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Accordo di programma per la realizzazione dell’inceneritore a

Ponticelli firmato il 13 febbraio scorso: una scelta gravissima per


l’ambiente, la salute, l’agricoltura, il lavoro, la democrazia e la
partecipazione.

Il 13 febbraio scorso, nel silenzio generale, è stato siglato


l’accordo di Programma tra la Protezione Civile e l’ASIA,
Associazione nominalmente per coordinare il ciclo di gestione integrata dei
nazionale di
protezione rifiuti nel comune i Napoli, e nella sostanza vera, fatta eccezione
ambientale per una piccola quota della frazione organica, per realizzare a
Riconosciuta dal
Ministero Ponticelli l’inceneritore, denominato nell’accordo
dell'Ambiente con
Decreto del 29 marzo
termovalorizzatore. Rispettando la legge nei fatti ciò dovrebbe
1994 costituire elemento di nullità del protocollo, perché introduce un
Riconosciuta ONLUS
qualcosa (appunto termovalorizzatore) che non esiste nelle
Organizzazione Non normative europea e italiana di riferimento, nelle quali si parla
lucrativa di Utilità
Sociale
solo di "inceneritori (Direttiva Europea 2006 /76
sull’incenerimento dei Rifiuti – Decreto Legislativo 11 Maggio
2005 n.133 - Attuazione della Direttiva 2006/76/CE, in materia
Sede nazionale: di incenerimento dei rifiuti.) Come si fa a istruire una Gara per
via Flaminia 53,
00196 Roma telefono qualcosa che non esiste?
06.3608181 Se ve ne era ancora bisogno, emerge fino in fondo perché a
Fax. 06.36081827
www.vasonline.it Napoli non si è fatta, non si fa, né si potrà fare la raccolta
vas@vasonline.it differenziata che è scelta concettuale, strutturale e funzionale
Sede alternativa agli inceneritori.
Coordinamento Soprattutto nella carenza totale di un quadro serio e credibile di
Campania e Circolo
di Napoli: dati sui rifiuti per la Città di Napoli, come emerge dal SIR
Calata Trinità
Maggiore 4 80134
(Sistema Informativi Rifiuti) e sfidiamo chiunque a dire il
Napoli contrario, appare sempre più evidente che l’obbiettivo di
telefono. e fax. Berlusconi-Bertolaso, Bassolino-Ganapini è riportare la
081.5525466
www.vascampania.or Campania ad essere la pattumiera d’Italia come già lo è stato per
g
segreteria@vascamp
decenni fino al 1993. Rispetto alla stessa infelice, insopportabile,
ania.org assurda scelta degli inceneritori, la supercapacità degli impianti
Circolo Piana del
rispetto alle esigenze né è la inconfutabile dimostrazione.
Sele Dispiace profondamente, anzi politicamente gravissimo, è il
via Olevano 158,
Battipaglia (SA) silenzio delle forze ambientaliste e di sinistra che a parole, (e
telefono 0828.301744 quante!), si esprimono per la raccolta differenziata, per il
Circolo Penisola riciclaggio, contro gli inceneritori. Il protocollo, sia ben chiaro,
Sorrentina: via non è un mero atto commissariale come si potrebbe far
degli Aranci n°172,
Sorrento (NA) intendere, ma è stato siglato ne poteva essere diversamente
telefono con l’accordo pieno del Presidente Bassolino, dell’Assessore
081.8773326
Ganapini e del Sindaco Iervolino. Come fanno perciò tali forze
Circolo Valle del
Sarno
a continuare ad appoggiare incondizionatamente Bassolino e
via De Gasperi n° Iervolino?
391, Pagani (SA)
telefono e fax:
081.8562753

Circolo Vesuvio: via


S. Vito n°67 Ercolano
(NA)
Nel protocollo si dicono cose senza senso o strumentalmente
ininterpretabili come “recuperare energia elettrica e termica dalle
frazioni non utilmente riciclabili di rifiuti urbani e speciali
assimilati, come “competenza informata”, come “sinergie con il
ciclo delle acque e della depurazione secondo i principi della
sostenibilità ambientale” o incredibili quali “apporto di benefici
al territorio ed alle comunità interessate in termini di
miglioramento urbanistico e dell’habitat” e riqualificazione
ambientale”, al fine di garantire la misurabile e certificata
assenza di elementi di pericolosità per la salute umana e la
tutela dell’ambiente. In tal modo il protocollo ignora
naturalmente da una parte la biomagnificazione ovvero
l’accumulo di diossina e di altre cancerogene sostanze, nel suolo,
nelle piante e negli animali, ivi compresi gli uomini anche
quando i valori sono al di sotto di quelli misurabili ma non certo
assenti ed il grave inaccettabile limite della legislazione che fa
riferimento ai valori percentuali degli inquinanti e non al totale
delle sostanze altamente tossiche che escono dai camini. Questo
ovviamente nel migliore di casi che giorno dopo giorno, mese
dopo mese, anno dopo anno, si rispettino i valori richiesti oggi
dalle normative vigenti. Molti sono i trucchi per non farlo: alcuni
tecnici, altri di imbrogli finanche cartacei, come l’inceneritore di
Colleferro insegna.
Se veramente, malauguratamente, si dovesse realizzare
l’inceneritore oltre ai gravissimi danni alla salute dei cittadini di
Ponticelli, Barra e San Giovanni, una incompatibilità fortemente
crescente negli anni verrebbe a crearsi con l’agricoltura
territoriale, il mercato ortofrutticolo di Volla, gli ospedali della
intera zona orientale.

Dobbiamo però dare atto che chi ha scritto il protocollo ha una


fantasia supereccezionale nella comunicazione: ovvero ne pensa
una più del diavolo! In base alla chimica per una tonnellata di
rifiuto urbano incenerito si deve considerare una produzione di
1402 Kg di CO2, per produrre la stessa energia con fonte fossile
si produrrebbero 554 Kg di CO2; 1402 è quasi tre volte 554 e
quindi si dovrebbe dire la verità incontestabile e cioè che
l’inceneritore è un grave danno per l’effetto serra e per il
riscaldamento del pianeta: che cosa si fa ? anziché fare il
confronto con il mancato incenerimento del rifiuto o con il

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riciclaggio dello stesso, si ricorre al Sole! Chi legge non si illuda!
Non per promuovere energia solare, ma per introdurre nei calcoli
l’anidride carbonica che il meraviglioso effetto clorofilliano ha
trasformato in materia organica sì da affermare, sempre nel
protocollo “che eviterà (sempre l’inceneritore) l’immissione in
atmosfera di almeno 100.000 ton/anno di CO2 (precisando da
saputo per chi non lo sapesse: gas climalteranti). Povero Sole!
Si parla di produzione di energia e di lavoro senza confronto,
perché sarebbero nettamente inferiori, con ciò che si perde per la
mancata attivazione della raccolta differenziata e delle
piattaforme di chiusura dei cicli connessi ivi comprese le
acquisizione di elevate tecnologie. Nel protocollo non si parla
delle ceneri, non si parla del disastro dell’inquinamento delle
acque; ma appare chiara la prospettiva di quale grande affare si
prospetta con l’inceneritore.
E’ INUTILE DIRE CHE LE POPOLAZIONI LOCALI NON HANNO
DIRITTO ALCUNO A PARLARE!

Rosachiara Cernuto, Coordinatrice VAS Campania


Antonio D’Acunto, Presidente Onorario VAS Campanai

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