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Prof.

Luigi Filippelli
Dal ModelloAtomico allaConfigurazione
Elettronica
In Principio Era Il Panettone
• JJ Thomson Scopre Gli Elettroni

In questo modello la carica


Nel tubo c’è gas rarefatto. positiva è concentrata in una
Si produce una scarica elettrica proveniente dal sfera centrale mentre gli
catodo. Questi raggi catodici dovevano essere elettroni sono poggiati sopra
costituiti da particelle di carica negativa ovvero un po’ come “l’uvetta sul
gli elettroni. panettone”(PUDDING)
Poi venne Rutherford ed il suo esperimento
La maggior parte delle particelle α passa NON deviata L’atomo è per la maggior parte vuoto

Alcune particelle α vengono Il Nucleo è positivo come le particelle α


deviate ad angoli piccoli

Occasionalmente alcune Nel Nucleo è concentrata la massa


particelle α ritornano indietro dell’Atomo
Ipotizzò dunque che l’atomo potesse somigliare al sistema solare in cui gli
elettroni ruotano attorno al nucleo.
Tuttavia la stabilità degli atomi non era
giustificata. L’elettrone dovrebbe perdere
energia attirato dalla carica elettrica
positiva e cadere sul nucleo emettendo
radiazioni continue.
L’atomo invece nella realtà è stabile ed
emette solo determinate lunghezze
d’onda.
Bohr, l’atomo di Idrogeno e la quantizzazione
Avvalendosi della teoria dei Lo spettro di
quanti e studiando l’atomo di emissione
dell’Idrogeno
Idrogeno, superò i limiti del rarefatto
modello di Rutherford mostra solo 4
bande nel
visibile
• Bohr dunque penso’ che l’emissione
di luce da parte degli atomi
dipendeva dagli elettroni che
ruotavano attorno al nucleo.
• L’elettrone percorre solo
determinate orbite circolari.
• La sua energia puo’ aumentare o
diminuire solo per quantita’ ben
precise, se acquista energia salta
verso un’orbita piu’ esterna, se cede
energia salta verso un’orbita piu’
interna.
Conseguenze modello di Bohr - I
Un elettrone su orbita quantizzata non e-
+
emette energia.
e- e-
Un elettrone può cambiare orbita
emettendo o assorbendo un quanto con
energia pari alla differenza fra le
energie dei livelli. Quando l’elettrone
cade su un livello di energia inferiore
l’atomo emette una luce caratteristica e
la luce emessa compare nello spettro.
Conseguenze modello di Bohr - II

ELETTRONI

1
2
PERCORRONO SOLO
SONO PERMESSE SOLO
DETERMINATE
ALCUNE ORBITE CHE
ORBITE CIRCOLARI DETTE
POSSIEDONO DETERMINATE
STAZIONARIE
ENERGIE SI DICE CHE SONO
QUANTIZZATE

SE FORNIAMO ENERGIA AGLI ATOMI 4


GLI ELETTRONI SALTERANNO SU
UN’ORBITA CHE AVRA’ UN L’ELETTRONE TORNERA’ AD UN
LIVELLO ENERGETICO PIU’ ALTO LIVELLO ENERGETICO PIU’ BASSO
(STATO ECCITATO) (STATO STAZIONARIO) E L’ATOMO EMETTERA UNA RADIAZIONE
CARATTERISTICA: UNA RIGA NELLO
SPETTRO .
Il modello atomico di Bohr risultò valido solo per spiegare il
comportamento dell’idrogeno che ha un unico elettrone
Sommerfeld introduce le
Gli elettroni sono distribuiti
Orbite ELLITTICHE
intorno al nucleo in strati
circolari concentrici e situati
a varie distanze da esso.
Questi strati sono detti anche
orbite o livelli energetici e
rappresentano l’energia degli Si rese necessaria l’introduzione di un altro
elettroni. Più gli elettroni sono numero quantico:
distanti, maggiore è la loro il numero quantico secondario l che determina
energia. la forma dell’orbita descritta dall’elettrone
Studi successivi portarono all’introduzione del
numero quantico magnetico m e del numero
quantico di spin s
Gli elettroni hanno una doppia natura:
corpuscolare e ondulatoria
Gli elettroni sono legati al nucleo dall’attrazione A ogni salto di orbita si ha una transizione
elettrostatica che si instaura tra le cariche positive e energetica, ovvero emissione di energia
sotto forma di fotone.
negative.
Gli elettroni sono sistemati in livelli di energia crescenti,
denominati strati o gusci elettronici.

I livelli sono n=1, n=2, n=3, n=4, n=5, n=6, n=7.


Questi sette livelli di energia sono in grado di descrivere
la struttura elettronica di tutti gli elementi della tavola
periodica

Ciascun livello di energia è suddiviso in uno o più


sottolivelli, designati con le lettere s, p, d, f.
Il principio di indeterminazione di Heisenberg e il modello ad Orbitali

Non è possibile conoscere a ogni istante,


contemporaneamente, la posizione e la
velocità di un elettrone

NO orbite precise

SI orbitali probabilistici
La funzione d’onda e i numeri quantici
Le onde che si propagano con l’elettrone L’equazione d’onda di Schrödinger fornisce
in moto nell’atomo possono essere informazioni sulla probabilità di trovare
descritte da una funzione matematica
proposta da Schrödinger nel 1926: è
l’elettrone in un punto particolare dello spazio
l’equazione d’onda di Schrödinger intorno al nucleo.

Soluzione grafica
La funzione d’onda e i numeri quantici II
La funzione d’onda contiene tre numeri interi,
detti numeri quantici (n, l e m) che definiscono lo L’orbitale è una funzione d’onda elettronica caratterizzata da
stato quantico dell’elettrone e ne specificano il una particolare terna di valori di n, l e m.
valore di una proprietà.

Numero quantico principale (n), specifica il livello energetico di un


elettrone nell’atomo;
Numero quantico secondario (l) o angolare o azimutale, indica la forma
dell’orbitale in cui si trova un elettrone (s, p, d, f);
Numero quantico magnetico (m), specifica l’orientamento
dell’orbitale;numero orbitali per tipo.
Numero quantico magnetico di spin (ms), indica il verso di rotazione
dell’elettrone in un orbitale.
La forma degli orbitali

La superficie di contorno degli orbitali s è una sfera il


cui volume aumenta all’aumentare del numero
quantico principale n.

La superficie di contorno degli


orbitali p è un doppio lobo che si
espande lungo gli assi x, y e z.
La forma degli orbitali II
Sono presenti cinque orbitali d per ogni livello
energetico
quattro di essi hanno 4 lobi, il quinto è
differente

•Sono presenti sette orbitali f per ogni livello


energetico
• quattro di essi hanno 8 lobi, gli altri tre hanno 2 lobi e
1 anello
Riepilogo

Numero Quantico di Spin


Configurazione elettronica
Electronic structure
Ogni atomo, cioè ogni elemento, è caratterizzato da una specifica disposizione degli elettroni nei suoi livelli e
sottolivelli energetici (ORBITALI). Tale distribuzione prende il nome di configurazione elettronica dell’atomo.
Ogni orbitale è rappresentato da un quadratino (☐).
Per mostrare gli elettroni si usano le frecce (↑, ↓) e
per disegnare le frecce ci sono tre regole

1. Ogni orbitale può contenere al massimo due elettroni,


purché di spin opposto (principio di esclusione di Pauli);

2. Si occupano prima gli orbitali a più bassa energia e poi


quelli a energia più elevata (principio della costruzione
progressiva o di Aufbau);

3. se ci sono orbitali della stessa energia, prima si colloca


un elettrone su ciascun orbitale vuoto e poi si completano
gli orbitali semipieni (regola di Hund).
Configurazione elettronica
Electronic structure

3. se ci sono orbitali della stessa energia, prima si


colloca un elettrone su ciascun orbitale vuoto e poi si
completano gli orbitali semipieni (regola di Hund).
Configurazione elettronica
Orbitale vuoto / empty orbital

Orbitale semipieno / half full (empty) orbital

Orbitale pieno / full orbital

1 orbitale s (l = 0; m = 0)  2 e-

3 orbitali p (l = 1; m = -1; 0; +1)  6 e-

5 orbitali d (l = 2; m = -2; -1; 0; +1; +2)  10 e-

7 orbitali f (l = 3; m = -3; -2; -1; 0; +1; +2; +3)  14 e-


Configurazione elettronica

La successione degli orbitali in cui sistemare gli


elettroni in ordine di energia crescente è:
Es. Ca Z = 20 Ca 1s22s22p63s23p64s2 , [Ar]4s2

n=4
E
N
2 e-
E
R
G
n=3
I 8 e-
A

n=2 8 e-

n=1 2 e-
s p d f
ORBITALI
Prof. Luigi Filippelli
Dal ModelloAtomico allaConfigurazione
Elettronica

GRAZIE