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Marina Silvestrini

Una nuova iscrizione per i Lari Augusti dal territorio di Vibinum


In: Mlanges de l'Ecole franaise de Rome. Antiquit T. 104, N1. 1992. pp. 145-157.

Riassunto Marina Silvestrini, Una nuova iscrizione per i Lari Augusti dal territorio di Vibinum, p. 145-157. Edizione di una nuova epigrafe rinvenuta nell'agro della colonia romana di Vibinum (Apulia), dedicata con ogni verosimiglianza ai Lari Augusti, in et augustea, da parte di un collegio costituito da quattro Augustali quinquennali : il primo collegio di Augustali quinquennali della colonia. L'epigrafe per un verso aggiunge nuovi elementi al dossier dell'origine dell'Augustalit e di quale fosse, nella fase iniziale, l'oggetto precipuo del culto degli Augustali; per l'altro consente di riesaminare l'Augustalit quinquennale. Questa si configura innanzitutto come un tratto originario dell'istituzione, almeno in questo ambito, e non connessa alla sua evoluzione successiva, quindi come una struttura da mettere in relazione con il collegio annuale degli Augustali, in terzo luogo essa sem bra presupporre la contemporanea presenza, gi in et augustea, di una realt pi vasta rispetto alla quale i quinquennali si distinguevano per particolari funzioni.

Citer ce document / Cite this document : Silvestrini Marina. Una nuova iscrizione per i Lari Augusti dal territorio di Vibinum. In: Mlanges de l'Ecole franaise de Rome. Antiquit T. 104, N1. 1992. pp. 145-157. doi : 10.3406/mefr.1992.1751 http://www.persee.fr/web/revues/home/prescript/article/mefr_0223-5102_1992_num_104_1_1751

MARINA SILVESTRINI

UNA NUOVA ISCRIZIONE PER I LARI AUGUSTI DAL TERRITORIO DI VIBINUM *

Una lastra di marmo iscritta stata ritrovata, intorno al 1985, nel corso di lavori di aratura in una zona di confine tra i territori degli attuali comuni di Deliceto e Bovino (Foggia) - la Vibinum romana -, precisa mentein localit 'Valle Bottino' (fig. 1), in un fondo di propriet del Sig. Rocco Capano1. Siamo dunque nell'agro dell'antica colonia repubblicana di Vib inum2: precisamente nella porzione orientale deW'ager fortemente modell ata dalla presenza romana. Insediamenti rurali di et romana sono stati segnalati infatti nella stessa area nelle localit di Casale, Casalene, Mezzan a, Radogna, Pizzo dell'Angelo, Catenazzo (fig. 1) : tutti questi siti hanno restituito materiale epigrafico, per lo pi frammenti di epitafi di modesta fattura e relativi a persone di condizione servile e libertina. * Ringrazio Geza Alfldy, Andr Chastagnol, Lidio Gasperini, Silvio Panciera intervenuti nel dibattito con preziosi suggerimenti. Indicher per praticit, sulla scia di Ostrow (cit. alla nota 23), con Augustales, Augustalit (senza asterisco) l'ist ituzione nel suo complesso (Augustales, seviri Augustales, magistri Augustales ecc), con *Augustales, *Augustalit (con asterisco) coloro che sono definiti tali nelle font i.I volumi del CIL saranno indicati nel modo seguente : IX = CIL IX, etc. - La fotografia n. 5 della Sovrintendenza Archeologica della Puglia (Foggia), la foto n. 4 di U. Putignano (Universit di Bari), la ricostruzione grafica n. 3 di A. Raimondo (Universit di Bari). Una versione pi articolata di questo testo, in specie dei 3 e 4, appare nei Quaderni di Storia, 35, 1992. 1 La lastra mi stata segnalata dagli esponenti dell'Archeoclub di Deliceto che vivamente ringrazio e cui sono dbitrice anche della fotografia (fig. 2) e delle misur e dell'epigrafe. 2 Lo statuto coloniale del centro, noto da un'epigrafe frammentaria edita da R. Gaeta, Iscrizioni inedite di Vibinum, in AFLB, 19-20, 1976-77, n. 4, p. 153 (= AE 1980, 267), ora confermato dal recentissimo rinvenimento di una base onoraria (M. Pani, Colonia Vibina, in ZPE, 87, 1991, p. 125-131) che ha consentito di preci sarne la natura di colonia repubblicana. Per un'ipotesi sull'estensione del territorio della colonia vd. ora F. Grelle, Una nuova iscrizione da Sant'Agata di Puglia, in Taras, 12, 1992, es. MEFRA - 104 - 1992 - 1, p. 145-157. io

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. Pizzo dell'Angele

Fig. 1 - Schematizzazione dalla tavoletta I.G.M. F. 174 I N.E. (Bovino). Particolare il quadratino indica il luogo di rinvenimento dell'epigrafe.

La lastra, in marmo, spezzata in due parti ricomponibili, mutila negli angoli superiori e nell'angolo inferiore sinistro, al centro mostra un foro, indizio di riutilizzazione (figg. 2-3). La superficie si presenta molto incrostata. Scrittura accurata in caratteri monumentali con om breggiatura evidente, ma leggera, apici accentuati, costituiti da linee sott ili e non compiutamente sistematizzati : in particolare si notino gli apici superiori delle lettere A, M, N, peraltro generalmente rari3; le lettere presentano una forma ancora piuttosto larga; da rilevare inoltre la perfettamente rotonda. Nella prima riga conservata la vocale lunga resa con due i (Augustiis) : come ricorda Oliver, la geminazione in latino il metodo pi antico per rappresentare l'allungamento delle vocali, valido anche per la i, anche se assai pi raramente attestato nelle iscri zioni rispetto ad ei; documentato in alcuni testi di et repubblicana e,

3 Cf. J. S. and A. E. Gordon, Contributions to the Paleography of Latin Inscrip tions, Berkeley-Los Angeles, 1957, p. 140 e 213.

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Illustration non autorise la diffusion

Fig. 2 - Iscrizione per i Lari Augusti dal territorio di Vibinum.

Illustration non autorise la diffusion QiRASTlCMNVS-VARVS C'PONTIW^AMERIMNVS ALLIE WSQJN PRIMVS PRL S-P' F^ VIBIWACHORISTV5

Fig. 3 - Ricostruzione grafica dell'iscrizione per i Lari Augusti.

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ancora, in et protoimperiale4. In particolare si registrano altri tre casi della parola Augustus : due nell'espressione Laribus Augustiis : nell'ara compitale del vicus Statae Matris del 2 a.C. (VI 36809 a-b = ILS 9250) e nell'epigrafe XI 2998, proveniente da'ager Viterbiensis ; il terzo caso si ha in una data - [k(alendis) Augu]stiis - facente parte ancora di un'iscri zione compitale urbana, quella del vicus Aesculeti, databile presumibil mente al 7 a.C.5. Misure (espresse in centimetri) : alt. 56; larg. 105; sp. 5. Lettere : 1. 1 : 11; 1.2: 8; 1.3: 5; 11.4-7: 4. [Laribus] Augustiis sacrum. Q. Rasti[c]anus Varus 5 C. Pontidius Amerimnus A. Allienus Primus M. Vibius Achoristus [Au]g(ustales) quin(quennales) pri(mi) s(ua) p(ecunia) f(ecerunt). preliminare per l'interpretazione dell'epigrafe definire di quale parola Augustiis sia attributo meglio di quale divinit : infatti il termine sacrum e la sua collocazione nel testo non lasciano dubbi sulla consacra zione del monumento, cui la lastra era affissa ad una divinit, alla quale deve adattarsi l'attributo Augustus nella sua forma plurale. L'integrazione che si propone [Laribus] / Augustiis / sacrum non sembra avere plausibili alternative, in considerazione e del contesto geografico e della cronologia dell'epigrafe : i caratteri paleografici e la particolare grafia Augustiis orientano infatti per l'et augustea - comunque difficile proporre una datazione oltre i primi decenni del I d.C. Il termine Augusti documentat o, nell'Italia centromeridionale, come appellativo dei Lores da pi di 70 testi epigrafici, rarissimo invece come epiteto di altra divinit6. In parti-

4 In et repubblicana nella Lex Coloniae Genetivae Iuliae (P 594, cap. LXXII = ILS 6087) e in I2 2388 = ILLRP 1266; vd. R. P. Oliver, Apex and Sicilicus, in AJPh, 87, 1966, soprattutto p. 152-154 e note 84-85 e 162-164 e nota 23. 5 Tale dedica edita da S. Panciera, Ancora tra epigrafia e topografia, in L'Urbs. Espace urbain et histoire (Ier sicle av. J.-C. - IIIe sicle . J.-C), Roma, 1987, p. 6273. 6 Attestato, a quanto risulta, solo in due epigrafi di et imperiale avanzata, l'una di Ancona (IX 5891 : Nymphis Aug.) e l'altra di Pisaurum (XI 6306 = ILS 5445

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colare il culto dei Lari Augusti gi attestato in Apulia e proprio in un'al tra colonia, Venusia (IX 423), prossima a Vibinum (cf. anche Luceria : IX 808 = ILS 538 1)7. La parola Laribus sar stata iscritta su una lastra che sovrastava questa conservata, verosimilmente in connessione con le pre sumibili raffigurazioni del monumento (ara cappella)8. = G. Cresci Marrone e G. Mennella, Pisaurum I. Le iscrizioni della colonia, Pisa, 1984, n. 17, p. 155-157 : signa deorum Augus[torum]). La documentazione compless iva raccolta nel ThLL, s.v. Augustus (dii), II, e. 1393-1402. 7 II materiale epigrafico relativo al culto dei Lari Augusti raccolto da G. ViTucci, Diz. Ep., IV, Roma, 1946, s.v. Lares, p. 403-404; limitatamente all'Italia occor re aggiungere per l'Urbe : E. Josi, Cimitero cristiano sulla via Latina, in RAC, 17, 1940, p. 24-26; cf. A. M. Colini, BCAR, 67, 1940, p. 216; AA 57, 1942, p. 314-317 (= AE 1946, 189), rivista da A. Degrassi, Epigrafia romana, I, Roma (1937-1946), Doxa, 2, 1949, p. 72-73 [= Scrtti vari di Antichit, I, Roma, 1962, p. 342-343] (= AE 1949, 170); C. Pietrangeli, Un frammento sconosciuto di ara dei Lari, in BCAR, 70, 1942, p. 127-130 (= AE 1948, 82); L. Moretti, Vicus Cornicularius, in ArchClass, 10, 1958, p. 231-234 (= AE 1960, 61-63); A. M. Tamassia, Iscrizioni del Compitum Adii, in BCAR, 78, 1961-62, p. 158-163 (= AE 1964, 74a-b); sul compitum Adii ora M. Dondin-Payre, Topographie et propagande gentilice : le Compitum Adii et l'origine des Acilii Glabriones, in L'Urbs, cit. (sopra nota 5), p. 87-109; S. Panciera, Tra epigrafia e topografia, I, in ArchClass, 22, 1970, p. 139-163 (= AE 1971, 33); L. Berni Brizio, Iscrizioni inedite dell'Antiquar ium comunale del Celio, in RAL, 26, 1971, p. 770 (= AE 1971, 34 : Laribus Augustorum et Genis Caesaru[m per\mittentibus etc.) (et di M. Aurelio e L. Vero) ; S. Panciera, Nuovi luoghi di culto a Roma dalle testimonianze epigrafiche, in Archeologia laziale III, Roma, 1980, p. 204-205 (= AE 1980, 55); Id., Ancora tra Epigrafia cit., (sopra nota 5), p. 62-73. Per quanto concerne le are compit ali urbane, nell'ambito della assai ampia bibliografia relativa, mi limito a segnala re A. Alfldy, Die zwei Lorbeerbume des Augustus, Bonn, 1973, p. 30-36; P. an ker, ber die Werksttten augusteischer Larenaltre und damit zusammenhngende Probleme der Inter pretazion, in BCAR, 82, 1970-71 [1975], p. 147-155; M. Hano, l'origine du culte imprial : les autels des Lares Augusti. Recherches sur les thmes iconographiques et leur signification, in ANRW, II, 16, 3 Berlino-New York, 1986, p. 2333-2381, opere che contengono aggiornati repertori di questa classe di docu menti. Per il resto della penisola da aggiungere innanzitutto l'importante documentaz ione epigrafica relativa all'edicola circolare dei Lari Augusti di Ostia, edita da H. Bloch, A Monument of the Lares Augusti in the Forum of Ostia, in HThR, 55, 1962, p. 211-224 (= AE 1964, 151-156); su AE 1964, 154 vd. anche A. Degrassi, Epigraphica II, in MAL, ser. Vili, 11, 1965, p. 266-271 [= Scritti vari di Antichit, III, Venezia-Trieste, 1967, p. 75-81] (= AE 1966, 65); ancora Trebula Suffenas : M. G. Granino Cecere, Suppl. It., N.s., 4, n. 1, p. 134-135; Verona: J. Kolendo, // tinctor tenuarius, tintore in un'iscrizione di Verona, in Archeologia, 37, 1986, p. 3140, per la quale si propone dubitativamente una datazione all'86 d.C. (= AE 1987, 453); infine Trento: P. Chist, Epigrafi trentine dell'et romana, Rovereto, 1971, n. 22, p. 42-43. 8 Nel corso del dibattito emersa l'eventualit di considerare anche l'integra-

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E veniamo ai dedicanti : un collegio di quattro membri, che si defin iscono Aug(ustales) quin(quennales) pri(mi). Innanzitutto occorre osservare che primi ha un'evidente valenza cronologica, si tratta del primo collegio di Augustali quinquennali della colonia di Vibinum9. Di questa espressio ne non risultano altre attestazioni. Essa trova i confronti pi prossimi nei magistri Augustal(es) prim(i) dell'etnisca Nepet del 12 a.C. (XI 3200 = ILS 89), nei magistri primi delle epigrafi relative all'edicola dei Lari Augusti di Ostia, sopra ricordata (AE 1964, 151, 155), definiti in altre due iscrizioni dello stesso monumento magistri anni primi (AE 1964, 153, 156); ancora confrontabile con le espressioni presenti su alcune are compitali urbane per Lari Augusti : [mjagistri qui K. Augustis primi magisterium \ini\erunt di VI 445 e p. 3756 = ILS 3613; ministri qui K. Aug. primi inierunt (VI 446-447 e p. 3005 e 3756 = ILS 3612-3612a); quindi con la definizione August(alis) anni primi che figura su un epitafio di probabile provenienza sipontina (AE 1966, 84) 10. In particolare il culto dei Lari Augusti aveva una sua era che variava di luogo in luogo e dunque, almeno nelle affe rmazioni di priorit dei suoi magistri, bisogna ravvisare sia l'indicazione dei primi beneficiari dell'onore, sia quella dell'anno primo dell'era. L'espressione vibinate invece sembra porre l'accento essenzialmente sui primi beneficiari del particolare onore della quinquennalit11, onore che zione numinibus Augustis, suscitata dalla menzione di un altare per il numen Augustutn in un'epigrafe di Forum Clodii del 18 d.C. (XI 3303 = ILS 154) - in tal caso bisognerebbe anche presupporre una cronologia pi tarda dell'epigrafe; tuttavia, come ha mostrato D. Fishwick (Genius and Numen, in HThR, 62, 1969, p. 358, nota 12 e 366-367), l'espressione aggettivale di Forum Clodii risulta essere un unicum nell'analisi dell'intera documentazione del culto del numen imperiale, per cos dire una variante stilistica di numen Augusti, infatti quando l'espressione compare per intero si ha sempre numen Augusti / numina Augustorum. 9 Lo ha osservato chiaramente P. Veyne (Augustal de Van I, in BCH, 90, 1966, p. 146, nota 4 e 147, nota 1) : in tali casi non pu non trattarsi dell'anno di fonda zione. 10 L'epitafio stato pubblicato da Veyne nell'articolo citato alla nota precedent e. Si tenga presente anche V 5859 = ILS 6736 : VIvir et August(alis) qui inter primos Augustales a decurionib(us) Augustalis factus est; e AE 1980, 489 : Hlvir Augustal(is) ex d(ecreto) d(ecuronum) inter primos creatus, su quest'ultima espressione vd. anche S. Demougin, Triumviri Augustales, in MEFRA, 100, 1988, in particolare p. 119, nota 17. 11 fenomeno noto il rilievo assegnato nella societ romana a coloro che rico prissero una determinata carica onere per la prima volta, cf. Veyne, Augusta! cit. (sopra nota 9), p. 146, nota 4; G. Alfldy, Die Rolle des Einzelnen in der Gesell schaft des rmischen Kaiserreiches, Heidelberg, 1980, specialmente p. 29-31 [= Die rmische Gesellschaft, Wiesbaden, 1986, p. 358-359]; anche S. Mrozek, Primus om nium sur les inscriptions des municipes italiens, in Epigraphica, 33, 1971, p. 60-69.

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non coincideva con l'istituzione nella colonia dell'Augustalit, ma presu mibilmente cadeva, secondo la consuetudine romana degli incarichi quin quennali, nel quarto anno successivo a tale istituzione (vd. oltre). Da osservare inoltre che le abbreviazioni usate per le parole quin(quennales) e pri(mi) - verosimilmente dovute a motivazioni di sim metria rispetto ad Aug(ustales) - non sono tra le pi comuni : nelle ILS, per esempio, a fronte di alcune decine di attestazioni delle forme QUINQ e QQ, si ha un unico esempio della forma QUIN12; e, per quanto concerne l'abbreviazione pri(mus), parola generalmente attestata per esteso, l'Index di CIL VI ne registra una decina di esempi 13. 2. Consideriamo ora quello che appare il motivo di maggior interesse dell'epigrafe : i Lari Augusti come oggetto della dedica. Si badi peraltro che nell'ambito della complessiva documentazione relativa all'istituzione dell'Augustalit rimane in Italia un'unica altra iscrizione per i Lari Augus ti, rinvenuta a Venusia (IX 423) e posta da un mag(ister) Aug(ustalis) . Che l'Augustalit fosse connessa con il culto imperiale e nella sua fase iniziale con quello di Augusto non dubbio, ma sfugge in realt quale fosse preci samente l'oggetto del culto : Premerstein sulla base delle dediche esistenti pensa ad Augusto per i seviri Augustali e alla gens lulia, il cui centro occupa la persona d'Augusto, per gli * Augustali; Duthoy si orienta con prudenza per il genius e/o numen Augusti, valorizzando una dedica prove niente dal municipio dacico di Aquincum, l'unica a suo giudizio, nell'am bito della ricchissima documentazione epigrafica superstite, certamente posta da un collegio di Augustali, non in quanto privati, ma nell'esercizio delle loro funzioni (III 3487 del 138 d.C.) : dedica indirizzata appunto al numen Augusti e al genius dell'imperatore Antonino Pio. Aggiunge la con siderazione che il culto del genius e del numen Augusti si accordano con la politica religiosa del primo imperatore, il quale notoriamente non inco raggi in Italia il culto della sua persona, durante la vita 14 ; politica per lo pi seguita dai successori nel corso del principato.

12 Tuttavia nel significato di quinquennalitas (5063 : ob honorem quin.); scarsi esempi anche nell'Index vocabulorum di CIL VI : 9202, 33029, cf. 32326, 50. poss ibile aggiungere l'epigrafe ostiense NSA, 1953, p. 284, II a 12. 13 Index vocabulorum, p. VII, fase. IV, p. 4764 : tra questi da segnalare un'epi grafeurbana (VI 2226 = ILS 6077), che fa menzione di un magister vici ab Cyclopis region(is) pri(mae) ; da ricordare anche la formulazione mag(istri) an(ni) pri(mi) (AE 1964, 156), di una delle epigrafi dell'edicola ostiense citate alla nota 7. 14 A. von Premerstein, Diz. Ep., 1, Roma, 1895, p. 833 e 843; R. Duthoy, Les * 'Augustales, in ANRW, II, 16, 2, 1978, p. 1196-1300; per questo aspetto della politica di Augusto vd. Cassio Dione 51, 20, 7-8; Svetonio, Aug., 52; cf. L. Ross Taylor, The

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In tale tematica possibile utilizzare gli scolli ad un verso oraziano (Satire IH 2, 281) : a commento del passo in cui il poeta presenta il vec chio liberto che corre per i crocicchi (circum compita) invocando gli dei, Porfirione (II sec. inoltrato - III secolo) annota : .Ab Augusto enim Lares id est dii domestici in compitis positi sunt et libertini sacerdotes dati qui Augustales dicebantur. Ed il successivo Pseudo-Acrone (V sec.) : lusserai enim Augustus in compitis deos Penatos constitui, ut studiosius colerentur. Erant autem libertini sacerdotes qui Augustales dicebantur. Preliminarmente occorre chiarire che l'indubbia confusione tra dei Penates e Lares nello Pseudo-Acrone trova spiegazione nell'assimilazione di queste divinit, registrata in qualche caso in autori tardi15. Porfirione (ripreso dallo Pseudo-Acrone) fa evidente riferimento alla riforma augus tea dei culti vicani, connessa alla riorganizzazione dei vici dell'Urbe del 7 a.C, allorch nelle cappelle dei compita in luogo dei Lares compitales si venerarono i Lares della casa di Augusto ed il Genius del princi pe (Lares Augusti) e tale culto fu affidato da Augusto stesso alla cura dei vicomagistri, tratti dalla plebe, per lo pi liberti16. Lo scoliasta tut tavia schiaccia per cos dire gli Augustali sui vicomagistri, annullando ogni differenza tra loro e facendo scaturire da questa medesima rifo rma l'istituzione dell'Augustalit. La dipendenza degli Augustali dal modello dei vicomagistri, in qual chemodo suggerita dall'erudiziene antica, stata prospettata nelle opere ormai piuttosto remote di Orelli (1828), Egger (1844), Marquardt (1881), Schmidt (1878) e in qualche misura Mourlot (1895) ll; stata invece in Worship of Augustus in Italy during His Lifetime, in TAPhA, 51, 1920, p. 116-133; Id., The Divinity of the Roman Emperor, Middletown, 1931, p. 215-218; F. Taeger, Charisma, II, Stuttgart, 1960, p. 113-140; J. H. W. G. Liebeschuetz, Continuity and Change in Roman Religion, Oxford, 1979, in particolare le p. 68-73; la complessit e per certi versi ambiguit della politica religiosa augustea ora illustrata da A. Fraschetti, Roma e il principe, Roma-Bari, 1990, soprattutto p. 352-357. 15 Cf. A. Dubourdieu, Les origines et le dveloppement du culte des Pnates Rome, Roma, 1989, p. 101-106; anche S. Panciera, Ancora sulla famiglia senatoria africana degli Aradii, in Atti del IV convegno di studio (Sassari, 1987), p. 555-557, dove illustra un'epigrafe, databile al IV sec, attestante la fusione di Lari e Penati. 16 Cf. Taylor, The Divinity cit. (sopra nota 14), soprattutto p. 185-186; G. Niebling, Zum Kult des Genius und der Laren, in F&F, 26, 1950, p. 147-150; Id., Laribus Augustis magistri primi, in Historia, 5, 1956, p. 303-323; da ultimo fondamentale Fraschetti, op. cit. (sopra nota 14), soprattutto p. 255-265, con una particolare attenzione al valore innovativo della riforma augustea dello spazio urbano e al modello familistico che presiede all'instaurazione del culto. 17 1. C. Orelli, Inscriptionum Latinorum selectarum amplissima collectio etc., II, Zurigo, 1828, p. 197 : A. E. Egger, Appendices, II. Les Augustales, in Examen critique

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altri importanti contributi sull'Augustalit (Premerstein, Taylor, tienne, Duthoy), quando non decisamente respinta, utilizzata con estrema pru denza, e comunque non accolta nella sostanza; ostacolo fondamentale apparso la mancanza di un esplicito legame tra Augustalit e culto dei Lari compitali soprattutto nelle iscrizioni pi antiche18. Nondimeno l'es istenza di tratti comuni a vicomagistri ed Augustali fuori discussione : gli uni e gli altri provenienti nella stragrande maggioranza dal ceto libertino, gli uni e gli altri operanti nella sfera del culto imperiale, gli uni e gli altri pomposamente abbigliati di toga praetexta e accompagnati dai littori in determinate circostanze. Ora l'iscrizione vibinate ci pone di fronte ad una dedica ai Lari Augus ti non di privati, ma di un collegio di *Augustali quinquennali nelle loro funzioni, dedica di et augustea. Essa stata ritrovata nell'agro (a poco pi di 5 km in linea d'aria dal centro urbano, ma ad una distanza almeno doppia seguendo un percorso stradale), ancorch riutilizzata : l'ipotesi pi probabile che provenga da un edicola cappella collocata in un incrocio di strade (forse coincidente con un incrocio di assi della centuriazione coloniaria)19 : ci sono elementi sufficienti, mi pare, per

ci historiens anciens de la vie et du rgne d'Auguste, Parigi, 1844, p. 357-411; J. Marquardt, Organisation de l'Empire Romain, I, Parigi, 1889 (Lipsia, 1881), p. 295-296; cf. anche Id., Le culte chez les Romains, II, Parigi, 1890 (Lipsia, 18852), p. 232; J.Schmidt, De seviris Augustalibus, Halle, 1878, p. 125-130; F. Mourlot, Essai sur l'histoire de l'Augustalit dans l'empire romain, Parigi, 1895, p. 32-37, ammette tale rapporto solo per i magistri Augustales, invece per gli * Augustali ed i seviri Augustali pensa ad un'evoluzione a partire dalle associazioni di cultores Augusti. 18 II rapporto tra vicomagistri ed Augustali non accettato da Premerstein, op. cit., (sopra nota 14), p. 827-828; R. tienne, Le culte imprial dans la pnisule Ibri qued'Auguste Diocltien, Parigi, 1958, p. 276, ritiene che gli scolli descrivano una situazione valida solo a partire dal II sec. La mancanza di un legame con il culto compitale sottolineato da L. Ross Taylor, Augustales, Seviri Augustales, and Sevir i : a Chronological Study, in Tapha, 45, 1914, p. 231, 236-238, la quale tuttavia ritie ne che la spiegazione dello scoliasta possa essere accettata limitatamente ai magis tri Augustales. (La stessa posizione era gi stata espressa da Mourlot, vd. sopra alla nota precedente). Nella successiva The Divinity cit. (sopra nota 14), p. 220, la Taylor giudica probabile che il Genius ed i Lores fossero l'oggetto del culto degli Augustali. Anche Duthoy op. cit. (sopra nota 14), p. 1298-1299, accoglie l'accost amento tra magistri vici e magistri Augustales, ma ritiene si debba nello stesso tempo anche tener conto del rapporto con i magistri di Capua. 19 opportuno ricordare che in una zona prossima al luogo di rinvenimento attestato il toponimo significativo 'Cologna' (Tavoletta I.G.M. 174 I N.E. (Bovino) (vd. fig. 1), fattomi rilevare dagli esponenti dell'Archeoclub di Deliceto che ringra-

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re l'ipotesi che i Lari Augusti fossero, almeno nella fase iniziale, l'oggetto precipuo del culto anche degli Augustali. E nello stesso tempo esistono le condizioni per guardare agli scolli oraziani con rinnovato interesse. Si badi peraltro che assegnando a vicomagistri ed Augustali la stessa funzio ne nell'ambito del culto possibile spiegare perch proprio a Roma man chino quelle attestazioni dell'Augustalit che sono invece cos frequenti in Italia. 3. E veniamo all'*Augustalit quinquennale. Gli Augustali quinquenn ali, come i seviri Augustali quinquennali, vengono comunemente affian cati agli honorait, ai curatores, ai patroni, e unanimemente considerati un'articolazione del collegio vitalizio degli *Augustali (o dei seviri Aug.), una volta strutturato sul modello delle corporazioni professionali (Premerstein, Taylor, Duthoy)20; di conseguenza tale carica non viene consi derata un carattere originario dell'istituzione, ma legata alla sua evoluzio ne successiva. In realt l'analogia con i (magistri) quinquennales delle cor porazioni professionali coglie nel segno l dove si registra l'espressione quinquennalis Augustalium, come per esempio a Canusium (IX 344 = ILS 5188) a Aesernia (IX 2678, 2685), ma appare arbitrario estendere questa lettura a quei casi, come la lastra in questione, dove figura l'espressione Augustalis quinquennalis21 . In particolare la dedica vibinate ci pone di fronte ad un collegio di quattro *Augustali quinquennali, nominati uno per uno, quindi con poteri uguali e durata temporanea22 : in et augustea difficile interpretare una

20 Premerstein, op. cit. (sopra nota 14), p. 849 e 852-853; Taylor, Augustales cit. (sopra nota 18), p. 242; Duthoy, Les *Augustales, cit. (sopra nota 14), p. 1286 e 1274-1277. 21 L'epigrafe canosina ora ripubblicata in Le epigrafi romane di Canosa I, a cura di M. Chelotti, R. Gaeta, V. Morizio, M. Silvestrini, Bari, 1985, n. 52, p. 88-90. L'elenco pi completo delle testimonianze dei quinquennali degli *Augustali ancora quello di Premerstein, op. cit. (sopra nota 14), p. 849; cf. anche Duthoy, Les *Augustales, cit. (sopra nota 14), p. 1286, nota 248, non privo di alcune imprecision i. Da aggiungere un'epigrafe di Bovino {AE 1969/70, 165; AE 1980, 273) su cui torneremo pi avanti. Per le attestazioni dei seviri Augustali dove s'impone la ri cchissima documentazione ostiense, costituita da pi di sessanta testi, cf. Premers tein, op. cit. (sopra nota 14), p. 852-853 e Duthoy, Les *Augustales cit. (sopra nota 14), p. 1274, nota 145; da aggiungere ancora alcuni esempi ostiensi (AE 1987, 191, 196; AE 1988, 193), quindi, non registrati negli elenchi citati, Cosa (XI 2643) e Sulmo (IX 3102). 22 Premerstein, op. cit. (sopra nota 14), p. 834, ribadisce che l'usanza romana [ ] esige per funzionari di una stessa classe nominati temporaneamente la lista completa dei nomi.

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tale struttura quasi magistratuale, se non pensando ad un collegio di quattro *Augustali che ogni cinque anni assumevano il titolo di *Augustali quinquennali. La quinquennalit si configura quindi, in questo caso, innanzitutto come un tratto originario dell'*Augustalit e non connesso con la sua evoluzione successiva, secondariamente come una struttura da

Illustration non autorise la diffusion

Fig. 4 - Torelli 1969, p. 38-39 (= AE 1969/70, 165) da Bovino.

Illustration non autorise la diffusion

Fig. 5 - Gaeta 1976/7, p. 155 (= AE 1980, 273) da Bovino.

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mettere in relazione con il collegio annuale degli * Augustali; terzo el emento, non meno importante, l'esistenza della quinquennalit sembrereb be presupporre la contemporanea presenza di una realt pi vasta, rispetto alla quale i quinquennali si distinguevano per particolari funzion i. Dato, quest'ultimo, da versare nel dossier della problematica organiz zazione degli * Augustali nella sua fase originaria23 e che indurrebbe a pensare che gi in et augustea, dopo il loro anno di carica, i membri dei collegi annuali degli *Augustali costituissero una struttura permanente. 4. Il nome di uno dei quattro *Augustali quinquennali menzionati nell'epigrafe, A. Allienus Primus, ritorna in un'altra iscrizione vibinate di cui restano due copie : l'una pubblicata da Mario Torelli nel 1969 (= AE 1969/70, 165), l'altra mutila, da Rosanna Gaeta nel 1976/7 (1980, 273) 24. Si tratta del ricordo della edificazione di un podium, affidato a due lastre in calcare di notevoli dimensioni (quella integra lunga cm. Ill e larga 61) e circondate da una semplice cornice (figg. 4-5). La dedica posta da due A. Allient : di Laetus ricordata unicamente la prefettura dei fabri (capo gabinetto di un magistrato), evidentemente la pi alta carica raggiunta25; la carriera di Primus, con ogni verosimiglianza liberto, si presenta nel modo seguente: Aug(ustalis) iter(um) quinq(uennalis)26. L'espressione r icalca l'indicazione della quinquennalit per le magistrature municipali : come accade non di rado quando l'iterazione inserita tra due cariche, in astratto possibile connetterla e alla parola precedente e alla parola seguente, tuttavia la norma certamente era che la seconda magistratura fosse quinquennale, come ha ribadito di recente Panciera27. In questa epi-

23 Gli elementi essenziali della questione ed un quadro delle posizioni in DuTHOY, Les *Augustales cit. (sopra nota 14), p. 1277-1280; da aggiungere ora S. E. Ostrow, Augustales along the Bay of Naples : a Case for Their Early Growth, in Historia, 34, 1985, p. 73-81. 24 M. Torelli, Contributi al Supplemento di CIL IX, in RAL, ser. Vili, 24, 1969, p. 38-39; Gaeta, Iscrizioni inedite cit. (sopra nota 2), n. 10, p. 155. 25 Cf. . DOBSON, The 'Praefectus fabrum ' in the Early Principate, in Essays pre sented to Eric Birley, Eds. M. Jarret, . Dobson, Kendal, 1965, soprattutto p. 65-77; S. Demougin, L'Ordre questre sous les Julio-Claudiens Roma, 1988, p. 682-684. 26 Per l'appartenenza della grande maggioranza degli Augustali al ceto liberti no cf. innanzitutto R. Duthoy, La fonction sociale de l'Augustalit, in Epigraphica, 36, 1974, p. 134-141 ; nel caso in questione da notare che Primus, cognome latino, ampiamente diffuso negli ambienti servile e libertino vd. I. Kajanto, The Latin Cognomina, Helsinki, 1967, p. 66-67, 291. 27 S. Panciera, M. Allio Celere, magistrato della colonia, in A. Boninu, R. D'Oriano, A. Mastino, S. Panciera, e M. Ch. Satta, (ed.) Turris Libisonis, La necropoli meri dionale di San Gavino. Intervento di scavo 1979-1980, Sassari, 1987, p. 42-43.

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grafe anche rimpaginazione del testo che presenta A UG alla fine della 1. 3 e ITER QUINQ alla successiva 1. 4 conferma, con tutta evidenza, l'interpretazione proposta28. La coincidenza del luogo di rinvenimento (Vibinum), degli elementi onomastici, della carica ricoperta (*Augustalit quinquennale), lo stesso ambito cronologico, indicato dalla paleografia, sono dati per cui non pare dubbio che l'Allieno Primo che ha contribuito alla costruzione del podio sia il medesimo ricco liberto che nell'anno, certo precedente, della pro pria *Augustalit quinquennale con i colleghi aveva provveduto alla dedi ca di un monumento per i Lari Augusti. Peraltro la menzione delle due *Augustalit di Primus costituisce ulteriore conferma che in questo ambit o geografico la quinquennalit va semplicemente intesa come partecipa zione al collegio degli *Augustali in un anno che comportava speciali funz ioni, che altrimenti con difficolt si giustificherebbe l'iterazione. L'istitu zione del collegio degli *Augustali evidentemente precedeva la quinquenn alit cos intesa. Marina Silvestrini

28 Gi Torelli (art. cit. - sopra nota 24 - p. 38) ripreso da AE 1969/70, 165, osservava che Primus aveva iterato l'Augustalit con la quinquennalit.