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Terra e Vita

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LEGGI, LAVORO E FISCO

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n. 38/2010

25 settembre 2010

Fabbricati, il sistema catastale non ha rilevanza sulla ruralità

Dopo le recenti sentenze urge un intervento legislativo per colmare le lacune

P er chi si occupa di contenzioso tributario diviene sempre più difficile sostenere la ruralità dei

fabbricati nella difesa tributaria del con­ tribuente di fronte alle continue ed insi­ stenti richieste dei Comuni in materia di Ici. Infatti, nei giorni scorsi sono state depositate una lunga serie di sentenze ”fotocopia” nelle quali le sezioni tributa­ rie della Corte di Cassazione ritengono che la ruralità dei fabbricati ai fini del­ l’applicazione dell’Ici sia applicabile so­ lo per i fabbricati censiti in categoria “D/10” per i non abitativi strumentali e nella categoria “A/6” per i fabbricati ru­ rali abitativi, e che i requisiti dell’articolo 9 del Dl 557/93 siano applicabili solo per le unità non censite. Ricordo che la Corte di Cassazione a sezioni unite in tema di ruralità di un fabbricato ha sancito che “la classifica­ zione catastale” è “elemento determi­ nante per escludere o affermare l’assog­ gettabilità ad Ici di un fabbricato”. Per­ tanto, per assurdo, solo per i fabbricati ancora non censiti può ritenersi legitti­ ma l’applicazione dei criteri di ruralità più volte richiamati dell’art. 9 su citato e che di fronte all’accampionamento ad esempio del fabbricato nella categoria catastale “A/2” dovevasi ricorrere in­ staurando un contenzioso. L’agenzia del Territorio, direzione centrale catasto a cartografia, di fronte all’affermazione del suddetto principio, che ovviamente avrebbe stravolto tutta la logica di accampionamento catastale dei fabbricati che non tiene conto della posizione urbanistica (rurale, urbano ecc.) degli stessi con una propria nota (Prot. n. 10933 del 26/2/2010) ripercorre

[ DI LUCIANO BOANINI ]

10933 del 26/2/2010) ripercorre [ DI L UCIANO B OANINI ] tutte le complesse norme del

tutte le complesse norme del nostro ordi­ namento ed afferma alcuni principi nor­ mativi di orientamento della giurisdizio­

ne. Dopo tale nota si pensava che i giudi­

ci della suprema Corte a sezioni unite

rivedessero la loro posizione. Invece nul­

la è stato aggiunto se non le sentenze

sopra citate nella quali le varie sezioni della Corte di Cassazione si uniformano alla Sentenza delle sezioni unite. A questo punto urge un intervento legislativo per colmare alcune lacune:

­ la prima lacuna che è stata già se­

gnalata nel corso degli anni dai Collegi e

degli Ordini professionali è legata al fat­

to che l’attuale sistema catastale, sia per i

terreni che per i fabbricati, non è legato alla configurazione urbanistica del terri­

torio. Infatti, nei terreni, se una determi­ nata particella del catasto terreni è agri­ cola o meno, se è edificabile o meno, se fa parte di un centro abitato o meno, non è rilevabile dal nostro catasto. Per i fabbri­ cati soprattutto abitativi non è dichiarato

lo status di fabbricato rurale o meno ecc;

­ la seconda lacuna è sulle categorie

catastali. Mancano adeguate categorie ed alcune sebbene presenti non vengo­

no, di fatto, applicate. Pensate ad esem­ pio nel comune di Monteroni d’Arbia (Si) l’agenzia del Territorio non ha inseri­ to la categoria “A/9” sebbene esistano dei castelli e non pensa di mettere a po­ sto tale situazione. Per non parlare della categoria A/6 che viene raramente rico­ nosciuta in quanto oggi è fatto obbligo per i fabbricati abitativi di alcuni stan­ dard non previsti nell’originaria catego­ ria (non si può utilizzare la categoria A/6 “perché desueta per le primitive do­ tazioni impiantistiche e finiture”); ­ la terza lacuna è nei D/10, fabbricati non abitativi strumentali, se il concetto della ruralità deve esse applicato solo per i suddetti serve che effettivamente l’Agenzia non crei difficoltà al loro ac­ campionamento e non tenga delle posi­ zioni rigide sui fabbricati che possono avere una duplice attitudine. Di contro se non si vuole stravolgere il sistema catastale forse basta dirlo in modo univoco: il sistema catastale non ha alcuna rilevanza sulla ruralità e attri­

buire ad esempio ai Comuni o alle Pro­ vincie l’obbligo di censire tutti i fabbrica­ ti rurali con oggettivi criteri. Ribadisco criteri oggettivi: sono rurali tutti i fabbri­ cati ad uso agricolo condotti sia con tito­ lo di proprietà o affitto (purché registra­ to) da titolari di partita Iva con attività agricola (cod. Atecofin). Oppure sono rurali tutti i fabbricati condotti sia con titolo di proprietà o affitto (purché regi­ strato) da soggetti che esercitano l’attivi­ tà agricola di cui all’art.2135 c.c. e produ­ cano al Comune il certificato di iscrizio­

ne al Registro delle imprese (Cciaa). Solo così, una volta per tutte, potremmo scri­ vere la parola fine sulla questione. n

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