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Anno 90 - N. 1 - gennaio-febbraio-marzo 2013 - Pubb. trimestrale - Poste Itliane spa - Sped. in a. p. - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art.

comma 2, DCB VERONA

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SANTUARIO MADONNA DEL FRASSINO - Peschiera del Garda (Verona) www.santuariodelfrassino.it

CELEBRAZIONI DELLA LITURGIA


Liturgia Feriale Lodi: ore 7.00 SS. Messe: ore 7.30 - 9. 00 - 18.30 Vespro: ore 19.00 S. Messa del Sabato sera e Vigilia delle Feste: ore 18.00 Liturgia Festiva Ore 7. 00 - 8.30 - 10.00 - 11.30 (orario legale) 17.30 - 19.00 (orario solare) 17.00 - 18.30 Canto del Vespro ore 16.30 (legale) ore 16.00 (solare) Sacramento della Riconciliazione: tutti i giorni: ore 18.00 - 11.45 15.00 - 19.00 Ogni primo sabato del mese: S. Messa per anziani e ammalati Ore 16.00 (orario legale) Ore 15.30 (orario solare) Orari apertura Santuario Solare: 6.30 - 12.00; 14.30 - 19.30 Legale: 6.30 - 12.00; 15.00 - 19,30 Periodo estivo
Maggio - Settembre - Chiusura ore 22,00

SOMMARIO

Lettera del padre Rettore Segni per la vita Un pensiero per la Quaresima La luce della fede Il concetto biblico di penitenza Il Crocisso Il Risorto Maria ai piedi della Croce La vita di S. Francesco Licona della Crocissione La voce del cronista Pellegrinaggi Cori Matrimoni Grazie Santo Padre Orari 3 4 5 6-7 8-9 10 11 12-13 14-15 16-17 18-19 20-21 22 23

LA REGINA DEL GARDA


Pubblicazione Trimestrale

Anno 90 - N. 1 - gennaio-febbraio-marzo 2013 - Pubb. trimestrale - Poste Itliane spa - Sped. in a. p. - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art. comma 2, DCB VERONA

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Editore SANTUARIO DELLA MADONNA DEL FRASSINO


(Prov. Veneta di S. Antono O.F.M.)

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Direttore responsabile: P. Dino Buso, ofm Redattore Fr Gianbattista Casonato ofm SOSTEGNO BOLLETTINO Annuo 10,00 Sostenire 20,00 Stampa: Arti Grache Casagrande snc - Colognola ai Colli (VR) Confezione-Spedizione: Nuova Zai s.n.c. (VR) Tel. 045 584 644
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Il Crocisso nella cappella delle Confessioni

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arissimi amici e devoti della Madonna del Frassino, il Signore vi dia pace. questo il primo numero de La Regina del Garda del nuovo anno. Ogni tre mesi entriamo nelle vostre case per ravvivare in tutti la devozione alla Madonna e per mantenere una fraterna relazione con i devoti del santuario del Frassino. Sono novanta anni che La Regina del Garda, nata con tanta semplicit, continua ad essere organo di collegamento con i tanti devoti della Madonna che si onora in questo luogo. Nel prossimo numero daremo spazio a questo novantesimo anno di storia e di vita. Come vedete non abbiamo tante pretese. Ci sono riviste mariane molto qualicate, noi vogliamo solo tener viva la devozione alla Madonna che notiamo, per fortuna, ancora molto forte nella nostra gente. Sono certo che tutti viviamo il tempo di Quaresima, e ci stiamo preparando intensamente alla Pasqua del Signore, centro della vita cristiana. Tutto per noi credenti parte dalla morte e risurrezione di Ges. In questo numero troverete qualche pagina, oltre alle solite rubriche, che focalizza lattenzione sul senso di quella morte e della vita nuova che il Risorto comunica a chi crede e vive in Lui. Questa Pasqua la Pasqua dellAnno della Fede, voluto per tutta la Chiesa dal Papa, padre e pastore attento, perch i cristiani vivano in pienezza il loro battesimo. La Pasqua si fatta evento concreto in noi con il battesimo. Questo sacramento ci stato donato per la fede di chi ci ha portati al Fonte, ora noi tutti, maturando nella fede, sviluppiamo e portiamo a compimento ci che ci stato donato. Alla veglia pasquale saremo presenti per rinnovare le nostre promesse battesimali e ravvivare quella fede che ci fa gustare la ricchezza della vita di Dio in noi. Per la fede, Dio dimora nei nostri cuori e ci spinge a compiere le opere della fede che sono il bene che cerchiamo di fare. LAnno della fede deve incidere in noi per tradursi in un credere pi forte e coerente, anche se questo comporter andare contro corrente. Maria che ha goduto per la risurrezione di Ges, Maria che ha atteso in preghiera il dono dello Spirito a Pentecoste, sia madre, maestra e modello a ciascuno di noi. Per tutti imploro la benedizione di Dio Padre, Figlio e Spirito Santo, con la protezione della Madonna. Buona Pasqua. Fr. Giambattista Casonato ofm LaRegina Reginadel delGarda Garda La
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Lettera del padre Rettore

Segni per la vita


La Pasqua per i cristiani la festa delle feste, il giorno che ha fatto il Signore. il giorno in cui Cristo muore e risorge. Da questo evento nasce la Chiesa e in forza di questo evento vive la Chiesa. Partendo dalla Pasqua i cristiani hanno sentito il bisogno di prepararsi con quaranta giorni di preghiera e di penitenza e di prolungare quella festa con cinquanta giorni di gioia no al compimento nella Pentecoste. La Quaresima inizia con la benedizione dei penitenti e con il segno di questa penitenza posta sul capo di chi si impegna. Se non facciamo opere di penitenza la cenere non serve a niente. Mons. Tonino Bello, un vescovo che ha lasciato un segno nella Chiesa diceva: La cenere che ricevi sulla tua testa deve trasformarsi in acqua che lava i piedi del fratello. il gesto del gioved santo, ultimo giorno di quaresima e inizio del triduo pasquale: Ges esorta i discepoli a lavarsi i piedi a vicenda, e lui, il maestro, ne d lesempio. La cenerepenitenza in funzione dellacquacarit. Se nel cammino quaresimale siamo riusciti a vivere la carit nelle sue varie espressioni, la cenere stata uno stimolo che ha portato frutto. Non che con la Pasqua terminato questo impegno: anzi, dalla Pasqua parte la vita cristiana, che vita vissuta nellamore. Vi conosceranno dai vostri frutti se vi amerete gli uni gli altri, sarete miei discepoli. Tutto ci che avete fatto a un fratello mio pi picco4

Crocisso, cenere, acqua santa segni della Quaresima

lo, lavete fatto a me. Questo il programma per la vita cristiana di sempre. Il risorto che tanta consolazione ha portato nel nostro cuore, lo Spirito Santo che a Pentecoste rinnover la sua effusione in noi, ci aiuti a vivere lamore. Dio amore e chi sta nellamore sta in Dio.

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Un pensiero per la Quaresima


Gli atteggiamenti interiori del cristiano per la quaresima sono sintetizzati molto bene nel testo del Vangelo che viene letto nel giorno delle ceneri: Mt 6,1-6. 16-18. Riportiamo per i nostri lettori una signicativa riessione sul testo del Vangelo citato. Dai Discorsi di san Pietro Crisologo, vescovo Tre sono le cose tre, o fratelli, per cui sta salda la fede, perdura la devozione, resta la virt: la preghiera, il digiuno, la misericordia. Ci per cui la preghiera bussa, lo ottiene il digiuno, lo riceve la misericordia. Queste tre cose, preghiera, digiuno, misericordia, sono una sola cosa, e ricevono vita luna dallaltra. Il digiuno lanima della preghiera e la misericordia la vita del digiuno. Nessuno le divida, perch non riescono a stare separate. Colui che ne ha solamente una o non le ha tutte e tre insieme, non ha niente. Perci chi prega, digiuni. Chi digiuna abbia misericordia. Chi nel domandare desidera di essere esaudito, esaudisca chi gli rivolge domanda. Chi vuol trovare aperto verso di s il cuore di Dio non chiuda il suo a chi lo supplica. Chi digiuna comprenda bene cosa signica per gli altri non aver da mangiare. Ascolti chi ha fame, se vuole che Dio gradisca il suo digiuno. Abbia compassione, chi spera compassione. Chi domanda piet, la eserciti. Chi vuol che gli sia concesso un dono, apra la sua mano agli altri. E un cattivo richiedente colui che nega agli altri quello che domanda per s. O uomo, sii tu stesso per te la regola della misericordia. Il modo con cui vuoi che si usi misericordia a te, usalo tu con gli altri. La larghezza di misericordia che vuoi per te, abbila per gli altri. Offri agli altri quella stessa pronta misericordia, che desideri per te. Perci preghiera, digiuno, misericordia siano per noi ununica forza mediatrice presso Dio, siano per noi ununica forza mediatrice presso Dio, siano per noi ununica difesa, ununica preghiera sotto tre aspetti. Quanto col disprezzo abbiamo perduto, conquistiamolo con il digiuno. Immoliamo le nostre anime col digiuno perch non ce nulla di pi gradito che possiamo offrire a Dio, come dimostra il profeta quando dice: Sacricio a Dio uno spirito contrito; un cuore contrito e umiliato tu, o Dio, non disprezzi! (Sal 50,19). O uomo, offri a Dio la tua anima ed offri loblazione del digiuno, perch sia pura lostia, santo il sacricio, vivente la vittima, che a te rimanga e a Dio sia data. Chi non d questo a Dio non sar scusato, perch non pu non avere se stesso da offrire. Ma perch tutto ci sia accetto, sia accompagnato dalla misericordia. Il digiuno non germoglia se non innafato dalla misericordia. Il digiuno inaridisce, se inaridisce la misericordia. Ci che la pioggia per la terra, la misericordia per il digiuno. Quantunque ingentilisca il cuore, purichi la carne, sradichi i vizi, semini le virt, il digiunatore non coglie frutti se non far scorrere umi di misericordia. O tu che digiuni, sappi che il tuo campo rester digiuno se rester digiuna la misericordia. Quello invece che tu avrai donato nella misericordia, ritorner abbondantemente nel tuo granaio. Pertanto, o uomo, perch tu non abbia a perdere col voler tenere per te, elargisci agli altri e allora raccoglierai. D a te stesso, dando al povero, perch ci che avrai lasciato in eredit ad un altro, tu non lo avrai. La L a Regina Reg egina in na del del Garda de Gard Ga rda a
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La luce della fede

abbastanza diuso un manifesto per lANNO DELLA FEDE che riproduce il VOLTO DI CRISTO, mosaico che si trova nel catino dellabside del duomo di Cefal. Accanto a questo volto riportato il CREDO che troviamo nella celebrazione dell Eucaristia domenicale e che conosciamo bene. Anche il nostro Santuario del Frassino ha scelto questo Volto e questo Credo. Vicino arde una amma che illumina e rende viva limmagine. bene ricordare che la fede detta anche luce della fede. La persona di Ges si presenta a noi come la Luce vera che illumina ogni uomo che viene in questo mondo(Gv 1,9). Sappiamo anche che la Storia Sacra descrive lattesa del Salvatore cos: Il popolo che camminava nelle tenebre vide una Grande Luce (Is 9,1). Succede anche a noi: talvolta, sentendo parlare una persona, diciamo: mi si come accesa una luce, oppure: mi ha come aperto una porta su un panorama straordinario. Cos la fede:
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una Luce che si accende nella mia vita, un panorama che mi si apre dinanzi. Possiamo veramente dire che la FEDE la risposta che diamo ad una Persona che abbiamo incontrato, che ci venuta incontro; e noi ne siamo rimasti pieni di stupore. Cos accade al cristiano. Certamente questanno vivremo una Quaresima e una Pasqua straordinaria, arricchita dallAvvenimento del nostro Papa Benedetto che d le dimissioni da Vescovo di Roma e dichiara vacante la Sede di Pietro, invitando chi di dovere a indire il conclave per la scelta e lelezione del nuovo Papa. Vogliamo sentirci cordialmente uniti a lui, accogliendo il Messaggio che Egli scrive a tutta la Chiesa per preparare la Pasqua. Lo facciamo, mettendo in evidenza alcune espressioni che mi sembrano luminose: Il comandamento Ama Dio con tutto il cuore e ama il prossimo tuo come te stesso non un comandamento, ma la risposta al dono dell Amore che gi abita dentro di

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noi: Noi abbiamo conosciuto e creduto lamore che Dio ha in noi. Dio Amore, chi rimane nellAmore rimane in Dio e Dio rimane in Lui (1 Gv 4,16). Allinizio del nostro essere cristiani non c una decisione etica motivata dalle norme morali o da una grande idea. C lincontro con un Avvenimento, con una Persona, con Ges Cristo, Parola di Dio venuta ad abitare in mezzo a noi. La prima risposta allAmore di Dio che abita in noi, la FEDE, laccoglienza di questa inaudita iniziativa di Dio che ci precede , che crea stupore, perch rende lUomo capace di Dio. Inizia cos una luminosa storia di Amicizia con il Signore. La nostra Storia illuminata dalla Storia del Signore e diventa Storia Sacra, Storia dellUomo abitata da Dio, abitata dallAmore di Dio. Cos non possiamo mai separare la fede, accoglienza di ci che Dio ha fatto e fa per noi, dalla carit, risposta dellUomo a Dio che ci incontra e ci ama. C un intreccio reciproco tra fede e carit, una cresce e si costruisce sullaltra limitante latteggiamento di chi pone laccento sulla priorit della fede no a sottovalutare la carit. Altrettanto limitante una esagerata supremazia della carit. Possiamo dire che la massima opera di carit l evangelizzazione. Non vi azione pi caritatevole verso il prossimo che spezzare il Pane della Parola. Il sapersi amati da Dio deve giungere alla carit che testimonia lamore di Dio in noi. Questo messaggio di papa Benedetto XVI potrebbe essere come la cenere che, sparsa nel campo o nel giardino, dona quel calore suciente per far germogliare , crescere e orire il seme che c nel terreno. cos che noi immaginiamo la PASQUA: passaggio dalla morte alla Vita, dallInverno alla Primavera, dal buio alla LUCE. Buona Pasqua di Risurrezione. Fr. Angelo Visentin La Regina del Garda
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Nel nostro testo sacro, la Bibbia, c un invito alla penitenza inteso come riconoscere il proprio errore e procedere a una specie di umiliazione: strapparsi le vesti, vestire di sacco, cospargersi di cenere (Ger 4,8; 6,26). C pure una liturgia penitenziale che viene riportata soprattutto in certi salmi recitati per loccasione (Sal 6; 38; 51; 102; 130; 143), oppure una confessione pubblica delle colpe del popolo (Bar 1,15 2,10; Dan 9,4-19; Neh 9,1-3). Le forme erano tante: luso del cilicio, il digiuno, umiliarsi davanti a Dio, vestire di sacco, camminare scalzo, emettere grida di lamento, offrire un sacricio, pronunciare delle preghiere (2 R 22,19; 2 Cron 7,14; Is 22,12)tutte forme penitenziali che erano comuni ai popoli circonvicini. I profeti cercarono dinteriorizzare la pratica, insistendo che quelle forme erano qual8

cosa di rappresentativo che doveva accadere al cuore della persona umana, cio un cambio radicale che doveva iniziare dalla radice: il cuore; cos laceratevi il cuore e non le vesti (Gioele 2,13), ritornate al Signore vostro Dio (1 R 8,33-52; 2 Cron 30,6; Sir 17,20-27; Is 45,22; Gioele 2,1217); il profeta Geremia invitava gli ebrei a circoncidere il cuore (Ger 4,4). Forse il passo pi signicativo Is 1,10-20. Linsistenza dei profeti consisteva nelleducare il popolo pio a non fermarsi alle espressioni esterne, consci che luomo, fatto di carne, ossa e spirito, ha bisogno di toccare e vedere, le forme esterne hanno il loro posto, recita un proverbio popolare Locchio ha bisogno della sua parte; le forme sono mezzi per educare lanima che deve abituarsi a operare secondo la giustizia e lamore. La predicazione del Nuovo Testamento insiste nellinteriorit della penitenza. Innanzitutto nel riconoscere i propri peccati. Giovanni Battista predicava un battesimo di penitenza in cui, ci dice il Vangelo, chi ascoltava confessava i suoi peccati (Lc 3,3; Mt 3,6; Mc 1,5). Ma lelemento centrale era la conversione intesa come un cambio radicale della persona richiedendo latto di fede e lesercizio della carit. I testi del NT scritti in greco usano la parola conversione () che ha il signicato di cambiare mentalit, nel senso di un cambio radicale, di un cambio di rotta. Subito dopo il battesimo Ges proclama: Convertitevi e credete al Vangelo, il tempo compiuto e il Regno di Dio gi allopera (Mc 1,15; Mt 4,17; 3,2). Secondo linsegnamento del Vangelo bisogna fare frutti degni di

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penitenza (Lc 3,8), lappartenenza a un determinato popolo non affatto sufciente (Non dite dentro di voi siamo gli di Abramo perch Dio pu suscitare gli di Abramo da queste pietre). Il battesimo cristiano segno della conversione (At 2,37-38) che richiede la fede e la carit, due virt strettamente connesse nel pensiero teologico del NT: una fede operosa nella carit (Gal 5,6), perch la fede senza le opere nulla (Giac 2,24.26). Per la salvezza viene richiesta la professione della fede: Se con la bocca proclamerai che Ges il Signore, e con il tuo cuore crederai che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai salvo (Rm 10,9; 1 Cor 12,2-3) a cui devono seguire le opere degne della fede. Nei testi del NT non si chiede mai di usare il cilicio, ma ogni forma ha valore soltanto se educa lanima: il digiuno se sottomette il corpo allo spirito, la preghiera se ci permette di conoscere la volont di Dio, lelemosina qualicata come un servizio verso il prossimo in cui doniamo tutto noi stessi (Lc 11,41; 21,2-4). Lostentazione disapprovata (Mt 6,1-18; 23,1-36).

Il passo in avanti compiuto dal NT linteriorizzazione dei valori presentati nellAT: digiunare dai peccati, ascoltare la Parola di Dio, cambiare condotta, rendersi pi capaci di amare nel servizio, favorire che gli altri ci amino, santicare la vita e la giornata offrendo a Dio Padre i sacrici e i disagi del lavoro e del retto compimento dei nostri doveri. Quando si coltivano questi valori allora sentiremo dentro di noi la soddisfazione, nonostante tutte le difcolt e contraddizioni, ci sentiremo veramente liberi (Gal 5). Fr. Claudio Bratti ofm

La Regina La Re eg giin n na a del de d el Garda Ga G ar rd da

Eccomi, o mio amato e buon Ges, che alla santissima tua presenza prostrato, Ti prego con il fervore pi vivo di stampare nel mio cuore sentimenti di fede, di speranza e di carit, di dolore dei miei peccati e di proponimento di non pi offenderti; mentre io con tutto lamore e con tutta la compassione vado considerando le tue cinque Piaghe, cominciando da ci che disse di Te, o mio Ges, il santo profeta Davide: Hanno forato le mie mani e i miei piedi, posso contare tutte le mie ossa.

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Alla vittima pasquale, sinnalzi oggi il sacricio di lode. LAgnello ha redento il suo gregge, lInnocente ha riconciliato noi peccatori col Padre. Morte e Vita si sono affrontate in un prodigioso duello. Il Signore della vita era morto; ma ora, vivo, trionfa. Raccontaci, Maria: chi hai visto sulla via? La tomba del Cristo vivente, la gloria del Cristo risorto, e gli angeli suoi testimoni, il sudario e le sue vesti. Cristo, mia speranza, risorto: e vi precede in Galilea. S, ne siamo certi: Cristo davvero risorto. Tu, Re vittorioso, abbi piet di noi.

Buona Pasqua a tutti lo augurano di cuore i frati del Santuario


Ringraziamo quanti hanno rinnovato labbonamento, e quanti lo faranno, alla Regina del Garda dimostrando di apprezzare quanto in semplicit cerchiamo di fare.
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Stavano presso la croce di Ges sua madre, la sorella di sua madre, Maria di Cleofa e Maria di Magdala. Ges allora, vedendo la madre e l accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: Donna ecco il tuo glio! Poi disse al discepolo: Ecco la tua madre!. E da quel momento il discepolo la prese nella sua casa. (Gv 19,25-27) Presenza grande, parole stupende che indicano il ruolo di Maria nella Chiesa, e nel rapporto con ogni credente. Sul Calvario, dunque, Ges come a titolo di testamento svela la posizione di Maria in rapporto a noi. Infatti, in quel momento in cui stava morendo luomo, non Dio; quando cio, moriva linfermit di cui Maria Madre, Cristo manifesta a Maria e a noi una nuova maternit, superiore a quella maternit sica, che stava tramontando in croce: una maternit spirituale, che non conosce tramonto. La maternit spirituale richiede disposizione; uno per nascere spiritualmente devesser disposto ad accettare la grazia. Non per nulla Ges ha scelto come simbolo della liazione spirituale quel discepolo che egli amava; come per dire che tutti coloro che vorranno salvarsi, dovranno esser disposti, come Giovanni, ad accettare Maria per propria Madre. Ges, in quellestremo momento della sua vita, vedendo dalla croce sua Madre, vede in quella Donna, oltre la propria maternit, radicata, come conseguenza, anche quella del
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discepolo, cio la maternit nostra. Anzi, data la circostanza, in cui tutto sta per compiersi, sembra che Ges voglia dirci che quella Donna pi Madre nostra che sua. E ci per due motivi: sia perch il dono di vita spirituale da noi ricevuto da quella Donna, superiore al suo dono, puramente sico, ricevuto dalla stessa; e sia perch quella Donna per noi doppiamente Madre: una, per averci donato la vita, comunicandoci con lincarnazione la prima la grazia: laltra per avercela ridonata, mediante i suoi meriti, uniti a quelli del Figlio ai piedi della croce. In breve, Ges morente, indicandoci la comune Madre sua e nostra ci ha fatto capire che lui e noi le siamo veri gli, anche se differenti: lui naturale, noi adottivi. Poi come logica conseguenza, lo stesso Ges, risorto, ci riconoscer come suoi veri fratelli: v, dai miei fratelli dir alla Maddalena (Gv 20.17). naturale che la parola fratelli, in bocca di Ges, va presa in senso non vuoto, equivoco, improprio bens in un senso pieno, proprio e vero. Del resto, se Ges, nascendo, ha voluto darci la vita per mezzo della propria Madre, certissimamente, morendo in croce per noi, ha voluto ridonarci quella perduta vita per mezzo della medesima Donna. Ecco, allora, la nostra Madre! Essa ci tale a doppio titolo. Ammesso che Maria ci sia Madre in senso metaforico, in quanto, cio, ci tratta come suoi gli, sebbene in realt

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Altare del Crocisso in Santuario

non lo siamo, oppure Madre in senso giuridico, in quanto, cio, dopo le parole di Ges in croce (Gv.19,27), essa ci avrebbe adottati per gli; inoltre, ancor peggio, se la sua Maternit viene stimata come un semplice titolo ornamentale, a Lei attribuito dalla Chiesa; ammesse, dunque, queste opi-nioni, e di esse magari una sola, allora tutto linsegnamento della Chiesa, circa la maternit di Maria (Tradizione, Magistero, Liturgia ), perno le parole di Ges dalla croce, si ridurrebbero ad una parola vuota, senza alcuna verit.

Il che certamente non ammissibile. Preferiamo, perci attenerci a questa dichiarazione di Paolo VI: A gloria della Vergine e a nostro conforto, noi proclamiamo Maria Santissima MADRE della CHIESA, e cio di tutto il popolo di Dio. L sulla croce Maria ha generato la vita dello spirito tutti i rinati dal Sangue di Cristo e lei diventata Madre dei credenti con un S grande come fu grande quello dato allAngelo dellAnnunciazione. Maria veramente nostra Madre. Se la nostra devozione a Maria si fonda su questa certezza allora sicura, allora vera devozione. Fr. Giambattista Casonato
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LA VITA DEL SANTUARIO

La VITA di s. FRANCESCO negli affreschi del chiostro (4)


Nella sesta lunetta affrescata da B. Muttoni lartista mette in luce due episodi: il contrasto di Francesco con il padre Pietro di Bernardone e il fatto pi importante del suo spogliarsi di tutto per servire il Signore. Il giovane Francesco toccato dalla grazia, stava cambiando interiormente e anche gli interessi non erano pi quelli di un tempo. Qui nasce il contrasto padre-glio. Da una parte le ambizioni morticate di Pietro di Bernardone; dallaltra i sogni di santit del giovane Francesco. Il litigio in famiglia deve essere stato brusco se il padre, dovendo assentarsi per affari, arriva a carcerare il giovanotto scapestrato. E la cosa dovette essere di effetto se ancor oggi, in quella che fu la casa di Pietro di Bernardone ora trasformata in chiesa col nome di Chiesa Nuova, si venera un angusto sottoscala che si dice fosse quella prigione da cui la madre Pica affettuosamente poi, quando il padre era lontano, lo liber.
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Quando Pietro di Bernardone torn dal viaggio di affari, si riaccese lo scontro tra padre e glio. Lo scontro dovette essere talmente forte che si giunse ad adire le vie legali. Pietro di Bernardone cit Francesco davanti al tribunale ecclesiastico. Davanti al vescovo cio, poich egli era o si sentiva persona consacrata al servizio di Dio. Francesco si spogli delle vesti e rese ogni suo avere al padre dicendo che da quel momento voleva dire pi liberamente: Padre nostro che sei nei cieli. E rimase nudo nch il vescovo, emozionato, lo copr caritatevolmente con il proprio manto. Poi, ricevuta in dono dal vescovo una povera tunica, il giovane Francesco, ormai uomo penitente, usc di citt verso lavventura della sua nuova vita. Da qui parte lavventura di vivere senza nulla di proprio pronto sempre ad ascoltare la voce del Signore che per lui Padre. Questo senso della paternit divina lo

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porter ad esperienze forti a colloqui intimi con Dio Padre. Sotto la settima lunetta ce la scritta: Ripara col suo dorso e vita pia San Pietro, S. Damiano, Santa Maria. Il Crocisso gli aveva comandato di riparare la Chiesa che minacciava rovina. Cos luomo nuovo restaura tre chiese. una caratteristica di Francesco chiedere perch? come? cosa intende? Ges ha detto cos e si fa cos. Questo lavoro di muratore lo fa volentieri, con la gioia nel cuore, lo fa cantando. A quanti forse lo deridono lui risponde con il sorriso che parte dalla gioia del cuore. L a San Damiano Francesco che ancora non conosce il suo futuro fa una profezia. Accanto a quella chiesa sorger un luogo che accoglier delle sante Vergini che in povert serviranno la chiesa con la preghiera e la contemplazione. Sar veramente cos. Qui S. Chiara dAssisi vivr i suoi giorni in povert, afitta dalla sofferenza ma piena di gioia interiore attorniata da uno stuolo di donne tutte

dedite al Signore. Riguardo la Chiesa di S. Maria degli Angeli cos si esprime S. Bonaventura nella Leggenda Maggiore: Francesco and nalmente in un luogo chiamato Porziuncola, nel quale vi era una chiesa dedicata alla beatissima Vergine: una fabbrica antica, ma allora assolutamente trascurata e abbandonata. Quando luomo di Dio la vide cos abbandonata, spinto dalla sua fervente devozione per la Regina del mondo, vi ss la sua dimora, con lintento di ripararla. L egli godeva spesso della visita degli Angeli, come sembrava indicare il nome della chiesa stessa, chiamata n dallantichit Santa Maria degli Angeli. Perci la scelse come sua residenza, a causa della sua venerazione per gli Angeli e del suo speciale amore per la Madre di Cristo. Il Santo am questo luogo pi di tutti gli altri luoghi del mondo. Qui, infatti, conobbe lumilt degli inizi; qui progred nelle virt; qui raggiunse felicemente la meta. Questo luogo, al momento della morte, raccomand ai frati come il luogo pi caro alla Vergine.

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LA VITA DEL SANTUARIO

LA VITA DEL SANTUARIO

P. Claudio Bratti, un frate impegnato nella scuola di teologia e nel servizio al Santuario, occupa il suo tempo libero a scrivere icone. Questa che presentiamo la sesta di una serie che ha in programma per arricchire di opere belle il santuario. Questa descrizione ci aiuta a capire lopera. Ges Cristo crocisso fuori le mura (Ebr 13,12) di Gerusalemme. Il legno della croce sembra continuare anche sotto terra, piantato nel Golgota, dove si trova il teschio di Adamo: il sangue di Cristo scende negli abissi della terra e tocca il primo uomo peccatore, Adamo, redimendo cos tutto il genere umano. Il teschio di Adamo, luomo vecchio vinto dalla morte, viene vivicato in Cristo, luomo nuovo che ha vinto la morte. Il Cristo vestito di un perizoma bianco che richiama il colore delle vesti dellicona della trasgurazione e della risurrezione. Il volto di Ges: occhi chiusi, diffondendo limpressione di serenit e quasi di vittoria: Con la morte Egli ha vinto la morte. Io lo vedo crocesso e lo chiamo Re. Nella tradizione bizantina non si rappresenta il realismo del Cristo dolorante sulla croce con i segni dellagonia. Si sottolinea il Cristo morto con una regale nobilt, perch il sacricio del Dio-Uomo offerto al Padre per la redenzione di tutti volontario. Sulla croce la vita eterna si consegna liberamente alla morte e la scongge. Il Salvatore in croce resta il Kyrios, il Signore di tutti e di tutto. Accanto alla croce sono rappresentati il sole e la luna, segni per misurare il tempo. Il sacricio di Ges ha valore universale e cosmico, unico, per tutti i tempi e per tutti gli uomini (Ebr 9,11-14; 10, 11-14). Gli angeli assumono un atteggiamento adorante; sono almeno due che rappresentano la chiesa e la sinagoga.
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La Vergine-Madre ha un atteggiamento di dolore, riessivo. Rappresenta sempre la chiesa che riette sul mistero della redenzione. Il discepolo Giovanni medita sul grande mistero della redenzione, ci invita a rivolgere lo sguardo verso colui che hanno tratto. Nellicona gurano altri quattro personaggi. In alto sulla sinistra c Abele che offre sacrici graditi al Signore. Offre un agnello segno di Cristo limmacolato che muore per gli ingiusti, i peccatori. Sulla destra rappresentato Giovanni Battista, colui che indic Ges, lAgnello di Dio che toglie i peccati del mondo. In basso, in atteggiamento di preghiera adorante, c s. Chiara dAssisi che contempla il Crocisso e s. Francesco che porta sulle mani, nei piedi e nel costato i segni delle stimmate ricevute dal serano alato sul monte della Verna due anni prima di morire. Francesco con la mano destra alzata verso Ges incita tutti a guardare Colui che stato tratto perch solo in Lui c salvezza. evidente come attraverso Francesco e Chiara questa unicona con colorazione francescana. per noi frati un invito a riscoprire lAmore che non amato. Ma un richiamo anche per i fedeli del santuario che tanto apprezzano il servizio che noi frati esercitiamo per il bene delle anime. Preghiere: Salva, Signore, il tuo popolo e benedici la tua eredit; accorda vittoria sui nemici e proteggi con la tua croce questo popolo che tuo. Inchiodato sulla croce, Cristo Dio, come uomo ha divinizzato la natura umana e distrutto il serpente, principio di ogni male; come misericordioso sei divenuto maledizione per liberarci dalla maledizione che ci viene dallalbero e sei venuto per dare al mondo benedizione e grande misericordia. Fr. Claudio Bratti ofm.

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LA VITA DEL SANTUARIO

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La voce del cronista


Il Santuario in questi mesi ha vissuto momenti intensi e anche tanti giorni feriali ritmati dalle feste e dalle liturgie che danno il senso della vita vissuta nella fede. Cos sintetizzo i momenti particolari di questo tempo: * Sta diventando tradizione la Processione aux ambeaux che ogni primo sabato del mese stiamo facendo. In questi mesi ci siamo mossi lungo i chiostri per essere riparati dalla pioggia o dal freddo. I lumini accesi hanno creato una certa suggestione e lambiente un forte aiuto al raccoglimento e alla preghiera. Buovare in Santuario pochi, ma coraggiosi fedeli. Per fortuna che nel giorno della festa pioveva, cos il Santuario stato gremito a tutte le SS. Messe. Particolarmente sentita la S. Messa delle ore 11.30 animata dal Coro S. Biagio, di Rivoltella. Anche al Vespro del pomeriggio il Santuario era gremito di fedeli venuti a cantare le glorie di Maria. In tutte le feste mariane i fedeli vengono in questa casa di Maria. Qui la sentono pi vicina alla loro vita e la ringraziano di aver scelto questo luogo, questa terra di Peschiera, anche se i pi vengono da lontano. * La festa dellImmacolata si conclusa con un apprezzato concerto di organo (Stefano Pellini), saxofono (Pietro Tagliaferri) e il coro femminile dei Musici di Santa Cecilia di Verona. Il numeroso pubblico ha lasciato la chiesa soddisfatto dellesecuzione e con il desiderio di poter gustare ancora serate come questa. * LAvvento, tempo liturgico intenso volato. stato caratterizzato dalla devozione alla Madonna. Il richiamo dellIcona dellAnnunciazione esposta a anco dellaltare ha orientato i credenti a vivere questo tempo mariano con lo spirito voluto dalla liturgia della Chiesa. * Il concerto del 23 Dicembre ci ha intro-

F Mariusz First celebra la sua Prima Messa in Santuario

na la partecipazione nonostante linclemenza del tempo. Siamo certi che con la bella stagione tanti altri fedeli saranno partecipi a questa espressiva forma di piet popolare. * Alcuni frati della comunit nello scorso novembre si sono uniti ad altri e sono andati per una missione popolare a Verona nelle parrocchie di S. Bernardino e S. Zeno. Stanno aumentando le richieste nelle parrocchie di questa tradizionale evangelizzazione fatta di porta in porta e nelle comunit con la predicazione. * La vigilia dellImmacolata era prevista una veglia di preghiera, ma la neve che cadeva con abbondanza ha fatto arri18

Pellegrini al termine della Processione aux ambeaux davanti alla Madonna

La Regina del Garda

* Sabato 2 febbraio, festa della Presentazione del Signore tanti fedeli sono venuti per la benedizione delle candele, la Processione e la S. Messa. Assieme abbiamo pregato per la Vita Consacrata in questo giorno voluto dal Papa come giorno di preghiera e di riessione su un modo particolare di essere cristiani nella Chiesa. Il giorno seguente, festa di S. Biagio, invocato per il mal di gola abbiamo notato quanta devozione c verso questo santo.

Presepio nella Cappella delle Benedizioni

dotti cristianamente nel clima del Natale. Il coro del Beato Andrea di Peschiera e il coro Parrocchiale di Monzambano con le loro cante natalizie hanno lasciato il messaggio che il Natale la festa di Ges non della luce, la festa della famiglia dove Maria e Giuseppe restano modelli per ogni famiglia cristiana. * Sembra ovvio il dire che a Natale dalla Messa nella notte allultima Messa vespertina il Santuario stato gremito di fedeli. stato anche molto bello nella settimana precedente vedere tanta gente venuta per le confessioni. Il Natale vero quello di far nascere in noi Ges accostandosi a Lui nella confessione. * In tutte le feste natalizie tanti fedeli sono venuti in chiesa. Questo un periodo particolare per tutti e ci auguriamo resti sempre cos anche se il vero spessore della fede dato non dalle occasioni straordinarie, ma dalla quotidianit della vita scandita dalla Domenica. * Il 14 gennaio si vista la gente di Peschiera in Santuario, venuti per un concerto organizzato dal Comune per raccogliere fondi per la SLA, organo auto violoncello soprano e coro, sono riusciti a riempire il Santuario e tutti abbiamo gustato della bella musica.
Limposizione delle ceneri

Concelebrazione nella Notte di Natale

* Come tutti i cristiani il giorno delle Ceneri abbiamo iniziato la Quaresima. A tutte le SS. Messe il Santuario si riempito di fedeli desiderosi di partire con il piede giusto per vivere questo tempo di grazia.

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LA VITA DEL SANTUARIO

LA VITA DEL SANTUARIO

PELLEGRINAGGI
Non tanto lungo e nutrito il numero di pellegrinaggi in questi mesi invernali. Ci per ragioni ovvie. Non mancata per una continua presenza in tutti i giorni, di fedeli singoli, di famiglie o in piccoli gruppi che si sono fermati a pregare la Madonna. In tutte le domeniche e feste il Santuario sempre pieno di fedeli della zona, e alcuni venuti anche da molto lontano per quel fascino e suggestione che questo luogo santo esercita sui devoti. Qui il pellegrino trova silenzio, qui trova un luogo accogliente qui tanti trovano opportunit per riconciliarsi con se stessi, con gli altri e con Dio nel sacramento della confessione. Tanti dicono grazie ai frati per essere sempre presenti a donare la Grazia del Signore. Questa la nostra missione che esercitiamo con senso di responsabilit e con piena soddisfazione, condividendo la gioia con chi parte da questo luogo ricaricato interiormente. Per lesperienza e la vita cristiana la Parrocchia il primo e pi importante luogo. qui dove il cristiano nasce alla fede entra e vive in una comunit dove pu ricevere e donare il meglio di s. Il santuario non mai un luogo alternativo alla Parrocchia, ma un supporto importante per arricchire la fede che ordinariamente si trasforma in azioni concrete l dove ognuno vive. Il cristiano che sempre pellegrino, mendicante di senso da dare alla sua vita spesso trova nei santuari nuova spinta per essere se stesso. Cos io vedo i pellegrini, cos li accolgo e a loro parlo della bellezza di essere cristiani. Questo servizio molto semplice mi pare incisivo per la vita dei pellegrini che incontro. * Nel mese di novembre sono giunti in Santuario 52 pellegrinaggi organizzati da gruppi o parrocchie. * Nel registro dei pellegrinaggi dove descritto il nome del paese, la presenza del parroco se c, ci che hanno vissuto in Santuario, nel mese di dicembre sono stati scritti 45 pellegrinaggi. * Nel mese di gennaio sono giunti in Santuario 2 pellegrinaggi organizzati.
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Matrimonio

50 Pietro Stevanato Maria Forani 15 Alessandro Ermania Sonia Ronca

Cori

Coro di Castelnuovo + Campanari Coro Fiori di Montagna di Monza Coro S. Biagio di Rivoltella - BS Coro di Cavaion Veronese Coro Parrocchiale Beato Andrea di Peschiera Coro ANA di Peschiera

Alessandro e Silvia sposi novelli

Coro ANA - Pe

schiera

Coro di Monzambano

(MN)

Coro Tre Valli - Torri del Benaco

La Regina del Garda


Cor Peschiera o B. Andrea -

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per la sua essenza spirituale, deve essere compiuto non solo con le opere e con le parole, ma non meno soffrendo e pregando. Tuttavia, nel mondo di oggi, soggetto a rapidi mutamenti e agitato da questioni di grande rilevanza per la vita della fede, per governare la barca di San Pietro e annunciare il Vangelo, necessario anche il vigore sia del corpo, sia dellanimo, vigore che, negli ultimi mesi, in me diminuito in modo tale da dover riconoscere la mia incapacit di amministrare bene il ministero a me afdato. Per questo, ben consapevole della gravit di questo atto, con piena libert, dichiaro di rinunciare al ministero di Vescovo di Roma, Successore di San Pietro. stato un annuncio inaspettato che ha colto tutto il mondo di sorpresa. Tutti abbiamo capito con questo gesto, quanto Lei ami la Chiesa, che ha bisogno di guide piene di fede, ma anche piene di energia. Abbiamo capito la forza del suo animo, la nobilt dei suoi sentimenti. Il Signore che scruta i cuori le conceda di trascorrere serenamente i suoi giorni. Tutti gi preghiamo per chi sar scelto a guidare la Chiesa. Siamo certi che gli elettori seguiranno lazione dello Spirito, perch la Chiesa sia sempre Luce delle Genti, sia Madre e Maestra che porta il Popolo di Dio sulle vie della Santit. La Chiesa vive il suo cammino nella storia forte dellazione del Signore: Sar con voi no alla ne dei tempi, ma anche per lazione di uomini come Benedetto XVI che in punta di piedi lascia il timone ad un altro Papa. La Redazione

GRAZIE SANTO PADRE Grazie Santit per quanto ha donato alla Chiesa da Lei amata e servita con trasparenza e amore. Restano impresse nel nostro cuore le parole meditate e forse sofferte ma espresse con fermezza l11 Febbraio davanti ai cardinali riuniti in Concistoro: Dopo aver ripetutamente esaminato la mia coscienza davanti a Dio prosegue il testo - sono pervenuto alla certezza che le mie forze, per let avanzata, non sono pi adatte per esercitare in modo adeguato il ministero petrino. Sono ben consapevole che questo ministero,
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24 Marzo: DOMENICA DELLE PALME


Ore 8.15 Benedizione dellolivo, processione e Santa Messa

NB: per le confessioni saremo a disposizione ogni giorno: dalle ore 8.00 alle ore 12.00 dalle ore 15.00 alle ore 19.00

TRIDUO SACRO
perch la preghiera possa vivere nelluomo, luomo deve vivere nella preghiera
Ore 7.00 Ucio delle letture e Lodi Ore 19.00 messa Coena Domini

28 Marzo: GIOVED SANTO

29 Marzo: VENERD SANTO

Ore 7.00 Ucio delle letture e Lodi ore 15.00 Via Crucis Ore 19.00 Celebrazione della Passione del Signore: Liturgia della Parola, adorazione della S. Croce, Santa Comunione ore 7.00 Ucio delle letture e Lodi Ore 21.00 Veglia Pasquale: Liturgia della Luce, della Parola, dellAcqua e della Eucaristia

30 Marzo: SABATO SANTO

31 Marzo: PASQUA DI RISURREZIONE

SS. Messe ore 7.00 - 8.30 - 10.00 - 11.30 - 17.30 - 19.00 Ore 16.30 Vespri solenni

1 Aprile: LUNED DELLANGELO

SS. Messe ore 7.00 8.30 10.00 11.30 17.30 19.00

S, ne siamo certi: Cristo davvero risorto


La tua Pasqua, Signore, primizia della nostra Pasqua che ci strappa dalla tomba del peccato e ci conduce nella pienezza della tua grazia. Fa, Signore, che abbiano Pasqua anche tutti i poveri della terra, tutti i perseguitati dalla violenza del potere, tutti i profughi di ogni paese. Fa che abbiano Pasqua, Signore, anche gli uomini senza lavoro, i malati negli ospedali

ed i barboni che dormono sui marciapiedi. Fa che abbiano Pasqua, Signore, anche i campi abbandonati, cos che tornino a orire di messi e tutta la terra cos che non sia sfruttata oltre ogni limite e non sia sporcata dalla nostra indecenza. Fa Signore, che tutto il creato e tutte le creature abbiano Pasqua, cos che ci sia nuovamente per tutto e per tutti un primo mattino del mondo ove le brutte cose di prima non ci sono pi.
Amen