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Nel linguaggio comune, un robot un'apparecchiatura artificiale che compie determ inate azioni in base ai comandi che gli

i vengono dati e alle sue funzioni, sia in base ad una supervisione diretta dell'uomo, sia autonomamente basandosi su line e guida generali, magari usando processi di intelligenza artificiale; questi com piti tipicamente dovrebbero essere eseguiti al fine di sostituire o coadiuvare l 'uomo, come ad es. nella fabbricazione, costruzione, manipolazione di materiali pesanti e pericolosi, o in ambienti proibitivi o non compatibili con la condizio ne umana o semplicemente per liberare l'uomo da impegni. Un robot cos definito dovrebbe essere dotato di connessioni guidate dalla retroaz ione tra percezione e azione, e non dal controllo umano diretto. L'azione pu pren dere la forma di motori elettro-magnetici, o attuatori, che muovono un arto, apr ono e chiudono una pinza, o fanno deambulare il robot. Il controllo passo-passo e la retroazione sono forniti da un programma che viene eseguito da un computer esterno o interno al robot, o da un microcontroller. In base a questa definizion e, il concetto di robot pu comprendere quasi tutti gli apparati automatizzati. In alternativa, il termine robot viene usato per indicare un essere artificiale, un automa o androide, che replichi e somigli ad un animale (reale o immaginario ) o ad un uomo. Il termine ha finito per essere applicato a molte macchine che s ostituiscono direttamente un umano o un animale, nel lavoro o nel gioco. In ques to modo, un robot pu essere visto come un tentativo di biomimica. L'antropomorfis mo forse ci che ci rende cos riluttanti a riferirci a una moderna e complessa lava trice, come a un robot. Comunque, nella comprensione moderna, il termine implica un grado di autonomia che escluderebbe molte macchine automatiche dal venire ch iamate robot. Si tratta di una ricerca per robot sempre pi autonomi, il che il ma ggiore obiettivo della ricerca robotica e il motivo che guida gran parte del lav oro sull'intelligenza artificiale. Origine del termine robot Brano estratto da R.U.R. di Karel Capek Il vecchio Rossum, grande filosofo, [ ] cerc di imitare con una sintesi chimica la sostanza viva detta protoplasma finch un bel giorno scopr una sostanza il cui comp ortamento era del tutto uguale a quello della sostanza viva sebbene presentasse una differente composizione chimica, era l'anno 1932 [ ]. Per esempio, poteva otte nere una medusa con il cervello di Socrate oppure un lombrico lungo cinquanta me tri. Ma poich non aveva nemmeno un pochino di spirito, si ficc in testa che avrebb e fabbricato un normale vertebrato addirittura l'uomo. [ ] Doveva essere un uomo, visse tre giorni completi. Il vecchio Rossum non aveva un briciolo di gusto. Que l che fece era terribile. Ma dentro aveva tutto quello che ha un uomo. Davvero, un lavoro proprio da certosino. E allora venne l'ingegner Rossum, il nipote del vecchio. Una testa geniale. Appena vide quel che stava facendo il vecchio, disse : assurdo fabbricare un uomo in dieci anni. Se non lo fabbricherai pi rapidamente della natura, ce ne possiamo benissimo infischiare di tutta questa roba. [ ] Gli bast dare un'occhiata all'anatomia per capire subito che si trattava d'una cosa t roppo complicata e che un buon ingegnere l'avrebbe realizzata in modo pi semplice . [ ] Quale operaio migliore dal punto di vista pratico? quello che costa meno. Qu ello che ha meno bisogni. Il giovane Rossum invent l'operaio con il minor numero di bisogni. Dovette semplificarlo. Elimin tutto quello che non serviva direttamen te al lavoro. Insomma, elimin l'uomo e fabbric il Robot. Il termine robot deriva dal termine ceco robota, che significa lavoro pesante o lavoro forzato (al plurale in ceco roboty, mentre in italiano invariabile). L'in troduzione di questo termine si deve allo scrittore ceco Karel Capek, il quale u s per la prima volta il termine nel 1920 nel suo dramma teatrale I robot universa li di Rossum. In realt non fu il vero inventore della parola, la quale infatti gl i venne suggerita dal fratello Josef, scrittore e pittore cubista, il quale avev a gi affrontato il tema in un suo racconto del 1917, Opilec (L'ubriacone), nel qu

ale per aveva usato il termine automat, automa. La diffusione del romanzo di Kare l, molto popolare sin dalla sua uscita, serv a dare fama al termine robot. Il termine non solo della lingua ceca, infatti parole simili (derivate dalla ste ssa radice) esistono in varie lingue slave: robota significa lavoro anche in pol acco, ed in russo ed ucraino rabota; in polacco esiste anche il termine robotnik , operaio, mentre il verbo robic significa fare. Anche se i robot di Capek erano uomini artificiali organici, la parola robot vie ne oggi quasi sempre usata per indicare un uomo meccanico. Il termine androide ( dal greco anr, andrs, uomo, e che quindi pu essere tradotto a forma d'uomo) pu esser e usato in entrambi i casi, mentre un cyborg (organismo cibernetico o uomo bioni co) indica una creatura che combina parti organiche e meccaniche (uomo bionico). Il termine robotica venne usato per la prima volta (su carta stampata) nel racco nto di Isaac Asimov intitolato Bugiardo! (Liar!, 1941), presente nella sua famos a raccolta Io, Robot. In esso, egli citava le tre regole della robotica, che in seguito divennero le Tre leggi della robotica (poi accresciute a quattro con l'i ntroduzione della Legge Zero). L'idea di persone artificiali risale almeno all'antica leggenda di Cadmo, che se ppell dei denti di drago che si trasformarono in soldati; e al mito di Pigmalione , la cui statua di Galatea prese vita. Nella mitologia classica, il deforme dio del metallo (Vulcano o Hephaestus) cre dei servi meccanici, che andavano dalle in telligenti damigelle dorate a pi utilitaristici tavoli a tre gambe che potevano s postarsi di loro volont. La leggenda ebraica ci parla del Golem, una statua di ar gilla, animata dalla magia cabalistica. Nell'estremo Nord canadese e nella Groen landia occidentale, le leggende Inuit raccontano di Tupilaq (o Tupilak), che pu e ssere creato da uno stregone per dare la caccia e uccidere un nemico. Usare un T upilaq per questo scopo pu essere un'arma a doppio taglio, in quanto una vittima abbastanza ferrata in stregoneria pu fermare un Tupilaq e riprogrammarlo per cerc are e distruggere il suo creatore. Il primo progetto documentato di un robot umanoide venne fatto da Leonardo da Vi nci attorno al 1495. Degli appunti di Da Vinci, riscoperti negli anni cinquanta, contengono disegni dettagliati per un cavaliere meccanico, che era apparentemen te in grado di alzarsi in piedi, agitare le braccia e muovere testa e mascella. Il progetto era probabilmente basato sulle sue ricerche anatomiche registrate ne ll'Uomo vitruviano. Non si sa se tent o meno di costruire il robot (vedi: Automa cavaliere di Leonardo). Il primo robot funzionante conosciuto venne creato nel 1738 da Jacques de Vaucan son, che fabbric un androide che suonava il flauto, cos come un'anatra meccanica c he, secondo le testimonianze, mangiava e defecava. Nel racconto breve di E.T.A. Hoffmann L'uomo di sabbia (1817) compariva una donna meccanica a forma di bambol a, nel racconto Storia filosofica dei secoli futuri (1860) Ippolito Nievo indic l 'invenzione dei robot (da lui chiamati 'omuncoli', 'uomini di seconda mano' o 'e sseri ausiliari') come l'invenzione pi notevole della storia dell'umanit, e in Ste am Man of the Prairies (1865) Edward S. Ellis espresse l'affascinazione american a per l'industrializzazione. Giunse un'ondata di storie su automi umanoidi, che culmin nell'Uomo elettrico di Luis Senarens, nel 1885. Una volta che la tecnologia avanz al punto che la gente intravedeva delle creatur e meccaniche come qualcosa pi che dei giocattoli, la risposta letteraria al conce tto di robot riflett le paure che gli esseri umani avrebbero potuto essere rimpia zzati dalle loro stesse creazioni. Frankenstein (1818), che viene spesso definit o il primo romanzo di fantascienza, divenuto un sinonimo di questa tematica. Qua ndo il dramma di Capek, R.U.R., introdusse il concetto di una catena di montaggi o operata da robot che costruivano altri robot, il tema prese delle sfumature po litiche e filosofiche, ulteriormente disseminate da film classici come Metropoli

s (1927), il popolare Guerre stellari (1977), Blade Runner (1982) e Terminator ( 1984). Nella introduzione al suo romanzo Abissi d'acciaio, Asimov ha detto di avere fat to in tale serie "Il primo uso della parola robotica nella storia del mondo, per quanto ne so."