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Universit degli Studi di Bologna Facolt di Lettere e Filosofia Corso di laurea Scienze della Comunicazione

Comunicazione Giornalistica

LE FANZINE

Matteo Tondini 0000318104

Indice: 1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. 8. 9.
Imboccando una pi diretta e efficace via dellautoproduzione Dover sopravvivere arrangiandosi fra metodi di stampa e di distribuzione alternativi Tecniche di stampa Tecniche di produzione Avendo compiuto quel passaggio che rappresenta un po il sogno di molti curatori di fanzine Avranno sempre meno la forma di una rivista come oggi siamo abituati a pensarla Le webzine Conclusione Sitografia

1. Imboccando una pi diretta e efficace via dellautoproduzione Non sono ancora chiare le origini precise delle cosiddette fanzine. Da dove provengano queste produzioni amatoriali ancora tuttoggi piuttosto oscuro, ma vengono fatte risalire al XIX secolo. Gruppi di letterari statunitensi iniziarono a riunirsi nell'Amateur Press Association e cominciarono a pubblicare, tramite stampa amatoriale, raccolte di racconti, poesia e saggi. Lassociazione fu il primo tentativo di dar vita a una stampa amatoriale, che inizi per a prendere una forma pi completa attorno al

1920. In questi anni gli appassionati di fantascienza iniziarono a mettere in comune le loro esperienze ed a pubblicare riviste amatoriali. Russ Chauvenet, giocatore di scacchi e co-fondatore della National Fantasy Fan Federation, sulla sua rivista Detours, coni il termine fanzine, unione delle parole fan e magazine, che inizi ad essere usato in riferimento a tutte le riviste amatoriali. Il giocatore di scacchi americano svolse un ruolo fondamentale nel mondo delle fanzine perch fu per diversi anni membro della Fantasy Amateur Press Association e membro del First Fandom, vero e proprio motore delle fanzine. Molte fanzine, quindi, si trovarono ad avere un ampio successo e a necessitare di ampliarsi per soddisfare la richiesta dei propri lettori: nacquero cos le prozine, termine coniato a sua volta da Russ Chauvenet, ovvero professional fanzine. Il trasformarsi in un qualcosa di pi professionale ha dato modo alle fanzine di assumere un ruolo importante allinterno della produzione letteraria di ogni paese, in quanto hanno cresciuto e allattato scrittori diventati poi molto famosi e riconosciuti. Le prime fanzine non potevano di certo contare sulla tecnologia del terzo millennio e per questo venivano abbozzate a mano e prodotte con primitive tecniche di stampa. Anche in Italia le fanzine riuscirono a prendere piede grazie agli appassionati di fantascienza: Futuria Fantasia fu la prima fanzine italiana che prese vita nel 1962 sotto la guida del regista Luigi Cozzi. A partire dagli ultimi anni del 60, prima il movimento hippy, poi la cultura punk, sono andati formandosi e fortificandosi usando le fanzine come vero e
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proprio fulcro della loro cultura. Attorno al 1968 erano gi molte le riviste amatoriali di stampo psichedelico. Pochi anni dopo il punk sal sui palcoscenici di tutto il mondo adottando le fanzine come mezzo di comunicazione per tenersi aggiornati sui nuovi gruppi, le miglior compilation e cos via. In questi anni le fanzine assunsero lo status di vera e propria stampa indipendente, aderendo al motto punk do it yourself, e facendo passare sulle proprie pagine interviste e recensioni di gruppi di cui la stampa ufficiale non si occupava. Negli anni successivi il fenomeno delle fanzine si espanse anche ad altre scene musicali e ad altri movimenti culturali come hardcore, fumetti e tifo. Presero piede grazie alla necessit da parte degli appassionati di far conoscere ci che il mainstream non era in grado di pubblicare, causa probabilmente lottusit degli editori, imboccando una pi diretta e efficace via dellautoproduzione. Lo sviluppo tecnologico degli ultimi 20/30 anni ha messo le fanzine gomito a gomito con il web, che non rende di certo facile la sopravvivenza delle riviste amatoriali. Tuttavia le fanzine cartacee sono ancora vive e attive. Anzi, proprio dalla rete che sono partiti diversi progetti di ritorno alla carta, che, proprio per il fatto di non essere pi lunico possibile strumento, ha assunto un valore nuovo e diverso.

2. Dover sopravvivere arrangiandosi fra metodi di stampa e di distribuzione alternativi Il termine fanzine deriva dallunione dei termini fan e magazine. Sono dunque riviste realizzate da appassionati di qualche particolare genere o fenomeno culturale e sono rivolte ad un pubblico specifico. Queste riviste quindi nascono con lo scopo di condividere interessi comuni fra appassionati, staccandosi completamente dai caratteri di professionalit e ufficialit a cui aderivano per esempio i quotidiani. Nel 2009 le fanzine vennero definite come pubblicazioni amatoriali di tutti i tipi, non limitate a particolari fenomeni di fandom, ma interessando ogni tipo di subcultura che cresciuta attorno a esse. Ricoprire un ruolo non professionale e non ufficiale introduce il problema numero uno delle fanzine: evitare costi alti nella produzione e nella distribuzione. Normalmente gli editori, direttori e redattori degli articoli o gli illustratori delle fanzine non ricevo nessun compenso finanziario. Le riviste vengono distribuite spesso gratuitamente o a un prezzo nominale che serve ad ammortizzare le spese di produzione e distribuzione. Altre volte, invece, vengono distribuite in cambio di altre fanzine o commenti e articoli sulla fanzine stessa. Lo scopo diventa quindi produrre il massimo numero di copie coprendo ogni costo di produzione. Diversa la vita dei distributori di fanzine fatte in larga scala che spendono parte delle loro risorse per editori che non possono viaggiare per vendere la propria fanzine, fornendo fuori dal proprio paese cataloghi di fanzine ordinabili via mail. Leditoria amatoriale, che per sua stessa natura ha sempre dovuto lavorare su un pubblico molto ristretto e specifico, ha
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avuto accesso molto di rado alle tecniche di stampa utilizzate dalla stampa professionale, che avrebbero richiesto grandi investimenti iniziali e avrebbero imposto un costo per copia decisamente troppo elevato. Le fanzine hanno dovuto sopravvivere arrangiandosi fra metodi di stampa e di distribuzione alternativi, che limitassero le spese di produzione.

3. Tecniche di stampa Molto interessante il discorso che riguarda le tecniche di stampa con cui venivano stampate le fanzine che, avendo quasi sempre una tiratura molto limitata, non riuscivano ad accedere alle tecniche di stampa tradizionali. Le fanzine inizialmente avevano tirature che potevano andare dalle 10 alle 1000 circa e fino agli anni 80 sfruttavano il ciclostile per essere stampate. Il ciclostile sicuramente garantiva dei costi non troppo elevati ma la qualit della stampa non era delle migliori. Negli anni sessanta e settanta il fandom forse non sarebbe esistito senza il ciclostile, macchinario inventato da David Gestetner nel 1881, ex agente di cambio ungherese emigrato negli Stati Uniti. Il ciclostile si basa fondamentalmente sullo stencil, ovvero il trasferimento del colore attraverso una maschera sagomata. La maschera costituita da un foglio estremamente sottile rivestito da uno strato di cera agganciato sul lato superiore ad una striscia di cartoncino. Il foglio incerato protetto da un ulteriore foglio di carta velina, che deve essere rimosso prima di iniziare il processo di stampa. L'impressione del profilo dei caratteri, ottenuta attraverso una macchina per scrivere meccanica o penna, distrugge lo strato di cera sottostante, rendendo
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permeabile la carta in quel punto. Il foglio risultante, chiamato matrice, viene agganciato al tamburo della macchina di stampa e riempito di inchiostro oleoso. Il meccanismo di rotazione del tamburo sincronizza il trascinamento dei fogli vuoti, sui quali si ha il trasferimento dell'inchiostro nelle sole parti prive di cera. La qualit di questo tipo di stampa era molto modesta, ma per riviste che pubblicavano articoli o racconti, quindi sostanzialmente testo, pi della qualit era importante la leggibilit. Quasi tutte le fanzine italiane fino ai primi anni ottanta erano stampate in ciclostile (The Time Machine, Vox Futura fino al 1981; Intercom addirittura fino al 1987). Allepoca erano molto diffuse piccole tipografie attrezzate con questa macchina, il cui prezzo fra laltro era abbastanza contenuto tanto che spesso conveniva addirittura acquistarla e stampare la fanzine in casa. Se il testo delle fanzine ciclostilate era leggibile, decisamente pi problemi dava tutto il resto della grafica. I disegni erano improponibili, a meno che lillustratore stesso non si rassegnasse a disegnare incidendo lui stesso la matrice di cera. In quel periodo il ciclostile veniva sfruttato molto per la propaganda, o meglio la contropropaganda, e questo permise di dare alla fanzine un ulteriore sapore sovversivo. Allinizio degli anni ottanta cominci a raggiungere costi accettabili unaltra tecnica, che soppianter definitivamente il ciclostile in pochi anni: la fotocopia. Fu ideata nel 1938 da un inventore americano, Chester Carlson, il quale non riuscendo a svolgere il proprio lavoro di riproduzione a mano di brevetti si ingegn e riusc a costruire un dispositivo in grado di riprodurre scritti e disegni: la fotocopia appunto. Carlson continu a
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perfezionare il suo apparecchio e vendette il brevetto a una piccola societ americana, la Haloid, che il 22 ottobre 1948, a dieci anni esatti dalla prima fotocopia, realizz la prima vera fotocopiatrice. La fotocopia permetteva un considerevole miglioramento nella preparazione delle riviste amatoriali. Non era pi necessario lavorare su una matrice di cera. Si poteva lavorare su un normale foglio di carta, scrivere il testo con la macchina da scrivere, inserire disegni o fotografie ritagliate e creare titoli usando i caratteri trasferibili: piena libert grafica, insomma. Usando macchine da scrivere elettriche a sfera era anche possibile utilizzare pi fonti diverse di caratteri: corsivo, grassetto e cos via. Allinizio degli anni ottanta cominciarono a essere pubblicate le prime fanzine fotocopiate (LAltro Spazio, The Dark Side, City). Questo cambiamento di tecnologia comport anche ad un cambiamento nei formati: dal B4 o B5 diffuso allepoca del ciclostile si pass a quello che oggi il formato standard per eccellenza, lA4, o in alcuni casi allA4 piegato in due (A5).Lavvento della fotocopia consent il pieno sviluppo di un nuovo genere di fan: oltre allo scrittore e al critico poteva finalmente esprimersi anche il disegnatore. Se la fotocopia era la soluzione pi economica per le riviste che tiravano fino alle due o trecento copie, oltre cominciava gi a diventare interessante la soluzione delloffset. La stampa offset richiede la preparazione, tramite un procedimento chimico simile a quello dello sviluppo delle fotografie, di speciali matrici chiamate lastre. Le lastre vengono sviluppate a partire dalle pellicole, che possono essere realizzate in vari modi. Le lastre con un processo chimico raccolgono acqua nei punti
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in cui sono negative, mentre le parti dove sono positive vengono cosparse di inchiostro. La lastra poi trasferisce linchiostro su una matrice che a sua volta inchiostra la carta. La lastra non tocca mai direttamente la carta, e per questo motivo la tecnica viene chiamata offset. Questo tipo di stampa offset arriv alla portata delle riviste amatoriali durante gli anni ottanta, e fu usato da alcune delle testate pi importanti (The Time Machine, La Spada Spezzata). Altre fanzine, gi arrivate a livelli semiprofessionali, pi per la disponibilit economica dei loro editori che per una vera larga diffusione, come Dimensione Cosmica o Sf..ere, usavano gi loffset e tutta la catena produttiva della stampa professionale, uscendone come prodotti, almeno dal punto di vista della stampa, indistinguibili da quelli delleditoria da edicola.

4. Tecniche di composizione Dopo i capovolgimenti avvenuti nel mondo della stampa, a met degli anni Ottanta vennero rivoluzionati anche i metodi di composizione. Fino allepoca del ciclostile le fanzine e i loro testi venivano composti con semplici macchine da scrivere, a volte affiancate da caratteri trasferibili per i titoli. Dal 1985 inizia a prendere piede un nuovo metodo per impaginare i testi delle fanzine: il computer. Grazie allApple Macintosh nacquero a met degli anni 80 i primi software di impaginazione, come ad esempio Aldus PageMaker, e le prime stampanti laser, come ad esempio la Apple LaserWriter. Inizi cos una vera e propria rivoluzione nel mondo delle
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fanzine che videro capovolgersi i metodi di composizione. Inizia cos ad essere possibile una composizione interamente fatta davanti a un computer, chiamata desktop publishing, ovvero l'insieme delle procedure di creazione, impaginazione e produzione di materiale stampato fatto usando solamente il personal computer. Nei primi anni Ottanta John Warnock svilupp un linguaggio di descrizione della pagina in grado di non essere legato a una particolare stampante e di poter essere utilizzato per pilotare diversi tipi di macchine. Nel 1985 era gi possibile costruire una pagina interamente a computer, grazie a Aldus PageMaker, e stamparla direttamente con la LaserWriter. Furono passi da gigante per le fanzine che vedevano cos la possibilit di stampare in bianco e nero con una risoluzione di 300 punti per pollice. Per lepoca questi furono grandissimi successi, perch riuscirono a dare un aspetto di valido valore grafico alle fanzine senza richiedere costi esagerati. La prima fanzine italiana a essere composta interamente con queste nuove tecniche fu il numero 16 di La Spada Spezzata. Le prime riviste pubblicate in desktop publishing erano facilmente riconoscibili perch utilizzavano come fonti solo Times ed Helvetica. Curiosamente una situazione analoga si sta verificando oggi nelleditoria online, dove prediletto luso di fonti molto semplici, come Times, Verdana e Helvetica. In breve per il numero di fonti Postscript si moltiplica e si verifica leffetto opposto: ormai priva di limiti la fantasia grafica del fanzinaro si scatena, ma non sempre accompagnata dal buon gusto. In generale per si assiste a un notevole incremento della qualit grafica delle riviste amatoriali. Fra le fanzine che hanno raggiunto i
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migliori risultati dal punto di vista grafico va ricordata la siciliana Terminus. 5. Avendo compiuto quel passaggio che rappresenta un po il sogno di molti curatori di fanzine Prima che internet facesse delleditoria elettronica un fenomeno di massa, gli appassionati aveva gi provato a sfruttare in qualche modo gli strumenti a disposizione per creare le prime fanzine elettroniche. Nei primi anni ottanta, a Firenze, Tommaso Tozzi realizz una fanzine su segreteria telefonica: per ascoltarla era sufficiente comporre il numero telefonico e ascoltare. Luigi Pach realizz invece a Milano il prototipo Blade Run, fanzine su cassetta per ZX Spectrum, uno dei primissimi home computer. Diffusione molto ristretta: un paio di copie. Franco Forte nei primi anni novanta diffonde la prima faxzine, Shining, inviata via fax. Ne uscirono una ventina di numeri, poi la rivista cambi formula a causa delleccessivo successo. Nella seconda met degli anni ottanta i personal computer cominciarono ad essere diffusi, e cominciarono a diffondersi anche i modem, per far comunicare i computer attraverso la linea telefonica. E il momento della grande diffusione dei bbs, piccoli servizi online ai quali gli utenti si collegano via modem e trovano file da scaricare e forum nei quali discutere fra loro. In questo sviluppo altrettanto importante stato lapporto di Marc Andreesen, sviluppatore del primo browser grafico, Mosaic, sulle cui basi sono stati sviluppati sia Microsoft Internet Explorer sia Netscape
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Navigator. I grandi bbs americani diedero inizio alla spettacolare diffusione di internet, che super i cento milioni di utenti in un decimo degli anni occorsi alla televisione per ottenere lo stesso risultato. La prima fanzine elettronica italiana di fantascienza, e in realt la prima rivista web italiana in assoluto, stata Delos Cyberzine. Dopo alcuni numeri distribuiti tramite bbs, fin dai primi mesi del 1995 Delos divent una rivista web. Da esperimento per i pochi smanettoni che nel 1995 avevano un accesso a internet, Delos, che nel 1996 ha cambiato nome in Delos Science Fiction, cresciuta insieme alla diffusione della rete diventando un prodotto professionale con migliaia di lettori. Insieme al complementare Corriere della Fantascienza, Delos oggi non pu certamente pi essere considerata una fanzine, avendo compiuto quel passaggio che rappresenta un po il sogno di molti curatori di fanzine: dal mondo amatoriale a quello professionale. Internet apparentemente rappresenta la soluzione ideale ai problemi delleditore amatoriale: nessun costo di stampa; facilit di produzione e di distribuzione; grandissima facilit nel reperimento dei materiali e nei contatti con i collaboratori. Tuttavia non si assistito a unesplosione di nuove riviste amatoriali. Uno dei motivi, non il solo, certamente la netta contrazione vissuta in generale dal mondo della fantascienza, soprattutto nel numero di lettori.

6. Avranno sempre meno la forma di una rivista come oggi siamo abituati a pensarla

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Lavvento di internet ha permesso di superare il concetto stesso di rivista. Vengono proposti diversi mezzi di comunicazione diversi da quelli visti durante la nascita e la crescita delle fanzine: nascono i cosiddetti siti amatoriali specializzati, che vengono aggiornati continuamente senza sostituire un vecchio numero con uno nuovo, come nel caso delle riviste. Di giorno in giorni vengo inserite nuove informazioni che vanno a completare quelle precedentemente inserite. Assieme a questi siti nascono forum, newsgroup, mailing list e chat che permettono libera espressione delle proprie opinioni in maniera pi diretta. Si creano cos, proprio come avveniva con le fanzine, delle vere e proprie comunit dappassionati che si confrontano continuamente. Le fanzine, nonostante il divenire di tecniche di produzione sempre pi tecnologiche, rimangono sempre fedeli al loro scopo: far comunicare una comunit di appassionati. Lingresso di internet nel mondo delle fanzine ha ottenuto risvolti positivi, dando modo alla fanzine di continuare a essere un prodotto di gruppo, con una continuit temporale e un qualche tipo di selezione di materiale. Certamente la forma tradizionale della rivista non la pi adatta a questo nuovo mezzo e pian piano si trasformer in qualcosa di pi fruibile. Cercare di prevedere quali possano essere gli sviluppi futuri quando si ha a che fare con linformatica e la telematica un gioco che varia dal futile al pericoloso. Negli anni scorsi analisi firmate da prestigiosissime aziende che prevedevano lesplosione di internet grazie allarrivo sulla televisione o sul
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telefonino hanno causato disastri, e disastri ancora maggiori sono stati causati da chi pensava che di punto in bianco lumanit avrebbe cominciato a vivere e ad acquistare soprattutto in rete. Se la tecnologia viaggia a un ritmo rapidissimo, molto pi lentamente si evolvono le abitudini degli esseri umani. Sta recedendo la cultura del tutto gratis tipica dei primi anni di internet: anche grazie a sistemi di pagamento pi pratici e sicuri sempre pi spesso accadr di pagare, anche piccole o piccolissime cifre, per i servizi richiesti. Linformazione si sta progressivamente trasferendo nel mondo digitale: si comincia dagli strumenti di produzione, si passa ai supporti, si pensi ai cd e ai dvd per musica e cinema, e poi alla distribuzione: internet. E laspetto pi importante di questa rivoluzione che pi linformazione diventa digitale, minore diventa il costo di realizzazione e di distribuzione. Sempre i bassi costi, uniti alla facilit di accesso agli strumenti di produzione, dopo il desktop publishing che ha aperto le porte alleditoria fatta in casa oggi possibile mixare cd musicali o montare film sul proprio computer, mettono addirittura in crisi il concetto di editore, di fronte al diffondersi del fenomeno dellauto pubblicazione. Il ruolo delleditore in rete si sposta su quello identificato dal valore semantico della parola in lingua inglese: editor, colui che cura la pubblicazione, che effettua le scelte e che quindi in qualche modo garantisce la qualit al lettore sperduto nel mare delle opportunit. Si va quindi modificando ci che anni fa veniva dato per scontato. La rete ormai il mezzo migliore per trovarsi e creare comunit. Questo dar senza dubbio sempre pi impulso alla nascita e al prosperare di
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pubblicazioni amatoriali; che per avranno sempre meno, probabilmente, la forma di una rivista come oggi siamo abituati a pensarla.

7. Le webzine Le fanzine iniziano dunque a prendere nuove forme, modellandosi di pari passo con le innovazioni tecnologiche. Internet ha permesso lo sviluppo e la crescita di vere e proprie webzine, ovvero riviste pubblicate sul web, trasposizione su internet del comune formato rivista, acquistabile in ogni edicola. Andrea Umiliacchi, uno dei massimi esperti per quanto riguarda le fanzine, si discosta da questa definizione dichiarando: Le webzine non sono la trasposizione su Internet delle fanzine. Infatti, prendendo per buona la definizione "di comodo" che ormai comunemente si affibbia alle webzine si traviserebbe un fenomeno di tutt'altra portata. Un fenomeno complesso. Un fenomeno rivoluzionario, se si vuole, anche al di l degli immediati risvolti e delle implicazioni multimediali. Al contrario, i termini pi profondi di questa supposta "rivoluzione" forse non sono chiari neanche ai pi diretti interessati, ma sicuramente un punto fermo nel discorso c', ed che le webzine non sono la versione on-line delle vecchie, care, romantiche fanzine. E se fosse vero ne conseguirebbe automaticamente che, in questa nuova realt, di spazio per le fanzine cartacee ce n' ancora, altroch. A patto che si capiscano finalmente quali siano i ruoli pi adatti che questi differenti mezzi di comunicazione potrebbero, anzi dovrebbero, ricoprire
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all'interno del circuito degli appassionati, inevitabilmente mutato dalle innovazioni tecnologiche. Tuttavia, per ogni fanzine che continua a uscire in formato cartaceo, ce ne sono altrettante, che devono convertirsi al formato digitale. Purtroppo la scelta di alcuni redattori di passare alle webzine sofferta ma i numeri e i fatti parlano fin troppo aspramente. Stampare e distribuire una pubblicazione amatoriale alle soglie del III millennio non ha pi alcun senso. Le vendite precipitano sempre di pi e, sebbene la grande passione e perseveranza della redazione, portare avanti una rivista amatoriale cos comera sta diventando unassurda rimessa. Nonostante questo lo spostamento sulla rete e quindi linfinit di spazio a disposizione rende possibile un maggior confronto fra redazione e lettori, che diventando veri e propri protagonisti nella produzione stessa della webzine. Ci vuol dire che, per esempio, da una notizia pubblicata sulla webzine pu nascere un confronto all'interno della comunit degli utenti e successivamente uno o pi utenti potrebbero inviare altre notizie correlate che lo staff del sito potrebbe pubblicare all'interno delle proprie pagine. Le webzine permettono di abbassare notevolmente i costi di produzione, avere una distribuzione potenzialmente infinta e un aggiornamento 24 ore su 24. In Italia sono sorte polemiche se il mondo dei siti web e quindi anche le webzine dovessero rimanere senza vincoli legislativi e soggette solo ad unautoregolamentazione, oppure in alternativa se dovessero essere applicate le norme sulla stampa. Nell'ottobre del 2007 il governo ha presentato un disegno di legge sulla riforma dell'editoria in cui aveva stabilito per i blog l'obbligo della registrazione. La dura replica del mondo web ha portato alla precisazione
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da parte del sottosegretario Levi che la norma non avrebbe trovato applicazione ai blog. La disputa si trasfer sul piano giudiziario quando il tribunale di Modica ha condannato lo storico Carlo Ruta per il reato di stampa clandestina. L'8 maggio 2008 stato condannato per avere intrapreso la pubblicazione del giornale di informazione civile denominato "Accade in Sicilia", diffuso su internet, senza che fosse stata eseguita la registrazione presso la cancelleria del Tribunale competente. La violazione quella dell'art. 16 della legge 47 del 1948 che riguarda principalmente i giornali cartacei ma che stata in questo caso applicata al web e ai blog.

8. Conclusione
Le fanzine si trovano cos a dover continuamente cercar di sopravvivere in un mondo che forse di loro non ha cos tanto bisogno. Arrivati qui si pu cogliere tutto il fascino di queste riviste amatoriali. Solo una precisazione, amatoriale non significa sciattezza o mancanza di competenza, anzi a volte le fanzine battono in professionalit le riviste pi blasonate. Quello che le contraddistingue la passione. Qualcuno ha fatto della fanzine un laboratorio per migliorarsi. Qualcuno riuscito a parlare di s e ad esprimere parte del proprio io attraverso qualche breve fumetto. Qualcuno si semplicemente divertito a raccontare per immagini una storia. Ma tutti hanno contribuito ad appassionare migliaia di lettori ed a creare il prestigioso passato di questa pietra miliare nel mondo delle autoproduzioni nostrane, una pubblicazione ormai storica, ma sempre e comunque proiettata verso il futuro.
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Lavvento di internet ha indubbiamente stravolto il corso delle cose, ma daltronde tutto destinato a mutarsi continuamente, come le nostre abitudini. Oggi pi facile trovare forum di discussione che possono contribuire al formarsi di una piccola o grande comunit. E allora lo scopo rimane lo stesso: generare un proficuo scambio di idee con infinite possibilit. Filmare, riprodurre, diffondere, espandersi, fotografare, comunicare, nessuna azione viene reclusa dalle nuove webzine, proprio come le pi romantiche fanzine si proponevano. Forse una sola cosa cambiata. Lo spirito di chi contribuisce a crearla (sia esso redattore, recensore, grafico o webmaster) qui filtrato da un metalinguaggio informatico. Giunge a noi per mezzo di un tramite, nello specifico un file di testo, a sua volta "criptato" secondo le regole e gli schemi propri del linguaggio Html, e con esso delle leggi proprie di ciascun server. Una miriade di piccoli ostacoli che producono un grande risultato, una vistosa differenza: l'asetticit. Sar forse per questo che si cerca di riempire tutto con tanti banner colorati, finestre a scomparsa, offerte, ricchi premi e cotillons. Si colora, si tecnicizza, si sviluppa. Scrive Gianluca Sgueo: Pare un enorme palazzo destinato a rigenerarsi su s stesso, le cui fondamenta crescono giorno per giorno; la forma del palazzo ora pu essere modellata dagli stessi lettori, i quali sono protagonisti di continui scambi di idee con redattori e grafici che tentano continuamente di migliorare laspetto delle facciate di questo palazzo. In definitiva il fervore culturale che anima una webzine il medesimo che sottende alla creazione di una fanzine. Cambia il metodo e la struttura, anche se, in apparenza, sembra cambiare tutto. La realt solo

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un lavoro, in apparenza e solo in apparenza, meno passionale, meno viscerale.

Sitografia http://it.wikipedia.org/wiki/Fanzine http://en.wikipedia.org/wiki/Fanzine http://www.benicetomommy.com/columns.html http://www.fantascienza.com/blog/esseasterisco/2009/09/14/lafanzine-dal-ciclostile-a-internet/ http://magazine.liquida.it/2009/12/30/fanzine-do-it-yourself-di-cartaal-tempo-del-web/ http://www.dedication.it/fanzineVSwebzine.htm http://www.guardian.co.uk/music/2009/feb/02/fanzine-simonreynolds-blog http://fanlore.org/wiki/Zine

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