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PI FORTE DI NOI Robert Aickman Larger Than Oneself - 1966

In seguito alla morte del padre, Vincent Coner abbandon le miniere, di cui la sua famiglia era sempre stata proprietaria, e invest fortemente nel giornalismo popolare, assumendo egli stesso la carica di caporedattore di Roundabout, il suo giornale. difficile immaginare che in qualsiasi altro luogo o tempo, passato o futuro, le sue pubblicazioni avrebbero potuto trovare numerosi lettori, ma si dette il caso che la sua generazione sembrava avere un particolare desiderio proprio di ci che egli offriva: le cose dolci della vita (le pi evidenti) cosparse e contaminate di invidia. Coner, un tipico uomo del suo tempo, prosperava straordinariamente. A Cambridge ebbe luogo un simposio di filosofia moderna al quale la stampa dedic notevole attenzione e Vincent Coner, in particolare, il proprio impegno di giornalista-redattorecommentatore: ebbene, ben presto egli divenne famoso per la sua propugnazione di una sintesi del meglio di questo e del meglio dell'altro mondo. Egli, a quel tempo, gi organizzava incontri similari: con la sua esile figura, caratterizzata da una calvizie precoce, Coner compariva di quando in quando versando gin mentre gli altri parlavano. Occasionalmente riportava la discussione al punto giusto, ovvero quello che lui riteneva fosse tale. Con il tempo affin una precipua sensibilit nel captare anzitempo l'idea che sarebbe prevalsa o il pensiero che avrebbe prevalso. Con una fama crescente facilmente conquistata, l'interesse principale di Coner si spost via via sempre pi verso una ricerca quasi paranoica di autointegrazione. Lesse Berdyaev, Maritain e C.S. Lewis, e perfino le prime trenta pagine di Ouspensky. Riusciva quasi a convincersi di ci che leggeva. Le opere di Kierkegaard e Leopardi, rilegate da un artigiano esule, stavano sempre sul suo comodino (egli aveva sposato Eileen, che era stata cantante nei locali notturni). Coner continuava a riscoprire Pascal riuscendo a capire ogni volta cose nuove, alimentando il filone della pazzia mentre metteva in circolazione foto classiste sui giornali. Quando la signora Iblis entr nella sua vita, egli provava un profondo interesse pei alcuni dei nuovi movimenti spirituali che facevano a gara per offrire a un mondo ormai distrutto una risolutiva immunizzazione metafisica. Aveva deciso d'invitare i diversi capi spirituali a Bunhill durante un fine settimana per dare loro la possibilit di effettuare uno scambio di opinioni in territorio neutrale. Ne sarebbe sortito un simposio per Roundabout... nonch un'ottima occasione per offrire i suoi suggerimenti. La signora Iblis entr nella vita di Coner per la via pi diretta: la porta principale. Mentre attendeva che tale porta le fosse aperta, si unirono a lei sul grande gradino bianco altri due ospiti che si presentarono come David Stillman e Ruth. Ruth non era la figlia del signor Stillman, ma la signora Iblis non riusc a sentire il suo cognome n mai lo seppe. Il signor Stillman sembrava un ricco uomo d'affari. Era arrivato a bordo di una grande automobile che ripart immediatamente. Era una persona a modo, dal comportamento impeccabile: d'altronde, la signora Iblis non conosceva molti ebrei. Ruth era una creatura volubile e ipersensibile, poco pi di una bambina, all'apparenza, piccola e magra, con i capelli arruffati, un viso tondo e mani inquiete. Portava pantaloni di fustagno rossi, un maglione sformato e calzava un paio di sandali. La signora Iblis stava parlando con il signor Stillman quando Ruth comparve... emergendo presumibilmente dai folti cespugli che fiancheggiavano il viale di accesso, ma aveva con s una gonfia borsa di rete con due manici. La signora Iblis aveva una valigia; il signor Stillman un ncessaire da viaggio di un modello che la signora Iblis non credeva esistesse pi. Probabilmente il fracasso all'interno della casa aveva impedito al servitore di sentire il campanello, per questo la signora Iblis, su suggerimento del signor Stillman, suon di nuovo. Ruth continuava ininterrottamente a parlare delle difficolt che aveva incontrato per raggiungere col treno Bunhill - e, per estensione, qualsiasi altro luogo - e dei propri faticosi tentativi per consultare gli orari. - Spero che non abbiate dovuto aspettare-. La porta era stata aperta dalla signora Coner che indossava un abito lungo e stretto di colore bluverde e fumava una sigaretta a cui gi da tempo avrebbe dovuto togliere la cenere. - Mio marito ha mandato tutta la servit a un congresso di Scienze Domestiche a Littlehampton e per questo fine settimana siamo completamente nelle mani di questi organizzatori di banchetti. Prego, entrate.Nell'entrata c'era una grande figura che indossava un abito da sera su cui erano visibili numerose tracce di bibite. - I vostri nomi, prego- disse, e si apprest a spuntarli su una lista con una matita indelebile.

- Signora Iblis- si present, opportunamente, la signora Iblis. L'anfitrione compuls a fatica tutta la lista fermandosi su ogni nome con la punta della matita. Tre giovani ragazzi in smoking si erano impossessati dei bagagli degli ospiti e stavano pronti sull'attenti. - Potete sillabarlo?- disse lo spuntatore maggiordomo a ore. - I-bi-elle-i-esse-. Inutilmente cerc il maggiordomo con matita. Infine, irritato, si volse verso la signora Coner. Nel frattempo la figura autoritaria di Vincent Coner si era staccata dalla folla. - Ruth, tesoro mio. Che bello vederti!- La baci sulla bocca con forza, ma senza passione. - Ti abbiamo invitata noi, per questo fine settimana, o sei caduta dal cielo?- Ovviamente mi avete invitata, Vincent.- Comunque bellissimo vederti. Vieni. Sar proprio interessante avere anche il punto di vista ortodosso.- Potrei avere un panino, prima?- Puoi prendere tutto quello che c'. Non hai pranzato?- Sono partita da Londra alle dieci e mezzo.- Se l'avessimo saputo avremmo mandato un'automobile a prenderti. solo mezz'ora di viaggio. Ma vieni e rifocillati.- Le cinse la vita e la trascin verso la confusione. - Vincent.- Sua moglie lo tir per l'altra manica del suo abito grigio di fattura impeccabile. Coner si ferm. - Che cosa c', Eileen?- A che cosa serve quella maledetta lista?- Te l'ho detto pi di una volta. Le persone che abbiamo invitato per questo fine settimana sono state tutte accuratamente selezionate da me per il contributo che possono dare. Dal momento che non conosco ancora praticamente nessuno, dobbiamo tenere quella lista e seguirla. C' qualcosa che non va?- Sono arrivate due persone. I loro nomi non compaiono sulla lista. Ambedue dicono di essere stati convocati per le tre. Non posso certo mandarli via.- A tutti stato chiesto di arrivare per la prima colazione, se possibile. Chi sono?- La signora Iblis e il signor Stillman. Non sembrano come gli altri.- I presunti ospiti erano visibili davanti alla porta ancora aperta. Attendevano in pena di conoscere il proprio destino. - Mavis!- grid Coner pi forte che pot. - Scusami un momento, Ruth.La lasci dopo una forte stretta. Gli venne incontro una donna alta, ossuta, con i capelli biondicci e apparentemente priva di et. Coner riassunse il problema in modo succinto. - Do un'occhiata al libro degli inviti, signor Coner- disse Mavis e se ne and. Coner si rivolse alla moglie. - Lascio fare a te, cara. Ma chiunque siano, non li vogliamo se non sono in sintonia con il gruppo. Vieni, Ruth.- Cingendole nuovamente la sottile vita come un pitone egli la spinse davanti a s. Mavis fece ritorno con un enorme in folio, una sorta di libro dei verbali, di cinquecento pagine almeno. Era suddiviso per date e pieno zeppo di migliaia di nomi scritti con la sua grafia minuta e chiara. Quasi subito Mavis trov la risposta. - Erano nel gruppo che avevamo invitato prima che il signor Coner optasse per il Forum- disse. - Non hanno avuto le lettere di proroga?- Sar meglio farli entrare- decise la moglie di Coner. - Dovranno dividere le stanze con qualcuno.- Tutti lo faranno, durante questo fine settimana, signora Coner.- Volete occuparvene voi, Mavis?Mentre spiegava il problema delle stanze in poche parole dalle quali non traspariva alcuna emozione, Mavis scorreva con gli occhi la lista degli ospiti e delle sistemazioni che era in mano al temporaneo maggiordomo. - Spero quindi- disse rivolta ai due fuori lista - che non abbiate nulla in contrario a dormire con qualcun altro... Questo fine settimana piuttosto eccezionale.Il signor Stillman sorrise in segno di accettazione, anche se non parve eccessivamente felice. La signora Iblis disse: - Vi prego, non preoccupatevi per me.- Nessun problema.- Mavis aveva deciso. - Il signor Stillman dormir nella Stanza Louise. Dubito che il Rabbino Morocco venga a questo punto... molto in ritardo. E lei signora Iblis potr dormire nella stanza di sorella Nuper, l'infermiera della casa.- Una parte della casa adibita forse a ospedale?-

- No, no. Si tratta soltanto di un locale attrezzato e disponibile nel caso di malesseri gravi o improvvisi. Inoltre, sorella Nuper ci d consigli sull'alimentazione e anche su questioni di igiene personale. Vedrete: una persona squisita. Davvero non potrete dividere la stanza con una persona pi disponibile.Il giovane che si era impadronito del bagaglio di Ruth si era gi allontanato da diverso tempo, probabilmente per portarlo nella stanza a lei assegnata. Gli altri due giovani scortarono il signor Stillman e la signora Iblis. - L'ascensore qui dietro- disse un giovane, scostando pesanti tende di velluto marrone scuro. L'ascensore - marca Waywood-Otis, portata max 12 persone - stava scendendo. Quando giunse al pianterreno ne sortirono due uomini di colore in abito da chierici. Piccoli, compatti e splendidamente lustri, sembravano marionette. Sorrisero e s'inchinarono all'unisono ai nuovi arrivati, quindi si allontanarono tenendo lo stesso passo e conversando entusiasticamente in una qualche lingua africana. Giunti al primo piano (la signora Iblis pens che avrebbero fatto prima a salire a piedi), il signor Stillman fu subito accompagnato in una stanza enorme che, come la signora Iblis pot vedere attraverso la porta, conteneva almeno due letti con baldacchino. La signora Iblis fu invece accompagnata lungo un interminabile corridoio, non proporzionale, nel quale predominava il colore grigio chiaro. Alle pareti pendevano dipinti religiosi moderni, alcuni addirittura di Vanessa Bell e perfino di Rouault (ma la signora Iblis non era certa che non fossero semplicemente delle buone riproduzioni). Incrociarono una donna bellissima dalle audaci proporzioni; esibiva un grosso reggiseno nero, mutandoni a righe bianche e nere, ed enormi ciabatte pelose. Non parve accorgersi della presenza della signora Iblis, n, tantomeno, di quella del ragazzo che portava i bagagli, e, superato l'ascensore, spari dietro l'angolo oltre la Stanza Louise, come la signora Iblis vide poich non pot fare a meno di voltarsi per guardare. La stanza dell'infermiera Nuper era meravigliosamente luminosa, piena di armadi a muro. C'era un grande divano letto a due piazze con le lenzuola di seta. Dietro al letto pendeva una disgustosa e scandalosa parodia della Crocifissione opera di Edward Burra. La signora Iblis non riusc a capire se l'autore fosse favorevole o contrario alla religione. Una libreria di legno indiano, che era stata lisciata e dipinta di bianco come gli altri mobili, conteneva soprattutto i pi noti libri per infermieri e riviste mediche (rilegate dall'artigiano esule di Coner). Una porta-finestra e un piccolo balcone davano su un giardino di circa mezzo ettaro dal quale saliva un forte odore di composta... ovverossia di concime misto o letame. Si vedeva una figura in tuta da lavoro intenta all'oscuro compito della concimazione. La signora Iblis sbirci in uno degli armadi a muro. Era pieno zeppo di vestiti da sera appesi a una grossa rotaia cromata, avvolti uno per uno in custodie di plastica trasparente. Non volendo disfare i bagagli prima di avere parlato con l'infermiera Nuper, la signora Iblis si cambi indossando l'altro abito che aveva con s. Cercando un portacenere vide il libro che l'infermiera teneva sul comodino: era intitolato Disciplina intestinale, e si trattava di un'opera minore di un noto membro del partito laburista. Un realistico disegno a colori sulla copertina raffigurava il sistema alimentare circondato da raggi luminosi. Dopo essere scesa (per le scale) nella mischia, la signora Iblis rimase da sola, senza che qualcuno la notasse per qualche tempo. I circa cinquanta membri del Forum che erano presenti, gravitavano tra il salone, la sala da pranzo e il grande atrio. Gran parte di essi, ovviamente, gridavano a gran voce o discutevano animatamente; ma la signora Iblis not che alcuni se ne stavano seduti, o addirittura in piedi, in perfetto silenzio e che, di conseguenza, venivano ignorati. Aveva letto un articolo sull' Evening News del giorno precedente riguardo l'importanza dei momenti di meditazione regolarmente distribuiti durante la vita attiva e rumorosa, e osservava queste figure mute con interesse e soggezione. Nella folla si muovevano fotografi di giornali. Infine gli occhi della signora Iblis si posarono su Ruth che stava mangiando un gelato alla fragola. Poich era l'unica persona presente con cui avesse mai parlato (non vi erano tracce del signor Stillman) la signora Ibis si fece avanti. - Salve. Temo di conoscere solo voi qui dentro. Sapete dirmi chi siano alcune di queste persone?- Non lo so, io sono rigorosamente ortodossa.- Che cosa interessante! E di quale confessione?- Pura anglicana. Accetto i Trentanove Articoli. Incondizionatamente.Ruth si guard intorno cercando dove appoggiare la coppa del gelato. - Beh, anch'io, in realt- disse la signora Iblis. - Recitate l'Articolo Trentatr.- Le parole esatte non le ricordo...- Allora non siete anglicana pura.- Ruth dovette infine correre il rischio di posare la coppa sul pavimento. - E voi sapete recitare l'Articolo Trentatr?- Questa debole risposta fu l'unica difesa che la signora Iblis riusc ad approntare. Era passato tanto tempo da quando era stata a scuola.

- Colui il quale- declam Ruth - per pubbica denuncia della Chiesa viene giustamente allontanato dalla comunit della stessa e scomunicato, deve essere considerato Infedele e Pubblicano fino a quando non sar pubblicamente riconciliato in seguito a penitenza e verr riaccolto nella Chiesa da un Giudice che ne possegga la facolt. - Non certo un sentimento molto cristiano- disse quasi involontariamente la signora Iblis. - Perch no?- Somiglia pi alla Chiesa di Roma. Scomunica e penitenza, sapete.- Io faccio penitenza ogni giorno.- La voce di Ruth era sognante, gli occhi vuoti. - Non potete essere cos depravata!- esclam la signora Iblis; ma subito le torn in mente la bellissima in reggiseno e mutandoni che aveva incontrato nel corridoio del piano di sopra e la cosa non le parve impossibile. - Non depravata. Peccaminosa- precis Ruth. - C' qualche differenza?- Peccare umano. Perseverare nel peccato, siccome depravati, diabolico.- Ah, ora capisco.- La signora Iblis inizi a guardarsi intorno per vedere se da qualche parte vi fosse del t... che comunque sarebbe stato di certo troppo forte. - Credo che questa- disse - sia una verit difficilmente confutabile e, per converso, condivisa da tutti.Ma Ruth la ignorava: - Fondersi- esclam con la sua voce tenue. - Attraversare la barriera e divenire Uno. Una sola persona infinitamente piccola incontra ci che infinitamente grande. La fine di ogni pellegrinaggio dev'essere l'ortodossia.- I suoi occhi si fermarono su un altro ospite dalla parte opposta della stanza. - Vedete quell'uomo a sinistra di quel quadro... quella grande Annunciazione! - Quello con i capelli rossi e l'abito di tweed?- chiese la signora Iblis. - S, un levita. Un pesce fuor d'acqua come me.- Io credevo che levita fosse il nome di una veste.Ruth si limit a dire con indifferenza: - Avete letto Arrival and Departure... Arrivo e Partenza o, se preferite, Venuta e Dipartita?- No.- Vado a cercare un altro gelato.Prima che sparisse la signora Iblis ebbe ancora il tempo di chiedere: - Sapete a che ora si mangia qui?Ruth rispose: - A qualsiasi ora desiderate. Chiedete al banco nella sala da biliardo.- E se ne and prima che la signora Iblis potesse rendersi conto appieno del fatto orribile che a Bunhill non si consumavano pasti regolari. Per affrontare meglio la situazione la signora Iblis apr la borsetta e ne estrase un portacipria. Guardandosi nello specchietto ella non not che ora davanti a lei si trovavano due uomini che non conosceva. - Permettetemi di presentarvi il mio amico, professor dottor Borgia, direttore della Demokratische Religionsgesellschaft di Zurigo.- Cos approcci la signora Iblis un giovane paffuto dalla parlata colta e dal contegno impeccabile. - Piacere- disse lei. - Immagino che siate abituato a sentirvi chiedere se siete realmente discendente della famiglia Borgia.- Ma nattrlich... sono discendente dei Borgia!- Il professore aveva un fortissimo accento teutonico. Era una persona esile, stressata, di aspetto semitico, con grandi occhi frenetici. - I Borgia erano una grande aristocratische famiglia dell'antica Spagna. La mia famiglia.Il giovane paffuto disse: - Sono sicuro che avrete molto da raccontarvi. Mi scusate un attimo se intanto vado a parlare con il dottor Spade?- E se ne and. Il professor Borgia strabuzz gli occhi. - Voi avete trovato la competenza spirituale, gndige Frau? Come vedete vengo subito al sodo.La signora Iblis riflett attentamente. - Beh, veramente non ancora, credo.- La mia la strada pi breve per giungere alla verit.- Nella sua dizione vi era molto del fascino dell'attore classico tedesco, la capacit di rendere profonde e commoventi le parole pi comuni. - In un certo senso sono un commesso viaggiatore di Dio.- Questa frase fu pronunciata in un tono che faceva pensare a Manfred davanti all'abisso. - Prima dovete solo firmare.Le porse un libretto piuttosto grosso stampato a caratteri fitti che, per qualche motivo, ricordava alla signora Iblis i cataloghi di sementi olandesi. - Molte grazie. Non vedo l'ora di leggerlo.-

- Una semplice lettura non sar sufficiente. Le parole raggiungono solo la mente. Quello che cerchiamo noi lo spirito, il Geist, nicht wahr?- Suppongo di s.- La signora Iblis iniziava a sentirsi a disagio e scossa, inadeguata alla vita. - Voi venite spesso in Switzerland?- chiese il professor dottor Borgia arrischiando una pronuncia inglese di Svizzera cos complicata che la signora Iblis fece fatica a capirlo. - Solo per gli sport invernali, purtroppo- rispose. - E da diversi anni neanche per quelli.- Ach, so? Ma non importa. Noi inizieremo una Enfiedelei a Londra proprio il prossimo inverno. Sar la vostra rinascita.A questo punto venne in mente alla signora Iblis che molto probabilmente il giovane grassottelle le aveva semplicemente voluto appioppare una noia pi grande del sopportabile... un pondo greve, riconosciuto come tale anche in questa societ. Si allontan con una scusa e si mise alla ricerca della sala del biliardo. Il professor dottor resistette immobile e segu con gli occhi e con un sorriso la sua figura. Strada facendo la signora Iblis incontr un gruppo particolarmente frenetico al centro del quale c'era un uomo che cancionava: - Ma non potremmo riassumere le nostre controversie in un paio di semplici punti e poi discuterne?- Questi, sebbene la signora Iblis non lo sapesse, era il padrone di casa. - A che cosa servono le parole, se lo spirito in errore?- grid una donna che secondo la signora Iblis aveva un aspetto obsoleto e indossava una complicata vestaglia nera. La signora Iblis pens che nonostante quelle persone dessero cos poca importanza alle parole, parevano esserne totalmente dipendenti. Al buffet c'erano solo dieci o undici persone, poich il cibo e le bevande non erano al centro dell'interesse di quel raduno (cosa che invece si poteva dire per altri raduni a Bunhill). Nella sala da biliardo c'erano anche, cosa apprezzabile, due biliardi: su uno di essi si svolgeva una timida partita tra due giovani camerieri. Sopra la mensola marrone scura del caminetto c'era un enorme dipinto a colori pallidi di una Citt Universale opera di Patrick Geddes. Era stato installato un nuovo sistema di illuminazione con tubi fluorescenti, ma doveva essere stato commesso qualche errore e la luce, invece di essere migliore di quella del giorno, era di un colore giallo deprimente con un pallido barlume di rosso al calare della sera. Mentre la signora Iblis stava sorseggiando t indiano e sgranocchiando un pasticcino, una persona imponente che calzava enormi scarpe lucidissime le si avvicin. - E voi che cosa ne pensate di tutto questo?- le chiese il tipo con accento transoceanico. - Temo di saperne molto poco- rispose la signora Iblis. - Non sono proprio membro del Forum.- Neanch'io, signora. Ho solo fatto un salto qui per vedere se Coner sta facendo le cose per bene.- Ebbene?- chiese lei, anche perch sembrava che non ci fosse null'altro da dire. - Vedete, io sono canadese. Anch'io sono un uomo d'affari e redattore come Coner, ma questo non significa che non dia importanza ai valori spirituali, anzi. Ci di cui il mondo intero ha bisogno, quello a cui anela il cuore di ogni uomo, e di ogni donna, una grande rinascita spirituale. E quello che io sostengo che tocca a noi servitori del pubblico avviare le cose.- Sono d'accordo. In questo modo e in questo momento la stampa dovrebbe e potrebbe avere un influsso decisamente benefico- disse la signora Iblis mentre sceglieva un cannolo alla crema. - In fondo assurdo non prendere le cose come le troviamo.- Certo, certo. Sono parole sagge, cara signora. Vi giuro che non esce una sola copia di un giornale del mio gruppo senza una citazione dalla Bibbia e qualche plauso d'incoraggiamento dedicato a uno dei ministri pi in vista.- Dev'essere molto bello per i vostri lettori.- La signora Iblis si rammaric di non avere con s un fazzoletto pi grande per pulirsi le dita cos indecorosamente impiastricciate di crema di cioccolata... questo, comunque, non le imped di prendere un altro cannolo. - Dovreste vedere le lettere di ringraziamento- prosegu il canadese. - Mai meno di sessanta al giorno, spesso anche pi di cento. Credete, mi fanno sentire umile. Ma non sono di animo gretto, questo assolutamente no, e vi assicuro che ci vuole qualcosa di pi.- Ah si?- disse la signora Iblis. - In fondo, che cosa sono le sette? E le confessioni, i credi, i dogmi e i rituali? Non siamo tutti eguali nel punto pi importante, nel cuore? E che cosa sono le piccole ortodossie di fronte al grande desiderio universale, all'eterna ricerca da parte dell'uomo di qualcosa di pi grande della propria debole, caduca effimera persona? Ecco perch sono qui questo pomeriggio. Osservo Coner che rimbocca le maniche all'antico Paese.- Sembrava che i suoi lineamenti quasi rigidi sorridessero alla signora Iblis.

- Voi pensate che tutto questo porter effettivamente a qualcosa di utile?- chiese lei voltandosi verso il buffet. Il cameriere era all'estremit opposta e la signora Iblis alz la voce: - Posso avere un'altra tazza di t, per piacere?- Ma certo, certo. Si pu ottenere qualsiasi cosa se in cambio si d l'anima- disse il canadese. La signora Iblis si volt verso di lui sorpresa. Quegli, per, aveva afferrato per una manica un giovane cadaverico sopraggiunto con un amico, con la faccia da studioso nella quale spiccava un naso alla Wellington. - E voi, signore, che cosa ne pensate?Il giovane sottrasse semplicemente la manica alla presa con uno strattone senza una parola n un'occhiata. Sembrava un bambino preoccupato. Si rivolse all'amico con tono accorato: - Sai, Neville, ho scoperto che buona parte dei migliori pensieri moderni, le cose veramente profonde, oggigiorno provengono dall'Esercito della Salvezza.- Io resto fedele al caro vecchio Hibbert Journal, e al mio Gruppo di Ricerca Karma,- disse l'amico. Beviamo una tazza di t, poi ti racconto di una nuova tecnica che stiamo elaborando per accelerare l'estasi.Aveva abbassato la voce fino a renderla quasi inaudibile. I due giovani sembrarono amabilmente consapevoli dei segreti che avevano in comune. Ora il canadese conversava con una donna grassissima che indossava una tonaca. Attorno al collo, appeso a una catena di ottone, pendeva un oggetto che la signora Iblis credeva si chiamasse ankh. Oppure si trattava di una crux ansata? A questo punto una donna straordinariamente bella entr nella sala da biliardo accompagnata da un'autentica folla di giovani di aspetto insolitamente piacevole. La donna indossava un abito grigio da infermiera che era fatto di seta, come le divise delle infermiere nei primi film muti, e un alto colletto bianco. La signora Iblis, che era stata sul punto di abbandonare la sala da biliardo, pensando che potesse essere l'infermiera Nuper si ferm per un attimo. Il gruppo avanz verso il buffet ridendo e chiedendo a gran voce bibite che venivano servite con alacrit di gran lunga superiore rispetto a quella con la quale erano stati serviti gli altri ospiti. Essi rimasero in gruppo scambiandosi allegri luoghi comuni, spensierati, ed esuberanti. Erano completamente diversi dagli altri membri del Forum, ma nessuno, oltre alla signora Iblis e al cameriere, sembrava dedicare loro particolare attenzione. Alla signora Iblis parve addirittura che essi stessero parodiando quanto accadeva intorno a loro. - E di che fede siete voi, mia bella fanciulla?- grid un giovane di apollinea bellezza. E l'infermiera Nuper (se era lei) rispose immediatamente con voce amorevole, ma perfettamente chiara: - Io venero San Nicola, signore.Udito questo tutti i giovani risero forte. Quel gruppo fece ricordare alla signora Iblis i tempi in cui era una ragazza sfrenata. Ma la sala da biliardo si stava vuotando e il cameriere cominciava a raccogliere piatti e bottiglie di birra. La signora Iblis percep di non potersi fermare pi a lungo senza dare nell'occhio o divenire magari oggetto di beffe, non per scortesia (quelle persone non sembravano affatto scortesi) ma semplicemente per qualche battuta di spirito alla quale sarebbe stato necessario replicare in modo altrettanto spiritoso, cosa che lei non avrebbe mai saputo fare, neanche molto tempo dopo l'effettiva necessit. Prima di andarsene not attraverso la fila di alte finestre che la luce livida all'interno della sala da biliardo sembrava trovare una controparte nel livido bagliore esterno. Si chiese se c'entrasse in qualche modo l'equinozio. - Volete che vi procuri una sedia?- La domanda le fu rivolta da un uomo peloso, anziano, dall'aspetto paterno. - Sarebbe molto gentile. Questo clima mi stanca cos tanto.- Egli la guid tenendola delicatamente sottobraccio. Raggiunsero un piccolo divano. Si sedette accanto a lei. Non era proprio la compagnia che pi avrebbe desiderato. - Permettete che mi presenti: O'Rorke, fondatore e patriarca del Movimento della Nuova Visione, piccolo, per ora, vero, ma sar come un seme di senape, se posso citare un testo anacronistico.- Piacere, Iblis. Signora Iblis.- Ah... si- Sembrava distratto. - Credo di avere convinto il signor Coner. Credo di averlo persuaso che un mondo nuovo ha bisogno di una fede nuova e che non possibile rimandare.- L'uomo dimostrava almeno settantacinque anni. - In effetti ci sono stati numerosi mutamenti.- Eppure continuiamo ad adorare gli stessi di falsi! Ci prostriamo ancora davanti a concetti che sono di un antropoformismo medievale-. Aveva proprio l'aspetto vescovile di San Pietro. - La vita non facile- disse la signora Iblis.

- E per questo dobbiamo forse squartarci come avvoltoi? Non possibile che ogni uomo, e ogni donna, cerchi la verit a modo proprio? In fondo, in ogni cuore c' un mistero incredibile: perch dobbiamo cedere ai cambiavalute del tempio? Il male, dopo tutto, cos infinitamente piccolo.La signora Iblis alz lo sguardo: - Davvero?- Ma si, certo. In quante mitologie il Diavolo viene raffigurato come un nanerottolo, come un ometto? E a ragione! Sono solo i teologi sofisticati che lo credono grande e vigoroso e terribile: in modo che noi lo temiamo e cadiamo in loro potere. Ma fatevi animo, signora, ehm...- O'Rorke non riusciva a ricordare il nome della signora Iblis. - Solo Dio immenso e grande: che significa Buono; poich Essi sono un'unica persona.- Siete proprio convincente!- disse la signora Iblis senz'ombra di ironia. Ma il tempo che peggiorava le stava facendo venire l'emicrania. Quando si pass una mano sulla fronte sent addirittura un tuono lontano, troppo debole per poter essere udito da tutti al di sopra delle numerose voci, delle conversazioni diverse. - Dio che parla attraverso di me- disse modestamente il patriarca. - O meglio il bene, lo Spirito dell'Universo, al quale tutti noi dobbiamo dare ascolto.La signora Iblis si chiese se l'infermiera Nuper avesse un'aspirina da darle. Per qualche motivo sembrava improbabile. Pareva anzi quasi impossibile chiedergliela. Improvvisamente per la figura elegante, ma esausta della signora Coner si chin sullo schienale del divano e parl nell'orecchio alla signora Iblis. - Mavis mi dice che, a suo parere, non vi sentite molto bene. Mi dispiace.- La signora Iblis non credeva di avere visto Mavis da quando era arrivata. - vero. Ho leggero mal di testa. Ma una sciocchezza. Il tempo, credo.- Accettate il mio consiglio e andate a distendervi sul letto. Mavis vi sta preparando una pozione.Sollevata la signora Iblis si alz in piedi. - Siete molto gentile.- E rivolta al patriarca: - Vi prego di scusarmi. Non mi sento molto bene. Vado a riposare un pochino. Certamente ci rivedremo pi tardi.O'Rurke afferr e trattenne la sua mano. - Tenete stretto lo spirito, signora, ehm... attender con fiducia il vostro ritorno, purificata e splendida.Non era proprio quello che in genere si dice in circostanze simili. La signora Coner sal con lei. Mentre passavano davanti alla porta della Stanza Louise la padrona di casa disse: - Abbiamo avuto dei problemi qui. Mavis credeva che il Rabbino Morocco e il vostro amico, il signor Stillman, potessero avere molto in comune. E comunque si era ormai convinta che il Rabbino non sarebbe venuto del tutto. E invece venuto, e lui e il signor Stillman sembrano essere in un certo qual senso ebrei di tipo diverso. Non ho ben capito. Pare che causino sempre qualche problema, non cos?- Le due donne si scambiarono un'occhiata. Distesa sul letto matrimoniale dell'infermiera c'era una ragazza con addosso solo la biancheria intima e un paio di calze di seta nere. Aveva folti capelli neri raccolti in una crocchia da ballerina e stava leggendo un volume di Karl Barth. - Mi dispiace, signora Coner. Ho pensato che l'infermiera Nuper non avrebbe avuto nulla in contrariodisse sedendosi e squadrando la signora Iblis. - Sono sicura che non avr niente in contrario, Patacake. Ma non ti avevamo assegnato una stanza?- Non posso fermarmi. Devo tornare al Rifugio.- Oh.- La cosa apparentemente non piacque molto alla signora Coner. Ma ella comp il proprio dovere di ospite: - La signora Iblis... Donna Cecilia Capulet.- Piacere- disse la signora Iblis. - Vi prego, non scomodatevi.- Ma si sentiva scoppiare la testa, e in realt sperava proprio che Donna Cecilia se ne andasse. - Devo uscire in ogni caso- disse Donna Cecilia. Molto elegantemente si avvicin alla finestra e guard fuori tra le tende di colori vivaci. - Oh, no piove.Comparve Mavis con un grande bicchiere graduato colmo fino all'orlo di un liquore bluverde e bollente. - La specialit di Vincent- esclam sorridendo la signora Coner. - Bevete.- Siete veramente molto gentile,- disse debolmente la signora Iblis. Bevve un sorso. Not che Mavis si era cambiata e che ora indossava un abito color fiamma che stonava molto con il suo temperamento generale. Donna Cecilia si stava lavando le mani e gli avambracci con grande cura. - praticamente peptomicina pura- disse Mavis con fare incoraggiante. La bevanda sembrava olio per candele liquido divenuto insipido col passare degli anni. - Mandatelo gi!- disse la signora Coner mostrando per la prima volta un'ombra d'impazienza. Vi fu un tuono fortissimo. Le quattro donne si guardarono per un attimo. La signora Iblis si sentiva alquanto terrorizzata. - Cristo!- grid Donna Cecilia. - Potete prestarmi un impermeabile, Mavis?-

- Certo, Patacake, se mi dai cinque minuti.- Mavis prese il bicchiere che ora era vuoto (eccetto il fondo, occupato da un sedimento appiccicoso di colore giallo forte), disse: - Grazie- alla signora Iblis e usc. Ora tuonava forte. - Bene- disse la signora Coner di nuovo decisamente cordiale. - Distendetevi con i piedi sollevati cos i vapori possono salire, e tentate di dormire. Quando vi sentirete meglio potrete scendere. Il Forum continuer per gran parte della notte, immagino. Non occorre quindi che vi affrettiate.Tolse il guanciale dal capoletto e lo pose sotto i piedi della signora Iblis. La signora Iblis si sfil le scarpe, ma non volle svestirsi. Si rendeva conto che la sua biancheria intima non reggeva il confronto con quella di Donna Cecilia. Ora Donna Cecilia si stava strofinando con cura sotto le ascelle qualcosa che (presumibilmente) doveva essere il dedodorante dell'infermiera Nuper. - Ciao, ciao- disse la signora Coner con garbo vezzoso; usc chiudendo la porta che Mavis aveva lasciato aperta. - Questi vestiti fanno proprio puzzare- Donna Cecilia stava indossando una semplice gonna blu scura. La signora Iblis sperava solo che se ne andasse. Infine, Donna Cecilia indoss una tunica del medesimo colore, e la signora Iblis cap. - Non avevo mai incontrato una ragazza dell'Esercito della Salvezza.- una cosa che d un tono- disse Donna Cecilia. - In luoghi come questo e momenti come quello attuale. Il maggiore Barbara aveva capito qualcosa.- Si chiuse i bottoni della tunica fino al collo. - una divisa maledettamente seducente, sapete!- Tese una gamba di seta nera. - Sareste sorpresa nel vedere i risultati.- Ne fate la vostra carriera?- Fino a quando non mi buttano fuori.- Sentirono bussare alla porta. Era Mavis con un impermeabile color verde smeraldo. - Siete terribilmente gentile! Torner appena chiude il Rifugio- disse Donna Cecilia. Affrettatevi- la sollecit Mavis. - Il Forum si esaurir se non continuate a mantenere attive le vostre ghiandole.- Il vostro libro!- grid la signora Iblis. Evidentemente era stato dimenticato. - Leggetelo voi- disse Donna Cecilia. - Auf WiedersehenLa signora Iblis aveva sperato di vedere Patacake indossare il cappellino; ma se n'era andata e del berretto non c'era traccia. - Volete che vi chiuda dentro?- chiese Mavis. - Starete pi tranquilla e c' un campanello.- Grazie mille- disse la signora Iblis - Ma lasciate pure aperto.La signora Iblis si svegli con un grande appetito. Abituata a quattro pasti normali al giorno, dopo un veloce e anticipato pranzo alla stazione ferroviaria di Londra, era quantomeno in credito con il proprio stomaco. Aveva spento la luce, ma sul quadrante luminoso del suo orologio vide che erano le undici e mezza. Nonostante le parole della signora Coner, certamente la festa al piano di sotto doveva essere terminata. La signora Iblis pens con terrore a una notte priva di cibo. Accesa la luce sul comodino, si alz, tent di lisciarsi l'abito, e s'infil le scarpe. Se la festa fosse terminata, certamente l'infermiera Nuper sarebbe stata l. Sembra che il temporale fosse finito, ma la signora Iblis non si prese il tempo per controllare. Si sentiva nuovamente in piena forma, considerata l'ora. Si acconci i capelli alla meglio e scese in fretta. C'era ancora molta gente, ma l'atmosfera era cambiata. La luce era fioca (Bunhill aveva due circuiti diversi, e uno di essi era stato danneggiato dal temporale) e il rumore era stranamente circoscritto. La gente era divisa in piccoli gruppi, seduti anche per terra, e il livello generale di voce superava di poco il mormorio. La signora Iblis si ricordava diverse persone, ma not (con sollievo) che nessuna di quelle con cui aveva parlato era presente nel salone. Per giungere alla sala da biliardo era necessario attraversare il salotto e percorrere un corridoio laterale che lo collegava con la sala da pranzo. Nel salotto scuro (decorato con dipinti astratti in tinte neutre, con cornici pallide fissate alle pareti) la signora Iblis scorse l'inequivocabile figura di Ruth. Era distesa su una sdraio antica: sul suo viso rotondo c'era uno sguardo totalmente privo di espressione, ed ella era stretta inesorabilmente tra le braccia di un uomo che voltava le spalle alla signora Iblis e indossava un abito nero. La massa incolta dei capelli di Ruth era pi disordinata che mai. La signora Iblis non pot fare a meno di chiedersi se fosse felice. Attraverso il corridoio si raggiungeva una stanza nota con il nome di Sala della Musica nella quale la signora Iblis ancora non era stata. La porta di questa stanza era aperta, e da essa proveniva un allegro frastuono che era in contrasto con i toni sottomessi, quasi smorti, udibili nelle altre stanze. Quando la signora Iblis giunse alla porta non pot fare a meno di guardare all'interno. Seduta sopra un grande pianoforte a coda da concerto c'era la donna che lei aveva immaginato fosse l'infermiera, con la divisa grigia e l'alto collare rigido. Sembrava somministrare una serie di allegri quiz agli ammiratori del suo

seguito, che nel frattempo parevano aumentati di numero e stavano seduti sul pavimento stretti, attorno a lei. L'atteggiamento prevalente non era affatto quello del riposo, al contrario, molti erano inginocchiati e protesi ansiosamente in avanti. Nonostante la distanza dalla porta non fosse grande, la signora Iblis non riusc a sentire la domanda posta dall'infermiera con voce dolce e carezzevole, ma sembrava che diversi giovani rispondessero all'unisono. La posizione della signorina Nuper, le cui splendide gambe erano fasciate da calze di seta grigie e penzolavano dal pianoforte, permise alla signora Iblis di constatare che, diversamente dalla maggior parte delle persone che si occupano di malati, ella calzava scarpe con tacchi vertiginosi. La signora Iblis si accorse che nell'ultima fila del coro c'era un tipo che sembrava bramoso di rispondere alla domanda, o di rispondere per primo. Quando l'infermiera fece un'altra domanda la signora Iblis prosegu pensando di non essere assolutamente d'accordo con Mavis nel ritenere che non vi fosse persona migliore dell'infermiera Nuper con la quale dividere una stanza. La sala da biliardo, tuttora illuminata dal tubo di luce difettoso, aveva il medesimo aspetto di prima, a parte il fatto che ora era rimasto un solo cameriere superstite, l'uomo che si dava da fare dietro il buffet, mentre gli altri due avevano ridotto a malpartito il panno del biliardo e quindi erano tornati a Londra insieme lasciando sul panno verde lacerato una confusione di palle colorate e cubetti di gesso. Come prima c'erano circa una dozzina di ospiti che mangiavano e bevevano. Dal tono pacato col quale si svolgeva la conversazione si poteva dedurre che essi si stessero lamentando l'uno dell'altro con amici intimi. La signora Iblis chiese che cosa ci fosse da mangiare. Sul buffet si vedevano quasi solo avanzi. - rimasta solo insalata di aragosta-. Il cameriere era sfinito. Non era affatto quello che la signora Iblis desiderava. - Va benissimo- disse. Si rendeva conto che era tardi. Il cameriere estrasse da sotto il buffet un piatto preparato molte ore prima. - Sidro? Non c' birra-, propose il cameriere. - S, ho proprio voglia di un bicchiere di sidro- disse lei che, per vero dire, non ne aveva poi una gran voglia... non di sidro. Fu prelevato da un barile di compensato; era prodotto da cantine locali sostenute da Coner. L'odore e il sapore erano insoliti, ma la signora Iblis si accorse quasi subito che era forte. Aveva un appetito tale, che l'insalata di aragosta spar in un baleno nonostante ella in genere tentasse di evitare i crostacei inscatolati. - C' del dolce- propose il cameriere. - Grazie, ne gradirei un pezzetto-. Di nuovo per pens che in quel momento avrebbe preferito un cibo diverso. Il cameriere le serv due grandi fette di dolce, visto che il buffet avrebbe chiuso di l a poco. Il piatto era troppo piccolo per quel carico, ma il dolce era un dolce, n buono, n cattivo e neanche indifferente. Questa volta nessuno si avvicin alla signora Iblis n tent di parlarle, mentre lei lo avrebbe quasi desiderato (eccezion fatta per tutte le persone che aveva conosciuto precedentemente). - Sarebbe possibile avere un po' di caff, se ce n'e ancora?- chiese. Non aveva ancora finito il sidro. Il cameriere la guard con occhio torvo e si diresse verso l'altra estremit del tavolo. Estrasse una tazza piena di caff da sotto il banco e torn da lei senza dire una parola. Rovesci buona parte del contenuto sul piattino. Il caff non era affatto caldo e per di pi era quasi senza zucchero. Quando lo ebbe bevuto la signora Iblis fu incerta sul da farsi. Bevve lentamente quello che restava dello strano sidro artigianale. Per il cameriere sembrava che lei non esistesse. Per gli altri ospiti, quando essi finirono gli avanzi di cibo e bevande, avrebbe potuto essere un oggetto: n pi n meno e fors'anche sgradito. Alla fine rimase quasi da sola e prese in considerazione la possibilit di tornare a letto, quando entr Coner. La singora Iblis identific subito in lui quella persona cos ansiosa dell'ultima fila attorno a sorella Nuper. Egli avanz verso il buffet. Aveva la faccia stanca e l'andatura leggermente incerta. - C' del whisky?- chiese. - rimasto solo sidro, signor Coner-. Incontrando per la prima volta il padrone di casa, la signora Iblis si chiese se le buone maniere non imponevano che lei gli rivolgesse la parola. Pens che tutto sommato sarebbe stato pi facile non fare nulla. Ma fu Coner a prendere l'iniziativa. Guardandosi intorno prima di andare ad aprire il proprio mobile bar, la vide da sola, ancora con il bicchiere in mano. La fiss per alcuni istanti, quindi si fece avanti. - Chi siete voi?- disse pi che chiedere. - Sono la signora Iblis. In realt io qui non c'entro. Il mio invito stato rimandato per via del Forum, ma vostra moglie mi ha chiesto di restare poich ancora non avevo ricevuto la lettera di rinvio-. - Sono contento che mia moglie l'abbia fatto-. Coner aveva tuttora lo sguardo fisso. La carne sul suo viso era come una maschera molle che copriva un'altra faccia sottostante. - Spero che vi sentiate a vostro agio-. - S, grazie, mi sto proprio divertendo-.

- Che ve ne pare del Forum? Ho riunito qui tutte le persone pi importanti, non credete?- Temo di non essere all'altezza di tutto questo-. Nonostante continuasse a fissarla in un modo che la signora Iblis iniziava a trovare strano, Coner non sembrava prestare attenzione. - Non emersa una vera sintesi- disse lui. - Nulla a parte i singoli ragionamenti e le esperienze individuali.- Parlava come un generale sconfitto che si rivolgesse ai rinforzi. - Peccato che il Rabbino Morocco sia dovuto ripartire. Sarebbe stato molto utile-. - Come?- la signora Iblis voleva entrare nello spirito della cosa. - L'A.G.S. continua a essere in testa, sapete?- Sono certa che dovrei saperlo, ma che cos' l'A.G.S.?- l'Avant Garde Synagogue. Una cosa del tutto nuova. un grande sbaglio non essere al corrente di quello che stanno facendo gli ebrei-. - Ho sentito che anche l'Esercito della Salvezza sta dandosi molto da fare- azzard la signora Iblis. - Naturalmente Patacake assolutamente insostituibile. Non bisogna neanche pensarci-. Ora i suoi occhi andavano su e gi lungo il corpo della signora Iblis in un modo cui lei non era affatto avvezza. Vincent Coner sprofond nel silenzio. - Pubblicherete qualcosa sul Forum nei vostri giornali?- chise la signora Iblis tanto per dire qualcosa. - Tutto, sul prossimo numero di ogni giornale e, in pi, uno sconvolgente servizio speciale su Roundabout. Ma non so se il nostro messaggio verr captato-. Sembrava avesse toccato il fondo della propria tristezza. - Ne sono sicura- disse la signora Iblis tentando di confortarlo. - Tutti quei milioni di copie. Un tale potere sulla mente della gente dev'essere una cosa terribile.- Si rendeva conto che quel sidro forte, dal suo stomaco molto vuoto aveva raggiunto la sua testa molto debole. Le pupille di Coner descrissero un semicerchio completo. Quindi egli disse: - Dovreste vestirvi sempre di nero. Abbastanza scollato. Quel genere che le ragazze giovani non si possono permettere.- Con fare deciso aveva posato la mano sul petto della signora Iblis per indicarle esattamente quanto dovesse essere profonda la scollatura. La signora Iblis indietreggi leggermente scossa da un visibile brivido. - Grazie per il consiglio- disse. Coner si avvicin nuovamente a lei. - Trovo qualcosa di particolarmente affascinante in voi. Anche in azzurro pallido-. Senza il sidro la signora Iblis sarebbe probabilmente arrossita e si sarebbe sentita lusingata. Invece rispose: - Che assurdit, signor Coner. Non sono proprio cos sciocca-. Il cameriere aveva appena estratto un cappotto untuoso dalla nicchia che precedentemente aveva ospitato l'insalata di aragoste. Se ne and infilandosi nel suo indumento con fare viscido. - Lascio le luci accese, signor Coner?- chiese. - S, le spengo io-. Poich anche gli ultimi ospiti se n'erano andati la signora Iblis si trovava nella sala da biliardo da sola con il padrone di casa e un piatto colmo di dolce gi tagliato a fette. - Come vi chiamate?- Iblis. I-B-L-I-S-. - Quanto sapete di me?- Molto poco. Quello che ho letto sui giornali eccetera. Quello che sanno tutti-. - Ci sediamo?C'erano poche cose che la signora Iblis desiderava meno di quella. Egualmente si sedettero nella deprimente luce gialla su sedie blu di vimini portate l dai frequentatori del buffet. Non faceva neanche molto caldo. - un impegno soffocante.- Coner si pass il fazzoletto sul collo. - Ma non fa niente. Da dove devo iniziare?- Questa, pens la signora Iblis, era evidentemente una domanda retorica alla quale avrebbe risposto egli stesso. Chiaramente stava per narrarle la storia della sua vita. - Immagino che tra poco dovrete raggiungere gli altri ospiti, non voglio trattenervi troppo a lungo-. - Santo Cielo- disse Coner - il peso del mondo! Il terrore della propria pochezza!- Era ancora pi pallido e aveva iniziato a piangere abbondantemente. Il capo gli cadde sulle mani, che ora gli coprivano il volto. Una cascata di lacrime gli pass attraverso le dita e inond i suoi pantaloni grigi che parvero macchiati d'inchiostro. La signora Iblis, che mai prima di allora aveva visto un uomo comportarsi in quel modo (e forse neanche una donna) era completamente disorientata. Dopo tutte le emozioni della giornata, questo era davvero eccessivo. Il suo corpo era troppo poco nutrito, la sua mente era inondata di sidro fatto in casa.

Anch'ella inizi a piangere ansimando. Vedendoli l nella sala da biliardo si sarebbe potuto pensare che essi avessero appena perduto le ultime illusioni infantili. Coner pareva proprio desolato. Le lacrime gli inondavano gli abiti. Il corpo tremava. La sua mente, forse, aveva cessato di funzionare. La signora Iblis era meno sconvolta. Le lacrime scorrevano lungo il suo viso, ma in lei c'era ancora la forza per frugare nella borsetta in cerca di un fazzoletto. Lo trov, lo us, e dopo pochi minuti in qualche modo si ricompose. - Perdonatemi, per favore, signor Coner- disse lei. - Posso fare qualcosa per aiutarvi?Coner continu a singhiozzare e tremare come un uomo che avesse il cuore spezzato gi da molto tempo e al quale episodi come questo accadessero normalmente. - Per favore, signor Coner.- La signora Iblis tese il proprio braccio alquanto malfermo e gli tocc la spalla. - Ditemi, che cosa posso fare?- Timorosa, come gran parte delle donne, di dimostrare troppa tenerezza e che tale atteggiamento venisse interpretato male, la signora Iblis non era mai andata oltre questo punto in tutta la sua vita. Coner inizi a balbettare angosciato della propria pochezza e incapacit; le sue responsabilit; le sue incertezze; i suoi problemi di salute. - La mente umana minuscola come un pescolino- farfugli. - Se solo si potesse trovare un modello universale da seguire!- La mente umana come una balena!- A parlare era stato il signor Stillman che era entrato inosservato nella grande stanza scura. Era la prima volta che la signora Iblis lo vedeva da quando era arrivata. Aveva l'aspetto di un ricco uomo d'affari nel suo abito scuro di taglio elegante. Aveva in mano una copia del Jewish Monthly. - La mente umana come una balena- ribad Stillman. - tutto l, dentro di voi, cose enormi e sconosciute, difficili da raggiungere. E male incolga all'uomo che cerca fuori da s ci che solo pu trovare dentro di s. Certamente questo uno dei concetti che la psicologia moderna ha reso pi chiari che mai. Il subconscio, capite. Cos immensamente pi grande del cosciente. L'Io sublime.- Si ferm. Il suo sguardo si spostava lungo il buffet. - Ah, dolce. C' gente che ha fame qui. Posso prendere un po' di dolce?Coner lo squadrava con una faccia idiota. La signora Iblis rispose: - Sono certa di s-. - Grazie- disse il signor Stillman. Afferr il grande piatto bianco con la mano libera e se ne and. Coner era tornato parzialmente in s. - Ecco cosa stiamo cercando di fare tutti- disse. - Di trovare noi stessi-. - Credo di no- replic la signora Iblis quasi con asprezza. - Tutti voi state cercando di trovare qualcosa che pi grande di voi-. Si alz e abbandon la sala da biliardo lasciando Coner l disteso come un cencio. Tutti stavano mangiando il dolce e sembravano pi allegri. Pareva come il miracolo della moltiplicazione dei pani, ma ben presto la signora Iblis si accorse che un gruppo di volontari aveva perlustrato la casa in cerca di cibo e aveva trovato un deposito di viveri nella piccola dispensa che era stata assegnata ai camerieri. Nella dispensa c'erano anche tracce di cibi proteici che il personale contrattato in quell'occasione aveva trattenuto per rivenderlo. La scoperta aveva deviato gran parte della conversazione su problemi di riserve e quindi rapidamente sulla politica. Tutto sommato, pur non essendo d'accordo su molte delle idee che venivano espresse, solo ora la signora Iblis si sentiva a proprio agio. Perfino il professor Borgia era relativamente piacevole quando dissertava sulle complessit della dietetica svizzera. E la signora Iblis si prese un'altra fetta di dolce, sebbene fosse gi trascorsa da un bel pezzo l'ora in cui soleva mangiare. Quando ebbe ingerito l'ultima briciola, dalla Sala della Musica comparve l'infermiera a capo dei suoi giovani. Pigramente curiosa, la signora Iblis li cont. Non erano meno di dodici, tutti egualmente radiosi. L'infermiera Nuper ora che la serata era giunta al termine sarebbe andata a dormire? Sembrava di no: ella si rec direttamente alla porta, l'apr e usc nella notte fresca, assistita dai suoi fedeli seguaci. La porta sbatt forte dietro l'ultimo di essi facendo tremare tutta la casa. La signora Iblis si fece coraggio e chiese: - Dove vanno, a quest'ora?Il suo vicino, un temerario metafisico che poco tempo prima era stato il pi giovane laureato specializzato del proprio anno, si fece improvvisamente riservato, quasi aggressivo. - Sono usciti per una passeggiata-, rispose bruscamente come se la cosa non dovesse interessarla. La signora Iblis non desiderava essere offesa nuovamente da questa strana gente indagando pi a fondo sull'argomento. Nonostante il piacevole alleggerimento della conversazione ella aveva l'antipatica sensazione di essere l'unica (o quasi) esclusa da un generale e vantaggioso segreto. - Questo- pens - perch io non sono stata specificamente invitata a questo Forum.-

Per si sentiva irritata. Decise di andare a dormire e usc. Uno o due degli ospiti a cui dette la buona notte (non vide alcuna traccia del signor Coner o della signora Coner, e neanche di Stillman) parvero sorpresi, ma solo leggermente. La signora Iblis spense la luce e apr le tende, felice di trovarsi per un momento nella fresca oscurit. Nonostante il temporale fosse finito da un pezzo, la notte non era limpida. Sembrava che una densa coltre di nubi basse oscurasse le stelle ma si tingesse di chiaro verso est, un bagliore che la signora Iblis immagin dovesse venire dalla luna. La signora Iblis si addorment ancora una volta nel comodo letto, nonostante l'incertezza relativa ai movimenti della sua compagna di stanza. Dopo un periodo di sonno privo di sogni e di durata ignota fu destata da qualcuno che bussava alla porta, un picchiettare deciso e agitato insieme. - Avanti, avanti- disse la signora Iblis piuttosto irritata. Accese la luce sul comodino. Pens che si trattasse dell'infermiera (chiss in quali condizioni); invece era Mavis. Indossava un pigiama di seta colore zafferano e era senza vestaglia. Il suo viso era coperto da brutte tracce, la signora Iblis pens potesse trattarsi di una maschera cosmetica. - Mi dispiace, ma c' qualcosa che non va. Ho paura.- Mavis tremava visibilmente. La signora Iblis si sent alquanto inutile. - Avreste dovuto mettervi qualcosa-. - S, penso che avrei dovuto- Mavis si strinse distrattamente addosso il pigiama. - Volete la mia vestaglia?- Grazie.- La indoss alquanto esitante. - Scusate se sono venuta da voi. La signora Coner completamente partita-. - Partita?- chiese, la signora Iblis stupita dall'insolito linguaggio. - Prende qualcosa per dormire. Non mai compos mentis prima di mezzogiorno- spieg Mavis. - E gli altri ospiti? Non che io non voglia aiutarvi- aggiunse la signora Iblis. Dentro di s sentiva che questa era la goccia che faceva traboccare il vaso della personale tolleranza: aveva sopportato fame e stravaganze... per non dire di peggio, emicrania, solitudine e, cosa anche pi irritante, farneticanti farneticazioni mistiche. - questo il punto: non sono nelle loro stanze. Ho paura- ripet Mavis. - orribile!-. La signora Iblis ora si era alzata a sedere sul letto e non sentiva troppo caldo. - Ditemi esattamente come stanno le cose- ordin con voce ferma. - C' una luce strana-. Mavis and alla finestra e spost leggermente una delle tende. - Guardate!- la luna-. - Non c' luna-. - Come lo sapete?- Perch stato concimato il giardino. Cosa che non si fa quando c' luna. Devo occuparmene io, come di quasi tutto il resto, per questo lo so-. - Credete che possa trattarsi di un incendio?- chiese la signora Iblis. - No- Mavis apr di pi la tenda. - E voi?Un bagliore bianco invase la stanza. - Quella luce si levata quando sono andata a letto. Credevo che fosse la luna. Ma siete proprio sicura?chiese la signora Iblis. - S, sicurissima. Viene dall'altra parte della casa-. - Riflettori?- Non sono fasci di luce. uniforme-. La signora Iblis non sent un desiderio particolare di lasciare il letto per andare ad investigare. - Avete guardato dall'altra parte della casa?- chiese. - No. Ho avuto paura e cercavo un sostegno morale. Qui succedono delle cose...- Mavis si guard intorno nella stanza e parve in parte avere scoperto quello che cercava in un modo e in qualcosa che la signora Iblis ritenne piuttosto spiacevole. - Sono stata nella stanza di Ruth, ed era vuota. Poi sono stata in diverse altre stanze: tutte vuote-. - Cos, infine, avete pensato all'infermiera, alla signorina Nuper?- No. Ho pensato a voi. Volete scendere con me?- S, certo, se lo desiderate.- La signora Iblis si alz dal letto. - Ma perch dobbiamo scendere? proprio la prima cosa da farsi?- Sono tutti nel salone, li sento-.

In mancanza di meglio la signora Iblis dovette infilarsi il cappotto. - Bene, andiamo a vedere, allora.In quella penombra la casa sembr un po' lugubre alla signora Iblis. Sul pianerottolo del piano ammezzato c'era una statua di Buddha grande met del normale, serena e minacciosa a un tempo. Attraverso le spesse tende marroni, nella tromba delle scale si udiva un frastuono intermittente. Poi, proprio quando la signora Iblis e la sua compagna giunsero alla base delle scale, una donna url forte. L'urlo scem quasi subito. La scena nel salone era sicuramente la pi strana che la signora Iblis avesse mai visto. Tutto il Forum (cos pareva) sembrava un gruppo di rifugiati in seguito a una catastrofe. Tutti erano in pigiama e non mancavano i soliti contrasti, comici e trasparenti. L'amico del professor Borgia, il giovane grassoccio, portava una sofisticata vestaglia orientale. Il capo del New Vision Movement una camicia da notte. La signora Iblis cerc subito Coner, ma non lo vide. Alla luce fioca tutta quella gente sembrava osservare attentamente la porta. Ora stavano abbastanza in silenzio. Ruth, con addosso il maglione largo e i pantaloni che aveva indossato durante il giorno, si stava facendo strada nella calca con una faccia da Giovanna diretta al rogo. La signora Iblis cap che stava andando ad aprire la porta e ne dedusse che qualcuno doveva avere gridato quando Ruth aveva manifestato tale intenzione. Tutte le facce erano lacerate dal conflitto tra una terribile curiosit e l'istinto della fuga. Una persona dall'aspetto truce, alla Kingsley Martin, cadde in ginocchio e, sprofondando il volto tormentato tra le mani, si mise a pregare. Il giovane grassoccio lo guard e sorrise lievemente. Una donna alta con una specie di cappottone greve inizi a emettere suoni sommessi. La sua faccia era impietrita dal terrore. La signora Iblis sospett che potesse essere stata lei a gridare. Ora Ruth aveva raggiunto la porta. Con un gesto solenne e definitivo la apr. La strana luminosit colp la sua faccia da martire. Il vano della porta si riemp di luce. Dietro a quello apparve un'enorme forma luminosa. La luce riempi ulteriormente questa forma che sembr levitare. La forma ricord alla signora Iblis una citazione comune: qualcosa riguardo i piedi degli dei sulle montagne. I membri del Forum iniziarono a uscire strisciando furtivamente come lumache sotto la luna. - Venite via- disse piano una voce alla signora Iblis. - Salite-. Il signor Stillman, con un pigiama di seta bianco e una vestaglia nera le aveva toccato delicatamente il braccio. Aveva ancora in mano una copia del Jewish Monthly e teneva un dito tra le pagine. Al collo portava una sciarpa con i colori di qualche club importante. La signora Iblis lanci un'occhiata a Mavis. - Venite anche voi- disse il signor Stillman a Mavis. - Mi chiedo dove sia finito il signor Coner- disse lei. - in buone mani- rispose il signor Stillman, e Mavis parve disposta a non indagare ulteriormente. Il terzetto sal al primo piano. La signora Iblis aveva creduto che si sarebbero fermati l, ma il signor Stillman disse: - Andiamo sul tetto-. Salirono per altri due piani e quindi, guadagnata una scala (marca Slingsby) raggiunsero il tetto che Coner aveva attrezzato per prendere il sole e per i giochi di piscina: oggetti gonfiabili di gomma, un tempo di colori sgrargianti e ora stinti, popolavano il terrazzo. Ogni tanto inciampavano su qualche anello di plastica. La casa era a forma di L, cosicch sporgendosi dalla ringhiera la signora Iblis poteva vedere i membri del Forum che continuavano a uscire lentamente dalla porta principale. Era visibile anche la luce nella stanza della signora Coner che di solito, cos le era stato detto, restava accesa tutta la notte. Una volta usciti, i membri del Forum parvero privi di iniziativa e si ammucchiarono tutti contro il muro della casa. Tutta l'atmosfera era invasa da quella luce strana, ma la signora Iblis inizi a rendersi conto che nonostante tutto la luce veniva da una fonte ben precisa, una fonte a se stante. Era come quella concentrazione che al contempo anche un restringimento delle proprie percezioni, tipica del momento in cui ci si risveglia da un'anestesia. Lo smarrimento era semplicemente dovuto alla vastit della fonte luminosa. Sembrava che lass l'aria fosse infuocata, invece si trattava di un'immensa sagoma lucente che occupava la parte visibile del cielo e della terra. I singoli membri del Forum, man mano si rendevano conto di ci, si avvicinavano al gruppo che stava schiacciato contro il muro. Probabilmente i membri del Forum erano terrorizzati, ma la signora Iblis riteneva che l'avvenimento si stesse svolgendo su scala troppo vasta per esserne spaventata. Lei ci aveva riflettuto in modo piuttosto consapevole. Mavis invece tremava come una foglia e pareva sul punto di svenire. La signora Iblis le avvicin una sedia a sdraio a righe e le fece accomodare sussurrandole nell'orecchio parole di conforto. Not che la strana luce faceva impallidire il forte colore del pigiama di Mavis. Il signor Stillman sembrava conservare il suo pi assoluto equilibrio, mentre osservava queste particolari evoluzioni dell'universo. Il giornale che teneva in mano avrebbe potuto essere il

programma degli eventi di quella serata. Improvvisamente la luce aument attorno e sopra ai membri del Forum ammucchiati contro il muro a sinistra della porta di casa. Era come se un immenso riflettore avesse separato con un fascio di luce il gruppo dell'opposizione che stava per essere falciato da una mitraglia. In realt si trattava di quella grandissima sagoma che guardava dall'alto dell'empireo. Il signor Stillman era appoggiato con le braccia alla ringhiera che correva attorno al terrazzo. Mavis aveva sprofondato il capo tra le ginocchia. La signora Iblis era l'unica a guardare verso l'alto, ma quello che vide per poco non le fu fatale. Quando la signora Iblis torn in s la luminosit nell'aria era notevolmente diminuita. Mavis e il signor Stillman l'avevano sistemata sulla sedia a sdraio su cui prima era stata distesa Mavis. Faceva freddo. La signora Iblis sbirci attraverso la ringhiera. Non c'era nessuno in vista. Solo la luce rossiccia nella stanza della signora Coner brillava in quella luminosit diffusa. - Dove sono?- chiese riferendosi pi a se stessa che agli altri. - Si sono incorporati- risposte il signor Stillman, riferendosi agli altri e non alla signora Iblis. - Sono uniti-. Stava strofinandole il polso sinistro. Mavis, che apparentemente si era gi ripresa, le strofinava il destro. - Ma dove sono andati?- chiese la signora Iblis. Mavis fece un lieve gesto per indicare che si erano allontanati dalla casa. - Non li vedremo mai pi- disse. La signora Iblis quasi non aveva il coraggio di seguirla con lo sguardo. Quindi vide che la luminosit era completamente sparita. Era una notte stellata, senza luna e senza una nuvola in cielo. - Non ho pi paura- disse. - Neanch'io- disse Mavis. - Solo freddo. Perch non...- E perch mai dovreste?- disse il signor Stillman. - Hanno avuto ci che desideravano. Come tutti.Riannod la cintura della vestaglia. - Scendiamo?- propose. E fece strada. - Devo cercare il signor Coner- disse Mavis mentre scendevano. La signora Iblis si ricord di non averlo visto nel gruppo che era in giardino. Lo trovarono seduto nel salotto vuoto. Era ubriaco e stava ancora bevendo. Teneva la chiave del suo rifornimento privato di alcolici stretta in mano. La stanza sembrava essere stata da poco colpita da un ciclone. Il signor Stillman chiuse la porta d'ingresso che era aperta. - Ti prego, Dio- disse Coner con voce debole e impastata. - Ti prego Dio, dammi qualcosa che sia pi forte di me-. E si afflosci rovesciando sul pavimento il bicchiere pieno. Nella stanza in disordine l'odore del whisky cominci a farsi sentire. - Permettete che vi dia una mano- disse il signor Stillman a Mavis. Trascinarono Coner verso l'ascensore. - Penso che voi dovreste cercare di riposare un poco-, disse il signor Coner alla signora Iblis. - Buona notte, ci vediamo domattina- rispose sostenuta la signora Iblis. Mavis le sorrise. In quel momento preciso, la porta principale si spalanc ancora una volta. Era l'infermiera, la signorina Nuper con i suoi amici. I loro vestiti sembravano molto rovinati e infangati. Pareva quasi che fossero stati a caccia, a cavallo, con una muta di cani. Ma sembravano tutti pi allegri e contenti che mai. La signora Iblis si era nascosta all'ombra. Si aspettava che i festaioli decidessero di concedersi un'ultima bibita. L'infermiera, aggraziata ma esausta, sprofond nella poltrona che era stata appena liberata da Coner, il suo datore di lavoro. L'illuminazione difettosa delineava i suoi splendidi lineamenti. Il suo viso brillava di una luce che non piacque alla signora Iblis: negli splendidi occhi dell'infermiera c'era una felicit, un tipo di felicit, che le fece venire la pelle d'oca. Senza farsi notare dagli altri la signora Iblis scivol via. Piuttosto che trascorrere la rimanente parte della notte con una donna cos perversamente... malignamente allegra, l'ottima Iblis corse nella stanza... sua... loro... di lei Iblis e di lei Nuper... gett uno sguardo severo al quadro della Crocefissione... blasfemo, ora lo sapeva... butt le cose nella valigia alla rinfusa, e abbandon la casa attraverso una finestra sul retro che era stata lasciata incautamente aperta dai camerieri contrattati per l'occasione.