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04/10/2012 10:40

PRODURRE STATI FALLITI!


pericolo di sviluppare una democrazia sociale in Brasile nel 1960, e la sua repressione attraverso il sostegno degli Stati Uniti alla controrivoluzione e allinstaurazione di una dittatura militare). Aggiungete a ci la necessit per gli imprenditori legati al complesso militare-industriale di promuovere le missioni per giustificare un aumento dei bilanci della difesa e la piena cooperazione dei mass media a questa attivit, e otterrete una realt terrificante.

Durante la guerra del Vietnam, sopra lingresso di una base americana si poteva leggere: Killing is our business, and business is good (Uccidere il nostro mestiere e gli affari vanno bene). E in effetti, gli affari andarono molto bene in Vietnam (cos come in Cambogia, Laos e Corea), dove si contarono a milioni i civili uccisi. In realt gli affari si mantennero buoni, anche dopo la guerra del Vietnam. I massacri sono continuati in tutti i continenti, sia direttamente che tramite proxies [mercenari], ovunque la sicurezza nazionale degli Stati Uniti bisognasse di basi, guarnigioni, assassini, invasioni, campagne di bombardamenti o di sostenere regimi assassini e autentiche reti terroristiche transnazionali, in risposta alla minaccia terroristica che continua a sfidare il povero pietoso gigante. Nel suo eccellente libro sullingerenza degli Stati Uniti in Brasile (United States Penetration of Brazil, Pennsylvania University Press, 1977), Jan Knippers Black aveva dimostrato gi anni fa, come laccezione sorprendentemente elastica del concetto di sicurezza nazionale pu essere estesa, in funzione di quale nazione, quale classe sociale o istituzione si riferisca. Al punto che proprio coloro la cui ricchezza e potere dovrebbe in linea di principio garantire la sicurezza, sono quelli maggiormente paranoici e che, con i loro frenetici sforzi per garantire la propria sicurezza, generano loro stessi la loro propria [parziale] distruzione. (La sua opera affrontava il

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In realt il suddetto gigante falsamente paranoico si impegnato a capofitto nella produzione di pretesti per credibili minacce, soprattutto dopo il crollo dellimpero del male, che il paese aveva sempre sostenuto di contenere. Grazie a dio, dopo alcuni tentativi episodici di focalizzare lattenzione sul narco-terrorismo e sulle armi di distruzioni di massa di Saddam Hussein, il terrorismo islamico caduto dal cielo per offrire alla defunta minaccia un degno successore, derivante naturalmente dallos-

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tilit del mondo arabo alle libert americane e dal suo rifiuto di consentire la possibilit a Israele di negoziare la pace e risolvere pacificamente i suoi disaccordi con i palestinesi. Oltre a rendere pi efficaci i massacri e il soldo dei mercenari che ne deriva, gli Stati Uniti sono diventati de facto il pi maggior produttore di Stati falliti, su scala industriale. Per Stato fallito, intendo uno Stato che, dopo esser stato schiacciato militarmente o reso ingovernabile a causa di una destabilizzazione politica o economica che lo getti nel caos, ha quasi sicuramente perso la capacit (o il diritto) di ricostruirsi e di soddisfare le legittime aspirazioni dei suoi cittadini. Naturalmente, questa abilit degli Stati Uniti non nasce ieri: come dimostra la storia di Haiti, della Repubblica Dominicana, di El Salvador, del Guatemala o degli Stati dellIndocina, dove i massacri hanno funzionato cos bene. Inoltre, abbiamo visto di recente una recrudescenza incredibile nella produzione di Stati falliti, di tanto in tanto senza ecatombe, come ad esempio nelle repubbliche exsovietiche e in tutta una serie di paesi dellEuropa dellest, dove la riduzione dei salari e laumento vertiginoso del tasso di mortalit sono frutto diretto dalla terapia durto e del saccheggio generalizzato e semi-legale delleconomia e delle risorse, da parte di lite sostenute dallOccidente, ma anche pi o meno organizzate e sostenute a livello locale (privatizzazioni a tutto campo, corruzione a livelli esorbitanti). Unaltra cascata di Stati falliti origina dagli interventi umanitari e dai cambi di regime guidati dalla NATO e dagli Stati Uniti in modo pi aggressivo che mai dopo il crollo dellUnione Sovietica (vale a dire dopo la scomparsa di una forza di contenimento estremamente importante anche se molto limitata). Qui, lintervento umanitario in Jugoslavia servito da modello. Bosnia, Serbia e Kosovo sono diventati Stati falliti, altri sono usciti stremati, tutti assoggettati allOccidente o alla sua piet: una base militare statunitense monumentale sorta da subito in Kosovo,

eretta sulle rovine di quello che un tempo era uno Stato socialdemocratico indipendente. Questa bella dimostrazione di merito per lintervento imperialista ha inaugurato la produzione di una nuova serie di stati falliti: Afghanistan, Pakistan, Somalia, Iraq, Repubblica Democratica del Congo, Libia, mentre oggi in corso un programma simile in Siria e un altro si appresta per la gestione della cosiddetta minaccia iraniana, nel tentativo di far rivivere i giorni felici della dittatura filo-occidentale dello Shah. Questi fallimenti programmati hanno di solito in comune i segni caratteristici della politica imperiale e una proiezione di potenza dellimpero. Il copione prevede: la comparsa e/o legittimazione (o riconoscimento ufficiale) di una ribellione etnica armata che si atteggia a vittima, la quale conduce contro le autorit del proprio paese azioni terroristiche volte a provocare apertamente una reazione violenta da parte delle forze governative e che invoca immancabilmente le forze dellimpero a soccorrerla. Mercenari stranieri vengono generalmente assoldati per aiutare i ribelli, mercenari e ribelli indigeni vengono armati, addestrati e sostenuti logisticamente dalle potenze imperiali. Queste ultime si impegnano a incoraggiare e sostenere le iniziative dei ribelli il tanto per giustificare la destabilizzazione, i bombardamenti e, infine, il rovesciamento del regime bersaglio. Il processo stato eclatante durante tutto il periodo dello smantellamento della Jugoslavia e nella produzione di Stati falliti che seguirono. Le potenze della NATO, mirando alla disgregazione della Jugoslavia e al crollo della sua componente pi importante e indipendente, vale a dire la Serbia, hanno incoraggiato alla ribellione gli elementi nazionalisti delle altre repubbliche della federazione, per le quali il sostegno o limpegno militare della NATO sul terreno era un fatto acquisito. Il conflitto fu lungo e vir verso la pulizia etnica, ma per quanto concerne la distruzione della Jugoslavia e la produzione di Stati

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falliti, fu un successo (vedi Herman e Peterson,The Dismantling of Yugoslavia, Monthly Review, ottobre 2007). Stranamente, con lapprovazione e la collaborazione dellamministrazione Clinton e dellIran che si importarono tra gli altri mercenari, degli elementi di Al Qaeda in Bosnia e poi in Kosovo, per aiutare a combattere il paese obiettivo: la Repubblica di Serbia. Ma Al-Qaeda appariva anche tra le fila dei combattenti per la libert impegnati nella campagna di Libia, ed anche un componente riconosciuto (ora perfino dal New York Times, anche se con un po di ritardo) del cambiamento di regime programmato in Siria (Rod Nordland, Al Qaeda Taking Deadly New Role in Syria Conflict, New York Times, 24 luglio 2012). Certo, Al Qaeda era precedentemente stata al centro del cambiamento di regime in Afghanistan [1996] e un elemento chiave nella svolta dell11 settembre (Bin Laden, capo dei ribelli sauditi di primo piano, dapprima sostenuto dagli Stati Uniti, si sarebbe poi rivoltato contro di loro, da cui venne demonizzato ed eliminato). Questi programmi comportano sempre una gestione sapiente delle atrocit, che permette di accusare il governo aggredito di aver commesso atti di violenza gravi contro i ribelli e i loro sostenitori, cos da demonizzarlo efficacemente per giustificare un intervento massiccio. Questo metodo ha avuto un ruolo fondamentale durante le guerre di dissoluzione della Jugoslavia, e probabilmente ancora di pi nella campagna di Libia e di quella in Siria. E un metodo che deve molto anche alla mobilitazione delle organizzazioni internazionali che sono attivamente coinvolte in questa demonizzazione denunciando le atrocit attribuite ai leader riconosciuti, perseguendoli e condannandoli penalmente. Nel caso della Jugoslavia, il Tribunale penale internazionale per lex Jugoslavia (ICTY), istituito dalle Nazioni Unite, ha lavorato mano nella mano con le potenze della NATO per assicurare che la sola messa in stato daccusa delle autorit serbe fosse sufficiente a giustificare qualsiasi azione che gli Stati Uniti e la NATO avessero deciso di intraprendere. Esempio

mirabile di questa meccanica, la messa in stato di accusa di Milosevic da parte del Procuratore del ICTY, lanciata proprio quando (nel maggio 1999) la NATO decideva di bombardare deliberatamente le infrastrutture civili serbe per accelerare la resa della Serbia, bombardamenti che costituivano crimini di guerra condotti in piena violazione della Carta delle Nazioni Unite. Eppure fu proprio il processo a Milosevic che permise ai media di distogliere lattenzione pubblica dagli abusi illegali della NATO. Allo stesso modo, alla vigilia dellattacco alla Libia da parte della NATO, il procuratore della Corte penale internazionale (CPI) si affrett a promuovere unazione giudiziaria contro Muammar Gheddafi senza aver mai chiesto unindagine indipendente, rendendo di pubblico dominio che la Corte penale internazionale non aveva perseguito nessun altro che i leader africani non allineati con lOccidente. Questo modo curioso di gestione della legalit una risorsa preziosa per i poteri imperiali ed estremamente utile in un contesto di cambiamento di regime, come nella produzione di Stati falliti. Sono anche coinvolte delle organizzazioni umanitarie o di promozione della democrazia apparentemente indipendenti, come Human Rights Watch, lInternational Crisis Group e lOpen Society Institute, che regolarmente si uniscono alla processione imperiale, facendo linventario dei soli crimini correlati al regime obiettivo e ai suoi dirigenti: cosa che contribuisce in modo significativo alla polarizzazione dei media. Linsieme consente di creare un ambiente morale favorevole a un intervento pi aggressivo in nome della difesa delle vittime. Poi si aggiunge che, nei paesi occidentali, le denunce o le accuse di atrocit che rafforzano le immagini di vedove in lutto e rifugiati indigenti, le prove apparentemente attendibili di abusi odiosi e lemergere di un consenso attorno alla responsabilit di proteggere le vittime del conflitto commuove profondamente gran parte dei circoli di sinistra

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e libertari. Molti di loro vengono ad ululare con i lupi contro il regime bersaglio, ed esigono lintervento umanitario. Gli altri in genere sprofondano nel silenzio, certo perplesso, ma pregno soprattutto della paura di essere accusati di sostenere il dittatore. Largomento degli interventisti che, a costo di apparire sostenitori dellespansionismo imperialista, talvolta occorre fare uneccezione se le cose sono particolarmente gravi e se tutti sono indignati e chiedono un intervento. Ma bisogna, per dimostrarsi autenticamente di sinistra, tentare una micro-gestione degli interventi per contenere lattacco imperiale, esigendo per esempio che ci si attenga allinterdizione di una no-fly zone come in Libia. Ma gli Stati Uniti stessi non sono che un caso, dei peggio riusciti, di produzione di tali Stati falliti. Ovviamente, nessuna potenza straniera li ha mai schiacciati militarmente, ma la base della sua popolazione ha pagato un tributo pesante al sistema di guerra permanente. Qui, lelite militare, cos come i suoi alleati nel mondo dellindustria, della politica, della finanza, dei media e gli intellettuali, hanno contribuito ampiamente ad aggravare la povert e il disagio generalizzato dovuto alla disintegrazione dei servizi pubblici e allimpoverimento del paese; la classe dirigente, paralizzata e compromessa, incapace di rispondere adeguatamente alle esigenze e alle aspettative dei suoi cittadini, nonostante il costante aumento della produttivit pro capite del PNL. Le eccedenze sono completamente dirottate verso il sistema di guerra permanente e dal consumo e larricchimento di una piccola minoranza, che lotta in modo aggressivo per realizzare la captazione non solo delle eccedenze, ma fino al trasferimento diretto delle entrate, delle propriet e dei diritti pubblici della stragrande maggioranza dei suoi concittadini (in difficolt). In quanto Stato fallito, come in molti altri campi, gli Stati Uniti sono una nazione senza dubbio deccezione!

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