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it/ilbo I tagli fanno paura anche alle universit francesi 6 luglio 2012 Non solo le universit italiane soffrono per i tagli della spesa pubblica: secondo la Corte dei conti francese molte universit hanno gravi problemi di bilancio. Nel 2012 rischia di esserci un ammanco di 120 milioni di euro rispetto alle necessit, un deficit che riguarda circa un quarto delle 80 istituzioni universitarie attive oggi oltralpe. Tra i motivi degli ammanchi sembra innanzitutto esserci una sostanziale sottostima dei costi del personale, aumentati a causa di meccanismi automatici di adeguamento (45 milioni); il sistema sconta inoltre il congelamento di finanziamenti per circa 70 milioni, inseriti nellultima legge finanziaria della presidenza Sarkozy ma non ancora erogati, e dei quali non si sa al momento se saranno effettivamente trasferiti. Un discorso a parte vale per le Grandes coles, che in Francia costituiscono un percorso prestigioso e per molti versi parallelo rispetto alle universit, e di cui un esempio la famosa Ena, la scuola per alti funzionari dove si forma llite della funzione pubblica e che ha diplomato tre degli ultimi cinque presidenti della Repubblica. Dal 2007 anche in Francia gli atenei godono di autonomia nelle spese, ma il loro bilancio coperto dallo stato per circa il 90%. Secondo le stime in questo momento nelle casse delle universit ci sono fondi sufficienti a garantire appena un mese di funzionamento: ben al di sotto del normale livello di sicurezza finanziaria. E non finita: il 2013 potrebbe rivelarsi ancora peggiore per le universit se il presidente Hollande manterr il rigore finanziario su cui si impegnato con i partner europei. In una situazione generale di dissesto a rischiare sono soprattutto le grandi universit scientifiche, alcune delle quali si son messe in luce in questi anni, posizionandosi bene nella classifica di Shangai: Paris-Diderot, Paris-Pierre-etMarie-Curie, Paris-Sud e Strasburgo. Per le facolt scientifiche lo scorso agosto era stato disposto, con un decreto firmato dallallora ministro Laurent Wausquiez, che fossero erogate almeno 1.500 ore di corsi nellarco dei tre anni, senza per finanziamenti supplementari. Le facolt particolarmente impegnate in attivit di ricerca hanno inoltre visto sistematicamente sottostimare i loro costi: per far funzionare i laboratori infatti necessario, oltre a un alto numero di ricercatori, anche un tipo di personale particolarmente qualificato, cosa che fa aumentare ulteriormente i costi. Il risultato che le universit scientifiche sono tra le pi esposte allo squilibrio finanziario, e a soffrirne sono innanzitutto la didattica e i nuovi investimenti. Paris-Diderot ad esempio dovr rinunciare a assumere 20 nuovi docenti, taglier il 15% delle ore di quelli a contratto e tenter di comprimere del 5% le spese correnti. Il rischio anche di dover impiegare per il normale funzionamento i fondi destinati ai nuovi progetti, cosa che nel medio-lungo periodo rischia di far scendere irrimediabilmente il livello della ricerca. C poi il capitolo sicurezza: il budget per la messa e tenuta a norma degli edifici infatti crollato a 20 milioni di euro, contro i 2-300 stanziati negli ultimi anni. I tagli e laumento dei costi rischiano insomma di minare il sistema universitario pubblico, fino ad oggi uno dei fiori allocchiello dello stato francese. Buone strutture, un corpo docenti non troppo anziano e un buon livello nella ricerca e nella didattica erano fino ad ora andati di pari passo con tasse universitarie tra le pi basse dEuropa, oltre a un sistema di sicurezza sociale ancora solido. 1

www.unipd.it/ilbo Adesso si spera nel nuovo piano finanziario a cui il nuovo governo socialista sta lavorando proprio in questi giorni: per momento nessuno parla ancora di un aumento delle tasse universitarie ma questa possibilit esiste. D.M.D.A. Link: http://www.unipd.it/ilbo/content/i-tagli-fanno-paura-anche-alle-universita-francesi