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il Ducato

P e r i o d i c o d e l l I s t i t u t o p e r l a f o r m a z i o n e a l g i o r n a l i s m o d i U r b i n o
Quindicinale - 22 febbraio 2008 - Anno 18 - Numero 4
Internet: Ducato on line - www.uniurb.it/giornalismo
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S
i diceva che Urbino ha biso-
gno di scegliere il suo futu-
ro, perch appiattirsi sul
servizio agli studenti si dimo-
strato un fattore pi negativo
che positivo. Ce lo ha detto il
Sindaco, ce lo conferma il
Rettore, come si vedr nelle
pagine interne. Il problema
nasce per proprio dalla neces-
sit di scegliere: la cosa pi ovvia
sarebbe puntare su una forte
integrazione tra turismo e cultu-
ra; ma il rischio quello di imita-
re modelli fin troppo critici: pen-
siamo a citt dove il delicato tes-
suto rinascimentale, messo a
rischio dall'afflusso eccessivo,
ricamato da negozi di cianfrusa-
glie e da pizzerie a buon merca-
to. Oggi il turismo sembra dover
essere per forza di massa, ma
proprio una necessit? Si
potrebbe prendere lo spunto dai
guasti altrui per inventare solu-
zioni diverse: promuovere il
turismo di qualit, agendo sul-
l'offerta, con il corollario di un
forte sostegno al turismo dei gio-
vani.
Agire sull'offerta significa quali-
ficare il prodotto cultura, che
oggi ha bisogno di eventi, ma
anche di una robusta infrastrut-
tura capace di distribuire il suc-
cesso delle manifestazioni di
richiamo su tutto l'anno.
Al di l di questo, per, difficile
andare. Immaginare Urbino che
riscopra una vocazione com-
merciale, sembra illusorio.
Artigianale s, connessa con la
proposta culturale; purch l'in-
dustria artigiana sia aiutata a
uscire dal limbo della buona
volont dei singoli.
Ma, posto che tutto ci si realiz-
zi, pu restare questa citt una
perla isolata senza rapporti con
il territorio circostante?
Chi, come noi, tornato a
Fermignano di recente, ha trova-
to un centro che sta diventando
citt; che cresce e si sviluppa,
che produce e attrae lavoro e ric-
chezza. Ma si ha la sensazione,
speriamo sbagliata, che le due
realt, cos vicine, cos comple-
mentari, si ignorino. Non una
stranezza in questa regione; anzi
la regola. Ma sarebbe un'eresia
immaginare un tavolo Urbino-
Fermignano, con l'Universit
come centro propulsivo della
ricerca e dell'innovazione?
Urbino
e Fermignano:
l'unione
fa la forza
Un ateneo sano ma bloccato
Bilancio in ordine, ancora debiti, assunzioni ferme. Pi matricole, calano gli iscritti
Il Rettore Giovanni Bogliolo illustra al Ducato problemi e prospettive dellUniversit
LEDITORIALE La parte corrente del nostro
bilancio in salute, ma per
toglierci del tutto la pesante
zavorra del mutuo dovremo
aspettare di vendere il Tridente.
A un anno dalla fine del suo
mandato, il rettore Giovanni
Bogliolo illustra i problemi e le
prospettive dellateneo.
Tra le priorit, la vendita del
Tridente e lo studio di un nuovo
manifesto degli studi. Le risorse
della statalizzazione aiutano,
ma spiega il rettore - non
rispecchiano del tutto il nostro
reale fabbisogno e ci costringo-
no a rispettare rigide regole sulle
assunzioni.
Crescono gli iscritti al primo
anno, il 6,11% in pi rispetto
all'anno scorso. Ma scende,
anche se di poco, il numero tota-
le degli studenti. Il calo si spiega
con la riforma universitaria e
con l'aumento dei laureati.
Ape-mania fra i ragazzi del Montefeltro
C
arrozzerie colorate, motori truccati e mille accessori. I ragazzi di Urbino e dintorni
vanno matti per le tre ruote: E meglio del motorino, ci vai anche se piove o si
gela e puoi metterci lo stereo.
Un viaggio tra i progetti solo
pensati o realizzati a met che
potevano cambiare il volto della
citt. Dagli alberi su rotaie ideati
da Giancarlo De Carlo al tunnel
di Renzo Piano nellarea com-
presa tra porta Santa Lucia, viale
Gramsci e viale Di Vittorio.
alle pagine 2 e 3
Tutte le ipotesi
di una citt
Fantaurbanistica
La fortezza Albornoz, restaurata
dieci anni fa, chiusa al pubbli-
co. Eppure nel '97 fu inaugurata.
Lassessore Mechelli ha spiegato
che servono 40 mila euro per
metterla in sicurezza. A marzo il
consiglio dovr approvare il fi-
nanziamento .
a pagina 8
La Fortezza
dimenticata
Beni culturali
Nei primi nove mesi del 2007,
lesportazioni della provincia
sono cresciute pi della media
nazionale. Mobili, tessuti, pa-
delle e tartufi sono gli assi del
made in Urbino. Negli ultimi
anni mercati pi chiusi per la
concorrenza cinese.
a pagina 7
Cresce lexport,
pericolo cinese
Economia
a pagina 4
Su le tariffe
gi i consumi
Dall'1 luglio 2007, le tariffe
dell'acqua sono aumentate.
Cos, nonostante le famiglie
della provincia abbiano
ridotto gli sprechi e abbiano
usato in media 16 metri cubi
di acqua in meno (dai 110
del 2006 ai 94 del 2007),
nella bolletta non ci sono
stati i risparmi attesi.
La Megas, che fino a dicem-
bre ha gestito le risorse idri-
che della zona, ci ha spiega-
to il perch.
Acqua
a pagina 6
alle pagine 12 e 13
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il Ducato
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MASS MEDIA
ASSOCIAZIONE PER LA FORMAZIONE AL GIORNALISMO, fondata da Carlo Bo. Presidente: GIOVANNI BOGLIOLO, Rettore dell'Universit di Urbino "Carlo Bo".
Vice: GIANNETTO SABBATINI ROSSETTI, Presidente dell'Ordine dei Giornalisti delle Marche. Consiglieri: per l'Universit: BRUNO BRUSCIOTTI, LELLA MAZZOLI, GIU-
SEPPE PAIONI; per l'Ordine: STEFANO FABRIZI, DARIO GATTAFONI, CLAUDIO SARGENTI; per la Regione Marche: PAOLA DE CRESCENTINI, SAURO BRANDONI; per
la Fnsi: GIOVANNI GIACOMINI, GIANCARLO TARTAGLIA. ISTITUTO PER LA FORMAZIONE AL GIORNALISMO: Direttore: LELLA MAZZOLI, Direttore emerito: ENRICO
MASCILLI MIGLIORINI. SCUOLA DI GIORNALISMO: Direttore: GIOVANNI MANTOVANI Coordinatori: VITTORIO ROIDI, GIANNETTO SABBATINI ROSSETTI
IL DUCATO Periodico dell'Ifg di Urbino Via della Stazione, 61029 - Urbino - 0722350581 - fax 0722328336 www.uniurb.it/giornalismo; e-mail: reda-
zione.ilducato@uniurb.it Direttore responsabile: GIOVANNI MANTOVANI Stampa: Arti Grafiche STIBU - Urbania (PU) - 0722319431 Registrazione
Tribunale Urbino n. 154 del 31 gennaio 1991
I
n un mondo
dove Photoshop
ha svelato che il
fotografo un
bugiardo, allarti-
sta consentito
di ritornare alla sua funzione
originale: quella di reporter.
Sono le parole di Art
Spiegelman, luomo che nel
1973 decise di raccontare la sto-
ria di suo padre, un ebreo polac-
co sopravvissuto ai campi di
concentramento, attraverso
parole e immagini. Nacque cos
Maus, una biografia a fumetti, o
fumetto della realt, dove nulla
frutto dellimmaginazione e
tutto vero, vissuto. Al punto da
aver vinto un premio Pulitzer
nel 1992.
Spiegelman avvicina il disegno
alla cronaca dei fatti e, pur tra-
sformando i nazisti in topi e gli
ebrei in gatti, narra fedelmente
la storia della Shoa. Un intui-
zione che 10 anni fa il giornali-
sta britannico Joe Sacco, inviato
di guerra per il quotidiano
Guardian, fece propria e appli-
c al lavoro di reporter, dando i
natali a nuova figura nel campo
dellinformazione: quella del
Comic Journalist.
Era il 1996 quando Sacco decise
di trasformare in fumetto le
inchieste condotte nel 1991 in
un viaggio di due mesi tra
Israele e i territori occupati. Il
risultato un libro, Palestina,
312 pagine in bianco nero nel
quale i disegni prendono il
posto delle foto, la cronaca o le
interviste quello dei testi. Una
idea, il Comic Journalism, che
ha avuto molta presa sul pubbli-
co e che ha trovato subito
seguaci, allestero come in
Italia.
Oggi sono molti gli autori che
scelgono il fumetto per una
inchiesta o un reportage. Tra i
titoli stranieri pi conosciuti c
9/11, racconto illustrato delle
indagini compiute dalla com-
missione americana sull11 set-
tembre. In Italia, invece, hanno
avuto un discreto successo
Ilaria Alpi, il prezzo della verit
scritto da Marco Rizzo e dise-
gnato da Francesco Ripoli, e
Chernobyl o di cosa sono fatte le
nuvole di Paolo Parisi. Nel 2005
poi sono nati a Treviso la casa
editrice Becco giallo, specializ-
zata proprio in reportage e
inchieste a fumetti, e a Ravenna
La cronaca diventa fumetto
Il Comic Journalist utilizza il disegno come una foto e le interviste come testo
Boccia Artieri: Il limite la credibilit: la gente si fida meno del racconto illustrato rispetto a un quotidiano
Dalle colonne del Guardian
ai molti libri-inchiesta
spopola il giornalismo disegnato
ROBERTA CIFRA
Joe Sacco, comic reporter
Nato a Malta nel 1960, Joe Sacco il primo e pi illustre esempio di Comic
Journalist. Nato come cronista, Sacco gi negli anni '80 si stanc del gior-
nalismo classico e si dedic a tempo pieno ai comics, lavorando come dise-
gnatore satirico. Il primo reportage a fumetti Yahoo, racconto dei suoi
viaggi attraverso l'Europa. Seguono Palestina, vincitore dell'American Book
Award nel 1996, Gorazade. Area protetta, reportage sulla guerra in Bosnia
tra il '92 e il '95 e il recente Neven. Una storia da Sarajevo, il raccontodi un
fixer che aiuta i giornalisti a scoprire storie e fatti. Le sue strisce sono pub-
blicate periodicamente sul Guardian.
LA SCHEDA
Mi comporto da cronista: prendo
appunti, scatto foto, faccio
interviste, raccolgo informazioni.
Una volta tornato a casa traduco
tutto in fumetto


il festival Komikazen.
Che il giornalista lavori in colla-
borazione con una fumettista o
che sia lui stesso a disegnare,
limperativo lo stesso: attener-
si rigorosamente ai fatti e dise-
gnare persone reali.
. Un comic journalist racconta
Gianluca Costantini dellasso-
ciazione Mirada, che organizza
la rassegna ravennate e dise-
gnatore - agisce come un qual-
siasi altro giornalista. Arriva sul
posto, intervista i testimoni e
chiede informazioni. La diffe-
renza che si esprime con le
immagini oltre che con le paro-
le. Un escamotage che rende il
racconto pi accattivante e frui-
bile per il lettore. E che attira
tutte le fasce di et Questo tipo
di prodotto si rivolge a un pub-
blico trasversale aggiunge
Costantini che va dai 18 ai 70
anni. Ho notato per che non
abbiamo ancora fatto presa sui
giovanissimi, quelli cio che
normalmente comprano i
fumetti. Il comic per loro
pura evasione, quando si accor-
gono che non cos, non lo
comprano.
In ogni caso, il vero problema
di un comic journalist, comun-
que, non tanto quello di con-
quistare i giovanissimi, ma
quello di guadagnare credibilit
agli occhi del pubblico, che non
lo considera ancora alla stregua
di un giornalista tradizionale.
Cambiando il medium cambia
anche il tipo di percezione da
parte del lettore spiega
Giovanni Boccia Artieri, profes-
sore di Sociologia della comuni-
cazione allUniversit degli
studi di Urbino che abituato
a considerare il fumetto come
intrattenimento. Il fatto per
che le strisce di Sacco siano
pubblicate da quotidiano auto-
revole come il Guardian, o che
case editrici serie come la
Mondatori decidano di stampa-
re uninchiesta a fumetti, aiuta il
lettore a fidarsi della qualit di
ci che legge. Per quando mi
riguarda ritengo il medium del
fumetto perfettamente spendi-
bile come forma di giornali-
smo.
Un medium che, per la sua
comunicazione pi elastica e
diretta, attira molti giovani tra i
18 e i 30 e che, se usato diligen-
temente, potrebbe riavvicinare
ai quotidiani una fetta di pub-
blico ormai conquistata da altri
media.
Una striscia tratta dal libero Palestina, reportage sulla guerra israelo-palestinese di Joe Sacco
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il Ducato
2
Istantanee di una citt
Da Giancarlo De Carlo a Renzo Piano. I progetti e le idee che hanno fatto
L
a verit
che nell'or-
dine c' la
noi a f r u-
strante del-
l'imposizio-
ne, mentre nel disordine c' la
fantasia esaltante della parteci-
pazione predicava Giancarlo
De Carlo. Un architetto civile.
Socialmente impegnato. Uno
che chiamava a raccolta la gen-
te del posto per discutere i suoi
progetti. Come fosse una ri-
unione di condominio con am-
mi ni st rat ore.
Uno che sogna-
va l'universit e
i futuri studenti
fuori dal bucoli-
co idillio. Rivo-
luzionario per
scelta, ma a fati-
ca le sue propo-
ste venivano ac-
colte. E di pro-
getti naufragati
Urbino piena.
La riqualifica-
zione di Merca-
tale, ad esem-
pio, fin in qualche sottoscala
ancora prima di suscitare stu-
pore: secondo De Carlo, l'area
del piazzale sarebbe stata orga-
nizzata con degli alberi su ro-
taie. L'architetto aveva pensato
a delle casse da spostare lungo
una sorta di binario ferroviario,
da un carrello trainante fino a
formare diverse disposizioni.
Mercatale finalmente libero
dalle automobili: una soluzio-
ne che si rif ai modi in cui il
piazzale veniva allestito, in epo-
ca barocca, in occasioni di cele-
brazioni, visite di illustri perso-
naggi, eventi speciali, si legge-
va nella relazione allegata al
progetto. Oggi Mercatale ha
cambiato pelle ma il piano re-
golatore dal sa-
pore ecologista
proposto da De
Carlo non ha
avuto sviluppi.
Dimenticato.
Il nuovo model-
lo per la citt di
Urbino avr po-
co a che fare con
lidea di recu-
pero ambienta-
le che aveva in
testa De Carlo. Il
sindaco Franco
Corbucci prefe-
risce parlare di recupero fun-
zionale con Santa Lucia, con-
sorzio e fornace alla base di
unarchitettura che punti inve-
ce su trasporti, commercio e
parcheggi. Tempo ancora qual-
che anno e i lavori per superare
lisolamento della citt cancel-
leranno ogni tensione. Anche
se, ammette il sindaco, per tra-
sformare Urbino abbiamo ri-
preso in mano proprio quei pro-
getti di De Carlo, a lungo discri-
minati, investendo in strade,
parcheggi e centri commerciali
e rilanciando uneconomia che
viveva da troppo tempo sulla
monocultura. A dieci anni di
distanza, anche la Data ha avu-
to il suo via. Nel 1999 le antiche
stalle del duca Federico da
Montefeltro sono state al centro
di polemiche e prospetti ambi-
ziosi dividendo urbanisti e am-
ministratori. Prima di trasfor-
mare i tre piani in acciaio e vetro
in un osservatorio dedicato alla
memoria dellurbe, lultimo dei
sette progetti De Carlo aveva
trovato concordi il
rettore stori co
Carlo Bo e lex sin-
daco Giorgio Lon-
dei sulla volont
di conciliare anti-
co e moderno,
non convincendo
invece professori
come Renato Bru-
scaglia ed Erman-
no Torrico, che vo-
levano il solo re-
stauro filologico.
Nellamarcord ur-
banistico, De Car-
lo non stato lunica mosca
bianca. Lodissea dei progetti
difficili proseguita con Ren-
zo Piano per la sistemazione del
parcheggio di Santa Lucia. Ri-
cordate il park sotterraneo fir-
mato nel 1988? Un vero e pro-
prio tunnel da scavare nellarea
compresa tra Porta Santa Lucia,
viale Gramsci e la circonvalla-
zione (viale Di Vittorio). La
struttura doveva svilupparsi
per una lunghezza di circa 250
metri su tre livelli sotterranei,
ognuno con una superficie di 4
mila 300 metri quadrati, per un
totale di 402 posti auto collega-
ti da una rampa circolare a dop-
pio senso di marcia. Di qui lele-
zione di viale Di Vittorio a luogo
di scambio per il
drop-off (la di-
scesa dei passeg-
geri) degli auto-
bus turistici e la
fermata delle cor-
riere. Un progetto
del 1988 che, nel-
lattuale piano di
Corbucci, c an-
che se con qual-
che variazione: il
post eggi o per
pullman in viale
Neruda. E poi, i 6
mila 700 metri
quadrati di negozi e uffici allex
consorzio per attivit ricreativa
e studentesca.
Non solo architettura. Parlando
di trasporti, quando nel 97 spa-
rirono i 170 miliardi di lire pre-
visti dalla Regione per la Fano-
Grosseto (se li era mangiati la
Finanziaria), spunt una pro-
posta singolare: Perch i soldi
non li tirano fuori gli automobi-
listi?, si domandava Cristina
Cecchini. Un consorzio di im-
presa avrebbe finanziato i lavo-
ri per la realizzazione della stra-
da per poi partecipare agli utili
della concessione sulluso del-
lopera pubblica. Tutto questo,
grazie a una percentuale sul pe-
daggio che i signori viaggiatori
avrebbero pagato per quel trat-
to. Una statale a pagamento: sa-
rebbe stata la prima volta in Ita-
lia. Come se camminare a Urbi-
no fosse semplice. Basti pensa-
re che il primo progetto della
E78 risale addirittura al 1954.
Anche il progetto dellufficio
tecnico del Comune (2001) per
la creazione di un cammina-
mento aveva avuto vita dura. La
storia dei marciapiedi a lato del-
la statale 73-bis nel tratto che va
dai collegi a Borgo Mercatale
era iniziata nel 96 con un pro-
getto a valle che, partendo dai
collegi, sarebbe sceso sotto il
muro della Raganaccia. Ipotesi
scartata perch il cammina-
mento sarebbe sceso gi in bas-
so, alla base del muro, di ben
cinque metri rispetto al livello
della strada. La soluzione della
passerella in legno quella che
ormai tutti conosciamo. Resta il
problema del suo prosegui-
mento.
La storia infinita dei cammi-
namenti nasce con i collegi,
trentanni fa. Quando, cio, era
un problema trovare un letto a
due passi dal centro. Il plastico
originale di De Carlo per il polo
scientifico di Biancalana (34 al-
loggi a poca distanza dalle fa-
colt) era gi pronto ma la Pro-
vincia bocciava a ripetizione le
aree in cui inserire il fabbricato.
De Carlo, padre del Prg di Ur-
bino, continuava a ripetere che
gli anni 80 erano lontani, che se
prima lAteneo ducale era di
1500 posti letto per 15000 stu-
denti, alla fine degli anni '90 gli
iscritti alluniversit erano qua-
si 23 mila. Ma il numero di posti
a disposizione per loro era ri-
masto invariato.
Nel 2008, il sindaco Corbucci
non teme pi la questione edili-
zia studentesca: i collegi ci so-
no, larchitetto Paolo Spada
raddoppier con il collegio di
Castel Cavallino, e lAteneo ha
trovato un certo rigore architet-
tonico, a partire dalla sede di Pa-
lazzo Battiferri. La nuova Urbi-
no, con i fantasmi dei suoi pro-
gettisti, s'ha da fare, ma ci
che lattende un cambio di rot-
ta netto e deciso, che potrebbe
far rimpiangere i tempi in cui
luniversit e lalta formazione
monopolizzavano leconomia.
Se, come spiega Corbucci, Urbi-
no sar fondata sulla diversifi-
cazione delle attivit, le piccole
vittorie dei progetti impossibili
potrebbero finire stipate sullo
scaffale di quel centro com-
merciale che sorger dalle ce-
neri dellex-fornace.
Alberi su rotaie, studenti fuori
dalle mura, tunnel e ascensori:
ecco come poteva essere Urbino
FILIPPO BRUNAMONTI
Archiviato
il modello
ecologista
di De Carlo,
si punta
sulla crescita
economica
Il futuro:
parcheggi,
negozi e
svago
Ateneo in
secondo
piano
Larea del piazzale sarebbe
stata organizzata con degli
alberi su rotaie.
Larchitetto Giancarlo De
Carlo aveva in mente delle
casse da spostare lungo
un binario attraverso un
carrello trainante fino a for-
mare diverse disposizioni.
Obiettivo: smaltire il caos
automobilistico
MERCATALE
Il progetto pi sofferto di
De Carlo che, dagli anni
70, arriv a quota sette
piani di recupero.
Nel 1998 venne approvato
lOsservatorio della Citt.
Oggi sono arrivati 2 milioni
per trasformare le antiche
stalle del duca in una sala
espositiva dedicata alla
memoria cittadina
DATA
Il progetto di Renzo Piano,
accantonato per problemi
finanziari, prevedeva 400
posti auto, un corridoio
sotto la collina e una risali-
ta in ascensore fino a S.
Lucia. Oggi, dopo 20 anni,
sono iniziati i lavori con
qualche variazione, come il
parcheggio per i pullman
turistrici in viale Neruda
SANTA LUCIA
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3
PRIMO PIANO
mai esistita
discutere per anni urbanisti e amministratori
Modello Corbucci
critiche e dubbi
Nel mirino i centri commerciali
S
a cosa mi di-
ceva sempre
Pier Leoni,
storico intar-
siatore della
citt? Io mo-
rir senza lasciare una bottega.
Non so se ancora a Urbino, ma
di sicuro i centri commerciali non
aiutano lo sviluppo dellartigia-
nato di qualit. Lo scriva pure: so-
no desolato. Il difetto che man-
ca uno studio socioeconomico
nel modello di sviluppo propo-
sto. Non vive a Urbino, ma dimo-
stra davvero di conoscerla molto
bene. Vittorio Emiliani, uomo di
cultura e per cinque anni consi-
gliere comunale,
assieme con altri
intellettuali e poli-
tici dice la sua sul-
le ricette che il sin-
daco, Franco Cor-
bucci, (nello scor-
so numero del
Ducato) ha elen-
cato per risolvere
la questione della
monocul tura
urbinate. Se ex
amministratori e
politici sembrano
appoggiare i pro-
getti della funicolare o del par-
cheggio di Santa Lucia, oltre ad
Emiliani, ci pensano Monica
Mazzolani e Piero Leon a boccia-
re lidea della costruzione di cen-
tri commerciali attorno alla citt
per ridare vita anche al centro
storico.
Si chiede Emiliani: Che fine ha
fatto lidea di fare di Urbino una
piccola Oxford? Negli anni 50 60
la citt doveva essere residenzia-
le per ospitare gli studenti, non
per niente era detta citt-cam-
pus. La strada per farla rinascere
deve partire proprio dallateneo.
Bisogna elevare lofferta formati-
va, non pu rassegnarsi a diven-
tare un esamificio: deve puntare
sui master post laurea con corsi in
architettura, beni culturali, storia
del paesaggio o dare maggiore
impulso allindustria tipografica.
Non cambiato nulla. Ai miei
tempi cera la mania dei centri di-
rezionali, neanche fossimo ad
Hong Kong e, ora, puntano sui
centri commerciali. Per fare una
cosa seria bisogna rivitalizzare
limpresa artigianale. Quella dei
centri commerciali unidea vec-
chi a e superata.
A condividere questa tesi anche
il professore Paolo Leon, ordina-
rio di Economia Pubblica a Roma
e amministratore delegato del
CLES, istituto di ricerca econo-
mica e sociale: Costruire centri
commerciali fuori dalle mura del
centro svuoterebbe il piccolo
commercio. La vostra citt do-
vrebbe sfruttare di pi il fatto di
essere un centro culturale, ac-
centrando attivit di servizio di
grado elevato, incentivando la
presenza di im-
prese di restauro,
moda, editoria.
Solo una volta ri-
qualificato il cen-
tro storico, even-
tualmente, si po-
tranno costruire
centri commer-
ciali. Urbino
come un piano-
forte al quale si
accorda un tasto.
Poi si deve lavora-
re su tutto il resto.
Questa la tesi di
Monica Mazzolani, architetto
dello studio associato Giancarlo
De Carlo di Milano. De Carlo la
immaginava come una citt che
cresce in maniera organica. Ha
lavorato su tutta la citt senza pri-
vilegiare un aspetto rispetto ad
un altro. Per questo il commercio
deve avere una sua logica in rela-
zione al tutto: alluniversit, al-
lartigianato di qualit. Soddi-
sfatto per i nuovi progetti lex sin-
daco Massimo Galuzzi, 11 anni
primo cittadino: Sono molto
contento che vadano avanti le
idee per le quali abbiamo lavora-
to negli anni precedenti: erano gli
obiettivi del piano regolatore di
De Carlo . E lopposizione in co-
mune? Per Lucia Ciampi, consi-
gliere comunale dellUDC: Noi
abbiamo sempre sollecitato que-
ste opere. Ma gli amministratori
hanno perso troppo tempo e non
abbiamo nessuna certezza che
questi progetti determinino lo
sviluppo vero di Urbino.
THALASSA VONA
Gli esperti
dicono:
Artigianato
e cultura
meglio
di negozi
e posti auto
In alto,
La citt ideale
dellAnonimo
Fiorentino
Di fianco,
il plastico
dei collegi
secondo
De Carlo
Weekend Val di Fassa 27/02-02/03/08 - pullman da Urbino - 254,00
Pasqua sul Nilo 17-24/03/08 - crociera sul Nilo - 1,210,00
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il Ducato
4
Una passione su tre ruote
Nel Montefeltro lApe uno dei mezzi pi amati. In particolare dai giovani
Carrozzerie colorate e accessori curiosi per avere il modello pi originale. E quasi tutti truccano il motore
A
lettone aerodina-
mico, fari alogeni
montati sul tetto,
gomme Michelin ,
motore modifica-
to e assetto da ga-
ra. Non stiamo parlando del-
lultimo modello di auto spor-
tiva presentato al motorshow
di Bologna, n tantomeno di
una macchina da rally. Questo
gioiellino, che ha le portiere
decorate da fiamme azzurre e
nellabitacolo un impianto ste-
reo da far invidia a
una discoteca,
una vecchia Ape
50. A rimetterla a
nuovo e riempirla
di accessori sta-
to Enea, 15 anni,
uno dei tanti ra-
gazzi di Urbino
con una grande
passione per le tre
ruote.
Nella citt ducale
e in tutto il Mon-
tefeltro lApe da
tempo uno dei
mezzi pi amati. Ma se in pas-
sato ad apprezzarla era soprat-
tutto chi la usava per lavorare
(in campagna o nelledilizia),
da qualche anno lApe diffu-
sissima anche tra i pi giovani,
che spesso la preferiscono allo
scooter. E mille volte meglio.
La puoi usare sempre e comun-
que: pioggia, vento e gelo. E poi
ci puoi fare molte pi cose, a
partire dalla musica. Andrea,
16 anni, parla dal finestrino
della sua apetta rosso fiam-
mante alluscita dellistituto
tecnico Mattei. Nel parcheggio
della scuola ci sono una decina
di Api e un solo motorino: una
vittoria schiacciante. Qua
prati camente uno status
symbol, avere una bella Ape
un segno di distinzione. Ga-
briele Cecchini fa il bidello nel-
listituto e ormai si fatto una
certa cultura in materia: Da
queste parti preferita agli
scooter perch fa freddo. Poi
ognuno la personalizza nei
modi pi strani, a partire dal
col ore del l a
carrozzeria. E,
soprattutto, le
truccano: mo-
tore, carbura-
tore, marmit-
ta. Cambiano
tutto.
Eh s, perch
lunico difetto
dellApe, dico-
no i ragazzi,
che va piano:
E un chiodo.
Con il motore
originale non
arriva ai 45 allora. Quasi tutti
per risolvono in fretta il pro-
blema. A Urbino non ce n
una che non sia truccata, nean-
che quelle dei vecchietti, assi-
curano. Io ci ho messo un 120,
carburatore a 18, frizione rin-
forzata, campana a denti storti
e ho cambiato la marmitta.
Con queste modifiche Carlo
raggiunge i 70 km/h ma ce c
chi, dice, arriva a superare i
cento .
Un altro vantaggio, spiegano
ancora i ragazzi, che sullApe
si va anche in due (anche se
non si potrebbe), con i vigili
che sono pi tolleranti rispetto
ai motorini. Altro che in due
interviene Cecchini con la
bella stagione saltano sul retro
e di qua li vedo partire in quat-
tro o cinque. Le amatissime tre
ruote non sono per cos stabi-
li, e quasi tutti ammettono di
essersi ribaltati almeno una
volta. Anche perch dice Ste-
fano, indicando le fiancate
sporche di fango per divertir-
ci andiamo a fare i rally nei
campi.
A parte le modifiche al motore
quello che distingue unApe
dallaltra sono gli accessori: lu-
ci colorate, adesivi, decorazio-
ne dellinterno. Quella tra i ra-
gazzi una sfida continua per
decretare chi possiede il mezzo
pi originale. Ora voglio met-
tere le portiere che si aprono ad
angelo, verso lalto spiega
Enea, che nel frattempo ha ri-
vestito linterno dellabitacolo
con una moquette zebrata
(stessa scelta fatta dal suo ami-
co Amir). Tra gli adesivi vanno
molto i numeri stile moto da
corsa, gettonatissimo il 46 di
Valentino Rossi.
A fare la differenza poi, la qua-
lit e la potenza degli impianti
stereo che installano quasi tut-
ti. Io ho montato due casse da
350 watt pi sub-woofer e ho
anche i neon che vanno a ritmo
di musica, dice Andrea. C chi
ha installato addirittura il ri-
scaldamento e, oltre al clacson,
una tromba da tir. A vincere la
disfida delle Api per, ammet-
tono gli urbinati, sono i ragazzi
di Gallo. Sarebbe l la capitale
marchigiana delle tre ruote:
Ce n di pi e le curano me-
glio. Anche Urbania comun-
que si difende.
Per unApe nuova i ragazzi
spendono anche 4.500 euro,
mentre quelle usate si aggira-
no sui 1000 . Soldi ben spesi,
dicono, perch lApe avrebbe
una marcia in pi anche in un
altro campo: Funziona pure
con le ragazze - sostiene An-
drea - tutta un'altra cosa an-
darle a prendere con un mez-
zo con cui non si prende fred-
do e si pu anche mettere del-
la musica. Le sue compagne
di scuola non sono per trop-
po daccordo: Non conta lA-
pe, conta chi c sopra. Se uno
bello va bene anche se guida
il triciclo.
La passione per lApe coinvol-
ge soprattutto i maschi, ma
non mancano le eccezioni.
Allistituto darte racconta
ancora Andrea c una ragaz-
za che ha unApe rosa molto
bella. Sarebbe da sposare solo
per quello.
NICOL CERBONCINI
E meglio
del motorino:
ci vai anche
se piove
e ci si pu
mettere
la musica
Nella foto grande
unApe
super-accessoriata
Sopra linterno
di un abitacolo
Sotto, le Api di alcuni
studenti alluscita
dellistituto tecnico
Mattei
Ducato 4-5.qxp:ducatoultra def.qxd 20-02-2008 17:04 Pagina 4
5
CITT
Malati dazzardo?
Il Sert ci prova
Al via tra i problemi uno sportello per lassistenza
Il progetto ancora in stand-by per mancanza di finanziamenti
V
orrei, ma non pos-
so: tra tutte le fra-
si fatte quella
che meglio sinte-
tizza laria che si
respira al Sert, il
servizio per le dipendenze pa-
tologiche di Urbino.
La partita appena iniziata, ed
lapertura di uno sportello
per lassistenza psicologica ai
giocatori dazzardo dipenden-
ti. Di mezzo ci sono i soldi, che
mancano, e che impediscono
di far decollare quello che Ro-
berto Reale, re-
sponsabile del
dipartimento,
ha definito un
progetto cor-
poso che pur-
troppo dovu-
to rientrare.
Per capi rci
qualcosa biso-
gna partire dal-
la genesi del
progetto, ovve-
ro una ricerca
realizzata pro-
prio dal Servi-
zio dipendenze dellAsur n 2 di
Urbino, lo scorso anno. Sono
stati distribuiti un migliaio di
questionari, nei bar, circoli,
centri culturali, sale da gioco e
ricevitorie nella zona territo-
riale di competenza, composta
da circa 30 comuni, che vanno
da Carpegna a Cantiano, da
Mercatello Sul Metauro a Pe-
triano, da SantAngelo in Vado
a Fermignano. I risultati, che
devono comunque essere pre-
si con le molle in quanto sono
solo di carattere esplorativo,
hanno fatto suonare il campa-
nello dallarme: il gioco com-
pulsivo, ovvero quellinesora-
bile incapacit di porre resi-
stenza agli impulsi che spingo-
no a giocare, molto diffuso tra
la popolazione del Montefel-
tro.
Lo studio stato poi esteso a
San Marino e alla sua nota sala
Keno (che lha finanziato), una
sorta di lotto elettronico, repli-
cato su centinaia di macchi-
nette, con puntate che si ripe-
tono ossessivamente ogni 30
secondi, dentro a tre sale per-
vase da un silenzio liturgico.
Anche l, i questionari sono
stati appositamente studiati,
sia per i dipendenti che per la
clientela. Da tutto ci, sono
nati i due proget-
ti, coordinati dal
dirigente psico-
logo Roberto Sai-
lis: uno specifico
sportello allin-
terno del Sert di
Urbino per lassi-
stenza psicologi-
ca ai malati da
gioco e una sorta
di cooperazio-
ne con la sala Ke-
no della Repub-
blica del Titano
per fare informa-
zione preventiva contro le pro-
blematiche derivanti da un ec-
cesso di giocate e, anche l, la-
pertura di uno sportello per
lassistenza psicologica.
Lo sportello a Urbino stato
aperto nelle settimane passa-
te: due ore ogni luned, dedica-
te esclusivamente agli utenti
che hanno problemi con il gio-
co dazzardo. Sono stati stam-
pati i volantini, ma lunico ma-
nifesto che pubblicizza il ser-
vizio affisso nei corridoi del
Sert. Nessuna pubblicit, nes-
suna reclame nei bar o nei cir-
coli della citt ducale per dare
il via alliniziativa. Perch, in
realt, non ci sono le forze.
Le slot machine sono fra i giochi pi diffusi nel Montefeltro
Una ricerca
del Servizio
dipendenze
afferma che
il gioco
patologico
diffuso
Il servizio di fatto partito
spiega Roberto Sailis e per il
momento ci sono due pazienti
che hanno iniziato regolar-
mente le sessioni di psicotera-
pia. Abbiamo anche ricevuto
altri contatti telefonici, soprat-
tutto da familiari di persone
che hanno dei problemi. Ma ci
sono molte difficolt, tra cui il
fatto che gli utenti devono pa-
gare il ticket per poter usufrui-
re del servizio.
Il motivo lo spiega il dottor Ro-
berto Reale: Mancano i finan-
ziamenti da parte dellAsur. Si
pensava di avere il personale e
le risorse economiche per av-
viare un progetto ben struttu-
rato, ma invece non cos. Di-
ciamo che per il momento sia-
mo in una situazione di stand-
by: non possiamo permetterci
di garantire un certo tipo di ser-
vizio, ma allo stesso tempo
dobbiamo cercare di far fronte
alle esigenze delle persone.
E cos, anche il progetto-San
Marino ha subto uno stop,
nonostante sia stato avviato.
Allinterno della sala sono stati
installati monitor, con mes-
saggi che compaiono in video e
che dovrebbero essere dei de-
U
na mappa per combattere gli incendi. la
soluzione adottata dal consiglio comu-
nale di Urbino che da una settimana ha
approvato listituzione del catasto dei terreni
colpiti dal fuoco.
Dopo la scorsa estate una stagione rovente in
tutte le Marche, con 103 incendi, 40 solo nella
provincia di Pesaro Urbino il Comune ha adot-
tato questo strumento per scoraggiare chi ap-
picca roghi dolosi con lobiettivo di speculare
sui terreni utilizzandoli per uno scopo diverso
da quello originario: in genere, trovare nuovi
spazi dove poter costruire.
Nel 2007 a Urbino ci sono stati quattro incendi,
concentrati tra la met di giugno e la fine di lu-
glio, che hanno colpito prima il costone sotto
Borgo Mercatale, quindi le Cesane, via della Sta-
zione e, infine, la zona di Casalini, in direzione
di Pieve di Cagna, annerendo quasi quindici et-
tari di terra, prevalentemente occupati da bo-
schi.
Secondo la legge che istituisce il catasto, la n.
353/2000, questo tipo di terreni e i pascoli non
possono cambiare destinazione duso per quin-
dici anni dopo il passaggio del fuoco. Inoltre, per
dieci anni non pu essere costruito nessun edi-
ficio e sono proibiti la caccia e il pascolo. Per cin-
que anni, infine, sono vietate anche le attivit di
rimboschimento e di ingegneria ambientale, a
meno che non siano necessari interventi urgen-
ti per contrastare il dissesto idrogeologico o sal-
vaguardare il paesaggio.
C da chiedersi come mai il Comune di Urbino
abbia adottato il provvedimento solo adesso.
Gli incendi spiega Roberto Imperato, respon-
sabile del settore urbanistica e assetto del terri-
torio del Comune non sono mai stati un pro-
blema rilevante in questa zona, cos ci siamo
adeguati alle decisioni della Regione che ha
creato solo lanno scorso una banca dati centra-
lizzata, da cui provengono le informazioni del
Corpo forestale sui terreni bruciati. A noi spetta
individuarli sulle nostre mappe catastali.
Per il momento, la prima mappatura ha riguar-
dato solo i terreni andati in fumo nel 2007: la
prossima tappa sar laggiornamento del cata-
sto a ritroso, fino a coprire gli ultimi cinque an-
ni, come prevede la legge.
EMILIANO POZZONI
Al via il catasto anti-incendi
CLARA ATTENE
terrenti verso comportamenti
che portano a una devianza dal
gioco ritenuto sociale a quel-
lo compulsivo. C anche il
contatto di un centro psicolo-
gico a cui si pu rivolgere
chiunque ne sentisse il biso-
gno. Ma il Sert non partecipa
pi direttamente alliniziativa.
Perch non ci sono i fondi del-
la regione, nonostante ricor-
da Roberto Reale - siano previ-
sti dalla legge per il riordino del
servizio sanitario regionale.
Nel loro piccolo, per, i proget-
ti vanno avanti. Perch, fin do-
ve si pu, volere potere.
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Ducato 4-5.qxp:ducatoultra def.qxd 20-02-2008 17:12 Pagina 5
il Ducato
6
Laumento c ma non si vede
Viggiani, ex direttore Megas: Ma i nostri costi di gestione sono rimasti invariati
Da luglio le tariffe sono cresciute pi del 20%. In bolletta la stangata compensata dal calo dei consumi
Megas, tutti gli aumenti dellacqua
Tariffa agevolata 0,485 cent/mc 0,625 (+29%)
FASCIA DI CONSUMO GENNAIO 2007 LUGLIO 2007
Tariffa base 0,814 0,985 (+21%)
Tariffa P1 1,227 1,558 (+27%)
Tariffa P2 1,569 1,769 (+13%)
Fogna 0,130 0,137 (+5%)
Depurazione 0,350 0,367 (+5%)
Quota fissa annuale 21,00 21,00
V
uoi per una spic-
cata sensibilit ai
pr obl emi am-
bientali, vuoi per
la crisi delle risor-
se idriche, nel
2007 gli urbinati hanno ridotto
il consumo di acqua. Prendia-
mo la famiglia media della pro-
vincia, composta
da tre persone e
mezzo: se nel 2006
ha consumato 110
metri cubi di ac-
qua, nel 2007 si
fermata a 94. Vale a
dire, 16 in meno.
Ma, se cera da
aspettarsi in cam-
bio un discreto ri-
sparmio sulla bol-
letta, le speranze
sono rimaste delu-
se.
Nellultimo seme-
stre di gestione di Megas (da
gennaio 2008 confluita insie-
me ad Aspes in Marche Multi-
servizi, che si occuper di ac-
qua, gas e rifiuti), le tariffe di
tutte e quattro le fasce di con-
sumi sono state ritoccate al ri-
alzo: si va dal pi 28,86 per cen-
to dellagevolata al 12,74 per
cento della seconda ecceden-
za. E non solo: le stesse fasce
sono state riviste. Cos, sempre
a partire dall1 luglio 2007, la
tariffa agevolata si applica en-
tro i primi 60 metri cubi di con-
sumo, mentre in precedenza
arrivava fino ai primi 72, e quel-
la base da 61 a 96, contro i 106
precedenti. Di qui in poi scat-
tano le due eccedenze: fino a
132 la prima e di l a seguire la
seconda.
Visto che, in parallelo ai rinca-
ri, c stata una riduzione dei
consumi, in complesso la spe-
sa del 2007 per le famiglie si av-
vicina a quella del 2006.
Allinizio di ogni anno, o co-
munque ogni volta che cam-
biavano le tariffe racconta Er-
rigo Bernini, lurbinate che ci
ha segnalato gli aumenti ano-
mali riscontrati nellultima
bolletta la Megas ci inviava a
casa un foglio informativo.
Questa volta, invece, io non ho
ricevuto niente e mi sono ac-
corto degli aumenti solo osser-
vando con cura la bolletta. Al-
lora Bernini andato a fare i
conti: Ho verificato che, dall1
marzo 2001, quando la Megas
ha preso in gestione il servizio
idrico, le bollette sono pi che
raddoppiate, nonostante io
continui a consumare pi o
meno lo stesso
quantitativo di
acqua. Se nel
2000 pagavo
294. 000 l i re
lanno, oggi ar-
rivo a sfiorare i
trecento euro.
Un esempi o
degli aumenti?
Si guardi l a
quota fissa an-
nuale, intro-
dotta nel 2001:
erano 2,32 eu-
ro, adesso sono
21, una cifra stabile da due an-
ni visto che il massimo che
concede lAutorit di ambito
territoriale ottimale (Aato, che
controlla i servizi idrici e tutela
dei consumatori).
Lassessore comunale al bilan-
cio, alla programmazione e al
personale Alceo Serafini prefe-
risce non entrare nel merito dei
numeri, ma spiega che, sul lun-
go periodo gli aumenti rien-
trano nel graduale percorso di
adeguamento alla nuova legis-
lazione, sancita dal metodo ta-
riffario normalizzato del 1996.
Antonio Viggiani, ex-direttore
di Megas e oggi dirigente di
Marche Multiservizi, conferma
invece i ritocchi alle tariffe. Li
definisce per un lieve au-
mento, specificando che, es-
sendo diminuito il consumo
medio delle famiglie, la bollet-
ta non sar pi salata. La riar-
ticolazione delle fasce tariffa-
rie si basata su una delibera
dellAato e, sempre nei limiti
tracciati dallautorit di con-
trollo, abbiamo mantenuto in-
variata a 1,48 euro la tariffa me-
dia ponderata, che si ottiene
dividendo per i metri cubi di
acqua fatturata la somma dei
costi di gestione del servizio
ROBERTA DI MATTEO
idrico e degli investimenti,
spiega Viggiani. Come si giusti-
ficano allora gli aumenti tarif-
fari in tutte le fasce, a comin-
ciare da quella agevolata (pas-
sata da 0,49 a 0,62 euro al metro
cubo)? Risponde ancora lex-
direttore di Megas: Abbiamo
venduto, e quindi fatturato,
circa un milione di metri cubi
di acqua in meno: una vittoria
nella battaglia contro gli spre-
chi. I costi di gestione, per,
non sono cambiati, anzi: tra
2004 e 2006 c stato ad esem-
pio un incremento del 35-40%
dei costi di trasporto, a cui van-
no aggiunti quelli dellenergia
elettrica. Secondo la propor-
zione che spiegavo prima, per
mantenere la media di 1,48, ab-
biamo dovuto ritoccare le tarif-
fe. Ma, ripeto, la famiglia con
consumi che rientrano nella
media non risentir degli au-
menti. In poche parole, quella
stessa famiglia, che ha ridotto
di circa 16 metri cubi il consu-
mo di acqua lo scorso anno,
non risparmier altrettanto. In
pi vanno considerate la quota
fissa, le fogne e la depurazione.
Non ci arrivata nessuna se-
gnalazione di aumenti dellac-
qua, dice Massimo Tirabasso,
responsabile della Federcon-
sumatori di Urbino. Ora che
vedo questi numeri e se le cose
stanno effettivamente cos,
evidente che ci troviamo di
fronte ad aumenti inaccettabi-
li e allarmanti. A questo punto
viene da chiedersi su cosa vigi-
li lAato: dobbiamo invocare
Mister Prezzi? Lacqua non ri-
entra nelle sue competenze,
ma se si andr avanti cos a lui
che ci rivolgeremo.
Nel 2007
in provincia
consumati
in media
16 metri cubi
di acqua
in meno
ducato 6-7.qxp:ducatoultra def.qxd 20-02-2008 17:04 Pagina 6
7
ECONOMIA
I dati della provincia nel 2007
Il fatturato complessivo in milioni di euro delle espor-
tazioni di Pesaro-Urbino tra gennaio e settembre 2007
1.732
Laumento dellexport verso il Regno Unito nei primi 9
mesi del 2007 rispetto allo stesso periodo del 2006
96,7%
Lincremento delle vendite di mobili in Kazakistan.
Quasi il doppio rispetto a quello registrato in Cina
85,9%
Turismo, Pasqua preoccupa
N
ellEuropa cen-
trale il profumo
del tartufo. In
Svizzera il fon-
do antiaderente
delle padelle. In
Russia la solidit dei mobili in
legno e la qualit dei tessuti. In
giro per lEuropa il made in Ur-
bino spazia dallarredamento
alle tipicit alimentari e scaval-
ca la media italiana e quella re-
gionale. Gli ultimi dati pubbli-
cati dallIstat, relativi alle
esportazioni del terzo trime-
stre dellanno scorso (quelli
complessivi del 2007 si avran-
no solo a marzo) parlano, infat-
ti, di un incremento nazionale
pari all11,5% e regionale del
14,1%. La provincia di Pesaro
Urbino, con un aumento del
18,4%, ha dimostrato di corre-
re pi veloce. Ma non ancora
abbastanza.
Possiamo rendere lexport an-
cora pi efficiente afferma
Roberto Forni, della sede pro-
vinciale di Confindustria per
questo abbiamo avuto lidea
del Club dellinternazionaliz-
zazione: un gruppo aperto a
tutte le aziende e alle istituzio-
ni, pubbliche e private. Voglia-
mo far dialogare le imprese e
creare uno scambio costrutti-
vo di esperienze. Agli impren-
ditori sar chiesto di compilare
un questionario per raccoglie-
re le proposte e capire dubbi e
problematiche; in base alle in-
formazioni raccolte, un grup-
po pilota costruir un piano di
intervento triennale. LItalia
allestero ancora considerata
poco affidabile. Io credo che, se
riuscissimo ad analizzare me-
glio le nostre possibilit allin-
terno, potremmo essere pi
forti e sicuri allestero.
Il settore trainante nella pro-
MARIANGELA MODAFFERI
vincia, stando agli ultimi dati
elaborati da Confindustria,
quello della meccanica, seguo-
no il settore del mobile, della
nautica e dei tessuti. Il distret-
to di Urbino e Fermignano si
distingue per lesportazione di
prodotti in legno, destinati al-
larredamento, di tessuti, di
pentole e padelle e del tartufo.
Noi dedichiamo alla vendita
allestero l80% della produzio-
ne. Giuseppe Bertozzini, di-
rettore commerciale della Tvs
di Fermignano, specializzata
nella produzione di pentole
antiaderenti, racconta che
lexport sempre stato una
prerogativa dellazienda. LI-
talia il maggiore produttore
europeo di pentole e padelle,
perci qui il mercato saturo.
Oggi, 40 anni dopo la nascita
della Tvs, i nostri prodotti sono
venduti in 60 Paesi, in Svizzera
copriamo il 70% del mercato.
Fra i maggiori partner com-
merciali, ci sono la Francia, la
Spagna, la Svezia, la Germania,
gli Stati Uniti e la Russia, in
ognuno di questi mercati la-
zienda sviluppa un fatturato di
almeno due milioni di euro.
Da una decina danni, con
larrivo dei prodotti cinesi, la
concorrenza si fatta pi pe-
sante. Noi ci difendiamo ga-
rantendo qualit e puntualit,
inoltre, stiamo sperimentando
nuove aperture verso i paesi
dellest europeo.
Un settore in crescita, nel capi-
tolo delle esportazioni, quel-
lo alimentare. Lo scorso 11 feb-
braio una delegazione della
provincia partita per Mosca,
per la XV edizione della fiera
agroalimentare Prodexpo. Im-
mancabile protagonista delle-
vento stato il tartufo. Il no-
stro considerato un bene di
lusso e, in quanto tale, ha sem-
pre avuto una grande eco alle-
stero commenta Cristina Ber-
nardini della T&C. Il fatturato
della sua azienda per il 30% ri-
cavato dalle esportazioni che,
oltre lEuropa centrale, inte-
ressano anche Stati Uniti, Ca-
nada e Giappone. Fa ancora
meglio la ditta Acqualagna Tar-
tufi: Noi vendiamo il 60% dei
nostri prodotti allestero
spiega il titolare Piergiorgio
Marini avevamo gi un part-
ner in Russia e abbiamo parte-
cipato alla fiera di Mosca per al-
largare i contatti agli altri Paesi
dellest, ma questanno lo
stand italiano stato relegato a
un padiglione esterno e le visi-
te sono state poche.
A
umentano i turisti nel Montefeltro ma la
Pasqua ancora un'incognita. Le an-
nuali statistiche dell'ufficio turismo
della regione Marche fotografano un 2007 con
presenze e arrivi in crescita in tutta la provin-
cia. Oltre quattro milioni di persone hanno
soggiornato in alberghi e agriturismi, e pi di
600 mila sono passate per una breve visita.
La gente cerca posti non molto affollati in cui
si sta bene - spiega Lella Mazzoli, assessore al
turismo e alla cultura della citt ducale qui
trovano tranquillit e cose uniche, impossibi-
li da trovare altrove. Un aumento di presenze
e arrivi dello 0,6 per cento rispetto al 2006, che
per l'assessore un successo annunciato.
Abbiamo attivato una buona campagna di
promozione su tutti i media italiani e stranie-
ri. In linea con la tendenza nazionale, anche
nel Montefeltro da alcuni anni il turismo
mordi e fuggi. I vacanzieri, in cerca di ripo-
so e di cultura, scelgono soggiorni brevi, di
massimo due notti, nei Bed and Breakfast e
negli agriturismi della zona. I dati registrano
un calo dei pernottamenti negli hotel in tutta
la provincia (meno 64.044 nel 2007 rispetto al
2006) contro un aumento di presenze nelle
strutture alternative (pi 90.122).
la congiuntura economica negativa dice
preoccupato Alessandro Marcucci Pinoli, ti-
tolare di una catena di Hotel della citt duca-
le per Pasqua non abbiamo ancora prenota-
zioni. Daniela Salerno, direttrice dell'hotel
Mamiani, ottimista: Abbiamo avuto cinque
mila ospiti in pi, ma per Pasqua ancora pre-
sto. Ultimamente c' la tendenza a muoversi
allultimo minuto. Anche Marika Crucini,
dell'hotel Fontespino, spera nelle prossime
festivit: Per noi il primo anno di gestione,
ma di solito la Pasqua non delude mai. Giu-
liano Vici, responsabile dell'hotel Piero della
Francesca spiega: I soggiorni sono sempre
pi brevi, molti, qui da noi, sono professori
universitari e studenti.
Tir alla Tvs, a destra elaborazione Confindustria su dati Istat
LAURA PONZIANI
I vacanzieri preferiscono i Bed and Breakfast
Padelle e tartufi
made in Urbino
Le esportazioni crescono pi della media italiana
Gli imprenditori: Con qualit e puntualit battiamo i cinesi
ducato 6-7.qxp:ducatoultra def.qxd 20-02-2008 17:04 Pagina 7
il Ducato
8
La rocca Albornoz
inespugnabile
Restaurata dieci anni fa ma poi abbandonata
Il Comune assicura che lapertura in programma per il 2008
LISA BARACCHI
M
a le chiavi so-
no andat e
perdute? Nes-
suno sembra
averle e la for-
tezza Albor-
noz chiusa da dieci anni, qua-
si dimenticata. I suoi bastioni
svettano sopra Urbino, il parco
della Resistenza ospita molte
manifestazione cittadine, dai
tornei cavallereschi della festa
del Duca alle esibizioni di
gruppi musicali, ma il portone
resta sprangato.
Non per molto
ha assicurato Li-
no Mechelli, as-
sessore ai lavori
pubblici del Co-
mune - la sua
apertura in pro-
gramma per il
2008. Servono 40
mila euro per la
messa in sicurez-
za della struttu-
ra, il finanzia-
mento deve esse-
re approvato dal
consiglio ai primi
di marzo. Allinterno della for-
tezza sono stati fatti degli scavi
e ancora i camminamenti in-
terni devono essere sistemati,
servono delle ringhiere: la roc-
ca cos com non pu essere
proprio visitata.
Il manufatto di interesse stori-
co-artistico, secondo la tradi-
zione, fu costruito per volere di
Gil Alvarez Carrillo de Albor-
noz, chiamato anche Egidio Al-
bornoz, che era cardinale e
condottiero e apparteneva alla
famiglia degli Aragona. Nel
1353 ricevette lincarico da pa-
pa Innocenzo IV di riconqui-
stare i territori dello Stato pon-
tificio, compreso il Ducato dei
Montefeltro. La costruzione
della rocca risale a quel perio-
do ma fu dan-
neggiata molte
volte nel corso
dei secoli: du-
rante linvasione
del Ducato da
parte di Cesare
Borgia, il Valenti-
no, ma anche per
ordine di uno dei
Mo n t e f e l t r o,
Guidobal do II
nel 1573 quando
il duca dovette
far fronte alla ri-
bellione degli ur-
binati oppressi dalle tasse. La
fortezza serv nel Seicento ai
padri carmelitani. NellOtto-
cento era un orfanotrofio fem-
minile ed diventata propriet
dello Stato nel 1965. Il Ministe-
ro per i beni culturali e ambien-
tali si preso cura della fortez-
za Albornoz nei primi anni 80.
I lavori di restauro spiega
Biagio De Martinis della So-
printentenza per i beni am-
bientali e architettonici delle
Marche, che era responsabile
del cantiere sono iniziati a
met degli anni 80 e sono con-
tinuati fino alla met degli anni
90. Nel terrapieno stata sco-
perta una seconda cinta mura-
ria pi interna e sono venuti al-
la luce molti reperti archeolo-
gici. Gli scavi sono stati segui-
ti da Mario Luni e Anna Lia Er-
meti, professori dellIstituto di
archeologia dellUniversit di
Urbino: Dopo i lavori - ha rac-
contato Ermeti stata allesti-
ta una piccola mostra in una
stanza sulla destra, subito do-
po l ent rat a.
Erano esposti
tutti i reperti ri-
trovati, poi sono
stati riposti in
delle casse. So-
no ancora l,
credo, insieme
agli scorpioni.
La pubblicazio-
ne degli scavi
non stata fatta,
la colpa della
burocrazia. I
materiali ritro-
vati sono maio-
liche arcaiche, ceramiche inve-
triate e metalli di epoca roma-
na o rinascimentale: tegami,
boccali, finimenti per cavalli e
lucerne.
Linaugurazione della fortezza
restaurata stata il 25 novem-
bre1997. Lucia Ciampi, consi-
gliere comunale dellUdc, ha
seguito per qualche tempo da
vicino le vicende della rocca.
Ha raccontato che nel maggio
2000 De Martinis consegn le
chiavi allufficio del territorio
che amministra i beni dema-
niali e dopo pochi giorni luffi-
cio scrisse al sindaco per dare
in consegna limmobile al Co-
mune. Chiese di stipulare un
contratto di locazione ma non
ebbe risposta. Nel dicembre
del 2002 Ciampi
present una
prima interro-
gazione, nel set-
tembre 2003 una
seconda: Il sin-
daco rispose che
avrebbe preso
provvedimenti,
ma altri anni so-
no passati senza
che si facesse
nulla. Parliamo
di un monu-
mento che po-
trebbe essere un
fiore allocchiello di Urbino.
Il contratto di locazione, cio la
convenzione per la concessio-
ne in uso della fortezza Albor-
noz, stato firmato nel luglio
2005. Sono di un anno dopo in-
vece le delibere per i lavori di ri-
sistemazione e laffidamento
della struttura allAmi Servizi,
cos come la custodia e la ma-
nutenzione del parco della Re-
sistenza. Giorgio Ubaldi, presi-
dente dellAmi Servizi, non ha
ancora avuto in consegna la
struttura. Attende i lavori di ri-
sistemazione che deve fare il
Comune.
Nella delibera si legge che la
copertura finanziaria stata
assicurata in sede di bilancio
2006 con i proventi derivanti
dalla vendita del Consorzio. Il
responsabile del procedi-
mento, scritto ancora nella
delibera, Michele Felici, diri-
gente dellufficio tecnico che
per non ha le chiavi per aprire
la fortezza. Dovrebbe averle
lAmi. Impossibile insomma
entrare nella rocca per vedere
come si presenta. Racconta
Valter che abita vicino alla roc-
ca: Ci andavo a giocare da pic-
colo dentro la fortezza. Cera
un prato e un pozzo, mia madre
si raccomandava sempre di
starci lontano. Cera un retta-
golo di ghiaia dove una volta ci
doveva stare una catapulta.
Ora ci sono solo fossati, tutto
in abbandono. una vergogna.
E poi vorrei sapere come mai,
se a Urbino lerba cresce anche
sullasfalto, nel parco della Re-
sistenza invece manca. E ci so-
no i giochi dei bambini che so-
no troppo vecchi con dei chio-
di arrugginiti lunghi cos.
Le ipotesi di Fiume
Cagli ospita la mostra dellartista siciliano
U
n ritorno ideale di Salvatore Fiume.
Lartista fra il 1983 e il 1987 dedic alla
citt di Urbino una serie di dipinti, le
Ipotesi, che dal
15 marzo al 4
maggio saranno
in mostra al Pa-
lazzo Felici di
Cagli.
Fiume, siciliano
di Comiso, stu-
di infatti allI-
stituto dArte ur-
binate, e le ripro-
duzioni di capo-
lavori rinasci-
mentali esposte
sono un tributo
alla citt che vi-
de lartista muovere i primi passi nel mondo
della pittura.
I paesaggi dello spirito di Salvatore Fiume si
palesano nel susseguirsi di dipinti, sculture,
bozzetti e materiale fotografico.
Il poliedrico artista ha realizzato opere che si
trovano in alcuni dei pi importanti musei del
mondo, quali i Musei Vaticani, il Moma di New
York, la galleria dArte Moderna di Milano.
Allinterno della mostra sar possibile assi-
stere alla visione del documentario autobio-
grafico sulla figura di Fiume e i suoi percorsi
creativi. Inoltre una sezione dellesposizione
sar dedicata alla presentazione di bozzetti e
materiali vari che costituiscono gli studi che
lartista ha effettuato per poi realizzare il ciclo
di dipinti delle
Ipotesi.
Fiume dipinse e
fu architetto. Ma
c una curiosit
sulla sua vita.
Sebbene inten-
desse affermarsi
come pittore, ot-
tenne il primo
successo con
unopera lette-
raria, Viva la
Gioconda.
Solo nel 1949
rinsald la sua
passione per il pennello con una mostra alla
Galleria Borromini a Milano. Poi lascesa.
Nel 1950 espose alla Biennale di Venezia, e
proprio quelle opere in mostra gli valsero la
copertina di Life. La visione del siciliano im-
pression molto i giornalisti statunitensi: le
pareti delle sale riunioni di Life e di Time por-
tano gli affreschi di Fiume.
La personalit di questo artista fu comunque
influenzata dagli studi urbinati, e ora seppur
tramite lopera torna nelle Marche.
GIUSEPPE FERRANTE
Servono
40 mila euro
per mettere
in sicurezza
il monumento
e aprirlo
al pubblico
I lavori
sono a carico
del Comune
la gestione
sar affidata
poi allAmi
Servizi
Ducato 8-9.qxp:ducatoultra def.qxd 20-02-2008 17:04 Pagina 8
9
CULTURA
Eravamo lombelico del mondo
Il 68, quarantanni fa: ricordi di una piccola rivoluzione culturale
Mancano gli artigiani:
addio o arrivederci?
Sempre meno giovani si avvicinano a queste professioni
ELISA ASSINI
A
rtigianato: addio o
arrivederci? Fale-
gnami, fabbri, sar-
te e calzolaii, per
citare sono alcuni
tra i mestieri pi
antichi e diffusi in passato,
sembrano piano piano scom-
parire dalla nostra societ. Col-
pa di nuove leggi, del lavoro che
non c, dei costi troppo alti
della manodopera e della poca
voglia dei giovani di sporcarsi
le mani e imparare un mestie-
re. Ma anche di un nuovo tipo
di societ che sembra aver per-
so di vista il valore della ma-
nualit.
Negli ultimi due decenni af-
ferma Francesco Ramella, pre-
sidente del corso di laurea in
sociologia allUniversit di Ur-
bino abbiamo assistito a una
svalorizzazione simbolica del
lavoro manuale e quindi anche
dellartigianato. Il fenomeno si
diffuso prevalentemente in
Toscana, Emilia, Marche, ma
anche in Veneto, dove questo
tipo di produzione era mag-
giormente diffusa. Mentre, ad
esempio, nel nord Italia, con la
presenza di grandi distretti in-
dustriali si pu parlare di svalo-
rizzazione di lavoro operaio. Il
risultato per non cambia. In
entrambi i casi si arrivati ad
un allontanamento dei giovani
da questo tipo di mestieri
continua Ramella perch si
tratta di lavori usuranti, che
non hanno orari e portano ad
inserirsi non solo nella vita in-
dividuale di chi li pratica, ma
A
bolite tutte le materie del Corso di
laurea in filosofia. Istituiti due filoni:
uno teorico, in cui si insegnava Marx,
e uno pratico in cui si faceva una specie di
rivoluzione culturale in piccolo, nelle
campagne, per creare una coscienza di
classe fra i contadini. stato anche questo
il 68 a Urbino.
Sono passati quarantanni da quel 15 feb-
braio: lassemblea dellaula VI aveva deci-
so per loccupazione delluniversit. Dal-
lautunno del 67 erano mesi che si discu-
teva sulla scuola italiana, sui contenuti
educativi, sulla situazione delle donne, sul
concetto di autorit, sui baroni e sulle lot-
te studentesche. Era giunto il momento di
passare allazione. Loccupazione del pa-
lazzo dei Montefeltro dur solo 3 giorni,
ma non si esaur l il 68 urbinate.
Il movimento era eterogeneo e andava
dagli universitari agli studenti delle scuole
superiori, dai marxisti ai riformisti fino ai
situazionisti e ai libertari, racconta Renzo
Savelli, attuale assessore allIstruzione
della Provincia. Ricordo che cera un radi-
cale che si rifiutava addirittura di parlare al
microfono perch lo considerava uno stru-
mento della tecnologia capitalista.
Anche il romanziere e poeta Umberto
Piersanti, leader dellala riformista della
sezione universitaria Ho Chi Minh del Pci,
ha partecipato alloccupazione: Non mi
ritengo n un pentito n un apologeta del
68, per occupare luniversit stata una
festa. Poi anche qui da noi a volte la situa-
zione degenerata: negli anni settanta,
qualcuno del movimento ha dato fuoco a
quattro fascisti che per fortuna si sono sal-
vati. Per, in generale, a Urbino il 68 non
stato violento. Ricordo, tuttavia, un episo-
dio di cui io stesso fui vittima: nel 70 pre-
sentavo un mio film (Let breve, n.d.r.) al-
la mostra del cinema di Pesaro. Il protago-
nista, in una riunione politica, sosteneva
che larte dovesse essere al di sopra della
lotta di classe. Per unaffermazione simile,
che ora condivisa da tutti, sono stato og-
getto di pesanti invettive.
Contro loccupazione era invece Gabriele
Limido, leader dei giovani universitari di
destra: Eravamo tutti figli di operai e la-
voratori per lo pi meridionali e non vole-
vamo che si interrompesse lattivit di-
dattica. Non potevamo permetterci di
perdere tempo. Rappresentavamo una
minoranza ma ci siamo sempre difesi be-
ne e i nostri avversari ci temevano e ci ri-
spettavano.
La citt ducale non ha avuto un ruolo mar-
ginale nella lotta studentesca italiana.
Urbino stata pi importante di quello
che si pensa sostiene Piersanti perch
non cerano al tempo tante universit nel
centro italia. Andavamo a promuovere le
contestazioni a Pescara, Arezzo e Rimini.
Andammo anche a San Benedetto, in oc-
casione di un convegno, e lottammo per-
ch gli studenti delle superiori potessero
partecipare ad assemblee e riunioni sen-
za i genitori. Pubblicammo anche un qua-
derno della rivista Ad libitum con ricer-
che e riflessioni legate alle istanze del 68.
Il ruolo centrale di Urbino confermato
anche da Giorgio Baratta, allora assistente
di filosofia teoretica: Ci sentivamo lom-
belico del mondo, soprattutto noi di filo-
sofia, perch dal nostro istituto era partita
tutta la rivolta. Per circa due anni, fino al
1970, siamo riusciti ad abolire le materie
nella nostra facolt e a creare un corso uni-
co, teorico e pratico, in cui giravamo nei
paesini vicini per portare luniversit nel
territorio e affrontare larretratezza del ce-
to contadino. Combattevamo lidea di Ur-
bino come piccola Oxford. Luniversit nel
sottosviluppo (cos lavevamo chiamata)
fu unesperienza autentica, anche se con
dei tratti senza dubbio mitologici.
Un sessantotto relativamente pacifico,
quello urbinate: nonostante qualche
scontro conclude Baratta - siamo stati fra
le poche universit in italia in cui il Rettore
ha dialogato con gli studenti e non ha fatto
intervenire la polizia.
Carlo Galante, fabbro, al lavoro nella sua officina
anche e soprattutto in quella
familiare. Provocano stress e
tensioni che molto spesso si ri-
percuotono nel contesto do-
mestico degli stessi individui e
nelle loro relazioni sociali.
per questo che sono le stesse
famiglie artigiane a spingere i
figli verso altre attivit, come lo
studio, considerate pi redditi-
zie. Ne sa qualcosa Carlo Ga-
lante, classe 1961, professione
fabbro. Tanto lavoro, ma nes-
suno disposto ad aiutarlo.
Non ci sono giovani che vo-
gliano avvicinarsi a questo me-
stiere. Perch pesante, ci si
sporca in continuazione e fa
freddo. Alcuni anni fa ho pro-
vato a insegnare a ragazzi che
frequentavano la scuola pro-
fessionale. Ma bastavano po-
che ore e gi dicevano di voler
tornare a casa perch non reg-
gevano la fatica. Non parliamo
poi dei costi. Per poter tenere
un apprendista in bottega
prosegue Carlo dovrei addi-
rittura frequentare dei corsi di
specializzazione, per lantin-
fortunistica. Sarebbero quindi
cos tante le spese che poi non
riuscirei quasi a pagarli, questi
giovani.
Antonio Venerucci, invece, la
sua vita lha dedicata al legno.
Ho iniziato il mestiere di fale-
gname nel 1959. Mi ha insegna-
to mio padre. E anche ora che
sono in pensione da quattro,
cinque anni continuo a svolge-
re il mestiere per passione. Ma
anche lui ben consapevole
che manca un reale ricambio
generazionale. I costi sono di-
ventati davvero troppo alti.
impossibile riuscire a reggere
la concorrenza di imprese spe-
cializzate del settore che pro-
ducono in serie. E anche spo-
standosi in un settore tipica-
mente femminile, quello della
sarta, si scopre che i problemi
sono gli stessi. Anna Cangiotti
ha 69 anni e cuce da quando ne
aveva appena 12. Pi che altro
per la famiglia, precisiamolo.
Per so benissimo che questo
lavoro non garantisce un gua-
dagno sicuro. Anche 5 euro per
un orlo sembrano eccessive.
Quindi, perch le ragazze do-
vrebbero andare ad imparare
per molti anni, come ho fatto
io, gratis, e poi non avere entra-
te sicure?. La pensa cos anche
Giacomo Bronchini, 70 anni,
professione calzolaio. Faccio
questo mestiere da quando
avevo 13 anni e continuo anco-
ra oggi per passione. Ma ai gio-
vani non conviene iniziare.
Dovrebbero mettere in conto
anni di sacrifici senza alcun
guadagno. Solo chi gi sa fare
pu vivere discretamente e ot-
tenere buoni guadagni. Un ve-
ro peccato perch un mestie-
re bellissimo che garantisce
grandi soddisfazioni.
Non tutto per sembra perdu-
to: Se da un lato i giovani si al-
lontanano da questi mestieri, -
precisa il professor Ramella -
dallaltro si assiste ad una rein-
terpretazione di questi lavori
in maniera creativa. Chi ha vo-
glia di svolgere una professio-
ne autonoma, indipendente,
tende ad avvicinarsi a queste
professioni.
Il muro
di cinta
della
Fortezza e
sotto
il particolare
del portone
chiuso
da dieci
anni
In basso
a sinistra
Incontro
al vertice
di Salvatore
Fiume
MAURIZIO MOLINARI
Ducato 8-9.qxp:ducatoultra def.qxd 20-02-2008 17:05 Pagina 9
il Ducato
10
car
te
llo
ne
Cinema
30 GIORNI DI BUIO
Cinema Nuova Luce
feriali 21.15,
festivi 17.15/21.15
fino al 27 febbraio
Ogni anno,
quando l'o-
scurit avvol-
ge per un
mese la citt
di Barrow, in
Alaska, gli abitanti devono
combattere contro insazia-
bili vampiri assetati di san-
gue che seminano morte e
distruzione.
SWEENEY TODD
Cinema Ducale, sala 1
feriali 20.00/22.00
festivi 16.00/18.00/20.00
22.00
fino al 28 febbraio
Il barbiere
Sweeney Todd
ovvero
Benjamin
Barker torna
a Londra
dopo essere stato ingiusta-
mente imprigionato. Sotto la
sua vecchia bottega ha
aperto un negozio di pastic-
ci di carne Mrs. Lovett,
segretamente innamorata
di lui. Todd ha un unico pen-
siero: vendicarsi del giudice
Turpin, che ha sentenziato
la sua condanna di reclu-
sione.
PARLAMI DAMORE
Cinema Ducale, sala 2
feriali 20.30/22.30
festivi
16/18/20/22.30
fino al 27 febbraio
Dall'omonimo
libro di Silvio
Muccino e
Carla
Vangelista, il
film racconta
la storia di una diciottenne
che affronta un viaggio
nella spiritualit e nella
sessualit. Sasha e Nicole
sono due ragazzi che si
riconoscono subito ma che
devono compiere tutto il
tragitto che la vita ha idea-
to per ognuno di loro prima
di accettare i propri senti-
menti, di incontrarsi alla
pari, di avere il coraggio di
specchiarsi nell'altro.
Prima di arrendersi.
U
no spettacolo
atipico, dove mu-
sica e cabaret si
mischiano, dan-
do vita a uno
show che una
sorta di work in progress. E
tempo di miracoli e canzoni, il
nuovo spettacolo teatrale con
Alessandro Haber e Rocco Papa-
leo arriva al Sanzio di Urbino. Il
Ducato ne ha parlato con Haber,
felice di tornare nelle Marche e
in particolare nella citt ducale
che ricorda per i tanti giovani, la
bellezza del centro storico e il vi-
no dal sapore unico.
Possiamo definire Etempo di
miracoli e canzoni uno spetta-
colo atipico?
S, possiamo dire che si tratta di
uno spettacolo fuori dai canoni. Il
motivo principale che io e Rocco
Papaleo abbiamo due personalit
diverse, ognuno con la propria
storia. Entrambi per abbiamo, in
qualche modo, toccato le stesse
cose: nel teatro, nel cinema, con la
musica; insomma abbiamo fatto
lo stesso percorso. Poi, fra laltro,
siamo anche molto amici.
Com stato tornare a lavorare
con Giovanni Veronesi (regista
dello spettacolo)?
Anche con Giovanni sono molto
amico: in passato ho lavorato pa-
recchio con lui. Abbiamo fatto mol-
ti film insieme, posso citare Per
amore solo per amore. Quindi c
molta complicit, c sintonia. For-
se questo il motivo di tanto suc-
cesso per questo spettacolo: si trat-
ta di un work in progress dove io e
Rocco Papaleo ci giochiamo le car-
te della musica. Insomma, per tor-
nare alla sua prima domanda: s,
uno spettacolo atipico giocato mol-
to sulla complicit e sull'ironia.
Haber, dove si trova in questo
momento?
Linedito ruolo
di due cantattori
Lo spettacolo si apre con uno schermo gigante
che mostra Haber e Papaleo mentre si prendo-
no a schiaffi: un omaggio al mondo del cinema
dal quale provengono, ma anche una metafora
di quello che avverr nel corso dello show. I due
cantattori, infatti, si rincorrono e si prendono in
giro mostrando complicit e affinit collaudate.
Colonna portante dello spettacolo una band di
cinque musicisti che accompagna le performan-
ce vocali della coppia, alle prese con classici di
grandi autori della canzone italiana (Cocciante,
Conte, Fossati, De Gregori) e inedite composi-
zioni cariche di ironia e dissacrante comicit.
LA SCHEDA DELLO SHOW
A Napoli: stasera siamo di scena
al teatro Diana. Pensi che ieri un
signore per strada mi ha fermato
e mi ha detto: Si nartista esag-
gerato. Un artista esagerato:
qua a Napoli hanno delle espres-
sioni incredibili.
Lo spettacolo si apre con uno
schermo gigante che mostra lei
e Rocco Papaleo mentre vi
prendete a schiaffi. Qual il si-
gnificato di questa prima scena
e come si sviluppa lo show?
S, quello un pezzo estrapolato
dal film di Pieraccioni Il paradiso
allimprovviso. E una scena mol-
to forte che possiamo definire co-
me un gioco. Devo dire che lo spet-
tacolo molto divertente, poi ci so-
no dei sottotesti che parlano della
famiglia, delle donne...
E la musica? Lorchestra vi ac-
compagna per tutto lo show.
Ci sono cinque musicisti molto
bravi. Io canto alcuni pezzi: tutti
fatti, naturalmente, a modo mio.
Ho avuto un riscontro di pubblico
incredibile. Non lo dico da solo che
cho una voce curiosa: molti critici
hanno detto che ci sono tanti altri
cantanti che invidierebbero il mio
modo di cantare. Non so che farci:
io canto in maniera molto passio-
nale, molto istintiva. una cosa
che ho nel Dna.
Possiamo dire che la musica la
sua vera passione?
La mia passione dare emozio-
ni, sia con il cinema, sia con il
teatro. Da qualche anno anche
con la musica. Il mio sogno
quello di fare un concerto da so-
lo come interprete, magari a tea-
tro. Solo musica: prima o poi ca-
piter. Sto preparando un altro
disco di cover riproposte a modo
mio. Non so ancora come sar il
titolo ma vorremmo inciderlo
da aprile.
Lo spettacolo arriva a Urbino.Che
rapporto ha con la citt ducale?
Urbino una delle pi belle citt
dItalia. Vengo spesso nelle Mar-
che: una regione fantastica dove
vado a mangiare e dove si trova-
no vini incredibili. Infatti a volte
vengo l e me li porto a Roma. Ur-
bino un gioiellino: citt univer-
sitaria, ci vengo spesso e volen-
tieri, peccato che rester soltan-
to un giorno.
Rimarr a Urbino soltanto il 26
febbraio, data dello spettacolo?
Eh, s. Non che posso rimane-
re: la tourne continua. Potrei
perdere la testa per una di Urbi-
no e rimanere.
Qualche altro progetto in can-
tiere?
Ho fatto qualche film: uno con
Rocco Papaleo, si intitola La-
more non basta. Un altro invece
unopera prima, si chiama
Quellestate ed di Guendali-
na Zampagni. Poi ho dei proget-
ti, tutte cose interessanti ma non
ho ancora firmato niente. A pro-
posito di teatro posso annuncia-
re il mio ritorno al classico: far
Platonov, opera di Anton Ce-
chov. Magari torner ad Urbino,
per due o tre giorni questa volta.
GIAMMARCO SICURO
I miracoli intonati
di Haber e Papaleo
I due attori di scena il 26 febbraio al Sanzio
Debutto teatrale per Giovanni Veronesi. Sua la regia dello show
La locandina dello spettacolo
Ducato 10-11.qxp:ducatoultra def.qxd 20-02-2008 17:05 Pagina 10
11
SPETTACOLI
Teatro
TERZO FESTIVAL
INTERNAZIONALE DELLA
TRISTEZZA
San Costanzo (Pu)
Teatro della Concordia
22 e 23 febbraio
Corsi di flauto, tecniche di
meditazione, balli di gruppo.
Luomo di oggi le tenta tutte
per sfuggire allangoscia che
lattanaglia. I comici del San
Costanzo Show, consapevoli
della gravit del problema,
dedicano alla Tristezza un
intero festival, per affronta-
re la questione per sempre.
LE INTELLETTUALI
DI MOLIRE
Urbania
Teatro Bramante
29 febbraio ore 16.30
Tutto inizia
dalle nozze di
Enrichetta,
membro di
una strampa-
lata famiglia
nobile seicentesca, dove
dominano le ipocrisie di
ciascun componente e la
pedanteria del sapere acca-
demico e tradizionale, fatto
solo di forma.
Convegni
ANCHE I GENI
HANNO COMINCIATO
DA PICCOLI
Conferenza su Donato
Bramante, Fermignano,
Sala del Consiglio
Comunale, 22 febbraio
15.00, 23 febbraio 10.00
Presieduta da due massimi
esperti bramantologi: il
Prof. Arnaldo Bruschi ed il
Prof. Christoph Luitpold
Frommel, entrambi docenti
all'Universit "La
Sapienza"di Roma. In facol-
t di moderatore, ci sar
un illustre rappresentante
della Soprintendenza di
Urbino. L'obiettivo principa-
le mostrare le doti artisti-
che e architettoniche del
Bramante, simbolo di un
intelletto acuto e rigoroso.
Sar anche l'occasione per
aprire nuovi percorsi di
riflessione sulla sua figura.
Eventi
APERITIVO
RADIOSONICO
Urbino, Circolo Acli
1 marzo, dalle 18.30
Ripartono gli aperitivi radio-
fonici di Radio Urca, la web
radio degli studenti di
Urbino. In programma musi-
ca e arte. Tre gruppi
(Keine, Nootropil, ed
Electronic Sheep), due dj
(VIC e Vommy Tee, del col-
lettivo Mukakke), expo dar-
te (con i lavori prodotti
durante i laboratori Acli),
videoproiezioni e digital art.
Tutta la serata sar tra-
smessa in diretta sul web,
grazie alla collaborazione
dell UWIC. Per ascoltarla
baster andare sul sito di
Radio Urca, www.radio-cam-
pus.it
Rocco Papaleo
e Alessandro
Haber in una
scena di
tempo di
miracoli
e canzoni
In basso
la band
dei Marlene
Kuntz
Chiara, la popstar
che incanta Praga
Presto lalbum della cantautrice di Cagli
N
ella Repubblica
Ceca e in Slovac-
chia una star. A
Cagli, dove vive
con mamma e
pap, Chi ara
Grilli, classe 1979 una mae-
stra elementare. Due lauree,
una in Scienze dellEducazio-
ne e una in Scienze della For-
mazione primaria ad Urbino e
un album che
sta per uscire nei
paesi dellest.
Tra marzo e
aprile prossimi
il mio disco In-
namorata di chi
sbarcher nella
Repubblica Ce-
ca e in Slovac-
chia spiega, fe-
lice per questo
momento di ce-
lebrit. Una car-
riera iniziata da
tempo la sua:
Sono una can-
tautrice da sem-
pre. Ha iniziato
a cantare nel co-
ro parrocchiale
e a suonare chi-
tarra e pianofor-
te da bambina,
anche se la vera
e propria consa-
crazione davan-
ti ad un pubbli-
co avvenuta a
15 anni. E non
la prima, nella
sua famiglia, ad avere un fee-
ling particolare con la musica:
Mio nonno suonava nella
banda militare e durante la
guerra, questa sua passione, gli
ha consentito di salvare la pel-
le. Come mai il successo arri-
vato proprio nei paesi dellest?
Nel 2003 ho scoperto per caso
che un produttore ceco, Mi-
chael David stava cercando
una cantante per un progetto:
un disco pop dance in lingua
italiana distribuito dalla Sony
music. Ho mandato un video
clip con una mia canzone che si
chiama Voglia di cambiare e le
cose sono cambiate davvero,
perch sono stata scelta per
realizzare il progetto.
KATIA ANCONA
Damichi, questo il nome del-
lalbum che prende spunto
dalle iniziali dei cantanti, si
guadagnato da subito i primi
posti in classifica superando le
cento mila copie vendute. Al
primo album ne sono seguiti
altri: Damichi 2, 3, 4 e Dami-
chi the best complessivamen-
te cinque dischi che hanno ri-
cevuto il riconoscimento di al-
trettanti dischi
di platino. Gli
album raccolgo-
no una serie di
cover come Non
voglio mica la
luna di Fiordali-
so oppure
Mamma Maria
dei Ricchi e Po-
veri, reinterpre-
tate in chiave
dance.
Ora, per, Chia-
ra punta ad una
carriera da soli-
sta: Sto regi-
strando il mio
di sco, undi ci
canzoni scritte
da me lo scorso
anno, uscir pri-
ma nei luoghi i
cui sono diven-
tata famosa an-
che se in Italia
che vorrei can-
tare. Nel 2005
stata seleziona-
ta tra le 12 nuove
proposte del Fe-
stival Show di Castelfranco Ve-
neto. Mi ritengo fortunata di
quanto ottenuto ma nel mio
Paese, dove tutti potrebbero
capire i testi, che vorrei canta-
re, mi sto organizzando ma per
il momento non ho progetti
precisi. Cosa amano di lei nel-
la Repubblica Ceca? Credo si
innamorino del personaggio,
ricevo spesso e-mail di stima.
Intanto Chiara spera, con In-
namorata di chi, di potersi de-
dicare anima e corpo a questo
lavoro: Fare la maestra mi pia-
ce dice ma vorrei vivere del-
la mia voce, fino a questo mo-
mento la musica mi ha dato fa-
ma ma non soldi, questo disco
la mia scommessa.
Tour teatrale per i Marlene
La rock band di Cuneo presenta lultimo album
A
Cagli lanteprima di uno
degli eventi musicali del-
lanno. Il tour Uno, dal-
lomonimo disco dei Marlene
Kuntz, verr presentato da Cri-
stiano Godano e i suoi il 29 feb-
braio nel teatro comunale del-
la citt marchigiana. Uno sce-
nario intimo e senzaltro adat-
to alle note di questo album
con il quale la band di Cuneo ha
sicuramente imposto una vira-
ta allo stile artistico dei Marle-
ne.
Poco spazio allora alle sonorit
rock-noise questa volta. Per
quanto riguarda Uno la cosa
che ha colpito i fan stata la
svolta cantautoriale delle trac-
ce proposte, che per il tour tea-
trale verranno ancora pi
smussate. Il settimo lavoro di
uno dei gruppi pi influenti de-
gli ultimi anni si ascolta da se-
duti quindi. I Marlene Kuntz
non hanno bisogno di grandi
presentazioni. Fin dallormai
lontano 1994, anno di pubbli-
cazione del primo album, Ca-
tartica, i sonici Marlene rag-
giunsero una popolarit, so-
prattutto nelle giovani genera-
zioni, definibile come mitica.
A quattordici anni di distanza
la band di Godano si fatta pi
pacata, quello di Cagli un cer-
tamente un concerto da non
perdere. (g.fe)
Chiara Grilli
Ducato 10-11.qxp:ducatoultra def.qxd 20-02-2008 17:05 Pagina 11
il Ducato
12
Vendere i collegi per ripartire
In unintervista al Ducato, il Rettore Bogliolo parla di risultati e difficolt
Il bilancio in salute, ma i soldi della statalizzazione non bastano e impongono regole rigide sulle assunzioni
Uncorto di cinegrafica
I
nnovare, riformare, co-
struire. Ma con un occhio
sempre attento ai conti.
Il Rettore delluniversit
di Urbino, Giovanni Bo-
gliolo fa il punto della si-
tuazione e analizza le prospet-
tive per il nuovo anno in un in-
contro con gli studenti della
scuola di giornalismo.
Lateneo programma il suo fu-
turo razionalizzando lofferta
formativa ed elaborando un
nuovo statuto, ma non ha pos-
sibilit di fare nuove assunzio-
ni. Motivo: le rigide regole del
finanziamento ottenuto con la
statalizzazione, che ci per-
mettono di utilizzare solo il
35% delle risorse liberate dal
turn over spiega il Rettore
per cui ogni dipendente che va
in pensione non libera un po-
sto, ma solo un terzo di un po-
sto.
In pi, i soldi della statalizza-
zi one hanno
permesso alla-
teneo di tirare il
fiato, ma non
hanno cer t a-
mente consenti-
to di ripianare i
debiti contratti
molti anni fa da
Carlo Bo. Quella
unaltra storia,
che sembra ave-
re una sola solu-
zione: prima la
vendita del col-
legio Tridente e
poi, forse, la cessione di tutte le
altre residenze universitarie.
La parte corrente del nostro
bilancio pienamente in salu-
te, ma con la vendita del Tri-
dente riusciremmo a sistemare
quasi totalmente il mutuo con-
tratto negli anni passati, to-
gliendoci di dosso una pesante
zavorra, assicura il Rettore. Un
intento noto gi da diverso
tempo, a cui seguita una trat-
tativa interminabile, ricca di
dichiarazioni ma con pochi
fatti concreti.
I collegi. Il valore del Tridente,
le diverse stime fatte nel corso
del tempo, le dichiarazioni ai
giornali di Giancarlo Sacchi,
presidente del-
lErsu. Nessuno
di questi punti
ha la priorit per
il Rettore Boglio-
lo. Prima biso-
gna preci sare
quali sono gli in-
terlocutori auto-
rizzati a fare del-
le offerte: Luni-
versit, che un
ente autonomo,
ha preso la deci-
sione di vendere
una sua proprie-
t alla Regione Marche, che
un altro ente autonomo chia-
risce il Rettore - ora lErsu ri-
vendica la capacit di acqui-
starla in proprio. Mi va tutto
bene, ma si tratta della volont
di un organo strumentale,
quindi la prender in conside-
razione solo quando la Regione
metter un timbro a questa of-
ferta. Nessun riconoscimento
dunque per lente diretto da
Sacchi, che da pi di anno non
solo vuole acquistare il Triden-
te ma anche riaggiustare allin-
gi il prezzo di vendita. I termi-
ni della contrattazione sono
ormai ben noti: lErsu ha elabo-
rato una stima (pari a 12 milio-
ni di euro) che terrebbe conto
dei lavori di ristrutturazione, a
cui luniversit ha sempre ri-
sposto picche. La nostra valu-
tazione, 23 milioni di euro,
stata fatta regolarmente dalla-
genzia del Territorio e tiene gi
conto di tutti i lavori di adegua-
mento alle nuove normative
risponde Bogliolo ora noi ab-
biamo chiesto allAgenzia di
fare una nuova stima che tenga
conto del degrado subito a par-
tire dal 2001, ma anche dellin-
cremento del valore degli im-
mobili e sono certo che sar
poco pi bassa della cifra che
gi abbiamo. Una volta otte-
nuto il nuovo prezzo, che do-
vrebbe arrivare
tra una decina di
giorni, luniver-
sit si adoperer
per concludere
la vendita entro
giugno pur non
avendo ancora
un compratore
certo. A quel
punto per gli stu-
denti cambier
qualcosa? Asso-
lutamente nulla
assicura Boglio-
lo.
Poi cominceranno subito nuo-
ve trattative per la cessione de-
gli altri collegi? Non dato sa-
perlo. Certo, liberarsi di unin-
tera propriet che non rispec-
chia pi gli obiettivi delluni-
versit, permetterebbe final-
mente di chiudere con le
magagne del passato, per inve-
stire su tutte le opere che sono
bloccate da anni: la costruzio-
ne di nuovi laboratori, lade-
guamento dellex carcere (che
lateneo ha in comodato gra-
tuito da anni). Tutte congettu-
re al momento. Il presidente
Sacchi ha fatto alcune propo-
ste di acquisto di tutti i collegi,
che per io ho letto solo sui
giornali dice
Bogliolo mi pa-
re tutto ancora
abbastanza fan-
tasioso al mo-
mento, ma se ne
pu discutere.
Urbino ha biso-
gno di nuovi col-
legi? Un tasto
delicato, certo.
Una questione
che si dipana da
anni, come mol-
te altre di questa
citt. Recupera-
re il centro storico lasciando
agli studenti la campagna di
Cavallino o di Biancalana o an-
cora di Montesoffio e Torre S.
Tommaso. E in questo caso il
rettore non nasconde il suo
scetticismo: E un progetto gi
lanciato, probabilmente inar-
restabile, che ha avuto un pri-
mo finanziamento, ma servo-
no altre risorse per metterlo in
piedi. Io comunque rimango
scettico soprattutto per la col-
locazione e del resto non mi
sento coinvolto perch sono
nella condizione in cui devo
estinguere dei mutui e non far-
ne degli altri. Voglio chiudere il
mio mandato nel 2009 lascian-
do il bilancio in buone condi-
zioni, una volta per tutte.
Un nuovo manifesto di studi.
Dopo due riforme degli studi
che hanno avuto leffetto di di-
latare e poi restringere lofferta
formativa di molti atenei ita-
liani, luniversit cerca la sua
via per ammodernare gli indi-
rizzi di studio e attrarre nuovi
studenti. Cos, dopo lapprova-
zione del Cun il comitato na-
zionale universitario gi ad
aprile potrebbe essere pronta
una bozza del nuovo manifesto
di studi: Abbiamo razionaliz-
zato lofferta senza rinunciare
a nessuno degli indirizzi in cui
credevamo sottolinea il Ret-
tore ma abbiamo dovuto fare
qualche sacrificio, come ad
esempio il corso di psicologia
del lavoro che andr ad esauri-
mento. Anche se aveva circa
200 iscritti allanno non pote-
vamo pi garantirgli il numero
di professori necessari.
Con la statalizzazione poi, si
resa necessaria anche una mo-
difica dello statuto: una rifor-
ma dei meccanismi di elezione
del Rettore, della composizio-
ne dei consigli di facolt, del
senato accademico e del consi-
glio di amministrazione. Una
bozza al vaglio del consiglio
di amministrazione.
La sinergia con la citt. Da tre
anni circa ho creato un tavolo
con i rappresentanti di tutti gli
enti e le associazioni interes-
sati o coinvolti nelle politiche
delluniversit. Un mezzo per
dialogare, in una citt che ne-
gli anni non ancora riuscita a
creare una rete reale di colla-
borazione tra le diverse istan-
ze, per muoversi come ununi-
ca entit. Si tratta per di un
foro che riguarda esclusiva-
mente i problemi dellateneo.
Eppure il sindaco Franco Cor-
bucci vede nelluniversit un
punto di riferimento per lo svi-
luppo e la promozione di tutto
il centro storico attraverso
corsi di qualit e di alta forma-
zione. Per un ruolo del genere
un tavolo sullateneo non pu
bastare: Siamo gi impegnati
nellalta formazione rispon-
de Giovanni Bogliolo se ci so-
no altri progetti in cui la citt
sente che possiamo essere co-
involti, allora aspettiamo solo
di essere chiamati.
C
osa succede quando cinema e grafica si
fondono? Cristian Guerreschi lha spe-
rimentato con Type (e) motion, il cor-
tometraggio che presenter, in questi giorni,
come lavoro finale dei suoi studi allIsia, lI-
stituto superiore per le in-
dustrie artistiche di Urbi-
no.
Undici minuti in cui rac-
conta la storia di una ragaz-
za dalla vita molto norma-
le, di cui solo alla fine si
scopre il nome. La giovane,
protagonista del corto,
circondata da unatmosfe-
ra malinconica e intorno a
lei parlano e si muovono le
altre persone. La comuni-
cazione per fredda e di-
stante. Per esprimerla so-
no state utilizzate solo le parole scritte. Le
strade e i portici di Bologna fanno da sfondo.
Tutto in bianco e nero.
Ho provato a togliere la voce al cinema spie-
ga Cristian e con la grafica ho dato espres-
sione ai dialoghi. Nulla a che vedere, per,
con i film muti. Nelle pellicole di Griffith o di
Ejzenstein dei primi decenni del 900, la voce
sostituita da cartelloni di testo tra una sce-
na e laltra, ben separati dalle immagini. Nel
corto di Cristian le frasi scritte sono parte in-
tegrante del video, prendono forma e si muo-
vono in esso. Negli esterni, per strada ad
esempio, le parole si sovrappongono, crean-
do rumore indistinto. In una scena in cui la
protagonista viene travolta da una telefona-
ta inattesa, invece, le frasi escono dal ricevi-
tore, circondandola e muovendosi per la
stanza, fino a quando lei pone fine alla confu-
si one, chi edendo CO-
ME?(scritto grande e
maiuscolo). Tutti parlano
in Helvetica, lo stile di
Word piatto e uniforme,
scelto per sottolineare
comportamenti un po
standardizzati e la distan-
za tra la ragazza e il mondo
che le sta attorno. Lunico a
distinguersi un graffita-
ro. Solo lui sapr compor-
tarsi con lei in modo au-
tentico e parler con sim-
boli fuori dalla norma, con
una calligrafia sua.
Type (e) motion, spiega Cristian, a met tra
il videoclip musicale e il cortometraggio. Ha
il ritmo del corto, ma senza le voci e come il
videoclip, accompagnato dallinizio alla fi-
ne, da una musica di sottofondo. Le note
esprimono sensazioni. La colonna sonora
stata scelta fra la musica di due dj bolognesi,
Panum e Antani ed composta da musica
elettronica Per la sua ripetitivit si presta be-
ne ad essere spezzettata nel montaggio.
Valuter
le proposte
dellErsu
sul Tridente
solo quando
le approver
la Regione
CHIARA ROMANELLO
Tesi di laurea. Il lavoro di Cristian Guerreschi
Nuovi collegi?
Non siamo
coinvolti
e io rimango
scettico
anche sulla
collocazione
Il Rettore
della
Carlo Bo
Giovanni
Bogliolo
ELISA STRAINI
Cristian Guerreschi
ducato 12-13.qxp:ducatoultra def.qxd 20-02-2008 17:05 Pagina 12
13
UNIVERSIT
Pi matricole, meno studenti
Secondo i dati provvisori, i nuovi ingressi sono cresciuti del 6,11 per cento
Il Rettore: Il calo del numero degli iscritti dovuto agli effetti della riforma universitaria. Aumentano i laureati
A
umentano le im-
matricolazioni ma
calano gli studen-
ti. I primi dati, non
ancora definitivi,
sulla popolazione
studentesca dellateneo urbi-
nate nellanno accademico
2007/2008 sono solo in appa-
renza contrastanti.
Continua il calo degli iscritti
(-1,39%) alluniversit, che in
sei anni ha perso oltre seimila
unit, ma questanno la spie-
gazione potrebbe essere vir-
tuosa: gli stu-
denti sono di
meno perch i
laureati sono di
pi. La causa
da cercare nella
riforma univer-
sitaria che, co-
me spi ega l o
stesso rettore
Gi ovanni Bo-
gliolo, riducen-
do la durata del
corso di laurea a
tre anni, ha por-
tato a un consi-
stente aumento delle lauree. Il
numero totale degli iscritti
passa quindi dai 16.515 del-
lanno scorso (dati definitivi
del 31 luglio 2007), ai 16.286 di
quest anno ( r i l evazi one
dell11 febbraio 2008). Il calo
quindi dell1,39 %. Un dato
commenta Bogliolo - poco ri-
levante perch, mentre gli stu-
denti in corso hanno delle sca-
denze precise per pagare le tas-
se entro dicembre, i fuori corso
tendono a farlo allultimo mi-
nuto, quando hanno un esame
pronto e decidono di darlo. Se-
condo il rettore, gli iscritti po-
trebbero quindi ancora au-
mentare nei prossimi mesi e i
dati definitivi, che sarranno re-
si noti solo a luglio, potrebbero
essere leggermente diversi.
Conseguenza dellintroduzio-
ne delle lauree triennali an-
che il lieve aumento degli stu-
denti in corso, cresciuti dello
0,4%. Un dato importante -
spiega Bogliolo - perch Urbi-
no ha sempre
avuto un alto nu-
mero di studenti
fuori corso ri-
spetto alle altre
universit, ma
ora la situazione
sta cambiando.
Ce ne sono anco-
ra 6.000, sempre
tanti, ma non
t ant i ssi mi r i -
spetto alla me-
dia nazionale.
La riforma uni-
versitaria non
spiega invece laumento delle
immatricolazioni. Per il secon-
do anno consecutivo dal 2003
le matricole sono cresciute.
Quest anno sono 2. 325
(+6,11%), mentre lanno scorso
erano 2.191. In generale sono
aumentati del 5,75% anche i
nuovi ingressi (persone che
non vengono direttamente
dalla maturit e che possono
aver chiesto il trasferimento da
altri atenei).
I dati sui nuovi iscritti alle lau-
ree triennali variano ampia-
mente da facolt a facolt.
Trend positivo per le immatri-
colazioni a Economia, Farma-
cia, Lettere e Filosofia, Lingue e
Letterature Straniere, Scienze
e tecnologie e soprattutto a
Scienze della Formazione, con
126 matricole in pi rispetto al
2006/2007. Perdono attrattiva
invece la facolt di Scienze Po-
litiche, di Scienze motorie e
quella di Sociologia.
Andamento positivo anche per
le lauree specialistiche. Tra
iscritti e preiscritti, laumento
del 10,85%: questanno i nuo-
vi iscritti sono 1.052, contro i
949 dellanno precedente.
I dati resi noti dallUniversit
non mettono per in evidenza
gli andamenti dei singoli corsi.
Per avere qualche informazio-
ne in pi bisogna cercare nel si-
to del Miur, il ministero dellU-
niversit e della Ricerca. Nel-
lanno accademico 2006/2007,
alcuni corsi delluniversit di
Urbino avevano pochissimi
iscritti. La laurea specialistica
in Filologia e tradizione classi-
ca, ad esempio, aveva solo sei
iscritti, e questanno non sem-
bra andare meglio. Ma il corso
non chiuder.
I numeri della Carlo Bo
Economia
Farmacia
212
201
172
189
119
---
98
---
1.387
1.289
Giurisprudenza
Lettere e filosofia
204
121
223
103
39
98
33
98
1.743
1.059
Lingue e letterature straniere
Scienze della formazione
239
550
218
424
30
159
20
170
1.200
3.675
Scienze e tecnologie
Scienze motorie
160
242
125
270
211
164
195
138
1.294
1.435
Scienze politiche
Sociologia
43
260
57
304
40
192
22
175
452
2.307
Corsi interfacolt
Totale
93
2.325
106
2.191
---
1.052
---
949
445
16.286
Facolt
Immatricolazioni
triennali *
2008 2007
Iscritti
specialistiche *
2008 2007
Iscritti
totali *
2008 2007
La banca dati
sulla fauna
Sar la facolt di Scienze e tecnologie
dellUniversit Carlo Bo a svolgere il
censimento del patrimonio faunistico
della regione Marche, uno dei pi ricchi
e differenziati dItalia. Lo studio, com-
missionato dallUpi, lUnione delle
Province italiane, dalla Provincia di
Pesaro e Urbino e dagli altri soggetti
coinvolti nel progetto, prevede la creazio-
ne di una banca dati che sar consegna-
ta alla Regione entro la fine di maggio.
La facolt di Scienze e tecnologie colla-
borer con lOsservatorio faunistico
regionale. (a.d.)
SCIENZE E TECNOLOGIE
Riapre il bar
del campus
Il campus universitario della Sogesta ha
di nuovo il suo bar. Lesercizio era stato
chiuso alcuni giorni fa, quando la ditta di
gestione, la Saar, aveva ricevuto
dallErsu la revoca della licenza. La Saar
non aveva mai rispettato gli orari previsti
dal bando e di recente aveva creato pro-
blemi, soprattutto perch non pagava gli
stipendi. LErsu ricorsa a un piano de-
mergenza e gestir il bar per un breve
periodo, pur di non interrompere un ser-
vizio prezioso per gli studenti della
Sogesta. Entro giugno verr indetto il
nuovo bando. (a.d.)
SOGESTA
ELISA ANZOLIN
* I dati del 2008
sono aggiornati all11
febbraio e non conteg-
giano la totalit degli
studenti fuoricorso che
potranno regolarizzare
liscrizione anche pi
tardi
I dati del 2007 sono
definitivi e aggiornati
al 31 luglio
Gli iscritti totali indica-
no la somma degli
studenti dei tre anni
della laurea triennale
e dei due anni della
specialistica
Fonte: Rettorato
dellUniversit
Carlo Bo
1.403
1.245
1.896
1.090
1.233
3.541
1.220
1.389
561
2.462
475
16.515
Gli studenti
fuori corso
sono pi di
seimila
Un numero
in calo ma
ancora alto
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il Ducato
14
Cronoducale, pronti a partire
Definito il percorso nel centro storico. Larrivo davanti agli scalini del Duomo
Gli organizzatori: dopo la tappa del Giro puntiamo sul ciclo-turismo. Colbordolo-Urbino strada delle bici
L
a strada che da Col-
bordolo porta a Ur-
bino diventer una
pista ciclabile.
questa lidea del pre-
sidente della Provin-
cia Palmiro Ucchielli e degli or-
ganizzatori locali della tappa
del Giro dItalia. Lobiettivo
chiaro: sfruttare la popolarit
che Urbino guadagner con la
tappa del Giro dItalia del 20
maggio per fare della provincia
una meta per i ciclo-turisti.
Gi adesso molti appassiona-
ti e sportivi vengono a Urbino
per affrontare quella che noi
chiamiamo la strada dei Duchi
- dice Gianfranco Fedrigucci,
presidente della commissione
sport del Comune e dopo che
gli occhi di tutto il mondo sa-
ranno puntati sulla nostra citt
con la cronometro Pesaro-Ur-
bino del 20 maggio, ci auguria-
mo che i ciclo-turisti aumenti-
no. Un binomio, quello tra la
citt e la bicicletta che, dalla
prima edizione della Stradu-
cale del 2000 (la gara ciclistica
della citt), cresciuto negli
anni e ha raggiunto il top que-
stanno con la cronometro del
giro dItalia.
Proprio in questi giorni si stan-
no definendo i dettagli orga-
nizzativi e logistici dellappun-
tamento che metter la citt
sotto i riflettori il 19 e il 20 mag-
gio. A partire dal percorso nel
centro storico. Il traguardo sa-
r davanti alla scalinata del
duomo. I ciclisti arriveranno
da Piazza Mercatale, dove sar
allestito il villaggio sponsor, sa-
liranno per via Mazzini per poi
girare in Piazza della Repubbli-
ca per lo scatto finale. Non an-
cora definito invece il percorso
completo della gara, che parti-
r da Pesaro. Rispetto a quello
anticipato nel Ducato di di-
cembre, ci saranno alcune va-
riazioni, ma non si sa ancora
quali. Una cosa certa co-
munque - dice Fedrigucci vo-
gliamo dare spazio alle localit
di maggior interesse artistico
nella nostra provincia. La visi-
bilit garantita dalla cronome-
tro unoccasione irripetibile
per far conoscere a giornalisti e
media di tutto il mondo la ric-
chezza culturale della nostra
provincia.
Definitiva poi la scelta della se-
de del quartiere tappa. Gli uffi-
ci dello staff del giro e la sala
stampa saranno al Collegio
Raffaello. Qui 17 sale saranno
allestite per loccasione. Vor-
remmo coinvolgere aziende
della zona per questo lavoro. In
questo modo il Comune po-
trebbe risparmiare e lazienda
avrebbe una buona pubblici-
t spiega il presidente della
commissione sport. E poi la ce-
na di gala, per giornalisti e ad-
detti ai lavori, che si terr il 19
maggio al Palazzo Ducale. Co-
mune e organizzatori, stanno
mettendo a punto un piano per
risolvere gli inevitabili proble-
mi di viabilit e parcheggio che
la citt avr nei due giorni del
giro.
C fibrillazione tra gli addetti
ai lavori. I mesi che mancano
alla tappa saranno molto in-
tensi. Ci sar da pedalare
commenta Gianfranco Fedri-
gucci. Loccasione della crono-
metro a Urbino non capita
molto spesso. La gara fa gola a
molti. Angelo Zomegnan, di-
rettore del Giro dItalia ci ha
detto che se avesse dovuto te-
nere conto di tutte le richieste
che gli erano arrivate, avrebbe-
ro dovuto fare 18 cronometro
invece che quattro confida. La
gara indubbiamente tra le pi
seguite della kermesse. Gli or-
ganizzatori non hanno avuto
dubbi sula tappa di Urbino.
Forse perch sanno che anche
il Giro avrebbe un bel ritorno
dimmagine passando dalla
nostra citt.
ANDREA FRANCESCHI
A sinistra,
il percorso
nel centro
storico
e lallestimento
della citt
per larrivo della
cronometro
Pesaro-Urbino
In basso
Danilo Di Luca,
maglia rosa
2007 (foto
da Gazzetta.it)
Ducato 14-15.qxp:ducatoultra def.qxd 20-02-2008 17:05 Pagina 14

nata tra gli africani deportati nelle


piantagioni del Brasile e, secondo
la leggenda, era un modo per gli
schiavi di allenarsi nel combattimento,
mascherando la lotta con la danza. Col
tempo diventata uno sport
che unisce danza acrobatica e
arti marziali, praticato in ol-
tre 50 paesi e ora si pu fare an-
che a Urbino. Ecominciato in-
fatti alla palestra Tortorina un
nuovo corso di Capoeira, tenu-
to dallassociazione Ginga Rio.
Il gruppo, nato a Rio de Janeiro
nel 1999, attivo in Italia dal
2002, quando Lobinho, uno dei
fondatori, si trasferito in Ita-
lia, a Senigallia, e ha comincia-
to a insegnare questo sport nel
nostro paese. Lobinho in
realt il soprannome da capoe-
rista di Andr Luiz Emi Santos:
lusanza di darsi un apelido
(un soprannome appunto)
quando si fa Capoeira nata in
Brasile alla fine dell800, quan-
do questa forma di lotta era
fuori legge, e si conservata nel
tempo, anche dopo che la Ca-
poeira, nel 1974, diventata lo
sport nazionale del Brasile.
Per Lobinho, che ha 33 anni e
la pratica da quando ne aveva 11, La Ca-
poeira uno sport che possono fare tut-
ti, va bene dai 7 ai 100 anni. Dopo aver
visto le sua acrobazie un po difficile
credergli, ma lui rassicura: Limportan-
te capire che ci sono vari livelli e non
scoraggiarsi subito, col tempo si prende
fiducia e si impara a fare cose che non si
sarebbe mai pensato di poter fare. C
speranza anche per i pi imbranati dun-
que? C speranza per tutti. Certo la co-
ordinazione e lequilibrio aiutano, ma se
non si hanno la Capoeira pu essere pro-
prio una strada per acquisirli. I livelli,
come spiega Lobinho, sono in effetti tan-
ti e ogni scuola ha il suo sistema di gra-
duazione: Noi ne abbiamo 15 e al grado
pi alto, quello di Mestre, neanchio so-
no ancora arrivato. E per quanto riguar-
da la fatica? Erica, che ha cominciato
quattro anni fa, dice che anche questo
non un ostacolo insormontabile: La
Capoeira faticosa, come tutti gli sport
di potenza, ma ne vale la pena perch
fantastica. Si cimenta da quattro anni in
questa disciplina anche Paola, brasiliana
che per arrivata alla Capoeira in Italia:
In Brasile tutti i miei amici la facevano,
ma a me non interessava, qui invece mi
venuta voglia di provare.
Ha scoperto la Capoeria
con i Ginga Rio anche Fabio
Bevilacqua, studente di
Scienze Motorie che alla
Palaferrosportlife, presso
la palestra della scuola Pa-
scoli, propone una versio-
ne personalizzata di que-
sto sport e tiene un corso di
Capoeira-Fitness. Non si
tratta di vera e propria Ca-
poeira, anche perch non
ho la qualifica per inse-
gnarla. Ma siccome in que-
sto sport c unalta per-
centuale di abbandono, ho
cercato di darne una ver-
sione pi leggera, meno fa-
ticosa, mirata a fare gruppo
e al divertimento. Diciamo
che questo potrebbe essere
un corso propedeutico alla
Capoeira, rivolto a chi vuo-
le muoversi e divertirsi fa-
cendo qualcosa di diverso
dalla solita aerobica, con
laggiunta di passi di arti
mar zi al i e musi ca brasi l i ana.
Proprio la musica un ingrediente fon-
damentale della Capoeira, anche se spe-
so nelle palestre il suono degli strumenti
tradizionali, come il berimbau (uno stru-
mento a corda) o i tamburelli, sostitui-
to dalle musiche registrate sui cd.
15
SPORT
Al campo di tiro
si fa fuoco
solo di domenica
Poche iscrizioni, spese a carico dei soci
Mancano acqua, servizi e strutture
per poter ospitare un torneo federale
U
n gioco di tecni-
ca, non di arma.
Pi di tanto, pe-
r, non si scher-
za, le pallottole
sono vere e si ca-
pisce dai colpi che rimbomba-
no tra i boschi e le colline delle
Cesane. I due ettari di terreno
del campo di tiro del Free
Shooting Club sono circonda-
ti da pareti di roccia, dalla ve-
getazione e da un recinto di filo
spinato. La cava attutisce i ru-
mori degli spari, ma chi abita o
passa nelle vicinanze li sente
bene. Di solito il silenzio di
quello spicchio di campagna
era turbato da colpi di pistole e
fucili pi volte alla settimana,
ma ora non pi cos, i silenzi
prevalgono.
Gli amanti delle armi possono
sfogarsi con il tiro normale e il
tiro dinamico ( le due discipli-
ne praticate al Free Shooting
Club) solo la domenica matti-
na. Questo a causa della dimi-
nuzione degli iscritti che ha co-
stretto i responsabili a limitare
i giorni di apertura, come spie-
ga il cartello appeso sul cancel-
lo dingresso del campo. Il mar-
ted e il gioved si pu entrare
nel campo solo su prenotazio-
ne. Pistola, fondina, caricatori,
cuffie e occhiali, tutti ordinati
in una valigetta: questo il kit
con cui gli appassionati, ogni
domenica, si immergono nel
bosco per andare a caccia di sa-
gome di cartone. Il poligono
non riuscito a crescere ed ri-
masto un posto esclusivo per
loro, amanti delle armi e della
natura. Vengono dalle colline
del Montefeltro, ma anche da
Pesaro e da Rimini. Fino a qual-
che anno fa al Free Shooting
Club di Ca Dondo si esercitava
la Polizia Penitenziaria e i ge-
stori speravano di ospitare pri-
ma o poi qualche torneo nazio-
nale riconosciuto dalla Federa-
zione italiana.
Ora la speranza non c pi e il
bilancio di fine anno non mai
attivo. Il motivo semplice:
mancano i servizi, manca lac-
qua, il bagno una piccola ba-
racca di metallo. Abbiamo fat-
to tutto noi soci racconta Re-
nato Boschi fondatore del
campo di tiro e socio principa-
le il recinto, i camion di ghiaia
e le sagome. Lamministrazio-
ne si rifiutata di darci una ma-
no. Allinizio mandava due ca-
mion di ghiaia allanno, ora
neanche quello. strano che
accada ci in una citt in cui
non c quasi niente. La gente
che veniva qui, come gli agenti
di polizia penitenziaria, riem-
pivano i ristoranti e visitavano
Urbino. Valorizzare questo
centro sarebbe convenuto al
Comune, ai commercianti e
agli abitanti della citt ducale,
non solo a noi.
Il Free Shooting Club nacque
nel lontano 1994. Fu fondato
da Renato Foschi insieme a po-
chi amici con la passione di
uno sport ai tempi quasi sco-
nosciuto in Italia. Foschi ricor-
da di aver pensato a quella cava
come possibile sede di un cam-
po di tiro guardandola dallal-
to, durante un volo in deltapla-
no. Aveva scoperto questo
sport qualche anno prima, nel
1989, poi era diventato istrut-
tore di tiro e range office (un tu-
tore che ha il compito di garan-
tire la sicurezza durante gare o
esercitazioni) in America. Gli
ordini ai suoi allievi, anche og-
gi, li impartisce in inglese.
Load and make ready: il pri-
mo grido con cui d il via ad un
esercitazione; Unload and
show clear: lordine finale che
chiude ufficialmente la prova.
Nel piccolo ufficio di legno
appesa in bella vista una spada
di samurai, ha il portachiavi
decorato da pallottole svuotate
di calibro diverso e nel suo ar-
chivio personale sono conser-
vate le foto di Franky Garcia, il
campione del mondo che tanti
anni fa ha tenuto un corso for-
mativo di tre giornate nel cam-
po di tiro di Ca Dondo.
Per fare pratica nella cava delle
Cesane serve il porto darmi o
bisogna seguire un corso di
maneggio armi. Chi ha fatto il
militare e come se avesse gi
seguito il corso. E il caso di Vi-
to, cliente abituale del poligo-
no con un suo amico di Pesaro:
Chi non conosce questo sport
pensa che siamo come Rambo
racconta una domenica mattina
mentre, tra un colpo e un altro,
esercita la sua mira- in realt
un passatempo. Venire qui un
piacere, ci sono altri campi nella
provincia, anche pi attrezzati,
ma questo, circondato dalla na-
tura, il pi bello.
DANIELE CIM
Capoeira, lotta a ritmo di danza
Lo sport brasiliano arriva alla Tortorina e alla scuola Pascoli
GIULIA FLORIS
Un momento dellallenamento del gruppo Ginga Rio
Un appassionato di armi si allena nella cava delle Cesane
Il bilancio del poligono mai in attivo
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