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2 Primo Piano venerdì 14 | agosto 2009 | venerdì 14 | agosto 2009 | Primo Piano 2

Ieri i funerali del maestro Il precedente

Tso letale, Giuseppe Casu,


i magistrati 8 giorni legato,
indagano anche mortod’embolo:
gli infermieri occupava la via
«Coloro la cui vita rappresenta Il Trattamento sanitario obbligatorio
l’inferno della Società Opulenta sono è uno strumento terapeutico che può
tenuti a bada con una brutalità che fa essere emanato dal sindaco nei
rivivere pratiche in atto nel confronti di un libero cittadino solo
medioevo». Così scriveva Marcuse ne in presenza di due diverse
L’uomo a una dimensione nel 1964. attestazioni mediche che certifichino,
Peccato che, nel caso di Francesco contemporaneamente, che la persona
Mastrogiovanni, maestro elementare si trovi in uno stato tale di
di Castelnuovo Cilento, l’inferno «sia alterazione da necessitare di
stato creato proprio dalla società, che interventi terapeutici urgenti, che
ha distrutto la vita di una persona questi siano stati rifiutati e che non
assolutamente normale» ricordano le sia possibile adottare tempestive
sorelle Caterina, Rosalba e Chiara. E misure extraospedaliere.
raccontano dell’aggressione del 7 Purtroppo accade che amministratori
luglio 1972, subita da Francesco e due locali abusino strumentalmente del
Dal ’45 a oggi 4 milioni e mezzo vittime di errori giudiziari. Un terzo dei detenuti in attesa di processo suoi compagni anarchici, Giovanni Tso.
Marini e Gennaro Scariati, da parte di Un caso eclatante, denunciato da un

Incarcerazioni facili
un gruppo di fascisti, nella quale morì Comitato Giustizia e Verità nato ad
Carlo Falvella, giovane vicepresidente hoc, è avvenuto il 15 giugno 2006 a
del Fuan salernitano. E poi dell’arresto Quartu Sant’Elena, in provincia di
di Francesco nel ’99: resistenza a Cagliari. Il sindaco ordina un Tso per
pubblico ufficiale l’accusa «montata Giuseppe Casu, un venditore

problema italiano
ad arte dalle forze dell’ordine», dicono ambulante cagliaritano che viene
le sorelle. Scontò un mese in carcere e ammanettato alla barella, caricato su
cinque ai domiciliari prima di essere un’ambulanza e trasportato nel
assolto in appello. reparto psichiatrico dell’ospedale Is
Da allora il suo incubo si chiamava Mirrionis di Cagliari. Il tutto dopo
Tso, trattamento sanitario essere stato sbattuto violentemente in
obbligatorio. «In pratica una misura terra e immobilizzato da alcuni
Paolo Persichetti Ferragosto in carcere. Da oggi, blema. Nel nostro ordinamento, terapeutica per controllarlo per tutta la agenti.
infatti, non esiste una norma che vita, per aspettarlo al varco al primo Motivo della misura terapeutica, il
Dal dopoguerra ad oggi sono circa per iniziativa della deputata radicale indennizza “l’ingiusta imputa- errore, al primo segno di cedimento». fatto che il signor Casu sarebbe
quattro milioni e mezzo le persone Rita Bernardini, più di 150 parlamentari zione”. Questa anche quando E’ proprio per essere “curato” che “impazzito” di fronte alla seconda
coinvolte in errori giudiziari, ingiusta di tutti gli schieramenti visiteranno 185 non si somma alla ingiusta de- Francesco è stato fermato da decine di multa comminatagli dai vigili urbani
detenzione o che hanno visto conclu- tenzione, risulta comunque agenti in un’operazione degna nell’arco di due giorni (importo:
dersi con un proscioglimento il proce- istituti di pena: forse la più vasta estremamente pregiudizievole dell’arresto di un boss della camorra, 5mila euro) per vendita senza licenza.
dimento penale aperto nei loro con- ispezione mai fatta per la persona messa sotto accu- trasportato all’ospedale di Vallo della Addirittura, come spiegò l’allora
fronti. Una porzione di popolazione sa. Oltre al costo umano, gli er- Lucania e legato ad un letto dalla sera vicesindaco di Quartu, Tonio Lai
grande quanto un’intera regione. Solo rori giudiziari hanno un prezzo del 31 luglio alla mattina del 4 agosto, (recentemente scomparso), «la polizia
dal 1980 al 1994 quasi un imputato su scarcerazioni facili. plinato la responsabilità civile dei giu- sociale e erariale importante. quando venne ritrovato senza vita a municipale da maggio 2005 aveva
due è stato prosciolto; il 43,94 per Una dettagliata indagine dell’Eurispes, dici. Nel corso degli ultimi 5 anni lo causa di un edema polmonare emesso numerosi verbali a carico del
cento delle persone sottoposte a giudi- resa nota all’inizio dell’anno, raccon- Da allora è possibile avviare delle pro- Stato ha pagato circa 213 milio- provocato da un’insufficienza signor Casu». Che, però,
zio, oltre un milione e mezzo di citta- ta tuttavia una realtà ben diversa. Al cedure di risarcimento per «ingiusta ni di euro di risarcimento, la ventricolare sinistra. ostinatamente si rifiutava di liberare
dini dei tre e mezzo passati davanti ad 30 giugno 2008, dei 55.057 mila dete- detenzione». Il legislatore ha affronta- quasi totalità per ingiusta detenzione Ieri pomeriggio, per dare l’ultimo la strada durante il percorso di
un giudice. E tra questi ben 313 mila nuti presenti nelle carceri italiane (og- to, in modo tuttavia ancora molto in- cautelare, molto meno per gli errori saluto a Francesco, a Castelnuovo “riqualificazione” di Quartu. E allora
sono finiti prosciolti con formula pie- gi la cifra è vicina alle 64 mila unità, soddisfacente, solo un aspetto del pro- giudiziari. sono accorsi a centinaia fra parenti, Tso e tanti saluti.
na. oltre 20 mila in più della capienza tol- amici e alunni da tutto il Cilento. Da “Sgombero forzato: se ne va anche
Una cifra immensa che oltre a far ri- lerata), soltanto 23.243 stavano scon- oggi, per chi ha nel cuore il maestro - e l’ultimo ambulante” il titolo trionfale
flettere dovrebbe sollevare un serio tando una sentenza definitiva. Poco > In senso antiorario dal basso: sono in tanti a stimarlo - l’unico dell’Unione Sarda del 16 giugno 2006.
“allarme sicurezza” contro il funzio- più di un terzo. Tutti gli altri, ovvero 11decessipocochiaridal2004.AgiugnoNiki,26anni,sièdavverosuicidato? Regina Coeli > Stefano Montesi pensiero sarà quello di rendergli Per otto giorni Giuseppe Casu
namento della Giustizia, dell’inchiesta la maggioranza, erano in attesa di giu- > Rebibbia: chiavi delle celle giustizia. rimarrà legato mani e piedi al suo
e del processo penale, se solo questi dizio. Tra questi la quota più alta ri- > Dufoto> e una sezione Qualcuno dovrà spiegare perché un letto. Il 22 giugno morirà per
dati fossero divulgati in modo capilla-
re. Un vero paradosso, se è vero che
una delle maggiori fonti di rischio per
la libertà dei viene proprio da quella
guarda coloro che sono ancora in atte-
sa del giudizio di primo grado, ben
15.961. Il numero di quelli che hanno
interposto appello sono, invece,
A Sollicciano si muore > Adriano Mordenti/Agf
> Una cella del carcere minorile
Beccaria > Contrasto
> Di nuovo Rebibbia:
uomo in salute, senza alcun problema
fisico, sia morto legato ad un letto di
un reparto psichiatrico a seguito di
un’ordinanza di Tso emanata dal
tromboembolia venosa.
Tutt’ora è in corso il processo per
accertare responsabilità di questa
morte. Intanto il Comitato “Verità e
magistratura a cui la costituzione attri-
buisce, al contrario, una funzione di
tutela e garanzia attraverso le leggi dei
cittadini. Casi di omonimia, distrazio-
9.115. I ricorrenti in cassazione 3.451.
Da allora la situazione non è mutata,
semmai si è ulteriormente appesanti-
ta. Statisticamente quasi la metà dei
In tanti, e senza perché due detenute in una cella
e la somministrazione
di metadone al Centro clinico
> Stefano Montesi
comune di Pollica Acciaroli. Le
indagini del sostituto procuratore
Francesco Rotondo, per ora, sono
ferme ad accertare la posizione del
Giustizia” nato in suo nome non si
arrende e va avanti «perché la terribile
vicenda che ha portato alla morte di
Giuseppe non sia dimenticata».
ni, perizie errate, errori di calcolo, ma quindicimila in attesa di primo grado personale ospedaliero: non solo dei Il loro obiettivo, da tre anni, non
anche ragioni sistemiche ben più pro- finiranno prosciolti o in prescrizione. sette medici che lo avevano in cura, sono i medici dell’ospedale Is
fonde. Ciò vuol dire che per un’altissima por- Daniele Nalbone zio del 2009 qui sono deceduti M.B., 60 anni, morto il 30 le indagini con l’archiviazione, a Marcello vennero riscon- fra i quali il dottor Michele Di Genio, Mirrionis o gli agenti di polizia, né il
Per Ferdinando Imposimato il proble- zione della popolazione penitenziaria gennaio impiccandosi alle sbarre di ferro della cella; Ihs- trate due costole rotte. Due che, però, diventarono otto direttore del dipartimento di comune di Quartu , ma «il sistema
ma risiede nel carattere pressoché in- attuale la custodia cautelare è un pas- La pianta del complesso del carcere di Sollicciano è a for- sane Fakhreddine, un ragazzo palestinese, morto il 24 apri- quando, dopo diversi ricorsi da parte della madre, Maria Psichiatria del San Luca di Vallo della che dichiara “Guerre” in nome della
diziario che ormai caratterizza gran saggio inutile, oltre che dannoso e pre- ma “giglio”, simbolo di Firenze. Un carcere il cui il nume- le in circostanze poco chiare: prima di andare a dormire Ciuffi, venne riesumata la salma del ragazzo. Le foto del Lucania, ma anche degli infermieri del legalità contro i soggetti marginali
parte dei procedimenti penali. Aven- giudiziale. Dato che ribalta completa- ro dei detenuti supera, in pianta stabile, le mille unità da era stato visitato dal medico del carcere e il suo stato di sa- cadavere di Marcello parlano da sole: si vede un corpo reparto: secondo la testimonianza di della società e che vengono condotte
do lui stesso praticato per decenni mente l’opinione diffusa di una giusti- anni, nonostante la capienza regolamentare sia di 447. A lute era perfetto. Il dottore fu l’ultima persona a vederlo martoriato e pestato a sangue, «fino alla morte» dichiara la uno dei portieri dell’ospedale, infatti, con metodi arroganti, brutali e
questo metodo d’indagine, l’ex magi- zia dalle “scarcerazioni facili”. Semmai pochi metri delle mura due lingue di asfalto, l’autostrada in vita. Morì quella stessa notte. Il 12 giugno fu il turno di madre, che lo scorso 11 luglio, in un presidio organizzato ieri mattina i carabinieri hanno violenti che rappresentano, di fatto,
strato istruttore riesce a descriverne il problema è esattamente inverso. Sia- del sole e la Fi-Pi-Li, tagliano il territorio, un tempo ricco Anna Nuvoloni, 40 anni, sembra strozzata con un “filo” fuori dal carcere delle Sughere, racconta di aver assistito recapitato avvisi di garanzia, in un grave pericolo per i cittadini»,
molto bene la logica perversa: «troppo mo il Paese delle incarcerazioni fin di campi agricoli e ancora caratterizzato da casali e ruderi. di mozzarella. Ma dal giorno seguente il sospetto che gira direttamente «alla testimonianza di un allora detenuto nel- pratica, a tutto il personale operativo utilizzando strumentalmente ogni
spesso – spiega – le inchieste sono ba- troppo facili, dovute ad un sistema pe- Un ambiente agreste, lontano dai nuovi quartieri ormai sa- nei padiglioni del carcere è che invece si sia trattato di omi- la sezione dove è successo il fatto». Un racconto che gela fra il 31 luglio scorso e il 4 agosto. arma in proprio possesso. Come
sate su fatti desunti dall’esistenza di al- nale che nonostante la riforma del co- turi di abitazioni di Firenze, una delle città simbolo del- cidio da parte di una detenuta psicolabile che le avrebbe, il sangue: «tra le 15.30 e le 17», ripete la madre «i secondi- Antonio Fasolino, avvocato del dottor accade per il Tso che si trasforma da
tri fatti. In pratica il risultato di una de- dice di procedura del 1989 vede tutto- l’indiscriminata espansione urbana. Le vie che portano al- con la forza, spinto la mozzarella in gola per soffocarla. E ni hanno chiuso i portoni delle celle e nella sezione si sen- Di Genio, ha però spiegato che «i pratica terapeutica a pratica
duzione logica, terreno ideale per l’er- ra un forte squilibrio in favore della la casa circondariale sono semideserte, il silenzio è rotto per malore, come spiegano dagli uffici di Sollicciano, è tivano voci sconosciute e rumori distinti di passi veloci sanitari dell’ospedale di Vallo della repressiva, sinonimo di arresto. E’
rore. Troppo spesso – aggiunge – l’in- pubblica accusa. Non è un caso se le soltanto da qualche tir in transito sull’A1. Per arrivarci bi- scomparsa lo scorso 7 luglio una ragazza di 27 anni, dete- che facevano capire che stava succedendo qualcosa di gra- Lucania hanno seguito il protocollo così che «pazzi o ritenuti tali,
dizio altro non è che un sospetto tra- regioni dove più alta è la percentuale sogna prendere via Minervini, una di quelle strade che nuta per piccoli reati legati alla tossicodipendenza. Sem- ve a qualche detenuto. Solo l’indomani mattina vennero previsto per casi come questo». drogati, clandestini, vagabondi,
mutatosi troppo velocemente e che a di errore e maggiore è l’impiego della non vorresti mai percorrere. Una strada che porta spesso bra che la donna possa aver sniffato gas da un fornellino. tata”. Tre persone furono rinvenute impiccate nel 2006: a sapere della morte di mio figlio». La chiave per far luce sulla morte del spariscono, vengono feriti, alcune
sua volta finisce ancora più rapida- custodia cautelare sono quelle meri- verso il nulla più totale, alcune volte senza uscita. Così è Morti strane. Dario B., 73 anni; Santo Tiscione, 45 anni,; Sorin R., 32 Una madre coraggio alla quale si “accoda” cinque anni do- professor Mastrogiovanni, secondo gli volte muoiono, senza che nessuno
mente per trasformarsi in prova». dionali. La legislazione penale specia- stato per Niki Aprile Gatti, un ragazzo avezzanese, resi- Direttore della struttura dal 2004 è Oreste Cacurri. Il pri- anni, in attesa di giudizio e richiuso a Solliciano da due po Ornella che, dal 25 giugno 2008, giorno in cui ricevet- inquirenti, risiede nella cartella clinica: spieghi, parli, faccia giustizia».
Eppure il senso comune, quello che i le applicata contro le forme di crimi- dente da due anni a San Marino, trovato impiccato il 24 mo a perdere la vita in circostanze non chiare fu un dete- mesi. te la maledetta telefonata che le comunicò la terribile no- fra le carte non ci sarebbe menzione In fondo, in questa società dove un
media raccontano orientando l’opi- nalità organizzata, facendo leva sul giugno 2008 in una cella di Sollicciano poche ore prima nuto marocchino, il 2 marzo del 2004. Il suo corpo fu rin- Prima di essere trasferito in una delle carceri più dure e im- tizia, lotta per ottenere giustizia sulla morte di suo figlio dell’allettamento forzato, pratica sindaco qualsiasi può chiuderti nel
nione pubblica, dicono l’esatto con- reato associativo amplifica il carattere di deporre su un caso di truffa telefonica e frode informa- venuto da un compagno di cella con un rivolo di sangue portanti d’Italia Cacurri era direttore della casa circonda- Niki, detenuto nella cella numero 10, reparto B, sezione 4 estremamente invasiva e che può reparto psichiatrico di un ospedale
trario. L’insicurezza intesa come mera pregiudiziale delle inchieste. Ne con- tica fra San Marino e Londra. Un’inchiesta di quelle che che gli scendeva dalla bocca: overdose di farmaci, l’ipote- riale di Livorno negli anni in cui si verificò il caso Marcel- di Sollicciano, e trovato impiccato nel bagno durante l’ora protrarsi solo per poche ore. Inoltre, per un Trattamento sanitario
percezione, sensazione sociale, stato segue che la definizione della respon- scottano, in cui sono implicati loschi personaggi della cri- si. L’11 giugno fu la volta di Khaled, algerino di 34 anni, lo Lonzi. Marcello aveva 29 anni ed era in carcere per d’aria. Un’ora dove a Sollicciano può succedere di tutto. risulterebbe un “buco di trattamento” obbligatorio solo per eliminare
d’animo, è in costante aumento; co- sabilità personale diventa più incerta, minalità organizzata e imprenditori senza scrupoli. impiccato. Il 21 giugno morì nella sua cella, appena rien- scontare una pena di 8 mesi per tentato furto. Era in atte- Anche nella vicenda di Niki, morto nel carcere fiorentino, di oltre dieci ore, dalle 21 del 3 agosto quello che i media hanno definito
me la convinzione, rilanciata dalla mentre il livello di tutela delle garan- Purtroppo Niki non è stato il solo detenuto a perdere la vi- trato da un permesso premio, pochi minuti dopo esser sta- sa di usufruire dell’“indultino” quando morì, il 12 luglio come in quella di Marcello, morto a Livorno, si registrano alle 7.20 del giorno seguente, “l’ultimo ambulante”, «sono morti
cronaca di questi ultimi giorni, che vi zie giuridiche si abbassa paurosamen- ta in questa struttura. Prima di lui tante altre persone han- to sottoposto a visita medica, Giuseppe Mazzantini, 30 2003, per causa non accertata: infarto fulminante, disse gravi incongruenze fra l’autopsia e la perizia di parte. Spe- nonostante gli fossero stati prescritti che possono essere dimenticati in
sia in giro troppo lassismo della legge, te. Una legge del 1988, contrastata du- no trovato la morte a Sollicciano, così come sarebbe acca- anni: dall’autopsia non emerse nulla di macroscopico, l’autopsia, e il suo caso venne archiviato. Alla prima au- riamo solo che il caso di Niki non finisca come quello di farmaci da assumere ogni tre ore. fretta».
un dilagare d’impunità garantita e ramente dalla magistratura, ha disci- duto subito dopo la sua scomparsa. Fino ad oggi. Dall’ini- motivo per cui la sua morte venne dichiarata “non accer- topsia richiesta dalla Procura di Livorno, che poi concluse Marcello: archiviato. D.N. D.N.