Sei sulla pagina 1di 8

1A1.

1 La nozione di comunicazione

1. Comunicazione e informazione La comunicazione ai suoi albori la nascita di una prima teoria della comunicazione pu essere datata fra gli anni Trenta e gli anni Cinquanta del Novecento stata generalmente considerata come la trasmissione di informazione tra due sistemi (due persone, due animali, un computer e un utente umano, una persona e un gruppo) o tra due parti di un sistema (il cervello e un organo del corpo in cui esso si trova) L!informazione trasmessa pu essere considerata sia come la differenza fra due stati di un sistema c"e possibile osservare, e in questo caso prende il nome di #dato$% sia, pi& comunemente e pi& intuitivamente, come insieme di contenuti c"e vengono codificati attraverso simboli e in grado di modificare lo stato del sistema c"e riceve l!informazione trasmessa La teoria dellinformazione, c"e si deve a Claude ' ("annon ()*)+,-..)) e Norbert /iener ()0*1,)*+1), "a una connotazione matematica e studia l!informazione da un punto di vista quantitativo 'ssa considera cio la quantit2 media di informazione c"e un canale di trasmissione pu trasmettere, senza curarsi degli aspetti semantici Tuttavia, poic"3 la psicologia degli ultimi decenni, nell!ambito del cognitivismo, "a considerato le facolt2 mentali come processi di elaborazione dell!informazione, tale nozione "a rivestito un ruolo centrale in alcuni ambiti come la percezione, la memoria, l!apprendimento e, appunto, la comunicazione La teoria della comunicazione pu essere considerata come una teoria dell!informazione c"e tenga conto anc"e dei contenuti, e dunque dei significati, dell!informazione c"e viene trasmessa 4uando un messaggio viene comunicato fra due individui, esso diventa un segnale c"e passa, attraverso opportuni meccanismi fisici (ad esempio le onde sonore c"e si propagano nell!aria, se il messaggio emesso vocalmente), da un sistema all!altro, da un individuo all!altro 5l tenere conto dei contenuti comunicativi nella trasmissione di informazione equivale a considerare ogni informazione come un messaggio, come qualcosa in grado di ridurre l!incertezza in c"i la riceve, sulla base del fatto c"e essa esprime una certa quantit2 determinabile in senso probabilistico, e quindi anc"e come qualcosa in grado di aumentare o modificare le conoscenze possedute in c"i riceve le informazioni 2. I contenuti della comunicazione L!idea c"e la comunicazione trasmetta conoscenze in forma simbolica strettamente connessa con quella filosofica per cui la mente dotata di rappresentazioni, cio contenuti, c"e stanno per qualcosa c"e accade o presente all!esterno della mente stessa La capacit2 c"e gli stati mentali "anno di rappresentare il mondo c"iamata intenzionalit, termine medievale recuperato dal filosofo 6ranz 7rentano 'ssa si concretizza in due modi8 stati mentali c"e riguardano cose realizzate nel mondo, le credenze% e stati mentali c"e riguardano cose c"e si possono realizzare nel mondo, i desideri La psicologia non "a fatto propria una visione cos9 netta dei contenuti mentali, tipica invece di larga parte della filosofia La psicologia considera questa visione, per certi versi, troppo ingenua Tuttavia, essa "a considerato a lungo, e per certi aspetti ancora considera, i contenuti mentali, cio le rappresentazioni, come imprescindibili per comprendere il modo in cui funzionano le capacit2 cognitive, per quanto il dibattito contemporaneo sull!argomento sia molto acceso, a cominciare dalla forma c"e tali rappresentazioni possono avere nella mente8 sono proposizioni o

immagini: (ono simbolic"e (come nel caso delle idee o dei pensieri) o asimbolic"e (come nel caso della loro realizzazione nei circuiti cerebrali): Tali dibattiti sono sullo sfondo del modo in cui la teoria della comunicazione considera i suoi contenuti 'ssi sono considerati simbolici, o perlomeno, simbolicizzabili, cio passibili di essere espressi attraverso i simboli di un codice per poter essere comunicati a qualcun altro c"e li faccia diventare i proprio contenuti mentali, se conosce il codice in cui vengono comunicati 5n generale dunque, la comunicazione pu essere considerata come la trasmissione di informazione, esprimibile in forma simbolica, c"e costituisce un contenuto mentale, interno, rappresentativo posseduto da qualc"e sistema cognitivo Tale trasmissione "a il fine, o comunque l!effetto, di modificare (aumentare o cambiare) le conoscenze all!interno di uno o pi& sistemi cognitivi in grado di ricevere l!informazione trasmessa sotto forma di segnale, cio il messaggio 3. Comunicazione e linguaggio (e l!informazione c"e la comunicazione veicola espressa in forma simbolica, il luogo e il mezzo naturali in cui avviene la comunicazione per quanto riguarda gli esseri umani il linguaggio ;!altra parte, tale generalizzazione non deve impedire di considerare c"e esiste anc"e un cospicuo insieme di forme non verbali di comunicazione 'ppure il linguaggio stato considerato dai filosofi fin dall!antic"it2 e nel corso dei secoli come la caratteristica distintiva dell!essere umano <er i suoi fini comunicativi, sia c"e esso venga considerato in una forma ideale, sia c"e esso venga visto nelle sue forme concrete, le lingue naturali c"e si sono prodotte nel corso della storia, la matrice simbolica assume un ruolo fondamentale <erci, l!essere umano trova nel linguaggio una spinta, un supporto, e anc"e forse la causa, di buona parte della sua natura comunicativa ;!altra parte, lo stesso linguaggio come strumento simbolico in grado di comunicare contenuti pu avere forme anc"e non verbali, se si pensa alla comunicazione attraverso linguaggi di segni o a quella c"e avviene tra animali di una stessa specie o di una stessa comunit2 (i parla di un linguaggio delle balene o delle api Tuttavia, il linguaggio nella sua forma vera e propria, parlata o scritta, resta il principale e pi& pervasivo strumento di comunicazione ed tipico degli esseri umani Come tale, esso supera la dimensione di puro codice c"e interessa le varie forme di comunicazione simbolica, quindi anc"e quelle non verbali La facolt2 del linguaggio posseduta dagli esseri umani implica infatti, ad esempio secondo <aul =rice ()*)>,)*00), anc"e delle intenzioni, c"e vengono comunicate nell!atto di parlare insieme ai contenuti del linguaggio 5nfatti, mentre un simbolo indica o segnala qualcosa, un certo contenuto, la comunicazione attraverso il linguaggio consiste anc"e in un voler comunicare, cio nelle intenzioni c"e c"i parla vuole comunicare unitamente ai contenuti c"e sta esprimendo Tale capacit2 permette di comprendere non solo i contenuti codificati nel linguaggio, c"e vengono comunicati con un messaggio in forma esplicita e simbolica, ma anc"e le motivazioni, le credenze, le emozioni e le autoriflessioni c"e si trovano nella mente di c"i si esprime linguisticamente 4. La natura e gli elementi della comunicazione 5l passaggio a una concezione della comunicazione come trasmissione di pensieri tra diversi soggetti attraverso uno specifico mezzo e con specifici obiettivi implica una cambiamento e una raffinazione del modello di comunicazione come semplice trasmissione di informazione 5 contenuti mentali, siano conoscenze, emozioni, credenze, desideri o semplici informazioni, non possono essere comunicati nella forma in cui si presentano alla mente degli esseri umani e devono essere trasformati, o meglio tradotti, in una forma c"e permetta il loro trasferimento Come si visto, gli esseri umani compiono questa operazione prevalentemente con il linguaggio Tuttavia,

ci implica c"e i soggetti interessati al processo di comunicazione, cio c"i trasmette un messaggio e c"i lo riceve, non siano soltanto soggetti passivi =li elementi base del processo di comunicazione presenti nella teoria dell!informazione sono un emittente, un messaggio e un ricevente 'ssi sono visti come passivi, oggettivi, non passibili di interferenze, distorsioni, fluttuazioni, almeno secondo una loro descrizione ideale ?l contrario, molto pi& ragionevole considerare questi elementi come implicati in un processo pi& complesso, in cui ognuno soggetto a un contesto o comunque a influenze, come quelle c"e si possono verificare nell!ambiente in cui il messaggio trasmesso =i2 ("annon e /eaver, nel loro classico volume del )*1* La teoria matematica delle comunicazioni, avevano considerato le interferenze ambientali c"e possono distorcere il passaggio dell!informazione tra un emittente e un ricevente, c"iamandolo rumore Tuttavia, una rivisitazione del modello base della comunicazione, cio quello c"e la considera come semplice trasmissione dell!informazione, deve tenere conto anc"e di diversi altri elementi, quali la codifica e la decodifica del messaggio, il canale comunicativo attraverso cui passa il messaggio, la risposta del ricevente e i contesti mentali o cognitivi dell!emittente e del ricevente 5n un processo di questo tipo, emittente e ricevente diventano, rispettivamente, la fonte o mittente del messaggio e il destinatario dello stesso 'ssi sono due elementi attivi del processo di comunicazione, nel senso c"e partecipano alla costruzione e all!interpretazione del messaggio c"e viene trasmesso 5nfatti, sia il mittente c"e il destinatario #partecipano$ al messaggio anc"e e necessariamente sulla base delle conoscenze in loro possesso e delle esperienze c"e "anno fatto in precedenza e c"e li "anno portati a essere quello c"e sono 'ntrambi dunque caricano, per cos9 dire, il messaggio di una quantit2 di elementi c"e lo influenzano, ma c"e non sono esplicitamente aggiunti al messaggio stesso 4uesti, d!altra parte, possono essere reciprocamente considerati, da mittente e destinatario, come sottostanti al messaggio comunicato ed essere oggetto di una continua negoziazione fra i due 5n altri termini, come asserisce il modello semiotico informazionale di @mberto 'co, sia mittente c"e destinatario sono in una relazione c"e contempla il fatto c"e ognuno di loro avr2 delle idee o ipotesi su come l!altro possa aver costruito (destinatario A mittente) o potr2 ricevere il messaggio (mittente Adestinatario) e tali idee o ipotesi possono non coincidere, anc"e se il codice di comunicazione condiviso, cio lo stesso 5n altri termini, pure questo elemento dipende dal contesto in cui comunicano mittente e destinatario <er passare al codice, esso il linguaggio con cui il mittente attua la codifica o con cui il messaggio espresso dalla fonte <erc"3 ci sia comunicazione esso deve essere condiviso, cio il destinatario deve essere in grado di comprendere il messaggio c"e gli arriva e decodificarlo grazie alla conoscenza del codice Naturalmente, il fatto c"e il codice costituisca un linguaggio, cio una struttura simbolica, non implica c"e esso consista sempre nel linguaggio naturale, cio nella lingua con cui gli esseri umani esercitano la funzione di parlare, dire o scrivere 'sistono infatti anc"e linguaggi diversi dalla lingua con cui comunemente gli esseri umani si esprimono (codici convenzionali, sistemi logici, linguaggi matematici, ecc ) e forme di comunicazione non verbale (complessi significanti di segni corporei o gestuali) ?ltro elemento da tenere in considerazione il canale attraverso cui passa il messaggio (i possono avere canali personali, come la comunicazione faccia a faccia (quella di una normale conversazione) e canali non personali (come i mezzi di comunicazione di massa8 giornali, televisione, siti 5nternet, ecc ) La differenza principale tra i due sta nel fatto c"e i primi permettono una comunicazione in tempo reale, quindi molto interattiva, i secondi invece danno luogo a una forma di comunicazione ritardata nel tempo, cio in cui non c! risposta immediata da parte del destinatario

La risposta del destinatario, altro elemento fondamentale della comunicazione, anc"!essa soggetta a una doppia caratteristica <u essere immediata o ritardata nel tempo Nel primo caso essa costituir2 un feedback, cio un complesso di segni verbali e non verbali c"e, in tempo reale, il destinatario invia al mittente per indicare la ricezione o la comprensione del messaggio, ma anc"e l!accettazione o il rifiuto dei contenuti comunicati 5nfine, il contesto 'sso si distingue dal codice, perc"3 qualcosa c"e pu essere condiviso in tutto, in parte o per niente 5nfatti, poic"3 il contesto l!insieme delle conoscenze, delle informazioni, in breve, di ci c"e occorre sapere per comprendere pienamente il messaggio, non detto c"e esso corrisponda pienamente fra mittente e destinatario ?nzi, il caso pi& comune c"e ci sia una sovrapposizione parziale pi& o meno adeguata alla comprensione di un messaggio, ad esempio un testo scritto su un qualc"e argomento 5noltre, va comunque fatta una distinzione fra contesto come insieme di tutte le conoscenze c"e costituiscono il presupposto di un messaggio e contesto come ambiente nel quale avviene la comunicazione 5n questo secondo caso, il contesto qualcosa di pi& soggettivo, di pi& legato a uno dei due soggetti della comunicazione, e pu essere molto diverso anc"e se simile a un certo livello di astrazione (due individui c"e fanno due lavori molto diversi possono comunque parlare delle loro condizioni di lavoro o dei loro orari, e capirsi) Biassumendo, gli elementi fondamentali della comunicazione intesa come trasmissione di pensieri fra soggetti diversi sono8 i soggetti implicati nello scambio comunicativo (mittente o fonte e destinatario), il messaggio comunicato, il canale di comunicazione, il codice di comunicazione, 5l rumore, la risposta o, eventualmente, il feedbacC c"e vengono restituiti al mittente, e infine il contesto in cui avviene la comunicazione unito al contesto delle conoscenze necessarie a comprendere il messaggio, c"e si articola anc"e nelle conoscenze personali e individuali di cui i due soggetti della comunicazione dispongono . Le funzioni comunicative e la semiotica della comunicazione Con lo sviluppo delle discipline semiotic"e nella seconda met2 del Novecento il discorso sulla comunicazione "a approfondito ancora di pi& l!analisi dei soggetti coinvolti nel processo comunicativo Lo studio dei segni, oggetto della semiotica, "a portato a considerare mittente e destinatario come soggetti altamente connotati dal punto di vista delle proprie personali conoscenze, c"e implicano un!interpretazione del segno o dei segni c"e compongono il messaggio ulteriore rispetto a quella del codice condiviso in cui il messaggio viene formulato <er esempio, il gesto comune di indicare con la mano il denaro pu essere compreso correttamente da mittente e destinatario come indicare il giusto referente, cio il denaro, ma pu essere interpretato diversamente a seconda del contesto cognitivo e di conoscenze attuali di ogni attore del processo comunicativo (ad esempio, come espressione ulteriore, ma pi& implicita, del concetto di ricc"ezza o, del tutto diversamente, di quello di sacrificio) <er tale ragione, la comunicazione divenuta un processo da considerare soprattutto nei suoi aspetti interattivi, come qualcosa c"e si ridefinisce e si ricostruisce incessantemente nel corso dello scambio (e, allargando il discorso, si considera come messaggio un testo, modalit2 preponderante nei processi comunicativi c"e utilizzano i mezzi di comunicazione di massa, come ad esempio nella pubblicit2, stato osservato come nel testo il mittente proietta la propria immagine e quella del destinatario ideale o specifico per quel tipo di messaggioDtesto, un!immagine diversa da quella c"e il destinatario cerca nel testo sia per quanto riguarda se stesso, sia per quanto riguarda il mittente del testo 5n tali casi, la cooperazione lascia il posto alla complemetarit2, perc"3 l2 dove il mittente cerc"er2 di raggiungere per i suoi fini il destinatario o i destinatari voluti (ad esempio con un messaggio pubblicitario), il destinatario attraverso l!immagine del mittente c"e possiede valuter2 se accettare o meno il messaggio ;alla composizione positiva di questi due elementi nascer2 un

adeguato processo di comunicazione dove il messaggio parte e arriva secondo modalit2 accettate e condivise da entrambi Tutto ci mostra come il processo di comunicazione si sia arricc"ito in complessit2 nel corso dei decenni e sottolinea l!importanza c"e "a la psicologia per lo studio dei processi comunicativi 5nfine, se si considera il processo comunicativo dal punto di vista dei risultati c"e si vogliono ottenere, possibile citare un modello ripreso da molti, quello di Boman EaCobson ()0*+,)*0-), basato sull!individuazione di sei diverse funzioni del processo comunicativo, c"e corrispondono al focalizzare l!attenzione dell!atto comunicativo su uno o l!altro dei suoi elementi (mittente, destinatario, contesto, messaggio, codice o canale) Tali funzioni, c"e possono essere compresenti in uno stesso scambio comunicativo, sono8 la funzione referenziale, quando l!attenzione posta sul contesto, cio sugli oggetti e le situazioni comuni a mittente e destinatario e c"e costituiscono il contenuto del messaggio% la funzione conativa, quando ci si concentra sul destinatario, c"iamandolo fortemente in causa, per esempio con espressioni di ordine o ric"iesta% la funzione emotiva, quando si considera come elemento fondamentale del processo comunicativo l!atteggiamento del mittente rispetto al messaggio (ad esempio, il modo in cui deve essere letta una notizia da parte di un giornalista radiotelevisivo)% la funzione ftica, quando l!attenzione rivolta al canale comunicativo, e dunque alle formule tipic"e di diversi contesti specifici (formule di rispetto nella conversazione o la confezione in un prodotto in vendita)% la funzione poetica, c"e pone al centro la forma espressiva del messaggio quanto ad aspetti retorici, a elementi persuasivi, alla forza di convincimento nei riguardi del destinatario, ecc % la funzione metalinguistica, c"e in atto tutte le volte c"e mittente e destinatario ragionano sul codice condiviso, c"iedendo spiegazioni e delucidazioni su ci c"e si dice e su ci c"e veramente si sta intendendo con determinate parole

Tutte queste funzioni illustrano ancora una volta la complessit2 di analisi cui possibile sottoporre i processi comunicativi considerati come trasmissione di contenuti di pensiero fra soggetti diversi ?ppare inevitabile c"iamare in causa la psicologia per un esame pi& approfondito delle tematic"e e degli aspetti cognitivi coinvolti in tali processi, mostrando come le aree di studio, e le loro rispettive capacit2 e funzioni cognitive studiate, siano profondamente interconnesse e sostanziali ai processi comunicativi

Letture !oman "akobson # Le funzioni linguistic$e In %uesto brano "akobson introduce il suo discorso sulle funzioni c$e $a il linguaggio nei processi di natura comunicativa. &na volta delineati gli elementi c$e intervengono nel processo comunicativo' la cui relazione viene anc$e illustrata attraverso uno sc$ema' lautore sottolinea c$e la principale e pi( fre%uente funzione in una comunicazione c$e avviene attraverso il linguaggio ) %uella c$e riguarda loggetto del messaggio e il suo contesto di riferimento. *uttavia' in misura maggiore o minore anc$e le altre funzioni possono concorrere a caratterizzare il processo comunicativo' ponendo laccento su luno o laltro degli elementi in gioco nel processo' a seconda degli scopi e dei fini c$e mittente e destinatario vogliono perseguire con la comunicazione. #5l linguaggio deve essere studiato in tutta la variet2 delle sue funzioni FGH <er tracciare un quadro di queste funzioni, necessaria una rassegna sommaria dei fattori costitutivi di ogni processo linguistico, di ogni atto di comunicazione verbale 5l mittente invia un messaggio al destinatario <er essere operante, il messaggio ric"iede in primo luogo il riferimento a un contesto (il #referente$, secondo un!altra terminologia abbastanza ambigua), contesto c"e possa essere afferrato dal destinatario, e c"e sia verbale, o suscettibile di verbalizzazione% in secondo luogo esige un codice interamente, o almeno parzialmente, comune al mittente e al destinatario (o, in altri termini, al codificatore e al decodificatore del messaggio)% infine un contatto, un canale fisico e una connessione psicologica fra il mittente e il destinatario, c"e consenta loro di stabilire e di mantenere la comunicazione 4uesti diversi fattori insopprimibili della comunicazione verbale possono essere rappresentanti sc"ematicamente come segue8 CINT'(TI J'((?==5I J5TT'NT'GGGGGGGGGGGGGGGGGGGGG ;'(T5N?T?B5I CINT?TTI CI;5C' Ciascuno di questi sei fattori d2 origine a una funzione linguistica diversa (ebbene distinguiamo sei aspetti fondamentali del linguaggio, difficilmente potremmo trovare messaggi verbali c"e assolvano soltanto a una funzione La diversit2 dei messaggi non si fonda sul monopolio dell!una o dell!altra funzione, ma sul diverso ordine gerarc"ico fra di esse Ja anc"e se l!atteggiamento (+instellung) verso il referente, l!orientamento rispetto al contesto (in breve, la funzione cosiddetta referenziale #denotativa$, #cognitiva$) la funzione prevalente di numerosi messaggi, la partecipazione accessoria delle altre funzioni a tali messaggi deve essere presa in considerazione da un linguista attento (brano tratto da B EaCobson, ,aggi di linguistica generale, 6eltrinelli, Jilano, )*++)

-lgirdas "ulien .reimas' "osep$ Court/s 0 ,oggetti' contesti e valori. .li attori della comunicazione non sono semplici entit passive del processo di comunicazione. ,e %uesto deve essere considerato come uno scambio di contenuti mentali dotati di significato' il contesto di valori' conoscenze ed altri elementi cognitivi rende la comunicazione un processo altamente interattivo e continuamente rinegoziato' rielaborato' nel corso dello scambio. In una simile visione' i feedback tra mittente e destinatario e il contesto in cui avviene la comunicazione sono continuamente mediati dai contenuti di pensiero 1cognitivi ed emotivi2 c$e i soggetti della comunicazione $anno' cos3 come dalle rispettive immagini c$e ognuno si costruisce dellaltro sulla base delle informazioni possedute e delle esperienze passate' le %uali concorrono a fare di un individuo %uello c$e ) nel momento presente. Nella misura in cui la comunicazione si stabilisce tra soggetti e c"e i valori investiti negli oggetti messi in circolazione (valori pragmatici o cognitivi, descrittivi o modali) sono considerati costitutivi dell!essere del soggetto (quest!ultimo si trova costantemente in aumento o dispersione del proprio essere), evidente c"e il destinante e il destinatario non possono pi& essere trattati come astrazioni, come posizione vuote di emittente e ricevente, ma c"e sono al contrario soggetti competenti, presi a un momento del loro divenire, inscritti ciascuno nel proprio discorso (i comprende allora perc"3 un dialogo, c"e appaia all!interno del discorso narrativo, ci sembra dare una rappresentazione pi& corretta del processo della comunicazione c"e non un artefatto costruito a partire dalla #struttura della comunicazione$ eLtralinguistica, e perc"3 inoltre proponiamo d!interpretare uno #scambio di messaggi$, per lo meno sul piano semantico, come un discorso a due (o pi&) voci (brano tratto da ? E =reimas, E, Court3s, ,emiotica4 dizionario ragionato della teoria del linguaggio, La casa @s"er, 6irenze, )*M*,)*0+)

Esercizi )) 4uali sono le due principali concezioni del processo di comunicazione nate nel corso del Novecento: -) 5n c"e modo e perc"3 queste due concezioni si sono sviluppate e entro quali prospettive "anno assunto importanza: >) ;elinea un quadro degli elementi in gioco nel processo comunicativo inteso come trasmissione di contenuti dotati di significato 1) 4ual l!importanza del contesto ne processo comunicativo: K) 5n quali modi e per quali ragioni il linguaggio uno strumento privilegiato della comunicazione umana: +) 'lenca un insieme di oggetti della tua vita quotidiana c"e possono essere considerati come messaggi e indica quale ne la fonte (ad esempio, un segnale stradale)

Attivit di laboratorio a) Comprensione del testo comunicativo Tipologia di attivit28 individuale ;urata8 >. min

(eleziona un testo scritto su un quotidiano o un sito 5nternet e rileva gli elementi principali del processo comunicativo8 c"i il mittente, c"i il destinatario, quale il contesto della comunicazione @na volta compiuto questo lavoro, individua anc"e le finalit2 con cui viene composto e comunicato il messaggio da parte del mittente

b) La comunicazione a confronto Tipologia di attivit28 in gruppo ;urata8 >. min ;opo c"e la classe si suddivisa in gruppi omogenei di 1DK persone, si scelga un testo scritto di tipo informativo,giornalistico Igni gruppo analizzer2 il testo cercando di descrivere quello c"e pensa sia il destinatario ideale del testo stesso e dando anc"e una descrizione del mittente sulla base delle informazioni possiede ?l termine di questo lavoro, i gruppi confronteranno le proprie descrizioni, discutendo le possibili motivazioni delle somiglianze e delle differenze nelle descrizioni

c) La creazione del processo comunicativo Tipologia di attivit28 in gruppo ;urata8 +. min ;opo c"e la classe si suddivisa in gruppi omogenei di 1DK persone in modo da ottenere quattro o cinque gruppi al massimo, ogni gruppo costruir2 un messaggio su tema dato, definendo gli obiettivi comunicativi c"e si propone con il messaggio @na volta terminata questa fase, i gruppi passeranno il loro testo a ognuno degli altri tenendo per s3 i propri obiettivi ? questo punto ogni gruppo cerc"er2 di elencare gli obiettivi sottostanti ogni messaggio degli altri gruppi ?lla fine, sulla base degli obiettivi individuati dagli altri gruppi, si stabilir2 quale gruppo "a costruito il messaggio pi& comprensibile e comunicativo (nel caso di effettiva comprensione degli obiettivi da parte degli altri gruppi)% allo stesso tempo si potr2 stabilire quale gruppo "a avuto maggiore capacit2 di comprensione dei messaggi, sempre sulla base del confronti fra gli obiettivi individuati e quelli proposti da c"i "a formulato il messaggio