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Laurie Penny - Manuel Castells - Philip Roth - Urvashi Butalia

VISTI DAGLI ALTRI


Gli sposi
senza legge
SIRIA
Guerra chimica
SCIENZA
Una forza
nel buio
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Dal calcio alle armi per i ribelli siriani. Lemirato
investe in tutto il mondo le ricchezze
accumulate vendendo il gas e sfruttando
i lavoratori migranti
Qatar
OGNI SETTIMANA IL MEGLIO DEI GIORNALI DI TUTTO IL MONDO
MAGGIO GIU - N. -
PDF - lPHONE - lPAD - ANDROID
La piccola superpotenza
Seguilo su
4 giugno 2013
Parlamento europeo
Bruxelles
A un anno dalle elezioni europee Presseurop
organizza una giornata di incontri e dibattiti
sul futuro dell'Ue con lettori, giornalisti
e deputati europei
Seguite il Forum in diretta su www.presseurop.eu/EU2014
Internazionale 1002 | 31 maggio 2013 3
Sommario
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La settimana
j1maggloJglugnozo1j-Numero1ooz-Annozo
rimasto in Siria per due mesi, di
nascosto, pi o meno nello stesso periodo
in cui scomparso Domenico Quirico.
Il giornalista di Le Monde Jean-Philippe
Rmy ha indagato in particolare nella
zona di Damasco. E ha visto con i suoi
occhi le forze del regime usare armi
chimiche. Se c riuscito un giornalista,
com possibile che i governi occidentali
non siano stati in grado di arrivare a una
conclusione chiara sulluso delle armi
tossiche in Siria?, chiede leditoriale
uscito in prima pagina il giorno dello
scoop. Di fronte al suo ufcio, al sesto
piano della redazione di Le Monde, sono
esposti una vecchia macchina da scrivere,
blocchetti di appunti ingialliti, fotografe
in bianco e nero. Sembra un museo un po
polveroso. Natalie Nougayrde sa che il
suo compito di direttrice di Le Monde
difcile, ma consapevole delle enormi
potenzialit del momento. Ha 46 anni,
una grande esperienza sul campo
(soprattutto in Europa dellest) ed la
prima donna direttrice del pi famoso
quotidiano francese. Anche Le Monde,
come tutti i grandi quotidiani europei,
deve riuscire a passare dalla carta al
digitale non solo sopravvivendo, ma se
possibile ritrovando unidentit e un
ruolo nella societ. Per me molto
importante pubblicare articoli e
commenti originali. Vogliamo essere
molto forti sui fatti. Non ci saranno
approssimazioni e voglio che tutti gli
articoli siano verifcati, solidi. Un
programma impegnativo, ma che ha il
grande vantaggio di funzionare
indipendentemente dal supporto: che sia
su carta, sul web o sui tablet, il
giornalismo di qualit ha un futuro.
Natalie Nougayrde ne parler anche a
Ferrara, al festival di Internazionale, dal
4 al 6 ottobre.
Giovanni De Mauro
settimana@internazionale.it
Originali
ATTUALIT
14 Guerra chimica
Le Monde
AFRICA
EMEDIOORIENTE
18 Niger
El Watan
AMERICHE
20 Stati Uniti-Messico
The New York Times
EUROPA
24 Regno Unito
The Guardian
ASIAEPACIFICO
26 Giappone
The Guardian
VISTIDAGLIALTRI
28 Gli sposi
senza legge
The New York Times
GUATEMALA
46 La pace rimandata
Jot Down
KIRGHIZISTAN
54 I nomadi
di Bishkek
Transitions online
SCIENZA
56 Una forza nel buio
Aeon
PORTFOLIO
60 Testimone oculare
Sara Naomi
Lewkowicz
VIAGGI
66 Due giorni
a Dresda
The Independent
RITRATTI
68 Don King
Grantland
GRAPHIC
]OURNALISM
72 Stati Uniti
Peter Kuper
MUSICA
74 Una scena
imperfetta
Itogi
POP
88 Naturalmente
senza fgli
Urvashi Butalia
92 Quando andavo
a Praga
Philip Roth
SCIENZA
94 Alla conquista
delle terre dAfrica
Le Monde
INCOPERTINA
La piccola superpotenza
Dal calcio alle armi per i ribelli siriani. Lemirato investe in tutto il
mondo le sue ricchezze. Gli articoli di Frontline (p. 36), Financial
Times (p. 39) ed El Pas (p. 43). Foto di Jonathan Kitchen (Getty
Images)
TECNOLOGIA
99 Occhiali indiscreti
The New York Times
ECONOMIA
ELAVORO
100 Fondo monetario
internazionale
The Wall Street
Journal
Cultura
76 Cinema, libri,
musica, video, arte
Le opinioni
19 Amira Hass
32 Laurie Penny
34 Manuel Castells
78 Gofredo Fof
80 Giuliano Milani
84 Pier Andrea Canei
86 Christian Caujolle
93 Tullio De Mauro
95 Anahad OConnor
101 Tito Boeri
Le rubriche
10 Posta
13 Editoriali
104 Strisce
105 Loroscopo
106 Lultima

LauriePenny- Manuel Castells- PhilipRoth- Urvashi Butalia
Gli sposi
senzalegge
Guerrachimica
Unaforza
nel buio
internazionale.it
Dal calcio allc armi pcr i rilclli siriani. L'cmirato
invcstc in tutto il mondo lc ricchczzc
accumulatc vcndcndo il gas c slruttando
i lavoratori migranti
Qatar
Lapiccolasuperpotenza
Aeon un magazine digitale britannico di politica e cultura. Larticolo a pagina 56 uscito il 23 aprile
2013 con il titolo In the dark. Frontline un quindicinale indiano di approfondimento e attualit.
Larticolo a pagina 36 uscito il 5 aprile 2013 con il titolo Brand Qatar. Jot Down Fondata nel 2011, una
rivista culturale spagnola. Larticolo a pagina 46 uscito ad aprile del 2013 con il titolo Guatemala, la
transicin requisada. Transitions online un sito ceco dedicato ai paesi dellex blocco
sovietico. Larticolo a pagina 54 uscito il 13 marzo 2013 con il titolo Kyrgzstans new
nomads. Internazionale pubblica in esclusiva per lItalia gli articoli dellEconomist.
Le principali fonti di questo numero
Questa cultura preferisce sempre le donne
che occupano meno spazio possibile
LAURIEPENNY,PAGINA32
Immagini
Ripartire da zero
Moore, Stati Uniti
27 maggio 2013
Jaqi Castro, Angelica Morris-Smith e
Cetoria Petties, tre volontarie, spingono
i carrelli pieni di provviste da distribuire
agli abitanti della citt colpita dal torna-
do il 20 maggio. Classifcato come F5, il
grado di distruzione pi alto della scala
di Fujita, il tornado ha causato la morte
di almeno 24 persone, tra cui dieci bam-
bini, e 377 feriti. A Moore, New castle e
nella parte sud di Oklahoma City sono
state distrutte pi di 1.200 case. Foto di
Tom Pennington (Getty Images)
Immagini
Festa grande
Gerusalemme, Israele
22 maggio 2013
Venticinquemila ebrei ortodossi della
dinastia chassidica Belz hanno parteci-
pato il 22 maggio a Gerusalemme al ma-
trimonio del nipote del rabbino capo
della comunit, Shalom Rokach, 18 an-
ni, e Hana Batya Pener, 19 anni. Secon-
do The Times of Israel sono state le noz-
ze pi imponenti degli ultimi ventanni.
In Israele vivono circa 700mila ebrei
ultraortodossi, una popolazione in rapi-
da crescita. Foto di Menahem Kahana
(Afp/Getty Images)
Immagini
Stop alla centrale
Vitria do Xingu, Brasile
27 maggio 2013
Un gruppo di indigeni di varie etnie ha
occupato il cantiere principale della
centrale idroelettrica Belo Monte, in co-
struzione nello stato del Par, lungo il
fume Xingu. I manifestanti, che aveva-
no gi bloccato i lavori allinizio di mag-
gio, chiedono al governo federale di es-
sere consultati sullimpatto ambientale
della centrale. Quando sar ultimata,
Belo Monte diventer la terza centrale
idroelettrica pi grande del mondo, do-
po quella delle Tre gole in Cina e di Itai-
p al confne tra Brasile e Paraguay. Foto
di Lunae Parracho (Reuters/Contrasto)
10 Internazionale 1002 | 31 maggio 2013
Posta@internazionale.it
La guerra al cancro
Ho molto apprezzato larti-
colo di Peggy Orenstein (In-
ternazionale del 24 maggio),
le cui considerazioni possono
essere condivise anche da chi
in Italia lavora nel campo del-
lo screening del tumore mam-
mario. Devo segnalare che
nel testo il to cure inglese tra-
dotto, erroneamente, con il
termine curare anzi-
ch guarire.
Mario Campogrande,
presidente onorario dellAsso-
ciazione ostetrici ginecologi
ospedalieri italiani

Periferie svedesi
Complimenti per leditoriale
Dalle periferie svedesi (In-
ternazionale del 24 maggio).
Nella sua brevit ha saputo af-
frontare i problemi dellimmi-
grazione e dello stato sociale
in Svezia con osservazioni di
buon senso. Purtroppo in Italia
un caso come quello di Husby
sarebbe stato trattato o con il
classico al lupo al lupo della
destra o con il pietismo della
sinistra.
Federico Racalbuto
La scuola in Italia
Caro Internazionale, sono
un insegnante di flosofa e
storia delle superiori. La classe
di quinta di cui sono coordina-
tore si abbonata a te in
questultimo anno di scuola. A
partire dalle tue analisi abbia-
mo spesso discusso di nozze
gay e di interruzione volonta-
ria di gravidanza, di neofasci-
smi e di fatica della democra-
zia rappresentativa, di impren-
ditori suicidi e del lavoro oggi
in Italia. E anche di scuola, di
come esista una sorta di ditta-
tura del manuale nellera
dellaccesso totale alle infor-
mazioni. Non so se abbiamo
fatto un buon lavoro, n come
andr lesame di stato. E non
so se la classe sar ascoltata
per la sua intelligenza o invece
sar classifcata come una
scuola per ricchi e quindi costi-
tuzionalmente marginale. Gi,
perch insegno in un istituto
salesiano, una di quelle scuole
che sono chiamate private e in-
vece sono pubbliche paritarie.
La mia una funzione pubbli-
ca e il mio primo riferimento
la costituzione, non il magiste-
ro ecclesiastico. Caro Interna-
zionale, vorrei che tu insistessi
nel costruire un dibattito serio
sulla scuola in Italia, in cui al
centro ci siano i ragazzi e la lo-
ro formazione, in cui le scuole
private non possano permet-
tersi di danzare sulle ceneri
della scuola statale, ogni istitu-
to sia valorizzato per quel che
pu dare e si abbandoni lidea
del monopolio delleducazio-
ne, da una parte e dallaltra.
Giovanni Realdi

Errata corrige
Il ftoplancton alla base
della catena alimentare mari-
na, ma non tutte le specie se ne
nutrono, come era invece scrit-
to su Internazionale del 24
maggio a pagina 97. Nel nume-
ro del 10 maggio, a pagina 39,
la tecnologia Amoled una
tecnologia dei display e non
dei processori.
E se seguissi la moda e re-
stassi io con i fgli mentre
mia moglie al lavoro?
Matteo
Che il pap a tempo pieno va-
da di moda non ci sono dubbi:
basta sfogliare una rivista fem-
minile o fare un giro tra i blog
per rendersene conto. Ma non
detto che sia anche una real-
t. Anzi, secondo una ricerca
condotta nel Regno Unito si
tratta di un falso mito: negli ul-
timi dieci anni il numero di pa-
dri a casa con i fgli aumenta-
to di seimila persone, mentre
quello delle mamme diminu-
ito di 44mila. Chi copre la dif-
ferenza di 38mila famiglie re-
state senza genitori? I nonni, le
tate, lasilo nido. Sono loro la
vera moda e non i tanto decan-
tati quanto rarissimi padri a
tempo pieno. Perch purtrop-
po pi dura di quanto sembri:
un uomo che lascia il lavoro
per stare con i fgli visto nel
migliore dei casi come un de-
bole, nel peggiore come un fal-
lito. Ed unidea talmente ra-
dicata che spesso si afaccia
anche nella testa delle mogli:
luomo che non porta a casa la
pagnotta non attraente. Da
quanto ho visto io, le uniche
che riescono ad accettare di
buon grado di sostenere eco-
nomicamente il marito sono
donne molto intelligenti e si-
cure di s. Quelle che hanno
capito che la divisione dei ruoli
basata sulla personalit e non
sul genere di appartenenza
un vantaggio per tutti. Se tua
moglie una di loro, vai tran-
quillo: segui la moda, vera o
falsa che sia, e prenditi cura
della tua famiglia.
Claudio Rossi Marcelli
un giornalista di Internaziona-
le. Risponde allindirizzo
daddy@internazionale.it
Dear daddy
Il falso mito dei padri a casa
Wan wan
disse il cane
Le correzioni
Aaaammm, dice Satomi Yai
al suo cane Airu (Internaziona-
le 1001, pagina 104) per fargli
aprire la bocca. Ma quando so-
no nella loro casa di It, in
Giappone, Satomi dice aaan. E
quando Airu le morde la mano
dice itai, non aahii! Le parole
che servono a rappresentare
rumori, azioni o sensazioni
vanno tradotte come tutte le
altre, perch sono diverse da
cultura a cultura e da lingua a
lingua. Perfno quando imita-
no lo stesso suono. Airu, per
esempio, abbaia come tutti i
cani del mondo, ma in italiano
fa bau bau e in giapponese wan
wan. I linguisti le chiamano
onomatopee. Litaliano ha le
sue: i treni fanno ciuf ciuf e chi
beve fa glu glu. Ma usa anche
parole inglesi spesso arrivate
proprio attraverso i fumetti.
Wowww, dice un passante stu-
pito che ha appena visto un ti-
zio sul cornicione di un palaz-
zo (pagina 88). In inglese wow
un verbo che signifca pi o
meno fare grande impressio-
ne, in italiano invece non vuol
dire niente. Ma molti lo usano
al posto del pi genuino oh!,
anche se non sanno linglese. Il
fumettista italiano Jacovitti
usava onomatopee tutte sue
che suggerivano un signifcato
ai lettori italiani, come pgno e
spro, o versioni italianizzate
come bnghete. Ma ormai in
Italia le pistole fanno solo bang
(in inglese vuol dire colpire).
Lo sanno anche i bambini.
Giulia Zoli una giornalista
di Internazionale. Lemail
di questa rubrica
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Telefono 06 441 7301
Fax 06 4425 2718
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Web internazionale.it
Le lettere possono essere modifcate
per ragioni di spazio e chiarezza.
Internazionale 1002 | 31 maggio 2013 13
Editoriali
Era gi stato difcilissimo convincere tutti i pro-
tagonisti della guerra in Siria a sedersi intorno a
un tavolo per la conferenza di pace chiamata Gi-
nevra 2. Negli ultimi giorni tre eventi hanno reso
il compito pi difcile, ma non meno urgente. Il
primo stato il discorso di Hassan Nasrallah, il 25
maggio, in cui il leader del gruppo libanese Hez-
bollah ha dichiarato che il suo movimento com-
batte per il regime di Assad. Dopo due anni di
confitto in Siria tra la maggioranza sunnita da un
lato e il governo e lesercito dominato dagli alawi-
ti dallaltro, le parole di Nasrallah hanno scardi-
nato il fragile equilibrio tra sunniti, sciiti e cristia-
ni in Libano che durava dalla fne della guerra ci-
vile nel paese. Per la prima volta Hezbollah am-
mette che difendere il Libano da Israele non il
suo solo obiettivo, e si impegna a sostenere una
guerra confessionale contro altri arabi. Il discorso
di Nasrallah dovrebbe far rifettere quelli che cer-
cano di fermare la guerra, perch rende ancora
pi importante il coinvolgimento dellIran in Gi-
nevra 2.
Il secondo evento ha avuto luogo a Bruxelles.
Anche se la crisi siriana rischia di diventare regio-
nale, Londra e Parigi continuano a voler armare i
ribelli. Nel corso di un dibattito che ha visto i due
paesi contrapporsi agli altri 25, Regno Unito e
Francia sono riuscite a metter fne allembargo
sulle armi imposto dallUnione europea. A questo
evento ne seguito subito un terzo: la Russia ha
confermato la fornitura di missili antiaerei S300
a Damasco, una decisione che risponde pi a Isra-
ele che allUnione europea. Mosca voleva un im-
pegno di Israele a non compiere altri raid aerei
sulla Siria, mai arrivato. La decisione di Mosca
disastrosa: il regime potrebbe usare questi missi-
li veloci a guida radar contro qualsiasi obiettivo.
Per come stanno le cose con 300 morti negli
scontri in Iraq nelle ultime due settimane, una
crescente tensione confessionale in Libano, il ri-
schio di altri raid aerei israeliani il confitto siria-
no potrebbe estendersi a unarea che va dallo
stretto di Hormuz al Mediterraneo. sullo sfondo
di questo contesto regionale che dovrebbe essere
valutata la decisione britannica e francese di ar-
mare i ribelli, giustifcata sostenendo che servi-
rebbe a raforzare gli elementi pi moderati e a
fare pressione perch tutte le parti partecipino
alla conferenza di pace. In realt Russia, Regno
Unito e Francia non stanno facilitando il raggiun-
gimento di un cessate il fuoco n gli sforzi diplo-
matici multilaterali. pi probabile che un au-
mento delle armi in circolazione raforzi i signori
della guerra, spinga i paesi che aiutano Assad ad
aumentare il loro sostegno militare e dia al leader
siriano una scusa in pi per afermare che si sta
battendo contro un complotto islamista sostenu-
to dallestero.
Un aumento delle armi raforza il mito secon-
do cui la soluzione di questo confitto pu essere
solo militare. Un mito che entrambe le parti in
lotta in Siria continuano ad alimentare. gim
Le armi contro i negoziati in Siria
Il Grillo calante
The Guardian, Regno Unito
Gianluca Wallisch, Der Standard, Austria
Lamore degli italiani per gli idoli pu essere tra-
volgente. Ma anche a quegli idoli che sono stati
improvvisamente esaltati e portati alle stelle pu
succedere di essere abbandonati altrettanto ra-
pidamente e spietatamente. La cosa non vale
solo per i piloti di Formula Uno o per gli allenato-
ri di calcio: questo principio ha da tempo fatto il
suo ingresso anche in politica.
E cos Beppe Grillo, che ancora ieri era un
messia (uno tra quanti?), viene oggi rispedito nel
deserto. Resta ben poco del recente trionfo alle
elezioni politiche della fne di febbraio, che han-
no regalato a questo comico arrabbiato la fducia
di un quarto degli elettori italiani. Lo si visto gi
alle successive elezioni regionali del Friuli, e og-
gi confermato dalle elezioni comunali: Grillo
non ha neanche una ricetta da ofrire per risolve-
re i problemi del paese. Gli italiani lhanno capi-
to. E ne hanno tratto le loro conclusioni.
La colpa di questo brusco calo elettorale do-
vrebbe ricadere innanzitutto su Grillo. Presen-
tarsi alle elezioni, ma poi rifutare qualsiasi for-
ma di confronto democratico, fatale. Gli eletto-
ri sanno bene che lItalia, nel bel mezzo della sua
crisi pi dura, non ha tempo da perdere in gio-
chini di potere. Comunque Grillo non lunico in
lutto: sono stati puniti a dovere anche i vecchi
partiti, che fnora non hanno dato segni di voler
cambiare modo di pensare e ricominciare da ca-
po. Insomma, i cittadini italiani si allontanano
ancora una volta dalla politica. Fino a quando
non entrer in scena il prossimo messia. ma
Vi sono pi cose in cielo e in terra, Orazio,
di quante se ne sognano nella vostra flosofa
William Shakespeare, Amleto

Direttore Giovanni De Mauro
Vicedirettori Elena Boille, Chiara Nielsen,
Alberto Notarbartolo, Jacopo Zanchini
Comitatodi direzione Giovanna Chioini (copy
editor), Stefania Mascetti (Internazionale.it),
Martina Recchiuti (Internazionale.it),
Pierfrancesco Romano (copy editor)
Inredazione Annalisa Camilli, Carlo Ciurlo
(viaggi, visti dagli altri), Giovanna DAscenzi,
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e Pacifco), Piero Zardo (cultura), Giulia Zoli
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Impaginazione Pasquale Cavorsi, Valeria
Quadri Segreteria Teresa Censini, Luisa
Cifolilli, Sabina Galluzzi Correzionedi bozze
Sara Esposito, Lulli Bertini Traduzioni I
traduttori sono indicati dalla sigla alla fne degli
articoli. Marina Astrologo, Francesca Bianchi,
Diana Corsini, Stefania De Franco, Andrea De
Ritis, Giusy Muzzopappa, Floriana Pagano,
Francesca Rossetti, Fabrizio Saulini, Andrea
Sparacino, Bruna Tortorella Disegni Anna Keen.
I ritratti dei columnist sono di Scott Menchin
Progettografco Mark Porter Hanno
collaborato Gian Paolo Accardo, Giovanni
Ansaldo, Luca Bacchini, Francesco Boille,
Gabriele Crescente, Sergio Fant, Andrea
Ferrario, Anna Franchin, Mads Frese, Francesca
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29 maggio 2013
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Attualit
14 Internazionale 1002 | 31 maggio 2013
U
n attacco con armi chi-
miche sul fronte di Jo-
bar, alle porte della ca-
pitale siriana, inizial-
mente passa quasi inos-
servato. Niente di spet-
tacolare. E, soprattutto, niente di ben indi-
viduabile. Lobiettivo proprio questo:
quando i combattenti dellEsercito siriano
libero (Esl) si accorgono di essere esposti
ad agenti chimici usati dalle forze governa-
tive, ormai troppo tardi. Qualunque sia il
gas usato, ha gi prodotto degli efetti, e
questo a poche centinaia di metri dalle pri-
me abitazioni della capitale siriana.
Allinizio si sentito solo un rumore lie-
ve, un colpo metallico, quasi un ticchettio.
E in mezzo al gran fracasso degli scontri di
quel giorno nel settore Bahra 1 del quartie-
re di Jobar, i combattenti della brigata
Tahrir al Sham (Liberazione della Siria)
non ci hanno fatto troppo caso. Abbiamo
pensato a un colpo di mortaio non esplo-
so, spiega Omar Haidar, responsabile
operativo della brigata che occupa questo
avamposto a meno di 500 metri dalla piaz-
za degli Abbasidi. Cercando le parole per
descrivere quello strano suono, lo parago-
na a una lattina caduta per terra. Niente
odore n fumo, nemmeno un fschio a indi-
care la fuoriuscita di un gas tossico. Poi
sono comparsi i sintomi: tosse violenta, gli
occhi che bruciano, le pupille che si restrin-
gono e la vista annebbiata. Poco dopo co-
minciano le difcolt respiratorie, a volte
piuttosto acute, il vomito, gli svenimenti.
Gli uomini pi colpiti devono essere allon-
tanati prima che sofochino.
Abbiamo assistito a scene simili per di-
versi giorni di seguito nel quartiere alle
porte di Damasco, dove le forze ribelli so-
no entrate a gennaio. Da allora il controllo
di Jobar diventato di importanza cruciale
sia per lEsl sia per il governo. Ma in due
mesi di indagini nei dintorni della capitale
siriana, abbiamo raccolto una serie di ele-
menti simili in un contesto molto pi am-
pio. La gravit dei casi, il loro numero, luso
di questo tipo di armi mostrano come non
si tratti di banali gas lacrimogeni, ma di
prodotti di tipo diverso, molto pi tossici.
Sullingarbugliato fronte di Jobar, dove
le linee nemiche sono cos vicine che a vol-
te gli uomini possono insultarsi oltre che
uccidersi tra loro, per tutto il mese di aprile
si sono viste regolarmente scene di attac-
chi con i gas. Le forze governative non li
usano in modo pesante e su larga scala, ma
in modo occasionale e localizzato, soprat-
tutto nei punti in cui lo scontro con i ribelli
troppo vicini si fa pi acceso. Nel settore
Bahra 1, uno dei pi avanzati in direzione
della grande piazza strategica degli Abba-
sidi, porta di accesso a Damasco, gli uomi-
ni di Abu Jihad, detto Narghil, hanno su-
bto il primo attacco di questo tipo la sera di
gioved 11 aprile. Allinizio tutti sono stati
colti alla sprovvista. Avevano sentito parla-
re di gas usati in altre regioni della Siria (in
particolare a Homs e nella regione di Alep-
po) nel corso dei mesi precedenti, ma non
sapevano come comportarsi in casi del ge-
nere. Come proteggersi senza abbandona-
re le posizioni e ofrire una facile vittoria al
nemico? Alcuni uomini sono stati allonta-
nati, altri sono rimasti paralizzati dalla
paura. Ma non hanno abbandonato la posi-
zione. I soldati al fronte hanno ricevuto
lordine di procurarsi sciarpe inumidite per
proteggersi il viso, spiega un combattente.
In quelloccasione sono state distribuite
alcune maschere antigas destinate soprat-
Guerra
chimica
Jean-Philippe Rmy, Le Monde, Francia
Lesercito siriano usa i gas tossici in modo limitato
per non lasciare troppe prove. Ma nei dintorni
di Damasco gli ospedali sono pieni di persone
intossicate. Linchiesta di Le Monde
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Internazionale 1002 | 31 maggio 2013 15


tutto agli uomini che occupavano posizioni
fsse, dove un singolo muro a volte segna il
confne del territorio ribelle. Altri si sono
accontentati della ridicola protezione of-
ferta da mascherine da chirurgo.
Gli uomini al comando di Narghil non
sono i soli ad aver subto un attacco con
gas. Nei pressi del vicino mercato della car-
ne, dove stazionano carri armati del gover-
no, le forze speciali dei ribelli della Liwa
Marawi al Ghuta sono state esposte a con-
centrazioni di composti chimici indubbia-
mente ancora pi elevate, a giudicare dagli
efetti sui combattenti. Nelle ore successi-
ve li abbiamo ritrovati a lottare per la vita in
un letto di ospedale.
A Jobar i combattenti non hanno ab-
bandonato le loro posizioni, ma quelli ri-
masti sulla linea del fronte, con le pupille
ristrette e la respirazione faticosa, sono
terrorizzati e cercano di calmarsi con le
preghiere, ammette Abu Atal, uno dei
combattenti di Tahrir al Sham. Un uomo di
unaltra brigata morto il 18 aprile in un
settore vicino. Si chiamava Ibrahim Dar-
wish.
Nella zona nord di Jobar, interessata da
un attacco simile, il generale Abu Moham-
mad al Kurdi, comandante della prima di-
visione dellEsl (che riunisce cinque briga-
te), aferma che i suoi uomini hanno visto
dei soldati governativi lasciare le loro posi-
zioni poco prima della comparsa di uomini
con indosso delle tute di protezione con-
tro gli agenti chimici, che hanno messo
per terra delle piccole bombe, simili a mi-
ne, dalle quali si difuso nellaria un pro-
dotto chimico. I suoi uomini, prosegue,
avrebbero ucciso tre di questi tecnici. Dove
sono le tute di protezione prelevate ai ca-
daveri? Nessuno lo sa. I combattenti che
quella sera sono stati esposti allattacco
raccontano di un forte panico e di una riti-
rata precipitosa. Non ci sono civili n fonti
indipendenti che possano smentire o con-
fermare queste testimonianze: a Jobar non
abita pi nessuno, oltre ai combattenti
bloccati nei diversi fronti del quartiere.
Ci non impedisce di constatare lefet-
to dei gas usati dal governo siriano alle por-
te della capitale. Il 13 aprile, durante un at-
tacco chimico su una zona del fronte di Jo-
bar, il fotografo di Le Monde ha visto i
combattenti in mezzo alle case in rovina
cominciare a tossire e poi indossare le loro
maschere a gas, senza fretta apparente, ma
in realt gi colpiti dal gas. Alcuni uomini
si erano accovacciati, respirando afanno-
samente e vomitando. Sono dovuti fuggire
immediatamente dal settore. Il fotografo
di Le Monde per quattro giorni ha avuto
problemi alla vista e alle vie respiratorie.
Eppure quel giorno le concentrazioni pi
alte di gas erano state registrate in un setto-
re vicino.
In assenza di testimonianze indipen-
Il 27 maggio i ministri degli esteri dellUnione
europea hanno deciso di non rinnovare
lembargo sulle armi destinate ai ribelli siriani
che scadr il 1 giugno. Tuttavia Francia e
Regno Unito, i promotori della misura, non
consegneranno armi alla Coalizione nazionale
siriana (Cns) fno al 1 agosto, nella speranza che
la conferenza di pace Ginevra 2, promossa da
Russia e Stati Uniti, abbia buon esito.
Allincontro, previsto per giugno, dovrebbero
partecipare rappresentanti del regime di
Damasco e dellopposizione siriana. La Russia
ha criticato la decisione dellUe e ha fatto
sapere che continuer a fornire missili antiaerei
al regime siriano sostenendo che le armi di
difesa stabilizzeranno la Siria, scongiurando
un intervento straniero. Ma cresce il timore di
una possibile espansione del confitto: il 26
maggio due razzi hanno colpito la zona di
Beirut controllata da Hezbollah.
Da sapere
Deir Ezzor, 4 aprile 2013
16 Internazionale 1002 | 31 maggio 2013
Attualit
denti sono sorti numerosi dubbi sulla veri-
dicit delluso generalizzato di armi chimi-
che da parte delle forze governative, che
ne possiedono tre importanti riserve, in-
clusi gas neurotossici come il sarin. Vari
paesi, tra cui gli Stati Uniti, la Turchia e
Israele, hanno dichiarato di essere in pos-
sesso di prove che indicherebbero luso di
armi di questo tipo, ma non hanno rivelato
la natura esatta delle loro prove, n hanno
stabilito se, come promesso dal presidente
statunitense Barack Obama nellagosto del
2012, il ricorso a queste armi da parte del
governo di Damasco rappresenter davve-
ro il superamento di una linea rossa che
potrebbe determinare un intervento stra-
niero in Siria contro il regime.
Dal canto suo, anche il governo siriano
accusa lEsl di usare armi chimiche, e que-
sto non fa che aumentare la confusione.
Per accertare il reale uso di questi compo-
sti da parte dellesercito siriano bisogna
allora interrogare i medici che sul posto
tentano di curare o salvare i combattenti
esposti ai gas. L8 aprile, presso lospedale
Al Fateh di Kafer Battna, il pi importante
centro medico dellarea della Ghouta,
unampia zona controllata dai ribelli a est
di Damasco, i medici mostrano sui loro te-
lefonini i video di scene di sofocamento.
Un suono terribile esce dalla gola di un uo-
mo. Era il 14 marzo e, stando a quanto rife-
rito dal personale medico, quelluomo era
stato esposto al gas sul fronte di Otaiba,
una citt nella zona orientale della Ghouta,
dove il governo siriano conduce dalla met
di marzo una vasta operazione per accer-
chiare le forze ribelli e impedirgli laccesso
alla loro principale via di rifornimento.
Uno di questi medici, il dottor Hassan,
descrive accuratamente i sintomi di questi
pazienti: Le persone che arrivano hanno
difcolt a respirare. Hanno le pupille ri-
strette. Alcuni vomitano. Non sentono pi,
non parlano pi, i muscoli respiratori sono
inerti. Se non si interviene con la massima
urgenza, muoiono. Questa descrizione
corrisponde in tutto e per tutto a quelle de-
gli altri medici che abbiamo incontrato
nellarco di varie settimane nei dintorni di
Damasco. Con qualche diferenza. A se-
conda dei luoghi, i combattenti che ne so-
no rimasti vittime afermano che i prodotti
chimici sono stati difusi da semplici pro-
iettili, da razzi o anche da una specie di gra-
nata.
Lesperimento
Sul fronte di Jobar, al quinto attacco di que-
sto tipo, il 18 aprile, i combattenti dellEsl
guidati da Omar Haidar dicono di aver vi-
sto cadere ai loro piedi un grande cilindro
dotato di un dispositivo dapertura, lungo
pi o meno venti centimetri. Si trattava di
armi chimiche, e se s, che tipo di sostanze
difondeva? Per rispondere con precisione
a questa domanda, servirebbero ulteriori
indagini che le condizioni del confitto ren-
dono per difcili. Bisognerebbe fare dei
prelievi sui combattenti morti o ricoverati
in ospedale in seguito allesposizione ai gas,
affidandoli poi a laboratori specializzati
allestero. Alcuni di questi prelievi sono sta-
ti gi fatti, e sono in corso delle analisi.
In seguito, a Jobar sono state distribuite
maschere antigas, siringhe e fale di atropi-
na, un prodotto iniettabile che contrasta gli
efetti dei gas neurotossici come il sarin. I
medici della Ghuta sospettano luso di
questo agente neurotossico inodore e inco-
lore, i cui efetti corrispondono a quelli os-
servati sul posto. Secondo una fonte occi-
dentale ben informata, questo non esclude
che il governo siriano abbia fatto ricorso a
un mix di prodotti, utilizzando in particola-
re gas lacrimogeni per confondere le acque
e depistare losservazione dei sintomi.
Se dovessero esserci prove concrete
delluso di armi chimiche da parte delle
truppe di Bashar al Assad, le conseguenze
sarebbero gravi e quindi nascondere le
prove dobbligo. I gas sono usati in ma-
niera limitata, evitando una difusione si-
stematica che lascerebbe sul campo prove
inconfutabili. Il fenomeno si ripete con una
certa regolarit: secondo i ribelli, il 23 mar-
zo un altro attacco con armi chimiche ha
avuto luogo ad Adra, una zona a nordest di
Damasco in cui gli scontri tra il regime e i
ribelli sono particolarmente aspri.
Nella seconda met di aprile, gli attac-
chi con il gas sono diventati una strana rou-
tine a Jobar. Sulla linea del fronte i ribelli
dellEsl avevano preso labitudine di tenere
le loro maschere a portata di mano. Si orga-
nizzavano delle regolari sedute per lavarsi
gli occhi, con siringhe piene di soluzione
fsiologica. Lo scopo di questi attacchi ap-
pariva essenzialmente tattico: era un ten-
tativo di destabilizzare le unit dei ribelli
nei quartieri dai quali i soldati governativi
non sono riusciti a scacciarli, e al tempo
stesso un test. Se le forze armate siriane
possono usare le armi chimiche nella loro
capitale senza provocare una seria reazio-
ne della comunit internazionale, questo
non forse un invito a proseguire lesperi-
mento su scala un po pi ampia?
Fino a oggi i casi di uso di gas non sono
stati isolati. Lunico oftalmologo della re-
gione opera in un piccolo ospedale di Sabha
di cui preferisce non indicare la posizione
precisa. Solo lui ha contato 150 persone
con questi sintomi nel giro di due settima-
ne. Nei pressi delle zone pi esposte ai gas,
ha organizzato delle docce per consentire
ai combattenti esposti ai prodotti chimici
di lavarsi e cambiarsi, evitando cos di con-
taminare il personale dei centri di cura.
Rimedio da cavallo
Per salvare i combattenti con i problemi
respiratori pi gravi bisogna trasportarli
attraverso un lungo dedalo allinterno di
case dai muri perforati superando trincee
e tunnel scavati per evitare il fuoco nemi-
co, fino a unambulanza di fortuna par-
cheggiata su una piazzola un po in disparte
e flare a tutta velocit su strade esposte ai
proiettili e alle granate per raggiungere un
ospedale da campo prima che gli uomini
muoiano sofocati.
Allospedale islamico di Hammuriya,
che si trova in un hangar appartato, il 14
aprile il dottore assicura di aver visitato,
due ore prima, un combattente del fronte
di Jobar con gravi difcolt respiratorie e
un ritmo cardiaco impazzito. Per salvar-
lo sostiene di avergli fatto quindici iniezio-
ni di atropina una dopo laltra, insieme a
idrocortisone. Un rimedio da cavallo ne-
cessario per un caso disperato.
La notte precedente una delle ambu-
lanze che cercavano di portare altrove gli
uomini esposti al gas stata colpita da un
cecchino. Lautista stato ferito. Il mattino
seguente, gli autisti dellambulanza hanno
dovuto percorrere quella strada a tutta ve-
Hanno difcolt a respirare. Hanno
le pupille ristrette. Alcuni vomitano.
Non sentono pi, non parlano pi,
i muscoli sono inerti
Internazionale 1002 | 31 maggio 2013 17
locit, sotto il tiro di un carro armato, per
raggiungere una zona del fronte in cui era
stato appena sversato uno strato di prodot-
ti chimici. Allarrivo hanno trovato tutti
per terra, racconta un infermiere di un al-
tro centro ospedaliero di Kafer Batna, che
preferisce restare anonimo per timore di
rappresaglie contro la sua famiglia che vive
in una zona controllata dal governo.
Nel corso della mattinata, nel cortile di
un ospedale allestito in un parcheggio sot-
terraneo al riparo dai colpi dei Mig o
dellartiglieria governativa regna il caos.
Gli uomini sono stesi accanto a cinque aiu-
to infermieri contaminati per contatto. Fi-
nora i combattenti trasferiti dal fronte sono
quindici, ma potrebbero essercene altri.
Nelle stanze allestite alla meno peggio si
corre per distribuire ossigeno e fare le inie-
zioni. Il dottor Hassan, responsabile
dellospedale, steso nel suo minuscolo
ufcio con una maschera dossigeno, men-
tre gli viene somministrata latropina. Do-
po unora alle prese con questi casi urgenti
ha perso i sensi e ha cominciato a sofoca-
re.
Da quando il blocco imposto sulla re-
gione dalle forze governative ha reso le
medicine sempre pi rare, Hassan lotta da
mesi per mantenere aperto il suo centro di
cura con laiuto di volontari, alcuni dei qua-
li sono semplici liceali. Mancano gli ane-
stetici, i chirurghi improvvisati si sono ri-
dotti a usare prodotti veterinari come la
ketamina. La morfna sparita. E le scorte
di atropina non dureranno a lungo. Il dot-
tore ha prelevato dei campioni che con mil-
le difcolt sono stati fatti uscire di con-
trabbando dalla regione. Ci vorr ancora
qualche settimana per conoscere i risultati
delle analisi.
Solo in due degli otto centri medici del-
la zona est della Ghuta che abbiamo visita-
to i responsabili medici hanno dichiarato
di non aver ricoverato combattenti o civili
colpiti da attacchi con gas. A Nashibiyya il
18 marzo i medici hanno visitato fno a ses-
santa casi in un solo giorno, provenienti dal
fronte di Otaiba. La struttura non aveva i
mezzi per far fronte a questo afusso, in
particolare per la carenza di ossigeno. Cin-
que uomini sono morti per sofocamento.
Qualche giorno dopo, consapevoli della
gravit della situazione, i medici hanno
fatto riesumare le spoglie di quelle vittime
alla presenza di autorit locali e religiose
per prelevare dei campioni di tessuto da far
arrivare in un paese vicino. Alcuni di questi
campioni sono stati afdati a un piccolo
gruppo di combattenti che ha cercato di
aggirare laccerchiamento della regione da
parte delle forze governative. Ma i medici
di Nashibiyya non sanno se i prelievi siano
arrivati a destinazione.
Come pazzi
A una decina di chilometri, presso lospe-
dale di Duma controllato dalla brigata Al
Islam, i medici sostengono di aver visitato
39 pazienti dopo lattacco chimico lanciato
il 24 marzo sulla citt di Adra. Due uomini
sono morti nei locali dellospedale. Uno
dei medici nota come nel giro di due giorni
i malati diventino come pazzi. Marwan,
un combattente presente allattacco di
Adra, aferma di aver visto arrivare sul
fronte dei missili che hanno difuso una
luce arancione e, durante il trasferimento
in ospedale, tre uomini morire lungo la
strada nei veicoli che li trasportavano. In
questo contesto di caos che regna nella re-
gione della Ghuta, civili e militari spesso
muoiono prima di essere riusciti a raggiun-
gere un ospedale.
Adra, Otaiba e Jobar sono i tre luoghi in
cui fonti locali della regione hanno descrit-
to luso dei gas a partire dal mese di marzo
nellarea di Damasco. Si nota una diferen-
za: a Jobar luso dei prodotti chimici stato
pi prudente e localizzato. Al contrario, sui
fronti pi lontani, come Adra e Otaiba, le
quantit stimate in base al numero dei casi
giunti contemporaneamente negli ospeda-
li sono maggiori.
Prestare soccorso alle vittime di attac-
chi chimici, tuttavia, non lunica attivit
degli ospedali della regione. Due ore prima
del nostro arrivo, quattro bambini con i
corpi ridotti a brandelli dalle bombe sgan-
ciate dai Mig dellaviazione di Assad erano
stati trasportati durgenza a Duma. Subito
dopo essere stati stabilizzati, hanno dovu-
to lasciare lospedale senza alcuna speran-
za di poter essere portati via dalla Siria.
Saranno senza dubbio morti per strada,
come molti altri. Gli infermieri hanno fl-
mato quei corpi martoriati, quelle urla di
dolore. Questo, vedete, succede ogni
giorno, e per noi ancora pi grave degli
attacchi chimici: siamo arrivati a questo
punto, commenta, annichilito, un medico
che non pu riferire il suo nome. gim
Dopo la pubblicazione dellinchiesta di
Le Monde sulluso di armi chimiche a Jobar,
il ministro degli esteri francese Laurent
Fabius ha dichiarato che in Siria i sospetti
di uso locale di armi chimiche sono sempre
pi forti. Tuttavia, la posizione di Parigi
non cambia. Abbiamo solo degli indizi,
spiega un diplomatico francese, per
trovare le prove, e formulare accuse,
bisognerebbe che una missione dellOnu
entrasse in Siria, ma il regime non lo
permette. Intanto Le Monde ha fatto
analizzare dei campioni, portati dai suoi
inviati in Siria, prelevati da vittime di
intossicazione da gas, per capire se siano
state usate sostanze illegali.
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Provincia di Raqqa, 3 maggio 2013


18 Internazionale 1002 | 31 maggio 2013
Africa e Medio Oriente
Collaborare
per luranio
Thomas Hofnung,
Libration, Francia
I
l 23 maggio il Movimento per lunicit
e il jihad in Africa occidentale (Mu-
jao) ha compiuto due attentati suicidi
contro una base dellesercito nigerino
ad Agadez e contro lazienda francese Are-
va nella sua miniera duranio ad Arlit, cau-
sando una ventina di morti e numerosi feri-
ti. il primo attentato di questo tipo sul
territorio del Niger, un paese che con i suoi
soldati contribuisce alla forza internaziona-
le dispiegata in Mali, dopo lofensiva lan-
ciata lo scorso gennaio dallesercito france-
se. Con gli attacchi del 23 maggio il terrori-
smo raggiunge anche il Niger, che rischia di
trasformarsi in un covo di jihadisti. Abbia-
mo attaccato la Francia e il Niger, perch
Niamey collabora con Parigi nella guerra
contro la sharia, ha dichiarato Abu Walid
Sahraoui, portavoce del Mujao. Negli ultimi
anni il Niger ha assistito a vari attacchi e ra-
pimenti condotti da gruppi estremisti isla-
mici, in particolare nel nord del paese. Ma
da gennaio non cera stato nessun episodio
cos grave.
I jihadisti, che hanno subto perdite im-
portanti in Mali quasi senza opporre resi-
stenza, hanno deciso di cambiare tattica.
Allalba del 24 maggio le forze speciali degli
eserciti francese e nigerino hanno sferrato
un attacco ad Agadez per liberare un grup-
po di allievi ufciali che erano stati presi in
ostaggio dai terroristi.
Se lobiettivo far diventare il Mali un
covo di estremisti islamici, possiamo assi-
curare che non succeder. Ora bisogna evi-
tare che il nord del Niger o il Ciad corrano
un rischio simile, ha dichiarato il ministro
della difesa francese Jean-Yves Le Drian.
Sorpresa
Gli attacchi compiuti nel nord del Niger dal
Mujao sarebbero stati condotti insieme al
gruppo dei Firmatari con il sangue, guidato
dal jihadista Mokhtar Belmokhtar. Un suo
comunicato, ripreso dallagenzia maurita-
na Al Akhbar, dichiara che agli attacchi
hanno partecipato pi di una decina di com-
battenti e che stato il capo terrorista in
persona a coordinare il doppio attentato in
Niger. Le stesse dichiarazioni sono state
rilasciate da un portavoce del gruppo, che
minaccia di spostare la guerra in Niger se
Niamey non ritirer le truppe dal Mali. I
Firmatari con il sangue sono la stessa mili-
zia che a gennaio aveva sferrato un attacco
contro limpianto per lestrazione del gas di
In Amenas, in Algeria. Il leader Belmokhtar
che era stato dato per morto dalle autorit
del Ciad, ma non da quelle francesi conti-
nua a colpire. gim
Il terrorismo
contagia il Niger
Hacen Ouali, El Watan, Algeria
L
attentato del 23 maggio ad Arlit,
in Niger, ha provocato danni
considerevoli agli impianti del-
la multinazionale francese Are-
va, dove luranio estratto dalla miniera
lavorato e trasformato in yellow cake, prima
di essere esportato in Francia per essere ar-
ricchito. La produzione di Areva rischia di
essere compromessa.
Limpianto di Arlit ha una grande im-
portanza strategica per Parigi: un terzo
delluranio usato nelle centrali nucleari ci-
vili dellazienda lectricit de France (Edf )
proviene dal Niger. A 80 chilometri da Arlit,
a Imouraren, Areva sta costruendo unenor-
me miniera a cielo aperto che, a pieno regi-
me, dovrebbe produrre cinquemila tonnel-
late di uranio allanno.
Lattacco terroristico considerato una
sfida lanciata alla Francia. La scelta
dellobiettivo fa ricordare un episodio dolo-
roso: nel settembre del 2010 un commando
guidato dal lea der jihadista Abu Zeid (ucci-
so a febbraio in Mali) si introdotto nei dor-
mitori della miniera e ha rapito sette lavora-
tori di Areva e del gruppo Vinci. Tre sono
stati liberati, ma degli altri non si hanno no-
tizie. Da allora sono stati intensifcati i con-
trolli di sicurezza nel nord del Niger, in
stretta collaborazione con le forze francesi.
Il presidente nigerino Mahamadou Issou-
fou ha il pieno sostegno di Parigi. Finora
riuscito a preservare il fragile equilibrio nel
suo paese, dove risiede unimportante co-
munit tuareg, che in passato si ribellata
contro il potere centrale. Seicentocinquan-
ta soldati nigerini sono attualmente impe-
gnati in Mali.
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Un terrorista ucciso ad Agadez, il 24 maggio 2013
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Con laiuto dei genitori, i miei
giovani amici in Brasile hanno
comprato un pezzo di terra
sulle montagne. Costruire una
casa lass ha un costo accetta-
bile. La terra selvaggia e non
mai stata coltivata. Alla fne
dellestate, quando in citt si
sofoca, quel pezzo di terra di-
venta un rifugio incantevole.
Lungo la strada che porta
alla propriet ci sono molte
baracche, piene di bambini in-
digeni vestiti di stracci. una
storia vecchia di secoli: una fa-
miglia arrivata centanni fa
dallEuropa ha comprato la
terra dagli eredi di qualche no-
bile portoghese che lha avuta
400 anni fa grazie ai suoi tito-
li. Gli abitanti originari della
terra, invece, sono ormai quasi
scomparsi (padre Vilson mi ha
raccontato che in Brasile sono
morti sei milioni di indigeni). I
superstiti non possono per-
mettersi una casa, fguriamoci
un pezzo di terra.
Questa settimana ho visita-
to un luogo a est di Gerusa-
lemme in cui 15 anni fa Israele
ha ricollocato forzatamente
150 famiglie beduine della tri-
b jahalin. Certo, la sopravvi-
venza dei beduini non in pe-
ricolo, ma le loro tradizioni e la
loro dignit s. Dopo essere
stati espulsi da Israele, i bedui-
ni sono stati costretti a trasfe-
rirsi molte volte. Una ricerca
dellong israeliana Bimkom e
dellOnu ha stabilito che il ri-
collocamento dei jahalin (vici-
no a una discarica e senza ser-
vizi adeguati n spazio per il
bestiame) stata un disastro.
A poche centinaia di metri
di distanza, le case e le strade
ordinate degli insediamenti di
Maale Adumim e Kedar ri-
splendono al sole. as
Da Ramallah Amira Hass
Lodissea dei beduini
Nel cinquantesimo anniversario
della nascita dellOrganizzazione
dellunit africana, che nel 2002
diventata lUnione africana, il
mensile New African fa un
resoconto dei progressi e delle sfde
del continente. NellAfrica sub-
sahariana si trovano sei tra i paesi che
negli ultimi dieci anni hanno fatto
registrare i tassi di crescita pi alti al mondo. Si prevede
che entro il 2050 il pil continentale passer da duemila
miliardi a 29mila miliardi di dollari. Con il 40 per cento
della popolazione sotto i 35 anni, lAfrica il continente pi
giovane al mondo e le nuove generazioni innescheranno
un aumento della domanda di beni e servizi. Nuove
opportunit emergeranno con lo sviluppo dellagricoltura
nel continente, in cui si trova il 60 per cento delle terre
coltivabili ancora non sfruttate al mondo. Lo sviluppo si
accompagna a un fermento nel campo delle scienze, delle
nuove tecnologie e dellarte. Non tutti i paesi africani,
per, tengono il passo. Ci sono ferite aperte, soprattutto
nelle ex colonie francofone, scrive il giornale. Il primo
passo migliorare le infrastrutture: strade, ferrovie, reti
elettriche e idriche, telecomunicazioni.
Africa
I primi cinquantanni
New African, Regno Unito
KENYA
Dalla parte
di Kenyatta

Il consiglio esecutivo dellUnio-
ne africana ha chiesto il 23 mag-
gio alla Corte penale internazio-
nale (Cpi) di far cadere le accuse
per crimini contro lumanit ri-
volte a Uhuru Kenyatta, il neoe-
letto presidente keniano, e il suo
vice William Ruto, in relazione
alle violenze postelettorali ke-
niane del 2007-2008, scrive
Jeune Afrique. I governi afri-
cani accusano la Cpi di concen-
trarsi solo sul loro continente.
IN BREVE
Guinea Equatoriale Il Partito
democratico della Guinea Equa-
toriale (Pdge), la formazione del
presidente Teodoro Obiang, ha
vinto le elezioni legislative del
26 maggio.
Rdc Il 23 maggio il segretario
generale delle Nazioni Unite
Ban Ki-moon ha efettuato una
visita a Goma, nel Nord Kivu,
dove sono in corso dei combatti-
menti tra lesercito e i ribelli
dellM23. Pi di 30mila persone
sono in fuga dalle violenze.
GUINEA
La capitale
in fermento

Il 29 maggio a Conakry si sono
svolti i funerali di undici perso-
ne uccise negli scontri (nella fo-
to), avvenuti dal 23 al 26 maggio,
tra polizia e manifestanti, scrive
Guine Conakry Info. Da me-
si, spiega Afrik, lopposizione
scende in piazza per chiedere
elezioni trasparenti. La goccia
che ha fatto traboccare il vaso
stato il decreto emesso dal pre-
sidente Alpha Cond che convo-
ca i guineani alle urne il 30 giu-
gno per le elezioni legislative. A
inizio maggio gli abitanti di Co-
nakry erano scesi in piazza con-
tro il governo per denunciare
linterruzione dei servizi di di-
stribuzione di acqua potabile ed
elettricit.
MALI
Verso
le elezioni

Il governo ha annunciato che il
primo turno delle presidenziali
sar il 28 luglio. Le autorit sa-
ranno costrette a una corsa con-
tro il tempo, sottolinea Mali
Actu, ma la Francia a fare
pressioni. I paesi amici del Mali
hanno promesso 3,2 miliardi di
euro per la ricostruzione ma i
fondi arriveranno solo dopo il
voto. Il Movimento nazionale di
liberazione dellAzawad, che
controlla Kidal, nel nord del Ma-
li, ha accettato lo svolgimento
delle elezioni, ma ha fatto sape-
re che non consentir alleserci-
to maliano di entrare in citt.
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Americhe
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ufcio del medico legale della
contea di Pima, in Arizona, cu-
stodisce il pi grande registro
dei migranti che attraversano il
confne con il Messico. Qui 774 gruppi di
resti umani conservati in ammufti sacchi
per cadaveri aspettano di essere identifca-
ti. Per la famiglia di Andrs Valenzuela Co-
ta quei resti rappresentano lopportunit di
chiudere un capitolo triste della storia della
famiglia. Cota scomparso il 15 luglio 2011,
a 45 anni, dopo aver chiamato una nipote
chiedendole di inviargli cento dollari in
unagenzia della Western Union di Cana-
nea, in Messico, uno snodo del trafco di
migranti attraverso lArizona.
Mentre il congresso degli Stati Uniti
esamina la pi radicale riforma dellimmi-
grazione degli ultimi decenni, i resti con-
servati a Tucson sono un triste promemoria
di quello che succede ogni giorno lungo il
confne. Negli ultimi anni il numero di mi-
granti arrestati diminuito drasticamente
e questo signifca che sempre meno perso-
ne cercano di attraversare il confne illegal-
mente. Eppure il numero di morti rimasto
alto. Le persone che attraversano il conf-
ne sono sempre di meno, spiega Bruce An-
derson, antropologo forense dellufcio del
medico legale, ma molti di quelli che ci
provano continuano a morire. Nellultimo
anno fscale, cio fno al 30 settembre 2012,
i morti accertati sono stati 463. Secondo
lorganizzazione per i diritti umani Ofce
on Latin America, con sede a Washington,
signifca che in media sono morti cinque
migranti ogni quattro giorni. Solo nel 2005
il bilancio stato peggiore di questo, e
quellanno gli arresti sono stati il triplo.
Il raforzamento delle misure di control-
lo lungo il confne ha costretto i migranti a
seguire rotte pi pericolose, e nel 2012 il
maggior numero di decessi avvenuto
nellimpervia striscia di deserto che com-
prende la punta meridionale del settore
controllato dalla polizia di confne di Tuc-
son, la pi impegnata alla frontiera. Lunico
passaggio pi rischioso si trova in un settore
della Rio Grande valley, in Texas, dove dal
1 ottobre al 30 aprile gli agenti di polizia e i
proprietari dei ranch hanno trovato i resti di
77 migranti, pi della met del numero
complessivo di corpi ritrovati nellultimo
anno fscale: 150. In quella zona la maggior
parte dei decessi avvenuta nella contea di
Brooks, unarea di 2.500 chilometri quadra-
ti dove il reddito medio per famiglia di
25mila dollari allanno (circa 20mila euro).
Secondo Raul Ramirez, un giudice della
contea, a questo ritmo nel 2013 il numero di
corpi ritrovati potrebbe raddoppiare. Nel
2012 ha gi toccato la cifra record di 129. La
maggior parte delle vittime proviene
dallAmerica Centrale.
Lufcio del medico legale di Tucson,
dove si fanno le autopsie per tre delle quat-
tro contee di confne dellArizona, ha rac-
colto dal primo gennaio al nove maggio 49
gruppi di resti umani. Sono contrassegnati
da un numero e poi fotografati, pesati e mi-
surati. I vestiti, ridotti a brandelli dagli ele-
menti e dagli animali, sono conservati in
buste di plastica. Per anni lidentifcazione
dei resti stata particolarmente difcile,
soprattutto a causa della mancanza di indi-
zi. Pochi migranti delle comunit rurali po-
tevano essere identifcati con limpronta
dentale, e di solito i documenti didentit
ritrovati nelle tasche e negli zaini dei cada-
veri erano falsi.
Assemblare i resti, per esempio colle-
gando una mandibola ritrovata in primave-
ra al corretto gruppo di resti rinvenuti in
precedenza, un po come mettere insieme
i pezzi di un puzzle. Bisogna rovistare a ma-
no negli schedari zeppi di documenti che
tappezzano lufcio del dottor Anderson.
Uno scafale occupato dai pochi casi della
fne degli anni novanta, gli altri sono dedi-
cati alle oltre 2.100 vittime registrate dal
2001. Stabilire la causa di morte abba-
stanza semplice, spiega Gregory L. Hess,
medico legale capo della contea di Pima. Il
problema dare un nome ai resti.
Allinizio di maggio lufcio ha comple-
tato un archivio geografco computerizzato
con i dati di 1.826 migranti morti nel deser-
to. Il registro comprende le coordinate gps
del luogo dove sono stati ritrovati i resti e
(quando disponibili) il sesso, let e la causa
del decesso. Grazie allarchivio, oggi tutti
possono farsi unidea della complessit e
dellampiezza del problema. Il progetto ha
preso il via cinque anni fa grazie a un accor-
do con Humane borders, unorganizzazio-
ne non proft che allepoca stava gi crean-
do un registro dei morti, e ha ricevuto una
donazione anonima di 175mila dollari.
La ricerca continua
La mandibola recuperata in primavera si
trovava nel cuore del deserto, vicino a
Three Points, a ovest di Tucson. Lantropo-
loga forense Angela Soler ha cercato nellar-
chivio i corpi associati a quellarea, e ne ha
Inghiottiti dal deserto
Negli ultimi anni il numero di
migranti che cercano di
attraversare illegalmente il
confne tra il Messico e lArizona
diminuito. Ma il bilancio delle
vittime ancora alto
Fernanda Santos e Rebecca Zemansky,
The New York Times, Stati Uniti
Dal 2001 a oggi circa 2.100 migranti sono morti
attraversando il confne tra il Messico e lArizona.
Lufcio del medico legale della contea di Pima,
in Arizona, e lorganizzazione non proft Humane
borders, che gestisce una rete di punti di
rifornimento di acqua per i migranti, ha reso
pubblico un database dei punti dove sono
stati trovati i resti di migranti
morti durante
il viaggio.
Morti
Punti
di rifornimento
dacqua
Internazionale 1002 | 31 maggio 2013 21
trovati 52 nel raggio di sei miglia. Soler ha
cominciato ad analizzare i pi vicini al luo-
go dove era stata recuperata la mandibola.
Uno era il corpo integro di un uomo trovato
e identifcato nel 2008. Un altro, trovato nel
2012, apparteneva a un ispanico di et com-
presa tra 20 e 35 anni, la fascia demografca
pi comune tra i migranti morti. Lantropo-
loga ha analizzato la documentazione e ha
scoperto che dal corpo mancava proprio la
mandibola. Ci ho messo poche ore, ma al-
tre volte ci vogliono mesi, spiega.
A marzo lufcio del medico legale della
contea di Pima ha chiesto ai familiari di An-
drs Valenzuela Cota, il migrante scompar-
so nel 2011, un calco dei denti del loro pa-
rente per controllare se corrisponde a qual-
cuno dei corpi conservati nellufcio. Tra i
corpi trovati nella contea di Cochise, dove
in base allultima telefonata tra Cota e i pa-
renti si ritiene che luomo sia entrato nel
paese, sono state trovate sette possibili cor-
rispondenze.
Un cognato di Cota, che ha chiesto di
mantenere lanonimato perch teme ritor-
sioni da parte dei cartelli della droga che
controllano il trafco di migranti, racconta
che la famiglia ha denunciato la scomparsa
di Andrs sia in Messico sia negli Stati Uniti.
Lo ha cercato negli ospedali e nelle stazioni
di polizia e ha ripercorso la rotta delluomo
distribuendo volantini con il suo nome e la
fotografa in tutti i centri abitati. Ma non
abbiamo fatto passi avanti, spiega.
Dopo la scadenza del suo visto, Cota ha
vissuto per ventanni in California senza
Da sapere
Il 22 maggio la commissione giustizia del se-
nato degli Stati Uniti ha approvato, con 13 voti
a favore e 5 contrari, la riforma dellimmi-
grazione che dovrebbe permettere a 11,5 mi-
lioni di migranti che vivono illegalmente negli
Stati Uniti di ottenere la cittadinanza. Nono-
stante i numerosi emendamenti, il provvedi-
mento approvato molto simile a quello origi-
nale proposto dalla cosiddetta gang of eight, un
gruppo di quattro senatori democratici e quat-
tro repubblicani che dopo mesi di lavoro ha
prodotto un testo comune. I democratici
hanno rinunciato a un emendamento che pre-
vedeva la possibilit di dare la cittadinanza ai
partner stranieri di cittadini statunitensi omo-
sessuali. La legge sar sottoposta al voto del
senato a giugno, prima di passare alla camera.
Il 24 maggio il giudice federale Murray
Snow ha stabilito che Joe Arpaio, lo scerifo
della contea di Maricopa, in Arizona, non po-
tr pi fermare e schedare i lavoratori della
contea in base al colore della pelle. Arpaio era
stato citato in giudizio da un gruppo di auto-
mobilisti ispanici. Snow lo ha accusato di pren-
dere di mira gli ispanici con controlli e scheda-
ture irregolari. Lo scerifo noto per la sua in-
transigenza nei confronti degli immigrati e per
le umiliazioni che infigge ai detenuti della sua
contea, costretti a indossare mutande rosa.
Nel 2012 era stato citato in giudizio dal mini-
stero della giustizia statunitense per violazioni
delle libert civili.
essere in regola, ma quando la madre si
ammalata ha deciso di tornare a Los Mo-
chis, nello stato messicano di Sinaloa, per
dirle addio. Nel settembre del 2010 ha pro-
vato a tornare negli Stati Uniti presentan-
dosi alla dogana di San Diego con un passa-
porto falso, ma stato scoperto e incarcera-
to per 45 giorni.
Tornato in libert, ha tentato per due
volte di superare il confne di nascosto, sen-
za riuscirci. A quel punto un parente gli ha
consigliato di recarsi nella citt di confne
di Nogales, dove un trafcante lo avrebbe
accompagnato in Arizona per un prezzo di
favore, racconta il cognato. Nella sua ulti-
ma telefonata Cota ha annunciato di essere
pronto a cominciare il viaggio, precisando
che non avrebbe potuto portare con s il
cellulare e promettendo che avrebbe chia-
mato sei giorni dopo. Il 9 maggio Robin C.
Reineke, un antropologo che lavora nelluf-
fcio del medico legale, ha spulciato il data-
base analizzando uno per uno i casi della
contea di Cochise, ma non ha trovato trac-
cia di Andrs Valenzuela Cota. La ricerca
continua. as
Fonte: The New York Times
Ipotizzando che i migranti percorrano in
media 19 chilometri al giorno, le vittime
concentrate in questo punto avevano
attraversato il confne da tre giorni.
Prima del 2006 i migranti
morivano soprattutto nelle
valli di Altar e
Baboquivari. Poi, con
lentrata in vigore del Secure
fence act, che ha autorizzato
la costruzione di nuove
barriere e raforzato la
sorveglianza del confne, le
morti sono state pi
frequenti nelle regioni
montuose a est della Altar
valley e nel deserto a ovest
della Baboquivari valley, pi
distanti e difcili da
raggiungere.
Sul totale delle morti
accertate in Arizona,
circa la met avvenuta
nella riserva della
nazione indiana
Tohono Oodham,
che occupa unarea
desertica di circa 11mila
chilometri quadrati. La
trib non consente agli
operatori di Humane
borders di lasciare
rifornimenti dacqua
sul suo territorio.
Da sapere
10
5
0
Popolazione statunitense composta da
immigrati, %
Fonte: The Washington Post
1900 1920 1940 1960 1980 2000
Europa
6 milioni
Asia
12 milioni
America Latina
22 milioni
Africa, Oceania
e Nordamerica
3,2 milioni
%
22 Internazionale 1002 | 31 maggio 2013
STATI UNITI
La sicurezza
secondo Obama

Per il New York Times stato
il pi importante discorso
sullantiterrorismo dagli atten-
tati del 2001. Il 23 maggio, alla
National defence university di
Washington, il presidente degli
Stati Uniti Barack Obama ha
detto che la guerra permanente
cominciata dodici anni fa inso-
stenibile per una democrazia e
che bisogner mettere fne al
confitto. Obama ha difeso luso
dei droni, ma ha chiesto che in
futuro gli attacchi, gestiti
dallesercito e non pi dalla Cia,
siano limitati agli obiettivi che
rappresentano una continua e
imminente minaccia e che non
possono essere catturati dagli
Stati Uniti o da un loro alleato.
Interrotto pi volte da una con-
testatrice che gli ha ricordato lo
sciopero della fame in corso da
febbraio a Guantanamo, il presi-
dente Obama ha ribadito che
vuole chiudere il campo di pri-
gionia e trasferire i prigionieri in
Yemen.
STATI UNITI
I boy scout
aprono ai gay

Con il 61 per cento di voti favo-
revoli, il 23 maggio lassemblea
generale dei boy scout statuni-
tensi ha deciso di accettare
nellorganizzazione ragazzi e ra-
gazze omosessuali minori di 18
anni, rompendo un divieto che
esiste da 22 anni. La norma en-
trer in vigore dal 1 gennaio
2014, ma non sar estesa ai capi
dei gruppi scout. I sentimenti
con cui la comunit gay ha ac-
colto il voto, scrive The Atlan-
tic, sono riassunti bene nel ti-
tolo della rivista Mother Jones:
Boy scout. Puoi essere omoses-
suale fno a diciottanni. Se-
condo Zach Wahls, uno scout
cresciuto da due madri lesbiche,
un passo incompleto, ma va
nella direzione giusta.
ARGENTINA
Un decennio
al potere

Il 25 maggio migliaia di persone
hanno riempito plaza de Mayo,
a Buenos Aires, per celebrare
lanniversario della rivoluzione
di maggio del 1810 e il decimo
anniversario dallarrivo dei
Kirchner (prima Nstor, ora Cri-
stina Fernndez) al governo.
La presidente, scrive El Pas,
ha celebrato il decennio vinto,
in contrapposizione agli anni ot-
tanta, considerati il decennio
perso dallAmerica Latina. La
Nacin si chiede: Come si fa a
parlare di decennio vinto quan-
do linfazione ai livelli degli
anni ottanta?. Il quotidiano P-
gina 12 fa notare che Cristina
Fernndez non eterna e non
vuole esserlo. Ma ha promesso
che un cambio di governo non
signifca perdere le conquiste
raggiunte fnora.
IN BREVE
Cile Il 24 maggio il governo ha
infitto una multa da 16 milioni
di dollari allazienda canadese
Barrick Gold, la pi grande com-
pagnia mineraria del mondo per
lestrazione delloro. accusata
di aver inquinato le falde acqui-
fere costruendo la miniera di
Pascua-Lama.
Brasile Il 25 maggio centomila
persone hanno partecipato a Rio
de Janeiro a una manifestazione
contro i matrimoni gay.
Stati Uniti Il 27 maggio stato
inaugurato a New York un servi-
zio di bike sharing con seimila
biciclette e 333 stazioni tra Man-
hattan e Brooklyn.
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Accordo agrario tra Farc e governo


Dopo sei mesi dallapertura dei negoziati, il 26 maggio allAvana le
Forze armate rivoluzionarie della Colombia (Farc) e il governo di
Juan Manuel Santos hanno annunciato in un comunicato congiunto
di aver raggiunto un accordo sul primo dei sei punti in discussione:
la terra. Semana sottolinea che per la prima volta dallinizio del
confitto le due parti parlano la stessa lingua. Nella foto: il negoziato-
re delle Farc Pablo Catatumbo (a sinistra) allAvana il 26 maggio 2013
Messico
Il 19 maggio, con una decisione
inaspettata, il presidente messicano
Enrique Pea Nieto (del Partito
rivoluzionario istituzionale) ha
inviato seimila militari e centinaia di
poliziotti nello stato di Michoacn.
Al caos imposto dai cartelli della
droga, Pea Nieto ha risposto con
una misura avventata degna del suo
predecessore Felipe Caldern, commettendo cos i suoi
primi errori tattici, scrive il settimanale Proceso. Nella
maggioranza dei municipi dello stato da mesi detta legge il
cartello Los Caballeros Templarios: blocca lentrata dei
camion che trasportano benzina, alimenti e medicine, e
minaccia gli abitanti. Lordine ricevuto dai militari,
spiega la rivista, era quello di calmare la zona. Ma per
prima cosa lesercito ha provato a disarmare i gruppi di
autodifesa cittadina che si erano organizzati per
rispondere agli attacchi dei Caballeros Templarios. La
popolazione ha reagito con manifestazioni di protesta e ha
rifutato di consegnare le armi. Finora non stato arrestato
nessun narcotrafcante.
Proceso, Messico
Obiettivo Michoacn
Colombia
Americhe
UNA
VIGNETTA
PER
LEUROPA
LA PI BELLA SAR
PREMIATA AL FESTIVAL DI
INTERNAZIONALE A FERRARA 2013
intern.az/concorsovignette *Il concorso scade il 25 giugno
Partecipa
al concorso*
2013
Promosso dalla Rappresentanza in Italia della Commissione europea
In collaborazione con Presseurop e Internazionale
24 Internazionale 1002 | 31 maggio 2013
Europa
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agghiacciante omicidio del sol-
dato britannico Lee Rigby, uc-
ciso il 22 maggio in una strada
del quartiere di Woolwich, nel
sud di Londra, ha messo in moto una se-
quenza di eventi che erano ampiamente
prevedibili gi dal momento in cui si spar-
sa la notizia. Adesso, per, questi eventi
stanno cominciando a prendere una piega
inaspettata e spiacevole. Allinizio, ovvia-
mente, il trauma causato dalla notizia ha
assorbito la piet e lenergia di tutti: una ri-
sposta doverosa di fronte a una simile tra-
gedia. Poi, una volta passata lemozione
iniziale, si scatenato un nuovo dibattito
giornalistico e politico.
Questo dibattito riguarda i modi per
prevenire gli attentati in futuro. Lesperien-
za recente, soprattutto dopo l11 settembre,
dovrebbe far suonare un campanello dal-
larme. Il culto della violenza esibita, e lidea
che questa si possa giustifcare sulla base di
presunte ingiustizie politiche, religiose o
legate a un senso di orgoglio calpestato (tut-
ti atteggiamenti tipicamente maschili), so-
no fenomeni inquietanti quanto antichi. In
ballo ci sono questioni di grande complessi-
t, che vanno oltre il problema del radicali-
smo islamico o del razzismo, speculare al
primo. Purtroppo, in questo momento qual-
siasi rifessione complessa e pacata travol-
ta da un clima in cui prevale la voglia di
semplifcazione.
Pi controllo
Tutto sommato i politici vanno capiti. De-
vono agire in fretta, da una parte per la fero-
cia dellomicidio, dallaltra per il timore di
efetti collaterali pi gravi. Ma devono farlo
anche perch gli ultimi avvenimenti sono
fniti subito nella polveriera del dibattito
politico. Dopo la reazione spontanea e uni-
taria delle prime ore, per la classe politica ci
sono pericoli e opportunit: un clima che
probabilmente continuer dopo i funerali e
nelle prossime sedute in parlamento.
Si capisce anche perch la ministra
dellinterno Theresa May particolarmen-
te sotto pressione. Lopinione pubblica bri-
tannica comprensibilmente sconvolta al
pensiero che in mezzo a noi ci sia qualcuno
capace di commettere simili orrori o di giu-
stifcarli. Pensa, non senza ragione, che in
tutto questo centri il radicalismo islamico.
Vuole essere certa che fatti come questo
non si ripetano pi. E gli unici che possono
rassicurarla sono i politici.
Ma oggi i politici non possono dire che la
situazione sotto controllo, anche se in
realt lo anche se lopinione pubblica si
rende conto che gli interventi possibili sono
limitati. Una dichiarazione di questo tenore
stonerebbe con limmagine terribile del ca-
davere del soldato. E mal si sposerebbe an-
che con le storie che sono circolate e che
collegano i presunti attentatori di Londra
ad altri estremisti e altri attacchi nel Regno
Unito e allestero. I cittadini hanno tutto il
diritto di essere preoccupati quando gira
voce che alcuni servizi di sicurezza, sotto la
responsabilit di May, hanno avuto contatti
diretti con le persone che oggi sono sospet-
tate di questo brutale omicidio.
Tutto questo, non dobbiamo dimenti-
carlo, succede mentre i leader politici han-
no sempre meno credibilit.
La signora May ha risposto allomicidio
di Woolwich proponendo nuovi controlli
sulla posta elettronica e un giro di vite sui
gruppi religiosi e i predicatori che fomenta-
no lodio e la violenza. Il Partito laburista ha
criticato la coalizione di governo sia per i
tagli ai piani antiterrorismo sia per la scarsa
vigilanza sul web. anche evidente che i
tory e i laburisti stanno cavalcando il clima
di indignazione per mettere in difcolt i
liberaldemocratici e riguadagnare credito
agli occhi dellopinione pubblica dopo lim-
pennata dei populisti xenofobi dellUkip
nei sondaggi nazionali. Ma cercare di capi-
re perch certe cose succedono non vuol
dire giustificarle. Si dice che lorrore di
Wool wich si sarebbe potuto evitare se i ser-
vizi per la sicurezza interna, lMI5, avessero
avuto pi poteri di controllo sulla posta elet-
tronica, come propone oggi May, o se qual-
che predicatore estremista fosse stato mes-
so a tacere. Ma a riguardo non ci sono prove.
E anche la probabilit di prevenire un nuo-
vo atto isolato di violenza jihadista attraver-
so lallargamento dei poteri di controllo
minima. La storia di quello che successo
dopo l11 settembre dimostra che quando i
governi si danno pi poteri lo fanno per ras-
sicurare lopinione pubblica pi che per ri-
solvere i problemi. Il pericolo che dopo
Woolwich si ripetano gli stessi errori. fs
Dopo lomicidio di Londra
i britannici hanno paura
Il brutale assassinio del soldato
Lee Rigby rappresenta una sfda
per tutta la classe politica
britannica. Che deve saper reagire
con fermezza, ma facendo tesoro
degli errori del passato
The Guardian, Regno Unito
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La polizia scientifca sul luogo dellassassinio. Londra, 23 maggio 2013


Internazionale 1002 | 31 maggio 2013 25
SVEZIA
Alla radice
delle violenze

Gli scontri tra polizia e manife-
stanti avvenuti negli ultimi dieci
giorni nelle periferie di Stoccol-
ma hanno sollevato interesse e
preoccupazione anche fuori
dalla Svezia. Al punto che i mi-
nisteri degli esteri di Regno Uni-
to, Stati Uniti, Paesi Bassi e
Nuova Zelanda hanno consi-
gliato ai loro cittadini di non vi-
sitare la capitale svedese. Tutta-
via la situazione sta tornando al-
la normalit. Secondo la polizia,
dopo il weekend tra il 25 e il 26
maggio gli scontri e gli atti di
vandalismo sono sensibilmente
diminuiti. In totale sono state
arrestate almeno 13 persone e
sono state date alle famme de-
cine di auto. Questi scontri so-
no le conseguenze dirette della
violenza della polizia, della di-
soccupazione giovanile, del raz-
zismo e delle disuguaglianze
economiche, scrive su Dagens
Nyheter la flosofa inglese Nina
Power. Ma non troppo tardi
per cercare di capire perch i
giovani sono cos arrabbiati.
BULGARIA
Un governo
a met

A due settimane delle elezioni,
la Bulgaria ha un nuovo gover-
no. Lesecutivo, che sar guidato
da Plamen Orearski, frutto di
un accordo tra il Partito sociali-
sta e il Dps, il partito della mino-
ranza turca, e ha il sostegno di
120 deputati su 240. Non potr
quindi governare senza lappog-
gio degli ultranazionalisti di
Ataka sui singoli progetti di leg-
ge. Come spiega Ofnews,
stato proprio Ataka a garantire il
quorum durante le procedure
parlamentari, uscendo poi
dallaula al momento del voto,
come la legge bulgara consente
di fare. A questo punto, conclu-
de Ofnews, inevitabile un pe-
riodo di grande instabilit.
TURCHIA
Gli alcolici
fuori legge

Divieto di vendere alcolici vici-
no a moschee e scuole, pubblici-
t vietata e alcol bandito anche
da flm e fction tv. Il 24 maggio
il parlamento turco ha approva-
to una legge severissima sulla
vendita e il consumo di alcol,
voluta dal partito del premier
Recep Tayyip Erdoan, Akp, per
proteggere la salute dei giova-
ni. Tuttavia, scrive il laico Mil-
liyet, un simile divieto non
pu essere giustifcato con que-
sti argomenti, perch in Turchia
il consumo di alcol tra i giovani
non un problema. La verit,
commenta il quotidiano, che
lislamismo moderato dellAkp
ha dimenticato la sua compo-
nente democratica e sta portan-
do il paese nella direzione di
una sharia moderata.
IN BREVE
Russia Il 23 maggio il tribunale
di Berezniki ha negato la libert
condizionata a Maria Alkhina,
militante delle Pussy riot.
Francia Il 29 maggio, a cinque
giorni dallomicidio di Londra,
la polizia ha arrestato un venti-
duenne musulmano accusato di
aver accoltellato un soldato.
Islanda Il 23 maggio entrato
in carica il governo guidato da
Sigmundur Davi Gunnlaugs-
son, 38 anni, leader del Partito
del progresso (centro).
Ex Jugoslavia Il 29 maggio il
croato-bosniaco Jadranko Prli
stato condannato a 25 anni di
prigione per crimini di guerra
dal Tribunale dellAja.
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Lultima protesta
Il 26 maggio il fronte degli oppositori al matrimonio per tutti ha
tenuto la sua ultima manifestazione di protesta contro la legge sulle
unioni gay. A Parigi hanno sflato 150mila persone (un milione se-
condo gli organizzatori). Violenti scontri tra i manifestanti di estre-
ma destra e la polizia sono scoppiati a fne giornata: 34 agenti sono
rimasti feriti e ducecento persone sono state arrestate, scrive Li-
bration. Il quotidiano sottolinea che, dopo aver cavalcato la prote-
sta, una parte della destra se ne dissociata. Intanto, il primo matri-
monio omosessuale stato celebrato a Montpellier il 29 maggio.
Parigi, 26 maggio 2013
Germania
Berlino non pericolosa come Parigi o
Londra, ma ofre sicuramente pi
insidie di molte altre citt tedesche,
scrive il settimanale Der Freitag, che
racconta il vitale e variegato
sottobosco criminale berlinese tra
spacciatori di droga, rock band e
rapinatori. Le sanguinose guerre per il
controllo del territorio scoppiate dopo
la caduta del Muro sono fnite da tempo: oggi i criminali di
Berlino tessono le loro trame senza dare troppo
nellocchio. Nella capitale tedesca, per esempio, entrano
cinque chili di cocaina al giorno, ma la polizia registra
scarsi successi: Nel 2010 a Berlino sono stati sequestrati
solo 21,3 chili di cocaina, mentre tra laprile del 2010 e il
marzo del 2011 i chili di cocaina sequestrati a Londra sono
stati 586. In periferia, inoltre, imperversano le guerre tra
bande di teppisti in motocicletta come gli Hells Angels
Berlin City e i Mc Mongols Berlin, spesso animate dai
giovani fgli di immigrati.
Der Freitag, Germania
Criminali a Berlino
Francia
Maria Alkhina
26 Internazionale 1002 | 31 maggio 2013
Asia e Pacifco
G
ioved 23 maggio il Nikkei 225,
lindice principale della borsa
di Tokyo, ha perso pi del 7 per
cento del suo valore, precipi-
tando da 15.942 (il valore pi alto mai toc-
cato in pi di cinque anni) a 14.483 punti. Si
trattato di un crollo improvviso, che per
assume un aspetto piuttosto particolare se
lo si osserva nel contesto degli ultimi cin-
que mesi, da quando cio il liberaldemo-
cratico Shinz Abe diventato primo mini-
stro del Giappone. Anche contando il crollo
di gioved, in questi mesi il Nikkei comun-
que aumentato quasi del 45 per cento, e f-
nora la sua ripresa stata uno dei pi grandi
successi della storia della fnanza.
Questo impeto straordinario stato
prodotto dalle riforme economiche realiz-
zate da Abe nel tentativo di risolvere i pro-
blemi che afiggono il paese da pi di quin-
dici anni. Questo periodo noto come il
decennio perduto del Giappone,
unespressione che trasmette il senso di di-
sperazione difuso tra la popolazione. Nel
paese sono state adottate quasi tutte le mi-
sure economiche convenzionali, eppure la
crescita rimasta limitata, superando solo
di rado il 2 per cento allanno nei periodi
migliori e attestandosi in media sul -0,7 per
cento allanno dallinizio della recessione.
Che si tratti di una causa o di un sinto-
mo dei problemi del Giappone resta una
questione aperta, ma lincapacit delle au-
torit monetarie del paese di combattere la
defazione (cio la diminuzione dei prezzi)
ha prodotto una comprensibile indignazio-
ne. Per questo Abe, che si candidato con
lesplicita promessa di risolvere defnitiva-
mente il problema, ha il mandato di appli-
care politiche economiche non convenzio-
nali come pochi altri prima di lui.
Dalla sua entrata in carica il primo mi-
nistro ha approvato un pacchetto di stimolo
da ottanta miliardi di euro e ha varato una
sorta di nazionalizzazione del patrimonio
industriale nazionale (con un piano per la
costruzione da parte dello stato di nuove
fabbriche da affittare ai produttori) allo
scopo di promuovere gli investimenti nel
paese. Inoltre Abe ha nominato governato-
re della Banca del Giappone lanticonfor-
mista Haruhiko Kuroda, che ha lanciato un
programma di rilassamento qualitativo e
quantitativo del valore di quasi 2.300 mi-
liardi di euro per riportare linfazione al
suo tasso ideale del 2 per cento entro i pros-
simi due anni. Ma forse la novit pi im-
portante che Akira Amari, il ministro del-
la politica economica e fscale, aveva an-
nunciato un obiettivo esplicito per la borsa:
Sar importante dar prova del nostro co-
raggio e fare in modo che il Nikkei tocchi la
soglia dei 13mila punti entro la fne dellan-
no fscale (il 31 marzo).
Alla fne il Nikkei ha mancato il bersa-
glio e ha raggiunto quota 13mila solo alla
fne della prima settimana di aprile. Ma an-
che in questo modo lascesa stata stupefa-
cente, del 17 per cento in meno di due mesi,
Il lato psicologico
delle riforme giapponesi
Il crollo improvviso dellindice
Nikkei ha sollevato dubbi
sulla strategia economica del
premier Shinz Abe.
Pericolosamente basata sulla
gestione delle aspettative
Alex Hern, The Guardian, Regno Unito
e questo risultato cruciale per il successo
della politica di Abe, ormai nota come abe-
nomics e tutta incentrata sulla gestione del-
le aspettative.
Circolo vizioso
Se la popolazione non si aspetta uninfa-
zione, le aziende non aumentano i prezzi, i
lavoratori non trattano per ottenere un au-
mento salariale e si pu star certi che lin-
fazione non si innescher. un circolo vi-
zioso e serve un intervento esterno per dare
nuovo impulso alleconomia: a questo sco-
po potrebbero bastare i discorsi sul rilassa-
mento illimitato e sullimpegno a fare
qualunque cosa per mettere fne alla de-
fazione. Ma, in sostanza, si tratta di un gio-
co psicologico dalla posta molto alta. E cos
si ritorna al crollo dellindice Nikkei, per-
ch il problema dei giochi psicologici che
se allimprovviso tutti si accorgono che
un gioco lefetto pu annullarsi. Sar di
questo che gli operatori di borsa, sempre
attenti alle possibili aperture del mercato,
si saranno preoccupati gioved sera: si
trattato di uninterferenza, di un fnto ri-
basso nellambito di un aumento ininter-
rotto? Oppure il Giappone sta perdendo la
speranza? fp
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Shinz Abe, 17 marzo 2013


Internazionale 1002 | 31 maggio 2013 27
AFGHANISTAN
Detenuti
segreti

Le forze militari britanniche de-
tengono da mesi circa 90 citta-
dini afgani in una prigione se-
greta a Camp Bastion, in Afgha-
nistan. A rivelarlo sono stati i le-
gali di alcuni detenuti, secondo
cui i loro assistiti sono rinchiusi
da 14 mesi senza nessuna accu-
sa formale. Molti detenuti non
hanno nemmeno avuto accesso
a un avvocato, denunciano i le-
gali. Il ministro della difesa bri-
tannico Philip Hammond il 29
maggio ha confermato la deten-
zione ma ha respinto il paragone
con Guantanamo sollevato dai
legali e ha defnito assurda la
descrizione di Camp Bastion co-
me di una prigione segreta, scri-
ve la Bbc. Hammond ha fatto
sapere che i detenuti sono so-
spettati di aver ucciso soldati
britannici e che non vengono
consegnati alle autorit afgane
perch si teme per la loro incolu-
mit. La missione Nato permet-
te alle forze britanniche di fer-
mare i sospetti solo per 96 ore. Il
Regno Unito lunico paese
straniero a tenere in prigione
cittadini afgani nel loro paese.
In India il settore informale impiega il
90 per cento della forza lavoro e
produce il 50 per cento del pil. Per la
maggior parte dei lavoratori di questo
settore braccianti, manovali,
conducenti di risci, straccivendoli,
prostitute non ricever la pensione.
Lo stato, infatti, riconosce una
pensione di vecchiaia pari a 200 rupie
al mese (circa 2,7 euro) solo a chi risulta sotto la soglia di
povert. Cos milioni di indiani che lavorano nel settore
informale non rientrano nel programma pensionistico
nazionale perch guadagnano pi di 50 rupie al giorno
(0,70 euro). Duecento rupie al mese sono indubbiamente
poche, scrive Fountain Ink, ma almeno garantiscono un
pasto in pi al giorno. Allinizio di marzo circa diecimila
anziani provenienti da ogni parte dellIndia sono andati a
New Delhi guidati dalla storica attivista Aruna Roy per
chiedere il diritto alla pensione per chiunque abbia pi di
60 anni. Unet in cui chi ha svolto per tutta la vita lavori
usuranti spesso non pi in grado di continuare a
sostentarsi. Attualmente per le pensioni del settore
informale il governo centrale e i singoli stati spendono
lequivalente dello 0,2 per cento del pil.
India
Una vecchiaia dignitosa
Fountain Ink, India
PENISOLA COREANA
Nord e sud mai
cos lontani

Raramente la linea che divide in
due la penisola coreana stata
pi spessa, commenta su
Hankyoreh Kim Yeon-chul,
docente di studi sullunifcazio-
ne alluniversit Inje. la prima
volta dal 1971 che ogni contatto
stato interrotto, tutte le linee
dirette chiuse, ogni tipo di
scambio congelato. Anche dopo
lafondamento della nave mili-
tare sudcoreana nel 2010 gli
scambi commerciali non ne ri-
sentirono perch il polo indu-
striale di Kaesong, cogestito da
nord e sud, rest aperto. Oggi
invece siamo nellera zero delle
relazioni intercoreane, conti-
nua Kim, e i temuti danni per la
chiusura di Kaesong, inattivo
dallinizio di maggio, stanno di-
ventando realt. Il 28 maggio
Pyongyang ha invitato gli uomi-
ni dafari sudcoreani ad andare
a Kaesong per trattare la ripresa
delle attivit. Seoul, per, insiste
per avviare colloqui ufciali.
BIRMANIA
Controllo
delle nascite
Le autorit dello stato del Ra-
khine hanno deciso di raforzare
i controlli della pianifcazione
familiare dei rohingya, una mi-
noranza musulmana non rico-
nosciuta dalla Birmania e op-
pressa dalla maggioranza bud-
dista. Approvata nel 1994, la
legge non era applicata da anni.
Aung San Suu Kyi ha criticato la
decisione, scrive Irrawaddy.
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AUSTRALIA
Nel mirino
di Pechino

Il 28 maggio lemittente tv au-
straliana Abc ha rivelato che i
sistemi informatici di diverse
istituzioni e aziende del paese
sono stati colpiti da un attacco
partito dalla Cina. Secondo il
ministro degli esteri Bob Carr,
gli hacker hanno rubato i piani
di costruzione del nuovo quar-
tier generale dei servizi segreti
di Canberra e alcuni progetti di
sistemi di sicurezza e comuni-
cazione. Carr ha spiegato che la
notizia non condizioner i rap-
porti con Pechino. Nel servizio,
Abc spiega che sulla questione
c un silenzio assordante: Le
aziende non parlano per timore
di spaventare clienti e azionisti,
mentre i governi vogliono evi-
tare di dover rispondere a do-
mande scomode. Il governo
cinese ha negato ogni accusa.
IN BREVE
India Il 25 maggio 24 persone
sono morte in unimboscata dei
ribelli maoisti nello stato del
Chhattisgarh. Tra le vittime ci
sono alcuni deputati locali del
partito del Congress.
Afghanistan Sette persone, tra
cui quattro taliban, sono morte
il 24 maggio in una serie di at-
tacchi a Kabul. Una funzionaria
italiana dellOrganizzazione in-
ternazionale per le migrazioni
(Oim), Barbara De Anna, ri-
masta ferita.
Filippine Il 27 maggio sette sol-
dati sono stati uccisi dai ribelli
comunisti vicino ad Allacapan,
nel nord del paese. A
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Philip Hammond
Kaesong, 23 aprile 2013
Visti dagli altri
28 Internazionale 1002 | 31 maggio 2013

stata una cerimonia nuziale
tradizionale in quasi tutti i sen-
si: musica romantica, promes-
se, fedi scintillanti e un appas-
sionato primo bacio. Il tutto
accolto da entrambe le fami-
glie con applausi e lacrime.
Dal punto di vista giuridico, per, il ma-
trimonio celebrato la settimana scorsa tra
Massimiliano Benedetto e Giuseppe Ilaria
stato puramente simbolico e tuttaltro che
consueto, visto che in Italia le coppie omo-
sessuali non sono riconosciute dalla legge.
una celebrazione fuori dalle regole, ha
infatti dichiarato Imma Battaglia, leader in
Italia del movimento Lgbt (Lesbiche, gay,
bisessuali e transgender), ofciando la ceri-
monia in un albergo di lusso della capitale.
Gli omosessuali sono accusati di essere un
pericolo per la famiglia. E invece oggi Mas-
similiano e Giuseppe stanno semplicemen-
te realizzando un desiderio che raforza il
concetto di famiglia.
Ma la loro stata anche una presa di po-
sizione politica. Il movimento per il ricono-
scimento giuridico dei matrimoni tra per-
sone dello stesso sesso sta facendo passi
avanti in tutto il mondo. Questo genere di
unioni legale in almeno tredici paesi e in
alcuni stati statunitensi. In aprile i matri-
moni tra persone dello stesso sesso sono
stati legalizzati in Nuova Zelanda e in Uru-
guay. Per quanto riguarda lEuropa, nel Re-
gno Unito il riconoscimento legale delle
coppie dello stesso sesso previsto per
questestate, e in Germania si attende il vo-
to del Bundestag per fare altrettanto. In
Francia il primo matrimonio omosessuale
legale stato celebrato il 29 maggio, anche
se il 26 maggio a Parigi almeno 150mila per-
sone hanno manifestato contro i matrimoni
gay. LItalia, invece, tra i pochi paesi
dellEuropa occidentale dove le unioni tra
persone dello stesso sesso non sono ricono-
sciute. Sono anni che varie proposte di leg-
ge per la legalizzazione delle unioni gay si
arenano in parlamento, vittime dellindife-
renza del centrosinistra e dellostilit del
centrodestra. Negli ultimi quindici anni so-
no molte le citt italiane, compresa Milano
nel 2012, che hanno istituito un registro ci-
vile delle unioni tra persone dello stesso
sesso, ma i pochi diritti stabiliti dal registro
valgono solo per la singola citt. E tra queste
citt non c Roma.
Con le nostre famiglie
Non vorrei sembrare retorica, ma noi ado-
riamo i nostri ragazzi, e da italiana provo un
po di vergogna, dice la madre di Massimi-
liano, Marinella Benedetto, che lha accom-
pagnato allaltare. I tempi sono maturi per
una svolta: basta spingere ancora un po. I
due sposi di Roma fanno notizia da settima-
ne. Un nostro amico, venuto da New York
per partecipare alla cerimonia, ci ha detto
che non capiva quale fosse il problema. Gli
ho spiegato che siamo in Italia, racconta
Massimiliano Benedetto a proposito del
gran clamore attorno allevento. In tanti ci
hanno chiesto: Ma perch non vi siete spo-
sati allestero?, ha detto Giuseppe Ilaria in
unintervista rilasciata nellappartamento
che gli sposi dividono con i loro due cani.
Ma per noi era importante che la cerimo-
nia si svolgesse a Roma, perch le nostre
famiglie potessero partecipare: altrimenti
tutto questo non avrebbe avuto senso.
Gli sposi
senza legge
Elisabetta Povoledo, The New York Times, Stati Uniti
Giuseppe e Massimiliano
hanno celebrato il loro
matrimonio in un albergo di
Roma. Ma in Italia non c una
legge sulle unioni omosessuali
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Egizia Mondini, laddetta alle comuni-
cazioni di Same Love, lagenzia italiana di
wedding planning per coppie dello stesso
sesso che ha organizzato la cerimonia, ha
pubblicizzato levento come parte di una
pi ampia rivoluzione culturale che sta
avvenendo in Italia. Ma c ancora molto
da fare, visto quanto ci ha detto la stessa
Mondini: Nei confronti di nostra fglia, la
mia compagna ha gli stessi diritti di una
babysitter. Secondo molti sondaggi, in
materia di diritti per gli omosessuali la so-
ciet italiana pi tollerante dei suoi parla-
mentari. Da uno studio condotto nel 2011
dallIstat emerso che per quasi il 63 per
cento degli intervistati le coppie dello stes-
so sesso dovrebbero avere gli stessi diritti
delle coppie eterosessuali e che per quasi il
44 per cento le coppie gay dovrebbero po-
tersi sposare.
Pi uguali degli altri
I nostri politici non hanno il coraggio di
combattere questa battaglia, dice Giusep-
pina La Delfa, presidente dellassociazione
Famiglie arcobaleno. Per loro viene pri-
ma la carriera politica, e temono di inimi-
carsi lopinione pubblica.
Eppure, proprio in questo mese, i parla-
mentari italiani hanno approvato lesten-
sione dellassistenza sanitaria integrativa
ai loro conviventi, anche dello stesso sesso.
La decisione ha scatenato accuse di ipocri-
sia e di attaccamento a privilegi elitari.
Sembra la versione gay della Fattoria degli
animali di George Orwell, dove tutti gli
animali sono uguali ma alcuni, quelli al po-
tere, sono pi uguali degli altri, ha com-
mentato Luca Mastrantonio sul Corriere
della Sera. Invece il parlamento italiano
dove, ancora una volta, rischia di appro-
fondirsi la distanza tra il paese legale, le
istituzioni, e il paese reale, le persone co-
muni.
Secondo alcuni, lostacolo principale
linfuenza esercitata dal Vaticano su una
parte dei parlamentari. Secondo altri, in-
vece, questa solo una scusa. Il Vaticano
fa il suo mestiere. come il buttafuori di
una discoteca: decide chi entra e chi resta
fuori, dice Alessandro Bentivegna, uno
dei fondatori di Same Love, che due anni fa
andato a Dublino per celebrare lunione
civile con il suo partner. LIrlanda altret-
tanto cattolica, eppure centanni pi
avanti di noi. In Irlanda le unioni tra per-
sone dello stesso sesso sono state legaliz-
zate gi nel 2010.
Gli omosessuali italiani che sperano di
sposarsi hanno anche altre soluzioni sim-
boliche. Tra queste c il sito Matrimonio
gay online, dove le coppie dello stesso ses-
so possono compilare un modulo e seguire
le istruzioni, che comprendono un bacio
obbligatorio con una versione della mar-
cia nuziale di Mendelssohn come musica
di sottofondo. Il sito ospita anche una peti-
zione per la legalizzazione delle unioni tra
persone dello stesso sesso. Da dicembre
scorso, quando il servizio diventato ope-
rativo, i matrimoni via internet sono stati
una trentina, dice Gabriele Tiraboschi, il
portavoce dellassociazione che gestisce il
sito. Anche se solo online, comunque
un modo per dire: Eccomi, sono qui, que-
sto ci che voglio, spiega.
Intanto c qualche segnale di apertura
sulla questione da parte del parlamento
che si insediato il 15 marzo 2013. La mini-
stra delle pari opportunit, Josefa Idem, ha
annunciato in diverse occasioni la sua in-
tenzione di battersi per la parit di diritti
delle coppie gay, ed probabile che il dise-
gno di legge contro lomofobia, frmato da
oltre un terzo dei deputati, sia approvato.
La presidente della camera dei deputa-
ti, Laura Boldrini ha dichiarato il 17 maggio
in un discorso ufciale che in Italia la cul-
tura maschilista e omofoba ancora difu-
sa e si detta favorevole al riconoscimen-
to giuridico delle unioni tra persone dello
stesso sesso. Ma per i matrimoni veri e pro-
pri, le cose rischiano di essere pi difcili,
anche se la societ si evoluta, dice Ivan
Scalfarotto, un parlamentare del Partito
democratico che ha presentato un disegno
di legge su questo tema. Mi accontenterei
dellintroduzione delle unioni civili, pro-
segue Scalfarotto, per vorrei lo stesso
sapere perch pago le stesse tasse, senza
poter esercitare gli stessi diritti degli altri
cittadini. ma
Dallalto in basso: Roma, 22 maggio
2013. Giuseppe Ilaria e Massimiliano
Benedetto nella loro casa prima della
cerimonia. Amici e parenti durante il
matrimonio in un albergo romano.
I nostri politici non
hanno il coraggio
di combattere questa
battaglia
30 Internazionale 1002 | 31 maggio 2013
Visti dagli altri
Non un paese
per bambini
Oltre 720mila bambini vivono in
povert: non hanno cibo, vestiti
e cure mediche. Il rapporto
di Save the children sulla
condizione dellinfanzia in Italia
Barbie Latza Nadeau, The Daily Beast, Stati Uniti
S
econdo lultimo rapporto di Save
the children, Allarme infanzia, in
questo momento lItalia uno dei
paesi peggiori dEuropa in cui es-
sere bambini, con 720mila minori che vivo-
no in assoluta povert.
In termini pratici, signifca che questi
bambini non hanno abbastanza da man-
giare, non usufruiscono dellassistenza
sanitaria di base, compresi i vaccini pi im-
portanti e i controlli alludito e alla vista.
Inoltre in molti casi non vanno a scuola o
se ci vanno sono troppo afamati o turbati
per concentrarsi. Signifca anche che non
vivono la loro infanzia come dovrebbero
poter fare, perch sono troppo occupati a
sopravvivere.
Lultimo rapporto di Save the children
per lItalia a dir poco deprimente. Il 20
maggio long ha organizzato manifestazio-
ni di protesta in sedici citt, facendo sflare
i bambini davanti ad alcuni dei pi impor-
tanti monumenti del paese. Davanti alla
torre di Pisa portavano sagome di cartone
di bambini a rappresentare la generazione
perduta del paese e cartelli con scritte come
Ci avete rubato il futuro e Ci state ru-
bando il cibo. Liniziativa, che continuer
fno al 5 giugno con manifestazioni di sensi-
bilizzazione in tutto il paese, vuole essere
un campanello dallarme per i politici.
Gli organizzatori sostengono che se non
si interverr al pi presto, un numero sem-
pre maggiore di bambini e adolescenti ita-
liani rischier di avere un futuro senza spe-
ranza. LItalia molto al di sotto della me-
dia europea in base ai dodici indicatori so-
cioeconomici standard per linfanzia. Tra
questi ci sono il livello di nutrizione, lac-
cesso regolare allistruzione, linclusione
sociale, le condizioni economiche generali
e le opportunit di lavoro future. In Europa,
solo la Grecia e la Bulgaria hanno una situa-
zione peggiore. Siamo preoccupati per il
futuro dei bambini di questo paese, ha di-
chiarato Valerio Neri, direttore generale di
Save the children Italia. In base a tutti gli
indicatori, le prospettive dei ragazzi italiani
sono estremamente negative.
Istruzione negata
La crisi economica complica le cose. Il rap-
porto di Save the children denuncia un pre-
occupante tasso di abbandono scolastico, il
che signifca che la crisi attuale si ripercuo-
ter anche nei prossimi anni, quando i bam-
bini italiani diventeranno adulti e rischie-
ranno di essere poco istruiti e senza alcuna
specializzazione. Un ragazzo su cinque il
18 per cento degli adolescenti lascia la
scuola dopo le medie, intorno ai 14 anni,
per andare a lavorare nel mercato nero o
nellazienda di famiglia, o per occuparsi dei
fratelli pi piccoli, per permettere ai genito-
ri di guadagnarsi da vivere. La media euro-
pea del 10 per cento. A volte lasciano la
scuola perch i genitori non riescono pi a
pagare i libri, i pasti e il trasporto o peggio
ancora perch si vergognano di non avere
vestiti e scarpe adeguati. Tra quelli che
completano il corso di studi superiore, solo
una minima parte, meno del 30 per cento,
si iscrive alluniversit. E se riescono a fni-
re luniversit, devono afrontare un tasso
di disoccupazione che per i laureati intor-
no al 40 per cento. Alla luce di queste stati-
stiche, non c da stupirsi se, a livello di op-
portunit educative, lItalia al quartulti-
mo posto in Europa, seguita solo da Malta,
Portogallo e Spagna. Ma forse la cosa pi
grave che emerge dal rapporto di Save the
children che lo stato italiano ha pratica-
mente abbandonato i suoi giovani. LItalia
ventiduesima su 27 nella lista degli stati
che non garantiscono servizi adeguati per i
bambini. Solo due su dieci frequentano nidi
e asili pubblici, per cui spesso i genitori non
possono lavorare perch devono occuparsi
di loro. A parte i servizi, in Italia stanno di-
minuendo anche i parchi giochi e gli spazi
verdi a causa della cementifcazione dovu-
ta allespansione delle industrie. Save the
children calcola che sette bambini italiani
su cento crescono vicino a fabbriche inqui-
nanti. E quando ci sono i servizi, spesso le
famiglie sono troppo povere per ofrire ai
loro fgli le opportunit pi basilari. Nellul-
timo anno, quasi il 20 per cento di loro non
mai stato al cinema, e pi del 25 per cento
non pratica nessuno sport, anche perch la
crisi ha costretto le scuole a tagliare i pro-
grammi sportivi. Pi del 33 per cento dei
ragazzi italiani dai 6 ai 17 anni non ha mai
usato internet e quasi il 36 per cento non ha
mai usato un computer. Ma la cosa pi gra-
ve che il 39,5 per cento non ha mai letto un
libro.
Save the children, e altre ong, hanno av-
viato una serie di iniziative di base nelle
citt pi povere. In alcuni casi, come a Bari,
ofrono assistenza gratuita ai bambini per
permettere alle madri di cercare un lavoro.
Altri programmi mirano alla costruzione di
parchi giochi nei quartieri dove i ragazzi
che non vanno a scuola possano incontrarsi
e socializzare, per sviluppare le capacit
linguistiche e aprirsi a nuove idee. In Italia
si moltiplicano le iniziative per insegnare ai
genitori come nutrire correttamente i bam-
bini anche con risorse limitate.
Save the children ha chiesto ai genitori
di scrivere un messaggio sul futuro dei loro
figli da postare sul sito della campagna.
Uno dei pi commoventi recita: I bambini
sono le creature pi pure che esistono
hanno diritto di vivere in pace e, soprattut-
to, noi abbiamo il diritto di fare limpossibi-
le per realizzare i loro sogni. Purtroppo, in
alcune zone dItalia, sopravvivere allinfan-
zia diventato lostacolo pi difcile da su-
perare. bt
Da sapere
Spesa per la protezione sociale di famiglie
e minori, percentuale del pil
Fonte: Save the children
1. Danimarca
2. Lussemburgo
3. Irlanda
4. Finlandia
5. Svezia
18. Italia
19. Grecia
20. Lettonia
%
5,3
3,8
2,9
2,8
2,6
1,1
0,7
0,7
Internazionale 1002 | 31 maggio 2013 31
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Italia vive una gravissima crisi
economica, politica e sociale.
Una situazione che non attira
maggiore attenzione solo per-
ch allinterno dellUnione europea ci sono
altri paesi in condizioni peggiori. Quel che
certo che da una decina danni lItalia
combina una diminuzione del pil con una
crescita bassissima, mentre i cittadini non
credono pi ai politici. Nel frattempo la for-
za lavoro, con un tasso di disoccupazione
che secondo lUnione europea arriver al 12
per cento nel 2014, cerca delle alternative
per sopravvivere. Alcuni lavoratori italiani
si sono uniti alla lotta per lautogestione
delle fabbriche, come gi successo in Gre-
cia, in Spagna e negli Stati Uniti, sulla base
dellesperienza argentina delle fabbriche
recuperate. Il caso pi importante quello
dello stabilimento della Mafow, a Trezza-
no sul Naviglio, vicino a Milano, la citt
simbolo dellindustria italiana.
La vicenda simile a quella di tante altre
aziende che hanno subto una cura di tagli
sulla base delle ricette neoliberiste. La sto-
ria di questa fabbrica, che produceva com-
ponenti per grandi case automobilistiche,
cominciata nel 1973. Dopo diversi passaggi
di propriet iniziati nel 1999 e in seguito alla
crisi che ha colpito anche uno dei principali
clienti, la Bmw, il numero dei dipendenti
sceso da mille a 330. Nel 2009 il tribunale di
Milano ha dichiarato limpresa insolvente e
i lavoratori hanno reagito occupando la fab-
brica. Nel 2010 la ditta passata nelle mani
del gruppo polacco Boryszew, che si era im-
pegnato ad acquistare a condizione che il
numero di dipendenti fosse ridotto a ottan-
ta. Il gruppo polacco non ha mai pagato gli
stipendi dovuti ai dipendenti e nel dicem-
bre del 2012 la fabbrica ha chiuso defnitiva-
mente i battenti.
Il gruppo Occupy Mafow, nato nel 2009
quando i lavoratori si sono resi conto che la
strategia imprenditoriale stava portando
Fabbriche occupate
per resistere alla crisi
A Trezzano sul Naviglio un
gruppo di ex dipendenti della
Mafow ha creato una
cooperativa per riconvertire i
vecchi stabilimenti. Seguendo
lesempio dei lavoratori argentini
Esteban Magnani e Marco Semenzin,
Pgina 12, Argentina
alla riduzione e alla chiusura delle attivit,
ha proposto a tutti i dipendenti di creare
una cooperativa. Con il sostegno della Con-
federazione unitaria di base (Cub), dellex
senatore di Rifondazione comunista Luigi
Malabarba e di alcuni statali, nel marzo del
2013 dieci lavoratori hanno creato la coope-
rativa Ri-Mafow, un progetto di riciclaggio
industriale allinterno della stessa fabbrica.
Il loro obiettivo riavviare lattivit produt-
tiva e sostituirla con unaltra di maggiore
utilit sociale, soprattutto di riciclaggio e
riuso di materiali elettronici. Cercano an-
che di usare gli spazi per lavorare con picco-
li agricoltori biologici locali che potranno
usare la fabbrica come mercato per i loro
prodotti. Il movimento nato nella fabbrica
potrebbe anche servire a difondere questo
modello nella zona.
Una rete internazionale
In questo momento la cooperativa, a cui
hanno gi aderito diciassette lavoratori, sta
cercando il capitale necessario per la ricon-
versione. I soldi potrebbero arrivare dal ri-
ciclaggio delle rimanenze della vecchia
fabbrica. La cooperativa ha ottenuto dallat-
tuale proprietario, la banca UniCredit, il
permesso di usare gli spazi della fabbrica. I
lavoratori si considerano parte di Rivolta il
Debito, un movimento che si oppone
allidea che il debito pubblico creato dagli
speculatori e dai banchieri ricada sulle spal-
le dei lavoratori. Maria Rosa, una delle lavo-
ratrici della cooperativa, spiega: Il padrone
se n andato, ha cacciato tutti, rubando il
marchio della fabbrica e gli ordini della
Bmw ottenuti grazie alla nostra professio-
nalit. Per noi riappropriazione significa
riprenderci gli impianti abbandonati. Li
consideriamo nostri perch abbiamo sem-
pre lavorato qui e devono esserci assegnati
come risarcimento sociale.
Internet ha contribuito a questa nuova
modalit di lotta sociale, perch ha dato vi-
sibilit a notizie che di solito non arrivano
sui giornali. Questo storie sono diventate
fonte di ispirazione per altre persone. Do-
natella, una donna che vive dei sussidi di
disoccupazione, aferma: Ci siamo ispirati
allesperienza delle imprese recuperate in
Argentina, in Spagna e in Grecia, ma anche
alla storia delle societ di mutuo soccorso
in Italia. un piccolo caso in termini quan-
titativi, ma molto importante dal punto di
vista simbolico, perch stimola un dibattito
che le societ europee non sembravano es-
sere in grado di riprendere. fr
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Trezzano sul Naviglio, Milano. Gli stabilimenti della Mafow, 16 maggio 2013
Le opinioni
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immagine importante. Questa pri-
mavera, lagenzia brasiliana Star mo-
dels ha lanciato una campagna per
mostrare alle ragazze quanto orribile
lanoressia. Dopo la morte di due fa-
mose modelle sudamericane per ano-
ressia, si potrebbe considerare questiniziativa un mo-
do per ripulire il proprio marchio e farsi un po di pubbli-
cit. Troppo cinico? Non direi: di recente si perfno
scoperto che alcune agenzie reclutavano le modelle in
una clinica svedese per disordini alimentari.
Intanto la nuova campagna pubblicitaria della Dove
usa ritratti basati sulle descrizioni degli altri per dimo-
strare alle donne che si sottovalutano. La Dove appar-
tiene allUnilever, una societ miliarda-
ria che non si fa scrupoli nellusare in
modo sessista e fascista il corpo in altre
pubblicit. Fabbrica anche una linea di
prodotti per dimagrire rapidamente e
vende una sorta di candeggina alle don-
ne di colore per diventare pi bianche
bruciandosi la pelle. Le industrie della
moda, della bellezza e dei cosmetici non
hanno interesse a migliorare limmagine
delle donne. Giocare sulle loro insicurez-
ze per vendere prodotti un vecchio truc-
co, ma nella pubblicit c una nuova
tendenza pi cinica che da un lato propone stereotipi
irraggiungibili e dallaltro ofre rimedi tranquillizzanti.
Noi non siamo come tutti gli altri, sussurrano questi
spot. Pensiamo che tu sia carina cos come sei. Ora
compra la nostra crema e sorridi. Il messaggio comun-
que che per essere felici le donne devono sentirsi bel-
le, e ovviamente essere belle aiuta.
Parliamoci chiaro: noi donne non sofriamo di di-
sordini alimentari, non ci facciamo del male da sole e
non abbiamo problemi con la nostra immagine perch
siamo stupide. La bellezza e luso fascista del corpo non
sono solo nella nostra testa, infuiscono sulla nostra vi-
ta, a qualsiasi et, qualunque sia il nostro aspetto, e non
solo quando apriamo una rivista patinata. La nostra so-
ciet ama parlare di bellezza e di peso corporeo. Quello
a cui non si accenna mai limportanza che si attribui-
sce allaspetto fsico per tenere le donne di tutte le et e
di tutte le classi sociali al loro posto. Per un uomo met-
tersi un vestito decente e farsi la barba basta per dar
prova di essersi impegnato. Le donne invece devono
sofrire e perdere tempo e denaro per tagliarsi, decolo-
rarsi e tingersi i capelli, depilarsi, strapparsi le sopracci-
glia, morire di fame, andare in palestra e scegliere vesti-
ti che trasmettono il messaggio giusto senza farle sem-
brare manichini da vetrina. I disturbi alimentari come
lanoressia e la bulimia non sono solo malattie mentali
gravi ma sono lultima battaglia di una guerra che le
donne e le ragazze combattono per quasi tutta la vita.
Le industrie della moda, delle diete e della bellezza in-
gigantiscono pregiudizi sociali gi esistenti istigando le
donne a morire di fame, a sprecare tempo, energie e
soldi nel disperato tentativo di somigliare a uno stereo-
tipo di bellezza che ogni anno diventa pi angusto.
Alcuni studi hanno dimostrato che, a tutti i livelli, le
donne che pesano di meno sono pagate di pi per lo
stesso lavoro e hanno maggiori probabilit di fare car-
riera. In politica, negli afari e nelle arti, gli uomini al
potere sono liberi di ingrassare e di essere sciatti ma, se
mirano a un posto di prestigio, le donne sono giudicate
per il loro aspetto, e di solito o siamo trop-
po brutte o troppo carine per avere qual-
cosa da dire. La bellezza sempre stata
una questione di classe, soldi, potere e
privilegi. Alle ragazze viene insegnato
che essere magre e carine lunico modo
sicuro per fare strada nella vita, anche se
evidentemente non cos.
difficile sentirsi a proprio agio in
questa cultura tossica della bellezza. Fin-
ch grassa sar la cosa peggiore che si
potr dire di una donna, chiunque di noi
avr il coraggio di dire la verit su quello
che sta succedendo sar defnita grassa, che lo sia o me-
no. Il concetto di grasso soggettivo e sociale, ed
lofesa che viene pi spesso rivolta a una donna che
cerchi di farsi valere, fsicamente o politicamente. An-
che la ragazza pi magra e pi bella sar defnita brutti-
na se quello che esce dalla sua bocca minaccia i privile-
gi maschili, ecco perch tutte le femministe sono eti-
chettate come brutte e grasse. Questa cultura prefe-
risce sempre le donne che occupano meno spazio pos-
sibile.
Pi che combattere per il diritto di ogni donna a sen-
tirsi bella, mi piacerebbe veder tornare un femminismo
che dice alle donne e alle ragazze che va bene anche
non essere carine e beneducate. Che forse le donne in-
signifcanti, grasse, vecchie, diversamente abili o che se
ne infschiano del proprio aspetto perch sono troppo
impegnate a salvare il mondo o a sistemare il cassetto
dei calzini hanno diritto a occupare lo stesso spazio di
chiunque altro. Penso che, se vogliamo prenderci cura
della prossima generazione di ragazze, dovremmo ras-
sicurarle dicendogli che il carattere pi importante
della bellezza e lo sar sempre e che, anche se non sono
snelle e graziose, sono comunque degne di rispetto.
Tutti gli uomini hanno questo diritto e sarebbe ora che
cominciassimo a rivendicarlo anche noi. bt
La bellezza
non conta
Laurie Penny
LAURIE PENNY
una giornalista
britannica.
columnist del
settimanale New
Statesman e
collabora con il
Guardian.
Pi che combattere
per il diritto di ogni
donna a sentirsi
bella, mi piacerebbe
veder tornare un
femminismo che
dice alle donne e alle
ragazze che va bene
anche non essere
carine e beneducate
Le opinioni
34 Internazionale 1002 | 31 maggio 2013
L
e cose vanno male, dicono in molti, con-
siderando i licenziamenti e il peggiora-
mento delle condizioni di lavoro. Il gior-
nalismo per non mai stato cos impor-
tante. In una societ dove il potere poco
trasparente e i cittadini hanno perso f-
ducia nelle istituzioni, laccesso alle informazioni e a
una rigorosa interpretazione dei fatti una condizione
fondamentale per poter assumere il controllo delle no-
stre vite. Se con giornalismo intendiamo la ricerca,
lanalisi e la distribuzione delle informazioni, non pos-
siamo parlare di crisi del giornalismo, ma
di una sua trasformazione. A essere in
crisi il modello dimpresa dei mezzi di
comunicazione, ormai obsoleto. Soprat-
tutto quello della carta stampata, che
non sa come afrontare la concorrenza di
internet, se non facendo pagare laccesso
ai contenuti online, un metodo che non
funziona perch spinge migliaia di lettori
verso altri canali dinformazione. Oggi
quasi tutti i giornali sono insostenibili da
un punto di vista fnanziario e sopravvi-
vono grazie a sussidi pubblici o allaiuto
di grandi gruppi che li usano come piattaforma di lan-
cio per strategie multimediali di business. La tv regge
meglio, anche se in fase di transizione, in attesa che
scompaia la generazione che ha passato una vita a guar-
darla.
vero, restano alcuni canali pagati soprattutto dai
contribuenti, come la Bbc. Per questo la difesa della tv
pubblica diventa fondamentale per la democrazia
dellinformazione. Lo sviluppo di internet sulle piatta-
forme mobili obbliga la tv ad adattarsi, da un punto di
vista tecnologico e imprenditoriale, allera dellautoco-
municazione di massa che ha ormai sostituito la comu-
nicazione di massa, il feudo della tv generalista. La
principale fonte di guadagno della tv la pubblicit, che
sta investendo sempre di pi su internet, dove riesce a
raggiungere un maggior numero di persone a minor
costo. La pubblicit ha faticato ad adattarsi a un mezzo
di comunicazione interattivo, ma le nuove strategie
stanno funzionando e rendendo la rete redditizia.
Il giornalismo, per, ben pi della somma dellin-
dustria dei mezzi di comunicazione. Il giornalismo un
bene comune e deve essere considerato come tale.
quello che consente alla societ di essere una societ
che comunica e non solo un insieme di individui poten-
zialmente autistici. In questo senso, il giornalismo oggi
pi vivo che mai. In rete, linformazione prodotta,
interpretata e distribuita su vastissima scala e in diversi
formati. Il citizen journalism che permette a ciascuno di
creare un suo canale (un blog o una semplice presenza
in rete) non minaccia, ma integra il giornalismo profes-
sionale. A patto che, come fanno la Bbc o il Guardian,
questa valanga di informazioni sia organizzata, fltrata
e interpretata con professionalit. Anche perch, visto
che nellera di internet impossibile nascondere le in-
formazioni, la censura interna dei mezzi di comunica-
zione molto pi difcile, e lindipendenza del profes-
sionista ne esce raforzata.
In un recente studio in collaborazione con Bregtje
van der Haak, ex direttrice della tv pubblica olandese,
e con il premio Pulitzer Michael Parks,
abbiamo scritto come i giornalisti oggi
abbiano bisogno della collaborazione di
specialisti e di accedere alle pi varie
fonti di informazione che nascono co-
stantemente su internet e sui database
digitali. Cos nato un giornalismo in re-
te, in cui tutta la rete a produrre e a di-
stribuire le informazioni, anche grazie
alla collaborazione di diversi specialisti,
e per il quale verifcare linformazione
diventa fondamentale. Questa evoluzio-
ne non sminuisce la professione del gior-
nalista, anzi: qualcuno deve riunire e interpretare tutte
le informazioni in tempo reale. Questo qualcuno un
professionista in grado di farlo con indipendenza di
giudizio, che non equivale alla neutralit, ma al rigore e
alla trasparenza sulla prospettiva da cui data uninfor-
mazione. Al giornalismo professionale, in un mondo
travolto dalle informazioni, restano la credibilit e la
qualit dellanalisi. Solo se il giornalismo non risponde-
r a questi due criteri potremo parlare di una sua crisi.
Oggi siamo ormai in grado di rendere automatico il
lavoro di routine del giornalista, quello che consiste nel
raccogliere le informazioni, organizzarle, scriverle e
difonderle. Lesperto di intelligenza artifciale Kris
Hammond, a Chicago, ha creato unimpresa, Narrative
Science, in cui dei robot possono scrivere articoli senza
lintervento umano, soprattutto sulla fnanza o lo sport.
Ci mancava solo questo, potremmo dire. Io per non
sono daccordo. Se la routine pu essere automatizzata
e le informazioni arrivano da canali diversi, diventano
fondamentali la qualit dellanalisi e la garanzia di pro-
fessionalit. Per questo licenziando i giornalisti le
aziende uccidono la gallina dalle uova doro. Se i mezzi
di comunicazione non sapranno dare alla gente ci che
non in grado di fare da sola, le informazioni saranno
semplicemente autogestite in modo collaborativo dai
cittadini. Il giornalismo non morto, sta rinascendo. A
meno che non lo uccidano i grandi gruppi di comunica-
zione. fr
Il giornalismo
rinasce
Manuel Castells
MANUEL

CASTELLS
un sociologo
spagnolo che insegna
allUniversity of
Southern California.
Il suo ultimo libro
pubblicato in Italia
Reti di indignazione e
speranza (Universit
Bocconi editore
2012).
Se per giornalismo
intendiamo il saper
trovare, analizzare e
distribuire delle
informazioni, non
possiamo parlare
oggi di crisi del
giornalismo, ma di
una sua
trasformazione
36 Internazionale 1002 | 31 maggio 2013
Il grande gioco
In copertina
N
essuno cammina per le
strade di Doha. Sui suoi
larghi viali circola un tri-
pudio di automobili, tra
cui una Rolls-Royce co-
lor salmone che ho visto
passare varie volte. Gli unici che si vedono
per strada sono gli operai edili che, con la
testa coperta da un pezzo di stofa, costrui-
scono strade e palazzi sotto il sole cocente.
Le passeggiate si fanno nei centri commer-
ciali, come il City Center, dove i turisti co-
me me possono incontrare le normali fami-
glie qatariote. Gli uomini vestiti di bianco,
le donne di nero, i bambini con abiti frmati
una lenta passeggiata tra i negozi dei mar-
chi pi prestigiosi. Mentre mi sofermo a
guardare le persone che pattinano sul
ghiaccio nella hall del centro commerciale,
un uomo mi sorride. Gli chiedo perch nes-
suno cammina per strada. Il suo sorriso di-
venta ironico: Che bisogno c di cammi-
nare se puoi guidare?.
Gli abitanti del Qatar possono permet-
tersi di guidare. Il reddito pro capite sti-
mato in 103mila dollari e, se si aggiungono
tutti i vantaggi riservati alle circa 250mila
persone con la cittadinanza qatariota, sale
a 400mila dollari. Spiccioli, se si considera
che il valore delle riserve di gas naturale del
Qatar aumenta man mano che il mondo
dellindustria cerca di passare ai carburanti
alternativi. I proventi del gas naturale am-
montano a trenta miliardi di dollari allanno
e il tasso di crescita del Qatar si attesta in-
torno al 20 per cento. A diferenza di Dubai,
il modernismo desertico di Doha si basa pi
sui gasdotti che sulla speculazione edilizia.
Tra il Museo di arte islamica (progettato
dallarchitetto sinoamericano Ieoh Ming
Pei) e lhotel Four seasons, il vecchio lungo-
mare tiene a distanza i palazzi in vetro e ac-
ciaio. Ma, poco lontano, le futuristiche torri
dellazienda QatarGas dominano lo skyline
di Omar al Mukhtar street (ribattezzata nel
2011 in onore delleroe libico per il ruolo che
il Qatar ha avuto nella rivolta in Libia). Que-
sta una civilt costruita sul gas.
Le rendite del gas hanno permesso
allemiro Hamad bin Khalifa al Thani di
comprare, nel marzo del 2013, sei isole gre-
che per 8,5 milioni di euro. I venditori le pro-
ponevano come il luogo ideale per aprire un
resort di lusso. Lemiro, invece, con le sue
tre mogli e i suoi 24 fgli (con relative fami-
glie e domestici) vuole usarle come luogo di
villeggiatura privato. I claustrofobici codici
sociali del golfo Persico spingono i reali a
cercare il divertimento altrove (a Monaco o
a Londra). Nessuno pu biasimarli se vo-
gliono rilassarsi. Tuttavia sarebbe meglio
se potessero permetterselo non solo tutti i
cittadini dellemirato ma, soprattutto, an-
che quelli che lavorano per loro.
I qatarioti ricorrono a vari tipi di lavoro a
contratto per avere la loro vita agiata. A pro-
teggerli ci sono i diecimila soldati statuni-
tensi di stanza nella base aerea Al Udeid, la
pi grande struttura degli Stati Uniti nella
regione. A meno che non si voglia guidare
per unora nel deserto, questi soldati riman-
gono invisibili mentre garantiscono al Qa-
Vijay Prashad, Frontline, India
Foto di Isabelle Eshraghi
Dal calcio spagnolo alle armi per i ribelli siriani,
il Qatar investe in tutto il mondo le enormi quantit
di denaro che derivano dalle riserve di gas naturale
e dallo sfruttamento della manodopera a basso
prezzo dei lavoratori migranti. Ma fn dove vuole
spingersi lemirato?
tar una difesa permanente pi efcace delle
Forze scudo della penisola (le truppe del
Consiglio di cooperazione del golfo) o dello
stesso esercito del Qatar, formato di recen-
te. LIran dista soltanto 480 chilometri.
Quando ero a Doha ho noleggiato uno
degli onnipresenti taxi blu e ho chiesto
V
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H
O
T
O
M
A
S
I
Internazionale 1002 | 31 maggio 2013 37
gioco del Qatar
allautista di percorrere la strada che porta
verso la base statunitense. Ma non ci siamo
allontanati molto. Il tassista ha deciso di
portarmi allOmani suq, vicino al mercato
allingrosso. Il mio tassista era del Bangla-
desh (altri vengono dallEgitto, dallIndia e
dalle Filippine). Mentre ci allontanavamo
dalle strade pi battute di Doha, mi ha rac-
contato la sua storia, che somiglia a quella
di tanti altri. A Dhaka aveva frmato un con-
tratto in cambio di un certo salario, ma al
suo arrivo in Qatar ha scoperto che non era
pi valido. Cos ha dovuto frmarne un altro
per met della paga e ha dovuto consegnare
i suoi documenti al capo (la prima moglie
dellemiro). Gli ho chiesto di parlarmi degli
altri lavoratori, muratori e domestici. Mi ha
confermato quello che avevo gi sentito da
un autista egiziano, e da un autista e un ope-
raio indiani: le procedure del reclutamento
allestero sono sempre le stesse. Non vedo
Doha, novembre 2012
In copertina
lora che il mio contratto fnisca, mi ha con-
fessato. Cerca di risparmiare tutto quello
che guadagna, destina una cifra modesta
alle spese quotidiane e un po di soldi li
manda alla famiglia per le necessit pi
strette usando i servizi di trasferimento del-
le rimesse che applicano tassi da usurai. Il
resto fnisce in un deposito bancario di cui si
preoccupa moltissimo: Che tipo di impre-
sa dovrei avviare? Un negozio o un servizio
di taxi?.
Lavoratori in trappola
Secondo Human rights watch (Hrw), in Qa-
tar pi di un milione di lavoratori migranti
intrappolato nel sistema della kafala (spon-
sorizzazione). Nel Rapporto di Hrw del 2013
si legge che la kafala vincola la residenza
legale di un lavoratore migrante al suo dato-
re di lavoro o sponsor. Gli stranieri non
possono cambiare lavoro senza il consenso
del loro garante, se non in casi eccezionali e
con il permesso del ministero dellinterno.
Se un lavoratore lascia il suo sponsor, per
esempio se subisce abusi, questultimo pu
denunciarlo per diserzione, condannan-
dolo al carcere o alla deportazione. Per
uscire dal Qatar, i migranti devono ottenere
un visto duscita dal loro sponsor ma, come
denunciano alcuni lavoratori, a volte gli vie-
ne negato. A quel punto i migranti non han-
no modo di sporgere denuncia o ottenere
giustizia. Inoltre, le leggi sul lavoro non si
applicano ai collaboratori domestici, in
gran parte donne, a cui sono negati diritti di
base come il limite allorario di lavoro e il
giorno libero settimanale.
Con il taxi siamo passati vicino Barwa al
Baraha, unimponente citt in costruzione
che dovrebbe ospitare i lavoratori di Doha.
Il mio tassista non prevede di trasferirsi l in
tempi brevi. Non chiaro a quali lavoratori
lo stato conceder il permesso di residenza.
Come molte altre cose in Qatar, la difcile
condizione di vita degli immigrati eviden-
te e viene sfruttata a proprio favore nella
sorprendente strategia di promozione
dellemirato. Lastuta Sheikha Mozah bint
Nasser al Missned, seconda moglie
dellemiro e principale ideatrice del mar-
chio Qatar, ha creato la Qatar foundation
on combating human trafcking e nel 2002
lemiro ha inaugurato la commissione na-
zionale per i diritti umani. Con una sempli-
ce frma il sovrano potrebbe mettere fuori
legge il sistema della kafala, ma sarebbe
troppo faticoso. Meglio mantenere intatte
le condizioni che permettono ai qatarioti di
condurre una vita lussuosa e creare piutto-
sto delle docili organizzazioni non governa-
tive, che si limitino a lanciare rimproveri nel
caso di un incidente troppo grave e a con-
vincere gli hotel a organizzare serate di gala
a favore dei migranti cio per gli stessi ca-
merieri e addetti alle pulizie che lavorano in
quegli eventi.
La tv Al Jazeera naturalmente una par-
te importante del marchio Qatar. E non so-
no solo i suoi detrattori a denunciare il con-
trollo delle autorit qatariote sullemitten-
te. Alcuni giornalisti che ci lavorano parlano
di episodi di censura. Non si potevano criti-
care i ribelli libici n ora quelli siriani, e non
si pu parlare delle condizioni dei lavorato-
ri migranti. Nel settembre del 2011 il rispet-
tato direttore di Al Jazeera, Wadah Khanfar,
si dimesso dopo aver contribuito a costrui-
re la reputazione del canale. Khanfar era
stato lartefce del posizionamento del ca-
nale a favore della nuova leadership libica
e, in particolare, dellex primo ministro del
governo di transizione Mahmud Jibril. Il
palazzo tuttavia voleva assumere il pieno
controllo del canale e Khanfar stato sosti-
tuito con Ahmed bin Jassim al Thani, un ex
dirigente della QatarGas senza esperienza
giornalistica.
Mentre mi trovavo a Doha, il primo mi-
nistro (dal 2007) e ministro degli esteri (dal
1992) Hamad bin Jassim al Thani ha detto
di essere deluso dalla reticenza occidentale
ad adottare il modello dellintervento libico
in Siria. Lui vuole armare i ribelli. Per que-
sto il Qatar ha espulso il personale diploma-
tico siriano e allacciato pieni rapporti con
lopposizione. Nel quartiere di Qutaifya,
non lontano dallambasciata libica, sorge la
nuova ambasciata siriana. Allingresso non
ci sono controlli di sicurezza. Entro senza
problemi e chiedo di vedere Nizar al Hara-
ki, lambasciatore per la Coalizione nazio-
nale siriana delle forze rivoluzionarie e di
opposizione, o un suo portavoce. Luomo
alla reception, Mohammed, mi passa una
fotocopia con un numero di telefono e un
indirizzo email, e mi chiede di telefonare a
Omar Adlabi, un poeta, che si fatto una
buona reputazione quando stava a Beirut.
I ribelli siriani non si preoccupano della
contraddizione di ricevere sostegno da un
regime autoritario (che alla fne del 2012 ha
mandato in carcere il poeta Mohammad
ibn al Dheeb al Ajami per aver criticato
lemiro). Vogliono la loro rivoluzione, a pre-
scindere da dove provengano gli aiuti. Na-
turalmente il Qatar ha i suoi interessi. Ha
fnanziato i Fratelli musulmani in tutto il
Nordafrica e in Siria. La Fratellanza il vei-
colo preferito dellemirato e per i Fratelli
musulmani lunica esigenza democratica
poter svolgere un ruolo politico nei paesi
38 Internazionale 1002 | 31 maggio 2013
Da sapere Gli investimenti qatarioti nel mondo
Madagascar
Terre coltivabili
Australia
Terre coltivabili,
Allevamenti
Kenya
Terre coltivabili
Cambogia
Terre coltivabili
Ucraina
Terre coltivabili
Turchia
Infrastrutture
portuali
Cina
Terre coltivabili,
Comunicazioni,
Finanza,
Russia
Miniere
Singapore
Alberghi
Sudan
Terre coltivabili
Egitto*
QATAR
*Il Qatar sostiene
economicamente i governi
rivoluzionari di Egitto
e Tunisia
Tunisia*
Sudafrica
Terre coltivabili
Brasile
Zucchero,
Terre coltivabili
Francia
Sport, lusso, alberghi,
immobiliare, energia
Germania
Automobili
Grecia
Energia, fnanza
Italia
Lusso, alberghi
Paesi Bassi
Energia
Portogallo
Energia
Regno Unito
Immobiliare,
lusso, fnanza,
grandi magazzini
Spagna
Energia, sport,
immobiliare
Svezia
Immobiliare
Svizzera
Alberghi, energia,
fnanza, sport
Argentina
Terre coltivabili
Algeria
Fertilizzanti
Leconomia del Qatar ancora strettamente dipendente dal gas naturale, di cui il paese
detiene le maggiori riserve a livello mondiale dopo Russia e Iran (dati Opec 2012). Per
diversifcare le sue attivit Doha ha creato nel 2005 la Qatar investment authority, un fondo
di investimento da 115 miliardi di dollari che ha interessi in tutto il mondo.
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Da sapere
Popolazione
totale
1,7
milioni
Cittadini
225mila
Fonte:
Human rights watch
Il Qatar ha 1,7 milioni di abitanti, tra cui 1,2
milioni di lavoratori migranti e migliaia di
apolidi. Per ottenere la cittadinanza bisogna
aver risieduto nel paese per 25 anni.
Internazionale 1002 | 31 maggio 2013 39
dove sono presenti. Il Qatar ha cercato di
essere un mediatore neutrale in una lunga
serie di confitti regionali (Yemen, Darfur,
Palestina), ma dopo la guerra in Libia ha
cominciato a presentarsi come parte di un
nuovo ordine regionale. Oggi Doha diven-
tata una stazione di posta per ribelli, un po
come la Londra dellottocento, quando Karl
Marx e la sua banda di canaglie europee
si trasferirono nella capitale imperiale, do-
ve furono lasciati in pace a patto di non in-
tralciare la monarchia e la politica estera
britannica.
Khaled Meshal, il leader dellorganizza-
zione islamica palestinese Hamas, ha la-
sciato il suo bunker fortifcato a Damasco
per una villa immersa nel verde alla perife-
ria di Doha. Perfno i taliban hanno rappre-
sentanti in citt, anche se non possono farlo
sapere (in un negozio afgano mi hanno rac-
contato che i taliban vorrebbero vedere
scritto sulla loro targa Repubblica islamica
dellAfghanistan, cosa che il Qatar, dietro
pressione degli Stati Uniti, non pu conce-
dere). Hamas si destreggia con astuzia tra la
Siria (di cui critica il regime) e lIran (che
tra i suoi principali sostenitori), un equili-
brismo che non riuscito n a Hezbollah n
al Qatar. Lemiro non pu permettersi di es-
sere troppo aggressivo con lIran, non solo
per la sua vicinanza, ma anche perch i due
pae si condividono uno dei pi vasti giaci-
menti di gas naturale del mondo. Un diplo-
matico qatariota mi ha detto che non tutti i
suoi colleghi sono soddisfatti della linea
adottata sulla questione siriana. Nuoce ai
siriani, ma anche ai rapporti tra il Qatar e
lIran.
Secondo il giornalista Paul McGeough,
autore del libro Kill Khalid, Meshal si allena
tutti i giorni nella palestra della villa di Ha-
mas, vestito con una tuta blu dellAdidas e
scarpe abbinate. Meshal marcia a passo
svelto sul tapis-roulant mentre discute del-
la mancata svolta nei rapporti con Israele.
Sono abituato a camminare perch sono
un contadino di Silwad, ha rivelato a Mc-
Geough, parlando del villaggio in Cisgior-
dania da cui la sua famiglia fu scacciata nel
1967. Come la maggior parte dei qatarioti, il
leader palestinese passeggia al chiuso.
Allesterno ci vanno solo i lavoratori mi-
granti, persone le cui vite vengono facil-
mente sacrifcate in incidenti sul lavoro o in
guerre spietate. gim
Mano tesa
ai ribelli siriani
Roula Khalaf e Abigail Fielding-Smith, Financial Times,
Regno Unito
Doha gioca un ruolo
importante in Siria, dove
fnanzia lopposizione politica
e alcune milizie. Uninchiesta
del Financial Times
A
breve distanza dai grat-
tacieli della baia occi-
dentale di Doha sorge
una villa moderna su cui
sventola la bandiera a tre
stelle della rivoluzione
siriana. la nuova ambasciata della Siria in
Qatar e non rappresenta il regime di Bashar
al Assad, ma i suoi oppositori. una sede
diplomatica unica nel suo genere ed stata
inaugurata due mesi fa da un ministro qata-
riota dopo una serrata azione di lobby con
cui Doha ha convinto i paesi della Lega ara-
ba a cedere il seggio siriano allopposizione.
I diplomatici che ci lavorano non hanno un
governo o un apparato burocratico al quale
fare riferimento per ofrire dei servizi ai si-
riani allestero. Non possono nemmeno
rinnovare un passaporto. Forse tra poco,
mugugna un giovane diplomatico fducio-
so. Ma il Qatar non un paese che si lasci
ostacolare da futili dettagli.
Linaugurazione dellambasciata un
gesto teatrale con cui il piccolo e ricchissi-
mo emirato esprime la sua posizione nella
crisi siriana. Nessun paese pu vantare pi
credito del Qatar nel sostenere i ribelli si-
riani. Che si tratti di inviare armi o denaro,
di mettere in atto pressioni o manovre di-
plomatiche, Doha sempre stata in prima
fla, riversando prontamente la sua ricchez-
za negli sforzi per far cadere Assad. Tutta-
via, mentre la rivolta pi sanguinosa del
mondo arabo prosegue per il suo terzo an-
no, il Qatar si trova invischiato in un confit-
to complesso e frammentato. La sua capa-
cit di infuenzarne il risultato sembra pi
ridotta e il paese sta diventando un capro
espiatorio di alto proflo per entrambe le
parti in confitto. Tra i numerosi ma fram-
mentati oppositori del regime siriano, il
piccolo stato del golfo Persico suscita rea-
zioni ambigue, spesso ostili. Nelle zone
della Siria sotto il controllo dei ribelli, pochi
sembrano rendersi conto delle enormi
somme di denaro inviate dal Qatar. A se-
conda delle fonti, le stime variano da uno a
tre miliardi di dollari. E tra i siriani si fa lar-
go limpressione che Doha usi le sue risorse
fnanziarie soprattutto per sviluppare una
rete di alleati tra i ribelli, preparandosi cos
a esercitare una forte influenza nellera
successiva alla caduta di Assad.
Khalid al Attiyah, viceministro per gli
afari esteri del Qatar nonch uomo di pun-
ta sulla Siria, liquida queste critiche come
voci di poco conto: Siamo uno stato, siamo
maturi. Se ci fossimo preoccupati di quello
che dicono gli altri, oggi non saremmo qui
e il Qatar non sarebbe cos ricco. Il ruolo
del Qatar in Siria, per, sembra eccezional-
mente importante per un paese che non ha
lesperienza diplomatica e lo status conso-
lidato della vicina Arabia Saudita, che agi-
sce con pi discrezione.
In un certo senso il fatto che il Qatar sia
cos esposto rifette la riluttanza dellocci-
dente a intervenire in Siria. Ma per Doha la
Siria anche lapice di una politica estera
opportunista, che ha visto lemirato pre-
sentarsi come paladino delle rivolte arabe
in Nordafrica e come amico di chi poi ri-
sultato vincitore: i partiti islamici.
Gli Al Thani, la famiglia al potere in Qa-
tar, non hanno afnit ideologiche o reli-
giose con organizzazioni islamiche come i
Fratelli musulmani in Egitto o il partito En-
nahda in Tunisia. Semplicemente non si
preoccupano troppo di quale religione pro-
fessino gli amici che possono tornare utili.
La maggior parte dei paesi del golfo Persico
ostile alle tendenze islamiste in atto nel
mondo arabo, ma una questione di poco
conto per uno stato come il Qatar, che ama
fare il bastian contrario. Allo stesso modo
gli Al Thani non sembrano particolarmente
LAUTORE
Vijay Prashad uno storico e giornalista
indiano che vive e insegna negli Stati Uniti.
In Italia ha pubblicato Storia del terzo mondo
(Rubbettino 2009).
40 Internazionale 1002 | 31 maggio 2013
In copertina
imbarazzati dalle contraddizioni di un regi-
me autoritario che fa il tifo per i rivoluzio-
nari. In Qatar si dice che se vedi uno tsu-
nami dirigersi verso di te, devi cavalcarlo e
non lasciare che ti travolga, commenta un
diplomatico occidentale.
Proprio questo tipo di dinamismo e di
propensione al rischio ha permesso a Doha
di agire come una potenza regionale, men-
tre fno a pochi anni fa era una nullit in
campo diplomatico. Ma lo stallo militare in
Siria ha anche messo in evidenza che alla
fine limprudenza e limpotenza politica
possono minare gli obiettivi del Qatar. I
qatarioti hanno allargato troppo il loro rag-
gio dazione. Il loro sistema si fonda su un
pugno di uomini al vertice e una burocrazia
quasi inesistente, commenta un altro di-
plomatico. Nel caso della Siria questi uomi-
ni sono stati lemiro Hamad bin Khalifa al
Thani, suo fglio e principe ereditario, Ta-
mim bin Hamad al Thani, il primo ministro
Hamad bin Jassim al Thani, e il vicemini-
stro Attiyah.
Soci in afari
Lemiro Hamad, 61 anni, al potere dal 1995,
stato protagonista di uno spettacolare
dietrofront sulla via di Damasco. Fino a po-
chi anni fa Bashar al Assad e sua moglie
Asma erano spesso suoi ospiti a Doha. Il
Qatar aveva grossi investimenti in Siria, tra
cui una holding congiunta da cinque mi-
liardi di dollari creata nel 2008 per svilup-
pare di tutto, dalle centrali elettriche agli
alberghi. Lemiro aveva inoltre sostenuto la
riabilitazione internazionale di Assad
allepoca del crescente ostracismo imposto
dagli Stati Uniti, dallEuropa e dai paesi
arabi. Nel 2010 Hamad, che vantava
unamicizia personale con il presidente
francese Nicolas Sarkozy, ha giocato un
ruolo importante nella ripresa dei rapporti
diplomatici tra la Siria e la Francia. Allepo-
ca, Damasco faceva parte di unalleanza
con lIran e il Libano, dominato dallorga-
nizzazione sciita Hezbollah che sembrava
in ascesa, e il Qatar, con il pragmatismo e
lopportunismo che lo contraddistinguono,
intravedeva la possibilit di cavalcare
questonda.
Allinizio delle rivolte in Siria, nel marzo
del 2011, il Qatar, cos come la Turchia, ha
reagito con cautela. Al Jazeera, la tv satelli-
tare con sede a Doha, stata accusata di
aver minimizzato le prime proteste. Dietro
le quinte, sia lemiro sia il principe Tamim
hanno sconsigliato ad Assad di usare la for-
za contro i manifestanti. Ma quando,
nellaprile di quellanno, il primo ministro
Hamad bin Jassim andato in visita da As-
sad gli stato chiaro che il dittatore siriano
aveva in mente di uccidere la gente.
Lemiro del Qatar non ha scoperto le sue
carte fno allagosto del 2011, quando anche
lArabia Saudita si decisa a rompere il si-
lenzio sulla Siria. Nel corso di quella prima,
sanguinosissima estate, tra le autorit qata-
riote si era raforzata la convinzione che in
Siria fosse scoppiata una vera rivoluzione.
Applicando il modello seguito nelle altre
rivolte arabe, il Qatar ha avuto listinto di
scommettere sullopposizione.
I leader di Doha sono stati incoraggiati
dallesito della rivolta in Libia, dove il Qatar
aveva assunto un ruolo di primo piano
nellintervento militare guidato dalla Nato.
Pur sapendo che la caduta di Assad sarebbe
stata pi complicata di quella di Muammar
Gheddaf, i qatarioti si aspettavano che pri-
ma o poi loccidente sarebbe intervenuto a
fanco dellopposizione siriana. Non vole-
vamo essere noi a prendere liniziativa. Ab-
biamo chiesto a molti paesi di farlo, assicu-
rando che li avremmo sostenuti.
Invece ci siamo trovati al posto di
guida, si lamentato il primo
ministro Hamad bin Jassim. An-
che nel mondo arabo il Qatar ha
riscontrato una resistenza pi
forte rispetto alla Libia. Prima di dirci de-
lusi dallatteggiamento occidentale, do-
vremmo chiederci cosa abbiamo fatto noi
in quanto nazione araba. Perch la Siria
prima di tutto una questione araba, ha di-
chiarato Attiyah.
Prima delle rivolte arabe il Qatar era ri-
uscito a ritagliarsi un ruolo da mediatore, in
grado di parlare con tutti, in un Medio
Oriente segnato da profonde divisioni.
Ospitava la pi grande base aerea militare
statunitense nella regione e, allo stesso
tempo, manteneva rapporti cordiali con
lIran. Aveva contatti con Israele e contem-
poraneamente ofriva sostegno al gruppo
palestinese Hamas e al libanese Hezbollah.
Riguardo alla questione siriana, il Qatar
stato uno dei pochi paesi arabi a fare la voce
grossa, spingendo per una linea pi aggres-
siva. In Siria, il Qatar stato un protagoni-
sta attivo, dice un diplomatico occidenta-
le. Dopo aver fatto di tutto per diventare la
Norvegia del golfo Persico voleva diventare
anche il Regno Unito e la Francia del Gol-
fo. Ma non puoi essere entrambe le cose.
Ahfad al Rasul suscita linvidia delle al-
tre milizie ribelli presenti in Siria. una
formazione nuova, nata dallunione di vari
gruppi combattenti, spesso messa in rela-
zione ai soldi del Qatar. Ahfad al Rasul
una delle poche coalizioni combattenti in
Siria che pu essere considerata efcace,
sostiene Khaled, un esponente del gruppo,
ben vestito e armato di computer portatile,
che abbiamo incontrato nel sud della Tur-
chia.
Ofrire sostegno ai ribelli siriani stato
linevitabile passo successivo per Doha.
Allinizio del 2012, mentre le proteste paci-
fche lasciavano il posto alle armi, il Qatar
andato alla ricerca di armi legge-
re: le comprava in Libia e in Euro-
pa orientale e le spediva in Tur-
chia, dove i servizi di sicurezza le
trasportavano oltre il confne. Se-
condo persone informate su que-
ste spedizioni, allinizio il Qatar si rivolto
ai servizi segreti turchi per identifcare i de-
stinatari delle armi ma poi, quando anche
lArabia Saudita ha cominciato a partecipa-
re alle operazioni, si afdato a mediatori
libanesi. LInternational peace research
institute di Stoccolma, che registra gli spo-
stamenti di armi, parla di almeno settanta
voli cargo militari tra il Qatar e la Turchia
dallaprile del 2012 al marzo del 2013.
Secondo Elizabeth OBagy, analista
dellInstitute for the study of war negli Sta-
ti Uniti, i qatarioti si sono rivolti anche a
esponenti della Fratellanza musulmana in
esilio per individuare le fazioni ribelli da
sostenere. attraverso questo canale, spie-
ga OBagy, che hanno stabilito un collega-
mento con le brigate Farouq, una delle pi
importanti in Siria. Contemporaneamente,
secondo fonti dellopposizione, il Qatar ha
inviato le sue forze speciali alla ricerca di
gruppi ribelli.
difcile, per, individuare le brigate
finanziate solo dal Qatar. Si ritiene, per
esempio, che Ahfad al Rasul riceva fondi
anche dallArabia Saudita. Allo stesso tem-
po la natura casuale e limitata dei trasferi-
menti di armi fa in modo che gli stessi de-
stinatari non siano consapevoli del fatto di
ricevere aiuti da Doha. I gruppi ricevono
fondi dal Qatar e dallArabia Saudita, e a
volte ingannano i loro sostenitori, com-
Internazionale 1002 | 31 maggio 2013 41
menta OBagy. Se il Qatar, come afermano
i suoi avversari, sta cercando di costruire
un esercito per procura in Siria per tutelare
i suoi interessi nella regione, lo sta facendo
in un ambiente che non favorisce n la leal-
t n la coesione. Con cos tante fonti di
supporto esterno e nessuna struttura orga-
nizzativa stabile, i gruppi ribelli siriani
oscillano da unalleanza allaltra e cambia-
no casacca di continuo per intercettare la
maggior quantit di aiuti possibile.
Il Fronte al nusra
Nonostante le relazioni tra Riyadh e Doha
siano state a lungo segnate dal sospetto re-
ciproco, per molti versi i due paesi hanno
lavorato gomito a gomito sulla questione
siriana. Tuttavia i due paesi hanno posizio-
ni nettamente divergenti sui Fratelli mu-
sulmani e questo li ha portati a perseguire
obiettivi diversi sul campo di battaglia si-
riano, con conseguenze drammatiche per
unopposizione alla disperata ricerca di
unit. I sauditi preferiscono sostenere le
fazioni di orientamento laico e i salafti che
sposano lislam wahabita praticato in Ara-
bia Saudita, piuttosto che la Fratellanza
musulmana, un gruppo meglio organizza-
to, che rappresenta una minaccia pi forte
dal punto di vista politico.
Il viceministro Khalid al Attiyah nega
che ci siano tensioni con lArabia Saudita,
sostenendo che la collaborazione tra i due
paesi pi forte di quanto si pensi. Tutta-
via, secondo fonti vicine alle forze ribelli e
molti analisti, dal settembre del 2012 la ri-
valit tra i due paesi si accentuata al punto
che qatarioti e sauditi avrebbero creato al-
leanze e strutture militari separate. In se-
guito alle rimostranze dei leader delloppo-
sizione e dei funzionari occidentali, i due
stati hanno accettato di unifcare le struttu-
re sotto un comando supremo militare gui-
dato dal generale Selim Idriss, che gode del
sostegno delloccidente. Tuttavia n Qatar
n Arabia Saudita avrebbero mantenuto la
promessa di raforzare il comando supre-
mo militare, continuando a operare separa-
tamente.
Alla fne del 2012 in Siria emerso un
nuovo fattore a complicare i rapporti del
Qatar con loccidente: il gruppo estremista
islamico Fronte al nusra, che guadagnava
terreno nel nord del paese. A dicembre gli
Stati Uniti, allarmati, hanno incluso il Fron-
te al nusra nella lista dei gruppi terroristi.
Preoccupati che il Qatar fosse troppo
tollerante con i gruppi islamici radicali, i
governi occidentali hanno chiesto garanzie
afnch le armi non fnissero nelle mani di
formazioni jihadiste. Ai qatarioti non im-
porta a chi vanno gli aiuti, limportante
rovesciare Bashar, dichiara un ex funzio-
nario statunitense, secondo cui lobiettivo
di Washington era diventato impedire al
Qatar di muoversi liberamente. Gli Stati
Uniti hanno cos istituito un tavolo consul-
tativo: sono state create due basi operati-
ve incaricate di sorvegliare i rifornimenti
di armi, una in Turchia, laltra in Giordania.
Alle operazioni partecipano rappresentan-
ti di una decina di paesi. Tuttavia il Qatar
continuerebbe a sostenere, direttamente o
indirettamente, organizzazioni come il
Fronte al nusra (anche se le principali fonti
di fnanziamenti sono Al Qaeda in Iraq e
donatori privati del Golfo).
Secondo Attiyah, Doha non ha mai so-
stenuto il Fronte al nusra: se il movimento
cos forte, colpa dellinerzia della comu-
nit internazionale. Il Fronte al nusra
emerso a causa del ritardo con cui il consi-
glio di sicurezza dellOnu ha adottato una
risoluzione contro Bashar al Assad e il suo
regime, ha dichiarato il primo ministro
Hamad bin Jassim.
Comunque, ci sono segnali del fatto che
il Qatar controlla sempre meno gli aiuti mi-
litari ai ribelli e che il suo ruolo nellapprov-
vigionamento di armi ormai secondario
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Doha, novembre 2012
In copertina
rispetto a quello dellArabia Saudita. Ri-
yadh ha reti pi sviluppate per procurarsi le
armi e ha collaborato con la Giordania per
sostenere gruppi ribelli che non siano lega-
ti al Fronte al nusra.
Molti siriani probabilmente non hanno
mai sentito parlare di Mustafa Sabbagh,
sebbene sia considerato luomo pi potente
dellopposizione. Proprietario di unazien-
da edile, il segretario generale della Coali-
zione nazionale siriana nellultimo decen-
nio ha vissuto in Arabia Saudita. Non tipo
da grandi discorsi, ma controlla il bilancio
della coalizione, al quale il Qatar contribu-
isce come principale donatore. Amici e cri-
tici lo considerano un uomo intelligente,
perfettamente in sintonia con la mentalit
afarista dei qatarioti, ma Sabbagh accu-
sato di usare il suo potere per rafforzare
linfuenza del Qatar sullopposizione.
Le tensioni tra Sabbagh e alcuni espo-
nenti laici della coalizione sono emerse a
marzo, con la difcile elezione del primo
ministro ad interim Ghassan Hitto. Le pro-
teste sulla nomina di Hitto sono state cos
forti da causare tensioni tra il Qatar e lAra-
bia Saudita e da spingere i sauditi ad assu-
mere un ruolo pi attivo nellinfuenzare le
politiche dellopposizione.
Il campo politico
I legami del Qatar con lopposizione politi-
ca siriana fanno discutere ancora di pi del
suo appoggio ai combattenti ribelli. Gli av-
versari del regime di Damasco sono un as-
sortimento frammentato di gruppuscoli
ma svolgono un ruolo importante
nellorientare le politiche internazionali.
stata la Turchia a favorire, nellagosto del
2011, la formazione della prima coalizione
dopposizione credibile: il Consiglio nazio-
nale siriano (Cns). Il Qatar si rapidamente
accodato contribuendo con i suoi fnanzia-
menti. Il Cns per era diviso da lotte inte-
stine e la Fratellanza musulmana, lunico
blocco organizzato, ha fnito per esercitare
uninfuenza sempre maggiore. A mano a
mano che personaggi di orientamento laico
abbandonavano il Cns, i paesi occidentali
Stati Uniti in testa hanno fatto pressioni
sul Qatar perch favorisse la formazione di
unopposizione pi ampia. La nascita del
nuovo organismo, la Coalizione nazionale
siriana, stata annunciata a Doha nel no-
vembre del 2012.
Le critiche al Qatar per il controllo eser-
citato sullopposizione non si sono fermate
neanche dopo la nascita della coalizione.
La Fratellanza musulmana non ne pi la
principale componente. Ma un nuovo bloc-
co, formato da pi di una decina di persone
coinvolte da Sabbagh in qualit di rappre-
sentanti delle comunit locali, ha fatto
esplodere nuove dispute perch conside-
rato un alleato del Qatar. Ogni membro di
questo blocco dovrebbe rappresentare un
consiglio locale delle diverse province della
Siria. Linsieme di questi consigli ha ricevu-
to otto milioni di dollari dal Qatar subito
dopo la formazione della coalizione. Il Qa-
tar stato inoltre il primo e forse lunico
paese a fnanziare le casse della coalizione,
con almeno venti milioni di dollari. Ha inol-
tre consegnato i primi dieci milioni di dol-
lari, di un pacchetto complessivo di aiuti da
cento milioni.
In unintervista al Financial Times, Sab-
bagh ha defnito inesatta e ingiusta laccusa
di essere subordinato al Qatar. Dispensan-
do lodi per il contributo saudita alla causa
siriana, sostiene che i suoi rapporti con il
Qatar si limitano al sostegno logistico a
un forum economico da lui fondato dopo
linizio della rivolta contro Assad. Il forum
ha raccolto fondi da commercianti dentro e
fuori la Siria a favore dellEsercito siriano
libero. Sabbagh ribadisce di aver invitato i
rappresentanti dei consigli locali a far parte
della coalizione nel tentativo, per quanto
maldestro, di aumentare la rappresentanza
popolare nel principale fronte di opposizio-
ne. inevitabile che la loro presenza su-
sciti polemiche, perch non ci sono state
elezioni. unesperienza che ha bisogno di
maturare, spiega.
Il viceministro qatariota Attiyah, dal
canto suo, dichiara di non intrattenere con
Sabbagh rapporti pi stretti di quelli che ha
con altri esponenti della coalizione. Fa inol-
tre notare che la coalizione non stata cre-
ata solo dal Qatar, ma con laiuto e la bene-
dizione di funzionari arabi e occidentali.
Intanto in Siria il numero dei morti con-
tinua a salire e Bashar al Assad ancora al
potere. Gli eventuali risultati del coinvolgi-
mento del Qatar nella politica dellopposi-
zione siriana dipenderanno dalla sopravvi-
venza della Siria in quanto paese cosa che
non si pu dare per scontata. Forse per
lemiro del Qatar potrebbe essere sufcien-
te la cacciata di Assad. In teoria, Doha po-
trebbe anche uscirne con diverse sfere di
infuenza, rappresentate dai gruppi islami-
sti e dalle brigate alleate. Allinterno della
Siria, per, si creato molti nemici e non
solo tra i sostenitori del regime. Il tessuto
sociale del paese talmente lacerato e il
suo popolo sotto attacco talmente radica-
lizzato e sospettoso che i qatarioti potreb-
bero ben presto scoprire che non riceveran-
no nessun ringraziamento e che non sono
afatto desiderati. gim
42 Internazionale 1002 | 31 maggio 2013
Stampa araba
S
e consideriamo quanto pro-
fonda la cooperazione tra
Stati Uniti e Qatar fn dal
1972, anno in cui i due paesi hanno
stretto i rapporti diplomatici, sem-
bra impossibile che Doha possa agi-
re in maniera indipendente rispetto
a Washington, scrive il settimanale
egiziano Al Ahram. Il Qatar ac-
coglie la base militare del Coman-
do centrale degli Stati Uniti e so-
stiene le operazioni della Nato e de-
gli Stati Uniti nella regione. Parteci-
pa inoltre agli sforzi americani per
costruire una rete integrata di dife-
sa antimissile nel golfo Persico. No-
nostante questalleanza cos stretta,
il Qatar sta dando ampio appoggio
ai movimenti islamisti. Il matrimo-
nio di convenienza tra lemirato e
organizzazioni come i Fratelli mu-
sulmani stato un incubatore per i
gruppi estremisti islamici che attac-
cano gli Stati Uniti, mentre questi
ultimi sono impegnati nella guerra
globale contro il terrorismo. A
questo punto difcile dire se i
due paesi cospirino insieme o se
siano divisi da un confitto dinte-
ressi.
La vicinanza agli Stati Uniti e il
dinamismo in campo diplomatico
suscitano sospetto negli altri paesi
arabi, che vedono nel Qatar il dia-
volo in persona, scrive il sito alge-
rino Algrie-focus. Molti proble-
mi sono imputati al piccolo emira-
to satanico che manipolerebbe tut-
to il mondo con la sua celebre tv, Al
Jazeera. Finanziamento del terrori-
smo, del jihadismo, dei movimenti
islamisti, sostegno ai fanatici: gli
argomenti non mancano per ap-
pannare limmagine del Qatar, con-
siderato il motore di tutte le rivolte
arabe. Ma, secondo Algrie-focus,
anche se il Qatar svolge un ruolo
geopolitico discutibile e quasi peri-
coloso, lemirato non deve diven-
tare il capro espiatorio con cui i go-
verni dei paesi arabi cercano di giu-
stifcare tutte loro mancanze.
Difdate
dellemirato
Internazionale 1002 | 31 maggio 2013 43
Q
uale di queste due notizie
vera? 1) Il Qatar lancer la
Dream football league, un
torneo di calcio tra le 24
squadre pi forti del mon-
do, che mettendo in palio
duecento milioni di euro minaccia di oscu-
rare la Champions league, a corto di fondi.
La diplomazia
del pallone
John Carlin, El Pas, Spagna
I Mondiali di calcio del 2022
saranno lapice di una lunga e
articolata operazione
di penetrazione del Qatar nel
mondo dello sport
2) Il Qatar fnanzia un programma quin-
quennale di eccellenza sportiva, a cui han-
no partecipato due milioni di giovani di tre
diversi continenti. Lobiettivo assegnare
la cittadinanza ai migliori calciatori afn-
ch indossino i colori del Qatar ai Mondia-
li che lemirato ospiter nellestate del
2022.
La notizia vera la seconda. Eppure an-
che la prima sembra verosimile, tanto che
perfno il rispettabile Times di Londra lha
pubblicata con titoli a caratteri cubitali. Il
giornale ha poi dovuto rettifcare e scusarsi
con i lettori.
Altra domanda. Coshanno in comune
Lionel Messi, i Fratelli musulmani egizia-
ni, Tony Blair, i grandi magazzini londinesi
Harrods, il marchio automobilistico Por-
sche, David Beckham, il Banco Santander,
la squadra di calcio del Barcellona, Nicolas
Sarkozy e i ribelli islamici in Siria? Rispo-
sta: tutti hanno ricevuto, ricevono o riceve-
ranno soldi dallemirato arabo.
Quello che fnora riuscito a fare il Qa-
tar non sembra reale, ma un sogno uscito
da una versione moderna delle Mille e una
notte, la cui prevedibile morale che il de-
naro spiana la strada verso potere e allean-
ze. Ma se il marchio Qatar conosciuto in
tutto il mondo, soprattutto grazie alla pe-
netrazione nel mondo del calcio. Niente
rappresenta meglio lingordigia del Qatar
del suo programma di eccellenza sportiva,
Aspire, ispirato al modello del vivaio del
Barcellona.
Dal 2007 Aspire ha messo alla prova
oltre due milioni di giovani calciatori
(lequivalente dellintera popolazione del
Qatar) su ottocento campi di calcio in Asia,
America Latina e Africa. Quasi un milione
di ragazzi ha partecipato a corsi tenuti da
seimila volontari e allenatori professioni-
sti. I migliori ricevono una borsa di studio
per perfezionare le loro doti in un centro di
allenamento sportivo in Qatar. Sono quin-
dici i paesi coinvolti nel programma Aspi-
Doha, aprile 2012. Uno stadio del programma Aspire V
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re, ognuno dei quali ha una sua rete interna
di osservatori che fanno una prima scre-
matura tra i ragazzi di 13 anni. Lo scopo
selezionare ogni anno cinquanta ragazzi di
ogni paese e per un mese farli giocare in
squadra e sottoporli a prove individuali.
Chi supera questo processo di selezione
pu proseguire la sua formazione in Qatar
o in una scuola fnanziata da Aspire in Se-
negal. Lobiettivo flantropico coltivare
professionisti in grado di competere nei
grandi campionati europei. Quello pi
egoistico convincere i pi bravi a diventa-
re cittadini del Qatar e giocare ai Mondiali
del 2022.
Aria condizionata allo stadio
Il Barcellona ha benefciato ampiamente
dei milioni del Qatar. In primo luogo per-
ch persone vicine alla squadra hanno par-
tecipato al programma Aspire. Gli scout
del Barcellona possono scegliere i migliori
giocatori di Aspire per il vivaio della loro
squadra. Inoltre, il rapporto costruito at-
traverso questo programma ha contribuito
a rendere il Qatar il maggior fnanziatore
della squadra catalana. Dal 2011 sulla ma-
glia del Barcellona spicca il nome della Qa-
tar foundation, presieduta dalla moglie
dellemiro. In cambio della pubblicit, che
dalla prossima stagione sar sostituita con
quella della Qatar airways, la squadra rice-
ve trenta milioni di euro allanno. A Barcel-
lona nata una polemica dopo lannuncio
che la squadra avrebbe avuto uno sponsor,
dato che fno a quel momento sulla maglia
non cera mai stata pubblicit. Ma risulta-
to chiaro a tutti che se il Barcellona voleva
continuare a pagare il miglior giocatore del
mondo, Lionel Messi, non cera altra solu-
zione.
In Francia Al Jazeera ha ottenuto i dirit-
ti per trasmettere il campionato di calcio
francese, portando cos la cifra degli inve-
stimenti dellemirato arabo nel calcio fran-
cese a pi di un miliardo di euro. I quarti di
fnale della Champions league del 2013 tra
il Barcellona e il Paris Saint-Germain (Psg)
sono stati una sfda Qatar contro Qatar. Il
Psg nel 2012 stato comprato dalla Qatar
investment authority, il fondo sovrano del
paese diretto dal primo ministro Hamad
bin Jassim al Thani.
Tutto questo niente in confronto al
gol messo a segno dallemirato aggiudi-
candosi i Mondiali del 2022. La Fifa ha
scelto il Qatar, nonostante la presenza di
contendenti importanti come gli Stati Uni-
ti, grazie allappoggio di personalit tra cui
lallenatore spagnolo Pep Guardiola e lex
calciatore francese Zinedine Zidane, ma
soprattutto grazie allenorme quantit di
denaro di cui dispone. Circolano voci che i
voti siano stati comprati. Ma se il Qatar
riuscito a far prendere in considerazione la
sua candidatura perch ha assicurato di
poter rimediare al principale argomento a
suo sfavore, le alte temperature, che a giu-
gno possono raggiungere i cinquanta gra-
di. Doha installer impianti di aria condi-
zionata in tutti gli stadi, sulle gradinate e in
campo. I qatarioti, musulmani devoti, di-
cono di sapersi imporre sulle leggi naturali
volute da Dio grazie alle pi sofsticate tec-
nologie terrene. Ma non tutti ne sono con-
vinti. Oltre al caldo intenso, allaria condi-
zionata e alle conseguenze sulla salute dei
giocatori, si discute anche su come un pae-
se di due milioni di abitanti riuscir a riem-
pire gli stadi.
Come diceva Oscar Wilde c al mon-
do una sola cosa peggiore del far parlare di
s: il non far parlare di s. E il mondo parla
del Qatar. Del calcio e degli altri sport che
in Qatar si giocano a livelli di eccellenza,
come il tennis, il golf e la pallamano. A Do-
ha si da poco concluso il mondiale di mo-
tociclismo. Come spiega un diplomatico
europeo residente nellemirato, lo sport
la miglior vetrina per far conoscere il nome
del Qatar nel mondo.
Dietro allo sport c molto altro. C la
volont di Doha di trasformarsi in una
Londra o in una New York a livello econo-
mico, o nella Washington mediorientale. Il
Qatar ha usato la sua ricchezza per attirare
i migliori talenti della tecnologia e dellar-
chitettura, i migliori ingegneri per costrui-
re nuovi grattacieli di lusso nella capitale,
concepita dallemiro e dai suoi abitanti co-
me la citt del futuro. La potenza economi-
ca del Qatar si manifesta anche nelle gran-
di citt lontane dal deserto. Europei e sta-
tunitensi fanno i loro acquisti in locali di
propriet del Qatar: da Harrods, i famosi
grandi magazzini di Londra, nella gioielle-
ria Tifanys di New York, nelle boutique di
Valentino, nelle concessionarie Porsche.
Tutti noi contempliamo la presenza del
Qatar negli antichi edifci degli Champs-
lyses di Parigi o nel grattacielo Shard di
Londra, ledifcio pi alto dEuropa, da po-
co ultimato grazie al denaro qatariota.
Da dove nasce tutto questo fervore?
Qual lobiettivo di questa strategia ipe-
rattiva? Lobiettivo esplicito riguarda la
volont del Qatar di prepararsi per un futu-
ro in cui le risorse naturali che possiede,
soprattutto gas, non ofriranno pi le attua-
li garanzie di autosufcienza per un paese
che importa il 93 per cento degli alimenti e
che ottiene acqua potabile con un costosis-
simo procedimento di desalinizzazione.
un tentativo di diversifcare leconomia,
realizzando importanti investimenti in
aziende straniere e stringendo alleanze
durature con paesi importanti. Investia-
mo per le generazioni future, spiega Ah-
mad al Sayed, della Qatar Holding.
Le alleanze sono utili se sono durature.
Lemiro ritiene che il Qatar debba pensa-
re alla sopravvivenza futura e per questo
investe nei grandi centri fnanziari europei
e asiatici, aferma un diplomatico euro-
peo esperto del mondo arabo. Sopravvi-
vere signifca anche stringere legami forti
con paesi forti, perch il Qatar un paese
piccolo in una regione instabile. Lemiro
punta anche alla modernizzazione. Spinto
forse in parte dal complesso del vicino po-
vero che il Qatar ha soferto per tutto il no-
vecento, lemiro vuole governare un paese
famoso in tutto il mondo per la sua intra-
prendenza nel campo dellinnovazione.
Ed qui che entrano in gioco i Mondiali
di calcio che il Qatar ha voluto per due mo-
tivi. Il primo il desiderio di riconoscimen-
to internazionale. Il secondo, il fattore tec-
nico: un programma dinvestimenti infra-
strutturali da oltre cento miliardi di dollari,
che prevede un nuovo aeroporto, autostra-
de, ponti, una rete ferroviaria, oltre ai grat-
tacieli alti e moderni che ogni settimana
spuntano dalla sabbia.
Il Qatar oltre alla fortuna economica
vanta la fortuna politica di essere un paese
stabile, con una maggioranza musulmana
omogenea. Lemiro e la sua famiglia sim-
patizzano con i protagonisti delle rivolte
arabe in Egitto e in Libia, ma in Qatar non
si levano voci a favore della democrazia.
La ricchezza non accende la ribellione n il
pensiero critico, ma piuttosto il desiderio
che la situazione rimanga cos com. O
che si consolidi sempre di pi. Tutti i citta-
dini del Qatar conoscono bene la risposta
che i collaboratori dellemiro danno a chi
gli chiede perch spendano soldi in tutto il
mondo. Perch no?. f
44 Internazionale 1002 | 31 maggio 2013
In copertina
LAUTORE
John Carlin un giornalista britannico esperto
di sport e politica. In Italia ha pubblicato Ama il
tuo nemico (Sperling & Kupfer 2009).
30milioni di euro

la cifra che la Qatar foundation paga
ogni anno dal 2011 come sponsor
della squadra di calcio del Barcellona
46 Internazionale 1002 | 31 maggio 2013
Guatemala
N
ella comunit di Agua-
scalientes, nella valle
del Polochic, un luogo
paradisiaco a nordovest
di Citt del Guatemala, i
galli razzolano e canta-
no fuori orario con voce roca. Forse sono
stati contagiati dalla tristezza delle perso-
ne, i contadini cacciati dalle loro terre nel
marzo del 2011 dallazienda Chabil Utzaj
(la buona canna da zucchero). Sono maya
qeqchi. Sono stati costretti ad abbandona-
re le terre dove coltivavano mais, fagioli,
peperoncini e cardamomo. Per loro lex dit-
tatore Jos Efran Ros Montt (la cui con-
danna per genocidio stata annullata il 21
maggio) e il potere assoluto che rappresen-
ta non sono un passato lontano, ma un pre-
sente continuo.
Enrique Quib mostra le cinque pallotto-
le raccolte da terra durante lo sgombero di
Aguascalientes. La mano ferma, ma la
voce rotta dallemozione. Parla di soldati
armati, di spintoni, di camion che traspor-
tavano persone come se fossero bestiame,
di terre rubate e umiliazioni.
A Juancho Chokool manca la gamba de-
stra. Ascolta allombra di un albero il rac-
conto di Quib, appoggiandosi alle stampel-
le. Juancho fa il barcaiolo, attraversa il fu-
me Polochic su una canoa di legno che fa
acqua da tutte le parti. I contadini vogliono
mostrare i danni causati dallazienda Cha-
bil Utzaj, oggi di propriet della multinazio-
nale nicaraguense del Grupo Pellas. Rac-
contano che sono stati usati macchinari
pesanti per sradicare le coltivazioni di mais,
fagioli e peperoncini dallaltra parte del fu-
me, due settimane prima del raccolto. An-
che se la terra appartiene allazienda, la
legge guatemalteca stabilisce che i primi
cento metri dalle due sponde di un fume
sono suolo pubblico. Nessuno ha denuncia-
to il Grupo Pellas. Non c fducia in un pa-
ese senza catasto n tribunali rurali e dove
il 97 per cento degli omicidi resta impuni-
to.
Il paesaggio bello, con la Sierra de las
Minas sullo sfondo. L si trovano le miniere
che fanno gola alle industrie minerarie. Al-
cune persone attraversano a piedi il fume
in un punto dov meno profondo. Lacqua
gli arriva alla vita: tengono le mani in alto
come se fossero prigionieri. Candelaria in-
dica il terreno smosso: Cosa guadagnano
togliendoci di che vivere? Perch non ci la-
sciano in pace?, chiede.
Invisibili
Il Guatemala si vanta della cultura maya:
unimmagine da esibire, limpronta digita-
le di un paese dove la maggioranza della
popolazione indigena. Sembra un luogo
accogliente per il milione e ottocentomila
turisti che lo visitano ogni anno e lasciano
nelle sue casse circa un miliardo e trecento
milioni di dollari. Insieme alle rimesse de-
gli emigrati (il 10 per cento del pil) il turi-
La pace
rimandata
Ramn Lobo, Jot Down, Spagna
Foto di Miquel Dewever-Plana
Gli accordi del 1996 sono rimasti lettera morta.
La questione della terra non stata risolta e il
Guatemala lotta ancora tra impunit e
corruzione. Reportage dalla valle del Polochic
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smo una delle principali fonti di ricchezza
nazionali. Gli antichi maya, la loro cultura
millenaria e le piramidi di Tikal sono una
pubblicit. Invece i maya che vivono vicino
al fume Polochic non appaiono mai sui ca-
taloghi delle agenzie di viaggio n sui ma-
nifesti pubblicitari allaeroporto. Sono invi-
sibili al turismo.
Allinterno di questo Guatemala pieno
di bellezza ce n un altro duro e violento:
trentotto omicidi ogni centomila abitanti
(una cifra superata solo dallHonduras),
negozi protetti da sbarre di ferro, commer-
cianti impauriti e guardie private pi nume-
rose dei poliziotti. Allinterno di questi due
paesi, come in una matrioska russa, se ne
nasconde un terzo: quello che non demor-
de, che esercita quotidianamente la violen-
za economica contro i pi poveri e contro le
donne, il Guatemala dei latifondisti e delle
multinazionali che si accaparrano la ric-
chezza e i terreni fertili (il 70 per cento della
terra in mano al 3 per cento della popola-
zione), quello dei militari che sono ancora
un potere a s stante quasi diciassette anni
dopo la frma degli accordi di pace nel 1996.
un Guatemala che minaccia, sequestra e
uccide leader contadini, sindacalisti, gior-
nalisti e attivisti per i diritti umani.
Infne, ancora pi sotto, c un Guate-
mala molto ristretto che mantiene vivo un
flo di speranza.
Efran Ros Montt il primo ex dittatore
processato nel suo paese per genocidio.
Ogni mattina, davanti alla corte suprema
di giustizia, si forma una fla colorata di per-
sone silenziose. Sono maya ixil: madri, pa-
dri, mogli, mariti, sorelle, fratelli e familia-
ri delle vittime dei massacri compiuti tra il
marzo del 1982 e lagosto del 1983, che si
chiusero con un saldo di pi di millesette-
cento morti, 1.465 minorenni stuprate e
ventinovemila famiglie sfollate.
Non avremmo mai pensato di poter
arrivare cos lontano, aferma Alejandra
Castillo, vicedirettrice del Centro para la
accin legal en derechos humanos (Cal-
dh), che ofre consulenza alle famiglie del-
Guatemala 2003. Cerimonia funebre per le vittime di cui sono stati ritrovati e identifcati i resti
Guatemala
le vittime. Sono stati dodici anni di lotta.
Per la prima volta possiamo ascoltare il
racconto delle persone che hanno subto
un genocidio. Castillo parla con emozio-
ne. Sono le otto di mattina e dallascensore
del terzo piano esce Ros Montt, afancato
da un drappello di guardie del corpo. Guar-
dandolo sembra che resti poco del militare
che nel 1982 minacciava di fucilare i suoi
nemici.
Un problema storico
Daniel Pascual il leader della lotta per la
difesa delle terre indigene e il coordinatore
generale del comitato di unit contadina.
Ha 41 anni, indossa un poncho rosso e in
testa ha sempre un cappello di paglia. Il co-
mitato ha organizzato una manifestazione
nel centro della capitale per ricordare lo
sgombero del Polochic, cominciato nel
2002, e protestare contro il presidente Otto
Prez Molina, che non ha mantenuto la
promessa di ridare le terre ai contadini. I
passanti si fermano, danno unocchiata e
continuano per la loro strada. La legge del
silenzio domina ancora in questo paese,
dove il 25 per cento dei reati contro i difen-
sori dei diritti umani commesso dalle for-
ze di sicurezza dello stato.
Secondo Pascual, il problema della terra
in Guatemala storico: cominciato con
gli invasori che colonizzarono le terre 520
anni fa e si aggravato alla fne dellotto-
cento con la ridistribuzione delle terre ordi-
nata dal presidente Rufno Barrios, spiega.
Quella mossa colp i privilegi e le propriet
della chiesa, ma non i grandi latifondisti, e
non and a vantaggio dei contadini.
Pascual vuole creare una piattaforma
comune di rivendicazioni dei contadini per
fare pressione sulle autorit e ottenere dei
cambiamenti reali. Nel marzo del 2012 il
comitato ha organizzato una marcia conta-
dina e indigena di oltre duecento chilome-
tri fno a Citt del Guatemala. Hanno ade-
rito migliaia di persone. Il successo della
marcia ha costretto le autorit a prendere
in considerazione le richieste del comitato.
Sono state organizzate riunioni con il go-
verno, con la corte suprema e con la procu-
ra generale. Ma quando si sono spenti i ri-
fettori entrata in gioco la burocrazia e
limpatto della marcia, come quello degli
accordi di pace, sfumato.
Pascual denuncia un clima di impunit
permanente e sostiene che la corruzione ha
raggiunto anche il Fondo de tierra (Fontier-
ra) creato nel 1999. Quello che era nato co-
me uno strumento di riconciliazione si
trasformato in un disastro. Le terre sono
state comprate per dare un posto dove vive-
re ai contadini sfollati durante la guerra ci-
vile. I contadini hanno pagato con un anti-
cipo e hanno ottenuto crediti che non sono
pi in grado di restituire. stata unidea
della Banca mondiale: lesperimento noto
come accesso alla terra via mercato. Oggi
il debito dei contadini ammonta a 331 mi-
lioni di quetzales (33 milioni di euro).
I partecipanti alla marcia hanno chiesto
al presidente Molina il condono del debito.
Il governo ha promesso una soluzione, ma
non esiste una trattativa collettiva e si pro-
cede caso per caso.
Jacobo rbenz Guzmn stato lunico
presidente guatemalteco (1950-1954) che
abbia provato a realizzare una vera riforma
agraria. Fu rovesciato nel 1954 da
un colpo di stato che gli Stati Uni-
ti organizzarono dallHonduras
con la scusa del pericolo comuni-
sta. Erano in gioco gli interessi
della multinazionale statuniten-
se United Fruit Company, il cui smisurato
potere in America Centrale dette vita
allespressione repubblica delle banane.
Il suo peso in Guatemala era cos forte che
lunica linea ferroviaria del paese fu costru-
ita per trasferire i prodotti dellazienda dal-
le piantagioni fno a Puerto Barrios, sullA-
tlantico.
Con rbenz fn il decennio democrati-
co, lunica parentesi di libert in secoli di
barbarie. Nel 1960 scoppi la guerra civile
che dur trentasei anni e provoc duecen-
tomila morti e pi di quarantamila desapa-
recidos. Il confitto lasci una societ spez-
zata e malata, che ha perso il senso dellone-
st. I massacri avvenuti durante la guerra
coincidono con le dispute per la terra. Ai
latifondisti si unirono i militari, trasformati
in unaltra classe predatrice. Oggi nella
valle del Polochic, spiega Pascual, assi-
stiamo agli sviluppi di eventi passati. Molte
terre rubate nelle stragi sono state vendute
ai loro attuali proprietari. Appartenevano
ai bisnonni, ai nonni e ai genitori dei conta-
dini che oggi le lavorano.
La propriet della terra il grande osta-
colo che rischia di rompere la pace frmata
nel 1996. Lo ammette lalto rappresentante
delle Nazioni Unite in Guatemala, litalia-
no Alberto Brunori. Uno dei pilastri di que-
gli accordi doveva essere la legge sullo svi-
luppo rurale integrale, destinata a promuo-
vere una struttura agraria pi democratica
e una minore concentrazione della terra.
Finora la legge non stata approvata e non
si prevede che lo sar nei prossi-
mi mesi. Anche se Brunori non si
addentra in un terreno cos deli-
cato, gli imprenditori la conside-
rano unespropriazione. Il parla-
mento, dominato dalle lite eco-
nomiche e militari, blocca qualsiasi tentati-
vo di riforma della terra. Nonostante le
difcolt, secondo Brunori eccessivo af-
fermare che gli accordi di pace sono stati
svuotati del loro contenuto.
Alcuni contadini sognano di tornare alla
lotta, ma non ci sono armi n soldi n voglia
n entusiasmo. C solo una societ esau-
sta, dove lestrema destra militare si sente
forte e minaccia un colpo di stato se uno dei
suoi uomini viene condannato.
Unaltra mentalit
Al confitto tradizionale per la terra si ag-
giunge quello dellindustria mineraria: le
multinazionali bussano alla porta del go-
verno per accaparrarsi lo sfruttamento del-
le ricchezze. Non esiste trasparenza in que-
sto tipo di concessioni. Lex presidente Al-
fonso Portillo (2000-2004), del partito di
Ros Montt Frente republicano guatemal-
teco, stato estradato negli Stati Uniti per
riciclaggio di denaro sporco. La sua ammi-
nistrazione stata la pi corrotta della sto-
ria del Guatemala. Il terzo giorno del pro-
cesso contro lex dittatore Montt decine di
lavoratori giornalieri si sono fermati davan-
ti allingresso secondario del ministero del-
le finanze. Perch qui, signora?, ha
chiesto un giornalista. Credo per qualcosa
che riguarda Portillo, ma non sono sicura,
ha risposto. Da dove viene?. Dal termi-
nal degli autobus. Per questi difensori
di Portillo stata una buona giornata di la-
voro: 100 quetzales (10 euro), compresi
vitto e trasporto.
Nella tenuta Los Alpes, che si trova tra
le montagne nel dipartimento di Alta Vera-
paz, si respira preoccupazione: pi di due-
48 Internazionale 1002 | 31 maggio 2013
Nel 1954 il presidente Jacobo rbenz
Guzmn, promotore di una riforma agraria,
viene spodestato da un golpe militare. Seguono
vari regimi dittatoriali.
Nel 1985 il governo torna ai civili, ma i
militari condizionano la vita politica del paese
e la guerriglia riprende.
Nel 1996 il governo e lUnione rivoluzionaria
nazionale guatemalteca frmano gli accordi di
pace.
Il 10 maggio 2013 lex dittatore Efran Ros
Montt, accusato di genocidio e crimini contro
lumanit, viene condannato a ottantanni di
carcere. Il 20 maggio la corte costituzionale
annulla la sentenza per errori di procedura.
Il 24 maggio lex presidente Alfonso Portillo
(2000-2004) viene estradato negli Stati Uniti
per riciclaggio di denaro sporco.
Da sapere
Internazionale 1002 | 31 maggio 2013 49
centocinquanta famiglie stanno per essere
cacciate dalle terre dei loro antenati. Non
c una scuola e manca lacqua corrente. Il
centro medico pi vicino a La Tinta, a
quarantacinque minuti in fuoristrada. Sono
contadini poveri che sopravvivono a stento
coltivando prodotti tradizionali. Marcelino
Chen il pi anziano e non ha la pensione.
Clotilde madre di otto fgli. Anche lei
ha uno sguardo che oscilla tra la sfda e la
tristezza. Ha appena parlato in unassem-
blea dove ha esposto le novit della lotta e
ha invitato i contadini a unirsi al comitato
di Pascual per difendere i loro diritti. Dopo
aver ascoltato il suo appello alla resistenza
gli uomini hanno applaudito, un gesto non
da poco in una societ profondamente ma-
schilista.
I contadini di Los Alpes sostengono di
essere proprietari delle terre dove vivono e
lavorano, ma non hanno documenti rico-
nosciuti dallo stato. Gran parte di loro di-
scende dai mozos colonos, lavoratori che
restavano legati alla terra anche se questa
cambiava proprietario. Alcuni proprietari
terrieri pagavano uno stipendio ai lavorato-
ri, altri gli permettevano di raccogliere il
necessario per sopravvivere in cambio di
un lavoro quasi da schiavi. Il salario mini-
mo in Guatemala di 2.421 quetzales al me-
se (242 euro). Secondo Pascual, dovrebbe
essere chiamato salario massimo: quasi
nessuno arriva a guadagnare tanto. I lavo-
ratori che raccolgono la canna da zucchero
guadagnano un dollaro a tonnellata. Posso-
no lavorare solo i pi forti e i pi giovani.
un mestiere duro e a trentanni si gi vec-
chi.
Il proprietario di Los Alpes morto in un
incidente aereo. Ha lasciato trentaquattro
milioni di dollari di debiti e vari dipendenti
orfani. Il seor Hans di origine tedesca,
come molti altri proprietari terrieri della
zona non era popolare, perch la sua mor-
te stata festeggiata come una benedizione
degli di. Il nuovo acquirente di Los Alpes
vuole che la propriet sia pulita, senza
persone. Nella valle la moda piantare la
palma africana e la canna da zucchero. I
proprietari si sono messi a produrre le ma-
terie prime vegetali per i biocombustibili.
I contadini chiamano pachamama (ma-
dre terra in lingua quechua) la terra che li
alimenta e li protegge. il centro della loro
cultura e della loro cosmologia. Anche se
sono la met della popolazione del paese,
non hanno nessun peso politico. Il loro ri-
futo delle istituzioni formate da bianchi e
meticci e la frammentazione linguistica (ci
sono ventidue lingue maya, spesso senza
nulla in comune tra loro) li escludono dal
sistema.
El Salvador diverso perch l non c
una questione indigena, assicura una fon-
te che da quarantanni in Centroamerica
e vuole restare anonima. Nel Salvador gli
accordi di pace hanno funzionato perch
lantica guerriglia era forte e si assicurata
una voce nelle nuove istituzioni. In Guate-
mala la guerriglia ha raggiunto degli accor-
di di pace straordinari sulla carta, ma poi
rimasta senza forze.
Per gli indigeni il mais non solo un
alimento: un collegamento con la terra,
una questione religiosa, sostiene Enrique
Naveda, fondatore ed editore di Plaza P-
blica, uneccezione in un paese dove i mez-
zi dinformazione sono controllati dalle
famiglie pi ricche. Naveda cita lopera pi
importante dello scrittore guatemalteco
Miguel ngel Asturias, Uomini di mais: Li
accusano di bloccare il progresso, di oppor-
si allindustria mineraria, alle monocolture
di zucchero e di palma africana, ma per loro
il progresso che la montagna resti com.
un altro tipo di vita, unaltra mentalit.
La redazione di Jot Down ha cercato di
intervistare il ministro dellagricoltura, El-
mer Lpez. Ma lincontro stato sempre
rimandato e lui non ha risposto alle doman-
Guatemala 2003. Luca ha perso la fglia adottiva durante una strage nel suo villaggio, ma ha votato per Ros Montt
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Guatemala
de che la rivista gli ha inviato via email.
La comunit di Los Alpes non ha fducia
nel governo del presidente Molina. Il suo
leader, Santiago Rax, sostiene che il gover-
no sta cercando di riflare ai contadini dei
terreni brulli e improduttivi. Siamo preoc-
cupati. Sappiamo cos successo in altre
zone e come avvengono gli sgomberi.
Padre Daro Caal minuto, ha 56 anni e
unenergia inesauribile. Da lui dipendono
pi di settanta comunit, che lui ascolta,
aiuta e per le quali celebra la messa. il re-
sponsabile della speranza a Los Alpes.
Nelle comunit pi lontane vado solo una
o due volte allanno. La mia area pastorale
copre due montagne, afferma e indica
dallaltra parte della valle del Polochic. La
globalizzazione ci ha portato solo il cellula-
re e la Coca-Cola, dice ridendo. Padre
Daro ha ricevuto delle lettere minatorie in
cui lo accusano di incitare alla violenza.
Nella localit La Tinta, al centro della
valle, due scritte orientano il visitatore:
Viva Zapata!, I politici sono delle mer-
de!. I contadini senza documenti dello
stato sono espulsi dalle terre che apparte-
nevano ai loro antenati. Chi ha i documenti
costretto a vendere le terre con una tratta-
tiva senza scappatoie. Un altro guatemalte-
co che preferisce restare anonimo mi spie-
ga qual il metodo: meglio che tu mi
venda il tuo terreno ora o verr a trattare
con la tua vedova. Le minacce non sono
uno scherzo in un paese dove la violenza
un modo di fare politica.
Processo allesercito
Dopo aver attraversato un ponte sul Polo-
chic e aver guadato altri due fumi si arriva
a La Constanza, una comunit circondata
da alberi di hule (caucci nella lingua
nhuatl). La luce del giorno penetra a fatica
nel bosco. Gli alberi hanno dei tagli a spira-
le che servono a estrarre la linfa. I lavorato-
ri vivono in povert, in capanne prese in
aftto da altri contadini. Pagano 150 quet-
zales al mese. Gli uomini vendono legna
per dieci quetzales al giorno a La Tinta e a
Telemn e le donne lavano i panni nel fu-
me per 15 quetzales.
Il racconto di Olga Chu quello della
sua comunit: decine di militari e di poli-
ziotti, armi, violenza, insulti, case e vestiti
bruciati. Sono stati cacciati senza avere il
tempo di portare via niente, solo con i vesti-
ti addosso. A un estremo della capanna che
serve per le riunioni c un tavolo coperto
con la bandiera del comitato e una candela
accesa. Accanto, una ragazza giovanissima
allatta il fglio. Si limita ad ascoltare e a sor-
ridere, ma non parla. Ogni famiglia di La
Constanza deve pensare alla propria esi-
stenza, al lavoro e a come guadagnare qual-
cosa. Non c un leader comunitario che
stabilisca i compiti di ciascuno. Tutti pro-
vengono dalla tenuta Tinajas, dove si colti-
va la canna da zucchero. Descrivono
unepoca felice in cui aravano le loro terre e
mangiavano quello che producevano.
Non potevamo immaginarci che sarebbe
fnita cos, dice Chu.
Mari Paz Gallardo lavora allUnit di
protezione dei difensori dei diritti umani in
Guatemala (Udefegua), fnanziata anche
dallOnu, dagli Stati Uniti e dai Paesi Bassi.
Ha un lavoro a cottimo in un paese dove il
partito di Prez Molina, un ex generale,
considera nemici della patria le organizza-
zioni nazionali o internazionali che difen-
dono i diritti delle persone. Il linguaggio
lo stesso dellepoca della guerra civile,
mentre la presentazione ha una patina di
democrazia per attirare gli investitori.
In questi giorni long Intermn Oxfam,
che ha decenni di esperienza in Guatemala,
sta pensando di riattivare un vecchio pro-
gramma per la protezione dei leader dei
diritti umani, sindacali e contadini. un
segnale di involuzione.
Dov avvenuta una violazione di massa
dei diritti umani impossibile avere giusti-
zia. Il giudice spagnolo Jos Ricardo de
Prada, magistrato per i crimini di
guerra del tribunale della Bosnia
Erzegovina a Sarajevo dal 2005 al
2007, sostiene che necessario
ottenere una quantit sufciente
di giustizia affinch le vittime
sentano che ci sia stata una riparazione. Per
questo fondamentale processare i respon-
sabili.
importante ascoltare la testimonianza
delle vittime e dare spazio alle loro voci,
come sta succedendo nel processo a Ros
Montt. Secondo Mari Paz Gallardo, serve a
restituire la dignit ai morti, ai vivi e ai lo-
ro familiari. Ma in Guatemala non ancora
successo. Il processo allex dittatore un
processo allesercito e a un modo di agire,
sostiene leditore di Plaza Pblica. Ma alcu-
ne fonti diplomatiche non sono daccordo:
pericoloso che resti limpressione di un
processo contro le forze armate.
Sui mezzi dinformazione guatemalte-
chi in corso una battaglia parallela al pro-
cesso contro lex dittatore. Lassociazione
dei veterani militari del Guatemala fnan-
zia pagine di pubblicit per difendere una
tesi: non c stato un genocidio, sono episo-
di del passato gi sottoposti ad amnistia e
non bisogna tirarli di nuovo in ballo. Anche
il presidente Molina, un ex generale che in-
vi ununit militare nel dipartimento del
Quich durante il governo di Montt, si
pronunciato in merito. Tutti proteggono il
loro passato e hanno paura di fnire sul ban-
co degli imputati.
Li rivogliamo vivi
Ros Montt non lunico importante. Mol-
ti altri politici come lui non sono stati pro-
cessati, aferma lesperto di Centroameri-
ca che vuole restare anonimo. Il libro di
Francisco Goldman, El arte del asesinato
poltico, il risultato di uninchiesta
sullomicidio del vescovo Juan Jos Gerardi
avvenuto il 26 aprile 1998, sul comporta-
mento della polizia e dei magistrati giunti
sulla scena del crimine, pi impegnati a eli-
minare le prove che a cercarle, e sul proces-
so che ne segu.
La morte del sacerdote avvenne qua-
rantottore dopo che lufficio dei diritti
umani dellarcivescovado, proprio su ini-
ziativa di Gerardi, aveva presentato il rap-
porto sul recupero della memoria storica
del Guatemala, un documento chiave per
la denuncia degli abusi dei militari. Nel li-
bro si espongono i metodi dei servizi di
spionaggio e dello stato maggiore presi-
denziale (di cui Prez Molina divent capo,
con Ramiro de Len Carpio). La loro mi-
gliore specialit era depistare, confondere
le prove, comprare testimoni,
giudici e giornalisti, disorientare
lopinione pubblica perch alla
fne nessuno fosse sicuro di quel-
lo che era successo.
Nella chiesa di San Sebastin
c confusione. Uno dei sacerdoti con la
stola al collo, responsabile delle confessio-
ni, mi dedica qualche minuto. Lomicidio
di Gerardi sconvolse tutti. Ci manca mol-
to, sussurra a voce bassa per non importu-
nare i fedeli che pregano. Fu un crimine
politico. Gerardi era un uomo scomodo per
il potere. Una volontaria di ottantadue an-
ni ci accompagna al garage vicino a dove fu
ucciso Gerardi. Una foto del vescovo, una
corona di fori di plastica e una croce indi-
cano il luogo preciso del crimine. Ai due
lati ci sono murales con scene di vita del sa-
cerdote e alcuni proclami di una lotta che
non fnita: No allindustria mineraria,
Vogliamo solo essere umani, Se li sono
70per cento

delle terre in Guatemala in mano
al 3 per cento della popolazione
Internazionale 1002 | 31 maggio 2013 51
presi vivi, li rivogliamo vivi. Contrapposto
al Guatemala ottimista e impegnato a so-
stenere la speranza c un paese disfattista,
convinto che manchi poco per dichiarare il
fallimento di uno stato dove comandano le
gang e il narcotrafco.
Molti dei crimini pi recenti, segnati da
decapitazioni e smembramenti dei cadave-
ri, portano il timbro degli Zetas, potenti
narcotrafcanti messicani. A lavorare per
loro sono stati anche i sicari provenienti da
una delle unit pi sanguinarie delleserci-
to, i Kaibiles, di cui Prez Molina stato
istruttore e con cui ha avuto rapporti il capi-
tano Byron Lima Oliva, condannato nel
2006 a ventanni di carcere per lomicidio
di Gerardi.
Alla violenza tradizionale si aggiunge
quella dei cartelli colombiani o messicani e
delle maras. La procuratrice generale dello
stato, Claudia Paz y Paz, diventata il gran-
de fagello dei narcotrafcanti e dei milita-
ri. Lestrema destra la odia e la considera
colpevole dei processi contro i militari. Lei
gira sempre sotto scorta. Il presidente Mo-
lina ha cercato di allontanarla, ma Paz y Paz
protetta dallOnu e dagli Stati Uniti, che
apprezzano il suo lavoro.
Soa Mench giornalista: conosce il
caso Byron Lima, e il funzionamento delle
carceri e dei servizi segreti. Poco tempo fa
ha pubblicato su El Peridico, il giornale
pi battagliero insieme a La Hora, una de-
nuncia sui privilegi del capitano Lima, che
pu entrare e uscire di prigione quando
vuole oltre a controllare varie attivit al suo
interno. Ora Mench sotto scorta. Come
il leader contadino Pascual, la giornalista
parla di involuzione: I primi giorni dopo
essere stata minacciata ero nervosa e avevo
paura. Poi ho pensato che dovevo continua-
re a fare il mio lavoro facendo fnta di nien-
te. A volte le minacce sono sottili: una
chiamata di notte, unauto sospetta davanti
alla porta di casa e piccoli dettagli che con-
tengono un messaggio: sappiamo dove vivi
e cosa fai. Altre volte non ci sono giri di pa-
role e si passa subito allazione.
Un posto maledetto
La citt di Panzs un luogo buio e triste.
Ci si arriva da Telemn, il paese preferito
della Chabil Utzaj, attraverso una strada in
costruzione. grazie ai soldi della coopera-
zione giapponese che le strade sterrate,
impraticabili nella stagione delle piogge,
stanno per essere sostituite da altre di asfal-
to. Gli operai lavorano mentre i trattori e le
macchine raccolgono canna da zucchero
per caricarla sui camion. La nuova strada
non per gli indigeni n per i paesi vicini,
ma per la Chabil Utzaj. I tempi della United
Fruit Company non sembrano lontani.
Nel 1978 a Panzs ci fu il primo massa-
cro della guerra civile. Decine di contadini
furono convocati dal sindaco, Walter Over-
dick Garca, per una riunione. Quando arri-
varono lunico interlocutore era lesercito,
che li costrinse a stringersi nella piazza
principale. La donna che guidava i contadi-
ni, Adelina Caal Maqun, afront il capo
dellesercito. Morirono pi di cento perso-
ne: trentaquattro in piazza, il resto in ospe-
dale, altri perseguitati sulle montagne o
afogati nel fume Polochic.
Lattuale sindaco di Panzs si chiama
Jaime Len e appartiene al Partido patriota
di Prez Molina. Quando gli chiedo se in
Guatemala c stato un genocidio, risponde
di s. Ora impegnato in una battaglia lega-
le contro la Chabil Utzaj, a cui cerca di im-
porre una tassa municipale per la pianta-
gione di canna da zucchero. Non possia-
mo chiederle nessuna tassa perch quella
coltivazione non esisteva e non prevista
dalla legge. necessario che i deputati ap-
provino una legge per autorizzarla. Siamo
andati fno al parlamento per chiederla, ma
il procedimento bloccato. Sono le impre-
se a bloccare le leggi che considerano con-
Guatemala 2003. Maria Chacaj, fondatrice dellassociazione Conavigua, con i familiari delle vittime della guerra
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Guatemala
trarie ai loro interessi? Proprio cos, ri-
sponde. Len dice che gli abitanti della zo-
na si lamentano del rumore, perch le mac-
chine e i camion lavorano ventiquattrore
su ventiquattro. Abbiamo convinto lim-
presa e tre delle famiglie principali di Pan-
zs a costruire una deviazione e un ponte
accanto al comune per evitare che i camion
attraversino il centro.
A casa di Mara Maqun, 48 anni, si re-
spira la stessa atmosfera di tristezza che c
nella piazza di Panzs. la nipote di Adeli-
na, la leader contadina che afront leser-
cito. Il giorno del massacro, il 29 maggio
1978, accompagn sua nonna a Panzs.
Sporca di sangue, fnse di essere morta in
mezzo ai cadaveri mentre i soldati cercava-
no i sopravvissuti per ucciderli. Quando ri-
usc a muoversi, scapp attraverso il fume
Polochic verso le montagne. Aveva tredici
anni e non sapeva nuotare. Si rifugi in al-
cune case e tra i monti. Lesercito lha per-
seguitata, perch non voleva testimoni n
simboli. Mara parla lentamente, mastican-
do i sentimenti. una storia che ha ripetuto
mille volte, ma si emoziona quando la rac-
conta. Dice che il sacerdote di Panzs le ha
parlato di un vescovo che voleva la sua te-
stimonianza. Era Gerardi, quando la chiesa
raccoglieva le prove di quello che era suc-
cesso per documentare la memoria storica.
Il figlio di Mara Caal Maqun
ascolta il racconto della madre
mentre finisce i compiti. In un
angolo sono appese le foto dei
suoi eroi: Cristiano Ronaldo, Fa-
bio Cannavaro, Diego Forln.
Forse sono i simboli di una normalit che
non arriva e altri esempi della globalizza-
zione che padre Daro, il parroco di Los Al-
pes, ha dimenticato di citare. Come le ma-
gliette del Barcellona, che invadono tutto il
paese.
passato molto tempo, ma Mara evita
Panzs. una zona maledetta. La valle del
Polochic continua a essere un territorio in-
giusto, di contadini espulsi dalle terre e di
grandi afari. La buona canna da zucche-
ro?, ironizza qualcuno. Sar buona per
loro. Per noi non lo di certo.
Fredy Peccerelli il direttore e fondato-
re della Fundacin de antropologa forense
de Guatemala. Con la sua quipe di esperti
riuscito a identifcare 6.500 desapareci-
dos. Non lavoriamo per i morti, ma per i
vivi, spiega. Quando abbiamo annuncia-
to alla stampa che avevamo aperto la prima
banca nazionale del dna per identifcare gli
scomparsi, ho pensato che ci sarebbe stata
una fla lunghissima, invece non venuto
nessuno. Poi ci siamo resi conto che una
decisione difcile: signifca smettere di cer-
care la persona scomparsa tra i vivi e co-
minciare a cercarla tra i morti.
Il mio nome non XX. Il tuo dna pu
identifcarlo, dice la campagna della fon-
dazione. XX un cadavere senza nome, un
signor nessuno. Lquipe di Peccerelli una
delle migliori al mondo. Ha lavorato a Viso-
ko e a Srebrenica, in Bosnia Erzegovina. Il
Guatemala forse il paese con il pi alto
numero di desaparecidos in rapporto alla
popolazione. Poco tempo fa venuto un
giornalista del New York Times e mi ha
chiesto scusa a nome dei suoi colleghi sta-
tunitensi per non essersi interessati al con-
flitto in Guatemala. Tutti andavano nel
Salvador e in Nicaragua, dice Peccerelli.
Lesercito guatemalteco stato il pi
violento del Centroamerica, sostiene la
fonte che vive nella regione da pi di qua-
rantanni. Quando gli statunitensi hanno
messo un freno agli aiuti, allepoca di Jim-
my Carter, i militari si sono rivolti a Israele
e allArgentina della dittatura mi-
litare. duro dirlo, ma un eser-
cito brutalmente efficace. Gli
Stati Uniti hanno una parte di re-
sponsabilit nei crimini commes-
si in Guatemala. Bill Clinton ha
chiesto perdono alle vittime della guerra
civile, ma latto di contrizione durato po-
co. Il presidente successivo, George W.
Bush, tornato a sbandierare il pericolo co-
munista. Peccerelli aferma che le ossa non
sempre parlano e raccontano com avve-
nuta la morte. Quelli che uccidevano in
questo paese sapevano come fare per non
lasciare segni sulle ossa.
Dignit collettiva
Il cimitero della Verbena una miniera di
disgrazie: qui sono sepolte pi di tremila
persone non ancora identifcate. Sono mor-
ti nel 1981, nel 1982 e nel 1983, gli anni in cui
la repressione stata pi violenta. La cifra
la prima cosa che ha attirato la nostra at-
tenzione. Il numero normale di morti in
questo cimitero non supera i 180 allanno.
Sono indizi che mettono in guardia sul fatto
che ci possano essere dei desaparecidos,
spiega Peccerelli. Quando riusciamo a
identifcare dei resti e li consegniamo alla
famiglia un momento difcile. Molti fa-
miliari hanno passato la vita a cercare la
persona scomparsa e a quel punto non san-
no pi come andare avanti, cosa fare senza
quellobiettivo e il motivo di tutti quegli an-
ni di lotta. Devono imparare a vivere con la
certezza che chi amano morto.
Alla porta della fondazione appeso un
telo con un testo commovente. della fa-
miglia di Sergio Sal Linares Morales, il
primo identifcato dallquipe della fonda-
zione. Grazie per avermi trovato e avermi
identifcato.
Rebeca Lane una forza della natura,
come Candelaria, la contadina del Polochic
che difende la terra, e la procuratrice Clau-
dia Paz y Paz. Le armi di Lane sono la voce
e il rap. Scrive testi impegnati, di sfda, fem-
ministi, un pugno nello stomaco in una so-
ciet maschilista e xenofoba che rimuove il
passato. Nella canzone Polticamente incor-
recta Lane dice che nelle sue vene scorre
sangue guerrigliero e rivela di avere una zia
scomparsa negli anni ottanta. Il suo ac-
count Twitter, RebecaLane66, lancia unal-
tra provocazione: Cos la mia terra, cos
la mia gente. Uccidono duecentomila
persone e ne fanno sparire altre quaranta-
cinquemila, ma continuano a negare il ge-
nocidio.
Enrique Naveda, di Plaza Pblica, met-
te in guardia contro una caratteristica tipi-
camente guatemalteca: il pessimismo esa-
sperato. Ma nonostante la disperazione
alimentata da anni di storia cruenta, nel
paese c chi lotta per andare avanti. Gli ot-
timisti sperano che il processo a Ros Montt
sia unopportunit per mettere in pratica gli
accordi di pace del 1996. Mi hanno inse-
gnato ad avere paura e a non parlare. Invece
io dico ai miei fgli che non devono avere
paura di niente, aferma la vicecoordina-
trice del comitato di Unit contadina,
Mara Josefa Macz. Restano le minacce, i
morti e limpunit, ma qualcosa sta cam-
biando.
Forse solo una questione di tempo. E
di certo non aiutano la crisi economica e la
poca attenzione degli organismi interna-
zionali e dei mezzi dinformazione. Guar-
dare da unaltra parte unespressione di
complicit nei confronti delle ingiustizie e
dei massacri. Informare, educare, dissot-
terrare i morti, processare, chiedere perdo-
no e non dimenticare lunico modo per
ritrovare la dignit collettiva. fr
Nonostante la
disperazione, nel
paese c chi lotta per
andare avanti
LAUTORE
Ramn Lobo un giornalista spagnolo.
Dal 1992 al al 2012 ha lavorato per El Pas.
In Italia ha pubblicato Isla frica
(Nutrimenti 2005).
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a trentann| facc|ame Ia d|fferenza.
erch Ia facc|ame |ns|eme.
uestanno L0SPE compe 30 ann. lin dalla sua nasciLa, nel 1983, cpera nel sud del
mcndc, in lLalia e in Lurcpa per il dialcgc inLerculLurale, lc sviluppc equc e scsLenibile,
i diriLLi umani, la pace e la giusLizia Lra i pcpcli. C0SPL cggi impegnaLc nella realizzazicne
di 150 prcgeLLi in 30 Paesi del mcndc.
I| programma de||evento per |annversaro su www.cospe.org
30 ann| |n 3 g|ern|
Irenze, 6-8 gugno 2013
Robert I. kennedy Lenter
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Kirghizistan
N
el flm Salam, New York!,
del regista Ruslan Akun,
un giovane kirghiso arri-
va nella Grande Mela
per frequentare la Co-
l umbi a uni versi t y.
Quando il suo progetto fallisce, rimane in
citt cercando di mantenersi come pu. Al-
la fne conosce una ragazza kirghisa perfet-
tamente integrata e si innamora. Il film,
uscito a febbraio, sta avendo un grande suc-
cesso in Kirghizistan, forse perch tocca un
nervo scoperto tra tanti giovani che sogna-
no di cercare fortuna allestero. Dal 2005 al
2011 quasi 300mila persone hanno lasciato
il paese. Le cifre del saldo migratorio (cio
la diferenza tra chi parte e chi arriva) sono
inferiori, ma il Kirghizistan ha comunque il
tasso di crescita della popolazione pi bas-
so tra i paesi della regione. Secondo i ricer-
catori, lemigrazione contribuisce in modo
signifcativo alla stagnazione e sta sottraen-
I nomadi
di Bishkek
Dina Tokbaeva, Transitions online, Repubblica Ceca
Medici, insegnanti, giornalisti, manager.
Da ventanni lemigrazione sta privando il
Kirghizistan dei suoi talenti migliori
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Un bar nella citt di Uzgen, in Kirghizistan, giugno 2010


Internazionale 1002 | 31 maggio 2013 55
do al paese le sue menti migliori. Ai ritmi
attuali, presto perderemo altri 300mila
cittadini, dice Sergej Masaulov, analista di
un istituto di ricerca di Bishkek. Conside-
rate la giovane et e la loro mentalit, si pu
immaginare che questi immigrati si trasfe-
riranno in paesi diversi dalla Russia, fno a
oggi la destinazione pi popolare. Esatta-
mente quello che ha fatto Ak-Maral Arzy-
baeva, che ha lasciato il Kirghizistan nel
2012, subito dopo la laurea allUniversit
americana dellAsia centrale. Arzybaeva ha
scelto Boston, dove studia management
della moda e ha gi avviato una piccola
azienda di abbigliamento. Racconta di aver
scelto gli Stati Uniti perch ofrono maggio-
ri opportunit di lavoro. Non sa ancora se
torner in Kirghizistan, ma punta ad aprire
delle boutique nel suo paese oltre che in
America. Nel frattempo continuer a ven-
dere i miei vestiti online e a partecipare a
sflate in tutti gli Stati Uniti, spiega.
In Kirghizistan, intanto, gli efetti delle
numerose ondate di emigrazione si fanno
sentire. Il paese non si mai ripreso dalleso-
do di manager, insegnanti, professori e
operai della met degli anni novanta, spie-
ga Pavel Djatlenko, del Polis Asia research.
Quegli emigrati erano soprattutto cittadini
non di etnia kirghisa, che dopo il crollo
dellUnione Sovietica si erano ritrovati a far
parte di minoranze etniche in una terra or-
mai straniera. La perdita di questa lite di
lavoratori ha trasformato leconomia del
paese, che tornata a essere essenzialmen-
te agricola, spiega Djatlenko. Quellesodo
stato seguito, nei primi anni 2000, da
unaltra partenza in massa di lavoratori,
specializzati e non, soprattutto verso la
Russia e il Kazakistan. Calcolare il numero
esatto di quanti sono partiti non facile,
anche considerato che molti lavorano in
nero. Secondo Nurbek Omurov, dellOrga-
nizzazione internazionale per la migrazio-
ne, circa il 64 per cento dei 5,5 milioni di
abitanti del Kirghizistan riceve ogni anno
rimesse dagli emigrati: nei primi nove mesi
del 2012 nel paese sono arrivati 1,4 miliardi
di dollari.
Stando alle cifre dellufcio statistico di
Bishkek, da quando il Kirghizistan ha otte-
nuto lindipendenza, nel 1991, partito
circa un milione di persone.
Negli ultimi tempi se ne vanno soprat-
tutto persone istruite, poliglotte e giovani.
Rappresentano una minoranza prevalente-
mente urbana, ma la loro partenza ha con-
seguenze gravi. Le industrie faticano a tro-
vare dirigenti, nei giornali mancano repor-
ter preparati e nelle aree rurali c una ter-
ribile carenza di medici e insegnanti. Se-
condo le statistiche del ministero della sa-
nit, nel 2012 circa 1.200 medici hanno la-
sciato il paese. La penuria pi grave si regi-
stra nelle province di Naryn, che ha bisogno
di 146 dottori, e Issyk-Kul, dove ne servono
165, spiega il deputato Talant Omurbekov.
Entrambe le province sono a diverse ore di
viaggio dalle citt pi grandi, Bishkek e
Osh. Anche nella capitale, tuttavia, manca-
no 150 pediatri e 200 medici di pronto soc-
corso con specializzazioni diverse.
Secondo Saidulla Nyshanov, deputato
del partito socialista Ata Meken, i medici
emigrano per fuggire dai miseri stipendi
del Kirghizistan, che ammontano in media
a settemila som (146 dollari) al mese per un
infermiere e diecimila per un medico. Oltre
ai magri salari, alla corruzione diffusa e
allinstabilit politica (nel 2005 e nel 2010
il Kirghizistan stato teatro di violente pro-
teste di piazza, che hanno portato in en-
trambi i casi alle dimissioni del governo),
pesano anche le divisioni in clan e il campa-
nilismo, che frenano la mobilit sociale e
spingono i giovani a fuggire. La nostra so-
ciet sta tornando a essere molto tradizio-
nalista, e le divisioni in clan contano sem-
pre di pi. Ai candidati alle pi alte cariche
amministrative viene prima chiesto da qua-
le parte del paese arrivano e solo dopo se
hanno lesperienza necessaria per svolgere
un determinato lavoro, aggiunge Djatlen-
ko. Per chi resta indietro le conseguenze
sono prevedibili: La competizione tra i
giovani diminuita sensibilmente. Alluni-
versit vedo sempre pi matricole che han-
no addirittura problemi a leggere.
Patrioti a distanza
Maksim Stepanenko ha 22 anni ed nato
nel villaggio di Khaidarkan, nel sud del pa-
ese, ma vive e lavora a San Francisco. uno
dei quattro laureati del Massachusetts insti-
tute of technology che hanno fondato Locu,
un sistema molto diffuso per la gestione
online dei men dei ristoranti. Per il mo-
mento vuole continuare a occuparsi di Lo-
cu, ma in futuro potrebbe fondare unaltra
startup. felice di essere nella Silicon val-
ley. Non prevedo di tornare in Kirghizistan
nel prossimo futuro, ma voglio contribuire
alla crescita del nostro sistema informatico,
che si sta sviluppando in fretta, dice. I kir-
ghisi che vivono allestero possono avere un
impatto positivo sullo sviluppo del paese.
Roza Otunbaeva stata presidente del
Kirghizistan tra il 2010 e il 2011. Prima dal-
lora aveva ricoperto diversi incarichi diplo-
matici allestero. Per questo nel 2005 le fu
impedito di candidarsi al parlamento con il
pretesto che non aveva pi la cittadinanza
kirghisa. Oggi dirige una fondazione che,
oltre a occuparsi di istruzione, arte, cultura,
donne e giovani, ha tra le sue priorit il raf-
forzamento dei legami tra il Kirghizistan e
la diaspora. Lesodo di personale specializ-
zate non deve creare panico, aferma: Se
la gente vuole fare esperienze diverse e
guadagnare di pi, perch impedirglielo?
Quando saranno pronti per aiutare il loro
paese, torneranno.
In realt la diaspora pu anche rappre-
sentare unopportunit per il paese, sostie-
ne Otunbaeva. Non mancano gli esempi di
emigrati che hanno ricevuto unottima
istruzione allestero e poi sono tornati e
hanno investito le loro competenze nel pa-
ese. Tuttavia c anche chi pensa che il Kir-
ghizistan dovrebbe cercare di trattenere i
suoi talenti e di riportare a casa chi partito.
Per riuscirci, si potrebbe collegare meglio il
sistema dellistruzione al mondo del lavoro,
propone Sergej Masaulov: Non basta ga-
rantire listruzione. Dobbiamo capire di
quali specialisti ha bisogno il paese e poi
formarli, spiega. Se ci servono ingegneri
altamente specializzati, perch continuia-
mo a sfornare eserciti di avvocati ed econo-
misti che poi non trovano lavoro?. Lanno
scorso le facolt pi gettonate sono state
quelle di legge, management, fnanza, con-
tabilit, medicina, informatica e lingue. Il
settore dellagricoltura la priorit naziona-
le, secondo la ministra dellistruzione Ka-
nat Sadykov rimasto a bocca asciutta.
Danijar Derkembaev vive in Germania,
dove ripara strumenti di misura industriali,
si occupa di alimentazione e dirige lasso-
ciazione Manas, che raccoglie i membri
della diaspora kirghisa in Europa. Torna
spesso in patria, per tenere lezioni di cucina
e per fornire consulenze alle organizzazioni
che aiutano gli emigrati. Derkembaev so-
stiene che anche la politica ha le sue colpe:
ai partiti, infatti, fa comodo rivolgersi agli
emigrati come blocco sociale unico, spesso
proprio con il tramite di organizzazioni co-
me Manas. Anche per questo il ritorno
degli emigrati non tra le priorit della po-
litica, conclude Derkembaev. gc
56 Internazionale 1002 | 31 maggio 2013
Scienza
S
ono seduto alla mia scrivania
alluniversit di Washington
e sto cercando di conservare
energia. In realt, non sono io
a perderla ma le simulazioni
del mio computer. Probabil-
mente per i colleghi in fondo al corridoio
pensano che sto sprecando energie: quan-
do dico che sto studiando la materia oscu-
ra, la gente comincia a studiare me. Non
tutti quelli che lavorano qui credono che
questa forza esista.
Nelle mie presentazioni sottolineo sem-
pre che la materia oscura ci aiuterebbe a
risolvere molti misteri del cosmo. Il mio as-
so nella manica il rasoio di Occam: lidea
che un unico postulato possa spiegare tante
cose. Poi cito tutto quello che la teoria stan-
dard sulla materia oscura non spiega: a
quanto pare non ci sono abbastanza galas-
sie satellite intorno alla nostra Via Lattea e
la forma interna delle piccole galassie in-
coerente. Invoco di nuovo il rasoio di Oc-
cam e sostengo che questi problemi si pos-
sono risolvere aggiungendo alla materia
oscura una debole auto-interazione, un fe-
bile scattering (difusione) in cui le sue par-
ticelle entrano in collisione tra loro. A quel
punto qualcuno mi chiede se ci credo vera-
mente. Bella domanda.
Il mondo che vediamo unillusione,
anche se permanente. Ci siamo gradual-
mente abituati allidea che in realt la natu-
ra costituita da campi quantistici incerti,
quindi quello che vediamo non necessa-
riamente quello che . La materia oscura
unestensione di questo concetto. Sembra
che la maggior parte della materia delluni-
verso ci sia stata nascosta. Questo mette sia
i fsici sia la gente in una situazione difci-
le. I fisici sono preoccupati di non poter
confermare la teoria n individuare chiara-
mente loggetto della questione, e la gente
fa fatica ad accettare un concetto cos vago
e sfuggente. Questa situazione ricorda in
modo inquietante la controversia sulletere
di un secolo fa.
Alla fine dellottocento, gli scienziati
cominciarono a chiedersi come facevano le
onde elettromagnetiche (per esempio la
luce) ad attraversare il vuoto. Dato che le
onde che ci sono pi familiari usano come
mezzo lacqua lacqua che le forma
sembrava ovvio che dovesse esserci un
mezzo attraverso il quale passavano anche
le onde elettromagnetiche. Gli scienziati
ipotizzarono quindi lesistenza dellete-
re, un campo impercettibile che si riteneva
permeasse tutto lo spazio.
Nel 1887, gli scienziati americani
Edward Morley e Albert Michelson con-
dussero un famoso esperimento per verif-
care lesistenza delletere. Se la luce aveva
bisogno di un mezzo per propagarsi, dice-
vano, la Terra doveva muoversi attraverso
quello stesso mezzo. Perci costruirono un
ingegnoso apparato per verifcare questa
ipotesi, costituito da una lastra di pietra che
galleggiava sul mercurio liquido, in modo
da poter ruotare in ogni direzione, e da un
sistema di specchi. Lidea era quella di con-
frontare la lunghezza donda dei raggi di
luce che viaggiavano in direzioni diverse
mentre lapparato ruotava o mentre la Ter-
ra girava intorno al Sole. Quando il nostro
pianeta viaggiava lungo la sua orbita in di-
rezione opposta a quella del vento detere, i
raggi di luce avrebbero dovuto incontrare
una resistenza e la loro lunghezza donda
avrebbe dovuto accorciarsi. Sei mesi dopo,
la direzione dellimpedenza avrebbe dovu-
to invertirsi e la lunghezza donda allungar-
si. Ma con grande sorpresa di molti, la lun-
ghezza donda non cambiava, qualunque
fosse la direzione in cui viaggiavano i raggi.
Non cera traccia del mezzo che si aspetta-
vano di trovare. Lipotesi delletere era sba-
gliata.
La metafora di Zwicky
Ma non tutti i fsici ne esclusero lesistenza.
Il disaccordo sulla questione continu al-
meno fno a quando alcune delle persone
che avevano proposto quella teoria non
morirono. Lo stesso Morley non credeva ai
risultati che aveva ottenuto. Solo in seguito
ci si sarebbe resi conto che lesperimento di
Michelson e Morley non solo dimostrava
lassenza delletere ma era anche la confer-
ma della pi radicale teoria della relativit
di Albert Einstein.
Materia oscura, energia oscura, denaro
oscuro, mercati oscuri, biomassa oscura,
lessico oscuro, genoma oscuro: sembra che
gli studiosi aggiungano questo aggettivo a
Una forza
nel buio
Alexander B. Fry, Aeon, Regno Unito
Non potremo mai toccarla, e forse non conosceremo mai la sua vera natura.
Potrebbe essere molto comune nel nostro universo, ma anche molto sfuggente.
La materia oscura la grande questione irrisolta della fsica. Eppure sarebbe
una soluzione semplice a un problema complicato
Internazionale 1002 | 31 maggio 2013 57
qualsiasi fenomeno importante che non
riescono a spiegare del tutto o che sfugge
almeno in parte alla percezione diretta.
Loscurit, in altre parole, metaforica. In
origine, tuttavia, era intesa in senso piutto-
sto letterale. Negli anni trenta, lastronomo
svizzero Fritz Zwicky osserv un ammasso
di galassie legate tra loro dalla gravit che
orbitavano luna intorno allaltra troppo ra-
pidamente. Solo la forza gravitazionale di
una grande massa invisibile sembrava in
grado di spiegare perch non si allontana-
vano. Zwicky ipotizz la presenza di un
qualche tipo di materia oscura nel senso
pi banale possibile. Pensava semplice-
mente che ci fosse qualcosa che non riusci-
va a vedere. Ma gli astronomi hanno conti-
nuato a trovare la frma di una massa invisi-
bile in tutto il cosmo. Per esempio, anche le
stelle allinterno delle galassie ruotano
troppo rapidamente. Anzi, sembra che la
materia oscura sia la forma di materia pi
comune nel nostro universo.
Ma anche la pi sfuggente. Non pre-
senta uninterazione forte con se stessa n
con la materia che si trova normalmente
nelle stelle, nei pianeti o in noi. La sua pre-
senza si deduce solo dai suoi efetti gravita-
zionali, e la gravit, purtroppo, la pi de-
bole delle forze fondamentali. Ma anche
lunica a lungo raggio, ed per questo che la
materia oscura predomina nellarchitettura
delluniverso.
Negli ultimi cinquantanni, abbiamo
sviluppato un modello cosmologico stan-
dard che descrive abbastanza bene luni-
verso osservato. Allinizio, un big bang ad
altissima temperatura ha provocato la rapi-
da espansione dello spazio e ha gettato le
basi per le futtuazioni della densit della
materia in tutto luniverso. Nei 13,7 miliardi
di anni successivi, quella densit aumen-
tata grazie allazione instancabile della for-
za di gravit, fno a formare limpalcatura
cosmica della materia oscura, che con la
Unimmagine della nebulosa elica, a circa 700 anni luce dalla Terra, catturata dal telescopio Vista
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Scienza
sua forza dattrazione gravitazionale tiene
sospese le galassie che vediamo.
Questo modello supportato da molti
dati, tra cui la radiazione di fondo delluni-
verso, la distribuzione delle galassie e le
collisioni tra ammassi di galassie. Queste
osservazioni nascono dalla combinazione
di competenze e analisi indipendenti in
molti settori dellastronomia. Tutto sembra
confermare un modello cosmologico che
prevede la materia oscura. Non solo una
bellissima teoria della quale ci siamo inna-
morati, c anche il fatto che non esiste
unalternativa coerente che abbia lo stesso
valore predittivo. Ma niente di tutto questo
spiega cos esattamente la materia oscura.
il grande problema irrisolto della fsica.
Perci la caccia continua. Gli accelera-
tori di particelle setacciano dati, i rilevatori
aspettano pazientemente sottoterra e i te-
lescopi fssano il cielo. Gli esperimenti de-
gli ultimi anni hanno gi imposto forti limi-
ti alle teorie possibili. A voler essere ottimi-
sti, potremo capire la vera natura della
materia oscura entro qualche decennio. A
voler essere pessimisti, non la capiremo
mai.
Lepoca doro della cosmologia
Siamo in unera di scoperte. Esiste una teo-
ria ben confermata per tutte le particelle
fondamentali che abbiamo gi osservato.
La stessa teoria prevede lesistenza di altre
particelle che non sono state ancora sco-
perte. Qualche decina danni fa, i teorici si
resero conto che poteva esistere una cosid-
detta weakly interacting massive particle
(o wimp), cio unipotetica particella dotata
di massa che interagisce con la materia
normale tramite la gravit e la forza nucle-
are debole. Questa generica particella
avrebbe tutte le caratteristiche per essere
defnita materia oscura, e potrebbe nascon-
dersi proprio sotto il nostro naso. Se la ma-
teria oscura fosse veramente costituita da
wimp, interagirebbe cos debolmente con
la materia normale che potremmo indivi-
duarla solo grazie a specifci esperimenti
che i fsici stanno appena cominciando a
progettare. Il pi promettente potrebbe es-
sere quello con il Large underground xenon
(Lux) del South Dakota, il pi grande rive-
latore di materia oscura del mondo. Lim-
pianto stato inaugurato a febbraio del
2013 in unex miniera doro e riesce a rileva-
re la presenza delle particelle subatomiche
pi sfuggenti. Tuttavia, nonostante lestre-
ma sensibilit del Lux, fnora le uniche par-
ticelle che sono cadute nella sua trappola
sono pezzetti di rumore cosmico, niente di
pi.
Il successo ottenuto in passato dai para-
digmi standard della fsica teorica ci spinge
a cercare ununica generica particella di
materia oscura: la materia oscura. Ma qual-
cuno potrebbe obiettare che non abbiamo
nessun motivo per supporre che ci sia qual-
cosa da trovare. Come disse il fsico inglese
John Barrow nel 1994: Non c ragione di
pensare che luniverso sia stato progettato
per noi. Tenendo presente questo, sembra
che le possibili alternative siano le seguen-
ti. La materia oscura esiste o non esiste. Se
esiste, possiamo rilevarla oppure no. Le os-
servazioni che hanno portato gli astronomi
a ipotizzarla sono troppo solide per non es-
sere prese in considerazione, quindi largo-
mento principale contro lesistenza della
materia oscura che non capiamo ancora
bene la gravit, e che la gravit forse non si
comporta come sosteneva Einstein. Sareb-
be un drastico cambiamento nella nostra
visione della fsica, che pochi sono disposti
ad accettare. Daltra parte, se la materia
oscura esiste e non siamo in grado di veder-
la, ci troveremmo in una posizione piutto-
sto scomoda.
Ma siamo nellepoca doro della cosmo-
logia. Negli ultimi ventanni abbiamo sco-
perto tante cose: abbiamo misurato le va-
riazioni della radiazione residua del big
bang, scoperto che lespansione delluni-
verso sta accelerando, intravisto i buchi
neri e le esplosioni pi luminose delluni-
verso. Nei prossimi dieci anni probabil-
mente osserveremo le stelle pi antiche,
riusciremo a ricostruire quasi lintera di-
stribuzione della materia, e percepiremo la
fusione dei buchi neri grazie alle onde gra-
vitazionali. Nonostante tutte queste mera-
vigliose prospettive, lo studio della materia
oscura rimane particolarmente invitante
perch si colloca alla confuenza tra nuove
osservazioni, teoria, tecnologia e (si spera)
nuovi fnanziamenti. Le proposte che sono
state avanzate per misurarla rientrano pi
o meno in tre categorie: la creazione artif-
ciale (in un acceleratore di particelle), il ri-
levamento indiretto e il rilevamento diret-
to. Questultimo, il tentativo cio di cattu-
rare al volo le wimp, il pi esaltante. Quel-
lo con il rilevatore sotterraneo Lux uno
dei primi di una nuova generazione di espe-
rimenti ultrasensibili. Conta sul fatto che la
wimp interagisca con il nucleo di un norma-
le atomo. Questi esperimenti in genere si
basano sul rafreddamento a temperature
estremamente basse di un elemento puro
come il germanio o lo xenon e sulla scher-
matura da particelle estranee. Il problema
che qualche particella riesce comunque a
infltrarsi. Le interazioni con queste intruse
sono attentamente controllate. La riduzio-
ne del rumore, la schermatura e un attento
rilevamento statistico sono lunico modo
per essere sicuri che certi eventi siano vere
interazioni con la materia oscura e non falsi
allarmi.
I teorici hanno considerato vari modi in
cui questo potrebbe verificarsi con una
wimp standard. In efetti, la prima genera-
zione di esperimenti ha gi escluso la cosid-
detta interazione con scattering del bosone
z. Quello che rimane lo scattering media-
to dal bosone di Higgs, che coinvolgerebbe
la particella scoperta lo scorso novembre al
Cern di Ginevra. Questo signifcherebbe
uninterazione molto debole, ma sufcien-
te per essere rilevata dalla nuova genera-
zione di esperimenti.
Ancora una volta, fare scienza non si-
gnifca tanto stabilire quello che c quanto
quello che non c, e le numerose rilevazio-
ni mancate hanno imposto alcuni limiti
abbastanza interessanti alla materia oscu-
ra. Come nel caso delletere, hanno anche
evidenziato alcune anomalie che devono
essere chiarite. Usando un rivelatore diver-
so dal Lux, gli scienziati che si occupano
dellesperimento italiano Dama (che sta
per dark matter) nei laboratori Infn del
Gran Sasso sostengono di aver trovato una
modulazione annuale nel loro segnale di
materia oscura. I loro detrattori mettono
perfno in dubbio che abbiano un segnale.
Come nel caso delletere, ci aspettavamo di
vedere questo tipo di variazione annuale,
dato che la Terra orbita intorno al Sole, che
a volte segue la pi grande rotazione galat-
tica e a volte va in direzione contraria. I fsi-
ci del Dama hanno misurato questa modu-
lazione annuale. Quelli di altri progetti
(Xenon, Cdms, Edelweiss e Zeplin, per
esempio) non lhanno rilevata, ma tutti
questi esperimenti non possono essere
Nel bene o nel male,
vivere in un universo
che per la maggior
parte inaccessibile
signifca vivere
in un mondo di
infnite possibilit
58 Internazionale 1002 | 31 maggio 2013
Internazionale 1002 | 31 maggio 2013 59
confrontati direttamente, quindi probabil-
mente dovremmo aspettare a giudicare.
La natura pu essere crudele. I fsici po-
trebbero prendere la non rilevazione come
un invito a desistere, ma c sempre la stuz-
zicante possibilit che serva solo un esperi-
mento migliore. O forse la materia oscura
si riveler un tipo di materia complessa
quanto quella normale. Gli esperimenti
precedenti hanno imposto limiti piuttosto
precisi a quanta complessit ci possiamo
aspettare non c la possibilit che esista-
no persone fatte di materia oscura e nean-
che una chimica della materia oscura ma
potrebbero comunque esisterne diverse
variet. Potremmo scoprire un tipo di par-
ticella che spiega solo una minima parte
della sua massa complessiva.
Mondo parallelo
In un certo senso, questo gi successo. I
neutrini sono misteriosi ma molto comuni
(ogni secondo ne passano 60 miliardi attra-
verso una zona delle dimensioni del nostro
dito mignolo). Non interagiscono quasi mai
con la materia normale, e fno al 1998 pen-
savamo che non avessero alcuna massa. In
realt, i neutrini costituiscono una piccolis-
sima percentuale della massa delluniver-
so, e si comportano come uno strano tipo di
materia oscura. Non sono la materia
oscura che stiamo cercando, ma non det-
to che ne esista un unico tipo.
Dire che siamo in unera di scoperte si-
gnifca semplicemente dire che siamo in
unera di profondo interesse per la struttura
del cosmo. I fsici sostengono che se riu-
scissimo a stabilire che la materia oscura
non fatta di wimp, saremmo gi a buon
punto. Non sarebbe anche quella una sco-
perta? Al tempo stesso, il settore tutto un
fermento di idee e teorie rivali. Alcuni stan-
no esplorando la possibilit che la materia
oscura abbia delle interazioni, ma che non
le vedremo mai. Se cos fosse, la loro scala
sarebbe cos microscopica che non cambie-
rebbe la cosmologia. Potrebbe anche avere
un intero universo tutto suo: un mondo
oscuro. Per i fsici, questa possibilit al
tempo stesso terrificante e affascinante.
Potremmo ipotizzare un intricato regno
della materia oscura che sfuggir per sem-
pre alla nostra osservazione, salvo che per
le interazioni che ha con il nostro universo
tramite la gravit. Il mondo oscuro sarebbe
una sorta di universo parallelo.
facile giocare con lidea di base della
materia oscura quando tutte le modifche
che applichi sono molto deboli. Ed esatta-
mente quello che stanno facendo i suoi te-
orici. Ho anche accarezzato lidea che la
materia oscura possa interagire con se stes-
sa e ho provato a verifcarlo avviando simu-
lazioni delle galassie in un supercomputer.
Su vasta scala, dove le predizioni della co-
smologia sono molto precise, non succede
nulla, ma su scala pi piccola, dove la teoria
della materia oscura mostra segni di cedi-
mento, si risolvono diversi problemi. Le si-
mulazioni sono belle da vedere e le loro
previsioni sono ragionevoli. Ma ci sono
troppi parametri liberi, e quindi i risultati
possono sembrare fatti apposta per confer-
mare le osservazioni. Per questo evito di
esprimere qualsiasi giudizio, e vi consiglio
di fare la stessa cosa.
Probabilmente non sapremo mai per
certo se la materia oscura interagisce con
se stessa. Nel migliore dei casi, possiamo
stabilire un limite alla massima forza che
queste interazioni possono avere. Perci,
quando mi chiedono se penso che la teoria
corretta sia quella dellautointerazione, di-
co di no. Afermo solo quello che possibi-
le, non quello che . Un po deludente, ve-
ro? Alla base della cosmologia dovrebbe
esserci qualche verit profonda che possia-
mo sperare di comprendere.
Forse un giorno il Lux o un altro progetto
trover quello che stiamo cercando. O for-
se, su qualche supercomputer scoprir una
verit nascosta sulla materia oscura. Co-
munque, questa scoperta rimarr lontana
da noi, mediata da tutta una serie di fanta-
smi nelle macchine. Luniverso della mate-
ria oscura fa parte del nostro universo, ma
non ci sembrer mai il nostro universo. La
natura ci fa uno strano scherzo epistemolo-
gico. Tutte le cose che osserviamo hanno
un unico tipo di esistenza, ma quelle che
non siamo in grado di osservare potrebbero
avere un numero infnito di tipi di esistenza.
Una buona teoria dovrebbe avere il giusto
grado di complessit. E la materia oscura
la soluzione pi semplice a un problema
complicato, non una soluzione complicata
a un problema semplice. Ma non abbiamo
nessuna garanzia che prima o poi ne cono-
sceremo la natura. E anche se gli astrofsici
la comprenderanno a livello concettuale,
non potremo mai toccarla. Rimarr sempre
fuori della nostra portata. Nel bene e nel
male, vivere in un universo che per la
maggior parte inaccessibile signifca vivere
in un mondo di infnite possibilit. bt
La Ngc 4945, una galassia spirale nella costellazione del Centauro
E
S
O
LAUTORE
Alexander B. Fry si sta specializzando in
astronomia alluniversit di Washington a
Seattle. il responsabile del blog The
Astronomist.
S
ara Naomi Lewkowicz ha co-
nosciuto Maggie e Shane nel
settembre del 2012 al festival
del mai s a Mi l l erspor t ,
nellOhio. Ha visto Shane
con una bambina in braccio e
ha chiesto se poteva fargli una foto. Poi ha
fatto amicizia con Maggie, la compagna di
Shane. Cerano anche i due fgli avuti da
Maggie con il marito da cui si era separata.
Shane ha raccontato a Lewkowicz della
sua dipendenza dalle droghe e degli anni
passati in prigione. La fotografa ha cos
pensato a un progetto sul reinserimento
dei detenuti nella societ, in particolare la
difcolt di trovare lavoro, e ha cominciato
a ritrarre Shane e Maggie nella vita quoti-
diana.
Tutto cambiato due mesi dopo, quan-
do Shane ha aggredito Maggie davanti alla
fotografa. La coppia aveva cominciato a
litigare in un locale e aveva continuato a
casa, dove sono avvenute le violenze. Po-
chi minuti dopo arrivata la polizia, chia-
mata da un coinquilino, che ha arrestato
Shane. Da quel giorno Lewkowicz ha con-
tinuato a seguire Maggie, che sta cercando
di ricostruire la sua vita. Poche settimane
dopo la donna partita per lAlaska dove
ha riallacciato i rapporti con il marito Za-
ne. Luomo un militare tornato da poco
dallAfghanistan.
in corso al congresso un dibattito sul-
la proroga della legge sulla violenza contro
le donne, approvata nel 1994, che permet-
te alla polizia di arrestare gli aggressori
anche se le vittime non collaborano.
Sara Naomi Lewkowicz una fotografa
statunitense. Questo reportage stato
realizzato tra settembre e dicembre del
2012. Negli Stati Uniti ha suscitato un
acceso dibattito e molti si sono chiesti se la
fotografa sarebbe dovuta intervenire.
Testimone
oculare
Doveva essere un reportage sul reinserimento dopo il
carcere, si trasformato in un racconto sulla violenza
domestica. Le foto di Sara Naomi Lewkowicz
Portfolio
60 Internazionale 1002 | 31 maggio 2013
Sopra: Maggie, 19 anni, e Shane,
31, con Memphis, 2, e Kayden, 4.
Sopra il titolo: Shane e Memphis.
Shane si fatto tatuare sul collo il
nome di Maggie. Qui accanto, da
sinistra: Maggie e Shane; i due
insieme a Kayden.
Internazionale 1002 | 31 maggio 2013 61
Portfolio
62 Internazionale 1002 | 31 maggio 2013
Internazionale 1002 | 31 maggio 2013 63
Shane aggredisce Maggie in presenza di Memphis (mentre Kayden dorme)
64 Internazionale 1002 | 31 maggio 2013
Portfolio
Nella foto grande: Shane spinge Maggie contro i fornelli.
In seguito luomo ha anche messo le mani intorno al collo
della sua compagna, quasi a sofocarla. Qui sopra,
dallalto: Shane durante la lite che ha preceduto
laggressione; luomo viene portato via dalla polizia. Qui
accanto, da sinistra: Kayden e Memphis in macchina
(Maggie li sta portando a casa di Amy, la sua migliore
amica, dove hanno passato la notte dopo laggressione);
Maggie a casa di Amy la mattina dopo; Memphis
allaeroporto di Columbus in attesa di imbarcarsi con la
madre e il fratello per lAlaska. Il padre di Kayden e
Memphis, un militare, vive ad Anchorage.
Internazionale 1002 | 31 maggio 2013 65
66 Internazionale 1002 | 31 maggio 2013
Viaggi
Lasciate la piazza allaltezza dellangolo
nordest e seguite Sophienstrae oltrepas-
sando la Katholische Hofirche, limpo-
nente cattedrale cattolica di Dresda.
Svoltate a destra su Schlossplatz , salite
i gradini per la Brhlsche terrasse e godete-
vi il panorama: le spire dellAlstadt alle
spalle, in basso lElba e il Neustadt.
Shopping NellAlstadt si trovano diversi
negozi interessanti come Deutsche Weine
& Mehr su Kleine Brdergasse 1, specializ-
zato in vini. Alcuni dei migliori negozi di
Dresda sono nel Neustadt. A Metzer
strae, il grande mercato di Neustdter
markthalle vende merce di ogni genere,
dai fori ai giocattoli ( chiuso la domenica,
ma nei giorni feriali aperto dalle 8 alle 20,
e fno alle 18 il sabato). La boutique di mo-
da di Gabriele Hfner, su An der Dreik-
nigstrae 10, testimonia delleleganza del
quartiere . Anche Dorothea Michalk sullo
stesso genere, e si trova in Obergraben 15.
Invece, in Obergraben 8, c la galleria dar-
te Koenitz.
Pranzo di corsa Al numero 36 della stri-
scia pedonalizzata di Hauptstrae, nel
Neustadt, lo Schwarzmarkt caf serve
gnocchi con noci e gorgonzola per 8 euro.
Un giro in barca Alle due del pomeriggio,
dal molo della Schsische Dampfschifahrt
(saechsische-dampfschifahrt.de), in Ter-
rassenufer 2, nellAlstad, partono le escur-
sioni sullElba con il battello a vapore. La
gita prevede anche una visita al castello.
Risalendo il fume, dopo una quindicina di
chilometri c lo schloss Pillnitz, (il castello
di Pillnitz) la settecentesca residenza esti-
va in stile barocco di molti re della Sasso-
nia. La gita dura cinque ore.

Aperitivo LAussere Neustadt (una parte
della citt nuova) si lascia alle spalle lar-
chitettura barocca per dare spazio alla vita
notturna. Il Pinta, su Louisenstrae 49,
uno dei migliori bar della zona, anche per-
ch serve cocktail come lo Scorpion (rum,
cointreau, succo di limone) a 8,50 euro.
A cena A Dresda non manca la buona cu-
cina. Villandry, su Jordanstrae 8 (villan-
dry.de) un ristorante molto di moda che
ofre del fletto di persico con fnocchi per
17,50 euro. Altrimenti c il Planwirtschaft,
su Louisenstrae 20 (planwirtschaft.de),
un locale pi retr che ofre lo schnitzel a
D
resda, capitale del ln-
der della Sassonia, si
trova nella parte orien-
tale della Germania, a
circa cento chilometri
dal confne con la Re-
pubblica Ceca. Il nucleo storico della citt,
che risale in gran parte al diciottesimo se-
colo, diviso in due dal fume Elba. Le im-
ponenti chiese e i musei dellAltstadt (citt
vecchia) sono sulla riva meridionale, men-
tre a nord ci sono le strade eleganti e i nego-
zi del Neustadt (la citt nuova). Le attrazio-
ni principali sono facilmente raggiungibili
a piedi, ma chi non ama camminare pu
contare sullefcientissimo trasporto pub-
blico.
Primo giorno Si pu cominciare la pas-
seggiata partendo dai giardini che si trova-
no nel cuore dello Zwinger (fortifcazione
tra le mura cittadine), il grande complesso
architettonico in stile barocco. Il palazzo fu
fatto costruire dal monarca sassone Fede-
rico Augusto I di Sassonia ed abbondan-
temente decorato. La bellezza di Dresda si
deve soprattutto a lui e al suo gusto dello
sfarzo. Il palazzo stato seriamente dan-
neggiato nel 1945 durante i bombardamen-
ti aerei degli alleati. Uscite a nord su Thea-
terplatz. Il teatro dellopera Semperoper, al
numero 2 della piazza, risale al 1841, ma
stato ricostruito dopo la seconda guerra
mondiale. Gli orari variano, ma ogni gior-
no alle tre del pomeriggio parte una visita
guidata in inglese che costa 9 euro (sempe-
roper-erleben.de).
Due giorni
a Dresda
Chris Leadbeater, The Independent, Regno Unito
Foto di Gerhard Westrich
La citt tedesca ofre gite
in battello sul fume Elba,
architettura barocca e musei
con opere di artisti come
Rafaello, Tiziano e Rembrandt
Le chiese Kreuzkirche
e Frauenkirche
raccontano pi
di qualunque
altra cosa la storia
della distruzione
di Dresda nel 1945
L
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F

C
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N
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S
T
O
Internazionale 1002 | 31 maggio 2013 67
9,80 euro. Tornando nellAlstadt, il restau-
rant Henricus (restaurant-henricus.de), su
Neumarkt 12, serve coscio di coniglio al ra-
g di albicocche a 17,90 euro.
Secondo giorno Due chiese raccontano
meglio di qualunque altra cosa la storia del-
la distruzione di Dresda nel 1945. Allangolo
sudest dellAlmarkt, la vasta Kreuzkirche
(kreuzkirche-dresden.de) sopravvissuta
ai bombardamenti. Le foto sul retro della
chiesa mostrano questo importante monu-
mento del protestantesimo ridotto in cene-
re, ma ancora pieno di forza vitale (la messa
domenicale comincia alle 9.30; lorario di
apertura per le visite dalle 10 alle 18 nei
giorni feriali, dalle 12 alle 18 il sabato). La
chiesa settecentesca di Frauenkirche , inve-
ce, stata rasa al suolo. Lelegante struttura
su An der Frauenkirche, al confine della
piazza Neumarkt (frauenkirche-dresden.
de), una ricostruzione architettonica com-
pletata nel 2005. Linterno lincarnazione
Arrivare e muoversi Il prezzo di un volo
dallItalia (Lufthansa, Airberlin) per Dresda
parte da 249 euro a/r. Per raggiungere il centro
della citt si pu prendere lautobus (linee 77 e
97) o il treno (la linea S2 della SBahn) che parte
ogni trenta minuti (dalle 4.47 alle 23.47) e in 18
minuti arriva alla stazione di Mitte. Una corsa
singola per qualsiasi percorrenza allinterno
della rete costa due euro. Un biglietto valido per
quattro corse costa cinque euro. Una tageskarte
(biglietto giornaliero) valido per la zona 1
(il centro) costa 5,50 euro ( vvo-online.de).
Dormire Lo Swissotel (intern.az/16ejgQ6)
stato inaugurato nel 2012 e si trova nel centro
storico di Dresda. Il prezzo di una doppia parte
da 108 euro a notte.
Leggere Edgardo Cozarinsky, Ultimo
incontro a Dresda, Guanda 2012, 14,50 euro.
La prossima settimana Viaggio a Roma
per visitare il Pantheon. Avete suggerimenti su
tarife, posti dove mangiare, libri? Scrivete a
viaggi@internazionale.it.
Informazioni
pratiche
della quiete, con una testimonianza antimi-
litarista: lantica croce della guglia recupe-
rata dalle macerie nel 1993 praticamente
intatta (lorario di apertura per le visite
dalle 10 alle 18 dal luned al sabato e dalle
12. 30 alle 18 la domenica).
Brunch allaperto Fuori della Kreuzkir-
che, al numero 6 di Altmarket, il Caf cen-
tral serve la colazione allaperto dalle nove
del mattino alle quattro del pomeriggio: la
colazione abbondante a base di afettati,
crema di formaggio, pane di segale, frutta
fresca, succo darancia e caf costa 7,30
euro (central-dresden.de).
Pomeriggio culturale Lo Zwinger ospita
una serie di musei come la Gemldegalerie
Alte Meister (pinacoteca degli antichi ma-
estri) nellala Semperbau del palazzo (skd.
museum; marted-sabato dalle 10 alle 18;
prezzo 10 euro). Allinterno ci sono opere
di Rafaello, Tiziano, Botticelli, Rubens,
Van Dyck e Rembrandt. Il Porzellan samm-
lung accessibile dal Glockenspielpavillon
(padiglione del carillon). Ospita una colle-
zione di porcellane Meissen prodotte in
Sassonia a partire dal 1710 (per gli orari si
pu consultare il sito della pinacoteca, lin-
gresso costa 6 euro). Dallaltra parte del
fume, a Palaisplatz 11, c il Japanisches
palais, un altro esempio della vanagloria di
Federico Augusto I. Al suo interno c il
Vlkerkundemuseum, con oggetti (incisio-
ni della Micronesia e armi indonesiane) di
provenienza orientale (voelkerkunde-dre-
sden.de; dalle 10 alle 18, dal marted al sa-
bato; prezzo 2,50 euro).
Passeggiata nel parco Il Grosser garten
risale al 1676 ed un intreccio di sentieri
ricoperti di foglie. Il Dresdner Parkeisen-
bahn (dresdner-parkeisenbahn.de), una
specie di ferrovia in miniatura, aggiunge
una nota di stravaganza.
Ciliegina sulla torta Si pu concludere il
viaggio in pieno stile tedesco al Louisen
garten, su Louisenstrasse 43 (biergarten-
dresden.de). Nel suo giardino si serve la
birra Radeberger Pilsner, a partire da 2,50
euro. fas
Dresda, Germania. Il fume Elba
e lAccademia di belle arti
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N
el retro del ristorante
Carnegie Deli di Man-
hattan Don King mangia
un panino al pastrami
staccandone piccoli pez-
zi con le dita. Qualcuno
gli ha appena fatto una domanda sui suoi
capelli elettrizzati, per la prima volta in
una lunga giornata piena di interviste alla tv
e alla radio. King resta un attimo in silenzio,
e nei suoi occhi un po opachi passa una luce
prudente. Probabilmente la pausa gli serve
per scegliere una delle vecchie leggende
sullorigine della sua pettinatura. Prende un
pezzo di pastrami tra due unghie ben curate
e immerge la carne in un lago di mostarda.
I miei capelli sono laureola di Dio, dice
masticando il suo boccone. Sono schizzati
su quando sono tornato a casa dal carcere.
Una notte mi sono steso a letto accanto a
mia moglie, e i capelli hanno cominciato a
rizzarsi, uno per uno. Sapevo che era Dio.
Voleva dirmi di restare sulla retta via, cos
un giorno avrebbe potuto portarmi in para-
diso con lui. King sorride, ma non il sorri-
so che tutti conoscono, la sfavillante ma-
schera di ottimismo che ha sfoggiato per
tutta la settimana. Adesso, al sicuro del
Carnegie, si fnalmente lasciato soprafa-
re dalla stanchezza. Quando sto bene i ca-
pelli sono perfettamente dritti, spiega con
una punta di rammarico. Ora che le cose
sono complicate si sono un po abbassati.
Ho seguito Don King per due settimane
tra Boca Raton, in Florida, e New York, e
non lho mai visto cos vicino ad ammettere
di non essere pi lo stesso di una volta. Fra
tre giorni Tavoris Thunder Cloud, lunico
dei suoi pugili che abbia una qualche rile-
vanza, salir sul ring del Barclays Center di
Brooklyn per sfidare Bernard Hopkins.
Normalmente lattenzione sarebbe tutta
per Hopkins, che a 48 anni prova a diventa-
re il pi vecchio campione della storia della
boxe. Ma la vera attrazione Don King, con
il suo carisma e il suo futuro incerto. Se
Cloud perder contro Hopkins e soprat-
tutto se lo far in modo noioso la sua breve
carriera di sfdante in incontri di cartello
potrebbe interrompersi, e Don King non
avrebbe pi molto da promuovere. Hopkins,
che come molti altri pugili ha lavorato con
Don King
Caduto
dal trono
Per trentanni ha dominato il
mondo della boxe. Organizzava
i migliori incontri e guadagnava
milioni di dollari. Oggi, a 81
anni, ha perso quasi tutto il suo
potere, e gli resta solo un
grande campionario di battute
Jay Caspian Kang, Grantland, Stati Uniti
King prima dellinevitabile rottura, ha pro-
messo che pianter lultimo chiodo sulla
bara di King. Chi avrebbe mai detto che sa-
rei stato io a mandarlo in pensione?.
Don King non pi seduto sul trono del-
la boxe, ma la sua poltrona donore nella
storia di questo sport non pu levargliela
nessuno. Oggi il modo migliore per godersi
un incontro di boxe mettere su un vecchio
flmato, e questo signifca che se volete ve-
dere Muhammad Ali, Larry Holmes, Mike
Tyson o Julio Csar Chvez alzare le braccia
in segno di trionfo alla fne di un combatti-
mento vi ritroverete davanti anche la fgura
imponente di un uomo con i capelli dritti.
Nel 1975 Don King era nelle Filippine sul
ring del famoso Thrilla in Manila, insie-
me a un Muhammad Ali pi morto che vivo.
Quindici anni dopo, con laspetto sostan-
zialmente immutato, era in Giappone il
giorno in cui Mike Tyson ha perso per la pri-
ma volta. In passato ha negoziato con Mo-
butu Sese Seko, dittatore dello Zaire, e ha
stretto unamicizia profonda con il presi-
dente venezuelano Hugo Chvez. Nessun
uomo vivente, tranne forse un paio di poli-
tici, stato immortalato cos tante volte in-
sieme ai leader mondiali e alle celebrit. Da
appassionato di boxe cresciuto negli anni
ottanta e allinizio degli anni novanta, non
riesco a ricordare un singolo incontro in cui
alla fne non sia apparso sul quadrato Don
King con il suo sigaro stretto tra i denti.
Per questo stasera mi sento un po triste
a starmene seduto davanti a lui al Carnegie
Deli, mentre i turisti fanno la fla per scatta-
re una foto e intanto parlano di lui al passa-
to, come se fosse gi morto. Anche se pro-
babilmente Don King non merita la nostra
compassione, osservare il declino e la
scomparsa di unistituzione americana
sempre straziante. I polsini della sua giacca
di jeans Only in America, la stessa che in-
dossava la sera del Thrilla in Manila, sono
logori. A volte inciampa sulle parole. Sulla
sua faccia un tempo imperturbabile com-
parsa una curvatura verso il basso, qualcosa
di simile a una resa. Don King non ha mai
pensato che sarebbe vissuto fno a 50 anni.
Oggi ne ha 81, ed sotto i rifettori dallini-
zio degli anni settanta.
Genio dei numeri
Nato a Cleveland nel 1931, da giovane Don
King si fatto strada nel racket della rifa
clandestina, un gioco che lui stesso descrive
come una fonte di speranza per persone
che non avevano nessuna speranza. Da
ragazzo voleva essere come Clarence Dar-
row, un avvocato dellOhio impegnato nel
campo dei diritti civili tra lottocento e il no-
20 agosto 1931 Nasce a Cleveland, negli
Stati Uniti.
1966 Picchia a morte un ex dipendente di un
suo locale. condannato a tre anni e mezzo di
carcere.
1970 Poco dopo essere uscito di prigione,
organizza il suo primo incontro di pugilato.
1974 Organizza in Zaire The rumble in the
jungle, un incontro tra Muhammad Ali e George
Foreman. Negli anni successivi organizza
incontri con i pugili pi importanti, come Mike
Tyson, Evander Holyfeld, Julio Csar Chvez.
Marzo 2013 Tavoris Cloud, lultimo dei suoi
pugili ad avere ancora delle possibilit di
vincere il titolo, perde a New York contro
Bernard Hopkins.
Biografa
Ritratti
Internazionale 1002 | 31 maggio 2013 69
vecento, e cos si iscritto alla facolt di leg-
ge della Kent State university. Lestate pri-
ma di immatricolarsi, per, suo fratello
maggiore Connie lha assoldato per pren-
dere i numeri della rifa. In pratica doveva
andare in giro per i quartieri neri di Cleve-
land a raccogliere le puntate da un dollaro.
Gli scommettitori comunicavano un nume-
ro di tre cifre al giovane Don, che in qualche
modo riusciva a tenere a mente tutte le pun-
tate. Alla fne della giornata, se il numero di
un giocatore corrispondeva alle tre cifre
centrali di una determinata serie, il vincito-
re si portava a casa 600 dollari. La fantasti-
ca memoria di Don e la sua straordinaria
loquacit lo rendevano perfetto per la rifa,
e cos poco tempo dopo ha deciso di metter-
si in proprio.
Nonostante il suo coinvolgimento nelle
attivit del crimine organizzato, da ragazzo
King riuscito a evitare grossi guai con la
legge. Fino al 2 dicembre 1954, quando ha
sparato e ucciso Hillary Brown, un uomo
che insieme a due complici aveva tentato di
svaligiare una delle sue case da gioco a Cle-
veland. Il giudice disse che si era trattato di
legittima difesa, e classifc il crimine come
omicidio giustifcabile, ordinando il rilascio
di Don King, che poco dopo ricominci a
gestire la rifa. Nei 12 anni successivi, King
ha continuato a espandersi inglobando di-
verse attivit come la Corner Tavern, un
locale poi incluso nella Rock and Roll Hall
of Fame, ma alla fne ha dovuto di nuovo
fare i conti con la giustizia. Il 20 aprile del
1966 ha pestato a morte un suo ex dipen-
dente di nome Sam Garrett per un debito di
600 dollari. Dopo un processo contrasse-
gnato da testimoni corrotti e bizzarre ri-
chieste giudiziarie, King stato condannato
per omicidio colposo di primo grado.
Quando hanno letto la sentenza mi hanno
detto che sarei uscito subito di galera e che
mi ci mandavano perch speravano che una
breve esperienza in carcere mi traumatiz-
zasse e mi riportasse sulla retta via. Alla fne
sono rimasto in galera per quattro anni.
Don King divide la sua vita in due parti:
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Don King a Londra, nel settembre del 2001


Ritratti
prima e dopo il carcere. Gli anni dietro le
sbarre non hanno fatto altro che alimentare
la sua ambizione. In galera Don ha letto una
quantit impressionante di libri, e quando
uscito aveva ormai costruito il campionario
di citazioni e frasi oscure che lavrebbe tra-
sformato in uno dei grandi intrattenitori
della sua epoca.
Un anno dopo il rilascio, Don stava gi
organizzando il suo primo incontro di boxe.
Con laiuto di Lloyd Mr Personality Price,
amico e musicista che suonava spesso alla
Corner Tavern, King convinse Muhammad
Ali a combattere in un incontro desibizione
a Cleveland per raccogliere fondi per un
ospedale per neri. Per loccasione King or-
ganizz un concerto a cui parteciparono
Marvin Gaye, Lou Rawls e Wilson Pickett.
Quel giorno nato il modello per i megae-
venti alla Don King: un pugile superstar, un
abbozzo di benefcenza e molta buona mu-
sica. Da quel momento Muhammad Ali
diventato la prima gallina dalle uova doro
di King, e anche se lentourage del pugile
non si mai fdato di King, il campione
sempre rimasto afascinato dalle sue grandi
intuizioni.
Nel 1973 King era a Kingston, in Giamai-
ca, a guardare lincontro per il titolo dei pesi
massimi tra Joe Frazier e George Foreman.
Secondo la leggenda, King arrivato allin-
contro a bordo della limousine di Frazier, e
dopo lincontro in cui Smoking Joe an-
dato al tappeto al secondo round salito sul
ring, ha abbracciato Foreman ed tornato
negli Stati Uniti insieme al nuovo campio-
ne. Un anno dopo Don King ha organizzato
The rumble in the jungle, probabilmente
levento sportivo pi indimenticabile del
ventesimo secolo. Tutto il resto la fama, il
Thrilla in Manila, i milioni di dollari, le
indagini della Cia e dellFbi, i processi, Lar-
ry Holmes, Mike Tyson, Julio Csar Chvez
e Tito Trinidad stato una diretta conse-
guenza della sua impresa impossibile nello
Zaire. Un ex criminale cresciuto con la rifa
clandestina e in libert da appena tre anni
riuscito in qualche modo a mettere daccor-
do Mobutu Sese Seko, Muhammad Ali,
George Foreman, James Brown, lo stato
della Liberia e la banca Barclays, superando
una serie infnita di ostacoli per un incontro
che ha rischiato costantemente di essere
cancellato o riportato negli Stati Uniti.
La stanza dei cimeli
Alla fne degli anni ottanta la Don King pro-
ductions si spostata dallUpper East Side
di Manhattan alla Florida del sud. Oggi
King lavora in un palazzo di due piani a
Deerfeld Beach. Dalla sua fnestra si vede il
classico panorama della Florida, fatto di al-
beri tropicali e prati poco curati. La vegeta-
zione proietta una luce verdastra e in qual-
che modo inquietante sulla sua Rolls-Royce
Phantom blu e acciaio. La sede della Don
King productions mostra tutti i segni di de-
cadimento tipici degli edifci nei climi tropi-
cali. I tappeti sono stati attaccati dalla muf-
fa, e le piante sembrano sofocare. Alla fne
degli anni novanta e allinizio degli anni
duemila, quando King gestiva gli incontri di
pugili come Felix Trinidad, Bernard
Hopkins, Roy Jones Jr. e Hasim Rahman,
alla Don King productions lavoravano circa
50 impiegati. Oggi sono meno di dieci.
Lufcio di Don King occupa due grandi
stanze al secondo piano. I cimeli sono dis-
seminati ovunque. In un angolo si vede una
collezione di dipinti di LeRoy Neiman,
mentre in un altro sono ammucchiate alcu-
ne spade di varie epoche e paesi.
Seduto a una scrivania piena di sacchet-
ti di caramelle e gomme da masticare, Don
King riceve telefonate e frma contratti per
un incontro che vuole organizzare in Ger-
mania. Durante le pause parla con me. Do-
vremmo afrontare argomenti diversi, ma
lui riporta costantemente la conversazione
verso quella che chiama la barriera del co-
lore della pelle. Le nostre chiacchierate
tornano regolarmente alla storia del razzi-
smo. Mi sorprende che un uomo cos pian-
tato nel presente sembri preoccuparsi solo
del passato. King parla di se stesso come di
un eroe rivoluzionario, un uomo che grazie
al suo acume, al duro lavoro e alla determi-
nazione ha superato il razzismo (anche
quello istituzionale) e ha regalato a molti
giovani neri la ricchezza e il riconoscimento
del mondo. Il problema di Don King che
nessuno lha mai considerato un attivista
per i diritti civili. La gente pensa che sia un
gangster, e in quanto tale deve rispettare il
copione dei flm di genere. Don King ha ru-
bato alla sua gente senza mostrare alcuna
piet o pentimento, e per un gangster spie-
tato non c perdono.
Don King parla a ruota libera di Frede-
rick Douglass, Adolf Hitler, Martin Luther
King, Simon Wiesenthal, Porfirio Daz e
Shimon Peres. Tutti i suoi aneddoti e riferi-
menti hanno laria di unennesima ripeti-
zione provocata da una stanchezza farneti-
cante e insistente. Come molti uomini arri-
vati alla soglia degli ottantanni, sembra che
parli solo perch non riesce a credere che il
ragazzo seduto davanti a lui sia cos stupido.
Durante la nostra prima intervista, per
esempio, mi ha costretto ad ascoltare una
lezione di dieci minuti su Joseph Goebbels
e la propaganda nazista. Quando ha fnito
avevo ormai dimenticato la domanda che
aveva innescato la sua digressione storica.
Poi ci ho ripensato e mi sono ricordato di
avergli chiesto qualcosa su Jay-Z, Beyonc e
il nuovo Barclays Center.
Larte della guerra
Per Don King tutto si riduce a due concetti:
strategia e guadagno. Molti pensano che sia
un bufone solo perch non sa pronunciare
bene il nome di Nietzsche, ma di sicuro un
bufone che sa come uscire vincitore da una
trattativa. Anche se le sue citazioni di Sun
Tzu non sono sempre afdabili, King ha as-
similato Larte della guerra meglio di tutti
quelli che sottolineano i suoi errori. Nella
vita, niente mi d pi soddisfazione che
prendermi gioco di un bigotto, mi ha ripe-
tuto pi di una volta durante le nostre chiac-
chierate. Personalmente non credo che gli
piaccia pi di tanto impartire lezioni sulla
storia di Willie Lynch o Joseph Goebbels,
ma di sicuro gode immensamente a demo-
lire chiunque lo sottovaluta solo perch un
ex allibratore nero cresciuto nelle strade di
Cleveland. King mi ha raccontato che appe-
na arrivato a New York, a met degli anni
settanta, ha fatto in modo di far sapere a
tutti che era stato in prigione. Tanto, quel-
li ti sottovalutano comunque, e poi provano
a usare il tuo passato contro di te. Quindi
tanto vale sfruttare la situazione a tuo van-
taggio, perch loro non cambieranno
mai.
Lintelligenza strategica pervade ogni
aspetto della vita di Don King. Non rispon-
de mai alle domande, ma le aggira e le di-
storce fino allo sfinimento. Eppure nelle
nostre ultime conversazioni capitato che
citasse parola per parola una domanda che
gli avevo posto molti giorni prima. Ricorda
ancora i numeri scommessi negli anni cin-
quanta dalla gente del suo vecchio quartie-
re di Cleveland, e pu recitare a memoria
ogni riga di ogni contratto frmato in vita
sua. Norman Mailer ha incontrato Don
King in Zaire nel 1974, e lha descritto come
una sorta di genio autoproclamato che rico-
priva ogni trattativa con una nube di stron-
zate sparate a raffica. Nel suo libro sul
Rumble in the jungle, Mailer ha scritto
che difcilmente si pu sostenere che Don
King non un genio. In efetti difcile
dargli torto. Anche a 81 anni, Don King pos-
siede quel particolare tipo di vivacit prepo-
tente che ti fa capire che non riuscirai mai a
raggirarlo.
Quattro giorni prima dellincontro tra
Cloud e Hopkins, King arrivato al Barclays
Center per lultima conferenza stampa. La
sera precedente era a Panama per discutere
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Internazionale 1002 | 31 maggio 2013 71
i dettagli di un incontro che vuole organiz-
zare in Russia nei prossimi mesi. Il suo volo
atterrato a New York alle quattro del mat-
tino. Quando mi vede davanti al Barclays
mi chiama a gran voce: Jay, baby, vieni qui,
ascolta. Ieri la notizia della morte del mio
hermano Hugo Chvez mi ha rattristato
profondamente. Lho incontrato per la pri-
ma volta nel 1971, quando era un luogote-
nente dellesercito venezuelano. Faceva
parte della mia scorta quando abbiamo
aperto il Poliedro de Caracas.
Una volta entrato nel palazzetto, King si
intrattiene con i reporter, che sono una ven-
tina. Parla di Chvez e dellassistenza sani-
taria che lex presidente ha garantito ai po-
veri delle montagne venezuelane. Un gior-
nalista dallaria vagamente europea gli
punta la telecamera in faccia e gli chiede:
La sua storia sarebbe stata possibile in un
altro paese?. King sta al gioco e strilla On-
ly in America!. Durante la conferenza
stampa, Cloud parla con voce bassa ma ri-
soluta, mostrandosi fiducioso per lesito
dellincontro. Come molti pugili, trasmette
una specie di rafnata modestia, e non si
capisce se gli piaccia boxare o se lo fa solo
per mantenere la sua famiglia. Mentre
Cloud risponde alle domande, Don King
puntella ogni frase con esclamazioni come
Yes o Thats right.
Il primo fallimento
Oggi Don King sinonimo di accordo se-
greto e imbroglio sui compensi, e il suo no-
me salta fuori ogni volta che un promotore
avido manda sul ring un pugile impreparato
a farsi massacrare. Nel mondo della boxe
tutti sono ipocriti e bugiardi, ma agli occhi
dellopinione pubblica lunico ipocrita e bu-
giardo Don King. Da sempre gli uomini
famosi e potenti hanno la tendenza a gua-
dagnarsi una pessima reputazione. Nei
trentanni che ha passato sulla cresta
dellonda, Don King stato calunniato
uninfnit di volte, ma come tutti i self made
men ha sempre risposto sfoggiando il suo
potere. Per anni non c stato bisogno di
chiedersi se un uomo nero poteva arrivare
ai vertici del mondo della boxe, perch ba-
stava guardare in alto e trovare Don King in
cima alla piramide. Quegli anni, per, sono
lontani. Oggi i contatti e i legami costruiti
durante la sua carriera non esistono pi, e
Don King ha cominciato a pensare al signi-
fcato della sua parabola. Un giorno, nel suo
ufcio, mi parla del crepuscolo della car-
riera e del suo progetto di aiutare i poveri
bianchi a capire che i neri non sono il nemi-
co. Dopo aver ascoltato la sua classica rispo-
sta di dieci minuti, gli rivolgo unaltra do-
manda: Don, ora che sei arrivato alla f-
ne. Mi interrompe subito: Alla fne? Ho
parlato del crepuscolo, non della fne. Im-
provvisamente si rivolge a uno dei suoi con-
siglieri che appena entrato nella stanza
portando una pila di documenti. Questo
coglione sta cercando di seppellirmi, ma
non ho ancora fnito. Non ci sono neanche
vicino.
Nello spogliatoio del Barclays, prima
dellincontro tra Cloud e Hopkins, Don
King se ne sta seduto vicino a Thomas Hau-
ser, ex avvocato, scrittore e profondo cono-
scitore della boxe. Nel 1992 Hauser e Joseph
Mafa, ex capo del settore fnanziario della
Don King productions, hanno presentato
una serie di deposizioni che hanno portato
al rinvio a giudizio di Don King per frode.
Allinizio delle indagini, un avvocato della
commissione del senato che indagava sulla
corruzione nel mondo della boxe intervist
Mafa e gli chiese se Don King era colluso
con il crimine organizzato. Hauser, che in
quel momento era presente come consu-
lente legale di Mafa, disse allavvocato:
Lei non capisce, Don King il crimine or-
ganizzato.
Oggi per quel passato molto lontano.
King seduto su una sedia vicino alla porta
dello spogliatoio, con un iPod che quasi
scompare tra le sue mani enormi. Mostra a
Hauser una serie di fotografe che coprono
quattro decenni, e per ognuna gli impone
una lunga e vaneggiante didascalia. Rac-
conta di Christie Brinkley, Henry Kissinger,
Ali, Martin Scorsese, Michael Jackson e Jac-
ques Chirac. Mentre i due uomini attempa-
ti osservano le piccole immagini digitali in
preda alla nostalgia, Cloud si prepara a
combattere. Indossati i guantoni, si siede in
un angolo e cerca di trovare la concentra-
zione. King continua a parlare con Hauser
di Shimon Peres e Israele. Don, stai conce-
dendo unintervista proprio adesso?, lo
interrompe Cloud. King sorride e non ri-
sponde, poi ricomincia a parlare del suo
progetto di portare Cloud a combattere in
Corea del Nord dopo la vittoria di stasera,
Sar il mio spettacolo, un vero show per il
popolo.
Cloud ha perso. Sul ring, appena fnito il
combattimento, Bernard Hopkins urla ver-
so Don King qualcosa che nessuno del suo
entourage avr poi voglia di ripetere. Du-
rante la conferenza stampa Hopkins attac-
ca: Nessuno avrebbe scommesso nemme-
no in sogno che Bernard Hopkins sarebbe
stato luomo capace di far fallire Don King.
Ho fatto un favore allumanit. Don King,
che vi piaccia o no, non esiste pi. Nella
sala stampa King non c. rimasto nello
spogliatoio con Cloud e i dipendenti della
Don King productions. Bisogna pagare tut-
ti quelli che hanno lavorato allincontro,
compreso Cloud.
Dopo circa unora King e Cloud escono
dallo spogliatoio. Chiedo a Don quali sono i
suoi piani. un contrattempo. Bisogna ri-
alzarsi, togliersi la polvere di dosso e rico-
minciare. Ray Charles ha scritto una canzo-
ne intitolata Drowning in my tears, ma non ti
puoi mai permettere di afogare nelle lacri-
me. Devi riprenderti, raddoppiare gli sforzi
e perseverare. Nelle nostre conversazioni
precedenti, Don ha parlato spesso di con-
trattempi. Ogni volta, immancabilmente,
ha ripetuto la stessa frase: Ho completa-
mente cancellato la parola fallimento dal
mio vocabolario. Questa volta non ce la fa,
resta in silenzio. as
Don King e Muhammad Ali in Pennsylvania, nellottobre del 1975 P
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Graphic journalism Cartoline dagli Stati Uniti
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Peter Kuper un autore di fumetti statunitense. Il suo ultimo libro Stop forgetting to remember (Crown 2007).
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Cultura
Musica
A
llinizio di maggio stato
inaugurato un grandioso
progetto: la sala principale
della seconda scena del tea-
tro Mariinskij di San Pietro-
burgo. La storia del Mariinskij-II si trasci-
nata per quindici anni, solo met dei quali
sono stati necessari per i lavori di costruzio-
ne. Il resto stato sprecato per scandali,
intrighi, indagini. Lepopea del Mariinskij
paragonabile a quella della ristrutturazione
del teatro Boloj di Mosca per lambiziosit
del progetto, per le polemiche che ha inne-
scato e per lo strascico di scandali.
E anche per i fondi destinati ai lavori.
Per il Boloj erano stati spesi poco pi di 35
miliardi di rubli (poco pi di 860 milioni di
euro), per il Mariinskij-II quasi 22 miliardi.
La costruzione del secolo
Per la ristrutturazione del Boloj ci sono
voluti cinque anni e mezzo, mentre il Mari-
inskij-II stato costruito da zero in quasi
otto anni. Per aprire il cantiere le autorit di
San Pietroburgo hanno dovuto demolire
degli edifci, tra i quali alcuni di valore sto-
rico e culturale come il Palazzo della cultu-
ra e parte del mercato di Litovsk.
Ci sono altre diferenze. Per il Boloj so-
no stati ripristinati i precedenti interni,
mentre il Mariinskij-II un edifcio radical-
mente nuovo sia nella forma sia nel conte-
nuto, progettato fn dal principio in base ai
criteri tecnici pi moderni. Laspetto esteti-
co della nuova scena in completa con-
traddizione con quello del suo modello
storico. Il teatro Mariinskij sempre stato
un esempio dello stile imperiale. Nel nuovo
edifcio non c alcuna traccia di glamour.
La parte che risalta di pi nel foyer: la pa-
rete esterna della sala rivestita di pannelli
di onice di un caldo color ambra con vena-
ture scure. Grazie al posizionamento delle
luci, lonice risplende come oro. Questo
spettacolo fantastico pu essere osservato
anche dallesterno, attraverso le enormi f-
nestre del foyer. Ma se i pannelli non sono
illuminati dallinterno, lonice pi simile
a una plastica gialla di poco valore. Quindi
i preziosi pannelli devono essere illuminati
costantemente.
Linterno si distingue per un altro ele-
mento, i cristalli Swarovski e i lampadari
realizzati appositamente per il Mari-
inskij-II. Danno una nota particolare al fo-
yer principale, dove i fli di cristallo pendo-
no dal softto a una grande altezza, mentre
una ghirlanda accecante decora la loggia
riservata ai vip nella sala.
Lonice e i cristalli di Swarovski sono le
uniche decorazioni di questo enorme tea-
tro, e sono un simbolo del potere lobbistico
e del talento manageriale di Valerij Ger-
giev, direttore artistico del Mariinskij dal
1988.
Nonostante il suo ascetico aspetto
esterno, la nuova scena del Mariinskij
stata costruita con una rafnatezza tecnica
che, secondo le parole di Gergiev, non ha
Tra polemiche e ritardi stata
inaugurata a San Pietroburgo la
seconda scena dello storico
teatro Mariinskij
Una scena
imperfetta
Natalija kurenok, Itogi, Russia
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Il teatro Mariinskij
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rivali in nessun altro teatro di fama inter-
nazionale. La superficie complessiva
delledifcio di quasi 80mila metri quadri.
La sala pu accogliere duemila spettatori e
da ogni poltrona si ha una visuale completa
del palco.
Nel nuovo teatro c tutto quello che
serve per una piena realizzazione dello spi-
rito teatrale: il palcoscenico principale,
quello per le prove e le quinte, che in caso di
necessit possono essere uniti in un unico
spazio, grazie alle tecnologie multimediali
e allingegneria moderna. E ci sono molte
altre sale di prova per i balletti, per le opere,
per il coro e per lorchestra. Nel foyer ci so-
no alcune piccole aree dove, anche mentre
sul palcoscenico principale si svolgono gli
spettacoli, possibile efettuare concerti
da camera o proiezioni cinematografche.
E sul tetto del Mariinskij-II c un anftea-
tro, che accoglier alcuni eventi del festival
Stelle delle notti bianche.
Le soluzioni tecniche adottate per il pal-
coscenico consentono al teatro di funzio-
nare a ciclo continuo: gli spettacoli, le prove
e i lavori di montaggio possono svolgersi
24 ore su 24 per tutto lanno.
La profondit del palcoscenico princi-
pale di 80 metri, in pratica si tratta di un
teatro nel teatro. Dispone anche di alcune
piattaforme mobili, ognuna delle quali ha
una superfcie pari a quella di un normale
palcoscenico. In altre parole possibile
montare contemporaneamente le sceno-
grafe per quattro spettacoli diversi. Que-
sto consentir al teatro di eliminare i lun-
ghissimi intervalli tra le diverse rappresen-
tazioni. Un esempio evidente il ciclo
operistico dellAnello del Nibelungo di Wa-
gner, ma un problema analogo esiste per
Guerra e pace di Prokof ev: il montaggio
delle scenografie richiede alcuni giorni,
cos come il loro smontaggio. Il risultato
che per un teatro di solito necessaria qua-
si una settimana per organizzare una rap-
presentazione.
Lacustica e il parcheggio
Il golfo mistico pu accogliere fno a 120
musicisti. stato costruito con pannelli
acustici speciali che consentono di modif-
care la confgurazione dello spazio a secon-
da della quantit dei musicisti e del tipo di
spettacolo. E i suoi undici metri di profon-
dit creano unacustica straordinaria.
La prova a cui hanno potuto assistere
anche i giornalisti ha evidenziato qualche
problema. Le voci dei solisti che eseguiva-
no una scena della Chovanina di Musorg-
skij si riuscivano a sentire perfettamente
da ogni punto della sala, ma quando sul
palco salito il mezzosoprano Ekaterina
Semenuk, con unaria di Olga dallEvgenij
Onegin, gli spettatori delle ultime dieci fle
dellanfteatro non hanno sentito quasi nul-
la. Solo dopo un intervento di Gergiev, che
con un gesto ha chiesto alla solista di spo-
starsi dal fondo del palcoscenico, la sua
voce si fatta sentire. Gli archi di un fram-
mento della quinta sinfonia di Mahler ave-
vano un suono splendido, ma nel Requiem
di Verdi gli ottoni sofocavano il tenore An-
drej Zorin e perfno il coro. Non pi possi-
bile modifcare lo schema acustico delledi-
fcio, quindi bisogner abituarsi alle sue
caratteristiche.
Queste asperit saranno appianate con
il tempo. C una cosa per a cui chi ha pro-
gettato la nuova scena del teatro Mariinskij
non ha assolutamente pensato: il parcheg-
gio. A diferenza del Boloj, il Mariinskij
lontano dalla metropolitana e parcheggiare
vicino al teatro nei giorni in cui ci sono gli
spettacoli impossibile. Quando la co-
struzione del secolo era stata avviata i re-
sponsabili del progetto avevano promesso
di risolvere il problema dei trasporti, ma
poi non stato fatto niente. Quindi per la
folla che dopo lo spettacolo si dirige in cor-
teo verso la metropolitana questo rimarr il
biglietto da visita del Mariinskij.
chiaro che inaugurando la nuova sce-
na alla vigilia dellinizio dellalta stagione
turistica, del Forum economico mondiale
e della stagione delle notti bianche, Valerij
Gergiev ha ogni motivo per fare afdamen-
to su unalta presenza di pubblico e su buo-
ni incassi. Ma non c il rischio che le tre
sale del Mariinskij rimangano vuote quan-
do in citt ci saranno pochi turisti? Speria-
mo proprio che lenergico maestro abbia
pensato anche a questa eventualit. af
Il canale tra il Mariinskij e il Mariinskij-II
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Cultura
Cinema
Italieni
I flm italiani visti da
un corrispondente straniero.
Questa settimana Lee Mar-
shall, collaboratore di Cond
Nast Traveller e Screen Inter-
national.
La grande bellezza
Di Paolo Sorrentino. Con Toni
Servillo. Italia 2013, 150

un po come la Roma che in-
quadra, La grande bellezza di
Paolo Sorrentino. Al Fontano-
ne unora prima del tramonto
tinnamori; poi dopo, magari
per un cameriere sgarbato o
per un marciapiede indecen-
te, ti senti deluso, tradito. Ho
visto il flm due volte. La se-
conda mi piaciuto di pi. Un
po perch ho colto il pathos
nel protagonista mondano ma
stanco del mondo, interpreta-
to da Toni Servillo. Mentre la
prima volta ero distratto dai
suoi manierismi. Un po per-
ch, la seconda volta, ho ap-
prezzato il tentativo di distilla-
re lessenza onirica di Roma.
Non esattamente la citt che
conosco, ma la potrei sognare
cos. Bisogna dire, poi, che
Sorrentino regala dei momen-
ti di grande cinema. I primi 15
minuti del flm sono esilaran-
ti; non ho visto niente a Can-
nes questanno con lo stesso
impatto audiovisivo, con lo
stesso livello di virtuosismo.
Ma il debito a Fellini rimane
enorme. La satira religiosa ab-
binata alla sete di un riscatto
spirituale; scrittori che spreca-
no il loro talento in modo ma-
sochista tufandosi nella mon-
danit; laristocrazia nera
mummifcata. La grande bel-
lezza fa grande cinema, ma c
poco nella visione sorrentinia-
na di Roma che il maestro Fe-
derico non abbia azzeccato
con pi acutezza e rabbia, pi
di cinquantanni fa.
Una notte da leoni 3
In uscita
Una notte da leoni 3
Di Todd Phillips. Con Zack Gali-
fanakis, Bradley Cooper, Ed
Helms. Stati Uniti 2013, 100

La buona notizia che Una
notte da leoni 3 non costruito
sulla falsariga del primo capi-
tolo come invece era stato con
il secondo episodio. La cattiva
notizia tutto il resto. Stavol-
ta non c nessuna sbornia da
cui riprendersi, ma soltanto
una serie di malintesi che por-
tano i nostri eroi prima verso il
Messico e poi indietro a Las
Vegas. Nonostante tutte le
promesse di caos e di risate,
Una notte da leoni 3 vi colpir
con tutta la potenza di una lat-
tina di birra analcolica calda.
Assistere a questo flm come
trovarsi alla riunione di classe
del liceo, lontanissimi dal bar
e chiusi in un angolo dal pi
noioso dei vostri ex compagni
che vi intrattiene con un rac-
conto incredibilmente ricco di
dettagli sulle abitudini della
sua collezione di criceti. In-
somma un incubo.
Kyle Smith, New York Post
Tutti pazzi per Rose
Di Regis Roinsard. Con Romain
Duris, Dborah Franois. Fran-
cia 2012, 111

Come ha dimostrato il succes-
so di Il piccolo Nicolas, i france-
si nutrono una grande nostal-
gia per gli anni felici del dopo-
guerra. Tutti pazzi per Rose
sfrutta quella nostalgia per da-
re una versione dinamica, tut-
ta rosa e un po artifciale dei
tempi in cui laspirazione mas-
sima delle ragazze era diven-
tare brave segretarie. E lo fa
attraverso il prisma di una sto-
ria damore casta e inverosimi-
le. Il regista ha scelto come re-
gistro una miscela di Rocky e
di commedie rtro per raccon-
tarci la storia di una segretaria
quasi disastrosa che per ve-
locissima a battere a macchi-
na, una qualit che la porter a
partecipare a un concorso e a
conquistare lamore di un prin-
cipale solo apparentemente ci-
nico seduttore. Il tutto un po
frustrante ma leggero. E la
commedia funziona.
Thomas Sotinel, Le Monde
Dieci flm nelle sale italiane giudicati dai critici di tutto il mondo
Massa critica
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Legenda: Pessimo Mediocre Discreto Buono Ottimo
EFFETTI COLLATERALI

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HANSEL & GRETEL

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SOLO DIO PERDONA

- - -
QUALCUNO DA AMARE

- - - - -
COME UN TUONO

- -
IRON MAN

- -
IL GRANDE GATSBY

- - -
NOTTE DA LEONI - - -

LA CASA

- - -
EPIC

- -
Internazionale 1002 | 31 maggio 2013 77
Cannes 2013
In concorso
La vie dAdle
Di Abdellatif Kechiche. Con La
Seydoux, Adle Exarchopoulos,
Salim Kechiouche. Francia/
Belgio/Spagna 2013, 177

Quello che si spera sempre di
vedere durante un festival un
flm che sinnalzi sopra gli al-
tri, un grande flm capace di
farci dimenticare tutto il resto,
soprattutto in annate partico-
larmente cupe. Ed eccolo qui,
dopo otto giorni di proiezioni a
Cannes (un periodo che in ter-
mini di festival equivale a un
secolo), un flm che vale anche
come gesto di riconciliazione.
Riconciliazione con il concor-
so di Cannes, fno a quel mo-
mento ancora in cerca di ec-
cellenza, ma soprattutto con il
cinema di Kechiche, dopo le
ultime deludenti esperienze.
Un cinema di cui La vie dAdle
costituisce allo stesso tempo
lopera pi rifessiva e pi
sconvolgente. Sembra quasi
che Kechiche, dopo il falli-
mento della sua Venere nera,
sia voluto tornare alle fonti
della sua poetica, nel territorio
marivaudiano di La schivata, il
flm del 2004 che lha rivelato
al grande pubblico. Un tufo
nel passato, necessario per po-
ter andare avanti. Ed proprio
grazie alla ferocia con cui ha
afrontato questa operazione
che riuscito a raggiungere
una dolcezza e una pienezza
mai sperimentate prima.
Julien Gester, Libration
Le pass
Di Asghar Farhadi. Con Bereni-
ce Bejo, Ali Mosafa, Tahar Ra-
him. Francia/Italia 2013, 130

Il regista iraniano Asghar
Farhadi continua la sua esplo-
razione dei concetti di colpa,
scelta e responsabilit con un
solido dramma, scritto, diret-
to e interpretato molto bene, e
che richiede attenzione e cau-
tela a ogni passo. Anche in
questo caso, Farhadi sceglie di
ambientare la sua storia in
una famiglia tradizionale, do-
ve ci sono dei bambini che su-
biscono le decisioni degli
adulti, avvelenati dal clima in
cui sono costretti a vivere.
Farhadi rinuncia a qualsiasi
scorciatoia spettacolare e anzi
svela con lentezza le motiva-
zioni dei vari personaggi sen-
za cedere a giudizi sommari.
In questo aiutato dalle sobrie
interpretazioni degli attori e
dal potente lavoro dietro la
macchina da presa di Mah-
moud Kalari, che riesce ad ag-
giungere intensit alla storia e
colpisce gli spettatori con vir-
tuali pugni simbolici, pratica-
mente in ogni scena.
Deborah Young,
The Hollywood Reporter
Solo Dio perdona
Di Nicolas Winding Refn. Con
Ryan Gosling. Francia/Dani-
marca 2013, 142

Il nuovo flm di Nicolas Win-
ding Refn, accolto con salve di
fschi entusiasti sulla Croiset-
te, un nauseante spettacolo
pornografco di violenza. E in
questo caso il giudizio va inte-
so come un sincero compli-
mento. Il successo dei flm
porno non si misura dalla loro
trama, e Solo Dio perdona ne
fornisce unulteriore prova. La
trama, sempre che se ne voglia
individuare una, suona pi o
meno cos: a Bangkok, Julian
gestisce un locale e trafca in
stupefacenti. Suo fratello Billy
uccide una prostituta di sedici
anni e viene a sua volta ucciso
dal padre di lei. A questo pun-
to sbarca a Bangkok la madre
dei due ragazzi, Crystal, per ri-
prendersi il corpo del fglio e
pianifcare insieme a Julian
luccisione del padre della pro-
stituta, delle forze di polizia
tailandesi e di chiunque altro
capiti a tiro. Crystal interpre-
tata da una Kristin Scott Tho-
mas come non lavete mai vi-
sta: come vedere il vostro
amato gattino che si trasfor-
mato in un coccodrillo albino.
Il flm mi piaciuto? No, ma
ho adorato il modo in cui Win-
ding Refn lha realizzato. Do-
po il successo di Drive aveva
una battuta libera e lha usata
per realizzare un assurdo incu-
bo al neon che sputa in faccia
alla coerenza e prende a
schiaf il buon gusto. I mo-
menti pi esaltanti delle corse
automobilistiche sono gli inci-
denti. E Solo Dio perdona un
meraviglioso disastro.
Robbie Collin,
The Daily Telegraph
La vie dAdle
Limage manquante
Di Rithy Panh.
Raccontare lindicibile sulla
macchina da morte khmer. Un
documentario potentemente
poetico, autobiografco, stra-
ziante: lunico vero capolavoro
del festival.
Tian Zhu Ding
Di Jia Zhangke.
Da un giovane maestro del ci-
nema cinese, quattro episodi
che raccontano la Cina degli
umili ormai fuori di testa.
Tarantino alla rovescia.
La vie dAdle
Di Abdellatif Kechiche.
Toccante storia damore lesbi-
co tra due ragazze flmate con
il massimo del naturale e sen-
za manierismi. Magistrale.
Francesco Boille
Scelti da Internazionale
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78 Internazionale 1002 | 31 maggio 2013
Libri
Amazon ha annunciato
la creazione di Kindle
Worlds, piattaforma com-
merciale per la fanfction

Nel 2006 una grande appas-
sionata di Star Wars mise in
vendita su Amazon il romanzo
Another hope, una versione al-
ternativa del primo flm della
saga, afermando che il suo
scopo non era commerciale,
ma che aveva scritto quel libro
solo per passione. George Lu-
cas chiese di fermarne le ven-
dite. Oggi la Disney, proprieta-
ria dei diritti di Star Wars, an-
drebbe meno per il sottile. Ma
Amazon in questi giorni ha an-
nunciato la nascita di Kindle
Worlds, una piattaforma pen-
sata per commercializzare la
fanfction, romanzi e racconti
ispirati a celebri flm, libri o se-
rie, scritti dai loro appassiona-
Dagli Stati Uniti
Luniverso parallelo
Angelo Ferracuti
Il costo della vita
Einaudi, 212 pagine, 19 euro
Se i giornali italiani difettano
di vere inchieste (preferendo
investire denaro su opinionisti
ipocriti e divi), leditoria cerca
di supplire, ma di rado
andando oltre la superfcialit
dei denunciatori di successo.
il caso di questo libro,
inserito in una collana che
ospita narratori. Ferracuti,
giornalista e scrittore con
morale, vi ricostruisce una
vicenda delle pi nere tra le
migliaia che hanno segnato di
croci anno per anno la storia
del lavoro in Italia.
A marzo del 1987 nel porto
di Ravenna 13 uomini, in
maggior parte molto giovani e
uno di essi egiziano, morirono
asfssiati o bruciati dentro una
nave da trasporto di gpl.
Ricostruendo quella vicenda
attraverso interviste e
sopralluoghi, Ferracuti ci
accosta a una tragedia
esemplare, e in apertura cita
non a caso un cinico
personaggio di Clint
Eastwood in un cinico flm di
Leone: Il mondo si divide in
due: chi ha la pistola carica e
chi scava. Tu scavi. Ma cita
anche i maestri che si scelto,
lOrwell dei minatori di Wigan
Pier e Kapuciski, e titola i
due primi capitoli Tempi
difcili (Dickens) e Uomini
e topi (Steinbeck). Le
interviste si susseguono, coi
buoni, coi cattivi e con gli
incerti, con i sopravvissuti e
con le famiglie dei
sommersi, e lo ieri e loggi
fniscono per confondersi,
perch questa una storia che
non ha fne, in Italia assai pi
che altrove in Europa.
Il libro Gofredo Fof
Tragedia esemplare
Italieni
I libri italiani letti da un
corrispondente straniero.
Questa settimana laustraliano
Desmond OGrady.
Pupi Avati
La grande invenzione
Rizzoli, 389 pagine, 18 euro

Nella sua autobiografa, Pupi


Avati racconta di essere anda-
to a San Pietro per confessarsi,
sperando di trovare papa Gio-
vanni Paolo II nel confessiona-
le. Gi questo rivela un pecca-
minoso desiderio di scalata so-
ciale. Trov invece un prete ir-
landese al quale parl del suo
egoismo e della sua invidia.
Questi gli disse di rivolgersi a
uno psichiatra. Non fdandosi
degli psichiatri, La grande in-
venzione diventata il sostituto
del divano dellanalista. Avati
riconosce il suo egoismo, ma la
maggior parte dei lettori sa
che, nel caso degli artisti, lo si
pu perdonare se il loro lavoro
dona qualcosa agli altri; quan-
to allinvidia, c n poca nei
suoi ritratti di fgure come Pier
Paolo Pasolini, Federico Felli-
ni, Ugo Tognazzi, Margherita
Buy, Mariangela Melato, Die-
go Abatantuono e Mario Moni-
celli. Comunque Avati non
tormentato dai sensi di colpa.
Il libro il racconto del suo
amore sbocciato prima per il
jazz e poi per il cinema, nel
quale ha trionfato grazie alla
tenacia. Dopo linsuccesso dei
primi flm girati nella nativa
Bologna, si trasfer a Roma do-
ve riusc a sfondare. Questo li-
bro pi di una biografa di vip
scritta in fretta. il quadro
convincente di una famiglia
unita, di una certa familiarit
con laltro mondo, del calore e
delle costrizioni di una citt
come Bologna e della casuali-
t, creativit e precariet del
mondo del cinema romano.
ti. Amazon si pone come me-
diatore tra i detentori dei dirit-
ti del materiale originale e i
fan autori. Per molti appassio-
nati un sogno che si avvera,
anche se un terreno com-
plesso perch una cosa come
Kindle Worlds sembra una
strada senza ritorno. Del resto
la fanfction sempre esistita e
Amazon ha intuito lenorme
potenziale commerciale del
settore: una fonte pressoch
inesauribile di prodotti a basso
costo. Tutto sta nel mettere
daccordo autori, editori e fan.
Mathilda Gregory,
The Guardian
Cultura
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Limpero colpisce ancora
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Colombe Schneck
Le madri salvate
Einaudi, 136 pagine, 17 euro

la storia di una ragazzina,


Salom. Una bambina di sei o
sette anni presa nellottobre
1943 nel ghetto lituano di Kov-
no, poi gasata ad Auschwitz.
anche la storia di unelegante
giornalista parigina alla quale,
sessantanni dopo, la madre fa
promettere, in ricordo di que-
sta cugina scomparsa, di dare
lo stesso nome alla sua futura
fglia. Le madri salvate di Co-
lombe Schneck sbroglia la ma-
tassa del passato familiare per
comprendere la storia che la f-
glia porta, suo malgrado, in
eredit. qui, senza dubbio, la
forza del racconto: in questo
lascito che lo rende urgente,
necessario; e anche nella sen-
sibilit con la quale la narratri-
ce intreccia il suo presente e il
passato lituano che sonda.
Che cos successo a Salom
nel 1943? Colombe Schneck
interroga lo zio, le zie, incontra
una cugina negli Stati Uniti,
unaltra in Israele, torna sulle
tracce della sua famiglia a
Kov no, ritrova delle lettere e
delle fotografe. Avida, ma as-
salita da un dubbio perpetuo
sulla propria legittimazione a
condurre una tale indagine.
Mi dicevo troppo facile,
scrive, tu porti dei sandali do-
rati, ti compiaci nelle storie
damore impossibili, ti piace
fare i bagni nel Mediterraneo,
e credi che una ragazza come
te possa scrivere sulla Shoah.
Eppure Colombe Schneck pu
farlo, e anche bene.
Marion Cocquet, Le Point
Mathias Malzieu
Luomo delle nuvole
Feltrinelli, 133 pagine, 14 euro

Mathias Malzieu scrive delle


favole per adulti. Il suo oniri-
smo, i suoi personaggi perduti
in un mondo spaventoso o in-
decifrabile evocano luniverso
poetico di Lewis Carroll, di
Roald Dahl e soprattutto del
cineasta Tim Burton. I suoi li-
bri invitano il lettore a riallac-
ciare i legami con il bambino
che porta in s. Luomo delle
nuvole, il suo terzo romanzo,
la storia di Tom Cloudman, il
peggior acrobata del mondo.
Un mattino, dopo lennesima
acrobazia sbagliata, Tom si ri-
sveglia in un letto dospedale
nel reparto di cancerologia.
Esaminando la sua costola rot-
ta, il medico gli ha scoperto un
tumore. Cloudman decide di
non lasciarsi inghiottire da
questo male incurabile. La
notte deambula nelle corsie e
sui tetti, ai bordi del cielo. Qui
fa la conoscenza di una creatu-
ra met donna e met uccello,
che dice di chiamarsi Endor-
phine. Lei gli propone di tra-
sformarlo in uccello per sal-
vargli la vita, poich solo una
trasformazione completa gli
permetter di sfuggire
allavanzamento del suo can-
cro. Per compiere questa me-
tamorfosi, Cloudman dovr
unirsi alla donna-uccello. Fa-
cendo ci, rinuncer alla sua
condizione umana. E correr il
rischio che un fglio nasca da
questo strano amplesso. Ma-
thias Malzieu firta con il me-
raviglioso, ma non con la le-
ziosit. Su un fondo di dispera-
zione, dipinge gli sforzi acca-
niti di un uomo-bambino per
prendere il volo e lottare con-
tro la fatalit.
Claire Julliard,
Le Nouvel Observateur
Douglas Coupland
Il ladro di gomme
Isbn, 317 pagine, 17,50 euro

A met dei suoi quarantanni,


Roger il commesso pi at-
tempato di Staples, un mega-
store di forniture per ufcio, in
Santiago Gamboa
Preghiere notturne
(e/o)
Thomas
Bernhard
Goethe muore
(Adelphi)
Zeruya Shalev
Quel che resta della vita
(Feltrinelli)
I consigli
della
redazione
Alejandro Zambra
Modi di tornare a casa
Mondadori, 154 pagine,
16,50 euro

Modi di tornare a casa comin-


cia con le conseguenze del
terremoto in Cile del 1985 e
termina con quello del 2010.
Landamento cronologico va
dal passato al presente, dalla
dittatura di Pinochet fno al
governo di Piera.
Tra le due scosse, Zambra
costruisce due storie struttu-
ralmente fessibili e capaci di
invertirsi i ruoli da principale
a secondaria. In quattro capi-
toli si intrecciano due raccon-
ti, due voci, attraverso un pa-
stiche di espedienti narrativi
(diario, poesia, racconto, cita-
zione, salti cronologici) che
trova la sua forma esatta nella
deformazione dellassetto tra-
dizionale del genere.
Nel racconto che apre il li-
bro, un suggestivo narratore
ricorda la sua infanzia in un
quartiere della classe media
che si presume alieno alla
congiuntura politica.
Allepoca il bambino di no-
ve anni doveva spiare un suo
vicino su richiesta di Claudia,
la sua innamorata. Pur igno-
randone i motivi, lo fa con im-
pegno e disciplina, come se da
quello dipendesse lesito della
sua prima conquista senti-
mentale. Ma quando scoppia
il confitto, lavventura sinter-
rompe di colpo, lasciando spa-
zio alla voce e al diario
dellautore. Nella seconda sto-
ria lautore parla del processo
creativo e sensoriale alla base
della storia precedente. Come
nei pezzi jazz classici, la trama
e la forma del romanzo si van-
Il romanzo
Le colpe dei padri
no componendo mentre si
scrive. In questo modo lauto-
re rielabora la sua traiettoria
ed esplora un terreno poco
frequentato dalla letteratura:
la voce dei fgli di quei padri
che rimasero in silenzio du-
rante gli anni del terrorismo di
stato. Che hanno da dire quel-
li che lo videro lateralmente,
senza vittime e carnefci nelle
loro cerchie intime? Coshan-
no fatto i loro genitori? Fu per
codardia o per connivenza che
restarono con le braccia incro-
ciate? Cos Zambra mette a
nudo lingenua complicit ci-
vile di uno strato sociale che
accompagn Pinochet giusti-
fcandolo con il benessere
economico. Modi di tornare a
casa mostra un Cile sconquas-
sato da fenomeni naturali e
politici. La letteratura di Zam-
bra, a un tempo classica e spe-
rimentale, ci lascia con la sen-
sazione che l dove giacciono
macerie sparpagliate sorge-
ranno le pareti della casa in
cui abiteremo domani.
Damian Huergo,
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Alejandro Zambra
Cultura
Libri
Riccardo Colombo
e Vincenzo Comito
LIlva di Taranto
e cosa farne
Edizioni dellAsino, 100 pagine,
10 euro
LIlva di Taranto un ginepra-
io tipicamente italiano. Chiu-
derla immediatamente non si
pu. Non solo si toglierebbe il
lavoro a moltissime persone,
ma si lascerebbe a lungo intat-
to un impianto che ha bisogno
di una radicale bonifca. Te-
nerla cos com, daltra parte,
altrettanto impossibile; non
solo perch continua a provo-
care gravissimi danni ambien-
tali, ma anche perch, come si
dimostra in questo rapporto, il
gruppo Riva non ha voluto
adottare n potr verosimil-
mente promuovere in futuro
investimenti adeguati a ri-
strutturare la produzione,
competere con la concorrenza
e dunque garantire lavoro nei
prossimi anni. Lunica cosa
certa che questo gruppo in-
dustriale e la politica che a Ta-
ranto lha sostenuto hanno
fatto insieme danni enormi: i
primi infschiandosene
dellimpatto ambientale,
mentre nel resto del mondo le
altre industrie siderurgiche
andavano studiando e appli-
cando soluzioni alternative, la
seconda consentendo questo
andazzo, speculando su corru-
zione e consenso.
Oggi, a leggere il rapporto,
sembra che le soluzioni per in-
vertire la rotta ci siano e siano
anche chiare. Il problema
che costano molto. Distribuire
tali costi un problema politi-
co. Bisognerebbe dunque che i
magistrati non fossero i soli
chiamati a rifettere su chi
debba pagare, e come.
Non fction Giuliano Milani
Bonifcare tutto
unanonima cittadina nel Paci-
fco nordoccidentale. Quando
era giovane e sciocco, Roger
voleva scrivere un romanzo in-
titolato Stagno del guanto. Ora
tiene un diario, ma di genere
insolito e potenzialmente sini-
stro: parti di esso, infatti, sono
scritte facendo fnta di essere
una delle sue colleghe, una ra-
gazza di 24 anni che si chiama
Bethany. Un giorno Bethany
scopre il diario di Roger, e ag-
giunge un appunto: Roger,
sei cos sfgato che hai lasciato
il diario nella cafetteria del
negozio Mi hai terrorizzato
con la descrizione che hai fatto
di me e di mia madre e della
mia vita. Ma la ragazza an-
che oscuramente lusingata del
fatto che qualcuno abbia pro-
vato a immaginare come
devessere il mondo visto at-
traverso i suoi occhi. E cos i
due avviano una corrispon-
denza sempre pi intima, an-
che se platonica. I personaggi
di Coupland sono circondati
da strumenti progettati per
rendere possibile la comunica-
zione penne, carta, palmari,
cartucce dinchiostro eppure
la maggior parte di loro trova
pressoch impossibile comu-
nicare con gli altri, sebbene si
capiscano abbastanza bene da
poter essere reciprocamente
crudeli.
Tom Jones,
The Daily Telegraph
Andrew Blackwell
Benvenuti a Chernobyl
Laterza, 329 pagine, 18 euro

Alla moda banale dellecoturi-


smo Andrew Blackwell prefe-
risce il pi interessante turi-
smo degli ecodisastri. Lautore
ha visitato sette dei posti pi
degradati e devastati del pia-
neta. Oltre alla citt fantasma
di Chernobyl, luogo del fami-
gerato incidente nucleare del
1986, Blackwell viaggia attra-
verso le foreste pluviali
dellAmazzonia e naviga sui
sacri fumi indiani, carichi di
liquami. Cerca unisola galleg-
giante di rifuti di plastica nel
Pacifco, assiste un ragazzino
cinese di otto anni che fuma
sigarette e smonta computer
rottamati. Non si tratta di un
libro troppo eterodosso; Black-
well non sottovaluta i proble-
mi ecologici che afiggono i
suoi luoghi di villeggiatura
maledetti n mette in dubbio
lesistenza e i pericoli del ri-
scaldamento globale creato
dalluomo. Ma il suo approccio
equilibrato e scettico. A dif-
ferenza dei libri su temi am-
bientali scritti da autori il cui
obiettivo principale spingere
i lettori allattivismo, Black-
well propone una comprensio-
ne sfumata del degrado am-
bientale. Ed evita ogni senti-
mentalismo. uno scrittore
intelligente e spesso diverten-
te, che ha prodotto un reso-
conto sfaccettato in un genere
che di solito preferisce lindi-
gnazione immediata alla com-
plessit. Ma senza le solite
apocalittiche profezie sul col-
lasso ambientale, qualcuno gli
dar ascolto?
Michael C. Moynihan,
The Wall Street Journal
Austria
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Eva Menasse
Quasikristalle
Kiepenheuer & Witsch
La storia di una donna osser-
vata attraverso un caleidosco-
pio di punti di vista: amici, pa-
renti, professori, amanti, suo
marito e il suo ginecologo. Eva
Menasse, nata a Vienna nel
1970, vive a Berlino.
Robert Schindel
Der Kalte Suhrkamp
Romanzo epico ambientato
nel mondo politico della Vien-
na di fne anni ottanta. Prota-
gonista un sopravvissuto di
Auschwitz. Robert Schindel
nato a Bad Hall nel 1944.
Michael Khlmeier
Die Abenteuer des Joel
Spazierer Carl Hanser
Romanzo picaresco che segue
Joel Spazierer, maestro di tra-
sformismo, dallUngheria de-
gli anni cinquanta in Austria,
Svizzera e Cuba negli anni ses-
santa e settanta, fno alla Ger-
mania Est. Khlmeier nato
nel 1949 a Hard, sul lago di
Costanza.
Isabella Straub
Sdbalkon Aufau
Ruth ha interrotto gli studi in
medicina, scrive necrologi per
un giornale, non convinta del
fdanzato e non ha buoni rap-
porti con i genitori. La sua mi-
gliore amica Maya, invece,
sembra avere tutto quello che
desidera. Isabella Straub na-
ta a Vienna nel 1968.
Maria Sepa
usalibri.blogspot.com
80 Internazionale 1002 | 31 maggio 2013
Cultura
Libri
Ricevuti Ragazzi
Fumetti
Incertezze damore
Ciro
e il rom
Bastien Vivs
La macelleria
Dibolo edizioni, 90 pagine,
15,90 euro
Bastien Vivs, giovane astro
del fumetto francese, ci
propone un piccolo gioiello,
una meraviglia sui dolori
dellamore. Quanta
leggerezza, quanta
delicatezza, nella sua
spietatezza danalisi. Vi
divertirete, anche se non un
fumetto umoristico.
Sognerete, anche se non un
fumetto devasione. E questo
malgrado ci sia qualcosa che
appartiene alla morte.
Lautore sembra fssare per
sempre alcuni momenti
salienti di vita amorosa. C
vicinanza col cinema di
Trufaut, ma trasfgurato da
una poetica impressionistica.
Questo stile impressionistico
trova la sua quintessenza in un
albo che tiene a battesimo una
nuova casa editrice la cui
politica editoriale si annuncia
stimolante. Lo stile narrativo
impressionistico, nel
Fabrizio Silei
Se il diavolo porta
il cappello
Salani, 267 pagine, 13,90 euro
Ciro un fglio della seconda
guerra mondiale, frutto
dellamore fugace di un
soldato americano e di una
ragazza toscana. La mamma
lha chiamato Ciro per
omaggiare quel suo padre,
quel soldatino yankee, che
prima di arrivare in Toscana
era di stanza a Napoli. Quelle
svenevolezze puzzano di
bruciato al ragazzo. Lui al
contrario della madre sa che
quel soldato non torner pi.
Sono tredici anni che lo
aspetta, quasi tutta la sua vita.
Per questo Ciro, cos straniero
a tutti con i suoi occhi azzurri e
i suoi capelli biondi, diventa
un selvaggio. Si aggira per una
Toscana rurale e un po
magica in cerca di amici e un
po dafetto. Ma tutti lo
scansano, ne hanno paura.
Sar lincontro con Salem, un
rom, ad aprirgli le porte della
vera amicizia. Attraverso la
cultura roman e sinti Ciro
riesce a trovare quellamore
che gli sempre mancato.
Fabrizio Silei costruisce una
storia per adolescenti intensa,
dinamica e ricca di colpi di
scena. Il suo protagonista
flosofeggia e rifette sul
mondo. Lo stile immaginifco
e la ricerca storica
accuratissima fanno il resto. Il
romanzo ofre ai ragazzi uno
spaccato storico afrontato
poco dai programmi scolastici,
ovvero quello del Porrajmos,
la Shoa che ha colpito rom e
sinti dEuropa.
Igiaba Scego
montaggio delle sequenze e
delle vignette allinterno delle
tavole, tale che le brevi scene
che si susseguono paiono
procedere secondo la logica
dei sogni, sogni del mal
damore. La loro stessa
espressione grafca, un po
bozzetti con tocchi leggeri ma
perfettamente controllati di
colori a matita che creano un
efetto materico simile al
pastello, ne accrescono la
dimensione impressionistica.
Efetto accentuato dalle
vignette, del tutto scontornate
e circondate dal bianco della
pagina, che paiono avere la
stessa labilit dei sogni, o
essere degli ectoplasmi di
momenti di vita. Infne sono
impressionistici i movimenti
aerei del segno grafco, guizzi
veloci e sicuri in dialettica con
spaccature che ne rivelano la
fragilit, e i dialoghi naturali e
teatrali (ottima la traduzione).
Dialoghi il cui momento
dinizio e fne non mai
chiaro. Proprio come lamore.
Francesco Boille
Alessandra Chiricosta
Filosofa interculturale
e valori asiatici
Obarrao, 330 pagine, 14 euro
La flosofa interculturale for-
nisce strumenti per afrontare
le principali sfde del pensiero
contemporaneo: comprendere
la diversit e confrontarsi con
le questioni aperte dallemer-
gere di culture altre.
Gian Enrico Rusconi
Marlene e Leni
Feltrinelli, 204 pagine, 16 euro
Marlene Dietrich e Leni Rie-
fenstahl: due icone del cinema
del loro tempo, dalla Germa-
nia di Weimar a Hollywood.
Adam J. Silverstein
Breve storia dellislam
Carocci, 142 pagine, 12 euro
La nascita e lespansione
dellislam, da quella che era
originariamente una ristretta
comunit di credenti fno a di-
ventare una religione con oltre
un miliardo di fedeli.
Alessandro Bartoletti
Lo studente strategico
Ponte alle Grazie, 196 pagine,
15 euro
Come risolvere rapidamente i
problemi legati allo studio.
John McPhee
Tennis
Adelphi, 222 pagine, 15 euro
Un libro in grado di dividere i
lettori fra chi rischia di con-
trarre in una forma o nellaltra
il morbo del tennis, e chi inve-
ce ne risulta immune.
Alfredo Somoza
Oltre la crisi
Edizioni CentoAutori,
111 pagine, 10 euro
Alla fne di questa lunga crisi,
quali scenari prenderanno for-
ma in Europa e nel resto del
mondo?
Internazionale 1002 | 31 maggio 2013 83
84 Internazionale 1002 | 31 maggio 2013
Cultura
1
Mark Lanegan
& Duke Garwood
Sphinx
un vulcano attivo da
trentanni lex cantante degli
Screaming Trees che fa vibrare
midolli spinali col suo vocione
beltenebroso, attraversando
progetti mai troppo allegri e
quasi sempre di fascino. Aspet-
tando leruzione con un com-
pagno di viaggio inglese poli-
strumentista vagabondo, per-
corre una fetta di americana
sul vagone merci di Black pud-
ding, colonna sonora per la de-
pressione difusa (un giorno la
chiameremo cos: meno spet-
tacolare ma pi profonda della
grande). Fagioli e cotiche e
blues sul binario della ruggine.
2
The Cyborgs
Hi ha doobie do ha
Si presentano Daft
Steam punk, con maschere da
saldatori e veterogrisaglie, due
robot galeotti fuggiti da una
Rebibbia reinventata da Tim
Burton. Ruggine e ossa si riani-
mano in presenza di adeguata
amplifcazione; il nuovo album
Electric chair (s, lelettrocuzio-
ne per loro simbolo di vita) li
mostra in tutto il loro voltaggio
vintage rock boogie blues e an-
che un po ragtime; due dyna-
mo con una pronuncia inglese
for beginners ma unexpertise
Black Keys nel trasformare in
bella energia quel che in altre
mani sarebbe mero lavoro di
seghe elettriche.
3
Ceramic Dog
Masters of the internet
Scaricate musica a gra-
tis / ci piace quando lo fate /
non abbiamo case n famiglie
da sfamare / non siamo umani
come voi. Alzata dingegno di
un altro chitarrista vagabondo,
il quasi sessantenne Ribot, uno
che reinvent il sound di Tom
Waits e miglior quello di Vini-
cio Capossela. Da Your turn,
nuovo album del suo trio Cera-
mic Dog, tra rockacci in punta
di plettro e dolore elettrifcato,
un arabeggiante atto di sotto-
missione alle masse fameliche
di suoni scroccati dai tubi, tor-
rent e ciberspazio tutto. Orgo-
gliosa, asserragliata dichiara-
zione di stenti.
Musica
Dal vivo
Green Day
+ All Time Low, Roma,
5 giugno, rockinroma.com;
Bologna, 6 giugno,
unipolarena.it
Chromatics
+ Glass Candy, Ravenna,
3 giugno, bronsonproduzioni
.com; Torino, 4 giugno,
astoria-studios.com
Funeral For A Friend
Olgiate Molgora (Lc),
31 maggio, sbiellata.com
All Time Low
Milano, 7 giugno,
factorymilano.com
Mudhoney
Firenze, 31 maggio,
viperclub.eu
Ibrahim Maalouf
Bari, 1 giugno,
fondazionepetruzzelli.it
Dead Can Dance
Fiesole (Fi), 2 giugno;
Roma, 5 giugno, auditorium
conciliazione.it; Padova,
6 giugno, granteatrogeox.com
Nick Waterhouse
Segrate (Mi), 1 giugno,
circolomagnolia.it; Torino,
2 giugno, spazio211.com
Palma Violets
Roma, 4 giugno,
ilcircolodegliartisti.it
LEstonia unisola felice,
grazie a manifestazioni
come il Tallinn music week
Tallinn, capitale dellEstonia,
si trova in una posizione stra-
tegica. A sud del golfo di Fin-
landia, il braccio orientale del
mar Baltico, a due ore di tra-
ghetto da Helsinki. Tallinn
stata uno sbocco commercia-
le per lEstonia dallinizio del
secondo millennio. Oggi la
citt sta esportando un nuovo
prodotto: la musica. Al suo
quinto anno, il Tallinn music
week mette in mostra il rock,
il pop e la musica classica del
paese. Attira appassionati da
Finlandia, Russia, Lettonia e
Lituania. Tra gli ospiti c
Seymour Stein, storico disco-
grafco statunitense e fonda-
tore della Sire Records.
Poi ci sono gruppi come i
Prta Vtra, rocker lettoni che
in patria riempiono gli stadi.
Nel discorso inaugurale, il
presidente estone Toomas
Hendrik Ilves ha reso omag-
gio alle Pussy Riot, invitando
a non dimenticare il loro arre-
sto. Anche se lEstonia ha
meno di un decimo della po-
polazione di Londra ed gi
sede di una forente econo-
mia digitale (che ha partorito
Skype), nuota in un mare di
canzoni. Come quelle degli
Elephants From Neptune,
una band a met strada tra
Kings Of Leon e Led Zeppe-
lin, o quelle di Mari Kalkun,
cantante che mescola il jazz
al folk tradizionale estone. Il
paese pu ritagliarsi la sua
nicchia nel panorama mon-
diale, proprio come ha fatto
lIslanda. Con il Tallinn
music week come megafono,
lEstonia ha unottima possi-
bilit di farsi ascoltare.
Kieron Tyler, Mojo
DallEstonia
Tallinn caput mundi
Playlist Pier Andrea Canei
Boogie electric
R
A
D
A

Chromatics
Elephants From Neptune
Internazionale 1002 | 31 maggio 2013 85
Album
The National
Trouble will fnd me
(4Ad)

Dopo cinque album pieni di
angoscia e disagio sociale i
National non sembrano ancora
pronti a trovar pace. Lo si pu
capire, visto che il successo di
High violet li ha trasformati da
oggetto di culto indie a una
band da grandi arene. Per que-
sto il nuovo album Trouble will
fnd me era circondato da una
strana aspettativa. Ma il grup-
po cresciuto, e ormai a suo
agio anche fuori dagli scanti-
nati di Brooklyn. Il risultato
una collezione di inni e fanfa-
re che, come al solito, mettono
a nudo le emozioni del cantan-
te Matt Berninger. Nascosta in
fondo allalbum c anche Pink
rabbits, una delle pi belle can-
zoni damore mai scritte dal
gruppo. I detrattori diranno
che i National sono troppo au-
toreferenziali, ma le emozioni
che raccontano sono le stesse
che proviamo tutti noi, ogni
giorno.
Jenny Stevens, Nme
Love
Black beauty
(High Beauty)

Talentuoso ma incline allauto-
distruzione, allinizio degli an-
ni settanta Arthur Lee era alle
corde. Ma proprio in quel pe-
riodo lautore di uno dei mi-
gliori album di tutti i tempi (Fo-
rever changes dei Love) stava
forgiando un nuovo stile: un
misto di hard rock rovente fe-
dele allo spirito del suo amico
Jimi Hendrix, funk urbano alla
Curtis Mayfeld, un po del suo
passato folk-rock, e un pizzico
di blues e di reggae. Realizzato
con il produttore Paul
Rothchild, insieme a una band
nuova di zecca formata solo da
ora Kuperus e Miller si siano
trasformati in artisti leggeri. In
tutto lalbum resta sempre quel
disagio in cui sono specializza-
ti. Solo che ora lo propongono
con pi stile.
Miles Raymer, Pitchfork
Public Service
Broadcasting
Inform - Educate -
Entertain
(Test Card Rec.)

Diamo il benvenuto a uno de-
gli album pi originali degli ul-
timi anni. I Public Service
Broad casting prendono in giro
la forma duo, spesso suonando
come se fossero in sei in una
stanza. In realt Wriggles-
worth cura le percussioni e la
parte ritmica mentre J. Will-
goose Esq. pensa al resto. Il
risultato teso e intrigante,
prodotto per met con stru-
menti veri e per laltra con
un impressionante numero di
campionature. Tra i rif post
punk, spesso i due usano gli
stessi frammenti sonori in di-
verse canzoni, creando una
narrazione per tutta la durata
del disco. Prendono ispirazio-
ne da spot televisivi e registra-
zioni militari, ma rimangono
sempre concentrati sulla melo-
dia, dimostrandosi in grado di
scrivere eccellenti canzoni pop
strumentali. Decisamente una
delle uscite da non perdere per
il 2013.
Gareth OMalley, The 405
Artisti vari
Finders keepers.
Motown Girls 1961-1967
(Kent)

Il brano pi famoso di questa


splendida compilation di voci
femminili della Motown
Whats so easy for two is so hard
for one di Mary Wells, pubbli-
cata nel 1963. difcile capire
perch a segnare la carriera
della cantante di Detroit non
sia stato questo brano ma il
singolo successivo, My guy.
Esempi perfetti del songwri-
ting di Smokey Robinson, en-
trambi i pezzi sono cantati son-
tuosamente, come del resto
anche la rarissima (Like a)
Nightmare, delle Andantes di
Ann Bogan. Simile a Heatwave,
il singolo stato un fop, e oggi
ne esistono appena dieci copie.
Flo Ballard compare inve ce in
due canzoni delle Supremes,
Buttered popcorn e Long gone lo-
ver, anche queste due clamoro-
si fop. Le undici canzoni inedi-
te, tra cui Dance yeah dance di
Thelma Brown e I gotta right to
sing the blues di Liz Land, sono
altrettanto valide e dimostrano
che alla Motown anche i brani
scartati funzionavano perfet-
tamente.
Lois Wilson, Mojo
Artisti vari
Wagner at the Met
(1936-1954)
Artisti vari. Registrazioni live al
Metropolitan di New York
(Sony)

A partire dalla met degli anni
trenta il Metropolitan diede vi-
ta, con cantanti come Lauritz
Melchior e Kirsten Flagstad, a
una vera et delloro wagneria-
na, che contribu a salvarlo dal-
la bancarotta. Lo splendido
panorama di questo cofanetto
il vertice discografco del
bicentenario.
Andr Tubeuf, Classica
musicisti neri, Black beauty
non fu mai pubblicato per il
fallimento delletichetta Bufa-
lo Records. Lalbum, pubblica-
to oggi con quarantanni di ri-
tardo, si apre con il punk-funk
di Good & evil (young & able) e
prosegue con il garage di Stay
away. Ma la vera perla Skid,
un brano disperato e spettrale
esaltato dalla voce di Lee.
Black beauty un album eclet-
tico che cambia passo con gra-
zia, suggerendo una miriade di
direzioni musicali che un Ar-
thur Lee pi in salute avrebbe
sicuramente intrapreso.
Luke Torn, Uncut
Adult.
The way things fall
(Ghostly)

Gli Adult. non si sono mai tro-
vati a loro agio con gli altri
gruppi electroclash a cui ven-
gono accostati fn dal loro esor-
dio. Il duo di Detroit formato
da Adam Lee Miller e Nicola
Kuperus ha lo stesso mix di
musica dance ed estetica punk,
ma in pi caratterizzato da
un profondo senso di aliena-
zione, comunicato da tastiere e
drum machine algide e dal
canto monotono di Kuperus.
Lo stile si conferma anche in
questo quinto album in studio,
che per pi pulito e lineare e
ha un tratto pi pop. Lapoteosi
di questo nuovo approccio
Tonight, we fall, un agile pezzo
new wave con una melodia ac-
cattivante. Certo, non che Public Service Broadcasting
S
T
G
A
The National
Trouble will fnd me
(4Ad)
Daft Punk
Random access
memories
(Columbia)
Noah and The Whale
Heart of nowhere
(Mercury)
The National
R
I
G
H
T
H
E
A
R
M
E
D
I
A
Pop/rock
Scelti da
Luca Sofri
86 Internazionale 1002 | 31 maggio 2013
Cultura
Khodorkovsky, loligarca
ha sfdato Putin
Domenica 2 giugno, ore 21.15
Rai5
La vicenda di Michail Chodor-
kovskij esemplare della Rus-
sia contemporanea: fautore
del socialismo prima e brillan-
te alfere del nuovo capitali-
smo poi, ha pagato con larre-
sto e la prigionia la sfda al po-
tere di Vladimir Putin.
Anonymous: lesercito
degli hacktivisti
Domenica 2 giugno, ore 23.05
Laefe
Levoluzione del movimento
che rifutando identit e gerar-
chie ha ridefnito il concetto di
disobbedienza civile nellera
di internet. Dalle origini go-
liardiche e i gruppi progenitori,
fno agli attacchi pi noti, con
il ruolo nelle rivolte della pri-
mavera araba.
Fiamme di Gadda
Marted 4 giugno, ore 0.30
SkyArte
In occasione del quarantesimo
anniversario della morte di
Carlo Emilio Gadda, un flm
documentario di Mario Sesti
su uno dei geni della letteratu-
ra italiana del novecento.
Witness: Jurez
Mercoled 5 giugno, ore 22.00
Laefe
Quattro documentari inediti di
Michael Mann dedicati al lavo-
ro dei fotoreporter in alcune
delle zone pi calde della cro-
naca internazionale. Nel pri-
mo episodio seguiamo Eros
Hoaglan a Ciudad Jurez.
Senza respiro
Gioved 6 giugno, ore 21.00
Rai Storia
Storia della strage dellamian-
to in Italia, in seguito alla stori-
ca sentenza del febbraio 2012,
che ha condannato a 16 anni i
proprietari dellEternit.
Video
vimeo.com/65749550
Lattuale legislazione italiana
sulla cittadinanza e sullo ius
soli, senzaltro uno tra i temi
pi discussi nel dibattito
politico recente, crea
situazioni paradossali.
Come quella di Melina, nata
in Italia 19 anni fa da genitori
immigrati dallEcuador, che
quando diventata
maggiorenne ha chiesto il
riconoscimento della
cittadinanza italiana ma se l
vista negare perch da
bambina ha passato quasi un
anno nel paese di origine della
sua famiglia. Del suo caso si
interessata una giornalista
peruviana anche lei vittima
dellattuale legge sulla
cittadinanza: infatti lavora in
Italia da pi di ventanni, ma
non pu assumere
ufcialmente la direzione di
una testata perch ancora
cittadina straniera.
In rete
Lirriverente artista contem-
poraneo Ai Weiwei stato ca-
pace di diventare uno dei po-
chi protagonisti della scena
politica e culturale cinesi rico-
nosciuti dallopinione pubbli-
ca occidentale. Questa noto-
riet, frutto di mostre nei mu-
sei pi importanti del mondo,
gli ha permesso di prendere
posizioni sempre pi aperta-
mente critiche nei confronti
del governo di Pechino. Alison
Klayman ha passato al suo
fanco gli anni pi caldi, dal
2008 al 2011, realizzando Ai
Weiwei. Never sorry, uscito in
dvd accompagnato da un libro
con una lunga intervista e una
selezione di post dal blog cen-
surato dellartista.
aiweiweineversorry.com
Dvd
Al fanco di Ai Weiwei
Italeas
Dal festival di Cannes, come
da tanti altri festival cinemato-
grafci, spesso ci arrivano qua-
si esclusivamente le immagini
delle star che sflano sul tappe-
to rosso, dei fash dei fotograf,
della fotta degli yacht dei
super ricchi che in quei giorni
incrociano nella baia della cit-
tadina francese, ospitando fe-
ste a cui tutti cercano dispera-
tamente di farsi invitare.
Questanno la casualit
della programmazione ha fat-
to s che si succedessero le
proiezioni di due flm: Limage
manquante del cambogiano
Rithy Panh, che faceva parte
della sezione Un certain re-
gard, e Le dernier des injustes
del francese Claude Lanz-
mann, presentato fuori con-
corso. Che Rithy Panh abbia
vinto un premio non impor-
tante. Quello che unisce i due
flm, e che vale la pena di dire,
molto pi importante di
qualsiasi palma. Sono due uo-
mini che hanno dedicato in-
stancabilmente la loro opera
(e la loro vita) a indagare su
due grandi genocidi del nove-
cento: quello messo in atto dai
nazisti nei confronti degli
ebrei e quello perpetrato dai
cambogiani marxisti contro il
loro stesso popolo.
Le dernier des injustes e
Limage manquante sono due
flm consumati da ununica
grande questione: quale esteti-
ca accettabile per fare del ci-
nema su queste grandi trage-
die? Qual limmagine giu-
sta? C solo una cosa, troppo
spesso messa da parte, che
pu portare a una risposta va-
lida: letica.
Fotografa Christian Caujolle
Limmagine giusta
Internazionale 1002 | 31 maggio 2013 87
Il bunker di Tito
D-0 Ark underground,
Konjic, bijenale.ba
Un rifugio antiatomico di Tito
costruito nelle viscere di una
montagna in Bosnia, stato
trasformato in museo e ospita
trenta artisti di paesi diversi. Il
bunker fu completato nel
1979, dopo 26 anni di lavori, e
cost 4,5 miliardi di dollari.
Oltre seimila metri quadrati, la
pianta a ferro di cavallo, per
una capienza di 350 persone,
era stato pensato come centro
di comando in caso di un at-
tacco nucleare. La scelta degli
artisti tiene conto della specif-
cit di questo luogo carico di
memoria, completamente di-
verso dallo spazio asettico di
una galleria. Ai trenta artisti
selezionati per lapertura uf-
ciale se ne aggiungeranno altri
a cadenza biennale, che an-
dranno a consolidare la colle-
zione permanente di questo
strano museo.
Libration
Lultima fatica di Salgado
Genesi, Londra, fno al 28 set-
tembre, nhm.ac.uk
Lultimo e pi monumentale
progetto di Sebastio Salgado
(in mostra anche allAra Pacis
di Roma) consiste in duecento
fotografe ed il risultato di
dieci anni di lavoro, una visio-
ne enorme e onnicomprensi-
va. Sono le sue lettere damo-
re al pianeta e meritano ri-
spetto. Il suo manierismo par-
ticolare rimane intatto: usa il
bianco e nero con una grana
che esalta la modulazione del
tono, anche sacrifcando il ni-
tore. Quando fotografava tra-
gedie, questo suo stile era in
costante contrasto con i sog-
getti scelti. Genesi non contie-
ne orrori: il tentativo di foto-
grafare lidillio prima del pec-
cato originale, e lo stile tende
talvolta allo sdolcinato.
Financial Times
Graham Ovenden
giusto o sbagliato mostrare
le opere di Graham Ovenden?
Alcuni commentatori della
scena artistica britannica han-
no rifutato di risponderci,
perfno la Tate Gallery. Nato
nel 1943, lartista britannico si
fatto conoscere per le sue fo-
tografe di ragazzi di strada
prima di diventare una fgura
di spicco della pop art. Il
2 aprile stato condannato
per pedoflia con sei capi dac-
cusa per indecenza e uno per
molestie sessuali a un minore.
Quattro donne, che avevano
posato per lui da bambine tra
il 1972 e il 1985, lo hanno accu-
sato. Hanno dichiarato di es-
sere state bendate per orga-
nizzare dei giochi di degusta-
zione. La sentenza non an-
cora stata emessa e poi Oven-
den, che si dichiara innocente,
pu presentare ricorso. Ma
due giorni dopo la condanna,
la Tate, che possiede 34 opere
dellartista, ha deciso di non
mostrarle pi. Queste foto di
bambine pi o meno vestite,
con pose spesso ambigue, non
erano state esposte, ma erano
visibili sul sito della Tate. Oggi
non pi cos. Opere giudica-
te interessanti prima del pro-
cesso, sembrano aver perso
improvvisamente il proprio
valore artistico, ma le modelle
hanno il diritto morale di non
voler essere esposte. Limpor-
tante , secondo il flosofo
Matthew Kieran, non distrug-
gere o censurare il lavoro di
Ovenden. Anche se lautore
non avesse fatto nulla di male,
queste immagini sarebbero
state inquietanti perch gli
impulsi oscuri possono esiste-
re in ciascuno di noi. E poi, co-
noscere i mali dellartista
cambia qualcosa nella valuta-
zione della sua opera?
Le Monde
Regno Unito
Arte perversa
Cultura
Arte
D
R
Graham Ovenden, Ophelia
88 Internazionale 1002 | 31 maggio 2013
S
ono passati due anni da quando ho deciso
di separarmi dalluomo che stavo per spo-
sare. In una serata mite, con una leggera
brezza che agita le foglie alle nostre spalle,
ci ritroviamo seduti al tavolo di un risto-
rante. Passato il dolore, lamicizia intatta.
Parliamo delle cose che abbiamo condiviso, delle ra-
gioni che ci hanno spinto a separarci, e poi lui mi stupi-
sce dicendo: Sai, lunica cosa che rimpiango che
avremmo avuto dei bambini bellissimi e tu saresti sta-
ta meravigliosa, sei una madre nata. Io? Una madre
nata? Su cosa basava questo suo giudi-
zio, mi sono chiesta, e cosa intendeva
dire? vero che ho sempre adorato i
bambini, allora come oggi. In efetti, mi
basta vederne uno per la strada cammi-
nare per mano o in braccio a un genitore,
per dirigermi naturalmente da quella
parte. Ma sufciente, questo, per dire
che sarei stata una buona madre? Non
ne sono afatto sicura.
Trentanni dopo. Sono sempre single
e adoro i bambini. Ormai sono abituata a
sentirmi chiedere: perch non ti sei mai
sposata? Non senti il bisogno di avere un compagno?
Non ti senti sola? Non vuoi dei fgli? Anche se alcuni
dei collegamenti mi sfuggono, sono domande che mi
faccio spesso anchio: desidero avere dei fgli? Mi per-
do qualcosa se non divento madre? La maggior parte
delle mie amiche lo desiderano intensamente: voglio-
no sentire la vita crescere dentro di loro, essere incinte,
donare la vita, amare incondizionatamente, avere
qualcuno che un domani si prender cura di loro (e del
loro compagno), vivere la gioia della maternit. Io non
provo nessuna di queste cose. Signifca che sono unin-
sensibile? Che non ho sentimenti? Mento a me stessa
quando dico che non provo alcun desiderio di avere dei
fgli? Lo dico solo perch in realt li desidero, ma non
voglio sentirmi in alcun modo in difetto e quindi im-
magino di non volerne? difcile dirlo. Ma sono sem-
pre molto difdente verso me stessa, e mi preoccupo:
sono davvero la persona soddisfatta che credo di esse-
re, o sto solo fngendo?
Quella frase del mio amico non mi ha pi abbando-
nata. Ogni tanto ci ripenso e comincio a chiedermi: se
sono cos portata per diventare madre, allora perch
non ho mai sentito un desiderio attivo di maternit?
Ripenso alle mie amiche che parlano di un sentimento
di amore incondizionato. Be, non una cosa che mi sia
del tutto sconosciuta: perch, allora, la gente la imma-
gina associata solo ai fgli? Le mie amiche con fgli par-
lano di notti insonni, di mariti irresponsabili, di sorelle
e fratelli poco collaborativi, di iscrizioni scolastiche, di
carriere abbandonate, di voti e universit, non sento
altro. E poi il solito commento, buttato l: Ma tu che ne
sai? Non sei mai stata madre.
Ho appena avuto il mio primo lavoro, in una casa
editrice. Mio padre va dal direttore generale, un ben-
galese gioviale, per afdargli la sua fgliola. Il direttore
mi dice che la prima volta che assume una donna per
un posto di dirigente. Di solito la sua
azienda preferisce non farlo perch poi
le donne si sposano e fanno fgli. Lo dice
come se fosse un crimine. Io gli promet-
to che non lo far. E mantengo la pro-
messa, anche dopo aver lasciato quel
lavoro. Niente matrimonio, niente fgli.
Mia madre e io stiamo parlando. Mi
preoccupo per te, dice, come farai da
vecchia? Tutti abbiamo bisogno di qual-
cuno. Se non vuoi sposarti, perch non
adotti un bambino? Ma davvero una
buona ragione per adottare un bambino,
le chiedo, avere qualcuno che ti faccia compagnia
quando invecchi? E quali garanzie avrei, comunque?
No, no, cambia subito registro lei. Non per questo che
dovresti adottare. Solo, pensa che nonni meravigliosi
si perde questo bambino potenziale! Un buon motivo
per adottare, non credi? Forse ne sa pi di me, mi dico,
e comincio a informarmi sulle possibilit di adozione.
Per un po, sono eccitata dal cambiamento di vita che
mi aspetta, ma alla fne mi manca il coraggio, o la mo-
tivazione. E rinuncio.
Ho fondato una mia casa editrice, che pubblica libri
di donne e sulle donne. un lavoro che faccio con
grande passione, che mi d gioia, che mi coinvolge to-
talmente. So che quello che voglio fare per tutta la
vita. Desidero in qualche modo lasciare un segno nel
modo in cui la gente considera le donne, voglio essere
parte del cambiamento. una follia questa ossessio-
ne? Perch non ho mai provato la stessa cosa per la ma-
ternit? O sto solo compensando un desiderio inappa-
gato? Mi dicono che la maternit il destino di una
donna, quello che la completa. Allora perch pubbli-
care libri cos importante? Eppure non mi sento in-
completa, o inadeguata. Ho qualcosa che non va?
Da molti anni la mia amica Judith cerca di avere dei
fgli. Ha avuto una serie di aborti spontanei ed pro-
Naturalmente senza fgli
Sono sempre single
e adoro i bambini.
Ormai sono abituata
a sentirmi chiedere:
perch non ti sei mai
sposata? Non senti
il bisogno di avere
un compagno?
Non ti senti sola?
Non vuoi dei fgli?
URVASHI BUTALIA
uneditrice e
femminista indiana.
Questo articolo
uscito su Live Mint
con il titolo Childless,
naturally. tratto da
Of mothers and others,
a cura di Jaishree
Misra, pubblicato da
Zubaan con Save the
Children Fund, India.
Urvashi Butalia
Pop
Internazionale 1002 | 31 maggio 2013 89
G
A
B
R
I
E
L
L
A
G
I
A
N
D
E
L
L
I
fondamente depressa. I rapporti con suo marito stan-
no diventando sempre pi tesi. Entrambi desiderano
ardentemente avere dei fgli, ma sembra proprio che
non ci riescano. Un bel giorno io e lei ne parliamo, in
una fredda citt europea. Perch non adotti? le chiedo
Come faccio? risponde. Non so neanche che cosa pro-
verei per un bambino non mio. Ma sar tuo, le assicuro.
Anche se non lo avrai partorito sar sempre tuo. Con-
tinuiamo a parlare. Mi lancio in una difesa appassiona-
ta delladozione, della sua importanza, della maternit
che non solo quella biologica. Tornata a casa in India,
le scrivo una lunga lettera, persuasiva, eloquente. Lei
mi dice che stata fondamentale, nella scelta che ha
fatto. Oggi ha due belle bambine, sorelle, adottate nel-
lo stesso paese, e ha scritto un libro sulla maternit che
diventato un best seller. Perch sono stata cos con-
vincente? A dire il vero non lo so.
Sono con la mia amica Mona Ahmed, una hijra, nel-
la sua casa di Mehendiyan, a Delhi, un complesso resi-
denziale con due moschee, una madrassa, due cimite-
ri, un dhobi gat (lavatoio) e molte abitazioni. Maschio
fno a 18 anni e poi castrato, Mona diventata donna
90 Internazionale 1002 | 31 maggio 2013
dopo essersi sottoposta allintervento di cambio di ses-
so. Aveva sempre desiderato avere un fglio, mi dice.
Volevo stringere un bambino tra le braccia, crescerlo,
imparare a essere madre. Oggi ha da poco passato i
settantanni, e una ventina danni fa ha realizzato il suo
sogno, quando una vicina di casa morta di parto e il
marito non sapeva che farsene della bambina appena
nata. Mona, allora, ha creato una famiglia dove lei
era il padre, abbu, la sua amica trans Neelam era la ma-
dre, ammi, e il suo maestro spirituale, Chaman, era la
nonna, dadi. Nella realt, per, i ruoli erano mescolati.
Era Mona la vera madre di Ayesha, la bambina: lha
nutrita, le ha dato un nome, una data di nascita e
unidentit. Ho scelto il 26 gennaio come data di nasci-
ta, mi ha detto, perch volevo che fosse libera come
lIndia. E ho imparato a fare la madre, ha aggiunto. An-
davo tutti i giorni dalla pediatra e le chiedevo di inse-
gnarmi come dovevo darle da mangiare, farle fare il
ruttino, lavarla, cambiarla, quali erano le cose a cui do-
vevo stare attenta, come dovevo fare per capire quan-
do era il caso di alzarmi la notte, e cos via. A essere
madri si impara, dunque? Per le donne un fatto istin-
tivo, e per una persona come Mona, un padre che in
realt una madre?
La fglia di Mona, Ayesha, viene a trovarmi. Parlia-
mo della sua vita: una giovane donna cresciuta in una
famiglia di transessuali, con un padre (Mona) che in
realt era la madre, e una nonna (Chaman) a cui tutti si
rivolgevano al maschile, tranne Ayesha che la chiama-
va nonna. Riesci a immaginare come pu essere stato?
mi chiede. Mi hanno dato tanto amore, ma una ragaz-
zina ha bisogno anche di altre cose, crescendo, si fa
tante domande su se stessa, sul suo corpo. A chi potevo
rivolgermi? Non cerano altre donne, solo questi uomi-
ni-donna, queste persone dalla sessualit indefnita.
Mi sentivo cos sola. Forse la maternit non una cosa
che si impara, dopo tutto.
U
n gioved mattina, Bina, la fglia del
presswallah (lo stiratore) di fronte a
casa mia, scappa di casa. Nessuno
sospetta niente fno al pomeriggio.
Era andata a scuola dove aveva un
esame, forse dopo uscita con gli
amici a festeggiare. Ma Bina una brava ragazza,
non esce senza prima avvertire i genitori, e cos quan-
do arriva la sera i genitori cominciano a preoccuparsi.
Tornati a casa nella loro comunit, si chiedono se sia il
caso di rivolgersi alla polizia. Temono uno scandalo: e
se fosse solo unevasione innocente? Magari la ragazza
andata da qualche parte e poi si addormentata. Per-
ch rendere pubblica la sua scomparsa? Ma quella sera
manca da casa un altro ragazzo, il fglio di un vicino. I
sospetti cominciano a trasformarsi in certezze, e i ge-
nitori decidono di sporgere denuncia. Un paio di giorni
dopo, la polizia ritrova i due ragazzi in una citt vicina
e li riporta a casa. Giurano che la loro stata una fuga
innocente: hanno solo fatto un giro allo zoo, sono stati
al cinema e poi, per paura di essere sgridati dai genito-
ri, hanno preso un autobus e sono andati a casa di un
parente. Avete dormito insieme? chiedono i genitori
Storie vere
Christina Mercado
stata eletta al
provveditorato di
Lytle, in Texas, con
un voto di margine:
lunico. Solo
33 persone si sono
recate alle elezioni
della cittadina, che
ha 2.500 abitanti, e un
solo votante veniva
dal distretto per il
quale era candidata
Mercado. N lei n il
suo rivale per il posto
potevano votare,
perch sono residenti
in un altro distretto.
una dimostrazione
concreta del fatto che
ogni voto
importante,
ha dichiarato
il portavoce del
provveditorato
di Lytle.
preoccupati, usando degli eufemismi. Non esiste un
modo diretto di chiedere a due ragazzini se hanno fatto
sesso, non c un vocabolario adatto. No, no, rispondo-
no loro con forza. I genitori non smettono di chiedere
quello che i due ragazzi hanno capito benissimo che
vogliono sapere.
Un mese dopo Bina incinta. Sua madre e io la ac-
compagniamo in una clinica vicina. Tentiamo di dire
al medico che stato un incidente, ma Bina pi velo-
ce di noi. No, dice, non era la prima volta con quel ra-
gazzo. Noi ammutoliamo. chiaro che ha mentito a
sua madre e a me. Sua madre distrutta. Ho fatto cos
tanto per lei, ed questa la ricompensa? Io capisco il
suo dolore, ma mi chiedo anche: dov fnito lamore
incondizionato? Quand che entrato in gioco il fat-
tore ricompensa? In che modo i fgli devono ricompen-
sarti? Bina abortisce e resta persona sgradita. Il ragaz-
zo scompare dalla sua vita e poco dopo sposa unaltra.
I peccatucci dei maschi sono pi tollerati.
Due anni dopo Bina scappa di nuovo. Questa volta
con un uomo sposato. Sua moglie sterile, e lui sposa
Bina e la porta a vivere nella sua casa. Bina gli d due
fgli, rendendolo luomo pi felice del mondo. Ora
sposata, e anche madre. I suoi genitori sono sollevati e
felici. Tutto risolto. madre. Nessuno oser pi dire
niente, ora. E oltretutto il marito benestante. Legitti-
mit e ricchezza: una combinazione vincente. In se-
guito, Bina aiuter il fratello ad avviare un servizio di
taxi fnanziando lacquisto di unauto.
venuta a trovarmi unamica occidentale. Parlia-
mo a cena. il compleanno di suo fglio e lei non sa se
chiamarlo o no. Hanno un rapporto difcile, teso. Il f-
glio ce lha con la madre perch pensa che lei non gli
dedichi abbastanza tempo e attenzione, da quando si
separata dal padre. La madre preoccupata perch il
fglio non ha ancora trovato un lavoro. Alla fne lo chia-
ma. Tanti auguri, gli dice. Parlano, in tono afettuoso e
poi, di colpo, esplodono rabbia, risentimento, quasi
una sorta di odio. Lo sapevo, dice lui, fai sempre cos,
vuoi sempre mortifcarmi. Lei cerca di spiegare, lui
non vuole ascoltare, lei sconvolta ma cerca di non
troncare la conversazione. La telefonata fnisce male.
Sono una cattiva madre? mi chiede. Faccio male a de-
siderare una carriera? Ho fatto quello che ho potuto per
lui, gli voglio bene, ma non sarebbe ora che prendesse
in mano la sua vita? Secondo te che cosa dovrei fare?
Non ho una risposta a questa domanda.
Sono a casa. Mia madre, novantanni, non sta bene.
Diventa ogni giorno pi debole, non riesce a mangiare,
devessere accompagnata al bagno. Un giorno, mentre
laiuto a lavarsi mi chiede, come potr mai ripagarti? E
io chiedo a me stessa e a lei come le venga in mente un
pensiero del genere. Ha passato gran parte della sua
vita a crescere non uno ma quattro fgli, certamente le
dobbiamo qualcosa. Di nuovo la storia della ricompen-
sa. Via via che diventa pi debole, mi ritrovo a organiz-
zare la mia vita intorno ai suoi bisogni: lascio lufcio
per tornare a casa a pranzo perch lei non resti sola, la
metto a letto la sera e resto con lei, mano nella mano,
fnch non si addormenta tranquilla, le faccio il bagno,
laccudisco, le d da mangiare, la porto a passeggio,
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Internazionale 1002 | 31 maggio 2013 91
trascorro del tempo con lei in altre parole, le faccio da
madre. Un amico commenta, sei diventata tu, la ma-
dre. Ne parlo con le amiche e scopriamo che ci trovia-
mo tutte in situazioni simili, madri delle nostre madri.
Diventiamo le nostre madri. questo che sintende,
quando si parla di naturalit dellessere madri?
Stiamo cercando di organizzare una riunione del
direttivo di una ong di cui faccio parte. Siamo in sei e
dobbiamo trovare una data che vada bene per tutti.
Uno di noi, un uomo, dice che per lui andrebbe meglio
un fne settimana, perch ha un fglio che sta per spo-
sarsi ed molto occupato. Unaltra annuncia che sta
per diventare nonna, e allimprovviso tutti cominciano
a scambiarsi storie di fgli e nipoti, e a dire quanto sia
meraviglioso. Io mi intrometto per dire che non so
niente di queste cose, e loro mi consolano, non preoc-
cuparti, ti nomineremo nonna onoraria. Niente fgli,
niente preoccupazioni. vero, penso, sono fortunata.
Non dovr mai preoccuparmi della scuola a cui iscrive-
re mio fglio, o della media con cui sar ammesso al
college. Non dovr neanche afrontare le angosce pi
profonde che vivono tutte le madri.
Ma non c solo il sollievo. Le preoccupazioni resta-
no. Ho appena visto unamica letteralmente distrutta
per la perdita del fglio ventenne morto in un inciden-
te. inconsolabile, si sente come se le avessero strap-
pato una parte di s, un pezzo del suo stesso corpo.
La maternit anche questo, lattaccamento profondo
e intenso che ti lega a un fglio, la disperazione terribi-
le e devastante quando lo perdi. E io? Sarei riuscita a
sopravvivere a un cos grande dolore, se fosse succes-
so a me? Inutile fare congetture, ma il solo pensiero di
una madre che perde un fglio mi riempie il cuore di
angoscia: non pu esserci lutto peggiore. Non avere
fgli una consolazione, ma solo da un punto di vista
egoistico.
E poi minterrogo. Per anni mi sono defnita una
donna single. Una defnizione importante, per me: es-
sere single una condizione positiva, che non implica
una mancanza o una negazione, come nella formula-
zione non sposata. Per la condizione di chi non ha
avuto fgli, invece, non esistono formulazioni positive.
Sentiamo parlare solo di coppie senza fgli, e di don-
ne sterili. Perch? Io non ho fatto la scelta di non ave-
re fgli, ma andata cos. Non provo un senso di perdi-
ta per questo, la mia vita stata gratifcante in tanti altri
modi. Perch dovrei defnirla nei termini di una man-
canza? Sono una donna sterile? Non riesco a conciliare
questa defnizione con quello che so di me stessa.
Ricordo una delle autrici che abbiamo pubblicato,
una domestica che si chiamava Baby Halder. Aveva
avuto il suo primo fglio quando aveva solo tredici anni.
Lei stessa una bambina, era diventata madre senza
quasi rendersene conto. A un certo punto, ripensando
alla sua infanzia, aveva osservato quanto fosse stata
breve ed efmera. Un pomeriggio, sfnita dopo aver
accolto in casa e servito i pretendenti di sua sorella, si
lasci scivolare a terra lungo una parete, e si mise a ri-
fettere sulla sua vita. La sua infanzia era stata cos bre-
ve che la vide scorrere tutta davanti ai suoi occhi in
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92 Internazionale 1002 | 31 maggio 2013
D
al 1972 al 1977, ogni primavera anda-
vo a Praga una settimana o dieci
giorni per incontrare un gruppo di
scrittori, giornalisti, storici e profes-
sori che allepoca erano perseguitati
dal regime totalitario cecoslovacco
sostenuto dallUnione Sovietica.
Ero seguito quasi sempre da un uomo in borghese,
nella mia camera di albergo cerano microspie e il tele-
fono della stanza era intercettato. Ma fu solo nel 1977,
mentre stavo lasciando un museo dove ero andato a
vedere una ridicola mostra di pittura sul realismo so-
cialista sovietico, fu solo al sesto anno che la polizia mi
ferm. Lintervento mi fece paura e il giorno dopo,
ascoltando il loro consiglio, lasciai il paese.
Anche se mi tenni in contatto per posta a volte po-
sta cifrata con alcuni degli scrittori che avevo cono-
sciuto e aiutato a Praga, non riuscii a procurarmi un
visto per tornare in Cecoslovacchia per dodici anni,
fno al 1989.
In quellanno i comunisti furono cacciati e sal al
potere il governo democratico di Vclav Havel, in mo-
do pienamente legittimo (non diversamente dal gene-
rale Washington e dal suo governo nel 1788) per voto
unanime dellassemblea federale e con il sostegno
schiacciante del popolo ceco.
A Praga passavo molto del mio tempo con il roman-
ziere Ivan Klma e sua moglie Helena, che psicotera-
peuta. Ivan e Helena parlavano inglese, e insieme a
molti altri tra cui i romanzieri Ludvk Vaculk e Milan
Kundera, il poeta Miroslav Holub, il professore di let-
teratura Zdenek Strybyrny, la traduttrice Rita Budino-
va-Mylnarova, che in seguito Havel ha nominato sua
ambasciatrice negli Stati Uniti, e lo scrittore Karol Si-
don, dopo la Rivoluzione di velluto capo rabbino di
Praga e poi della Repubblica Ceca questi amici mi
dettero unampia formazione su cosera la feroce re-
pressione governativa in Cecoslovacchia.
Questa formazione prevedeva anche visite, in
compagnia di Ivan, ai luoghi dove i suoi colleghi co-
me lui privati dei loro diritti dalle autorit svolgevano
gli umili lavori a cui lonnipresente regime li aveva
malevolmente assegnati. Una volta sbattuti fuori
dallUnione degli scrittori, gli avevano proibito di pub-
blicare e insegnare e guidare una macchina e guada-
gnarsi da vivere decentemente ciascuno secondo la
sua vocazione. Per sicurezza, ai loro fgli, i fgli del seg-
mento pensante della popolazione, era stato proibito
di frequentare le istituzioni accademiche.
Alcuni di quelli che conobbi e con cui parlai vende-
vano sigarette nei chioschi agli angoli delle strade,
certi maneggiavano una chiave inglese nellazienda
idrica pubblica, altri passavano le giornate in bicicletta
pochi istanti. Ne leccai ogni attimo, disse, come la
mucca lecca il suo vitello, per assaporarla e farne teso-
ro. Anche se la legge lo vieta, per tante delle nostre ra-
gazze la maternit arriva prima che abbiano smesso di
essere bambine. una cosa giusta? Perch tanto va-
lorizzata?
Niente semplice, per. Recentemente, sui gior-
nali si parlato molto della storia di una coppia benga-
lese residente in Norvegia: le autorit norvegesi gli
hanno tolto i due bambini. Stando alle cronache, uno
dei bambini soffrirebbe di un cosidetto disturbo
dellattaccamento: comincia a sbattere la testa contro
il muro ogni volta che vede la madre. I giornali parlano
di un rapporto teso, confittuale e a volte violento tra
madre e fglio. Alla fne, la madre stata giudicata ina-
datta a occuparsi dei bambini, che sono stati afdati a
uno zio. Quando i bambini sono arrivati in India, la
questione ha assunto connotazioni completamente
diverse, di carattere politico e nazionalistico. Ora il
problema se la Norvegia debba decidere cosa giu-
sto e cosa non lo per i nostri bambini. Nel Bengala, la
commissione per i diritti dei minori ha stabilito che i
due bambini devono essere riconsegnati alla madre.
Nessuno degli articoli apparsi sui giornali dice niente
sulla efettiva capacit della donna di occuparsi dei f-
gli, o degli efetti che questo continuo tira e molla pu
avere su di loro.
La mia conoscenza dei fatti si basa solo su quel che
riferiscono i giornali e non saprei dare un giudizio sui
torti e le ragioni delle parti coinvolte. Il problema che
mi pongo un altro. Nel forum di discussione online
Feministsindia circola unaria di soddisfazione per la
decisione di restituire i fgli alla madre. Si d per scon-
tato che la madre sia la tutrice naturale dei fgli (tor-
niamo alla storia della naturalit), la persona pi
adatta a prendersi cura di loro. Perch? Come femmi-
niste abbiamo sempre messo in discussione la natu-
ralit della maternit, eppure eccoci qua a darla per
scontata, senza neppure prendere in considerazione
lidea che le madri possano essere violente, incapaci di
occuparsi dei loro fgli e perfno poco disposte a farlo.
Mi chiedo: come stanno le cose veramente? Le autori-
t norvegesi non hanno tenuto conto delle diverse
sensibilit culturali? O, come spesso accade, hanno
creduto soltanto alla versione del padre? Tutto quello
che hanno scritto i giornali sulle presunte violenze del-
la madre sarebbe falso, dunque? Oppure noi, come
femministe, stiamo riafermando il mito della mater-
nit? Dove sta la verit? Il rapporto tra una madre e un
fglio sempre meraviglioso? Non ho risposte a queste
domande.
Allora, quali conclusioni trarre? La maternit un
fatto naturale? Non avere fgli una maledizione? La
sterilit qualcosa di spaventoso, una vita di mancan-
za, di perdita di quello che avrebbe potuto essere? O
solo un altro modo di vita? Una scelta, un caso, una cir-
costanza, chiamatela come volete, ma per me una
vita felice e appagante nonostante sia o forse proprio
perch come si suol dire senza fgli. Per quelle co-
me me che avessero ancora dei dubbi, state tranquille,
si vive benissimo. dic
Quando andavo
a Praga
Philip Roth
PHILIP ROTH
uno scrittore
statunitense. Il suo
ultimo libro Nemesi
(Einaudi 2011).
Questo articolo il
discorso per
laccettazione del
Pen/Allen
foundation literary
service.
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Internazionale 1002 | 31 maggio 2013 93
La stampa francese sta dando in-
consueta risonanza a una tesi di
dottorato discussa in novembre
alluniversit di Borgogna, autrice
Annie Lasne, titolo: La singulire
russite scolaire des enfants densei-
gnants: des pratiques ducatives pa-
rentales spcifques? Scavando nel-
le statistiche e integrandole con
sondaggi qualitativi, la tesi (tutta
leggibile in rete) analizza i perch
del successo scolastico dei fgli di
insegnanti, maggiore di quello di
fgli di altri appartenenti al ceto
dirigente e intellettuale. Quasi
mezzo secolo fa gli alunni di don
Lorenzo Milani nella Lettera a una
professoressa disegnarono impie-
tosamente limmagine di Pierino
del dottore o, meglio, il ritratto
di una scuola che fa studiare
Pierino e non sa fare altrettanto
con Gianni, fglio di chi non ap-
partiene al Pil, Partito italiano
laureati.
Ancora oggi a qualcuno come
Ernesto Galli della Loggia queste
paiono demenzialit, ma male
informato. Le statistiche naziona-
li e le indagini comparative inter-
nazionali si sono accumulate, in
Italia le avvi Fiorella Kostoris, e
sappiamo che dal pi al meno i si-
stemi scolastici stentano a garan-
tire (come in Finlandia o Corea
del Sud) equit di percorsi e risul-
tati ad allievi che vengono da fa-
miglie e classi sociali di diversa le-
vatura culturale. I fgli di inse-
gnanti risultano i pi avvantaggia-
ti fno alle medie superiori. Lasne
scarta ipotesi ovvie e infne addita
la causa nella particolare contigui-
t di atmosfere e informazioni tra
la scuola e lambito familiare.
Scuole Tullio De Mauro
Genitori che insegnano
consegnando ciambelle ai negozi, altri ancora lavava-
no fnestre o impugnavano la scopa come aiuto custo-
de di qualche sperduto museo della citt. Queste per-
sone, come ho lasciato intendere, erano la crema
dellintellighenzia del paese.
Cos era e cos al tempo di un sistema totalitario.
Ogni giorno porta un nuovo crepacuore, una nuova
scossa, maggiore impotenza, e lennesima riduzione
della libert e del libero pensiero in una societ censu-
rata gi oppressa e imbavagliata.
I soliti rituali dellumiliazione: la perdita progressi-
va della tua identit, la soppressione della tua autorit
personale, leliminazione della tua sicurezza. Un in-
tenso desiderio di solidit, di equilibrio, di fronte a una
pervasiva incertezza. Limprevedibilit come nuova
norma e langoscia continua come suo efetto oltrag-
gioso.
E lira. La farneticazione maniacale di un essere
ammanettato. Deliri di rabbia inutile che devastano
solo te stesso. Insieme a tua moglie e ai tuoi fgli, im-
pregnarsi di tirannia con il caf del mattino. Il costo
dellira.
La macchina spietata e traumatizzante del totalita-
rismo che tira fuori il peggio da tutto e, con il tempo,
tutto diventa pi di quanto si possa sopportare.
Una storiella divertente da un tempo grigio e noio-
so, e poi me ne star buono e zitto.
La sera del giorno successivo al mio incontro con
la polizia, quando lasciai saggiamente Praga in tutta
fretta per tornarmene a casa, Ivan fu prelevato a casa
sua e, come altre volte, interrogato per ore. Solo che
quella volta non lo torchiarono tutta la notte sulle sue
attivit sediziose e clandestine o su quelle di Helena e
della schiera di dissidenti piantagrane e disturbatori
della quiete totalitaria. Invece con un cambiamento
piacevole per Ivan gli chiesero dei miei annuali viag-
gi a Praga.
Come poi mi raccont in una lettera, ebbe solo una
risposta una sola da dare a tutta la loro accanita in-
quisizione notturna sul perch ogni primavera me ne
andavo a zonzo per la citt.
Non leggete i suoi libri?, chiese Ivan ai poli ziotti.
Come prevedibile, loro furono presi in contropiede
da questa domanda, ma Ivan si afrett a illuminarli.
Viene per le ragazze. gc
Infnito calpestare. Andare a ritroso nei ruscelli
o giacere a fondo, come pesci.
I regolatori in questo blu
dirigono limbrunire sulla mia pelle.
Ruggine dai palazzi alti. Silenzio.
La forza prosegue, ipnoticamente
come geometria. uno scomparire.
Gli animali della pianura posano
il loro pelo febbrile accanto alle pietre.
Il mio cuore pieno di sangue.
E tutti i luoghi mai raggiunti
sono in me, uno spiraglio
di fnestre aperte.
Stefen Popp
Poesia
Respirare,
non smettere
STEFFEN POPP
un poeta e scrittore
tedesco. nato a
Greifswald nel 1978 e
vive a Berlino. Questa
poesia raccolta in
Ricostruzioni. Nuovi
poeti di Berlino
(Scheiwiller 2011), a
cura di Theresia
Prammer.
Traduzione di
Theresia Prammer.
Scienza
94 Internazionale 1002 | 31 maggio 2013
I
l progetto della Herakles Farms, una
fliale di un fondo speculativo di New
York, di realizzare una piantagione di
palme da olio in Camerun sembra de-
stinato a fallire. Dopo che due ong, Green-
peace e lOakland institute, hanno accusato
la Herakles Farms di aver mentito e corrotto
diverse persone, il 18 maggio lazienda ha
annunciato la sospensione delle sue attivit
in Camerun.
Nel 2009 la sua fliale camerunese, la
Sithe Global Sustainable Oils Cameroon
(Sgsoc), aveva ottenuto dal ministero
delleconomia una concessione di 73mila
ettari di terreno nel sudovest del paese, alla
frontiera con la Nigeria, per produrre olio di
palma. Ora Greenpeace e lOakland institu-
te sperano di aver dato il colpo di grazia
alliniziativa, rendendo pubblico il 22 mag-
gio un rapporto che rivela le contraddizioni
tra i discorsi pubblici della Herakles Farms
e il contenuto di documenti interni
dellazienda, interviste ed email dei suoi
dipendenti.
Il contrasto particolarmente forte tra il
modo in cui Bruce Wrobel, amministratore
delegato della Herakles Farms, presentava
lazienda nel settembre 2012 in una lettera
aperta e il contenuto di documenti destina-
ti ad attirare gli investitori. Nel testo Wro-
bel, che si defnisce un difensore dellam-
biente e un militante nella lotta alla pover-
t, parlava di un progetto commerciale di
olio di palma di dimensioni modeste desti-
nato a favorire loccupazione, lo sviluppo
sociale e a migliorare la sicurezza alimenta-
re. Il tono era molto diverso in un docu-
mento interno fnito nelle mani delle due
ong, in cui la Herakles Farms descrive tutti
i vantaggi di un investimento in Camerun
rispetto alla Malesia, primo produttore
mondiale di olio di palma: aftti bassissimi
(tra 0,1 e 1 dollaro per ettaro rispetto ai tre
o quattromila della Malesia); esenzione
fscale per dieci anni dopo lentrata in pro-
duzione della piantagione; stipendi pi bas-
si della met e cos via. In totale un rispar-
mio valutato in 450 milioni di dollari (350
milioni di euro) nel corso del ciclo di vita
della piantagione. Inoltre la disoccupazio-
ne di massa in Camerun fa pensare che non
ci saranno pressioni salariali ancora per
molti anni, osservava la Herakles Farms.
La cosa pi incredibile il cinismo.
Quando si guarda il sito internet della He-
rakles Farms, sembra quello di unong,
mentre le loro intenzioni sono chiaramente
quelle di spremere il Camerun come un li-
mone, osserva Frdric Mousseau, diret-
tore politico dellOakland institute, che as-
sicura che tutti i documenti sono stati rico-
nosciuti come autentici.
Un segnale ai mercati
Il rapporto mette in evidenza una dichiara-
zione di Wrobel del settembre 2012, secon-
do cui il legno ottenuto dal disboscamento
della concessione doveva essere venduto
per donare il ricavato al governo cameru-
nese, e un documento del marzo 2013 nel
quale la Herakles Farms aferma che la
vendita del legno potrebbe permettere un
immediato aumento dei proftti.
Alcune testimonianze ottenute dalle
ong parlano di un ricorso frequente alla cor-
ruzione delle autorit locali. In unintervi-
sta, un alto funzionario del catasto cameru-
nese ha raccontato di come gli fossero stati
promessi dei posti di lavoro per i suoi paren-
ti da Hamilton Jones, allepoca direttore
operativo della Herakles Farms in Came-
run. In gennaio un rapporto del ministero
delle Foreste afermava che la Sgsoc aveva
ottenuto delle terre ricorrendo spesso
allintimidazione e alla corruzione, soprat-
tutto nei confronti dei capi e dei responsa-
bili delle varie comunit locali. Da mesi le
ong accusano la Sgsoc di essere nellillega-
lit perch non ha ottenuto il decreto presi-
denziale richiesto per le concessioni di terre
demaniali superiori a 50 ettari, e perch im-
pedisce agli abitanti laccesso ai campi e
alle risorse forestali. La decisione della He-
rakles Farms di sospendere le attivit in
Camerun e di mettere in cassa integrazione
690 dipendenti locali fa seguito a unin-
giunzione del ministero delle foreste.
Questultimo aveva gi registrato nel 2012
molti disboscamenti illegali, che avevano
costretto la Sgsoc a pagare una multa di 24,5
milioni di franchi Cfa (37.350 euro).
Questa sospensione prefgura la fne del
progetto? Per Brendan Schwartz, di Green-
peace, lesito della vicenda, qualunque sia,
sar un segnale per i mercati e gli far capire
quand che un progetto come questo pu o
meno essere realizzato. adr
Un vivaio di palme da olio della Herakles Farms in Camerun
Alla conquista
delle terre dAfrica
Mentre il prezzo dellolio di
palma sale, i produttori cercano
nuove terre per piantare i loro
alberi. In Camerun un
gigantesco progetto al centro
di molte polemiche
Gilles van Kote, Le Monde, Francia
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IN BREVE
Biologia Il mantello bianco del-
le tigri, molto raro in natura, di-
pende dalla mutazione di un ge-
ne chiamato SLC45A2. Secondo
Current Biology, la mutazione
una normale variazione del co-
lore della pelliccia di tigri altri-
menti sane. Se le tigri bianche
sono cos rare in India, perch
sono state attivamente cacciate.
Salute Sembra che il virus
dellinfuenza aviaria H7N9
possa trasmettersi attraverso il
contatto diretto, almeno tra i
furetti, scrive Science. Il virus si
trasmette invece male per via
aerea.
Evoluzione Lavversione per lo
zucchero degli scarafaggi Blat-
tella germanica stata acquisita
di recente. La presenza di trap-
pole con esche dolci, introdotte
una trentina di anni fa, avrebbe
modifcato il sistema neurosen-
soriale degli insetti: alcuni sca-
rafaggi non sono pi attirati dal
glucosio delle trappole, spiega
Science.
J
A
C
O
B
.
J
O
S
E
BIOLOGIA
I funghi
che ci popolano

Pi o meno 200 tipi di funghi
soggiornano pacifcamente nei
nostri piedi: unottantina colo-
nizzano il tallone, circa 60 le un-
ghie e 40 la pelle tra le dita. Al-
tre comunit risiedono sul pal-
mo della mano, sullavambrac-
cio e nellinterno del gomito do-
ve si contano tra i 18 e i 32 diversi
funghi. Torace e addome sono
invece le regioni meno abitate.
Il censimento fungino opera di
un gruppo di biologi del Natio-
nal human genome research in-
stitute di Bethesda, che ha se-
quenziato il dna dei funghi iso-
lati in 14 diversi punti del corpo
di dieci persone sane. Media-
mente queste comunit convi-
vono in equilibrio tra di loro e in
simbiosi con lospite, spiega Na-
ture. Quando lequilibrio si
rompe i funghi nocivi possono
prendere il sopravvento e dar
luogo a micosi, come il piede
datleta.
ANTROPOLOGIA
Lallattamento
di Neandertal

Le donne neandertaliane allat-
tavano la prole in modo esclusi-
vo per sette mesi e la svezzava-
no dopo circa 14 mesi. quanto
risulta dallanalisi delle concen-
trazioni di bario e calcio in denti
moderni e fossili, elementi che
variano a seconda dellalimen-
tazione del bambino. Se confer-
mato, scrive Nature, sarebbe
un tempo di allattamento pi
breve che nella popolazione
umana moderna.
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Gran parte degli zuccheri
in eccesso che assumiamo
viene dalle bibite?
Dagli anni settanta la percen-
tuale media di calorie giorna-
liere che viene dalle bibite
pi che raddoppiata negli Stati
Uniti. I nuovi dati dei Centri
per il controllo e la prevenzio-
ne delle malattie, per, dimo-
strano che la maggior parte
degli zuccheri in eccesso pre-
senti nella dieta statunitense
non deriva dalle bibite ma da-
gli alimenti. Pur essendo ovvi
bersagli delle campagne sani-
tarie, le bevande gassate e
zuccherate rappresentano in
media un terzo delle calorie
degli zuccheri in eccesso con-
sumati negli Stati Uniti in un
giorno normale. Quasi il 70
per cento delle calorie degli
zuccheri in pi assunti quoti-
dianamente vengono invece
da prodotti trasformati come
pane, marmellata, dolci e ge-
lato, ma anche salsa di pomo-
doro, condimenti vari, cracker
e cereali misti. In genere sulle
etichette gli ingredienti sono
elencati per peso in ordine de-
crescente. Per capire se un
prodotto molto zuccherato
dovrebbe bastare controllare
se lo zucchero, in una forma o
nellaltra, compare ai primi
posti.
Conclusioni La maggior parte
degli zuccheri in eccesso con-
sumati negli Stati Uniti in un
giorno normale viene dagli
alimenti e non dalle bibite.
The New York Times
Davvero? Anahad OConnor
Da dove arriva lo zucchero
Neuroscienze
Quel prurito irresistibile
Il prurito cronico, come quello
indotto da farmaci o malattie, pu
essere difcile da eliminare. Alcuni
antidolorifci, come la morfna,
creano una sensazione di prurito cos
intensa e non trattabile da
costringere a modifcare la terapia.
stato per individuato un composto
chimico specifco che fa da mediatore
della percezione del prurito. Gi si sapeva che la
sensazione trasmessa da alcune cellule nervose, quelle
del tipo TRPV1, coinvolte anche nella trasmissione della
percezione del calore e del dolore. Queste cellule inviano
al cervello la sensazione di prurito grazie alla produzione
della molecola Nppb. Se i neuroni non possono produrre la
Nppb, anche la sensazione di prurito scompare. I topi che
mancano artifcialmente del neuropeptide Nppb non si
grattano neanche quando vengono a contatto con sostanze
che inducono il prurito, come listamina. Ci sono inoltre
altre fasi nella trasmissione della sensazione di prurito, che
coinvolgono i neuroni nel midollo spinale. Rimane
comunque lontana una cura, perch lNppb essenziale
per altri processi vitali e non si pu quindi bloccare le sue
lazione. Conoscendo per tutti i meccanismi della
trasmissione sensoriale, dovrebbe esser possibile
immaginare nuove terapie.
Science, Stati Uniti
96 Internazionale 1002 | 31 maggio 2013
Il diario della Terra
Stati Uniti
Uragano Sandy
776mila Cuba
Uragano Sandy
343mila
Ciad
Alluvioni
stagionali
500mila
Niger
Alluvioni
stagionali
530mila
Nigeria
Alluvioni
stagionali
6,1 milioni
Sud Sudan
Alluvioni
stagionali
340mila
India
Primi monsoni
6,9 milioni
Secondi monsoni
2 milioni
Ciclone Nilam
210mila
Pakistan
Alluvioni
da monsoni
1,9 milioni
Bangladesh
Alluvioni
da monsoni
600mila
Corea del Nord
Alluvioni
da monsoni
212mila
Giappone
Alluvioni
a Kyushu e frane
250mila
Filippine
Tifone Pablo
1,9 milioni
Monsoni ed efetti
del tifone
1,6 milioni
Terremoto di Negros
187mila
Cina
Tifone Hakui
21 milioni
Monsoni giugno
1,4 milioni
Tifoni Saola&Damrey
867mila
Tifone Kai-Tak
530mila
Monsoni aprile
443mila
Terremoto nello Yunnan
185mila
Madagascar
Ciclone Giovanna
190mila
Per
Alluvioni legate
alla Nia
138mila
Totale
32,4 milioni
di sfollati
Paesi con nuovi sfollati Paesi con almeno 50mila sfollati Paesi dove gli sfollati sono almeno l1% della popolazione
Ambiente Un mondo di sfollati
Alluvioni Le alluvioni che
hanno colpito il sudest della
Norvegia hanno costretto cen-
tinaia di persone a lasciare le
loro case. Due persone sono
morte negli allagamenti nel
nord dellAlgeria.
Terremoti Un sisma di magni-
tudo 8,3 stato registrato nel
mare di Okhotsk, al largo della
Russia. Non ci sono state vitti-
me. Scosse pi lievi sono state
registrate a Tonga, nello Ye-
men, in Algeria e in Canada.

Vulcani Il risveglio del vulca-
no Copahue, al confne tra il
Cile e lArgentina, ha costretto
il governo cileno a trasferire
duemila persone.
Tornado Sedici persone sono
rimaste ferite nel passaggio di
un tornado a sud di Mosca, in
Russia.
Cetacei LIslanda ha autoriz-
zato la ripresa a giugno della
caccia alle balenottere.
Cavalli LAustralia ha avviato
labbattimento di decine di mi-
gliaia di cavalli selvaggi consi-
derati nocivi per lambiente.

Dighe La Repubblica
Leconomia dello scambio
sembra non piacere alle auto-
rit di New York, che hanno
chiuso, almeno per ora, tre so-
ciet per la condivisione di be-
ni e servizi: la SideCar Techno-
logies, che permetteva lo
scambio di passaggi in auto
gratuiti, per una violazione dei
regolamenti sul noleggio di au-
toveicoli; la RelayRides, un si-
stema per noleggiare la propria
auto ad altre persone, per pub-
blicit ingannevole e violazio-
ne della legge sulle assicura-
zioni; e la Airbnb, un sito che
mette in contatto i viaggiatori
con chi vuole afttare la sua
casa per brevi periodi, che
avrebbe violato le leggi sugli
alberghi. Non solo New York
a contrastare leconomia della
condivisione, scrive Grist. Gi
la California aveva cominciato
a chiedersi come inserire que-
ste iniziative nelle attuali strut-
ture normative ed economi-
che. Ma i servizi peer-to-peer
spesso sfdano le aziende esi-
stenti e le amministrazioni, e
non si adattano ai regolamenti.
Bloccarli signifca penalizzare
chi, escluso dalleconomia tra-
dizionale, ha trovato unalter-
nativa nelleconomia della
condivisione. Il consumo col-
laborativo alle prime battute
e si dovr adattare alle leggi o
dovr cercare di cambiarle.
Ethical living
Leconomia della condivisione
Democratica del Congo sta
progettando la costruzione di
unenorme diga sulle casca-
te Inga del fume Congo.
Avr una capacit di 40mila
megawatt, superando il
primato mondiale della diga
cinese delle Tre gole. Il fusso
dellacqua cos forte che
non sar necessario creare un
grande bacino per far girare le
turbine. Ma la maggior parte
dei congolesi non benefcer
dellenergia perch vive in
aree rurali lontane dalle reti
elettriche. La diga potrebbe
fornire energia alla Nigeria,
allEgitto e anche allEuropa.
Pi di 32 milioni di persone hanno dovuto lasciare le loro case
nel 2012 a causa di alluvioni, tempeste, terremoti e altri disastri
naturali. La maggior parte dei disastri legata ai cambiamenti
climatici, denuncia il nuovo rapporto dellInternal displace-
ment monitoring centre fondato dal Norwegian refugee
council. LAsia e lAfrica centroccidentale sono state le regioni
pi colpite. Le alluvioni in India e in Nigeria sono responsabili
del 41 per cento degli sfollati nel mondo.
Fonte: Dmc/Nrc
Internazionale 1002 | 31 maggio 2013 97
Il 18 maggio 2013 gli astro-
nauti della Stazione spaziale in-
ternazionale hanno fotografato
leruzione del vulcano Pavlof.
Langolazione obliqua della sta-
zione permette di vedere bene il
pennacchio di cenere. La visua-
le dallalto verso il basso dei sa-
telliti non permette di vederlo
con la stessa chiarezza.
Situato nellArco aleutino,
circa mille chilometri a sudo-
vest di Anchorage, in Alaska, il
vulcano Pavlof ha cominciato a
eruttare il 13 maggio 2013, libe-
rando nellaria lava e una nube
di cenere alta seimila metri.
Quando stata scattata la
foto piccola a sinistra, la Stazio-
ne spaziale internazionale si
trovava a 760 chilometri dal
vulcano, a sudovest (49,1 di la-
titudine nord, 157,4 di longitu-
dine ovest). Il pennacchio si
estendeva sulloceano Pacifco
settentrionale verso sudest.
Robert Simmon
Il pianeta visto dallo spazio 18.05.2013
Il vulcano Pavlof, in Alaska, Stati Uniti

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Nord Nord
Nord
Tecnologia
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orse per prevedere la reazione
della societ allarrivo dei compu-
ter da indossare basta leggere il
libro per bambini La battaglia del
burro, scritto dal Dr. Seuss. Il libro racconta
lo scontro tra due specie di uccelli. Da un
lato ci sono gli Zighi, che mangiano il pane
con il burro spalmato sotto. Dallaltro gli
Zaghi, che preferiscono spalmare il burro
sopra. Le diferenze tra i due popoli portano
alle soglie di una guerra. Lo scontro ideolo-
gico tra Zighi e Zaghi assomiglia a quello tra
i fan e i detrattori dei computer da indossa-
re.
Lanno scorso, dopo la presentazione
dei Google Glass, gli occhiali progettati da
Mountain View che contengono un compu-
ter in miniatura, li ho provati e mi hanno
impressionato. Pochi mesi dopo, per, a
una festa aziendale ho incontrato delle per-
sone che li indossavano. Le telecamere dei
Google Glass si muovevano sopra i loro oc-
chi, invadendo la privacy di tutti. Cerano
solo due scelte: stare davanti allobiettivo o
andarsene. Il problema non riguarda solo
Google. Memoto, per esempio, una picco-
la macchina fotografca automatica che pu
essere indossata sulla camicia come una
spilla. Pu scattare due immagini al minuto
e caricarle in rete in pochi secondi. Anche la
Apple sta lavorando a prodotti simili: ha re-
gistrato dei brevetti per un display a sovrim-
pressione, come quello dei piloti dellavia-
zione, collegato a una macchina fotograf-
ca. Entro la fne dellanno, lazienda dovreb-
be poi presentare il suo iWatch. Nel frat-
tempo diverse startup della Silicon valley
stanno costruendo degli apparecchi capaci
di scattare foto in ogni momento.
Pubblico e privato
Chi non vuole essere fotografato cosa deve
fare? Per i fan dei computer da indossare gli
altri dovrebbero semplicemente adattarsi.
Quello che succede in pubblico patrimo-
nio di tutti. Non voglio chiedere il permesso
per scattare una foto in situazioni simili,
spiega Jef Jarvis, professore di giornalismo
alla City University di New York. Secondo
Jarvis, la societ occidentale ha gi vissuto
qualcosa di simile nellottocento, con larri-
vo delle prime macchine Kodak. Nellago-
sto del 1899 il New York Times pubblic un
articolo su un gruppo di fotograf che si di-
vertivano a immortalare le ragazze. Tra i
villeggianti in corso una ribellione contro
luso promiscuo delle macchine fotograf-
che, scriveva il corrispondente da
Newport, nel Rhode Island, e alcuni han-
no minacciato di punire chiunque continui
a usarle in modo cos sregolato. Secondo
un altro articolo una donna aveva puntato
un coltello contro un uomo che aveva cerca-
to di fotografarla, distruggendo la mac-
china fotografca prima di andarsene per la
sua strada.
La storia ricorda un po lo scontro tra Zi-
ghi e Zaghi. Con il tempo la societ si adat-
tata alla presenza delle macchine fotograf-
che, ma ci sono volute molte lenti spaccate
e azioni legali. Oggi viviamo in un mondo
popolato da un miliardo di smartphone con
macchina fotografca integrata. Ma c una
diferenza importante tra un cellulare e un
computer da indossare: il telefono si tiene
in tasca o in borsa, mentre laltro attaccato
al corpo. La maggior parte delle persone
non pensa alla privacy, ma al decoro socia-
le, spiega Thad Starner, consigliere tecni-
co del Google Glass team. Starner ha speri-
mentato diversi computer da indossare, e
racconta che, nonostante lo scetticismo ini-
ziale, le persone si abituano in fretta alla
macchina fotografca piazzata sopra loc-
chio del loro interlocutore. Nel corso degli
anni i dispositivi di Starner sono diventati
sempre meno invadenti. Secondo lui il con-
cetto di protezione della privacy deve esse-
re incluso nella progettazione dei computer
da indossare.
I Google Glass hanno un display tra-
sparente, cos tutti possono vedere cosa sta
facendo lutente. E Starner ha labitudine
di sflarsi gli occhiali prima di entrare in un
luogo pubblico, per rispetto ai presenti. Non
tutti sono cos premurosi. Ne ho avuto la
prova questo mese alla conferenza Google
I/O, dove la gente se ne andava in giro un
po ovunque (anche nei bagni) indossando
occhiali in grado di scattare una foto con un
battito di ciglia. Alla fne di La battaglia del
burro tutti e due i popoli si trovano tra le ma-
ni una bomba che pu distruggere il mondo
intero. Due anziani, Zigo e Zago, discutono
su cosa fare. E la storia fnisce con queste
parole: Dobbiamo solo avere pazienza.
Vedremo, vedremo. as
Occhiali indiscreti
I Google Glass sono solo il primo
passo. I computer da indossare
stanno per invadere il mercato.
Molti utenti sono entusiasti, ma
altri sono preoccupati per gli
efetti che avranno sulla privacy
Nick Bilton, The New York Times, Stati Uniti
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Alla conferenza I/O di San Francisco, il 15 maggio 2013


100 Internazionale 1002 | 31 maggio 2013
Economia e lavoro
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ualche mese fa il Fondo moneta-
rio internazionale (Fmi) aveva
fatto mea culpa sui suoi interven-
ti nelleurozona. Uno studio
dellistituto puntava il dito contro i molti-
plicatori fscali, i coefcienti con cui si cal-
cola lefetto dei tagli alla spesa pubblica
sul pil, defnendoli un po troppo ottimisti-
ci. Il 23 maggio arrivato un secondo rav-
vedimento con una ricerca dal titolo sopo-
rifero: Ristrutturazione del debito pubbli-
co. Recenti sviluppi e implicazioni per
linquadramento politico e normativo
dellFmi.
Il documento diviso in due parti: la
prima unanalisi del passato, incentrata
in particolar modo sulla ristrutturazione
del debito greco, mentre la seconda deli-
nea uno scenario futuro. Alla base c lidea
che nella crisi delleuro la ristrutturazione
del debito pubblico (la rinegoziazione del
debito da parte di uno stato insolvente at-
traverso modifche alle condizioni del pre-
stito) debba avvenire il prima possibile.
Secondo il Fondo, invece, la ristrutturazio-
ne del debito greco di un anno fa stata
fatta con un ritardo preoccupante e danno-
so. Gli europei hanno convinto listituto ad
accettare una visione ottimistica del futuro
del debito greco. Come mai?
Il motivo che alcune grandi banche
delleurozona erano troppo esposte al de-
bito della Grecia per sostenere una ristrut-
turazione prima del maggio del 2012. I go-
verni e le istituzioni europee temevano che
se la riduzione del debito greco fosse stata
anticipata, Atene si sarebbe rilassata sul
fronte delle riforme e avrebbe potuto cau-
sare gravi problemi al Portogallo e allIr-
landa o, peggio ancora, alla Spagna e
allItalia. Leurozona, dice il Fondo, doveva
istituire un solido fondo di salvataggio fn
dallinizio ed evitare il contagio della ri-
strutturazione greca iniettando subito li-
quidit nei paesi in crisi. Un ragionamento
sorprendente, visto che listituto ha modi-
fcato le regole sullemissione dei fnanzia-
menti il 9 maggio 2010, proprio mentre
approvava il salvataggio della Grecia.
stata una cattiva idea? La risposta, a quanto
pare, s. Ma non cera lanalisi di sosteni-
bilit a garantire che il debito pubblico di
un paese fosse gestibile e che lFmi poteva
partecipare al salvataggio? S. E, a quanto
pare, le analisi sulla sostenibilit del debito
greco sono state rigorose. Ma poi nello
studio si legge: Si pu dire che in alcuni
casi le valutazioni sono state troppo ottimi-
stiche. In parole povere, lFmi ha cambia-
to le regole sui suoi prestiti per tranquilliz-
zare lEuropa, ma questa scelta si rivelata
sbagliata.
Cosa succeder ora? Il Fondo potrebbe
limitarsi ad annunciare che in futuro non
interverr in nessun paese che non abbia
ristrutturato il suo debito nel caso in cui
questa misura risultasse chiaramente ne-
cessaria. Listituto rilancia la proposta di
un meccanismo di ristrutturazione del de-
bito pubblico. Unidea interessante il co-
siddetto Ofcial sector involvement (Osi),
cio la possibilit che nella ristrutturazione
del debito pubblico sostengano le perdite
anche i paesi che hanno concesso fnanzia-
menti allo stato in difcolt. Nel caso della
Grecia, sostiene listituto, lOsi in vista: ai
tedeschi e ad altri elettori stanchi dei salva-
taggi questo sembrer un anatema, ma
secondo il Fondo inevitabile.
Caos drammatico
Il documento dellistituto delinea anche
una possibile strategia per superare la crisi,
basata su un meccanismo di ristrutturazio-
ne del debito pubblico, sul raforzamento
del fondo salvastati e sullemissione di tito-
li di stato delleurozona. interessante no-
tare come lFmi assuma il tono di un osser-
vatore esterno che abbia assistito da fuori
agli avvenimenti degli ultimi tre anni. Ep-
pure, durante la crisi listituto ha spesso
appoggiato le posizioni di Berlino. I recenti
negoziati per Cipro sono un esempio lam-
pante. Non molto convincente, quindi,
lidea che lFmi sia stato trascinato contro
la sua volont nel drammatico caos delleu-
ro. Il parlamento tedesco, quello olandese
e quello fnlandese hanno approvato il ver-
samento delle tranche di aiuti, a condizio-
ne che il Fondo monetario convalidasse la
sostenibilit del debito del paese in crisi.
In ogni caso, questo nuovo riesame
dellintervento dellistituto nelleurozona
mette in luce il desiderio di dare un senso
allaccaduto, di assolvere lFmi e passare
oltre. Ma molti si chiedono quale sar il
prossimo mea culpa. fp
Nuovo mea culpa
del Fondo monetario
Prima ha ammesso che le sue
stime sugli efetti dellausterit
erano troppo ottimistiche. Ora
lFmi dice che nelleurozona
bisognava ristrutturare subito i
debiti pubblici dei paesi in crisi
Matina Stevis, The Wall Street Journal, Stati Uniti
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Atene, Grecia
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CINA
Meno stato
nelleconomia

Il governo cinese vuole dare pi
spazio ai privati nelleconomia,
scrive il New York Times, con
lobiettivo di migliorare le con-
dizioni di vita della classe media
e di rendere il paese un protago-
nista ancora pi forte a livello
globale. Il 24 maggio le autorit
di Pechino hanno presentato
una serie di proposte che sem-
brano confermare la svolta. Per
esempio, sar permesso al mer-
cato di determinare i tassi din-
teresse bancari e il cambio dello
yuan. Inoltre, saranno sviluppa-
te delle politiche che favoriran-
no lingresso dei privati nella f-
nanza, nella sanit e in altri set-
tori. I leader cinesi, spiega il
quotidiano statunitense, sono
spinti al cambiamento dal fatto
che leconomia nazionale conti-
nua a rallentare, mostrando tutti
i limiti di un sistema dominato
dallo stato. Non ultimo lelevato
livello dei debiti contratti dalle
aziende cinesi, dal governo cen-
trale e dalle amministrazioni
provinciali.
IN BREVE
Aziende Secondo il 2013 World
lottery almanac, realizzato da
La Fleurs Magazine, lanno
scorso il settore delle lotterie e
delle scommesse ha registrato
un fatturato a livello globale di
275 miliardi di dollari, il 7 per
cento in pi rispetto al 2011. Il
principale operatore per fattura-
to litaliana Lottomatica, con
25,1 miliardi di dollari.
BRASILE
Debiti africani
cancellati

Il 25 maggio, ai margini delle ce-
lebrazioni per i cinquantanni
dellUnione africana, il Brasile
ha annunciato che canceller
900 milioni di dollari di debito
verso dodici paesi africani. I
maggiori benefciari saranno il
Congo, la Tanzania e lo Zambia,
scrive Jeune Afrique. La deci-
sione in linea con la strategia
di raforzare i rapporti commer-
ciali con lAfrica, che nellultimo
decennio sono aumentati di cin-
que volte, passando dai cinque
miliardi di dollari del 2000 ai
26,5 miliardi del 2012. Nella foto:
la presidente brasiliana Roussef
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Il numero Tito Boeri
31,5 milioni
Secondo lAssociazione italia-
na editori (Aie), sono 31,5 mi-
lioni gli italiani che in un anno
non leggono neanche un libro.
il 54,7 per cento della popo-
lazione di potenziali lettori. In
Italia la difusione delleditoria
di massa coincisa di fatto con
la nascita della tv e il numero
di lettori non ha mai superato
il 50 per cento.
Un ulteriore problema ri-
guarda la segmentazione: non
pi del 15 per cento dellintero
campione formato dai cosid-
detti lettori voraci, cio da chi
legge almeno un libro al mese.
Il quadro negativo in parte
mitigato dal recente studio
dellAie sulla lettura infantile,
dal quale emerge che bambini
e ragazzi leggono pi degli
adulti e che la diferenza tra i
giovanissimi e gli adulti in
crescita. Dopo i 14 anni la dif-
fusione della lettura diminui-
sce di pari passo con la crescita
delluso di internet. La pro-
gressiva fessione della lettura
dopo ladolescenza, e il succes-
sivo crollo nellet adulta, sug-
geriscono lesistenza di forme
di utilizzo del tempo competi-
tive rispetto alla lettura.
Come osservano Luciano
Canova ed Enzo di Giulio su
lavoce.info, rincarano la dose
alcuni dati sul livello di dealfa-
betizzazione degli adulti scola-
rizzati, contenuti nel Program-
me for the international
assess ment of adult compe-
tencies, uno studio promosso
dallOcse. In Italia il 5 per cen-
to dei nativi non in grado di
decifrare singole cifre o lettere
(alfabetizzazione elementare)
e il 33 per cento non in grado
di capire o scrivere una frase
breve. Forse queste informa-
zioni avrebbero dovuto essere
tenute in conto nel dibattito
politico specialmente durante
le campagne elettorali.
La Germania si oppone allimposizione di pesanti dazi
doganali ai pannelli solari cinesi proposta dalla
Commissione europea. Anche se le imprese del settore
fotovoltaico tedesche sono tra le prime vittime della
concorrenza dei pannelli a buon mercato prodotti in Cina,
Berlino ritiene che i prodotti cinesi abbiano reso possibile
il boom dellenergia solare in Germania e la transizione
energetica in corso nel paese, spiega Die Tageszeitung.
Gli imprenditori tedeschi, dal canto loro, sono favorevoli a
un accordo di libero scambio con la Cina.
Germania
No ai dazi per Pechino
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Aksu, Cina
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Lottomatica, Italia
China Welfare Lottery, Cina
China Sports Lottery, Cina
Franaise des Jeux, Francia
Loteras y Apuestas Estado, Spagna
Mizuho Bank, Giappone
The National Lottery, Regno Unito
New York Lottery, Stati Uniti
Opap, Grecia

25,1
20,4
17,5
16,0
12,2
11,5
11,3
7,2
5,6
Fatturato dei principali operatori di
lotterie e scommesse, 2012
Miliardi di dollari
Annunci
102 Internazionale 1002 | 31 maggio 2013
Annunci
Internazionale 1002 | 31 maggio 2013 103
104 Internazionale 1002 | 31 maggio 2013
Strisce
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LA SCOPA DI UNA
STREGA.
LA FRUSTA DI UNA STREGA. LA GRATTUGIA DI UNA STREGA?
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IL PIUMINO DI UNA STREGA.
PECCATO, IO AVEVO SEMPRE
PENSATO CHE LE STREGHE FOSSERO
COMPLETAMENTE EMANCIPATE.
Loroscopo
Rob Brezsny
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Internazionale 1002 | 31 maggio 2013 105
BILANCIA
La venerazione uno dei
sentimenti pi preziosi.
Quando riconosci e rispetti la su-
blime bellezza di qualcosa che
pi grande di te, fai un enorme fa-
vore a te stessa. Generi autentica
umilt e sincera gratitudine, che
fanno bene al tuo corpo e alla tua
anima. Ti prego di notare che la
venerazione non riguarda solo la
religione. Un biologo pu venera-
re il metodo scientifco. Un ateo
pu provare un senso di devozio-
ne nei confronti dei geni che ci
hanno lasciato in eredit le loro
idee. E tu che cosa veneri, Bilan-
cia? Che cosa suscita la tua vene-
razione? un ottimo momento
per esplorare i profondi misteri di
questo stato di coscienza alterato.
SCORPIONE

Nel 1914, quando stava
progettando la sua spedi-
zione allAntartide, lesploratore
Ernest Shackleton pubblic que-
sto annuncio sui giornali londine-
si: Cercasi uomini per una spedi-
zione azzardata. Bassa paga, fred-
do pungente, lunghi mesi nella
pi completa oscurit, pericolo
costante, nessuna garanzia di ri-
torno. Onori e riconoscimenti in
caso di successo. Risponderesti a
un invito simile se lo leggessi og-
gi? Spero di no. vero che il tuo
senso dellavventura in crescita.
E ho il sospetto che tu muoia dalla
voglio di stabilire un rapporto pi
intenso con il tipo di oscurit posi-
tiva che in passato ti ha ispirato
tanta saggezza. Ma penso che tu
possa soddisfare questa esigenza
senza metterti in situazioni peri-
colose o sofrire gravi privazioni.
SAGITTARIO
Preferisco non cantare
piuttosto che cantare a bas-
sa voce, diceva Janis Joplin. Il suo
atteggiamento mi ricorda un po
quello di Salvador Dal, che dice-
va: Dipingere non mai difcile.
O facile o impossibile. Ho
idea che presto voi Sagittari vi tro-
verete di fronte a unalternativa si-
mile. Vorrete dare tutto quello che
avete, o niente. Sarete in uno stato
di grazia e tutto andr per il verso
giusto oppure sarete completa-
mente bloccati. Per fortuna, pre-
vedo che la voglia di dare tutto e lo
stato di grazia saranno predomi-
nanti.
CAPRICORNO
Nelson Mandela cominci
la sua battaglia per mettere
fne allapartheid in Sudafrica nel
1948. Qualche anno dopo fu arre-
stato per attivit rivoluzionaria e
condannato allergastolo. Rimase
in prigione fno al 1990, quando il
suo governo cedette alle pressioni
della comunit internazionale e lo
liber. Nel 1994 il sistema
dellapartheid croll. Mandela fu
eletto presidente del suo paese e
vinse il premio Nobel per la pace.
Eppure nel 2008 negli Stati Uniti
era ancora considerato un terrori-
sta e aveva bisogno di un permes-
so speciale per entrare. Probabil-
mente non hai una regola antiqua-
ta o unabitudine obsoleta cos or-
ribile, Capricorno. Ma ora che tu
smetta di rimanere attaccato a
tutto quello che superato.
ACQUARIO
Lartista, fotografo e dise-
gnatore di moda Karl La-
gerfeld esprime la sua rigogliosa
creativit da 50 anni. Anche se non
ha limiti, la sua fantasia estrema-
mente concreta. A proposito delle
sue sfavillanti creazioni dice: Ri-
mango sempre con i piedi per ter-
ra, solo non su questa terra. Scegli
questa frase come mantra per le
prossime settimane. Cerca anche
tu di essere concreto nel tuo modo
unico. Segui il tuo eccentrico intui-
to, ma sempre con lintenzione di
incanalarlo in modo costruttivo.
PESCI
Una volta lo scrittore fran-
cese Georges Perec ha
scritto: Quello che dobbiamo ri-
mettere in discussione sono i mat-
toni, il cemento, il vetro, come ci
comportiamo a tavola, il modo in
cui passiamo il tempo, i nostri rit-
mi. Tutto quello che sembra aver
smesso per sempre di stupirci.
Una rifessione del genere potreb-
be esserti utile e perfno entusia-
smarti, Pesci. Ti consiglio di incre-
mentare la tua capacit di rimane-
re sinceramente stupito davanti al-
le meraviglie piccole e ovvie che a
volte dai per scontate.
GEMELLI
In Giappone non maleducazione fare rumore mentre
si mangiano gli spaghetti di riso da una ciotola. O alme-
no cos dice la guida della Lonely Planet. Anzi, i vostri
ospiti giapponesi si aspettano che facciate qualche rumore con la
bocca. segno che vi piace quello che state mangiando. In questo
spirito, Gemelli, questa settimana ti consiglio di essere pi disini-
bito che puoi, non solo quando mangi gli spaghetti, ma in tutte le
situazioni in cui devi esprimerti liberamente per sfruttare appie-
no unoccasione piacevole.
COMPITI PER TUTTI
Qual la convinzione di cui potresti
fare benissimo a meno ma alla quale
non riesci a rinunciare?
ARIETE
Negli anni venti, la governa-
trice del Texas voleva a tutti
i costi vietare linsegnamento delle
lingue straniere nelle scuole pub-
bliche. A sostegno di questa propo-
sta invocava la Bibbia. Se lingle-
se andava bene per Ges Cristo,
diceva con la massima seriet, va
bene anche per noi. Temo che
presto avrai a che fare con persone
che hanno le idee altrettanto con-
fuse. E forse sar impossibile igno-
rarle perch hanno una certa in-
fuenza sulla tua vita. Qual il mo-
do migliore per risolvere questo
problema? Ti consiglio di prender-
la a ridere. Rimani calmo. E racco-
gli sistematicamente le prove di
quella che sai essere la verit.
TORO
Qualche settimana fa il pre-
side di una scuola di Bel-
lingham, nello stato di Washing-
ton, ha annunciato che il giorno
dopo non ci sarebbe stata lezione.
Per quale motivo? Un tornado in
arrivo? Un allarme bomba? Unepi-
demia? Niente di tutto questo.
Aveva semplicemente deciso di
dare un giorno di vacanza a stu-
denti e professori perch potessero
godersi il bel tempo appena arriva-
to. Ti consiglio di fare qualcosa di
simile nei prossimi giorni, Toro.
Prenditi una lunga vacanza di pia-
cere, anzi pi di una. Concediti il
permesso di svignartela e di dedi-
carti a celebrazioni spontanee.
Cerca di essere creativo e di sfrut-
tare fno in fondo i doni che la vita
ti sta ofrendo.
CANCRO
Voglio citarti una rifessione
del flosofo Ludwig Wittgen-
stein: Se a una persona viene in
mente di spingere piuttosto che ti-
rare, si sente imprigionata in una
stanza anche se la porta non
chiusa a chiave ma si apre verso
linterno. Mi sembra che in que-
sto momento si adatti perfetta-
mente a te, Cancerino. Che cosa
intendi fare? Dirmi che mi sbaglio?
Che a pensarci bene sei daccordo
con me? Ho unidea migliore. Non
necessario che tu accetti o re-
spinga la mia idea, puoi semplice-
mente adottare un atteggiamento
neutrale e fare un esperimento.
Vedi che succede se tiri la porta.
LEONE
Se stavi aspettando il mo-
mento giusto per perfezio-
nare la tua arte dei festeggiamenti,
credo che quel momento sia arri-
vato. Cosa puoi fare per compor-
tarti in modo pi disinibito? Sei di-
sposto a scivolare almeno tempo-
raneamente in uno stato di diverti-
mento cronico? Sei pronto a lan-
ciarti nelle danze, a raccontare sto-
rielle spassose e a giocare? Secon-
do la mia lettura dei presagi astrali,
il cosmo ti sta spingendo nella di-
rezione della baldoria pi sfrenata.
VERGINE
Quali sono esattamente i
luoghi che ti danno forza,
Vergine? Forse il tuo letto, dove
ringiovanisci e ti reinventi ogni
notte? Un ambiente naturale nel
quale ti senti a casa tua e in pace
con il mondo? Un certo edifcio in
cui prendi regolarmente decisioni
giuste e avvii azioni efcaci? Qua-
lunque essi siano, ti consiglio di
dedicargli ancora pi attenzione.
Stanno per dimostrarsi pi utili del
solito, e dovresti fare qualcosa per
assicurarti che questo succeda. Ti
consiglio anche di cominciare a
cercarne uno nuovo. l che ti
aspetta.
106 Internazionale 1002 | 31 maggio 2013
Lultima
Le regole Bagaglio a mano
1 Lunico vero limite di peso una spalla slogata. 2 Al controllo bagagli non ti lasciano passare
i cetriolini sottaceto? Ingurgitali uno a uno sotto lo sguardo della polizia. 3 Per quanto sia rigida
la regola delle low cost, due valigie non diventeranno mai una. 4 Se il tuo volo prevede scali, ci
sono ottime probabilit che il bagaglio a mano sia lunica cosa che avrai per i primi quattro
giorni di vacanza. 5 Oltre al computer, lo smartphone, il tablet, la console e il lettore mp3,
magari mettici anche uno spazzolino da denti. regole@internazionale.it
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Ci rimproverano di aver comprato lorganizzazione dei
Mondiali di calcio. Vedrai che ci accuseranno anche di aver gi
prenotato il posto per la fnale.
Obama e la nuova politica sui droni: Da osservare
scrupolosamente: mai colpire i civili, ok?.
Casting per le Femen: Non possiamo mica essere proprio noi a
fare discriminazioni. No, ma non si legge niente.
LEuropa sospende lembargo per i ribelli siriani.
Non ricordo: non mi parli oppure non mi ascolti?.
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