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Fabrizio Martini

LARA

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2011

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La foto di copertina di Banafsh, pubblicata con licenza Creative Commons Attribution-NonCommercial-ShareAlike 2.0 Generic (CC BY-NC-SA 2.0) http://www.flickr.com/photos/banafsh/2351014717/sizes/o/in/photostream/

Capitolo 1 La suoneria polifonica della sveglia di Giorgio strapp con violenza Lara dal sonno. Labitudine la fece trasalire, perch normalmente era lei che si alzava prima per fare la doccia e iniziare il lungo rituale di preparazione al nuovo giorno. Poi, mentre realizzava che Giorgio era gi praticamente in bagno, si ricord che quel giorno lui aveva la riunione con i manager di filiale e sarebbe quindi andato in aeroporto senza passare dallufficio. Aveva ancora una ventina di minuti prima della sua di sveglia, si rigir sotto il piumone nascondendo la testa nel cuscino in piuma doca nana di Mundi. La faccia le affond al punto che dovette ritirarsi su per non soffocare. Non lo sopportava pi quel cuscino del cavolo, era troppo molle, non teneva mai una forma. Sul catalogo Domus cerano dei nuovi cuscini ultrapiatti anti cervicale, o qualcosa del genere, chiss se nel fine settimana sarebbe riuscita a fare un salto al factory outlet. Ma se Giorgio andava in aeroporto lei avrebbe dovuto prendere la metropolitana per andare in ufficio quindi non doveva partire alla solita ora. Rimuginando su quanti minuti di potenziale sonno avesse ancora prima della sveglia non riusc a riaddormentarsi. Quando suon la sua sveglia nonostante tutto fu di nuovo un trauma e Lara ci mise una trentina di secondi buoni prima di alzarsi e spegnere il My-phone. Con la coda dellocchio vide anche che cerano gi due mail in attesa, ma le avrebbe lette durante la colazione, adesso cerano cose pi importanti da
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fare, era il momento di prendersi cura del suo corpo. Incroci Giorgio in corridoio, si scambiarono un buongiorno formale. Entr nella doccia massaggiante ancora umida, si mise da parte per evitare il getto principale e tir decisa il miscelatore. Cacci un urlo per la scossa data dallacqua gelida che le trafisse la schiena e richiuse distinto il rubinetto. - Tutto bene amore? Arriv in lontananza la voce di Giorgio. Questo ennesimo trauma la svegli completamente. Che rabbia! Glielo aveva detto mille volte di rimettere il selettore sulla posizione in cui si aziona solo il getto principale quando aveva finito di docciarsi. Invece lui lo lasciava sempre su quella che aziona i getti laterali idromassaggianti. Era furente. Ed anche questa cavolo di doccia la faceva arrabbiare, avevano speso una fortuna per la regolazione elettronica della temperatura, possibile che poi tutte le volte ci metteva pi di due minuti ad erogare dellacqua almeno tiepida? Se pensava che non avevano ancora finito di pagarla! Gir il selettore, apr cautamente il rubinetto e controllando con la mano attese che lacqua entrasse in temperatura. Giorgio non diede seguito alla sua domanda, anche se non ottenne nessuna risposta, e lei finalmente inizi a lavarsi. Meno male che cera la crema da doccia ai propoli della Vingt-quatre questa s che la faceva stare bene, perch ti lascia la pelle morbida come quella dei ventiquattro anni, che studi medici scientifici hanno dimostrato essere let di massima elasticit della pelle femminile. Poi fu la volta dello
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shampoo lisciante Henri Bouton alla Malva integrale ed infine del balsamo rigenerante Donington. Uscendo dalla doccia si guard un attimo allo specchio, aveva la faccia stanca e quelle rughette attorno agli occhi. Accidenti a quella sua stupida abitudine di sorridere strizzando gli occhi, cerc di assumere una postura facciale che stirasse al massimo la pelle del viso, il risultato fu unespressione ebete e priva di espressivit. Per fortuna che ieri era passata in farmacia a comprare la crema antiincrespamento di Pons. Ma non cera tempo da perdere, lorologio incalzava. Inizi la lunga operazione dello spargimento della crema corpo durante la quale pens che visto che non aveva il tempo di depilarsi avrebbe messo dei collant coprenti e quindi inizi a riflettere su cosa di conseguenza avrebbe messo sopra. Dopo la crema per il viso e quella specifica contorno occhi finalmente usc dal bagno con un asciugamano in testa. Incontr nuovamente Giorgio che era gi vestito di tutto punto con la ventiquattrore in mano pronto per uscire. - Ti chiamo dopo la riunione, non so se riesco a rientrare con il volo delle quattro. Se non ce la faccio non passo dallufficio e ci vediamo poi direttamente a casa, Ok? Lara porse stancamente la guancia e lui la baci. - Allora ti chiamo dopo, ciao amore. Giorgio usc e Lara prosegu per la cucina, prese una cialda notando che stavano finendo e pens che forse poteva passare a comprarle uscendo dallufficio. Poi la mise nella macchina da caff Espressamente e mentre il caff riempiva la tazzina controll le mail. Ce nerano tre adesso. Uno era il
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saldo della tessera punti da frequent flyer con annessa pubblicit di voli scontati sulle capitali europee. La seconda era unofferta imperdibile per prenotare soggiorni su InternationalHotels a prezzi ridotti per le vacanze pasquali e la terza era la newsletter del Teatro Contemporaneo. Lara era iscritta a tutte le newsletter possibili immaginabili: Arte & Eventi, Musica del terzo millennio, Club dei lettori... Non partecipava mai a nessuna delle iniziative culturali proposte ma riceverne i programmi le dava limpressione di fare un sacco di cose. Bevve il caff zuccherato con il dolcificante naturale e poi si rimise in movimento, doveva ancora fare tante cose: vestirsi, phon, piastra, truccarsi. Alle 7,42 era in strada che camminava spedita in direzione della fermata della metropolitana. Passando davanti alledicola, visto che doveva prendere il mezzo pubblico, si compr un quotidiano e gi che cera anche Design & Fashion. Il treno era pieno, cos rimase in piedi e non lesse n luno n laltro ma nellattesa sulla banchina riusc a sbirciare due o tre pubblicit dalla rivista. Alle 8,27 era in ufficio, in perfetto orario. Accese il calcolatore ed era pronta ad affrontare una nuova giornata di lavoro. - Ciao Lara. - Ciao Matilde, come stai? - Guarda, un mal di testa, dormo male in questi giorni. Dovrei prendere qualcosa. - il cambio di stagione, io prendo sempre lenergit in questo periodo dellanno. Se no non vado avanti. Matilde era la compagna di ufficio di Lara, avevano pi o
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meno la stessa et e ricoprivano lo stesso ruolo: Customers monitoring manager junior della Lakin Marketing Services. La differenza pi rilevante tra le due era che Matilde era sposata gi da un paio di anni dopo un eterno fidanzamento iniziato al liceo. La vita relazionale di Lara invece era stata pi variegata. - E Giorgio non c? - alla centrale per la riunione dei responsabili di filiale. - Ah gi, me nero dimenticata. E come mai non ti porta pi in trasferta? Aggiunse Matilde con uno sguardo malizioso. - Mah, va b, non cera bisogno di due persone per la nazionale, fosse stata la riunione di macro-area - Ehi, scherzavo. - No, poi sono arrivate le liste di Banca Fedelt, ho una montagna di lavoro Matilde si gir dalla sua postazione scandendo le parole e muovendo le labbra platealmente. - STAVO SCHER-ZAN-DO. Poi rise e torn a volgere lo sguardo al suo monitor. Gi, allinizio ogni scusa era buona per portarsela in giro, adesso facevano si e no tre o quattro trasferte allanno insieme. Giorgio lo aveva conosciuto proprio alla riunione europea dei Customers monitoring manager a Francoforte. Lui era gi responsabile nazionale mentre Lara era appena entrata nella Lakin. Poi si erano rivisti alle riunioni nazionali e dopo che era successo quello che doveva succedere lui era diventato Market coordinator manager della filiale di Lara, cos si era trasferito in citt ed avevano preso casa insieme.
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Era praticamente il numero due della filiale per responsabilit e questo aveva fatto sentire Lara una principessa, oltre che sedare tutte le sue ansie di fallimento legate al lavoro. Allatto pratico per in quasi due anni per lei non era cambiato molto, non le aveva nemmeno tolto quel junior dopo manager che la infastidiva da morire. - Per Pasqua cosa fate tu e Giorgio? - Guarda non ci abbiamo ancora pensato. - Ma manca poco pi di un mese! - Lo so, lo so. Ma non abbiamo avuto tempo di parlarne. - Io e Massi andiamo a New York. Ho prenotato lhotel su Viaggiando. Sconto del 10%. Fantastico. Non vedo lora. Mi compro almeno venti paia di scarpe. Lara non replic, era ora di produrre, il database di Banca Fedelt era arrivato gi il giorno prima ma non gli aveva ancora dato unocchiata. una banca online con pochi clienti ma non si sa mai. Apr il database ed inizi a armeggiare con filtri ed ordinamenti. Effettivamente non cera molto lavoro. La maggior parte dei clienti erano Prodighi. In gergo, questo il nome che definisce quelli il cui conto corrente negli ultimi 12 mesi non si mai sollevato pi di tanto dallo zero. In poche parole sono persone che sostanzialmente spendono tutto quello che guadagnano e non hanno soldi da parte. Questo tipo di clienti non interessano la Lakin perch da loro si spreme gi lo spremibile. Poi ci sono i Buoi grassi, e questi interessano la Lakin. In questo profilo rientrano i correntisti che, come i precedenti, spendono quasi tutto quello che guadagnano ma per qualche
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motivo hanno un gruzzolo da parte. Secondo procedura standard questi correntisti vengono divisi in sottogruppi in base a quanto grande il capitale inattivo. Dopodich si lavora sui vari dati personali che si posseggono per creare degli elenchi specifici da vendere alle aziende che potrebbero offrire il prodotto giusto per intaccare il gruzzolo. Ad esempio clienti giovani maschi e non sposati con un capitale non molto grande a disposizione possono essere segnalati ad aziende automobilistiche come bersagli ideali di azioni di marketing. Invece i trentenni ambo sessi senza case di propriet intestate con un capitale accumulato gi pi rilevante possono essere potenziali clienti di un istituto di credito se spinti ad investire nel mercato immobiliare. I buoi grassi di Banca Fedelt non erano molti. Il lavoro su di loro viene fatto principalmente utilizzando i dati personali derivabili da svariate fonti. In rari casi in cui non si riescono a raccogliere abbastanza informazioni si procede ad un sondaggio telefonico. Lara stim che la mattinata poteva bastare a fare gli elenchi di potenziali nuovi clienti per le varie aziende che si affidavano alla Lakin nella speranza di allargare il proprio mercato. Infine c la categoria delle Pecore nere. Questi correntisti sono quelli che tendono a spendere molto meno di quanto guadagnano. Sono quelli che accumulano denaro e sono i peggiori nemici delleconomia. Come si ripete a tutte le riunioni dei customers monitoring manager il denaro che rimane fermo non serve a niente, perch non genera nuova ricchezza, uno spreco da evitare. Noi dobbiamo fare tutto ci che possiamo per evitare che la gente tenga
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immobilizzato il denaro, per il bene della societ intera. Nella maggior parte dei casi le pecore nere sono individui che hanno da poco fatto un progresso di carriera, e quindi di retribuzione, e non si sono ancora adeguati ad un nuovo stile di vita, e di spesa, consono al nuovo status. Sulle pecore nere la procedura standard prevede sia un approfondito studio dei dati personali che un sondaggio telefonico per comprenderne gli stili di consumo. Eventualmente si fa anche unintervista faccia a faccia per studiare a fondo queste anomalie del sistema e poterne trarre insegnamenti da condividere ai convegni di settore. Le pecore nere della Banca Fedelt erano solo quattro. La mattinata per se ne era ormai andata con il lavoro sui buoi grassi, le pecore furono rinviate a dopo pranzo. - Signorine belle posso avere lonore di pranzare con voi? La pausa pranzo fu introdotta dallingresso di Marco Moscardini nel suo impeccabile abito firmato. - Oh, il bel Marco, oggi non hai di meglio che noi come compagnia per il pranzo? - Matilde cara, non esiste compagnia migliore, guarda che splendore, te lho gi detto che tuo marito luomo pi fortunato della terra? - Ma smettila scemo. Chios Matilde fingendo imbarazzo e dando una pacca sul petto a Moscardini che le si era quasi inginocchiato innanzi. Marco Moscardini era un belluomo, da bravo commerciale era sempre perfettamente vestito alla moda, con i capelli curati e adattati allo stile del momento. Aveva una buona parlantina e distribuiva complimenti e sorrisi smaglianti di
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detartrasi a tutte le donne dellufficio. E a tutte o quasi piacevano le sue false lusinghe. Matilde ad esempio, che nella sua vita si era accontentata della sicurezza di un unico uomo, nemmeno tanto bello e gi pelato, andava in brodo di giuggiole di fronte alle smancerie di Moscardini. - Lara, che eleganza! Sei uno splendore oggi, vieni con noi anche tu? Idiota pens Lara, ma poi fece uno di quei sorrisi che le facevano venire le rughe intorno agli occhi e disse: - Se non sono di troppo, non vorrei rovinare il vostro idillio. Marco Moscardini replic con un sorriso di latta da perfetto commerciale. - Non ti preoccupare, la tua presenza non mai sgradita, tra laltro viene anche la Paoletta Desideri. Ci sta aspettando sotto. Cos si avviarono da CB, nellampia sala ristorante si affollavano professionisti di vario genere provenienti dagli uffici delle varie aziende con sede nella zona. Product manager, Brand leader, Consultant assistant, Marketing manager junior, Human relations organizer gli uomini in giacca e cravatta, le donne non per forza in tailleur ma comunque eleganti. Il jeans non ha diritto di cittadinanza in quel mondo. Tutti mangiavano leggero e in fretta, perch il bravo professionista non pu permettersi di sprecare tempo mangiando, al limite lo spreca successivamente consultando internet in ufficio. Attorno alla sala ristorante cerano le varie isole gastronomiche dove si prendono le ordinazioni in una perfetta catena di montaggio degna di mister Ford. Cera
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lisola del biologico, quella del macrobiotico, quella del sushi e quella dellItalian Traditional. Moscardini aveva optato per un piatto di pasta di grano kamut con sugo di ceci e salsiccia di cinghiale alla maniera antica, Matilde e Paoletta si erano orientate su uninsalatona macrobiotica condita con succo di arancia rossa e Lara aveva preso il Sushi. Moscardini teneva banco snocciolando aneddoti e complimenti alle signore presenti e dimostrandosi interessato a qualunque degli argomenti proposti dalle colleghe. Matilde partecipava entusiasta starnazzando dellimperdibile ultimo film con Johnny Merrit e delle sue disavventure sentimentali con quella scema di Leandra Hicks, che se non fosse stata bella col cavolo che uno come Merrit se la filava. Oppure di destinazioni inevitabili per i prossimi ponti da qui fino a Natale. Lara se ne stava zitta giocando col Sushi senza mangiarlo, come fanno i bambini quando non hanno voglia di mangiare. Non aveva per niente fame, lumore era tendenzialmente depresso ma non sapeva perch n aveva voglia di pensarci. Avrebbe dovuto farsi un giro per negozi, se fosse uscita non troppo tardi dallufficio. Tanto Giorgio non cera per andare a casa insieme in macchina. Gi, Giorgio, se ne era completamente dimenticata, non laveva ancora chiamata. Possibile che la riunione non fosse ancora finita? Ma ci pens soltanto un attimo, dopotutto se Giorgio fosse andato direttamente a casa sarebbe stato anche meglio, cos magari lei avrebbe potuto passare senza pressioni a fare un giro da Marta Zini a vedere se fossero arrivate le collezioni primavera.
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- Coshai Lara? Ti vedo pensierosa. Paoletta la richiam alla realt. - Niente, sono solo un po stanca. Sar il cambio di stagione Paoletta era sempre molto gentile con lei. Allinizio, quando era stata appena assunta in Lakin, Lara era piena di paure e Paoletta non le piaceva, le sembrava fredda e infida. Ma poi col tempo si era tranquillizzata e aveva cambiato idea su Paoletta. - Domani c la riunione con i Supermercati Migliore, ti ricordi? - Ah, ma io non seguo quel profilo aziendale. - Ma Mantegazzi ha detto che ci devi venire anche tu, non ricordi? - Ma non se ne occupava la Tarantini? - Boh, ma lei domani non c. Sta facendo altre cose con la casa madre, priorit assoluta. - Ci mancavano solo i Migliore - Ma si, Lara, non preoccuparti, dobbiamo solo esserci e sorridere, tanto poi ci pensa il Marco a intortarseli. Tranquilla, ci sono io con te, ci passer via liscia. Mentre rientravano in ufficio arriv finalmente la chiamata di Giorgio. - Ciao amore, come stai? - Bene. - In ufficio tutto a posto? - Si, ho dato un occhiata a Banca Fedelt, niente di ch, ho gi quasi finito. Per domani mi mandano al briefing con i Migliore come possibile?
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- Boh, cosa c di strano? - Ma come? Non il mio profilo cliente! Cosa cha in testa Mantegazzi? Non lo sa di cosa mi occupo? - Va be va be non ti scaldare tanto, forse sta pensando di farti ampliare il pacchetto clienti di competenza - Ma ampliare un cavolo Chi se ne frega dei supermercati io voglio salire al livello di pianificazione strategica non fare la commerciale. - Stai tranquilla amore, sar una cosa casuale, e poi prendila come una possibilit di crescita. - Si, si, va bene come andata la riunione? - Bene, poi ti racconto. Adesso devo scappare, andiamo a mangiare con la delegazione e poi devo vedere alcuni Strategic planners dellestero. Non so a che ora torno, comunque ci vediamo direttamente a casa. Ti faccio sapere a che ora arrivo. - Va bene, allora mi chiami pi tardi? - Si, o ti mando un messaggio. - Va bene, ciao. - Ciao amore, un bacio, ciao. Forse meglio cos, pens Lara. Lumore restava tendente al basso. Meglio pensare alle pecore nere. La prima era il tipico giovane rampante. Trentuno anni, aveva molteplici utenze telefoniche e internet, negli ultimi sei mesi aveva iniziato a ricevere uno stipendio nettamente pi alto rispetto al periodo precedente e a quanto risultava dai dati personali presenti nei database Lakin il cambio di stipendio coincideva con un cambio di residenza. Aveva probabilmente fatto un avanzamento di carriera, compito
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della Lakin era cercare di capire come orientare al meglio i suoi consumi in modo da adeguare il volume di spesa al nuovo tenore economico. Lo contatt telefonicamente per fissare lappuntamento per il sondaggio telefonico di inquadramento del cliente. Il giovane rampante accett di buon grado lusingato dalloratoria di Lara e dallincentivo di ricevere un assortimento di sconti personalizzati gentilmente offerti da alcuni clienti della Lakin. Anche il secondo ed il terzo erano casi classici, in breve tempo Lara li aveva pre-inquadrati e contattati telefonicamente. Aveva fissato i tre appuntamenti telefonici e inoltrato la segnalazione al settore marketing surveys, non erano casi di cui dovesse occuparsi personalmente, avrebbe solo pi supervisionato il report dei sondaggi e operato la classificazione definitiva. Lultima pecora nera invece apparve subito anomala. Innanzitutto cerano pochi dati personali a disposizione. I dati personali vengono raccolti dalla Lakin comprando le informazioni che le persone lasciano tutte le volte che stipulano contratti di qualunque tipo, dalla fornitura di energia elettrica alla stipula di una polizza assicurativa. La quarta pecora nera aveva pochissime utenze. Non aveva collegamento internet, non aveva unassicurazione automobilistica, non aveva tessere fedelt di nessuna catena di supermercati, negozi o megastore di alcun tipo, non risultava nemmeno iscritto a nessun social network. Chi cavolo sar sto uomo della pietra? Fu il primo pensiero di Lara, immaginandosi un vecchio barbuto che vive in una
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capanna in mezzo alle montagne. Invece la quarta pecora nera aveva solo un anno pi di lei e viveva pure nella sua stessa citt. Via Santini, mai sentita. Sar una via di qualche quartiere di periferia, pens. Fece una rapida ricerca sulle mappe satellitari in internet e scopr che si trovava a due passi dal centro, nella zona universitaria, quasi sul fiume. La cosa si faceva interessante, stimolata dalla novit di un caso diverso dal solito Lara si appassion allo studio delle poche informazioni in suo possesso e cerc di immaginarsi che strano tipo potesse essere la quarta pecora nera. Inizi a studiare i movimenti del conto in banca. Lo stipendio non era niente di speciale, poco pi che un operaio specializzato. Era versato dallUniversit. Un custode? Un impiegato di basso livello? Nonostante la retribuzione non fosse particolarmente elevata, il volume di spesa era talmente basso che la quarta pecora nera metteva da parte pi di met stipendio ogni mese. Lara and indietro nei mesi fino a scoprire che linizio di questo dannoso accumulo di denaro inutilizzato iniziava dieci mesi prima quando si era interrotto il pagamento di un finanziamento, verosimilmente un mutuo per la casa. Purtroppo i dati bancari si fermavano agli ultimi due anni e quindi Lara non pot risalire a quando fosse stato acceso il finanziamento per capirne qualcosa di pi. Bisognava ricorrere ad unintervista faccia a faccia per inquadrare questo correntista cos particolare. Era il caso pi strano che avesse mai incontrato, avrebbe potuto farci uno studio di caso da presentare allannuale meeting del cutomer
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monitoring service. Gi si immaginava che figurone avrebbe fatto con lo studio del consumatore anomalo. Giorgio avrebbe visto di che pasta era fatta. Forse poteva essere la volta buona per eliminare il junior da Customers monitoring manager. Si schiar la voce, sollev il telefono e compose il numero della pecora nera. Suonava libero. Uno squillo, due squilli, tre, quattro, cinque. Mise gi, come insegnano i formatori oltre i cinque squilli se anche il cliente risponde sar infastidito e quindi mal disposto nei confronti delloperatore. Meglio richiamare. Nonostante il pessimismo della mattina si ritrov a met pomeriggio senza avere nulla da fare. Si era anche ristabilito lumore e cos Lara decise che poteva essere il momento giusto di pensare alle vacanze di Pasqua. Cont sullagenda della Princeton i giorni che mancavano. Quarantatre! E non aveva ancora comprato i biglietti aerei n prenotato lalbergo. Meglio non pensarci, gi sentiva ritornare lansia. Tra laltro non sapeva nemmeno dove andare. Guard meccanicamente la copertina di Design & Fashion. Era dedicata alle tendenze di moda artistica, ma i titoli richiamavano anche un servizio sulle cucine tecnologiche e di design, uno sui trucchi per esprimere al meglio la tua personalit ed uno su Praga, la meta pi fashion di questa primavera. Praga, perch no. E si colleg a InternationalHotels dove trov decine di superofferte corredate da foto di stanze eleganti e scorci romantici della citt. Ovviamente i prezzi erano tutti sbarrati e sostituiti da un prezzo scontato del 10 o 15%.
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Come le piaceva scorrere schede di alberghi, bed&breakfast e camere in affitto. Molto pi che dormirci dentro, cera poi sempre qualcosa che la infastidiva: il rumore, la temperatura, lodore. Invece cos in astratto nel momento della consultazione in internet erano tutte perfette. Mand immediatamente una mail a Giorgio: Ciao amore, perch non ce ne andiamo a Praga a Pasqua? Mi fai sapere? Nellattesa di una risposta positiva torn per un attimo a pensare alla sua pecora nera. Uno, due, tre, quattro e cinque squilli. Mise gi un po seccata. Intanto Giorgio non rispondeva. Sentiva la tensione che montava e cos si alzo per andare alla macchinetta delle bibite a prendere qualcosa, due passi le avrebbero fatto bene. Mentre era alla macchinetta sent che sul telefono le era arrivata una mail e il suo viso si illumin. Era Giorgio. Scusa sono molto casa per le 20. impegnato arriver a

E Praga? Sent la rabbia che le montava alla testa. Calma, hai fatto il tuo dovere, adesso esci mezzora prima e ti fai un bel giro di negozi. Torn in ufficio, prov ancora una volta a chiamare la pecora nera ma il risultato fu il medesimo dei primi due tentativi. Impost un memo nellagenda elettronica per il giorno dopo che le ricordasse di richiamare,
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salut ed usc. Da Marta Zini erano arrivate le nuove tonalit per la bella stagione. Si compr una camicetta di cui aveva assolutamente bisogno che per ragioni climatiche non avrebbe potuto mettere prima di un paio di mesi. Poi pass da Fiji dove compr un guanto-spugna rigenerante in fibre naturali, quattro gancetti magnetici appendi foto carinissimi ed un set di imbuti colorati di varie dimensioni. Era tutto cos economico che non poteva lasciarsi sfuggire loccasione. Arrivata a casa Design & Fashion fin nella cesta di vimini di fianco al televisore, il quotidiano non letto prese il posto di quello non letto del giorno prima che fin nella spazzatura, la borsa di Fiji venne abbandonata nellingresso ma la camicetta di Marta Zini doveva necessariamente essere provata subito. Guardandosi nello specchio sorridente nella sua nuova camicetta si sent finalmente bene, per un attimo. Poi se la tolse la ripieg con cura, la ripose in un cassetto e la poesia era gi passata. Si spogli degli abiti da lavoro e si mise comoda. Erano ormai le venti. Giorgio ancora non cera, sarebbe arrivato a breve ma decise di non aspettarlo per cena, tanto lei si sarebbe accontentata di qualcosa di freddo. Apparecchi per due la tavola con le tovagliette comprate in Egitto ed i piatti Domus. Poi apr il frigo per vedere cosa cera. Una montagna di frutta e verdura che stava appassendo. No, non aveva voglia neanche di farsi uninsalata. Prese un flacone di fermenti lattici Vancol. Quelli li avrebbe mangiati per dovere, servono a mantenersi giovani. Poi prese una lattina
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di VivinSoda ed un budino al cioccolato con cereali. Il Vancol se lo bevve in piedi davanti al frigo e cos si ritrov seduta ad una tavola apparecchiata a mangiare un budino e bere una soda in lattina. A met del pasto arriv Giorgio. - Ciao amore. Pass a baciarla sui capelli. - Ciao amore, scusami se non ti ho aspettato ma non ce la facevo. - Non ti preoccupare, tanto non ho fame, a pranzo ho mangiato come un leone. - Come andata la riunione? - Mah, solite cose, poi magari ti racconto. Disse proseguendo per la camera. Ma il momento del poi non arriv. Quando si ritrovarono nella sala lei disse: - Ci vediamo un film? - Si, certo amore. Mezzora dopo lei si era addormentata sul divano con la testa ciondoloni sulla spalla di lui che pensava ai fatti suoi mentre sullo schermo scorrevano le immagini dellultimo film di Ben Bridge che aveva appena vinto lOscar.

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Capitolo 2 Il giorno dopo pioveva e lumore di Lara somigliava al tempo. Lei e Giorgio fecero colazione senza parlare e poi uscirono insieme per andare in ufficio. In macchina la radio sintonizzata su Radio news parlava con tono monocorde della situazione politica, di un terremoto in un paese esotico e poi, come se niente fosse, della nuova trasmissione di Simona Parola e delle previsioni del tempo per il fine settimana prossimo venturo. Ad un certo punto Lara inizi a lamentarsi del fatto che la mandavano alla riunione dei Supermercati Migliore e che Mantegazzi non capiva niente e che se fosse stato per lui sarebbe andato tutto a rotoli. Giorgio ogni tanto assentiva stancamente senza entrare nella discussione e cos dopo un po Lara smise e torn il silenzio delloroscopo di Radio news seguito dallinformazione sportiva. La mattinata and via pigramente, Lara non aveva granch da fare ma non le venne in mente neanche di cercare un albergo per Praga. La quarta pecora nera alle dieci del mattino era ancora irreperibile, questa volta il telefono era irraggiungibile. In un periodo di lavoro pi trafficato lo avrebbe classificato come irreperibile e archiviato ma visto che di tempo ne aveva lasci la pratica aperta. A pranzo and a mangiare con Giorgio, da soli. - Buono questo sottofiletto, vuoi assaggiare? - No grazie, non ho molta fame. Lara anche oggi giocava con linsalata provenzale con chvre chaude piuttosto che mangiarla.
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- A che ora ce lhai il meeting con quelli del Migliore? - Alle 15. - Io alle 16 ho lo staff council al Hotel Gorliz Lara non distolse lo sguardo dal formaggio fuso che stava impastando con la forchetta. Cos dopo qualche secondo di silenzio Giorgio riprese. - Ne avremo per un paio dore, poi non torno in ufficio. Vuoi che ti lasci la macchina? Io posso prendere un taxi. - No, non ti disturbare. Prender la metropolitana. Le rimbalzava tutto addosso quel giorno. Rientrarono in ufficio trovando Marco Moscardini e Paoletta Desideri gi pronti che aspettavano Lara per andare alla riunione con i responsabili dei Supermercati Migliore. - Scusatemi mi preparo in un attimo. - Figurati Lara siamo appena arrivati. Fece premurosa Paoletta - Siamo in perfetto orario sulla tabella di marcia, nessun problema. Puntualizz col suo solito sorriso di latta Moscardini. Ciao Giorgio, come andata alla centrale ieri? Siamo al passo con le altre filiali? - Bene, siamo i migliori. Anche a livello europeo nellultimo anno abbiamo degli ottimi indici di profitto. - Siamo una squadra ben affiatata, e ben allenata ovviamente. Merito tuo. Lara and in bagno a lavarsi i denti e darsi una sistemata. Andarono con la macchina di Moscardini che non stette zitto un attimo per tutto il viaggio. Lara per si posizion dietro e questo le permise di defilarsi. Fuori aveva smesso di piovere e stava uscendo il sole. La citt bagnata splendeva di colori
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accesi ed ombre ben definite e lo spettacolo le permise di assentarsi da quella pessima compagnia. La riunione fu noiosa ed eccessivamente lunga per quel poco che si dovevano dire. Era pi che altro un rituale in cui due contraenti di un contratto commerciale mettevano in scena una finta amicizia che non aveva nulla di genuino. Come aveva previsto Paoletta, a lei e Lara bast sorridere e fingere interesse, pens a tutto Moscardini. Le giovani professioniste servivano solo a rendere piacevole lambiente della riunione. Quando finalmente ebbero finito Lara si sentiva esausta e non aveva nessuna voglia di sopportare un altro viaggio in macchina con Moscardini. Voleva sganciarsi, scomparire, fuggire e fu cos che per qualche strana associazione le venne in mente la pecora nera. Lufficio di rappresentanza dei Supermercati Migliore era in una palazzina liberty ai margini del centro, a due passi dalla zona universitaria e la pecora nera, se ricordava bene, abitava proprio l. Lara mise in fila questi pensieri rapidamente, senza riflettere, mentre scendevano nellascensore in ferro battuto e appena varcato il portone ag. - Devo vedere un paziente. Tra colleghi i consumatori oggetto di indagine li chiamavano i pazienti. Moscardini e Paoletta rimasero un attimo interdetti ed allora Lara prosegu. - Abita da queste parti, mi ero dimenticato di dirvelo. Andate pure, io poi mi arrangio, se finisco tardi non rientro in ufficio. Il rapporto ve lo mando domattina. Paoletta fece una faccia strana, tra il preoccupato e
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lincredula mentre Moscardini si era immediatamente ricomposto. Lara tagli corto. - Ci vediamo domani, ciao. E si avvi facendo finta di sapere esattamente dove stesse andando. In realt non lo sapeva, ma appena girato langolo, si colleg al database dellufficio e recuper lindirizzo della pecora nera. Poi cerc su internet la mappa della zona e vide dove doveva andare. Quello che stava facendo era completamente fuori procedura, lintervista faccia a faccia era prevista solo dopo un primo contatto telefonico, ed in ogni caso non aveva nemmeno il portatile per la registrazione dei dati in tempo reale. Si giustific dicendosi che tanto in ufficio non aveva niente da fare, un piccolo strappo alla regola non sarebbe stato la fine del mondo, ed oltre tutto nessuno lo avrebbe saputo. E poi la quarta pecora nera si era dimostrata irreperibile al telefono, poteva anche fare un tentativo poco ortodosso cercando un contatto diretto a domicilio, poi al limite lintervista lavrebbe fissata per unaltra volta. Era tanto che non entrava nel quartiere universitario, forse addirittura da quando si era laureata. E pensare che per cinque anni era stata la culla della sua vita. Aveva vissuto in tre case nel giro di quattro isolati. La prima era una mansarda buia e fredda, vi rest solo un anno accademico, il tempo necessario ad una ragazzina di provincia per ambientarsi nella grande citt e capire come funzionavano le cose. Poi era arrivata la casa di via Pironi. Che periodo quello. Pi che una casa era una comune. Era in uno di quei vecchi stabili di inizio novecento con appartamenti enormi.
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Ci vivevano in cinque o sei per volta in via Pironi, il che voleva dire che mediamente cerano una decina di persone in casa, visto che ognuno portava qualche amico, amante o conoscente per conto terzi. Le si illumin un sorriso sul volto al pensiero dellallegro caos di via Pironi. Poi venne la necessit di un po di tranquillit e lappartamentino con Mariella, la sua migliore amica che adesso vedeva tre volte lanno. E qui le venne in mente Stefano, lui ai tempi viveva in famiglia ma era praticamente luomo di casa. Il volto torn serio e si color di unombra di malinconia. Le sembravano ricordi di unaltra vita, eppure non erano passati tanti anni. Con la testa immersa nei ricordi agrodolci Lara aveva ormai attraversato quasi tutto il quartiere. Ad un certo punto torn in s, cacci via i pensieri come fossero mosche e cerc di concentrarsi sullorientamento. Dunque, ancora un isolato, poi al fondo di via Darwin sulla destra doveva trovarsi questa benedetta via Santini. Lara gir langolo col naso allins per leggere il nome della via. Via Riccardo Santini, era lei, abbass lo sguardo e si guard intorno. Era una via tranquilla, lunga non pi di cinquanta metri che finiva sul lungo fiume. Palazzi di inizio novecento con qualche eccezione degli anni sessanta. Adesso che la vedeva si rese cont di esserci gi passata in quella strada ma probabilmente non ne aveva mai saputo il nome. La pecora nera abitava in fondo alla via, quasi sul fiume. Uno stabile antico tenuto dignitosamente. Uno di quei palazzi dove puoi trovare dal giovane professionista alla famiglia di estrazione popolare che vive l da prima che la
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zona diventasse di pregio per la vicinanza al centro. Il portone si apr per far uscire una signora sulla sessantina e Lara ne approfitt per entrare, ormai aveva infranto tutte le procedure e pens che fosse meglio presentarsi direttamente alla porta per sfruttare leffetto sorpresa. Sal le scale con curiosit, le piaceva entrare nei palazzi per vederli dallinterno e quel palazzo era del genere che a lei piaceva molto. Salendo e leggendo i campanelli alla fine Lara trov quello della pecora nera, viveva allultimo piano. Si ferm un attimo a rifiatare e si diede una sistemata. In quel momento fu presa dal dubbio. Cosa stava facendo? Guard anche lora, erano passate da poco le 17 probabilmente non ci sarebbe stato nessuno in casa. Si sent sciocca ma ormai era in ballo. Suon il campanello con decisione. Non successe nulla, eppure si sentiva della musica che sembrava arrivare proprio da quellappartamento. Attese un attimo e suon di nuovo. Ancora niente, poi sent dei movimenti. La serratura scatt e la porta si apr. Mirko and ad aprire seccato e dubbioso. Non gli piaceva ricevere visite inattese, gli sembravano una intrusione nella sua privacy. Apr la porta preparandosi a risolvere quella seccatura il pi in fretta possibile ma invece rimase sorpreso e senza parole. La prima cosa che lo colpirono furono gli occhi azzurri. Gli sembr di poterci vedere attraverso, vi rimase incatenato qualche secondo che gli sembr un secolo. Poi allarg lo sguardo a tutto il viso. Proprio una bella ragazza, lineamenti fini, carnagione chiara, poco trucco che c ma non si vede. I lunghi capelli biondi erano raccolti sulla nuca in modo apparentemente casuale. Poi scese verso
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il basso facendo una carrellata sullintera figura. Vide una giovane donna magra e slanciata vestita elegantemente da un tailleur grigio. La camicetta bianca leggermente aperta accennava una scollatura per niente volgare e la gonna si fermava subito sopra il ginocchio scoprendo due belle gambe fasciate da calze velate. Le scarpe erano col tacco. Perduto in questa inattesa apparizione Mirko rimase impalato sulla porta senza dire nulla e cos fu Lara che prese liniziativa. - Buongiorno, lei il signor Mirko Favarino? Mirko esit un attimo e poi rispose. - Si, sono io. Si stava riprendendo dalla sorpresa ed inizi a chiedersi cosa volesse da lui questa bella biondina. - Salve, sono Lara Savelli della Lakin Marketing Services. Mentre lo diceva Lara estrasse da una tasca un biglietto da visita porgendolo a Mirko ed approfittando cos per avvicinarsi fisicamente a lui. Dopo lattimo di dubbio adesso era tornata perfettamente in s e si muoveva sicura attraverso automatismi lungamente affinati. Stordito dalla vicinanza Mirko prese docilmente il biglietto dalle mani di Lara e mentre cercava di capire cosa diavolo fosse un Customers monitoring manager junior lei continu. - Non si preoccupi non sono qui per venderle niente n per proporle alcun affare. La nostra ditta svolge ricerche di mercato sugli stili di consumo e di gestione economica al fine di ottimizzare lofferta e la domanda delle ditte produttrici di beni e servizi. A questo scopo monitorizziamo periodicamente la clientela al fine di
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- Vuole entrare un momento? Un attimo dopo averlo detto Mirko si chiese se avesse fatto bene, ma ormai era tardi. Normalmente tagliava corto subito scacciando qualunque intromissione non richiesta ma questa giovane donna lo affascinava e non voleva liquidarla in fretta, anche se sapeva bene che era l unicamente per ottenere qualcosa da lui. - Giusto per spiegarmi cosa vuole da me. - Certo, la ringrazio. Mirk si spost leggermente e lei entr sfilandogli davanti cos vicino da sentirne il buon profumo. Camminava con grande eleganza sui tacchi. Lara si arrest nellingresso osservandosi attorno con discrezione. Lappartamento sembrava abbastanza grande, si intravedevano almeno tre stanze, sicuramente ci vivevano in due. Le pareti erano tinteggiate alternando il bianco con altri colori decisi e cerano pochi mobili, il che dava limpressione che la casa fosse ancora pi grande. Rimase in silenzio a chiedersi che animale fosse questo Favarino. Era un bel ragazzo, alto, con i capelli lunghi ma senza esagerare. Gli occhi verdi che guardavano fisso senza timidezza. Non avesse saputo la sua et lavrebbe detto pi giovane, vestito in jeans e maglietta a maniche lunghe sembrava quasi uno studente universitario fuori corso. Le fece strada attraverso un corridoio senza mobili, alle pareti, qua e l, persi nello spazio vuoto, cerano delle composizione di stampe fotografiche, dipinti ed altri materiali strani. Andarono in un ampio soggiorno dove lo stereo acceso suonava un vecchio disco dei T-Rex. - Prego si accomodi, vuole un caff per caso? Io stavo per
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farmelo - Si, grazie. Mirko scomparve immediatamente andando a trafficare in cucina e Lara rimase sola e ne approfitt per guardarsi attorno. Anche nel soggiorno cera molto spazio vuoto. Il mobile pi imponente era un vecchio divano in pelle consumato su cui si era accomodata. Pass la mano sul bracciolo apprezzandone la superficie. Le piacque quel divano e lo trov molto accogliente. Per il resto cera un mobile basso per la televisione, uno per lo stereo ed una libreria. Alz lo sguardo e vide che il lampadario era un bicchiere appeso al soffitto con dentro una lampadina. Si alz ed and a sbirciare la libreria cercando di non fare rumore con i tacchi. Cerano principalmente libri di storia moderna e contemporanea. Pochi romanzi, alcuni libri di poesie: Rimbaud, Majakovskij, Saffo, Masters. Poi and alla finestra controllando che non arrivasse Mirko e sbirci fuori. Cera un piccolo balcone in ferro senza vasi, si vedeva il fiume. - Bello vero? Lara trasal ma si ricompose in fretta, non laveva sentito arrivare. - La vista intendo. Prego. Apr la portafinestra facendo cenno a Lara che poteva uscire. Cos uscirono sul piccolo balcone a guardare scorrere lacqua del fiume. - Non dico di averla comprata solo per questo la casa, ma la vista per me sicuramente una cosa molto importante. Non sopporterei di vivere al primo piano, o davanti ad
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un vialone anonimo. Rimasero qualche secondo in silenzio a guardare la luce del sole riflessa dalle acque del fiume. - Poi vedere il fiume una cosa che mi piace particolarmente. Sembra vivo nel suo movimento senza sosta. la natura che si insinua in citt. Lara lo guard incuriosita. Adesso Mirko aveva cambiato faccia rispetto al broncio sospettoso di quando aveva aperto la porta. Guardava il fiume trasognato con un mezzo sorriso sulle belle labbra. - Ma forse le sto facendo perdere tempo, prego. Le mostr con la mano la stanza, rientrarono, lei si sedette sul divano mentre lui si mise su di una poltrona anchessa in pelle nera molto vissuta. - Allora, mi dica tutto. - Come le stavo dicendo la Lakin Marketing Services una azienda attiva in ventisette paesi nel campo delle ricerche sugli stili di consumo della clientela. Nellambito delle periodiche rilevazioni su scala nazionale il suo nominativo stato selezionato sulla base di alcuni indicatori di consumo per Mirko si alz lasciando Lara interdetta. Poi si diresse verso la porta della stanza alzando un dito come uno studente che chiede di poter andare in bagno e dicendo Caff. scomparve nel corridoio. Effettivamente si sentiva un lontano borbottio di caffettiera. Riapparve dopo un po con un vassoio con sopra due tazzine fumanti ed una zuccheriera. - Spero che non voglia del latte, perch purtroppo non ce
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lho. - No, non si preoccupi. Avrebbe voluto del dolcificante naturale ma non volle nemmeno provare a chiederglielo. Il caff in ogni caso era buonissimo. - Mi scusi, non la interrompo pi, giuro, stava dicendo? Lara not sul volto di Mirko un sorrisetto beffardo che la infastid, ma con grande professionalit non si scompose e riprese da capo la filippica di presentazione della Lakin e delle sue fondamentali ricerche di mercato. Mirko, come aveva detto non interruppe pi, anzi assunse una faccia attenta ed una postura compita da bravo scolaretto. In realt non stava seguendo una parola del sermone di Lara ma rimirava lei. Ne studiava i dettagli, provava ad immaginarsi cosa ci fosse sotto quellabito elegante, ed al tempo stesso si chiedeva che donna fosse. Se fosse una scema o se magari fosse interessante e spigliata non solo nel fare il suo lavoro. Per un attimo prov anche ad immaginarsi lui e lei in coppia. Sarebbero stato buffi, lui in jeans e scarpe da ginnastica e lei in tailleur e tacchi alti. Se fosse o meno libera non se lo chiese, le donne belle non sono mai sole. Mentre Lara proseguiva nella sua lezione Mirko torn in s ed inizi a domandarsi dove fosse la fregatura. Non ti piomba in casa per niente una bambolina del genere sorridente ed affabile. Intanto Lara arriv al termine della sua introduzione. - Quello che le chiediamo la disponibilit per unintervista approfondita sui bisogni di acquisto e le
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abitudini di consumo. In cambio della sua collaborazione la Lakin Marketing Services le offre un pacchetto personalizzato di sconti esclusivi sui prodotti di alcuni prestigiosi marchi. Deve sapere che tra i nostri clienti ci sono, solo per citarne alcuni, James Hilton, Parisi, Visualtech, Stauber e molti altri ancora. Ricever inoltre la tessera Perfect Buyer che le dar diritto ad accedere alle offerte esclusive di 99 grandi aziende di livello mondiale. E termin con un sorriso smagliante ed un colpo di palpebre sui suoi occhioni azzurri. Ma Mirko sembrava assente e rimase in silenzio a fissare il muro attraverso di lei. Riecco che dallo stomaco tornava il dubbio e linquietudine ed il sorriso si faceva sempre pi tirato. Poi improvvisamente Mirko usc dallo stato catatonico. - Ma li pescate sempre cos i vostri intervistati? Il sorriso di Lara si raddrizz in una smorfia e gli occhi divennero quelli di un cerbiatto impaurito. - Cio, volevo dire andate a prenderli a casa ad uno ad uno? - No, cio si, beh una pratica che si fa non sempre Si stava arrampicando sugli specchi. Blater qualche scusa cercando di ritrovare il suo aplomb ma inizi anche ad arrossire. In un attimo aveva perso tutta la sua spigliatezza. Poi Mirko ebbe piet di lei. - Si, si la faccio lintervista, non si preoccupi, era solo una curiosit, cos tanto per sapere. - No, si figuri, un suo diritto essere informato, la nostra azienda attua una politica sulla privacy molto rigorosa.
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Aveva, almeno esteriormente, recuperato la sua tranquillit ed il sorriso. Dentro il mare era ancora agitato ma la situazione adesso era sotto controllo. Per proteggersi da ulteriori sbandate si trincer dietro la procedura standard spiegando con precisione che questo primo incontro serviva solamente alla richiesta di disponibilit. Lintervista si sarebbe svolta in un secondo momento, sarebbe durata un tempo compreso tra i trenta ed i quarantacinque minuti ed era importante che avvenisse in condizioni di grande tranquillit per cui si premur di consigliare di scegliere un orario ed un giorno comodo per fissare lappuntamento. Poi chiese se cerano domande o perplessit. - Lintervista la far lei? - Certo, la sua pratica la seguo io personalmente. Perch aveva risposto subito di si? Normalmente cercava di evitare di occuparsi direttamente delle interviste, era una cosa che la annoiava e la sviliva. Lei si limitava a gestire il primo contatto e poi sbolognava la pratica al call center del settore marketing surveys. Comunque ormai lo aveva fatto, fissarono lappuntamento e si conged con grande professionalit ricordando che per qualunque problema poteva contattarla tramite i recapiti riportati sul biglietto da visita. Appena la porta si richiuse alle sue spalle soffi afflosciandosi come un sacco di patate. Si sentiva stanca come se avesse appena finito la maratona di New York. Al tempo stesso era spaventata dal fatto di avere perso il controllo della situazione, anche se solo per un attimo. Ridiscese a piedi senza usare lascensore per stemperare la
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tensione ripromettendosi di non cacciarsi pi in una situazione del genere. Del resto le procedure standard che la casa madre le imponeva per qualsiasi cosa facesse avevano pur un senso, servivano proprio ad evitare spiacevoli imprevisti. Man mano che scendeva i piani per si tranquillizz, il peso sul groppone si alleggeriva ad ogni gradino tant che al secondo piano inizi a guardarsi attorno con curiosit. Quando apr il portone di legno un bel sole caldo laccarezz gentilmente e lumore volse decisamente al sereno. Si avvi felice per il quartiere che laveva accolta anni prima e non pens minimamente di chiamare un taxi. Si concesse quindi una lunga passeggiata fino alla fermata Universit della metropolitana. Arriv a casa di nuovo prima di Giorgio, meglio cos pens, non aveva voglia di chiacchierare e soprattutto non aveva voglia di raccontargli della sua infrazione delle procedure con la quarta pecora nera. Tanto lui non le avrebbe chiesto niente, ed infatti cos fu. Dopo cena andarono al cinema, niente parole. Nel buio della sala Lara guardava lo schermo illuminato ma vedeva via Pironi, Stefano, Mariella e tante altre facce che credeva di aver dimenticato. Uscirono dal cinema con lei che sbadigliava e si diressero a casa senza parlare. Quando furono sulla porta lui le disse distrattamente. - Venerd devo andare a Francoforte. Il Directors leader ci ha convocati per lo strategic planning. Lara non disse nulla. - Torno domenica in serata, sabato ci fanno incontrare i
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logistic managers di alcuni importanti clienti europei. Forse anche domenica. - Quindi il fine settimana non ci sei. Replic Lara con distacco. - Torno domenica sera. Lara non disse pi nulla. Pensava solo al letto.

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Capitolo 3 Venerd Giorgio si alz molto presto per andare allaeroporto mentre Lara se la prese particolarmente comoda. Non aveva molto da fare in ufficio e cos si alz dieci minuti pi tardi del solito. Si fece la doccia con estrema calma, quasi con indolenza. Aveva comprato un nuovo gel tonificante della Ginger e indugi ad insaponarsi per un bel pezzo. Poi si gust il caff senza fretta. Dopodich si concesse il tempo di depilarsi e scelse con cura e divertimento i vestiti da indossare. Forte della sicurezza data dalla depilazione opt per una gonna sbarazzina e svolazzante che scopriva anche un po di coscia pur senza essere minimamente volgare. Sopra scelse una giacchetta leggera ed una camicetta in stile parigino. Prima di uscire si guard soddisfatta nello specchio. - A noi due signor Favarino. Al pomeriggio aveva lappuntamento per lintervista alla pecora nera e limmagine che le rifletteva lo specchio le dava la sicurezza che questa volta il gioco lavrebbe condotto lei senza imprevisti. Accenn divertita un ruggito da pantera. Grrrr! Non era male che Giorgio fosse via, cos lintervista alla pecora nera sarebbe passata inosservata senza bisogno di alcuna spiegazione. In pi nel fine settimana avrebbe potuto vedere Mariella, e naturalmente farsi un bel giro per negozi. La mattina pass pigra ed inoperosa con Lara davanti al calcolatore a far finta di essere occupata per non dare appigli a Matilde che ogni cinque minuti gettava l una frase per
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cercare di innescare una chiacchierata. Le tornarono in mente le vacanze di Pasqua, avrebbe potuto approfittare della tranquillit per cercare volo ed albergo. Mand una mail a Giorgio. Ciao amore, allora andiamo a Praga per Pasqua? Che faccio prenoto? Un bacio. Poi senza aspettare risposta inizi a consultare circuiti alberghieri e compagnie aeree. Trov un Bed & Breakfast carinissimo. Le quattro foto della pagina di presentazione mostravano mobili antichi impeccabilmente restaurati, fiori freschi sui com e una finestra aperta da cui si vedeva un albero. Nel frattempo arriv la risposta di Giorgio. Fai come fretta. credi, scusami ma sono di

Telegrafico. Non le import pi di tanto, tir fuori dalla borsa il portadocumenti di Pierre Bonnet e con calma estrasse la carta di credito dalla fila di tessere magnetiche che si apriva allinterno del borsello di pelle bovina. Aveva due carte di credito, personale e del lavoro, tre tessere da frequent flyer di differenti compagnie aeree, quattro carte cliente di catene di negozi in franchising e due tessere punti di supermercati, oltre ai documenti veri e propri ed al badge lavorativo. Ogni volta che apriva il portadocumenti le brillavano gli occhi alla vista di tutti quei tesserini che attestavano il suo valore. Le vacanze di Pasqua furono
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sistemate e la mattina era quasi finita. And a pranzo con Matilde e la Paoletta Desideri, Moscardini non cera, fortunatamente era in trasferta. Matilde riemp i silenzi con discussioni su attori e personaggi televisivi alternate a considerazioni su negozi ed accessori di moda. Lara non partecip molto alla discussione, si limit al tema dello shopping mentre Paoletta rest stranamente silenziosa. Quel giorno Lara mangi di gusto. Alle 15 era gi pronta per lintervista ma lappuntamento era per le 18, quel giorno non voleva proprio decollare. Cincischi ancora un po, riordin la scrivania e fece altri lavoretti pi o meno inutili. Matilde usc prima per andare a fare una commissione con sua madre e cos rimase anche da sola in ufficio. Iniziava a diventare impaziente, un po per noia e un po per curiosit. Chiss che tipo era questo Mirko Favarino. Era curiosa di sentire le sue risposte. Ma non tanto alle domande sugli stili di acquisto, quelle che teoricamente erano la parte pi rilevante dellintervista. Era pi interessata alla storia personale. Che lavoro faceva, il titolo di studio. Se conviveva, in quella casa cos grossa non poteva mica starci da solo. Alle 17 non ne poteva pi dellufficio e cos dopo essersi lungamente preparata prese il portatile, chiam un taxi e si fece portare nel quartiere universitario ma abbastanza lontano da via Santini. Avrebbe fatto una passeggiata per far passare il tempo, dopotutto la giornata era bella e la temperatura piacevole. Nonostante tutto fu sotto casa della pecora nera in anticipo
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di un buon quarto dora. Attese l qualche minuto poi usc un adolescente con zaino in spalla e Lara ne approfitt per entrare nel portone. Questa volta sal con lascensore e durante il viaggio sfrutt lo specchio per darsi una sistemata. Si aggiust i capelli, drizz bene la schiena, tir le spalle indietro e si sbotton un bottone della camicetta. Si sentiva pronta. Suon decisa il campanello. Questa volta non dovette attendere molto. - Buongiorno. - Buongiorno. - Prego entri pure. Come va? - Bene grazie, e lei? - Molto bene grazie. Questa volta Mirko era preparato ma la bellezza di Lara lo sorprese lo stesso, anche se riusc a non farlo vedere. Not immediatamente le gambe agili ed eleganti e la camicetta leggermente aperta. Anche lei not dei cambiamenti, Mirko aveva una camicia casual portata fuori dai pantaloni, che erano al solito jeans. Non era elegante, ma sembrava meno uno studentello. Nellaria cera sempre della musica che suonava ma il volume era moderato. Lara osserv nuovamente lingresso vuoto, quasi con familiarit, e prest pi attenzione agli oggetti alle pareti. In particolare la sua attenzione fu attirata da una foto in bianco e nero. Era una stampa abbastanza grossa che ritraeva una ragazza con i capelli lunghi su una spiaggia. La ragazza era di spalle, non cerano altre persone e dallabbigliamento doveva essere inverno quando la foto fu scattata. La cornice era fatta con
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dei listelli di una cassetta di legno di quelle in cui al mercato tengono la frutta. Qua e l erano trafitti dai grossi punti metallici con cui vengono tenute insieme le cassette. Erano mezzi arrugginiti. Il tutto risultava abbastanza malinconico. Non si ferm ad osservarla per non far notare il suo interesse ma fece scorrere gli occhi senza girare la testa man mano che le passava di fianco per cercare di guardarla il pi a lungo possibile. Mirko la accolse nuovamente nel salotto facendola accomodare sul divano in pelle nera. - Vuole qualcosa da bere? - No grazie. - Una birra, o un bicchiere di vino? Dopotutto quasi ora dellaperitivo. - No, davvero, la ringrazio. - Un caff? Il caff non era male, pens. - Beh un caff si, grazie. E sorrise abbassando un po lo sguardo. Sorrise anche Mirko sciogliendosi pure lui. - Allora lo metto su, poi se vuole iniziamo. - No. Cio non volevo dire questo, lintervista dovrebbe essere svolta senza interruzioni, la prassi. meglio che iniziamo dopo il caff in modo da non dover sospendere. Mirko la guard sorpreso. - Va bene, come vuole. Allora venga in cucina cos ci prendiamo il caff poi torniamo qui facciamo lintervista. Lara lasci il portatile sul divano e segu Mirko con curiosit, ottima mossa pens, cos avrebbe visto unaltra
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stanza della sua casa. Essendo dietro di lui mentre passarono di nuovo dal corridoio pot guardare meglio la stampa in bianco e nero senza che lui la vedesse. La inquietava ma allo stesso tempo la intrigava. Avrebbe voluto chiedere qualcosa in proposito ma invece tacque. La cucina era uno stanzone molto grosso e luminoso che dava sul cortile interno. Era tutto essenziale e molto ordinato. Non si immaginava tutto questo ordine da un uomo ma allo stesso tempo cerano pochi oggetti che facessero supporre una presenza femminile. Inoltre anche questa volta Mirko sembrava da solo in casa. Mirko inizi a trafficare per fare il caff e Lara si sent in dovere di dire qualcosa. - Complimenti ha una bella casa. - Grazie, mi ci trovo molto bene. - Beh si, la zona non niente male. Lo disse con una punta di sincera invidia. - Lho scelta apposta. Di nuovo quel sorrisetto beffardo. Il quartiere mi sempre piaciuto, fin da quando studiavo, poi ci sono venuto a lavorare, vicino al centro per cui - Che lavoro fa? - Lavoro allUniversit. Questo Lara lo sapeva gi, ma fece finta di nulla. - Ah, e in particolare cosa fa? - Sono un ricercatore, al dipartimento di storia contemporanea. - Ah, e quindi cosa fa? Mirko la guard col solito sorrisino che stava iniziando a
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conoscere, velato anche di una leggera stanchezza, come se fosse abituato a sentirsi questo genere di domande. - Faccio ricerca storica, in particolare storia sociale e politica degli ultimi trentanni. Fece una pausa guardando Lara per vedere la sua reazione ed aspettando ulteriori richieste di spiegazioni. Effettivamente Lara tradiva in volto una certa perplessit. Si stava chiedendo cosa diavolo si pu ricercare nella storia. Anche per lei un ricercatore era per forza di cose uno scienziato che traffica con provette e microscopi. Poi si rese conto che stava mostrando i suoi dubbi e ripropose un sorriso di circostanza facendo finta di aver capito. Ma Mirko con pazienza ricominci. - La maggior parte della gente non lo capisce cosa si possa ricercare nella storia. Pensano che la storia sia semplicemente una raccolta di nozioni inserite nei libri meccanicamente una volta per tutte e poi semplicemente riprodotte allinfinito. Si gir, accese il fornello e vi mise sopra la caffettiera. - Sa, sono abituato alla perplessit altrui, non ci faccio pi caso. Anzi di solito dico che insegno quando mi chiedono che lavoro faccio, cos la si fa breve. La gente ha poca fantasia, ma fortunatamente di solito ha anche poco interesse. E lei che lavoro fa? Cio, oltre che andare a casa della gente ad intervistarla su cosa comprano e perch non sar mica tutto qui il suo lavoro. - Beh no, anzi le interviste sono la parte minore, normalmente lavoro su archivi digitalizzati per costruire
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profili Si ferm rendendosi conto che stava scivolando su un tono troppo confidenziale, non era professionale. - se non le dispiace magari ne parliamo dopo lintervista. - Certo, lintervista innanzi tutto. Il caff fu pronto e lo presero direttamente in cucina. - Le spiace se ci diamo del tu sempre se lintervista lo consente. Ancora quel sorrisetto beffardo, le dava fastidio ma le piaceva, avrebbe voluto pi di soggezione da lui ma era innegabilmente affascinante il suo modo di fare. Va bene, pens, giochiamo a modo tuo che ti faccio vedere io. - Certo, lintervista lo consente. E lo guard decisa negli occhi cercando di sfoderare tutta la sua bellezza di cui conosceva bene leffetto che aveva sugli uomini. Effettivamente Mirko lo sub, tornando serio e cercando di giustificarsi. - No, perch tutto sommato mi sembra che abbiamo pi o meno la stessa et poi deve sapere che io sono poco abituato alle situazioni formali - Ma non dovevamo darci del tu? Adesso era lei che rideva beffarda. Mirko rest un attimo senza parole poi si sciolse in un timido sorriso ridendo di s stesso. Si. - Beh io mi chiamo Mirko. E tese la mano per presentarsi. Lo sapevi gi per va b piacere di conoscerti. - E io mi chiamo Lara. Ed era soddisfatta di avere
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recuperato il controllo della situazione. - Ma adesso facciamo lintervista che ti sto gi facendo perdere un sacco di tempo. - Non ti preoccupare, ho molto tempo a disposizione, queste pratiche importante che si svolgano senza fretta. Tornarono in salotto e fecero lintervista. Mirko risult un consumatore decisamente atipico, non era interessato agli abiti firmati, non aveva lautomobile, non guardava la televisione, non andava quasi mai al cinema, i libri li prendeva in prestito nelle biblioteche, viaggiava sempre fuori dalle feste comandate e, cosa che pi interessava a Lara, viveva solo in quella casa vuota pi grande di quella piena di mobili, elettrodomestici e complementi darredo in cui lei viveva con Giorgio. La intrigava questo strano tipo cos diverso da tutte le persone che era abituata a frequentare. Per certi versi le sembrava un disadattato eppure sembrava cos sereno. Alla fine dellintervista Lara chiuse il portatile e porse a Mirko il pacchetto di depliant che illustravano le esclusive offerte che la Lakin gli dedicava come ringraziamento per la collaborazione. Mirko prese il plico senza neanche guardarlo. - Grazie per averci dedicato il suo tempo signor Favarino, la sua collaborazione ci molto preziosa, deve sapere che le informazioni che ci ha fornito sono strettamente - Ma non ci davamo del tu? Lara arross impercettibilmente, poi riprese il controllo. - Si certo, grazie Mirko, sei stato molto gentile, nella
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brochure che ti ho dato ci sono anche i miei contatti, per qualsiasi richiesta di chiarimenti non esiti non esitare a contattarmi. Se non le se non ti dispiace potrei contattarti via telefono o mail per chiederti ancora qualche informazione. Non detto che accada ma alle volte pu essere necessario - Nessun problema. Alle volte capita anche a me di trovare gente che fa mestieri strani e io sono molto curioso. Si salutarono sulla porta con dei timidi ciao e di nuovo Lara si trov a passeggio per il quartiere. Era felice. Veramente curioso il signor Favarino, forse avrebbe potuto davvero farne un case study interessante. Erano quasi le 20 quando arriv alla metropolitana ma non le importava nulla, tanto non aveva niente da fare e nessuno laspettava. La sera non usc, Mariella era occupata con il suo fidanzato, sent brevemente Giorgio, mise su un film senza guardarlo e poi and a letto presto continuando a pensare alle tante cose che Mirko le aveva detto.

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Capitolo 4 Domenica sera Giorgio rientr tardi, Lara era gi a letto, lo sent nel dormiveglia, lui non la cerc e lei si gir dallaltra parte. Il fine settimana era passato lento e noioso. Il mattino dopo si incrociarono distrattamente in corridoio tra la doccia delluna e quella dellaltro. Nessuno dei due aveva voglia di parlare, a parte due parole a colazione rimasero in silenzio. Durante il viaggio in macchina Radio news ed i suoi spigliati deejay si impadronirono dellabitacolo nel disinteresse generale. Arrivati in sede si separarono per raggiungere i rispettivi uffici con un semplice cenno del viso. Lara aveva un pessimo umore e non sapeva perch. Ma non lo voleva nemmeno sapere, era apatica. Anche Giorgio non aveva voglia di interagire ma Lara non ci fece nemmeno caso. Anche se non si mossero dalla sede, praticamente si evitarono per tutto il giorno, anche per pranzo Giorgio si defil per parlare di lavoro con Mantegazzi. Finalmente arrivarono le 18. Non ne poteva pi di quel giorno Lara, lumore da apatico volgeva adesso al rabbioso, continuava a non sapere n chiedersi perch. Dopo un inizio in silenzio in macchina cominci a sbottare. - Dobbiamo andare da Mundi. Giorgio non fece una piega. - Adesso si va verso il bello e bisogna prendere della biancheria primaverile per la casa. Giorgio continuava a tenere lo sguardo fisso sulla strada davanti a se.
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- Poi dobbiamo fare il cambio di stagione degli armadi e portare in cantina la roba invernale. Ho visto sul catalogo dei contenitori da imballaggio per i vestiti che ci servono. Anche per quelli dobbiamo andare. Giorgio adesso fissava la targa della macchina in coda davanti a loro. - Poi le piante. Quelle dellanno scorso sono morte tutte. Dobbiamo prenderne di nuove. Dobbiamo assolutamente Pi parlava e pi Giorgio non diceva nulla e pi il tono di lei si faceva stridulo e acuto. - Possiamo andare gioved dopo il lavoro, oppure venerd. - Lara - Sabato no che c il battesimo della figlia di Alice. Oh cavolo, devo anche prendere qualcosa da mettermi. - Lara - Gioved, gioved, si lunica possibilit. - Lara. Si gir verso di lui guardandolo come un estraneo. Lara sembrava una persona che si appena riavuta dopo uno svenimento e non sa dove si trova. Lui rest un attimo in silenzio come a cercare le parole. - Lara io ti dovrei parlare. Lo guard interrogativa e stizzita, che voleva adesso? - Lara, io ci ho pensato un po. Cosa stava dicendo? Lei era stanca, era solo luned e gi si preannunciava una settimana dura, dovevano decidere quando andare da Mundi. - Lara. Fece una pausa. Io non sono pi innamorato.
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Lara rimase a guardarlo intontita. - Cosa stai dicendo? Era la frase pi sincera che avesse mai pronunciato. Davvero non capiva cosa stesse dicendo. Erano arrivati sotto casa e Giorgio aveva fermato la macchina in seconda fila senza entrare nel garage. - un po che ci penso. Credo che non abbia pi senso. Il cervello di Lara girava a mille ma a vuoto. Cercava disperatamente di capire qualcosa di diverso da quello che stava sentendo. Non era possibile, non era logico, non era nemmeno concepibile. - Cosa? - Lara io non sono pi innamorato, lo sono stato, ma a ben pensarci gi da qualche tempo che non va pi. Gli occhi di lei si arrossirono ma tenne duro per non far uscire le lacrime dalle palpebre. - stato bello ma ormai non ha pi senso. Era stordita, frastornata, non era pronta. Cosa stava succedendo? Era un pugile suonato che vaga per il ring a casaccio senza neanche capire da dove gli arrivano addosso i colpi. Doveva essere uno scherzo, o un incubo oppure unallucinazione. Era semplicemente senza senso. Cosa stava dicendo Giorgio? - Cosa vuoi dire? Giorgio adesso guardava fuori, appariva freddo, determinato, glaciale. Questo era ancora pi inconcepibile. La stava mollando, e la stava mollando senza la minima emozione. Non poteva essere cos distaccato, cos insensibile. - Cosa significa tutto questo?
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Ripet, visto che Giorgio non diceva nulla. - Vuol dire che dobbiamo andare oltre - Cosa vuol dire andare oltre? - Cos non possiamo pi - Cos come? Giorgio rimase zitto mentre lespressione di Lara era diventata una smorfia. - Cos come? Giorgio continuava ad essere una maschera di ghiaccio, ma non la guardava in faccia. - Io domani e mercoled sono via in centrale. Lara lo guardava fisso con gli occhi sgranati mentre lui guardava fuori dallabitacolo in un punto inesistente nella strada. - Poi pensavo di trasferirmi nel residence dove mandiamo i nostri manager in trasferta. Lara era ormai allo stato vegetativo, sentiva quelle parole come un individuo in coma sente i rumori attorno a lui. La sua testa si rifiutava di pensare. - Credo che sia meglio. Magari subito mi porto via i vestiti, poi con calma vediamo per il resto Mi sta liquidando. Un pensiero si riaffacci prepotente nella testa di Lara. - Vediamo come va. Mi sta liquidando. - Lasciamo passare del tempo Mi sta liquidando. - Per il lavoro non ci sono problemi non preoccuparti, siamo in uffici differenti.
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Mi sta liquidando. - Poi vedrai che tra qualche tempo ci rideremo su Mi sta liquidando. Si ridest, reag. - Cosa significa questa pagliacciata? Adesso era dura, o almeno ci provava e Giorgio non disse nulla ed allontan ancora di pi lo sguardo. - Cosa significa Giorgio? Cosa stai dicendo? Lo guardava e non lo riconosceva, sembrava un estraneo, sembrava lo fosse sempre stato. Un attimo prima era il solito Giorgio e adesso era uno sconosciuto. - Questa me la devi proprio spiegare, come possibile che di punto in bianco - gi da un po Lara. La fer anche il suo nome pronunciato freddamente in mezzo a tutte quelle parole assurde. - Va bene va bene. Vediamo cosa succede. Ritrov il suo orgoglio e si disse vediamo dove te ne vai senza di me. Cal il silenzio e Lara si impegn a dimostrarsi dura e insensibile. Non si dissero pi una parola, non mangiarono ed andarono a dormire presto, ben lontani nel letto della Naturlich con doghe in palissandro. Lara resse la parte di quella che non le fregava niente ma al buio le lacrime le rigarono silenziosamente il volto mentre si domandava in continuazione cosa stesse succedendo. Pass praticamente la notte in bianco ma quando sent Giorgio alzarsi finse di dormire. Poi quando lui era gi praticamente pronto per uscire, forse per sempre, si alz e lo affront nellingresso. Lo guard con severit ma non disse nulla. Lui abbass lo sguardo, poi le disse ciao e fece per
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darle un bacio sulla guancia ma lei allontan il viso orgogliosamente. Se voleva fare il duro che lo facesse fino in fondo. Lui non insistette ed usc senza pi guardarla. La porta si chiuse, sent lascensore andarsene ed il magone arrivare. Ma poi reag, vediamo dove vai, pens. Adesso te la faccio vedere io. Ormai di dormire non se ne parlava pi ed allora si prepar per affrontare la giornata. Dedic tempo e cura ad acconciarsi e truccarsi per mascherare le occhiaie ed i tratti tirati. Poi scelse con cura gli abiti da mettersi cercando di essere estremamente femminile. Voleva che il mondo cadesse ai suoi piedi, avrebbe visto quellidiota di Giorgio cosa si perdeva. Sarebbe tornato strisciando. Prima di uscire si guard soddisfatta allo specchio, lespressione era dura ma decisa. Poi ebbe un attimo di dubbio. Forse non sarebbe tornato, forse faceva sul serio. Si sent sul punto di piangere e si fece forza. Distolse lo sguardo dallo specchio, non lo reggeva pi. Al diavolo quellidiota, sono la pi bella del mondo. Arriv in ufficio tesa come una corda di violino, si sentiva addosso gli occhi di tutti, anche se in realt attorno a lei cera la solita apatia del mattino presto. Temeva in particolare Matilde, lei lavrebbe scoperta, non voleva per confidarsi con nessuno, non voleva prenderla come una cosa seria, forse era solo uno sfogo e sarebbe rientrato cos come era esploso. Non voleva chiacchiere inutili. Visto che non aveva dormito era arrivata in ufficio prima del solito, Matilde non cera ancora e si concentr da subito nel farsi vedere molto occupata per limitare al massimo le
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discussioni. Sguardo fisso sul monitor anche se la testa volava lontana macinando paranoie e pensieri ossessivi. Fortunatamente Matilde non era in vena quella mattina, salut nervosamente senza degnare di particolari attenzioni Lara e contrariamente al solito pass la mattinata in silenzio. Lunico brivido ci fu quando ad un certo punto, senza preavviso, domand: - Ma Giorgio oggi non c? Lara sent un brivido correrle lungo la schiena ma non perse la calma e rispose con dissimulata normalit. - in centrale. Matilde fu soddisfatta della risposta e torn a quello che stava facendo. Per pranzo Lara si disimpegn con la scusa di andare a vedere i saldi di Marietti per cercare qualcosa da mettersi al battesimo della figlia di Alice. Non avrebbe retto la situazione conviviale del pranzo, oltretutto di mangiare non se ne parlava proprio, aveva lo stomaco di pietra. Cammin e cammin e cammin. Non si ferm un attimo per tutta la durata della pausa pranzo, non ce la faceva, doveva tenersi in movimento. Non aveva una meta, semplicemente non voleva fermarsi Passava davanti ai negozi senza neanche uno sguardo, mentre normalmente anche quando era di fretta non riusciva a non buttare un occhio a qualunque vetrina incrociasse nel cammino. In testa continuavano a rimbalzagli le solite domande ripetute. Perch? Cosa era successo? Perch era cos freddo e lontano Giorgio? Come poteva essere cambiato tanto dalloggi al domani? Non sembrava nemmeno lui. Come poteva fare a meno di lei? Di risposte
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neanche lombra. Fece un giro lunghissimo cercando di allontanarsi il pi possibile dallufficio, non voleva che la vedesse nessuno. Al momento di rientrare avrebbe voluto continuare il suo vagare allinfinito, e invece respir profondamente, si specchi in una vetrina per proporre una faccia credibile e rientr in ufficio. Matilde era sulla porta dellufficio con Paoletta Desideri. - Hai trovato qualcosa? - Mah, niente di interessante, ci penso ancora qualche giorno. - Ciao Lara. - Ciao Paoletta. - Tutto bene? Lara rimase in silenzio un brevissimo attimo in cui Paoletta la guard con occhi interrogativi e pietosi al tempo stesso. - Si, si tutto bene grazie. E prosegu andando a nascondersi dietro il monitor approfittando del fatto che Matilde aveva ripreso come niente fosse il discorso che stava facendo prima del suo arrivo. Arriv a fine giornata stremata. Ma nessuno sembrava essersi accorto della sua stranezza. Usc finalmente dal palazzo ed inizi nuovamente a vagare senza direzione. Non ce lavrebbe fatta a infilarsi subito nel tunnel della metropolitana e poi non ce la faceva pi a reggere da sola, aveva bisogno di sfogarsi con qualcuno. Prese il telefono e chiam Mariella. - Ciao Lalla!
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Arriv allegra la voce di Mariella e Lara croll. - Giorgio mi ha lasciata. Iniziarono a scendere le lacrime. - Lara? - Giorgio mi ha lasciata. La voce adesso si impastava col pianto. - Lalla cosa dici? Adesso rispondevano solo pi i singhiozzi, Lara si lasci andare ad un pianto liberatorio. La gente che incrociava sul marciapiede la guardava di sottecchi e la scansava. - Lalla dove sei? Ma Lalla, come ormai da tanti anni la chiamava solo pi Mariella, non ce la faceva pi nemmeno a rispondere, doveva solo piangere tutta la sua disperazione. - Lalla ti raggiungo, dimmi dove sei, io tra dieci minuti esco e corro da te. Ancora lacrime amare e singhiozzi. - Lalla dimmi solo dove sei ed aspettami l. - Vengo io in biblioteca. Lara trov finalmente la forza di rispondere. - Va bene ma stai tranquilla. Mariella se la port a casa per la notte, non ce la poteva fare a starsene da sola in quella casa quella sera. Fu molto premurosa, cerc di tranquillizzarla, le disse che era presto per fasciarsi la testa, insomma che tutto era precipitato troppo in fretta e sicuramente cerano ancora cose da dirsi e da fare. Riusc anche a farle mangiare due bocconi, poi come una mamma le prepar una tisana e la mise a letto. Lara non era
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propriamente serena ma se non altro adesso ci che predominava nella sua testa non era pi langoscia ma la stanchezza. Si addorment di botto tuffandosi in un sonno nero e senza sogni.

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Capitolo 5 Come si era addormentata di botto cos il risveglio fu per Lara brusco e senza ritorno. Spalanc gli occhi nel buio della camera di Mariella irrigidendosi come un baccal e saltando fuori dalle lenzuola come un pupazzo a molla. Un senso di angoscia profondo e soffocante la opprimeva. Per un paio di secondi stette malissimo, avrebbe urlato se non fosse stata paralizzata da un terrore sconosciuto quanto infinito. Poi pass, riconobbe nella penombra il profilo della casa di Mariella, i muscoli si rilassarono, torn sdraiata e pens Giorgio mi ha lasciato. Nonostante tutto, le coccole e le parole dolci di Mariella lavevano, per quanto possibile, rasserenata. Doveva pensare con calma a cosa non andava nel rapporto tra lei e Giorgio, dargli il tempo di rendersi conto di quello che aveva fatto e di cosa voleva dire lasciarsi. Poi avrebbe dovuto essere disposta a parlargli, qualcosa probabilmente aveva sbagliato e forse era il momento di ammetterlo e cercare di ripartire in modo diverso. Le reazioni di orgoglio erano fuori luogo. Quando sarebbe tornato Giorgio avrebbero dovuto parlare un bel po. Non poteva finire tutto cos, non aveva senso, senza un preavviso. Nel frattempo doveva cercare di riflettere e di capire cosa aveva sbagliato. Pass da casa a cambiarsi e poi and in ufficio. Si vest molto sobria, non voleva dimostrare niente a nessuno quel giorno, era il tempo della riflessione, non dellazione. Il secondo giorno non le pes come il primo, non aveva pi quella paura di essere scoperta, erano fatti suoi e basta. Si
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mise al lavoro di buona lena prendendosi tutti gli incarichi possibili e anticipando tutto quello che poteva dal lavoro dei giorni seguenti. Doveva tenersi occupata, comunque funzionava. A pranzo si concesse ai colleghi, dopo due giorni di digiuno iniziava ad avere fame, anche se di voglia di mangiare proprio non se ne parlava. E poi non voleva far vedere che cera qualcosa che non andava. Era abbastanza serena da gestire la situazione e cos and con Matilde, Moscardini e Paoletta Desideri alla Gastro-Boutique appena aperta a due isolati dallufficio. Al solito Moscardini spargeva miele su tutte e tre le colleghe, ma per una volta a Lara non diede fastidio. - Guarda devo dire che tu gestisci benissimo le transazioni con i client. - Davvero? - Si, saresti un ottimo seller. - Ma io non voglio - Certo, non volevo dire che dovresti cambiare specifiche, anzi sei perfetta per il tuo profilo, o meglio per la tua carriera perch te lo dico sul serio, secondo me potresti tranquillamente avere un paio di posizioni in pi. Mentre parlava la guardava dritta negli occhi ed aveva sempre il sorriso sulle labbra. La faceva sentire importante, il centro del mondo. Lara sapeva bene che met delle cose che diceva erano bugie ma le diceva per lei, perch era bella, perch piaceva. Ne avrebbe trovati di ammiratori, quanti ne voleva, alla faccia di Giorgio. Si sentiva gi pi forte. - Trovi? Diede corda a Moscardini per farsi lodare
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ancora. - Si, anche al meeting con i Supermercati Migliore, che non era una tua competenza, diciamolo, perch hai pienamente ragione a pretendere un trattamento che valorizzi le tue specifiche. Sia ben chiaro. Comunque, anche con i Migliore sei stata splendida. Sei proprio portata per gestire le work-relations. - Gi, tra laltro dovresti ancora inviarmi il report, passata quasi una settimana. Si intromise acida la Paoletta. Lara le lanci uno sguardo di odio profondo. Fu sorpresa da unaggressivit che non si aspettava dalla sempre cos dolce Paoletta. Brutta stronza, cos, sei gelosa? Solo perch Moscardini fila me e no te? Per aveva ragione, tra una cosa e laltra se lera dimenticato il report dei Migliore. - Hai ragione, mi sono arrivate delle urgenze, ma per oggi te lo invio. Si pent di quello che aveva pensato ma comunque percep un certo astio ingiustificato da parte di Paoletta. Ci pens ovviamente Moscardini a chiudere il sipario sul piccolo incidente diplomatico. - Ma non ti preoccupare, non ho ancora inoltrato il Business feedback dei Migliore, tu spedisci a me che poi penso a tutto io, ho gi il report della Paoletta che il nostro orologio svizzero. Non perde un colpo. E dispens un gran sorriso infiocchettato dal suo sguardo conturbante anche alla Paoletta che abbozz un sorriso, poi torn a mostrare il broncio da ragazzina permalosa. - Eh ragazze, sono fortunato ad avere delle collaboratrici
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del vostro livello, ed anche della vostra bellezza. Moscardini riusciva con disinvoltura a distribuire sorrisi, sguardi e complimenti anche a tre o quattro donne contemporaneamente. Fece bene a Lara quel pranzo, rientr in ufficio tranquilla e propositiva. Il giorno dopo sarebbe tornato Giorgio e lei gli avrebbe fatto un bel discorso. Aveva ragione, forse nellultimo periodo era stata un po assente. Avevano parlato troppo poco, ma adesso potevano recuperare, potevano ricominciare su presupposti diversi e pensare concretamente ad un futuro diverso. Si sarebbe ripresa il suo uomo, ne era certa. Non poteva che essere un colpo di testa, che Giorgio non riesce a dire le cose e per farlo ha bisogno di questi colpi di teatro. Il pomeriggio lo pass a pianificare cosa avrebbe detto il giorno dopo a Giorgio. La sera port con s una recrudescenza di angoscia ma era abbastanza in controllo, adesso aveva un obiettivo, un piano su cosa fare e questo sedava la paura infinita che restava sul pianerottolo della sua mente. Doveva riposare, aveva qualcosa di importante da fare il giorno dopo e voleva arrivarci pronta. Il mattino dopo si svegli presto e si prepar attentamente, tutto doveva essere perfetto e studiato. La giornata in ufficio fu uninutile attesa per lunica cosa che dava un senso a quel giorno. Lara pass il tempo a guardare lorologio ed a provare e riprovare mentalmente il discorso che voleva fare cercando di immaginare cosa le avrebbe detto Giorgio e cosa avrebbe potuto controbattere lei. Sapeva che Giorgio sarebbe tornato con laereo della sera, lei lo aspett a casa e gli
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ultimi minuti di attesa furono i pi duri, andava avanti e indietro per la casa come un leone in gabbia. Finalmente sent lascensore arrivare e finalmente non fu un falso allarme. Sent la chiave nella toppa e la serratura scattare ed il cuore le balz in gola. Ecco Giorgio, era sempre freddo come un pezzo di ghiaccio, ma il viso era un po tirato, sembrava meno deciso rispetto a tre giorni prima. Silluse di intravedere un barlume del suo Giorgio. - Ciao. Disse lui stancamente. - Ciao. Rimasero in un silenzio imbarazzato. Lara cercava il suo sguardo che cercava invece di attraversare i muri. - Giorgio. Si avvicin a lui tenera. Lo abbracci, lui la lasci fare. Lo strinse forte annusando profondamente il suo odore, ma lui era passivo come un pupazzo. Ce laveva l tra le mani ma lo sentiva lontano anni luce. Non cera Giorgio, per lo meno non il suo. - Io penso che dovremmo parlare. Giorgio fece una faccia infastidita. - Forse sono stata troppo assente ultimamente, ma adesso voglio ascoltarti, capire cosa c che non va. Parlava piano, scandendo bene le parole. - Lara Avrebbe voluto che le dicesse qualcosa, e invece stava l senza neanche guardarla. - Amore, sono qui. Ti ascolto, la risolveremo insieme. - Lara Di nuovo quel silenzio che la feriva e lo faceva ancora pi
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distante. - Cosa c amore, cosa succede? Perch non mi dici niente? - Perch non c nulla da dire Lara. Mi dispiace ma finita. - No. Non finita, non pu finire cos. Parliamone, troviamo una soluzione, non possiamo buttar via cos la nostra relazione. Proviamo a ripartire in modo diverso. - Lara, lascia passare del tempo. Vedrai - Come lascia passare del tempo? Perch? Senti, andiamo a Praga e ne parliamo con calma, ci rilassiamo e vedi che - Lara, ti prego. - Che senso ha? - Vedrai che poi andr meglio. Adesso meglio che stiamo lontani. Lasciamo passare del tempo. Poi ci rivedremo, non ti preoccupare, ma adesso meglio cos. Si stacc da lei ed inizi a trafficare senza pi guardarla. Lei lo osservava con lo sguardo fisso ed assente di una cavalletta, il viso tirato e la schiena rigida. - Prendo solo un paio di valige di vestiti e qualcosaltro, poi il resto passo in settimana, magari un pomeriggio. Quando lei non cera. Ma Lara non lo ascoltava pi, la sua mente si era assentata, si rifiutava di pensare, si era spenta per evitare di affrontare langoscia e la sofferenza. Lo osserv con indifferenza mentre in silenzio si riempiva le valige di abiti ed effetti personali. Lui non disse niente e quando si trov sulla porta con le valige in mano alz solo una mano per salutarla senza
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neanche guardarla. Poi si chiuse la porta alle spalle. Lara rest l immobile in mezzo alla stanza senza batter ciglio. Sent il motore dellascensore, le porte aprirsi, richiudersi e di nuovo il motore dellascensore. Poi pi niente. Croll in ginocchio sul pavimento e proruppe in una pianto disperato. Rest cos accovacciata per terra per un tempo lunghissimo. Non ce la faceva a muoversi, non voleva nemmeno alzare lo sguardo su quella casa in cui tutto le ricordava Giorgio, momenti e vissuti che di colpo sembravano provenire da unaltra vita, dalla vita di unaltra. Si stringeva forte chiudendosi a riccio ed avrebbe voluto stringere lui che adesso chiss dovera. Quando ebbe finito tutte le lacrime che aveva in corpo era ormai buio da un pezzo ed alla fine trov la forza di trascinarsi nel letto ma nonostante la stanchezza non riusciva a dormire. Ogni tanto aveva degli spasmi che gli facevano stritolare le lenzuola tra le dita, poi si quietava di nuovo e sperava di dormire per non pensare pi a niente. Doveva reagire, doveva attaccarsi a qualche speranza, a qualche pensiero anche assurdo, aveva il disperato bisogno di un motivo per continuare a vivere che non fosse la semplice ottusit delle sue cellule. Ma alla fine vinse il corpo che la fece crollare nel nulla.

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Capitolo 6 Si svegli nuovamente in un baratro di angoscia, ma la luce che entrava dalle tapparelle che non aveva tirato gi la sottrasse prontamente al panico. In compenso la vista dei mobili che aveva comprato da Country House con Giorgio e del letto vuoto la proiettarono direttamente nella depressione. Facendo ricorso a tutte le forze che le rimanevano si convinse che doveva reagire. La partita era appena cominciata ed era tutta da giocare, a cominciare dallufficio. Per prima cosa doveva confidarsi con Matilde per togliersi la scimmia dalla spalla. Le disse che lei e Giorgio si erano presi una pausa di riflessione. - Poverina! Mi dispiace, ma vedrai che poi si sistema tutto. Sembrava sinceramente toccata Matilde, lei sarebbe morta al suo posto, ma quel poverina fer profondamente Lara, per quanto non le avesse detto chi aveva preso la decisione gi si sentiva addosso lonta dellabbandono. Dopo essersi confidata con la collega pot dedicarsi alla cosa pi importante: doveva studiare attentamente il comportamento di Giorgio. Simulando indifferenza cercava tutte le occasioni per incrociarlo nei corridoi e farsi vedere felice ed indifferente, eventualmente andando poi a piangere in bagno di nascosto. Ma Giorgio spesso era via dallufficio. Quelli erano i momenti peggiori. Non sapere dove fosse e cosa facesse la faceva impazzire mentre quando lo sapeva nellufficio al piano di sopra, anche senza parlargli e
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vederlo, si sentiva pi tranquilla. Dopo una settimana di quella vita aveva gi costruito le sue routines. La mattina il primo pensiero era di angoscia, poi subentrava la depressione, quindi, dopo qualche attimo, lidea di dover andare in scena sul palcoscenico dellufficio le dava la forza di affrontare il nuovo giorno nella speranza di novit. La sera invece, uscita dallufficio, la giornata perdeva di senso e tornata a casa aveva solo voglia di dormire per non pensare ed arrivare il pi in fretta possibile al domani. Un giorno le capit di uscire in missione con Moscardini. Mentre rientravano in macchina come suo solito lui la stava riempiendo di complimenti. - Lara, non trovi che sia splendida questa serata? Ah, una stagione meravigliosa, vero? - Si. - una di quelle sere che non vorrei mai rientrare a casa. - Si, molto bella. - Sai una cosa? In serate come questa mi piace andare a bere un aperitivo dopo lufficio, tu cosa fai questa sera? Ci stava provando? - Mah, niente di particolare. - Ti va di fare due chiacchiere davanti ad un buon bicchiere di vino? Perch no? Piuttosto che tornare a casa a magonare era meglio passare unoretta in compagnia. - Dovrei fare delle cose a casa - Qualcosa che non puoi fare domani? - Beh
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- E allora festeggiamo la primavera che arriva. - E dove vorresti andare? - Possiamo passare al FoodForMind, c una vista sul fiume spettacolare e hanno una grande scelta di vini. E ci andarono. Cerano giovani manager incravattati che bevevano Martini con loliva parlando di lavoro, coppie pi o meno illegali che sorseggiavano calici di vino accompagnati da tartine minimaliste e varie tipologie di sfigati con vestiti firmati dai marchi ben in vista che cercavano un po di gloria pagando una consumazione il doppio del suo valore. Larredamento seguiva le ultime tendenze del design. Il bancone in leggera penombra era contornato da sgabelli in alluminio dalle linee essenziali mentre contro i muri cerano dei tavolini con ai lati luci al neon schermate per chi voleva restare un po in disparte. Lara e Moscardini si accomodarono in un tavolino posto a lato della vetrata da cui si poteva osservare la piazza ed il fiume. Dopo pochi luoghi comuni arrivarono al dunque. - Come stai Lara? Ultimamente ti vedo un po gi. Mi sbaglio? Lara inclin il capo e guard oltre la vetrata. Temeva questa domanda, ma allo stesso tempo aveva voglia di arrivarci. Il cambio dei rapporti tra lei e Giorgio era evidente a tutti in ufficio ma rappresentava una sorta di tab di cui nessuno parlava e su cui nessuno osava fare domande. Fu grata a Moscardini per la sua discreta indiscrezione, aveva voglia di confidarsi. - Io e Giorgio ci siamo lasciati. Venne subito al dunque senza girarci attorno. Si sent
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alleggerita tanto che gir lo sguardo verso gli occhi di Moscardini senza farsi nessun problema. - Mi dispiace. Non era vero ma recitava bene. - Grazie, ma sono cose che succedono. Cos adesso lo sai. - No, io non volevo - Non importa Marco. giusto che lo sapessi. Tanto prima o poi lo avresti saputo comunque. In realt lo sapeva gi ma mantenne il ruolo dello stupito. - per questo che magari mi vedi cos in questo periodo. Bevve un sorso di vino e torn a guardare lontano oltre la vetrata. Lungo il fiume scorrevano passanti pi o meno affrettati. Per un attimo si sofferm su una giovane coppia che procedeva lentamente. Camminavano mano nella mano parlando e guardandosi in faccia. Sembravano felici. - Non ti buttare gi, sei una donna piena di risorse. Lara si gir nuovamente verso Moscardini sorridendo senza aprire le labbra. Non si capiva bene se volesse dirgli grazie o se ridesse di lui. Rise anche Moscardini col suo sorriso maliardo e la situazione si sciolse. - Alle donne piene di risorse allora. Fece Lara alzando il bicchiere, e gli scappo da ridere sul serio. - E agli uomini stupidi che non le sanno capire. Brindarono e scoppiarono in una risata complice. - Adesso per parliamo di altro, dimmi qualcosa di te. Lavoriamo insieme da due anni e non so nulla di te. Che ne so, quali sono i tuoi hobbies? - Hobbies? Lara aggrott la fronte sorpresa della domanda - Mah, mi piace il decoupage.
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- Ma dai! Davvero? E cos proseguirono. Giorgio era momentaneamente passato in secondo piano nella testa di Lara, cera sempre ma sfumato, sullo sfondo. Pi che altro ogni tanto Lara pensava che le sarebbe piaciuto la vedesse in quel momento. Non sarebbe pi stato tanto indifferente. Al primo bicchiere di vino ne segu un secondo e poi un terzo e nel frattempo si fece buio. Poi Lara disse che era ora di andare, Moscardini pag il conto e furono in strada. - Grazie Marco, mi ci voleva. - Non mi ringraziare Lara, anchio avevo bisogno di una serata cos. Sai, sempre a correre per il lavoro, che da soddisfazioni, ma poi uno non ha mai un minuto da dedicare a se stesso. E a qualche persona speciale Lasci la frase in sospeso con enfasi. Lara era finalmente serena dopo tutti quei giorni neri ma adesso voleva ritirarsi e non volle cogliere. - Beh, meglio che vada, domani se no sar un disastro, non sono pi abituata ai bagordi. - Ti accompagno. - No, non preoccuparti prendo un taxi. - Non se ne parla nemmeno, ti ho portato io qui e ti riporto io a casa. - Va bene. Furono nuovamente in macchina, ma in questo viaggio non parlarono molto. Moscardini sintonizz la radio sul night breeze di Class Radio. Lara si immerse nei suoi pensieri. Stava rivalutando Moscardini. Che colpo sarebbe stato per Giorgio. La divertiva questa idea. Meglio lasciar stare.
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Arrivarono sotto casa e si fermarono pi o meno dove Giorgio le aveva comunicato che intendeva lasciarla. Moscardini spense il motore. - Beh, grazie del passaggio. E anche della serata, sei stato molto gentile - Lara stato un piacere. Si gir lentamente guardandola dritta negli occhi. - Era molto che non passavo una serata cos spensierata, Lara. Si stava lentamente avvicinando. - Sei una donna molto interessante. Fece scorrere discretamente un braccio dietro le spalle di Lara che restava ferma, ipnotizzata dal suo sguardo magnetico. Forse sarebbe stato meglio aprire la portiera e scappare via ma aveva bisogno di sentirsi desiderata. - Lara, sei bellissima. Si avvicin ancora e la baci. Lara accett le sue labbra, prima con timidezza, poi le assapor pi decisa. Si baciarono per qualche attimo, poi Lara si riprese e si stacc tirandosi indietro. - Scusami Marco. Forse non il momento. Sono confusa, scusami. In realt dalla confusione ci era appena uscita, adesso aveva le idee chiarissime ed aveva consapevolmente deciso che per quella sera bastava cos, poi domani avrebbe visto, soprattutto che effetto avrebbe fatto a Giorgio. - Lara, lasciati andare, forse ti farebbe bene. Tent ancora un affondo ma Lara lo respinse con gentilezza e fermezza al tempo stesso appoggiandogli la mano sulla
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bocca. - Scusami ma meglio non correre. Forse abbiamo bevuto un po troppo Moscardini non insistette ulteriormente. Lara gli diede un rapido bacio sulla guancia ed apr lo sportello. - Ci vediamo domani, grazie ancora. Magari pranziamo insieme, ti va? - Certo che mi va Lara. Gli lanci un bacio volante e spar nel portone di casa. Si addorment in pace pensando che poteva tranquillamente fare a meno di Giorgio, mentre lui sicuramente non avrebbe digerito questo fatto. Dorm un profondo sonno ristoratore. Il giorno dopo Lara si produsse in un gioco di equilibrismi. Fece di tutto per farsi notare da Giorgio mentre parlava con Moscardini, ma facendo bene attenzione a non compromettersi troppo con lui. Cos, sotto lo sguardo perplesso di Matilde, pass la giornata facendo avanti e indietro tra i vari uffici per cercare di cogliere i momenti giusti per mettere insieme quello strano terzetto. Quando sentiva passare Giorgio per i corridoi correva da Moscardini con una scusa qualsiasi per farsi vedere con lui, poi, dopo la sceneggiata, passato Giorgio, con un'altra scusa si sganciava. Non era intenzionata a concedersi a Moscardini, almeno non subito. Prima doveva capire che effetto sortiva su Giorgio, che per sembrava indifferente, nonostante lei si sforzasse di trovare in lui anche il minimo indizio di gelosia. A fine giornata Moscardini la attese alluscita per proporle unuscita a cena. Lei temporeggi finch usc Giorgio senza degnarli di particolare attenzione. A quel punto lumore le
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precipit in cantina, chiese velocemente scusa a Moscardini accampando scuse banali e se ne torn tristemente a casa da sola. Le certezze della sera prima erano gi sparite. Ricominci ad alzarsi in compagnia dellangoscia. Accus il colpo, poi pens che doveva comunque guardare avanti. E avanti cera Moscardini. Torn a cercarlo in ufficio. Ma lui si era gi stufato di lei, non era il tipo che butta via il suo tempo dietro ai cavalli perdenti. E cos con le belle parole che sapeva tanto bene usare inizi a negarsi adducendo varie scuse e giustificazioni. Lara non ne fu dispiaciuta pi di tanto. In fondo non le fregava niente di Moscardini se a Giorgio non faceva n caldo n freddo. Matilde si era fatta premurosa da quando Lara le aveva confidato la fine della sua relazione con Giorgio. Se la coccolava e cercava di distrarla in vario modo. Allo stesso tempo altre volte le stava vicino senza dir niente, solo per farle sentire la sua presenza, e questo Lara lo apprezz molto. Sembrava un parente ad un funerale, che tiene per il braccio la vedova pronto a sorreggerla in caso di mancamento. Un giorno la faccia composta e rispettosa di Matilde si tinse di toni pi foschi ed angosciati, ma Lara, presa come al solito dai suoi mille pensieri non ci fece caso. A pranzo si sfog come ormai faceva abitualmente esternando la sua impossibilit di capire come Giorgio fosse potuto cambiare cos rapidamente e radicalmente. Perch non aveva dato dei segnali di difficolt o di stanchezza? Matilde nel frattempo era passata dallangoscia al panico. Era pallida come un cencio, sudava freddo e lo sguardo era sbarrato. Se solo Lara le avesse chiesto qualcosa sarebbe
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sicuramente svenuta sul posto, ma Lara era talmente presa dalla sua filippica che Matilde le serviva solo come specchio per parlarsi addosso. Matilde riusc ad arrivare a fine pasto senza dire una parola, cosa che non le succedeva nemmeno quando aveva la tonsillite. Ma Lara continuava il suo soliloquio senza prestare alcuna attenzione alla collega. Rientrando in ufficio la solfa non cambi, era di pessimo umore Lara e per di pi Giorgio era fuori in trasferta da qualche parte e quindi non aveva nemmeno motivo di fingere serenit. Cos sputava senza remore il suo veleno di rabbia e delusione. Passando davanti a Delicatessen incontrarono Moscardini che civettava con la Paoletta Desideri. Lei sghignazzava felice e orgogliosa delle sue smancerie. Per Lara non era il giorno di lasciar passare una cosa del genere. - Ciao Marco, hai trovato un po di tempo libero per concederti un pranzo con una collega? Una delle tante. Moscardini non si scompose e lasci cadere la provocazione sfoderando il solito sorriso di latta. - Ciao Lara, come va? - Bene, io. Lo fulmin con lo sguardo ma la sua impermeabilit la fece arrabbiare ancora di pi. Cos si sfog con la Desideri. - Oggi il tuo turno Paoletta? Matilde intanto osservava atterrita la tempesta che stava per scatenarsi. Pensando Non farlo Lara! ma senza riuscire a emettere alcun suono dalla bocca. - Chiss quante cose belle che ti ha detto, le dice a tutte, non crederti speciale. Non ti ha chiesto i tuoi hobbies?
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Paoletta non aveva intenzione di subire senza replicare. - Cos sei gelosa? - Chi io? Ma figurati, ho altro a cui pensare. - Ecco, pensa ad altro allora. Anche Moscardini vide le nubi annerirsi e cerc di intromettersi per stemperare i toni. - Suvvia ragazze, lasciamo stare Ma le ragazze ormai erano andate troppo in l. - Lo so io a cosa pensare, non c bisogno che me lo dica una sfigata come te. - Ah, lo sai? Certo, lo sai cos bene che ti sei fatta fregare il tuo Giorgio proprio sotto il naso. - Brutta stronza lascia stare me e Giorgio che tu non sai un cazzo. Lara le fu addosso in un attimo, fronteggiandola faccia a faccia a brutto muso. Moscardini e Matilde cercarono di frapporsi tra le due giovani donne senza riuscirci. Le due, con gli occhi iniettati di sangue non vedevano altro che luna laltra. Le voci si erano alzate ed alcuni passanti si fermarono a debita distanza ad osservare la scena. - E tu cosa credi di sapere oca? - Lascia stare me e Giorgio che ti strappo quella scopa che chai sulla testa. - Dove credi che sia adesso il tuo Giorgio? Moscardini e Matilde vedevano luragano che si scatenava ma non riuscivano a fermarlo. - Smettila di parlare di Giorgio. Adesso le tenevano fisicamente lontane ma non riuscirono a zittirle.
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- Con chi credi che vada sempre in trasferta il tuo Giorgio eh? - Cosa - Te lha fatta proprio sotto il naso. Adesso era comparso un sorriso perfido sul viso della Paoletta. Mentre Lara perdeva slancio. - Cosa dici - Sempre in giro: in centrale, a Francoforte, al convegno di qua, al meeting di l - Co - E non portava mai te. Te lo sei chiesto perch? - Basta Paoletta, non Moscardini cerc di intromettersi ma la Paoletta aveva azzannato e non voleva mollare la preda, mesi di invidia e rabbia sopite le bruciavano dentro ed ora aveva loccasione di vendicarsi. - Stai zitto tu! Che le faccio anche un favore alla signora sono la pi figa. Tanto prima o poi lo deve scoprire no? Lo sanno tutti tranne lei. E proruppe in una risata secca e isterica che si piant come un coltello nellanima di Lara. - Povera scema, ti sentivi cos importante eh? Ad essere la donna del capo. Per adesso il capo si scelto unaltra concubina. Avanti la prossima. Lara era paralizzata da quanto non voleva sentire e capire. Avrebbe voluto scappare ma non ne aveva la forza. - Allora non lo hai ancora capito? Lara non voleva capire niente, voleva spegnere il cervello e rifiutare nuovi contatti con la realt.
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- Chi che accompagna tutte le trasferte del tuo caro Giorgio negli ultimi sei mesi? Stai zitta, non dirlo, stati zitta, non dirlo, stai zitta, non dirlo, stai zitta, non dirlo. - Ti ha pure affibbiato il suo lavoro per portarsela in giro. Stai zitta, non dirlo, stati zitta, non dirlo, stai zitta, non dirlo, stai zitta, non dirlo. - Due piccioni con una fava. Stai zitta, non dirlo, stati zitta, non dirlo, stai zitta, non dirlo, stai zitta, non dirlo. - Allora proprio non ti viene in mente? Di colpo era tutto logico ed ovvio, quadrava tutto. Perch Giorgio avesse potuto fare a meno di lei in cos breve tempo. Perch negli ultimi mesi avesse iniziato ad essere sempre meno presente. Perch non lavesse pi cercata a letto. Ma ancora non voleva sentirselo dire, come se finch non avesse sentito quel nome non fosse stato vero. Ma la Paoletta si gustava la sua vendetta da mediocre invidiosa. E cos inizi a sillabare lentamente. - Alessia Tarantini. Ma la frase non riusc a finirla perch Lara laveva scaraventata a terra e le stringeva entrambe le mani al collo urlandole insulti e minacce come non avrebbe potuto fare uno scaricatore di porto. Moscardini dovette sollevarla di peso per staccarla dalla Desideri mentre Matilde cercava di tranquillizzarla. Ma Lara era una furia, strillava e strepitava scalciando e tirando unghiata allimpazzata come un gatto inferocito. - Lasciami! Lasciami!
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Moscardini non si fidava e la trascin ad una distanza di sicurezza dalla Paoletta che paralizzata dallo spavento si era rannicchiata tremante contro il muro. Poi la lasci libera controllandola con lo sguardo. Lara gett ancora qualche occhiata di fuoco ai presenti, poi scappo via di corsa tra lo sgomento generale.

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Capitolo 7 Corse e corse e corse. Senza nemmeno sapere dove stava andando ma incapace di fermarsi. Aveva un vulcano in piena attivit dentro di s e doveva sfogare lenergia di mille bombe nucleari di quella improvvisa e dirompente eruzione emozionale. Dovunque ma non in ufficio, via lontano e senza fermarsi. Si ferm solo quando la milza le fece male ed il fiato le manc. Rest piegata in due dalla rabbia e dalla fatica a cercare di pensare cosa avrebbe dovuto fare. Sarebbe andata da Giorgio per farlo a pezzi con le sue mani, ma lui non cera nemmeno, era via lontano in unaltra citt, tra le braccia di quella puttana della Tarantini. La bile travas, prese il telefono, ebbe la forza di aspettare che il respiro le tornasse regolare e chiam. Suon a vuoto per alcuni squilli ma Lara non demorse. Poi Giorgio rispose freddamente. - Ciao Lara, scusami ma sono di fretta - Bastardo! Silenzio. - Come hai potuto? Silenzio. - Io - Come hai potuto? Ancora silenzio. Questa volta Lara lo lasci durare. Improvvisamente aveva trovato una certa gelida pacatezza. Il dolore era stato messo da parte, adesso cera solo lucido calcolo. Lo lasci sulle spine, che trovasse una scusa se ne era capace.
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- Scusami, io lho fatto proprio male Lara non disse nulla, non lo voleva aiutare. Ancora silenzio. - successo Lara Sempre silenzio. Giorgio sembrava patirlo, forse avrebbe preferito una sfuriata, per poter fare la vittima, invece lei lo lasciava solo con le sue parole ipocrite. - Io Io mi sono innamorato, non lho cercato, successo. - Cosa vuol dire innamorato? Non lo disse con rabbia, pronunci quelle parole lentamente, scandendole bene con un tono metallico che faceva venire i brividi alle ossa. Giorgio rimase in silenzio senza sapere cosa rispondere. Allora Lara ribad il concetto. - Cosa vuol dire per te mi sono innamorato? Ma Giorgio non rispondeva approfittando della distanza e di non doverla guardare in faccia. - Da quanto tempo mi hai tradita? Enfatizz bene lultima parola, che fosse chiaro che era la parola pi giusta per definire la situazione, lamore non centrava niente. Giorgio non cera pi, Lara sentiva i rumori di sottofondo ma della sua voce non vi erano pi tracce. - Da quanto tempo? Si fece pi aggressiva. - Io - Da quanto? Adesso stava urlando - Lara, scusa - Scusa cosa? Da quanto tempo ti ho chiesto? Il mese scorso quando siete andati al convegno di Istanbul vi
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siete fatti la luna di miele? Eh? Ed a Francoforte dormivate nella stessa stanza in albergo? Spiegami un po? Stava perdendo il controllo. - Da quanto tempo mi stai prendendo in giro? Stronzo! Mi hai fatto comprare un viaggio a Praga! Un viaggio per noi due e tu intanto ti scopavi quella puttana e pianificavi il modo migliore per scaricarmi! - Lara senti - Senti un cazzo! Dimmi da quanto! - Mi dispiace io - Mi dispiace un cazzo! Prima non ci hai pensato, stronzo! - Io - Io cosa? Ti sei innamorato? E intanto cosa dicevi a me a casa? Te la sei studiata bene! - successo, io - IO COSA? Fai schifo! Questo tu lo chiami amore? Ti sei innamorato? Queste sono corna, questo un schifo e basta! Giorgio riattacc. - Giorgio? Giorgio! Richiam ma il telefono era staccato. Url e scoppi a piangere. La gente la guardava con pena e timore. Poi qualcuno si ferm e le chiese se andava tutto bene. Lei farfugli qualche parola dicendo di si senza convincere nessuno e riprese a camminare per allontanarsi da tutto e da tutti. Di tornare in ufficio non se ne parlava, trov la forza di scrivere a Matilde di dire a Mantegazzi che si prendeva il
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pomeriggio di permesso e poi inizi a camminare senza meta. Tutto quello che non aveva voluto capire da quando Giorgio laveva lasciata adesso improvvisamente appariva ovvio. La sua freddezza, la sua determinazione. Laveva gi sostituita, e da un pezzo. Le tornarono in mente milioni di indizi che avrebbe potuto e non aveva voluto vedere. Di come il loro rapporto si era compromesso, di come lui si allontanasse sempre pi e lei si richiudesse nellapatia. Con determinato autolesionismo riusc a ricostruire mentalmente quando lui aveva iniziato a guardarsi attorno ed anche quando probabilmente laveva tradita e come dopo freddamente e cinicamente aveva pianificato il modo pi comodo per sganciarsi. Adesso non poteva fare a meno di pensare a tutto quello a cui non aveva voluto pensare negli ultimi mesi. Man mano che ricostruiva lo sfascio della sua relazione lo schifo aumentava ma ancora continuava in quel gioco al massacro. Ed intanto camminava, a passo spedito verso il niente. Gli occhi le si erano asciugati, aveva finito anche le lacrime. Meccanicamente aveva preso la direzione del quartiere universitario, inconsciamente voleva ritornare in un altro mondo che aveva abbandonato tempo addietro, un mondo puro, lontano anni luce da quello squallido mondo adulto in cui viveva adesso. Ed intanto continuava a camminare e pensare, senza nemmeno vedere quello che le succedeva accanto. Quando trovava un semaforo rosso girava indifferentemente a destra o sinistra tanto per non fermarsi, se invece non trovava ostacoli proseguiva dritto, finch una voce la riport sulla
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terra. - Buongiorno. Trasal e si volt. Si trov Mirko, la pecora nera, di fianco. Senza rendersene conto si erano quasi scontrati. Rest un attimo impietrita come un gatto investito dalla luce dei fari di una macchina in una notte buia. Poi cerc di ricomporsi e rispose simulando naturalezza. - Buongiorno, come va? Mirko la guard interrogativo. Era stravolta, il trucco sbavato, gli occhi rossi ed i lineamenti tirati. Anche se abbozzava un sorriso lespressione del volto era quella di un animale impaurito. Persino i vestiti, che Mirko ricordava impeccabili, erano stropicciati. Ma Mirko fece finta di non essersi accorto di nulla. - Bene, oggi ho il pomeriggio libero e ne ho approfittato per due commissioni e quattro passi. Lara fece un sorriso stanco e cerc qualche frase di circostanza da dire senza trovarla. Allora gentilmente ripart Mirko. - Allora servito a qualcosa quello che ti ho detto? - Si. - Non credevo di essere cos interessante. Mirko sorrise cercando di stemperare la situazione ma non sort alcun effetto ed allora continu. - Comunque non hai pi avuto bisogno di me. - No, ma magari dovr fare un follow up. Sai, i nostri profili sono costantemente in progress Faceva una fatica pazzesca a metter le parole una dietro laltra.
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- Beh, se hai ancora bisogno di me, ormai sai dove trovarmi. Sorrise di nuovo, questa volta dolcemente, si rendeva conto delle sue difficolt, ma non gli sembrava il caso di intromettersi negli affari suoi. - Si, certo. - Beh, avrai altre cose da fare, buona giornata. Lara non rispose e Mirko rimase interdetto senza sapere cosa fare o dire. Lara fece un paio di volte per dire qualcosa senza riuscirci, poi abbozz un sorriso sofferente. Mirko pens di svignarsela ma poi non ce la fece. - Tutto bene? Fece questa volta seriamente. Lara non rispose, guard lontano, poi torn a guardare verso Mirko, gli occhi si inumidirono e finalmente le usc un no, seguito da copiose lacrime e poi singhiozzi. Abbracci quellestraneo che le dava unillusione di comprensione in un mondo che adesso vedeva cattivo ed infido. Lo abbracci e lui la lasci fare. - Piangi pure, non un problema. E le lacrime di lei bagnarono la spalla di lui attraverso i vestiti. - Posso offrirti un t? Ho delle miscele indiane che fanno miracoli. Lara continuava a singhiozzare ed intanto lo stringeva forte schiacciando il volto sulla spalla. Mirko si sent imbarazzato ma le mise timidamente una mano sulla spalla per non sembrare insensibile. - Scusa. Stacc il bel viso dalla sua spalla, lo guard con gli occhi
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rossi. Si ricompose per quanto possibile. - Scusa. - Ma figurati, succede. - No, non succede di solito. - Beh, alle volte succede. Sorrise e anche lei fece un mezzo sorriso. Poi si asciug gli occhi e respir profondo. - Scusami, una giornataccia. - Basta scuse dai, piuttosto lo vuoi il t? Sai che abito qua dietro no? Se lo ricord. Prese coscienza in quel momento di dove si trovava, aveva camminato per qualche chilometro per un tempo indefinibile in una stato di trance e solo ora si rendeva conto di dove era finita. - Non ti preoccupare - Non mi preoccupo. Poi non ho nulla da fare, mi fai anche un favore. Si, aveva bisogno di non stare da sola. E soprattutto gli avrebbe fatto bene stare con una persona che non aveva nulla a che fare con il suo solito mondo, che in quel momento avrebbe voluto dimenticare. Accett e torn unaltra volta nella casa di via Santini. Questa volta non vi arriv in preda alla curiosit ma senza volerlo inizi subito con esplorare una nuova stanza: il bagno. Si guard allo specchio. Faceva pena. I capelli erano scompigliati, gli occhi cerchiati ed il trucco era colato un po ovunque. Si lav la faccia, cerc di sistemarsi i capelli e rimase a guardarsi nello specchio. Aveva unespressione sofferente, ma se non altro dignitosa, poteva bastare per quel
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giorno schifoso. Allora si pot guardare intorno. Ancora una volta le sembr di risvegliarsi in un posto in cui non sapeva come fosse arrivata. Il bagno era piccolo ed ordinato. La cosa che pi la sorprese era la scarsit di prodotti. Cera un dentifricio, non di marca, un sapone, una spazzola per capelli ed un piccolo mobiletto a muro in cui si intravedeva un rasoio elettrico e poco altro. Non cera traccia di profumi, deodoranti, creme o lozioni. E data la scarsit di mobili non sapeva dove avrebbe potuto tenerli Mirko. Sotto il lavandino cerano pochi detersivi e qualche straccio. Si gir e sbirci dentro il box doccia. Cera solo un doccia schiuma ed uno shampoo. Pens con ribrezzo alla sua doccia ipertecnologica piena di flaconi e flaconcini. In quel bagno semplicissimo cera anche spazio per la lavatrice e per una cesta per la roba sporca in vimini che le piacque molto. Poi pens che forse si stava attardando troppo nel bagno di Mirko, non era gentile, mentre lui lo era stato molto. Si diede ancora uno sguardo nello specchio, respir profondamente ed usc, un po a malincuore, le sarebbe piaciuto rimanere chiusa in quel piccolo mondo protetto ed accogliente. Le ricord quando da bambina dopo i litigi si chiudeva al buio nello sgabuzzino di casa per trovare un oasi di pace. Nella solare cucina Mirko aveva preparato il t. La vide arrivare e rimase sorpreso, le sembr unaltra persona rispetto a quella che lo aveva tanto professionalmente intervistato sui suoi stili di consumo. Aveva i capelli sciolti che le cadevano morbidamente sulle spalle, il viso per la prima volta completamente struccato era quello di una ragazzina di ventanni. Gli occhi azzurri sembravano pi
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chiari del solito. Per quanto sofferente la trov pi bella di come se la ricordava, sicuramente meno austera e meno signora. La sua fragilit la rendeva pi vera e genuina. - Va meglio? - Si grazie, mi ci voleva. La voce era tornata normale, calma e misurata. - Ho fatto un t che arriva dalla Cina, spero che ti piaccia, aromatizzato al gelsomino. Per la miscela indiana ci vorrebbe il latte e non mi ricordo mai di comprarlo. - Grazie, andr benissimo. Mirko tir fuori due tazze dalla credenza e vers la miscela fumante mentre Lara lo osservava. Mise le tazze sul tavolo invitando Lara ad accomodarsi. Lei sedette ed accavall le gambe compitamente, poi prese la tazza scaldandosi le mani. Mirko osservava timoroso in silenzio aspettando le sue reazioni. - buonissimo. Molto delicato. - Sono felice che ti piaccia, anche a me piace molto. Sono un amante del t. - Che marca ? Mirko sorrise sotto i baffi. - Marca? E che ne so. Lo prendo al mercato centrale. C un banco di Magrebini che vende t e tisane di tutto il mondo. Lo compro sfuso. E mentre spiegava le mostr orgoglioso un barattolo da conserva pieno di foglie scure e secche aprendolo affinch potesse annusarne il profumo. Erano proprio diversi, consider Lara pensando alla sua collezione di tisane bioetiche in bustine monodose di carta riciclata e tessuto
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naturale della Mercanti delle spezie che comprava a caro prezzo nei negozi Cuore verde e che poi non usava mai. Rimasero in silenzio sorseggiando il t. Lara non sapeva bene cosa dire e Mirko non sapeva bene cosa chiedere. La porta finestra del balcone era aperta e dal cortile assolato arrivavano rumori sopiti della vita del condominio. Alla fine Lara parl. - Scusami sono un sciocca - Ma no - Forse ti devo almeno qualche spiegazione. - No, non ce n bisogno. - Beh comunque te la do. Respir profondamente e cerc le parole, poi con calma attacc. - Oggi mi caduto il mondo addosso Non sapeva bene come continuare, cos alz gli occhi al cielo, respir di nuovo a fondo, si fece forza e prosegu. - Ho scoperto che il mio ragazzo mi ha tradito cio il mio ex-ragazzo. Insomma quello che fino a due settimane fa viveva con me e poi improvvisamente mi ha detto basta. Ed oggi ho capito perch ha cambiato idea cos in fretta. Lo aveva gi fatto da un pezzo. Mirko si sent in imbarazzo. Aveva immaginato qualcosa del genere ma anche se se lo aspettava si trov lo stesso senza saper dire niente di meglio di un Mi dispiace. Ma si sent stupido per quella frase banale ed inutile e strinse la mascella arrossendo lievemente. - Anche a me. Disse Lara con un sorriso amaro, poi si accorse delle difficolt di Mirko e si scus.
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- Ma tu non centri niente. Scusami se ti annoio con le mie paturnie. - Ma figurati - Sei molto gentile. - Faccio solo quello che mi piacerebbe facessero con me se mi trovassi nella stessa situazione. Tornarono il silenzio ed i rumori del cortile. - una cosa banale, succede tutti i giorni. Niente di nuovo sotto il sole. Mi ha tradita con una collega e la cosa divertente che anchio lavoro con lui. Che schifo. Le lacrime fecero di nuovo capolino attorno ai suoi begli occhi. Ma tenne duro e le ricacci indietro, tir su col naso ed assunse un espressione dura. - Ho letto una volta da qualche parte che il settanta per cento dei tradimenti avviene sul luogo di lavoro. Davvero una storia banalissima. Niente di speciale, e forse questa la cosa che mi fa pi male. Speravo di aver trovato una storia speciale ed invece era la pi mediocre del mondo. - Beh, la cosa pi facile. Sul lavoro puoi frequentare altre persone senza doverti giustificare ed hai tutto il tempo di valutare i pro ed i contro della situazione. Il tradimento un atto di vigliaccheria, non certo di coraggio. Mirko fece le sue considerazioni con il tono distaccato di un relatore ad una conferenza. Pensava di aiutarla ma invece Lara si risent di quella precisazione che faceva leffetto del sale su una ferita sanguinante. - Che schifo. Mi chiamava amore, e intanto se ne andava
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in trasferta con quella puttana. Mirko alz le spalle senza rispondere. Ma del resto non cera niente da aggiungere. - Che schifo Mirko la guardava con tenerezza pensando alla donna in carriera decisa e piena di s che lo aveva intervistato poco tempo prima. Comera diversa. Era quasi patetica, pensando alla sfrontata sicurezza che sfoderava le altre due volte che si erano incontrati. Per un attimo pens che se lo meritava. Bella mia, ti credevi cos superiore!. Poi si vergogn di quel pensiero. Nessuno si meritava una cosa del genere, nemmeno la persona pi brutta del mondo. Prov pena per lei e si accorse di come dopotutto la sua triste sorte la rendeva pi simpatica. Si accorse che stava sorridendo e recuper una faccia pi consona alla situazione, ma Lara non se ne era accorta, era tornata a chiudersi nel suo mondo di dolore. Dimentica di Mirko, del t cinese dalle profumate foglie nerastre, del cortile assolato e dellampia cucina il suo pensiero era tornato ad ammorbarsi di dolore, schifo e rabbia attorcigliandosi attorno ad episodi insignificanti fino al giorno prima che adesso componevano un quadro preciso. In maniera crudele e senza ombre le mostrava come si fosse fatta fregare dalla persona da cui meno si sarebbe aspettata un simile trattamento. Le gambe iniziarono a fremere ed il diaframma a contrarsi, si sent mancare laria e sent il bisogno di rimettersi in marcia. - Scusami, credo che sia meglio che vada. - Capisco.
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Abbandon un sorso di t nella tazza sul tavolo e si alz in piedi. - Scusami ancora. - Basta scuse, se un terremoto ti distrugge la casa cosa fai, chiedi scusa ai pompieri che ti tirano fuori dalla macerie? - Si, hai ragione, scusa Mirko scoppi a ridere e per un attimo rise anche lei. La accompagn alla porta senza che si dissero niente. - Ciao. - Ciao. La guard mentre si girava e si avviava verso le scale e senza pensarci su gli usc di bocca una frase di cui realizz il significato solo dopo averla detta. - Ah, volevo chiederti cosa hai dedotto dallintervista. Lara si gir guardandolo interrogativa. - Cio, volevo sapere niente, solo una curiosit che ho avuto in questi giorni, mi chiedevo cosa ne fate di queste interviste. Niente di importante. Lara fece un sorriso tirato. - Certo, un tuo diritto. Ti far avere una restituzione, prevista se richiesta. Ciao. E and gi per le scale. Mirko chiuse la porta e torn in cucina. Prese la tazza di Lara dal tavolo, restava un dito di t ormai freddo, lo vers nel lavandino ed appoggi la tazza nel lavello. Rest a guardare la tazza e parlando con s stesso si disse Cazzo fai Mirko? Cerchi guai? Rise di s e se ne and in salotto ad accendere lo stereo, il pomeriggio era splendido, il cielo azzurro ed il fiume verde
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smeraldo. Proprio un bel giorno di primavera.

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Capitolo 8 Torn a casa a piedi quella sera Lara, cammin per chilometri senza fiatare. Ne aveva bisogno. Arriv a casa che era gi buio, distrutta nel corpo e nellanima. La stanchezza fisica fu un bene, le croll addosso tutta insieme appena entrata in casa e laiut ad addormentarsi subito. Il giorno dopo alle sei e mezza si svegli di colpo. Il primo pensiero fu per Giorgio ma il sentimento abbinato non fu pi panico o tristezza ma rabbia, furente ed immensa. Avrebbe voluto fargli del male fisico. Poi si tranquillizz e sopravvenne lo schifo. Chiss dovera quel porco. Se lo immagin che si stava preparando a fare colazione a letto con la Tarantini, come una volta faceva con lei. Lui si alzava prima e faceva il caff, lo prendevano a letto, facevano lamore, poi lei faceva la doccia e, mentre la faceva lui, preparava la colazione vera e propria. In realt era da tanto che non lo avevano pi fatto, ma allinizio del rapporto lo facevano sempre. E quel porco adesso era allinizio di un rapporto e chiss quali abitudini si stava affrettando a costruire con quella puttana della Tarantini per dimenticarsi in fretta delle vecchie che avevano costruito insieme. A lei aveva lasciato in eredit la tristezza ed i rimpianti della fine di un rapporto che lui invece cercava di dimenticarsi il pi in fretta possibile sostituendolo con uno nuovo. Tutto questo lo sent profondamente ingiusto. Tutte le belle parole che le aveva detto, la retorica della coppia, le grandi promesse che ci piace tanto sentire, tutto le ritornava addosso sotto una nuova luce di squallore e ipocrisia. Facile dirsi ti amo
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quando le cose vanno bene. La colazione Lara non la faceva pi da quando Giorgio laveva lasciata e sicuramente non lavrebbe fatta quella mattina. Si guard intorno schifata. Avrebbe voluto andarsene da quella casa e non saperne pi nulla. Anche quella le aveva lasciato quel porco. Fu realista e pens di iniziare con il far sparire un po di cose. Inizi dalle foto, fu un lavoro penoso ma vi si dedic con dedizione. Decine di immagini, ricordi appesi ai muri o incastonati in soprammobili che, finch cera qualcosa da ricordare, era come se non ci fossero e invece adesso, che non voleva pi ricordare niente, gridavano dalle loro gabbie per attirare lattenzione, come cani al canile. Svuot ad una ad una le cornici ed i portafoto e ripose le stampe in una scatola da scarpe. Poi prese del nastro adesivo da pacchi e chiuse la scatola ermeticamente, come per evitare che qualche immagine riuscisse a scappare. Non le butt via, le seppell in un armadio, forse un giorno un archeologo avrebbe potuto aprire quella tomba di cartone e, evitando la maledizione di Tutankhamon, ricostruire qualcosa di questa epoca della sua vita. Ma per adesso dovevano scomparire dalla vista. Decise di non andare al lavoro, doveva demolire la casa sua e di Giorgio, le avrebbe fatto bene. Pass la giornata a riempire sacchi neri e rimescolare mobili, soprammobili ed oggetti vari. Butt via sacchi e sacchi di cose che non sapeva neanche pi di avere. Di tutte ricord lentusiasmo con cui le aveva acquistate e nullaltro, come se fossero state inghiottite da un buco nero che adesso restituiva rifiuti da buttare. A fine pomeriggio era stanca ma
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soddisfatta. La casa sembrava diversa ed almeno tutto quel lavoro le dava il senso di aver fatto qualcosa per cambiare la situazione. Ma dopo i primi istanti le ricadde addosso un senso di frustrazione. Quella che si trovava attorno non era pi casa sua e di Giorgio, ma non era nemmeno casa sua. Semplicemente non era pi la casa di nessuno. Tutti quegli accessori, complementi darredo, elettrodomestici grandi e piccoli che aveva ricercato ed acquistato con gran soddisfazione adesso le sembravano inutili e privi di senso. Era circondata di oggetti, semplici cose, niente di speciale. Pi che una casa le sembrava di stare in una vetrina ed i sentimenti che provava erano paragonabili a quelli di un manichino. Aveva speso tanto tempo e tanti soldi per arredare quella casa e adesso le pareva tanto insignificante. Si guard nello specchio di Philip Sjnberg, che adesso era solo pi uno specchio. Ebbe un moto di disgusto, era un regalo di Natale di Giorgio. Poi pens che se lera scelto lei, quello stronzo lo aveva solo pagato, non si era nemmeno sforzato di sceglierle qualcosa. Nello specchio di design vide una donna stanca. Pens che avrebbe dovuto tagliarsi i capelli, non li sopportava pi, magari anche cambiare colore. Poi si rese conto che quello che fanno tutte le donne quando escono da una storia e lorgoglio le fece pensare che lei non lo avrebbe fatto, perch lei era diversa. I colpi bassi della vita non lavrebbero cambiata. Era pi di due anni che aveva quel taglio. Ci pens su e poi si ricord: quel taglio risaliva per lappunto a quando aveva mollato Diego per mettersi con Giorgio. Si sent inutile quanto la casa che la circondava. Decise che per i capelli poteva pensarci con
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calma. And a letto presto senza problemi ad addormentarsi, niente pensieri, li aveva gi affrontati tutti pi e pi volte durante la giornata. Al risveglio trov puntuale ad aspettarla la rabbia che lavrebbe accompagnata nel risveglio per qualche mese ancora. Durava poco pi di un attimo, ma era intensa ed era il primo sentimento della giornata. Doveva tornare in ufficio. Chiss cosa avrebbero detto gli altri, come si sarebbe comportata quella stronza della Paoletta. Decise che non le importava nulla, cera dellaltro di molto pi presente, quel misto di disgusto e frustrazione dato dal tradimento. Non c niente di pi schifoso del male fatto dalla persona da cui ti aspettavi solo bene. A ben vedere cerano tante cose che non le piacevano di Giorgio, non era certo luomo perfetto anzi, adesso le sembrava sempre pi insulso. Per di lui si fidava. Era una persona amica, su cui contare e adesso allimprovviso scopriva che invece era il suo peggior nemico e aveva fatto di tutto per farle del male con intenzionalit e indifferenza. In ufficio le voci erano corse, attorno a Lara si alz un muro di silenzio imbarazzato. Nessuno le diceva niente, tutti cercavano di evitare anche solo di incrociare il suo sguardo. Per Lara fu meglio cos, non aveva niente da dire a nessuno. Lunica che ebbe il coraggio di approcciarla fu Matilde. - Mi dispiace. Cos laccolse materna e premurosa. Lara strinse le spalle, ormai il peggio era arrivato, lunico punto di domanda era quanto sarebbe durato, ma non cera pi niente da temere, era sul fondo.
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- stato davvero uno stronzo. - Almeno me ne sono accorta. Riusc quasi a riderci sopra. - E adesso se ne scappa via. Ma forse meglio cos, cos te lo dimentichi quello schifoso. Lara non cap a cosa si riferisse e fece una faccia strana. Matilde comprese. - Non lo sai che ha chiesto il trasferimento in centrale? Se ne andava il porco, ecco perch si era deciso. Aveva gi preparato la via di fuga, una nuova citt, una nuova casa ed una nuova donna. Prima si era organizzato in silenzio, poi quando tutto era a posto aveva agito. Ed aveva anche provato a fare come se niente fosse. Sperava di uscirne pulito, con lei che si struggeva per quel fantastico uomo che intanto la sostituiva con unaltra che si era cercato con calma tramando nellombra. Si schif ulteriormente ma poi sopraggiunse la rabbia. Bastardo! Non la voleva nemmeno affrontare. - Quando va in centrale? - Sembra che sia una cosa abbastanza precipitosa. Si parla gi della prossima settimana. - Non torna pi? - No, dovrebbe essere qui domani per parlare con Mantegazzi. Pare che il trasferimento fosse gi pianificato da tempo ma la Luisella, la segretaria di Mantegazzi, dice che doveva essere per il mese prossimo e invece adesso sembra che Giorgio stia cercando di accelerare tutto. Ti andata male, stronzo. Lavevi quasi fatta franca. Che
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peccato, sei caduto proprio sul traguardo. - Tra laltro la Luisella dice che Mantegazzi si incazzato per questo casino. Lara mise da parte le emozioni e si trasform in un freddo calcolatore. Doveva sfruttare le poche occasioni che le rimanevano. Non la poteva evitare Giorgio, prima di scomparire del tutto avrebbe dovuto almeno unultima volta affrontarla faccia a faccia. Non doveva passarla liscia, e questa volta sarebbe stata lei ad essere preparata alla situazione. Venne il gran giorno, Lara sentiva la tensione nella pancia ma era lucida e determinata. Aveva pensato con calma e con una buona dose di masochismo a tutto quello che doveva dire a Giorgio. Qualcosa era cambiato in quei pochi giorni. Per la prima volta non lo voleva pi. Non ci pensava neanche pi lontanamente alla possibilit che per miracolo con un colpo di bacchetta magica si potesse aggiustare tutto. Sentiva i brividi alle ossa se pensava a tutto il tempo passato a dormire nello stesso letto con quel serpente infido. Ma ardeva di sete di vendetta. Che sapesse tutto lo schifo che le faceva, voleva sputargli addosso tutta la rabbia e la delusione che provava. Poteva scappare quanto voleva ma si sarebbe portato dietro le sue parole taglienti, che si prendesse la sua parte dellamara eredit del loro rapporto. Arriv presto in ufficio e si mise in attesa con i sensi attivati come un cacciatore appostato nella boscaglia che attende la sua preda. Giorgio non si vide per quasi tutta la mattina, poi comparve nellufficio al piano superiore. Cerc di arrivare di nascosto, sal dalle scale di servizio evitando lascensore e di
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farsi vedere dagli altri uffici, ma Lara aveva gi considerato tutte le vie di fuga che avrebbe potuto utilizzare per passare inosservato. In pi poteva contare su Matilde che quel giorno si mosse instancabile tra i vari piani ed uffici a pattugliare gli spostamenti e raccogliere informazioni. Ed infatti la notizia dellarrivo di Giorgio arriv prontamente alle orecchie di Lara. Lui si cacci immediatamente nellufficio di Mantegazzi ma intanto Lara si era appostata nel corridoio, era in trappola, non poteva scappare. La vide immediatamente quando usc dallufficio di Mantegazzi. La posizione era stata scelta con cura da Lara, in modo che la vedesse subito e poi dovesse fare alcuni lunghissimi passi per sfilarle obbligatoriamente davanti. Giorgio trasal e sbianc in volto, esit un attimo sulla porta poi cercando goffamente di apparire normale si avvi per il corridoio. Lara lo fissava dritto negli occhi senza dire niente. I passi che gli servivano per fare i pochi metri che lo separavano da Lara furono lenti e pesanti, come quelli di un condannato che attraversa il braccio della morte. Dentro di s sognava di passarle davanti indenne e cavarsela cos, ma Lara stava giocando al gatto col topo, lo lasci avvicinare cullando lidea di avercela fatta poi si stacc dalla parete sbarrandogli la strada a testa alta. Giorgio si ferm ma non disse nulla, gli occhi ballavano tra punti inesistenti che gli permettessero di non doverla guardare in faccia ma lei non desisteva, il suo sguardo severo non tremava e non si staccava dal suo. Lara lo lasci in silenzio. - Lara, lasciamo perdere
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Lara non batt ciglio. Giorgio non ce la faceva a sopportare a lungo quel gioco e tent di svincolarsi. - Dai, non facciamo scenate. Disse facendo per scivolare a lato di Lara. Lara si spost per impedirgli il passaggio. - Scenate? Guardami in faccia. - Dai Lara senti - Guardami in faccia. - Mi dispiace, ma ci ho pensato bene, penso di aver fatto la scelta giusta. - Quale scelta? La scelta di tradirmi? Giorgio accus e perse la battuta. - La scelta di provare con calma la nuova amichetta mentre io ti aspettavo a casa? Bravo, bel coraggio. Quando lhai fatta questa scelta? Te la sei preparata per bene. Giorgio avrebbe voluto scappare ma Lara stava alzando il tono di voce e temeva che succedesse il finimondo se avesse cercato la fuga. - Bravo, le ponderi bene le tue scelte. Prima valuti tutte le alternative, i pro e i contro. Metti che dopo aver lasciato il vecchio amore scopri che quello nuovo non fa i pompini bene come laltro. Che fregatura. Giorgio pativa ma non riusciva a reagire. Prov lo stesso. - Lara io mi sono innamorato. - Certo! Devi per forza esserlo. Se no come giustifichi le corna? Perch cos si chiama quando un uomo fidanzato scopa con una donna che non la sua fidanzata. Corna!
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Ma se tu dici che ti sei innamorato diverso. Libera Tutti!. Trov la forza per una risatina amara. Poi riprese. - Chi sono io per oppormi al trionfo dei sentimenti. Che egoista. Hai fatto bene a comportarti cos. Un uomo coraggioso e passionale che si abbandona al pi nobile dei sentimenti. Certo che sei innamorato, devi per forza, altrimenti diventi solo un piccolo e meschino opportunista. Si ferm un attimo, Giorgio subiva con gli occhi bassi. - Guardami in faccia e poi dimmi quanto sei innamorato. Ma Giorgio non ce la faceva a reggere il suo sguardo. - Senti mi dispiace ma non posso dirti quello che vuoi sentire. - Cosa? - Tu non vuoi capire. Io ho preso la mia decisione. - Ma cosa cazzo credi? Questa frase la disse quasi gridando, negli uffici a lato sicuramente stavano sentendo lo scontro. - Credi che io stia a casa ad aspettarti? - Mi spiace ma - Cosa credi? Che io stia a piangere ed a sperare che ritorni? Ti piacerebbe. Non lo augurerei nemmeno alla mia peggiore nemica uno come te. Con tutti gli uomini che ci sono al mondo per quale motivo dovrei volere proprio un mediocre opportunista e traditore. Giorgio non reagiva pi, subiva londata di piena di Lara senza avere la forza di alzare gli occhi verso i suoi. - Certo che sarebbe pi comodo cos. La povera Lara
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ferita per amore, non giustamente arrabbiata per il fatto che mi hai mentito, mi hai tradita. Non schifata dal fatto che io mi fidavo di te e tu non solo non hai ricambiato la mia fiducia, ma ne hai approfittato per organizzarti tutto per bene e senza rischi. Dagli uffici arrivavano rumori sommessi, Giorgio intanto era a pezzi, avrebbe solo voluto scomparire. - E non riesci nemmeno a guardarmi in faccia. Ma facile mentre stai scappando via in un'altra citt. Hai pensato proprio a tutto. Gli occhi di Lara erano infuocati di odio. Pi Giorgio li evitava e pi lei si gonfiava di soddisfazione e rabbia crescenti allo stesso tempo. - Guardami! A interrompere lo stallo intervenne Mantegazzi. Il boss aveva deciso che ne aveva sentite abbastanza e facendo capolino dalla porta del suo ufficio richiam i due allordine. - Signori per favore basta. Vi ricordo che questa unazienda importante e voi ne siete parte con ruoli di responsabilit. I suoi modi erano gentili ma lespressione del volto era truce. Diede una rapida occhiata ai due ma fu a Giorgio che riserv lo sguardo pi severo e Lara ne fu felice. Di tutti gli aiuti in cui poteva sperare Giorgio questo era quello che meno avrebbe desiderato. Mantegazzi non aveva digerito la precipitazione con cui Giorgio aveva brigato per il trasferimento, adesso non poteva tollerare che le sue storie private portassero ulteriore confusione nellunit operativa. Come tutte le grandi aziende anche la Lakin apprezzava le
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storie tra colleghi ed organizzava varie iniziative sociali durante lanno volte proprio a favorire i legami tra dipendenti. La logica che se i dipendenti stabiliscono rapporti sentimentali con i colleghi sono ancora pi legati mani e piedi allazienda e quindi sfruttabili. Ma tutto deve essere gestito con stile e professionalit. Ne va del buon nome dellazienda. Giorgio subiva adesso il colpo pi doloroso della giornata. Non era per niente professionale questa situazione, aveva speso tanti anni a sacrificarsi per lazienda per crearsi una buona reputazione e adesso rischiava di perdere posizioni. Mantegazzi glielavrebbe fatta pagare nel direttivo nazionale e forse la sua speranza di entrare in quello europeo sarebbe sfumata. - Scusa Massimo, hai ragione. - Arrivederci Moretti. Ci siamo gi detti tutto quello che dovevamo dirci. Giorgio incass anche quella e ne approfitt per scappare gi per le scale. Lara si gust la sua ritirata continuando a tenergli gli occhi addosso nel caso si fosse girato durante la fuga. Ma non lo fece. Lara rest a godersi il trionfo ma in un attimo sent che non le bastava e con finta indifferenza chiam lascensore. Muoviti, muoviti, muoviti. Il vigliacco stava scappando dalledificio, se fosse arrivato subito lascensore forse lavrebbe potuto intercettare nellingresso. Le porte si aprirono, dentro, tasto e via. Non poteva andarsene cos, doveva guardarla in faccia. Lascensore intanto scendeva, ma a Lara sembrava che il piano terra non arrivasse mai.
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Apertura porte e fuori. Bingo, ecco il vigliacco che scendeva trafelato dalle scale. La vide e trasal ma ormai era preparato e svicol subito allungando il passo verso luscita. Lara lo segu camminandogli al fianco con gli occhi infuocati puntati sul suo volto sfuggente. - Allora ce la fai a guardami? Dimmelo in faccia che sei innamorato. Dimmelo che ne valeva la pena. Ma Giorgio scappava e basta, il suo passo era ormai quasi una corsa, ciononostante Lara non lo mollava. - Dimmelo che queste non sono corna. Spiegami cos lamore. Questo? Uscirono in strada e Giorgio fece uno scatto verso il taxi che lo aspettava, ci si fiond dentro e spar nel traffico. Lara rimase sul marciapiedi con la faccia arrabbiata e lamara sensazione che la soddisfazione del momento non sarebbe servita a compensare lo schifo che si sarebbe portata dietro ancora a lungo.

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Capitolo 9 Giorgio non si fece pi vedere in ufficio. Lara inizi ad essere insofferente nei confronti del lavoro, tutto le sembrava stupido ed insensato. Il formalismo aziendale che maschera un vuoto di sostanza, i modi fintamente gentili dei colleghi che sperano di fare carriera, persino i codici di abbigliamento: vestito e mocassini per lui, cravatta obbligatoria, pi di libert per le donne, che per natura devono essere frivole, ma niente scarpe da ginnastica o jeans per carit. Attorno a s adesso vedeva solo uomini e donne mediocri che passano il tempo a far finta di essere occupati a fare cose importanti. Pi tutto le sembrava assurdo e pi si rendeva conto di quanto fino a poco tempo prima fosse perfettamente inserita in questa grottesca messinscena. Le giornate diventarono eterne, persino gli oggetti e le pareti dellufficio le davano la nausea. Quello che pi la irritava era stare davanti al calcolatore, per via della posta elettronica. Era attraverso questo mezzo che era stata corteggiata da Giorgio e, tra gli spostamenti delluno e dellaltra, durante la loro relazione si erano scambiati quasi pi e-mail che parole. Ogni giorno in cui Giorgio era lontano aveva accesso il calcolatore trepidante in attesa di messaggi e risposte che puntualmente arrivavano. Adesso invece cera solo silenzio o rumore: vane comunicazioni aziendali, pubblicit di voli aerei scontati, offerte imperdibili e newsletter inutili. Non se lo aspettava, ma le sarebbe molto piaciuto ricevere una mail di Giorgio in cui, pur sempre nel modo pi vigliacco possibile, avesse almeno avuto la dignit
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di provare a scusarsi. Ma dopo tutto quello che aveva scoperto, la sua vile preparazione nellombra, il suo cinico opportunismo, non sarebbe stato coerente un simile gesto. Eppure non poteva fare a meno che trasalire ogni volta che arrivava un messaggio. Inizi a muoversi molto per lufficio in modo da passare meno tempo possibile davanti allo schermo ed evitare che locchio le scivolasse verso licona della posta elettronica. Alle volte le capitava di dover recuperare vecchi messaggi di lavoro e, per forza di cose, tornando indietro nel tempo incappava nei messaggi di Giorgio. Qualche volta fece anche lerrore di aprirne qualcuno e torturarsi leggendo cose che, col senno di poi, apparivano inevitabilmente delle falsit ipocrite. Avrebbe potuto cancellarli tutti i messaggi di Giorgio, ma si limit a spostarli in unapposita cartella per non trovarseli accidentalmente sotto gli occhi. Dopo pochi giorni cos le mancava laria in ufficio ed allora si impegn a cercare qualche motivo valido per tirarsene fuori. Le venne in mente Mirko, la pecora nera. Era quanto di pi lontano dal grigio mondo che la imprigionava. Avrebbe potuto fargli la restituzione dellintervista sugli stili di consumo, era una ragione plausibile per evadere dalla sua prigione per una mezza giornata. Certo, in teoria avrebbe dovuto richiederla lui, la restituzione, ma, visto che le telefonate non lasciano tracce, se anche glielo avesse suggerito lei non se ne sarebbe accorto nessuno. Era chiaramente uno stratagemma ma era burocraticamente inattaccabile, bastava una paginetta di relazione da allegare alla pratica del paziente ed una dichiarazione autocertificata
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nel registro delle azioni di customer monitoring e lazienda sarebbe stata soddisfatta. Cerc il numero di Mirko e chiam. Al solito il telefono suon a vuoto per svariati squilli e Lara inizi a pensare di aver avuto unidea stupida, poi, proprio quando stava per riattaccare, una voce fredda rispose. - Si? Lara fu sorpresa dal tono distaccato e dal fatto che ormai non si aspettava pi una risposta e titub un attimo. - Ehm Signor Favarino? - Si? Ribad la voce altrettanto freddamente. - Salve sono Lara Savelli non so se si ricorda Si sent in imbarazzo. - Lara? Ciao, non ti avevo riconosciuto. Il tono di Mirko cambi drasticamente, da freddo e distaccato si riscald tanto che Lara si rilass. - Ciao, scusami, che sto chiudendo la pratica che ti riguarda ed allora se vuoi una restituzione dovremmo fissare un appuntamento. una faccenda di circa mezzora. Mirko ascoltava in silenzio, a Lara vennero in aiuto gli automatismi aziendali. - Visto che avevi espresso interesse per le finalit dellintervista ed il trattamento dei dati, devi sapere che per la Lakin Marketing Services la trasparenza del processo di gestione delle informazioni una delle priorit del codice etico aziendale. Per questo motivo la Lakin Marketing Services lieta di condividere con te le sue scelte strategiche ed ascoltare suggerimenti e
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critiche al fine di migliorare il processo valutativo. Prima di chiudere una pratica ho quindi il dovere di chiederti se sei interessato a questa rilevante fase dellindagine. Rest in attesa di una risposta, Mirko rimase in silenzio. Lara pens che forse aveva riattaccato, poi Mirko rispose. - Si, certo. Cosa devo fare? - Beh, niente, si fissa un appuntamento, naturalmente vengo io, al domicilio privato o se preferisci anche sul luogo di lavoro. - No, no, niente lavoro, a casa andr benissimo. - Ok, allora quali sono le tue disponibilit di orario, a partire gi da oggi pomeriggio. - Mmm, in tardo pomeriggio per me va bene anche oggi. - Tipo allorario in cui ti ho intervistato? Perfetto, allora ci vediamo dopo. Riattacc sorridente, la sola idea di allontanarsi dallufficio la rallegrava, doveva solo arrivare a met pomeriggio e poi poteva legalmente scappare via fino al giorno dopo. Alle 16 era gi uscita, sul registro avrebbe segnato che la restituzione era alle 17, un orario che giustificava tanto labbandono dellufficio a quellora quanto il non rientro in serata. Fino ad allora non aveva mai approfittato della sua libert per rubare del tempo allazienda. Il solo pensiero di truffare mamma Lakin la faceva sentire in colpa, lei che con grande generosit le regalava il telefono, il calcolatore, la prima classe in aereo e gli alberghi a quattro stelle in trasferta aveva tutto il diritto di esigere il suo tempo e la sua dedizione. Fino ad allora aveva ragionato cos. Ma adesso
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mamma Lakin era diventata anche la mamma di quel figlio di puttana di Giorgio e Lara non si sentiva pi tanto in debito con lei. Prese un taxi che pag con la carta di credito aziendale e si fece portare fino al ponte dellUniversit, poi da li si incammin lungo il fiume nella passeggiata pedonale. Era felice, si sentiva come quando da ragazza marinava la scuola. Allora faceva i vicoli pi stretti e dimenticati del centro per evitare incontri rivelatori, adesso allo stesso modo sul lungo fiume era sicura che non avrebbe incontrato nessuno dei seriosi adulti della Lakin. Effettivamente cera gente molto differente da quella che era solita frequentare. Cerano pensionati stanchi e felici che seguivano nipoti pedalanti su bici a rotelle, giovani mamme con bambini nelle carrozzine che si scambiavano esperienze genitoriali e qua e l coppie di studenti che si raccontavano la vita appiccicati luna allaltro sulle panchine. Era tutto cos diverso dalla triste e fredda umanit del suo mondo lavorativo. Respir a pieni polmoni laria fresca della primavera, quasi che cos facendo potesse inalare anche un po di tutta quella serenit che vedeva attorno a lei. Aveva tanto tempo ancora a disposizione cos si sedette su una panchina libera. Guardava i bambini giocare e sentiva i richiami che ogni tanto gli adulti lanciavano loro. Fu rapita da questo mondo sconosciuto. Nessuno le prestava attenzione, gli abitanti di quel mondo non erano interessati a spiare di sottecchi chi li circondava. Lei per si imbarazz, si sentiva inferiore e stupida, le sembravano tutti felici e sereni, senza problemi,
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mentre lei si sentiva in colpa senza sapere per che cosa. Forse per il semplice fatto che aveva osato entrare in questo piccolo paradiso. Quasi che solo cos lo potesse corrompere. Ma gli abitanti del giardino delleden non si preoccupavano di lei, quello non era un mondo in cui si invidia chi pi fortunato e si ha paura di chi pi sfortunato. Non cerano pregiudizi nei suoi confronti, era un mondo tollerante. Tutta quella serenit la fece stare male e dovette andarsene, fu solo un attimo, ricominci la passeggiata tranquillamente ma evitando di fermarsi. Era una splendida giornata e faceva caldo, si lasci accarezzare la pelle dal sole e si sent anche lei in pace con il mondo. Prese una tonica in un chiosco e poi con calma arriv a casa di Mirko. Si ferm sul portone e si diede una rapida sistemata dabitudine, dopodich senza pensarci su suon il citofono. Mirko rispose e le apr. Quando la porta dellascensore si apr Mirko si stava domandando quale Lara si sarebbe trovato davanti, la professionista sicura e decisa dei primi incontri oppure la ragazzina fragile e ferita dellultima volta che si erano incontrati? Comparve una giovane donna spigliata ed affascinante, labito era elegante e semplice al tempo stesso, femminile senza essere volgare. Il viso era luminoso e lazzurro dei suoi occhi era tornato a splendere, sorrideva sincera con una punta di timidezza che le dava unaria pi alla mano. I capelli biondi erano tirati indietro dagli occhiali da sole portati a mo di cerchietto in maniera sbarazzina. Si salutarono con un leggero imbarazzo reciproco ma erano
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felici entrambi di rivedersi. - Prego, ormai dovresti conoscere la strada. - Andiamo in cucina o in sala? - Come vuoi magari visto la giornata andrei in sala - Certo. Lara si avvi sicura per il corridoio, felice per la bella sensazione di sentirsi di casa mentre Mirko la segu soddisfatto dalla familiarit con cui si muoveva nella sua abitazione. Con la naturalezza di chi fa qualcosa di estremamente abituale lei si accomod sul divano di pelle e Mirko sulla poltrona consumata. La portafinestra del balcone era aperta, ovviamente limpianto stereo suonava. - Beh, allora possiamo cominciare. Disse Mirko non sapendo bene cosa dire, anche se forse non sarebbe toccato a lui dire qualcosa. Lara respir profondamente, si schiar impercettibilmente la voce e parl. - Dunque, come ti ho gi spiegato tu sei stato attentamente selezionato per le indagini che la Lakin Marketing Services fa periodicamente per sondare gli stili di acquisto e di consumo al fine di ottimizzare i processi di interfacciamento tra buyers e sellers. Grazie ancora per la tua preziosa collaborazione, se c qualcosa a riguardo del trattamento dei dati e del processo valutativo che vuoi sapere o commentare, prego. Mirko rimase perplesso davanti alla sua improvvisa professionalit, faceva capolino la Lara manager. - Voi cosa ci guadagnate? Fu il turno di Lara di restare perplessa, non si aspettava una domanda cos diretta. Inizialmente reag seguendo i ben
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oliati protocolli aziendali appositamente studiati per rispondere senza rispondere quando clienti e pazienti chiedono informazioni non divulgabili. - Il nostro istituto di ricerca svolge indagini per una committenza numerosa e variegata, per cui costantemente accumuliamo informazione atte a descrivere il quadro della situazione di mercato ai fini di Poi si incagli da sola. Man mano che le parole le uscivano dalla bocca le rimbalzavano nelle orecchie suonando vuote e prive di senso. Che cumulo di menzogne, pens, e si interruppe. Mirko non sapeva cosa dire e attese che riprendesse. Lei guard il vuoto per un po e poi, dopo unironica risata, prosegu. - Vendiamo informazioni. Rise divertita, pensava a tutte le prediche che si era sorbita da quando era stata assunta sulla importanza del loro fondamentale operato, su quanto fossero bravi e belli e sulla necessit di fidarsi ciecamente delle istruzioni e dei protocolli operativi, garanzia di successo personale e aziendale. Determinazione, obbedienza e fiducia assoluta. Belle parole per vestire la verit di un mondo di pescecani disposti a tutto pur di fare carriera. Giorgio laveva imparata bene la lezione, tant che laveva applicata anche alla vita privata. Ma adesso Lara aveva deciso di fregarsene del successo e dellimmagine dellazienda, tanto la sua vita non sarebbe cambiata neanche se la Lakin avesse triplicato gli utili.
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- Vendiamo informazioni ad aziende che vogliono allargare il proprio giro di clienti. Guard Mirko con uno sguardo divertito, laveva sorpreso, lui credeva di metterla in difficolt con la sua domanda ed invece lei se la rideva divertita. - Non ti sei chiesto perch tu? Mirko la guardava con unespressione intontita. - No eh? Ci insegnano a stordire le persone di parole per evitare che abbiano il tempo di pensare. - Effettivamente non me lo sono chiesto - Noi acquistiamo informazioni. Non hai idea di quanti dati personali si lasciano in giro: stipule di contratti, transazioni bancarie, tesseramenti di varia natura. Noi mettiamo tutto insieme e produciamo degli elenchi di persone, o meglio di potenziali clienti. un gioco divertente sai, abbiamo una miriade di profili di consumatori differenti. A cosa credi che servano tutte le tessere sconto, carte fedelt, tesseramenti gratuiti e cos via? A tracciarti. un bel modo di sapere cosa fai, dove vai, cosa ti piace, come spendi i tuoi soldi E noi, spulciando tra queste riservatissime informazioni, comprate e vendute nel pieno rispetto della legge sulla privacy, facciamo elenchi di potenziali clienti e li vendiamo a chi con una buona campagna di marketing potrebbe convincerti a spendere i tuoi risparmi. Mirko restava in silenzio, a met sorpreso ed a met divertito dalla piega che aveva preso la discussione. Lara sorrideva con malizia come una bambina che ha fatto una marachella ma che sa che non prender nessuna punizione.
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- E allora perch io? Lara lo guard fisso negli occhi sorridendo. Mirko si perse nel blu. - Perch sei un consumatore atipico. Spendi meno di quello che guadagni, e questo male per il mercato. Vi chiamiamo le pecore nere ed nostro compito riportarvi allovile. Per questo ti abbiamo selezionato. Sei unanomalia del sistema e meriti di essere studiato per capire come convincerti ad inserirti nel meccanismo. Mirko non riusciva a staccare gli occhi da quelli di lei, Lara se ne rese conto e per gentilezza abbass lei lo sguardo. - E perch allora mi dici tutte queste cose? Lara ridacchio. - Non lo so. Normalmente non lo avrei fatto. Ma ultimamente stanno cambiando molte mie convinzioni. Sai che pensavo di fare uno studio di caso su di te? Da portare ai convegni di settore. Alla precisazione rise divertito anche Mirko. Immagin delle sue foto segnaletiche proiettate su uno schermo davanti ad un pubblico di assorti accademici. - Sei un caso molto particolare. Ma ora non mi interessa pi. No, non molto professionale il mio comportamento, avrei dovuto intortarti di belle parole, stordirti di frasi contorte e rassicuranti e magari ammiccare ogni tanto per distrarti nei momenti opportuni. Strizz le labbra sbattendo le palpebre e poi scoppi in una bella risata. - Tanto chi vuoi che lo sappia.
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Poi finse di spaventarsi portandosi una mano sulla bocca ed aggiunse. - Sempre che tu non mi denunci al marketing council! Mirko stette al gioco ed assumendo un tono caricaturalmente formale disse. - Certo, mander immediatamente un messaggio di protesta allufficio delazioni e tradimenti della Lakin Marketing Services, anzi telefoner direttamente al super mega top manager in capo. Risero con divertita complicit. Poi rimasero qualche secondo in silenzio senza sapere cosa dirsi. - Non so davvero perch ti sto dicendo tutto questo. Sono stufa di tante cose che fino a poco tempo fa mi sembravano scontate. Mirko alz le spalle. Lara volse lo sguardo al soffitto. - Finch tutto andava bene con Giorgio il lavoro era la mia vita. Mirko fece una impercettibile smorfia, avrebbe preferito non sapere il suo nome, Lara non se ne accorse, era prese dal suo ragionamento a voce alta. - Quando ci siamo messi insieme era un periodo difficile per me, avevo mille dubbi e paure. Non ero sicura di quello che facevo e vedevo il futuro pieno di incertezze. Con lui per mi sono tranquillizzata, al lavoro mi sono sentita protetta e tutto ha acquistato senso, era la scelta giusta, era la vita giusta e quindi era tutto giusto quello che facevamo per la Lakin. Adesso, visto come si concluso con Giorgio, non ci credo pi. - Ma tu come ci sei finita a fare sto lavoro?
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Lara osservava le pareti con lo sguardo perso altrove. - Non lo so. - Non credo che si finisca per caso a lavorare nei servizi segreti del mercato. - Ho fatto un colloquio. - Di solito si comincia cos - Facevo lavori precari, non ero soddisfatta e cos facevo tutti i colloqui che potevo. Cercavano giovani spigliati e dinamici. Non pensavo neanche mi prendessero. Quasi sent il bisogno di giustificarsi. - Mi fecero sentire importante. La Lakin seleziona i giovani pi promettenti per fondare oggi il successo di domani cos dicevano. Poi mi fece paura lazienda, la sua retorica ipocrita, i modi fintamente cortesi dei colleghi e dei superiori. Ma dovevo tenere duro perch continuavano a ripetermi che ero una privilegiata a lavorare per loro. Fece un sorriso amaro. - Larrivo di Giorgio risolse tutto. Mirko la guardava pensoso. Stava cercando di capire che animale fosse. Comunque non riusciva a dispiacersi del fatto che fosse successo quello che era successo con il suo Giorgio. - Ma tu che studi hai fatto? Lara si disincant e lo guard. Poi sorrise e rispose. - Scienze sociali ad indirizzo economico. Figurati che mi sono laureata con una tesi sul commercio equosolidale. Rise divertita sorprendendosi lei stessa dellincongruenza. - Per, dallequosolidale alliniquo ed immorale. Io sar
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una pecora nera ma anche tu sei una bestia ben strana. - Effettivamente si. Unombra di tristezza vel per un attimo i suoi begli occhi azzurri. - E perch hai studiato Scienze sociali? Cosa volevi fare da grande? - Volevo cambiare il mondo. Rispose spontaneamente, senza pensarci su. Mirko prov simpatia per lei in quel momento, non era pi semplicemente una bella ragazza. Lara si assorse nuovamente nei suoi pensieri. Una ridda di immagini confuse le balenarono davanti agli occhi: manifestazioni, concerti, feste, abiti etnici, collettivi studenteschi. - Volevo lavorare in qualche organizzazione non governativa, magari in un paese in via di sviluppo. Sognavo di fare qualcosa di utile ed importante. Poi mi sono laureata e mi si stretto un anello attorno al collo. Sentivo di dover produrre risultati subito. La societ ti chiede di lavorare, di guadagnare, di essere adulto. Il tempo dei sogni era scaduto, e sono finita cos. Tacque. Dopo aver vagato in lungo e in largo per la stanza il suo sguardo adesso aveva trovato luscita della portafinestra. - Ma a te piace quello che fai? Lo sguardo rientr cercando gli occhi di Mirko. - Non lo so. Se me lo avessi chiesto un mese fa ti avrei detto che era il pi bel lavoro del mondo. Distolse gli occhi da Mirko e fece una piccola smorfia. - Adesso mi sembra stupido e inutile. Anzi direi dannoso. E non capisco come lo abbia potuto fare per tanto
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tempo. - Forse ti sembra tutto cos brutto perch ti ricorda Giorgio? Se lo ricordava bene il nome ma fece fatica a tirarlo fuori dai denti e cos aggiunse un tono interrogativo per far finta di non esserne sicuro. - Certo che mi ricorda Giorgio, perch era il lavoro di Giorgio, mi piaceva perch cera lui, aveva senso perch lo faceva lui. Ci credevo perch credevo in lui. Prima di lui stavo male ed avevo mille dubbi, lui che me li ha tolti, ma adesso si portato via le certezze. - Insomma stato luomo giusto al momento giusto. Lara ci pes su un attimo, poi rispose. - Diciamo di si. - Ma che combinazione fortunata. Mirko ridacchi sotto i baffi ma Lara era troppo assorta nei suoi ragionamenti per accorgersene. - Proprio quando avevi bisogno di un punto di riferimento sul lavoro arrivato lui, che magari era sicuro, rampante e di successo, e ti ha risolto la situazione. Lara gli gett unocchiata ostile ma non disse nulla. - Chiss se Giorgio che ti ha fatto piacere il lavoro, oppure il lavoro che ti ha fatto piacere Giorgio. Lo disse quasi ridendo e Lara se ne risent e mise il broncio. Mirko lo not ed allora assunse unespressione seria e rispettosa cercando di recuperare. - Comunque sono fatti tuoi, scusami. - No, figurati, scusa tu, ti dovevo fare una restituzione e invece ti tormento con le mie paturnie.
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- Ah ah, mi sa che non ce ne frega niente a nessuno dei due della restituzione. Risero di nuovo insieme, poi restarono muti senza sapere come proseguire ed un leggero imbarazzo si appropri della scena. Fu Lara a prendere liniziativa ed a rompere il ghiaccio. - Ad ogni modo, avrai delle cose da fare, visto che la restituzione tramontata magari ti lascio - No, guarda non ti preoccupare, non ho nulla di importante da fare. Ancora silenzio. Fu il turno di Mirko di interromperlo. - Adesso rientri in ufficio? - No, ormai non pi, per oggi ho chiuso, grazie a te. - Ti va di bere qualcosa? C un posto molto carino qui vicino. Lungo il fiume, dalla parte opposta del centro, poco pi che un chiosco ma graziosissimo, specialmente quando la stagione si fa bella. La clientela non proprio quella a cui credo tu sia abituata, per visto che sei stufa del tuo mondo direi che va benissimo. Poi c - Si, va bene. Mirko fu colto di sorpresa, non si aspettava di strappare una risposta affermativa cos facilmente e cos in fretta e rimase a bocca aperta. - Mi preparo in un momento devo solo sistemare due cose arrivo subito. La lasci sul divano di pelle consumata a ragionare sui destini che si incrociano. Non lavrebbe mai considerato un tipo cos, ed invece adesso capitava a fagiolo. Era una
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boccata daria fresca, una finestra aperta su di una vita diversa. Le torn in mente Stefano, unimmagine lontanissima e sfocata. Si erano lasciati subito dopo la fine delluniversit e da allora aveva fatto di tutto per dimenticarsene, lo aveva seppellito in fondo alla memoria. Adesso di colpo questo tipo gentile ed anticonformista le ricordava che ci fu un tempo in cui anche lei credeva alle favole. Uscirono a piedi avviandosi lungo il fiume. La conversazione si fece pi leggera, si scambiarono informazioni sui rispettivi interessi, sui cibi e le bevande preferite e si raccontarono episodi di vita estratti senza un criterio preciso dal loro passato. Lara evit la sua vita recente, tutto ci di cui parlava era pi vecchio di due anni. Mirko evit di parlare di ragazze e sentimenti, nelle sue storie il protagonista era sempre lui da solo e, se cerano comprimari, erano amici maschi. Il posto sul fiume era una costruzione bassa in mattoni nel verde del lungo argine. Allinterno cerano pochi tavoli ed un bancone di acciaio con inserti in formica abbastanza consumato. A terra la pavimentazione era in graniglia. Cera unaltra sala riservata ai giochi dove sui tavoli erano appoggiate consunte tovaglie verdi ed al centro era piazzato un tavolo da biliardo. I gestori erano una coppia curiosa, lui sembrava un contadino che aveva appena parcheggiato il trattore con ancora la mietitrebbia attaccata, mentre lei era una slava dagli occhi scuri e dai capelli biondo tinto male. Per quanto stranamente assortiti i due risultavano piacevoli ed accoglienti. Lui, naso rosso ed occhi perennemente
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annacquati, sembrava sempre ubriaco ma, anche se apparentemente rallentato, serviva con grande efficienza e con una cortesia affettata ma genuina. Lei invece era pi nervosa nei movimenti, si occupava anche della cucina e quindi andava e veniva in continuazione, con i clienti per aveva la premura di una madre che accudisce i propri figli. La clientela si divideva in due gruppi nettamente distinti: met erano pensionati che passavano il tempo a parlare di niente o a giocare a carte, laltra met invece erano studenti alternativi che del posto apprezzavano i prezzi popolari e latmosfera decadente che li faceva sentire tutti poeti maledetti. Alcuni venivano in gruppetti a chiacchierare e fumare, altri invece venivano da soli con un immancabile libro sottobraccio, ordinavano qualcosa di insolito e si mettevano in un angolo a far finta di leggere ed a spiare di sottecchi leffetto che facevano. Mirko e Lara si accomodarono allesterno dove un prato recintato ed in parte coperto da un pergolato separava il locale dalla pista ciclabile che correva sullargine del fiume. Non sembrava nemmeno di essere in citt. Lara era radiosa, il posto era talmente lontano dal suo mondo che le sembrava di essere in vacanza, per quanto ormai vivesse in citt da quasi dieci anni non era mai passata di l. In quel locale non si servivano Martini o tartine sofisticate, n cocktail pestati n vini di tendenza. Cera la birra economica in bottiglia grande oppure il vino della casa, che al litro costava meno della benzina. Se si aveva fame ti facevano un panino o ti davano qualche sottolio, un salame affettato e due pezzi di formaggio.
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Un bicchiere dopo laltro, il sole tramont sulle loro chiacchiere. Lara era profondamente grata a Mirko per quelle piacevoli ore, lo sguardo di un belluomo la faceva sentire importante. In pi il suo mondo cos differente era unaffascinante novit che laiutava a dimenticarsi della squallida realt in cui viveva. Si sentiva nellisola che non c e non aveva nessuna fretta di tornare a casa. Mirko a sua volta era rapito dalla giovane donna. Seguiva ipnotizzato ogni suo piccolo gesto: la sua maniera di guardarsi attorno, il gesto ripetuto con cui si aggiustava i capelli, il modo di muovere le mani mentre parlava. Ogni suo sguardo, ogni sorriso, ogni battito di ciglia gli sembravano doni preziosi. Gi la prima volta che la vide era stato colpito dalla sua bellezza, ma allora limpressione generale era stata di una donna noiosa e fighetta. Adesso invece tutto ci che diceva e raccontava gli sembrava interessante e bello. Inizi a fare fresco ma se non fosse arrivata la slava a dire che dovevano smontare il dehors sarebbero rimasti l tutta la notte. Invece si avviarono lungo largine sulla via del ritorno. Lo fecero automaticamente, senza chiedersi dove stavano andando, come se lo sapessero benissimo, mentre invece se lo stavano domandando entrambi. Camminavano spalla a spalla, vicino luno allaltra senza sapere bene cosa dirsi, ed allora le poche parole che si scambiavano erano semplici banalit. Mirko ogni tanto la osservava di sbieco, quasi si vergognasse che lei se ne accorgesse, avrebbe voluto abbracciarla ed annusare in profondit i suoi capelli, ma solo il pensiero gli sembrava un affronto alla sua purezza. Lei, da
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femmina, aspettava una sua mossa, non sapeva bene come avrebbe reagito ma le sarebbe piaciuto scoprirlo. Il cielo era puntinato di stelle come raramente accade in citt, la passeggiata era scarsamente illuminata e una cortina di alberi nascondeva i palazzi dellaltra sponda, in mezzo il fiume scorreva quieto e scuro. Non cera quasi nessuno, ogni tanto passava un cane che trainava un padrone, ma scomparivano rapidamente come erano apparsi. I due giovani proseguivano lenti, come per far durare il pi a lungo possibile quella passeggiata notturna, ma la strada si accorciava inesorabilmente e Lara non voleva interrompere quella situazione e cos si ferm. Non disse nulla per giustificarsi, si limito a voltarsi verso il fiume e guardare le acque scure. Mirko si ferm al suo fianco e rimasero cos, senza parole in bocca e con mille pensieri in testa. - bello qui. Ti sembrer strano ma non ci sono mai stata. - Io invece ci vengo spesso. Con la bella stagione diventa il mio giardino di casa. Prendo un libro, mi cerco una panchina al sole Di nuovo silenzio in bocca, di nuovo pensieri in testa. - Fa freddino adesso, non trovi? Disse Lara stringendosi le spalle. Avrebbe voluto essere abbracciata, ma Mirko non colse e si limit a rispondere un telegrafico Si. Lara si incup, i dubbi la assalirono. Si sent piccola ed insignificante, forse Mirko era solo una persona gentile, ma chiss quante altre donne gli giravano intorno, non avrebbe certo voluto un pezzo di scarto come lei. Si sent inutile e pens che forse era meglio rincasare, si giro meccanicamente per riprendere la marcia e sbatt
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accidentalmente contro Mirko che era rimasto impalato come un baccal al suo fianco. Lei alz lo sguardo e si ritrov il viso di lui a pochi centimetri. Fu come una scintilla. Non si dissero niente, pass un attimo eterno e poi le labbra si incontrarono, e le mani si mossero, ed i corpi si abbracciarono e i pensieri scomparirono.

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Capitolo 10 Lara si svegli cullata dal respiro di Mirko che dormiva ancora. Apr gli occhi senza sollevare la testa appoggiata sul suo torace. Quel corpo asciutto e spigoloso era per lei il posto pi comodo su cui stare. Era tanto che non si svegliava cos riposata ed in pace con il mondo. Poi con delicatezza si stacc da lui e alz la testa aggiustandosi un cuscino per appoggiarvela, quindi inizi ad esplorare lambiente circostante. Dalle gelosie filtrava la luce di un mattino radioso che illuminava la penombra della stanza. Ecco qui lultima stanza della casa di Mirko che ancora non aveva conosciuto. Era anchessa semplice e minimale. Nel centro si trovava il letto, una struttura in legno senza fronzoli, niente testiera ne fondo. Poi cerano un grande specchio, un paio di cassettiere ed un armadio. Che piccolo, pens, come faceva a tenerci tutto l dentro? La sera prima non aveva prestato attenzione alla stanza, era stato tutto cos rapido e travolgente che avrebbe potuto essere dovunque. Dopo il primo lunghissimo bacio si erano incamminati verso casa ma il tragitto era durato un tempo indefinibile, ogni pochi passi si fermavano per baciarsi ancora e poi ancora, come se a separarsi avessero paura che si rompesse lincantesimo. Poi erano finiti nel lettone a fare lamore, si erano addormentati cos, nudi e felici, senza dirsi nulla che potesse rovinare la perfezione di quella notte. Si gir ad osservare Mirko. Dormiva sereno sulla schiena, sembrava non si fosse mosso dalla posizione in cui si erano addormentati. Studi il suo corpo magro e slanciato, i capelli
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morbidamente appoggiati sul cuscino, la mano allungata verso di lei. Fece scorrere una mano sulla sua pelle, con dolcezza, non voleva svegliarlo. Era serena Lara quel mattino. A rovinare la beatitudine del momento giunse il pensiero che doveva andare in ufficio, che ora era? Torn a guardarsi intorno, questa volta alla ricerca del telefono. Attorno al letto, sparsi per la stanza, cerano i loro vestiti, la sua borsa era aperta su di una cassettiera, doveva essere l il telefono ma prima che solo pensasse di alzarsi la voce assonnata di Mirko la sorprese. - Buongiorno principessa. Aveva aperto gli occhi e la guardava senza muoversi, lespressione del volto era leggermente contrariata, come quella dei bambini appena svegli. Poi allung una mano e le accarezz i capelli. A questo punto sorrise, poi nascose la faccia nel petto di Lara tirandosela dolcemente a s. Lara sent un tuffo al cuore. Ebbe quasi paura di tanta felicit. - Io devo andare in ufficio. Mirko non disse nulla e continu ad abbracciarla e baciarla dolcemente. - Volevo vedere che ora Mirko alz un secondo lo sguardo dal corpo di lei e poi disse. - Sono le otto meno un quarto, a che ora devi essere in ufficio? Lara rest un attimo sorpresa, dove laveva vista lora? Poi rispose. - Posso arrivare entro le 9. - Hai il tempo di farti anche una doccia.
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Mirko la guard sorridente, i capelli disordinati gli cascavano sulla fronte. - Ti preparo colazione intanto. Poi le accarezz i capelli, le diede un bacio sulle labbra e se la strinse forte in modo che i loro corpi aderissero il pi possibile. Restarono cos qualche attimo, sospesi, quasi senza respirare. Poi, come se volesse recuperare un certo contegno, si alz di scatto e si diresse deciso verso la porta. - Vado solo un secondo in bagno, poi tutto tuo. E scomparve oltre la porta della camera. Riapparse poco dopo con i capelli leggermente bagnati e la faccia decisamente pi sveglia. - Prego, sopra la lavatrice trovi degli asciugamani, usa pure tutti quelli che ti servono. Lara era rimasta nel letto, il lenzuolo tirato su a coprile parzialmente il corpo. Era leggermente stordita dallimprovvisa ed inattesa attivit di Mirko. Lui infatti si stava vestendo mentre contemporaneamente apriva la finestra, metteva in ordine, spostava e riponeva oggetti vari. Ad un certo punto si accorse della perplessit di Lara, si ferm un attimo e si sedette sul letto di fianco a lei, la baci sulla guancia e si giustific - che se no fai tardi. Dai, che ti vado a fare il caff. Altro bacio e schizz fuori dalla stanza abbottonandosi la camicia. Si ritrovarono in cucina pi tardi, Lara si era rivestita ma aveva ancora un asciugamano arrotolato attorno ai capelli bagnati. Fu accolta da un buon odore di caff. Sul tavolo cerano due tazze fumanti, una zuccheriera, una caraffa di
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spremuta darancia appena fatta, delle fette biscottate ed un vasetto di marmellata. Due fette biscottate disposte su di un piattino erano gi spalmate di marmellata ai frutti di bosco. - Scusami, non un granch ma io di solito non faccio colazione. - Ma no, va benissimo, grazie. Rideva solare e le brillavano gli occhi di felicit. Non cerano i Plum-cake ai fermenti lattici senza grassi aggiunti e con soli zuccheri vegetali della Bristom, n lo yogurt naturale Mayer al malto e neppure il fruttosio ipocalorico Inlinea eppure quella semplice colazione di una volta le sembrava la cosa pi bella che qualcuno avesse mai fatto per lei. Si sedettero al tavolo ed iniziarono la colazione senza tante parole. Mirko mangi una fetta biscottata e Lara laltra, non ne aveva voglia ma le sembrava una mancanza di rispetto non accettare quel dono. Si scambiarono poche chiacchiere banali sul tempo e sulle abitudini mattutine, avevano paura di parlare di altro. Non si erano pi toccati in cucina, come se rimettendosi i vestiti fossero rientrati nei personaggi di cui si erano spogliati il giorno prima. Bevvero il caff e ormai il tempo era tiranno, Lara doveva andare, si alz ed allora Mirko allung una mano e dolcemente ma con decisione la tir a se, Lara fece una mezza piroetta e si sedette di traverso sulle sue gambe, lui la cinse con un braccio, lasciugamano si sciolse e cadde sul pavimento ed i capelli biondi ancora umidi caddero morbidamente sulle spalle. Si guardarono fissi negli occhi. - Torni?
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- Si. Rispose immediatamente, senza pensarci. - A che ora finisci di lavorare? - Alle sei. - Posso passare a prenderti? - No, devo passare da casa, ci vediamo per cena? - Certo, come vuoi. Si baciarono a lungo. - Dai, non voglio farti fare tardi. Le diede una pacca sulla chiappa casta ed affettuosa e la fece scendere, lei fin di prepararsi mentre lui sparecchiava. Si salutarono sul pianerottolo e si separarono. Era tardi, quindi Lara chiam un taxi. Aveva gli stessi vestiti del giorno prima, non si era stirata i capelli e non aveva usato una dozzina di prodotti specifici per questa o quella parte del corpo che ovviamente Mirko non aveva. Insomma normalmente si sarebbe sentita una schifezza ed invece camminava a testa alta fiera e solare. La felicit che trasudava da tutti i pori la ammantava di una bellezza irresistibile. Al tassista, come la vide, and di traverso la saliva e per poco non si strozz ma Lara neanche se ne accorse. Normalmente non sarebbe uscita di casa in quelle condizioni, normalmente faceva molta attenzione agli sguardi della gente, normalmente fondava la sua sicurezza su tante piccole azioni e dettagli, normalmente consolidava o perdeva la fiducia in s stessa sulla base delle reazioni della gente. Ma quello non era un giorno normale e Lara il mondo attorno neanche lo vedeva, nei suoi azzurrissimi occhi trasognati cera solo Mirko, il suo corpo, i suoi baci, la sua
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casa, le sue espressioni. Scese dal taxi con il sorriso sulle labbra, il tassista si schiar la voce prima di salutarla e ciononostante dalle labbra gli usc un grottesco Buona giornata stonato. Prima di avviarsi verso lingresso della palazzina della Lakin si pass automaticamente una mano nei capelli e si accorse di non averli legati. Era uscita con i capelli ancora umidi e quindi li aveva lasciati sciolti poi se ne era dimenticata. Rise divertita di aver corso il grave rischio di infrangere una delle fondamentali norme aziendali. Le dipendenti con i capelli lunghi sono invitate a tenerli raccolti o legati in maniera ordinata e consona. Consona a che cosa poi? Se li tir su alla bene e meglio ed entr nella palazzina ancora sorridente. Mirko nel frattempo si era rispogliato e si era cacciato sotto la doccia. Era pi o meno un quarto dora che lasciava scorrere lacqua tiepida sulla pelle, senza insaponarsi n fare altro. Stava l e pensava a quanto strana alle volte la vita. Passiamo anni ad aspettare o rincorrere delle persone immaginarie e poi, quando e come meno te laspetti, ti piomba addosso una donna in tailleur bionda e con gli occhi azzurri. Lara ricambi il saluto del portiere in divisa che la segu con lo sguardo finch lascensore non la inghiott. In ufficio Matilde era gi immersa nello schermo del calcolatore. - Ciao Matilde. - Ciao Lara. - Tutto bene? - Lasciamo stare, di oggi ho gi dovuto accompagnare mia madre ad una visita medica, la macchina rotta, Massi
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via per lavoro, quindi non pu portarla dal meccanico, e per giunta devo anche consegnare lexploratory report per la Brown & Dingle. Un inferno. Tu tutto bene? - Si. Se lavesse vista in faccia non avrebbe avuto bisogno di chiederle nulla, ma le preoccupazioni che assillavano Matilde le formavano un muro attorno e non diede peso alla risposta prendendola come un atto dovuto e basta. Come ogni mattina Lara accese il calcolatore, ma diversamente dagli altri giorni lo fece con indifferenza. Scaric la posta per abitudine senza nemmeno guardare chi le aveva scritto e senza provare nessun fastidio. Dopo il fattaccio con Giorgio, sul lavoro faceva fatica a concentrarsi, le sembrava tutto futile e le pesava passare le giornate. Anche quel giorno non aveva nessuna voglia di lavorare ma per motivi differenti. Non erano la noia e lo schifo che la frenavano ma la felicit. Si sentiva leggera quel mattino, appena si distraeva un attimo i pensieri le volavano via oltre il soffitto, verso un cielo azzurro da cui osservare una citt bella e piena di verde, poi se ne rendeva conto ed a fatica riportava gi i suoi begli occhi azzurri sul monitor. Leggeva un messaggio lavorativo, si sforzava di capirne il senso, di assecondarne le richieste, ma era una lotta persa, inevitabilmente in breve tempo ritornava a volare fuori da quel grigio ufficio. Arriv lora di pranzo senza che avesse concluso niente ma soprattutto senza il minimo senso di colpa. Si accorse che tanto lazienda andava avanti lo stesso, anche senza il suo indispensabile contributo e che i compiti cruciali che fino al
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giorno prima le sembravano inderogabili e fondamentali erano in realt inutili e rimandabili anche allinfinito. Non cera praticamente nulla di necessario in ci che faceva. And a pranzare con Matilde che aveva un diavolo per capello e non smetteva un attimo di lamentarsi delle sue sventure. Lara non la sentiva nemmeno, si godeva il sole caldo e lo spettacolo della citt come non aveva mai fatto. Le sembrava quasi di essere in vacanza. Appena uscita dalla palazzina degli uffici della Lakin, senza neanche rendersene conto si era slegata i capelli. Arrivate davanti a CB Matilde si gir finalmente verso Lara per richiedere lassenso ad entrare e vedendola con i capelli sciolti rimase interdetta. Lara stava pensando a cosa stesse facendo Mirko in quel momento e non si accorse n della richiesta n della perplessit della collega che la guardava come una bestia rara. - Entriamo? Lara torn sulla terra e rispose di si senza avere neanche sentito la domanda e senza interessarsi del significato della risposta. Presero da mangiare. Matilde scelse una Quiche alle erbe di Provenza con formaggella di capra e asparagi selvatici, era un giorno difficile ed aveva bisogno di calorie, al diavolo la linea, magari si sarebbe concessa anche un dolce. Lara opt per il suo amato Sashimi di tonno e mentre lo gustava con calma pens che Mirko ancora non lo sapeva che era uno dei suoi piatti preferiti, chiss se a lui piaceva la cucina giapponese. Sicuramente s! Uno stravagante come lui. Magari sarebbero potuti andare gi quella sera a mangiare il
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sushi, avrebbe potuto scrivergli un messaggio per sapere cosa ne pensava. Aveva passato la mattinata a ripetersi che non doveva scrivergli, era lui che doveva fare la prima mossa, sempre e comunque, per tutto sommato un messaggio cosa vuoi che sia? Matilde intanto aveva iniziato a sospettare qualcosa. Non era normale Lara, troppo con la testa tra le nuvole, troppo radiosa, troppo taciturna. Quasi si preoccup e decise di indagare. Si ricord che il giorno prima aveva notato la Paoletta Desideri col muso e pens che forse Lara aveva rivisto Moscardini. - Ma il Marco lhai pi visto? Sono un paio di giorni che non si vede in ufficio. - Chi? - Moscardini. - Ah, boh. Non era lui. E allora chi poteva essere? Bonnet? Il Client Finder del quinto piano? Laltro giorno era passato per qualche faccenda e si era fermato a chiacchierare con Lara. Ma era uno sfigato, pochi capelli e basso profilo aziendale, non era certo il tipo per lei. Per Lara ci voleva un belluomo o un alto livello professionale. Lara intanto stava pensando se portare Mirko da Okiwasi oppure da Murya-Wan. Da Oki il pesce era pi buono per Murya era tanto carino, ti fanno togliere le scarpe allingresso e hanno i tavolinetti bassi tradizionali giapponesi. Poi con tutti quei separ un luogo molto pi romantico. Matilde non ebbe il coraggio di chiedere di pi, ma era
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ormai certa che qualcosa era cambiato nella sua collega. Che fosse addirittura qualcuno al di fuori dellufficio? Terminarono il pranzo e rientrarono in ufficio in silenzio, ciascuna presa dai rispettivi pensieri. Lara stava per cedere, decise che dopo essersi lavata i denti avrebbe scritto a Mirko per proporgli il Sushi, ma lui lanticip. Ciao sognatrice, che ne dici di una cenetta da me? Non me la cavo cos male ai fornelli male che vada c una pizza da asporto a due isolati da casa :-) Avrebbe detto di s a qualunque cosa, anche un panino al bar della stazione. Rispose subito, anche se lesperienza le insegnava che sarebbe stato meglio aspettare qualche decina di minuti. Il pomeriggio scivol veloce pensando a come prepararsi per la serata. Cosa mettersi: un abito da sera da femme fatale con scarpa altissima e calze velate? O forse meglio uno stile pi casual, Mirko era tutto fuorch un fighetto e magari preferiva cos. Oppure poteva mettersi qualcosa di etnico, la giusta via di mezzo tra il sensuale e linformale. Trucco deciso o acqua e sapone? E i capelli? Finalmente arrivarono le 18. Matilde era arrivata prima di lei in ufficio ma comunque la aspett per uscire. Lara non stava pi nella pelle e voleva solo schizzare a casa a prepararsi mentre Matilde la scrutava per cercare qualche indizio rivelatore. Stava quasi per chiederle cosa avrebbe fatto la sera ma Lara
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non le diede il tempo di farlo. Appena furono in strada non laveva ancora salutata che gi laveva lasciata sola e perplessa sul marciapiede a vederla saltellare lontana in direzione della metropolitana. Opt per letnico, alternativo ma di classe senza rischi di volgarit. Camicia lunga con disegno fantasia in cotone indiano, pantalone e non gonna ma abbastanza fasciante da essere moderatamente sensuale. Scarpa con un filo di tacco e niente pi, trucco leggero, i capelli legati alti. Pass da Bonmercier a prendere una bottiglia di un buon vino bianco fruttato e puntualissima si present alla porta di Mirko. La accolse con un sorriso smagliante che le fece tremare il cuore. Il vino fin in frigo e loro si accomodarono in sala per un aperitivo, timidi e sorpresi di ritrovarsi nuovamente loro due soli con gli occhi negli occhi. Neanche il tempo di due banalit imbarazzate che lui con dolcezza le pass una mano sulla nuca liberando i suoi morbidi capelli biondi. Rest un attimo trasognato ad osservare lo spettacolo dei suoi capelli biondi che cadevano morbidi sulle spalle, poi scatt il bacio. La camicia di cotone indiano di lei fin sulla poltrona in pelle consumata, seguita da quella carta da zucchero di lui, dai pantaloni di lei e dai jeans di lui. Fecero lamore appassionatamente e lintesa era gi quella di una coppia. Fu solo molto dopo che cenarono vestiti sommariamente e Lara scopr con sorpresa che Mirko era anche un buon cuoco, era una qualit che fino ad allora non aveva mai apprezzato in un uomo. Poi furono di nuovo baci e carezze ed il letto li cattur fino al giorno dopo.
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Capitolo 11 Alla terza notte a casa di Mirko Lara arriv preparata: spazzolino, trucchi, creme assortite, il cambio per il giorno dopo. Lunica cosa che non si port fu una vestaglia per dormire, prefer tenersi la maglietta che Mirko le aveva offerto la seconda volta che dorm da lui. Era vecchia e consumata, gialla con una scritta improponibile che doveva essere il nome di qualche gruppo punk o gi di l, ma Lara laveva ormai adottata. Al quarto giorno si rese conto che Matilde stava mangiando la foglia e in ufficio le ronzava continuamente attorno con fare investigativo, inoltre, scesa dalle nuvole della prima ora, le venne voglia di condividere con qualcuno la sua grande novit. Cos come Matilde non aveva saputo chiederle niente per tre lunghissimi giorni adesso Lara non sapeva bene come introdurre largomento. Ma il convergente desiderio di confidenze di due donne pi forte di ogni imbarazzo e non ci volle molto per arrivare al punto. - Sai che c una novit? Matilde sgran gli occhi e si gir prontamente, non aspettava altro da tre giorni, poi si ricompose e si finse sorpresa. - Che cosa? - Mi vedo con uno. - Ma dai! Che bello! E chi ? - Non lo conosci. - Beh, meno male. Fece un risolino sarcastico, poi continu. - E chi ? Dai dimmi.
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Lara si era lasciata portare esattamente dove voleva arrivare ma esit ancora un attimo. Respir profondamente, alz gli occhi al cielo e poi attacc. - Si chiama Mirko. - E chi ? Dimmi, Cosa fa? - Lavora allUniversit. - Accidenti Lara, un professore? Si immagin un tizio dai capelli grigi con la barba curata ed un vestito di velluto. - Veramente un ricercatore - Uno scienziato! - Uno storico. - Uno storico? Matilde fece una faccia per met interrogativa e per met schifata. Poi torn a sorridere entusiasta, non c niente di pi bello di unamica che ti racconta una nuova storia damore, quasi meglio che innamorarsi in prima persona. In pi era sinceramente felice per Lara, quella di Giorgio era stata una vera carognata, cera rimasta male lei, figuriamoci Lara. Nellultimo periodo era stato un compito penoso stare vicino a Lara e adesso vederla tornare a sorridere era una liberazione. - E com? Com? - affascinante, molto intelligente, fa dei discorsi molto belli. Mi piace un sacco il fatto che diverso da tutti, stranissimo per certi versi. - Ma bello? - bellissimo. un tipo alternativo, ha i capelli sempre un po scompigliati, veste casual, jeans e scarpe da
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ginnastica, e gli occhi sono sempre altrove. Quando mi guarda mi sciolgo. Non avrei mai pensato di innamorami di uno cos cos poco fighetto. - Che bello! Ma come lo hai conosciuto uno cos? Lara esit, quasi si vergogn. Non ci aveva pi pensato in quei giorni a come tutto era cominciato. - un paziente. Lo disse a mezza voce. - Un paziente? Cavolo che fortuna! E tu come lo hai conosciuto. - Beh, una pecora nera, lho intervistato. - Una pecora nera? Ci credo che un tipo strano. - Dovresti vedere che casa che ha. - E te lo sei sedotto durante lintervista? Matilde fece uno sguardo malizioso divertendosi ad immaginare la scena con la morbosit tipica dei tranquilli perbenisti. - Ma no scema. Lara rise e arross al tempo stesso. - Lho incontrato per caso per strada. Buffo non trovi? Si fece seria e gli occhi andarono fuori fuoco guardando oltre Matilde, lufficio e tutto il palazzo. - Il giorno in cui ho scoperto che Giorgio mi aveva tradita. Proprio buffo non trovi? Lui stato gentilissimo. Io ero fuori di me, una pazza scatenata, e lui mi ha invitata a bere un t. Matilde la ascoltava in silenzio senza pi interrompere. - Poi c stata la restituzione e l scattato qualcosa. Torn a sorridere e a guardare Matilde che ricambi il
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sorriso. - Sono proprio contenta per te. - Grazie. - Non ti meritavi quello che ti successo, forse il destino era in debito con te e ora ti sta ripagando. Si abbracciarono e a Lara scapp una mezza lacrima. Non aveva mai considerato cos amica Matilde, tanto diversa da lei eppure lunica in tutta la Lakin che avesse provato un mezzo sentimento genuino nei suoi confronti. La vita tornava a sorridere a Lara, il primo fine settimana insieme lei e Mirko lo passarono chiusi in casa tra il letto e la cucina, nelle pause si raccontavano a vicenda. Principalmente parlava lei mentre Mirko la ascoltava con gli occhi sgranati facendo di tanto in tanto qualche domanda. Il ritmo dei racconti di Lara era scandito dai suoi amori, in particolare due. Quello cattivo di Giorgio dellepoca Lakin e quello buono di Stefano dellet delloro di quando era studentessa. - Stefano era un tipo come te, alternativo, fino alleccesso. Era fissato con lanarchia e lopposizione al sistema. Per era un sognatore, come te. Mirko aveva increspato le labbra su questa affermazione, ma Lara era troppo presa dai suoi discorsi per accorgersene. Non gli piaceva essere paragonato ad altri, avrebbe voluto essere semplicemente s stesso, degno di essere ricordato per questo e non in associazione a qualcun altro. Gli balen il pensiero che forse ad uno dei prossimi amori Lara avrebbe detto sai mi ricordi un sacco Mirko!. Che beffa! Aver dignit di unicit solo dopo essere passati.
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- Non lho mai pi sentito. Chiss cosa fa adesso. E pensare che ero tanto innamorata, quando mi ha lasciato ne feci una malattia, non mangiavo pi, sono dimagrita un sacco. - E prima di Giorgio con chi stavi? - Con uno, niente di importante. - Lhai lasciato tu? Lara esit un attimo prima di rispondere. - Si. - Perch? - Le cose non andavano bene. Mirko la guard con fare interrogativo, come in attesa di qualche spiegazione ulteriore che per non arriv. Strano, pens, le aveva fatto una testa cos con gli altri amori e su questo glissava cos velocemente. - Ma, in che senso? - Non ero felice, non sapevo perch ma ero sempre triste. In pi era il periodo che ero appena stata assunta alla Lakin - E poi arrivato Giorgio. - Si. Mirko cap e non fece altre domande. Per rimase deluso, non era diversa da tante altre, neanche questa volta aveva trovato lessere perfetto. Ma fu solo un attimo, poi scacci i pensieri tristi dalla testa, intervenne il servomeccanismo che ci fa sempre quadrare i conti. Si gir verso Lara, la vide cos bella con la sua vecchia maglietta gialla che le andava grande a tal punto da farle da mini abito. Decise che avevano parlato abbastanza, la tir a s e la baci.
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Anche sul lavoro le cose migliorarono. Pian piano Lara ritrov motivazioni in quello che faceva, non aveva pi lo stesso entusiasmo dei primi tempi ma era tornata a produrre con decisione. Dopo la prima settimana di infatuazione non pass pi il tempo a pensare a Mirko durante lorario di lavoro, anzi torn concentrata sugli obbiettivi come non lo era ormai da tempo. Voleva dimostrare a tutto il mondo che ce la faceva anche senza Giorgio. Nei primi giorni di passione una volta Mirko le aveva chiesto timidamente perch non cambiava lavoro, visto che ne parlava cos male. Lei aveva sbarrato gli occhi dicendo E cosa faccio?. Un lampo di panico era balenato nei suoi occhi blu, poi alle obiezioni di Mirko che le diceva che era giovane e intelligente e di possibilit ne aveva quante voleva aveva tagliato corto con un poi ci penser ed un bacio che chiuse tutte le discussioni e allontan i pensieri. Dopo una settimana del lavoro non ne parlava pi, dopo tre ricominci a parlarne con entusiasmo raccontando a Mirko i suoi successi e la grandezza della Lakin Marketing Services. Mirko ogni tanto protestava ma Lara rifiutava la discussione con dei tu non sai, tu non capisci, un giorno poi ti spiego. Ormai viveva praticamente a casa di Mirko, la vecchia casa per Lara era un posto fastidioso, per quanto avesse buttato, spostato e riorganizzato le ricordava in continuazione una vita che voleva dimenticare. Aveva anche provato a portarci Mirko per vedere se riusciva a sovrapporre nuovi ricordi ai vecchi ma lesperimento non era stato soddisfacente. Mirko da parte sua non aveva niente in contrario a starsene a casa
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sua, anzi apprezzava la comodit di giocare in casa dove regole ed usanze erano state stabilite da lui solo e si limitava con una scusa o con laltra a forzare qualche notte separati per non perdere del tutto i suoi spazi individuali. Andavano al cinema, a cena nei ristorantini, a fare shopping, Mirko non diceva mai di no ad ogni proposta di Lara, al limite diceva beh non proprio quello che faccio si solito, ma poi la guardava trasognato e la seguiva felice. Poi dopo tre o quattro giorni di mondo di Lara si prendeva un giorno di libert per tornare a fare la sua vita decisamente pi notturna fatta di amici e locali. Aveva provato a coinvolgere Lara nel suo mondo ma con sorrisi ed ammiccamenti lei era riuscita a ritirarsi sempre, del resto lei che faceva un lavoro importante la sera era sempre stanca. Dopo qualche tentativo Mirko ci aveva rinunciato ed aveva iniziato a contrattare dei giorni liberi. Si concessero anche un fine settimana lungo modello piccola luna di miele. L Mirko si era imposto. Lara avrebbe voluto organizzare come suo solito prendendo un volo in offerta imperdibile con qualche grossa compagnia aerea che le desse dei punti fedelt e prenotando in anticipo ogni singola notte in qualche bed & breakfast carino su InternationalHotels. Come destinazione avrebbe scelto sulla base delle destinazioni in voga in cui non si pu non andare perch ci vanno tutti. Lui invece scov un volo di una sconosciuta compagnia low cost per Porto. - Cosa ci andiamo a fare a Porto? Aveva protestato Lara, che al momento non era neanche cos sicura che Porto si trovasse in Portogallo.
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- Non possiamo andare a Parigi o a New York? Al limite a Praga no a Praga no. Ma lui era stato inamovibile ed aveva chiuso la discussione con un lapidario. - Andiamo a vedere com. Poi le disse di non preoccuparsi che avrebbe pensato a tutto lui. Lei non ebbe la forza di replicare alla sua gentile fermezza, anche se partire senza avere gi prenotato un posto per dormire la riempiva di angoscia, gi si vedeva a dormire in stazione in mezzo a barboni e tossicodipendenti. In realt and tutto a meraviglia, trovarono un minuscolo affittacamere nel pieno della Ribera, la citt vecchia di Porto. Erano allultimo piano di un delizioso edificio ottocentesco, per arrivarci si salivano delle strette scale di legno che davano limpressione di essere nella casa dei sette nani. Sembrava di stare in un negozio di antiquariato e dal minuscolo balcone si godeva di una vista meravigliosa sul fiume e sulle distillerie dellaltra sponda. Anche la citt fu una sorpresa per Lara ed il fatto che in ufficio nessuno ci fosse mai stato la riemp dorgoglio. Mirko si godette la sua piccola rivincita nel vedere la gioia e la sorpresa negli occhi di Lara anche se prov un certo fastidio a dover battagliare tante scelte che poi si rivelavano puntualmente azzeccate per entrambi. Si era dovuto imporre sulla destinazione, ed alla fine Lara ne fu entusiasta. Si era dovuto imporre sullalloggiamento, che non avrebbero mai trovato in internet senza prima arrivare sul posto a farsi unidea di persona, e Lara se ne innamor. Anche sulla scelta dei ristoranti un paio di volte dovette impuntarsi per
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entrare in posti che Lara considerava troppo poco appariscenti o che non essendo citati nelle guide turistiche non voleva considerare, e puntualmente poi lei si sorprendeva come una bambina delle cose che scopriva. Da un lato Mirko si gustava il suo stupore infantile ma dallaltro avrebbe gradito pi di fiducia nei suoi confronti. Piuttosto che godersi la possibilit di dirle Visto? Te lavevo detto avrebbe preferito qualche volta che lei si fidasse e basta, magari dovendo poi riconoscere di avere sbagliato. In breve tempo per Lara era tornato tutto a posto, insieme a Mirko aveva ritrovato la sua tranquillit e con essa la sua determinazione. Il fatto di non avere pi la protezione di Giorgio al lavoro la teneva un po sulla corda ma al tempo stesso la motivava molto. Per la prima volta poteva dimostrare quanto valeva davvero, e Giorgio lo avrebbe saputo e questo la motivava ancora di pi. Lunico neo da risolvere era la casa ma con calma avrebbe pensato anche a quella. Magari avrebbero potuto prenderne una insieme a Mirko. Un po la pativa infatti casa di Mirko, perch si sentiva ospite e non padrona. Tutti quegli spazi vuoti, quellarredamento minimale, da un lato la affascinavano ma dallaltro le davano un senso di angoscia. Avrebbe voluto riempirla di cose, appendere foto alle pareti, comprare mobili, accessori, luci di tendenza, ma non si osava, almeno per adesso. Una cosa alla volta, ora cera il lavoro che era pi importante.

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Capitolo 12 Una mattina Matilde entr in ufficio tutta trafelata ed inizi a ronzare attorno a Lara. Lei non le diede retta, stava esaminando il future market projection della Simmons e cercava di concentrarsi, era un incarico di grande responsabilit ed il fatto che Mantegazzi lavesse affidato proprio a lei era motivo di grande orgoglio. Matilde per continuava a distrarla in tutti i modi, Lara aveva capito subito che voleva dirle qualcosa ed alla fine decise di cedere, avrebbe perso meno tempo standola a sentire, cos poi avrebbe potuto dedicarsi in pace alle sue importanti responsabilit. - Cosa c Matilde? La collega la guard indispettita dalla brutalit della domanda, poi inizi felice il suo racconto. - Sono stata a prendere un caff con la Luisella Lara la guard con aria seccata. Matilde interpret lo sguardo come unespressione di dubbio e precis. - La segretaria di Mantegazzi. - Si, si lo so chi la Luisella, e allora? - Beh, lei sempre bene informata, sai lavorando per Mantegazzi le passano sotto gli occhi tante di quelle comunicazioni per non parlare di quello che sente e degli sfoghi del capo. - Si ho capito e quindi? - Mi diceva che in questi giorni in centrale c aria di bufera. Lara stava spazientendosi, il future market projection della
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Simmons la attendeva e lei doveva sorbirsi il gossip aziendale di quella scema della Luisella e di quelloca di Matilde. - Sai Mantegazzi stato l proprio per il Leader meeting dellarea Europa 2. Lara cerc tutto lautocontrollo di cui era capace per non essere scortese, Matilde in fondo era stata molto carina con lei nellultimo periodo, per non aveva nessuna voglia di seguirla nei suoi pettegolezzi da portineria. - Senti Matilde vieni al dunque che ho da fare un lavoro importante. - Sembra che per Giorgio si metta male. Butt l laffermazione e poi rimase in silenzio. Lara ci mise un attimo a fare due pi due. Poi cambi immediatamente attitudine verso la discussione, adesso del future market projection della Simmons non le fregava pi niente, voleva saperne di pi ed invece Matilde si vendicava della sua scortesia rimanendo in silenzio. - In che senso? - Sembra che Mantegazzi non glielabbia fatto passare liscio il casino che ha piantato su da noi. - E quindi? - E quindi le voci circolano ed il direttivo gli si messo contro. Lara continuava a guardare Matilde con gli occhi sgranati, come dire vai avanti, continua. Era felice di quello che sentiva, qualunque cosa negativa fosse successa a Giorgio era il segno dellesistenza di una giustizia divina. - E allora saltato il passaggio al direttivo europeo, dice
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la Luisella che fino a pochi mesi fa Mantegazzi lo dava per scontato. Lara inizi a sorridere con la cattiveria di un bambino offeso. - E c di pi. Giorgio si anche perso un grosso cliente in sto periodo, i Landis Investments mi pare. Automaticamente Lara ricerc in memoria la scheda cliente: Landis Investments servizi finanziari per utenza non professionale, dal microcredito ai grandi finanziamenti. Avevano anche il settore assicurativo e pensionistico, s, proprio un gran bel cliente, effettivamente perderlo era un fatto grave. - Somma una cosa allaltra sembra che alla fine le voci siano arrivate alle orecchie del grande capo, e cos si mosso il National resources coordinator. - E cosa ha deciso? - Qui viene il bello. Sembra che lo manderanno a dirigere la terza filiale! - La terza? Ma come spedirlo in Siberia. Adesso rideva di gusto Lara, che soddisfazione. - E non tutto! La Tarantini la lasciano in centrale al central administration centre. Poveri piccioncini! Li separano. Povera puttana, hai puntato sul cavallo perdente. Lara era al settimo cielo. - Laretta mia, un po di giustizia c ancora a questo mondo. - Si. Si abbracciarono ridendo.
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- Beh in fondo non si sta male alla terza. Ah ah ah! - Si, molto meglio che al direttivo europeo. Ah ah ah! - Gli va anche bene che la Tarantini sia lontana, cos pu cercarsi con tranquillit la prossima concubina. Questultima battuta le lasci lamaro in bocca. Era felice di tutto quello che aveva appena saputo ma si rese conto che per quanto bella fosse questa nemesi del destino e per quanto avesse desiderato ogni male per Giorgio tutto questo comunque non cancellava lo schifo che le aveva lasciato. Torn a occuparsi del future market projection della Simmons con rinnovato impegno, mentre Giorgio si sputtanava lei avrebbe fatto vedere al mondo chi era che valeva dei due. Non and nemmeno a mangiare per non interrompere il lavoro. Per met pomeriggio aveva finito, aveva prodotto il report, gli elenchi di critical investments area, i possible expansions e le simulazioni di profitto. Invi tutto a Mantegazzi soddisfatta. Poi tir finalmente il fiato e ripens a Giorgio, credeva di scaricare lei e decollare per chiss dove. Vai, vai, divertiti con la tua nuova vita, te la sei costruita tu. Fu richiamata bruscamente gi dai suoi pensieri dal suono del telefono. Trasal, si ricompose e rispose. - Si? - Savelli? Mantegazzi. - Salve Mantegazzi. - Pu venire un momento da me? Adesso. - Certo. Arrivo subito. Si aggiust la camicetta e si mise la giacca, il cuore aveva accelerato le pulsazioni, controll lo stato dei capelli e si
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avvi nel corridoio. Una sensazione di ansia le opprimeva il petto, era tanto che non si sentiva cos. Cosa poteva aver sbagliato? Si era forse dimenticata qualcosa? Eppure ci aveva dato dentro per tutta la mattinata e con grande attenzione. Aveva paura di scoprire che anche lei non valeva niente. Sal per le scale per scaricare la tensione, si ferm davanti alla porta dellufficio di Mantegazzi, si schiar la voce, fece un bel respiro e buss. - Avanti. Sent la voce di Mantegazzi al di l della porta, abbass con delicatezza la maniglia ed entr. Il capo era seduto alla scrivania di cristallo e stava firmando dei fogli che le aveva sporto la Luisella che stava in piedi al suo fianco. - permesso? Salve. Fece timidamente Lara facendo capolino dalla porta. - Prego Savelli si accomodi che finisco subito. - Salve dottoressa Savelli. Fece eco la Luisella accompagnando la frase con un sorriso di circostanza. Lara si sedette su di una sedia ergonomica di lucido alluminio e pelle nera. Mantegazzi firm ancora un paio di fogli poi bofonchi qualcosa di incomprensibile alla Luisella che prese i fogli li sistem bene e si stacc dalla scrivania. - Allora io vado ingegnere intanto chiamo Righetti e poi le dico. - Si, si, la chiamo poi io non si preoccupi. La Luisella salut e si ritir. Lara non era per nulla comoda sulla sedia di design del valore di un mese di stipendio di un operaio appositamente
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studiata per la migliore postura defaticante che ottimizza le prestazioni intellettuali del manager. Mantegazzi fece ancora due o tre cose come se Lara non ci fosse e questo fece aumentare ulteriormente la tensione di Lara. Quando finalmente alz lo sguardo dalla scrivania e la fiss dritta negli occhi Lara era tesa come una corda di violino. Aspett ancora un attimo eterno a parlare. La guardava con i suoi occhi grigi che sembravano due biglie di acciaio, a Lara gel il sangue nelle vene. - Savelli, ho visto il report sul future market projection della Simmons. Lasci la frase in sospeso mentre Lara dentro di s chiedeva la piet di un colpo di grazia che facesse finire tutto. Ma Mantegazzi era abituato a lasciare i discorsi in sospeso per vedere come reagiva linterlocutore, abitudine di chi sa che la parola non gliela toglie nessuno finch non la cede lui. - Complimenti. Lara rischi di svenire, la tensione era arrivata al culmine, ormai si aspettava la mazzata ed invece questinatteso apprezzamento le fece crollare di colpo tutta lagitazione ed insieme le forze. - Bel lavoro, gli elenchi di investments sono molto puntuali e le possible expansions interessanti, alcune quasi azzardate ma lanalisi convincente e supporta l action standard indicata. Sono molto soddisfatto. Lara faceva fatica a seguirlo nel discorso, esteriormente aveva assunto unespressione attenta che sembrava quasi una paresi ma dentro era un turbinio di emozioni. Era soddisfatto di lei, questo laveva capito, il resto era portato via dal
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carnevale di Rio che le si srotolava dal cuore. - da un po che la sto tenendo docchio Savelli. Sta lavorando bene per lazienda e credo che meriti incarichi di maggiore responsabilit. - Grazie. Fece timidamente Lara ma Mantegazzi non se ne accorse nemmeno, era abituato ai ringraziamenti dei sottoposti e non ci faceva pi caso. - Ho consultato la sua scheda Savelli. Un brivido corse nuovamente lungo la schiena di Lara. - Sono pi di due anni che fa parte della famiglia Lakin e si sempre comportata bene. Il carnevale riprese la sfilata. - Credo che sia ora di aumentare il suo livello di operativit aziendale. Le stava proponendo una promozione. - Le sue competenze ed abilit sono sprecate nel ruolo di Customers monitoring manager junior, per il bene dellazienda vorrei proporre al direttivo la sua riallocazione nel ruolo di Market monitoring manager. Market monitoring manager, Lara si ripet le parole nella testa per cercare di darle materialit. Quel pidocchioso di Giorgio in due anni non era riuscito nemmeno a toglierle il junior e adesso lei da sola si guadagnava un ruolo ancora superiore. - Naturalmente questo vorr dire per lei un grado di responsabilit pi elevato, dovr supervisionare tutto il territorio nazionale e parte di quello continentale mediante un lavoro congiunto con i Monitors nazionali
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ed europei. Questo comporter per lei una maggiore mobilit, ovviamente il grado le garantir la business class in aereo e le cinque stelle in albergo. Cavolo! Finora aveva avuto diritto alla business solo nelle rare trasferte intercontinentali ed in albergo doveva accontentarsi delle quattro stelle. - Cosa ne dice Savelli, le interessa questa nuova collocazione aziendale? Lara quasi non riusc a far uscire la voce dalla gola, si sforz e riusc a rispondere. - Certo, ne sono molto onorata. - Molto bene. Mantegazzi ripart subito spedito appena Lara parl, in realt la sua era una domanda retorica non aveva certo bisogno di sentire la risposta. - Complimenti ancora Savelli, lei accede ad un incarico di grande prestigio, continui cos, lazienda ha grandi progetti per lei. Si alz in piedi tendendo la mano, Lara fece lo stesso. Tenendo stretta la mano di Lara Mantegazzi aggiunse: - Domani si rechi da Franti dellufficio amministrazione materiale umano che le far firmare il nuovo contratto e le spiegher i dettagli tecnici dellinquadramento. Marted prossimo invece c la riunione del direttivo locale, la presenter alla squadra e le indicher le prime mansioni da svolgere. - Non mancher. - Bene, arrivederci Savelli, e buon lavoro. - Arrivederci ingegnere, buon lavoro.
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Usc dignitosamente dallufficio del capo, richiuse la porta, fece ancora due passi e poi si port le mani alle guance ed esplose tutta la sua gioia mista a tensione accumulata. Rise da sola come una pazza che quasi le vennero le lacrime. Corse gi in ufficio a dirlo a Matilde che la abbracci complimentandosi non senza una punta di invidia. Che giornata! A questo punto Lara non aveva pi energie da dare alla causa della Lakin. Pens di chiamare Mirko per raccontargli la sua giornata perfetta ma poi prefer fargli una sorpresa, dovevano festeggiare, sarebbe passata a prenderlo e se lo sarebbe portato a mangiare fuori in qualche bel ristorantino. Inizi a contare i minuti per uscire, non stava pi nella pelle, decise che per festeggiare ci stava anche un po di shopping, avrebbe comprato qualcosa di bello per Mirko. Come le piaceva comprare abiti, e non solo per lei, anzi, quasi le piaceva di pi comprare abiti maschili. Cos quella sera Mirko non si sarebbe messo i suoi soliti jeans consumati e fuori moda e le sue camicie larghe, per quella sera le avrebbe preso qualcosa lei, era ora di svecchiare il suo look. Oggi doveva essere tutto perfetto. Finalmente arriv lora di uscire, e Lara si fiond da SamuelSax. Per prima cosa un paio di pantaloni, scelse i pi di tendenza possibile, il taglio delle tasche era esattamente quello del momento, per non parlare del colore scolorito ad arte. Prima di sceglierli ovviamente si fece tirare fuori mezzo negozio. Poi pass al reparto camice, qui riusc a fare di peggio. Arriv a far provare le camicie al commesso, un ragazzotto con i capelli tagliati come i protagonisti delle serie televisive di ultima uscita che ovviamente, nonostante
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un po di imbarazzo, non seppe dire di no. Il cliente ha sempre ragione, specialmente se donna. Non per cavalleria ma perch gli studi di marketing dimostrano in maniera lampante che le donne spendono mediamente il venti per cento in pi degli uomini, con punte del cinquanta in settori merceologici come labbigliamento. Alla nona camicia decise che era quella giusta per Mirko, fece una stima della taglia giusta valutando che andava larga al commesso che era pi basso di Mirko e quindi a lui sarebbe andata benissimo. Ovviamente non pot andarsene senza fare un salto al reparto donna dove si limit a comprare un paio di accessori. Poi estrasse la carta di credito dal mazzo delle tessere magnetiche, pag ed usc felice e soddisfatta. Pass da casa, si fece bella, si vest di tutto punto e chiam un taxi per andare direttamente da Mirko. Aveva potuto fare tutto con estrema calma, tanto Mirko non laveva chiamata, lui il telefono quasi non lo usava, si erano detti ci sentiamo allora di cena e cos avrebbe fatto, poteva fargli la sorpresa di arrivare direttamente da lui senza dover inventare nessuna scusa. Quando arriv sotto casa di Mirko il sole basso allorizzonte disegnava delle belle ombre lunghe, respir profondamente per gustare in bocca il sapore di quella grande giornata. Vide in lontananza arrivare la signora del terzo piano e decise di aspettarla per entrare nel portone senza suonare in modo da piombare direttamente alla porta di Mirko. Sal con lascensore approfittandone per darsi unultima controllata nello specchio, era raggiante. Arriv davanti alla porta di
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Mirko e suono il campanello.

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Capitolo 13 Mirko stava caricando la lavatrice quando sent il campanello. Chi poteva essere? Pens di non rispondere ma lo stereo suonava e da fuori sicuramente si sentiva la musica dietro la porta. Si stacc di malavoglia dalla sua occupazione ed and ad aprire. - Sorpresa! Comparve Lara con un sorriso smagliante. Era uno schianto. I capelli biondi legati le ricadevano a ciocche sulle spalle e sul viso in maniera apparentemente disordinata, gli occhi velati di trucco leggero rilucevano pi del solito mentre un vestitino corto avvolgeva delicatamente il suo agile corpo mettendo discretamente in vista le sue giuste curve. Entr decisa baciando Mirko che sorpreso non apprezz il bel gesto. Lei era vestita da sera mentre lui era scalzo con un paio di jeans consumati e una maglietta vecchia e lisa. Lara non si rese conto del leggero fastidio di Mirko e lo travolse con il suo entusiasmo mentre lui non seppe dire niente di meglio di un non ti aspettavo. - Stasera si festeggia! Mirko non capiva e stava pensando che doveva finire di caricare la lavatrice. - Guarda qua. Lara protese una grande busta di SamuelSax che inizialmente Mirko non aveva visto. Gliela mise praticamente in mano mentre lui la guardava inebetito senza fare niente. - Stasera ci si fa belli!
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Mirko rimase perplesso. Lara lo prese per mano e lo condusse in camera davanti allo specchio. - Dai su, guarda cos. Mirko con indolenza tir fuori il contenuto della busta mentre Lara sprizzava gioia da tutti i pori. Uscirono una camicia da fighetto ed un paio di jeans con tutte quelle tasche illogiche che vanno tanto di moda. Rest imbambolato con quegli indumenti estranei in mano. Lara prese la camicia e la stese perch si vedesse bene, quasi come se gliela dovesse vendere. - Bella eh? ora di svecchiare il tuo look! Dai provala, su! Sfil la vecchia maglietta di Mirko mentre lui la lasciava fare con passivit. Sbotton la camicia e la porse a Mirko che se la mise addosso lasciandola aperta. - E adesso i pantaloni. E gi gli stava tirando gi i jeans consumati. Alla fine Mirko fu rivestito e messo davanti allo specchio. - Allora? Mirko seguitava a non essere convinto ma fece uno sforzo per accontentarla. - Bello. Non era per niente convinto n convincente ma a Lara non interessava, era felice e se lo giostrava soddisfatta aggiustandogli i vestiti, girandolo e rigirandolo davanti allo specchio e accarezzandogli i capelli. - Cosa successo Lara? - Oggi un gran giorno, dobbiamo festeggiare. Lo strinse e lo baci appassionatamente. Questo era ci che
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Mirko aveva sempre desiderato da una donna ma non riusciva ad apprezzare il momento. Cera qualcosa che lo inquietava e reag freddamente ritirandosi dopo poco dalle effusioni di Lara. - Che succede? Mi vuoi spiegare qualcosa? - Va bene, va bene, curiosone. Fece Lara fintamente seccata. Mise a sedere Mirko sul letto, gli pass una mano nei capelli ed inizi il suo racconto. - Oggi il grande capo Mantegazzi mi ha chiamata in ufficio. Lasci la frase in sospeso per creare un po di suspense. - Ha detto che molto soddisfatto del mio operato Altra pausa. - E poi mi ha proposto una promozione! Ed esplose in una sorriso travolgente buttando le braccia al collo di Mirko. Lui la abbracci per dovere ma il suo umore volse ancora pi al grigio. Non apprezzava il lavoro di Lara ed un ulteriore avanzamento di carriera non poteva renderlo felice. - Mi ha proposta per una posizione di Market monitoring manager! Vuol dire lavorare non pi sui singoli consumatori ma su interi mercati! Si tratta di stabilire le strategie di azione di livello uno nel breve e medio periodo, ti rendi conto? Mirko si rendeva conto, anche troppo bene, ma questo non gli procurava la reazione entusiastica che si aspettava Lara. Lei per non se ne accorgeva tanto era presa dal suo trionfo. - Mi cambieranno il telefono con lultimo Sfinx! Se vuoi il My-phone te lo do, tanto non me lo chiedono indietro,
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cos fai fuori il tuo telefono preistorico. E poi mi faranno viaggiare solo in Business e cinque stelle! Che figo. A Mirko stava venendo la nausea. - E non tutto. Lara fece un'altra pausa enfatica sfoggiando un sorriso malizioso. - Stanno silurando quello stronzo di Giorgio. Guard entusiasta Mirko cercando complicit che non trov. - Lo scaricano, lo mandano a dirigere la terza. come se lo mandassero in esilio, ah ah. E a me invece mi promuovono, che soddisfazione. Mirko avrebbe voluto andarsene in bagno a finire di caricare la lavatrice, non capiva bene perch fosse cos di pessimo umore, certo era che non gli piacevano quegli stracci firmati che aveva addosso, certo era che non apprezzava il lavoro di Lara e vederla cos entusiasta e sempre pi vincolata ad esso lo rattristava, certo era che per quanto non fosse una persona gelosa era stufo di sentire parlare di Giorgio quando lui non aveva mai potuto dire, ne gli era stata chiesta, mezza parola su qualche sua storia precedente. - Pensa che giornata! Non fantastico? - Sono felice per te. Non era una bugia, saperla felice gli faceva piacere ma al tempo stesso sapere di cosa lei era felice lo rattristava profondamente. Lara gli salt in braccio e se lo baci appassionatamente, lui non si neg ma adesso Lara si accorse della sua freddezza. - Cosa c amore? Stasera si festeggia! Andiamo a cena da Martin Perrier e poi
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E fece uno sguardo malizioso che lasciava intendere tutto quello che un uomo poteva desiderare. Per un attimo Mirko pens di fregarsene di tutti i dubbi e le paranoie ed approfittare della generosit di questa splendida donna che le stava seduta sulle ginocchia. Era difficile resistere a Lara quella sera, ed era tutta per lui, gli sarebbe bastato un sorriso un abbraccio ed un paio di bicchieri. Ciononostante Mirko non riusc a spegnere la parte critica del cervello e di nuovo reag in maniera poco convinta. - Si, bello. - Ma che hai Mirko? Non ti piace la camicia? O i pantaloni? Si stacc da lui per osservarlo meglio. - Guarda che stai benissimo, ora di cambiare look, dai! - Si, forse che non mi piace la camicia. - Bah, per me stai benissimo, comunque si pu cambiare. - E forse anche i pantaloni non mi piacciono. Lara guardava lui che si guardava nello specchio con espressione imbronciata. - Anzi adesso che ci penso bene mi fanno proprio cagare. Lara fece una smorfia, fu sorpresa da quello sbuffo cos acido, rovinava il quadro della sua giornata perfetta. - Se non ti piacciono li cambiamo non ti scaldare, non capisco cosa ci sia di tanto grave. - Gi, non capisci - Per una volta che mi va bene qualcosa devi subito esserne geloso. Adesso Lara si era indispettita. - Geloso? Non sono geloso ma permettimi di non essere
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entusiasta. Anche il tono di Mirko era cambiato. - Ah, non sei entusiasta? Ma che bello, finalmente dopo un periodo di merda io raggiungo un grande traguardo professionale ed il mio ragazzo ha la luna storta. Bravo, bellegoista che sei, cosa chai? - Egoista? - Si, egoista, lo sai che ci tengo al lavoro ed oggi dovresti essere felice con me e non rovinarmi la giornata. - Il tuo lavoro? Ma se due mesi fa ti faceva schifo il tuo lavoro. - Non vero. - Non vero? Gli animi si stavano scaldando e le voci si alzavano di tono e si indurivano. - Ti ricordi comeri quando ci siamo conosciuti? Ti piaceva il tuo lavoro? passato poco tempo, hai gi dimenticato? Lara si offese, non voleva pensare a quel tempo ancora cos vicino in cui si sentiva persa in una vita che non le quadrava. - Cosa centra? - Come cosa centra. Ti ricordi cosa dicevi? Lara non rispose. - Ti faceva schifo il tuo lavoro inutile. E adesso ti esalti perch ti invischiano sempre di pi nei loschi traffici della tua cazzo di Lakin. - Era solo un momento, non centra niente. - Era solo un momento cosa? Il lavoro sempre lo stesso, ti danno il telefono nuovo per poterti spremere ancora di
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pi. E per che cosa poi? Per il bene del mondo? No, per il bene degli azionisti della Lakin, che non hai mai visto e mai vedrai, che non hanno mai lavorato un giorno e se ne stanno nelle loro ville con piscina, vanno in barca ai caraibi e si fanno la bella vita. Grazie Lara! Grazie a te e al tuo telefono nuovo potranno continuare a godersi la vita mentre tu butti via la tua. - Ma che cavolo hai oggi? Era solo un momento, lo sai cosa mi ha fatto Giorgio. - Certo che lo so cosa ti ha fatto Giorgio, me lo hai spiegato bene. - E allora che carogna sei? Finalmente le cose tornano ad andarmi bene. - Ad andarti bene? Dove lhai conosciuto Giorgio? Ti lamenti tanto di quello che ti ha fatto e poi cosa fai? Invece di scappare via lontano da quellambiente di merda di squali e traditori ti ci infili dentro ancora pi a capofitto. Speri di trovare un altro Giorgio? Lara fece una risata isterica. - Ma dimmi te se mi devo sentire queste scenate di gelosia. - Non gelosia che non mi piace il lavoro che fai, che ti succhia la vita per produrre niente di buono per il mondo. - Sei solo un egoista. Mirko scatt in piedi fronteggiando Lara a brutto muso. - Egoista? Io? Se mi permetto di parlarti del tuo lavoro, della tua vita e dei tuoi amori perch ti ascolto, io. Tu che cazzo sai di me? Cosa mi hai mai chiesto? Io so tutto
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di Giorgio, di Stefano, di Andrea e non mi da nessun fastidio sia chiaro. Non pretendo di far finta che per tutta la vita tu abbia aspettato me. Ma tu che cosa sai di me? Non mi hai mai chiesto un cazzo perch non te ne frega un cazzo, di me e di chi ho amato tu non vuoi sapere niente, io devo esistere solo in relazione a te, come se fossi stato creato il giorno che ci siamo incontrati. Lara avrebbe voluto replicare ma Mirko era inferocito e non le diede il tempo nemmeno di organizzare un pensiero sensato. - Poi te ne arrivi e mi regali dei bei vestiti firmati. Un completino nuovo per il tuo bambolotto. Non me ne frega un cazzo di questi regali. Mirko si tolse la camicia sbattendola a terra con violenza e rimanendo a torso nudo. - Questi sono regali per te non per me. Io vorrei che mi ascoltassi ogni tanto. - Tu - Io cosa? Te lo ricordi cosa mi dicevi quando ci siamo conosciuti? Ti faceva schifo sto lavoro del cazzo e a me farebbe piacere che facessi qualcosa di utile al mondo, qualcosa di pi dignitoso. - Non un lavoro del cazzo, ed era solo un momento difficile, te lho gi detto, con tutto quello che mi ha fatto Giorgio. - E basta con Giorgio! Cosa ti ha fatto Giorgio? Esattamente quello che hai fatto tu quando ti sei messa con lui. Non eri forse fidanzata quando hai conosciuto Giorgio? Eh? O mi sbaglio? E dimmi, ti sei lasciata
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dicendo al compagno di turno guarda non funziona lasciamo perdere? No, prima ti sei fatta corteggiare da Giorgio, prima hai voluto vedere se era davvero interessato. Del resto pensa che fregatura se lasciavi laltro e poi Giorgio non ci stava. Fece una piccola pausa e poi riprese. - Magari hai anche voluto prima provare che effetto ti faceva scopare con lui. Poi quando sei stata sicura sei andata dallaltro a dirgli non sono pi innamorata, scusa, addio. Dimmi che non andata cos? Lara rimase impietrita, inchiodata da quelle parole pesanti come macigni e acuminate come chiodi. Mirko invece fece un sorriso ironico, poi part lo schiaffo, come un fulmine a ciel sereno a cancellare il sorriso dal volto di Mirko che rimase immobile con le cinque dita stampate sulla guancia sinistra. - Come ti permetti? Tu non sai niente, diverso, io Bam, ancora pi improvviso ed inaspettato arriv il secondo schiaffo, questo part da Mirko e si stamp sul viso di Lara interrompendo il suo farfugliare. Uno schiaffo rapido, secco e misurato che fece pi rumore che altro ma che Lara sent vibrare fin nel fondo dellanima. - Non farlo mai pi. Odio usare le mani ma se mi dai uno schiaffo io te lo rendo. Gli occhi di Lara si arrossarono ed il respiro si fece affannato. Poi si gir di scatto e si avvi quasi di corsa per il corridoio seguita automaticamente da Mirko. - Dove vai adesso? Sei capace a reggere una discussione? O per fare il Market monitoring manager non
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richiesto? Lara continu spedita verso luscita ma Mirko la stratton per un braccio fermandola. - Era questo che sognavi quando studiavi? Eh? Volevi cambiare il mondo, te lo ricordi? - Tu cosa ne sai? La voce di Lara era incrinata ed il volto si era fatto paonazzo. Ma Mirko non le dava tregua, ormai era un fiume in piena. - Io so quello che mi hai detto tu! Perch io ti ascolto quando parli. Non lhai detto tu che volevi cambiare il mondo? Non lhai detto tu che voleva fare del bene per la gente? Me le sono inventate io queste cose? - Io - Tu cosa? Glielo url in faccia a brutto muso, poi lespressione di Mirko si addolc e riprese a parlare con un tono pi pacato. - Lara, non ti ha ancora preso abbastanza la Lakin? Avevi dei sogni e non erano questa vita. Dimmi che esiste quella ragazza cos bella che mi hai fatto intravedere. Lara fu quasi convinta dai suoi argomenti ma proprio quando la sfior il pensiero che avesse ragione un senso di angoscia la aggred e cerc di smettere di pensare. - Tu non capisci Mirko, non sai. Ma Mirko di tu non capisci ne aveva gi sentiti troppi nella loro breve vita assieme e questo fu la goccia che fece traboccare il vaso. - E tu non mi ascolti. Anche la capacit di pensare si sono comprati, quanto te lhanno pagata, due telefoni ed un
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portatile? Il suo tono torn ad indurirsi e lo sguardo ad accigliarsi. - Brava, fatti succhiare la vita per benino, guadagnerai tanti soldi da spendere nel poco tempo libero. Potrai comprarti tante cose da ammassare, buttare e sostituire con altre cose in continuazione finch non arriver il tumore che ti porter via. Lara sent un brivido lungo la schiena. - E non preoccuparti, lazienda ti dar tutto quello di cui hai bisogno per essere sempre pi incatenata a loro ed ai loro sporchi fini. Stai tranquilla che ti troveranno anche un altro amore aziendale. - Come ti permetti! Adesso fu Lara ad urlare, listinto fu quello di dargli un altro schiaffo ma Mirko la fronteggi cos a brutto muso che abbandon lidea prima che fosse troppo tardi. - Sei un idiota, un pazzo. - Certo, io sono una pecora nera, io non appartengo al tuo mondo del cazzo. Preferisco vivere e pensare. - Vai al diavolo! Lara gir i tacchi e usc velocemente lasciando la porta aperta dietro a s inseguita dalla voce di Mirko. - Te lo ricordi ancora cosa pensavi una volta? Lara non replicava pi, non voleva pi sentire niente, si fiond gi per le scale senza nemmeno girarsi. - O si sono comprati anche i tuoi ricordi? Non fa bene al mercato ricordare, quello che va bene oggi lo devi dimenticare in fretta se no non ti compri quello che ti dovranno vendere domani!
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Lara era gi lontana un paio di piani e continuava a precipitarsi a rotta di collo gi per le scale, lontano da quelle parole fastidiose che bruciavano come sale su una ferita. Mirko smise di urlare, rest per un momento inebetito sulla porta, poi la sbatt con forza in modo che si sentisse in tutto il palazzo. Trovatosi davanti alla porta chiusa sent la gola bruciare e un gran bisogno di bere, and in cucina, apr il rubinetto al massimo, riemp e bevve avidamente due bicchieri di acqua. Poi si blocc col bicchiere in mano ed inizi a stringerlo con forza crescente, sent la rabbia salirgli dai muscoli alla testa e dopo qualche secondo la scaric tutta in un colpo scagliando il bicchiere sul pavimento. Il bicchiere esplose in mille pezzi mentre Mirko chiuse gli occhi e respir a fondo per tre o quattro volte. Poi riapr gli occhi, evit con cura di pestare con i piedi nudi i mille frammenti di vetro che si trovavano sul pavimento ed and ad accendere lo stereo. Poi torn e con pazienza si mise a raccogliere i vetri. Lara intanto stava allontanandosi a passi veloci dal suo portone, aspett un paio di isolati prima di chiamare un taxi. Anche a lei la rabbia stava montando, non poteva crederci che Mirko le avesse rovinato la sua giornata perfetta. Voleva scordare in fretta quelle parole velenose, come aveva potuto dirle quelle cose? Come si era permesso quellidiota? La gioia di poco tempo prima era diventata in fretta rancore misto ad ansia. Via, lontano in fretta, al diavolo anche lui, come poteva fare a meno di Giorgio avrebbe potuto fare a meno anche di una stupida pecora nera.
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Capitolo 14 Il giorno dopo Lara si svegli nuovamente di malumore. Rientrando, aveva pensato di cercare qualcun altro con cui passare la serata che aveva programmato, ma poi aveva lasciato perdere, ormai la giornata era rovinata, e poi chi chiamare? Lei non frequentava nessuno fuori dal lavoro, meno che meno uomini, ed i colleghi meglio lasciarli stare, se non altro per non dare ragione a quellidiota di Mirko. Cos se ne era tornata a casa tutta agghindata a festa, ma per far finta che fosse comunque un giorno speciale era passata da Okiwasi a prendere un assortimento principesco di sushi e sashimi da asporto. Arrivata a casa per lo stomaco le si era chiuso e cos il pesce era rimasto quasi intonso sul tavolo. Aveva poi provato a guardare un film ma mentre le immagini le scorrevano indifferenti davanti agli occhi in testa le rimbalzavano le odiate parole di Mirko. Alla fine se ne and a dormire arrabbiata e cos si risvegli dopo un sonno pesante e senza sogni che le lasci limpressione di non aver nemmeno dormito. Rest per qualche attimo contrariata nel letto ad ascoltare la sveglia che la chiamava, poi si alz dicendosi che era un grande giorno, la svolta della sua carriera. In bagno si guard fissa nello specchio per convincersi che fosse cos ma non ci riusc. Si prepar per bene ed usc di casa in un impeccabile tailleur grigio. Prese un taxi per recarsi in ufficio, non voleva sciuparsi in metropolitana, in mezzo alla calca delle persone normali. Alle 10.40 arriv finalmente la chiamata dellufficio
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personale. Si diede una sistemata di ordinanza ed and. La ricevette una segretaria che, dopo averla fatta attendere qualche minuto, la introdusse nellufficio del dottor Franti. - Dottoressa Savelli buongiorno. Franti si alz dalla scrivania e le venne incontro tendendole la mano con un sorriso professionale. Lara ricambi il sorriso e strinse la mano, era fredda e passiva, sembrava la mano di un manichino o peggio di un morto. Franti la fece accomodare su di una poltrona di design, lui si sedette dallaltro lato della scrivania su una sedia da lavoro ergonomica ed inizi a manovrare il mouse. - Dunque Dottoressa, lei si sta per accedere ad una posizione di livello B3, complimenti, sono notevoli i cambiamenti a cui va incontro, ma non si preoccupi non le far perdere molto tempo. Parlava guardando il video del calcolatore, nelle pause si girava verso Lara, le sorrideva e poi riprendeva il monologo tornando a fissare lo schermo che Lara non poteva vedere. - Adesso le spiegher brevemente i cambiamenti principali, poi le far firmare il nuovo contratto, il resto lo apprender man mano. Comunque per qualsiasi richiesta di chiarimento pu far riferimento alla dottoressa Trichet dellufficio personale di area B. Incroci nuovamente lo sguardo di Lara che abbozz un sorriso di accordo. - Innanzi tutto nella sua nuova mansione dovr per lappunto far riferimento, per tutte le questioni amministrative, allufficio personale di area B e non pi a quello di area C. Per la gestione dei permessi, ferie e
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mutua faccia riferimento alla signora Capelli, per le attrezzature e forniture speciali alla signora Santi e per la logistica alla signorina Giorgetti. Le stampo lorganigramma non si preoccupi. Fece una piccola pausa e poi riprese. - Come forse sapr gli standard del livello B prevedono per le trasferte sistemazione in alloggiamento cinque stelle e viaggio in classe Business. La diaria aumentata del quindici per cento sul territorio nazionale e del venti allestero. Luso del taxi consentito senza limite di spesa. Lara ascoltava con distacco, aveva invidiato per anni gli standard di livello B di cui beneficiava Giorgio ma adesso sentirseli elencare non le dava gioia bens inquietudine. - Dopo che avremo espletato le pratiche del contratto si ricordi di passare allufficio tecnico, ho gi avvertito il dottor Passero. Porti con s il calcolatore portatile ed il telefono, provvederanno a sostituirglieli con i modelli superiori. Si occuperanno loro di trasferire i dati dalla vecchie alle nuove apparecchiature. Infine passi in amministrazione per la sostituzione della carta di credito aziendale e ladeguamento dei massimali di spesa. Franti continuava la sua tiritera con tono monocorde mentre Lara si sent prendere da una strana agitazione. - Adesso le stampo la sua attuale situazione retributiva con lo storico relativo al periodo di anzianit maturato nella ditta, controlli i dati, poi le chieder una firma per la quietanza ed archiviazione ai fini della stipula del nuovo contratto.
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Picchiett la tastiera brevemente e poi si gir nuovamente verso Lara. - Ha qualche domanda Dottoressa Savelli? Lara esit poi rispose un po incerta. - No, no mi tutto chiaro. Rimasero in silenzio per qualche secondo eterno poi la porta si apr ed arriv la segretaria di Franti con alcuni fogli in mano. Li consegn a Franti che li gir immediatamente a Lara. - Prego Dottoressa, li esamini con calma. Lara si ritrov in mano dei tabulati pieni di numeri, date e voci di cui ignorava il significato. Si sent in dovere di fingere di controllarli e cos fece. Scorreva con gli occhi quelle cifre senza sapere dove fermarsi ma senza voler dare limpressione di non capirci niente. Eccoli l gli ultimi due anni della sua vita, un cumulo di numeri senza significato. Scorse i fogli per alcuni minuti interminabili, poi decise che li aveva esaminati per un tempo credibile e li porse nuovamente a Franti che per non li accett e replic porgendole una Blankeman premium con inserti in madreperla. - Se tutto a posto metta una firma al fondo, ecco proprio l. Lara prese la penna che le sembr pesantissima e si accinse a firmare. Fu un impresa estremamente difficoltosa, le tremava la mano e quasi non si ricordava pi qual era il suo nome. Alla fine fiss lo scarabocchio che aveva prodotto, poi porse nervosamente fogli e penna a Franti, non voleva pi vedere n gli uni n laltra.
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- Grazie Dottoressa Savelli. Adesso la procedura prosegue con la presa visione del codice di comportamento per i Manager di livello B. Come ben sa la Lakin Marketing Services tratta dati delicati e garantisce ai clienti una alta professionalit, basata anche sulle sue pratiche esclusive che non possono essere rivelate agli esterni. Per tutelare quindi sia i clienti che gli stessi professionisti della Lakin si chiede al momento dellallocazione in posizioni di responsabilit laccettazione di un breve codice di comportamento. anche a sua tutela. Nuovamente la fredda mano di Franti le porse un plico, questa volta pi sostanzioso. - Sono le norme di comportamento per i manager di livello B. Le consulti attentamente, vedr che non c niente di sconvolgente, intanto le preparo il contratto personalizzato la cui firma implica laccettazione del codice. Lara era sempre pi agitata. Anche quando fu assunta fu sottoposta ad una procedura simile, meno cerimoniosa adeguatamente al livello pi basso di ingresso, ed anche allora ne fu spaventata, ma ai tempi non sapeva a cosa andava incontro, adesso invece s ed in teoria avrebbe dovuto esserne felice. Inizi automaticamente a sfogliare le pagine del codice di comportamento cercando di sembrare molto assorta, quasi per prendere tempo, ma intanto Franti picchiett nuovamente sulla tastiera e dopo poco la segretaria entr di nuovo nella stanza, questa volta a mani vuote. Franti ne fu sorpreso ma Lara non se ne accorse perch per
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dare limpressione di grande concentrazione teneva lo sguardo incollato alle pagine del codice. La segretaria era a disagio, lievemente rossa in viso parl con voce sommessa. - Dottor Franti c un inconveniente. Franti perse per un attimo il suo aplomb facendo una faccia interrogativa e sdegnata e la segretaria prosegu. - Hanno chiamato dalla centrale se pu venire un istante le faccio vedere il comunicato. Franti si alz seccato, poi rientr nel personaggio e si rivolse a Lara. - Mi scusi Dottoressa Savelli, arrivo subito, lei intanto continui pure a consultare il codice. - Di niente, si figuri. Lo disse con genuina sincerit Lara, non aveva pi tutta questa fretta di firmare il nuovo contratto. Franti si assent per qualche minuto, uscendo si chiuse la porta dietro ma Lara sentiva ugualmente un brusio attutito dietro di essa. Alla fine Franti rientr, il tono della voce era cambiato, era mortificato. - Dottoressa Savelli. Lara alz lo sguardo dal codice di comportamento incuriosita dalla voce tanto differente rispetto a pochi minuti prima. - Purtroppo si verificato un problema in centrale. Non riescono a inviarci adesso il contratto con la situazione lavorativa aggiornata. dovuto ad un blocco del sistema informatico che preclude laccesso allarchivio digitale
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dei dati sensibili. A Lara scapp un mezzo sorriso, Franti non colse e continu. - Si risolver presto, non si preoccupi, solo un problema temporaneo, ma difficilmente questo avverr nella giornata di oggi. Lara non capiva bene cosa comportasse tutto ci ma in ogni caso non ne era dispiaciuta. Ci pens Franti a spiegarle le conseguenze del fatto. - Dobbiamo rimandare la firma del contratto a Luned. Mi dispiace. A Lara per niente, si sent immediatamente sollevata e quasi esult, il conflitto tra i suoi sentimenti reali e quelli che sentiva di dover manifestare pubblicamente la lasci qualche secondo senza parole. - Non si preoccupi dottor Franti. - Sono mortificato, purtroppo non dipende da noi, un problema della centrale ma per i contratti dipendiamo da loro. - Si figuri, non c problema. - Ma nel frattempo se vuole passare gi dallufficio tecnico faccia pure, dar istruzioni di procedere anche se il contratto non ancora stato materialmente firmato. - No, non si preoccupi, posso aspettare fino a Luned. - In ogni caso sappia che lo pu fare, mi scuso ancora per linconveniente. Si salutarono a lungo scambiandosi affettate scuse. Lara non era affatto dispiaciuta del contrattempo, tutto era successo troppo in fretta, qualche giorno di attesa non le
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avrebbe fatto male. Si sentiva affaticata e confusa ma non aveva nessuna voglia di pensare, doveva solo distrarsi e lasciar passare il tempo e le cose sarebbero andate a posto da sole. Uscendo dal lavoro chiam la sua unica amica Mariella e fu fortunata, Paolo era andato a trovare la famiglia cos avrebbero potuto cenare solo loro due e contarsela un po. Si trovarono al Cantinaccio, una vecchia trattoria del centro abbastanza buia e anonima caratterizzata da una cucina sostanziosa e popolare. Non era il tipo di locale trendy che Lara era abituata a frequentare ma lei e Mariella quando si trovavano da sole amavano quel posto perch ricordava loro di quando erano arrivate in citt, giovani studentesse squattrinate di provincia. Il Cantinaccio era al solito pieno, era venerd sera, ma la conformazione del locale, suddiviso in tante piccole stanze, garantiva comunque una certa intimit. Dopo i saluti di rito iniziarono a chiacchierare di banalit e Lara monopolizz il discorso parlando di abiti e cinema. Mariella, che aveva un carattere molto paziente e taciturno, ascoltava senza dire nulla. Non le era passato inosservato il fatto che Lara non le avesse detto mezza parola su Mirko, la conosceva troppo bene per non aver gi capito che era successo qualcosa. Tutte le vane parole che stava nervosamente spargendo erano un chiaro indizio di temporeggiamento per non sapere bene come affrontare un discorso, ma Mariella non aveva fretta, la lasci sfogare, poi, dopo averla fatta magiare in pace, approfitt di una pausa per buttare l una domanda fintamente ingenua. - E Mirko come sta?
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Lara si imbronci. - Lasciamo stare - successo qualcosa? Lara si guardava intorno nervosa, come se largomento le desse fastidio. Ma Mariella conosceva la sua gallina e con pazienza e garbo non avrebbe mollato la presa. Sapeva che in fondo Lara voleva sfogarsi, lo sapeva fin da quando aveva ricevuto la sua chiamata nel pomeriggio. - successo che un imbecille. Mariella si finse sorpresa per farla andare avanti. - Guarda, meglio perderlo il pi in fretta possibile. - Cosa ha fatto? - Cosa non ha fatto! Stava carburando. - Ieri stata una giornata fantastica per me e lui non mi va a fare una scenata gratuita? - Non capisco Lalla. - Devi sapere che ieri mi ha chiamato il grande capo in persona. - Chi? - Mantegazzi! LAdministrative Leader di filiale. Si stup che Mariella non la capisse al volo, era ovvio. - Mi ha fatto i complimenti per un lavoro che ho svolto e mi ha proposto una promozione. Ti rendi conto? Mi ha proposto di diventare Market Manager! Sorrise cercando lentusiasmo che quel giorno non riusciva proprio a trovare, Mariella la assecond per farla continuare. - Bello! E Allora? - E allora ero al settimo cielo e volevo festeggiare e cos
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ho deciso di fare una sorpresa allidiota. - A chi? - A Mirko! - Ah. Mariella remava contro, perch ci si metteva pure lei? No, niente paranoie, era solo la negativit che le aveva lasciato Mirko che le faceva vedere tutto nero, Mariella era la sua migliore amica e sarebbe stata sempre e per forza dalla sua parte. - Insomma un momento importante della mia carriera, sto per fare un grande passo, pensa che rabbia Giorgio quando lo scopre. Apparve un abbozzo di sorriso. - Beh ero felice, volevo solo far festa e quel cretino invece mi fa il muso. - Ma dai! - Si! E sapessi cosa mi ha detto! Mariella la assecondava amorevolmente ed intanto la guardava con i suoi occhi dolci e pacati, quasi anziani, cercando con calma di mettere insieme i pezzi del mosaico. Lara invece spostava lo sguardo di qua e di l e parlava concitata. Delle due amiche una rifletteva, laltra agiva. - Dice che sono egoista. Lui! Che neanche gli interessa la mia carriera, anzi gli d fastidio. E poi, poi poi ha detto un sacco di cavolate sul mio lavoro, che non utile Le costava fatica anche solo pensare agli argomenti di Mirko e quindi evit di farlo. - E poi ha tirato fuori Giorgio, secondo me geloso.
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Mariella prov timidamente a intervenire. - Mah, perch dovrebbe esserlo. - Pensa che mi ha anche detto che diventer come lui facendo questo lavoro! No, questo Mirko non laveva detto. Perch le veniva in mente un pensiero tanto bizzarro? Riprese a parlare per scacciare via i pensieri. - Comunque doveva essere un giorno bello per me e lui invece me lo ha rovinato. Ma basta non ne voglio pi sapere, se gli fa tanto schifo la mia vita che se ne vada al diavolo con qualcun'altra. Immagin Mirko insieme ad una indefinita figura femminile e ne fu infastidita, in soccorso le venne Mariella che iniziando ad avere un quadro della situazione abbastanza chiaro decise che era il momento giusto per entrare nel discorso. - Bello comunque che ti promuovono, no? Perch non me lo hai detto subito? Gi, perch non lo aveva detto subito? - una notizia importante. Sei felice? Lara rest in silenzio, allapparenza era una domanda banale e la risposta scontata doveva essere Si. Eppure non si sentiva pi cos convinta. - Beh, successo tutto troppo in fretta, devo ancora realizzare. - Certo, certo. Rimasero in silenzio per qualche secondo, Lara guardava il tavolo vicino mentre Mariella la studiava discretamente. - un cambiamento importante, aumenteranno anche le
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tue responsabilit. - Gi - Sei proprio convinta che sia quello che vuoi? Lara le gett un occhiata spaventata, Mariella cap e chiuse la questione. - Si, si, in ogni caso lo capirai con calma, adesso presto per giudicare. Prendiamo un dolce? Uno in due, ti va? Fecero un break tornando su discorsi pi leggeri, il tempo di scegliere il dolce, ordinarlo, riceverlo e mangiarlo, poi Mariella riprese a lavorare. - Comunque dagli una possibilit a Mirko. Lara si rabbui e mise il broncio. - Non ci penso minimamente. - Dai su, non fare lorgogliosa, in fondo ti ha fatto bene in questultimo periodo Lalla. Lara incroci lo sguardo dolce dellamica e poi abbass gli occhi sulla tovaglia rattoppata. - Ti ricordi comeri messa solo un paio di mesi fa? Poi arrivato Mirko e sei rifiorita, era tanto che non ti vedevo cos, forse vale la pena di non lasciare perdere cos alla prima incomprensione. Lara faceva il muso, non voleva ammettere che Mirko potesse avere la bench minima ragione, per Mariella sapeva essere tremendamente convincente. - Al limite se mi chiamasse lui - Non dico che devi chiedergli scusa per magari bastano due chiacchiere. Pu anche darsi che si sia solo preoccupato per te. - Si, preoccupato per me. Lui.
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- Dopotutto qualche perplessit ce lhai anche tu no? Un brivido scosse la schiena di Lara, Mariella se ne accorse e decise che era ora di cambiare discorso. - Beh pensaci con calma, magari domani vi farete due risate insieme di tutta questa situazione. Tra laltro sai che ho incontrato Federica? - Federica - Chicca! Lara ricord, Federica studiava insieme a loro, veniva da un paesino vicino al loro ma lavevano conosciuta in Universit. Doveva avere un anno in pi di loro forse, aveva fatto lindirizzo in studi internazionali le sembrava di ricordare, era simpatica. - Ah si, come sta? - Bene, sta sempre con Mattia, te lo ricordi? Hanno anche fatto un figlio, ha poco meno di un anno. Lara prov una punta di invidia. - E cosa fa nella vita? - Mi ha detto che lavora in una ONG, coordina i progetti di cooperazione internazionali per lAmerica latina mi sembra. Mi ha anche chiesto cosa facessi perch hanno bisogno di responsabili per la promozione dellorganizzazione e la stesura dei progetti. Sorrise. - Secondo me mi ha confuso con te, non si ricordava che io ho studiato lettere. Poi per mi ha chiesto di te, si ricordava dei gruppi di volontariato sociale, vedessi che faccia che ha fatto quando le ho detto cosa fai. Le scapp una risata ma appena vide che Lara non rideva si
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ricompose arrossendo leggermente. - Comunque mi ha detto di chiamarla se volessi fare anche solo delle collaborazioni, dice che a loro servirebbe proprio qualcuno che li aiuti a dare visibilit alle loro iniziative, visto che una volta ti interessavano quelle cose. O anche solo per fare due chiacchiere, le piacerebbe riallacciare i vecchi contatti. Lara si sent stanca e spossata. - Si magari un giorno la chiamo. Troppi cambiamenti negli ultimi due giorni, forse era meglio andare a riposare. Pagarono ed uscirono, Mariella le chiese se voleva dividere un taxi ma Lara declin lofferta, disse che avrebbe fatto due passi fino alla metropolitana, che non si preoccupasse, era ancora presto. Si congedarono e Lara inizi la sua camminata. In quella parte del centro non cerano locali alla moda, era la zona bohemien e tra i circoli ed i teatrini vagavano coppie giovani e meno giovani e piccoli gruppi variopinti. Sembravano tutti felici e lei da sola si sentiva nuda. Chiss dovera Mirko, ma in realt lo sapeva, nel solito locale a chiacchierare e bere come al solito. Lo invidi. Lei rientrava a casa senza nessuno e tutta questa gente sembrava fosse appena uscita ed intenzionata a passare fuori tutta la notte. Ci fu un tempo in cui anche lei faceva cos, poi era cresciuta ed erano arrivati i ristoranti ed i cinema e poi a casa in macchina perch la mattina ci si alza presto ed il lavoro duro anche se importante. Non era una questione di essere sola o meno, anche quando cera Giorgio faceva cos. Si sent triste e prov freddo, ferm un taxi, adesso voleva
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solo arrivare a casa in fretta per sprofondare nel sonno e non pensare pi a niente.

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Capitolo 15 Il sonno non si fece pregare ma fu inquieto e tormentato da sogni che al mattino non ricordava pi ma che le lasciarono un senso di inquietudine. Nonostante fosse sabato e non dovesse andare al lavoro si svegli presto e non sapendo che fare si mise a riordinare casa. Prima si impegn in una pulizia a fondo, poi le capitarono sottomano alcuni vecchi scatoloni che si era portata dietro negli ultimi due traslochi senza che li avesse pi aperti. Erano saltati fuori quando aveva rivoltato casa subito dopo aver saputo di Giorgio. Allora non aveva avuto la forza di aprirli, adesso lo fece e dal primo saltarono fuori dei vecchi album di foto. Comera giovane e spensierata, sembrava unaltra persona. Niente rughe, rideva sempre. E che vestiti buffi che portava. Prov tenerezza per quella Lara ormai cos estranea e poi prov pena per lattuale s stessa, lontana parente della ragazzina sfrontata e raggiante delle foto. Cerano anche Mariella, con la sua timidezza che la faceva sempre troppo seria, Stefano con i capelli lunghi e spettinati, Maria, Giovanni, James Dean e Peppo, Lisa e Gigio, e tanti altri volti di cui non ricordava neanche pi i nomi. Che fine avevano fatto ora? Come era successo che si fossero dispersi nel mondo cos? Manco ci fosse stata una guerra a decimarli e sconvolgere le loro giovani vite. Cera anche Chicca, eccola l, anche lei sorridente nel gruppo. Non era una bella ragazza eppure adesso aveva un figlio e al suo fianco cera ancora lo stesso Mattia che nella foto aveva uno sguardo un po ebete, quasi lo avessero colto di sorpresa.
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Ce laveva ancora da qualche parte il numero di Chicca, lo cerc e chiam senza pensarci su. Un paio di squilli e poi sent la voce interrogativa di Federica, era quella di sempre, nonostante non la sentisse da anni la riconobbe subito. - Federica? Sono Lara, Lalla, non so se ti ricordi, lamica di Mariella dei tempi delluniversit. - Lalla! Ciao, che bello sentirti. La voce di Federica si sciolse subito, era calda e comprensiva, si, era sicuramente unottima mamma, lei. - Ciao, ti disturbo? - No, figurati, ho visto Mariella pochi giorni fa, mi fa proprio piacere sentirti. - Si, me lha detto e per questo che ti chiamo No forse questo non era bello da dire. - Beh mi fa piacere anche a me, una vita che non ci si vede, mi spiace aver perso tanta gente. - Dai su, non mai troppo tardi. Come stai? - Io, bene. Non lo disse cos convinta ma Federica era troppo buona per farglielo notare. - Comunque tutto bene insomma, si lavora. - So che non stai pi con Stefano, forse gi da un po di tempo, spero non ti dia fastidio parlarne. - No figurati una cosa vecchia ormai. Lo disse con una punta di tristezza. - E lui lo hai pi sentito? Sai eravate proprio belli ai tempi. Lara sent un ombra che la ricopr. - No, un po che non lo sento, comunque penso che stia
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bene. - Va be ma basta parlare del passato. Adesso tutto bene, sei felice? - Si, abbastanza. La domanda intrinseca riguardava le relazioni sentimentali ma Lara non se la sentiva di affrontare il discorso e Federica era abbastanza gentile da non voler approfondire. - E tu invece? Mi ha detto Mariella che hai un bambino. - Si, il piccolo Luca, bellissimo, costa fatica ma che gioie che da. Ce da dire che Mattia mi aiuta molto, ha undici mesi e una settimana, far un anno il mese prossimo. - Che bello, sono felice per te. Ed anche invidiosa. - stupendo! Ha gli stessi occhi di Mattia, pensa che laltro ieri ha detto Mamma. Mi si sciolto il sangue nelle vene. un bambino sveglissimo. Lara iniziava a provare fastidio e cerc di cambiare discorso. - E Mattia come sta? - Bene, grazie. molto preso dal lavoro, sta per affrontare il concorso per entrare in magistratura, durissimo ma i numeri lui ce li ha, io penso che dovrebbe farcela. Ma nonostante tutto vedessi che padre amorevole che , non lo avrei mai detto, incredibile come sia cambiato con la nascita di Luca. - E tu? Mi ha detto Mariella che lavori in una organizzazione non governativa. - Si, facciamo progetti di sviluppo in paesi poveri, sai, progettazione sociale su fondi dellunione o governativi.
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Non facile ma molto stimolante. Ti ho pensato proprio poco tempo fa, lo dicevo a Mariella. Stiamo lavorando bene, abbiamo vinto alcuni bandi molto grossi e quindi ci servono delle persone che sappiano gestire la ricerca di fondi ed i rapporti istituzionali. Rimase in silenzio aspettando che Lara dicesse qualcosa ma visto che lei non replicava continu. - E niente, mi sei venuta in mente tu, ricordo quello che avevi fatto nei gruppi di volontariato sociale, beh avevi una marcia in pi rispetto agli altri. Sapevi districarti bene e poi ci mettevi molto entusiasmo, almeno mi sembrava. Lara si mordeva le labbra nervosamente ma non diceva nulla. - Comunque mi ha detto Mariella che stai facendo carriera in una grossa azienda, hai gi ben altro di quello che possiamo offrirti. Noi siamo una realt piccola, sai come funziona nel sociale. stato solo un pensiero come un altro. - No, no, ma bello che tu abbia pensato a me. - Cos, sai, mi ricordavo che ti piacevano queste cose, ma ovviamente non sapevo pi nulla di te, non mi sorprende che tu faccia qualcosa di grosso. Lo disse con una strana intonazione, come se non ci credesse molto a quanto stava dicendo. - Per se per curiosit ti interessa una volta ti racconto cosa facciamo, cos magari ci vediamo. - Ma voi state ancora cercando gente? Lara si sorprese delle parole che aveva pronunciato.
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- Beh si, ma sono stipendi relativamente bassi, noi non abbiamo grandi budget, niente a che vedere con una grande azienda. Cio, cerchiamo persone per livelli dirigenziali, non operatori sia ben chiaro, ma non credo che ti interessi tu sicuramente guadagni - Non mi interessa quanto si guadagna, un posto fisso? - Si, certo, siamo una organizzazione non lucrativa, non una cooperativa, ma davvero ti interesserebbe? Lara ebbe un attimo di esitazione poi rispose decisa. - Si. Federica rest zitta per la sorpresa. Lara intanto pensava al codice di comportamento dei Manager di livello B che prevedeva dei vincoli di licenziamento abbastanza stretti che le avrebbero impedito di lasciare la Lakin dalloggi al domani. Per non aveva ancora firmato il nuovo contratto, aveva tempo fino a luned. - Senti ma questa cosa si potrebbe fare in tempi brevi? - Guarda, siamo carenti di almeno due figure di livello organizzativo, ci serve gente laureata nellambito delle scienze sociali ma con anche esperienza di progettazione e capacit di gestione dei rapporti istituzionali, insomma non possiamo permetterci dei neolaureati di primo pelo. Tu saresti perfetta e potremo anche assumerti subito. - Possiamo parlarne seriamente luned mattina? - Si, ma anche non cos in fretta. - No, io avrei bisogno di sapere luned mattina al pi tardi. Scusa ma ho dei vincoli che non sto a spiegarti. - Beh si, si potrebbe fare. - Scusami non vorrei sembrare
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- Ma figurati, per noi saresti perfetta e personalmente mi farebbe molto piacere, tu avevi una passione. Mi ricordo nei gruppi di volontariato, certe cose non cambiano. Federica non la poteva vedere ma Lara sorrideva come una bambina. - Lasciami lindirizzo di posta elettronica che ti mando subito i riferimenti dellassociazione e le informazioni degli ultimi progetti che stiamo approntando. Ti va bene se ci vediamo luned alle nove per parlarne? - Perfetto. Si dilungarono ancora in qualche convenevole e poi si salutarono. Come riattacc Lara fu presa dallagitazione. Era felice e sorpresa della decisione con cui si era buttata in questa nuova avventura ma adesso sentiva la vertigine di chi si trova sullorlo di un dirupo. Non poteva stare ferma, si rimise concitatamente a frugare negli scatoloni, uscirono libri, dischi, stampe e vestiti variopinti. La paura intanto aumentava, cosa stava facendo? Stava forse mandando a rotoli la sua vita? Ma quale vita, era quella la vita che aveva sognato da ragazza? Intanto trov una pacco di libri dal quale inizi a tirare fuori romanzi che aveva consumato a furia di leggere. I suoi eroi non erano manager e non lavoravano nelle multinazionali. Ed ecco il berretto di lana che le aveva fatto a mano Mariella come regalo per un compleanno di tanti anni prima. Voleva cambiare il mondo ed adesso si limitava a cambiare guardaroba due volte allanno. Cosera che le faceva pi paura, una nuova avventura lavorativa o firmare il contratto
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da manager di livello B e suggellare il suo matrimonio con la Lakin? Se solo avesse avuto qualcuno con cui parlarne, qualcuno che potesse ascoltarla e capirla, qualcuno che le dicesse che andava tutto bene. Mirko avrebbe approvato la sua scelta. Il cuore le batteva a mille e pur di non fermarsi indoss un vecchio abitino azzurro con disegni fantasia che aveva trovato in una degli scatoloni. Era il suo vestitino preferito un volta, lo metteva in tutte le occasioni importanti, in cui voleva sentirsi bella e far piacere a chi era accanto a lei. Si guard nello specchio e non pot non sorridere, le sembr di tornare indietro nel tempo e si sent nuovamente ragazzina, le stava ancora a meraviglia anche se lo aveva comprato tanti anni prima in un mercatino per pochi soldi. Sarebbe piaciuto anche a Mirko, ne era sicura. Gi, Mirko chiss cosa stava facendo. Magari laveva gi rimpiazzata. No, impossibile. Lui non era il tipo. Per era un bel ragazzo, molto bello e di notte di ragazze in cerca ce ne sono tante, faceva anche un lavoro importante ed aveva una bella casa, un boccone cos appetitoso non resta certo da solo a lungo. Le si form un groppo in gola. Non voleva pensare che Mirko lavesse gi rimpiazzata, ma forse la sera prima aveva rimorchiato qualche ragazzina in un locale ed adesso dormivano insieme nel suo lettone che conosceva bene. Lagitazione si trasform in panico e senza rendersene conto si fiond di corsa gi per le scale. Era una giornata bellissima, la primavera era ormai nel pieno ed il sole splendeva altro in un cielo azzurrissimo. Non le venne in
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mente di chiamare un taxi e si tuff direttamente nel tunnel della metropolitana. Dalla fermata dellUniversit a casa di Mirko se la fece correndo a perdifiato riuscendo anche a fare un ultimo scatto per infilarsi nel portone dietro alla signora del terzo piano che si prese un mezzo colpo per lo spavento. Riconobbe la signorina che frequentava il signor Favarino dellultimo piano anche se era vestita in maniera pi sbarazzina del solito. Lara la salut scusandosi e poi riprese la sua corsa su per le scale. Arriv davanti alla porta di Mirko ansimante e si ferm a rifiatare appoggiata al muro. Cosa ci faceva l? Magari Mirko dormiva o non cera, o peggio ancora non era solo. E poi cosa era venuta fare? Cosa poteva dirgli e cosa le avrebbe detto lui? Rizz le orecchie per cogliere qualche rumore rivelatore oltre la porta e sent una musica bassa. Cera! Per un momento ne fu felice, poi torn la paura ma Lara non era pi disposta a sopportarla e suon il campanello. Passarono alcuni attimi senza che successe nulla poi, quando Lara stava per decidersi a suonare una seconda volta, sent scattare la serratura. Mirko si era alzato da poco e apr con la solita indolenza. Aveva la barba di due giorni ed i capelli arruffati, indossava una maglietta blu senza scritte ed i soliti jeans consumati. Rest di sasso davanti allo spettacolo che gli si par di fronte. Non si aspettava di vedere Lara, non che pensasse che non lavrebbe pi rivista ma si era immaginato che prima avrebbe dovuto avere luogo una lunga trafila di messaggi, telefonate, polemiche, rivendicazioni e trattative
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che non sapeva se aveva voglia di sopportare. Ed invece eccola l Lara, ancora pi sorprendente della prima volta che si era presentata a casa sua. Il volto tirato la rendeva particolarmente bella, gli occhi erano quasi trasparenti ed i capelli cadevano morbidi e liberi sulle spalle che facevano capolino da un abito sbarazzino e semplice. Era la ragazzina che aveva sempre sognato. Mirko rimase impietrito nella sua sorpresa senza dire nulla. - Ciao. Disse timidamente Lara, senza aggiungere altro. Mirko fatic anche solo a risponderle ciao. Di nuovo rest il silenzio, Lara guard il muro per trovare il coraggio di continuare. - Scusa, volevo solo chiederti - No, scusa tu, forse sono stato scortese. - No, non importa sai Si parlavano senza incrociare gli sguardi, Lara guardava il muro alla sua sinistra mentre Mirko guardava in basso dallaltra parte. - che ho un carattere cos testardo alle volte. - Anchio guarda, ma non importa. Continuarono a scusarsi a vicenda senza guardarsi, separati da una porta aperta. Poi Lara cerc di mettere insieme un discorso da fare tanto a Mirko quanto a s stessa. - Vedi, sono stata precipitosa, forse vero che non penso molto ma in questi due giorni ho provato a farlo. Alz lo sguardo verso Mirko e gli occhi verdi di lui incrociarono finalmente quelli azzurri di lei. - Credo di aver capito che questa non la vita che voglio e che forse sono ancora in tempo per cambiarla.
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Mirko non diceva nulla ma gli sguardi ormai uniti non si staccarono pi. - Ho trovato una possibilit per cambiare lavoro, per fare qualcosa di utile. Le sbocci un timido sorriso sulle belle labbra. - Davvero, non uno scherzo. Mi fa paura ma non voglio rimpiangere un domani di non averci provato. Torn seria e fece una pausa. - Credo di aver bisogno di qualcuno vicino in questo momento, mi piacerebbe fossi tu. Mirko sembrava intontito. Poi ad un tratto le sue labbra si schiusero in un sorriso, allung una mano fino a prendere la mano di Lara e finalmente parl. - Anche tutta la vita. La tir a s, la porta si chiuse e le labbra si incontrarono.

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http://sites.google.com/site/fabriziomartini2011/

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