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1/16/2014

Tutte le lacune del decreto

GIOVED 16 GENNAIO 2014


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ILCOMMENTO

Tuttelelacunedeldecreto
Nessunincentivoallepmi.Misuresbilanciatesull'eGovernmenteoracisarlasfidadifarledigerireallePa.Bene lestartup,maadessovediamolerisorse.L'analisidelresponsabiledegliosservatoriIctdelPolitecnicodiMilanoe traimassimiespertididigitaleinItalia
diAndreaRangone
Questo governo ha portato un grande beneficio al nostro Paese, gi ben prima di pubblicare questo decreto legge sull'Agenda Digitale(Crescita2.0): ha avuto il merito infatti di porre seriamente il tema dellinnovazione digitale al centro del dibattito politico e quindi al centro dellattenzione di tutti: media, aziende, cittadini, ecc. Sar un beneficio intangibile ma molto, molto importante: in un Paese in cui il vero digital divide culturale (ben pi che infrastrutturale). In un Paese cio che ha scarsissima consapevolezza di quanto importante linnovazione digitale in tutti i campi, per non diventare arretrato. Detto questo, il decreto fortementesbilanciato suunadimensionedellinnovazionedigitale:quellarelativaallaPA, che seppur rilevantissima, solo una fetta della torta complessiva. In questo ambito nel decreto sono previste misure estremamente importanti e urgenti per il nostro paese. Inoltre importante sottolineare che la diffusione di queste nuove soluzioni digitali - oltre ad avere benefici diretti sulla PA (riduzione potenziale dei costi e aumento del livello di servizio a cittadini e imprese), hanno importanti benefici indiretti sul settore ICT, dal momento che questi progetti di innovazione si scaricheranno su un certo numero di fornitori di soluzioni digitali, contribuendo a potenziare un settore quello ICT - che oggi sta soffrendo in italia ma che chiave per il futuro digitale di tutto il Paese. Evidenziosoloduenotedipreoccupazione: SaringradolanostraPAdirecepireeconcretizzaretuttequestedirettive? Pongo lattenzione sul tema dellimplementazione: occorrer rivedere processi, procedure, mansioni, ruoli organizzativi, oltre che sistemi informativi e tecnologie, e tutto questo richieder forte (e reale) commitment dei vertici/funzionari pubblici (per superare le mille inerzie), competenze, strumenti, leadership. Come in qualsiasi organizzazione anche privata impegnata in cambiamenti cos radicali. Ho la sensazione che per passaredallateoriaallapraticaoccorrapensareadunprogrammadicrescita,formazione,empowermentdigitaledeinostrifunzionaripubblici, per dar loro quegli strumenti concettuali e quelle competenze indispensabili per diventare reali portatori di questa innovazione Saprannolediverseamministrazioniingiocotrovareifondifinanziarequestetrasformazioni?Sappiamo bene lo stato delle finanze delle diverse amministrazioni Esprimo invece delusione per il fatto che nel decreto non si prevede di fatto nullaafavoredellinnovazionedelleimprese,inparticolarenellenostrepmi, nessun incentivo fiscale, nessun contributo a favore della loro innovazione digitale, nessun riferimento a progetti strategici per il nostro ecosistema di imprese, come leCommerce, l'eProcurement e la fattura elettronica. Uncommentomoltopositivovainvecesullinterventofattoafavoredellastartup: si vede che la task force del governo ha lavorato veramente bene. Peccato solo che siano sparite tutte quelle misure che prevedevano un'iniezione di soldi. Il ministo promette ora che le risorse ci saranno, anche senza norma specifica: speriamo e aspettiamo! Peccato anche che non abbiamo quasi completamente considerato il ruolo che il sistema universitario pu/deve giocare nell'ecosistema delle startup, n a livello di formazione n a livello di incubatori e trasferimento tecnologico. E invece qualcosa di buono sta accadendo.

09 Ottobre 2012 TAG: rangone, decreto, commenti, analisi, lacune dell'Agenda

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