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J. M.

Coetzee


VERGOGNA




Traduzione di Gaspare Bona
Giulio Einaudi Editore, Torino

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CAPITOLO I.



Per un uomo della sua et, cinquantadue anni, divorziato, gli sembra di avere
risolto il problema del sesso piuttosto bene. Il gioved pomeriggio va in macchina
a Green Point. Alle due in punto preme il campanello allingresso di Windsor
Mansions, dice il suo nome ed entra.
Sulla porta del n. 113 lo aspetta Soraya. David attraversa la camera, che
profuma di buono e ha una luce soffusa, e si spoglia. Soraya esce dal bagno,
lascia cadere laccappatoio e sinfila nel letto accanto a lui. - Ti sono mancata? -
gli domanda. - Mi manchi sempre, - risponde David. Le accarezza la pelle color
del miele, senza i segni del sole; la fa distendere, le bacia il seno; fanno allamore.
Soraya alta e snella, con lunghi capelli neri e occhi scuri e liquidi.
Tecnicamente David ha let per essere suo padre; daltronde, tecnicamente, si
pu essere padri a dodici anni. E suo cliente da pi di un anno; la trova di sua
completa soddisfazione. Nel deserto della settimana, il gioved diventato unoasi
di luxe et volupt.
A letto Soraya non esuberante. In realt ha unindole assai tranquilla,
tranquilla e docile. Le sue opinioni generali sono sorprendentemente moralistiche.
Si sente offesa dalle turiste che scoprono le tette (mammelle, le chiama) sulle
spiagge pubbliche; pensa che i vagabondi dovrebbero essere rastrellati e messi a
spazzare le strade. Come riesca a conciliare le sue opinioni con questo tipo di
lavoro David non glielo chiede.
Poich Soraya gli d piacere, poich questo piacere inesauribile, ha
cominciato a provare un certo affetto per lei. Ed convinto che, in parte, laffetto
sia ricambiato. Laffetto non amore, ma se non altro suo parente stretto. Dati
gli inizi tuttaltro che promettenti, sono stati fortunati: lui ad avere trovato lei, lei
ad avere trovato lui.
I suoi sentimenti, ne consapevole, hanno unombra di compiacimento, sono
addirittura maritali. Ma lui non ne rifugge.
Per novanta minuti la paga quattrocento rand, met dei quali finiscono alla
Discreet Escorts. E un peccato che la Discreet Escorts si prenda cos tanto. Ma
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sono i proprietari del n. 113 e di altri appartamenti di Windsor Mansions; in un
certo senso possiedono anche Soraya, questa parte di lei, questa funzione.
David si trastullato con lidea di chiederle di vedersi quando libera. Gli
piacerebbe passare una sera con lei, magari una notte intera. Ma non la mattina
dopo. Si conosce troppo bene per costringerla a fermarsi fino alla mattina dopo,
quando freddo, burbero, impaziente di restare solo.
Quello il suo carattere, e non cambier pi, ormai troppo vecchio. Il
carattere fissato per sempre. Il cranio, seguito dal carattere: le due parti pi
dure del corpo.
Assecondate la vostra indole. Non una filosofia, non si azzarderebbe a darle
questa dignit. E una regola, come quella di san Benedetto.
David gode di buona salute, la sua mente lucida. Di professione - o stato
- uno studioso, e lerudizione, a tratti, lo avvince ancora.
Vive nei limiti del suo reddito, nei limiti del suo carattere, nei limiti delle sue
capacit sentimentali. E felice? Secondo i normali criteri di valutazione, s, ne
convinto. Ma non ha dimenticato lultimo coro dellEdipo; non dire di un uomo
che felice finch non morto.
In campo sessuale il suo carattere, seppur capace di una certa intensit, non
mai stato appassionato. Se mai dovesse scegliere un totem, questo sarebbe il
serpente. Immagina che i rapporti tra lui e Soraya siano assai simili alla copula
dei serpenti: lunga, assorta, ma un po astratta, asciutta, anche nel momento
culminante.
Sar un serpente anche il totem di Soraya? Senza dubbio con gli altri uomini
unaltra donna: la donna mobile. Ma la sua affinit caratteriale con lui non
pu essere una finzione.
Sebbene per professione sia dissoluta, David si fida di lei, con le dovute
cautele. Durante i loro incontri le parla con una certa libert, a volte si sfoga
addirittura. Soraya a conoscenza dei fatti principali della sua vita. Ha sentito la
storia dei due matrimoni, sa della figlia e dei suoi alti e bassi. Conosce molte delle
sue opinioni.
Della propria vita fuori di Windsor Mansions, Soraya non parla mai. Soraya
non il suo vero nome, di questo David sicuro. Ci sono chiari segni che ha
portato a termine una o pi gravidanze. Forse non affatto una professionista.
Forse lavora per lagenzia solo un paio di pomeriggi la settimana, e per il resto
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conduce unesistenza rispettabile nei sobborghi, a Rylands, o ad Albione. Sarebbe
insolito per una musulmana, ma con i tempi che corrono tutto possibile.
Del suo lavoro le parla poco, perch non vuole annoiarla. Lui si guadagna da
vivere alla Cape Technical University, un tempo CapeTown University College.
Prima era professore di lingue moderne, poi, da quando listituto di lingue antiche
e moderne stato chiuso sullonda della grande razionalizzazione, diventato
professore associato di Scienze della comunicazione. Come a tutto il personale
docente razionalizzato, gli concesso di tenere un corso monografico allanno,
indipendentemente dal numero degli iscritti, perch giova al morale. Questanno
ha scelto i poeti romantici. Inoltre ha la cattedra di Scienze della comunicazione
101 (Tecniche di comunicazione) e Scienze della comunicazione 201 (Tecniche
avanzate di comunicazione). Pur dedicando parecchie ore al giorno alla nuova
disciplina, David considera ridicola la premessa del libro di testo di
Comunicazioni 101: La societ ha creato il linguaggio perch gli uomini possano
comunicarsi a vicenda pensieri, sentimenti e intenzioni. La sua personale
opinione, che si guarda dallesprimere, che lorigine del linguaggio vada cercata
nel canto, e lorigine del canto nel bisogno di riempire con un suono unanima
umana sovradimensionata e alquanto vuota.
In venticinque anni di carriera ha pubblicato tre libri, nessuno dei quali ha
destato il minimo interesse: il primo sullopera (Boito e la leggenda del Faust: la
genesi di Mefistofele), il secondo sulla visione mistica come eros (La visione di
Riccardo di San Vittore), il terzo su Wordsworth e la storia (Wordsworth e il
fardello del passato).
Negli ultimi anni ha cominciato a gingillarsi con lidea di un lavoro su Byron.
Sulle prime se lera immaginato come il solito libro, lennesima opera critica. Ma
tutti i tentativi di scriverlo si sono impantanati nel tedio. La verit che stufo
della critica, stufo della prosa un tanto al metro. Vuole scrivere musica: Byron in
Italia, una meditazione sullamore eterosessuale in forma di opera da camera.
Mentre affronta le lezioni di Scienze della comunicazione, nella sua mente
passano fraseggi, armonie, frammenti di canzone dellopera da scrivere. Non
mai stato gran che come insegnante; in questo tempio del sapere trasformato e, a
suo avviso, evirato, si sente pi che mai un pesce fuor dacqua. Daltronde, lo
stesso si pu dire di altri colleghi di un tempo, affardellati da tecniche educative
inadatte ai compiti per cui sono stati addestrati, chierici in unera post-religiosa.
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Non provando alcun rispetto per la materia che insegna, non riesce a lasciare
il segno sugli studenti. Quando parla, i loro occhi lo attraversano senza vederlo,
dimenticano il suo nome. La loro indifferenza lo irrita pi di quanto voglia
ammettere. Tuttavia adempie sino in fondo i suoi obblighi nei loro confronti, e nei
confronti dei loro genitori e dello Stato. Mese dopo mese assegna, raccoglie, legge
e annota i loro compiti, correggendo la punteggiatura, lortografia e i termini
impropri, sollevando dubbi sui ragionamenti zoppicanti, apponendo un giudizio
breve e ponderato.
Continua a insegnare perch gli d da vivere; anche perch gli insegna
lumilt, gli fa capire qual il suo posto nel mondo. Lironia di questa situazione
non gli sfugge: colui che viene per insegnare impara la pi bruciante delle lezioni,
mentre coloro che vengono per imparare non imparano niente. Non parla mai a
Soraya di questo aspetto della sua professione. Dubita che in quella della
prostituta vi possa essere un lato altrettanto beffardo.
Nella cucina dellappartamento di Green Point ci sono un bollitore, delle tazze
di plastica, un barattolo di caff istantaneo, una scodella di bustine di zucchero.
Il frigorifero custodisce qualche bottiglia dacqua minerale. In bagno, sapone e
una pila di asciugamani; nel guardaroba, lenzuola pulite. Soraya tiene il trucco in
una borsa da viaggio. Un luogo per appuntamenti, nientaltro, funzionale, pulito,
ordinato.
La prima volta Soraya aveva un rossetto vermiglio e un pesante ombretto
intorno agli occhi. Non piacendogli lappiccicaticcio del trucco, David le ha chiesto
di toglierlo. Soraya ha ubbidito, e da allora non si mai pi truccata. Pronta a
imparare, compiacente, arrendevole.
Gli piace farle regali. A Capodanno le ha dato un braccialetto smaltato, per la
festa di Eid un piccolo airone di malachite che aveva attirato il suo sguardo in un
negozio di oggettistica. Il piacere di Soraya, del tutto spontaneo, lo riempie di
gioia.
E stupito che novanta minuti la settimana in compagnia di una donna siano
sufficienti a renderlo felice, proprio lui che pensava di avere bisogno di una
moglie, di una casa, di un matrimonio. Le sue necessit si stanno rivelando assai
lievi, in fondo, lievi e passeggere, come quelle di una farfalla. Nessuna emozione,
tranne forse la pi profonda, la meno prevedibile: un basso ostinato di
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soddisfazione, come il ronzio del traffico che culla il cittadino quando
saddormenta, o come il silenzio della notte per la gente di campagna.
Gli viene in mente Emma Bovary, che ritorna a casa sazia, con lo sguardo
appannato, dopo un pomeriggio di scopate selvagge. Questa dunque la felicit!
- esclama Emma guardandosi meravigliata allo specchio. - Questa dunque la
felicit di cui parlano i poeti!
Be, se mai il povero spettro di Emma dovesse capitare dalle parti di Citt del
Capo un gioved pomeriggio, se lo porter dietro per mostrargli come pu essere la
felicit: moderata, molto moderata.
Poi un sabato mattina tutto cambia. David in citt per sbrigare qualche
commissione; sta camminando per St Georges Street, quando i suoi occhi si
posano su una figura snella tra la folla che lo precede. E Soraya, senza ombra di
dubbio, con due bambini al fianco, due maschi. Sono carichi di pacchetti; sono
andati a far compere.
Lui esita, poi li segue a distanza. I tre spariscono nella Captain Doregos Fish
Inn. I bambini hanno gli stessi capelli lucenti e gli stessi occhi scuri di Soraya.
Non possono che essere i suoi figli. David passa oltre, torna indietro, passa una
seconda volta davanti al Captain Doregos. I tre sono seduti a un tavolo accanto
alla finestra. Per un istante, attraverso il vetro, gli occhi di Soraya incrociano i
suoi.
Si sempre sentito un uomo di citt, a suo agio nella fiumana di corpi dove
leros sta in agguato e le occhiate balenano come dardi. Ma subito si rammarica
di questo sguardo.
Allappuntamento del gioved successivo nessuno dei due fa cenno
allaccaduto. Tuttavia, il ricordo resta fastidiosamente sospeso nellaria. David
non ha intenzione di turbare il delicato equilibrio della probabile doppia vita di
Soraya. Anzi, un fautore delle doppie, triple vite, delle vite vissute a
compartimenti stagni. Semmai, prova per lei ancora pi tenerezza. Con me il tuo
segreto al sicuro, vorrebbe dirle.
Ma n lui n lei possono fingere che non sia successo niente. I due bambini
diventano una presenza fra loro, giocano silenziosi come ombre in un angolo della
stanza in cui la madre e lo sconosciuto si accoppiano. Fra le braccia di Soraya lui
diventa, fugacemente, il loro padre: padre adottivo, patrigno, padre fantasma.
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Quando pi tardi lascia il suo letto, sente i loro occhi che lo fissano di nascosto,
con curiosit.
Il pensiero, suo malgrado, corre allaltro padre, quello vero. Avr idea di ci
che fa la moglie, oppure ha scelto la felicit dellignoranza? David non ha figli
maschi. La sua infanzia trascorsa in una famiglia di donne. La madre, le zie, le
sorelle: man mano che uscivano dalla sua vita, sono state sostituite da amanti,
mogli, una figlia. La compagnia delle donne lo ha reso un amante delle donne e,
in certa misura, un donnaiolo. Grazie alla statura, allossatura possente, alla
pelle olivastra, ai capelli fluenti, ha sempre potuto contare su una buona dose di
magnetismo. Se fissava una donna con intenzione, lei ricambiava lo sguardo,
immancabilmente. E cos vissuto; per anni, per decenni, questo stato il filo
conduttore della sua esistenza.
Poi tutto finito. Senza preavviso, i suoi poteri sono svaniti. Gli sguardi che
un tempo avrebbero risposto alle sue occhiate gli scivolano sopra, lo attraversano
senza fermarsi. Dalla sera alla mattina si trasformato in un fantasma. Se vuole
una donna, costretto a darle la caccia; spesso, in un modo o nellaltro, a
comprarla.
Dapprima piombato in un angoscioso parossismo di promiscuit. Ha
cominciato ad avere relazioni con le mogli dei colleghi; a rimorchiare turiste nei
bar sul lungomare o al Club Italia; ad andare a puttane.
Ha fatto conoscenza con Soraya nella penombra di un salottino sul retro
dellufficio della Discreet Escorts, con le veneziane alle finestre, vasi di piante
negli angoli, laria viziata. Sul catalogo era definita esotica. La fotografia la
mostrava con un rosso fiore della passione nei capelli e una ruga appena
accennata allangolo degli occhi. La scheda specificava: Solo il pomeriggio. E
stato questo a deciderlo: la promessa di camere con le imposte chiuse, di lenzuola
fresche, di ore rubate.
Sin dallinizio si trovato bene; Soraya esattamente ci che voleva. Ha fatto
centro. Per un anno intero non ha avuto bisogno di tornare allagenzia.
Poi lincidente in St Georges Street, e il conseguente imbarazzo. Lei continua a
presentarsi agli appuntamenti, ma David ha la sensazione di una crescente
freddezza, come se Soraya stesse trasformando se stessa in una donna qualsiasi
e lui in un cliente qualsiasi.
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Ha unidea ben precisa di come le prostitute parlino tra loro degli uomini che
le frequentano, soprattutto dei pi anziani. Raccontano aneddoti, ridono, ma allo
stesso tempo rabbrividiscono, come se vedessero uno scarafaggio nel lavandino a
notte fonda. Presto anche lui, garbatamente, malignamente, diventer causa di
analoghi fremiti dorrore. E un fato cui non pu sfuggire.
Il quarto gioved dopo lincidente, mentre sta uscendo dallappartamento,
Soraya gli fa lannuncio per il quale andato corazzandosi negli ultimi tempi. -
Mia madre malata. Mi prendo una vacanza per occuparmi di lei. La settimana
prossima non ci sar.
- Ti vedr fra quindici giorni?
- Non ne sono sicura. Dipende da come star. Meglio che tu telefoni.
- Non ho un numero.
- Chiama lagenzia. Loro sapranno dirti.
David aspetta qualche giorno, poi telefona allagenzia. Soraya? Soraya se n
andata, dice luomo. No, non possiamo metterla in contatto con lei, sarebbe
contro le nostre regole. Desidera che le presentiamo unaltra delle nostre
accompagnatrici? Abbiamo una gran scelta di esotiche... malesi, thailandesi,
cinesi, basta chiedere.
E cos passa una sera con unaltra Soraya; a quanto pare diventato un nom
de commerce molto popolare - in una stanza dalbergo in Long Street. Ma la
ragazza non ha pi di diciotto anni, inesperta, dozzinale per i suoi gusti. -
Allora, che cosa fai nella vita? - gli domanda, mentre si sfila i vestiti. - Import-
export, - risponde lui. - Ma davvero, - dice lei.
In facolt c una nuova segretaria. La invita a pranzo in un ristorante a
distanza di sicurezza dal campus e lascolta mentre si lamenta della scuola del
figlio davanti a uninsalata di gamberetti. Gli spacciatori stazionano intorno ai
campi di gioco, dice, e la polizia non muove un dito. Da tre anni lei e il marito si
sono messi in lista al consolato della Nuova Zelanda per emigrare. - Voi avete
avuto la vita facile. Se non altro, nel bene o nel male, avevate delle regole.
- Noi? - dice David. - Noi chi?
- La vostra generazione. Adesso la gente decide a quali leggi ubbidire. Siamo
allanarchia. Come si fanno ad allevare dei figli nellanarchia?
Si chiama Dawn. La seconda volta che la porta fuori, si fermano a casa sua e
fanno allamore. Un disastro. Sgroppando e artigliandolo, Dawn si eccita fino a
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schiumare come un cavallo, e David prova un moto di ribrezzo. Le presta un
pettine, poi la riaccompagna al campus.
Da quel momento la evita, aggirando con cura lufficio in cui lavora. In cambio
lei gli lancia occhiate offese, poi lo ignora.
David comincia a pensare che dovrebbe rinunciare, ritirarsi dalla partita. A
che et, si chiede, Origene si castrato? Non certo una soluzione elegante, ma
che cosa c di elegante nellinvecchiare? Se non altro servirebbe a sgombrare il
terreno, in modo da rivolgere la mente alloccupazione precipua dei vecchi:
prepararsi a morire.
Si pu andare da un dottore e chiedergli una cosa simile? Sicuramente
loperazione semplice: agli animali la fanno, e non sembrano patirne gran che,
se si esclude un certo fondo di tristezza. Recidere, legare: con unanestesia locale,
la mano ferma e un minimo di sangue freddo uno potrebbe persino castrarsi da
s, seguendo le istruzioni di un libro di testo. Un uomo seduto su una sedia che
si trancia la carne: brutto spettacolo, ma non peggiore, da un certo punto di vista,
di quello di un vecchio che si tiene in esercizio sul corpo di una donna.
C pur sempre Soraya. David sa che dovrebbe chiudere quel capitolo. Invece
paga unagenzia investigativa per trovarla. Nel giro di pochi giorni viene a sapere
il vero nome, lindirizzo e il numero di telefono. La chiama alle nove del mattino,
quando pensa che sia pi probabile che il marito e i figli siano fuori. - Soraya? -
dice. - Sono David. Come stai? Quando posso rivederti?
C un lungo silenzio prima che lei parli. - Non la conosco, - dice. - Mi sta
importunando. Le chiedo di non telefonarmi mai pi.
Le chiedo. Voleva dire, le ordino. La sua irascibilit lo sorprende: non ne aveva
mai avuto sentore prima. Daltronde che cosa pu aspettarsi un predatore
quando sintrufola nella tana della volpe, nella dimora dei suoi cuccioli?
David mette gi il telefono. Prova unombra dinvidia per il marito che non ha
mai visto.

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CAPITOLO II.



Senza gli interludi del gioved, la settimana spoglia come un deserto. Ci sono
giorni in cui David non sa che fare di se stesso.
Passa pi tempo nella biblioteca delluniversit, leggendo tutto quel che trova
sulla cerchia di Byron, aggiungendo altri appunti a due grassi incartamenti.
Assapora la quiete della sala di lettura nel tardo pomeriggio, assapora la
passeggiata fino a casa: la frizzante aria invernale, le strade umide e luccicanti.
Un venerd pomeriggio rientra facendo il giro lungo, che passa attraverso i
giardini del vecchio college, e davanti a s, sul sentiero, vede una delle sue
studentesse. Si chiama Melanie Isaacs e frequenta il corso sui romantici. Non la
migliore ma neppure la peggiore: abbastanza in gamba, ma di scarso impegno.
La ragazza sta bighellonando; David la raggiunge quasi subito. - Ciao, - le
dice.
Lei gli restituisce il sorriso, girando di scatto la testa, pi maliziosa che timida.
E piccola e magra, con capelli corti e neri, zigomi larghi, quasi cinesi, occhi
grandi e scuri. Si veste sempre in modo appariscente. Oggi indossa una
minigonna rosso cupo con un maglione color senape e collant neri; i ciondoli
doro alla cintura fanno pendant con le palline doro degli orecchini.
David ha una cottarella per lei. Normale amministrazione: non passa quasi
semestre senza che sinnamori di una pecorella del suo gregge.
Citt del Capo: prodiga di bellezza, e di bellezze.
Si sar accorta che le ha messo gli occhi addosso? Probabilmente. Le donne
sono sensibili al peso di uno sguardo concupiscente.
Ha appena smesso di piovere; dai canaletti di scolo lungo il sentiero giunge il
lieve fruscio dellacqua.
- La stagione che preferisco, nellora del giorno che preferisco, - osserva lui. -
Vivi da queste parti?
- Dallaltra parte della ferrovia. Ho un appartamento con unamica.
- Sei di Citt del Capo?
- No, sono cresciuta a George.
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- Abito a due passi da qui. Posso invitarti a bere qualcosa? Un attimo di
silenzio, guardingo. - Va bene. Ma devo essere a casa entro le sette e mezzo.
Dai giardini passano nella tranquilla sacca residenziale dove lui vissuto negli
ultimi dodici anni, prima con Rosalind, poi, dopo il divorzio, da solo.
David apre il cancello, poi la porta, fa entrare la ragazza. Accende le luci, le
prende la borsa. Vede le goccioline di pioggia sui suoi capelli e le fissa incantato.
Lei abbassa gli occhi, offrendogli lo stesso sorrisetto evasivo e forse civettuolo di
pocanzi.
In cucina David stappa una bottiglia di Meerlust e mette biscotti e formaggio
su un piatto. Quando torna, la trova in piedi davanti alla libreria, con la testa
inclinata per leggere i titoli. Mette su un po di musica: il quintetto per clarino di
Mozart.
Vino, musica: un rituale che uomo e donna recitano da secoli. Non c niente
di male nei rituali, sono stati inventati per facilitare i passaggi imbarazzanti. Ma
la ragazza che si portato a casa non solo trentanni pi giovane di lui: una
studentessa, una sua studentessa, sotto la sua tutela. Qualunque cosa capiti fra
loro, dovranno rivedersi nei panni del professore e dellallieva. E preparato a una
cosa del genere?
- Sei contenta di avere scelto questo corso? - le domanda.
- Mi piaciuto Blake. Mi piaciuta la storia del Wonderhorn.
- Wunderhorn.
- Wordsworth, invece, non mi fa impazzire.
- Attenta a come parli. Wordsworth stato uno dei miei maestri. E vero. Da
sempre sente echeggiare dentro di s le armonie del Preludio.
- Forse alla fine del corso lo apprezzer di pi. Forse comincer a piacermi.
- Forse. Ma per mia esperienza la poesia ti parla a prima vista o mai pi. Un
lampo rivelatore e un lampo in risposta. Come il fulmine. Come linnamoramento.
Come linnamoramento. I giovani si innamorano ancora o questo meccanismo
ormai diventato obsoleto, inutile, grottesco, come la trazione a vapore? David
consapevole di non essere pi al passo con i tempi, di essere antiquato. Per quel
che ne sa, linnamoramento potrebbe essere andato in disuso e tornato di moda
una mezza dozzina di volte.
- E tu, scrivi poesie? - le domanda.
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- Lo facevo quando andavo a scuola. Non ero molto brava. E adesso non ho
pi tempo.
- E a passioni come stiamo? Hai qualche passione letteraria? La ragazza si
acciglia a quella strana parola. -Al secondo anno abbiamo fatto Adrienne Rich e
Toni Morrison. E anche Alice Walker. Mi hanno affascinata. Ma non la definirei
una passione.
Dunque, Melanie non una creatura di passione. Sta forse, con esagerata
tortuosit, intimandogli di stare alla larga?
- Preparo qualcosa per cena, - le dice. - Mi fai compagnia? Non ti prometto
grandi cose.
Melanie sembra dubbiosa.
- Eh dai! - esclama lui. - Di di s.
- Va bene. Ma prima devo fare una telefonata.
La telefonata dura pi del previsto. Dalla cucina si sentono mormorii, lunghi
silenzi.
- Che progetti hai per il futuro? - le domanda pi tardi.
- Scenotecnica e design. Sto diplomandomi in teatro.
- E come mai fai un corso sulla poesia romantica?
Melanie ci pensa su, arricciando il naso. - Lho scelto soprattutto per
latmosfera, - dice. - Non avevo voglia di ricominciare con Shakespeare. Labbiamo
gi fatto lanno scorso.
La cena non davvero un gran che: spaghetti con acciughe e salsa ai funghi.
David le lascia tagliare i funghi. Per il resto, la ragazza se ne sta su uno sgabello a
guardarlo cucinare. Mangiano in sala da pranzo, aprendo una seconda bottiglia
di vino. Lei divora tutto senza inibizioni. Un appetito robusto, per una persona
cos esile.
- Si fa sempre da mangiare? - gli domanda.
- Vivo da solo. Se non cucino io non lo fa nessun altro.
- Odio cucinare. Immagino che dovrei imparare.
- Perch? Se davvero non ti piace, sposa un uomo che sappia cucinare.
Insieme contemplano il quadretto: la giovane moglie con abiti os e gioielli
volgari entra in casa annusando impaziente laria; lo scialbo maritino, con tanto
di grembiule, in cucina che rimescola in una pentola fumante. Rovesciamenti:
solite situazioni della commedia borghese.
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- Questo tutto, - dice lui alla fine, quando la terrina vuota. - Niente
dessert, sempre che tu non voglia una mela o uno yogurt. Mi spiace... non
immaginavo di avere unospite.
- Era buono, - dice la ragazza, vuotando il bicchiere e alzandosi. - Grazie.
- Non andartene ancora -. La prende per mano e la conduce al sof. - Voglio
farti vedere una cosa. Ti piace la danza? Non danzare, la danza -. Infila una
cassetta nel videoregistratore. - E un film di un tizio che si chiama Norman
McLaren. Un po vecchiotto. Lho trovato in cineteca. Vediamo che cosa te ne
pare.
Si siedono fianco a fianco e guardano. Sul palcoscenico spoglio due ballerini
eseguono i loro passi. Grazie alleffetto della cinepresa stroboscopica, le loro
immagini, gli spettri dei loro gesti formano una scia alle loro spalle come battiti
dala. E un film che David ha visto la prima volta venticinque anni fa ma che
continua ad affascinarlo: listante presente e il suo evanescente passato colti nello
stesso spazio.
Gli piacerebbe che anche la ragazza ne rimanesse affascinata. Ma ha la
sensazione che non sia cos.
Quando il film finisce, Melanie si alza e si aggira per la stanza. Alza il
coperchio del pianoforte, batte il do centrale. - Le piace suonare? - gli domanda.
- Un po.
- Classica o jazz?
- Il jazz no, temo.
- Mi suona qualcosa?
- Non ora. Sono fuori esercizio. Unaltra volta, quando ci conosciamo meglio.
Melanie mette la testa nello studio. - Posso guardare?
- Accendi la luce, - risponde lui. Poi mette su un altro disco: le sonate di
Scarlatti, musica sorniona.
- Ci sono un sacco di libri su Byron, - commenta Melanie uscendo dallo
studio. - E il suo poeta preferito?
- Sto lavorando a un progetto su di lui. Sul periodo italiano.
- E morto giovane, vero?
- A trentasei anni. Sono morti tutti giovani. O gli si inaridita la vena. O sono
impazziti e li hanno rinchiusi. Ma Byron non morto in Italia. E morto in Grecia.
E andato in Italia per sfuggire a uno scandalo e si trovato bene. Ha messo
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radici. LI ha avuto lultimo grande amore della sua vita. A quei tempi lItalia era
una meta molto popolare fra gli inglesi. Erano convinti che gli italiani non
avessero ancora tradito la loro indole. Che fossero meno incatenati dalle
convenzioni, pi appassionati.
Melanie fa un altro giro della stanza. - Sua moglie? - gli chiede, fermandosi
davanti alla fotografia incorniciata sul tavolino da caff.
- Mia madre, da giovane.
- E sposato?
- Lo sono stato. Due volte. Ma adesso non pi -. Non dice: Adesso mi arrangio
con quel che mi capita a tiro. Non dice: Adesso mi arrangio con le puttane. -
Posso offrirti un liquorino?
Melanie rifiuta, ma accetta un goccio di whisky nel caff. Mentre lo sorseggia,
David si sporge verso di lei e le sfiora una guancia. - Sei incantevole, - dice. - Sto
per invitarti a fare una pazzia -.
Laccarezza di nuovo. - Fermati. Passa la notte con me.
Melanie lo fissa da sopra lorlo della tazza. - Perch?
- Perch devi.
- E perch mai?
- Perch la bellezza di una donna non appartiene solo a lei. Fa parte del tesoro
con cui approda in questo mondo. Ha il dovere di spartirla.
La sua mano indugia sulla guancia. La ragazza non si ritrae, ma neppure si
abbandona.
- E se la stessi gi spartendo? - Nella sua voce c unombra di affanno. Essere
corteggiati sempre eccitante: eccitante e piacevole.
- Allora dovresti allargare la rosa dei fortunati.
Parole levigate, vecchie come la seduzione. Eppure in questo momento David
ci crede. Melanie non possiede se stessa. La bellezza non possiede se stessa.
- Agli esseri pi belli si chiede una progenie, - recita, - s che mai non perisca
la rosa di bellezza.
Pessima mossa. Il sorriso della ragazza perde il suo guizzo giocoso. Il
pentametro, la cui cadenza un tempo serviva cos bene a oliare le parole del
serpente, adesso causa solo estraniamento. David si ritrasformato nel
professore, luomo dei libri, il custode della cultura. Melanie posa la tazza. - Devo
andare, mi aspettano.
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Il cielo si rasserenato, le stelle splendono. - Una notte incantevole, - dice
David, aprendo il cancello del giardino. Lei non alza neppure gli occhi. - Vuoi che
ti accompagni a casa?
- No.
- Come preferisci. Buona notte -. Si china in avanti, la stringe.
Per un attimo sente la punta dei capezzoli contro il petto. Poi Melanie si
sottrae allabbraccio e sparisce.
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CAPITOLO III.



A questo punto farebbe meglio a lasciar perdere. Invece no. La domenica
mattina va in auto al campus vuoto e sinfila nella segreteria della facolt.
Dallarchivio estrae la scheda di Melanie Isaacs e copia i suoi dati personali:
indirizzo di casa, indirizzo di Citt del Capo, numero di telefono.
Fa il numero. Risponde una voce di donna.
- Melanie?
- Gliela chiamo. Chi parla?
- David Lurie.
Melanie, melodia: unassonanza meretricia. Un nome che non le si addice.
Meglio spostare laccento. Melan: la nera.
- Pronto?
In quellunica parola David sente tutta la sua incertezza. Troppo giovane. Non
sapr come comportarsi con lui; dovrebbe lasciarla in pace. Ma qualcosa lo
attanaglia. La rosa di bellezza: la poesia va a segno, dritta come una freccia.
Melanie non appartiene a se stessa; forse nemmeno lui appartiene a se stesso.
- Hai voglia di uscire a pranzo? - dice. - Passo a prenderti a mezzogiorno.
Lei potrebbe ancora salvarsi con una bugia, sgusciargli via. Ma troppo
confusa, e lattimo passa.
Quando David arriva, la ragazza lo sta aspettando sul marciapiede davanti al
condominio. Indossa una calzamaglia nera e un golf dello stesso colore. I fianchi
sono sottili come quelli di una dodicenne.
La porta a Hout Bay, sul lato del porto. Durante il tragitto in auto cerca di
farla sentire a suo agio. Le domanda quali altri corsi stia frequentando. Lei gli
risponde che recita in una commedia. E richiesto dal diploma, e le prove le
portano via un sacco di tempo.
Al ristorante Melanie non ha appetito, contempla il mare con sguardo cupo.
- C qualcosa che non va? Vuoi parlarmene? La ragazza scuote la testa.
- Sei preoccupata per noi due?
- Forse, - dice lei.
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- Non devi. Star attento. Non lascer che le cose ci sfuggano di mano.
Sfuggire di mano. Qual il limite in una situazione come questa? Il limite di
Melanie forse uguale al suo?
Si messo a piovere, scrosci di pioggia attraversano ondeggiando la baia
vuota. - Ce ne andiamo? - le domanda.
La porta di nuovo a casa sua. Sul pavimento del soggiorno, al suono della
pioggia che tamburella contro la finestra, fa allamore con lei.
Il corpo della ragazza limpido, semplice, a modo suo perfetto; sebbene resti
passiva, il rapporto piacevole, cos piacevole che dopo lorgasmo David precipita
nel vuoto delloblio.
Quando si riscuote, la pioggia cessata. Melanie sdraiata sotto di lui, con gli
occhi chiusi, le braccia abbandonate sopra la testa e il viso lievemente
corrucciato. David le ha infilato le mani sotto il maglione di lana grossa e gliele ha
posate sul seno. Calzamaglia e mutandine sono appallottolate sul pavimento; i
pantaloni attorcigliati alle sue caviglie. Dopo la tempesta, gli viene da pensare:
come un quadro di George Grosz.
Girando il viso di lato, Melanie si libera, raccoglie le sue cose, esce dalla
stanza. Ritorna dopo qualche minuto, vestita. - Devo andare, - mormora. Lui non
accenna nemmeno a trattenerla.
La mattina dopo si sveglia con una sensazione di profondo benessere, che non
si dissipa. Melanie non viene a lezione. Dallufficio David telefona a una fiorista.
Rose? Meglio di no. Ordina dei garofani. - Rossi o bianchi? - gli domanda la
donna. Rossi? Bianchi? - Ne mandi dodici rosa, - le risponde. - Dodici rosa non li
ho. Gliene mando un po di ogni colore? - Faccia cos, - taglia corto lui.
Il marted la citt sotto una pesante coltre di nubi arrivata da ovest; piove
tutto il giorno. Attraversando latrio della facolt di Scienze della comunicazione,
David scorge Melanie sulla porta, in mezzo a un gruppo di studenti in attesa di
una pausa nella pioggia. Le arriva da dietro, le mette una mano sulla spalla e
dice: -Aspettami, qui. Ti do uno strappo fino a casa.
Torna con un ombrello. Attraversando la piazza per andare al parcheggio la
stringe a s per ripararla meglio. Unimprovvisa folata rovescia la calotta di stoffa;
goffamente corrono verso lautomobile.
Melanie indossa un impermeabile giallo e lucido; in macchina si toglie il
cappuccio. Ha le guance rosse, il petto che si alza e abbassa per laffanno. Si
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lecca una goccia di pioggia sul labbro superiore. Una bambina! - pensa David. -
Nientaltro che una bambina! Ma che cosa sto facendo? Eppure il suo cuore
palpita di desiderio.
Procedono nel traffico intenso del tardo pomeriggio. - Mi spiaciuto non
vederti, ieri, - dice. - Stai bene?
La ragazza non risponde, tiene gli occhi fissi sulle spazzole del tergicristallo.
A un semaforo rosso le prende la mano, la sente fredda. - Melanie! - dice,
cercando di pronunciare il nome in tono lieve. Ma ormai ha dimenticato come si
corteggia. La voce che ode quella di un genitore che blandisce, non di un
amante.
Si ferma davanti al condominio. - Grazie, - dice la ragazza aprendo la portiera.
- Non mi fai entrare?
- Credo che la mia compagna sia in casa.
- E questa sera?
- Questa sera ho le prove.
- Allora quando ti rivedo?
Melanie non risponde. - Grazie, - ripete, e scivola via.
Il mercoled in aula, al suo solito posto. Sono ancora a Wordsworth, al libro
VI del Preludio, il poeta sulle Alpi.
- Quel giorno - legge David ad alta voce - per la prima volta - vedemmo la
sommit del Monte Bianco, e ci rattrist / di avere davanti agli occhi
unimmagine senzanima / che usurpava un pensiero vivente, ormai / per sempre
cancellato.
Ecco dunque che la maestosa montagna bianca si rivela una delusione.
Perch? Cominciamo dal verbo usurpare. Qualcuno lha cercato sul dizionario?
Silenzio.
- Se lavete fatto, avrete visto che significa appropriarsi, occupare
indebitamente. Per essere precisi, usurpare una sorta di perfettivo di
appropriarsi o occupare indebitamente. Latto di usurpare, cio, porta a
compimento quello di appropriarsi o di occupare.
Le nuvole si aprirono, dice Wordsworth, la cima ci apparve senza veli, e noi ci
rattristammo a quella vista. Una strana reazione, per un viaggiatore che visita le
Alpi. Perch rattristarsi? Perch, spiega il poeta, unimmagine senzanima, una
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mera impressione della retina, ha sostituito ci che fino a quel momento era un
pensiero vivo. Quale?
Di nuovo silenzio. Laria stessa in cui parla pende floscia come un lenzuolo.
Un uomo che guarda una montagna: perch sprecare tanto fiato? David glielo
legge negli occhi. Che risposta dare a quei ragazzi? Che cosa ha detto a Melanie la
prima sera? Che senza un lampo di rivelazione non c nulla. Dov il lampo di
rivelazione in questaula?
David le lancia unocchiata fugace. La ragazza tiene la testa china, assorta nel
testo, cos almeno sembra.
- La parola usurpare ricorre di nuovo qualche verso pi avanti.
Lusurpazione uno dei temi pi profondi delle scene alpine. I grandi archetipi
della mente, le idee pure, sono scacciati da semplici immagini sensoriali.
Allo stesso tempo, non possiamo vivere le nostre vite quotidiane nel regno
delle idee pure, schermati come in un bozzolo dallesperienza dei sensi. La
domanda non : Come possiamo mantenere pura limmaginazione, proteggerla
dal furibondo assalto della realt? La domanda deve essere: C un modo per farle
coesistere?
Osservate il verso 599. Wordsworth descrive i limiti della percezione
sensoriale. E un argomento su cui ci siamo gi soffermati in precedenza. Quando
gli organi di senso giungono al limite delle loro possibilit, la loro luce comincia
ad affievolirsi. Ma nel momento in cui sta per spegnersi, questa luce ha un ultimo
guizzo, come la fiamma di una candela, e ci d una fuggevole visione
dellinvisibile. Il passo difficile; forse contraddice addirittura i versi sul Monte
Bianco.
Tuttavia, Wordsworth sembra procedere a tentoni verso una forma di
equilibrio: non lidea pura, inghirlandata di nubi, e neppure limmagine visiva
impressa sulla retina, che ci sopraff e ci delude con la sua prosaica chiarezza,
ma limmagine sensoriale, quanto pi possibile fugace, come mezzo per stimolare
o attivare lidea profondamente sepolta nel terreno della memoria.
David fa una pausa. Cieca incomprensione. Si spinto troppo lontano, sta
correndo troppo. Come entrare in sintonia con loro? Con lei, soprattutto?
- E un po come essere innamorati, - dice. - Se foste ciechi, difficilmente vi
potreste innamorare. Ma, quando siete innamorati, desiderate veramente vedere
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lamata con la fredda nitidezza dellapparato visivo? Non vi conviene forse gettare
un velo sullo sguardo, in modo da tenerla viva nella sua forma archetipica di dea?
Laggancio con Wordsworth assai tenue, ma se non altro riuscito a
risvegliarli. Archetipi? - bisbigliano fra loro. - Dee? Ma di che cosa parla? Che
cosa ne sa questo vecchio dellamore?
Gli torna unimmagine: listante, sul pavimento, in cui le ha sollevato il
maglione snudandole il seno, piccolo, ben proporzionato, perfetto. Per la prima
volta Melanie alza lo sguardo; i suoi occhi incrociano quelli di David e in un
lampo vedono tutto. Confusa, abbassa la testa.
- Wordsworth scrive delle Alpi, - continua lui. - Noi non abbiamo le Alpi in
questo Paese, ma abbiamo il Drakensberg o, in scala ridotta, la Table Mountain,
che scaliamo sulla scia dei poeti, sperando in uno di quegli istanti rivelatori,
wordsworthiani, di cui tutti abbiamo sentito parlare -. Adesso sta chiacchierando
a vanvera, confondendo le tracce. - Ma istanti come questi capitano solo se
locchio resta almeno in parte focalizzato sui grandi archetipi dellimmaginazione
che ci portiamo dentro.
Basta cos! Non ne pu pi del suono della propria voce, e gli spiace anche per
Melanie, costretta ad ascoltare queste occulte intimit. Congeda gli studenti, poi
si attarda in aula, sperando di poter scambiare due parole con lei. Ma la ragazza
scappa via mescolandosi ai compagni.
Una settimana fa non era che uno dei tanti visi carini in classe. Ora una
presenza nella sua vita, una presenza viva.
Lauditorium dellassociazione studentesca immerso nelloscurit. Senza
farsi notare David si siede in fondo alla sala. E lunico spettatore, se si esclude
un uomo semicalvo in divisa da portiere qualche fila pi avanti.
Il titolo dellopera teatrale che gli attori stanno provando Tramonto al Globe
Salom una commedia sul nuovo Sudafrica ambientata nella bottega di un
parrucchiere da donna di Hillbrow, a Johannesburg. Sul palcoscenico uno
sfavillante finocchio sta servendo due clienti, una nera e una bianca. I tre
chiacchierano fra loro a bassa voce: tutti i vecchi e rozzi pregiudizi sono portati
alla luce del giorno e spazzati via da scoppi di risa.
Entra una quarta figura, una ragazza con gli zatteroni e una cascata di
riccioli. - Siediti, tesoro, sono subito da te, - dice il parrucchiere.
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- Sono venuta per il lavoro, - risponde lei, - ho letto lannuncio -. Il suo
accento palesemente kaaps; ecco a voi Melanie. - Allora prendi la scopa e renditi
utile, - dice il parrucchiere.
La ragazza ubbidisce e trotterella per il palcoscenico spingendo la ramazza,
finch aggancia un filo elettrico. Dovrebbe esserci una fiammata, seguita da urla
e grande agitazione, ma qualcosa non funziona nella sincronizzazione. La regista
savventa sulla scena, seguita da un giovane vestito di pelle nera che comincia ad
armeggiare con la presa della corrente. - Voglio pi brio, - dice. - Unatmosfera da
fratelli Marx -. Si gira verso Melanie. - Daccordo? - Melanie annuisce.
Di fronte a David, il portiere si alza e con un rumoroso sospiro lascia
lauditorium. Dovrebbe andarsene anche lui. Gli sembra indecoroso starsene al
buio a spiare una ragazza (gli si affaccia alla mente, indesiderata, la parola
sbavare). Eppure anche i vecchi, cui presto andr a fare compagnia, e i barboni
e i vagabondi, con limpermeabile macchiato, i denti falsi screpolati, il ciuffo di
peli che spunta dallorecchio, sono stati figli di Dio, con arti dritti e occhi limpidi.
Si pu forse biasimarli se, al dolce banchetto dei sensi, si aggrappano alla
sedia fino allultimo?
In scena lazione riprende. Melanie spinge la scopa. Uno scoppio, una
fiammata, grida spaventate. - Non colpa mia, - dice Melanie con voce stridula. -
Maledizione, perch deve sempre essere colpa mia? - David si alza in silenzio e
segue il portiere nelloscurit della strada.
Il giorno dopo, alle quattro del pomeriggio, va a casa di Melanie, che gli apre la
porta indossando una T-shirt, pantaloncini da ciclista e un paio di pantofole a
forma di tartaruga che gli sembrano sciocche e di cattivo gusto.
Non lha avvertita, e la ragazza troppo meravigliata per resistere allintruso
che le piomba addosso. Quando la prende fra le braccia, Melanie si affloscia come
una marionetta. Parole pesanti come mazze le martellano la delicata spirale
dellorecchio. - No, non ora! - dice, divincolandosi. - Mia cugina sta per tornare!
Ma nulla pu fermarlo. La trascina in camera da letto, le strappa quelle
assurde pantofole, le bacia i piedi, stupefatto dalla sensazione che gli suscitano.
Qualcosa di molto vicino allapparizione sul palcoscenico: la parrucca, landatura
sculettante, la parlata volgare. Strano amore! Eppure uscito dalla faretra di
Afrodite, la dea delle onde spumeggianti, su questo non c dubbio.
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Melanie non oppone resistenza. Si limita a scostarsi: scosta le labbra, scosta
gli occhi. Lascia che David la stenda sul letto e la svesta, lo aiuta addirittura,
sollevando le braccia, poi i fianchi. Il suo corpo percorso da piccoli brividi di
freddo; quando nuda, sinfila sotto il copriletto trapuntato come una talpa che
scava un cunicolo, poi gli volta la schiena.
Non stupro, non proprio, ma un atto indesiderato, profondamente
indesiderato. Come se Melanie avesse deciso di lasciarsi andare, di morire dentro
di s per la durata del coito, come un coniglio quando le mascelle della volpe si
chiudono sul suo collo. In modo che tutto ci che le viene fatto avvenga, in un
certo senso, lontano da lei.
- Pauline torner da un momento allaltro, - gli dice quando lui ha finito. - Per
piacere, vai via.
David ubbidisce, ma quando sale in macchina viene colto da un tale
abbattimento, una tale desolazione, che si accascia sul volante incapace di
muoversi.
E stato un errore, un immenso errore. In questo momento, ne certo, Melanie
sta cercando di nettarsi della sua sozzura. La vede mentre riempie la vasca,
simmerge nellacqua, con gli occhi chiusi come una sonnambula. Anche lui
vorrebbe fare altrettanto.
Una donna con le gambe grosse e un pratico completo gli passa accanto ed
entra nel condominio. Sar Pauline, la cugina con cui Melanie divide lalloggio e
di cui tanto teme la disapprovazione? David si ricompone e se ne va.
Lindomani Melanie non in classe. Unassenza sfortunata, perch il giorno
della prova di met corso. Pi tardi, quando compila il registro, David spunta il
suo nome come fosse presente, e le d un voto, settanta. A pie di pagina, con la
matita, annota per s: Provvisorio. Settanta: il voto dellindeciso, n buono n
cattivo.
Melanie non si fa vedere per tutta la settimana successiva. La chiama pi e
pi volte, senza ottenere risposta. Poi la domenica, a mezzanotte, sente suonare il
campanello. E lei, vestita dalla testa ai piedi di nero, compreso il cappellino di
lana. Ha il viso tirato; David si prepara a un fiume di parole rabbiose, a una
scenata. . La scenata non arriva. In realt, Melanie sembra addirittura
imbarazzata.
- Posso dormire qui, stanotte? - bisbiglia, evitando i suoi occhi.
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- Certamente, certamente -. David si sente sommergere da unondata di
sollievo. Tende le braccia, la stringe, rigida e fredda.
- Vieni, ti faccio una tazza di t.
- No, grazie, non voglio niente. Sono esausta, ho solo bisogno di un posto per
dormire.
David le prepara il letto nella vecchia camera della figlia, le d il bacio della
buona notte e la lascia sola. Quando torna dopo mezzora, Melanie dorme come
un sasso, completamente vestita. Le toglie le scarpe e la copre.
Alle sette del mattino, quando i primi uccelli attaccano a cinguettare, bussa
alla sua porta. La ragazza a letto, sveglia, con il lenzuolo tirato fino al mento e
laria smarrita.
- Come ti senti? - le domanda. Melanie fa spallucce.
- C qualcosa che non va? Vuoi parlarne? Lei scuote la testa, in silenzio.
David si siede sul letto, lattira a s. Fra le sue braccia, Melanie si mette a
singhiozzare disperatamente. A dispetto delle circostanze, David sente il
solletichio del desiderio. - Su, su, - mormora, cercando di consolarla. - Dimmi che
cosa c -. Quasi gli scappa: Di tutto a pap.
Lei si ricompone e cerca di parlare, ma ha il naso tappato. David le porge un
fazzoletto di carta. - Posso restare qui per un po?
- gli domanda la ragazza.
- Restare qui? - ripete David come per avere conferma delle parole.
Melanie ha smesso di piangere, ma ancora scossa da lunghi brividi
dinfelicit. - Credi che sia una buona idea?
Se lidea sia buona o cattiva, lei non lo dice. Invece di rispondere si stringe a
lui, premendogli il viso contro la pancia. Il lenzuolo scivola via, lasciandola in
maglietta e mutandine.
Dove diavolo vuole arrivare?
Quando David ha fatto la prima mossa, nel parco del college, pensava a una
cosa rapida, una botta e via. E adesso ecco che lei in casa sua, con linevitabile
scia di complicazioni. A che gioco sta giocando? Deve stare attento, su questo non
c dubbio. Ma se per questo avrebbe dovuto fare attenzione sin dal principio.
Si stende sul letto accanto a lei. Lultima cosa al mondo di cui ha bisogno
che Melanie Isaacs sinstalli a casa sua. Eppure in questo momento il pensiero
inebriante. Sar l tutte le notti, e tutte le notti lui potr scivolare nel suo letto,
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scivolare dentro di lei. La gente lo scoprir, succede sempre; ci saranno
maldicenze, forse addirittura uno scandalo. Ma che importa? Un ultimo guizzo
della fiamma dei sensi prima che si spenga. David butta da parte le lenzuola,
allunga le mani, le accarezza le tette, le natiche. - Certo che puoi restare, -
mormora. - Ci mancherebbe.
Dallaltra camera, attutito da due porte, giunge il trillo della sveglia. Melanie si
gira dallaltra parte, si tira le coperte sulle spalle.
- Adesso devo andare, - dice David. - Questa mattina ho lezione. Cerca di
dormire ancora. Torner a mezzogiorno e avremo tempo di chiacchierare - Le
accarezza i capelli, le posa un bacio sulla fronte. Amante?
Figlia? Che cosa sta cercando di essere? Che cosa gli sta offrendo?
Quando torna a mezzogiorno, Melanie si alzata e sta facendo colazione in
cucina. Pane tostato, miele e t. Sembra completamente a suo agio.
- Oh, - esclama David, - hai laria di stare molto meglio.
- Dopo che te ne sei andato mi sono riaddormentata.
- Me lo dici, adesso, che cosa ti sta succedendo?
Melanie evita i suoi occhi. - Non ora, - risponde. - Sono gi in ritardo. Te lo
spiego la prossima volta.
- E quando sar la prossima volta?
- Questa sera, dopo le prove. Ti sta bene?
- S.
La ragazza si alza, porta la tazza e il piatto nel lavello (ma non li lava), si volta
verso di lui. - Sei sicuro che ti stia bene? - gli domanda di nuovo.
- Sicurissimo.
- So di avere perso un sacco di lezioni, ma la recita mi impegna a tempo pieno.
- Capisco. In altre parole il laboratorio teatrale ha la precedenza. Sarebbe
stato opportuno che tu mi avvertissi prima. Ci sarai domani a lezione?
- S, te lo prometto.
Melanie ha promesso, ma una promessa che nessuno pu costringerla a
mantenere. David contrariato, seccato. La ragazza si comporta male, se ne
approfitta; sta imparando a sfruttarlo, e probabilmente lo sfrutter ancora. Ma se
lei vuole approfittarne, lui non certo stato da meno; se lei si comporta male, lui
si comportato peggio. Finch staranno insieme, posto che questo sia il termine
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corretto, la responsabilit sar solo sua, e lei sar costretta ad andargli dietro.
Guai se se lo dimentica.
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CAPITOLO IV.



David fa di nuovo allamore con Melanie sul letto della figlia. Una bella
scopata, piacevole come la prima volta; sta imparando a capire come si muove il
corpo di lei. La ragazza sveglia e assetata di esperienza. Se non si avverte in lei
un appetito sessuale pienamente sviluppato solo perch ancora giovane. C
un momento che gli rimasto impresso, quando gli ha ripiegato una gamba sul
sedere per attirarlo a s. Gli ha premuto contro il fianco il tendine interno della
coscia, e David ha provato unimpennata di gioia e desiderio. Chi pu dire: forse,
nonostante tutto, potrebbe esserci un futuro.
- Lo fai spesso? - gli domanda Melanie dopo.
- Che cosa?
- Di portarti a letto le studentesse. Ti sei fatto Amanda? David non risponde.
Amanda unaltra studentessa del suo corso, una biondina. Non prova alcun
interesse per lei.
- Perch hai divorziato? - gli chiede Melanie.
- Ho divorziato due volte. Mi sono sposato due volte e ho divorziato due volte.
- Che cosa successo alla tua prima moglie?
- E una lunga storia. Un giorno te la racconter.
- Hai delle fotografie?
- Non colleziono fotografie. Non colleziono donne.
- Non mi stai forse collezionando?
- No, certo che no.
Melanie si alza, gira per la stanza raccogliendo i vestiti, priva di pudore come
se fosse sola. David abituato a donne assai pi imbarazzate quando si vestono e
si svestono. Ma le donne cui abituato non sono cos giovani, n di forme cos
perfette.
Nel pomeriggio sente bussare alla porta del suo ufficio. Un attimo dopo entra
un giovane che non ha mai visto prima. Lo sconosciuto si siede senza essere
invitato, si guarda intorno, si sofferma con lo sguardo sugli scaffali di libri
annuendo con aria saputa.
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E alto e nerboruto, con la barbetta a punta e un orecchino; indossa giubbotto
e pantaloni di pelle nera. Ha laria pi vecchia degli altri studenti, e non promette
nulla di buono.
- Cos tu saresti il professore, - esordisce. - Il professor David. Melanie mi ha
parlato di te.
- Davvero? E che cosa ti ha detto?
- Che te la scopi.
C un lungo silenzio, in cui David pensa: sicch la pecorella tornata allovile.
Dovevo immaginarlo: una ragazza come lei non poteva essere libera, - E lei chi ?
Il visitatore ignora la domanda. - Ti credi furbo, - prosegue. - Il grande
rubacuori. Vedremo se non abbasserai la cresta quando tua moglie sapr quel
che fai alle sue spalle.
- Basta cos. Che cosa vuole?
- Quando basta lo decido io -. Le parole gli escono di bocca pi veloci, come
una raffica minacciosa. - E non credere di poter entrare e uscire dalla vita degli
altri a tuo piacimento -. La luce danza nelle sue pupille nere. Il giovane si china
in avanti, sventaglia a destra e a manca con le mani. I fogli sulla scrivania
prendono il volo.
David si alza. - Basta cos! Se ne vada!
- Se ne vada!- ripete il ragazzo facendogli il verso. - Come vuoi -. Si alza, si
dirige lentamente verso la porta. - Addio, Mr Chips! Avrai mie notizie! - Poi se ne
va.
Un bravaccio, pensa David. Si fatta irretire da un bravaccio e adesso nella
rete ci sono anchio! Gli si torcono le budella. Quella sera sta alzato fino a tardi,
aspettandola, ma Melanie non si fa vedere. In compenso la sua auto, posteggiata
in strada, viene conciata per le feste. Gli sgonfiano le gomme, gli iniettano della
colla nella serratura delle porte, gli appiccicano dei fogli di giornale sul
parabrezza, gli graffiano la vernice. David deve far cambiare le serrature, e il
conto ammonta a seicento rand.
- Ha idea di chi sia stato? - gli domanda il fabbro.
- Nessuna idea, - risponde lui seccamente.
Dopo questo coup de main Melanie si tiene alla larga. La cosa non lo
meraviglia: svergognando lui hanno svergognato anche lei. Ma il luned la ragazza
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ricompare in aula, e accanto a lei, stravaccato con le mani in tasca,
sfacciatamente disinvolto, c il tizio vestito di nero, lamichetto.
Di solito dagli studenti si leva un brusio continuo. Oggi il silenzio assoluto.
David non crede che sappiano cosa c nellaria, ma ovvio che stanno
aspettando di vedere come si comporter con lintruso. Gi, che cosa far?
Evidentemente la punizione alla sua auto non era sufficiente. Ci sono altre rate in
arrivo. Che cosa pu fare, se non digrignare i denti e pagare?
- Continueremo con Byron, - dice, tuffandosi negli appunti. - Come abbiamo
visto la settimana scorsa, la notoriet e gli scandali influirono non solo sulla vita
di Byron ma anche sul modo in cui le sue poesie furono accolte dal pubblico.
Luomo Byron si ritrov fuso insieme con le proprie creazioni poetiche... Aroldo,
Manfredi, persino Don Juan. Scandali. E un peccato che largomento della
lezione sia proprio quello, ma non se la sente di improvvisare.
Guarda Melanie di sfuggita. Di solito la ragazza prende appunti con foga. Oggi
invece ha unaria sparuta e spossata, sembra rannicchiata sul libro. A dispetto di
tutto, David si sente aprire il cuore. Povero passerotto, pensa, e dire che ti ho
stretta al petto! La volta scorsa ha ordinato agli studenti di leggere Laro,, e ora i
suoi appunti parlano di questa novella in versi. Non c modo di evitarla.
Comincia ad alta voce: - Straniero in questo mondo che respira, / spirito
errante da un altro mondo scagliato; / cosa dalloscura fantasia, che si cre / per
scelta pericoli gi scampati per caso. Chi vuole commentare questi versi? Chi
questo spirito errante? Perch si autodefinisce una cosa? Da quale mondo
proviene?
David ha smesso da lungo tempo di stupirsi della vastit dellignoranza dei
suoi studenti. Post-cristiani, post-storici, post-alfabetizzati, potrebbero essere
usciti da un uovo non pi tardi di ieri. Quindi non si aspetta che sappiano chi
sono gli angeli caduti e dove Byron possa averne letto. Tuttal pi le sue domande
saranno accolte da una salva di allegre congetture che, con un po di fortuna,
potr indirizzare verso il bersaglio. Ma oggi si scontra con il silenzio, un silenzio
ostinato e palpabile intorno allestraneo che si insinuato in mezzo a loro. Non
parleranno, non staranno al gioco, fintanto che ci sar un estraneo che ascolta,
giudica e li sfotte.
- Lucifero, - dice David. - Langelo scagliato gi dal cielo. Di come vivano gli
angeli sappiamo poco, ma possiamo presumere che non abbiano bisogno di
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ossigeno. A casa sua Lucifero, langelo nero, non ha bisogno di respirare. Ma
allimprovviso si trova scaraventato in questo nostro strano mondo che respira.
Errante: un essere che sceglie la sua strada, che vive spericolatamente, che
addirittura va in cerca del rischio. E adesso proseguiamo.
Il ragazzo non ha abbassato una sola volta gli occhi sul testo. Con il sorriso
sulle labbra, un sorrisetto in cui forse c un tocco di stupore, si beve le sue
parole.
- Era capace / a volte di rinunciare al suo per laltrui bene, / non per piet,
non perch sentisse obbligo, / ma per una strana perversione del pensiero, / che
lo spronava con segreto orgoglio / a fare ci che pochi o nessun farebbe; / e
questo stesso impulso, nellora della tentazione / analogamente istigava lanimo
suo al delitto. Dunque, che razza di creatura questo Lucifero?
Senza dubbio gli studenti sentono che tra il professore e lo sconosciuto c
come un flusso magnetico. La domanda sembra indirizzarsi al ragazzo e a lui
solo, e il ragazzo, come destato da un sonno profondo, risponde: - E uno che fa
quel che gli pare e piace. Non gli importa se giusto o sbagliato. Lo fa e basta.
- Esattamente. Giusto o sbagliato che sia, lo fa e basta. Non agisce in base a
un principio, ma secondo impulso, e la fonte dei suoi impulsi gli oscura. Leggete
qualche verso pi avanti: Non era la sua pazzia nella testa, ma nel cuore. Un
cuore matto. Che cos un cuore matto?
Sta chiedendo troppo. Il ragazzo vorrebbe spingere oltre la sua intuizione,
David se ne accorge. Vorrebbe dimostrare che le sue conoscenze non si fermano
alle motociclette e agli indumenti di cattivo gusto. E forse cos. Forse sa davvero
che cosa vuol dire avere un cuore matto. Ma l, in quellaula, davanti a quegli
sconosciuti, le parole non gli vengono. Scuote la testa.
- Non importa. Notate che non ci viene chiesto di condannare questo essere
con il cuore matto, questo essere che ha qualcosa di costituzionalmente sbagliato.
Anzi, siamo invitati a capirlo e a essere solidali con lui. Ma c un limite alla
solidariet. Perch anche se vive in mezzo a noi, non uno di noi. E esattamente
quello che dice di essere: una cosa, cio un mostro. Alla fin fine, lascia intendere
Byron, non sar possibile amarlo, non nel senso pi profondo e umano della
parola. Lucifero sar condannato alla solitudine.
Con la testa china, gli studenti scribacchiano le sue parole. Byron, Lucifero,
Caino, per loro non c differenza.
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Finiscono il poema. Poi David assegna i primi canti del Don Juan e termina la
lezione in anticipo. In mezzo alla folla di teste la chiama: - Melanie, posso
parlarti?
Con la faccia tirata, esausta, la ragazza si ferma. Di nuovo David sente il suo
cuore aprirsi. Se fossero soli labbraccerebbe, cercherebbe di rincuorarla. Amore
mio, la chiamerebbe.
- Andiamo nel mio ufficio? - dice invece.
Con il fidanzato alle calcagna, fa strada su per le scale fino alla sua porta. -Tu
aspetta qui, - dice al ragazzo, e gliela chiude in faccia.
Melanie si siede davanti a lui, con la testa sprofondata fra le spalle. - Mia
cara, - dice David, - so che stai attraversando un momento difficile, e non voglio
peggiorare le cose. Ma devo parlarti come insegnante. Ho dei doveri nei confronti
dei miei studenti, di tutti i miei studenti. Quello che il tuo amico fa fuori di qui
sono affari suoi. Ma non posso permettere che venga a disturbare le mie lezioni.
Diglielo da parte mia.
Quanto a te, devi dedicare pi tempo allo studio. Frequentare le lezioni con
maggiore assiduit. E soprattutto devi recuperare il compitino che hai saltato.
Melanie lo guarda sbalordita, quasi indignata. Mi hai allontanata da tutti, -
sembra voler dire. - Mi hai fatto portare il tuo segreto. Non sono pi una semplice
studentessa. Come puoi rivolgerti a me in questo modo?
Quando finalmente riesce a parlare, la sua voce cos sommessa che David la
ode a stento: - Non posso fare il compitino, non ho studiato. Ci che vorrebbe
dirle non pu essere detto, non con un minimo di decenza. Deve limitarsi a
lanciare un segnale, nella speranza che lei capisca. - Fa questo compitino,
Melanie, come tutti gli altri. Non importa se non sei preparata, ci che conta
farlo e non pensarci pi. Fissiamo una data. Che ne dici di luned prossimo,
durante la pausa di mezzogiorno? Cos avrai il fine settimana per studiare.
Melanie alza il mento, lo guarda negli occhi con aria di sfida. O non ha capito,
o rifiuta la mano tesa.
- Luned, qui nel mio ufficio, - ripete David. La ragazza si alza, si butta la
sacca sulla spalla.
- Melanie. Ho delle responsabilit. Fa almeno finta. Non rendere le cose pi
complicate del necessario.
Responsabilit: lei lo guarda e non lo degna nemmeno di una risposta.
31
La sera, mentre torna a casa dopo un concerto, David si ferma a un semaforo.
Gli passa accanto una motocicletta rombante, una Ducati argentea con due
figure in nero. Indossano il casco, ma lui li riconosce lo stesso. Melanie siede sul
sellino posteriore con le ginocchia divaricate, inarca il bacino. David si sente
lacerare da un brivido di desiderio. Io sono stato l! pensa. Poi la motocicletta
parte di scatto, portandola via.
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CAPITOLO V.



IL luned Melanie non si presenta per lesame. In compenso, nella cassetta
della posta delluniversit, David trova una notificazione ufficiale di ritiro: La
studentessa M. Isaacs si ritirata con effetto immediato dal corso COM 212.
Non pi di unora dopo, gli viene passata in ufficio una telefonata. - Professor
Lurie? Ha un momento per parlare? Mi chiamo Isaacs, telefono da George. Mia
figlia frequenta il suo corso, ha presente, Melanie.
S.
- Professore, abbiamo bisogno del suo aiuto. Melanie sempre stata una
brava studentessa, e adesso allimprovviso dice che ha intenzione di mollare
tutto. Per noi stato un colpo terribile.
- Non sono sicuro di avere capito.
- Melanie vuole abbandonare gli studi e cercarsi un lavoro. Mi sembra un tale
spreco, passare tre anni alluniversit, cavandosela egregiamente, per poi mollare
tutto prima di aver finito. Professore, non potrebbe fare quattro chiacchiere con
lei, cercare di riportarla alla ragione?
- Ha parlato con Melanie? Ha capito che cosa c dietro questa decisione?
- Mia moglie e io abbiamo passato il fine settimana al telefono, ma non siamo
riusciti a cavarle niente. Le hanno dato una parte in una commedia, e non pensa
ad altro. Forse sovraffaticata, stressata. Si butta sempre anima e corpo,
professore, fatta cos, si lascia prendere. Ma se lei le parlasse, forse la
convincerebbe a ripensarci. Ha un gran rispetto per lei. Non vogliamo che butti
via tutti questi anni per niente.
Sicch Melanie-Melni, con i suoi ciondoli comprati allOriental Plaza e il suo
buio totale su Wordsworth, prende le cose a cuore. Non lavrebbe mai
immaginato. Che altro gli sfuggito di quella ragazza?
- Non sono sicuro, signor Isaacs, di essere la persona giusta per parlare a
Melanie.
- Lo , professore, lo ! Le ripeto, Melanie ha un gran rispetto per lei.
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Rispetto? Lei vive in un altro mondo, signor Isaacs. Sua figlia ha perso il
rispetto per me parecchie settimane fa, e per ottime ragioni. Ecco quel che
dovrebbe dirgli. Invece: -Vedr quel che posso fare.
Non te la caverai impunemente, pensa subito dopo. E pap Isaacs, nella
lontana George, non dimenticher questa conversazione, piena di bugie e risposte
evasive. Vedr quel che posso fare. Perch non uscire allo scoperto? Sono il
baco nella mela, - avrebbe dovuto dire. - Come posso aiutarla se sono io la fonte
delle sue pene?
Quando le telefona, risponde la cugina. Melanie non pu venire, dice Pauline
con voce gelida. - Che diavolo significa che non pu venire? - Significa che non
vuole parlare con lei. - Le dica che si tratta della sua decisione di ritirarsi. Le dica
di non essere precipitosa.
Il mercoled la lezione va male, il venerd peggio ancora. La frequenza bassa;
gli unici studenti che si fanno vedere sono i mansueti, i passivi, i docili. C una
sola spiegazione. La sua storia con Melanie di dominio pubblico.
Mentre si trova nella segreteria della facolt sente una voce alle sue spalle: -
Dove posso trovare il professor Lurie?
- Sono io, - dice senza pensarci.
Luomo che ha parlato piccolo, magro, con le spalle curve. Indossa un abito
blu troppo grande e puzza di sigaretta.
- Professor Lurie? Ci siamo parlati al telefono. Isaacs.
- Ah. Piacere di conoscerla. Vuol venire nel mio ufficio?
- Non sar necessario -. Luomo fa una pausa, si concentra, prende un respiro
profondo. - Professore, - comincia, calcando con enfasi la parola, - lei sar anche
molto istruito e tutto il resto, ma ci che ha fatto sbagliato -. Si ferma un
attimo, scuote la testa. - E sbagliato.
Le due segretarie non fingono nemmeno di nascondere la loro curiosit.
Nellufficio ci sono degli studenti; appena la voce dello sconosciuto sale di tono,
cade il silenzio.
- Vi mandiamo i nostri figli perch ci fidiamo di voi. Se non possiamo fidarci
delluniversit, di chi ci fideremo? Non pensavamo certo di mandare nostra figlia
in un covo di vipere. No, professor Lurie, lei sar illustre e potente, avr chiss
quante lauree, ma se fossi in lei mi vergognerei profondamente di me stesso, che
34
Dio mi aiuti. Se ho preso un abbaglio, lo dica subito, ma non credo proprio, glielo
si legge in faccia.
E vero, o adesso o mai pi: chi ha qualcosa da dire parli. Ma David se ne sta l
con la lingua annodata, il sangue che gli martella nelle orecchie. Una vipera:
come potrebbe negarlo?
- Mi scusi, - bisbiglia, - ho da fare -. Rigido come un pezzo di legno, si gira ed
esce.
Isaacs lo insegue nel corridoio affollato. - Professore! Professor Lurie! - gli
grida dietro. - Non pu scappare a questo modo! Avr mie notizie, glielo assicuro!
E cos che comincia. La mattina dopo, con sorprendente rapidit, gli arriva un
memorandum dallufficio del vicerettore (Rapporti con gli studenti), in cui lo
avvertono che stata presentata una denuncia contro di lui in base allarticolo
3.1 del Codice di deontologia professionale dellUniversit. Deve contattare
lufficio del vicerettore il pi presto possibile.
La notifica - che arriva in una busta con la scritta Confidenziale -
accompagnata da una copia del Codice. Larticolo 3 tratta delle vessazioni e
molestie per motivi di razza, di etnia, di religione, di sesso e di tendenze sessuali,
di menomazione fisica. Il primo comma dellarticolo 3 si occupa delle vessazioni e
molestie degli insegnanti ai danni degli studenti.
Un secondo documento riporta le norme che regolano la composizione e le
competenze delle commissioni dinchiesta. David lo legge, con il cuore che gli
palpita sgradevolmente. A met perde la concentrazione. Si alza, chiude a chiave
la porta dellufficio, si siede con il foglio in mano, cercando di immaginare che
cosa sia successo.
Melanie non avrebbe mai preso uniniziativa simile da sola, ne sicuro. E
ingenua, ignara del suo potere. Dietro questa storia c lui, lometto con il vestito
troppo grande, lui e la cugina Pauline, la bruttona, la dama di compagnia.
Devono averla logorata con un fiume di parole fino a convincerla, poi lhanno
portata in amministrazione.
Vogliamo sporgere una querela, deve avere detto il padre.
Una querela? Che genere di querela?
E una questione privata.
Per molestie, - sar intervenuta la cugina Pauline, mentre Melanie
sprofondava in un silenzio imbarazzato. - Da parte di un professore.
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Andate nella stanza vattelappesca.
Nella stanza vattelappesca il buon Isaacs diventa pi ardimentoso.
Vogliamo sporgere querela contro uno dei vostri professori.
Ci avete pensato bene? Siete sicuri di voler imboccare questa strada?
Domanda di rito, secondo procedura.
S, sappiamo quel che facciamo, dice il signor Isaacs, lanciando
unocchiataccia alla figlia, sfidandola a obiettare.
C da compilare un modulo. Ed ecco che modulo e penna compaiono davanti
a loro. Una mano afferra la penna, una mano che David ha baciato, una mano
che David conosce intimamente. Prima il nome della querelante: MELANIE
ISAACS, accuratamente in stampatello. Poi la mano scende esitando lungo la
colonna di caselle, cercando quella da spuntare. LI, indica il dito paterno
macchiato di nicotina. La mano rallenta, si ferma, fa la X, la croce della giustizia:
Jaccuse. Poi lo spazio per il nome dellaccusato. DAVID LURIE, scrive la mano:
PROFESSORE. Finalmente, a pie di pagina, la data e la firma: larabesco della
M, la I con lenergico occhiello, lo squarcio verso il basso della I, il ghirigoro
della s finale.
Il dado tratto. Due nomi su un foglio, di un uomo e una donna, fianco a
fianco. Due persone in un letto, non pi amanti ma nemiche.
David chiama lufficio del vicerettore e gli viene fissato un appuntamento per
le cinque, fuori orario.
Alle cinque in punto in corridoio che aspetta. Aram Hakim, giovane e
untuoso, si affaccia alla porta e lo fa entrare. Nella stanza ci sono gi altre due
persone: Elaine Winter, preside della sua facolt, e Parodia Rassool, dellIstituto
di Scienze sociali, che presiede la commissione universitaria sulla
discriminazione.
- E tardi, David, e sappiamo perch siamo qui, - dice Hakim, - quindi andiamo
subito al sodo. Come risolviamo questa storia?
- Potreste informarmi sulla querela.
- Benissimo. Stiamo parlando di una querela presentata da Melanie Isaacs. E
anche - Hakim lancia unocchiata a Elaine Winter - di alcune precedenti
irregolarit riguardanti la stessa signorina Isaacs. Elaine?
Elaine Winter coglie la palla al balzo. David non le mai piaciuto; lo considera
un residuo del passato. Prima se lo tolgono di torno meglio .
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- Stiamo indagando sulla frequenza della signorina Isaacs, David. Secondo
lei... le ho parlato al telefono... venuta a lezione solo due volte nellultimo mese.
Se fosse vero, avresti dovuto avvertirci. Dice anche di avere saltato il compitino di
met semestre. Eppure, - Elaine abbassa gli occhi su un registro, - stando alle
tue annotazioni, risulta sempre presente e ha un settanta come voto di met
corso -. La donna lo fissa con sguardo interrogativo. - Dunque, se non ci sono
due Melanie Isaacs...
- Ce n una sola, - linterrompe David. - Non ho scuse.
Hakim interviene in tono conciliatorio. -Amici, non il momento n il luogo
per entrare nel merito delle cose. Quello che dobbiamo fare - fissa le due colleghe
negli occhi - chiarire la procedura. Non occorre che ti dica, David, che verr
usata la massima discrezione, te lo posso assicurare. Tanto il tuo nome quanto
quello della signorina Isaacs saranno tutelati. Verr istituita una commissione.
Suo compito sar stabilire se ci sono fondati motivi per unazione disciplinare. Tu
o il tuo legale avrete la possibilit di ricusare i membri della commissione. Le sue
udienze si terranno a porte chiuse. Nel frattempo, fin quando la commissione non
comunicher le sue raccomandazioni al rettore e il rettore decider il da farsi,
tutto va avanti come prima. La signorina Isaacs si ufficialmente ritirata dal tuo
corso, e ci aspettiamo che tu ti astenga da qualsiasi contatto con lei. Ho
dimenticato qualcosa? Parodia, Elaine?
Con le labbra serrate, la dottoressa Rassool scuote la testa.
- Sono sempre delle vicende complicate, queste accuse di molestie, complicate
oltre che disgraziate, ma siamo convinti che le nostre procedure siano buone ed
eque, quindi affronteremo la situazione un passo alla volta, attenendoci alle
regole. Se posso darti un parere, studiati le procedure e magari fatti consigliare
da un legale.
David sta per rispondergli, ma Hakim alza una mano per bloccarlo. - Dormici
su, David, - dice.
Questo troppo. - Non dirmi quel che devo fare. Non sono un bambino. David
se ne va come una furia, ma ledificio chiuso e il portiere se n andato a casa.
Anche la porta sul retro chiusa, cos deve aspettare Hakim perch lo faccia
uscire.
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Piove. - Ti do un passaggio con lombrello, - dice Hakim, poi, arrivati alla
macchina, aggiunge: - Sul piano personale, David, voglio dirti che hai tutta la mia
comprensione. Davvero. Queste storie possono trasformarsi in un inferno.
David conosce Hakim da anni; in passato, quando ancora maneggiava la
racchetta, giocavano insieme a tennis. Ma adesso non in vena di cameratismo
maschile. Fa un gesto irritato e sinfila in auto.
Il caso dovrebbe essere confidenziale, ma non lo , visto che ovviamente la
gente parla. Altrimenti perch, quando entra nella sala professori, le chiacchiere
si spengono allimprovviso? Perch una giovane collega, con la quale ha
mantenuto finora rapporti assolutamente cordiali, posa la tazza di t e se ne va,
passandogli accanto come se non esistesse? Perch solo due studenti si
presentano alla prima lezione su Baudelaire?
Il mulino dei pettegolezzi, pensa David, che gira giorno e notte, macinando
reputazioni. La comunit dei virtuosi, che si riunisce di nascosto, al telefono,
dietro porte chiuse. Bisbigli pieni di maligna soddisfazione. Prima la sentenza, poi
il processo.
Nei corridoi della facolt, David simpone di camminare a testa alta. Va a
parlare con il legale che lha assistito durante il divorzio. - Sgombriamo subito il
campo, - dice lavvocato, - sono vere le accuse?
- Quanto basta. Avevo una relazione con la ragazza.
- Seria?
- La seriet migliora o peggiora le cose? Dopo una certa et tutte le relazioni
sono serie. Come gli infarti.
- Sul piano strategico, ti consiglio di cercarti un avvocato donna -. Gli fa un
paio di nomi. - Punta a un accordo privato. Fai qualche promessa, magari prendi
un periodo di congedo, e in cambio luniversit convince la ragazza, o la sua
famiglia, a lasciar cadere le accuse. E il massimo che puoi sperare. Beccati un
cartellino giallo. Riduci al minimo i danni, aspetta che lo scandalo passi.
- Che genere di promesse?
- Volontariato. Psicoterapia comportamentale. Qualunque cosa tu riesca a
negoziare.
- Psicoterapia? Ho bisogno di uno psicologo?
- Non fraintendermi. Sto solo dicendo che potrebbe essere una delle vie
duscita.
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- Per guarire? Per curare le mie disdicevoli voglie? Lavvocato fa spallucce. -
Mettila come vuoi.
Al campus in corso la Settimana di sensibilizzazione sulla violenza sessuale.
LAssociazione femminile contro lo stupro annuncia una veglia di ventiquattrore
per solidariet verso le recenti vittime. Qualcuno gli infila sotto la porta un
opuscolo: La voce delle donne. In fondo, scribacchiato a matita, c un messaggio:
Hai chiuso, Casanova. David va a cena con lex moglie Rosalind. Sono separati
da otto anni; lentamente, con circospezione, stanno ridiventando amici, o
qualcosa di simile. Veterani di guerra. Il fatto che Rosalind viva ancora nei
paraggi lo rassicura; forse anche lei prova lo stesso nei suoi confronti. Qualcuno
su cui contare quando arriva il peggio: la caduta in bagno, il sangue nelle feci.
Parlano di Lucy, lunica figlia nata dal suo primo matrimonio, che adesso vive
in una fattoria nella parte orientale della Provincia del Capo. - Forse la vedr
presto, - dice David, - ho intenzione di prendermi una vacanza.
- Durante il semestre?
- E quasi finito. Mancano solo un paio di settimane.
- Non sar che ti sei messo nei guai.
- Chi te lha detto?
- La gente chiacchiera, David. Lo sanno tutti di questa tua ultima scappatella,
fin nei particolari pi piccanti. Non interessa a nessuno metterla a tacere, se non
a te. Posso dirti che stai facendo la figura dello stupido?
- No, non puoi.
-Te lo dico lo stesso. Una vicenda stupida, e anche squallida. Non so come
tarrangi per il sesso e non voglio saperlo, ma questo non certo il modo giusto.
Quanti ne hai, di anni... cinquantadue? Pensi che una ragazzina provi piacere
nellandare a letto con un uomo della tua et? Pensi che provi gusto a vederti nel
bel mezzo del...? Non ci hai mai pensato?
David tace.
- Non aspettarti comprensione da parte mia, David, e non aspettartela da
nessun altro. Niente comprensione, niente piet, non con i tempi che corrono.
Avrai tutti contro, e giustamente. Davvero, come hai potuto fare una cosa simile?
Ecco il vecchio tono, il tono degli ultimi anni di vita coniugale: infervorata
recriminazione. Persino Rosalind deve essersene accorta. Ma probabilmente ha
ragione. Forse un diritto dei giovani essere protetti dalla vista dei vecchi negli
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spasimi della passione. In fondo per questo che ci sono le puttane: per
sopportare le estasi degli esseri disgustosi.
- A parte questo, - continua Rosalind, - stavi dicendo che andrai a trovare
Lucy?
- S, dopo linchiesta voglio passare un po di tempo con lei.
- Linchiesta?
- C una commissione dinchiesta che si riunir la settimana prossima.
- Fanno le cose molto in fretta. E dopo che avrai visto Lucy?
- Non lo so. Non credo che mi lasceranno tornare alluniversit. E non sono
nemmeno sicuro di averne voglia.
Rosalind scuote la testa. - Fine ingloriosa di una carriera, non ti pare? Non ti
chieder se ne sia valsa la pena. Come occuperai il tempo? E che ne sar della
tua pensione?
- Arriveremo a un accomodamento. Non possono buttarmi fuori senza un
soldo.
- Davvero? Ne sei convinto? Quanti anni ha la tua... ganza?
- Venti. E maggiorenne. Abbastanza grande per sapere che cosa fa.
- Corre voce che avesse preso delle pillole per dormire. E vero?
- Mi giunge nuova. Mi sembra una montatura. Chi ti ha raccontato queste
frottole?
Rosalind ignora la domanda. - Si era presa una cotta per te? Lhai usata e
piantata?
- No a entrambe le domande.
- Allora perch questa querela?
- Che ne so? Non ha avuto fiducia in me. C stata una specie di battaglia
dietro le quinte di cui non ero informato. Un fidanzato geloso. Dei genitori
indignati. Alla fine deve essere crollata. Sono stato preso alla sprovvista.
- Potevi immaginarlo, David. Sei troppo vecchio per mettere le mani sui figli
degli altri. Dovevi essere pronto al peggio. Sia come sia, davvero una storia
avvilente.
- Non mi hai chiesto se mi sono innamorato di lei. Non sarebbe corretto
chiedermi anche quello?
- Come vuoi. Sei per caso innamorato di questa giovane donna che sta
trascinando il tuo nome nel fango?
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- Non colpa sua. Non prendertela con lei.
- Non prendermela con lei! Ma da che parte stai? Certo che me la prendo con
lei! Con te e con lei. Lintera vicenda vergognosa, dal principio alla fine.
Vergognosa e anche volgare. E te lo dico senza alcun rincrescimento.
A questo punto, un tempo, David se ne sarebbe andato furibondo. Ma stasera
non reagisce. Ormai hanno tutti e due la pelle spessa.
Il giorno dopo Rosalind gli telefona. - David, hai gi visto Argus questa
mattina?
- No.
- Be, preparati. C un pezzo su di te.
- Che cosa dice?
- Leggitelo.
Il servizio di cronaca in terza pagina. E intitolato Professore accusato di
molestie sessuali. David scorre velocemente le prime righe: ...dovr comparire
davanti a una commissione disciplinare per rispondere dellaccusa di molestie
sessuali. La Cape Town University non lascia trapelare nulla sullultimo di una
lunga serie di scandali, fra cui borse di studio fraudolente e racket del sesso nelle
case degli studenti. Lurie (53 anni), autore di un libro sul poeta naturalista
inglese William Wordsworth, non ha voluto rilasciare dichiarazioni.
William Wordsworth (1770-1850), poeta della natura. David Lurie (1945-?),
commentatore e ignobile discepolo di William Wordsworth. Benedetto il neonato.
Non un esule lui. Benedetto il neonato.
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CAPITOLO VI.



Ludienza si tiene in una sala riunioni adiacente allufficio di Hakim. David
viene fatto entrare e invitato a sedersi davanti al tavolo da Manas Mathabane in
persona, professore di Studi religiosi, che presieder linchiesta. Alla sua sinistra
ci sono Hakim, la sua segretaria e una giovane donna che sembra una
studentessa; alla sua destra i tre membri della commissione.
David non nervoso. Anzi, si sente sicuro di s. Il cuore batte a un ritmo
regolare, ha dormito bene. Vanit, gli viene da pensare, la pericolosa vanit del
giocatore dazzardo; vanit e ipocrisia. Sta affrontando questo scoglio con lo
spirito sbagliato. Ma non gliene frega niente.
Saluta con un cenno del capo i membri della commissione. Due li conosce:
Parodia Rassool e Desmond Swarts, preside della facolt di Ingegneria. Il terzo,
stando ai fogli che ha davanti a s, una docente di Economia e commercio.
- Lorganismo qui riunito, professor Lurie, - dice Mathabane aprendo la
seduta, - non ha alcun potere. Pu solo dare un parere. Inoltre, lei ha il diritto di
obiettare alla sua composizione. Quindi le chieder subito: c qualche membro
della commissione che a suo avviso potrebbe esserle di pregiudizio?
- Non ho alcuna obiezione sul piano giuridico, - risponde David, - solo delle
riserve di carattere filosofico, ma suppongo che siano fuori questione.
Al tavolo tutti si agitano, a disagio. - Credo che faremo meglio ad attenerci al
piano giuridico, - dice Mathabane. - Dunque non ricusa alcun membro della
commissione. Obietta alla presenza di unosservatrice dellassociazione
studentesca Alleanza contro la discriminazione?
- Non temo la commissione e non temo gli osservatori.
- Molto bene. Passiamo al motivo di questa udienza. La prima querela viene
dalla signorina Melanie Isaacs, una studentessa del corso di teatro, che ha
rilasciato una dichiarazione di cui tutti avete copia. Volete che la riassuma?
Professor Lurie?
- Devo dedurne, signor presidente, che la signorina Isaacs non comparir di
persona?
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- La signorina Isaacs stata ascoltata ieri. Le ricordo nuovamente che questo
non un processo ma una semplice inchiesta. Le nostre regole procedurali non
sono le stesse di un tribunale. Ha qualcosa in contrario?
- No.
- Una seconda accusa collegata alla prima, - continua Mathabane, - proviene
dalla segreteria e riguarda la validit del corso di studi della signorina Isaacs.
Limputazione che la signorina Isaacs non abbia frequentato tutte le lezioni, n
abbia svolto tutti i compiti scritti, n abbia superato tutti gli esami, come invece
risulta dalle sue registrazioni.
- Le accuse sono queste?
- Esattamente.
David prende un profondo respiro. - Sono sicuro che i membri della
commissione hanno di meglio da fare che rimasticare una storia per la quale non
ci sar alcuna disputa. Mi riconosco colpevole di entrambe le accuse. Emettete il
vostro verdetto e torniamocene a casa.
Hakim si sporge verso Mathabane. Si bisbigliano qualcosa.
- Professor Lurie, - dice Hakim, - sono costretto a ripeterle che questa una
commissione dinchiesta. La nostra funzione quella di ascoltare entrambe le
parti e pronunciare un parere. Non abbiamo alcun potere decisionale. Le chiedo
di nuovo se non sarebbe meglio che si facesse rappresentare da qualcuno che
conosca le nostre procedure.
- Non ho bisogno di farmi rappresentare. Posso benissimo rappresentarmi da
me. Devo dedurne che, pur essendomi riconosciuto colpevole, dobbiamo
continuare ludienza?
- Desideriamo darle la possibilit di chiarire la sua posizione.
- Mi sembra di averla gi chiarita. Sono colpevole.
- Colpevole di che cosa?
- Di tutte le accuse.
- Ci sta facendo girare a vuoto, professor Lurie.
- Di tutto ci che afferma la signorina Isaacs, e di avere falsificato i registri.
A questo punto interviene Parodia Rassool. - Dice di accettare le dichiarazioni
della signorina Isaacs, professor Lurie, ma le ha lette?
- Non ho nessuna voglia di leggere le dichiarazioni della signorina Isaacs. Le
accetto. Non vedo perch dovrebbe mentire.
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- Non sarebbe prudente leggerle prima di accettarle?
- No. Nella vita ci sono cose pi importanti della prudenza.
Parodia Rassool si lascia andare contro lo schienale della sedia. - Mi sembra
un atteggiamento donchisciottesco, professor Lurie; pensa di poterselo
permettere? Ho limpressione che ci costringer a proteggerla da se stesso -. E
rivolge ad Hakim un gelido sorriso.
- Dice di non essersi fatto consigliare da un avvocato. Ha consultato
qualcuno... un sacerdote, per esempio, o uno psicologo? Sarebbe disposto a fare
della psicoterapia?
La domanda gli viene rivolta dalla giovane docente di Economia e commercio.
David sente la rabbia montargli dentro. - No, non sono andato da uno psicologo,
n intendo andarci. Sono un uomo fatto e finito. Non amo farmi dare consigli.
Sono ormai fuori della portata di qualsiasi consiglio -. Si volta verso Mathabane. -
Mi sono riconosciuto colpevole, - aggiunge. - C qualche ragione per cui questa
discussione deve proseguire?
Mathabane e Hakim si consultano bisbigliando.
- E stato proposto, - dice Mathabane, - che la commissione sospenda
ludienza per discutere lammissione di colpa del professor Lurie.
Tutti annuiscono.
- Professor Lurie, posso chiederle di uscire per qualche minuto, anche lei
signorina Van Wyk, mentre deliberiamo?
David e losservatrice dellassociazione studentesca si ritirano nellufficio di
Hakim. Non si scambiano nemmeno una parola; la ragazza appare palesemente a
disagio. Hai chiuso, Casanova. Che cosa penser di Casanova, adesso che se lo
ritrova faccia a faccia?
Poco dopo vengono richiamati. Latmosfera nella stanza non promette nulla di
buono, gli sembra in qualche modo inacidita.
- Dunque, - dice Mathabane, - per riassumere: professor Lurie, lei ammette
che le accuse rivoltele sono vere?
- Accetto qualunque cosa la signorina Isaacs abbia dichiarato.
- Dottoressa Rassool, vuole aggiungere qualcosa?
- SI. Voglio che sia messa a verbale unobiezione alle risposte del professor
Lurie, che ritengo evasive. Il professor Lurie dice di accettare le accuse. Ma
quando cerchiamo di metterlo alle strette per capire di che cosa effettivamente si
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riconosca colpevole, otteniamo solo una velata derisione. In un caso con
implicazioni di questo genere, la collettivit ha diritto...
Questa non pu lasciargliela passare. - Il caso non ha alcuna implicazione, -
sbotta David.
- La collettivit ha il diritto di sapere, - continua la Rassool senza dargli retta,
alzando la voce con consumata disinvoltura, - di che cosa esattamente il
professor Lurie si riconosca colpevole, dunque per che cosa venga censurato.
Mathabane la corregge: - Se verr censurato.
- Se verr censurato. Mancheremmo al nostro dovere se non avessimo
perfettamente chiaro, e non rendessimo perfettamente chiaro nel nostro parere,
per che cosa viene censurato il professor Lurie.
- Noi abbiamo le idee chiarissime, dottoressa Rassool. Il punto se siano
altrettanto chiare quelle del professor Lurie.
- Esattamente. Lei ha espresso alla perfezione ci che intendevo dire.
Sarebbe pi saggio tenere la bocca chiusa, ma David non lo fa. - Ci che
avviene nella mia testa sono affari miei, non tuoi, Parodia. Quello che volete da
me non una risposta ma una confessione. Be, non ci sar alcuna confessione.
Ho fatto la mia dichiarazione, come mio diritto. Mi sono riconosciuto colpevole
delle accuse che mi sono state rivolte. Pi in l non vado.
- Signor presidente, devo protestare. Qui la questione supera le mere
sottigliezze formali. Il professor Lurie ammette di essere colpevole, ma io mi
domando se riconosca davvero la sua colpa o se stia solo fingendo nella speranza
che il caso finisca sepolto sotto un mare di carta e sia dimenticato. Se cos,
chiedo che gli venga inflitta la massima punizione.
- Le ricordo ancora una volta, dottoressa Rassool, - dice Mathabane, - che non
spetta a noi infliggere punizioni.
-Allora dovremmo raccomandare la massima punizione. Che il professor Lurie
sia cacciato con decorrenza immediata e perda tutti i benefici e privilegi acquisiti.
- David? - La voce quella di Desmond Swarts, che fino a questo momento
non ha aperto bocca. - David, sei sicuro di affrontare le cose nel modo migliore? -
Swarts si volta verso Mathabane. - Signor presidente, come ho gi detto mentre il
professor Lurie era fuori, sono convinto che in quanto membri di una comunit
universitaria non dovremmo procedere contro un collega in maniera rigidamente
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formale. David, sei sicuro di non volere un rinvio per avere il tempo di riflettere e
magari farti assistere da un avvocato?
- Perch? Su che cosa devo riflettere?
- Sulla gravit della tua situazione, della quale non sono sicuro che tu ti renda
conto. Per dirlo chiaro e tondo, rischi di perdere il posto. Non uno scherzo di
questi tempi.
- Allora che cosa mi consigli di fare? Eliminare dal mio tono la velata derisione
che tanto irrita la dottoressa Rassool? Versare lacrime di contrizione? Che cosa
baster a salvarmi?
- Forse stenterai a crederlo, David, ma le persone riunite intorno a questo
tavolo non sono tue nemiche. Tutti abbiamo i nostri momenti di debolezza, siamo
esseri umani. Il tuo caso non isolato. Ci piacerebbe trovare un modo perch tu
potessi continuare la tua carriera universitaria.
Hakim si intromette con disinvoltura. - Vorremmo poterti aiutare, David, a
trovare una via duscita da questo incubo.
Sono suoi amici. Vogliono salvarlo dalle sue debolezze, svegliarlo dai suoi
incubi. Non vogliono che finisca in strada a chiedere lelemosina. Vogliono
rivederlo in aula.
- In questo coro di benevolenza, - dice David, - non odo voci femminili. Cade il
silenzio.
- Benissimo, confesser. La storia comincia una sera, non so pi la data
esatta, ma non molto tempo fa. Stavo attraversando i giardini del vecchio college,
e lo stesso, casualmente, stava facendo la giovane donna che mi accusa, la
signorina Isaacs. I nostri cammini si sono incrociati. Abbiamo scambiato due
parole, e in quellistante successo qualcosa che, non essendo poeta, non
cercher di descrivere. Basti dire che entrato in scena Eros. Da quel momento
tutto cambiato.
-Tutto che cosa? - domanda cautamente la docente di Economia e commercio.
- Non ero pi me stesso. Non ero pi un cinquantenne divorziato e padrone
della sua vita. Sono diventato schiavo di Eros.
- Sta offrendoci una giustificazione? Impulso ingovernabile?
- Non una giustificazione. Volevate una confessione, eccovi la confessione.
Quanto allimpulso, era tuttaltro che ingovernabile. Ho vinto impulsi analoghi
molte volte, in passato, lo dico con vergogna.
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- Non pensi, - lo interrompe Swarts, - che per sua natura la vita accademica
richieda certi sacrifici? Che per il bene comune dobbiamo privarci di certe
gratificazioni?
- Ti riferisci a un divieto dintimit fra generazioni diverse?
- No, non necessariamente. Ma in quanto insegnanti occupiamo posizioni di
potere. Magari un divieto di mescolare i rapporti di potere con i rapporti sessuali.
Da quanto ho capito, ci che stava avvenendo in questo caso. E se non un
divieto, unestrema cautela.
A questo punto interviene Parodia Rassool. - Stiamo di nuovo girando a vuoto,
signor presidente. S, dice il professor Lurie, sono colpevole; ma, quando gli
chiediamo di specificare meglio, ecco che allimprovviso, invece di confessare la
violenza su una giovane donna, ci parla semplicemente di un impulso cui non ha
saputo resistere, senza il minimo cenno alle sofferenze che ha causato, senza il
minimo cenno alla lunga storia di sfruttamento di cui questo episodio fa parte.
Per questo sostengo che inutile continuare a discutere con il professor Lurie.
Dobbiamo prendere la sua ammissione di colpa alla lettera ed emettere il nostro
parere di conseguenza.
Violenza: stava aspettando questa parola. Pronunciata con la voce vibrante
della virt offesa. Ma quando lo guarda che cosa vede, quella Rassool, per riuscire
a raggiungere simili parossismi di rabbia? Uno squalo in mezzo a inermi
pesciolini? Oppure i suoi occhi hanno unaltra visione: un grosso maschio con le
ossa spesse che piomba su una ragazza-bambina, una manaccia che soffoca le
sue grida? Che assurdit! Poi ha un lampo: ieri erano riuniti l, in quella stessa
stanza, e davanti a loro cera Melanie, che gli arriva a stento alla spalla. Impari:
come potrebbe negarlo?
- Mi trovo daccordo con la dottoressa Rassool, - dice la docente di Economia e
commercio. - Se il professor Lurie non ha nulla da aggiungere, penso che
dovremmo prendere una decisione.
- Prima, signor presidente, - dice Swarts, - vorrei chiedere unultima volta al
professor Lurie di ripensarci. Sarebbe disposto a sottoscrivere una dichiarazione?
- Ma perch? Perch cos importante che sottoscriva una dichiarazione?
- Perch servirebbe a raffreddare una situazione che andata
surriscaldandosi. In linea di principio avremmo tutti preferito risolvere questa
faccenda lontano dai riflettori. Ma non stato possibile. Al caso stato dato molto
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risalto, ci sono implicazioni che sfuggono al nostro controllo. Gli occhi di tutti
sono puntati sullUniversit per vedere come risolveremo la cosa. Ascoltandoti,
David, ho limpressione che tu sia convinto di essere trattato ingiustamente. Ti
sbagli. La commissione sta facendo del suo meglio, cos almeno pensiamo, per
giungere a un compromesso che ti permetta di conservare il lavoro. Per questo ti
chiedo se non saresti disposto a rilasciare una dichiarazione pubblica che ci
permetta di raccomandare una punizione inferiore al licenziamento con censura.
- Intendi dire che dovrei cospargermi il capo di cenere e chiedere clemenza?
Swarts sospira. - David, non ti giova farti beffe dei nostri sforzi. Accetta
almeno un rinvio, in modo da poter rivedere la tua posizione.
- Che cosa volete che ci sia nella mia dichiarazione?
- Lammissione che hai sbagliato.
- Ma lho gi ammesso. Liberamente. Per quanto riguarda le accuse che mi
sono state rivolte, sono colpevole.
- Non giocare a rimpiattino con noi, David. C una notevole differenza fra
riconoscere di essere colpevole e ammettere di aver sbagliato, e tu lo sai.
- E con questo vi riterrete soddisfatti: lammissione che ho sbagliato?
- No, - dice Parodia Rassool. - Non funziona cos. Prima il professor Lurie deve
fare la sua dichiarazione. Poi noi decideremo se considerarla unattenuante. Non
negozieremo in anticipo quale dovr essere il contenuto. La dichiarazione dovr
venire da lui, con parole sue. Cos potremo vedere se nasce dal cuore.
- E tu hai la presunzione, dalle parole che user, di capire se vengono dal
cuore?
- Valuteremo latteggiamento. Vedremo se esprimono pentimento.
- Daccordo. Ho approfittato della mia posizione nei confronti della signorina
Isaacs. Ho fatto male e mi rincresce. E sufficiente?
- La questione non se queste parole siano sufficienti per me, professor Lurie,
ma se lo siano per lei. Queste parole riflettono sinceramente il suo stato danimo?
David scuote la testa. - Ti ho detto le parole che volevi, ma non ti basta
ancora, adesso vuoi che ti dimostri la loro sincerit. E ridicolo. Nemmeno la legge
pretende tanto. Ne ho abbastanza. Atteniamoci alla procedura. Mi riconosco
colpevole. Oltre non sono disposto ad andare.
- Va bene, - dice Mathabane. - Se non ci sono altre domande per il professor
Lurie, lo ringrazio per essersi presentato e lo lascio libero. Dapprima non lo
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riconoscono. David gi a met delle scale quando sente il grido: E lui!, seguito
da un precipitoso rumore di passi. Lo raggiungono in fondo; uno gli afferra
addirittura la giacca per rallentarlo.
- Possiamo parlare un minuto, professor Lurie? - dice una voce. David la
ignora, facendosi largo nellatrio affollato, dove la gente si gira a fissare quel
signore alto che scappa dai suoi inseguitori. Una donna gli sbarra la strada. -
Fermo! - dice. David distoglie il volto, allunga una mano. C il lampo di un flash.
Una ragazza gli gira intorno. I capelli, intrecciati con perline dambra, le
pendono dritti ai due lati del viso. Sorride, mostrando i denti bianchi e regolari. -
Possiamo fermarci e parlare? - gli domanda.
- Di che cosa?
Gli viene messo un registratore sotto il naso. David lo spinge via.
- Di come sono andate le cose, - dice la ragazza.
- Quali cose?
Un altro lampo del flash.
- Lo sa benissimo, ludienza.
- Non posso rilasciare commenti sulludienza.
- Va bene, di che cosa ci vuole parlare allora?
- Non voglio affatto parlare.
Sfaccendati e curiosi cominciano ad accalcarsi intorno al gruppetto. Per
andarsene, David dovr aprirsi un varco anche in mezzo a loro.
- E dispiaciuto? - domanda la ragazza. Il registratore si riavvicina. - E pentito
di quello che ha fatto?
- No, - dice David. - E stata unesperienza che mi ha arricchito. Il sorriso della
ragazza non ha cedimenti. - Quindi la rifarebbe?
- Non credo che mi verr data unaltra opportunit.
- Ma se lavesse?
- Questa una domanda viziosa.
La ragazza non sazia, vuole altre parole per la pancia del suo piccolo
apparecchio, ma in quel momento non trova lappiglio per risucchiare David nel
campo dellindiscrezione.
- Che cosa ha detto dellesperienza? - bisbiglia qualcuno.
- Che lha arricchito. ; C una risatina.
- Domandagli se ha chiesto scusa, - grida qualcuno alla ragazza.
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- Gi fatto.
Confessioni, scuse: perch questa sete di umiliazione? Allimprovviso cade il
silenzio. La piccola folla lo circonda come un gruppo di cacciatori che abbia
intrappolato una strana bestia e non sappia come finirla.
La fotografia compare il giorno dopo sul giornale degli studenti, con la
didascalia: Chi lasino, adesso? David ha gli occhi al cielo e una mano tesa per
afferrare la macchina fotografica. La posa gi ridicola di per s, ma ci che
rende limmagine un piccolo capolavoro un cestino della carta rovesciato che un
ragazzo con un sorriso da un orecchio allaltro tiene sopra di lui. Per un effetto
prospettico, il cestino sembra posato sulla sua testa come il berretto dellasino.
Contro una foto simile, che speranze ha?
La commissione mantiene assoluto riserbo sul verdetto, dice il titolo. La
commissione disciplinare che indaga sulle accuse di molestie e false registrazioni
a carico del professore di Scienze della comunicazione David Lurie ha mantenuto
assoluto riserbo sul verdetto emesso ieri. Il presidente Manas Mathabane si
limitato a dire che gli atti sono stati trasmessi al rettore per i provvedimenti del
caso.
In una schermaglia verbale con alcuni membri dellAssociazione femminile
contro la violenza sessuale, Lurie (53 anni) ha detto di avere trovato le sue
esperienze con le studentesse arricchenti.
Lo scandalo scoppiato quando le allieve di Lurie, un esperto di poesia
romantica, hanno sporto querela contro di lui.
David riceve una telefonata di Mathabane a casa. - La commissione ha
trasmesso il suo parere, e il rettore mi ha chiesto di provare a parlarti unultima
volta. E disposto a non prendere provvedimenti estremi, mi ha detto, a patto che
tu rilasci personalmente una dichiarazione che sia soddisfacente dal nostro e dal
tuo punto di vista.
- Manas, ne abbiamo gi discusso. Io...
- Aspetta. Lasciami finire. Ho qui con me la bozza di una dichiarazione che
risponderebbe alle nostre esigenze. E molto breve. Posso leggertela?
- Leggila.
- Ammetto senza riserve le gravi violazioni dei diritti umani della querelante,
oltre allabuso dei poteri delegatimi dallUniversit. Chiedo sinceramente scusa a
entrambe le parti lese e accetter che mi venga inflitta unadeguata punizione.
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- Unadeguata punizione: che cosa significa?
- Da quello che ho capito, non sarai cacciato. Con tutta probabilit ti verr
chiesto di prendere un periodo di congedo. Se poi tornerai a insegnare, questo
dipender da te e dal preside della tua facolt.
- Prendere o lasciare?
- Credo di s. Se sottoscriverai la dichiarazione, che verr messa agli atti come
una richiesta di clemenza, il rettore la accetter in questo spirito.
Quale spirito?
- Di pentimento.
- Manas, questa storia del pentimento labbiamo gi discussa ieri. Vi ho detto
come la penso. Non lo far. Sono comparso davanti a una commissione ufficiale.
Di fronte a questo tribunale terreno mi sono riconosciuto colpevole, con
unammissione di colpa terrena. Tanto vi basti. Il pentimento esula dalle vostre
competenze. Il pentimento appartiene a un altro mondo, a un altro universo
concettuale.
- Stai confondendo le cose, David. Non ti chiediamo di pentirti. Ci che
avviene nella tua anima ci precluso, come membri di quello che definisci un
tribunale terreno se non come colleghi ed esseri umani. Ti chiediamo solo di
rilasciare una dichiarazione.
- Volete che porga delle scuse che potrebbero non essere sincere?
- Il punto non se sei sincero. Questo, come ho detto, un problema della tua
coscienza. Il punto se sei disposto a riconoscere il tuo errore pubblicamente e a
fare il possibile per rimediarvi.
- Questo si chiama spaccare il capello in quattro. Mi avete accusato, e io mi
sono riconosciuto colpevole di tutte le accuse. Non avete bisogno di altro da me.
- Non vero. Non ci basta. Vogliamo un piccolo sforzo in pi. Spero che tu
abbia la lucidit per farlo.
- Mi spiace, la risposta no.
- David, non posso continuare a proteggerti da te stesso. Sono stufo di questa
storia, e cos il resto della commissione. Vuoi ancora un po di tempo per
pensarci?
- No.
- Come preferisci. Allora sappi che avrai presto notizie dal rettore.
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CAPITOLO VII.



Presa la decisione di partire, c ben poco che possa trattenerlo. David svuota
il frigorifero, chiude le imposte e a mezzogiorno sulla superstrada. Una sosta
per la notte a Oudtshoorn, una partenza allalba: a met mattina ormai a
destinazione, la cittadina di Salem, sulla strada tra Grahamstown e Kenton, nella
parte orientale della Provincia del Capo.
La piccola azienda agricola della figlia in fondo a una tortuosa pista sterrata
a qualche chilometro dalla citt: cinque ettari di terra in gran parte arabile, una
pompa eolica, stalle e rimesse, e una fattoria bassa e lunga dipinta di giallo con
un tetto di lamiera zincata e un portico coperto. Laia di terra e ghiaia delimitata
da una rete metallica con ciuffi di nasturzi e gerani.
David parcheggia al sole davanti alla casa, vicino a un vecchio pulmino
Volkswagen. Lucy esce dallombra del portico. Per un attimo il padre non la
riconosce. E passato un anno, e la ragazza ha messo su qualche chilo. I fianchi e
il petto, adesso, sono (David cerca la parola giusta) prosperi. Perfettamente a suo
agio con i piedi scalzi, gli va incontro con le braccia spalancate, lo abbraccia, lo
bacia sulla guancia. Che bella ragazza, pensa David stringendola; e che
bellaccoglienza al termine di un lungo viaggio! La casa, grande, buia e gelida
anche a mezzogiorno, risale ai tempi delle famiglie numerose, quando gli ospiti
arrivavano a carrettate. Sei anni fa Lucy venuta a stare in una comune, una
trib di ragazzi che smerciavano a Grahamstown oggetti di pelle e vasi cotti al
sole e coltivavano marijuana tra i recinti dei cavalli. Quando la comune si
sciolta e i pochi avanzati si sono trasferiti a New Bethesda, Lucy rimasta nella
fattoria con la sua amica Helen. Si era innamorata del posto, diceva; voleva
occuparsene seriamente. David lha aiutata a comprarla. E adesso eccola L, con
il vestito a fiori, i piedi scalzi e tutto il resto, in una casa fragrante di forno, non
pi una bambina che gioca alla fattoria, ma una solida contadina, una boervrou.
-Ti sistemer nella camera di Helen, - dice Lucy. - Prende il primo sole. Non
hai idea del freddo che fa al mattino, questinverno.
- Come sta Helen? - domanda il padre. Helen una donnona dallo sguardo
triste, con una voce profonda e una brutta pelle, pi vecchia di Lucy. David non
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ha mai capito che cosa ci veda sua figlia; in cuor suo spera sempre che Lucy trovi
qualcosa di meglio.
- Helen tornata a Johannesburg ad aprile. Da allora sono sola, se si esclude
un bracciante.
- Non me lavevi detto. Non hai paura?
Lucy si stringe nelle spalle. - Ci sono i cani. A qualcosa servono ancora. Pi ne
hai, pi la gente si tiene alla larga. E poi, se dovessero venire i ladri, che
differenza farebbe essere in due?
- Una visione molto filosofica.
- S. Quando non ti resta altro, la filosofia un buon rimedio.
- Ma ce lhai unarma?
- S, un fucile. Te lo far vedere. Lho comprato da un vicino. Non lho mai
usato, ma ce lho.
- Bene. Una filosofa armata. Approvo.
Cani e unarma da fuoco; il pane nel forno e il raccolto nei campi. Strano che
lui e la madre di Lucy, gente di citt, intellettuali, abbiano prodotto questo ritorno
al passato, questa giovane e solida colona. Ma forse non sono stati loro a
produrla, forse la colpa, o il merito, della Storia.
La figlia gli offre il t. David affamato, divora due enormi fette di pane con
marmellata di fichi dIndia, anche quella fatta in casa. Mentre mangia si sente
addosso gli occhi di Lucy. Deve stare attento: niente disgusta un figlio pi del
corpo dei genitori mentre esplica le sue funzioni.
Le unghie della ragazza non brillano per pulizia. Sporcizia di campagna:
onorevole, probabilmente.
David disfa la valigia nella camera di Helen. I cassetti sono vuoti, nel vecchio
guardaroba c solo una tuta blu. Se Helen se n andata, non certo per qualche
giorno.
Lucy gli fa visitare la fattoria. Gli ricorda di non sprecare acqua, di non
contaminare la fossa settica. David conosce gi la lezione, ma ascolta senza
interrompere. Poi la figlia gli mostra le gabbie dove tiene i cani a pensione.
Lultima volta ce nera una sola. Adesso sono cinque, costruite solidamente, con
basi di cemento, pali e puntelli zincati, una spessa rete metallica, allombra di
giovani eucalipti. Quando la vedono, i cani si eccitano: dobermann, pastori
tedeschi, rhodesian ridgeback, bull terrier, rottweiler. - Tutti cani da guardia, -
53
dice Lucy. - Cani da lavoro. Me li portano per brevi periodi: due settimane, una
settimana, a volte solo un week-end. I cani da compagnia arrivano di solito
durante le vacanze estive.
- E gatti? Non ne prendi?
- Non ridere. Sto pensando di cominciare anche con i gatti. Ma non sono
ancora pronta.
- Ce lhai sempre il banchetto al mercato?
- S, il sabato mattina. Ti porter con me.
E cos che si guadagna il pane: tenendo cani a pensione e vendendo fiori e
prodotti dellorto. Che cosa c di pi semplice?
- I cani non si annoiano? - David le indica un bulldog dal pelo fulvo, una
femmina che se ne sta in una gabbia a parte con la testa sulle zampe,
osservandoli imbronciata senza neppure alzarsi.
- Chi, Katy? Lhanno abbandonata. I proprietari se la sono squagliata. Sono
mesi che non prendo un soldo. Non so che cosa ne far. Probabilmente le
cercher una casa. E scontrosa, ma sta bene. La portiamo fuori tutti i giorni, o io
o Petrus. E incluso nel prezzo.
- Petrus?
Lo conoscerai. E il mio nuovo bracciante. Anzi, da marzo comproprietario. Un
tipo come si deve.
Costeggiano largine di fango dello stagno, dove una famiglia di anatre veleggia
serenamente, oltrepassano le arnie, attraversano lorto, con aiuole di fiori e
ortaggi invernali, cavolfiori, patate, barbabietole rosse, bietole, cipolle. Visitano la
pompa e la piccola diga ai margini della propriet. Negli ultimi due anni piovuto
bene, la falda freatica si alzata.
Lucy parla con disinvoltura di questi argomenti. Una colona di frontiera della
nuova razza. Ai vecchi tempi, bestiame e mais. Oggi, cani e tromboncini. Pi le
cose cambiano, pi restano le stesse. La Storia si ripete, anche se in tono pi
umile: forse ha imparato la lezione. Tornano indietro lungo il fosso dirrigazione. I
piedi scalzi di Lucy affondano nella terra rossa, lasciando nitide impronte. Una
donna tutta dun pezzo, incastonata nella sua nuova vita. Bene! Se questo ci
che David lascer ai posteri - questa figlia, questa donna - allora non ha nulla di
cui vergognarsi.
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- Non occorre che ti occupi di me, - dice David quando tornano a casa. - Mi
sono portato i miei libri. Mi servono solo un tavolo e una sedia.
- Stai lavorando a un nuovo progetto? - gli domanda Lucy con circospezione. Il
lavoro del padre non un argomento di cui parlino spesso.
- S. Sugli ultimi anni di Byron. Non un libro, o meglio, non il tipo di libro che
ho scritto in passato. Unopera da mettere in scena. Parole e musica. Personaggi
che parlano e cantano.
- Non sapevo che avessi ancora delle ambizioni in quel campo.
- Mi voglio togliere uno sfizio. Ma non solo questo. A un certo punto ti
prende la smania di lasciare qualcosa quando te ne andrai. Forse un desiderio
tipicamente maschile. Per le donne pi facile.
- Perch dovrebbe essere pi facile?
- Per le donne pi facile produrre qualcosa dotato di vita propria.
- Essere padre non conta?
- Essere padre... in confronto allessere madre, una faccenda molto pi
astratta. Ma stiamo a vedere che cosa ne viene fuori. Se arrivo in fondo, sarai la
prima ad ascoltare la mia opera. E probabilmente lultima.
- Scriverai tu la musica?
- In gran parte la prender in prestito. Non mi faccio scrupoli. Agli inizi
pensavo che largomento richiedesse unorchestrazione rigogliosa. Come Strauss,
diciamo. Il che sarebbe andato oltre le mie capacit. Adesso invece propendo per
un accompagnamento molto scarno: violino, violoncello, oboe o forse fagotto. Ma
per il momento tutto nel regno delle idee. Non ho ancora scritto una sola nota...
ho avuto altro per la testa. Immagino che avrai saputo dei miei guai.
- Roz me ne ha accennato al telefono.
- Be, non parliamone adesso. Abbiamo tempo.
- Hai lasciato luniversit definitivamente?
- Ho dato le dimissioni. Me le hanno chieste. : - Ti mancher?
- Non lo so. Non sono mai stato gran che come insegnante. Ero sempre meno
in sintonia con i miei studenti. Non erano interessati ad ascoltare quello che io
avevo da dire. Forse non mi mancher affatto. Forse mi godr questa libert.
C un uomo sulla soglia, un tipo alto in tuta blu, stivali di gomma e berretto
di lana. - Entra, Petrus, ti presento mio padre, - dice Lucy.
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Petrus si pulisce gli stivali. Poi porge la mano. Un volto rugoso, sciupato; occhi
scaltri. Quarantanni? Quarantacinque?
Si rivolge a Lucy. - Sono venuto per lo spray, - dice.
- E nel pulmino. Vado a prendertelo.
David rimane con Petrus. - Lei bada ai cani? - gli domanda, tanto per rompere
il silenzio.
- Mi occupo dei cani e lavoro nellorto. SI -. Il volto di Petrus si apre in un
largo sorriso. - Sono lortolano e luomo dei cani -. Medita per un istante. - Luomo
dei cani, - ripete, assaporando le parole.
- Sono appena arrivato da Citt del Capo. A volte sono un po in ansia
pensando a mia figlia tutta sola in questo posto. E molto isolato.
- S, - dice Petrus, - pericoloso -. Fa una pausa. - Ci sono pericoli
dappertutto, oggi. Ma qui tranquillo, credo -. Sorride di nuovo.
Lucy torna con una bottiglietta. - Conosci la dose: un cucchiaino ogni dieci
litri dacqua.
- SI, lo so -. E Petrus esce dalla porta chinandosi per non sbattere la testa.
- Mi sembra una brava persona, - commenta David.
- E un tipo a posto.
- Vive alla fattoria?
Ho messo la luce nella vecchia stalla e lho data a lui e alla moglie. Sono
sistemati abbastanza bene. Ha unaltra moglie ad Adelaide, e anche dei figli,
qualcuno gi grande. Di tanto in tanto va a trovarli e sparisce per un po.
David lascia Lucy alle sue incombenze e fa una passeggiata fino alla strada di
Kenton. Una fresca giornata invernale, con il sole che gi sprofonda dietro le
colline rosse punteggiate di ciuffi derba pallida. Terra povera, pensa. Esausta.
Buona solo per le capre. Lucy vuole davvero passarci la vita? David spera che sia
soltanto una fase transitoria.
Viene superato da un gruppo di bambini che tornano a casa da scuola. Li
saluta; gli restituiscono il saluto. Abitudini campagnole. Citt del Capo sta gi
regredendo nel passato. Allimprovviso viene assalito da unimmagine di Melanie:
le piccole tette con i capezzoli allins, il ventre liscio e piatto. Una ventata di
desiderio glincrespa lanima. Evidentemente non ne ancora fuori.
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Torna alla fattoria e finisce di disfare i bagagli. E da tanto tempo che non vive
con una donna. Dovr stare attento a come si comporta; gli toccher essere
ordinato.
Prospera una parola cortese per Lucy. Presto sar decisamente massiccia.
Si sta lasciando andare, come succede quando ci si ritira dalle tenzoni damore.
Quest devenu ce front poli, ces cheveux blonds, sourcils vots? La cena
semplice: minestra e pane, poi patate dolci. Di solito non gli piacciono, ma Lucy
riesce a trattarle con scorza di limone, burro e pepe in modo da renderle
appetitose, pi che appetitose.
- Ti fermi per un po? - gli domanda.
- Una settimana? Diciamo una settimana? Riuscirai a sopportarmi per tutto
questo tempo?
- Puoi restare quanto vuoi. Ho solo paura che ti annoierai.
- Non mi annoier affatto.
- E dopo dove andrai?
- Non so ancora. Forse a zonzo, un lungo vagabondaggio.
- Be, qui puoi stare quanto vuoi.
- Sei gentile, ragazza mia, ma mi piacerebbe conservare la tua amicizia.
Le visite lunghe non giovano.
- E se non la chiamassimo visita? Se lo chiamassimo rifugio? Accetteresti
rifugio a tempo indeterminato?
- Vuoi dire asilo? La situazione non cos grave, Lucy. Non sono un fuggitivo.
- Secondo Roz tirava una brutta aria.
- Me la sono voluta. Mi hanno offerto un compromesso, e io non lho accettato.
- Che genere di compromesso?
- Rieducazione. Correzione del carattere. La parola chiave era psicologo.
- Sei cos perfetto da non sopportare lidea di qualche consiglio?
- Mi ricorda troppo la Cina di Mao. Ritrattazione, autocritica, pubbliche scuse.
Sono una persona allantica, preferisco essere messo al muro e fucilato. Farla
finita.
- Fucilato? Per avere avuto una relazione con una studentessa? Un po
eccessivo, non ti sembra? Sono cose che succedono di continuo. O almeno
succedevano quando andavo a scuola io. Se ogni volta giustiziassero il colpevole,
la categoria ne uscirebbe decimata.
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David fa spallucce. - Viviamo in tempi puritani. La vita privata diventata di
dominio pubblico. La curiosit morbosa rispettabile, la curiosit morbosa e il
sentimento. Volevano uno spettacolo: mea culpa, rimorsi, se possibile lacrime.
Uno show televisivo, in pratica. Io non li ho accontentati.
Stava per aggiungere: In realt avrebbero voluto castrarmi, ma non riesce a
pronunciare la parola, non davanti a sua figlia. A dire il vero, ascoltandolo
attraverso le orecchie di unaltra persona, lintero sfogo gli sembra
melodrammatico, esagerato.
- Tu hai tenuto duro e loro anche. E andata cos?
- Pi o meno.
- Dovresti essere pi flessibile, David. Non c eroismo nellinflessibilit. Puoi
ancora ripensarci?
- No, la sentenza definitiva.
- Senza appello?
- Senza appello. Non mi lamento. Non puoi riconoscerti colpevole di
turpitudine e aspettarti in cambio comprensione e simpatia. Non dopo una certa
et, superata la quale diventi indecoroso e basta. Non ti rimane che piegare le
spalle e vivere gli anni che ti restano. Scontare la pena.
- Be, un vero peccato. Fermati quanto ti pare. Usando il termine che
preferisci.
David va a letto presto. Nel cuore della notte viene svegliato da una salva di
latrati. C un cane, in particolare, che abbaia insistentemente, meccanicamente,
senza mai smettere; gli altri si uniscono a lui, si calmano, poi, come se non
volessero darsi per vinti, ricominciano da capo.
- E cos tutte le notti? - domanda a Lucy il mattino dopo.
- Ci si fa labitudine. Mi spiace. E David scuote la testa.
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CAPITOLO VIII.



Aveva dimenticato come possano essere fredde le mattine sulle montagne della
Provincia del Capo. Non si portato abbastanza per coprirsi: deve farsi prestare
un maglione da Lucy.
Con le mani in tasca, vaga tra le aiuole. Sulla strada di Kenton passa unauto
invisibile, e il rombo del motore resta sospeso nellaria immobile. Su in alto le
oche volano in formazione. Come occuper il suo tempo?
- Hai voglia di fare una passeggiata? - dice Lucy alle sue spalle.
Si portano dietro tre cani: due giovani dobermann, che Lucy tiene al
guinzaglio, e la femmina di bulldog, quella abbandonata.
Con le orecchie allindietro, la cagna cerca di defecare. Non esce nulla.
- Ha qualche problema, - dice Lucy. - Dovr darle una medicina.
La cagna continua a spremersi, con la lingua fuori, guardandosi intorno come
se si vergognasse di essere osservata.
Abbandonano la strada, savviano a piedi nella macchia, poi in un rado bosco
di pini.
- La ragazza con cui ti sei messo nei pasticci... - comincia Lucy, - era una cosa
seria?
- Rosalind non ti ha raccontato la storia?
- Non nei particolari.
- Era di queste parti. Veniva da George. Seguiva uno dei miei corsi. Mediocre
come studentessa, ma molto carina. Se era una cosa seria? Non lo so. Serie sono
sicuramente state le conseguenze.
- Ma adesso la storia chiusa o non ti sei ancora messo il cuore in pace? E
chiusa davvero? Si messo il cuore in pace? - Non abbiamo pi contatti, - dice.
- Perch ti ha denunciato?
- Chi lo sa, non ho avuto modo di chiederglielo. Era in una posizione difficile.
Cera di mezzo un ragazzo, un fidanzato o ex fidanzato, che la tiranneggiava.
Cerano i compagni di corso con gli occhi puntati. E per finire i genitori hanno
mangiato la foglia e sono piombati a Citt del Capo. Immagino che non abbia pi
retto.
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- E poi ceri tu.
- S, cero anchio. E non credo di essere una persona facile.
Sono arrivati a un cancello con una scritta che dice Sappi Industries. I
trasgressori saranno perseguiti a norma di legge. Fanno dietro front.
- Be, - dice Lucy, - hai pagato lo scotto. Forse, guardandosi indietro, quella
ragazza non conserver un cattivo ricordo di te. E sorprendente come le donne
sappiano perdonare.
C un lungo silenzio. Lucy, la sua bambina, vuol fargli una lezione sulle
donne? - Hai mai pensato di risposarti? - gli domanda.
- Vuoi dire con qualcuno della mia generazione? Io non sono fatto per il
matrimonio, Lucy. Lhai visto anche tu.
- S. Ma...
- Ma che cosa? Ma non sta bene continuare a dare la caccia alle ragazzine?
- Non intendevo dire questo. Solo che con il passare del tempo diventer
sempre pi difficile.
E la prima volta che affronta con Lucy largomento della sua vita sentimentale.
Non facile. Ma se non con lei, con chi potrebbe parlarne?
- Ti ricordi Blake? - le domanda. - Meglio uccidere un bimbo nella culla che
covare desideri insoddisfatti.
- Perch questa citazione?
- I desideri insoddisfatti possono marcire tanto nei vecchi quanto nei giovani.
- Dunque?
- Tutte le donne con cui ho avuto una relazione mi hanno insegnato qualcosa
di me stesso. In questo senso mi hanno reso migliore.
- Spero che tu non sostenga anche il contrario. Cio che il conoscerti abbia
reso migliori le tue donne.
David la fulmina con lo sguardo. Lucy sorride. - Stavo solo scherzando, - dice.
Tornano indietro lungo la strada asfaltata. Al bivio per la fattoria c un
cartello dipinto che David non aveva notato: Fiori tagliati. Cicadacee. Con una
freccia: 1 km.
- Cicadacee? - dice David. - Credevo che fossero protette.
- E vietato sradicare quelle selvatiche. Ma io le coltivo. Te le far vedere.
Proseguono la passeggiata, con i dobermann che tirano per liberarsi e la
cagna che zampetta ansimando nelle retrovie.
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- E tu? E questo che vuoi dalla vita? - David fa un gesto con la mano verso
lorto, verso la casa con il tetto che brilla al sole.
- Mi accontento, - risponde Lucy sottovoce.

E sabato, giorno di mercato. Come daccordo, Lucy lo sveglia alle cinque con il
caff. Imbottiti contro il freddo, raggiungono Petrus, che sta gi tagliando i fiori
alla luce di una lampada alogena.
David si offre di dargli il cambio, ma presto ha le dita cos intirizzite che non
riesce a legare i mazzi. Gli ripassa lo spago e si dedica invece ad avvolgerli nella
carta e a imballarli.
Alle sette, quando lalba schiarisce le colline e i cani cominciano ad agitarsi,
sono pronti. Il pulmino carico di scatole di fiori, sacchi di patate, cipolle e cavoli.
Lucy si mette al volante, Petrus sale dietro. Il riscaldamento non funziona; china
in avanti per scrutare attraverso il parabrezza appannato, Lucy imbocca la strada
per Grahamstown. David, seduto al suo fianco, mangia i panini preparati dalla
figlia. Gli cola il naso, e spera che lei non se ne accorga.
Ecco dunque una nuova avventura. Lucy, la bambina che un tempo lui
doveva accompagnare a scuola e a lezione di danza, al circo e alla pista di
pattinaggio, lo sta portando in esplorazione per mostrargli la vita, un mondo
diverso e sconosciuto.
In Donkin Square i bancarellisti stanno gi montando i tavoli sui cavalletti e
disponendo le loro mercanzie. C odore di carne bruciata. Sulla citt pesa una
fredda foschia; la gente si sfrega le mani, batte i piedi, impreca, ostenta un allegro
cameratismo da cui Lucy, con gran sollievo di David, si astiene. * Sono nel settore
dei prodotti agricoli. A sinistra hanno tre donne africane che vendono latte, carne
e burro; e anche, in un secchio coperto con uno straccio bagnato, ossa da brodo.
A destra c una coppia di vecchi boeri che Lucy saluta come Tante Miems e Oom
Koos, aiutati da un bambino di non pi di dieci anni con un passamontagna.
Come Lucy vendono patate e cipolle, ma anche vasetti di marmellata, conserve,
frutta secca, pacchetti di diuretico t di buchu e altre tisane.
Lucy ha portato due sgabelli di tela. Aspettando i primi clienti, bevono il caff
del thermos.
Due settimane fa David era in unaula e spiegava allannoiata giovent del
Paese la distinzione tra bruciato e ustionato o tra bevve e bevette. Il passato
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remoto, che indica unazione ormai conclusa. Come sembra tutto lontano! Vivo,
ho vissuto, vissi.
Le patate di Lucy, esposte in un grosso cesto, sono state lavate. Quelle di Koos
e Miems sono ancora macchiettate di terra. Durante la mattinata Lucy incassa
quasi cinquecento rand. I suoi fiori vanno come il pane; alle undici riduce i prezzi
e liquida quel che le resta. C un grande viavai anche al banchetto della carne e
del latte, mentre per i due vecchi boeri, seduti fianco a fianco rigidi e ingrugnati,
le cose vanno meno bene.
Molte clienti di Lucy la conoscono per nome: per lo pi sono donne di mezza
et, con un atteggiamento vagamente possessivo, come se il suo successo negli
affari fosse anche merito loro. Ogni volta Lucy lo presenta: - Mio padre, David
Lurie, in visita da Citt del Capo.
- Deve essere fiero di sua figlia, signor Lurie, - gli dicono.
- S. Molto fiero, - risponde lui.
- Bev gestisce la clinica degli animali, - dice Lucy dopo una delle
presentazioni. - Di tanto in tanto le do una mano. Faremo un salto da lei sulla via
del ritorno, se non hai nulla in contrario.
Quella donnetta agitata, grassa e senza collo, con le lentiggini nere e i capelli
corti e ispidi, non gli ispira simpatia. Le donne che non fanno alcuno sforzo per
essere attraenti non gli piacciono. Gi altre volte ha provato un analogo rifiuto per
le amiche di Lucy. Non ne particolarmente fiero; si tratta di un pregiudizio
radicato nella sua mente, profondamente radicato. La sua mente diventata il
rifugio di vecchi pensieri infingardi e indigenti, senza altro posto dove andare.
Dovrebbe cacciarli, sgombrare le stanze. Ma gli manca lo stimolo per farlo.
LAnimal Welfare League, un tempo unattiva istituzione benefica di
Grahamstown, stata costretta a chiudere, ma un pugno di volontari guidati da
Bev Shaw ha organizzato una clinica veterinaria nei vecchi locali.
David non ha nulla contro gli animalisti, con cui Lucy immischiata da tempo
immemorabile. Senza di loro il mondo sarebbe sicuramente un posto peggiore.
Cos, quando Bev Shaw apre la porta, fa buon viso a cattivo gioco, anche se il
puzzo di urina di gatto, di rogna canina e di lisoformio gli d il voltastomaco.
La casa esattamente come la immaginava: arredamento di infimo ordine,
unaccozzaglia di soprammobili (pastorelle di porcellana, campanacci da mucca,
uno scacciamosche di piume di struzzo), il lamento della radio, il cinguettio degli
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uccelli in gabbia, gatti dappertutto e sempre fra i piedi. Ad accoglierli non c solo
Bev Shaw, ma anche Bill Shaw, altrettanto tarchiato, con la faccia rosso
barbabietola, i capelli dargento e un maglione slabbrato. Sta prendendo il t al
tavolo di cucina. - Si sieda, Dave, - dice. - Vuole una tazza? Faccia come se fosse
a casa sua.
La mattinata stata lunga, David stanco, non ha nessuna voglia di
scambiare convenevoli con questa gente. Lancia unocchiata alla figlia. - Non
possiamo fermarci, Bill, - dice Lucy. - Sono solo passata a prendere delle
medicine.
Dalla finestra David ha una fuggevole visione del cortile degli Shaw: un melo
da cui cascano frutti bacati, erbacce dilaganti, una zona cintata con fogli di
lamiera zincata, pallet di legno e vecchi pneumatici tra cui razzola qualche pollo e
sonnecchia un insolito cefalofo.
- Che ne pensi? - gli domanda Lucy quando sono di nuovo in macchina.
- Non voglio essere scortese. Ma per me una forma di sottocultura. Non
hanno figli?
- No, non ne hanno. Non sottovalutare Bev. Non una stupida. Si prodiga con
ogni mezzo. E andata nel D Village per anni, prima per lAnimal Welfare, adesso
per conto suo.
- Una battaglia persa.
- S, lo so. Non ci sono pi fondi. Nellelenco delle priorit nazionali, gli animali
non sono nemmeno considerati.
- Finir con lo scoraggiarsi. Anche tu.
- S. No. Che importanza ha? Gli animali che aiuta non la pensano cos. Bev
riesce ad alleviarne le pene.
- Fantastico. Mi spiace, ragazza mia, ma stento a provare interesse per
largomento. Quello che fai tu, quello che fa Bev, ammirevole, ma gli animalisti
mi sembrano come certi cristiani. Cos gioiosi e pieni di buone intenzioni che alla
fine ti viene una gran voglia di stuprare e saccheggiare il mondo intero. O di
prendere a calci il gatto.
David il primo a stupirsi di questo sfogo. In realt non affatto di cattivo
umore.
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- Pensi che dovrei occuparmi di cose pi importanti, - dice Lucy. Sono in
aperta campagna, e lei guida senza mai voltarsi a guardarlo. - Pensi che, essendo
tua figlia, non dovrei sprecare cos la mia vita.
David scuote la testa e mormora: - No... no... no.
- Pensi che dovrei dipingere nature morte o imparare il russo. Gli amici come
Bev e Bill Shaw non ti piacciono perch non mi elevano culturalmente e
socialmente.
- Non vero, Lucy.
- Per cos. Bev e Bill non mi elevano semplicemente perch non esistono
vite migliori o peggiori. Questa lunica vita che c. E dobbiamo dividerla con gli
animali. Le persone come Bev danno il buon esempio. E io cerco di seguirlo. Di
dividere con le bestie alcuni dei nostri privilegi umani. Non voglio reincarnarmi in
un cane o in un maiale ed essere costretta a vivere come vivono i cani e i maiali
sotto le nostre grinfie.
- Lucy, tesoro, non arrabbiarti. Sono daccordo anchio, questa lunica vita
che c. E per quanto riguarda gli animali, giustissimo trattarli con gentilezza.
Ma cerchiamo di non perdere il senso delle proporzioni. Noi apparteniamo a un
ordine del creato diverso da quello degli animali. Non necessariamente superiore,
ma diverso. Quindi, se vogliamo essere gentili con loro, facciamolo per pura e
semplice generosit, non perch ci sentiamo in colpa e temiamo una punizione.
Lucy sospira. Sembra sul punto di replicare alla predica, poi lascia perdere.
Arrivano a casa in silenzio.
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CAPITOLO IX.



David seduto in soggiorno e guarda una partita di calcio alla televisione. Il
risultato fermo sullo zero a zero, e nessuna delle due squadre sembra
particolarmente interessata a vincere.
Il telecronista alterna sotho e xhosa, due lingue di cui David non capisce una
parola. Abbassa il volume riducendolo a un mormorio. Un sabato pomeriggio in
Sudafrica: un momento consacrato ai maschi e ai loro piaceri. David si appisola.
Quando si sveglia, accanto a lui c Petrus con una bottiglia di birra in mano.
Ha alzato il volume.
- Bushbucks, - dice Petrus. - La mia squadra. Bushbucks contro Sundowns.
I Sundowns ottengono un calcio dangolo. C una mischia davanti alla porta.
Petrus geme e si afferra la testa. Quando il polverone si dissipa, il portiere dei
Bushbucks a terra con la palla sotto il petto. - E in gamba! Molto in gamba! -
dice Petrus. - E un buon portiere. Non devono cederlo.
La partita finisce a reti inviolate. Petrus cambia canale. Boxe: due pugili
minuscoli, cos piccoli che arrivano a stento al petto dellarbitro, saltellano e
girano in tondo suonandosele di santa ragione.
David si alza, vaga per la casa. Lucy sta leggendo sdraiata sul letto. - Che cosa
leggi? - le domanda. La ragazza lo guarda con aria interrogativa, si toglie i tappi
dalle orecchie. - Che cosa leggi? - ripete David; poi aggiunge: - Non funziona,
vero? Meglio che me ne vada? Lucy sorride e posa il libro. Il mistero di Edwin
Drood, di Dickens: non certo il libro che si sarebbe aspettato. Siediti, - gli dice.
David si siede sul letto e le accarezza oziosamente il piede scalzo. Un bel
piede, ben fatto. Ossa buone, come la madre. Una donna nel fiore degli anni,
attraente nonostante qualche chilo di troppo, nonostante labbigliamento sciatto.
- Per quel che mi riguarda, sta andando benissimo. Sono contenta di averti
qui. Ci vuole un po per abituarsi al ritmo della vita di campagna. Quando ti sarai
trovato qualcosa da fare, non ti annoierai pi.
David annuisce distrattamente. Attraente, sta pensando, eppure insensibile
agli uomini. Ha qualcosa da rimproverarsi, o sarebbe finita cos in ogni caso? Dal
giorno in cui venuta al mondo, le ha voluto bene nella maniera pi spontanea e
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incondizionata. E impossibile che non se ne sia accorta. E stato troppo,
quellamore? Lo ha vissuto come un peso? Lha oppressa? Lo ha mal interpretato?
Si chiede che cosa provi con le sue amanti, che cosa provino le sue amanti con
lei. David non ha mai avuto paura di seguire sino in fondo un pensiero arduo e
tortuoso, e non lha neppure ora. Ha generato una donna passionale? Che cosa
riesce ad attingere dal regno dei sensi? Sarebbero capaci di parlare anche di
questo argomento? Lucy non vissuta nella bambagia. Perch non dovrebbero
essere aperti luno con laltra, perch dovrebbero essere gli unici a tracciare
ancora delle linee di demarcazione?
- Quando mi sar trovato qualcosa da fare, - dice, riemergendo dalle sue
divagazioni. - Tu che cosa proponi?
- Potresti darmi una mano con i cani. Per esempio, tagliare la carne. E una
cosa che non mi mai piaciuta. E poi c Petrus. Sta sistemando la sua nuova
propriet. Potresti aiutarlo.
- Aiutare Petrus. Lidea mi piace. Un gustoso contrappasso storico. Pensi che
mi dar un salario?
- Chiedi a lui. Sono sicura di s. Allinizio dellanno ha avuto una sovvenzione
dal ministero, quel che bastava per comprare un ettaro e poco pi da me. Non te
lho detto? Il confine taglia la diga, che rimasta in comune. Tutto da l fino alla
recinzione suo. Ha una vacca che figlier a primavera. E due mogli, o meglio
una moglie e unamica. Se gioca bene le sue carte, potrebbe ricevere unaltra
sovvenzione per costruire una casa, cos lascer libera la stalla. Dalle nostre parti
si pu definire un uomo abbiente. Chiedigli di pagarti. Pu permetterselo. Mentre
io non sono sicura di potermi ancora permettere lui.
-- Daccordo, mi occuper della carne dei cani e mi offrir di lavorare di vanga
per Petrus. Che altro?
- Potresti andare alla clinica. Hanno un disperato bisogno di volontari.
- Vuoi dire aiutare Bev Shaw?
- S.
- Non credo che andremmo daccordo.
- Non hai bisogno di andare daccordo con lei, basta che la aiuti. Non
aspettarti di essere pagato. Dovrai farlo per bont danimo.
- Non mi convince, Lucy. Puzza lontano un miglio di servizio socialmente utile.
Come se dovessi cercare di riparare le malefatte passate.
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- Ti posso assicurare che gli animali della clinica non indagheranno. Non ti
faranno domande e non gliene fregher un accidente.
- Daccordo, far anche quello. Ma solo se non devo diventare una persona
migliore. Non ho intenzione di cambiare. Voglio continuare a essere me stesso. Ci
andr solo a questa condizione -. La sua mano ancora posata sul piede di Lucy;
le afferra la caviglia. - Capito? Il sorriso della figlia gli sembra pieno di dolcezza. -
Cos sei deciso a restare cattivo. Matto, cattivo e pericoloso. Te lo prometto,
nessuno ti chieder di cambiare.
Lucy lo prende in giro come gi faceva la madre. Semmai con una punta di
arguzia in pi. David sempre stato attratto dalle donne di spirito. Spirito e
bellezza. Con tutta la buona volont non saprebbe trovare un filo di spirito in
Melni. Ma di bellezza s, molta.
Di nuovo viene percorso da un lieve brivido di volutt. Poi si accorge che Lucy
lo sta osservando. A quanto pare non riesce a nascondere questi attimi.
Interessante.
Si alza, esce in cortile. I cani pi giovani sono felici di vederlo: si mettono a
trotterellare avanti e indietro nella gabbia uggiolando impazienti. La vecchia
bulldog, invece, non si muove quasi.
David entra nella sua gabbia, si chiude la porta alle spalle. La cagna solleva il
muso, lo guarda, lascia ricadere la testa; le sue vecchie mammelle pendono
flosce.
Lui si accoccola, la gratta dietro le orecchie. - Abbandonata, eh? - mormora.
Poi si sdraia accanto alla bestia sul nudo cemento. In alto c il cielo azzurro
pallido. I muscoli delle gambe e delle braccia si distendono. Lucy lo trova cos. Si
addormentato, e quando si riscuote la figlia gi nella gabbia con la ciotola
dellacqua; la cagna si alzata e le annusa i piedi.
- State facendo amicizia? - dice Lucy. - Non un tipo facile.
- Povera vecchia Katy, soffre molto. Nessuno la vuole, e lei lo sa. E dire che
probabilmente ha un sacco di figli qui in zona che sarebbero ben felici di ospitarla
a casa loro. Ma non possono invitarla. Fanno parte dellarredamento, o del
sistema dallarme. Questi animali ci onorano come di, e noi li ringraziamo
trattandoli come oggetti.
Padre e figlia escono dalla gabbia. La cagna si abbandona di nuovo sul
pavimento e chiude gli occhi.
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- I Padri della Chiesa hanno dibattuto a lungo sullargomento, e sono giunti
alla conclusione che i cani non hanno una vera anima, - osserva David. - La loro
anima legata al corpo e muore con il corpo.
Lucy alza le spalle. - Probabilmente non ce lho nemmeno io unanima. Se ne
vedessi una, non saprei riconoscerla.
- Non vero. Tu sei unanima. Tutti noi siamo anime. Siamo anime prima
ancora di nascere.
Lucy lo guarda perplessa.
- Che cosa ne farai? - le domanda il padre.
- Di Katy? La terr, se sar costretta.
- Non abbatti mai gli animali?
- Io no. Ci pensa Bev. E un lavoro che nessuno vuol fare, cos se ne occupa lei,
anche se ci patisce. Tu la sottovaluti. E una persona molto pi interessante di
quanto pensi. Anche secondo il tuo metro.
Il suo metro: qual ? Uno secondo cui le donnine grasse con la voce stridula
meritano di essere ignorate? Unombra di pena si allunga su di lui: per Katy sola
nella sua gabbia, per se stesso, per tutti. David emette un profondo sospiro,
senza neppure cercare di smorzarlo. - Perdonami, Lucy, - dice.
- Perdonarti? E per che cosa? - Sulle labbra le compare un sorriso lieve, un po
beffardo.
- Per il fatto di essere uno dei due mortali cui stato affidato il compito di
metterti al mondo e per non essermi rivelato una guida migliore. Ma andr a dare
una mano a Bev Shaw. Purch non debba chiamarla Bev. E un nome stupido. Mi
fa venire in mente una vacca. Quando comincio?
- Le telefono e glielo chiedo.
68
CAPITOLO X.



Il cartello della clinica dice Animal Welfare League W. O. 1529. Sotto erano
scritti gli orari, ma sono stati coperti con il nastro adesivo. Davanti alla porta c
la coda, una fila di persone e animali. Non appena scende dalla macchina, David
viene circondato da bambini che gli chiedono soldi o lo fissano in silenzio. Si fa
largo in mezzo alla ressa e al cacofonico, improvviso ringhiare di due cani che si
avventano luno contro laltro, trattenuti dai proprietari.
La sala dattesa, piccola e spoglia, piena zeppa. Per entrare, David deve
scavalcare le gambe di un tizio.
- La signora Shaw? - chiede.
Una donna anziana gli indica con un cenno del capo una porta chiusa da una
tenda di plastica. Ha in mano un pezzo di corda cui legata una capra; lanimale
si guarda in giro nervosamente, tenendo docchio i cani e facendo crepitare gli
zoccoli sul pavimento.
Nella stanza interna, pervasa dal puzzo acre di urina, Bev Shaw sta lavorando
a un basso tavolo con il piano dacciaio. Con una penna luminosa scruta le fauci
di un grosso cucciolo che sembra un incrocio fra un rhodesian ridgeback e uno
sciacallo. Sul tavolo c anche un bambino inginocchiato, evidentemente il
padrone, che stringe la testa del cane sotto il braccio e cerca di tenergli aperta la
bocca. Dalla gola della bestia esce un basso gorgoglio rabbioso, e i possenti
muscoli delle cosce vibrano per la tensione. Goffamente, David si unisce alla
baruffa, afferrando le zampe posteriori del cane e costringendolo a sedersi.
- Grazie, - dice Bev Shaw. Ha la faccia paonazza. - C un ascesso causato da
un dente incluso. Non abbiamo antibiotici, quindi... tienilo fermo, boytije... quindi
dovremo inciderlo e sperare in bene.
Infila un bisturi nelle fauci. Il cane si divincola con violenza, si libera della
presa, riesce quasi a sfuggire al bambino. David lo afferra mentre raspa con le
zampe per scendere dal tavolo, e per un attimo gli occhi dellanimale, pieni di
furore e paura, incontrano i suoi.
- Sul fianco... cos, - dice Bev Shaw. Cantilenando per calmare la bestia, la
rovescia con destrezza. - Adesso la cinghia -. David la passa intorno al corpo del
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cane e Bev la stringe. - Fatto, - dice. Poi aggiunge: - Si concentri su qualcosa di
consolante e di energico. I cani sentono lodore dei pensieri.
David si appoggia con tutto il suo peso sullanimale. Con cautela, dopo avere
avvolto la mano in un vecchio straccio, il bambino gli apre la bocca. Il cane
strabuzza gli occhi dal terrore. Sentono lodore dei pensieri: che stupidaggine! -
Fa il bravo, fa il bravo!
- mormora David. Bev Shaw torna alla carica con il bisturi. Il cane ha un
conato di vomito, si irrigidisce, poi si rilassa.
- Fatto, - dice la donna, - adesso dobbiamo lasciare che la natura faccia il suo
corso -. Slaccia la cinghia e parla al bambino in uno xhosa assai zoppicante. Il
cane, di nuovo in piedi, si nasconde sotto il tavolo. Sul piano ci sono schizzi di
sangue e saliva; Bev li pulisce con uno straccio. Il bambino blandisce il cane per
farlo uscire dal nascondiglio.
- Grazie, signor Lurie. Ci sa fare. Sento che gli animali le piacciono.
- Davvero? Li mangio, quindi immagino che mi piacciano; certe parti, almeno.
I capelli di Bev Shaw sono un ammasso di ricciolini. Se li fa con
larricciacapelli? Difficile: ci vorrebbero ore ogni giorno. Probabilmente le crescono
cos. David non ha mai visto da vicino una pelle come la sua. Le venuzze delle
orecchie traspaiono in una filigrana rossa e viola. Cos pure i capillari del naso.
Per non parlare del mento, che spunta direttamente dal petto da piccione. Un
insieme singolarmente sgradevole.
La donna sta soppesando le sue parole, di cui chiaro che non ha colto il
tono.
- S, vero, in questo Paese mangiamo tantissimi animali, - dice. - E non
sembra che questo ci renda migliori. Non so come faremo a giustificarci di fronte
a loro -. Poi: - Passiamo al prossimo? Giustificarci? Quando? Alla Grande Resa
dei Conti? Gli piacerebbe approfondire il discorso, ma non questo il momento.
La capra, o meglio il caprone, cammina a stento. Una met dello scroto, giallo-
violetta, gonfia come un pallone, laltra met una crosta di sangue e terra. E
stato dilaniato dai cani, dice la vecchia. Ma lanimale sembra vispo, euforico,
combattivo. Mentre Bev Shaw lo esamina, il caprone spara una breve raffica di
palline sul pavimento. In piedi davanti alla testa, tenendolo fermo per le corna, la
padrona finge di rimproverarlo.
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Bev Shaw sfiora lo scroto con un tampone. Il caprone scalcia. - Pu legargli le
zampe? - chiede a David, indicandogli come fare. Lui prende una cinghia e unisce
la zampa anteriore destra con la zampa posteriore destra. Lanimale cerca di
nuovo di scalciare e vacilla. Bev sfrega delicatamente la ferita. Il caprone trema,
lancia un belato: un suono orrendo, basso e roco.
Quando la crosta si stacca, David vede che la ferita, ancora aperta, piena di
larve che dimenano nellaria la testolina cieca. Rabbrividisce.
- Mosca carnaria, - dice Bev Shaw. - La lacerazione risale ad almeno una
settimana fa -. Stringe le labbra. - Dovevi portarmelo subito, - dice alla donna. -
S, - risponde la padrona. - I cani vengono tutte le notti. Cos non va, cos non va.
Ci vogliono cinquecento rand per un maschio come questo.
Bev Shaw si rialza. - Non so che pesci pigliare. Non ho sufficiente esperienza
per tentare una rimozione. Possiamo aspettare fino a gioved, quando viene il
dottor Oosthuizen, ma il caprone ne uscir sterile in ogni caso, e non servir pi
a niente. E poi c il problema degli antibiotici. Questa donna sar disposta a
spendere per gli antibiotici? Poi si inginocchia di nuovo accanto al caprone e gli
strofina il collo contropelo con i capelli. Lanimale trema ma non si muove.
Bev Shaw fa cenno alla donna di mollare le corna. Lei ubbidisce, e il caprone
resta immobile.
Adesso Bev sta bisbigliando. David coglie queste parole: - E tu che ne dici,
amico mio? Che ne dici? Hai sofferto abbastanza? La bestia sembra di pietra,
come se fosse ipnotizzata. Bev Shaw continua ad accarezzarla con la testa, anche
lei in trance.
Poi si riscuote e si alza in piedi. - Temo che sia troppo tardi, - dice alla donna.
- Non posso guarirlo. Puoi aspettare fino a gioved che venga il dottore, oppure
puoi lasciarmelo qui. Lo addormenter senza farlo soffrire. Lui lascer che lo
aiuti. Sei daccordo? Vuoi che lo tenga qui? La donna esita, poi scuote la testa e
comincia a tirare la bestia verso la porta.
- Dopo te lo restituisco, - aggiunge Bev Shaw. - Lo aiuter solo a morire -.
Sebbene cerchi di dominare la voce, David vi coglie un tono di sconfitta. Anche il
caprone se ne accorge: scalcia per liberarsi della cinghia, sgroppando e
abbassando la testa, mentre loscena tumescenza dondola tra le zampe posteriori.
La donna strappa la pastoia, la butta per terra. Un attimo dopo sono spariti.
- Mi vuole spiegare? - domanda David.
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Bev Shaw nasconde il viso, si soffia il naso. - Niente, niente. Ho un po di
letale per i casi disperati, ma non possiamo costringere i padroni. Lanimale
loro, e vogliono macellarlo come gli pare. Che peccato! Una bestia cos brava, cos
coraggiosa, leale, fiduciosa! Letale: il nome di un farmaco? Le case
farmaceutiche ne sarebbero capaci. Il buio improvviso, dalle acque del Lete.
- Forse quel caprone capisce pi di quanto immaginiamo, - dice David. Con
stupore si accorge che sta cercando di consolarla.
- Forse ci gi passato. Possiede una prescienza innata. In fondo siamo in
Africa, no? Qui ci sono capre dallinizio dei tempi. Non hanno bisogno che
qualcuno gli spieghi a che cosa servono il ferro e il fuoco. Sanno che morte
aspettarsi. Nascono preparate.
- Lei pensa? - dice Bev Shaw. - Non ne sono cos sicura. Credo che nessuno
sia pronto a morire, nessuno di noi, senza una presenza amica.
Il quadro sta prendendo forma. David comincia a intuire il compito che questa
brutta donnetta si prefissata. Lo squallido edificio della clinica non un luogo
di guarigione (le cure sono troppo dilettantesche perch possa esserlo), ma
lultima spiaggia. Gli torna in mente la storia di... chi era gi? SantUberto?... che
diede rifugio nella sua cappella a un cervo affannato e sconvolto, inseguito dai
cani dei cacciatori. Bev Shaw non una veterinaria ma una sacerdotessa, gonfia
di scempiaggini New Age, che cerca, assurdamente, di alleviare le sofferenze degli
animali africani. Lucy pensava che lavrebbe trovata interessante. Ma si
sbagliava. Interessante non la parola giusta. David passa tutto il pomeriggio
nellambulatorio, facendo quel che pu per rendersi utile. Quando anche lultimo
paziente se n andato, Bev Shaw lo porta a visitare il cortile. Nelluccelliera c un
unico volatile, una giovane aquila con unala spezzata. Per il resto, solo cani: non
le bestie ben curate e di razza pura che ha Lucy, ma una ressa di scheletrici
bastardi chiusi in due recinti sul punto di scoppiare, che abbaiano, latrano,
uggiolano, saltano per leccitazione.
David aiuta Bev a versare il cibo secco nelle mangiatoie e a riempire le vasche
dellacqua. Fra tutti e due svuotano due sacchi da dieci chili.
- Dove li trova i soldi per questa roba? - chiede David.
- La prendiamo allingrosso. Facciamo delle collette. Riceviamo delle donazioni.
Offriamo un servizio gratuito di sterilizzazione, e per questo riceviamo un sussidio
statale.
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- Chi che sterilizza gli animali?
- Il dottor Oosthuizen, il nostro veterinario. Ma viene solo un pomeriggio alla
settimana.
David osserva i cani che mangiano. E stupito che non si azzuffino. Quelli pi
piccoli e deboli se ne stanno in disparte, accettando la sorte e aspettando il loro
turno.
- Il guaio che ce ne sono troppi, - dice Bev Shaw. - Loro non lo capiscono,
naturalmente, e non c modo di spiegarglielo. Troppi dal nostro punto di vista,
non dal loro. Se li lasciassimo fare si moltiplicherebbero e moltiplicherebbero fino
a riempire la Terra. Non pensano affatto che avere molti figli sia un male. Essere
in tanti mette allegria. E con i gatti lo stesso.
- E anche con i topi.
- Anche con i topi. A proposito, quando torna a casa controlli di non essersi
beccato le pulci.
Uno dei cani, sazio, con un luccichio di benessere negli occhi, gli annusa le
dita attraverso la rete, gliele lecca.
- Un perfetto esempio di egualitarismo, vero? - osserva David. - Non hanno
divisioni di classe. Nessuno si sente cos superiore e potente da non fiutare il
didietro degli altri -. Si accoscia, lascia che il cane gli annusi la faccia e il fiato. Gli
sembra che la bestia abbia uno sguardo intelligente, anche se probabilmente
lintelligenza non centra.
- Sono tutti destinati a morire?
- Quelli che nessuno vuole, s. Li sopprimeremo.
- E lei che se ne occupa?
- S.
- E non ci soffre?
- Eccome. Tantissimo. Ma non voglio che lo faccia qualcuno cui non importa
niente. A lei non spiacerebbe? David non risponde. Poi: - Sa perch mia figlia mi
ha mandato qui?
- Mi ha detto che nei guai.
- Peggio. Credo che lespressione giusta sia in disgrazia. David la osserva
attentamente. Bev Shaw sembra a disagio, ma forse solo unimpressione.
- Ora che lo sa, vuole ancora tenermi qui? - le domanda.
73
- Se disposto a... - La donna apre le mani, le congiunge, le apre di nuovo.
Non sa che cosa dire, e David non le va in soccorso.
Fino a oggi stato ospite della figlia solo per brevi periodi. Ora divide con lei la
casa, partecipa alla sua esistenza. Deve fare attenzione a impedire che le vecchie
abitudini tornino di soppiatto, le abitudini del genitore: mettere il rotolo di carta
igienica sul supporto, spegnere le luci, cacciare il gatto dal divano. Allenati per la
vecchiaia, si ammonisce David. Allenati alla sopportazione. Allenati per la casa di
riposo.
Finge di essere stanco e dopo cena si ritira nella sua stanza, dove gli giungono
attutiti i rumori della vita di Lucy: cassetti che si aprono e chiudono, la radio, il
mormorio di una conversazione telefonica. Sta chiamando Johannesburg,
parlando con Helen? La sua presenza sta forse prolungando la separazione? Le
due ragazze oserebbero dormire nello stesso letto con lui in casa? Se nel cuore
della notte il letto cigolasse sarebbero imbarazzate? Cosi imbarazzate da
smettere? Ma che cosa ne sa lui delle effusioni di due donne a letto? Forse non
hanno bisogno di farlo cigolare. E che cosa sa, poi, di Lucy e Helen? Forse
dormono insieme come due bambine, abbracciandosi, toccandosi, ridacchiando,
rivivendo linfanzia... sorelle pi che amanti. Insieme a letto, insieme nella vasca
da bagno, contente di sfornare biscotti allo zenzero e di provarsi i vestiti. Amore
saffico: una scusa per ingrassare.
La verit che non gli piace pensare alla figlia nellardore della passione con
unaltra donna, brutta oltretutto. Ma sarebbe pi felice se lamante fosse un
uomo? Che cosa vorrebbe, in realt, da Lucy? Certamente non che restasse per
sempre bambina, per sempre innocente, per sempre sua. Ma in fondo un padre,
cos il destino ha voluto, e quando un padre invecchia inevitabile che faccia pi
affidamento sulla figlia. Diventa la sua seconda salvezza, la sposa della rinata
giovent. Non stupisce che nelle fiabe le regine cerchino di procurare la morte
delle figlie! David sospira. Povera Lucy! Povere figlie! Che razza di destino, che
peso sulle loro spalle! E i figli maschi: probabilmente tribolano anche loro, ma
largomento gli pi estraneo.
Vorrebbe riuscire a dormire. Ma ha freddo, e non ha sonno.
Si alza, si butta una giacca sulle spalle, torna a letto. Sta leggendo le lettere di
Byron del 1820. Grasso, di mezza et a soli trentadue anni, il poeta vive a
Ravenna con i Guiccioli: con Teresa gambacorta, la sua compiaciuta amante, e
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con il di lei cortese e malevolo marito. Calura estiva, t del tardo pomeriggio,
pettegolezzi provinciali, sbadigli malcelati. Le signore siedono in circolo e gli
uomini giocano al noiosissimo faraone, - scrive Byron. Riscoprendo nelladulterio
tutto il tedio del matrimonio. - Ho sempre considerato i trentanni come il limite
insuperabile per un vero e intenso piacere nelle passioni.
David sospira di nuovo. Com breve lestate, prima dellarrivo dellautunno,
poi dellinverno! Legge fin dopo mezzanotte, ma non riesce a prendere sonno.
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CAPITOLO XI.



E mercoled. David si alza presto, ma Lucy gi in piedi. La trova sullargine
dello stagno, intenta a osservare le oche selvagge.
- Non sono magnifiche? - gli domanda la figlia. - Tornano ogni anno. Le stesse
tre. Mi sento fortunata che vengano a trovarmi. Che abbiano scelto proprio me.
Tre. Potrebbe essere una soluzione. Lui, Lucy e Melanie. Oppure lui, Melanie e
Soraya.
Fanno colazione insieme, poi portano a passeggio i due dobermann.
- Credi che riusciresti a vivere qui, in questo angolo di mondo? - gli domanda
Lucy di punto in bianco.
- Perch? Hai bisogno di un nuovo custode per i cani?
- No, non stavo pensando a questo. Ma sono sicura che potresti trovare un
posto allUniversit di Rhodes... qualche conoscenza lavrai, no? Oppure a Fort
Elizabeth.
- Temo di no, Lucy. Sono merce avariata. Lo scandalo mi seguir, mi rester
appiccicato addosso. No, lunica possibilit che mi rimane un lavoro oscuro,
come il fatturista, posto che esista ancora, o linserviente in un canile.
- Ma se vuoi mettere fine alle maldicenze, non dovresti farti valere? Se scappi
alimenterai i pettegolezzi, non credi? Da bambina Lucy era silenziosa e schiva; lo
osservava, ma, cos almeno gli era parso, non lo giudicava mai. Ora, a met
strada tra i venti e i trenta, ha cominciato a staccarsi. I cani, il giardinaggio, i libri
di astrologia, i vestiti asessuati: in ogni particolare David conosce unaffermazione
dindipendenza, meditata, risoluta. Anche il rifiuto degli uomini. Sta costruendo
la propria vita. Uscendo dalla sua ombra. Bene! Non pu che esserne contento!
- E cos che la pensi? - le dice. - Secondo te sono scappato dalla scena del
delitto?
- Be, ti sei tirato indietro. Sul piano pratico, che differenza fa?
- Ti sfugge un punto essenziale, mia cara. La tesi che dovrei sostenere non
pi sostenibile, punto e basta. Non ai nostri giorni. Se provassi a parlare,
nessuno mi ascolterebbe.
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- Non vero. Anche se fossi quel che dici, una specie di dinosauro morale,
molti sarebbero curiosi di sentirti parlare. Io, tanto per cominciare. Qua! la tua
tesi? Sono tutta orecchi.
David esita. Sua figlia vuole davvero che le snoccioli altri particolari delle sue
relazioni amorose?
- Io mi appello ai diritti del desiderio, - dice. - Al dio che fa fremere anche gli
uccellini.
Si vede nellappartamento della ragazza, nella sua camera da letto, con la
pioggia che scroscia fuori della finestra e la stufa che puzza di kerosene;
singinocchia su di lei e le sfila gli indumenti, mentre le braccia le ricadono inerti
come fosse morta. Ero schiavo di Eros: ecco ci che vorrebbe dire, ma ne avr il
coraggio? E stato un dio che ha agito tramite me. Quanta vanit! Ma non una
bugia, non del tutto. In quella disgraziata vicenda cera qualcosa di generoso che
ha fatto il possibile per sbocciare. Se solo avesse saputo che il tempo concesso era
cos breve!
David ci riprova, pi lentamente. - Quanderi piccola e vivevamo ancora a
Kenilworth, i nostri vicini avevano un cane, un golden retriever. Non so se te lo
ricordi.
- Vagamente.
- Era un maschio. Ogni volta che nei paraggi cera una cagnetta si eccitava e
diventava ingovernabile, e con una costanza degna di Pavlov i padroni lo
picchiavano. Le cose sono andate avanti fino a quando il povero cane non ha
perso la bussola. Quando sentiva lodore di una femmina, si metteva a girare in
tondo per il giardino con le orecchie basse e la coda tra le zampe, uggiolando e
cercando di nascondersi.
David fa una pausa. - Non vedo il nesso, - dice Lucy. Gi, qual il nesso?
- Cera qualcosa di ignobile e disperante in quello spettacolo. Si pu punire un
cane perch si mangiato una pantofola. In questo caso il cane accetta la
punizione: botte in cambio della soddisfazione di masticarsi la pantofola. Ma il
desiderio tuttaltra storia. Nessun animale pu considerare giusta una
punizione perch ha seguito i suoi istinti.
- Quindi ai maschi devessere permesso di seguire i loro istinti senza alcun
controllo? E questa la morale?
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- No, non questa. La cosa davvero ignobile era che il povero cane aveva
cominciato a odiare la sua stessa natura. Non aveva pi bisogno di essere
picchiato. Era pronto ad autopunirsi. A quel punto sarebbe stato meglio
abbatterlo.
- O farlo sterilizzare.
- Forse. Ma penso che in cuor suo avrebbe preferito essere abbattuto.
Meglio crepare, viste le possibilit che gli venivano offerte: da un lato, negare
la sua natura, dallaltro passare il resto dei suoi giorni zampettando per il salotto,
gemendo, annusando il gatto e ingrassando.
- Ti sei sempre sentito cos, David?
- No, non sempre. A volte mi sono sentito lesatto opposto. Questo genere di
desiderio un peso di cui si farebbe volentieri a meno.
- Sono daccordo con te, - dice Lucy.
David aspetta che aggiunga qualcosa, invece la figlia cambia discorso. - In
ogni caso, sei stato felicemente espulso. I tuoi colleghi possono tirare un sospiro
di sollievo, mentre il capro espiatorio vaga nel deserto.
Unaffermazione? Una domanda? Lucy pensa davvero che sia solo un capro
espiatorio?
- Non credo che il termine sia esatto, - dice David con cautela. - I capri
espiatori funzionavano quando erano unemanazione del potere religioso. Caricavi
i peccati della citt sul groppone del capro e lo scacciavi, cos la citt veniva
purificata. Funzionava perch tutti sapevano interpretare il rito, divinit
comprese. Poi gli di sono morti, e di punto in bianco ci siamo ritrovati a dover
purificare la citt senza aiuto divino. Si sono rese necessarie delle azioni reali al
posto di quelle simboliche. E cos che nato il censore nel senso romano. La
parola dordine diventata vigilanza: vigilanza di tutti su tutti. La purificazione
stata sostituita dalla purga.
David si sta lasciando prendere dalla foga, salito in cattedra.
- In ogni caso, - conclude, - dopo avere detto addio alla citt, che cosa sto
facendo nel deserto? Curo cani. Sono il braccio destro di una donna specializzata
in sterilizzazione ed eutanasia.
Lucy scoppia a ridere. - Bev? Credi che faccia parte anche lei dellapparato
repressivo? Ma se la intimidisci! Sei un professore. Prima doggi non aveva mai
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visto un parruccone delluniversit. Ha paura di fare errori di grammatica quando
ti parla.
Tre uomini stanno venendo verso di loro lungo il sentiero, o forse due uomini
e un ragazzo. Camminano in fretta, con lunghi passi da contadino. Il cane al
fianco di Lucy rallenta e rizza il pelo.
- Dobbiamo preoccuparci? - mormora David.
- Non lo so.
Lucy accorcia il guinzaglio dei dobermann. Gli uomini stanno arrivando. Un
cenno del capo, un saluto, e passano oltre.
- Chi sono? - domanda David.
- Non li ho mai visti prima.
Padre e figlia raggiungono il confine della piantagione e tornano indietro. Gli
sconosciuti sono spariti.
Avvicinandosi a casa sentono i latrati furiosi dei cani chiusi in gabbia. Lucy
affretta il passo.
I tre li stanno aspettando. I due uomini sono un po in disparte, mentre il
ragazzo accanto alle gabbie e fischia ai cani. Di tanto in tanto fa un gesto
improvviso e minaccioso, e le bestie, inferocite, abbaiano e fanno scattare le
mascelle. Il cane al fianco di Lucy tira per liberarsi. Persino la vecchia bulldog,
che David sembra avere adottato, sta ringhiando piano piano.
- Petrus! - chiama Lucy. Ma non c traccia del bracciante.
- Sta alla larga dai cani! - urla. - Hamba! Il ragazzo si allontana senza fretta e
va dai suoi compagni. Ha la faccia piatta e inespressiva, gli occhi porcini; indossa
una camicia a fiori, pantaloni larghi e un cappellino da sole giallo. Gli altri due
sono in tuta da lavoro. Il pi alto un uomo sorprendentemente bello, con fronte
alta, zigomi pronunciati e narici ampie.
Lucy si avvicina alle gabbie e i cani si calmano. Apre la terza e mette dentro i
due dobermann. Un gesto coraggioso, pensa David, ma non altrettanto saggio.
Agli sconosciuti Lucy dice: - Che cosa volete? Il primo a parlare il ragazzo. -
Dobbiamo telefonare.
- Perch?
- Sua sorella - e cos dicendo indica vagamente alle proprie spalle - ha un
guaio.
- Un guaio?
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- S, molto grave.
- Che genere di guaio?
- Un bambino.
- Sta per avere un bambino?
- S.
- Di dove siete?
- Di Erasmuskraal.
David e Lucy si scambiano unocchiata. Erasmuskraal, allinterno della
concessione forestale, un villaggio senza elettricit e senza telefono. La storia
non sembra campata per aria.
- Perch non telefonate dalla stazione forestale?
- Non c nessuno.
- Tu resta qui, - gli mormora Lucy, poi al ragazzo: - Chi di voi vuole telefonare?
Laltro indica il compagno pi alto, quello bello.
- Vieni dentro, - dice Lucy. Apre con la chiave la porta sul retro ed entra. Lo
spilungone la segue. Dopo un istante il secondo uomo si fa avanti e sparisce
anche lui allinterno.
David capisce subito che c qualcosa che non va. - Lucy, esci subito! - grida,
incerto per il momento se seguire gli altri o restare fuori a tenere docchio il
ragazzo.
Dalla casa non giunge alcun suono. - Lucy! - chiama di nuovo David, e sta per
entrare quando la porta si richiude con uno scatto.
Allora si mette a gridare pi forte che pu: - Petrus! Il ragazzo si gira e si mette
a correre verso lingresso principale.
David sgancia il guinzaglio della bulldog e la incita: - Prendilo! - La cagna
trotterella faticosamente dietro il ragazzo.
David li raggiunge davanti al porticato. Il ragazzo ha raccolto un bastone e se
ne serve per tenere a bada la cagna. - Sci... sci... sci! - ansima, menando
fendenti. Ringhiando sommessamente, la bulldog gli gira intorno ora da un lato
ora dallaltro.
Lasciandoli al loro destino, David torna di corsa verso la porta della cucina. La
met inferiore non stata chiusa con il chiavistello. Due calci ben dati e si
spalanca. David si china ed entra a quattro zampe. Il colpo lo prende in pieno
80
sulla nuca. Ha il tempo di pensare: Se sono ancora cosciente non mi successo
niente di grave, poi braccia e gambe gli cedono e si affloscia sul pavimento.
Sente che lo stanno trascinando attraverso la cucina, poi una cortina nera
scende su di lui.
Si sveglia a faccia in gi sulle piastrelle fredde. Cerca di alzarsi, ma le gambe
sembrano paralizzate. Richiude gli occhi.
E sul pavimento del bagno, il bagno della casa di Lucy. Stordito, riesce a
mettersi in piedi. La porta chiusa, la chiave sparita.
Si siede sulla tazza e cerca di riprendersi. La casa silenziosa; i cani
abbaiano, ma pi per dovere, si direbbe, che per la smania di mordere.
- Lucy! - gracchia la sua voce, poi, pi forte: - Lucy! David prende a calci la
porta, ma ancora intontito, e poi lo spazio piccolo, la porta troppo vecchia e
solida.
E cos arrivato, il giorno della prova. Senza preavviso, senza fanfare, eccolo
l, e lui ci dentro. Il cuore gli martella in petto con tale violenza che persino
quellorgano ottuso deve aver capito. Riusciranno, cuore e proprietario, a
superare la prova? La sua bambina nelle mani di estranei. Fra un minuto, fra
unora, sar tardi; qualunque cosa le stia succedendo sar ormai scolpita nella
pietra, apparterr al passato. Ma adesso non ancora tardi. Adesso pu e deve
fare qualcosa.
Per quanto tenda lorecchio, non coglie alcun suono nella casa. Eppure, se la
sua bambina lo stesse chiamando, anche con una muta implorazione, lui la
sentirebbe, ne sicuro! David picchia alla porta. - Lucy! - grida. - Lucy! Di
qualcosa! La porta si spalanca, facendogli perdere lequilibrio. Sulla soglia
compare il secondo uomo, quello pi basso, brandendo per il collo una bottiglia
vuota da un litro. - Le chiavi, - gli dice.
- No.
Luomo gli d uno spintone. David indietreggia barcollando, cade a sedere con
un tonfo. Lo sconosciuto solleva la bottiglia. La sua faccia placida, senza traccia
di rabbia. Sta semplicemente facendo il suo lavoro: cerca di convincere un suo
simile a consegnargli qualcosa. Se per raggiungere lo scopo dovr dargli qualche
bottigliata, non si tirer indietro, lo colpir tutte le volte che sar necessario, e se
sar necessario romper anche la bottiglia.
- Tieni, - dice David. - Prendete tutto. Ma lasciate in pace mia figlia.
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Senza una parola luomo afferra le chiavi e richiude la porta del bagno. David
rabbrividisce. Un terzetto pericoloso. Perch non se n accorto in tempo? Ma non
gli stanno facendo del male, non ancora almeno. Si chiede se quello che
troveranno in casa sar sufficiente ad accontentarli. Si chiede se lasceranno stare
anche Lucy.
Da dietro la casa gli giunge un suono di voci. I latrati dei cani crescono
dintensit, diventano pi eccitati. David sale in piedi sullasse del gabinetto e
sbircia attraverso le sbarre della finestra.
Il secondo uomo sta sparendo in quel momento dietro langolo; in mano ha il
fucile di Lucy e un sacco della spazzatura pieno di roba. David sente sbattere una
portiera e riconosce il suono: la sua auto. Luomo ricompare a mani vuote. Per un
momento i loro sguardi sincrociano. - Ehi! - lo saluta lo sconosciuto, e gli sorride
trucemente, poi dice qualcosa a voce alta. Si sente una risata, e un momento
dopo compare anche il ragazzo. I due si fermano sotto la finestra, esaminando il
prigioniero e discutendo il suo destino.
David parla italiano, parla francese, ma n litaliano n il francese lo
salveranno nel cuore dellAfrica nera. E inerme, una specie di personaggio da
vignetta, un missionario in tonaca e casco coloniale che aspetta, mani giunte e
occhi al cielo, mentre i selvaggi blaterano nel loro idioma incomprensibile,
preparandosi a immergerlo nel calderone bollente. Il lavoro missionario: che cosa
ha lasciato quellimmensa impresa di nobilitazione delluomo? Niente, si direbbe.
Da dietro langolo spunta anche il pi alto del terzetto; ha il fucile in mano.
Con gesto esperto lo arma, poi infila la canna nella gabbia dei cani. Il pi grosso
dei pastori tedeschi, sbavando dalla rabbia, la addenta. Si ode un sordo
rimbombo, mentre sangue e cervello schizzano dappertutto. Per un attimo i latrati
cessano. Luomo spara altre due volte. Un cane, colpito al petto, muore subito; un
altro, con uno squarcio alla gola, si affloscia pesantemente, abbassando le
orecchie e spiando i movimenti di quella creatura che non si cura nemmeno di
concedergli un coup de grce.
Cala il silenzio. Gli ultimi tre cani, senza un posto dove nascondersi, si
rifugiano in fondo alla gabbia, girando in tondo e uggiolando. Con calma, luomo
li abbatte uno a uno.
Passi nel corridoio, poi la porta del gabinetto si spalanca di nuovo. Davanti a
lui c il secondo uomo, e alle sue spalle David scorge il ragazzo con la camicia a
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fiori, che mangia gelato da una vaschetta. Cerca di farsi largo con una spallata,
oltrepassa luomo e finisce lungo disteso. Un abile sgambetto: probabilmente si
allenano giocando a pallone.
Mentre a terra, lo cospargono da capo a piedi con un liquido. Sente bruciare
gli occhi, cerca di pulirseli. Riconosce lodore: alcol denaturato. Tenta di alzarsi e
viene risospinto nel bagno. Il grattare di un fiammifero, e allimprovviso avvolto
da una fiamma fredda e azzurra.
Dunque si illudeva! N lui n sua figlia se la caveranno a buon mercato. David
capisce che potrebbe bruciare e morire, e se pu morire lui pu morire anche
Lucy, soprattutto Lucy! Si schiaffeggia il volto come un pazzo, mentre i capelli
crepitano e prendono fuoco; si getta di qui e di l, lanciando mugghii informi che
non nascono dalle parole ma dalla paura. Cerca di alzarsi in piedi e viene
ributtato per terra. Per un attimo gli occhi gli si snebbiano e a pochi centimetri
dalla faccia vede una tuta blu e una scarpa. La punta della scarpa curvata
allins, e sotto la suola spuntano fili derba. Una fiammella gli danza senza
suono sul dorso della mano. David si rizza sulle ginocchia e la immerge nel
gabinetto. Alle sue spalle la porta viene di nuovo chiusa a chiave.
Si china sulla tazza spruzzandosi la faccia e la testa. Poi si rialza e spegne le
ultime fiamme sui vestiti. C un odore disgustoso di capelli strinati.
Si terge il volto con tamponi di carta igienica bagnata. Gli bruciano gli occhi, e
una palpebra si sta gi chiudendo. Si passa una mano sulla testa, e la punta
delle dita diventa nera di fuliggine. Tranne una chiazza, sopra un orecchio, ha
perso tutti i capelli; lintero cuoio capelluto sensibile, sensibile e ustionato.
Bruciato, ustionato.
- Lucy! - grida. - Sei l? Davanti agli occhi gli passa la visione di Lucy che lotta
con i due individui in tuta blu. David freme e cerca di scacciarla.
Poi sente il motore della sua auto, lo scricchiolio delle gomme sulla ghiaia. E
finita? Se ne vanno davvero?
- Lucy! - grida, e ripete questo urlo finch nella sua voce sinsinua una punta
di follia.
Poi, Dio sia ringraziato, la chiave gira nella toppa. Prima che David possa
spalancare la porta, la figlia gli ha gi dato le spalle. E in accappatoio, a piedi
scalzi, con i capelli bagnati.
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David la segue attraverso la cucina, oltre il frigorifero aperto e le cibarie
sparpagliate sul pavimento. Lucy si affaccia sulla porta e contempla la carneficina
nel recinto dei cani. - Poveretti! - mormora. Apre la prima gabbia ed entra. Il cane
con la gola squarciata sta ancora respirando. Lucy si china su di lui, gli parla.
Lanimale muove debolmente la coda.
- Lucy! - chiama di nuovo David, e per la prima volta la figlia si gira e lo
guarda. Sul volto le passa unombra. - Cosa diavolo ti hanno fatto?
- gli chiede.
- Bambina mia! - dice David. Entra anche lui nella gabbia e cerca di
abbracciarla. Gentilmente ma con fermezza, Lucy si libera.
Il salotto sottosopra, e cos la sua stanza. Gli hanno preso la giacca, le
scarpe buone, e non che linizio.
Si guarda allo specchio. Dei capelli non resta che uno strato di cenere bruna
che gli copre il cranio e la fronte. Sotto, la cute di un rosa rabbioso. Si sfiora la
pelle: gli fa male e comincia a trasudare. Ha una palpebra tumefatta; le
sopracciglia sono sparite, le ciglia anche. Va in bagno, ma la porta chiusa. - Non
entrare, - dice la voce di Lucy.
- Stai bene? Ti hanno fatto del male? Domande idiote; Lucy non gli risponde.
David cerca di togliersi la cenere di dosso sotto il rubinetto della cucina,
riempie un bicchiere e se lo versa in testa. Lacqua gli scorre gi per la schiena, e
lui comincia a tremare di freddo.
Succede tutti i giorni, ogni ora, ogni minuto, si dice, in tutti gli angoli del
Paese. Sei fortunato a esserne uscito vivo. Sei fortunato a non essere prigioniero
su quellauto che sta sfrecciando chiss dove, o in un fossato con una pallottola
nella testa. E anche Lucy fortunata. Soprattutto Lucy.
E un rischio possedere delle cose: unauto, un paio di scarpe, un pacchetto di
sigarette. Non ce ne sono abbastanza per tutti, non ci sono auto, scarpe e
sigarette a sufficienza. Troppa gente, troppo poche cose. Quel che c deve
circolare, in modo che tutti abbiano la possibilit di essere felici per un giorno.
Questa la teoria: attieniti alla teoria e cerca di trarne il conforto che puoi. Non si
tratta di cattiveria umana, solo di un vasto apparato circolatorio, nel cui ambito
piet e terrore sono irrilevanti. E cos che bisogna vedere la vita in questo Paese:
in forma schematica. Altrimenti corri il rischio di impazzire. Automobili, scarpe,
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anche donne. Nel sistema ci deve pur essere una nicchia per le donne e le loro
vicissitudini.
Lucy comparsa alle sue spalle. Indossa un paio di ampi calzoni e un
impermeabile; i capelli sono pettinati allindietro, la faccia pulita e
assolutamente inespressiva. David la guarda negli occhi. - Cara, cara... - dice, e si
sente soffocare da un improvviso nodo in gola. La figlia non fa nulla per
consolarlo. - La tua testa ha un brutto aspetto, - osserva. - C dellolio per
bambini nellarmadietto del bagno. Mettitene un po. Se ne sono andati con la tua
macchina?
- S. Credo che siano partiti in direzione di Fort Elizabeth. Devo telefonare alla
polizia.
- Non puoi. Hanno fracassato il telefono.
Lucy se ne va. David si siede sul letto e aspetta. Sebbene si sia avvolto in una
coperta, continua a essere scosso dai brividi. Il polso gonfio e gli d delle fitte.
Non ricorda come abbia fatto a conciarselo cos. Sta venendo buio. Il pomeriggio
passato in un attimo.
Lucy ritorna. - Hanno bucato le gomme del pulmino, - dice. - Vado a piedi da
Ettinger. Non ci metter molto -. Fa una pausa. - Quando la gente ti chieder,
limitati a raccontare quello che successo a te, per piacere.
David non capisce.
- Ci penso io a raccontare quello che successo a me, - insiste Lucy.
- Stai commettendo un errore, - dice lui con la voce ridotta a un gracidio.
- Nientaffatto, - ribatte la figlia.
- Bambina mia, bambina mia! - esclama David tendendole le braccia. Poi,
vedendo che lei non si muove, si toglie la coperta, si alza e la stringe a s. Ma
nellabbraccio Lucy resta rigida come un bastone, senza cedere di un millimetro.
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CAPITOLO XII.



Ettinger un vecchio scontroso che parla inglese con uno spiccato accento
tedesco. Sua moglie morta, i figli sono tornati in Germania, e lui lunico della
famiglia rimasto in Africa. Arriva su un pick-up con Lucy al fianco e aspetta
senza spegnere il motore.
- S, io non mi separo mai dalla mia Beretta, - osserva mentre sono sulla
strada per Grahamstown. Si batte il fodero sul fianco. - La cosa migliore
cavartela da solo, perch la polizia non viene certo a salvarti.
Ha ragione quelluomo? Se avesse avuto una pistola, avrebbe salvato Lucy?
David ne dubita. Se avesse avuto una pistola, probabilmente adesso sarebbe
morto, e con lui Lucy.
Nota che le proprie mani sono percorse da un leggero tremito. Lucy tiene le
braccia incrociate sul petto. Forse anche lei sta tremando? Si aspettava che
Ettinger li portasse alla polizia, ma Lucy gli ha detto di andare allospedale.
- Per me o per te? - domanda.
- Per te.
- Ma la polizia non vorr parlare anche con me?
- Quello che racconteresti tu posso raccontarglielo io, - ribatte la figlia. - O c
dellaltro? In ospedale Lucy lo precede al pronto soccorso, riempie un modulo in
vece sua, lo fa sedere in sala daspetto. Emana forza e determinazione, mentre
David si accorge che il tremito si propagato a tutto il corpo.
- Se ti dimettono, aspetta qui, - lo ammonisce Lucy. -Torner a prenderti.
- E tu? Lei fa spallucce. Se trema, non lo d a vedere.
David trova un posto tra un uomo con una fasciatura sanguinolenta alla
mano e due poderose ragazze che potrebbero essere sorelle, una delle quali tiene
in braccio un bambino piagnucolante. E il dodicesimo in lista. Lorologio a muro
segna le 17:45. David chiude locchio buono e scivola in una specie di deliquio in
cui le due sorelle continuano a bisbigliare tra loro, chuchotantes. Quando riapre
gli occhi lorologio segna ancora le 17:45. Che sia rotto? No: la lancetta dei minuti
ha uno scatto e si ferma sulle 17:46.
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Passano due ore prima che linfermiera lo chiami, poi unaltra lunga attesa per
accedere finalmente al cospetto dellunico medico di guardia, una giovane
indiana.
Le ustioni al cuoio capelluto non sono gravi, gli dice, ma deve guardarsi dalle
infezioni. La dottoressa dedica un po pi di tempo allocchio. Le palpebre si sono
incollate, e separarle si rivela unoperazione dolorosissima.
- Lei fortunato, - commenta la donna dopo averlo esaminato. - Non ci sono
danni alla vista. Se avessero usato benzina sarebbe ben diverso.
David esce dallambulatorio con la testa medicata e fasciata, locchio bendato,
un sacchetto di ghiaccio fissato al polso con un cerotto. Con sua sorpresa in sala
daspetto trova Bill Shaw. Bill, che una buona spanna pi basso di lui, lo afferra
per le spalle. - Pazzesco, assolutamente pazzesco, - dice. - Lucy da noi. Voleva
venire a prenderti lei, ma Bev non ha voluto saperne. Come stai?
- Poteva andare peggio. Le ustioni non sono gravi. Mi spiace avervi rovinato la
serata.
- Non dire sciocchezze! - esclama Bill Shaw. - A che cosa servirebbero gli
amici, altrimenti? Anche tu avresti fatto lo stesso.
Pronunciate senza ironia, quelle parole gli restano impresse e non se ne vanno
pi. Bill Shaw convinto che se lui, Bill Shaw, fosse stato colpito sulla zucca e
dato alle fiamme, allora lui, David Lurie, avrebbe preso lauto e sarebbe corso in
ospedale ad aspettare, senza neppure un giornale da leggere, di riportarlo a casa.
Bill Shaw ne convinto perch una volta lui e David Lurie hanno preso il t
insieme, per cui David Lurie suo amico, e tutti e due hanno dei doveri nei
confronti dellaltro. Avr torto o ragione? Possibile che Bill Shaw, che nato a
Hankey, a meno di duecento chilometri da L, e lavora in un negozio di
ferramenta, conosca cos poco il mondo da non sapere che esistono persone poco
propense a fare amicizia, persone il cui atteggiamento nei confronti dellamicizia
fra uomini corroso dallo scetticismo? Amico, parola affine ad amare. Forse, agli
occhi di Bill Shaw, una tazza di t il sigillo di un legame affettivo. Gi, ma senza
Bill e Bev Shaw, senza il vecchio Ettinger, senza legami di qualche tipo, dove
sarebbe lui adesso? In una fattoria sconquassata con il telefono rotto, in mezzo ai
cani morti.
- Una vicenda pazzesca, - ripete Bill Shaw in auto. - Atroce. Quando leggi di
queste cose sul giornale ti sembrano terribili, ma quando capitano a qualcuno
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che conosci... - Scuote la testa, poi conclude: - E come toccarle con mano. Come
essere di nuovo in guerra.
David non risponde nemmeno. La giornata non si ancora spenta, anzi viva
e vegeta. Guerra, atrocit: questa giornata inghiotte nella sua gola nera
qualunque parola si usi per cercare di impacchettarla.
Bev Shaw li accoglie sulla porta. Lucy ha preso un calmante, annuncia, e sta
riposando; meglio non disturbarla.
- E andata alla polizia?
- S, hanno fatto una segnalazione con i dati dellauto.
- Ed andata da un dottore.
- E tutto a posto. E tu? Lucy dice che hai delle brutte ustioni.
- S, ma sono meno gravi del previsto.
- Allora dovresti mangiare qualcosa e dormire un po.
- Non ho fame.
Bev gli riempie la grande e antiquata vasca di ghisa. David stende le sue
pallide membra nellacqua fumante e cerca di rilassarsi. Ma quando giunge il
momento di uscire scivola e rischia di cadere: si sente debole come un bambino,
gli gira la testa. E costretto a chiamare Bill Shaw e a subire lignominia di farsi
aiutare a uscire dalla vasca, aiutare ad asciugarsi, aiutare a infilare il pigiama
che gli prestano. Pi tardi sente Bill e Bev che parlano sottovoce, e sa di essere
largomento dei loro bisbigli.
In ospedale gli hanno dato un tubetto di analgesici, una confezione di garze
per le ustioni e un piccolo sostegno di alluminio per tenere la testa sollevata. Bev
Shaw lo sistema su un divano che puzza di gatto. David piomba nel sonno con
stupefacente prontezza, ma nel cuore della notte si sveglia in uno stato di
esacerbata lucidit. Ha avuto una visione: Lucy gli ha parlato, e le sue parole -
Vieni a salvarmi! - gli riecheggiano ancora nelle orecchie. La figlia era in piedi,
con le braccia protese, i capelli madidi pettinati allindietro, in un campo di luce
bianca.
David si alza, inciampa in una sedia, la manda gambe allaria. La luce si
accende e davanti a lui c Bev Shaw in camicia da notte. - Devo parlare a Lucy, -
bofonchia David. Ha la bocca secca, la lingua spessa. La porta della stanza di
Lucy si apre. Non affatto come nella visione. Ha la faccia gonfia di sonno e si sta
allacciando la cintura di una vestaglia ovviamente non sua.
88
- Mi spiace, ho fatto un sogno, - dice David. Improvvisamente la parola visione
ha un suono antiquato, bizzarro. - Mi sembrato che mi chiamassi.
La figlia scuote la testa. - Non ti ho chiamato. Adesso torna a dormire.
Ha ragione, naturalmente. Sono le tre del mattino. Ma David non pu fare a
meno di notare che per la seconda volta, quel giorno, Lucy gli ha parlato come a
un bambino... a un bambino o a un vecchio.
Cerca di riprendere il sonno interrotto, ma non ci riesce. Deve essere un
effetto delle pillole, si dice: non era una visione, e neppure un sogno, ma una
semplice allucinazione chimica. Tuttavia, la figura di donna nel campo di luce gli
resta negli occhi. Salvami! grida la figlia, e le sue parole sono nitide, squillanti,
vicine. E se lanima di Lucy avesse abbandonato il suo corpo per recarsi da lui? E
possibile che le persone che non credono nellanima ce labbiano lo stesso? Ed
possibile che la loro anima conduca una vita indipendente? Mancano parecchie
ore al sorgere del sole. Il polso gli fa male, gli occhi gli bruciano, il cuoio capelluto
sensibile e dolorante. Con cautela, David accende la luce e si alza. Si butta una
coperta sulle spalle e apre la porta della camera di Lucy. Accanto al letto c una
poltrona. Si siede, e i suoi sensi gli dicono che la figlia sveglia. Che cosa sta
facendo? Sorveglia la sua bambina, la protegge dal male, tiene lontani gli spiriti
cattivi. Dopo un lungo momento, sente che Lucy comincia a rilassarsi. Un
lievissimo schiocco quando le sue labbra si separano, poi un delicato russare.
E mattina. Bev Shaw gli prepara cornflakes e t per colazione, poi sparisce in
camera di Lucy.
- Come sta? - le domanda David quando ricompare.
Bev Shaw si limita a scuotere seccamente la testa. Non sono fatti tuoi, sembra
dire. Mestruazioni, parti, stupri e loro conseguenze: questioni di sangue, fardello
della donna e riserva delle donne.
Come altre volte in passato, David si chiede se le donne non sarebbero pi
felici vivendo in comunit femminili e ricevendo la visita degli uomini solo quando
ne hanno voglia. Forse si sbaglia a credere che Lucy sia omosessuale. Forse
preferisce semplicemente la compagnia femminile. O forse proprio questa la
definizione delle lesbiche: donne che non hanno alcun bisogno degli uomini.
Non c da meravigliarsi che Lucy e Helen siano cos accanite contro lo stupro.
Stupro, dio del caos e della promiscuit, profanatore di clausure. Violentare una
lesbica peggio che violentare una vergine: unoffesa maggiore. Lo sapevano
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anche quegli uomini? Si era sparsa la voce? Alle nove, dopo che Bill Shaw
uscito per andare a lavorare, David bussa alla porta di Lucy. La trova sdraiata,
con la faccia voltata verso il muro. Si siede accanto a lei e le accarezza la guancia,
bagnata di lacrime.
- So che non un argomento facile, - dice, - ma hai visto un dottore? Lucy si
mette a sedere e si soffia il naso. - Ieri sera sono andata dal mio medico.
- E si occuper lui di tutte le possibili conseguenze?
- Lei, - ribatte Lucy. - Lei, non lui -. Poi una nota rabbiosa le incrina la voce. -
E come potrebbe? Come pu un dottore occuparsi di tutte le possibili
conseguenze? Non parlare a vanvera! David si alza. Se Lucy vuol fare lirascibile,
lui non sar da meno. - Scusa se te lho chiesto, - dice. - Che programmi abbiamo
per oggi?
- I nostri programmi? Si torna alla fattoria e si ripulisce.
- E poi?
- Poi si continua come prima.
- Nella fattoria?
- Certo. Nella fattoria.
- Sii ragionevole, Lucy. Le cose sono cambiate. Non possiamo fare finta che
non sia successo niente.
- Perch no?
- Perch non una buona idea. Perch pericoloso.
- Quel posto non mai stato sicuro, e poi non ci torno per amore di unidea,
buona o cattiva che sia. Ci torno e basta.
Dritta nella vestaglia presa a prestito, Lucy regge il suo sguardo, con il collo
rigido e gli occhi scintillanti. Non pi la piccola di pap.
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CAPITOLO XIII.



Prima di andarsene, David deve farsi cambiare la medicazione. Nellangusto
bagnetto Bev Shaw svolge le bende. La palpebra ancora chiusa e sul cuoio
capelluto sono comparse delle vesciche, ma poteva andare peggio. Il punto pi
doloroso il lobo dellorecchio destro; come ha detto la giovane dottoressa,
lunica parte del suo corpo che abbia veramente preso fuoco.
Bev lava la pelle rosa ed esposta del cranio con una soluzione sterile, poi vi
stende loleosa pomata gialla con un tampone e un paio di pinzette.
Delicatamente unge anche le pieghe della palpebra e dellorecchio. Mentre lavora
non parla. A David torna in mente il caprone della clinica veterinaria; si chiede
se, affidandosi alle mani di Bev, abbia provato la stessa pace.
- Ecco fatto, - dice lei alla fine, tirandosi indietro.
David esamina allo specchio la faccia, la linda calotta bianca e locchio
bendato. - Unopera darte, - osserva, ma dentro di s pensa: Una mummia.
Poi prova a tornare sullargomento dello stupro. - Lucy dice che ieri sera ha
visto il medico.
- S.
- C il rischio che resti incinta, - insiste David. - C il rischio di uninfezione
venerea. C il rischio dellHiv. Non sarebbe meglio che andasse anche da un
ginecologo? Bev Shaw palesemente a disagio. - Devi chiederglielo tu.
- Ci ho provato. Ma non riesco a farla ragionare.
- Provaci di nuovo.
Sono le undici passate, e Lucy non ancora comparsa. David, sempre pi
cupo, si aggira per il giardino. Non sa che fare di se stesso, ma non solo questo
che lo opprime. Gli avvenimenti di ieri lo hanno sconvolto nel profondo. Il tremito
e la debolezza non sono che i segni iniziali e pi superficiali del trauma. Ha la
sensazione che dentro di lui sia rimasto contuso e ferito un organo vitale, forse
addirittura il cuore. Per la prima volta ha un assaggio della vecchiaia, quando
diventer un uomo spossato, senza speranze, senza desideri, indifferente al
futuro. Abbandonandosi su una sedia di plastica in mezzo al puzzo di piume di
pollo e mele marce, sente linteresse per il mondo defluirgli dal corpo goccia a
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goccia. Forse ci vorranno settimane, anche mesi, prima di restare dissanguato,
ma il fluido vitale sta fuggendo. E quando il processo si sar compiuto, di lui non
rester che linvolucro di una mosca in una ragnatela, fragile al tocco, pi leggero
della pula, pronto per essere trascinato verso altri lidi.
Non pu aspettarsi aiuto da Lucy. Pazientemente, silenziosamente, sua figlia
deve ritrovare la strada per uscire dal buio e tornare alla luce. Fino a quando non
sar di nuovo se stessa, spetter a lui lincombenza di gestire la loro vita
quotidiana. Ma successo tutto troppo in fretta. E un fardello per cui non
preparato: la fattoria, lorto, i canili. Il futuro di Lucy, il suo futuro, il futuro
dellintero Paese... ma chi se ne frega, gli viene voglia di dire. Che finisca tutto in
pasto ai porci, non me ne importa niente. Quanto a quei tre, augura loro ogni
male, ovunque siano, ma soprattutto non vuole pensarci.
E solo uno dei postumi, si dice, uno dei postumi dellaggressione. Fra non
molto lorganismo si rimetter in sesto, e io, il fantasma che lo abita, sar di
nuovo me stesso. Ma sa che la verit unaltra. Qualcuno ha soffiato sulla
fiammella del piacere di vivere. Come una foglia nella corrente, come uno sbuffo
di fumo nel vento, ha cominciato a fluttuare verso la fine. David se ne rende conto
con chiarezza, e questa visione lo riempie di disperazione. Parola appiccicosa che
non riesce a scacciare. Il sangue della vita sta abbandonando il suo corpo per
essere sostituito dalla disperazione, sostanza simile a un gas, inodora, insapora,
priva di propriet nutritive. La inspiri, le membra si distendono, cessi di lottare,
anche nel momento in cui senti il freddo dellacciaio sulla gola.
Suonano al campanello: due giovani poliziotti in eleganti uniformi nuove,
pronti a cominciare le indagini. Lucy esce dalla sua stanza con laria smarrita,
indossando gli stessi vestiti di ieri. Rifiuta la colazione. Seguita dal furgone della
polizia, Bev li accompagna con la sua auto alla fattoria.
I corpi dei cani giacciono nelle gabbie dove sono caduti. Katy, la bulldog,
ancora nei paraggi: per un attimo la scorgono rintanata vicino alla stalla, a
distanza di sicurezza. Di Petrus nessun segno.
In casa i poliziotti si tolgono il berretto e se lo infilano sotto il braccio. David si
tiene in disparte, lasciando che Lucy racconti la sua versione dei fatti. I due
giovani lascoltano rispettosamente, annotano ogni parola muovendo a scatti la
penna sulle pagine del taccuino. Hanno pi o meno la sua et, ma sono un po
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sulle spine, come se Lucy fosse una creatura contaminata e la sua macchia fosse
contagiosa, potesse insudiciare anche loro.
Erano in tre, recita Lucy, o meglio, due uomini e un ragazzo. Si sono introdotti
in casa con linganno e hanno preso (elenco accurato) denaro, indumenti, un
televisore, un lettore di CD, un fucile con munizioni.
Quando suo padre ha opposto resistenza, lhanno malmenato e cosparso di
alcol, poi hanno cercato di dargli fuoco. Dopo aver sparato ai cani, se ne sono
andati sulla sua macchina. Lucy descrive i tre individui, il loro vestiario, lauto.
Mentre parla, tiene gli occhi su David, come per trarre forza da lui, o per
sfidarlo a contraddirla. Quando uno degli agenti domanda: - Quanto durata
laggressione? - Lucy risponde: - Venti minuti, mezzora -.
Falso, come ben sanno sia David sia lei. E durata molto di pi. Quanto? Il
tempo necessario perch i tre signori sbrigassero le loro faccende con la padrona
di casa.
Tuttavia David non interviene mai. Chi se ne frega: le parole di Lucy gli
giungono appena allorecchio. Altre parole, che dalla notte scorsa bussano al
limitare della memoria, stanno cominciando a prendere forma.

Due anziane signore chiuse a chiave nel gabinetto. / Ci sono rimaste dal
luned al sabato / Nessuno sapeva che fossero L.

Chiuso in bagno mentre sua figlia veniva usata. La filastrocca riemerge
dallinfanzia puntandogli addosso un dito con gesto di scherno. Oh cielo, che mai
sar? Il segreto di Lucy; la vergogna di David.
I poliziotti si aggirano per casa, esaminando le stanze con circospezione. Non
ci sono tracce di sangue, n mobili rovesciati. Il disordine in cucina stato
ripulito (da Lucy? quando?) Dietro la porta del bagno un fiammifero usato, che i
due non notano nemmeno.
Dal letto matrimoniale in camera di Lucy sono state tolte coperte e lenzuola.
La scena del delitto, pensa David tra s e. s; e come se gli avessero letto nel
pensiero, i poliziotti distolgono gli occhi e passano oltre.
Una casa tranquilla in una mattina dinverno, n pi n meno.
93
- Verr un agente dellinvestigativa a prendere le impronte digitali, - dicono
andandosene. - Cercate di non toccare niente. Se scoprite che hanno portato via
qualcosaltro, telefonateci alla stazione di polizia.
Poco dopo arrivano i tecnici del telefono, poi Ettinger. A proposito di Petrus,
che continua a non farsi vedere, il vecchio commenta cupamente: - Non ce n uno
di cui ti puoi fidare -. Poi dice che mander un boy ad aggiustare il pulmino.
In passato Lucy andava su tutte le furie sentendo questuso della parola boy.
Ora non reagisce nemmeno.
David accompagna Ettinger alla porta.
- Povera Lucy, - osserva il vecchio. - Deve avere passato un brutto quarto
dora. Ma poteva andare peggio.
- Davvero? E come?
- Potevano portarsela via.
Questo gli chiude la bocca. Non uno stupido, Ettinger. Finalmente restano
soli. - Posso seppellire i cani, se mi fai vedere dove, - si offre David. - Che cosa
dirai ai proprietari?
- La verit.
- Sei assicurata?
- Non lo so. Non so se la polizza copra i massacri. Dovr verificare. Una pausa.
- Lucy, perch non vuoi raccontare lintera storia?
- Lho raccontata. Tutto quello che cera da dire lho detto. David scuote la
testa dubbioso. - Avrai certamente le tue buone ragioni, ma sei sicura che sia la
soluzione migliore? Lucy non risponde, e per il momento David non insiste. Il suo
pensiero va ai tre intrusi, ai tre invasori, uomini che probabilmente non avr mai
pi occasione di vedere, ma che ormai faranno per sempre parte della sua vita, e
di quella di sua figlia. Quegli individui vedranno i giornali, ascolteranno i
commenti. Leggeranno che sono ricercati per furto e aggressione e nientaltro.
Penseranno che sul corpo della donna si deciso di tirare il lenzuolo del silenzio.
Si vergogna troppo, - si diranno a vicenda, - si vergogna troppo per confessarlo,
e ridacchieranno lascivamente al ricordo della loro impresa. Sua figlia disposta
a concedere loro questa vittoria? David scava la fossa nel punto indicato da Lucy,
vicino al confine della propriet. Una tomba per sei cani di grossa taglia: anche se
la terra stata arata di recente, gli occorre quasi unora, e alla fine ha mal di
schiena, le braccia indolenzite, il polso nuovamente fuori uso. Porta le carcasse
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con la carriola. Il cane con lo squarcio in gola mostra ancora i denti insanguinati.
Come sparare ai pesci in un barile, pensa David. Disgustoso, eppure,
probabilmente, inebriante, in un Paese dove i cani sono addestrati a ringhiare al
semplice odore di un negro. Un pomeriggio ben speso, entusiasmante, come ogni
vendetta. A uno a uno rovescia i cani nella fossa, poi la riempie di terra.
Quando torna, trova Lucy intenta a montare un lettino da campo nella
muffosa dispensa adibita a ripostiglio.
- Per chi ? - domanda.
- Per me.
- E la camera degli ospiti?
- Ha un buco nel soffitto.
- E la grande stanza sul retro?
- Il congelatore fa troppo rumore.
Non vero. Il congelatore della stanza sul retro ronza appena. Lucy non vuole
dormirci perch contiene avanzi, ossi, carne per cani che non ne hanno pi
bisogno.
- Prendi la mia stanza, - dice David. - Ci dormo io, qui -. E subito comincia a
sbaraccare le sue cose.
Ma chi glielo fa fare di trasferirsi in quel bugigattolo, con una pila di scatole di
vasetti di vetro vuoti in un angolo e una minuscola finestrella rivolta a sud? Se gli
spettri degli stupratori di Lucy aleggiano ancora nella sua camera, allora bisogna
scacciarli, impedire che ne facciano il loro santuario. Cos decide di spostare le
sue cose nella camera della figlia.
Scende la sera. Nessuno dei due ha fame, ma mangiano lo stesso. La cena
un rito, e i riti facilitano la vita.
Nel modo pi garbato di cui capace, David torna alla carica con la sua
domanda. - Lucy, cara, perch non vuoi dirlo a nessuno? E stato un crimine.
Non c nulla di vergognoso nellessere vittima di un crimine. Non sei tu che lhai
voluto. Sei innocente.
Lucy seduta al tavolo di fronte a lui, inspira a fondo, raccoglie le forze, poi
butta fuori il fiato e scuote la testa.
- Posso tirare a indovinare? - dice David. - Stai cercando di ricordarmi
qualcosa?
- Che cosa?
95
- Ci che le donne subiscono per mano degli uomini.
- Nulla di pi lontano dai miei pensieri. Questa storia non ha niente a che
vedere con te, David. Vuoi sapere perch non ho fatto una denuncia
circostanziata alla polizia? Te lo dir, a patto che tu non ritorni pi
sullargomento. Quello che mi successo una questione puramente personale.
In altri tempi, in un altro luogo potrebbe essere considerata di pubblico interesse.
In questo posto, in questo momento, non lo . E una faccenda che riguarda me e
solo me.
- Questo posto in che senso?
- Nel senso del Sudafrica.
- Non sono daccordo. Non sono daccordo con questo tuo comportamento.
Pensi che accettando mansuetamente quel che successo ti sentirai diversa dagli
agricoltori come Ettinger? Pensi che il crimine perpetrato in questa casa fosse
una specie di esame, che se lo superi ti danno un diploma e un salvacondotto per
il futuro, oppure un simbolo da dipingere sullarchitrave della porta in modo che
la peste non entri e passi oltre? La vendetta non funziona cos, Lucy. La vendetta
come il fuoco. Quanto pi divora, tanto pi diventa famelica.
- Piantala, David! Non voglio sentire questi discorsi. Non sto cercando di
salvarmi la pelle. Se la pensi cos, non hai capito niente.
- Allora spiegami tu. Stai cercando di costruirti una qualche forma di salvezza
personale? Speri di poter espiare i crimini del passato con la sofferenza di oggi?
- No. Continui a interpretare le cose nel modo sbagliato. Colpa e salvezza sono
astrazioni. Io non baso il mio comportamento sulle astrazioni. Se non fai uno
sforzo per capirlo, non posso spiegarti nulla.
David vorrebbe replicare, ma la figlia taglia corto. - David, eravamo daccordo.
Largomento chiuso.
Mai prima di oggi sono stati cos lontani ed esacerbati. David ne scosso.
96
CAPITOLO XIV.



Un nuovo giorno. Ettinger telefona chiedendo se vogliono una pistola per un
po. - Grazie, - risponde David, - ci penseremo.
Poi tira fuori gli attrezzi e aggiusta alla meglio la porta della cucina.
Dovrebbero mettere le sbarre alle finestre, dei dispositivi di sicurezza, una
recinzione intorno alla casa, come ha fatto Ettinger. Dovrebbero trasformare la
fattoria in una fortezza. Lucy dovrebbe comprare una rivoltella e una
ricetrasmittente, e prendere lezioni di tiro. Ma accetter mai di fare una cosa
simile? Ha scelto di stare l perch ama la terra e il vecchio stile di vita contadino.
Se quel modo di vivere non esiste pi, che cosa le resta da amare?
Katy viene pazientemente convinta a uscire dal suo nascondiglio e sistemata
in cucina. E mogia e timorosa, segue Lucy come unombra. La vita non pi
come prima. La casa sembra estranea, violata; David e Lucy sono continuamente
allerta, con le orecchie tese per cogliere il minimo rumore.
Poi ricompare Petrus. Un vecchio autocarro arriva gemendo sui solchi della
stradina e va a fermarsi vicino alla stalla. Dalla cabina scende Petrus, con un
vestito troppo stretto, seguito dalla moglie e dal camionista. I due uomini
scaricano scatole di cartone, pali impregnati di creosoto, fogli di lamiera zincata,
un tubo di plastica arrotolato e, infine, con gran chiasso ed eccitazione, due
giovani pecore, che Petrus lega alla staccionata. Lautocarro fa un largo giro
intorno alla stalla e si allontana rombando. Petrus e la moglie spariscono
allinterno. Presto un filo di fumo comincia a levarsi dal tubo di amianto che
funge da camino.
David resta a guardare. Dopo un po, la moglie di Petrus esce dalla stalla e
svuota un secchio di acqua sporca con un gesto ampio e disinvolto. Una bella
donna, pensa David, con la gonna lunga e il fazzoletto legato alto sulla testa, alla
contadina. Una bella donna e un uomo fortunato. Ma dove diavolo si erano
cacciati?
- E tornato Petrus, - dice a Lucy. - Con una camionata di materiale da
costruzione.
- Bene.
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- Perch non ti ha detto che andava via? Non ti sembra strano che sia sparito
al momento giusto?
- Non posso dare ordini a Petrus. E padrone di se stesso. La risposta
illogica, ma David lascia correre. Ha deciso di non impuntarsi pi con la figlia,
almeno per un po.
Lucy si chiusa in se stessa, non manifesta alcun sentimento, non dimostra
interesse per ci che la circonda. Tocca a David, per quanto non sappia niente
della campagna, far uscire le anatre dal recinto, manovrare il sistema di paratoie
per portare lacqua allorto e impedire che secchi. Lucy trascorre le ore sdraiata
sul letto, fissando il vuoto o sfogliando vecchie riviste, delle quali sembra avere
una riserva infinita. Gira le pagine con impazienza, come cercando qualcosa che
non c. Del Mistero di Edwin Drood non c pi traccia.
David spia Petrus che lavora nei pressi della diga in tuta da lavoro. Gli sembra
strano che non si sia ancora presentato a Lucy. Si avvicina, scambia due parole
di saluto. - Probabilmente hai saputo che mercoled c stato un grosso furto,
mentre non ceri.
- S, - dice Petrus, - lho saputo. Brutto affare, brutto davvero. Ma adesso stai
bene.
David pu dire di stare bene? E Lucy sta bene? Quella di Petrus una
domanda? Non si direbbe, ma costretto a interpretarla cos, se non vuole
pensare male. Il problema per un altro: qual la risposta?
- Sono vivo, - dice. - Immagino che finch si vivi tutto vada bene. S, sto bene
-. David fa una pausa, aspetta, lascia che il silenzio si faccia pesante, un silenzio
che Petrus dovrebbe spezzare con la domanda successiva: E Lucy come sta?
Si illude. - Lucy ha intenzione di andare al mercato, domani? - chiede Petrus.
- Non lo so.
- Se non ci va rischia di perdere il posto per la bancarella.
David torna da Lucy e la informa: - Petrus vuole sapere se domani vai al
mercato. Ha paura che tu perda il posto per la tua bancarella.
- Perch non ci andate voi due? - ribatte la figlia. - Io non me la sento.
- Sei sicura? E un peccato perdere una settimana.
Lucy non risponde. Vorrebbe nascondere la faccia, e David sa perch. A causa
della vergogna. Ecco che cosa hanno ottenuto i tre visitatori, ecco che cosa hanno
fatto a questa giovane donna moderna e sicura di s. La storia si sta diffondendo
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a chiazza dolio. Non quella di Lucy, la loro, perch ne sono i proprietari. E la
storia dice che lhanno rimessa in riga, che le hanno fatto vedere a che cosa serve
una donna.
Guercio da un occhio e con la testa bendata, nemmeno David entusiasta
allidea di mostrarsi in pubblico. Ma per amore di Lucy va al mercato, si siede
accanto a Petrus dietro il banchetto, sopporta gli sguardi dei curiosi, risponde
educatamente agli amici di Lucy che vengono a commiserarlo. - S, abbiamo perso
unauto, - dice. - E i cani, naturalmente, tutti tranne uno. No, mia figlia sta bene,
oggi non venuta perch era indisposta. No, non ci facciamo illusioni, la polizia
ha altro cui pensare. S, glielo dir.
Legge il resoconto dellepisodio sullHerald. Gli uomini sono definiti
assalitori sconosciuti.
Tre assalitori sconosciuti hanno aggredito Lucy Lourie e lanziano genitore
nella loro piccola tenuta nei dintorni di Salem, portando via indumenti,
apparecchiature elettroniche e unarma da fuoco. Colti da uno strano raptus, i
ladri hanno preso a fucilate e ucciso sei cani da guardia prima di darsi alla fuga
su una Toyota Corolla del 1993 targata CA 507644. Il signor Lourie, che nella
colluttazione ha riportato lievi ferite, stato medicato al Settlers Hospital e subito
dimesso.
David contento che non venga fatto alcun collegamento fra lanziano genitore
della signorina Lourie e David Lurie, discepolo del poeta della natura William
Wordsworth, fino a non molto tempo fa professore della Cape Technical
University.
Sul fronte delle vendite non ha molto da fare. E Petrus che dispone con
rapidit ed efficienza la merce, lui che conosce i prezzi, prende i soldi, d il
resto. Di fatto lunico che lavora, mentre lui se ne sta seduto a scaldarsi le
mani. Proprio come ai vecchi tempi: baas en Klaas. Con la differenza che non si
azzarderebbe mai a dargli degli ordini. Petrus fa ci che deve, e tutto finisce l.
Gli incassi, per, sono scarsi: meno di trecento rand. La ragione lassenza di
Lucy, non c dubbio. Devono ricaricare sul pulmino un bel po di casse di fiori e
sacchi di verdura. Petrus scuote la testa. - Cos non va, - dice.
Per il momento non ha ancora dato una spiegazione alla sua assenza. Ha il
diritto di andare e venire come gli pare, e lo ha esercitato. E adesso ha diritto al
silenzio. Ma le domande restano. Sa chi erano gli sconosciuti? Si lasciato
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sfuggire qualcosa che li ha indotti a scegliere come bersaglio Lucy e non, per
esempio, Ettinger? Sapeva che cosa avevano intenzione di fare?
Ai vecchi tempi David avrebbe parlato chiaro con Petrus. Cos chiaro da
potersi permettere di montare su tutte le furie, cacciarlo e prendere un altro al
suo posto. Ma anche se salariato, Petrus non pi, a rigor di termini, un
bracciante. Daltronde non facile dare una definizione esatta di Petrus. La
parola pi adatta parrebbe vicino. Petrus un vicino che attualmente presta la
sua opera in cambio di denaro perch gli va di farlo. Presta la sua opera secondo
un contratto non scritto, in cui non esiste alcuna clausola di licenziamento per
fondati sospetti. David, Lucy e Petrus vivono in un nuovo mondo, ormai. Petrus lo
sa, lui lo sa, e Petrus sa che lui Lo sa.
Con tutto ci, David, in compagnia di Petrus, si sente a suo agio; addirittura
pronto, con le dovute cautele, a farselo piacere. Petrus un uomo della sua
generazione. Ne deve aver passate di tutti i colori, e senza dubbio ha una storia
da raccontare. A David non spiacerebbe, un giorno, ascoltarla. Ma preferibilmente
non in inglese. E sempre pi convinto che linglese sia un mezzo inadatto alla
verit del Sudafrica. Intere parti del codice linguistico inglese si sono ispessite,
hanno perso le articolazioni, la capacit di esprimere, la facondia. Come un
dinosauro che spira e sprofonda nel fango, la lingua si irrigidita. Compressa
nello stampo dellinglese, la storia di Petrus ne uscirebbe artritica, stantia.
Di Petrus gli piacciono la faccia e le mani. Se da qualche parte esiste lonesto
lavoro, Petrus ne reca i segni. Un uomo paziente, vigoroso, indistruttibile. Un
contadino, un paysan, un uomo della campagna. Un cospiratore, un intrigante e
senza dubbio anche un bugiardo, come i contadini in ogni parte del mondo.
Onesto lavoro e onesta furberia. David ha i suoi sospetti sulle intenzioni a lungo
termine di Petrus. Non si accontenter di arare per il resto della vita il suo ettaro
e mezzo. Lucy durata pi a lungo dei suoi amici hippy e vagabondi, ma per
Petrus una mezza calza: una dilettante, una fanatica della vita di campagna,
non una vera contadina. A Petrus piacerebbe impossessarsi della sua terra. E poi
di quella di Ettinger, o almeno di una parte, quanto basta per tenerci un gregge.
Ettinger sar un osso duro. Lucy solo di passaggio; Ettinger un contadino
anche lui, un uomo della terra, tenace, eingewurzelt. Ma prima o poi Ettinger
morir, e suo figlio ha tagliato la corda. In questo senso Ettinger uno stupido.
Un buon contadino fa in modo di avere molti figli maschi.
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Petrus ha una visione del futuro in cui non c posto per le persone come
Lucy, ma questo non fa necessariamente di lui un nemico. La vita di campagna
sempre stata caratterizzata da vicini che brigano per farsi le scarpe, che si
augurano a vicenda pestilenze, cattivi raccolti, tracolli finanziari, ma sono pronti
a dare una mano in caso di difficolt.
Il sospetto peggiore, pi atroce, che Petrus abbia assoldato tre sconosciuti
per dare una lezione a Lucy, pagandoli con il bottino. Ma David non riesce a
crederci, sarebbe troppo semplice. La verit, secondo lui, qualcosa di molto pi
- esita in cerca della parola - antropologico, qualcosa che per essere svelato sino
in fondo richiederebbe mesi di pazienti e posate conversazioni con decine di
persone, e laiuto di un interprete.
Daltro canto, David sicuro che Petrus sapesse che cera qualcosa nellaria;
convinto che avrebbe potuto avvertire Lucy. Per questo non ha intenzione di
mollare e continua a punzecchiarlo.
Petrus ha svuotato linvaso della diga in cemento e sta pulendo le alghe. E un
lavoro sgradevole, ma David si offre di aiutarlo. Con i piedi stretti negli stivali di
gomma di Lucy, si cala nel bacino e cammina con attenzione sul fondo scivoloso.
Per un po lavora gomito a gomito con Petrus, grattando, sfregando, buttando
fuori il fango con la pala. Poi si ferma.
- Sai una cosa, Petrus, - dice, - faccio fatica a credere che quei tre fossero
degli sconosciuti. Che siano spuntati dal nulla, abbiano fatto quello che hanno
fatto, e siano spariti come fantasmi. E faccio fatica a credere che se la siano presa
con noi solo perch eravamo i primi bianchi che gli capitavano a tiro quel giorno.
Tu che ne pensi? Mi sbaglio? Petrus un fumatore, ha una vecchia pipa con il
cannello arcuato e un coperchietto dargento sul fornello. A queste parole drizza
la schiena, estrae la pipa dalla tasca della tuta, apre il coperchietto, pigia il
tabacco, succhia il cannello spento. Il suo sguardo vaga meditabondo sul muro
della diga, sulle colline, sullaperta campagna. Il suo volto placido.
- La polizia deve trovarli, - dice alla fine. - La polizia deve trovarli e metterli in
galera. Quello il suo lavoro.
- Ma la polizia non li trover mai senza aiuto. Quegli individui conoscevano la
stazione forestale. Sono convinto che sapessero di Lucy. Quindi dovevano essere
di queste parti, non ti sembra? Petrus lascia cadere la domanda. Rimette la pipa
in tasca, abbandona la pala e prende la ramazza.
101
- Non si trattato solo di un furto, Petrus, - insiste David.
- Non sono venuti qui solo per rubare. O per malmenarmi -. Cos dicendo si
tocca le bende, la protezione sullocchio. - Sono venuti per altro. Sai che cosa
intendo, o se non lo sai puoi immaginarlo. Dopo quello che hanno fatto, non puoi
aspettarti che Lucy continui tranquillamente a vivere la sua vita come prima. Io
sono suo padre. Voglio che quegli uomini siano presi, giudicati da un tribunale e
puniti. Ho torto? Ho torto a volere giustizia? Non gli importa di come riuscir a
strappare le parole giuste a Petrus, in questo momento gli preme solo sentirne il
suono.
- No, non hai torto.
David viene assalito dalla rabbia, una rabbia cos impetuosa da lasciarlo
stupito. Afferra il badile e scalza grandi strisce di fango ed erbacce dal fondo del
bacino, scaraventandole dietro le spalle, oltre largine. Stai perdendo il controllo,
- si ammonisce. - Piantala! Ma in questo momento avrebbe una gran voglia di
prendere Petrus per la gola. Se si fosse trattato di tua moglie invece che di mia
figlia, - vorrebbe dirgli, - non te ne staresti l a cincischiare la pipa e a soppesare
le parole con tanto senno. Stupro: ecco la parola che vorrebbe strappargli. S,
stato stupro, - vorrebbe sentir dire dalla sua bocca; - s, stata una terribile
soperchieria.
In silenzio, fianco a fianco, finiscono il lavoro.
Le sue giornate alla fattoria passano cos. Aiuta Petrus a ripulire il sistema di
irrigazione. Cerca di impedire che lorto vada in rovina. Prepara le cassette di
frutta e verdura per il mercato. D una mano a Bev Shaw alla clinica. Spazza per
terra, cucina i pasti, fa tutte le cose che Lucy non fa pi. Non ha un attimo di
respiro dallalba allimbrunire.
Locchio sta guarendo pi in fretta del previsto: dopo una settimana gi in
grado di usarlo di nuovo. Le ustioni ci mettono di pi. David continua a portare la
fasciatura intorno al cranio e una benda sullorecchio, che somiglia ancora a un
roseo mollusco appena sgusciato: non sa se avr mai il coraggio di esporlo agli
sguardi altrui. Si compra un cappello per proteggersi dal sole e, in parte, per
nascondere la faccia. Cerca di abituarsi allidea di avere un aspetto bizzarro,
peggio che bizzarro, repulsivo... di sembrare uno di quei disgraziati che per strada
attirano lattenzione dei bambini. Perch quel signore cos buffo? domandano
incuriositi, e la mamma deve zittirli.
102
Va a Salem a fare la spesa il pi raramente possibile, a Grahamstown solo il
sabato. Di punto in bianco diventato un eremita, un eremita di campagna. Fine
dei vagabondaggi. Sebbene il cuore sia pronto allamore come sempre, sebbene la
luna brilli ancora come un tempo. Chi lavrebbe mai detto che sarebbero finiti
cos presto e cos allimprovviso: i vagabondaggi, gli amori! Non ha motivo di
pensare che le disavventure sue e di Lucy abbiano raggiunto la rete di
pettegolezzi di Citt del Capo. Tuttavia non vuole correre il rischio che la storia
giunga storpiata alle orecchie di Rosalind. Prova a chiamarla due volte, senza
fortuna. La terza telefona allagenzia di viaggi dove lavora lex moglie. Rosalind
in Madagascar, gli dicono, in missione esplorativa; gli danno il numero di fax di
un albergo di Antananarivo.
David stila un messaggio: Lucy e io ce la siamo vista brutta. Mi hanno rubato
lauto, e c stata una zuffa in cui me le hanno suonate. Niente di grave; stiamo
bene tutti e due, anche se siamo un po scossi. Ho preferito dirtelo prima che ti
giungesse voce. Mi auguro che ti stia divertendo. Poi lo passa a Lucy per
approvazione e a Bev Shaw perch lo spedisca. A Rosalind, nellAfrica nera.
Lucy non accenna a migliorare. Resta in piedi tutta la notte, sostenendo di
non riuscire a dormire; poi il pomeriggio David la trova addormentata sul divano,
con il pollice in bocca come una bambina. Ha perso ogni interesse per il cibo, cos
gli tocca allettarla cucinando piatti per lui insoliti, perch la figlia si rifiuta di
mangiare carne. Non per questo che venuto fin l: non immaginava certo di
restare intrappolato in culo al mondo a scacciare demoni, ad accudire Lucy, a
mandare avanti unazienda agricola agonizzante. Se un motivo cera, era quello di
ritrovare se stesso, di recuperare le forze. Qui, invece, ogni giorno che passa si
porta via un pezzetto di lui.
I demoni non lasciano in pace neppure David. E assalito da incubi in cui
sguazza in un letto di sangue, oppure, ansimando e urlando senza suono, fugge
dalluomo con la faccia da rapace, come una maschera del Benin, come Thoth.
Una notte, a met tra sonnambulismo e demenza, butta allaria il letto in cerca di
macchie, rigira addirittura il materasso.
Ci sarebbe il progetto su Byron. Dei libri che si portato da Citt del Capo gli
restano solo due volumi dellepistolario; gli altri erano nel baule dellauto rubata.
La biblioteca civica di Grahamstown non offre che qualche raccolta di poesie
scelte. Ma ha davvero bisogno di continuare a leggere? Che cosa gli rimane da
103
scoprire sulle giornate di Byron e della sua amante nellantica Ravenna? Non
sarebbe capace, ormai, di inventare un Byron fedele al vero Byron, e una Teresa
fedele alla vera Teresa? In realt, sono mesi che sta rimandando il momento:
quando dovr affrontare la pagina bianca, suonare la prima nota, scoprire quanto
vale. Ha gi impressi nella mente alcuni frammenti di duetto tra i due amanti, le
linee vocali, soprano e tenore, che sintrecciano senza parole, come serpenti.
Melodia senza acuti; fruscio di squame di rettile su una scala di marmo; e, sullo
sfondo, il baritonale pulsare del marito umiliato. Sar dunque l che loscuro trio
vedr finalmente la luce: non a Citt del Capo, ma nella vecchia Kaffraria?
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CAPITOLO XV.



I due agnelli stanno tutto il giorno impastoiati di fianco alla stalla, su un pezzo
di terreno spoglio. I belati, continui e monotoni, cominciano a irritarlo. David va
da Petrus, che ha messo la bicicletta con le ruote allaria e ci sta lavorando. -
Quegli agnelli, - dice, - non sarebbe meglio legarli dove possano brucare?
- Sono per la festa, - risponde Petrus. - Sabato li macello. Dovete venire anche
voi -. Passa le mani in uno straccio per pulirle. - Tu e Lucy siete invitati.
- Sabato prossimo?
- S, sabato do una festa. Una grande festa.
- Grazie. Ma non pensi che potrebbero brucare anche se servono per la festa?
Unora dopo le bestie sono ancora impastoiate e belano in maniera straziante.
Petrus non c. Esasperato, David le slega e le trascina fino al bacino artificiale,
dove lerba abbondante.
Gli agnelli bevono a lungo, poi cominciano pigramente a brucare. Sono
persiani con il muso nero, simili per dimensioni, caratteri e persino movimenti.
Gemelli, con ogni probabilit, destinati sin dalla nascita al coltello del macellaio.
Be, nulla di strano in questo. Quand stata lultima volta che una pecora
morta di vecchiaia? Le pecore non sono padrone di se stesse, non possiedono la
loro vita. Esistono per essere usate fino allultimo grammo: la carne viene
mangiata, le ossa vengono frantumate e trasformate in mangime per polli. Non si
spreca nulla, tranne forse la cistifellea, che nessuno vuole. Non ci ha mai pensato
Cartesio? Lanima, sospesa nellamara oscurit della cistifellea, che si nasconde.
- Petrus ci ha invitati a una festa, - dice David a Lucy. - Come mai d una
festa?
- Per celebrare il passaggio di propriet, credo. Diventa ufficiale il primo del
prossimo mese. Un gran giorno, per lui. Dovremo fare atto di presenza, portare
un regalo.
- Ha intenzione di macellare gli agnelli. Non avrei mai detto che quelle due
bestie potessero bastare.
- Petrus un tirchiaccio. Un tempo si sarebbe ucciso un bue.
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- Mi sembra una brutta cosa... portare le bestie a casa perch facciano
conoscenza con chi dovr mangiarle.
- Che cosa vorresti? Che le macellassero al mattatoio, cos non dovresti
pensarci?
- S.
- Svegliati, David. Qui siamo in campagna. Qui siamo in Africa.
Lucy diventata inspiegabilmente brusca. La reazione di David, di solito,
quella di ritirarsi in silenzio. Ci sono momenti in cui sembrano due estranei che
abitano nella stessa casa.
David si dice che deve avere pazienza, che Lucy vive ancora sotto lincubo
dellaggressione, che ci vorr del tempo prima che torni quella di prima. Ma se si
sbagliasse? Se unaggressione di quel genere segnasse per sempre? Trasformasse
la vittima in una persona diversa e pi cupa? Ma c una spiegazione ancora pi
sinistra degli umori balzani della figlia, una spiegazione che David non riesce a
scacciare dalla mente. - Lucy, - le domanda di punto in bianco, - non mi stai
nascondendo qualcosa, vero? Non ti sei beccata niente da quei farabutti? Lucy,
seduta sul divano in pigiama e vestaglia, sta giocando con il gatto. E mezzogiorno
passato. Il gatto piccolo, sveglio, capriccioso. Lucy gli fa dondolare la cintura
davanti al muso. La bestiola ne colpisce lestremit con lievi zampate, una, due,
tre, quattro volte.
- Farabutti? - dice. - Quali farabutti? - Sposta la cintura di lato, e il gatto si
tuffa allinseguimento.
Quali farabutti? Il cuore di David si ferma. E impazzita? Sta rifiutandosi di
ricordare? Ma la figlia sta solo provocandolo. - David, non sono pi una bambina.
Sono andata dal dottore, ho fatto gli esami, ho preso tutte le possibili precauzioni.
Ora non mi resta che aspettare.
- Capisco. E con aspettare intendi quello che penso anchio?
- S.
- E quanto ci vorr? Lucy si stringe nelle spalle. - Un mese. Tre mesi. Di pi.
La scienza non ha ancora stabilito un limite per questo genere di attesa. Per
sempre, forse.
Il gatto scatta per afferrare la cintura, ma il gioco finito. David si siede
accanto alla figlia, e la bestiola salta gi dal divano allontanandosi a passi felpati.
Adesso che le vicino, gli giunge alle narici un lieve odore di muffa e sporcizia. La
106
prende per mano. - Non per sempre, cara, - dice. - Questo almeno ti sar
risparmiato.
Gli agnelli passano il resto della giornata nei pressi del bacino artificiale, dove
David li ha lasciati. Il mattino dopo sono di nuovo sulla nuda terra di fianco alla
stalla.
Presumibilmente il loro tempo scadr sabato mattina, fra due giorni. Un ben
misero modo per passare gli ultimi due giorni di vita. Abitudini contadine, cos le
definisce Lucy. David userebbe altre parole: indifferenza, spietatezza. Se la
campagna pu permettersi di giudicare la citt, allora anche la citt pu
permettersi di giudicare la campagna.
Ha pensato di acquistare gli agnelli. Ma che cosa otterrebbe? Petrus userebbe
i soldi per comprare altre bestie da macello e intascherebbe la differenza. E poi
che cosa farebbe delle pecore, dopo averle emancipate dalla schiavit? Le
lascerebbe libere per strada? Le chiuderebbe nelle gabbie dei cani nutrendole a
fieno? Non sa perch, ma fra lui e i due agnelli persiani si instaurata una specie
di legame. Non un legame affettivo. Non neppure un legame con quelle due
bestie in particolare, visto che in mezzo a un gregge non le distinguerebbe.
Tuttavia, allimprovviso e senza una ragione, la loro sorte gli sta a cuore.
Si piazza davanti a loro, sotto il sole, aspettando che il ronzio di fondo del
cervello si plachi, aspettando un segno.
Vede una mosca che cerca di introdursi nellorecchio di una delle bestie.
Lorecchio si contrae. La mosca vola via, rotea, ritorna, si posa. Lorecchio si
contrae di nuovo.
David si avvicina di un passo, facendo indietreggiare lagnello fino al limite
della catena.
Gli torna in mente Bev Shaw che strofina il viso contro il muso del vecchio
caprone con i testicoli squarciati, che lo accarezza, lo consola, entra nella sua
vita. Come le riesce questa comunione con gli animali? Deve avere qualcosa che a
lui manca. Forse bisogna essere fatti in un certo modo, con meno complicazioni.
Il sole gli batte sul volto con tutta la sua radiosit primaverile. Devo? pensa
David. Devo diventare come Bev Shaw? Ne parla a Lucy. - Ho riflettuto sulla festa
di Petrus. Tutto sommato, preferirei non andarci. Pensi che sia possibile senza
passare per maleducato?
- Centrano gli agnelli?
107
- SI. No. Non ho cambiato idea, se a questo che ti riferisci. Continuo a
credere che le bestie non abbiano una vita individuale. Per quanto mi riguarda,
non vale la pena tormentarsi perch certe crepano e altre restano vive. Per...
- Per?
- Per in questo caso sono turbato. Non so perch.
- Be, Petrus e i suoi ospiti non rinunceranno certo alle loro braciole per
riguardo a te e al tuo animo sensibile.
- Non pretendo questo. Vorrei solo non essere uno degli ospiti, almeno
stavolta. Mi spiace. Non avrei mai immaginato che un giorno mi sarei ridotto a
dire cose simili.
- Le vie del Signore sono imperscrutabili, David.
- Non prendermi in giro.
Il sabato alle soglie, giorno di mercato. - Dobbiamo mettere il banchetto? -
domanda David. Lucy alza le spalle. - Fa come vuoi, - risponde. E David decide di
non andare.
Non cerca nemmeno di spronare la figlia; in realt si sente sollevato.
I preparativi per i festeggiamenti cominciano a mezzogiorno, con larrivo di
una mezza dozzina di donne in ghingheri come se dovessero andare in chiesa.
Dietro la stalla viene acceso un fuoco. Presto il vento porta il puzzo di frattaglie
che bollono, e David deduce che il misfatto stato compiuto, il doppio misfatto, e
che tutto finito. Dovrebbe affliggersi? E giusto affliggersi per la morte di esseri
che non praticano lafflizione fra loro? Scrutando nel proprio cuore, David trova
solo un accenno di tristezza.
Troppo vicini, pensa: viviamo troppo vicini a Petrus. E come abitare nella
stessa casa con uno sconosciuto, ti tocca sentire i suoi rumori, annusare i suoi
odori.
Bussa alla porta di Lucy. - Hai voglia di fare quattro passi? - le chiede.
- No, grazie. Vai con Katy.
David se la porta dietro, ma la bulldog cos lenta e cupa che si irrita e la
ricaccia verso la fattoria, poi si avvia lungo un anello di otto chilometri,
camminando in fretta e cercando di stancarsi.
Alle cinque cominciano ad arrivare gli ospiti, chi in macchina, chi in taxi, chi a
piedi. David li osserva nascosto dietro la tenda della cucina. Per lo pi sono
coetanei di Petrus, contegnosi e ben piantati. C ununica donna anziana che
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viene accolta con grandi cerimonie: con indosso labito blu e una vistosa camicia
rosa, Petrus le va incontro sulla strada sterrata.
I giovani compaiono solo quando ormai buio. La brezza porta un mormorio
di voci, risate e musica, musica che a David ricorda la Johannesburg della sua
giovinezza. Sopportabile, pensa fra s e s, persino allegra.
- E ora, - dice Lucy. - Che fai, vieni? Indossa un insolito vestito al ginocchio e
tacchi alti, con una collana di palline di legno dipinto e orecchini coordinati. Il
risultato non convince David.
- Va bene, vengo. Sono pronto.
- Non ce lhai un vestito?
- No.
- Allora metti almeno la cravatta.
- Pensavo che fossimo in campagna.
- Ragion di pi per mettersi in tiro. Questo un giorno importante per Petrus.
Lucy si munisce di una torcia tascabile. Si avviano verso la stalla, padre e
figlia a braccetto, lei con il compito di illuminare la via, lui di portare lobolo.
Si fermano sorridenti sulluscio aperto. Petrus non si vede, ma una ragazzina
in abito da festa va loro incontro e li accompagna dentro. La vecchia stalla
senza soffitto e non ha un vero e proprio pavimento, ma almeno spaziosa e c la
luce elettrica. Lampade con il paralume e quadri alle pareti (i girasoli di Van
Gogh, una signora in blu di Tretchikoff, Jane Fonda nelle vesti di Barbarella,
Doctor Khumalo che segna un goal) ammorbidiscono lo squallore dellambiente.
Sono gli unici bianchi. Parecchia gente sta ballando al ritmo del vecchio jazz
africano che si sentiva dalla cucina. Gli invitati li fissano incuriositi, ma forse
solo la calotta bianca sul cranio di David ad attirare gli sguardi.
Lucy conosce alcune delle donne. Comincia le presentazioni. Poi al suo fianco
compare Petrus. Non recita la parte dellospite zelante, non offre loro da bere, dice
invece: - Con i cani ho chiuso. Non sono pi il guardiano del canile, - frase che
Lucy decide di prendere come una battuta. Cos, almeno in apparenza, tutto fila
liscio.
- Ti abbiamo portato un regalo, - dice Lucy, - ma forse dovremmo darlo a tua
moglie. E per la casa.
Petrus chiama la donna, che nella zona cucina, se cos si pu chiamare. E
la prima volta che David la vede da vicino. E giovane, pi giovane di Lucy, con un
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viso non molto grazioso ma simpatico, timida, palesemente incinta. D la mano a
Lucy ma non a lui, ed evita anche di incrociare il suo sguardo.
Lucy dice qualche parola in xhosa e le porge il pacco. Intorno si radunato un
gruppetto di sei o sette persone.
- Devi aprirlo, - sentenzia Petrus.
- S, devi aprirlo, - ribadisce Lucy.
Con cautela, per paura di strappare la carta da regalo con i mandolini e i
ramoscelli di alloro, la giovane moglie tira fuori una stoffa con un bel motivo
ashanti. - Grazie, - bisbiglia in inglese.
- E un copriletto, - spiega Lucy a Petrus.
- Lucy la nostra benefattrice, - dice Petrus; poi, rivolto a Lucy: - Sei la nostra
benefattrice.
A David la parola pare disgustosa, a doppio taglio, destinata a guastare il
momento. Ma si pu forse biasimare Petrus? Lui non sa, ma linglese cui attinge
con tanta disinvoltura una lingua stanca, friabile, rosa allinterno dalle termiti.
Solo dei monosillabi ci si pu ancora fidare, e neanche di tutti.
Come rimediare? Lex insegnante di Scienze della comunicazione non vede vie
duscita. Se non ricominciare tutto da capo, partendo dallABC. Ma quando i
paroloni torneranno ricostruiti, purificati, nuovamente attendibili, lui sar morto
e sepolto.
David rabbrividisce. Come se la morte, sfiorandolo, gli avesse fatto venire la
pelle doca.
- E il bambino... a quando il lieto evento? - domanda alla moglie di Petrus.
Lei lo guarda senza capire.
- In ottobre, - interviene il marito. - Il bambino arriver in ottobre. E speriamo
che sia maschio.
- Qualcosa contro le femmine?
- Preghiamo Iddio che sia maschio, - dice Petrus. - E sempre meglio se il
primo maschio. Cos pu far vedere alle sorelle come ci si comporta. S -. Fa una
pausa. - Le femmine costano care -. Sfrega indice e pollice insieme. - Soldi, soldi,
sempre soldi.
Era da tempo che David non vedeva quel gesto. In passato si usava per gli
ebrei: soldi-soldi-soldi, con la stessa inclinazione del capo carica di significato. Ma
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presumibile che Petrus labbia fatto con innocenza, ignaro di questo frammento
di tradizione europea.
- Anche i ragazzi possono costare cari, - osserva, tanto per tenere viva la
conversazione.
- Alle ragazze devi comprargli questo, e poi quellaltro, - continua Petrus,
seguendo il filo dei suoi pensieri senza pi ascoltare. - Oggi luomo non paga pi
per la donna. Io invece pago -. Fa ondeggiare una mano sopra la testa della
moglie, che abbassa gli occhi con modestia. - Io pago, perch sono allantica.
Vestiti, cose carine, non ce n mai abbastanza: pagare, pagare, pagare -. Sfrega
di nuovo le dita. - No, i maschi sono meglio. Tranne tua figlia. Tua figlia diversa.
Vale quasi quanto un ragazzo! - Ride della sua battuta. - Ehi, Lucy! Lucy sorride,
ma David si accorge che imbarazzata. - Vado a ballare, - mormora lei, e si
allontana.
Volteggia per conto suo, in quel modo solipsistico tanto di moda ai nostri
giorni. Poco dopo le si avvicina un giovane, alto, dinoccolato, tirato a lucido. Si
mette a ballare di fronte a lei, facendo schioccare le dita, e le lancia sorrisi, la
corteggia.
Dallesterno cominciano ad arrivare donne cariche di vassoi di carne alla
griglia. Laria satura di profumi appetitosi. La stalla viene invasa da una nuova
ondata di ospiti, giovani, chiassosi, vivaci, per nulla allantica. La festa sta
ingranando.
David si ritrova un piatto pieno in mano. Lo porge al padrone di casa. - No, -
dice Petrus, - per te. Altrimenti ci passiamo piatti tutta la notte.
Petrus e la moglie stanno con lui, cercando di farlo sentire a suo agio. Gente
di animo buono, pensa David. Gente di campagna.
Osserva Lucy dallaltra parte della sala. Il giovane le sta ballando addosso,
ormai; solleva in alto i piedi e li batte con forza per terra, dimena le braccia e ha
laria di divertirsi.
Nel piatto che gli hanno messo in mano ci sono due cotolette dagnello, una
patata al forno, una mestolata di riso che naviga nel sugo, una fetta di zucca.
David si sistema sullorlo di una sedia, dividendola con un vecchio pelle e ossa
che lo guarda con occhi acquosi. Adesso mangio questa roba, dice a se stesso. La
mangio, poi chieder perdono.
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Allimprovviso Lucy compare al suo fianco, con il respiro affannoso, il volto
terreo. - Possiamo andarcene? - dice. - Sono qui.
- Chi qui?
- Ne ho visto uno sul retro. Non voglio sollevare un polverone, ma preferisco
andarmene subito.
- Tieni -. David le passa il piatto ed esce dalla porta posteriore.
Fuori gli ospiti non sono meno numerosi che dentro; raccolti intorno al fuoco,
parlano, bevono e ridono. Dallaltra parte del fal, qualcuno lo sta fissando. Di
colpo limmagine si snebbia. David conosce quella faccia, la conosce intimamente.
Si fa largo nella calca. Io il polverone lo sollevo eccome, - pensa. - Mi spiace che
debba capitare proprio oggi. Ma certe cose non possono aspettare.
Si pianta davanti al ragazzo. E il numero tre del terzetto, lapprendista con la
faccia ottusa, il galoppino. - Io ti conosco, - gli dice con aria truce.
Il ragazzo non si scompone. Anzi, si direbbe che stesse aspettando questo
momento. Contrae i muscoli per lo scatto, la voce che gli sgorga dalla gola
densa di rabbia. - Chi sei? - domanda, ma le parole significano altro: Con quale
diritto sei qui? Il suo corpo emana violenza.
In un attimo Petrus accanto a loro, si mette a parlare in fretta in xhosa.
David gli posa una mano sulla manica. Petrus si interrompe e gli lancia
unocchiata infastidita. - Lo conosci? - gli domanda David.
- No, non so chi , - dice Petrus stizzito. - E non so perch ce lhai con lui. C
qualcosa che non va?
- Questo... questo farabutto gi stato qui, con i suoi complici. E uno di
quelli. Fatti dire da lui che cosa c che non va. Fatti dire da lui perch ricercato
dalla polizia.
- Non vero! - strilla il ragazzo. Si rivolge di nuovo a Petrus con un fiume di
parole rabbiose. La musica continua a dilatarsi nellaria notturna, ma gli ospiti
hanno smesso di ballare: si stanno raccogliendo intorno a loro, spingono,
sgomitano, commentano. Latmosfera si guastata.
Petrus traduce. - Dice che non sa di che cosa stai parlando.
- E un bugiardo. Lo sa benissimo, e Lucy lo confermer. Ma naturalmente
Lucy non confermer un bel niente. Come pu sperare che sua figlia esca al
cospetto di questi estranei, fronteggi il ragazzo, punti il dito e dica: S, uno di
loro. E uno degli stupratori?
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- Vado a telefonare alla polizia, - sbotta David.
Dalla folla si leva un mormorio di disapprovazione.
- Vado a telefonare alla polizia, - ripete. Petrus resta impassibile. In un
silenzio quasi palpabile, David torna dentro, dove Lucy rimasta ad aspettarlo. -
Andiamocene, - dice.
Gli invitati si scostano al loro passaggio. Non c pi cordialit nei loro
sguardi. Lucy ha dimenticato la torcia tascabile, e nelloscurit perde la strada.
Deve togliersi le scarpe mentre incespicano attraverso un campo di patate per
raggiungere la casa.
David ha gi il telefono in mano, quando Lucy lo blocca. - No, non farlo. Non
colpa di Petrus. Se chiami la polizia, gli rovinerai la serata. Sii ragionevole.
Stupefatto, David si volta verso la figlia. - Per lamor di Dio, come fai a dire che
non colpa di Petrus? E ovvio che stato lui ad attirare qui quei farabutti, e
adesso ha anche la faccia tosta di invitarli alla sua festa. Perch dovrei essere
ragionevole? Davvero, Lucy, non mi raccapezzo pi. Non capisco perch non li hai
denunciati, e ora non capisco perch proteggi Petrus. Non innocente, uno di
loro.
- Non urlare quando mi parli, David. Questa la mia vita. Sono io che devo
vivere qui. Quello che mi successo riguarda me e solo me, non te, e ho il diritto
di non essere messa sotto processo a questo modo, di non dovermi giustificare.
N con te, n con nessun altro. Quanto a Petrus, non pi un bracciante che
posso licenziare perch frequenta le persone sbagliate. Queste cose appartengono
al passato, sono state spazzate via. Se vuoi inimicarti Petrus, prima devi essere
sicuro di avere delle prove. Non puoi chiamare la polizia. Non lo permetter.
Aspetta fino a domani mattina. Aspetta di sentire la versione di Petrus.
- Ma nel frattempo quel ragazzo se la squaglier!
- No. Petrus lo conosce. E poi nella zona orientale della Provincia del Capo
nessuno pu sparire. Da questo posto non si scappa.
- Lucy, Lucy, ti supplico! Ti sei messa in testa di riparare i torti del passato,
ma non questo il modo. Se non esci subito allo scoperto, non potrai mai pi
rialzare la testa. Tanto vale fare subito i bagagli e andarsene. E se adesso ti senti
troppo buona per chiamare la polizia, allora non avremmo mai dovuto rivolgerci a
loro. Dovevamo stare zitti e aspettare la prossima aggressione. O tagliarci la gola
da soli.
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- Piantala, David! Non ti devo giustificazioni. Tu non sai che cosa successo.
- Non lo so?
- No, non ne hai la minima idea. Prova a ragionarci un momento. E poi ti
ricordo che abbiamo chiamato la polizia soprattutto per lassicurazione. Ci voleva
un verbale, altrimenti lassicurazione non ci avrebbe rimborsati.
- Lucy, non cessi di stupirmi. Questo falso, e lo sai bene. Quanto a Petrus, te
lo ripeto: se ti tiri indietro adesso, se ti mostri debole, finirai con il vergognarti di
te stessa. Hai dei doveri verso te stessa, verso il futuro, verso la dignit della tua
persona. Lasciami chiamare la polizia. O chiamala tu.
- No.
No: lultima parola che Lucy gli rivolge. Poi si ritira nella sua stanza, gli
chiude la porta in faccia, lo lascia fuori. Un passo alla volta, inesorabilmente,
come fossero marito e moglie, si stanno allontanando, e David non pu fare nulla
per porvi rimedio. E convinto che Lucy maledica il giorno in cui andato a vivere
con lei! Probabilmente si augura che parta il prima possibile.
Ma alla lunga dovr andarsene anche lei. Una donna sola in una fattoria non
ha futuro, questo lampante. Persino Ettinger, con i suoi fucili, il suo filo spinato
e i suoi sistemi dallarme, ha i giorni contati. Se Lucy avesse un po di buon senso
mollerebbe tutto prima che le succeda qualcosa due volte peggio della morte. Ma
naturalmente non lo far. E testarda, oltre che innamorata della vita che ha
scelto.
David scivola fuori di casa. Camminando con cautela nella notte si avvicina
alla stalla da dietro.
Il grande fal sta morendo, la musica si spenta. Sulla porta posteriore,
abbastanza larga da far passare un trattore, c un gruppetto di persone. David
allunga il collo.
Al centro dello stanzone c uno degli invitati, un uomo di mezza et. Ha la
testa pelata e il collo taurino; indossa un abito scuro e intorno al collo porta una
catena doro con una medaglia grande quanto un pugno, di quelle che venivano
conferite ai capitrib come insegna della loro carica. Emblemi sfornati a
carrettate da una fonderia di Coventry o Birmingham: sul recto il profilo dellacida
Vittoria, regina et imperatrix, sul verso gnu o ibis rampanti. Medaglie, capitrib,
per gli usi consentiti. Venivano spedite in tutto il vecchio impero: a Nagpur, nelle
Pigi, sulla Costa dOro, in Kaffraria.
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Luomo sta parlando, declamando frasi ben tornite che simpennano per poi
ridiscendere. David non ha idea di che cosa stia dicendo, ma di tanto in tanto c
una pausa accompagnata da un mormorio di approvazione del pubblico, nel
quale, a prescindere dallet, pare regnare un senso di serafica soddisfazione.
David si guarda intorno. Il ragazzo a due passi da lui, appena oltre la porta.
I suoi occhi lo trapassano nervosamente. Altri occhi si voltano verso di lui, verso
lestraneo, verso lintruso. Luomo con la medaglia corruga la fronte, esita un
attimo, alza la voce.
A David non spiace attirare lattenzione. Sappiano che sono ancora qui, pensa,
sappiano che non sono corso a nascondermi nella grande casa. E se questo gli
guaster la festa, tanto meglio. Solleva una mano e si tocca la fasciatura. Per la
prima volta contento di averla, di sentirla sua.
115
CAPITOLO XVI.



Il giorno dopo Lucy lo evita per tutta la mattina. Il promesso incontro con
Petrus non avviene. Poi il pomeriggio lo stesso Petrus che bussa alla porta della
cucina, in tuta e stivali, come sempre animato da senso pratico. E giunto il
momento di stendere il tubo di PVC, dice. Dal bacino artificiale fino al punto in
cui sorger la sua nuova casa, a circa duecento metri di distanza. Vuol sapere se
possono prestargli gli attrezzi, e se David gli darebbe una mano a montare il
regolatore.
- Non so niente di regolatori. E non so niente di idraulica -. David non
dellumore giusto per dimostrarsi disponibile con Petrus.
- Lidraulica non centra, - ribatte Petrus. - Bisogna solo stendere un tubo.
Mentre camminano verso la diga, Petrus parla di regolatori, valvole, giunti;
pronuncia le parole infiorettandole, ostentando la sua competenza. Il nuovo tubo
dovr attraversare la terra di Lucy, dice; per fortuna ha dato il permesso. Perch
guarda avanti. Lucy una donna che guarda avanti, non indietro.
Della festa, del ragazzo con gli occhi irrequieti, non una parola. Come se non
fosse successo niente.
Quando giungono alla diga, il suo compito diventa subito chiaro. Petrus non
ha bisogno di consigli su come posare o collegare i tubi, ma di qualcuno che gli
tenga le cose, gli passi gli attrezzi, gli faccia da garzone. David non ha nulla in
contrario. Petrus un bravo lavoratore, e a guardarlo c molto da imparare. Il
problema che comincia a essergli antipatico. Man mano che si dilunga sui suoi
progetti, David sente un gelo crescente nei suoi confronti. Non vorrebbe mai
trovarsi su unisola deserta con lui. Sicuramente non vorrebbe averlo per marito.
Una personalit dominante. La nuova moglie sembra felice, ma David si chiede se
la vecchia non avrebbe qualche storia da raccontare.
Alla fine, quando ne ha abbastanza, affronta il guado. - Petrus, - dice, - hai
presente il ragazzo che cera a casa tua ieri sera... come si chiama, dov adesso?
Petrus si toglie il cappello e si terge la fronte. Oggi porta un berretto a visiera con
il distintivo dargento della South African Railways and Harbours. Sembra che ne
abbia unintera collezione.
116
- Vedi, David, - risponde accigliandosi, - molto grave quello che hai fatto,
andare a dire che il ragazzo un ladro. E furioso che gli hai dato del ladro. E lha
ripetuto a tutti. E io ho dovuto calmare gli animi. Quindi hai messo nei guai
anche me.
- Non ho nessuna intenzione di coinvolgerti in questa storia, Petrus. Dimmi il
nome del ragazzo e dove abita, e io passer linformazione alla polizia. Poi
lasceremo che siano loro a indagare e a consegnare lui e i suoi amici alla
giustizia. Non ci andremo di mezzo n tu n io, compito della legge intervenire.
Petrus inarca la schiena, esponendo il volto alla vampa del sole.
- Ma lassicurazione ti dar una macchina nuova.
E una domanda? Unaffermazione? A che gioco sta giocando?
- Lassicurazione non mi dar una macchina nuova, - gli spiega, cercando di
non perdere la pazienza. - Se non avr fatto bancarotta a causa di tutti i ladri
dauto di questo Paese, mi dar solo una percentuale di quello che secondo loro
era il valore della vecchia auto, che non sar sufficiente per comprarne una
nuova. Ma se anche fosse, una questione di principio. Non possiamo affidare
alle compagnie assicuratrici il compito di amministrare la giustizia. Non affar
loro.
- Non riotterrai la tua auto da quel ragazzo. Non pu restituirtela. Non sa
nemmeno dov. La tua auto sparita per sempre. E meglio che te ne compri
unaltra con i soldi dellassicurazione, cos almeno avrai di nuovo una macchina.
Possibile che con quelluomo le discussioni finiscano sempre in un vicolo
cieco? David prova a cambiare rotta. - Dimmi una cosa, quel ragazzo tuo
parente?
- E poi, - continua Petrus ignorando la domanda, - non serve consegnare quel
ragazzo alla polizia. E troppo giovane, non possono metterlo in prigione.
- Se ha diciottanni pu essere processato. E anche se ne ha solo sedici.
- No, non li ha ancora diciottanni.
- Come fai a saperlo? A me sembra che diciottanni ce li abbia tutti, se non di
pi.
- Ti dico che lo so! E ancora un ragazzo, non possono metterlo in prigione, lo
dice la legge, non puoi mandare un ragazzo in prigione, devi lasciarlo andare! E
con questo largomento chiuso. Petrus singinocchia pesantemente per terra e
comincia a lavorare per accoppiare i tubi.
117
- Petrus, mia figlia vuole essere una buona vicina... una brava cittadina e una
buona vicina. Ama questa regione. Vuole costruire qui la sua vita e andare
daccordo con tutti. Ma come pu riuscirci se rischia di essere aggredita in
qualsiasi momento da farabutti che poi la fanno franca? Questo lo capirai anche
tu! Petrus sta lottando per far combaciare le estremit dei tubi. La pelle delle sue
mani profondamente screpolata; mentre lavora, Petrus emette brevi grugniti. Si
direbbe che non abbia nemmeno sentito.
- Qui Lucy al sicuro, - annuncia allimprovviso. - Non ci sono problemi. Puoi
lasciarla, non corre rischi.
- Ma non vero, Petrus! E evidente che non al sicuro! Lo sai bene che cosa
successo qualche giorno fa.
- S, lo so. Ma adesso non ci sono problemi.
- E chi lo dice?
- Io.
- Ah, tu? La proteggerai?
- S, la protegger.
- Lultima volta non lhai protetta.
Petrus mette dellaltro grasso sulla bocca del tubo.
- Se sai che cosa successo, perch non eri qui a proteggerla? - ripete David. -
Te ne sei andato lasciandola in bala di tre criminali, e adesso salta fuori che sei
amico di uno di loro. Che cosa devo pensare? Non mai andato cos vicino a
rivolgergli delle accuse dirette. Ma che cosha da perdere?
- Il ragazzo innocente, - dice Petrus. - Non un criminale. Non un ladro.
- Non sto parlando del furto. E stato commesso un altro crimine ben pi
grave. Visto che sai tutto, saprai anche a che cosa mi riferisco.
- Il ragazzo innocente. E troppo giovane. Stai facendo un grosso errore.
- Ne sei sicuro?
- Sicurissimo. - Il tubo entrato. Petrus stringe la fascetta, si alza e raddrizza
la schiena. - Sicurissimo. Come vuoi che te lo dica?
- Il signore sa tutto. Conosce il futuro. Che altro posso dire? Ha parlato
Petrus. Hai ancora bisogno di me?
- No, il difficile fatto, adesso devo solo interrare il tubo.

118
Nonostante la fiducia di Petrus nelle assicurazioni, la richiesta di risarcimento
non produce alcun effetto. Senza automobile David si sente intrappolato.
Un pomeriggio, alla clinica veterinaria, si sfoga con Bev Shaw. - Lucy e io ci
scontriamo in continuazione, - dice. - Niente di insolito, immagino. Genitori e figli
non sono fatti per vivere insieme. In condizioni normali me ne sarei gi andato,
sarei tornato a Citt del Capo. Ma non posso lasciare Lucy da sola. Non al
sicuro. Sto cercando di convincerla ad affidare a Petrus la fattoria e a prendersi
una vacanza. Ma non mi sta neanche a sentire.
- Devi lasciare che tua figlia se la cavi da sola, David. Non puoi tenerla per
sempre sotto la tua ala.
- Lho lasciata al suo destino molto tempo fa. Sono stato il padre meno
protettivo che conosco. Ma adesso diverso. Lucy oggettivamente in pericolo.
Labbiamo toccato con mano.
- Andr tutto bene. Petrus bader a lei.
- Petrus? Che interesse ha a proteggerla?
- Tu lo sottovaluti. Petrus si dannato per avviare lorto di Lucy. Senza di lui
tua figlia non avrebbe quello che ha. Non dico che gli debba tutto, ma
sicuramente un bel po.
- Pu darsi. Ma mi piacerebbe sapere se anche Petrus si senta in debito nei
suoi confronti.
- Petrus un bravuomo. Puoi fidarti di lui.
- Fidarmi di Petrus? Solo perch ha la barba, fuma la pipa e va in giro con un
bastone pensi che sia un cafro vecchia maniera? Falso. Petrus non affatto un
cafro vecchia maniera, e ancor meno un bravuomo. Non vede lora che Lucy si
levi dai piedi. Vuoi una prova? Pensa a quello che successo a Lucy e a me. Pu
darsi che lidea non fosse di Petrus, ma lui ha sicuramente chiuso un occhio, non
ci ha messi in guardia e ha fatto in modo di non trovarsi nei paraggi.
La sua veemenza sorprende Bev Shaw. - Povera Lucy, - mormora. - Se l vista
brutta!
- Non hai bisogno di dirlo a me. Cero anchio.
Bev lo guarda spalancando gli occhi. - Non vero, non ceri, David. Me lha
detto lei. Tu non ceri.
Non ceri. Non sai che cosa successo. David senza parole. E dove,
secondo Bev Shaw, secondo Lucy, non sarebbe stato presente? Nella stanza in cui
119
gli intrusi compivano lo scempio? Pensano che non sappia che cos lo stupro?
Pensano che non abbia sofferto con sua figlia? C qualcosa, di ci che non ha
visto, che possa sfuggire alla sua immaginazione? O forse pensano che in questi
casi luomo non possa mai mettersi nei panni della donna? Qualunque sia la
risposta, David offeso, offeso che lo trattino come un estraneo.
Compra un piccolo televisore per sostituire quello rubato. Dopo cena, lui e
Lucy si siedono luno accanto allaltra sul divano e guardano il telegiornale, poi,
se non li disgusta, il programma di prima serata. E vero, la visita si sta
prolungando troppo, lo sanno tutti e due. David non ne pu pi di vivere con la
sua roba in una valigia, di tendere lorecchio per sentire lo scricchiolio della
ghiaia sulla strada. Vorrebbe sedersi di nuovo alla sua scrivania, dormire nel suo
letto. Ma Citt del Capo lontana, quasi in un altro mondo. A dispetto dei
consigli di Bev, delle assicurazioni di Petrus, dellostinazione di Lucy, non se la
sente di abbandonare la figlia. Per il momento il suo posto l.
Ormai locchio leso ha recuperato completamente la vista. Il cuoio capelluto
sta ricostituendosi, non ha pi bisogno delle bende unte. Solo lorecchio esige
ancora cure quotidiane. Dunque vero che il tempo guarisce tutto.
Probabilmente anche Lucy sta guarendo o, se non guarendo, dimenticando,
avvolgendo il ricordo nel tessuto cicatriziale, inguainandolo, sigillandolo. Tanto
che forse un giorno sar in grado di dire La volta che ci hanno derubato e
pensarlo davvero.
David cerca di passare le ore di luce allaperto, lasciando la figlia libera di
respirare in casa. Lavora nellorto; quando stanco va a sedersi vicino alla diga,
osservando i va e vieni della famiglia di anatre, rimuginando su Byron.
Il progetto a un punto morto. David riesce ad afferrarne solo qualche
frammento sparso. Le prime parole del primo atto gli sfuggono, le prime note sono
evanescenti come fili di fumo. A volte gli viene il timore che i personaggi della
storia, da pi di un anno suoi chimerici compagni di vita, stiano cominciando a
sbiadire. Anche il pi affascinante, Margherita Cogni, di cui tanto vorrebbe
sentire gli appassionati attacchi in contralto a Teresa Guiccioli, pestifera amante
di Byron, sta svanendo. La loro perdita lo riempie di disperazione, una
disperazione grigia, piatta e inutile - nelleconomia delluniverso - quanto un mal
di testa.
120
David va alla clinica veterinaria il pi spesso possibile, offrendosi per tutti i
lavori che non richiedono particolari capacit: dare da mangiare agli animali,
pulirli, asciugare per terra.
I clienti della clinica sono nella maggior parte cani, pi di rado gatti. Per gli
animali da cortile e il bestiame, il D Village sembra avere una diversa tradizione
veterinaria, unaltra farmacopea e altri guaritori. I cani arrivano con cimurro,
zampe rotte, morsi infetti, rogna, parassiti intestinali, oppure soffrono delle
conseguenze di innocenti o colpevoli negligenze, di vecchiaia e denutrizione, ma
soprattutto sono affetti dalla fertilit della specie. Ce ne sono troppi. Il
proprietario non dice a chiare lettere: Vi ho portato questo cane perch lo
facciate fuori, ma quello che si aspetta. Vuole che la clinica lo sopprima, lo
faccia sparire, lo spedisca nelloblio. La parola che usano unaltra, Losung (il
tedesco sempre adatto quando serve unastrazione asettica): dissoluzione, come
lalcol che evapora senza lasciare residui.
Cos la domenica pomeriggio le porte della clinica restano chiuse, mentre
David aiuta Bev Shaw a dissolvere i cani superflui della settimana. A uno a uno
li tira fuori dalla gabbia del cortile e li porta in sala operatoria. L, negli ultimi
minuti che le restano, la vittima riceve le attenzioni di Bev Shaw, che la accarezza
e le parla per addolcirle il trapasso. Se, come capita il pi delle volte, il cane non
si lascia incantare, la colpa di David: emana un cattivo odore (Sentono lodore
dei pensieri), lodore della vergogna. Per lui che tiene fermo il cane mentre
lago cerca la vena, il veleno giunge al cuore, le zampe si contorcono e locchio si
appanna.
David era convinto che prima o poi si sarebbe abituato. Non cos. Vede
sempre pi cani morire, ma i suoi nervi sono sempre pi scossi. Una domenica
pomeriggio, mentre sta tornando a casa con il pulmino di Lucy, deve fermarsi sul
ciglio della strada per calmarsi, le mani tremanti, il volto rigato da lacrime
irrefrenabili.
Non capisce che cosa gli stia succedendo. Fino a oggi gli animali gli erano
quasi indifferenti. Anche se, in modo astratto, contrario alla crudelt, non
saprebbe dire se la sua indole sia crudele o compassionevole. Si sente
indefinibile. Secondo lui, le persone costrette a praticare la crudelt per lavoro, gli
addetti dei mattatoi, per esempio, avvolgono lanima in una specie di carapace.
121
Labitudine indurisce: nella maggior parte dei casi, ma non nel suo. A quanto
pare non ha il dono della durezza.
E profondamente impressionato da ci che accade nella sala operatoria. E
sicuro che i cani sappiano che giunta la loro ora. Sebbene la procedura sia
silenziosa e indolore, sebbene Bev Shaw emani pensieri positivi e lui si sforzi di
fare altrettanto, sebbene i cadaveri siano sigillati in sacchi ermetici, i cani in
cortile fiutano ci che avviene dentro la clinica. Appiattiscono le orecchie,
abbassano la coda, come se anche loro percepissero la vergogna della morte;
simpuntano e devono essere trascinati, spinti o portati di peso oltre la soglia. Sul
tavolo alcuni sbattono selvaggiamente le mascelle, altri uggiolano e frignano;
nessuno guarda lago nella mano di Bev, perch in un modo o nellaltro sanno che
ne deriver un danno irreparabile.
Ma il peggio sono quelli che lo annusano e cercano di leccargli la mano. Non
gli mai piaciuto farsi leccare dai cani, e il suo primo impulso quello di ritrarsi.
Perch fingere amicizia quando in realt sei lassassino? Poi si ammorbidisce.
Perch dare a una creatura su cui incombe lombra della morte la sensazione che
il suo contatto ti disgusti? Cos, se ne hanno voglia, li lascia leccare; come Bev
Shaw che, quando glielo permettono, li accarezza e li bacia.
Spera di non cedere al sentimentalismo. Di non farsi intenerire dagli animali
che uccide e neppure da Bev Shaw. Evita di dirle: Non so come fai, per non
sentirsi rispondere: Qualcuno deve pur farlo. Non esclude del tutto la possibilit
che in fondo allanimo Bev Shaw non sia un angelo liberatore ma un diavolo, che
sotto il suo sfoggio di compassione si nasconda un cuore coriaceo da macellaio.
Cerca insomma di mantenere la mente aperta.
Si sono divisi i compiti: visto che Bev Shaw somministra liniezione, lui si
occupa di eliminare le carcasse. La mattina dopo le esecuzioni, va con il pulmino
carico allinceneritore del Settlers Hospital, dove consegna alle fiamme i corpi
chiusi nel loro involucro di plastica nera. Sarebbe pi semplice portarli l subito,
lasciando che se ne occupassero gli addetti dellinceneritore il luned. Ma
significherebbe abbandonarli sul mucchio di rifiuti del fine settimana, in
compagnia dellimmondizia dei reparti ospedalieri, delle carogne raccolte sul ciglio
della strada, dei maleodoranti residui della conceria, un miscuglio casuale e
spaventoso. E David non se la sente di infliggere un tale disonore ai cani.
122
Cos, la domenica sera porta i sacchi alla fattoria, li lascia sul pulmino tutta la
notte e il luned mattina va allospedale. L, li carica uno alla volta sul vagoncino,
aziona la leva per sollevarlo fino al portello dacciaio della fornace, ne rovescia il
contenuto e lo riporta indietro, mentre gli operai stanno a guardare.
La prima volta ha lasciato a loro il compito di incenerire i cani. Durante la
notte il rigor mortis aveva irrigidito i cadaveri, cos le zampe sincastravano nelle
sbarre del vagoncino; spesso, quando questultimo tornava dal suo viaggio nella
fornace, il cane era ancora l, annerito e ghignante, con il pelo bruciacchiato e
puzzolente, spogliato dellinvolucro di plastica. Allora, prima di caricarli, gli operai
hanno cominciato a pestare i cadaveri con le pale per spezzare le zampe irrigidite;
a quel punto David intervenuto e ha preso il loro posto.
Linceneritore alimentato ad antracite, con un ventilatore elettrico che aspira
laria attraverso le canne fumarie; probabilmente risale agli anni Cinquanta,
quando stato costruito lospedale. Funziona sei giorni la settimana, da luned a
sabato. Il settimo giorno riposa. La mattina, non appena arrivano, gli addetti
tirano fuori con i rastrelli le ceneri del giorno prima, poi caricano il fornello. Alle
nove la temperatura della camera interna gi di un migliaio di gradi, sufficiente
per calcificare le ossa. La fornace viene alimentata fino a met mattina, poi
impiega tutto il pomeriggio a raffreddarsi.
David non conosce il nome degli operai, e gli operai non conoscono il suo. Per
loro semplicemente luomo che un luned si presentato con i sacchi della
clinica veterinaria, e che da allora compare ogni volta pi presto. Arriva, sbriga il
suo lavoro, se ne va; non fa parte della congrega che, nonostante la rete metallica,
i lucchetti al cancello e il cartello in tre lingue, ruota intorno allinceneritore.
La rete stata tagliata molto tempo fa, lucchetto e cartello sono bellamente
ignorati. Quando la mattina gli inservienti dellospedale arrivano con i primi
sacchi di immondizia, c gi la coda di donne e bambini in attesa di rovistare in
cerca di siringhe, spille, bende lavabili, di qualunque cosa abbia un mercato, ma
soprattutto di pillole, che vendono ai banchetti di medicine o direttamente per
strada. Ci sono anche i vagabondi, che durante il giorno gironzolano intorno
allospedale e la notte dormono contro la parete dellinceneritore, se non
addirittura nella sua bocca, per scaldarsi.
123
David non ci tiene a far parte di questa confraternita, ma quando arriva, loro
sono l. E se il suo carico non desta interesse solo perch un cane morto non si
pu n vendere n mangiare.
Per quale motivo si preso questa incombenza? Per aiutare Bev Shaw, oberata
di lavoro? Se cos fosse, basterebbe mollare i sacchi sul mucchio dei rifiuti e filare
via. Per amore dei cani? Ma i cani sono morti; e poi che ne sanno i cani di onore e
ignominia?
Per se stesso, allora. Per la sua idea del mondo, un mondo in cui gli uomini
non dovrebbero prendere a badilate i cadaveri per bruciarli pi facilmente.
I cani vengono portati alla clinica perch nessuno li vuole: perch siamo
troppi. Ed qui che David entra nella loro vita. Non sar il loro salvatore, colui
per il quale non sono troppi, ma disposto a occuparsi di loro quando ormai non
possono pi badare a se stessi, quando ormai persino Bev Shaw se ne lava le
mani. Luomo dei cani, si definiva Petrus una volta. Be, adesso lui luomo dei
cani: il becchino e lo psicopompo di queste bestie, il paria.
Buffa cosa che un uomo egoista come lui si sia messo al servizio dei cani
morti. Ci devono essere modi diversi e pi produttivi di offrirsi al mondo, o a
unidea del mondo. Per esempio, potrebbe lavorare pi ore alla clinica. Oppure
cercare di convincere i bambini che frugano nei rifiuti dellinceneritore a non
riempirsi di veleni. Persino un maggiore impegno al libretto dellopera su Byron
potrebbe, in casi estremi, essere interpretato come un servizio per lumanit.
Ma c gi chi fa queste cose: lassistenza agli animali, la reintegrazione degli
emarginati, persino lopera su Byron. David si batte per salvare lonore dei
cadaveri perch non c nessun altro cos stupido da farlo. Ecco che cosa sta
diventando: stupido e cocciuto nella sua stupidaggine.
124
CAPITOLO XVII.



Il lavoro domenicale alla clinica terminato. Il pulmino carico della solita
merce morta. Come ultima cosa, David passa uno straccio bagnato sul pavimento
della sala operatoria.
- Lo faccio io, - dice Bev Shaw, entrando dal cortile. -Avrai voglia di tornartene
a casa.
- Non ho fretta.
- Non sei abituato a un tipo di vita cos diverso.
- Un tipo di vita cos diverso? Non sapevo che esistesse una tipologia della
vita.
- Voglio dire che qui la vita ti sembrer noiosa. Non ti manca il tuo ambiente?
Non ti mancano le amicizie femminili?
- Amicizie femminili? Sicuramente Lucy ti ha raccontato perch sono fuggito
da Citt del Capo. Laggi le donne non mi hanno portato molta fortuna.
- Non dovresti prendertela con lei.
- Con chi? Con Lucy? Non me lo sognerei mai.
- Non Lucy... la ragazza di Citt del Capo. Lucy mi ha detto che la causa di
tutti i tuoi guai una studentessa.
- S, cera di mezzo una ragazza. Ma in questo caso i guai me li sono cercati io.
E ne ho causati un bel po anche a lei.
- Lucy dice che ti hanno costretto a rinunciare al tuo incarico alluniversit.
Non deve essere stato facile. Hai dei rimpianti? Che ficcanaso! Buffo come lodore
dello scandalo ecciti una femmina. Questa donnetta lo ritiene incapace di
sconvolgerla? O il farsi sconvolgere un altro dei doveri che si accolla... come una
suora che si lascia violentare per ridurre la quota di stupri nel mondo?
- Rimpianti? Non saprei. Ci che successo a Citt del Capo mi ha portato
qui. E qui non sono infelice.
- Ma quanderi l... non ti spiaciuto?
- Vuoi dire nella foga del momento? Certo che no. Nella foga del momento non
si hanno mai dubbi. E sono sicuro che lo sai anche tu.
125
Bev arrossisce. Era uneternit che David non vedeva una donna di mezza et
arrossire cos intensamente. Fino alla radice dei capelli.
- Grahamstown ti sembrer un mortorio, per, - mormora Bev. - Al confronto.
- Non mi spiace affatto questo posto. Almeno sono lontano dalle tentazioni. E
poi non vivo a Grahamstown, ma in una fattoria con mia figlia.
Lontano dalle tentazioni: ci vuole un bel coraggio per dire una cosa simile a
una donna, anche se brutta. Ma non per tutti. C stato un tempo in cui Bill
Shaw trovava avvenente la giovane Bev. Chiss, forse anche altri uomini.
David prova a immaginarla di ventanni pi giovane, quando probabilmente,
nonostante il collo corto, la faccia perennemente allins le dava unaria
sbarazzina e la pelle lentigginosa la faceva sembrare sana e alla buona.
Allimprovviso allunga una mano e le passa un dito sulle labbra.
Bev abbassa gli occhi ma non si ritrae. Anzi, sfrega le labbra contro la sua
mano, sembra addirittura che la baci, e intanto diventa paonazza. Tutto l. Non si
spingono oltre. Senza una parola, David lascia la clinica. Alle sue spalle sente Bev
che spegne le luci.
Il pomeriggio del giorno dopo, lei gli telefona. - Possiamo trovarci in clinica alle
quattro? - Pi che una domanda un annuncio, fatto con voce acuta e tesa.
David sta per chiederle: Perch?, poi ha il buon senso di non farlo. Ma non se
laspettava. Era pronto a scommettere che non avesse mai scantonato dalla retta
via. Probabilmente, nella sua ingenuit, Bev pensa che gli adulteri avvengano
cos.
La donna telefona alluomo che la importuna e gli dice: Ci sto. Il luned la
clinica chiusa. Bev lo fa entrare, poi chiude la porta a chiave. Sono
nellambulatorio, e lei gli sta dando le spalle. David la prende fra le braccia, e Bev
gli strofina lorecchio contro il mento; i suoi corti ricci gli sfregano le labbra. -
Nellarmadio ci sono delle coperte, - dice. - Sullo scaffale in basso.
Due coperte, una rosa e una grigia, trafugate dal letto coniugale da una donna
che nellultima ora, probabilmente, si preparata lavandosi, incipriandosi,
impomatandosi; una donna, per quel che ne sa, che forse sincipria e simpomata
da chiss quante domeniche, che tiene due coperte nellarmadio per ogni
evenienza. Una donna convinta che David, solo per il fatto di venire da una
grande citt e di tirarsi dietro unaura di scandalo, faccia allamore con tutte e si
aspetti che tutte vogliano fare allamore con lui.
126
La scelta fra il tavolo operatorio e il pavimento. David stende le coperte per
terra, la rosa sopra la grigia. Poi spegne la luce ed esce dalla stanza, controlla che
la porta sul retro sia chiusa a chiave, aspetta. Sente il fruscio dei vestiti mentre
lei si spoglia. Bev. Chi lavrebbe mai detto che sarebbe finito con una Bev?
Lei si sdraiata sotto la coperta, da cui spunta solo la testa. Anche nella
penombra la vista non per nulla allettante. David si sfila le mutande, si stende
accanto a lei, le passa le mani sul corpo. Non trova nulla che si possa descrivere
come seno. Il tronco tozzo, quasi privo di vita, una specie di mastello.
Bev gli afferra la mano e gli mette qualcosa sulla palma. Un preservativo. Ha
proprio pensato a tutto.
Quanto al congiungimento carnale, David potr dire, se non altro, di aver fatto
il suo dovere. Senza passione ma anche senza disgusto. In modo che Bev Shaw
possa essere soddisfatta di se stessa. Ha raggiunto il suo obiettivo. Da un lato lui,
David Lurie, stato soccorso, come solo una donna pu soccorrere un uomo;
dallaltro lamica Lucy Lurie stata aiutata a gestire una difficile visita.
Non dimenticare questo giorno, si dice David, mentre giace accanto a Bev a
cose fatte. Dopo la carne tenera e giovane di Melanie Isaacs, guarda come ti sei
ridotto. Ma questo ci che ti aspetta, questo se non peggio.
- E tardi, - dice Bev Shaw. - Devo andare.
David butta via la coperta e si alza, non tenta nemmeno di nascondersi.
Lasciamo che il suo sguardo si bei del suo Romeo, pensa, delle sue spalle curve e
delle sue gambe macilente. E davvero tardi. Lorizzonte tinto da un ultimo
bagliore scarlatto, la luna alta in cielo, laria sa di fumo e dalla prima fila di
baracche giunge un brusio di voci. Sulla porta Bev si stringe a lui unultima volta,
gli posa la testa sul petto. David la lascia fare, cos come le ha concesso di fare
tutto ci di cui sentiva il bisogno. Il suo pensiero corre a Emma Bovary, che dopo
il primo grande pomeriggio si pavoneggia davanti allo specchio, cantando fra s e
s: Ho un amante! Ho un amante! Be, lasciamo che anche la povera Bev Shaw
se ne torni a casa e si faccia una cantatina. E poi basta chiamarla povera Bev
Shaw. Se lei povera, lui dovrebbe dichiarare bancarotta.
127
CAPITOLO XVIII.



Petrus si fatto prestare da chiss chi un trattore e gli ha attaccato il vecchio
erpice a dischi che arrugginiva dietro la stalla prima ancora che Lucy comprasse
la fattoria. In poche ore ara tutta la sua terra. Veloce ed efficiente; per nulla
africano. Ai vecchi tempi, vale a dire non pi di dieci anni fa, ci avrebbe messo
giorni e giorni con laratro a mano e i buoi.
Contro questo nuovo Petrus, che speranze ha Lucy? E arrivato con il compito
di scavare, di portare pesi, di irrigare. Adesso troppo occupato per queste cose.
Dove lo trover Lucy qualcuno che scavi, porti pesi, irrighi? Se si trattasse di una
partita a scacchi, David direbbe che sua figlia ha subto scacco matto. Se Lucy
avesse un minimo di buon senso mollerebbe tutto: andrebbe al Credito agricolo,
farebbe un accordo, consegnerebbe la fattoria a Petrus e tornerebbe alla civilt.
Potrebbe aprire una pensione per cani nei sobborghi, allargare il giro daffari con i
gatti. Potrebbe persino ricominciare a fabbricare tessuti etnici, vasi con
decorazioni etniche, cesti di vimini etnici, e a vendere perline ai turisti. Le cose
che faceva con i suoi amici hippy. Sconfitta. Non difficile immaginare Lucy fra
dieci anni: una donna corpulenta con la tristezza dipinta in viso, infagottata in
vestiti fuori moda, che parla con i suoi animali e mangia da sola. Bella vita.
Meglio, per, che passare le giornate con la paura di una nuova aggressione,
quando i cani non basteranno pi a proteggerla e nessuno risponder al telefono.
David affronta Petrus dove sorger la sua nuova dimora, su un leggero rialzo
che domina la fattoria. Il geometra gi venuto, i picchetti sono al loro posto.
- Non ti costruirai la casa da solo, vero? - gli chiede. Petrus soffoca una risata.
- No, per costruire devi saperci fare. Tirare su i muri, intonacarli, tutto il resto.
Bisogna esserne capaci. No, io scavo solo le fondamenta. Quello posso farlo da
me. Non ci vuole molto, un gioco da ragazzi. Per scavare basta essere un
ragazzo. Petrus pronuncia la parola divertito. E stato ragazzo, ora non lo pi.
Ma pu ancora fingere di esserlo, come Maria Antonietta giocava a fare la
mungitrice.
128
David viene al punto. - Se Lucy e io tornassimo a Citt del Capo, saresti
disposto a occuparti della sua parte di fattoria? Ti pagheremmo un salario,
oppure potresti lavorare a percentuale. Una percentuale sui guadagni.
- Se devo occuparmi della fattoria di Lucy, - dice Petrus, - voglio essere il
fattore -. Pronuncia la parola come se non lavesse mai sentita prima, come se
fosse sbucata a mo di coniglio dal cappello del prestigiatore.
- Certo, se ti fa piacere possiamo chiamarti fattore.
- E Lucy deve ritornare.
- Sono sicuro che ritorner. E molto affezionata alla fattoria. Non ha nessuna
intenzione di cederla. Ma ha passato un brutto periodo. Ha bisogno di una pausa.
Una vacanza.
- In riva al mare, - dice Petrus, e sorride, mostrando i denti gialli di nicotina.
- S, in riva al mare, se ne ha voglia -. David irritato dallabitudine di Petrus
di lasciare le parole sospese nellaria. C stato un momento in cui pensava che
sarebbero diventati amici. Ora lo detesta. Parlargli come tirare pugni a un sacco
di sabbia. - Non spetta a noi giudicare se Lucy faccia bene o no a prendersi una
vacanza, - dice. - N a te n a me.
- Per quanto tempo devo fare il fattore?
- Non lo so ancora Petrus, non ne ho ancora discusso con lei. Sto solo
esaminando la possibilit, volevo sondare la tua disponibilit.
- E dovrei fare tutto... dare da mangiare ai cani, piantare le verdure, andare al
mercato...
- Petrus, non occorre che tu faccia la lista. Cani non ce ne sono pi. Ti sto
solo chiedendo, in generale, se saresti disposto a occuparti della fattoria nel caso
Lucy decidesse di cambiare aria per un po.
- Come faccio ad andare al mercato se non ho il pulmino?
- Questo un particolare. Possiamo discutere i particolari pi tardi. Voglio
solo una risposta generica, s o no.
Petrus scuote la testa. - C troppo da fare, troppo, - dice.

Quando nessuno se laspetta pi, arriva una telefonata della polizia. A
chiamare il sergente Esterhuyse, un detective di Fort Elizabeth. Hanno
recuperato lauto. Adesso si trova nel cortile della stazione di polizia di New
129
Brighton, dove David pu identificarla e chiederne la restituzione. Hanno anche
arrestato due uomini.
- Magnifico, - dice David. - Avevo quasi perso le speranze.
- No, signore, le denunce si archiviano dopo due anni.
- In che condizioni lautomobile? Funziona ancora?
- S, pu mettersi al volante e portarla via.
In un insolito stato di euforia, David va con Lucy a Fort Elizabeth, poi a New
Brighton, dove seguono le indicazioni per Van Deventer Street, fino a una bassa
stazione di polizia che ha laspetto di un fortino, circondata da una rete alta due
metri sormontata da filo spinato. Vistosi cartelli proibiscono di posteggiare di
fronte alledificio. David e Lucy fermano il pulmino pi avanti.
- Vai pure, - dice Lucy.
- Sicura?
- Questo posto non mi piace. Preferisco restare qui.
David si presenta al banco delle denunce e viene mandato attraverso un
labirinto di corridoi allufficio che si occupa dei furti dauto. Il sergente
Esterhuyse, un ometto biondo e grassoccio, fruga tra le sue schede, poi lo
accompagna in cortile, dove sono allineate decine di macchine muso contro
muso. Si mettono a cercare su e gi lungo le file.
- Dove lavete trovata? - domanda David.
- Qui a New Brighton. Si consideri fortunato. Di solito quei bastardi smontano
le vecchie Corolla per farne pezzi di ricambio.
- Avete anche arrestato qualcuno, mi ha detto.
- Due tizi. Li abbiamo beccati grazie a una soffiata. In una casa piena di
refurtiva. Televisori, videoregistratori, frigoriferi e via dicendo.
- Dove sono adesso?
- Fuori su cauzione.
- Non sarebbe stato meglio chiamarmi per lidentificazione, prima di lasciarli
liberi? Adesso che sono fuori si dilegueranno. Lo sa anche lei.
Il sergente sirrigidisce ma non risponde.
Si fermano davanti a una Corolla bianca. - Questa non la mia auto, - dice
David. - La mia targata CA, lo dice anche la denuncia -. Indica un numero sul
foglio: CA 507644.
130
- Le riverniciano. Ci appiccicano una targa falsa. Scambiano la targa con altre
auto.
- Ci non toglie che questa non sia la mia macchina. Posso vederla dentro?
Il sergente apre la portiera. Linterno sa di carta di giornale bagnata e pollo
fritto.
- Non ho lo stereo, - dice David. - Questa non la mia auto. E sicuro che non
sia da qualche altra parte nel parcheggio? Completano il giro del cortile. La
macchina non c. Esterhuyse si gratta la testa. - Bisogna che controlli, - dice. -
Qualcuno ha fatto confusione. Mi lasci il suo numero e le telefoner.
Lucy seduta al volante del pulmino con gli occhi chiusi. David bussa al
finestrino e la figlia toglie la sicura. - Si sono sbagliati, - dice lui entrando. - La
Corolla non la mia.
- Li hai visti?
- Chi?
- Hai detto che hanno arrestato due uomini.
- Sono gi fuori su cauzione. In ogni caso la Corolla non era la mia, quindi
quei due non possono essere i ladri della mia auto. C un lungo momento di
silenzio. - E una deduzione logica? - domanda Lucy.
Poi accende il motore e safferra con rabbia al volante.
- Allora ci tenevi che venissero presi, - dice David. E conscio dellirritazione
nella sua voce, ma non fa nulla per dominarla. - Se li arrestano, ci sar un
processo, con tutte le ovvie conseguenze. Dovrai testimoniare. Sei disposta a
farlo?
Lucy spegne il motore e si sforza di ricacciare le lacrime. La sua faccia una
maschera.
- In ogni caso, una pista difficile da seguire. I nostri amici non verranno
catturati, non da una polizia cos mal ridotta. Quindi scordiamocelo.
David prende il coraggio a due mani. E consapevole di essere petulante,
fastidioso, ma non riesce a trattenersi. - Lucy, bisogna che tu ti arrenda e guardi
in faccia la realt. O resti in una casa piena di brutti ricordi e continui a
macerarti al pensiero di quello che ti successo, oppure ti butti alle spalle questa
storia e cominci altrove un nuovo capitolo della tua vita. Non c una terza
possibilit. So che vorresti restare, ma perch non provi a prendere in
considerazione laltra strada? Non possiamo parlarne in modo razionale?
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Lucy scuote la testa. - Non posso pi parlare, David, non ci riesco proprio, -
dice sottovoce, in fretta, come per il timore che le parole le si secchino in bocca. -
So che il mio comportamento strano. Vorrei poterlo spiegare. Ma non ci riesco.
Perch sono tua figlia e tu sei mio padre. Non ci riesco, mi spiace. E mi spiace
anche per la tua auto. Probabilmente ci contavi.
Poi poggia la testa sulle braccia, incurva le spalle e si affloscia. David si sente
pervadere di nuovo dallapatia e dallindifferenza, ma anche da una singolare
assenza di peso, come se qualcosa lavesse roso dallinterno lasciando solo il
guscio vuoto del suo cuore. Come pu un uomo in questo stato, si dice, trovare le
parole e la musica per resuscitare i morti?
Seduta sul marciapiede, a meno di cinque metri da loro, c una donna in
cenci e ciabatte che li fissa. David posa una mano protettiva sulla spalla di Lucy.
Mia figlia, - pensa; - la mia carissima figlia. Che mi toccato in sorte guidare.
Che un giorno non lontano dovr guidare me.
Chiss se Lucy sente lodore dei suoi pensieri?
David prende il suo posto al volante, e sulla strada di casa, inaspettatamente,
la figlia si mette a parlare. - Ce lavevano con me, - dice. - Erano spinti da un odio
profondo e personale. E questo che mi ha gettata nello sgomento. Il resto, in un
certo senso, era nellordine delle cose. Ma perch mi odiavano a quel modo? Non
li avevo mai visti. David aspetta che continui, ma per il momento Lucy non ha
altro da aggiungere. Allora prova a offrirle una spiegazione: - E la Storia che ha
parlato attraverso di loro. Una Storia di torti. Mettila in questi termini, forse ti
aiuter. Ti sembrato che ce lavessero con te personalmente, ma non cos. Si
trattato di un comportamento atavico.
- Non cambia niente. Non riesco a liberarmi da quella sensazione. E stato
sconvolgente scoprire di essere odiata mentre... mentre... Mentre. Stanno
pensando alla stessa cosa?
- Hai ancora paura? - le chiede.
- S.
- Hai sperato che non denunciandoli non sarebbero tornati? E questo che ti
sei detta?
- No.
- Allora perch? Silenzio.
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- Lucy, sarebbe cos semplice. Chiudi il canile. Subito. Chiudi la casa e paga
Petrus perch la sorvegli. Prenditi sei mesi o un anno di vacanza, fino a quando la
situazione in questo Paese non sar migliorata. Cambia aria. Va in Olanda. Ti
pago il viaggio. E quando torni ti guardi intorno e ricominci da capo.
- Se me ne vado adesso, David, non torno pi. Grazie dellofferta, ma non
funzionerebbe. Le cose che mi dici le ho gi rimuginate cento volte.
- Allora che cosa hai intenzione di fare?
- Non lo so. Ma qualunque sia la decisione, voglio prenderla io, senza
pressioni esterne. Certe cose non le capisci.
- Per esempio?
- Per esempio, quello che mi successo quel giorno. Sei preoccupato per me, e
te ne sono riconoscente, e sei convinto di capire. Ma in realt non capisci. Perch
non puoi.
David rallenta e accosta al ciglio della strada. - No,-dice Lucy. - Non qui. E un
brutto posto, troppo pericoloso per fermarsi.
David accelera di nuovo. - Ti sbagli, capisco benissimo, - dice. - Adesso
pronuncer la parola che fino a questo momento abbiamo accuratamente evitato.
Tu sei stata stuprata. Ripetutamente. Da tre uomini.
- E dunque?
- Eri spaventata a morte. Temevi che dopo averti usata ti avrebbero uccisa.
Eliminata. Perch per loro non valevi un accidente.
- E dunque? - La voce di Lucy ridotta a un filo.
- E dunque io non ho fatto niente. Non ti ho salvata. La sua confessione.
Lucy fa un piccolo gesto spazientito con la mano. - Non sentirti in colpa,
David. Nessuno ti pu accusare di non avermi salvata. Se fossero venuti una
settimana prima, sarei stata sola in casa. Ma in una cosa hai ragione. Per loro
non valevo un accidente. Lo sentivo sulla pelle. Una pausa. Poi, con voce pi
ferma: - Secondo me non la prima volta che lo fanno. Almeno i due pi vecchi.
Credo che lobiettivo fosse lo stupro. Il furto era secondario. Sono stupratori di
professione.
- Pensi che torneranno?
- Sono nel loro territorio. E sono segnata. Verranno a cercarmi.
- Allora non puoi assolutamente restare.
- Perch no?
133
- Perch sarebbe come invitarli a nozze.
Lucy riflette a lungo prima di rispondere. - Forse il problema va inquadrato in
modo diverso, David. E se... e se questo fosse il prezzo da pagare per restare sulla
mia terra? Forse loro la vedono cos, e io dovrei mettermi nei loro panni. Pensano
che io sia in debito. E si considerano dei semplici esattori. Perch lasciarmi vivere
qui senza pagare? Forse questo che si dicono.
- Sono sicuro che si dicono questo e altro. E nel loro interesse inventarsi delle
storie per autogiustificarsi. Ma fidati delle tue sensazioni. Hai detto che in loro hai
percepito solo odio.
- Odio... Quando ci sono di mezzo gli uomini e il sesso, David, non mi
meraviglio pi di niente. Forse per gli uomini odiare le donne rende la cosa pi
eccitante. Tu sei un uomo, dovresti saperlo. Quando hai un rapporto sessuale
con una persona che non conosci, quando la intrappoli, la tieni ferma, ti butti su
di lei con tutto il tuo peso... Non un po come ucciderla? Come piantare un
coltello? Per poi andartene lasciandoti dietro un corpo coperto di sangue... Non
un po come un omicidio? Non ti d linebriante sensazione di averla passata
liscia?
Tu sei un uomo, dovresti saperlo: si parla cos al proprio padre? A volte
David si domanda se siano dalla stessa parte.
- Forse, - dice. - Forse. Per certi uomini -. Poi, in fretta, senza pensarci: - Ed
stato cos con tutti e due? Come se dovessi lottare per la vita?
- Si incitavano a vicenda. Forse per questo che lo fanno in gruppo. Come
una muta di cani.
- E il terzo, il ragazzo?
- Era l per imparare.
Hanno passato il cartello al bivio per la fattoria. Il tempo stringe.
- Se fossero bianchi, non parleresti cos, - dice David. - Per esempio, se fossero
dei criminali bianchi di Despatch.
- Ne sei convinto?
- S. Non ti sto rimproverando, non questo il punto. Ma hai accennato a un
elemento nuovo. La schiavit. Ti vogliono loro schiava.
- La schiavit non centra. Assoggettamento. Sottomissione. David scuote la
testa. - Questa storia pi grande di te, Lucy. Vendi tutto. Vendi la fattoria a
Petrus e vieni via.
134
- No.
E qui termina la conversazione. Ma le parole di Lucy gli riecheggiano nella
mente. Coperto di sangue. Che cosa intendeva dire? Aveva dunque ragione a
sognare un letto macchiato di sangue, una vasca piena di sangue?
Sono stupratori di mestiere. Ripensa ai tre visitatori che se ne vanno sulla
sua Toyota quasi nuova, con il sedile posteriore ingombro di elettrodomestici
rubati e con il pene, la loro arma, al calduccio tra le gambe... con il pene che fa le
fusa per la soddisfazione, gli verrebbe da dire. Avevano tutte le ragioni per essere
contenti del loro redditizio pomeriggio; appagati nella loro vocazione
professionale. Si ricorda quando, da bambino, indugiava sulla parola stupro,
che incontrava nelle cronache dei giornali, cercando di capirne esattamente il
significato, chiedendosi che cosa ci facesse la lettera p, solitamente cos delicata,
in mezzo a una parola talmente orribile che nessuno osava pronunciarla ad alta
voce. In un libro darte della biblioteca aveva trovato un quadro intitolato Il ratto
delle Sabine: uomini a cavallo in aderenti corazze romane, donne avvolte di veli
che levavano le braccia al cielo lanciando alti lamenti. Il fatto che in inglese ratto
e stupro si dicano nello stesso modo lo aveva confuso. Che cosa centravano
quelle pose teatrali con lidea che si era fatto della violenza sessuale: un uomo che
si sdraia su una donna e cerca di penetrarla?
David pensa a Byron. Tra gli stuoli di contesse e di sguattere in cui il poeta
faceva strage cera senza dubbio chi parlava di stupro. Ma nessuna aveva
motivo di temere che finita la festa Byron le avrebbe tagliato la gola. Alla luce dei
fatti odierni, Byron sembra molto allantica.
Lucy era spaventata, spaventata a morte. La voce bloccata da un groppo in
gola, il respiro mozzato, le gambe e le braccia intorpidite. E impossibile che stia
succedendo, - si diceva mentre gli uomini la tenevano ferma; - solo un sogno,
un incubo. E intanto quelli bevevano la sua paura, ci gozzovigliavano, facevano
di tutto per ferirla, minacciarla, accrescere il suo terrore. Chiama i cani! - la
deridevano.
- Su, chiama i cani! I cani non vengono? Allora veniamo noi!
Tu non capisci, non eri l, dice Bev Shaw. Be, si sbaglia. In fondo, ha ragione
Lucy: perfettamente in grado di capire. Basta che si concentri, che dimentichi
se stesso, che prenda il posto di quegli uomini, che sia loro, che entri nella loro
135
pelle, che li riempia con il proprio spettro. La domanda unaltra: capace anche
di mettersi nei panni della donna?
Nella solitudine della sua stanza scrive una lettera alla figlia.

Carissima Lucy,
con tutto lamore di questo mondo, mi sento in dovere di dirti quanto segue.
Stai per commettere un errore pericoloso. Vuoi mortificarti di fronte alla Storia.
Ma la strada che hai imboccato sbagliata. Ti spoglier di ogni dignit; diventerai
odiosa a te stessa. Ti supplico, ascoltami. Tuo padre.

Mezzora pi tardi una busta fa capolino sotto la sua porta.

Caro David,
sei tu che non ascolti me. Non sono pi la persona che conosci. Sono morta, e
non so ancora che cosa mi riporter in vita. Lunica certezza che non posso
andare via. Non riesci a capire, e non so pi che cosa fare per aprirti gli occhi.
E come se tu avessi scelto deliberatamente di sederti in un angolo dove non
arrivano i raggi del sole. Mi sembri una delle tre scimmie, quella con le zampe
sugli occhi.
S, non escludo di avere scelto la strada sbagliata. Ma se abbandonassi la
fattoria adesso, me ne andrei sconfitta, e il sapore di questa sconfitta mi
perseguiterebbe per il resto della vita. Non posso essere figlia per sempre. Non
puoi essere padre per sempre. So che sei animato dalle migliori intenzioni, ma
non sei il consigliere di cui ho bisogno, non in questo momento.
Con affetto, Lucy.

Cos si conclude lo scambio epistolare. Lucy ha messo la parola fine.

Per oggi non ci sono pi cani da uccidere. I sacchi neri sono ammucchiati
sulla porta, ciascuno con un corpo e unanima. David e Bev sono abbracciati sul
pavimento dellambulatorio. Fra mezzora Bev torner dal suo Bill, e lui comincer
a caricare i sacchi.
- Non mi hai mai raccontato della tua prima moglie, - dice Bev Shaw. - Anche
Lucy restia a parlarne.
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- La mamma di Lucy olandese. Questo te lavr detto. Evelina. Evie. Dopo il
divorzio tornata in patria, e pi tardi si risposata. Lucy non andava daccordo
con il patrigno e ha chiesto di tornare in Sudafrica.
- Quindi ha scelto te.
- In un certo senso. Ma ha anche scelto un ambiente, uno stile di vita. Adesso
sto cercando di convincerla ad andarsene di nuovo, almeno temporaneamente. In
Olanda ha una famiglia, degli amici. Non sar il massimo per viverci, ma se non
altro puoi dormire sonni tranquilli.
- E lei?
David fa spallucce. - Lucy, per il momento, non sembra incline ad ascoltarmi.
Dice che non sono un buon consigliere.
- Ma facevi linsegnante.
- Del tutto accidentalmente. Non ho mai avuto la vocazione per
linsegnamento. E non ho mai aspirato a insegnare alla gente come si vive. Ero un
cosiddetto accademico. Scrivevo libri su personaggi defunti. La mia passione era
quella. Insegnavo solo per sbarcare il lunario.
Bev aspetta che continui, ma David non in vena di chiacchierare. Il sole sta
tramontando, la temperatura si abbassa. Non hanno fatto allamore; in realt
hanno smesso di fingere che queste parole definiscano correttamente i loro
rapporti sessuali.
Nella testa di David, Byron, rimasto solo sul palcoscenico, tira un profondo
respiro prima di attaccare a cantare. E in partenza per la Grecia. Allet di
trentacinque anni comincia a capire che la vita preziosa.
Sunt lacrimale rerum, et mentem mortalia. tangunt: le parole di Byron saranno
queste, David ne certo. Quanto alla musica, la sente fluttuare da qualche parte
allorizzonte, ma non ancora riuscito a catturarla.
- Non devi preoccuparti, - dice Bev Shaw. Gli tiene la testa sul petto;
probabilmente sente il battito del suo cuore che scandisce il ritmo dellesametro. -
Bill e io avremo cura di lei. Andremo spesso alla fattoria. E poi c Petrus. Petrus
terr gli occhi aperti.
- Il paterno Petrus.
- S.
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- Lucy dice che non posso essere padre per sempre. Non riesco a immaginare,
in questa vita, di non essere pi il padre di Lucy. Bev gli passa le dita tra i corti
capelli ispidi. - Andr tutto bene, - gli sussurra. - Vedrai.
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CAPITOLO XIX.



La casa fa parte di un complesso residenziale che quindici o ventanni fa,
quando era nuovo, doveva essere alquanto squallido. Ora per laspetto
migliorato, grazie ai marciapiedi invasi dallerba, agli alberi e ai rampicanti che
dilagano sui muri di cemento. Il numero 8 di Rustholme Crescent ha un cancello
verniciato e un citofono.
David preme il pulsante. - Chi ? - risponde una voce squillante.
- Sto cercando il signor Isaacs. Mi chiamo Lurie.
- Non ancora tornato a casa.
- A che ora dovrebbe rientrare?
- Da un momento allaltro -. Un ronzio, poi lo scatto della serratura. David
apre il cancello. Il viottolo conduce alla porta dingresso; sulla soglia c una
ragazza snella che lo sta osservando. Indossa la divisa scolastica: scamiciato blu
marina, calze bianche al ginocchio, camicia con il colletto aperto. Ha gli stessi
occhi di Melanie, gli stessi zigomi larghi di Melanie, gli stessi capelli neri di
Melanie, ma ancora pi bella. La sorella minore. Melanie gliene parlava, ma sul
momento non riesce a ricordarne il nome.
- Ciao. Quando arriva tuo padre?
- La scuola finisce alle tre, ma lui di solito si ferma ancora un po. Se vuole
pu aspettarlo.
La ragazza tiene la porta aperta e si schiaccia contro lo stipite per farlo
passare. Sta mangiando una fetta di torta stringendola con grazia fra due dita.
Sul labbro superiore le sono rimaste appiccicate delle briciole. David ha
limprovviso impulso di allungare una mano per toglierle, e nello stesso istante
viene travolto dallonda calda dal ricordo della sorella. Dio mio, abbi
misericordia, - pensa; - che cosa ci faccio qui?
- Si accomodi pure.
David si siede. I mobili luccicano, la stanza cos ordinata che trasmette un
senso doppressione.
- Come ti chiami?
- Desiree.
139
Desiree: adesso ricorda. Melanie, la primogenita, la nera, poi Desiree, la
desiderata. Dare un nome simile a una figlia sfidare il destino.
- Sono David Lurie -. E mentre pronuncia queste parole la osserva
attentamente, ma la ragazza non d cenno di averlo riconosciuto. - Vengo da
Citt del Capo.
- Anche mia sorella a Citt del Capo. Fa luniversit. David annuisce. Non
dice: Conosco tua sorella, la conosco molto bene. Per pensa: Frutti dello stesso
albero, probabilmente anche nei particolari pi intimi. Seppure con qualche
differenza: diverse pulsazioni del sangue, diversi fremiti di passione. Tutte e due
nello stesso letto: unesperienza degna di un re.
David rabbrividisce, guarda lorologio. - Sai una cosa, Desiree? Cercher tuo
padre a scuola, se mi dici come arrivarci.
La scuola fa il paio con il complesso residenziale: un basso edificio di finti
mattoni con finestre di metallo e tetto di fibrocemento, al centro di un polveroso
spiazzo quadrangolare recintato con il filo spinato. Allingresso ci sono due
pilastri. Su uno c scritto F. S. Marais, sullaltro Scuola media.
Il cortile deserto. David vaga finch trova una porta con la scritta Ufficio.
Dentro c una segretaria matura e grassottella che si sta facendo le unghie. -
Cerco il signor Isaacs, - dice David.
- Signor Isaacs! - grida la donna. - Una visita per lei! - Poi si volta verso David.
- Entri pure.
Isaacs, dietro la scrivania, accenna ad alzarsi, poi lo guarda sconcertato e si
blocca.
- Si ricorda di me? David Lurie, di Citt del Capo.
- Ah, - dice Isaacs, risedendosi. Indossa lo stesso vestito troppo largo: il collo
sparisce nella giacca, e David ha limpressione di essere sbirciato da un rapace
chiuso in un sacco. Le finestre sono chiuse e c puzza di fumo.
- Se non vuole vedermi me ne vado subito.
- No, - dice Isaacs. - Si sieda. Sto controllando le presenze. Le spiace se
finisco?
- Prego.
Sulla scrivania c una foto incorniciata. Dalla sua posizione, David non riesce
a vederla, ma non ha difficolt a immaginarla: Melanie e Desiree, luce degli occhi
paterni, con la madre che le ha generate.
140
- Allora, - dice Isaacs, chiudendo lultimo registro. - A che cosa devo il piacere?
David si scopre inaspettatamente calmo.
- Dopo che Melanie mi ha querelato, - dice, - luniversit ha svolto unindagine
ufficiale, a seguito della quale ho rassegnato le dimissioni. Questi sono i fatti, di
cui probabilmente a conoscenza anche lei.
Isaacs lo fissa con aria interrogativa, senza scoprirsi.
- Da allora sono disoccupato. Oggi passavo per George e ho pensato di venire
a trovarla. Il nostro ultimo incontro stato un po... acceso. Ma mi sono fermato
lo stesso per parlarle e togliermi un peso dal cuore. Fin qui tutto vero. Vuole
davvero parlargli con il cuore in mano. Il problema capire che cosa ci sia, nel
suo cuore.
Isaacs giocherella con una biro da quattro soldi. Fa scorrere le dita lungo
lasta, la capovolge, poi ricomincia da capo, allinfinito, con un movimento pi
meccanico che nervoso.
David continua: - Lei ha sentito la versione di Melanie. Mi piacerebbe darle
anche la mia, sempre che sia disposto ad ascoltarmi.
Non c stata premeditazione. E cominciata come unavventura, una di quelle
piccole avventure insperate che capitano agli uomini di un certo tipo, che
capitano anche a me e mi fanno sentire vivo. Mi scusi se ne parlo in questo modo,
ma voglio essere franco. Nel caso di Melanie, per, successo limprevedibile. E
stato come un fuoco. Sua figlia ha acceso un fuoco dentro di me. David fa una
pausa, mentre la biro continua la sua danza. Piccole avventure insperate.
Uomini di un certo tipo. Luomo che siede dietro la scrivania ha mai avuto
unavventura? Pi lo guarda e pi ne dubita. Non sarebbe sorpreso di scoprire
che Isaacs un assiduo della chiesa, che fa il diacono o il chierico.
- Un fuoco: che cosa c di tanto straordinario? Se il fuoco si spegne, prendi
un fiammifero e ne accendi un altro. Un tempo la pensavo cos. Eppure
nellantichit gli uomini adoravano il fuoco. Ci pensavano due volte prima di
lasciar morire una fiamma; ogni fiamma era divina. Ed stata una fiamma di
quel genere che sua figlia ha acceso dentro di me. Non sufficiente per
consumarmi, ma vera: un vero fuoco.
La biro si fermata. - Signor Lurie, - dice il padre della ragazza, e sul suo
volto compare un sorriso sbilenco e angustiato. - Mi chiedo come le sia saltato in
mente di venire nella mia scuola a raccontarmi queste storie...
141
- Mi spiace, offensivo, lo so. Ho finito. Non ho altro da dire in mia difesa.
Come sta Melanie?
- Melanie sta bene. Telefona ogni settimana. Ha ripreso gli studi, anche se
date le circostanze, come potr ben capire, lhanno dispensata dallobbligo di
frequenza. Nel tempo libero continua i laboratori teatrali, fa la sua strada. Nessun
problema, quindi. Ma mi dica di lei. Che progetti ha, adesso che non insegna pi?
- Forse non le interessa, ma anchio ho una figlia. Vive in una fattoria; penso
che andr a stare da lei per un po, a darle una mano. Devo anche finire un libro,
o meglio, una specie di libro. In un modo o nellaltro mi trover qualcosa da fare.
Sinterrompe. Isaacs lo sta fissando con penetrante attenzione.
- Ma guarda, - dice il padre di Melanie, e le sue parole gli sfuggono dalle
labbra come un gemito: - Come sono caduti in basso i potenti! Caduti? S, una
caduta c stata, senza alcun dubbio. Ma potenti?
Come pu una parola del genere descrivere lui? David si considera una
persona oscura, sulla via di diventare ancora pi oscura. Una figura ai margini
della storia.
- Forse una caduta di tanto in tanto fa bene, - dice. - Basta non rompersi.
- Bene. Bene. Bene. - dice Isaacs, continuando a fissarlo intensamente. Per la
prima volta David scopre in lui una traccia di Melanie: la linea aggraziata della
bocca e delle labbra. Allimprovviso si sporge sulla scrivania e cerca di stringergli
la mano, riuscendo solo ad accarezzargliene il dorso. Pelle fredda e glabra.
- Signor Lurie, - prosegue Isaacs, - c altro che vuole raccontarmi, oltre alla
sua storia con Melanie? Prima ha detto che desiderava togliersi un peso dal
cuore.
- Un peso dal cuore? No, no, sono passato di qui solo per sapere come sta
Melanie -. David si alza. - Grazie per avermi ricevuto, gliene sono grato -. Gli
porge la mano, questa volta in maniera diretta. - Arrivederci.
- Arrivederci.
Quando sulla porta, o meglio nellanticamera, che adesso vuota, Isaacs lo
richiama: - Signor Lurie! Aspetti un momento! David torna indietro.
- Che programmi ha per questa sera?
- Per questa sera? Niente di particolare. Ho prenotato una stanza in un
albergo.
- Venga a mangiare da noi. Venga a cena.
142
- Non credo che sua moglie ne sarebbe felice.
- Chi pu dirlo. Lei venga. Spezzi il pane con noi. Ceniamo alle sette. Le scrivo
lindirizzo.
- Non occorre. Sono gi stato a casa sua, e ho conosciuto sua figlia. E lei che
mi ha dato lindirizzo della scuola.
Isaacs non batte ciglio. - Bene, - dice.

La porta gli viene aperta da Isaacs in persona. - Entri, entri, - esclama il
padrone di casa, e lo accompagna in salotto. Non c segno n della moglie, n
della seconda figlia.
- Ho portato un regalo, - dice David, e gli porge una bottiglia di vino. Isaacs lo
ringrazia, ma chiaramente in imbarazzo. Non sa che cosa fare. - Posso
versargliene un bicchiere? Vado ad aprirla -. Esce dalla stanza, e dalla cucina si
ode bisbigliare. Un attimo dopo Isaacs gi di ritorno. - Abbiamo perso il
cavaturaccioli. Ma Dezzy andata a farselo prestare dai vicini.
Sono astemi. Avrebbe dovuto pensarci prima. Unaustera famigliola piccolo
borghese, frugale e giudiziosa. La macchina sempre pulita, il prato ben rasato, i
risparmi in banca. Ogni cosa mirata a spianare il futuro delle due figlie-gioiello:
Melanie, lintelligente, con le sue ambizioni teatrali; Desiree, la bella.
Gli torna in mente Melanie, la sera del primo incontro, seduta accanto a lui
sul divano, intenta a sorseggiare il caff corretto con il whisky che aveva lo scopo
- la parola sembra restia a prendere forma nel suo pensiero - di ammorbidirla. Il
corpo esile e ben curato, gli indumenti sexy, gli occhi brillanti deccitazione.
Pronta ad avventurarsi nella foresta dove in agguato il lupo cattivo.
Desiree la bella entra con la bottiglia e il cavaturaccioli. Mentre attraversa la
stanza esita un istante, come se si fosse accorta che sarebbe cortese un saluto. -
Pap? - mormora confusa, porgendogli la bottiglia.
Dunque ha scoperto la sua vera identit. Hanno parlato di lui, forse litigato
per colpa sua: il visitatore indesiderato, luomo dal nome tenebroso.
Isaacs le ha preso la mano. - Desiree, - dice, - questo il signor Lurie.
- Ciao, Desiree.
La ragazza butta indietro i capelli che le nascondevano il volto. Incrocia il suo
sguardo, ancora imbarazzata, ma pi sicura ora che sotto lala del padre. -
Buona sera, - mormora. Dio mio, Dio mio!
143
pensa David.
Dal canto suo, Desiree non riesce a nascondergli ci che le passa per la
mente: Dunque questo luomo che ha visto nuda mia sorella! Questo luomo
che ha fatto lamore con lei! Questo vecchio!
Nella piccola sala da pranzo adiacente al salotto, c un passavivande che
comunica con la cucina. Il tavolo apparecchiato per quattro con il servizio bello;
ci sono persino le candele. - Si accomodi, si accomodi!
- dice Isaacs. Ancora nessun segno della moglie. - Mi scusi un momento -. E
sparisce in cucina. David resta solo con Desiree, seduta dallaltra parte del tavolo.
La ragazza abbassa il capo, come se il coraggio la stesse abbandonando.
Poi eccoli comparire, i due genitori insieme. David si alza. - Le presento mia
moglie. Doreen, il nostro ospite, il signor Lurie.
- Grazie per avermi accolto nella sua casa, signora Isaacs.
La madre di Melanie bassa, ha le gambe curve e unandatura leggermente
ondeggiante. La mezza et la sta ingrossando, ma David capisce subito da chi
hanno preso le figlie. In giovent doveva essere una bellezza. Il viso resta
impassibile, gli occhi lo evitano, solo un breve cenno del capo. Obbediente; una
brava moglie e compagna. E saranno una sola carne. Chiss se le figlie
diventeranno cos?
- Desiree, - dice in tono imperioso, - vieni ad aiutarmi. Riconoscente, la figlia
si alza goffamente dalla sedia.
- Signor Isaacs, sto portando scompiglio in casa sua, - si scusa David.
- E stato molto gentile a invitarmi, la ringrazio, ma meglio che me ne vada.
Isaacs gli rivolge un sorriso in cui, con suo gran stupore, c una punta di
allegria. - Si sieda, si sieda! Andr tutto bene! Ce la faremo!
- Poi, chinandosi verso di lui: - Tenga duro!
Desiree e la madre tornano con i piatti di portata: riso, carne che sobbolle in
una salsa di pomodoro da cui si leva un aroma di zenzero e cumino, unampia
scelta di insalate e sottaceti. Proprio il tipo di cibo di cui sentiva la mancanza in
casa di Lucy.
La bottiglia viene messa di fronte a lui, insieme con un solitario bicchiere da
vino.
- Sono lunico che beve? - domanda David.
144
- La prego, - dice Isaacs. - Non faccia complimenti. David si versa un
bicchiere. I vini dolci non gli piacciono; ha comprato il passito pensando che
potesse piacere a loro. Be, tanto peggio per lui. C ancora da superare il rito
della preghiera. Gli Isaacs si prendono per mano, e David non ha scelta: allunga
la sinistra verso il padre della ragazza e la destra verso la madre. - Che il Signore
cinfonda una genuina riconoscenza per ci che stiamo per ricevere, - dice il
padrone di casa. - Amen, - rispondono moglie e figlia. E anche lui, David Lurie,
bofonchia: -Amen -. Poi lascia andare le due mani, quella del padre, fredda come
la seta, quella della madre, piccola, carnosa, riscaldata dai fornelli.
La signora Isaacs serve lo stufato. - Faccia attenzione, scotta, - gli dice
passandogli il piatto. Sono le uniche parole che gli rivolge. Durante la cena, David
cerca di recitare bene la parte dellospite, conversa piacevolmente, colma i silenzi.
Racconta di Lucy, della pensione per cani, dei progetti della figlia per mettere
delle arnie e ampliare lorto, dei sabati mattina al mercato. Sorvola
sullaggressione, limitandosi a dire che gli hanno rubato lauto. Parla anche
dellAnimal Welfare League, ma non dellinceneritore dellospedale, n dei furtivi
pomeriggi con Bev Shaw.
Cucita in questo modo, la storia si snoda senza ombre. La vita di campagna in
tutta la sua imbecille semplicit. Come vorrebbe che fosse vero! E stanco delle
ombre, delle complicazioni, delle persone contorte. Ama sua figlia, ma ci sono
momenti in cui vorrebbe che fosse una creatura pi semplice: pi semplice e pi
schietta. Luomo che lha violentata, il capobanda, era cos. Come una lama che
taglia il vento. Per un attimo David si vede sdraiato su un tavolo operatorio. Il
lampo di un bisturi, uno squarcio dalla gola allinguine. Vede tutto ma non sente
dolore. Un chirurgo barbuto si china su di lui con aria accigliata. Cos questa
roba? - ringhia. Punta un dito sulla cistifellea. - Cos? Taglia e butta via. Poi la
volta del cuore. E questo?
- Sua figlia manda avanti la fattoria da sola? - domanda Isaacs.
- C un uomo che ogni tanto laiuta. Petrus. Un africano -. E David si mette a
raccontare di Petrus, cos solido, cos di fiducia, con le sue due mogli e le sue
misurate ambizioni.
Ha meno fame di quanto pensasse. La conversazione langue, ma in un modo o
nellaltro riescono ad arrivare in fondo alla cena. Desiree si scusa e va a fare i
compiti. La signora Isaacs sparecchia.
145
- E tardi, - dice David. - Domani mattina devo partire presto.
- Aspetti, si fermi ancora un momento, - lo invita Isaacs. Sono soli. David non
pu pi tergiversare.
- A proposito di Melanie, - dice.
- S?
- Unultima cosa, poi ho finito. Sono convinto che potesse andare
diversamente, a dispetto delle nostre et. Ma cera qualcosa che non ero in grado
di darle, qualcosa... - David annaspa in cerca della parola: - La poesia. A me
manca la poesia. Sono troppo bravo a tenere a bada lamore. Anche quando
brucio, non canto, non so se mi spiego. E di questo mi spiace. Mi spiace di aver
trascinato sua figlia in questa storia. Ha una splendida famiglia, signor Isaacs. Le
chiedo scusa per il dolore che ho inflitto a lei e a sua moglie. Le chiedo perdono.
Splendida non la parola giusta. Meglio esemplare.
- E cos, - dice Isaacs, - finalmente ha chiesto scusa. Mi domandavo quando
lavrebbe fatto -. Non si seduto e comincia a camminare avanti e indietro per la
stanza con aria meditabonda. - Sostiene che le spiace. Che le manca la poesia. Se
avesse avuto un filo di poesia, oggi non ci troveremmo qui. Ma tutti noi ci
pentiamo quando veniamo scoperti. Allora versiamo fiumi di lacrime. Il punto non
se siamo davvero pentiti. Il punto che cosa abbiamo imparato. Che cosa
faremo adesso che ci siamo pentiti.
David sta per ribattere, ma Isaacs solleva una mano. - Mi permette di
pronunciare la parola Dio al suo cospetto? Non mi sembra una persona che si
turba a sentir nominare Dio, vero? Il punto capire che cosa voglia Dio da lei,
oltre al pentimento. Si gi fatto unidea, signor Lurie?
Seppur distratto dallandirivieni di Isaacs, David sceglie con cura le parole. -
Normalmente, - dice, - le risponderei che dopo una certa et si troppo vecchi per
imparare. Si pu essere solo puniti, duramente puniti. Ma forse non vero, non
sempre,
almeno. Aspetter a emettere un giudizio definitivo. Quanto a Dio, non sono
credente, dunque devo tradurre ci che lei chiama Dio e desideri di Dio nel mio
linguaggio. In questo momento vengo punito per ci che successo fra me e sua
figlia. Sono caduto in disgrazia, e non sar facile risollevarmi. Non rifiuto la
punizione. Non mi ribello. Anzi, la vivo giorno dopo giorno, cercando di accettare
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la vergogna come la condizione della mia esistenza. Pensa che a Dio sia
sufficiente, se vivr per sempre nella vergogna?
- Non lo so, signor Lurie. Sarei tentato di risponderle: non lo chieda a me, lo
chieda a Dio. Ma visto che non prega, non pu chiederglielo. Quindi spetta a Dio
trovare il modo di comunicarglielo. Perch pensa di essere qui, signor Lurie?
David tace.
- Glielo dir io. Passava per caso da queste parti, si ricordato che la famiglia
della sua studentessa era di George e si detto: Perch no? Era lultimo dei suoi
pensieri, eppure ora in casa nostra. Non e stupito?
- Non proprio. Le ho mentito. Non passavo di qui per caso. Sono venuto a
George per ununica ragione: parlare con lei. Volevo farlo da parecchio tempo.
- S, venuto per parlare con me, ma perch con me? E facile parlare con
Isaacs, troppo facile. Lo sanno anche gli alunni della mia scuola. Con Isaacs te la
cavi sempre... E cos che dicono -. Di nuovo quel sorriso sbilenco. - Allora, con
chi venuto a parlare?
Adesso David non ha pi dubbi: quelluomo non gli piace, e ancor meno gli
piacciono i suoi trucchetti.
Si alza, attraversa barcollando la sala da pranzo vuota e imbocca il corridoio.
Da una porta socchiusa gli giunge un mormorio di voci. La spalanca. Sedute sul
letto, Desiree e sua madre dipanano una matassa di lana. Colte alla sprovvista
dalla sua apparizione, le due donne ammutoliscono.
Con fare cerimonioso, David si inginocchia e sfiora il pavimento con la fronte.
E sufficiente? si domanda. Pu bastare? E se no, che altro?
Solleva la testa. Madre e figlia sono ancora impietrite. David le guarda negli
occhi, prima luna, poi laltra, e di nuovo si sente percorrere dal brivido del
desiderio.
Si alza, e le giunture gli scricchiolano pi di quanto vorrebbe. - Buona notte, -
dice. - Grazie per la vostra ospitalit. E per la cena.
Alle undici riceve una telefonata in albergo. E Isaacs. - Lho chiamata per
augurarle di trovare la forza per vivere il futuro -. Una pausa. - C una domanda
che non le ho mai fatto, signor Lurie. Non sperer che intercediamo per lei presso
luniversit, vero?
- Scusi?
- Magari perch le ridiano lincarico.
147
- E un pensiero che non mi ha mai sfiorato. Con luniversit ho chiuso.
- Perch la strada che ha imboccato stata scelta da Dio. Non spetta a noi
interferire.
- Capisco.
148
CAPITOLO XX.



David ritorna a Citt del Capo lungo la N2. E via da meno di tre mesi, ma nel
frattempo le baraccopoli hanno attraversato la statale e sono dilagate a est
dellaeroporto. Il fiume di auto deve rallentare, mentre un bambino armato di
bastone scaccia dalla strada una vacca solitaria. La campagna, gli viene da
pensare, sta inesorabilmente occupando la citt. Presto avremo di nuovo le
mandrie in Rondebosch Common, e la Storia avr chiuso il cerchio.
Di nuovo a casa, dunque. Ma levento non ha il sapore di un ritorno. Non
nemmeno pensabile, ricominciare ad abitare in Torrance Road, allombra
delluniversit, rimpiattandosi come un criminale, evitando i vecchi colleghi.
Dovr vendere la casa e cercarsi un appartamento in una zona meno cara.
Le sue finanze sono nel caos. Non ha pi pagato una bolletta da quando
partito. Sta vivendo a credito, e da un giorno allaltro il credito si esaurir.
Fine dei vagabondaggi. E dopo? David si vede con i capelli bianchi, curvo,
mentre si trascina fino al negozietto allangolo per comprare mezzo litro di latte e
mezza forma di pane; si vede seduto alla scrivania con lo sguardo perso, in una
stanza piena di carte ingiallite, ad aspettare che il pomeriggio volga al termine per
potersi preparare la cena e andare a letto. La vita di un accademico a riposo,
senza speranza, senza prospettive: pronto a una fine del genere?
Apre il cancello. Il giardino invaso dalle erbacce, la cassetta delle lettere
trabocca di volantini e pubblicit. Anche se ben difesa, la casa rimasta vuota
troppo a lungo: inutile sperare che non sia stata visitata dai ladri. Infatti,
nellistante stesso in cui spalanca la porta dingresso e annusa laria, David sente
che qualcosa non va. Il cuore comincia a battergli in preda a una morbosa
eccitazione. Silenzio assoluto. Chiunque sia stato l, se n andato. Ma come avr
fatto a entrare? Muovendosi in punta di piedi da una stanza allaltra, David non
tarda a scoprirlo. Le sbarre di una finestra sul retro sono state divelte e ripiegate,
il vetro stato sfondato per aprire un varco sufficiente a permettere il passaggio
di un bambino o di un uomo di piccola statura. Sul pavimento c uno strato di
foglie e sabbia portate dal vento.
149
David si aggira per casa facendo linventario dei danni. La camera da letto
stata saccheggiata, gli armadi sono vuoti. Spariti lo stereo, le cassette e i dischi, il
computer. Nello studio i cassetti della scrivania e dello schedario sono stati
forzati, ci sono fogli sparsi dappertutto. La cucina ripulita: posate, piatti,
elettrodomestici. Sparita la riserva di liquori. Vuoto persino larmadio con il cibo
in scatola.
Non un furto normale. Di l passato un commando di razziatori che ha
svuotato la casa, ritirandosi carico di borse, scatole, valigie.
Bottino; risarcimento di guerra; un altro episodio della grande campagna di
ridistribuzione. Chi star indossando le sue scarpe, in questo momento?
Beethoven e Jancek avranno trovato una nuova casa o saranno finiti nella
spazzatura?
Nel bagno c un puzzo spaventoso. Un piccione rimasto intrappolato andato
a morire nel lavandino. Con cautela, David infila il grumo di ossa e piume in un
sacchetto di plastica e lo chiude stretto.
Gli hanno tolto la luce, il telefono muto. Se non si sbriga a fare qualcosa gli
toccher passare la notte al buio. Ma troppo demoralizzato per prendere
iniziative. Che vadano tutti allinferno, pensa; si lascia cadere in una poltrona e
chiude gli occhi.
Allimbrunire si alza ed esce di casa. Stanno comparendo le prime stelle.
Attraversando strade deserte e giardini oppressi dal profumo di verbena e
giunchiglia, si dirige verso il campus universitario.
Ha ancora le chiavi della facolt. Lora giusta per una visita importuna: i
corridoi sono deserti. David prende lascensore fino al quinto piano, dove cera il
suo ufficio. Il cartellino con il nome stato cambiato. Su quello nuovo c scritto
Dott. S. Otto. Sotto la porta filtra un filo di luce.
David bussa. Silenzio. Gira la chiave nella serratura ed entra.
La stanza si trasformata. I libri e i quadri sono spariti. Le pareti sono nude,
se si esclude un poster con lingrandimento di un fumetto: Superman che china
la testa mentre viene sgridato da Lois Lane.
Al computer, nella penombra, seduto un giovane che non ha mai visto e che
lo guarda storto. - E lei chi ?
- David Lurie.
- E che cosa vuole?
150
- Sono venuto a ritirare la posta. Questo era il mio ufficio -. Ed l l per
aggiungere: Una volta.
- E vero, David Lurie. Mi scusi, ero sovrappensiero. Ho messo tutto in una
scatola, insieme con le sue cose -. Fa un cenno con la mano.
- laggi.
- E i miei libri?
- Sono sotto, in magazzino.
David prende la scatola. - Grazie, - dice.
- Non c di che, - ribatte il giovane dottor Otto. - Ce la fa da solo? Lo scatolone
pesante, e David decide di andare in biblioteca per fare una cernita della posta.
Ma quando si presenta alla porta il lettore elettronico non accetta la sua tessera
ed costretto a ripiegare su una panca dellatrio.
E troppo agitato per dormire. Allalba parte per la montagna con lintenzione
di fare una lunga passeggiata. I torrenti sono in piena per le recenti piogge. David
inspira a fondo linebriante profumo di pino. In questo momento un uomo
libero, con doveri solo verso se stesso. La sensazione inquietante, ma
probabilmente ci far labitudine.
Il soggiorno alla fattoria di Lucy non lha trasformato in un uomo di
campagna. Ci sono per alcune cose di cui sente nostalgia, la famiglia di anatre,
per esempio: mamma papera che procede a zigzag sul pelo dellacqua, con le
piume del petto gonfie dorgoglio, mentre Eenie, Meenie, Minie e Mo nuotano nella
sua scia, con la certezza che restandole vicine saranno al sicuro.
Ai cani, invece, non vuole pensare. Gi questo luned, le bestie soppresse nella
clinica saranno buttate nel fuoco in maniera anonima, senza che nessuno pianga
per loro. Potr mai essere perdonato per questo tradimento?
David passa in banca, porta il bucato in lavanderia. Nel negozietto in cui per
anni ha comprato il caff, il commesso finge di non riconoscerlo. La vicina di casa
annaffia il giardino dandogli studiatamente la schiena.
Gli torna in mente il primo soggiorno di William Wordsworth a Londra,
quando il poeta va a vedere la pantomima in cui Jack, il gigante assassino,
scorrazza allegramente sulla scena brandendo la spada, protetto dalla parola
invisibile scritta sul petto.
La sera chiama Lucy da un telefono pubblico. - Ho pensato di farmi vivo caso
mai fossi preoccupata per me, - le dice. - Va tutto bene, anche se temo che ci
151
vorr un po per riprendere una vita normale. Mi aggiro per casa come un pisello
in una bottiglia. Mi mancano le papere.
Non accenna al saccheggio. A che cosa servirebbe scaricare su Lucy i suoi
guai?
- E Petrus? - domanda. - Si occupa di te, oppure pensa solo a costruire la
nuova casa?
- Petrus mi sta aiutando. Tutti mi stanno aiutando.
- Be, se hai bisogno di me posso tornare in qualsiasi momento. Basta che tu
lo dica.
- Grazie, David. Non adesso, forse in futuro.
Chi lavrebbe mai detto, quando sua figlia era in culla, che un giorno avrebbe
strisciato ai suoi piedi chiedendole di prenderlo con s? Facendo la spesa al
supermarket, David si trova in coda dietro Elaine Winter, preside della sua ex
facolt. Lei ha un carrello pieno di ogni ben di Dio, lui un cestello semivuoto. La
donna ricambia il suo saluto lasciando trapelare un certo nervosismo.
- Come vanno le cose in facolt senza di me? - le domanda David sforzandosi
di sembrare allegro.
Benissimo, - sarebbe la risposta pi schietta. - Senza di te ce la caviamo
benissimo. Ma Elaine Winter troppo educata. Si tiene sul vago: - Oh, sai com,
le grane di sempre.
- Avete assunto qualcuno?
- Abbiamo preso una persona nuova con un contratto a termine. Un giovane
professore.
Ho avuto modo di conoscerlo, - potrebbe rispondere David. - Unemerita testa
di cazzo. Ma anche lui beneducato. - Di che materia? - chiede invece.
- Linguistica applicata.
Con buona pace dei poeti, con buona pace dei maestri del passato. Che
evidentemente non lo hanno consigliato bene. Aliter, lui che non ha saputo
ascoltare.
La donna davanti a loro sta pagando con molta calma. Elaine avrebbe ancora
il tempo di fargli la domanda successiva, che dovrebbe essere: E tu come stai,
David?, alla quale lui risponderebbe: Benissimo, Elaine, benissimo.
- Vuoi che ti faccia passare? - gli propone invece, indicando il cestino. - Hai
cos poco.
152
- Nemmeno per sogno, Elaine, - ribatte David, e si diverte a guardarla mentre
scarica il carrello: non solo pane e companatico, ma anche le piccole golosit che
si concedono le donne sole, gelato alla crema (con vere nocciole e vera uvetta),
biscotti italiani dimportazione, barrette di cioccolato... oltre a una confezione di
salviette per ligiene intima.
Elaine paga con la carta di credito, supera la cassa e gli rivolge un cenno di
saluto. E palesemente sollevata. - A presto! - le urla David sopra la testa della
cassiera. - Salutami tutti! - Ma lei non si volta pi.

Cos come laveva concepita inizialmente, lopera era imperniata sul rapporto
fra lord Byron e la sua amante, la contessa Guiccioli. Intrappolati a Villa Guiccioli
nellafa estiva di Ravenna, spiati dal marito geloso, i due si aggirano nella
penombra dei salotti cantando la loro passione irta di ostacoli. Teresa si sente
prigioniera; rosa dal risentimento, tormenta Byron perch la porti via verso una
nuova vita. Ma il poeta pieno di dubbi, anche se troppo avveduto per parlarne.
Teme che lestasi dei primi momenti sia ormai irripetibile. La sua vita si sta
acquietando; oscuramente comincia a desiderare la pace del ritiro o, in
alternativa, lapoteosi, la morte. I vertiginosi acuti di Teresa non fanno pi
scoccare la scintilla, e le arie del poeta, cupe, contorte, passano oltre lamante,
lattraversano, la scavalcano.
David se limmaginava cos: una pice da camera sullamore e la morte, con
una giovane donna ardente e un uomo pi maturo, che ha conosciuto la passione
ma ora spento; unazione sorretta da una musica complessa e incessante,
cantata in un inglese che si richiama continuamente a un italiano immaginario.
Sul piano formale, limpostazione non cattiva. I personaggi si bilanciano a
vicenda: la coppia intrappolata, lamante scaricata che batte alla finestra, il
marito geloso. Anche la villa, con le scimmiette di Byron che dondolano
languidamente sui lampadari e i pavoni che passeggiano impettiti tra i mobili
napoletani, offre la giusta miscela di decadenza e luogo fuori del tempo.
Tuttavia, come gi aveva avuto presentimento alla fattoria di Lucy, il progetto
non lo avvince pi. C qualcosa che non funziona, qualcosa che non viene dal
cuore. Una donna che leva il suo lamento alle stelle perch i domestici ficcanaso
la costringono ad appagare le proprie voglie nello sgabuzzino delle scope... e chi
se ne frega? Le parole da mettere in bocca a Byron non sono un problema, ma la
153
Teresa tramandata dalla storia - giovane, avida, caparbia, petulante - mal si
adatta alla musica che David ha in mente, una musica le cui armonie,
rigogliosamente autunnali ma affilate dallironia, gli riecheggiano smorzate
nellorecchio interno.
David decide di tentare unaltra strada. Abbandonando le fitte pagine di
appunti, abbandonando limpudente e precoce sposina con il suo titolato
prigioniero inglese, cerca di tratteggiare Teresa nella mezza et. La nuova Teresa
una vedova grassottella che vive a Villa Gamba con il vecchio padre, che governa
la casa tenendo stretti i cordoni della borsa, attenta che la servit non rubi lo
zucchero. Nella nuova versione, Byron morto da un pezzo; le residue e uniche
speranze dimmortalit di Teresa, il sollievo delle sue notti solitarie, sono nella
cassetta di lettere e ricordi che tiene sotto il letto, le sue reliquie, che le nipoti
potranno aprire dopo la sua morte e leggere con reverenza.
E questa leroina che stava cercando? Una Teresa pi matura sar capace di
avvincere il suo cuore nelle condizioni attuali?
Il tempo non lha risparmiata. Con il petto pesante, il busto tozzo, le gambe
corte, somiglia pi a una contadina che a unaristocratica. La pelle, che un tempo
suscitava lammirazione di Byron, arrossata; destate soffre dattacchi dasma
che la lasciano senza fiato.
Quando le scriveva, Byron la chiama amica mia, poi amore mio, infine mio
eterno amore. Ma ci sono le lettere rivali, su cui Teresa vorrebbe mettere le mani
per bruciarle. In queste missive indirizzate agli amici inglesi, Byron la annovera
insolentemente fra le sue conquiste italiane, deride il marito, fa intendere di
essere andato a letto con altre donne della sua cerchia. Da quando morto, i suoi
amici non fanno che sfornare libri di memorie attingendo alle sue lettere. Secondo
loro, dopo avere strappato la giovane Teresa al marito, Byron si stufato presto di
lei; la considerava una sciocca e, se non lha piantata, stato solo per senso del
dovere; per sfuggirle, si addirittura imbarcato per la Grecia, andando incontro
alla morte.
Questi libelli la feriscono nel profondo. Gli anni passati con Byron
costituiscono il momento culminante della sua vita. Lamore di quelluomo il
suo unico vanto. Senza di lui non pi niente: una donna sfiorita, senza
prospettive, che trascorre i suoi giorni in una monotona cittadina di provincia,
scambiando visite con le amiche, massaggiando le gambe del padre tormentato
154
dai dolori, dormendo sola. David si chiede se il suo cuore riuscir ad amare
questa donna brutta e ordinaria. Ad amarla abbastanza da scriverle una
partitura musicale. In caso contrario non ci sar pi niente da fare.
Ritorna alla scena iniziale. Gli sgoccioli di unaltra giornata afosa. Teresa
nella casa paterna, affacciata a una finestra del primo piano; guarda gli acquitrini
e le macchie di pini della Romagna, che la separano dallo scintillio del sole
sullAdriatico. Fine del preludio; un attimo di silenzio, Teresa prende fiato. Mio
Byron, canta, con la voce incrinata dalla tristezza. Un clarinetto solitario le
risponde, si affievolisce, si spegne. Mio Byron, chiama di nuovo Teresa, con pi
vigore.
Dov finito il suo Byron? Byron perduto, questa la risposta. Vaga fra le
ombre. E anche lei perduta, la Teresa di cui il poeta si era innamorato, la
ragazza diciannovenne con i riccioli biondi che si concedeva gioiosamente
allinglese arrogante e poi gli accarezzava la fronte posata sul petto nudo, mentre
lui sospirava profondamente, sonnecchiando dopo limpeto della passione.
Mio Byron, canta Teresa per la terza volta; e da un punto imprecisato, dalle
caverne degli inferi, giunge in risposta un canto tremulo e incorporeo, la voce di
uno spettro, la voce di Byron. Dove sei? canta il poeta. Poi una parola che
Teresa non vuole sentire: Secca. E ormai secca la fonte di ogni cosa.
La voce di Byron cos flebile, cos esitante, che Teresa deve ricantargli le sue
stesse parole, aiutandolo a riprendere fiato, richiamandolo in vita: il suo
bambino, il suo ragazzo. Sono qui, - canta, sostenendolo, impedendogli di
sprofondare. - Sono la tua fonte. Ricordi quando insieme abbiamo visitato la fonte
di Arqu? Insieme, tu e io. E io ero la tua Laura. Ricordi?
Dora in poi il meccanismo sar questo: Teresa dar voce al suo amante, e lui,
luomo nella casa saccheggiata, dar voce a Teresa. Lo storpio che aiuta lo zoppo,
in mancanza di meglio.
Lavorando rapidamente, aggrappandosi a Teresa, David cerca di abbozzare le
prime pagine di un libretto. Metti le parole sulla carta, si dice.
Dopo sar tutto pi facile. Cercherai con calma fra i maestri - Gluck, per
esempio - plagiando melodie e forse - chi pu dirlo? - nuove idee. Ma
gradualmente, vivendo le sue giornate in compagnia di Teresa e del fantasma di
Byron, David si accorge che le canzoni rubate non saranno sufficienti, che i suoi
due personaggi esigeranno una musica tutta loro. E, cosa strana, a spizzichi e
155
bocconi la musica prende corpo. A volte trova il ritmo di una frase prima ancora
di sapere quali parole la formeranno; a volte le parole impongono la cadenza; a
volte lombra di una melodia, dopo essere rimasta sospesa per giorni ai margini
delludito, si dispiega e si rivela in tutto il suo fulgore. E poi lazione stessa, man
mano che si dipana, a evocare modulazioni e transizioni di accordi che David
sente nel sangue anche se gli mancano le capacit musicali per realizzarle.
Allora si mette al pianoforte annotando un abbozzo di partitura. Ma nel suono
del pianoforte c qualcosa che lo intralcia: troppo pieno, troppo fisico, troppo
ricco. In soffitta, in una cesta di vecchi libri e giocattoli di Lucy, recupera il banjo
a sette corde che le ha comprato da bambina per le strade di KwaMashu. Con
laiuto di quello strumento, comincia a scrivere la musica che Teresa, ora dolente,
ora rabbiosa, canter al suo amante defunto, e che lesangue voce di Byron le
canter in risposta dal mondo delle ombre.
Man mano che si addentra con la contessa negli inferi, cantando per lei le sue
parole o solfeggiando la sua linea vocale, David si accorge con stupore che il
ridicolo plinplon del giocattolo diventa sempre pi inseparabile dal personaggio.
Un po alla volta, si allontana dalle melodie rigogliose che aveva pensato per lei; e
di l a metterle in mano il banjo il passo breve. Invece di camminare impettita
sul palcoscenico, adesso Teresa siede in un angolo fissando gli acquitrini dove si
aprono le porte dellinferno, stretta al mandolino con cui accompagna i propri voli
lirici; in disparte, un trio con i calzoni alla zuava (violoncello, flauto, fagotto)
riempie con discrezione gli intermezzi o commenta parsimoniosamente fra una
strofa e laltra. Seduto alla scrivania che d sul giardino inselvatichito, David si
meraviglia di ci che il piccolo banjo gli sta insegnando. Sei mesi fa era convinto
che in Byron in Italia il fantasma dellautore si sarebbe posto a met strada fra
Teresa e il poeta: tra il desiderio di prolungare lestate di un corpo appassionato e
il riluttante richiamo del lungo sonno delloblio. Ma si sbagliava. Non laspetto
erotico che lo attrae, e neppure lelegiaco, ma quello comico. Nellopera non si
avvicina n a Teresa n a Byron, e neppure a una miscela dei due: il suo posto
nella musica, nel suono piatto e metallico delle corde del banjo, nella voce che
freme per liberarsi dal ridicolo strumento e innalzarsi ma viene continuamente
trattenuta, come un pesce preso allamo.
Questa dunque larte, pensa, e questi sono i suoi meccanismi! Strano, ma
allo stesso tempo affascinante!
156
Passa giorni interi alle prese con Byron e Teresa, vivendo di caff nero e fiocchi
davena. Il frigo vuoto, il letto sfatto, sul pavimento turbinano le foglie che
entrano dalla finestra rotta. Non importa, pensa David: lascia che i morti
seppelliscano i morti.
Dai poeti ho appreso ad amare, - canta Byron con voce fessa e monotona,
nove sillabe in do naturale; - ma la vita, ho scoperto, - (scendendo a intervalli
cromatici fino al fa), - unaltra cosa. Plin-plon-plan, fanno le corde del banjo.
Oh, perch, perch dici cos? canta Teresa in un lungo arco carico di
rimprovero. Plin-plon-plan, fanno le corde. Vuole essere amata, Teresa, amata in
maniera immortale; vuole assurgere al fianco delle Laure e delle Flore dun tempo.
E Byron? Sar fedele fino alla morte, ma non si spinge a promettere altro.
Restiamo uniti fino a quando uno di noi esaler lultimo respiro.
My love, canta Teresa, inturgidendo i grassi monosillabi inglesi che ha
imparato nel letto del poeta. Plin, le fa eco il banjo. Una donna innamorata, che
sguazza nellamore; un gatto che miagola sul tetto; complicate proteine che
turbinano nel sangue, dilatando gli organi sessuali, facendo sudare le mani,
ispessendo la voce mentre lanima urla le sue voglie al cielo. Ecco a che cosa
servivano Soraya e le altre: a succhiargli le proteine dal sangue come fossero
veleno di serpente, lasciandolo lucido e asciutto. Per sua sventura Teresa, nella
casa ravennate del padre, non ha nessuno che le succhi il veleno dal sangue.
Vieni da me, mio Byron, - grida: - vieni da me e il cuore donami! E Byron esiliato
dalla vita, pallido fantasma, le fa beffardamente il verso: Abbandonami,
abbandonami, abbandonami!
Anni fa, quando viveva in Italia, David ha visitato il bosco tra Ravenna e la
costa adriatica dove un secolo e mezzo prima Byron e Teresa andavano a cavallo.
Da qualche parte tra gli alberi c il posto dove per la prima volta il gentiluomo
inglese sollev le gonne della sua ammaliatrice diciottenne, sposa di un altro.
David potrebbe volare a Venezia domani, prendere un treno per Ravenna,
ripercorrere le vecchie piste equestri, passare vicino al punto esatto. Sta
inventando la musica (o forse la musica sta inventando lui), ma non la storia. Su
quegli aghi di pino Byron ha posseduto la sua Teresa - timida come una
gazzella, diceva di lei - scompigliandole i vestiti, riempiendole di sabbia la
biancheria (sotto lo sguardo indifferente dei cavalli). Quellepisodio ha scatenato
157
la passione, e da allora Teresa ulula alla luna in preda al delirio. Un delirio che
adesso sta facendo ululare anche lui.
Teresa indica la via, e lui, pagina dopo pagina, le va dietro. Poi un giorno,
dalloscurit, emerge unaltra voce, che fino a quel momento David non aveva
udito, n faceva conto di udire. Dalle parole capisce che appartiene ad Allegra, la
figlia di Byron; da che recesso della sua anima spunter questa voce? Perch mi
hai lasciata? Vieni a prendermi!
- invoca Allegra. - Ho cos caldo, cos caldo, cos caldo! si lamenta con un
ritmo insistente, spezzando le voci degli amanti.
Il grido di quella scomoda creatura di cinque anni non ha risposta. Sgraziata,
sgradita, trascurata dal padre famoso, passata di mano in mano fino ad
approdare dalle suore. Ho cos caldo, cos caldo! - geme nel letto del convento in
cui sta morendo di malaria. - Perch mi hai dimenticata?
Il padre non risponde perch ne ha abbastanza della vita; perch agogna di
tornare nel luogo che gli proprio, sullaltra sponda della morte, dove potr
sprofondare nel vecchio sonno. Mia povera bambina! canta Byron, esitante, di
mala voglia, troppo piano perch lei possa udirlo. In un angolo del palcoscenico,
nellombra, il trio suona il canone sincopato, un rigo a salire, un rigo - quello di
Byron - a scendere.
158
CAPITOLO XXI.



Gli telefona Rosalind. - Lucy mi ha detto che sei tornato in citt. Perch non ti
sei fatto vivo? - Non sono ancora pronto per la societ, - ribatte David. - Quando
mai lo sei stato? - il secco commento.
Si danno appuntamento in un caff di Claremont. - Sei dimagrito, - osserva
Rosalind. - Che cosa ti successo allorecchio?
- Niente, - risponde David, e non aggiunge altro. Mentre chiacchierano gli
occhi della ex moglie sembrano calamitati dallorecchio malconcio. David sicuro
che rabbrividirebbe alla sola idea di toccarlo. Non il tipo della buona
samaritana. I ricordi pi belli sono ancora quelli dei primi mesi: focose notti
estive a Durban, lenzuola bagnate di sudore, il corpo lungo e pallido di Rosalind
che si dibatte negli spasimi di un piacere che confina con il dolore. Due cultori dei
sensi: ecco che cosa li teneva uniti, finch durata. Parlano di Lucy, della
fattoria. - Pensavo che vivesse con unamica, - dice Rosalind. - Grace.
- Helen. E tornata a Johannesburg. Credo che abbiano rotto definitivamente.
- Non pericoloso vivere da soli in quel posto?
- Eccome. Solamente un pazzo potrebbe pensare il contrario. Ma Lucy vuole
restare a tutti i costi. Per lei diventata una questione di puntiglio.
- Hai detto che ti hanno rubato lauto.
- Colpa mia. Dovevo stare pi attento.
- Dimenticavo: mi hanno raccontato com andata al processo.
- Quale processo?
- Linchiesta, ludienza, come diavolo vuoi chiamarla. Ho saputo che non hai
fatto una gran figura.
- Oh, davvero? E chi te lha detto? Pensavo fosse confidenziale.
- Come lho saputo non ha importanza. Pare che tu abbia fatto una pessima
impressione. Troppo rigido e chiuso a riccio.
- Non stavo cercando di fare buona impressione. Difendevo un principio.
- Sar, David, ma sai anche tu che nei processi, ormai, non contano i princpi
ma solo limmagine che si trasmette. La tua stata negativa. Quale principio
difendevi?
159
- Libert di parola. Libert di tacere.
- Parole roboanti. Ma sei sempre stato molto bravo a ingannare te stesso,
David. A ingannare te stesso e gli altri. Sei sicuro che non ti abbiano
semplicemente preso in castagna?
David non abbocca.
- In ogni caso, qualunque fosse, il principio risultato troppo astruso per il
tuo pubblico. Hanno pensato che stessi cercando di confondere le acque. Avresti
dovuto rivolgerti a un avvocato. Adesso come farai per i soldi? Ti hanno tolto la
pensione?
- Recuperer quanto ho versato. Poi vender la casa. E troppo grande per me.
- E come passerai il tempo? Ti cercherai un lavoro?
- Non credo. Sono impegnatissimo. Sto scrivendo.
- Un libro?
- No, unopera.
- Unopera! Be, questa una novit. Mi auguro che tu faccia quattrini a
palate. Andrai a stare da Lucy?
- Lopera solo un capriccio, unoccupazione a tempo perso. Non ne caver un
soldo. Quanto a Lucy, non andr da lei. Non sarebbe una buona idea.
- Perch no? Siete sempre andati daccordo. E successo qualcosa?
Le sue domande sono importune, ma Rosalind non si mai fatta scrupolo di
essere invadente. Abbiamo diviso lo stesso letto per dieci anni, - gli ha detto una
volta, - perch dovresti avere dei segreti per me?
- Andiamo ancora daccordo, - ribatte David, - ma non abbastanza da vivere
insieme.
- La storia della tua vita.
- Gi.
C un attimo di silenzio, mentre tutti e due, da angolazioni diverse,
contemplano la storia della sua vita.
- Ho visto la tua ragazza, - dice Rosalind, cambiando argomento.
- Che ragazza?
- La tua squinzia. Melanie Isaacs... non si chiama cos? Recita in una
commedia al Dock Theatre. Non lo sapevi? Ho capito perch ti sei preso una
sbandata. Occhioni scuri. Corpo snello e aggraziato da donnola. Proprio il tuo
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tipo. Probabilmente hai pensato a una delle tue solite relazioni sbrigative, una
delle tue scappatelle. Invece guardati. Hai buttato via la tua vita, e per che cosa?
- Non ho affatto buttato via la mia vita, Rosalind. Non dire sciocchezze.
- Invece s! Hai perso il lavoro e infangato il tuo nome, gli amici ti evitano, ti
nascondi in Terranee Road come una tartaruga che abbia paura di allungare il
collo fuori del guscio. Persone che non sarebbero degne di allacciarti le scarpe si
fanno gioco di te. La tua camicia non stirata, e sa Iddio chi ti ha tagliato i capelli
a quel modo, hai... - Per un attimo Rosalind interrompe la filippica. - Finirai come
uno di quei vecchi disgraziati che frugano nei bidoni dellimmondizia.
- Finir in un buco sottoterra, - dice David. - E anche tu, come tutti.
- Basta cos, David. Sono gi abbastanza sconvolta, non voglio litigare -.
Comincia a raccogliere i suoi pacchetti. - Quando sei stufo di pane e marmellata,
telefonami che tinvito a cena.
Sentir pronunciare il nome di Melanie Isaacs lo ha turbato. Non tipo da
crogiolarsi nella nostalgia. Quando una storia finita, non ci pensa pi. Ma nella
vicenda con Melanie rimasto qualcosa di inconcluso. Nellintimo David conserva
il suo odore, lodore di una compagna di letto. E Melanie, ricorder ancora il suo
odore? Proprio il tuo tipo, ha detto Rosalind, e se non lo sa lei. Che cosa
succederebbe se le loro strade si incrociassero di nuovo? Ci sarebbe un lampo
dintesa, un segno che la storia non si ancora esaurita?
Ma lidea di riprovarci con Melanie folle. Perch mai dovrebbe parlare con
luomo che stato condannato come suo persecutore? E poi, che cosa penserebbe
di lui... lidiota con lorecchio deforme, i capelli in disordine, il colletto
stropicciato?
Le nozze di Crono e Armonia: contro natura. Fatta giustizia di tutte le belle
parole, il processo si prefiggeva di punire questo. Lhanno condannato per il suo
stile di vita. Per atti contro natura: per avere sparso seme vecchio, seme stanco,
seme incapace di vivificare, contra naturam. Se i vecchi simpossessano delle
giovani, che ne sar della specie? Ecco, stringi stringi, il nocciolo del
procedimento a suo carico. Met della letteratura prospera su questo argomento:
giovani donne che lottano per sgusciare via dalla stretta pesante dei vecchi, per il
bene della specie.
David sospira. Pensa ai giovani che si abbracciano, senza un pensiero al
mondo, presi dalla musica dei sensi. Non un Paese per vecchi, questo. Poi si
161
dice che sta cominciando a sospirare un po troppo spesso. Rimpianto: una nota
disdicevole su cui togliere il disturbo.

Fino a due anni fa il Dock Theatre era un magazzino frigorifero dove le
carcasse di maiali e buoi aspettavano di essere spedite oltremare. Adesso un
teatro alla moda. David arriva tardi e prende posto mentre le luci cominciano ad
affievolirsi. A grande richiesta torna un successo clamoroso: cos viene
annunciata in cartellone la nuova produzione di Tramonto al Globe Salon. La
scena pi curata, la regia pi professionale, il primo attore cambiato. Ci
nonostante la commedia, con il suo rozzo umorismo e i suoi chiari intenti politici,
dura da digerire come sempre.
Melanie recita ancora nella parte di Gloria, lapprendista parrucchiera. Con un
caffettano rosa sopra una calzamaglia di lam doro, la faccia pesantemente
truccata, una massa di riccioli sulla testa, barcolla in scena su un paio di tacchi
vertiginosi. Le sue battute sono prevedibili, ma le pronuncia con perfetto
tempismo e un lamentoso accento kaaps. Nellinsieme pi sicura che in
passato, anzi, recita bene la parte, si pu addirittura definire dotata. Possibile che
nei mesi in cui stato via sia cresciuta, abbia trovato se stessa?
Tutto ci che non mi uccide mi rende pi forte. Forse il processo ha messo a
dura prova anche lei; forse anche lei ha sofferto e ne venuta fuori.
David vorrebbe un segno. Allora saprebbe che cosa fare. Per esempio, una
fiamma fredda e invisibile che le bruci quegli assurdi vestiti, lasciandola - solo per
lui, segretamente - nuda e perfetta come lultima notte nella vecchia camera di
Lucy.
E seduto in mezzo a un gruppo di turisti con la faccia rubizza, contenti della
loro adiposit, che si godono la commedia. Sono stati conquistati da Melanie-
Gloria; ridacchiano alle freddure pi audaci, ridono fragorosamente quando i
personaggi si scambiano ingiurie e insulti. Sono sudafricani, ma David si sente
un perfetto estraneo in mezzo a loro, quasi un impostore. Eppure, quando ridono
alle battute di Melanie, non pu fare a meno di sentire una punta dorgoglio.
Mia! vorrebbe dire, come se fosse sua figlia.
Inaspettatamente gli torna unimmagine di molti anni prima: unautostoppista
che gli aveva chiesto un passaggio sulla N1 appena fuori Trompsburg, una
ragazza sui ventanni che viaggiava sola, una turista tedesca abbronzata e
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impolverata. Erano andati fino a Touws River e avevano preso una stanza in un
albergo; David le aveva offerto la cena; poi aveva dormito con lei. Ricorda le sue
gambe lunghe e nerborute; la morbidezza dei capelli, la loro setosit fra le dita.
In unimprovvisa e silenziosa eruzione, come se sognasse a occhi aperti, si
riversa su di lui un fiume di immagini, immagini di donne conosciute in due
continenti, alcune cos remote che stenta a riconoscerle. Come foglie sollevate dal
vento, gli turbinano intorno alla rinfusa. Centinaia di vite intrecciate con la sua.
David trattiene il fiato, nella speranza che la visione non sinterrompa.
Che cosa successo a tutte quelle donne, a tutte quelle vite? Capita anche a
loro, almeno a qualcuna, di trovarsi tuffate allimprovviso nel mare dei ricordi? La
ragazza tedesca: possibile che in questo preciso istante le sia tornato in mente
luomo che lha raccolta lungo la strada in Africa e ha passato la notte con lei?
Arricchito: la parola di cui i giornali si sono impossessati per farsi beffe di
lui. Una stupidaggine lasciarsela scappare in quelle circostanze, ma ora sarebbe
pronto a difenderla a spada tratta. S, da Melanie, dalla ragazza di Touws River,
da Rosalind, da Bev Shaw, da Soraya, da ciascuna di loro stato arricchito, e da
molte altre, anche dalla pi disprezzabile delle sue donne, anche dai fallimenti.
Come un fiore che gli sboccia in petto, il suo cuore si gonfia di gratitudine. Da
dove vengono questi istanti? Immagini ipnagogiche, senza dubbio; ma questo
spiega forse qualcosa? Se la sua vita manovrata dallalto, allora chi il
manovratore?
La commedia procede lentamente. Sono arrivati al punto in cui Melanie
attorciglia il filo elettrico intorno alla scopa. Un lampo di magnesio, e il
palcoscenico piomba improvvisamente nelloscurit. - Cristo, se sei goffa! - strilla
il parrucchiere.
Ci sono venti file tra lui e Melanie, ma David spera che in questo momento,
attraverso lo spazio, lei riesca a sentire il suo odore, lodore dei suoi pensieri.
Qualcosa lo colpisce lievemente alla testa, riportandolo alla realt. Un attimo
dopo, un altro oggetto lo sfiora e finisce contro il sedile davanti a lui: una
pallottola di carta grossa come una biglia. Un terzo proiettile lo becca sul collo. Il
bersaglio lui, non ci sono dubbi. Dovrebbe girarsi e lanciare unocchiataccia.
Dovrebbe latrare: Chi stato? Oppure pu guardare fisso davanti a s fingendo
di non essersi accorto di nulla.
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Una quarta pallottola lo colpisce alla spalla e rimbalza per aria. Luomo seduto
accanto a lui lo guarda stupefatto.
Sul palcoscenico lazione prosegue. Il parrucchiere Sidney apre la busta fatale
e legge ad alta voce lultimatum del padrone di casa.
Hanno tempo sino a fine mese per pagare gli affitti arretrati, poi il Globe dovr
chiudere i battenti. - E adesso che cosa facciamo?
- geme Miriam, la sciampista.
- Sss -. Alle sue spalle David ode un sibilo, calibrato in maniera che non
giunga in scena. - Sss.
Si gira, e una pallottola di carta lo colpisce alla tempia. In piedi contro la
parete di fondo c Ryan, lamico di Melanie con pizzetto e orecchino. I loro occhi
si incontrano. - Professor Lurie!
- bisbiglia Ryan con voce roca. Sebbene il suo comportamento sia indecoroso,
sembra perfettamente a suo agio. Sulle labbra ostenta un sorrisetto.
La commedia non finita, ma ormai intorno a David serpeggia lirritazione. -
Sss, - sibila di nuovo Ryan. - Silenzio! - sbotta una donna a due sedili di distanza,
guardando David, che non ha detto nulla. Cinque paia di ginocchia da superare
(Mi scusi... mi scusi), occhiate furenti, mormorii rabbiosi, e finalmente David
raggiunge il corridoio, trova luscita ed esce nella notte ventosa e senza luna.
David sente un rumore alle sue spalle. Si gira. Vede ardere la punta di una
sigaretta: Ryan lo ha seguito nel parcheggio.
- Vuoi darmi una spiegazione? - lo aggredisce. - Mi spieghi la ragione di questo
comportamento infantile?
Ryan tira una boccata. - Ti sto facendo un favore, professore. Non hai ancora
imparato la lezione?
- E quale sarebbe?
- Stai con i tuoi simili.
I tuoi simili: chi questo ragazzo per dirgli chi sono i suoi simili? Cosa ne sa
della forza che spinge un uomo e una donna che non si conoscono luno nelle
braccia dellaltra, rendendoli simili, una sola cosa, a dispetto di ogni cautela?
Omnis gens quaecumque se in seperficere vult. Il seme procreatore, fatto sgorgare
per divenire perfetto, spinto in profondit nel corpo della donna per dare vita al
futuro.
164
Ryan sta parlando. - Lasciala stare! Melanie ti sputer in un occhio se ti vede
-. Poi butta la cicca per terra, si avvicina di un passo, e sotto un cielo di stelle
cos luminose da sembrare in fiamme i due si fronteggiano.
- Fatti unaltra vita, professore. Credimi.
David torna a casa in macchina percorrendo lentamente la strada principale
di Green Point. Ti sputer in un occhio: questo non se laspettava. La mano sul
volante gli trema. I traumi dellesistenza: deve imparare a darci meno peso.
Le passeggiatrici sono uscite a frotte; a un semaforo ce n una che attira la
sua attenzione, una ragazza alta con una minuscola gonna di pelle nera. Perch
no, - si dice David, - in questa notte di rivelazioni?
Si fermano in un vicolo cieco sulle pendici di Signal Hill. La ragazza ubriaca
o forse drogata: David non riesce a cavarle una frase coerente. Ci nonostante fa
il suo lavoro con la prevista efficienza. Poi gli rimane con la faccia in grembo,
riposandosi. E pi giovane di quel che gli era parso alla luce dei lampioni, perfino
pi giovane di Melanie. Le posa una mano sulla testa. Il tremito cessato. Si
sente insonnolito, appagato, stranamente protettivo.
Basta cos poco! - pensa. - Come ho fatto a dimenticarmene?
Un uomo. N cattivo n buono. N freddo n appassionato, nemmeno nei
momenti di massimo ardore. Lontano dagli standard di Teresa, e persino da quelli
di Byron. Gli manca il fuoco interiore. Sar dunque questo il verdetto che verr
pronunciato contro di lui, il verdetto delluniverso e del suo occhio onnisciente?
La ragazza si riscuote, si tira su. - Dove mi porti? - bofonchia.
- Dove ti ho trovata.
165
CAPITOLO XXII.



David si tiene in contatto con Lucy telefonicamente. Nelle loro conversazioni
lei si sforza di rassicurarlo, sostenendo che alla fattoria tutto fila liscio, lui di
darle limpressione di credere alle sue parole. Lavora sodo alle aiuole, gli dice
Lucy, dove stanno fiorendo le specie primaverili. I canili si ripopolano. Adesso ha
due cani a pensione e spera che ne arrivino altri. Petrus impegnato con la
costruzione della casa, ma riesce lo stesso a darle una mano. Gli Shaw vanno
spesso a trovarla. No, non ha bisogno di soldi.
Ma c qualcosa nel tono della figlia che lo tormenta. David telefona a Bev
Shaw. - Sei lunica a cui posso chiederlo. Come sta Lucy, ma per davvero?
Bev Shaw cauta. - Lei che cosa ti ha raccontato?
- Giura che le cose vanno a meraviglia. Ma ha la voce di uno zombie. Come se
prendesse dei tranquillanti. E cos?
Bev Shaw non risponde alla domanda. Dice solo - scegliendo con molta cura le
parole - che ci sono delle novit.
- Quali novit?
- Non posso dirtelo, David. Non chiedermelo. Bisogna che sia Lucy a farlo.
David chiama la figlia. - Devo andare a Durban, - mente. - Forse ho trovato un
lavoro. Posso fermarmi da te un paio di giorni?
- Hai parlato con Bev?
- Bev non centra. Posso venire?
David va in aereo a Fort Elizabeth e noleggia unauto. Due ore dopo lascia la
strada asfaltata e imbocca la pista sterrata che porta alla fattoria, la fattoria di
Lucy, il pezzetto di terra di sua figlia. E anche sua questa terra? No, non la sente
sua. Sebbene vi abbia trascorso qualche mese, gli sembra terra straniera.
Ci sono stati dei cambiamenti. Una recinzione di rete metallica un po
raffazzonata segna il confine tra la propriet di Lucy e quella di Petrus. Dalla
parte di Petrus pascolano un paio di giovenche scheletriche. La sua casa
diventata realt. Grigia e anonima, sorge su una collinetta a est della vecchia
fattoria; la mattina la sua ombra deve essere molto lunga, pensa David.
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Lucy gli apre la porta indossando un informe grembiule che potrebbe passare
per una camicia da notte. La bella aria sana di un tempo sparita. La carnagione
cerea, i capelli sono sporchi. Ricambia senza calore il suo abbraccio. - Entra, -
gli dice. - Stavo preparando il t. Si siedono al tavolo della cucina. Lei gli riempie
la tazza, gli porge un pacco di biscotti allo zenzero. - Raccontami di questo lavoro
a Durban, - dice.
- Quello pu aspettare. Lucy, sono venuto perch sono preoccupato per te.
Stai bene?
- Sono incinta.
- Sei cosa?
- Sono incinta.
- Da quel giorno?
- Da quel giorno.
- Non capisco. Pensavo che tu e la tua dottoressa aveste preso le dovute
precauzioni.
- Invece no.
- Che cosa vuol dire, no? Che non le avete prese?
- Le ho prese. Tutte tranne quella cui alludi. Non voglio abortire. E
unesperienza che non ho intenzione di ripetere.
- Non sapevo che la pensassi cos. Non mi hai mai detto di essere contraria
allaborto. E poi credevo che prendessi la pillola.
- Non questione di essere contrari o favorevoli. E non capisco come ti sei
fatto lidea che prendessi la pillola.
- Potevi avvertirmi prima. Perch me lhai nascosto?
- Perch non sopportavo lidea di una delle tue filippiche. Non posso
amministrare la mia vita in base a quello che piace o non piace a te. Non pi. Ti
comporti come se tutto ci che faccio fosse parte della storia della tua vita. Tu sei
il personaggio principale, io un personaggio secondario che compare solo a met
libro. Be, contrariamente a quanto pensi, le persone non si dividono in principali
e secondarie. Io non sono secondaria. Ho una vita mia, che per me importante
quanto la tua per te, e nella mia vita sono io che decido. Una filippica? E questa
che cos? - Basta cos, Lucy, - dice David, prendendole la mano sul tavolo. -
Quindi terrai il bambino?
- S.
167
- Il figlio di uno di quegli uomini?
- S.
- Perch?
- Perch? Sono una donna, David. Come posso odiare i bambini? Dovrei
condannare il figlio a causa del padre?
- Non sarebbe la prima volta che succede. Quando nascer?
- A maggio. Fine maggio.
- E ormai sei irremovibile?
- S.
- Bene. Ti confesso che la notizia stata una mazzata, ma sar al tuo fianco,
qualunque cosa tu decida. Non si discute nemmeno. Adesso vado a prendere una
boccata daria. Continuiamo la conversazione pi tardi. Perch non subito?
Perch gli tremano le gambe. Perch c il rischio che anche lui si lasci andare a
una filippica.
Non ha intenzione di ripetere lesperienza, ha detto Lucy. Dunque ha gi
abortito una volta. Non lavrebbe mai immaginato. Quando pu essere successo?
Mentre viveva ancora con loro? Rosalind lo sapeva e lhanno tenuto alloscuro?
La banda dei tre. Tre padri in uno. Stupratori, pi che ladri, li ha definiti
Lucy: stupratori ed esattori dimposte, che battono la zona, assalgono le donne,
soddisfano i loro violenti desideri. Be, si sbagliava. Non erano stupratori, ma
animali da monta. Non era il principio del piacere a guidarli, ma il testicolo,
sacchetto gonfio di seme ansioso di divenire perfetto. E ora, ecco il bambino. Lo
chiama gi il bambino, mentre non altro che un verme nel grembo di sua
figlia. Che razza di bambino pu mettere al mondo un seme del genere, eiaculato
in una donna non per amore ma per odio, mescolato in maniera caotica,
destinato a insozzarla, marchiarla, come lurina di un cane? Un padre che non ha
avuto il buon senso di mettere al mondo un figlio maschio: cos che finir, cos
che si disperderanno i suoi cromosomi, come un filo dacqua che gocciola nella
terra? Chi lavrebbe mai detto! Un giorno come gli altri, cielo limpido, sole tiepido,
e dimprovviso tutto cambiato, radicalmente cambiato!
Con la schiena appoggiata al muro esterno della cucina, David nasconde il
volto tra le mani, ansima, ansima e finalmente piange.

168
David si sistema nella vecchia stanza della figlia, che Lucy continua a evitare.
Per il resto del pomeriggio si tiene a distanza di sicurezza, temendo di lasciarsi
sfuggire qualche frase sconsiderata.
A cena c una nuova rivelazione. -A proposito, - dice Lucy, - il ragazzo
tornato.
- Quale ragazzo?
- Quello con cui hai litigato alla festa di Petrus. Sta da lui e lo aiuta. Si chiama
Pollux.
- Non Mneedisi? O Nqabayakhe? Niente di impronunciabile, solo Pollux?
- P-o-l-l-u-x. Senti, David, possiamo fare a meno per un po della tua
insopportabile ironia.
- Non so di che cosa parli.
- Lo sai benissimo. Lhai usata per anni contro di me quando ero bambina, per
mortificarmi. Non puoi essertene dimenticato. Ad ogni modo, ho scoperto che
Pollux un fratello della moglie di Petrus. Se poi sia un fratello vero non lo so. Ma
Petrus ha degli obblighi verso di lui, degli obblighi familiari.
- Sicch la verit sta cominciando a emergere. Il giovane Pollux torna sulla
scena del delitto e noi dobbiamo comportarci come se niente fosse.
- Non scaldarti, David, non serve. Petrus dice che Pollux ha lasciato la scuola
e non trova lavoro. Volevo solo avvertirti che qui in giro. Se fossi in te gli starei
alla larga. Credo che quel ragazzo sia bacato. Ma non posso cacciarlo dalla
propriet, non in mio potere.
- Soprattutto... - David non finisce la frase.
- Soprattutto che cosa? Su, dillo.
- Soprattutto visto che potrebbe essere il padre del bambino che porti in
grembo. Lucy, la tua situazione sta diventando ridicola, peggio ancora, sinistra.
Non riesco a capire come fai a non accorgertene. Ti supplico, lascia la fattoria
prima che sia tardi. E lunica cosa sensata da fare.
- Smettila di chiamarla cos, David. Non una fattoria, ma un semplice pezzo
di terra su cui coltivo un po di fiori e verdure... lo sappiamo tutti e due. No, non
mi arrender.
David va a letto con il cuore pesante. Tra lui e Lucy non cambiato nulla, le
ferite non si sono rimarginate. Continuano ad azzannarsi come prima.
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E mattina. David scavalca la nuova recinzione. La moglie di Petrus sta
stendendo il bucato dietro la vecchia stalla. - Buon giorno, - le dice.
- Molo. Sto cercando Petrus.
La donna evita di guardarlo negli occhi, ma indica con un gesto languido la
casa in costruzione. I suoi movimenti sono lenti, grevi. E prossima al parto: se ne
accorge persino lui.
Petrus sta mettendo i vetri alle finestre. Il rituale vorrebbe che venisse
scambiata una lunga sequela di saluti, ma David non dellumore giusto. - Lucy
mi ha detto che il ragazzo di nuovo qui, - esordisce. - Pollux. Quello che lha
aggredita.
Petrus pulisce la lama del coltello, lo posa. - E mio parente, - ribatte. - Devo
cacciarlo per quellincidente?
- Mi hai detto che non lo conoscevi. Mi hai mentito.
Petrus si mette la pipa fra i denti macchiati e succhia vigorosamente. Poi la
toglie e rivolge a David un gran sorriso. - Ho mentito? - Succhia di nuovo il
cannello. - Perch dovrei mentirti?
- Non chiederlo a me, Petrus, chiedilo a te. Perch menti?
Il sorriso scomparso. - Te ne vai, ritorni... perch? - Petrus guarda David con
aria di sfida. - Tu non sei qui per lavorare. Vieni solo per badare a tua figlia.
Anchio bado a mio figlio.
- Tuo figlio? Adesso diventato tuo figlio, questo Pollux?
- S, come un figlio. E la mia famiglia, la mia gente.
Ecco la vera ragione. Finito il tempo delle bugie. La mia gente. Una risposta
pi chiara non poteva riceverla. Be, Lucy la sua gente.
- E stato un brutto incidente, - continua Petrus. - Lo dici tu e lo dico anchio.
Molto brutto. Ma adesso chiuso -. Si strappa la pipa di bocca e pugnala
violentemente laria con il cannello:
- Chiuso.
- Niente affatto. Non fingere di non sapere. Non chiuso, anzi, sta solo
cominciando. E continuer per molto tempo dopo che tu e io saremo morti.
Petrus lo fissa meditabondo, senza pi fingere di non capire.
- Pollux la sposer, - dice alla fine. - Sposer Lucy, solo che adesso troppo
giovane, troppo giovane per sposarsi. E ancora un bambino.
170
- Un bambino pericoloso. Un giovane criminale. Uno sciacallo in erba. Petrus
ignora gli insulti. - S, troppo giovane, troppo giovane. Forse un giorno potr
sposarla, ma non ora. La sposer io.
- Scusa?
- Sposer Lucy.
David non crede alle sue orecchie. Ecco dove voleva andare a parare, ecco lo
scopo di tutte queste finte: finalmente Petrus uscito allo scoperto! E ora, ben
piantato sulle gambe, fuma una pipa spenta aspettando una risposta.
- Sposare Lucy? - dice David, misurando le parole. - Spiegati meglio. No, anzi,
non spiegarmelo. Non voglio saperlo. Noi le cose le facciamo diversamente.
Noi: ma stava per sfuggirgli, Noi occidentali.
- S, capisco, capisco, - ridacchia Petrus. - Ma io lo dico a te e tu lo dici a
Lucy. Cos questa storia, questa brutta storia, finisce.
- Lucy non vuole sposarsi. Non vuole sposare un uomo. Non ci pensa
nemmeno. Pi di cos non farmi dire. Vuole vivere la sua vita.
- S, lo so, - dice Petrus. E forse lo sa davvero. Sarebbe da sciocchi
sottovalutare Petrus. - Ma questo posto, - continua, - pericoloso, molto
pericoloso. Una donna deve essere sposata.
- Ho cercato di non darci troppo peso, - le racconta David pi tardi. - Anche se
stentavo a credere alle mie orecchie. E un vero e proprio ricatto.
- Non ricatto. Ti sbagli. Spero che tu non abbia dato in escandescenze.
- No, ho mantenuto la calma. Gli ho detto che avrei riferito la sua offerta, tutto
qui. Gli ho anche detto che dubitavo che la cosa ti interessasse.
- Ti senti oltraggiato?
- Alla prospettiva di diventare suocero di Petrus? No. Sono sorpreso,
stupefatto, sbalordito, ma non oltraggiato, credimi.
- Sai, non la prima volta. E da un po che Petrus mi fa capire che sarei pi
al sicuro se entrassi a far parte della sua famiglia. Non n uno scherzo, n una
minaccia. A modo suo una persona seria.
- Non ho il minimo dubbio che faccia sul serio. Ed proprio questo che mi
preoccupa. Lo sa che sei...?
- Incinta? Non glielho detto. Ma solo i ciechi non se ne accorgerebbero.
- E questo non gli far cambiare idea?
171
- Perch dovrebbe? Sar ancora di pi parte della famiglia. E poi, non me
che vuole, ma la fattoria. La fattoria la mia dote.
- Ma assurdo, Lucy! E gi sposato! Anzi, mi hai detto che ha gi due mogli.
Come fai a prendere in considerazione una cosa simile?
- Sei fuori strada, David. Petrus non mi offre un matrimonio in chiesa con
luna di miele sulla Wild Coast. Mi propone unalleanza, un patto. Io metto la
terra, e in cambio avr la sua protezione. In caso contrario, e ci tiene a farmelo
sapere, sar selvaggina alla portata di tutti.
- E questo non sarebbe un ricatto? E agli aspetti pi intimi del matrimonio
non hai pensato?
- Vuoi sapere se Petrus si aspetta che vada a letto con lui? Non credo che la
cosa gli interessi, se non per ribadire il suo punto di vista. Da parte mia non ci
tengo affatto.
- Allora non occorre parlarne ancora. Posso comunicare la tua decisione a
Petrus? Gli dir che la sua offerta stata respinta senza spiegargli perch.
- No, aspetta. Prima di partire lancia in resta, cerca di esaminare
obiettivamente la mia situazione. Sono una donna sola. Non ho fratelli. Ho un
padre, vero, ma vive lontano e in ogni caso non potrebbe fare niente. A chi devo
rivolgermi per avere protezione? A Ettinger? Non passer molto che lo troveranno
con una pallottola piantata nella schiena. In pratica, non resta che Petrus. Non
sar un granduomo, ma grande abbastanza per una donna piccola come me. E
se non altro lo conosco. Non mi faccio illusioni sul suo conto. So a che cosa
andrei incontro.
- Lucy, sto vendendo la casa di Citt del Capo. Sono disposto a pagarti il
viaggio in Olanda. Oppure a darti quello che ti serve per ricominciare da zero in
un posto pi sicuro di questo. Pensaci.
Lucy non lo ascolta nemmeno. - Vai da Petrus, - continua. - Digli che accetto
la sua protezione. Digli che pu mettere in giro la storia che pi gli piace sulla
nostra relazione e che non lo smentir. Se vuole che passi per la sua terza moglie,
nessun problema. Come sua concubina, va bene lo stesso. Ma in questo caso il
figlio diventa suo. Entra a far parte della famiglia. Quanto alla terra, gliela cedo,
purch la casa resti mia. Rester in affitto sulla sua terra.
- Farai la mezzadra.
172
- S. Ma la casa resta mia, sia ben chiaro. Nessuno potr metterci piede senza
il mio permesso, neanche lui. E mi terr anche le gabbie dei cani.
- Non pu funzionare, Lucy. Legalmente non sta in piedi. Lo sai anche tu.
- Allora che cosa proponi?
Lucy seduta in vestaglia e pantofole con un quotidiano del giorno prima in
grembo. I capelli le scendono in ciocche flosce; la ciccia molle e malsana.
Assomiglia sempre di pi a una di quelle donne che trascinano i piedi nelle case
di riposo bisbigliando da sole. Perch Petrus dovrebbe scendere a patti? Lucy non
pu durare: baster dare tempo al tempo e cadr come un frutto marcio.
- Io la mia proposta lho fatta. Anzi, due.
- No, di qui non me ne vado. Cerca Petrus e riferiscigli quello che ti ho detto.
Gli ceder la terra con un regolare atto di propriet. Sar musica per le sue
orecchie.
C una lunga pausa in cui nessuno dei due parla.
- Che umiliazione, - dice David alla fine. - Tante grandi speranze per poi
ridursi cos.
- S, concordo con te, umiliante. Ma forse il punto di partenza giusto per
ricominciare da capo. Forse una lezione da accettare. Bisogna saper
ricominciare dal fondo Senza niente. Senza una carta da giocare, senza unarma,
senza una propriet, senza un diritto, senza dignit.
- Come un cane.
- S, come un cane.
173
CAPITOLO XXIII.



E met mattina. David sta tornando da una passeggiata con Katy.
Stranamente, la bulldog riuscita a stargli dietro, o lui va pi piano o lei va pi
forte. Ansima e gorgoglia come sempre, ma la cosa non gli d pi fastidio.
Mentre si avvicina alla casa, David nota il ragazzo, quello che Petrus ha
definito la mia gente, con la faccia verso il muro posteriore. Sulle prime pensa
che stia urinando, poi capisce che sta sbirciando nella finestra del bagno. Sta
spiando Lucy.
Katy ha cominciato a ringhiare, ma il ragazzo cos concentrato che non se ne
accorge. Quando si gira, gli sono ormai addosso.
David lo colpisce in faccia con il piatto della mano. - Maiale! urla, e lo colpisce
di nuovo facendolo vacillare. - Lurido maiale! Pi sorpreso che dolorante, il
ragazzo cerca di scappare, ma inciampa e cade. La cagna gli immediatamente
sopra e lo azzanna al gomito. Poi punta le zampe anteriori e tira, ringhiando. Con
un urlo di dolore, il ragazzo cerca di liberarsi. Mena gran botte con il pugno, ma i
colpi sono privi di forza e la cagna li ignora.
La parola echeggia ancora nellaria: Maiale! David non ha mai provato una
rabbia cos primitiva. Gli piacerebbe dare al ragazzo quello che si merita: una
bella legnata. Le frasi che per tutta la vita ha evitato con cura sembrano
improvvisamente giuste e appropriate: Dagli una bella lezione, rimettilo in riga.
Oh, finalmente so che cosa si prova! pensa. Questa la furia del selvaggio!
Tira un calcio al ragazzo, facendolo rotolare sulla schiena. Pollux! Che razza di
nome!
La cagna cambia posizione, sale sul corpo del ragazzo e gli strattona il braccio,
strappandogli la camicia. Lui cerca di scacciarla, ma la bestia non si schioda. -
Ahi ahi ahi ahi ahi! - grida Pollux per il dolore. - Ti uccider! - strilla.
Allimprovviso compare Lucy. - Katy! - chiama in tono imperioso. La cagna la
guarda di sbieco ma non ubbidisce.
Lasciandosi cadere sulle ginocchia, Lucy lafferra per il collare e le parla
concitatamente sottovoce. Pur riluttante, Katy molla la presa.
- Ti sei fatto male? - domanda Lucy.
174
Il ragazzo geme. Ha il naso pieno di moccio. - Ti uccider! - ansima. Sembra
sul punto di piangere.
Lucy gli arrotola la manica. Ci sono i segni delle zanne della cagna; mentre li
osservano, la pelle scura simperla di gocce di sangue.
- Vieni, andiamo a lavare la ferita, - dice Lucy. Il ragazzo tira su il moccio,
ricaccia le lacrime, scuote la testa.
Lucy indossa solo un accappatoio. Mentre si rialza, la cintura si scioglie
mettendole a nudo il petto.
Lultima volta che le ha viste, le mammelle della figlia erano due schivi bottoni
di rosa. Ora sono pesanti, rotonde, lattee. Per un attimo il mondo si ferma. Sia lui
sia il ragazzo sembrano ipnotizzati, poi David vede lo sguardo spudorato di
Pollux. La rabbia si rimpossessa di lui, annebbiandogli la vista. Lucy si gira, si
ricopre. Con uno scatto repentino il ragazzo si alza e scappa via. - Vi uccideremo
tutti!
- urla. Poi si gira, calpesta intenzionalmente le piante di patate, passa sotto la
rete metallica e batte in ritirata verso la casa di Petrus. Landatura di nuovo
arrogante, anche se si stringe il braccio. Sua figlia ha ragione. Quel ragazzo
bacato, bacato nella testa. Un bambino violento nel corpo di un giovane uomo.
Ma ci deve essere dellaltro, qualcosa che gli sfugge. Perch Lucy si ostina a
proteggerlo?
- Cos non pu andare avanti, David. Posso tenere a bada Petrus e i suoi
aanhangers, posso tenere a bada te, ma non tutti insieme.
- Ti stava spiando dalla finestra. Non te ne sei accorta?
- E un ragazzo che ha dei problemi.
- Ti sembra una buona scusa? Una giustificazione per quello che ti ha fatto?
Le labbra di Lucy si muovono, ma David non riesce a sentire quello che
dicono.
- Non mi fido di lui, - continua. - E viscido. Come uno sciacallo a caccia di
guai. Un tempo cera un termine per la gente come lui. Deficiente. Mentalmente
deficiente. Moralmente deficiente. Dovrebbero chiuderlo in un istituto.
- Queste sono parole avventate, David. Se vuoi, pensale pure, ma ti prego di
tenerle per te. In ogni caso, la tua opinione su quel ragazzo lascia il tempo che
trova. E qui e non sparir in una nuvoletta di fumo. Fa parte della realt -. Lucy
lo guarda dritto in faccia, gli occhi ridotti a una fessura per il sole. Katy si
175
accascia ai suoi piedi, ansando piano piano, contenta di s e del proprio exploit. -
David, non possiamo andare avanti cos. Le acque si erano calmate, era tornata la
pace, finch sei ricomparso tu. Io ho bisogno di pace intorno a me. Sono disposta
a fare qualsiasi cosa, qualsiasi sacrificio, pur di stare in pace.
- Faccio parte di ci che sei disposta a sacrificare? Lucy alza le spalle. - Lhai
detto tu, non io.
- Allora preparo i bagagli.
Ore dopo lincidente, la mano gli formicola ancora per i ceffoni. Ripensando al
ragazzo e. alle sue minacce David ribolle di rabbia. Allo stesso tempo, si vergogna.
E condanna senza mezzi termini il proprio comportamento. Non ha dato una
lezione a nessuno, e meno che mai al ragazzo. E riuscito solo ad aumentare il
distacco da Lucy. Nellimpeto di rabbia si messo a nudo, e chiaramente lei non
ha gradito ci che ha visto.
Dovrebbe chiederle scusa. Ma non ci riesce. Evidentemente non pi capace
di dominarsi. C qualcosa in Pollux che lo manda in bestia: gli occhietti porcini,
la sua insolenza, ma anche il pensiero che, come unerbaccia, gli stato permesso
di attorcigliare le sue radici alla vita di Lucy.
Se Pollux insulter di nuovo sua figlia, lo picchier di nuovo. Du musst dein
Leben ndern! Devi cambiare vita. Be, ormai troppo vecchio per dare retta ai
consigli, troppo vecchio per cambiare. Lucy, forse, riesce ancora a piegarsi alla
tempesta; lui non pi, non senza perdere lonore.
Per questo deve ascoltare Teresa. Teresa potrebbe essere lultima persona in
grado di salvarlo. Teresa non sa pi che cosa sia lonore. Gonfia il petto al sole;
suona il banjo di fronte ai domestici, incurante dei loro sorrisetti. I suoi desideri
sono immortali, e lei canta i suoi desideri. Non morir mai.
David arriva alla clinica veterinaria mentre Bev Shaw sta uscendo. Si
abbracciano, esitanti come due estranei. Difficile credere che siano stati nudi
sotto la stessa coperta.
- Sei solo di passaggio o ti fermi per un po? - gli domanda lei.
- Mi fermer tutto il tempo necessario. Ma non da Lucy. Litighiamo in
continuazione. Mi cercher una camera in citt.
- Mi spiace. Che cosa c che non va?
- Tra Lucy e me? Niente, spero. Niente che non si possa rimediare. I problemi
nascono con i suoi vicini. Quando arrivo io, diventiamo troppi. Troppi in uno
176
spazio troppo piccolo. Come ragni in una bottiglia. Gli torna unimmagine
dellInferno dantesco: la grande palude stigia, con le anime che bollono nellacqua
come funghi. Vedi lanime di color cui vinse lira. Anime sopraffatte dalla rabbia,
che si rodono a vicenda. Una punizione che si addice al peccato.
- Ti riferisci al ragazzo che andato a stare da Petrus. Ti confesso che ha una
faccia che non mi piace. Ma finch c Petrus, Lucy non corre rischi. Forse
giunto il momento di farti da parte e lasciare che Lucy risolva da sola i suoi
problemi, David. Le donne si adattano. Lucy si adatta. E giovane, per di pi. Ha i
piedi per terra. Molto pi di te. E di me.
Lucy si adatta? Questa gli giunge nuova. - Continui a dirmi di levarmi di
torno, - ribatte David. - Ma se ti avessi ascoltata, che ne sarebbe di Lucy adesso?
Bev Shaw resta silenziosa. A David viene il dubbio che gli legga dentro come
un libro aperto. Cose di cui nemmeno lui consapevole. Siccome gli animali si
fidano di lei, dovrebbe fidarsi anche lui, accettare la lezione? Gli animali si fidano
di Bev, e Bev sfrutta questa fiducia per eliminarli. Una lezione anche questa?
- Se dovessi farmi da parte, - continua David cocciuto, e dovesse capitare
unaltra disgrazia a Lucy, non potrei pi vivere per il rimorso.
Bev Shaw alza le spalle e senza scomporsi gli domanda: E questa la cosa che
ti preoccupa, David?
- Non lo so. Non so pi che cosa mi preoccupa. Sembra che tra la mia
generazione e quella di Lucy sia calata una cortina. E io non me ne sono
nemmeno accorto.
Per un lungo momento nessuno dei due parla.
- In ogni caso, - continua David, - non posso vivere con lei, quindi mi cercher
un posto dove stare. Se vieni a sapere di una stanza a Grahamstown, fammi
sapere. In realt ero venuto per offrirmi di darti una mano alla clinica.
- Mi far molto comodo, - dice Bev Shaw.
David compra un pick-up da un amico di Bill Shaw, pagandolo con un
assegno da mille rand e un altro da settemila postdatato a fine mese.
- A che cosa le serve? - gli chiede il venditore.
- Trasportare animali. Cani.
- Avr bisogno di una sponda sul cassone, perch non saltino gi. Conosco un
fabbro che pu montarglielo.
- I miei cani non saltano.
177
Il libretto di circolazione dice che il pick-up ha dodici anni, ma il motore gira
bene. Intanto, pensa David, non deve durare per sempre. Non c nulla che debba
durare per sempre.
Cercando tra gli annunci del Grocotts Mail trova una stanza in un edificio
vicino allospedale. Dice di chiamarsi Lourie, paga un mese anticipato, spiega alla
padrona di casa di essere venuto a Grahamstown per un ciclo di cure in day
hospital. Non specifica per che cosa, ma sa che la donna ha subito pensato al
cancro.
Spende soldi come se avesse le mani bucate. Non importa.
In un negozio di articoli da campeggio compra un fornelletto a gas e un
pentolino dalluminio. Mentre porta gli acquisti in camera, incontra la padrona di
casa sulle scale. - E vietato cucinare nelle camere, signor Lourie, - dice. - Sa, per
il pericolo di incendio.
La stanza buia, zeppa di mobili e sa di chiuso; il materasso tutto una
bozza. Ma ci far labitudine, ha visto di peggio.
Oltre a lui c un altro pigionante, un maestro in pensione. Si scambiano un
saluto a tavola, poi non si parlano pi per il resto della giornata. Dopo colazione,
David esce, va alla clinica e ci sta fino a sera, tutti i giorni, domenica compresa.
La clinica diventa la sua casa ancor pi della pensione. Nello squallido cortile
sul retro David si fa una specie di nido, con un tavolo, una vecchia poltrona degli
Shaw e un ombrellone da spiaggia per proteggersi dal sole. Si porta il fornelletto
per farsi il t o per scaldarsi il cibo in scatola: spaghetti e polpette, barracuda e
cipolle. Due volte al giorno d da mangiare agli animali; pulisce le gabbie e di
tanto in tanto parla con loro. Per il resto legge o sonnecchia, oppure, quando non
c nessun altro in giro, strimpella sul banjo di Lucy la musica che sar di Teresa
Guiccioli.
Fino a quando non nascer il bambino, vivr cos. Una mattina, alzando lo
sguardo, vede le facce di tre ragazzini che lo sbirciano dalla sommit del muro di
cemento. Si alza dalla poltrona, i cani si mettono ad abbaiare, i ragazzi si lasciano
cadere e se la danno a gambe ululando di eccitazione. Che bella storia da
raccontare a casa: un vecchio matto che canta da solo in mezzo ai cani!
Matto davvero. Come potrebbe spiegare a quei ragazzi, ai loro genitori, al D
Village, che cosa hanno fatto Teresa e il suo amante per meritare di essere
richiamati in questo mondo?
178
CAPITOLO XXIV.



Nellora pi buia Teresa alla finestra della sua camera da letto. Indossa una
camicia da notte bianca e tiene gli occhi chiusi. Respira a fondo, inalando il
fruscio del vento, il muggito della rana toro.
Che vuol dir, - canta in italiano, con la voce ridotta a un bisbiglio, - che vuol
dir questa solitudine immensa? Ed io, - canta, - che sono?
Silenzio. La solitudine immensa non risponde. Persino il trio nellangolo
sembra composto di ghiri in letargo.
Vieni! - sussurra Teresa. - Vieni da me, ti supplico, mio Byron!
Spalanca le braccia per stringere le tenebre, e ci che le tenebre le porteranno.
Vorrebbe che Byron arrivasse sulle ali del vento, lavvolgesse, seppellisse il
volto nellincavo del suo seno. Oppure che comparisse allalba, che spuntasse
allorizzonte come il dio sole, illuminandola con il bagliore della sua fiamma. In
qualsiasi modo, purch venga. Seduto al tavolo nel cortile dei cani, David ascolta
il triste, precipitoso calando della supplica di Teresa alloscurit. Questo un
brutto momento per Teresa, sofferente, insonne, divorata dal desiderio. Vuole
essere salvata... dal dolore, dallafa estiva, da Villa Gamba, dal caratteraccio del
padre, da tutto.
Prende il mandolino dalla sedia. Cullandolo come un bambino, ritorna alla
finestra. Plinplon, fa lo strumento fra le sue braccia, piano piano, come per non
svegliare il padre. Plinplon, stride il banjo nel desolato cortile africano.
Solo unoccupazione a tempo perso, ha detto David a Rosalind. Una bugia.
Lopera non pi un capriccio. Lo consuma giorno e notte. Ma la verit,
nonostante qualche raro sprazzo, che Byron in Italia non ha n capo n coda.
Non c azione, non c trama, solo una lunga, esitante cantilena che Teresa
lancia nel vuoto, cui fanno da contrappunto, di tanto in tanto, i gemiti e i sospiri
di Byron fuori scena. Il marito e le amanti rivali sono dimenticati, potrebbero non
esistere. Forse limpulso lirico di David non del tutto morto, ma dopo decenni
dinedia non pu che strisciare fuori della caverna emaciato, stento, deforme.
David non ha i mezzi musicali, e neppure lenergia, per sollevare Byron in Italia
dal monotono binario su cui si incanalato. Il risultato unopera che potrebbe
179
essere scritta da un sonnambulo. Sospira. Sarebbe stato bello rientrare trionfante
in societ come autore di uneccentrica operetta da camera. Ma non succeder.
Le sue speranze devono essere pi modeste: che da qualche parte, in mezzo a
quel tumulto di suoni, si levi improvvisa, come un uccello, ununica nota genuina
di desiderio immortale. Ai futuri studiosi, se ancora ve ne saranno, il compito di
riconoscerla. Perch questa nota, quando arriver, se arriver, David non riuscir
a sentirla... Conosce troppo bene larte e i suoi meccanismi per farsi delle
illusioni. Anche se sarebbe stato bello che Lucy ne avesse conferma da viva e
avesse un concetto un po migliore del padre.
Povera Teresa! Povera donna sofferente! Lha dissotterrata, le ha promesso
una nuova vita, e ora la sta tradendo. David spera che riesca a trovare nel suo
cuore la forza di perdonarlo.
Tra i cani chiusi nelle gabbie, ce n uno cui si affezionato, un giovane
maschio che trascina una zampa posteriore rinsecchita. Forse cos dalla
nascita. Nessuno vuole adottarlo. Il periodo di grazia sta per scadere, presto
anche lui dovr sottostare alliniezione.
Ogni tanto, quando legge o scrive, David lo libera dalla gabbia e lascia che
sgambetti grottescamente per il cortile o venga a sonnecchiare ai suoi piedi. Non
lo sente suo in alcun modo; stato attento a non dargli un nome (anche se Bev
Shaw lo chiama Zampasecca), ma consapevole che il cane lo adora. Senza una
ragione, incondizionatamente, David stato scelto; quel cane morirebbe per lui,
ne sicuro.
Lanimale affascinato dal suono del banjo. Quando David strimpella, si tira a
sedere, piega la testa di lato, ascolta. Quando lui canticchia la parte di Teresa, e
la sua voce comincia a gonfiarsi di sentimento (come se la laringe sispessisse:
David sente il pulsare del sangue in gola), il cane sbatte le mandibole e sembra
sul punto di mettersi a cantare, o ululare, con lui.
David si chiede se oserebbe portare un cane in scena, perch levi il suo
lamento al cielo tra le strofe di una Teresa disperata damore. Perch no? In
unopera che non verr mai rappresentata, tutto lecito.

Il sabato mattina, secondo i patti, David va al mercato di Donkin Square ad
aiutare la figlia. Dopo, vanno a pranzo insieme.
180
Lucy si muove pi lentamente. Comincia ad avere unaria placida e introversa.
La pancia non si nota ancora; ma quanto ci vorr prima che locchio daquila delle
figlie di Grahamstown si accorga della gravidanza?
- Come sta Petrus?
- La casa finita, mancano solo i soffitti e le tubature. Stanno per trasferirsi.
- E il figlio? Non doveva nascere pi o meno in questo periodo?
- La settimana prossima. Tempismo perfetto.
- Petrus ha fatto altre allusioni?
- Di che genere?
- Sul tuo conto. Sul tuo posto nel suo grande disegno.
- No.
- Forse le cose cambieranno quando il bambino sar nato - . E cos dicendo
David fa un cenno in direzione di Lucy, del suo corpo. - In fondo sar un figlio di
questa terra. Non potranno negarlo.
C un lungo momento di silenzio.
- Gli vuoi gi bene?
Anche se le parole sono sue ed escono dalla sua bocca, David sussulta al loro
suono.
- Al bambino? No. Come potrei. Ma gliene vorr. Lamore crescer con il
tempo... ci penser madre natura. Intendo diventare una brava mamma, David.
Una brava mamma e una brava persona. Anche tu dovresti cercare di essere una
brava persona.
- Temo che per me sia tardi. Sono un vecchio ergastolano che sta scontando la
pena. Ma tu vai avanti. Sei gi a buon punto.
Una brava persona. Un bel proposito, in tempi bui.
Per tacito accordo, almeno per il momento, David non va alla fattoria. Ma un
giorno prende il pick-up, imbocca la strada per Kenton e si ferma al bivio. Poi
continua a piedi, non lungo la pista sterrata, ma attraverso il veld.
Dallultima altura scorge davanti a s la fattoria: la vecchia casa, solida come
un tempo, le stalle, la nuova casa di Petrus, il bacino artificiale su cui scorge dei
puntolini, le anatre, e delle macchie pi grandi, le oche selvagge venute a visitare
Lucy dalle loro terre lontane.
A questa distanza le aiuole dei fiori sono compatti blocchi di colore: magenta,
corniola, blu. La stagione della fioritura. Le api saranno al settimo cielo.
181
Non c segno di Petrus, n della moglie, n del giovane sciacallo che bazzica
in casa loro. Ma Lucy sta lavorando tra i fiori, e David, avviandosi gi dalla
collina, vede anche la bulldog, una chiazza fulva sul sentiero accanto alla figlia.
Giunto alla recinzione, si ferma. Lucy gli d le spalle e non si ancora accorta
di lui. Indossa un abito estivo di colore chiaro, stivali, un ampio cappello di
paglia. Quando si china per tagliare, sfrondare, legare, David vede la pelle lattea e
venata dazzurro dellincavo dietro le ginocchia, i tendini larghi e vulnerabili: la
parte meno bella del corpo di una donna, la meno espressiva, dunque forse la pi
commovente.
Lucy si raddrizza, stira la schiena, si china di nuovo. Lavoro dei campi,
tradizione campagnola che si perde nella notte dei tempi. Sua figlia sta
diventando una contadina.
Non si ancora accorta di lui, e il cane da guardia, be, il cane da guardia se
la dorme.
Una volta Lucy era solo un piccolo girino nel ventre della madre, e ora eccola
l, radicata nella sua esistenza, pi radicata di quanto lui sia mai stato. Con un
po di fortuna durer a lungo, molto pi a lungo di lui. Quando sar morto, con
un po di fortuna, sar ancora l a fare il suo banale lavoro tra i fiori. E dal suo
grembo sar germogliata una nuova esistenza, che con un po di fortuna sar
altrettanto radicata, altrettanto duratura. E cos via, in una successione di
esistenze in cui la sua presenza, il suo contributo, si ridurr inesorabilmente, fino
a essere dimenticato.
Un nonno. Un san Giuseppe. Chi lavrebbe mai detto! Come pu sperare che
una bella fanciulla sia attratta dal letto di un nonno?
David pronuncia sottovoce il suo nome: - Lucy!
Lei non sente.
Che cosa comporter, diventare nonno? Come padre non stato gran che,
nonostante tutti gli sforzi. Anche come nonno, probabilmente, sar sotto la
media. Gli mancano le virt degli anziani: la serenit, la bonomia, la pazienza. Ma
forse gli verranno a mano a mano che altre virt spariranno: la passione, per
esempio. Dovrebbe andare a rileggersi Victor Hugo, poeta dei nonni. Chiss che
non ci sia qualcosa da imparare.
Una pausa nel vento porta un attimo di totale immobilit, che David vorrebbe
durasse in eterno: il sole tiepido, la quiete pomeridiana, le api che ronzano su un
182
campo di fiori; e al centro del quadro una giovane donna, das ewig Weibliche -
leterno femminino -, lievemente incinta, con un cappello di paglia. Una scena
preconfezionata per un Sargent o un Bonnard. Ragazzi di citt come lui; ma
anche i ragazzi di citt sanno riconoscere la bellezza quando la vedono, anche
loro possono restare a bocca aperta.
La verit che lui non ha mai prestato particolare attenzione alla vita agreste,
nonostante tutte le sue letture di Wordsworth. N ad altro, se si escludono le
ragazze carine; e che cosa ne ha ricavato? Sar troppo tardi, ormai, per educare
locchio? David si schiarisce la gola. - Lucy, - dice, a voce pi alta.
Lincantesimo spezzato. Lucy si raddrizza, gira il busto, sorride. - Ciao, non
ti ho sentito.
Katy solleva la testa e guarda verso di lui strizzando gli occhi come una miope.
David scavalca la recinzione, e la cagna gli trotterella incontro, gli annusa le
scarpe.
- Dov il pick-up? - domanda Lucy. E arrossata dal lavoro, e forse anche un
po scottata dal sole. Allimprovviso sembra il ritratto della salute.
- Lho lasciato al bivio e ho fatto una passeggiata.
- Hai voglia di entrare per una tazza di t?
Glielo propone come se fosse un visitatore. Bene. Un ospite in visita: un nuovo
punto di partenza.

E di nuovo domenica. David e Bev Shaw sono impegnati in una delle loro
sessioni di Lsung. David porta dentro gli animali a uno a uno, prima i gatti, poi i
cani: i vecchi, i ciechi, gli zoppi, gli storpi, i mutilati, ma anche i giovani e i sani...
tutti quelli per cui suonata lora. E ogni volta Bev li accarezza, li conforta, parla
con loro, poi li sopprime, fa un passo indietro e sta a guardare mentre lui li
chiude in un sudario di plastica nera.
Non parlano. David, prendendo esempio da Bev Shaw, ha imparato a
concentrare tutta la sua attenzione sullanimale che stanno uccidendo, per dargli
quello che ormai non ha difficolt a chiamare con il suo vero nome: amore.
Legato lultimo sacco, lo trascina fino alla porta. Ventitr. Non resta che il
cane storpio, quello che ama la musica, lunico che, se ne avesse la possibilit,
correrebbe dietro ai suoi compagni nelledificio della clinica, nella sala operatoria
con il tavolo di lamiera zincata, dove aleggia un ricco miscuglio di odori, compreso
183
quello che Zampasecca non ha mai sentito: lodore dellesalazione, il tenue, breve
odore dellanima liberata dal corpo.
Ci che il cane non riuscir mai a capire (Nemmeno in mille domeniche!
pensa David), ci che il suo naso non sapr spiegargli, come sia possibile
entrare in una stanza allapparenza normale e non uscirne pi. In quella stanza
succede qualcosa di innominabile: lanima viene strappata dal corpo; resta per un
attimo sospesa nellaria, torcendosi e deformandosi; poi viene risucchiata e
sparisce. Quella stanza, che non una stanza ma un buco sul nulla, rester fuori
della sua comprensione.
Ogni volta pi difficile, ha detto una volta Bev Shaw. Pi difficile e allo
stesso tempo pi facile. Si fa labitudine a tutto, anche al continuo peggioramento
di ci che gi era ai limiti della sopportazione. David potrebbe risparmiare il cane
storpio per unaltra settimana. Ma verr il momento, inevitabile, in cui dovr
portarlo da Bev Shaw in sala operatoria (forse lo prender in braccio, forse per lui
far anche questo), in cui dovr accarezzarlo e tirare indietro il pelo perch lago
trovi la vena, per poi bisbigliargli nellorecchio, confortarlo nel momento in cui,
inaspettatamente, le zampe gli cederanno. Poi, quando lanima se ne sar andata,
dovr avvolgerlo e chiuderlo nel suo sacco, e il giorno dopo metterlo sulla carriola
e rovesciarlo nelle fiamme, controllando che bruci e si riduca in cenere. Quando
giunger il momento, far questo per lui. Sar poco, forse niente, ma lo far.
David attraversa la sala operatoria. - Era lultimo? - gli domanda Bev Shaw.
- Ce n ancora uno.
Apre la porta della gabbia. - Vieni, - dice, si china, apre le braccia. Il cane
scuote il didietro sciancato, gli annusa la faccia, gli lecca le guance, le labbra, le
orecchie. David lo lascia fare. - Vieni.
Portandolo fra le braccia come un agnello, ritorna nellambulatorio. - Pensavo
che volessi risparmiarlo per unaltra settimana, - dice Bev Shaw. - Hai deciso di
abbandonarlo al suo destino?
- S, lo abbandono al suo destino.
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INDICE



CAPITOLO I.
CAPITOLO II.
CAPITOLO III.
CAPITOLO IV.
CAPITOLO V.
CAPITOLO VI.
CAPITOLO VII.
CAPITOLO VIII.
CAPITOLO IX.
CAPITOLO X.
CAPITOLO XI.
CAPITOLO XII.
CAPITOLO XIII.
CAPITOLO XIV.
CAPITOLO XV.
CAPITOLO XVI.
CAPITOLO XVII.
CAPITOLO XVIII.
CAPITOLO XIX.
CAPITOLO XX.
CAPITOLO XXI.
CAPITOLO XXII.
CAPITOLO XXIII.
CAPITOLO XXIV.
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