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GESU

E MAOMETTO

ILDEBRANDO A. SANTANGELO COMUNITA EDITRICE 95031 ADRANO (CATANIA)

I - MAOMETTO Muhammad, ossia in italiano Maometto, nacque alla Mecca tra il 570 e il 580 d.C. dalla stirpe dei Curasciti (Quraysh). Suo padre Abd-Allah, mor prima che egli na scesse. Sua madre, Aminah bint Wabb, mor quando egli aveva 9 anni. Maometto fu aff idato prima al nonno paterno, Abd al Muttalib, poi allo zio Abu Talib. Il ragazzo ebbe un'infanzia triste, rievocata nella Sura 93. I pi antichi autori arabi dell a vita di Maometto riferiscono che quando questo fanciullo passava gli arbori si piegavano, le rupi erano agitate e si piegavano dall'alto in basso per mostrare il rispetto che di lui avevano (Peirone, Il Corano, 1, p. 38). Fin da principio si scorge la leggenda. Religiosamente la Mecca era pagana, con un pantheon di div init, tra le quali il Corano ricorda: Al-lat (la dea per eccellenza), Al-uzza (la dea potente), Al-manat (la dea della morte), Al-waddu (il dio dell'amore), Al-H ubal e Allah (il Dio supremo), ossia Allah-akbar, di cui tutti erano figli. Erano ancora presenti nella Mecca il culto delle pietre (del quale resta un resi duo nell'Islamismo nel culto della pietra nera della Ka ba), il culto delle sorgen ti (di cui resta un residuo nel culto della sorgente di Zemsen) e degli alberi. Nella Mecca c'erano molti ebrei, come nel resto dell'Arabia, venutivi in due onda te: nella distruzione di Gerusalemme, nel 70, e sotto Adriano nel 138. Gli ebrei erano installati soprattutto nella zona di Medina, dove avevano occupat o e coltivato tutto i1 buon terreno raggiungendo un alto livello di benessere e u na grande influenza sociale, e si erano arabizzati al punto che il re dell'Arabi a del Sud, Dhu Nuwas, si era convertito all'ebraismo. Anche i cristiani erano presenti nell'Arabia; ma quasi tutti eretici e schiavi e , quindi, senza alcuna influenza sociale: essi non avevano i Vangeli e se li tra smettevano oralmente, attingendo, soprattutto ai Vangeli apocrifi, quali il Vang elo di Giacomo e il Vangelo dell'infanzia. D'altronde l'analfabetismo in Arabia era quasi totale. In tale ambiente crebbe Maometto; non tard a subire l'influsso ebraico, per cui ab bandon l'idolatria e si convert al monoteismo ebraico; tuttavia gli piacevano i rac conti della vita di Ges e si fece amico di uno schiavo cristiano. Divenuto carovaniere, un giorno passando vicino a una laura , ossia a un eremo, vi trov un monaco di nome Serghiu; rest colpito dalla sua vita di preghiera e di peni tenza e rest alcuni giorni presso di lui. L'esempio di quella vita lo colp profond amente e, a suo tempo, orient la sua predicazione alla preghiera e alla penitenza. A trent'anni si spos con la ricca vedova Khadigah, dieci anni pi grande di lui, e ne ebbe quattro figlie. Dopo un po' di anni, stanco di tutto, si ritir dal mondo e si rifugi nella caverna di Hira, vicino alla Mecca. L, riflettendo su tutte le sue esperienze passate, le sue idee su Dio, quali glie le avevano comunicate gli ebrei, divennero chiarissime e sent di avere la missione di farle conoscere a tutti. Tale missione non fu preceduta da alcuna preparazio ne, ma si manifest d'un colpo. Uscito dalla caverna si mise a predicare ai meccani il monoteismo, dichiarandosi

inviato da Dio. Un drappello di contadini cominci a seguirlo e con essi Maometto f ece la prima umma , ossia la prima comunit. Maometto non scrisse nulla; tutta la sua azione consistette nella predicazione d i concetti e di frasi che egli andava ripetendo come una poesia; n d'altronde, in un paese di analfabeti si poteva diversamente. Tale metodo di predicazione rimas to vivo presso i mussulmani fino ad oggi, ed la loro catechesi. Il contenuto di t ale prima predicazione sono le prime sure, ossia i primi capitoli del Corano. Co rano equivale a recitazione. Intanto i meccani, quando Maometto cominci a farsi notare, gli chiesero un segno di essere egli veramente mandato da Dio, ossia un miracolo che ne garantisse la missione da parte di Dio. Maometto rispose: E segno che io vi do la dottrina stessa che io vi predico . I m eccani, naturalmente, non accettarono tale garanzia e gli dichiararono guerra. Tale lotta fu veramente aspra e dur nella Mecca per dieci anni; tanto che parte de i membri dell'umma dovette emigrare in Etiopia. A un certo punto la situazione d i Maometto divenne disperata. Fortunatamente egli venne in contatto con un gruppo di commercianti di Yathrib, sita a 400 km dalla Mecca, e li conquist alle sue ide e. Essi gli assicurarono l'adesione della loro citt; e allora Maometto se ne part alla volta di Yathrib: era l'anno 622. Tale anno segna la nascita dell'Islam: ed il I anno dell'egira. Da allora Yathrib venne chiamata Medina. Allora Maometto, che aveva gi assimilato alla Mecca una grande quantit dei raccont i del Vecchio Testamento e ne aveva fatto oggetto della sua predicazione coranic a, per darle maggiore credito, e che cominciava a pensare di dare una svolta pol itica alla sua missione e a costruire uno stato islamico, pens alla grande utilit pe r la sua causa di un'allenza e di un'assoggettazione degli ebrei; e per meglio l egarli a s ordin a tutti i suoi seguaci di fare tutte le preghiere di adorazione p rostrati a terra e rivolti a Gerusalemme. Se si fosse mantenuto nella semplice predicazione del monoteismo e avesse voluto fare uno stato islamico, Maometto avrebbe avuto sempre la fedelt degli ebrei, anzi li avrebbe attirati da tutta l'Arabia e stati limitrofi, perch essi avrebbero pe nsato di ricostruire lo Stato d'Israele, fosse pure senza il titolo specifico; m a egli nell'euforia del successo cominci a predicare di essere l'ultimo dei profe ti e il suggello dei profeti; e allora tutti gli ebrei si ribellarono in blocco a lui e da lui si distaccarono. Allora Maometto, per ripicca, ordin a tutti i suoi seguaci di fare le loro preghiere rivolti non pi a Gerusalemme, ma alla pietra ne ra della Ka'ba meccana. Dopo aver bene rassodato la sua umma a Medina sia religio samente che politicamente, Maometto cominci a pensare di conquistare la Mecca, su a citt natale; e, incoraggiato dal successo di una scaramuccia contro una carovan a meccana e contro i soldati meccani accorsi per difenderla, mosse guerra nel 62 5 (3 dell'egira) contro la Mecca; ma ne rest pienamente sconfitto. Nel 628 (6 dell'e gira) tent una rivincita, ma fu bloccato dai meccani presso Hudaybiyyah. Allora M aometto ricorse all'astuzia e alla frode: fece di tutto per ottenere dai meccani un trattato di mutua non aggressione per dieci anni. Ottenutolo, dopo due anni lo infranse unilateralmente, marci contro la Mecca con le sue truppe e, trovatala d isarmata, facilmente la conquist. Quindi Maometto, assoggettate facilmente alcune trib dei dintorni della Mecca, ritorn a Medina, divenuta il centro politico della nuova religione-stato. L con la sua instancabile entusiasmante predicazione mise le basi di quello che d oveva in seguito divenire l'impero islamico. Mor nel 632 (11 dell'egira). VALORE DI MAOMETTO E DEL CORANO Maometto stato senza dubbio un grande uomo e trascinatore di folle. I suoi conta tti con gli ebrei e con i cristiani gli diedero la certezza della fede in un sol

o Dio, e, contemporaneamente la coscienza della sua discendenza da Abramo, padre di Ismaele capostipite degli arabi, e di Isacco, capostipite degli ebrei. I suoi contatti con monaci cristiani gli fecero conoscere la grandezza, la bont e lo zelo di Ges e quindi la bellezza di Maria, madre di Ges, per cui concep un'immensa stima per entrambi, come manifesta ripetutamente nel Corano. I suoi contatti con crist iani eretici, particolarmente con ariani, gli diedero la convinzione che Ges era s tato un grandissimo profeta; ma solo questo; e stim e raccomand il Vecchio e il Nu ovo Testamento come libri rivelati da Dio. Convintosi che egli era l'ultimo e il pi grande dei profeti per ristabilire in tu tto il mondo la fede nell'unico vero Dio, si diede, anima e corpo, a questa gran de missione. La sua opera fu veramente grande: egli riusc, a prezzo di grandi sacrifici e di gr andi lotte, a convertire alla fede nell'unico vero Dio moltissime popolazioni pa gane e a fondare un grande impero mussulmano e una delle pi grandi religioni della Terra. Il Corano, che egli and predicando dovunque pot arrivare, una bella e ricchissima miniera di grandi verit e di santi precetti per una vita veramente religiosa e um ana. impossibile trascriverli tutti; si dovrebbe trascrivere quasi l'intero Corano. N e citiamo soltanto un po': a) Su Dio Il Dio, egli il Dio! Non vi altro Dio se non lui; egli il sovrano, il santo, egli la pace, il fedele; egli il vigilante e l'onnipotente; egli il fortissimo e il p adrone di ogni grandezza. Si canti a lui l'osanna! Il Dio! Egli il creatore, il plasmatore, il formatore di ogni essere. Gli apparte ngono per diritto tutti i pi bei nomi. Tutto il creato, in cielo e in terra, canta osanna; egli il potente, il saggio (S LIX, 22-23-24). Proclama: Sia che nascondiate accuratamente ci che nel vostro intimo, sia che lo divulghiate, lo conosce Dio, lui che sa assai bene ci che in cielo e ci che in terr a. Il Dio su ogni cosa onnipotente (S III, 2g). Non hanno prestato attenzione agli uccelletti sottomessi alle leggi del volo nel l'aere? Nessuno li sostiene tranne il Dio. Eccoli veramente i segni per coloro c he credono (S XVI, 79). Lui (Dio), proprio lui verit, e ci che gli altri invocano fuor di lui falsit. Il Di o! Egli l'altissimo, il grande veramente (S XXII, 62). b) Sul fare il bene Chi fa il bene lo fa tutto a suo vantaggio; chi fa il male danneggia se stesso. A l Signore sarete ricondotti (S xLv, 15) Fortunati coloro che credono e operano per il bene! Il Signore li far entrare nel la sua misericordia, e questa veramente gioia incontestata (S XLV, 30). Osservate la preghiera; non siate avari nelle largizioni; ritroverete presso il D io il bene che avrete prima fatto a voi stessi... Dio vede ci che fate con chiare zza (S II, 110).

Non espressione di piet volgere il volto a oriente o a occidente. piet, invece, cred ere al Dio, credere al giorno finale e agli angeli e alla Scrittura e ai nabi;(* )= (profeta, colui che parla in nome di Dio senza fondare comunit) piet impoverirs i, per suo amore, e largheggiare in beni verso i parenti, gli orfani, gli emargin ati, i pellegrini, i mendicanti; piet sciogliere le catene ai prigionieri, stabili re il tempo per la preghiera e fare l'elemosina. Quelli che mantengono gli impeg ni assunti, i pazienti davanti alla sferza del destino e alla disgrazia e al mome nto del pericolo... quelli sono giusti, quelli sono i timorati del Dio (S II, 17 7). O credenti! Temete il Dio! Rinunciate alla vita di strozzini, se veramente siete dei credenti . Se agite diversamente riceverete l'ultimato della guerra da parte del Dio e del suo rasul; ma se vi pentirete, torner a voi il capitale e non sarete danneggiati. Concedete dilazione al debitore fino a che sia in grado di pagarvi; ma sar meglio che gli condoniate tutto; sar meglio per voi. Se almeno ne foste coscienti! (S II 278-279-290). Non fare boccacce al tuo prossimo; non camminare pestando con arroganza i piedi per terra. Infatti Dio non ama in modo pi assoluto i presuntuosi farciti di vana gloria . Modesto sia il tuo modo di incedere; non alzare mai il volume della tua voce, ch la pi detestata delle voci il ragliare degli asini (S XXXI, 18-19). O figlio mio, osserva i tempi della preghiera; domanda le cose che sono buone; i mpedisci le cose sconvenienti e porta pazienza nelle avversit (S XXXI, 17). Conforta: O schiavi, schiavi miei che avete contro voi peccato! Non disperate del la misericordia di Dio. Il Dio tutti i peccati perdona. Egli il perdonante miser icordioso (S XXXIX, 53). Fate un patto col Dio? Mantenetelo. Avete fatto dei giuramenti? Non violateli. Sop rattutto se si tratta di giuramenti solidi e avete preso Dio come garante. Sa be ne Dio ci che operate (S XVI, 91). c) Vita eterna Ben presto avranno fine le cose vostre, ma quelle che si trovano presso il Dio no n finiranno mai. Pagheremo una buona mercede a coloro che furono pazienti e costa nti per ricompensa delle loro ottime azioni . Chiunque opera per il bene, maschio o femmina credente, avr in premio esistenza f elice, e li ricompenseremo delle loro azioni pi belle (S XVI, 96-97). La vita di quaggi diventata effimera e giochi di bambini, mentre la vita eterna s olo vera vita (S XIX, 64). Quel giorno (quello del giudizio universale) squiller la tromba. Che spavento, Sig nore, per quelli che in cielo gi saranno e per quelli che in terra ancora si trov eranno! Tutti a lui andranno contriti (S XVII, 87). Chi si presenter con un granello di bene, trover un bene ancora pi grande e si trove r al riparo dall'angoscia; ma chi verr portando avanti il male gli sar esposta la f accia vicinissima al fuoco . Il giorno in cui raduneremo i pii presso il trono dell'abbondante in misericordia , saranno trattati con mille riguardi; e spingeremo in truppa i malfattori al gah

arinam, proprio come si spingono i greggi verso il pozzo (S XIX, 85-86).

II - LIMITI DI MAOMETTO E DEL CORANO 1) Moralit di Maometto Nel Vecchio Testamento Dio mai autorizz qualcuno ad avere diverse mogli; e se tan ti ne ebbero parecchie, specialmente i re, lo fecero senza alcuna autorizzazione , n approvazione di Dio. I profeti, poi, a cominciare da Mos fino all'ultimo, Zaccaria, ebbero tutti una s ola moglie; anzi alcuni si mantennero celibi, come Elia. Nel Nuovo Testamento i costumi divennero molto pi rigidi, come vedremo, fino alla proibizione di sguardi e di desideri di altre donne; e Ges non soltanto diede l'e sempio della pi perfetta purezza e della pi angelica verginit, ma, contemporaneamen te diede il massimo elogio a tale virt. In Maometto vediamo perfettamente il contrario: ha 15 mogli e una grandissima qu antit di concubine; non permette ad alcun suo seguace di avere un qualunque dialo go con alcuna di esse; invaghitosi della moglie del suo figlio adottivo Zaid, ca ccia Zaid e si prende sua moglie; e avendo il fatto suscitato grande scandalo, M aometto, nella Surra XXXIII, 4, fa dire a Dio che i figli adottivi non hanno gli stessi diritti dei figli naturali, e nei seguenti versetti proclama che stato Di o stesso a ordinagli di fare tutto questo, e a dichiarare sacro il suo harem. Li citiamo: N. 37: Ricordi? Tu stavi raccomandando un tale che Dio aveva colmato di benefici (come, d'altronde, avevi fatto anche tu). Tieniti tua moglie, temi Dio; e al tem po stesso, per rispetto umano nascondevi in seno ci che Dio avrebbe reso palese. I ddio ha pi diritto degli umani ad essere temuto. E allorquando Zaid cess di trarre intenso godimento dalla sua sposa, noi te l'abbiamo concessa in moglie, affinch p er i credenti non sia peccato sposare le mogli dei figli adottivi, quando esse ab biano messo a posto ogni cosa, chiarificandola, a loro riguardo. L'ordine di Dio non deve essere discusso (S XXXIII, 37). (La verit fu un'altra come abbiamo dett o: Maometto, impose a Zaid di lasciare la moglie per prendersela lui). N. 38: Nulla da rimproverare al nabi (cio a Maometto) ci che Dio gli ha comandato; fu comportamento di Dio verso quelli che prima di lui erano vissuti, e comandam ento di Dio decreto immutabile! (S XXXIII, 38). N. 50: Oh tu, nabi! Abbiamo reso lecite per te, proprio per te, le donne alle qu ali avevi pagato quanto era loro dovuto; le schiave che Dio ti ha concesse come bottino di guerra; le figlie di tuo zio e le figlie delle tue zie dal lato pater no, le figlie di tuo zio e le figlie delle tue zie dal lato materno, emigrate co n te. In pi ti abbiamo reso lecito la donna credente che si sia dedicata completa mente al nabi, a condizione che il nabi la voglia prendere in moglie. un privile gio che accordiamo a te, ad esclusione degli altri credenti. Ben sappiamo ci che abbiamo imposto a loro a proposito delle loro donne e delle schiave, affinch tu n on abbia scrupolo alcuno. E il Dio colui che perdona, egli il misericordioso . N. 51: Ti data la facolt di rimandare il momento dell'amore a quelle di esse che tu vuoi, e di ricevere presso di te quelle che tu vuoi, e quelle di cui senti de siderio fra le lasciate in disparte; non c' peccato in questo . N. 53: O voi, proprio voi che credete, non permettete di entrare nei sacri reces si del nabi (a meno che siate stati invitati a un pasto: ma pure in questo caso n on entrate nel tempo della preparazione). Quando vi si chiama entrate pure. Dopo aver preso parte al banchetto, allontanatevi a uno ad uno, senza entrare in fam

iliarit che causerebbero pettegolezzi. Ci reca sofferenza al nabi, che rimane imbarazzato avanti a voi (ma Iddio non mai imbarazzato!). Se chiedete alle sue donne qualche utensile, fatelo dietro una t enda: ci pi casto per i vostri cuori, per il loro cuore. Non siate voi causatori d i sofferenze al rasl(*)=(inviato da Dio, profeta che fonda anche comunit) di Dio, n sposate le donne che erano state sue mogli, vedove o divorziate: sarebbe fallo e norme al cospetto di Dio. N. 57: Chi addolora Dio e il suo rasl maledetto da Dio in questa vita; e nell'altr a trover un castigo ignominioso. Se egli (Maometto) vi dar il libello del ripudio, molto probabile che il Signore l o faccia innamorare di altre donne, certamente migliori di voi. Saranno mussulman e, piene di fede, devote... Poco importa se saranno vergini o deflorate (S LXVI, 5). Una distinzione fondamentale esiste tra il cristianesimo e l'islamismo: mentre Ge s si limita ad annunziare e a fare annunziare il Vangelo, Maometto impone il Coran o. Lo diffuse col terrore e la guerra, ammazzando e facendo ammazzare quanti non lo accettavano; e nel Corano moltissime volte egli incita i suoi seguaci alla gue rra santa, mostrando loro la vittoria o, nel caso che fossero morti, il Paradiso . Basta anche solo leggere la Sura IX dall'art. 38 all'art. 44. Sura(*)= (Il Cor ano diviso nin sure, capitoli) A tutto questo dobbiamo aggiungere dei fatti che presso tutti i popoli civili ha nno un solo nome: crudelt. Ne citiamo solo alcuni: 1) Maometto varie volte assal d elle carovane, sotto il pretesto che non erano mussulmane; ma in effetti per imp adronirsi dei loro beni, uccidendo i carovanieri. La pi nota la razzia fatta nel 6 24. 2) La grossa comunit arabo-giudea in un primo tempo aveva aiutato Maometto contro i meccani. Maometto per ingraziarseli aveva ordinato a tutti i suoi seguaci, co me abbiamo visto, di pregare rivolti verso Gerusalemme. Ma quando, per, si proclam l'ultimo profeta e il suggello dei profeti e gli arabo-giudei gli si ribellarono, Maometto ordin il loro sterminio; i suoi seguaci li assediarono e sgozzarono tutt i i maschi, in numero di 6oo; quindi vendettero le loro donne e i loro bambini co me schiavi. Da allora Maometto ordin di pregare rivolti verso la Mecca. 3) Contemporaneamente a Maometto era sorto un altro profeta in Arabia e predicava un altro Corano. Questi si chiamava Eichala ibn Kaab, si era impadronito dello Y emen, uccidendone il governatore e mettendo in grave pericolo l'esclusivit della missione profetica e politica di Maometto. Allora Maometto, senza scrupoli, mand d ei suoi seguaci, Rais e Firus, a uccidere il suo antagonista. I due killer, otte nuta la complicit della moglie di Eichala ibn Kaab, s'introdussero nel mezzo della notte nella sala da letto dell'antiprofeta e l'uccisero.

2) Storia o leggende? Il Corano riporta quali fatti storici tante vecchie leggende. Ne riportiamo alcu ne: Ricordi quel tale che si aggirava desolato per le vie di una citt sventrata, dai t etti distrutti? Si preoccup assai: "Come far Dio a restituire la vita dopo che spe nta?" Il Dio lo tenne in stato di morte per cento anni, lo risuscit, poi lo inter rog: "Quanto tempo sei stato morto?" "Un giorno, o almeno una buona parte di esso ". "Invece sei stato morto per cento anni! Cibo e bevanda - guardali! - non sono corrotti; ma il tuo asino, guardalo un po'! Facciamo di te un segno per gli uma

ni: guarda le sue ossa, come le ricostruiamo, come le rivestiamo di carne". Dava nti all'evidenza quel tale si umili: "Ora sono veramente convinto che il Dio pu tut to!" (S II, 261). Mand il Dio un corvo, che si mise a scavare nel terreno per insegnargli (a Caino) come doveva ricoprire il sesso del fratello. Gemette: "Wailun a me! Non sar capa ce io di imitare questo corvo e di nascondere ci che non deve essere visto di mio fratello?". Solo allora si pent (S V, 31). L'esercito di Sulayman (Salomone), composto da spiritelli, da umani e da uccelli fu riunito davanti a lui, fu diviso in battaglioni, e allorch giunse alla vallata delle formiche, una di esse grid: "Ehi, formiche, affrettatevi a rintanarvi nei vostri buchi, che Sulayman e il suo esercito non vi schiaccino passandovi sopra, senza vedervi". Sorrise sotto i baffi Sulayman... e pass in rivista gli uccelli; mancava l'upupa e Sulayman si arrabbi; ma l'upupa, sopraggiunta subito, gli port la notizia dell'es istenza della regina di Saba (S XXXII, 17 e ss.). Certo, Qarun apparteneva alla gente di Musa (Mos), ma contro di essa poi si ribel l. Gli avevamo offerto dei tesori, le cui chiavi, da sole, sarebbero state pesant i anche per una schiera di uomini assai forti (S XXVIII, 76). (Che razza di chia vi!) E a Sulayman sottomettemmo il vento. Il vento che percorreva il cammino di un mes e al mattino e il cammino di un mese alla sera. Per lui facemmo scorrere una fon te di rame fuso e alcuni spiritelli lavoravano sotto di lui... Poi decidemmo che anche per lui ci fosse la morte, e gli spiritelli non si accorsero della sua sc omparsa se non quando videro che l'animaletto della terra aveva rosicchiato il su o bastone ... (S XXXIV, 12-14). Nella Sura XVIII il Corano narra come un gruppo di giovanetti credenti, per sfug gire ai persecutori che volevano far loro apostatare la fede in Dio e farli diven tare pagani, si rifugiarono nella grotta di Al-Kahf. Ivi si addormentarono; e si svegliarono dopo 300 anni, credendo di aver dormito un giorno o mezza giornata. Nella Sura VII, n.163 il Corano dice: Interroga circa la citt sita sulle rive del mare. I suoi abitanti trasgredivano il sabbat: prima di ci i pesci si presentavano in superficie nel d del sabbat, mentre nei giorni feriali se ne stavano acquatta ti nel mare. Noi li provammo cos perch erano perversi . Da quali fonti ha il Corano attinto tutte queste storie? Da leggende popolari, e Maometto le mette nella bocca di Dio. Leggendo le Sure cvui e LXXIi non si pu non sorridere: Dio dice a Maometto: In verit: se qualcuno ti odia diventer sterile (S CVIII, 3). Ma presso gli uomini c'erano dei maschi che cercavano protezione da spiritelli ma schi e quelli aumentavano la loro stupidit (S LXXXII, 6). come dire che c' il vent o maschio e il vento femmina. Certamente abbiamo creato una quantit considerevole di spiritelli e di uomini per il gahannam (S VII, 179). Domandiamo al Corano: Da dove ha appreso tutto questo ? Certamente non dal Vecchio o dal Nuovo Testamento. Lo dice soltanto il Corano. Altrove dice che Dio ha creato Saytan, e che protegge anche Saytan (S XXl, 82). Ma se Dio buono pu fare cose cattive? E Saytan e questi ipotetici spiritelli cat tivi come poteva Dio crearli? E come poteva crearli solo per mandarli all'inferno? Invece la Bibbia che d la rispota giusta: Dio cre gli angeli; una parte di essi s i ribellarono a Dio. Dio mand contro di essi l'Arcangelo Michele e li gett all'inf erno ; fu cos che gli angeli ribelli divennero demoni.

3) Giuramenti Il giuramento un invocare chi al di sopra di s quale testimone e garante della ver it di quanto si afferma, e un richiederne un severo castigo, finanche la morte, pe r s o per persona a s carissima qualora si dicesse una menzogna o non si facesse q uanto si promette. Giacch Dio non ha nessuno superiore a s, egli pu giurare soltanto per s stesso. Dice Dio a Mos: Non nominare il nome di Dio inutilmente (Es. 20,7). E dice Ges: Non gi urate mai; n per il cielo, perch il trono di Dio, n per la terra, che sgabello dei suoi piedi; n per Gerusalemme, perch la citt del gran re. Non giurare neppure per l a tua testa, perch tu non puoi fare bianco o nero un tuo capello; ma sia il vostr o dire: "si, si; no, no"; quel che vi di pi proviene dal male (Mt 5, 34-37) Invece il Corano ripieno di giuramenti, quasi sempre senza senso, fatti, secondo il Corano, da Dio stesso. Ne citiamo alcuni: Lo giuro per i venti che spargono e per le portatrici di peso, le nuvole, e per quelli che agilmente vogano ... (S LI, 1-3). Lo giuro per il calamo e per quello che essi registrano (S LXVIII, 1). Lo giuro per la stella, quando il suo chiarore declina (S LII, 1). Lo giuro per coloro che lacerano con lacerazione intensa, e per quelli che ritir ano con levit, e per quelli che scivolano nuotando in modo leggero e per quelli ch e innanzi vanno gli altri precedendo, e per quelli che le cose dirigono (S Lxxix, 1-5). Verissimo! Lo giuro per le stelle che filano, che vengono via scopate! Lo giuro per la notte che si abbuia, per l'alba che sua luce alita (S LXXXIX, 15-18). Giuro per i puledri che vanno a spron battuto, ansimando, che fanno sprizzare sc intille scalpitando ... (S C, 1). Lo giuro per il malinconico tramonto; lo giuro per la notturna oscurit e per ci ch e avviluppa e per il plenilunio; salirete per strati successivi (S 84, 16-19). Lo giuro per il cielo trapuntato di segni zodiacali, lo giuro per il giorno dell 'incontro, lo giuro per testimonianze e testimoniato! (S 85, 1-3). Lo giuro per il cielo e per il viandante notturno!... Lo giuro per il cielo che sempre ritorna, lo giuro per la terra quando si apre ai germogli (S 86, 1 e il + 12). Ma no! Lo giuro per questo territorio urbano (tu sei un cittadino qualunque di qu esto paese), e giuro per il generante e per ci che ha generato (S 90, 1-3). Giuro per l'astro diurno e per il suo splendore! Lo giuro per la luna quando lo segue. Lo giuro per la luce del giorno quando manifesta la gloria solare! E per l a notte fosca che di oscurit la tinge!" (S 91, 1-4). Giuro per l'avanzata mattina! Giuro per la tenebra notturna quando stende il suo velo! (S 93, 1-2). Potremmo molto continuare a riportare giuramenti simili. Domandiamo a qualunque p ersona di buon senso: Ti sentiresti di fare simili giuramenti dinanzi a chiunque , o, peggio, dinanzi al giudice di un tribunale? Sei sicuro di non far ridere tu

tti e di non esser preso in giro? Pu Dio essere tanto ridicolo da fare simili giu ramenti? .

IL VECCHIO ED IL NUOVO TESTAMENTO VISTI DAL CORANO Il Corano parla sempre con grande rispetto di Ges e di Maria sua madre. Citiamo a lcune Sure: S II, 254: Ci furono dei rasul: ad alcuni abbiamo dato la preferenza sugli altri. Ad alcuni Dio ha parlato, altri li ha elevati in dignit. Abbiamo offerto a Isa ib n Maryam prove evidenti, lo abbiamo santificato con lo spirito di santit. Se il Di o lo avesse voluto! Le genti che li seguirono nel tempo non si sarebbero ammazzate a vicenda, dopo che erano giunti i segni: invece si misero a disquisire; ci fur ono credenti e anche atei. Se il Dio avesse voluto! Non si sarebbero ammazzate a vicenda: ma il Dio fa ci che vuole, fino in fondo . S III, 42-54: Ed ecco, presero la parola gli Angeli: "O Maryam, il Dio ti ha res a immacolata, ti ha posto sopra tutte le donne di questo mondo! O Maryam, devi e ssere devota al tuo Signore, prosternati davanti a lui nel sugud e chinati come q uelli che s'inchinano". Ecco le novit dell'invisibile mistero, le riveliamo a te. Tu non eri tra la folla quando essi gettavano nel fiume il calamo per avere il responso su chi di loro s i sarebbe preso cura di Maryam. Tu non eri in mezzo alla folla, mentre essi si p erdevano in discussione. Ed ecco annunciarono gli angeli: "O Maryam, Iddio ti comunica lieta novella di un Verbo da parte sua: si chiamer Al Nasih,(*)=(il Messia, l'unto di Dio.) Isa ibn Maryam (cio Ges figlio di Maria). Famoso sar sia in questo mondo che nell'altro, sa r uno degli intimi. Alle genti parler fin dalla culla e continuer a parlare quando s ar cresciuto, e apparterr alla schiera della gente di bene" . Si inquiet Maryam: "Rabbi, Rabbi, proprio io avr un figlio? Io che non conosco uomo, che non ho mai conosciuto uomo?". La risposta: "Il Dio crea ci che vuole, e quando ha ben deciso di creare una cosa egli comanda: Kun Si i e la cosa creata". A lui Iddio insegner la Scrittura e la saggezza, il Testamen to Vecchio e quello Nuovo; sar sarl ai Bani-Isra'il: "O genti! Eccomi, vengo a voi con un segno dalla parte del Signore. Bene, per voi sono capace di modellare nel l'argilla un uccello, poi soffier dentro di lui e la statua inanimata diverr viva, col permesso del Dio. Guarir ciechi e lebbrosi, dar la vita ai morti, col permess o del Dio. Sapr indovinare ci che avete mangiato e ci che nella vostra casa ammassa te. Non questo un grande segno, per voi che avete fede? Sono venuto per dichiara re che vero quanto fu scritto nel Testamento Antico e per liberarvi da una parte dei tab che vi erano stati imposti. Sono proprio venuto con un segno, per voi, da parte del Signore..". Confessa: "Crediamo nel Dio, crediamo in ci che venne rivelato a noi. Crediamo in ci che fu rivelato a Ibrahim, a Ismail, a Ishaq, Ya'kub, alle trib, a Musa, a Isa, ai nabi, da parte del loro Signore. Per noi non fanno differenza alcuna; noi siam o interamente muslimuna (*)=(mussulmano) verso lui" (S III, 84). Invero abbiamo fatto scendere il Testamento Antico in cui c' guida e luce. Con ess o i nabi giudicavano, quali erano muslim, coloro che erano Yahud; e i rabbini e gli scribi altrettanto operavano a secondo della parte del rotolo del Dio loro af fidata e di cui erano testimoni. Non temete gli uomini, dunque; temete solo me. Non vendete a vil prezzo i miei segni. Kafiruna sono quelli che non giudicano gl i uomini secondo i dettami che Dio ha rivelato.

Gli abbiamo comandato nel Testamento Antico: vita per vita, occhio per occhio, n aso per naso, orecchio per orecchio, dente per dente e anche la legge del taglio ne per le ferite. Chi, generoso, non far valere il suo diritto otterr il perdono d ei suoi peccati. Kafiruna sono quelli che non giudicano gli uomini secondo i dett ami che il Dio ha rivelato. In un tempo successivo abbiamo inviato sulle loro orme Isa ibn Maryam affinch ric onfermasse ci che era stato annunziato prima nel Vecchio Testamento. Gli affidiam o lo Ingil (il Vangelo) o Testamento Nuovo - guida alla luce - perch riconfermass e ci che era stato annunciato prima di lui nel Testamento Antico guida, esortazio ne, destinata ai timorati (S V, 44-46). Sulle loro tracce (dei profeti) abbiamo fatto seguire i nostri rasul, come Isa i nm Maryam. Gli abbiamo consegnato il Testamento Nuovo, e insinuammo nel cuore dei suoi seguaci dolcezza e mansuetudine e la vita solitaria dei monaci, che essi h anno instaurata; noi, per, non glielo abbiamo ordinato se non perch fossero unicame nte mossi dalla ricerca del compiacimento di Dio (S LVII, 27). Isa ibn Maryam annunci: "O Bani Isra'il, in verit io sono un rasul del Dio. Sono v enuto per confermare ci che era stato rivelato prima di me dal Testamento Antico. Sono venuto per apportare il lieto annuncio di un rasul che giunger dopo di me: il suo nome sar Ahmad" (S LXI, 6). Quindi il Corano raccomanda ai cristiani di seguire tutte le norme del Vangelo, sconoscendo quante cose il Corano stesso dice al contrario di quanto dice il Vang elo: Ebbene, le genti del Testamento Nuovo sappiano giudicare secondo le norme c he in esso si incontrano! Chi non sa giudicare secondo ci che ha rivelato il Dio a ppartiene certamente alla schiera dei malvagi (S V, 47). Se Maometto avesse letto il Vangelo, non avrebbe detto quanto sopra. Queste sono le parole dirette a Isa ibn Maryam: "O Isa ibn Maryam, ricorda il mi o ben volere verso di te e verso la Madre tua quando ti ho fortificato con il rf ih-1-qudus. Parlasti alle genti dalla culla come fossi un anziano. Ti ho fatto c onoscere il libro, la sapienza, il Testamento Antico e quello Nuovo. Tu pasticciavi nella creta e modellavi con le mani un volatile; poi v'insufflavi e quello, con il mio permesso, diventava un uccello. Tu guarivi, con il mio perm esso, il muto e il lebbroso. Tu ridavi la vita, con il mio permesso, anche ai mor ti. Da te ho allontanato i Bani Isra-il, al momento in cui eri venuto da loro con prove irrefutabili, e molti di loro, che erano Kafirunam insultarono: Poh! Quest a soltanto stregoneria di mago" (S v, iio). Continua: "O genti della Scrittura, voi fate un buco nell'acqua se non vi mettete ad osservare i precetti del Testame nto Antico e quelli del Nuovo e ci che dal Signore vi stato rivelato" (S V, 68). O voi, voi credenti! Diventate ausiliari del Dio, come ebbe ad affermare Isa ibn Maryam agli Apostoli suoi: "Quali sono i miei ausiliari nel sentiero di Dio?" R isposero gli apostoli: "Noi siamo gli ausiliari del Dio. Parte dei Bani Isra'il prest fede, parte divenne scettica. Ma noi aiutammo fortemente coloro che credette ro; li aiutammo contro i loro nemici: divennero i trionfatori" (S LXI, 14). Per Maometto Ges non era il Figlio di Dio, ma un rasul: Il Masih ibn Maryam non e ra che un rasul. Altri rasul erano stati spediti prima di lui, e la madre era pe rsona degna di fede, ed entrambi mangiavano. Ecco noi facciamo balenare i nostri segni quelli se ne scostano (S V, 75). Siccome gli ebrei dicevano che Ges era stato crocifisso dai capi d'Israele perch si era proclamato Dio, Maometto, conservando un'altissima stima per Ges e pensando c he era impossibile che egli avesse proclamato di essere Dio e che avesse cos beste mmiato, fa dire tutto questo a Ges stesso, e il resto lo dice lui:

Interrogher il Dio: "O Isa ibn Maryam, hai tu forse comandato alle genti: Prendete me e mia madre come due dei al di fuori di Dio?". Isa risponder: "Osanna a te! C ome avrei potuto affermare questo, mentre non ne ho diritto alcuno? Se lo avessi affermato, lo avresti saputo di certo. Tu conosci ci che in me; io non conosco ci c he in te! In verit sei il grande conoscitore del mistero invisibile!" (S V, 116). Gente della Scrittura, non lasciatevi andare a esagerare le vostre affermazioni s ul problema religioso e sul Dio. Non dite che la verit: il Masih Isa ibn Maryam a ltro non che un rasul del Dio, altro non che il Verbo lanciato in Maryam e un rh da parte sua. Credete dunque al Dio e ai rasul; smettetela di dire: "Tre". Smette tela! Sar meglio per voi. Il Dio il Dio solo. Che? Si sarebbe fatto un Figlio? Os anna, osanna a lui. A lui appartiene tutto ci che in cielo, tutto ci che in terra. Garante di tutto il Dio (S IV, 171). E per avere ripetutamente asserito: "Abbiamo ammazzato il Masih Isa ibn Maryam, rasul del Dio!" Orbene essi non l'hanno affatto ammazzato, non hanno crocifisso, che venne apportato qualcuno che gli assomigliava come una goccia d'acqua. Colo ro che discutono a tale riguardo sono nel dubbio, inseguono delle congetture. In realt non l'hanno affatto ucciso, ma verso di lui il Dio lo ha innalzato, egli p otente, il saggio. Non ci sar nessuno, tra la gente della Scrittura, che non cred a in lui prima della sua morte; e nel giorno della resurrezione, egli testimone sar contro di loro" (S IV, 157-159). E ricord il Dio: "O Isa, ecco ti riprendo e ti faccio salire verso di me. Ti puri fico dalle impurit dei kafiruna; colloco fino al giorno della resurrezione coloro che ti hanno seguito al di sopra di coloro che sono stati kafiruna... (S III, 55) .

IV - PERSONALIT DI GES Ges il modello di tutte le virt. Egli povero o, meglio, nullatenente, al punto che pot dire: Le volpi hanno le lor o tane, gli uccelli i loro nidi, ma il figlio dell'uomo non ha dove posare il cap o (Mt 8, 20). Egli castissimo, o meglio, vergine, al contrario di Maometto che ebbe almeno 40 tra mogli e concubine, che teneva gelosamente chiuse agli occhi di tutti nel suo harem. Egli buono e compassionevole con tutti: accoglieva tutti, non condannava nessuno , sfamava gli affamati, guariva i malati, piangeva sulle sventure altrui e subit o veniva in aiuto, risuscitando, all'occorrenza, i morti, come fece col figlio de lla vedova di Naim e con Lazzaro. Di lui si diceva con ragione: Pass beneficando e guarendo tutti (Atti 10, 38). Egli umile e dolce, tanto da farsi battezzare da Giovanni Battista, da avvicinare peccatori e prostitute per convertirli; sopportava tutti, non si impazient mai, n on imprec mai, non resistette a chi volle fargli del male, sopport tutta la sua sp aventosa passione senza dire una sola parola contro di nessuno, anzi perdonando i suoi crocifissori. Egli pot dire e anzi raccomand ai suoi discepoli: Imparate da m e che sono dolce e umile di cuore (Mt 11, 29). Egli fu obbedientissimo alla Legge e ad ogni volere di Dio Padre, al punto che po t dire ai suoi nemici e a tutti: Chi di voi mi potr accusare di peccato? (Gv 8, 45 ).

Egli rivel il vero volto di Dio: Dio vuole che tutti gli uomini siano salvi e rag giungano la conoscenza della verit (1 Tm 2, 4); non come il Dio del Corano che dec ide chi si deve salvare e chi deve mandare all'inferno. Dio amore e chi vive nell'amore, vive in Dio (1 Gv. 4,16). ndo da sacrificare il figlio suo unigenito, affinch ognuno che risca, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il ndo perch condanni il mondo, ma perch il mondo sia salvato per 3, 16). Cos Dio ha amato il mo crede in lui non pe suo figlio nel mo mezzo di lui N (Gv

Una delle cose che pi sorprendono nella vita di Ges questa: se egli si fosse dichi arato un profeta o il Messia e non Dio e un solo Dio col Padre, gli ebrei lo avr ebbero non solo seguito tutti, ma lo avrebbero dichiarato loro Re, lo avrebbero portato in trionfo, come varie volte tentarono di fare, e avrebbero tutti combatt uto fino alla morte per stabilire il suo regno. Ges, invece, si dichiar Dio perch l o era, ben sapendo che avrebbe incontrato l'ostilit degli ebrei e che sarebbe sta to messo per questo a morte; e tale si dichiar in tribunale dinanzi a Caifa, perc h era necessario cos morire per scontare i peccati degli uomini e aprirci il Paradis o. Non bastava, naturalmente, fare una simile affermazione; bisognava darne le prove ; e Ges le diede: ultima, la sua resurrezione, debitamente profetizzata.

1) Le credenziali Non c' alcun Governo che accetti uno straniero quale ambasciatore del proprio Gove rno senza che questi ne presenti le credenziali; n c' alcun direttore di Banca che dia i milioni depositati da un suo cliente a chi si presenti a nome di costui sen za portarne regolare procura notarile; n, infine, c' alcun dottore quale medico, se nza presentare il relativo diploma di laurea, ma soltanto perch lo dice lui che me dico. Nessuno pu garantire s stesso.

2) Le credenziali di Ges Ges viene a presentarsi quale Messia, ossia quale inviato da Dio; anzi quale figl io naturale e unico di Dio e Dio lui stesso. Naturalmente con una qualifica simil e egli pi di tutti deve presentare le garanzie e produrre le prove irrefutabili. Q uali sono le garanzie e le prove capaci di convincere e di non lasciare dubbi su una simile affermazione? Sono le opere che nessun uomo pu fare, e che pu fare soltanto Dio, perch importano u na potenza infinita: dare istantaneamente la vista a un cieco; guarire istantanea mente un paralitico, un lebbroso, un canceroso; risuscitare un morto. Ges ben sapeva tutto questo e si comportato di conseguenza. Egli dice: Se io rendo testimonianza a me stesso, la mia testimonianza non ha valore. Vi un altro che t estifica per me e so che vale la testimonianza che egli mi rende (Gv 5, 21). Se non faccio le opere del Padre mio, non credetemi; ma se le faccio, se anche n on volete credere a me, credete alle opere, affinch sappiate e conosciate che il P adre in me e io sono nel Padre (Gv 10, 37). E quando un giorno i discepoli di Giovanni Battista andarono a chiedergli se egl i fosse il Messia, Ges per prima guar in loro presenza molti ammalati, diede la vi sta a ciechi, liber degli ossessi e quindi disse loro: Andate e riferite a Giovann i le cose che avete visto e udito: i ciechi vedono, gli zoppi camminano, i lebbro

si sono mondati, i sordi odono, i morti risorgono e la buona novella annunziata ai poveri (Lc 7, 22). Giustamente egli disse quindi per quelli che nonostante tutto questo non volevan o credere: Se non fossi venuto e non avessi parlato loro, non avrebbero colpa; m a ora non hanno scusa del loro peccato... Se non avessi fatto tra loro opere che nessun altro mai fece, sarebbero senza colpa... (Gv 15, 22-24). Se vuoi conoscere bene Ges leggi il libro Certezze su Ges (Comunit Editrice).

3) Le credenziali di Maometto Maometto riconosce i libri del Vecchio e del Nuovo Testamento, parla sempre bene di Mos e di Ges, riconosce che Dio ha dato loro le sue credenziali facendo loro ope rare miracoli. Basta citare la Sura X, 75: Dopo di loro facemmo apparire sulla sc ena del mondo Musa e Harum con le nostre credenziali ; e la Sura III, 48 e 49: A lui (a Ges) Dio insegner la Scrittura e la saggezza, il Testamento Vecchio e quell o Nuovo. Egli sar rasul ai Bani Isra'il: "O genti! Eccomi, vengo a voi con un segn o da parte del Signore. Bene, per voi sono capace di modellare nell'argilla un ucc ello, poi soffier dentro di lui e la statua inanimata diventer viva, col permesso d i Dio. Guarir ciechi e lebbrosi, dar la vita ai morti, col permesso di Dio. Sapr in dovinare ci che avete mangiato e ci che nelle vostre case ammassate. Non un segno g rande per voi che avete fede?" . In molte altre parti il Corano parla di Ges e ne p arla sempre bene, ripetendo, come nell'a. 63 della Sura XLIII che egli venne con prove manifeste. E per la stima che ha per Ges fa a lui profetizzare la sua venu ta (cfr. S LI, a. 6); profezia che non esiste in alcun libro del Nuovo Testamento . Maometto si dichiara un inviato da Dio, un profeta, anzi il pi grande dei profeti , colui che viene a completare il Vecchio e il Nuovo Testamento e la garanzia ch e d lo stesso contenuto del Corano che egli va predicando. Tale dichiarazione vie ne ripetuta nel Corano da parte di Dio addirittura centinaia di volte. Ne riporti amo alcune: Se avete dei dubbi sul messaggio che abbiamo mandato al nostro servo , venite, portate un capitolo sacro uguale a questi (S Il, 23). Dio ha inviato il rasul (cio Maometto) col carisma della retta guida e con la reli gione della verit. Essa trionfer completamente sulle altre, anche se i fabbricatori di condivinit, sentiranno rabbia infamissima (S IX, 33). (Per Maometto, i cristia ni siamo fabbricatori di condivinit perch crediamo in Dio uno e Trino). Ali.Lam.Ra. Ecco i versetti pieni di saggezza: ma che hanno gli umani da stupirs i, se abbiamo fatto scendere la rivelazione su un uomo scelto in mezzo a loro? " Ammonisci gli umani, annuncia a coloro che credono, che essi hanno un punto di va ntaggio davanti al Signore, vantaggio meritato grazie alla loro sincerit". Bestem miano i kafiruna " uno stregone matto!" (S X, 1-2). Dio dice a Maometto: Lo giuro per partieni alla schiera dei rasul per esta rivelazione discesa su di te dia affinch tu ammonisca un popolo isinteressavano di tutto (S XXXVI, il Corano, sintesi di saggezza! Veramente tu ap dirigere gli umani su una strada diritta. Qu dall'Onnipotente, dall'abbondante in misericor i cui antenati non furono avvertiti, giacch si d 2-6).

Dio, dopo aver parlato nei due versetti precedenti del Vecchio e del Nuovo Testa mento, rivolgendosi a Maometto, dice: A te, poi, abbiamo affidato la scrittura c on tutta la verit per riconfermare l'autenticit del rotolo di prima, per sua protez ione. E allora stabilisci il giudizio con loro secondo ci che ha fatto scendere Di o; non seguire le lor passioni (ti allontaneresti dalla verit che ti venuta) ... (S V, 48).

Ascoltate la voce di Dio, ascoltate la voce del rasul; state guardinghi, che se v oi vi allontanate dovrete sapere che al nostro rasul compete solamente la trasmi ssione del messaggio in cifra chiara (S V, 92). Dio dice a Maometto: Con verit abbiamo fatto scendere questo Corano. Con verit esso sceso. Ti abbiamo mandato per annunciare la lieta novella e per avvisare gli uma ni. Abbiamo ripartito questo Corano in frammenti misurati affinch tu li possa recit are pian piano agli umani. Ma s, lo abbiamo fatto scendere veramente (S XVII, 105106). O tu, proprio tu, nabi. Ti abbiamo inviato come testimone, come annunciatore e me ntore, e come colui che chiama il Dio, con il suo permesso, e come splendente la mpada (S XXXIII, 45-46). superfluo citare tutte le altre numerose dichiarazioni contenute nel Corano, come fatte da Dio. Naturalmente i meccani fin da principio chiesero a Maometto le prove che il Cora no si trovava scritto in cielo e che lui fosse l'inviato di Dio. La prova, invar iabilmente, era questa: Abbiamo fatto pervenire agli uomini, con il Corano, verse tti con le prove. Il Dio la guida di chi vuole veramente (S XXI,16). Soltanto i kafiruma discutono senza fine i segni del Dio (S XL, 4). La Scrittura certamente venuta direttamente dal Signore delle cose create; non c ' dubbio a tal riguardo Essi non sanno esprimersi in altro modo: " lui che l'ha in ventata". No, no, verit sopraggiunta qui da parte del Signore per ammonizione a ge nte a cui nessun mentore era mai giunto prima di te. Ma si lasceranno condurre? ( S XXXII, 2-3). Nei due versetti citati il Corano allude alla missione di Maometto tra i pagani della Mecca; in seguito, quale prova riporta il giuramento fatto d a Dio stesso: Lo giuro per il libro del Corano trasparente di chiarezza. Lo abbia mo rivelato in una notte benedetta, che noi, noi fummo ammonitori: in quella nott e fu decretata ogni legge come ordine emesso da noi (S XLVI, 2-5). Praticamente, secondo Maometto, il Corano che garantisce se stesso. Noi diciamo, come i meccani a Maometto: Qual la prova che il Corano stato scritto in cielo d a Dio stesso e che Dio lo ha dato a te? . Risponde Maometto: La prova il Corano st esso . In tale maniera chiunque potr rispondere a chi diede le credenzali o le prov e di quello che si spaccia di essere: Ve lo dico io. Non vi basta? quanto di pi i llogico si pu pensare.

4) Dove si trovano oggi le credenziali di Dio Ges, prevedendo le perplessit e i dubbi degli uomini dinnanzi a un annuncio cos stra ordinario di un uomo che si era dichiarato Dio e che, nonostante i miracoli fatti a garanzia, era stato crocifisso, ma che, poi, era risorto e che avrebbe fatto risorgere gloriosi coloro che sarebbero diventati suoi fedeli discepoli, mentre a vrebbe condannato coloro che non avrebbero creduto, disse ai suo discepoli prima di salire in cielo: Andate in tutto il mondo, predicate il Vangelo ad ogni creat ura. Chi creder e sar battezzato sar salvo; chi non creder sar condannato. Ed ecco i s egni che accompagneranno coloro che avranno creduto: cacceranno i demoni in nome m io, parleranno lingue nuove; prenderanno in mano i serpenti e se berranno qualcos a di mortifero non far loro del male; imporranno le mani ai malati e saranno guar iti (Mc 16, 16). E San Paolo, parlando dei tanti doni che lo Spirito d ai discepoli di Ges, dice: .. . a uno il dono delle guarigioni, ad un altro il dono di operare miracoli; ad un altro il dono della profezia... (1 Cor 12, 9-10).

facile parlare di miracoli, e tutti possono affermare di averli nella propria co nfessione religiosa. La Chiesa cristiana cattolica dichiara miracolo una guarigi one soltanto: a) quando la malattia o le minorazioni non sono funzionali, ma organiche e sono certificate da certificati medici, da cartelle cliniche, da analisi biologiche; b) quando tale guarigione istantanea, stabile e completa e non viene adoperato n essun rimedio; c) quando tale guarigione non pu avvenire naturalmente e non pu venir prodotta da nessun uomo; d) quando il miracolo controllato da un'quipe di medici che dichiarano che la gua rigione non si spiega con le leggi naturali conosciute, anzi contraria a essa; e) quando qualunque medico, qualunque persona, qualunque quipe pu andare a control larlo e a controllarne gli atti. Miracoli simili ne esistono soltanto nella Chiesa cattolica; ed in essa ne avven gono quasi ogni anno. Nessuno pu imporre a Dio di venirgli a fare un miracolo; chi onestamente cerca la verit deve andare a controllare i miracoli dove Dio li opera; ed egli li opera i n tanti santuari. I miracoli meglio certificati e meglio controllati sono quelli che Dio va operando a Lourdes, dove una commissione di 37 medici specializzati li prende in esame per tre anni; e siccome i miracoli che Dio ivi opera son moltis simi (oltre 200.000), tale commissione ne prende in esame soltanto uno ogni 40; e finora ne ha dichiarato tali ben 65. L'ultimo, per ora, miracolo dichiarato tal e dal Bureau de Constatation Medical quello di Erminia Pane, che abita a Milano, Via Parabella, 4. Essa era nata cieca dell'occhio destro, nel quale mancava e man ca tutt'ora la retina. Nel 1977, a seguito di una grave paresi facciale, rest qua si completamente cieca. Per potere vedere un poco e fare qualche passo doveva tene re sollevata con la mano la palpebra dell'occhio sinistro. A seguito di altre com plicazioni fu ricoverata all'ospedale di Milano, dove fu operata senza risultato . L un giorno le comparve la Madonna e le disse di andare a Lourdes, dove l'avrebb e guarita. Vi and subito, il 3 novembre 1982 e, facendo il bagno nella piscina, gua r dalle sue malattie e acquist la vista di tutti e due gli occhi; il miracolo perm anente che lei vede perfettamente anche dall'occhio destro, pur restando esso tut t'ora senza retina.

V - DOMANDE AL CORANO Sa il Corano che i Vangeli furono scritti nel I secolo dell'era cristiana? Sa che Matteo, uno dei 12 apostoli, scrisse il suo Vangelo in aramaico verso l'a nno 55 e che esso fu tradotto in greco verso l'anno 70? Sa che Marco, discepolo dell'apostolo Pietro, scrisse il suo Vangelo verso l'ann o 63 durante la predicazone di Pietro a Roma? Sa che Luca, discepolo di Paolo, scrisse il suo Vangelo pure in greco verso l'an no 65? Sa che Giovanni, un altro dei 12 apostoli, scrisse il suo Vangelo verso l'anno 8 0? Sa il Corano che il testo dei Vangeli che abbiamo ora certamente identico a quell o che fu scritto dai 4 evangelisti?

Sa che questo risulta dai 15 scrittori cristiani del I e del II secolo, che ne ri portano nei loro scritti una grande quantit di passi, in tutto identici ai Vangel i che abbiamo oggi; che risulta dai papiri egiziani del II secolo, scoperti recen temente, che ne riportano una grande quantit, particolarmente da quello del Rylan d, risalente al 125 dopo Cristo, da quello del Bodmer risalente al 150, da quello di Chester Beatty II, risalente a1 200? Sa ancora che del testo integrale dei Vangeli abbiamo 2 codici in pergamena risa lenti a 300 anni dopo Cristo (il Codice Vaticano e il Codice Sinaitico) e tre cod ici risalenti a 400 anni dopo (il Codice Alessandrino, il Codice di Efrem retros critto e il Codice di Beza)? Sa il Corano che tutte queste fonti riportano fedelmente quello che Ges ha fatto e quello che Ges ha detto? Sa che Ges si proclamato ed stato riconosciuto tante volte Figlio di Dio e Dio lu i stesso? Facciamo alcune citazioni: Dice Giovanni nel suo Vangelo: In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio... E il Verbo si fece carne e abit fra noi (Ges: Gv 1, 1). Sa il Corano che quanto esso afferma nella Sura V, 110, cio che Ges parla nella cu lla come un anziano e fa volare gli uccelletti fatti con la creta, non si trova nei Vangeli, ma che una favoletta scritta dai vangeli apocrifi del secolo V? Sa il Corano che quanto esso afferma dei cristiani che abbiano creduto o pregato Maria come dea (S V,116) non vero; e che mai i cristiani hanno creduto o pregat o Maria quale dea? Sa il Corano che Ges ha tante volte affermato di essere Dio, che non ha mai detto che gli dei sono due o tre ma che ha specificato di essere insieme al padre un s olo Dio? Nel Nuovo Testamento si trova questo innumerevoli volte. Citiamo soltanto alcuni altri passi: Un giorno Ges disse: Prima che Abramo fosse Io sono. Allora i giudei diedero di pig lio alle pietre, perch, secondo loro, Ges aveva bestemmiato; ma Ges si nascose da l oro (Gv 8, 58). Un altro giorno Ges chiese agli apostoli: Chi gli uomini dicono che io sia? Essi g li rispondono: Un profeta . E Ges: Ma voi chi dite che io sia? Risponde Simon Piet ro: Tu sei il Cristo, il Figlio di Dio vivente ; e Ges a lui: Beato sei tu, Simone , figlio di Giona, perch non la carne, n il sangue te lo ha rivelato, ma il Padre mio che nei cieli. E io dico a te che tu sei Pietro e che su questa pietra edifi cher la mia Chiesa (Mt 16, 18). Un altro giorno Ges disse: Padre, che siano tutti una cosa sola, come tu sei in me e io in te (Gv 17, 21). Un altro giorno Ges disse: Io e il Padre siamo una cosa sola . I giudei allora die dero di piglio alle pietre per lapidarlo. Ma Ges disse loro: Vi ho mostrato molte opere buone; per quale di queste opere mi volete lapidare? I giudei gli risposer o: Non ti lapidiamo per alcuna di queste opere buone; ma per una bestemmia, perch tu che sei uomo, ti fai Dio . Ges poi disse ai giudei: Se non faccio le opere del Padre mio, non credetemi; ma se le faccio, se non volete credere a me, credete a lle opere (cio ai miracoli che faceva), affinch sappiate e conosciate che il Padre

in me, ed io sono nel Padre (Gv 10, 37). Quando, poi, dopo morto risuscit e apparve la seconda volta agli apostoli, presen te Tommaso che non aveva voluto credere alla sua resurrezione, Tommaso prostrato si a terra lo ador dicendo: Signore mio e Dio mio! . Allora Ges rispose: Tommaso tu ai creduto perch hai visto; beati color che non hanno visto e credono (Gv 20, 29). Tutto il Nuovo Testamento ripieno di affermazioni e di riconoscimenti della divin it di Ges. Basta, per ultimo, citare San Paolo: In Ges abita corporalmente tutta la pienezza della divinit (Col. 2, 9). Lo sa il Corano che Ges stato realmente flagellato, coronato di spine, crocifisso e che il terzo giorno realmente risuscitato, come concordemente descrivono i qu attro evangelisti e gli altri libri del Nuovo Testamento, adempiendo cos le profe zie fatte per lui nel Vecchio Testamento da David, da Isaia, da Zaccaria e dagli altri profeti? Se Maometto avesse conosciuto tutte queste cose certamente si sarebbe fatto cris tiano; ma egli non ebbe a leggere n il Vecchio n il Nuovo Testamento; li conosceva soltanto da quanto dei giudei e dei cristiani gli avevano raccontato; e, sopratt utto dalle leggende dei Vangeli apocrifi (cio non storici) che circolavano in quei tempi tra i cristiani, specialmente tra gli eretici che c'erano nei paesi arabi . D'altro lato non ci pu essere altra spiegazione per il fatto che su moltissimi ar gomenti Dio dice nel Corano il contrario di quanto aveva detto nel Vecchio Testa mento e nel Nuovo Testamento, perch Dio non si pu contraddire. La conclusione pu essere una sola: vero soltanto chi presenta le credenziali di Di o, cio i miracoli, ossia le opere che pu fare soltanto Dio. E tali credenziali le presenta soltanto il cristianesimo: e sono soltanto i miracoli fatti da Ges stesso e dagli apostoli; ma i miracoli che fino ad oggi Dio va operando soltanto nella Chiesa cristiana cattolica. Conclusione Giacch tutte queste cose Dio ben le sapeva, assurdo che egli le avesse dimenticat e e avesse detto nel Corano il contrario. Ne consegue che il Corano non n scritto , n ispirato da Dio. Chi ignorava tutte queste cose non era Dio, ma era Maometto che non aveva mai letto il Vangelo, n, tanto meno ne conosceva la storicit. Se avesse letto con attenzione il Vecchio e il Nuovo Testamento, avrebbe visto co me i profeti avevano profetizzato la nascita di Ges, il luogo di tale nascita, la missione di Ges, la sua passione e morte, la sua resurrezione e 1a sua divinit; f orse si sarebbe fatto cristiano, a meno che non avesse voluto rinunciare alle sue 40 mogli e concubine; e forse si sarebbe attenuto a quanto dice nella Sura XLII qui riportata e avrebbe impostato tutta la sua missione a reintegrare l'unit dei cristiani come dice in detta Sura: Dio ha delineato per voi la strada maestra d ella religione, la strada che aveva gi tracciato a Nh. Ci che riveliamo a te 1a ste ssa cosa che avevamo gi ordinato a Ibrahim, a Musa, a Isa: Rendete stabile la reli gione, non frazionatevi in sette" (S XLII, 13).

VI - CONFRONTO 1) Misercordia a) Nella Bibbia si proclama innumerevoli volte che Dio misericordioso; e, anzi, c he la sua misericordia al di sopra di tutte le sue opere.

Come vero, afferma il Signore Dio, io non voglio la morte dell'empio, ma che si converta dalla sua condotta e viva. Convertitevi, convertitevi dalle vostre vie c attive! Perch vorreste perire? (Ez. 33, 11). Dio vuole che tutti gli uomini siano salvi e che giungano alla conoscenza della verit (1 Tm 2, 4). Dice Ges: Il Figlio dell'uomo venuto, infatti, a salvare quello che era perduto. C he vi pare se un uomo ha cento pecore ed una di esse si smarrisce, non lascia eg li forse le 99 sui monti per andare in cerca di quella smarrita? E se riesce a t rovarla, io vi dico in verit, trova pi gioia di questa che delle 99 che non si sono smarrite. Cos il Padre vostro che nei cieli non vuole che si perda neppure uno so lo di questi piccoli (Mt 18, 11-14). Dio ha tanto amato il mondo, che ha sacrificato il suo Figlio unigenito, affinch ognuno che crede in lui non perisca, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il figlio suo nel mondo perch condanni il mondo, ma perch il mondo sia salvato per mezzo suo (Gv 3, 16). Dio non tentatore dei cattivi e non tenta ness uno (Gv 1, 13).

b) Nel Corano il Corano proclama migliaia di volte che Dio misericordioso, che abbondante in m isericordia; dalla prima Sura all'ultima: Lode a Dio, Signore dell'universo, ric co di clemenza, abbondante in misericordia (S 1, 2-3). Tale misericordia, per, Dio l'esercita soltanto con i mussulmani; gli altri li vot a allo sterminio; anzi c' di pi: Dio che decide chi deve diventare buono, chi deve diventare cattivo. Sembra incredibile; basta leggere il Corano: Sordi e muti nel la tenebra; eccoli quelli che trattano i nostri segni come se fossero menzogna. I l Dio fa sgarrare chi vuole e chi vuole egli colloca nel retto cammino (S VI, 39 ). Dio apre all'Islam il cuore di quelli che intende dirigere; al contrario restrin ge, sconquassa il petto di coloro che vuole perdere (S VI, 125). Certamente abbiamo creato una quantit considerevole di spiritelli e di uomini per il gahannam: i loro cuori nulla capiscono, gli occhi loro nulla vedono, e le lor o orecchie sono sorde. Sono veri animali, e peggio ancora. Si tratta di gente che non riflette mai (S VII, 179). Se esistesse un Corano in virt del quale le montagne si mettessero in moto, o la t erra si squarciasse, o i morti tornassero a parlare! Ma, no! Il potere appartien e a Dio. Non sanno i credenti che il Dio metterebbe su una strada buona gli uman i, se lo volesse? (S XIII, 31). E alla fine dell'art. 33: Chiunque il Dio fa sgarrare non ha pi orientamento (S X III, 31). Dio comanda a degli uomini di fare i peccati pi infami: Vogliamo far perire una cit t? Comandiamo agli abitanti di lasciarsi andare ai peccati pi infami. Allora si rea lizza il Verbo pronunciato contro di essa e la radiamo al suolo (S XVII, 16). E i kafiruna? Gli abbiamo fatto apparire belle le loro azioni; cos essi brancolan o nel buio; e li raggiunger castigo assai terribile, e saranno, dopo il passaggio all'altra vita nel novero dei perdenti (S XXXVII, 4). Le citazioni si possono moltiplicare; qui non ci sembra necessario. Le Sure citat

e bastano per fare queste domande: Se Dio misericordioso come pu creare gli uomini soltanto per mandarli all'inferno ? Se Dio misericordioso come pu ingannare gli uomini, come pu loro comandare di fare peccati; e come, dopo averli inganna ti e aver loro comandato di fare peccati, l i pu mandare al gahannam? E se Dio che ha scritto in cielo il Corano, come pu dire il contrario di quanto h a detto nel Vecchio e nel Nuovo Testamento, che pure il Corano riconosce essere s tati fatti da Dio? E, infine, dove la libert degli uomini sia nel fare il bene, sia nel fare il male , se Dio stesso che costringe gli uni a fare il bene e gli altri a fare il male?

2) Nemici a) Nella Bibbia Dice Ges: Avete udito che fu detto: "Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemic o"; ma io vi dico: "Amate i vostri nemici pregate per coloro che vi perseguitano, affinch siate figli del Padre vostro che nei cieli, che fa sorgere il suo sole s opra i cattivi e sopra i buoni e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti. Perch, se voi amate quelli che vi amano, quale premio meritate? Non fanno altrettanto anch e i pubblicani? E se salutate solo i vostri fratelli, che fate di speciale? Non fanno altrettanto anche i pagani? Siate dunque perfetti come perfetto il Padre v ostro che nei cieli" (Mt 5, 43). E Ges stesso, moribondo sulla croce, perdon i suoi crocifissori e cos preg il Padre: Padre, perdona ad essi, perch non sanno quello che fanno (Lc 25, 34).

b) Nel Corano Il Corano molte volte esorta i mussulmani ad ammazzare i nemici. Riportiamo solta nto quanto detto in alcune Sure: Ammazzateli ovunque essi si incontrino! Fateli uscire da dove essi si sono caccia ti! La persecuzione pi della strage. Non combatteteli presso la moschea haram (S II, 191). Ecco sto per lanciare l'angoscia sul cuore dei kafiruna. Picchiateli sul collo. Pi cchiateli su tutte le giunture delle dita (S. VIII, 12). Terminati che siano i mesi di haram, ammazzate i fabbricatori di condivinit (cio i cristiani), dovunque li troviate; catturate, assediate, fateli cadere nelle imbo scate... (S IX, 5). Per Maometto i cristiani sono fabbricatori di condivinit, perch egli, non comprende ndo il mistero della SS. Trinit (cio un solo Dio in tre persone), convinto che noi cristiani crediamo in tre dei; e per questo i mussulmani hanno fatto sempre, qu ando lo hanno potuto, guerra ai cristiani sterminandoli nel Medio Oriente e in tu tta l'Africa del Nord, che era un giorno cristiana. I medinesi sono gente maledetta; dovunque vengono incontrati vengano presi e assa

ssinati (S XXXIII, 61).

3) Una serie di domande al Corano Dice il Corano: Non c' peccatore pi malefico di colui che essendo stato richiamato sulla retta via dai segni del Signore, se ne torna e scorda le opere delle sue m ani. Sul loro cuore abbiamo messo spessori ovattati (cos non lo capiscono); nelle loro orecchie abbiamo schiacciato il cerume; se anche li chiami nella retta via, quelli non se ne curano (S XVIII, 57). Dio fa sgarrare chi vuole; e chi vuole colloca sul retto cammino (S VI, 39). Dio trae in inganno i kafiruna per farli restare brancolanti nel buio (S XXVII, 4). Domanda: E allora perch Dio castiga i cattivi? Dice il Corano: Il potere appartiene interamente a Dio; non sanno i credenti che Dio metterebbe (i kafiruna) su una strada buona se lo volesse? (S XIII, 31). Domanda: E allora, se Dio buono, perch non lo fa? Dice il Corano: Dio perdona a chi gli pare e piace (S IV,116). Domanda: E allora, come Dio pu dirsi buono e misericordioso? Lo si dovrebbe dire c apriccioso. Dice il Corano: Certamente abbiamo creato una quantit considerevole di spiritelli e di uomini per il gahannam (S VlI, 179). Domanda: Se Dio buono come pu creare degli esseri per farli soffrire? Dice il Corano: Ad ogni citt abbiamo assegnato dei criminali affinch vi ordiscano trame (S VI, 123). Domanda: Pu un Dio buono fare cose cos cattive?

4) Risposte della Bibbia Dice il Signore: Mi compiacer forse della morte del cattivo, e non piuttosto che egli si converta e viva? (Ez 18, 23). Dice il Corano: Qualunque segno e prodigio Dio facesse, gli uomini non crederebb ero affatto, se non lo volesse Dio (S VI, 111). Dice la Bibbia: Ecco, io pongo davanti a te la vita e il bene, la morte e il mal e. Se tu ascolti gli ordini del Signore Iddio tuo, che io oggi ti prescrivo, ama ndo il Signore tuo Dio, camminando nelle sue vie, osservando i suoi comandamenti , le sue leggi e i suoi precetti, allora tu vivrai... Ma se il tuo cuore si volge indietro, e non vuoi obbedire e ti lasci trascinare a prostrarti davanti ad alt ri dei e servire loro, io ti dichiaro oggi formalmente che voi perirete ... (Dt 30, 15-19) Come si vede, Dio lascia all'uomo la libert di amarlo e di obbedirlo; senza libert non ci sarebbe merito, n demerito. Per questo Ges non impone a nessuno di convertir si, di diventare suo discepolo, ma soltanto propone: Se vuoi..., egli sempre dice . E tutta la sua missione fu di cercare, di predicare, di invitare, di convincer e a seguirlo, ad amare Dio e il prossimo. Egli non condanna nessuno; vuole salvar

e tutti. Quando i giudei stanno per lapidare l'adultera, egli la salva e, dopo, l'ammonis ce di non peccare pi. Quando, giunti in un villaggio della Samaria, i samaritani non vollero ricevere n lui, n i suoi discepoli, questi, indignati, chiesero a Ges che facesse scendere il fuoco dal cielo per castigarli; Ges li rimprover perch egli era venuto per salvare gli uomini; non per farli perire (Lc 9, 51). Per salvare tutti gli uomini Ges affronta la sua dolorosissima passione, va cosci entemente a Gerusalemme per esservi arrestato e messo a morte, rimprovera Pietro che lo dissuade all'andarvi (Mt 16, 23); e quando lo stesso Pietro vuole uccider e il primo soldato che a lui si avvicina, Ges lo rimprovera ancora dicendogli: Rim etti la spada nel fodero; non berr il calice che il Padre mi ha dato? (Gv 18, 11) . Infine, morendo fra atroci tormenti nella croce, Ges non solo non minaccia vendet ta, ma prega per coloro stessi che lo avevano messo in croce, dicendo: Padre, per dona loro perch non sanno quello che fanno (Lc 23, 24). E mentre Ges manda i suoi discepoli come agnelli in mezzo ai lupi (Lc 10, 3) ad o ffrire a tutti la pace, Maometto parte con gli eserciti a conquistare quanti non vogliono seguirlo e ad ammazzare quanti non vogliono farsi mussulmani; e, contra riamente a quanto ha detto e fatto Ges, egli dice: Non tocca n al rasul, n ai crede nti implorare perdono in favore degli idolatri, anche se fossero loro parenti, g iacch sanno bene che saranno ospiti del gahim (S IX, 113). Conclusione: Come si vede, la dottrina del Corano in tanti argomenti importantiss imi opposta a quella rivelata nella Bibbia. E giacch Dio non si pu contraddire, eg li non pu avere rivelato sia la Bibbia, sia il Corano; ma o ha rivelato la Bibbia , o ha rivelato il Corano. Quale dei due ha rivelato? La risposta pu essere una so la: quella che egli ha garantito, cio la Bibbia.

5) La morale a) La morale del Vangelo Dice Ges: Avete udito che fu detto: "Non commettere adulterio". Ma io vi dico che c hiunque avr guardato una donna, desiderandola, ha gi commesso adulterio nel suo cuo re. Ora, se il tuo occhio destro ti occasione di caduta, cavalo e gettalo via da te; meglio per te perdere uno dei tuoi membri, che tutto il tuo corpo sia getta to all'inferno. E se la tua mano destra ti occasione di caduta, tagliala e gettal a via da te, perch meglio per te perdere uno dei tuoi membri che non tutto il tuo corpo vada all'inferno. Si disse pure: "Se uno ripudia la propria moglie, le dia il libello di ripudio"; ma io vi dico: chiunque ripudia la propria donna, eccett o in caso di concubinato, l'espone all'adulterio; e chi sposa la ripudiata comme tte pure adulterio (Mt 5, 27-32). Ora, avvicinatisi i farisei, gli domandarono per tentarlo: " lecito a un uomo ripu diare la moglie?". Egli rispose loro: "Che cosa vi ha comandato Mos". Essi rispos ero: "Mos ha prescritto di scrivere un libretto di divorzio e di ripudiare". Ma G es disse loro: "Per la durezza del vostro cuore egli ha scritto per voi questo pre cetto. Ma in principio della creazione Dio li fece maschio e femmina; per questo l'uomo abbandoner suo padre e sua madre, si unir a sua moglie, e i due saranno una sola carne. Non divida dunque l'uomo quello che Dio ha unito" (Mc 10, 2-9).

b) La morale del Corano Il Corano ammette che l'uomo possa avere tre o quattro mogli; ma non mette un li mite preciso a quante l'uomo ne pu avere; accetta poi che ogni uomo oltre alle mog li abbia delle concubine; e di queste ne pu tenere quante ne vuole. Basta che l'uomo preghi e faccia elemosine, poi pu tenere mogli e concubine: S XXI II 6. Infine, se si innamora della moglie di un altro potr in una maniera o nell'altra t ogliergliela e farla sua. Se vi viene il desiderio di cambiare moglie con un'altra e a una di esse avete g i dato un qintr, non riprendetevi nulla. Vi sono dichiarate illecite le donne spos ate, a meno che le vostre mani ne abbiano fatto oggetto di rubello e siano divent ate vostre schiave. A parte questo vi lecito cercare altre donne vivendo castamen te, non come fornicatori. Poi ricordatevi: quelle da cui avrete tratto piacere, ricompensatele bene (S IV, 20-24). ... Sposate due, tre o anche quattro donne di cui siete innamorati... (S IV, 3).

6) Il Paradiso a) Nel Corano Il Paradiso descritto nel Corano fatto su misura per degli uomini primitivi; per quanto cio, poteva loro interessare e poteva allettarli. Vi si parla di una speci e di Paradiso terrestre di vestiti splendidi, di cibi succulenti, di frutta e di bevande deliziose di comodissimi letti e, sopratutto di stupende ragazze messe a disposizione degli eletti mussulmani. Di Dio si dice soltanto che ci sta lui. Riportiamo alcune Sure: Ecco: per quelli ci saranno i gannat di Adn. Ruscelletti che scorrono. Braccialet ti d'oro alle braccia. Abiti verdi di seta e di broccato. Troni comodi per accos ciarsi. Ricompensa deliziosa, stupendamente comoda (S XV 31). Lo stesso viene ripetuto nella Sura XXII, 23. Faranno eccezione gli schiavi che Dio avr scelto, ai quali come a bene familiare, verranno dati dei frutti, e saranno onorati. Circoler fra loro la coppa di ma'in, coppa candida, piacevole ai bevitori. Non c' alcun senso di ubriachezza ed inesauribile. Avranno per loro stupende fanc iulle: occhi sgranati, sguardi casti . S XLIV, 51-55: Ma i devoti vivranno in luogo sicuro, in mezzo a gannat e a sorge nti, vestiranno di seta e broccato; saranno collocati in faccia gli uni degli alt ri, e gli daremo per spose le huri dagli occhi grandissimi. Ivi chiederanno soav emente ogni specie di frutta . S LVI 10-38: I primi arrivati, proprio i primi, staranno presso Dio nel gannat d ei piaceri. Molti saranno gli antichi, pochi i recenti su troni avvicinati, adagi ati staranno, e guarderanno. Efebi immortali fra loro circoleranno, porteranno l e coppe, i boccali e tazze piene di bevanda fresca e pura. Non ne avranno mal di capo, neanche ebrezza, e frutti avranno a loro piacere e carni di uccelli a volon t. Ci saranno le Huri dagli occhi grandi, somiglianti alle perle di uno scrigno; compenso alle loro opere saranno... Vivranno tra piante di giuggiole senza spine,

tra acacie abbondanti in frutti. Di un'ombra abbondante essi godranno e di murm uri acque e di frutti abbondanti, mai colti prima, n vietati e su letti alti dorm iranno. Noi creammo le Huri invero in modo verginale, innamorate, della stessa e t, destinate ai compagni della destra . S LXXXIII 22-28: Che bello! I puri staranno fra le delizie, su troni gioiosamente guardando attorno; e sui loro volti potrai compiacerti e rimirare la vittoria de lla grazia. Abbeverati saranno di prezioso vino sigillato, e il sigillo suo sar i l muschio, e lo desidereranno con veemente desiderio, e sar mescolato con acqua di tasnim, acqua con la quale si dissetano i vicini di Dio . (Nel gannat) Vi saranno parchi e vigne, vergini dal seno turgido, coetanee, e cal ici ricolmi (S LXXVIII 32-34). Infine, per il Corano nel gannat non c' differenza per quanti sono stati fedeli, n per 1'iman, n per il bambino, n per chi morto nella guerra santa, n per l'infedele che alla fine si converte: il premio per tutti uguale. Ges, invece, mostra la differenza nel premio che hanno gli eletti: anche un sempl ice bicchiere d'acqua dato per amore del suo nome avr la sua ricompensa (Mt 10, 42) ; e nella parabola delle mine fa vedere la differenza del premio tra quelli che hanno fatto maggiori opere buone e tra quelli che ne hanno fatto di meno. Come diverso il premio per i buoni, in proporzione del bene che hanno fatto; cos diverso il castigo per i cattivi, in proporzione del male che hanno: lo rivela Ge s espressamente quando dice: Darete conto anche di una sola parola oziosa. D'altron de la giustizia di Dio non pu non essere cos.

b) Nel Nuovo Testamento Nella concezione islamica del Paradiso assente Dio: si parla soltanto di quanto pu allettare quelle menti primitive degli arabi di quel tempo: di piaceri di gola e di piaceri sessuali; le donne non vi hanno una personalit; esistono soltanto in funzione degli uomini e per soddisfare gli uomini. Ges, invece, espressamente rivela che in Paradiso non vi sono pi istinti sessuali perch c' qualcosa che infinitamente li sorpassa: la visione beatifica di Dio. Quando i sadducei gli chiedono di chi sarebbe stata nella resurrezione la donna c he avevano sposato, l'uno dopo l'altro, i sette fratelli, Ges rispose: Voi sbaglia te; non sapete comprendere n le Scritture, n la potenza di Dio. Perch nella resurre zione non si sposeranno, n si mariteranno, ma saranno come gli angeli di Dio (Mt 2 2-29). Il N.T. ci rivela che la felicit del Paradiso nella visione beatifica di Dio: Fin da ora noi siamo figli di Dio; ma non stato ancora manifestato quello che saremo. Sappiamo che quando ci sar manifestato, saremo simili a lui, perch lo vedremo qual e egli (1 Gv 3,2). Il Nuovo Testamento ci rivela che la felicit del Paradiso tale che sorpassa qualunque immaginazione e qualunque desiderio umano: Quel che occhi o mai non vide, n orecchio mai ud, n mai cuore d'uomo ha potuto afferrare questo Idd io ha preparato per coloro che lo amano (1 Cor 2, 9).

E l'apostolo Giovanni, rapito in Paradiso ud queste parole: Ecco il tabernacolo d i Dio con gli uomini! Egli abiter con loro; essi saranno il suo popolo e Dio stes so abiter con gli uomini. Egli asciugher ogni lacrima dai loro occhi e non vi sar p i morte, n lutto, n grido, n pena esister pi, perch il primo mondo sparito . E col sedeva sul trono disse: Ecco, faccio nuove tutte le cose . Nel Paradiso, dice anco ra Giovanni: Non vidi alcun Tempio, perch il suo Tempio il Signore Dio onnipotent

e e l'Agnello (cio Ges). La citt non ha bisogno di sole, n di luna che la illumini, perch 1a illumina la gloria di Dio, e il suo luminare l'Agnello (Ap 2). E l'apostolo Paolo conclude: Squiller, infatti, la tromba e i morti risorgeranno incorruttibili e saremo trasformati cio saremo resi incorruttibili (2 Cor 15, 22). Ges profetizza la sequenza dei fatti: Or subito dopo la tribolazione di quei giorni, il sole si oscurer, la luna non dar pi la sua luce, le stelle cadranno dal cielo, e le potenze dei cieli saranno scon volte. Allora comparir nel cielo il segno del Figlio dell'uomo (la croce); tutte le trib della terra si batteranno il petto e vedranno il Figlio dell'uomo venire sulle nubi del cielo con grande potenza e gloria. Egli mander i suoi Angeli che, co n tromba dallo squillo potente, raduneranno i suoi eletti dai quattro venti, da un'estremit all'altra dei cieli. Quando verr il Figlio dell'uomo nella sua maest co n tutti i suoi Angeli, si assider sul trono della sua gloria. E tutte le nazioni s aranno radunate dinanzi a lui; ma egli separer gli uni dagli altri, come il pasto re separa le pecore dai capri, e metter le pecore alla sua destra, i capri alla su a sinistra.... Quindi Ges giudicher tutti secondo le loro opere e mander i cattivi nel fuoco etern o, e i giusti alla vita eterna (Mt 24-25).

VII - CONCLUSIONE L'islamismo va predicando delle verit che sono contenute nel Vecchio e nel Nuovo Testamento, e che, anzi, sono tratte da esso: - la sopravvivenza; - la necessit della conversione dal peccato; - la necessit della preghiera, dell'elemosina, del digiuno; - la resurrezione e il giudizio universale; - il Paradiso per i buoni (sia pure non bene concepito); - l'inferno per i cattivi. In fondo l'islamismo la religione pi vicina al cristianesimo: esso ha indubbiamen te il suo fascino. Nell'islamismo manca completamente la critica storica; vi manca, contemporaneame nte qualunque credenziale: bisogna credere al Corano perch lo dice il Corano. Nessuno mai al mondo ha detto: dovete credere a me perch ve lo dico io ; nessun im putato, nessun poliziotto, nessun delegato; ma tutti presentano le credenziali. Maometto stato senza dubbio un grande uomo, in buona fede e spinto dallo zelo pe r l'unico vero Dio; non intese imbrogliare presentandosi quale profeta di Dio, m a era convinto di esserlo. Se avesse conosciuto bene Ges, la storicit dei Vangeli e le credenziali presenti s empre nel cristianesimo, probabilmente sarebbe diventato pacifico, si sarebbe con tentato di una sola moglie e si sarebbe fatto cristiano. Ci son dei cristiani che si fanno mussulmani: sono soltanto gli ignoranti, ossia

quelli che non hanno studiato la storicit dei Vangeli e le credenziali del crist ianesimo. Ci sono dei pagani e alcuni mussulmani che si fanno cristiani: sono quelli che l e hanno studiate. Mentre coloro - pagani o atei - che studiano senza preconcetti e con animo seren o la storicit dei Vangeli e le credenziali del cristianesimo divengono cristiani, coloro, invece, che studiano senza preconcetti e con animo sereno il Corano e l'a ssenza totale di credenziali in esso, finiscono di essere mussulmani anche se lo erano.

VIII - DIALOGO CON L'ISLAM Oggi si fa un gran parlare del dialogo con l'Islam; e molti cattolici, molti teol ogi e anche Vescovi l'hanno cominciato. necessario, anzi indispensabile fare delle precisazioni:

1) Cosa un dialogo Sembra puerile, ma necessario precisarlo. Perch ci sia un dialogo necessario che ci siano almeno due persone per farlo: uno che parla, l'altro che risponde; o al contrario. Quando uno solo che parla, il suo non un dialogo, ma un monologo; o addirittura un soliloquio, quando l'altro non esiste neppure. Oggi nel mondo cristiano non si parla di altro che di dialogo con altre religion i, particolarmente con l'Islam e ne parlano anche persone fortemente rappresentat ive della Chiesa; ma chi l'interlocutore che rappresenta l'Islam o, almeno, una porzione considerevole di esso? Da parte cristiana si fanno manifestazioni di stima e anche di affetto, e, quel che peggio, si fanno concessioni su concessioni; da parte mussulmana si riceve t utto, ma non si d nulla; anzi neanche si risponde e si continua nell'ostilit.

2) Scopo del dialogo Un dialogo non altro che lo sviluppo di trattative; si illustrano reciprocamente i propri punti di vista, si fanno delle mutue concessioni allo scopo di venire a un trattato di pace. Altro un dialogo, altro sono i rapporti umani. Noi cristiani dobbiamo trattare bene tutti gli uomini, a qualunque religione appa rtengano, perch sono tutti figli di Dio. Dobbiamo essere gentili e caritatevoli co n tutti e aiutarli se poveri, soccorrerli e curarli se ammalati, senza guardare a qualunque religione appartengano: ed ci che fa Madre Teresa e che fanno tutti i missionari; ma questo non deve significare sincretismo religioso. verissimo che ogni religione ha delle verit bellissime, specialmente l'islamismo, e anche dei precetti ottimi; ma questo non deve farci nascondere che il Dio unic o al quale tutti crediamo, a un certo punto della Storia si fatto uomo. Giustamente il Concilio Ecumenico Vaticano II nella Dichiarazione Nostra Aetate ,

pur professando stima per altre religioni, particolarmente per l'islamismo, aggiu nge: La Chiesa, per, annuncia ed tenuta ad annunciare il Cristo che "via, verit e vita" (Gv 14, 6), in cui gli uomini devono trovare la pienezza della vita religiosa e in cui Dio ha riconciliato con s stesso tutte le cose (2 Cor 5, 18). Giustamente il Pontificio Consiglio per il Dialogo inter-religioso ha pubblicato nel 1984 i termini di tale dialogo: - il dialogo delle opere e della collaborazione per obiettivi di carattere umanit ario, sociale, economico e politico che tendano alla liberazione e alla promozio ne dell'uomo (n. 31); - il dialogo di esperti per confrontare, approfondire e arricchire i rispettivi pa trimoni religiosi (n. 33); - il dialogo della esperienza religiosa che conduce a comunicarsi vicendevolmente le ragioni della propria fede e non si arresta di fronte alle differenze profonde , ma si rimette con umilt a Dio (n. 35). 3) Atteggiamento dell'islamismo verso il cristianesimo

a) Nel tempo passato. I mussulmani fin dalle origini hanno combattuto i cristiani, hanno occupato tutt e le loro terre, hanno costretto i cristiani a farsi mussulmani, ammazzando la m aggior parte di quanti non vollero rinnegare la loro fede: e delle regioni che e rano completamente cristiane (Palestina, Libano, Turchia, Siria, Egitto, Libia, A lgeria, Tunisia, Marocco) ne hanno fatto altrettanti stati islamici; e qui, in It alia ci basta ricordare come essi, occupata Otranto, in un sol giorno tagliarono la testa a 800 giovani che non vollero rinnegare il cristianesimo.

b) Nel presente. In Turchia il governo ha programmato di estirpare il cristianesimo dentro il 2.00 0. Gli Stati mussulmani sono gli unici al mondo che non hanno voluto firmare la Dic hiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo dell'O.N.U. I cristiani presso di lor o sono discriminati e non godono dei comuni diritti civili. Negli stati arabi proibito il culto pubblico religioso cristiano; nell'Arabia Sa udita proibito ai cristiani celebrare il Natale o la Pasqua, proibito celebrare la Messa anche solo privatamente: un sacerdote che ivi celebr qualche anno addiet ro la Messa in una casa privata per alcuni cristiani fu condannato a 4 anni di c arcere. In diversi stati, particolarmente nell'Arabia Saudita il mussulmano che si fa cristiano condannato a morte. In Tunisia, sebbene Stato notevolmente democratico, i cristiani vengono discrimin ati e messi in condizioni di cercare di emigrare: fino a pochi anni addietro ve n e erano 20.000; oggi sono ridotti a poco pi di un migliaio. In questi ultimi anni, nel Libano, decine di migliaia di cristiani sono stati uccisi dai siriani mussu lmani. Mondo e Missioni (2/1991 p. 115) riporta questa notizia: noto che i sauditi non

consentono nella loro terra nemmeno l'erezione di una Cappella o la presenza di u n sacerdote. Quando si protesta per questo, rispondono che in Arabia non esiston o cristiani. In realt ve ne sono 300.000 privi di assistenza religiosa. C' di peggi o: recentemente i capi mussulmani in una riunione tenuta nel Pakistan hanno deci so di cacciare dai loro stati tutti i cristiani dentro il 2.000. Nel Sudan il governo islamico da vari anni va inseguendo con l'esercito e stermi nando i numerosi cristiani delle trib del Sud; e nessuno ne parla. In Egitto. L'Egitto pi facilmente controllabile: vi infuria una vera persecuzione contro i cristiani. Diamo soltanto alcune notizie: Nel luglio 1989, Nahid Mohamed Metwali, direttrice di una importante scuola per r agazze di Helmeit Al-Zatoun, rinunci alla religione islamica per convertirsi al c ristianesimo. Ella scomparsa e non si sa se ancora in vita. In seguito a questa c onversione, sei cristiani sono stati arrestati e torturati. Mauris Ramzy, collega della signora Metwali, stato percosso da alcuni membri del la "National Security Force" e presentato completamente svestito davanti ad una folla di spettatori fanatici. Egli soffre di lesioni multiple al ventre ed stato ricoverato per due mesi in un ospedale. Dopo la sua uscita dall'ospedale, il 10 novembre 1989, egli stato rinchiuso dentro la casa di sicurezza di Abo-Zabal, con osciuta in Egitto sotto il sinistro nome di "Mattatoio". Ramzy accusato di aver favorito la conversione di giovani mussulmani al cristianesimo. Lauris Azir, professoressa di inglese nella stessa scuola stata detenuta per due giorni in un posto di polizia, ingiuriata e torturata. Non stata rilasciata che dopo aver versato una somma di 500 lire egiziane. Salwa Ramzv, anziana segretaria della scuola e attualmente impiegata nell'ammini strazione stata pi volte condotta dalla "National Security Force" al posto di pol izia, ingiuriata e percossa. Nabil Bissada, uomo d'affari, e suo fratello, un monaco, sono in detenzione prev entiva e torturati dalla N.S.F. Rushdi Nasif, uomo d'affari del Cairo stato arrestato per aver assunto per un im piego un cristiano. Abdul Hamid Besharry Abdul Mosen ha ricevuto il Battesimo il 20 giugno 1989. Il 13 agosto hanno confiscato tutti i suoi beni e lo hanno arrestato N. (Pro Deo et fratribus - agosto lggo)

c) Non dialogo, ma capitolazione. Gli stati cristiani stanno facendo a gara per farsi mangiare dagli islamici: l'im migrazione di mussulmani vi massiccia dappertutto: in Italia se ne vedono dappert utto; in Francia sono oltre 3500.000; in Germania ve ne sono circa 5 milioni; in tutta l'Europa nel 2.000 i mussulmani saranno 80 milioni e in Russia saranno la m et della popolazione e condizionerannno la politica mondiale; da per tutto vanno sorgendo moschee; gi in Europa ve ne sono 2.000, mentre nel Brasile gi ve ne sono 4.000: tutte finanziate dai Governi mussulmani, che vanno addirittura pilotando l' emigrazione dei loro sudditi, invece di dar loro da mangiare, per raggiungere l'a ntico sogno di islamizzare l'Europa, sogno frustrato nei secoli scorsi, quando i Governi europei erano cristiani; per mare, nella battaglia di Lepanto, e, per te rra, nella battaglia di Vienna.

A Roma il Municipio ha regalato ai mussulmani una vasta estensione di terreno pe r farvi una moschea e i governi arabi vi hanno costruito, quale sfida al Vatican o, una sontuosissima moschea costata loro 60 miliardi. In Inghilterra il locale Centro Islamico ha addirittura chiesto al Governo il fi nanziamento delle Scuole coraniche e l'autorizzazione di formarvi, dentro l'Inghi lterra stessa uno Stato islamico con leggi, magistratura e governo propri. In Brasile i mussulmani hanno creato dei seminari islamici per preparare brasili ani convertiti a islamizzare i brasiliani. E anche in Italia qualche partito sta avanzando la proposta di finanziare le scu ole coraniche; mentre vari partiti fanno a gara di concedere ai mussulmani la ci ttadinanza italiana per avere i loro voti. I mussulmani son oggi nel mondo 926 milioni. Si aggiunga la bomba demografica: c ontro ogni bambino cristiano che nasce, nascono 5 mussulmani. Le natalit presso i cristiani vanno sempre diminuendo; presso i mussulmani vanno sempre pi aumentando. Quasi nessun mussulmano si fa cristiano; molti, o meglio, moltissimi cristiani si vanno facendo mussulmani. Tanti mussulmani cercano di sposarsi con donne crist iane per avere da esse figli mussulmani. Dentro il 2.000 l'islamismo sar la prima religione del mondo. L'islamismo, ha detto il cardinale Oddi, il pi grave pericolo per la Chiesa. E i cattolici stanno a guardare con indifferenza! Ma c' di peggio: vari Vescovi e sacerdoti concedono ai mussulmani di poter fare le loro preghiere nelle Chiese aperte al culto; alcuni hanno addirittura dato loro delle Chiese chiuse al culto per farne delle moschee; mentre parecchi preti esp ongono pubblicamente il Corano accanto alla Bibbia nella Chiesa, e fanno leggere brani di Corano dopo letture dalla Bibbia. un vero sacrilegio! In nessuna moschea al mondo si fa leggere la Bibbia o si fanno pregare i cristiani. E mentre dalle nostre parti nessuno molesta i cristiani che ignari dei motivi di credibilit della nostra fede, si fanno mussulmani; negli stati islamici vengono i mprigionati, uccisi o severamente puniti i mussulmani che divengono cristiani.

4) Dialogo si, ma onesto giusto che ci sia il dialogo; e noi cristiani per primi lo desideriamo; ma che si a a condizioni oneste e che sia vero dialogo. A tal fine necessario: a) Che ci siano dinanzi a noi degli interlocutori; che essi rappresentino i loro governi e che da questi siano messi in grado di contrarre degli impegni e di fare dei concordati; b) che da parte mussulmana come da parte cristiana si conceda che gli immigrati nei propri territori possano praticare liberamente la propria fede; i mussulmani accettano il dialogo e lo desiderano negli stati cristiani; lo negano risolutamen te nei loro stati: questo non giusto; la tattica per conquistare gli stati cristi ani; c) che si permetta da parte mussulmana ai propri sudditi di diventare cristiani, senza perseguitarli, n discriminarli, e che altrettanto si faccia da parte cristia na; d) che si permetta ai cristiani di costruire chiese per i propri fedeli in paesi mussulmani; mentre gi i mussulmani le costruiscono nei paesi cristiani;

e) che si consenta ai cristiani di far conoscere la propria fede ai mussulmanni nei loro paesi, come si permette ai mussulmani di fare conoscere l'Islam nei pae si cristiani. Senza tali precauzioni, i cristiani non fanno altro che dare i loro fratelli nel la fede in bocca al lupo: quello che soprattutto stanno facendo i governi laici e anticlericali nell'ora presente.

5) Dovere dei cristiani nell'ora presente a) Dobbiamo urgentemente evangelizzare la gran massa dei cristiani, perch sono qu asi tutti ignoranti delle garanzie che solo la Chiesa cattolica presenta di s stes sa. A causa di tale ignoranza molti cristiani si vanno facendo mussulmani, mentre quasi nessun mussulmano diventa cristiano. b) Dobbiamo accogliere gl'immigrati mussulmani come fratelli e trattarli sempre con gentilezza perch anche essi sono figli di Dio; anzi sono i pi vicini a noi in quanto accettano anche il Nuovo Testamento, sebbene, per ignoranza, lo mutilano; e, se hanno bisogno, dobbiamo sfamarli e cercare di ospitarli. Dobbiamo dare loro il dono pi grande: Ges; cio farglielo conoscere per metterli in g rado di accettarlo. Giacch non si muove foglia che Dio non voglia, crediamo che D io stia guidando questa loro immigrazione nei paesi cristiani perch essi, qui, li beri dalla paura delle gravi sanzioni dei loro governi contro chi si fa cristiano , possano serenamente conoscere bene Ges e accoglierlo. Ma giustamente ci avverte S. Paolo: Come crederanno se non ascolteranno? E come ascolteranno se nessuno pr edicher loro? N (Rom. lo, 14). impossibile che un cristiano onesto, buono e intell igente conoscendo le credenziali di Ges e l'assenza di credenziali in Maometto si faccia mussulmano; ed impossibile che un mussulmano onesto, buono, intelligente e non legato da poligamia, conoscendo le stesse cose non si faccia cristiano. Ed ancora impossibile che un uomo qualsiasi, sia pure mussulmano o anche ateo, studi ando criticamente il Vangelo non abbia a concludere che esso sia ispirato da Dio; cos come impossibile che qualsiasi mussulmano studiando criticamente il Corano n on abbia a concludere che l'autore non pu esserne Dio. Considerando, infine che mol tissime cose del Corano sono uguali a quelle contenute nel Vecchio e nel Nuovo T estamento, che Maometto pure ammira moltissimo, e che il VT e il NT furono scrit ti molte centinaia di anni prima, si deve concludere che Maometto 1e ha prese da lla Bibbia. Nihil obstat quominus imprimatur Cens. Eccl. Pesce Sanctus. Catania, 18 Giugno 1 991