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MERCOLED 13 NOVEMBRE 2013

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OSSERVATORIO POLIMI

Un miliardo al mese il "prezzo" del ritardo dell'agenda digitale


E' la stima messa nero su bianco nel primo report dell'Osservatorio Agenda digitale consegnato a Francesco Caio. Con il digitale possibile recupero fiscale per 15 miliardi
di E.L.
Procrastinare ladozione di interv enti concreti per l'Agenda digitale italiana - dalla fatturazione elettronica alla sanit digitale, dal cloud computing all'eProcurement, dai pagamenti elettronici alla conserv azione elettronica degli archiv i fiscali impedisce di cogliere benefici economici pari a circa 1 miliardo di euro ogni mese per il Sistema Paese. la stima dell'Osserv atorio Agenda Digitale della School of Management del Politecnico di Milano, presentata questo pomeriggio in occasione del incontro-dibattito con Francesco Caio, Commissario per l'attuazione dell'Agenda digitale, che si tenuto presso l'Aula De Carli del Politecnico di Milano, a cui hanno partecipato il rettore dell'ateneo Giov anni Azzone, i docenti Umberto Bertel, Mariano Corso, Alfonso Fuggetta, Alessandro Perego e Andrea Rangone, gli onorev oli Linda Lanzillotta, Marco Meloni e Antonio Palmieri.

Secondo l'Osserv atorio Agenda Digitale, la piena attuazione degli interv enti necessari a realizzare una riv oluzione digitale genererebbe importanti v antaggi economici per il Sistema Paese, a cominciare da una maggiore efficienza nella Pubblica Amministrazione. Nel dettaglio, unadozione spinta e perv asiv a della Fatturazione elettronica v erso la PA potrebbe portare un risparmio di 1 ,1 miliardi di euro l'anno, mentre lintroduzione di soluzioni informatiche nei processi in Sanit potrebbero generare risparmi per 6,5 miliardi di euro l'anno. Il corretto ricorso a infrastrutture Cloud, inv ece, v ale 1 miliardo di euro in tre anni e lo sv iluppo di negoziazioni online attrav erso strumenti di eProcurement 5 miliardi di euro ogni anno, passando dallattuale 5% di transato online sulla spesa pubblica per beni e serv izi al 30%. Infine, l'auspicata riduzione dei pagamenti con il denaro contante in grado di far recuperare 5 miliardi di euro in Italia dall'ev asione fiscale sul sommerso, se si incrementasse la quota di pagamenti elettronici dallattuale 20% al 30% del totale, a cui si aggiungono i v antaggi della conserv azione elettronica degli archiv i fiscali, in grado di rendere pi rapidi i controlli, per altri 1 0 miliardi di recupero fiscale.

In base a queste stime, considerando solo i benefici pi facilmente perseguibili e rapidamente monetizzabili, ogni mese di ritardo nell'attuazione dell'Agenda Digitale costa 995 milioni di euro di mancati risparmi per il Sistema Paese. Un dato che dimostra come l'attuazione dell'Agenda Digitale italiana non rappresenti pi solamente un'opportunit da cogliere per lo sv iluppo del Paese, ma una scelta obbligata e improcrastinabile per recuperare competitiv it e uscire dalla crisi. Per raggiungere tale benefici, indispensabile affrontare un 'gradino iniziale', rappresentato dai costi di sv iluppo necessari a superare v incoli normativ i, arretratezze infrastrutturali e lacune culturali sulle opportunit della digitalizzazione. Ma un miliardo di euro al mese costituisce un tesoro importante per finanziare direttamente questo inv estimento. Gli sforzi v anno concentrati su quegli ambiti che consentono di recuperare v elocemente risorse da reinv estire in quella riv oluzione digitale che dov r portare a una v era e propria 'ristrutturazione' del Paese.

L'Agenda Digitale infatti non solo una lev a di efficienza nella Pubblica Amministrazione, ma anche un'opportunit di crescita per le imprese (ad esempio 6 miliardi di minori costi nellipotesi di aumento dal 5% al 1 5% della digitalizzazione dei processi commerciali), di nascita di nuov e startup (con un impatto sul PIL dello +0,2% grazie ad uno stanziamento di 300 milioni di euro lanno in fondi Seed) e di risparmio per le famiglie (ad esempio 3 miliardi di euro l'anno, grazie ad una crescita dei mercati digitali nellipotesi che passi dallattuale 2,6% al 1 0% lutilizzo delleCommerce B2c). Rappresenta inoltre l'occasione per creare un assetto di infrastrutture di comunicazione in linea con quello delle economie pi av anzate e per diffondere nel Paese una cultura digitale.In poche parole, Agenda Digitale significa ristrutturare il Paese, superando le inerzie e le resistenze al cambiamento. Al Gov erno e al Parlamento spetta il compito di adottare con celerit misure adeguate. Per la riorganizzazione della PA, oltre a leggi e piani pluriennali, serv ono poteri straordinari a manager che ripensino lorganizzazione e la concezione delle div erse strutture per sfruttare appieno le potenzialit allICT e v alorizzare le migliori professionalit. Serv e poi un regista che limiti le sov rapposizioni, ev iti i buchi di competenze e fav orisca la massima interrelazione fra le div erse strutture pubbliche: centrali, regionali e locali. E, proprio riguardo al rapporto fra i div ersi liv elli della PA, auspicabile ristabilire una corretta gerarchia delle decisioni e una v era responsabilizzazione, con il rispetto dei budget da parte delle entit locali.

L'Osserv atorio Agenda Digitale, nato per indiv iduare gli ambiti prioritari di realizzazione dellAgenda e per stimarne i benefici, attrav erso una v isione sistemica ed un approccio concreto fondato sullev idenza empirica, si propone in futuro di monitorare limpatto delle misure messe in atto a liv ello politico, per fav orire un confronto basato su best e worst practice, e per misurare gli impatti per il Sistema Paese nel suo complesso.
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26 Settembre 201 3

T AG: polimi, agenda digitale, osserv atorio agenda digitale

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