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Roberto Arlt

Nato a Flores, un quartiere di Buenos Aires, da padre polacco e madre italiana. La relazione con il
padre era molto contrastata, causa di un'educazione severa. Quuesto contrasto influir in molte delle
sue opere. A 16 anni abbandona la famiglia e inizia a studiare da autodidatta, intraprendendo ogni
sorta di lavoro manuale.
Il suo primo romanzo El juguete rabioso, del 1926, che dedica all'amico Ricardo Giraldes Era
la storia autobiografica di un ragazzino che fugge da scuola e si trova coinvolto in avventure di ogni
tipo cercando di intraprendere una scalata sociale. La storia, narrata dal protagonista ormai anziano,
riflette le energie e il caos della societ argentina dell'inizio del XX secolo.
Altre opere sono Los siete locos, El lanzallamas e numerosi racconti brevi ambientati nella
realta alienata da pazzi o da delinquenti. Il suo rifiuto per lo stile letterario tradizionale e
l'irrequietezza intellettuale lo misero in cattivi rapporti con il gruppo di scrittori europeizzanti della
rivista Martin Fierro.
El juguete rabioso
1\\
Il primo romanzo di Roberto Arlt racconta in quattro episodi la lotta di un adolescente (Silvio
Astier) per scappare dalla miseria e dall'umilizione alle quali sottomesso per via della sua
condizione sociale, marcata dalla marginazione e dalla povert. Come nei chiari riferimenti del
romanzo picaresco, l'eroe o antieroe cerca di conquistare il paradiso dell'abbondanza
non ottenendo altro che caricature in un'organizzazione ostile, piena di personaggi patetici,
spregevoli e disperati che Silvio sopporta con aria di rassegnazione. L'evoluzione del personaggio
attraverso l'esperienza, lo conduce a un pozzo nero e grande, identico al suo quartiere, un mondo
triste di valori e situazioni assurde dove l'ingiustizia detta le leggi in ogni organizzazione.
Aguafuertes Porteas
una raccolta di articoli che Roberto Arlt scriss e tra gli anni 20 e 30 e che pubblic
periodicamente attraverso la stampa. La maggior parte di esse venne pubblicata sulle riviste Proa e,
soprattutto, El Mundo tra il 1928 e il 1933: in quello stesso periodo, Arlt scriveva anche opere
come Los siete locos, Los lanzallamas, El amor brujo, El jorobadito (una raccolta di
racconti) e 300 millones, la sua prima opera drammatica. Ma la prima raccolta oragnica di questi
testi, dopo anni di oblio, vennecompilata soltanto nel 1950, ben otto anni dopo la morte dellautore,
dalla casa editrice Vitoria. Dieci anni pi tardi, Pedro G. Orgambide integr altri articoli a quelli
della precedente raccolta e li pubblic sotto il nome di Nuevas aguafuertes porteas. Da questo
punto in poi la casa editrice Edicom pubblic altri tre volumi, ma il testo critico che riabiliter
definitivamente quest'opera sar Las Aguafuertes Porteas de Roberto Arlt. Recopilacin, estudio
y bibliografa redatto da Daniel C. Scroggins nel 19811, che ampliava lo studio anche alle
Aguafuertes espaolas.
Il titolo dellopera deriva da un tipo di stampa in uso soprattutto nel secolo XIX e che riscontr
ampio successo presso artisti come Drer, Rembrandt, Goya e gli espressionisti tedeschi. Tale
tecnica permetteva di inserire decorazioni e disegni molto simili a quelli fatti tramite le incisioni e le
litografie. La seconda parte del titolo invece, porteas, sta ad indicare che il luogo in cui tali articoli
sono stati scritti la citt di Buenos Aires, i cui abitanti sono conosciuti appunto con il gentilizio di
porteos a causa dellimportanza nevralgica del porto dellattuale capitale argentina durante la
dominazione spagnola: a Buenos Aires, infatti, facevano scalo le navi commerciali che in seguito,
risalendo il corso del Ro de la plata e del fiume Uruguay, potevano addentrarsi senza problemi nel
continente sudamericano. Tutte le opere di Arlt, sia quelle giornalistiche che quelle letterarie,
possono essere considerate come dei dipinti che, messi insieme, vanno a formare un unico grande
affresco rappresentante la societ boanerense dellepoca: i cambiamenti, le gioie, i dolori, la
situazione politica instabile, la povert, il degrado etc. Le Aguafuertes porteas ci danno anche
unimmagine del dualismo tra lArlt romanziere e lArlt giornalista, che comporta il peso di essere

angosciato dallobbligo di scrivere la colonna quotidiana , e di doverlo fare in redazioni


strepitose . Il
giornalista Arlt si concentra per lo pi, in questopera, sulla figura del pigro e del buono a nulla
analizzato in tutte le sue forme e variet: il tomador de sol (colui che prende il sole); il fiacn
(un ragazzo cresciuto ma che momentaneamente non sembraavere alcuna voglia di lavorare) e il suo
equivalente squenn(che mostra le stesse attitudini ma in maniera definitiva); el hombre que se
tira a muerto (simile allo squennma che, a differenza di questultimo, fa per lo meno finta di
lavorare, soprattutto in presenza del suo capo). Queste figure di uomo pigro presenti nelle
innumerevoli aguafuertes, vengono descritte da Arlt con ironia ma anche con una certa forma di
comprensione, come se la pigrizia fosse una condizione spiritualedi beatitudine. Ma non ci sono
soltanto i nullafacenti: abbiamo anche lipocrita (descritto dallautore come un mostro
gelatinoso); la vecchietta ficcanaso (descritta come una filosofa veggente); i grammatici da
accademia, zelanti nel loro anacronistico rispetto della grammatica tradizionale, che Arlt becca con
pungente ironia definendo la loro cricca come Accademia dei fossili; i ladrones, visti non come
malviventi, bens come cantastorie pieni di esperienza, da ascoltare con interesse; lamante cinico
(che per lasciare la sua amata, si lancia in un pamphlet filosofico sul libero arbitrio e sulla libert
individuale); e tanti altri. Questo mosaico di figure e di personaggi, uno specchio in cui si
riflettono molte delle tematiche sociali di unepoca estremamente difficile per lArgentina, in cui il
futuro era incerto da ogni punto di vista (e tale incertezza, inevitabilmente, condizionava lo stato
danimo e il modo di essere delle persone). Concludendo, questopera pu essere vista come un
importante indagine sociologica che, attraverso gli occhi dellautore, ci fornisce unistantanea dei
vizi e delle virt, delle contraddizioni e degli stereotipi degli argentini dellepoca.
Jos Eustasio Rivera
nacque in una famiglia umile. Studi nelle scuole Santa Librada di Neiva e San Luis Gonzaga di
Elas (Huila) e in seguito, grazie a una borsa di studio, nella Escuela Normal Central di Bogot. Nel
1909 si trasfer a Ibagu, dove lavor come ispettore scolastico. Nel 1912 entr nella facolt di
Diritto della Universidad Nacional de Colombia, laureandosi come dottore in Diritto e Scienze
Politiche. Contemporaneamente lavor come impiegato del Ministero del Governo.
Dopo la morte di suo padre, Rivera divenne segretario avvocato della Commissione di frontiera
Colombo-Venezuelana, e nel 1922 part per una spedizione che lo port nelle foreste dei confini, a
conoscere la condizione dei coloni e l'abbandono della regione. Nel 1923 torn a Bogot e nel 1924
si dedic a scrivere articoli di denuncia su ingiustizie e crimini commessi verso i colombiani nelle
frontiere, senza per ottenere che le sue richieste venissero esaudite.
Nel 1925, Rivera venne eletto membro della Commissione Investigatrice delle Relazioni Estere e
della Colonizzazione e pubblic una serie di articoli di denuncia di ogni genere di irregolarit.
Mor a New York il 1 Dicembre 1928, probabilmente di malaria cerebrale, di cui poteva essersi
ammalato durante la sua permanenza nella foresta delle frontiere.
Gi a scuola Rivera si distinse per il suo talento come scrittore, particolarmente di poesia. Scrisse
pi di 168 componimenti di taglio parnassiano, dove esprime amore e ammirazione per la natura.
La sua Ode alla Spagna ottenne il secondo posto nei Juegos Florales di Tunja nel 1910, e fu
pubblicata nel giornale El Tropical di Ibagu. Venne elogiato anche per l'Ode a San Matteo, scritta
in onore dell'eroe dell'indipendenza Antonio Ricaurte.
Nel 1921 pubblic il libro di sonetti Tierra de promisin, con il quale raggiunse una certa notoriet.
Nel 1922 cominci a scrivere il romanzo La vorgine, che venne poi pubblicato nel 1924, a Bogot
Opere
1921 - Terra di promessa, libro di cinquantacinque sonetti. Rivera un il sonetto classico dai
versi endecasillabi con quello dai versi alessandrini, tipico della poesia modernista.
1924 - La voragine, di taglio naturalista, non solo una delle pi importanti opere della
letteratura colombiana, ma della letteratura ispano-americana stessa. Racconta in prima
persona l'avventura di Arturo Cova, che fugge dalle convenzioni sociali della rigida societ
colombiana dell'inizio del secolo XX. Questa fuga lo porta nelle pianure orientali, dove si

separa accidentalmente da Alicia, la sua compagna. La ricerca di Alicia lo porter nella


foresta amazzonica della Colombia, dove Arturo sar testimone della penosa schiavit dei
lavoratori che estraggono il caucci per conto della ditta venezuelana Arana. La foresta, i
suoi riti ancestrali e le sue allucinazioni, la lotta instancabile per la sopravvivenza sono i
protagonisti di questo romanzo che racconta la tragedia sociale che soffre la Colombia.
considerato un romanzo moderno, che rompe con il romanticismo e il costumbrismo che
fino a quel momento avevano dominato il romanzo colombiano.
Nello stesso anno in cui avviene la "riscoperta del romanzo di Azuela viene pubblicato in
Colombia un altro libro fondamentale: La vorgine di Jos Eustasio Rivera (1885-1928),
testo che fin dallinizio provoca innumerevoli commenti, spesso in contrasto tra loro e che
viene considerato come uno degli esempi pi riusciti del romanzo mundonovista.
Rivera non era un letterato di professione: avvocato, politico, deputato, giornalista, spese
gran parte della sua breve vita nellindagine della situazione delle regioni interne della
Colombia e del Venezuela, le stesse in cui si muovono i protagonisti del suo unico romanzo;
per tale motivo La vorgine presenta numerosi difetti nella sua costruzione narrativa, e i
personaggi che lo attraversano non appaiono molto credibili, oltretutto schiacciati, in un modo
o nellaltro, dallassoluto protagonismo di Arturo Cova, il giovane poeta che fugge dalla
capitale in compagnia della fidanzata Alicia, per evitare la forzata separazione alla quale la
famiglia di lei vuole costringerlo. La fuga diviene poco a poco un inoltrarsi in un inferno
vegetale, in cui tutte le leggi dellumana convivenza vengono ignorate o volutamente
trasgredite, in un universo dove domina incontrastata la legge del pi forte.
Il romanzo costruito su una convenzione narrativa abbastanza sperimentata: limmaginario
ritrovamento del diario del protagonista, in cui lui stesso narra in prima persona le proprie
disavventure, pubblicato da un Jos Eustasio Rivera che si propone solo come fedele curatore
del manoscritto. Il diario di Cova diviso in tre parti, la prima narra la fuga verso la pianura,
la seconda linoltrarsi nella selva sulle tracce di Alicia, che nel frattempo fuggita con
Barrera, figura esemplare di sfruttatore dei lavoratori del caucci e la terza lo scontro finale
tra Cova e Barrera, interrotta da numerosi racconti intercalati, tra i quali risulta fondamentale
ai fini del romanzo quello di Clemente Silva, anziano personaggio che Arturo Cova incontra
durante le sue peregrinazioni nella foresta.
Lo stile del romanzo sovrappone almeno tre registri facilmente individuabili: il realismo
presente nella rappresentazione, a volte anche molto cruda, della situazione degli uomini e
delle donne che vivono nella foresta; le descrizioni liriche della natura, che a volte si
trasformano in vere e proprie invocazioni; e lanalisi di s stesso che Arturo Cova conduce nel
corso del romanzo e che conclude quasi sempre con esclamazioni rivolte alla terra o agli
elementi naturali.
La narrazione viene condotta ad un ritmo incalzante e gli eventi si accumulano a volte in
maniera disordinata: le storie che si inseriscono nel filone di quella principale moltiplicano a
dismisura i piani temporali del racconto, e leffetto conclusivo quello di una valanga di fatti e
di personaggi, tutti legati tra loro da una tragica situazione di sfruttamento e di disumanit.
Rivera si proponeva con il suo romanzo di denunciare apertamente quella realt, cos come
aveva fatto nel lavoro di avvocato e nellimpegno politico, e la finzione del "manoscritto
ritrovato vuole essere in questa prospettiva unulteriore prova di verosimiglianza.
Il personaggio di Cova, con le sue molteplici contraddizioni, e la struttura del racconto
hanno poi superato di gran lunga il progetto di Rivera, fino a divenire una sorta di modello
esemplare del rapporto uomo/natura quale inizia a presentarsi nella letteratura ispanoamericana
del novecento: una natura che qui si identifica totalmente con la foresta vergine:
Oh, selva, esposa del silencio, madre de la soledad y de la neblina! Qu hado maligno me
dej prisionero en tu crcel verde? Los pabellones de tus ramajes, como inmensa bveda,
siempre estn sobre mi cabeza, entre mi aspiracin y el cielo claro, que slo entreveo cuando
tus copas estremecidas mueven su oleaje, a la hora de tus crepsculos angustiosos.

e che alla fine cancella ogni traccia del passaggio delluomo, come afferma lapidariamente
lultima frase del romanzo: Los devor la selva ! La scomparsa in realt solo apparente:
rimane infatti la pagina scritta, la parola che funziona come riscatto possibile dei progetti
falliti e Clemente Silva, il vecchio che cerca gli amici dispersi, trovando invece il manoscritto
perduto, si trasforma nelleroe a venire, in colui che vince la selva e la barbarie degli uomini.
Teresa de la Parra
Teresa de la Parra, scrittrice venezuelana. considerata una delle scrittrici pi distaccate della sua
epoca. Nonostante trascorse la maggior parte della sua vita all'estero, ha saputo esprimere, nelle sue
opere, l'ambiente intimo e familiare del Venezuela dell'epoca.
Scrisse due romanzi che la resero famosa in tutta l'America: Ifigenia e Memorias de Mam Blanca. Il
romanzio pi conosciuto Ifigenia, affrontava, per la prima volta nel paese, il problema della donna di
fronte a una societ che non le permetteva di esprimersi e la cui unica ozione di vita era il matrimonio.

Il recente recupero dei romanzi di Teresa de la Parra da parte della critica ha permesso di
individuare un preciso punto di passaggio nella scrittura delle donne in America Latina: fino agli
anni venti infatti la traiettoria delle scrittrici americane, pur estremamente ricca e variegata, era stata
segnata da una contraddizione legata strettamente alla figura sociale della donna-autrice. La voce
narrante dei romanzi di Gertrudis Gmez de Avellaneda o di Clorinda Matto de Turner, aveva infatti
dovuto farsi strada in un universo sociale e letterario quasi esclusivamente maschile e per trovare
cittadinanza in quel mondo si era spesso nascosta in soluzioni narrative e affermazioni di principio
strettamente legate alla contemporanea produzione degli autori-uomini. La contraddizione tra una
figura autorale tradizionalmente definita come maschile e una figura di narratore che invece vuole
dar voce ad una diversa visione della realt viene risolta in maniera definitiva in Ifigenia, anche a
partire dallaccettazione di modalit di scrittura "privata", come quella del diario o della lettera.
La scelta del genere contribuisce in maniera decisiva a un tale cambiamento di prospettiva: Ifigenia
infatti un romanzo di formazione, ma nel suo svolgersi la formazione diventa progressiva perdita
di identit e la scrittura unica ncora di salvezza. La maturazione della protagonista consister allora
proprio nello scoprire dentro di s le parole necessarie ad esprimere una volont altrimenti
schiacciata dalle convenzioni sociali.
Arguedas
Jos Mara Arguedas nacque ad Andahuaylas, nel Per meridionale. Originario di una famiglia della
classe media, rimase orfano di madre all'et di due anni. A causa della scarsa presenza del padre,
avvocato spesso in viaggio, e dei cattivi rapporti con la madre e con il fratellastro, si rifugio'
nell'affetto dei domestici di famiglia. Questa vicinanza gli permise di entrare in contatto con le
tradizioni degli indios andini e con la lingua quechua. A causa del lavoro del padre, frequento' diverse
scuole primarie e secondarie. Nel 1931 si iscrisse alla Universidad Nacional Mayor de San Marcos di
Lima. Si laureo' in letteratura e pi tardi in etnologia (1957), portando a termine il dottorato nel 1963.
Tra il 1941 e il 1949 insegno' in diverse scuole del paese. Fu anche funzionario del Ministero
dell'Educazione, che gli diede l'occasione per promuovere la cultura peruviana e in particolare la musica
e la danza andina da cui era affascinato. Fu inoltre direttore della Casa de la Cultura (1963-64) e del
Museo Nacional de Historia (1964-66). In campo universitario tenne la cattedra di etnologia presso
l'Universidad Nacional Mayor de San Marcos (1958-68) e l'Universidad Nacional Agraria La
Molina (1962-69).

Il 28 novembre 1969, Arguedas si sparo' alla tempia, morendo, in seguito alle ferite riportate,
quattro giorni pi tardi.
La produzione letteraria e intellettuale di Arguedas piuttosto ampia e diversificata. Comprende
oltre quattrocento opere, tra racconti, romanzi, traduzioni, monografie, saggi e articoli. La
particolare circostanza di essere cresciuto a contatto con la tradizione culturale andina unita alla
formazione di etnologo, gli ha consentito di capire e descrivere con spiccata sensibilit la complessa
realt degli indios nella societ peruviana.

Arguedas inizio' la propria carriera letteraria scrivendo racconti ispirati all'ambiente indios nella
quale era cresciuto. Questi primi racconti sono scritti in un o spagnolo fortemente influenzato dalla
sintassi e vocabolario quechua.

Quando nel 1941 pubblico' il suo primo romanzo, Yawar Fiesta, aveva gi iniziato ad esplorare il tema a
cui sarebbe rimasto interessato per tutta la sua carriera: la convivenza tra la civilt occidentale e la
vita tradizionale degli indios peruviani. Arguedas fu perci considerato uno dei membri del movimento
letterario indigenista del Sudamerica e continuo' ad esplorare l'argomento con i due libri successivi,
Los Ros Profundos (1958) e Todas las Sangres (1964). Arguedas si sforzo' di superare il ritratto
semplicistico della letteratura indigenista. Un altro tema esplorato da Arguedas quello dei mestizo e
della problema della loro identit, apparentemente divisa in due. Molti lavori di Arguedas descrivono la
violenza e lo sfruttamento subiti dagli indios dei villaggi rurali nelle haciendas peruviane. [1]
Fino agli anni Sessanta Arguedas fu moderatamente ottimistico circa la possibilit di conciliare le forze
della tradizione e della modernit che caratterizzano il Per, per poi diventare sempre pi pessimista.
Nel suo ultimo lavoro e incompleto lavoro, El zorro de arriba y el zorro de abajo(1969), abbandono' il
realismo letterario delle prime opere per adottare un approccio postmoderno. In questo romanzo
Arguedas esprime il suo sconforto perch teme che le tradizioni andine non riusciranno a sopravvivere
di fronte alla moderna tecnologia e capitalismo. Mentre Arguedas diventava sempre pi pessimista sulle
relazioni tra i gruppi etnici del suo paese, i giovani intellettuali andini divennero sempre pi conivolti dal
movimento indigenista, spesso criticando aspramente il suo lavoro per il lirismo e il trattamento
eccessivamente romantico della vita rurale andina.
Los rios profundos
Mario Vargas Llosa ha definito Los ros profundos l'opera principale di Arguedas, rilevando come essa
inagurasse un tipo nuovo di indianismo, che si opponeva all'esotismo modernista e alla reazione
indigenista successiva, per non parlare del criollismo e del cholismo; il vizio d'origine in tutti questi
movimenti era la scarsa conoscenza della realt, un nativismo intellettualistico ed emotivo, che non si
fondava su una conoscenza diretta, intima della realt india: Se trataba de un indigenismo epidmico.
Jos Mara Arguedas, al contrario, a differenza degli indigenisti di professione, parlava dell'indio con
una conoscenza diretta, che veniva dall'interno, dalle sue esperienze vitali, ancor pi profonde di quelle
di Ciro Alegra, che pure stavano a fondamento della sua opera 211. Infatti, se l'Alegra aveva trascorso
a contatto degli indios parte della sua infanzia, Arguedas era cresciuto praticamente indio tra gli
indios, tanto che nel 1929, quando si rec a Lima per gli studi, non conosceva se non imperfettamente il
castigliano e continuava a essere un quechua-parlante.
Nell'opera si distinguono due narratori. Il primo il narratore principale, un uomo adulto che evoca la
sua infanzia, una versione adulta di Ernesto. Il secondo un narratore conoscitivo il cui intervento
sporadico, si incarica di completare e migliorare la comprensione del lettore rispetto agli eventi del
romanzo, introducendo dati non conosciuti dal lettore.
Il romanzo narra il processo di crescita di Ernesto, un ragazzo di 13 anni che deve affrontare le
ingiustizie del mondo adulto di cui inizia a far parte e nel quale deve scegliere un cammino. Il racconto
inizia a Cuzco, citt nel quale arrivano Ernesto e il padre, Gabriel, un avvocato in cerca di un parente
chiamato el Viejo, con il proposito di chiedergli lavoro e protezione. Senza ottenere successo,
riprende il viaggio passando per molte citt e villaggi peruviani. Ad Abancay, Ernesto viene iscritto ad
un collegio religioso mentre suo padre continua il suo viaggio in cerca di lavoro. Ernesto dovr quindi
convivere con gli alunni del collegio che sono microcosmi della societ peruviana e dove viggono norme
crudeli e violente. Pi avanti, fuori dai limiti del collegio, l'ammutinamento di un gruppo di chicheras e
l'entrata in massa dei coloni indiani i quali entrarono in citt per chiedere aiuto per le vittime del tifo,
scatener in Ernesto una profonda presa di coscienza: sceglier i valori della liberazione invece della
sicurezza economica. Il romanzo termina cuando Ernesto abbandona Abancay e si dirige a una fattoria
di proprieta di El Viejo nell'attesa del ritorno del padre.
Miguel Angel Asturias

Leyendas de Guatemala (1925-28), vasta opera di carattere epico sulla civilt degli antichi abitanti del
paese e sulla loro sconfitta da parte degli scopritori spagnoli. Di ritorno in patria nel 1933, fu
nuovamente al centro della lotta politica contro la dittatura militare di Ubico. El seor presidente
(trad. it. Milano 1968), uno dei suoi romanzi pi tradotti e famosi, del 1946 ed il ritratto della
corruzione morale e civile di tutta una classe sotto un regime oppressivo. Al 1949 risale Hombres de
mais (trad. it. Milano 1967), nuova evocazione della civilt contadina degl'indigeni, con accenti poetici
d'interpretazione della natura tra i pi sottili e linguisticamente complessi di tutta l'opera di A., autore
che - malgrado il suo totale impegno - sempre rimasto uno stilista. In un decennio, dal 1950 al 1960,
egli produce la trilogia composta dai romanzi: Viento fuerte (trad. it. Milano 1965), El papa verde (trad.
it. Milano 1959), Los ojos enterrados (trad. it. Milano 1968). una delle compagini narrative pi alte e
sottilmente ramificate di tutta la letteratura latino-americana, dove il punto di vista dell'indigeno
diventa visione metafisica dell'esistenza, contemplata dal centro di una solitudine individuale e di
gruppo che contesta, per la sua religiosit, ogni falsa superbia della vita associata secondo moduli
tecnologici.
Con Week-end en Guatemala (1956, trad. it. Milano 1965) A. si fa scrittore satirico, nel riprodurre le
fasi dell'americanizzazione operata dagli statunitensi su paesi d'altra radice culturale e storica. Del
1961 El Alajacito (trad. it. Roma 1966). Mulata de tal (1963, trad. it. Milano 1967) ed Espejo de Lida
Sal (1967) riuniscono i racconti lunghi e brevi di A., una misura in cui egli fu spesso esemplare e che la
critica predilige. Infine Maladrn (1969), potente romanzo sulle "Ande verdi", suggella il grande ciclo
degl'indios, strenuo tentativo di comprensione dello spirito precolombiano attraverso la visione dei
tempi successivi e del nostro stesso convulso secolo. Tra le altre opere di A. vanno ricordati, almeno, i
libri di versi: Sien de alondra (1949); Clarivigilia primaveral (1965, trad. it. Roma 1969), le opere
drammatiche Chantaje, Dique seco, La audiencia de los confines, riunite in volume nel 1964, e il lavoro
teatrale Torotumbo, tratto da uno dei suoi pi famosi racconti, e rappresentato anche in Italia, alla
Biennale di Venezia del 1969.

Leyenda de la Tatuana
Questa leggenda descrive le forme nelle quali l'umanit pu recuperare la sua libert. Narra di un
mandorlo che si descrive come un albero-sacerdote. Quest'albero custodiva le tradizioni Maya e
racconta il passare degli anni. L'albero divide la sua anima nei quattro cammini che uno incontrer
prima di arrivare nel sottomondo Xibab. Questi cammini sono marcati da differenti colori: verde,
rosso, bianco e nero. Ogni pezzo di anima si imbarca per un cammino differente nel quale ognuno
deve resistere alle tentazioni. Il cammino nero, che nella tradizione maya porta nel sottomondo,
scambia parte della sua anima con il commerciante di gioielli di incalcolabile valore, che poi
utilizzer per arricchire la schiava pi bella.La schiava scappa, e il personaggio dell'albero,
cercando la parte mancante della sua anima, finalmente la incontra. Interviene quindi l'Inquisizione
che ordina di ucciderli. Alla fine la bella schiava riesce a scappare grazie alla magia, per mezzo di
una barca disegnata sulla parete della sua cella. La mattina dell'esecuzione, l'unica cosa che le
guardie trovano nella cella un vecchio mandorlo.
In questa leggenda, il Maestro Mandorlo rappresenta la civilt maya-quich, mentre l'inquisizione
rappresenza una potenza straniera. La leggenda indica che l'anima non sta alla merc delle forze
straniere e quindi gli esseri umani hanno sempre i mezzi per recuperare la propria indipendenza.
Nicols Guilln
Studi legge all'Universit de L'Avana, ma rinunci alla carriera legale per lavorare come tipografo e
giornalista.
Nel 1936 venne arrestato insieme ad altri editori del giornale Medioda, e a causa della repressione
politica conobbe il carcere. L'anno seguente and in Spagna dove partecip alla guerra civile spagnola
e a contatto con i combattenti repubblicani, ader al Partito comunista.

Tornato in patria partecip alle elezioni locali come candidato comunista nel 1940.
Malgrado Stati Uniti d'America gli negarono il visto d'ingresso, ebbe modo di visitare il Sud America,

l'Europa e l'Asia e viaggi per quasi 20 anni. Nel 1953 il regime di Batista decise di impedirgli la
possibilit di far ritorno sull'isola e fino al 1958 Guilln visse in esilio, soprattutto a Parigi.
Tornato all'Avana, dopo la vittoria della Rivoluzione e la caduta di Batista, fu eletto presidente
dell'Unione nazionale degli scrittori di Cuba.
Nel 1954 fu insignito del Premio Stalin per la pace.

Molte sue opere sono state messe in musica da Paco Ibez e tra queste, in particolare, Soldadito
Boliviano, dedicata alla morte di Che Guevara, che ebbe molto successo nel 1969. La poesia La
Muralla stato invece musicata da Inti Illimani e Quilapayn. Da notare, infine, che la pi nota
composizione sinfonica di Silvestre Revueltas, intitolata Sensemay, basata sull'omonimo
componimento poetico di Nicols Guilln.
Guilln trasse dalla sua ascendenza africana e spagnola mista e l'educazione di combinare la sua
conoscenza della forma letteraria tradizionale con esperienza diretta del discorso, leggende, canzoni
e canti di afro cubani nel suo primo volume di poesie, Motivos de figlio. E 'stato appena acclamato
come un capolavoro e ampiamente imitato. Nel 1920, quando i suoni cubani afro e strumenti
stavano cambiando il mondo della musica cubana, afro cultura cubana ha cominciato ad esprimersi
in arte e letteratura. Inizialmente, la poesia cubana Afro, o la poesia "negrista", stato pubblicato
principalmente da cubani europei quali Emilio Ballagas, Alejo Carpentier, e Jos Tallet. Non stato
fino al 1930 che Guilln si rivolge in termini letterari esprimendo un account personale delle lotte, i
sogni, e manierismi di afro cubani.
Guilln divenne politicamente schietto, e insoddisfatti suggestiva rappresentazione della vita
quotidiana dei poveri. Ha iniziato a denunciare l'oppressione nel suo volume di poesie Songoro
Cosongo e Indie occidentali Ltd. Guillen ha scritto anche Cantos para soldados y sones para
Turistas, che rifletteva il suo crescente impegno politico. Guilln probabilmente il rappresentante
pi noto della "Poesia negra", che ha cercato di creare una sintesi tra elementi culturali in bianco e
nero, un "meticciato poetico". Caratteristico per le sue poesie l'uso di parole onomatopeici che
cercano di imitare il suono dei tamburi o ritmo del figlio. Composizione sinfonica di Silvestre
Revueltas Sensemay era basata sulla poesia di Guilln con lo stesso nome, e divenne il lavoro pi
noto di quel compositore.
Guilln seguito divenne riconosciuto da molti critici come il pi influente di quei poeti
latinoamericani che si occupavano di temi africani e ri creati canto e danza ritmi africani in forma
letteraria. Guillen ha fatto un marchio internazionale con la pubblicazione di Motivos de son. Il
lavoro stato ispirato dalle condizioni di vita di afro cubani e la musica popolare figlio. L'opera si
compone di otto poesie brevi utilizzando il linguaggio di tutti i giorni dei cubani afro. La collezione
si distinto nel mondo letterario perch ha puntato e ha stabilito l'importanza della cultura
afrocubana come genere valido letteratura cubana.
In Man Rendere Parole: Selected Poems di Nicols Guilln, Angel Aguier, in riferimento a Motivos
de figlio, ha scritto che
Questa citazione stabilisce come il figlio, un profondo generi tale musicale di quel tempo, ha
avviato la fusione della cultura cubana in bianco e nero. Incorporazione di Guilln del genere nei
suoi scritti, simbolo e ha creato un percorso per la stessa fusione culturale nella letteratura cubana.
L'approccio unico di Guilln di utilizzare il figlio nella sua poesia si esprime nel suo libro Songoro
consongo. In questo lavoro, Guilln incluso poesie che raffiguravano la vita dei cubani e ha
sottolineato l'importanza della cultura afrocubana nella storia cubana. Songoro consongo cattura
l'essenza della cultura afrocubana e modi che la gente si occupano con le loro situazioni personali.
Poesia di Guilln, "La cancin del Bongo", da Songoro consongo, una fusione di occidentale e
stili letterari ispanici, contribuendo alla sua visione letteraria unica.
La poesia, come molte in Songoro consongo, incorpora i suoni ritmici del figlio. La poesia ha un

ritmo che utilizza la marcatura di sillabe accentate e atone in battiti forti e deboli, piuttosto che
semplicemente il numero di sillabe. Dellita L. Martin dice che "La cancin del Bongo" si distingue
come una poesia perch " l'unico a indicare dolorosamente sensibilizzazione di Guilln dei conflitti
razziali a Cuba".
Balada de los dos abuelos
era ci che Guillen scrisse al fine di mostrare i benefici di accettare le due culture: la spagnola e la
africana. In questo tempo, la gente stava lottando con l'idea di essere un'isola di cultura mista.
Guilln fu capace di ritrattare un sentimento di unit. Attira l'attenzione delle persone attraverso
l'utilizzo della storia. Allude al commercio di schiavi, alla conquista spagnola degli schiavi africani
e le ingiustizie che soffrono i neri. Crea un contrasto tra le due culture: Come i neri lavorano sodo
per vivere, lo spagnolo viveva per non lavorare. La frase "gris armadura guerrera" rappresenta una
nuova razza di cubani: i mulatti. Guillen sta dicendo che la lotta continua perch una razza pura sta
infettando non solo il paese, ma anche i mulatti che hanno l'orgoglio di entraambe le famiglie. N
gli spagnoli n i neri traggono benefici dalla lotta "ansia negra y ansia blanca".
Un largo lagarto verde
Si pu dividere il poema in 3 parti. Nella parte iniziale, l'autore presenta un'ubicazione geografica e
locaalizza in un contesto generale la Cuba prerivoluzionaria.Nella seconda parte, l'autore realizza
unna descrizione storica di Cuba e della voce afrocubana, cos come una descrizione socioeconomica dell'isola. La terza e ultima parte costituisce un preludio alla rivolizione cubana.