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Il martello

Ritornai verso il villaggio poco prima del tramonto. Ero a pezzi: ferito, pieno di lividi e la pelle d'orso che portavo addosso era tutta sbrindellata. Insomma, ero incavolato nero. Che giornata schifosa! La trib dall'altra parte della vallata aveva ostruito l'accesso alla fonte per impedirci di usarla. Mandammo contro di loro i nostri mammuth, che ne schiacciarono parecchi come scarafaggi, ma purtroppo molti dei nostri vennero feriti a pietrate. Alla fine riuscimmo a spuntarla, ma so che quei pezzenti torneranno, pi numerosi e forti di prima. Quasi senza accorgermi ero giunto davanti alla caverna del mio vicino. Sopra l'entrata vi era un'iscrizione che diceva qualcosa come laboratorio - vietato entrare, anche se non la sapeva leggere nessuno, siccome la scrittura non era stata ancora inventata. Ma nessuno entrava lo stesso, poich circolavano strane voci sull'occupante di quella caverna. In realt il mio amico era un ominide perfettamente innocuo, forse soltanto un po' eccentrico. Avrei scommesso la mia clava che era stato lui a spargere quelle voci, per poter lavorare in pace. Mi affacciai all'ingresso ed urlai: C' nessuno? Sono io, il tuo vicino! Mi rispose un debole eco, poi una specie di grugnito. Ahinoi!, pensai. nuovamente in fase creativa! Ehi, che aspetti? Non startene l impalato! Entra, entra, lurido essere! Ormai lo conoscevo, quello era il suo modo affettuoso di rivolgersi a me. E quell'aggettivo lurido con cui mi aveva apostrofato era il suo modo per vantarsi di essere l'unico di tutta la collina ad avere bagno, doccia e bid. Dentro, oltre al consueto disordine di ossa rosicchiate, topi morti ed oggetti non identificati, vi erano cumuli di strani affari tutti uguali, che aveva probabilmente fabbricato in quel periodo: infatti era da parecchie lune che non si faceva pi vedere in giro. In fondo ardeva un fuoco scoppiettante, e vicino sedeva l'inventore, tutto indaffarato attorno ad una roccia che usava come banco di lavoro. Gli raccontai di quell'orribile giornata, e di come alla fine le cose fossero andate per il meglio. Mmm, disse pensieroso. Siete i soliti accattabrighe. E poi, dopo un simile macello, come puoi venirmi a dire che in fin dei conti andata bene? Be', gli spiegai, siamo riusciti a difendere la nostra fonte e a scacciare quei bastardi, fracassandone un pochi. Oh, una bella fortuna davvero, disse sarcastico. Madre Terra ci scampi da una simile fortuna! E poi, un momento: mi risultava che la fonte fosse di tutti. S, certo, ma quei mucchi di letame invadono la nostra vallata, facendo razzie e

portandosi via le nostre bestie, donne comprese. Che poi lo stesso che voi fate a loro", egli rispose. Non diventerete mai degli uomini sapiens se ragionate cos. Risparmiami la solita ramanzina. Tutte scuse per rimanere chiuso in questa sozza caverna invece di darci una mano. Sai benissimo che ti dico questo perch amo la pace, e preferisco mille volte l'umidit della mia grotta alle vostre baruffe sanguinose e puerili. Ma ora basta, chiudiamo il discorso prima che mi vengano i nervi. Piuttosto, guarda un po' questo. E cos dicendo mi mise in mano un oggetto del tutto simile a quelli che avevo visto accatastati all'ingresso. Non era altro che un blocco di pietra rettangolare, che aveva un buco nel mezzo in cui era inserito un bastone di legno lungo circa due spanne. Lo rigirai tra le mani con aria interrogativa, sentendomi un idiota. Questa la mia ultima creazione, l'invenzione che risolver i problemi nostri e di tutta l'umanit: il martello. Ah, dissi, cos questo sarebbe un... come hai detto? Partello? Marteffo? Polteppo? Imbecille, ho detto martello! E a che serve, a frullare uova di tirannosauro? Ma come a che serve, cos evidente: a fabbricare altri martelli. E con questi martelli, fabbricarne altri, e con questi altri, altri ancora, e cos via. Come avrai visto all'entrata, ne ho gi fabbricati parecchi: per l'esattezza dodici dozzine di dozzine. Ma questo appena l'inizio. Infatti, stavo giusto per proporre a tutto il villaggio di darmi una mano, fabbricandone in gran quantit. E che vantaggio ne ricaveremmo?, gli chiesi. Innanzitutto sarebbe una colossale perdita di tempo, rispose lui, e con degli scimmioni come voi gi questo sarebbe un buon risultato. Ma questa non che la prima fase. Prima fase? E la seconda? Be', quando il mondo sar pieno di martelli, qualcuno dovr pure provvedere a smontarli, non credi? Cos i nostri posteri, ammesso che ce ne saranno, avranno qualcosa di meglio da fare che scannarsi a vicenda. Ma non finita: c' anche la terza fase. Oh, s? C' anche una terza fase? Naturalmente! Quando tutte le teste di martello ed i manici di martello saranno staccati, qualcuno dovr pure ricostruire i martelli. Poi inizierebbe la quarta fase Basta, basta! E io che sto ancora qui ad ascoltarti! Solo tu potevi avere un'idea cos cretina! Cos dicendo, feci il gesto di battermi la testa per indicargli quanto fosse scemo, ma mi ero dimenticato di avere il martello in mano. Ne ricavai un bel bozzo in testa: un dolore che non vi dico. Poi mi venne un lampo di genio: e se usassimo i martelli per suonargliele a quei trogloditi? Cos raccolsi quanti martelli potevo portare e uscii dalla caverna ringraziando il mio amico inventore. Ora finalmente avevamo gli strumenti per sconfiggere quegli

ominidi pelosi e puzzolenti che venivano a romperci le scatole. Non so perch ma non ho pi visto il mio vicino di caverna. Dicono di averlo visto in una palude lontana a fabbricare grattaschiena finemente intagliati per dinosauri di passaggio. Pare che se ne sia andato perch deluso dal mondo, dicendo che l'umanit non era ancora abbastanza evoluta per le sue invenzioni. Peccato, perch volevamo fare al villaggio una festa per lui, dove il paleo-sindaco avrebbe inaugurato un graffito in suo onore. Non capir mai gli uomini di scienza: non sanno vivere tra la gente.

Professor Bizzarro (b)bizzarryght Professor Bizzarro bizzarro@bazardelbizzarro.net www.bazardelbizzarro.net

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