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KANT

Nellattivit kantiana si possono distinguere 3 periodi.Nel primo prevalse linteresse per


le scienze naturali.Nel secondo prevalse linteresse filosofico (orientamento verso
empirismo e criticismo).Il terzo periodo quello della filosofia trascendentale.
IL CRITICISMO: Il pensiero di kant detto criticismo perch ,a differenza del dogmatismo
che consiste nellaccettare passivamente le opinioni o dottrine (dando x certi i propri
fondamenti), fa della critica lo strumento principale della filosofia. Criticare= interrogarsi
programmaticamente circa il fondamento di determinate esperienze umane.Per cui il
criticismo si configura come una filosofia del limite (questa filosofia del finito non
equivale tuttavia ad una forma di scetticismo).Il kantismo si pu considerare una
prosecuzione dellempirismo inglese poich segna e riconosce i limiti della ragione e del
mondo umano.Tuttavia, il kantismo si distingue dallempirismo per il suo spingere pi a
fondo lanalisi critica,si sforza infatti di fissare le condizioni e i limiti di validit della
conoscenza. Kant sottopone al vaglio critico la ragione stessa,segnando dei confini alle
pretese di conoscenza di questa.
LA CRITICA DELLA RAGION PURA: Essa sostanzialmente unanalisi critica dei
fondamenti del sapere.Agli occhi del filosofo la scienza e la metafisica si presentano in
modo diverso.Infatti la scienza un sapere fondato ed in continuo progresso,mentre la
metafisica,con il suo voler procedere oltre lesperienza e con le sue contese senza
fine,non era riuscita a trovare un cammino sicuro.Kant respinse lo scetticismo scientifico
di Hume,ritenendo il valore della scienza un fatto ormai stabilito.Ne condivide per lo
scetticismo metafisico.Infatti nel caso della metafisica bisogna domandarsi se sia
possibile come scienza.
I GIUDIZI SINTETICI A PRIORI: Bench ogni nostra conoscenza cominci con
lesperienza,da ci non segue che essa derivi interamente dallesperienza. Kant
convinto che la conoscenza umana e la scienza offra il tipico esempio di principi
assoluti,ossia di verit universali e necessarie. I giudizi sintetici a priori sono principi
immutabili che fungono da pilastro alla scienza. Sono giudizi poich aggiungono un
predicato al soggetto,sintetici perch il predicato dice qualcosa di nuovo e a priori
perch non derivano dallesperienza. I giudizi analitici a priori sono universali e necessari
perch non hanno bisogno di convalide empiriche,ma non ampliano il nostro patrimonio
conoscitivo. I giudizi sintetici a posteriori sono privi di universalit perch poggiano
sullesperienza.
LA RIVOLUZIONE COPERNICANA: Ma se non derivano dallesperienza,da dove derivano i
giudizi sint. A priori? Per rispondere ,Kant elabora una nuova teoria della
conoscenza,intesa come sintesi di materia e forma. Materia= molteplicit caotica e
mutevole delle impressioni sensibili provenienti dallesperienza.Forma= insieme delle
modalit attraverso cui la mente umana ordina tali impressioni.Egli ritiene che la mente
filtri i dati empirici attraverso forma che le sono innate e comuni a ogni soggetto
pensante. Per chiarire la teoria delle forme si pu ricorrere allesempio che le paragona a
lenti colorate attraverso cui guardiamo la realt.Come Copernico aveva ribaltato i
rapporti fra la terra e il sole,cos Kant ribalta i rapporti fra soggetto e oggetto,affermando
che non la mente che si modella passivamente sulla realt,ma la realt che si
modella sulle forma a priori attraverso cui la percepiamo . In secondo luogo,la nuova
ipotesi gnoseologica comporta la distinzione kantiana tra fenomeno e cosa in s.Il
fenomeno la realt quale ci appare attraverso le forme a priori e non apparenza
illusoria. E qualcosa che risulta sempre relativo al nostro modo di conoscere.La cosa in
s la realt considerata indipendentemente da noi .E una sorta di x sconosciuta.
LA CRITICA DELLA RAGUON PURA: Kant articola la conoscenza in 3 facolt:
-La sensibilit la facolt con cui gli oggetti ci sono dati intuitivamente attraverso i sensi
-Lintelletto la facolt attraverso cui pensiamo i dati sensibili
-La ragione la facolt attraverso cui cerchiamo di spiegare globalmente la realt
Su questa tripartizione basata la critica della ragion pura. Questa si biforca in 2
tronconi principali:
1. Dottrina degli elementi che si propone di scoprire le forme a priori e si divide in
estetica trascendentale (studia la sensibilit ed il fondamento della matematica)

e logica trascendentale che studia il pensiero discorsivo.La log.trasc. si divide in


analitica (studia intelletto ed fondamento della fisica) e dialettica (studia la
ragione ed fondamento della metafisica).
2. Dottrina del metodo si propone di chiarire il metodo della scienza.
Kant considera il trascendentale come un qualcosa che non oltrepassa ogni
esperienza,bens qualcosa che la precede.Per cui nella sua prospettiva risultano
trascendentali non tanto le forme a priori,quanto le discipline filosofiche relative ad esse
(estetica e logica trascendentale).
ESTETICA TRASCENDENTALE: Nellestetica kant studia la sensibilit e le sue forme a
priori.Sensibilit recettiva accoglie x intuizione i propri contenuti .Sensibilit attiva=
organizza il materiale delle sensazioni tramite lo spazio e il tempo.
Spazio: la forma del senso esterno
Tempo: la forma del senso interno
Tuttavia,poich attraverso il senso interno che ci giungono i dati del senso esterno,il
tempo si configura anche come la forma del senso esterno,cio come la maniera
universale attraverso la quale percepiamo tutti gli oggetti.Per cui ogni cosa nel
tempo.Kant giustifica lapriorit dello spazio confutando la visione empiristica che
considerava spazio e tempo come nozioni tratte dallesperienza,perch per fare
unesperienza dobbiamo presupporre le nozioni di spazio e tempo.
LA FONDAZIONE KANTIANA DELLA MATEMATICA: Kant giustifica lapriorit dello spazio e
del tempo anche mediante considerazione sulla matematica.K. vede nella geometria e
nellaritmetica delle scienze sintetiche a priori.Sintetiche in quanto ampliano le nostre
conoscenze mediante costruzioni mentali ( es. 7+5=12 il risultato viene aggiunto
tramite loperazione del sommare).A priori in quanto i teoremi valgono
indipendentemente dallesperienza.
Il punto di appoggio delle costruzioni sintetiche a priori delle matematiche risiede nelle
intuizioni di spazio e tempo.Infatti la geometria la scienza che dimostra sinteticamente
a priori le propriet delle figure mediante lintuizione pura di spazio.Laritmetica
determina sint. A priori la propriet delle serie numeriche basandosi sullintuizione di
tempo e successione.
ANALITICA TRASCENDENTALE
Le categorie Sensibilit ed intelletto sono indispensabili alla conoscenza.
Kant sostiene che le intuizioni sono affezioni (un qualcosa di passivo),mentre i concetti
sono funzioni (operazioni attive).Ora,i concetti possono essere empirici (ricavati
dallesperienza) o puri (contenuti a priori nellintelletto). I CONCETTI PURI SI
IDENTIFICANO CON LE CATEGORIE, cio con quei concetti basilari della mente che
rappresentano le supreme funzioni unificatrici dellintelletto. Le categorie coincidono con
i predicati primi. Inoltre poiche pensare giudicare, ci saranno tante categorie quante
sono le modalita di giudizio.
DEDUZIONE TRASCENDENTALE : Per Kant deduzione allude alla dimostrazione della
legittimit. Percio le deduzioni delle categorie consiste nella giustificazione che
questuso legittimo e quindi anche nelle determinazione del diritto della ragione ad
impiegarle. La soluzione kantiana consiste nel mostrare come gli oggetti dellesperienza
non sarebbero tali se non fossero pensati dallio penso e dai concetti puri ( le categorie)
attraverso cui opera la sua attivit unificatrice. Kant identifica la suprema unit
fondatrice della conoscenza con quel centro mentale unificatore che denomina con il
termine io penso. Ora, lattivit dellio penso si attua tramite i giudizi. Ma i giudizi si
basano sulle categorie. Di conseguenza gli oggetti non possono venire pensati senza
venire categorizzati. Io penso si configura come principio supremo nella conoscenza
umana e nello stesso tempo rappresenta ci che rende possibile luniversalit e la
necessit del sapere.
Lio di Kant non un io creatore ma un entit formale che si limita semplicemente ad
ordinare una realt che gli preesiste. infatti, la seconda edizione della critica contiene
una confutazione dellidealismo diretta sia contro lidealismo problematico di Cartesio,
sia contro lidealismo dogmatico di Berkeley. La sostanza di questa confutazione risiede

nella tesi secondo cui linteriorit dipende dallesteriorit e quindi il soggetto dipende
sempre dalloggetto ( es: il paesaggio fuori dalla finestra).
SCHEMI TRASCENDENTALI : la dottrina dello schematismo indaga il modo in cui le
categorie si possono applicare ai fenomeni. Come facciamo con lintelletto a percepire
qualcosa che appartiene alla sensibilit ? elemento mediatore il tempo attraverso cui
tutti gli oggetti sono percepiti: Il tempo a priori, omogeneo alle categorie e ai
fenomeni. Gli schemi trascendentali sono una rappresentazione intuitiva delle categorie
e quindi sono categorie calate nel tempo.
I PRINCIPI DELINTELLETTO PURO E LIO LEGISLATORE DELLA NATURA : i principi
dellintelletto puro sono le regole di fondo tramite cui avviene lapplicazione delle
categorie agli oggetti. Lio <legislatore> della natura la massima espressione della
rivoluzione copernicana attuata da Kant e ed quellordine necessario e universale che
sta alla base di tutti i fenomeni.E legislatore perch non attinge le sue leggi dalla natura
,ma le prescrive ad essa.Essendo il fondamento della natura,lio anche il fondamento
della scienza che la studia .Superamento dello scetticismo humiano: Hume riteneva che
lesperienza potesse smentire le verit su cui si regge la scienza.Kant sostiene invece
che tale possibilit non sussista,in quanto lesperienza,non pu mai smentire i principi
che ne derivano.
AMBITI DUSO DELLE CATEGORIE E IL CONCETTO DI NOUMENO : lORIGINALIT DEL
COPERNICANESIMO FILOSOFICO di Kant consistita anche nel riconoscere le possibilit e
i limiti del fondamento del sapere. Le categorie,essendo la facolt logica di unificare il
molteplice della sensibilit,funzionano solo in connessione con le intuizioni spaziotemporale. Considerate di per s,cio senza essere riempite di dati provenienti dal senso
esterno o interno,sono vuote. Perci le categorie sono operanti solo in relazione al
fenomeno.Di conseguenza,il conoscere per Kant non pu estendersi al di l
dellesperienza.Questo principio esclude che le categorie abbiano un uso
trascendentale,ed implica che il loro unico uso possibile sia quello empirico,per il quale
esse vengono riferite solo ai fenomeni (ossia agli oggetti di unesperienza determinata).
Kant ha sempre ribadito che lambito della conoscenza umana rigorosamente limitato
al fenomeno,poich la cosa in s,che egli denomina NOUMENO) non pu divenire
oggetto di unesperienza possibile.In senso positivo il noumeno loggetto di una
conoscenza extra-fenomenica che a noi preclusa e che potrebbe essere propria di un
ipotetico intelletto divino.In senso negativo il noumeno una X sconosciuta che non pu
mai entrare in rapporto conoscitivo con noi.In questo senso la cosa in s un concettolimite che serve ad arginare le nostre pretese conoscitive.
LA DIALETTICA TRASCENDENTALE Nella Dialettica Kant affronta il problema se la
metafisica possa considerarsi una scienza. Nella tradizione filosofica il termine dialettica
assume diversi significati.Per Platone essa la scienza delle idee.Per gli stoici la logica.
Per estensione Aristotele definisce dialettico anche il ragionamento "eristico", cio quello
che parte da premesse che "sembrano" soltanto probabili, ma non lo sono.Quest'ultima
accezione ripresa esplicitamente da Kant, per cui la dialettica larte sofistica di dare
alle illusioni validit di vero La metafisica,nonostante la sua infondatezza, unesigenza
naturale e inevitabile della mente umana .Esempio della colomba: Lintelletto umano
insofferente del limite ed portato a pensare anche senza dati.In ci simile ad una
colomba che,mentre vola,immagina di potersi liberare dallaria,non rendendosi contro
che questultima,pur essendo un limite al suo volo, anche la condizione
immanente,senza di cui essa precipiterebbe a terra. (ARIA= ESPERIENZA / COLOMBA=
RAGIONE).Perci il nostro sapere ,che solo quello fenomenico,sar sempre parziale.I
metafisici,secondo Kant, sono simili ai navigatori degli oceani che,non contenti della loro
isola (cio della terraferma del fenomeno) vogliono spingersi in alto mare (che
rappresenta il regno dellassoluto).La Dialettica ,in questo senso, si configura come la
denuncia dei fallimenti del pensiero quando procede oltre gli orizzonti dellesperienza
,quidato da unillusione strutturale.
Kant) La critica alle prove dellesistenza di Dio
La tradizione ha elaborato una serie di prove dellesistenza di Dio,che Kant raggruppa in
tre classi:prova ontologica,cosmologica e fisico-teologica.

1)La prova ontologica pretende di ricavare lesistenza di Dio dal semplice concetto di Dio
come essere perfettissimo,affermando che,in quanto tale,Egli non pu mancare
dellattributo dellesistenza. Kant sostiene che lesistenza asseribile solo tramite
lesperienza e non si pu dedurre per via puramente intellettiva.
2)La prova cosmologica gioca sulla distinzione fra contingente e necessario,affermando
che se qualcosa esiste deve anche esistere un essere assolutamente necessario.
Secondo Kant la prova ha due limiti logici: fa un uso extrafenomenico del concetto di
causa ,che funziona solo allinterno dellesperienza e,in secondo luogo, ricade nella
prova ontologica,che dallidea del Perfettissimo pretende di derivare la sua realt.
3)La prova fisico-teologica fa leva sullordine,sulla finalit e sulla bellezza del mondo per
innalzarsi ad una mente ordinatrice ,identificata con un Dio creatore,perfetto ed
infinito.Anche questa prova non fa che partire dallesperienza per saltarne fuori,poich
non possiamo arrogarci il diritto di affermare che la Causa del mondo infinitamente
perfetta,saggia e buona .E se ci avviene perch noi identifichiamo sottobanco
lipotetica Causa ordinante con lidea della Realt perfettissima.
La funzione regolativa delle idee Secondo Kant le idee della ragion pura ,anche se non
possono avere valore costitutivo perch non servono a conoscere alcun oggetto possibile
,possono avere un uso regolativo.Cos lidea psicologica spinge a cercare i legami fra
tutti i fenomeni e a rintracciare ununit proprio come se fossero manifestazioni di
ununica sostanza semplice.
LA CRITICA DELLA RAGION PRATICA
La ragione non serve solo a dirigere la conoscenza,ma anche lazione.Accanto alla
ragione teoretica abbiamo quindi una ragione pratica.Kant distingue fra una ragion pura
pratica (opera indipendentemente dallesperienza) ed una ragione empirica pratica (che
opera sulla basa dellesperienza). Kant sente l'esigenza di redigere un'altra Critica,
quella della Ragion Pratica, dove per pratica intendiamo morale, l'azione morale libera,
sciolta dall'esperienza (poich nel campo morale l'uomo fa ci che deve fare, e le cose
che deve fare le trova in s) e disinteressata. L'uomo kantiano perci un uomo libero
che deve obbedire solo a se stesso, tuttavia il giusto che regola l'azione inteso in senso
Socratico: non devo agire secondo ci che giusto per il singolo, ma secondo ci che
giusto in senso generale, ovvero ci che giusto per tutti.
Se la ragion Pura si rifaceva a Hume, la Pratica di rif a Rousseau e ha quattro
caratteristiche principali:
1) universalit: tutti gli uomini hanno la morale
2) incondizionatezza: la morale non deve essere dettata da finalit concrete, devo voler
una cosa perch la ritengo giusta, non ci sono in morale grandi o piccole azioni, ma solo
azioni morali.
3) libert: l'uomo libero solo quando agisce moralmente, e il criterio di ci che giusto
fare viene all'uomo dal suo interno, la morale permette cos all'uomo di agire in maniera
autonoma, per questo nella libert morale si ha l'autonomia. La morale si gioca
allinterno di una tensione bipolare fra ragione e sensibilit.Se luomo fosse
esclusivamente sensibilit,ossia impulso, ovvio che la morale non esisterebbe ,perch
luomo agirebbe solo per impulso.Viceversa,se luomo fosse pura ragione,la morale
perderebbe ugualmente di senso,in quanto lindividuo sarebbe in una situazione di
perfetta adeguazione alla legge.Nella Ragion pratica il tema dominante la polemica
contro il fanatismo morale,ossia la pretesa di fare del bene tramite uninclinazione
naturale spontanea,e perci nel sostituire alla virt (che lintenzione morale in lotta fra
ragione e impulsi egoistici) la presunzione della santit.
La critica della r.p. si divide in :
-Dottrina degli elementi che tratta degli elementi della morale e si divide in analitica e
dialettica.
-Dottrina del metodo che tratta del modo in cui la legge morale pu accedere allanimo
umano.

La categoricit dellimperativo morale


Kant distingue i principi pratici che regolano la nostra volont in massime (=prescrizioni
di valore soggettivo) e imperativi (=prescrizioni di valore oggettivo,che valgono per
chiunque).Gli imperativi,a loro volta,si dividono in ipotetici (=prescrivono dei mezzi in
vista di uno scopo particolare non necessariamente condiviso da tutti) e
categorici(=ordinano il dovere per il dovere,a titolo di legge incondizionata).Limperativo
categorico quel comando che prescrive di tener sempre presenti gli altri ed a
prescindere da qualsiasi scopo.
Le formule dellimperativo categorico:
1) Agisci solo se il comportamento supera il test della generalizzabilit,ovvero se la sua
massima appare universalizzabile
2)Agisci in modo da trattare lumanit sempre come fine e mai come mezzo
3) agisci in modo che la volont possa considerare se stessa come universalmente
legislatrice
La formalit della legge e il dovere
Unaltra caratteristica delletica kantiana la formalit,in quanto la legge non ci dice che
cosa dobbiamo fare,ma come dobbiamo fare ci che facciamo.Il carattere formale fa
tuttuno con il carattere anti-utilitaristico dellimperativo etico.Infatti,se la legge
ordinasse di agire in vista di un fine si ridurrebbe ad un insieme di imperativi ipotetici,In
secondo luogo,essa metterebbe in forse la propria universalit,poich larea degli scopi
coincide con il campo della soggettivit.Il cuore della moralit kantiana risiede invece nel
dovere per il dovere,ossia nello sforzo di attuare la legge della ragione non in vista di
risultati che possono scaturirne.Perci,secondo la Critica della ragion pratica,noi non
dobbiamo agire per la felicit,ma solo per il dovere.Da ci il cosiddetto rigorismo
kantiano,che esclude,dal recinto delletica,emozioni e sentimenti che sviano la morale.
Kant distingue moralit e legalit.La legalit il rispetto di una legge civile che mi
obbliga solo a comportarmi in un determinato modo, nelle relazioni esterne con gli altri
uomini. E chiaro che il rispetto di una legge esterna non implica ancora che le mie azioni
siano buone (anche perch qui pu intervenire come movente la paura di eventuali
sanzioni). La moralit riguarda la mia volont, si determina solo nel mio foro interno.Il
dovere e la volont buona innalzano luomo al di sopra del mondo sensibile per elevarlo
al mondo intellegibile (noumenico),il che non significa labbandono della sensibilit.
Lautonomia della legge e la rivoluzione copernicana morale: La sua sorta si rivoluzione
copernicana morale consiste nellaver posto nelluomo e nella sua ragione in
fondamento delletica,al fine di salvaguardare la piena libert e purezza.Kant polemizza
contro tutte le morali eteronome,quei sistemi che pongono il fondamento del dovere in
forze esterne alluomo.Kant racchiuse in una tavola i diversi motivi etici teorizzati dai
filosofi:
-SOGGETTIVI:
inadeguatezza=lazione non sarebbe pi
libera
esterni: delleducazione e del governo civile e universale.
interni:del sentimento fisico e del sentimento morale
-OGGETTIVI:
inadeguatezza=dire che la moralit consiste
nel
interni:della perfezione
realizzare la perfezione una
tautologia,poich
esterni:della volont di Dio
equivale a dire che la moralit risiede nella
moralit.
Kant
Il modello etico di Kant si distingue nettamente dai precedenti sistemi morali del
razionalismo e dellempirismo.Il razionalismo laveva fatta dipendere dalla
metafisica.Lempirismo laveva connessa al sentimento. Contro il razionalismo afferma
che la morale si basa unicamente sulluomo e sulla sua dignit di essere razionale e non
dipende da preesistenti conoscenze metafisiche.Contro lempirismo Kant sostiene che la

morale si fonda unicamente sulla ragione in quanto il sentimento un qualcosa di troppo


fragile e soggettivo.
La teoria dei postulati pratici e la fede morale Nalla dialettica della ragion pratica Kant
prende in considerazione lassoluto morale o il sommo bene.La virt non
ancora,secondo il filosofo,quel sommo bene, che consiste nelladdizione di virt e
felicit. Virt e felicit costituiscono lantinomia etica per eccellenza,poich non sono mai
congiunte essendo due azioni distinte e opposte.Lunico modo per uscire da tale
antinomia di postulare un mondo dellaldil in cui possa realizzarsi ci che nellaldiqu
risulta impossibile: ovvero lequazione virt=felicit.I postulati di Kant sono quelle
proposizioni teoretiche non dimostrabili che vengono ammesse per rendere possibile la
realt della morale stessa.I postulati tipici di Kant sono:
1) IMMORTALIT DELLANIMA: poich solo la santit rende degni del sommo bene,poich
la santit non mai realizzabile,si deve ammettere che luomo possa disporre,in unaltra
zona del reale, di un tempo infinito grazie a cui progredire verso la santit.
2)ESISTENZA DI DIO: il sommo bene risulta possibile solo se si postula anche lesistenza
di una causa dellintera natura,tale da contenere il principio della concordanza esatta di
felicit e moralit.
3)POSTULATO DELLA LIBERT: La libert la condizione stessa delletica,che presuppone
che si possa agire o meno in conformit del dovere e che quindi si sia sostanzialmente
liberi.
Il primato della ragion pratica Il primato della ragion pratica, sostenuto da Kant,
consiste nella prevalenza dellinteresse pratico su quello teoretico e nel fatto che la
ragione ammette, in quanto pratica, proposizioni che non potrebbe ammettere nel suo
uso teoretico.
Questo primato trae la propria origine dalla teoria dei postulati etici, proposizioni
teoretiche non dimostrabili che ineriscono alla legge morale come condizione della sua
stessa esistenza. Questi postulati non possono per valere come conoscenze.Kant insiste
infatti sulla non-teoreticit di queste proposizioni le quali rappresentano soltanto una
ragionevole speranza dellesistenza di Dio e dellimmortalit dellanima e non possono
assolutamente essere intese come certezze razionali, dal momento che uneventuale
ammissione della loro validit conoscitiva minerebbe alla base i principi di libert e
autonomia della morale stessa, e sarebbe nuovamente la religione (o la metafisica) a
fondare la morale.
Kant sostiene invece che non sono le verit religiose a fondare la morale, bens avviene
il contrario.
La Ragion pratica delinea una sorta di dualismo platonizzante che spezza la realt e
luomo in due:da un lato il mondo fenomenico della scienza ,dallaltro il mondo
noumenico delletica.