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Nel Sole 24 ore del 24 maggio si parla di edilizia scolastica in Italia, con dati dal sito dell'Istruzione.

Dei circa 25mila edifici censiti 2.328 sono in zona 1 (la pi pericolosa) e altri 11.414 edifici sono classificati in zona 2 (in cui in passato si sono avuti terremoti forti). Elenchiamo alcuni argomenti da affrontare e discutere per la riduzione del rischio sismico. Occorre garantire per ledificio le prestazioni previste per le condizioni di esercizio ed alla fine evitare dissesti gravi che possano mettere in pericolo la pubblica incolumit Occorre assegnare un resistenza differenziata ai diversi elementi strutturali (gerarchia delle resistenze) e valutare la loro resistenza sotto le azioni permanenti, variabili, eccezionali e sismiche. Si deve valutare la mappa di pericolosit sismica , il periodo di ritorno, lo spettro di risposta elastico in accelerazione e cos via. I modelli matematici non sono perfetti, sono presenti fattori di incertezza e quindi parametri moltiplicatori delle sollecitazioni sismiche. La costruzione riflette lo stato delle conoscenze tecniche allepoca in cui appunto stata eretta Occorre lanalisi storico critica, la conoscenza tipologica e compositiva. Possono esservi difetti intrinseci della fase costruttiva Possono accadere sollecitazioni eccezionali i cui effetti non sono sempre visibili Il terreno pu essere inadeguato (variazioni di falda acquifera, assestamenti) o possono esservi problemi in fondazione per incrementi di carico causa sopraelevazioni Si devono definire le particolarit costruttive (architravi, volte, sbalzi, cavit, nicchie) Si devono definire le propriet dei materiali impiegati o da impiegarsi Serve un quadro diagnostico (rilievo, quadro fessurativo, deformazioni, indagini in situ, per pilastri misura delle armature, delle staffe e loro passo, delle sovrapposizioni di armatura, etc.) Occorre seguire levoluzione delle problematiche strutturali nel tempo Le strutture si degradano (Danneggiamenti, vetust, schiacciamento, separazioni, azioni fuori piano, fenomeni di fatica, cause chimiche,etc.) I materiali possono essere non omogenei (alterazioni successive) Serve un esame dei dettagli costruttivi, (qualit del collegamenti tra le pareti verticali, tra orizzontamenti e pareti, qualit delle murature e dei materiali, azioni combinate, etc.) Occorre valutare leventuale presenza di elementi ad elevata vulnerabilit come pure la caratterizzazione delle malte e le loro caratteristiche meccaniche I fattori di conoscenza delle strutture esistenti presentano in generale incertezze Serve eseguire indagini conoscitive e determinazione della capacit portante (carotaggi, martinetti, termografia, etc) anche a regolari intervalli di tempo Serve eseguire interventi volti a ridurre le carenze dei collegamenti, leccessiva deformazione, a rinforzare alcuni elementi strutturali, a realizzare giunti sismici, ad assicurare le fondazioni. Gli interventi di integrazione tuttavia avranno rispetto della struttura, poca invasivit, compatibilit e durabilit. Avranno reversibilit per gli interventi nei beni storico - culturali architettonici e loro controllabilit, prove prima dellimpiego, esame di vantaggi e svantaggi. Sar opportuno perseguire la rimozione delle carenze strutturali, evitare le perdite di appoggio, contrastare i ribaltamenti dei tamponamenti e la rottura degli ancoraggi, specie nei prefabbricati, evitare il martellamento tra corpi di fabbrica, intervenire sul fissaggio dellimpiantistica, dellarredo ed elementi appesi. In copertura occorre contrastare la rotazione delle capriate e quella torsionale delle travi alte. Prudente ridurre gli effetti da massa oscillante, portando in basso i carichi. In definitiva occorre cercare la riduzione delle condizioni di irregolarit nelledificio in termini di massa, resistenza e rigidezza. Leonardo Hueber