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INTRODUZIONE

Globalizzazione la nuova parola che si imposta nel linguaggio comune e che entrata nel vocabolario quotidiano. Essa sta ad indicare la nuova fase storica, non solo economica, che lumanit sta vivendo. Nuove domande, nuove sollecitazioni e considerazioni vengono poste. Lapertura a tutto campo. Lo spazio che si apre coincide e va oltre i confini del mondo. Allinterno di questo spazio possibile interagire in modo sistemico e reticolare creando sempre nuove connessioni, nuove compenetrazioni, contaminazioni. Fino a non molto tempo fa la tecnica, la scienza, la razionalit, la laicit, erano prodotti storici e singolari dellOccidente; ora sono elementi di civilt sempre pi universali e condivisi. La generalizzazione dei modi di vita e di pensiero, sta creando una cultura cosmopolita, una cultura dellera planetaria. 1

Primi segni di condivisione e di dialogo tra le culture sono certamente le traduzioni da una lingua allaltra di romanzi, saggi, libri di filosofia e di antica sapienza che hanno consentito di accedere ad opere di altri paesi e di nutrirsi con unaltra cultura e viceversa. Il nostro secolo vede una diffusione e condivisione di idee mai raggiunta nei secoli passati. Raccogliere gli apporti originali di molteplici culture e sviluppare i tratti importanti la caratteristica della seconda parte di questo secolo. Le culture orientali suscitano in Occidente diverse curiosit e interrogativi; spesso, esse, sono una risposta alla domanda di senso per molti uomini e molte donne del Vecchio Continente. soltanto nel nostro secolo che le filosofie e le mistiche dellIslam, i testi sacri dellIndia, il pensiero del Tao e del Buddismo diventano sorgenti vive per lanima occidentale trascinata e incatenata nel mondo dellattivismo e del produttivismo. Luomo certamente un essere che vive e opera nel mondo. Ogni individuo appartiene ad un habitat, ad una rete di relazioni affettive, culturali, ad un territorio, ad un sistema economico che produce beni e servizi materiali e immateriali. allinterno di questa realt che luomo elabora significati e crea la cultura dialogando con gli altri. Il mondo e le relazioni sono, dunque, le condizioni possibili di un continuo progresso e sviluppo per il singolo e la collettivit. 2

Oggi lindividuo ha dinanzi nuovi modi, una pluralit di modelli di vita, molteplici occasioni dapprendimento e vari modelli culturali che favoriscono e permettono una maggiore attenzione e cura verso laltro, dessere cio un uomo che ha cura di s, degli altri, di vivere come parte attiva e significativa nel mondo, esercitando una cittadinanza planetaria. Se diciamo che la democrazia la sola forma di governo che garantisce il valore fondamentale del rispetto della libert individuale, dobbiamo constatare che esistono tante diverse democrazie, che si incarnano in sistemi politici differenti tra loro, che spesso rimandano alla storia passata e portano i segni delle lotte, delle aspirazioni e dei principi a cui i vari popoli si sono ispirati. Oggi c, pi che altro, una tendenza a considerare il sistema democratico come unico modello fondante per una pacifica convivenza civile; tuttavia esistono, allinterno della democrazia, senza smentirla formalmente, delle situazioni in ragioni di trasformazioni economiche, tecnologiche, sociologiche che lavorano concretamente a svuotare di fatto una serie di suoi fondamenti. Non si tratta di una sfida esplicita, di un regime nuovo che intende contrapporsi alla democrazia, ma del rischio che condizioni nuove di carattere sociale, economico e politico possano minare i principi democratici. 3

I diritti umani sono un validissimo strumento per assicurare la dignit dellessere umano nel mondo intero. In questo senso non giusto n appropriato usare le differenze culturali per giustificare loppressione o lattacco a questa dignit. Nello stesso tempo non giusto usare i diritti umani per incoraggiare e giustificare la completa omogeneizzazione dei valori delle differenti culture. Un mondo globale richiede risposte globali e un sistema mondiale di governo. In questo senso le istituzioni internazionali, specialmente le Nazioni Unite, con la loro esperienza e visione globale, sono le uniche ad avere la capacit di rispondere alle nuove, e vecchie, sfide e bisogni del nostro mondo . Col presente lavoro si cercato di analizzare il fenomeno della globalizzazione partendo da un tentativo di definizione del fenomeno, per poi dare uno sguardo sugli effetti che esso, inevitabilmente e incessantemente, produce sia nellambito locale, che globale, dando anche uno sguardo allUnione Europea, che ci che ci riguarda pi da vicino. Si poi continuato analizzando la democrazia, cercando di raccogliere e di dare unidea dei valori sui quali si fonda questa forma di governo il cui tema molto complesso e difficile da affrontare da un co-

erente angolo visuale, per poi arrivare a fronteggiare lintricato e spinoso problema, ancora tuttavia irrisolto, della tutela dei diritti umani. Infine, un importante accento stato posto sulloperato della Comunit Internazionale e delle Organizzazioni Internazionali sul tema dei diritti umani, con lo scopo di evidenziare il loro operato nel cercare di raggiungere un importante quanto vitale obiettivo: salvaguardare la dignit umana.

Capitolo 1

COS LA GLOBALIZZAZIONE

1.1 POSSIBILE AVERE UNA DEFINIZIONE DELLA GLOBALIZZAZIONE?

Oggi tutti parlano di globalizzazione, ma quanti sono in grado di cogliere a pieno il significato di questo termine di gran moda difficile dirlo. Lunica cosa certa che ognuno lo interpreta come un processo inarrestabile che coinvolge lintero paese. Possiamo andare indietro fino a Marco Polo e alla imprese umane che hanno fatto conoscere e hanno collegato parti del mondo che vivevano separate e che una volta messe in collegamento hanno cominciato a influenzarsi reciprocamente; con i viaggi di

Cristoforo Colombo1 e di Vasco de Gama2, lEuropa cominci a influenzare il resto del mondo e a trapiantare le proprie istituzioni culturali in tutti i continenti. Dai primi anni 90, globalizzazione un termine entrato prepotentemente nelluso comune con riferimento agli assetti e alle dinamiche economiche; allorigine del processo infatti preminente la dimensione economica a causa del ribaltamento del rapporto di forza tra economia e politica. La globalizzazione dei mercati finanziari sancisce la supremazia delle forze di mercato sulle scelte politiche ed economiche degli Stati nazionali: i pi importanti mercati borsistici e finanziari sono in grado di spostare in pochi minuti ingenti quantit di denaro, talvolta di molto superiori al bilancio di uno Stato. La globalizzazione tuttavia non riguarda soltanto leconomia; si tratta in realt di un processo che coinvolge le diverse dimensioni della vita pubblica e privata e costruisce, rapidamente, un tipo di essere umano piuttosto diverso da quello prevalente nella societ industriale a base nazionale. Siamo di fronte ad un proces-

1 Il 12 ottobre 1492, Colombo approda su unisoletta delle Bahamas, S. Salvador; sbarcher in seguito a Cuba e Haiti ma egli non sa di aver scoperto un nuovo continente. 2 L8 luglio 1497, la flotta capitanata da Vasco da Gama, salpava verso lIndia raggiungendo il capo di Buona Speranza il 4 Novembre dello stesso anno.

so nel quale si pensa ormai in termini planetari e i cui frutti sono per pochi: sostanzialmente gli abitatori, neppure tutti, di quellarea del globo che, Serge Latouche3, definisce come Occidente. In altri termini, i circuiti della globalizzazione sono al tempo stesso inclusivi ed esclusivi ed il capitale finanziario a gestirne gli interessi. Al di fuori del suo circolo vizioso, la globalizzazione produce la sua apparente antitesi: la localizzazione. La destatualizzazione dei contesti procede allindietro piuttosto che in avanti: non dal nazionalismo al cosmopolitismo ma dalla nazionalit alletnicit pi o meno connessa alla religione. Le analisi sulla globalizzazione si propongono di mettere in luce il fatto che con questo concetto vanno compresi non solo la crescita e laccelerazione degli scambi che travalicano i confini degli Stati, bens tutto il complesso delle conseguenze che nascono dallinterdipendenza tra le trasformazioni del quadro economico, il sistema socio-demografico e le istituzioni della politica. Tutti i cambiamenti che hanno investito lumanit, in questo secolo, possono essere riassunti nellespressione compressione

3 Salamone N. (2000),Globalizzazione, sta in Parole chiave. Per un nuovo lessico delle scienze sociali, Carocci Editore, Roma.

spazio-temporale:

progressi

tecnologici

nel

mondo

dellinformazione e della comunicazione cio, hanno permesso una straordinaria riduzione delle distanze in termini di tempo e di spazio; eventi accaduti in lontanissimi e sconosciuti luoghi entrano in contatto e, interagendo, danno vita a conseguenze globali. La letteratura sulla globalizzazione attraversata da una controversia di fondo; sulla domanda: cosa spinge avanti la globalizzazione?, si fronteggiano due tipi di risposte. Un primo gruppo di autori sottolinea lesistenza di una logica dominante; altri individuano invece complesse logiche multicausali sulla globalizzazione. Secondo il sociologo Zigmunt Bauman4, la globalizzazione divide quanto unisce; egli infatti afferma che ci sono compiti con cui ogni individuo si confronta ma che non possono essere affrontati e superati individualmente. Si sente la necessit di acquisire il controllo sulle condizioni nelle quali si affrontano le sfide della vita; tuttavia questo controllo, secondo Bauman, si pu ottenere solo collettivamente e la comunit richiederebbe il

Bauman Z. (1999), La societ dellincertezza, Il Mulino, Bologna.

prezzo di una lealt incondizionata e reclamerebbe ubbidienza con la perdita di libert e autonomia. Un importante contributo si ricava dalle analisi condotte dal sociologo inglese Anthony Giddens5 secondo il quale la globalizzazione rappresenta uno dei tratti dominanti della modernit e che considera frutto della separazione della spazio e del tempo. Essa viene definita come lintensificazione di relazioni sociali mondiali che collegano tra loro localit distanti, facendo in modo che gli eventi locali vengano modellati dagli eventi che si verificano a migliaia di chilometri di distanza e viceversa. Secondo Giddens la trasformazione locale una componente della globalizzazione in quanto ci che avviene nellambito di un distretto urbano risente con grandi probabilit dellinflusso di fattori che operano a distanze lontanissime dallambito locale. La crescente prosperit di unarea urbana a Singapore pu avere un nesso causale con limpoverimento di un sobborgo di Pittsburg i cui prodotti hanno perso di competitivit sui mercati mondiali. Il globale entra nella vita quotidiana degli individui, soprattutto attraverso i processi di mediatizzazione dellesperienza: rivoluzionando le nozioni tradizionali di

5 Salamone N. (2000), Globalizzazione, sta in Parole chiave. Un nuovo lessico per le scienze sociali, Carocci Editore, Roma.

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spazio e tempo, i media elettronici hanno reso possibile lo stabilirsi di relazioni sociali indipendenti dai contesti locali dinterazione. La comunit locale non nasce per effetto di un processo di omogeneizzazione culturale, ma come risultato della presa di coscienza di rischi globali e della partecipazione degli individui ad avvenimenti planetari. Allindebolimento del senso di appartenenza alla comunit nazionale corrisponderebbe, per Giddens, il rafforzamento di unidentit globale la cui costruzione favorita essenzialmente dai media. Diversi studiosi, hanno invece evidenziato lestensione universale di alcuni modelli. Il semiologo americano Marshall Mc Luhan6 ha teorizzato la capacit dei mass media di trasformare il mondo in un villaggio globale, un ossimoro usato per descrivere la situazione contraddittoria in cui viviamo. I due termini dellenunciato si contraddicono a vicenda: il villaggio esprime qualcosa di piccolo, mentre globale sta a significare lintero pianeta. Per capire cosa voglia intendere Mc Luhan, bisogna immaginare il mondo popolato da giganteschi dinosauri che con pochi balzi lo percorrono da un capo allaltro. Ci che per rende il mondo un villaggio glo6

Mc Luhan M. (1986), Gli strumenti del comunicare, Garzanti, Milano.

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bale non solo la possibilit di muoversi rapidamente da un punto allaltro, in quanto la globalizzazione agisce in molti livelli che interagiscono rapidamente. Per creare un mondo globale serve, per Mc Luhan, una fusione organica tra tutte le funzioni frammentarie e lo spazio totale. Il dibattito sul potere delle comunicazioni ha origine con la nascita del cosiddetto villaggio globale e si concentra sugli effetti delle comunicazioni di massa sul pubblico. Theodor Levitt7, guru del marketing e docente alla Harvard Business School, tir le conclusioni economiche delle analisi di McLuhan: con le nuove tecnologie di comunicazione, il mondo diventa pi piccolo, i messaggi della pubblicit e del marketing raggiungono ogni angolo del pianeta, omogeneizzano le aspirazioni consumistiche, creano un mercato senza precedenti per prodotti standardizzati. Egli afferma che lera della globalizzazione lepoca dell omogeneizzazione dei bisogni e della standardizzazione dei prodotti. Quattro sono la constatazioni alla base dei questo approccio: 1) 2)
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il mondo diviene un villaggio globale; la dimensione del mercato mondiale;


Levitt T. (1983), The globalization of markets, sta in Harvard Business Rewiev.

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