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CARATTERISTICHE DEL METODO

Il controllo non distruttivo per mezzo di particelle magnetiche un metodo per la localizzazione
di discontinuit superficiali e sub-superficiali in materiali ferromagnetici.
Il test si basa sul fatto che quando l'oggetto da testare magnetizzato, le discontinuit che si trovano in un
senso generalmente trasversale al campo magnetico determinano una deviazione delle linee di flusso del
campo magnetico stesso.
Se il difetto poi affiora in superficie, parte delle linee di flusso del campo magnetico vengono disperse oltre la
superficie stessa. Per evidenziare il difetto sar sufficiente spruzzare le superfici con adatte sospensioni di
polveri ferromagnetiche, colorate o fluorescenti. Le particelle si concentreranno allineandosi lungo le linee di
flusso del campo magnetico, formando un "profilo" della discontinuit che generalmente ne indica la
posizione, la dimensione, la forma e l'estensione. Le particelle cos concentrate sulla difettosit saranno rese
visibili mediante illuminazione con una lampada di Wood.


CAMPO MAGNETICO
Se prendiamo un magnete a ferro di cavallo,
con le estremit quadrate, ben regolari, e lo
appoggiamo su una barra di materiale
magnetico, facendo in modo che le estremit
del magnete aderiscano perfettamente alla
barra (senza discontinuit) in modo da
formare un circuito chiuso, le linee di flusso
del campo magnetico attraverseranno il
materiale magnetico dal polo Nord verso il
polo Sud (figura 1A).
Non esistendo alcun polo esterno, le linee
magnetiche di forza saranno trattenute
all'interno del "circuito chiuso ad anello".
Limature di ferro o altre particelle magnetiche
che si trovino sul complesso, non sono saranno attratte al magnete anche se ci sono linee di forza magnetica
che lo attraversano.


Se un'estremit del magnete a ferro di cavallo non regolare e
crea quindi una discontinuit fra quell'estremit del magnete ed il
materiale magnetico, i poli attrarranno i materiali magnetici
disposti nelle vicinanze. Le particelle magnetiche aderiranno ai
poli e colmeranno la lacuna fra loro, come indicato nella figura
1b. Ogni cricca radiale presente in un particolare magnetizzato
circolarmente generer un polo Nord ed un polo Sud ai bordi
della cricca. Le particelle magnetiche saranno attratte ai poli
generati dalla cricca, formando un'indicazione della discontinuit
del materiale.
I campi che si creano in corrispondenza delle discontinuit
vengono detti "fughe di campo". La "forza" delle fughe di campo
determina il numero delle particelle magnetiche che saranno
attratte e che daranno origine all'indicazione di difettosit
rendendone le dimensioni proporzionali alle dimensioni del difetto rilevato.



Figura 1A - Magnete a ferro di cavallo su barra ferromagnetica
Figura 1B
Una barra di materiale ferromagnetico presenta un polo
ad ogni estremit. Le linee di forza del campo magnetico
scorrono attraverso la barra dal polo Sud in direzione del
polo Nord. Siccome le linee di forza magnetiche corrono
nel senso della lunghezza della barra, si dice che la barra
magnetizzata longitudinalmente ovvero che contiene
un campo magnetico longitudinale.
Se la barra viene rotta in due pezzi (figura 2A), tra i due
pezzi si crea una fuga di campo magnetico, caratterizzata
anch'essa dalla presenza dei poli Sud e Nord.



Questa fuga di campo persiste anche se i due spezzoni di
barra vengono riavvicinati (figura 2B).




Ancora, se la barra di materiale ferromagnetico
"criccata" ma non rotta completamente in due,
accade comunque qualcosa di simile. Agli opposti
bordi della cricca si formano un polo Nord ed un
polo Sud (figura 2C). E' proprio questo campo che
attrae le particelle magnetiche che determinano il
"profilo" della cricca. Ovviamente la forza di questi
poli sar differente da quella dei poli ottenuti nel
caso della barra completamente rotta e sar in
funzione della profondit e della larghezza della
cricca in superficie.


I materiali non ferromagnetici non possono essere controllati mediante questo metodo. Quindi
non risultano controllabili con questo metodo: leghe di alluminio, leghe di magnesio, rame e le sue leghe,
titanio e le sue leghe, acciai inossidabili austenitici.

Corrente di magnetizzazione
Per la magnetizzazione si pu ricorrere sia alla corrente continua che alla corrente alternata. La differenza
principale che il campo magnetico generato dalla corrente continua, generalmente penetra nella sezione
trasversale del materiale mentre i campi generati dalla corrente alternata rimangono confinati sulla superficie
del materiale con un effetto che conosciuto come effetto pelle. Quindi la corrente alternata non dovrebbe
essere utilizzata nella ricerca di difettosit sub-superficiali.

Figura 2A - Barra magnetizzata e rotta in due pezzi
Figura 2B - Spezzoni ravvicinati

Figura 2C - Fuga di campo in corrispondenza di una cricca
Magnetizzazione circolare
Il passaggio di corrente elettica all'interno di un conduttore rettilineo, ad esempio una barra od un filo,
determina un campo magnetico intorno al conduttore; se questo costituito da un materiale ferromagnetico
il campo magnetico interessa anche il conduttore. Un particolare magnetizzato in tale modo si dice che ha un
campo circolare o che stato magnetizzato circolarmente (figura 3A).


Figura 3A


Magnetizzazione longitudinale
La corrente elettrica pu essere utilizzata anche per creare, in materiali magnetici, campi longitudinali.
Quando la corrente viene fatta passare attraverso una bobina, si genera un campo magnetico longitudinale
nello spazio posto all'interno della bobina (figura 3B).


Figura 3B

Rilevabilit delle difettosit
Per dare un'indicazione, il campo magnetico deve incontrare la discontinuit con un angolo sufficientemente
grande da causare la distorsione localizzata delle linee di forza del campo magnetico: i migliori risultati si
ottengono quando questo angolo di 90. Per questo dimensione, forma e direzione della discontinuit sono
molto importanti.


La figura 4A esemplifica la condizione in cui la corrente, passando attraverso il particolare, determina un
campo magnetico circolare intorno allo stesso. In tali condizioni una discontinuit come quella indicata con la
lettera A non verrebbe rilevata in quanto di forma regolare e giacente in direzione parallela a quella del
campo magnetico. Se la discontinuit, pur giacendo parallelamente al campo magnetico, ha forma irregolare
(come quella indicata con la lettera B) ci sono buone probabilit che venga evidenziate una, debole,
indicazione.
Quando le direzione predominante della discontinuit a 45, come nel caso di C, D ed E, le condizioni sono
pi favorevoli e dipendono comunque dalla forma e dalla dimensione della discontinuit. Come gi accennato
le indicazioni poste a 90 rispetto alla direzione del campo magnetico sono quelle che forniscono le
indicazioni pi evidenti (F, G ed H).


Figura 4A - Magnetizzazione circolare


La figura 4B mostra invece una barra che stata magnetizzata longitudinalmente. Le discontinuit L, M ed N
che sono poste a cira 45 rispetto alla direzione del campo magnetico, produrranno le stesse indicazioni che
avrebbero prodotto con un campo magnetico circolare. Le discontinuit J e K produrranno delle marcate
indicazioni mentre, probabilmente le discontinuit P, Q ed R non saranno rilevate.




ATTREZZATURE PER IL CONTROLLO MT
La caratteristica fondamentale del controllo mediante particelle magnetiche che il pezzo da controllare
deve essere opportunamente magnetizzato, in modo tale che le particelle magnetiche siano attirate dalle
fughe di campo create dalle discontinuit del materiale.
Solitamente il campo magnetico necessario creato mediante un flusso di corrente elettrica.
Esaminiamo alcuni degli strumenti pi comunemente utilizzati per la magnetizzazione dei pezzi ed il
conseguente controllo mediante particelle magnetiche.

Magnetoscopio a bancale
Esistono magnetoscopi di diverse dimensioni; quelli di pi frequente utilizzo consentono di controllare pezzi
aventi dimensioni fino ai 1250 mm di lunghezza ed ai 250 mm di diametro.
In figura 5 mostrato lo schema di un tipico magnetoscopio a bancale dotato di teste di contatto, per
generare campi magnetici circolari, e bobina di magnetizzazione, per generare campi magnetici longitudinali.
Il pezzo da testare viene serrato tra le teste di contatto. Successivamente il passaggio di corrente elettrica
genera il campo magnetico circolare che permetter di controllare le eventuali discontinuit posizionate
"longitudinalmente". Una successiva magnetizzazione eseguita con la bobina permetter poi di controllare le
discontinuit poste trasversalmente. Per il controllo di pezzi particolarmente grandi possono essere richieste
pi magnetizzazioni.


Figura 5 - Schema Magnetoscopio a Bancale

GIOGO ELETTROMAGNETICO
Il giogo uno strumento portatile e quindi molto utilizzato nel caso di test da condurre direttamente in
cantiere.
Il giogo costituito da un avvolgimento elettrico a bobina intorno ad un corpo, a forma di U, in ferro dolce.
In pratica si tratta di una elettro-calamita. Il passaggio di corrente genera il campo magnetico. La forma ad
U ne consente il rapido e facile posizionamento sul particolare da controllare. I poli dell'elettromagnete
possono essere completamente snodabili, questo consente l'impiego del giogo per il controllo di pezzi aventi
forme e dimensioni diverse senza compromettere la sensibilit del metodo.
Il gioco pu utilizzare sia corrente alternata che corrente continua. L'intensit del campo magnetico pu
essere regolata mediante la corrente. La corrente continua garantisce una maggiore penetrazione mentre la
corrente alternata concentra il campo magnetico sulla superficie del pezzo fornendo una buona sensibilit
per il rilevamento di discontinuit superficiali in un'area relativamente ristretta.
In generale le discontinuit da rilevare devono essere nell'area centrale, tra i due poli del giogo ed orientate
perpendicolarmente alla linea immaginaria che congiunge i poli stessi.


Giogo elettromagnetico


MAGNETOSCOPIO A PUNTALI
Materiali di notevoli dimensioni, troppo grandi perch possano essere posti tra le due teste di un
magnetoscopio a bancale, possono essere magnetizzati mediante un MAGNETOSCOPIO A PUNTALI. I puntali
del magnetoscopio servono appunto a determinare il passaggio di corrente, con conseguente origine di
campo magnetico, direttamente attraverso il materiale da testare (o attraverso una parte dello stesso).


Controllo con magnetoscopio a puntali


Magnetizzazione per mezzo di puntali
Questo contatto locale non sempre produce un campo magnetico circolare, tuttavia, in diversi casi si rivela
molto utile e pratico; ad esempio il magnetoscopio a puntali molto utilizzato nel controllo di grosse fusioni
e di insiemi di parti saldate; lo strumento non di per s maneggevole come il giogo, le sue dimensioni sono
molto maggiori, tuttavia sempre portatile e quindi se ne fa largo utilizzo in campo per il controllo, ad
esempio, di serbatoi di grandi dimensioni e di strutture saldate.
Altra particolarit che questo metodo, meglio di ogni altro, manifesta buona sensibilit ai difetti giacenti
completamente sotto la superficie del particolare da testare.
Il metodo presenta alcuni svantaggi che devono essere ben conosciuti dall'operatore.
l'intensit del campo magnetico sufficiente solo tra i due puntali, in prossimit degli stessi punti di
contatto. La distanza tra tali punti raramente pu superare i 30 cm, anzi spesso molto minore. Ne deriva
che per controllare pezzi di grandi dimensioni necessario ricorrere ad un elevato numero di
magnetizzazioni;
l'interferenza del campo magnetico esterno, presente tra i puntali, pu rendere difficoltosa la rilevazione
delle difettosit;
bisogna porre grande attenzione nell'evitare bruciature sul materiale posto a contatto con i puntali; queste
bruciature possono essere causate da un cattivo contatto come da un'insufficiente pressione di contatto o da
un eccesso di corrente.
PARTICELLE MAGNETICHE (POLVERI)
Per il controllo magnetico possono essere utilizzati due tipi di polvere:
secche
umide
Queste polveri, a loro volta possono essere
colorate
fluorescenti
Caratteristica essenziale delle polveri magnetiche quella di avere un'alta permeabilit magnetica ed una
basso magnetismo residuo; in pratica vuol dire che si magnetizzano molto facilmente e nel momento in cui
termina l'azione magnetica si distaccano dalla parte magnetizzata.
Le polveri magnetiche inoltre devono presentare, sulla superficie in esame, un adeguato contrasto; per
questo motivo vengono colorate con colori piuttosto vivaci.
Rivelatori a secco
La polvere a secco deve avere una granulometria compresa fra 50 e 300 micron.
Questa polvere deve essere usata preferibilmente per i controlli in piano, su superfici non lavorate.
Nel caso in cui il contrasto tra polvere e pezzo in esame non fosse sufficiente, si deve spruzzare un leggero
strato di vernice bianca.
Rivelatori in sospensione liquida
I rivelatori in sospensione umida, hanno la caratteristica di avere le particelle magnetiche diluite in un liquido
a base di idrocarburi alifatici, che funge da mezzo di trasporto delle particelle.
Il rivelatore fluorescente viene utilizzato con il magnetoscopio bancale, mentre il rivelatore a polvere nera,
contenuta in bomboletta spray, viene utilizzato nei test condotti con l'ausilio del giogo magnetico.
La granulometria delle particelle in sospensione liquida deve essere compresa tra 0,5 e 35 micron.
L'applicazione avviene mediante spruzzo, cercando di coprire tutta la zona in esame.


Concentrazione delle particelle
La concentrazione per le particelle colorate deve essere
compresa tra 1,2 % e 2,4 % del volume di liquido mentre, per
quanto riguarda le particelle fluorescenti, la concentrazione
deve essere compresa fra 0,1 % e 0,5% del volume del
liquido.
Nel caso di utilizzo periodico dell'apparecchiatura, questa
concentrazione deve essere controllata prima di iniziare un
esame mentre nel caso di utilizzo continuo il controllo deve
essere effettuato ogni otto ore.
Il controllo della determinazione della concentrazione delle
particelle nella sospensione, viene eseguita mediante una
provetta, all'interno della quale 100 ml di soluzione vengono
lasciati decantare per circa 30 minuti, dopo questo periodo di
tempo le particelle depositate devono segnare da 0,05 a 0,1
ml.
Nel caso in cui le particelle decantate siano inferiori a quanto richiesto, occorrer aggiungere altra polvere
mentre, nel caso contrario, occorrer aggiungere altro liquido

PREPARAZIONE DELLE SUPERFICI
Le superfici da esaminare devono essere pulite ed asciutte, esenti da polvere, scorie, spruzzi di saldatura,
grasso o qualsiasi altra cosa che potrebbe falsare il risultato dell'esame.
Per la pulizia si possono usare sgrassanti, spazzole, solventi o altro.
Nel caso di superfici irregolari necessario molare tutto quello che pu mascherare le indicazioni di
discontinuit.
APPLICAZIONE DELLE PARTICELLE MAGNETICHE
Possono essere utilizzati tre tipi di particelle magnetiche:
1. a secco
2. ad umido
3. bombolette spray
I paragrafi successivi descrivono i metodi di applicazione.
Metodo a secco
Il metodo a secco consiste nell'applicare con un soffietto le particelle in polvere; questa operazione deve
essere effettuata durante il passaggio di corrente e interrotta prima della fine del passaggio.
Anche la rimozione della polvere in eccesso viene effettuata, prima di staccare la corrente, con leggero soffio
d'aria.
La valutazione delle indicazioni deve essere eseguito durante il ciclo di magnetizzazione e durante la
rimozione della polvere in eccesso.
Metodo a umido
Il liquido, contenente le particelle magnetiche, viene spruzzato sulla superficie da esaminare, prima e
durante il passaggio di corrente.
E' importante che l'impulso di corrente sia sufficientemente lungo, per permettere alle particelle di muoversi
attraverso il liquido.
Con questo metodo, la valutazione delle eventuali indicazioni deve essere eseguito durante o dopo il ciclo di
magnetizzazione.
Metodo con le bombolette spray
Questo il metodo pi utilizzato perch rapido e comodo dato che si utilizzano delle bombolette spray con le
particelle magnetiche in soluzione gi pronte per l'uso.
Prima dell'utilizzo la bomboletta deve essere agitata con cura in modo da omogeneizzare le particelle nel
contenitore.
Il liquido deve essere spruzzato omogeneamente durante la magnetizzazione sulla superficie da esaminare.
La valutazione delle eventuali indicazioni, deve essere eseguito dopo il ciclo di magnetizzazione.

Ampolla calibrata ASTM
Magnetoscopio a bancale: operativit
Il magnetoscopio a bancale permette il controllo su pezzi di limitate dimensioni e consente due tipi di
magnetizzazione: con bobina e con passaggio diretto di corrente.
Magnetizzazione con bobina

Magnetoscopio a bancale: magnetizzazione con bobina


Descrizione apparecchiatura
La bobina magnetica formata da diverse spire e crea un campo magnetico indotto senza il passaggio
diretto di corrente.
Tipo di magnetizzazione
Magnetizzazione longitudinale.
Corrente di magnetizzazione
L'intensit del campo magnetico necessario per la magnetizzazione di un campione cilindrico deve essere
calcolato in funzione della lunghezza ( L ) e dal diametro ( D ).
Mentre nel caso di pezzi non cilindrici si prende in considerazione la diagonale maggiore (D) del pezzo. Nel
caso in cui il rapporto L/D > 4 la corrente si calcola



Se invece il rapporto L/D < 4 la corrente si calcola


Nel caso di pezzi di grosse dimensioni la corrente di magnetizzazione deve essere compresa fra 1200 e 4500
A/Spire.
L'intensit di corrente calcolata deve essere divisa per cinque, cio il numero di spire contenute nella bobina.

Tipo di particelle
Particelle in umido fluorescenti.
Tipo di illuminazione
Lampada di Wood.
Campo di applicazione metodo
Data l'elevata sensibilit del metodo, il controllo deve essere applicato su particolari del tipo:
Particolari finiti
Particolari semi lavorati

Esecuzione prova
La prova, con passaggio di corrente, prevede le seguenti fasi:
1. individuazione del campione e la zona da esaminare
2. Pulizia campione.
3. Utilizzare la luce di Wood e accendere 10 minuti prima di iniziare la prova.
4. Attivare 10 minuti prima di iniziare la pompa del bancale in modo da mettere in movimento le
particelle magnetiche.
5. Controllare con l'esposimetro U.V. la luminosit della zona di prova deve essere superiore a 1000
W/cm.
6. Impostare la corrente di magnetizzazione, il tipo di corrente (continua per rilievi subsuperficiali o
alternata per rilievi superficiali), e la corrente da erogare.
7. Spruzzare il liquido sul pezzo da esaminare e farlo passare attraverso la bobina e attivare
contemporaneamente il ciclo di magnetizzazione.
8. Verificare con la sonda ASME o con il Gaussmetro, il campo magnetico sulla zona di prova.
9. Esaminare parte magnetizzata.
10. Valutare le indicazioni, se rilevate confrontarle con le norme di riferimento e i criteri di accettabilit
del difetto rilevato o valutarle in base ai criteri imposti dal committente.
11. Smagnetizzare se richiesto espressamente dal committente.

Giogo elettromagnetico: procedura operativa
Descrizione
Il giogo magnetico ha una forma tipo ferro di cavallo con le punte snodabili per una migliore di-sposizione
sulla superficie.

Tipo di magnetizzazione
Magnetizzazione longitudinale.

Corrente di magnetizzazione
Il gioco non ha un variatore di corrente ma solo un selettore per la corrente continua o alternata dipende dal
tipo di esame da effettuare.

Tipo di particelle
Usare la polvere in bomboletta tipo NERA SPRAY.
Lacca di contrasto
Usare la LACCA BIANCA.
Tipo di illuminazione
Utilizzare delle lampade comuni ad alta luminosit o luce solare.

Campo di applicazione metodo
Questo tipo di metodo deve essere applicato per il controllo di superfici grezze o semi lavorate, del tipo:
lamiere
particolari forgiati
saldature testa a testa
Esecuzione prova
1. Individuare il campione e la zona da esaminare.
2. Pulire il campione.
3. Controllare con il Luxmetro la luminosit della zona di prova deve essere superiore ai 500 Lux
4. Spruzzare la LACCA BIANCA di contrasto
5. Attendere cinque minuti in modo che la lacca si asciughi
6. Spruzzare la polvere in bomboletta NERA SPRAY
7. Usare per la prova il giogo verificando la data di taratura del medesimo
8. Magnetizzare con due impulsi di 30 secondi facendo attenzione sull'aderenza delle punte del giogo
9. Verificare la magnetizzazione con la sonda ASME
10. Esaminare parte magnetizzata
11. Valutare le indicazioni, se rilevate, confrontandole con le norme di riferimento e i criteri di
accettabilit del difetto rilevato.
12. Smagnetizzare se richiesto
Magnetizzazione con puntali: procedura
Descrizione apparecchiatura.
La magnetizzazione ottenuta mediante il passaggio di corrente realizzato tra due puntali che fungono da
poli.
Per evitare dei falsi contatti la punta dei puntali ricoperta con terminali in piombo arrotondati per garantire
un perfetto contatto durante il passaggio di corrente.
Per facilitare il compito dell'operatore che esegue la prova, uno dei due puntali fornito di un interruttore di
comando che attiva o disattiva il passaggio di corrente per la magnetizzazione.

Tipo di magnetizzazione
Il metodo a puntali crea un campo magnetico circolare intorno ai puntali stessi.
Corrente di magnetizzazione
Per questo tipo di tecnica la corrente da utilizzare del tipo raddrizzata a semionda per rilevare i difetti
subsuperficiali, altrimenti alternata per difetti superficiali.
L'intensit della corrente da erogare in relazione alla distanza dei puntali o allo spessore del pezzo da
esaminare.
Nella seguente tabella si esprime la relazione sopra citata.


Distanza dei puntali
La distanza tra i puntali deve essere compresa tra 80 e 200 mm, una distanza inferiore potrebbe generare
un accumulo di particelle attorno ai puntali, al contrario una distanza superiore ai 200 mm riduce la
sensibilit dell'esame.

Tipo di particelle
Per questo tipo di esame si devono usare le particelle a secco nere o colorate per aumentare il contrasto con
la superficie.
Nel caso in cui si deve usare la polvere nera si spruzza sulla superficie un leggero strato di lacca di contrasto
bianca.
Tipo di illuminazione
Luce bianca.
Campo di applicazione metodo
Questo tipo di metodo deve essere applicato per il controllo di superfici grezze o semi lavorate, del tipo:
lamiere
particolari forgiati
saldature testa a testa
saldature ad angolo

Esecuzione prova
1. Individuare il campione e la zona da esaminare
2. Pulire il campione
3. Controllare con il Luxmetro la luminosit della zona di prova deve essere superiore ai 500Lux
4. Se necessario spruzzare la LACCA BIANCA di contrasto
5. Attendere cinque minuti in modo che la lacca si asciughi
6. Spruzzare la polvere SECCA
7. Usare i puntali verificando la data di taratura del magnetoscopio
8. Magnetizzare con due impulsi di 30 secondi facendo attenzione a far aderire bene le punte sulla
superficie
9. Verificare la magnetizzazione con la sonda ASME
10. Esaminare parte magnetizzata
11. Valutare le indicazioni, se rilevate, confrontandole con le norme di riferimento ed i criteri di
accettabilit del difetto rilevato
12. Smagnetizzare se richiesto.

VANTAGGI
Il metodo con particelle magnetiche un mezzo sensibile per la localizzazione, in materiali ferromagnetici, di
cricche piccole e poco profonde. Le indicazioni di difettosit possono essere prodotte da cricche aventi
dimensioni tali da essere visibili ad occhio nudo, tuttavia non verranno evidenziate cricche talmente larghe
da impedire alle particelle da disporsi "a ponte" sulle due estremit della discontinuit.
In diversi casi vengono evidenziate anche quelle discontinuit del materiale che si trovano "sottopelle" senza
affiorare in superficie.
LIMITI
Il metodo presenta alcune limitazioni che l'operatore deve assolutamente tenere presenti.
Per esempio sottili film di vernice, o altre coperture non magnetiche, come le placcature, riducono
sensibilmente l'efficacia del metodo, fino ad invalidarlo completamente. Altre limitazioni:
il metodo applicabile unicamente ai materiali ferromagnetici
per ottenere buoni risultati il campo magnetico deve essere sviluppato in una direzione che intercetti
il piano principale della discontinuit con un angolo corretto. Questo significa che a volte sono
necessarie due o tre ispezioni in sequenza, effettuate con differenti magnetizzazioni.
Dopo l'esame spesso indispensabile eseguira la smagnetizzazione dei pezzi.
Dopo l'esame spesso richiesta la pulizia dei pezzi per rimuovere i residui di polvere e di soluzione
portante (acqua od olio).
Bisogna prestare attenzione ad evitare, su particolari finiti, "riscaldamenti" localizzati e "bruciature"
che si possono determinare nel punto di contatto elettrico.
Sebbene le indicazioni di difettosit evidenziate dalle particelle magnetiche siano facilmente visibili,
non da trascurare la necessit di far ricorso a personale specializzato (certificato al 2 livello) e con
adeguata esperienza.


APPLICAZIONI
Le pi frequenti applicazioni industriali riguardano
il controllo finale di prodotto
il controllo in accettazione
il controllo in linea tra lavorazioni successive
indagini nel settore della manutenzione di macchine ed impianti

Nei controlli effettuati durante il processo di produzione lo scopo quello di rilevare il prima possibile, nella
catena delle lavorazioni, eventuali imperfezioni (discontinuit) del materiale. Ad esempio il controllo viene
frequentemente applicato ai pezzi in uscita dal processo di trattamento termico.



Esperienze
Verifica saldature su recipienti a pressione in acciaio al carbonio.
Verifica su strutture di carpenteria, prodotti finiti e verifiche in fase di assemblaggio.
Indagini su stato di carroponti, giunzioni saldate e componenti meccanici.
Varie tipologie di componenti meccanici di varie forme e dimensioni.






NORME DI RIFERIMENTO
UNI EN 1290:2003
Controllo non distruttivo delle saldature - Controllo magnetoscopico con particelle magnetiche delle saldature
ASME V art.7 1995
Magnetic particle examination
UNI 8930:1987
Prove non distruttive. Controllo magnetoscopico con particelle magnetiche. Tecniche di magnetizzazione,
parametri relativi e caratterizzazione delle apparecchiature magnetoscopiche.
UNI EN 1291:2003
Controllo non distruttivo delle saldature - Controllo magnetoscopico con particelle magnetiche delle saldature
- Livelli di accettabilit
UNI 8375:1982
Prove non distruttive. Classi di irradiamento e valutazione dell' efficienza globale degli apparecchi di
illuminazione a luce nera. Metodo diretto.