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Fraternit di Russia Cristiana Seriate - 6 Ottobre 2002

Padre Romano Scalfi La nostra meditazione di oggi si fonda sulla speranza. Noi siamo chiamati a sperare anche per quelli che non sperano, perch non vogliamo salvare solo la nostra anima, ma il mondo intero. un impegno che il Signore ci affida per salvare il mondo e il mondo si salva quando spera non nelle proprie forze semplicemente, ma nellintervento del Signore, che sempre disponibile ad assecondare questa nostra preghiera. 1) Proprio per le situazioni in cui viviamo, ci chiesta una speranza forte, robusta, non consolatoria. Siamo anche consapevoli che la nostra speranza pu diventare a poco a poco, se non totalmente, almeno parzialmente, ideologica. C anche una specie di utopismo cristiano, falsamente cristiano che dice: Siamo in un momento di crisi, ma superata la crisi andr meglio; bisogna avere fiducia nella provvidenza. Nella provvidenza bisogna avere senzaltro fiducia, ma non detto che dopo il superamento di questa crisi ci sia una rinascita spirituale; non c niente di meccanicamente sicuro, come a dire: Abbiamo toccato il fondo, quindi dopo si salir. C una frase che dice: Labisso chiama labisso; non c profondit di male che non possa scavarne un altro ancor peggiore, perci non crediamo che una crisi si risolva automaticamente in una rinascita cristiana, anzi da un punto di vista semplicemente istintivo, meccanico, il male scava sempre unaltra fossa pi profonda. Non possiamo permetterci di credere nel progresso automatico dellumanit, i marxisti credevano nella terza legge della dialettica: la materia si evolve sempre in forme superiori; la materia forse s, ma non lo spirito. Non c nessuna legge che garantisca il progresso dello spirito; la possibilit c sempre, ma non la meccanica necessit. Non possiamo censurare la tragicit del momento attuale che stiamo vivendo, per aprirci ingenuamente a una speranza facile. La situazione tragica a dir poco. Stavo leggendo in questi giorni un libro di Filatov La religione e la societm che testualmente dice: Attualmente il partito comunista ha fallito nel suo tentativo di distruggere la religione, ma la vittoria del secolarismo sulla religione per il momento fuori dubbio. Anche lui, che un credente e ha visitato diverse regioni della Russia, afferma che, pur essendoci segni di speranza, la tendenza non verso un miglioramento; la nostra speranza non pu essere fondata sulla previsione di situazioni favorevoli. Non possiamo abbandonarci a sogni ingenui, che poi si dimostrano pericolosi come ogni fuga dalla realt. 2) La nostra speranza una fiducia ragionevole, che nasce da unesperienza. Non si pu credere ciecamente; la chiesa non ci domanda di credere ciecamente, ma ragionevolmente e la ragionevolezza pi grande lesperienza: la cosa pi ragionevole sottoporre la ragione allesperienza. Se non si fa esperienza che in ogni situazione c la possibilit di trasformare ci che negativo in positivo, non si ha una speranza vera. La speranza degli ebrei era in Dio, come dice il salmo 43: Non fu il loro braccio a salvarli, ma il Tuo braccio, la Tua destra, la luce del Tuo volto, perch Tu li amavi. Ecco, questa frase non ci per mette di abbandonarci alla disperazione o allindifferenza. Il sapere per esperienza di essere amati, concretamente, in ogni circostanza, il sapere che possiamo confidare in un abbraccio potente, in un amore forte, questa la nostra speranza. Ogni volta che abbiamo risposto a questo amore, creduto in questo amore, confidato in esso, con i tempi di Dio e le modalit Sue abbiamo sperimentato che il Signore capace di intervenire in ogni situazione, anche la peggiore per trasfigurarla in bene, nel mio bene. Se uno non fa esperienza di questo non pu credere in modo adeguato.
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Abbiamo fatto esperienza di un amore gratuito e misericordioso, al di l dei nostri meriti e delle nostre previsioni, abbiamo fatto esperienza di essere amati oltre ogni misura; allora s possiamo dire guardando il crocefisso Tu Signore ci hai amati oltre ogni misura, perch non semplicemente un riferimento storico, del passato, ma unesperienza che possiamo fare ogni istante, ogni momento: il Signore ci ama oltre ogni misura. Una delle espressioni che troviamo nei santi sempre questa Signore mi hai amato troppo. Non esistono situazioni disperate che possano impedire al suo amore misericordioso di intervenire e spostare le montagne; il Signore non fa fatica a spostarle, ha solo bisogno della nostra fede. 3) C un solo ostacolo di fronte al quale perfino lonnipotenza di Dio ha le mani legate, non pu agire liberamente. S. Agostino dice Chi ha creato te senza di te, non salver te senza di te. Dio ha bisogno della nostra collaborazione per salvarci; noi siamo con Dio creatori di salvezza, creatori determinanti di salvezza. Ci che impedisce a Dio di operare in noi per il nostro bene il rifiuto della sua opera, la non disponibilit a dipendere da Lui, insomma la mancanza di fede. Per fede non intendiamo semplicemente ladesione della mente a delle verit; per fede intendo una verit che tocca la vita, che forma il giudizio, che alimenta la mia affezione, che accompagna il mio lavoro. Che trasfigura la mia vita: la vita ci data non perch la testa aderisca a una verit, ma perch la verit trasfiguri la vita. Si pu credere a tutte le verit senza viverne nessuna; perci non posso accontentarmi di credere con la testa, solo con qualche pio desiderio e nemmeno con losservanza di alcune pratiche. E la vita che crede, la totalit della vita; come Cristo ci ha dato la totalit della vita per il nostro bene, noi non abbiamo altra risposta che donare la nostra vita a Lui, donare vuol dire sintonizzare la nostra mente con la Sua mente, il nostro cuore con il Suo cuore, la nostra azione con la Sua azione. Essere in sintonia con Lui. Come si fa? Con un desiderio ardente, che si esprime in una domanda insistente; allora si forma una mentalit. Da una lettera di S. Agostino: Il Signore sa di che cosa c bisogno; allora perch, se Lui sa tutto, occorre domandare? Perch sei tu che hai bisogno di sapere che ogni cosa dipende da Lui; allora la tua domanda che rafforza il desiderio e il desiderio rafforza la domanda; per questo domando tutto perch tutto dipende da Lui, perch so che Lui il Padre che mi d tutto, lartefice che mi forma e io sono la cera che si lascia fare, attraverso la mia dedizione a Lui, la mia confidenza in Lui. Se c questo desiderio fervente, una domanda viva, si crea una mentalit nuova. S. Paolo dice: Non conformatevi alla mentalit di questo secolo cio non prendete la forma del vostro vivere, pensare e amare, da questo secolo, dal mondo, ma da Cristo. Dobbiamo conformarci a Cristo: che la forma del nostro essere e del nostro vivere sia Lui. questo che vogliamo, questo che desideriamo soprattutto, perch con questo noi otteniamo tutto; se Lui la somma di tutti i beni, ladesione a Lui aprirsi alla felicit, la pi grande felicit che ci sia su questa terra. E allora nasce una coscienza nuova, questa coscienza nuova che forma un popolo nuovo, una comunit nuova (Regel'son: Lautocoscienza determina il volto delle epoche). L'adesione a Cristo non semplicemente per assicurarmi la salvezza dellanima, ma per trasfigurare il mondo, per rendere gli uomini pi felici, pi uomini, per impedire che luomo si evolva verso la bestia; questo ci che fa la comunit e che fa nascere un popolo nuovo. Accenniamo agli ultimi avvenimenti, che insieme a tante difficolt registrano anche una crescita della nostra vita in Russia. a) Giovanna stata invitata ad un congresso sulla religione organizzato dagli ortodossi a Kiev; cerano due cattolici, uno dei quali appunto Giovanna, e tra gli ortodossi, il metropolita Filaret esarca della Bielorussia e il metropolita Vladimir esarca dllUcraina dipendente dal patriarcato di
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Mosca. Tra le varie personalit: Nikita Struve, docente alla Sorbona di Parigi e mente dirigente degli Ortodossi allestero. Giovanna ha parlato dei fondamenti della pedagogia cristiana; alla fine di tutto Struve le ha detto: il suo intervento stato il pi interessante di tutti. b) Era presente anche un professore delluniversit di Char'kov, Filonenko, che lha invitata a tenere un corso sulla spiritualit di don Giussani, essendo rimasto folgorato al Meeting di Rimini, soprattutto dalla presenza dei giovani. Cos Giovanna far un corso sul rischio educativo. c) Anche se ufficialmente le cose non vanno altrettanto bene, da questi piccoli avvenimenti noi possiamo sperare che si sviluppi il bene per tutta la Russia. Testimonianza di Padre Evgenij Gejnrichs Sono un sacerdote cattolico, vengo dalla Russia, da San Pietroburgo. Sono prete dal 1981; quindi il mio essere prete cattolico iniziato ben prima di tutte le trasformazioni che hanno cambiato la vita della Russia e la mia vita si pu dividere in due parti simili anche come durata: una prima e una dopo il comunismo. E questa esperienza mi permette di dire le cose che prima ha detto P. Ro mano; unesperienza di speranza, in condizioni che sembrerebbero invece difficilissime. Sono diventato prete, ordinato clandestinamente in una casa di campagna dellUcraina occidentale e in quel momento non avevo il minimo dubbio che tutta la mia vita sarebbe continuata in condizioni di clandestinit. Ci non vuol dire che allora non ci fossero segni per sperare in qualcosa di meglio. Una persona, allinizio del mio cammino sacerdotale, aveva detto che dovevamo sperare che Dio ci indicasse, volesse per noi qualche cosa di diverso e ognuno di noi, a modo suo, sognava questo. Quando si sono verificati tutti questi cambiamenti e la libert ci cascata addosso come un dono immeritato, ci siamo trovati di fronte a una realt totalmente imprevedibile e imprevista e nelle nostre azioni e nel nostro modo di fare contavamo solo su noi stessi e ciascuno di noi agiva secondo la propria visione del futuro, senza chiedersi quale fosse la volont di Dio su questo futuro. Fin dai primi tempi della perestroika anche padre Stefano era in Russia e collaborava alla rifondazione della Chiesa cattolica in Russia. Purtroppo, negli anni, non c' stata la creazione di qualcosa di nuovo che attende la Chiesa in ogni tempo e in ogni luogo, ma la costruzione di strutture formali senza tenere conto delle circostanze temporali e del paese in cui ci si trovava. Non si possono negare i tanti risultati ottenuti; tuttavia bisogna dire che adesso ci troviamo di fronte a un numero di interrogativi e di problemi non inferiore a quelli che avevamo allinizio del nostro cammino. Riguardo alla situazione venutasi a creare in Russia negli ultimi tempi, qualcuno ha chiesto cosa si pu fare adesso; probabilmente dobbiamo fare quello che non abbiamo fatto a sufficienza 10 anni fa: una maggiore attenzione alla situazione concreta; vederla con lo sguardo di Dio. Penso che sia stata posta poca attenzione a tante cose, tra cui anche al magistero della Chiesa, nel costruire le nuove strutture cattoliche in Russia e quindi bisogna sperare non in sentimenti superficiali, non sulle emotivit della persona. Ma bisogna sperare nel piano di Dio su di te e sulle persone che hai attorno e sulla percezione della presenza di Dio, sulla presenza di Dio che parla continuamente nelle circostanze della vita che ci circonda. Purtroppo finora ci siamo fidati, abbiamo contato troppo sulla scienza e su elaborazioni a noi estranee e abbiamo preso meccanicamente dei metodi da altre situazioni che erano radicalmente diverse dalla nostra. Direi che nella sostanza la via intrapresa dalla chiesa cattolica negli ultimi 10 anni rimasta sostanzialmente estranea, a lato, al corso principale degli eventi in Russia.

Nella scienza, un esperimento che d un risultato sbagliato mette in evidenza linconsistenza dellesperimento stesso. Non sbaglia solo chi non fa niente e gli errori possono aiutarci a correggere il nostro cammino. Proprio partendo da quello che ha detto P. Romano, la speranza rimane, ma proprio su quel cammino che pu promettere per noi dei risultati positivi: la Chiesa cattolica non una comunit etnica, ma la viva Presenza di Cristo allinterno di ogni popolo e cultura e la missione cattolica non ha niente a che vedere con il colonialismo e la colonizzazione culturale. Questo ben noto ed presente in modo chiaro in tutti i documenti del magistero della Chiesa. C solo da stupirsi su come mai questo insegnamento cos limpido e chiaro sia stato inascoltato nella linea presa dalla Chiesa negli ultimi anni. Il programma che cerca di svolgere Russia Cristiana in Russia, ci permette di dire, proprio sulla base dei risultati ottenuti, che ci troviamo sulla giusta strada. Quando Cristo ha detto ai suoi apostoli la parabola del buon seminatore, ha fornito unimmagine molto chiara e precisa ai suoi contemporanei: il seminatore chi collabora a unazione iniziata gi prima di lui da qualcun altro; non un uomo che butta i semi dove capita, nellerba, ma va su un campo gi preparato alla semina. E questo lavorare per porre i contatti culturali con il mondo religioso in cui ci si trova sicuramente il segno di una preparazione del terreno per il procedere del lavoro. Se non si fa questo, si rischia di non uscire dall'incomprensione che si limita alla pura questione terminologica e noi usiamo delle espressioni che sono prive del loro significato originario; rispondiamo a delle domande che nessuno ci pone e viceversa lasciamo senza risposta le domande che la gente in questa situazione ci pone in modo pressante. E se luomo non ha risposte a queste domande pressanti non pu n fare n pensare qualcosa daltro. La mia conoscenza e collaborazione con Russia Cristiana iniziata a met degli anni 80 quando ho conosciuto Giovanna. Erano anni in cui si viveva unatmosfera pesante (ricordo che allora ero sacerdote clandestino). Ma in mezzo a quellatmosfera veramente disgustosa di paura e di pesantezza in cui vivevamo, il Signore talvolta dava dei segni di speranza della sua presenza. E come oggi, ma allora ancora di pi, era per noi molto importante avere dei segni per capire che non eravamo soli e non abbandonati e soli con i nostri problemi. Poi, in seguito, quando la situazione ha cominciato a migliorare notevolmente, la nostra amicizia e collaborazione hanno continuato ad approfondirsi e adesso voi sapete che a Mosca aperto il centro Biblioteca Religiosa, che spinge il suo sguardo a tutta la Russia e io penso che questo lavoro che porta notevoli risultati sia iniziato gi allora. Io penso che proprio questa forma di presenza cattolica in Russia sia quella che promette di portare dei frutti reali, oggi, nonostante le evidenti difficolt in cui ci troviamo. E il tentativo di arrivare ad ogni singola persona, superando le barriere confessionali; la missione culturale della Chiesa che, nella Russia di oggi, per la situazione in cui si trova assolutamente indispensabile. I rapporti relativamente buoni che si mantengono con Patriarcato di Mosca, ci danno speranza e ci dicono in qualche modo che si sulla via giusta. Questo non vuol dire che dobbiamo diventare indifferenti a qualcosa che ci caro, ma vuol dire invece che facciamo uno sforzo per capire quello che importa agli altri e renderci trasparenti e comprensibili; infatti, lambiente, il luogo in cui questo avviene Cristo.