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Franz Brentano d alle proprie ricerche di psicologia un'impostazione empirico-descrittiva anzich sperimentale-esplicativa studiare i fenomeni psichici nella loro

originaria concretezza si tratta di prendere atto del modo con cui realmente si producono, di mostrarli cos come sono (di descriverli appunto) i fenomeni psichici rivelano un carattere peculiare, che li distingue da ogni altro tipo di fenomeno: posseggono infatti una loro intima dinamicit che li porta a riferirsi, sia pure con modalit diverse, a un polo esterno carattere che pu venire chiamato intenzionalit l'oggetto dell'intenzionalit sempre qualcosa di reale egli classifica le modalit, con cui si attuerebbe il riferimento dei fenomeni psichici al loro oggetto intenzionale, in tre gruppi fondamentali relativi alle: rappresentazioni, ai giudizi e ai movimenti affettivi Brentano accoglie la distinzione tradizionale tra fenomeni fisici e fenomeni psichici Husserl la respinge con decisa energia sostenendo che l'oggetto fisico esclusivamente quello via via percepito nel decorso delle nostre osservazioni rimprovero centrale che egli solleva al proprio maestro di avere naturalizzato la coscienza, considerando i fenomeni psichici alla stessa stregua di quelli fisici, Husserl parler di vissuto anzich di fenomeno secondo Husserl se fuori dubbio cio che nei vissuti intenzionali vi un tendere ad un oggetto tendere che si esplica, come sappiamo, con modalit diverse a seconda che si tratti di rappresentazioni, di giudizi o di movimenti affettivi - ci non significa per che si debba attribuire una esistenza separata al vissuto intenzionale e all'oggetto intenzionato. In altre parole: l'unica cosa da ammettersi che sono per l'appunto presenti certi vissuti i quali hanno un carattere dell'intenzione La spiegazione di Husserl cos prosegue: Non sono presenti (prescindendo qui da alcune eccezioni) due cose come vissute, non vissuto l'oggetto e accanto il vissuto intenzionale; nemmeno sono due cose nel senso in cui [lo sono] la parte e il tutto pi comprensivo, ma presente soltanto una cosa [nur Eines], il vissuto intenzionale, il cui carattere descrittivo essenziale proprio l'intenzione relativa.

L'intenzionalit nel senso di Brentano qualcosa che riguarda soltanto il campo dell'esperienza psichica, una nozione eminentemente naturalistica; l'intenzionalit nel senso di Husserl vuol essere invece una nozione filosofica, capace di farci penetrare il mondo della coscienza in ci che ha di pi originario e di pi generale.

Le tesi fondamentali, a cui Husserl pervenuto nella fase del suo pensiero rappresentata dalle Ricerche logiche, sono sostanzialmente due: 1) per cogliere il fluire concreto della coscienza dobbiamo limitarci a descrivere ci che si presenta nel vissuto, senza lasciarci condizionare dalle teorizzazioni artificiali di esso; 2) tale descrizione ci mostra che nel fluire della coscienza si presentano, oltre al concretamente vissuto, anche delle essenze ideali intenzionalmente presenti nel vissuto intenzionale.

Il contenuto della prima tesi, con i suoi due aspetti negativo e positivo, ha dato luogo a sviluppi del massimo interesse. L'aspetto negativo si incentra sul tema dellepoch (termine che Husserl ricava dagli scritti degli antichi scettici greci) : non potremo mai cogliere il flusso del vissuto (Erlebnisstrom), se non operiamo anzitutto una sospensione di giudizio sui problemi tradizionalmente sollevati intorno ad esso dalla scienza e dalla filosofia; se cio non collochiamo tra parentesi le classiche domande: il mondo reale o irreale? soggettivo od oggettivo? sono reali solo le qualit primarie o anche le secondarie? e cos via. Questa sospensione di giudizio compie nella fenomenologia un ruolo in certo senso analogo a quello che Cartesio attribuiva al dubbio metodico: deve precedere ogni indagine, garantirci da tutte le assunzioni dogmatiche, senza per interrompere il proseguimento della ricerca. Il tema dell'epoch assumer un'ampiezza e un'importanza sempre maggiori via via che si svilupper e approfondir la concezione husserliana della fenomenologia. Il nostro autore affider all'epoch il compito di radicalizzare la nostra ricerca fino a giungere a ci che vi di pi essenziale (di originario) nella coscienza; quanto resta dopo compiuta l'epoch viene chiamato residuo fenomenologico. Husserl introdurr pure, in corrispondenza all'esecuzione dell'epoch, il termine di riduzione fenomenologica o anche riduzione trascendentale , per indicare appunto l'operazione che consiste nell'applicazione dell'epoch: l'operazione cio di ricondurre le nozioni comuni (come ad esempio oggetto fisico, io psicologico, ecc.) ai dati originari della coscienza pura. L'aspetto positivo cui poco sopra accennammo l'affermazione che, una volta liberata da tutte le sovrastrutture, la descrizione della coscienza conduce ad alcuni dati incontrovertibili, ad alcune evidenze che si impongono da s all'intuizione Proprio qui si inserisce la seconda delle due tesi menzionate all'inizio del presente paragrafo: il flusso del vissuto ci presenta molti dati intuitivi incontrovertibili; alcuni di essi sono, senza dubbio, i dati sensoriali, altri per sono qualcosa di molto diverso: le essenze ideali. A proposito degli uni come degli altri si potr parlare di un vedere immediato (unmittelbares Sehen), ma questo vedere in generale (das Sehen iiberhaupt) non andr ristretto al vedere sensibile, empirico (das sinnliche, erfahrende Sehen). Con i successivi sviluppi delle ricerche fenomenologiche l'intuizione delle essenze ideali (eidetische Anschauung) assumer un rilievo via via maggiore. l'epoch il metodo fondamentale dell'indagine husserliana; rifiutandosi di accettare un mondo falsificato, il fenomenologo riesce infatti a ridurre tutte le cose (reali o ideali, ivi compreso lo stesso io) all'originario, autenticamente vissuto. A questo punto va riconosciuto per che, per quanto radicalizzata, l'epoch non potr mai farci collocare tra parentesi la coscienza stessa. Scrive Husserl nelle Ideen I: Risulta chiaro che l'essere della coscienza, e in generale ogni flusso del vissuto, verrebbe s certamente modificato dall'annientamento delle cose, ma non toccato nella sua specifica esistenza