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Perch non sono onnivoro


Scritto da Redazione Cultura e curiosit 6 gennaio 2013

Tre secoli f David Hume mise il mondo al cospetto del seguente problema: Da ci che non possiamo ricavare ci che dobbiamo fare. Autore dellarticolo Bruce Garfield In inglese, il famoso detto di Hume passato alla storia della filosofia come lo is/ought problem. Questa lapidaria analisi taglia le gambe alletica. In breve, non importa quando accuratamente indaghiamo la realt, dalla nostra analisi non possiamo ricavare un insieme di regole su un comportamento morale. Che il suo detto si riferisca solo alletica emerge dal fatto che siamo in grado di ricavare prescrizioni da altre discipline; ad esempio in geometria possiamo estrapolare regole prescrittive come : Se vuoi ricavare lipotenusa di un triangolo rettangolo e hai la misura dei cateti, devi sommare i quadrati dei cateti e la misura dellipotenusa la radice quadrata di quella somma, oppure, Se vuoi costruire un ponte che regga al passaggio di un automezzo del peso di 10.000, devi usare questi materiali disposti in questo modo eccetera. Da quel punto in poi i pensatori hanno tentato di aggirare l ostacolo humiano in diversi modi. Ai nostri giorni c unautorevole neuroscienziato, Sam Harris, americano, paladino dellateismo, che difende strenuamente la tesi che unetica ricavabile da uno studio della coscienza umana. Vi sarebbe, a suo dire, la possibilit,
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di estrapolare dalla coscienza umana in genere principi etici, legati a una intuizione di benessere. A me lidea sembra improbabile: penso al fallimento del comunismo. Se il comunismo fallito in Unione Sovietica lo si deve al fatto che solo uno sparuto numero di cittadini sovietici erano bendisposti ad arrendere privilegi personali a un minimo benessere comune. L nessuno moriva di fame, nessuno non aveva un tetto dove ripararsi la sera, il diritto allassistenza medica era assoluto. Eppure, alla maggioranza della gente, questa giustizia che distribuiva un p di tutto a tutti sembrava umiliare certe istanze egotiche dellindividuo, il quale finiva per sentirsi demotivato ed estraneo allideologia del potere. Inoltre, su che basi possiamo mai imporre unetica che nasca da una profonda conoscenza dellanimo umano? Supponiamo che un certo signor X abbia violato le regole imposte da questa dottrina auspicata dagli harrisiani, e che essi gli dicano: Guarda, tu hai commesso unazione immorale. Immaginiamo che lui risponda A me della vostra etica non me ne puo fregare di meno e che lharrisiano insista dicendo Ma il benessere collettivo esige e il signor X risponda A me del benessere collettivo non me ne pu fregare di meno. Lharrisiano va avanti a sostenere che limmoralit commessa da X si ripercuote su X stesso con uno stato danimo di infelicit. difficile credere che si possa sostenere unetica di questa natura. Charles Manson, il famigerato mandatario dei delitti di Sharon Tate e di Leno e Rosemary La Bianca, dopo circa 40 anni di carcere, nelle interviste che rilascia si mostra convinto di essere nel giusto. In genere il pentimento non sfiora le coscienze degli assassini. Il problema di coscienze individuali che contrastano con una fantomatica coscienza collettiva che persegua il benessere collettivo rimane, a mio avviso, irrisolvibile. La dottrina di Harris sembra porre uno scopo alletica che abbia una valenza universale. Hume pensava che la preservazione della specie fosse alla radice del sentimento etico. Ma se non possibile, come sembra, estrapolare dei principi etici dalla coscienza umana, una volta che si siano stabiliti dei principi idonei alla preservazione della specie o al benessere collettivo, letica finisce per identificarsi con la legge. Non si uccide e non si ruba per evitare il carcere. Solo la prescrizione sembra un deterrente con una connotazione vicina a una efficacia universale. Beltrand Russell scrisse un saggio dal titolo Perch non sono cristiano. Ricordo vagamente che fra le ragioni indusse il fatto che Ges aveva maledetto un albero di
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vagamente che fra le ragioni indusse il fatto che Ges aveva maledetto un albero di fico che non aveva fatto nulla di male. In seguito qualcuno gli chiese su cosa fondasse le sue intraprese di carattere etico e lui rispose: Sulla mia sensibilit . Unetica fondata sui comandamenti, come la religione cristiana resiste al detto di Hume citato allinizio perch vi sono conseguenze allira di Dio. Dinuovo la prescrizione a rendere letica accettabile. Se Dio morto tutto possibile, disse Dostoevskij rieccheggiando, consapevolmente o per intuizione indipendente, il detto di Hume, ma un etica fondata sulla religione cristiana dovrebbe anche accettare che un dio possa ordinarci di uccidere un nostro figlio, ordine improponibile, perch anche chi ci crede ha unidea di un Dio che non ordinerebbe mai qualcosa di cos disumano! Io, pi modestamente, dir perch non sono onnivoro. Nel secolo scorso i riduzionisti, quei filosofi che cercano da 2 secoli di ridurre tutto il mentale al fisico, identificarono in uno dei loro famosi esempi, il dolore con leccitazione di una particolare fibra nervosa del cervello, la fibra C. Questi sostenitori della cosiddetta teoria dellidentit dei tipi, furono travolti dalle idee di Hilary Putnam ed altri, fra cui Fodor. Putnam, filosofo harvardiano, ispirato dalla tesi di Alan Turing, che sostenne anni prima che qualunque calcolo la mente umana in grado di fare pu essere fatto da una macchina, ad esempio un computer, sostenne che molto probabilmente stati mentali come quello del dolore non richiedono necessariamente la medesima struttura nervosa per realizzarsi. Animali privi di fibre simili a quelli del cervello umano sono in grado di sperimentare il dolore. La tesi di Putnam, oggi nota come funzionalismo, in breve sostiene che diversi meccanismi possono realizzare lo stesso stato mentale. Daltro canto levoluzionismo ci ha convinti che la specie umana deriva da specie animali inferiori. Se si pensa che il nostro DNA simile a quello degli scimpanz per il 98.2%, la nostra fratellanza con gli animali si impone al punto che possiamo tranquillamente definirli in qualche modo il nostro prossimo. In filosofia e Intelligenza Artificale oggi giorno si tende a fare una distinzione fra livelli di coscienza. La coscienza, in questa nuova ottica, comune a tutte le specie viventi, certamente ai mammiferi. Negli anni 70 abbiamo imparato da Chomsky, Quine e altri che il linguaggio umano unico fra le specie animali, il cui sistema comunicativo consiste in un numero finito
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di segnali. Il nostro linguaggio invece di natura ricorsiva. La lingua che impariamo da bambini consiste in un numero limitato di parole (il lessico) e un numero limitato di regole di formazione (la grammatica). Il bambino in grado, una volta assimilati una parte della grammatica e del lessico, di generare una frase mai sentita prima o mai pronunciata prima (la capacit linguistica consiste nel generare, almeno in principio, una frase mai pronunciata prima: il linguaggio infinito). Ad esempio, avendo imparato da altri il significato della frase ho mal di testa, il bambino pu, alluopo formare la frase ho mal di stomaco. Questa capacit era riconosciuta solo alla specie umana. Sperimentatori americani hanno dimostrato invece recentemente che gli scimpanz hanno capacit ricorsive: alcuni di essi hanno formato frasi nuove, usando pezzi di legno su cui vi erano scritte parole. I cinesi mangiano il cervello di certe variet di scimmie ancora vive, dopo aver rimossa la scatola cranica. Se non proviamo un senso di ripulsa a una simile barbarie vuol dire che qualcosa di molto sbagliato caratterizza la nostra coscienza. Il senso di ripulsa nasce dalla sensibilit, qualunque cosa essa sia, coniugata con le conoscenze scientifiche. Gli animali, se non proprio fratelli, sono nostri parenti. Se una forma di coscienza presente in ogni essere vivente, da cui sono propenso ad escludere le piante, e la coscienza la sede dellio, magari un IO non raffinato come il nostro, generato da coscienze a vari livelli e prababilmente in grado di percepire dolore e sperimentare paura. Cosi, uccidere un vitello, una gallina, un maiale, dovrebbe sollevare il sospetto che stiamo facendo ad altri ci che non vorremmo fosse fatto a noi. Se specie pi evolute della nostra, magari provenienti dallo spazio, dovessero un giorno metterci in allevamenti per soddisfare il loro appetito, non avremmo alcun argomento per condannare moralmente la loro indifferenza rispetto al dolore e alle paure che starebbero generando. (Foto di Digitalnative su Flickr)

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