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Simona Colarizi

BIOGRAFIA DELLA PRIMA REPUBBLICA

INTRODUZIONE Il 2 giugno 1946, con 11 milioni di voti a favore contro i circa 13 per la Repubblica, termina il Regno Sabaudo iniziato nel 1861, quando il primo Parlamento incoron Vittorio Emanuele II re dItalia La volont di rinnovare le istituzioni, nonostante i tanti timori per il futuro, marca una rottura netta con il passato; ma per il resto, societ ed economia, costumi e valori restano ancora a lungo quelli di sempre. la DC, votata da milioni di cittadini in quanto massima garanzia del nuovo ordine, ad essere determinante per la vittoria repubblicana. Allinterno della stessa DC non ci sono pi solo cattolici conservatori, ma, a partire dal 1946, prevalgono alla guida del partito gli innovatori. Tra i leader delle forze antifasciste c un accordo di fondo per ricostruire una nuova Italia che marchi una rottura della continuit non solo con lo Stato fascista, ma anche col Regno Sabaudo dellepoca prefascista. Entrambe queste forme di governo avevano poggiato su una societ debole, priva di un comune sentimento nazionale. Questo veniva infatti imposto dallalto ed enfatizzato con miti e rituali, ma non riusciva a tradursi in una profonda convinzione interiore. Base stessa per la nascita della Repubblica doveva invece essere una nazione compiuta non solo esternamente, ma anche allinterno di ogni singolo cittadino Questa idea finisce per con lessere associata al concetto di partito-Stato in cui la maturazione di una coscienza nazionale si ottiene solo per riflesso, per il fatto di aderire ad un partito nazionale. Il concetto di Stato rimane ancora estraneo alla maggior parte degli italiani La patria il partito; il partito a definirsi italiano e ad imprimere questo aggettivo sul popolo socialista, comunista e cattolico. In questo senso logico che, sul finire degli anni 80, con il declino dei partiti, entri in crisi anche il concetto di appartenenza allo Stato-nazione (fine della Prima Repubblica) La decadenza dei partiti era insita gi nel concetto stesso di partito di massa, nellidea che le masse entrassero a far parte dello Stato La societ cambiava, maturava la certezza dei propri diritti; le grandi ideologie declinavano, si andava incontro ad un processo di omologazione culturale che unificava gli italiana ma che contemporaneamente metteva in discussione le caratteristiche ideologiche dei grandi partiti. La profonda crisi in atto fa affiorare anche ritardi ingiustificabili, sacche di arretratezza e incultura che si contrappongono ai traguardi raggiunti dallItalia, moderno Stato europeo, tra i primi 10 pi industrializzati del mondo Oggi si vive una fase difficile e confusa come tutti i periodi storici di transizione in cui vengono messi in discussione principi, valori e regole del passato e si cerca di costruirne di nuovi.

1. LE MACERIE
IL VOTO DEL 2 GIUGNO 1946 - Nonostante la distruzione totale, sia morale che materiale, che fa dellItalia un paese sconfitto e affamato, privo delle certezze che fino a ieri erano imposte dallalto, gli italiani, sia uomini che, per la prima volta, donne, sembrano abbastanza interessati alle sorti del proprio Paese e il 2 giugno si presenta ben l80% della popolazione alle urne per scegliere il nuovo ordinamento politico. - Si affermano i partiti di massa, la DC, lo PSIUP (i socialisti) e il PCI, che hanno alle spalle una ventennale storia di opposizione pi o meno manifesta e che fin dalla caduta di Mussolini avevano cominciato a riaggregare le grandi masse disperse dal crollo delledificio fascista - Quando viene ufficialmente proclamata la Repubblica, la protesta dei monarchici assorbita con relativa facilit grazie anche alla lealt di Umberto di Savoia che, fedele alla parola data, prende la via dellesilio, e grazie anche alla saggia decisione dei costituenti di insediare come capo provvisorio dello Stato il repubblicano monarchico De Nicola. - La voglia di riunificare e rimarginare le ferite del paese, sembra animare la nuova classe dirigente antifascista che gi si era ritrovata a mettere da parte gli storici rancori e le opposizioni ideologiche per combattere unita nella resistenza armata - Coloro che in passato erano stati nemici e che in futuro si troveranno su fronti opposti sono ora accomunati dalla convinzione che la nuova Italia vada conquistata armi alla mano dai suoi cittadini

QUALUNQUISMO E MISERIA - Nelle regioni del Sud il dopoguerra fa riemergere le vecchie piaghe irrisolte di una miseria secolare aggravate anche dal ritorno degli uomini dai fronti di guerra che vanno ad aumentare ancora di pi la massa di disoccupati. Comincia cos un esodo massiccio verso le citt nella speranza (per lo pi vana) di trovare qualcosa da fare - Risulta comprensibile come in queste popolazioni la sopravvivenza venisse prima di ogni pensiero politico ed quindi chiaro come per la maggioranza della popolazione meridionale un potere valeva laltro; per loro ai vecchi dominatori si sostituivano i nuovi, con diverse bandiere, con diverse forme di politica, ma con identica volont oppressiva. - La mancanza di spirito politico in queste popolazioni era dovuta anche al fatto che lantifascismo e la resistenza avevano avuto poca eco in queste regioni che erano rimaste per lo pi indifferenti davanti alla lotta per liberare il paese dai nazi-fascisti - La situazione era ulteriormente peggiorata dal fatto che, guerra o non guerra, alla ribalta era rimasto il vecchio nobilitato di sempre capace di abile trasformismo pur di mantenere illese le proprie ricchezze e il proprio potere. - La situazione era particolarmente problematica in quanto, al contrario del fascismo che imponeva il consenso dall'alto con la forza, la Repubblica aveva bisogno di uneffettiva partecipazione e di una scelta consapevole da parte dei cittadini - I qualunquisti denunciano linvadenza della politica, ma in una societ di massa cos giovane e immatura essa risulta quasi indispensabile ad assicurare un governo abbastanza solido. - Lassunzione della piena cittadinanza passa dunque per ladesione al partito - Per la DC, che ha nelle mani il 40% degli elettori, il nuovo nemico da battere sono i partiti della sinistra antifascista con i quali comunque per ora costretta a collaborare a causa del PNL di cui entrambe fanno parte - Per questo costretta a cedere qualcosa anche a questi partiti (come lassegnazione delle terre ai contadini del 44), pur attirandosi le ire delle fasce sociali pi alte IL VENTO DEL NORD - Al Nord era ben sveglia una coscienza politica, dovuta anche allesperienza diretta della resistenza - Al contrario dei grandi agrari meridionali (che avevano puntato sulla monarchia ormai morente), gli industriali settentrionali avevano presto accettato il nuovo Regime anche se cresceva la paura per i comunisti che ancora minacciavano (forti della guerra partigiana) una sovversione del sistema economico - Questa paura comincia per ancora a scomparire con la divisione del mondo tra USA e URSS e con la naturale posizione dell'Italia a favore degli Stati Uniti, vero regno del capitalismo. - Forte di questa certezza gli industriali si rendono disponibili a patteggiare con i sindacati - Lindustria italiana per in quegli anni quasi completamente a terra: tante fabbriche sono seriamente danneggiate o distrutte; per molte si pone il problema della riconversione bellica; tutte hanno bisogno di rifornimenti e materiali che possono arrivare solo dallestero. A ci si aggiunge anche un sistema di trasporti quasi inesistente e una rete elettrica e idrica completamente da risistemare - Nel 46 appare chiaro che il PCI ha ormai assunto il ruolo di forza egemone della sinistra al posto dei socialisti, grazie anche alla sua forte organizzazione, alla presenza di veri professionisti al suo interno e allappoggio da Mosca. Sono questi elementi di forza ma anche di debolezza per la grande paura che il partito comunista suscita nei settori borghesi e tra gli stessi alleati della coalizione antifascista - Nasce da qui la necessit di muoversi con prudenza che porta anche i pi accesi a smorzare i toni contro destra e Chiesa - La DC ottiene un successo straordinario (+ del 35%) nelle elezioni del 46, ma questa vittoria in larga misura frutto dellappoggio della Chiesa che De Gasperi ha ricercato con ogni cura. - Nelle macerie del dopoguerra, il partito cattolico, sotto lala della Chiesa, indica valori e comportamenti a tanti italiani privati improvvisamente delle loro certezze e bisognosi di fede per affrontare il domani (ideali di solidariet e di pace) - La grande massa di elettori vota la DC per un bisogno di ordine, di tranquillit e anche di progresso purch graduale e senza scosse - Il compito di integrare le masse allo Stato un compito che richiede di mettere per ora da parte ogni tentazione egemonica, soprattutto importante arrivare insieme alla firma della Carta costituzionale, il vero e proprio fondamento del nuovo Stato - questo a far s che tutti assumano posizioni abbastanza moderate con De Gasperi, abile arbitro, in grado di mantenere il delicato equilibrio tra destra e sinistra. COMUNISTI E ANTICOMUNISTI - Finito il conflitto, resta il timore di rivolgimenti rivoluzionari aggravati dal fatto che la crisi interna di una nazione del blocco occidentale avrebbe inevitabili ripercussioni nei rapporti tra le due superpotenze
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Tutta lEuropa reagisce a questo schieramento bipolare con la caduta di tutti i governi di coalizione: i paesi del blocco sovietico si trasformano in dittature comuniste, mentre dagli esecutivi della sfera occidentale vengono esclusi i partiti comunisti Anche lItalia, nella primavera del 47, costretta ad una scelta di campo Il cemento dellantifascismo a poco a poco viene sostituito dal collante dellanticomunismo I socialisti non riescono ad evitare la lacerazione dello PSIUP, diviso tra riformisti e massimalisti Comincia cos una propaganda da parte degli avversari del comunismo tesa a mostrare lAmerica come il regno dellabbondanza e a dipingere a tinte fosche la realt comunista. Ci spinge la maggior parte della popolazione italiana ad abbracciare la causa dellOccidente A ci si aggiungono anche i finanziamenti del piano Marshall che hanno cominciato ad affluire, allentando la morsa della fame Sconfitta della sinistre nel 48, alle prime elezioni politiche del parlamento Nella DC, gioia della vittoria fa serpeggiare la tentazione di farla pagare cara ai vinti; ma le repressioni non valicano mai i limiti della legalit anche perch il partito comunista ancora troppo forte e troppo radicato nelle masse perch si possa pensare di cancellarlo definitivamente in modo indolore (esiste il rischio di una guerra civile). Ci che importa mantenere le sinistre sotto stretto controllo reprimendo ogni sorta di agitazioni che mirano a sovvertire le istituzioni democratiche Lindustria lasciata libera di crescere come vuole: a chi ha la forza per sopravvivere viene concesso qualche credito, chi non ce la fa da solo, condannato a scomparire

RIFORME E CONTINUITA NEL SUD - se il mondo industriale stato soddisfatto, adesso alla DC tocca tutelare anche le altre fasce sociali per rispondere alla pressante domanda delle sinistre - la scelta cade sul Mezzogiorno agricolo, non senza il rischio di perdere parte dellelettorato dei grandi latifondisti - La riforma agraria porta a conseguenze deludenti rispetto alle aspettative - La divisione delle grandi terre in piccoli lotti che vengono coltivati per il solo sostentamento della famiglia contadina (e non sempre con risultati sufficienti per la sopravvivenza), porta ad una fuga di massa verso le citt che si trasformano in veri e propri cantieri - La ricostruzione edilizia va avanti in economia: ci si arrangia con tutto nel pieno disprezzo delle norme di sicurezza sul lavoro e delle disposizioni edilizie - Intere bellezze naturali e opere darte vengono completamente rovinate o demolite in quanto per la popolazione era molto pi importante avere un tetto che conservare unopera darte - Lo sbandamento e la fame della popolazione hanno dato una straordinaria autorevolezza alle organizzazioni criminali (la mafia siciliana, la camorra napoletana, la ndrangheta calabrese), dotate di grande conoscenza e capacit di controllo del territorio. - Questa capacit non stata sottovalutata dagli alleati americani e non lo sar neanche dai partiti al potere - Chiunque voglia avere potere in Sicilia e farsi ascoltare dalla popolazione, prime o poi finisce col farsi appoggiare dai mafiosi. Ci dovuto anche al fatto che al sud non c mai stata, come al nord, una subcultura cattolica che, grazie ai parroci di campagna, potesse politicizzare le masse rurali. I vescovi meridionali sono, infatti, un potere lontano dal popolo, attenti custodi di un ordine antico che poggia sul dominio degli agrari e dei mafiosi - Cede anche la DC, che ha faticato ad entrare nellisola e trova sicuramente pi comodo venire ad un pi facile compromesso con i potenti locali, persino al prezzo di passare per lintermediazione criminale. In fondo il costo della criminalit non sembra cos alto ai politici che se ne stanno lontano, a Roma, e vogliono sapere il meno possibile di quanto avviene laggi - La Cassa per il Mezzogiorno, varata con le migliori intenzioni dal Governo che punta a rilanciare lagricoltura e a gettare le basi di uno sviluppo industriale nel Sud, diventa subito unoccasione doro per aggregare consensi clientelari con poca fatica e ricavarsi magari qualche margine di guadagno in proprio LA SOCIETA TRA PASSATO E PRESENTE - 1949: lItalia entra a far parte della Nato - Campagna pacifista della sinistra che gioca sul ricordo ancora scottante del conflitto mondiale - Invano il governo spiega che laiuto economico degli Stati Uniti ha un prezzo: i cittadini non vogliono perdere i finanziamenti americani, ma sono pronti a firmare gli appelli delle sinistre contro il Patto Atlantico - un grande successo per PSI e PCI che per continuano a perdere terreno giorno dopo giorno: gli operai sono stanchi di continue lotte e scioperi che non portano a nulla, ci aggravato dal fatto che la vita in fabbrica si fa dura per chi ha la tessera del PCI o del PSI; inoltre il potere del Cgil insidiato da altre due organizzazioni, Cisl e Uil, rispettivamente della DC e del PRI e PSID
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La Costituzione, entrata in vigore il 1 Gennaio 1948, aveva dato agli italiani gli strumenti per avviarsi ad una vita democratica matura; ma alla DC apparsa troppo avanzata per regolare la situazione attuale dellItalia e, anche per il timore dellesplosione di conflitti sociali o rivoluzionari, rimase chiusa in un cassetta per molto tempo. Nei primi decenni di vita della Repubblica, la democrazia in Italia rimase pi che altro unenunciazione di principi, estranea alla vita quotidiana dei cittadini Ad agevolare il compito di tutela paternalistica svolto dai governi centristi c anche la Chiesa che manifesta uninvadenza vistosa sia nella sfera privata dei cittadini che in quella politica, forte della convinzione che la moralizzazione della societ lunico modo per sconfiggere i comunisti In Vaticano si spera quindi di continuare ci che era cominciato con Mussolini (che aveva posto a fondamento di tutto Dio, patria e famiglia) Per nulla gradita alla Chiesa per la gran parte della produzione narrativa (Pavese, Calvino, Moravia, Levi) e cinematografica (neo-realismo di Visconti, Rossellini, Fellini) che fiorisce in questi anni, che descrive un paese povero e ancora profondamente segnato della guerra e in cui manca quasi sempre il lieto fine Appiano dunque come opere di denuncia, di opposizione, bollate come filocomuniste, distruttive di quellimmagine di ordine e tranquillit, di buoni sentimenti che sta a cuore alla Chiesa Il piano della Chiesa viene ulteriormente intaccato dallimportanza crescente dei mezzi di comunicazione e soprattutto dallavvio del terzo programma radiofonico che, interamente dedicato alla cultura, comincia a parlare anche delle opere messe al bando dalla Chiesa Linserimento dellItalia nella sfera di influenza degli Stati Uniti produce unaccelerazione dei processi di crescita economica e culturale, condannando a morte il mondo agrario e la mentalit fortemente ancorata al cattolicesimo tradizionale. Si sente anche nella DC una certa insofferenza verso linvadenza della Chiesa Comincia a farsi pi evidente in tutta Italia il desiderio di andare avanti con passo pi spedito verso quel futuro per cui tanti giovani hanno combattuto

2. LA TRASFORMAZIONE
LA GRANDE MIGRAZIONE INTERNA - Nel 1954 compare la televisione nelle case degli italiani pi agiati, diventando simbolo della rottura col passato. Esso infatti si rivela un ineguagliabile strumento di unificazione nazionale e di omologazione che con straordinaria rapidit abbatte barriere secolari (aiutando anche gli italiani ad imparare la stessa lingua) - Lambiente politico non comprende immediatamente le immense potenzialit della televisione e solo dopo 10 anni cominciarono ad usufruirne per la campagna elettorale - Gran parte degli italiani non resiste alla tentazione di averne una anche a costo di comprarla a rate o di fare un debito. - questa una prima frattura con la parsimonia dei vecchi tempi, quando spendere denaro per qualcosa di nuovo richiedeva un'accurata riflessione di costi e benefici. La televisione apre i primi spiragli allera dei consumi e del tempo libero - Inizia la ripresa economica e i cancelli della fabbriche si riaprono per una nuova maestranza giovane, tra la quale tantissimi sono i meridionali che tentano la ricerca di lavoro nelle ricche regioni settentrionali. - Per gli emigranti come andare fuori dai confini nazionali, in territori sconosciuti e nemici, di cui non capiscono la lingua, i costumi, le abitudini. A ci si aggiunge lostilit della popolazione locale che mostra subito di non gradire i nuovi arrivati. Una vena di razzismo serpeggia nelle reazioni della popolazione settentrionale che abbandona interi quartieri invasi dai terroni Migliaia di contadini meridionali si affollano nelle citt del tutto impreparate ad accoglierli: non ci sono case, letti, servizi igienici e ospedalieri. Se i ricchi possono andarsene per non incontrarli, il resto della popolazione deve per forza imparare a convivere con loro, anche se la diffidenza tanta persino tra i pi poveri, spaventati dalla concorrenza sul mercato del lavoro Gli industriali mostrano di privilegiare i nuovi arrivati che accettano qualunque paga e non hanno nessuna tessera di partito Parte di questi lavoratori converge nelle file del sindacato cattolico (Cisl) che presto comincia a insediare legemonia della Cgil. Alla fine per sindacati rossi e bianchi finiscono per incontrarsi su alcuni punti comuni.

LAPERTURA A SINISTRA - Dal 1950 al 1960 il reddito nazionale aumenta del 47% e crescono complessivamente tutti gli indicatori della qualit dellesistenza, a cominciare dallalimentazione.
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A infondere speranza nel futuro c anche il rasserenarsi dellorizzonte internazionale che allontana lincubo della terza guerra mondiale. Nel 1953 la fine della guerra in Corea e la morte di Stalin riaprono il dialogo tra le potenze In Italia si apre quindi alla Dc la possibilit di una scelta: o con la destra dei monarchici, o con la sinistra dei socialisti e dei comunisti. Scelta particolarmente difficile, in quanto, in entrambi i casi, una parte dellelettorato verr scontentata e per il rischio di una frattura interna al partito stesso. Per questo ogni decisione viene continuamente rinviata portando nel paese una continua incertezza che causa un non governo che rende ancora pi profonde le carenze strutturali Con il passaggio della fonte primaria di produzione agricola dallagricoltura allindustria, tramonta la civilt contadina e sale alla ribalta luniverso urbano dove i cattolici hanno un insediamento debole. C il rischio di una perdita dellelettorato, rischio che viene compreso subito dai sindacalisti della Cisl che si sforzano di conquistare consensi aprendosi al dialogo con i sindacati rosso. Nel 1954 muore De Gasperi e Fanfani diventa il nuovo leader democristiano che dar allo Stato un carattere interventista che inaugurer una stagione di progressiva dilatazione delleconomia pubblica. cos che nel 1955 viene eletto presidente della Repubblica il democristiano Giovanni Gronchi, eletto anche grazie ai voti di socialisti e comunisti. lui a cominciare lo scongelamento della Costituzione con l'istituzione di due ordinamenti fondamentali: la Corte Costituzionale e il Consiglio Superiore della Magistratura

LO STATO-IMPRENDITORE - Nel 1955 la nascita dello Stato-imprenditore sembra lunica soluzione alla questione del come rendere compatibili benessere e giustizia sociale. - La ricchezza prodotta va ad arricchire il patrimonio nazionale e a sostenere le fasce pi deboli, grazie anche allimmensa richiesta di manodopera per i lavori pubblici volti alla costruzione e ricostruzione di strade, acquedotti, ferrovie indispensabili allo sviluppo industriale. - Paura della Confindustria che vede nello Stato-imprenditore un concorrente imbattibile. - In realt gli industriali si rendono conto di aver trovato nello Stato un grande alleato nella corsa allo sviluppo: costruisce le strade, si preoccupa di dare un tetto alle famiglie operaie, investe capitali nelle trivellazioni per cercare metano in Val Padana - Un altro problema sorge per dalla sfida alle multinazionali petrolifere lanciata da Mattei che, a capo dellEniAgip, va a trattare direttamente con i paesi arabi forniture di petrolio a prezzi pi bassi. Ci rischia di avere ripercussioni nei rapporti che lItalia ha con le altre nazioni che da tempo la considerano come il parente povero che accetta gli investimenti stranieri sul proprio territorio e paga senza discutere il prezzo delle materie prime indispensabili alla sua sopravvivenza - Anche questi malumori si placano in poco tempo appena gli industriali si rendono conto dei vantaggi del costo pi basso dellenergia (grande vantaggio per la Fiat) - Lo Stato investe molto sul sistema stradale trascurando il trasporto su rotaia. - Lauto diventa un bene di massa che ha nella vita degli italiani lo stesso significato rivoluzionario della televisione: fa cadere la barriera secolare della distanza e apre una nuova dimensione di libert. Liberi di muoversi gli italiani cominciano a sentirsi pi liberi di pensare, di criticare, di scegliere, di disobbedire cominciando a distruggere il muro protettivo che partiti e Chiesa hanno costruito intorno a loro per riportare allordine la societ civile dopo il fascismo. ALLE ORIGINI DELLA PARTITOCRAZIA - La DC aveva a disposizione lintera struttura ecclesiastica per la raccolta dei consensi. Ma il servizio veniva pagato al prezzo di una dipendenza dalla Santa Sede che comincia ad apparire troppo condizionante - A garantire una maggiore autonomia contribuiscono i nuovi manager pubblici, tutti di fede DC, che Fanfani mette alla testa delle imprese statali, degli enti e degli istituti finanziari. Nelle loro mani passa un fiume di denaro che rappresenta un efficace strumento di consenso clientelare. - Basta la promessa di un ponte, di una strada, dellapertura di un cantiere perch interi paesi si convergano alla fede DC; sufficiente chiudere quello stesso rubinetto che eroga finanziamenti, per condannare una citt e chi la governa - Si cominciano a stringere i nodi di quellintreccio tra spesa pubblica e interessi partitici che col passare degli anni arriver a soffocare leconomia e il sistema politico italiano - Nel 45 i grandi partiti non hanno ripudiato completamente il modello fascista, anzi ne sono per un certo verso gli eredi - Da qui deriva la tentazione di attribuirsi compiti e responsabilit istituzionali, fino ad incidere sulla natura stessa dello Stato democratico, che si trasforma il Stato partitocratico. - Loccupazi9one dei centri nevralgici delleconomia pubblica solo uno degli aspetti del dilagare dei partiti nelle istituzioni: fin dagli anni 50 il parlamento perde la sua centralit, mentre la vera partita politica si svolge nelle
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Camere e i giocatori non sono pi i rappresentanti del popolo, ma le correnti e gli uomini dei partiti che ricercano il loro interesse personale e non quello dei cittadini. Spetta ai partiti decidere cosa bene per il paese e quali siano i reali interessi del proprio elettorato, considerato un minore da proteggere ed educare, incapace di fare da solo le sue scelte

IL 1956 E LA CRISI DELLA SINISTRA - Nel 56 si spezza il cordone ombelicale tra PSI e PCI - Il processo di destalinizzazione avviato da Krusciov e la repressione dellarmata rossa in Ungheria, offre ai socialisti loccasione per sciogliersi definitivamente dallabbraccio soffocante del PCI, che da anni esercita la sua egemonia sulla sinistra. - La divisione non per cos facile anche perch anni di lotta insieme hanno fatto s che le diversit ideologiche dei due partiti si smorzassero, appiattendo le due specifiche identit - Se si riesce in fabbrica ad andare daccordo persino con i cattolici della Cisl, non si capisce perch socialisti e comunisti si debbano schierare in campi avversi - La consapevolezza che al PCI non consentito di principio laccesso al governo si ormai diffusa tra il popolo della sinistra che gi dal 48 aveva cominciato a fuggire dalle file del PSI. - Fino a quando resta in vita limpero sovietico (1989) una forza comunista non legittimata a governare un paese dellOccidente capitalistico - Nessun veto pregiudiziale pesa invece sul PSI che per deve staccarsi da l PCI e dichiarare apertamente fedelt alla Nato. - Tra il 55 e il 56 entrambi i passi vengono compiuti da Nenni - Anche se governare con la DC non significa realizzare il sogno del socialismo, pur sempre possibile avviare una politica sociale che da anni gli stati pi evoluti del nord Europa hanno intrapreso con successo; si pu persino ipotizzare una programmazione economica che incida sul modello capitalistico, finalizzando la crescita non pi al profitto privato, ma al bene della collettivit - Restare allopposizione col PCI significherebbe lasciare nelle mani dei potenti di sempre la carta dello sviluppo, che verrebbe usata per perpetuare i privilegi e tutelare gli interessi di classe - Valori, cultura e costumi doltreoceano penetrano rapidamente nel paese; crollate le fragili barriere che il fascismo aveva eretto, il sogno americano conquista tutti ed entusiasma le nuove generazioni - Nel 1960 limmagine degli stati uniti ha il volto giovane e bello di Kennedy, immediatamente diventato un mito che attira persino i comunisti. Per quanto la fedelt a Mosca non sia in discussione, venuto il momento di cambiare anche per il PCI. - Il mutamento reso ancora pi necessario dal distacco del PSI, che lascia i comunisti isolati allopposizione, e dal cambiamento in atto in tutta la societ IL PAPA BUONO - Le forze della destra non si rassegnano ai cambiamenti della societ - Lo stesso vale per gli alti prelati che continuano a vegliare sui fedeli con immutato spirito autoritario, attendendosi come sempre pronta obbedienza (pericoloso ritardo accumulato dalla Chiesa che rischia di perdere parte dei propri fedeli) - Alla morte di Pio XII, i potenti cardinali del pentagono vaticano si illudono di continuare ad esercitare come prima il loro potere - Proprio per questo viene eletto lanziano Roncalli, che appare malleabile e docile strumento nelle loro mani - un errore e a poco a poco gli alti prelati capiscono che sulla cattedra di San Pietro si seduto un pontefice rivoluzionario - Primo grande passo la scomparsa del latino dalla messa che fa cadere la barriera secolare tra i sacerdoti officianti e i fedeli ignoranti, chiamati adesso ad essere protagonisti diretti del rito - Lenorme popolarit che Giovanni XXIII si guadagna in pochi anni nasce proprio dalla convinzione che il pontefice non sta dalla parte dei ricchi e dei potenti della terra - La svolta del papa viene immediatamente interpretata come un nullaosta al centro-sinistra fino ad allora avversato con tutte le forze dallalto clero. - Il nuovo vangelo ha una facile traduzione politica: i giusti che, nonostante le differenze ideologiche, uniscono gli sforzi nella battaglia per il riscatto dei deboli sono socialisti e cattolici, decisi a venire incontro con le riforme sociali alle esigenze della masse lavoratrici 1960: LA PROTESTA CONTRO IL GOVERNO TAMBRONI - La DC decide che lalleanza col centro-sinistra pu aspettare e continua a rimandare la decisione
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Tambroni, alla guida dellennesimo esecutivo di centro, non si rassegna a cedere e accetta il sostegno del MSI consentendo ai neofascisti di celebrare il loro convegno a Genova (medaglia doro della Resistenza) Di fronte a questa provocazione, la protesta degli antifascisti esplode immediatamente Ma la polizia viene scatenata contro i manifestanti Siamo nel 1960 e la rivoluzione bolscevica non pi un paravento sufficiente per giustificare le violenze della polizia Lincendio dilaga in tutta Italia, dove una massa straordinaria di gente si mobilita contro il governo di centro-destra Ai cortei si uniscono i giovani universitari; la loro comparsa segna latto di nascita di un nuovo soggetto politico, le masse giovanili, che rivendicano una propria autonomia nella societ italiana Il governo cade, ma rifarne un altro appare impossibile in un parlamento dove gli animi sono cos surriscaldati da portare allo scontro fisico tra i deputati Il paese che sceso in piazza contro Tambroni ha rifiutato nettamente lipotesi del centro.destra e ha detto no alla legittimazione del neofascismo. Se non si vogliono scatenare conflitti laceranti, non resta che varare finalmente le nuove maggioranze di centro-sinistra Il nuovo segretario del partito, Aldo Moro, riesce a convincere tutto il centro Dc dellinevitabilit di questa scelta con unabile opera di mediazione Allarmatissimi sono naturalmente gli industriali e i conservatori La grande stampa quotidiana, che tutta nelle mani della Confindustria, esce con titoli che annunciano limminente sovietizzazione dellItalia. Il primo governo di centro-sinistra non ancora formato, e gi la Borsa comincia a vacillare e qualcuno si affretta a varcare la frontiera con le valigie piene di soldi A nutrire vecchio e nuovo fascismo intervenuta nel 47 la guerra fredda che ha rilanciato con forza lanticomunismo. Nel 22 per paura del comunismo, la classe dirigente liberale si era consegnata alla camicie nere, nel45, tanti borghesi avevano rimpianto il fascismo. Alla fine reazionari, conservatori e moderati, avevano investito sulla Dc che, sostenuta dalla Chiesa e dagli USA, aveva sigillato la porta daccesso alle sinistre. La democrazia appariva cos blindata. Nel clima teso di quegli anni, i neofascisti avevano approfittato dello scontro comunismo-anticomunismo per cercare di legittimarsi. Bastava convincere la gente dellidentit tra comunismo e antifascismo; e non era cos difficile visto che lo stesso PCI demonizzava spesso i suoi avversari Questa situazione ritarda il processo di crescita democratica del paese e contribuisce a mantenere acceso uno spirito di intolleranza, specie tra i pi giovani ancora diffusa lantica diffidenza verso la democrazia, mentre cresce il desiderio di un governo forte A molti non dispiacerebbe un assetto autoritario del potere o una Repubblica Presidenziale come in Francia Nei quasi 20 anni di opposizione il PCI non ha mai violato neppure per un attimo la legalit democratica Comincia quindi a nascere il sospetto di un uso strumentale del pericolo rosso In un paese dove le regole democratiche sono rispettate e il popolo consapevole dei propri diritti e libert, il neofascismo non trova spazio. Bisogna quindi alimentare un clima di paura, agitare il pericolo rosso in agguato perch il paese e il mondo politico vivano in uno stato di perenne incertezza che lascia spazio anche ai movimenti fascisti.

LITALIA E LEUROPA - la societ italiana cresciuta in consapevolezza di s e dei suoi diritti e comincia ad abituarsi alla democrazia - la democrazie non ha alcuna ricetta miracolosa da offrire, non promette unavvenire perfetto; indica solo gli strumenti per vivere in modo migliore il presente, senza spargere sangue, senza scatenare la violenza, lintolleranza, il sopruso, larbitrio - dopo anni di sudditanza e di oppressione, la maggioranza degli italiani sembra disposta ad ascoltare questo messaggio che non esalta, ma rassicura ciascuno del rispetto almeno formale della propria dignit di persona - nella cornice democratica meno insuperabili appaiono le barriere che dividono gli italiani: sono tutti chiamati al rispetto delle stesse norme, ad esercitare gli stessi diritti, ad avere propri liberi rappresentanti nelle istituzioni dello Stato nazionale - adesso, per capire che cos lItalia e chi sono gli italiani, si hanno a disposizioni altri mezzi, pi diretti persino alla portata degli analfabeti (cinema e TV che offrono storie e personaggi in cui la gente si identifica e si ritrova) - lacquisizione di unidentit nazionale importante anche rispetto al processo di integrazione tra le nazioni europee che negli anni '50ha fatto passi da gigante, soprattutto sul terreno delleconomia - i paesi dellEst sono esclusi dai progetti degli europeisti, impegnati a costruire unEuropa comunitaria iscritta nella sfera di influenza degli USA e ispirata a valori democratici - si stabilivano regole per la difesa comune dellEuropa, cos come si fissavano le norme per mettere in comune risorse economiche fondamentali allo sviluppo di ciascun paese e dellintero continente
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lItalia, partner debole dal punto di vista militare ed economico, non poteva che giovarsi di questintegrazione con i paesi pi forti e pi ricchi lunificazione si iscriveva in un processo di rivitalizzazione della civilt europea, pressoch distrutta dopo la tragedia dei due conflitti mondiali e ormai decaduta dal ruolo di centro del mondo La nuova linfa vitale doveva venire dagli ideali della cristianit; ma anche tra i laici cerano molti entusiasti europeisti che vedevano nellunit europea la fine della devastante conflittualit tra le nazioni. (idea degli Stati Uniti dEuropa) Gli effetti del MEC si fanno subito sentire: il boom delleconomia italiana si realizza anche per la presenza di un mercato comune che assorbe immediatamente i prodotti e non pone ostacoli protezionistici alla circolazione delle merci, delle materie prime e dei lavoratori Tra il 58 e il 63 pi di mezzo milione di italiani valica la frontiera per cercare lavoro in Europa Lintegrazione europea accelera la corsa allistruzione Non a caso il primo governo di centro-sinistra iscrive nel suo programma la riforma della scuola, introducendo lobbligo allistruzione fino a 14 anni e lo studio della lingua straniera negli ultimi tre anni di studio

3. BENESSERE E MALESSERE
IL CONSUMISMO - Con gli anni 60 la Repubblica entra nellera del benessere e del consumismo - A incoraggiare la gente negli acquisti c una pubblicit massiccia, accattivante e sofisticata, che trova nella televisione lo strumento ideale per esprimersi - Anche chi ha poco da spendere non rinuncia alle nuove suppellettili, tanto pi che la rivoluzione della plastica per uso domestico consente di comprare tutto - Con i tessuti sintetici si fa di tutto e comprarsi un vestito nuovo non pi un passatempo riservato alle signore dellalta borghesia - Labbigliamento comincia cos a diventare un veicolo per trasmettere messaggi rivoluzionari - Si fanno i primi passi verso la rivoluzione sessuale, destinata a diventare la bandiera del movimento femminista che sorger alla fine degli anni 60. Nasce infatti nelle donne il desiderio di sentirsi pi libere, di sfuggire alla soffocante tutela dei maschi, di acquistare maggiore autonomia - Lo stesso vale per i giovani che non ubbidiscono pi alle vecchie regole - Nasce cos uno status particolare: quello del giovane che ha le sue peculiari regole e abitudini, con costumi e gusti omologhi in tutto loccidente - Le imprese capiscono immediatamente le enormi potenzialit di questo mercato - Stupire, scandalizzare, andare controcorrente il loro obiettivo: lidentit di giovane sta appunto nel marcare la separatezza dal mondo degli adulti che pretendono di plasmare i figli a propria immagine. Caratteristiche dei giovani sono il malessere della crescita, lansia creativa, la voglia di inventare, innovare, trasformare fino a rendere irriconoscibile ci che la generazione precedente ha lasciato in eredit - Sembra che nulla piaccia a questi giovani che hanno avuto il privilegio di arrivare alla maturit con molte pi sicurezze dei loro genitori: non hanno sofferto guerre n subito dittature, non sono stati privati del cibo e le possibilit di lavoro non mancano. Forse sono proprio questi motivi a renderli cos irragionevolmente scontenti della nuova societ dei consumi che appare loro vuota di valori, soddisfatta dei beni materiali raggiunti, cieca di fronte alle tante ingiustizie, alle tante miserie, alle tante minacce incombenti sullumanit intera - La resistenza diventata un mito, unimpresa leggendaria che fa dellimpegno politico un atto eroica, la missione di una vita. - Pi enfatizzata limmagine del passato, pi deludente appare il presente: questItalia non vale le sofferenza patite. Nasce lutopia di costruire un nuovo mondo. - Emergono in questo modo le contraddizioni della nuova societ cresciuta troppo in fretta, rivolta ad un futuro di democrazia, ma ancora imbrigliata in cornici anacronistiche in cui rimasta viva la mentalit autoritaria del fascismo UN DECENNIO DI LOTTE OPERAIE: 1962-1972 - Nel 62 si apre un ciclo di lotte sindacali in cui le masse lavoratrici rivendicano i loro diritti e, soprattutto, pretendono salari adeguati ai livelli europei - Le confederazioni sindacali si sono rafforzate, contano centinaia di migliaia di iscritti e per gestire questa gigantesca macchina hanno dovuto attrezzarsi con personale impiegatizio che non ha mai varcato la soglia di una fabbrica. Questa progressiva burocratizzazione lede il rapporto con la massa degli operai, che si ritrovano vincolati agli accordi stipulati sulle loro teste da chi non vive lesistenza quotidiana negli stabilimenti industriali
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La mentalit giovanile varca anche i cancelli delle fabbriche: i giovani operai non si accontentano di un aumento di paga, ma vogliono pi tempo libero, ferie retribuite, pi assistenza; pretendono ritmi di lavoro meno massacranti, maggiore sicurezza negli impianti, spazi per lattivit sindacale in azienda; insomma, una diversa qualit di vita nelle fabbriche, il primo passo per unesistenza migliore anche fuori dai cancelli Ai giovani appaiono incomprensibili le divisioni tra sindacato e sindacato. Lo spirito unitario fortissimo in queste nuove maestranze, quale che sia la tessera sindacale Nascono cos i comitati unitari di base (CUB) con lurgenza di rinnovare dopo 20 anni le strutture sindacali invecchiate. I sindacati cominciano ad avere unincidenza profonda su tutta la societ italiana che sembra riconoscere loro compiti e responsabilit fino a ieri attribuite ai partiti

LA CONTESTAZIONE DEGLI STUDENTI - Neppure le universit riescono a sottrarsi alla grande trasformazione della societ che nei primi anni 60 sposta a sinistra lasse dellequilibrio politico - NellItalia in pieno sviluppo economico, dove lindustria ha bisogno di tecnici ad alto livello e si dilata larea della professioni e dei servizi, la laurea diventata un buon investimento - Quanto accade nelle fabbriche, avviene anche nelle universit, dove la nuova generazione rifiuta di uniformarsi alle regole, alle imposizioni, ai divieti che racchiudono in una cornice ormai anacronistica la trasmissione del sapere, anchesso finito sotto processo - Londata della contestazione studentesca, esplosa nel 68, dilaga contemporaneamente in tutti gli stati capitalistici - Persino gli esponenti della sinistra fanno fatica a capire la contestazione che assume anche forme e modalit inconsuete, a partire dalloccupazione delle facolt universitarie e dallautogestione didattica - Gli studenti contestano il PSI che ha scelto di governare insieme ai clerico-fascisti, ma anche il PCI impegnato in unopposizione troppo morbida. In generale si accusano tutte le forze politiche antifasciste di aver tradito la causa, di aver rinunciato alla lotta per cambiare lItalia, rimasta fascista nelle sue strutture e istituzioni, come dimostrano chiaramente le universit italiane. - Lo stesso autoritarismo domina anche nei partiti, in particolare nel PCI dove non c spazio per una libera critica e ogni voce di dissenso viene immediatamente soffocata. - Si esprimono pesanti critiche al buracratismo sovietico e si arriva ad accusare il Cremlino di politica imperialista. - La protesta giovanile dilaga anche al di fuori delle universit, assumendo connotati politici radicali CENTRO-SINISTRA E RIFORME - Fino a quando rimane allinterno degli atenei, la contestazione studentesca esprime istanze e bisogni comprensibili ed esaudibili con relativa facilit dalle autorit accademiche e dal potere politico. - Il rinnovamento degli studi e delle strutture universitarie necessario, ma il ritardo del potere politico a dare una risposta alimenta inevitabilmente la protesta, destinata a durare ben oltre il 68 - La lentezza e la cautela degli interventi riformatori riflettono la debolezza degli esecutivi che lingresso dei socialisti non ha rafforzato. - Le ragioni che hanno spinto Fanfani e Moro ad allearsi con i socialisti sono sempre valide, anzi, col ritmo vertiginoso delle trasformazioni in atto nella societ diventato importantissimo per la Dc non perdere i contatti col mondo del lavoro - per altrettanto urgente porre un argine alla fuga di elettori, in gran parte industriali, che hanno votato PLI - I cattolici sono determinati ad impedire la crescita dei liberali. La prospettiva di un forte partito conservatore rischia di distruggere lo schema tripolare del sistema, funzionale allegemonia DC: unarea di centro dove si collocano le forze di governo e due ali estreme costituite da MSI e PCI. - Un assetto bipolare, destra/sinistra, potrebbe compromettere lunit della DC, creando un conflitto permanente e insanabile tra le due parti. - Si corre ai ripari con un compromesso che salva il centro-sinistra svuotandolo per dei contenuti riformatori tanto temuti dagli industriali. - Alle elezioni del 68 la Dc risale e il Pli perde voti, ma le conseguenze sono disastrose per il PSI e per tutto il paese, dove i ritardi e i rinvii delle riforme alimentano i fermenti di protesta - La politica del Pci, che dai banchi dellopposizione in Parlamento, denunciano le manovre dilatorie dei governi di centro-sinistra sembra pi credibile delle buone intenzioni del Psi, incapace di far rispettare il programma di riforme concordato con lalleato Dc - La continua marcia indietro della Dc finisce per scatenare la tempesta in casa socialista - Nel 64 lala sinistra si separa dal partito dando vita allo PSIUP, che sceglie la strada di una dura opposizione al centro-sinistra - A Nenni non resta che cercare di riunirsi con i socialdemocratici di Saragat, uscito dal Psi nel 47
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Il nuovo partito socialista unificato (PSU) non piace n agli elettori socialdemocratici, n a quelli socialisti, gli uni timorosi che il Psu si orienti troppo a sinistra, gli altri troppo a destra Troppo diversi sono diventati in 20 anni i due partiti perch la fusione abbia successo Inoltre, alla scadenza elettorale i socialisti si presentano senza un bilancio brillante sul piano delle riforme, bloccate dalla Dc e continuamente rinviate Malgrado levidente ostruzionismo della Dc, i socialisti non abbandonano il governo anche perch il centro-sinistra sembra lunica strada possibile: un ritorno allopposizione, con un PCI in espansione, non offre grandi spazi di manovra; mentre il governo consente, comunque, ai socialisti di gestire una fetta di potere non trascurabile

STRAGISTI E SOVVERSIVI - La convention ad excludendum ghettizza il Msi allestrema destra, mettendolo per smpre fuori dallarea dei partiti legittimati a governare - Se la via reclusa si provano altre strade come il tentativo golpista del 64: il generale De Lorenzo si era preparato a far scattare il piano Solo, un progetto per neutralizzare le opposizioni allinterno del paese. Non si sa che cosa sia realmente successo nei frenetici incontri di quei giorni tra gli uomini dei servizi speciali, il presidente della Repubblica Segni e il capo del governo Moro. Alla fine per il generale stato fermato - Nel 67, quando si comincia a fare luce sul tentativo golpista, la Dc cerca in tutti i modi di minimizzare e di ostacolare le inchieste giudiziarie e parlamentari - Socialisti e comunisti spingono per saperne di pi, ma neppure in loro c una forte determinazione a smascherare i colpevoli, convinti come sono che la Dc non sia del tutto innocente e che senza di questa non sia possibile governare il paese. - 1969: strage nella banca dellAgricoltua in piazza Fontana, a Milano. - I leader della contestazione studentesca si illudono di trascinare dietro le bandiere della rivoluzione masse di lavoratori scontenti e in rivolta contro i sindacati e il Pci, accusati di aver tradito i veri interessi di calsse - Il Pci si ormai trasformato in un partito socialdemocratico, inserito nel sistema, pronto a tutti i compromessi con il potere borghese. Questa convinzione viene ulteriormente confermatadallo starppo da Mosca del 68, deciso dai vertici comunisti quando i carri armati sovietici soffocano la primavera di Praga. - I giovani estremisti al mito sovietico hanno sostituito altri sogni: quello della Cina di Mao, dove la rivoluzione culturale in pieno svolgimento, quello di Cuba, piccola isola di comunismo nel mare dellimperialismo USA, e quello del Vietnam, paese stremato dagli attacchi americani, ma deciso a non arrendersi. - Il Pci, invece diffida di questi nuovi idoli e lascia ai cortei studenteschi il compito di mostrare favore a Castro, Mao, Che Guevara; insomma, a giudizio dei giovani estremisti, il partito comunista tiene pi a rassicurare i borghesi che a mantenere viva la speranza rivoluzionaria nellanimo del proletariato. - Il Pci convinto che le affermazioni dei piccoli gruppi estremisti non trovino seguito nella classe operaia dove i sindacati stanno riacquistando piena autorit e dove la grande maggioranza dei lavoratori mostra di gradire la prosperit e i tanti nuovi beni che appaiono adesso a portata di mano. C voglia di democrazia non di rivoluzione - Ma c una destra eversiva che intende far di tutto perch la minaccia di un sovvertimento rivoluzionario appaia concreta fino a creare il panico nellopinione pubblica. - Le bombe di Milano del 69 (p.za Fontana), mirano proprio a questo. - La strage di innocenti serve a provocare un senso di insicurezza, di paura, tanto da convincere ogni cittadino che necessario un governo forte, anche autoritario pur di ritrovare ordine e tranquillit - Meglio ancora se si riesce a persuadere gli italiani che gli autori della strage vanno cercate nelle file della sinistra estrema - Nonostante 11 processi, gli assassini di p.za Fontana non sono mai stati identificati con certezza; per chiaro il quadro dinsieme che mostra il coinvolgimento di alti funzionari dei servizi e di una manovalanza neofascista, incaricata del lavoro sporco - I giovani dellestrema sinistra fanno presto a convincersi che solo la rivoluzione pu salvare la nazione dal fascismo che le istituzioni democratiche non sembrano in grado di fronteggiare - Un esempio dato dalla vicina Grecia, dove nel 67 si instaurata una dittatura con un colpo di stato dei militari appoggiati dai servizi segreti statunitensi - Non sembra cos lontana la possibilit che lAmerica possa farla pagare cara alle sinistre italiane, soprattutto per rivalutare in parte la sua immagine, logorata davanti al mondo intero dalla guerra in Vietnam - La destra eversiva, dal canto suo, continua a tramare contro lo Stato democratico (che entra in una fase drammatica (anni di piombo), come dimostra un altro tentativo golpista bloccato nel 72 e tenuto nascosto allopinione pubblica - Questa volta un ex militante della Repubblica sociale (Borghese) che aveva cercato di occupare il ministero dellInterno.

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la stessa Dc a far circolare la notizia per mettere in imbarazzo il Msi che nelle elezioni del 72 ha avuto un successo straordinario: come sempre, quando la destra cresce, la Dc cerca di bloccarla per evitare la fuga dei suoi elettori moderati e conservatori I giovani non sono certo tutti di sinistra: esiste anche i giovani di destra che sventolano la bandiera della rivoluzione fascista, partendo anchessi dalle universit. Le facolt diventano cos terreno di scontri tra studenti rossi e neri

IL SUD DIMENTICATO - Per il Msi il sud rappresenta materiale incandescente per accendere il fuoco della ribellione di massa. - La rivolta di Reggio Calabria del 69 segnala un malessere profondo nella societ italiana dove il benessere non si distribuito equamente tra la popolazione. - Quanto pi le regioni settentrionali si arricchiscono, tanto pi aumenta il divario con quelle meridionali, che raccolgono solo le briciole del grande sviluppo economico - Dal 1950, anno della riforma agraria e della Cassa per il Mezzogiorno, nessun intervento riformatore di rilievo avvenuto per risolvere gli immensi problemi di quelle zone, che vivono ancora prevalentemente di agricoltura quando ormai il mondo agrario in declino dovunque - Unopportunit di guadagnare qualche soldo offerta dalla criminalit organizzata che proprio in questo periodo compie un salto di qualit con il mercato della droga. Pi largo si fa il giro daffari, pi penetranti diventano i tentacoli della malavita che si insinuano in ogni settore della vita pubblica, alla ricerca di autorevoli protettori e di soci con cui dividere il ricco bottino - Dove non arrivato lo sviluppo, sono per arrivati i consumi di massa e il processo di omologazione culturale da parte dei media - Nel 1970 vengono istituite le regioni, dando vita alla gara tra province per assicurarsi il titolo di capoluogo - Nella maggior parte delle regioni lattribuzione scontata; ma il Calabria, tra Reggio e Catanzaro, si apre un contenzioso che i politici locali contribuiscono ad avvelenare con promesse troppo avventate - Alla fine la delusione per la preferenza accordata a Catanzaro esplode violenta tra i cittadini reggini, e il Msi pronto ad alimentare ulteriormente la protesta - Al momento del voto per i parlamentari regionali, nel 1970, le liste missine hanno un successo straordinario (20% in alcune province del sud) che getta lallarme nella coalizione di governo - Per far fronte a questo pericolo, i partiti al governo aprono le casse statali e riversano al Sud un fiume di denaro che dovrebbe fare il miracolo: creare dal nulla un moderno tessuto produttivo e una moderna societ industriale - Si ha cos linstallazione di grandi stabilimenti a Taranto, a Napoli e Reggio Calabria che assicurano un elevato impiego di manodopera. Ma che rimangono delle oasi nel deserto in quanto manca qualsiasi interazione con leconomia del territorio circostante: le nuove fabbriche non riescono quindi a diventare il motore di un rilancio generale delleconomia LESTREMA DESTRA TRA NAGGIORANZA SILENZIOSA E EVERSIONE NERA - Alla guida del Msi, dopo la morte di Michelini, sale Almirante che si dimostra abile a sfruttare la doppia anima del partito - Linsofferenza serpeggia tra la popolazione stanca dei continui fermenti e spaventata, sta cerando quel desiderio di ordine che gli stragisti hanno previsto - in questo stato danimo che cominciano i cortei della maggioranza silenziosa, ovvero la protesta di piccoli e medi borghesi la cui discesa in piazza unoccasione doro per il Msi - Lo scontento pu infatti aprire nuovi spazi politici al partito, a condizione che il neofascismo riesca ad accreditarsi lopinione pubblica mostrandosi come una forza politica legittima, rassicurante, dordine - Si tratta di trovare il giusto equilibrio tra piazza e Parlamento, come aveva fatto Mussolini nel 22: i movimentisti servono a creare il disordine nel paese che i legalitari promettono di riportare allordine - Almirante, dopo aver trasformato il partito in Msi-Destra nazionale unendosi ai monarchici, e dopo aver affiancato la Dc nella battaglia parlamentare contro il divorzio, si sforza di convincere gli italiani di quando la divisione fascisti-antifascisti sia diventata anacronistica dopo 25 anni dal crollo della dittatura - Ma allinizio degli anni 70 il momento non favorevole: la memoria della lotte antifasciste ancora viva, mitizzata dagli studenti. - Si ha cos una fug degli elettori che in poco tempo disperder il patrimonio di voti appena accumulato DIRITTI E LIBERTA: LA BATTAGLIA PER IL DIVORZIO - Il declino delle grandi ideologie cominciato anche nella societ italiana, diventata pi matura e laica, pi consapevole dei propri diritti e delle proprie libert: i forti legami ai partiti si allentano, viene meno la fede nei
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dogmi dottrinari. Le nuove rivendicazioni costringono per la prima volta i partiti a fare i conti con i suffragi dopinione, fluttuanti, imprevedibili e trasversali rispetto alle antiche divisioni di classe 1975: i diciottenni vengono promossi al rango di elettori I due partiti maggiori, Dc e Pci, assorbono con fatica lurto della nuova societ che rimette in discussione la morale cattolica e fa saltare i parametri interpretativi socio-economici classici del marxismo La rivoluzione sessuale sta muovendo i primi passi con la battaglia per il divorzio e, non a caso, a cavalcarla sono i liberali e i socialisti, che hanno alle spalle una lunga tradizione liberatoria e anticlericale. Psi e Pli, entrambi in declino, sono interessati a catturare consensi nellarea borghese progressista in crescita, sempre pi insofferente dei tanti residui fascisti e della permanente tutela clericale Ne sanno qualcosa i dirigenti della Rai: laltezza delle gonne va controllata la millimetro; ogni battuta, anche involontaria, che possa dispiacere agli alti membri del clero, immediatamente censurata e in Tv non possono mettere piede le star dalla vita privata trasgressiva Il rapido cambiamento dei consumi fa apparire sempre pi ipocriti divieti e censure I partiti laici per avere la maggioranza in Parlamento sulla legge del divorzio hanno bisogno dellappoggio del Pci che fino ad allora aveva cercato di evitare uno scontro religioso dovuto alla consapevolezza di muoversi in un paese ancora legato alla fede cattolica e al tentativo di evitare qualunque pretesto che alimentasse la campagna contro i rossi. Ai militanti e ai dirigenti veniva cos chiesto un rigore nei costumi e nei comportamenti pari a quello richiesto dalla Chiesa ai suoi fedeli Alla fine degli anni 60 il Pci si rende per conto che i costumi sono profondamente cambiati e d il suo appoggio anche perch la possibilit di mettere la Dc in minoranza troppo allettante Tutti i partiti si dichiarano divorzisti tranne il Msi che d il suo appoggio, non troppo gradito, alla Dc che ha sempre evitato di trovarsi confusa con lestrema destra La Dc decide di sottoporre a referendum popolare la decisione parlamentare Il divorzio destinato a dividere lopinione pubblica che si appassiona al tema, ormai sentito come una battaglia pro o contro la modernit, pro o contro la libert, pro o contro le donne Ci fu accentuato anche dalla nascita del movimento femminista che scende in guerra contro tutto il mondo delluomo, rivendicando la propria sessualit e i tanti diritti finora negati Nel 72 la Dc aveva pensato (erroneamente) di approfittare del successo elettorale, suo e del Msi, per convertire i voti in suffragi contro il divorzio Gli accenti esasperati della campagna contro i divorzisti atei, distruttori di famiglie, amorali, pervertiti, suonano ridicoli persino alle orecchie dei tanti fedeli che credono alla santit del vincolo matrimoniale, ma rispettano i valori della democrazia e i diritti dello Stato laico A ci si aggiunge lo spirito critico e dissacrante delle giovani generazioni che scendono in campo contro il dogmatismo, lautoritarismo dei padri, dei padroni e dei partiti Nel 1974 la vittoria del fronte divorzista segna una tappa aventi nella modernizzazione del paese e un importante segnale politico: la Dc, messa in minoranza parlamentare nel 69, finisce per ritrovarsi isolata anche nel paese 4.

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