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Management sistemico

vitale
Corso di Management

2008-2009

Prof. Sergio Barile

6a Lezione del 25 marzo 2009

Scelte e decisioni in ambito


complesso

08/02/15

Lezione numero 6

Con il termine abduzione, in quel che segue, non si


intende, in linea con le riflessioni Aristoteliche, riferirsi
ad una forma alternativa di ragionamento sillogistico
quanto,
piuttosto,
proseguendo
sulla
base
dellinterpretazione di Peirce, considerare linferenza
abduttiva come il primo passo del ragionamento
scientifico, e quindi
come lunica vera forma di
ragionamento suscettibile di accrescere la conoscenza,
ovvero di ipotizzare nuove idee, di indovinare, di
prevedere possibili soluzioni ad un problema. Quindi,
sebbene anche le altre forme di inferenza concorrano a
realizzare
un
accrescimento
della
conoscenza,
labduzione lunica forma che pu attivare il processo
virtuoso di soluzione.

Abduzione (1)
08/02/15

Lezione numero 6

Occorre osservare che per abduzione non deve


intendersi un semplice sinonimo di intuizione, dove
lintuizione pu avere un carattere quasi irrazionale,
ossia di assoluta discontinuit con ogni logica formale,
indicando quel tipo di conoscenza immediata che non si
avvale del ragionamento o della conoscenza sensibile.
Essa rappresenta una forma di sapere non spiegabile a
parole, che si rivela per lampi improvvisi e si produce
nella mente umana in modo trascendente. Labduzione,
invece, sconta un forte legame con la variet
informativa posseduta dal soggetto decisore, discende
necessariamente dalle cose che lindividuo gi conosce,
dal contesto che vive, dalle influenze di cui, in quel
momento, egli risente.

Abduzione (2)
08/02/15

Lezione numero 6

Cos, mentre lintuizione interviene in un modo che


potrebbe definirsi a-contestualizzato, quasi in uno stato
di coscienza alterata, labduzione conserva un suo
stringente legame con ci che costituisce il patrimonio
di conoscenze del soggetto e il contesto problematico in
essere; ha, inoltre, una stretta attinenza con le priorit
relazionali del soggetto decisore. Labduzione, dal greco
(apaggh), nella logica formale, definita
come il sillogismo in cui la premessa maggiore certa,
mentre la premessa minore probabile, per cui anche
la conclusione solo probabile. Il Vocabolario
Treccani, Istituto della Enciclopedia Italiana, Vol. I, p.
11.

Abduzione (3)
08/02/15

Lezione numero 6

Linduzione un procedimento che partendo da singoli casi


particolari presume di poter stabilire una legge universale. Secondo
il pensiero Aristotelico linduzione ha il compito di innescare
lintuizione. Alla concezione di induzione intesa quale passaggio dal
particolare alluniversale si progressivamente sostituita, nella
interpretazione volgarizzata, una concezione diversa, che definisce
linduzione come inferenza ampliativa ma solo probabile, laddove
la deduzione definita come una inferenza non ampliativa ma
necessaria. Cos, sapendo che: a) Avendo abbassato il prezzo di un
prodotto x sono aumentate le vendite; b) Avendo abbassato il
prezzo del prodotto y sono aumentate le vendite; c) Avendo
abbassato il prezzo del prodotto z sono aumentate le vendite; si
pu concludere che: ogni qualvolta si abbassa il prezzo di un
prodotto le vendite aumentano.

Induzione (1)
08/02/15

Lezione numero 6

Ci detto, ai fini del presente lavoro, il concetto di induzione


adottato risulta essere in linea con quanto sostenuto da
Nelson Goodman, il quale ritiene che la conoscenza scientifica non
consista in una osservazione passiva ma in una attivit costruttiva e
dinamica. Essa costituita dalla progressiva scrittura di una mappa
schematica e selettiva della realt, ottenuta soprattutto per
induzione. Consentendo il recupero di quanto affermato al
precedente punto 1, egli afferma che la pratica effettiva della
crescita di conoscenza, cos come storicamente si sviluppata,
essenzialmente comprova il valore di unipotesi (il momento
abduttivo). La validit dellinduzione si basa, pertanto, non sulla sua
validit logica (come sosteneva Aristotele), n sulla sua conformit
alla natura della mente umana (come sosteneva Hume), ma sulla
verit comune (come gi sosteneva il fondatore dellinduttivismo,
Socrate), che si sviluppa nel tempo e che risponde alle domande
poste
da
una
specifica
comunit
umana
individuando
dinamicamente ipotesi risolutive da sottoporre a verifica.

Induzione (2)
08/02/15

Lezione numero 6

Linduzione, dal greco (epagogh),


definita come un procedimento logico, opposto a
quello della deduzione, per cui dallosservazione di
casi particolari si sale ad affermazioni universali .
Il Vocabolario Treccani, Istituto della Enciclopedia
Italiana, Vol. II, p. 873.
In linea con il punto di vista qui adottato, la citata
posizione Aristotelica risulta essere una conferma
del fatto che anche la saggezza greca aveva
contezza di possibili cicli composti da fasi di
intuizione seguite da intuizioni e viceversa.

Induzione (3)
08/02/15

Lezione numero 6

Del 1954 il volume Fatti, ipotesi, previsioni dove,


partendo dal problema dei condizionali controfattuali e
dimostrando che una legge (scientifica) viene accettata
come vera prima che siano stati determinati tutti i casi
che la esemplificano, Goodman mette in luce quello che
chiama il nuovo enigma dellinduzione: data una
qualsiasi ipotesi universale confermata da certe
testimonianze disponibili, sempre possibile costruire
unipotesi incompatibile con la prima ma ugualmente ben
confermata in base alle stesse testimonianze o fatti
disponibili.
Questo risultato sposta la domanda a
quando lecito proiettare un predicato (o ipotesi)
piuttosto che un altro; per Goodman la risposta sta nel
fatto che un predicato pi trincerato di un altro, ovvero
ha una storia e un uso pi consolidato.

Induzione (4)
08/02/15

Lezione numero 6

Questo comporta un significativo avvicinamento alle tesi esposte nel


presente volume che, basando lavvio del percorso di conoscenza su
un momento abduttivo e quindi legando lintero processo di
conoscenza al soggetto ed al suo contesto. Goodman esplicita ancor
meglio il proprio pensiero sostenendo quanto segue: Trovo
alimento per il pensiero nella somiglianza tra il ruolo degli schemi
nella visione cos come li analizza Gombrich e il ruolo del linguaggio
nella predicazione cos come lo intendo io. Gli schemi e i predicati
proiettati sono simili per il fatto che allinizio vengono adottati a
caso, poi sono rivisti e sistematizzati nel corso dellesperienza;
inoltre, gli schemi che sopravvivono fino a diventare stereotipi
informano la nostra percezione cos come i predicati che diventano
trincerati informano il nostro pensiero e il nostro comportamento
predittivo. Tratto da Wollheim R., Painting as an Art, Princeton
University Press, Princeton (New Jersey) 1990, p. 361, nota
18.Estratto da "http://it.wikipedia.org/wiki/Nelson_Goodman"

Induzione (5)
08/02/15

Lezione numero 6

La forma classica di ragionamento deduttivo, studiata


gi da Aristotele, il sillogismo, nel quale la deduzione
si configura come un ragionamento che discende da
premesse universali portando a conclusioni particolari.
Aristotele distingue peraltro la deduzione generalmente
intesa rispetto alla dimostrazione (o deduzione
perfetta), la quale consiste in un sillogismo le cui
premesse sono vere, e pertanto vera sar anche la
conclusione. Ma occorre ricordare che una deduzione
rimane valida anche nel caso di un sillogismo le cui
premesse non sono vere, ma solamente probabili:
proprio infatti della deduzione il carattere di rigorosa
necessit per cui si passa da una premessa a una
conclusione.

Deduzione (1)
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Lezione numero 6

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Questa ultima descrizione del concetto quella che


si dimostra sufficiente ai nostri fini. Intanto, perch
ne deriva una rappresentazione che sembra
qualificare la deduzione (ancor pi che labduzione
e linduzione) come uno strumento da utilizzare
laddove esistano una serie di fatti (di indizi) da
mettere logicamente insieme; poi, perch lascia
intendere che essa si qualifichi come modalit utile
in un processo di conoscenza allorquando occorra
tener conto di specifiche premesse e procedere da
queste per ottenere ulteriori proposizioni.

Deduzione (2)
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Lezione numero 6

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Ci che essenziale ai fini della nostra trattazione


ribaltare la posizione che porta a ritenere che il
momento deduttivo debba intervenire solo quando si
disponga di premesse qualificate, vere o false che siano.
Esso deve ritenersi, invece, costantemente attivo, deve
poter intervenire su ipotesi abduttive per preparare le
condizioni utili alla applicazione di una fase induttiva,
piuttosto che intervenire dopo una fase induttiva e
suggerire proposizioni che vanno ad innescare una
ulteriore abduzione. Addirittura, non da escludere che
la fase deduttiva possa essere reiterata anche pi volte,
ossia che si verifichino casi in cui siano prodotte
proposizioni derivandole da proposizioni che erano state
appena dedotte da proposizioni prima dedotte e cos via.

Deduzione (3)
08/02/15

Lezione numero 6

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Da

questa sintetica descrizione dei possibili modi del


conoscere, risulta evidente che il percorso qui condiviso, in
linea con le riflessioni di Herschel prima e di Whewell dopo,
presuppone che per un dato un problema, in ragione della
natura dello stesso, dellappartenenza alluna piuttosto che
allaltra area problematica, sia possibile addivenire ad una
serie di azioni atte a risolverlo e che normalmente dette
azioni attraversano cicli ripetuti che vedono alternarsi fasi di
abduzione, di induzione e di deduzione. La composizione dei
diversi cicli porta necessariamente ad individuare in una
curva di inviluppo (vedi Figura 2.1) una sequenza che
potremmo definire normale, in cui sono riassumibili in una
stretta ordinalit tra le diverse fasi - riconoscendo al percorso
di conoscenza una univocit di sviluppo progressivo delle
modalit di inferenza -, prima la fase abduttiva, poi quella
induttiva ed infine quella deduttiva.

Deduzione (4)
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Lezione numero 6

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La deduzione definita come il processo


logico nel quale, date certe premesse e
certe regole che ne garantiscono la
correttezza, una conclusione consegue
come logicamente necessaria; in questo
senso sono forme di deduzione il sillogismo
e
la
dimostrazione
matematica.
Il
Vocabolario
Treccani,
Istituto
della
Enciclopedia Italiana, Vol. II, p. 28.

Deduzione (5)
08/02/15

Lezione numero 6

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Come si detto, tanto nelle attivit di ricerca scientifica quanto


nella vita quotidiana, il processo decisionale richiede di dover
passare per le seguenti fasi:
non si ancora focalizzato il problema (caos);
non si sa cosa fare (complessit), ci si pu basare solo su
credenze, convinzioni, valori posseduti per orientarsi verso la scelta
(momento abduttivo);
si ha una ipotesi risolutiva possibile ma necessario verificarla
(complicazione), dallo Schema interpretativo generale che
rappresenta lipotesi di lavoro si passa ad uno Schema interpretativo
di sintesi che formalizza un modello da sottoporre a verifica
(momento induttivo);
la verifica ha dato esito positivo, il modello converge verso la
soluzione, si pu procedere alla codifica di uno Schema
interpretativo di sintesi (semplificazione) da poter utilizzare
ogniqualvolta si presentano problemi analoghi a quello risolto
(momento deduttivo).

Riepilogo
08/02/15

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