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IL BOOM ECONOMICO

I/ IL DOPOGUERRA

La Seconda Guerra Mondiale, lascia l’Italia distrutta dai bombardamenti, povera in canna
(=un superlativo che vuol dire poverissimo), senza infrastrutture come strade, scuole,
ferrovie, ospedali... Dopo la guerra, comincia lentamente la rinascita del Paese. Il governo
italiano è aiutato dai fondi del Piano Marshall (vedi più sotto) e dai finanziamenti cercati sul
mercato internazionale (=l’Italie demande des crédits à d’autres Pays). Il Paese può cominciare a
ricostruirsi: ferrovie, stazioni, porti, aeroporti... Il governo finanzia l’Alitalia, che diventa la
compagnia aerea “di bandiera” (= di Stato). Inoltre (= en outre), porta aiuti ed agevolazioni alle
granzi industrie, come la FIAT, che possono offrire lavoro a tante persone.

II/ IL PIANO MARSHALL

Il 5 1947, il generale George Marshall, segretario di Stato americano, prende la


all’Università di Harvard. Il suo discorso, che mostra tutto l’interesse che gli Stati Uniti hanno per
la ripresa dell’Europa, sarà conosciuto come l’inizio ufficiale del Piano Marshall.
L’economia europea è allora nel caos. Diversi stati del continente europeo si trovano devastati
dalla guerra; i viveri, il combustibile, le materie mancano. C’è minaccia di disoccupazione, le
riserve in oro sono esaurite. Agli Americani sembra che l’ non potrà mai risollevare da sola la
sua economia e temono che, a causa della miseria regnante, si installi un regime . Evocando
questa situazione, George Marshall dichiara che gli Stati Uniti sono pronti a venire in a tutti i
« Paesi ad ovest dell’Asia » ma che l’iniziativa deve venire dall’Europa stessa. L’URSS
rifiuterà questo «strumento dell’imperialismo del dollaro». La Polonia e la Cecoslovacchia
accettano di assistere ai lavori della Conferenza di Parigi, poi rifiutano di aderire, cedendo alle
pressioni sovietiche.

Completare il testo con le parole o espressioni proposte: aiuto –prime- parola- comunista-
giugno- economica- Europa.

Sedici nazioni, l’Austria, il Belgio, la Danimarca, la Francia, la Grecia, l’Irlanda, l’Islanda,


l’Italia, il Lussemburgo, la Norvegia, l’Olanda, il Portogallo, il Regno Unito, la Svezia, la
Svizzera e la Turchia accolgono favorevolmente la proposta americana. I loro rappresentanti si
riuniscono a Parigi il 12 luglio 1947 e creano il Comitato di Cooperazione Economico
Europeo (C.C.E.E.) che sarà incaricato di elaborare un programma di aiuti comune. La
C.C.E.E. sarà sostituita, nell’aprile 1948, dalla O.E.C.E. – Organizzazione Europea per la
Cooperazione Economica. Cinque mesi dopo il discorso del generale Marshall ad Harvard, il
lavoro preparatorio sul Piano Marshall è terminato e, il 19 dicembre 1947, il presidente
Truman indirizza alla Conferenza un comunicato sul sostegno americano all’Europa. Il
progetto di legge sarà ratificato il 2 aprile 1948. Il Foreign Assistant Act è un piano
quadriennale per mettere in opera il programma di salvataggio dell’Europa.
- Chi era Georges Marshall?

- In che cosa consiste il piano che prende il suo nome?

- Sottolinea il nome degli Stati che partecipano all’accordo. Scrivi l’aggettivo


(singolare maschile e femminile) che corrisponde a queste nazionalità. Sottolinea poi i due
Paesi che rifiutano di aderire e scrivi l’aggettivo (plurale maschile e femminile) di queste
nazionalità.

III/ IL MIRACOLO ECONOMICO

Tra il 1958 e il 1963 l’Italia conosce un periodo di cambiamenti economici e sociali senza pari
nella sua Storia. Nel giro di pochi anni il paese diventa una tra le maggiori potenze
industriali del pianeta: cambia lo stile di vita e le città si trasformano in metropoli, mentre il
sistema delle comunicazioni e dei trasporti è rivoluzionato. Il Paese era legato alla cultura
contadina e all’agricoltura; ora entra di colpo nella modernità industriale: un processo che per
intensità e rapidità, e per l’essere in parte inaspettato, ha preso il nome di “Miracolo economico”.
Gli Italiani consumano di più, le fabbriche producono di più e quindi possono assumere sempre
più operai. Gli operai guadagnano e quindi spendono... Le contraddizioni del boom
economicoAspetti negativi Tuttavia, nonostante i molti aspetti positivi, il rapido sviluppo
economico italiano ha anche un’altra faccia: quello dello spopolamento delle campagne e della
crescita del divario tra Nord e Sud del paese (la gente del sud lascia le sue terre per andare a
lavorare dove ci sono le grandi fabbriche, come a Torino o a Milano), e il prodursi di
numerosi squilibri di carattere sociale. La crisi si manifesterà tra gli anni ‘60 e ‘70.

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