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LOSSERVATORE ROMANO
GIORNALE QUOTIDIANO POLITICO RELIGIOSO Non praevalebunt
luned-marted 23-24 dicembre 2013

Unicuique suum
Anno CLIII n. 295 (46.539)
.

Citt del Vaticano

Lincontro di Papa Francesco con i piccoli degenti dellospedale pediatrico romano Bambino Ges

Davanti alla nascita dellunico salvatore

Una cesta di sogni


E allAngelus lappello perch ogni famiglia possa avere una casa
In una cesta di vimini i piccoli degenti nellospedale pediatrico romano Bambino Ges hanno deposto i loro sogni e li hanno consegnati a Papa Francesco quando, sabato pomeriggio, 21 dicembre, andato a trovarli. Sogni legati a un futuro che sperano diverso, soprattutto libero dal male. Li hanno messi nelle mani del Pontefice perch si trasformino in preghiera. E lui li ha ringraziati per la fiducia che essi ripongono nel suo amore. E ha cominciato a pregare subito, circondato da loro, nella cappella dellospedale. Li presentiamo insieme a Ges. Lui ha detto li conosce meglio di tutti; lui conosce quello che c nel profondo del nostro cuore. Specialmente con voi bambini, Ges ha un legame speciale, vi sta sempre vicino. E sono queste le uniche parole ufficiali pronunciate dal vescovo di Roma nelle quasi tre ore di visita al nosocomio pediatrico. Del resto, aveva immediatamente manifestato il suo desiderio, che non era quello di visitare la struttura ma di incontrare i bambini e stare per alcuni momenti accanto a loro, possibilmente solo con genitori e medici curanti. E cos avvenuto: il Papa ha voluto condividere solo con loro la sofferenza che quei piccoli sono chiamati a incarnare. E di condivisione nella sofferenza Papa Francesco ha parlato anche domenica 22, durante lincontro con i fedeli in piazza San Pietro per la recita dellAngelus, dedicato allesemplarit della figura di san Giuseppe. Quando, al termine della preghiera, ha letto su uno striscione di un folto gruppo di manifestanti I poveri non possono aspettare, ha rivolto il pensiero alle tante famiglie che vivono lesperienza della povert sino a non avere pi una casa in cui abitare. molto difficile ha detto portare avanti una famiglia senza abitare in una casa. In questi giorni di Natale, invito tutti, persone, entit sociali, autorit, a fare tutto il possibile perch ogni famiglia possa avere una casa.
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Cos grande da farsi bambino


di HERMANN GEISSLER l Natale invita a guardare al presepio con stupore, ad aprire il nostro cuore per comprendere perch Dio si fatto bambino. Dio pi grande di ogni nostro pensiero, come hanno insegnato i teologi. E ci vale anche per il Messia, pi grande delle nostre idee su di lui. Cos possiamo intuire in cosa consiste la vera potenza di Dio: nella sua bont. Dio amore scrive san Gioci vanni nella prima lettera, e aggiunge: In questo si manifestato lamore di Dio per noi: Dio ha mandato il suo unigenito figlio nel mondo perch noi avessimo la vita per lui (4, 89). Da sempre gli uomini hanno voluto essere vicini a Dio. Questo desiderio divenuto realt con la venuta di Ges. Ora possiamo essere vicini a Dio, perch egli si fatto vicino a noi. Ora tutti in particolare i semplici, i poveri, i sofferenti, i bambini hanno accesso al cuore di Dio. Lamore ha spinto il Dio grande a farsi piccolo. Per cogliere il significato di questa umilt, pensiamo allinizio. Adamo ed Eva furono creati da Dio a sua immagine, con il compito di reggere il mondo servendo il creatore. Ma si ribellarono pensando che Dio avrebbe limitato la loro libert. Questa superbia, che ha distrutto larmonia fra Dio e le creature, si trova in qualche modo in ogni uomo come una goccia di veleno (Benedetto XVI). Nel presepio vediamo il bambino: indifeso, totalmente dipendente da Maria e Giuseppe. Qui possiamo accorgerci che Dio veramente diverso da come noi lo immagineremmo. Ha voluto liberarci dalla nostra superbia, scegliendo la strada dellumilt. Cos ha voluto guarire il nostro cuore, liberandolo dal peccato, la causa pi profonda dei mali del mondo. Il presepio ci spinge anche allumilt, sottomettendoci gli uni agli altri nel timore di Cristo (Efesini, 5, 21) e sapendo che lumilt la forza del Vangelo (Papa Francesco). Ges vuol rinascere anche oggi nei nostri cuori. Dio si fatto uomo perch noi diventassimo partecipi della natura divina (2 Pietro, 1, 4). Ci avvenuto nel momento del battesimo, quando abbiamo ricevuto la nuova vita, quella dei figli nel Figlio. Questa vita dobbiamo nutrire con la preghiera e far crescere tramite la grazia dei sacramenti. Questa vita un grande mistero: mostra la grandezza di Dio che nel suo amore vuol entrare

nel cuore di ognuno di noi e mostra la grandezza delluomo creato per Dio e che solo in Ges trova la piena felicit e la vera pace. Riconosci, o cristiano, la tua dignit. Ricorda a quale capo appartieni e di quale corpo sei membro. Ripensa che, liberato dal potere delle tenebre, sei stato trasferito nella luce e nel regno di Dio (san Leone Magno).

Il Natale spesso una festa rumorosa: far bene stare un po in silenzio, per sentire la voce dellAmore.
(@Pontifex_it)

In un inedito di Jorge Mario Bergoglio

Dio si fatto bambino per rivelarci il suo amore che ci attira, per mostrarci la sua umilt che ci salva, per farci suoi figli che partecipano della sua stessa vita. Siamo grati e fieri di questa nostra vocazione cristiana e rendiamo testimonianza a quel Dio che cos grande da farsi bambino per noi.

Storia di una vocazione


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NOSTRE INFORMAZIONI
Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza Sua Eminenza Reverendissima il Signor Cardinale Leonardo Sandri, Prefetto della Congregazione per le Chiese O rientali. Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza Sua Eminenza Reverendissima il Signor Cardinale Crescenzio Sepe, Arcivescovo di Napoli (Italia), con una Delegazione per la presentazione del Presepio offerto in Piazza San Pietro. Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza le Loro Eccellenze Reverendissime i Monsignori: Pedro Lpez Quintana, Arcivescovo titolare di Agropoli, Nunzio Apostolico; Javier Echevarra Rodrguez, Vescovo titolare di Cilibia, Prelato della Prelatura personale dellOpus Dei. Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza Sua Eccellenza il Signor Rodney Alejandro Lpez Clemente, Ambasciatore di Cuba, per la presentazione delle Lettere Credenziali. In data 23 dicembre, il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Santiago del Estero (Argentina), presentata da Sua Eccellenza Reverendissima Monsignor Francisco Polti Santilln, in conformit al canone 401 1 del Codice di Diritto Canonico.

Mille morti e oltre sessantamila sfollati in una settimana di violenze

Sud Sudan ormai nella guerra civile


JUBA, 23. La prospettiva di una guerra civile in Sud Sudan sembra farsi sempre pi incombente. Mille morti e oltre sessantamila sfollati sono il bilancio, purtroppo ancora provvisorio, delle violenze esplose da una settimana tra reparti dellesercito rivali, alcuni lealisti al Governo del presidente Salva Kiir Mayardit, altri considerati vicini allex vice presidente Riek Machar. I dati in questione sono stati diffusi da Toby Lanzer, responsabile del cordinamento degli interventi umanitari dellOnu nel Paese, dopo un convulso fine settimana segnato dal diffondersi dellincertezza sulla situazione e dalle violenze, che traggono origine anche da atavici contrasti tra etnie. Il presidente ha annunciato ieri unoperazione militare per riprendere Bor, la capitale dello Stato orientale di Jonglei, passato la scorsa settimana sotto il controllo della cosiddetta armata bianca, una milizia guidata da Peter Gadet, considerato vicino a Reik Machar. Da Bor continua la fuga in massa di civili verso le basi delle Nazioni Unite, attaccate anchesse la scorsa settimana, e verso le campagne. Ma nel frattempo il comandante della quarta divisione dellesercito, il generale James Koang Chuol, si schierato con lex vice presidente e ha annunciato la creazione di unamministrazione ad interim a Bentiu, la capitale dello Stato settentrionale di Unity. In un messaggio diffuso dalle emittenti radiofoniche della zona, Chuol ha detto di controllare la citt e di non essere pi fedele al Governo di Juba.

Bombe su Aleppo
DAMASCO, 23. Mentre la diplomazia internazionale cerca il dialogo in vista della conferenza di Ginevra, che si terr il prossimo 22 gennaio, in Siria non si allenta la morsa della violenza. di oltre quaranta morti, tra i quali dieci bambini, lultimo bilancio dei combattimenti in corso ad Aleppo tra i ribelli e le truppe governative. Fonti degli attivisti riferiscono che 46 persone sono state uccise nei raid dellesercito sui rioni orientali di Aleppo e sulle localit a est della citt. Tuttavia, allappello mancano ancora decine di dispersi, probabilmente intrappolati sotto le macerie. Da luned scorso dicono le stesse fonti sono centinaia le vittime delle operazioni militari su Aleppo. Il quartiere pi colpito stato Masaken Hanano, nella parte est della citt, dove si contano oltre venti morti, tra i quali almeno cinque bambini. Queste notizie non hanno ricevuto nessuna conferma da parte del Governo siriano, che attribuisce invece la responsabilit delle violenze a presunti gruppi di terroristi infiltrati dallestero. Negli ultimi giorni Aleppo diventata il principale fronte dei combattimenti. Finora infatti la controffensiva delle forze di Assad si era concentrata sulla Siria centrale. Ora invece il confronto militare pare essersi spostato a sud-est di Aleppo, citt che per oltre met della sua estensione in mano ai ribelli dallestate del 2012. Ma le violenze non riguardano soltanto Aleppo. infatti di almeno dodici vittime, tra le quali cinque bambini, il bilancio di un attacco suicida avvenuto questa mattina nei pressi di una scuola a Homs. Intanto, la Croce rossa internazionale (Cicr) ha reso noto che almeno mezzo milione di persone sono rimaste ferite in Siria dallinizio del conflitto, nel marzo 2011. Lorganizzazione ha inoltre sottolineato come i canali di soccorso siano ancora bloccati malgrado lestrema urgenza dei siriani alle prese con il gelo invernale. Secondo Magne Barth, capo delegazione Cicr in Siria, a causa dei combattimenti milioni di persone sono ancora sfollate e decine di migliaia private della libert.

Le credenziali dellambasciatore di Cuba

Unomelia tenuta il 25 dicembre 513

Nella casa del pane nato il pastore

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Provvista di Chiesa
In data 23 dicembre, il Santo Padre ha nominato Vescovo di Santiago del Estero (Argentina) Sua Eccellenza Reverendissima Monsignor Vicente Bokalic Iglic, C.M., finora Vescovo titolare di Summa e Ausiliare di Buenos Aires.

Nella mattina di luned 23 dicembre il Pontefice ha ricevuto in udienza Sua Eccellenza il Signor Rodney Alejandro Lpez Clemente, Ambasciatore di Cuba, per la presentazione delle lettere con cui viene accreditato presso la Santa Sede.

In occasione delle festivit natalizie il nostro giornale non uscir. La pubblicazione riprender con la data 27-28 dicembre.

Nascita di Cristo (evangeliario siriaco,

XIII

secolo) MANUEL NIN


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LOSSERVATORE ROMANO

luned-marted 23-24 dicembre 2013

Militari ciadiani aprono il fuoco su una manifestazione di oppositori della Seleka

Centinaia di migliaia di morti in mezzo secolo di scontri

A Bangui parlano le armi


Proteste anche contro il contingente francese dopo luccisione di tre miliziani
BANGUI, 23. Sintensificano le violenze a Bangui, la capitale della Repubblica Centroafricana dove da alcune settimane si fronteggiano le milizie della Seleka, la coalizione ex ribelle andata al potere con il colpo di Stato che nel marzo scorso ha rovesciato il presidente Franois Boziz, e quelle che si oppongono loro. Questa mattina una persona stata uccisa e almeno unaltra stata ferita dai militari della Misca, la missione inviata dai Paesi confinanti e passata la scorsa settimana sotto controllo dellUnione africana per mandato del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. accaduto nei pressi dellaeroporto di Bangui, dove si trova la base nella quale dove sono acquartierati sia i soldati africani della Misca sia quelli del contingente inviato da Parigi per disarmare le milizie, e a loro volta coinvolti gi pi volte, lultima ieri, in scontri armati con miliziani della Seleka. Questa mattina, invece, i militari del contingente ciadiano della Misca, a bordo di due fuoristrada, sono usciti dalla base per disperdere manifestanti che fin dallalba si erano radunati davanti allingresso dellaeroporto per reclamare la destituzione di Michel Djotodia, il leader della Seleka che si autoproclamato presidente di transizione dopo il colpo di Stato di marzo.

Sei milioni di persone colpite dal conflitto colombiano


BO GOT, 23. Sei milioni di colombiani sono rimasti vittime, in diversa misura, del conflitto che si protrae da mezzo secolo e che non si fermato neppure dopo lapertura, un anno fa, del negoziato di pace a Cuba tra il Governo di Bogot e le Forze armate rivoluzionarie della Colombia (Farc) il pi antico gruppo guerrigliero di sinistra dellAmerica latina. Il dato, aggiornato allo scorso 10 dicembre, stato fornito ieri da Paula Gaviria, direttrice dellUnit di attenzione e risarcimento delle vittime (Uarv), un ente governativo, in unintervista alla radio Rcn. Gaviria ha detto che i morti sono stati centinaia di migliaia e che nei registri dellorganizzazione da lei guidata ci sono in tutto 5.966.041 nomi, compresi quelli di cinque milioni di persone obbligate a lasciare le loro case. Nel bilancio dellUarv figurano non solo le vittime delle Farc, che combattono dal 1964, e delle forze governative, ma anche quelle delle altre formazioni guerrigliere, come lEsercito di liberazione colombiano, anchesso di sinistra, e soprattutto i paramilitari di destra delle cosiddette forze di autodifesa, oltre a quelle delle bande criminali che hanno sempre approfittato della situazione di endemico conflitto mai venuta meno in Colombia. Le riparazioni per le vittime del conflitto costituiscono uno dei principali argomenti in agenda al negoziato allAvana tra Governo e Farc, giunto alla sua terza sessione. Nelle prime due sono stati raggiunti accordi rispettivamente sulla questione della propriet delle terre agricole principale tema in discussione e motivo originario della lotta armata delle Farc e sui modi di futura partecipazione delle Farc stesse, una volta deposte le armi, alla vita politica del Paese. Nei giorni scorsi, c stata una tornata di colloqui durata quattro giorni e preceduta dallentrata in vigore di una tregua unilaterale di trenta giorni proclamata dalle Farc per le festivit di fine anno. Al centro del negoziato ora la questione della lotta al narcotraffico, sul quale un accordo sembra ancora lontano. Il Governo del presidente Juan Manuel Santos, ha gi varato leggi in favore delle vittime del conflitto civile, comprese quelle volte a restituire due milioni di ettari di terre dei quattro espropriati nel corso dei decenni e in massima parte poi lasciati in abbandono. Non daremo solo denaro alle vittime, ma metteremo a punto con loro un piano di interventi affinch le risorse siano usate in maniera costruttiva, ha detto Gaviria, secondo la quale sar necessario un decennio per completare questa gigantesca azione di risarcimento.

I soccorsi a un uomo ferito durante i disordini nei pressi dellaeroporto di Bangui (LaPresse/Ap)

Stando a quanto riferito da fonti giornalistiche che hanno assistito alla scena, i soldati ciadiani hanno dapprima esploso colpi di avvertimento in aria, poi per hanno abbassato il tiro ad altezza duo-

mo, sparando in direzione della folla. Secondo le fonti, tra laltro, la protesta non era solo contro Djotodia e la Seleka, ma riguardava anche specificamente i militari ciadiani, so-

Denuncia brogli il candidato sconfitto

Contestato in Madagascar il voto per il presidente

Elezioni in Mauritania vinte dal partito governativo


NOUAKCHOTT, 23. LUnione per la Repubblica (Upr), il partito al Governo in Mauritania, ha visto confermato il suo consenso nel secondo turno, ieri, delle elezioni legislative. Con questo voto lUpr conta su 74 dei 147 seggi dellAssemblea nazionale, cio la maggioranza assoluta. Il dato reso ancora pi imponente dal risultato di alcune piccole formazioni che dellUpr sono alleate, che portano complessivamente la maggioranza parlamentare a 107 seggi. Allopposizione ne restano dunque 37. Tra questi, sedici seggi sono andati al partito di ispirazione islamista Tewassoul, che ha accusato di brogli la maggioranza. Le elezioni politiche sono state considerate da molti osservatori come una sorta di nuovo referendum sul presidente Mohamed Ould Abdel Aziz, che assunse il potere cinque anni fa con un colpo di Stato e un anno dopo organizz elezioni presidenziali e le vinse.

spettati di connivenza con gli ex ribelli. Dopo il colpo di Stato di marzo, fra laltro, a ingrossare le milizie della Seleka, formalmente sciolte dallautoproclamato presidente, sono arrivati numerosi miliziani stranieri di matrice fondamentalista islamica, in particolare proprio dal Ciad, oltre che dal Sudan. I manifestanti contro i quali hanno aperto il fuoco oggi i soldati ciadiani alzavano invece cartelli e lanciavano slogan a favore dellintervento francese. A conferma delle profonde divisioni che si stanno accentuando a Bangui e pi in generale nella Repubblica Centroafricana, manifestanti di idee diametralmente opposte avevano organizzato ieri nel centro della capitale una protesta contro il dispiegamento dei soldati francesi, dopo che questi ultimi avevano ucciso tre miliziani della Seleka durante unoperazione di disarmo degenerata in uno scontro a fuoco.

Il nuovo ambasciatore di Cuba

Su circa diecimila articoli

Prezzi controllati in Argentina


BUENOS AIRES, 23. A partire dal 1 gennaio, il Governo argentino applicher una politica di controllo dei prezzi, allo scopo dichiarato di evitare manovre ingannevoli dannose per il portafoglio dei consumatori. Una politica che interesser fino a diecimila articoli, fra alimenti, bevande, prodotti per la pulizia, venduti nei negozi delle quaranta principali catene di supermercati del Paese. Secondo fonti del dipartimento dellEconomia, citate dallagenzia ufficiale Tlam, non si applicher un congelamento dei prezzi, ma una politica di amministrazione degli stessi lungo tutta la catena, a partire dai fornitori. Questultimo, secondo le stesse fonti, il settore in cui le manovre ingannevoli sono pi presenti. La nuova politica implicher controlli rigidi e totali sui bilanci delle imprese e il Governo ha affermato che user tutti i mezzi a sua disposizione per far s che le aziende si impegnino a rispettare gli accordi raggiunti, ma anche a evitare che vengano aumentati i prezzi senza una reale base economica, come si invece verificato negli ultimi mesi e in molti casi. Per i trasgressori ci saranno diverse sanzioni: da quelle previste dalla legge per la difesa dei consumatori, alla denuncia per abuso di posizione dominante. Il ministero dellEconomia effettuer, fra laltro, analisi complete sulluso dei sussidi, al fine rileva lagenzia di stampa Tlam di persuaderli che quando intendono aumentare i prezzi lo debbono fare per una reale necessit di costi e non per aspettative economiche infondate.

Lo scrutinio dei voti ad Antananarivo (Afp)

ANTANANARIVO, 23. Sulla base di risultati non ancora definitivi, Hery Rajaonarimampianina ha rivendicato la vittoria nel ballottaggio di venerd scorso per la presidenza del Madagascar. Il suo avversario, Jean-Louis Robinson, che era in vantaggio al primo turno, ha accusato di brogli la commissione elettorale, considerandola legata alle autorit di transizione guidate da Andry Rajoelina, lex sindaco di Antananarivo che cinque anni fa guid, con un sostanziale beneplacito dellesercito, il colpo di Stato con il quale fu rovesciato il presidente Marc Ravalomanana, da allora in esilio. Rajaonarimampianina considerato il delfino, appunto, di Rajoelina, mentre Robinson il candidato delle forze politiche che fanno riferimento a Ravalomanana. Al primo turno, lo scorso 25 ottobre, a Robinson erano andate il 21,16 per cento delle preferenze, mentre a Rajaonarimampianina avevano dato fiducia il 15,85 per cento. Quasi otto milioni di cittadini del Madagascar erano chiamati alle urne, venerd, sia per il ballottaggio per la presidenza, sia per scegliere i 151 deputati del Parlamento. Al momento non si hanno dati certi n sullaffluenza alle urne n sui risultati delle legislative. In ogni caso, dopo cinque anni di una transizione che ha fatto ul-

teriormente sprofondare il Madagascar nella miseria e nella violenza, le prime reazioni al voto fanno temere che nel Paese non si verifichi lauspicato ritorno alla normalit democratica.

Ottiene la fiducia del Parlamento il primo ministro somalo


MO GADISCIO, 23. passata con una maggioranza schiacciante di 243 deputati su 248 la fiducia, ieri, al nuovo primo ministro designato somalo, Abdiweli Sheikh Ahmed, che succede alla guida del Governo ad Abdi Farah Shirdon. Ahmed, un economista, ha alle spalle una lunga esperienza come dirigente della Islamic Development Bank, in Arabia Saudita. Il mio Esecutivo lavorer in concordia con il Parlamento e le altre istituzioni. Presto nominer un Gabinetto pi ampio e inclusivo, le cui priorit saranno sicurezza, salute, educazione e ricostruzione ha detto nel primo discorso programmatico dopo il voto allAssemblea di Mogadiscio. Shirdon era stato sfiduciato dal Parlamento a inizio dicembre dopo settimane di discussioni con il presidente, Hassan Sheikh Mohamoud, proprio riguardo la composizione del nuovo Esecutivo. La nomina di Ahmed dovrebbe ricomporre la grave crisi politica, che minacciava di ostacolare il gi difficile percorso di pace intrapreso dalla Somalia pi di un anno fa, dopo oltre un ventennio di guerra civile. Larrivo di Ahmed viene incontro anche alle preoccupazioni della comunit internazionale, preoccupata da un vuoto di potere che potesse indebolire lo sforzo per ricostruire le istituzioni, mantenere il controllo sul territorio e riconquistare quello in mano alla milizia islamica Al Shabaab.

Un cartellone pubblicitario a San Miguel de Tucumn (Epa)

Sua Eccellenza il signor Rodney Alejandro Lpez Clemente, nuovo Ambasciatore di Cuba presso la Santa Sede, nato il 3 maggio 1946, sposato e ha due figli. Laureato in Psicologia (Universit de LAvana), ha ricoperto i seguenti incarichi: direttore della rivista Juventud Tcnica e Vice Presidente del Consiglio Nazionale delle Brigadas Tcnicas Juveniles (1966-1968); vice segretario studentesco del comitato nazionale della Unin de Jvenes Comunistas e vice direttore del giornale Juventud Rebelde (1968-1973); direttore del Centro Studi della Giovent (1973-1975); funzionario presso il ministero degli Affari esteri (1975); primo segretario e, successivamente, consigliere di ambasciata in India (1975-1978); ministro consigliere di ambasciata in Afghanistan (1978-1979); capo dipartimento presso il ministero degli Affari esteri (1980-1982); Ambasciatore in Romania (19831988); direttore presso il ministero degli Affari esteri (1988-1992); Ambasciatore nella Repubblica Federale di Germania (19921995); Ambasciatore nel Regno Unito e in Irlanda del Nord (1995-2000); direttore per lEuropa presso il ministero degli Affari esteri (2000-2003); Rappresentante permanente di Cuba presso le Nazioni Unite (20032005); Ambasciatore in Italia (2005-2009); direttore per lEuropa presso il ministero degli Affari esteri (2010-2012); in servizio, col rango di Ambasciatore, presso il ministero degli Affari esteri (2012-2013). A Sua Eccellenza il signor Rodney Alejandro Lpez Clemente, nuovo Ambasciatore di Cuba presso la Santa Sede, giungano, nel momento in cui si accinge a ricoprire il suo alto incarico, le felicitazioni del nostro giornale.

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Ordigno esplode su un autobus a Tel Aviv


TEL AVIV, 23. Unesplosione si verificata ieri su un pullman a Bat Yam, sobborgo meridionale di Tel Aviv. Non ci sono stati vittime n feriti. Lo rende noto il portavoce della polizia israeliana, Micky Rosenfeld. Lordigno ha spiegato la fonte si trovava in una borsa e, quando questa stata notata, lautista ha fermato il mezzo e fatto scendere tutti i passeggeri. Le forze dellordine, immediatamente intervenute sul posto, hanno fatto brillare lordigno. Dopo che si erano diffuse diverse voci sui possibili responsabili dellattentato, la polizia, pur senza indicare alcuna responsabilit, ha fatto sapere che, in base allesame degli esplosivi trovati sulla scena, si trattato di un attacco terroristico. Il sito Ynet, citando il portavoce della compagnia Dan, che gestisce gli autobus a Tel Aviv, riferisce che la bomba esplosa mentre la polizia stava cercando di far allontanare le persone e che una persona stata ferita e trasportata in ospedale. Lultimo attentato su un autobus in Israele avvenuto nel novembre dellanno scorso. Intanto, resta alta la tensione anche al confine con la Striscia di Gaza. Questa mattina, nei pressi di una stazione di autobus nel sud di Israele, sono stati trovati i resti di un razzo Kassam lanciato da Gaza. Le sirene di allarme erano risuonate ieri notte nella zona, ma, in un primo momento, la polizia non era riuscita a identificare dove il razzo fosse caduto. Per questo si era anche pensato a un falso allarme.

Tre giorni di lutto nazionale dopo una nuova strage di soldati

Bengasi in balia delle milizie armate

Aggiornati i negoziati tecnici sul nucleare iraniano


BRUXELLES, 23. Sono stati aggiornati a dopo Natale i negoziati tecnici per definire le modalit di attuazione dellintesa sul nucleare iraniano, raggiunta a livello politico il 24 novembre a Ginevra. Probabilmente i colloqui riprenderanno poco prima di Capodanno, ha spiegato Maja Kocijancic, portavoce dellalto responsabile per la Politica estera e di sicurezza comune dellUe, Catherine Ashton. I rappresentanti del gruppo cinque pi uno (Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia, Russia e Cina, membri permanenti del Consiglio di sicurezza dellOnu, pi la Germania) e i delegati di Teheran erano tornati a Ginevra gioved scorso per mettere a punto i particolari della sospensione per sei mesi del programma nucleare di Teheran. Il nodo principale resta quello delle informazioni dettagliate che lIran dovr fornire sulle sue installazioni nucleari per consentire agli ispettori di verificare la sospensione del programma. Al termine dellincontro avvenuto ieri con il ministro degli Esteri, Emma Bonino, il presidente iraniano, Hassan Rohani, ha nel frattempo definito lItalia come un partner importante e un interlocutore decisivo. Per questo secondo quanto ha riferito lagenzia ufficiale Irna Teheran pronta a sviluppare le relazioni con Roma al massimo livello possibile. Il capo di Stato iraniano ha anche ribadito che il suo Paese pronto a soddisfare le necessit energetiche italiane, in particolare per quanto riguarda le forniture di petrolio e di gas.

I resti della vettura usata per lattentato suicida (Reuters)

TRIPOLI, 23. Il Governo libico ha annunciato ieri tre giorni di lutto nazionale e ha rinviato le celebrazioni per la festa dindipendenza del 24 dicembre in seguito alla morte di 13 soldati in un attentato suicida a un checkpoint a est di Bengasi nella notte tra sabato e domenica. Lattentato, bollato dalle autorit come atto terroristico, avvenuto nella localit di Barsis, a circa cinquanta chilometri dalla capitale della Cirenaica e non stato rivendicato da nessun gruppo armato. Secondo fonti della sicurezza lattentatore, un giovane a bordo di una vettura, ha parcheggiato davanti al checkpoint e quando i militari si sono

avvicinati il veicolo esploso. La Cirenaica, la regione orientale della Libia, diventata dalla fine della rivolta contro Muammar Gheddafi teatro di scontri e omicidi di matrice politica in cui hanno perso la vita numerosi membri delle forze di sicurezza, attivisti, giornalisti e giudici, soprattutto a Bengasi e Derna. La seconda citt del Paese di fatto ormai controllata da formazioni irregolari che spadroneggiano indisturbate e impongono le proprie leggi alla popolazione. Soltanto tre giorni fa era stato assassinato il capo locale dellintelligence militare, Fetallah Al Gaziri.

Quello nella notte tra sabato e domenica considerato il primo attacco suicida nel Paese. Esperti attribuiscono gli attentati a gruppi estremisti tra cui Ansar Al Sharia, ritenuto responsabile dellattacco al consolato americano di Bengasi dell11 settembre del 2012 in cui vennero uccisi lambasciatore, Chris Stevens, e tre altri statunitensi. Il gruppo salafita ha di recente dichiarato di non riconoscere le istituzioni dello Stato, inclusi i servizi di sicurezza. I sanguinosi scontri avvenuti a Bengasi il mese scorso tra militanti del gruppo salafita e le forze dellesercito hanno causato decine di morti.

Scontro tra Governo e inquirenti dopo alcuni arresti per corruzione

Continua la rimozione dei vertici della polizia turca


ANKARA, 23. Prosegue in Turchia lepurazione ai vertici delle forze di polizia: il Governo ha infatti annunciato la rimozione dei capi di altri 25 tra direzioni e dipartimenti di pubblica sicurezza, portando cos il totale a circa una settantina in appena quattro giorni. Tra coloro che sono stati espulsi dal corpo, destituiti o trasferiti ad altro incarico spiccano i nomi del generale Hseyin apkin, comandante della piazza di Istanbul, e di Ertan Erikti, responsabile dellordine pubblico nel municipio centrale di Fatih, distretto europeo della citt sul Bosforo il cui sindaco, Mustafa Demir, era stato arrestato per essere poi rimesso in libert dopo un lungo interrogatorio. La rimozione dei vertici della polizia avviene in concomitanza con la vasta inchiesta sulla corruzione e le tangenti legate agli appalti pubblici. Sono gi 24 le persone incriminate con varie accuse e poste in custodia preventiva: tra loro i figli dei ministri dellInterno, dellEconomia, come pure il direttore generale dellistituto statale di credito, Halk Bankasi. Altri indagati sono stati invece rilasciati, ma a tutti stato imposto il divieto di espatrio. Secondo il premier Recep Tayyip Erdoan, si tratterebbe in realt di una operazione sporca contro di lui e il suo suo partito per la Giustizia e lo Sviluppo. Erdoan ha affermato di dover combattere contro uno Stato allinterno dello Stato, e ha accusato non meglio precisati gruppi internazionali e alleanze oscure di rimestare nel torbido. Il premier ha anche minacciato lespulsione di certi ambasciatori che sarebbero coinvolti in iniziative provocatorie. Ieri la polizia turca intanto intervenuta con lacrimogeni e idranti per disperdere i manifestanti che protestavano a Istanbul contro il Governo.

Il ministro della Difesa tedesco in Afghanistan


KABUL, 23. Il nuovo ministro della Difesa tedesco, Ursula von der Leyen, giunto ieri in Afghanistan per incontrare il contingente militare di Berlino, dispiegato in prevalenza nel nord del Paese. Appena cinque giorni dopo aver assunto lincarico, Ursula von der Leyen giunto nel quartier generale settentrionale della Forza internazionale di assistenza alla sicurezza (Isaf) a Mazar-e-Sharif: qui situata lultima base tedesca in Afghanistan, che ospita attualmente 3.800 soldati. Anche per i militari tedeschi previsto, entro la fine del 2014, il ritiro dal territorio afghano. Nel frattempo non si registra alcun progresso nelle trattative tra Afghanistan e Stati Uniti in merito allaccordo sulla sicurezza. Il presidente afghano, Hamid Karzai, preferisce prendere tempo mentre Washington preme perch la firma dellintesa avvenga il prima possibile.

Migliaia di bambini pakistani resteranno senza profilassi

Volontari della campagna antipolio in fuga dagli attacchi talebani


ISLAMABAD, 23. Si svolge su pi fronti lazione destabilizzante dei talebani in Pakistan. Per impedire che le ragazze seguano il consueto cammino di formazione culturale, i miliziani da tempo colpiscono, con attentati dinamitardi, gli istituti scolastici presenti nel territorio. Come pure da tempo hanno nel loro mirino i volontari impegnati a vaccinare i bambini contro la poliomielite, in modo da stroncare lo sviluppo di una popolazione sana e robusta. E su questultimo fronte, purtroppo, proprio in queste ore si registra un dato negativo: infatti tutti i volontari attivi nellambito del programma di vaccinazione contro la poliomielite nella Khyber Agency, territorio tribale nel nordovest del Paese, hanno abbandonato in massa la missione, dopo che sabato scorso uno di loro stato ucciso dai talebani. Lo ha riferito lemittente Geo Tv. Il responsabile operativo del programma allargato di vaccinazione (Epi), Usman Afridi, ha confermato oggi che dopo luccisione di Ghilaf Khan, capo di un team di vaccinatori, tutto lo staff dellEpi e i volontari di 328 squadre hanno abbandonato il loro lavoro per timore di essere obiettivo di attentati. In questo modo ha dichiarato Afridi migliaia di bambini resteranno senza protezione contro la poliomielite. Ghila Khan il quarto volontario ucciso dai talebani nel solo mese di dicembre nella Khyber Agency e nella provincia di Khyber Pakhtunkhwa. E dallinizio dellanno sono stati trenta i volontari della campagna antipolio uccisi dai talebani. Secondo dati diffusi dal Governo di Islamabad, nel 2013 si sono registrati settantadue nuovi casi dellinfezione, la maggior parte nella provincia di Khyber Pakhtunkhwa, rispetto ai cinquantotto del 2012. Il Pakistan, lAfghanistan e la Nigeria sono gli unici tre Paesi a non aver ancora debellato la poliomielite. Si segnala intanto sul versante politico e strategico che Pakistan e India hanno deciso di riprendere il dialogo interrotto dopo una serie di incidenti e violazioni del cessate il fuoco lungo la linea di demarcazione del Kashmir avvenuta la scorsa estate. Il ministero del Commercio di Islamabad ha deciso di riavviare i negoziati bilaterali a partire da gennaio. Domani previsto poi un incontro tra responsabili dei due rispettivi eserciti al fine di ridurre le tensioni lungo la cosiddetta Linea di controllo, che divide in due la contesa regione del Kashmir.

Si allargano le proteste in Thailandia


BANGKOK, 23. Lennesimo tentativo di spallata al Governo thailandese della premier, Yingluck Shinawatra, ha portato ieri 150.000 persone in piazza a Bangkok, nellultima tornata di una protesta che va avanti da quasi due mesi e che tiene alta lincertezza in vista del voto anticipato indetto per il 2 febbraio. Soprattutto dopo il boicottaggio annunciato sabato dallopposizione del Partito democratico. Con manifestazioni in diversi punti del centro della capitale, tra cui alcune tra le maggiori aree commerciali, i dimostranti guidati dallex vice premier, Suthep Thaugsuban hanno chiesto le dimissioni dellEsecutivo e protestato contro quello che definiscono il regime di Thaksin Shinawatra, in riferimento allex premier in auto-esilio e fratello dellattuale premier, la cui residenza stata brevemente circondata. Non sono stati registrati incidenti. Lopposizione propone listituzione di un Consiglio del popolo, nominato dagli ambienti monarchici e militari, che possa traghettare il Paese verso le elezioni. Il quadro politico per le prossime settimane rimane, dunque, ad alto rischio di instabilit.

Sofia critica Londra sullimmigrazione


SOFIA, 23. Il presidente bulgaro, Rosen Plevneliev, ha criticato il premier britannico, David Cameron, per la sua volont di inasprire le norme in materia di immigrazione, un provvedimento che colpirebbe, soprattutto, cittadini bulgari e romeni. Plevneliev in unintervista allObserver, ha sottolineato che la Gran Bretagna dovrebbe rimanere fedele alla sua eredit di grande potenza globale che ha aperto la strada dellintegrazione e non giocare sulle paure della gente. Cameron ha da tempo ingaggiato una battaglia contro il cosiddetto turismo del welfare, che riguarderebbe migranti non tanto interessati alla ricerca di un lavoro, quanto ai sussidi.

Non accenna a terminare il muro contro muro tra Esecutivo e manifestanti

A Kiev ormai guerra di logoramento


KIEV, 23. Trascorrere Capodanno e il Natale ortodosso (il 7 gennaio) dietro le barricate nel centro di Kiev, ormai da pi di un mese cuore delle manifestazioni europeiste in Ucraina. quello che ha chiesto ieri sera il leader del partito dopposizione Udar, Vitali Klitschko, alle centomila persone scese in piazza. Continueremo a lottare ha detto non molleremo Maidan. Celebreremo qui Capodanno e Natale. E probabilmente non saranno in pochi ad accettare linvito dellaspirante presidente la cui popolarit in forte ascesa e che punta a elezioni legislative e presidenziali anticipate. Ed proprio davanti a questa folla decine di ambulanti hanno fatto affari vendendo bandiere ucraine ed europee che lopposizione ha annunciato la nascita del Movimento popolare Maidan, unorganizzazione che, secondo i fondatori, mira a raccogliere tutti gli ucraini che sono contro la corruzione e non vogliono un ritorno al passato sotto Mosca. Quella che si prospetta potrebbe essere una guerra di logoramento e secondo alcuni analisti il presidente ucraino, Viktor Ianukovich, punta proprio a lasciare che sia il tempo a raffreddare gli animi. Lopposizione spera invece che laccordo con cui marted scorso la Russia ha concesso allUcraina 15 miliardi di dollari e un forte sconto sul prezzo del gas non abbia spento le speranze degli europeisti, e che il generale inverno e le feste di Natale oramai alle porte non vanifichino tutto. Anche ieri per migliaia di manifestanti hanno protestato contro il Governo per la decisione di congelare laccordo di associazione con lUnione europea e riavvicinarsi a Mosca.

Manifestanti europeisti nella capitale ucraina (Reuters)

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LOSSERVATORE ROMANO

luned-marted 23-24 dicembre 2013

Il piccolo Ges di cera

Giocattolo teologico
di SYLVIE BARNAY

piccoli Ges di cera prendono posto nel presepio di Natale. I tesori delle chiese e i depositi dei musei a volte li conservano ancora nei loro scrigni di paglia. Vengono da sempre fabbricati artigianalmente nei monasteri. Questi giocattoli teologici raccontano anche a modo loro la bella storia della Nativit. I primi Ges di cera fanno la loro apparizione alla fine del XIV secolo. Vedere il bambinello di Natale modellato con la cera per il mondo medievale un modo di esprimere la duplice natura di Cristo, umana e divina, come la cera, che solida e liquida. In Italia, nelle case fiorentine delle classi signorili, le giovani possedevano simili oggetti per giocare con il Cristo bambino, in una santa familiarit che consisteva nellimitare la vita della Vergine Maria. Se ne servivano cos per la meditazione e ledificazione, ma anche come modello e materializzazione delle loro immagini interiori. Simili bambinelli di cera circolavano nelle corti laiche e principesche. Le dame di corte li utilizzavano anche come promemoria, similmente agli scribi che nellantichit incidevano le loro idee su tavolette di cera per non dimenticarle. Le deliziose collezioni costituite corrispondevano anche a una forma di enciclopedia. Nel mondo in miniatura dei giocattoli, le giovani nobili in effetti apprendevano letichetta che le donne del loro rango dovevano acquisire. Le bambole che regine e principesse si scambiavano in dono, servivano da documentazione. Il loro guardaroba e i loro piccoli utensili in argento, vero gabinetto di curiosit o stanza di meraviglie, permettevano in particolare di memorizzare gli usi delle diverse corti europee. Verso il 1380, per esempio, dalla corte di Carlo VI vengono inviate a quella dInghilterra alcune statuette per mostrare le nuove tendenze della moda. Il giocattolo di cera permetteva dunque di memorizzare sia la vita dei santi sia gli usi e i costumi delle monarchie. Teresa dAvila (1515-1582), la riformatrice del Carmelo, si ricorder di uno di questi tesori principeschi intravisto una volta dalla duchessa dAlba. di fatto limmagine di un gabinetto di curiosit che le torna in mente nel momento in cui deve trovare le parole per esprimere il suo incontro con Dio. Limmagine del castello in quel caso non basta pi per dire e descrivere la fusione dellanima con Dio, la sua trasformazione in sposa, come la cera che

passa dallo stato solido a quello liquido. Santa Teresa richiama cos alla memoria un luogo particolarmente ricco di tesori e di meraviglie per esprimere tutta linteriorit di questo punto culminante dellesperienza mistica: Lo stesso per lestasi, lanima,

cos perduta in Dio da essere un tuttuno con Lui, entra in quel gabinetto celeste che in ognuno di noi (Las Moradas, a cura di Toms Navarro Toms, Madrid, EspasaCalpe, 1968, Moradas sextas, cap. IV, pp. 150-151). Nella Spagna del XVI secolo, la fabbricazione dei Le statuine o piccoli santi Ges di cera contemporanea a queste esperienze ricordano che luomo chiamato edificanti e trasformatrici. a crescere gradualmente in santit Accompagna quindi la devozione per il Bambino Dallinfanzia spirituale Ges che ne anche la faalle nozze con lagnello mistico se iniziale. Diverse confraternite ne adottano cos la produzione e luso. I Ges di cera figurano pure nel presepio che il sud dellEuropa ora miniaturizza per memorizzarlo meglio. Le statuine o piccoli santi ricordano dunque a modo loro cos il piccolissimo santo, ossia luomo che chiamato a crescere gradualmente in santit, dallinfanzia spirituale alla speranza delle nozze con lagnello mistico. I Ges di cera diventano anche, alla fine del XVII e allinizio del XVIII secolo, un ornamento degli alberi di Natale. A sua volta eco della piet dei laici rivolta nel XIX secolo alla Santa Famiglia, il Carmelo di Lisieux in Francia acquista, per esempio, uno di quei Ges di cera che non hanno mai smesso di circolare nelle valigette delle carmelitane dellepoca moderna. Sappiamo che Teresa stessa lo fascia. ancora uno di questi piccoli Ges di cera che la carmelitana fa utilizzare come giocattolo teologico nellopera teatrale intitolata Il piccolo divino mendicante di Natale chiede lelemosina alle carmelitane, che scrive nel 1895, allet di ventidue anni. La giovane donna lha scritta per la sera di Natale, perch venga rappresentata come ricreazione dalla comunit, secondo la pratica allora in uso in tutti i conventi carmelitani della riforma. Lopera metteva cos in scena linfanzia spirituale vissuta nel Carmelo, che consisteva nellentrare nel mistero della somiglianza con il Bambino Ges. Le ventisei suore della co-

munit di Lisieux erano dunque invitate a presentarsi, secondo il loro rango religioso, davanti al piccolo Ges di cera del Presepio, e poi a estrarre a sorte una delle ventisei strofe che componevano lopera per recitarne la storia. Il giocattolo teologico consentiva cos a ogni anima di sperimentare larte divina di amare Dio in suo Figlio attraverso la grazia dello Spirito Santo. Invitate a ricordarsi di Cristo bambino allinizio della sua incarnazione, le religiose rivisitavano cos mentalmente tutta la storia santa. Lautrice affidava pertanto al teatro il compito di tradurre, in una forma accessibile a qualsiasi anima ma spogliata di ogni proiezione personale, lesperienza di Dio che lei stessa aveva vissuto nellinfanzia e

che aveva chiamato piccola via. Le immagini che nascono nella sua creazione letteraria hanno dunque come fine quello di far comprendere in modo nuovo cos la via della piccolezza per colei che chiede di prendere il nome di suor Teresa del Bambin Ges quando entra nel Carmelo il 9 aprile 1888. Al mo-

mento di comunicarla agli altri, unimmagine di memoria, un piccolo Ges di cera, che permette a Teresa di fissarne per iscritto la storia al fine di trasmetterla. Il cristianesimo qui uno stile. Linfinito ha le fasce [come un bambino] dicevano con tanta grazia gi i sermoni greci nel IV secolo.

Per riportare il bambinello al centro del Natale

Tra le vie dello shopping


Savvicina Natale e le vie della citt sammantano di luci: inizia cos lo scritto Hanno sloggiato Ges di Chiara Lubich, rimasta improvvisamente colpita dallesteriorit che si coglieva agli angoli delle nostre citt, ormai orfane del significato vero e profondo della festa: Questo mondo ricco si accalappiato il Natale e ha sloggiato Ges! Punta sul Natale per il guadagno migliore dellanno. Ma a Ges non pensa. E cos, ormai da diversi anni, i bambini del suo movimento cercano, per un pomeriggio almeno, di dare vita a quel sogno della fondatrice, riportando Ges bambino al centro del Natale. Lo hanno, ad esempio, fatto il 21 dicembre a Roma, presso la Galleria Alberto Sordi, celebre ritrovo dello shopping, quando, tra canti natalizi, hanno distribuito ai presenti dei Ges bambino da loro confezionati.

Lincarnazione di Cristo

Ecco perch esistono il tempo e lo spazio


di INOS BIFFI Uno della Trinit, il Figlio di Dio, si incarnato. E ci imbatteremmo in lui, se ci fosse possibile risalire la china solo di qualche secolo. Forse ci siamo abituati, e loriginalit inattesa e inimmaginabile dellavvenimento che la Chiesa commemora nella festa del Natale s un poco appannata e usurata. E, pure, per poco che ci riflettiamo, difficile non rimanere smarriti ed estatici: il figlio di Dio ha assunto la natura umana e lha unita vano il loro senso originario. Se non ci fosse dovuto essere Ges, il tempo e lo spazio non sarebbero esistiti e sarebbero stati inutili. con la sua apparizione che il mondo prende coscienza della ragione del loro esserci. A questo punto il pensiero va a Maria. Grazie alla discesa dello Spirito Santo e alla potenza avvolgente dellAltissimo, quellUno della Trinit veniva umanamente concepito nel grembo della Vergine, che lo avrebbe dato alla luce e che poteva in tutta verit volgersi a Lui con le parole: Tu, che sei il mio Dio, sei mio Figlio. Vengono in mente i versi di Dante, il pi alto poeta e teologo mariano: Vergine madre, figlia del tuo figlio (Paradiso , XXXIII, 1). Elisabetta, incontrandola, la chiama: La madre del mio Signore (Luca, 1, 43): per Elisabetta Ges il Signore, e Signore il titolo divino di Ges risorto. Chi era eterno e infinito nasceva nella finitezza di una vera nativit umana. La relazione umana pi stretta e singolare col figlio di Dio e quindi con la Trinit era in atto in Maria di Nazaret, che in maniera unica e incomparabile entrava in comunione col Padre, col Figlio e con lo Spirito Santo. La divina maternit la sorgente e il fondamento dellammirata devozione della Chiesa per la Vergine. Rimuoverla o contestarla comprometterebbe irrimediabilmente o non lascerebbe intatto il dogma cristologico. Il mistero pi alto, incommensurabile, era silenziosamente racchiuso in questa fanciulla, Piena di grazia, che nel canto del Magnificat ci lascia intuire i pensieri e i sentimenti che intimamente la animavano. Essa si proclama, come nellAnnunciazione, unumile serva a cui il Signore si degnato di volgere lo sguardo. Sa che sono avvenute in lei grandi cose, e che lungo i secoli la chiameranno beata, ma non per suo merito, poich tutto risale alla misericordia dellO nnipotente. Ma importa unaltra considerazione, che non manca di lasciarci stupiti: il figlio di Dio, nella sua uscita, per cos dire, dalla Trinit, ha fissato la sua scelta e la sua preferenza sullumanit e non su unaltra creatura, come potrebbe essere langelica. Si fece carne e si attend in mezzo a noi (Giovanni, 11, 14). A Dio piaciuta lumanit. Verrebbe da dire che lumanit lo ha attratto. In realt, e pi esattamente, lumanit concepita e voluta originariamente per il Figlio, chiamato ad assumerla personalmente. Propriamente, non noi abbiamo dato al Figlio di Dio lumanit, ma lui lha iniziata in s e quindi lha comunicata a noi come umanit in grazia. Noi siamo stati preceduti, e infatti, per mezzo di lui, in lui e in vista di lui, Primogenito di tutta la creazione, furono create tutte le cose nei cieli e sulla terra (Colossesi, 1, 15-16). Se scomparisse Cristo, lumanit semplicemente si sfascerebbe e scomparirebbe, per la sottrazione del suo fondamento, del suo principio e della sua ragione. Non mai esistita unumaniautenticamente uomo. I misteri singolari di Ges elaborano la sua vita, ma intenzionalmente intessono anche la nostra, in quanto sono destinati a essere rivissuti da ogni uomo. Essi offrono il vissuto ontologico umano. Ma qui sorge la domanda: se lumanit concreta connessa a Cristo cos intimamente o creativamente, che non pensabile di fatto unumanit non connessa a lui, possiamo ancora parlare di grazia? Certamente, e nel modo ancor pi assoluto, dal momento che, in questa prospettiva, lumanit in grazia cio in Cristo non perch questo le sia sopraggiunto a un certo momento, ma perch tale umanit fu costitutivamente e radicalmente suscitata da Cristo e per Cristo, e non per unesigenza dellumanit, ma per una gratuita deliberazione o per una scelta damore da parte di Dio, il quale volle in Ges una umaniSe scomparisse il Nazareno t da amare paternamente e volle tutti gli uomini come figli il genere umano semplicemente si sfascerebbe adottivi. Com detto in Efesiper la sottrazione della sua ragione ni: in Cristo Dio ci ha scelti prima della creazione del monNon mai esistita unumanit do per essere santi e immacolache non fosse quella deliberata per lui ti di fronte a lui nella carit, predestinandoci a essere figli t, neutra o indipendente, o che non adottivi mediante Ges Cristo (1, 4-5). fosse quella destinata e deliberata per lui. A ben vedere, la grazia lo stesso Cristo Ma, se cos, noi non possiamo sapere e la gratuit della grazia il dono dellincarche cosa e come sarebbe stata unumanit nazione del Figlio di Dio, e quindi la sua diversa; anzi, a rigore, neppure la potremmo impronta in noi (la grazia creata). Siamo, chiamare umanit. Una umanit pura non cos, di fronte a un eccesso di grazia, fin dal solo unipotesi, ma non neppure conte- principio, e questo va oltre la stessa convinnutisticamente rappresentabile. Quello di zione di Tommaso dAquino secondo il quaumano che esiste , in ogni caso, tuttaltra le luomo, come langelo, stato creato in cosa. grazia (Summa Theologiae, I, 62, 3; 95, 1). A Natale nel Verbo incarnato appare Noi siamo stati pre-creati nellumanit origilunica umanit conforme al disegno trinita- nariamente istituita per il Figlio di Dio inrio, lumanit gestita divinamente e, perci, carnato, nel quale siamo resi uomini e portala sola valida al giudizio di Dio. In Ges di ti al Padre, il quale, avendo immensamente Nazaret noi troviamo come Dio si comporta a cuore il Figlio, ha immensamente ha cuore da uomo, o come si uomini. Lantropolo- tutti noi. In ogni uomo, da sempre, si rifletgia reale si ritrova nella cristologia. Di con- te lumanit del Figlio di Dio, presente e inseguenza, le azioni di Cristo sono la descri- teressato l dove appaia un uomo. Ges zione della condizione umana o lattuazione luomo se lo ritrova in s, essendone lui storica dellessere uomo. Esse rappresentano liniziatore e limmagine. Dove c un uomo, le vicissitudini esemplari o paradigmatiche l c la propensione del Padre celeste e linche luomo chiamato a rivivere, per essere clinazione di Cristo.

Il 25 dicembre al Pims

Si apre con Messiaen la Musicometa


Inaugura il 25 dicembre nella Sala Accademica del Pontificio Istituto di Musica Sacra la XIX edizione di Musicometa, rassegna musicale che porta come sottotitolo Nova stella, Buona Novella, passaggi ardenti nella partitura del cielo. Sul tema Visioni messianiche si svolge il primo concerto dedicato a La Nativit du Seigneur di Olivier Messiaen, con unistallazione video basata sui nove pastelli realizzati dal pittore svizzero Charles Blanc-Gatti. Stefano Vasselli sar allorgano e Dario Paolini alla regia e alla ricostruzione interattiva del procedimento suono-immagine. Dopo gli appuntamenti del 26 dicembre nella Chiesa Evangelica Luterana e del 28 nella Chiesa di Santa Lucia del Gonfalone, la manifestazione torner il 30 dicembre ancora alla Chiesa Evangelica Luterana per il concerto finale sul tema Variazioni sulla Buona Novella: un recital di Livia Mazzanti allorgano, con Sarah Nicolucci voce recitante, che prevede brani di Bach, Ives, Domenico Scarlatti, Barber e D aquin.

Giotto, La Nativit e lannuncio ai pastori (particolare, 1303-1305, Cappella degli Scrovegni, Padova)

indissolubilmente a s, legandola e collocandola nellintimo della Trinit. Secondo la fede cristiana Ges di Nazaret personalmente Dio. Paradossalmente il figlio di Dio, eterno e immenso, assume il tempo e si dispone nello spazio. Lincarnazione non un mito senza data, o un fenomeno ciclico prevedibile e necessariamente ricorrente. Si dovrebbe, anzi, dire che tempo e spazio nel disegno divino sono ideati a motivo e a servizio di Cristo, nel quale tro-

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LOSSERVATORE ROMANO

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In un inedito di Jorge Mario Bergoglio

Storia di una vocazione


Fu il salesiano Enrique Pozzoli a battezzarlo nel giorno di Natale
Pi volte Papa Francesco ha parlato con efficacia dellimportanza del battesimo, chiedendo ai fedeli se si ricordano la data di quando sono diventati cristiani. E in Jorge Mario Bergoglio la memoria di chi il 25 dicembre 1936 lo ha battezzato il salesiano di origine italiana Enrique Pozzoli sempre vivida, legata com alla storia della sua vocazione. Consegnata in sei fitte pagine battute personalmente a macchina il 20 ottobre 1990, la rievocazione stata scritta a Crdoba dal gesuita per tenere fede a una promessa fatta al salesiano Cayetano Bruno, lo storico della Chiesa in Argentina. Era il ventinovesimo anniversario della morte di Pozzoli e quella mattina, dopo aver celebrato messa per lui, padre Bergoglio si mise a scrivere di getto la lunga lette2. P. Pozzoli era molto legato alla famiglia Svori, la famiglia di mamma, che viveva in Quintino Bocayuva 556. I fratelli di mamma, soprattutto il maggiore, Vicente, gli era molto vicino (anche lui aveva lhobby della fotografia). I fratelli di mamma prendevano anche parte ai Crculos Catlicos de Obreros (credo nella calle Belgrano). Pap era arrivato dallItalia il 25 gennaio 1929. Era piemonra. A questa fece seguire subito dopo per lo stesso destinatario unaltra, di cinque pagine anchesse dattiloscritte, con alcuni dei ricordi salesiani. Nellanniversario di battesimo del Papa, pubblichiamo quasi per intero la prima relazione dedicata al religioso, nel quale si univano le immagini del missionario, del confessore, dellorologiaio e del fotografo e la cui storia sintreccia, pi di una volta in modo decisivo, con quella della famiglia Bergoglio. E di molti altri. Il testo, conservato nellarchivio storico salesiano di Buenos Aires, qui presentato in una nostra traduzione che conserva tutte le particolarit e i rarissimi lapsus delloriginale, mentre i pochi interventi sono inseriti in corsivo e tra parentesi quadre. (g.m.v.)

6. intervenuto in modo decisivo, nel 1955, con la storia della mia vocazione. Il 21 settembre 1954 mi hanno buttato gi dal cavallo. Ho conosciuto P. Carlos B. Duarte 3. Venne la Recessione Economica. Il PreIbarra a Flores (la mia parrocchia). Mi sono sidente dellAzienda, fratello di mio nonno confessato con lui per caso e l senza visite a P. Pozzoli e alla cappella di Maria il 24 settembre 1961. P. Pozzoli viene alla ca(si chiamava Juan come mio nonno ma che io stessi nel banco delle imposte come il Ausiliatrice. Ma P. Pozzoli preoccupato mera ardente e vuole fare una foto di pap il secondo nome era Lorenzo) si ammala di santo del giorno [Matteo] mi aspettava il per il tempo che devo passare a casa fino a con i suoi cinque figli Io mi vergogno e leucemia e linfosarcoma. Lo cura il Dr. IvaSignore miserando et eligendo. L non ho marzo, quando entrer in noviziato. Non gli con la sufficienza dei giovani riesco a far in nisevich (poi divenuto Ministro avuto dubbi che dovevo essere sacerdote. La piace tanto tempo fuori e di meno essen- modo che la cosa non riesca. Credo che P. dellEducazione) e muore. Le due cose la recessione e la vocazione lavevo sentita per la prima volta do epoca di vacanze. Non so come fa, ma Pozzoli si rese conto del mio atteggiamento, Uno non sapeva dove voleva andare, lui s morte di Juan Lorenzo rovi- a Ramos Meja, durante il mio sesto grado, parla con lIspettore e ottiene che mi inviti- ma non disse nulla. E pensare che meno di narono limpresa. Dovettero e ne parlai con il famoso pescatore di vo- no a passare le vacanze con i chierici a Tan- un mese dopo sarebbe morto La seconda e generalmente non voleva arrivare a un punto vendere tutto, persino la loro cazioni, P. Martnez S.D.B. Ma poi cominciai dil. P. Grosso era il Direttore. A Tandil ho occasione fu la sua morte. Pochi giorni pridove si riconoscesse che aveva vinto ma lo visito nellHospital Italiano. addorCappella del Cimitero (ancora la scuola secondaria e ti salumentato. Non lascio che lo sveglino (in fonesiste a Paran il Palazzo Ber- to! Studiavo Chimica nellInQuando annusava che ormai do stavo male, e non sapevo cosa dirgli). goglio di 4 piani, dove viveva- dustriale e solevo passare lunLa vocazione lavevo sentita a Ramos Meja stava per ottenere quello che voleva Esco dalla stanza e resto a parlare con un no i quattro fratelli), e i miei ghi periodi (soprattutto in estapadre che l. Poco dopo un altro padre durante il mio sesto grado nonni e pap restarono senza te) in casa dei miei nonni masi ritirava prima che gli altri si rendessero conto esce dalla stanza e avvisa che P. Pozzoli si nulla. Menziono questo avveni- terni nella calle Quintino BocaMa poi cominciai la scuola secondaria svegliato, che gli hanno detto della mia visimento perch fu P. Pozzoli a yuva. Curiosamente non ero e ti saluto! ta, e chiede, se sono ancora l, che entri. Dipresentarli a una persona che solito confessarmi con P. Pozco di dirgli che gi me ne sono andato. Non tese (nato ad Asti) e aveva vissuto in preva- gli prest 2.000 pesos, con i quali i miei zoli, ma lo facevo con alcuni di so cosa mi accadde, se era timidezza o che lenza a Torino (in via Garibaldi e Corso Val- nonni comprarono un negozio nel quartiere quei giganti del confessionadocco). La vicinanza con la Chiesa Salesiana di Flores e pap che era stato Raggio- le: P. Montaldo (doppiamente gigante), P. conosciuto buoni chierici Uno di loro era altro Avevo 25 anni e facevo il primo anno gli fece frequentare i Padri di l, cosicch nere [sic] nella Banca dItalia e contabile in Punto, P. Carlos Scandroglio (anche se di P. Wenceslao Maldonado A marzo entro di filosofia Ma le assicuro, padre Bruno, che se potessi rifare quel momento lo farei. quando arriv gi Raggionere [sic] da azienda andava in giro per le consegne. lui avevo un po paura). Ma nel settembre in noviziato. Quante volte ho provato profonda pena e Questo mostra la del 54 brucia Troia e inizio una seria diretempo apparteneva alla 8. Ci sono due momenti, nella mia rela- dolore per quella mia bugia a P. Pozzoli preoccupazione di P. zione spirituale con P. Duarte Ibarra, che famiglia salessiana Pozzoli per i suoi ra- sarebbe morto lanno seguente nellHospital zione con P. Pozzoli, che mi intristiscono quando stava per morire. Sono di quei mo[sic]. Arrivarono sul gazzi, quando passava- Militar assistito da P. Aristi, Sacramentino. quando li ricordo. Uno la morte di pap, menti (pochi, forse) della vita che uno vorGiulio Cesare, ma no qualche situazione Non dico nulla in casa fino al novembre del avrebbero dovuto viagdifficile. giare su una traversata 1955: quellanno finivo lIndustriale (erano precedente: con il 4. Ricordo linter- sei anni) e mi iscrivevo come tecnico chimiPrincipessa Mafalda, vento di P. Pozzoli co. A casa non sono convinti. Erano cattoliche col a picco. Lei quando, alla fine del ci praticanti ma preferivano che aspettassi non immagina quante 1948, si adopera perch alcuni anni, studiando allUniversit. Poich volte ho ringraziato la io e il mio secondo fra- capivo su chi sarebbe finito il conflitto, andivina Provvidenza! tello potessimo entrare dai da P. Pozzoli e gli raccontai tutto. EsaPap lavorava nella nel 1949 come in- min la mia vocazione. Mi disse di pregare Banca dItalia a Torino terni nel Colegio e di lasciare tutto nelle mani di Dio. Mi e Asti. La nonna, doa Wilfrid Barn de los diede la benedizione di Maria Ausiliatrice. Rosa Margarita VasalSantos Angeles in Ogni volta che recito il Sub tuum praesilo de Bergoglio (la Ramn Meja. Io ho dium mi ricordo di lui. Naturalmente in donna che ha avuto il fatto l il mio sesto gra- casa nasce lidea: perch non sentiamo P. maggiore influsso nella do, nel 1949, e mio fra- Pozzoli? E io, con la miglior faccia del mia vita) lavorava neltello il quinto e sesto mondo, dissi di s. Ricordo ancora la scena. la nascente Azione nel 1949-1950. Succede Era il 12 dicembre 1955. Pap e mamma feDon Enrico Pozzoli Cattolica: teneva conche, nel febbraio del steggiavano 20 anni di matrimonio. La festa ferenze dappertutto 1948, mamma aveva consistette in una Messa (solo i miei genito(sino a poco tempo fa avuto il suo ultimo ri e i cinque figli) nella parrocchia San Jos ne avevo una, pubblicata su un volantino, parto (mia sorella, la quinta e ultima) ed era di Flores. Il celebrante sarebbe stato P. Pozche aveva tenuto a S. Severo (?) di Asti sul rimasta seriamente prostrata. Fu necessario zoli. Finita la Messa, pap invita a colaziotema: San Giuseppe nella vita della nubile, mettere come interni i tre maggiori (mia so- ne nella Pasticceria La Perla de Flores della vedova e della sposa). Sembra che rella, la terza, oggi madre di un gesuita e di (Rivera Indarte e Rivadavia, a mezzo isolamia nonna dicesse cose che non piacevano una Religiosa, fu messa come interna a Ma- to dalla Basilica) Pap pensava che P. alla politica di allora Una volta le chiuse- ra Auxiliadora. Anche qui intervenne P. Pozzoli non avrebbe accettato perch gli ro la sala dove doveva parlare, e allora lo fe- Pozzoli). A lui ci si rivolgeva in famiglia chiese se poteva (credo che se altrimenti sace per strada, salita su un tavolo. Conosceva ogni volta che cera un problema, o quando remmo andati a casa, a 6 isolati), ma P. il Beato Pier Giorgio Frasatti [sic], e lavora- si aveva bisogno di un consiglio. Ci ha bat- Pozzoli (che sapeva di cosa si sarebbe parlaCon i genitori Regina e Mario va insieme alla Prof. Prospera Gianasso (che tezzati tutti, meno il mio secondo fratello to) accett senza esitare. Che libert di spirito per aiutare una vocazione! A ha avuto abbastanza influenza nella A.C. met della colazione si pone la Italiana). Ma non credo che la situazione rebbe poter vivere di nuovo per comportarsi questione. P. Pozzoli dice che politica sia stata il motivo dellemigrazione in altro modo. () Pochi giorni prima della sua morte lUniversit va bene, ma che le in Argentina (nemmeno ha dovuto prendere cose vanno prese quando Dio olio di ricino). Un fratello di mio nonno era 10. Quale fu la traccia che lasci P. Pozzolo visito nellHospital Italiano vuole che si prendano e cogi radicato a Paran e limpresa gli andava li? Innanzi tutto mi riferisco alla mia espeNato a Senna Lodigiana, sulle rive addormentato e torno indietro mincia a raccontare storie diverse bene. Vennero per aggiungersi a questa imrienza familiare. Se nella mia famiglia oggi del Po, il 29 novembre 1880, Enrico di vocazioni (senza prendere parpresa di pavimentazione, azienda familiare Appena esco, lui chiede di me e io mi nego si vive seriamente da cristiani grazie a lui. Pozzoli fu inviato a Buenos Aires nel tito), e alla fine racconta la sua dove lavoravano 4 dei 5 maschi Bergoglio. 1906, tre anni dopo lordinazione Ha saputo porre e far crescere fondamenti di Se potessi rifare quel momento lo farei vocazione. Racconta come un saPap era figlio unico e inizi a lavorarvi cosacerdotale. Fu un viaggio a senso vita cattolica. Ci sono vocazioni: mio cugino cerdote gli propone di diventare Quanto dolore per quella mia bugia me contabile, muovendosi a Paran, Santa unico: don Pozzoli rimase infatti Julio Picchi; mio nipote Jos Luis (gesuita) sacerdote, come in pochissimi Fe e Buenos Aires. Quando arriv a Buenos nella capitale argentina fino alla e mia nipote Mara Ins (Ancella del Sacro anni diventa suddiacono, poi Aires and ad abitare con i Salesiani nella morte, sopraggiunta il 20 ottobre Cuore): entrambi figli di mia sorella; io E diacono e sacerdote come gli Calle Sols, e fu l dove conobbe P. Pozzoli 1961. Anche lui salesiano, Cayetano tra gli altri nipoti, che sono minorenni, c che subito (1929) divenne suo confessore. perch (nel gennaio-febbraio del 1938) P. fu dato quello che non aspettava Bene, a Bruno (1912-2003) stato il maggior inquietudine vocazionale. Inoltre noi cinque Entr a far parte dei ragazzi che stavano in- Pozzoli era a Usuahia. Alcune volte durante questo punto ormai i miei genitori avevastorico della Chiesa in Argentina. fratelli abbiamo una vita di fede, e questa fetorno a P. Pozzoli, qui conobbe i fratelli di lanno (in genere per SantEnrico) veniva a no sciolto il cuore. Naturalmente P. Pozzoli Desidero con tutto il cuore scrive de fu coltivata da P. Pozzoli attraverso i mamma e attraverso loro mamma, con la pranzo a Quintino Bacayuva 556, casa dei non fin dicendo che mi lasciassero andare Bergoglio, ormai cardinale, al consigli e gli orientamenti ai miei genitori. quale si spos il 12 dicembre 1935 a San Car- miei nonni materni (Francisco Svori e Ma- in Seminario n esigendo da loro una decisalesiano Jos Mario Repovz, il 14 Quando noi fratelli ci riuniamo, sempre si los. Pap raccontava molti episodi di P. Poz- ra Gogna de Svori), e l ci riunivamo tutti sione Semplicemente si rese conto che doluglio 2003 che il suo esempio di zoli e di altri padri: ricordo che ne racconta- a festeggiarlo con ravioli: era il P. Spirituale veva ammorbidire, lo fece e il resto venviene a parlare di P. Pozzoli: un riferimenvita apostolica e la sua fedelt va alcuni di P. Carlos Scandroglio, quando della famiglia. () ne da s. Era tipico di lui: una de cal y to che portiamo dentro di noi, e i miei niporeligiosa costituiscano per tutti noi otra de arena direbbero gli spagnoli [calce ti (nessuno lo ha conosciuto) sanno chi P. un edificante modello da imitare. In e sabbia, equivalente allitaliano bastone e caparticolare mi unisce allamato Padre Pozzoli. Ha saputo consolidare la fede e la rota]. Uno non sapeva dove voleva andaBruno un fraterno e grato affetto, piet in quel gruppo di giovani che aiutava poich stato il mio padrino di re ma lui s; e generalmente non voleva nella loro vita cristiana. Dava molta imporOrdinazione Episcopale e testimone arrivare a un punto dove si riconoscesse che tanza alla devozione a Maria Ausiliatrice. della presentazione della Bolla di aveva vinto. Quando annusava che orAnche a San Giuseppe. () In definitiva: nomina ad Arcivescovo Coadiutore di mai stava per ottenere quello che voleva, si lasci eredit spirituale. stato un operaio questa Arcidiocesi, dinanzi al ritirava prima che gli altri si rendessero condel Regno di Dio. () Collegio dei Consultori. Egli mi ha to. Allora la decisione veniva da sola, liberaonorato della sua preziosa amicizia 11. Bene, padre Bruno, finisco. Sento che mente dai suoi interlocutori. Non si sentivaed ancora vivo in me il ricordo oggi ho solo fatto il mio dovere. Alla mia no forzati ma lui gli aveva preparato il delle nostre lunghe conversazioni et uno comincia ad accettare che la vita gli cuore. Aveva seminato, e bene ma lasciaquando risiedevo nella Comunit va agli altri il gusto della raccolta. porti il conto, cio che gli vada indicando dellEditrice. Va anche sottolineata la le persone che lo hanno aiutato a vivere, a 7. Sono entrato nel Seminario nel 1956. riconoscenza che dobbiamo a questo crescere, a essere cristiano, sacerdote, religioNellagosto del 1957 mi viene la polmonite. insigne e illustre membro della so E, nel riconoscere il bene che mi hanno Sto per morire. Poi mi operano al polmone. Famiglia Salesiana per il suo fatto tante persone, vado gustando ogni P. Pozzoli mi visita durante la malattia. Dugrandioso contributo alla Storia della giorno di pi la gioia di essere riconoscente. rante il secondo anno di Seminario avevo Chiesa in Argentina, sviluppato nel Con P. Pozzoli mi succede proprio questo. maturato la vocazione religiosa. E cos una corso di tanti anni di esaustiva Tutti i giorni (sic!) lo ricordo nellufficio divolta guarito, in novembre, non torno pi in ricerca unita a una singolare e vino quando prego per i defunti E mi creSeminario e voglio entrare nella Compagnia. semplice piet. Il P. Furlong s.j. da che gioisco con questo sentimento di graNe parlo con P. Pozzoli, esamina la vocaziodiceva di lui che era Don Bosco Redivivo. titudine che mi regala il Signore. ne e d il via libera. Sono frequenti le mie lo accompagnava ad assistere moribondi. Pap si chiamava Mario Jos Francisco, e mio nonno Juan Angel.

I protagonisti

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LOSSERVATORE ROMANO

luned-marted 23-24 dicembre 2013

Unomelia tenuta il 25 dicembre 513

Nei messaggi delle organizzazioni ecumeniche

Nella casa del pane nato il pastore


di MANUEL NIN La trentaseiesima omelia di Severo di Antiochia fu predicata il giorno di Natale del 513, secondo anno del suo episcopato nella sede dellO ronte, esattamente millecinquecento anni fa. Si tratta di una delle 125 omelie cattedrali che il vescovo predic dal 512 al 518, quando fu patriarca di Antiochia. Lomelia porta come titolo Sulla nativit secondo la carne del grande Dio e salvatore nostro Ges Cristo. Severo, come solito fare, inizia con una sorta di captatio benevolentiae presentandosi al suo uditorio con animo diviso tra il rimanere in silenzio di fronte al mistero che si celebra in questo giorno e lo slancio come pastore del gregge a parlarne a coloro che lascoltano. In diverse omelie, infatti, Severo accenna alla grande quantit di popolo e di monaci accorsi per ascoltarlo: Ammirando la grande meraviglia di questa festa, mi sento con lanimo diviso: da una parte mi sento spinto a un totale silenzio, e dallaltra a parlare in modo abbondante. Chi, sentendo che celebriamo il giorno della nativit di colui che increato e scrutando questo fatto meraviglioso, non sentirebbe le vertigini e onorerebbe col silenzio ci che non si pu comprendere? Chi invece, accorgendosi del motivo per cui il Verbo, che al di sopra di tutto, disceso fino ad abbassarsi dal tutto e ha accettato una nascita carnale per noi che eravamo caduti nelle cose carnali () non innalzerebbe il suo spirito e si desterebbe per farne lelogio, e non sarebbe spinto e mosso dalla grandezza dellamore di Dio per gli uomini?. In un lungo paragrafo Severo si sofferma parlando della vera incarnazione del Verbo di Dio, e lo fa giocando coi termini creatore e creatura, fabbricatore e opera fatta: Veramente tutta la creazione onorata dal divino farsi uomo, e noi in primo luogo, perch il Verbo ha partecipato, eccetto il peccato, alla nostra creazione. E non diventato uomo dopo il rifiuto di quello che egli , cio Dio. E anche il resto delle creature onorato per il fatto che il creatore ha accettato di essere creato e il fabbricatore di essere tra le sue stesse opere. E prosegue presentando la creazione stessa come unopera frutto della provvidenza divina verso luomo: Ma per un altro fatto che questo mondo visibile prende giovamento da questa bella opera, per il fatto che stata compiuta per servizio e utilit nostra. Per me infatti il sole stato creato, la luna e le stelle per mostrare la luce, il cielo per far piovere, e laria per dare vita, e la terra per produrre frutti. Severo prosegue la sua omelia commentando il secondo capitolo della lettera ai Filippesi, lannientarsi del Verbo di Dio prendendo la condizione di servo, e il terzo del libro di Baruc, il conversare di Dio con gli uomini, e presenta i due brani come testimoni della benevolenza e dellamore di Dio nella creazione e nellincarnazione, che dovrebbero portare alla lode, al pentimento e alla conversione. Qui si serve dei termini verginit e condotta angelica che rimandano anche a un linguaggio e a un contesto monastici: Lui che per noi si fatto povero per poter incarnarsi, lui che annienta il peccato, che fa dalla terra un cielo, e la fa fertile per la verginit, per una vita non corporale e per una condotta angelica. Lungo tutta lomelia, Severo parla dellincarnazione anche della ricerca amorosa di Dio verso tutti coloro che gli sono lontani sia a causa del peccato sia a causa dellerrore nella professione di fede. Lannuncio della nascita di Cristo fatto ai pastori che erano nei campi, viene letto in chiave ecclesiologica: costoro debbono essere modello di quegli altri pastori messi a reggere le comunit cristiane: evidente che colui che stato lodato dagli angeli stato manifestato per primo ai pastori, che sono il modello di coloro che debbono proprio pascolare le Chiese. E per primi dovevano sentire questa parola: Sulla terra pace, perch essi dovevano annunciare la pace a tutte le Chiese. a causa di questo gregge che era errante che il buon pastore venuto. Perch niente rallegra tanto i pastori che il ritrovare una pecora smarrita; e nessun altro poteva ritrovarla se non Cristo, il capo dei pastori. Lannuncio ai pastori e il loro correre verso Betlemme sono modello della Chiesa stessa che custodisce i santi misteri e dei vescovi veri pastori nel vegliare sul gregge e nel pascolarlo: Dissero: Andiamo fino a Betlemme, e vediamo quello che accaduto e che il Signore ci ha fatto conoscere. Ecco limmagine del mistero degno di Dio! Perch Betlemme si traduce come casa del pane. Allora dove i pastori dovevano correre dopo lannuncio della pace, se non alla casa spirituale del pane celeste, cio la Chiesa? Perch Cristo il pane vivente disceso dal cielo, che dato per la vita del mondo. Nellultima parte dellomelia Severo introduce la figura della Madre di Dio: Alla Vergine invece offro un discorso a parte, e da sola sarebbe origine di molti discorsi; oltre al fatto che quello che adesso diciamo le appartiene da buona fonte, perch giustamente ha sentito di Elisabetta: Benedetta sei tu tra le donne, e benedetto il frutto del tuo seno. Colui che benedice il frutto, benedice anche il seno che lo produce. E Severo prosegue il discorso in chiave cristologica, anche polemica, soprattutto antidoceta. A conclusione dellomelia, Severo riprende ancora una volta il carattere ecclesiologico del suo discorso: per il cristiano Maria diventa modello, specialmente per le donne, nella sua verginit, nella sua fedelt allamore di Dio: E se tu vai alla sua santa casa rivestita di splendore spirituale, quando rientrerai da tuo marito e dai tuoi figli porterai loro una grande benedizione. Vedete le cose che ci fa dire la Madre di Dio, quando allinizio avevamo scelto di non parlarne, ma anche per coloro che non hanno n sapienza n conoscenza, non ha voluto che io lasciassi in silenzio che lei la Madre del Dio Verbo e della Sapienza. di RICCARD O BURIGANA

Tre parole per il Natale


Gioia, pace e speranza: sono queste le tre parole fondamentali del messaggio per il Natale firmato dai responsabili delle Chiese e delle comunit ecclesiali di Gerusalemme. Tredici firme: dal patriarca greco ortodosso, Theophilos III, al patriarca di Gerusalemme dei Latini, Fouad Twal, al custode di Terra Santa, il francescano Pierbattista Pizzaballa, al vescovo episcopaliano per Gerusalemme e il Medio Oriente, Suheil Dawani, al presule luterano Munib Younan, fino al vescovo armeno Joseph Antoine Kelekian, che manifestano una comunione sempre pi visibile dei cristiani nella terra dove Ges nato. Si tratta di una comunione che tanto pi importante in un momento particolarmente difficile per la vita delle comunit cristiane che vedono il numero dei fedeli ridursi progressivamente per le condizioni economiche e politiche del Medio Oriente. La nascita del Signore porta gioia a coloro che sono nella sofferenza e nel dolore, pace agli oppressi, che vivono loccupazione e lingiustizia, speranza a coloro che sono nella disperazione e amore l dove c odio e inimicizia, soprattutto nei confronti degli stranieri. Questa preghiera, rivolta a tutto il mondo, assume un significato particolare per il Medio Oriente: i capi delle Chiese e delle comunit ecclesiali scrivono di pensare alla Siria, dove si chiede che cessi la violenza e lo spargimento di sangue, e alla Terra Santa dove israeliani e palestinesi devono trovare pace e riconciliazione. Nel giorno del Natale i cristiani sono chiamati a pregare affinch tutti possano vedere lamore di Dio nel volto dellaltro. Questo messaggio uno dei tanti che gli organismi ecumenici, a vario livello, hanno redatto in occasione del Natale per riaffermare cosa i cristiani sono chiamati a fare insieme, leggendo la nascita del Signore in una prospettiva comune per farsi testimoni della pace, della condanna della violenza, dellaccoglienza dello straniero, del povero, dellemarginato. Proprio il tema della pace centrale nel messaggio del pastore Olav Fykse Tveit, segretario generale del Consiglio ecumenico delle Chiese, che, poche settimane fa, a Busan, nellassemblea generale, ha discusso di come i cristiani, insieme, devono costruire la pace nel mondo secondo quanto stato chiesto loro da Ges. Si devono abbattere i tanti muri di ostilit che dividono nazioni, culture, classi e famiglie. Per Fykse Tveit i cristiani devono farsi carico dei profughi delle guerre, nel Medio Oriente come nella regione dei Grandi Laghi in Africa, rinnovando la condanna di ogni parola e ogni atto con i quali si vuole giustificare la violenza in nome della religione. Laccoglienza di coloro che fuggono dalla guerra, dalla persecuzione, dalla povert, da un futuro senza domani stato affrontato nel messaggio del Consiglio delle Chiese cristiane in Australia, che comprende anche la Chiesa cattolica. La nascita e i primi anni della vita di Ges, cos come sono narrati dal Vangelo, mostrano chiaramente come il Salvatore conoscesse lesperienza di coloro che cercano rifugio in un altro Paese . A un impegno per laccoglienza di coloro che vivono nella sofferenza dedicato il messaggio del Consiglio delle Chiese delle Filippine. I cristiani devono operare per testimoniare la fedelt alla Parola di Dio, per porre termine a violenze, pregiudizi, sperequazioni, persecuzioni e ingiustizie. I battezzati devono portare con loro la speranza per la realizzazione di un mondo migliore. Su questo stesso piano si pone anche il messaggio, firmato da Godfrey ODonnell, presidente del Consiglio delle Chiese dIrlanda, che richiamandosi a Papa Francesco, rivolge un appello per individuare le priorit pastorali, cio laccoglienza dei poveri ai quali va donata la speranza cos come Cristo ha fatto per lumanit con la sua nascita. Proprio la speranza, come si legge nel messaggio del Consiglio delle Chiese cristiane di Francia, deve guidare i cristiani in un mondo dominato dalla violenza e dallindifferenza; la nascita di Cristo ricorda che per tutti gli uomini e per tutte le donne una speranza stata offerta, un futuro si aperto e un Salvatore stato donato.

Il prossimo 25 dicembre festa nazionale in Iraq


BAGHDAD, 23. Il prossimo 25 dicembre sar festa nazionale in Iraq. Lo ha stabilito il Governo, accogliendo la proposta fatta nei giorni scorsi dal patriarca di Babilonia dei Caldei, Louis Sako. La decisione delle autorit irachene vale al momento solo per questanno. La settimana scorsa il patriarca aveva inviato una lettera al primo ministro Nouri al-Maliki, chiedendogli appunto di dichiarare il 25 dicembre festa nazionale per tutti gli iracheni. Il Governo ha accolto la richiesta nella riunione di domenica mattina. La notizia stata confermata dallo stesso patriarcato di Babilonia dei Caldei.

Evangeliario siriaco, Miniatura della nascita di Cristo (XIII secolo)

San Francesco e lorigine della scelta di Greccio come luogo per ambientare la Nativit

Il presepio nato da unamicizia


di EGIDIO PICUCCI Perch Francesco scelse Greccio per il suo presepio? Oltre alla gente comune, che ogni anno stupisce davanti alla rievocazione della nascita di Ges a Betlemme, se lo son chiesto anche i pi seri studiosi del Francescanesimo, uno dei quali Luigi Pellegrini (I luoghi di Frate Francesco, Milano, Edizioni Biblioteca Francescana, 2010, pagine 256, euro 16) risponde con le parole del biografo Tommaso da Celano: Perch cera in quella contrada un uomo di nome Giovanni, di buona fama e di vita anche migliore, che era molto caro al beato Francesco, perch, pur essendo nobile e molto onorato nella sua regione, stimava pi la nobilt di spirito che quella della carne. Il motivo della scelta di Greccio sta, dunque, sulla rara disponibilit di un generoso cristiano; sul rapporto di una vera e profonda amicizia tra lui e Francesco e non, come comunemente si pensa, su una particolare attrazione di questultimo per il luogo o per i suoi abitanti. Nelle Fonti Francescane non si parla mai del castrum Grecii prima del Natale del 1223, quando il Poverello disse allamico: Se vuoi che celebriamo a Greccio limminente festa del Signore, precedimi e prepara quanto ti dico: vorrei far memoria di quel bambino che nato a Betlemme e in qualche modo intravedere con gli occhi del corpo i disagi in cui si trovato per la mancanza delle cose necessarie a un neonato; come fu adagiato in una mangiatoia e come giaceva sul fieno tra il bue e lasinello. Francesco in quei giorni non era a Greccio, ma in un luogo imprecisato in cui convoc lamico Giovanni, il quale, non appena conosciuto il desiderio dellamico si affrett con la maggiore sollecitudine e prepar nel luogo detto sopra tutto ci che il santo gli aveva indicato. Tutto questo avvenne quindici giorni prima del Natale. Il racconto della celebrazione fatto da Tommaso da Celano, si svolge sui toni di una melodia profondamente evocativa: folle di devoti che scendono dal castello nel chiarore dei firmamenti, e di molti frati convocati da diverse parti non in un luogo di culto, ma tra le piante di un bosco, allaperto, al di l e al di fuori di ogni norma liturgica. Al regista della rievocazione, Francesco, interessa rivivere e far rivivere la Nativit, non solo come narrata da Matteo e Luca, ma con tutti i particolari di cui laveva arricchita la tradizione. Tutto si svolge al freddo lume delle stelle; al posto della chiesa la solennit di piante secolari; al posto dellaltare una mangiatoia, sulla quale secondo san Bonaventura celebrato il santo sacrificio, col fieno, lasino e il bue che Francesco vuole accanto alla mangiatoia, come racconta la tradizione accolta dal vangelo apocrifo dello pseudo-Matteo. Se non fosse conosciuta la volont di Francesco di riprodurre e rivivere la scena evangelica, pur con qualche riferimento folclorico scrive Pellegrini si avrebbe limpressione di una dissacrazione: una stalla invece di un chiesa, una mangiatoia invece dellaltare, fieno invece degli indumenti liturgici della mensa dellaltare e, per di pi, un asino e un bue. La cosa deve stupire lo stesso Bonaventura, che, a scanso di distorte interpretazioni, si premura di far sapere che tutto avviene con il consenso del Papa. Solo pi tardi, e come conseguenza di quella straordinaria ricostruzione, furono costruiti gli elementi essenziali per un luogo di culto: un altare e una chiesa, tutto dopo la morte del Poverello e dopo la sua canonizzazione, necessaria perch si potesse dedicare una chiesa in onore del nuovo santo. A Greccio, quindi, sarebbe stata costruita una delle prime chiese dedicate a Francesco. Prima di questo, per, fiorirono i miracoli, legati dalla mentalit popolare alle reliquie che fanno riferimento, in un rapporto pi o meno diretto, con il corpo di un santo o con un avvenimento prodigioso, a beneficio dellanima o del corpo. A Greccio la strana reliquia costituita dal fieno allargato sulla mangiatoia che, secondo lagiografo, conservato gelosamente e con il quale si ottengono guarigioni prodigiose di animali, nonch notevoli vantaggi per le partorienti in pericolo, sulle quali il fieno devotamente sparso. Non sappiamo fino a quando a Greccio le cose siano rimaste allo stato iniziale, prima che vi si costruisse il locus (termine classico per designare una dimora stabile dei frati) conventuale. Pare, tuttavia, che nel 1246 esso fosse gi costruito perch in quellanno sarebbe partita da Greccio una lettera dei Tre compagni (Leone, Angelo e Rufino) che accompagnava un testo passato alla storia come la Leggenda dei tre compagni, scritta proprio l. Sono notevolmente tardive la descrizione che il Celano fa delle strutture interne del romitorio, compresa lubicazione di una cella riservata a Francesco; quella di episodi relativi al paese, liberato dalla ferocia dei lupi e dalla grandine che periodicamente distruggeva i raccolti; quella della visita di alcuni frati venuti da lontano per vedere il santo e ricevere la sua benedizione. E quella, infine, della contestazione del Santo per la mensa festosamente imbandita dai frati a Natale nel locus in cui Francesco arriva come un povero pellegrino che entra, siede a terra e chiede umilmente lelemosina. Le successive evoluzioni del luogo furono segnate dalla presenza di Giovanni da Parma (ex ministro generale dellOrdine), di Ubertino da Casale e di altri religiosi, impegnati in una rigorosa e rigida difesa della povert.

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LOSSERVATORE ROMANO

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Nelle mani del Papa le speranze dei piccoli malati incontrati durante la visita allospedale Bambino Ges

Appello del Pontefice allAngelus in piazza San Pietro

Una cesta di sogni e preghiere


In un grande cesto di vimini i piccoli ricoverati nel reparto oncoematologico del Bambino Ges hanno raccolto le loro speranze per un futuro quanto mai incerto e, nella cappella del nosocomio, le hanno consegnate al Pontefice perch le trasformasse in preghiera. stato il momento pi toccante della visita che Papa Francesco ha compiuto sabato pomeriggio, 21 dicembre, ai piccoli degenti dellospedale pediatrico romano. E con loro ha voluto recitare la prima preghiera. Cari bambini, vi ringrazio per i vostri sogni e le vostre preghiere che avete raccolto in quella cesta che mi avete dato. Grazie tante! Li presentiamo insieme a Ges: Lui li conosce meglio di tutti; Lui conosce quello che c nel profondo del nostro cuore. Specialmente con voi bambini, Ges ha un legame speciale, vi sta sempre vicino. Adesso, recitiamo insieme una preghiera alla Madonna davanti a questa bella statua: la Madonna con Ges. Ave Maria,... Vi benedica Dio onnipotente... Grazie tante!

Una casa per ogni famiglia


Con il suo atteggiamento di piena disponibilit interiore alla volont di Dio san Giuseppe un esempio per ogni cristiano. Lo ha detto Papa Francesco allAngelus di domenica 22 dicembre, in piazza San Pietro, indicando nello sposo di Maria il modello di uomo buono, che non odiava e non permetteva che il rancore gli avvelenasse lanimo. Cari fratelli e sorelle, buongiorno! In questa quarta domenica di Avvento, il Vangelo ci racconta i fatti che precedettero la nascita di Ges, e levangelista Matteo li presenta dal punto di vista di san Giuseppe, il promesso sposo della Vergine Maria. Giuseppe e Maria vivevano a Nazareth; non abitavano ancora insieme, perch il matrimonio non era ancora compiuto. In quel frattempo, Maria, dopo aver accolto lannuncio dellAngelo, divenne incinta per opera dello Spirito Santo. Quando Giuseppe si accorge di questo fatto, ne rimane sconcertato. Il Vangelo non spiega quali fossero i suoi pensieri, ma ci dice lessenziale: egli cerca di fare la volont di Dio ed pronto alla rinuncia pi radicale. Invece di difendersi e di far valere i propri diritti, Giuseppe sceglie una soluzione che per lui rappresenta un enorme sacrificio. E il Vangelo dice: Poich era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pens di ripudiarla in segreto (1, 19). Questa breve frase riassume un vero e proprio dramma interiore, se pensiamo allamore che Giuseppe aveva per Maria! Ma anche in una tale circostanza, Giuseppe intende fare la volont di Dio e decide, sicuramente con gran dolore, di congedare Maria in segreto. Bisogna meditare su queste parole, per capire quale sia stata la prova che Giuseppe ha dovuto sostenere nei giorni che hanno preceduto la nascita di Ges. Una prova simile a quella del sacrificio di Abramo, quando Dio gli chiese il figlio Isacco (cfr. Gen 22): rinunciare alla cosa pi preziosa, alla persona pi amata. Ma, come nel caso di Abramo, il Signore interviene: ha trovato la fede che cercava e apre una via diversa, una via di amore e di felicit: Giuseppe gli dice non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che generato in lei viene dallo Spirito Santo (Mt 1, 20). Questo Vangelo ci mostra tutta la grandezza danimo di san Giuseppe. Egli stava seguendo un buon progetto di vita, ma Dio riservava per lui un altro disegno, una missione pi grande. Giuseppe era un uomo che dava sempre ascolto alla voce di Dio, profondamente sensibile al suo segreto volere, un uomo attento ai messaggi che gli giungevano dal profondo del cuore e dallalto. Non si ostinato a perseguire quel suo progetto di vita, non ha permesso che il rancore gli avvelenasse lanimo, ma stato pronto a mettersi a disposizione della novit che, in modo sconcertante, gli veniva presentata. cos, era un uomo buono. Non odiava, e non ha permesso che il rancore gli avvelenasse lanimo. Ma quante volte a noi lodio, lantipatia pure, il rancore ci avvelenano lanima! E questo fa male. Non permetterlo mai: lui un esempio di questo. E cos, Giuseppe diventato ancora pi libero e grande. Accettandosi secondo il disegno del Signore, Giuseppe trova pienamente se stesso, al di l di s. Questa sua libert di rinunciare a ci che suo, al possesso sulla propria esistenza, e questa sua piena disponibilit interiore alla volont di Dio, ci interpellano e ci mostrano la via. Ci disponiamo allora a celebrare il Natale contemplando Maria e Giuseppe: Maria, la donna piena di grazia che ha avuto il coraggio di affidarsi totalmente alla Parola di Dio; Giuseppe, luomo fedele e giusto che ha preferito credere al Signore invece di ascoltare le voci del dubbio e dellorgoglio umano. Con loro, camminiamo insieme verso Betlemme. Al termine della preghiera mariana il Pontefice, riferendosi a uno striscione portato in piazza sul quale si leggeva la scritta I poveri non possono aspettare, ha rivolto un pensiero a coloro che non hanno una casa dove vivere, invitando a fare tutto il possibile per garantire un alloggio a ogni famiglia. Leggo l, scritto grande: I poveri non possono aspettare. bello! E questo mi fa pensare che Ges nato in una stalla, non nato in una casa. Dopo dovuto fuggire, andare in Egitto per salvare la vita. Alla fine, tornato a casa sua, a Nazareth. E io penso oggi, anche leggendo quella scritta, a tante famiglie senza casa, sia perch mai lhanno avuta, sia perch lhanno persa per tanti motivi. Famiglia e casa vanno insieme. molto difficile portare avanti una famiglia senza abitare in una casa. In questi giorni di Natale, invito tutti persone, entit sociali, autorit a fare tutto il possibile perch ogni famiglia possa avere una casa. Saluto con affetto tutti voi, cari pellegrini provenienti da vari Paesi per partecipare a questo incontro di preghiera. Il mio pensiero va alle famiglie, ai gruppi parrocchiali, alle associazioni e ai singoli fedeli. In particolare, saluto la comunit del Pontificio Istituto Missioni Estere, la Banda musicale di San Giovanni Valdarno, i ragazzi della parrocchia San Francesco Nuovo in Rieti, e i partecipanti alla staffetta partita da Alessandria e giunta a Roma per testimoniare limpegno in favore della pace in Somalia. A quanti dallItalia si sono radunati oggi per manifestare il loro impegno sociale, auguro di dare un contributo costruttivo, respingendo le tentazioni dello scontro e della violenza, e seguendo sempre la via del dialogo, difendendo i diritti. Auguro a tutti una buona domenica e un Natale di speranza, di giustizia e di fraternit. Buon pranzo e arrivederci!

Il Papa con i bambini


Poche chiacchiere e niente gesti da telecamera. Solo la testimonianza di un amore vero, concreto, reale per i bambini. Soprattutto per quelli che giocano con la vita una partita al buio. Sabato pomeriggio, 21 dicembre, Papa Francesco lo ha detto subito, appena arrivato allospedale pediatrico Bambino Ges: Sono qui non per visitare la struttura. Sono qui per loro, per i bambini. Forse non ci sono altri come i bambini che sanno intuire, magari inconsapevolmente, il sentimento vero di chi li ama. E certo non guardano alle formalit. stato cos che nel momento della visita programmato per i convenevoli di rito e lo scambio dei discorsi, loro, i bambini, non hanno accettato di cedere neppure quella manciata dei minuti che il Papa aveva promesso. Una piccola rappresentanza di genitori, medici e piccoli assistiti raccolti nello spazio della ludoteca. Il presidente dellospedale, Giuseppe Profiti, intento a rivolgere al Papa il saluto a nome dellintera comunit, a spiegare il senso della missione che lospedale svolge nel mondo, e non solo in Italia, e a illustrare liniziativa della erigenda Casa anti-violenza. Il Papa ascoltava mentre con gli occhi frugava in mezzo a quella piccola folla, per cogliere lo sguardo comunque gioioso dei bambini, pur nella pena provata durante il primo passaggio in corsia e nellincontro in cappella con i ricoverati in oncologia. E quando ha incrociato quelli del gruppetto incontenibile che aveva gi guadagnato il primo gradino del palco allestito, scattata lincursione. Vedendo che il Pontefice sorrideva, quasi volesse incoraggiarli a osare, hanno rotto gli indugi e lo hanno circondato. Chi si avvinghiato alle gambe, chi lo ha tirato per la tonaca, chi si aggrappato alle braccia per guadagnare il volto da baciare. Il Papa certo non si sottratto a quella festa: ha preso in braccio il pi piccolo, si chinato sugli altri, li ha abbracciati uno a uno. Il presidente Profiti ha allora ripiegato il foglio del discorso che stava rivolgendo al Papa e lo ha riposto in tasca. A riportare tutti alla realt che si vive nellospedale pediatrico, una delle mamme dellassociazione Bambini in cielo si presentata al Papa. Santit lo ha implorato preghi per i nostri bambini. E Papa Francesco di rimando: Sono loro che pregano per noi. La visita ai reparti, lincontro con i piccoli degenti, lo scambio di poche ma sentite parole con genitori e medici curanti restano un fatto personale tra Papa Francesco e ciascuno di loro. Unica eccezione per quella che si pu dire sia una vecchia conoscenza per il Pontefice. Si chiama Giorgia, ha diciassette anni, si trova nel reparto pediatria gi da quasi un anno. Ha subito un trapianto cardiorespiratorio che non ha avuto gli esiti sperati. Ora in attesa del secondo. La nonna di Giorgia scrisse a Papa Francesco allindomani della sua elezione chiedendogli preghiere per la nipotina. Il Pontefice rispose immediatamente. La corrispondenza si concluse con lauspicio di potersi incontrare. Da quel momento Giorgia ha vissuto nellattesa. E quando ha saputo dellarrivo del Santo Padre si data un gran da fare per sistemare la sua stanzetta. Anche un sacrificio per lui: ha sostituito con la foto di Papa Francesco quella di Francesco Totti, il giocatore della Roma suo campione preferito. La teneva accanto a s sul comodino, insieme con la maglia offertale dal calciatore con su scritto il suo incitamento personale in romanesco: Daje Giorgia. Il Papa lha accarezzata con tenerezza. Lei, con quel filo di voce che le rimasto, lo ha ringraziato. Gli ha raccontato della sua passione per la fotografia. Anzi ha chiesto al Pontefice di scegliere una delle quattro foto incorniciate e appese alle pareti della sua stanza, che lei ritiene tra le sue migliori. A me piace quella con le tartarughe ha detto sicuro il Santo Padre. E Giorgia: Ottima scelta. Gliela mander a casa sua. Poi ripresa la visita agli altri reparti. Si protratta sin quasi alle 19, quando il Pontefice ha lasciato il nosocomio. Era arrivato qualche minuto prima delle 16, accolto dal cardinale Tarcisio Bertone, dal segretario di Stato, larcivescovo Pietro Parolin, dal presidente dellospedale e dalla duchessa Maria Grazia Salviati, discendente della famiglia che nel 1924 fece dono del terreno e del complesso originario alla Santa Sede. Con il Papa erano larcivescovo Georg Gnswein, prefetto della Casa Pontificia, il reggente monsignor Leonardo Sapienza e il medico Patrizio Polisca. (mario ponzi).

Messa a Santa Marta

Come in attesa del parto


A Natale si vivono le percezioni interiori al femminile proprie dellattesa di un parto. Un atteggiamento spirituale che prevede uno stile di apertura: per questo non si deve mai mettere sulla porta della nostra anima un cartellino educato con la scritta: Si prega di non disturbare. un forte richiamo al significato pi vero del Natale quello che Papa Francesco ha proposto durante la messa celebrata luned 23 dicembre nella cappella di Santa Marta. In questultima settimana che precede il Natale ha ricordato il Pontefice la Chiesa ripete la preghiera: Vieni, Signore!. E cos facendo, chiama il Signore con tanti nomi diversi, pieni di un messaggio sul Signore stesso: O sapienza, o saggezza, o radice di Iesse, o sole, o re delle genti, o Emmanuel oggi. La Chiesa fa questo, ha spiegato il Santo Padre, perch in attesa di un parto. Infatti anche la Chiesa, in questa settimana, come Maria: in attesa del parto. Nel suo cuore la Vergine sentiva quello che sentono tutte le donne in quel tempo cos particolare: quelle percezioni interiori nel suo corpo e nella sua anima dalle quali comprende che il figlio sta ormai per nascere. E nel suo cuore diceva sicuramente al bambino che portava in grembo: Vieni, voglio guardarti la faccia perch mi hanno detto che tu sarai grande!. unesperienza spirituale che viviamo anche noi, come Chiesa, perch accompagniamo la Madonna in questo cammino di attesa. E vogliamo affrettare questa nascita del Signore. Questo il motivo della preghiera: Vieni, o chiave di Davide, o sole, o saggezza, o Emmanuel. Vieni!. Uninvocazione riecheggiata anche dagli ultimi versetti della Bibbia quando, alla fine del libro dellApocalisse, la Chiesa ripete: Vieni, Signore Ges. E lo fa con quella parola aramaica maranath che pu significare un desiderio o anche una sicurezza: il Signore viene. In realt, il Signore viene due volte. La prima, ha spiegato il vescovo di Roma, quella che commemoriamo adesso, la nascita fisica. Poi verr alla fine, a chiudere la storia. Ma, ha aggiunto, san Bernardo ci dice che c una terza venuta del Signore: quella di ogni giorno. Infatti il Signore ogni giorno visita la sua Chiesa. Visita ognuno di noi. E anche la nostra anima entra in questa somiglianza: la nostra anima assomiglia alla Chiesa; la nostra anima assomiglia a Maria. In questa prospettiva Papa Francesco ha ricordato che i padri del deserto dicono che Maria, la Chiesa e lanima nostra sono femminili. Cos quello che si dice di una, analogamente si pu dire dellaltra. Dunque la nostra anima in attesa, in questa attesa per la venuta del Signore. Unanima aperta che chiama: vieni, Signore!. Proprio in questi giorni, ha detto ancora il Pontefice, lo Spirito Santo muove il cuore di ciascuno a fare questa preghiera: vieni, vieni!. Del resto tutti i giorni di Avvento ha ricordato abbiamo detto nel prefazio che noi, la Chiesa, come Maria, siamo vigilanti nellattesa. E la vigilanza la virt, latteggiamento dei pellegrini. Siamo pellegrini. Una condizione che ha suggerito al Papa una domanda: Siamo in attesa o siamo chiusi? Siamo vigilanti o siamo sicuri in un albergo nel cammino e non vogliamo andare pi avanti? Siamo pellegrini o siamo erranti?. Ecco perch la Chiesa ci invita a pregare con questo Vieni!. Si tratta in definitiva di aprire la nostra anima perch in questi giorni sia vigilante nellattesa. un invito a comprendere cosa succede intorno a noi: se viene il Signore o se non viene; se c posto per il Signore o c posto per le feste, per fare spese, fare rumore. Una riflessione che, secondo il Pontefice, porta a unaltra domanda da rivolgere a se stessi: La nostra anima aperta, come aperta la santa madre Chiesa e come era aperta la Madonna? O la nostra anima chiusa e abbiamo attaccato sulla porta un cartellino, molto educato, che dice: si prega di non disturbare?. Il mondo non finisce con noi ha affermato ancora il Papa, e noi non siamo pi importanti del mondo. Cos, ha proseguito, con la Madonna e con la madre Chiesa ci far bene ripetere oggi in preghiera queste invocazioni: o saggezza, o chiave di David, o re delle genti, vieni, vieni!. E, ha insistito, sar bene ripetere tante volte: vieni!. Una preghiera che diventa esame di coscienza, per verificare com la nostra anima e fare in modo che non sia unanima che dica agli altri di non essere disturbata, ma piuttosto unanima aperta, unanima grande per ricevere il Signore in questi giorni. Unanima, ha concluso il Santo Padre, che incomincia a sentire quello che domani nellantifona ci dir la Chiesa: sappiate che oggi viene il Signore e domani vedrete la sua gloria.

Nomina episcopale
La nomina di oggi riguarda la Chiesa in Argentina.

Vicente Bokalic Iglic vescovo di Santiago del Estero (Argentina)


Nato l11 giugno 1952 a Lans (Buenos Aires), nel 1970 entrato nella congregazione della Missione (lazzaristi). Ha compiuto gli studi filosofici presso il Collegio Maximo dei gesuiti in San Miguel e quelli teologici nel seminario di Buenos Aires. Ha emesso i voti perpetui il 5 giugno 1976. Ordinato sacerdote l11 aprile 1978, stato incaricato della pastorale vocazionale e giovanile di Buenos Aires, e dal 1981 ha esercitato anche lufficio di vicario parrocchiale di Nuestra Seora de la Medalla Milagrosa. Dal 1983 al 1986 stato formatore ed economo, e dal 1987 al 1990 superiore nel seminario della congregazione della Missione. Dal 1991 al 1993 ha lavorato ancora nella parrocchia Nuestra Seora de la Medalla Milagrosa, dal 1994 al 1997 stato missionario nella prelatura di Den Funes e, dal 1997 al 2000, superiore del seminario della sua congregazione in San Miguel. Missionario e parroco nella diocesi di Goya dal 2000 al 2003, dal dicembre del 2003 al dicembre del 2009 ha esercitato lufficio di superiore provinciale della congregazione della Missione. Quindi stato destinato nuovamente alla parrocchia Nuestra Seora de la Medalla Milagrosa di Buenos Aires. Il 15 marzo 2010 stato nominato vescovo titolare di Summa e ausiliare di Buenos Aires.

Presentato al Papa il presepe per piazza San Pietro

Il presepe allestito questanno in piazza San Pietro stato presentato al Papa luned mattina, 23 dicembre, dal cardinale Crescenzio Sepe, arcivescovo di Napoli, accompagnato da alcuni rappresentanti dellarcidiocesi, della regione Campania, della bottega artigiana Cantone e Costabile e della societ che cura lallestimento. Allincontro erano presenti il cardinale Giuseppe Bertello, il vescovo Fernando Vrgez Alzaga, monsignor Paolo Nicolini e don Rafael Garca de la Serrana Villalobos.