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possibile una ripresa che non utilizzi l'indebitamento generalizzato che evident emente fonte di nodi e opacit speculative

e che mettono in conflitto poteri statali e non? la sovranit attualmente solo del debito pilastro del keynesismo della sinistra progressista del secolo scorso era che la spesa sociale garantita dallo Stato: questo oggi un simulacro che copre la fina nziarizzazione dell'economia de-accumulazione: forgiare forme di vita che per riprodursi non devono passare p er il meccanismo del profitto e dell accumulazione di capitale senza per questo pe rdere in innovazione e cooperazione sociale produttiva. Per farlo superare la cultura d'impresa: non clienti o utenti consumatori ma cop roduttori che legano la produzione di nuovi beni al comune come insieme di prati che sociali di appropriazione e autogestione. i mercati finanziari sono otto volte maggiori della ricchezza reale prodotta nei tradizionali settori primari secondari e terziari (il PIL mondiale dello scorso anno era di 74 mila miliardi di dollari mentre la somma di mercati obbligaziona ri, borse mondiali e soprattutto i derivati - 466 mila miliardi di dollari - arr ivava a quasi seicento mila miliardi di dollari) Per quanto riguarda il settore bancario, nel 1984 le prime dieci banche al mondo controllavano il 26% del totale delle attivit , con il 50% detenuto da 64 banche e il rimanente 50% diffuso tra le 11.837 rimanenti banche di minor dimensione. I dati della Federal Reserve ci dicono che dal 1980 al 2005 si sono verificate c irca 11.500 fusioni, circa una media di 440 all anno, riducendo in tal modo il nu mero delle banche a meno di 7.500. Al I trimestre 2011, cinque Sim (Societ di Inte rmediazione Mobiliare e divisioni bancarie: J.P Morgan, Bank of America, Cityba nk, Goldman Sachs, Hsbc Usa) e cinque banche (Deutsche Bank, Ubs, Credit Suisse , Citycorp-Merrill Linch, Bnp-Parisbas) hanno raggiunto il controllo di oltre il 90% del totale dei titoli derivati: Swaps sui tassi di cambio, i Cdo ( Collat eral debt obligations) e i Cds (Collateral defauld swaps). Fonte: http://www.oc c.treas.gov/topics/capital-markets/financial-markets/trading/derivatives/ dq111. pdf. Nel mercato azionario, le strategie di fusione e acquisizione hanno ridotto in m odo consistente il numero delle societ quotate. Nel 1984 le prime 10 societ con ma ggiore capitalizzazione di borsa, pari allo 0,12% delle 7.800 societ registrate, detenevano il 41% del valore totale, il 47% del totale dei ricavi e il 55% delle plusvalenze registrate. Nel 2011, tali percentuali sono rimaste pressoch inalter ate, con la differenza che tre di loro (Merrill Lynch, Lehman Brothers and Goldm an Sachs) si sono fuse all inizio del 2008 o sono divenute compagnie bancarie (ad esempio, l acquisizione di Merrill Linch da parte di Citycorp) oppure, come nel ca so di Lehman Brothers (e Bear Starney) sono fallite, favorendo in tal modo un ul teriore processo di concentrazione (Fonte: Federal Reserve). In tale processo di concentrazione, il ruolo principale detenuto dagli investito ri istituzionali (termine con il quale si indicano tutti quegli operatori finanz iari da Sim, a banche, a assicurazioni, che gestiscono per conto terzi gli inves timenti finanziari: sono oggi coloro che negli anni 30 Keynes definiva gli specula tori di professione ) . Nel 1984, relativamente al mercato americano, il valore de i titoli da loro intermediati, ammontava a circa a 2,6 miliardi di dollari. A fi ne 2007, secondo i dati della Federal Reserve, gli investitori istituzionali tra ttavano titoli per un valore nominale pari a 39 miliardi, il 68,4% del totale. E importante notare che tale quota si incrementata nell ultimo anno, soprattutto in seguito alla diffusione dei titoli di debito sovrano. Ad esempio, per quanto rig uarda il debito pubblico, italiano, circa l 87% detenuto da investitori istituzion ali, per oltre il 60% all estero (a differenza di quanto avviene in Giappone).

Copione della crisi: le agenzie di rating declassano un sistema paese (il downgrade di Standard & Poo r s) e ne anticipano la crisi con un giudizio che si avverer; una volta indotta la fase emergenziale, inizia la diminuzione di valore del titolo. I primi che vendo no sono proprio i principali investitori istituzionali. Ad esempio, nei primi se i mesi del 2011, Deutsche Bank (tra le prime 10 potenze finanziarie del globo) ha ridotto dell 88 per cento la propria esposizione sui titoli di Stato italiani, riducendo il proprio portafoglio di titoli dagli 8 miliardi detenuti alla fine d el 2010 a 997 milioni di euro di oggi (fonte: Financial Times), dando inizio all a umento dello spread tra Btp italiani e bond decennali tedeschi. Tale politica di vendite aveva interessato in precedenza la Grecia e anche altri paesi europei, con riduzioni dell esposizione verso Portogallo, Italia, Irlanda, Spagna e Grecia di quasi il 70%. Occorre notare che tali vendite, sono avvenute a scaglioni, pr ecedendo gli effettivi crolli che tali titoli hanno poi realmente manifestato. I nfatti, un simile massiccio afflusso di vendite si traduce immediatamente nel ca lo dei prezzi dei bond in questione, e quindi in un incremento del rendimento che questi devono garantire per rifinanziare il debito nazionale. Ne consegue l amplia mento della forbice (spread) dei tassi d interessi con analoghi titoli sovrani, ri tenuti pi sicuri e meno volatili (di solito, i bond tedeschi, americani e giappon esi, i quali pur avendo un rapporto debito/pil di oltre il 200% presentano una c ollocazione dei propri titoli di Stato per oltre l 80% in mani nazionali). Una volta che la situazione arrivata al punto giusto, sempre per decisione di qu egli investitori istituzionali che condizionano i mercati finanziari, e i titol i sovrani sono ritenuti aver raggiunto il giusto ribasso e una volta che adeguat i provvedimenti di politica economica sono stati intraprese a vantaggio dei merc ati finanziari, l emergenza, come d incanto, cessa. Gli acquisti cominciano, le bors e si risollevano e gli investitori istituzionali iniziano a far incetta dei tito li sovrani ai valori minimi. Nel giro di pochi giorni si maturano plusvalenze di tutto rispetto. Si calcola che dopo il primo attacco speculativo di met luglio c ontro i titoli italiani, greci e spagnoli, con cali delle borse delle principali piazze finanziarie di oltre il 7-8%, in seguito al piano europeo di intervento straordinario di oltre 110 miliardi di euro a sostegno della Grecia, il recuper o sia stato tale da riportare gli indici azionari ai valori precedenti, con plus valenze che hanno raggiunto livelli record in pochi giorni, sino a consentire a Goldman Sachs di godere di maggior liquidit della stessa Federal Reserve american a. sabato 15 ottobre: di nuovo scontri in piazza; ossessione identitaria che scivol a sul terreno di uno scontro solo militare; non c' conflitto sul terreno della po litica (sempre pi distante, separata), non sul terreno del lavoro (nessuna piatta forma che aggreghi, solo un rifiuto generalizzato e radicale della globalizzazio ne finanziaria capitalista). Il fantasma del capitale e il suo doppio: insieme n elle fiamme del blindato e nel viso impaurito del carabiniere, come nel sangue s ul viso di una ragazza e nelle urla impaurite di manifestanti che si dichiarano pacifici, pacifici). Di fronte al biopotere una tanatocrazia, direbbe Esposito. La violenza dello stato, e il suo fine il contenimento delle lotte operaie e stu dentesche: questo il pensiero dell'antagonismo della sinistra radicale alla fine degli anni '60. Se la critica e la forza non cospirano, resta il vuoto della violenza: specchio del cinismo e dell'impotenza. Il desiderio di libert che si esprime sui luoghi di lavoro e nelle pieghe di una societ segnata dal lavoro salariato incontra la critica e ne sente la forza: senz a critica la forza violenza. parlare della violenza: gi una riduzione della complessit, una cancellatura del la voro non terroristico sul terreno di una critica radicale e non progressista del l'esistente

ossessione identitaria: noi siamo e siamo forti al punto di sfidare la macchina repressiva dello stato il tentativo di fare il salto di qualit e di farlo fare al movimento ripropone il ruolo separato di un'avanguardia che guida, plasma, educa le singolarit l'uso della forza, anche unilateralmente diventa un modo per segnare chi con me e chi contro... questo interrompe ogni farsi comunit del movimento e obbliga - an che se ci si contasse questo varrebbe come un atto di forza di una maggioranza, e non lo , che viola la legittimit di un potere costituente che non un dato, non u n presupposto... questo ragionamento si lega anche alla tradizionale distinzione tra composizione tecnica della classe e composizione politica: non c' partito ch e detenga la linea, e non c', non pu pi esserci una precostituita identit di classe. La ricomposizione della classe ormai alle nostre spalle e la produzione biopoli tica ne impedisce ogni coscienza: non c' astrazione politica che ne legittimi l'e sistenza. Non c' partito, e non possiamo rimpiangerne l'assenza, non c' classe ope raia, perch il general intellect la sopravanza i n ogni sua segmentaria e partico lare formazione, non c' transizione dal vecchio al nuovo: se il comunismo nella p ratica quotidana e non pu separare il fine dai mezzi, allora non c' esternalit tra immanenza e cambiamento, tra farsi parte dei senza parte emovimento. Non pensiamo affatto a una collettivit privata del conflitto, ma il conflitto dev e produrre e riappropriarsi dei beni comuni: per questo non possiamo far la cont a e misurare la bont di una condotta politica in termini di minoranza o maggioran za. La democrazia assoluta dovr ripensare tutte le modalit di un divenire minorita rio che non isola gli individui nel calcolo di un interesse privato, ma ne riapr e costantemente il loro essere plurale e singolare alla complessa e inesauribile coesistenza. Hegel contrapponeva il suo lavoro del negativo, la complessit della riflessione e del sistema (un incubo totalitario) ad un'esaltazione mistica dell'immediatezza . Ne coglieva la voglia di facili scorciatoie: alla romatica ebbrezza dell'attim o vissuto intensamente contrapponeva la sua filosofia, la verit assoluta. Oggi ri teniamo che entrambe le strade siano deleterie: ci portano ad un cul de sac, che ci imporr una professione di fede, un giuramento di fedelt ai valori del capitali smo, altrimenti saremo dei reduci, dei nostalgici, o peggio dei nuovi brigatisti .