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com/MenteSuggeSostanza grafica ed impaginazione: Ivan Rusciano in copertina: Dinamismo, Umberto Boccioni

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Follie In Tricolore
Antologia dellavanguardia poetica italiana

a cura di Ivan Rusciano

a-versi in-versi

Indice
Prefazione Edoardo Sanguineti Scartabello&poesie senza titolo Adriano Spatola Similitudine Cacciatore di mosche Meditazione, alba Senza finestra Tecniche di creazione Majakovskiiiiiiij Senza titolo 29 30 31 32 33 34 38 13

Lorenzo Calogero So come sui rami Erano gli alberi del mattino La levit commosse le cose XII XXXII CXLI La luna, il fiore del limone Il suono a laltezza dei riquadri In pampinne turbe O mutilate ombre Laria grigia esterrefatta Sopra mormorii quadrati Il tempo dellinumidita distanza 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 53

Prefazione
Vi presentiamo in questo volume tre poeti che rappresentano un unicum nella poesia italiana, tre poeti sperimentali, che pi di tutti hanno cercato nuove vie per la poesia in Italia, cosa rara nel nostro paese. Edorardo Sanguineti: Laborintus infatti un testo di riferimento centrale per lo sperimentalismo degli anni sessanta soprattutto se confrontato con la poesia del suo tempo. Esso infatti si presenta come qualcosa di nuovo che apre soluzioni linguistiche e formali sconosciute a quella poesia che, nella seconda met degli anni cinquanta, dopo lo spegnersi del neorealismo si stava orientando verso lantinovecentismo introdotto allinterno della rivista Officina. Sanguineti, nel programma della neoavanguardia, figura centrale per il suo poundismo, per i richiami psicoanalitici dei suoi testi, per il suo plurilinguismo e per quel verso pronto a dilatarsi in un recitativo drammatico dove la soluzione metrica rigorosamente atonale e, si potrebbe dire, gestuale, come scriveva Alfredo Giuliani. La poesia di Laborintus sembra, con la sua accentuata disgregazione dei linguaggi, rifarsi alle esperienze musicali di Luciano Berio o di John Cage e, nellambito pittorico, allinformale Jackson Pollock, Jean Fautrier o Mark Rothko. La

tecnica dellassemblage, utilizzata nella poesia di Sanguineti, presa dallambito pittorico e gli oggetti - segni, tolti dallo spazio in cui erano collocati, acquistano improvvisamente la loro piena autonomia, ingrandendosi a dismisura. Adriano Spatola: un vero personaggio per la grande mole, il vitalismo, il carattere irruento, la creativit, le doti di maieuta, stato una delle figure di maggior rilievo nella cultura letteraria italiana della seconda parte del Novecento. La sua opera poetica e lelaborazione del suo progetto di poesia totale, lo portarono ad inserirsi con autorevolezza nelle vicende delle avanguardie novecentesche, a ripensare a certi assunti del surrealismo e del dadaismo, a partecipare giovanissimo al Gruppo 63, giungendo infine alla concezione della poesia come fatto artistico visivo , gestuale, fonetico oltre che letterario. Lorenzo Calogero: Medico e poeta calabrese del novecento, Leonardo Sinisgalli ebbe a dire nei suoi confronti:Siamo, chiaro, di fronte a una poesia colta che, per, scarta il lusso intellettuale, lenciclopedia, la sublime futilit, si preclude la scoperta fortuita, la generica. [...] Dietro le immagini c sicuramente un sistema, una dottrina di cui sentiamo la suggestione. C unidea dellessere come tremore, terrore, catena di eventi fulminei, rotti, casuali; il poeta arriva a cogliere un soffio, una scintilla e a restituircene qualche similitudine. Questa partecipazione, questa mediazione viene raggiunta quasi a dispetto della sua coscienza: le sue

parole distorte, i suoi nessi incredibili, i suoi lapsus sembrano trascrizione di uno stato di estasi

Ivan Rusciano

Edoardo Sanguineti
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Scartabello
1 le pietruzze e le ghiaiuzze sabbiose, minute e minuziose, sono state, stanotte, il mio sgomento, per me: (a sentirmele in bocca, capirai, internamente rimescolate dalla mia lingua, contro la mia guancia, cos): non cera uno sputare che bastava, per una mia efficace espulsione salivare: come nemmeno, daltra parte, cera un adeguato riparo, nel letto della singola 31, per quella secca e dura mano morta, artritica e distorta, di quella mandrilletta esagitata (di quello scarto da vivisezione), pizzicosa e legnosa, contratta l a tritarmi lanca stanca: 2 voglio delicatamente suggerirmi (e suggerirti), di me, ancora una

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definizione supplementare eccezionale: (eh, passo la vita a definirmi, ahim): io sono un decalcomane verbale: (e verboso): li invidio, i tuoi trasferjbili: ma, per la mia follia collezionisti ca, so gi giovarmi poi di tutto: (scrivo con segni e sogni): lavoro trasponendo (e trasponendomi): 3 allegato n. l: (mon cher ami, come diceva lAchille padre: sto leggendo, come sai, la corrispondenza di Flaubert): je serai le moins possible: (proprio cos, in una lettera a Emest): (e questo si collega strettamente al suo problema del sijamaisje prends une part active au monde): (e al suo precoce programma di dmoralisateur): (siamo tra il 39 e il 41, bada bene): (la famosa congestion au cerveau del 44, soltanto):

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4 il motto che-mi lega e che mi libera, nella presente congiuntura, un farmi una mia piazza pulita, dentro il mio spazio mentale morale: (mentire, pare, in lingua russa, almeno, questo mio dire il superfluo): (e il doppio giuoco che conduco qui): in questa brutta menzogna che qui scarico: (di un mio sublime motto alternativo, parler in una prossima occasione): non ho amato lamore, ma losceno: 5 il filisteo che dorme in me lho addormentato, spero, una buona volta: (lho sedato con apposite tisane, in dosi da cavallo): ti ho preparato qui queste due righe, allora, prima ancora di coricarmi, e te le lascio in cucina, sopra il gas (scusa la fretta, la carta, la noia, la calligrafia), per raccomandarti, domattina, soltanto (chiamami pure, me, verso le 7 e 1/4, al solito), se mi prepari

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il caff, quando ti svegli, di non svegliarlo: (anche se russer da maledetto, quel porco): (e grazie):

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tutto sommato (scrisse), lesistente, in generale (siamo nel 26: siamo nel mese di aprile), una modesta imperfezione: . (modesta, certo, a paragone dellimmenso non esistente, del puro e semplice niente): unirregolarit, una mostruosit: la voce mia cos, la mia scrittura, orribilmente deturpano, lo so (per poco, ancora), la suprema armonia dellagrafia, dellafasia: (gi rinuncio, dislessico, a rileggerrni):

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*
ah (oh), queste miti mammelle di manipolabili manghi (di marmi!): e ah (e oh), questi palpitanti polpacci di papaye palpabili (di pepi!): oh (ah), lubrificabili con calori di colle incolori, con luminescenti liquori di mollissimi mieli, codeste serrature segrete: (queste: inchiodabili con chiavi incarnate, corpose, cremose): e fu un Ruiz, spettabile saggista, la notte di un mercoled, di un 7 giugno, ancora prima chio mi perdessi in salti e in salse e in saune, a pronunciarmi, paterno, per me, queste precise parole: si te aman, no te preoccupes): (lo so che mi hanno amato, ne ho le prove: e non mi sono affatto preoccupato): (che la prova del nove): proprio, la mia moglie, il mio capolavoro: (e questo le fu riferito, a mia moglie): (e mia moglie disse che non ci credeva, lei, che avevo detto cos, io): (ma i testimoni testimoniarono una seconda volta, e una terza): (e, alla fine,

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mia moglie si arresa): (ma disse, ma ridendo, per chiudere: ma sar che ha bevuto, allora, lui, si vede, soltanto):

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la sera di domenica 28, seduto sul velluto, me ne stavo, solingo, in una sala del Caf Diglas, presso un dragone rampante (un ufficiale: cornuto lelmo, argentea la divisa): mi trangugiavo, bollente e salatissima, una Gemiisesuppe, integrata da un pesce ignoto: e ho pensato: ecco che sono qui: sono qui apposta (ho pensato), per pensare che sono qui: (per dirlo a te): (per scriverlo, per te): e adesso, vedi, tutto compiuto: se ti testimoniato con parole, il mio vissuto vero proprio questo

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*
adesso leggo (sono in riva a un lago) i bianchi plurimi graffiti, .su fondo grigio cupo, depositati (con recapiti stradali e telefonici), qui alla foce del Cassarate schiumante, da massaggiatrici improbabili, da studentesse e casalinghe, al solito, da non so quali, mai, femminelle: (e trovo, segnatamente, un PHANTASTISCH, un doppio JAJA, un VND BIST DV, interpuntati da segni esclamativi, tempestati di stelline, di fregi primordiali, di fuochi artificiali): (e: chi mi chiama? mi chiedo): poi scruto un amorino, un trionfale, trionfante nudino, demonico omoerotico, che si costeggia e corteggia, dalluna tela allaltra, in una stessa sala sola, una maddalenotta impenitente, piena di smanie muscolari e pallide:

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ma tutto tanto poco, al paragone, vedi, con il suavium funerario, in cui sta lei, tardiva, che si sfrega sopra un virile cadavere: (e tacita si torce tra due secoli, anzi tra due maledetti, morbidetti millenni, moribonda):

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*
con le quattro tonsille in fermentazione con le trombe con i cadaveri con le sinagoghe devo sostituirti con le stazioni termali con i logaritmi con i circhi equestri con dieci monosillabi che esprimano dolore con dieci numeri brevi che esprimano perturbazioni mettere la polvere nei tuoi denti le pastiglie nei tuoi tappeti aprire le mie sorgenti dentro il tuo antichissimo atlante i tuoi fiori sospender finalmente ai testicoli dei cimiteri ai divani del tuo ingegno intestinale devo con opportunit i tuoi almanacchi dal mio argento escludere i tuoi tamburi dalle mie vesciche il tuo arcipelago dai miei giornali pitagorici piangere la pietra e la pietra e la pietra la pietra ininterrottamente con il ghetto delle immaginazioni

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in supplicazioni sognate di pietra ma pietra che non porta distrazione esplorare i colori della tua lingua come morti vermi mistici di lacrime di pietra ma pietra irrimediabilmente morale il tuo filamento patetico rifiuta le scodelle truccate i corpi ulcerati cos vicini al disfacimento con la lima ispida devo trattare i tuoi alberi del pane devo mangiare il fuoco e la teosofia trattare anche lospedale psichiatrico dei tuoi deserti rocciosi oh pi tollerante di qualche foresta pi nervale di qualsiasi nervo e pertanto scopertamente fibrosa tratto la tua recisione e quando batte le immagini il tuo sputo spasmodico oh esultanza che gli aghi sub specie mortis e adesso il nonparlare il nonpensare il nonpiangere disperatamente parlano pensano piangono durante il ventre della torpedine in ipso nudo amore carnali

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in ipso animae et corporis matrimonio per quale causa vomitano le tuniche intima anima e bastonano lestate e con la coda stimolano il sale e la pioggia?

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*
nella mia vita ho gi visto le giacche, i coleotteri, un inferno stravolto da un Dor, il colera, i colori, il mare, i marmi: e una piazza di Oslo, e il Grand Htel des Palmes, le buste, i busti: ho gi visto il settemmezzo, gli anagrammi, gli ettogrammi, i panettoni, i corsari, i casini, i monumenti a Mazzini, i pulcini, i bambini, Ridolini: ho gi visto i fucilati del 3 maggio (ma riprodotti appena in bianco e nero), i torturati di giugno, i massacrati di settembre, gli impiccati di marzo, di dicembre: e il sesso di mia madre e di mio padre: e il vuoto, e il vero, e il verme inerme, e le terme: ho gi visto il neutrino, il neutrone, con il fotone, con lelettrone (in rappresentanza grafica, schematica): con il pentamerone, con lesamerone: e il sole, e il sale, e il cancro, e Patty Pravo: e Venere, e la cenere: con il mascarpone (o mascherpone), con il mascherone, con

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il mezzocannone: e il mascarpio (lat.) a *manuscarpere: ma adesso che ti ho visto, vita mia, spegnimi gli occhi con due dita e basta:

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Adriano Spatola
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Similitudine
Similitudine il suo viaggio inaspettato provocato da irruente debolezza per la teoria della valvola di sfogo dentro vagoni luridi e impestati da viaggiatori colpiti da incertezza un modo come un altro di lasciarsi andare di cadere e cadere senza precipitare

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Cacciatore di mosche
Immonde sarebbero le concezioni del mondo le macchie arrugginite sulla pelle maculata le stasi della mano posata sul vecchio pacco abbandonato da tempo sullangolo del quadrato in prospettiva aristotelica non molto distante dal concetto perfetto di geometria o impertinenza dellocchio delle mosche in volo nella stanza fosforescente intorno alla pista datterraggio immondo ucciderle senza averne il coraggio

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Meditazione, alba
Quanto di sopportabile un po quasi tutto pozzi ginestre inferriate soli lumache gomme per cancellare bottiglie matite macchina da scrivere leggermente avariata disegni di una mente vagamente incantata sogni balbuzie linguaggio da osteria altro materiale che abbiamo accatastato per evitare di non essere salvato

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Senza Finestra
Lodore dellodore denso e sopportabile vivace con tono alto e isterico dolce negli angoli spesso acuto e penetrante per difficile da riconoscere intatto imbarazzante nervoso pronto per lolfatto per la possibile sua visualizzazione chiuso linferno gli rimane la visione il disinfettante il fermaglio per le stampe limoni gialli cipolle carta consumata la pioggia inesistente e affogata compressa per ora in questi fogli piagati

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Tecniche di Creazione
Similmente si comincia anche dallalto nel punto in cui la sedia si curva oltre dove si nota bene la morbidezza infantile della brezza e dei vecchi venti di mare il loro solito modo un modo di gridare urlare piangere piuttosto perseguitare altri strumenti tutti sono da suonare come la goccia lacqua la placida coscienza la spalliera intagliata con le flaccide vele letichetta da birra con le solite tre mele birra rabbia anche un po di esaltazione cose venute dal miele con qualcosa di fiele Per ogni parola la divisione unica ma dissimile da s e quasi frazionata scivola via perch unta di grasso perch immemore e solitaria o deserta accanto alle unghie curate del sommelier O nei pressi della piegatura del foglio

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che esercita la funzione del tovagliolo del bavaglio incastonato fra le mandibole E il silenzioso incertamente silenzioso nelle sue componenti mal distribuite incerchiate a lenti colpi di tronchese bench la media sia aritmetica e doro nelle forme di sogno incontemplabili Sotto penetrazioni acute sibilanti insopportabili per la saliva e per i quanti o per le altrepresenze rivelate dal testo nellhomo sapiens e nel suo equipaggiamento non sempre funzionale o equidistante In mezzo alla rotazione allaltra sessualit dimostrata dal corpo chiuso del libro nella sua leggenda afferrata dal raffio in un primo piano inquieto e semovente Ah ma la poesia non ha bisogno di niente

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Majakovskiiiiiiij
(esordium) questa estrema dissoluzione sistematicamente portata ai limiti della violenza e fino alle terre del fuoco fino alleccitazione stagnante nel rendimento del ritmo alle catastrofi degli organismi in circolazione casuali nelle citt fagocitate nei corpi incrostati di sale sotto la luna ecchimotica che rotola sopra il biliardo (narratio) con un po di fervore ma ancora variabile per confermare il tutto per confermare lei che ama con insistenza che vegeta ramificata nel vuoto pneumatico del suo racconto la prognosi tattile leccezionale stupefacente chiarezza la domestica peste la febbre in espansione nelluniverso con un po di fervore ma sempre variabile per confermare il tutto per confermare lei che ama con insistenza (partitio) ogni singola parola adesso una tempesta di gesti un riflesso delle sue ribellioni o la piacevole ombra dellalbero che messo in moto si libera dai coleotteri

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il palmipede ossuto lo stimolo ligneo che sagita negli strumenti per lapertura per lenfasi in certi momenti della giornata alle spalle degli animali braccati nello spettacolo esploso degli animali braccati che scivolano nella materia (probatio) un riflesso delle sue ribellioni la piacevole ombra che vegeta ramificata nel vuoto pneumatico del suo racconto leccitazione stagnante nel rendimento del ritmo che vegeta ramificato nel vuoto pneumatico del suo racconto con un po di fervore ma sempre variabile per confermare al palmipede ossuto lo stimolo ligneo che lagita negli strumenti (repetitio) mancano ancora nella composizione le digitali memorie i presupposti marini i parziali giardini i liquidi impulsi le catastrofi degli organismi in sospensione nelluniverso i cavalli castrati che perdono tempo nelle profonde caverne sotto la luna ecchimotica che rotola sopra il biliardo

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alle spalle degli animali braccati nello spettacolo esploso degli animali braccati che scivolano cauti nella materia (peroratio) ogni singola parola stata una tempesta di gesti lalbero che messo in moto si strappato di dosso le foglie la foglia che messa in moto si strappata di dosso le dita il dito che messo in moto si strappato di dosso i cavalli il cavallo che messo in moto si strappato di dosso le unghie ah la prognosi tattile ah la domestica peste con un po di fervore ma il tutto invariabile per confermare il tutto per confermare lei che ama con insistenza

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*
Vieni. Sali con me verso il monte Che sorge dalla nebbia dellalba, in quel fresco profumo di erbe, al di l del torrente, tra i pini. Nel bosco, ora, pulsano umori nuovi: nuovi germogli coprono il sentiero e giocano col sole Di sole sei calda, la luce batte sul tuo corpo. La tua mano scende alle pietre, le accarezza: perch, mentre il vento ti socchiude gli occhi, perch cerchi un contatto con la morte? Le pietre non ricordano vita: c una parte di te che non conosci perch si brucia nellattimo che nasce.

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Lorenzo Calogero
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So come sui rami


So come sui rami larancio si fa doro e, stringendosi languida alla vita, strana la tua presenza accanto, inabitata linesistenza odo. Sleghi scivoli. Non so quale certezza a lastrattezza di visi singoli di amici si propone. Lontanamente si rompe il pane, si detergono fili derba. Luoghi, lunghe file di fughe fredde di tenebre divengono

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Erano gli alberi del mattino


Erano gli alberi del mattino pi stridenti, pi odorosi della scrittura. Io li guardo liquefatto perch tace la terra o pura. Poi si volge la sagoma dellantico declino torbido della vita nella luna. Ruvida non ritorna indietro pi una ruga. giunta allapparato che la sfiora. Con lugubri magie una luce smussa, smussa quanto la siepe dura.

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La lievit commosse le cose


La lievit commosse le cose. Nellinfingardo spazio lacredine scorre, fitto nudo nodo di gioia, e appena mosse le vene e le onde. Pure appariva tardivamente nei giardini entro una foglia una nuda sommit dellessere a poco a poco opaca che si fa nostra e un fiato era vero uno era finto smosso dal velo della memoria in un brivido che ti ricorda.

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XII
...Era la prima cosa ritrovata mobile, gentile come una banderuola o una donna che va sola, dalla gonna corta, pazza. E non portavano un primo palpito o un sospiro le viole. Questo lembo era rapito, rapido di sole.

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XXXII
Tu eri cos vicina alla quiete tua nella pace ferma cittadina che ha la sua lontananza nella nube accesa. Sapevo umiliarmi e stare in continua attesa da quello che meglio dici da questi scarni rami, e fu una vita cortissima, una foresta vastissima quello che tu solevi additarmi; e fu umile quel che resta. Ma si sta meglio dove la vita non pi una seta a parte e tu non potevi pi obliarmi, per quello che solevi novellarmi. E la fonte misera: una parte della nostra parte.

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CXLI
Ma mio piccolo quadrangolo, erba, rose e fiori, un tappeto da lungi sul quadrangolo del tappeto dellerba franata. E tu mia piccola rosa iddio. Forse volgarmente si accende questa mia vita. Tu sei insistentemente...

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La luna, il fiore del limone


La luna, il fiore del limone e il lume, lievi, unincertezza de le labbra, la sabbia, la quiete della sera levigata, fosco punto in alto il paese del tuo candore e, ratta rapita al piede, precipitata ai passi, come i fari il colore dellavvenire, la salvia. Non puoi cadere nel forte odore dei parapetti e come la malva cedere. Assopiti sono i sogni dei poeti. Il canto cieco riemerge o ti angustierai di settembre, la pallida guancia su la palpebra tanto riattesa; e scivola e lungo e glauco era il sentiero.

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Il suono allaltezza dei riquadri


Il suono a laltezza dei riquadri e questo inarcarsi al sommo, rivolte in alto impietosite le mani. Le madri ebbero ali di sonno e volto di rugiade, concavi scarlatti veli daria i piani. E questo musicale non essere quando passo, quando tocco, quando sfioro ragionevolmente rivolto alle nuvole. Trasvola inesperta lanima. Cave onde fluiscono da canne nella nebbia che sannoia e, persino quando belt nuda al suo fianco dal suo buio sarrende, isole verdi appaiono appena presaga realt di sogno.

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In pampinee turbe
In pampinee turbe la piaggia sorridente, londa del sole ravvolta in purpurea effigie di schiere nascenti o nascosta, sale in voli trepidi daria o sconvolta.

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O mutilate ombre
O mutilate ombre, denso silenzio chera mio dove lerba prima della vita rara si colse, e si frastagliarono i giorni e non furono pi che un pallido ritorno delle cose prime. Cos fu stanca lanima, i tuoi sorrisi immensi non specchiarono pi il mio tremore, questa cosa scialba, opaca, corrosa dal mio amore che fa bianca unala.

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Laria grigia esterrefatta


Laria grigia esterrefatta nel solo suo volo si trattiene e non so rupe o paesaggio cos prossimo alla morte come quello di essere solo nella nudit delle sue vene, nella densit della terra in cui erro da sempre. So molte cose ma con prova e con gioia. Lerba non mormora pi alla triste sua radice, mossa dalla velocit aerea del sonno che dentro se stesso gi si serra. Laria non pu pi muoversi o un uomo non pi solo. Sempre pi dentro a se stesso innanzi a uno specchio solo informe opaco si difende. Un astro era di puro vetro, un nastro era dargento.

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Sopra mormorii quadrati


Sopra mormorii quadrati, di onda in onda, sopra una vetta antica perduta, di gennaio, i tuoi sogni sono oggi esigui. Nubi dense appaiono e non fu pi che sogno, una vanit che lievemente oscilla dentro le tue mani modiche. Un sapore esse avevano di neve che teneramente internamente brilla.

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Il tempo dellinumidita distanza


Il tempo della inumidita distanza dentro lanima ignuda, sia o no un ritmo sensitivo di una danza, ora so. Sola stellante vicissitudine dei pensieri bagnati dalla grazia. Qualcosa avanza senza nome, senza speranza di essere mai lugubre o qualcosa. Hai freddo trepido alle labbra.

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