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Niccol Machiavelli

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Disambiguazione "Machiavelli" rimanda qui. Se stai cercando altri significati, vedi
Machiavelli (disambigua).
Nacqui povero, ed imparai prima a stentare che a godere.
(N. Machiavelli, Lettera a Francesco Vettori.)

Machiavelli (particolare) ritratto da Santi di Tito


Niccol di Bernardo dei Machiavelli (Firenze, 3 maggio 1469 Firenze, 21 giugno 1527) stato
uno storico, filosofo, scrittore, politico e drammaturgo italiano.

Niccol Machiavelli
(stampa primi Ottocento)
Come Leonardo da Vinci, Machiavelli considerato un tipico esempio di uomo rinascimentale.
Questa definizione secondo molti descrive in maniera compiuta sia l'uomo sia il letterato pi del
termine machiavellico, entrato peraltro nel linguaggio corrente ad indicare un'intelligenza acuta e
sottile, ma anche spregiudicata[1] e, proprio per questa connotazione negativa del termine, negli
ambiti letterari viene preferito il termine "machiavelliano". Machiavelli inoltre considerato il
fondatore della scienza politica moderna.

Indice

1 Biografia
o 1.1 L'infanzia e la giovinezza
o 1.2 La formazione
o 1.3 Segretario della Seconda Cancelleria della Repubblica fiorentina
o 1.4 Cesare Borgia
o 1.5 A Roma
o 1.6 In Francia
o 1.7 La seconda legazione a Roma
o 1.8 In Germania
o 1.9 La conquista di Pisa
o 1.10 A Verona e in Francia
o 1.11 Il ritorno dei Medici a Firenze
o 1.12 L'esilio dalla politica. Il Principe
o 1.13 Gli ozi letterari
o 1.14 Il ritorno alla vita politica
o 1.15 L'ultima interdizione dalla vita pubblica e la morte
2 Machiavelli e il Rinascimento
3 Il giudizio su Dante

4 La concezione della storia


5 Il senso della nazione
6 Il principe o De Principatibus
o 6.1 Controversie sul Principe
7 Lo stile
8 Opere principali
o 8.1 Drammaturgie minori
9 Onori
10 Citazioni nella cultura di massa
11 Edizione nazionale delle opere
12 Note
13 Bibliografia
o 13.1 Monografie principali (dal 1970)
o 13.2 Altri contributi
14 Voci correlate
15 Altri progetti
16 Collegamenti esterni

Biografia
L'infanzia e la giovinezza
Niccol Machiavelli (a volte scritto anche Macchiavelli, come ad esempio sulla statua a lui dedicata
all'ingresso degli Uffizi) nacque a Firenze,[2] terzo figlio, dopo le sorelle Primavera (1465) e
Margherita (1468) e prima del fratello Totto (1475-1522); figlio di Bernardo (1432-1500) e di
Bartolomea Nelli (1441-1496). Anticamente originari della Val di Pesa, i Machiavelli sono
attestati[3] popolani guelfi residenti almeno dal XIII secolo a Firenze, dove occuparono uffici
pubblici ed esercitarono il commercio. Il padre Bernardo era tuttavia di cos poca fortuna da esser
considerato, non si sa quanto veritieramente, figlio illegittimo: dottore in legge, risparmiatore per
carattere o per necessit, ebbe interesse agli studi di umanit, come risulta da un suo Libro di
Ricordi che anche la principale fonte di notizie sull'infanzia di Niccol.[4] La madre, secondo un
suo lontano pronipote,[5] avrebbe composto laude sacre, rimaste peraltro sconosciute, dedicate
proprio al figlio Niccol.
Nel 1476 Niccol cominci a studiare latino con un certo Matteo, l'anno dopo si dedicava allo
studio della grammatica con Battista da Poppi, all'aritmetica nel 1480 e l'anno seguente affrontava
le prove scritte di componimento in latino. Opere in questa lingua esistevano nella biblioteca
paterna: la I Deca di Tito Livio e quelle di Flavio Biondo, opere di Cicerone, Macrobio, Prisciano e
Marco Giuniano Giustino. Adulto, manegger anche Lucrezio[6] e la Historia persecutionis
vandalicae di Vittore Uticense. Non conobbe invece il greco antico, ma pot leggere le traduzioni
latine di alcuni degli storici pi importanti, soprattutto Tucidide, Polibio e Plutarco, da cui trasse
importantissimi spunti per la sua riflessione sulla Storia[7]. S'interess alla politica fin dalla
giovinezza, come dimostra una sua lettera del 9 marzo 1498, la seconda che di lui ci pervenuta - la
prima una richiesta al cardinale Giovanni Lopez, del 2 dicembre 1497, affinch si adoperi a
riconoscere alla sua famiglia un terreno contestato dalla famiglia dei Pazzi - indirizzata
probabilmente all'amico Ricciardo Becchi, ambasciatore fiorentino a Roma, nella quale egli si
esprime in modo critico contro Girolamo Savonarola.

La formazione