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EGO CONTRA ME IPSUM

Combattimento Spirituale
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Per laltra chiarezza
che hai donato alla mia anima
grazie, mio Dio.
La notte venuta
Tu chiuderai i miei occhi prima
del giorno
e io dipinger nuovamente
le mie tavole per Te
sulla terra e nel cielo.
Questi versi di Marc Chagall (Pour l'autre clart, 1965), uno dei grandi
artisti del Novecento, fanno intuire la misteriosa continuit che c' tra la
notte percepita nei tempi tenebrosi che stiamo vivendo e la luminosit
dell'Eterno. Dove la notte si appresta a rischiararsi nel giorno del Risorto,
l'artista dipinge ancora tavole per il suo Signore. Cos, nelle tavole che
arricchiscono questa ultima fatica poetica di Dina, la scrittura della luce,
che quanto ogni artista produce attraverso le linee della sua opera, lungi
dal pretendere di catturare il Mistero, mi sembra susciti quel movimento
di trascendenza che porta l'osservatore dal riconoscimento della scena
del mondo che passa nell'oscurit del male, personale e cosmico, alla
riconoscenza dell'eterno rivelato nella carne vittoriosa di Ges di Na-
zareth, punto nale della tensione verso la luce. L'esperienza del bello
avvolto nella luce, come recita il salmo 44: 'tu sei il pi bello tra i gli
dell'uomo', si offre cos, come una nestra sull'illimitato, un rapimento
ed una ferita del cuore, un appello e un ritiro che dalle coordinate del
tempo quasi condannato al buio, chiama all'eterno, e nei segni della storia,
immersa in drammi oscuri, fa apparire la luce della gloria che Ges, vin-
citore del peccato e della morte, risorto perch l'uomo esca dal carcere
pauroso, dal sepolcro ottenebrato, verso la luce perenne della vita. La
riessione, sempre pi profonda nei vari quadri, si apre alla preghiera, in-
vocazione gemente e duciosa perch il Dio della vita ricostruisca l'uomo,
deturpato dalla bruttura dell'odio, della guerra o della indifferenza, ancora
ad immagine e somiglianza sua come nel mattino della creazione, non pi
nel giardino dell'Eden, ma nel giardino del Calvario dove da un sepolcro
nuovo di Giuseppe d'Arimatea, dove nessuno era stato ancora deposto,
esplosa la luce della vittoria su ogni pesantezza della materia.
Come ricorda Giovanni Paolo II, nella lettera agli artisti, scritta in occasio-
ne del Giubileo, ogni autentica ispirazione racchiude in s qualche fremito
di quel 'sofo' con cui lo Spirito creatore pervadeva n dall'inizio l'opera
della creazione. Presiedendo alle misteriose leggi che governano l'universo,
il divino sofo si incontra con il genio dell'uomo e ne stimola la capacit cre-
ativa; lo raggiunge con una sorta di illuminazione interiore che unisce insie-
me l'indicazione del bene e del bello e risveglia in lui le energie della mente e
del cuore rendendolo atto a concepire l'idea e darle forma nell'opera d'arte
(n.15). La contemplazione orante di Dina, sorretta da fede solida, pur in tutta
la sua fragilit, come una soglia tra la terra e il cielo dove l'una passa conti-
nuamente verso l'altro e l'eterno, fatto carne in Ges, si affaccia nella storia
tormentata degli uomini, incapaci da soli di vera e profonda liberazione.
Il 'Pastore bello' (Gv. 10) trascina i nostri passi attardati nella schiavit appe-
santita nel male verso la libert della luce, quasi anticipo di nuovi cieli e nuova
terra dove 'la citt' non ha pi bisogno della luce del sole n della luce della
luna, ma la gloria di Dio la illumina e la sua lampada l'Agnello immolato'
(Apoc. 21, 23).
Dina ci ha offerto ancora una volta questa speranza che per chi crede
certezza: ne abbiamo tutti urgente bisogno!
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1
a
STAZIONE
Materia prevalente - greve
Spirito oppresso - inerme
2
a
STAZIONE
Materia attirata dalla bellezza dello Spirito, si china, quasi desiderio di aiuto a rialzarsi.
Stato di tensione fisica.
3
a
STAZIONE
Caduta di entrambi
Lotta paritaria, vorticosa, cruenta. Intensa energia irradiante.
4
a
STAZIONE
Seconda caduta dello Spirito. Materia pi leggera, fragile - attirata, affascinata
dallo Spirito. Secondo tentativo di risollevamento.
5
a
STAZIONE
Ricaduta della Materia Spirito, isolato, si slaccia e si protende verso lalto. Lotta impari.
Entrambi isolati.
6
a
STAZIONE
Dopo lotta cruenta, Materia e Spirito, luno di fronte laltro, in ginocchio, in atto di umilt,
creano un patto di alleanza.
Mani che si allacciano, quasi radici.
Patto di amore e di eternit.
7
a
STAZIONE
Figure rialzate, esauste, ma felici. Con grande dolcezza si stringono alla Croce
e si imprimono in Essa. Formano un tuttuno, grati a Ges di aver raggiunto la Salvezza - Pace.
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NOTA BIOGRAFICA
Dina Privitera, nata a Crema,
diplomata allAccademia di
Belle Arti di Bologna.
Esposizioni in Italia
e allestero.
A Crema
2004 Esposizione al Museo
Civico S. Agostino Sala Cemmo
2007 Performance - S. Maria
di Porta Ripalta.
2012 Esposizione attuale
Fondazione San Domenico.
Vive e lavora a Crema
Studio Via Capergnanica 16