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CIRCOLARE N.

3/DF

Roma, 18 maggio 2012

DELLECONOMIA E DELLE FINANZE


DIPARTIMENTO DELLE FINANZE DIREZIONE
FEDERALISMO FISCALE

MINISTERO

PROT. N. 9485/2012

OGGETTO: Imposta municipale propria (IMU). Anticipazione sperimentale. Art. 13 del D.L. 6 dicembre 2011, n. 201, convertito dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214. Chiarimenti.

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Sommario
1. 2. 3. 4. LOGGETTO DELLIMU ................................................................................................. 3 IL PRESUPPOSTO IMPOSITIVO .................................................................................... 4 I SOGGETTI PASSIVI ..................................................................................................... 5 LA BASE IMPONIBILE ................................................................................................... 5 4.1 4.2 4.3 4.4 5. 6. Fabbricati iscritti in catasto ......................................................................................... 6 Fabbricati classificabili nel gruppo catastale D ............................................................ 6 Terreni ........................................................................................................................ 7 Aree fabbricabili ......................................................................................................... 7

LE ALIQUOTE ................................................................................................................. 9 LABITAZIONE PRINCIPALE E LE RELATIVE PERTINENZE ................................. 10 6.1 6.2 6.3 Le disposizioni relative agli ex coniugi ..................................................................... 16 Anziani e disabili che acquisiscono la residenza in istituti di ricovero e cittadini italiani non residenti nel territorio dello Stato ....................................................................... 18 La detrazione per gli immobili delle cooperative edilizie a propriet indivisa e degli IACP ........................................................................................................................ 19 La definizione di coltivatore diretto e di imprenditore agricolo professionale ............ 20 Le agevolazioni applicabili ai terreni agricoli ............................................................ 22 I fabbricati rurali ....................................................................................................... 25

7.

LE DISPOSIZIONI DELLIMU PER IL SETTORE AGRICOLO................................... 20 7.1 7.2 7.3

8. 9.

LE AGEVOLAZIONI E LE ESENZIONI ...................................................................... 29 LA QUOTA DELLIMU RISERVATA ALLO STATO .................................................. 35 10.1 Le modalit del versamento dellIMU ....................................................................... 36 10.2 Il versamento dellIMU per lanno 2012 ................................................................... 39 10.3 Il versamento dellIMU per lanno 2012 per labitazione principale e per le relative pertinenze ................................................................................................................. 43 10.4 Il versamento dellIMU per lanno 2012 per i fabbricati rurali strumentali ................ 52 10.5 Il versamento dellIMU per lanno 2012 per i fabbricati rurali non censiti ................. 54

10. IL VERSAMENTO ......................................................................................................... 36

11. LA DICHIARAZIONE.................................................................................................... 55 12. LINDEDUCIBILIT DELLIMU .................................................................................. 56 13. RAPPORTI TRA LIMU E LE IMPOSTE SUI REDDITI ............................................... 56 14. LACCERTAMENTO E LA RISCOSSIONE.................................................................. 57 15. LINVIO DEI REGOLAMENTI E DELLE DELIBERE DI APPROVAZIONE DELLE ALIQUOTE..................................................................................................................... 63

1.

LOGGETTO DELLIMU Lart. 13 del D.L. 6 dicembre 2011, n. 201, convertito dalla legge 22 dicembre 2011, n.

214, ha anticipato in via sperimentale listituzione dellimposta municipale propria (IMU) di cui allart. 8 del D. Lgs. 14 marzo 2011, n. 23. Il comma 1 del citato art. 13 stabilisce che la nuova imposta applicata in tutti i comuni del territorio nazionale dallanno 2012 e fino al 2014, in base agli artt. 8 e 9 del D. Lgs. n. 23 del 2011, in quanto compatibili, mentre lapplicazione a regime di detta imposta fissata a decorrere dallanno 2015. LIMU, a norma del comma 1 del citato art. 8 del D. Lgs. n. 23 del 2011, sostituisce limposta comunale sugli immobili (ICI) e, per la componente immobiliare, limposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF) e le relative addizionali dovute in riferimento ai redditi fondiari concernenti i beni non locati, per i cui rapporti con lIMU si rinvia al paragrafo 13. Si deve, innanzitutto, precisare che la locuzione beni non locati ricomprende sia i fabbricati sia i terreni; per cui, detti immobili rientrano nelloggetto dellimposta non solo nel caso in cui non risultino locati ma anche in quello in cui non siano affittati. Tale affermazione trova il suo fondamento nel necessario coordinamento che deve essere effettuato tra lart. 8, comma 1, in commento ed il comma 9 del successivo art. 9, in cui si fa un generico riferimento agli immobili, senza distinguere tra fabbricati e terreni. In merito al passaggio dallICI allIMU, occorre attirare, preliminarmente, lattenzione sulla circostanza che lart. 13 del D. L. n. 201 del 2011, nel delineare la disciplina del nuovo tributo, ha espressamente richiamato soltanto alcune delle disposizioni concernenti la disciplina dellICI, che data non solo dalle norme contenute nel decreto istitutivo dellimposta comunale - D. Lgs. 30 dicembre 1992, n. 504 - ma anche da quelle intervenute successivamente sul tributo, previste da altri provvedimenti legislativi. Si deve rilevare, inoltre, che il comma 1 del citato art. 13 del D. L. n. 201 del 2011, ritiene applicabili gli artt. 8 e 9 del D. Lgs. n. 23 del 2011, in quanto compatibili; per cui, il vaglio di compatibilit deve essere effettuato esclusivamente con le norme del D. Lgs. n. 23 del 2011 e non con quelle del D. Lgs. n. 504 del 1992. In tale contesto, si deve anche richiamare il comma 13 dellart. 13 del D. L. n. 201 del 2011, il quale stabilisce, tra laltro, che resta ferma la disposizione recata dallart. 14, comma 6 del D. Lgs. n. 23 del 2011, secondo la quale confermata la potest regolamentare in materia di entrate degli enti locali di cui allart. 52 del D. Lgs. 15 dicembre 1997, n. 446. Va precisato che lattuale formulazione dellart. 14, comma 6, in commento il frutto della modifica apportata

dallart. 4, comma 1, del D. L. 2 marzo 2012, n. 16, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 aprile 2012, n. 44. La precedente versione della norma prevedeva, invece, il richiamo anche allart. 59 del D. Lgs. n. 446 del 1997, relativo alla potest regolamentare in materia di ICI, disposizione che, quindi, non pu trovare applicazione per lIMU. Va, comunque, ribadito che ai fini IMU il potere conferito dallart. 52 del D. Lgs. n. 446 del 1997, deve essere coordinato con la disciplina del nuovo tributo che pone dei limiti stringenti alla potest regolamentare, soprattutto in considerazione della previsione della riserva della quota erariale di cui al comma 11 dellart. 13 del D. L. n. 201 del 2011.

2.

IL PRESUPPOSTO IMPOSITIVO Lart. 13, comma 2, del D. L. n. 201 del 2011, prevede che il presupposto impositivo

dellIMU costituito dal possesso di qualunque immobile, ivi comprese labitazione principale e le pertinenze della stessa. In questa nuova accezione devono, quindi, essere ricondotti anche, ad esempio, i terreni incolti. Il richiamo effettuato dal citato art. 13, comma 2, allart. 2 del D. Lgs. n. 504 del 1992, inteso, infatti, al solo scopo di mantenere anche ai fini IMU le definizioni che risultavano gi utilizzate ai fini ICI, e cio: a) per fabbricato si intende lunit immobiliare iscritta o che deve essere iscritta nel catasto edilizio urbano, considerandosi parte integrante del fabbricato larea occupata dalla costruzione e quella che ne costituisce pertinenza; il fabbricato di nuova costruzione soggetto allimposta a partire dalla data di ultimazione dei lavori di costruzione ovvero, se antecedente, dalla data in cui comunque utilizzato; b) per area fabbricabile si intende larea utilizzabile a scopo edificatorio in base agli strumenti urbanistici generali o attuativi ovvero in base alle possibilit effettive di edificazione determinate secondo i criteri previsti agli effetti dellindennit di espropriazione per pubblica utilit. Si deve precisare che concorre a completare tale definizione lart. 36, comma 2, del D. L. 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, il quale stabilisce che unarea da considerare fabbricabile se utilizzabile a scopo edificatorio in base allo strumento urbanistico generale adottato dal comune, indipendentemente dallapprovazione della regione e dalladozione di strumenti attuativi del medesimo. Occorre tenere presente che lart. 13, comma 2, del D. L. n. 201 del 2011, richiama lagevolazione di cui allart. 2 del D. Lgs. n. 504 del 1992, e al contempo specifica i soggetti

beneficiari della stessa. Pertanto, non sono considerati fabbricabili i terreni posseduti e condotti dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali di cui allart. 1 del D. Lgs. 29 marzo 2004, n. 99, iscritti nella previdenza agricola - per la cui definizione si rinvia al paragrafo 7.1 - sui quali persiste lutilizzazione agro-silvo-pastorale mediante lesercizio di attivit dirette alla coltivazione del fondo, alla silvicoltura, alla funghicoltura e allallevamento di animali; c) per terreno agricolo, infine, si intende il terreno adibito allesercizio delle attivit indicate nellart. 2135 del codice civile.

3.

I SOGGETTI PASSIVI Lart. 9, comma 1, del D. Lgs. n. 23 del 2011, cui fa rinvio lart. 13, comma 1, del D.L.

n. 201 del 2011, stabilisce che sono soggetti passivi: a) il proprietario di fabbricati, aree fabbricabili e terreni a qualsiasi uso destinati, compresi quelli strumentali o alla cui produzione o scambio diretta lattivit dellimpresa; il titolare del diritto reale di usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi, superficie sugli stessi. Si richiama lattenzione sul comma 12-quinquies dellart. 4 del D. L. n. 16 del 2012, in base al quale, ai soli fini dellIMU, lex coniuge affidatario della casa coniugale si intende in ogni caso titolare di un diritto di abitazione, la cui illustrazione svolta al paragrafo 6.1; b) il concessionario nel caso di concessione di aree demaniali; c) il locatario per gli immobili, anche da costruire o in corso di costruzione, concessi in locazione finanziaria. Il locatario soggetto passivo a decorrere dalla data della stipula e per tutta la durata del contratto 1.

4.

LA BASE IMPONIBILE Lart. 13, comma 3, del D. L. n. 201 del 2011, stabilisce che la base imponibile

dellIMU costituita dal valore dellimmobile determinato ai sensi dellart. 5, commi 1, 3, 5 e 6 del D. Lgs. n. 504 del 1992, e dellart. 13, commi 4 e 5 del D. L. n. 201 del 2011.

Tale disciplina si applica anche agli immobili da costruire o in corso di costruzione oggetto dei contratti di leasing stipulati antecedentemente allentrata in vigore della legge 23 luglio 2009, n. 99.

4.1

Fabbricati iscritti in catasto Il comma 4 dello stesso art.13 prevede che per i fabbricati iscritti in catasto il valore

costituito da quello ottenuto applicando allammontare delle rendite risultanti in catasto, vigenti al 1 gennaio dellanno di imposizione, rivalutate del 5%, ai sensi dellart. 3, comma 48, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, i seguenti moltiplicatori: 160 per i fabbricati classificati nel gruppo catastale A e nelle categorie catastali C/2, C/6 e C/7, con esclusione della categoria catastale A/10; 140 per i fabbricati classificati nel gruppo catastale B e nelle categorie catastali C/3, C/4 e C/5; 80 per i fabbricati classificati nelle categorie catastali A/10 e D/5; 60 per i fabbricati classificati nel gruppo catastale D, ad eccezione dei fabbricati classificati nella categoria catastale D/5; tale moltiplicatore elevato a 65 a decorrere dal 1 gennaio 2013; 55 per i fabbricati classificati nella categoria catastale C/1.

4.2

Fabbricati classificabili nel gruppo catastale D Per i fabbricati classificabili nel gruppo catastale D, non iscritti in catasto, interamente

posseduti da imprese e distintamente contabilizzati, lart. 5, comma 3 del D. Lgs. n. 504 del 1992, stabilisce che fino allanno nel quale i fabbricati stessi sono iscritti in catasto con attribuzione di rendita, il valore determinato alla data di inizio di ciascun anno solare ovvero, se successiva, alla data di acquisizione ed costituito dallammontare, al lordo delle quote di ammortamento, che risulta dalle scritture contabili, applicando per ciascun anno di formazione dello stesso, i coefficienti aggiornati ogni anno con decreto del Ministero delleconomia e delle finanze che, per lanno 2012, stato emanato in data 5 aprile 2012. Il citato art. 5, comma 3, del D. Lgs. n. 504 del 1992, stabilisce, inoltre, che, in caso di locazione finanziaria, il locatore o il locatario possono esperire la procedura di cui al regolamento adottato con decreto del Ministro delle finanze del 19 aprile 1994, n. 701, con conseguente determinazione del valore del fabbricato sulla base della rendita proposta, a decorrere dal 1 gennaio dellanno successivo a quello nel corso del quale tale rendita stata annotata negli atti catastali. In mancanza di rendita proposta, il valore determinato sulla base delle scritture contabili del locatore, il quale obbligato a fornire tempestivamente al locatario tutti i dati necessari per il calcolo.

Tale norma stata oggetto di numerosi contrasti interpretativi che sono stati risolti dalle Sezioni Unite della Corte di Cassazione che, nella sentenza n. 3160 del 9 febbraio 2011, hanno affermato il principio di diritto secondo cui con riferimento alla base imponibile dei fabbricati non iscritti in catasto, posseduti da imprese e distintamente contabilizzati, il D. Lgs. 30 dicembre 1992, n. 504, art. 5, comma 3, ha previsto, fino alla attribuzione della rendita catastale, un metodo di determinazione della base imponibile collegato alle iscrizioni contabili valido fino a che la richiesta di attribuzione della rendita non viene formulata dal contribuente: dal momento in cui fa la richiesta egli, invece, pur applicando ormai in via precaria il metodo contabile, diventa titolare di una situazione giuridica nuova derivante dalladesione al sistema generale della rendita catastale, sicch pu avere il dovere di pagare una somma maggiore (ove intervenga un accertamento in tal senso) o pu avere il diritto a pagare una somma minore ed a chiedere il relativo rimborso nei termini di legge. Pertanto, come affermano le SS.UU., nonostante lindubbia influenza del tenore testuale della norma, il momento che segna il passaggio dal criterio di determinazione della base imponibile fondato sui valori contabili al criterio catastale quello della richiesta di attribuzione della rendita mediante lesperimento della procedura di cui al D. M. n. 701 del 1994.

4.3

Terreni Il comma 5 dello stesso art. 13, stabilisce che il valore dei terreni agricoli, nonch di

quelli non coltivati, posseduti e condotti da coltivatori diretti e da imprenditori agricoli professionali iscritti nella previdenza agricola (IAP), costituito da quello ottenuto applicando allammontare del reddito dominicale risultante in catasto, vigente al 1 gennaio dellanno di imposizione, rivalutato del 25 %, ai sensi dellart. 3, comma 51, della legge n. 662 del 1996, un moltiplicatore pari a 110. Il successivo comma 8-bis prevede unulteriore agevolazione che sar esaminata nel paragrafo 7.2 dedicato ai soggetti in questione. Per gli altri terreni agricoli, nonch per quelli non coltivati, si applica il medesimo procedimento di calcolo, ma il moltiplicatore da considerare pari a 135. 4.4 Aree fabbricabili Per le aree fabbricabili, lart. 5, comma 5, del D. Lgs. n. 504 del 1992, dispone che la base imponibile data dal valore venale in comune commercio al 1 gennaio dellanno di imposizione, avendo riguardo:

alla zona territoriale di ubicazione; allindice di edificabilit; alla destinazione duso consentita; agli oneri per eventuali lavori di adattamento del terreno necessari per la costruzione; ai prezzi medi rilevati sul mercato dalla vendita di aree aventi analoghe caratteristiche. In altre parole, ai fini della determinazione della base imponibile in materia di aree

fabbricabili, occorre tener conto degli elementi individuati dalla norma citata a cui il contribuente deve attenersi per la quantificazione del valore dellarea. Occorre ricordare che lart. 31, comma 20, della legge 27 dicembre 2002, n. 289, dispone che I comuni, quando attribuiscono ad un terreno la natura di area fabbricabile, ne danno comunicazione al proprietario a mezzo del servizio postale con modalit idonee a garantirne leffettiva conoscenza da parte del contribuente. In sostanza, la norma ha il fine di fornire le garanzie procedimentali poste a tutela del contribuente assurte a principio generale dellordinamento tributario ad opera dellart. 6 della legge 27 luglio 2000, n. 212, che ha stabilito in maniera generalizzata lobbligo di informazione a carico del comune, ogni qual volta ci si trovi di fronte ad ogni fatto o circostanza dai quali possa derivare il mancato riconoscimento di un credito ovvero lirrogazione di una sanzione a carico del soggetto interessato. In merito agli aspetti operativi, si ritiene che lente locale possa disciplinare autonomamente la procedura adottando lo schema pi confacente alla propria organizzazione. Bisogna, comunque, tener presente che, in caso di mancata comunicazione dellintervenuta edificabilit dellarea, si applica lart. 10, comma 2, della legge n. 212 del 2000, il quale, a tutela dellaffidamento e della buona fede del contribuente, prevede che non sono irrogate sanzioni n richiesti interessi moratori al contribuente, qualora egli si sia conformato a indicazioni contenute in atti dellamministrazione finanziaria, ancorch successivamente modificate dallamministrazione medesima, o qualora il suo comportamento risulti posto in essere a seguito di fatti direttamente conseguenti a ritardi, omissioni od errori dellamministrazione stessa. Il comma 6 dellart. 5, del D. Lgs. n. 504 del 1992, richiamato dallart. 13 del D. L. n. 201 del 2011, prevede, infine, che, in caso di utilizzazione edificatoria dellarea, di demolizione di fabbricato, di interventi di recupero a norma dellart. 31, comma 1, lett. c), d) ed e), della legge 5 agosto 1978, n. 457 - fattispecie ora disciplinate dallart. 3 del D.P.R. 6 giugno 2001 n. 380, recante il Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia - la base imponibile costituita dal valore dellarea, la quale considerata fabbricabile anche in

deroga a quanto stabilito nellart. 2 dello stesso D. Lgs. n. 504 del 1992, senza computare il valore del fabbricato in corso dopera, fino alla data di ultimazione dei lavori di costruzione, ricostruzione o ristrutturazione ovvero, se antecedente, fino alla data in cui il fabbricato costruito, ricostruito o ristrutturato comunque utilizzato.

5.

LE ALIQUOTE Lart. 13, comma 6, del D. L. n. 201 del 2011, stabilisce che laliquota di base

dellimposta pari allo 0,76%. I comuni con deliberazione del consiglio comunale, adottata ai sensi dellart. 52 del D. Lgs. n. 446 del 1997, possono modificare, in aumento o in diminuzione, laliquota di base sino a 0,3 punti percentuali. Occorre precisare che sia il limite minimo sia quello massimo costituiscono dei vincoli invalicabili da parte del comune, il quale, nellesercizio della sua autonomia regolamentare, pu esclusivamente manovrare le aliquote, differenziandole sia nellambito della stessa fattispecie impositiva, sia allinterno del gruppo catastale, con riferimento alle singole categorie. Si deve, comunque, sottolineare che la manovrabilit delle aliquote deve essere sempre esercitata nel rispetto dei criteri generali di ragionevolezza e non discriminazione. Il legislatore, nel riconoscere la facolt di manovrare le aliquote nel rispetto dei citati limiti, ha voluto salvaguardare al contempo la quota del gettito riservata allo Stato e un gettito al comune seppur minimo. Una conferma di tale finalit rinvenibile proprio nel comma 9-bis dellart. 13 del D. L. n. 201 del 2011, che ha espressamente concesso ai comuni la facolt di ridurre laliquota di base fino allo 0,38 per cento per i fabbricati costruiti e destinati dallimpresa costruttrice alla vendita. Oltre alla previsione generale sopra esaminata che consente ai comuni di modificare in aumento o in diminuzione laliquota di base sino a 0,3 punti percentuali, lart. 13, del D. L. n. 201 del 2011, prevede una serie di fattispecie per le quali, come si vedr pi dettagliatamente in seguito, stabilita lapplicazione di unaliquota agevolata che pu essere, a scelta del comune, ulteriormente modificata. E il caso dellabitazione principale e delle relative pertinenze, dei fabbricati rurali strumentali. Nellipotesi, invece, degli immobili non produttivi di reddito fondiario ai sensi dellart. 43 del TUIR, ovvero degli immobili posseduti dai soggetti passivi IRES e degli immobili locati, il legislatore ha previsto la possibilit di ridurre ulteriormente laliquota.

6.

LABITAZIONE PRINCIPALE E LE RELATIVE PERTINENZE Nel presupposto impositivo dellIMU ricompreso anche il possesso dellabitazione

principale e delle relative pertinenze. Conseguentemente, lart. 13, comma 14, lett. a), del D. L. n. 201 del 2011, ha abrogato lart. 1 del D. L. 27 maggio 2008, n. 93, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 luglio 2008, n. 126, che aveva introdotto, per gli immobili in discorso, lesenzione dallICI. Rispetto a quanto previsto per lICI, la definizione di abitazione principale presenta dei profili di novit. Infatti, lart. 13, comma 2, del D. L. n. 201 del 2011, stabilisce che per abitazione principale si intende limmobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unit immobiliare, nel quale il possessore e il suo nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente. Nel caso in cui i componenti del nucleo familiare abbiano stabilito la dimora abituale e la residenza anagrafica in immobili diversi situati nel territorio comunale, le agevolazioni per labitazione principale e per le relative pertinenze in relazione al nucleo familiare si applicano per un solo immobile. Dalla lettura della norma emerge, innanzitutto, che labitazione principale deve essere costituita da una sola unit immobiliare iscritta o iscrivibile in catasto a prescindere dalla circostanza che sia utilizzata come abitazione principale pi di una unit immobiliare distintamente iscritta in catasto. In tal caso, le singole unit immobiliari vanno assoggettate separatamente ad imposizione, ciascuna per la propria rendita. Pertanto, il contribuente pu scegliere quale delle unit immobiliari destinare ad abitazione principale, con applicazione delle agevolazioni e delle riduzioni IMU per questa previste; le altre, invece, vanno considerate come abitazioni diverse da quella principale con lapplicazione dellaliquota deliberata dal comune per tali tipologie di fabbricati. Il contribuente non pu, quindi, applicare le agevolazioni per pi di una unit immobiliare, a meno che non abbia preventivamente proceduto al loro accatastamento unitario. La disposizione in questione consente di superare per lIMU, in maniera inequivocabile, i contrasti interpretativi tra prassi e giurisprudenza sorti in materia di ICI 2. Laltro aspetto di novit consiste nel fatto che per abitazione principale si deve intendere limmobile nel quale il possessore e il suo nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente. In altri termini, il legislatore ha innanzitutto voluto collegare i
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Nella risoluzione n. 6 del 7 maggio 2002, lAmministrazione finanziaria aveva interpretato la questione nel senso confermato dalla norma in commento, mentre, la Corte di Cassazione, facendo riferimento alle situazioni di fatto, nella sentenza n. 25902 del 29 ottobre 2008, ha sostenuto che il concetto di abitazione principale non risulta necessariamente connesso a quello di unit immobiliare iscritta o che deve essere iscritta nel catasto edilizio, e, pertanto, aveva consentito di applicare le agevolazioni per labitazione principale alle unit immobiliari utilizzate concretamente come abitazione principale dellimmobile nel suo complesso.

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benefici dellabitazione principale e delle sue pertinenze al possessore e al suo nucleo familiare e, in secondo luogo, ha voluto unificare il concetto di residenza anagrafica e di dimora abituale, individuando come abitazione principale solo limmobile in cui le condizioni previste dalla norma sussistono contemporaneamente, ponendo fine, anche in questo caso, alle problematiche applicative che sulla questione hanno interessato lICI. La disposizione in commento precisa, inoltre, che, nel caso in cui i componenti del nucleo familiare abbiano stabilito la dimora abituale e la residenza anagrafica in immobili diversi situati nel territorio comunale, laliquota e la detrazione per labitazione principale e per le relative pertinenze devono essere uniche per nucleo familiare indipendentemente dalla dimora abituale e dalla residenza anagrafica dei rispettivi componenti. Lo scopo di tale norma quello di evitare comportamenti elusivi in ordine allapplicazione delle agevolazioni per labitazione principale, e, quindi, la norma deve essere interpretata in senso restrittivo, soprattutto per impedire che, nel caso in cui i coniugi stabiliscano la residenza in due immobili diversi nello stesso comune, ognuno di loro possa usufruire delle agevolazioni dettate per labitazione principale e per le relative pertinenze. Se, ad esempio, nellimmobile in compropriet fra i coniugi, destinato allabitazione principale, risiede e dimora solo uno dei coniugi - non legalmente separati - poich laltro risiede e dimora in un diverso immobile, situato nello stesso comune, lagevolazione non viene totalmente persa, ma spetta solo ad uno dei due coniugi. Nellipotesi in cui sia un figlio a dimorare e risiedere anagraficamente in altro immobile ubicato nello stesso comune, e, quindi, costituisce un nuovo nucleo familiare, il genitore perde solo leventuale maggiorazione della detrazione. Il legislatore non ha, per, stabilito la medesima limitazione nel caso in cui gli immobili destinati ad abitazione principale siano ubicati in comuni diversi, poich in tale ipotesi il rischio di elusione della norma bilanciato da effettive necessit di dover trasferire la residenza anagrafica e la dimora abituale in un altro comune, ad esempio, per esigenze lavorative. Per quanto riguarda la definizione delle pertinenze dellabitazione principale, lart. 13, comma 2, del D. L. n. 201 del 2011, stabilisce che per pertinenze dellabitazione principale si intendono esclusivamente quelle classificate nelle categorie catastali C/2, C/6 e C/7, nella misura massima di ununit pertinenziale per ciascuna delle categorie catastali indicate, anche se iscritte in catasto unitamente allunit ad uso abitativo. Sulla base del chiaro dettato normativo, possono intendersi quali pertinenze soltanto le unit immobiliari accatastate nelle categorie:

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C/2: magazzini e locali di deposito; cantine e soffitte se non unite allunit immobiliare abitativa; C/6: stalle, scuderie, rimesse, autorimesse; C/7: tettoie. Il contribuente pu considerare come pertinenza dellabitazione principale soltanto

ununit immobiliare per ciascuna categoria catastale, fino ad un massimo di tre pertinenze appartenenti ciascuna ad una categoria catastale diversa, espressamente indicata dalla norma. Rientra nel limite massimo delle tre pertinenze anche quella che risulta iscritta in catasto unitamente allabitazione principale. Entro il suddetto limite il contribuente ha la facolt di individuare le pertinenze per le quali applicare il regime agevolato. Se, per esempio, possiede 3 pertinenze di cui una cantina accatastata come C/2 e due garages classificati come C/6, sar lo stesso contribuente ad individuare fra questi ultimi la pertinenza da collegare allabitazione principale. Se, per, la cantina risulta iscritta congiuntamente allabitazione principale, il contribuente deve applicare le agevolazioni previste per tale fattispecie solo ad altre due pertinenze di categoria catastale diversa da C/2, poich in questultima rientrerebbe la cantina iscritta in catasto congiuntamente allabitazione principale. Le eventuali ulteriori pertinenze sono assoggettate allaliquota ordinaria. Bisogna anche tenere conto dellevenienza in cui due pertinenze, di solito la soffitta e la cantina, siano accatastate unitamente allunit ad uso abitativo. In tale caso, in base alle norme tecniche catastali, la rendita attribuita allabitazione ricomprende anche la redditivit di tali porzioni immobiliari non connesse. Pertanto, poich dette pertinenze, se fossero accatastate separatamente, sarebbero classificate entrambe in categoria C/2, per rendere operante la disposizione in esame, si ritiene che il contribuente possa usufruire delle agevolazioni per labitazione principale solo per unaltra pertinenza classificata in categoria catastale C/6 o C/7. I comuni non possono intervenire con una disposizione regolamentare in ordine allindividuazione delle pertinenze e tale affermazione avvalorata dallabrogazione ad opera dellart. 13, comma 14, lett. b), del D. L. n. 201 del 2011, della lett. d), comma 1, dellart. 59 del D. Lgs. n. 446 del 1997, che consentiva agli enti locali, nellesercizio della potest regolamentare, di considerare parti integranti dellabitazione principale le sue pertinenze, ancorch distintamente iscritte in catasto. Le eventuali pertinenze eccedenti il numero di tre sono, ovviamente, assoggettate allaliquota ordinaria. In tal modo, il legislatore ha fornito chiarezza su un aspetto che nel

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passato ha causato diversi problemi applicativi garantendo un uniforme trattamento normativo su tutto il territorio nazionale. In merito allindividuazione delle pertinenze, occorre precisare che la Corte di Cassazione nella sentenza n. 25127 del 30 novembre 2009, ha affermato che ai sensi dellart. 817 c.c., sono pertinenze le cose destinate in modo durevole a servizio o ad ornamento di unaltra cosa e, pertanto, ai fini dellattribuzione della qualit di pertinenza occorre basarsi sul criterio fattuale e cio sulla destinazione effettiva e concreta della cosa al servizio od ornamento di unaltra, secondo la relativa definizione contenuta nellart. 817 c.c. (Cass. 19161/2004) In materia fiscale, attesa la indisponibilit del rapporto tributario, la prova dellasservimento pertinenziale, che grava sul contribuente (quando, come nella specie, ne derivi una tassazione attenuata) deve essere valutata con maggior rigore rispetto alla prova richiesta nei rapporti di tipo privatistico. Se la scelta pertinenziale non giustificata da reali esigenze (economiche estetiche, o di altro tipo), non pu avere valenza tributaria, perch avrebbe lunica funzione di attenuare il prelievo fiscale, eludendo il precetto che impone la tassazione in ragione della reale natura del cespite. 3 Lart. 13, comma 7, del D. L. n. 201 del 2011, fissa direttamente laliquota da applicare allabitazione principale e alle relative pertinenze allo 0,4%. I comuni possono, comunque, intervenire su detta aliquota aumentandola o diminuendola sino a 0,2 punti percentuali. Ci significa che la misura dellaliquota per labitazione principale e le relative pertinenze pu essere elevata fino allo 0,6 % e pu essere diminuita fino allo 0,2 %. Si ritiene che, analogamente a quanto stato precisato nel paragrafo 5, dedicato alle aliquote, al comune riconosciuta la potest di diversificare le aliquote allinterno dei limiti minimi e massimi stabiliti dalla legge nel rispetto dei criteri generali di ragionevolezza e non discriminazione. Per gli immobili in questione, lart. 13, comma 10, del D. L. 201 del 2011, riconosce una detrazione pari a 200 per il periodo durante il quale si protrae tale destinazione; inoltre, se lunit immobiliare adibita ad abitazione principale da pi soggetti passivi, la detrazione spetta a ciascuno di essi in egual misura e proporzionalmente al periodo per il quale la destinazione stessa si verifica. In sede di conversione del D. L. n. 201 del 2011, stato stabilito che per gli anni 2012 e 2013, la detrazione di 200 maggiorata di 50 per ciascun figlio di et non superiore a 26 anni, a condizione che lo stesso dimori abitualmente e risieda anagraficamente nellunit
3

La simulazione di un vincolo di pertinenza, ai sensi dellart. 817 c.c., al fine di ottenere un risparmio fiscale va, dunque, inquadrato nella pi ampia categoria dellabuso di diritto (v. Cass. SS.UU. 30055/2008).

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immobiliare adibita ad abitazione principale. La maggiorazione non pu superare 400 e, pertanto, limporto complessivo della detrazione e della maggiorazione non pu risultare superiore a 600. Si deve precisare che il diritto alla maggiorazione spetta fino al compimento del ventiseiesimo anno di et, per cui si decade dal beneficio dal giorno successivo a quello in cui si verifica levento. Limporto di tale ulteriore beneficio, costituendo una maggiorazione della detrazione, si calcola con le stesse regole di questultima e, quindi, in misura proporzionale al periodo in cui persiste il requisito che d diritto alla maggiorazione stessa. A questo proposito, si deve chiarire che, in caso di nascita di un figlio, per computare un mese occorre che la nascita si sia verificata da almeno 15 giorni. Ad esempio, se la nascita avviene il 15 marzo, allora, il mese di marzo deve essere computato nel calcolo della maggiorazione. Se, invece, il figlio nasce, ad esempio, il 17 marzo, non si potr tenere conto di tale mese. Se si prende in considerazione il caso del compimento del 26 anno di et, per potere computare il mese nel calcolo della maggiorazione occorre che levento si verifichi dal 15 giorno in poi. Per cui se il figlio compie i 26 anni il 14 marzo, allora la maggiorazione non spetter per quel mese e per il calcolo della stessa si potranno prendere in considerazione esclusivamente i mesi di gennaio e di febbraio, periodo durante il quale si protratto il requisito richiesto dalla norma. Nellipotesi in cui, invece, levento si verifichi il 15 marzo, allora la maggiorazione spetter anche per il mese in questione. Si ritiene che la detrazione e la maggiorazione devono essere, altres, rapportate ai mesi dellanno nei quali si sono verificate le condizioni richieste dalla norma e, come illustrato negli esempi appena riportati, il mese durante il quale il possesso dei requisiti in parola si protratto per almeno quindici giorni computato per intero. Tra le condizioni per godere della maggiorazione non ricompreso quella del figlio fiscalmente a carico, in quanto non vi unespressa disposizione normativa al riguardo e i comuni non possono neppure introdurla attraverso lesercizio della potest regolamentare di cui allart. 52 del D. Lgs. n. 446 del 1997. Sempre in merito al calcolo della maggiorazione in questione si possono esemplificare anche altri casi pratici concernenti aspetti diversi:

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coniugi proprietari ciascuno al 50% dellabitazione principale in cui risiedono anagraficamente e dimorano anche i due figli di entrambi, di et non superiore a 26 anni: a ciascun coniuge spetta la maggiorazione di 50 euro;

proprietario al 25% dellabitazione principale in cui risiede anagraficamente e dimora abitualmente insieme alla moglie, non proprietaria, e al figlio di entrambi di et non superiore a 26 anni: al proprietario spetta la maggiorazione di 50 euro, a prescindere dal fatto che il proprietario sia tale solo al 25%;

proprietario al 100% dellabitazione principale, in cui residente anagraficamente e dimora anche abitualmente il figlio della convivente: la maggiorazione non spetta; conviventi proprietari al 50% dellabitazione principale, in cui residente anagraficamente e dimora abitualmente anche il figlio della convivente di et non superiore a 26 anni: la maggiorazione di 50 euro spetta, ovviamente, solo alla madre proprietaria dellimmobile;

proprietario al 100% dellabitazione principale in cui sono residenti anagraficamente e dimorano abitualmente anche la convivente e due figli di cui, per, solo uno di entrambi i soggetti menzionati e laltro della sola convivente: in questo caso la maggiorazione di 50 euro spetta al proprietario, limitatamente al figlio di entrambi, purch di et non superiore a 26 anni;

conviventi proprietari al 50% dellabitazione principale, in cui risiedono anagraficamente e dimorano abitualmente anche due figli di et non superiore a 26 anni di cui, per, solo uno di entrambi i soggetti menzionati e laltro della sola convivente: in questo caso ad entrambi i comproprietari spetta la maggiorazione di euro 25 ciascuno per il figlio di entrambi, mentre alla convivente spetta anche la maggiorazione di 50 euro per il proprio figlio, per un importo complessivo di euro 75;

proprietaria al 100% dellabitazione principale, in cui risiedono anagraficamente e dimorano abitualmente anche la figlia di anni 23 e la figlia di questultima: in tale fattispecie, alla proprietaria spetta la sola maggiorazione di 50 euro per la figlia di et inferiore ai 26 anni;

proprietaria al 75% dellabitazione principale, in cui risiedono anagraficamente e dimorano abitualmente anche la figlia di anni 23, proprietaria al 25% della stessa abitazione e la figlia di questultima di 2 anni: in tale ipotesi, ad entrambe le proprietarie spetta la maggiorazione di 50 euro, ciascuna per la propria figlia;

proprietario al 100% dellabitazione principale in cui sono residenti anagraficamente e dimorano abitualmente anche la convivente e tre figli di et non superiore a 26 anni di cui,

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per, solo uno di entrambi i soggetti menzionati e gli altri due rispettivamente dei singoli soggetti: in tale ipotesi il proprietario ha diritto a due maggiorazioni di 50 euro di cui una per il figlio di entrambi ed una per il proprio figlio, per un importo complessivo di 100 euro; proprietario al 75% dellabitazione principale in cui sono residenti anagraficamente e dimorano abitualmente anche la convivente proprietaria al 25% della stessa abitazione principale e tre figli di et non superiore a 26 anni di cui, per, solo uno di entrambi i soggetti menzionati e gli altri due rispettivamente dei singoli soggetti: in tale ipotesi ad entrambi i proprietari spettano due maggiorazioni di cui per una di 50 euro per il proprio figlio e una di 25 euro per il figlio di entrambi, per un importo complessivo di euro 75 per ciascuno; proprietaria al 50% dellabitazione principale in cui risiedono anagraficamente e dimorano abitualmente anche il figlio di 38 anni, proprietario al 50% della stessa abitazione principale, la moglie di questultimo e il figlio di entrambi di 4 anni: in questo caso, ovvio che alla proprietaria non spetta alcuna maggiorazione essendo il figlio di et superiore ai 26 anni; mentre a questultimo spetta la maggiorazione di 50 euro per il proprio figlio. I comuni non possono variare limporto della maggiorazione prevista per i figli. La norma prevede, invece, che i comuni possono aumentare limporto della detrazione di 200, fino a concorrenza dellimposta dovuta, nel rispetto dellequilibrio di bilancio. Tale facolt pu essere esercitata anche limitatamente a specifiche fattispecie meritevoli di tutela, fermi restando, ovviamente, i criteri generali di ragionevolezza e non discriminazione. Nel solo caso in cui il comune abbia disposto laumento della detrazione fino a concorrenza dellimposta dovuta, il comma 10 dellart. 13 del D. L. n. 201 del 2011, prevede che lo stesso ente non possa fissare unaliquota superiore a quella ordinaria per le unit immobiliari tenute a disposizione.

6.1

Le disposizioni relative agli ex coniugi Il comma 12-quinquies dellart. 4 del D. L. n. 16 del 2012, stabilisce che ai soli fini

dellapplicazione dellIMU lassegnazione della casa coniugale al coniuge, disposta a seguito di provvedimento di separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio, si intende in ogni caso effettuata a titolo di diritto di abitazione.

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Tale norma introduce una novit nel panorama dellIMU, poich prevedendo che lassegnazione della ex casa coniugale fa sorgere in ogni caso un diritto di abitazione nei confronti del coniuge assegnatario della stessa, ne riconosce la soggettivit passiva in via esclusiva. E, quindi, solo allex coniuge, in quanto soggetto passivo, che spettano le agevolazioni previste per labitazione principale e per le relative pertinenze, concernenti laliquota ridotta, la detrazione e la maggiorazione per i figli di et non superiore a 26 anni, in relazione alle quali si dovranno seguire le regole generali. La disposizione ha innovato il precedente regime stabilito dallart. 13, comma 10, ultimo periodo, del D. L. n. 201 del 2011, in base al quale le agevolazioni per labitazione principale e per le relative pertinenze trovavano applicazione anche nei confronti delle fattispecie di cui allart. 6, comma 3-bis, del D. Lgs. n. 504 del 1992, in virt del quale il soggetto passivo che, a seguito di provvedimento di separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio, non risultava assegnatario della casa coniugale, poteva considerare detta unit immobiliare come abitazione principale, purch non fosse titolare del diritto di propriet o di altro diritto reale su un immobile destinato ad abitazione situato nello stesso comune ove era ubicata la casa coniugale. Dalla lettura delle norme appena riportate emerge inequivocabilmente che la disposizione contenuta nel comma 12-quinquies dellart. 4 del D. L. n. 16 del 2012, essendo intervenuta successivamente a quella disposta dallultimo periodo del comma 10 dellart. 13 del D. L. n. 201 del 2011, e regolando in maniera diversa la soggettivit passiva della fattispecie in commento, ha reso incompatibile la disposizione di cui allart. 13, comma 10, ultimo periodo, del D. L. n. 201 del 2011, che, dunque, ai sensi dellart. 15 delle disposizioni sulla legge in generale, risulta tacitamente abrogata. Il nuovo assetto normativo comporta che le agevolazioni inerenti labitazione principale e le relative pertinenze sono riconosciute al coniuge assegnatario della ex casa coniugale, in quanto titolare del diritto di abitazione ex art. 4, comma 12-quinquies del D. L. n 16 del 2012, il quale deve, quindi, assolvere ai relativi obblighi tributari. In particolare, si precisa che lIMU deve essere versata per il suo intero ammontare dal coniuge assegnatario anche se non proprietario della ex casa coniugale, il quale pu usufruire sia dellaliquota ridotta stabilita per labitazione principale sia dellintera detrazione prevista per detto immobile, nonch della maggiorazione di 50 per ciascun figlio di et non superiore a 26 anni, a condizione che lo stesso dimori abitualmente e risieda anagraficamente nellunit immobiliare adibita ad abitazione principale.

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Il riconoscimento da parte del legislatore della titolarit del diritto di abitazione in capo al coniuge assegnatario dellimmobile destinato ad ex casa coniugale, comporta che sul relativo importo non viene computata la quota di imposta riservata allo Stato di cui al comma 11 dellart. 13 del D.L. n. 201 del 2011.

6.2

Anziani e disabili che acquisiscono la residenza in istituti di ricovero e cittadini italiani non residenti nel territorio dello Stato Il citato art. 13, comma 10, stabilisce, a seguito delle modifiche intervenute ad opera

dellart. 4 del D. L. n. 16 del 2012, che i comuni possono considerare direttamente adibita ad abitazione principale lunit immobiliare posseduta a titolo di propriet o di usufrutto da anziani o disabili che acquisiscono la residenza in istituti di ricovero o sanitari a seguito di ricovero permanente, a condizione che la stessa non risulti locata, nonch lunit immobiliare posseduta dai cittadini italiani non residenti nel territorio dello Stato a titolo di propriet o di usufrutto in Italia, a condizione che non risulti locata. La norma prevede che i comuni, nellambito della propria potest regolamentare, possono estendere alle unit immobiliari in questione lo stesso trattamento previsto per labitazione principale, vale a dire aliquota ridotta, detrazione e maggiorazione per i figli. Per quanto riguarda lestensione delle agevolazioni previste per gli anziani e i disabili che acquisiscono la residenza in istituti di ricovero o sanitari a seguito di ricovero permanente, occorre sottolineare che nulla cambiato rispetto allICI, poich continua ad essere attribuita al comune la facolt di considerare abitazione principale limmobile posseduto da tali soggetti. Si deve precisare che nelle fattispecie previste dalla norma sopra riportata - anziani, disabili, nonch i cittadini italiani non residenti nel territorio dello Stato - la maggiorazione di 50 euro prevista per i figli di et non superiore a 26 anni, si applica solo nel caso in cui gli stessi dimorino abitualmente e risiedano anagraficamente nellimmobile oggetto della disposizione di favore, in virt del chiaro disposto del comma 10 dellart. 13 del D. L. 201 del 2011, che fa riferimento allunit immobiliare adibita ad abitazione principale. Il riconoscimento da parte del legislatore della possibilit per i comuni di considerare direttamente adibita ad abitazione principale lunit immobiliare posseduta da anziani e disabili e dai cittadini italiani residenti allestero, comporta che, nel caso in cui venga esercitata tale facolt, sullimposta da versare non deve essere computata la quota riservata allo Stato di cui al comma 11 dellart. 13 del D.L. n. 201 del 2011, poich questultima norma esclude espressamente dallanzidetta quota labitazione principale e le relative pertinenze.

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Si ritiene che, alla luce delle modifiche appena illustrate, introdotte nel comma 10 dellart. 13 del D. L. n. 201 del 2011, abbia perso di significato, relativamente alle fattispecie in esame, la disposizione presente nel comma 11, secondo cui le detrazioni e le riduzioni di aliquota deliberate dai comuni non si applicano alla quota di imposta riservata allo Stato. Infatti, detta norma appariva in linea con la precedente formulazione della disposizione contenuta nel comma 10 dellart. 13 del D. L. n. 201 del 2011, la quale stabiliva solo, senza fare riferimento allabitazione principale, che i comuni potessero prevedere lapplicazione dellaliquota ridotta per labitazione principale e per le relative pertinenze e la detrazione agli immobili posseduti dagli anziani e dai disabili che acquisiscono la residenza in istituti di ricovero o sanitari a seguito di ricovero permanente. Verificandosi tale ipotesi, la detrazione e laliquota ridotta non avrebbero, comunque, avuto effetto ai fini della determinazione della quota di imposta riservata allo Stato, sulla base di quanto stabilito dal comma 11 dellart. 13 del D. L. n. 201 del 2011. Le modifiche intervenute ad opera dellart. 4 del D. L. n. 16 del 2012, hanno privato di significato questultima disposizione, poich lattuale comma 10 dellart. 13 del D. L. n. 201 del 2011, prevede che possa essere considerata direttamente adibita ad abitazione principale quella posseduta dagli anziani, dai disabili e dai cittadini italiani residenti allestero. Occorre, infine, sottolineare che non viene pi riproposta per lIMU la possibilit di assimilare ad abitazione principale limmobile dato in uso gratuito a parenti in linea retta o collaterale stabilendo il grado di parentela, con conseguente applicazione dello stesso regime agevolativo previsto per labitazione principale, di cui allart. 59, comma 1, lett. e) del D. Lgs. n. 446 del 1997, ormai abrogata. Del tutto privo di significato appare il richiamo effettuato nellultima parte del comma 10 dellart. 13 del D. L. n. 201 del 2011, ai soggetti di cui allarticolo 3, comma 56 della legge 23 dicembre 1996, n. 662, poich la fattispecie rientra in quella che stata espressamente disciplinata dalla norma introdotta dallart. 4 del D. L. n. 16 del 2012, illustrata in questo paragrafo.

6.3

La detrazione per gli immobili delle cooperative edilizie a propriet indivisa e degli IACP Lart. 13, comma 10 prevede, altres, che la detrazione per abitazione principale si

applica anche alle unit immobiliari individuate dallart. 8, comma 4, del D. Lgs. n. 504 del 1992, vale a dire:

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le unit immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie a propriet indivisa adibite ad abitazione principale dei soci assegnatari; gli alloggi regolarmente assegnati dagli Istituti autonomi per le case popolari (IACP).

Occorre precisare che la disposizione in materia di detrazione di cui allart. 13, comma 10, del D.L. n. 201 del 2011, deve intendersi applicabile anche agli enti di edilizia residenziale pubblica, comunque denominati, aventi le stesse finalit degli IACP, istituiti in attuazione dellart. 93 del D. P. R. 24 luglio 1977, n. 616. E appena il caso di accennare che tutti i soggetti sopra richiamati possono beneficiare della sola detrazione e non dellaliquota ridotta e della maggiorazione per i figli, trattandosi di immobili posseduti da persone giuridiche. Tuttavia, si sottolinea che il comma 9, dellart. 13 del D.L. n. 201 del 2011, prevede che i comuni possono ridurre laliquota fino allo 0,4 % nel caso di immobili posseduti da soggetti passivi IRES, tra i quali rientrano anche i soggetti in commento. A proposito delle unit immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie a propriet indivisa adibite ad abitazione principale dei soci assegnatari e degli alloggi regolarmente assegnati dagli IACP e altri istituti comunque denominati, lart. 13, comma 10, del D. L. n. 201 del 2011, prevede che per tali fattispecie non si applicano la riserva della quota di imposta a favore dello Stato e il comma 17 dello stesso art. 13.

7.

LE DISPOSIZIONI DELLIMU PER IL SETTORE AGRICOLO Ai fini dellapplicazione della disciplina dellIMU sperimentale nei confronti dei

soggetti che operano in agricoltura, necessario effettuare le seguenti precisazioni.

7.1

La definizione di coltivatore diretto e di imprenditore agricolo professionale Per la definizione di coltivatore diretto occorre evidenziare che il codice civile inquadra

tale figura nella categoria dei piccoli imprenditori di cui allart. 2083, senza darne una definizione chiara e generale, ad eccezione del riferimento operato dallart. 1647 al soggetto che coltiva il fondo col lavoro prevalentemente proprio o di persone della sua famiglia. Inoltre, dalle leggi speciali 4 emergono diverse definizioni di carattere settoriale dalle quali
4

Le norme di carattere speciale che richiamano la nozione di coltivatore diretto possono essere individuate nelle seguenti:

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possono, comunque, evincersi degli elementi comuni ai fini di una nozione onnicomprensiva e, precisamente, il fatto che il soggetto si dedichi direttamente e abitualmente alla coltivazione del fondo, con lavoro proprio o della sua famiglia, e che la sua forza lavorativa non sia inferiore ad un terzo di quella complessiva richiesta dalla normale conduzione del fondo. Per quanto riguarda, invece, la definizione di imprenditore agricolo professionale (IAP), iscritto nella previdenza agricola, le norme sullIMU rinviano allart. 1 del D. Lgs. n. 99 del 2004, il quale individua tale soggetto in colui che dedica alle attivit agricole di cui allart. 2135 del codice civile, direttamente o in qualit di socio di societ, almeno il 50% del proprio tempo di lavoro complessivo e che ricava dalle attivit medesime almeno il 50% del reddito globale da lavoro 5. Lo stesso art. 1 al comma 3, stabilisce che la qualifica di IAP possa essere riconosciuta anche alle societ di persone, cooperative e di capitale, anche a scopo consortile, qualora lo statuto preveda come oggetto sociale lesercizio esclusivo delle attivit agricole di cui allart. 2135 del codice civile e che siano in possesso dei seguenti requisiti: nel caso di societ di persone qualora almeno un socio sia in possesso della qualifica di imprenditore agricolo professionale. Per le societ in accomandita la qualifica si riferisce ai soci accomandatari (lettera a);

art. 6 della legge 3 maggio 1982, n. 203, secondo il quale ai fini della presente legge sono affittuari coltivatori diretti

Il comma 1 dellart. 1 del D. Lgs. n. 99 del 2004, precisa, inoltre, che dal reddito globale di lavoro sono escluse le pensioni di ogni genere, gli assegni ad esse equiparati, le indennit e le somme percepite per lespletamento di cariche pubbliche, ovvero in associazioni ed altri enti operanti nel settore agricolo. Nel caso delle societ di persone e cooperative, ivi incluse le cooperative di lavoro, l'attivit svolta dai soci nella societ, in presenza dei requisiti di conoscenze e competenze professionali, tempo lavoro e reddito di cui al primo periodo, idonea a far acquisire ai medesimi la qualifica di imprenditore agricolo professionale e al riconoscimento dei requisiti per i soci lavoratori. Nel caso di societ di capitali, l'attivit svolta dagli amministratori nella societ, in presenza dei predetti requisiti di conoscenze e competenze professionali, tempo lavoro e reddito, idonea a far acquisire ai medesimi amministratori la qualifica di imprenditore agricolo professionale. Per l'imprenditore che operi nelle zone svantaggiate di cui all'articolo 17 del regolamento (CE) n. 1257/1999, i requisiti di cui al presente comma sono ridotti al 25%.

coloro che coltivano il fondo con il lavoro proprio e della propria famiglia, semprech tale forza lavorativa costituisca almeno un terzo di quella occorrente per le normali necessit di coltivazione del fondo, tenuto conto, agli effetti del computo delle giornate necessarie per la coltivazione del fondo stesso, anche dell'impiego delle macchine agricole; art. 2 della legge 26 ottobre 1957, n. 1047, il quale prevede che agli effetti della presente legge, sono considerati coltivatori diretti i proprietari, gli affittuari, gli enfiteuti e gli usufruttuari, i miglioratari, gli assegnatari, i pastori e gli altri comunque denominati che direttamente e abitualmente si dedicano alla manuale coltivazione dei fondi o all'allevamento ed al governo del bestiame; art. 2 della legge 9 gennaio 196, n. 9 a norma del quale condizione per il diritto all'assicurazione di invalidit e vecchiaia per i coltivatori diretti, mezzadri e coloni e per quello alla assicurazione di malattia per i coltivatori diretti che l'effettiva prestazione di lavoro del nucleo familiare non sia inferiore ad un terzo di quella occorrente per le normali necessit delle coltivazioni del fondo e per l'allevamento ed il governo del bestiame; art. 31 della legge 26 maggio 1965, n. 590, in base al quale sono coltivatori diretti coloro che direttamente ed abitualmente si dedicano alla coltivazione dei fondi ed all'allevamento ed al governo del bestiame, semprech la complessiva forza lavorativa del nucleo familiare non sia inferiore ad un terzo di quella occorrente per la normale necessit della coltivazione del fondo e per l'allevamento ed il governo del bestiame.

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nel caso di societ di capitali o cooperative, quando almeno un amministratore che sia anche socio per le societ cooperative sia in possesso della qualifica di imprenditore agricolo professionale (lettera c). Ai fini del riconoscimento alle societ della qualifica di IAP necessaria, per,

lulteriore condizione rinvenibile nello stesso art. 1, comma 5-bis, del D. Lgs. n. 99 del 2004, in base al quale limprenditore agricolo professionale persona fisica, anche ove socio di societ di persone o cooperative, ovvero amministratore di societ di capitali, deve iscriversi nella gestione previdenziale ed assistenziale per lagricoltura. Ai soci lavoratori di cooperative si applica lart. 1, comma 3, della legge 3 aprile 2001, n. 142. Il riconoscimento della qualifica di IAP alla societ avviene, pertanto, solo nel caso in cui: lo statuto della societ preveda lesercizio esclusivo delle attivit agricole di cui allart. 2135 del codice civile, ricorrano i requisiti di cui al comma 3 dellart. 1 del D. Lgs. n. 99 del 2004 ed i soggetti di cui al predetto comma 3 siano iscritti nella gestione previdenziale ed assistenziale per lagricoltura. Detto inquadramento logico-sistematico della materia ha come conseguenza quella per cui non pi possibile limitare la nozione di IAP alle sole persone fisiche, conclusione avvalorata dalla circostanza che lart. 59 non pi richiamato dallart. 14, comma 6, del D. Lgs. n. 23 del 2011. Lart. 59, infatti, al comma 1, lett. a), prevedeva che i comuni potessero stabilire ulteriori condizioni ai fini dell'applicazione delle disposizioni del secondo periodo della lettera b) del comma 1 dell'art. 2 del D. Lgs. n. 504 del 1992, riguardante i terreni considerati non fabbricabili, anche con riferimento alla quantit e qualit di lavoro effettivamente dedicato all'attivit agricola da parte dei soggetti di cui al comma 2 dell'articolo 58 e del proprio nucleo familiare.

7.2

Le agevolazioni applicabili ai terreni agricoli Si gi anticipato che lart. 13, comma 5, del D. L. n. 201 del 2011, prevede un

moltiplicatore ridotto, pari a 110, diverso da quello ordinario, pari a 135, per i terreni agricoli, nonch per quelli non coltivati, posseduti e condotti dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali iscritti nella previdenza agricola. Si deve ritenere che la locuzione nonch per quelli non coltivati assume, nel contesto della disposizione in commento, la finalit di rendere applicabile il moltiplicatore di 110 anche nel caso in cui il terreno deve essere lasciato a riposo - ed quindi non coltivato - in applicazione delle tecniche agricole (cosiddetto set aside). 22

Le stesse considerazioni, per uniformit di disciplina, valgono ai fini del riconoscimento dellagevolazione disposta dal comma 8-bis dellart. 13 del D. L. n. 201 del 2011, di seguito illustrata. Per quanto riguarda le agevolazioni previste dalla disciplina dellIMU per i coltivatori diretti e gli IAP, iscritti nella previdenza agricola, si devono ricordare le disposizioni contenute nellart. 13 del D. L. n. 201 del 2011, che: al comma 2, richiama lagevolazione di cui allart. 2 del D. Lgs. n. 504 del 1992, ed al contempo specifica i soggetti beneficiari della stessa. In base a tali disposizioni non sono considerati fabbricabili i terreni posseduti e condotti dai coltivatori diretti e dagli IAP, iscritti nella previdenza agricola, sui quali persiste l'utilizzazione agro-silvopastorale mediante l'esercizio di attivit dirette alla coltivazione del fondo, alla silvicoltura, alla funghicoltura ed all'allevamento di animali. Si deve, inoltre, precisare che nellipotesi in cui il terreno posseduto da due soggetti ma condotto da uno solo, che abbia comunque i requisiti sopra individuati, lagevolazione in discorso si applica a tutti i comproprietari. Tale assunto si ricava dalla giurisprudenza costante della Corte di Cassazione (si veda fra tutte la sentenza n. 15566 del 30 giugno 2010), la quale ha statuito che ricorrendo tali presupposti, il terreno soggiace allimposta in relazione al suo valore catastale, dovendosi prescindere dalla sua obiettiva potenzialit edilizia. La considerazione, in questi casi, dell'area come terreno agricolo ha quindi carattere oggettivo e, come tale, si estende a ciascuno dei contitolari dei diritti dominicali. Ci in quanto la persistenza della destinazione del fondo a scopo agricolo integra una situazione incompatibile con la possibilit del suo sfruttamento edilizio e tale incompatibilit, avendo carattere oggettivo, vale sia per il comproprietario coltivatore diretto che per gli altri comunisti; al comma 8-bis, stabilisce che i terreni agricoli posseduti da coltivatori diretti e IAP, iscritti nella previdenza agricola, purch dai medesimi condotti, sono soggetti allimposta limitatamente alla parte di valore eccedente euro 6.000 e con le seguenti riduzioni: a) del 70 per cento dellimposta gravante sulla parte di valore eccedente i predetti euro 6.000 e fino a euro 15.500; b) del 50 per cento dellimposta gravante sulla parte di valore eccedente euro 15.500 e fino a euro 25.500; c) del 25 per cento dellimposta gravante sulla parte di valore eccedente euro 25.500 e fino a euro 32.000. 23

Si deve argomentare che, nel caso in cui il coltivatore diretto o IAP, iscritto nella previdenza agricola, possiede e conduce pi terreni, le riduzioni devono essere calcolate proporzionalmente al valore dei terreni posseduti nei vari comuni e devono essere rapportate al periodo dellanno in cui sussistono le condizioni richieste dalla norma e alla quota di possesso. Si deve, altres, precisare che trattandosi di agevolazioni che hanno natura soggettiva devono applicarsi per intero sullimponibile calcolato in riferimento alla corrispondente porzione di propriet del soggetto passivo che coltiva direttamente il fondo. Da quanto argomentato possibile dedurre che se il terreno agricolo posseduto e condotto da tutti i soggetti passivi, il beneficio fiscale spetta ad ognuno di essi proporzionalmente alla relativa quota di propriet dellimmobile. Nellipotesi, invece, in cui i soggetti passivi non siano tutti conduttori del fondo, lagevolazione si applica soltanto a coloro che possiedono i requisiti richiesti dalla norma e lagevolazione deve essere ripartita proporzionalmente alle quote di propriet dei singoli soggetti passivi che coltivano il terreno, cos come laddove il comproprietario che coltiva il fondo fosse uno soltanto di essi, a lui spetterebbe per intero lagevolazione in questione. A coloro che non conducono il fondo, invece, non spetta il beneficio fiscale in questione e, pertanto, lIMU dovuta da questi ultimi deve essere calcolata seguendo le normali modalit di determinazione del tributo. Lagevolazione in questione ha effetto anche ai fini del calcolo della quota di imposta riservata allo Stato. Le agevolazioni fin qui descritte non possono ritenersi applicabili nellipotesi in cui il terreno viene concesso in affitto, perch si perde il requisito richiesto dalla norma secondo cui il terreno deve essere posseduto e condotto dal coltivatore diretto o dallo IAP, iscritto nella previdenza agricola. Le uniche ipotesi in cui tale regola non opera sono quelle previste per i terreni incolti, gi illustrata, e quella in cui le persone fisiche, coltivatori diretti e IAP, iscritti nella previdenza agricola, abbiano costituito una societ di persone alla quale hanno concesso in affitto o in comodato il terreno di cui mantengono il possesso ma che, in qualit di soci, continuano a coltivare direttamente. Detta conclusione discende dallapplicazione dellart. 9 del D. Lgs. 18 maggio 2001, n. 228, il quale stabilisce che ai soci delle societ di persone esercenti attivit agricole, in possesso della qualifica di coltivatore diretto o di imprenditore agricolo a titolo principale, continuano ad essere riconosciuti e si applicano i diritti e le 24

agevolazioni tributarie e creditizie stabiliti dalla normativa vigente a favore delle persone fisiche in possesso delle predette qualifiche. Vale, infine, la pena di accennare allesenzione di cui alla lett. h) dellart. 7 del D. Lgs. n. 504 del 1992, applicabile allIMU, concernente i terreni agricoli ricadenti in aree montane o di collina delimitate ai sensi dellart. 15 della legge 27 dicembre 1977, n. 984, di cui si tratter in prosieguo nella parte relativa alle agevolazioni ed alle esenzioni.

7.3

I fabbricati rurali I fabbricati rurali sia ad uso abitativo sia strumentali allesercizio dellattivit agricola

rientrano nel campo di applicazione dellIMU. Infatti, lart. 13, comma 14, lett. d), del D.L. n. 201 del 2011, ha abrogato il comma 1-bis dell'art. 23 del D.L. 30 dicembre 2008, n. 207, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2009, n. 14, che escludeva dallimposizione ai fini ICI i fabbricati per i quali ricorrevano i requisiti della ruralit di cui allart. 9 del D.L. 30 dicembre 1993, n. 557, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 1994, n. 133. Da tale abrogazione e dalla circostanza che lIMU si applica alla generalit degli immobili, deriva che i fabbricati in questione non possono essere sottratti al regime impositivo del nuovo tributo. La diversa destinazione degli stessi, ad uso abitativo o strumentale, assume rilevanza ai soli fini dellindividuazione delle aliquote applicabili. Dalle considerazioni appena esposte consegue che: i fabbricati rurali ad uso abitativo, purch non strumentali ai sensi del comma 3-bis del menzionato art. 9, sono assoggettati ad imposizione secondo le regole ordinarie. Per cui, qualora gli stessi siano adibiti ad abitazione principale si applicheranno le relative agevolazioni; diversamente lIMU si calcoler sulla base dellaliquota di cui allart. 13, comma 6, del D. L. n. 201 del 2011; i fabbricati rurali strumentali che lart. 13, comma 8, del D.L. n. 201 del 2011, individua in quelli elencati nellart. 9, comma 3-bis, del D.L. n. 557 del 1993, sono assoggettati ad imposta con aliquota ridotta allo 0,2 %, che i comuni possono diminuire ulteriormente fino allo 0,1 %. Sono, tuttavia, esenti i fabbricati rurali ad uso strumentale ubicati nei comuni classificati montani o parzialmente montani di cui allelenco dei comuni italiani predisposto dallIstituto Nazionale di Statistica (ISTAT), ai sensi del comma 8, dellart. 9 del D. Lgs. n. 23 del 2011, rinvenibile al seguente indirizzo: http://www.istat.it/it/archivio/6789. Ai fini dellesenzione sufficiente che il fabbricato rurale ad uso strumentale sia ubicato nel territorio del comune ricompreso in detto 25

elenco, indipendentemente dalla circostanza che il comune sia parzialmente montano. Una norma particolare stata dettata per le province autonome di Trento e di Bolzano che, in realt, ribadisce le facolt loro riconosciute dalle norme statutarie. Dette province, infatti, con propria legge, oltre che prevedere che i fabbricati rurali ad uso strumentale siano assoggettati allIMU nel rispetto del limite delle aliquote definite dallart. 13, comma 8, del d. L. n. 201 del 2011, hanno anche la possibilit di consentire agli enti locali di introdurre esenzioni, detrazioni o deduzioni, come espressamente prevede lart. 80, comma 1-bis del testo unico delle leggi costituzionali concernenti lo statuto speciale per il Trentino-Alto Adige, di cui al D.P.R. 31 agosto 1972, n. 670. Si ricorda che lart. 9, comma 3-bis del D. L. n. 557 del 1993, stabilisce che ai fini fiscali deve riconoscersi carattere di ruralit alle costruzioni strumentali necessarie allo svolgimento dellattivit agricola di cui allarticolo 2135 del codice civile e in particolare destinate: a) alla protezione delle piante; b) alla conservazione dei prodotti agricoli; c) alla custodia delle macchine agricole, degli attrezzi e delle scorte occorrenti per la coltivazione e lallevamento; d) allallevamento e al ricovero degli animali; e) allagriturismo, in conformit a quanto previsto dalla legge 20 febbraio 2006, n. 96; f) ad abitazione dei dipendenti esercenti attivit agricole nellazienda a tempo indeterminato o a tempo determinato per un numero annuo di giornate lavorative superiore a cento, assunti in conformit alla normativa vigente in materia di collocamento; g) alle persone addette allattivit di alpeggio in zona di montagna; h) ad uso di ufficio dellazienda agricola; i) alla manipolazione, trasformazione, conservazione, valorizzazione o commercializzazione dei prodotti agricoli, anche se effettuate da cooperative e loro consorzi di cui allarticolo 1, comma 2, del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 228; l) allesercizio dellattivit agricola in maso chiuso. A completamento della disciplina applicabile a tali fattispecie, bisogna richiamare lart. 13, comma 14-bis, del D. L. n. 201 del 2011, il quale demanda ad un decreto del Ministro delleconomia e delle finanze le modalit per linserimento negli atti catastali della sussistenza del requisito di ruralit, fermo restando il classamento originario degli immobili rurali ad uso abitativo. 26

La circostanza che il legislatore ha previsto lemanazione di un apposito decreto per definire le modalit di inserimento del requisito di ruralit negli atti catastali, porta conseguentemente ad affermare che la classificazione dellimmobile nella categoria catastale D/10 - che individua esclusivamente i fabbricati per funzioni produttive connesse alle attivit agricole, nel caso in cui le caratteristiche di destinazione e tipologiche siano tali da non consentire, senza radicali trasformazioni, una destinazione diversa da quella per la quale furono originariamente costruite non condizione unica per il riconoscimento dellagevolazione in esame, poich rientrano nellagevolazione anche le fattispecie presenti nellart. 9, comma 3-bis, del D. L. n. 557 del 1993, che non rientrano necessariamente in D/10. In merito ai fabbricati rurali strumentali, va precisato che, ancorch lart. 7, comma 2bis del D.L. 13 maggio 2011, n. 70, convertito, con modificazioni, dalla legge 12 luglio 2011, n. 106, avesse stabilito che agli stessi dovesse essere attribuita la categoria D/10, labrogazione della citata norma fa venir meno la necessit dellaccatastamento in detta categoria dei fabbricati rurali strumentali che non possiedono i requisiti previsti per la stessa categoria. Ci avvalora ulteriormente la tesi che lIMU colpisce i fabbricati rurali strumentali ricompresi anche nellelenco di cui allart. 9, comma 3-bis del D. L. n. 557 del 1993, a prescindere dalla categoria catastale di appartenenza, poich, come risulta, ad esempio, nel caso di cui alla lett. f) dellart. 9, comma 3-bis, tra gli immobili strumentali in argomento sono ricompresi anche quelli a destinazione abitativa che comunque non possono rientrare nella categoria D/10 e quelli classati, ad esempio, nelle categorie C/1, C/2, C/6 etc., in ottemperanza alle vigenti norme catastali. Si pu, quindi, affermare che, anche nel caso in cui detti immobili siano accatastati in una delle categorie dei gruppi ordinari e non in D/10, si pu certamente riconoscerne la strumentalit e conseguentemente lapplicazione del regime di favore ai fini IMU. Ad ulteriore conferma di tale tesi, si pu richiamare anche lart. 13, comma 14, lett. dbis), del D. L. n. 201 del 2011, che ha abrogato i commi 2-bis, 2-ter e 2-quater dellart. 7 del D.L. n. 70 del 2011, i quali recavano disposizioni in materia di accatastamento dei fabbricati rurali ad uso abitativo e dei fabbricati strumentali allattivit agricola e delineavano la procedura per accatastare i fabbricati in questione nelle categorie A/6 e D/10, al verificarsi dei requisiti di ruralit di cui allart. 9 del D.L. n. 557 del 1993.

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Le norme appena indicate trovavano fondamento esclusivamente nel fatto che gli immobili in questione godevano del particolare regime di favore ai fini ICI solo se accatastati nelle predette categorie 6. Il comma 14-bis dellart. 13 del D.L. n. 201 del 2011, ha, comunque, fatto salvi gli effetti delle domande di variazione presentate ai fini del riconoscimento della ruralit degli immobili anche dopo la scadenza dei termini originariamente fissati, purch presentate entro il 30 giugno 2012, come previsto dallart. 29, comma 8, del D.L. 29 dicembre 2011, n. 216, convertito dalla legge 24 febbraio 2012, n. 14. Si deve anche ricordare che, per quanto riguarda i fabbricati rurali abitativi, la riferibilit alla rendita precedentemente attribuita sancita nel comma 14-bis, dellart. 13 del D. L. n. 201 del 2011, in base al quale rimane fermo il classamento originario degli immobili rurali ad uso abitativo. Per completezza di analisi, occorre far presente che le norme inserite in sede di conversione del D. L. n. 201 del 2011, dettano un particolare regime anche in relazione ai fabbricati rurali iscritti nel catasto dei terreni e che devono essere iscritti nel catasto edilizio urbano. Infatti, il comma 14-ter dellart. 13 del D. L. n. 201 del 2011, stabilisce che i fabbricati rurali iscritti nel catasto terreni, con esclusione di quelli che non costituiscono oggetto di inventariazione ai sensi dellart. 3, comma 3, del decreto del Ministro delle finanze 2 gennaio 1998, n. 28 7, devono essere dichiarati nel catasto edilizio urbano entro il 30 novembre 2012, con la procedura DOCFA di cui al D. M. 19 aprile 1994, n. 701.

Si ricorda che, secondo lorientamento consolidato della Corte di Cassazione (ex multis sentenza n. 18565 del 21 agosto 2009), in tema di ICI, solo l'immobile che risulti iscritto nel catasto dei fabbricati come "rurale", con l'attribuzione della relativa categoria (A/6 o D/10), in conseguenza del riconoscimento dei requisiti previsti dall'art. 9 del D. L. n. 557 del 1993, non era soggetto all'ICI. Qualora, invece, l'immobile fosse iscritto in una diversa categoria catastale, doveva essere onere del contribuente impugnare l'atto di classamento per ottenere lesenzione dallimposta, restando, altrimenti, il fabbricato medesimo assoggettato ad ICI. 7 La disposizione prevede che A meno di una ordinaria autonoma suscettibilit reddituale, non costituiscono oggetto di inventariazione i seguenti immobili: a) manufatti con superficie coperta inferiore a 8 m2; b) serre adibite alla coltivazione e protezione delle piante sul suolo naturale; c) vasche per l'acquacoltura o di accumulo per l'irrigazione dei terreni; d) manufatti isolati privi di copertura; e) tettoie, porcili, pollai, casotti, concimaie, pozzi e simili, di altezza utile inferiore a 1,80 m, purch di volumetria inferiore a 150 m3; f) manufatti precari, privi di fondazione, non stabilmente infissi al suolo.

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8.

LE AGEVOLAZIONI E LE ESENZIONI Si deve preliminarmente affermare che il legislatore, nel definire la disciplina dellIMU,

ha tracciato compiutamente il quadro normativo di riferimento applicabile alla nuova imposta, delineato e circoscritto in maniera espressa dalle disposizioni recate dallart. 13 del D. L. n. 201 del 2011, dagli artt. 8 e 9 del D. Lgs. n. 23 del 2011, dallart. 91-bis del D. L. 24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27 e del D. L. n. 16 del 2012, richiamando specificatamente solo alcune delle agevolazioni gi previste per lICI. In tal modo emerge chiaramente che le agevolazioni stabilite in materia di ICI non sono pi applicabili allIMU, a meno che non siano state espressamente richiamate dalle disposizioni di agevolazione appena citate. Tale orientamento restrittivo e rigoroso perseguito dal legislatore coerente con i principi stabiliti dalla giurisprudenza di legittimit. Infatti, la Corte di Cassazione nella sentenza n. 288 del 12 gennaio 2012, ha precisato che le agevolazioni in materia tributaria non possono implicare uninterpretazione analogica o estensiva, onde farvi comprendere ipotesi non espressamente previste . Nel delineare il quadro normativo relativo alle agevolazioni occorre, quindi, effettuare una disamina del complesso delle norme applicabili al nuovo tributo: il comma 3, dellart. 13 del D. L. n. 201 del 2011, stabilisce che la base imponibile ridotta del 50 %: a) per i fabbricati di interesse storico o artistico di cui allart. 10 del D. Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42, recante il Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dell'articolo 10 della L. 6 luglio 2002, n. 137. Il comma 5-ter, dellart. 4 del D. L. n. 16 del 2012, ha abrogato il comma 5 dellart. 2 del D. L. 23 gennaio 1993, n. 16, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 1993, n. 75, il quale prevedeva, per gli immobili in argomento, unagevolazione nella determinazione della base imponibile ai fini ICI; b) per i fabbricati dichiarati inagibili o inabitabili e di fatto non utilizzati, limitatamente al periodo dellanno durante il quale sussistono dette condizioni. La norma prevede che linagibilit o linabitabilit sia accertata dallufficio tecnico comunale con perizia a carico del proprietario, che allega idonea documentazione alla dichiarazione. In alternativa a tale previsione, il contribuente ha facolt di presentare una dichiarazione sostitutiva ai sensi del testo unico di cui al D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445. Agli effetti dellapplicazione della riduzione alla met della base

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imponibile, riconosciuta ai comuni la possibilit di disciplinare nel proprio regolamento le caratteristiche di fatiscenza sopravvenuta del fabbricato, non superabile con interventi di manutenzione; il comma 9, dellart. 13 del D. L. n. 201 del 2011, prevede che i comuni possono ridurre laliquota fino allo 0,4% nel caso di immobili non produttivi di reddito fondiario ai sensi dellart. 43 del TUIR, ovvero nel caso di immobili posseduti da soggetti passivi IRES, o nel caso di immobili locati. Occorre ricordare che nellambito degli immobili locati rientra anche la fattispecie relativa agli immobili affittati; il comma 9-bis dellart. 13 del D. L. n. 201 del 2011, ha espressamente previsto una specifica agevolazione per i cosiddetti beni merce. Detta disposizione stabilisce che i comuni possono ridurre laliquota di base fino allo 0,38% per i fabbricati costruiti e destinati dallimpresa costruttrice alla vendita, fintanto che permanga tale destinazione e non siano in ogni caso locati, e, comunque, per un periodo non superiore a tre anni dallultimazione dei lavori. Si ribadisce che le ulteriori agevolazioni lasciate alla potest regolamentare dei comuni possono essere disposte esclusivamente attraverso la riduzione delle aliquote nei limiti previsti dal legislatore per ciascuna fattispecie esaminata negli appositi paragrafi della presente circolare. In merito alle esenzioni, si ricorda che lart. 13, comma 13, del D. L. n. 201 del 2011, stabilisce che restano ferme le disposizioni dellart. 9 del D. Lgs. n. 23 del 2011, il quale al comma 8 prevede che sono esenti dallIMU gli immobili posseduti dallo Stato, nonch gli immobili posseduti, nel proprio territorio, dalle regioni, dalle province, dal comune, dalle comunit montane, dai consorzi fra detti enti, ove non soppressi, dagli enti del servizio sanitario nazionale, destinati esclusivamente ai compiti istituzionali. In questa elencazione, che sostanzialmente riporta quella di cui allart. 7, comma 1, lett. a) del D. Lgs. n. 504 del 1992, non sono pi ricomprese le camere di commercio, che pertanto, a decorrere dal 1 gennaio 2012, non godono pi dellesenzione per esse precedentemente prevista in ambito ICI. Occorre, poi, richiamare la disposizione contenuta nellart. 31, comma 18, della legge 27 dicembre 2002, n. 289, in base alla quale lesenzione degli immobili destinati ai compiti istituzionali posseduti dai consorzi tra enti territoriali, prevista allart. 7, comma 1, lett. a), del D. Lgs. n. 504 del 1992, si deve intendere applicabile anche ai consorzi tra enti territoriali ed altri enti che siano individualmente esenti ai sensi della stessa disposizione.

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Il secondo periodo del richiamato art. 9, comma 8, del D. L. n. 201 del 2011, stabilisce che Si applicano, inoltre, le esenzioni previste dall'articolo 7, comma 1, lettere b), c), d), e), f), h), ed i) del citato decreto legislativo n. 504 del 1992. Nel dettaglio, in base a tale disposizione, sono esenti dallIMU: b) i fabbricati classificati o classificabili nelle categorie catastali da E/1 a E/9; c) i fabbricati con destinazione ad usi culturali di cui allart. 5-bis del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 601, e successive modificazioni; d) i fabbricati destinati esclusivamente allesercizio del culto, purch compatibile con le disposizioni degli artt. 8 e 19 della Costituzione, e le loro pertinenze; e) i fabbricati di propriet della Santa Sede indicati negli artt. 13, 14, 15 e 16 del Trattato lateranense, sottoscritto l11 febbraio 1929 e reso esecutivo con legge 27 maggio 1929, n. 810; f) i fabbricati appartenenti agli Stati esteri e alle organizzazioni internazionali per i quali prevista lesenzione dallimposta locale sul reddito dei fabbricati in base ad accordi internazionali resi esecutivi in Italia; h) i terreni agricoli ricadenti in aree montane o di collina delimitate ai sensi dellart. 15 della legge 27 dicembre 1977, n. 984. In merito a tali terreni, lart. 4, comma 5-bis del D. L. n. 16 del 2012, stabilisce che con decreto di natura non regolamentare del Ministro delleconomia e delle finanze, di concerto con il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, possono essere individuati i comuni nei quali si applica lesenzione in esame sulla base dellaltitudine riportata nellelenco dei comuni italiani predisposto dallISTAT, nonch, eventualmente, anche sulla base della redditivit dei terreni. Pertanto, fino allemanazione di detto decreto, lesenzione in questione si rende applicabile per i terreni contenuti nellelenco allegato alla Circolare n. 9 del 14 giugno 1993, concernente Imposta comunale sugli immobili (ICI). Decreto legislativo n. 504 del 30 dicembre 1992 Esenzione di cui allart. 7, lettera h) Terreni agricoli ricadenti in aree montane o di collina delimitate ai sensi dellart. 15 della legge 27 dicembre 1977, n. 984, pubblicata nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale, n. 141 del 18 giugno 1993 - Serie generale, n. 53. La validit di tale circolare stata confermata dalla Risoluzione n. 5/DPF del 17 settembre 2003, nella quale stato affermato, anche sulla base dal parere espresso dal Ministero delle politiche agricole e forestali con nota n. 6944 del 28 agosto 2003, che lelenco dei comuni allegato alla deliberazione del CIPE n. 13 del 1 febbraio 2001, non ha alcun effetto ai fini dellindividuazione delle zone svantaggiate nellambito delle quali riconoscere lesenzione in questione, data la diversa finalit sottesa a questultimo elenco. Si precisa, inoltre, che lelenco dei comuni di cui alla Circolare n. 9 del 1993 ed i criteri per lapplicazione dellesenzione in questione sono diversi da quelli previsti 31

per lapplicazione dellesenzione per i fabbricati rurali ad uso strumentale di cui allart. 9, comma 8, del D. Lgs. n. 23 del 2011, illustrata nel paragrafo 7.3; i) gli immobili utilizzati dai soggetti di cui allart. 73, comma 1, lett. c), del TUIR, destinati esclusivamente allo svolgimento con modalit non commerciali di attivit assistenziali, previdenziali, sanitarie, didattiche, ricettive, culturali, ricreative e sportive, nonch delle attivit di cui allart. 16, lett. a), della legge 20 maggio 1985, n. 222. La lettera in commento stata oggetto di recenti modifiche da parte dellart. 91-bis del D. L. n. 1 del 2012, che, oltre a prevedere che lesenzione opera esclusivamente nel caso in cui le attivit siano svolte con modalit non commerciali, ha, altres, precisato che qualora lunit immobiliare abbia unutilizzazione mista l'esenzione di cui al comma 1 si applica solo alla frazione di unit nella quale si svolge l'attivit di natura non commerciale, se identificabile attraverso l'individuazione degli immobili o porzioni di immobili adibiti esclusivamente a tale attivit. Alla restante parte dell'unit immobiliare, in quanto dotata di autonomia funzionale e reddituale permanente, si applicano le disposizioni dei commi 41, 42 e 44 dellarticolo 2 del decreto legge 3 ottobre 2006, n. 262, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2006, n. 286 8. Le rendite catastali dichiarate o attribuite in base al periodo precedente producono effetto fiscale a partire dal 1 gennaio 2013. Il comma 3 dellart. 91-bis del D. L. n. 1 del 2012, stabilisce inoltre, che nel caso in cui non sia possibile procedere ai sensi del precedente comma 2, a partire dal 1 gennaio 2013, lesenzione si applica in proporzione allutilizzazione non commerciale dellimmobile quale risulta da apposita dichiarazione. Per la disciplina delle modalit e delle procedure

I commi dellart. 2 del D. L. n. 262 del 2006 richiamati dalla disposizione in commento prevedono rispettivamente: 41. Le unit immobiliari che per effetto del criterio stabilito nel comma 40 richiedono una revisione della qualificazione e quindi della rendita devono essere dichiarate in catasto da parte dei soggetti intestatari, entro nove mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto. In caso di inottemperanza, gli uffici provinciali dellAgenzia del territorio provvedono, con oneri a carico dellinteressato, agli adempimenti previsti dal regolamento di cui al decreto del Ministro delle finanze 19 aprile 1994, n. 701; in tale caso si applica la sanzione prevista dall articolo 31 del regio decreto-legge 13 aprile 1939, n. 652, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 1939, n. 1249, e successive modificazioni, per le violazioni degli articoli 20 e 28 dello stesso regio decreto-legge n. 652 del 1939, nella misura aggiornata dal comma 338 dellarticolo 1 della legge 30 dicembre 2004, n. 311. 42. Con provvedimento del Direttore dellAgenzia del territorio, nel rispetto delle disposizioni e nel quadro delle regole tecniche previste dal codice dellamministrazione digitale, di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, e successive modificazioni, da adottare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto e da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale, sono stabilite le modalit tecniche e operative per lapplicazione delle disposizioni di cui ai commi 40 e 41, nonch gli oneri di cui al comma 41. 44. Decorso inutilmente il termine di nove mesi previsto dal comma 41, si rende comunque applicabile larticolo 1, comma 336, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, e successivi provvedimenti attuativi.

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concernenti lapplicazione di detta disposizione la norma rinvia ad un decreto del Ministero delleconomia e delle finanze. Viene, infine, abrogato il comma 2-bis dellart. 7 del D. L. 30 settembre 2005, n. 203, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 dicembre 2005, n. 248, il quale prevedeva che lesenzione dallICI nel caso di specie si applicasse solo qualora lattivit svolta negli immobili oggetto di esenzione fosse di natura non esclusivamente commerciale. Dallelencazione riportata si evince che per lIMU non stata riproposta la previsione contenuta nellart. 7, comma 1, lett. g) del D. Lgs. 504 del 1992, che concedeva lesenzione ai fabbricati che, dichiarati inagibili o inabitabili, sono stati recuperati al fine di essere destinati alle attivit assistenziali di cui alla legge 5 febbraio 1992, n. 104, limitatamente al periodo in cui sono adibiti direttamente allo svolgimento delle attivit predette. In materia di esenzioni si ricorda quella di cui al comma 8 dellart. 9, del D. Lgs. n. 23 del 2011, per i fabbricati rurali ad uso strumentale di cui allart. 9, comma 3-bis, del D. L. n. 557 del 1993, ubicati nei comuni classificati montani o parzialmente montani di cui allelenco dei comuni italiani predisposto dallISTAT e rinvenibile al seguente indirizzo: http://www.istat.it/it/archivio/6789 , gi illustrata al paragrafo 7.3. Come gi precisato, la norma stabilisce che le province autonome di Trento e di Bolzano possono prevedere che i fabbricati rurali ad uso strumentale siano assoggettati all'imposta municipale propria nel rispetto del limite delle aliquote definite dallarticolo 13, comma 8, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, ferma restando la facolt di introdurre esenzioni, detrazioni o deduzioni ai sensi dell'articolo 80 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1972, n. 670, e successive modificazioni. Si deve anche fare un accenno allesenzione di cui allart. 21 del D. Lgs. 4 dicembre 1997, n. 460, relativo alle Esenzioni in materia di tributi locali, in virt del quale i comuni, le province, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano possono deliberare nei confronti delle ONLUS la riduzione o l'esenzione dal pagamento dei tributi di loro pertinenza e dai connessi adempimenti. Tale disposizione applicabile anche allIMU in virt del richiamo generale ai tributi locali contenuto nella norma. Tuttavia, occorre precisare che lesenzione non pu operare nei confronti della quota di imposta riservata allo Stato di cui allart. 13, comma 11, del D. L. n. 201 del 2011, poich lart. 21 in commento si riferisce espressamente ai tributi di pertinenza degli enti locali. Ad ulteriore fondamento di tale conclusione, si ricorda

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anche che il comma 11 dellart. 13 del D. L. n. 201 del 2011, precisa che le riduzioni di aliquota deliberate dai comuni, non si applicano alla quota di imposta riservata allo Stato. Le stesse considerazioni devono essere effettuate con riferimento alle seguenti agevolazioni previste dal: comma 86, dellart. 1 della legge 28 dicembre 1995, n. 549, secondo il quale i comuni possono deliberare agevolazioni sui tributi di loro competenza, fino alla totale esenzione per gli esercizi commerciali e artigianali situati in zone precluse al traffico a causa dello svolgimento di lavori per la realizzazione di opere pubbliche che si protraggono per oltre sei mesi; comma 5 dellart. 4 del D. Lgs. 4 maggio 2001, n. 207, in base al quale i comuni, le province, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano possono adottare nei confronti delle istituzioni riordinate in aziende pubbliche di servizi alla persona o in persone giuridiche di diritto privato, la riduzione e l'esenzione dal pagamento dei tributi di loro pertinenza. Per quanto riguarda laspetto temporale dellapplicabilit delle esenzioni fin qui esposte, si ritiene che il beneficio spetti per il periodo dellanno durante il quale sussistono le condizioni prescritte dalle relative norme. Relativamente al sisma che ha colpito LAquila ed altri comuni abruzzesi, lart. 4, comma 5-octies, del D. L. n. 16 del 2012, ha introdotto allart. 6 del D. L. 28 aprile 2009, n. 39, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 giugno 2009, n. 77, il comma 1-bis, in base al quale i redditi dei fabbricati, ubicati nelle zone colpite dal sisma del 6 aprile 2009, purch distrutti od oggetto di ordinanze sindacali di sgombero in quanto inagibili totalmente o parzialmente, non concorrono alla formazione del reddito imponibile ai fini dell'imposta sul reddito delle persone fisiche e dell'imposta sul reddito delle societ, fino alla definitiva ricostruzione e agibilit dei fabbricati medesimi. I fabbricati di cui al periodo precedente sono, altres, esenti dall'applicazione dell'imposta municipale propria di cui all'articolo 13 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, e successive modificazioni, fino alla definitiva ricostruzione e agibilit dei fabbricati stessi.

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9.

LA QUOTA DELLIMU RISERVATA ALLO STATO Lart. 13, comma 11 del D.L. n. 201 del 201, stabilisce che riservata allo Stato la

quota di imposta pari alla met dell'importo calcolato applicando alla base imponibile di tutti gli immobili, ad eccezione dellabitazione principale e delle relative pertinenze di cui al comma 7, nonch dei fabbricati rurali ad uso strumentale di cui al comma 8, laliquota di base di cui al comma 6, primo periodo, pari, come sopra ricordato, allo 0,76%. La quota di imposta risultante versata dal contribuente allo Stato contestualmente a quella di competenza comunale. Non appare superfluo, in questa sede, riassumere le seguenti fattispecie, in parte gi illustrate in precedenza, per le quali non dovuta la quota IMU riservata allo Stato: immobili delle cooperative edilizie a propriet indivisa adibiti ad abitazione principale dei soci assegnatari e degli alloggi regolarmente assegnati dagli IACP e altri istituti comunque denominati, (art. 13, comma 10, del D. L. n. 201 del 2011); unit immobiliari che, per effetto di disposizioni regolamentari, sono considerate direttamente adibite ad abitazione principale, possedute a titolo di propriet o di usufrutto da anziani o disabili che acquisiscono la residenza in istituti di ricovero o sanitari a seguito di ricovero permanente, a condizione che le stesse non risultino locate, nonch quelle possedute dai cittadini italiani non residenti nel territorio dello Stato a titolo di propriet o di usufrutto in Italia, a condizione che non risultino locate, (art. 13, comma 10, del D. L. n. 201 del 2011); immobili posseduti dai comuni nel loro territorio (art. 13, comma 11, del D. L. n. 201 del 2011); casa coniugale assegnata allex coniuge, (art. 4, comma 12-quinquies, del D. L. n. 16 del 2012). Si ricorda, invece, che nel caso in cui il comune disponga la riduzione o lesenzione per lIMU, nei confronti delle ONLUS, ai sensi dellart. 21 del D. Lgs. n. 460 del 1997, detta agevolazione non opera sulla quota di imposta riservata allo Stato, di cui allart. 13, comma 11, del D. L. n. 201 del 2011, poich lart. 21 in commento si riferisce espressamente ai tributi di pertinenza degli enti locali. Le stesse considerazioni devono essere effettuate con riferimento alle agevolazioni, gi illustrate, previste dal comma 86, dellart. 1 della legge n. 549 del 1995 e dal comma 5 dellart. 4 del D. Lgs. n. 207 del 2001.

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Il comma 11 dellart. 13 del D. L. n. 201 del 2011, precisa, altres, che le detrazioni previste dallo stesso art. 13, nonch le detrazioni e le riduzioni di aliquota deliberate dai comuni, non si applicano alla quota di imposta riservata allo Stato. Occorre richiamare quanto affermato con riguardo alle riduzioni dellIMU previste per i terreni agricoli posseduti e condotti dai coltivatori diretti e dagli IAP, iscritti nella previdenza agricola, e cio che queste si applicano anche ai fini della determinazione della quota di imposta riservata allo Stato. Per laccertamento, la riscossione, i rimborsi, le sanzioni, gli interessi ed il contenzioso relativi alla quota erariale si applicano le disposizioni vigenti in materia di IMU che si esamineranno successivamente. Le attivit di accertamento e riscossione della quota erariale sono svolte dal comune al quale spettano le maggiori somme derivanti dallo svolgimento delle suddette attivit a titolo di imposta, interessi e sanzioni.

10. IL VERSAMENTO In merito al versamento del tributo lart. 9, comma 2, del D. Lgs. n. 23 del 2011, stabilisce, in via generale, che lIMU dovuta per anni solari proporzionalmente alla quota ed ai mesi dellanno nei quali si protratto il possesso; a tal fine il mese durante il quale il possesso si protratto per almeno quindici giorni computato per intero. A ciascuno degli anni solari corrisponde unautonoma obbligazione tributaria. Relativamente alla tempistica degli adempimenti a carico del contribuente, il successivo comma 3 dellart. 9, prevede che i soggetti passivi effettuano il versamento dellimposta dovuta al comune per lanno in corso in due rate di pari importo, scadenti la prima il 16 giugno e la seconda il 16 dicembre. La disposizione prevede, altres, che resta in ogni caso nella facolt del contribuente provvedere al versamento dellimposta complessivamente dovuta in unica soluzione annuale, da corrispondere entro il 16 giugno.

10.1 Le modalit del versamento dellIMU Lart. 13, comma 12, del D. L. n. 201 del 2011, prevede che il pagamento dellIMU, in deroga allart. 52 del D. Lgs. n. 446 del 1997, effettuato secondo le disposizioni dellart. 17, del D. Lgs. 9 luglio 1997, n. 241, vale a dire a mezzo del modello di versamento unitario (F 24) con le modalit stabilite con provvedimento del Direttore dellAgenzia delle entrate.

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A tal fine, con il Provvedimento del 12 aprile 2012, Prot. n. 2012/53906, lAgenzia delle entrate ha provveduto allApprovazione delle modifiche ai modelli di versamento F24 e F24 Accise, per lesecuzione dei versamenti unitari di cui allarticolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, e successive modificazioni e, in pari data, con il Provvedimento n. 2012/53909 sono state approvate le Modalit di versamento dellimposta municipale propria di cui allart. 13 del decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214. Inoltre, con la risoluzione n. 35/E del 12 aprile 2012, lAgenzia delle entrate ha provveduto allIstituzione dei codici tributo per il versamento, tramite modello F24, dellimposta municipale propria di cui allarticolo 13 del decreto legge del 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214. Ricodifica dei codici tributo per il versamento dellimposta comunale sugli immobili. Solo a decorrere dal 1 dicembre 2012, lart. 13, comma 12, del D. L. n. 201 del 2011, stabilisce che il versamento dellIMU potr essere effettuato tramite apposito bollettino postale al quale si applicano le disposizioni di cui al citato art. 17, del D. Lgs. n. 241 del 1997, in quanto compatibili e che dovr essere approvato con decreto del Ministro delleconomia e delle finanze ai sensi dellart. 9, comma 6, del D. Lgs. n. 23 del 2011. Si deve ricordare che il comma 12-ter dellart. 13 del D. L. n. 201 del 2011, prevede lapplicazione allIMU delle disposizioni recate dallart. 37, comma 55, del D. L. n. 223 del 2006, e dallart. 1, comma 104, della legge 27 dicembre 2006, n. 296. Pertanto, sulla base: dellart. 37, comma 55, del D. L. n. 223 del 2006, lIMU pu essere liquidata in sede di dichiarazione ai fini delle imposte sui redditi e pu essere versata con le modalit del Capo III del D. Lgs. n. 241 del 1997; dellart. 1, comma 104, della legge n. 296 del 2006, nelle dichiarazioni dei redditi, nel quadro relativo ai fabbricati, per ogni immobile deve essere indicato limporto dellIMU dovuta per lanno precedente. Occorre accennare al fatto che, come precisato dallAgenzia delle entrate nella Risoluzione n. 35/E del 12 aprile 2012, in caso di ravvedimento le sanzioni e gli interessi sono versati unitamente allimposta dovuta in ragione della quota spettante al comune e allo Stato. Si rammenta che il comma 166 dellart. 1 della legge n. 296 del 2006, applicabile anche allIMU, ai sensi dellart. 9, comma 7, del D. Lgs. n. 23 del 2011, prevede che il pagamento dei tributi locali deve essere effettuato con arrotondamento alleuro per difetto se la frazione inferiore a 49 centesimi, ovvero per eccesso se superiore a detto importo. Sulla base della 37

formulazione della norma agevole affermare che, tenendo conto dellintento del legislatore, larrotondamento per difetto va effettuato anche nel caso in cui la frazione sia uguale a 49 centesimi, in linea, peraltro, con il meccanismo stabilito per i tributi erariali. Il versamento tramite F-24 comporta che le disposizioni della norma in esame devono essere coordinate con le specifiche tecniche che regolano il funzionamento del mezzo di pagamento in discorso. Pertanto, poich a ciascuna tipologia di immobile associato un differente codice tributo, larrotondamento allunit deve essere effettuato per ciascun rigo del modello F-24 utilizzato, allo scopo di salvaguardare le esigenze di omogeneizzazione dellautomazione dei vari tributi, nel pieno rispetto delle modalit previste dal Capo III del D. Lgs. n. 241 del 1997, concernente la disciplina dei versamenti unitari. Si ricorda, infine, che il successivo comma 168 della legge n. 296 del 2006, prevede che gli enti locali, nel rispetto dei princpi posti dallarticolo 25 della legge 27 dicembre 2002, n. 289, stabiliscono per ciascun tributo di propria competenza gli importi fino a concorrenza dei quali i versamenti non sono dovuti o non sono effettuati i rimborsi. In caso di inottemperanza, si applica la disciplina prevista dal medesimo articolo 25 della legge n. 289 del 2002, il cui comma 4 dispone, tra laltro, che limporto minimo non pu essere inferiore a 12 euro. Tale importo deve intendersi riferito allimposta complessivamente dovuta. Per quanto riguarda i versamenti dei cittadini italiani non residenti nel territorio dello Stato, si fa presente che non sono pi applicabili le disposizioni di cui allart. 1, comma 4-bis, del D.L. 23 gennaio 1993 n. 16, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 1993, n. 75, in base al quale era prevista per tali soggetti la possibilit di versare lICI in unica soluzione entro la scadenza del mese di dicembre, con applicazione degli interessi nella misura del 3%. Detti soggetti dovranno, pertanto, versare lIMU seguendo le disposizioni generali illustrate nella presente circolare, ferme restando le modalit di versamento gi utilizzate per lICI, vale a dire il vaglia postale internazionale ordinario, il vaglia postale internazionale di versamento in c/c e il bonifico bancario. Il versamento dellimposta deve essere eseguito cumulativamente per tutti gli immobili posseduti in Italia, anche se ubicati sul territorio di pi comuni, e deve essere disposto in euro, per un importo pari allimposta dovuta. Si ricorda, infine, che il contribuente pu scegliere di utilizzare leventuale credito che risulta dal modello di dichiarazione 730/2012 per pagare lIMU dovuta per lanno 2012, mediante compensazione nel modello F-24. Come precisato nelle istruzioni per la compilazione del modello 730/2012, per utilizzare in compensazione questo credito il contribuente deve compilare e presentare alla 38

banca o allufficio postale il modello di pagamento F24 anche se, per effetto della compensazione eseguita, il saldo finale uguale a zero.

10.2 Il versamento dellIMU per lanno 2012 Per lanno 2012, il comma 12-bis, dellart. 13 del D.L. n. 201 del 2011, stabilisce un particolare meccanismo di versamento dellIMU, che trova il suo fondamento nellincertezza dellaliquota da applicare determinata delle seguenti disposizioni. I comuni, infatti, per lanno 2012, devono iscrivere, ai sensi dello stesso comma 12-bis, nel bilancio di previsione lentrata da IMU, in base agli importi stimati dal Dipartimento delle finanze del Ministero delleconomia e delle finanze per ciascun comune, di cui alla tabella pubblicata sul sito internet www.finanze.gov.it. La stessa norma prevede, inoltre, che, con uno o pi decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro delleconomia e delle finanze, da emanare entro il 10 dicembre 2012, si provvede, sulla base del gettito della prima rata dellimposta nonch dei risultati dellaccatastamento dei fabbricati rurali, alla modifica delle aliquote, delle relative variazioni e della detrazione stabilite dallart. 13 del D. L. n. 201 del 2011, per assicurare lammontare del gettito complessivo previsto per lanno 2012. I comuni, entro il 30 settembre 2012, sulla base dei dati aggiornati, ed in deroga allart. 172, comma 1, lett. e), del testo unico di cui al D. Lgs. 18 agosto 2000, n. 267, e allart. 1, comma 169, della legge n. 296 del 2006, possono approvare o modificare il regolamento e la deliberazione relativa alle aliquote e alla detrazione del tributo. Pertanto, anche nel caso in cui i comuni abbiano deliberato le aliquote e le detrazioni dellIMU prima della scadenza del termine di pagamento della prima rata del 18 giugno (il 16 giugno cade di sabato), queste non possono essere comunque considerate definitive e tale evenienza non consente ai contribuenti di usufruire della facolt prevista dal comma 3 dellart. 9 del D. Lgs. n. 23 del 2011 e cio quella di provvedere al versamento in unica soluzione dellimposta. Infatti, non solo le aliquote e le detrazioni eventualmente deliberate dai comuni possono essere rideliberate dagli stessi enti entro il 30 settembre 2012, ma anche quelle stabilite dalla legge possono essere modificate successivamente con i decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri, per assicurare lammontare complessivo del gettito previsto per il 2012. Alla luce di tali disposizioni, il pagamento, per lanno 2012 dellIMU, in generale, salvo le eccezioni che saranno di seguito esplicitate, effettuato relativamente a:

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la prima rata entro il 18 giugno, senza applicazione di sanzioni ed interessi, in misura pari al 50 % dellimporto ottenuto applicando le aliquote di base e la detrazione previste dallart. 13 del D. L. n. 201 del 2011; la seconda rata, entro il 17 dicembre, a saldo dellimposta complessivamente dovuta per lintero anno, con conguaglio sulla prima rata. Si evidenzia che la modalit di calcolo appena illustrata deve essere seguita anche per le unit immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie a propriet indivisa adibite ad abitazione principale dei soci assegnatari e degli alloggi regolarmente assegnati dagli IACP e altri istituti comunque denominati e il codice tributo da utilizzare per il versamento con F-24 per queste fattispecie esclusivamente il 3918 denominato: IMU- imposta municipale propria per gli altri fabbricati COMUNE, in quanto non dovuta la quota di imposta riservata allo Stato. Si richiama lattenzione sul comma 12-bis in esame laddove prevede che il pagamento della prima rata dellIMU effettuato senza applicazione di sanzioni ed interessi, nel quale si ritiene che possano ricondursi anche le ipotesi disciplinate dallart. 10, comma 3, della legge n. 212 del 2000, relative alla tutela dellaffidamento e della buona fede, nel caso in cui le novit recate dai criteri di calcolo e di versamento dellIMU, per lanno 2012, abbiano comportato errori del contribuente determinati da obiettive condizioni di incertezza sulla portata e sullambito di applicazione della norma tributaria. Ovviamente, al di fuori di detti casi, il mancato pagamento delle rate dellimposta determina lapplicazione delle disposizioni in tema di sanzioni amministrative tributarie che sono esaminate al paragrafo 14. Ai fini di una migliore comprensione del calcolo dellimposta, si riportano i seguenti esempi: 1. Abitazione tenuta a disposizione posseduta al 100 % per lintero anno da un solo proprietario: Rendita catastale dellabitazione = 750 Rendita catastale rivalutata del 5 % = 787,50 Moltiplicatore = 160 Aliquota di base = 0,76 %

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787,50 x 160 = 126.000 (base imponibile) 9 126.000 x 0,76 % = 957,60 (IMU annua) La quota di IMU riservata allo Stato si ottiene applicando alla base imponibile laliquota di base pari allo 0,76 % e calcolando la met dellimporto ottenuto: 126.000 x 0,76 % = 957,60 / 2 = 478,80 (IMU annua riservata allo Stato). La quota di IMU spettante al comune pari alla differenza tra lIMU annua e lIMU riservata allo Stato. Il pagamento avviene in 2 rate: il 50 % entro il 18 giugno e il saldo entro il 17 dicembre 1^ Rata entro il 18 giugno Quota riservata allo Stato 478,80 x 50% = (codice tributo per F-24: 3919) Quota spettante al comune 478,80 - 239,40 = (codice tributo per F-24: 3918) IMU totale da pagare entro il 18 giugno 239,40 con arrotondamento 239,40 con arrotondamento 239,00 239,00

478,00

Saldo entro il 17 dicembre. Limporto del saldo uguale a quello della prima rata se le aliquote non subiscono modificazioni. In caso contrario, il contribuente deve ricalcolare lIMU dovuta per lintero anno e a saldo dovr versare la differenza tra limposta ricalcolata sulla base delle nuove aliquote e limposta gi versata. Se, ad esempio, il comune, a settembre, delibera unaliquota pari a 0,86%, lIMU da versare a saldo entro il 17 dicembre sar cos determinata: 126.000 (base imponibile) x 0,86% = 1.083,60 (imposta annua) 478,80 (IMU annua riservata allo Stato) 239,00 (IMU riservata allo Stato versata in acconto a giugno) = 239,80 con arrotondamento 240 (IMU riservata allo Stato da versare a saldo)

Lo stesso risultato si ottiene applicando alla rendita catastale il coefficiente pari a 168 (1,05 x 160) che comprende la rivalutazione della rendita del 5 %.

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1.083,60 (imposta annua) - 478,80 (IMU annua riservata allo Stato) = 604,80 (IMU annua comunale) 604,80 (IMU annua comunale) 239,00 (IMU comunale versata in acconto a giugno) = 365,80 con arrotondamento 366 (IMU comunale da versare a saldo) 2^ Rata entro il 17 dicembre Quota riservata allo Stato (codice tributo per F-24: 3919) Quota spettante al comune codice tributo per F-24: 3918) IMU totale da pagare entro il 17 dicembre 240 366

606

2. Abitazione tenuta a disposizione posseduta al 100 % dal 1 aprile 2012 da un solo proprietario: Rendita catastale dellabitazione = 750 Rendita catastale rivalutata del 5 % = 787,50 Moltiplicatore = 160 Aliquota di base = 0,76 % 787,50 x 160 = 126.000 (base imponibile) 126.000 x 0,76 % = 957,60 (IMU annua) 957,60/12 = 79,8 x 9 = 718,20 (IMU dovuta per 9 mesi) La quota di IMU riservata allo Stato si ottiene applicando alla base imponibile laliquota di base pari allo 0,76 % e calcolando la met dellimporto ottenuto rapportato allintero periodo di possesso: 126.000 x 0,76 % = 957,60 / 2 = 478,80 (IMU annua riservata allo Stato) 478,80 / 12 = 39,90 x 9 = 359,10 (IMU riservata allo Stato per 9 mesi) La quota di IMU spettante al comune pari alla differenza tra lIMU dovuta per 9 mesi e lIMU riservata allo Stato:

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718,20 (IMU dovuta per 9 mesi) - 359,10 (IMU riservata allo Stato per 9 mesi) = 359,10 Il pagamento avviene in 2 rate: il 50 % entro il 18 giugno e il saldo entro il 17 dicembre 1^ Rata entro il 18 giugno Quota riservata allo Stato 359,10 x 50% = 179,55 con arrotondamento 180 (codice tributo per F-24: 3919) Quota spettante al comune 359,10 x 50% = 179,55 con arrotondamento 180 (codice tributo per F-24: 3918) IMU totale da pagare entro il 18 giugno 360

Saldo entro il 17 dicembre. Limporto del saldo uguale a quello della prima rata se le aliquote non subiscono modificazioni. In caso contrario, il contribuente deve ricalcolare lIMU dovuta per lintero periodo di possesso nel corso dellanno e a saldo dovr versare la differenza tra lIMU ricalcolata sulla base delle nuove aliquote e limporto della rata versata a giugno.

10.3 Il versamento dellIMU per lanno 2012 per labitazione principale e per le relative pertinenze Limposta dovuta per labitazione principale e per le relative pertinenze pu essere versata, a scelta del contribuente, in tre rate di cui: la prima e la seconda rata in misura ciascuna pari ad un terzo dellimposta calcolata applicando laliquota di base e la detrazione previste dallart. 13 del D. L. n. 201 del 2011, da corrispondere rispettivamente entro il 18 giugno e il 17 settembre (il 16 settembre cade di domenica); la terza rata versata, entro il 17 dicembre, a saldo dellimposta complessivamente dovuta per lintero anno con conguaglio sulle precedenti rate. In alternativa, lIMU pu essere versata in due rate di cui la prima, entro il 18 giugno, in misura pari al 50% dellimposta calcolata applicando laliquota di base e la detrazione e la seconda, entro il 17 dicembre, a saldo dellimposta complessivamente dovuta per lintero anno con conguaglio sulla prima rata.

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Naturalmente, il versamento in tre rate non pu essere effettuato per le unit immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie a propriet indivisa adibite ad abitazione principale dei soci assegnatari e degli alloggi regolarmente assegnati dagli IACP e altri istituti comunque denominati. Si ritiene, inoltre, applicabile alle prime due rate del versamento relativo allIMU dovuta per labitazione principale e per le relative pertinenze, la stessa disposizione stabilita per il pagamento dellimposta previsto, in generale, per lanno 2012 ed innanzi illustrata, in base alla quale il pagamento della prima rata dellIMU effettuato senza applicazione di sanzioni ed interessi. Tale conclusione risulta avvalorata anche dalla considerazione che le novit recate dai nuovi criteri di calcolo dellIMU per lanno 2012, potrebbero consentire lapplicazione delle disposizioni contenute nellart. 10, comma 3, della citata legge n. 212 del 2000, il quale prevede che le sanzioni non sono comunque irrogate quando la violazione dipende da obiettive condizioni di incertezza sulla portata e sull'ambito di applicazione della norma tributaria o quando si traduce in una mera violazione formale senza alcun debito di imposta. Ovviamente, al di fuori di detti casi, il mancato pagamento delle rate dellimposta determina lapplicazione delle disposizioni in tema di sanzioni amministrative tributarie che sono esaminate al paragrafo 14. Il contribuente pu tenere conto delle agevolazioni per labitazione principale deliberate dal comune. Tale circostanza pu verificarsi, ad esempio, quando il comune abbia esercitato la facolt di cui al comma 10 dellart. 13 del D. L. n. 201 del 2011, disponendo lelevazione dellimporto della detrazione, fino a concorrenza dellimposta dovuta. Si ricorda, tuttavia, che il comune potrebbe modificare le disposizioni regolamentari gi emanate, entro il 30 settembre 2012, determinando, quindi, il ripristino della pretesa tributaria. In tale ipotesi, il contribuente, entro il 17 dicembre, deve versare limporto complessivo dellimposta. Ai fini di una migliore comprensione del calcolo dellimposta, si riportano i seguenti esempi: 1. Abitazione principale + pertinenza posseduta al 100 % per lintero anno da un solo proprietario con 2 figli di et non superiore a 26 anni dimoranti abitualmente e residenti anagraficamente nello stesso immobile: Rendita catastale dellabitazione = 750 Rendita catastale rivalutata del 5 % = 787,50 Moltiplicatore = 160 Aliquota di base relativa allabitazione principale e alle sue pertinenze = 0,4 % 44

Detrazione per abitazione principale = 200 Maggiorazione per figli = 50 x 2 (figli) = 100 787,50 x 160 = 126.000 (base imponibile) 126.000 x 0,4 % = 504 (IMU annua lorda) Rendita catastale della pertinenza (C/2 oppure C/6 oppure C/7) = 60 Rendita catastale rivalutata del 5 % = 63 63 x 160 = 10.080 (base imponibile) 10.080 x 0,4% = 40,32 (IMU annua lorda) Si attira lattenzione sulla circostanza che il versamento dellimporto relativo alle pertinenze dellabitazione principale deve essere effettuato unitamente allimporto dovuto per labitazione principale utilizzando lo stesso codice tributo 3912. a) Ipotesi del pagamento in 3 rate: un terzo entro il 18 giugno, un terzo entro il 17 settembre e il saldo entro il 17 dicembre. 1^ Rata entro il 18 giugno IMU abitazione principale 504 x 33,3 % = IMU pertinenza 40,32 x 33,3 % = IMU lorda Detrazione 200 x 33,3 % = Maggiorazione 100 x 33,3 % = IMU netta da pagare entro il 18 giugno (codice tributo per F-24: 3912) 167,83 + 13,43 = 181,26 66,6 33,3 = 81,36 con arrotondamento 81,00

Il contribuente deve indicare nellapposito rigo dellF-24 la detrazione, compresa la maggiorazione, pari a 66,6 + 33,3 = 99,9 con arrotondamento 100. 2^ Rata entro il 17 settembre IMU netta da pagare = (codice tributo per F-24: 3912) 81,36 con arrotondamento 81,00

Il contribuente deve indicare nellapposito rigo dellF-24 la detrazione, compresa la maggiorazione, pari a 66,6 + 33,3 = 99,9 con arrotondamento 100.

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Saldo entro il 17 dicembre. Se le aliquote non subiscono modificazioni il saldo pari alla differenza tra lIMU totale dovuta e la somma delle prime due rate gi versate. In caso contrario, il contribuente deve ricalcolare lIMU dovuta per lintero anno e a saldo dovr versare la differenza tra limposta ricalcolata sulla base delle nuove aliquote e limposta gi versata. Se, ad esempio, il comune, a settembre, delibera unaliquota pari a 0,5%, lIMU da versare a saldo entro il 17 dicembre sar cos determinata: 126.000 (base imponibile abitazione) x 0,5% = 630 (imposta annua lorda abitazione) 10.080 (base imponibile pertinenza) x 0,5% = 50,4 (imposta annua lorda pertinenza) 3^ Rata entro il 17 dicembre IMU annua abitazione principale IMU annua pertinenza IMU lorda Detrazione annua Maggiorazione IMU ricalcolata in base alla nuova aliquota IMU pagata in acconto = 81+ 81 = IMU netta da pagare entro il 17 dicembre (codice tributo per F-24: 3912) Il contribuente deve indicare nellapposito rigo dellF-24 la detrazione, compresa la maggiorazione, pari a 200 + 100 = 300 200 (detrazione utilizzata in acconto) = 100. b) Ipotesi alternativa del pagamento in 2 rate: il 50 % entro il 18 giugno e il saldo entro il 17 dicembre. 1^ Rata entro il 18 giugno IMU abitazione principale 504 x 50% = IMU pertinenza 40,32 x 50 % = IMU lorda Detrazione 200 x 50 % = Maggiorazione 100 x 50 % = 252 + 20,16 = 272,16 100 50 = 630 + 50,4 = 680,4 200 100 = 380,4 162 = 218,40 con arrotondamento 218

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IMU netta da pagare entro il 18 giugno (codice tributo per F-24: 3912)

122,16 con arrotondamento 122,00

Il contribuente deve indicare nellapposito rigo dellF-24 la detrazione, compresa la maggiorazione, pari a 100 + 50 = 150 Saldo entro il 17 dicembre Limporto del saldo uguale a quello della prima rata se le aliquote non subiscono modificazioni. In caso contrario, il contribuente deve ricalcolare lIMU dovuta per lintero anno e a saldo dovr versare la differenza tra limposta ricalcolata sulla base delle nuove aliquote e limposta gi versata. Se, ad esempio, il comune a settembre delibera unaliquota pari a 0,5%, lIMU da versare a saldo entro il 17 dicembre, sar cos determinata: 126.000 (base imponibile abitazione) x 0,5% = 630 (imposta annua lorda abitazione) 10.080 (base imponibile pertinenza) x 0,5% = 50,4 (imposta annua lorda pertinenza) 2^ Rata entro il 17 dicembre IMU abitazione principale IMU pertinenza IMU lorda Detrazione Maggiorazione IMU ricalcolata in base alla nuova aliquota IMU pagata in acconto IMU netta da pagare entro il 17 dicembre (codice tributo per F-24: 3912) Il contribuente deve indicare nellapposito rigo dellF-24 la detrazione, compresa la maggiorazione, pari a 200 + 100 = 300 150 (detrazione utilizzata in acconto) = 150. 2. Abitazione principale + pertinenza posseduta per tutto lanno al 50 % da 2 proprietari con 1 figlio di et non superiore a 26 anni, dimorante abitualmente e residente anagraficamente nello stesso immobile. Rendita catastale dellabitazione = 750 Rendita catastale rivalutata del 5 % = 787,50 47 630 + 50,4 = 680,40 200 100 = 380,4 122 = 258,40 con arrotondamento 258

Moltiplicatore = 160 Aliquota di base relativa allabitazione principale e alle sue pertinenze = 0,4 % Detrazione per abitazione principale = 200 x 50% = 100 per ciascun proprietario Maggiorazione per figli = 50 x 50 % = 25 per ciascun proprietario 787,50 x 160 = 126.000 (base imponibile) 126.000 x 0,4 % = 504 (IMU annua lorda totale) 504 x 50 % (percentuale di possesso) = 252 (IMU annua lorda per ciascun proprietario) Rendita catastale della pertinenza (C/2 oppure C/6 oppure C/7) = 60 Rendita catastale rivalutata del 5 % = 63 63 x 160 = 10.080 (base imponibile) 10.080 x 0,4% = 40,32 (IMU annua lorda totale) 40,32 x 50 % (% di possesso) = 20,16 (IMU annua lorda per ciascun proprietario) a) Ipotesi del pagamento in 3 rate: un terzo entro il 18 giugno, un terzo entro il 17 settembre e il saldo entro il 17 dicembre. 1^ Rata entro il 18 giugno IMU abitazione principale 252 x 33,3 % = IMU pertinenza 20,16 x 33,3 % = IMU lorda Detrazione 100 x 33,3 % = Maggiorazione 25 x 33,3 % = IMU netta da pagare entro il 18 giugno (codice tributo per F-24: 3912) 83,92 + 6,71 = 90,63 -

33,3 8,33 = 49

2^ Rata entro il 17 settembre IMU netta da pagare = (codice tributo per F-24: 3912)

49

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Saldo entro il 17 dicembre. Se le aliquote non subiscono modificazioni il saldo pari alla differenza tra lIMU totale dovuta e la somma delle prime due rate gi versate. In caso contrario, il contribuente deve ricalcolare lIMU dovuta per lintero anno e a saldo dovr versare la differenza tra limposta ricalcolata sulla base delle nuove aliquote e limposta gi versata. b) Ipotesi alternativa del pagamento in 2 rate: il 50 % entro il 18 giugno e il saldo entro il 17 dicembre 1^ Rata entro il 18 giugno per ciascun proprietario IMU abitazione principale 252 x 50% = IMU pertinenza 20,16 x 50 % = IMU lorda Detrazione 100 x 50 % = Maggiorazione 25 x 50 % = IMU netta da pagare entro il 18 giugno (codice tributo per F-24: 3912) 126 + 10,08 = 136,08 50 12,50 = 73,58 con arrotondamento 74,00

Saldo entro il 17 dicembre. Limporto del saldo uguale a quello della prima rata se le aliquote non subiscono modificazioni. In caso contrario, il contribuente deve ricalcolare lIMU dovuta per lintero anno e a saldo dovr versare la differenza tra limposta ricalcolata sulla base delle nuove aliquote e limposta gi versata. 3. Abitazione principale posseduta al 100% per 2 mesi (gennaio e febbraio) da un solo proprietario con 1 figlio di et non superiore a 26 anni dimorante abitualmente e residente anagraficamente nello stesso immobile: Rendita catastale dellabitazione = 750 Rendita catastale rivalutata del 5 % = 787,50 Moltiplicatore = 160 Aliquota di base relativa allabitazione principale e alle sue pertinenze = 0,4 % Detrazione per abitazione principale = 200 /12 = 16,67 x 2 = 33,34 (detrazione spettante per 2 mesi) Maggiorazione per 1 figlio = 50 /12 = 4,17 x 2 = 8,34 (maggiorazione spettante per 2 mesi) 49

787,50 x 160 = 126.000 (base imponibile) 126.000 x 0,4 % = 504 (IMU annua lorda) 504 / 12 = 42 x 2 = 84 (IMU lorda dovuta per due mesi) Il pagamento avviene entro il 18 giugno: IMU abitazione principale Detrazione Maggiorazione IMU netta 84 33,34 8,34 = 42,34 con arrotondamento 42,00

(codice tributo per F-24:3912) LIMU risulta cos totalmente assolta. Tuttavia, a dicembre occorre verificare se laliquota stata modificata, perch in tal caso il contribuente potrebbe essere tenuto a versare un conguaglio. Il contribuente pu, ovviamente, pagare limposta dovuta utilizzando i criteri previsti per lanno 2012, sopra illustrati. 4. Abitazione principale + pertinenza posseduta al 100 % dal 1 aprile 2012 da un solo proprietario con 2 figli di et non superiore a 26 anni dimoranti abitualmente e residenti anagraficamente nello stesso immobile: Rendita catastale dellabitazione = 750 Rendita catastale rivalutata del 5 % = 787,50 Moltiplicatore = 160 Aliquota di base relativa allabitazione principale e alle sue pertinenze = 0,4 % Detrazione per abitazione principale = 200 Detrazione spettante per 9 mesi = 200 / 12 = 16,67 x 9 = 150,03 Maggiorazione per figli = 50 x 2 (figli) = 100 Maggiorazione spettante per 9 mesi = 100 / 12 = 8,33 x 9 = 75 Base imponibile = 787,50 x 160 = 126.000 IMU annua lorda = 126.000 x 0,4 % = 504 IMU dovuta per 9 mesi = 504 / 12 = 42 x 9 = 378

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Rendita catastale della pertinenza (C/2 oppure C/6 oppure C/7) = 60 Rendita catastale rivalutata del 5 % = 63 Base imponibile = 63 x 160 = 10.080 IMU annua lorda = 10.080 x 0,4% = 40,32 IMU dovuta per 9 mesi = 40,32 / 12 = 3,36 x 9 = 30,24 a) Ipotesi del pagamento in 3 rate: un terzo entro il 18 giugno, un terzo entro il 17 settembre e il saldo entro il 17 dicembre. 1^ Rata entro il 18 giugno IMU abitazione principale 378 x 33,3 % = IMU pertinenza 30,24 x 33,3 % = IMU lorda Detrazione 150,03 x 33,3 % = Maggiorazione 75 x 33,3 % = IMU netta da pagare entro il 18 giugno (codice tributo per F-24: 3912) 2^ Rata entro il 17 settembre IMU netta da pagare = (codice tributo per F-24: 3912) Saldo entro il 17 dicembre. Se le aliquote non subiscono modificazioni il saldo pari alla differenza tra lIMU totale dovuta e la somma delle prime due rate gi versate. In caso contrario, il contribuente deve ricalcolare lIMU dovuta per lintero periodo di possesso e a saldo dovr versare la differenza tra lIMU ricalcolata sulla base delle nuove aliquote e limporto delle rate versate a giugno e a settembre. b) Ipotesi alternativa del pagamento in 2 rate: il 50 % entro il 18 giugno e il saldo entro il 17 dicembre 61,02 con arrotondamento 61 125,87 + 10,07 = 135,94 49,96 24,98 = 61,02 con arrotondamento 61

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1^ Rata entro il 18 giugno IMU abitazione principale 378 x 50% = IMU pertinenza 30,24 x 50 % = IMU lorda Detrazione 150,03 x 50 % = Maggiorazione 75 x 50 % = IMU netta da pagare entro il 18 giugno (codice tributo per F-24: 3912) Saldo entro il 17 dicembre Limporto del saldo uguale a quello della prima rata se le aliquote non subiscono modificazioni. In caso contrario, il contribuente deve ricalcolare lIMU dovuta per lintero periodo di possesso e a saldo dovr versare la differenza tra lIMU ricalcolata sulla base delle nuove aliquote e limporto della rata versata a giugno. 189 +

15,12 = 204,12 75,02 37,50 = 91,6 con arrotondamento 92

10.4 Il versamento dellIMU per lanno 2012 per i fabbricati rurali strumentali Per i fabbricati rurali strumentali, il comma 8 dellart. 13 del D.L. n. 201 del 2011 prevede che per lanno 2012: la prima rata versata, entro il 18 giugno, nella misura del 30% dellimposta dovuta applicando laliquota di base; la seconda rata versata a saldo dellimposta complessivamente dovuta per lintero anno con conguaglio sulla prima rata, entro il 17 dicembre. Ai fini di una migliore comprensione del calcolo dellimposta, si riportano i seguenti esempi: 1. Fabbricato rurale strumentale iscritto nella categoria catastale D/1 posseduto al 100 % per lintero anno da un solo proprietario: Rendita catastale 1.400 Rendita catastale rivalutata del 5 % = 1.470 52

Moltiplicatore = 60 Aliquota di base = 0,2% 1.470 x 60 = 88.200 (base imponibile) 88.200 x 0,2 % = 176,40 (IMU annua) Il pagamento avviene in 2 rate: il 30 % entro il 18 giugno e il saldo entro il 17 dicembre 1^ Rata entro il 18 giugno 176,40 x 30 % = 52,92 con arrotondamento 53,00 (codice tributo per F-24: 3913) Saldo entro il 17 dicembre. Limporto del saldo uguale al 70% dellimporto totale dovuto se le aliquote non subiscono modificazioni. In caso contrario, il contribuente deve ricalcolare lIMU dovuta per lintero anno e a saldo dovr versare la differenza tra limposta ricalcolata sulla base delle nuove aliquote e limposta gi versata.

2. Fabbricato rurale strumentale iscritto nella categoria catastale D/1 posseduto al 100 % dal 10 aprile 2012 da un solo proprietario: Rendita catastale 1.400 Rendita catastale rivalutata del 5 % = 1.470 Moltiplicatore = 60 Aliquota di base = 0,2% 1.470 x 60 = 88.200 (base imponibile) 88.200 x 0,2 % = 176,40 (IMU annua) 176,40 / 12 = 14,70 x 9 = 132,30 (IMU dovuta per 9 mesi) Il pagamento avviene in 2 rate: il 30 % entro il 18 giugno e il saldo entro il 17 dicembre 1^ Rata entro il 18 giugno 132,30 x 30 % = 39,69 con arrotondamento 40,00

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(codice tributo per F-24: 3913) Saldo entro il 17 dicembre. Limporto del saldo uguale al 70% dellimporto totale dovuto se le aliquote non subiscono modificazioni. In caso contrario, il contribuente deve ricalcolare lIMU dovuta per lintero anno e a saldo dovr versare la differenza tra limposta ricalcolata sulla base delle nuove aliquote e limposta gi versata.

10.5 Il versamento dellIMU per lanno 2012 per i fabbricati rurali non censiti Per lanno 2012, il comma 8 dellart. 13 del D. L. n. 201 del 2011, prevede che il versamento dellimposta complessivamente dovuta per i fabbricati rurali di cui al comma 14-ter dello stesso art. 13, vale a dire i fabbricati rurali iscritti nel catasto dei terreni, con esclusione di quelli che non costituiscono oggetto di inventariazione ai sensi dellart. 3, comma 3, del D. M. 2 gennaio 1998, n. 28, effettuato in ununica soluzione entro il 17 dicembre. Tale modalit di pagamento dovuta esclusivamente alla circostanza che il citato comma 14-ter stabilisce che i fabbricati in questione devono essere dichiarati al catasto edilizio urbano entro il 30 novembre 2012, con le modalit stabilite dal D. M. n. 701 del 1994. Inoltre, anche per questa fattispecie previsto che, con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, da emanare entro il 10 dicembre 2012, si provvede, sulla base dellandamento del gettito derivante dal pagamento della prima rata dellimposta relativa a detti fabbricati, alla modifica dellaliquota da applicare ai medesimi fabbricati e ai terreni in modo da garantire che il gettito complessivo non superi per lanno 2012 gli ammontari previsti dal Ministero delleconomia e delle finanze rispettivamente per i fabbricati rurali ad uso strumentale e per i terreni. Il complesso delle disposizioni appena riportate conduce ad affermare che i nuovi termini di pagamento previsti dal comma 8 dellart. 13 del D. L. n. 201 del 2011, per i fabbricati non censiti rendono di fatto inoperante la disposizione contenuta nel successivo comma 14-quater, che prevede il pagamento dellIMU sulla base della rendita delle unit similari gi iscritte in catasto. La circostanza, infine, che la norma contenuta nel comma 14-ter abbia ad oggetto, indistintamente, tutti i fabbricati non ancora censiti nel catasto edilizio, induce a ritenere che il pagamento in ununica soluzione entro il 17 dicembre 2012 dellIMU per i fabbricati non censiti riguardi non solo quelli a uso strumentale ma anche quelli ad uso abitativo.

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11. LA DICHIARAZIONE Lart. 13, comma 12-ter del D. L. n. 201 del 2011, prevede che i soggetti passivi devono presentare la dichiarazione entro novanta giorni dalla data in cui il possesso degli immobili ha avuto inizio o sono intervenute variazioni rilevanti ai fini della determinazione dellimposta, utilizzando il modello approvato con il decreto di cui allart. 9, comma 6, del D. Lgs. n. 23 del 2011. Questultima disposizione rinvia ad uno o pi decreti del Ministro delleconomia e delle finanze, sentita l'Associazione Nazionale Comuni Italiani, lapprovazione dei modelli di dichiarazione. Il comma 12-ter in commento stabilisce, altres, che la dichiarazione ha effetto anche per gli anni successivi sempre che non si verifichino modificazioni dei dati ed elementi dichiarati cui consegua un diverso ammontare dellimposta dovuta. La norma precisa che, con il citato decreto, saranno anche disciplinati i casi in cui deve essere presentata la dichiarazione. Sono, inoltre, fatte salve le dichiarazioni presentate ai fini dellICI, in quanto compatibili. Per gli immobili per i quali lobbligo dichiarativo sorto dal 1 gennaio 2012, previsto che la dichiarazione deve essere presentata entro il 1 ottobre 2012, poich il 30 settembre 2012 cade di domenica. Ovviamente occorre, in ogni caso, garantire al contribuente il rispetto del termine di 90 giorni previsto per la presentazione della dichiarazione. Pertanto, se lobbligo dichiarativo sorto, ad esempio, il 31 agosto il contribuente potr presentare la dichiarazione IMU entro il 29 novembre 2012. Si deve anche precisare che la dichiarazione IMU per i fabbricati rurali non censiti in catasto, di cui al comma 14-ter dellart. 13 del D. L. n. 201 del 2011, deve essere presentata entro 90 giorni dalla data del 30 novembre 2012, termine ultimo previsto dalla stessa norma ed entro il quale deve essere presentata la dichiarazione di detti immobili nel catasto edilizio. La lettura coordinata del complesso delle disposizioni in materia di dichiarazione IMU porta a concludere che stato estremamente ridotto il nucleo delle ipotesi in cui richiesta la presentazione della dichiarazione e al contempo consente di fare salvi i principi su cui si basava la dichiarazione ICI. Si ricorda che le istruzioni per la compilazione del modello di dichiarazione ICI, approvato con il decreto ministeriale del 23 aprile 2008, avevano, nellottica della semplificazione, gi esteso lesclusione dellobbligo dichiarativo oltre i casi espressamente

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previsti dal comma 53 dellart. 37 del D. L. n. 223 del 2006. Questultima disposizione stabiliva lesclusione dellobbligo di presentazione della dichiarazione nelle sole ipotesi in cui gli elementi rilevanti ai fini dellICI dipendessero da atti per i quali non erano applicabili le procedure telematiche previste dallart. 3-bis del D. Lgs. 18 dicembre 1997, n. 463, concernente la disciplina del modello unico informatico, cosiddetto MUI. Si deve, quindi, concludere che il rinvio diretto al decreto ministeriale per lindividuazione dei casi in cui persiste lobbligo dichiarativo ai fini IMU, effettuato dal comma 12-ter dellart. 13 del D. L. n. 201 del 2011, consente di raggiungere le stesse finalit a cui si era pervenuti in tema di ICI. Si ricorda, infine, che il comma 3 dellart. 91-bis del D. L. n. 1 del 2012, concernente le modalit di applicazione dellesenzione prevista per gli immobili posseduti dagli enti non commerciali di cui alla lettera i), comma 1, del D. Lgs. n. 504 del 1992, impone la presentazione di unapposita dichiarazione relativa a detti immobili.

12. LINDEDUCIBILIT DELLIMU Lart. 14, comma 1 del D. Lgs. 23 del 2011, prevede lindeducibilit dellIMU dalle imposte erariali sui redditi, vale a dire lIRPEF e lIRES, e dallimposta regionale sulle attivit produttive (IRAP).

13. RAPPORTI TRA LIMU E LE IMPOSTE SUI REDDITI LIMU, come gi anticipato al paragrafo 1, sostituisce, a norma del comma 1 del citato art. 8 del D. Lgs. n. 23 del 2011, lICI e, per la componente immobiliare, lIRPEF e le relative addizionali comunali e regionali dovute in riferimento ai redditi fondiari concernenti i beni non locati. La sostituzione dellIRPEF comporta, in via generale, che per gli immobili non locati (compresi quelli concessi in comodato duso gratuito e quelli utilizzati a uso promiscuo dal professionista) o non affittati risulta dovuta la sola IMU, mentre per quelli locati o affittati risultano dovute tanto lIMU quanto lIRPEF. Tale principio trova una parziale applicazione nellipotesi di terreni non affittati, tenuto conto della previsione di cui allart. 9, comma 9, del D. Lgs. n. 23 del 2011, laddove dispone che il reddito agrario di cui allart. 32 del TUIR continua ad essere assoggettato alle ordinarie imposte erariali sui redditi. In tale ipotesi, pertanto, risultano dovute lIRPEF e le relative 56

addizionali sul reddito agrario, mentre lIMU sostituisce lIRPEF e le relative addizionali sul solo reddito dominicale. Particolare risulta lipotesi dellabitazione principale parzialmente locata trattandosi al tempo stesso di un immobile non locato per la parte adibita ad abitazione principale e di un immobile locato per la rimanente parte. In tal caso si ritiene, sulla falsariga delle scelte interpretative operate ai fini IRPEF fino al 31 dicembre 2011, che debba applicarsi la sola IMU nel caso in cui limporto della rendita catastale rivalutata del 5% risulti maggiore del canone annuo di locazione (abbattuto della riduzione spettante ovvero considerato nel suo intero ammontare nel caso di esercizio dellopzione per la cedolare secca). Sono, invece, dovute sia lIMU che lIRPEF nel caso in cui limporto del canone di locazione (abbattuto della riduzione spettante ovvero considerato nel suo intero ammontare nel caso di esercizio dellopzione per la cedolare secca) sia di ammontare superiore alla rendita catastale rivalutata del 5%. Occorre, inoltre, sottolineare che devono, comunque, ritenersi assoggettati alle imposte sui redditi ed alle relative addizionali gli immobili esenti dallIMU, come, ad esempio, i terreni di cui allart. 7, comma 1, lett. h), del D. Lgs. n. 504 del 1992. Tale chiarimento intervenuto a seguito della modifica allart. 9, comma 9, del D. Lgs. n. 23 del 2011, effettuata dal D.L. n. 16 del 2012, in base alla quale si specifica che sono comunque assoggettati alle imposte sui redditi ed alle relative addizionali, ove dovute, gli immobili esenti dallimposta municipale propria. Ovviamente, la locuzione ove dovute finalizzata a ribadire che, nel momento in cui si verifica unesenzione ai fini IMU, devono comunque continuare ad applicarsi le regole ordinarie proprie che disciplinano lIRPEF e le relative addizionali. A tal proposito, a titolo esemplificativo, si possono richiamare le disposizioni di esenzione dallIMU per i fabbricati rurali ad uso strumentale di cui allart. 9, comma 3-bis del D. L. n. 557 del 1993, ubicati nei comuni classificati montani o parzialmente montani di cui allelenco dei comuni italiani predisposto dallIstituto Nazionale di Statistica (ISTAT), contenute nel citato comma 8, dellart. 9 del D. Lgs. n. 23 del 2011. Detta esenzione disposta ai fini IMU non determina, per, lassoggettamento di tali immobili ad IRPEF ed alle relative addizionali, poich per tali fattispecie non sono dovute le imposte sui redditi.

14. LACCERTAMENTO E LA RISCOSSIONE Anche per quanto concerne laccertamento e la riscossione necessario precisare che il legislatore, nel definire la disciplina dellIMU, ha delineato integralmente il quadro normativo 57

di riferimento applicabile alla nuova imposta, racchiudendo espressamente la disciplina delle procedure in argomento nelle disposizioni recate dallart. 13 del D. L. n. 201 del 2011 e dallart. 9 del D. Lgs. n. 23 del 2011, e operando gli opportuni richiami ad alcune norme preesistenti, sia in materia di ICI, sia in materia di disciplina generale dellaccertamento e della riscossione dei tributi locali. Va preliminarmente affermato che, grazie al rinvio operato dal comma 13, dellart. 13, del D. L. n. 201 del 2011, che fa salve le disposizioni dellart. 14, comma 6, del D. Lgs. n. 23 del 2011, i comuni mantengono la potest regolamentare generale anche in materia di accertamento e di riscossione dellIMU. Si ricorda, altres, che lart. 9, comma 5, del D. Lgs. n. 23 del 2011, fa riferimento alla possibilit di introdurre listituto dell'accertamento con adesione del contribuente, oltre agli altri strumenti di deflazione del contenzioso, sempre sulla base dei criteri stabiliti dal D. Lgs. n. 218 del 1997, prevedendo anche che il pagamento delle somme dovute possa essere effettuato in forma rateale, senza maggiorazione di interessi. Il comma 7 dellart. 9, del D. Lgs. n. 23 del 2011, stabilisce che per laccertamento, la riscossione coattiva, i rimborsi, le sanzioni, gli interessi ed il contenzioso si applicano alcune disposizioni del D. Lgs. n. 504 del 1992: lart. 11, comma 3, secondo il quale ai fini dellesercizio dellattivit di liquidazione ed accertamento i comuni possono invitare i contribuenti, indicandone il motivo, a esibire o trasmettere atti e documenti; inviare ai contribuenti questionari relativi a dati e notizie di carattere specifico, con invito a restituirli compilati e firmati; richiedere dati, notizie ed elementi rilevanti nei confronti dei singoli contribuenti agli uffici pubblici competenti, con esenzione di spese e diritti; lart. 11, comma 4, il quale prevede che con delibera della giunta comunale designato un funzionario cui sono conferiti le funzioni e i poteri per lesercizio di ogni attivit organizzativa e gestionale dellimposta; il predetto funzionario sottoscrive anche le richieste, gli avvisi e i provvedimenti, appone il visto di esecutivit sui ruoli e dispone i rimborsi. Si deve sottolineare che il mancato richiamo allart. 18-bis, D. L. 18 gennaio 1993, n. 8, convertito dalla legge 19 marzo 1993, n. 68, in base al quale i comuni erano tenuti a comunicare al Ministero delleconomia e delle finanze i nominativi dei funzionari responsabili della gestione dellICI, rende superflua la comunicazione in questione; lart. 12, comma 1, che richiama le disposizioni in tema di riscossione coattiva; lart. 14, in materia di sanzioni e interessi, il quale prevede che:

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per lomessa presentazione della dichiarazione si applica la sanzione amministrativa dal cento al duecento per cento del tributo dovuto, con un minimo di euro 51;

se la dichiarazione infedele si applica la sanzione amministrativa dal cinquanta al cento per cento della maggiore imposta dovuta; se lomissione o lerrore attengono ad elementi non incidenti sullammontare dellimposta, si applica la sanzione amministrativa da euro 51 a euro 258. La stessa sanzione si applica per le violazioni concernenti la mancata esibizione o trasmissione di atti e documenti, ovvero per la mancata restituzione di questionari nei sessanta giorni dalla richiesta o per la loro mancata compilazione o compilazione incompleta o infedele;

le sanzioni previste per lomessa e linfedele dichiarazione sono ridotte alla misura stabilita dagli artt. 16 e 17 del D. Lgs. 18 dicembre 1997, n. 472 se, entro il termine per ricorrere alle commissioni tributarie, interviene adesione del contribuente con il pagamento del tributo, se dovuto, e della sanzione;

la contestazione della violazione non collegata allammontare del tributo deve avvenire, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui commessa la violazione;

lart. 15, in materia di contenzioso, stabilisce che, contro lavviso di liquidazione, lavviso di accertamento, il provvedimento che irroga le sanzioni, il ruolo, il provvedimento che respinge listanza di rimborso pu essere proposto ricorso secondo le disposizioni di cui al D. Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546. In merito allapplicazione delle sanzioni alle violazioni IMU, si richiama lart. 13 del D. Lgs. 18 dicembre 1997, n. 471, che fissa in generale, per tutti i tributi, le sanzioni per ritardato od omesso pagamento. Tale conclusione deriva dalla lettura del comma 2 dellart. 13, il quale stabilisce che fuori dei casi di tributi iscritti a ruolo, la sanzione prevista dal comma 1 dellart. 13 si applica altres in ogni ipotesi di mancato pagamento di un tributo o di una sua frazione nel termine previsto. Ad ulteriore fondamento di tale affermazione si richiama anche lart. 16 del D. Lgs. 18 dicembre 1997, n. 473, in base al quale alle violazioni delle norme in materia di tributi locali si applica la disciplina generale sulle sanzioni amministrative per la violazione delle norme tributarie, vale a dire il D. Lgs. n. 472 del 1997 e gli artt. 13,14 e 15 del D. Lgs. n. 471 del 1997.

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Pertanto, come dispone il comma 1 dellart. 13 del D. Lgs. n. 471 del 1997, Chi non esegue, in tutto o in parte, alle prescritte scadenze, i versamenti in acconto, i versamenti periodici, il versamento di conguaglio o a saldo dellimposta risultante dalla dichiarazione, detratto in questi casi lammontare dei versamenti periodici e in acconto, ancorch non effettuati, soggetto a sanzione amministrativa pari al trenta per cento di ogni importo non versato, anche quando, in seguito alla correzione di errori materiali o di calcolo rilevati in sede di controllo della dichiarazione annuale, risulti una maggiore imposta o una minore eccedenza detraibile. Per i versamenti effettuati con un ritardo non superiore a quindici giorni, la sanzione di cui al primo periodo, oltre a quanto previsto dal comma 1 dellarticolo 13 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472, ulteriormente ridotta ad un importo pari ad un quindicesimo per ciascun giorno di ritardo. Pu essere utile precisare che lart. 13, comma 13, del D.L. n. 201 del 2011, intervenendo sulle singole disposizioni relative a ciascun tributo locale, ha definitivamente chiarito che la modifica della misura delle sanzioni applicabili nel caso di definizione agevolata, attualmente pari ad un terzo, si applica anche ai tributi locali, e, quindi, anche allIMU. Giova ricordare, infatti, che, la modifica del comma 3 dellart. 16 e del comma 2 dellart. 17 del D. Lgs. n. 472 del 1997, che ha elevato da un quarto ad un terzo la misura delle sanzioni applicabili nel caso di definizione agevolata, non risultava chiaramente applicabile anche ai tributi locali. Ci in quanto il legislatore, nellintrodurre la nuova disciplina sanzionatoria, non aveva modificato le specifiche disposizioni di ciascun tributo locale che, infatti, ancora riportavano la misura di un quarto. Va, ovviamente, affermato che, in base al principio di legalit contenuto nellart. 3, comma 1, del D. Lgs. n. 472 del 1997, le nuove misure sanzionatorie si applicano esclusivamente alle violazioni commesse a partire dalla data di entrata in vigore del D. L. n. 201 del 2011, vale a dire dal 6 dicembre 2011. Nel caso in cui, ad esempio, il comune abbia notificato avvisi di accertamento relativi allICI, per periodi, quindi, antecedenti allentrata in vigore della norma in commento, alleventuale definizione agevolata andranno applicate le sanzioni nella misura pi favorevole di un quarto, proprio perch le violazioni sanzionate con gli atti impositivi in discorso sono state commesse precedentemente al 6 dicembre 2011 Sempre in base al rinvio operato dallart. 13, comma 13, del D. L. n. 201 del 2011, si applicano, inoltre, alcune disposizioni dellart. 1, della legge n. 296 del 2006: il comma 161, il quale dispone che i comuni procedono alla rettifica delle dichiarazioni incomplete o infedeli o dei parziali o ritardati versamenti, nonch allaccertamento dufficio delle omesse dichiarazioni o degli omessi versamenti, notificando al 60

contribuente, anche a mezzo posta con raccomandata con avviso di ricevimento, un apposito avviso motivato. Gli avvisi di accertamento in rettifica e dufficio devono essere notificati, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui la dichiarazione o il versamento sono stati o avrebbero dovuto essere effettuati. Entro gli stessi termini devono essere contestate o irrogate le sanzioni amministrative tributarie, a norma degli articoli 16 e 17 del D. Lgs. 18 dicembre 1997, n. 472; il comma 162, in base al quale gli avvisi di accertamento in rettifica e dufficio devono essere motivati in relazione ai presupposti di fatto ed alle ragioni giuridiche che li hanno determinati; se la motivazione fa riferimento ad un altro atto non conosciuto n ricevuto dal contribuente, questo deve essere allegato allatto che lo richiama, salvo che questultimo non ne riproduca il contenuto essenziale. Gli avvisi devono contenere, altres, lindicazione dellufficio presso il quale possibile ottenere informazioni complete in merito allatto notificato, del responsabile del procedimento, dellorgano o dellautorit amministrativa presso i quali possibile promuovere un riesame anche nel merito dellatto in sede di autotutela, delle modalit, del termine e dellorgano giurisdizionale cui possibile ricorrere, nonch il termine di sessanta giorni entro cui effettuare il relativo pagamento. Gli avvisi sono sottoscritti dal funzionario designato dallente locale per la gestione del tributo; il comma 163, che in caso di riscossione coattiva, prevede che il relativo titolo esecutivo deve essere notificato al contribuente, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello in cui laccertamento divenuto definitivo; il comma 164 il quale dispone che il rimborso delle somme versate e non dovute deve essere richiesto dal contribuente entro il termine di cinque anni dal giorno del versamento, ovvero da quello in cui stato accertato il diritto alla restituzione. Lente locale provvede ad effettuare il rimborso entro centottanta giorni dalla data di presentazione dellistanza; il comma 165, il quale prevede che la misura annua degli interessi determinata, da ciascun ente impositore, nei limiti di tre punti percentuali di differenza rispetto al tasso di interesse legale. Gli interessi sono calcolati con maturazione giorno per giorno con decorrenza dal giorno in cui sono divenuti esigibili. Interessi nella stessa misura spettano al contribuente per le somme ad esso dovute a decorrere dalla data dell'eseguito versamento; il comma 166 in base al quale il pagamento dei tributi locali deve essere effettuato con arrotondamento alleuro per difetto se la frazione inferiore a 49 centesimi, ovvero per eccesso se superiore a detto importo;

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il comma 167 in virt del quale gli enti locali disciplinano le modalit con le quali i contribuenti possono compensare le somme a credito con quelle dovute al comune a titolo di tributi locali. Ovviamente, qualora il comune utilizzi tale facolt questa deve intendersi limitata alla sola quota IMU di spettanza del comune; il comma 168 secondo cui Gli enti locali, nel rispetto dei princpi posti dall'articolo 25 della legge 27 dicembre 2002, n. 289, stabiliscono per ciascun tributo di propria competenza gli importi fino a concorrenza dei quali i versamenti non sono dovuti o non sono effettuati i rimborsi. In caso di inottemperanza, si applica la disciplina prevista dal medesimo articolo 25 della legge n. 289 del 2002, il cui comma 4 prevede, tra laltro, che limporto minimo non pu essere inferiore a 12 euro. Tale importo deve intendersi riferito allimposta complessivamente dovuta; il comma 169 il quale introduce disposizioni in materia di deliberazioni delle tariffe e delle aliquote relative ai tributi di competenza degli enti locali. Occorre ricordare che, ai fini IMU, per lanno 2012, detta disposizione derogata dallart. 13, comma 12-bis del D. L. n. 201 del 2011 e per lanno 2013, valgono le disposizioni del successivo comma 13-bis, il cui contenuto illustrato al paragrafo 15; il comma 170 per effetto del quale gli enti locali e regionali comunicano al Ministero delleconomia e delle finanze i dati relativi al gettito delle entrate tributarie e patrimoniali, di rispettiva competenza. Per linosservanza di detti adempimenti si applicano le disposizioni di cui all'articolo 161, comma 3, del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e successive modificazioni. Con decreto del Ministero dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministero dellinterno, sono stabiliti il sistema di comunicazione, le modalit ed i termini per leffettuazione della trasmissione dei dati. Si ricorda, infine, che il comma 13 dellart. 13 del D. L. n. 201 del 2011, ha stabilito che in materia di privilegi di cui allart. 2752 del codice civile, il riferimento alla legge per la finanza locale si intende effettuato a tutte le disposizioni che disciplinano i singoli tributi comunali e provinciali e, quindi, anche allIMU.

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15. LINVIO DEI REGOLAMENTI E DELLE DELIBERE DI APPROVAZIONE DELLE ALIQUOTE Lart. 13, comma 15, del D.L. n. 201 del 2011, prevede che, a decorrere dallanno d'imposta 2012, tutte le deliberazioni regolamentari e tariffarie relative alle entrate tributarie degli enti locali devono essere inviate al Ministero dell'economia e delle finanze, Dipartimento delle finanze, entro il termine di cui allart. 52, comma 2, del D. Lgs. n. 446 del 1997, e comunque entro trenta giorni dalla data di scadenza del termine previsto per l'approvazione del bilancio di previsione. Il mancato invio delle predette deliberazioni nei termini previsti dal primo periodo sanzionato, previa diffida da parte del Ministero dellinterno, con il blocco, sino alladempimento dellobbligo dellinvio, delle risorse a qualsiasi titolo dovute agli enti inadempienti. La norma in commento prevede altres che il Ministero delleconomia e delle finanze pubblichi, sul proprio sito informatico, le deliberazioni inviate dai comuni e che la pubblicazione sostituisce lavviso in Gazzetta Ufficiale previsto dallart. 52, comma 2, terzo periodo, del D. Lgs. n. 446 del 1997. Occorre precisare che per lattivazione delle disposizioni in questione deve essere emanato un decreto del Ministero dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministero dellinterno, di natura non regolamentare per stabilire le modalit di attuazione, anche graduale, di tutte le disposizioni contenute nel comma 15. Pertanto, fino allemanazione del predetto decreto non trova applicazione il regime sanzionatorio appena delineato. Come gi anticipato con nota n. 5343 del 6 aprile 2012, pubblicata sul sito internet www.finanze.gov.it, nelle more della realizzazione di tale sistema, al fine di consentire la pubblicazione dei provvedimenti concernenti lIMU (regolamenti e delibere di approvazione delle aliquote) sul sito internet del Ministero, si richiede che la trasmissione degli stessi venga effettuata esclusivamente in via telematica mediante inserimento nel portale del federalismo fiscale allindirizzo: www.portalefederalismofiscale.gov.it. Si ricorda, peraltro, che il comma 13-bis dellart. 13 del D. L. n. 201 del 2011, ha previsto che, a decorrere dallanno di imposta 2013, le deliberazioni di approvazione delle aliquote e della detrazione dellIMU devono essere inviate esclusivamente per via telematica per la pubblicazione nello stesso sito informatico previsto per la pubblicazione delle deliberazioni in materia di addizionale comunale allIRPEF. Lefficacia delle deliberazioni relative allanno di imposta 2013, decorre dalla data di pubblicazione nel sito informatico in questione e gli effetti delle deliberazioni stesse retroagiscono al 1 gennaio dellanno di 63

pubblicazione nel sito informatico, a condizione che detta pubblicazione avvenga entro il 30 aprile dellanno a cui la delibera si riferisce. A tal fine, linvio deve avvenire entro il termine del 23 aprile. In caso di mancata pubblicazione entro il termine del 30 aprile, le aliquote e la detrazione si intendono prorogate di anno in anno. Il Direttore Generale delle Finanze Fabrizia Lapecorella

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