprile-maggio
ANTIMAEIA Duemila torna in edicola dal 15 giugno
2 Aprile-Maggio 21
Riina e Andreotti e comunque
avvenuto attraverso Mangiara-
cina. Stiamo parlando di un capo
maIia spietato e ricchissimo per
cui e proprio diIIicile credere che
si stesse raccomandando qualche
banale Iavore con il senatore.
Ma condannare l`uomo che ha
rappresentato il nostro Paese in
varie vesti per cinquanta anni
signiIica spezzare per sempre
quel costante e immutato Iilo di
collegamento che regola un rap-
porto che ormai potremmo addi-
rittura deIinire interdipendenza.
A ragione quindi si puo indicare
il presente periodo come il piu
buio nella lotta alla maIia. Nel
biennio 92-`93 di Iatto Cosa
Nostra ha reagito alla sua
debolezza politica con la Ierocia
delle bombe, nessuno piu stava
curando i suoi aIIari nelle stanze
del potere grazie all`azione di
Ealcone, Borsellino e pochi altri.
Io Stato si doveva svegliare.
Oggi Cosa Nostra tace, ma
quanto sono potenti i suoi riIeri-
menti istituzionali?
Provenzano nel 2001 vede com-
piuta la sua proIezia. Secondo le
dichiarazioni del conIidente dei
ROS Iuigi Ilardo (assassinato
proprio mentre decideva di col-
laborare Iormalmente con la giu-
stizia vedi n11 marzo 2001), il
vecchio padrino nell`ottobre del
1995 rassicurava i capi manda-
mento chiedendo loro di portare
pazienza perche entro sette, otto
anni avrebbe avuto quelle garan-
zie necessarie per riportare
Cosa Nostra in per-
Ietto equilibrio
e c onomi c o,
politico e
militare.
Il suo
tempo e
trascorso.
Che ele-
menti di valuta-
zione possediamo
oggi?
Con la consueta rela-
zione Iinale il presidente della
Commissione Parlamentare
AntimaIia Giuseppe Iumia
ha terminato il suo mandato
per la XIII legislatura. Ie
conclusioni da lui tratte non
sono altro che la conIerma di
quanto gia aveva decretato la
prima Commissione antima-
Iia presieduta dall`allora pre-
sidente Violante sul rapporto
maIia e politica. Oggi come
nel 1993 il gioco grande si
regge sul nodo politico.
I`onorevole Matacena candi-
dato di Eorza Italia per la
Calabria si vendica della sua
esclusione delle candidature
del partito rinIacciando al
leader del Polo di essersi com-
portato come un vero amico
quando a Caltanissetta ha
testimoniato contro la pro-
cura di Palermo su richie-
sta di Berlusconi.

Ia delegittimazione dei
magistrati. Alla procura di
Reggio Calabria, come a
quelle siciliane, non solo i
procuratori in prima linea si
sono visti ridurre la scorta
piu che mai necessaria dopo
la dura azione di contrasto
da loro attuata, nonostante
la scarsita di mezzi a
disposizione, a danno delle
cosche maIiose, ma subi-
scono una continua e siste-
matica campagna di
discredito. A seconda della
provenienza politica del loro
indagato vengono attaccati e
accusati di Iavorire la Iazione
avversaria. E` la situazione in
cui si e venuto a trovare il
procuratore aggiunto Boemi
insieme a tutto il suo uIIicio
durante le indagini a carico
dell`onorevole di Eorza Italia
Matacena e del sindaco
diessino Ealcomata. Non e
questa certo una novita se si
p e n s a agli attac-
chi mar- tellanti
ai danni della procura di
Palermo diretta da Giancarlo
Caselli negli anni successivi
alle stragi.
E` stata richiesta dall`uIIicio
della procura di Caltanissetta
l`archiviazione delle indagini
sui cosiddetti mandanti
esterni delle stragi che vede-
vano come indiziati Silvio
Berlusconi e Marcello Del-
l`Utri. Tra le motivazioni
addotte, seppur discutibili,
una presunta discrasia tra le
dichiarazioni dei collabora-
tori di giustizia Salvatore
Cancemi e Giovanni Brusca.
Mi domando se il procuratore
capo Tinebra e i suoi colleghi
Giordano e Ieopardi abbiano
letto con attenzione le
dichiarazioni, tutte le dichia-
razione, rese dal Brusca nel-
l`ambito dei vari processi,
per le stragi e non. Se
cosi Iosse si sareb-
bero certo resi
conto che le
aII er ma-
zioni di
entrambi i
pentiti sono
assolutamente com-
plementari. E` vero che
Brusca rivela di non aver
mai sentito Salvatore Riina
riIerirsi a Berlusconi e Del-
l`Utri come quelle persone
importanti da appoggiare
perche e un bene per tutta
Cosa Nostra, come invece
sostiene Cancemi, ma indica
nei due parlamentari di Eorza
Italia i due interlocutori con
cui trattare all`indomani del-
l`arresto di Riina per ottenere
beneIici legislativi. A Vitto-
rio Mangano, spiega Brusca,
nominato da lui stesso e Ieo-
luca Bagarella reggente
del mandamento di
Porta Nuova nel
9 4 - ` 9 5 ,
vienechie-
sto se
l ` i n -
tervista a
Paolo Borsel-
lino pubblicata su
LEspresso corrispon-
desse al vero. Ia risposta
aIIermativa del Mangano, e
la conIerma di un suo rap-
porto piu o meno stretto con
i due politici, avrebbe aperto
le trattative. E`Iin troppo evi-
dente che non esiste alcuna
contraddizione. Cio che pero
e ben piu grave e la perico-
losa esposizione a cui e stato
costretto il sostituto procu-
ratore Iuca Tescaroli, Iino a
pochi mesi Ia titolare delle
indagini in questione. Egli si
e trovato, inIatti, obbligato a
dover precisare su Il Corriere
della Sera le inesattezze ripor-
tate dallo stesso quotidiano il
giorno precedente ed esprimere
pubblicamente la sua amarezza
per essere stato al centro di una
violazione del segreto di uIIi-
cio. (vedi art. pag.58) I magi-
strati quindi sempre piu iso-
lati, abban- donati e allo
scoperto,
con le armi spuntate. Un
esempio per tutti, la recente
disposizione di legge in mate-
ria di collaboratori di giustizia
si e rivelata talmente inade-
guata da spingere il capo della
procura piu esposta d`Italia,
Pietro Grasso a dichiarare alla
stampa: Se Iossi maIioso
non mi pentirei>>. Nessuna
reazione in sede politica. Asso-
luto silenzio.
Il corporativismo politico
all`interno del Consiglio Supe-
riore della Magistratura e delle
varie correnti a cui Ianno riIeri-
mento i magistrati non Ia altro
che prestarsi a questo conti-
nuo gioco al massacro. E` stato
inIatti motivo di Iorte polemica
il recente libro scritto dai giu-
dici Giancarlo Caselli e Anto-
nio Ingroia Leredita scomoda
(Eeltrinelli) in cui i due autori,
protagonisti della diIIicile sta-
gione antimaIia posteriore alle
stragi, hanno ricostruito sette
anni di durissimo contrasto a
Cosa Nostra tra mille attacchi
e campagne di discredito.
Nel mese di novembre scorso...
e stato rinvenuto un ordigno
inesploso a Milano. Tante ipo-
tesi, congetture e poi non se ne
e saputo piu niente. Sia con-
sentito pero il parallelo con il
proiettile ritrovato nel giardino
dei Boboli a Eirenze del 1992
che ha purtroppo pero prean-
nunciato la stagione delle stragi
contro il patrimonio artistico
italiano veriIica-
tesi poi nel 1993.
Quale segnale
Iosse quello di
Milano nessuno
se lo domanda
piu. Speriamo di
non dovercelo
chiedere tra quat-
tro o cinque anni
dopo aver pianto
innocenti sotto le
macerie. Di Iatto
Cosa Nostra non
cessa di comu-
nicare con lo
Stato. Il rapi-
mento della bimba ad
Alcamo ne e un`ulteriore
conIerma. Il nonno chiede
scusa alla maIia, metaIora
dell`assoluto controllo del
territorio che vige tutt`oggi
in Sicilia.
Pronte le candidature per i
vari collegi elettorali. Euori
dalle liste del polo i vari
nemici di Cosa Nostra,
quelli sulla cui testa pende
la condanna a morte per
tradimento come Mar-
telli, Mannino e
altri, e chi ha
cercato in
qual che
modo
di con-
t rast are
la maIia.
Ia Cosa Nostra
di Provenzano
quindi e approdata nel
terzo millennio completamente
ristabilita, economicamente (da
capogiro le stime della con-
Icommercio), militarmente (il
solo Matteo Messina Denaro,
indicato come il possibile
Iuturo capo, conta su un eser-
cito di mille uomini nel trapa-
nese), e politicamente per tutti
gli indizi che abbiamo Iino ad
ora raccolto. Non importa quale
schieramento vincera le pros-
sime elezioni, il patto tra maIia
e politica e salvo. Ie menti
storiche della criminalita orga-
nizzata in Italia, Provenzano,
Morabito detto tiradritto` boss
della Ndrangheta, e altri hanno
avuto, Iino ad oggi, la loro
liberta garantita, e non vi sono
che brevi cenni alla lotta alle
maIie nei programmi politici
delle coalizioni maggiori. Gia
diversa in positivo la situazione
nelle linee programmatiche dei
partiti minori. Democrazia in
vendita in un Paese che si Ierma
travolto dalla buIera di un pro-
gramma satirico.
Non rimangono che i ragazzi,
quelli che non si Ianno rubare
l`ideale dalla campagna martel-
lante di sottocultura propinata
dai media, quelli che hanno
voglia di combattere per la lega-
lita, quelli che costituiranno la
societa civile che nei prossimi
dieci, dodici anni sara la nuova
resistenza.
Non rimangono che quei magi-
strati in trincea, e sono sicuro
che saro tacciato di essere
Iazioso e ci tengo
a conIermarlo per
primo, delle procure
piu esposte che con
coerenza, coraggio
e totale dedizione,
non demordono, e
si battono per libe-
rare questo Stato
che, come disse
qualcuno, dopo
150 anni preIerisce
accordarsi con la
maIia piuttosto che
combatterla... Cam-
biera qualcosa o da
Cosa continuera a
nascere Cosa?
Aon importa quale
schieramento vincer le
prossime elezioni, il
patto tra mafia e politica
salvo
Referenti politici:
i cugini gnazio e
Nino 8alvo
{ricostruzione grahca}
3 Aprile-Maggio 21
S
econdo un copione
ormai consueto nella
storia del nostro paese,
anche l`ultima breve
stagione della legalita
iniziata nel 1992 sembra avere
esaurito il suo ciclo storico, rive-
landosi, come altre volte era acca-
duto in passato, una parentesi
destinata ad essere riassorbita
nella normalita>> nazionale.
In attesa del prossimo ciclo, che
si spera non venga propiziato
almeno stavolta da eventi tragici,
e tempo di provare a riIlettere
se, al di la delle apparenze, gli
eventi tumultuosi di questi ultimi
anni non siano in realta che la
versione piu recente di una storia
antica: una storia condannata a
ripetersi ciclicamente nella sua
ciIra segreta, pur nel mutare degli
scenari temporali e degli elementi
di contorno.
Se ci si aIIranca dalla ormai dila-
gante cultura dell`ultimo anello
che rincorre aIIannosamente, sul-
l`onda del contigente, l`ultimo
evento del giorno, ci si avvede
inIatti che la storia della giuri-
sdizione in Italia e segnata da
una plurisecolare impotenza nei
conIronti della criminalita degli
esponenti delle classi dirigenti e
del potere in genere. Ci si rende
conto che, dall`unita nazionale in
poi, le stagioni nelle quali e stato
possibile esercitare il controllo di
legalita anche sui comportamenti
dei detenuti di potere sociale Ior-
male o inIormale, hanno sempre
costituito delle brevi parentesi
temporali, i cui eIIetti sono stati
riassorbiti e, a volte, vaniIicati
nel tempo. Eratture momentanee
di una sorta di ordine naturale
delle cose>> destinato a ricom-
porsi nel breve-medio periodo,
seguendo dinamiche e logiche
interne che - sull`altare di inte-
ressi superiori e di ragion di Stato
- assegnano di Iatto alla giuri-
sdizione il compito di occuparsi
di Iatti e di comportamenti indiI-
Ierenti al gioco grande>> dei
poteri, o peggio, di secondarne il
corso.
Un primo riscontro di questo
assunto e dato dalla sostanziale
identita della composizione della
popolazione carceraria dall`unita
nazionale ad oggi. Il carcere
rappresenta inIatti l`interIaccia
del Iunzionamento del sistema
giudiziario, la cartina di torna-
sole degli esiti concreti dell`eser-
cizio della giurisdizione penale.
Ebbene, oggi come ieri, la popo-
lazione carceraria e costituita in
massima parte da persone con
basso livello di scolarizzazione
e dagli ultimi della gerarchia
sociale. Ieri, nell`Ottocento e nei
primi di questo secolo, coloro che
i criminologi del tempo deIini-
vano gli elementi pericolosi della
classe oziosa>>: ladri, ricet-
tatori, bari, truIIatori, Irodatori,
assassini da strada, omicidi pas-
sionali, esponenti dell`ala mili-
tare delle organizzazioni crimi-
nali(1) Oggi, come risulta dalle
statistiche del Dap (Dipartimento
amministrazione penitenziaria),
all`incirca gli stessi soggetti, piu
una elevatissima quota di immi-
grati, di tossici e di spacciatori
(2). Oggi come ieri la quota di
colletti bianchi e statisticamente
irrilevante.
Pur nel mutamento delle Iorme
dello Stato, dal regime liberale
sviluppatosi sul tronco dello sta-
tuto albertino al Iascismo ed
inIine alla repubblica, la tipolo-
gia della popolazione carce-
raria resta dunque una
costante. Questa
st raordi nari a
continuita,
pur nella
trasIorma-
zione, pone
dinanzi ad un`al-
ternativa. O viviamo
in un paese Ielice nel
quale gli esponenti delle classi
dirigenti hanno sempre delinquito
in misura statisticamente irrile-
vante sintomo questo di una
straordinaria eIIicacia dei pro-
cessi di acculturazione oppure
dobbiamo prendere atto che c`e
qualcosa che non ha Iunzionato
e continua a non Iunzionare nel
sistema giustizia.
Nonostante le migliori intenzioni,
qualche diIIicolta ad accedere al
primo polo di questa alternativa
deriva dalla lezione della storia.
In tutti i libri di storia, ad esem-
pio, vi sono pagine dedicate al
piu grave scandalo bancario del-
l`Italia postunitaria: quello della
banca romana una delle banche
nazionali di emissione di carta-
moneta esploso nel 1892. A
seguito di un`ispezione e della
successiva istruttoria penale ven-
nero accertati Iatti gravissimi. Era
stata Iabbricata una enorme quan-
tita di moneta Ialsa mediante la
duplicazione di serie e di numeri
di biglietti di precedenti crea-
zioni legali. Ia cassa della banca
era stata inoltre deIraudata di
una somma molto elevata. Il tutto
era stato realizzato mediante una
serie di Ialsi contabili e di
operazioni bancarie simulate. Il
processo, apertosi a Roma nel
1894, si concluse dopo sessan-
tuno udienze con l`assoluzione di
tutti gli imputati: I responsabili
della banca, un deputato e due
Iunzionari preposti alla vigilanza
dell`istituto. I Iatti accertati rima-
sero dunque senza colpevoli.
D a l l e d e p o s i -
zioni testimoniali e r a
risultato che i Iunzionari di poli-
zia, prima di Iormalizzare il
sequestro di documenti scottanti,
avevano eliminato tutto quanto
potesse riguardare uomini poli-
tici. Era emerso inoltre che, molto
stranamente, la sera stessa della
denuncia si era svolta una riu-
nione tra il procuratore generale,
il procuratore del re ed il giudice
istruttore non negli uIIici giudi-
ziari ma al ministero dell`Interno.
Venne aperto un procedimento
nei conIronti dei Iunzionari dei
ps che avevano eseguito le per-
quisizioni ed eIIettuato il seque-
stro, procedimento che coinvolse
come mandante della sottrazione
dei documenti l'onorevole Gio-
litti, presidente del consiglio dei
ministri in carica e ministro del-
l`Interno all`epoca in cui si erano
veriIicati i Iatti. Dopo varie tra-
versie, anche Giolitti usci di scena
grazie ad una sentenza della Cas-
sazione che stabili che i reati com-
piuti da ex ministri erano sottratti
al giudice ordinario sia che pro-
venissero da un abuso di potere
ministeriale, sia che avessero un
movente politico o dovessero
essere considerati come un
mezzo a Iine politico>>.
I`assoluzione generale per lo
scandalo della banca romana Iu
commentata dalla Rivista Penale,
una delle piu autorevoli riviste
giuridiche del tempo, nei seguenti
termini: Eu un verdetto che da
molti si prevedeva, e in modo tale
da Iar sorprendere come mai non
si provvedesse, per iscongiurarlo,
con la sospensione del dibat-
timento. Ma tutto, anzi,
parve che congiu-
rasse per venire
a questa
c o n c l u -
s i o n e .
D a i
pri mi
p a s s i
dell`istrut-
toria alla
sentenza di
accusa, alla Iis-
sazione della sede del
giudizio, alla scelta del
p.m., al modo in cui Iu condotto
il dibattimento, agli episodi dolo-
rosi e deplorevolissimi che si tol-
lerarono (.) tutto parve rivolto
al triste epilogo>>. Poco tempo
prima in Erancia si era svolto un
processo per lo scandalo Iinan-
ziario del canale di
Panama, che aveva
pure coinvolto degli
uomini politici,
imputati di avere
ricevuto danaro per
dare voto Iavorevole
alla legge che auto-
rizzava il prestito
a Panama. In quel
paese le cose erano
andate molto diver-
samente. Ia Corte di
Cassazione Irancese
inIatti aveva respinto
il ricorso con il quale
deputati e senatori avevano soste-
nuto il divieto di sindacare il loro
voto per l`immunita parlamentare
che vi era connessa, ritenendo
che il divieto di sindacare il voto
dei parlamentari non si estendeva
agli atti che un membro del parla-
mento avesse compiuto crimi-
nalmente>>, ancorche in connes-
sione con le opinioni ed i voti
emessi in una delle due Camere.
Il processo Irancese si era con-
cluso con la condanna dei princi-
pali imputati.
Per tornare all`Italia, con un`as-
soluzione generale nei primi
decenni di questo secolo si con-
cluse anche il processo per un
altro grande scandalo bancario
che riguardava la Banca italiana di
sconto e che coinvolse, oltre che
numerosi colletti bianchi, anche
quattro senatori del regno per i
quali il Senato si costitui in Alta
corte di giustizia.
Con generali assoluzioni si con-
clusero, sempre all`inizio del
secolo, anche numerosi processi
per Irodi nelle Iorniture militari
(3) Con riIerimento ad una di
queste assoluzioni la Rivista
penale commento: EIIetto non
certamente Iavorevole per il pre-
stigio della giustizia e della Ammi-
nistrazione. Risultato Iinale: che
molto probabilmente i vampiri
dell`una e dell`altra seguiteranno
imperturbati le loro ignobili
imprese. Evviva la guerra!>>.
Nel libro Storia del potere in
Italia, lo storico Giuseppe Mara-
nini osservava: Ia giustizia
non aveva potuto colpire i respon-
sabili degli scandali Iinanziari
dell`epoca crispina, non aveva
potuto carcerare i mazzieri di Gio-
litti, non poteva neppure repri-
mere, se il governo non lo voleva,
le violenze rosse e piu tardi le
violenze Iasciste.
Molti giudici nonostante tutto si
esposero coraggiosamente, ma
solo per constatare il loro avvili-
mento e la loro impotenza, come
appare dal drammatico atto di
accusa pubblicato sulla rivista
Magistratura. Anche se osavano
sIidare la disgrazia politica con
tutte le sue conseguenze, non
disponevano della
polizia giudiziaria e la
pubblica accusa era
virtu delle leggi agli
ordini del governo,
Iossero ordini di vilta
oppure ordini di
sopraIIazione e perse-
cuzione>> (4) I` atto
di accusa pubblicato
sulla rivista Magistra-
tura del 24 agosto
1922, alla quale Ia
riIerimento Maranini,
conteneva tra l`altro il
seguente passo: Ia
Storia(italiana)
e giustizia di classe
Il procuratore aggiunto di Palermo compie un excursus nella storia giudizia-
ria del Belpaese, dall'unit a oggi: dove la giustizia stata diseguale per tutti e
alla criminalit tra le classi dirigenti stata garantita sempre l'impunit.
di Roberto 8carpinato*
L'talia delle origini:
lo sbarco dei Mille,
fu facilitato dalla
maha tramite i
picciotti
{stampa dell'epoca}
4 Aprile-Maggio 21
magistratura italiana ha Iatto il
suo dovere e se la sua opera e riu-
scita ineIIicace non alla magistra-
tura spetta la colpa. (.) Nulla
pote il giudice quando era muta la
parola della legge o quando non
Iunzionavano per cause diverse i
necessari organi esecutivi e rima-
nevano senza risposta o con rispo-
sta negativa le richieste di accer-
tamento della responsabilita dei
colpevoli>>.
Se si esaminano i documenti di
archivio, si puo poi veriIicare
come i pochi magistrati che
nel periodo preIascista avevano
osato promuovere certe indagini
ed avevano espresso le critiche
alle quali ho accennato, subirono
una via crucis che li mise ai mar-
gini stroncando le loro carriere.
Proseguendo in questa breve car-
rellata storica, ricordiamo poi che
nei libri di storia si trovano cenni
al primo omicidio eccellente di
maIia dell`Italia postunitaria. Il
primo Iebbraio 1893 venne assas-
sinato, su una carrozza Ierrovia-
ria in corsa sulla linea Termini-
Palermo, Emanuele Notarbartolo
di San Giovanni, rampollo di una
delle piu eminenti Iamiglie aristo-
cratiche, esponente della destra
storica e uomo di grande dirittura
morale, gia sindaco di Palermo e
poi direttore generale del Banco
di Sicilia. Dell`omicidio venne
imputato come mandante l`ono-
revole Palizzolo, altro impor-
tante esponente della classe diri-
gente del tempo, soggetto che
risultava in rapporti con maIiosi,
entrato in conIlitto con il Notar-
bartolo perche questi aveva intra-
preso un`opera di moralizzazione
nella gestione del Banco di Sici-
lia. Stante l`eccellenza della vit-
tima e dell`imputato si creo un
caso nazionale.
Il 31 luglio 1902 la Corte di Assise
di Bologna condanna a trent`anni
Palizzolo, ma per un vizio di
Iorma (uno dei testi aveva deposto
senza prima prestare giuramento)
la Cassazione annulla la sentenza,
ordinando la ripeti-
zione del processo
che ebbe luogo a
Eirenze. A Iavore
de l l ` onor evol e
Palizzolo si allinea
un imponente
schieramento poli-
tico che, avvalen-
dosi di una martel-
lante campagna di
stampa, lo rappre-
senta come un mar-
tire della persecu-
zione giudiziaria e
di oscure manovre
politiche. Pelloux e
Sonnino notano
preoccupati che si
mettono in discus-
sione gli stessi equi-
libri politici nazio-
nali. Nei libri degli
storici si trova rico-
struita una impres-
sionante storia di
omerta eccellenti e
di depistaggi posti
in essere anche da
pubblici Iunzionari, di intimi-
dazioni e di pressioni esercitate
sui magistrati; storia che si con-
clude con il suicidio del testi-
mone chiave, tale Eilippello, il
quale viene trovato morto qual-
che giorno prima della sua depo-
sizione in udienza. Sicche, venuto
meno il teste chiave, il 23 luglio
1904 Palizzolo viene assolto per
insuIIicienza di prove. Al suo
ritorno in Sicilia Palizzolo viene
accolto come un trionIatore da
una Iolta rappresentanza del ceto
politico del tempo.
I`assoluzione del Palizzolo venne
cosi commentata: Il martirio
della vittima, partito dalla prima
calunnia dei codardi delatori,
doveva pervenire al trionIo del
giusto. E trionIo RaIIaele Paliz-
zolo, dopo 56 mesi di straziante
martirio: trionIo circonIuso dalla
smagliante aureola del suo Dolore
e della sua Virtu. E questo dolore,
questa virtu, consacrati con
sublime abnegazione, merce
gl`inauditi tormenti di cinque
anni, in omaggio a questa oltrag-
giata Sicilia, Iurono le lacrimate
corolle con cui nelle tristi ore
della dura prigionia, RaIIaele
Palizzolo pote ricomporre le ghir-
lande del duro soIIrire; quei
ricordi che Ianno tremare di
orrore, che Ianno soIIrire di inIi-
nita pieta>>. Si notera come pur-
gato della Iorma retorica in uso
ai tempi, tale commento riporti
alla memoria quelli di piu recente
conio per casi analoghi.
Ieopoldo Notarbartolo, Iiglio di
Emanuele, scrisse poi le memo-
rie del padre pubblicando un
libro intitolato La citta cannibale
(5), nel quale registrava con pro-
Ionda amarezza e sconIorto l`im-
potenza della giustizia nei con-
Ironti del potere.
Il grande politologo siciliano
Gaetano Mosca sentenzio che la
dilagante retorica del martirio e
della persecuzione del Palizzolo
oIIendeva il senso morale>>,
aggiungendo: Certo che contro
l`imputato degli assassini Miceli
e Notarbartolo poco o nulla si
pote provare, ma l`uomo apparve
nella sua luce peggiore, se non
delinquente almeno protettore di
delinquenti e sospetto persino di
relazioni con briganti>> (6).
Erano gli anni in cui il Mosca nei
suoi saggi di teoria politica scri-
veva: In tutte le societa (.)
esistono due classi di persone:
quella dei governanti e l`altra dei
governati. Ia prima, che e sempre
la meno numerosa, adempie a
tutte le Iunzioni politiche, mono-
polizza il potere e gode i vantaggi
che ad esso sono uniti: mentre la
seconda, piu numerosa, e diretta
e regolata dalla prima in modo
piu o meno legale, ovvero piu
o meno arbitrario e violento, ed
ad essa Iornisce, almeno appa-
rentemente, i mezzi materiali di
sussistenza e quelli che alla vita-
lita dell`organismo politico sono
necessari. (.) E` Iatale la preva-
lenza di una minoranza organiz-
zata, che obbedisce ad un unico
impulso, sulla maggioranza disor-
ganizzata. Ia Iorza di qualsiasi
minoranza e irresistibile di Ironte
ad ogni individuo della maggio-
ranza, il quale si trova, solo,
davanti alla totalita della mino-
ranza organizzata; e nello stesso
tempo si puo dire che questa
e organizzata appunto perche e
minoranza. Cento, che agiscano
sempre in concerto e d`intesa gli
uni con gli altri, trionIeranno sui
mille presi ad uno ad uno e che
non avranno alcun accordo tra
loro; e nello stesso tempo sara
ai primi molto piu Iacile l`agire
di concerto e l`avere un`intesa
perche son cento e non mille>>.
Molti anni dopo, alla meta degli
anni Sessanta di questo secolo, lo
storico e politologo Maranini dia-
gnosticava la sostanziale attua-
lita, mutatis mutandis, dell`ana-
lisi del Mosca, osservando con
riIerimento al presente (7):
I giudici in blocco non hanno
colpa, come non hanno colpa
i proIessori in blocco:
cattivi giudici come cat-
tivi proIessori sono quasi
sempre la conseguenza
di un disordine legi-
slativo o di un vuoto
legislativo, dovuti ad
una classe politica
che non ama i con-
trolli ne morali ne
intellettuali ne giu-
diziari; e che al
momento oppor-
tuno scarica volen-
tieri le sue colpe
sulle vittime del suo
involontario cini-
smo>>.
Altra vicenda emble-
matica e quella del
preIetto Mori, il quale
negli anni Venti-Trenta,
dopo essersi guadagnato il
plauso del regime
per le megaretate della
manovalanza maIiosa
condotte con metodi
spicci, ebbe la malau-
gurata idea di alzare il
tiro su alcuni di coloro
che aveva individuato
quali reIerenti politici
della maIia militare.
Tra questi l`alto
gerarca Iascista ono-
revole AlIredo Cucco
e poi il generale Di
Giorgio, comandante il
corpo di armata di
Palermo, gia deputato
di Mistretta dal 1913.
Il Cucco, compare
d`anello di Santo Ter-
mini, sindaco e capo-
maIia di San Giuseppe
Jato, risultava in rap-
porti, anche di natura
economica, con vari
capimaIia dai quali
aveva ottenuto appoggi
e Iavori di ogni genere,
comprese due automo-
bili nuove di zecca
Irutto di una colletta spontanea
organizzata dal Santo Termini e
da Erancesco Cuccia, capomaIia
di Piana dei Greci. Esponenti
maIiosi Iornivano al giornale Sici-
lia Nuova, Iondato dal Cucco,
700 abbonamenti sostenitori e un
milione l`anno di pubblicita (8) A
proposito del generale Di Gior-
gio, il vicequestore Spano aveva
scritto, in un rapporto consegnato
a Mori, che il Iratello era il pre-
sunto capomaIia di Castel San
Iucio, che il nome del generale
era stato trovato in un elenco
sequestrato in casa di un maIioso
e cancellato prima che venisse
trasmesso all`autorita giudiziaria,
che correva voce che il Di Gior-
gio si era interessato per la sorte
processuale di maIiosi arrestati.
Gli storici osservano che il ver-
tice politico romano ritiro il suo
iniziale sostegno a Mori quando
si rese conto che questi non aveva
intenzione di Iermarsi ed era
determinato a procedere oltre
nella direzione dei colletti bian-
chi. Nella sua biograIia su Mori,
Arrigo Petacco scrive (9): I
colpi inIerti a Cuccio e a Di Gior-
gio ottengono l`eIIetto di impau-
rire ancora di piu il notabi-
lato siciliano. I suoi
nemici aumen-
tano di
numer o
e si Ior-
mano nuove
alleanze. Aristo-
cratici (.) ora spo-
sano apertamente la sua
causa (di Cucco, n.d.a.)
di vittima innocente. Cucco, in
quei giorni, diviene un simbolo, o
meglio, un pretesto per condan-
nare l`opera di Mori. Ia buona
societa gli riapre le porte mentre,
ostentatamente, le chiude in Iaccia
al preIetto. Ci si dimentica spesso
di invitarlo ai ricevimenti>>.
Il 30 marzo 1928, Mussolini
scrive a Mori impartendogli la
direttiva di disinteressarsi delle
vicende di Cucco e accoliti
nonche di provvedere alla
liquidazione giudiziaria della
maIia nel piu breve tempo
possibile e limitare l`azione di
ordine retrospettivo>>. In propo-
sito Petacco osserva: E` abba-
stanza chiaro che Mussolini ha
una gran voglia di chiudere alla
svelta non soltanto il caso Cucco,
ma la stessa operazione antima-
Iia in Sicilia. SigniIicativo e, per
esempio, il suo invito a limitare
l`azione di ordine retrospettivo.
Perche tale disposizione toglie
praticamente dalle mani della
polizia il piu importante stru-
mento d`indagine.
E` stato inIatti Irugando negli
archivi giudiziari e riaprendo
vecchi processi insabbiati che
Mori ha potuto liquidare i grossi
calibri della maIia>>.
Il 16 giugno 1920 Mori riceve
la comunicazione di essere stato
licenziato in tronco dal servizio.
Tra le carte di Mori e stato rin-
venuto un ritaglio della Na:ione
di Eirenze del 26 giugno 1929,
che riportava in poche righe la
seguente notizia: Il Capo del
governo elogia Mori>>. Attorno
a quell`articolo Mori disegno una
ghirlanda di Iiori scrivendovi
sotto: Qui riposa in pace>>.
Il 30 Marzo 1930, il
s o t t o s e -
gretario
all`interno zittiva
sgarbatamente Mori il quale
nominato senatore - aveva detto
che la maIia aveva rialzato la
testa, invitandolo a non parlare
piu di una vergogna che il Iasci-
smo aveva cancellato. E` nostro
diritto e dovere dimenticare>>,
aveva ammonito il sottosegreta-
rio.
Il 10 aprile 1931 AlIredo Cucco
veniva assolto dai trenta capi di
imputazione contestatigli.
Insieme a lui venivano assolti il
console della milizia e tutti gli
altri membri del direttorio Iasci-
sta rinviati a giudizio insieme al
Cucco. Ia sentenza veniva Iesteg-
giata con una grandiosa mani-
Iestazione di piazza al grido di
Viva la giustizia Eascista>>. In
una lettera del 26 dicembre 1931,
un avvocato di Termini Imerese,
nell`esprimere la propria solida-
rieta a Mori, gli scriveva: Ora
in Sicilia si ammazza e si ruba
allegramente come prima. Quasi
tutti i capimaIia sono tornati a
Storia(italiana) e giustizia di classe
Aon vi un caso nel
quale nei numerosi pro-
cessi per strage e per delitti
eccellenti si sia riusciti ad
andare oltre il livello degli
esecutori materiali o dei
mandanti intermedi. In
alcuni casi neppure costoro
sono stati individuati
5 Aprile-Maggio 21
casa per condono dal conIino e
dalle galere. Soltanto gli strac-
cioni sono rimasti dentro.
In tutti i libri di storia si trovano
poi pagine dedicate alla strage
di Portella della Ginestra, nella
quale Iurono uccisi e Ieriti decine
di contadini durante la Iesta del
primo maggio 1947. Gli storici
concordano sul Iatto che quella
strage ebbe mandanti eccellenti.
Mandanti eccellenti dei quali non
Iu possibile accertare l`identita
perche Gaspare Pisciotta, che in
pubblica udienza aveva minac-
ciato di Iarne i nomi subito dopo
essere stato condannato, ebbe la
pessima idea, prima di essere
interrogato dal giudice, di pren-
dere in carcere un caIIe che era
stato adeguatamente corretto con
una abbondante dose di veleno.
Impuniti rimasero anche i man-
danti in doppiopetto delle decine
di omicidi maIiosi di sindacalisti
che, nel secondo dopoguerra, si
erano messi alla testa
delle lotte
cont a-
dine per l`occu-
pazione dei latiIondi e delle
terre incolte.
Chiusa questa parentesi storica e
per venire rapidamente ai nostri
giorni, possiamo ricordare, a pro-
posito del pressoche sistematico
Iallimento della giurisdizione nei
conIronti della criminalita dei col-
letti bianchi e del potere, che
non vi e un caso nel quale nei
numerosi processi per strage e per
delitti eccellenti si sia riusciti ad
andare oltre il livello degli ese-
cutori materiali o dei mandanti
intermedi. In alcuni casi neppure
costoro sono stati individuati.
Il processo per il golpe Borghese
e altre indagini per progetti di
golpe si sono conclusi in un nulla
di Iatto.
Con una sostanziale sanatoria
della posizione di tutti gli imputati
eccellenti, si concluse il processo
per lo scandalo Italcasse, scop-
piato alla Iine degli anni Settanta,
che coinvolse i vertici della Banca
centrale delle casse di risparmio
italiane: decine e decine di impu-
tati. Nello scandalo erano impli-
cati anche vari onorevoli per il
delitto di concorso in peculato
in relazione agli ingenti Iinan-
ziamenti ottenuti dai ripetivi par-
titi di appartenenza. Ma contro
costoro non Iu possibile proce-
dere penalmente, perche l`auto-
rizzazione a procedere non Iu
concessa dalle Camere.
Dopo varie traversie si concluse
in una sostanziale impunita per
gli imputati anche il processo per
lo scandalo dei petroli, un gigan-
tesco contrabbando di carburanti,
costato all`erario piu di duemila
miliardi di lire. Tra i molti
imputati eccellenti vi erano il
comandate generale della guardia
di Iinanza, sponsorizzato per la
nomina a quella carica dal noto
onorevole Salvo Iima, e il capo
di Stato maggiore della stessa.
Anche in quel caso il parlamento
rigetto la richiesta di autorizza-
zione a procedere nei conIronti
di un importante uomo politico
coinvolto nello scandalo.
Il processo per la P2 si e risolto
pure, come e noto, in
un`assoluzione gene-
rale. I`onorevole
Tina Anselmi,
che presie-
dette con
grande rigore
morale la Com-
missione parlamen-
tare di inchiesta sulla P2,
ha ricevuto in premio l`emar-
ginazione dal circuito politico-
istituzionale. Michele Sindona e
Roberto Calvi hanno portato con
se nella tomba gli scottantissimi
segreti di cui erano depositari: il
primo Iu trovato morto nel car-
cere di Voghera, il secondo impic-
cato sotto un ponte di Iondra.
Per quanto riguarda Tangento-
poli, poi, questo e il bilancio con-
suntivo Iormulato dal pubblico
ministero Gherardo Colombo, in
occasione di un convegno a
Torino (10):
Sotto il proIilo giudiziario,
Mani Pulite e stata inutile, anzi
dannosa: l`esito pressoche nullo
dei processi (2.200 imputati su
3.200 stanno per cavarsela con la
prescrizione) raIIorza quel senso
di impunita che regnava in Italia
prima del 1992. (.) Dal 1992
non e stata approvata una sola
legge per rendere piu diIIicile la
corruzione e piu Iacile la sua sco-
perta>>.
Nella stessa occasione Giancarlo
Caselli ha aggiunto (11) : Il
processo per essere giusto deve
essere uguale per tutti. E il nostro
non lo e: ci sono imputati di serie
A, i colletti bianchi che commet-
tono reati diIIicili e lunghi da pro-
vare, e hanno l`impunita garan-
tita per legge, grazie alla prescri-
zione e a varie scappatoie create
dalle nuove leggi. Poi gli impu-
tati di serie B, i ladri di polli,
per i quali il processo Iunziona
e la pena arriva rapida, severa
ed eIIettiva. E inIine gli imputati
Iuori classiIica, diIesi d`uIIicio,
cioe non diIesi per nulla>>.
In eIIetti, a parte Armanini, asses-
sore ai Servizi cimiteriali del
comune di Milano, nessun poli-
tico, condannato nei processi
milanesi con sentenza deIinitiva,
ha mai varcato la soglia del car-
cere per espiare la pena. Degli
altri colletti bianchi in carcere ne
e Iinito un numero assolutamente
irrisorio. Alle stesse sentenze di
condanna deIinitive poi non viene
riconosciuta alcuna autorita di
giudicato da larghi settori del
mondo politico, della base
dirigente e dei media da
questi controllati, perche i
condannati vengono con-
siderati come martiri di
una inIernale macchina-
zione politico-giudizia-
ria della quale prima o
poi si dovra rendere
conto (12)
InIine, quanto ai pro-
cessi di maIia e di cri-
minalita organizzata di
stampo maIioso, e ini-
ziata ormai una stagione
di assoluzioni di colletti
bianchi e di imputati eccel-
lenti che sembra non avere
Iine.
Se questo e quanto si e veri-
Iicato sul terreno della giurisdi-
zione, non si puo certo dire che
risultati migliori siano stati conse-
guiti da altri organismi di inchie-
sta, come le varie commissioni
parlamentari sui vari scandali di
Stato, sulla maIia, e sulle stragi.
A proposito, il senatore Giovanni
Pellegrino ha recentemente
dichiarato di avere pubblicato il
libro intervista Segreto di Stato
per esorcizzare il Iallimento della
commissione Stragi da lui presie-
duta, in quanto dopo tanti anni
di lavoro e dopo avere raccolto
circa un milione e mezzo di docu-
menti, al momento di concludere
si e veriIicata una situazione di
paralisi. Sono state presentate ben
dodici diverse relazioni conclu-
sive ed e possibile che la commis-
sione concluda i suoi lavori senza
presentare alcuna relazione.
Questo e come si suol dire- lo
stato dell`opera.
Sicche, ritornando al dilemma ini-
ziale, i casi sono due.
Se quello che Ia Iede sono i
risultati della giurisdizione, risul-
tati quasi sistematicamente asso-
lutori, dobbiamo concludere che
dall`unita d`Italia ad oggi gli
esponenti delle classi dirigenti
non sono stati mai coinvolti in
vicende criminali di rilievo sia dal
punto di vista qualitativo che da
quello statistico. Dobbiamo con-
cludere che in eIIetti la storia cri-
minale italiana e, tutto sommato,
una non storia>>, perche,
stando agli esiti della giurisdi-
zione, non ha mai coinvolto in
modo signiIicativo le classi diri-
genti del paese. Si tratterebbe in
realta di una semplice sommato-
ria aritmetica di Iatti criminosi di
cui sono stati protagonisti solo
soggetti appartenenti alle Iasce
marginali meno abbienti, alcuni
di testa (estremisti) e, per quanto
riguarda la maIia, rozzi contadini
illetterati. Se proprio vogliamo
largheggiare potremmo spingerci
a dire che in piu di cento anni di
storia vi sono state alcune mele
marce all`interno del mondo dei
colletti bianchi. Ma, in Iondo, in
quale grande Iamiglia non esi-
stono delle pecore nere?
Dovremmo quindi concludere che
la composizione della popola-
zione carceraria, rimasta sostan-
zialmente immutata dall`unita ad
oggi, nei termini che abbiamo
esposto in precedenza, riIlette lo
stato reale delle cose. Io stato di
un paese da sempre all`avanguar-
dia nel rispetto della legalita da
parte dei ceti dirigenti.
Ne dovremmo altresi inIerire che
il numero quasi sterminato di
libri di storia italiani e stranieri
alcuni dei quali testi studio nei
licei e nelle universita nonche
di saggi e di articoli nei quali si
da invece per certa le responsabi-
lita di speciIici e nominati espo-
nenti delle classi dirigenti nelle
vicende criminose alle quali si e
accennato, nonche in molte altre,
sono in realta il Irutto di una stra-
ordinaria allucinazione collettiva
di massa del mondo scientiIico,
quantomeno, operazioni intellet-
tuali arbitrarie in quanto non ten-
gono in alcun conto i risultati
della giurisdizione.
In questa direzione si muovono
alcuni volenterosi intellettuali, i
quali hanno compilato in un sito
Internet un elenco di libri messi
all`indice perche superati o
contraddetti dalla Storia>>. Si
tratta per l`appunto di libri
smentiti>> da sentenze. Cer-
tamente presi dalla Ioga di ini-
ziare, allo stato i compilatori sono
incorsi in uno svarione, perche
nell`elenco hanno inserito solo
alcuni libri che riguardano pro-
cessi a carico di imputati eccel-
lenti ancora in corso nella Iase
di merito di primo grado o in
Iase di Appello. Tremano i polsi
al pensiero dell`immane Iatica
che li attende, se in quest`opera
di boniIica>> culturale non si
Iermeranno ai casi dell`attualita,
coerentemente con le premesse,
provvederanno ad inserire nel-
l`elenco dei libri all`indice le
migliaia di saggi storici smen-
titi>> da sentenze di assoluzione
deIinitive dall`unita d`Italia ad
oggi.
Se, invece, si ritenga
di non poter acce-
dere a questa rosea
conclusione, si deve
prendere atto che ci
troviamo dinanzi ad
un duplice Iallimento
storico: il Iallimento
della giurisdizione
ed il Iallimento delle
culture delle classi
dirigenti nazionali.
In ordine al primo
Iallimento, si sono
Iorniti alcuni indici
diagnostici; in ordine al secondo
va solo brevemente osservato che
l`esito assolutorio di un processo
penale chiude il capitolo della
responsabilita penali, ma lascia
aperto, in molti casi, quello delle
responsabilita politiche e morali
risultanti dagli stessi Iatti sto-
ricamente accertati nelle mede-
sime sentenze assolutorie. Eatti
concreti che, seppure ritenuti ini-
donei ad integrare le Iattispecie
penali contestate, costituiscono
gravi violazioni della deontologia
politica o istituzionale o ammini-
strativa o imprenditoriale.
Il diritto penale presidia inIatti,
nel suo nucleo essenziale, solo
il minimo etico collettivo di un
popolo, al di sopra del quale
esiste poi quel complesso sistema
di valori laici che garantisce il
corretto e democratico Iunzio-
namento della societa civile,
mediante una tipologia di san-
zioni Iormali o inIormali volto a
garantirne l`eIIettivita.
Emblematica e la tradizione
angloamericana dell`Accountabi-
lity, in base alla quale appena
gli esponenti della classe diri-
gente sono sIiorati da scandali
rassegnano subito le dimissioni,
oppure vengono emarginati anche
per Iatti che in Italia verrebbero
considerati peccati veniali. Si
pensi - per esempio - alle
dimissioni del ministro della Giu-
stizia dell`amministrazione Clin-
ton, perche aveva assunto una
dipendente senza le carte in regola
e non le aveva pagato i contributi,
nonche alle recentissime dimis-
sioni del neominstro del Iavoro
dell`amministrazione Bush, al
quale veniva addebitato di avere
assunto come domestica un`im-
migrata clandestina. E recente-
mente un importante esponente
politico inglese e Iinito in carcere
ad espiare una pesante condanna
detentiva perche aveva mentito
negando che il conto d`albergo
della Iiglia di pochi milioni
di lire - era stato pagato da
un`azienda privata.
Anche in Erancia e in Germania
esiste una tradizione molto rigo-
rosa all`interno della pubblica
amministrazione, i cui Iunzio-
nari sono selezionati con estremo
rigore.
In Italia invece sui Iatti stori-
camente accertati nelle sentenze
assolutorie cala una cortina di
impenetrabile silenzio, sicche
l`assoluzione penale viene sban-
dierata come una patente di ver-
ginita morale assoluta per il pas-
sato, per il presente e per il Iuturo.
Ie poche sentenze di condanna
deIinitive sembrano poi essere
divenute medaglie di merito che
agevolano il cursus honorum.
Ia pressoche totale e storica
disattivazione di tale complesso
sistema di sanzioni da parte dei
ceti dirigenti ( per esempio: emar-
ginazione o espulsione dal cir-
cuito politico, sanzioni discipli-
nari o paradisciplinari eccetera) si
assomma all`impotenza del sotto-
sistema giudiziario, determinando
un default globale dell`etica della
responsabilita e la sua sosti-
tuzione con l`etica del risultato
propria della dimensione poli-
tica che si Ionda esclusiva-
mente sulla negozia-
zione dei rapporti di
Iorza. Una negozia-
zione che penalizza
appunto gli ultimi e i
cittadini senza potere,
quelli che da sempre
aIIollano le carceri.
Tenuto conto che, a
quanto sembra, si
tratta di una storia
antica, dobbiamo con-
Irontarci con un pro-
blema che travalica
l`attualita ed aIIonda
le radici in ragioni che,
sulla base dei dati sto-
Omicidio eccellente:
Palizzolo ordin
l'omicidio
Notarbartolo
{ritratti dell'epoca}
Una storia condannata a
ripetersi ciclicamente nella
sua cifra segreta
Aprile-Maggio 21
rici acquisiti, portano al cuore
dell`anomalia della questione cri-
minale italiana.
In che cosa consiste questa pecu-
liarita o anomalia della questione
criminale italiana? In altri paesi
europei, la questione criminale
e un capitolo marginale delle
storie nazionali. Una questione
che riguarda solo gli specialisti
del settore: criminologi e giuristi.
Prova ne sia che in nessun paese
europeo esistono, come in Italia,
corsi di educazione alla lega-
lita>>, dandosi per scontato che il
rispetto delle leggi costituisca per
i cittadini una naturale declina-
zione della loro Iormazione etico-
culturale di base e non necessiti,
quindi, di una educazione supple-
mentare a parte (13). Cio si veri-
Iica perche la criminalita in quei
paesi, tranne eccezioni, riguarda
in genere le Iasce meno accultu-
rate della societa, settori piu mar-
ginali, e si mantiene, comunque,
entro limiti Iisiologici, metabo-
lizzabili dal circuito giurisdizio-
nale. Ia stessa tipologia dei reati
rientra nell`ordinaria amministra-
zione di ogni societa civile: omi-
cidi, rapine, Iurti, traIIico di stu-
peIacenti eccetera. I reati dei col-
letti bianchi hanno statisticamente
un rilievo marginale, anche se a
volte si veriIicano casi eclatanti,
perche non attingendo dimensioni
di massa o carattere strutturale
non pongono in discussione la
tenuta complessiva e gli equilibri
del sistema socio-politico.
Il caso Kohl, per esempio, in
Germania e stato immediata-
mente riassorbito con le dimen-
sioni dello stesso, e nessuno si e
sognato di criminalizzare la magi-
stratura tedesca (14). Io stesso
puo dirsi per la Erancia, dove pure
sono in corso processi a carico di
importanti esponenti della classe
politica (15)
Anzi, il presidente della Repub-
blica Jacques Chirac ha dichia-
rato: Oggi bisogna seriamente
pensare di rendere le procure indi-
pendenti dal ministero della Giu-
stizia. Questo portera piu vantaggi
che inconvenienti. E comunque
non ci saranno piu sospetti>>.
E nel suo discorso di
insediamento alla pre-
sidenza del Consiglio
Irancese, Iionel
Jospin, a sua volta,
aIIermo: Ia carriera
dei magistrati dev`es-
sere indipendente e
imparziale. Il Csm
deve assicurare alla
carriera dei pubblici
ministeri le stesse
garanzie che ai giu-
dici>>:
In questo panorama
europeo l`Italia rappre-
senta un`eccezione ed
un`anomalia, perche
nel nostro paese la
storia della criminalita
e, a diIIerenza che in
altri stati, inestricabil-
mente intrecciata con
la storia nazionale, la
Storia con la S maiu-
scola.
In nessun paese europeo come in
Italia si e inIatti veriIicata, dal-
l`immediato dopoguerra ad oggi,
una sequenza cosi lunga e quasi
ininterrotta di stragi (da iniziare
dalla strage di Portella della Gine-
stra, alla strage di piazza Eontana,
a quelle di Bologna e di Brescia,
a quella del treno Italicus, e,...via
dicendo, sino alle stragi del 1992
e del 1993), di progetti e tentativi
di colpi di Stato ( esempio il golpe
Borghese, il piano Solo), di delitti
eccellenti e di morti misteriose
(suicidi e strani incidenti>>)
(16) Si tratta di un elenco cosi
lungo da riempire decine e decine
di pagine (17). Tutti questi avve-
nimenti hanno contrappuntato
l`evoluzione della vita nazionale
quasi come un suo doppioIondo
oscuro.
Inoltre in nessun paese europeo
si registra, come in Italia, l`esi-
stenza di criminalita sistemiche
pervasive, proIondamente e tra-
sversalmente innervate in vaste
componenti del sistema socio-
politico: quasi una Iorma crimi-
nale dell`agire di ampi comparti
sociali. Basti pensare, quanto alle
Iorme piu gravi, alle criminalita
organizzate di stampo maIioso,
storicamente radicate in tutto il
Meridione (Cosa Nostra, ndran-
gheta, camorra, Sacra corona
Unita), al Ienomeno di Tangen-
topoli, alle massonerie deviate
eccetera.
Se prendiamo in esame questa
lunga serie di Iatti criminali
(stragi, delitti eccellenti), ci ren-
diamo conto che hanno, in molti
casi, un unico comune denomi-
natore: non si tratta di maniIesta-
zioni di devianze di pochi e iso-
lati individui, ma di espressioni
della criminalita del potere.
Credo che nessuno oggi possa
mettere in dubbio che, per esem-
pio, la strage di Portella della
Ginestra, alla quale ho gia accen-
nato, Iu eseguita dal bandito Giu-
liano per ordine di mandanti
eccellenti e che poi il suo com-
plice Gaspare Pisciotta Iu ucciso
per tappargli la bocca ed impe-
dire che rivelasse i nomi di chi
aveva voluto la strage. Ed ancora
nel processo per la strage di Bolo-
gna ed in altri processi per stragi
sono emersi, e a volte sono stati
accertati, i depistaggi delle inda-
gini posti in essere da esponenti
dei servizi segreti, e le coperture
oIIerte ad un alto livello agli ese-
cutori materiali. E si potrebbe
proseguire con tanti altri esempi.
Dunque, a meno di non voler
rimuovere la storia e la realta,
dobbiamo concludere che, come
dicevo, molti di questi Iatti crimi-
nosi non sono stati solo opera di
pochi esaltati, di mostri>>, ma
piuttosto che costoro siano stati
gli esecutori e le pedine di quello
che Giovanni Ealcone chiamava il
gioco grande>>: cioe il gioco
del potere, che pur di raggiun-
gere i suoi scopi non si Ierma
dinanzi a nulla. Siano stati, in
altre parole, terminali di strutture
di potere complesse e antidemo-
cratiche, che hanno agito con la
copertura di alcuni settori delle
classi dirigenti.
Ma questo e solo il primo indice
dell`anomalia italiana che Ia la
diIIerenza rispetto ad altri Stati
europei. Altri indici signiIicativi
di questa anomalia meritano
riIlessione. Ad esempio il Ieno-
meno di Tangentopoli ha eviden-
ziato come nel nostro paese sia
esistita una illegalita di massa che
ha coinvolto ampi settori dei ceti
dirigenti. Per avere una misura
di tale Ienomeno basti pensare
al numero di persone coinvolte
nell`illecita manipolazione di una
singola gara di appalto pubblica.
Questa la tipologia piu elemen-
tare: esiste un accordo illecito pre-
ventivo in base al quale il singolo
appalto e destinato ad una deter-
minata impresa. Questo accordo
coinvolge uno o piu politici e pub-
blici amministratori e i titolari del-
l`impresa predestinata. I titolari
dell`impresa predestinata, a loro
volta, per aggiudicarsi l`appalto
devono raggiungere un accordo
illecito con i titolari delle altre
imprese - a volte anche 20 o
30 - chiamate a partecipare alla
gara. Nella patologia del sistema
i titolari di queste imprese ade-
riscono all`accordo, Iornendo
cosiddette oIIerte di appog-
gio che consentono il pilo-
taggio della gara. Tali
imprenditori Iorniscono
il loro consenso, cosid-
detto pass, perche nel
sistema spartitorio
generale degli appalti
essi a loro volta
acquisiscono titolo
per chiedere il
ricambio del Iavore
in altri appalti di loro
interesse. Se
qualcuno non aderi-
sce all`accordo gene-
rale, entrano in campo
altri soggetti. Pubblici
amministratori che, per
esempio, tolgono dalla
documentazione presentata
dall`imprenditore renitente
qualche documento essenziale,
escludendolo cosi dalla gara.
Nelle regioni meridionali entrano
in campo anche
amici degli amici
che Ianno propo-
ste che non si pos-
sono riIiutare.
Ma le cose non
Iiniscono qui.
I`i mprendi t ore
aggi udi cat ar i o
deve inIatti giu-
stiIicare contabil-
mente l`esborso
della ciIra dovuta
per il pagamento
della tangente. E`
quindi necessario
coinvolgere altri
imprenditori Ior-
nitori di materie
prime e di servizi,
i quali rilasciano
Iatture Ialse per
operazioni ine-
sistenti, creando
cosi la giustiIicazione contabile
dell`esborso della somma a titolo
di tangente. E non Iinisce qui.
Perche l`imprenditore aggiudica-
tario, per recuperare il costo della
tangente versata e quindi il pro-
prio margine di proIitto, utilizza
materiale scadente, diverso da
quello previsto nel capitolato di
appalto (per esempio tubi di dia-
metro inIeriore rispetto a quello
previsto). Ma poiche esistono dei
pubblici Iunzionari incaricati di
controllare l`esecuzione delle
opere, occorre pagare altre somme
di denaro a costoro per comprare
il silenzio.
E tralasciamo poi tutto il giro ille-
cito dei subappalti.
Come si vede, ogni gara di appalto
manipolata coinvolge nell`illecito
dalle 10 alle 50 persone in media.
Se moltiplichiamo questo numero
per migliaia di gare di appalti, ci
troviamo dinanzi ad una Iolla, ad
un popolo, ad ampi settori della
societa civile: societa civile di col-
letti bianchi, di persone scolariz-
zate e acculturate: politici, ammi-
nistratori, impiegati, liberi proIes-
sionisti, imprenditori.
Secondo il Centro Einaudi di
Torino, le tangenti pagate Ira il
1981 ed il 1991 ammontano
almeno a 110 mila miliardi,
l`equivalente dei prelievi di
una legge Iinanziaria.
Nella classiIica di
Transparency
I nt e r na -
tional,
o s s e r -
vatorio sulla
corruzione mon-
diale, l`Italia e stato
ritenuto il paese piu cor-
rotto d`Europa e Ira le 99
nazioni esaminate nel 1999 era
addirittura al 38 posto, dietro il
Botswana e la Namibia (18).
Il che, se non mi sbaglio, equi-
vale a dire, secondo gli osservatori
stranieri, il tasso di devianza di
colletti bianchi in Italia non e lon-
tanamente comparabile con quelli
europei, e si attesta su quelli dei
paesi del Terzo Mondo sottosvi-
luppato.
Prendiamo un altro parametro del-
l`anomalia italiana. Nel 1974 sul-
l`onda del primo scandalo dei
petroli, il parlamento italiano pro-
mulga la legge sul Iinanziamento
dei partiti. Ia legge prevede che
chiunque puo Iinanziare un par-
tito a condizione che il Iinan-
ziamento sia trasparente e che,
dunque, venga iscritto nella con-
tabilita del partito ricevente e in
quella del soggetto erogante.
Bene: e emerso dalle indagini su
tangentopoli ed e stato ammesso
da molti esponenti politici che
quasi tutti i partiti, sia della mag-
gioranza che dell`opposizione,
hanno ricevuto dal 1974 una
pioggia di Iinanziamenti occulti
dal mondo dell`imprenditoria e
da altri soggetti.
Iasciamo perdere, per carita di
patria, le motivazioni occulte di
tali Iinanziamenti, che se Iossero
stati leciti non si capisce perche
siano stati dati sottobanco. Quel
che emerge e che, comunque,
quasi un intero ceto politico ha
violato sistematicamente la stessa
legge che aveva promulgato in
qualita di legislatore.
Ora, se in un paese lo stesso legi-
slatore viola sistematicamente le
leggi che ha promulgato, si pone
o non si pone un problema di
carattere strutturale che
dal vertice
a t t r a -
versa a cascata tutta
la classe dirigente italiana?
Ed inIine, tra i tanti, un ultimo
parametro dell`anomalia ita-
liana.
Mi riIerisco al rapporto di collu-
sione storica tra le maIie e settori
della classe dirigente. Si tratta di
un tema complesso e spinoso che
per brevita accenno solo Iugace-
mente. Nonostante tutte le recenti
ondate revisioniste e ormai con-
segnato alla storia che la maIia
siciliana ha sempre avuto tra i
suoi pilastri portanti prima l`ari-
stocrazia terriera e poi settori
della borghesia intermedia tra la
grande proprieta e le masse lavo-
ratrici. In altre parole, colletti
bianchi.
E` stato osservato che due delle
componenti essenziali del
genoma maIioso sono cervello
borghese e lupara proletaria.
Per negare questa verita storica
Storia(italiana) e giustizia di classe
I
condannati vengono
considerati come martiri di
una infernale macchinazione
politico-giudiziaria della
quale prima o poi si dovr
rendere conto
7 Aprile-Maggio 21
gia posta in luce da Ieopoldo
Eranchetti nel suo studio sulle
condizioni politiche ed ammini-
strative della Sicilia pubblicato
nel 1876 non basterebbe
distruggere in un Ialo di propor-
zioni gigantesche tutti i libri di
storia, tutti gli atti della com-
missione parlamentare AntimaIia,
centinaia di sentenze, gli archivi
delle Iorze di polizia, milioni di
pagine di atti processuali.
Per Iare solo qualche Iugace
cenno, e suIIiciente ricordare che
il capo della maIia di Corleone,
prima di Iuciano Ieggio, era il
dottor Michele Navarra, medico
chirurgo. Io stesso Michele
Greco, capo della Cupola, era un
ricco proprietario terriero che Ire-
quentava i migliori salotti bene
della borghesia cittadina, cosi
come i cugini Salvo e tanti altri.
Sino agli inizi degli anni Novanta,
uno dei piu prestigiosi esponenti
maIiosi di Palermo era un medico
rinomato, il quale rivestiva anche
cariche di partito ed e poi divenuto
collaboratore di giustizia.
Un altro capo
del l a
maIia trapanese, gia condannato
con sentenza deIinitiva ed attual-
mente latitante, e pure un medico
e proprietario di case di cura.
I`elenco dei colletti bianchi orga-
nici gia giudicati e lunghissimo:
medici, avvocati, commercialisti,
imprenditori, Iinanzieri, uomini
politici, esponenti dell`aristocra-
zia.
A volte la sera nel mio uIIicio,
dopo avere trascorso ore ed ore
a leggere centinaia di atti proces-
suali, di trascrizioni di intercetta-
zioni teleIoniche ed ambientali,
di dichiarazioni di collaboratori,
di riscontri di polizia, Iacevo un
giro intorno al tavolo, mi acca-
sciavo sulla poltrona e dicevo a
me stesso:Non ce la Iaremo
mai, saremo travolti>>. Perche
il numero e il peso sociale degli
esponenti della borghesia che
emergevano da quelle carte e
che risultavano coinvolti a vario
titolo- dalla semplice condivi-
sione culturale al rapporto di
compenetrazione organica- in
vicende di maIia era talmente ele-
vato da conIigurare un Iormida-
bile coacervo di interessi.
Vorrei ricordare un episodio che
mi sembra emblematico. Il
giorno dopo l`arresto
per maIia di un
i m p o r t a n t e
esponent e
d e l l a
borghesia, un mio conoscente
che sino ad allora era stato un Iau-
tore dell`attivita antimaIia svolta
dalla procura di Palermo ebbe a
dirmi con tono accorato: Ma vi
siete impazziti? Qualunque cosa
abbia Iatto Nino (il nome reale
della persona arrestata era diverso
e quello indicato e convenzio-
nale per ragioni di discrezione,
n.d.a.), voi non potete dimenticare
che comunque e resta
uno di noi, un galan-
tuomo del nostro
stesso ceto sociale.
Voi non potete trat-
tarlo come trattate i
villani (cioe i killer
e quelli dell`ala mili-
tare di Cosa Nostra,
n.d.a.), perche altri-
menti il mondo va
sottosopra e voi
prima o poi vi
troverete soli e con
il mondo contro.
Questo io lo dico nel
vostro interesse e nel-
l`interesse di tutti,
perche se il mondo
va sottosopra poi se
ne approIittano pure
i villani>>. Parole
proIetiche quelle.
Sino a quando, dopo
le stragi del 1992, ci
siamo limitati a pro-
cessare i cosiddetti
villani>>, i killer ed i capiman-
damento, la procura di Palermo ha
potuto contare sul consenso della
borghesia cittadina, ma quando
abbiamo iniziato a processare gli
esponenti del stessa borghesia e
della classe dirigente, e stato
come se avessimo valicato
una invisibile linea di con-
Iine. Come se avessimo
inIranto una tacita con-
venzione. Il consenso di
tanti si e progressiva-
mente ritirato e si e tra-
sIormato nel suo esatto
contrario.
Al di la dei toni e dei
contenuti, l`accusa che
in sostanza ci e stata
rivolta e che avevamo
consumato una sorta
di autocannibalismo di
classe. Che volevamo
processare la storia>>.
Accusa, questa, che, quasi
Ireudianamente, contiene
l`implicita ammissione che le
collusioni degli esponenti della
borghesia con la maIia militare
non sono storie di pochi isolati
singoli, ma Ianno parte della
Storia con la S maiuscola del
paese e non possono essere aIIron-
tate nelle aule di giustizia, ma
solo dinanzi al Tribunale della
Storia>>.
Credo che i parametri ai quali ha
Iatto cenno diano
conto della spe-
ciIicita della que-
stione criminale
italiana, speciIi-
cita che possiamo
riassumere quindi
nei seguenti ter-
mini: mentre, in
altri Stati europei,
al questione cri-
minale riguarda
soprattutto la
devianza mar-
ginale e denuncia
il parziale Ialli-
mento delle poli-
tiche di inte-
grazione sociale,
in Italia la que-
stione criminale
riguarda, oltre che
la devianza mar-
ginale, anche la
devianza di settori
delle classi diri-
genti del paese.
Cioe di una massa
di soggetti alta-
mente scolariz-
zati, acculturati e pienamente
integrati nel sistema sociopoli-
tico.
In altri termini, si potrebbe Iorse
dire che in Italia la questione
criminale e, in qualche misura,
anche un grande aIIare di Iami-
glia di alcuni settori delle classi
dirigenti. Ne consegue che la que-
stione criminale e inscindibile
connessa alla questione democra-
tica e a quella dello Stato.
In questo nodo strutturale, che
denuncia anche signiIicativi limiti
di tutte le culture nazionali, sia
quella cattolica che quelle laiche,
poste alla base della Iormazione
etico-culturale delle classi diri-
genti italiane, sta, a mio parere,
il segreto e il motivo della grave
diIIicolta di gestione della que-
stione criminale in Italia sia per il
passato che per il Iuturo, almeno
per il breve- medio periodo.
Questa la causa genetica e strut-
turale della Iibrillazione costante
che attraversa tutto il sistema
socio-politico da anni e che ha
Iatto della questione giustizia
l`epicentro del conIlitto politico
e della transazione di vertice.
Che alla radice della questione
criminale italiana stia un con-
Ilitto trasversale che attraversa
gran parte del corpo sociale e,
di riIlesso, tutto lo schieramento
politico, risulta anche dalla Ira-
seologia di tanti esponenti del-
l`uno e dell`altro schieramento,
i quali seppure con toni ed
accenti diversi hanno ripetuta-
mente aIIermato in questi anni
che sia i processi per Tangentopoli
sia altri processi a carico di impu-
tati eccellenti sono stati maniIe-
stazioni di una guerra civile.
Guerra civile che deve essere
chiusa al piu presto per garantire
la stabilita del patto sociale, con
una paciIicazione nazionale rea-
lizzata tramite amnistie e la costi-
tuzione di speciali commissioni
di paciIicazione, come e avve-
nuto in Sud AIrica.
Viene da chiedersi chi sarebbero
stati i contendenti di questa guerra
civile. Da una parte tutti i citta-
dini che hanno rispettato le leggi
e dall`altra quelli che invece le
hanno sistematicamente violate
prendendo e dando tangenti, col-
ludendo con la maIia, com-
mettendo stragi di
innocenti? I cittadini
rispettosi della legge,
compresi i parenti
delle vittime delle
stragi che hanno
insanguinato il paese
, avrebbero dichiarato
una guerra civile per
il solo Iatto che hanno
chiesto e continuato a
chiedere verita e giu-
stizia?
Ed i magistrati che
hanno osato promuo-
vere certe indagini e
sostenere l`accusa in dibattimento
sarebbero dei guerriglieri sconsi-
derati che mettono in crisi il patto
sociale?
In realta quando la questione cri-
minale e la questione giustizia
vengono ancorate alla stessa sta-
bilita del patto sociale, si conIessa
implicitamente che un esercizio
trasparente ed egualitario della
giurisdizione penale costituisce
un atto di pericolosa
rottura dei limiti di
compatibilita gene-
rale del sistema
socio-politico.
Nei giorni scorsi a
Palermo, in occa-
sione della pre-
sentazione di un
libro sulla maIia, un
uomo politico ex
esponente della Dc,
uomo colto e dab-
bene, ha detto espli-
citamente e con
molta onesta intel-
lettuale che, a suo
parere, l`errore della
procura di Palermo
negli anni scorsi era
stato proprio quello
di non tenere conto
dei limiti generali di
compatibilita del
sistema. Se cosi
stanno le cose,
dovremmo conclu-
dere che il sistema per non
collocarsi, per non sIibrarsi in
un estenuante braccio di Ierro,
deve accettare di convivere con
quote Iisiologiche>> di impu-
nita e di devianza di settori della
classe dirigente. E dunque non
vi sarebbe che una soluzione.
Ia giurisdizione deve rientrare
nei limiti Iisiologici>>, i quali
sono quelli che alimentano il tipo
di popolazione carceraria di cui
parlavo all`inizio.
Questo potrebbe essere il senso
ultimo e la ciIra segreta dei pres-
santi inviti che da anni, con toni
invece accorati, vengono rivolti
alla magistratura di Iare un passo
indietro e di ritornare alla nor-
malita>>.
Ia normalita>> consisterebbe
quindi in una giustizia classista,
Iorte con i deboli e debole con i
Iorti?
Se le linee di ragionamento sin
qui svolte hanno senso, e possi-
bile ipotizzare il modello macro-
sistemico che verra descritto nelle
righe che seguono. Un modello
che dall`unita nazionale in poi
attraversa le varie contigenze ed
aIIonda le radici in complesse
cause dello Stato nazionale, il
ritardo nel superamento di rap-
porti di produzione precapitali-
stici, i conseguenti limiti delle
culture autoctone e, da ultimo,
la sovranita limitata del paese a
causa della sua collocazione stra-
tegica internazionale tra il blocco
occidentale e quello orientale sino
alla caduta del Muro di Berlino.
I`ipotesi e che esista da sempre
nel sistema italiano una quota di
devianza di settori delle classi
dirigenti coessenziale agli equi-
libri del sistema medesimo nei
limiti in cui si mantenga entro
una certa soglia di compatibilita
generale.
Eornisco alcuni esempi espli-
cativi. Per unanime
riconoscimento degli
storici il blocco di
interessi sottostante al
sistema di potere
maIioso e stato deter-
minante dall`unita
d`Italia in poi per gli
equilibri delle classi
dirigenti nazionali
stante il peso elet-
torale della Sicilia.
Quanto alle manovre
golpistiche ed allo
stragismo della destra
eversiva extraparla-
Infine, quanto ai processi
di mafia e di criminalit
organizzata di stampo
mafioso, iniziata ormai
una stagione di assolu-
zioni di colletti bianchi e
di imputati eccellenti che
sembra non avere fine
8trage:
23 maggio 1992
muoiono il giudice
Falcone, la moglie
e gli uomini
della scorta
IL GOVERNO
DI COSA NOSTRA
I
ntervistato da Bianca Cordaro per il TG1, il procuratore aggiunto di Palermo
Roberto Scarpinato si e cosi espresso in merito alla possibilita, maniIestata
da alcuni, che il latitante Matteo Messina Denaro rappresenti attualmente una
minaccia per la supremazia di Bernardo Provenzano.
Io non credo che questa sia una rappresentazione dei Iatti che rispecchi la
realta. Per quanto ci risulta Cosa Nostra e attualmente governata da un direttorio
composto da vari personaggi e tra questi Provenzano e Matteo Messina Denaro,
ma in posizione tale da non esserci un antagonismo tra i due>>.
Una carriera criminale in crescita fino al salto di qualit.
Nel 1992, secondo quanto ci dicono alcuni collaboratori, Iu chiamato da Sal-
vatore Riina a Iar parte della Super Cosa. Salvatore Riina ritenne che dopo l'isti-
tuzione della Procura Nazionale AntimaIia anche Cosa Nostra dovesse organiz-
zarsi con una struttura di vertice supersegreta della quale Iacevano parte soltanto
alcuni eletti>>.
Una rete di complicit forte, potere e carisma.
Adorato e venerato dai suoi uomini alcuni ritengono un onore grandissimo
poter parlare con lui anche per un solo minuto>>.
Un capo pi amato che temuto, una sorta di anomalia di Cosa Nostra.
Forse si pu parlare di mutazione, certo non di debolezza.
In realta Cosa Nostra, purtroppo, e Iorte, ha un controllo del territorio, resta
quindi di estrema pericolosita>>.
8 Aprile-Maggio 21
mentare, nelle intenzioni dei suoi
strateghi si trattava, come e ormai
noto, di azioni destabilizzatrici
volte a stabilizzare>> il
sistema. Quanto, inIine, al sistema
di illecito Iinanziamento dei par-
titi ed al consequenziale sistema
corruttivo, a dare ascolto ai suoi
protagonisti ed ai loro numero-
sissimi estimatori, si sarebbe trat-
tato di un sistema volto a soste-
nere i costi>> della politica e
Iunzionale quindi alla democra-
zia.
Si puo ipotizzare che in deter-
minate contingenze storiche, a
causa di Iattori interni o interna-
zionali, si determini il supera-
mento della predetta soglia di
compatibilita, sicche la quota
di devianza diviene disIun-
zionale e mette in crisi il
sistema medesimo. Si apre
dunque un conIlitto o una
Iase di instabilita all`interno
dei ceti dirigenti, che deter-
mina una delega alle Iorze
di Polizia ed alla magistra-
tura per calmierare la quota
di devianza entro i limiti di
compatibilita sistemica.
Ad esempio, la violenza
maIiosa diviene disIunzionale
in occasione dello stragismo e
di alcuni omicidi eccellenti.
Analogamente diviene disIunzio-
nale l`azione degli estremisti
quando tentano di autonomizzarsi
dalle strategie globali compiendo
azioni impreviste non ritornando
nei ranghi. InIine, secondo alcuni
analisti, il sistema di illecito
Iinanziamento dei partiti divenne
disIunzionale, a causa della sua
sopravvenuta eccessiva onerosita,
nel momento in cui la classe poli-
tica aveva ormai concluso la sua
parabola storica a seguito della
Iine del bipolarismo internazio-
nale, che aveva scongelato i ser-
batoi del voto ideologico, met-
tendo in liberta il voto di opi-
nione.
Ia delega sempre svolgendo
l`ipotesi- si realizza attraverso un
semaIoro verde che libera>>
l`esercizio dell`azione penale
anche in direzioni prima precluse
od ostacolate da vari condi-
zionamenti, mediante l`appresta-
mento di nuove misure legisla-
tive, un maggiore stanziamento
delle risorse, nonche mediante il
sostegno istituzionale e mediatico
ai magistrati ed alle Iorze di poli-
zia piu esposti.
I`at-
tivazione
del braccio
della legge
mette in campo una
risorsa strategica che
riporta la quota di devianza
entro i limiti di compatibilita
sistemica. A quel punto, ricompo-
stisi gli equilibri interni, la prose-
cuzione dell`attivita di controllo
di legalita diventa disIunzionale e
rischia di trasIormarsi in un boo-
merang, perche la macchina giu-
diziaria e indiIIerente alle transa-
zioni globali e dunque impolitica
nella sua azione. Occorre dunque
pilotare il rientro dell`esercizio
della giurisdizione entro la nor-
malita>>.
Nel periodo prerepublicano e in
quello Iascista, durante i quali il
pubblico ministero era alla dipen-
denze dell`esecutivo, il rien-
tro>> nella normalita>> del-
l`esercizio della giurisdizione
veniva attivato con Iacilita grazie
ad esplicite direttive di vertice.
N e l -
l ` I t a l i a
democratica, sotto
la vigenza della nuova Costi-
tuzione che garantisce autonomia
e indipendenza all`ordine giudi-
ziario, tale pilotaggio e diventato
progressivamente sempre piu diI-
Iicile sino ad incepparsi quasi
completamente dopo il 1992,
quando, anche a seguito dell`onda
lunga della Iine del bipolarismo
internazionale, si e veriIicato un
transitorio sconvolgimento del-
l`assetto socio-politico. Tale scon-
volgimento ha temporaneamente
incceppato il macrosistema,
sicche per la prima volta nella
storia nazionale, il modello di giu-
risdizione voluto
dalla Costituzione
del 1948 ha ritro-
vato il suo totale
inveramento nella
prassi applicativa.
Potrebbe dunque
ipotizzarsi che,
ricompostisi gli
equilibri globali, il
macrosistema abbia
ripreso a Iunzionare
secondo le moda-
lita di sempre,
azionando tutte le
l e v e
per una progressiva
normalizzazione della
giurisdizione entro i
limiti di compatibilita
globale, limiti che asse-
gnano al primato della
politica la gestione
della devianza dei ceti
dirigenti.
Ie leve si muovono su
vari piani.
Il piano del controllo
sociale interno sugli
stessi esponenti delle
classi dirigenti. Si
Storia(italiana) e giustizia di classe
AO1E
(1) Si vedano i dati statistici riportati nel libro di R. Canosa, Storia della criminalita in Italia 1845-1945, 1orino 1991.
(2) Si veda G.Caselli, Una giusti:ia classista~~, articolo pubblicato sul quotidiano la Repubblica.
(3) Per unapprofondita disamina delle vicende qui riassunte si veda R.Canosa, op.cit.
(4) Si veda G. Maranini Storia del potere in Italia 1848 1967, Firen:e 1967.
(5) L. Notarbartolo, La citta cannibale, Palermo 1994
(6) Si veda S.Lupo, Storia della mafia, Roma 1993
(7) Si veda G.Maranini, op.cit
(8) Si veda G. Nannia, San Giuseppe e la mafia, Palermo 2000. Nel libro sono riportati ampi stralci degli atti processuali. Si veda S. Lupo, op. cit.
(9) A. Petacco, Il prefetto di ferro, Milano 1975.
(10) Si veda la Repubblica, 15/5/2000.
(11) Ibidem
(12) Ben diversa da quella degli esponenti della classe dirigente nostrana e invece la considera:ione che delloperato della magistratura italiana si ha allestero. Il politologo francese Alain Minc, per esempio, ha osservato
nel 1998. Sen:a i giudici e sen:a Mani Pulite, lItalia non sarebbe entrata nellEuropa~~. Il 23 ottobre 1996 il ministro dellInterno britannico Simon Brown, in occasione del discorso pronunciato per spiegare, di
fronte alla regina, il diniego opposto al ricorso degli avvocati di un uomo politico italiano contro la consegna al pool di Milano di carte sui conti esteri e su tangenti, ebbe a dichiarare. Non accetto in nessun modo che
il desiderio della magistratura italiana di smascherare e punire la corru:ione nella vita pubblica e politica, e il conflitto che cio ha creato tra i giudici e i politici in quel paese, operi in modo tale da trasformare i reati in
questione in reati politici. E un uso scorretto del linguaggio definire la campagna dei magistrati come improntata a fini politici, o le loro a:ioni nei confronti di .. (nome del politico in questione n.d.a. ) come persecu:ione
politica. Al contrario tutto cio che ho letto su questo caso suggerisce piuttosto che la magistratura sta dimostrando al tempo stesso una giusta indipenden:a politica dallesecutivo ed equanimita nel trattare in modo eguale i
politici di tutti i partiti. (..) Nessuno degli argomenti dei richiedenti riesce a persuadermi in nulla che i reati in questione siano politici. Non Riesco proprio a vedere i pagatori corrotti come i Garibaldi di oggi, o cercatori
di liberta, o prigionieri politici ~~. Si veda M.1ravaglio, Manuale del perfetto impunito, Milano 2000.
(13) Corsi di educa:ione alla legalita sono stati invece recentemente istituiti in alcuni paesi del Sud America, in alcuni paesi del Sud Africa e a 1iblisi in Georgia.
(14) Si veda G.Schroeder, E in crisi la Cdu ma non la Germania~~, la Repubblica, 29/1/2000
(15) Si veda sulle differen:e tra il caso francese e quello italiano le acute osserva:ioni di Bernardo Jalli nellarticolo Come sono diverse le tangenti francesi~~, la Repubblica, 16/12/2000
(16) Si escludono dal computo le stragi e gli omicidi compiuti in paesi europei da movimenti indipendentisti, come quello basco e lira, trattandosi di atti di guerra sempre chiaramente rivendicati da gruppi appartenenti a
comunita etniche che disconoscono apertamente lautorita di Stati che considerano stranieri.
(17) Nellopera sopra citata R.Canosa, nel rilevare che la criminalita politica in Italia compare per un intero secolo con picchi che si susseguono in media ogni venti anni, giungendo sino ai nostri giorni, osserva che si
tratta di un caso unico nel panorama europeo.
(18) Si Jeda M.1ravaglio, op.cit. fine nota
(19) 1ra le tante analisi dellevolu:ione normativa di questi ultimi anni in rela:ione a determinate contigen:e politiche, si veda M.1ravaglio, Leggi su misura e giusti:ia privata~~, MicroMega, n. 3/1999
(20) Si veda N. dalla Chiesa-P.Mieli, Dialogo su stampa e regime~~, MicroMega, n.3/1993
n prima linea:
Roberto
8carpinato foto-
grafato da Letizia
Battaglia
{ricostruzione gra-
hca} { Letizia
Battaglia/Aperture}
9 Aprile-Maggio 21
pensi, per esempio, ai meccani-
smi di riprovazione sociale nei
conIronti di imprenditori che ave-
vano iniziato a collaborare con la
giustizia o nei conIronti dei legali
che inducevano i loro assistiti a
collaborare.
Il piano della comunicazione poli-
tica. Si tratta dell`attivazione di
un Iormidabile pressing sull`or-
dine giudiziario, volto a rio-
rientarne>> l`azione com-
plessiva mediante con-
tinui segnali di
dissenso o di
c ons e ns o
nei con-
Ironti del suo operato. Si pensi
alle censure con toni denigratori
e delegittimanti per le sentenze di
condanna o per indagini volte ad
esercitare il controllo di legalita
su condotte di soggetti di rilievo
del ceto dirigente di contro
al plauso per le sentenze di
assoluzione. Ai violenti e plateali
attacchi di taluni si somma molto
spesso il vigile silenzio di tanti
altri, tale da assumere il signiIi-
cato di un comportamento ade-
sivo per Iacta concludentia>>.
Il segnale complessivo e Iinale
si presta ad essere interpretato
quindi nel senso che e venuto il
momento di limitare l`azione
di ordine retrospettivo>>. Il
momento cioe in cui il passato
rischia di divenire una sorta di
pioggia acida che puo impedire
ai Irutti del presente e del
Iuturo di germogliare in una
nuova stagione di paciIica-
zione.
Il piano della produzione
normativa. Si pensi alle
amnistie, alle depena-
lizzazioni ed alle mini-
mizzazioni normative
di alcuni reati di
colletti bianchi (per
esempio il reato di tur-
bativa d`asta stru-
mento principe per il
pilotaggio delle gare
d`appalto punito con
pene irrisorie), nonche
alle varie riIorme proces-
suali che hanno determi-
nato una situazione di para-
lisi dei piu importanti pro-
cessi ed una strisciante priva-
tizzazione del processo penale,
il cui esito sIugge ormai in parte
alla gestione statale essendo
rimesso alla pura discrezionalita
dei privati, liberi di sommini-
strare o no il loro sapere nei
dibattimenti secondo le conve-
nienze personali ed il gioco dei
rapporti di Iorza esterni al cir-
cuito processuale, senza esporsi
ad alcuna signiIicativa sanzione
per silenzi immotivati (19). Il
piano dell`inattivita
nella produzione nor-
mativa. Si pensi al
Iallimento della com-
missione che era stata
creata appositamente
per l`emanazione di
una nuova legge sulla
corruzione e alla man-
cata approvazione del
progetto di legge
depositato nel 1997
che prevedeva il licen-
ziamento dei Iunzio-
nari corrotti condan-
nanti con sentenze
deIinitive.
Il piano giurisdizio-
nale. Si pensi al
revival dell`estremiz-
zazione del metodo
della valutazione ato-
mizzata delle prove in
luogo di quello della
valutazione unitaria e
globale, metodo che,
soprattutto nei reati
piu complessi che
coinvolgono i colletti
bianchi, porta ad esiti
sistematicamente assolutori.
InIine, tra i molti altri, il piano
mediatico. A quest`ultimo propo-
sito la concentrazione della pro-
prieta dei mezzi di comunica-
zione di massa nelle mani di pochi
gruppi Ia si che tali mezzi, tranne
poche eccezioni, operino come
apparati ideologici dei ceti diri-
genti svolgendo un ruolo essen-
ziale di legittimazione, di dele-
gittimazione e rilegittimazione in
sintonia con gli equilibri generali
(20)
Del resto pochi anni or sono, il
direttore di uno dei piu importanti
settimanali italiani, nel prendere il
posto del suo predecessore cam-
biando completamente la linea
sino ad allora seguita dal setti-
manale, teorizzo esplicitamente
a Ironte delle timide rimostranze
del comitato di redazione e senza
che la cosa suscitasse scandalo
o aprisse un dibattito nel mondo
giornalistico che la linea del
giornale era indicata dai pro-
prietari della testata e che,
dunque, i giornalisti dovevano
adeguarsi oppure andar via.
Neppure suscito molto Iragore
il diverso comportamento di un
altro storico giornalista che, a
Ironte delle richieste dei pro-
prietari del quotidiano da lui
diretto di dettare la linea del
giornale, diede le dimissioni
seguito da pochi altri. I`ipotesi
del macrosistema sopra deli-
neata, nello spiegare perche le
stagioni della legalita durino
in Italia il tempo di una pri-
mavera il tempo cioe neces-
sario per una ricomposizione
degli equilibri globali richie-
derebbe naturalmente un serio
vaglio scientiIico.
Ma se tale ipotesi dovesse risul-
tare Iondata, vi e da temere che
la breve primavera della legalita
di questi ultimi anni potrebbe
essere pagata a caro prezzo. I
suoi costi in ter-
mini di Iibrilla-
zione socio-poli-
tica sono stati tal-
mente elevati, che
appare possibile
che il macrosi-
stema trovera il
modo di eliminare
per il Iuturo la
pericolosita varia-
bile indipendente
della magistratura
mediante una
nuova Iormaliz-
zazione giuridica
del rapporto tra
ordine giudiziario
e ordine socio-
politico, tale da
garantire la per-
Ietta sintonia del
primo al secondo.
Per quanto mi con-
cerne, coltivo, en
attendant lesprit
dEurope la sod-
disIazione di non
dover arrossire
quando nel chie-
dere la condanna degli
ultimi>> - privi di un diIen-
sore di Iiducia ed abbandonati
a se stessi mi accade di
incrociare il loro sguardo in
udienza. Spero ricordino che
appartengo a quella categoria
di magistrati che ha compiuto il
proprio dovere anche nei con-
Ironti dei primi>>.
Il cuore mi dice che non son
loro gli autori delle lettere ano-
nime -che in questi anni hanno
subissato me ed alcuni miei
colleghi- con le quali ci e stato
augurato, con linguaggio colto
e Iorbito, ogni malanno ed acci-
dente: dal cancro Iulminante a
malattie lunghe e dolorose.
` Per gentile concessione di
Micromega
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In questo panorama euro-
peo l'Italia rappresenta
un'eccezione ed un'ano-
malia, perch nel nostro
paese la storia della crimi-
nalit , a differenza che
in altri stati, inestricabil-
mente intrecciata con la
storia nazionale, la Storia
con la S maiuscola
1 Aprile-Maggio 21
E
siste da sempre una
visione stereotipata e
distorta della mafa
che viene vista
essenzialmente come
una 'Iabbrica di omicidi: la
mafa se non uccide non c`e e
comunque se non colpisce in
alto non merita attenzione e
'l`azione repressiva e proseguita
a fsarmonica, nel senso che 'si
e attaccato quando Cosa Nostra
attaccava; e poi si ritornava alla
coabitazione. E questa idea
distorta ha Iunto nel tempo da
copertura. Ia concezione della
mafa sulla quale si basa 'Ia
mafa come
s o g g e t t o
politico di
U m b e r t o
Santino e di
tutto il
C e n t r o
Impast at o,
parte dalla
consi dera-
zione che
'la mafa
non e un
Iatto patolo-
gico che si
sviluppa in
un corpo
sano ma e
insieme pro-
dotto e
riproduttore
di un ecosi-
stema sociale. Si tratta di 'un
Ienomeno polimorfco, risul-
tante del convergere e intrec-
ciarsi di vari aspetti: la violenza
e l`illegalita, la sua fnalizza-
zione all`accumulazione della
ricchezza e all`acquisizione di
potere, un codice culturale, un
certo consenso sociale. Strut-
turalmente la mafa puo essere
suddivisa in due ambiti, come
si legge nel seminario di San-
tino: 'le organizzazioni crimi-
nali vere e proprie e un vasto
e ramifcato sistema di cointe-
ressenze, complicita, contiguita,
un blocco sociale di natura tran-
sclassista che va dagli strati piu
svantaggiati della popolazione
coinvolti nelle varie articola-
zioni delle attivita lecite o ille-
cite agli strati piu alti: politici
e amministratori legati in un
modo o nell`altro ai mafosi,
proIessionisti (avvocati, consu-
lenti fnanziari, tecnici ecc.) che
prestano la loro opera al servizio
di mafosi, imprendi-
tori consoci o pre-
stanomi ecc. All`in-
terno di tale blocco
la Iunzione domi-
nante e svolta dai
soggetti legali-illegali
piu ricchi e potenti
defniti borghesia
mafosa. I`esempio
lampante e sicura-
mente Cosa Nostra
siciliana, che ha
un`organi zzazi one
unitaria, piramidale e
verticistica ed e l`as-
sociazione mafosa
piu antica, numerosa e potente`
e che stando alla 'ricostruzione
dei magistrati del maxiprocesso
di Palermo, sulla scorta delle
dichiarazioni di alcuni mafosi
pentiti` si estende in quasi tutta
la regione |.|. Io sviluppo
della mafa e costante poiche
essa riesce ad intrecciare 'con-
tinuita e trasIormazione, tradi-
zione e modernizzazione: in tal
modo aspetti vecchi convivono
con i nuovi divenendo recipro-
camente Iunzionali. Ia crimina-
lita organizzata, in particolare
Cosa Nostra, si e infltrata nel-
l`economia e nella politica, cre-
ando un collegamento 'tra uni-
versi che non dovrebbero cono-
scersi ne tantomeno comuni-
care; la mafa 'concorre come
gruppo criminale e con il blocco
sociale di cui Ia parte alla pro-
duzione della politica in senso
complessivo, cioe determina o
contribuisce a determinare le
decisioni e le scelte riguardanti
la gestione del potere e la distri-
buzione delle risorse. Inoltre, le
varie mafe oIIrono delle presta-
zioni illegali sostituendosi allo
Stato legale e a tal proposito e
opportuno Iare riIerimento ad un
aneddoto che Santino ha ripor-
tato all`interno del suo semina-
rio. Circa vent`anni Ia, in rispo-
sta ai dubbi sull`eIfcacia della
Camorra in riIerimento all`im-
presa, un Iabbricante napoletano
rispose all`autore in questi ter-
mini: Signore, la Camorra mi
prende x lire al mese, ma garan-
tisce la sicurezza lo Stato me
ne prende dieci volte tanto, e
garantisce niente>>. Purtroppo
questo rientra nel
sentire comune di
molti cittadini che
non si accorgono
che si tratta soltanto
di un`illusione ed
e proprio per tale
motivo che la mafa
ha potuto sostituire
lo Stato ed infl-
trarsi nella politica:
il popolo ha
lasciato, e tuttora
lascia le porte
aperte, cosi 'essa si
e fnanziata e conti-
nua a fnanziarsi attraverso pre-
stazioni estorte ma non solo
, e 'le pratiche estorsive pos-
sono considerarsi come prezzo
della sicurezza |.| con il con-
senso della gente. 'Con una
mano minaccia e con l`altra
protegge`, cioe non realizza il
danno minacciato, intascando
il prezzo della sua astensione
dalla violenza. Ia mafa pre-
senta i caratteri Iondamentali
dei gruppi politici: un ordina-
mento, una dimensione terri-
toriale, un apparato ammini-
strativo in grado di assicurare
l`osservanza delle norme anche
mediante la 'coercizione
fsica. Ia soggettivita
politica della mafa si
espleta nella deter-
minazione delle deci-
sioni e delle scelte rela-
tive alla gestione del
potere e alla distribu-
zione delle risorse. Ma
vediamo come, in pra-
tica, la mafa si infltra
nella politica: essa Ia un
'uso politico della
violenza commettendo
delitti politico-mafosi; si
occupa della 'Iorma-
zione delle rappresen-
tanze nelle istituzioni,
attraverso la selezione
dei quadri, il fnanzia-
mento delle campagne
elettorali, il controllo sul
voto. Stando ai risultati di
un`indagine condotta dal setti-
manale Il Mondo, 'il crimine
organizzato sarebbe il quarto
partito d`Italia, avendo il con-
trollo di quasi 4 milioni di voti`
(prendendo in considerazione le
regioni Sicilia, Calabria, Puglia
e Campania ndr). Inoltre, come
risulterebbe da casi documen-
tati, non sono i mafosi a fnan-
ziare i candidati ma questi a
sborsare denaro per comprare i
voti dei mafosi |.|`. Ma vi
sono anche altre Iorme di inter-
vento, tra le quali la partecipa-
zione diretta di membri di orga-
nizzazioni mafose alle compe-
tizioni elettorali; attraverso rap-
porti con gruppi politici o appa-
rati burocratici la mafa esercita
un controllo sull`attivita poli-
tico-amministrativa Iavorendo
lo svilupparsi di Iorme di pri-
vatizzazione, clandestinazione e
criminalizzazione di tale attivita.
Essa si contraddistingue dalle
Iorme di criminalita comune
poiche non viola il diritto, ma
lo nega non riconoscendo il
'monopolio statale della vio-
lenza. E` Iuori e contro lo Stato,
considerando l`omicidio la sua
Iorma di giustizia; al contrario,
per le attivita legate al denaro
pubblico e la sua partecipazione
attiva alla vita pubblica 'e
dentro e con lo Stato, per cui si
tratta di una 'criminalita istitu-
zionalizzata. E corretto quindi
aIIermare che 'non c`e stato, in
Italia, Stato senza mafa, come
non c`e stata mafa senza Stato.
Tale situazione si e sviluppata
con maggior Iorza in Sicilia,
dove 'non riesce ad aIIermarsi
il monopolio statale della Iorza,
anche perche l`autorita centrale
non s`impegna in questo senso:
vige un regime di contrattua-
lita, di accettazione dello stato
di cose esistente. Di esempi
concreti di questa condizione ce
ne sono un`infnita, e si riscon-
trano in documentazioni risa-
lenti addirittura al XVI secolo,
e riprese ne 'Ia mafa come
soggetto politico, che dimo-
strano chiaramente l`esistenza
di un`alleanza tra criminalita e
parti del governo, alleanza che
diventa pertanto un Iatto poli-
tico e che trova le sue origini
in tempi remoti. Come risulta
da alcuni documenti degli anni
`30 del secolo XIX, all`epoca
la mafa era gia pienamente
Iormata. Nella seconda
meta dell`Ottocento
'il potere reale dei
gruppi mafosi
tende sempre
piu a tra-
mutarsi e
ad identi-
Ii car si
con il
pot er e
l e g a l e
locale e
con i rap-
presentanti di
esso; e, attra-
verso il sistema di
connessione gerar-
chica tra potere legale
locale e quello nazionale,
a diventare uno degli elementi
di sostegno, come strumento e
base, dei gruppi politici e quindi
del potere legale non solo locale,
ma anche nazionale.
E bene sapere che i mafosi
hanno avuto un ruolo Iondamen-
tale durante la seconda guerra
mondiale nello sbarco degli alle-
ati in Sicilia, i quali avrebbero
deciso varie nomine a sindaci
a Iavore degli stessi mafosi: vi
e stata quindi 'l`assunzione del
potere, in qualche caso anche
Iormalmente, da parte dei
capimafa e il ruolo di soggetto
attivo della mafa in una diIf-
cile situazione di transizione e
nella costruzione di un nuovo
blocco di potere conservatore.
I`azione dei capi della Dc negli
anni `40 per attrarre i mafosi e
la ridefnizione del potere demo-
cristiano negli anni `50 e `60
e importante per comprendere
le dinamiche politico-mafose
innescatesi dal dopoguerra. Il
gruppo dirigente democristiano
nazionale e siciliano ha rotto
l`unita antiIascista, arrivando ad
uno scontro aperto con il
movimento contadino
e con le sini-
stre e la
mafa ha
risposto posi-
tivamente all`invito
della Dc poiche la sua linea poli-
tica coincideva perIettamente
con gli interessi mafosi. E` qui
che si e instaurato un rapporto
di collusione-compenetrazione.
'Ia sostituzione come gruppo
dominante del vecchio blocco
agrario con un nuovo blocco
mafoso-terziario avviene a par-
La Mafia come
soggetto politico
Per gentile concessione di Umberto Santino, presidente del centro siciliano
di documentazione Giuseppe Impastato
Referenti politici:
8alvo Lima,
condanna storica
{ricostruzione
grahca}
"La maa non un fatto
patologico che si sviluppa
in un corpo sano ma
insieme prodotto e ripro-
duttore di un ecosistema
sociale"
11 Aprile-Maggio 21
tire dalla seconda meta degli
anni `50 |.|. I mafosi-
imprenditori (borghesia di
Stato) hanno cominciato ad
aIIermarsi 'in piena simbiosi
con il nuovo ceto politico, rap-
presentato dai leaders della Dc.
Ad ogni modo fno agli anni `70
i mafosi sarebbero stati subal-
terni ai politici, ma successiva-
mente la situazione si sarebbe
capovolta; nel corso di quegli
anni sarebbe maturata soprat-
tutto per il lievitare dell`accu-
mulazione illegale che avrebbe
portato alla rottura dei vecchi
equilibri quella che e stata
defnita 'crisi del rapporto pat-
tizio.
I magistrati della Procura impe-
gnati nel maxiprocesso, nella
requisitoria hanno Iatto riIe-
rimento alla compenetrazione
organica, della quale sono
esempi i casi di Ciancimino e
dei fnanzieri Salvo aIfliati a
Cosa Nostra secondo gli autori
della requisitoria le risultanze
processuali 'hanno consentito
di Iocalizzare Cosa Nostra non
solo nelle sue strutture militari
ma anche nelle sue ramifcazioni
politico-fnanziarie , nonche
alla contiguita di determinati
ambienti imprenditoriali e poli-
tici con Cosa Nostra. Ma hanno
parlato di omicidi politici nei
quali 'si e realizzata
una sin-
golare
convergenza di
interessi mafosi ed oscuri inte-
ressi attinenti alla gestione della
Cosa Pubblica; Iatti che non pos-
sono non presupporre tutto un
retroterra di segreti ed inquie-
tanti collegamenti, che vanno
ben al di la della mera contiguita
e che debbono essere individuati
e colpiti se si vuole veramente
voltare pagina`. E cosi che
l`UIfcio Istruzione ha commen-
tato le aIIermazioni della requi-
sitoria, espressioni che sono
state 'riprese nella sentenza di
primo grado.
Nel Irattempo la Corte d`Assise
si stava occupando di tracciare
un proflo della natura istituzio-
nale di Cosa Nostra contropo-
tere che rappresenta un potere
annidato nel contesto sociale; un
ordinamento giuridico che con
lo Stato ha in comune i carat-
teri essenziali: 'un territorio, un
codice, degli aIfliati che vi si
attengono e altri che vi si adat-
tano; un gruppo di pressione
che programma e realizza piani
di estensione geografca e di raI-
Iorzamento del ruolo a livello
nazionale e internazionale. Eal-
cone scriveva nella sentenza-
ordinanza del maxi-ter: '|.|
maniIestazioni di connivenza e
di collusione da parte di persone
inserite nelle pubbliche istitu-
zioni possono eventualmente
realizzare condotte di fancheg-
giamento del potere mafoso,
tanto piu pericolose quanto piu
subdole e striscianti, sussumi-
bili a titolo concorsuale nel
delitto di associazione mafosa.
E sarebbe, secondo Ealcone,
proprio questa convergenza di
interessi con il potere mafoso
a costituire una delle principali
cause di crescita di Cosa Nostra
che determinerebbe anche la
grande diIfcolta di repres-
sione delle maniIe-
stazioni criminali.
Ealcone ha
contribuito
alla cre-
azione
di un`ipo-
tesi delit-
tuosa che per-
mette di perseguire
comportamenti altri-
menti impuniti. Sulla base
della Iattispecie da lui elabo-
rata, i magistrati della Procura di
Palermo hanno Iatto ricorso per
chiedere l`autorizzazione a pro-
cedere nei conIronti del sena-
tore a vita Giulio Andreotti.
Gli appalti di opere pubbliche,
attraverso i quali si esercita il
condizionamento e si realizzano
aIIari comuni, costituiscono cer-
tamente il punto d`incontro tra
mafa, imprenditori, politici e
Iunzionari. Comunque, le varie
Iorme attraverso le quali la
politica contribuisce al sosten-
tamento e allo sviluppo della
mafa: dall`assicurazione del-
l`impunita per i Iatti delittuosi
alle attivita legate al Iunziona-
mento delle stesse istituzioni o
con l`uso del denaro pubblico.
Tutto cio puo giungere persino
'a confgurare un`istituzionaliz-
zazione Iormale o sostanziale
della mafa (criminocrazia) e/o
la mafosizzazione delle istitu-
zioni.
Da quanto detto
sinora si deduce che
il rapporto della
politica con la cri-
minalita organizzata
non e da intendere
come un`anomalia,
ma piuttosto come
'un modo di essere
normale delle istitu-
zioni. Per Iare un
esempio, l`isola-
mento di Giovanni
Ealcone non e stato
un 'tradimento da
parte di qualcuno,
ma 'una conver-
genza di idee, orien-
tamenti e interessi.
'Se il compito Ion-
damentale delle isti-
tuzioni era mante-
nere il potere di un
determinato blocco
sociale, essere
Iedeli a uno schie-
ramento internazio-
nale, non permettere
il ricambio e non
correre il pericolo
di inIedelta`, tale
compito e stato per-
seguito con tutti i
mezzi, compresi la legittima-
zione della mafa |.|. Possono
Iarsi rientrare nella cosiddetta
Iorma mafa le pratiche di cor-
ruzione sistematica emerse
con le inchieste di Tan-
gentopoli. 'Ia diIIerenza
tra Tangentopoli e Mafo-
poli e data dal ricorso
alla violenza privata,
per le altre caratteri-
stiche (l`illegalita per-
manente, il condizio-
namento delle deci-
sioni, la privatizza-
zione delle risorse
pubbliche) le due
poleis coincidono o
hanno molto in
comune. Indivi-
duare una
responsabilita poli-
tica e importante, ma
sinora tutti i politici
accusati di collega-
menti con la mafa
sono riusciti a spostare
l`attenzione sul piano
giudiziario, 'sostenendo
l`irrilevanza di qualsiasi
coinvolgimento che non si
confgurasse come illecito
penale. Signifcative a tal
proposito le risposte scritte
pochi mesi prima di morire di
Salvo Iima alle denunce dello
stesso Santino,: nella sua rispo-
sta del 10 ottobre `91 Iima
spiegava che, per quanto riguar-
dava la gestione amministrativa
del Comune doveva essere il
1960 l`allora Presidente della
Regione aveva disposto un`ispe-
zione al Comune, che compren-
deva anche i mercati ortoIrutti-
colo e ittico. 'Da questa ispe-
zione scaturirono alcuni proce-
dimenti penali riguardanti alcuni
amministratori. Questi proce-
dimenti si sono conclusi tutti,
direttamente in Iase istruttoria o
con sentenza dibattimentale, in
modo a me Iavorevole. Ma le
denunce di Santino contro Iima
sono cadute nel vuoto poiche
egli ha sempre goduto di una
situazione ottimale costituita da
una vasta messe di voti, dalla
'fne dell`opposizione del Pci
fn dai tempi del compromesso,
nonche da una contrapposizione
rimasta pero sempre solo ver-
bale. 'Ia relazione della Com-
missione antimafa non ricostru-
isce il sistema di potere al cui
centro erano Iima e Andreotti e
ignora totalmente le responsabi-
lita della sinistra nel sostenere
entrambi. Nell 84 inIatti il Pci
si astenne nella votazione sui
rapporti tra Andreotti e Sindona
e gli europarlamentari comuni-
sti diedero il loro voto contrario
sulla richiesta di discussione sui
rapporti tra Iima e la mafa, suc-
cessivamente alla presentazione
del dossier 'Un amico a Stra-
sburgo. Documenti della Com-
missione antimafa su Salvo
Iima. Nel dossier che venne
stampato da Democrazia prole-
taria in alcune centinaia di copie
e Iu presentato a Strasburgo con
una conIerenza stampa durante
la quale alcuni europarlamentari
andreottiani cercarono invano
di aIIermare che si trattava di
calunnie e di una montatura
politica c`erano riIerimenti a
Iima contenuti nei volumi della
Commissione antimafa, nonche
una scheda sui politici collusi
con la mafa. Erano anche con-
tenute documentazioni sui rap-
porti intrattenuti dall`ex sindaco
di Palermo Salvo Iima con i
Iratelli Ia Barbera, con Tom-
maso Buscetta e con l`impren-
ditore Erancesco Vassallo per
il quale Iima avrebbe violato
la legge in suo Iavore (tra le
altre cose e stato imputato di
aver determinato i Iunzionari
dell`UIfcio tecnico dei lavori
pubblici ad attestare, contraria-
mente al vero, la conIormita alle
norme del piano regolatore di un
edifcio costruito dal Vassallo),
erano poi riportati 'documenti
sul sistema di potere a Palermo,
al cui centro erano Gioia, Iima e
Ciancimino, come scrive San-
tino ne 'I`alleanza e il compro-
messo. I mafosi Angelo e Sal-
vatore Ia Barbera 'conoscevano
l`ex sindaco Salvatore Iima ed
erano con lui in rapporti tali da
chiedergli Iavori. I`11 novem-
bre 1970 il segretario regionale
del Pci Emanuele Macaluso scri-
veva, nel verbale dell`audizione,
che 'Iima e stato il primo eletto
nelle liste a Palermo, e non certo
per le sue qualita politico-cultu-
rali. Si era accaparrato i suoi
elettori essenzialmente conce-
dendo licenze edilizie. Santino
aveva proposto il dossier al
Coordinamento antimafa, costi-
tuito a Palermo da associazioni,
comitati e Iorze politiche, aIfn-
che venisse gestito unitaria-
mente, ma la proposta cadde
nel vuoto. Ie Acli, componenti
tra le piu importanti del Coor-
dinamento, all`epoca non erano
molto impegnate nella lotta alla
mafa e riconoscevano 'a mezza
bocca che Iima aveva rapporti
con mafosi ma un conto e prati-
care la maldicenza` privata, un
altro denunciare apertamente.
Cosi il compito di proseguire
la battaglia contro Iima rimase
tutto a carico del
Centro Impastato
e di Dp. Nel
corso di
u n ` i n t e r v i s t a
rilasciata al quo-
tidiano Il Mes-
saggero 'Andre-
otti ricordava le
parole dell`ex
segretario regio-
nale della Dc
Rosario Nico-
letti, suicidatosi
pochi giorni
prima (Nicoletti
aveva contatti
con SteIano
Bontate come
dichiaro Marino
Mannoia ai giu-
dici di Palermo),
'secondo cui
l`unico punto
Iermo, serio ed
umano della Dc
siciliana e stato
Salvo Iima>>.
E Andreotti pro-
seguiva dichia-
rando di essere
contento che 'vi
sia al Parlamento
europeo un libro bianco su
Iima. E Iima e ancora piu
contento di me: cosi fnalmente
ci saranno accuse concrete alle
quali potra rispondere>>. A
Strasburgo venne respinta la
risoluzione contro Iima. Voto
contro anche il Pci. E vinse Iima
poiche ad attaccarlo Iurono in
pochi, isolati nel Parlamento
europeo e Iuori. Qualcuno disse
che 'il Pci non poteva venire
dietro al Centro Impastato e a
Dp. Sarebbe come chiedere ad
un pachiderma di Iarsi trainare
da una pulce. In Sicilia si erano
Iormate due correnti all`interno
della Dc, prodotte dalla poli-
tica di apertura al Pci: la linea
di Mattarella-Moro che 'voleva
essere un`apertura reale, che
comportava dei prezzi per la Dc,
a cominciare, in Sicilia, dal pro-
blema della mafa. Non per caso
Mattarella e Moro vengono eli-
minati. I`altra linea era quella
di Iima-Andreotti, che rima-
sero 'sul campo. Questi 'sono
per il coinvolgimento subalterno
del Pci, che non costi nulla, o
molto poco, alla Dc, a comin-
ciare, in Sicilia, dal problema
mafa. Avendo accettato che la
Dc continuasse ad essere quella
di sempre, il Pci avrebbe potuto
prender parte del panchetto del
potere. Ia pentola deve bollire
per tutti, diceva Salvo Iima:
c`e posto per tutti, purche
le cose restino sostanzialmente
come sono>>. Il Pci non accetto,
pur restando in buoni rapporti
con Andreotti. 'Michele Reina,
segretario provinciale della Dc,
era legato a Iima. Era Iavo-
revole all`apertura della Dc e
venne ucciso. Eorse si e trattato
di un avvertimento a Iima. Ma
Reina non e stato il solo ad
essere ucciso per aver sperato
in un`apertura e al conseguente
rinnovamento. Tutti i delitti di
mafa, parliamo dei primi anni
`80, durante i quali hanno perso
la vita per mano mafosa tanti
servitori dello Stato, come Ter-
La maa "concorre come
gruppo criminale e con il
blocco sociale di cui fa parte
alla produzione della politica
in senso complessivo, cio
determina o contribuisce a
determinare le decisioni e le
scelte riguardanti la gestione
del potere e la distribuzione
delle risorse"
12 Aprile-Maggio 21
ranova, Giuliano, Costa, Ia
Torre, Dalla Chiesa e lo stesso
Mattarella nel momento in cui
aveva deciso di cambiare
tagliando i suoi rapporti con
Cosa Nostra (non dimenti-
chiamo peraltro che Bernardo
Mattarella, padre di Piersanti,
era amico di mafosi ndr), sono
certamente stati un segnale ecla-
tante del Iatto che era in pieno
svolgimento una gara egemo-
nica che vedeva i mafosi impe-
gnati con tutti i mezzi per
imporre la loro volonta. Qual-
cuno avrebbe voluto Iar credere
che quegli omicidi Iossero da
Iar risalire tutti a Michele
Sindona, per il ruolo che
egli aveva in quel peri-
odo e per i suoi colle-
gamenti con mafa e
massoneria, e per il
progetto che avrebbe
messo in atto, un
progetto separatista
e anticomunista.
Ma tale spiega-
zione sembra un
po` troppo ridut-
tiva. 'Addebitare
quei delitti alla
mafa non signifca
negare che essi
siano il Irutto di
decisioni che coin-
volgono altri
soggetti. Se, come
sembra, non vi e stato
un unico burattinaio,
Michele Sindona, i delitti
che hanno sconquassato
Palermo si inseriscono in una
realta storica che a livello nazio-
nale ha prodotto le stragi, 'non
per caso rimaste impunite, e
Ianno parte di una strategia
complessiva volta a impedire
un cambiamento radicale nel
sistema di potere. Delitti e stragi
sono stati l`estrema risorsa del
doppio Stato e della democrazia
Iormalmente aperta ma sostan-
zialmente bloccata, attivata da
vari centri di potere i cui inte-
ressi erano convergenti: mafa,
neoIascisti, logge massoniche
come la P2, servizi segreti,
associazioni clandestine come
Gladio ecc.. A seguito dell`uc-
cisione del gene-
rale-preIetto Dalla
Chiesa, suo fglio
rilascio un`intervi-
sta al quotidiano
La Repubblica che
ebbe un titolo
chiaro: Cercate
i mandanti nella
Dc. Il fglio di
Dalla Chiesa
accusa i potenti
siciliani>>. E qui
ritroviamo i nomi
dei soliti Iima,
Ciancimino e Nico-
l et t i ,
indicati
quali avver-
sari locali di
Dalla Chiesa, che si
rifutavano di considerare
la mafa come un Ienomeno
politico. E Nando dalla Chiesa
venne defnito un 'killer
morale, un 'mascalzone.
Andreotti commento che il gio-
vane aveva commesso una
cattiva azione>>. E sulle dichia-
razioni di Andreotti non serve
aggiungere altro! Ma
anche il capogruppo
alla Camera Gerardo
Bianco defni
un`assurdita>> le
aIIermazioni del fglio
di Dalla Chiesa e, a
proposito del 'ruolo
della Dc nell`iter di
approvazione della
legge antimafa,
spiego che l`antimafa
.e una legge ai
limiti della costituzio-
nalita. Noi abbiamo
voluto che restasse
all`interno del quadro demo-
cratico, perche tutti i cittadini
hanno diritto a essere tutelati,
nei loro diritti di Iondo. Anche
chi e sospettato, magari a torto,
di attivita mafose>>. Queste
aIIermazioni si commentano da
se. Nella relazione della Com-
missione antimafa del 1985,
'Cattanei indicava la specifcita
della mafa nella sua capacita di
collegarsi con tutte le Iorme
di potere e in particolare quello
pubblico, per aIfancarsi ad esso,
strumentalizzarlo ai suoi fni o
compenetrarsi nelle sue stesse
strutture>>, attraverso un rap-
porto non unidirezionale, ma
che si sviluppava 'reciproca-
mente in entrambi i lati. I`anno
prima, 'nel novembre 1984, in
seguito alla presentazione del
dossier Un amico a Strasburgo`
al consigliere istruttore Anto-
nino Caponnetto, il magistrato
inviava il d o s -
sier alla Procura, alla cancelleria
e al giudice istruttore, chiedendo
notizie sullo stato dei procedi-
menti contro Iima richiamati
dal dossier. Iima, nell`aprile
dell`anno successivo, invio al
Tribunale il suo controdossier.
Il 2 maggio `86 venne inter-
rogato dal pubblico ministero,
negando di aver avuto rapporti
con la mafa quando era sindaco
e, riguardo i suoi collegamenti
con i Iratelli Ia Barbera (pur
non avendone Iatto un esplicito
riIerimento), dichiaro che si era
trattato di un incontro occasio-
nale, quando ancora non sapeva
che si trattava di mafosi. Iima
dichiarava inoltre, 'che nel 1963
il preIetto Bevivino aveva ispe-
zionato il Comune di Palermo e
la Procura chiedeva copia della
Palermo:
l Municipio
{ricostruzione
grahca}
La criminalit organizzata
non da intendere come
un'anomalia, ma piuttosto
come "un modo di essere
normale delle istituzioni"
relazione Bevivino. Ia polizia
giudiziaria svolgeva alcune
indagini, tra cui una sui soci
della Banca popolare, ma
'Iima non fgurava tra i soci
apparenti`. Ma anche le inda-
gini patrimoniali su Iima, 'tese
ad accertare illeciti arricchi-
menti nel periodo in cui era sin-
daco, non davano esisto posi-
tivo. Pertanto la Procura di
Palermo, a seguito di un provve-
dimento del Iebbraio `87, chie-
deva al giudice istruttore (il
giudice istruttore di Palermo
all`epoca era Micciche ndr) di
dichiarare l`impromovibilita
dell`azione penale, archiviando
gli atti. Santino scrisse una let-
tera aperta sul giornale LOra,
'per ribadire che le denunce
contenute nel dossier non sono
chiacchiere e che la Iorza di
Iima sta nella compromissione
che abbraccia quasi la totalita
delle Iorze politiche. Queste
decisioni erano state
contestate, e rite-
niamo non a
torto, da
G i o -
vanni
Ea l c o n e
che, per
questo, era stato
Iortemente criticato. Ma
bisogna chiedersi se 'i critici
di Ealcone avevano rotto dav-
vero con Iima o chiedevano
a Ealcone di Iare quello che
in defnitiva loro non Iacevano,
o non Iacevano fno in Iondo;
cioe di Iare lui, che era soltanto
un magistrato, la lotta politica
contro Iima e gli altri politici
piu o meno direttamente collusi
con la mafa.
Ia collusione politica con la
mafa altro non e che la tra-
sposizione reale della strategia
mafosa, che si traduce in una
relazione di penetrazione e di
scambio con il potere, possi-
bile poiche la mafa appartiene
al blocco dominante, cosa che
a livello tattico signifca intrec-
ciare rapporti ed alleanze varia-
bili a seconda delle occasioni e
delle opportunita che si presen-
tano: ma non bisogna 'scaricare
le responsabilita su alcuni per-
sonaggi, a cominciare da Andre-
otti, Iacendoli diventare i capri
espiatori, senza coinvolgere i
gruppi dirigenti e gli apparati
burocratici che hanno costituito
il blocco di potere di cui quei
personaggi erano capi e rappre-
sentanti. Occorre una repres-
sione adeguata per poter esple-
tare una politica antimafa, biso-
gna cioe tenere conto dei livelli
di impunita di cui la mafa ha
goduto fnora e serve poi il ripri-
stino del monopolio statale della
Iorza, ma questo richiederebbe
una 'riIondazione dello Stato
e delle istituzioni. Il cambia-
mento non deve partire soltanto
dallo Stato, ma 'la societa civile
deve darsi il compito di rigene-
rare il tessuto sociale, andando
oltre le maniIestazioni episodi-
che, elaborando un progetto che
leghi insieme valori e interessi
|.| e costruendo un blocco
alternativo, cioe deve diventare
soggetto politico |.| assu-
mendo un ruolo di impulso e
di qualifcazione all`interno di
un movimento complessivo.
Sarebbe questa la cosiddetta
'antimafa diIfcile che si con-
trappone all`antimafa spetta-
colo. DiIfcile poiche richie-
derebbe un quotidiano
impegno da parte di tutti
i cittadini, il processo di
rinnovamento inIatti si
potrebbe concretare
attraverso la cono-
scenza del
Ienomeno mafoso
(che non deve
essere oggetto di
i nvest i gazi oni
solo da parte
delle Iorze del-
l`ordine), i com-
portamenti che
non devono
Iavorire lo svi-
luppo della
mafa, l`educa-
zione alla lega-
lita, a partire dalla
scuola, per poi arri-
vare alla politica
che deve rompere
defnitivamente i suoi
legami con la crimi-
nalita organizzata, l`eco-
nomia che deve liberarsi
dalla dipendenza dalla mafa
e, da ultimo, ma certamente
non meno importante, l`impe-
gno sul territorio. Esso inIatti e
stato fno ad oggi Iattore indi-
spensabile alla mafa come base
per la costituzione della sua
soggettivita politica. 'Per con-
trastare la signoria mafosa e
necessario praticare la sovra-
nita popolare attraverso la cre-
azione di centri sociali e 'sedi
di produzione e Iruizione di ser-
vizi che costituiscano una rete
di avamposti per l`appropria-
zione del territorio. Si corre il
rischio di 'concepire l`antimafa
come elite e negarsi alla costru-
zione di un movimento popo-
lare. I`unico modo per dare
vita ad 'un movimento anti-
mafa capace di modifcare la
realta in cui viviamo e quello
di 'strappare gli strati popolari
alla mafa. E partendo dalle
piccole cose che si gettano le
basi per la costruzione di uno
Stato diverso.
A cura di Jessica Pe::etta e
Giorgio Bongiovanni
Per gentile concessione del
presidente del centro Impastato
Umberto Santino
La Mafia come soggetto politico
13 Aprile-Maggio 21
P
er sette anni presidente del
Consiglio, per trentanove
ministro della Repubblica,
per un quarantennio alla
guida di coalizioni di cen-
trodestra, centrosinistra e di governi
di solidarieta nazionale oltreche rap-
presentante su scala internazionale
del nostro Paese in qualita di stati-
sta: e stato sicuramente l`uomo poli-
tico piu discusso d`Italia e per molti
anni il piu martirizzato, non ce ne
voglia il povero Berlusconi, da parte
di quella magistratura e di quel-
l`opinione pubblica che in merito
ai suoi presunti rapporti con espo-
nenti di spicco della malavita orga-
nizzata volevano risposte. Ed ecco
che dopo anni di dibattimento la
risposta arriva dalla V sezione del
tribunale di Palermo: Andreotti? E`
innocente. Ia notizia salta di media
in media, la commozione e tanta, la
storia della politica italiana e salva.
Anche se, a onor del vero, nelle
oltre quattromila pagine di motiva-
zione della sentenza tutto appare un
pochino diverso. Ma tanto chi lo
sapra mai? Dalle sacre cattedre del-
l'inIormazione rimbalza altisonante
la parola: assoluzione. E a quella
piccola postilla "per insuIIicienza
di prove" non bada nessuno. Ma
cosa signiIica insuIIicienza di prove?
I'espressione, in sostanza, sta ad
indicare non tanto l'innocenza del-
l'imputato nei reati contestati quanto
la mancanza di soddisIacenti indizi
che possano incriminarlo. Nelle con-
clusioni della motivazione della sen-
tenza si legge: "Ia regola di giudizio
di cui al comma 2 dell'art. 530 c.p.p.
prevede invero l'obbligo del giudice
di pronunciare sentenza di assolu-
zione anche quando manca, e insuI-
Iiciente e/o contraddittoria la prova
della responsabilita dell'imputato".
Ora, siamo d'accordo che una sen-
tenza non si discute, o almeno non
puo Iarlo un uomo di legge, ma Iino
a che punto e possibile eliminare
con un colpo di spugna tutte le prove
raccolte nel corso delle indagini e
che, per altro, non sono state smen-
tite dal collegio giudicante? "Uno
storico ha il diritto di scorgere un
problema la dove un giudice deci-
derebbe un non luogo a proce-
dere>>", ha osservato Carlo Ginz-
burg in un saggio di alcuni anni Ia
parlando del delitto Calabresi. "E'
una divergenza importante - ha pro-
seguito - che pero presuppone un
lamento che accomuna storici e giu-
dici: l'uso delle prove". E' a questo
punto doveroso distinguere il lavoro
del giudice da quello dello storico. I
primi devono necessariamente atte-
nersi ai Iatti oggetto del procedi-
mento giudiziario e applicare gli
articoli di legge relativi ad eventuali
reati secondo precise procedure Iis-
sate dai codici e dalle leggi; per i
secondi "la ricerca e l'accertamento
dei Iatti attiene invece alla natura
delle azioni commesse dagli impu-
tati e alle conseguenze sociali che
ne derivano, in rapporto al ruolo che
gli imputati hanno nella societa e ai
valori cui pubblicamente si richia-
mano". Io scrive Nicola TranIaglia
nel suo ultimo libro di recente pub-
blicazione La senten:a Andreotti -
politica, mafia e giusti:ia nellItalia
contemporanea che colloca gli ele-
menti oggetto della sentenza in un
preciso contesto storico dove la san-
tita del senatore ne esce barcollante.
Vorremmo a questo punto sottoporre
all'attenzione del lettore lo stralcio
della richiesta di appello presentata
dai pm Scarpinato e Io Eorte in cui
si Ia riIerimento al colloquio riser-
vato tra lo statista e il boss Andrea
Mangiaracina.
I pubblici ministeri scrivono:
"Nel capitolo XV della sentenza, il
Tribunale giudica pienamente pro-
vato l`episodio di un colloquio riser-
vato tra il sen. Giulio ANDRE-
OTTI ed il boss mafoso Andrea
MANCIARACINA, svoltosi all`Ho-
tel Hopps di Mazara del Vallo in
data 19 agosto 1985.
Dai Iatti che lo stesso Tribunale giu-
dica pienamente provati risulta:
che in data 19 agosto 1985
ANDREOTTI (allora Ministro degli
AIIari Esteri) presso l`Hotel Hopps
di Mazara del Vallo ebbe un incon-
tro di particolare riservate::a
con il boss mafoso
Andrea MAN-
CIARACINA,
allora gia
sottoposto
alla misura di
prevenzione della
sorveglianza speciale della
P.S. (pag. 3298);
che in tale occasione ad Andrea
Manciaracina (il quale aveva sol-
tanto 23 anni) venne usato un trat-
tamento di assoluto riguardo, con-
sentendogli di intrattenersi in un
colloquio di circa dieci minuti con
il Ministro degli Affari Esteri della
Repubblica Italiana, con modalita
idonee a garantire il mantenimento
del segreto sul contenuto della
conversa:ione (pagg.
3299-3301);
che il colloquio ebbe
un oggetto di parti-
colare delicate::a; al
punto che non Iu con-
sentito di presenziarvi
neppure al Sindaco di
Mazara del Vallo, che
pure aveva presentato
Andrea MANCIARA-
CINA al sen. ANDRE-
OTTI subito prima
(ibidem);
che Andrea Manciaracina, al
momento del suo incontro con il sen.
Andreotti, era legato da un rapporto
di ducia particolarmente stretto
con il capo di Cosa Nostra Sal-
vatore Riina (pagg. 3299-3301);
che proprio questo stretto rapporto
duciario che gia allora intercor-
reva tra Andrea Manciaracina e Sal-
vatore Riina spiega le particolari
modalita dellincontro con il sen.
Andreotti (pagg. 3310-3312);
che le peculiari modalita del col-
loquio. erano certamente tali da
accordarsi soltanto con la tratta-
:ione di questioni assai rilevanti,
delicate, e circondate dalla massima
segrete::a (pagg. 3325-3326);
che e ben possibile che, nel corso del
suddetto incontro, siano stati trattati
argomenti che in qualche modo rien-
travano nella sfera di interessi del-
lorgani::a:ione maosa (ibidem).
All`elenco dei Iatti citati, e
opportuno ancora aggiungere che
- secondo quanto ha ritenuto lo
stesso Tribunale
- il sen.
A N D R E -
OTTI ha mentito sulle reali ragioni
e sul reale oggetto dell`incontro; ed
in particolare:
ha mentito in ordine a talune cir-
costan:e di essen:iale rilievo che
accompagnarono il suo incontro
con Andrea Manciaracina, nel ten-
tativo di qualicare il colloquio con
Andrea Manciaracina come un nor-
male incontro con una persona inte-
ressata a chiedere un suo autorevole
intervento, presentatagli
da un esponente politico
locale, e quindi di smi-
nuire la valen:a indi-
:iaria dellincontro con
Andrea Manciaracina
(pagg. 3312-3315);
ha mentito, allorche ha
negato le circostanze
riIerite dal sacerdote
Baldassare PERNICE
(teste addotto dalla
DiIesa), secondo cui lo
stesso PERNICE gli aveva tra-
smesso un messaggio della moglie
del latitante Vincenzo SINACORI
concernente l`episodio dell`incon-
tro con il MANCIARACINA, e
ANDREOTTI a sua volta lo aveva
avvisato del Iatto che il teleIono
della sua parrocchia 'era sotto con-
trollo (pagg. 3323-3325). E cio
perche - secondo il convincimento
espresso dal Tribunale - l`imputato
si era rappresentato la negativa
valen:a sintomatica del contegno
da lui tenuto nei confronti del mede-
simo soggetto".
Quello appena presentato e solo
uno dei tanti esempi che si potreb-
bero riportare, i piu noti dei quali
sono sicuramente quelli relativi ai
cugini Salvo, proIondamente inse-
riti in Cosa Nostra, che avevano
diretti rapporti personali con il sena-
tore e che ad esponenti della sua
corrente oIIrirono sostegno 'sulla
base dello stretto rapporto di colla-
borazione e di amicizia personale
che essi avevano instaurato da lungo
tempo con l`on. Iima. Per non par-
lare poi delle reiterate iniziative di
Andreotti volte ad agevolare la rea-
lizzazione degli interessi di Michele
Sindona nel periodo successivo
al 1973 o del Iorte legame
sviluppatosi con l'on. Salvo
Iima che sia prima che
dopo la sua adesione
alla corrente andreot-
tiana era in rapporti
di amicizia con il
boss mafoso Tom-
maso Buscetta.
Sulla base di
questi soli ele-
menti, se doves-
simo portare il
discorso sul piano
della responsabi-
lita politica richia-
mata anche dal rap-
porto della commis-
sione Violante del
1993, per l'imputato
sarebbe stato per lo meno
disposto l'allontanamento
dalle Iunzioni esercitate e non
lo avremmo certo visto accanto a
Berlusconi durante l'incoronazione
di quest'ultimo a grande patrono del
Meeting estivo riminese e giubilare
di Comunione e Iiberazione. Come
non lo avremmo piu visto seduto
in Senato, quasi a voler dire che
nemmeno le recenti stragi sono ser-
vite a cambiare l'Italia che, anche
in campo giudiziario, sembra essere
ritornata agli anni che precedettero
le stragi stesse quando corti di merito
e Cassazione giudicavano i singoli
reati separatamente "come se l'as-
sociazione mafosa non servisse da
collante di tutte le azioni di cui e
stato protagonista il singolo impu-
tato, se ritenuto in qualche modo
collegato agli imputati di mafa (cIr.
La senten:a Andreotti)."
Chi non si ribella al dolore umano
non e innocente>> scrisse Giu-
seppe Eava, il giornalista assassi-
nato dalla mafa nel gennaio del
1984. Mi chiedo quanti autorevoli
politici siano disposti a Iarlo e Iorse
il clima di impunita che ha accom-
pagnato tutta la storia della nostra
Repubblica e la risposta.
Le motivazioni della
richiesta d'appello
Il 15 luglio 2000, nell'ultimo giorno
disponibile, i pm Guido Io Eorte e
Roberto Scarpinato hanno depositato
le motivazioni dell'appello contro
l'assoluzione di Giulio Andreotti dal-
l'accusa di associazione mafosa. In
sei capitoli, circa 1700 pagine, i pub-
blici ministeri hanno riesaminato la
sentenza sostenendo che questa ha
operato una inammissibile Irammen-
tazione, una isolata considerazione
ed una conseguenziale svalutazione
degli elementi di accusa, che - se Ios-
sero stati complessivamente valutati
e reciprocamente coordinati - avreb-
bero condotto, sul piano della veri-
fca probatoria concreta, alla aIIer-
mazione di responsabilita dell'impu-
tato>>. I giudici della quinta sezione
avrebbero quindi utilizzato un
metodo di valutazione del materiale
probatorio che ha fnito con il
destoricizzare, decontestualizzare
e destrutturare il compendio probato-
rio>>. Ie ragioni della Procura sono
principalmente legate ai rapporti del-
l'imputato con i cugini Salvo, Vito
Ciancimino, Salvo Iima e Michele
Sindona oltre che ad altri due inter-
venti a sostegno della mafa. Il primo
risalirebbe al 1984, anno in cui e
avvenuto il trasIerimento di Ieoluca
Bagarella e altri boss dal carcere di
Pianosa a quello di Novara. Il Tribu-
nale ha defnito la cosa un'assoluta
anomalia>>, mentre la Procura con-
sidera che in quel periodo Baga-
rella, in cambio di sostegni eletto-
rali, avrebbe chiesto ad Andreotti un
Iavore illecito>>. Il secondo inter-
vento e datato 1985 quando il sena-
tore a vita ha avuto un colloquio
riservato, a Mazara del Vallo, con il
boss Andrea Mangiaracina. Secondo
l'accusa l'imputato avrebbe mentito
sulle circostanze e sul contenuto del
colloquio. Sempre secondo i pm,
infne, il senatore avrebbe dichiarato
il Ialso due volte in merito al col-
loquio con il generale Dalla Chiesa
e sui rapporti con l'avvocato Bonsi-
gnore. I magistrati hanno aggiunto
che . di Ironte a questo siste-
matico ed accertato comportamento
mendace dell'imputato, sorprenden-
temente il Tribunale ha omesso di
motivare sulla rilevanza probatoria
dello stesso comportamento, con la
sola eccezione dei rapporti con i
Salvo>>. Tale omissione di moti-
vazione, continuano, e un grave
vizio e costituisce una palese viola-
zione dei principi giurisprudenziali
che attribuiscono una specifca rile-
vanza probatoria alle menzogne del-
l'imputato. Principi disapplicati in
questo processo ma correttamente
osservati dagli stessi giudici della
quinta sezione nel processo contro
Bruno Contrada>>. In quella sen-
tenza, inIatti, si stabili che le menzo-
gne dell'imputato raIIorzavano l'im-
pianto accusatorio. Perche, quindi,
due pesi e due misure?
Assolto perch
colpevole
Pronta la richiesta d'appello
di Monica Centofante
Processo
del secolo:
in corso l'appello.
l senatore Giulio
Andreotti
{ricostruzione gra-
hca}
Recensione del
testo di Tranfaglia
nella rubrica dedi-
cata ai libri.
14 Aprile-Maggio 21
8$$l68
$1NF
ARRESTATO MATTEO LO DUCA
5 marzo 2001
Palermo. I carabinieri del comando provinciale di Palermo hanno arrestato
il latitante Matteo Io Duca in una villa situata nelle campagne di Carini.
I`aIfliato di Cosa Nostra era ricercato da 4 anni per associazione mafosa
e omicidio ed era inserito nella lista dei 500 latitanti piu pericolosi d`Italia.
Io Duca, ritenuto un killer della Iamiglia mafosa di Villagrazia di Carini, e
accusato dell`omicidio di Nino Badalamenti, cugino del boss Tano attual-
mente detenuto negli Stati Uniti, avvenuto nell`agosto dell`81 a Terrasini.
BOSS RICHIEDE IL CONFRONTO CON UN PENTITO
6 marzo 2001
Caltanissetta. Nel corso della terza udienza del processo d`appello 'Bor-
sellino ter presso la Corte d`Assise d`Appello di Caltanissetta presieduta
da Giacomo Bodero Maccabeo, il boss Giuseppe 'Piddu Madonia ha
chiesto di 'interrogare l`ex boss di San Cataldo Calogero Rinaldi attual-
mente collaboratore di giustizia.
Un interrogatorio voluto da Madonia insieme al suo avvocato Antonio
Impellizzeri per un conIronto sulla eventuale partecipazione di 'Piddu
alla riunione della Commissione che decise la strage di via D`Amelio. Una
richiesta questa che si riIa alla nuova normativa degli 'avvocati detective.
M.T.
IL PENTITO GILIBERTI PARLA DI SPRIO
7 marzo 2001
Palermo. Al processo per gli omicidi dei Iunzionari regionali Giovanni
Bonsignore, Eilippo Basile e dell`avvocato Giuseppe Ramirez il collabora-
tore di giustizia Salvatore Giliberti, che si vanta di aver conosciuto perso-
nalmente Bernardo Provenzano, parla con timore di un uomo temutissimo,
Nino Velio Sprio. Era amico di mio Iratello Ignazio dichiara il pentito
-. Eu lui a presentarmelo>>. (il Iratello lavoro come killer per Sprio per piu
di dieci anni). Il collaboratore dichiara di non conoscere il motivo preciso
dell`omicidio dell`avvocato: Mi sembra che Ramirez dovesse dei soldi
a Sprio>> mentre Giovanni Bonsignore era un Iunzionario che aveva sco-
perto delle irregolarita nei fnanziamenti stanziati per una cooperativa a cui
era interessato lo stesso Sprio. Nel luglio del 1999 viene ucciso un altro
Iunzionario dell`assessorato Agricoltura e Ioreste, Eilippo Basile. A
volere la sua morte - dice Giliberti Iu Sprio. Mio Iratello lo elimino spa-
randogli in pieno giorno con una pistola munita di silenziatore>>. Perche
Sprio decise di ucciderlo? Non credo al movente del rancore perso-
nale. Non lo conosceva, non sapeva neppure che Iaccia avesse, tanto che
per identifcarlo dovette chiedere aiuto ad un collega>> spiega Giliberti.
Secondo quest`ultimo avrebbe agito su incarico di altri.
Ia vedova di Eilippo Basile, Maria Rita Bongiorno, ha deposto al processo
dichiarando: Eilippo teneva agende in cui annotava tutto e in tre pagine
c`era il nome di Sprio seguito da punti interrogativi>>.
Marco Cappella
UN APPELLO
8 marzo 2001
Roma. Norberto Bobbio, Alessandro Galante Garrone, Paolo Sylos Iabini
e Alessandro Pizzorusso hanno lanciato un appello a non votare la Casa
delle liberta, sostenendo che Destra e sinistra non c`entrano e in gioco
la democrazia. Berlusconi ha dichiarato di voler riIormare anche la prima
parte della Costituzione, cioe i valori Iondamentali su cui poggia la Repub-
blica Italiana. Ha annunciato una legge che darebbe al Parlamento la Iacolta
di stabilire ogni anno la priorita dei reati da perseguire>>. Nell`appello
gli intellettuali sostengono che una tale legge subordinerebbe il potere
giudiziario al potere politico, abbattendo cosi uno dei pilastri dello Stato di
diritto>>. I.B.
IL BOSS BAGARELLA DIFENDE IL NIPOTE
8 marzo 2001
Palermo. I giudici della terza sezione della Corte D`Assise di Palermo
presieduta da Angelo Monteleone, a latere Angelo Pellino, nell`udienza del
processo per gli omicidi avvenuti nel `94 -95 attribuiti ai corleonesi, hanno
interrogato Ieoluca Bagarella sull`uccisione di Antonio Di Caro avvenuta
nel 94 e di Giovanna Giammona e Erancesco Saporito uccisi a Corleone
nel 1995. Tra gli imputati del delitto fgura anche il nipote Giovanni Riina.
Ieoluca Bagarella diIende il nipote e dichiara: guardando l`omicidio
Saporito e dove Iu abbandonata l`auto, in una strada senza uscita, si capi-
sce benissimo che non e stato uno del paese. E` assurdo dire che io ero la
presente. Mio nipote penso avra i suoi testimoni. Iui era attenzionatissimo
dalla polizia, era seguito: come Iaceva a trovarsi sul posto del delitto come
Iaceva a incontrarsi con me, che ero latitante?>>. Poi della organizzazione
criminale in cui Bagarella ha ricoperto un ruolo di vertice ha detto: Cosa
Nostra, Cosa sua, che ne so io? Io non ne Iaccio parte>>.
Iorenzo Baldo
COLLUSIONI TRA MAFIA E POLITICA
8 marzo 2001
Roma. Il presidente della Commissione nazionale antimafa Giuseppe
Iumia ha lanciato un allarme secondo cui: A ridosso delle elezioni si
ripresenta puntualmente il rischio di collusioni Ira mafa e politica>>. Ha
poi continuato: E' presto e non e semplice capire se la Iormazione delle
liste elettorali per le prossime elezioni politiche e a rischio collusioni con
la mafa, di sicuro e giusto che la politica si guardi bene dai tentativi di
collusione che ci possono senz'altro essere>>.
Ia storia delle mafe - ha detto ancora - non solo in Sicilia ma anche
in molte altre regioni a Iorte presenza mafosa, e quella di tentare di inter-
Ierire, di provare a Iare accordi, di provare ad introdursi nella dialettica
politica. Ecco perche e importante che la politica reagisca e Iaccia molta
attenzione>>. Se esistono relazioni pericolose tra cosche e istituzioni,
queste sono Iavore del centro-sinistra>>, hanno replicato a Iumia i depu-
tati Enzo Eragala e Nino Io Presti, non riusciamo a comprendere se le
dichiarazioni dell'On. Iumia rappresentino una gaIIe o una sorta di auto-
critica, rispetto al rischio di infltrazioni mafose nelle istituzioni e alle col-
lusioni con il potere politico>>.
Anna Petrozzi
I
a vita aveva insegnato
a Tommaso Buscetta
che il rancore e un
sentimento sprecato.
Toglieva lucidita e can-
cellava la ragione. Masino si
sIorzo di non Iarsi travolgere dalla
paura, dal dolore e dall`odio.
Diceva a se stesso: Ho altri
Iigli da proteggere, ho una moglie
da diIendere e non ho armi o amici
che possano aiutarmi. Solo il cer-
vello mi puo salvare>>.
Conservo la testa Iredda. Penso:
Ia mattanza di Palermo non si
spiega solo con la Ierocia dei Cor-
leonesi. I Corleonesi sono stati
sempre delle iene che hanno con-
sumato gli altri come hanno con-
sumato se stessi. Ma questa Iero-
cia non c`era prima . assoluta-
mente. neanche da parte loro.
Sono cose, quelle che
stanno accadendo
a Palermo, che
vanno oltre
il pro-
blema
ma I i o-
so. oltre
Cosa Nostra.
oltre Toto Riina. Io
ci vedo un`altra mano, io
ci vedo l`ombra di un`Entita.
Dietro o accanto o sopra o sotto,
da qualche parte, c`e quella stessa
Entita che si mosse per salvare
Aldo Moro.
Io ero carcerato, allora. Bon-
tate mi mando a dire di avvici-
nare dei brigatisti per vedere se
si poteva Iare qualcosa. SteIano
insisteva e Pippo Calo resisteva.
Gli amici politici di SteIano vole-
vano Moro libero, gli amici poli-
tici di Calo lo volevano morto. A
un certo punto, Calo glielo disse
pure: 'SteIano non lo capisci che
uomini politici di primo piano del
tuo partito non vogliono salvarla
la testa a quello!>>.
Ii cominciano le cose strane,
in quell`anno li . e continuano
l`anno dopo. I`anno
dopo, io ero ancora
carcerato a Cuneo.
SteIano mi mando
l`ambasciata di parlare
con i terroristi. Se si
ammazzava il generale
Dalla Chiesa in qualsi-
asi posto d`Italia, i ter-
roristi avrebbero accet-
tato di rivendicare
l`omicidio? E di Iare il
loro volantino? Questo
dovevo chiedere. Io
circuii un brigatista
che era con me, uno
importante perche aveva parte-
cipato al sequestro Moro. E gli
dissi. logicamente non Iacendo
aIIermazioni, nello stile maIioso:
Sarebbe bello uccidere il gene-
rale Dalla Chiesa perche a voi
da disturbo. Ma se qualcuno lo
ammazzasse, il generale Dalla
Chiesa, voi lo rivendicate?>>.
Quello mi rispose: Noi lo riven-
dichiamo solo se uno di noi parte-
cipa>>.
Io mandai l`ambasciata indie-
tro e il generale Dalla Chiesa
rimase vivo. Gia, ma che inte-
resse aveva Cosa Nostra a uccidere
Dalla Chiesa, che aveva carcerato
solo terroristi e non aveva distur-
bato la maIia? Mah, Cosa Nostra
non poteva avere nessun interesse.
I`interesse era dell`Entita. della
stessa entita che sempre in
quell`anno, il 1979,
chiese a Nino
Salvo se
si poteva
uccidere a
Roma un giornalista, un
tale Pecorelli Mino, che dava Iasti-
dio. Quello poi mori sparato e
nessuno mi leva dalla testa che la
morte di Pecorelli e la scannata
di Dalla Chiesa sono la stessa
cosa.
Pure Tano Badalamenti me lo
disse: 'Pecorelli e Dalla Chiesa
vanno a braccetto. Tutti quegli
anni Iurono un mischiarsi stra-
no. Era appena morto Pecorelli,
era appena morto quell`avvocato
a Milano, come si chiamava?
Quello che stava addosso a Sin-
dona. Ambrosoli. Qualcuno
aveva chiesto di uccidere Dalla
Chiesa e appare Sindona in Sici-
lia.
Io penso: questo lo scannano,
con tutti i soldi che
ha Iatto perdere a
Cosa Nostra. E invece
no. Quando chiedo
a SteIano Bontate che
cosa e venuto a Iare,
quello mi risponde:
'E` venuto a dirci che
lui voleva il separati-
smo e chiedeva una
mano per il golpe.
'>>.
Gli chiedo, a Bon-
tate: 'E voi che avete
risposto?.
Mi dice: 'Quello
e pazzo, lo abbiamo
preso a calci in culo. '>>.
Non glielo dissi, ma pensai :
'Minchia, e per prenderlo a calci
in culo cinquanta giorni ci hanno
messo?>>.
SteIano non mi raccontava
sempre tutto. diceva quello che
voleva lui. una cosa e la regola
di dire la verita se si parla di Cosa
Nostra, altra se si chiacchiera degli
aIIari della Iamiglia. Si vede che
Sindona era un aIIare di Iamiglia.
Io me lo posso immaginare che
e successo al villino dei suoceri
di Rosario Spatola, con una bella
luce di settembre, all`ombra, nel
giardino. Quelli, gli Inzerillo,
gli Spatola, i Gambino, SteIano,
stanno tutti attorno al banchiere.
e il banchiere parla parla. Sa che,
se non li convince, e un cadavere.
Sa che, per tornarsene in Ame-
rica, o gli da i soldi o gli da qual-
cos`altro. E visto che i soldi se li
era persi, gli deve aver dato qual-
cos`altro. E che gli poteva dare
in cambio uno come quello? I suoi
segreti, gli poteva dare.
Ecco perche se lo tengono a
Palermo cinquanta giorni. Altro
che golpe, altro che calci in
culo. Quelli, SteIano, Totuc-
cio, don Saro, se lo sono spol-
pati bene bene e quando non
aveva piu nulla da dire lo
hanno rimandato in America.
E nelle loro mani e rimasto
un bel coIano di ricatti.
Povero SteIano mio, a un
certo punto i segreti di Sin-
dona sono diventati piume in
conIronto ai suoi>>.
Gia, Sindona era uno che la
sapeva lunga sulle Entita politi-
che di Roma e se poi, tra quelle,
c`era anche l`Entita che aveva
chiesto di Iar sparire Pecorelli e
Dalla Chiesa, quell`Entita era nelle
mani di SteIano. Chi lo sa che
ha combinato, SteIano? Mica mi
strani::o se, a un certo momento,
dopo aver Iatto Iavori ha comin-
ciato anche a chiederne. magari
dicendo e non dicendo, con uno
stile maIioso. E quell`Entita ha
capito che era completamente
nelle sue mani, che non poteva
dire di no, nemmeno poteva pesare
di dire no perche SteIano sapeva
tante di quelle cose, ormai, che
lo prendeva e lo schiacciava come
uno scaraIaggio.
SteIano deve avere creduto di
aver tutto in mano e invece eccosi
qua. l`Entita si deve essere orga-
nizzata e, perche no, magari con
quel Iango di Calo. Come se
avesse cambiato parrocchia.Ha
Iatto capire, a Calo, ai suoi amici
di Corleone, a Ciancimino, a Sal-
vino Iima, ai Salvo, che era, si,
amico di SteIano, ma poteva essere
amico anche di altri. e che se
SteIano avesse Iatto una brutta
Iine. si poteva essere ancora piu
amici, si poteva essere una cosa
sola. E quelli lo stanno accon-
tentando alla maniera corleonese,
scannando, dopo SteIano, tutti i
Bontate e, dopo Totuccio, tutti gli
Inzerillo e i Di Maggio. Testi-
moni, i Corleonesi, non ne lasciano
mai, I`Entita puo stare sicura>>.
Tratto da: Il capo dei capi. Jita e
carriera criminale di 1oto Riina.
Attilio Bol:oni e Giuseppe
DAvan:o

L`ombra
dell`Entit
Pentito:
Tommaso Buscetta
{ricostruzione grafica}
di Attilio Bolzoni a Giuseppe D'Avanzo*
15 Aprile-Maggio 21
E
` stato il momento piu
drammatico della
storia italiana dal
dopoguerra a oggi:
negli anni tra il 1992
e il 1994 e crollato un mondo
politico, si e sgretolato il sistema
dei partiti, e scoppiata una serie
di bombe che hanno compiuto
stragi, eliminato due tra i magi-
strati piu Iamosi d`Italia, ucciso
complessivamente 21 persone,
provocato un`ottantina di Ieriti,
messo in pericolo il patrimonio
artistico del Paese, tenuto a lungo
sotto ricatto le istituzioni. Che
cosa e davvero successo in quel
passaggio d`epoca? Chi si e atti-
vato? Quali sono stati i pro-
tagonisti che si sono mossi
nell`ombra? Che ricatti
sono scattati? Non sap-
piamo dare risposte esau-
rienti: nella ricostruzione
storica di quegli anni
rimangono ancora buchi
neri. Nel cuore della
nostra storia recente,
proprio nel momento in
cui si e Iormato il nuovo
sistema politico in cui
viviamo, si e consumato
un grande intrigo. Ancora
per molti aspetti oscuro.
C`e un punto Iermo: per i Iatti
piu gravi che hanno segnato quel
periodo le stragi del 1992 in
cui sono morti Giovanni Ealcone,
Paolo Borsellino e le loro scorte;
e le stragi del 1993 a Eirenze,
Milano e Roma sono stati con-
dannati come esecutori e man-
danti gli uomini di Cosa Nostra.
Ma chi ha indagato per anni sulla
transizione del 1992 93 ha Ior-
mulato un`ipotesi a: Cosa nostra
da sola ha progettato e realiz-
zato le stragi; e un`ipotesi b:
vi sono altre Iorze dietro quella
strategia, esistono mandanti
a volto coperto>> o comunque
altre entita che avevano inte-
ressi convergenti con quelli di
Cosa Nostra. I`ipotesi b, inevi-
tabilmente, preso atto dei rac-
conti arrivati da chi ha vissuto
quella stagione all`interno di
Cosa nostra e diventata ipotesi B:
B come Berlusconi. Silvio Berlu-
sconi, con Marcello Dell`Utri, e
stato indagato nelle inchieste sui
mandanti a volto coperto>> ed
e di Iatto tuttora indagato (mal-
grado la sua propaganda dica di
no) a Palermo e a Eirenze. Ecco
dunque la storia di quegli anni,
i Iatti accertati, le questioni irri-
solte. Raccontiamolo come il plot
di un grande thriller. Senza cer-
tezze, ma con molti Iatti inquie-
tanti.
Nel Iebbraio 1992
uno sconosciuto
magistrato della Pro-
cura di Milano,
Antonio Di Pietro,
avvia una inchiesta
sulla corruzione poli-
tica, a cui da il nome
di Mani pulite. Dopo
qualche mese, e una
valanga. Per episodi
di corruzione sono
posti sotto inchiesta
centinaia di politici,
a mmi ni s t r a t or i ,
imprenditori, i mag-
giori leader dei par-
titi, una decina di ex ministri
della Repubblica, quattro ex pre-
sidenti del Consiglio.
Il Parlamento e delegittimato da
decine di avvisi di garanzia. I`in-
tero sistema dei partiti e scosso.
In un paio d`anni il volto della
politica italiana cambia comple-
tamente.
In Sicilia, intanto, Cosa
nostra si sta da
tempo agi-
t a n d o .
I` or ga -
nizzazione e
in attesa della deci-
sione della Corte di cas-
sazione, che deve conIermare o
annullare la sentenza del maxi-
processo di Palermo. Con la con-
Ierma, sui 475 imputati portati a
giudizio da Giovanni Ealcone e
dagli altri magistrati del primo
pool antimafa di Palermo si
sarebbe abbattuta una montagna
di ergastoli capace di seppellire
in carcere un paio di generazioni
di mafosi.
Il capo dei capi, Toto Riina,
annusa l`aria e si rende conto che
negli ultimi tempi gli amici
importanti>> di Cosa Nostra a
Palermo e a Roma non sono
piu attenti alle esigenze dell`or-
ganizzazione. Il 30 gennaio
arriva la conIerma ai sospetti di
Toto u Curtu: la prima sezione
della Cassazione, sottratta all`in-
fuenza di Corrado Carnevale, il
giudice ammazza sentenze>>,
conIerma le condanne del maxi-
processo. E` la fne di un`epoca.
Riina, che comanda Cosa nostra
grazie al potere militare delle
Iamiglie corleonesi, decide che
e tempo di tagliare
di netto con i vecchi
alleati. E` tempo di
iniziare la guerra.
Che comincia esatta-
mente 40 giorni dopo
la sentenza della Cas-
sazione: il 12 marzo
1992, a Mondello, il
mare di Palermo, e
ucciso Salvo Iima,
l`uomo che rappre-
senta Giulio Andre-
otti in Sicilia. Nel set-
tembre successivo e
la volta di Ignazio
Salvo, andreottiano e uomo di
Cosa Nostra. Il segnale e chiaro:
non avete mantenuto i patti,
dunque ora pagate il vostro tra-
dimento. Cosa nostra non ha
piu bisogno di voi. Recide per
sempre i legami di scambio (voti
e soldi c o n t r o
appalti e impunita) con i suoi tra-
dizionali reIerenti politici. Muore
cosi Cosa nostra della prima
repubblica>>, quella che aveva i
suoi reIerenti nei notabili demo-
cristiani. Ha il battesimo del
Iuoco la nuova Cosa nostra,
quella che comincia a trattare
direttamente con lo Stato.
Nel Irattempo, per quelle per-
Iette sintonie che solo la storia
sa costruire, al Nord moriva la
prima repubblica>> dei par-
titi. Il 5 aprile 1992 le elezioni
politiche sanciscono il tracollo
dei partiti di governo e il trionIo
della Iega di Umberto Bossi,
su cui si riversano le proteste
contro il sistema della corru-
zione e molti desideri di cam-
biamento. Ma intanto, al Sud,
Riina prosegue la sua guerra: col-
pendo il nemico numero uno di
Cosa Nostra, Giovanni Ealcone,
l`uomo che negli anni Ottanta
aveva dato l`avvio all`avventura
che si era conclusa il 30 gennaio
1992 con la sentenza defnitiva
della Cassazione.
Il 23 maggio, a Capaci, mentre
corre dall`aeroporto di Palermo
verso la sua citta, il magistrato,
sua moglie e la scorta sono dila-
niati da una carica d`esplosivo
che Ia saltare in aria l`autostrada.
I`Italia e scossa come non mai
prima. Ia morte di Ealcone e pia-
nifcata da Cosa nostra proprio
nei giorni in cui il Parlamento,
dopo le dimissioni di Erancesco
Cossiga, e riunito per scegliere
il nuovo presidente della Repub-
blica: cosi da impedire che alla
piu alta carica dello Stato sia
eletto il candidato allora Iavo-
rito, Andreotti, ormai pesante-
mente segnato dalle ombre dei
suoi rapporti siciliani.
Ealcone aveva piu di un nemico.
Non tutti erano dentro Cosa
nostra. Gli investigatori si
pongono la domanda: qual-
cuno dei suoi nemici
puo Iorse essere
stato con-
c a u s a
d e l l a
sua morte
in quel
nodo o groviglio,
o garbuglio, o gnommero,
che alla romana vuol dire gomi-
tolo>> che spesso e la realta,
come scriveva Carlo Emilio
Gadda? Il pubblico ministero nel
processo per la strage di Capaci,
Iuca Tescaroli, lascia aperta la
risposta. Attorno a Ealcone vivo
si erano agitati ambienti dei ser-
vizi segreti, della massoneria,
della politica e delle imprese.
Sul luogo del delitto, a Capaci, e
stato ritrovato (o Iatto ritrovare?)
un biglietto con un numero di
teleIono di un Iunzionario del
Sisde (il servizio segreto civile),
il cui numero due, Bruno Con-
trada, sara poi arrestato e condan-
nato per associazione mafosa.
Quanto alle imprese, scrive
Tescaroli nella sua requisitoria:
Ie stesse indicazioni del col-
laboratore di giustizia Angelo
Siino, in ordine all'iniziativa di
Bernardo Provenzano per
"agganciare Craxi tramite la
Eininvest", e di Salvatore Can-
cemi, con riIerimento all`ini-
ziativa, collocata Ira gli anni
1990-1991, per coltivare diret-
tamente i rapporti con i vertici
di detta struttura imprenditoriale
e al suo tentativo, 'tramite
Craxi, di mettersi la Eininvest
nelle mani e viceversa, potreb-
bero non essere avulse dal tra-
sIerimento del dottor Ealcone>>
da Palermo a Roma. Di piu non
dice, aggiungendo che altre inda-
gini sono in corso per approIon-
dire gli aspetti ancora in ombra
del gomito delle causali>>.
Racconta pero Salvatore Can-
cemi, il primo collaboratore di
giustizia che era stato membro
della Commissione (la
cupola>>) di Cosa nostra:
Quando c`erano le prepara-
zioni per le stragi di Ealcone,
del dottor Ealcone, io ero in
macchina con RaIIaele Ganci.
Stavamo andando la e Ganci
RaIIaele mi disse, con pochis-
sime parole: U :u 1otuccio
si incontro con persone impor-
tanti>>. Ganci non gli Ia i nomi
di quelle persone>>, ma per
Cancemi e abbastanza chiaro:
Se io devo Iare una logica,
diciamo, (.) i discorsi sono
questi che si Iacevano in quel
periodo>>. E spiega (nel
1999, al processo per la
strage di via D`Amelio):
Se io vado indietro,
noi andiamo a trovare
un Vittorio Mangano
che Iaceva quello che
voleva nella tenuta di
Berlusconi di Arcore.
Ia c`era un covo, un
covo di mafosi che
andavano la, organiz-
zavano sequestri di per-
sona, vendevano droga,
e io ho Iornito pure; che
c`e stato un tentativo di
sequestro di persona, che
uno di questi che era, mi
sembra, se non Iaccio errore,
Pietro 1estone, chiamato di .
ora che mi viene il nome glielo
dico. Pietro Vernengo, (.)
quindi la era la base di tutte
queste cose. Quindi, dobbiamo
cominciare, diciamo, di qua,
quindi i vantaggi ci sono. ci
sono stati curati da anni indietro
a venire in avanti>>. Ia guerra
continua. Il 19 luglio 1992, meno
di due mesi dopo la morte di Eal-
cone, in via D`Amelio e ucciso
con un`autobomba, insieme alla
scorta, Paolo Borsellino, che per
Ealcone era come un Iratello
e che dopo la sua morte era
diventato l`erede morale e l`ide-
ale continuatore della sua opera.
I`uccisione di Borsellino, a cosi
breve distanza da quella di Eal-
cone, e controproducente per
Cosa nostra: le misure antimafa
varate dal governo dopo la prima
strage stavano per essere dimen-
ticate nell`aIa estiva che aveva
investito anche il Parlamento che
le doveva rendere legge; ma dopo
la bomba di via D`Amelio ven-
gono rapidamente approvate; il
sostegno ai collaboratori di giu-
stizia e il carcere duro per i
boss mafosi diventano defni-
tivi; la caccia ai latitanti diventa
Irenetica; la coscienza antimafa
diventa sentire comune in tutto
il Paese. Perche Cosa nostra ha
deciso quell`accelerazione? Chi
ha messo Iretta a Cosa nostra,
che non ha mai Iretta?
Racconta Cancemi: Mi
ricordo (.) di una riunione che
il Ganci, proprio questo mi e
rimasto impresso, (.) che si
apparto, diciamo, sempre nella
stessa stanza, nello stesso salot-
tino che c`era la, con Riina. E
io c`ho sentito dire: La respon-
sabilita e mia. Poi, quando ce
ne siamoo andati con i Ganci,
Ganci mi disse: Questo ci .
ci vuole rovinare a tutti, quindi
la cosa era. il riIerimento era
L`ipotesi B
Di Gianni Barbacetto*
8trage:
Milano, via Pale-
stro 27 luglio 1993
ore 23:14
{ricostruzione grafica}
Sulla pista dei mandanti esterni
1 Aprile-Maggio 2bb1
per il dottor Borsellino. (.) Io
ho capito che il Riina aveva
una premura, come vi devo dire,
una cosa. di una cosa veloce,
aveva. io avevo intuito questo,
che il Riina questa cosa la dove-
va. la doveva Iare al piu presto
possibile, come se lui aveva
qualche impegno preso, qualche
cosa che doveva rispondere a
qualcuno. (.) Questa cosa la
doveva portare subito a com-
pimento, doveva dare questa.
questa risposta a qualcuno, questi
accordi che lui aveva preso>>.
Aveva davvero preso accordi con
qualcuno? E se si, con chi?
Queste due domande non hanno
ancora trovato una risposta certa.
Ma alcuni importanti capi di
Cosa nostra che hanno vissuto
dall`interno la preparazione delle
stragi riIeriscono che era stata
aperta una trattativa con soggetti
dall`ambiente politico e istituzio-
nale. Riina aveva anche scritto
le sue richieste, in quello che
gli uomini di Cosa nostra chia-
mano il papello: revisione del
maxiprocesso, azzeramento delle
norme che avevano reso possi-
bile il moltiplicarsi dei pen-
titi>>; fne del carcere duro (arti-
colo 41 bis dell`ordinamento car-
cerario); chiusura delle super-
carceri di Pianosa e dell`Asia-
nara; abolizione dell`ergastolo.
Chi tratta con Cosa nostra? Con-
tatti con Vito Ciancimino, ex
sindaco dc di Palermo e uomo
dei corleonesi, li hanno in quei
mesi, due carabinieri del Ros (il
Raggruppamento operativo spe-
ciale), il generale Mario Mori e
il capitano Giuseppe De Donno;
una sorta di trattativa viene inta-
volata, ma dicono i due carabi-
nieri senza concessioni a Cosa
nostra, anzi al solo scopo di sta-
nare Riina.
Un`altra trattativa, secondo le
ipotesi investigative, e stata
avviata da uomini Eininvest:
Marcello Dell`Utri scende inIatti
in Sicilia e sostengono i magi-
strati che lo hanno portato sotto
processo a Palermo si incon-
tra con uomini della Iamiglia
catanese di Nitto Santapaola; il
suo obiettivo, almeno iniziale,
sembra sia quello di Iar cessare
gli attentati incendiari che si
erano verifcati nei magazzini
Standa siciliani. Ma poi da cosa
nasce cosa, l`oggetto della trat-
tativa si amplia.
Paolo Borsellino, dopo la morte
di Ealcone, era la memoria sto-
rica della lotta alla mafa: ricor-
dava bene anche le vecchie
vicende di Cosa nostra che aveva
impiantato le basi al Nord, a
Milano, negli anni Settanta. Bor-
sellino attribuisce una grande
importanza a quelle vicende, e
non le ritiene aIIatto vecchie:
lo dimostra l`intervista televisiva
concessa il 21 maggio 1992 al
giornalista Eabrizio Calvi, in cui
sottolinea i rapporti che Marcello
Dell`Utri e Silvio Berlusconi, a
Milano, avrebbero intrattenuto
con personaggi delle Iamiglie
palermitane, primo Ira tutti Vitto-
rio Mangano, il capo della Iami-
glia di Porta Nuova, inviato da
Cosa nostra a Milano, che per
qualche tempo ha addirittura abi-
tato nella villa di Arcore insieme
a Berlusconi. Borsellino e tanto
convinto che la pista Dell`Utri-
Berlusconi sia d`attualita, che
alla fne dell`intervista, sornione,
consegna a Calvi delle carte, tutte
attinenti alle indagini svolte in
passato a Palermo su Mangano,
Dell`Utri e Berlusconi.
Intanto pero in quei mesi Irene-
tici gli avvenimenti si accaval-
lano, si rincorrono. Prosegue la
strategia delle stragi ordinata da
Riina: Fare la guerra per poi
fare la pace>>. Ia decisone e di
portare massicciamente l`attacco
per la prima volta nella storia di
Cosa nostra Iuori dalla Sicilia,
a Roma, al Nord. Il 15 gennaio
1993 i carabinieri del Ros arre-
stano a Palermo Riina (non senza
qualche mistero: come viene
individuata la casa del boss?
perche non viene mai perquisita o
almeno tenuta sotto controllo?).
Ma la strategia gia
decisa non si Ierma.
Ia continuano Ieo-
luca Bagarella, Gio-
vanni Brusca, i Ira-
telli Graviano.
I`Italia vive una
tumultuosa, conIusa
transizione. Il 21
aprile 1993 Giuliano
Amato si dimette da
presidente del Consi-
glio. Il 26 aprile Carlo
Azeglio Ciampi
riceve l`incarico di
Iormare il nuovo
governo. Il 28 pre-
senta
la lista
dei mini-
stri, in cui
sono inseriti
per la prima
volta in Italia, espo-
nenti del Pds, l`ex par-
tito comunista. Il 7 maggio
la Camera vota la fducia al
governo Ciampi. Il 12 e la volta
del Senato. Il 13 maggio il
Senato concede l`autorizzazione
a procedere nei conIronti di
Giulio Andreotti, che i magi-
strati palermitani vogliono pro-
cessare per mafa.
Il 14 maggio prende avvio la
seconda parte della campagna
stragista di Cosa nostra: a Roma,
un`autobomba scoppia in via
Eauro, Ierendo 21 persone ma
mancando l`obiettivo prefssato,
il giornalista televisivo Mauri-
zio Costanzo. Il 27 maggio, a
Eirenze, scoppia una bomba in
via dei Georgofli: cinque morti,
29 Ieriti. Danneggiati la Galleria
degli UIfzi, la Torre del Pulci,
Palazzo Vecchio, la chiesa dei
Santi SteIano e Cecilia, il museo
della Scienza e della tecnica.
Distrutte o danneggiate opere di
Giotto, Tiziano, Vasari, Bernini,
Rubens, Sebastiano del Piombo,
Gaddi, Van Der Weyden.
Il 2 giugno davanti a Palazzo
Chigi, sede del governo, viene
individuata una Eiat 500 imbot-
tita d`esplosivo. Il 23 luglio a
Milano muore (poi l`inchiesta
decretera: e suicidio) Raul Gar-
dini, ex numero uno della Eer-
ruzzi. Il 26 luglio la Democrazia
cristiana, ininterrottamente par-
tito di governo dal dopoguerra,
decide il suo Iormale sciogli-
mento. Intanto le associazioni
degli autotrasporta-
tori avevano minac-
ciato uno sciopero
a oltranza e la mat-
tina del 27 le pre-
Ietture inIormano il
presidente del Con-
siglio che le agi-
tazioni rischiano di
bloccare i riIorni-
menti di prodotti ali-
mentari e di carbu-
rante, proprio alla
vigilia dell`esodo
estivo. In questa situa-
zione cilena, nella
notte tra il 27 e il 28
luglio scop-
piano quasi con-
temporaneamente tre auto-
bombe.
Ia prima, a Milano, esplode in
via Palestro (cinque morti e una
decina di Ieriti) e distrugge il
Padiglione di arte contempora-
nea. Ia seconda, a Roma, dan-
neggia la basilica di San Giovanni
in Iaterano e il Palazzo Iatera-
nense (14 Ieriti). Ia terza, ancora
a Roma, procura gravi danni alla
basilica di San Giorgio al Velabro
(tre Ieriti). Palazzo Chigi, sede del
governo, resta per ore misteriosa-
mente isolato e senza possibilita
di comunicare con l`esterno. Il 5
novembre alla Borsa di Iondra
crollano i titoli italiani e la lira.
Rimbalzo negativo anche nella
Borsa di Milano. Tutto e originato
dal diIIondersi di una voce, Ialsa,
sulle imminenti dimissioni del
presidente della Repubblica. Si
sospetta una speculazione inter-
nazionale.
Un contrappunto drammatico
Nord-Sud. Stragi mafose e con-
vulsioni politiche. Crollo del
sistema tradizionale dei partiti
e bombe-messaggio, Iatte scop-
piare per Iar capire che le istitu-
zioni dovevano scendere a patti,
dovevano chiudere una trattativa
con Cosa nostra. Riina aveva
chiare le cose da chiedere in
cambio della sospensione degli
attentati, erano quelle scritte nel
suo papello. Ma gli obiettivi
scelti per gli attentati sono molto
raIfnati: la galleria dei Geor-
gofli a Eirenze, il Padiglione
d`arte contemporanea a Milano,
San Giovanni in Iaterano e San
Giorgio al Velabro a Roma. Tutti
luoghi, secondo lo storico dei ser-
vizi segreti Giuseppe De Iutiis,
con possibili evoluzioni masso-
niche. Possibile che Riina abbia
Iatto tutto da solo? Non c`e stato
nessuno che ha Iornito un`indi-
cazione, che ha dato un`aiu-
tino>>?
Monumenti, opere d`arte,
tesori inestimabili del patrimo-
nio storico e artistico del nostro
Paese>>, dichiara l`allora pro-
curatore di Eirenze Piero Iuigi
Vigna, sono obiettivi sicura-
mente non consoni a quelli tante
volte attinti da Cosa nostra ed
estranei alla sua storica strategia
criminale>>. Con altre parole,
Cancemi aveva espresso lo stesso
concetto: Cosa nostra non ha
la mente hna per mettere
un`autobomba come quella di
Eirenze>>, quelli sono obiet-
tivi suggeriti>>. Chi sono, allora,
le menti hne>> che hanno Iatto
da suggeritore a Cosa nostra? E
chi aveva dato garanzie che le
richieste del papello sarebbero
state alfne accettate?
In quei giorni, Erancesco Paolo
Eulci, direttore del Cesis (l`orga-
nismo di coordinamento dei ser-
vizi segreti), consegna al capo
della polizia e al comandante
dei carabinieri una lista di 16
agenti del Sismi: per meri
fni di riscontro>>in merito agli
attentati. Nei mesi che seguono
l`estate delle bombe, alle stragi
si aggiunge lo scandalo Sisde,
una storia italiana di agenti
segreti che invece di servire lo
Stato lo derubavano, intascan-
dosi miliardi di lire. Io scan-
dalo minaccia di coinvolgere
anche il presidente della Repub-
blica ScalIaro, ex ministro del-
l`interno e dunque per un peri-
odo responsabile anche dell`ope-
rato del Sisde.
Eaticosa, drammatica, conIusa,
la transizione italiana. In questo
clima incerto e teso, molti sog-
getti, molti poteri devono aver
avuto la tentazione d`inserirsi,
per tentare di governarla. Masso-
nerie, settori dei servizi segreti,
uomini politici, settori impren-
ditoriali, menti
8trage:
Capaci, 23 maggio
1992
Un hore alla memo-
ria
{ricostruzione grafica}
Un contrappunto dram-
matico Aord-Sud. Stragi
maose e convulsioni politi-
che. Crollo del sistema tradi-
zionale dei partiti e bombe-
messaggio, fatte scoppiare
per far capire che le isti-
tuzioni dovevano scendere a
patti, dovevano chiudere una
trattativa con Cosa Aostra
L`ipotesi B
17 Aprile-Maggio 2bb1
8$$l68
$1NF
EX PRESIDENTE DEL CLUB FORZA ITALIA INDAGATO
9 marzo 2001
Palermo. Nel corso di un processo ai presunti aIflati a Cosa Nostra
davanti ai giudici della Corte d`Assise di Palermo e emerso che alcuni
boss della cosca mafosa di Misilmeri avrebbero utilizzato Ira il 93 ed
il 94 il teleIonino di Giovanni Ia Iia, in quel tempo presidente del club
Eorza Italia di Misilmeri. Il vicequestore Gioacchino Genghi, rispon-
dendo alle domande del pm Michele Prestipino, ha precisato che il cellu-
lare intestato a Ia Iia sarebbe stato utilizzato dal gennaio 93 a Iebbraio
del 94 dai boss Piero Io Bianco, Pietro Correnti, Salvatore Benigno e
dal macellaio Giovanni Tubato ucciso l`estate scorsa. Giovanni Ia Iia,
cugino del boss Io Bianco, aveva sostenuto nel 94 che il cellulare era
rimasto sempre in suo possesso.
Maria Ioi
NANDO DALLA CHIESA TESTE AL PROCESSO
9 marzo 2001
Palermo. Nella seconda sezione della Corte d`Assise di Palermo, pre-
sieduta dal giudice Giuseppe Nobile si e svolto il primo dibattimento a
carico degli esecutori materiali dell`uccisione del generale dalla Chiesa.
Una parte del processo si e svolta con il rito abbreviato. Il fglio del
generale Nando dalla Chiesa chiamato come teste nel corso del processo
ha dichiarato: Mio padre sollecito a lungo le istituzioni aIfnche gli
concedessero poteri di coordinamento investigativo in materia di lotta
alla mafa>>. Ha poi ricordato una confdenza del padre che defniva
la corrente andreottiana la Iamiglia politica piu inquinata dell`isola>>.
Antonino Madonia e Vincenzo Galatolo e i due collaboratori di Giusti-
zia Calogero Ganci e Erancesco Paolo Anselmo sono i presunti esecutori
dell`uccisione del Generale. Il prossimo 24 aprile si celebrera un`altra
parte del processo in Iorma ordinaria.
Iorenzo Baldo
AGENDA 2000 ADDIO
9 marzo 2001
Palermo. Ia Sicilia rischia di dire addio ai 1.500 miliardi stanziata da
Agenda 2000 per il risanamento dell'isola. A lanciare l'allarme e Claudio
Eava, segretario regionale della Quercia, recentemente tornato da Bru-
xelles. Pagheremo a caro prezzo - dice Eava - l'imperizia e la lentezza
del governo regionale: visti i ritardi accumulati e la mancanza di bandi, e
quasi impossibile spendere la ciIra relativa all'accordo della prima annua-
lita nei tempi previsti, cioe entro la fne del 2002>>. Continua ancora
Eava: Ia commissione e stupita per il modo in cui il governo di cen-
trodestra ha modifcato il Por approvato da Bruxelles, in modo illegit-
timo, attraverso il complemento di programmazione: il tentativo e quello
di trasIormare l'Europa in una nuova benefca riedizione della cassa per
il Mezzogiorno>>. I`assessore Giuseppe Drago nega che si possano per-
dere i 1.500 miliardi. Macche, abbiamo cominciato a spendere, e i
primi bandi per le opere pubbliche saranno pronti a breve. Recupereremo
gli eventuali ritardi con i progetti di sponda, caricando su Agenda 2000 i
rendiconti di opere gia fnanziate con altre Ionti>>.
Jessica Pezzetta
UNA TAVOLA ROTONDA SULLA ECONOMAFIA
10 marzo 2001
Reggio Calabria. Adriana Musella coordinatrice di 'RiIerimenti e stata
la promotrice dell`incontro sulla criminalita organizzata che si e svolto
il 9 marzo scorso a Reggio Calabria. Alla maniIestazione e intervenuto
il procuratore nazionale antimafa Piero Iuigi Vigna, il quale nella sala
della Provincia di Ironte ai numerosi imprenditori presenti, ha sollecitato
ad un`etica della responsabilita sia la gente comune che gli uomini delle
Istituzioni. Solo cosi ha aIIermato l`alto magistrato- si puo combat-
tere la mafa, i colletti bianchi al servizio dei capiclan e i loro mille tenta-
tivi di riciclaggio di denaro sporco>>. Al convegno era presente anche il
procuratore aggiunto di Reggio Calabria Salvatore Boemi in merito alle
dichiarazioni rilasciate da Nino Calarco, presidente della societa Ponte
sullo Stretto, ha detto: Io il Ponte con la mafa non lo voglio Iare.
Assolutamente no. E ricordi Calarco che per mano della mafa impren-
ditrice ancora piangiamo giudici e uomini dello Stato uccisi>>. Ha poi
denunciato che senza organici e mezzi, con uno Stato che deve ancora
decidersi se vuole combattere la mafa potrei passare la mano: la diI-
Ierenza e che Iorse mi seguiranno tanti altri miei, colleghi. Ia mafa,
comunque non si illuda: con questi giudici, lo Stato con le nostre gambe
non lo vedranno Iuggire>>.
Iorenzo Baldo
CONDANNATO L`EX SOTTOSEGRETARIO ALLA GIUSTIZIA
FRASCA
11 Marzo 2001
Catanzaro. I`onorevole Erasca ex deputato PSI, imputato in un processo
con l`accusa di concorso esterno in associazione mafosa per dei pre-
sunti collegamenti con esponenti della ndrangheta dell`alto Jonio, era
stato assolto in primo e in secondo grado. Dopo che la Cassazione aveva
annullato la sentenza di appello per un diIetto di motivazione, la Corte
d`Appello di Catanzaro ha condannato l`ex sottosegretario alla giustizia
Erasca a cinque anni di reclusione.
COSA NOSTRA FORTE SENZA PROVENZANO
12 marzo 2001
Palermo. Il sostituto procuratore della DDA di Palermo Massimo Russo
sostiene che una eventuale cattura del boss Bernardo Provenzano non
sancirebbe la sconftta defnitiva di Cosa Nostra. InIatti il magistrato
spiega: Cosi come dopo l`arresto di Riina, che di Cosa Nostra era
veramente il capo, l`organizzazione mafosa dal 93 ad oggi ha conti-
nuato nelle sue attivita delittuose di sempre, anche con l`auspicabile arre-
sto di Provenzano la mafa non sarebbe battuta. Prevedo anzi che ancora
per lunghi decenni saranno impegnate le strutture repressive dello Stato
contro le organizzazioni mafose>>. Ha poi osservato che si assiste
da qualche anno ad una pericolosa inversione di tendenza nella lotta alla
Segue a pag. 18
raIfnatissime>>. A dar retta
agli uomini di Cosa nostra che,
compiuto il salto di campo, hanno
cominciato a collaborare con lo
Stato, la Eininvest era tra questi
soggetti. Aveva da lungo tempo
un rapporto con Cosa nostra:
dagli anni in cui Vittorio Man-
gano si era installato ad Arcore,
a casa di Berlusconi. Ia Einin-
vest dava regolarmente dei soldi
a Cosa nostra, Iorse per
laprotezione>> delle
antenne televisive in
Sicilia: una ciIra
attorno ai 200
m i l i o n i
l ` anno,
secondo
quanto rac-
conta Cancemi.
Ma tra il 1990 e
il 1991, quando Cosa
nostra decide di cam-
biare pelle>>, Riina ordina a
Cancemi di comunicare a Man-
gano che deve Iarsi da parte:
di Berlusconi vuole occuparsi
personalmente. Cancemi esegue:
Incontrando a Vittorio Man-
gano ci dissi: (.) Jittorio, senti
qua, tu mi devi fare una cor-
tesia, sen:a che mi fai nessuna
domanda, mi devi fare una cor-
tesia. tu questi persone, Berlu-
sconi, DellUtri, li devi lasciare
stare, che Salvatore Riina se lha
messo nelle mani lui, perche mi
disse che e un bene per tutta Cosa
nostra, quindi non mi fare altre
domande, non mi dire niente. E
il Vittorio Mangano con me, sic-
come lui lo sapeva che io volevo
bene e lui mi voleva bene pure a
me, si. diciamo, si e allargato
un pochettino, nel senso. nel
senso che mi disse: Ma 1otuc-
cio, io e una vita, tu lo sai, e
una vita che io. ce lho nelle
mani io, che ci sono vicino io,
tu lo sai, ora tutto assieme io mi
devo mettere da parte? E io: Jit-
torio, fammi questa cortesia, non
mi fare altre domande, perche
quando quello mi dice che e un
bene per tutta Cosa nostra, io
non ci posso dire niente~~.
Nello stesso periodo, la Eininvest
era interessata a Iare aIIari nel
centro storico di Palermo. Rac-
conta Cancemi: Riina mi ha
mandato a chiamare e mi disse
che c`era la Eininvest, appunto
di Berlusconi, Dell`Utri, che
era interessata a comprare tutta
la zona vecchia di Palermo.
Io c`ho detto: Ja bene>>.
Dagli aIIari e Iacile passare
alla politica: Quindi, io vi
posso dire queste cose che io
ho vissuto direttamente; vi posso
dire che il Riina Salvatore a me
mi diceva che lui si incontrava,
si. con queste persone. Questo,
diciamo, quello che. quello che
ho capito io e quello che ho vis-
suto io direttamente, che Riina,
diciamo, aveva queste persone
nelle mani (.). Iui parlava
sempre di queste cose. Eino un
qualche quindici giorni prima
di . che l`arrestassero. (.)
I`obiettivi erano di Iare, appunto,
modifcare delle leggi e di Iare
cambiare questa legge sui pentiti
(.).
C`erano altre cose pure di . il
41 bis. Insomma, si parlava di
tutte queste cose, diciamo, che
lui stava portando avanti.
(.)Quando si andava nell`argo-
mento di cambiare queste cose,
queste regole, specialmente sui
pentiti, sul 41 bis e tutte queste
cose, lui tirava in mezzo queste
persone, diceva: Noi queste per-
sone li dobbiamo garantire,
queste persone ci dobbiamo
stare vicino, che questi sono
quelli che a noi ci devono por-
tare del bene >>.
Dell`Utri, intanto, stava gia pen-
sando alla nascita di un nuovo
partito. Io racconta Ezio Car-
totto, politico democristiano che
a meta degli anni Ottanta teneva
corsi di Iormazione per i mana-
ger di Publitalia, l`azienda che
raccoglieva pubblicita per le reti
Eininvest: Nel maggio-giu-
gno 1992 sono stato contattato
da Marcello Dell`Utri perche lo
stesso voleva coinvolgimenti in
un progetto da lui caldeggiato.
In particolare dell`Utri sosteneva
la necessita che, di Ironte al
controllo degli ordinari reIerenti
politici del gruppo Eininvest, il
gruppo stesso entrasse in poli-
tica per evitare che una aIIerma-
zione delle sinistre potesse por-
tare prima a un ostracismo e poi
a gravi diIfcolta per il gruppo
Berlusconi>>. Eorza Italia uscira
allo scoperto solo nel 1994, ma
Dell`Utri era al lavoro, sotter-
raneamente, gia dalla primavera
1992, per vincere prima di tutto
l`opposizione al progetto par-
tito interna alla Eininvest (tra gli
oppositori, Maurizio Costanzo).
Anche in Sicilia, negli stessi
mesi, stanno cercando nuovi
reIerenti politici. Maurizio
Avola, uomo d`onore catanese,
racconta che Riina nel 1992
intendeva creare un nuovo
partito politico>> nel quale inse-
rire uomini di Cosa nostra sco-
nosciuti, puliti, pronti a portare
direttamente gli interessi del-
l`organizzazione nelle istituzioni
dello Stato. Riina aveva ipotiz-
zato anche il nome: Cosa nuova.
Ma si era reso subito conto che
Iorse era preIeribile puntare su
qualcosa di piu neutro, come la
Iega sud.
Comunque tutto era pronto per
l`operazione, tanto che Riina
aveva chiesto a Santapaola di
indicargli persone adatte all`im-
presa, cioe uomini nuovi>> da
potere inserire nel movimento e
lanciare verso una brillante car-
LE BUGIE ED I SILENZI DI BERLUSCONI
~PIDUISTA
C
irca un anno Ia il quotidiano Ia Repubblica riportava alcune dichiarazioni in cui l`On. Berlu-
sconi tentava di Iar credere che egli non avesse mai Iatto parte della P2 e che il ricevimento
della tessera della P2 sarebbe stato un Iatto episodico e non seguito da una sua iscrizione alla
loggia massonica.
Ia verita e ben diversa ed e - Iorse il caso di ricordarla ai cittadini in questa vigilia di elezioni, tanto
piu che questa vicenda sembra essere stata dimenticata sia da Berlusconi che dai suoi avversari (pur
avendo io superato gli 80 anni, la mia memoria e ancora vigile).
In realta il Cavaliere si iscrisse alla P2 e pago regolarmente le quote associative. Proprio per aver
aIIermato il contrario innanzi al Tribunale di Verona egli venne denunciato per Ialsa testimonianza.
Con sentenza n. 97 del 1/10/90, passata in giudicato, la Sezione istruttoria della Corte d`Appello di
Venezia, pur applicando una sopravvenuta (e. provvidenziale) amnistia, entrava - come suo dovere
- nel merito, per vagliare la possibilita di un proscioglimento pieno. Cosi testualmente scriveva:
Ritiene il Collegio che le dichiarazioni dell`imputato non corrispondono a verita. In sostanza,
inIatti, secondo il Berlusconi la sua deIinita adesione alla P2 avvenne poco prima del 1981 e non
si tratto di vera e propria iscrizione, perche non accompagnata da pagamenti di quote appunto di
iscrizione, peraltro mai richiestogli. Tali asserzioni sono smentite:
A) dalle risultanze della commissione Anselmi;
B) dalle stesse dichiarazioni rese dal prevenuto avanti al G.I. di Milano, e mai contestate, secondo cui
la iscrizione alla P2 avvenne nei primi mesi del 1978.
Invero dagli atti della commissione parlamentare ed in particolare dagli elenchi degli aIIiliati, seque-
strati in Castiglion Eibocchi, Iigura il nominativo del Berlusconi (n. di riI. 625) e l`annotazione del
versamento di lire 100.000 come eseguito in contanti in data 5 maggio 1978, versamento la cui esi-
stenza risulterebbe comprovato anche da un dattiloscritto proveniente dalla macchina da scrivere di
Gelli>>.
Queste precisazioni io ebbi a Iare in una mia 'lettera al Direttore che il giornale pubblico (allora era
piu Iacile ottenere spazio su certi temi. ). In essa io dedicavo qualche parola alle aIIermazioni di
Berlusconi sulla 'non pericolosita della P2, richiamandomi ai gravi Iatti riIeriti dalla Commissione
Anselmi, a quelli narrati da Gherardo Colombo nel libro Il vizio della memoria ed a tutte le stragi
italiane in cui era stata coinvolta la P2.
Ricordare tutto cio oggi puo sembrare un`oIIesa per l`intelligenza e la coscienza degli italiani.
Ma mi sta a cuore in particolare la generazione che sta crescendo e che deve essere aiutata nella
conoscenza dei Iatti e nella memoria storica, se veramente vogliono rinnovare il nostro paese.
Eirenze, 15. 3. 2001
Dott. Antonino Caponnetto
18 Aprile-Maggio 2bb1
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segue da pag. 17
mafa caratterizzata da una sorta di smobilitazione politico legislativa
che certamente non agevola l`azione di contrasto a Cosa Nostra. Ci
sono volute due stragi per capire quale Iosse il vero volto della mafa.
In questi anni la magistratura e le Iorze politiche hanno Iatto e conti-
nuano a Iare fno in Iondo la loro parte, ma ogni giorno di piu sembrano
rareIarsi le condizioni che hanno consentito di reggere per anni uno
sIorzo ed un impegno enormi>>. Russo aIIerma che dopo una prima
reazione della societa civile ed un impegno da parte dello Stato oggi
si ha l`impressione che questo Ironte unitario si stia disgregando e che
l`azione di contrasto si regga solo sull`impegno dei singoli magistrati e
uomini delle Iorze dell`ordine>>.
Anna Petrozzi
VERTICE DELLA FEDERAZIONE ANTIRACKET
13 marzo 2001
Messina. Il 12 marzo scorso si e tenuta a Messina la quarta conven-
tion nazionale della Eederazione Antiracket. Il presidente della Com-
missione antimafa Giuseppe Iumia ha dichiarato con toni duri che
chi paga il pizzo al racket senza denunciare, e complice della mafa.
E connivente il commerciante o imprenditore che paga. Vende la pro-
pria dignita, la propria attivita produttiva e di Iatto, diventa complice
degli estorsori>>. Il Ministro Enzo Bianco puntualizza che non sono
complici. Non e Iacile rompere il muro dell'omerta. Non si denuncia
per tanti motivi: per paura, per debolezza. Io Stato deve avere atten-
zione nei conIronti delle vittime, dando loro sicurezza>>.
Il presidente della Eai, Pia Giulia Nucci dichiara: Per sconfggere il
racket serve una crescita civile che ancora purtroppo non si registra>>.
Poco ottimismo anche da parte del commissario nazionale antiracket,
Tano Grasso.
Mara Testasecca
TOLTO L`ISOLAMENTO A RIINA
13 marzo 2001
Palermo. Ia Corte d`Assise d`Appello di Palermo ha deciso che Toto
Riina uscira dall`isolamento dopo aver scontato ampiamente la pena
accessoria>> all`ergastolo. Ia sezione presieduta da Biagio Insacco,
inIatti, ha accolto il ricorso dell`avvocato Grillo osservando che nes-
suno dei reati comportanti le condanne riportate dal Riina risulta com-
messo dopo l`inizio dell`esecuzione della pena. In particolare gli ultimi
omicidi ascrittigli sono stati commessi nel maggio `89. Non sussistono
quindi i presupposti indicati dalla Cassazione perche possa ritenersi
tuttora in corso la decorrenza della sanzione dell`isolamento diurno, la
quale va pertanto dichiarata interamente espiata>>. Secondo la Corte
d`Assise d`Appello le cose potrebbero cambiare solo se dovesse esserci
una condanna per Iatti successivi all`arresto. Con un isolamento tolto
a Riina adesso ci si avvicina anche all`abolizione del 41 bis>> spiega
il pm Iuca Tescaroli attualmente in servizio a Roma. Consentire a
Riina di passare il tempo con altri detenuti e come consentirgli di par-
lare con l`esterno. In questo modo il boss puo accrescere il suo potere
anche all`interno del carcere>> dichiara il pm. Amaro anche il com-
mento dei Iamiliari delle vittime: Ci auguriamo davvero che il boss
di Cosa Nostra sia in grado di relazionare con i suoi simili, meglio
di quello che ha Iatto nel 1993, quando molto probabilmente proprio
durante qualche ora d`aria ha dato l`ordine del massacro di via dei
Georgofli>>. Sconcertato, infne, il presidente della commissione anti-
mafa, Beppe Iumia, per il quale Riina non e un delinquente comune.
Anche ai criminali eIIerati vanno date le garanzie, ma ai capimafa va
applicato un sistema piu severo>>.
Monica CentoIante
CONDANNATO L`ONOREVOLE MATACENA
14 marzo 2001
Reggio Calabria. Amedeo Matacena junior, parlamentare in carica di
Eorza Italia, lo scorso 13 marzo e stato condannato in primo grado
a 5 anni e 4 mesi per concorso esterno in associazione mafosa e al
risarcimento in sede civile di 400 milioni di lire per i danni provocati
al comune di Reggio Calabria. I pubblici ministeri Salvatore Boemi e
Giuseppe Verzera avevano chiesto per il politico una condanna di sei
anni. Il parlamentare e rimasto Iuori dalle candidature per le elezioni
del 13 maggio. Non spiegandosi questa esclusione l`uomo ha dichia-
rato di essersi comportato da amico con il presidente Berlusconi>>,
tirando in ballo il processo Dell`Utri dove ha testimoniato cosi come a
Caltanissetta contro la procura di Palermo>>, su richiesta di Ber-
lusconi>>. Il politico ha concluso con una domanda: Perche il veto
non vale per Previti e Dell`Utri? Nascondono delle loro verita?>> e poi
ancora sono stato ripagato male>>, io che su richiesta di Berlu-
sconi sono andato a testimoniare a Caltanissetta contro la procura di
Palermo>>. Parole allusive che lasciano intendere altro. Il pm Antonio
Ingroia che si sta occupando del processo a Marcello Dell`Utri in corso
a Palermo per associazione mafosa dichiara: Stiamo valutando la
dichiarazione dell`On. Matacena>> mentre il diessino alla Camera,
Eabio Mussi spiega: Quell`intervista dovrebbe essere studiata nelle
scuole. E` un concentrato straordinario di avvertimenti (.) mi aspetto
dei chiarimenti non solo da Matacena, ma anche dai maggiori dirigenti
della Casa delle liberta>>.
Il politico e stato rinviato a giudizio anche per aver ottenuto con-
sensi elettorali in cambio del suo interessamento a vicende giudiziarie
di membri dell`associazione criminale>>.
A detta di alcuni pentiti (due in particolare sono quelli che l`hanno
incriminato: Antonino Gulli e Giuseppe Roda entrambi ex esponenti
della Iamiglia Rosimini di Reggio Calabria), Matacena avrebbe Iavo-
rito e agevolato le attivita delittuose e gli scopi criminali dell`associa-
zione mafosa denominata ndrangheta operante in Calabria ed a livello
nazionale>>.
Nella stessa sentenza, la Corte d`Assise ha emesso anche trenta con-
danne all`ergastolo, ed ha infitto oltre 500 anni complessivi di reclu-
sione, a conclusione del processo 'Olimpia 3, a carico di 120 persone
accusate di omicidio, associazione di stampo mafoso, estorsione, traI-
fco di armi e stupeIacenti.
Maria Ioi
r i e r a
p o l i -
tica. San-
tapaola non
si era tirato
indietro. Il suo brac-
cio destro, Aldo Erco-
lano, tra la fne del 1991 e l`ini-
zio del 1992 incontra Dell`Utri,
stando a quel che raccontano i
collaboratori di giustizia, in una
localita del messinese. Nel 1992
sono ben 34 i viaggi dei Iratelli
Marcello e Alberto Dell`Utri a
Catania. All`incontro partecipa
Iorse anche Santapaola in per-
sona, per scambiare qualche idea
sul Iuturo della politica italiana.
So che Dell`Utri aveva amici-
zie a Palermo>>, racconta Avola,
e in quel periodo si parlava
gia del partito nuovo che stava a
cuore a Toto Riina>>.
Dell`Utri naturalmente smenti-
sce. Di certo c`e che qualcosa
eIIettivamente si muove, al Sud.
In quel periodo, spesso sotto
l`ala di ambienti massonici, in
molte regioni nascono nuovi
movimenti politici. Sorsero
piccole 'leghe, dislocate in
diverse parti del territorio
nazionale>>, spiega Piero
Iuigi Vigna, che le ha incon-
trate nel corso delle indagini
sulle stragi del 1993. Ie enu-
mera con cura: Iega pugliese,
Iega marchigiana, Iega moli-
sana, Iega meridionale, Iega
degli italiani, Iega sarda, Iega
calabrese. E ancora: Iega
italiana. Iaga delle leghe,
Iega sud della Calabria, Iega
toscana, Iega laziale, Iega
nazional popolare, movimento
Sicilia libera.
A una maniIestazione della Iega
meridionale e presente don Vito
Ciancimino, l`ex sindaco di
Palermo condannato per mafa.
Sicilia libera e invece diretta-
mente creata da uomini di Cosa
nostra: la promuove Tullio Can-
nella, in stretto contatto con Ieo-
luca Bagarella. Vi partecipano i
Iratelli Graviano e il costruttore
Palermitano Gianni Ienna. Ha
come scopo dichiarato Iar diven-
tare la Sicilia una nazione auto-
noma, nel quadro di una Italia
Iederale. Si presenta anche alle
elezioni nell`isola, senza grandi
successi.
Ma nel corso del 1993 Cosa
nostra abbandona l`idea di Iare
politica in proprio. Nell`organiz-
zazione circola la voce che i
tempi duri stanno per fnire, che
sono stati trovati nuovi alleati.
Malgrado gli arresti dei suoi capi
Riina, Santapaola, Bagarella
in Cosa nostra torna l`ottimi-
smo. Alla fne del 1993 e Ber-
nardo Provenzano in persona, la
piu alta autorita dell`organizza-
zione rimasta libera e attiva, a Iar
sapere alle Iamiglie: State tran-
quilli, ho tro-
vato qualcosa, il vento sta per
cambiare>>.
A Milano, intanto, Dell`Utri e
riuscito a vincere le resistenze
interne alla Eininvest a convin-
cere Silvio Berlusconi a scen-
dere in campo>>. Eorza Italia,
dopo pochi mesi di vita uIfciale,
si appresta a vincere le elezioni
del 1994.
Oggi, sette anni dopo, nessuna e
uscita dallo gnommero>>, dal
gomitolo del 1992-93. Sono state
registrate molte dichiarazioni di
collaboratori di giustizia, sono
state rilevate molte concordanze
di dati e di Iatti. Ma e ancora
troppo poco per Iormulare accuse
precise. Tanto piu nei conIronti
di personaggi potentissimi, e in
tempi in cui martellanti cam-
pagne di stampa hanno gettato
discredito sui pentiti>> e dele-
gittimazione sui magistrati. Cosi
arrivati al termine della scadenza
naturale delle indagini, e neces-
sario chiedere l`archiviazione.
Poiche pero i reati di strage non
si prescrivono mai e gli indizi
restano pesanti sul tappeto, archi-
viata un`indagine e
possibile e dove-
roso aprirne subito
un`altra, a carico
di ignoti, e inserire
le vecchie carte nei
nuovi Ialdoni.
Eorse la prova certa
non si trovera mai.
Ma di sicuro, in
questa come in
altre gravi vicende
italiane, e utile non
accontentarsi delle
risultanze proces-
suali: chi in poli-
tica chiede di sve-
lare sentenze o
al t r i -
menti di
r e s t a r e
zitti, mostra,
p a r a d o s s a l -
mente, di essere
giustizialista>>, di
ridurre il mondo intero a una
grande aula di giustizia. In poli-
tica conta invece anche l`oppor-
tunita dei comportamenti. Dai
politici non si deve prendere
qualcosa di piu che la Iedina
penale pulita? Negli Stati Uniti
e in altri paesi civili c`e chi ha
avuto la carriera politica rovi-
nata per aver scelto male la baby
sitter, o la colI, o l`amante. E chi
ha assunto e tenuto in casa uno
stalliere>> che era in realta
un boss mafoso? E chi ha avuto
come braccio destro nel business
e nella politica un uomo come
Marcello Dell`Utri, le cui agende
dimostrano che e rimasto sempre
in contatto con gli ambienti
mafosi palermitani? E chi ha
attraversato con mille ambi-
guita (nel migliore dei casi)
la stagione delle stragi del
1992-93?
C`e comunque una domanda
che resta senza risposta:
perche mai tanti uomini pro-
venienti da Cosa nostra rac-
contano di contatti tra i boss
e gli ambienti Eininvest nel
1992 93? Ie risposte possi-
bili, razionalmente, sono tre:
1. E` tutta una montatura
dei magistrati comuni-
sti>> che hanno indottrinato
decine di pentiti>>: e una
spiegazione piu dietrologica
e complottista dell`ipotesi
B, che pure e accusata di
essere dietrologica e com-
plottista.
2. E` tutto un equivoco: la con-
vinzione di essere sostenuti
da Berlusconi si e davvero
diIIusa dentro Cosa nostra,
ma e l`autoconvincimento di
boss e gregari impegnati in
una guerra contro lo Stato
che ha portato alla disIatta
dell`ala corleonese
dell`organizzazione.
3. E` vero, i contatti tra gli
ambienti Eininvest e
Cosa nostra ci sono
stati.
In attesa di approdare
a qualche certezza in
proposito, l`Italia,
strano Paese europeo,
va con questi dubbi
verso l`appuntamento
elettorale.
Per gentile conces-
sione de Il diario e
del direttore Enrico
De Aglio
Il segnale
chiaro: non avete
mantenuto i patti,
dunque ora pagate
il vostro tradi-
mento
ndagato:
8ilvio Berlusconi
{ricostruzione grafica}
19 Aprile-Maggio 2bb1
N
el nostro Paese,
dove la giustizia
penale Iunziona
preval ent ement e
nei conIronti dei
derelitti e dei deboli, talvolta con
picchi di inaudita Ierocia, le
parole d'ordine sono diventate,
da alcuni anni a questa parte,
garantismo (a senso unico) e
giusto processo (solo per chi ha
i mezzi per poterselo permet-
tere).
Espressioni che rappresentano
il punto di arrivo di un movi-
mento di idee e di una cultura
libertaria sviluppatisi correlati-
vamente all'azione della magi-
stratura inquirente che, dai primi
anni 90, ha iniziato a rivolgere
l'indice accusatore nei conIronti
di personaggi eccellenti deten-
tori o vicini al potere. Si e par-
titi con l'invocare la persecu-
zione politica e la politicizza-
zione della magistratura, si e
proseguito con il tentativo di sva-
lutare sic et simpliciter le con-
Iessioni di collaboratori di giu-
stizia in nome di elementi ogget-
tivi di riscontro, spesso impossi-
bili da rinvenire, si e detto che
la diIesa degli indagati non era
munita di suIfcienti diritti e pre-
rogative, che il processo accu-
satorio era Iortemente sbilan-
ciato a Iavore di un pubblico
ministero sempre piu inaIfda-
bile, che gli errori giudiziari si
moltiplicavano, che le sentenze
erano errate, che non era ammis-
sibile si potesse giungere a con-
danne sulla base di accuse lan-
ciate da chi si sottraeva al con-
traddittorio, che la magistratura
giudicante doveva essere sepa-
rata da quella inquirente (1).
Sino ad avvalorare l'immagine di
una giustizia irrimediabilmente
dominata da pubblici ministeri
in preda a incontenibili istinti
venatori.
Quel che sorprende e induce a
rifettere e che cio e accaduto
in un paese dove, per usare l'eI-
fcace espressione del collega
Roberto Scarpinato, la storia
della criminalita e, a diIIerenza
che in altri Stati, inestricabil-
mente intrecciata con la Storia
nazionale>> (2).
E un dato di Iatto che gli anni
recenti hanno registrato modi-
hca:ioni epocali del
sistema giudiziario e
che, a nostro giudizio,
e stato assestato un
duro colpo alla Ielice
stagione improntata
al recupero della
legalita iniziata negli
anni 1991-1992.
In quel biennio, l'in-
dirizzo politico -
impresso dal ministro
della Giustizia (in cio
stimolato da Gio-
vanni Ealcone, in
qualita di direttore
generale degli AIIari penali, a
partire dal marzo 1991) e da
quello dell`Interno, recepito
dalla compagine governativa -
aveva portato ad adottare una
serie di provvedimenti legislativi
estremamente incisivi (3), che
si sono rivelati capaci di con-
cretizzare una seria oIIensiva di
contrasto al dilagare del Ieno-
meno associativo criminale, rite-
nuto allora davvero emergenza
nazionale.
I'inizio del terzo millennio, che
s'inIrange su uno dei cicli bassi
della lotta alla criminalita orga-
nizzata di stampo mafoso (carat-
terizzato da Iastidio nei conIronti
del problema e da una certa rilut-
tanza e disattenzione istituzio-
nale), ha visto il varo delle leggi
sulle indagini diIensive (4) e sul
"giusto processo" (5), il tenta-
tivo di abolire surrettiziamente
la pena dell'ergastolo (6) e l'ap-
provazione, in sede deliberante
al Senato, dell'agognata riIorma
sui collaboratori e testimoni di
giustizia (7).
Chi puo non plaudire a principi
come quello della "ragionevole
durata del processo", in un
sistema processuale dove l'ac-
certamento delle responsabilita
penali richiede tempi biblici; o
come quello per cui il processo
si deve svolgere nel contraddit-
torio delle parti; o quello per
cui non si puo essere condan-
nati sulla base di accuse Ior-
mulate da chi si e sottratto, per
libera scelta, all'interrogatorio
da parte dell'imputato o del suo
diIensore; ovvero quello per cui
la persona accusata di un reato
deve essere inIormata della
natura e dei motivi dell'accusa
elevata a suo carico e deve poter
interrogare o Iar esaminare le
persone inIormate sui Iatti o
compiere atti d'indagini (acqui-
sendo inIormazioni, richiedendo
documenti, accedendo sui luoghi
dei delitti)? Si tratta di conquiste
di civilta. Iniziative che, pero, sic
et simpliciter sono state estese a
ogni maniIestazione della crimi-
nalita, anche a quella mafosa, a
prescindere dalla specifca, gra-
vissima pericolosita di tale par-
ticolare Iorma di devianza. E
cio appare davvero singolare e
idoneo a disorientare non solo i
cittadini, ma soprat-
tutto gli addetti ai
lavori, coloro che
quot i di anament e
(magistrati e Iorze
dell'ordine) si tro-
vano a svolgere
indagini e a soste-
nere l'accusa in giu-
dizio nei conIronti
degli appartenenti a
Cosa Nostra e alle
altre associazioni di
stampo mafoso.
Anzitutto, si deve con-
statare che, mentre
il resto
d e l
m o n d o
recepisce i
r i s u l t a t i
migliori della
cultura giuridica
antimafa italiana,
la nostra normativa
di contrasto alla cri-
minalita organizzata viene
pesantemente messa in discus-
sione.
In secondo luogo, nel corso dei
processi, si e assistito e si assi-
ste alla perdita dei preziosi risul-
tati raggiunti con anni di minu-
ziose investigazioni, svolte per
trovare riscontri e dati di con-
Ierma a precedenti dichiarazioni
di collaboratori di giustizia, in
quanto l'attuale legislazione pre-
vede che costoro possano avva-
lersi della Iacolta di non rispon-
dere .
E, inIatti, la legge sul "giusto
processo" ha stabilito il princi-
pio per cui le dichiarazioni rese
dall'imputato di reato connesso,
se non conIermate in dibatti-
mento, sono prive di qualunque
eIfcacia probatoria. Non e diI-
fcile immaginare che mafosi
mettano in atto pressioni, attra-
verso intimidazioni, violenze e
oIIerte di denaro, per dissua-
dere i collaboranti dal ribadire
le loro indicazioni, o che il loro
interesse ad accusare dei sodali
venga meno perche la loro posi-
zione processuale si e risolta
con il ricorso a riti alternativi
( c o me
il rito abbreviato o il pat-
teggiamento).
Che, poi, la norma consenta in
caso di dimostrata violenza,
minaccia o subornazione, di uti-
lizzare comunque le dichiara-
zioni rese in Iase di indagini
e non conIermate in dibatti-
mento, non rappresenta un'ade-
guata soluzione: per l'elemen-
tare considerazione che riuscire a
provare siIIatte circostanze costi-
tuisce una prova diabolica.
Ia conseguenza, allora, non puo
che essere quella di chiedere l'as-
soluzione in dibattimento allor-
che il collaboratore, imputato
di reato connesso o probatoria-
mente collegato, si sia avvalso
della Iacolta di non rispondere.
E evidente che una disciplina di
questo tipo incentivera, ogget-
tivamente, i tentativi di intimi-
dire i testimoni o, comunque,
di subornarli. Sarebbe pertanto
auspicabile un intervento norma-
tivo, volto a introdurre una rego-
lamentazione diIIerenziata per
questi
dichia-
r a n t i ,
proprio in
virtu della
specifcita dei
problemi che
involgono.
Si puo immaginare una
disposizione di questo tipo:
chi viene avvertito durante le
investigazioni della possibilita
di avvalersi della Iacolta di non
rispondere e non si avvale della
stessa, non puo piu Iruirne. E
se in dibattimento non risponde,
dovra subire gravi e dissuasive
sanzioni penali secondo la logica
della responsabilita che permea
sistemi penali di altri paesi.
Apprezzabile, ma non suIf-
ciente, appare il tentativo della
recente legge ordinaria di attua-
zione del giusto processo, in
materia di Iormazione e valu-
tazione della prova (8), di
bilanciare il rigoroso principio
che nega valore probatorio alle
dichiarazioni rese durante le
indagini dai "pentiti" che in
dibattimento si trincerano dietro
la Iacolta di non rispondere, con
un intervento restrittivo sul
diritto al silenzio. Silenzio che
e stato negato, pero, solo ai
coimputati e agli imputati di
reato connesso o collegato i quali
siano gia defnitivamente usciti
dal processo con una sentenza
Perch mai un mafioso
dovrebbe pentirsi?
di Luca Tescaroli, Antonino Di Matteo e Franca mbergamo
1ot Riina sognava' l'abolizione dell'ergastolo e del 41 bis, la neutralizzazione dei pentiti,
l'abrogazione della legge sul sequestro dei beni dei mafiosi... Ma, forse, non aveva osato
sperare di poter fruire di leggi cos vantaggiose come quella sulleindagini difensive.
Pentito:
Maurizio Avola
Foto di Enrico
Di Giacomo
2b Aprile-Maggio 2bb1
di condanna, di proscioglimento
o di patteggiamento. Invero, la
recente e consistente iniezione
normativa ha voluto ridimensio-
nare la tempistica del processo
penale, aumentandone le garan-
zie, senza una rivisitazione siste-
mica e razionale della legisla-
zione. Ne e derivato il proliIe-
rare di inutili Iormalismi che di
Iatto comportano un indeboli-
mento della garanzia dei citta-
dini e una caduta di sicurezza
per la collettivita, tanto piu grave
se valutata con riIerimento alla
criminalita organizzata.
Emblematico e quanto accade
alla conclusione delle inve-
stigazioni riservate (non com-
piute in presenza del diIensore,
i cui esiti possono essere cono-
sciuti dall'interessato solo al ter-
mine delle indagini preliminari).
I'avviso di conclusione delle
indagini>> comporta un'automa-
tica discovery (il diIensore del-
l'indagato puo prendere visione
di tutti gli atti compiuti dal pub-
blico ministero e dalla polizia
giudiziaria ed estrarne copia) e
attribuisce all`indagato una serie
di Iacolta diIensive da esercitare
nel termine di venti giorni (9).
Nei casi di investigazioni com-
plesse, sIociate in numerose
ordinanze di custodia cautelare
(situazione tipica allorche si
tratta di criminalita organizzata),
pero, tale norma, in assenza di
adeguate previsioni normative,
appare idonea ad agevolare scar-
cerazioni per decorrenza dei ter-
mini di custodia cautelare in car-
cere (come e gia accaduto in
molti casi) e ad accorciare di
Iatto i termini di durata massima
delle indagini, dal momento che
gli inquirenti dovranno tener
conto degli adempimenti con-
nessi alla notifca dell'avviso e
all'iter dello stesso: un abbat-
timento di almeno uno o due
mesi.
Alcune rifessioni meritano la
nuova legge sulle indagini diIen-
sive e quella, in Iase di perIezio-
namento, sui testimoni e collabo-
ratori di giustizia, per compren-
dere l'impatto che avranno sulla
drammatica realta del crimine
organizzato, anche per verifcare
la loro idoneita ad assicurare
un'adeguata sicurezza della col-
lettivita.
Ia legge sulle indagini difen-
sive oIIre agli imputati e ai loro
diIensori strumenti di ampiezza
impressionante per condizionare
in maniera decisiva l'accerta-
mento della verita. E, inIatti, al
diIensore e data fnanco la possi-
bilita di espletare investigazioni
di carattere preventivo, prima
ancora dell'iscrizione della noti-
zia di reato nell'apposito regi-
stro della procura della Repub-
blica, il cui esito l'avvocato dovra
comunicare, per dovere deonto-
logico, al proprio cliente. I'am-
piezza della previsione norma-
tiva e tale per cui chiunque ne
abbia i mezzi economici, per
assurdo, puo diventare il domi-
nus del procedimento penale
precostituendo, anche a Iutura
memoria, mezzi di prova con
riIerimento alle sue azioni delit-
tuose, e perpetrando (perche
no?) strategie di annientamento
di rivali in seno all'organizza-
zione criminosa, o piu semplice-
mente al fne di procurarsi impu-
nita.
Viene data la possibilita, al
diIensore, al suo sostituto, ai suoi
consulenti tecnici, a investiga-
tori privati autorizzati, di acqui-
sire - dalle persone in grado di
riIerire circostanze utili ai fni
dell'attivita investigativa - noti-
zie con un colloquio non docu-
mentato, con una dichiarazione
scritta o con una relazione sot-
toposta a una serie di Iorma-
lismi. Un'acquisizione Iuori da
ogni controllo, che puo limitarsi
a raccogliere Iormalmente e nel
luogo che predilige (non escluso
il luogo di abituale dimora del
proprio assistito, o quello in cui
questi esercita la propria atti-
vita proIessionale) solo quelle
risultanze che in qualche modo
possono rivelarsi utili alla strate-
gia diIensiva, anche dopo aver a
lungo e liberamente colloquiato
con il dichiarante (non escluso
il caso del detenuto, laddove
sia stata ottenuta l'autorizzazione
dal giudice). Il tutto mentre il
pm, che esercita un "munus pub-
blico", ha l'obbligo di acquisire
tutti gli elementi a Iavore e a sIa-
vore, e di registrare le deposi-
zioni rese dagli imputati o impu-
tati di reato connesso (o proba-
toriamente collegato) detenuti.
Ma non basta. Mentre il diIen-
sore potra svolgere indagine
senza alcun vincolo tempo-
rale, il pm rimane soggetto
alla disciplina codicistica che
impone una tempistica limi-
tata (al massimo
18 mesi o 2 anni,
a seconda del tipo
di reato). Un
notevole sbilan-
ciamento a Iavore
della diIesa.
Immaginiamo, poi,
l'azione del diIen-
sore o di un emis-
sario di Salvatore
Riina, di Ieoluca
Bagarella o di altri
capi di organiz-
zazioni mafose che
si accostano a un
testimone di un Iatto
di sangue o a una vittima del
racket delle estorsioni. Possiamo
davvero pensare che la Iorza di
intimidazione, che rappresenta
l'essenza di tali organizzazioni,
non compromettera la genuinita
dell'acquisizione dell'elemento
di prova, imponendo versioni di
comodo per il mafoso? I'aver
consentito l'applicazione di tali
disposizioni ai reati di crimina-
lita di stampo mafoso rappre-
senta un arretramento nel con-
trasto al crimine organizzato, dai
possibili eIIetti destabilizzanti
nei processi di mafa.
Cosi come, del resto, alcune
disposizioni contenute nella
normativa sui collaboratori.
Una regolamentazione che ha
ristretto l'ambito di applicazione
alle condotte di collaborazione
per i delitti di associazione fna-
lizzata al traIfco di stupeIa-
centi, di associazioni di stampo
mafoso, di sequestro di per-
sona, ovvero per i delitti com-
messi avvalendosi delle condi-
zioni di cui all'art.416 bis del
codice penale, o al fne di
agevolare l'attivita delle dette
associazioni, ovvero per fna-
lita di terrorismo ed ever-
sione dell'ordine costi-
tuzionale. Una
regolamentazione che,
intendiamoci, appa-
riva necessaria e
imprescindibile
per dare certezza
e porre riparo
alle patologie
del sistema,
ma che, tutta-
via, avra cer-
tamente un
eIIetto disin-
cent ivant e,
per l'ecces-
sivo, incoe-
rente, talora
gratuito rigore
che permea le
varie disposi-
zioni.
Che dire delle
dichiarazioni rese
dopo i 180 giorni,
suscettibili di Iar revo-
care il programma di
protezione, non piu utiliz-
zabili nei conIronti di terzi,
nemmeno se dovessero essere
riscontrate? E che dire della revi-
sione del processo, che il Pro-
curatore generale e chiamato a
promuovere quando le attenuanti
previste per i collaboratori di
giustizia sono state applicate per
eIIetto di dichiarazioni che si
sono poi rivelate reticenti o
incomplete? Possibile che le sen-
tenze passate in giudicato siano
irreIragabili per tutti, anche per
i criminali piu irriducibili, salvo
che per i 'pentiti? E` sor-
prendente come siano stati inse-
riti strappi al sistema giuridico
processual-penalistico in istituti
come la revisione del
processo, l'obbliga-
torieta dell'esercizio
dell'azione penale e
l'utilizzabilita delle
prove, in Iunzione
penalizzante della
fgura del collabo-
rante. Eppure i "pen-
titi" si sono rivelati
decisivi e insosti-
tuibili per scoprire
verita, per ottenere
condanne, per cattu-
rare latitanti. Piu in
particolare, va rilevato
che la norma (10) ha
ricollegato la sanzione dell'inuti-
lizzabilita alle dichiarazioni rese
al pm o alla polizia giudiziaria
oltre il termine di 180 giorni,
prevedendo che le indicazioni
ritardatarie non possano essere
valutate ai fni della prova dei
Iatti in esse aIIermati contro le
persone diverse dal dichiarante
(salvo i casi di irripetibilita).
Un primo proflo interpretativo
problematico si coglie con riIeri-
mento ai Iatti nuovi che eventual-
mente dovessero essere aggiunti
dal collaborante nel corso del
dibattimento, posto che la norma
non prende in esame tale
Iattispecie. Ia diversifcazione,
poi, nel regime dell'utilizzabi-
lita tra le dichiarazioni tardive
rese contro le persone diverse
dal dichiarante (sanzionate con
l'inutilizzabilita) e quelle che
attengono al coinvolgimento del
collaborante stesso (pie-
namente utilizza-
bili), intro-
duce una
i ngi u-
s t i I i c a t a
discriminazione
in dispregio del prin-
cipio costituzionale di
uguaglianza.
Dal pari, la norma sulla revi-
sione introduce una discrimi-
nazione tra l'imputato comune
che, in ipotesi, abbia usuIruito
di attenuanti in virtu di collabo-
razione rivelatasi solo parziale il
quale continuera ad essere sog-
getto al principio dell'irreIraga-
bilita o intangibilita del giudi-
cato, e il collaboratore di mafa,
la cui anche parziale reticenza
puo Iar scattare il meccanismo
della revisione, anche dopo che
la sentenza e passata in giudi-
cato.
Ia recente normativa ha intro-
dotto, inoltre, la sanzione del-
l'inutilizzabilita in dibattimento
(11) per le dichiarazioni rese dai
collaboranti dopo che si sia veri-
fcata la violazione del divieto
(tra l'altro) di sottoporli ai "col-
loqui investigativi" e di avere
corrispondenza fno alla reda-
zione del verbale illustrativo del
contenuto della collaborazione.
Cosi come per le dichiarazioni
rese dopo i 180 giorni, ancora
una volta, e stata introdotta una
sorta di prova "legale privativa
di eIfcacia probatoria", stabi-
lendo una pericolosa limitazione
del principio del libero con-
vincimento del giudice e con-
sentendo una violazione del
principio dell'obbligatorieta del-
l'azione penale.
Il giusto obiettivo di impedire
che vengano conIezionate ad arte
versioni tra collaboranti o poste
in essere "insuIfazioni" esterne
poteva essere utilmente per-
seguito con sanzioni di varia
natura, anche estremamente
severe. Ma non va
di me nt i -
cato che
possono intervenire varia-
bili indipendenti dalla volonta
del collaborante. Si pensi ai casi
dell'inIedelta dell'agente peni-
tenziario, debitamente prezzo-
lato dai membri dell'organiz-
zazione, ovvero alle carenze
delle strutture carcerarie, che
rendono estremamente diIfcile
l'assoluto isolamento dei dete-
nuti. E in questi casi si dovra
sempre applicare la rigorosa san-
zione dell'inutilizzabilita?
In realta, le nuove disposizioni
introducono nuovi spazi di inter-
Ierenza da parte di soggetti estra-
nei all'attivita giudiziaria. Si
pensi al caso in cui l'autorita
politica o amministrativa non
vari o non attui un'adeguata nor-
mativa regolamentare o un'ade-
guata organizzazione per impe-
dire - come previsto dalla legge
Perch mai un mafioso dovrebbe pentirsi?
...mentre il resto del mondo
recepisce i risultati migliori
della cultura giuridica antima-
a italiana, la nostra normativa
di contrasto alla criminalit
organizzata viene pesantemente
messa in discussione
8trage:
Capaci 23 maggio
1992
Devastazione
{ricostruzione gra-
hca}
21 Aprile-Maggio 2bb1
8$$l68
$1NF
SOSPETTI SU ALCUNI APPALTI ANAS
14 marzo 2001
Palermo. Ia Guardia di Einanza della citta ha eseguito 18 dei 22 ordini di
custodia cautelare emessi su disposizione del gip di Palermo Eabio Iicata.
I`inchiesta si riIerisce agli appalti, pilotati da Cosa Nostra, per la realizza-
zione e la manutenzione di numerose strade siciliane. Sono fniti in manette:
l`Ing. Nello Vadala, SteIano Schimmenti, Gaetano Achimmenti, Giovanni
Tosto, Salvatore Tosto, Calogero Orlando, Pietro Bologna, Giuseppe Aran-
cione, Vincenzo Cataldo, Erancesco Ingoia, Antonino Durante, Salvatore
Tuttolomondo, Giacomo Eerrara, Alberto Pipia. Disposti gli arresti domici-
liari da parte del Gip anche per quattro dipendenti Anas: Angelo Bulone,
Salvatore Tomasino, Iuigi Buonincontro, Giuseppe Croce. Indagati anche
altri dipendenti Anas: Giacomo Agileri, Maurizio Schirru, RaIIaele Eonte
accusati di concorso esterno in associazione mafosa e associazione per
delinquere fnalizzata alla turbativa d`asta. Dalle intercettazioni ambientali,
tra cui una microspia collocata nello studio dell`Ingegner Vadala, sarebbe
emerso, secondo il pm De Iucia, che gli accordi instaurati Ira le cosche
e l`imprenditoria, ancora oggi, nonostante gli arresti che vi sono stati e le
inchieste su mafa e appalti, siano ancora Iorti e stabili nella spartizione
dei lavori pubblici>>. I`ingegnere, Santo Schimmenti e Salvatore Tosto
avrebbero agito grazie all`aiuto del geometra Giuseppe Iipari, il succes-
sore di Angelo Siino. Iipari aveva all`Anas una catena di complicita che
lo metteva in grado di pianifcare l`intera gestione degli appalti, dalla pro-
gettazione al collaudo. All`Anas, tra l`altro, venivano predisposti bandi su
misura. Uno dei sistemi piu ricorrenti, nel caso di riIacimento del manto
stradale, era quello di pretendere, come requisito necessario per l`ammis-
sione alla gara, la titolarita da parte dell`impresa di impianti di produzione
di conglomerati bituminosi o la proprieta di macchine scarifcatrici. Altro
trucco era quello di richiedere documenti di non Iacile acquisizione imme-
diata. Se nonostante questi trucchi accadeva che pervenisse un`oIIerta non
gradita, si ricorreva all`apertura delle buste per consentire l`adeguamento
del ribasso da parte dell`impresa designata in partenza>>. Del ruolo giocato
da Iipari ha parlato anche Giovanni Brusca che conIessa di avere procu-
rato lui i danneggiamenti all`impresa di Vadala. Per entrare nel sistema
di illecita aggiudicazione degli appalti Anas dice Brusca sapevo che
era necessario un aggancio con Iunzionari dell`ente appaltante. Sapevo che
Nello Vadala era particolarmente inserito in questo sistema ed io cercai di
'agganciarlo. Per Iare cio gli ho causato una serie di danneggiamenti per
i lavori che lui svolgeva all`interno del territorio del mandamento di San
Giuseppe Jato, anche se la cosa era piuttosto complicata poiche il Vadala
era solito ritirare i mezzi alla fne di ogni giornata di lavoro. Comunque
riuscii a causare i danni che imposero al Vadala di realizzare un contatto
mediato tra me e lui che Iu realizzato prima attraverso Pino Iipari, una
persona di rispetto alla quale gia sapevo che il Vadala era molto vicino>>.
Il flo che lega questa indagine alle coop rosse e legato a SteIano Ponte-
sino (tornato in liberta per decorrenza dei termini di custodia cautelare).
Di lui avrebbe parlato anche il collaboratore di giustizia Mario Di Natale
che l`ha citato come titolare di aziende interessate al controllo delle opere
dell`Anas. Tra le imprese piu interessate alla gestione degli appalti Anas
aveva dichiarato di Natale ricordo in questo momento Iacuzzo, Potestio,
Virga, Schimmenti e Alosio, ovviamente Vadala e certamente altri che in
questo momento non riesco a ricordare>>. I`inchiesta - ha detto Pietro
Grasso mette in evidenza un`economia criminale che trae dai soldi pub-
blici linIa vitale>>.
Iorenzo Baldo
MAGISTRATI SCHEDATI
15 Marzo 2001
Roma. Il giudice Rosario Priore ha rilasciato una intervista al portale il
Nuovo.it in cui ha aIIermato che i servizi segreti volevano conoscere ogni
particolare della vita dei magistrati e gli orientamenti politici in quanto
avrebbero potuto istruire inchieste delicate per gli equilibri del Paese. Negli
archivi dei servizi segreti ci sarebbero liste di giudici classifcati come
'amici o come 'controindicati. DiIatti nel corso della maxinchiesta sulla
strage di Ustica il controspionaggio ha sequestrato un carteggio in cui si tro-
vano tracce di questa attivita. I`operazione di monitoraggio dei magistrati
non sarebbe stata pero opera di agenti segreti 'deviati, inIatti da alcuni
documenti del Sismi risulta che una schedatura di massa di tutti i giudici di
sinistra Iu chiesta dal Procuratore generale (non si sa se dalla Cassazione o
di qualche corte d`Appello) in carica nel 1980. Si e scoperto che in alcuni
casi erano i vertici della magistratura a chiedere ai servizi di spiare i giu-
dici in modo da poter emarginare tutti coloro che su basi ideologiche non
davano aIfdamento.
Jessica Pezzetta
IL PG GIACOMO SCALZO E IL CASO SCUTO-LAUDANI
15 marzo 2001
Catania. Il procuratore generale di Catania Giacomo Scalzo ha avocato a
se le indagini-bis sul caso Scuto-Iaudani. Dopo la polemica scaturita dal
caso, l`alto magistrato spiega che cosa ha voluto dire con le parole 'Mala
gestio: E` il risultato di una valutazione diIIorme di una stessa vicenda
in due procedimenti della stessa procura. Ci sono questi due Iamosi floni,
uno che e stato gestito dal pm Marino e dal procuratore aggiunto Giuseppe
Gennaro, il quale ha vistato la richiesta del provvedimento di cattura, sia
ben chiaro. Gennaro sta lavorando in coerenza perIetta con i suoi compiti.
Dunque Marino ha Iatto delle indagini e ha ritenuto che ci Iossero elementi
di colpevolezza e Gennaro ha vistato. Poi c`e l`altro flone antecedente che
era approdato al Gip, e non c`era solo Scuto, ma tanti altri. Il Gip ha rite-
nuto di non accogliere quella richiesta di archiviazione>>. Il pg Giacomo
Scalzo ha puntualizzato che come Procura generale abbiamo il controllo
dell`azione penale, a questo punto, avvisati dal Gip, ci siamo sostituiti al
Pm>>. Il Procuratore Generale ha chiesto l`anticipazione dell`udienza che
e stata fssata per il 2 maggio.
Monica CentoIante
SI CONSEGNA PALAZZOLO
15 marzo 2001
Palermo. Gli inquirenti stanno cercando di capire che cosa si celi dietro
la costituzione di Giuseppe Palazzolo. I`ex bancario di Cinisi sarebbe il
fancheggiatore e il prestanome di Bernardo Provenzano. Quest`ultimo lo
avrebbe utilizzato per direttive legate al mondo degli appalti. Palazzolo
segue a pag. 23
- che in seno all'istituto peni-
tenziario i detenuti collabora-
tori di giustizia si incontrino Ira
loro. Basterebbe l'ignavia del-
l'autorita politica o amministra-
tiva, cioe una serie di Iattori che
prescindono dall'autorita giudi-
ziaria, per Iar scattare la mannaia
dell'inutilizzabilita delle dichia-
razioni di quei collaboratori. Il
tutto, in piena antitesi con il prin-
cipio costituzionale della sepa-
razione dei poteri dello Stato.
Manca, altresi, una regolamenta-
zione idonea ad agevolare l'inse-
rimento nel mondo del lavoro dei
collaboranti appartenenti all`or-
ganizzazione di stampo mafoso
e non testimoni, che costituisce
l'elemento decisivo per il com-
pleto recupero sociale del crimi-
nale. Eccessivamente restrittiva
appare, altresi, la norma (12) che
vieta ad un avvocato di assu-
mere la diIesa di piu imputati
che abbiano reso dichiarazioni
concernenti la responsabilita di
altro imputato nel medesimo
procedimento collegato. Ia ratio
della norma impedire che il
legale, anche involonta-
riamente, possa
Iar vei-
colare le noti-
zie da un collaborante
all`altro o, comunque, Iavorire
previ concerti nelle dichiarazioni
da rendere poteva essere salva-
guardata anche prevedendo un
divieto limitato al caso di dichia-
razioni concernenti la responsa-
bilita di altro nel medesimo pro-
cedimento.
Vi e, poi, la prescrizione (13)
che impone, per un verso, ai col-
laboranti il dovere di specifcare
tutti i beni posseduti o comunque
controllati; e, per l`altro, l`ob-
bligo per l`autorita giudiziaria
di sequestrarli. I`interpretazione
letterale della norma induce a
ritenere che il sequestro vada
eIIettuato a prescindere dalla
provenienza lecita o illecita degli
stessi. E` evidente che appare pro-
Iondamente irrazionale depau-
perare il patrimonio nelle parti
in cui sia stato Iormato con atti-
vita rientranti nell`alveo della
legalita.
Merita attenzione, poi, la norma
transitoria (14) che si propone
di disciplinare la posizione dei
collaboratori che hanno iniziato
il loro rapporto con l`autorita
giudiziaria in epoca precedente
all`entrata in vigore della nuova
legge. Si sono inIatti estesi il
rigoroso trattamento sanziona-
torio e i criteri di applicazione
dei benefci premiali anche a chi
ha gia maniIestato la volonta di
collaborare prima dell`entrata in
vigore della legge, imponendo
(attraverso il richiamo delle rela-
tive disposizioni) tra l`altro:
l`obbligo di sottoscrivere le spe-
ciali misure di protezione con
l`impegno a osservare tutte le
prescrizioni dell`art.5 (compresa
quella di specifcare tutti i beni
nella loro disponibilita, con con-
seguente obbligo di sequestro da
parte dell`autorita giudiziaria);
la redazione del verbale illu-
strativo entro i 180 giorni dal-
l`entrata in vigore della legge,
con le conseguenti sanzioni in
caso di violazione; l`appli-
cazione dei benefci di cui
all`art.16 nonies (liberazione
condizionale e detenzione domi-
ciliare) (15) solo dopo l`espia-
zione di almeno un quarto
della pena infitta, o
per i condan-
nati all`erga-
stolo di
almeno
10 anni
di pena. E si
e pure stabilita
l`inutilizzabilita in
dibattimento (salvi i
casi di irripetibilita del-
l`atto) delle dichiarazioni rese
al pm e alla polizia giudiziaria,
allorche vi siano stati colloqui
investigativi, corrispondenza
epistolare, telegrafca e teleIo-
nica, oppure un incontro tra col-
laboratori in epoca precedente
alla redazione del verbale illu-
strativo.
Ia riIorma ha previsto, invece,
una regolamentazione diIIeren-
ziata per l`applicazione delle
attenuanti in caso di collabora-
zione e una tipologia di reati
per i quali e applicabile la nor-
mativa ai collaboranti che ini-
ziano il rapporto dopo l`entrata
in vigore della nuova legge. Per
la prima categoria di 'pentiti
non si chiedera, per poter Iruire
delle attenuanti generiche e spe-
ciali, la sottoscrizione entro i
180 giorni del verbale illustra-
tivo dei contenuti della collabo-
razione. In altri termini, il legi-
slatore ha mutato, per cosi dire,
le regole del gioco durante la par-
tita. E cosi il collaborante che, in
ipotesi, non ha scontato il quarto
di pena (o i 10 anni se erga-
stolano) ed e stato ammesso ai
benefci (tipo detenzione domi-
ciliare o liberazione condizio-
nale) dovra andare o ritornare
in carcere una volta entrata in
vigore la nuova legge.
E, a questo proposito, si impon-
gono alcune rifessioni. Si e detto
che tutti i dichiaranti dovranno
essere sentiti su quanto hanno
gia dichiarato per rimodulare
una dichiarazione d`intenti. Ma
sorge spontaneo chiedersi quale
possa essere il signifcato e l`uti-
lita di una tale operazione. Che
valenza puo avere una dichiara-
zione d`intenti da parte di tutti
quei collaboranti che sono stati
escussi in centinaia di procedi-
menti e processi? Sottende Iorse
il timore da parte di taluno di
essere lambito o messo in discus-
sione da uomini d`onore che
hanno gia assunto atteggiamento
di collaborazione e che ancora
non hanno rivelato tutte le cono-
scenze? Si tratta di un modo, per
cosi dire, di chiudere una sara-
cinesca e di assicurarsi che tac-
ciano per sempre?
Ulteriore conseguenza della
nuova normativa sara quella di
congelare per sei mesi le attivita
delle Direzioni distrettuali anti-
mafa insediate negli uIfci giu-
diziari maggiormente impegnati
nell'attivita di contrasto al cri-
mine organizzato, dal momento
che dovranno dedicarsi a tempo
pieno per riuscire, nell'angusto
termine di 180 giorni, a predi-
sporre i verbali illustrativi dei
contenuti delle collaborazioni
(ove dovranno essere riportate
tutte le notizie in possesso ai
collaboratori, utili alla rico-
struzione dei Iatti e delle
circostanze sui quali sono
stati interrogati; le inIor-
mazioni sui Iatti di mag-
giore gravita e allarme
sociale e sull'individua-
zione e la cattura dei loro
autori; le conoscenze che
consentano l'individua-
zione dei beni e di ogni
altra utilita) delle decine e
decine di dichiaranti che,
nel corso degli anni, sono
stati "gestiti". Un'attivita
che, il piu delle volte, si
rivelera meramente ripetitiva.
Ma con il rischio di omissioni,
che implicheranno la sanzione
dell'inutilizzabilita. Un rischio -
quello dell'omissione- estrema-
mente concreto, dal momento
che molti collaboranti hanno
commesso un numero stermi-
nato di Iatti criminosi nell'arco
di decenni.
Inoltre il legislatore non ha
tenuto conto del Iatto che in
molti casi il collaborante e chia-
mato a rendere dichiarazioni ine-
renti la competenza di piu uIfci
giudiziari. E in tal caso, se si
dovesse ritenere che il termine di
180 giorni sia comunque insupe-
rabile, e giocoIorza ritenere che
ciascun uIfcio potra Iruire di un
termine ancora piu angusto per
ottemperare all'obbligo di reda-
zione del verbale illustrativo.
Non e, poi, del tutto chiaro come
debba intendersi il verbale illu-
strativo, vale a dire se sia neces-
saria una semplice enunciazione
dei temi o invece una raccolta
dettagliata di tutte le conoscenze
sugli argomenti richiamati dalla
norma. Ia conseguenza non e di
poco conto, vista la sanzione col-
legata. Che accadra se nel rac-
conto un collaborante dovesse
aggiungere, dopo i 180 Iatidici
giorni, un particolare, ad esem-
pio sul tipo di esplosivo impie-
gato in una parte della Iase pre-
paratoria di una strage, che si
riveli decisivo nell'economia del
processo?
22 Aprile-Maggio 2bb1
I'elenco degli arretramenti, degli
inconvenienti e delle incoerenze
della nuova normativa potreb-
bero continuare. Ma va detto che,
per converso, qualche segnale
incoraggiante sembra giungere
dalle dichiarazioni programma-
tiche del ministro della Giusti-
zia, il quale di recente (16) ha
aIIermato: Come ho gia detto
in altre occasioni, il contrasto
alla criminalita organizzata rap-
presenta una priorita assoluta
sia sotto l'aspetto della preven-
zione che della repressione. Per
le parti di competenza del mini-
stero della Giustizia, sono impe-
gnato a evitare che, approft-
tando di eventuali smagliature
nel sistema, possano proporsi o
riproporsi situazioni di grave,
assoluto allarme per la colletti-
vita>>.
Tale proposito ha trovato una
qualche concreta conIerma nel
provvedimento "antiscarcera-
zioni", allorche, il 24 novembre
scorso, veniva emanato un
decreto legge (poi convertito con
la legge del 19 gennaio 2001,
n. 4) per porre rimedio princi-
palmente alle scarcerazioni per
decorrenza dei termini di custo-
dia cautelare di numerosi boss
mafosi . Ancora una volta,
secondo un copione collaudato,
si e trattato di un intervento
emergenziale per Iar Ironte a una
situazione contingente.
In Italia il diritto processuale
penale in tema di criminalita
organizzata viene rimesso in
discussione giorno per giorno e
le prospettive Iuture non sem-
brano rosee, nonostante i timidi
segnali di speranza che si pos-
sono cogliere da interventi del
tipo di quello appena ricordato.
Si ha come la sensazione che
Cosa Nostra e le altre asso-
ciazioni criminali di stampo
mafoso siano considerate relitti
del passato.
Si assiste, inIatti, a un vero e pro-
prio aIfevolimento degli inter-
venti normativi di natura pre-
ventiva e repressiva, che vanno
ben oltre alle aspettative che i
vertici di Cosa Nostra avevano
posto alla base delle trattative
avviate con lo Stato negli anni
1992-'93, contemporaneamente
all'evolversi della campagna
stragista. Salvatore Riina aveva
chiesto in un Iamigerato
"papello" - secondo il racconto di
alcuni collaboratori di giustizia
- l'abolizione dell'ergastolo, la
neutralizzazione dei collabora-
tori di giustizia, l'abolizione del
41- bis dell'ordinamento peniten-
ziario, l'abrogazione della legge
Rognoni - Ia Torre sul seque-
stro dei beni dei mafosi, la chiu-
sura delle "supercarceri" di Pia-
nosa e Asinara. Ma, Iorse, non
aveva nemmeno osato sperare di
poter Iruire di leggi cosi vantag-
giose come quella sulle indagini
diIensive.
In questo momento storico, una
sola cosa appare certa: la con-
servazione degli strumenti esi-
stenti rappresenta gia un suc-
cesso. Il rischio che si corre e
quello di creare le premesse per
lo sviluppo e il riscatto del cri-
mine organizzato, tutto proteso
a recuperare il proprio potere
attraverso una strategia di mime-
tizzazione strisciante. Un rischio
che non puo ritenersi scongiu-
rato dai recenti successi otte-
nuti nella cattura di alcuni peri-
colosi latitanti (Salvatore Geno-
vese, Benedetto Spera e Vin-
cenzo Virga), perche l'ala mili-
tare del crimine organizzato e
soggetta a continui avvicenda-
menti.
Invero, se gli interventi nor-
mativi degli anni 1991-'92 rap-
presentarono, anche simbolica-
mente, l'elemento - cardine per
raggiungere i lusinghieri suc-
cessi di questi anni, le recenti
iniziative potrebbero costituire il
viatico per alimentare un area di
impunita, nel prossimo decen-
nio, in Iavore dei mafosi.
Sarebbe invece opportuno riva-
lutare l'impatto che in concreto
possono avere le recenti inizia-
tive di riIorma, per muoversi in
una direzione che tenga conto
della specifcita dell'operare
delle organizzazioni criminali
rispetto alla criminalita indivi-
duale, prevedendo Iormule giu-
ridiche capaci di contrastare in
maniera durevole nel tempo il
Ienomeno mafoso.
Quest'ultimo, inIatti, non si puo
ricondurre a una mera congrega
di criminali, ma rappresenta un
coacervo di persone capaci di
inquinare il tessuto economico-
fnanziario e di reci-
tare un ruolo nella
partita politica del
paese.
Ie parole d'ordine
dovrebbero quindi,
a nostro giudizio,
divenire quelle del
diritto modulare o
del doppio binario,
e del potenziamento
eIIettivo della legi-
slazione antimafa.
Una legislazione,
cioe, che prenda
spunto dall'espe-
rienza di questi anni
e Iaccia tesoro delle ragioni che
hanno reso possibili i (troppo
pochi) successi dello Stato nel-
l'azione di contrasto alla mafa.
Tutti gli addetti ai lavori sanno,
ad esempio, che il patrimonio
di conoscenze dei collaboratori
di giustizia non si esaurisce nei
ricordi sui delitti personalmente
commessi, ma si estende anche
all'enorme bagaglio di cose
apprese da altri membri
dell'organizzazione mafosa.
Soprattutto nei mafosi di
piu lungo corso, che
hanno vissuto 30, 40,
50 anni ai vertici del
sodalizio. Il processo
per l'assassinio di
Giuseppe Impastato
e emblematico di
questa realta: di
come, cioe, la rico-
struzione dei Iatti
possa avvenire rac-
cogliendo le testi-
monianze di decine
di "pentiti" e met-
tendo insieme una
miriade di tasselli
che, presi singolar-
mente, possono appa-
rire talvolta insigni-
fcanti. E che invece,
incastrati insieme, pos-
sono avvicinare alla verita
dei Iatti. Inutile dire che il
processo Impastato, se Iosse
stata in vigore la nuova legge
sui pentiti, non si sarebbe potuto
celebrare mai. Perche mai, nei
180 giorni a disposizione, i col-
laboratori che hanno aiutato l'au-
torita giudiziaria a ricostruire il
contesto e i probabili mandanti
del delitto, avrebbero ricordato
quegli elementi, quelle cono-
scenze e quelle confdenze che
soltanto un interrogatorio
"mirato" ha potuto disseppellire
dalla polvere accumulata nella
loro memoria. E tanti altri casi
irrisolti e delitti impuniti sono,
d'ora in poi, destinati inevitabil-
mente all'archivio.
Giovanni Ealcone l'aveva capito
prima di tutti gli altri, almeno in
Italia. Come ha spiegato, testi-
moniando al processo di Palermo
a carico di Giulio Andreotti,
l'americano Richard Martin, gia
stretto collaboratore di Ealcone
nelle indagini sul riciclaggio di
"Pizza Connection" e poi Spe-
cial Assistant U.S. Attorney
presso la procura Iederale del
distretto meridionale di New
York per le indagini sulla strage
di Capaci. Dice Martin (17):
Da noi non esiste (per i col-
laboratori di giustizia, n.d.a.)
alcun obbligo di dire tutto e
subito, ma solo di dire la verita.
Come mi insegno Ealcone, svi-
luppare la testimonianza di uno
che e stato dentro una orga-
nizzazione come Cosa Nostra
non e semplice, non e una cosa
che si Ia in una settimana, o
in un mese. Quando
uno ha vissuto, come
Buscetta, trent'anni
in Cosa Nostra, ci
sara un lungo peri-
odo durante il quale
si devono Iare inter-
rogatori e poi verif-
che. Anche in Italia,
Ealcone non insisteva
mai che qualcuno
dicesse tutto subito,
perche capita spesso
che ci siano que-
stioni, domande o
inIormazioni che non
s e m -
b r a n o
rilevanti al
momento. E
perche il testimone
non puo sapere tutto
quello che serve al Procuratore
ad un certo momento, ma nel
tempo possono venire Iuori delle
altre cose, delle altre domande. E
questo e il metodo utilizzato da
Ealcone. Anche con Buscetta. Se
dopo anni il collaboratore dice
cose nuove, magari aprendo il
discorso politico, per noi ameri-
cani non Ia diIIerenza. (...) Se si
parla di Cosa Nostra o di poli-
tica, e sempre la stessa cosa, e
sempre necessario Iare le verif-
che. Ma non e proibita una testi-
monianza su un soggetto iso-
l manuale del per-
fetto impunito
M. Travaglio {ed.
Garzanti}
copertina {rico-
struzione grahca
di un particolare}
Perch mai un mafioso dovrebbe pentirsi?
lato (...)
anche se e stata
resa dopo un lungo periodo>>.
Eorse chi ha stilato e approvato
la nuova normativa sui pentiti
non conosce il metodo Ealcone.
O Iorse lo ritiene superato.
Franca Imbergamo
Antonino Di Matteo
Luca 1escaroli
Una regolamentazione
che, tuttavia, avr certa-
mente un effetto disin-
centivante, per l'eccessivo,
incoerente, talora gratuito
rigore che permea le varie
disposizioni
Pietro Grasso:
Se fossi un mafioso non mi pentirei
A
vrebbero dovuto suscitare allarme le Iorti dichiarazioni rila-
sciate dal procuratore di Palermo Pietro Grasso circa le
nuove disposizioni di legge in materia di collaboratori di
giustizia. Invece nulla. Tutti troppo impegnati a correre e a sgam-
bettarsi per vedere chi arriva prima alla poltrona piu inIluente, la
legalita si sa, e un tema che interessa solo quando si devono attac-
care le autorita preposte a mantenerla, soprattutto per diIendersi.
Il procuratore Grasso stesso aveva collaborato con il procuratore
nazionale Vigna alla stesura del testo di legge che tuttavia oggi il
capo di Palermo deIinisce cambiato perche Iortemente disincen-
tivante. Tra le tante ragioni, sicuramente il limite rigidissimo di sei
mesi entro i quali il collaboratore deve dire tutto e consegnare tutti
i suoi beni. Io avevamo previsto anche noi, ma per i Iatti indi-
menticabili come indicati da Vigna. Per esempio un pentito non
puo dimenticarsi di avere partecipato ad una strage, ma se ha com-
messo cento delitti e se ne rammenta dopo i sei mesi rischia di per-
dere il programma di protezione e di essere bollato come inatten-
dibile e noi magistrati avuta la notizia criminis dovremmo punire
il collaboratore senza nemmeno svolgere le indagini dimenticando
il principio della obbligatorieta penale.
A questo punto e lecito pensare che a chiunque arrivera per primo a
sedere su quella poltrona questa legge Iara senza dubbio comodo.
A. P.
23 Aprile-Maggio 2bb1
8$$l68
$1NF
viveva con la moglie e i suoi tre fgli a San Cataldo, ma nella
cittadina nessuno lo conosceva. I`uomo, incensurato, uIfcial-
mente coltivatore diretto sarebbe riuscito a sIuggire all`operazione
Iibia>>, coordinata dalle Procure di Palermo e di Caltanissetta
messa a segno dalla Guardia di Einanza alla fne di gennaio dopo
due mesi di indagini. A parlare di Palazzolo per la prima volta
e stato Giovan Battista Eerrante, uno dei killer della strage di
Capaci. Secondo il pentito, inIatti, Palazzolo avrebbe avuto con-
tatti non solo con Provenzano ma anche con Salvatore Biondo
e Salvatore Biondino con i quali avrebbe aIIrontato discussioni
relative alla gestione di mezzi agricoli e appezzamenti di terreno
a Caltanissetta. Il nome Eerrante ha detto Palazzolo non
mi dice nulla. E` vero che venivano a prendermi per portarmi
a Palermo, non ricordo chi venisse a prendermi e mi portavano
da una persona della quale non ricordo il nome, in una casa di
Palermo, o meglio in una stanza. Ii traducevano lettere scritte in
inglese. Io sono stato diversi anni in Sud AIrica e in America e
l`inglese lo conosco bene>>. Eerrante ribadisce: Palazzolo lo
prelevavo vicino 'Citta Mercato e lo accompagnavo da Riina.
Iui entrava nella stanza e parlava da solo con Riina, io aspettavo
Iuori, poi lo riaccompagnavo dove l`avevo preso. Cosa si diceva
in questi incontri io non lo so, ed e meglio cosi ha dichiarato il
pentito -. Meno cose si sanno e meglio e, cosi si puo camminare
con la testa leggera>>. Viene anche ipotizzato dagli inquirenti che
Palazzolo si sia costituito ai carabinieri perche temeva per la sua
vita.
Marco Cappella
UNA TAGLIA SU ULTIMO
16 marzo 2001
Palermo. Un miliardo e la taglia che pende su Ultimo, il carabi-
niere che il 15 gennaio 1993 arresto il boss di Cosa Nostra Toto
Riina. A mettere la taglia su Ultimo, nonostante la sua identita
Iosse segretissima, sarebbe stato Ieoluca Bagarella. Io ha rivelato
lo scorso 15 marzo Gioacchino Ia Barbera, arrestato nel 1997 in
occasione del processo al tenente dei carabinieri Carmelo Canale.
Ieoluca Bagarella ha dichiarato Ia Barbera aveva oIIerto
un miliardo ad un carabiniere che ci passava inIormazioni riser-
vate, in cambio di indicazioni sul luogo in cui viveva il capitano
Ultimo>>. Non e una novita l`uso di Cosa Nostra di promettere
somme da capogiro per ottenere inIormazioni che 'amici non
erano in grado di Iornire. M.T.

LE DICHIARAZIONI DI GIOVANNI BRUSCA SU MAN-
GANO
17 marzo 2001
Milano. I`ex boss di San Giuseppe Jato Giovanni Brusca, attual-
mente collaboratore di giustizia, il 16 marzo scorso e stato interro-
gato nel tribunale di Milano su Vittorio Mangano, lo stalliere che
Marcello Dell`Utri Iece assumere da Silvio Berlusconi, a meta
anni 70, nella villa di Arcore. Giovanni Brusca ha aIIermato:
Mangano era un uomo d'onore gia negli anni '70. Nel 1993,
quando Salvatore Cancemi si consegno ai carabinieri, io e Ieoluca
Bagarella lo nominammo reggente del mandamento mafoso di
Porta Nuova. Poi gli aIfancammo Salvatore Cucuzza, che divento
reggente quando Mangano Iu arrestato>>. Oltre a Brusca, nello
stesso giorno, hanno deposto "in videoconIerenza" Totuccio Con-
torno, Pippo Zanca e il vecchio boss Gerlando Alberti "u' pac-
care". Tutti chiamati a parlare di Mangano. E stato poi convocato
Dell`Utri, che si e avvalso della Iacolta di non rispondere. Interro-
gatori questi che si sono svolti all`interno di un processo per mafa
e droga in cui e implicato il nipote di Mangano Daniele Eormi-
sano. I principali imputati di questo processo sono due imprendi-
tori messinesi, Natale Sartori e Antonino Curro, i quali secondo
il pm Romanelli avrebbero costituito una fliale della Iamiglia
mafosa di Mangano, attiva a Milano fno al 1999>>.
Maria Ioi
L`ODORE DEI SOLDI
17 marzo 2001
Si continua a parlare del libro Lodore dei soldi di Marco Tra-
vaglio ed Elio Veltri dopo le polemiche suscitate dalla trasmis-
sione Satyricon. Il volume si basa soprattutto su atti provenienti
dalle inchieste contro Silvio Berlusconi e Marcello Dell`Utri. E`
importante ricordare che secondo il principio dell`obbligatorieta
dell`azione penale le procure sono costrette ad aprire un procedi-
mento ogni qual volta ci sono accuse dirette dei 'pentiti. Tutte
le indagini per Iatti collegati alla criminalita organizzata contro
Silvio Berlusconi si sono chiuse con la richiesta di archiviazione.
Mentre nei conIronti di Dell`Utri si sta svolgendo a Palermo il
processo di primo grado per concorso esterno in associazione
mafosa. Il capitolo Le stragi di maha, citato anche nell`intervista
di Satyricon, ha innescato il dibattito piu acceso. Dalle indagini
sugli attentati del 1992-1993 risulta che Cosa Nostra avrebbe cer-
cato di eliminare i vecchi reIerenti nei partiti e di stabilire un patto
con nuovi alleati. I primi 'pentiti hanno descritto un progetto
volto a creare una serie di Iormazioni Iederaliste o secessioniste,
ispirate al modello della Iega Nord e appoggiate dalla massone-
ria. Invece successivamente alcuni collaboratori di giustizia hanno
indicato, riIerendo discorsi appresi da altri mafosi, in Berlusconi
e Dell`Utri i nuovi interlocutori della Cupola. Nella requisitoria
del processo d`appello per l`eccidio di Capaci il pm Iuca Tesca-
roli ha spiegato questa ricostruzione, come accolta dalle corti di
primo e secondo grado.
Marco Cappella
~PIDDU MADONIA SI NASCONDEVA A BAGHERIA
17 marzo 2001
Palermo. Il collaboratore Ieonardo Messina e stato interrogato
nel corso del processo 'Simone Castello5 in cui sono coin-
volti presunti uomini di onore palermitani. Il pentito si e soIIer-
mato su Giuseppe 'Piddu Madonia ed alle domande del pub-
blico ministero Antonino Di Matteo ha risposto: Madonia per
diverso tempo e rimasto nascosto in una villa di Bagheria in uso a
Segue da pag.11
Segue da pag. 25
NO1E
(1) Appare utile, in proposito,
la lettura del catalogo ragio-
nato curato da M. 1ravaglio,
Il manuale del perfetto impu-
nito, Gar:anti, Milano 2000,
pp.234-247, 254-266 e 283-286,
alle voci Pentiti~~, Per-
secu:ioni~~, Politici::a-
:ione~~, Riscontri~~.
(2) Jedi la lucida analisi di
Roberto Scarpinato. Storia
(italiana) e giusti:ia di classe~~,
MicroMega, n.1/2001, pp.7-30, vedi
anche la Rela:ione sullo stato della
lotta alla criminalita organi::ata in
Calabria, relatore senatore Michele
Figurelli, approvata dalla Commissione
parlamentare di inchiesta sul fenomeno
della maha e delle altre associa:ioni cri-
minali similari, pp. 117-131, nonche Nicola
1ranfaglia, Maha, politica ed affari, Later:a,
pp.304-356.
(3) Qualche esempio. le misure per lo sciogli-
mento dei consigli comunali e provinciali inhltrati dalla
maha, nuove norme sulla custodia cautelare, listitu:ione della
Dire:ione investigativa antimaha (Dia), della Dire:ione na:io-
nale antimaha (Dna) e della Dire:ioni distrettuali antimaha (Dda) per
coordinare le indagini sulla criminalita organi::ata, la crea:ione del Fondo
di sostegno per le vittime delle estorsioni, la legge che rendeva ineleggibili a
determinati ufhci pubblici locali i condannati e gli imputati per certi reati, le nuove
norme anti-riciclaggio, lintrodu:ione di rigorosi limiti alla concessione della sospensione con-
di:ionale della pena e di altre misure alternative alla deten:ione per i condannati per delitti di criminalita
mahosa, nonche di unaggravante a effetto speciale per i reati commessi al hne di agevolare le associa:ioni
mahose, e di unattenuante pure ad effetto speciale per i collaboratori di giusti:ia che avessero fornito un
contributo rilevante alla scoperta di delitti ed esponenti mahosi, le nuove misure in materia di sequestri di
persona e per la prote:ione dei collaboratori di giusti:ia, che attraverso lo strumento della incentiva:ione
processuale~~ alla collabora:ione consentivano di penetrare nel muro di omerta connaturato con Cosa
Nostra e gli altri sodali:i di stampo mahoso.
(4) Jedi legge 7/12/2000, n. 397, Disposi:ioni in materia di indagini difensive~~, pubblicata sulla Ga::etta
Ufhciale del 3/1/2001, n.2.
(5) Jedi legge costitu:ionale 23/11/1999, n.2, Inserimento dei principi del giusto processo nellarticolo 111
della Costitu:ione~~, pubblicata sulla Ga::etta Ufhciale, n. 299 del 22/12/1999, nonche decreto legge
7/1/2000, n. 2, convertito in legge 25/2/2000, n. 35, con modihca:ioni pubblicate sulla Ga::etta Ufhciale del
1/3/2000, n. 50.
(6) Ini:iativa a cui in parte si e cercato di porre rimedio.
(7) Jedi disegno di legge recante Modihca della disciplina della prote:ione e del trattamento san:ionatorio
di coloro che collaborano con la giusti:ia nonche disposi:ioni a favore delle persone che prestano testimo-
nian:a~~, approvato in data 7/2/2001, in via dehnitiva, dalla commissione Giusti:ia del Senato in sede deli-
berante.
(8) Legge approvata dalla Camera in via dehnitiva il 14/2/2001.
(9) La norma e prevista dallart.17 della legge 16/12/1999, n. 476.
(10) Jedi art.14 della normativa citata (alla nota 7).
(11) Jedi art.6, XJ c. della stessa normativa.
(12) Jedi art.16, IJ c., lett. e della stessa normativa.
(13) Jedi art.5, II c., lett. e della stessa normativa.
(14) Jedi art.25 della stessa normativa, che e cosi formulato. Le disposi:ioni di cui ai capi II, II bis e II ter,
fatta ecce:ione per quelle di cui allarticolo 16 quinquies, del decreto legge 15/1/1991, n. 8 convertito, con
modihca:ioni, dalla legge 15/3/1991, n. 82 e successive modihca:ioni, si applicano anche alle persone che
hanno gia manifestato la volonta di collaborare prima della data di entrata in vigore della presente legge.
Nei confronti delle persone di cui al comma 1, entro 180 giorni dalla data di entrata in vigore della presente
legge, si procede alla reda:ione del verbale illustrativo dei contenuti della collabora:ione ai sensi dellarti-
colo 16 quater del citato decreto legge n. 8 del 1991, convertito, con modihca:ioni, dalla legge 82 del 1991,
introdotto dallarticolo 14 della presente legge. Le disposi:ioni di cui ai commi 1 e 2 si applicano anche se le
condotte di collabora:ione sono state tenute relativamente a delitti diversi da quelli commessi per hnalita di
terrorismo o di eversione dellordine costitu:ionale ovvero previsti dallarticolo 51, comma 3 bis, del codice
di procedura penale, ma rientranti fra quelli indicati nellarticolo 380 del medesimo codice~~.
(15) Non e chiaro se la non men:ione dellarticolo citato nellafhdamento in prova al servi:io sociale sia stata
deliberata o sia avvenuta per mera svista.
(16) 1ratto dalla nota inviata, in data 16 febbraio 2001, quale forma di partecipa:ione alla presenta:ione del libro
di Luca 1escaroli, I misteri dellAddaura. Ma fu solo Cosa Nostra?, Rubbettino, Soveria Mannelli (CZ) 2001
tenutasi nello stesso giorno a Roma, presso la sala della Stampa estera.
(17) Cfr. M. 1ravaglio, op. cit., p. 233.
Come mi insegn Falcone, svi-
luppare la testimonianza di uno
che stato dentro una organizza-
zione come Cosa Aostra non
semplice, non una cosa che
si fa in una settimana, o
in un mese
24 Aprile-Maggio 2bb1
Mafia
&
Come si sta evolvendo il rapporto Mafia e politica?
La Mafia continua a votare?
La potenza economica del crimine organizzato
pu condizionare la politica?
`Guido Lo Forte
E
' appena il caso di rile-
vare, perche risulta non
come espressione di opi-
nione ma come Iatto
dimostrato da impor-
tanti processi di maIia, che Cosa
Nostra ha perennemente coltivato
il tentativo di inIiltrarsi nelle isti-
tuzioni politiche. Direi che questa,
scientiIicamente ed anche proces-
sualmente, e riconosciuta come la
caratteristica di base in virtu della
quale Cosa Nostra e una organizza-
zione criminale diversa dalle altre
comuni organizzazioni, una orga-
nizzazione che pretende di eserci-
tare una sorta di sovranita illegale
sul territorio. Nel passato si pos-
sono delineare alcune Iasi diverse:
c'e stato un periodo, almeno per
quello che risulta dai processi, par-
tiamo dagli anni '60/'70, in cui Cosa
Nostra da organizzazione che eser-
citava un controllo di base sul ter-
ritorio - una sorta di governo locale
del territorio stesso per cui intrat-
teneva rapporti di tipo localistico
con la politica - ha acquisito una
ingente capacita Iinanziaria per il
suo inserimento nel circuito inter-
nazionale dei traIIici di droga. In
questa Iase di evoluzione, che e
comune ad altre associazioni cri-
minali di questo tipo - penso alla
maIia cinese o colombiana -, l'or-
ganizzazione comincia a proiettarsi
piu marcatamente verso l'esterno.
Quindi non ricerca piu soltanto il
controllo localistico del territorio
ma tenta di coltivare, anche grazie
a relazioni politiche, interessi di
carattere Iinanziario che trascen-
dono notevolmente il territorio di
origine. Si puo dire che dall'estra-
zione violenta delle risorse locali
si passa ad una Iase di tentativo
di cogestione politica e Iinanziaria
con le istituzioni centrali. Questa
proiezione verso il centro del Paese,
verso i vertici della politica, Cosa
Nostra ha cercato di realizzarla
negli anni '70 e nei primi anni
'80. Ad un certo momento, pero,
quando il dominio illegale si Iaceva
piu palese e diveniva sempre piu
inaccettabile e intollerabile dalla
coscienza comune questo connu-
bio tra maIia e politica, c'e stata una
reazione Iorte da parte di alcuni
pezzi delle istituzioni. Penso all'UI-
Iicio istruzione del tribunale di
Palermo, ad altri settori della magi-
stratura e a tanti settori delle Iorze
di polizia. Questo ha determinato
una svolta dei successi delle isti-
tuzioni, ha messo in crisi l'orga-
nizzazione, e tutto questo ha por-
tato ad un ulteriore cambiamento.
I'omicidio Iima, per esempio, ha
segnato una svolta perche la pres-
sione delle istituzioni giudiziarie
e di polizia e la pressione del-
l'opinione pubblica hanno indotto
i vecchi reIerenti politici a "pren-
dere le distanze". Ed e proprio
questa l'espressione che lamenta-
vano i maIiosi, e che viene riIerita
dai pentiti. Questo tentativo di evi-
tare il rapporto ha spinto Cosa
Nostra a reagire dopo la sentenza
del maxiprocesso emessa dalla
Cassazione nel gennaio del 1992,
e questa e un'aIIermazione che tro-
viamo ormai in molte sentenze
quali quella di Caltanissetta sulle
stragi e quella, gia d'appello, sul-
l'omicidio Iima. Secondo una tesi,
che e stata sostenuta in particolare
nella requisitoria di appello del
processo di Capaci sulla base di
varie dichiarazioni convergenti di
pentiti, Cosa Nostra ha reagito cer-
cando, con un'azione di tipo terro-
ristico, con gli omicidi eccellenti,
di sostituire la vecchia classe Ior-
mata da vecchi reIerenti politici,
con nuovi e piu aIIidabili interlo-
cutori. E in questo contesto si sono
delineati i vari temi: quello di cui ho
parlato e quello dei tentativi di trat-
tativa con organi dello Stato. Il con-
cetto che stava alla base di questa
strategia era che gli atti di violenza
dovevano servire ad indurre alcuni
rappresentanti dello Stato a venire
a patti, ad accettare una trattativa e
un nuovo patto di convivenza.
In una strategia che a questo punto
diventava estremistica si e veri-
Iicato un progressivo distacco
sociale. Cioe un corpo sociale, spe-
cialmente nella regione siciliana,
che era abituato in qualche modo
a convivere con la maIia, l'ha pro-
gressivamente isolata. A questo
punto cosa e successo? Questa stra-
tegia, come sappiamo, del costrin-
gere lo Stato ad una trat-
tativa e Iallita. O comun-
que e cambiata con l'arre-
sto di Riina, dei Graviano,
di Bagarella e di Brusca,
arresti che avvengono nel
'93, nel '94, nel '95 e nel '96.
Ma direi che gia gli arresti
di Bagarella e di Brusca
sanzionano una strategia
gia Iallita. E che Iosse gia
Iallita, guardando le cose
retrospettivamente, lo si
deduce dalla vicenda del-
l'arresto di Salvatore Riina.
Vicenda che ancora non
e stata esplorata del tutto,
nonostante tutto l'impegno
possibile, in relazione alla
quale sussistono alcuni
punti oscuri e in particolare
sussiste il dubbio se non
sia stata, almeno in parte,
il Irutto di una manovra da
parte di altri vertici di Cosa Nostra
che avevano deciso l'inizio di una
strategia diversa. E Iaccio riIeri-
mento appunto all'attuale strategia,
normalmente identiIicata nella per-
sona di Provenzano ma non solo,
che e stata qualiIicata come stra-
tegia della sommersione: carat-
terizzata cioe dall'esigenza di
evitare contrapposizioni vio-
lente e da una ricerca del
consenso sociale non attra-
verso il terrore ma attra-
verso gli aIIari.
Sicuramente l'altra Cosa
Nostra tesseva le Iila
gia all'epoca di questi
grandi arresti si perche
da tante emergenze pro-
cessuali, iniziate Iin da
allora e che continuano
ancora oggi, si e potuta
percepire, quantomeno,
una netta distinzione di
interessi tra parti e parti di
Cosa Nostra. Perche c'e una
parte che e rimasta coinvolta a
pieno titolo - che e stata protago-
nista della stagione delle stragi, e
i cui esponenti per le stragi sono
stati condannati all'ergastolo - che
non ha cessato di esistere e che
ha evidentemente un certo tipo di
inserimento. C'e poi un'altra parte,
quella che non e stata coinvolta
nelle stragi, e ritiene comunque
di non essere pregiudicata irre-
versibilmente nei processi che ci
sono stati, che ha ben altri inte-
ressi. Questa distinzione di inte-
ressi ha, in alcune Iasi, assunto
quasi i termini di un conIlitto, tanto
che alcuni omicidi consumati negli
ultimi anni nel territorio interno
all'organizzazione potrebbero rien-
trare all'interno di questo ragiona-
mento. Quale e quindi oggi, dal
punto di vista logico, la prospetta-
zione della politica di Cosa Nostra?
Ci puo essere un punto di coinci-
denza: la Cosa Nostra che sta Iuori
- sia essa intesa come esponenti
liberi, non conosciuti, non sIiorati
dalle indagini, che come esponenti
latitanti - ha interesse a proseguire
la linea politica del compromesso
con le istituzioni, del silenzio sul-
l'emergenza maIia, degli aIIari. Ma
c'e l'altra Cosa Nostra, quella di
coloro che stanno in carcere e sono
stati condannati all'ergastolo, il cui
interesse e evidentemente duplice:
quello di trovare in qualche modo
la possibilita di una Iuoriuscita dal
s i s t ema
carcerario e
quello di vedere
garantita la situazione
patrimoniale delle Iamiglie.
Uno dei segni che evidenziano
questa diIIerenza di interessi
risiede, per citare un esempio, in
alcuni episodi che si sono veriIicati
negli ultimi anni circa il tentativo di
rappresentare la possibilita di una
dissociazione e il ricercare il rico-
noscimento giuridico di una disso-
ciazione. Questo potrebbe essere
uno strumento di modo di com-
porre il conIlitto di interessi interno
poiche coloro che sono irrimedia-
bilmente compromessi dal punto
di vista giudiziario potrebbero otte-
nere un qualche vantaggio, un qual-
che beneIicio senza conIliggere
con la restante parte dell'organiz-
zazione. Ecco perche, ed e una
mia idea personale, ritengo che le
proposte di dissociazione debbano
essere respinte non soltanto per il
motivo piu evidente - di Ironte ad
un Ienomeno di questo tipo l'unica
cosa che lo stato puo riconoscere,
concedendo beneIici, e la collabo-
razione attiva - ma anche perche il
riconoscimento della dissociazione
Gli esperti rispondono cos
Ed questo il rischio: non tanto
che la mafia continui ad essere,
di quando in quando, braccio
armato di qualcuno quanto piutto-
sto che le mafie possano determi-
nare un inquinamento complessivo
della politica
25 Aprile-Maggio 2bb1
Politica
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Simone Castello>> Ha poi raccontato: Una volta mentre Madonia si tro-
vava all`interno della villa di Bagheria e arrivata la polizia. Simone Castello
e andato incontro agli agenti per dargli la possibilita di Iuggire. Castello si
e messo a parlare con gli agenti quel tanto che e bastato aIfnche Madonia
scappasse>>. Messina ha poi parlato del ruolo dell`ex assessore comunale
di Sommantino Calogero Pulci che Madonia volle come autista in quanto
era un insospettabile.Un assessore comunale, amico dei carabinieri e
fglio di un comunista che aveva denunciato il capomafa di Sommantino.
Pulci lo accompagnava dovunque, sia a Bagheria sia anche nel nord Italia.
Nei suoi spostamenti dalla Sicilia al nord Italia Madonia utilizzava l`auto e
alla guida vi era sempre Calogero Pulci>>.
Anna Petrozzi
1981 SCOPERTA LA P2
17 marzo 2001
Arezzo. Il 17 marzo ricorre l`anniversario della scoperta della lista degli
aIfliati alla P2 di Iicio Gelli. Nella lista vennero alla luce i nomi piu signi-
fcativi della classe dirigente italiana. Ia scoperta della P2 provoco le dimis-
sioni del governo in carica e il Iermo di Iicio Gelli attualmente agli arresti
domiciliari a Villa Wanda ad Arezzo. Il 17 marzo di ventuno anni Ia, con
un mandato di perquisizione frmato dai magistrati Gherardo Colombo e
Giuliano Turone, uIfciali della Guardia di Einanza di Milano perquisirono
l`abitazione di Iicio Gelli e nella cassaIorte trovarono diverso materiale tra
cui la lista dei 965 aIfliati alla P2 che sino ad allora era rimasta segreta.
Ia documentazione riportava il completo organigramma della Ioggia mas-
sonica piu potente e importante d`Italia tra i cui nomi fguravano tutti i capi
dei servizi segreti, 195 uIfciali dei corpi armati della Repubblica, tra i quali
generali dei Carabinieri, della Guardia di Einanza dell`Esercito dell`Aero-
nautica e della Marina oltre ad i nomi di importanti magistrati, preIetti, que-
stori, banchieri, uomini d`aIIari, Iunzionari pubblici, ambasciatori, docenti
universitari e giornalisti. Il numero delle tessere degli iscritti partiva dal
1600 ed alcuni investigatori pensarono che la documentazione trovata nella
abitazione di Gelli Iosse solo un elenco parziale.
Il 21 maggio 1981 il presidente del consiglio Arnaldo Eorlani rese pubblici
gli elenchi rinvenuti nella cassaIorte di Gelli alla Giole di Castiglion Eiboc-
chi in cui compaiono ministri e sottosegretari in carica e si dimise. Il nuovo
governo della repubblica italiana con il presidente del consiglio Spadolini
presento una legge che dichiarava Iuorilegge la P2 e regolamentava l`attivita
delle societa per impedirne la segretezza. Il 22 gennaio del 1982 la legge
venne approvata. Il 13 settembre 1982 Iicio Gelli venne arrestato a Ginevra
dopo 500 giorni di latitanza. Nel carcere di Champ Dolon il maestro della
P2 Iuggi. Il Parlamento nel Irattempo istitui una commissione pubblica per
verifcare l`autenticita dei nomi rinvenuti nelle liste della P2. Tina Anselmi
presiedette la Commissione e nel 1984 presento il lavoro condensato in 155
volumi. Ia maggioranza della commissione concluse che la P2 era dedita
all`inquinamento della vita nazionale, mirando ad alterare in modo spesso
determinate il corretto Iunzionamento delle istituzioni, secondo un progetto
che mirava allo snervamento della democrazia ed inoltre la commissione
giudico autentici i nomi della lista tra i quali troviamo Silvio Berlusconi,
l`ex segretario del Psdi Iuigi Iongo, l`ex presidente della Rai Enrico
Manca, i giornalisti Jas Gawronski, Gervasio, Maurizio Costanzo. A que-
st`ultimo nell`ottobre del 1980 in una intervista al Corriere della Sera Gelli
aveva rivelato il piano di rinascita per l`Italia ed alla domanda di Costanzo
su cosa avesse sempre desiderato Iare da grande il venerabile rispose: 'il
burattinaio.
Iorenzo Baldo
IL BUSINESS DELLA MAFIA
20 marzo 2001
Roma. Alla presentazione del rapporto Zoomafa 2001, presentato dalla
Iav (Iega Antivivisezione) e emerso che il giro di aIIari di chi specula sulla
pelle degli animali ha raggiunto i 5.000 miliardi, 2.000 in piu rispetto al '98.
Ia 'Cupola del bestiame gestisce traIfci degli animali esotici e di alleva-
mento, le Ialse macellazioni e la vendita di carni inIette, i macelli clande-
stini. Ia geografa criminale legata allo sIruttamento degli animali - ha
spiegato Ciro Troiano che ha curato il rapporto - ha registrato nel 2000 una
sempre piu capillare ramifcazione in tutte le regioni italiane ed anche l'ar-
rivo di organizzazioni malavitose straniere, come la mafa albanese, cinese
e nigeriana>>. Il parere di Troiano e che l'espandersi degli interessi della
Zoomafa e la diretta conseguenza della quasi totale impunita garantita a
questi criminali, che rischiano per lo piu sanzioni irrisorie; diverso sarebbe
se per i traIfci illegali di animali gestiti da mafa e camorra Iosse confgura-
bile la Iattispecie penale dell'associazione a delinquere, punibile con la pena
detentiva>>. Il comandante del Noe (Nucleo operativo ecologico dei cara-
binieri) Giuseppe Rositani propone pene piu severe. Il problema - spiega
- e dovuto al Iatto che il rapporto costi/benefci, cioe, tra i possibili guadagni
e rischio di pene per chi sIrutta gli animali, e estremamente Iavorevole>>.
Assicura il presidente dell'Antimafa, Giuseppe Iumia: E' ormai accer-
tato che la mafa e presente nel settore dei combattimenti clandestini tra
cani. Del resto, in ogni zona dove si aprono spazi di mercato, la mafa ci si
butta e quello dello sIruttamento degli animali e un capitolo che si aggiunge
alle consuete attivita delle cosche (droga, cemento, prostituzione)>>. Non
dimentichiamo poi che distruggere un capo malato costa fno a 3 milioni
e questo potrebbe Iar si che persone senza scrupoli immettano nel mercato
illegale l'animale ammalato. Seconda la Iav il giro di aIIari illegale supera i
15 mila miliardi l'anno ed e il secondo dopo quello della droga.
Anna Petrozzi
DON PUGLISI FU LASCIATO SOLO
20 marzo 2001
Palermo. Dopo sette anni dall'omicidio del parroco di Brancaccio, Don Pino
Puglisi, si riaccende la polemica che Padre Puglisi Iu lasciato solo da una
parte della chiesa palermitana>>. Ie aIIermazioni giungono dai componenti
dell'Associazione intercondominiale che hanno colto l'occasione della pre-
sentazione del nuovo libro sulla storia del parroco e del IV Convegno delle
chiese di Sicilia per lanciare nuove accuse contro i vertici della comunita
ecclesiale. Monsignor Di Cristina ha aIIermato che padre Puglisi ha agito
a Brancaccio secondo lo spirito del concilio presente nella Chiesa palermi-
tana. Il Papa, i vescovi, il cardinale e i presbiteri della diocesi si muovevano
in perIetta sinergia secondo questa linea. Alla fne viene Iuori l'equazione
che padre Puglisi era la perla piu splendente della chiesa palermitana, la
quale con spirito unitario agiva per diIendere la dignita degli uomini dall'op-
Segue da pag.13
Segue a pag.29
agevolerebbe enormemente l'orga-
nizzazione consentendo di ricom-
porre al suo interno il conIlitto di
interessi di cui ho parlato. Quindi
di per se la raIIorzerebbe enorme-
mente eliminando un attuale Iattore
di debolezza. E' evidente che per
ottenere questo risultato occorre
una soluzione politica e quindi
occorrono delle relazioni politi-
che. Ma di che tipo? Siamo negli
anni 2000 e non piu negli anni '60
o '70 in cui i rapporti maIia-poli-
tica si palesavano chiaramente e
in maniera diretta. I tempi sono
assolutamente cambiati e queste
relazioni, oggi, possono essere
ricercate e realizzate essenzial-
mente attraverso mediazioni di tipo
sociale ed economico. Vorrei citare
un esempio un po' datato ma illu-
minante: il circolo del tiro a segno
all'Addaura (Palermo) negli anni
'60 oppure la villa di Michele Greco
(tenuta della Eavarella a Palermo,
ndr.) erano, l'uno e l'altra, Irequen-
tati promiscuamente da capima-
Iia, da proIessionisti, da politici,
da esponenti delle istituzioni. Non
sono piu quei tempi, le cose sono
molto cambiate, quindi questi rap-
porti, oggi, devono realizzarsi in
un altro modo. Di qui la enorme
importanza che anche ai Iini delle
indagini della magistratura hanno
assunto i cosiddetti interIaccia,
quei sog-
getti, cioe,
appartenenti al mondo proIessio-
nale, economico ed imprendito-
riale che Iungono da interIaccia tra
interessi diretti dell'organizzazione
maIiosa e il versante istituzionale.
Questa non e soltanto una ipotesi
teorica ma e un dato che risulta
da indagini, anche pubbliche. Basti
pensare che tutte le indagini che
Iinora sono divenute pubbliche su
Bernardo Provenzano, principale
esponente di questa linea strate-
gica, hanno evidenziato che lo
stesso Provenzano si circonda pre-
Ieribilmente non di uomini d'onore,
cioe di aIIiliati all'organizzazione
maIiosa, ma di soggetti non combi-
nati e che tuttavia operano nei piu
svariati settori economici e impren-
ditoriali.
Inoltre i rapporti che si sono rea-
lizzati nel passato tra esponenti di
Cosa Nostra e della massoneria
certamente non sono venuti meno.
Non ho elementi per dire che ci
sia una ripresa attiva di questo tipo
di relazioni ma parlerei piuttosto
di una intensiIicazione di rapporti
con tutti quei soggetti che, sia in
Italia che all'estero, si muovono
nel mondo dell'economia nera, del-
l'economia occulta, degli sposta-
menti di capitali non uIIiciali. E
questo perche e li che si trova l'in-
terIaccia ideale tra maIia e poli-
tica, in quei soggetti che sono in
grado di muovere i capitali illeciti
- provenienti non soltanto da Cosa
Nostra ma anche dalle altre orga-
nizzazioni criminali nel mondo -
e di creare Iondi neri all'estero.
Creano quindi dei Iondi che ser-
vono ad un duplice scopo: da un
lato a riciclare denaro sporco - e
puo essere di Cosa Nostra, delle
maIie colombiana, cinese o, soprat-
tutto in questo momento, russa -
dall'altro ad alimentare il Ienomeno
della corruzione, a creare provvi-
ste per il pagamento di tangenti.
Quindi i soggetti, i tecnici che ope-
rano in questo settore o che hanno
accesso a questo settore oggi costi-
tuiscono, piu della massoneria, l'in-
terIaccia ideale tra Cosa Nostra e il
mondo politico.
Siamo vicini alle elezioni, forse le
pi importanti nella storia della
nostra Repubblica. Secondo lei,
oggi, la politica ha bisogno della
mafia?
Direi che in alcune regioni, soprat-
tutto in quelle meridionali, la
politica non ha bisogno ne
della maIia, ne della
camorra, ne della
' ndrangheta,
ma che,
piutto-
s t o ,
c i
sono
ancora
non pochi
e s p o n e n t i
politici che pro-
babilmente non hanno
remore a ricevere il soste-
gno elettorale delle organizzazioni
maIiose. Il Ienomeno ancora esiste
ed e stato anche preso in consi-
derazione nei processi a livello di
giudizi della Corte di Cassazione.
E' interessante osservare una cosa:
in molti processi, non soltanto sici-
liani ma anche calabresi o campani,
la Corte di Cassazione si e piu volte
chiesta se l'accettare consapevol-
mente i voti maIiosi sia elemento
costitutivo del reato di concorso
esterno in associazione maIiosa.
Questo signiIica che il Iatto in se
stesso e dato per provato e che l'in-
terrogativo e se questo Iatto costitu-
isca reato o meno. Talvolta la Corte
di Cassazione ha detto che il sem-
plice Iatto di accettare voti maIiosi
non e di per se reato, poiche il
reato c'e quando il politico accetta
i voti della maIia promettendo,
prima di riceverli, una contropar-
tita. In alcuni casi vi sono state
delle assoluzioni. In altri casi, pero,
la Corte di Cassazione ha detto che
non occorre la prova positiva di
un contratto preliminare, se cosi
lo possiamo chiamare, ma il Iatto
stesso di ricercare e di accettare
consapevolmente voti maIiosi
costituisce la dimostrazione del
reato. Questo perche e impossibile
pensare che questi voti la maIia
li dia gratis. C'e, quindi, questa
diversita di orientamenti ma dalla
stessa giurisprudenza della Cassa-
zione possiamo desumere che il
Ienomeno della ricerca e dell'accet-
tazione di voti maIiosi non e, pur-
troppo, certamente venuto meno.
Vorrei rivolgere ora una
domanda non al magistrato ma
allo studioso di grande crimi-
nalit. Le grandi organizzazioni
criminali, nell'odierna era della
globalizzazione, sono funzionali
a grandi poteri occulti che deten-
gono il potere economico mon-
diale e che potrebbero servirsi
di loro per ristabilire determi-
nati equilibri politici improvvi-
samente precari?
I'interrogativo e a mio avviso
molto serio e molto concreto. Nel
passato, prima della globalizza-
zione e dell'inserimento delle maIie
nel circuito nero dell'economia ille-
gale internazionale Cosa Nostra
e le altre organizzazioni potevano
essere utilizzate come braccio
armato in situazioni di emergenza.
Non ci possiamo dimenticare, per
citare un esempio, i contatti che
ci Iurono tra la CIA e la maIia ai
tempi della crisi cubana. Nel caso
in questione c'e un rapporto di uti-
lizzazione: la maIia puo divenire
strumento, braccio armato, occulto
di un potere che non e certamente
legale ma e vicino al potere legale.
Io direi che oggi questo potrebbe
ancora avvenire, ma il pericolo e
piu grave e qui e necessario distin-
guere due Ienomeni: l'inserimento
delle maIie nel circuito economico
internazionale e una resistenza Ior-
tissima, che non si riesce a supe-
rare, a Iare trattati internazio-
nali che eliminino i paesi oII
shore. C'e, evidentemente, un
interesse, che a livello inter-
nazionale prevale, di mante-
nere Ierme delle zone Iran-
che, che non si trovano sol-
tanto in paesi sperduti ma
anche nel cuore dell'Europa,
in cui il denaro puo entrare e
uscire liberamente da quelle
Iamose camere di compen-
sazione. Direi che con questo
sistema, oggi, si possono veriIi-
care, piu che dei connubi inten-
zionali, delle convergenze di inte-
ressi tra settori della politica e le
maIie che erano impensabili Iino
ad alcuni anni Ia. Ed e questo il
rischio: non tanto che la maIia
continui ad essere, di quando in
quando, braccio armato di qual-
cuno quanto piuttosto che le maIie
possano determinare un inquina-
mento complessivo della politica.
E questo e un pericolo che cia-
scun Paese deve cercare di risol-
vere al proprio interno oltre che
all'esterno. Anche in Europa ci sono
alcuni paesi che hanno dimostrato
una particolare consapevolezza di
questo pericolo: uno di questi e
sicuramente la Germania che mag-
giormente nutre questa preoccu-
pazione poiche vive un problema
a seguito della riuniIicazione del
riciclaggio di capitali sporchi che
viene dalle maIie dell'est. Ma anche
la Erancia ed altri paesi vivono
questo problema. Direi che oggi,
singolarmente, e vorrei sottoline-
are singolarmente, l'Italia, che pur-
troppo e la patria di una delle
maIie storicamente piu importanti
del mondo, e il paese che quasi
nega, stando a quello che realmente
avviene attorno a noi, l'esistenza
della maIia. Questo e veramente
sorprendente ed e un dato inquie-
tante che deve essere responsabil-
mente sottolineato.
Procuratore aggiunto a
Palermo
2 Aprile-Maggio 2bb1
Mafia
&
Come si sta evolvendo il rapporto Mafia e politica?
La Mafia continua a votare?
La potenza economica del crimine organizzato pu condizionare la politica?
Alfredo Galasso`
C
redo che questo rapporto
risalga alla stessa origine
del sistema maIioso, pur
mutando proIondamente nel
tempo. Per quanto riguarda Cosa
Nostra in questo periodo tale rap-
porto si e reso sottile e poco
sottoposto a strategie militari,
cosi da essere piu diIIicilmente
individuabile. Esso passa attra-
verso personaggi insospettabili
che possono essere parenti o
amici dei vecchi capimaIia o
attraverso il Ilusso del denaro
per mezzo di percorsi piu ano-
nimi possibili grazie a societa
Iinanziarie o a canali internazio-
nali, ma rimane assolutamente
stretto. Questa trama e molto
diIIusa e tende sempre piu a
radicarsi, quindi l'attenzione va
prestata ai livelli piu elementari
dell'attivita politica, imprendi-
toriale e istituzionale: bisogna
percio porre attenzione all'am-
ministrazione comunale e pro-
vinciale nonche alle attivita di
natura economico-proIessionale.
Ci sono altre organizzazioni cri-
minali in cui il rapporto maIia-
politica e di immedesimazione,
nel senso che sono gli stessi per-
sonaggi appartenenti all'organiz-
zazione criminale - magari una
nuova generazione - ad essere
direttamente coinvolti in un'atti-
vita imprenditoriale o politica o
a svolgere una Iunzione istitu-
zionale. In altre ancora, come le
organizzazioni campane, il rap-
porto e occasionale e si deter-
mina di volta in volta a seconda
delle esigenze, cosi gli aspetti
di corruzione e di intimidazione
sono piu immediati e diretti. Sia
gli investigatori giudiziari (poli-
zia e magistratura) sia quelli che
operano per conto dell'opinione
pubblica, si trovano percio di
Ironte ad una situazione com-
plessa che richiederebbe una
maggiore vigilanza proprio da
parte del sistema politico. Mai
come in questo momento sarebbe
necessaria una lotta radicale, di
natura politica, alle organizza-
zioni criminali, attraverso l'ab-
bandono di qualunque tipo di
relazione, di compiacenza e di
protezione; l'azione di autotu-
tela all'interno di ciascuna Iorma-
zione politica e sociale dovrebbe
essere quotidiana. I'attuale cam-
pagna elettorale sembra aver
abbandonato questo tema conIi-
nandolo in una sorta di polemica,
spesso assolutamente personale
se pur giustiIicata, circoscritta ad
una singola vicenda.
Non aIIermerei con certezza che
coloro che oggi Ianno riIerimento
ai vari capimaIia (i capi elettori
di un tempo) siano in una situa-
zione assolutamente identica a
quella di qualche anno Ia, quando
c'erano i grandi orientamenti.
Ia cronaca giudiziaria mostra
che c'e stata una lunga epoca in
cui si indirizzava il voto verso
la Democrazia cristiana, poi
un'epoca molto breve in cui il
voto andava al Partito Sociali-
sta, inIine e venuto il tempo
di Eorza Italia. Ia situazione e
molto articolata, nel senso che,
anche in relazione alla vicenda
elettorale che e di tipo maggiori-
tario, dipende dalle singole per-
sonalita e quindi la vigilanza
di cui sopra dovrebbe essere
rivolta alla selezione dei can-
didati, poiche sono loro che
stabiliscono i collegamenti e rac-
colgono voti. Mi "mangerei le
dita" al pensiero che all'epoca,
se non Iosse stato per un'oppo-
sizione al Parlamento da parte
di alcune Iorze di maggioranza
- e sto parlando dell'undicesima
legislatura nel '92-'93 -, sarebbe
passata integralmente una norma
che avevo scritto e che ha intro-
dotto l'art. 416 ter (lo scambio
elettorale). Tale norma pero Iu
limitata - rispetto alla mia Ior-
mulazione originaria che preve-
deva lo scambio tra voto e denaro
o qualsiasi altra utilita - con
una Iormula adottata in molte
altre norme del Codice Penale,
e venne poi cancellata, con un
emendamento, l'espressione "uti-
lita" ed e rimasto soltanto il
denaro che e ben poca cosa. Se
invece si Iosse prevista anche in
riIerimento ad ogni altra attivita,
l'indagine sarebbe stata piu sem-
plice. Recentemente ho visto che
la corte di Cassazione ha assolto
alcuni personaggi politici impu-
tati del reato di scambio eletto-
rale-maIioso proprio perche non
e prevista dal Codice Penale
l'ipotesi che i vantaggi ricevuti
dal candidato o dal parlamentare
o dal consigliere comunale con-
sistano in sostegni di qualunque
genere che vengono dati a Cosa
Nostra, cioe appalti o Iavori par-
ticolari o promesse di impunita.
Dipende dal concetto di quest'ul-
tima: l'area dell'impunita giudi-
ziaria ad un certo punto si e
ridotta moltissimo e non si puo
piu contare su di essa come si e
Iatto per decenni. Ia nuova gene-
razione di magistrati ha seguito
l'esempio di pochi colleghi che
possiamo considerare martiri.
Questo ha determinato una serie
di attacchi provenienti da tutti
i personaggi che, in qualche
modo coinvolti, attraverso l'im-
punita giudiziaria hanno visto
venir meno ogni altro tipo di
impunita. In campagna eletto-
rale e attuale il tema sull'im-
punita politica. Nessuno mette
in discussione che vari perso-
naggi siano colpevoli, con sen-
tenza passata in giudicato. Esiste
una responsabilita politica che
dovrebbe sconsigliare lo svolgi-
mento di una Iunzione istituzio-
nale, anche di alto livello, da
parte di personaggi che hanno
avuto o mantengono Irequen-
tazioni poco raccomandabili.
Voglio ricordare che per qua-
lunque Iunzione pubblica
vale quello che a suo
tempo il presidente
Pertini disse ai magi-
strati e agli uIIi-
ciali della polizia,
dei carabinieri e
della Iinanza: il
loro dovere
non e solo
quello di
essere indi-
pendenti e
onesti, ma di
apparire tali
agli occhi
della gente.
C'e poi una
responsabilita
di ordine pro-
Iessionale: i liberi
p r o I e s s i o n i s t i
dovrebbero pensarci
molto, proprio per una
questione di deontologia
proIessionale, prima di assu-
mere compiti che Iavoriscono
ingiustamente l'impunita.
Cosa Nostra dispone di molte-
plici canali Iinanziari e la sua
potenza Iinanziaria rimane
ancora elevatissima. E una
potenza Iinanziaria tende a
tradursi in Iorza politica in
maniera assolutamente naturale
e a disporre del politico che rap-
presenta interessi di quell'area
di riIerimento che poi e un'area
composta da interessi di natura
criminale, economica e politica.
Questo condizionamento della
politica da parte della maIia c'e
sempre stato e continua ad
esserci e ormai non e indirizzato
piu verso un determinato partito,
ma verso singoli personaggi che
possono rappresentarne gli inte-
ressi.
Avvocato penalista, docente
universitario
Giovanna
Maggiani Chelli`
D
alle stragi del '93 e in
atto una sorta di riassetto
degli equilibri a suon di
leggi promulgate a Iavore della
maIia, che ha eseguito quegli
inIami Iavori a Roma, Eirenze
e Milano probabilmente proprio
per proteggere da indagini sco-
mode chi con essa si era col-
luso. Cosa Nostra ha ampiamente
dimostrato di poter condizionare
la politica, soprattutto nel 1993
quando, con molta probabilita,
attraverso Mani Pulite sono stati
toccati anche i santuari dei traI-
Iici piu cari a Cosa Nostra e non
solo i suoi. E per questo che ha
Iatto saltare in aria alcuni "monu-
menti". I risultati sono sotto gli
occhi di tutti, ma per le stragi
del '93 non si e Iatta luce sulla
verita e pochi, pochissimi poli-
ticamente parlando, la luce la
vogliono. Prova ne sono i pro-
blemi di "socializzazione" ine-
renti i boss di Cosa
Nostra, di cui si
e dovuta
I a r
carico la
s o c i e t a
civile.
Da ultimo c'e da dire che
la maIia continuera certamente
a votare. Se votassimo con il
sistema maggioritario vote-
rebbero al 50 per cento, ma si
votera con il proporzionale e,
come sempre, useranno "collegi
sicuri".
Coordinatrice associazione
vittime strage dei Georgofili
Francesco Vitale`
M
i sembra abbastanza
chiaro che il rapporto
maIia-politica si stia
risolvendo in Iavore della maIia.
Basti guardare l'intervista del
deputato Matacena rilasciata al
Corriere della Sera. Il deputato
e rimasto deluso che lo abbiano
escluso dalle liste elettorali e ha
chiesto a Berlusconi: Berlu-
sconi non ti ricordi che io ho
testimoniato ai tuoi processi e ho
portato altre persone a testimo-
niare in tuo Iavore?>>. Ritengo
che una simile intervista avrebbe
dovuto Iar "saltare sulla sedia" i
moderati e gli antimaIiosi molto
piu del libro di Travaglio. Temo
che, al di la di qualche punta
avanzata - e mi riIerisco a Mon-
tanelli -, i moderati di questo
Paese non vogliano vedere cio
che e sotto gli occhi di tutti e
cioe il Iatto che la maIia, negli
ultimi anni, ha sempre piu spic-
catamente una tendenza a Iarsi
governo, a Iarsi stato. Questo
avviene solo nelle "repubbliche
delle banane" e non in un Paese
civile come dovrebbe essere l'Ita-
lia con tutta la sua storia. Nel
nostro Stato
non esiste una
vera cultura antimaIiosa, poiche
l'antimaIia dovrebbe mettere
d'accordo tutte le Iazioni poli-
tiche e non dovrebbero esserci
divisioni. Nel momento in cui
la maIia recupera il suo modus
vivendi tranquillo, signiIica che
ha vinto la battaglia proprio sul
Ironte politico. A me sembra che
da qualche anno a questa parte
si siano sostanzialmente esau-
diti i desideri di Toto Riina che
li aveva messi nero su bianco
nel Iamigerato papello con cui la
maIia poneva le sue condizioni
per Iar cessare le stragi dopo via
D'Amelio. Ia chiusura dei peni-
tenziari di Pianosa e dell'Asi-
nara, il graduale ma inesorabile
indebolimento del Ienomeno del
pentitismo, lo svuotamento del
41 bis (regime di carcere duro
per i maIiosi) sono "mosse" che
Un'affermazione del genere
mi costa molto, ma se le
istituzioni continuano nella
loro politica di miopia... non
faranno che favorire sempre
di pi Cosa Aostra
(G. Falcone)
27 Aprile-Maggio 2bb1
Politica
la maIia attendeva venissero Iatte
dalla classe politica. Con altret-
tanta onesta bisogna dire che
alcuni di questi atti, compreso
l'incredibile dibattito sull'aboli-
zione dell'ergastolo anche per i
reati piu gravi, sono stati sotto-
scritti (ai tempi della Bicamerale)
dai governi di centrosinistra. Va
anche detto pero che gli stessi
governi sono poi corsi ai ripari
mostrando il pugno di Ierro con
i decreti-sicurezza, ad esempio,
Iirmati da Piero Eassino, che
Iorse e stato il migliore ministro
della Giustizia degli ultimi anni.
Ie cosche oggi hanno mostrato
un volto moderato, che e si quello
di Provenzano ma non solo: Pro-
venzano inIatti non va mitiz-
zato. Questo e il vero tema. E
Iaccio un esempio molto esplica-
tivo: Salvo Iima era sospettato
di essere amico dei maIiosi e cer-
tamente, come le risultanze pro-
cessuali hanno dimostrato, era un
reIerente politico. Avendo lavo-
rato dieci anni a Palermo e occu-
pandomi di questi temi, posso
assicurare che nella segreteria di
Salvo Iima non si sarebbe tro-
vato un solo maIioso o un solo
amico dei maIiosi per il sem-
plice Iatto che Iima, a parlare
con queste persone, mandava i
suoi scagnozzi, non ci andava
lui. Nella sua segreteria si
parlava di poli-
t i c a .
Oggi ,
in alcuni partiti,
a gestire le tessere spesso ci
sono personaggi poco raccoman-
dabili. Questa e la grande diIIe-
renza, questo e il cambiamento
del rapporto tra maIia e politica.
Se si Ia uno studio approIondito
e se nella vita si e avuta la Ior-
tuna di lavorare con economisti
come il messinese Mario Cen-
torino, ci si accorge che alla
Iine la maIia "sposta" relativa-
mente poco. Se la maIia punta
su qualcuno o su un partito, lo
Ia perche ha avuto garanzie: e
questo avviene, in termini di
voto, sin dagli inizi del secolo
scorso. Ma attualmente la poli-
tica italiana, in Europa, e ancora
in grado di reggere un "coinvi-
tato di pietra" come la maIia?
E ancora, se si e promesso o
si e paventata la possibilita, in
tempi medio-lunghi, di Iar tor-
nare liberi i maIiosi quarantenni,
i "giovani leoni" che ovviamente
non vorrebbero rimanere in car-
cere, bisognera mantenere la
parola data. E sinceramente non
vedo come si possa Iare, ma Iorse
il nuovo patto con la politica con-
sentira, da qui a quattro anni, a
prescindere da chi governera, di
rendere di nuovo liberi alcuni di
questi personaggi, magari meno
noti, ma sicuramente pericolo-
sissimi. Eorse il nuovo patto con
la politica sta anche in questo.
Concludendo, Cosa Nostra e una
grossa potenza economica, ma
Iinora non la abbiamo vista: Gio-
vanni Brusca, come ha scritto
recentemente Saverio Iodato su
l'Unita, dopo aver Iatto scoprire
i suoi beni allo Stato, e rimasto
senza una lira. E siccome non gli
danno nemmeno le cinquecento-
mila lire che spettano ai collabo-
ratori di giustizia, non e neanche
in grado di comprarsi i giornali
e allora i maIiosi, tutti questi
miliardi alla Iine non li hanno
Iatti. Riina, Provenzano, Mado-
nia, hanno certamente investito
negli anni, ma allora perche ci
si scandalizza quando la Pro-
cura della Repubblica di Palermo
ipotizza che la maIia, a meta
degli anni '70, abbia potuto dare
un proprio sovvenzionamento di
diverse decine di miliardi a Silvio
Berlusconi, l'imprenditore che
stava nascendo e che dava ottime
garanzie, in un periodo in cui
il signor Bontade, che sarebbe
l'autore di questa dazione di
denaro, secondo la Pro-
cura di Palermo,
girava libero in
AlIa, era pro-
prietario
di un
g i o r -
nale... .
Certo Bon-
tade e morto e
Berlusconi vuole
diventare di nuovo
presidente del Consiglio.
In quegli anni Bontade era chia-
mato il principe di Villa Grazia e
andava nelle redazioni dei gior-
nali, per esempio al Diario di
Palermo, a dire quello che dove-
vano scrivere e Irequentava cara-
binieri (il colonnello Russo, del
quale era amico) e polizia. E
allora perche oggi ci si chiede
come mai quel "principe" abbia
potuto dare dieci miliardi a Del-
l'Utri che era amico suo per un
investimento? I'imprenditore e
imprenditore. A Palermo lo osse-
quiavano tutti, dal preIetto al
questore. Qual e il problema di
Berlusconi ad ammettere questa
cosa? Se lo Iacesse sarebbe piu
democratico.
C'e stato un periodo in cui la
Rai e stata in prima linea e in
cui si sono seguiti con scrupolo,
precisione e obiettivita tutti i
piu grandi processi di maIia, da
quello per la strage di Capaci a
quello contro Giulio Andreotti.
Dalla sentenza di quest'ultimo
in poi, per volere della politica,
sull'argomento maIia e calato il
silenzio. Sostanzialmente la Rai,
come tutti gli altri mass-media,
e rimasta imbavagliata rispetto
quest'argomento Iino alla scossa
tellurica dell'accoppiata Iuttazzi-
Travaglio. Si e commesso un
errore abbandonando il tema,
poiche si e lasciato che i soggetti
privi della necessaria esperienza
e conoscenza abbiano trattato
l'argomento maIia "come eleIanti
in una cristalleria". I cronisti che
si sono occupati di questi argo-
menti sono stati sostanzialmente
messi "sotto naItalina" in quasi
tutte le aziende giornalistiche,
come se vi Iosse stato un pas-
saparola tra le persone che con-
tano nella nostra categoria. Sono
comunque convinto che la Rai
abbia gli uomini, la conoscenza
e la Iorza di raccontare ancora
per molti anni il pianeta maIia e
i suoi satelliti.
giornalista Rai 2
Franca Imbergamo`
S
tando ad un'esperienza che
nasce dalle indagini, si puo
aIIermare che Cosa Nostra
non guarda tanto al colore dei
partiti quanto al loro potere.
Tenta di inIiltrarsi laddove c'e
la possibilita di esercitare un
potere. Se Cosa Nostra e ancora
vitale sul Ironte degli appalti e
della gestione dei Iinanziamenti
pubblici, lo deve alla capacita di
penetrare all'interno delle strut-
ture che garantiscono il potere
e che sono le strutture degli
enti preposti all'amministrazione
dei territori, quindi la pubblica
amministrazione e anche la poli-
tica. Nessuno e immune alla pos-
sibilita di essere contagiato, il
problema e cercare di capire in
che maniera si possa Iar Ironte
a questa tendenza invasiva di
Cosa Nostra. Spesso i politici
in passato - non ho dati per
il presente - hanno pensato
di poter sIruttare questa tigre
senza esserne dilaniati. E un
calcolo che si e sempre rive-
lato sbagliato, che mi auguro
nessuno stia Iacendo in questo
momento poiche Cosa Nostra
ha essenzialmente due volti:
uno e quello della Cosa Nostra
che puo scendere a patti con le
istituzioni, che si presenta con
volti insospettabili, e questi pos-
sono entrare in contatto con la
politica, promettendo Iavori elet-
torali; dall'altro Cosa Nostra ha
sempre una base militare, e un
esercito pronto a colpire. Non
si possono Iare patti con essa,
poiche in ogni caso il contraente
maIioso ha una capacita di inti-
midazione che va ben al di la di
quello che il contraente politico
puo immaginare. Cosa Nostra
non e una semplice associazione
criminale. Negli anni ha matu-
rato una serie di rapporti istitu-
zionali che le hanno garantito la
proliIerazione, la sopravvivenza
e adesso la possibilita di poter
tornare nuovamente a coman-
dare. Credo che ci sia stata una
certa superIicialita, mi auguro
in buona Iede, da parte del
legislatore che ha ritenuto che
Cosa Nostra Iosse un problema
di emergenze criminali e di
ordine pubblico e che quindi,
dopo la stagione dei processi,
delle grandi retate e dei provve-
dimenti cautelari nei conIronti di
centinaia di persone, si potesse in
qualche modo ritenere debellato
questo Ienomeno. Eorse a qual-
cuno avra Iatto anche comodo
poter accreditare un'immagine di
una Cosa Nostra ormai scon-
Iitta, probabilmente per Iini diI-
Iicilmente conIessabili. A mio
avviso inIatti la situazione e peg-
giore poiche Cosa Nostra non
e stata debellata. A questi capi
se ne sono sostituiti degli altri.
Abbiamo inIerto colpi mortali
alla base militare, abbiamo Iatto
grandi operazioni, grandi pro-
cessi che hanno colpito i killer, i
quadri medi dell'organizzazione
criminale. Ma non siamo arrivati
al cuore. Non siamo ancora arri-
vati ad estirparne la radice che
poi sta tutta nel sistema di rela-
zioni di Cosa Nostra con le isti-
tuzioni, con il potere. Essa non
e un sistema contrario alle istitu-
zioni, un antistato, e un cancro
che si sviluppa all'interno delle
istituzioni e che vive e si ali-
menta di questi contatti; siamo
riusciti appena a scalIirne l'am-
bito dei riIerimenti eccellenti.
Questo clima di assopimento
delle coscienze, che in parte e
giustiIicabile poiche mancano
grossi stimoli di tipo emotivo
come puo essere una strage, in
realta e Iunzionale ad un raI-
Iorzamento strutturale di Cosa
Nostra. Ce lo dicono le inda-
gini, che ancora a Iatica con-
tinuiamo a condurre, le quali
rendono evidente che gli aIIari
e la struttura relazionale della
maIia sono rimasti in piedi.
Vorrei che si riIlettesse sul Iatto
che la politica e, in concreto,
gestione delle cose, gestione
delle risorse e quindi mi pare
impensabile che non ci sia stato
quantomeno il tentativo da parte
di Cosa Nostra di inIluenzarla. In
molte realta locali Cosa Nostra
ha ancora un grande consenso
tra la gente e questa e una cosa
molto dolorosa a dirsi, ma esiste
e la mette in condizione di pro-
mettere, di orientare e di espri-
mere anche consensi elettorali.
Sostituto procuratore di
Palermo
Elio Veltri`
N
on siamo riusciti a battere
la maIia, a parte alcuni
successi di tipo militare e
giudiziario, poiche storicamente
essa ha avuto rapporti con la
politica, con i suoi uomini, con le
istituzioni dello Stato e con l'ap-
parato statale: la maIia Ia aIIari
soprattutto con i soldi pubblici.
Per la maIia esiste il binomio
aIIari e potere il cui sviluppo e
stato possibile grazie ad un'in-
terdipendenza tra di essi. Se
Iodato quindi vuole dire che
tutta la parte dei
politici, dei partiti e
dell'apparato dello
Stato che in qual-
che modo e stata
complice e ha col-
luso con la maIia
non ha avuto alcun
problema, e la
verita. Ma e anche
vero che la parte
migliore dell'ap-
parato statale e
stata eliminata
dalla maIia: anche
questo pero non e
servito ad una
riIlessione seria
poiche anche sulle morti si e
discusso e si sono maniIestati
dissensi. Ia realta e che in questo
Paese e diIIicilissimo esercitare
il controllo di legalita. Questo
Parlamento lo riIiuta Iortemente:
il controllo della legalita e tale
se Iunziona ugualmente per i
comuni cittadini e per i potenti.
Il nostro e un Paese in cui il prin-
cipio costituzionale dell'ugua-
glianza dei cittadini di Ironte alla
legge si e veriIicato solo nei primi
due anni di "Mani Pulite". Nella
storia d'Italia esso e stato costan-
temente violato. Con la maIia e
sempre diIIicile Iare i conti e,
recentemente, la ConIcommercio
ha pubblicato i dati di un'inda-
gine che comunque erano gia noti
a chi si occupa di tale problema:
il giro d'aIIari delle varie maIie
o delle organizzazioni criminali
e di 300mila miliardi l'anno,
mentre i patrimoni maIiosi sono
stati valutati in oltre 2milioni di
miliardi. Quando si e di Ironte
a ciIre di questo genere e chiaro
che solo chi Iinge di non capire
rimane indiIIerente ed e impen-
sabile che i pubblici poteri siano
estranei a questa situazione. Una
situazione che viene Iortemente
sottovaluta poiche chiama alle
responsabilita la classe dirigente,
la politica degli amministratori e
l'apparato statale: e inconcepibile
che si prenda in considerazione
la presenza di organizzazioni
criminali escludendo il Ieno-
meno della corruzione dell'appa-
rato pubblico dello Stato, poiche
sono due Iacce della stessa meda-
glia. Si cerca sempre di dividerle
come se in ogni aIIare concluso
dalla criminalita organizzata non
c'entrasse la corruzione e vice-
versa. SigniIica che esistono col-
lusioni con il mondo politico
e con l'apparato pubblico, ma
di questo non si vuole neanche
sentir parlare nel nostro Stato,
Iatto che si e accentuato soprat-
tutto negli ultimi tre anni, da
quando cioe e iniziato il processo
di restaurazione, quel "mare-
moto" che ha travolto tutte le
diIese e che ha Iatto passare
tre parole d'ordine: non c'e e
non c'e mai stata collusione tra
politici e maIiosi; non c'e asso-
lutamente interdipendenza tra
criminalita organizzata e corru-
zione; la maIia esiste, ma e solo
un Iatto criminale e militare. In
una politica della legalita non si
puo negare l'esistenza del rap-
porto maIia-politica e non si puo
Iare una campagna devastante dei
pentiti come invece e stato Iatto:
Iinche il pentito
nomina gli altri
criminali va bene,
ma appena Ia il
nome di un poli-
tico succede il Iini-
mondo. Non si
puo mettere sotto
processo la Magi-
stratura quando
persegue impor-
tanti uomini
politici o ammi-
nistratori per reati
di corruzione, per
Ialsi in bilancio,
per concussione,
per reati contro la
Questa mafia mi piace dipin-
gerla come quell'area grigia
in cui quasi si sono persi i
contatti mafiosi
(G. Ruotolo)
Catania:
l corso
{ricostruzione grahca}
28 Aprile-Maggio 2bb1
Mafia
&
Come si sta evolvendo il rapporto Mafia e politica?
La Mafia continua a votare?
La potenza economica del crimine organizzato pu condizionare la politica?
pubblica amministrazione o per
reati Iinanziari e poi pensare
seriamente che in questo clima
di delegittimazione della legalita
e quindi di riIiuto dei controlli
di legalita, con un Parlamento
pieno di inquisiti per reati gravi,
si Iaccia la lotta alla criminalita
organizzata. Non si possono
riIiutare i controlli di legalita e
poi voler Iare la lotta alla maIia.
Ecco perche si ha interesse a dire
che la maIia e solo un Iatto crimi-
nale e militare. Chi e in che cosa
investe tutti questi soldi, vengono
investiti nell'economia criminale
che man mano viene ripulita e
diventa economia legale?! Ie sta-
tistiche non danno alcuna rappre-
sentazione veritiera della reale
situazione del nostro Paese: il
livello dei consumi non e asso-
lutamente rapportabile ad esse.
InIatti, se per esempio dovessimo
seguire le statistiche riguardanti
la disoccupazione, avremmo le
barricate in mezzo alla strada e
invece tutto questo non avviene
poiche c'e una Ietta di Iinanze di
economia criminale che sopperi-
sce e che le statistiche non pre-
vedono. Quei 300mila miliardi
l'anno circolano e ne usuIruisce
tantissima gente, ecco perche
le statistiche non danno una
rappresentazione reale. Il pro-
blema principale e politico-
culturale, ma non si puo Iare
una grande operazione culturale-
politico-nazionale sulla legalita
avendo governanti e rappresen-
tanti delle istituzioni che non
sono "puliti". I'ultima legge
Iinanziaria e stata un "mercato",
vi hanno partecipato tutti, si
davano e si redistribuivano
45mila miliardi, pochi hanno
diIeso i controlli di legalita anche
per i politici e per i potenti.
Ie misure anticorruzione, il
disinquinamento della pubblica
amministrazione, il conIlitto di
interesse, la trasparenza dell'ap-
parato pubblico, il bollettino di
trasparenza sul mercato pubblico
che e di oltre 150mila miliardi,
sono state tutte bocciate. Questo
Parlamento riIiuta i controlli di
legalita, riIiuta la trasparenza,
riIiuta la lezione che e venuta da
Mani Pulite e che avrebbe obbli-
gato questa classe dirigente a Iare
quello che io chiamo "l'inventa-
rio dei danni" per decidere come
intervenire e chi deve pagare;
si e Iatta solo una polemica e
ognuno ha cercato di colpevo-
lizzare l'avversario. Se si Iosse
Iatto l'inventario dei danni, altro
che commissione su Tangen-
topoli! Ia prima commissione
di indagine che avrebbe dovuto
compiere questo Parlamento per
essere utile al Paese, era il rap-
porto tra corruzione, spesa pub-
blica e debito pubblico di cui
non ha voluto parlare nessuno,
poiche una sua parte consistente
- che ci ha costretto a varare
in pochi anni circa 600mila
miliardi di Iinanziarie per met-
tere una pezza al dissesto Iinan-
ziario - e Iiglia della corruzione.
Se avessimo discusso di queste
responsabilita avremmo parlato
del modo in cui si e governato,
delle responsabilita e delle con-
seguenze terribili per il nostro
Paese. Bisogna ristabilire la lega-
lita tramite una missione nazio-
nale e il governo deve stabilirne
un livello accettabile. Non si puo
pero stabilire la legalita contro
il rapinatore e poi i reati di cor-
ruzione e di concussione che
hanno dissestato le Iinanze dello
Stato, vengono ignorati. Nessun
italiano ritiene che non ci siano
state collusioni tra la maIia e la
politica. Il problema e la con-
sapevolezza dei cittadini, ma il
sistema dell'inIormazione e deva-
stante da questo punto di vista.
Questo e il Paese al mondo in cui
il peso della televisione e stato il
piu inIluente.
Deputato
Biagio Gatto`
S
tando alla mia esperienza
di investigatore ritengo che,
Iino a quando la corruzione
non verra deIinitivamente eli-
minata, la maIia riuscira pun-
tualmente ad inIiltrarsi nelle
questioni politiche e sociali. A
mio parere la maIia continua ad
essere la principale protagonista
della vita politica. I politici sanno
benissimo che il capo di un'orga-
nizzazione dedita alla commis-
sione di gravi reati, perpetrati da
lui stesso o attraverso i suoi aIIi-
liati, puo procacciare tantissimi
voti. Ora piu che mai la maIia
vota anche se, come e ovvio,
i maIiosi e coloro che li cir-
condano, non dovrebbero avere
diritto al voto. Allo Stato pero
questo non converrebbe.
Cosa Nostra inoltre, puo con-
dizionare la politica attraverso
il ricatto e la corruzione. Passo
dopo passo la maIia, attraverso la
conoscenza di personaggi poli-
tici, industriali e del mondo
Iinanziario, e riuscita a raggiun-
gere un'enorme importanza, non
soltanto a livello sociale, ma
anche e soprattutto economico.
Ed e ovvio che la maIia, dispo-
nendo di questo potere, riesca
Iacilmente ad inIluire su cio che
riguarda le scelte politiche.
Ritengo inIine che essa vada
ricercata soprattutto nella cate-
goria dei cosiddetti colletti bian-
chi.
Maresciallo dei carabinieri di
Messina
Beppe Grillo`
O
ggi abbiamo una maIia
di personalita giuridica,
ormai la maIia si esplica
attraverso dei consigli di ammi-
nistrazione e i maIiosi non sono
piu in Sicilia, ma sono a Ginevra,
a Milano ai trentottesimi piani
dei grattacieli, hanno le unghie
curate, non dicono "minchia",
dicono "excuse me". Siamo in
una Iase in cui la maIia ha un
aspetto legale, pulito e stra-
ordinario. E una maIia a
norma di legge. Del resto
quello che sentiamo e
vediamo e una maIia
di manovalanza,
Iisicamente peri-
colosa, ma mai
come puo essere
pericoloso un
vero maIioso,
un vero col-
letto bianco.
Ia politica e
in ostaggio
all'economia,
e l'economia
e in societa
con la maIia:
i grandi imperi
godono di
questa impunita
che viene loro
conIerita dalla per-
sonalita giuridica.
I'invenzione della per-
sonalita giuridica e stata
straordinaria in questo
senso poiche da l'immorta-
lita - e Dio la personalita giuri-
dica -, da modo di Iare qualsiasi
crimine a norma di legge, cam-
biando un amministratore dele-
gato e mettendone un altro.
Io sono per il voto di scambio.
Non reputo che sia una cosa mal
Iatta se uno cede il proprio lavoro
per avere, in cambio, il lavoro per
suo Iiglio, io sono per il voto a
pagamento, quindi voglio un'am-
ministrazione chiara. Noi siamo
piu ipocriti degli americani: le
grandi multinazionali americane
sovvenzionano i cambi dati e
se li scalano dai debiti. Noi
dovremmo Iare altrettanto, il voto
dovrebbe essere deducibile dai
redditi, dovrebbe essere pagato,
ci si dovrebbe Iar dare una rego-
lare ricevuta e poi votare. Cosi
avremmo un sistema sotto con-
trollo. Perche il Iinanziamento
dei partiti deve essere un reato?
E una brutta legge. Chi lo desi-
dera dovrebbe poter Iinanziare i
partiti, cosi ci sarebbe una conta-
bilita, poiche dove c'e una conta-
bilita e piu diIIicile "scappare".
Cosa Nostra e Irammentata in
migliaia di s.p.a. con la Iaccia di
persone perbene che sono notai,
commercialisti, geometri, ragio-
nieri, presidenti e direttori di
banca, ormai e questa la grande
maIia. Io non credo che siano
i Toto Riina i personaggi da
temere benche io dia adito alle
Iorze che sono riusciti ad inca-
strarli dopo tanti anni, ma la mia
paura deriva dall'occultamento,
dalle persone per bene: la diI-
Ierenza tra un maIioso delin-
quente e un uomo d'aIIari oggi e
molto sottile. I'uomo d'aIIari si
percepisce come una brava per-
sona, il maIioso perlomeno sa di
essere un Iuorilegge. Se si vanno
a vedere i verbali dei maIiosi
e i verbali degli uomini d'aIIari
incriminati che hanno patteg-
giato, come per esempio Romiti
e Toto Riina, la sostanza dei
discorsi, a parte il linguag-
gio, e la stessa.
Previti par-
lava di
segreto
proIessi o-
nale nei con-
Ironti di una parcella
di 33 miliardi e Toto Riina
parlava di omerta. E solo una
questione di sintassi. E non e
vero che ci sono tanti impuniti. Il
problema e antecedente, ci sono
sistemi che delinquono, che di
per se devono delinquere e lo
possono Iare a norma di legge
grazie alla personalita giuridica.
E allora legalizziamo la maIia,
come hanno Iatto con la Jacuzza
in Giappone! Che tirino Iuori
questi trecentomila miliardi per
ripulirli da tutte le parti, che ci
paghino le tasse e che diventi
"MaIia s.p.a." poiche di Iatto e
gia cosi, ma e molto Irammen-
tata in aziende illibate.
Ie responsabilita della destra
sicuramente sono quelle di aver
agevolato un pochino la pulizia
dei capitali, della sinistra invece
non vedo tante responsabilita.
Ma poi sinistra o destra non
signiIica niente, alla maIia non
gliene "Iotte" niente della sini-
stra o della destra, la maIia ha
interesse a stare sopra, non Ia
distinzioni tra destra o sinistra, Ia
distinzioni per le agevolazioni di
inserimenti di capitale, di pulizia
di capitale.
Siamo in un momento in cui,
alzata la pietra, scappano gli sca-
raIaggi. C'e un movimento di
scaraIaggi, ma sono solo scara-
Iaggi, sono solo piccoli insetti
che non contano quasi piu nulla,
i politici che io vedo dibattersi
hanno poca importanza, i giochi
sono Iatti in altri luoghi e da
altre persone. Vedo questi poveri
politici che sono i veri extraco-
munitari di oggi, sono proprio
avulsi dal
territorio e non
sono piu inseriti. Ia satira sulla
politica non esiste. Come si puo
Iar satira sulla politica e pren-
dere un miliardo dalla Chiesa o
dalla Omnitel? Chi e che Ia satira
politica in Italia? Qualcuno, i
Guzzanti, bravissimi ma, ogget-
tivamente, per Iar satira bisogna
essere completamente Iuori dal
mercato e io vedo persone bravis-
sime, ma che agiscono all'interno
e dall'interno non si puo essere
liberi. Ci si preclude gia una Ietta
dell'inIormazione, essendo all'in-
terno. Quando si prendono i soldi
e per non dire. In questo conte-
sto vedo un Iuturo di annienta-
mento di tutti i nostri principi e
Il voto dovrebbe essere dedu-
cibile dai redditi, dovrebbe
essere pagato,ci si dovrebbe
far dare una regolare ricevuta
e poi votare. Cos avremmo
un sistema sotto controllo
(B. Grillo)
29 Aprile-Maggio 2bb1
Politica
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$1NF
pressione del sistema politico-mafoso. Noi possiamo aIIermare - dichia-
rano alcuni esponenti dell'Associazione - sulla base della nostra espe-
rienza, che una parte della Chiesa ha contribuito ad isolare padre Puglisi
in vita>>. Monsignor Salvatore Di Cristina, vescovo ausiliario dichiara
con Iorza: Ma cosa ci guadagnano a tornare su quelle polemiche? Ia
Chiesa nel suo insieme era contro il sistema mafoso, possono esistere
Irange che non la pensano cosi, ma nessuno di questi singoli e mai stato
contro don Puglisi. Ia verita e che loro non accettano ancora il Iatto che
la Chiesa non si costitui parte civile al processo. Ma quel gesto non Iu
capito: la Chiesa deve essere madre di tutti>>.
Jessica Pezzetta
MATRANGA ESCLUSA DALLE LISTE
21 marzo 2001
Palermo. Il deputato di Eorza Italia Cristina Matranga, escluso dalle can-
didature per le elezioni del 13 maggio ha rilasciato una intervista ad un
quotidiano nazionale in cui ha aIIermato: Negli ultimi mesi persone
vicine a Berlusconi mi hanno riIerito che al Cavaliere le battaglie sul
Ironte della lotta a Cosa Nostra non piacevano piu tanto>>. I`onorevole
ha chiesto di persona a Berlusconi il quale l`ha rassicurata: Cristina
continua, sei sotto la mia ala protettiva>>. Ma nonostante le assicura-
zioni del leader del Polo e stata esclusa e con amarezza sottolinea: nes-
suno mi ha chiamato per comunicarmelo, nessuno ha avuto il coraggio di
darmi una spiegazione>>. Ma.C.
FRATELLI SCIOLTI NELL`ACIDO
21 marzo 2001
Palermo. Il magistrato Giuseppe Eici della Dda della Procura di Palermo
davanti alla Corte d`Assise ha richiesto la condanna all`ergastolo per
Salvatore Biondino, Michelangelo Pedone, Antonino Troia, Antonino
Erasmo Troia, Rosolino Rizzo, Giuseppe Biondolillo, Salvatore Biondo
(il lungo) e Salvatore Biondo (il corto), Simone Scalici e il latitante di
Caccamo Antonino GiuIIre.
Tutti sono ritenuti responsabili dell`uccisione dei Iratelli Salvatore e Giu-
seppe Sceusa avvenuta il 19 giugno 1991. I due imprenditori di Cerda
avrebbero pagato con la morte la loro volonta di 'Iare da soli nel settore
degli appalti Pubblici, senza chiedere l`autorizzazione a Cosa Nostra. Ia
svolta delle indagini e avvenuta con le rivelazioni dei due collaboratori
di giustizia Onorato e Eerrante, i quali si sono autoaccusati del delitto ed
hanno svelato la storia di un crimine rimasto per anni un mistero.
I due Iratelli - secondo le rivelazioni dei pentiti - sarebbero stati torturati
e poi sciolti in un Iusto che conteneva 200 litri di acido. Ia condanna
sarebbe stata decisa da Nino GiuIIre capomafa di Caccamo e Rosolino
Rizzo reggente del clan Cerda. M.C.

COMMERCIANTI ARRESTATI PER RICICLAGGIO
22 marzo 2001
Palermo. Il 21 marzo scorso sono stati arrestati Giuseppe e Eilippo
Tarantino, commercianti di abbigliamento, con l`accusa di aver ripulito
miliardi per conto del boss della Kalsa Tommaso Spadaro. Dalle indagini
coordinate dai pm Sergio Barbiera e Calogero Eerrara assieme ai fnan-
zieri della polizia giudiziaria della procura di Palermo e emerso che i
Tarantino tra il 1983 e il 1994 hanno riciclato circa 50 miliardi di lire.
I`inchiesta e partita da una bancarotta della societa Sg Tarantino>>
di circa un miliardo. Gli inquirenti nel corso delle indagini hanno sco-
perto che tra i partner d`aIIari c`era il negozio 'Sicilia Sport gestito da
Pasquale Di Eilippo marito di una delle fglie di Spadaro. Il Di Eilippo,
poi arrestato per mafa, ha deciso di collaborare con la giustizia ed ha
rivelato dei vari traIfci e canali di riciclaggio del clan Spadaro. Ma.C.
BOSS E CHIESA
23 marzo 2001
Palermo. Il latitante Bernardo Provenzano potrebbe essersi nascosto in
un convento. I`ipotesi e stata vagliata dopo una serie di indagini che
avrebbero indirizzato le ricerche verso alcuni monasteri. Inoltre le lettere
trovate il 30 gennaio scorso in tasca all`allevatore Nicolo Ia Barbera,
arrestato in occasione della cattura del latitante Benedetto Spera, e inviate
alla moglie Saveria Palazzolo presentano una serie di indicazioni quali:
santa benedizione del Signore>> e riIerimenti agli angeli, alla volonta
di Dio, ma, per il momento nessuno degli investigatori ha osato oltrepas-
sare le mura dei conventi.
I SANTAPAOLA, IL SANGUE BLU DELLA MAFIA CATANESE
23 marzo 2001
Catania. Si parla di grossa Irattura all`interno del clan Santapaola che
potrebbe essere la causa di una grossa guerra di mafa. Per evitarla la pro-
cura distrettuale della Repubblica di Catania ha emesso tredici provve-
dimenti. Sarebbero fniti in manette aIfliati al clan e persone che avreb-
bero avuto direttamente la delega per occupare i vertici della cosca. Tra
questi il giovane Claudio Strano, Salvatore Amato e Grazia Santapaola,
gli ultimi due cugini del boss detenuto Nitto Santapaola.
I`indagine ha preso il via circa dieci mesi Ia quando, nel corso di una
perquisizione domiciliare eseguita ai danni della coppia in via Belfore,
i poliziotti sono riusciti a sistemare una 'cimice che ha permesso l`ac-
quisizione di notizie di notevole interesse investigativo, tra cui la racco-
mandazione di non Iare mai mancare gli stipendi>> ai Iamiliari di tre
ergastolani: Nitto Santapaola, Aldo Ercolano e Vincenzo Santapaola. E`
soprattutto grazie all`usura e allo spaccio di cocaina che venivano accu-
mulate le notevoli quantita di denaro; lo spaccio avveniva in via della
Concordia.
Monica CentoIante
segue da pag. 25
di tutti i nostri luoghi comuni -
parlo della mia generazione - c'e
la scomparsa dei diritti civili che
saranno sostituiti da un grande
numero verde o da un Iiso 9001
che sara la nostra Bibbia, invece
della Costituzione avremmo il
WTO. I luoghi saranno sostituiti
dai non luoghi come gli autogrill
e gli ipermercati, ci vedremo li
dentro e decideremo cosa com-
prare, cosa non comprare e basta.
Sara una vita molto piu semplice
e diretta: chi ha e chi non ha non
deve rompere i "coglioni".
* Comico
Maria Giovanna
Romeo`
I
l legame maIia-politica, da
quanto risulta dalle sentenze
passate in giudicato, c'e stato
e tuttora esiste. Ie carte dei pro-
cessi dimostrano che ci sono stati
scambi di voti... la politica e
un potere grande, vero, e quindi
si e cercato di raggiungerlo a
tutti i livelli. E il potere signi-
Iica denaro. E in vista delle
prossime elezioni posso dire che
certamente la maIia continuera
a votare, poiche non e che si
Ierma.
Per quanto riguarda la strategia
che Cosa Nostra sta attuando
bisogna dire che, tra gli altri
collaboratori, Siino
Angelo - anche
se non e un
maIi oso
vero e proprio
nel senso che non e
un "punciuto" come si usa
dire nel gergo di Cosa Nostra
- ha parlato delle Iamose spar-
tizioni, dei lavori pubblici, di
tutta una serie di tangenti che
venivano versate, di suddivisioni
per migliaia di miliardi che sono
state eIIettuate proprio nell'ese-
cuzione di lavori pubblici in Sici-
lia; e si e trattato anche di lavori di
grandissimo peso ed importanza
dal punto di vista economico.
Coloro i quali decidono non l'at-
tribuzione del singolo appalto,
ma la strategia di spartizione
dei lavori pubblici sono soggetti
politici ed e chiaro che chi e
interessato deve avere una rela-
zione con queste persone. Si
tratta quindi di un intreccio che
non so Iino a che punto si potra
in Iuturo districare. E da un pas-
sato che risulta da carte proces-
suali emerge che tali meccanismi
sono ormai assodati.
*Sostituto Procuratore generale
di Caltanissetta
Mario Almerighi`
I
a Commissione parla-
mentare antimaIia o i
magistrati del Pubblico
Ministero impegnati nelle inda-
gini piu recenti certamente
potrebbero rispondere meglio
riguardo il rapporto maIia-poli-
tica. Comunque, ogni qualvolta
e stata Irenata l'evoluzione della
maIia, essa ha risposto con guerre
interne o commettendo omicidi
di persone - come politici, magi-
strati e giornalisti - che la ostaco-
lavano. Oggi questo non avviene
e quindi possiamo dedurre che
l'evoluzione della maIia non
soIIra di disturbi di alcun genere.
Il problema del rapporto maIia-
politica puo essere risolto solo
dalla politica stessa. Gli inter-
venti isolati da parte della Magi-
stratura per reprimere singoli casi
possono evidenziare l'esistenza
di un Ienomeno patologico nel
Paese. Ia Magistratura, inIatti,
non potra mai combattere la cri-
minalita e questo e un equivoco
che purtroppo ha Iatto deviare il
dibattito sul Ienomeno maIioso.
Quest'ultimo sopravvive grazie
agli indispensabili collegamenti
con segmenti della politica e,
proprio per questo motivo,
ritengo che la maIia non possa
permettersi il lusso di non
votare.
Il condizionamento della
politica da parte della maIia
e dovuto anche alla sua
potenza economica.
InIatti, stando ad
un'indagine della
Co mmi s s i o n e
pa r l a me nt a r e
antimaIia, una
quindicina di
anni Ia la
maIia pro-
d u c e v a
proIitti nell'or-
dine di circa
700miliardi
l'anno. Oggi,
insieme alle
altre organiz-
zazioni cri-
minali, credo
che abbia rag-
giunto livelli di
circa 1000miliardi
l'anno. Quindi il
problema e quello del-
l'investimento e del rici-
claggio di questo denaro
sporco, Ienomeni che nel
nostro Paese trovano le condi-
zioni ideali per essere portati
avanti: l'assenza dello Stato in
vasti territori nazionali, le sacche
di illegalita che coinvolgono la
pubblica amministrazione e parte
del mondo politico consenziente.
E ovvio che la maIia, come le
altre associazioni criminali,
sIrutta questi "vuoti". Eino a
quando la legalita nel nostro
Paese sara un optional, le restera
impresa Iacile agganciarsi alle
sacche di illegalita che purtroppo
sono troppo vaste.
Presidente IX sezione penale
del 1ribunale di Roma
Nicola Tranfaglia`
D
alle ricerche che ho com-
piuto Iinora e che sto
continuando ad eIIettuare
ritengo che, dopo una crisi dei
rapporti tra maIia e politica veri-
Iicatasi a meta degli anni '90, oggi
c'e una ripresa dei rapporti deter-
minata da due elementi: Cosa
Nostra e le altre associazioni
maIiose hanno rinunciato ad una
strategia di attacco Irontale allo
Stato e quindi operano all'in-
terno delle istituzioni in modo
apparentemente non conIlittuale.
Siamo tornati ad una strategia
di penetrazione subdola, quindi
non di attacco ma di collabora-
zione con le parti "inIette" dello
Stato e delle istituzioni; questa
ripresa dei rapporti maIia-poli-
tica e poi Iavorita dal Iatto che la
politica non solo non si e rinno-
vata - anzi si e allontanata molto
dalla societa -, ma e costituita
solo da un ceto chiuso che comu-
nica poco con la societa e cerca
di diIendersi da qualsiasi Iorma
di rinnovamento. E ovvio che
una simile situazione Iavorisca
tale genere di rapporto. In questo
momento si ha inoltre il ritorno
alla ribalta di molti personaggi
che negli anni '90 erano stati
messi da parte, anche perche
c'erano su di loro sospetti Ion-
dati. Ia maIia pero, non si e mai
vincolata soltanto ad un partito
politico, anche se in questo con-
testo ritengo che tenda a legarsi
a quelle parti di schieramenti
meno impegnati nella lotta alla
maIia. E su questo non c'e alcun
dubbio. Cosa Nostra e in grado
di inIluenzare la politica e di
Iavorire gruppi o persone ad essa
legate poiche dispone di grandi
capitali Iinanziari, e legata a
grandi opere pubbliche e ad
appalti di ogni genere quindi.
Peraltro nel nostro Paese non si e
mai stabilita una netta diIIerenza
tra il mercato lecito e illecito,
ma c'e sempre stata una commi-
stione tra i due. E chiaro quindi
che chi e al conIine tra legalita e
illegalita puo lavorare molto piu
Iacilmente in Italia che in altri
Paesi dove questo limite e stato
deIinito. Il processo Andreotti
e signiIicativo: i giudici hanno
assolto per insuIIicienza di prove
il senatore a vita, e il senatore
e stato gloriIicato e beatiIicato
ed e diventato un salvatore della
Patria, nonostante il giudice
avesse accertato, se non tutto cio
che era stato detto inizialmente,
almeno i suoi lunghi rapporti con
i maIiosi. Quindi la via giudizia-
ria in un Paese come questo e
impraticabile per quanto riguarda
la classe politica, nel senso che
anche quando ci sono respon-
sabilita politiche accertate e
responsabilita penali probabili,
attraverso questa via non si arriva
ad alcun risultato.
Scrittore e docente
universitario
Paolo Giordano`
A
ttualmente non ho ele-
menti concreti per Iare
una diagnosi sullo stato
dei rapporti maIia-politica. Si
possono Iare pero considerazioni
di carattere generale che partono
dalla conoscenza del Ienomeno
maIioso: certamente i rapporti
ci sono stati e hanno indivi-
duato l'esistenza dell'organizza-
zione Cosa Nostra come una
delle piu Iorti e pericolose orga-
nizzazioni criminali dei nostri
tempi, poiche certamente essa e
ancora attuale - e questo risulta
da tutte le indagini che abbiamo
in corso - e non ha perso la
sua caratteristica e connotazione
principale che e quella di tentare
di instaurare rapporti istituzio-
nali. Ritengo assolutamente certo
che questi rapporti siano ancora
in corso, anche se non si puo dire
esattamente quali siano.
Ritengo che la MaIia continui a
3b Aprile-Maggio 2bb1
Mafia
&
Come si sta evolvendo il rapporto Mafia e politica?
La Mafia continua a votare?
La potenza economica del crimine organizzato pu condizionare la politica?
votare, considerato che non e
altro che una somma di singoli
individui che rispondono tutti
ad uno stesso interesse comune
che e il principale interesse cri-
minale, quello dell'autoconser-
vazione dell'organizzazione.
Cosa Nostra - al di la del Iatto
che si tratti di una potenza eco-
nomica - puo condizionare la
politica a livello di potenza
numerica; essa inIatti controlla
un numero molto elevato di
persone, quindi di consensi
elettorali. Condiziona la poli-
tica anche da un punto di vista
economico poiche e in grado
di imbastire, in pochissimo
tempo, attivita imprenditoriali
che sicuramente inIluenzano
il mercato ordinario in una
determinata localita. Quindi ha
bisogno di aIIermarsi in quel
territorio attraverso tali attivita
e per Iarlo ovviamente sIodera
tutte le sue armi tipiche.
procuratore aggiunto
di Caltanissetta
Rita Borsellino`
I
l rapporto maIia e politica
e un rapporto necessario
per la sopravvivenza della
maIia stessa poiche, se non
avesse il rapporto con la
politica, quest'organizzazione
criminale sicuramente non
avrebbe piu la Iorza, la potenza
e la penetrazione che ha oggi.
Quindi che il rapporto maIia-
politica continui non ci sono
dubbi. Come si stia evolvendo
e un po' piu diIIicile da capire;
ritengo che qualche cosa in piu
Iorse potremo comprenderla
dopo queste tornate elettorali,
potremo un pochino intuire
come si indirizzano anche i
voti poiche in questo momento
si tratta, secondo me, di un
Iatto troppo strisciante e sot-
terraneo per poter azzardare
anche soltanto un'ipotesi. Sicu-
ramente c'e, pero non lo
possiamo determinare con
chiarezza. Non c'e dubbio
comunque che la maIia con-
tinua a votare. A maggior
ragione lo Ia, poiche e un con-
testo di cambiamenti.
Cosa Nostra e anche una
potenza economica e con la
potenza economica tutto si
compra e tutto si vende e la
politica purtroppo ha dimo-
strato, almeno in passato, di
essere sia comprabile che ven-
dibile. Non credo che oggi tutto
questo non esista piu. Sicu-
ramente esistono ancora degli
uomini disposti a Iarsi com-
prare e a Iarsi vendere.
vice presidente Libera
Salvo Vitale`
A
mio parere siamo in una
Iorte Iase di involu-
zione. Se si era avuta
una sorta di sintesi perIetta
negli anni '80 Ira i due elementi
maIia e politica, adesso credo
che la politica ovviamente con
il suo gran "entroterra maIioso"
stia riprendendo quel soprav-
vento che gia aveva ai tempi di
Ciancimino. E' un sopravvento
in cui la politica e soltanto la
punta dell'iceberg dietro cui sta
la maIia. Io vedo un cambia-
mento in peggio, si stanno risi-
stemando tutti i controlli degli
appalti e del territorio secondo
sistemi che possono rendere
"contenti" tutti gli utenti che
Ianno parte del circuito poli-
tico-maIioso.
Ia maIia inoltre continua cer-
tamente a votare per quelli che
possiamo deIinire i "candidati
bandiera", e ora il piu grande
partito italiano ha preso in
pieno il ruolo che storicamente
era della Dc, diventando quindi
il punto di riIerimento di tutte
le cosche maIiose. Il problema
tra la maIia e la politica. non
e scisso, Cosa Nostra ha nel
personale politico che regge la
Sicilia e l'Italia la sua mani-
Iestazione, quindi non con-
diziona la politica... sono la
stessa cosa. Non c'e un pro-
cesso di dipendenza, bensi di
simbiosi.
Scrittore
Teresa Principato`
E
ovvio che il rapporto
continua, ma e chiaro
che sia un po' masche-
rato. Il rapporto maIia-politica
e insito nell'essenza di Cosa
Nostra che e stata sinora
un'organizzazione indistrutti-
bile proprio grazie alle con-
nivenze a livello politico, ai
silenzi e alle collusioni. Un'or-
ganizzazione come questa non
puo cambiare connotati, altri-
menti sarebbe gia un'organiz-
zazione criminale compatibile
con le patologie di ogni
sistema, anche democratico.
Questa invece e incompatibile
proprio perche, dal suo interno,
vengono evidentemente colti-
vati interessi che poi reIlu-
iscono anche nella gestione
della cosa pubblica. Una delle
espressioni piu elementari, ma
la piu evidente, e costituita
dagli appalti che ancora con-
tinuano ad essere la punta
dell'iceberg piu percepibile
di quello che e l'inner-
varsi di Cosa Nostra
all'interno dei gangli
vitali delle
istituzioni, delle
pubbliche ammi-
nistrazioni, dei
politici a
livello locale
ma, inevi-
tabilmente,
anche dei
politici a
livelli piu
alti. Il rap-
porto della
p o l i t i c a
con rap-
presentanti
autorevoli
di Cosa
Nostra, e mi
riIerisco a
pochi anni Ia,
era addirittura
esibito e i poli-
tici, anche di
grosso calibro, si
presentavano tran-
quillamente alle
riunioni elettorali
accompagnati da boss di
un certo livello. Ora
invece, dopo tutto quello che
e successo in questi anni - ma
mi chiedo se e davvero acca-
duto poiche sembra che tutto
sia tornato nell'immobilismo,
nell'indiIIerenza totale -, c'e
ovviamente una tendenza a non
esibire ma a coltivare in modo
occulto questo genere di rap-
porti. Ritengo che se questi
rapporti non ci Iossero Cosa
Nostra non potrebbe esistere.
Il potere si annida ovunque e
quindi non Iaccio distinzioni
tra partiti politici o gruppi di
potere, ma Cosa Nostra ha
degli interessi da coltivare e
quindi ha la tendenza ad avere
degli intermediari di un certo
calibro o addirittura a porre
i propri uomini all'interno di
determinate strutture, altri-
menti non sarebbe piu l'orga-
nizzazione che e. Ci sono,
d'altra parte, anche processi
in corso che denunciano un
rapporto tra politici e Cosa
Nostra.
E diIIicile, se non impossi-
bile, stabilire numericamente le
potenzialita elettorali di Cosa
Nostra. Certo e che anche le
dichiarazioni degli ultimi col-
laboratori - e parlo di Siino
e di Brusca - denunciano una
reciproca dipendenza, un rap-
porto vero e proprio tra maIia
e politica nel senso che non c'e
- almeno per quello che loro
hanno riIerito e che e gia pub-
blico - in quasi tutti i centri
siciliani, chi non abbia le sue
sponsorizzazioni maIiose.
Sicuramente quello che e suc-
cesso ha portato a clandestiniz-
zare questi rapporti Iacendoci
perdere di vista, o
comunque inducen-
doci a tacere su
quello che
eIIet t iva-
mente e questo
nodo.
Per quanto riguarda i
grandi arricchimenti di Cosa
Nostra ritengo che certamente
l'abbiano resa molto piu Iorte e
competitiva nel tempo e proba-
bilmente meno bisognosa di un
appoggio continuo, ma ritengo
che le Iortune cosi come si
Iormano possono, nell'arco di
poco tempo, disperdersi qua-
lora non ci siano i giusti
agganci, anche a livello legi-
slativo. Ci vorrebbe poco per
azzerare patrimoni di cui non
e dimostrata la provenienza.
Oggi con troppa indiIIerenza -
e questa e una cosa che io trovo
sconcertante - si guarda anche
alla possibilita del rapporto
maIia-politica come a qualcosa
di quasi scontato. Ancora una
volta siamo tornati ai tempi in
cui questo inIame connubio era
tollerato e questa e la cosa piu
inquietante. Ieggo sui giornali
come si prescinda completa-
mente dal Iatto che determinati
uomini politici, a qualsiasi area
appartengano, possano essere
stati oggetto di attenzione da
parte dell'autorita giudiziaria
e questo Iatto viene visto con
assoluta noncuranza come se
la valutazione dei giudici non
contasse nulla, come se nella
coscienza sociale tutto questo
Iosse gia accet-
tato. Ho sen-
tito parlare di risarcimenti
morali dovuti a persone che
ancora sono sottoposte a pro-
cesso e quindi non e assolu-
tamente provato che abbiano
subito alcun danno, ma semmai
e da ipotizzare che un danno
l'abbiano causato loro nella
gestione della cosa pubblica. In
una societa civile trovo scon-
certante quest'indiIIerenza del
cittadino, ma anche il Iatto che
nessuna Iorza politica riesca
quantomeno a sollevare una
critica su questa realta. E in una
In una politica della legalit
non si pu fare una campa-
gna devastante contro i col-
laboratori: finch il pentito
nomina gli altri criminali va
bene, ma appena nomina un
politico succede il finimondo
(E. Jeltri)
31 Aprile-Maggio 2bb1
Politica
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Segue da pag. 27
GIOVANNI PAOLO II PARLA DELLA MAFIA
24 marzo 2001
Acireale. In occasione del quarto Convegno delle Chiese siciliane
che si e svolto ad Acireale, il Papa Giovanni Paolo II ha rivolto
un Iorte appello ai laici siciliani perche l`amata terra di siciliana
oggi ha ancora piu bisogno di Cristo per liberarsi dai mali che l`in-
figgono. Sono i mali incessantemente richiamati dai Pastori delle
Chiese locali, a cominciare da quello piu grave della mafa, che io
stesso a piu riprese ho sentito il dovere di stigmatizzare>>. Solo
sconfggendo queste Iorze negative sara possibile portare a piena
attuazione le molteplici potenzialita di beni e i non pochi valori
umani che caratterizzano l`operosa gente di Sicilia>>. Il Pontefce
poi continua dichiarando che i cattolici non devono circoscrivere
la loro azione all`interno della comunita cristiana, restando per cosi
dire entro le mura del tempio (.) dopo aver attinto la luce della
Parola e la Iorza dei sacramenti, essi devono annunziare e testimo-
niare Cristo, unico redentore dell`uomo, nella societa di cui sono
parte>>.
Mara Testasecca
ILLEGALITA` AMBIENTALE
24 marzo 2001
Palermo. Nel 'Rapporto ecomafa 2001: il caso Sicilia, presen-
tato il 23 marzo scorso da Iegambiente, la Sicilia risulta essere la
terza regione Italiana per illeciti ambientali, preceduta da Campania
e Calabria. In Sicilia sono state rilevate 11.238 inIrazioni all`am-
biente e realizzate 29.737 case abusive. Ancora piu allarmante
dichiara Enrico Eontana, responsabile di Iegambiente e il numero
di cosche criminali legate all`ecomafa: nel `96 erano 53, oggi sono
143. Ia loro attivita si estende dal traIfco di rifuti al commercio
clandestino di opere d`arte e animali, dalle discariche abusive a
'mattone selvaggio. Il giro d`aIIari potenziale - ha aggiunto e di
120 miliardi>>.
Nel Duemila sono state registrate 13,8 case in meno rispetto al `99.
Segno - ha detto Giuseppe Arnone - che la cultura della lega-
lita, anche in relazione alle ultime battaglie ambientaliste, comincia
a Iarsi largo>>. E importante>> ha ricordato Ieoluca Orlando,
che la cultura della legalita si intrecci a quella dell`ambiente>>.
Maria Ioi
CHIUDE LA COMMISSIONE STRAGI
25 marzo 2001
Roma. Il 22 marzo scorso, dopo quasi 13 anni di esercizio, la Com-
missione parlamentare d`inchiesta sulle stragi e il terrorismo ha
chiuso la sua attivita. E lo ha Iatto senza una relazione fnale. Il
senatore Giovanni Pellegrino, l`ultimo presidente della commis-
sione stragi ha dichiarato: Questa commissione non e altro che
lo specchio del paese. Un Paese ancora incapace di guardare al suo
passato e di esprimere un giudizio maturo. Mi sarebbe piaciuto che
la destra Iacesse la storia dei rapporti dell`MSI con AN e Avanguar-
dia nazionale e che la sinistra narrasse per intero la vicenda del PCI
e i contributi dell`Est. Avremmo avuto una storia complessiva per-
meata di pietas. Ma cio non e stato possibile>>. M.T.
UNA CITTA` PRIGIONIERA TRA DUE MAFIE
25 marzo 2001
Messina. Il 'Rapporto sicurezza 2000, voluto dal ministro dell`In-
terno Enzo Bianco e tenutosi in tutte le citta italiane, ha Iatto emer-
gere che la citta di Messina e prigioniera di due mafe: Cosa Nostra
e Ndrangheta. Il preIetto Giosue Marino, davanti agli addetti ai
lavori, ha Iatto 'un`analisi del territorio spiegando la 'solitudine
dell`agire che spesso prova chi deve lottare contro questi Ienomeni
e proprio su questo si deve lavorare se vogliamo concretamente
superare certe emergenze>>. E anche se la situazione della citta
non e riconducibile agli anni `80 e `90 la presenza delle organiz-
zazioni criminali>> e particolarmente Iorte con una esclusivita
di manovra sugli appalti. Ia criminalita locale mantiene una sua
autonomia nel gestire Ienomeni come l`estorsione, l`usura, il traI-
fco di droga e il gioco d`azzardo, tutti settori su cui c`e comunque
stata una serie di importanti operazioni investigative>>. Per quanto
riguarda i due versanti, quello ionico e quello tirrenico, la situa-
zione e diversa: A Taormina non ci sono organizzazioni criminali
locali, ma l`infuenza determinante di clan catanesi. Attualmente si
registra un periodo di stasi, con lo spaccio di droga che e un Ieno-
meno molto Iorte, soprattutto perche ci sono presenze turistiche
notevoli. Da questo punto di vista abbiamo siglato un protocollo
d`intervento con la PreIettura di Catania per lavorare in maniera
coordinata: e i risultati cominciano a vedersi>>. Nella Iascia tirre-
nica, invece, i capisaldi criminali sono senza dubbio la zona
del Barcellonese e del Tortoricano, con il Milazzese che viene ine-
vitabilmente trainato. A Barcellona c`e una Iamiglia potente della
mafa, collegata sia con Palermo che con Catania. Basti pensare
che nella zona sono stati latitanti personaggi come Mariano Agate,
'Nitto Santapaola e Gerlando Alberti jr. Per quello che riguarda
i Tortoricani, adesso sono in Iase di riassetto, e in questo ha inevi-
tabilmente inciso la recente cattura di Cesare Bontempo Scavo>>.
Sulle estorsioni e sull`usura, che sono diIIusissime, Marino ha
dichiarato che adesso vige il principio pagare poco ma pagare
tutti>>. Purtroppo ci troviamo a dover combattere solo sul
Ironte della grande criminalita ha dichiarato Marino . Ci sono
tutta una serie di reati come rapine, scippi e Iurti che toccano diret-
tamente la gente ed e su questo che dobbiamo lavorare per miglio-
rare ancora di piu>>, mentre sul tema della sicurezza la situazione
del quartiere Bordonaro e allarmante. E`aumentato il Ienomeno
della criminalita giovanile, della delinquenza e del teppismo. Ia
vera scommessa per combattere l`inquinamento mafoso>> sono
'i protocolli di legalita grazie ai quali le infltrazioni mafose nelle
opere pubbliche diventano molto piu diIfcili -, conclude il preIetto
- poiche in ogni Iase delle gare c`e un controllo>>.
Monica CentoIante
terra come questa ogni segnale
e veramente importante e da
non sottovalutare. Di questo mi
rammarico poiche sembra che
il lavoro di tanti anni sia addi-
rittura sIumato in quello che
non e piu nemmeno un giudi-
zio di disvalore sociale.
Procuratore aggiunto
di 1rapani
Francesco
Forgione`
I
n tutte le Iasi di cambiamento
e in Italia siamo di Ironte
ad una transizione politica
incompiuta la mafa ricontratta
le proprie interlocuzioni e i propri
rapporti politici. In questo
momento Cosa Nostra pur non
trovandosi piu sotto la direzione
stragista di Riina sta ricontrat-
tando questa sua Iunzione poli-
tica e imprenditoriale. I segnali
mandati in questi ultimi anni
dalla politica sono pessimi, e non
parlerei di calo di tensione ma di
sottovalutazione della centralita
della questione mafa e di propa-
ganda del 'Paese normale. Ia
mafa non puo essere un Iattore
di straordinarieta! All`interno del
problema della sicurezza e della
microcriminalita e dell`allarme
che essa ha scatenato, la mafa
non ha perso la
posizione centrale
e quindi i
s e g n a l i
a r r i -
v a t i
dal cen-
trodestra e
dal centrosini-
stra non sono stati
di nettezza in questa lotta.
Basti pensare, da ultimo, che
non e stata approvata la norma-
tiva sulle rogatorie internazio-
nali, cioe sulle esigenze di por-
tare a Iondo la lotta alla mafa,
sulla centralita dei suoi interessi
economici e fnanziari e sui
processi di internazionalizza-
zione dei capitali fnanziari. Da
questo punto di vista credo che la
mafa riceva messaggi inquietanti
soprattutto dalla destra: la candi-
datura di Dell`Utri e un messag-
gio di ricostruzione di un`inter-
locuzione politica, ma i segnali
mandati dai governi di centrosi-
nistra di sicuro non individuano
nella lotta alla mafa la centra-
lita di una questione sociale e
democratica nel Mezzogiorno.
E un messaggio di interlocu-
zione aperto. Non credo che la
mafa abbia colore politico, ma si
schiera con il potere e rispetto a
questo schieramento, ritengo che
oggi centrosinistra e centrodestra
non abbiano mandato messaggi
incoraggianti. E la mafa conti-
nua a votare e votera. Abbiamo
parlato della candidatura di Del-
l`Utri, ma il Iatto che da una set-
timana il centrosinistra discuta
della candidatura di Rudi Maira,
sotto processo per concorso
esterno in associazione mafosa e
il cui nome si ritrova anche nelle
indagini sulle stragi condotte da
Iuca Tescaroli alla Procura di
Caltanissetta, la dice lunga su
un segnale politico e anche sulla
richiesta di voti indirizzata alla
mafa.
Cosa Nostra puo condizionare la
politica grazie ai suoi capitali. Se
abbiamo 170mila miliardi di Iat-
turato derivanti dalle attivita cri-
minali da reinvestire legalmente
in quelle economiche e imprendi-
toriali del nostro Paese, e chiaro
che il potere di condizionamento
e Iorte. Ci troviamo in una Iase
in cui le politiche della giusti-
zia, l`alleggerimento di tutte le
leggi antimafa e le normative
sugli appalti per lo snellimento
delle procedure volte a Iavorire
gli imprenditori, hanno abbattuto
tutti i sistemi di controllo. In Sici-
lia continuano ad esserci circa
500 stazioni appaltanti, con una
normativa sugli appalti diversa da
quella nazionale, ancora piu leg-
gera nella capacita di controllo e
di trasparenza, con una massa
di denaro in arrivo di 18mila
miliardi di 'Agenda 2000,
altri 20mila miliardi per
interventi di vario tipo
gia programmati attra-
verso le intese istitu-
zionali, piu il pos-
sibile Ponte sullo
Stretto con i suoi
15mila miliardi:
e questa massa
di denaro pub-
blico il vero ter-
reno di scam-
bio e d`interlo-
cuzione tra la
politica e la
mafa. E se la
politica non
manda segnali
chiari per rendere
credibile la sua
p e r me a b i l i t a ,
abbiamo gia le
imprese mafose e la
borghesia mafosa: un
substrato di proIes-
sionisti, fnanzieri, ban-
chieri, ceti proIessionali
legati al ciclo del cemento e
non solo ad esso, pronti a rico-
struire questo rapporto.
Segretario regionale in Sici-
lia di Rifondazione Comunista
Antonio Ingroia`
R
itengo che gli interessi
economici dell'organizza-
zione maIiosa non pos-
sano essere scissi da quelli
politici. Il settore economico per
essa piu appetibile e sempre
quello degli appalti pubblici, ma
non puo penetrare in modo signi-
Iicativo all'interno del mondo
degli appalti se non penetra, nel
contempo, in quello politico.
Peraltro il rapporto con la poli-
tica e insito nel DNA della maIia.
Questa ne ha bisogno per essere
agevolata nell'attivita di accumu-
lazione illecita, per avere coper-
ture e assicurazioni di impunita.
Questo rapporto quindi e neces-
sario e Iunzionale a Cosa Nostra
sotto il proIilo dell'accumula-
zione e dell'autotutela e storica-
mente risulta che non ne ha mai
Iatto a meno. In altri momenti
storici ha adottato anche una
strategia di relazioni politiche
diverse. Il dato piu recente che
si e registrato negli anni '90,
dal periodo dell'omicidio Iima
in poi, e che vi e in corso una
ristrutturazione dei rapporti con
la politica da parte della maIia
che ha cercato nuovi legami, ma
ha cercato anche - come diceva
Bagarella, non Iidandosi del tipo
di rapporto tradizionale con il
mondo politico - di entrare diret-
tamente in politica, e cito l'espe-
rienza di "Sicilia Iibera", una
sezione indipendentista, una cre-
atura politica diretta di Bagarella
e Brusca. Dopo la stagione delle
stragi che e stata una stagione di
grandi deliri di onnipotenza del-
l'organizzazione maIiosa che si
ripercuoteva anche in questa pre-
tesa di ristrutturazione del rap-
porto con la politica, sia pur per
la carenza di collaboratori, le
notizie che abbiamo sono un po'
piu Irammentarie. Comunque la
mia personale impressione e che
la maIia sia tornata ad un rap-
porto piu tradizionale con la poli-
tica, che deIinirei di tipo
clientelare, attraverso il quale
oIIre il suo appoggio elettorale
cercando in questo modo un rap-
porto con la politica. Peraltro la
nuova strategia, che e piu mode-
rata e crea meno allarme sociale,
agevola la ricostruzione di tali
rapporti. Oggi, paradossalmente,
per un uomo politico e piu Iacile
stabilire il rapporto con i maIiosi,
anche sotto il proIilo dei deter-
renti etico morali: nel periodo
della maIia sanguinaria delle
stragi, scendere a patti con essa
signiIicava stringere patti con
un'organizzazione che seminava
morti in ogni angolo d'Italia.
Oggi, apparentemente, si pos-
sono stringere rapporti con un
uomo d'aIIari spregiudicato
anche se, naturalmente, essendo
un maIioso e sempre un assas-
sino, uno stragista. Questa nuova
strategia adottata dalla maIia
Iorse e stata scelta anche per
trovare in modo piu Iacile quel
consenso che aveva perso nel-
l'ambiente sociale in cui opera e,
conseguentemente, nella societa
a tutti i suoi livelli, nonche
un'agevolazione del rapporto con
la politica, che e Iondamentale
soprattutto in periodi prossimi
alle elezioni.
A mio avviso l'impatto elettorale
dell'organizzazione maIiosa si e
attenuato, poiche c'e comunque
una maggiore consapevolezza di
cio che la maIia rappresenta.
Vero e, pero, che attraversiamo
un momento di sIiducia nei con-
Ironti della politica, delle isti-
tuzioni e dello Stato, quindi la
tentazione verso l'indiIIerenza -
e l'indiIIerenza produce anche
piu disponibilita ad essere com-
piacenti o soggiacenti nei con-
Ironti della maIia - aumenta, ma
e tutto piu Iluido. Prima l'orga-
nizzazione maIiosa era padrona
del territorio: oggi, anche se ha
recuperato spazi su di esso, non
lo e piu.
Sostituto procuratore di
Palermo
Vittorio Borraccetti`
H
o sempre ritenuto che le
organizzazioni maIiose
ricerchino il condiziona-
mento dell'attivita politica cosi
come quello dell'attivita ammini-
strativa in tutti gli aspetti impor-
tanti della vita sociale. Credo che
oggi le associazioni criminali si
comportino come si sono sempre
comportate: cercando di avere
canali di accesso ai diversi livelli
del potere per condizionarne le
32 Aprile-Maggio 2bb1
Mafia
&
Come si sta evolvendo il rapporto Mafia e politica?
La Mafia continua a votare?
La potenza economica del crimine organizzato pu condizionare la politica?
scelte, per avere la possibilita
di accedere alle risorse Iinanzia-
rie quali ad esempio le grandi
quantita di denaro che riguar-
dano le opere pubbliche e quindi
gli appalti. Da questo punto di
vista, quindi, non si e registrato
un grande cambiamento d'at-
teggiamento, ma credo che le
organizzazioni criminali deb-
bano tenere conto della rivolu-
zione che e intervenuta nel corso
di questo decennio durante il
quale il vecchio assetto politico
e stato superato e il quadro e tut-
tora in movimento.
Occorre pero speciIicare che
quando diciamo "maIia" inten-
diamo riIerirci alle maIie italiane
come Cosa Nostra, la 'Ndran-
gheta ecc.. Credo che la maIia
continui a votare a seconda delle
situazioni locali e a seconda di
dove si trovi ad operare. Certa-
mente il tentativo di legarsi e di
orientare il consenso a Iavore di
alcuni piuttosto che di altri tut-
tora esiste.
Oggi ci rendiamo conto che una
caratteristica della vita sociale
contemporanea e proprio quella
del condizionamento della poli-
tica da parte dell'economia, ma
e sempre stato cosi. Cosa Nostra
puo condizionare la politica nel
senso che, disponendo di risorse
Iinanziarie notevoli, e in grado
di operare per avere condizioni
complessive che ne consentano
l'impiego. Da un punto di vista
piu concreto dell'operare delle
organizzazioni criminali, l'avere
tante risorse Iinanziarie signiIica
poter disporre di propri rappre-
sentanti, essere in grado di cor-
rompere, oltre che a livello di
pubblica amministrazione, anche
a livello di Iorze dell'ordine, della
stessa magistratura, cosi come
a livello politico. Non dimen-
tichiamo che nonostante i tanti
colpi ricevuti Cosa Nostra
sembra conservare ancora una
capacita di radicamento nel ter-
ritorio che le consente anche di
controllare i voti e in questo
senso puo condizionare la poli-
tica. Comunque non necessaria-
mente si punta ad avere accordi
espliciti con questo o quell'espo-
nente politico, ma si puo anche
contare sul Iatto che i politici
siano consapevoli che in certe
zone il consenso passa attra-
verso le organizzazioni criminali:
quindi la presenza dell'organiz-
zazione criminale puo rendere
alcuni esponenti politici piu por-
tati a ricercarne il consenso piut-
tosto che a esasperare i toni di
una polemica antimaIia.
Procuratore aggiunto DAA
Peter Gomez`
I
e cosche guardano sicura-
mente a chi ha in mano
il potere. Diverse inchie-
ste condotte in questi anni dimo-
strano che esse hanno tentato di
agganciare il governo di centro-
sinistra e in qualche caso, sia
pure non ad alto livello ci sono
riuscite. In particolar modo sono
riuscite a coinvolgere una serie
di imprenditori che ruotavano
intorno al gruppo dei Ds. Ma il
rapporto tradizionale, quello che
le cosche probabilmente si pre-
pareranno a sIruttare se ci sara
uno sconvolgimento del quadro
politico con le prossime elezioni,
e con quella che era la ex Demo-
crazia Cristiana e soprattutto con
una serie di imprenditori che pro-
babilmente con loro hanno Iatto
aIIari e hanno guadagnato. Molto
dipendera dai risultati delle pros-
sime elezioni e la maIia continua
a votare. I suoi voti sono impor-
tanti soprattutto nel maggiorita-
rio perche nei cosiddetti collegi
in cui 50, 100, 500 voti possono
decidere l'elezione di questo o
quel deputato, possono diven-
tare decisivi. Ia potenza econo-
mica di Cosa Nostra condiziona
la politica probabilmente sotto
due punti di vista: quello classico
della spartizione degli appalti, ai
quali Cosa Nostra in Sicilia e
interessata e quindi preme aIIin-
che laddove vi sono centri deci-
sionali di potere politico che
assegnano lavori e appalti ci
siano uomini in qualche modo
compiacenti o ricattabili; quello
dell'aver probabilmente Iavorito
la comparsa di impressionanti
ricchezze di alcuni soggetti poli-
tici che sono ancora in lizza.
Giornalista de L'Espresso
Vittorio Teresi`
A
ttualmente non ho ele-
menti concreti per eIIet-
tuare una diagnosi sullo
stato degli atti dei rapporti maIia
e politica, ma e possibile Iare
considerazioni di carattere gene-
rale che partono dalla cono-
scenza del Ienomeno criminalita
organizzata. Certamente i rap-
porti ci sono stati e ci sono ancora
e la loro esistenza ha Iatto si che
Cosa Nostra diventasse una delle
piu Iorti e pericolose organizza-
zioni. Dalle indagini in corso e
emerso che tale associazione ha
tentato di "prendere" tutto il pos-
sibile dai suoi rapporti con le isti-
tuzioni ma in questo momento
non sono in grado di deIinire
meglio tali rapporti, ne potrei
Iarlo poiche, appunto, sono
oggetto di indagine. Ritengo
comunque che la maIia continui
a votare, visto e considerato che
altro non e che una somma di
singoli individui che rispondono
tutti ad uno stesso interesse
comune: cioe l'autoconserva-
zione dell'organizzazione. E
questa puo condizionare la poli-
tica perche controlla un numero
davvero molto alto di persone e,
da un punto di vista economico,
perche e in grado in brevis-
simo tempo di aprire attivita
imprenditoriali che sicura-
mente inIluenzano il mer-
cato. Quindi per aIIermarsi
su quel territorio ha biso-
gno di queste attivita. e
per Iare questo adotta
tutte le armi tipiche di
Cosa Nostra
Sostituto procuratore
di Palermo
Ignazio
De Francisci`
A
ll'epoca di Ealcone la
situazione era sicura-
mente peggiore rispetto
ad oggi. I'omicidio Iima ci
testimonia quali Iossero i rap-
porti tra Cosa Nostra e la poli-
tica e il prezzo che quest'ultima
ha dovuto pagare quanto meno
per aver sottovalutato la potenza
maIiosa e per avere creduto di
potere scendere a patti anche
di non belligeranza con Cosa
Nostra. A mio parere oggi la
situazione e migliorata anche se
sotto certi versi e Iorse piu sub-
dola. E' migliore perche le Iacce
sono diverse, certi personaggi
non ci sono piu e certe cose
che prima non si dicevano ora si
dicono. Ia Sicilia non sta quindi
retrocedendo, i miglioramenti ci
sono: ora c'e una diversa consa-
pevolezza, una diversa coscienza
antimaIiosa. Nonostante questo
il rapporto maIia e politica con-
tinua ad esserci perche Cosa
Nostra trae parte della sua Iorza
dai contatti con alcuni perso-
naggi del mondo politico. Oggi,
almeno per quanto riguarda Agri-
gento, sembra essere un po' piu
coperto, un po' piu prudente e
lo dimostra il Iatto che gli ele-
menti emersi dalle indagini non
sono quelli di 20, 30 anni Ia. Pos-
siamo dire, con la prudenza che
ci e d'obbligo, che i rapporti tra
l'organizzazione maIiosa e alcuni
esponenti politici ci siano e che si
accentuino quando si avvicina il
momento elettorale perche Cosa
Nostra e ancora ritenuta, secondo
me non del tutto a ragione, un
volano di voti. Ad Agrigento la
maIia e ancora Iorte e, come
si evince dai reati commessi e
dai taglieggiamenti, si ritiene che
abbia una certa inIluenza elet-
torale. Pero non do ne numeri
ne percentuali perche non ho gli
strumenti per Iare un discorso
oggettivo e attendibile. I maIiosi
comunque votano e, anche se non
saprei dire per chi, chiaramente
non per coloro che avanzano pro-
poste di legge piu dure in mate-
ria di criminalita. Cosa Nostra,
inIine, come potenza economica
non penso che possa condi-
zionare la politica. Alcuni
settori dell'associa-
zione probabil-
m e n t e
riescono a
I a r e
p r e s -
sioni su
uomini poli-
tici che vengono
contattati diretta-
mente, mi riIerisco a depu-
tati e senatori locali, ma non
credo ai condizionamenti stile
Iilm televisivo.
Procuratore di Agrigento
Giuseppe Arnone`
I
l rapporto maIia e politica e
un rapporto che registra una
ripresa e vi sono alcuni Iatti
strutturali che conIermano come
esso non sia mai cessato. Citiamo
un esempio per certi versi cla-
moroso anche se sottovalutato
nella sua importanza: la regione
siciliana, nel '93, e parlo di una
battaglia alla quale io stesso par-
tecipai con la mia associazione
avendo un ruolo di prima Iila,
approvo una legge che prevedeva
che le stazioni d'appalto, in Sici-
lia, dovessero essere centraliz-
zate, che si dovessero cioe Iare in
enti particolari, uno per provin-
cia, che avevano solo quel com-
pito e dovevano essere composti
da Iunzionari a rotazione che
davano una serie di garanzie.
Una struttura, in sostanza, che
avrebbe impedito le combine
delle gare d'appalto. Ma la legge
approvata nel '93 non e mai
entrata in vigore perche non si
e mai Iatto il regolamento attua-
tivo. E non si e mai Iatto perche
la spinta degli interessi maIiosi,
e diciamo di corruzione, ha evi-
tato che una legge che avrebbe
Iatto piazza pulita della combine
degli appalti entrasse a regime.
Ma, anche in queste vicende elet-
torali, vediamo
come la
questione maIiosa non e
centrale. Gli inquisiti di maIia,
anche condannati, sono rican-
didati e svolgono un ruolo di
primo piano. Anche la scrimi-
nante di quanti con processi a
carico non sono stati rimessi in
lista e stata dovuta piu che altro
a scontri interni al loro schie-
ramento, come la vicenda Man-
nino dimostra, e non ad una
chiara pregiudiziale antimaIiosa.
Quindi il problema c'e e si pone.
Ie Iorze politiche, anche di cen-
trosinistra, di queste questioni
probabilmente non ne hanno par-
lato a suIIicienza e c'e una certa
timidezza culturale nel rilanciare
con Iorza questo ragionamento.
Ia maIia, intanto, continua a
votare, gli interessi radicati nel
territorio continuano ad esistere,
ad essere presenti e ad avere una
capacita di aggregare consenso
e di estendere questo consenso
alla selezione della classe diri-
Con la potenza economica
tutto si compra e tutto si
vende e la politica, putroppo
ha dimostrato, almeno in pas-
sato, di essere sia comprabile
che vendibile.
(R. Borsellino)
33 Aprile-Maggio 2bb1
Politica
gente. E' questo il meccanismo.
Il Iamoso sindaco Sodano si e
dimesso per candidarsi al Senato
e al Senato, se verra eletto -
noi ci auguriamo di no e Iaremo
una battaglia per impedirlo - sara
il garante degli interessi che ha
tutelato e rappresentato in questi
anni. Non a caso i suoi assessori
sono stati arrestati per appalti
truccati e lui stesso e sottoposto
a pesanti processi sempre per
la stessa questione. Addirittura
questa settimana, venerdi, sara
emessa una sentenza, che e Iacile
prevedere sara di condanna, in
relazione allo scempio edilizio
della Valle dei Templi, un'altra
parte dell'emisIero della illega-
lita locale.
Cosa Nostra, poi, come potenza
economica, condiziona la poli-
tica innanzitutto per l'interesse
molto Iorte alla vicenda degli
appalti pubblici. Gli appalti
pubblici sono un volano di
aggregazione di soggetti sociali
e interessi reali e signiIicano
imprese interessate al cemento,
signiIicano lavoratori. Io, anni
addietro, pubblicai gli atti di
un processo che illustravano in
modo splendido come si muo-
veva l'organizzazione maIiosa sul
territorio e nell'economia:
il capomaIia indicava
i lavoratori che
dovevano
andare a
lavorare nei
cantieri, la maIia
indicava da chi bisognava
Iare le Iorniture, sempre il capo-
maIia interveniva per impedire
gli scioperi... e diciamo che il set-
tore dell'edilizia, quello di pre-
valenza a interesse maIioso, e un
settore che ha un alto tasso di
radicamento nel territorio sici-
liano. Prendiamo esempi con-
creti: noi abbiamo citta, penso
ad Agrigento, a Gela, a Eavara,
a Palma di Montechiaro dove le
principali industrie sono quelle
che vivono di edilizia, di appalti
pubblici, di speculazioni sul terri-
torio legate al ciclo del cemento.
E li vi e una Iortissima capacita di
aggregare consenso. Quando io
sono stato candidato alle elezioni
politiche o alle elezioni ammini-
strative non avevo alcuna capa-
cita di mercanteggiamento con
questi ceti imprenditoriali legati
al mercato dell'edilizia ma ce
l'avevano i miei avversari che
davano, appunto, garanzie di
risposta in termini di licenze
edilizie non lecite,
appalti pubblici e
aIIini.
Legambiente
Salvatore
Boemi`
I
a storia ci
insegna che
la maIia sici-
liana e quella
calabrese hanno
sempre avuto dei
punti di riIeri-
mento politico molto Iorti.
I'unico momento in cui la maIia
ha avuto uno scollamento dal
potere politico non e stato deter-
minato da una scelta volontaria
delle organizzazioni maIiose
bensi da una evoluzione storica
particolare della politica italiana.
All'inizio degli anni '90 non pos-
siamo dimenticare che l'esplo-
sione di Mani Pulite a Milano ha
spazzato via improvvisamente,
e comunque molto ma molto
velocemente, interi partiti poli-
tici che erano riusciti a conso-
lidarsi sul territorio nazionale
da almeno mezzo secolo, cioe
praticamente dalla scelta anti-
monarchica e quindi repubbli-
cana. Quindi la maIia ha avuto
un disamore verso la politica nel
momento in cui la politica non
contava niente. Ma sin dalle ele-
zioni del '94, e soprattutto in
quelle del '96, noi abbiamo
registrato all'interno delle
carceri e con altre inda-
gini l'interesse molto
Iorte dell'organizza-
zione ad avere nuovi
reIerenti politici.
Alcuni di essi
siamo riusciti
anche ad indi-
viduarli giudi-
ziariamente e
intendo dire a
pr oces s ar l i .
Non e asso-
lutamente vero
che sono stati
processati solo
uomini della
cosiddetta prima
repubblica - da
Andreotti a Man-
cino, solo per Iare
degli esempi - per i
loro rapporti molto anti-
chi con le organizzazioni,
ma sono stati processati
anche uomini politici, non
soltanto locali, che rappresen-
tano, all'avviso della Dda di
Reggio Calabria, i nuovi colle-
gamenti. Ed e interessante anche
riIerire che questi nuovi collega-
menti tra la politica e la maIia
sono mediati da comuni interessi
imprenditoriali. Cio signiIica che
e l'impresa che diventa il centro
motore di questo legame. Quindi
non e solo un problema di voto,
e un problema di Iare mercato.
Perche la maIia ormai ha scelto,
ha imparato - anche quella sici-
liana, che sotto certi aspetti e piu
violenta e piu crudele di quella
calabrese - quanti vantaggi deri-
vino dalle tregue armate. Si spara
sempre di meno anche in Sicilia
e tutto questo non per caso ma
perche si e compresa, Iino in
Iondo, la poverta della risposta
repubblicana e istituzionale che e
una risposta episodica, una rispo-
sta quasi epidermica al grave
Iatto di sangue. Ie grandi verita
storiche sono molto semplici. Ia
maIia ha capito Iino in Iondo
il principio secondo cui, sal-
vando la vita di qualche magi-
strato o di qualche esponente
delle Iorze dell'ordine, e rispar-
miandosi qualche strage oggi la
maIia sarebbe stata piu ricca e
potente di quanto
gia non lo sia. Ora
non si spara piu
perche non si
vuole commet-
tere l'errore del
'92, '93 ma si sta
cercando di
distruggere e
soprattutto di iso-
lare le procure
distrettuali, quelle
poche procure
distrettuali che in
questi anni hanno
moltiplicato le
conoscenze del
I e n o m e n o
maIioso. Tor-
nando alla politica: il rapporto e
Iorte. E il rapporto tra maIia e
politica oggi e clamorosamente
alla luce del sole, non e piu
un rapporto mediato e riservato
come Iu quello degli anni '60,
'70 laddove un politico toccato
da certe dicerie o raggiunto da
indizi di rapporti con la maIia
cercava in tutti i modi di allon-
tanarsene, si proclamava vittima
di chissa quali complotti. Oggi
e praticamente sotto gli occhi
di tutti e neppure una condanna
penale, in questo Paese, serve a
convincere un movimento poli-
tico ad estraniare o quantomeno
a mettere in panchina il politico
stesso.
Voi ricordate il cosiddetto teo-
rema di Riina? Io ricordo che
a Reggio lo Ieci parlare... lui
diceva che bisognava eliminare
i pentiti e bisognava ritornare
a un carcere che Iosse un car-
cere normale. E mi pare che la
prima parte di questo progetto la
abbiamo realizzata. E voi sapete
perIettamente che il Ienomeno
del pentitismo non e stato azze-
rato da Riina ma dalle istituzioni
di questo paese. Io mi devo sen-
tire chiamare da un carcere dove
e stato ristretto da poco un gio-
vane collaboratore calabrese che
in sette anni non ha mai com-
piuto una sola violazione com-
portamentale e che e Iinito in
carcere perche, chiuso il rapporto
con lo Stato, cambiate le gene-
ralita, secondo un orientamento
giurisprudenziale vanno in ese-
cuzione carceraria i residui delle
pene. Questo Stato sopporta che
questa persona, la quale ha Iatto
condannare all'ergastolo decine
di altre persone, che e stato un
collaboratore esemplare, che non
si e mai sottratto al Iatidico con-
trollo dibattimentale, giovanis-
simo, che si e ricostruito una vita
- quindi l'esempio classico del
collaboratore nel quale noi cre-
diamo oggi - non si veda ricono-
scere neppure il diritto di vedere
la moglie e le Iiglie perche non
risultano anagraIicamente Iacenti
parte del nucleo Iamiliare del
collaboratore.
Ora, io ci tengo alla mia demo-
crazia ma non e possibile incol-
pare sempre il cittadino che vota.
Apriamo un altro punto dolente:
il cittadino oggi e inIormato dalla
grande stampa, ma la grande
stampa e libera?
Procuratore aggiunto di
Reggio Calabria
Nicola Gratteri`
I
nnanzitutto possiamo dire con
certezza che la 'ndrangheta
vota e Ia votare. E gia con
questo ho detto tanto perche
questo sostanzialmente signiIica
che la 'ndrangheta viene rappre-
sentata e deve avere un torna-
conto. Non esiste il concetto di
gratis: non si Ia niente per niente.
Ia 'ndrangheta non ha ideolo-
gie, sta con chi ha il potere.
Noi abbiamo avuto Iamiglie di
8$$l68
$1NF
INCONTRI SOSPETTI DI UN ONOREVOLE
28 marzo 2001
Palermo. Il magistrato Gaetano Paci ha depositato al Tribunale una
indagine integrativa sull`onorevole Gaspare Giudice. Nell`ambito
delle indagini sulle cooperative rosse e emerso che Giudice, nel
maggio del 2000, si e incontrato con Nicolo Giammanco, quest`ul-
timo un ex Iunzionario del Comune di Bagheria indagato per mafa e
poi arrestato nel settembre scorso. Giudice pedinato dai carabinieri, si
reco all`appuntamento accompagnato da Salvatore Greco, nipote del
boss di Bagheria, Ieonardo.
ANNULLATO DIBATTITO
29 marzo 2001
Palermo. Per il preside di una scuola di Terlizzi (Bari) la presenza di
Rita Borsellino in un incontro con gli studenti era diventata inop-
portuna>> dopo le polemiche scaturite dalle trasmissioni (Rainews
24, Raggio Jerde) che hanno mandato in onda una intervista a Paolo
Borsellino. Ia sorella del magistrato ucciso nel luglio del 1992 rac-
conta: Ero appena tornata da Pisa per un incontro all'Universita.
Ha squillato il teleIono di casa, era un'insegnante di Terlizzi, la stessa
che mi aveva invitato parecchi giorni addietro per un incontro, il 20
aprile prossimo, nella sua scuola. Si trattava di un assemblea con gli
studenti nel quadro di un progetto sull'educazione alla legalita. Era
molto imbarazzata nello spiegarmi che il preside le aveva ordinato di
cancellare tutto. Non era il caso che andassi. "Borsellino e nell'occhio
del ciclone per ora, meglio lasciare perdere", le ha detto>>. Ha conti-
nuato Rita Borsellino: ConIesso che mi ha sorpreso e addolorato.
Dal settembre del 92 viaggio a una media di tre, quattro maniIesta-
zioni del genere a settimana. Evidentemente, decisamente, mio Ira-
tello Ia paura anche da morto...>>. Ha aggiunto: provo rabbia nel
vedere strumentalizzato il nome di mio Iratello e il mio, per
quello che rappresento. Io testimonio Paolo, il suo sacrifcio, quello
che e stato, non ho altro ruolo che questo. E la ragione per
cui mi sono messa in gioco, tralasciando il mio lavoro e i miei
aIIetti, ed e la ragione per cui non mi sono mai sognata di Iare
politica attiva. Sono distante da qualsiasi schieramento di partito
e per questo una cosa del genere e doppiamente inaccettabile>>.
Iorenzo Baldo
LA LEGGE SUI COLLABORATORI DI GIUSTIZIA
29 marzo 2001
Roma. Ia nuova legge sui collaboratori di giustizia, approvata il 7
Iebbraio scorso, rischia di provocare l`inaridirsi del Ienomeno della
collaborazione, nel contrasto alla criminalita mafosa. Alcune delle
scelte che appaiono criticabili sul piano giuridico nello specifco
sono:
1) le misure di protezione si applicheranno se la collabora-
zione presenti il carattere della novita, il che appare di diIfcile
valutazione. Spesso e proprio una collaborazione successiva che
raIIorzando la prima, isolata e meno temibile - puo determi-
nare reazioni da parte del gruppo criminale.
2) Distinzione tra conviventi con il collaboratore e tutti gli
altri soggetti. Ia sola parentela non e suIfciente e anzi ha dimo-
strato che questa basta per essere sciolti nell`acido.
3) Il collaboratore deve impegnarsi a specifcare tutti i beni
posseduti o controllati e a versare tutti i beni che provengono da
attivita illecite.
4) Il collaboratore entro 180 giorni dalla scelta di collaborare
deve rendere interrogatorio completo. Quindi le dichiarazioni
rese oltre quel termine sono inutilizzabili contro terzi; non ven-
gono prese in considerazione ne un vuoto di memoria o che l`in-
terrogatorio si propaghi a lungo solo per gli impegni del pm.
5) Il collaboratore come soggetto che rispetta la legge non
puo commettere reati e se lo Ia deve essere sanzionato con
l`esclusione dal programma e con l`aumento di pene per il reato
di calunnia.
6) Il Procuratore nazionale antimafa ha poteri nuovi: risol-
vere confitti tra le Dda che non abbiano raggiunto l`intesa sulle
proposte di ammissione alla protezione dei collaboratori 'trat-
tati, dare pareri sulla revoca delle misure cautelari, proporre
l`ammissione dei collaboratori ad alcuni benefci penitenziari;
il pericolo e quello di realizzare una struttura gerarchizzata a
livello nazionale.
7) Io stesso avvocato non puo diIendere piu collaboranti
nello stesso procedimento, ma non altrettanto viene previsto per
i diIensori degli imputati, sospettabili di manovre inquinanti.
Emerge il rischio di disincentivare la collaborazione o la capacita di
'resistenza del collaboratore rispetto a minacce e pressioni esterne
tese a Iargli ritrattare le dichiarazioni Iatte. E` indispensabile a questo
punto Iare un monitoraggio reale sulle conseguenze negative delle
riIorme.
Marco Cappella
ANDREOTTI PARLA DEL SUO PROCESSO
30 marzo 2001
Palermo. Da Saint Vicent Giulio Andreotti esprime un suo parere sul
libro Leredita scomoda di Giancarlo Caselli e Antonio Ingroia per
il quale il giudice Salvatore Barresi, componente del collegio che ha
assolto Andreotti, si e dimesso dall`Anm. Il senatore a vita ha dichia-
rato: Quel libro mi ha impressionato. Non entro nella disputa dei
giudici>>. Ha poi parlato del suo processo: Ho visto che il procura-
tore, successore di Caselli, non ha frmato l'appello, e c'e una ragione.
Non l'ha Iatto perche abbia con me dei rapporti, ma perche era giudice
a latere del maxiprocesso di Palermo e Iu uno di quelli che ci chiesero
quel provvedimento molto ardito>>. Il riIerimento del senatore a vita
riguardava il congelamento dei termini di custodia cautelare chiesto
al governo Andreotti anche da Pietro Grasso allora giudice a latere.
Il procuratore capo di Palermo puntualizza: Non ho frmato
l'appello perche sono stato testimone, chiamato dall'accusa, al pro-
cesso Andreotti proprio sul provvedimento in questione. Se si ria-
prisse l'istruttoria in appello, potrei essere risentito. Quindi non ho
frmato per una questione tecnica. Per il resto, il mio uIfcio ha
espresso una posizione con l'appello e io, che sono il capo, non
posso che condividere le posizioni dei magistrati del mio uIfcio>>.
Monica CentoIante
Degrado:
conseguenza dell'agire
mahoso
{ricostruzione grahca}
34 Aprile-Maggio 2bb1
Mafia
&
Come si sta evolvendo il rapporto Mafia e politica?
La Mafia continua a votare?
La potenza economica del crimine organizzato pu condizionare la politica?
'ndrangheta che hanno votato per
tutti i partiti, dalla destra alla
sinistra. Cambiano solo le pro-
porzioni, solo le percentuali.
Dal 1994 ad oggi - e dico 1994
non a caso, perche in quell'anno
c'era il governo Berlusconi, e non
dimentichiamo il decreto Biondi
- si e andati a toccare il codice
di procedura penale e lo si e
trasIormato talmente tanto che,
dal punto di vista delle garan-
zie, delle istruttorie dibattimen-
tali, siamo ritornati al 1988, al
periodo in cui e uscito il nuovo
codice di procedura penale. Cio
signiIica che lavoreremo solo
sulla Ilagranza del reato. In questi
anni, i giornali e i telegiornali
hanno parlato quasi esclusi-
vamente della microcriminalita
mentre la maIia, con l'odierno
sistema elettorale, controlla
meglio la societa. Noi abbiamo
il centrodestra e il centrosinistra
che a livello nazionale e a livello
locale si equivalgono in quasi
tutte le citta d'Italia. Allora cosa
avviene? Avviene che se la maIia
controlla il 10 dei voti e i punti
di scarto tra il centrodestra e il
centrosinistra sono del 3, 4 o 5
sara la maIia, il capolocale di
quel paese a decidere chi Iara il
sindaco. Vuol dire che saranno
la maIia o la 'ndrangheta a deci-
dere chi Iara il vigile urbano,
chi vincera quell'appalto, chi
vincera quel concorso. Quindi
con l'attuale sistema elettorale
abbiamo di Iatto dei paesi gover-
nati dalla 'ndrangheta. Quando
e stata costituita la Maggiore, e
quindi il grado di Santa e Van-
gelo, lo si e Iatto per creare
sostanzialmente un elite della
'ndrangheta che un tempo si Ier-
mava allo sgarro. Ogni locale di
'ndrangheta aveva quindi un Van-
gelo, un soggetto che ricopriva
il grado di Vangelo e che aveva
grandi poteri quali quello di rap-
presentanza alla riunione di Polsi
e quello di entrare nella masso-
neria. Questa permetteva il col-
legamento tra i colletti bianchi,
la maIia e la 'ndrangheta stessa.
Ed e qui che quest'ultima ha
Iatto il grande salto di qualita.
Da quanto ci risulta - anche se a
queste dichiarazioni ancora non
corrispondono dei riscontri pro-
cessuali - per ogni Gran Mae-
stro possono essere nominate tre
persone "all'orecchio", ossia tre
persone Iacenti parte della
massoneria ma non iscritte ad
una loggia massonica e quindi
segrete. Bene, alcuni soggetti
hanno rivelato che all'orecchio
della loggia massonica c'erano
degli appartenenti alle istituzioni,
anche magistrati, ma, come ho
gia detto, su questo non ci sono
stati riscontri ed e quindi neces-
saria la prudenza.
Posso comunque dire questo: dal
1989, in molte delle indagini che
ho svolto, mi sono imbattuto in
politici, in qualche magistrato
e in agenti di polizia giudizia-
ria. Nello stesso '89, per esem-
pio, e caduta la giunta della
Regione Calabria in seguito ad
una mia inchiesta sulla Ioresta-
zione, dove allo stesso tavolo
sedevano maIiosi e politici della
giunta stessa. Il processo pero
non si e ancora celebrato perche
i processi si Ianno solo con i
detenuti. Nelle intercettazioni
ambientali, poi, ci e capitato
spesso di sentir parlare, anche se
potrebbe trattarsi di millanterie,
di magistrati o di appartenenti
alle istituzioni o alle Iorze del-
l'ordine sui quali si "poteva con-
tare". Sta poi agli altri magistrati
a norma dell'art. 11 c.p.p. stabi-
lire se erano millanterie o no. Dal
'94 ad oggi tutte le leggi hanno
Iavorito la maIia.
Sostituto procuratore di
Reggio Calabria
Antonino di Matteo`
I
o credo che, come e sempre
stato e come probabilmente
sempre sara Iino a quando esi-
stera Cosa Nostra, il Iine princi-
pale dell'organizzazione maIiosa
sia quello di assicurarsi le neces-
sarie coperture politiche. Alcuni
precisi elementi investigativi,
acquisiti in questi anni, ci dimo-
strano che tuttora il rapporto c'e
o che comunque vi e in Cosa
Nostra la tendenza a crearlo.
Rispetto al passato, pero, c'e una
maggiore attenzione dell'uomo
politico colluso a non palesare
neppure i contatti con questi sog-
getti. I rapporti sembrano essere
oggi piu sotterranei, piu mediati,
piu indiretti, probabilmente in
conseguenza al Ienomeno del
pentitismo e per evitare la pos-
sibile eIIicacia di indagini delle
procure e delle Iorze dell'ordine.
Oggi non si Ianno piu le riunioni
tra candidati e Iamiglia maIiosa
per promettersi uno scambio di
Iavori ma servendosi di terze per-
sone o di particolari atteggia-
menti il politico lascia intendere
che ad un appoggio elettorale
corrisponderanno determinati
beneIici. Cosa Nostra tende
sempre ad assicurare l'omoge-
neita dei comportamenti e delle
scelte tra tutti i suoi adepti e
quindi, da quando esiste, in occa-
sione delle consultazioni eletto-
rali gli uomini d'onore hanno
sempre ricevuto l'ordine preciso
di appoggiare questo o quel par-
tito, questo o quel candidato.
Ai tempi del pool il numero
degli uomini d'onore uIIicial-
mente combinati era probabil-
mente maggiore rispetto a quello
odierno ma credo che in Iondo
il bacino di voti, la quantita di
elettori a cui Cosa Nostra puo
rivolgere la propria direttiva non
sia sostanzialmente mutato dal
momento che ogni uomo d'onore
allarga le direttive ai propri Iami-
liari e alla cerchia degli amici e
dei parenti.
A mio parere, inIine, l'organizza-
zione ha si una Iorza economica,
che pure e rilevante e pure ha
una eIIicacia condizionante,
o potenzialmente condizio-
nante, ma non ha soltanto
quella. Cosa Nostra ha
sempre la terribile
arma del ricatto, piu
o meno implicito, la
terribile arma del-
l'intimidazione. E
purtroppo la sta-
gione stragista
del '92-'93 ci ha
insegnato che
Cosa Nostra ha
Iatto politica, o
ha tentato di Iare
politica, anche
attraverso le
bombe. Per questo
lo stato e tutti i sog-
getti politici attivi
dovrebbero sempre
tenere conto del Iatto
che Iare politica oggi
dovrebbe anche signiIi-
care avere il coraggio di
schierarsi apertamente, con
le parole e con i Iatti, contro
Cosa Nostra.
Sostituto procuratore di
Palermo
Guido Ruotolo`
I
a nuova Cosa Nostra ha
riaperto dei canali di
comunicazione con il
mondo esterno, con le istituzioni
esterne attraverso un rapporto
aIIaristico, d'impresa, attraverso
gli appalti. Questi permettono
l'instaurarsi di una comunica-
zione diretta tra impresa e Cosa
Nostra mentre in questa Iase di
transizione politica il rapporto
con la politica stessa e meno
impegnativo rispetto a prima. E
dico questo sapendo bene che
poi, in realta, il legame tra espo-
nenti di partito della cosiddetta
maggioranza come dell'opposi-
zione continuano ad esserci. Pen-
siamo a un Eirrarello - che viene
eletto dal Cdu, poi credo dal-
l'Udeur e adesso passa a Eorza
Italia - o ad altri esponenti del
Polo delle Iiberta che hanno
mantenuto e mantengono rap-
porti. Do per scontato quello
che puo signiIicare il Iatto che
attualmente sono sotto processo a
Palermo Gaspare Giudice e Mar-
cello Dell'Utri, entrambi di Eorza
Italia. O lo stesso Amedeo Mata-
cena, condannato in primo grado
a Reggio Calabria per concorso
esterno in associazione maIiosa,
per rapporti diretti con la 'ndran-
gheta. Ma cio che penso e che
oggi il rapporto tra Cosa Nostra
e politica passa attraverso l'im-
presa. Per quanto riguarda il voto
penso che quello maIioso, in
alcuni collegi, possa avere un
peso importante perche con la
riIorma elettorale unino-
minale spesso il can-
didato vince per
una man-
ciata di
v o t i
eIIettivi.
Non penso
che la criminalita
organizzata abbia mai
svolto un ruolo preponde-
rante di condizionamento del
voto, ma il Iatto stesso di pale-
sare il suo appoggio segna e
contamina l'elezione del candi-
dato. Da quindi il segno. Ma per
quanto riguarda la sua capacita
di spostare voti penso che questa
sia molto ridotta. Cosa Nostra,
inIine, ha accumulato capitali
immensi che vengono gestiti da
seconde e terze generazioni di
maIiosi. Diciamo che questa
maIia mi piace
dipingerla come
quell'area grigia in
cui quasi si sono
persi i connotati
maIiosi: basta guar-
dare alle nuove
generazioni, ai Iigli
dei Iigli che hanno
studiato all'univer-
sita, che sono avvo-
cati, che sono
ingegneri, che sono
medici. E quindi
questo potere economico "ce lo
siamo ormai giocato", nel senso
che e quotato in borsa, nel senso
che e inserito nel mercato del-
l'economia legale. Rintracciarlo
e valutarne il peso risulta molto
complicato. Quando Ealcone
disse: la maIia e entrata in borsa,
si riIeriva a Gardini, a un pre-
ciso periodo storico. Oggi e piu
diIIicile comprendere questa
capacita di con-
trollo in
che termini si esplichi
poi nel mondo dell'economia.
giornalista de La Stampa
Luca Tescaroli`
E
' un Iatto assodato e
storicamente documentato
in sede istituzionale e in
sede giudiziaria
che sono sussistiti
rapporti organici
tra Cosa Nostra e
appartenenti al
mondo politico.
Innumerevoli sono
i pronunciamenti
giudiziari in tal
senso. Su questo
tema riveste un
ruolo molto impor-
tante la Relazione
sui rapporti tra
La Mafia ormai ha scelto,
ha imparato quanti vantaggi
derivino dalle tregue armate
(S. Boemi)
8toria:
rivolta in piazza a
Palermo
{dipinto}
35 Aprile-Maggio 2bb1
Politica
maIia e politica predisposta dalla
Commissione parlamentare anti-
maIia dell'XI legislatura, pre-
sieduta da Iuciano Violante. In
questa relazione conclusiva del
6 aprile '93 sono stati aIIrontati
i rapporti in oggetto ed e stata
la prima volta che, a livello poli-
tico-istituzionale, e stato preso in
esame questo aspetto in maniera
sistematica. Ia Commissione
concluse che risultavano certi i
collegamenti di Salvo Iima con
uomini di Cosa Nostra e si
poneva in rilievo che lo stesso
Iima era il massimo esponente
in Sicilia di una corrente demo-
cristiana. Si Iaceva inoltre riIeri-
mento anche alla necessita che
uomini politici rispondessero
dinanzi al Parlamento circa
queste invocate responsabilita. E'
stata la prima volta che, a livello
istituzionale, si e preso in esame
questo aspetto e sarebbe auspi-
cabile che non rimanesse l'ul-
tima iniziativa di questo tipo,
anche perche Cosa Nostra e gli
altri sodalizi criminali di stampo
maIioso inseriti nel paese
hanno sempre
s v o l t o
u n a
Iunzione di
condizionamento
politico.
Perche Cosa Nostra in primis, ma
anche le altre maIie, hanno una
loro cultura politica e una stra-
tegia politica, tanto da divenire
spesso protagoniste di oscure
vicende della storia del nostro
Paese.
Probabilmente il rapporto tra
maIia e politica non e piu cosi
Iorte come lo e stato in quegli
anni pero e probabile che ancora
esista. Cosa Nostra, la 'Ndran-
gheta, la Sacra Corona Unita,
e la Camorra, per loro natura,
sono portate a tessere rapporti
in vista del raIIorzamento del
proprio potere e di garantire la
loro conservazione. Il potere cri-
minale dalle stesse esercitato
viene Iortemente ridimensionato
se non possono disporre delle
connivenze, delle coperture e
degli appoggi politico-istituzio-
nali.
Gli esiti delle investigazioni
diranno se, e in quale misura,
questi o altri rapporti sono stati
perpetuati.
I Iatti stragisti-terroristico-ever-
sivi degli anni '92 e '93 sono stati
posti in essere correlativamente
a soggetti, anche politici.
Negli anni a seguire, le organiz-
zazioni criminali maIiose hanno
subito colpi durissimi e cio
potrebbe aver indotto a rivitaliz-
zare i rapporti o ad instaurarne di
nuovi secondo metodologie gia
conosciute nel passato, proprio
per superare la situazione di diI-
Iicolta e di crisi. E' quindi ragio-
nevole ipotizzare che siano state
poste in essere le basi per nuovi
piu saldi rapporti, rispetto al pas-
sato per assicurare la sopravvi-
venza a Cosa Nostra.
E' altrettanto ragionevole ritenere
che la maIia continui a votare
perche in questo modo puo allac-
ciare, rivitalizzare o perpetuare i
rapporti con il mondo politico. E'
uno degli elementi di Iorza del-
l'organizzazione. E Iorse e perche
non si e saputo incidere giudi-
ziariamente in modo adeguato su
questo versante che Cosa Nostra
e gli altri sodalizi maIiosi non
sono stati debellati.
Il crimine organizzato ha
sempre guardato con
estremo interesse agli
ambienti econo-
mico-Iinanziari
curando e
condizio-
nandol i
soprat-
t u t t o
attraverso
il controllo
illecito degli
appalti nell'ordine
di svariati miliardi
con Iorte riIerimento a
tutta l'attivita connessa al
riciclaggio dei proventi illeciti
(traIIico di stupeIacenti, armi,
estorsioni, ecc...). Quindi incide
sul potere economico, un dato
che puo essere Iatto valere sul
banco delle trattative, o di ipo-
tesi di trattative anche nell'ottica
del condizionamento dei partners
politici.
Cosa Nostra potrebbe essere
un'associazione criminale fun-
zionale a una societ come
quella contemporanea in cui
le grandi multinazionali, la
grande economia sembrano
gestire la politica?
Sono ipotesi che vanno lette con
estremo interesse anche perche
la logica del proIitto dell'as-
sociazione maIiosa, e sicura-
mente, di Cosa Nostra, e proprio
quella di essere una struttura
eclettica, dinamica, capace di
interagire con l'ambiente esterno
e con il potere costituito. Ha tutti
i numeri per introdursi in quello
che Ealcone deIiniva il "gioco
grande". Ia capacita di inserirsi
nel sistema di potere e un dato
che va sempre tenuto presente
per rendere eIIicace l'azione di
contrasto al crimine organizzato
e che va posto in essere secondo
un'azione globale e non Iram-
mentaria.
Sostituto Procuratore, Roma
Ferdinando
Imposimato`
I
a maIia non ha bisogno
della violenza per rag-
giungere i suoi scopi. E'
divenuta un soggetto politico-
economico con cui alcuni poli-
tici senza scrupoli scendono a
patti, Iacendo pagare alla societa
un prezzo altissimo e mettendo
a repentaglio la democrazia.
Machiavelli ha contaminato la
politica con la IilosoIia del Iine
che giustiIica il mezzo.
Ed invece non conviene stringere
accordi con Cosa Nostra. Prima
o poi si paga il conto. E salato.
Ia maIia e scomparsa dalle
inchieste giornalistiche e radiote-
levisive, se non per ragioni stru-
mentali.
Einite le elezioni, cala il silenzio.
Ma continua ad esistere ed e piu
potente di prima. Io dimostra la
latitanza da 40 anni di Proven-
zano e la presenza della maIia
negli appalti della terza corsia
dell'Autostrada del Sole e del-
l'Alta Velocita. I'inchiesta che
condussi a CA nel 1994-1996
con l'aiuto dello SCO, dei CC
e della GDE e stata insabbiata.
Migliaia di miliardi per Iinan-
ziare politici corrotti con i danari
dei cittadini. Oggi non se ne parla
piu. Sarebbe la Iine della liberta!
Certo, ci sono magistrati, Iun-
zionari e uIIiciali che continuano
a lottare, come hanno Iatto Eal-
cone e Borsellino, Caselli e tanti
altri. Ma per molti la maIia non
esiste piu!
Ai tempi del Pci questo non acca-
deva.
Ia maIia continua certamente a
votare. Essa opta per i politici
che vanno al potere ma e schie-
rata trasversalmente nella distri-
buzione delle risorse e dei voti.
Un maIioso mi spiego che i voti
andavano a ciascun partito poli-
tico in Iunzione della sua consi-
stenza numerica. Era una scelta
diretta a condizionare tutti.
Sono e resto un uomo di sini-
stra. Di quella dei Berlinguer e
dei Terranova che Iecero della
lotta al crimine organizzato ed
alla corruzione un obiettivo stra-
tegico di diIesa della democra-
zia. Non di quella che chiude
un occhio o tutti e due quando
e coinvolta negli aIIari sporchi
come la TAV o la terza corsia. Dei
quali nessuno parla perche parte
di quei soldi Iiniscono ai gruppi
che controllano i maggiori gior-
nali italiani. Il problema della
globalizzazione si pone anche
nella lotta alla maIia e non
solo nell'economia e nel Governo
mondiale.
E per Telekom Serbia cosa e
successo? E' giusto per lo Stato
pagare il prezzo con i soldi pub-
blici servendosi di spalloni con
singolari triangolazioni e ser-
vendosi di un giro di societa oII
shore che Ianno il riciclaggio?
Oggi come ieri la maIia e in grado
di condizionare alcuni politici
Iinanziando costose campagne
elettorali. Il Procuratore della
Corte di Appello di Palermo lo ha
ricordato all'inaugurazione del-
l'anno giudiziario. Come il Pro-
curatore della Corte dei Conti,
che ha denunciato la diIIusione
della corruzione.
I nuovi padroni di Cosa Nostra
si sono evoluti e modernizzati
senza diIIicolta passando dai
Ieudi di Palermo alle borse di
Iondra e di Wall Street, Zurigo e
New York. Governano il territo-
rio senza bisogno di ricorrere al
crimine eclatante. Hanno paci-
Iicato molte aree di loro com-
petenza. Essa tratta ed opera
indiIIerentemente in un casolare
o nell'UIIicio di un Ministero, in
una tenuta di caccia o nella hall
di un grande albergo, in America
come alle Bahamas. Ia maIia si
e trasIormata e ha assunto un
ruolo "legale", agendo uIIicial-
mente negli aIIari, nel turismo,
nella borsa e nel commercio. E'
rispettata e temuta in tutti gli
ambienti che contano: da quelli
politici a quelli economici.
Certo, c'e ancora oggi un Ironte
antimaIia, di quanti non
vogliono, non possono e non si
rassegnano ad essere subiti della
maIia, che in silenzio, la com-
batte nei Tribunali, negli UIIici di
Polizia, nelle strade, nelle scuole,
nelle Iabbriche, nei cantieri, nelle
Iamiglie, nelle associazioni, nelle
parrocchie. Dovunque si orga-
nizza la resistenza alla maIia.
Questo esercito guarda con spe-
ranza all'Europa e si batte per
evitare che la maIia conquisti
l'Europa pria che l'Europa riesca
a dominare la maIia.
magistrato
Antonino
Caponnetto`
I
l rapporto tra maIia e politica
e sempre esistito e sempre
esistera Iinche la maIia avra
bisogno di un sostegno per i
propri interessi, oIIrendo in
cambio il suo appoggio eletto-
rale. Basti ricordare, tra molti
esempi illuminanti, uno dei capi
storici della maIia: Salvatore
Greco di Ciaculli (il Iratello di
Michele Greco, il capo della
"cupola" detto "il papa"). Era
soprannominato "il senatore"
proprio per le sue strette rela-
zioni con inIluenti uomini poli-
tici, come spiegano diIIusamente
la sentenza istruttoria di rinvio
a giudizio datata 8 novembre
1985 e le successive sentenze
di condanna del "maxiprocesso".
Anche Angelo Siino, l'uomo che
per conto della maIia control-
lava il settore degli appalti, di
recente ha diIIusamente parlato
di appoggi politici, sia in sede
locale che in sede nazionale.
Ia maIia continua certamente a
votare. Il suo voto e sempre stato
richiesto e contrattato dai par-
titi, naturalmente sotto banco.
In occasione di recenti elezioni
sono stati anche individuati, in
borgate notoriamente controllate
dalla maIia , consistenti Ilussi
elettorali a Iavore di determinati
partiti (di cui non mi e consentito
oggi Iare il nome, per evidenti
motivi). E' diIIicile prevedere da
che parte decideranno di votare
gli uomini di maIia nel prossimo
turno del 13 maggio; tra l'altro
non e nemmeno dato sapere, allo
stato, se il bastone di comando
sia ancora nelle mani del vec-
chio Provenzano o stia invece
passando nelle mani del gio-
vane, spregiudicato Matteo Mes-
sina Denaro, condannato a piu
ergastoli e tuttora latitante. Tut-
tavia, le recenti, inIuocate pole-
miche giornalistiche e televisive
che hanno Iatto perno sui nomi
di Previti e Dell'Utri inducono a
ritenere che i partiti del centro-
destra saranno particolarmente
Iavoriti.
I'esistenza stessa della maIia
e la sua enorme potenza eco-
nomica esercitano un'indubbia
inIluenza sugli orientamenti e
sulle decisioni politico-legisla-
tive, grazie agli appoggi di cui
parlavo prima.
E' del tutto naturale, inoltre, che
la maIia cerchi sbocchi per i pro-
venti dei suoi numerosi traIIici
illeciti: si pensi al traIIico di stu-
peIacenti su scala mondiale, alle
ecomaIie, (in particolare, allo
smaltimento dei riIiuti urbani), al
sistema generalizzato delle estor-
sioni ai danni di commercianti ed
industriali ed - inIine - al Ierreo
controllo degli appalti.
Oggi, tra l'altro, come ha osser-
vato recentemente Giuseppe Di
Iello, ci troviamo di Ironte ad
una "economia senza regole" che
oggettivamente aiuta la "econo-
mia della maIia", cioe i poteri cri-
minali piu Iorti , i quali riescono
a imporsi mediante un attento
"controllo del territorio", special-
mente in Campania, (Camorra),
in Calabria ('Ndrangheta), in
Puglia (Sacra Corona Unita) e in
Sicilia (maIia).
magistrato
Il rapporto con la politica
insito nel DAA della Mafia
(A. Ingroia)
Ael cuore della nostra storia
recente, proprio nel
momento in cui si formato
il nuovo sistema politico in
cui viviamo, si consumato
un grande intrigo. Ancora
per molti aspetti oscuro
3 Aprile-Maggio 2bb1
Mafia
&
Come si sta evolvendo il rapporto Mafia e politica?
La Mafia continua a votare?
La potenza economica del crimine organizzato pu condizionare la politica?
Michele Gambino`
C
on la morte di Salvo Iima
e di Ignazio Salvo c'e stata
una rottura tra maIia e
politica e in seguito ai delitti
di Ealcone e Borsellino l'ondata
di sdegno da parte dell'opinione
pubblica ha Iatto si che la maIia
ritirasse i suoi tentacoli. Ma
alcuni politici, negli anni a
seguire, non sono riusciti a
tagliare questi rapporti tant'e che
la vicenda Mandalari, alla vigilia
delle elezioni, (1994) e alcune
assoluzioni come quella di
Musotto hanno dato alla maIia il
segno che il clima era cambiato
e che si poteva tornare a riallac-
ciare i vecchi rapporti. Dopo un
momento di crisi, quindi, sembra
che il rapporto tra maIia e poli-
tica stia riprendendo a Iunzionare
secondo i vecchi schemi. Sul
Ienomeno maIia Iorse e mutata
l'attenzione da parte dell'opi-
nione pubblica nazionale (non di
quella siciliana) secondo la quale
il rapporto si e interrotto, si e
spezzato. E intanto la maIia con-
tinua a votare e ha benissimo in
mente quali sono i suoi reIerenti:
basta guardare gli schieramenti
politici. Per esempio, se il Iatto
che Claudio Eava sia candidato
nelle liste dei Ds rappresenta un
segnale molto Iorte sul piano
dell'antimaIia, dall'altra c'e un
prosperare di vecchi personaggi,
impresentabili gia nella prima
repubblica, che adesso diven-
tano esponenti del Polo delle
liberta in assoluta impunita. E'
un esempio la vicenda di Cri-
stina Matranga, eliminata dalle
liste di Eorza Italia dove hanno
preso il suo posto vecchissime
Iacce che erano gia chiacchera-
tissime circa quindici anni Ia e
che oggi sono in prima Iila nelle
candidature. Oggi la maIia, come
potenza economica, condiziona
la politica attraverso il controllo
degli appalti con i Iamosi tavoli,
che dopo Riina, come dimostrano
anche inchieste recenti, non si
sono rotti ma continuano a Iun-
zionare. E' un meccanismo di
dare e avere e il risparmio
accumulato nelle Iinte gare d'ap-
palto viene utilizzato in parte
per pagare tangenti ai politici.
C'e una rete massonica che si
muove parallela, o meglio che si
interseca strettamente con quella
maIiosa e che Iunziona da camera
di compensazione dei due inte-
ressi: quello politico e quello
maIioso.
Giornalista di Avvenimenti
Fausto Bertinotti`
S
econdo me non esiste la
maIia senza un rapporto
con la politica e credo che
tale legame sia Iorte come nel
1993. Ia storia ci ha insegnato
che l'azione contro la maIia
diventa eIIicace quando si incro-
ciano alcuni grandi Iattori di
risposta democratica. Il primo
e quello che vede il determi-
narsi di una stagione di par-
tecipazione popolare. Uno dei
Ienomeni credo piu signiIicativi
che resta all'attivo della stagione
della primavera di Palermo e pro-
prio questo: un vento che soIIia
nuovo e che ripulisce l'atmo-
sIera. Il secondo
consiste in un
intervento della
politica, come noi
la abbiamo deIi-
nita, dell'antima-
Iia sociale: una
politica capace di
boniIicare il
territorio, la citta.
Di realizzare,
insomma, una
ecologia della
politica che pro-
sciuga l'acqua in
cui cresce il Ieno-
meno di crimina-
lita organizzata. Il
terzo e un inter-
vento della magi-
stratura e delle
Iorze dell'ordine
repubblicano Iortemente orien-
tato e motivato, non sto parlando,
come critici maleaccorti spesso
Ianno, di una collocazione del
magistrato partigiana, sto par-
lando di una ispirazione demo-
cratica del magistrato.
Io vorrei ora denunciare il logo-
ramento democratico prodotto in
questa Iase della vita politica da
entrambe le coalizioni. Bisogna
sapere che la democrazia e un
bene indivisibile, non si puo pen-
sare di Iare liste civetta e di com-
battere eIIicacemente la maIia.
Senza una moralita pubblica non
c'e una capacita di impatto, di
contrasto che sia Iino in Iondo
eIIicace, quindi purtroppo non si
tratta di un pericolo del domani
ma di una crisi dell'oggi. Siamo
di Ironte ad una
crisi della demo-
crazia e ad una
omologazione dei
comport ament i
costituisce un ele-
mento di inqui-
namento della
democrazia mede-
sima. Sul terreno
della ricerca di
una risposta poli-
tica ad una maIia
economicamente
Iorte penso sia
n e c e s s a r i o
cogliere il nesso
tra crescita di una
legislazione neoli-
berista e possibilita di uso delle
risorse economiche accumulate
con i Ienomeni maIiosi. Per due
ragioni, la prima ragione e di
clima politico istituzionale. Se il
criterio di valutazione del risul-
tato economico e unicamente il
proIitto, la proIittabilita imme-
diata, se la rendita viene consi-
derata con tutti gli onori del caso
e addirittura in alcuni casi, come
la rendita speculativa determi-
nata dal movimento dei capitali,
risulta esentasse, al punto che
una proposta di legge come la
dobbing tax non viene preagita,
ne a livello europeo, ne a livello
italiano, e chiaro che questo si
intreccia con l'economia malavi-
tosa. Cioe la diga tra economia
sana ed economia malata viene
intaccata in basso da un mercato
del lavoro che slitta dalla stabi-
lita di impiego alla precarieta del
lavoro nero e in alto da una coor-
dinazione delle Iinanze prive di
qualunque Iiltro e di qualunque
controllo.
Di fronte al pericolo che l'il-
lecito si confonda con il lecito
potrebbe presentarsi, nel
nostro paese, una situazione
simile a quella accaduta in
Colombia quando le mafie
arrivarono addirittura a chie-
dere allo Stato una serie di
favori in cambio del risana-
mento del debito pubblico?
Io penso che le Iorme certa-
mente diIIeriscono tra cio che
accade nel centro dell'impero
e nella periIeria dello stesso.
Ma quello che altrove avviene
a mani scoperte puo avvenire
con le mani guantate. Natural-
mente, nella modalita speciIica
di una provincia latinoamericana,
il Ienomeno in Europa e diI-
Iicilmente riproducibile ma la
sostanza ricattatoria credo sia in
qualche misura gia attiva.
Fino a quando i mandanti
esterni delle stragi in Italia
rimarranno impuniti?
Penso che sia una delle respon-
sabilita del centro sinistra, che ha
lasciato trascorrere i cinque anni
del suo governo senza andare
Iino in Iondo al problema delle
stragi di Stato e a quell'altro ele-
mento di inquinamento della vita
politica italiana che e rappresen-
tato dai servizi segreti e dalle
relazioni tra gli stessi.
Perch il governo si lasciato
sfuggire questa occasione?
Secondo me per il prevalere di
un principio adattativo, perche
si e trasIormata l'occasione di
governo in una
via di amministra-
zione e di gover-
nabilita, invece
che in una sIida.
E' mancato su
questo terreno lo
spirito riIorma-
tore cosi come e
mancato sulle
grandi questioni
economico sociali
per il prevalere di
una cultura sostan-
zialmente conti-
nuista.
Segretario di
Rifondazione
Comunista
Maria Falcone`
C
i troviamo in un momento
di trasIormazione, di
nuovi incontri, e anche
se non saprei dire se si sono
venute a creare o no nuove alle-
anze, potrei dire che ci sono
parecchi segnali che Ianno pen-
sare a questo. Ia maIia sicu-
ramente non stara a guardare
perche ha interesse, prima delle
elezioni, a dare voti per crearsi
nuove possibilita per il Iuturo, ma
poi presentera il conto. Ia sua
potenza economica, inol-
tre, e tale da mettere
in ginocchio la poli-
tica. Ia crimina-
lita organizzata,
inIatti, non Ia
Iavori a
nessuno,
li Ia a se
stessa,
quindi
cerchera
di sIrut-
tare al mas-
simo il suo
potenziale eco-
nomico per poi
raggiungere quelli
che sono i suoi obbiet-
tivi particolari: ricchezza,
assoluzione nei processi,
impunita. E chi cerca di inda-
gare in quel groviglio di intrecci
tra maIia e Iinanza che Giovanni
deIiniva "gioco grande" muore.
Presidente della Fondazione
Giovanni e Francesca Falcone
Marcello Musso`
I
ntanto penso sia doverosa una
premessa: io mi occupo di
Cosa Nostra e tale organiz-
zazione si diIIerenzia da tutte le
altre Iorme di criminalita orga-
nizzata presenti nel nostro paese
per vari aspetti, ma qui interessa
dire che si diIIerenzia proprio per
il rapporto che tradizionalmente
ha cercato di creare con le isti-
tuzioni, con la pubblica ammi-
nistrazione, con la politica, con
l'economia e con la societa civile.
Tengo a precisare che questo
rapporto tra Cosa Nostra e
politica, in senso vasto, veniva
gia ben deIinito, in termini
giuridici, nella sentenza ordi-
nanza del maxiprocesso-ter
del 1987. Tengo a
dire questo
perche
mi riIeri-
sco ad un atto
giudiziario che Iu Iir-
mato da Giovanni Ealcone e per
cui mi sento legittimato a pro-
seguire su questa strada. E in
quella ordinanza sentenza si
scrive che "le maniIestazioni di
connivenza e collusione da parte
di persone inserite nelle pub-
bliche istituzioni possono even-
tualmente realizzare condotte di
Iiancheggiamento del potere
maIioso, tanto piu pericolose
quanto piu subdole e striscianti,
sussumibili a titolo concorsuale
nel diritto di associazione
maIiosa". E quei giudici scri-
Palermo:
La Cattedrale
{ricostruzione grahca}
...e chi cerca di inda-
gare in quel groviglio
di intrecci tra Mafia
e finanza che Gio-
vanni definiva "Gioco
grande" muore
(M. Falcone)
37 Aprile-Maggio 2bb1
Politica
8$$l68
$1NF
IL TEMA: LA MAFIA HA VINTO?
30 marzo 2001
Reggio Calabria. Il 29 marzo scorso il coordinamento nazionale
antimafa RiIerimenti e il mensile AN1IMAFIA Duemila sono stati i
promotori di un incontro con gli studenti del liceo artistico 'Mattia
Preti di Reggio Calabria. Nell`aula magna dell`istituto gremita di
studenti il procuratore aggiunto Salvatore Boemi, i due sostituti
della DDA di Reggio Erancesco Mollace e Roberto Pennisi, il diret-
tore del mensile AN1IMAFIA Duemila Giorgio Bongiovanni ed
Adriana Musella di RiIerimenti hanno sviluppato il tema: Ia mafa
ha vinto?
Adriana Musella ha ricordato agli studenti: Per essere respon-
sabili e discernere tra il bene e il male dovete essere informati,
per questo oggi siamo qui. La maa, lo diceva il giudice Borsel-
lino, si deve vincere con una cultura nuova, mettendo da parte
quella della sopraffazione e facendo largo al rispetto dell'al-
tro>>.
Giorgio Bongiovanni: <<La maa non ha ancora vinto ma di
certo sta stravincendo. E la nostra sola difesa restano questi
magistrati in trincea con poche armi spuntate>>.
Boemi: <<Oggi non vi parler di maa, perch non voglio ali-
mentare polemiche con altre Istituzioni. Ritengo, infatti, che
uno scontro istituzionale aiuti solo la 'ndrangheta. Io penso che
quando si parla di antimaa tutti dovremmo stare dalla stessa
parte della barricata e, invece, ho scoperto che qualcuno non la
pensa cos. Eppure mi piacerebbe, a elezioni concluse, tornare
qui, in questa scuola, e ricordare le morti di Scopelliti, Falcone
e Borsellino assieme al sindaco>>.
Mollace ha preso spunto dalla <<subcultura dell'acquiescenza>>
che da noi, ha spiegato il magistrato, diventa cultura domi-
nante. Ha poi sottolineato che <<la cultura maosa non un
problema di Dna ma di straticazione della coscienza. Lo Stato
non ha ancora vinto proprio per questo, ma se tutti insieme riu-
sciamo a creare una coscienza omogenea della legalit a tutti
i livelli, allora la partita si pu vincere facilmente. E quando
parlo di tutti intendo la magistratura, la scuola, la parte sana
delle amministrazioni, la Chiesa... s anche la Chiesa che nel
corso degli anni passati ha avuto un atteggiamento troppo
spesso mutante. La maa ha vinto se l'attenzione dello Stato
caler>>.
Roberto Pennisi: <<Legalit e cultura sono i nemici della maa,
per questo dovete studiare per costruirvi una corazza che resi-
sta agli assalti che portano alle vostre coscienze. La maa vi
vuole sudditi e non cittadini responsabili e adesso tenta di
distruggere per colpire anche voi, perch senza regole e con
l'ignoranza la maa vi rende suoi sudditi>>. <<La maa non
ha vinto - ha aggiunto Pennisi - ma la domanda da farsi
un'altra: perch lo Stato rinuncia a vincere? La maa non
ha interesse a vincere perch essa ha bisogno dello Stato, si
vuole inserire nello Stato e distorcerlo ai suoi ni economici.
Quindi la maa ha bisogno dello Stato, ma anche una parte
dello Stato ha bisogno della maa perch insegue gli stessi inte-
ressi economici>>.Una ragazza ha chiesto ai magistrati: <<Ma
che futuro abbiamo qui a Reggio?>>. Boemi: <<Purtroppo io
sono pessimista. Una citt per cambiare non deve mutare solo
nell'estetica o in un chilometro di strada. Deve cambiare nei
cuori e io, dal mio osservatorio, non vedo questo cambiamento.
Per sono il primo ad augurarmi di sbagliare>>. Mollace: <<Io
sono meno pessimista. Credo che gli anni bui ce li siamo lasciati
alle spalle. Qui stanno emergendo potenzialit importanti che
potranno diventare una sacca di resistenza alla 'ndrangheta.
Io dico che possiamo guardare al futuro con un sorriso di spe-
ranza in pi>>. Pennisi: <<Il pessimismo cosmico e la desola-
zione patriottica di Boemi sono noti, per possono diventare lo
stimolo per credere che domani ci sar una societ migliore>>.
Iorenzo Baldo
IL PARERE DI ANTONIO INGROIA
30 marzo 2001
Palermo. Il sostituto procuratore di Palermo Antonio Ingroia in
una intervista rilasciata al quotidiano Unita ricorda e denuncia:
I'onda emotiva che e seguita alle stragi di Capaci e di via
D'Amelio si e consumata nell'indiIIerenza dei legislatori, della
societa civile e dell'inIormazione. Non e compito di un magistrato
occuparsi di politica ma non esiste "una politica neutrale", credo
che sia mio dovere denunciare l'abbassamento dell'interesse verso
un Ienomeno criminale che inquina la societa e la rende schiava.
E scontato che l'accertamento della verita e delle responsabilita
penali che ne conseguono debba avvenire solo nelle aule dei Tri-
bunali ma e pur vero che la lotta alla mafa ha bisogno del soste-
gno della societa civile e della societa politica. Entrambe devono
svolgere il proprio ruolo. Questo era cio che dicevano Ealcone
e Borsellino, cio per cui si battevano.>> Ha poi espresso una
considerazione sull`inIormazione che in questo paese stiamo
assistendo agli anni della distrazione.I inIormazione si occupa
di mafa solo davanti ai cadaveri ancora caldi o per sollevare
questioni in tempo di elezioni>>.
Ha ricordato come la 'normalita sia essenziale in un Paese
democratico. E anche la giustizia dovrebbe Iunzionare nella nor-
malita. Io vorremmo tutti, noi per primi. Ma non si possono rimuo-
vere la mafa e la corruzione per disegnare uno scenario Ialsamente
rassicurante di una normalita che ancora non c`e >>.
Alla provocazione se lo Stato non e credibile... Ingroia risponde:
.lo e tanto quanto Iorte e stato cancellare la storia proIessio-
nale e umana di Ealcone e Borsellino, di Erancesca Morvillo e dei
ragazzi delle scorte. Da Borsellino credo di aver ereditato non solo
un metodo di lavoro ma anche uno stile di vita. Iui mi ha inse-
gnato che lo Stato bisogna rispettarlo e servirlo fno in Iondo,
Segue a pag. 39
vevano ancora: "Ed e proprio
questa convergenza di interessi
con il potere maIioso che costi-
tuisce una delle cause maggior-
mente rilevanti della crescita di
Cosa Nostra e della sua natura
di contropotere nonche correla-
tivamente delle diIIicolta che si
incontrano, che incontrano gli
organi inquirenti nella repres-
sione delle maniIestazioni crimi-
nali". Questa e la storia. Dico che
ci sono delle maniIestazioni che
dimostrano che questo rapporto
continua e tende ad evolversi. Per
vedere questa evoluzione, biso-
gna tenere conto che c'e tutta
un'ala, quella stragista e militare,
che e in carcere, che e sottoposta
al 41 bis mentre un altro gruppo
sta Iuori e adesso e diretto da
Provenzano: e interessante osser-
vare che entrambi i gruppi di
maIiosi, collocati in carcere e
in liberta, tentano di allacciare
con lo Stato un rapporto,
una mediazione.
Per quanto
riguarda
il voto e sicuro
che la maIia continui
a darlo. Ci sono degli atti giu-
diziari, ormai gia pubblici, che
io stesso ho celebrato davanti
al Tribunale di Termini Imerese,
dove vi era tra l'altro anche un
politico, non noto perche non era
stato eletto, mandato a giudizio
per il reato di cui all'art. 416
ter (scambio elettorale politico
e maIioso). Questo per quanto
attiene al passato. Per il Iuturo
non posso parlare delle indagini
in corso. Se la procura di Palermo
avra la Iorza di continuare con
indagini tecniche serie e radicate
sul territorio si vedra che cosa
emergera ma per il momento,
ripeto, non posso esprimermi
anche se ho ragione di ritenere
che questo rapporto di interscam-
bio elettorale continui.
Per quanto attiene al versante
economico bisognerebbe intanto
stabilire quali sono le Iorma di
investimento di Cosa Nostra che
si sono evolute nel tempo. Si
e passati probabilmente da una
Iorma di investimento che consi-
steva nell'acquisto di beni immo-
bili, terreni, case e attivita edilizie
a investimenti Iinanziari in banca
e nelle grandi societa. I Iili sot-
tilissimi di collegamento o di
condizionamento che possono
crearsi tra questi nuovi investi-
menti Iinanziari e la politica cer-
tamente Iiniranno per annodarsi,
ma sono tutti da dimostrare.
Sostituto Procuratore della
Dda di Palermo
Nicol Marino`
N
on e certamente
venuto meno l'in-
teresse da parte di
Cosa Nostra e delle orga-
nizzazioni di stampo
maIioso di
controllare il
settore pubblico
ed ammi-
ni s t r a t i vo
attraverso
per sone
in qual-
c h e
mo d o
a loro
stesse col-
legate. Il
punto princi-
pale e quello
di veriIicare,
soprattutto in un
momento cosi parti-
colare come e quello
elettorale, se siano gia stati
concordati o comunque presi
accordi per Iornire supporti elet-
torali a questo o a quell'altro can-
didato. E' un problema di sempre
ed e emerso anche da procedi-
menti che sono stati gestiti in un
periodo non lontano dall'attuale.
Ma non e soltanto il problema
della gestione e del controllo del-
l'attivita politica e amministrativa
attraverso le persone che si can-
didano ma anche attraverso quel
settore burocratico-amministra-
tivo che incide moltissimo nelle
decisioni da intraprendere anche
in materia di appalti o comun-
que per la stipula di contratti
di interesse di persone in qual-
che modo collegate alle orga-
nizzazioni di stampo maIioso.
Non e quindi necessario avere il
controllo della attivita politica -
anche se comunque inIiltrazioni
e supporti elettorali sono stati
Iorniti nell'ultimo periodo - ma
e piu necessario e indispensabile
disporre di quell'apparato buro-
cratico-amministrativo che poi ti
consente di gestire ancor meglio
il settore della vita pubblica.
Eacendo riIerimento a procedi-
menti abbastanza recenti ritengo
inoltre che la maIia continui a
votare. Del resto il problema e
che gli appoggi, gli accordi, le
campagne elettorali le Ianno per-
sonaggi di ogni tipo e al voto pur-
troppo non si guarda in Iaccia,
soprattutto in un momento in cui
si assiste ad un cambiamento di
gestione di politica a livello cen-
trale. Il problema quindi sussiste
e ritengo non ci siano colori in
questa tendenza. Certo, abbiamo
le vecchie leggi elettorali che
gia punivano queste condotte,
soprattutto perche rimane il pro-
blema del pagamento e anche
dell'acquisto dei voti o comun-
que delle campagne elettorali
supportate da voti che vengono
pagati alle organizzazioni. Si
tratta un po' di quella Iattispecie
che viene prevista dal legisla-
tore dall'articolo 416 ter del
codice penale. Il problema e della
dimostrazione. Il sistema piu
emblematico, quello che ci ha
consentito o che ci consente di
venire alla acquisizione di certi
elementi, rimane innanzitutto
quello delle intercettazioni dal
momento che le collaborazioni
le abbiamo in qualche modo
poste di lato. Queste, inIatti, si
riIeriscono a periodi pregressi e
comunque non abbiamo colla-
borazioni attuali, soprattutto in
seguito alle modiIiche legislative
nel settore. Bisogna avere Ior-
tuna ed intuito nell'individuare
quali possono essere i canali ma
ritengo che questo Ienomeno di
acquisto o controllo del voto sia
un problema su vasta scala e che
non abbia colori. E' comunque
principalmente il politico a cer-
care di acquistare il voto da Cosa
Nostra. In seguito all'elezione si
presenta poi il problema della
gestione. E' necessario tenere
conto che molte delle imprese
che partecipano sia agli appalti
che ai subappalti sono in qualche
modo controllabili dalle organiz-
zazioni, o perche sottoposte ad
estorsione, secondo il vecchio
sistema, o perche direttamente o
indirettamente gestite, o comun-
que controllate, attraverso per-
sone che hanno un rapporto con
l'organizzazione di stampo
maIioso. E allora tutto il tessuto
economico e in qualche modo
oggetto dell'interesse delle Iami-
glie malavitose perche il settore
degli appalti ti consente, in
maniera indolore e senza grossi
dispendi, di controllare il settore
economico. E questo penso che i
politici lo sappiano o comunque
sanno di dover avere a che Iare
con delle imprese, anche quando
dovessero non sapere del con-
trollo da parte di esponenti della
criminalita organizzata. Per certe
categorie di lavori poi l'orga-
nizzazione, conquistando il mer-
cato, riesce a condizionare anche
il politico che vorrebbe in qual-
che modo opporsi. Quindi il pro-
blema e purtroppo della veriIica
del controllo del mercato. E pur-
troppo per Iare questo e necessa-
rio scontrarsi con un malcostume
degli imprenditori che e quello di
mettersi d'accordo tra loro nella
partecipazione alle varie gare che
vengono bandite presso gli enti
pubblici. Questa sorta di cartello,
controllato anche da organizza-
zioni di stampo maIioso, denota
l'esistenza di un problema di con-
quista del mercato e di imposi-
zione delle regole. Bisognerebbe
quindi intervenire, da parte del
legislatore, stigmatizzando ogni
38 Aprile-Maggio 2bb1
Mafia
&
Come si sta evolvendo il rapporto Mafia e politica?
La Mafia continua a votare?
La potenza economica del crimine organizzato pu condizionare la politica?
condotta che porti sostanzial-
mente ad una partecipazione non
libera alle gare perche altrimenti
l'amministratore, il politico, si
trovera per sua necessita a subire,
in una gara di appalto asso-
lutamente regolare e corretta,
le scelte che altri hanno Iatto
concordando gia prima quale
sara l'impresa che si aggiudi-
chera questo o quell'altro appalto.
Allora non occorrera turbare la
gara nel corso del suo svolgi-
mento perche essa e gia con-
trollata a monte. Sarebbe quindi
necessario intervenire legisla-
tivamente per punire queste
condotte che poi Iiniscono vera-
mente per condizionare sia la
vita politica che la vita ammini-
strativa di un ente pubblico.
Sostituto Procuratore della
Dda di Catania
Sergio Flamigni`
I
l ruolo politico della maIia,
che ha radici lontane, e
sempre stato, per sua natura,
di destra reazionaria. Basti ricor-
dare la strage di Portella della
Ginestra nel lontano 1947, la
catena di assassinii di sindaca-
listi in Sicilia durante la lotta
per la riIorma agraria, l'uccisione
di uomini politici come Pio Ia
Torre e Piersanti Mattarella della
sinistra democristiana seguace di
Moro e l'uccisione di tanti servi-
tori dello Stato democratico. E
qui voglio ricordare soltanto il
generale dalla Chiesa, il commis-
sario Cassara e i tanti magistrati
quali Chinnici, Costa, Ealcone e
Borsellino. Il rapporto tra maIia
e politica parte da questa Iun-
zione di destra e si evolve con
grande capacita camaleontica
della maIia che persegue il
duplice obbiettivo di realizzare
proIitti economici o vantaggi di
potere e impiegare, reinvestire,
riciclare gli ingenti guadagni nei
traIIici illeciti, in special modo
nel traIIico di stupeIacenti, nelle
armi ma anche in tante attivita
che garantiscono Iorti guadagni.
C'e stato il momento del boom
edilizio, tuttora Iavorito dai ripe-
tuti condoni, dietro al quale non
si puo nascondere la mano della
maIia. Ia quale e divenuta una
potenza Iinanziaria ed e emi-
grata anche al nord, nelle zone
piu ricche del paese. Assumendo
Iorme nuove, occulte e soIisticate
e penetrata nelle organizzazioni
massoniche coperte segrete, si e
dotata di importanti studi legali
e senza dubbio ha, a sua dispo-
sizione, grandi esperti Iinanziari
e giuridici. E quindi il rapporto
maIia-politica si presenta anche
in Parlamento con uomini che
nel momento in cui si discutono
le leggi rappresentano gli inte-
ressi delle organizzazioni cri-
minali. Dopo le elezioni del
1994, che portarono alla conqui-
sta della maggioranza le Iorze
che si appoggiavano a Berlu-
sconi, avvennero in Sicilia Iatti
che Iurono denunciati alla Com-
missione parlamentare antima-
Iia e che videro la presenza e la
mobilitazione della massoneria
in Iavore di uomini del Polo.
Personalmente credo che anche
oggi potrebbero veriIicarsi
manovre di questo tipo ed e
certo che la maIia non puo tra-
scurare e non trascura certamente
il momento della vigilia eletto-
rale perche sa di poter collocare
uomini che domani avranno una
Iunzione negli organi istituzio-
nali.
Ia maIia sicuramente continua a
votare e anzi e sempre stata una
potenza elettorale perche con-
trolla centinaia di migliaia di
voti. Naturalmente tutto questo
avviene occultamente ma la pre-
senza maIiosa e garantita e nelle
prossime elezioni vedremo che i
maIiosi certamente non Iaranno
propaganda per l'astensione ma si
batteranno per avere garantita la
partecipazione dei propri addetti
e per votare quegli uomini che
sono stati presenti in base a pre-
cisi accordi. Questa e la mia con-
vinzione. Per quanto concerne
invece la questione economica
penso che la maIia possa con-
dizionare la politica per il Iatto
stesso che muove tanti capitali.
Ritengo inoltre che questa con-
vergenza si maniIesti anche in
relazione all'obbiettivo di col-
pire il potere della magistratura.
Quest'ultima, inIatti, e obbiettivo
della maIia ma e obbiettivo anche
di quelle Iorze della destra che
dopo Tangentopoli non hanno
sopportato il potere della magi-
stratura e vorrebbero ricondurlo
sotto la guida del potere politico.
E' questo uno degli aspetti piu
pericolosi in questo momento.
Scrittore,
politico
Dario Fo`
I
a maIia e
come uno
strano ani-
male marino di
quelli che
cambiano assetto,
aspetto, che si
inseriscono dentro
delle valve com-
pletamente nuove
le quali si tra-
sIormano e quindi
come muta la poli-
tica mutano anche
loro. A votare, la
maIia continua di sicuro e da
sempre la sua potenza econo-
mica ha determinato l'assetto e
la condizione della politica. Ed e
ovvio se si pensa che ha mercati,
denari. In merito alla polemica
sorta di recente con il Cavaliere,
vorrei dire che per me, diret-
tamente o indirettamente c'e di
mezzo la maIia. D'altronde se
lui e circondato da personaggi
importanti che sono maIiosi che
si Ia!?
Perch si sferrato un cos
deciso attacco alla satira?
Perche la satira ha attaccato l'as-
setto del potere e naturalmente
l'assetto del potere piu attaccato
e quello di Berlusconi e Berlu-
sconi e la sua gente si scagliano
contro la satira.
Perch rimangono tanti impu-
niti in Italia?
Perche il potere economico deter-
mina una salvaguardia, una
copertura straordinaria e uno
spiazzamento della giustizia.
Si arriver mai a conoscere
la verit che si nasconde
dietro le tanti stragi del
nostro paese?
E' diIIicile perche c'e un
sotterramento. Basta
guardare adesso la
Iatica che si Ia a Iare
luce sulle stragi
consumatesi dal
'68 in poi, basta
guardare come si
coprono bene l'un
l'altro. Perche ci
sono dentro tutti,
c'e dentro la
Democrazia Cri-
stiana, l'esercito, i
carabinieri, i servizi
speciali e alleati e
via dicendo. E' un
tale coacervo di perso-
naggi! E poi non c'e sol-
tanto la maIia ma anche
tutte le altre Iorme di crimi-
nalita minori come ad esem-
pio la Camorra e via dicendo.
Come si possono giudicare
questi mesi di pre-campagna
elettorale?
Ci sono stati dei botti, degli
aIIondi, e i primi botti sono stati
comunque negativi per la destra.
Berlusconi Iortunatamente e un
uomo con un cervello di grande
ingegno sul piano della Iurbizia
ma assolutamente incolto e
soprattutto non ha il minimo
pudore; per cui ogni giorno dice
una stronzata che, almeno per
le persone intelligenti, diventa la
prova del 9 della sua pericolosita.
Perche come diceva qualcuno
l'imbecille spesso e piu perico-
loso del saggio.
Qual stata la risposta della
sinistra?
Ia sinistra ha un grandissimo
handicap e una pena che scon-
tera. Aver mosso la politica con
la Iurbizia, non aver capito che
bisognava risolvere certi pro-
blemi, come ad esempio il
conIlitto di interessi: non si
poteva lasciare galleggiare con
lo scopo di ottenere, in un
inciucio di ricatti, dei vantaggi,
per poter governare. Bisognava
essere lineari, puliti, drastici. E
questo atteggiamento di aggiu-
stare gli e nuociuto moltissimo
soprattutto sul piano della credi-
bilita da parte della gente.
Scrittore, premio nobel
Antonio Cipriani`
I
l rapporto maIia-politica sta
in qualche modo seguendo la
linea tracciata nei primi anni
Novanta. Dopo gli anni '92 e '93,
dopo l'uccisione dei magistrati,
dopo la stagione delle stragi si e
andata delineando una situazione
nuova. Cosa Nostra e diventata
piu inaIIerrabile e in qualche
modo al suo interno ha prevalso
una linea politica che
garantisce un con-
tatto mag-
giore, un
r a p -
por t o
maggiore.
Basti pensare,
saltando di palo in
Irasca, a tutto cio che e
emerso dal rapporto Nomos sul
Ponte sullo Stretto. Cosa ha detto
il rapporto? Ha detto che in qual-
che modo una certa pax maIiosa
che si e venuta a creare - che
pax chiaramente non e ma che
e una evoluzione del concetto di
maIia - e servita per garantire i
grandi aIIari senza che ci Iossero
impedimenti. Questo e l'aspetto
che io colgo maggiormente. Gli
accadimenti del '92 e '93 hanno
sicuramente suscitato una rea-
zione da parte dello Stato, ma si e
trattato di una reazione concepita
solo sul piano militare, mentre
ha continuato ad esistere questo
rapporto che garantisce gli aIIari
e una maggiore contiguita, una
connessione diretta tra una parte
della politica e la maIia. Il
discorso naturalmente vale per
i livelli alti, nei paesi, nei com-
prensori lo schema e rimasto
quello classico. E intanto la maIia
continua a votare. Noi abbiamo
pubblicato la denuncia di Viz-
zini il quale diceva che stavano
Iacendo le primarie a Brancac-
cio e Anghilleri che rispondeva:
Si e vero, stanno decidendo
chi>>. E lo stesso Vizzini, che
doveva essere candidato a Bran-
caccio, e stato spostato al centro
al posto della Matranga. E quindi
e come dire: Vada in questa
direzione>>, pero in modo molto
tranquillo, sereno, soIt. Per
quanto riguarda il potere di con-
dizionamento di Cosa Nostra, in
quanto potenza economica, sulla
politica vorrei citare un comico.
Un comico
come Grillo
che ha una grande Iorza etica.
Grillo dice: Ma siamo sicuri
che la politica e la cosa che conta
e non e magari soltanto il sistema
economico Iinanziario che usa
la politica per portare avanti i
propri interessi?>>. Se pensato
in questi termini ti viene da dire
che se la maIia si e appropriata
del sistema economico Iinanzia-
rio Iorse a quel punto la politica
viene utilizzata.
Direttore de L'Ora
Giulietto Chiesa`
I
l rapporto maIia e politica si
sta evolvendo in senso nega-
tivo. Ho l'impressione che
negli ultimi tempi ci sia stato
un allentamento dell'attenzione
della politica nei conIronti della
Spesso i politici
hanno pensato di
sfruttare questa tigre
senza esserne
dilaniati
(F. Imbergamo)
39 Aprile-Maggio 2bb1
Politica
8$$l68
$1NF
segue a pag.43
fno al sacrifcio supremo ma i morti non servono a sconfggere la mafa,
quindi lo Stato, i suoi servitori li deve proteggere da vivi anche attraverso
scelte e decisioni politiche precise che devono essere portate avanti senza
cedimenti. Bisogna Iare attenzione perche coloro che non si ricordano del
passato sono condannati a riviverlo>>.
Marco Cappella
CASO SETTIPANI: IL NONNO PAGAVA IL PIZZO
31 marzo 2001
Alcamo. Caterina, otto mesi, nipote di un ricco imprenditore di Alcamo, Giu-
seppe Settipani, viene rapita. Il 30 marzo un uomo, che si spaccia per un
operaio del gas aggredisce la madre, Ezia Settipani e porta via la piccola.
Due ore dopo il nonno riceve una teleIonata con una richiesta di riscatto di
quasi un miliardo. Dodici ore dopo la bambina viene ritrovata grazie ad una
teleIonata anonima, ma la vicenda e ancora avvolta nel mistero. I motivi del
sequestro ruotano intorno alle dichiarazioni del nonno della bambina Giu-
seppe Settipani, 55 anni, che ha scatenato un putiIerio. Se ho sbagliato
in qualcosa chiedo scusa>>, il pomeriggio poi ha rinnovato le scuse ai rapi-
tori dicendo: Se c`e stato qualcosa che ... Nella vita, purtroppo, essendo
esseri umani si puo sbagliare. Io chiedo loro scusa. Se hanno qualcosa da
dirmi, io sono ben lieto di scusarmi con loro>>. Il procuratore della Repub-
blica Pietro Grasso non ha voluto commentare le Irasi di Giuseppe Settipani:
Ia nostra priorita e di catturare i colpevoli tutto il resto attiene a rifes-
sioni attorno al caso. In ogni caso la macchina investigativa Iunziona a pieno
regime>>. I`imprenditore verra sentito nei prossimi giorni dai magistrati che
vogliono capire se queste dichiarazioni contengono messaggi 'in codice
legati alla mafa. In passato pare che l`uomo sia stato costretto a pagare il
'pizzo a una cosca. Il sostituto procuratore della Dda di Palermo, uno dei
magistrati che si sta occupando del sequestro ha dichiarato: Non eravamo
dinanzi ad una intimidazione delle solite, un`auto bruciata, un negozio dan-
neggiato, una impresa Iatta saltare in aria. Eravamo e siamo dinanzi al rapi-
mento di una bambina di 8 mesi, della cosa piu cara che ognuno puo avere,
eppure e sorprendente che qui la gente continui a mostrare omerta a restare
distante dalle istituzioni, per giungere quasi a cercare contatti personali per
chiarire e risolvere ogni cosa>>.Sbagliamo se diciamo che il sequestro di
Caterina e opera della mafa, ma sbagliamo pure se diciamo che Cosa Nostra
con questo Iatto non c`entra - ha detto il pm -. Oggi che conosciamo la realta
mafosa in particolare quella di Alcamo che e variegata, sappiamo che non si
possono Iare distinzioni nette Ira uomini d`onore e piccoli pregiudicati>>.
Anna Petrozzi
L`EURO MOTEL DI GIOIA TAURO E IL COSORZIO D`IMPRESE
2 aprile 2001
Reggio Calabria. Apprezzando e giudicando utilissima la proposta avanzata
dall'imprenditore Io Cicero, in merito alla Gara d'appalto per l'Euro motel di
Gioia Tauro, riteniamo opportuno che l'Assindustria di Reggio Calabria con-
vochi al piu presto una riunione degli aderenti per sollecitare la Iormazione
di un consorzio d'imprese disponibili a partecipare ai lavori. Si parla tanto
d'imprenditoria sana. E' il momento dei Iatti!
I'associazione tra i singoli e l'unico modo per sfdare la mafa; da soli si soc-
combe e sono giustifcabili paure e riserve.
E' una sfda ma puo essere il primo passo per il riscatto dalla secolare sopraI-
Iazione mafosa.
Che gli imprenditori onesti abbiano il coraggio di Iarsi avanti ed unirsi.
Vogliamo contarli!
Saremo lieti se il Presidente dell'Associazione Industriali volesse rendere
pubblica la riunione richiesta perche avremmo molto piacere di parteciparvi.
La Coordinatrice Nazionale
Adriana MUSELLA
COMUNICATO STAMPA
Mentre la lettera aperta di denuncia al Ministro Bianco partita la rac-
colta di rme per tutte le scuole della Calabria al ne di esigere dal
governo un incremento delle forze dell'ordine su tutto il territorio regio-
nale. Il Coordinamento Nazionale riferimenti con una nota al Sindaco
di Reggio Calabria ricorda che da circa sei mesi, il comitato e l'ordine
per la sicurezza pubblica ha sollecitato il comune a predisporre (in una
via cittadina che non citiamo per motivi di opportunit) un'area di par-
cheggio destinata ad autovetture di magistrati a rischio ivi residenti, cit-
tadini impegnati sul fronte della lotta alla maa. A settembre 2000 gi
il Prefetto Ferrigno aveva inoltrato all'Ufcio circolazione e trafco la
richiesta. Ne passato di tempo, oggi c' un Prefetto nuovo. Che ha
rivolto nella sua qualit " tramite il suo ufcio", medesima sollecitazione
al Sindaco e al Segretario Generale del Comune. La suddetta richiesta
rimane inspiegabilmente ancora inevasa. E pensare che a Palermo viene
sgombrata l'intera area che delimita le abitazioni di soggetti a rischio.
A Reggio, invece, oltre alla smobilitazione dei presidi ssi stato abolito
anche il Provvedimento di un parcheggio apposito per le autovetture,
grazie al senso civico di qualche dipendente comunale e di chi li dirige. E
pensare che basterebbe mettere solo un cartello di divieto di sosta! Una
domanda sorge spontanea. Sotto casa del Sindaco soggetto considerato
degno di super scorta com' la situazione? Non pensiamo infatti che a
Lui o a chi per Lui manchi il parcheggio cosa che accade, invece, a chi
quotidianamente svolge attivit antimaa nelle aule dei Tribunali o nelle
Istituzioni. Chi sa cosa ci aspetta! Forse che Reggio Calabria diventi la
Palermo del '92.
COMUNICATO STAMPA
I`anno scorso questo uIfcio ha denunciato ed ottenuto la chiusura di piu sale
gioco in citta, grazie anche al notevole impegno delle Iorze dell`ordine. Da
un indagine sul territorio inIatti, era risultato che davanti ad ogni scuola ne
Segue da pag. 37
maIia. Credo che questo abbia
dato spazio ad una ripresa del
Ienomeno e che in questo senso
ci siano dei pessimi segni di
carattere politico. Se il trend sara
quello di usare la lotta contro
la maIia per la battaglia politica
interna e se il trend e quello, per
essere espliciti, di una messa da
parte di Mani Pulite piu o meno
progressiva e deIinitiva, io credo
che la maIia da questo trarra
soltanto grandi vantaggi. Per
essere ancora piu espliciti credo
che ogni attacco portato a Mani
Pulite sia un aiuto obbiettivo
alla maIia. Penso che in questo
momento, per quanto riguarda il
legame secolare di Cosa Nostra
con ambienti politici e istitu-
zionali, non ci siano mutamenti
strutturali intesi come incre-
mento della pratica del passato
che stabiliva un contatto strettis-
simo tra la maIia e la politica in
termini istituzionali. Questo non
si e ancora ricostruito ma se ci
sara un segnale dato alle Iorze
politiche maIiose, mi consenta di
usare questo termine, alla parte
politica della maIia che la cor-
ruzione e tutte le malversazioni
tipiche del periodo della prima
Repubblica rimarranno impunite
credo che si possa parlare di
aiuto oggettivo per la maIia.
Del resto il modo
stesso in cui si
sono Ior-
mat e
le liste
nel Mez-
zogiorno la dice
lunga sul contenuto e
sul signiIicato del Iuturo della
politica nei rapporti con la maIia.
Dal momento che vengono can-
didati uomini spesso gravemente
compromessi con il passato ho
l'impressione che tali uomini
abbiano nel loro Dna gli inte-
ressi e le cose che hanno sempre
Iatto e quindi la maIia continuera
a Iare le cose che ha sempre
potuto Iare. Temo che dai risul-
tati elettorali vedremo in modo
trasparente come il crimine orga-
nizzato esercitera il peso di cui
dispone. Per quanto attiene al
discorso economico dico che se
dieci anni Ia la maIia internazio-
nale era gia potente da un punto
di vista Iinanziario adesso si puo
dire, senza ombra di smentite,
che centinaia di miliardi di dol-
lari vengono riciclati dalla cri-
minalita e circolano in tutte le
piu importanti associazioni ban-
carie internazionali. Ragion per
cui le capacita e le possibilita di
condizionamento esercitate negli
ambienti della criminalita inter-
nazionale sono state moltipli-
cate per cento negli ultimi 15
anni. Negli anni della globaliz-
zazione c'e stato un pazzesco
incremento delle possibilita del
crimine organizzato internazio-
nale di esercitare il suo potere
politico in tutto il mondo.
Come vissuto il rapporto
mafia e politica in Russia?
In questi dieci anni eltziniani non
c'e stata soltanto un'interazione
tra politica e maIia ma possiamo
dire che la politica ha coinciso
con la maIia: una nuova crimina-
lita organizzata si e impadronita
del potere politico e gestisce e ha
gestito la Russia con criteri squi-
sitamente maIiosi senza neanche
preoccuparsi del problema del-
l'interazione. Il potere e stato pri-
vatizzato dalla maIia.
Giornalista de La Stampa
Attilio Bolzoni`
D
opo le stragi del 1992,
quando Riina e Bagarella
hanno portato in un
vicolo cieco Cosa Nostra sici-
liana con la strategia del terrore, e
cambiato tutto. Ia maIia nuova e
tornata a quella antica, si e insab-
biata, continua a Iare le estorsioni
ma non usa nemmeno gli esattori
del racket o le bottiglie incen-
diarie per avvertire il negoziante.
Usa un metodo piu silenzioso:
incolla i lucchetti con
l'attack, al mattino il
commerciante inIila la
chiave e capisce.
Quindi silenzio
totale. A Palermo
non c'e stato un
o m i c i d i o
dal l ' ot t obre/
novembre del
1997 e sono
passati quasi
tre anni e
mezzo. Non
a c c a d e v a
una cosa del
genere dallo
sbarco di
Ga r i b a l d i .
Una maIia
s i l e nz i os i s -
sima, quindi,
che ha come
obbiettivo quello di
ricucire i rapporti
con la politica e
soprattutto con l'econo-
mia e con l'imprenditoria.
Una maIia che per ora non
si occupa piu della droga, come
negli anni Ottanta quando c'erano
le raIIinerie a Palermo e i marsi-
gliesi aiutavano a trasIormare la
morIina base in eroina, adesso Ia
aIIari. Ha sempre bisogno di tro-
vare i suoi reIerenti politici che
non cerca piu solo da una parte
ma dappertutto, sia a destra che a
sinistra. Questa e una evoluzione
naturale. Prima aveva questo rap-
porto organico con alcuni settori
della Dc, nella campagna eletto-
rale del 1987 con i socialisti e
adesso che e mimetizzata si deve
mimetizzare anche nella ricerca
del rapporto con quella politica
che viene meno Iacilmente
individuata. Ia maIia e sempre
stata cosi. Anche nei processi
di Tribunale, nei processi di
Corte d'Assise se il presidente
era democristiano l'uomo d'onore
si cercava l'avvocato democri-
stiano, se il presidente era comu-
nista l'uomo d'onore cercava
l'avvocato comunista. Ia maIia
non ha mai avuto una ideologia
e stata sempre con il potere.
Cosa nostra siciliana e cosi Iorte,
potente e temibile perche ha
sempre un progetto politico, non
si occupa solo di droga, di
omicidi, di aIIari, di estorsioni
ed e questa la caratteristica
che la diIIerenzia da tutte altre
organizzazioni criminali del
mondo occidentale. Ma piu
che la politica credo comun-
que che il rapporto lo cerchi,
e quello che sappiamo su
Provenzano lo rende abba-
stanza evidente, con i soldi,
con l'economia, con l'impren-
ditoria. E come potenza eco-
nomica Cosa Nostra puo
condizionare la politica ma
solo Iino a un certo punto,
come qualsiasi grande lobby
mentre puo avvalersi di un
altro aspetto che e quello della
violenza, dell'intimidazione,
del controllo psicologico nel
suo territorio. Un conto e Iare
aIIari a Roma, a Milano, a
New York con i soldi sporchi
che ha accumulato negli anni
passati e che continua ad accu-
mulare, un altro conto e Iare
aIIari in Sicilia: nella seconda
ipotesi si sa a chi deve andare
un certo appalto. Anche le
ultimissime inchieste sul-
l'Anas, ultimate qualche setti-
mana Ia dai magistrati del pool
hanno dimostrato che tutte le
strade erano costruite da Cosa
Nostra. Io credo che l'econo-
mia sia la strada per entrare
nella politica non c'e piu quel
rapporto diretto, tranne in
alcuni casi. Ci sono alcuni
politici che mantengono i loro
rapporti con l'onorata societa,
ma non e piu come prima. Se
la maIia continui a votare non
saprei dirlo. Penso comunque
che non sposti piu quelle
decine o centinaia di migliaia
di voti di qualche anno Ia,
penso che siano molti di meno
ma probabilmente si tratta di
quelli giusti. Ia cultura media
antimaIia in Sicilia e miglio-
rata. Il problema e che i par-
titi mettono in lista, e non solo
alle politiche ma anche alle
comunali e alle provinciali,
personaggi veramente impre-
sentabili. E in certe zone basta
un bel personaggio impresen-
tabile per raccattare un bel po'
di voti.
Giornalista de
La Repubblica
Giuseppe Lumia`
C
redo che ci sia stata
in questi ultimi anni
una progressiva trasIor-
mazione. Da una politica piu
organica alla maIia, ed una
maIia che sapeva gestire la
politica, si e passati ad una
Iase in cui la maIia sIrutta la
politica, ma non la controlla
piu. Sono stati recisi legami
importanti, sono state scon-
Iitte le politiche di chi pensava
di poter Iare patti con la maIia.
Ora esiste una classe politica
piu attenta, grazie soprattutto
ad una societa piu attenta, a
combattere le maIie. Sicura-
mente la lotta alla maIia pro-
duce anche consenso politico,
mentre prima Iorse era quasi
controproducente. Questo non
vuol dire che non esistono piu
legami, e solo che vanno cer-
cati molto piu di prima nelle
zone grigie: Ira chi dovrebbe
attuare politiche di trasparenza
e di legalita e non lo Ia; tra
chi sa che un impresa e legata
alla maIia ma non ha la Iorza
per impedirgli di partecipare
ad un appalto. Insomma esi-
stono ancora politici diretta-
mente aIIiliati a Cosa Nostra,
ma sono sicuramente di piu
quelli che non si Ianno pro-
blemi a Iare aIIari con la
maIia.
4b Aprile-Maggio 2bb1
Mafia
&
Come si sta evolvendo il rapporto Mafia e politica?
La Mafia continua a votare?
La potenza economica del crimine organizzato pu condizionare la politica?
Pagher con assegno
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tati, oltre che ai fini dell'esecuzione del
presente ordine, anche per eventuale
invio di materiale informativo, con la
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zione e opposizione al trattamento dei
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13 della legge 675/96.
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Via e
n.........................................................
Citta..............................................................
CAP...........................Prov.
.........................
Tel.
..............................................................
Firma............................................................
Sicuramente la maIia continua
a votare, anche se non controlla
piu importanti pacchetti di voti.
Si tratta di condizionamenti piu
sottili, meno espliciti. Anche se
esistono ancora casi di esponenti
maIiosi locali apertamente schie-
rati con un candidato. O, come
succede a Belmonte Mezzagno,
in provincia di Palermo, di una
Iorza di intimidazione capace di
impedire che vengano presentate
liste per le elezioni comunali. E'
un passaggio Iorse piu pericoloso
per la democrazia di quando la
maIia Iaceva le stragi. InIatti ora
si corre il rischio che la societa
non avverta alcuni atteggiamenti
e comportamenti come perico-
losi, li viva al massimo come
Ienomeni di malcostume e cor-
ruzione. Mentre invece sono
segnali che l'economia e la poli-
tica non sono capaci di scelte di
rottura con la maIia.
Cosa Nostra, come potenza eco-
nomica, puo condizionare la poli-
tica ed e esattamente questo il
punto dolente. Cosa Nostra si
sta caratterizzando sempre di piu
come una maIia imprenditrice,
che porta i suoi interessi in tutti
i campi dell'economia. Inqui-
nando quella sana e compro-
mettendo le possibilita di vero
sviluppo del sud. Per questo
cerca di condizionare la politica,
per Iavorire le proprie imprese,
per Iare spazio alle proprie ini-
ziative speculative. Ma chi vuole
Iare la lotta anche alla maIia
imprenditrice ha gli strumenti,
non ha scusanti. Esistono leggi
importanti che permettono di
seguire le orme del denaro sporco
e di escludere le imprese in odore
di maIia dagli appalti pubblici.
Penso anche alle norme anti
riciclaggio, che sono divenute
sempre piu chiare e precise,
togliendo qualsiasi alibi agli
sportelli bancari sul territorio.
Penso ai poteri dei preIetti, che
possono essere sempre piu sIrut-
tati e migliorati. Penso soprat-
tutto alla legge sul riutilizzo
sociale dei beni conIiscati, un'im-
portante cartina di tornasole
dell'impegno antimaIia delle
amministrazioni locali. Se su un
territorio esiste un bene seque-
strato ed un`amministrazione
locale lo lascia nell'abbandono,
non lo Ia diventare un bene in
uso alla comunita, lancia un pes-
simo segnale. Un segnale che
se non e di connivenza, e come
minimo di mancanza di voglia di
combattere la maIia sul terreno
che le e piu caro: i soldi.
Presidente della Commis-
sione Parlamentare Antimafia
Roberto Pennisi`
I
a maIia ha bisogno dello
Stato e viceversa. Il col-
legamento tra le due e
semplicissimo poiche la politica
determina le scelte di carattere
generale dello Stato. Ia politica
in se e una cosa estremamente
seria anche perche dalle scelte
politiche derivano le leggi che noi
magistrati applichiamo, quindi
non vorrei mai e poi mai pensare
che applichiamo delle leggi che
sono il Irutto degli accordi tra la
maIia e la politica. Nella misura
in cui quest'ultima ne ha biso-
gno mantiene e stringe rapporti
con la criminalita organizzata. Se
poi questa certa parte della poli-
tica, in un determinato momento
storico, riesce ad avere il
sopravvento sull'altra, allora ne
derivano decisioni, cioe leggi
che, di Iatto, poi si trasIormano
in un grande vantaggio per la
maIia. Questa non e un'entita
irreale e immateriale, e crimina-
lita organizzata ed e composta
da persone che votano. Ma non e
tanto questo il problema poiche,
se dovessimo Iar riIerimento solo
al numero dei voti dei maIiosi,
sarebbe ben poca cosa. In realta
il problema e rappresentato dal
Iatto che questi pochi uomini,
41 Aprile-Maggio 2bb1
Politica
in determinati momenti, spesso
anche durante le elezioni, rie-
scono a condizionare altri uomini
determinando le loro scelte elet-
torali. Se la criminalita orga-
nizzata riesce ad inIluire sulle
persone nelle loro decisioni piu
importanti, quelle che attengono
alla loro vita, al loro modo di
essere, di operare, di presentarsi
nella societa, e chiaro che riesce
anche a determinare e imporre
la sua volonta proprio quando si
tratta di Iare scelte elettorali.
Ia potenza economica della
maIia e Irutto del rapporto maIia-
politica, conseguentemente e un
condizionamento che e all'in-
terno dello stesso rapporto: la
criminalita organizzata esiste e
ha Iinalita esclusivamente econo-
miche, si organizza per operare
in maniera criminale, sIruttando
la potenza che deriva dall'essere
criminalita maIiosa, per conse-
guire interessi e vantaggi, i quali,
visto il rapporto intimo che si
crea tra la maIia e una parte
della politica, e chiaro che diven-
tano comuni a entrambe le parti.
Quindi la capacita della crimi-
nalita organizzata di Iare denaro
inIluenza quella parte della poli-
tica che e ad essa collegata.
Sostituto Procuratore della
Repubblica di Reggio Calabria
Antonio Di Pietro`
I
a parte di storia di Mani
Pulite, contemporanea al
periodo in cui Ealcone e
Borsellino grazie alle loro inda-
gini arrivavano in cima alla pira-
mide e Iacevano riIerimento ai
conti di grandi maIiosi e al rici-
claggio del denaro sporco (della
quale parlo nel mio libro "Memo-
rie") e sempre rimasta un po' nel-
l'ombra, evidentemente perche
non c'e mai stato un interesse da
parte dei mass-media a riIlet-
tere su tale questione. Agli inizi
del '92, ma precedentemente,
a Palermo si stavano comin-
ciando a trovare i collegamenti
Ira il sistema politico-Iinan-
ziario italiano con il sistema
criminale, in particolare in
alcune zone d'Italia. Se cioe il
sistema criminale poteva essere
strumento o in qualche modo
collegato al sistema politico-
Iinanziario. Da questo ho avuto
modo di prendere atto - e chiun-
que ragiona sugli eventi di quel
tempo puo Iarlo - del Iatto che, da
un lato, in determinate zone del
nostro Paese c'e stata una crimi-
nalita violenta e diIIusa, di con-
trollo del territorio e, in alcuni
casi, di sostituzione alle istitu-
zioni da parte di soggetti non
istituzionali. E mi riIerisco in par-
ticolare alla situazione siciliana,
ma anche a quella campana,
pugliese e calabrese. D'altro lato
Ealcone, Borsellino e tutti gli
inquirenti hanno cercato di risa-
lire la china partendo dai killer
per capire perche accadeva tutto
questo. Non poteva essere sol-
tanto la manovalanza, i killer, a
tirare le Iila di tutto! E i due giu-
dici si sono spinti troppo avanti
Iino a pagare con la vita il loro
ardire. E perche lo Stato non riu-
sciva a controllare tutto il terri-
torio? Probabilmente perche chi
doveva controllarlo poteva essere
soggetto, a sua volta, a ricatti, a
minacce o, addirittura, non essere
eletto con i voti, ma con la con-
discendenza di chi doveva essere
maggiormente controllato. Ho
sempre cercato, dopo aver capito
qual era il meccanismo perverso
nei rapporti tra impresa e politica,
di capire come esse venissero
condizionate e potessero a loro
volta condizionare il territorio
nell'individuazione dei rappre-
sentati del popolo nelle istitu-
zioni. E ho cominciato
a lavorare per compren-
dere il motivo per cui
tutti gli imprenditori del
nord, in particolare lom-
bardi, riIerissero di reati
al nord, ma non dices-
sero nulla in riIerimento
al sud: mi sono quindi
impegnato in un'attivita
di veriIica e di acqui-
sizione di dati per sco-
prire cosa succedeva con
la questione degli appalti
al sud e questo mi ha por-
tato al sequestro di centi-
naia di contratti d'appalto
siciliani, campani e cala-
bresi. In questo ambito
ho potuto accertare al
sud, a diIIerenza del nord, la pre-
senza di un terzo soggetto, il
cosiddetto Iaccendiere o impren-
ditore di riIerimento, cioe colui
che interveniva nelle associa-
zioni di imprese, partecipando
all'attivita con quote minoritarie
o di subappalto, ma riceveva in
cambio un super utile che doveva
garantire anche la pax maIiosa:
che il controllo del territorio si
svolgesse normalmente, che si
assumesse il personale che
si doveva assumere, che
si prendessero gli
appalti e i subap-
palti in determi-
nati territori
piuttosto
che in
a l t r i .
Ba s t a
rileggere
i verbali di
Siino per ren-
dersi conto di
cosa sto parlando,
i verbali di Vitera e, da
ultimo, anche di Eilippo
Salomone. Quando nel libro
ho parlato di "montagna" ho cer-
cato di sapere chi si trovava al
vertice del governo istituzionale
della realta locale e in che modo
vi era arrivato. Se cioe vi era stato
posto attraverso voti spontanei
o per mezzo di voti prestabiliti.
Prevalendo la seconda ipotesi chi
si trovava al vertice non poteva
combattere come avrebbe dovuto
contro la criminalita e contro il
controllo di quella pax maIiosa
perche si trovava bloccato da
entrambi i lati della montagna.
Da una parte poiche non aveva
piu chi lo avrebbe Iinanziato
e dall'altra poiche ci sarebbe
stata una ritorsione contro di
lui. Ho indagato scoprendo una
serie inIinita di Iatti speciIici. Il
teorema, inteso come vertice di
questa montagna, si e bloccato
poiche chi stava indagando dal
punto di vista criminale e stato
ammazzato, mentre chi stava
indagando dal punto di vista poli-
tico-Iinanziario (sono i due lati
della suddetta montagna) e stato
bloccato nell'indagine e colpito
nell'onore, per cui si e dovuto
dimettere per diIendersi. Poi si
e dimostrato che molti di questi
Iatti sono stati posti in essere
proprio da magistrati che veni-
vano dalla terra su cui investi-
gavo.
Quando,
nel 1992, il pentito Maurizio
Avola dichiaro che Cosa Nostra
aveva intenzione di compiere un
attentato nei miei conIronti, lo
interpretai come un mero atto di
ritorsione. Ma oggi ho un'idea
completamente diversa. Allora
non potevo capire quali erano
gli interessi che stavo toccando.
I'ho compreso negli anni suc-
cessivi quando c'e stata la costru-
zione dei Ialsi dossier contro
di me e vedendo, soprattutto,
chi si e attivato in tal senso. In
seguito mi sono reso conto che
chi intratteneva rapporti diretti
con la maIia siciliana e chi aveva
messo le bombe poteva avere
tutto l'interesse ad eliminarmi
ma, grazie a Dio, e stata scelta
la strada della delegittimazione.
Sarei potuto essere ucciso poiche
ormai ero arrivato, attraverso una
ventina di imprese mila-
nesi che ho denunciato, a
capire che al sud c'erano
diversi Iaccendieri di riIe-
rimento i quali sapevano
che, attraverso le indagini,
stavo arrivando proprio a
loro. Ma quando l'ho sco-
perto era ormai troppo
tardi.
Nel rapporto tra maIia e
politica c'e un'evoluzione
in peggio, nel senso che
l'attivita maIiosa non e piu
meramente criminale, da
lupara, ma si sta ingegne-
rizzando proprio nel senso
tecnico del termine, entra
cioe nelle istituzioni e nel
mercato: non c'e piu quella
tensione morale verso la que-
stione della legalita e quindi il
cittadino si sta arrendendo sotto
questo aspetto e non c'e piu
bisogno di usare la lupara per
controllare il territorio. Stanno
ritornando i politici di un tempo,
o i loro Iigliocci, con metodi
identici a quelli precedenti nella
sostanza, con la diIIerenza che,
tenuto conto delle prove che
noi possiamo usare
contro di loro,
s t a n n o
attenti a
n o n
com-
mettere
errori. Io
credo che ci sia
stata l'evoluzione del
rapporto maIia-politica nel
senso che il maIioso prima aveva
la coppola e la lupara, adesso
ha il computer, Internet e con-
tatti diretti con Piazza AIIari. E
credo anche che la maIia con-
tinui a votare e,
Iorse, ancora piu
di prima. C'e un
calo di attenzione
da parte del cit-
tadino elettore e
quindi ci sara una
Iorte astensione
alle prossime ele-
zioni. Non sara
certamente il
maIioso o coloro
che voteranno sog-
giogati dalla crimi-
nalita organizzata
ad astenersi dalle
votazioni. Sara
davvero un Iatto
grave poiche valgono le percen-
tuali e, meno voto spontaneo ci
sara piu probabilmente saranno
elette persone che avranno con-
seguito le elezioni grazie ai pac-
chetti di voti, persone che poi
dovranno rispondere assecon-
dando i portatori di queste tes-
sere.
Inoltre, i politici sono condizio-
nati dal Iatto che, per poter essere
eletti, occorrono tanti soldi e voti.
Ia maIia oggi e un mondo soIi-
sticato di riciclaggio, trattazione,
aIIari, acquisti sul mercato e con-
trollo di azioni, compravendite,
c'e tutta un'attivita che puo esser
svolta proprio perche la maIia ha
a disposizione un mare di soldi
liquidi con i quali puo Iar con-
Iluire voti su candidati ad essa
graditi. In questo modo quindi
la maIia condiziona la politica.
Peraltro, come ho gia detto, il
criminale e diventato un colletto
bianco e, quindi, dal punto di
vista penale non c'e niente da
Iare. E il vantaggio e enorme,
ma e di pochi. E` l'essenza della
democrazia che va a Iarsi Irig-
gere.
Nel nostro programma politico
abbiamo previsto due interventi
volti a contrastare la criminalita
organizzata: uno sul tema della
sicurezza e l'altro sulla questione
legalita. Su quest'ultima rite-
niamo che debba essere riIor-
mulato per intero il Codice di
Procedura Penale poiche quello
attuale e troppo pseudogaran-
tista nel senso che garantisce
molto gli impuniti e molto
poco gli imputati inno-
centi e, soprattutto, non
garantisce per niente le
vittime e non tran-
quillizza per niente
la societa. Riteniamo
che basteranno due
gradi di giudizio
poiche deve diven-
tare un trattamento
accusatorio e va
riIormulato il
sistema di valu-
tazione delle
prove, deve essere
trasIormato il
metodo ordinario
in rito abbreviato
e il sistema delle
intercettazioni e dei
provvedimenti cau-
telari devono avere
parametri di valuta-
zione piu Ilessibili. Si
tratta di tutta una serie
di interventi. Riteniamo
anche, dal punto di vista
della sicurezza, che si debba
arrivare ad una organizzazione
coordinata delle Iorze di polizia
e ad un loro utilizzo esclusivo
per Iini di prevenzione e repres-
sione.
Per sconIiggere Cosa Nostra ser-
virebbe innanzitutto un ricambio
generazionale dell'intera classe
dirigente, ma sembra purtroppo
che stiano tornando i vecchi poli-
tici, con l'irridenza di un tempo
e, se non arrivano loro, arrivano
i loro Iigli.
* Senatore
Enza
Rando`
R
itengo che
in questa
Iase si stia
c o n s o l i d a n d o
ancora piu Iorte-
mente il legame
tra maIia e politica
che e sempre piu
diretto. Sembra
che la criminalita
organizzata, per
quanto riguarda i
rapporti con la
Palermo:
Hotel Palme
{ricostruzione grahca}
La Mafia non ha mai
avuto un'ideologia.
E' stata sempre con
il potere
(A. Bolzoni)
42 Aprile-Maggio 2bb1
Mafia
&
Come si sta evolvendo il rapporto Mafia e politica?
La Mafia continua a votare?
La potenza economica del crimine organizzato pu condizionare la politica?
pubblica amministrazione e con
la politica stessa, deleghi que-
st'ultima a curarne gli interessi.
Si potrebbe quasi parlare di una
sorta di sudditanza della poli-
tica nei conIronti delle maIie
vecchie e nuove anche rispetto
al consenso elettorale. E credo
proprio che la maIia continui a
votare e che anzi lo Iaccia in
maniera organizzata per proteg-
gere i propri interessi. C'e stata,
molto probabilmente, una Iase
in cui gli aIIari con la pubblica
amministrazione erano un po'
piu residuali rispetto a prima,
ma adesso la pubblica ammini-
strazione garantisce e la garan-
zia serve a controllare il
territorio. Quindi e come se ci
Iosse un maggiore controllo
anche votando e aIIrettandosi nel
votare. Ho avuto una breve espe-
rienza di voto in questa nostra
realta e devo dire che coloro che
avevano avuto problemi con la
giustizia e con il 416 bis o altro
si sono organizzati per votare,
conducendo le campagne elet-
torali in maniera quasi sIron-
tata. Cosa Nostra si preoccupa di
votare quel soggetto che e mag-
giormente in grado di garantirle
la Iorza economica di controllo
del territorio. Quindi c'e gia un
condizionamento della politica
poiche Cosa Nostra e un'entita
economica Iorte e condiziona i
territori controllando la mano
d'opera, gli appalti, nonche il
pensiero dei cittadini. Alle volte
inIatti si ripropone un Iatto che
mi sembrava Iosse gia superato,
cioe "la maIia da lavoro": c'e
stata una Iase in cui la maIia
non dava lavoro, ma violenza e
morte. Ora invece, questo con-
trollo di Iorza e di potenza eco-
nomica - il rischio e che, anche
se i patrimoni maIiosi vengono
conIiscati, poi vengono restituiti
- che condiziona l'economia,
sembra quasi un modello positivo
nelle citta. InIatti la potenza eco-
nomica della criminalita organiz-
zata e quella che poi condiziona
la politica e costituisce un grave
pericolo.
Sindaco di Aiscemi
presidente Ass. Avviso Pubblico
Giuseppe
Cipriani`
S
i c u r a me n t e
esiste un rap-
porto tra la
politica e la maIia
poiche quest'ultima
non sarebbe tale
senza i collegamenti
con il potere che e
connaturato con la
maIia stessa. Ed e
proprio questa capa-
cita di collegarsi al
potere e alla classe
dirigente che diIIe-
renzia Cosa Nostra
dalle altre
organizzazioni cri-
minali. Oggi sicura-
mente tale rapporto
e piu complesso, ma
meno ostentato, e
Iorse e proprio questo a renderlo
ancora piu subdolo. E ritengo
peraltro che la maIia continui a
votare, cercando di ottenere dei
risultati rispetto ai quali di volta
in volta addotta strategie diverse
che possono essere quelle della
collusione. Quando non riesce a
trattare direttamente con la poli-
tica cerca di raggiungere i suoi
obiettivi con altri mezzi, con l'in-
timidazione e la violenza. Cosa
Nostra puo condizionare Iorte-
mente la politica anche per la sua
potenza economica che e ancora
molto presente e inIluenza tanti
settori dell'economia e, anche se
quest'ultima certamente non sara
tutta in mano ai maIiosi, a volte
la discriminante tra attivita lecite
e illecite riesce a sIuggire, ad
essere labile. In vista delle pros-
sime elezioni penso che a livello
nazionale la maIia cerchera sicu-
ramente di Iare la sua parte, spe-
riamo non in maniera eccessiva
e bisognerebbe capire chi, tra i
vari schieramenti, oIIre la pos-
sibilita di raggiungere un obiet-
tivo gradito alla maIia. Credo
che la criminalita organizzata
non sia ideologicamente orien-
tata, ma che cerchi piuttosto la
convenienza. Ci sono movimenti
che storicamente si sono contrap-
posti, si sono battuti contro di
essa e hanno pagato per questo,
pero non dobbiamo pensare ad
una maIia ideologizzata o ecces-
sivamente legata a qualcuno:
Cosa Nostra, di Ironte alla conve-
nienza, modiIica i codici d'onore,
modiIica i comportamenti.
Sindaco di Corleone
Tano Grasso`
I
a maIia per sua natura non
puo non avere rapporti con
il potere poiche e essa
stessa il potere e quindi ha neces-
sariamente relazioni con esso,
soprattutto oggi, che e tornata
alle sue Iorme tradizionali di
attivita criminale intrecciata ad
interessi economici. Ed e anche
per questo che la maIia, che ha
sempre votato, inevitabilmente
continuera a Iarlo. Ci sono stati
momenti in cui il rapporto tra
la criminalita organizzata e la
politica e stato piu marcato, ma
oggi, data la maggiore coscienza
del Paese, non puo piu esserlo.
Se un tempo non ripugnava un
uomo politico il Iatto di Ire-
quentare maIiosi, poiche cio non
costituiva elemento di ripudio
nella coscienza pubblica, per Ior-
tuna oggi non e piu cosi. Ie
Iorme si sono modiIicate proprio
perche e cresciuta la coscienza
dei cittadini rispetto alla perico-
losita del Ienomeno e alle sue
insidie e quindi il rapporto non
puo che trasIormarsi e ancor
piu sommergersi e nascondersi.
Debbo dire che Cosa Nostra mi
preoccupa principalmente dal
punto di vista della potenza
economica: io mi occupo in
primo luogo di estorsioni
e di condizionamenti cri-
minali dell'economia e
constato come il livello
dei condizionamenti
maIiosi su quest'ul-
tima sia Iorte e insi-
dioso: e questa la
diIIerenza del rap-
porto maIia-poli-
tica, non si tratta
piu soltanto della
richiesta del pizzo
agli imprenditori
(in alcune aree,
prime Ira tutte
Palermo e Napoli,
la richiesta del pizzo
oscilla tra l'80 e il
90 anche se, ovvia-
mente, non e dap-
pertutto cosi, inIatti i
Ienomeni di condiziona-
mento sono a macchia di
leopardo), ma del condizio-
namento degli stessi impren-
ditori per Iavorire le imprese
maIiose. Se per esempio un
imprenditore deve acquistare la
merce, la maIia gli dice di andare
a riIornirsi presso quella
determinata impresa. Ia crimina-
lita organizzata apparentemente
oggi, e meno vessatoria: una cosa
e che chieda ad un imprenditore
di darle un milione di lire al mese
per il pagamento del pizzo, un'al-
tra che gli chieda duecentomila
lire, imponendogli pero di riIor-
nirsi presso una certa azienda.
E l'imprenditore, che in ogni
caso deve sostenere dei costi,
scegliera almeno di stabilire un
livello di convivenza paciIica con
le cosche. Questa diventa
un' ul t er i or e,
m o s t r u o s a
distorsione del
mercato: una
cosa e Iare i
conti con la
maIia, altra
cosa e raI-
Iorzare l'im-
presa maIiosa
che Ia saltare le
cosiddette pari
opportunita di
mercato e la
libera concor-
renza. In tal
modo inIatti,
viene raIIorzata
un'impresa che
ha alle spalle la maIia ed e quindi
un'azienda con la quale non si
puo concorrere.
Ci sono alcuni imprenditori che
lamentano il Iatto che i Iinan-
ziamenti che dovrebbero arrivare
dalla Commissione da me presie-
duta siano in ritardo, oppure ven-
gano dati con il contagocce, ma i
dati parlano chiaro: noi abbiamo
erogato in quindici mesi oltre
30 miliardi di lire a piu
di 200 imprenditori.
Ia legge
a nt i r a c ke t
esiste dal
'92 e
q u e l l a
sul l ' usur a
dal '96, insieme,
Iino al dicembre del
'99 avevano erogato com-
plessivamente 20 miliardi! E
a questo punto debbo dire inol-
tre che eroghiamo con una rapi-
dita straordinaria e quando essa
viene a mancare signiIica che
non sono immediatamente chiari
la ragione estorsiva, il momento
estorsivo o la vicenda usuraia.
Per Iare un esempio, dopo soli
quindici giorni da un attentato
abbiamo Iatto
dare i soldi al
proprietario del
n e g o z i o
distrutto, nono-
stante un'istrut-
toria da Iare.
Quando ci sono
ritardi posso
garantire che
nell'80 dei
casi, essi sono
riconducibili al
Iatto che c'e
bisogno di un
appr oI ondi -
mento. InIatti
cio che dicono
la preIettura, le
Iorze dell'ordine e l'autorita giu-
diziaria, che sono le nostre porte,
non riconduce immediatamente
quel Iatto alla motivazione estor-
siva e usuraia. Non basta aver
subito il danno per avere diritto
al risarcimento, ci vuole un
movente estorsivo
quando si
tratta di
estorsione o la
vicenda deve comunque essere
legata ad un Iatto estorsivo, e
quando si tratta di usura ci vuole
un procedimento penale.
*Commissario Governativo
Coordinamento Nazionale Anti-
racket
Marco Travaglio`
R
itengo che coloro che
hanno sostituito Salvo
Iima, i Salvo ecc. siano
Iigure meno prudenti per cui oggi
i politici maIiosi o amici della
maIia li riconoscono tutti e non
Ianno nulla per camuIIarsi. Basta
vedere di quali personaggi parla-
vano i principali collaboratori di
Provenzano che sono stati arre-
stati due mesi Ia tra Terrasini
e Caltanissetta: autorevoli espo-
nenti del Polo che comparivano
Palermo:
Teatro Massimo
{ricostruzione grahca}
Il famoso papello
stato regolarmente
attuatoda quella
maggioranza trasver-
sale di centro-sinistra
e centro-destra
(M. 1ravaglio)
43 Aprile-Maggio 2bb1
Politica
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segue a pag.45
Segue da pag. 39
era stata aperta una. Chissa come, e in base a quale criteri a Reggio Cala-
bria vengono concesse le relative licenze. Avevamo chiesto al Sindaco di
provvedere a chiudere tali esercizi durante l`orario di scuola e disporre
quindi diverse modalita degli orari di apertura. Ia domanda e rimasta ine-
vasa! Oggi a distanza di un anno dobbiamo rilevare, inIatti, che alcune
sale sono ancora aperte nonostante tutto proprio nelle immediate vici-
nanze dei plessi scolastici con conseguente Ienomeno di evasione da parte
degli studenti. Riceviamo segnalazioni di genitori ed insegnanti. Riman-
diamo il problema agli organi competenti. Che dire ?...Viva l`etica
della responsabilita; a noi sembra pero che qualche amministratore del
Comune di Reggio Calabria ne sia un po`carente. I`Osservatorio intanto,
ha denunciato la situazione con lettera al Questore certo che le Iorze del-
l`ordine Iacciano la propria parte come gia avvenuto in passato. Eorse
siamo solo dei visionari, in Iondo c`e chi dice che in questa citta va tutto
bene e guai a chi aIIerma il contrario! Ia delinquenza, la mafa, non esi-
stono...
Eissazione di qualche pazzo isolato. Reggio Calabria, a parte le buche
di strade e marciapiedi, e cambiata: la villa comunale e i suoi cancelli
nuovi e la via marina dopo poco piu di ventenni in soli pochi mesi, ha una
nuova immagine. Peccato che qua e la si avverte puzza di bruciato: qual-
che autovettura, qualche esercizio commerciale, qualche immobile (come
a Gioia Tauro o altro); piccole avvisaglie, solo quisquilie per qualcuno.
Un dubbio ci assale! Perche il Sindaco cammina scortato in questo para-
diso terrestre? "E le stelle stanno a guardare".
La Coordinatrice Regionale
Responsabile della Struttura
( Adriana Musella)
Ia Coordinatrice Nazionale
Adriana Musella
GIUDICE CANDITATO
3 aprile 2001
Palermo. Il deputato di Eorza Italia Gaspare Giudice imputato in un pro-
cesso (ancora aperto) con l`accusa di associazione mafosa e riciclaggio si
e candidato per le prossime elezioni.
A volerlo candidare nel collegio palermitano di Villagrazia e stato il leader
di Eorza Italia Silvio Berlusconi. Giudice a Villagrazia ha preso il posto
dell`avvocato penalista Nino Mormino.
I MANDANTI DELLA STRAGE CHINNICI
3 aprile 2001
Palermo. Ia procura di Caltanissetta per l`uccisione del giudice Rocco
Chinnici insieme ai 15 boss condannati all`ergastolo il 14 aprile scorso
avrebbe voluto portare alla sbarra i cugini Nino e Ignazio Salvo che sono
morti da tempo. Rimane cosi solo una condanna morale.
I giudici della seconda Corte d`Assise di Caltanissetta hanno depositato le
motivazioni della loro decisione: 800 pagine in cui il presidente Ottavio
SIerlaza e il giudice a latere Giovanbattista Tona, vanno oltre quel con-
testo che e rimasto sino a oggi, nelle sentenze, ampiamente indefnito e
genericamente indicato con l`espressione convergenza di interessi Ira
mafosi e colletti bianchi>>. I giudici hanno ricordato che i due potenti
esattori di Salemi avevano un ruolo di raccordo nel panorama politico
siciliano, quali esponenti di spicco di un importante centro di potere poli-
tico fnanziario, tra Cosa Nostra ed una certa classe politica>>. Il riIeri-
mento e diretto ad una parte della Democrazia Cristiana e la sentenza
spiega che le conIerme sono arrivate dalle dichiarazioni del dottore
Borsellino. Il giudice Chinnici aveva avuto un colloquio con Iima, solle-
citato dall`onorevole Silvio Coco, nel corso del quale Iima gli aveva Iatto
presente che l`iniziativa giudiziaria concernente il palazzo dei congressi
e l`arresto dell`imprenditore Costanzo e di Eresco, viene considerata una
Iorma di persecuzione per la DC >> .
Maria Ioi
RICHIESTO IL RINVIO A GIUDIZIO PER DELL`UTRI
3 aprile 2001
Palermo. Il sostituto procuratore della Dda di Palermo Antonio Ingroia
ha chiesto al Gup AlIredo Montalto il rinvio a giudizio del deputato di
Eorza Italia Marcello Dell`Utri, accusato di calunnia nei conIronti dei
collaboratori di giustizia Erancesco Di Carlo, Domenico Guglielmini e
Erancesco Onorato. Secondo la procura di Palermo i pentiti Cosimo
CirIeta e Giuseppe ChioIalo avrebbero dichiarato il Ialso per screditare i
collaboratori che accusano Dell`Utri attualmente sotto processo per con-
corso in associazione mafosa. Il Gup ha rinviato l`udienza preliminare al
19 aprile per le arringhe dei diIensori. Marcello Dell`Utri sostiene: In
merito alla richiesta di rinvio a giudizio Iormulata (2 Aprile 2001) nei
miei conIronti dai Pm di Palermo per il reato di calunnia ribadisco quanto
da me gia dichiarato in udienza circa l`assoluta inIondatezza delle tesi
accusatorie>>
Maria Ioi
PROCESSO OLIMPIA
4 aprile 2001
Reggio Calabria. Il 2 aprile scorso il presidente della Corte d`Assise
d`Appello Ianza Volpe e il giudice a latere Maria Grazia Arena, dopo tre-
dici giorni di camera di consiglio, ha emesso la sentenza a conclusione
del processo 'Olimpia 1: undici condanne all`ergastolo, 117 condanne
a pene detentive da 2 a 30 anni, 65 assoluzioni e annullamento della sen-
tenza di primo grado per 19 imputati. I`indagine, sIociata nell`operazione
'Olimpia, era stata coordinata da magistrati della Direzione distrettuale
antimafa di Reggio Calabria con il procuratore aggiunto Salvatore Boemi
nelle intercettazioni teleIoniche
per identiIicare certe aree di riIe-
rimento che purtroppo non sono
le uniche poiche, sicuramente, la
maIia ha coltivato e coltiva rap-
porti con chiunque stia al potere
e quindi anche con esponenti
del centrosinistra, come dimo-
strano le indagini sulle Coope-
rative Rosse che conducono a
correnti politiche tuttora molto
inIluenti nella politica e nell'in-
Iormazione. Ia maIia ha sempre
votato, soltanto un pazzo puo
pensare che non voti. Il suo voto
e una delle migliori armi di
pressione per ottenere Iavori e
per avere qualcosa in cambio
da oIIrirle. Credo che sia suI-
Iiciente vedere quante sono le
leggi approvate che, oggettiva-
mente, Iavoriscono Cosa Nostra
per rendersi conto di quanto essa
conti. Il Iamoso papello stilato da
Toto Riina nei primi anni '90 a bene-
Iicio dei suoi reIerenti politici
conteneva alcune
ri chi est e:
aIIi evol i -
mento del 41 bis,
chiusura delle carceri speciali
isolate di Pianosa e Asinara, ste-
rilizzazione dei pentiti e abo-
lizione dell'ergastolo. Tutto cio
e stato regolarmente attuato da
quella maggioranza trasversale
di centrosinistra e centrodestra
che ha votato tutte le leggi sulla
giustizia in questi anni o comun-
que ha garantito che passassero
convenevoli astensioni. In piu si
e addirittura attuata l'orrenda cir-
colare Bianco che revoca la vigi-
lanza Iissa dinanzi le case dei
magistrati antimaIia e riduce dra-
sticamente le scorte per i sostituti
procuratori, cosa che nemmeno
Riina nel suo realismo aveva
osato sperare, per cui mi auguro
che tutto cio sia il Irutto di condi-
zionamenti maIiosi, poiche vor-
rebbe dire almeno che chi ha
approvato queste leggi ci ha gua-
dagnato qualcosa. Se le avessero
approvate gratis ci sarebbe da
dire che sono anche dei cretini,
poiche comunque sono leggi tal-
mente inIami che chiunque le
legga si rende conto di quali sono
i risultati ai quali possono por-
tare.
Scrittore e giornalista de La
Repubblica
Michele Perriera`
I
l rapporto maIia e politica si
sta evolvendo, a mio parere,
su due livelli: uno si sta ade-
guando ai meccanismi interna-
zionali, per cui il ricatto ed i
ricatti segreti agiscono alle spalle
delle Iorme apparentemente piu
innocue della democrazia; l'al-
tro e quello classico, becero, che
pero e in ribasso ed e caratteri-
stica delle basse Iorze. Ia maIia
piu insidiosa, quella piu violenta,
agisce oggi in tutte le parti del
mondo e si somiglia in tutte le
parti del mondo. Quando dico
che a Palermo, in Sicilia, il Ieno-
meno si sta globalizzando voglio
dire che in realta il Ienomeno
e gia cominciato da un po' di
tempo: negli ultimi decenni la
criminalita organizzata si e
andata sempre piu evol-
vendo in termini di
globalizzazione.
Ed e questa la
maIia vera-
mente piu
peri co-
losa e
p i u
deci-
siva da
un punto
di vista
politico e cul-
turale anche se
continuano a sus-
sistere i soliti taglieg-
giatori, i ricattatori piu o
meno piccoli. E il crimine
organizzato continua a votare,
nel senso che continua a scegliere
quelle Iorze che garantiscono
possibilita di intervenire dentro
i gangli del potere scegliendo le
strade che sembrano essere le piu
adatte per un controllo dell'eco-
nomia. Come potenza economica
la maIia puo condizionare la poli-
tica in termini diretti e indiretti.
In termini diretti agendo sulle
grandi iniziative di carattere
politico e intervenendo in parti-
colare presso i singoli e i gruppi
che meglio sembrano disponibili
a trarre il loro potere da un man-
dato maIioso. In altre parole una
parte della politica si regge sui
sostegni segreti che questa poli-
tica ha da parte di Iorze che sono
in grado di ricattare in termini
piu o meno violenti.
Scrittore
Tony Baldi`
S
e dobbiamo prendere in
considerazione quelle che
sono le risultanze anche
dal punto di vista processuale
devo dire che in tema di rap-
porti tra maIia e politica la
musica non e mai cambiata.
Nel senso che e di oggi la
richiesta della Corte del Procu-
ratore generale della seconda
sezione di Cassazione di
assolvere dall'accusa di con-
corso esterno in associazione
maIiosa di Erancesco Musotto,
convalidando, contemporane-
amente, le accuse nei con-
Ironti del Iratello e dei tre
soggetti appartenenti ad asso-
ciazione maIiosa che invece
erano stati condannanti in
primo e secondo grado. Quindi
c'e una diversa valutazione
delle sezioni giudicanti della
magistratura di Ironte al rap-
porto maIia e politica. Da sot-
tolineare il Iatto che le accuse
sono state mosse da una serie
di collaboranti e non si capi-
sce perche le accuse rivolte dai
pentiti ad alcuni soggetti ven-
gono prese in considerazione
mentre se si tratta di un poli-
tico la situazione e diversa. A
me pare che siamo tornati un
po' ai vecchi canoni. In questo
contesto la maIia continua a
votare, tant'e che diciamo che
"l'impunita del politico" e un
segnale che indica che un
sistema di mediazione e rima-
sto. E, per Iinire, se e vero che
ci sono centinaia di migliaia
di miliardi che sono gestiti da
Cosa Nostra attraverso attivita
illecite si capisce che la maIia
puo condizionare in maniera
enorme, poiche i costi della
politica sono alti.
Giornalista di Liberazione
e Presidente dell'associa-
zione Bonsignore
Giovanni Russo
Spena`
I
o credo che l'intreccio, che
e tradizionale, paradossal-
mente sia oggi piu Iorte
di ieri, di qualche anno Ia.
Questo perche e Iinita l'epoca
della maIia stragista dei cor-
leonesi, della maIia concepita
come banda armata e la cri-
minalita organizzata, silenzio-
samente e inabissandosi, sta
ricostruendo i suoi Iorti legami
con l'amministrazione, con la
Iinanza e con la politica. Di
certo continua a votare, e credo
che questo sia ovvio. Anzi,
credo che lo Iara ancora di
piu, e lo Iara in conIormita dei
suoi interessi, per stabilire cioe
un vero e proprio sistema di
relazioni. Che e quello stesso
modello che abbiamo ritrovato
ad esempio nell'inchiesta del-
l'antimaIia - una delle ultime
e delle piu importanti inchie-
ste sul depistaggio, di cui sono
stato relatore - che non ha per-
messo di scoprire subito la
verita sul delitto di Peppino
Impastato. E' ovvio che questo
sistema di relazioni punti sulle
Iorze politiche che presumibil-
mente governeranno, inIatti la
maIia, come la Eiat, e per voca-
zione governativista. Credo
inoltre che Cosa Nostra con-
dizioni la politica, soprattutto
perche la politica, oggi, ha
una scarsissima autonomia cri-
tica. Il pensiero neoliberista
domina la politica nella stra-
grande maggioranza e poiche
la maIia e oggi un segmento
del processo di accumulazione
economico, l'intreccio tra eco-
nomia illegale ed economia
legale rischia di condizionare
per questa strada pesantemente
i Iuturi comportamenti e le
Iuture decisioni della politica.
* Senatore
44 Aprile-Maggio 2bb1
Mafia
&
Come si sta evolvendo il rapporto Mafia e politica?
La Mafia continua a votare?
La potenza economica del crimine organizzato pu condizionare la politica?
Riccardo Orioles`
I
'evoluzione del rapporto
maIia e politica la igno-
riamo perche, in realta, e
da quasi dieci anni che non
abbiamo notizie eIIettive sui
movimenti strategici della maIia,
per cui corriamo continuamente
il rischio di esagerare o, al con-
trario, di essere troppo moderati,
come a volte siamo stati in pas-
sato. Diciamo che non sappiamo
dove sono Iiniti i soldi di Sin-
dona, quindi esiste un soggetto
gigantesco che gira per l'Italia.
Tanti anni Ia, quando l'astro-
nomia non disponeva di stru-
menti potenti come quelli di oggi,
alcuni pianeti Iurono individuati
in base ai turbamenti che desta-
vano nelle orbite di altri pianeti e
io credo che bisognerebbe ragio-
nare in modo simile: dove sono
i soldi in Italia? Se noi aves-
simo da parte qualche milione
di dollari dove l'avremmo inve-
stito? Cosa ne Iaremmo? Che
potere politico ne avremmo rica-
vato? Per quanto riguarda il voto
della maIia, non credo che sia
piu questa la cosa importante.
Ia politica e stata disinnescata
dalla deculturizzazione per cui
non ha piu cosi importanza por-
tare la gente al voto. Ormai
esistono Iorze egemoni che vice-
versa sono riuscite a non portare
la gente al voto. Per cui i poteri
non sono piu li, sono altrove e
io credo che la maIia si muova
in questo altrove. Pensiamo alla
Russia: io credo che l'obiettivo
generale del potere maIioso sia
stato quello e non quello di avere
un partito della maIia che va
al governo, che nomina i suoi
ministri e sottosegretari anche
se questi ultimi non sono man-
cati. Di come Cosa nostra, come
potenza economica, possa con-
dizionare la politica non ne
abbiamo la piu pallida idea
perche in realta le indagini su
Cosa nostra sono Ierme da una
decina di anni. Su Cosa nostra
non e mai stato piu ricostruito
un Iilo simile a quello che aveva
Iatto Ealcone, che poteva
disporre di Buscetta e quindi
andiamo a indagini sulle pato-
logie maIiose e sulle Iisiologie
siamo invece obbligati a man-
tenerci alle ipotesi, a volte alle
Iantasie. Siamo in un pianeta di
mammiIeri e tra questi mammi-
Ieri si aggira ancora un Tiranno-
saurus rex che noi non riusciamo
sempre a vedere ma di cui
vediamo le vittime oppure le
orme; ma sappiamo che c'e
perche una volta persolo di vista
non siamo stati mai in condizioni
di dire: e Iinito, e morto>>.
I soldi della maIia, in questo
momento, sono investiti nella
banca di Ungheria oppure in
provincia di Bergamo? E' un
mistero, non lo sappiamo, ed
entrambe le ipotesi sono perIetta-
mente realistiche. Nessuna delle
due prevale sull'altra.
Possiamo dire che c'e stato un
cambiamento radicale della poli-
tica: la politica adesso conta
molto poco. Noi abbiamo adesso
un candidato a Presidente del
consiglio che dice: io sono il
candidato della ConIindustria.
E' come se noi, per esempio,
avessimo ora il candidato degli
industriali, quello dei camionisti,
quello dei ragazzi biondi... non
e piu cosi importante inIilarsi
nella politica. E' invece impor-
tante inIilarsi nell'impresa, non
solo nella vecchia ma nella new
economy. A questo punto io non
ho piu altro da dire, ma questo
dove succede? Succede in Italia,
succede con capitali nati in Italia
e trasIeriti in Russia, succede con
capitali nati in Russia e trasIe-
riti in Italia, non lo sappiamo! Ia
cosa pericolosissima ora e che
nel momento in cui tutto il potere
si e reso piu schietto - saltando
la mediazione politica - esiste
ancora questo grosso e perico-
losissimo oggetto costituito dai
capitali maIiosi che da dieci anni
sono praticamente senza con-
trollo. Puo darsi benissimo che
tu mi stai chiamando tramite un
teleIonino diIIuso da Cosa nostra
- naturalmente non mi pare pro-
babile ma non e impossibile - puo
darsi che i programmi televisivi
che stiamo ascoltando abbiano
al loro interno una quota aziona-
ria di quella origine, puo darsi
che la concessionaria della tua
automobile abbia nel suo consi-
glio di amministrazione un espo-
nente di Cosa nostra. In breve,
qualcuno gestisce i Iondi cre-
sciuti dentro Cosa Nostra. Nel
1810, per esempio, in Inghil-
terra, se ti trovavi davanti a una
qualunque banca poteva essere
che quella banca Iosse sorta con
capitali originati dal traIIico di
schiavi. E siccome questo traIIico
per un certo periodo non e stato
combattuto e diventato Iisiolo-
gico, ha avuto tutto l'agio di pro-
durre capitali legali, da un certo
momento in
poi e stato
inserito nel
sistema, non
era piu Iuori.
Puo darsi
quindi che
Berlusconi, in
q u e s t o
momento, sia
un esponente
politico sorto
grazie all'ac-
corto uso di
c a p i t a l i
maIiosi. Puo
darsi anche
che Rutelli in
q u e s t o
momento uti-
lizzi denari che
siano di origine
maIiosa. Voglio dire che
tutto ormai e abbastanza per-
vasivo ma ci sono comunque dei
paesi importanti, come la Russia
e altri paesi orientali, dove questa
logica ormai non solo e esistente
ma comunemente accettata. Da
questo punto di vista valgono
poco le vecchie categorie.
Giornalista
Nando dalla Chiesa`
I
l rapporto maIia e politica
cerca sempre di ritornare
naturalmente ai punti di par-
tenza. Gli interessi che gravi-
tano intorno al mondo maIioso -
non quelli direttamente maIiosi
- hanno consolidato delle ami-
cizie e cercano di ritrovare dei
reIerenti politici. Non che non
li abbiano, ma si ripropongono
continuamente puntando sul
declino di certe spinte sociali
quali l'eIIetto Tangentopoli, Mani
Pulite, Ealcone e Borsellino. Ma
nel Iare questo trovano degli
ostacoli piu Iorti di quanto loro
stessi immaginassero in termini
non tanto di aIIari, che possono
essere svolti da questa o quel-
l'altra organizzazione criminale,
quanto nella ricerca di legittima-
zione dentro le istituzioni. Ieggo
per esempio in modo positivo il
Iatto che Rudy Maira sia stato
escluso dalle candidature, che
abbia dovuto rinunciare e che
in piu persone si abbia avuto
immediatamente la memoria del
suo coinvolgimento: e stato un
tentativo di piazzarlo in extre-
mis. Pero, secondo me, questa
scelta non e riuscita e una volta
sarebbe riuscita in grande stile.
Trovo positivo anche che dal-
l'opinione pubblica Berlusconi
sia stato costretto ad escludere
l'on. Matacena. E' vero che non
ha escluso Previti e Dell'Utri
perche sono troppo legati alle
sue biograIie personali e quindi
giustamente Matacena dice:
Perche questa diIIerenza in
termini di valori? Anche Dell'Utri
e stato condannato e non solo in
primo grado>>. Ma Berlusconi
ha dovuto sca-
ricare, almeno
Iormalmente, Mata-
cena e Matacena sa che
il Parlamento non e suo. Io
questi li leggo come segnali di
una capacita dell'opinione pub-
blica nazionale, della sua parte
piu avvertita, di saper tenere l'oc-
chio vigile. Certo l'opinione pub-
blica non puo conoscere gli aIIari
sotterranei perche non li con-
trolla, non puo avere un'idea delle
ristrutturazioni militari, ma visto
che parliamo dei rapporti con
la politica mi sembra che al
punto in cui si e arrivati sia per
ora molto diIIicile tornare indie-
tro. Ia maIia intanto continua a
votare e continuera a cercare di
...perch come diceva
qualcuno l'imbecille
spesso pi pericoloso
del saggio
(D. Fo)
45 Aprile-Maggio 2bb1
Politica
ed i sostituti Roberto Pennisi, Erancesco Mollace e Giu-
seppe Verzera e condotta dal centro operativo della Dia.
Ie novita legislative che hanno consentito la scelta del
rito abbreviato con la riduzione di un terzo della pena
ha determinato la condanna a 30 anni di reclusione al
posto dell`ergastolo. Non ha superato il vaglio dei giu-
dici d`appello il teorema della pubblica accusa sull`esi-
stenza di 'Cosa Nuova, una sorta di cupola della cri-
minalita organizzata reggina della quale avrebbero Iatto
parte personaggi di un certo livello.
Mara Testasecca
DEPOSITATE LE ACCUSE CONTRO ANDRE-
OTTI
5 aprile 2001
Palermo. Il processo di Appello nei conIronti del sena-
tore Giulio Andreotti si aprira il 19 aprile prossimo a
Palermo. I Pm di Palermo Guido Io Eorte e Roberto
Scarpinato hanno integrato i motivi dell`accusa contro
l`ex presidente del Consiglio Giulio Andreotti con altre
138 pagine. I pubblici ministeri Ianno riIerimento in
particolare a due episodi: l`incontro Ira Andreotti e il
boss Benedetto Spera che sarebbe avvenuto a Catania
nel 1979 e, secondo le dichiarazioni di Marino Man-
noia, il regalo Iatto ad Andreotti da SteIano Bontate e
Giuseppe Calo. I pm parlano nel primo caso di insuI-
fcienza di motivazione>> e che il senatore abbia men-
tito anche quando ha negato di essere stato consa-
pevole dei legami mafosi della sua corrente in Sicilia.
Quanto poi al sospetto avanzato dal tribunale scri-
vono Io Eorte e Scarpinato sulla genuinita del ricordo
sopravvenuto a Marino Mannoia sul nome dell`autore
del quadro e la natura del dipinto, il tribunale Ionda tale
sospetto sulla circostanza che la stampa avrebbe divul-
gato i contenuti essenziali delle dichiarazioni rese da
Angela Sassu>>.
Monica CentoIante
GRASSO IN MERITO ALL`ARTICOLO DE
L'UAI1A'
6 aprile 2001
Palermo. Non e stata inviata alcuna citazione al pre-
sidente di EI Silvio Berlusconi nell`ambito del pro-
cesso a Marcello Dell`Utri>> dichiara il procuratore
di Palermo Pietro Grasso in merito all`articolo pubbli-
cato dal quotidiano lUnita. Non vi sono pertanto
i presupposti nemmeno per un`ipotesi di accompagna-
mento>> ha spiegato Grasso. Come e gia noto le
indagini sono state defnite con decreto di archivia-
zione>>. LUnita a sua volta ribadisce che nell`articolo
non c`e scritto che e stata inviata una citazione a
Silvio Berlusconi, nell`ambito del processo Dell`Utri.
Ma che la prossima tappa sara l`invio di una cita-
zione che i pm si augurano verra rispettata>>. LUnita
aggiunge che gia in due occasioni i pm hanno man-
dato a dire a Berlusconi, attraverso gli avvocati di Del-
l`Utri, che avevano bisogno di ascoltarlo, ma che la
risposta e stata negativa>> e inoltre i pm Ingroia e
Gozzi hanno Iatto richiesta che nel processo Dell`Utri
siano depositate le due inIormative Iacenti parte del
processo Berlusconi, svolte dagli investigatori della Dia
e dal consulente tecnico di Bankitalia dottor GiuIIrida. I
pm hanno anche chiesto di ascoltarlo in merito alle hol-
ding che compongono la Eininvest>>. Infne, viene
ripetuto piu volte nell`articolo che l`inchiesta Berlu-
sconi holding e stata archiviata perche scaduti i ter-
mini per le indagini>>.
Mara Testasecca
ASSOLTO IN CASSAZIONE L`ON. MUSOTTO
7 aprile 2001
Palermo. I`avvocato Erancesco Musotto era stato arre-
stato nel novembre del 1995 con l`accusa di concorso
esterno in associazione mafosa. A distanza di sei anni,
la Cassazione, dopo il Tribunale e la Corte d`Appello
gli ha dato ragione. I`arresto di Musotto era stato chie-
sto dai pm Guido Io Eorte, AlIonso Sabella e Anto-
nella Consiglio, che si erano basati sulle dichiarazioni
di alcuni collaboratori di giustizia tra cui Enzo Salva-
tore Brusca, Tullio Cannella, Giovanni Drago e Bal-
dassare Di Maggio. Quando ha saputo della decisione
della Cassazione Musotto ha dichiarato: Sono grato
al Presidente Berlusconi che mi ha dato fducia e a tutta
la gente che anche attraverso i consensi elettorali mi
ha espresso convinta solidarieta in questi anni per me
cosi diIfcili, ma che mi hanno anche riservato soddi-
sIazioni. Ho dovuto attendere cinque anni e mezzo e
mi ritengo Iortunato rispetto ai tantissimi altri che, per
vedere conIermata la propria innocenza, debbono atten-
dere anni>>.
Anna Petrozzi

FAVA DICE NO ALLA CANDIDATURA DI
MAIRA
7 aprile 2001
Palermo. I`On. Claudio Eava sulla candidatura di Rudy
Maira dichiara: Penso che quella di Maira sia una
candidatura irricevibile per l`Ulivo per due ragioni. Ia
prima: il centrosinistra non e un autobus, dal quale si
scende e si sale a piacimento. Ia seconda: Ira qualche
settimana l`onorevole Maira aIIrontera la Iase dibatti-
mentale del processo nel quale e imputato per concorso
esterno in associazione mafosa. Insomma e nella stessa
posizione di Marcello Dell`Utri, sul quale il nostro
giudizio e abbastanza noto. Non vedo perche la posi-
zione dell`Ulivo debba cambiare trattando il caso di
Rudy Maira. Ripeto, e una candidatura irricevibile>>.
IL NUOVO CAPO DELLA MAFIA
7 aprile 2001
Palermo. Sia Salvatore Io Piccolo che Matteo Mes-
sina Denaro potrebbero subentrare al vecchio boss Ber-
nardo Provenzano. Io Piccolo, 56 anni, e a capo del
mandamento di Resuttana San Iorenzo uno dei piu
importanti della Sicilia. Iatitante sanguinario ha preso
il posto dei Madonia e di Mariano Tullio Troia alla
guida del clan mafoso che un tempo e stato comandato
da Rosario Riccobono. Gli inquirenti ritengono che si
tratti di un personaggio dotato di un grande carisma
e di molti anni di 'militanza nelle fla della mafa.
Dall`altra parte abbiamo Matteo Messina Denaro, cre-
sciuto alla scuola di Riina e considerato il nuovo volto
di Cosa Nostra, moderna e spietata. Con le persone
che ho ammazzato, io potrei Iare un cimitero>>, ha
confdato ad un amico. Ricercato dal 1993, sul suo capo
pendono nove ordinanze di custodia cautelare e diverse
condanne tra cui quella all`ergastolo per le stragi del
`93. E` ricercato per associazione mafosa, omicidio,
porto di esplosivo, devastazione. Il capo della squadra
Mobile di Trapani, Giuseppe Iinares, che gli da la
caccia da otto anni, dichiara: Gia oggi, all`interno di
Cosa Nostra, lo temono tutti. Nessuno, a parte Proven-
zano, sta sopra di lui>>. Oggi Messina Denaro si pre-
para a lottare con il palermitano Salvatore Io Piccolo
per diventare il capo di Cosa Nostra. Nella lotta di
successione Matteo Messina Denaro e in prima fla. Il
ruolo avuto nelle stragi di mafa dell`estate `93 dimostra
che ha la caratura per imporsi>>, dichiara il procura-
tore antimafa Pier Iuigi Vigna. Giuseppe Iumia, pre-
sidente della Commissione antimafa, ribadisce: Se
paragoniamo Cosa Nostra a una societa per azioni,
si puo dire che Provenzano sta passando dal ruolo
di amministratore delegato a quello di presidente. Il
primo candidato a prendere il suo posto e Messina
Denaro. Ma bisogna vedere cosa Iara Io Piccolo>>.
Al terzo posto c`e Antonino GiuIIre, detto 'Manuzza,
capo incontrastato del mandamento di Caccamo Ci
sono poi Iuigi Putrone, da Porto Empedocle; Dome-
nico Raccuglia, 'reggente di AltoIonte e Giuseppe
Battaglia 'reggente del clan di Brancaccio-Ciaculli;
Andrea Mangiaracina di Mazara del Vallo, Giovanni
Bonomo a capo del mandamento di Partinico e Gio-
vanni Motisi, 'uomo d`onore del clan palermitano dei
Pagliarelli, Erancesco Di Eresco 'reggente del clan
di Villabate; Salvatore Sciarabba, del clan mafoso di
Misilmeri e Giuseppe Balsamo, capo della 'Iamiglia
mafosa di Monreale.
Tratto da LEspresso aprile 2001
Iorenzo Baldo
IL COLONNELLO RICCIO AL PROCESSO
GRANDE ORIENTE
7 aprile 2001
Palermo. Il colonnello dei carabinieri Michele Riccio,
attualmente sospeso dal servizio in quanto indagato
a Genova con l`accusa di aver utilizzato una partita
di droga sequestrata per fni non istituzionali, e stato
interrogato dai giudici di Palermo nel corso del pro-
cesso Grande Oriente.
I`uIfciale dei carabinieri ha ricostruito in aula le tappe
dell`indagine nata dalle confdenze del boss Iuigi
Ilardo che lo porto il 31 ottobre 1995 ad un passo
dalla cattura di Bernardo Provenzano. Riccio racconta
che venne avvisato due giorni prima da Ilardo. I`uIf-
ciale dei carabinieri chiamo il comando dei Ros per
avvertire che a Mezzojuso, in provincia di Palermo si
sarebbe svolto un summit mafoso a cui avrebbe preso
parte Provenzano. I vertici del Raggruppamo opera-
tivo gli Iecero notare che non avevano i mezzi e le
strumentazioni tecniche necessarie, per questo motivo
l`operazione venne rinviata. A Riccio venne ordinato
di organizzare un posto di osservazione in modo da
controllare tutte le auto e le persone che si recavano
nel casolare in cui si svolgeva l`incontro. Riccio nella
sua deposizione racconta Controllai tutte le auto che
si recavano in quella zona ed in quel casolare annotan-
done i numeri di targa. Ma dal Ros non arrivo mai l`or-
dine di Iare irruzione nella casa. Ia sera stessa incon-
trai Ilardo, presente al summit, che mi conIermo che
alla riunione aveva partecipato Provenzano. Di tutto
cio inIormai la sera stessa la procura di Palermo nella
persona del dottor Giuseppe Pignatone>>. Il colon-
nello ha poi precisato che fno a quando Ilardo non ha
deciso di collaborare non ne ha mai svelato i dati ana-
grafci. Ilardo ha detto Riccio - non aveva paura
di essere ucciso, ma di essere arrestato. Il 2 maggio
del `96 venne interrogato a Roma e mi colpi perche mi
apparve un fume che rompe ogni argine in un interro-
gatorio durato cinque ore. E mai con me era stato cosi
ricco di dettagli, era come se volesse liberarsi delle
cose che aveva dentro. Una settimana dopo Iu ucciso a
Catania>>.
Negli otto mesi di colloqui registrati da Riccio, Ilardo
ha Iornito importanti indizi per arrestare quattro mafosi
latitanti e la mappa di alcune 'Iamiglie e parlo anche
degli omicidi Ia Torre Mattarella e Insalaco e dell`at-
tentato dell`Addaura al giudice Ealcone. Delitti rac-
conta Riccio - di cui Ilardo ha riIerito che la mafa
c`entrava poco>> .
Secondo il colonnello dei carabinieri Bernardo Provenzano e un con-
fdente>>. Iatitante da 37 anni avrebbe buoni agganci e non e quello
che appare.Un colonnello di cui non si sa chi ci sarebbe dietro. E la
truppa che guida non e quella che si conosce >>.
Anna Petrozzi
BELUSCONI TESTIMONIERA` DOPO LE ELEZIONI
9 aprile 2001
Palermo. Il pm Antonio Ingroia, che gia nei mesi scorsi aveva chiesto
ai diIensori di Dell`Utri di concordare la data, sentira Silvio Berlusconi
dopo le elezioni politiche nella veste di imputato di reato connesso in
una indagine gia archiviata>>. A deciderlo e il Tribunale di Palermo che
sta processando Dell`Utri per concorso esterno in associazione mafosa. I
pm della suddetta procura Antonio Ingroia e Nico Gozzo, che rappresen-
tano l`accusa nel processo a carico di Dell`Utri, hanno chiesto inoltre di
sentire il deputato uscente di Eorza Italia Amedeo Matacena per l`inter-
vista rilasciata il 3 aprile scorso al Corriere della Sera. Hanno chiesto
anche l`interrogatorio del giornalista del Corriere della Sera Carlo Macri
per conIermare quanto riportato sul giornale e l`acquisizione della cas-
setta che contiene l`intervista rilasciata da Matacena al programma di
Santoro il Raggio Jerde. I pm vogliono sentire anche il consulente per
la Banca d`Italia Erancesco GiuIIrida e il Maresciallo della Einanza Giu-
seppe Ciuro.
Intanto la procura di Caltanissetta che ha chiesto l`archiviazione dell`in-
dagine su Berlusconi e Dell`Utri all`interno dell`inchiesta sui mandanti
occulti delle stragi del `92, dichiara che le indagini continuano. Il pro-
curatore Giordano sostiene che i mandanti esterni delle stragi Ealcone e
Borsellino sono da ricercare nell`intreccio mafa-politica. Nelle 36 pagine
frmate da Tinebra, Giordano e Ieopardi viene valutato positivamente il
ruolo di Giovanni Brusca che parla di stragi realizzate da Cosa Nostra
per indurre lo Stato alla trattativa>> mentre viene demolito il contributo
di Salvatore Cancemi, che parlo di un incontro tra Riina e persone
importanti>> da lui indicate in Berlusconi e Dell`Utri e del pentito Mau-
rizio Avola, le cui dichiarazioni dimostrano soltanto che Cosa Nostra
avrebbe guardato con interesse la nascita della nuova Iormazione, non
gia che erano stati stipulati patti con tale Iormazione>>. Tra i documenti
dell`accusa vi e anche un elenco di imprese inserite in un`inIormativa
complessiva della Dia, richiesta dalla stessa Procura, contenente un elenco
delle imprese in qualche modo coinvolte in indagini antimafa>>.
Maria Ioi
RICHIESTO L`INTERVENTO DELL`AUTHORITY
10 aprile 2001
Roma. I`esponente di Eorza Italia Massimo Baldini ha rivolto un espo-
sto all`Authority in quanto il Raggio verde non e un programma di
approIondimento giornalistico ma una trasmissione di parte contro Eorza
Italia e la Casa delle liberta che ne vengono Iortemente danneggiate.
I`Autorita sulle comunicazioni intervenga rapidamente per porre fne a
questa grave situazione riconducendo il programma di Michele Santoro
sotto la disciplina dei programmi di comunicazione politica>>.
LA MAFIA A TERRASINI
10 aprile 2001
Terrasini. Gli ispettori, muniti di un decreto frmato dal ministro Enzo
Bianco, cercano la mafa negli uIfci comunali di Terrasini. Ia richiesta e
partita da una serie di atti giudiziari del preIetto Profli che proverebbero
una serie di infltrazioni e di condizionamenti da parte delle cosche nel-
l`amministrazione comunale.
Il primo Iatto Ia riIerimento all`inchiesta sui Iavoreggiatori di Bernardo
Provenzano che prima dell`arresto di Spera porto alla cattura dei presta-
nome e degli uomini di fducia del superlatitante. I`attenzione degli inve-
stigatori e concentrata anche su due aspetti che vedrebbero catalizzati gli
interessi delle cosche, uno riguarda la realizzazione di un ipermercato
da 35 miliardi, l`altro un appalto di quasi due miliardi per una discarica
a Terrasini. Ie intercettazioni della Guardia di Einanza parlano del coin-
volgimento di alcuni politici quali il sindaco di Terrasini Carmelo Car-
rara; dietro questi Iatti pare ci sia anche la potente Iamiglia mafosa dei
D`Anna.
Monica CentoIante


OMICIDIO FRANCESE CONDANNATI I COLPEVOLI
12 aprile 2001
Palermo. Il 26 gennaio del 1979 Mario Erancese, cronista di giudizia-
ria del giornale di Sicilia, cadde sotto il piombo di Cosa Nostra. Dopo
22 anni e arrivata la prima sentenza sull`omicidio di Erancese: sette con-
danne a trent`anni e due assoluzioni. Il processo e stato celebrato con
il rito abbreviato. Ie condanne sono state infitte a Toto Riina, Pippo
Calo, Michele Greco, Antonio Geraci, Erancesco Madonia, Giuseppe
Earinella e Ieoluca Bagarella. Quest`ultimo e stato giudicato come ese-
cutore materiale dell`omicidio mentre gli altri come i mandanti, in quanto
componenti dell`organismo di vertice della mafa. Due gli assolti: il pre-
sunto Killer Giuseppe Madonia e Matteo Motisi capo del mandamento di
Pagliarelli. Giulio Erancese, fglio della vittima e redattore del Giornale
di Sicilia, dopo la sentenza, ha ringraziato i pm Enza Sabatino e Iaura
Vaccaro per la loro caparbia azione.
Maria Ioi
8$$l68
$1NF
Segue da Pag. 43
4 Aprile-Maggio 2bb1
Mafia
&
Come si sta evolvendo il rapporto Mafia e politica?
La Mafia continua a votare?
La potenza economica del crimine organizzato pu condizionare la politica?
orientare le candidature. Ia par-
tita e grossa, lei sa bene che da
una parte c'e un maggior rigore e
dall'altra c'e una disponibilita alla
comprensione, almeno in termini
di utilita politica. Ci sono meno
scrupoli. Riguardo al sistema in
cui Cosa Nostra puo condizio-
nare la politica direi che cio
avviene con le campagne eletto-
rali, attraverso l'inIormazione ed
entrando in aIIari con potentati
che a loro volta si interessano
di politica. Nei miei racconti ai
ragazzi parto sempre da Masino
Spadaro che aveva sul suo conto
in Svizzera piu di 900miliardi, e
non parlavamo del boss dei boss.
E cosa si Ia con 900 miliardi? Si
pagano le campagne elettorali?
Penso di si. Si puo comprare un
gruzzolo di voti in una commis-
sione per Iare una legge? Penso
di si. Si puo inIluenzare la penna
di un valente redattore - valente
proIessionalmente anche se non
da un punto di vista civile - ? Si!
E quindi certo che la maIia Ia
politica.
Deputato e docente universitario
Fulvio Grimaldi`
P
enso che il rapporto
maIia-politica non si stia
evolvendo ma si stia invol-
vendo. Credo che la maIia sia
molto soddisIatta degli ultimi
sviluppi perche nel suo silenzio
sta agendo, sta lavorando, sta
Iacendo i suoi aIIari. Negli ultimi
anni credo che la criminalita
organizzata abbia avuto notevoli
regali, sia per quello che i giu-
dici di Palermo hanno deIinito
il mancato impegno contro la
maIia, sia da un punto di vista
politico e culturale. Ricordiamo
tutti gli episodi sconcertanti della
cattura di Riina e della mancata
perquisizione del suo covo, che
e stato lasciato ripulire dai suoi
picciotti in modo che eventuali
connessioni non potessero piu
essere scoperte. Recentemente
poi c'e stato l'episodio, molto
sconcertante, della non cattura di
Provenzano, e l'accusa Iatta sullo
stesso Provenzano di essere un
conIidente e percio di non venire
mai catturato. Si dice sempre
che si e sul punto di prenderlo
ma non lo si prende mai. Altri
Iatti che la maIia sicuramente ha
sIruttato con grande entusiasmo
sono le grandi opere pubbliche
annunciate sia dal Polo che dal
centrosinistra, tutti concordi nel-
l'oIIrire alla maIia - e da li non si
scappa perche la maIia ha assolu-
tamente la prelazione su tutto - le
grandi opere pubbliche del rilan-
cio inIrastrutturale. Ia nuova
cementiIicazione a partire dal
Ponte sullo Stretto di Messina,
opera assurda, controproducente,
disastrosa, priva di senso, collo-
cata in un ambiente morIologi-
camente inadatto e sismicamente
pericolosissimo, uno spaventoso
imbuto che ostacolera il Ilusso
del traIIico molto piu di quanto
non Iacciano adesso i traghetti;
soprattutto in vista dei Iamosi tra-
ghetti veloci che risolverebbero
molto meglio il problema del
collegamento tra le due sponde.
Ci sono poi tutte le altre grandi
opere che sono aperte alle inIil-
trazioni maIiose e che oggi ali-
mentano un circuito Iinanziario
parallelo a quello economico
uIIiciale del quale quest'ultimo
si nutre abbondantemente. Un
esempio di tutto questo e dato
dal Iatto che le conquiste impe-
riali che si Ianno via via nel
mondo, dal Kosovo all'Albania,
al Montenegro ecc. diventano
poi sistematicamente narcostati.
Paesi cioe dove la criminalita
organizzata diventa amministra-
zione pubblica e sostituisce
qualsiasi Iorma democratica di
amministrazione e di governo. E'
libera nei suoi traIIici di droga,
di armi, di corpi e accumula pro-
Iitti che entrano poi, come si
sa, attraverso le banche Svizzere,
attraverso le banche oII shore,
attraverso le banche del Iamoso
speculatore George Soros, nel
circuito uIIiciale alimentandolo
e sostenendolo, soprattutto nei
periodi di crisi come quello
attuale in cui le economie occi-
dentali arrancano e hanno perso
l'impulso che le aveva Iatte cam-
minare Iino a poco tempo Ia.
Dico poi che in Sicilia, sul piano
locale, la politica e stata sempre
condizionata da Cosa Nostra.
Quando sono sbarcati gli ameri-
cani, nel 1943, Iacendosi aprire
la strada da Iucky Iuciano. Ci
sono stati politici di primissimo
piano in Italia di cui si sa - anche
se poi le condanne non vengono
mai, ma non sono necessarie le
condanne giuridiche per aIIer-
mare certe cose - che si sono
Iatti garanti di questa partecipa-
zione alla gestione del paese da
parte di Cosa Nostra. Sul piano
internazionale Cosa nostra con-
diziona la politica e ne viene
condizionata, nel senso che la
grande politica e interdipendente
con la grande maIia: casca il
muro di Berlino, si sIalda
l'Unione Sovietica, l'Unione
Sovietica diventa Russia e tanti
paesi dell'Est europeo e dell'Asia
centrale entrano nel circuito
economico del mercato dell'oc-
cidente e contemporaneamente
questo mercato viene egemoniz-
zato dalle grandi cosche maIiose
italiane e locali. E' un'azione
parallela che si sostiene a
vicenda. Io stesso su scala
minore e successo nei Balcani,
dove ad uno Stato Eederale, ad
un governo regolare come quello
della Eederazione Jugoslava sono
stati sostituiti tanti piccoli paesi
quasi totalmente in mano alle
maIie e controllati politicamente
e militarmente dalla Nato. Si
pensi pure che un presidente
degli Stati Uniti diIIicilmente puo
essere eletto senza il sostegno
della maIia. In questo contesto
la maIia continua a votare. Basta
pensare, per citare un esempio,
al recente episodio di quella par-
lamentare del Polo alla quale
non e stata concessa la candida-
tura proprio perche era una delle
pochissime esponenti di quella
Iormazione politica che aveva
apertamente assunto delle posi-
zioni nettamente antimaIia. E'
stata eliminata perche avrebbe
urtato l'adesione del voto maIioso
a quella Iormazione politica. Si
potrebbero Iare altri esempi e non
c'e bisogno di ricorrere soltanto
all'episodio della trasmissione di
Iuttazzi con il libro di Travaglio,
i cui Iatti non potranno essere
sottoposti a querela perche sono
accertati. Ci sono Iorze politi-
che in Italia che si sono mosse
nel corso dei decenni avendo per
protagonisti personaggi in stretti
rapporti con la maIia, almeno per
quanto riguarda le scoperte della
magistratura.
Giornalista
Paolo Flores
d'Arcais`
I
nuovi provvedimenti riguar-
danti la legge sui colla-
boratori di giustizia Ianno
pensare che il nostro governo,
che aIIerma di voler combattere
la maIia e che, proprio per questo,
era stato da noi votato, voglia Iare
di tutto per rendere piu diIIicile
la lotta contro la maIia. Questa
legge e stata approvata negli
stessi giorni in cui veniva appro-
vata anche quella sul cosiddetto
giusto processo che e quanto di
piu ingiusto si potesse realizzare.
Si tratta di una classe politica
secondo la quale il "giusto pro-
cesso" consiste nel Iatto che i
testimoni, in tribunale, hanno il
dovere di testimoniare la verita
sotto giuramento, e puo riIiu-
tarsi di rispondere esclusiva-
47 Aprile-Maggio 2bb1
Politica
mente l'imputato: Mi riIiuto
di rispondere poiche quanto direi
potrebbe Iarmi incriminare>>.
Io scopo di un processo sarebbe
quello di arrivare alla verita,
nessun innocente in galera - e
nessun delinquente Iuori - pro
reo. Questo e il garantismo che
pero risulterebbe un intralcio al
processo nel garantire la diIesa
degli imputati. Reticenza, Ialsa
testimonianza e intralcio alla giu-
stizia sono, nei Paesi civili, reati
per i quali le condanne sono
pesantissime. Si puo tranquilla-
mente mentire poiche non c'e
possibilita di arresto per Ialsa
testimonianza, il processo per
Ialsa testimonianza viene stral-
ciato e poi svolto collateral-
mente, che signiIica poco meno
che alle calende greche... Met-
tiamo insieme tutti questi ele-
menti e domandiamoci perche
questa maggioranza abbia pun-
tualmente seguito ed eseguito
quello che era il programma elet-
torale del Polo delle impunita. E
non c'e nessuna risposta razio-
nale a questa risposta e al Iatto
che la sinistra non ha mantenuto
le promesse, verrebbe da dire per
puro masochismo, logica e ine-
vitabile conseguenza della Iolle
linea politica "dalemiana". Iinea
autolesionista che dimostra la
totale insipienza e lo scollamento
rispetto alla realta, che vorrebbe
riproporre, in un mondo comple-
tamente mutato, la vecchia idea
togliattiana dell'accordo (oggi
inciucio), Ira le due grandi coa-
lizioni, quella della sinistra e
quella della destra: quello che
un tempo era la Dc da una parte
e i socialcomunisti dall'altra.
Con l'unica diIIerenza che
l'Italia odierna non ha piu
nulla a che Iare con l'Italia di
De Gasperi e di Togliatti.
D'Alema non ha nulla a
che Iare con Togliatti che
poi, comunque, non
sarebbe da prendere
come grande modello
di dirigente della
sinistra. E men che
meno Silvio Berlu-
sconi ha a che vedere
con De Gasperi. Berlu-
sconi, che e un perso-
naggio pluricondannato
per reati gravissimi, e
monopolista del sistema
dell'inIormazione. In qual-
siasi Paese occidentale non
potrebbe partecipare, gia solo
per questo secondo aspetto,
alla competizione politica e, per
reati inIinitamente minori,
sarebbe gia Iinito in galera. Non
dimentichiamoci il caso del mini-
stro Tatcher, che dopo la sconIitta
dei conservatori, era il candidato
in pole position per prendere
il suo posto, quindi per diven-
tare il capo dell'opposizione, di
destra... guardate quante analo-
gie, che avendo testimoniato il
Ialso in tribunale su un conto di
albergo del valore di 3 milioni di
lire, non di sterline (qualche cosa
di irrisorio, rispetto alle accuse
che gravano su Berlusconi e per
le quali molte volte in prima
istanza e stato condannato), e
stato condannato a 6 mesi di
galera. E se li e Iatti tutti, dopo la
prima condanna, senza appelli,
senza Cassazione e non c'e stato
un esponente dei conservatori
che abbia trovato da ridire, non
c'e stato un organo di stampa o
della televisione che abbia accu-
sato i giudici di voler Iare poli-
tica, anzi al contrario e stato
detto che chi ha alte cariche deve
dare il buon esempio, quindi la
severita in questi casi e dovuta!
Questo ci dice tutto sulla situa-
zione italiana. Abbiamo a che
Iare con un personaggio e un
gruppo dirigente assolutamente
Iuori dalla democrazia, nel senso
piu proIondo del termine, Iuori
dalle premesse della democrazia
e cioe la divisione dei poteri in
uno stato di diritto, che puo sal-
varsi solo dominando il Paese,
non governandolo, dominandolo
ed e quello che sta cercando
di Iare, arrivare al dominio del
Paese con una votazione demo-
cratica, ma con sistemi antide-
mocratici.
Direttore di Micromega
Gianni Min`
N
egare ancora l'esistenza
del rapporto maIia-poli-
tica signiIica veramente
tentare di approIittarsi della
buona Iede delle persone. Questo
rapporto si e evoluto sempre piu,
la maIia elegge i suoi deputati
e senatori in Parlamento e al
Senato Iacendo in modo che le
scelte di certi partiti ricadano
su certi uomini che poi saranno
attenti alle esigenze della grande
economia della maIia. Queste
persone e questi partiti sono
quelli che possono oIIrire di piu
alla maIia dal punto di vista eco-
nomico e Iinanziario, in appalti
e in altre opere, oltre al Iatto
che sono maggiormente inIluenti
per attenuare certe pene previste
Iinora e che spesso vengono
messe in discussione
solo per i
maIiosi.
E una
maIi a
che
v o t a ,
ma che
propone anche
i candidati. Ia
maIia e in grado di
inIluenzare la politica anche
per mezzo della sua potenza eco-
nomica. Soltanto il mercato della
droga e un Ilusso che permette
di condizionare la politica non
soltanto di un Paese, ma di molti
Paesi, inIluenza addirittura le
scelte di Iondo di quella che e la
grande Iinanza ed economia dei
Paesi sviluppati, quelli del nord
del mondo. Se non si accetta
questa realta, ancora una volta si
tenta di nascondere la testa sotto
la sabbia come gli struzzi. Pur-
troppo tutti i Paesi europei, anche
quelli piu civili e democratici,
sono condizionati dalla mala-
vita che traIIica specialmente in
droga, ma anche in riIiuti tossici
e in armi. In alcuni Paesi la resi-
stenza e piu debole poiche ci
sono contraddizioni, come nel
nostro, dove c'e molta ipocrisia e
dove spesso non si chiamano le
cose con il loro nome e cognome,
dove per esempio si abbassa la
Iebbre della lotta alla maIia con
atti ben precisi che sono segnali.
Se il giudice Iuca Tescaroli,
pubblico ministero del processo
Ealcone, non puo piu operare a
Caltanissetta, in Sicilia, e viene
trasIerito a Roma o se il maggiore
Ultimo che tanto bene aveva Iatto
nella caccia ai latitanti maIiosi,
passa al settore ecologico dei
carabinieri, e un chiaro segnale
che si e deciso che la lotta alla
maIia per ora non si deve Iare o
si deve Iare in modo sIumato.
Giornalista, scrittore
Nichi Vendola`
I
l rapporto maIia-politica ha
avuto una sua evidenza in
una Iase della storia recente,
la reazione della societa civile
nei giorni di sangue di Capaci e
via D'Amelio. Dopodiche il tema
si e progressivamente estinto e
le inchieste non hanno prodotto
quei risultati in termini di con-
danne, di accertamento delle
responsabilita della classe poli-
tica nei conIronti della collusione
storica con le organizzazioni
maIiose; ancora oggi le verita
sulla prima strage di Stato che
avvenne il primo
maggio del '47 a Portella delle
Ginestre appartengono al reper-
torio dei segreti e delle bugie isti-
tuzionali. Questa invisibilita del
tema rende particolarmente diIIi-
cile l'individuazione precisa delle
dinamiche evolutive del rapporto
tra maIia e politica. Ia maIia
non ha una sua opzione politica
Irutto di convincimenti politici.
Essa inIatti cerca rapporti con
tutti coloro che possano garan-
tire l'inviolabilita delle procedure
di controllo maIioso dei terri-
tori. Soprattutto dopo l'azzera-
mento del vertice corleonese di
Cosa Nostra, questa ha tentato di
tornare alle attivita piu minute,
al controllo degli uIIici tecnici
comunali, al rapporto con il ceto
politico diIIuso, al condiziona-
mento della vita amministrativa.
Ci siamo serviti della legge Man-
cino sullo scioglimento dei con-
sigli comunali, ma
non abbiamo mai
Iatto tesoro delle
lezioni che quello
strumento ci ha
dato. Tutti gli
scioglimenti per
maIia dei consigli
comunali hanno
prodotto gestioni
Iallimentari da
parte delle com-
missioni preIetti-
zie poiche, quando
si rimuoveva un
pezzo di classe
politica e non si
rimuoveva la pub-
blica amministra-
zione o quel pezzo
della burocrazia
comunale che a
volte era l'archi-
trave dell'ediIicio
della collusione, spesso si e sol-
tanto scalIita la superIicie di quel
connubio storico tra maIia e poli-
tica. Un sindaco puo restare in
carica per quattro anni, ma l'in-
gegnere capo dell'uIIicio tecnico
comunale puo rimanere lo stesso
per quarant'anni e a volte e lui
stesso il depositario dei codici
autentici della penetrazione
maIiosa negli appalti e nell'urba-
nistica. Vi e un'ogget-
tiva sintonia tra
il modello
sociale pro-
posto dalle destre
e gli interessi delle orga-
nizzazioni malavitose, poiche lo
smantellamento dello stato
sociale, l'arretramento dello stato
di salute dei diritti individuali e
collettivi e, soprattutto, la deva-
stazione della civilta del lavoro
attraverso l'introduzione massic-
cia della precarizzazione del mer-
cato del lavoro e della Ilessibilita,
determinano un depauperamento
del patrimonio di anticorpi civili
e culturali della societa. Nel
deserto che spesso e il mondo del
lavoro, con la paura del ricatto
che lo domina, le organizzazioni
maIiose possono tornare ad
essere piu capillarmente presenti,
incutendo nuovamente una sorta
di iconograIia della loro onni-
potenza. Inoltre, la maIia vota
senz'altro. I'inchiesta Blue
Moon non riguarda Palermo,
Reggio Calabria o Caserta, ma la
collusione dei consiglieri comu-
nali di Alleanza Nazionale con
il clan di Salvuccio Parisi, che
e assolutamente indicativa del
Iatto che lo scambio dei voti
avviene con una contropartita
interessante: l'agevolazione nella
compravendita delle licenze
commerciali e l'apertura di quelle
attivita economiche legali che
rendono sempre piu diIIicile l'in-
dividuazione dell'economia ille-
gale. Ogni segmento di economia
pulita che viene comprato da
un clan diventa una lavatrice
per il denaro sporco delle altre
attivita illecite. E molto peri-
coloso questo Ienomeno poiche
le societa oII-shore e i paradisi
Iiscali all'estero a volte ci impe-
discono di vedere cio che e a
monte e cio che e a valle:
a monte c'e l'in-shore, cioe
il riciclaggio nelle grandi
piazze internazionali e
a valle c'e l'azienda,
la piccola impresa,
il servizio commer-
ciale, la 'Ndran-
gheta che si
compra le bou-
tique di Corso
Buenos Aires a
Milano o che
controlla i
chioschi dei
Iiori. Tramite
le piccole atti-
vita c'e la pene-
trazione nei
circuiti dell'eco-
nomia legale e
cioe l'ulteriore
penetrazione nel
territorio.
Il nome Cosa Nostra
e un programma ide-
ologico oltre che una
scelta di interessi. Cosa
Nostra signiIica appropria-
zione della cosa di tutti
attraverso gli strumenti della
violenza organizzata e dell'inti-
midazione. Cosa Nostra non e
solo il titolo della piu tradizio-
nale delle maIie, e un maniIesto
ideologico del liberismo ostag-
gio. Questo indica i canali pos-
sibili di collusione oggi. Questa
potenza economica riesce a Ion-
dersi con la politica. Abbiamo
Iatto uno sconto al mondo del-
l'impresa che non se lo meritava.
Tangentopoli ha messo a tema la
collusione della politica. MaIio-
poli e stata una stagione breve e
sIortunata, ma la messa a tema
della compromissione storica del
sistema d'impresa, non soltanto
con la politica corrotta ma anche
con la maIia, non e mai emersa.
Ci sono inchieste che riguardano
la Eininvest, la EIAT, la lega delle
Cooperative, la Calcestruzzi... -,
abbiamo visto tutto il mondo del-
l'impresa, nonche uno dei nomi
piu autorevoli del mondo con-
Iindustriale e padronale, Romiti,
nonostante abbia avuto qualche
macchia sulla Iedina penale e
abbia subito qualche condanna,
impartire lezioni di etica pub-
blica. Tutto questo e ridicolo e
rende la maIia Iorte. Ia sogge-
La politica stata
disinnescata dalla
deculturizzazione
per cui non ha cos
importanza portare
la gente al voto
(R. Orioles)
48 Aprile-Maggio 2bb1
Mafia
&
Come si sta evolvendo il rapporto Mafia e politica?
La Mafia continua a votare?
La potenza economica del crimine organizzato pu condizionare la politica?
zione di tutta la classe politica,
con rarissime eccezioni al pri-
mato del sistema d'impresa senza
un discorso selettivo su quest'ul-
timo, e un rischio molto grande.
Jicepresidente Commissione
Parlamentare Antimafia
Luigi Li Gotti`
C
osa Nostra e trasversale,
non ha etichette politiche,
arriva dovunque e, senza
estremizzare troppo le cose, vorrei
dire che secondo me la politica
e tutta sotto ricatto. Con cio non
intendo dire che tutti i politici
siano coinvolti ma che, secondo
il mio pensiero, ci sono uomini
appartenenti a tutti gli schiera-
menti i quali, nel corso degli anni,
hanno avuto rapporti con Cosa
Nostra per ricevere o dare denaro.
I'ideologia di Cosa Nostra e il
potere e quindi l'accordo lo cerca
con il potere stesso. Giovanni
Brusca dice: Noi non avevamo
bisogno di eleggere consiglieri
comunali, li controllavamo. Ia
nostra Iorza non erano i voti, il
nostro potere consisteva nel Iatto
che controllavamo gli eletti>>.
Una volta dei voti c'era bisogno,
si tentava di eleggere i propri
uomini e qualche volta lo si e
pure Iatto ma non per un "Iatto
di Cosa Nostra" ma per Iare un
Iavore ad un amico. Quando Iima
disse: Qua devono mangiare
tutti>>, parlava chiaro. Oggi sicu-
ramente la criminalita organiz-
zata controlla i voti ma ripeto,
come dice Brusca, la cosa non
e cosi essenziale. Non bisogna
veriIicare in voti la nostra Iorza
ma, appunto, in Iorza>>. A Cosa
Nostra non interessa se al potere
ci sia la destra o la sinistra poiche
il rapporto viene comunque sta-
bilito e le strade per arrivarci
sono tante - il denaro, la cor-
ruzione, l'interesse, la paura - e
questo denota un potere ancora
maggiore. Non dimentichiamo la
loro straordinaria Iorza di convin-
zione, la loro capacita di ammi-
nistrare, con tanta disinvoltura, la
vita e la morte. Quando inviano i
loro messaggi gentili chi li riceve
sa che non puo sbagliare e non
tutti sono della stessa pasta di
Iibero Grassi. D'altronde questo
non e nemmeno giusto chiederlo
perche non tutti possono essere
eroi. Io sono comunque convinto
che Cosa Nostra non verra mai
eliminata, potra essere contrastata
ma l'eliminazione dell'organizza-
zione criminale non ci sara mai.
Ed e vero che, se Iacciamo un
discorso numerico, pagano di piu
i maIiosi che i politici che, nella
stragrande maggioranza, riman-
gono impuniti; ma Cosa Nostra
ha sempre la speranza di otte-
nere Iavori da loro. Quando a
un certo punto Andreotti comin-
cio a Iare leggi pesanti per Cosa
Nostra, Toto Riina non rinunzio
alla possibilita di utilizzarle. Sino
alla Iine si spera, perche il poli-
tico puo servire per Iare determi-
nate cose, puo essere utilizzato
e quindi il crimine organizzato
non vuole bruciare con la politica,
vuole avere la possibilita di tenere
aperto un discorso. E comunque
molti politici hanno pagato: Insa-
laco, Mattarella, Ia Torre, Reina,
Nicoletti... quanti di loro, buoni
e cattivi, hanno pagato anche con
la vita, il costo del tradimento o
il costo dell'opposizione! Il pro-
blema pero qual e? Che Cosa
Nostra non punira mai con la dela-
zione, perche non Ia parte della
sua IilosoIia e cultura. Negli omi-
cidi politici, poi, non e detto che
non ci siano state delle conver-
genze di interessi. Sicuramente
sara stato anche cosi ma Cosa
Nostra non commette un omici-
dio per Iare un Iavore a qual-
cuno. Anche nel caso di Dalla
Chiesa puo darsi che a qualcun
altro potesse essere convenuta la
sua morte ma Cosa Nostra aveva
bisogno di eliminare questo gene-
rale. Poteva anche trattarsi di un
piacere ma non ai Iini del piacere
stesso ma con l'idea di avere in
cambio un altro Iavore. Se devo
comunque guardare al Iuturo non
sono ottimista. Penso che Cosa
Nostra si raIIorzera, che com-
mettera altri omicidi eccellenti
perche, prima o poi, dovra ven-
dicarsi. Ia logica stessa di Cosa
Nostra non consente inIatti che si
possa tradire e rimanere impuniti e
se oggi stanno rimandando alcune
cose prima o poi le Iaranno. E le
Iaranno senza temere la reazione
dello Stato perche, se ben ricor-
diamo, l'Italia con le stragi e stata
massacrata e l'importante e non
straIare. D'altronde il nostro e un
paese con la memoria corta. E
poi non sappiamo questo Stato da
chi sara rappresentato. Posso dire
questo: negli ultimi dieci giorni
- noi certe volte ci basiamo su
piccolissimi segnali - abbiamo
colto, nelle aule, piccoli indizi di
un clima cambiato. E' come se
improvvisamente i maIiosi aves-
sero qualche Iorza in piu, qual-
che speranza in piu. Sono tornati
piu aggressivi gli avvocati, loro
stessi sono piu baldanzosi e quindi
mi chiedo: che cosa li Ia diven-
tare improvvisamente nuova-
mente arditi? Qualcosa ci deve
essere.
Avvocato
Luigi
De
Fichy`
P
rima della maIia e esi-
stita la cultura maIiosa che e
arroganza, violenza, omerta
ma, soprattutto, consonanza con
il potere. Il maIioso non si oppone
allo Stato, ma si serve di esso e
costruisce uno stato nello Stato.
Ia maIia quindi e come una meta-
stasi, un cancro che intacca gli
organi statali, sta all'interno delle
istituzioni delle quali si nutre. Il
rapporto con la politica e conna-
turato e si puo dire che la maIia
e politica e Ia politica poiche non
e gangsterismo, ma un'organizza-
zione criminale organizzata alla
quale migliaia di persone Ianno
riIerimento per cui non puo che
continuare questo suo rapporto
con il potere. Mi Ia sorridere
quando leggo che la maIia si e
inabissata e attiene ad una linea
non invasiva, poiche il suo proIilo
normale non e quello di esprimere
violenza, ma quello di inIiltrarsi.
Si tratta di un collegamento tra
tante persone che arriva necessa-
riamente ai punti di potere, per
cui la Iorza sta proprio nell'avere
il contatto e l'intermediazione con
esso. O c'e un intermediario o e lo
stesso maIioso che sta al potere:
e questa la caratteristica princi-
pale. Non c'e nessun inabissa-
mento, semplicemente i maIiosi
non hanno mai smesso di Iare i
loro aIIari perche sempre di aIIari
si tratta, e sempre una motivazione
di tipo economico, per cui la diI-
Ierenza e la Iorza di Cosa Nostra
sta proprio in questo. Il problema
e che la metastasi e cresciuta
ormai in tutta Italia, nel-
l ' ammi ni s t r a-
zione e
nella poli-
tica, e speriamo
non cresca in maniera cosi
invasiva anche a livello interna-
zionale poiche, tra l'altro, ci sono
altre maIie Iorse ancora piu peri-
colose dal punto di vista delle
potenzialita.
Ia situazione secondo me e asso-
lutamente immutata anche dal
punto di vista delle votazioni
proprio per quanto ho prece-
dentemente aIIermato. Ia maIia
deve Iare Iavori per sopravvivere,
quindi il voto di scambio e quanto
di piu connaturato ci possa essere.
Gia alla Iine dell'800 i maIiosi
hanno compreso l'importanza di
mandare al Parlamento persone
inIluenzabili. Cosa Nostra puo
comunque determinare la vitto-
ria di qualche candidato, proba-
bilmente in virtu del pacchetto
di voti che riesce a controllare,
ma sicuramente questo candidato
puo essere determinante per gli
interessi della maIia in ragione
della posizione che poi avra nel-
l'amministrazione, nel Governo.
Ia criminalita organizzata sicu-
ramente sa come servirsi della
politica e come muoversi a tutti i
livelli. Basti pensare agli appalti:
adesso si parla di 47mila miliardi
che dovranno essere distribuiti,
e i maIiosi hanno gia i loro
intermediari che sanno
muoversi all'in-
terno delle amministrazioni pub-
bliche e hanno, dentro i ministeri, i
loro reIerenti. E cosi da sempre - e
gia negli anni '80 avevo Iatto un'in-
chiesta preliminare che eviden-
ziava queste inIiltrazioni da parte
di reIerenti delle varie cosche
calabresi, campane e di gruppi
siciliani, ognuno aveva il suo reIe-
rente -, anche se oggi in parte
la situazione e cambiata, poiche
ci sono interIaccia Iinanziari e
commerciali che vanno bene per
tutti i gruppi maIiosi e, tra l'altro,
c'e stata la qualiIicazione di per-
Chi si trovava al vertice non
poteva combattere come
avrebbe dovuto contro la crimi-
nalit e contro il controllo di
quella pax mafiosa perch si
trovava bloccato da entrambi i
lati della montagna
(A. Di Pietro)
49 Aprile-Maggio 2bb1
Politica
sonaggi diversi da quelli prece-
denti.
Consigliere Direzione Aazio-
nale Antimafia
Enzo Ciconte`
I
l rapporto maIia-politica e
sicuramente in evoluzione
anche se non sappiamo esat-
tamente in che modo esso si sta
sviluppando a causa della man-
canza di collaboratori di giustizia.
E, non avendo inIormatori dall'in-
terno, e piu diIIicile venire a capo
di tale problema. Sono convinto
che, per avere una conoscenza
del rapporto maIia-politica non
sia suIIiciente soltanto il tribu-
nale Penale. Eacciamo un esem-
pio: se un uomo e maIioso tutti
nel suo paese lo sanno, poiche
ha bisogno di Iarsi conoscere e,
se quest'uomo non e latitante e
Irequenta un politico, quest'ul-
timo non commette alcun reato.
Nessun giudice potra mai por-
tarlo sul banco degli imputati.
Pero i cittadini ne sono al cor-
rente e, esprimendo la propria
preIerenza politica, potrebbero
disporre di questa loro cono-
scenza come un'arma,
non votan-
d o l o .
Per quanto
riguarda la Calabria mi
viene in mente, a questo punto,
il caso dell'on. Matacena, recen-
temente condannato per concorso
esterno in associazione maIiosa
- non ho ancora visto la sen-
tenza, pero ho letto nei giornali
che aveva partecipato al matri-
monio di un maIioso, o almeno
e quanto ritengono i magistrati.
Inoltre, si sarebbe anche incon-
trato con maIiosi davanti ad un
seggio elettorale -, anche se non
e stato l'unico. InIatti, un altro
ex parlamentare, l`on. Romeo, e
stato condannato in primo grado.
In questa regione, quindi, la que-
stione del rapporto maIia-politica
non e certamente da sottovalutare.
Il collegamento tra maIia e poli-
tica e storico ma, nel momento in
cui le collusioni sono state sco-
perte, la politica e puntualmente
riuscita a Iarsi giudicare non col-
pevole dai tribunali. Se in Italia
ci Iosse stata una Magistratura in
grado di controllare veramente il
potere politico, quest'ultimo non
avrebbe mai avuto rapporti con
la maIia. Nel caso dell'on. Mata-
cena comunque, non si puo dire
che si sia trattato di un incidente
di percorso.
Il versante giudiziario diIIicil-
mente riesce a trovare prove dei
rapporti di collusione. Ma il pro-
blema non e solo questo: e, ripeto,
politico e storico. Che Berlusconi
non abbia commesso alcun reato
ospitando per tanti anni nella sua
villa uno stalliere di nome Man-
gano e chiaro. Nessun tribunale
potra mai condannare Berlusconi
per quel rapporto. Pero, da un
punto di vista storico e politico
il giudizio sarebbe ben diverso,
poiche il comportamento di Ber-
lusconi e, soprattutto, quello di
chi gli procuro quello stalliere,
andrebbe giudicato in altro modo.
Non bisogna demandare tutto alla
Magistratura e alle Iorze dell'or-
dine poiche il rapporto maIia-
politica e molto piu complesso
di quanto si possa pensare. Se
un uomo che notoriamente e
maIioso, ma libero, poiche
ha saldato i conti con
la giustizia vuole
occuparsi di
p o l i t i c a
n e l l a
s p e -
ranza di
essere eletto
durante la pros-
sima campagna
elettorale, non com-
mette alcun reato e non ci
sara alcun giudice che potra con-
dannarlo. Dal punto di vista sto-
rico e politico pero, ci sarebbe un
giudizio di merito.
Per tornare alla Calabria, la Pro-
cura di Reggio ha svolto una serie
di inchieste che vedono indagati
personaggi di centrosinistra e cen-
trodestra, ma le indagini attuali
non sonoapprodate ancora ad una
richiesta Iormale di giudizio. Ma
se la magistratura riceve una noti-
zia di reato e giusto che indaghi
per sapere se si tratta di un reato
che puo essere sostenuto in dibat-
timento. Vorrei pero capire se dav-
vero, sulle indagini di cui hanno
parlato i giornali, c'e stato un
riscontro e per quale motivo la
Magistratura le ha avviate.
Per quanto riguarda il Iatto che la
sinistra non ha Iatto tutto il pos-
sibile nella lotta contro la maIia,
condivido le dichiarazioni del pre-
sidente della Commissione Anti-
maIia Giuseppe Iumia, poiche
la sinistra poteva e doveva Iare
di piu. Ritengo che una parte di
essa si sia adagiata nell'illusione
che, catturati i vari Riina, Brusca,
Aglieri e Santapaola, il nucleo
duro dei maIiosi sarebbe stato
colpito e che la maIia sarebbe
stata sconIitta. Si e trattato di un
gravissimo errore di valutazione.
E lo stesso discorso vale per la
Calabria, inIatti anche qui qual-
cuno probabilmente si era illuso
che dopo gli omicidi maIiosi e
in seguito alla cattura di impor-
tanti capimaIia e la loro condanna,
avessimo Iinalmente superato il
problema della criminalita orga-
nizzata. Ma non e stato cosi.
Peraltro, la 'Ndrangheta continua
inesorabilmente a votare e se qual-
cuno pensa che essa si astenga dal
Iarlo, si sbaglia di grosso. Ci sono
realta in cui riesce addirittura a
determinare l'elezione di determi-
nati personaggi e cito il caso del-
l'operazione "Primavera" che, se
non ricordo male, e stata seguita
dal dottor Gratteri. Allora la
'Ndrangheta aveva detto chiara-
mente per chi bisognava votare.
Inoltre, quando stava scendendo
in campo Berlusconi, da una cella
del carcere di Torino gli 'ndran-
ghetisti discutevano per chi
votare, se per esempio a Iavore di
Pannella, poiche seguiva la poli-
tica della "giustizia giusta", o chi
altro. E ovvio che i maIiosi, nei
collegi uninominali, abbiano tutto
l'interesse a votare per l'uomo
politico a loro piu vicino.
Tra le altre cose, la maIia e econo-
micamente Iorte; i maIiosi conti-
nuano a chiedere il pizzo anche
se ormai e diventato una sorta
di mini tassa e quindi nessuno
si lamenta piu di tanto. Si
tratta di una richiesta limi-
tata alle possibilita della
vittima. Ma al di la di
questa considerazione,
sono convinto che la
'Ndrangheta sia ancora
potente e che riesca
a condizionare da un
punto di vista elet-
torale, proprio grazie
alla sua Iorza eco-
nomica, determinate
situazioni come, del
resto, e gia accaduto in
passato.
Consulente della
Commissione Parlamen-
tare Antimafia
Adriana Musella`
I
o spettacolo oIIerto in
queste ultime ore dagli
schieramenti politici non
e certamente dei piu ediIicanti.
Ritengo che se la gente ieri aveva
poca voglia di votare, oggi l'abbia
persa del tutto.
Il solco tra politica e societa civile
diventa sempre piu proIondo.
I vescovi, in un recente comu-
nicato, hanno invitato a non
disertare le urne; noi in verita
avremmo preIerito che avessero
ribadito l'importanza della que-
stione morale e la riaIIermazione
del primato dell'etica sulla poli-
tica.
Ia questione morale, a nostro
avviso,vuol dire non solo non
rubare ma, un diverso modo di
concepire l'impegno politico al
servizio del bene comune per
porre Iine alla prassi sempre piu
diIIusa che vede il Paese asservito
a gruppi di potere. Una politica
come quella che oggi mortiIica
il consenso popolare, non e una
politica compatibile ne con l'idea
di democrazia, ne con quei valori
cari alla Chiesa ma che vengono
oIIesi. I giochi delle candidature,
come tutti hanno avuto modo di
constatare, si sono svolti a tavo-
lino. Il cittadino si illude di poter
scegliere con il proprio voto, in
realta giochi molto piu grandi,
hanno gia deciso per lui.
Blindati i mammasantissima di
ciascun partito da collegi sicuri,
quindi paratisi ogni possibile
eventuale contraccolpo, i poten-
tati si sono giocati a scacchi il ter-
ritorio.
Nello speciIico, la Calabria, e
stata ancora una volta svenduta
alle logiche oligarchiche di per-
sonaggi che tutto hanno a cuore,
tranne gli interessi di questa
regione. Eatte salve alcune ecce-
zioni, la classe politica che viene
Iuori da questo mercato pre-elet-
torale risulta, piu che mai, sca-
dente e di bassissimo livello.
Non mancano, come al solito, i
conquistadores importati a mira-
col mostrare; chi ad un certo punto
della sua vita, improvvisamente
scopre di avere qualcosa a che
Iare con questa terra e ci viene
recapitato con raccomandata A/R.
Si importa di tutto; nella regione
sembra esserci aria salubre per
pensionati in cerca di sistema-
zione e Iaccendieri, nonostante
tutto, ancora in piena attivita
mentre gli zombie si riaIIacciano
alla ribalta, resuscitando con
vestitini nuovi e anima riciclata;
di Ironte : il popolo bue, dalla
memoria corta, la cui dignita puo
anche essere calpestata.
Non sappiamo se abbiamo Iatto
bene o male a riIiutare la candida-
tura oIIertaci da Antonio Di Pietro
per i collegi di Reggio Calabria;
chiediamo scusa a chi Iorse ci
contava e ringraziamo "I'Italia
dei valori". Non riIiutiamo, come
qualcuno ha commentato, even-
tuali responsabilita Istituzionali
ma, e chiaro che la prima respon-
sabilita l'abbiamo verso la nostra
storia per cui non possiamo per-
metterci salti nel buio. Eorse,
chissa, poteva essere una scelta
giusta. In ogni caso ci penseremo
per il Iuturo!
Considerando la situazione, rite-
niamo che sarebbe una grande
lezione per la classe politica e nel
contempo una splendida soddi-
sIazione per i cittadini di questo
paese, giudicati dalle varie coali-
zioni soggetti incapaci di inten-
dere e di volere, se, per ipotesi
assurda, il quorum non Iosse rag-
giunto.
In ogni caso, la stabilita sara
solo una chimera. Qualunque sia
il risultato rimarra la necessita di
rileggittimare la politica, dando
capacita organizzative e di
governo ad una classe che sia
veramente espressione dell'elet-
torato e che certamente non sara
quella scrutinata dalle urne il tre-
dici maggio p.v.
Coordinatrice Aazionale Rife-
rimenti Osservatorio Antimafia
Regione Calabria
Gianni Bisiach`
I
e grandi organizzazioni
criminali dispongono di
immense quantita di
denaro. Chi entra in politica e non
ha l'appoggio di un grande par-
tito necessita di 5 miliardi per una
campagna elettorale che garanti-
sca una certa probabilita di vitto-
ria. Con 10-20 miliardi si ha la
quasi certezza di essere eletti.
Come si restituiscono poi questi
soldi? Bastera agire Iavorendo le
grandi organizzazioni maIiose.
Io, per esempio, sono contrario
alla pena di morte e non troverei
diIIicolta a battermi contro l'erga-
stolo e contro le carceri di mas-
sima sicurezza e in Iavore della
concessione di uscite premio per
buona condotta, di Iinanziamenti
di miliardi ai partiti e collabo-
ranti, anche se pluriomicidi, di un
aumento degli stanziamenti per
grandi opere nelle zone dove il
dominio della criminalita orga-
nizzata e pressoche totale, cioe da
Napoli in giu, perche da questi
stanziamenti dipende il lavoro di
milioni di giovani disoccupati il
cui Iuturo ci sta tanto a cuore.
Non e diIIicile trovare un Iinan-
ziamento per chi vuole entrare in
politica. DiIIicile poi e dire di no
a qualsiasi richiesta dei criminali
Iinanziatori a rischio della vita.
Non sarebbe diIIicile scoprire il
nome dei politici che ottengono
questo tipo di Iinanziamenti. E
diIatti questo genere di indagini
sono state Iatte da Carlo Alberto
Dalla Chiesa, Ealcone, Borsellino
e centinaia di altri giudici, poli-
tici, carabinieri e agenti di polizia
uccisi dalla maIia.
E' proprio con il terrore che la
maIia mantiene il proprio potere.
Ci Iu un criminale di nome Hitler
che sottomise con il terrore l'in-
tera Europa e stava per sottomet-
tere il mondo. Solo la seconda
guerra mondiale con l'alleanza di
decine di paesi e il sacriIicio di
molti milioni di morti porto all'eli-
minazione di questo criminale e
dei suoi milioni di complici. Oggi
l'ONU (Organizzazione Nazioni
Unite) non sembra avere potere
suIIiciente per eliminare Cosa
Nostra. Si vede che la corru-
zione dei politici in molti paesi
riesce a Irenare un'azione eIIicace
su scala mondiale da parte del-
l'ONU. Occorrerebbe un impegno
morale e coraggioso ma l'uomo e
debole...
Basta leggere sull'Espresso e su
Panorama gli elenchi dei manager
pubblici e privati portati avanti
dalla destra e dalla sinistra, con i
loro stipendi miliardari, le amanti
di lusso, le ville e gli yacht.
Quali sono i modelli che i media
propongono ai giovani?
Chi e che aiuta a diIIondere e
a liberalizzare la droga che poi
arricchisce le grandi organizza-
zioni criminali?
Ie domande sono molte e le
risposte le conosciamo, la realta
e quotidianamente sotto gli occhi
di tutti. I paesi dell'Est uniti dal
comunismo sono probabilmente
dominati dalla maIia. Solo una
grande azione mondiale condotta
dall'ONU potrebbe sgominare la
criminalita organizzata ma e
necessario da parte dei singoli
paesi un impegno morale piu
incisivo e, lo ripeto, coraggioso.
Io avremo mai questo coraggio?
Domandiamolo a tutti ma soprat-
tutto a noi stessi.
Giornalista RAI, conduttore
storico di Radio Anch'io
Se la mafia punta su un partito,
lo fa perch ha avuto garanzie.
E questo avviene sin dagli inizi
del secolo scorso
(F. Jitale)
5b Aprile-Maggio 2bb1
Mafia
&
Come si sta evolvendo il rapporto Mafia e politica?
La Mafia continua a votare?
La potenza economica del crimine organizzato pu condizionare la politica?
Dino Paternostro`
I
a storia dimostra che la
maIia non ha mai avuto una
particolare connotazione
ideologica. E' andata sempre a
braccetto con il potere e con il
potere ha sempre cercato di strin-
gere rapporti. Una serie di epi-
sodi ci dimostra che certamente
vi e il tentativo di stabilire una
relazione piu organica con un
certo mondo che ruota attorno
al centrodestra ma non mancano
nemmeno i tentativi di stabilire
un contatto con il centrosinistra.
Sappiamo quindi che non esi-
stono Iorze politiche gene-
ricamente impermeabili al
condizionamento maIioso e guar-
dando la cosa da questo punto di
vista si deduce quanto la soglia
dell'attenzione dovrebbe essere
alta.
Il voto e uno degli strumenti
che la maIia utilizza per accre-
scere il proprio potere e quindi
per condizionare, partecipando
direttamente o indirettamente alle
votazioni. Noi lo vediamo un po'
ovunque dalla postazione, tra vir-
golette, privilegiata di Corleone.
Ma, dal momento che la struttura
Iondamentale che Ia muovere il
mondo, e non soltanto l'Italia o
il nostro microcosmo, e proprio
l'economia e evidente, ed e dimo-
strato, che il potere della maIia
si esercita principalmente attra-
verso il controllo dell'economia e
quindi delle imprese, delle Iinan-
ziarie che operano all'interno
della societa. E' quindi chiara
la sempre maggiore presenza
della maIia, che ha una Iorza
Iinanziaria immensa, nei gangli
vitali della societa stessa; e il
discorso non si limita alla sem-
plice impresa ma raggiunge la
borsa.
giornalista di Citta Auove
Felice Cavallaro`
D
iciamo che c'e una mag-
giore cautela da parte di
uomini politici che pren-
dono le distanze da tutte le
maniIestazioni di apparente cri-
minalita organizzata. Ma questo,
purtroppo, non signiIica che il
Ienomeno non esista piu o che
sia stato debellato. Ie indica-
zioni che arrivano anche da
inchieste recenti ci dicono che
il rapporto c'e e c'e stato, e non
soltanto nell'ambito di quell'area
piu esposta perche
ha sempre gover-
nato, e quindi ha
sempre gestito la
borsa, ma anche
in quei settori
dell'opposizione
che, pur avendo il
compito di con-
trollare chi gover-
nava, in alcuni
segmenti hanno
ceduto: o
diventando com-
plici o control-
lando poco. E
purtroppo non c'e
stata una adeguata
attenzione degli
apparati giudiziari su quel Ironte,
tanto che oggi ne vengono Iuori
di cotte e di crude. Oggi, ammi-
nistratori apparentemente intonsi
perche appartenenti all'area
pulita, ce li ritroviamo improv-
visamente coinvolti in inchieste.
Ora, e giusto essere garantisti
Iino in Iondo, e giusto credere,
ma sul serio, nello stato di diritto
e quindi Iino a quando i pro-
cessi non sono conclusi evitiamo
di emettere sentenze attraverso i
titoli di giornale; pero e anche
giusto allarmarsi e controllare il
Ienomeno cercando di capire che
il problema riguarda tutto lo spet-
tro dell'arco politico. E quindi che
bisogna controllare gli uomini,
i partiti, i raggruppamenti sulle
cose Iatte e non soltanto sulle
cose dette. I proclami non
bastano.
Per quanto riguarda la seconda
domanda direi che la maIia vota
sicuramente. Il problema e che
tali voti non vanno cercati, e
questo non so Iino a che punto
accada. Io penso che chi e can-
didato in aree ad altissima inten-
sita maIiosa diIIicilmente cede e
riIiuta i voti. Sono un po' come
i soldi, a volte si pensa che non
abbiamo odore e invece i can-
didati di quelle aree dovrebbero
stare piu attenti di altri.
Cosa Nostra, poi, condiziona la
politica con i quattrini. Perche
puo comprarsi l'assessore, il
burocrate, il candidato aIIinche
sposi le proprie cause. Perche
puo permettersi di pagare per-
sone aIIinche mettano i visti,
i bolli, aIIinche preparino
i giusti emendamenti nelle
leggine che Iaranno passare
il Iinanziamento e permette-
ranno il conseguimento del-
l'appalto o del subappalto. Si
tratta di cose concrete, non di
ideologie ed e per questo che
dobbiamo stare attenti. Sono
tutti bravi a sedersi attorno a un
tavolo ad esprimere le proprie
idee contro il racket per poi, nei
Iatti, comportarsi diversamente.
Ripeto, non e mia intenzione Iare
i processi ma non posso non
ammettere che stupisce molto
che un presidente dei costruttori
Iinisca in carcere per concorso
in associazione maIiosa quando
pochi mesi prima era seduto al
tavolo delle maniIestazioni anti-
racket o aveva partecipato a una
conIerenza stampa in questura.
Un simile Iatto ci dimostra che
e necessario superare la soglia
delle parole per guardare solo ai
Iatti.
Giornalista de
il Corriere
della Sera
Antonio
Foiadelli`
Q
u e s t o
momento non e
diverso dagli
altri e quindi si
tende anche ora
a rimuovere un
problema che e obiettivamente
pesante. Rimuoverlo nel senso di
non parlarne piu o, alle volte, di
abbassare la guardia. E questo
che preoccupa, soprattutto i miei
colleghi, le Iorze di polizia e
quelle investigative che sono
maggiormente impegnate nella
lotta contro le varie maIie (ormai
si parla di vari organismi crimi-
nali). Il legame maIia-politica e
un legame antico, anche se molto
si sa dalla storia recente, in un
momento in cui la maIia tra-
dizionale assume dei connotati
vicini al potere. Tutti conoscono
la storia del Iamoso preIetto Mori
che quando comincio a salire in
alto nella sua lotta Iu pronta-
mente rimosso. Certamente oggi
e diIIicile avventurarsi in questo
problema ma le inchieste penali
hanno evidenziato che questi
legami sono esistiti e per certi
aspetti esistono ancora. E in
questo contesto il voto della
maIia continua a
contare e a pesare.
Ia maIia vota
poiche e
capace di
s p o -
stare
enormi
masse di
preIerenze. Il
diIetto, se cosi si
puo chiamare, ma
chiamiamolo prezzo
della democrazia, e che la
legittimazione del potere si Iorma
sul consenso. E poiche il con-
senso e ovviamente Iatto di voti e
chiaro che chi e in grado di spo-
stare voti e un interlocutore.
Un altro prezzo della democra-
zia e costituito dal Iatto che Cosa
Nostra, quale potenza econo-
mica, puo condizionare la poli-
tica. Naturalmente ci si chiede
cosa possiamo Iare, e io dico che
e necessario cercare di abbassare
questi prezzi. Si sa che la capa-
cita economica e in grado di spo-
stare preIerenze, voti e interessi
e, accanto agli interessi, ci sono
i consensi. Ogni consenso, per
paradosso, e pilotato o pilotabile.
E il denaro e uno degli argomenti
piu convincenti che esistano a
questo mondo. Ma non diciamo
niente di nuovo.
Procuratore capo di Jicenza
Mario Guarino`
I
l rapporto maIia e politica si
sta evolvendo in maniera piu
grave rispetto al passato. Si
tratta di un intreccio che si e
sviluppato soprattutto nel dopo-
guerra: per poter concludere gli
aIIari le cosche hanno sempre
avuto bisogno di politici come
punto di riIerimento che, in
cambio, ricevono voti dai
maIiosi. A questo intreccio si e
aggiunta anche la massoneria e il
blocco politica-maIia-massone-
ria ha intaccato i gangli vitali
della societa, gli
enti pub-
blici, le
istituzioni, il
mondo bancario. Tutto questo
si e tradotto in giganteschi comi-
tati di aIIari: appalti agli amici
anche maIiosi, concessioni edili-
zie, prestiti di banche ad amici
politici e maIiosi, assunzioni ecc.
in cambio di voti prima a partiti
come la Democrazia Cristiana e
recentemente al Partito Sociali-
sta e a Eorza Italia. Il rapporto
non sta cambiando, e rimasto lo
stesso con la variante dei reIe-
renti politici. Per decenni in Sici-
lia hanno comandato i reIerenti
politici della Dc come Calogero
Mannino, Salvo Iima, i cugini
Salvo, Vito Ciancimino e Giu-
seppe Ia Ioggia. Quest'ultimo
era il padre dell'attuale senatore di
Eorza Italia. Giuseppe Ia Ioggia
e stato non solo deputato ma uno
degli uomini piu potenti di Sici-
lia, e stato presidente del poligra-
Iico di Stato, Ia Zecca, nonche
presidente della Banca Etnea.
Tra gli altri spicca il nome di
Gerlando Micciche, ex vicepre-
sidente del Banco di Sicilia e
padre di GianIranco Micciche.
Questi uomini politici democri-
stiani, ripeto, sono stati sostituiti
negli anni prima da socialisti, poi
da democristiani e inIine da Eorza
Italia, quindi sono cambiati i reIe-
renti politici, quelli della Demo-
crazia Cristiana si sono spostati
verso Eorza Italia.
Certamente la maIia continua a
votare. Se si pensa che tutte le
Iamiglie maIiose, e non parliamo
soltanto di Cosa Nostra, ma anche
delle altre maIie - non dimen-
tichiamo che il capomaIia della
'Ndrangheta e Piromalli che, nel
'94, ordino alle cosche di votare
Eorza Italia - hanno un ruolo rile-
vante nelle elezioni. Il voto delle
Iamiglie maIiose e un voto che
pesa moltissimo (ed e stato scritto
su libri e giornali, io stesso l'ho
scritto) e le cosche, prima, delle
elezioni, ordinano per quale par-
tito votare. Questa inIiltrazione
maIiosa nella societa attraverso i
Palermo:
il sacco di Ciancimino
51 Aprile-Maggio 2bb1
Politica
politici (loro reIerenti) e i mas-
soni e un vero e proprio cancro
ed e avvenuta e avviene nelle isti-
tuzioni, nelle banche, negli enti,
laddove cioe si decide il potere
eIIettivo del Paese e quindi ci
sono scambi di Iavori, assunzioni
e via dicendo. Ia Iamiglia D'Ali
Staiti a Trapani e potentissima,
un suo appartenente e diventato
deputato di Eorza Italia nel '94,
e ha scritto Nichi Vendola in
un rapporto alla Commissione
antimaIia, - tra le sue proprieta
- poiche sono anche proprietari
terrieri - annovera concessioni
saline. Alle sue dipendenze aveva
maIiosi come i Messina Denaro.
I D'Ali Staiti erano anche pro-
prietari della Banca Sicula di Tra-
pani, ma hanno poi ceduto questa
banca alla Banca Commerciale:
lo stesso Gerlando Micciche e
stato vicepresidente del Banco di
Sicilia, istituto che alcuni anni Ia
si e salvato solo per le immissioni
di denaro pubblico da parte del
ministero del Tesoro. Il Banco di
Sicilia ha dato miliardi - e questo
risulta dagli atti - agli amici degli
amici di politici. Io stesso Banco
di Napoli ha Iallito ed e stato
salvato sempre dal ministero del
Tesoro che ha elargito centinaia
di miliardi ai politici vicini alle
cosche. Tutto questo e scritto e la
Banca d'Italia lo sa benissimo.
Cosa Nostra condiziona la poli-
tica con il voto per i motivi sopra
citati, poiche dietro Cosa Nostra,
la 'Ndrangheta, la Camorra e la
Sacra Corona Unita ci sono i
boss che prima delle elezioni
ordinano di votare per quel
partito e quell'uomo poli-
tico, poiche poi il
Iavore verra resti-
tuito. Un esem-
pio per
tutti: da
i n t e r -
cettazioni
teleIoniche
e I I e t t u a t e
alcuni anni Ia
all'interno del Parla-
mento e risultato che il
deputato Gaspare Giudice
di Eorza Italia ha risposto ad
una teleIonata di maIiosi che gli
hanno detto: Noi ti abbiamo
messo li e tu adesso devi tornare
da noi per portare a termine
l'aIIare>>. Questo e provato.
Quindi gli uomini politici che
vengono eletti dalle Iamiglie
maIiose devono rispettare i patti,
aiutarle ad avere concessioni edi-
lizie, appalti, prestiti da banche
e quant'altro. E un "do ut des"
in perIetta regola maIioso-poli-
tica. Un altro uomo, per esempio,
che e stato colluso con la maIia
e Giuseppe Provenzano, ex pre-
sidente della regione Sicilia; era
addirittura stato presidente del
collegio sindacale della Banca
Sicula di Trapani dei D'Ali. I'im-
portante anello di congiunzione
Ringra:iamo la famiglia Francese per la concessione di questo pre:ioso documento
Giornale di Sicilia 6 ottobre 1971
A Pala::o di Giusti:ia due componenti della commissione dinchiesta
DIECI PERSONE INTERROGATE
SUI RAPPORTI MAFIA-POLITICA
L'indagine prende il via da una denuncia di Danilo Dolci - Ascoltato
anche Franco Alasia
di Mario Erancese
U
na sottocommissione dell'AntimaIia e giunta ieri in gran segreto a Palermo per indagare sui
rapporti maIia-politica in seguito alla nota denuncia di Danilo Dolci: un'indagine che ha come
obiettivo quello di stabilire la portata del connubio tra taluni uomini politici e la maIia.
Ia denuncia di Danilo Dolci risale al 1965. Segui una querela contro di lui dell'on. Bernardo Matta-
rella e dell'on. Calogero Volpe, querela sIociata in un regolare processo conclusosi, in primo grado,
con la condanna di Dolci.
A Palermo, per questa indagine, e stata inviata una sottocommissione composta dai parlamentari
Scardavilla (PSI) e Iugnano (PCI), dal tenente dei carabinieri addetto alla commissione di inchiesta
parlamentare De Bonis e dal magistrato Bertoni che, all'antimaIia, ha preso il posto del deIenestrato
Romolo Pietroni.
I'arrivo della sottocommissione era stato preceduto dalla notiIica di una trentina di citazioni a testi
residenti in centri nevralgici della provincia. Ieri ne sono stati invitati dieci. Cinque sono stati inter-
rogati nella seduta antimeridiana tenutasi in un uIIicio della Procura Generale e cinque in quella
della sottocommissione. In particolare, in mattinata sono stati sentiti Erancesco Zanna di Monreale,
consigliere comunale comunista, lo studente universitario Giuseppe Eerrara, consigliere comunale di
Partinico, Gaetano D'Andrea di Alia, Erancesco Ieto di Monreale, iscritto al PCI, Corrado Pinzone
(PCI), dipendente del Comune di Corleone e Eranco Alasia, amico di Dolci, del Centro studi di Par-
tinico. Nel pomeriggio e stato il turno di Michelangelo Mercante di VillaIrati, del segretario provin-
ciale dell'UCI (PSI) di Corleone Io Monaco, di un altro corleonese e di un giovane di Trappeto.
Tutti erano in possesso di invito, notiIicato dalla polizia giudiziaria, col quale veniva speciIicato che
dovevano essere interrogati in merito alla "denuncia di Danilo Dolci all'AntimaIia".
Molti dei testi interrogati hanno preIerito riIugiarsi nel riserbo accennando a "tempi ancora non
maturi"; altri sono stati piu loquaci, come ad esempio Eranco Alasia, Erancesco Ieto di Monreale e
Corrado Pinzone di Corleone. Ma gli elementi Iorniti erano da tempo gia noti.
Eranco Alasia ha detto ai cronisti di avere conIermato alla sottocommissione le richieste gia Iormu-
late alla stessa insieme a Danilo Dolci. Il rappresentante del Centro studi di Partinico, inoltre, ha
dichiarato di avere sollecitato l'accertamento dei rapporti tra Bernardo Mattarella e l'industriale Gia-
como Caruso, padre del giovane sequestrato alla Iine dello scorso Iebbraio. Ha anche sollecitato l'ac-
certamento dei proprietari del motopesca trapanese "Oceania rosa" di 300 tonnellate e del valore di
oltre 400 milioni, risultante, ad avviso del teste, "senza armatore e di proprieta di una societa avente
capitale sociale di circa un milione".
Erancesco Ieto, di Monreale, ha dichiarato ai cronisti di aver riIerito taluni signiIicativi episodi dei
tempi della banda di Salvatore Giuliano. Alla sottocommissione ha rivelato la conIidenza ricevuta
durante gli anni caldi di Montelepre da un capitano dei carabinieri, Pagano, poi congedatosi dopo
essere stato Ierito durante la lotta al banditismo. Secondo Ieto, il capitano Pagano gli avrebbe conIi-
dato di avere avuto per ben due volte in mano Turiddu Giuliano e di essere stato costretto, per ordini
superiori, in entrambe le volte, a rilasciarlo. Queste le domande quindi del comunista di Monreale:
"Da chi ebbe l'ordine il capitano Pagano di rilasciare Giuliano? E per quali motivi lo stesso uIIiciale
dell'Arma si congedo?" Ancora, Ieto avrebbe evidenziato, con racconti di episodi, il connubio tra
maIia e uomini politici democristiani.
Pinzone di Corleone ha riIerito sul particolare comportamento tenuto dal presunto capomaIia dottor
Michele Navarra in occasione di una votazione per il Parlamento nazionale e di un impedimento della
moglie. Un episodio questo riportato anche da documentari televisivi.
Gli altri testi, come detto, non si sono sbottonati. Stamane, la sottocommissione continuera i suoi
lavori avendo in programma un'altra decina di interrogatori.
tra maIia, massoneria e politica,
per decenni e stato Pino Manda-
lari, un massone ex appartenente
al movimento sociale italiano, ex
commercialista e socio di Toto
Riina. Nel '93-'94 si e attivato per
portare voti a Eorza Italia e Iarne
eleggere i candidati. Quindi i col-
legamenti sono davvero molto
Iitti tra le Iamiglie e i politici di
certi partiti.
scrittore di libri inchiesta su
Berlusconi
Giov Giannone`
Piu che un evoluzione del Ieno-
meno maIia-politica, io credo che
ci sara un'involuzione e questo
e l'obiettivo che ci poniamo. Io
Stato dovrebbe delegare alcune
delle sue competenze, dando
maggiore responsabilita d'inci-
dere sul territorio ai comuni e
ai sindaci, che devono essere
dei tutori della legalita. Bisogna
adottare tutti quegli atti neces-
sari che si traducono in traspa-
renza e chiusura ai tentativi della
criminalita a trarre lucri da inve-
stimenti che riguardano la pub-
blica amministrazione. Ecco la
ragione per la quale ritengo che
il rapporto maIia-politica si stia
evolvendo in meglio, noto una
maggiore responsabilita conIe-
rita ai Iunzionari amministrativi,
mentre ai politici va meno di
questa responsabilita (dal punto
di vista Iormale), meno perche
l'amministratore Ia dei pro-
grammi che poi da ai Iunzionari
da gestire. Bisogna comunque
dire che la maIia ha sempre
votato, pur trattandosi di una pic-
colissima parte dei cittadini che
vanno a votare. Credo pero che
il problema sia culturale: il citta-
dino deve sentirsi vicino alle isti-
tuzioni. Questo nel passato Iorse
non avveniva e il cittadino si
rivolgeva a delle associazioni per
avere intermediari con l'ammini-
strazione. Penso comunque che
tutto questo non ci sia piu da
decenni. Resta il Iatto che i poli-
tici hanno il dovere di selezio-
nare chi deve rappresentare gli
interessi della cittadinanza. Per
quanto riguarda le prossime ele-
zioni, sono d'accordo sul Iatto
che la maIia cerca nuovi reIe-
renti politici, ma non solo quelli
candidati alla vittoria, perche da
questo possono trarre i loro van-
taggi. Non dimentichiamo che
tutte le condanne avute in cas-
sazione hanno tolto terreno alla
maIia. E' stato Iatto un grande
lavoro da parte della magi-
stratura, delle Iorze dell'ordine.
Ritengo che la maIia dal punto
di vista economico sia uno stato
dentro lo stato, mentre dal punto
di vista elettorale non lo e piu,
cioe non e piu quel contenitore
di voti. Sono quindi convinto che
nessuna Iorza politica puo essere
cosi scellerata da scendere a patti
con un'organizzazione criminale
per avere in cambio dei bene-
Iici. Ia politica sta su un gradino
superiore alla maIia. Ricordia-
moci che la maIia agisce all'in-
terno delle multinazionali ed e
li che bisogna sicuramente com-
batterla.
Coordinatore di Forza Italia
di Jillabate (Pa)
Nicola Traina`
Il rapporto maIia e politica e
cambiato, ora e piu sottile, i Iigli
dei maIiosi hanno avuto la possi-
bilita di studiare, si sono laureati,
giocano in borsa e quindi con-
dizionano l'economia in maniera
molto piu subdola di una volta.
Tutto cio comporta una maggiore
diIIicolta per il cittadino, per
la societa stessa ad individuare
questo tipo di rapporto tra il poli-
tico e il maIioso. C'e anche da dire
che la maIia e entrata sicuramente
nel meccanismo della globaliz-
zazione, si e raIIorzata, collegan-
dosi ad altre realta internazionali
e quindi diventa piu Iacile
nascondere capitali all'estero.
Penso inoltre che per colpire la
maIia al cuore bisogna colpirne i
patrimoni accelerando i tempi del
sequestro dei beni dei maIiosi.
Queste prossime elezioni rappre-
sentano una tappa Iondamentale
per il nostro paese. Se al potere
dovessero salire le destre, la diIIi-
colta maggiore sarebbe quella di
trovare gente che si impegni, che
Iaccia la propria parte per creare
Iormazione. Se questi politici ci
governeranno, sara diIIicile un
dialogo sui temi importanti che
aIIliggono l'Italia: tasse, previ-
denza, occupazione, legalita.
Segretario dei DS di Jillabate
(PA)
Salvatore Tesauro`
Prima ancora che da esponente
politico, da semplice cittadino,
voglio dire che non mi puo bastare
la cattura di Bernardo Proven-
zano per mettere la parola Iine a
Cosa Nostra. Sono d'accordo con
Ealcone quando diceva: "Voglio
che si tro-
vino quelle
menti sottili
che hanno
c r e a t o
questo Ieno-
meno...". Io
vedo la
massoneria
deviata, i ser-
vizi segreti
deviati che,
creando un
certo disa-
gio nel
Paese, un'in-
s t a b i l i t a
Ianno si che
le destre
abbiano un
potere Iorte,
per poter
i n c i d e r e
nella realta
della democrazia. Di contraltare
ritengo che in questi anni la poli-
tica della sinistra non sia stata
blanda. Ia lotta alla maIia e un
principio prioritario per la sinistra,
mentre le destre ne parlano poco,
loro Ianno riIerimento alle citta
piu sicure, alla micro-criminalita.
Alla destra non interessa parlare
della maIia, perche la destra tende
sempre di piu a snaturare quella
che e l'illegalita, anziche condan-
narla, Iacendo Iinta che non esiste
e che si puo by-passare. Il mio
timore con una destra al governo
e quella dell'impunita di chi com-
mette oggi un crimine per il quale
domani non dovra rispondere.
Esponente del direttivo della
sezione dei DS
di Jillabate
Per dovere di cronaca preci-
siamo che l'invito ad espri-
mere l'opinione stato esteso
anche ai maggiori esponenti
di tutte le coalizioni politiche.
Ogni segmento di econo-
mia pulita che viene com-
prato da un clan diventa
una lavatrice per il denaro
sporco delle altre attivit
illecite
(A. Jendola)
52 Aprile-Maggio 2bb1
M
aIia e politica: un
legame ormai
tramontato? Se
cosi Iosse, a
rigore, non si
dovrebbe piu parlare di maIia
ma soltanto di criminalita piu o
meno organizzata. Perche? Sem-
plice: sin dalle origini la "con-
notazione speciIica" della maIia
e sempre stata "costituita dal-
l'incessante ricerca di un colle-
gamento con i pubblici poteri".
Un banale condensato di grosso-
lane concezioni IilosoIiche o di
arbitrarie letture sociologiche del
problema? Tutt'altro! Per quanto
strano possa sembrare, si tratta
della naturale conclusione rag-
giunta da un'autorevole Ionte
uIIiciale: la precisazione, basata
su una documentata analisi sto-
rica di avvenimenti e situazioni,
si legge inIatti nella relazione
del presidente della Commis-
sione parlamentare d'inchiesta
sul Ienomeno della sesta legisla-
tura, il senatore Iuigi Carraro,
docente di diritto all'Universita
di Padova.
Quale il motivo di Iondo della
secolare tendenza? "Ia maIia -
sostiene Sebastiano Patane, per
tanti anni magistrato a Calta-
nissetta, una delle province piu
calde della Sicilia - cerca il pro-
Iitto e, siccome e Iuori legge,
cerca qualsiasi proIitto, lecito o
illecito, giusto o ingiusto, con
qualsiasi mezzo ed in qualsiasi
modo. Ia scelta operativa e data
da una valutazione tra proIitto
e rischio. Qui entra in gioco ed
ha un peso considerevole il Iatto
che il proIitto crea ricchezza e
che la ricchezza da potere ed a
sua volta il potere da ricchezza.
Da cio la necessita di un rap-
porto necessario maIia-potere,
che spesso si concretizza nel rap-
porto maIia-potere politico in
posizioni di indipendenza, inter-
dipendenza, di aIIiancamento, di
aiuto mutevole secondo i tempi,
le circostanze, le occasioni, gli
uomini e le loro capacita". Quale
lo scopo dell'inossidabile
legame? "Si vuole da un canto
il massimo proIitto e dall'altro
il minimo rischio, aIIrontando il
meno possibile indagini di poli-
zia, processi, rigori della legge".
Ed e stato proprio per questo
che, a partire dall'Unita, quanti -
magistrati, carabinieri, poliziotti
- hanno contrastato seriamente
l'economia maIiosa o osato
proIanare certi "santuari invio-
labili" agendo coraggiosamente
in prima linea, ad oltranza e
senza guardare in Iaccia nes-
suno, sono rimasti vittime della
violenza maIiosa. Stando cosi le
cose, non si puo non concludere
che la maIia si e rivelata storica-
mente un vero e proprio potere
economico e politico esercitato
con la violenza.
"Ia storia della maIia - ripete
sempre Michele Pantaleone - e
per sua natura una storia di col-
lusioni tra boss maIiosi e politici
boss. E proprio la storia dimo-
stra che la maIia e sempre stata
governativa. Eu con la Destra
dopo l'Unita d'Italia, con i liberali
con i Iascisti, con il movimento
separatista. E passata con la DC
quando questo partito ha saputo
qualiIicarsi come Iorza politica
di sicuro e duraturo potere, si e
riversata nei partiti laici quando
la DC e stata incalzata dall'opi-
nione pubblica sotto la spinta
Iavorevole dell'AntimaIia. Ha
guardato con benevolenza i par-
titi tradizionalmente impegnati
nella lotta contro la maIia quando
questi hanno maniIestato volonta
di accettare la politica della DC e
collaborare con essa nel clima di
un assurdo ed inspiegabile com-
promesso che ha portato all'in-
sabbiamento dei lavori della
Commissione parlamen-
tare antimaIia".
SigniIicativo, in
tal senso, un
epi s odi o
veriIica-
tosi in
Sicilia
verso la
Iine degli
anni Settanta.
Durante una cam-
pagna elettorale, un
vecchio maIioso di paese
parlava con dei giovanotti seduto
al tavolo di un bar. "Noi dell'ono-
rata societa - disse a un certo
punto - siamo sempre stati onesti,
leali, coerenti: soprattutto in poli-
tica". Meravigliato, un uIIiciale
dell'esercito in pensione, presso-
che coetaneo del boss, muove dal
tavolo accanto vivaci obiezioni
sulla proclamata "coerenza" ed
elenca le ... "storiche alleanze"
Iacendo notare che una certa ten-
denza, nell'Ottocento, si mani-
Iesto anche con l'avvento della
Sinistra al potere. Colpito nell'or-
goglio, il vecchio "don" diventa
rosso, batte i pugni sul tavolo,
si alza e grida: "Ma che caspita
vai dicendo? Noi uomini d'onore,
ripeto, siamo sempre stati onesti
appunto perche coerenti: siamo
sempre stati del partito del
Governo! Semmai e il Governo
che cambia partito!".
Anche negli anni dell'Ulivo?
Decisamente no, anche se non
sono mancate signiIicative con-
traddizioni. Quali? Un sottose-
gretario "dimissionato" per certe
Irequentazioni, un altro - per
la prima volta nella storia del
Paese - arrestato per associazione
maIiosa mentre era in carica;
uomini di partito ed amministra-
tori locali dell'area della maggio-
ranza - oltre che dell'opposizione,
ovviamente - coinvolti in tante
inchieste per gli stessi motivi.
Particolarmente inquietanti in
Sicilia, Calabria e Campania le
vicende degli appalti pilotati che
hanno avuto come protagonisti
personaggi di maIia, camorra e
ndrangheta ed esponenti del PCI-
PDS-DS e delle cooperative
rosse. Che dire poi
delle rivelazioni di Napoleone
Colajanni di aver accettato soldi
da imprenditori maIiosi per il
bene del partito e senza con-
tropartita? Qualcuno che cono-
sce bene le segrete cose di Cosa
Nostra se la sente di sostenere
che la maIia e disposta ad oIIrire
aiuti a qualcuno senza ricevere
in cambio Iavori o vantaggi?
E come si spiega il Iatto che
la normativa antimaIia perIezio-
nata ed irrobustita dopo le stragi
del 92 e gli attentati del 93 e
stata modiIicata in peggio pro-
prio negli anni dell'Ulivo ?
Come mai il "palazzo" e rima-
sto sordo agli appelli lanciati dai
magistrati di trincea che Iace-
vano capire anche ai sassi che le
leggi che si erano rivelate molto
incisive nell'azione di contrasto
delle cosche diventavano, giorno
dopo giorno, delle armi sempre
piu spuntate per Ironteggiare la
crescente potenza e pericolosita
delle organizzazioni maIiose?
Come mai, gia nel dicembre
del 96, Giancarlo Caselli si
vide costretto a Iar notare che il
"palazzo" si comportava come se
la maIia non esistesse e piu recen-
temente ha parlato di normaliz-
zazione e di restaurazione?
Come mai nel 98 il Sisde e il
Sismi hanno rilevato a chiare let-
tere che la "piovra" aveva avviato
manovre di inabissamento per
dare a intendere alle pubbliche
istituzioni e alla societa civile
che la sua attivita e la sua perico-
losita erano diminuite notevol-
mente e chi di dovere non si e
comportato di conseguenza?
Come mai, dopo queste segna-
lazioni i procuratori della
Repubblica delle
zone a maggior
rischio hanno
denunciato
c o n t i -
n u a -
ment e
il per-
manere del
calo di atten-
zione e di ten-
sione e a Iar presente
che alla parola antimaIia
era stato messo il silenziatore?
Come mai personaggi illustri
che hanno Iatto carriera anche
per l'impegno antimaIia a un
certo punto si sono messi "in
sonno" risvegliandosi solo alla
vigilia della campagna eletto-
rale? Iuciano Violante, ad esem-
pio, non ha mai risposto agli
inviti di AntimaIia 2000 a rilan-
ciare, per una questione di coe-
renza, alcuni dei temi trattati nel
suo libro "Non e la piovra". Nel
gennaio scorso, in un'intervista,
Giuseppe D'Avanzo di Repub-
blica gli ha chiesto:"Perche e
tornato ad occuparsi di maIia
dopo anni di silenzio?". Rispo-
sta: "Non c'e stata settimana, in
questi anni, che non sia andato
in una scuola a discutere di lega-
lita e quindi anche di maIia.
Mi dispiace per chi non se n'e
accorto". In verita ce ne siamo
accorti tutti. Una volta, pero, Vio-
lante parlava e scriveva soprat-
Anche negli anni dell'Ulivo ?
Michele Pantaleone: "La storia della mafia? Un perverso intreccio di collusioni
fra boss mafiosi e politici boss"
- Un vecchio padrino: "L' onorata societ ? Un esempio di coerenza politica: noi siamo stati
sempre del partito del Governo; semmai il Governo che cambia partito".
di Enzo Guidotto *
tutto di maIia e quindi anche di
legalita.
Una inversione di tendenza,
questa, che e coincisa con quella
di tanti "Iedelissimi" che negli
ultimi tempi hanno realizzato
prevalentemente o esclusiva-
mente iniziative di educazione
alla legalita, spesso in senso
generico ed astratto, puntando
sulla Iormazione dei giovani,
speranze del Iuturo, e trascu-
rando o Iacendo Iinta di ignorare
la necessita del presente maniIe-
stata da piu parti di "sensibiliz-
zare l'opinione pubblica - come
diceva il preIetto Carlo Alberto
Dalla Chiesa - per creare una
coscienza collettiva antimaIia"
capace di esercitare sulle isti-
tuzioni la stessa pressione che
aveva esercitato dopo le stragi
del 92 e gli attentati del 93.
E le conseguenze si sono viste.
"Di lotta alla maIia, da tempo,
se ne parla sempre meno" ha
dichiarato nel dicembre scorso
Rita Borsellino in un'intervista
a Pino Pignatta di Eamiglia Cri-
stiana. "Qualcuno vuol Iar cre-
dere che la maIia non ci sia piu.
E invece sappiamo bene che la
maIia e pericolosa quanto prima
e piu di prima, di quando ammaz-
zava, perche meno riconoscibile.
Io dicono i magistrati, spesso
inascoltati e lasciati soli a com-
battere con le regole complesse e
contorte. E le regole non le Ianno
i magistrati".
"Un calo di attenzione inquie-
tante", ha osservato il giornali-
sta. "Me ne accorgo dai dibattiti,
sino a due anni Ia molto Irequen-
tati, e dal comportamento dei
politici: hanno preso le distanze
dai Iatti e dalle maniIestazioni
della societa civile a cui parteci-
pavano. Molte loro scelte sono
improntate alla normalita che
Irancamente non condivido".
Conclusione? Il vuoto creato
da silenzi, incoerenze, inadem-
pienze e contraddizioni e da ten-
tativi di normalizzazione e di
restaurazione e stato colmato
progressivamente dalla disin-
Iormazione tanto martellante
quanto interessata delle truppe
del "Cavaliere", tendente ad
innalzare spesse cortine Iumo-
gene sull'inquinamento maIioso
della loro squadra ed a mettere in
cattiva luce i magistrati di trin-
cea che rischiano la vita tutti i
giorni ed i collaboratori di giu-
stizia senza distinzione di sorta.
Scopo, quest'ultimo, in verita
perseguito costantemente anche
da Ottaviano Del Turco Iinche
e rimasto alla presidenza della
Commissione antimaIia. E Iorse
proprio per questo e stato pre-
miato con la nomina a ministro.
Il resto e cosa dei nostri giorni.
Pronostici per il "Iuturo" ormai
prossimo? "Chi vivra vedra",
dice il proverbio.

Presidente dell' Osservatorio
veneto sul fenomeno mafioso
53 Aprile-Maggio 2bb1

ha vinto
1
ommaso Buscetta se ne
e andato afdando alla
penna di Saverio Lodato il
suo amaro testamento. la maa
ha vinto. Io e il dottor Falcone ci
siamo sbagliati'.
Ne e nato un best seller che solo
per la scelta del titolo ha solle-
vato polemiche e vivaci dibattiti.
Apriamo questo Forum proprio
per raccogliere tutti i commenti,
le critiche e i pareri rilasciati da
giornalisti, politici, magistrati,
e addetti ai lavori suscitati da
ununica fondamentale
domanda.
La maa ha davvero vinto?
Nino Caponnetto

Vi ringrazio, perche mi avete dato
occasione per leggere ancora una
volta il libro - intervista di
Iodato. E sono rimasto nuo-
vamente colpito dalla Iorza
"morale" che emerge dai ricordi
di Buscetta.
Qualcuno, Iorse, non con-
cordera con quell'ag-
gettivo - "morale" -
usato per un uomo
che, sicuramente,
ha violato la
legge e subito
numerose con-
danne.
Ma c'e una
tale coerenza
nei suoi com-
portamenti e
nelle sue
dichiarazioni
che non si puo
non provare
rispetto.
Iodato ha voluto -
quasi provocatoria-
mente - intitolare il su
libro Ia maIia ha vinto
per sottolineare come lo Stato
avesse perduto, quando oramai
ne erano state porte le premesse,
l'occasione per dare il colpo di
grazia al Ienomeno maIioso.
Ricordo che il Procuratore Capo
di Palermo, Dott. Pietro Grasso,
intervistato da un quotidiano
subito dopo la morte del pentito
circa un anno Ia, disse di non
essere d'accordo col pessimismo
maniIestato da Don Masino negli
ultimi anni della sua vita, ed
aggiunse: si puo dire semmai
che lo Stato non ha sconIitto deIi-
nitivamente la maIia, pur avendo
inIlitto colpi durissimi>>.
Tre episodi, in particolare,
avevano negativamente colpito
Buscetta: l'assoluzione di Andre-
otti (nel processo di Perugia),
la nuova legge sui pentiti (allora
approvata dal Senato, ed oggi
varata deIinitivamente: una legge
- in verita - imposta da motivi
di opportunita e di necessita) e
le nuove regole sul "giusto pro-
cesso" (che egli riteneva non
dovessero applicarsi nei processi
di maIia).
Su quest'ultimo punto - Iorse -
aveva ragione Buscetta, come gia
osservava il Dott. Grasso nella
citata sua intervista; e proprio
ieri - 7 marzo - la relazione
Iinale al Parlamento del Presi-
dente della Commissione Nazio-
nale AntimaIia Giuseppe Iumia
ribadiva la necessita di "un serio
ed eIIicace contrasto alle cosche,
innanzitutto prevedendo un
regime diverso per i reati di maIia
- il cosiddetto doppio binario - in
tutte le leggi su temi penali>>.
Riguardo - poi - all'assoluzione
di Andreotti, non e diIIicile
comprendere i motivi della rea-
zione di Buscetta; del resto basta
aver seguito le recenti polemiche
e rileggere l'appello presentato
dalla Procura della Repubblica
di Perugia per capire meglio le
parole con cui si chiude l'intervi-
sta di Iodato:
Non mi sono mai augurato
sentenze di
c o n -
danna
nei conIronti di
qualcuno. In questi anni avevo
previsto cio che sarebbe acca-
duto... Prevedevo - e ora non
mi meravigliano per nulla - le
reazioni isteriche di un mondo
colluso e complice, o, bene che
vada, pavido e incoerente. Anche
questa e la Iorza di Cosa Nostra.
Vorrei che il tempo mi desse
torto, ma mi sta dando
ragione>>.
Non possiamo condividere il pes-
simismo di questa aIIermazione
Iinale, ma l'analisi che la pre-
cede mi appare tanto impietosa
quanto acuta.
Eirenze, marzo 2001
Adriana Musella
"Ia maIia ha vinto" e un messag-
gio molto realistico. Ia maIia ha
vinto nella misura in cui la poli-
tica glielo ha permesso. I'Italia
e il Paese delle emergenze:
durante l'emergenza ricorre a
provvedimenti e misure stra-
ordinarie, e si accorge, come
e accaduto dopo le stragi
di Palermo, dell'esistenza
della maIia. Quando poi ci
si allontana dal momento
dell'emergenza, il problema
maIia perde d'importanza,
ma invece sussiste, poiche la
storia ci insegna che, proprio
nei momenti di silenzio, la
maIia si organizza e diventa
piu Iorte di prima. Dopo una
prima presa di coscienza da
parte delle istituzioni e quindi
della politica tutta, con prov-
vedimenti legislativi a Iavore
della lotta alla maIia, con
il passare degli anni tale
impegno si svilisce. Con la
riIorma 513, le varie richie-
ste per un minor inaspri-
mento della pena del 41 bis
e quella per l'abolizione del-
l'ergastolo, penso che le
abbiamo viste di tutti
i colori. Questo
ha Iatto si
che la
maIia si
riorganiz-
zasse, che i col-
laboratori di giustizia
venissero lottati in maniera
esplicita e che tutti diventassero
improvvisamente garantisti. E'
cominciata una guerra contro
coloro che Iino a quel momento
erano stati sostenuti, e parlo dei
collaboratori di giustizia e dei
magistrati. Questi ultimi sono
stati lasciati soli, quando non
sono stati addirittura deIiniti
pazzi e assassini e quindi lottati,
anche nella loro azione, dai par-
titi, nessuno escluso. Si tratta pur-
troppo di un discorso di illegalita
e di connivenza trasversale. E lo
dico da una citta come Reggio
Calabria dove gli appalti sono
vinti dalle imprese maIiose.
Buscetta disse che la maIia
sarebbe diventata ancora piu
Iorte di quanto lui e Ealcone si
sarebbero potuti aspettare. E cer-
tamente e ancora piu Iorte li dove
trova il consenso della politica.
Penso che ci eravamo sbagliati
tutti, poiche tutti noi che abbiamo
attraversato un certo periodo sto-
rico, assai Iruttuoso dal punto
di vista di attivismo e di impe-
gno antimaIia, ci eravamo illusi
che la societa civile in qualche
maniera avesse vinto la sua bat-
taglia, con Tangentopoli prima e
con le inchieste di Mani Pulite
poi. Senza contare tutti i prov-
vedimenti che seguirono le
stragi nei primi anni '90! Non
avremmo mai potuto imma-
ginare che saremmo tornati
indietro. Credevamo di essere
all'inizio di una campagna di
liberazione e invece coloro
che in un primo tempo hanno
appoggiato, durante la resi-
stenza civile, quelle battaglie
anche politicamente, hanno Iatto
marcia indietro poiche coinvolti
in una politica di compromesso.
Ia maIia e diventata piu Iorte
poiche dalla sua parte ha avuto
un po' tutti. Nessuno le e andato
veramente contro. Si e cercato
di screditare l'intero mondo dei
collaboratori di giustizia nel
momento in cui questi ultimi
hanno cominciato a toccare il
santuario della politica. Da quel
momento non hanno Iatto piu
comodo. Per me la maIia ha vinto
in questo senso, ha vinto poiche
ha trovato una classe politica
compiacente. Che in quest'ultima
poi ci siano anche persone per-
bene, non possiamo negarlo, ma
la societa civile, che ha combat-
tuto una certa battaglia, oggi si
trova senza un punto di riIeri-
mento politico certo. E' una triste
verita. Io Stato potra dire che
la maIia ha perso quando si sara
scrollato di dosso tutti i rami
secchi, quando ci sara uno Stato
di diritto vero e quando i partiti
e tutte le varie coalizioni, Polo
o Ulivo che sia, abbiano Iatto
veramente pulizia al loro interno.
Quando impediremo alla maIia
una connivenza con le istitu-
zioni, allora potremo dire che
avra perso. Ma in alcune regioni
la maIia e addirittura al governo.
Ia maIia comanda. E aIIermare
che essa e l'antistato e la piu
grande bestemmia che si possa
dire. InIatti, Iino ad oggi, la maIia
ha costituito un binomio stretto
con lo Stato; quando questo non
avverra piu e lo Stato dimostrera
di essere davvero uno Stato,
allora la maIia avra perso. Ie
istituzioni e la politica sono la
maIia che, proprio attraverso di
esse, continua a comandare.
Letizia Battaglia
Non mi sento assolutamente in
grado di dire che la maIia ha
vinto. Non ha vinto Iinche ci sono
tutte quelle persone che vogliono
giustizia. Comunque sia il peri-
colo e nella globalizzazione della
maIia. Essa esiste, e presente e
lo sentiamo da tutte le spinte che
ci sono verso certi lavori pub-
blici, da come la gente e pres-
sionata dalle varie richieste di
pizzo. Pero non si puo dire che la
maIia ha vinto, poiche dicendolo
distruggiamo tutti i sacriIici che
tante persone, come Ealcone e
Borsellino, hanno Iatto per libe-
rarci. Ia maIia e Iorte e la dob-
biamo contrastare. Se Buscetta
ha detto che la maIia ha vinto e
anche perche, nonostante tutto,
gli era rimasto un pensiero
maIioso. Contrastando Cosa
Nostra ci troviamo ad aver a che
Iare con la politica e con il pen-
siero della gente che spesso e
pigro anche se non e maIioso,
e assente, e narcotizzato dagli
specchietti per le allodole come
il Grande Eratello o il Eestival di
Sanremo. Ci sono molti ostacoli
nella lotta alla maIia: un mondo
superIiciale che vive una vita
senza signiIicato. E' questo lo
spazio per la maIia. Ci sono pre-
senze non insigniIicanti che con-
tinuano a dire che ce la Iaremo,
che ancora ci mette la vita. Piu
che la maIia che uccide, a pesare
e il pensiero della corruzione che
si da' la mano con essa.
54 Aprile-Maggio 2bb1
Lc l oro i dcc canni nano sul l c nosIrc ganbc
Promemoria
'V
a, inIine, qui ricordato un altro oscuro perso-
naggio, Pippo Calo. Gia gli inquirenti palermi-
tani nel rapporto del 13.7.1982 avevano segna-
lato l'estrema pericolosita del Calo e la sua alleanza coi Cor-
leonesi. Tommaso Buscetta poi ne aveva rivelato appieno la
statura criminale accusandolo, Ira l'altro, di essere coinvolto
nello omicidio del procuratore della Repubblica di Palermo,
Pietro Scaglione nei sequestri di persona piu gravi, e, a Roma,
in oscure trame Ira cui il caso Calvi. Grazie alle dichiara-
zioni di Buscetta era stato possibile identiIicare in Pippo Calo
un personaggio enigmatico venuto alla ribalta nel corso del-
l'istruttoria per l'omicidio di Domenico Balducci, il sedicente
Mario Aglialoro, siciliano, vero deus ex machina di torbide
vicende e di oscure manovre; ed era stato altresi accertato
che, in ville contigue messe a disposizione dall'imprenditore
siciliano Iuigi Ealdetta, avevano alloggiato contemporanea-
mente, un'estate, il Calo ed il noto Erancesco Pazienza.
E' notizia recentissima che in una villa di Poggio San Iorenzo
(Rieti), acquistata da Guido Cercola nell'interesse del Calo,
sono stati rinvenuti dalla squadra mobile di Roma (Vol. 203 I.
231 e ss.) oltre a 6,5 chilogrammi di eroina, saponette di esplo-
sivo, mine anticarro, detonatori, un Iucile a pompa, rivoltelle e
relativo munizionamento, mentre nelle abitazioni romane del
Calo e del coimputato Eiorini Virgilio sono state sequestrate
soIisticate apparecchiature elettroniche, sicuramente utilizza-
bili per attentati, realizzate da un cittadino tedesco su incarico
proprio di Guido Cercola.
Altro non e possibile riIerire in questa sede, per non com-
promettere delicate istruttorie pendenti davanti ad altre
autorita giudiziarie.
Gli interrogativi suggeriti da questi Iatti sono tanti ed
inquietanti e bisognerebbe meditare attentamente sul-
l'ipotesi - avanzata dal Buscetta - della esistenza di strut-
ture segretissime, all'interno di Cosa Nostra, con Iinalita
ancora ignote ma certamente di enorme portata".
(1ratto dalla Ordinan:a - Senten:a nel procedimento
penale contro Abbate Giovanni 706)
'C
redo che Cosa Nostra
sia coinvolta in tutti gli
avvenimenti importanti
della vita siciliana, a cominciare
dallo sbarco alleato in Sicilia durante
la seconda guerra mondiale e dalla
nomina di sindaci maIiosi dopo la
Iiberazione. Non pretendo di avven-
turarmi in analisi politiche, ma non
mi si vorra Iar credere che alcuni
gruppi politici non si siano alleati a
Cosa Nostra - per un'evidente con-
vergenza di interessi - nel tentativo di
condizionare la nostra democrazia,
ancora immatura, eliminando perso-
naggi scomodi per entrambi".
Giovanni Falcone
'I
l nodo e pertanto essenzial-
mente politico. Ia via obbli-
gata per la rimozione delle
case che costituiscono la Iorza di
Cosa Nostra passa attraverso la resti-
tuzione della Iiducia nella Pubblica
Amministrazione, la cui perdu-
rante ineIIicienza e oggi incom-
patibile con l'ordinato svolgersi
della vita civile e rischia, pro-
traendosi nel tempo, di com-
promettere gravemente la possi-
bilita della popolazione, specie
isolana, di inserirsi nel circuito
europeo senza rischiare la com-
pleta emarginalizzazione".
Paolo Borsellino
'I
a maIia e una istituzione alter-
nativa che opera sul territorio
ponendosi in alternativa allo
Stato, non lottando con lo Stato andando
all'assalto dei palazzi comunali o dei
palazzi delle regioni, ma cercando di con-
quistarli dall'interno con il sistema della
collusione, della corruzione, della conti-
guita. Esiste perche ha consenso, perche
dove lo Stato e debole o non si sa presen-
tare con la Iorza imparziale delle leggi, il
consenso non va allo Stato, va a qualcuno
che risolve i problemi o che puo risolvere i
problemi in modo alternativo allo Stato".
Paolo Borsellino
'A
ppena la presenza dello Stato in Sicilia si indebolisce, il livello di scontro si alza. E
il maIioso diventa piu sicuro di se, piu convinto della propria impunita. Il dialogo
Stato/maIia, con gli alti e bassi tra i due ordinamenti, dimostra chiaramente che
Cosa Nostra non e un anti-Stato, ma piuttosto una organizzazione parallela che vuole approIit-
tare delle storture dello sviluppo economico, agendo nell'illegalita e che, appena si sente vera-
mente contestata e in diIIicolta, reagisce come puo, abbassando la china. Non dimentichiamo
che la maIia e l'organizzazione piu agile, duttile e pragmatica che si possa immaginare, rispetto
alle istituzioni e alla societa nel suo insieme. Quel che dico, me ne rendo conto, puo suonare
paradossale. Partendo dalla doppia morale della maIia sono arrivato allo Stato - ma come evi-
tare di parlare di Stato quando si parla di maIia? - e alla constatazione che la maIia si alimenta
dello Stato e adatta il proprio comportamento al suo. In quanto prodotto della sicilianita, la
maIia, al pari dei siciliani in genere, si sente Ierita dal disinteresse dello Stato e dagli errori
perpetrati dalle istituzioni a danno dell'isola. E quanto piu lo Stato si disinteressera della Sicilia
e le istituzioni Iaranno marcia indietro, tanto piu aumentera il potere dell'organizzazione".
Giovanni Falcone
'I
a maIia e
razionale,
v u o l e
ridurre al minimo gli
omicidi. Se la minaccia
non raggiunge il segno,
passa a un secondo
livello, riuscendo a
coinvolgere intellet-
tuali, uomini politici,
parlamentari, inducen-
doli a sollevare dubbi
sull'attivita di un poli-
ziotto o di un magi-
strato Iiccanaso, o
esercitando pressioni
dirette a ridurre il per-
sonaggio comodo al
silenzio. Alla Iine
ricorre all'attentato".
Giovanni Falcone
55 Aprile-Maggio 2bb1
8$$l68
$1NF
A cura di Claudia Valero e 1uan Martins
SICARI DELLA MAFIA RUSSA SPARANO AD UN DEPU-
TATO
16 marzo 2001
Mosca. Il 15 marzo scorso in una Irequentatissima zona del centro di
Mosca, in pieno giorno, Bashir Kodzoyev, un legislatore che appar-
tiene al partito russo 'Edinstvo (Unita) alcuni anni Ia era stato accu-
sato di truIIa e aveva dichiarato che nella Russia di Vladimir Putin
poco o niente era stato Iatto per mettere fne al crimine e alla corru-
zione, ha subito un agguato. Erano trascorse le due del pomeriggio
quando la Toyota Iand Cruiser nella quale viaggiava Kodzoyev ter-
minava la sua corsa Iermandosi davanti alla porta principale di un
edifcio nel quale c`erano gli uIfci in cui aveva fssato un appunta-
mento quando, dall`edifcio di Ironte, un Irancotiratore apri il Iuoco
con un Kalashhikov munito di silenziatore. Il deputato, gravemente
Ierito, e stato raggiunto al petto e alla spalla mentre sono morti nel-
l`attentato l`autista, il guardaspalle e il capitano della polizia. I`as-
sassino e i suoi possibili complici sono scomparsi lasciando nel
luogo del delitto l`arma da Iuoco. I`impronta e quella di un tipico
delitto commesso su comando. Gli esecutori, secondo Ionti poli-
ziesche, anche in questa circostanza sarebbero proIessionisti. Dopo
essere stato operato in un ospedale della capitale russa, nello stato
del Kodzoyev, l`uomo si trova ora nel reparto di terapia intensiva e
secondo i medici, che lo tengono sotto osservazione, sopravvivera
benche le sue condizioni siano gravi.
INDAGINI SU UN GIORNALISTA CINESE
22 marzo 2001
Parigi. I`organizzazione del Reparto Senza Erontiere ha inviato un
documento al governo cinese sulla morte del giornalista che scom-
parve lo scorso gennaio per aver denunciato le mafe, secondo il
governo locale si ritiene che l`uomo si sia suicidato.
Il corpo di Eeng Zhaoxia, giornalista della provincia di Shaanxi (a
sud-est di Pechino) Iu trovato con un proIondo taglio alla gola lo
scorso 15 gennaio. Ia polizia, dopo essersi occupata del caso per una
settimana, ha concluso che si e trattato di suicidio, una tesi che lascia
nel dubbio sia la Iamiglia che i suoi colleghi di lavoro. Questi
dubbi dovrebbero indurre le autorita a riaprire il caso e non a nascon-
dere l`assassinio di un valente giornaliste>>, dichiara il segretario
generale del RSE, Robert Menard, nel documento inviato al gover-
natore di Shaanxi, Cheng Andong al cui interno viene spiegata l`im-
possibilita che il giornalista possa essersi Iatto da solo le Ierite che
aveva sul collo.
Prima della sua morte, Eeng Zhaoxia, che ha lavorato per il giornale
Gehie Daobao stava investigando sulle attivita della mafa locale e
aveva denunciato le relazioni esistenti tra il crimine organizzato e
alcuni responsabili del governo. Il giorno prima della sua scomparsa,
Eeng ricevette una teleIonata, usci dalla sua casa ma non vi torno.
ALBANESI E CRIMINE ORGANIZZATO
22 marzo 2001
Belgrado. Il ministro dell`Interno iugoslavo, Zoran Zivkovic, ha
dichiarato che gli estremisti albanesi sono in stretta relazione con
il crimine organizzato>>, inIormando di questo l`Agenzia Tanjug.
Gli integralisti albanesi che stanno impunemente danneggiando il
Kosovo e la Macedonia sono in relazione da molto tempo con il cri-
mine organizzato>>, ha dichiarato Zoran Zivkovic dopo aver intervi-
stato il polacco Marek Biernatsky. Il crimine organizzato fnanzia
l`estremismo e quest`ultimo in questa parte dei Balcani Iavorisce la
diIIusione del crimine organizzato>> tant`e che molti capi del traI-
fco di droga in Europa provengono dalla localita di Veliki Trnovac,
al sud della Serbia, controllata da ribelli albanesi.
Zivkovic ha rilasciato queste dichiarazioni lo stesso giorno in cui due
civili sono stati uccisi per mano dell`esercito macedone mentre due
poliziotti sono stati Ieriti in seguito ai diIIerenti attacchi perpetrati
dagli estremisti albanesi vicino alla Irontiera della provincia serba
con il Kosovo.
CORRUZIONE IN RUSSIA
23 marzo 2001
Mosca. Vladimir Ustinov, esponente del fsco, ha aIIermato che la
Russia perde ogni anno 15.000 milioni di dollari a causa della corru-
zione che danneggia alle Iondamenta la societa. Ogni anno inoltre
le Iughe illegali di capitale raggiungono i 20.000 e i 25.000 milioni
i dollari (3,6 e 4,5 pesetas). Perfno 40.000 imprese e un terzo delle
banche del paese sono controllate dalla mafa, solamente l`anno
scorso sono state aperte 2.000 indagini giudiziarie per il denaro
'lavato. Il Eisco ha recentemente dichiarato che l`anno prima Iurono
accusati di appropriazione di Iondi piu di 10.000 Iunzionari del-
l`Amministrazione, dei quali 1.500 erano esponenti delle Iorze del-
l`ordine.
Dobbiamo unire le nostre Iorze >> contro la corruzione, ha riba-
dito Ustinov durante una riunione con il direttore dei servizi di
sicurezza Nikolai Patruchev e con il ministro dell`Interno Vladimir
Ruchailo, in base alle inIormazioni date dagli agenti russi.

I
l Presidente della Commis-
sione parlamentare di inchie-
sta sul Ienomeno della maIia
e delle altre associazioni
criminali similari Giuseppe
Iumia, in occasione del termine
della legislatura, ha stilato la rela-
zione conclusiva con lo scopo di
portare all`attenzione del Parla-
mento e dell`opinione pubblica
quanto e stato Iatto sino ad oggi
dalla Commissione, nonche per
presentare un quadro generale
sullo stato della criminalita orga-
nizzata.
I`attacco piu violento perpetrato
da Cosa Nostra nei conIronti dello
Stato e dei suoi rappresentati isti-
tuzionali e costituito indubbia-
mente dalle stragi del `92, quelle
di Capaci e via D`Amelio. Ora, a
distanza di quasi un decennio, la
maIia sembra proprio aver cam-
biato strategia, adottando la linea
dell`inabissamento: la Iase attuale
e inIatti caratterizzata dalla totale
assenza di stragi e da una netta
diminuzione degli omicidi maIiosi,
tanto da aver indotto qualcuno a
ritenere che Cosa Nostra stesse
scomparendo. Ma non e cosi, essa
inIatti continua ad essere proIon-
damente radicata, soprattutto in
Sicilia e, pur avendo modiIicato
le sue Iorme, rimane tuttora estre-
mamente pericolosa e invisibile
sul piano nazionale e internazio-
nale. Anche le condizioni delle
altre maIie italiane, Ndrangheta,
Camorra e Sacra Corona Unita,
rimangono assolutamente preoc-
cupanti, seppur la loro pericolo-
sita ed il loro radi-
camento sembrereb-
bero diminuiti. Nella
relazione Iinale si
legge anche che Cosa
Nostra ha innanzi-
tutto modiIicato le
Iorme di recluta-
mento che, 'contra-
riamente al passato,
ora sono piu selettive
e rigorose. Ie aIIilia-
zioni tengono in mag-
gior conto i legami
di sangue, 'in cio
Iacendo tesoro del
modello seguito
dalla Ndrangheta che e riuscita a
sopportare piu agevolmente l`on-
data, per altri devastante, dei colla-
boratori proprio perche la struttura
Iondata sulla Iamiglia di sangue
del capobastone calabrese si e rive-
lata piu impermeabile di quella
tipica di Cosa Nostra.
Ie maIie peraltro, non rappresen-
tano solo un problema di carat-
tere criminale ma sono un vero e
proprio pericolo per la vita demo-
cratica del nostro Paese, poiche
attentano ai valori concreti della
societa, quali la dignita umana e la
liberta economica e morale. E la
storia d`Italia vede una democrazia
costantemente Ierita dal persistente
attacco dei poteri maIiosi: accanto
alla crescita dei diritti e delle Iorme
di partecipazione inIatti, esistono
zone d`ombra dentro le quali
hanno trovato spazio diversi poteri
occulti, tra cui quelli maIiosi. 'Sto-
ricamente, la capacita delle maIie
di insidiare la vita democratica di
un Paese risiede nella connessione
con i poteri economici e istitu-
zionali, attraverso la quale si rag-
giunge, col tempo, una massiccia
penetrazione nel tessuto sociale.
Ia coscienza comune dovrebbe
sapere che la maIia delle stragi e
Iiglia della maIia di sempre. Ie
strategie maIiose possono cam-
biare, ma lo scopo rimane lo stesso:
'inquinare la convivenza umana
per stravolgerla in consorteria, in
cosca, dove il dominio sostituisce
il governo, i diritti si tramutano
in Iavori, i doveri in vassallaggio,
i cittadini in sudditi. 'Politica
e maIia si incrociano
quindi Iatalmente,
poiche hanno di
Ironte a se un unico
territorio, un unico
popolo. 'Il punto
centrale della que-
stione e che la maIia,
quindi, Ia politica, nel
senso piu letterale del
termine: tenta di
gestire la res publica
attraverso
Gli strumenti per
combattere Cosa Nostra
La relazione conclusiva del presidente Lumia
a cura di Jessica Pezzetta
un`attivita di mediazione` che,
ovviamente, ha natura, metodi,
strumenti e scopi diIIerenti da
quelli della politica`, intesa
'come rappresentanza di ideali,
di progetti e di interessi secondo
metodi, strumenti e scopi da tutti
riconoscibili e condivisibili. Ia
politica deve diIendersi ed evitare
che la maIia possa inquinarla, ma
e Iondamentale che la politica in
se sia attacco sistemico alle maIie.
'Io stesso conIlitto politico tra le
varie coalizioni e tra i vari sog-
getti politici deve generare legalita,
non oIIrendo mai sponde, nean-
che per un voto, alla maIia poiche
il 'momento elettorale e sempre
quello piu delicato e piu esposto
ai pericoli dei condizionamenti
maIiosi.
A proposito di legalita, tra le varie
attivita svolte dalla Commissione
parlamentare antimaIia della XIII
legislatura, ritroviamo l`istituzione
di uno 'Sportello per le scuole e il
volontariato, nato 'dall`esigenza
della societa civile impegnata nella
lotta contro le maIie di poter usu-
Iruire di un apposito punto di riIe-
rimento istituzionale con il quale
rapportarsi direttamente ed essere
sostenuta nella sua azione di pre-
venzione. Io 'Sportello si pro-
pone di 'contribuire a promuo-
vere e a diIIondere nel Paese una
cultura della legalita democratica,
attraverso la predisposizione gra-
tuita di tre speciIici servizi: la
Iornitura di tutto il materiale par-
lamentare esistente sul Ienomeno
maIioso; l`invio di consulenti quali
relatori ad iniziative di studio e
di sensibilizzazione sui temi delle
maIie (per quanto riguarda quelle
estere, il Ienomeno criminale russo
non e stato Iino ad oggi parti-
colarmente visibile poiche esso,
in Italia, ha riguardato principal-
mente il riciclaggio e il reimpiego
delle risorse economiche e Iinan-
ziarie derivanti dalle attivita cri-
minali svolte negli Stati dell`ex
Unione sovietica) e dell`educa-
zione alla legalita; la Iornitura di
una consulenza per l`elaborazione
di progetti di educazione
alla legalita.
Contrasto: i gio-
vani risorsa princi-
pale per la lotta
alla criminalita
5 Aprile-Maggio 2bb1
T
utto e cominciato mer-
coledi 14 marzo 2001,
a "Satyricon" - pro-
gramma trasmesso da
Raidue e condotto dal
comico Daniele Iuttazzi - con la
presentazione del libro 'I'odore
dei soldi scritto dal giornalista de
La Repubblica Marco Travaglio
e dal parlamentare Elio Veltri. Ia
tempesta politica che si e scate-
nata ha diviso l'Italia e gli italiani a
meta. Sulla Rai e di nuovo buIera.
Questa volta Mario IandolIi (An),
presidente della Commissione di
vigilanza parlamentare sulla Rai
ha chiesto le dimissioni dell'intero
vertice dell'azienda. D'altronde
Travaglio non ha Iatto altro che
spiegare in televisione cose scritte
e pubblicate gia da qualche tempo.
"I'odore dei soldi" e una raccolta
di documentazioni e testimo-
nianze riguardanti l'ascesa
economica di Silvio Ber-
lusconi quando ancora non
era Iamoso, nonche le
inchieste su quella strut-
tura a scatole cinesi che ha
dato origine, alla Iine degli
anni Settanta, alla Einin-
vest. E Travaglio, in quella
puntata di "Satyricon", ha
illustrato dettagliatamente
alcune parti del suo libro.
Ia grave colpa del giorna-
lista sarebbe stata quella di
aver ricostruito, in televi-
sione, alcune vicende sulla
cui base avrebbe elaborato
il suo libro; il torto imper-
donabile commesso da Iut-
tazzi sarebbe stato invece
quello di aver incoraggiato
il suo ospite a parlare del
Cavaliere per di piu ironizzando
sulle conseguenze di quell'inter-
vista. Travaglio ha parlato della
segretezza del meccanismo Iinan-
ziario dal quale e nata la Eininvest,
dell'impossibilita di accertare la
provenienza del denaro, del peri-
odo che il boss Vittorio Mangano -
che apparterrebbe a Cosa Nostra,
come risulta dalle dichiarazioni di
Brusca e Cancemi e, soprattutto,
da alcune sentenze del Tribunale
di Palermo - avrebbe trascorso
nella villa di Arcore in qualita
di stalliere, dell'intervista a Paolo
Borsellino mai trasmessa da
alcuna rete televisiva (Iatta ecce-
zione per RaiNews24 ndr) nella
quale il giudice parlava proprio
dei presunti rapporti tra il Cava-
liere e lo stesso Mangano, delle
stragi Ealcone-Borsellino nonche
di quelle che hanno stravolto l'Ita-
lia nel 1993. I'intervista a Tra-
vaglio e partita da questi eventi
che ruoterebbero, a suo dire, "in
maniera inspiegabile intorno
all'ascesa dell'impero berlusco-
niano", per arrivare alla consa-
pevolezza da parte di Berlusconi
del Iatto che le Iorze politiche
che sino ad allora lo avevano
sostenuto - erano i primi anni '90
- stavano per lasciare il campo.
Sarebbe a quel punto che il Cava-
liere avrebbe deciso di creare
Eorza Italia. "I'odore dei soldi"
Ia perno sulle dichiarazioni che il
collaboratore di Berlusconi Ezio
Cartotto ha reso in tribunale. E
Iuttazzi ha chiuso l'intervista con
un'espressione piuttosto colorita
ma che, bisogna riconoscerlo,
rende perIettamente l'idea:
Non e Iacile trovare uomini
liberi in questa Italia di
merda>>. E a questo punto
sono scoppiate le inevitabili
quanto prevedibili polemiche
da parte del centrodestra ma, a
dire il vero, i primi taIIerugli
erano cominciati ancor prima
del termine di quell'intervista
esplosiva: inIatti il responsabile
per l'inIormazione di Eorza Italia
Paolo Romani, non ha perso
tempo: E' stato un attacco
proditorio, vergognoso, senza
precedenti contro il presidente
Berlusconi sul servizio pubblico.
Richiediamo una riunione imme-
diata della Commissione di
vigilanza per chiedere le dimis-
sioni dell'attuale vertice Rai e
dei suoi direttori. Questa e
un'azienda totalmente allo sbando
non piu in
grado di gestire
il servizio
pubbl i co>>.
S e c o n d o
Romani la tesi
di Iondo dell'in-
tervista era di
mostrare che
Berlusconi e il
capo della
m a I i a > > .
Anche il consi-
gliere di ammi-
nistrazione Rai
non si e lasciato
sIuggire l'occa-
sione per sIer-
zare un colpo
alla trasmis-
sione di Iut-
tazzi e con essa
a tutto il
centrosinistra:
I'attacco di
"Satyricon" e di
una gravita
inaudita in peri-
odo elettorale
in quanto volto
ad alterare
l'esito della con-
sultazione>>.
Dopo l'intervi-
sta Berlusconi e
Dell'Utri sareb-
bero giunti alla
decisione di
non partecipare
ad alcuna
t rasmi ssi one
ripa-
ratoria;
a v r e b -
bero pen-
sato piuttosto
ad una diIIida alla
Rai aIIinche non diI-
Ionda la cassetta con la
puntata di "Satyricon", nonche
alle querele contro gli autori del
libro e la Rai. Quest'ultima si
e mantenuta prudente e il diret-
tore di Raidue Carlo Ereccero,
avvertito dai giornalisti delle rea-
zioni violente - episodio scan-
daloso>> e killeraggio>> come
lo ha deIinito Eeltri - ha invitato
Marcello Dell'Utri a partecipare
alla prossima puntata di "Satyri-
con" per replicare, ma non ha
ricevuto risposta. Il presidente
di Mediaset Eedele ConIalonieri
ha disertato il "Global Iorum"
di Napoli poiche vi avrebbe
partecipato anche il presidente
della Rai... Zaccaria ha intanto
risposto che a
viale Mazzini non
c'e un padrone>>.
Secondo lo stesso
ConIalonieri non
saranno suIIicienti
50 miliardi di lire
da chiedere alla Rai
come risarcimento
per l'intervista a
Travaglio. Secondo
Berlusconi "Satyri-
con" "sara un
boomerang", ma
allora perche i
leader della Casa
delle liberta avreb-
bero dichiarato che
i rappresentanti del
centrodestra non
parteciperanno ai
programmi Rai
Iinche non verranno
a d o t -
tate regole
certe di garanzia da parte
della commissione parlamentare
di vigilanza>>? E non sono man-
cate le accuse anche per la man-
canza di par condicio che hanno
alimentato lo scontro all'interno
dello stesso Consiglio di ammi-
nistrazione Rai. Anche il leader
dei Ds Walter Veltroni e inter-
venuto condannando la censura
televisiva. Castagnetti, leader del
Ppi, ha commentato il centrode-
stra che ha sollevato un pol-
verone per coprire la pochezza
delle ragioni>>. E
tutto perche Tra-
vaglio ha parlato
della legge Tre-
monti come di
una simpatica
trovata del Berlu-
sconi governante
che ha Iatto rispar-
miare centinaia di
miliardi al Ber-
lusconi imprendi-
tore>>. Con la
legge Tremonti
veniva escluso
dall'imposizione
del reddito d'im-
presa il 50 per
cento del volume
degli investimenti
realizzati nel '94 e
nell'anno succes-
sivo, in eccedenza
L`odore dei soldi infuoca la
campagna elettorale
di Jessica Pezzetta
Politica di cartapesta
C
urzio Maltese si chiede, nel suo articolo uscito su La Repubblica lo scorso
16 marzo, se le domande che Iuttazzi ha posto a Travaglio nel corso dell'in-
tervista a "Satyricon" siano lecite: i cittadini hanno "diritto di chiedere conto
a un candidato premier di tutte le sue azioni, presenti e passate". E prosegue aIIer-
mando che "i Iatti citati non sono illazioni o teoremi, ma atti pubblici. Per atti e Iatti
assai meno gravi, Bill Clinton e stato torchiato per mesi dai giudici e dai media e ha
dovuto rendere conto in mondovisione dei suoi rapporti con Monica Iewinski, nel
dettaglio". E come Clinton tanti altri leader della maggioranza o dell'opposizione,
"per scandali veri o presunti", sono passati sotto il giudizio non della magistratura
ma dell'opinione pubblica - peraltro Travaglio non ha Iatto altro che mettere in
ordine documenti noti riportandone i contenuti ne "I'odore dei soldi", senza nem-
meno essere querelato -. "In qualunque altra democrazia un leader accusato di
comportamenti moralmente gravi, anche se non tutti penalmente rilevanti o pro-
vati, avrebbe gia risposto nelle sedi e nei modi opportuni, aule parlamentari e non
giudiziarie, dibattiti pubblici e televisivi". Ma in Italia c'e il timore di "demoniz-
zare" l'avversario ed e per questo che "i capi del centrosinistra hanno sepolto da
tempo temi come l'origine delle Iortune del padrone di Mediaset o il conIlitto di
interessi". Nessun politico o giornalista aveva mai posto una delle domande che
invece a "Satyricon" "sono Iinite nelle mani di una satira che le ha Iatte esplodere
tutte insieme". Ma se determinate aIIermazioni non Iossero state Iatte in tv rima-
nendo solamente "su libri e giornali o nelle aule dei tribunali", non sarebbe scop-
piato alcuno scandalo, come invece e accaduto, poiche "la televisione e 'il' luogo
della politica e questa vicenda lo conIerma". InIatti, se queste cose non Iossero state
dette in televisione "il Polo non sarebbe insorto e l'Ulivo non si sarebbe ricordato
degli strani stallieri di Arcore". Ma questa volta tutti si sono indignati, ma "non
per il Iatto, si capisce, e l'immagine che conta". "In questa politica di cartapesta,
basta un colpo basso di un satirista per scompaginare la campagna elettorale ed
evocare reazioni spaventose". E Berlusconi ha approIittato dell'occasione, usando
"Satyricon" "come deIinitivo alibi per Iuggire la prova". "|...| c'e solo un particolare
che Ia davvero male", conclude Maltese. "Quell'intervista a Borsellino nascosta per
mesi dalla Rai e inIine sdoganata nottetempo sul satellite, per pochi insonni. Ia Rai
si vergogni e ripari subito. Un paese che censura la ultime parole di un eroe della
giustizia, di un uomo che ha dato la vita per diIenderlo dalla maIia, e un paese di
cui avere appunto vergogna. E paura". J.P.
8candalo:
Daniele Luttazzi e Marco
Travaglio in 8atyricon.
Al centro la copertina del
libro L'odore dei soldi
Il libro di 1avaglio e Jeltri presentato a Satyricon scatena una bufera
57 Aprile-Maggio 2bb1
EDITORE
STUDIO 3
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Baudo, Avv. AlIredo Galasso, dott. Antonino Caponnetto, e a Radio Radicale.
DISTRIBUZIONE: ME.PE. s.p.a.- Milano
Stampa: ROTOPRESS ROMA
Einito di stampare il 20\04\2001
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15\03\2000
COD. ISSN 1590-2978
I`editore si rende disponibile a corrispondere quanto dovuto ai proprietari,
non rintracciati, del copyright delle IotograIie.
Marco Travaglio
C
ome nata l'idea di scrivere questo libro?
I'idea di scrivere "I'odore dei soldi" e nata da Elio Veltri che ha ricevuto i documenti dal dirigente della
Banca d'Italia, nominato consulente della Procura di Palermo, sui Iinanziamenti alla Eininvest e il rapporto paral-
lelo del maresciallo capo Giuseppe Ciuro della Guardia di Einanza presso la DIA di Palermo. Quando li ha visti
in antimaIia ha Iatto i salti sulla sedia e ha detto: Qui non ne vuole parlare nessuno, bisogna che ne Iacciamo
un libro>>. E il libro e nato intorno a quei due documenti ai quali abbiamo aggiunto l'intervista censurata a
Borsellino - siamo riusciti Iinalmente a Iarla diventare di dominio pubblico! - e oggi tutti sanno che cosa ha
detto il giudice cinquanta giorni prima di morire e tre giorni prima che morisse Ealcone. Eino al nostro libro nes-
suno lo sapeva, salvo quei quattro disperati che avevano visto nottetempo il Iamoso documentario di Rainews24.
Abbiamo inserito documenti dell'inchiesta sulle stragi per spiegare come e stato possibile che l'intervista a Bor-
sellino venisse acquisita agli atti dell'inchiesta stessa, poi abbiamo aggiunto gli interrogatori di Torino, che sono
un capolavoro, per Iar capire la concezione IilosoIica o antropologica del denaro da parte di questi signori. E
inIine la legge Tremonti, che e una prova su strada del conIlitto di interessi, e che spiega come un signore puo
Iarsi una legge, chiedersi un'interpretazione e darsela - ovviamente la piu Iavorevole! - e guadagnare 243 miliardi.
Da una legge che ha Iatto lui con il suo governo!
A chi vi dice che con questo libro avete fatto un autogol cosa rispondi?
Se Iosse vero sarebbe un Paese di merda, come dice Iuttazzi. In Paesi normali, Iacendo certe aIIermazioni, si
crea nocumento a colui del quale si dicono queste cose, anche perche lo si costringe a rispondere a domande
alle quali non vorrebbe mai essere chiamato a rispondere. Se Iosse vero che in Italia, invece, tutto cio sortisce
l'eIIetto opposto, sarebbe la conIerma che e un Paese di merda. Devo dire che pero ho la prova che non e vero,
poiche stiamo presentando questo libro in tutta Italia e abbiamo richieste Iino a Iine giugno. E ogni volta la gente
accorre e assiepa le sale, sale che restano miseramente vuote quando arrivano i leader politici che sostengono
che questi sono autogol. Il problema e che se invece di domandarsi quanti voti ha Iatto perdere il nostro libro si
domandassero quanti voti ha Iatto perdere la loro politica, probabilmente tanti autogol li avrebbero evitati loro, e
mi riIerisco a D'Alema e anche a Giuliano Amato. A.P.
Elio Veltri
P
er quale motivo ha deciso di scrivere "L'odore
dei soldi"?
Ho deciso di scrivere questo libro dopo aver visto
l'intervista a Paolo Borsellino (l'"Intervista smar-
rita") nella quale il giudice parla di rapporti tra
maIia e politica nominando Mangano, lo stalliere
di Arcore, Berlusconi e Dell'Utri, e dopo aver letto
sull'Espresso alcune anticipazioni della relazione
del dottor GiuIIrida, ispettore della Banca d'Italia.
Tale relazione, come quella del maresciallo Ciuro
della Dia di Palermo, e molto importante poiche,
per la prima volta, un tecnico neutrale con i poteri
conIeritigli dalla magistratura ha potuto investi-
gare sulle holding di Berlusconi e capire come
si e arricchito. I documenti contenuti nel libro li
ho avuti alla Iine dello scorso anno e questa e la
ragione per cui il libro e uscito in coincidenza con
la campagna elettorale.
Qual l'utilit di questo libro?
Ia sua utilita si e dimostrata nell'aver cambiato il
corso della campagna elettorale. Inoltre, ogni qual
volta lo presentiamo - le presentazioni sono gia
programmate ben oltre il 13 maggio - partecipano
migliaia di persone che vogliono sapere la verita.
I.B.
Due
domande
a...
rispetto alla media degli investimenti rea-
lizzati nei cinque periodi di imposta pre-
cedenti il 1994. Si trattava quindi di
una rilevante agevolazione Iiscale alle
imprese che reinvestivano gli utili. Ia
legge Tremonti non poneva alcun tetto
alla realizzazione degli investimenti; inol-
tre le agevolazioni erano cumulabili con
le altre agevolazioni Iiscali gia ottenute
per gli stessi investimenti. Ma il giorna-
lista de La Repubblica ha parlato anche
dell'intervista a Borsellino, per poi pas-
sare ai rapporti stilati da un Iunzionario
della Banca d'Italia e da un uIIiciale
della Dia per conto della procura antima-
Iia di Palermo e riguardanti centinaia di
miliardi di Iinanziamenti al gruppo Einin-
vest, nonche degli interrogatori di Ber-
lusconi e Dell'Utri al processo di Torino
per le Iatture Ialse di Publitalia. Eatto
strano, nessun rappresentante del Polo
si e presentato al "Raggio verde"
di Michele Santoro,
andato in onda
ve ne r di
1 6
marzo, dove ci sarebbe stata l'occasione
di replicare. Gli unici accorsi in diIesa
del Cavaliere sono stati i giornalisti Eelice
Cavallaro e il gia citato Paolo Guzzanti.
Vi hanno partecipato, tra gli altri, anche
Antonio Di Pietro e uno dei due autori
dell'intervista, il giornalista Eabrizio Calvi
(l'altro era Jean Pier Moscardeu), il quale
ha si ammesso che "I'intervista smarrita" -
intervista rilasciata ad una tv Irancese due
mesi prima di morire, dal giudice Paolo
Borsellino, inerente le indagini della Pro-
cura sui rapporti tra Silvio Berlusconi,
Marcello Dell'Utri e Vittorio Mangano - e
stata sistemata, ma che si tratta della nor-
male prassi seguita ogni qualvolta un'in-
tervista deve essere pubblicata e quindi
va "ritoccata", pur mantenendone inalte-
rata l'essenza. Quindi non e stata assolu-
tamente manipolata, a contrario di quanto
sosteneva Guzzanti. Ma c'e di piu, San-
toro ha mandato in onda - come richiesto
dallo stesso Guzzanti - il Iilmato originale
e integrale dell'intervista, completo delle
parti mancanti, che non hanno Iatto altro
che aggravare maggiormente la posizione,
gia precaria, del Cavaliere. Momento clou
di quella puntata del "Raggio verde", e
stato lo scontro in diretta tra Berlu-
sconi e Santoro. Il leader di Eorza
Italia inIatti, e intervenuto teleIo-
nicamente alla trasmissione in
soccorso di se stesso, visto
che Guzzanti non era riu-
scito, nonostante tutta
la sua buona volonta,
nell'intento di parare
i colpi inIerti contro
il Cavaliere, in par-
ticolare da Di
Pietro. Colpi
riguardanti
le ori-
gini dei
I o n d i
d e l l a
E i n i n -
vest, gia
al centro dell'intervista di Iuttazzi
(Santoro ne ha ripreso gli argomenti)
e i rapporti con Mangano: Quando
il mio stalliere parlava di cavalli si
riIeriva a cavalli veri e non a partite
di droga. Sono allibito di come la
Rai mandi in onda in campagna elet-
torale processi televisivi>>. Ma Di
Pietro ha replicato: Se sono tutte
Ialsita perche non e andato a deporre
al processo di Palermo?>> e Berlu-
sconi ha parlato di "programmi trap-
pola": Noi vogliamo garanzie per
venire alle trasmissioni Rai>> cosi
Santoro ha minacciato di interrom-
pere il collegamento teleIonico, pro-
vocando le ire del Cavaliere: Iei
e un dipendente pubblico, si con-
tenga!>>. Immediata e giunta la con-
testazione di Santoro: Appunto,
non sono un suo dipendente>>. E ora
D'Alema teme che il leader del Polo
possa sIruttare questa situazione e
presentarsi come vittima per trarne
vantaggio. Ad ogni modo, a nem-
meno tre giorni dalla puntata shock
di "Satyricon", la procura di Caltanis-
setta ha chiesto l'archiviazione del-
l'inchiesta su Berlusconi e Dell'Utri
e la magistratura ha dichiarato di
voler processare Iuttazzi per quella
sua Irase: I'Italia e un paese di
merda>> ma, d'altra parte gli italiani,
in Iondo in Iondo, Iorse sono d'ac-
cordo con lui: "I'odore dei soldi",
a sole due settimane dallo scandalo
televisivo, si e inIatti rivelato un vero
successo e gli Editori Riuniti aIIer-
mano: Abbiamo prenotazioni per
220.000 copie (seconda
edizione ndr). Per un
saggio e un risultato
straordinario>>.
58 Aprile-Maggio 2bb1
I
n perIetto tempismo dopo la buIera "Satyricon"
giunge la notizia che l'uIIicio della procura di
Caltanissetta chiede l'archiviazione delle inda-
gini sui mandanti esterni delle stragi che vede-
vano coinvolti Silvio Berlusconi e Marcello
Dell'Utri. Il procuratore capo Giovanni Tinebra e il
suo aggiunto Giordano deIiniscono un arbitrio pro-
cessare i due parlamentari di Eorza Italia, rivedendo
e correggendo le conclusioni del sostituto procura-
tore Iuca Tescaroli che si era occupato dell'inchiesta
sino a pochi mesi Ia quando aveva lasciato la pro-
cura siciliana perche riteneva che "non vi Iossero piu
le condizioni per proseguire il lavoro".
Prima di essere trasIerito alla procura di Roma,
Tescaroli, pubblico ministero per la strage di Capaci,
aveva terminato il suo lavoro tracciando due ipotesi
iniziali di reati: l'istigazione ai boss per compiere
le stragi; la speranza di Cosa Nostra di instaurare
"contatti". Pur avendo preparato la richiesta di archi-
viazione Tescaroli scriveva "le acquisizioni di inda-
gine inducono a privilegiare la prima tesi ipotetica".
Di tutt'altro avviso i vertici della Procura che hanno
cancellato la considerazione conclusiva di Tescaroli
E
' indignato il sindaco di Reggio Calabria Italo Ealcomata per
le analisi Iatte al convegno su "EconomaIia" organizzato,
lo scorso venerdi 9 marzo, da 'RiIerimenti e che ha visto
la partecipazione del Procuratore nazionale antimaIia Piero
Iuigi Vigna e del Procuratore aggiunto della Dda Salvatore
Boemi. E' indignato perche il pm Boemi ha parlato di uno Stato che
deve ancora decidersi se vuole combattere la maIia>>; perche ha detto:
Aveva ragione il mio collega Pennisi quando, a meta degli anni '90,
aIIermo che la criminalita e un soggetto di diritto essenziale in questa
citta>>. E ancora: O loro conquistano tutti gli appalti oppure gli altri
devono pagare cospicue tangenti. Questa e la legge che impera a Reggio
Calabria>>. Tesi, queste, ultimamente esposte anche nelle scuole ma
sempre in assenza di qualche rappresentante attivo dello Stato, ha
dichiarato Ealcomata, in modo che agli studenti non possa essere data la
possibilita di conoscere anche l'altra campana. Eppure in quel Iamoso
venerdi sera lo Stato era presente e, come riportato in una lettera scritta
dallo stesso sindaco alla Gazzetta del Sud, "era presente attraverso i
suoi piu alti rappresentanti periIerici civili e militari. Muti.". "Essi, cui
lo Stato ha aIIidato il compito nevralgico di garantire la liberta d'im-
presa, di lavoro e di commercio, non hanno illustrato un dato che desse
il senso della linea, della tecnica di repressione e dei risultati ottenuti
a Reggio Calabria, ne degli investimenti e del loro eventuale, progres-
sivo aumento". Ma si capisce, nella Ioga di diIendere l'oIIesa rivolta
alla causa politica il sindaco ha probabilmente scordato quella trentina
di Iogli in cui vengono elencate le diverse gare d'appalto truccate per
le quali egli stesso e indagato. "Annullando indebitamente l'originaria
assegnazione eIIettuata nei conIronti della SAISEB" - e solo per citare
una delle nove gare indicate nell'avviso di garanzia - avrebbe tra le
altre cose "agevolato le attivita economiche della 'Iamiglia Nocera-
Guarnaccia', operante nel territorio di Reggio Calabria e guidata da
Nocera Sebastiano, Guarnaccia Giovanni e Guarnaccia Antonino, gia
raggiunti da misure di prevenzione personali e patrimoniali, sottoposti
altresi a giudizio per il delitto di associazione per delinquere di stampo
maIioso". E guarda caso, tra i Iirmatari del documento redatto il 14
dicembre del 1999 c'e proprio lui, il Procuratore aggiunto Salvatore
Boemi. E' inaccettabile - aveva detto quest'ultimo al succitato conve-
gno di "EconomaIia" - che si parli di Reggio come di una citta rinnovata
e normale, perche non e cosi e la gente non se ne accorge e abbassa
la guardia. |...| Siamo una societa a democrazia limitata e dopo quin-
dici anni di lotta non abbiamo conquistato niente, perche la 'ndrangheta
e diventata impresa ed ha costruito una economia parastatale. |...| Ha
Iatto il suo ingresso diretto negli appalti ed anche i riIiuti stanno diven-
tando appetibili>>. E a parlare non e soltanto Boemi ma sono gli atti
processuali, quegli stessi che contraddicono le tesi avanzate da Ealco-
mata nella sua lettera nella quale e dipinta una citta "che va avanti su
strade sempre piu pulite". "Eorse la prossima volta, dalla platea, qual-
cuno chiedera di sapere", ha scritto ancora il sindaco, dimenticando che
Iorse a lui converrebbe che questo non accadesse mai.
assolvendo di Iatto Eorza Italia.
Tra le motivazioni la presunta contraddizione tra le depo-
sizioni rese dai collaboratori di giustizia Salvatore Can-
cemi e Giovanni Brusca e la testimonianza del senatore
Erancesco Cossiga che ricollega la nascita del nuovo
partito politico a soli due o tre mesi prima delle elezioni
del 1994. Tutti atti riservati resi invece pubblici da un
articolo de Il Corriere della sera.
Tescaroli non intende entrare nel merito delle decisioni
della Procura, ma si ribella alla gravissima violazione
del segreto d'uIIicio inerente il suo lavoro che sarebbe
dovuto rimanere tale. I Iatti mi danno ragione. (Circa
le motivazioni della sua decisione di lasciare Caltanis-
setta, ndr) Sono indignato, oggi mi ritrovo sovraesposto
e delegittimato. Avere rese note certe vicende che dove-
vano rimanere segrete mette a repentaglio non soltanto la
mia incolumita, ma anche quella dei miei Iamigliari. Nel-
l'articolo si Ia riIerimento al contenuto di un atto riser-
vato e cioe la richiesta di archiviazione, mi sorprende
perche cio e avvenuto in un uIIicio che ha sempre vigi-
lato sul segreto investigativo. Qualcuno probabilmente
nel quadro di una regia occulta, si e prestato a giochi non
del tutto commendevoli e non ho elementi per dire chi ne
sia stato il responsabile o l'irresponsabile>>.
Per chi volesse pero inIormarsi seriamente, ci permettiamo
di consigliare la consultazione del libro Perche fu ucciso
Giovanni Falcone in cui atti uIIiciali, basati sulla requisito-
ria del pm Tescaroli e accolta dalle corti sia in primo grado
che in appello, conIermano che Brusca e Cancemi non si
contraddicevano, anzi le loro testimonianze si sono rive-
late assolutamente complementari "consentendo di inqua-
drare le ipotesi di trattative coltivate, e gli attentati eseguiti
e programmati, nell'azione volta a creare le condizioni per
l'aIIermazione di una nuova Iormazione politica." "Gli
elementi processuali" hanno poi Iornito prova di una sorta
di atto di Iondazione di Eorza Italia datato 13 luglio 1993.
Resta, per Tescaroli, ancora una volta, l'amarezza: Quello
che non e giusto Iare in democrazia, e pilotare l'inIor-
mazione per delegittimare chi ha semplicemente Iatto il
proprio dovere>>, a noi invece sempre una maggiore deter-
minazione ad appoggiare questi uomini e a non demordere
Iino a quando non saranno cadute le maschere ipocrite di
questi mandanti il cui volto, Iorse, non e poi cosi coperto.
Delegittimato e sovraesposto
Tescaroli costretto a difendersi
di Anna Petrozzi
Il sindaco, indagato,
contro la magistratura
di Monica Centofante
59 Aprile-Maggio 2bb1
OPERA I OPERA I OPERA I OPERA I OPERA I OPERA I
Libri di
OPERA I
Nostra
a
C
sa
DON PUGLISI
Vita del prete palermitano ucciso dalla mafia
Francesco Deliziosi
I
a sera del 15 settembre 1993 un proiettile di mafa sparato alla nuca spegneva la vita di
uno sconosciuto sacerdote di periIeria a Palermo. In poco piu di sette anni quel colpo
di pistola ha segnato un pezzo di storia della Chiesa e della societa civile in Italia. Il clan di
Brancaccio autore del delitto lo stesso che organizzo gli attentati dell`estate `93 tra Roma,
Eirenze e Milano e stato sconftto dalla controIIensiva dello Stato e dalla rivoluzione del
quartiere. Ia vittima, padre Giuseppe Puglisi, e in cammino verso la beatifcazione come
martire. Citato piu volte dal Papa durante le visite in Sicilia, ricordato durante le celebra-
zioni uIfciali del Giubileo, e additato a esempio dai
vescovi siciliani.
Ma chi era davvero padre Puglisi? I`autore, che lo ha
conosciuto personalmente ed e stato tra i suoi colla-
boratori a Brancaccio, ne traccia un ritratto originale,
attingendo dai suoi scritti inediti e attraverso una serie
di nuovi documenti e testimonianze.
Del primo martire antimafa emerge la straordinaria
lezione di amore e di non violenza; il carisma di edu-
catore, la preparazione culturale e teologica, la capa-
cita di dialogo.
Ia biografa mette in luce che don Puglisi era consa-
pevole di quanto grande Iosse il rischio della vita in
una terra di mafa. Ma il sacerdote trovo il coraggio
di andare avanti, tra minacce e intimidazioni.
Il suo sangue e stato seme di rinascita e di Iede: lo
raccontano nel libro i tanti la cui esistenza e stata
segnata dall`incontro con questo umile sacerdote.
Anche il killer, oggi collaboratore di giustizia, che
padre Puglisi accolse con un sorriso e un ineIIabile
Me lo aspettavo>>.
Mondadori
32.000
FRATELLO P2 1816
Mario Guarino
I
l fnanziamento occulto della scissione di Democrazia nazio-
nale dal Movimento sociale italiano. I`aIfliazione alla
Ioggia massonica segreta. Gli aIIari multimiliardari Ira il
piduista Eerruccio De Iorenzo, presidente dell`Enpam, e l`Edi-
lnord del piduista Berlusconi. Ie manovre del piduista 1816
intorno al 'Corriere della Sera controllato dalla P2. Il Ira-
tello Mino Pecorelli e il 'Iratello Berlusconi. Mille miliardi
di immobili berlusconiani riflati agli enti previdenziali para-
statali. I`ombra di SteIano Bontate, superboss mafoso aIf-
liato alla massoneria. Ie manovre del palazzinaro di 'Milano
2 per aver la poltrona di presidente della Cariplo. Ie mani
del 'Iratello 1816 sul 'Giornale di Montanelli. I`attacco al
monopolio della Rai; Canale 5 e il Mundialito della P2. Il
sodalizio politico aIIaristico con Bettino Craxi: monopolio
della Tv privata e tangenti in Svizzera. Centinaia di miliardi
anonimi, migliaia di miliardi di Iondi neri. I`infltrazione della
Eininvest in tutti i partiti politici. Scandali e corruttele intorno
alla legge Mammi. Ia condanna (amnistiata) del Tribunale di
Venezia per Ialsa testimonianza.
Kaos
30.000
IL GATTO NEL PALAZZO
Undici anni di attivit investigativa
Con "Prefazione" di Ugo Colonna
Biagio Gatto
B
iagio Gatto, nato a Comiso nel 1947, maresciallo aiutante,
sostituto uIfciale pubblica sicurezza, vive da diversi anni a
Messina, dove ha svolto, fno al 1995, attivita di polizia giudi-
ziaria.
In questo libro autobiografco narra undici anni di attivita inve-
stigativa presso il nucleo operativo del comando provinciale
carabinieri di Messina.
Armando Siciliano Editore
20.000
LA SENTENZA ANDREOTTI
Politica, mana e giustizia nell`Italia
contemporanea
Nicola Tranfaglia
A
l termine di uno dei piu clamorosi e discussi pro-
cessi della storia della repubblica italiana, il 23
ottobre 1999 il Tribunale di Palermo assolveva Giulio
Andreotti dalle accuse di complicita con la mafa. Ia
sentenza e stata variamente commentata da giornali e
televisioni, ma probabilmente non e stata letta con la
dovuta attenzione: piuttosto, e stata strumentalizzata
e mistifcata in base alle esigenze della polemica poli-
tica del momento. E se le oltre 4000 pagine della sen-
tenza potevano intimidire anche i lettori piu volente-
rosi, le cinquanta pagine del capitolo fnale, le Conclu-
sioni, meritavano senza dubbio una lettura piu attenta:
oIIrono inIatti un quadro esauriente del ragionamento svolto dal Tribunale e degli argo-
menti aIIrontati nel processo.
Ia senten:a Andreotti presenta questo signifcativo documento, con il commento di Nicola
TranIaglia, uno dei piu esperti storici della mafa (e dell`Italia contemporanea), attento
osservatore dell`evoluzione dei rapporti tra la criminalita organizzata e la politica. Tenendo
ben Ierma la netta distinzione tra la responsabilita penale e giudiziaria e quella storica e
politica, TranIaglia aIIronta diversi temi cruciali: dal rapporto tra giustizia e mass media
alle diverse prerogative e responsabilita di giudici e storici. Ma soprattutto inserisce il
processo, la sentenza e la fgura dell`imputato in un contesto di piu ampia portata: quello
della storia italiana dal dopoguerra (o addirittura dallo sbarco americano in Sicilia) alle
cruciali trasIormazioni degli ultimi anni.
Garzanti
19.000
MAFIA
Prefazione di Nando Dalla Chiesa
Enzo Guidotto
C
os`e la mafa? A questa domanda l`autore ha risposto
per approssimazioni successive attraverso l`analisi storica,
sempre documentata, degli elementi costitutivi del Ienomeno:
l`economia mafosa, il collegamento con i pubblici poteri e
la violenza mafosa che negli ultimi anni ha colpito anche
carabinieri, poliziotti, uIfciali, Iunzionari, magistrati, uomini
della democrazia, giornalisti, liberi proIessionisti, imprendi-
tori. Alcuni di questi omicidi sono stati defniti 'delitti politici
dai giudici che hanno ricostruito il contesto nel quale essi sono
maturati, mentre lo stesso presidente della Repubblica Erance-
sco Cossiga ha maniIestato la convinzione che la mafa e
politica e chi va inseguendo altre cose vuol dire che non vuole
prendere i mafosi>>. Ecco perche, con riIerimento all`origine,
allo sviluppo ed alla confgurazione attuale, la mafa puo essere
defnita un potere economico e politico esercitato con la violenza.
Per dare sIogo alle proprie mire, pero, la 'piovra non Ia leva soltanto sul denaro, sulle conni-
venze e sul sangue. Per sguazzare con tracotanza nell`impunita, il nostro assassino ha anche
bisogno di un particolare liquido vitale, rappresentato da quella cultura mafosa che, secondo il
cardinale Salvatore Pappalardo, e clientelismo e Iavoritismo insieme; e credersi sicuri perche
protetti da un amico e da un gruppo di persone che contano; e pretesa di Iare a meno della legge
e di poterla impunemente violare. Simili atteggiamenti non si riscontrano solo individui o gruppi
caratterialmente delinquenti ma anche in tanti che con il loro abituale comportamento arrogante e
pretenzioso si dimostrano culturalmente mafosi, anche se ostentano una rispettabilita sociale>>.
Una volta questa mentalita era presente in aree geografche ben defnite. Ma chi puo sostenere
oggi che essa sia ancora circoscritta alla Sicilia o tutt`al piu al Meridione? Se il mafoso e una
fgura locale ha scritto Giorgio Iago, direttore de Il Ga::ettino di Venezia il 'sentire mafoso
e un delitto nazionale che richiede la mobilitazione della democrazia e dei suoi mezzi, non un
sentimento settario che produce separazione e razzismo. Contro la cosca mafosa puo bastare una
retata; contro il 'sentire mafoso, dentro il quale si nutre la cosca, sono necessari mutamenti
civili>>.
Da cio - sostiene l`autore l`esigenza di avviare una strategia di lotta di grande respiro lungo
quattro versanti: all`azione di prevenzione e di repressione delle Iorze dell`ordine e della magi-
stratura bisogna inIatti aIfancare un`azione capace di promuovere seriamente ed una volta per
tutte lo sviluppo economico ed il progresso sociale nelle zone del tradizionale dominio delle
cosche, un`azione di risanamento nel campo politico ed amministrativo, un`azione culturale ed
educativa per rendere i cittadini soprattutto i giovani e non soltanto nel Sud consapevoli fno
in Iondo del ruolo che deve svolgere il 'popolo sovrano di uno Stato democratico e di diritto
come il nostro, basato su quei valori universali e perenni di liberta, democrazia e giustizia che,
dopo essere stati la bandiera della Resistenza, sono diventati l`essenza stessa della Costituzione
repubblicana: soIIocati ieri dal Iascismo, sono minacciati oggi dai poteri criminali e occulti. Una
battaglia impegnativa, dunque, che puo essere vinta a condizione che tutti, Parlamento, Governo,
Magistratura, Iorze dell`ordine, partiti, sindacati, scuola, gruppi culturali, Chiesa e societa civile,
diano il proprio contributo al di la degli steccati ideologici e politici, come si e Iatto nella lotta al
terrorismo.
La Galleria

MONTALTO
Fino all`ultimo respiro
Prefazione di Gian Carlo Caselli
Donato Placido e Antonio D`Errico
G
iuseppe Montalto Iu barbaramente ucciso in un agguato mafoso a Trapani la sera del 23
dicembre del 1993. Aveva trent`anni. Iasciava la moglie, Iiliana, e la fglioletta di cinque
anni, Eederica. I`altra fglia, Ilenia, non l`ha mai conosciuta: e nata dopo la sua morte.
In questo libro, si tratteggia innanzi tutto la sua personalita: un giovane buono e generoso, che
svolgeva il suo lavoro di agente della polizia carceraria mostrando gentilezza e comprensione
verso chi, dovendo scontare il suo debito verso la societa, era costretto a subire il carcere.
Non giudicava, Montalto. Altri avevano gia assolto questo compito. A lui spettava solo sorve-
gliare, e questo Iaceva, ma senza sentire la necessita di mostrare crudelta, o inimicizia, o rancore.
Tenendo sempre presente che di Ironte a lui c`erano degli esseri umani.
Ma all`Ucciardone di Palermo, nella sezione in cui erano detenuti i mafosi, questi suoi principi
si Irantumano contro il muro della barbarie di chi non crede che esista uno Stato e una Iegge.
Probabilmente la mafa, con il suo assassinio, ha voluto proprio dare un segnale di 'guerra allo
Stato.
Gian Carlo Caselli, in preIazione, sottolinea il diIfcile ruolo della polizia penitenziaria, alla quale
si chiede, spesso, di 'riuscire la dove nessun`altra istituzione e riuscita; si chiede di vincere la
dove tutti gli altri hanno perso.
Un libro destinato a tutti coloro i quali si conIrontano, e studiano i problemi della realta carceraria
italiana.
Edizioni Giuseppe Laterza
18.000
b Aprile-Maggio 2bb1
U
n lungo dialogo tra
due magistrati pro-
tagonisti della lotta
alla maIia negli anni
di Iuoco dopo le
stragi del '92-'93. Giancarlo
Caselli, capo della Procura di
Palermo dal '93 al 2000 e Anto-
nio Ingroia, suo sostituto, tut-
t'oggi in carica, ripercorrono la
storia del loro operato in un libro
curato da Maurizio De Iuca. Ed
e subito scandalo.
Iontano da Palermo e dalla
buIera di polemiche e di attac-
chi che ha sempre investito il
suo uIIicio di procuratore
capo, Gian Carlo Caselli
dialoga serenamente con
il suo ex sostituto.
Ricordano momenti
sereni, soIIerti, emo-
zioni, dispiaceri,
decisioni diIIicili,
piccoli e grandi
sacriIici, ma soprat-
tutto ricostruiscono,
Iinalmente, tutti
quegli episodi rimbal-
zati da una stampa arta-
tamente accanita contro i
magistrati in prima linea,
restituendone la veridicita. Da
Ealcone e Borsellino raccontati
dal giovane Ingroia aIIidato pro-
prio a loro per muovere i primi
passi in magistratura (quando si
dice il destino) alla decisione di
Caselli di partire per Palermo
e assumersi l'incarico di man-
tenere viva la memoria e prose-
guire il metodo che Iu dei due
giudici simbolo della lotta alla
maIia.
Dal 1993 una collezione di suc-
cessi, i principali esponenti della
Commissione di Cosa Nostra
arrestati, a partire dal boss Toto
Riina, (catturato nello stesso
giorno in cui si e insediato Caselli
a Palermo), Iino al 1996 quando
ad un tratto, come spiega Ingroia,
si e avvertita una controtendenza,
proprio quando si aveva avuta la
sensazione di essere ad un passo
dalla decisiva sconIitta di Cosa
Nostra.
Hanno coinciso l'ardire di alzare
il tiro delle indagini: dai maIiosi
ai collusi del mondo politico e
imprenditoriale, la sistematica
delegittimazione dell'uIIicio della
procura, il calo di attenzione della
societa civile troppo
s u c c u b e
del l e
campagne
mediatiche e l'in-
credibile clima di restaurazione e
impunita che ancora oggi stiamo
vivendo.
Si domandano se e dove hanno
sbagliato, i due magistrati.
"Spesso mi chiedo se ci siano
stati anche errori nostri, in parti-
colare errori miei. Qualcuno sicu-
ramente c'e stato (...)
Non credo che possa considerarsi
errore avere aperti tanti processi,
tante istruttorie contemporanea-
mente. Non potevamo non Iarlo.
Non e ammessa discrezionalita
nel nostro procedere", scrive
Caselli. "Eorse c'e stata anche
una parte di nostra responsabi-
lita, almeno per un diIetto di
comprensione di quel che stava
avvenendo attorno a noi", com-
menta Ingroia ponendo l'atten-
zione sul contesto in cui sono
state prese decisioni importanti.
E di nuovo Caselli "Iorti, cioe,
della nostra buonaIede e della
legittimita del
nostro
o p e -
rato, non ci
siamo resi conto che non basta
essere nel giusto: bisogna anche
che cio sia percepito e condiviso
all'esterno"; e ancora Ingroia
"pero e anche vero che un certo
disagio della societa siciliana
come conseguenza del nostro
operato e stato solo in parte
determinato dalla nostra incapa-
cita di conIrontarci col mondo
esterno".
I'argomentazione scivola poi
inevitabilmente sulla sentenza di
assoluzione del senatore Andre-
otti.
"Sorprendente e contraddit-
toria", la deIinisce Caselli
paragonandola alla inspiegabile
promozione di uno studente la
cui pagella presenta una sIilza di
cinque.
E il suo parere, nonostante tutto,
si rivela ancora una volta motivo
di violente reazioni. Salvatore
Barresi, uno dei giudici a latere
che ha Iirmato il verdetto, oIIeso,
si dimette e chiede l'intervento
del consiglio superiore della
magistratura, dando il via
al valzer dei soliti attac-
chi contro Caselli che
smetteranno Iorse
solo il giorno in
cui dopo Bru-
xelles pensera
ad un trasIe-
rimento sulla
luna.
"I presupposti
per l'esercizio
della azione
penale, lo riba-
disco (Caselli
ndr.), c'erano tutti.
Documenti, testimo-
nianze, dichiarazioni di
collaboratori di giustizia, e
cosi via".
Ma piuttosto che commentare
nuovamente le incoerenze della
motivazione, per altro gia messe
dettagliatamente in evidenza dai
procuratori aggiunti Scarpinato
e Io Eorte nella richiesta d'ap-
pello vale la pena proporre una
riIlessione.
In tutti questi ultimi anni i media
hanno creato il mito di due
Iazioni in lotta, le povere vit-
time inquisite e i perIidi inqui-
sitori, svuotando completamente
il signiIicato proIondo del valore
della giustizia in quanto garanzia
di civilta per la nostra societa. E'
Caselli contro Andreotti, Ingroia
contro Dell'Utri, Di Pietro contro
Berlusconi... e non la magistra-
tura organo a disposizione dei
cittadini tutti per tutelare la lega-
lita, non impiegati dello stato
preposti a diIenderci. No. A noi
italiani, tutto sommato non inte-
ressa aIIatto il giusto per il giusto,
interessa l'interesse, il nostro. E
quindi puo Iarci anche molto
comodo bere la Iandonia dell'in-
competenza di un'intera procura
se viene pronunciata un'assolu-
zione, di cui non ci prenderemo
mai la briga di leggere la motiva-
zione della sentenza. Chissa mai
che domani potrebbe toccare a
noi.
Per quei pochi invece che ancora
ritengono di credere nello Stato
e nella giustizia come concepiti
da Ealcone e Borsellino, e viva-
mente consigliata la lettura di
questo libro che nel tempo
rimarra probabilmente uno dei
pochi documenti storici plausi-
bili a testimonianza di questo tra-
vagliato tempo.
Edizioni Feltrinelli 28.000
L'eredit scomoda
Da Falcone ad Andreotti sette anni a Palermo
di Anna Petrozzi
1 Aprile-Maggio 2bb1

La post del Direttore


Cari lettori, vi ringraziamo per le numerose lettere che ci inviate, tuttavia vorremmo comunicarvi qualche avvertenza. Visto che siete in molti
a voler pubblicati i propri scritti, vi preghiamo vivamente di essere concisi, altrimenti non possiamo dare spazio a tutti e creare quel dibattito
costruttivo che vorremmo istaurare con voi. 8icuri della vostra comprensione e pazienza, aspettiamo di ricevere i vostri pensieri, considerazioni,
domande...
Pubblichiamo alcuni stralci della lettera aperta
inviata al Presidente della Repubblica da Elisabetta
Scalici, compagna del discusso pentito Balduccio di
Maggio. "Mi rivolgo a Lei - scrive la donna - perch
solo Lei, che il capo di questo Stato, pu dirmi
che non vero che questo Stato sta uccidendo mio
marito".
M
io marito - tale lo considero, anche se non
siamo ancora sposati, perche da quando ha
iniziato a servire questo Stato, non ha potuto
ancora Iare le pratiche per divorziare dalla prima moglie
- e DI MAGGIO Baldassarre, detto Balduccio, nato a S.
Giuseppe Jato il 19.11.1954, che ha avuto tanta fducia
in questo Stato da decidere di lasciare Cosa Nostra. Mio
marito non era ricercato : quando e stato Iermato, per la
legge, era "pulito".
Aveva solo una pistola, per la quale gli potevano dare
solo una piccola condanna e basta. Non era nemmeno
sospettato di appartenere a Cosa Nostra. Invece, quando
e stato Iermato dai Carabinieri, ha chiesto di parlare
con qualche alto uIfciale, perche poteva Iare arrestare
Toto Riina, il capo di Cosa Nostra: e cosi grazie a mio
marito, Toto Riina e stato arrestato. |.| Mio marito e un
soldato. Non ha mai ucciso se non nemici. |.| E cosi
e tornato al Ironte: ha radunato i suoi uomini e prima
di avviare le operazioni militari, li ha messi in contatto
con lo Stato. Questo, dopo, si e cercato di nasconderlo,
accusando mio marito dell'inIamia di aver lui tradito lo
Stato, di aver ricostituito una nuova cosca mentre era
sotto protezione, approfttando anzi del Iatto di essere
sotto protezione. Ma la verita non puo essere nascosta:
mio marito Iece prelevare dai carabinieri Erancesco
Reda per averlo a Roma, dove alloggiavamo, dove si
trattenne per diversi giorni: ci sono addirittura le Ioto-
grafe. E Giuseppe Maniscalco e Nicola Iazio vennero
messi in contatto con le Eorze dell'Ordine. Ci sono stati
diversi incontri. E cosi sono iniziate le operazioni mili-
tari: si colpivano obiettivi legati al clan di Giovanni
Brusca, per costringerlo a scoprirsi, per "stanarlo". Di
queste operazioni mio marito inIormava costantemente
quelli che considerava i suoi superiori, esponenti delle
istituzioni di quello Stato che lui adesso serviva. Era
ovvio che Brusca, prima o poi, avrebbe risposto, met-
tendo in azione i suoi uomini. E quando questo e avve-
nuto e il primo degli uomini di mio marito, Erancesco
Reda, e caduto, torturato e ucciso da Brusca con la
motosega, per essersi rifutato di dire dove si trovava
mio marito, questi si meraviglio che le Iorze dell'Ordine
- quelle che lui considerava sue alleate, quelle che lui
aveva tenuto costantemente inIormate di tutto - non si
erano attivate per proteggere i suoi uomini. E quando un
altro dei suoi uomini, Michelangelo Camarda, gli chiese
aiuto, perche si sentiva in pericolo - si era accorto che
una macchina lo seguiva - mio marito chiamo i carabi-
nieri di Morreale, chiedendo se sapevano qualcosa di
quell'auto, ma gli risposero che poteva stare tranquillo,
perche l'auto apparteneva a loro.
Ma quando, invece, subito dopo spararono a Camarda,
crivellandolo di tanti colpi da rendere incredibile come
sia riuscito a scampare alla morte, mio marito capi di
essere stato mandato a combattere da solo. E quando
i suoi uomini, spaventati, gli dissero "tu ci hai messo
in questa situazione e tu ci devi tirar Iuori" mio marito
decise di intervenire personalmente, perche un militare
non abbandona i suoi soldati. Ecco perche mio marito
e tornato ad uccidere a S. Giuseppe Jato: perche si e
sentito abbandonato dallo Stato.
Ecco perche quando, dopo l'arresto di Brusca, gli uomini
che lui aveva raggruppato per metterli al servizio dello
Stato, hanno cominciato a comportarsi da "mafosi",
occupando lo spazio lasciato libero da Brusca, Iui non
ha Iatto nulla per Iermarli, pur non partecipando ai loro
"aIIari" Iui ormai si era accorto che questo Stato non era
come lui lo aveva immaginato, che Iorse era lui ad aver
Iatto la scelta sbagliata. E' tornato da me, ma non era piu
lo stesso uomo. |.|
Sa che, per poter curare mio marito, prendendolo in
casa con me, ho dovuto allora rinunciare alla protezione,
esponendo me e mio fglio al pericolo di vendette
mafose?
Perche e stata data alla stampa anche la notizia del
luogo dove abito con mio fglio? Sono state addirittura
pubblicate anche le Ioto della palazzina, chi le ha Iornite
alla stampa?
Perche avviene tutto questo?
Mio marito non si e mai sottratto alle sue responsabilita:
ha conIessato omicidi dei quali non era nemmeno
sospettato.
Ma io, ora, ho veramente paura che qualcuno voglia
ucciderlo
Per la malattia di cui soIIre, mio marito puo diIendersi
da chi voglia eliminarlo in maniera assolutamente
"legale".
Gia nel novembre del 1999 mio marito scrisse al suo
avvocato che aveva paura che lo si volesse Iar morire
in carcere.
Mi dica, la supplico, che questo, non e e non puo essere
vero.
(Elisabetta Scalici)
I`EREDITA`
DI EAICONE
E BORSEIIINO
C
iao sono Pietro,
devo prima
esprimere la mia
grande ammirazione e
stima per la vostra pulizia
morale, il vostro coraggio
e la vostra costanza nel-
l'aIIrontare il tema della
mafa da molti dimenticato.
Nessuno vuole ammettere
che l'eredita di Ealcone e
Borsellino viene
continuamente calpestata
dagli ostacoli, che pochi
valorosi magistrati
incontrano nell'ap-
proIondire certe questioni.
Ealcone e Borsellino hanno
sempre insistito sulla con-
tiguita delle istituzioni con
la mafa, e nessuno sembra
accorgersi che quelle
denunce sono ancora tutte
senza risposta.(.)
Pietro (BA)
Caro Pietro, grazie delle
tue parole, ci danno una
grande carica per conti-
nuare ad andare avanti!
Ia lotta per il 'diritto
civile non deve diventare
utopia, ma deve dipendere
dalla volonta degli uomini.
Io Stato, in senso istitu-
zionale, e tenuto a rappre-
sentare l`ordine e l`utilita
del sistema costituzionale,
se cio non avviene abbiamo
il dovere di ricercarne le
cause e trovare delle solu-
zioni.
Iorenzo e Silvia
SATYRICON
I
a trasmissione Satyri-
con, con la presen-
tazione del libro di
Marco Travaglio sulla nascita
e le vicende che hanno
caratterizzato l`impero Berlu-
sconi, ha riportato alla luce
Iatti che non possono
lasciarci indiIIerenti.
Molti degli elementi citati
erano gia conosciuti, altri
sono certamente da appro-
Iondire. Ma in ogni caso
si tratta di documenti pub-
blici in quanto presenti in
inchieste delle Procure di
Palermo e Caltanissetta.
Si tratta semmai di riportare
all`attenzione di tutti Iatti che
per anni sono stati oppor-
tunamente sottaciuti
impedendo a molti la Iorma-
zione di una opinione ragio-
nata su questioni di gran-
dissima importanza.
Quello che indigna e la
constatazione che gia oggi
in Italia nessuna voce puo
alzarsi dal coro piatto e buo-
nista cui da anni ci hanno
abituati i mezzi di inIorma-
zione e che le reazioni sca-
tenate dall`intervista a Trava-
glio ci prospettano un Iuturo
in cui verra bandita qualsiasi
Iorma di ricerca della verita.
Dino Ass. Onlus
Caro Dino,
il tuo timore, purtroppo, ha
solide basi. Ma fnche ci sara
chi avra il coraggio di contra-
stare ogni Iorma di abuso di
potere la battaglia non sara
mai persa. E ti lascio ricor-
dandoti le parole di un uomo
che, da solo, e riuscito a cam-
biare il destino di un popolo:
Io ricordo che nel corso
di tutta la storia, la via del-
l'amore della verita ha sempre
vinto. Ci sono stati tiranni,
macellai; per un po' possono
sembrare invincibili, ma la
conclusione e che cadono
sempre. Rifettici, sempre>>.
M. K. Ghandhi
Silvia
Appello in difesa dell`art.21 della Costitu-
zione
Il 27 dicembre 1947 a frma De Nicola, Terra-
cini e De Gasperi veniva promulgata la Costi-
tuzione della Repubblica Italiana che all`art.21
cosi recita:~Tutti hanno il diritto di manife-
stare liberamente il proprio pensiero con la
parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffu-
sione. La stampa non pu essere soggetta ad
autorizzazioni o censure.
Il 22 marzo 2001 sembra che questo articolo
della costituzione sia nei Iatti non solo abro-
gato ma, a gia segnali inquietanti sulla limita-
zione della liberta di pensiero (vedi la proposta
sul controllo dei libri di testo nelle scuole),
si aggiungono gia le liste di proscrizione di
antica memoria.
Ia proposta di regolamento applicativo depo-
sitato lo stesso giorno dal Polo delle Iiberta
a frma del senatore Baldini alla Commissione
di vigilanza della Rai, vede la condanna di :
'Porta a Porta, Il Eatto, Sciuscia, il Raggio
Verde, Telecamere, Okkupati, Mi manda Rai
Tre, Elmo di Scipio, la Storia siamo noi,
Mediamente, Ottavo Nano, Satyricon, 3131
Chat, Prima pagina e Rai Tre Mondo. E
in sostanza anche nelle altre trasmissioni si
adotta una regola generale, che alcuni anziani
si ricordano molto bene : ' qui non si Ia poli-
tica .
E` stato scritto dai Palermitani in un piccolo
libro nel settembre `92 che uno dei criteri
per ~Liberarsi dal dominio manoso e
che ' la democrazia va sempre migliorata,
ma non pu essere abrogata neppure per
un momento. Democrazia signinca che cia-
scuno di noi nasce libero, uguale per
dignit ad ogni altro uomo, e di ogni altro
uomo corresponsabile come fratello; signi-
nca dunque che ciascuno deve dire sincera-
mente a ogni altro: ho il diritto di dissentire
dalle tue idee , ma sono disposto a dare
la vita afnnch tu abbia la possibilit di
esprimerle.
Percio rivendichiamo il diritto:
- alla libert di sentire le parole di Paolo
Borsellino,
- alla libert del ricordo, della memoria
di 50 anni di regime manoso,
- alla libert di usare le armi democratiche
della satira, dell`ironia, della critica con
tutti i mezzi di trasmissione possibili,
- alla libert di raccontare ed insegnare la ~i
degli ideali: di giustizia, di tolleranza, del
primato e della centralit della persona, del
carattere inviolabile della persona umana,
del pluralismo sociale e di libert di educa-
zione, di liberazione dal bisogno soprattutto
delle fasce pi deboli della popolazione, di
solidariet e di giustizia sociale a livello
mondiale.
Ha scritto Giovanni Ealcone che anche nelle
situazioni piu diIfcili e nei momenti bui ~
possiamo sempre fare qualcosa spesso,
come al solito con le mani nude.
No alle liste di proscrizione, No alle proposte
da parte del Polo delle 'Iiberta di
regolamenti applicativi alla Rai.
Si alla liberta di pensiero, di espressione,
di critica, di satira. Percio proponiamo:
- di sottoscrivere questo appello e spedirlo
alla Presidenza della Repubblica (Eax
06-46993125, ed-mail :
presidenza.repubblicaquirinale.it )
- di spedire lo stesso appello al Presidente
della Rai Roberto Zaccaria (inIoraiduerai.it)
- di esprimere solidarieta verso i programmi
messi all`indice dal senatore Baldini.
24/03/2001
Al Presidente della Repubblica prof. Carlo
A:elio Ciampi, al Presidente del Senato Sen.
Nicola Mancino, al Presidente della Camera
On. Luciano Jiolante, a tutti i gruppi Parla-
mentari, al Presidente della Rai dott. Roberto
Zaccaria, a tutti i me::i dinforma:ione
Oggetto: Appello in difesa dell`art. 21 della
Costituzione Italiana.
Gent.mo Sig. Presidente della Repubblica,
quando a Iine marzo del c.a. tra alcuni amici di asso-
ciazioni di volontariato ci rendemmo conto che era neces-
sario Iare qual cosa per reagire ad un clima che si era
concretizzato in proposte di liste di proscrizione e dichia-
razioni pubbliche di rappresentanti parlamentari che, per
cultura di parte, mettevano in discussione i Iondamenti
della nostra Costituzione, in merito alle ~libert di..,
(.) decidemmo, superando rabbia ed indignazione per
l`istaurarsi di atmosIere degne del peggiore maccartismo,
di promuovere questo appello in diIesa dell`art.21 della
Costituzione, dato che non vedevamo strumenti che i citta-
dini comuni avessero per esprimere la loro opinione su
queste questioni.
I`appello che Ie rappresentiamo (.) ha cominciato a
girare in tutta Italia.(.)
Insieme alle adesioni, sempre messaggi d`incoraggiamento
e riIlessione che ci hanno tanto arricchito.
Ne riportiamo alcuni che riteniamo tra i piu signiIicativi:
- ' Ci uniamo volentieri all'appello da voi diIIuso, poiche
siamo Iermamente convinti della necessita urgente di pren-
dere posizione dinanzi alla minaccia di un Iondamentale
diritto qual e quello sancito e diIeso dall'art. 21. Ai nostri
ragazzi, nell'ambito dell'educazione alla Pace e alla legalita
che portiamo avanti da quattro anni (nonostante tutte le
diIIicolta), abbiamo sempre proposto il conIronto, la riIles-
sione e la libera espressione di parola, come uno degli stru-
menti Iondamentali di crescita e di partecipazione demo-
cratica alla vita quotidiana di un paese. Per noi non si
tratta soltanto di "parole", ma in tutte le occasioni che
abbiamo avuto, abbiamo sempre espresso la nostra posi-
zione, anche se impopolare o non gradita.... anche a coloro
che dovrebbero rappresentare al meglio le istituzioni.
Per l'Associazione Culturale "Il Germoglio"- Corleone
(PA)
Maria Elena Bagarella e Iiborio G.
- ' Do il mio sostegno a questo appello alla liberta di
pensiero, di parola e di stampa sancita dalla nostra Costi-
tuzione convinto che la liberta sia il valore che porta
alla verita.Chi ha paura della verita non ha che l'arma
della paura, dell'intimidazione e dell'impostura (in una
parola: della maIia) per comunicare con i suoi simili.Ma
"la verita ci Iara liberi" disse 2000 anni Ia un certo Gesu di
Nazareth.Gregorio Porcaro.
- 'Aderisco all'appello perche credo nella liberta, quella
stessa che sto cercando di insegnare ai miei Iigli sul-
l'esempio di chi per la stessa liberta ha dato la sua vita.
Pippy Salerno
Signor Presidente e stato scritto nei cuori di tanti cittadini:
~ Ognuno faccia la sua parte piccola o grande che sia
; noi, che con spirito di servizio abbiamo portato avanti
questa iniziativa, Ie consegniamo questo nostro lavoro
aIIinche, ove lo ritenesse opportuno, racconti a quei parla-
mentari che giudicano la Costituzione solo un vecchio libro
in disuso, di tanti italiani che pensano la Costituzione come
un bene inalienabile e i cui principi siano gli elementi
portanti per continuare a costruire la nostra comunita.
Un saluto, a nome di coloro che hanno collaborato
a questa iniziativa, carico di tanta passione civile
Nino Io Bello - Presidente dell`Associazione per la
Pace e lo Sviluppo del Mediterraneo - onlus
Palermo 17/04/2001
e-mail: apsmneomedia.it
(Seguono seicento Iirme)
Appello
Rendiamo pubblico l'appello e successivamente una parte della lettera
aperta inviataci dall' "associazione per la pace e lo sviluppo del mediter-
raneo" in riferimento all'art.21 sulla libert di pensiero promulgato nei
giorni scorsi tramite internet a tutti i mezzi d'informazione e a molte
personalit autorevoli a cui la rivista Antimafia Duemila ha aderito.
2 Aprile-Maggio 2bb1
Comunicato stampa
di Aando dalla Chiesa
N
on c'e piu Saveria Antiochia, nonna del movimento
antimaIia
Si e spenta oggi a Roma all'eta di 79 anni Saveria
Antiochia, per 15 anni nonna aIIettuosa e ben voluta di tutto
il movimento antimaIia. Il suo nome si lega a quello del
giovane agente di polizia Roberto Antiochia, il quale venne
ucciso con il commissario Ninni Cassara nell'agosto del
1985 a Palermo, dove era tornato volontario dalle Ierie dopo
l'assassinio del commissario Montana, avvenuto una setti-
mana prima. Da quel momento Saveria Antiochia, vedova
e madre di altri due Iigli, ha combattuto una lunga e diIIici-
lissima battaglia per la verita su quel delitto, battendosi non
solo per l'aIIermazione della giustizia nelle aule giudiziarie
ma anche per denunciare le complicita tra maIia e istitu-
zioni, da quelle investigative a quelle politiche. Amata per
la sua grande pulizia morale e per la sua capacita di sacriIi-
carsi per la riuscita di ogni maniIestazione antimaIia nelle
tante regioni in cui veniva invitata, ha rappresentato dal
1985 allo scorso anno un punto di riIerimento inesauribile
a dispetto dell'eta e dei primi segni del male che la aggre-
diva.
Al suo pellegrinaggio instancabile per scuole, parrocchie e
biblioteche si e accompagnato l'impegno piu diretto in asso-
ciazioni e organizzazioni.
A Milano Iu nel 1985 tra i soci Iondatori del circolo Societa
civile (unico socio non milanese per il quale il circolo Iece
eccezione), di cui e stata tra i piu Iedeli e generosi interpreti.
Protagonista di molte campagne di opinione anche con l'as-
sociazione Iibera e collaboratrice del Coordinamento anti-
maIia di Palermo, non manco mai negli ultimi anni di Iar
sentire la sua voce di pungolo presso gli esponenti parla-
mentari che riteneva piu impegnati sul Ironte della lotta alla
maIia.
I'Italia conobbe per la prima volta la qualita della persona
quando nell'estate del 1985 scrisse una lettera dura ed emo-
zionante pubblicata in prima pagina da Repubblica, indi-
rizzata all'allora ministro dell'Interno Oscar Iuigi ScalIaro.
Molti dissero che si trattava di una strumentalizzazione e lo
argomentarono sostenendo che era impossibile che la madre
di un agente di polizia scrivesse in un italiano cosi corretto.
Ma anche questo era uno dei pregiudizi che Saveria Antio-
chia seppe sconIiggere, Iei, donna colta e amante della pit-
tura, e pittrice ella stessa.
Oggi, le migliaia di persone che si sono battute per la sua
stessa causa, la ricordano con aIIetto e malinconia. Per
questo, credo di poter chiedere alla stampa nazionale di
dedicarle un piccolo ricordo.
Patto di scambio
politico-mafioso
"Che fine ha fatto la legi-
slazione antimafia?"
A
chiederlo e Antonio Ingroia, nel
suo "Corpus iuris antimaIia"
(Micromega n1/2000) magi-
strato in prima linea, che Iu al Iianco di
Paolo Borsellino. Ma le analisi dei giu-
dici, i loro commenti, le loro valutazioni
sui problemi della giustizia, i loro gridi
d'allarme rimangono inascoltati, quando
non diventano oggetto di calunnie o
di esplicita condanna, perche? Perche
la giustizia e aIIare solo della politica;
inIatti, sono i politici ad occuparsene,
nelle emergenze, a suon di "pacchetti" e
casse di risonanza, per regolare l'ansia
dell'opinione pubblica, che, cosi sod-
disIatta, riprende a dormire, come i
tesori dell'Avare di Puskin. Intanto, con-
tinua, sistematica, l'opera di (boniIica),
come la deIinisce lo stesso Ingroia, "la
boniIica dei rapporti collusivi politico-
maIiosi". Risale a qualche mese Ia la
sentenza emessa dai giudici della Corte
di Cassazione, sul "reato di scambio
elettorale" essa dichiara che il reato sus-
siste solo a condizione che sia stipu-
lato un patto, un patto di scambio tra
il politico e l'organizzazione maIiosa.
Il signiIicato della sentenza e che non
si puo condannare in assenza di prove.
Eormalmente ineccepibile, questa sen-
tenza e l'espressione della positivita del
diritto. Ma perche una sentenza abbia un
suo valore giuridico sostanziale occorre
che essa tenga conto della speciIicita
dell'oggetto, in questo caso, della tipi-
cita del Ienomeno maIioso. Quali prove
ci si aspetta che la maIia lasci dei suoi
patti stretti con chi che sia? Ia maIia,
per una sua antica tradizione, Iirma solo
"patti di sangue", non carte bollate! Tor-
nano utili a questo proposito le osserva-
zioni di Antonio Ingroia, la pericolosita
pericolosita e le caratteristiche del Ieno-
meno maIioso impongono allo Stato
non una legislazione eccezionale,
ma una legislazione speciale, un
adattamento - cioe - degli ordinari
strumenti normativi alla straordina-
rieta di un Ienomeno criminale..."
(ivi,cit.) Ci troviamo di Ironte a un
dilemma, lasciato insoluto da questa
sentenza della Cassazione:
A) o si riconosce che la maIia e
un organizzazione criminale che ha
una struttura territoriale, Iinanzia-
ria, militare, per cui ogni suo atto ne
porta impresso il marchio inIamante
e, quindi, si riconosce che i volti
di maIia, Irutto del suo diretto con-
trollo sul territorio, sono strumenti
di corruzione politica;
B) ovvero se si riconosce che i
voti di maIia sono trasparenti, ossia
hanno come loro obbiettivo, il bene-
Iicio del politico, allora si deve rite-
nere che l'organizzazione maIiosa e
un'associazione benemerita.
Ma su questo dilemma lasciamo che
sia Giovanni Ealcone a pronunciarsi,
proprio Iui, che mori assassinato
dalla maIia, per avere voluto inda-
gare sui rapporti collusivi maIia-
politica, nonostante gli avvertimenti
di Tommaso Buscetta. Apriamo alle
pagine 165 e 166 l'opera di Giovanni
Ealcone, "Cose di Cosa Nostra" e
leggiamo: "Ia maIia - e un Iatto risa-
puto - controlla gran parte dei voti in
Sicilia... Ie basta Iar eleggere ammi-
nistratori e politici "amici" .... e cio
sia per orientare il Ilusso della
spesa pubblica, sia perche
vengono votate leggi idonee
a Iavorire le sue opportunita
di guadagno e ne vengano
bocciate altre che potrebbero
esercitare ripercussioni neIa-
ste sul suo giro d'aIIari... E'
evidente che e la maIia ad
imporre le sue condizioni ai
politici e non viceversa... E
piu avanti leggiamo le dichia-
razioni di due pentiti, Eran-
cesco Marino Mannoia e
Antonio Calderone, riportate
nel testo. Il primo parla di
"decine di migliaia di voti
sotto inIluenza nella sola
Palermo"; il secondo, dichiara:
"...e sempre bene sapere chi sono
i politici appoggiati da Cosa
Nostra, perche ci si puo rivolgere
a loro, quando si ha bisogno di
un Iavore...". Dunque, non sembra
si tratti di voti trasparenti, ma per
dimostrare che si tratti di un patto
di scambio, ci vogliono le prove
e queste possono essere ricavate
dalle dichiarazione dei pentiti o
e dalla decodiIicazione di alcune
leggi proposte o bocciate da poli-
tici "in odore di maIia". Ma queste
proposte sono solo utopiche. I
pentiti sono stati diIIamati perche
non potessero nuocere ai politici
"amici" o giustiziati dalla maIia
perche "inIami"; e i magistrati non
hanno titolo per decodiIicare lo
spirito delle leggi votate o bocciate
in parlamento allo scopo di Iavo-
rire Cosa Nostra". Rimane cosi
sancita la pari dignita tra i voti
degli onesti cittadini e i voti estorti
dalla maIia. Tutti coloro che hanno
costruito il proprio potere politico
sui voti della maIia "sono in
regola", per una sorta di "condono
edilizio". Non ci resta che sperare
che insieme con i voti della maIia
sia benedetta anche la maIia!
Mariadelaide Briguccia
MonIalcone, marzo 2001
Un pensiero
a chi ci ha lasciato
I
o scorso mese di marzo la
madre di Teresa Principato e
in questo mese di aprile il padre
di Gherardo Colombo sono venuti
a mancare. Ad entrambi i valorosi
magistrati la solidarieta e l`aIIetto
da parte di tutto il mondo dell`an-
timafa.
3 Aprile-Maggio 2bb1

noi sembra ieri. Ieri
quando, dopo che la
signora Falcone ha lasciato
la reda:ione, abbiamo deciso
di concentrare il nostro
impegno per la societa in ununica causa. la
lotta per la legalita. Sei mesi concitati, di lettura,
di prepara:ione, di prove, di discussioni, di
riorgani::a:ioni...Un giorno il direttore Bongio-
vanni ci riunisce nel suo ufficio e ce lo dice.
a fine mar:o presentiamo AN1IMAFIA Due-
mila a Palermo. In un istante abbiamo capito
che stava per cambiare tutto che lesperien:a
fatta fino a quel momento stava trovando la sua
espressione pi profonda.
Certo le nostre notti non sono state pi tranquille
per un bel periodo...
I primi convegni a cui avevamo assistito ci avevano
impressionato. Jedevamo magistrati del calibro di Caponnetto,
Caselli, Colombo, ecc.., intenti a spiegare come e perche facevano il loro
lavoro con serieta e rigore, a difendere le leggi necessarie per poter portare a compi-
mento la:ione di contrasto alla criminalita e alla corru:ione, a chiedere di battere un
colpo perche erano isolati e delegittimati.
Leggere, poi quelle stesse parole, sentire quegli stessi sentimenti negli scritti lasciati da Falcone e Borsel-
lino prima di essere cosi barbaramente trucidati ha significato ini:iare a comprendere.
A capire che oltre la manifesta:ione violenta di Cosa Nostra, della Ndrangheta e le altre mafie ce il
gioco grande, di cui parlava Falcone. questo metaforico tavolo a cui siedono i signori del crimine
con tanto di giacca, cravatta, chiesa e tanti ossequi.
Collusi, compiacenti, concussi fanno in tutta tranquillita i loro convergenti interessi e sono irraggiungibili
ed impuniti. Arrivano dappertutto, sono dappertutto, con la loro schiera di omuncoli pre::olati, in 1v, nei
giornali, nelle procure, nei distretti di poli:ia, al governo. E hanno soldi, a palate, e potere...immenso.
Noi non siamo che comuni cittadini, per di pi giovani cittadini, non possediamo che il necessario e la
battaglia e ovviamente impari. Ma se fino ad un anno fa inconsapevolmente seguivamo il nostro istinto di
giusti:ia, oggi che cominciamo a prendere davvero coscien:a del pericolo che stiamo correndo in Italia
come nel mondo, il nostro impegno non solo si conferma, ma si raffor:a per diventare ragione di vita.
Pi conosciamo, pi e la responsabilita e meno e la paura anche se non abbiamo altro che la liberta e la
ferma Fede che prima o poi, ci volessero altri mille anni, la verita vince sempre.
Gra:ie infine a tutti quelli che hanno creduto nel nostro lavoro da subito. Maria Falcone, Riccardo
Orioles, Nando dalla Chiesa, Antonio Ingroia, Luca 1escaroli, Nino Di Matteo, il capitano Ultimo, Nino
Caponnetto, Don Luigi Ciotti, Guido Lo Forte, Roberto Scarpinato, En:o Guidotto, Umberto Santino,
Alex Corla::oli e i raga::i di Paolo... gra:ie per lesempio, la fiducia e soprattutto per lamici:ia.
Un gra:ie interno, consentitecelo. Ad Andreina de 1omassi, il nostro direttore responsabile che con
pa:ien:a infinita e infinita allegria sta tentando unimpresa impossibile. farci diventare giornalisti, al
nostro Loren:o, vicedirettore, fratello e amico che con la sua totale abnega:ione e di continuo sprone, a
Sonia che ha permesso che tornassero la for:a e la vita e, ultimo, ma non meno importante, a Giorgio
Bongiovanni che con il suo coraggio, trasparen:a e amore ci ha indicato la via.
Ia Redazione

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{bollettino}.
Prendo atto che i miei dati saranno trat-
tati, oltre che ai fini dell'esecuzione del
presente ordine, anche per eventuale
invio di materiale informativo, con la
possibilita della cessazione, cancella-
zione, rettifica, aggiornamento, integra-
zione e opposizione al trattamento dei
dati, secondo quanto previsto dall'art.
13 della legge 675/96.
Cognome......................................................
Nome............................................................
Via e
n.........................................................
Citta..............................................................
CAP...........................Prov.
.........................
Tel.
..............................................................
Firma............................................................
Feltrinelli
Un filo diretto con il Capitano Ultimo
I
l Capitano dei Carabinieri che ha arrestato Toto Riina si Ia chiamare Ultimo perche rifuta premi e
promozioni e vuole aIIrontare Cosa Nostra a modo suo, da 'ultimo, con i suoi uomini scelti tra i
puniti e gli emarginati nell`Arma. Non vivono in caserma ma in clandestinita e segretezza, come l`or-
ganizzazione che combattono; assumono identita diverse in base al luogo dove si trovano a operare;
piu della pistola di ordinanza usano microspie e telecamere; preIeriscono non essere loro ad arrestare
i criminali che hanno scovato e li lasciano prendere ai colleghi della polizia; sono continuo oggetto
di polemiche; non parlano mai con nessuno; vivono lontani da casa, senza limiti di orario, a rischio
continuo.
'Ognuno di noi dovrebbe conIrontarsi con questi uomini, e chiedersi se sarebbe disponibile a Iare
lo stesso. Se sarebbe disponibile a rinunciare alla Iamiglia, al tempo libero, alla gloria e ai soldi, se
sarebbe disponibile a rischiare la vita per due milioni al mese lavorando anche quindici ore al giorno.
In questo e la loro grandezza. Non nella pistola e nel tesserino. Questo libro e la storia di uomini,
uomini semplici e umili scrive nella Prefa:ione Ilda Boccassini.
Maurizio Torrealta
Su richiesta dei nostri lettori,
pubblichiamo alcune delle let-
tere a loro risposte personal-
mente dal Capitano.
Chi volesse scrivergli pu farlo
inviando una lettera in redazione
all`indirizzo seguente:
ANTIMAFIA Duemila, via
Molino I, 1824. 63019
S. Elpidio a Mare (AP) oppure
all`e-mail:
antimafiaduemilaantimafiaduemila.com
Provvederemo noi stessi a fargli
avere gli scritti

Caro Generale Ultimo,


Sono un raga::o 24enne del Nord,
e non ho molta simpatia per questo
stato che reputo incapace e incompe-
tente anche se ho moltissima ammi-
ra:ione per quelli che come lei
si sacrificano quotidianamente per
delle cause superiori e morali come
la lotta alla mafia.
Le vorrei porre delle domande pre-
cise a proposito di Bernardo Pro-
ven:ano, ricercato per associa:ione
di tipo mafioso, la strage di Capaci
(PA), lattentato di via Fauro (RM),
strage, deten:ione e porto di materie
esplodenti, furto, concorso in omici-
dio ed altro.
A quanto pare si e creata una sorta
di leggenda attorno a questo boss dei
boss mafioso, ritenuto credo il
pericoloso dei ricercati.
Possibile che sia latitante da quasi 40
anni?
Possibile che lo stato sia talmente
inerme verso certa gente?
Ma con la tecnologia che esiste oggi
(cimici, caschi con visione ad infra-
rosso, satelliti in grado di spiarti
mentre prendi un caffe, etc), ancora
non siete stati in grado di beccarlo?
Ma non sarebbe stato il caso di ema-
nare una sorta di "caccia alluomo",
con laiuto di giornali, 1J e altri
organi dello stato e non in Sicilia e
nel Meridione in modo da prenderlo
una volta per tutte questo delin-
quente, stragista e mafioso, che ha
larrogan:a di ritenersi al di sopra
della legge?
Forse sono un ingenuo, ma credo si
sarebbe potuto fare molto di nei
suoi riguardi.
Con stima
John Balducci.
Amico,
la lotta alla maIia e la lotta delle
persone libere ed e la tua lotta, non
demandarla a nessun altro.
Se ti sembra che il sistema non Iun-
ziona lotta per cambiarlo, pretendi
legalita e giustizia in ogni occasione
e non stancarti di combattere per le
tue idee. E critica e dai l' esempio.
Questa e la vera lotta che ogni cit-
tadino puo svolgere ogni giorno ed
e una lotta bellissima, Iatta spesso
di soIIerenza e di delusione, ma che
porta alla liberta ed alla giustizia.
Chiedi spiegazione a chi ha la
responsabilita di svolgere le Iunzioni
che critichi e pretendi da queste per-
sone una risposta chiara, perche sei
un cittadino e non un suddito.
Come la penso io e noto a tutti e non
conta nulla.
Buona Iortuna
ultimo
Caro....Maggiore.....COMANDI'''''
E la prima volta che dico questa
parola non per paura di essere
ripreso da un superiore, ma perche
mi esce veramente dallanima....
io sono un Carabiniere....niente di
pi....a qualcuno puo sembrare
poco....ma io mi impegno sempre per
dare il meglio di me, nel mio pic-
colo,... sen:a esagerare.....preferisco
fare poco ma arrivare fino in fondo.
Io lho sempre stimata moltissimo da
quando sono venuto a conoscen:a
della sua esisten:a. NellArma ho
dovuto conoscere mio malgrado delle
situa:ioni che non mi sarei mai
immaginato..... mi sono sentito dire
parecchie volte, da persone che sui
giornali appaiono come degli eroi.
(fatti gli affari tuoi che stai
meglio......Io ho famiglia non mi
posso esporre pi di tanto )....per
la cronaca ho avuto problemi....per
aver risposto a una di queste persone
.(se hai famiglia e ti preoccupi,
era meglio che facevi limpiegato in
banca e non il carabiniere).....Forse
ho sbagliato.... ma io sono fatto cosi.
Anche se io stimo moltissimo lArma
come istitu:ione sono costretto ad
ammettere che non si potra mai
andare avanti fino a che, chi ci
comanda non e in grado di farci
vedere come ci si sacrifica per i
propri ideali....forse ci vorrebbero
meno persone interessate a coman-
dare e un po pi di persone
interessate veramente a diventare
CARABINIERI.
Sicuro della vostra risposta...le
mando i miei pi distinti saluti.......
P.S. IO sono sempre vicino a Lei ed
ai suoi uomini...
ARRIJEDERCI.....spero di poterla
incontrare al pi presto
C.re B.a.
Amico,
Iinche ci saranno carabinieri come te
l' Arma andra avanti sulla via della
civilta, dell'uguaglianza e della soli-
darieta che sono i valori alla base di
ogni giustizia e di ogni democrazia.
Non lo dimenticare mai, e importante
la tua lotta ed il tuo esempio, il resto
lascialo a quelli che amano i salotti
e le Ieste, non ci interessa, noi siamo
vicini alle persone deboli, a chi non
ha niente, a chi e sIruttato, e siamo
orgogliosi di stare da quella parte.
Buona Iortuna
ultimo
Sig. Maggiore innan:i tutto buon
giorno, mi chiamo Fabio e ho 23
anni.
Le scrivo poiche mi sento in dovere
come carabiniere in congedo di farle
sapere che le sono vicino anche se
purtroppo non ho mai avuto la for-
tuna di conoscerla di persona.
So cosa significa indossare gli ala-
mari, sono convinto che anche se
indossati per un solo anno come nel
mio caso li avrai per tutta la vita.
Nell Arma credo piu che in ogni
altra cosa e sono veramente dispia-
ciuto di quello che le e purtroppo e
immeritatamente accaduto.
Ho conosciuto prima un sottouffi-
ciale al corso allievi che aveva fatto
parte del R.O.S. e posso di che se
anche molto rigido e inquadrato e
stata una persona da cui carpire
tantissima esperien:a sia operativa-
mente che moralmente parlando.
Ho avuto una immensa fortuna ad
avere, giunto a destina:ione, un uffi-
ciale che mi ha parlato tanto di lei
dato che la conosce e sono convinto
che di persone e di ufficiali nella
Nostra Arma ne servono tante.
Spero in una sua risposta e magari
un giorno di poterla incontrare in
uno dei raduni dellA.n.c. di cui sono
membro.
Si ricordi Sig. Maggiore che il mondo
e pieno di cattivi e che i buoni non
posso arrendersi mai altrimenti la
gente come me perderebbe la spe-
ran:a.
Le porgo distinti saluti e "BUONA
FOR1UNA".
Comandi Sig. Maggiore
Non ci arrenderemo mai, perche non
lottiamo per aIIermare noi stessi,
ma per diIendere la liberta degli altri.
In questa lotta pero e importante non
essere complici dei "pagliacci" .
auguri
ultimo
Signor Maggiore,
sono un raga::o di 17 anni, mi
chiamo Battaglia Fabio.
Jolevo solo dirle che uno come lei
non si deve sentire solo, perche
solo non lo sara mai, qualcuno che
seguira la strada aperta da lei ci sara
sempre.
La ringra:io per tutto e le ricordo
che gli Ultimi saranno i primi.
Battaglia Fabio
Comunque ci saremo amico, e
saremo insieme a lottare per i poveri
e per la legalita.
grazie
ultimo
Si conclude la Petizione in favore del Capitano Ultimo.
Migliaia di firme sono state raccolte e presto verranno consegnate al Ministro dell'Interno. Da nord a sud la gente comune ha risposto con passione all'appello lanciato da
AA1IMAFIA Duemila, quella gente che ha fatto proprio l'ideale di giustizia di Ultimo. Qualunque sar la risposta del ministro e dell'Arma, si tratta comunque di un risultato
importante per tutti coloro che credono nei valori dei veri combattenti di strada e che hanno fatto sentire la propria voce. Il Capitano Ultimo non solo, le persone semplici
sono con lui, pronte a seguirne l'esempio. Aon sar certo uno dei tanti burocrati a fermare l'onda di sdegno che da pi parti si sollevata contro l'ipocrisia di chi ha permesso
il suo isolamento. Ma adesso il momento di continuare per non permettere pi che altri vengano ostacolati e delegittimati.
Avanti capitano! Per combattere al tuo fianco. La rubrica delle lettere al Capitano Ultimo rimane aperta.
La Redazione di AA1IMAFIA Duemila
e tutti coloro che hanno aderito alla petizione.
Chi volesse mettersi in contatto con lui, pu mandarci una lettera o una e-mail al nostro indirizzo (Via Molino I 1824 - 63019 S. Elpidio a Mare -AP
antimafiaduemilaantimafiaduemila.com ) che verr inviata direttamente al capitano.

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