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CONSUMI ENERGETICI E CERTIFICAZIONE ENERGETICA: SITUAZIONE ESTIVA ED INVERNALE IN ITALIA E IN EUROPA


$" %rada1) 6" 7aratieri1) %" 7aggio1) %" 8omagnoni2) $ndrea -asparella+) E" 7ettanini& 1 - Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale, Universit degli !tudi di "rento # $ia %esiano,&& - '()*) Povo # "rento +",- # tel )./1 -((0/'1 # email2 paolo3baggio4ing3unitn3it 0 - Dipartimento di Costru5ione dell6Arc7itettura,Universit Iuav di $ene5ia '- Dipartimento di "ecnica e 8estione dei !istemi Industriali, Universit degli !tudi di Padova, $icen5a .- Dipartimento di 9isica "ecnica, Universit degli !tudi di Padova +corresponding aut7or- "el2 :'1 )./1 ((0/'), paolo3baggio4ing3unitn3it SOMMARIO
In questo lavoro stata effettuato un confronto fra le normative energetiche con le quali i maggiori stati europei attuano la direttiva europea 2002/91/CE: Energy Performance of Building !20n"#" $pplicando i parametri limite previsti dalle norme di %ortogallo !1&n ' 1(n#) *pagna!1+n"#) ,rancia!19n"#) -ermania!1.n ' 1/n"#) Italia!9n ' 10n"# e del regolamento della %rovincia di 0rento!11n ' 12n#) sono stati calcolati e confrontati i consumi energetici di tre edifici valutati nelle principali citt1 degli stati considerati) ottenendo cos2 il consumo massimo ammissi3ile nel rispetto della legge" In particolare l4atten5ione stata posta sui fa33isogni energetici per il riscaldamento) per il condi5ionamento estivo e per la produ5ione d4acqua calda sanitaria trascurando invece i consumi legati all4illumina5ione degli edifici) il cui metodo di calcolo non viene ancora proposto in molte delle na5ioni considerate"

1 INTRODUZIONE 9a :irettiva europea 2002/91/CE si pone come o3iettivo la ridu5ione dei consumi energetici degli edifici" Il conseguimento di tale o3iettivo richiede di limitare i fa33isogni energetici relativi al riscaldamento invernale) alla climati55a5ione estiva) alla produ5ione di acqua calda sanitaria) all4utili55o di sistemi ausiliari e all4illumina5ione interna ed esterna degli edifici" 6entre i metodi di calcolo invernale e per l4acqua calda sanitaria sono ormai consolidati nei vari stati) maggiori pro3lemi ci sono per l4illumina5ione ;solo all4ini5io dell4anno stata recepita dall4<=I la norma europea del CE= con il metodo di calcolo !2&n#> e per il condi5ionamento estivo" %er quest4ultimo l4orientamento attuale) seguito anche dalla 3o55a di norma <=I 0* 11+00?1 !22n#) quello di effettuare la valuta5ione dei consumi) dovuti al raffrescamento) applicando una metodologia che) in linea di principio) una semplice estensione al periodo estivo dell@approccio utili55ato per i consumi invernali" $ncora piA pro3lematica risulta la determina5ione di valori di riferimento 3asati sullo stocB edili5io per la certifica5ione estiva del patrimonio esistente ;si pensi) ad esempio) a come affrontare nella procedura di certifica5ione il caso di un immo3ile attualmente privo di sistema di condi5ionamento che potre33e perC venire installato successivamente: quali sono) in tal caso) le informa5ioni necessarie a valutare le presta5ioni energetiche da fornire all@uten5a interessataD In altre parole come distinguere in sede di certifica5ione un edificio frui3ile dall@uten5a nel periodo estivo con comfort adeguato sen5a ricorrere a sistemi di condi5ionamento estivo) e quindi con 3assi consumi destinati a rimanere tali) da un edificio che) pur essendone attualmente privo) verr1 presumi3ilmente dotato di impianto di condi5ionamento in futuro a causa di comfort inadeguato) e i cui consumi) quindi) sono destinati ad aumentareD> " %er i suddetti motivi potre33e essere opportuna una certa gradualit1 nell4introdu5ione della certifica5ione energetica

relativa alle presta5ioni estive dei soli edifici esistenti) dopo ulteriori approfondimenti" =el frattempo perC comunque indispensa3ile vengano introdotti almeno dei requisiti passivi minimi per gli edifici di nuova costru5ione" =ella determina5ione dei requisiti minimi estivi per gli edifici di nuova costru5ione va tenuto presente che) nel =ord 4Italia) il valore medio giornaliero della temperatura estiva rientra per 3uona parte del periodo estivo entro limiti accetta3ili e quindi) per controllare i fenomeni di surriscaldamento all@interno degli am3ienti) importante garantire all@edificio valori adeguati della resisten5a termica e della capacit1 termica dell@involucro ed evitare un eccessivo ingresso di radia5ione solare tramite le superfici trasparenti" Infatti i fenomeni principali che influen5ano le condi5ioni interne nel periodo estivo sono due) ovvero: 1" lo smor5amento dell@escursione termica esterna dovuta alla capacit1 termica delle pareti perimetrali e della copertura ;unitamente al contri3uto delle strutture interne agli am3ienti> che mantiene la temperatura interna a valori prossimi alla media giornalieraE 2" l@ingresso complessivo giornaliero di energia dovuta alla radia5ione solare attraverso le superfici vetrate" %er il primo fenomeno) un indicatore significativo potre33e esser costituto dal valore medio della costante di tempo dell@ edificio mentre) per quanto riguarda l@ingresso di energia radiante di origine solare) le strategie possi3ili sono) in alternativa: la limita5ione della fra5ione delle superfici trasparenti rispetto a quella totale dell@involucro con criteri differen5iati a seconda dell@esposi5ione) oppure) la limita5ione dell@apporto complessivo giornaliero di energia dovuta alla radia5ione solare attraverso le superfici vetrate" =el presente lavoro) gli autori vogliono confrontare come i vincoli fissati dai diversi paesi europei incidano sui consumi finali di energia) andando quindi ad eviden5iare l4efficacia o meno delle scelte normative"

2 EDIFICI DI STUDIO %er valutare al meglio le modalit1 d4implementa5ione della direttiva E"%"7":" !20n# e i requisiti minimi delle normative energetiche esaminate) sono stati eseguiti i calcoli dei consumi energetici nelle principali citt1 di ogni stato) in modo da ottenere un campione significativo sia in termini di rappresentativit1 delle 5one climatiche sia di copertura sulla popola5ione) come si vede dai dati riportati in ta3ella 1"
Tabella 1: composi5ione del campione e sua rappresentativit1

3 DATI CLIMATICI DI INPUT I dati climatici) nelle varie na5ioni considerate) sono forniti dalle norme dell4ente unificatore na5ionale" Ggni norma) perC) ha dei criteri che possono differire da quelli degli altri paesi infatti) oltre alla diversa ampie55a delle serie storiche) possono variare anche i metodi per la riela3ora5ione dei dati" %er ottenere una maggiore uniformit1 degli input) e quindi una miglior confronta3ilit1 dei risultati) al posto dei valori di riferimento delle normative sono stati utili55ati i dati forniti dal sito del dipartimento dell4energia del governo statunitense ;:"G"E"> !H#" In questa 3anca dati sono reperi3ili) per diverse citt1 sparse in tutto il mondo) la temperatura esterna di progetto del periodo invernale) il numero di gradi giorno ;-->) le temperature orarie medie mensili della localit1) il numero di gradi giorni estivi ;C::> e i valori di radia5ione oraria su superficie ori55ontale" $ partire da quest4ultimi) attraverso il procedimento descritto da 9a55arin !&#) possono essere ricavate le radia5ioni orarie su superfici verticale comunque orientate) le quali presentano un andamento come quello riportato in figura 1"
3 .0 2 .5 2 .0 1 .5 1 .0 0 .5 *ud Est =ord Gvest Gri55ontale

STATO -ermania ,rancia %ortogallo *pagna Italia %rovincia di 0rento

CITT 9 12 / 21 2& 1

COPERTURA SULLA POPOLAZIONE 12"2(F /"(0F 1("1.F 2&"((F 1+"91F 21"/2F

%er ottenere poi delle informa5ioni sull4influen5a della forma dell4edificio sull4andamento dei consumi) sono state considerate tre diverse tipologie di costru5ione: 1" 0I%G $: edificio in linea 2" 0I%G 7: edificio a torre +" 0I%G C: villetta unifamiliare I primi due edifici sono composti da quattro piani fuori terra) ciascuno dei quali con tre appartamenti) e da un piano interrato adi3ito ad autorimessaE la villetta monofamiliare) invece) composta da un solo piano fuori terra e da un piano interrato adi3ito a garage" I dati principali) utili55ati nei calcoli) sono riportati nella ta3ella 2" %er tutte e tre le tipologie stato adottato un sistema di riscaldamento a pannelli radianti a pavimento e) mentre per la villetta monofamiliare stato utili55ato un unico generatore per il riscaldamento e la produ5ione d4acqua calda sanitaria) per le altre due tipologie sono stati considerati degli impianti centrali55ati) con conta3ili55a5ione del calore) distinti per la produ5ione di acqua calda e per il riscaldamento am3ientale"
Tabella 2: dati di progetto delle tre tipologie d4edificio

# $M%&'2(

0 .0 1 2 + & H ( . / 9 10 11 12 1+ 1& 1H 1( 1. 1/ 19 20 21 22 2+ 2& O a

Figu a 1: $ndamenti delle radia5ioni del mese di 9uglio a Iicen5a

! AC"UA CALDA SANITARIA I metodi di calcolo del fa33isogno energetico per la produ5ione di acqua calda sanitaria negli stati considerati sono ancora molto diversi fra loro) questo perchJ sono antecedenti) e quindi non uniformati) alle norme europee del CE= !(n#" :iversi sono anche gli approcci con cui viene stimata la quantit1 di $C* necessaria come dimostra il riassunto riportato in ta3ella +" si va infatti dalla correla5ione del volume d4$C* alla superficie dell4edificio ;Italia) ,rancia e provincia di 0rento>) al calcolo in fun5ione del numero teorico di occupanti) calcolato partendo dal numero di stan5e da letto dell4edificio ;%ortogallo e *pagna>) al sistema tedesco) il quale fissa direttamente il fa33isogno energetico" Gltre alla varia3ilit1 sulla stima del volume di $C* richiesto) sono state riscontrate molte differen5e anche nella valuta5ione delle perdite dei sottosistemi di eroga5ione) distri3u5ione) stoccaggio e produ5ione" 0utte questo porta ad un ampio range di varia3ilit1 dei risultati ottenuti per i tre edifici campione" -uardando i consumi finali riportati in ta3ella &) i cui andamenti sono eviden5iati in figura 2) si nota su3ito come i consumi di ,rancia e Italia siano piA alti rispetto ai valori degli altri paesi) che si attestano attorno ai 20 BKh/;m2anno>" Luest4ultima appare la stima piA veritiera) come dimostra uno studio fatto in %rovincia di 0rento !12n# che) per la formula5ione del indice di stocB) ha riela3orato i dati del 8apporto Energia e $m3iente

LINEA
*utile m2 Iutile m+ %arete =ord m2 %arete Est m2 %arete *ud m2 m2 1029"2/ 2..9"0( 10/"(& 2.("/H 10/"(& 2.("/H 0"00 22".2 0"00 22".2

TORRE
102+"&& 2.(+"29 1(2"9( 1HH"&H 1.&"/0 1HH"&H 1H"/& .)H2 1H)/& 1+"&/

VILLETTA 1&0"H/ +.9"H. +H"0/ 2&"/& +H"H( 2&"/& +"1+ +"H& &".0 +"H&

%arete Gvest *fin =ord m2

*fin Est m2 *fin *ud m2 *fin Gvest m2

dell4 E"="E"$" e dell4 I"*"0"$"0" ottenendo rispettivamente 2&)/( e 2&)&/ BKh/;m2anno>"


Tabella 3: stima del volume necessario di $C* nelle varie norme

Tabella -: Confronto fra i consumi) espressi in BKh/;m2anno>) della 80+/+ e della <=I 0* 11+00?2

Ti4/ A CTI R,3&3 UNI TS 113,,62 7i88e e*9a +1)// 2.)./ ? 1+F

Ti4/ ) +2"&H 2/)2/ ?1+ F

Ti4/ C &H"9( +H)H/ ? 2+F

FA))ISOGNO DI ACS F a*+ia RT2,,IM&.0)9Nln;=u>?10.H l/settimana con =u pari alla superficie netta dell4edificio per il residen5iale 12)H BKh/;m2anno> da &0 l/;persona giorno> con l4o33ligo di installa5ione di 1 m2 di solare termico a persona da 1)H a 2 l/;m2giorno> con H0F coperto da fonti rinnova3ili ;ridotto al 20F nei centri storici> da 22 a +0 l/;persona giorno> con +0'.0F coperto da solare termico 1 l/;m2giorno> oppure 1( BKh/;m2anno>

Ge 'a*ia E*EV2,,. P/ 0/gall/ D1L1 *23,

Il documento <=I !2+n# limita il volume richiesto) infatti) si passa dai 1)H l/;m2giorno> a 1)+ l/;m2giorno> per gli edifici $ e 7 e da 2 l/;m 2giorno> a 1)H l/;m2giorno> per la tipologia C" Ialori che portano i consumi ad un avvicinamento alla media europea" - RISCALDAMENTO INVERNALE 6aggior uniformit1 nei metodi di calcolo stata ottenuta per quanto riguarda il riscaldamento am3ientale) i cui metodi sono 3asati sugli standard del CE=" $ndando a confrontare i parametri di input riportati in ta3ella () si nota come il numero di ricam3i d4aria proposti dalla raccomanda5ione C0I !/n#) valore confermato anche nella 3o55a della <=I 0* !22n#) sia molto piA 3asso rispetto alla media degli altri stati" I 0)+ ricam3i/ora si rif1 al progetto di norma prE= 1+.90:200H che) nell4appendice -) afferma che nel caso venga considerato un fun5ionamento continuo dell4impianto vada impiegato un tasso di ricam3io orario mediato fra i periodi d4occupa5ione e non dell4edificio" In linea con gli altri paesi appaiono invece i valori delle trasmittan5e limite"
Tabella 5: parametri per il calcolo del consumo per riscaldamento

I0alia CTI R,3&3

S4ag*a CTE 2,,5

T e*0/

H0 &H F1E1P1 $@=;&:' a**/<( &0 +H +0 2H 20 1H 10 H 0

0ipo $

0ipo 7

0ipo C

TRASMITTANZE =&:'2>< Ri+a'bi / a i S/lai/ Se a6 Pa e0i Te00/ :;61< ba?e 'e*0i F a*+ia Ge 'a*ia
,8$ -E8 %G8 I0$ *%$ 0=

0)/ 0). 0)( 0)+ 0)+ 0)+ 0)H 0)+

0)&H 0)+H

0)+( 0)&0

0)+& 0)+0

2)(0 1).0

P/ 0/gall/ I0alia 2,,5 I0alia 2,,3 I0alia 2,1, S4ag*a T e*0/

0)H'0). 0)&'0)H 0)&'0)H +)+'&)+ 0)H'0)( 0)&'0)( 0)&'0)( &)0'2)/ 0)&'0)H 0)&'0)H 0)+'0)& 2)&'+)( 0)+'0)H 0)+'0)H 0)+'0)& 2)2'+)0 0).'1)2 0)('0). 0)H'0)( +)1'H). 0)+0 0)+0 0)20 1)(0

Figu a 2: Consumi per $C* per le tre tipologie d4edificio"

:ai risultati ottenuti appare necessaria una revisione del metodo di stima italiano del volume d4$C* richiesto" <na prima corre5ione stata proposta con la 3o55a della norma <=I 0* 11+00?2 !2+n#) applicando la quale) si ottengono i consumi riportati in ta3elaH"
Tabella !: consumi per la prepara5ione di $C* in BKh/;m2anno>

Ti4/ A F a*+ia RT2,,Ge 'a*ia DIN !.,1 P/ 0/gall/ D1L1 *23, I0alia CTI R,3&3 S4ag*a CTE 2,,5 T e*0/ +."/H 20"2( 2("H& +1)// 2+"+0 22"02

Ti4/ ) +/"&0 20"2+ 2("(9 +2"&H 2+"&+ 22"02

Ti4/ C +1"HH 22"/H 20"10 &H"9( 2&"9+ 2H"11

$pplicando i limiti imposti dalle norme europee ed eseguendo il calcolo dei consumi sulla 3ase del metodo proposto dalla E= 1+.90 !1n# sono stati ottenuti i massimi consumi permessi nel rispetto dei vincoli di legge" $nali55ando gli andamenti del fa33isogno d4energia al variare dei gradi giorno riportati nei grafici in figura + ;edificio in linea>) figura & ;edificio a torre> e figura H ;villetta unifamiliare> si nota come le rette di consumo italiane siano molto inferiori rispetto a quelle degli altri stati" Luesto dovuto principalmente al 3asso consumo legato alla ventila5ione) infatti) il punto ottenuto con il regolamento della provincia di 0rento) che anch4esso utili55a i 0)+ ricam3i/ora) rappresenta l4andamento migliore) ma) se si considerano 0)( ricam3i/ora) si porta sulla retta d4eserci5io della normativa tedesca"

1H0 1+0 FEP $@=;&' a**/( 110

-E8 %G8 I0$ 200/ *%$ 0= ;nM0"( 1/h>

,8$ I0$ 200( I0$ 2010 0= ;nM0"+ 1/h>

dimensioni ;con alto fattore di forma */I>) infatti) l4aumento del consumo dalle tipologie $ e 7 a quella C pari in media al H(F con le norme europee mentre sale al /+F con la normativa italiana"
/0 tipo $ .0 $=;&:'2a**/ GG<( (0 H0 &0 +0 20 10 0 tipo 7 tipo C

90 .0 H0 +0 H00

1000

1H00

2000 2H00 G1G1 $2C(

+000

+H00

&000

Figu a 3: Consumi per riscaldamento per la tipologia in linea ;$>"


1&0 120 FEP $@=;&' a**/( 100 /0 (0 &0 20 H00 -E8 %G8 I0$ 200/ *%$ 0= ;nM0"( 1/h> ,8$ I0$ 200( I0$ 2010 0= ;nM0"+ 1/h>

-E8

,8$

%G8

*%$

I0$ 200(

I0$ 200/

I0$ 2010

Figu a 5: Consumi per riscaldamento unitari per le tre tipologie d4edificio"

1000

1H00

2000 2H00 G1G1 $2C(

+000

+H00

&000

Figu a !: Consumi per riscaldamento per la tipologia a torre ;7>"


210 190 1.0 FEP $@=;&' a**/( 1H0 1+0 110 90 .0 H0 +0 H00 1000 1H00 2000 2H00 G1G1 $2C( +000 +H00 &000
2

-E8 %G8 I0$ 200/ *%$ 0= ;nM0"( 1/h>

,8$ I0$ 200( I0$ 2010 0= ;nM0"+ 1/h>

Luesto dovuto alla minor inciden5a del carico dovuto alla ventila5ione) che essendo propor5ionale al volume riscaldato) non dipende dalla forma dell4edificioE di conseguen5a aumenta l4inciden5a delle dispersioni attraverso l4involucro che) queste si) dipendono dalla superficie disperdente e quindi dalla forma della costru5ione" :unque l4utili55o di un 3asso numero di ricam3i orari per il calcolo energetico degli edifici induce un vincolo maggiore sulla scelta della forma dell4edificio) costringendo i progettisti a privilegiare le forme piA compatte o ad aumentare il livello di isolamento per poter rientrare nelle classi energetiche migliori" %aradossalmente se si volesse indiri55are maggiormente le nuove costru5ioni verso forme compatte) converre33e non considerare il carico dovuto alla ventila5ione e costruire le classi energetiche di conseguen5a" Tabella .: Consumi per riscaldamento unitari ;Kh/;m2anno--> Ti4/ A Ti4/ ) Ti4/ C Ge 'a*ia F a*+ia P/ 0/gall/ S4ag*a I0alia 2,,5 I0alia 2,,3 I0alia 2,1, &0"0 &&"( +("( +&". 2/"( 2H"9 2H"H +."H& &&"( +."( +2"9 2("9 2&"/ 2&". (0"2 .1"2 HH"0 H&"9 H1"0 &H"/ &("0

Figu a - Consumi per riscaldamento per la villetta ;C>"

94importan5a dei consumi legati alla ventila5ione appare anche dal grafico in figura () nel quale sono riportati) per le diverse norme considerate) i consumi per unit1 di grado giorno delle tre tipologie d4edificio" *i nota su3ito come la media degli altri paesi europei sia di circa +9 Kh/;m2--anno> per la tipologia $ e 7 e (0 Kh/;m2 --anno> per la tipologia C mentre) i valori medi italiani si attestano sui 2( Kh/;m2--anno>) per gli edifici in linea e a torre) e di &.)( Kh/;m2--anno> per la villetta monofamiliare" :ai confronti di questi numeri si evince come la differen5a fra i ricam3i/ora della raccomanda5ione C0I !/n# rispetto alla media degli altri stati europei considerati ;0)(H volumi/ora> induca un consumo inferiore di circa 12)H Kh/;m2--anno>" <n altro aspetto importante come) utili55ando il valore di 0)+) vengano penali55ati maggiormente gli edifici di piccole

5 CONDIZIONAMENTO ESTIVO %er il calcolo del fa33isogno energetico per il condi5ionamento estivo stato adottato il metodo orario proposto dalla proposta di norma I*G 1+.90 !.n#" Il metodo consiste nello schemati55are l4edificio come una rete di resisten5e e capacit1 e di calcolare dapprima la temperatura a cui si portere33e l4edificio in assen5a di condi5ionamento e) qualora questa superi la temperatura di setpoint ;pari a 2.OC>) nell4ipoti55are una poten5a di condi5ionamento di 10 K/m2 e valutare se questa effettivamente in grado di portare la temperatura indoor all4interno del range di comfort" In figura .

sono riportati un esempio di questi andamenti relativi alla citt1 di %alermo nel mese di luglio" Ia sottolineato come queste curve) cos2 come i consumi calcolati con tale norma !.n#) si riferiscano al solo carico sensi3ile mentre trascurano completamente la componente latente"
+& 0 eRt +2 +0 T $2C( 2/ 2( 2& 22 20 1 2 + & H ( . / 9 10 11 12 1+ 1& 1H 1( 1. 1/ 19 20 21 22 2+ 2& O e $;( 0 int 0 cond

Importan5a del carico dovuto alla radia5ione ri3adita poi dagli andamenti delle rette di consumo italiane ottenute con 0)+ e 0). ricam3i/ora" Infatti) aumentando la ventila5ione si ottiene una diminu5ione del fa33isogno energetico) questo perchJ) pur aumentando il carico nelle ore della giornata in cui la temperatura esterna supera i 2.OC) nelle restanti ore l4aria esterna raffredda l4am3iente interno" *i intuisce quindi che l4aspetto piA importante) su cui le normative dovre33ero intervenire) l4apporto solareE cosa che appare chiara anche dalla diversa penden5a della retta portoghese rispetto a quella italiana e spagnola" . CONCLUSIONI :al confronto delle norme europee sul calcolo del consumo energetico per la produ5ione d4acqua calda sanitaria emerso un pro3lema di uniformit1 dei metodi) che in parte sar1 risolto con l4entrata in vigore della versione finale della famiglia di norme E= 1H+1(" $ttualmente i paesi considerati propongono metodi diversi sia per la stima del volume d4$C* richiesto che per la valuta5ione delle perdite dell4impianto" 0roppo alti appaiono i consumi di ,rancia ed Italia) soprattutto perchJ troppo elevati sono i volumi stimatiE a corre5ione di questo) dovre33e arrivare il nuovo metodo proposto dalla <=I 0* 11+00?2 che avvicina l4Italia agli standard europei" <na standardi55a5ione maggiore stata ottenuta per quanto riguarda il riscaldamento am3ientale) gra5ie alla pu33lica5ione della norma europea E= /+2) il cui metodo stato ripreso dalla E= 1+.90" :al confronto delle rette di consumo si nota come i valori spagnoli siano troppo alti rispetto agli altri stati) questo imputa3ile soprattutto ai limiti elevati delle trasmittan5e" Iiene eviden5iato poi come) a parit1 di materiali e altre caratteristiche costruttive) la forma dell4edificio incida parecchio nei consumi" Inciden5a che viene eviden5iata maggiormente qualora si adotti un tasso di rinnovo dell4aria 3asso) come avviene attualmente in Italia" Il consumo imputa3ile alla ventila5ione naturale appare come l4unico pro3lema ancora aperto nella stima dei consumi invernali" Infatti risulta difficile una stima dei consumi energetici per edifici ventilati naturalmente) contri3uto comunque significativo se si pensa che con 0)+ ricam3i si stima arrivi a circa 12)H Kh/;m2--anno> sul totale di 2( Kh/;m2--anno>) per gli edifici in linea e a torre) e di &.)( Kh/;m 2--anno>E vale a dire che i consumi per ventila5ione) per gli edifici studiati) variano fra il 2H e il H0F circa del consumo totale" Luest4inciden5a meno marcata nel fun5ionamento estivo dove se la temperatura media giornaliera esterna piA 3assa della temperatura interna) aumentando la ventila5ione da 0)+ a 0). ricam3i/ora si ottiene una ridu5ione dei consumi dovuta all4effetto di raffrescamento notturno dell4edificio" Ia perC ricordato che queste valuta5ioni considerano soltanto gli apporti sensi3ili: qualora si tenga conto anche del contri3uto latente) infatti) questo 3eneficio potre33e essere vanificato dall4aumento dei consumi per deumidifica5ione" Q stato riscontrato poi il ruolo chiave svolto dagli apporti solari che costituiscono il carico predominante per il fun5ionamento estivo" Luesto ruolo) oltre a porre dei du33i sulla rappresentativit1 dei gradi giorno estivi C::) eviden5ia la necessit1 che le norme na5ionali limitino gli apporti solari come fatto dal decreto portoghese !1&n# o dal regolamento della provincia di 0rento !12n#) il quale pone un limite al surriscaldamento estivo dato dal rapporto fra gli apporti solari e la capacit1 termica complessiva dell4edificio" %er quanto concerne il consumo energetico dovuto all4illumina5ione soltanto le norme di ,rancia e *pagna

Figu a .: $ndamento delle temperature nel mese di 9uglio a %alermo

:elle norme na5ionali anali55ate solo quella portoghese pone dei limiti per il fun5ionamento estivoE in particolare) limita il fattore solare dei serramenti a 0)HH" 9a norma spagnola) invece) fissa dei vincoli sul fattore solare ma) ispirandosi alle norma $*P8$E 90"1 !2Hn#) tali limiti vengono posti per percentuali di superficie finestrata superiori al 20F" $nche il d"lgs 192 !9n#) come modificato dal +11 !10n#) afferma l4importan5a di limitare gli apporti solari ma) in attesa dei decreti attuativi) non fornisce un limite quantitativo" I risultati ottenuti con tale procedura) per l4edificio in linea ;tipo $>) sono eviden5iati nel grafico in figura / dove in ascissa sono riportati i gradi giorno estivi ;C::1/OC> e in ordinata il fa33isogno d4energia in BKh/;m2anno>" Ia rimarcato come i consumi cos2 calcoli) oltre a non considerare la componente impiantistica) si riferiscano ai soli carichi sensi3iliE la presen5a del contri3uto latente potre33e portare a delle varia5ioni significative delle considera5ioni proposte di seguito" Conclusioni piA esaustive sull4importan5a di tale fenomeno potranno essere tratte solo dopo studi piA esaustivi che verranno sviluppati in seguito" :al grafico si nota su3ito la grande dispersione dei dati e questo fa intuire come il parametro C:: non sia il piA adatto per rappresentare il pro3lema) infatti) legato alla temperatura esterna e tiene conto della radia5ione solare solo mediante l4aumento della temperatura i setpoint di 1OC"
%ortogallo Italia ;nM0"+ 1/h> *pagna Italia ;nM0". 1/h> *pagna Italia nM0". ric/h %ortogallo Italia 0"+ ric/h

1H A $@=;&'2a**/(

10

0 100

+00

H00 CDD132C$2C(

.00

900

Figu a 3: Consumi per il condi5ionamento della tipologia in linea

proponevano dei limiti e dei metodi semplificati ;ispirati alle norme $*P8$E !2Hn#>" 3 RIFERIMENTI 1 $lessandro %rada) $nalisi comparativa dei requisiti minimi delle normative energetiche europee ) <niversit1 degli *tudi di 0rento facolt1 di Ingegneria a"a" 200(/200. 2 ,rancesca 0onini) %revisione del consumo energetico estivo negli edifici ) <niversit1 degli *tudi di 0rento facolt1 di Ingegneria a"a" 200(/200. + $shrae Pand3ooB) ,undamentals) *I Edition ;200H>" & 9a55arin 8") *istemi solari attivi S manuale di calcolo ) 6u55io Editore) %adova 19/1" H 3anca dati climatici del :epartment of EnergT :GE) http://UUU"eere"energT"gov/3uildings/energTplus/cfm/Ueather Vdata2"cfm/regionM(VeuropeVUmoVregionV( =orme: 1n E= /+2) %resta5ione termica degli edifici ? Calcolo del fa33isogno di energia per il riscaldamento 2n E= I*G 1++.) 0hermal performance of 3uildings ? Peat transfer via the ground ? Calculation methods +n E= I*G 1+./9) 0hermal performance of 3uildings ? 0ransmission and ventilation heat transfer coefficients ? Calculation method &n E= I*G 1&(/+) 0hermal 3ridges in 3uilding construction ? 9inear thermal transmittance ? *implified methods and default values Hn E= I*G 100..?1) 0hermal performance of UindoUs) doors and shutters ? Calculation of thermal transmittance ? %art 1: -eneral (n prE= 1H+1( Peating sTstems in 3uildings ? 6ethod for calculation of sTstem energT requirements and sTstem efficiencies %art 1: -eneral %art 2?1: *pace heating emission sTstems %art 2?+: *pace heating distri3ution sTstems" %art +?1: :omestic hot Uater sTstems) characteri5a? tion of needs ;tapping requirements>" %art +?2: :omestic hot Uater sTstems) distri3ution" %art +?+: :omestic hot Uater sTstems) generation" %art &?1: *pace heating generation sTstems) com3u? stion sTstems" %art &?+: *pace heating generation sTstems) thermal solar sTstems .n I*G ,:I* 1+.90:200.) 0hermal performance of 3uildings ? Calculation of energT use for space heating and cooling) ;,inal :raft>" /n 8accomanda5ione <=I ? C0I ;versione 1(/H/200+>) %resta5ione termica degli edifici ? Esecu5ione della certifica5ione energetica ? :ati relativi all4edificio" 9n decreto legislativo 192/200H) Ialori limite nel fa33isogno d4energia primaria) nella trasmittan5a degli elementi e del rendimento glo3ale d4impianto " 10n decreto legislativo +11/200( che modifica ed integra il decreto legislativo 192/200H 11n deli3era5ione della -iunta provinciale di 0rento nO21(. del 20/10/200H) $ttua5ione del piano energetico?am3ientale provinciale: ado5ione) in via sperimentale) del metodo di classifica5ione delle presta5ioni energetiche degli edifici ai fini della certifica5ione di cui alla direttiva comunitaria 2002/91/CE e del decreto legislativo 19 agosto 200H) nO192 12n allegato alla deli3era5ione della -iunta provinciale di 0rento nO21(. del 20/10/200H) 6etodologia per la

classifica5ione delle presta5ioni energetiche degli edifici in regime invernale ed estivo in provincia di 0rento " 1+n CWdigo tJcnico de la edificaciWn ;C0E mar5o 200(>) capitulo + eRigencia 3Xsicas: articulo 1H"1 9imitaciWn de demanda energJtica articulo 1H"2 8endimiento de las instalaciones tJrmicas articulo 1H"& Contri3uciWn solar mYnima de agua calien? te sanitaria " 1&n :ecreto 9eY nO./ del & a3ril 200( del ministerio da economYa e da inovaZao 1Hn :ecreto 9ei nO.9 del & a3ril 200( del miniserio da economia e da inovaZao 1(n :ecreto 9eY nO/0 del & a3ril 200( del ministerio da economYa e da inovaZao 1.n Energieeinsparverordnung EnEI 200. 1( =ovem3er 200( energiesparenden K[rmeschut5 und energiesparende $nlagentechniB 3ei -e3[uden " 1/n :I=&.01?10:200+) Energetische 7eUertung Pein5 S und raumlufttechnischer $nlagen" 0eil 10: Pei5ung) 0rinBUasserU[rmung) 9\ftung 19n $rr]tJ du 2& mai 200( 8Jglementation 0hermique 200H relatif auR caractJristiques thermiques des 3^timents nouveauR et des parties nouvelles de 3^timents" 20n :irettiva 2002/91/CE del parlamento europeo e del consigli del 1( dicem3re 2002 sul rendimento energetico nell4edili5ia" 21n E= /+2 0hermal %erformance of 7uildings S Calcula? tion of EnergT <se for Peating ? 8esidential 7uildings 22n <=I 0* 11+00?1) %resta5ioni energetiche degli edifici S %arte 1: :etermina5ione del fa33isogno di energia termica dell4edificio per la climati55a5ione estiva ed invernale ;versione 11 fe33raio 200/> 2+n <= 0* 11+00?2) %resta5ioni energetiche degli edifici S Climati55a5ione e prepara5ione acqua calda sanitaria per usi igienico?sanitari ? %arte 2: Energia primaria e rendimenti per la climati55a5ione invernale e per la produ5ione di acqua calda per usi igienico?sanitari" ;versione 9 fe33raio 200.> 2&n <=I E= 1H19+) %resta5ione energetica degli edifici ? 8equisiti energetici per illumina5ione 2Hn $*P8$E *tandard 90"1?200&) EnergT *tandard for 7uildings ERcept 9oU?8ise 8esidential 7uildings ;*I Edition> SUMMARB In this studT) the authors have done a comparison 3etUeen the European energT standards" 0his are the instruments used 3T European national states to implement the directive 2002/91/CE !20n#" 0he application of the national limit values esta3lish in %ortugal !1&n'1(n#) *pain!1+n#) ,rance!19n#) -ermanT!1.n'1/n#) ItalT!9n'10n# and from regulation of 0rento!11n'12n# alloUed the authors to calculate the maRimum energT consumption permitted 3T the local laU" In particular) consideration has 3een given to energT consumption for heating) cooling and domestic hot Uater production neglecting the lighting load Uhose calculation method is not Tet clearlT defined"