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Guida alluso di Mauro e Camilla 1 con proposte per attivit di rinforzo e prevenzione

Indice e contenuto dei capitoli


Per ragioni di opportunit sono stati riportati il contenuto e lindice dei capitoli di Mauro e Camilla 1 insieme a quelli del presente allegato libroGuida.
I numeri sottolineati si riferiscono alle pagine di Mauro e Camilla. La ricerca delle stesse, da parte del bambino, facilitata da simboli geometrici: lovale per il capitolo e il rettangolo per la pagina. Ogni capitolo inizia da 1 METODO E CARATTERISTICHE PREFAZIONE 5-7 3-4

-05 - 15 Lettura immediata della semi-frase e sua copiatura dallo stampato maiuscolo. Primo Capitolo 1 - 28 Attivit di rinforzo relative alla conoscenza dei colori ed alla verifica delle capacit di carattere generale (coordinazione oculo-manuale, linguaggio, attenzione, memorizzazione, orientamento). Attivit di prevenzione nei confronti di spostamenti ed omissioni dei grafemi nella copiatura di parole, in relazione ai concetti prima-dopo nel tempo e nello spazio. - 00 1-9 Continua la lettura immediata e la copiatura delle semi-frasi che vanno gradualmente completandosi e che consentono la verifica dellacquisizione dei concetti riguardanti il modo di essere di persone, cose, animali, ed il loro relazionarsi e posizionarsi nello spazio. Secondo Capitolo 29 - 43 Attivit di rinforzo delle capacit di orientamento nello spazio reale e grafico, di prevenzione nei confronti della scrittura di tipo speculare e della errata direzionalit motoria destrasinistra della stessa. La lateralit. - 000 1 - 13 Si aggiungono ai nomi-guida altri nomi che hanno in comune con i primi il grafema iniziale ( la consonante) seguito per da ciascuna delle altre vocali. Terzo Capitolo 44 - 50 Attivit di prevenzione nei confronti di eventuali spostamenti ed omissioni di grafemi nella scrittura autonoma, in quella dettata e nella lettura. Attivit di prevenzione nei confronti delleventuale confusione tra i grafemi visivamente simili dello stampato minuscolo.

- 0000 - e - 000001 -21 e 1 - 19 Il gioco degli ovali consente il riconoscimento visivo e la conseguente attribuzione del suono alla sillaba questa volta sola, staccata dalla parola. Prime parole bisillabiche e trisillabiche semplici. Grafemi e fonemi che compongono la sillaba. Lalfabeto. Quarto Capitolo 51 - 56 Guida al gioco degli ovali. Scoperta del suono( unico) della prima coppia di grafemi. Riconoscimento sempre pi veloce delle caratteristiche visive e uditive delle sillabe. Accostamento delle stesse per la formazione delle parole. Conclusione La Dislessia 57 58 - 61

Mauro e Camilla 2 - 000000 1 - 23 Utilizzazione dellimmagine ( prodotta o da produrre) per la composizione della parola e della frase nonch per la verifica dellesatta comprensione della loro lettura. - 0000000 Antologia 1 - 59

N.B. LUTILIZZAZIONEDIQUESTOMETODOCOMPORTA,NATURALMENTE,LESCLUSIONEDEL CLASSICOALFABETIEREMURALECHEPOTREBBEESSERESOSTITUITODAUNPRATICOCARTELLONE,SISTEMATOALLALTEZZADELBAMBINOECHEANDRACOMPLETANDOSIAMANO AMANOCHESIPROCEDERANELLALETTURAECOPIATURADELLAPAROLE-GUIDA(DA MOTO A REMO DEI CAPITOLI - 0 - E - 00 - E POI AQUILONE E GNOMO DEL CAP. - 00000 -. DIVERTENTEPOTREBBERISULTAREUNPAROLIEREMOBILE,FORMATOCARTEDAGIOCOO LIMITAZIONE DEL GIOCO DELLOCA ( CON LUSO DI UNO SOLO DADO).

Metodo e caratteristiche
Premessa
Il metodo si basa sul convincimento che il bambino impari a leggere e a scrivere pi facilmente se gli si propone un tipo di apprendimento audio-video-percettivo strettamente legato ai suoni che effettivamente ascolta e pronuncia. Evidentemente questi suoni non sono quelli dei fonemi isolati, cio delle singole lettere dellalfabeto, salvo rare eccezioni come la consonante sss (prolungata per invitare al silenzio) e le vocali seguite o no dai punti di domanda o di esclamazione (oh!, eh?, a, e, i...). Deve sembrare, infatti, unastrazione al bambino che fa il suo ingresso a scuola sentir parlare di m, t, b... E ci si illude, se si pensa di essere pi chiari, quando si precisa: m di moto, t di topo... I suoni a cui, il bambino abituato sono, in effetti, quelli di tipo sillabico, raramente isolati (ma, si, no, da, ci...), pi spesso riuniti in sequenze, che costituiscono le nostre parole e quindi il nostro linguaggio. Essi possono essere semplici (consonante + vocale) oppure composti (consonanti + vocale) ed ognuno di essi, vera e propria unit fonetica, viene pronunciato con una sola emissione di voce. Concludendo quanto dichiarato nella premessa, dovrebbe essere, allora, il suono sillabico a costituire la base per lapprendimento del codice relativo alla letto-scrittura. Naturalmente, quanto detto non vuole assumere significato di scoperta o di semplicismo di tipo teorico, ma solo di adesione (frutto di esperienza di insegnante prima e di pedagogista poi) a coloro che lo sostengono. Eppure, spesso il metodo alfabetico o fonetico (apprendimento della letto-scrittura che inizia col conoscere, invece, le singole lettere scritte o grafemi ed orali o fonemi) ad essere utilizzato per il bambino con capacit intellettive integre e, soprattutto, per quello meno dotato. Probabilmente si ritiene che la semplificazione iniziale (presentazione di una lettera alla volta), comportando un alleggerimento dello sforzo di discriminazione e memorizzazione grafo-fonetica, faciliti opportunamente lapprendimento. I fautori del metodo alfabetico, pur partendo da rispettabili presupposti critici nei confronti del metodo globale, a causa delle difficolt che si incontrano nell affrontare poi il momento analitico ( difficolt pi temute che reali secondo il parere di chi scrive), sottovalutano, per, gli svantaggi che da esso derivano: 1 - Quando il bambino inizia a leggere, secondo il suddetto metodo, deve costituire il suono di ciascuna sillaba che compone la parola, unendo la vocale alla consonante, a voce o mentalmente (ad es., la m con la o si legge mo!). Tale associazione audio-video-percettiva e cinestetica (movimenti utili allarticolazione dei suoni di due o pi lettere), non facilmente per o diventa un fatto meccanico e quindi rapido e certo. Le inevitabili pause intercorrenti tra una sillaba e laltra ritardano il costituirsi di una giusta automatizzazione della lettura che risulta lenta, sofferta, poco comprensibile a grave detrimento dellinteresse per il suo contenuto. Le cose si complicano nel caso di parole lunghe e complesse e soprattutto se, al lavoro di decodifica, sia impegnato il bambino con capacit di base non del tutto adeguate.

2 - La confusione tra il nome di ciascuna lettera alfabetica ed il suo effettivo suono, determina complicazioni nellapprendimento. Basti pensare alle varie effe, emme, zeta... del passato. Ed ancora oggi una invisibile i sembra seguire b, c, d, p... per cui, ad es., ba o pa pu essere letta bia o pia, e coniglio viene scritto coniglo. Pi semplice ed opportuno, allora, conoscere direttamente il suono della sillaba gi graficamente costituita, che non vuol dire imparare sterili (perch isolati) suoni sillabici. Vuol dire, piuttosto, iniziare a conoscere e riconoscere i suddetti suoni nellambito di parole accompagnate dai relativi disegni ed appartenenti al comune linguaggio (nomi comuni di cose, persone, animali). A favore di quanto detto, vanno ricordati alcuni risultati di studi metalinguistici che riconoscono al bambino di cinque- sei anni indubbie capacit di manipolare aspetti strutturali della parola e, fra queste, quella di segmentare intere sillabe ( notare: segmentare intere sillabe, cio suoni completi, non certo fonemi isolati.) Ma allora, perch non approfittare di tali capacit quasi sempre spontanee ed utilizzarle come mezzo di apprendimento della letto-scrittura? Daltra parte, ripercorrendo le tappe dellapprendimento del linguaggio infantile noto che, dopo il periodo di lallazione ( primi rudimentali suoni), la prima articolazione dello stesso avviene tramite la pronuncia, chiaramente spontanea, di vere e proprie sillabe. Limitazione del linguaggio adulto, infatti, sia di quello pi o meno complesso perch proveniente dallambiente circostante o di quello semplificato a lui diretto e caratterizzato dalla ripetitivit di particolari sostantivi, verbi, suoni isolati ma significativi per la loro carica di emotivit, porta comunque il bambino ad articolare innanzitutto suoni sillabici e quindi completi. Sarebbe bene allora, che altrettanta naturalezza e, quindi compiutezza, caratterizzasse lapprendimento della letto-scrittura. E se vero, come si vuole sostenere, che la conoscenza grafo-fonetica della sillaba semplifica lapprendimento della letto-scrittura, a maggior ragione i bambini con difficolt di apprendimento di tipo generico e quelli potenzialmente dislessici dovrebbero avvalersi del metodo sillabico. Per concludere, le pagine di Mauro e Camilla 1 propongono allintera classe e direttamente al singolo bambino un metodo sillabico puro e lo sviluppano in maniera chiara e semplice. Lallegato libro-guida affianca e chiarisce eventuali dubbi di percorso; offre suggerimenti per attivit ludico-formative e per lo sviluppo dellattenzione, della riflessione, della fantasia. Se necessita aiuta a colmare lacune relative alla formazione di importanti concetti e a prevenire o correggere disturbi legati allo sviluppo della lateralit e a quelli di tipo dislessico.

Le caratteristiche di rigore e semplicit delle immagini, insieme allessenzialit delle semi-frasi che le accompagnano:due sole parole di cui una detta nome-guida poich assumer diverse funzioni, attirano lattenzione verso un progetto mirato di lettura facilmente ipotizzabile e perci definita immediata. Il bambino legge, copia ed inizia a riconoscere i nomi proposti nel capitolo - 0 -. Le semi-frasi appartenenti al capitolo successivo non perdono le caratteristiche del precedente, pur completandosi con articoli, aggettivi e preposizioni e continuano ad offrire possibilit di verifica dei prerequisiti in possesso del bambino. Lacquisizione degli stessi, ove mancasse, non sempre costituisce parte del metodo (il bambino che non distingue i colori, ad esempio, non impedito nellapprendimento della letto-scrittura). Ne viene tuttavia proposta lacquisizione per far raggiungere un grado pi elevato del linguaggio e quindi del pensiero e viceversa, con conseguente aumento dellautostima e della fiducia in se stesso. Sono, questi ultimi, tratti psichici fondamentali perch si rinforzi la personalit del bambino ed in particolare la volont. Successivamente, e propriamente nel cap. -0000- e -00000-, viene attivato il metodo vero e proprio: un percorso grafo-fonetico di tipo interattivo e congetturale che ha le caratteristiche del gioco. Esso facilita il momento analitico, lindividuazione cio, tra laltro dal sapore di scoperta personale, del suono della sillaba iniziale di tutti i nomi-guida. Per la precisione, non si dovrebbe parlare sempre di vera e propria sillaba. Infatti, per la difficolt di reperire nomi facili da leggere attraverso la loro raffigurazione grafica e per semplificare lapprendimento, spesso stato considerato soltanto il suono completo iniziale, quello cio dei primi due grafemi che non sempre esauriscono lintera sillaba come, ad es., mi per la parola missile, fi per fiore, fe per felpa. Il bambino apprender, in seguito, come possono essere formate le sillabe e come in esse si divide la parola. Fondamentale si ritiene, invece, far corrispondere alla visualizzazione dei primi due grafemi, l ascolto del loro suono di fatto unico e completo. Successivi esercizi-gioco ne faciliteranno la memorizzazione ed utilizzazione per la codifica e decodifica di nuove parole. Nei cap. -000000- e -0000000- che costituiscono Mauro e Camilla 2, la proposta di poesie, filastrocche, indovinelli, giochi, barzellette e storie consente un uso giocoso delle abilit strumentali appena conseguite. Per acquisire labilit simbolica del leggere e dello scrivere, fondamentale per la realizzazione umana e quindi spirituale e sociale della persona, importante che il percorso di attivit proposto alla classe, al gruppo o al singolo, sia quanto pi possibile piacevole, coerente e chiaro e faccia crescere secondo le personali possibilit e i rispettivi tempi ciascun bambino. Per un pi sicuro conseguimento di tale scopo si considera importante, in presenza di disturbi fonetico-fonologici, lintervento del logopedista, anche ad iniziare dagli ultimi due anni della scuola materna, e dello psicomotricista al fine di far acquisire importanti concetti di base al bambino con qualche ritardo.

PRIMO CAPITOLO
Le pagine appartenenti al capitolo -0- propongono lintroduzione della lettura immediata, la copiatura dallo stampato maiuscolo e la verifica dell acquisizione dei colori. Dopo aver letto quanto scritto nella parte superiore e poi in quella inferiore della prima pagina, si invita il bambino a rappresentare se stesso ed a riportare, sullapposita riga, il proprio nome e cognome (come gli riesce) in stampato maiuscolo. E capace il bambino, poi, di riconoscere e nominare i cinque oggetti raffigurati nella pagina successiva ed i colori subito dopo utilizzati per ciascun oggetto? Si fa quindi guardare limmagine della moto e si spiega che quanto scritto sotto il disegno , di solito, il nome delloggetto raffigurato. Indi si fa notare: - Qui, per, le parole sono due: questa (indicando MOTO) ci dice cosa rappresenta il disegno; quest altra (indicando ROSSA) ci dice di che colore . Allora, secondo te, cosa c scritto? Se il bambino risponde correttamente sar bene lodarlo, altrimenti lo si aiuter a comprendere meglio il significato di ciascuna parola oppure si proporr, a parte, un esempio veloce, che pu anche essere anticipato: - Questo disegno una casa, sotto c scritto proprio CASA, quest altra parola indica il colore della casa che ... Quindi si legge... Si pu quindi chiedere: - Allora, dov scritto MOTO e dove ROSSA? La lettura delle semi-frasi che seguono, dovrebbe essere ipotizzata dal bambino e, solo se necessario, aiutata o corretta. Si parla, infatti, di lettura-immediata in quanto facilmente ipotizzabile: solo due parole essenziali, appartenenti al comune linguaggio e la cui comprensione agevolata dal disegno. Prima di passare alla pagina successiva, importante che la semi-frase di ogni pagina venga letta in maniera autonoma e naturale (come se si parlasse) e copiata; vengano colorati i pennarelli, proposti nella parte sottostante della pagina, utilizzando lo stesso colore delloggetto sopra raffigurato. Si lascer che sia il bambino ad individuare, autonomamente, quello giusto. Le semi-frasi saranno lette spesso, anche nascondendo il disegno, allo scopo di far riconoscere a vista la formazione grafica delle parole: MOTO, ZAINO, PETTINE, TUBO, FIORE. 8

La pagina 14 invita a colorare, possibilmente a memoria, i disegni gi proposti. Quella successiva propone laccoppiamento, tramite frecce, degli stessi oggetti con le rispettive semi-frasi, circondate, dal colore delloggetto cui si riferiscono. Va fatto presente che sono stati utilizzati i colori usati di preferenza dai bambini. In particolare, la scelta del verde e del rosso d la possibilit di far emergere eventuali difetti visivi come quello del daltonismo. Il bambino si cimenta nella copiatura delle semi-frasi sulle righe proposte (o su una di esse). Ad es. MOTO ROSSA MOTO ROSSA Pu essere, inoltre, invitato a disegnare suoi familiari, compagni di scuola, oppure oggetti a lui cari e a copiarne, accanto, il nome comune o proprio (mamma, zio, Nicola...) Chiaramente, ciascun nome va scritto, prima e lentamente, dallinsegnante (o dalladulto) sotto lo sguardo del bambino, il quale potrebbe, anche, essere guidato dalla sua mano. Ma anche nomi come quelli di TOPOLINO, PAPERINO, il criceto HAMTARO, il pulcino TITTI e GATTO SILVESTRO, gli gnomi PUFFI ..., potrebbero accompagnare immagini ritagliate da giornalini a fumetti e prestarsi a divertenti ascolti di loro storie e avventure. Per concludere, il bambino non deve annoiarsi n tantomeno scoraggiarsi. La copiatura, non del tutto conforme al modello proposto, va accettata anche nel caso presentasse caratteri piuttosto grandi, piccoli e/o imprecisi. Il loro protrarsi, oltre un tempo ragionevole, deve per farne indagare la causa, che potrebbe rivelarsi un problema di disgrafismo, disturbo specifico dellapprendimento della scrittura, relativo alla copiatura. Ma non si detto tutto. E bene che loggetto, via via proposto, fornisca lo spunto per argomentare, riflettere, ipotizzare e fantasticare: la parola moto consente, dopo aver fatto riferimento ad esperienze di vita o ad accadimenti ricavati dal video-ascolto televisivo, di trarre considerazioni sulla

prudenza, sulla necessit delluso del casco, sulla necessit del rispetto del codice stradale e della propriet altrui. Ben vengano frasi scritte (copiate) sul modello delle semi-frasi di questo capitolo che, ovviamente, devono contenere la parola MOTO, possibilmente messa in rilievo da una sottolineatura. Il bambino deve trovare, perci, altre parole che specifichino come pu essere una moto e poi copiare ad es., MOTO RUMOROSA MOTO VECCHIA MOTO PERICOLOSA MOTO CROSS... Dai racconti e le conversazioni devono scaturire, invece, frasi esclusivamente orali ma dalla struttura completa come - La moto di mio fratello rotta - Mio zio ha regalato a mia sorella una moto molto bella - ... Far notare come queste frasi, in quanto strutturalmente complete, sono pi lunghe di quelle scritte sinora. Si consiglia, anzi, di far contare le varie parole sulle dita della mano allo scopo, soprattutto, di una loro chiara distinzione. Gioco fonologico: la parola moto suona bene con tante altre parole come foto, nuoto, maremoto... Il bambino pu copiarle sempre in stampato maiuscolo e, ogni volta che ne salta fuori una, potr aggiungerla all elenco che diventer, in seguito, materiale da leggere o di cui servirsi in vari modi. Anche la parola zaino pu favorire argomentazioni di vario genere: commenti in famiglia a causa del suo peso pur essendo, per se stesso, abbastanza leggero; eventuali paragoni con le cartelle di stoffa plastificata usate dai genitori e dai nonni, i quali ci mettevano soltanto... La colazione, le penne, i quaderni di una volta... Far scaturire, come si detto per la parola moto, semi-frasi da copiare come ZAINO VERDE ZAINO PESANTE ZAINO MODERNO... e frasi orali strutturalmente complete. Si prenda ora in considerazione l altro oggetto: il pettine. E allora: sua utilit, colore, forma e materiale in cui sono realizzati quelli che i bambini hanno in casa. Ipotesi sul materiale usato per i primi pettini (osso, legno, spina di pesce? ...) e per quelli antichi e preziosi che si possono ammirare nei musei (avorio, argento, oro, tartaruga...). Non guasterebbe anche un aggancio alla fantasia.

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Ed ecco la fiaba: <Il Pettine Magico>. Un vecchio mago regal un pettine, naturalmente magico, ad un suo amico re quando gli nacque la prima figlia. Fece per una raccomandazione: quel pettine doveva essere usato una sola volta durante la vita della principessina! Era molto bello, di puro cristallo e... aveva il potere di far diventare invisibile chi avesse, con esso, pettinato i propri capelli. Il tempo pass ed un giorno la principessa, che aveva gi compiuto quindici anni e che conosceva il segreto del pettine, prov a pettinarsi. Inizi, poi, a fare il giro del castello. Entr, dapprima, nella grande cucina dove fervevano i preparativi per la cena. Si rese subito conto di essere diventata veramente invisibile: assaggiava di qua, sgranocchiava di l, ma nessuno se ne accorgeva. Ad un certo momento una donnina con una crestina da cameriera sulla testa, cominci a dire che era stanca perch, da un po di tempo, tre volte al giorno, le toccava mettere a posto tanti vestiti che sua maest la principessa usciva dagli armadi prima di decidersi ad indossarne uno. Anche il cuoco ebbe a lamentarsi: a pranzo non aveva neanche assaggiato il nuovo piatto che, con tanta cura, aveva preparato solo per lei. Un cameriere aggiunse, con dispiacere, che la principessa, quella mattina, era stata sgarbata con lui e che forse non stava crescendo bene. A quelle parole, sua maest scapp via: non voleva sentire altro, quelle persone l avevano cresciuta e le volevano sinceramente bene. Era davvero dispiaciuta d aver recato loro tanto dolore. Decise, allora, di distruggere il pettine magico che si frantum in mille pezzi. La lezione, per, le era servita e, un po alla volta, si sforz di diventare pi gentile e pi rispettosa del lavoro altrui. Tutti ripresero a sorriderle e la principessa fu pi contenta di se stessa e perci pi felice. Commento e riflessioni sul regalo: era stato un regalo importante? Piccola statistica-gioco: ogni bambino deve immaginare il posto in cui vorrebbe diventare invisibile e spiegarne il motivo. La parola tubo pu far organizzare una raccolta di pezzi di tubi di ogni genere. Ognuno porter il suo da casa dopo che si sar fatto spiegare a cosa serve e dovr spiegarlo ai compagni. Si pu riempirne una scatola o addobbare un cartellone murale con il titolo TUBI DI... e sotto il proprio, ciascuno potr scrivere il nome del materiale con cui stato realizzato: PLASTICA GOMMA VETRO CARTONE LEGNO CANNA OTTONE - FERRO - RAME - ACCIAIO - PASTA (bucatini, tubetti ...) ...

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Con la parola fiore possibile rappresentare l intera classe: su ciascuno degli steli raccolti in unico mazzo, ogni bambino potr disegnare e colorare la propria corolla che pu essere uguale alle altre o diversa; si pu, anche, scegliere il fiore della margherita per le femmine e quello del ciclamino per i maschi. Sotto il mazzo saranno riportati il nome della citt o del paese, della scuola, la sezione della classe e, sopra ciascuna corolla, il nome del bambino che l ha disegnata. Anche gli insegnanti possono essere rappresentati da fiori, pi alti magari, o da alberi ricurvi sul bel mazzo... con il loro nome e cognome. Possono scaturire argomentazioni sul valore estetico dei fiori , sulla loro perfezione, il profumo delicato o acuto di alcuni di essi e sul loro uso nella produzione di profumi, colori, medicinali. Dal tutto ricavare le solite semi-frasi scritte e frasi complete orali. Attivit di rinforzo relative al concetto di COLORE Risulter utile lavvenuta colorazione dei disegni raffiguranti i pennarelli realizzata, se necessario, con laiuto dellinsegnante. Per acquisire la capacit di accoppiamento dei colori, una volta ritagliati tutti e dieci e mescolati tra loro, si prover a far accostare quelli dello stesso colore (pennarello rosso con pennarello rosso, pennarello verde con quello verde...). Allo stesso fine, si prenda in considerazione anche luso dei colori a dita che hanno il vantaggio di essere i pi lontani possibile da interferenze con materiali e forme. Per agevolare il riconoscimento dei colori, si verificher che il bambino sappia accostare i pennarelli di carta a quelli veri, poi agli oggetti rappresentati nella scheda (i pennarelli rossi accanto alla moto, azzurri accanto allo zaino...) ed infine agli oggetti ed alle immagini colorate dellambiente circostante. La denominazione del colore pu incontrare maggiori difficolt: qualche volta il bambino attribuisce lo stesso nome a colori diversi che ha imparato perfino a riconoscere in altri oggetti. In tal caso, se ad esempio il bambino non denomina il rosso, cio non attribuisce questo nome al medesimo colore, ovunque lo veda, si ripropone alla sua attenzione la moto rossa. Questultima costituisce un oggetto di cui sicuramente riesce a denominare il colore (sia pure meccanicamente). E bene, quindi, che il rosso della moto diventi il punto di riferimento per qualsiasi altro oggetto dello stesso colore (Questa sciarpa rossa... proprio come la moto). Utili e divertenti, inoltre, le attivit come quelle appresso descritte:

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1 - Attivit ludiche ricavate da a) giochi classici Ad es. STREGA MANGIA COLORE... Queste sono le parole, seguite dal nome del colore a scelta, che vengono pronunciate ad alta voce da un bambino che assume il ruolo di Strega e si trova al centro di uno spazio (aperto o chiuso ) in cui si siano sparsi i suoi compagni. I bambini devono, allora, toccare il colore nominato per salvarsi dal tocco della strega, che li escluderebbe dal gioco. I colori ritenuti validi sono anche quelli degli indumenti che indossano, di cose che hanno in tasca o di oggetti presenti nello spazio-gioco. b) favole classiche Ad es. LA RANA E IL BUE Su un palloncino verde, appena gonfiato, si riproducono le sembianze di una rana. Era proprio cos la rana che, un giorno, guard con invidia un bue che pascolava nel prato vicino. Pens, allora, di diventare grande e grossa come lui. E allora si gonfi tanto (continuare a gonfiare il palloncino) ma tanto, che alla fine... scoppi. Il bambino dovrebbe, gonfiato il palloncino, disegnare la faccia della rana mentre racconta la storia, continuare a gonfiare e poi ... BOOM!!! c) spettacoli televisivi Ad es. LA LUNA NERA Su sette cartoncini, formato carte da gioco, far disegnare altrettanti oggetti diversi. Uno di essi dovr rappresentare la famosa Luna nera. Un bimbo alla volta potr scegliere un cartoncino e, se sfortunato, dovr sopportare una piccola penitenza. 2 - Attivit manipolative, di animazione e/o drammatizzazione ricavate da a) storie gi inventate o da inventare Ad es. QUANDO SI VUOLE BENE E la storia di un grappolo duva che fu regalato dalla mamma al suo bambino. Questi ne assaggi un acino e, siccome era dolce e profumato, don tutto il grappolo alla sorellina pi grande che, per lo stesso motivo ne fece dono al suo babbo. Neanche questi ebbe il coraggio di mangiarlo tutto dopo averne assaggiato un po e fu cos che il bel grappolo duva fece ritorno nelle mani della mamma. Far preparare acini di cera pongo color viola e poi farli unire con fil di ferro.

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I bambini dovrebbero animare la storia. b) fiabe classiche Ad es. CAPPUCCETTO ROSSO

Lupo Capp. L. C.

L. C. L.

Cappuccetto, dove vai ? Dalla nonna, non lo sai ? E...perch ti sei fermata? Non li vedi questi fiori ? ( oppure sono tutti quanti rossi o di altri Hanno tanti bei colori: colori ) gialli, verdi, viola, azzurri. Un mazzetto ne far e alla nonna lo dar. E nel cesto cosa porti ? Un bel pezzo di focaccia e di vino una bottiglia. ( parlando con il capo volto altrove e stropicciandosi le mani ) Puah... la solita minestra. Dalla nonna meglio andare, e, aspettando Cappuccetto, iniziare un buon pranzetto
Far confezionare il cappuccio ed il mantello con carta crespa rossa; per i fiori usare i colori nominati nel dialogo. Far realizzare, in cartoncino, due orecchie ed un lungo e stretto muso. Gli alberi del bosco, animati da bambini con le braccia protese verso lalto; per terra i fiori di carta. Cinguettii e fischi (di uccelli). Impostare adeguatamente lespressione mimica del volto, la gestualit dei due personaggi e la voce del lupo.

Progetto di lavoro:

Scena: Voci e mimica:

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Attivit per rinforzare capacit di carattere generale. Non si fa riferimento al problema della disgrafia quanto, piuttosto, alla poca sicurezza nel tratto, dovuto ad un certo ritardo di maturazione globale riscontrabile, anche, nellincerta riproduzione dei pregrafismi e delle figure elementari (pagg. 17-18-19) nonch nellesecuzione, particolarmente infantile, dei disegni. In tal caso, bisogna aiutare il bambino a crescere, probabilmente nelle capacit di coordinazione oculo-manuale, in quelle conoscitive e quindi del pensiero e del linguaggio, di attenzione e memorizzazione, di orientamento nello spazio reale e grafico. 1 - In riferimento al primo tipo di capacit, pu migliorare la motricit fine a) far usare forbici adatte ai bambini per ritagliare immagini di personaggi, oggetti, animali conosciuti da far sistemare, poi, in tre contenitori. Non dare importanza se, all inizio, il ritaglio non preciso, migliorer con l esercizio (lo scopo proprio questo); b) far infilare perline per ricavarne braccialetti da offrire in premio (non solo legato al profitto). Tenere presente che la scarsa coordinazione oculo-manuale pu dipendere anche da problemi legati allo sviluppo della lateralit di cui si parler nel prossimo capitolo. 2 - Per il linguaggio, occorre controllare quello ricettivo (comprensione del messaggio orale) e quello produttivo (capacit di parlare facendosi capire). a) Ben venga la lettura di immagini: il modo pi semplice e naturale per rendersi conto del patrimonio verbale, delleventuale incidenza del dialetto, di eventuale ritardo del linguaggio e/o difficolt articolatorie e della struttura della frase. Con l aiuto di particolari domande si pu anche verificare il livello raggiunto dalle capacit logiche ed ideative. b) Anche i disegni spontanei o richiesti, dando modo al bambino di rappresentare la realt e comunicare ci che sente e ci che sa, facilitano importanti occasioni di dialogo e di conoscenza del suo mondo interiore. Per ci che rappresenta, il disegno va accettato com, rispettato e lodato. Delle parti non chiare (a noi adulti) si pu chiedere spiegazione ma non va comunque aggiunto o corretto niente. Col tempo, grazie alle stimolazioni di vario tipo, diventer pi adeguato nellutilizzo dello spazio grafico, nelle pro-

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porzioni e pi ricco di connotazioni logiche e di contenuto. 3 - Le capacit di attenzione e memorizzazione di tipo uditivo possono migliorare con lo sviluppo delle capacit percettive: a) far ascoltare e poi far ripetere - ciascuna parola significativa: canestro, perlina, campagna... e non significativa: sabo, cona, bacifo, tasire, gafetido... - ciascuna sequenza di numeri: 3 1; 4 5; 9 2; 7 2; 4 1 6... - ciascuna frase: Il pane buono La carne saporita La rana salta nel fosso e sparisce Ho raccolto margherite gialle e bianche Nel panettone ci sono pezzetti di canditi e uvetta... b) far eseguire ordini in sequenza come quelli a pag. 23 (b) 4 - Le capacit di attenzione e memorizzazione di tipo visivo possono essere rinforzate da esercitazioni tipo a) ricerca di particolari piccoli e seminascosti in immagini come quella a pag. 20. Dopo una buona osservazione silenziosa si chieda: - Cos hai visto sul muretto, nel cielo, nel vano delle finestre, sul terreno, sull albero o vicino agli alberi, nel campanile, sulla punta della chiesa? Ma anche: - Da quale parte soffia il vento? Da cosa l hai capito? Secondo te, le finestre appartengono alla chiesa?... b) eliminazione dellelemento di disturbo negli insiemi: aria, terra, mare a pag. 21; c) ricerca della strada giusta da percorrere e delle differenze fra due scenette nel resto uguali a pag. 22. d) osservazione silenziosa di immagini raffiguranti oggetti o animali di sicura conoscenza. Possono servire allo scopo, naturalmente prima che vengano utilizzati secondo quanto previsto dal metodo, i disegni in bianco e nero proposti nel cap. -000-, ritagliati ed incollati su cartoncino in numero di due-tre all inizio, fino ad una decina. Il bambino guarda le varie immagini per pochi secondi e poi dovr ricordare ci che ha visto. Naturalmente, non importante che ricordi tutte le immagini di ciascun cartoncino ma lo sforzo che fa e, comunque, con lesercizio dovrebbe ricordarne sempre di pi.

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LA SECONDA IMMAGINE HA CINQUE PARTICOLARI IN MENO. QUALI?

QUALE STRADA DOVRA PERCORRERE CAMILLA PER TROVARE LALTALENA?


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Attivit di prevenzione e/o correzione nei confronti di SPOSTAMENTI ED OMISSIONI DEI GRAFEMI NELLA COPIATURA relative ai concetti PRIMA-DOPO (ma anche primo-ultimo) 1 Attivit ludico-psicomotorie a) Gioco del Treno Sistemiamo i bambini in fila e formiamo un trenino. Ognuno rappresenta anche un vagone. Il primo dovr fare da locomotiva e scegliere la localit da raggiungere; prima di lui non c nessuno, perci il primo della fila; dovr decidere da solo il percorso da fare. Il bambino che viene dopo dovr, invece, seguirlo e cos quello che viene dopo ancora. Ci sar sempre un bambino dopo laltro ma non alla fine del treno (ultimo vagone). Ordiniamo di staccare il vagone dopo quello di Andrea o quello prima, oppure facciamo sventolare il fazzoletto, in segno di saluto, a due bambini che stanno prima del vagone di Marco, e cos via... Il bambino che viene escluso per qualche errore, pu rientrare per volont del bimbo-locomotiva e scegliere dove sistemarsi. Divertir, in particolare, il comando: - Locomotiva indietro! b) Esecuzione di ordini di tipo meccanico con rispetto delle sequenze ascoltate come - eseguire i comandi: batti le mani, fai un saltello; alza le braccia in alto, abbassale; portami il tuo libro, apri la finestra e fai un profondo respiro; - sistemare su un piano prima la matita, poi la gomma ed infine il quaderno; - ripetere nello stesso ordine: pane, latte; pasta, vino; mela, pera, arancia; compagno, gioco, nascondino; portone, fiore, merenda; casa, bottone, automobile; ... 2 Attivit iconiche a) Riproduzione dei disegni schematici che seguono e verbalizzazione della loro posizione: prima c una casa e dopo unaltra; prima c un albero e poi una casa...

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Tali esercitazioni possono prevenire confusioni tra q e p, d e b, per la posizione (prima-dopo) dei cerchietti rispetto alle aste. b) Esecuzione di disegni relativi a cose, senza dover tener conto, per comodit di disegno, della successione con cui sono state nominate in ciascuna sequenza: - capelli testa; - testa orecchie; - occhi testa naso; - colorare un fiore disegnare un fiore; - disegnare una sciarpa colorare una sciarpa. Il bambino pu cominciare cos a comprendere che la successione delle azioni , a volte, di tipo conveniente. 3 Attivit di tipo logico-necessario a) Individuazione dellazione che avviene prima in ciascuna sequenza costituita da due frasi come - la moto parte si accende il motore; - si frena la moto si scende dalla moto; - si ferma la moto si guasta la moto; - si guasta la moto si porta dal meccanico. b) Sistemazione di ciascuna delle sequenze che seguono dopo aver ritagliato le scenette. Va accettata qualsiasi successione di immagini purch motivata in maniera logica. 24

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SECONDO CAPITOLO
Nelle pagine del capitolo - 00 - continua lesperienza della lettura immediata e della copiatura. Contemporaneamente, si rende possibile la verifica dellacquisizione di concetti riguardanti il modo di essere di cose, persone, animali ed il loro posizionarsi e relazionarsi nello spazio. Nelle semi-frasi proposte, leggermente pi complesse delle precedenti, continua a mancare il verbo. La domanda da proporre, per la prima pagina, potrebbe essere: -Sono uguali questi becchi nella loro grandezza?- In caso di risposta corretta si pu chiedere: -Quale, secondo te, pi grande? Dov scritto, allora, IL BECCO GRANDE?- E poi: -Dov scritto BECCO e dove GRANDE? Dov scritto PICCOLO? Dalla quarta scheda in poi possibile, e particolarmente utile, verificare competenze relative ai concetti spaziali: sopra-sotto, verso lalto-verso il basso, avanti-dietro, vicino-lontano, dentro-fuori, in mezzo. Il gioco <Si accettano scommesse>, organizzato con lintera classe o a gruppi, potr facilitare il riconoscimento dei nuovi nomi-guida: BECCO, SUORA, CORDA, GATTO, LOMBRICO, NUVOLA, DINOSAURO, VASCA, REMO e riproporre quelle gi memorizzate. Chi perder il numero maggiore di scommesse, dovr pagare un pegno che potrebbe anche consistere nell imparare a riconoscere, meglio, le suddette parole. Esempi da ricavare: IL BECCO GIALLO - IL BECCO RICURVO (da disegnare) TENERE IL BECCO CHIUSO RIMANERE A BECCO ASCIUTTO (significato dei modi di dire) Anche i nomi di questo capitolo si prestano ad essere oggetto di argomentazione e possono fornire lo spunto per la formulazione di frasi orali completee per linvenzione di vere e proprie storie. La parola becco fa venire in mente, a chi scrive, la storia di un pappagallo conosciuto tanti anni fa: <Il Pappagallo Coco>. Mi ero da poco trasferita con la famiglia nella casa dove abito attualmente.

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Un giorno cominciammo a sentire un ritornello che si ripeteva quando mio padre usciva nel piccolo giardino attiguo alla casa: - Dino cretino, Dino cretino... Non era una cosa piacevole per tutti noi e per mio padre in particolare: il diminutivo del suo nome Leonardo proprio Dino, come lo chiamava mia madre. Un giorno mio padre, spazientito ma pensando anche allo scherzo di un amico, rivolgendosi al palazzo di fronte, cominci a dire: - Se hai il coraggio, affacciati! - ma non appariva nessuno. Pass del tempo e finalmente si scopr il mistero. I signori che abitavano al piano di sopra e il cui balcone si affacciava sul nostro giardino, avevano un pappagallo: Coc. Lo avevano portato dallAfrica, dove vivevano. Lo vedemmo, era bellissimo: completamente grigio con la coda rossa. Era anche formidabile: la sua voce aveva un timbro perfettamente umano, ma non solo, era un grande imitatore di ciascuna voce dei suoi proprietari e chiamava, spesso, la loro figlia: - Celi, Celi! ora con la voce del padre, ora con quella della madre. Imitava anche il suono delle cose, come il rumore che fa la bottiglia quando viene appoggiata sull orlo del bicchiere anchesso di vetro; il rumore che fanno i cassetti quando vengono richiusi; diceva: - Brrr che freddo! anche destate, quando vedeva qualcuno stropicciarsi le mani. Mangiava soprattutto noccioline, caramelle, rosso d uovo sodo. E... siccome, nel passato non aveva accontentato alcuni ragazzi del vicinato nella richiesta di ripetere alcune parole, aveva ricevuto da questi ultimi l appellativo di <Coc cretino>. Forse, a sua volta, scaricava l appellativo che gli avevano affibbiato su mio padre: unico in famiglia ad avere la voce maschile. Chiss...!

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Attivit di rinforzo relative al MODO DI ESSERE DI COSE, PERSONE E ANIMALI ed AL LORO POSIZIONARSI NELLO SPAZIO REALE E GRAFICO Non il caso di procurarsi due becchi duccello, ma due bottoni di diverse dimensioni andranno bene ugualmente. E allora: - Uno dei bottoni entra nellasola, laltro proprio no. Come mai? Mettiamoli uno sullaltro...- La stessa cosa potremmo fare con i disegni dei due becchi dopo averli ritagliati. La differenza di altezza, che stata rappresentata dalle due simpatiche suore, pu essere riproposta nella realt: far appoggiare, alla parete, due bambini in posizione eretta per tracciare un segno sopra il capo di ciascuno. Sulla parete risulter evidente il concetto di pi alto e pi basso. E dunque il confronto a determinare il tipo di concetto trattato nelle prime tre pagine. Per la verifica dellavvenuta acquisizione, il bambino dovr saper rappresentare e/o definire sul raffigurato la contrapposizione, ad es., di una casa piccola ed una grande, un albero alto ed uno basso, una sciarpa lunga ed una corta... Pu risultare utile anche lesercitazione proposta a pag. 33. Prima, per, bisogna accertarsi che il bambino sappia nominare e riprodurre le figure geometriche sottostanti, farsi venire in mente e, magari, disegnare oggetti reali che hanno la loro forma. E capace, inoltre, di completarle?

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Dopo averle ritagliate, far ordinare le figure geometriche dello stesso tipo, dalla pi grande alla pi piccola, dalla pi alta o lunga alla pi bassa o corta e viceversa.

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Dopo aver giocato nello spazio reale secondo i concetti sopra-sotto, avantidietro, vicino-lontano, dentro-fuori, in mezzo, far posizionare le forme geometriche secondo gli stessi concetti (ad es.:- Sistema un cerchio sopra un rettangolo, entrambi in maniera verticale; a cosa ti fanno pensare? Ed ora, sopra il rettangolo, posiziona un triangolo - Stessa domanda. Oppure:- Sistema un cerchio in mezzo allaltro; quale posizione deve occupare il pi grande perch si possano vedere tutti e due? E come devono essere invece i cerchi perch uno scompaia completamente?... Per i concetti avanti-dietro si propone a) il gioco della Palla-bomba Ai bambini, in fila con le braccia in alto, ordiniamo: - Palla-bomba avanti! La palla deve essere passata al compagno davanti e questi, a sua volta, dovr passarla a chi lo precede o ne dovr toccare le mani se si tratta di una palla immaginaria. Siccome una palla pericolosa (bomba), il passaggio dovr essere abbastanza veloce ma corretto. Al comando: - Indietro! - le braccia devono ruotare al contrario e la palla dovr essere accolta dal bambino che segue e mandata ancora indietro finch non cambia il comando. Si prevedono simpatiche penitenze per i bambini poco attenti. b) Le figure geometriche, anche in diverse misure, ritagliate ed opportunamente accostate, si prestano alla riproduzione dei simpatici modelli proposti ed all invenzione di altri e rendono possibile la verifica delle capacit di organizzazione nello spazio grafico. Il bambino, nonostante le diverse grandezze e posizioni, le sa conoscere come componenti di Ciccio-Robot a pag. 37? E una volta ritagliate le forme di quest ultimo, capace di ricostruirlo con e senza il modello originale? Tale richiesta permette, tra laltro, di verificare il livello di schema corporeo raggiunto e/o migliorarlo.

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FATA O REGINA

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CICCIO ROBOT

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Attivit di prevenzione e/o correzione nei confronti della SCRITTURA DI TIPO SPECULARE e della DIREZIONALITA MOTORIA DESTRA-SINISTRA della stessa Il bambino pu aver copiato sinora, specialmente dalla lavagna, i caratteri dello stampato maiuscolo in maniera speculare o capovolta, a causa dellorientamento erroneo dato ai grafemi di tutta la parola o di parte di essa. Nel primo periodo dell anno scolastico, incertezze di questo tipo non devono eccessivamente allarmare. Si pu tuttavia far osservare, abbastanza presto, alcune caratteristiche dei grafemi suddetti, nella speranza di eliminare o almeno ridurre linconveniente. Per quanto riguarda la scrittura speculare si inizi, ad es. con le lettere D-P-B-R (possono essere scritte senza pronunciarne il suono). Si faccia notare che sono formate da unasta lunga, in piedi per sostenere una o due bandierine dalla forma di semicerchi, le quali seguono sempre lasta e non la precedono mai. C-G-S non hanno lasta che per si pu immaginare sempre avanti o prima di ciascuna di esse, alla quale asta si appoggerebbero con la curva del semicerchio (per S vale la curva superiore). Anche L-F-E hanno lasta in piedi che precede una, due ,tre piccole aste coricate. Solo Z ha lasta lunga interna ed obliqua e le piccole aste sono sistemate una prima e sopra e laltra dopo e sotto. In caso di grafemi capovolti (il discorso si riferisce soprattutto ad A-F-L-M-N-PR-T-U-V, si provi a dire che le aste lunghe, proprio come gambette, reggono di solito il resto del grafema e, per far ci, si appoggiano sui loro stessi piedi; U e V se ne stanno, invece, con le gambette in aria. Si ricorda, ancora una volta che, per il momento, questo metodo prevede che i singoli grafemi debbano essere solo indicati e non letti. Per lacquisizione della corretta direzionalit motoria sinistra-destra della scrittura, possonorisultare utili

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1 - attivit ludico-psicomotorie a) Al bambino, che ha difficolt di questo tipo ma anche del tipo sopra descritto, far sistemare i propri compagni in riga di fronte a s facendone aggiungere uno alla volta (ad ogni battuta di mani); il primo di essi deve avere, alla sua destra, la parete. Una volta messi in riga, deve far alzare ad ogni compagno il braccio destro e poi quello sinistro, determinando, ai suoi occhi, un movimento successivo sn-dx (come la ola allo stadio). b) Far muovere, sulla superficie del banco, una macchinina a partire sempre dalla sinistra del bambino, farla sollevare a fine corsa e far ricominciare daccapo. c) Anche la distinzione destra-sinistra riveste importanza ai fini della corretta direzionalit della scrittura e della lettura. Si tratta della specificazione del concetto di lato e allora: invasione, a comando, degli spazi attigui alla parte destra e sinistra del corpo tramite movimenti del capo, degli arti superiori ed inferiori; spostamenti in tali spazi con scivolamenti, saltelli a pi pari, saltelli ad un piede; verbalizzazione degli oggetti situati a destra e a sinistra... Bisogna tenere presente, per, che la distinzione destra - sinistra pu presentarsi particolarmente difficoltosa per alcuni bambini come quelli contrastati nelluso della mano sinistra, quelli non definitivamente lateralizzati e quelli potenzialmente dislessici. In questi casi, invece di proporre a voce il tipo di direzione, sar bene facilitare lorientamento nello spazio mostrando una delle frecce disegnate su cartoncini ( ) al comando: - Alza il braccio indicato dalla freccia..., fai un passo nella stessa direzione, ora osserva la direzione della freccia e lancia la palla dalla stessa parte, muoviti fino a toccare la parete della stanza indicata dalla freccia, mostra la freccia per indicare da quale parte, rispetto a te, sono situati il tavolo, la finestra... Il bambino dovr, inoltre, disegnare le frecce per indicare la direzione di oggetti, animali, persone nella loro raffigurazione: ad. es.

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o per distinguere la diversa posizione di alcuni elementi in disegni, nel resto perfettamente uguali: ad es.

( posizione del fumaiolo e del fumo ) 2 - Attivit grafiche Far produrre linee orizzontali nella direzione sinistra - destra.

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- Ecco qui una bella storia, cerchiamo di capire cosa avviene. Guardiamo le immagini ad una ad una, in silenzio. Secondo te, da quale bisogna cominciare? Mentre il bambino scorrer le immagini, sar bene osservare ed annotare se la direzione dello sguardo va da sinistra verso destra, dallalto verso il basso e se, per caso, non venga saltata unintera riga. E capace, inoltre, di dare continuit significativa alle immagini? E sufficiente lattenzione data ai particolari?

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LA LATERALITA Il permanere, per, di incertezze nella direzionalit della scrittura, nonostante i proposti suggerimenti, dovr indurre a chiarire se si tratta di un bambino destrimane oppure mancino e se, per caso, il suo mancinismo sia stato contrastato. E, infatti, da una lateralizzazione completamente definita (dominanza di un lato del nostro corpo sull altro) che pu dipendere la corretta direzionalit della scrittura. Alluso dominante della mano destra deve, perci, corrispondere anche quello del piede, dellocchio e dellorecchio destro. Cos per la mano sinistra. Ma, a parte la dannosa iniziativa di contrastare luso della mano sinistra (per fortuna ora abbastanza rara), pu verificarsi anche una difficolt nella definizione della dominanza. E allora possibile che, durante la scuola materna, il bambino abbia utilizzato ambedue le manine, un p luna e un p laltra, in una sorta di ambidestrismo che si conservato fino alla scuola elementare. Si pu assistere, qui, ad una scrittura tutta o in parte speculare e, qualche volta, alla direzionalit motoria destra - sinistra della riga. Ai fini della correzione di ambedue i disturbi importante che sia uguale la dominanza a destra o a sinistra, non importa quale, soprattutto dellocchio e della mano. I casi di mancinismo contrastato o di ambidestrismo difficilmente possono passare inosservati n possono rimanere irrisolti in presenza delle suddette difficolt. E bene che il problema, se non stato individuato durante la scuola materna, sia affrontato nel primo anno di scuola elementare. A tale scopo, gli esperti invitano a verificare ed annotare a) con quale mano il bambino lancia una palla vera e una immaginaria e mima le azioni come pettinarsi, rimestare il cucchiaio in una tazza, afferrare un bicchiere... b) quale occhio usa quando gli si chiede di guardare, attraverso un foro praticato in un cartoncino, almeno due oggetti vicini e due lontani. Si fa presente che detto cartoncino, prima di essere avvicinato allocchio dallo stesso bambino, deve essere mantenuto, a braccia tese, da ambedue le sue mani. Luso del piede sn o dx, come si detto, ha meno importanza ma non sarebbe male completare lindagine con losservazione del bambino quando saltella su un piede e poi sullaltro: con quale si stanca meno e riesce meglio, quale piede preferisce usare per dare un calcio ad una palla vera e una immaginaria. La dominanza, allora, completamente a destra o a sinistra oppure siamo di fronte ad una dominanza di tipo incrociato: mano destra ed occhio sinistro

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o viceversa? In questultimo caso, va aggiunta unaccurata indagine in famiglia per sapere quale mano il bambino abbia usato o usi di solito e leventuale esistenza di casi di mancinismo fra i parenti. Sar, comunque, lintervento dello specialista a stabilire se, quale mano rinforzare e come, oppure suggerire lopportunit di ripristinare luso della mano giusta. Si tenga presente che, in non pochi bambini, lateralizzazioni di tipo incrociato non producono disturbi nella direzionalit della scrittura e complicazioni nella lettura.

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TERZO CAPITOLO
In ciascuna pagina del capitolo -000- il bambino ritrova il nome-guida precedentemente incontrato e altri quattro nomi che hanno in comune con il primo il grafema iniziale seguto, per, da ciascuna delle altre vocali. Il disegno, che rappresenta ciascun oggetto, persona o animale in maniera molto semplice e lineare, ne fa leggere il relativo nome che dovr essere copiato. In un secondo tempo si prover a nascondere limmagine per verificare leventuale riconoscimento della parola scritta e si potr anche provare a farla scrivere a memoria, senza cio l aiuto del corrispondente modello grafico come per gioco, senza alcuna pretesa. Pu essere utile, invece, far utilizzare due dei nomi proposti nella stessa pagina per ricavarne, quando possibile, delle frasi credibili e strutturalmente complete comeLAMELAESULMUROILPOLPOENELPIATTOLATORTAESULTAVOLO ILFIOREESTAMPATOSULLAFELPAILLOMBRICOELALUMACASONOLENTI -... Le frasi possono essere anche fantastiche, purch il bambino se ne renda conto: ad es. ILPULCINOGIOCAAPALLONEILNEONATODORMESULLANUVOLAILDINOSAURO FA LA DOCCIA LA RANA GIOCA CON LA RUOTA... E bene che la raffigurazione delle frasi appena proposte o ideate dai bambini accompagni la loro copiatura. Far sottolineare, come al solito, i nomi. Giochi fonologici: a) la parola mare fa rima con tante altre parole e fra queste, remare; si pu formare la frase IN MARE E BELLO REMARE e copiarla. Muro fa rima con canguro ed allora IL CANGURO SBATTE CONTRO IL MURO. b) far individuare, solo a voce, il primo suono completo di moto, muro, mare... (mo, mu, ma.....) e quello dei nomi proposti nelle pagine successive.

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Attivit di prevenzione e/o correzione nei confronti di SPOSTAMENTI ED OMISSIONI DEI GRAFEMI NELLA SCRITTURA del dettato, dellautodettato e nella lettura. La loro causa potrebbe riguardare disturbi della sequenzialit o successione connessi, sempre, ai concetti prima-dopo nel tempo e nello spazio, trattati nel primo capitolo e su cui bene ritornare. Indubbiamente, il bambino intuisce il concetto del tempo che passa ma costituisce qualcosa di veramente poco chiaro il concetto di oggi che diventa ieri e di domani che diventa oggi. Astratti e complessi risultano anche i termini di successione, sequenza, ritmo (successione di tipo regolare: sempre la stessa), contemporaneit e durata. Non la sperimentazione pratica degli stessi concetti che presenta difficolt per il bambino. Il senso del ritmo, ad esempio, insito nella capacit di deambulazione e di linguaggio. La difficolt riguarda, piuttosto, la rappresentazione mentale dei suddetti concetti che, peraltro, possibile acquisire grazie allinteriorizzazione delle esperienze. Si inviter, allora, il bambino a riflettere sul fatto che le azioni richiedono un proprio tempo di esecuzione e che, solo attraverso la loro successione, possibile compierne tante. Ed allora si propone 1- lacquisizione del concetto di successione-sequenza tramite a) lanalisi della filastrocca con animazione delle varie scenette CORRI CORRI Il bambin che sta sognando la sua mamma va svegliando: - Svelto, svelto, proprio tardi... vai nel bagno e non distrarti! Con gli occhietti ancora chiusi fa il bambino il suo bisogno, lava mani, faccia e collo. Poi in cucina: il latte pronto! Pettinato e profumato va a indossare il grembiulino. Come un piccolo robot, col cappotto e col berretto va a pigliare lo zainetto. 45

Lascolto e la lettura delle filastrocche allenano, peraltro, il bambino a cogliere il senso del ritmo.

b) la riproduzione rispettosa della successione di figure geometriche come quelle sotto riportate:

c) la produzione di disegni in sequenza come quella dellalbero che, allarrivo dellautunno, perde poche foglie, poi molte, infine tutte.

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2 - In contrapposizione ai concetti prima dopo temporali e/o anche spaziali, sar utile far scoprire il concetto di contemporaneit. Si chieder al bambino di a) cantare mentre balla b) valutare, alla luce del concetto di cui sopra, la seguente immagine:

c) disegnare situazioni relative al medesimo concetto.

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3 - Il concetto di durata, che pu riguardare quello di successione e le sue implicazioni con quello di velocit, pu essere chiarito dalla seguente strana gara. CHI VINCERA LA GARA? CHI ARRIVERA INFINE?

LA TARTARUGA La tartaruga che mangia lattuga, sapere non pu cos la fuga. Ma se fosse un po pi nuda e mangiasse carne cruda, forse un di si sveglierebbe e, non stando nella pelle, batterebbe le gazzelle.

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Attivit di prevenzione nei confronti di CONFUSIONE TRA GRAFEMI VISIVAMENTE SIMILI, SOPRATTUTTO DELLO STAMPATO MINUSCOLO Il bambino che non possiede la rappresentazione mentale chiara e distinta di verso lalto e verso il basso, potr poi incontrare difficolt nella distinzione visiva tra i caratteri dello stampato minuscolo q - d, p - b, e quelli di n - u, e - a, a causa delle aste rivolte, appunto, nelle due opposte direzioni. Ed allora, una volta acquisiti i concetti di alto-basso, sopra-sotto (cap.-00-), si propongono 1 - attivit ludico-psicomotorie a) Far sperimentare, partendo da se stesso in posizione di rannicchiato, il doversi alzare lentamente lungo una parete, per raggiungere punti sempre pi alti, facendo sollevare anche le braccia ed i talloni. Al contrario, far sperimentare il doversi abbassare per tornare nella posizione di rannicchiato. b) Sistemare due bambini, uno di fronte allaltro. Al comando verso lalto, chi dispone della palla deve lanciarla in tale direzione ed in modo che laltro possa afferrarla. Se questultimo riesce a farlo, deve a sua volta obbedire al comando e, nel caso sia verso il basso, deve lanciare la palla verso i piedi del compagno che deve chinarsi per raccoglierla. Lerrore va pagato con il cambio di giocatore. 2- la filastrocca SU E GIU E POI NON PIU Scendo se son salito Salgo se sono sceso Male se scivolato Rotto se ruzzolato 3- attivit grafico-simboliche a) Individuazione di una delle due in relazione ad immagini oppure disegni ed atteggiamenti del bambino (il fumo che sale, la pioggia che scende; il bambino che guarda verso lalto o verso terra...)

b) Gioco del Labirinto

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Guidare il percorso di una linea che si muove su un foglio verso lalto, a destra, verso il basso... Al momento del cambio di direzionalit, fermare il tracciato con un: - Alt, vai a sinistra - oppure mostrare la freccia secondo la direzionalit voluta, come stato proposto nel capitolo precedente. Ad es.

PARTENZA

ARRIVO

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QUARTO CAPITOLO
Le pagine del capitolo -0000- e -00000- rappresentano il fulcro del metodo: dalla lettura di tipo immediato delle parole si passa allanalisi dei suoni sillabici iniziali delle stesse. Giochi di vario genere consentono lacquisizione sempre pi veloce e sicura della corrispondenza suono sillabico-coppia di grafemi e viceversa. La pag. 1 del cap. -0000- propone il vecchio ma simpatico <Gioco del Bastimento>. Esso pu coinvolgere, all inizio, la classe intera ma poi, anche, piccoli o medi gruppi ed ha il merito di anticipare la funzione delle pagine successive: quella di evidenziare il primo suono completo della parola. Ricompaiono, allora, tutti i disegni del capitolo precedente con i nomi di ci che raffigurano e, contenuti in un ovale, i primi suoni sillabici o completi di ciascuno di essi. Dopo aver dato il tempo di guardare con attenzione la seconda pagina del capitolo e di aver fatto leggere i cinque nomi, si indica la sillaba MO inserita nellovale, se ne fa ascoltare il suono (unico, pronunciato con una sola emissione di voce) e si chiede al bambino di ripeterlo. Questi dovrebbe, allora, comprendere il perch della direzione della freccia: MO presenta le stesse caratteristiche grafiche che si trovano nella parte cerchiata della parola MOTO. Ed allora anche la parte cerchiata, e solo questa, ha lo stesso suono. Ecco perch la freccia pu avere anche due punte: Il bambino, che ha gi imparato a staccare verbalmente il suono MO dal resto della parola (gioco fonologico b a pag. 44), ora si rende conto di come si scrive. Anche MU ha le stesse caratteristiche grafiche con cui inizia la parola MURO ed, allora, anche la parte cerchiata di quest ultima si legge allo stesso modo e si scrive proprio cos. Tutto ci, per, pu non essere intuito sin dallinizio e, allora, si dovr dare il giusto tempo a ciascun bambino per procedere, con crescente autonomia e consapevolezza. Una variante forse pi opportuna, perch il bambino continui a giocare da solo, potrebbe essere formulata allincirca cos:

- Ecco di nuovo il disegno della MOTO; vuoi ripetere bene questa parola? 51

Se fai attenzione, puoi ascoltare in essa due suoni: MO TO. Prova tu a staccare i due suoni della parola MOTO. Bene. Quale suono pronunci e perci ascolti prima, appena apri la bocca e cominci a parlare? (Come gi detto, il bambino dovrebbe essere in grado di dirlo immediatamente). Allora sar il suono MO ad essere scritto per primo. Ora guarda tutta la parola MOTO. La parte cerchiata, la prima ad essere stata scritta, si legge proprio MO. Vuoi cercare nellovale questa MO? Quale potrebbe essere? Bene, l hai trovata, proprio uguale a MO di MOTO; ecco perch la freccia parte da MO contenuta nellovale e va alla stessa MO cerchiata della parola MOTO; infatti sono solo queste MO ad essere uguali e perci ad avere lo stesso suono. La freccia che le unisce, pu avere anche due punte: . Passiamo ora alla parola MURO... Fondamentale, allora, la corrispondenza tra visualizzazione ed ascolto della sillaba scritta nellovale e visualizzazione ed ascolto della parte cerchiata nella parola intera; viceversa nella variante proposta. Nelle pagine successive sar il bambino, anche con un piccolo aiuto (se necessario), a tracciare le frecce di congiunzione tra le sillabe uguali ed a cerchiare, quindi, il primo suono completo della parola. Una volta conquistato il suono MO, si pu invitare il bambino a scrivere tale sillaba al centro della prima riga di quaderno e, sotto, a disegnare la moto ed altre cose, persone, animali inizianti allo stesso modo (montagna, mosca, monaco...). Sullaltra pagina, la stessa MO pu sovrastare lo stesso tipo di immagini, ritagliate ed incollate. Va da s che, a mano a mano che il bambino proceder nel gioco, imparer a leggere i successivi suoni della parola. Allo scopo di facilitarne la memorizzazione si prevede, poi, luso-gioco delle sillabe in stampato maiuscolo ritagliate dalle pagg. n 16 18 20. Si formeranno cos tanti pezzi recanti ciascuno una sillaba. Ogni bambino ne sceglier uno e, stabilita per lintera classe la parola da comporre, dovr, con esso, partecipare alla formazione della stessa. Proprio come un puzzle audio-visivo: ogni pezzo o sillaba, dal suono ormai conosciuto, deve andare ad occupare il suo posto al momento giusto, in una perfetta corrispondenza tra sequenza di suoni e sequenza di pezzi ovvero coppie di grafemi dal suono unico o completo. Il contrario avviene se si propone la lettura di parole gi composte in una sequenza di pezzi.

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Ad es.

CA NE SA PO NE
Tutti i bambini devono poter seguire visivamente il formarsi della parola. Il riconoscimento immediato dei vari suoni, sar favorito dalla lettura a pag. 2 del cap. -00000-, prima regolare, cio seguendo le righe e poi sempre pi veloce, a saltelli. Si consiglia, ora, il dettato di sole sillabe (CA, DO,VE, LA...) e poi di parole bisillabiche e trisillabiche semplici (MELA, TORO, CANILE...). Il bambino capir che si possono comporre parole che hanno significato e parole che non ne hanno (pag. 4 ) e che, tra le prime, solo alcune possono essere raffigurate. Si proceder, quindi, con la distinzione del suono di ciascun grafema operando la separazione materiale, e quindi grafo-fonetica, tra la consonante e la vocale (pag. 6 ).

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Risulter, allora, pi consapevole la composizione di parole - inizianti per vocale ( IRIS, ELICA ) - contenenti consonanti sole (VENTO, CAMPANA) o sillabe inverse (ORTO) - contenenti consonanti doppie ( MAMMA, MISSILE ) - contenenti suoni unici formati da due o pi consonanti diverse ed una vocale (SPADA, FINESTRA ) pagg. 7,8,9,10,11,12,13 Il bambino, che ha gi conosciuto i suoni duri di CA, CO, CU e GA, GO, GU, conoscer i suoni dolci di CE e CI, GE e GI ed imparer che, con laiuto dell H, anchessi possono acquistare durezza (CHE e CHI, GHE e GHI).

CERA

CICALA

GELO

GIACCA

CE

CI

GE

GI

CHE
CHERUBINO

CHI
CHIESA

GHE
GHEPARDO

GHI
GHIRO

Si aggiungano i digrammi (unione di due consonanti diverse che hanno un solo suono: GL di aglio, SC di scimmia, GN di gnomo). Infine Q che ha bisogno di essere seguita sempre dalla U prima di accompagnarsi alle altre vocali. Scioglilingua 1 ) IN BICI CION CIN CION CERCA IN CINA AMICI CINESI. 2 ) LA CHIESA CHIUSA CON I CHIODI, NON SI APRE CON LE CHIAVI. 3 ) UN GIORNO DI GIUGNO UN GIOVANE GIGANTE GIOCO IN GIARDINO. 4 ) IL GHIOTTO GHIRO GHERMISCE LE GHIANDE CON LE UNGHIE. 5) COGLIE IL CONIGLIO LE FOGLIE DELLAGLIO. 6 ) LA SCIOCCA SCIMMIA SCIA CON LO SCIALLE. 7 ) IL RAGNO FA IL BAGNO NELLO STAGNO. 8 ) QUESTI E QUELLI, QUANTI QUINDI SONO?

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Filastrocca del suono GL

IL SUONO GL E UN POCO CURIOSETTO: SUONA DOLCE IN FOGLIA E CONIGLIETTO; SE IL SUONO DURO INVECE VUOI ASCOLTARE, GLICINE O INGLESE DOVRAI NOMINARE. ANCHE IN GLASSA CHE E DOLCE E COPRE IL DOLCE, IL SUONO E DURO, QUASI DI UN TAMBURO

RICOPIA SEPARANDO LE SEGUENTI PAROLE

BOTTIGLIA, DEGLUTIRE, GLU GLU, SCOGLIO, FIGLIO, GLICINE, PAGLIA, GLOBO, TOVAGLIA, GLADIOLO, TRIGLIA, GLADIATORE
SUONO DOLCE SUONO DURO

CONIGLIO

IGLU

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Simpatico il gioco degli ordini: il bambino sceglie un biglietto fra tanti, legge il contenuto ad alta voce ed esegue lordine: FAI UN SALTO - MIMA LA SCIMMIA - CANTA UNA CANZONE - ... Oppure, dopo aver letto il biglietto in silenzio, esegue lordine scritto ed un altro bambino dovr indovinare, abbastanza correttamente, il contenuto del biglietto, per aver diritto a continuare il gioco. Quando si riterr opportuno, si utilizzeranno i caratteri dello stampato minuscolo che saranno inseriti nell apposito angolo e quelli, propri del comune scrivere, cio del corsivo. Anche con essi si potr, prima, prendere dimestichezza facendoli riportare sempre dal bambino, sullaltro lato dei pezzi in maiuscolo, e in minuscolo nellangolo. Ad es.

mo

MO
AVANTI DIETRO
Nei momenti di incertezza, baster girare il pezzo per attribuire, al nuovo carattere, il suono che gli appartiene. A pag 19 viene presentato lalfabeto, cio lelenco delle singole lettere nei caratteri stampato e corsivo, maiusolo e minuscolo.

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CONCLUSIONE A questo punto, il bambino avr voglia di cimentarsi nella composizione, veramente autonoma, di frasi semplici come: Mi chiamo... Il mio pap si chiama... La mia mamma si chiama... Piove ed io mi sono bagnato. Un elemento da impostare subito lo stacco tra una parola e laltra. A tale proposito, pu essere utile un semplice accorgimento: far corrispondere ogni parola ad un dito della mano. Consideriamo la frase Oggi casa mia disordinata Il bambino chiude la manina libera a pugno, pronuncia una parola alla volta alzando un dito, e la scrive. Alla fine, avr alzato tutte e cinque le dita e dovr verificare, allora, che anche le parole scritte siano altrettante. Ma questo solo all inizio: presto il bambino intuisce che ogni parola ha una sua identit, proprio come ogni dito della mano e che, perci, va scritta staccata dalle altre. E dovr comprendere anche, da subito, che la frase scritta, come quella parlata, formata da tante parole in stretto rapporto le une con le altre. Ognuna di esse deve occupare il suo posto affinch non ne risenta il significato della frase. Come quando si disegna: il tetto della casa proprio su e non per terra, o da qualche altra parte. Da non trascurare il concetto che la scrittura costituisce un mezzo comunicativo proprio come il linguaggio, anzi pi valido per la conservazione di quanto detto o sentito. Questultimo, infatti, si pu dimenticare o ci pu sfuggire, mentre ci che si scrive costituisce una nostra o altrui testimonianza. Nello scrivere, come nel parlare si possono esprimere sentimenti, stati danimo, impressioni, idee, dubbi, che riguardano la nostra e laltrui esperienza di vita. E scrivendo e leggendo, ogni persona rende partecipe di qualcosa di s e, a sua volta, conosce qualcosa dellaltra e del mondo che la circonda. E allora bisogna porre grande attenzione a ci che si scrive e a ci che si legge. A tale scopo risultano importanti, sin dallinizio, luso corretto e losservanza della punteggiatura, nonch il controllo di ci che il bambino ha scritto rispetto a quel che aveva in mente di scrivere, ed infine la verifica assidua di ci che comprende di quel che va leggendo. Mauro e Camilla 2 si prefigge il conseguimento di questultimo scopo, oltre a costituire una possibilit di esercitazione nella lettura che pu essere anticipata al momento opportuno. Un contenuto significativo, adeguato alla mentalit del bambino e che, possibilmente, strappi un sorriso o, meglio, una bella risata, unito allopportuna gradualit delle difficolt, senza dubbio pu facilitare il nascere del piacere e dellinteresse per la lettura. 57

LA DISLESSIA La dislessia costituisce un problema di tipo specifico dellapprendimento scolastico che comporta, in maniera primaria, disturbi nella lettura e nella scrittura (disortografia) pi o meno gravi in bambini con capacit intellettive normali o anche al di sopra della media. Pare che la causa sia di tipo genetico e le conseguenze nel profitto e, quindi,nella psiche, sono facilmente immaginabili. Detti disturbi consistono in una inadeguata interpretazione degli stimoli visivi e/o uditivi (grafemi e fonemi) da parte del Sistema Nervoso Centrale (la diagnosi di dislessia richiede, infatti, che laccertamento specialistico escluda la presenza di anomalie funzionali degli organi della vista e/o delludito). Il bambino va, perci, incontro a confusioni e quindi sostituzioni dei grafemi visivamente simili, soprattutto dello stampato minuscolo come quelli precedentemente e sotto riportati: a) q d; p b b) n u; e a c) q p; d b a causa della direzione (verso il basso o verso lalto) delle aste rispetto ai semicerchi delle gambette anchesse diversamente orientate a causa dei semicerchi posizionati in maniera opposta (prima - dopo) rispetto alle aste.

Non sempre facile accorgersi che ci si trova davanti ad un bambino portatore di tale disturbo prima che cominci a leggere ed a scrivere il dettato e lautodettato. Sicuramente alcune delle suddette incertezze potranno far ipotizzare, abbastanza presto, il problema ma sar dopo una sicura diagnosi, rilasciata dallesperto e richiesta quanto prima, che si dar corso ad un programma individualizzato che il Ministero prevede ad opera dellinsegnante di sostegno. E soprattutto nel secondo periodo dellanno scolastico che pu evidenziarsi il disturbo di dislessia in tutta la sua angosciosa realt per il bambino ed anche per linsegnante. La scrivente ha cercato di prevenire le suddette confusioni ma non si sa con quale risultato, specie nei casi pi gravi. Il carattere un po caparbio e la mentalit possibilista della stessa invitano, comunque, a tentare un espediente che fa leva pi sulla memoria visiva che sulle capacit di orientamento: si gi detto come non sia facile far acquisire ad alcuni bambini alcuni concetti di tipo spaziale e, quindi riuscire a farli orientare correttamente nello spazio reale e in quello grafico.

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Si offra, allora, una doppia rappresentazione mentale facilitata dal sottostante specchietto: il quadro che si stacca dal chiodo e cade andando a finire sopra il divano e la pioggia che cade sopra il bambino. Sono due situazioni possibili e soprattutto simili. Lo strano, forse pu consistere nel fatto che il bambino debba immaginarle insieme e vederle raffigurate nel seguente specchietto (ma poi capir il perch).

Si considerino le coppie dei grafemi in senso verticale e si immagini che il semicerchio della q di quadro rappresenta proprio questultimo mentre lasta che scende la direzione naturale della sua caduta lungo la parete; il semicerchio della d di divano rappresenta il sedile e lasta, che sale lungo la parete, la direzione dello schienale. Seconda coppia verticale: il semicerchio della p rappresenta la pioggia e lasta (che scende) ne indica la naturale direzione; il semicerchio di b di bambino rappresenta questultimo con il braccio e lombrello (asta) alzati verso lalto. Se si osserva poi il tutto, si nota che i semicerchi sono sempre esterni e le aste sono sempre interne e, in particolare, quelle dei grafemi superiori (q-p) vanno verso il basso, quelle inferiori (d-b) vanno verso lalto. Una volta compreso pienamente lo specchietto, bisogna che il bambino lo memorizzi (deve essere in grado di riproporlo in maniera completa con i grafemi posizionati in modo corretto). Per la loro utilizzazione corretta nella lettura e nella scrittura, probabilmente impiegher un po di tempo perch, dovendo ad esempio scrivere o leggere

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la parola denaro, dovr pensare prima che il grafema d lo stesso della parola divano, dovr focalizzare questultima nello specchietto e scriverlo proprio come lo ricorda visivamente (cerchio esterno ed asta che sale). E se non ha anche problemi di dislessia uditiva (d - t), che in questo caso dovrebbe essere trattata prima, si spera che il tutto si automatizzi e che presto possa servirsene con celerit. Per la distinzione n u ed e a, potrebbe servire far riferimento alla parola neve e riflettere sul fatto che le gambette della n scendono proprio come la neve, a differenza di quelle della u. Ma anche nella e (nella parola neve ce ne sono persino due) la gambetta scende, diversamente dalla gambetta della a. Il tutto si spera possa essere ricordato al fine di evitare confusioni. Abbiamo detto che si verificano confusioni anche fra i grafemi uditivamente simili. In tal caso, il bambino distingue visivamente bene i grafemi (salvo eccezione per p-b che, come si visto, possono essere anche visivamente confusi) ma non sa come leggerli e scriverli. Siccome si tratta di un disturbo uditivo, naturale che suddetta confusione investa sia i grafemi dello stampato che quelli del corsivo. Essi sono i grafemi che, avendo lo stesso punto di articolazione, sono uditivamente simili: c g ambedue linguo-postalveolari suoni dolci ma anche quelli duri di che ghe, chi ghi (linguo-velari) pb labiali fv labio-dentali td linguo-alveolo-dentali zs linguo-alveolari Il bambino, allora, legge o scrive, ad es., garota per carota; chianda per ghianda; cambo per campo; varo per faro... Per correggere il disturbo uditivo suddetto, si parta dal fatto che i primi (c , p, f , t, z) hanno il suono afono o sordo, mentre i secondi (g, b, v, d, s) lo hanno sonoro. Il bambino, pu percepirne la differenza tramite la vibrazione laringea dei primi attraverso la sua mano posata sulla gola, sotto il mento.

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Altri grafemi vengono pure confusi perch hanno caratteristiche fonetiche simili: m n ambedue nasali rl linguo-alveolari gn gl linguo-palatali ao vocali aperte ei vocali chiuse Un significativo aiuto per la distinzione dei suoni, comunque, pu essere apportato dallo sviluppo delle capacit fonetiche: a) discriminazione dei - suoni uditi da vicino e da lontano, naturali e artificiali. - suoni relativi alla continuit, intermittenza, durata (lunga o breve), intensit (forte o debole). Per questi ultimi sufficiente far emettere un suono al bambino, anche quello di una vocale, secondo le suddette modalit, ad imitazione di quello dell adulto ascoltato di volta in volta. b) imitazione di ciascuna sequenza uditiva, prodotta dalla percussione di un bastoncino o una penna sul tavolo che preveda una o due pause di tipo breve o lungo, come la sequenza visiva appresso riportata: __ __ __ __ __ __ __ __ __ __ __ __ __ __ __ __ __ __ __ __ __ __ __ __ __ __ __ __ __ __ __ __ c) esecuzione di ordini proposti in sequenza, a voce piuttosto bassa e/o a bocca anche nascosta, tipo quelli a pag. 23 (b) del primo capitolo.

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Bibliografia Vayer P. 1973, Educazione psicomotoria nellet prescolastica. Edit. A. Armando-ROMA Rossi,Arluno, Zaccaria, 1978,Test di comunicazione. Edit. Omega-TORINO Sabbadini G.,AngelettiA., Bonini P., 1976 Disturbi specifici dellapprendimento. Bulzoni Edit. - ROMA Frostig M., 1972 Programma per lo sviluppo della percezione visiva. Edit. Omega-TORINO Muller Heiner 1982, Guarda i disegni - schede di lavoro sulla percezione e discriminazione visiva. Centro studi Erickson - TRENTO Bonnet C. E., Tamine - Gardes, 1984 Quand lenfant parle du langage. Connaissance et coscience du langage chez lenfant. Margada - BRUXELLES Celi F., Quaresmini D., Meini N., 1991, Leggere in stampatello. Centro studi Erickson - TRENTO De Beni R., Pazzaglia F., 1993, Lettura e metacognizione, Centro studi Erickson- TRENTO Stella G., Pippo J., Le difficolt di apprendimento della lettura e della scrittura, Schede operative, Ed. Modena -BOLOGNA Pinto M. A., Candilera G. 2000, La valutazione del primo sviluppo metalinguistico. Franco Angeli - MILANO Coruzzi C.,Ramazzotti L., 2002-2003( per la prima e seconda elementare), Gatta ci cova, Mondadori Scuola - MILANO Meloni M., Sponza N., Kvilekval P., 2006 La dislessia raccontata agli insegnanti I vol., 2007 La dislessia raccontata agli insegnanti II vol. Libri liberi - FIRENZE

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Allegato al Volume Mauro e Camilla 1 66

Mina Petrachi

Mauro e Camilla
imparano
DE LO SI BO RE ZA GLI CO QUE GA FO TO

NU PU GNE VI MA

Mina Petrachi

MAURO E CAMILLA
imparano

Dedicato a mio padre Leonardo Petrachi, mia madre Idea Galvani ed al Prof. di Reumatologia Lupo Andreotti di Firenze

Mina Petrachi - Ha prestato servizio in qualit di insegnante di scuola elementare nella provincia di Brindisi e di pedagogista presso la A.S.L. di Lecce/1 e quella di Brindisi/4 fino al 1992. Illustrazioni - Francesco Maddalena (francesco_maddalena@hotmail.it), Giampiero Manelli per i disegni di Fata Birillae Il giro dellacqua Impaginazione: Giampiero Manelli (manelligiampiero@virgilio.it) Progetto Grafico: Giampiero Manelli Copertina e colori: Francesco Maddalena e Giampiero Manelli Ringraziamentia:ClaraPetrachi,MarcellaLonero,SilviaDeJaco,AnnaKolenc,Anna Polito , Antonio Giannelli

Prefazione
Cominciare un libro sulla scrittura analizzando il linguaggio parlato pu apparire improprio dato che di solito c una totale negligenza del fatto che a scuola impariamo a rappresentare per iscritto la lingua parlata che conosciamo gi. I metodi per insegnare a scrivere in genere non considerano il linguaggio verbale, ma costruiscono le loro strategie su una rappresentazione astratta del linguaggio scritto, una struttura fatta di vocali e consonanti che vengono presentate come se il bambino non le avesse mai incontrate e comunque senza preoccuparsi di chiarire quale relazione esista tra la struttura dello scritto e quella del parlato. Tutti sanno che vocali e consonanti possono essere chiamati anche fonemi e le lettere che li rappresentano grafremi, ma pochi conoscono in che relazione stanno tra loro. I fonemi sono lunit di base del parlato, anche se sono percepibili solo quando sono associati fra di loro, e in particolare quando sono associati con le componenti pi sonore, chiamate vocali. Anche nella produzione vocale noi non produciamo i fonemi isolatamente, ma associati in unit che chiamiamo sillabe. Ma allora, si potrebbe chiedersi, se la struttura del parlato non prevede come unit minime di produzione i fonemi, ma piuttosto la sillaba, perch non si insegna a scrivere sillabe? Le sillabe sono molto numerose, oltre duemila in italiano, e quindi ipoteticamente una trascrizione che prevedesse un segno o un insieme di segni che corrisponde a ciascuna sillaba, ci costringerebbe ad apprendere un numero molto elevato di corrispondenze. Questo accade per esempio ai giapponesi, che hanno uno dei loro sistemi di trascrizione basato sulle sillabe (Kanj), ma, pur essendo un sistema pi semplice di quello ideografico, richiede pur sempre un lungo periodo di training. La possibilit di descrivere la struttura del parlato in fonemi riduce il numero di unit utilizzate per la descrizione. Per produrre un numero cos elevato di sillabe noi utilizziamo solo ventotto fonemi che si combinano fra di loro. E dunque, se si pu trascrivere il parlato utilizzando cos poche unit, perch non approfittarne? Il problema che non abbiamo un numero di lettere uguali a quello dei fonemi e dunque alcuni segni vengono utilizzati per riprodurre suoni diversi, spesso in associazione con altri segni e questo ostacola la possibilit di imparare a scrivere o a leggere utilizzando una corrispondenza bi-univoca tra un suono e un segno o viceversa. Senza riferirsi a teorie che sono molto complesse, possiamo osservare che, se leggiamo una parola con una strategia lettera per lettera abbiamo diverse possibilit di commettere errori che possono ostacolare il riconoscimento della parola. Persino le vocali, che noi riteniamo il cardine della nostra lingua possono trarci in inganno nella lettura lettera per lettera. La vocale i in una parola come cioccolata non dovrebbe essere letta, poich non corrisponde ad alcun fonema, ma svolge un ruolo puramente sussidiario alla lettera precedente. Vi sono anche molte consonanti che hanno pi di una corrispondenza fonemica: su sedici consonanti, solo nove hanno una consistenza perfetta, cio rappresentano solo un suono, tutte le altre possono rappresentare suoni diversi, anche pi di due.

Se per si passa ad una lettura di tipo sillabico, allora la stabilit della corrispondenza fra lettere e suoni diviene elevatissima, superando il 99% delle sillabe. E la stabilit del nostro sistema sillabico ad aver portato allortografia dellitaliano la fama di uno dei sistemi pi regolari al mondo. Solo il gruppo gli pu essere letto in due modi diversi, mentre tutte le altre sillabe hanno una sola corrispondenza. Lautrice partita proprio da questa evidenza per proporre la sillaba come unit base dellapprendimento della lettura e della scrittura. La proposta molto interessante, dato che sfrutta appunto, con mirabile chiarezza, lelemento pi robusto del nostro sistema linguistico, a patto che non si dimentichi quello che viene detto proprio nellintroduzione: i fonemi sono lunit pi produttiva poich con un numero limitato di elementi e un numero finito di regole di combinazione, ci consentono di produrre un numero elevatissimo di sillabe e un numero pressoch illimitato di parole. Il senso della proposta dellautrice proprio questo: far arrivare il prima possibile alla sillaba, cio a quellinsieme di elementi che si possono facilmente ritrovare nella parola. Non dimentichiamo che il bambino segmenta facilmente in sillabe, dato che coincidono con lunit motoria minima di produzione del linguaggio verbale, e dunque, introducendo prestissimo la lettura sillabica non si fa altro che favorire il riconoscimento delle corrispondenze con le unit primitive della produzione verbale.

Giacomo Stella
Docente di psicologia clinica presso lUniversit di Modena - Reggio Emilia

SONO IO

MI CHIAMO

___________
5

SONO COSE

SONO COLORI

SONO COSE COLORATE

MOTO ROSSA

ZAINO AZZURRO

10

PETTINE VIOLA

11

TUBO VERDE

12

FIORE GIALLO

13

TUBO

ZAINO MOTO

FIORE

PETTINE

14

FIORE GIALLO TUBO VERDE MOTO ROSSA PETTINE VIOLA ZAINO AZZURRO
15

IL BECCO GRANDE ______________________________

IL BECCO PICCOLO ______________________________

LA SUORA ALTA

LA SUORA BASSA

LA CORDA LUNGA ______________________________

LA CORDA CORTA ______________________________

IL GATTO SOPRA LA SEDIA ______________________________

IL GATTO SOTTO IL TAVOLO ______________________________

IL LOMBRICO VERSO LALTO ______________________________

IL LOMBRICO VERSO IL BASSO ______________________________

LA NUVOLA AVANTI AL SOLE ______________________________

LA NUVOLA DIETRO LALBERO ______________________________

MAURO VICINO AL DINOSAURO CAMILLA LONTANA

MAURO DENTRO LA VASCA

CAMILLA FUORI

SALVATI DA UN REMO IN MEZZO AL MARE

MOTO ____________ MELA

MARE ____________

____________

MISSILE ____________

MURO ____________

ZAINO ____________ ZIGZAG

ZUCCA ____________

____________

ZEBRA ____________

ZOCCOLO ____________

PETTINE ____________

POLPO ____________

PALLONE ____________

PIATTO ____________

PULCINO ____________

TUBO ____________ TIGRE

TAVOLO ____________

____________

TELEFONO ____________

TORTA ____________

FIORE ____________

FUOCO ___________

FORMICA ____________

FELPA ____________

FATA ____________

BECCO ____________ BUSTA

BIDONE ____________

____________

BARATTOLO ____________

BOTTONE ____________

SUORA ____________

SOLE ____________

SERPENTE ____________

SIRINGA ____________

SALAME ____________

CASA

CUORE

CORDA

GATTO

GONNA

GUANTO

LOMBRICO ____________

LAMPADINA ____________

LIBRO ____________

LETTO ____________

LUMACA ____________

NUVOLA ____________ NIDO

NEONATO ____________

____________

NOCE ____________

NAVE ____________

10

DINOSAURO ____________

DENTIFRICIO ____________

DOCCIA ____________

DADO ____________

DUE ____________

11

VASCA ____________ VITE

VOLPE ____________

____________

VULCANO ____________

VELA ____________

12

REMO ____________

RANA ____________

ROSA ____________

RIGA ____________

RUOTA ____________

13

E ARRIVATO UN BASTIMENTO CARICO...

DI...TA

...TARALLI

DI...ZO

...ZOCCOLI

DI...MA

...MATTONI

DI...CA SBAGLIATO!

...CANZONI

SI E VERO, LE CANZONI NON SONO COSE... SONO FATTE DI MUSICA E PAROLE.

MA MU MI MO MURO ME

MOTO

MARE MELA

MISSILE

ZO ZI ZA ZAINO ZE ZU

ZIGZAG

ZOCCOLO ZEBRA

ZUCCA

PI PO PU PE PA L L O N E PA

PETTINE

P I AT T O PULCINO

POLPO

TE TA TO TUBO TU TI

TAV O L O

TELEFONO T O R TA

TIGRE

FO FU FE FI FATA FA

FIORE

F E L PA FORMICA

FUOCO

BE BO BI BECCO BA BU

B A R AT T O L O

BOTTONE BIDONE

B U S TA

SI SU SA SE SIRINGA SO

SUORA

SALAME SERPENTE

SOLE

CU CO CA CORDA

CUORE

CASA

GU GA GO

GONNA GUANTO

G AT T O

10

LO LA LU LI LE

LOMBRICO

LIBRO

LUMACA L A M PA D I N A

LETTO

11

NI NO NE NA NU

NUVOLA

N AV E

NOCE NIDO

N E O N AT O

12

DA DO DE DI DU

DINOSAURO

DADO

DOCCIA DENTIFRICIO

DUE

13

VI VO VU VA VELA

VE

VA S C A

VOLPE VITE

VULCANO

14

RO RU RE RA RI

REMO

ROSA

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R U O TA

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16

mu

17

18

19

20

21

RIESCI A LEGGERE ?

PA MA RA TA VA BA NA DA ZA SA LA FA GA CA
2

PE ME RE TE VE BE NE DE ZE SE LE FE

PI MI RI TI VI BI NI DI ZI SI LI FI

PO MO RO TO VO BO NO DO ZO SO LO FO GO CO

PU MU RU TU VU BU NU DU ZU SU LU FU GU CU

COMPLETA

METTI LA FRECCIA DOVE PUOI


SO VI BI NO MO PA TO RA

DO SE ME RA RE

TE MO CA

RO TO FA PO BI

RO CI ZO

COMPLETA I DISEGNI

LEGGI E COMPLETA

METTI LA FRECCIA DOVE PUOI

LA A FI SU O

TE RA CA

SA SAL TO CA OR

TO FO SO

PI GOM MA BE
8

TI REN NA ZU

DISEGNA

SCRIVI

PALA ___________ LEGGI CANE SETE FATA BELA

PALLA ___________

___________

___________

CANNE SETTE FATTA BELLA

CONTINUA
LAVARE PATATE

PETTINARE

PENTOLA

PELARE

PARETI

POTARE

CAPELLI

PITTURARE
10

ALBERI

IN CUCINA

11

PER STRADA

COMPLETA LE INSEGNE

TEATRO FARMACIA OSPEDALE PALESTRA

12

SEGUI LE FRECCE

13

CERVO

OCHE

CIRCO

CHIAVE

GELATO

SPIGHE

GIRAFFA

GHIANDA

PESCE

14

AVVISO
U E RC IA AQ U IL O

QUI QUO

QUA QUE
RE

QU

AD

ER

NO

LI

CON QUI QUE QUO IL GIOCO CAMBIA UN PO. MA SE LE CERCHERAI... PURE QUA TROVERAI!

BA

..

. ..

A.

..

GNA

..

LL

GNE GNI
GNU
15

CI SONO GNOMO E GNU. C A S GNU TA LE ALTRE PAROLE ... .. COMPLETALE TU!

GNO

GN

MO O

DOPPIA V
I CS

CA

PP A
ON IPSIL

I LU

NGA

LE LETTERE STRANIERE FANNO UN MEZZO GIROTONDO. SON VENUTE DA LONTANO UN PO DA TUTTO IL MONDO: LE TROVIAMO IN YOGURT, KIWI, JEANS E TAXI. MA ORMAI, ANCHESSE, SON PURE DITALY.
CONTINUA I NOMI DI PERSONA CHE CONTENGONO ALCUNE DI QUESTE LETTERE: WILLY, MIKE, JANE, JACK,

16

17

18

LALFABETO

A B C D E F G H I J K L M N O P Q R S T U V W X Y Z

a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z
19

Mina Petrachi

Mauro e Camilla
pensano

LEGGERE E BELLO! SCRIVERE E BELLO!

Mina Petrachi

MAURO E CAMILLA
2

RIPORTA NEL QUADRETTO INDICATO


COSA LEGGI

LA MA SUL LA VE

RE

VA

LA

LA MIA MAMMA

IL MIO PAPA

LE MIE COSE
2

UNO E TANTI
SOLE E NUVOLE

PERA E ___________

CANE E ___________

SCUOLA E ____________

RAMO E __________
3

LA MATITA

IL ___________

L ___________

LO ___________

LE

GLI

ITE AT M

DISEGNA COSA TI PIACE FARE


A CASA

A SCUOLA

ALLAPERTO

COSA FA CAMILLA?

CAMMINA

MANGIA

BEVE

SALTA

CADE

PIANGE
7

LO GNOMO SUONA LA CHITARRA

IL QUADRIFOGLIO PORTA FORTUNA


8

4
1 LA MAMMA SI LAVA LE MANI. MAURO E CAMILLA GIOCANO A PALLA.

IL BABBO___________ IL GIORNALE. IL NONNO___________ E LA NONNA ___________ A MAGLIA.


9

UNA PANCHINA

UNO SCOIATTOLO

UN ALBERO

UNAIUOLA
10

MAURO DIVENTA...
COMPLETA

UN RE

11

UN BAMBINO DI NOME ANDREA DISEGNA IL DINOSAURO

POI VA IN BICICLETTA.
12

DOVE BISOGNA SCRIVERE HA E DOVE HANNO?

LA BICICLETTA___________ LE RUOTE, IL FANALE, IL MANUBRIO, LA CATENA, IL SELLINO, IL CAMPANELLO, I PEDALI.

LE BICICLETTE___________ LE RUOTE, IL FANALE, IL MANUBRIO, LA CATENA, IL SELLINO, IL CAMPANELLO, I PEDALI.


13

14

RIPORTA NEL QUADRETTO INDICATO E COMPLETA

Cosa leggi Il pu mol ti ter u

?
le

com

to

Il

CE

CERA

Nel guscio_______un uccello. CI SONO

Sotto il ponte_______ una barca.

CERANO

Sullalbero__________le foglie.

Nel piatto__________ gli spaghetti.

15

DISEGNA COME SONO

Io sono cos (il sole)

Io sono fiorita (la pianta)

Io sono buffo (il pagliaccio)

16

DISEGNA E COLORA COME SONO

La candela accesa.

Il bimbo biondo.

La bimba bruna.

La nuvola fa piovere.

17

Modi di essere opposti


Caldo come il__________ Freddo come il_________ Grande come la________ Piccolo come l_________ Bello come il___________ Brutto come il__________

Bianca come la_________ Nero come il___________


18

Campioni di lunghezza
Il col..... Il son..... Il nas..... La cod..... Il bec..... Le cor..... Lurl..... della giraffa del ghiro dellelefante della lucertola della cicogna del cervo del lupo
(si chiama ululato) (si chiama proboscide)

Incolla le immagini dei suddetti animali ed indica con una freccia la parte in questione (quando puoi).

19

20

COME SI MUOVONO
ALCUNE COSE
La palla rot..... su se stessa. L acqua sco..... in discesa. Laltalena don..... avanti e dietro. Lascensore sal..... e sce.....

DOVE SI MUOVONO
ALCUNE PERSONE
Lo sciatore sci..... sulla neve. L alpinista sca..... la montagna. La ballerina dan..... sul palco. Il podista cor..... per le strade ed i campi.

ALCUNI ANIMALI
nel mare. nellaria. sul terreno. allippodrono.

Il pesce nuo..... Luccello vol..... La lumaca str..... Il cavallo cor.....

Fa cos
beee...

Si dice

bela miaooo... miagola pio pio pio... pigola bau bau... abbaia cip cip cip... cinguetta

21

Metti in ordine e disegna


semini passero i Un becca

giornata Oggi bella una

gatto

Un

muretto sul cammina

22

IL MIO PUZZLE
completa:

chiamo Mi a il sono

nat...

23

MAURO: - ECCO I MIEI GIOCATTOLI! MI PIACEREBBE REGALARLI AI BAMBINI CHE NON NE HANNO.

CAMILLA: - QUANTI BEI FIORI NEL PRATO! MI VIEN VOGLIA DI RACCOGLIERLI TUTTI.

NEI GIARDINI E NEI BOSCHI


STARE E N CALP NO ! AIUOLE LE

RIFIUT

NON G

I PER T

ETTAR

EI

ERRA!

NZIONE! ATTE ICOLO D PER

RICORDA!

NON ABBANDONARE QUESTO SACCHETTO: CI PUOI METTERE ANCORA UN

SACCO

DI COSE!

LA PAROLA STELLA SUONA BENE CON CARTELLA. CASSETTO SUONA BENE CON BERRETTO.
PROVA A CONTINUARE.

NATALE
MAI BAMBINO FU TANTO ATTESO ED OGGI, PER TUTTI, DAL CIELO E DISCESO. NON INDUGIAMO, CORRIAMO A CERCARLO, CI DIRA LA COMETA DOVE TROVARLO. NELLA SUA LUCE UNA VOLTA ARRIVATI, CHINIAMO LA TESTA FELICI E BEATI.

IL GIORNO DI NATALE FAI NASCERE IL BAMBINO GESU DISEGNANDOLO NELLA MANGIATOIA, FRA MARIA E GIUSEPPE.
6

BUON NATALE!
IN ALTRE LINGUE

FRANCESE INGLESE RUSSO

BON NOEL! MERRY CHRISTMAS! SCHASTLIVOQO ROZHDESTVA! FELIZ NAVIDAD! FROHLICHE WEIHNACHTEN!

SPAGNOLO TEDESCO

AL PRESEPE
AL SUONO DI UNA DOLCISSIMA MELODIA, GLI ANGELI ANNUNZIARONO AI PASTORI LA NASCITA DEL BAMBINO GESU. ALLORA, PORTANDO CON SE TANTI BEI DONI, I PASTORI SI RECARONO ALLA CAPANNA E ADORARONO IL BAMBINELLO.
DISEGNA QUESTULTIMA SCENA.

LA BEFANA
SULLA SCOPA VIEN LEGGERA SUL FINIRE DELLA SERA. LA RICOPRE UN GRAN MANTELLO MA, SE PIOVE, NON HA OMBRELLO.

SFIDA BUIO, E QUALSIASI NON SI CURA NE SE PUO HA SOLTANTO DAI BAMBINI CHE DORMENDO CALZE, DONI

FREDDO E VENTO ALTRO EVENTO. DEI SUOI ANNI PIGLIAR MALANNI . TANTA FRETTA: DEVE ANDARE, STAN SOGNANDO E VIA PARLANDO.

DONDE VIENE NON SI SA MA SI SA CHE TORNERA.

IL CALENDARIO
GENNAIO FEBBRAIO MARZO DELLANNO IL PORTINAIO IL FREDDO NEL POLLAIO UN PO PAZZO

APRILE MAGGIO GIUGNO

IL CLIMA PI GENTILE MI ALLEGGERISCO ADAGIO DI SPIGHE GIALLE UN PUGNO

LUGLIO SOGNO UNO SCOGLIO AGOSTO SONO UN ARROSTO SETTEMBRE LA SCUOLA RIAPRE IL BATTENTE

OTTOBRE LE FOGLIE NON FAN OMBRE NOVEMBRE UN MESE SILENTE DICEMBRE SI BRINDA ALL ANNO SEGUENTE

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AL MERCATO

LA MAMMA, IERI, E ANDATA AL MERCATO ED HA COMPERATO MELE E PERE. POI E ENTRATA IN UNA MACELLERIA DOVE HA COMPERATO IL POLLO CHE PIACE TANTO A PAPA... ED ANCHE A ME.
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LA MACEDONIA DI PAPA.
IN UNA ZUPPIERA, PAPA FA CADERE PEZZETTI DI FRUTTA FRESCA DOPO AVERLA SBUCCIATA E TAGLIATA: MELE, PERE, BANANE, ANANAS, KIWI. AGGIUNGE PEZZI DI ALBICOCCHE SECCHE ED IL SUCCO DI UNARANCIA E DI UN LIMONE. POI MESCOLA IL TUTTO E, DESTATE, RIPONE LA ZUPPIERA IN FRIGORIFERO.
DISEGNA I FRUTTI USATI DA PAPA.

12

DOVE IL TOPO ?

pa pe pi po pu ru ri ro re ra

IL TOPO NON CE PIU.

STASERA TORNERA.

da du de di do so su sa se si fi fo fa fu fe

MA, SE NON LO VEDR,

PER LUI FAR COS:

BEVUTO UN BUON CAFF,

de do da du di ri re ra ru ro

IN GIRO NOTTE E D,

FINCH LO TROVER

ro ri re ra ro
13

E IL CACIO GLI DAR!

IL DOMINO
MARMO CASA SAPONE NESPOLA LATTE TERRA

ROMA

TORRE

Papavero rosso Bimbe belle Cane nero Strade deserte Forze zero Topi piccoli Cavallo lontano

RAMO

TESORO

MORA

RETE

RAGNO GNOCCO

COLLARE
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REGINA

NAVE

VERME

MENTO

Il treno viaggia sui binari.


V F

Sei mai partito/a in treno ?


SI NO

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Il vestito ha le tasche.

Ha le maniche lunghe.

Ha il colletto.

Ha la cintura.

F
16

Frasi cos
Mangio mele marce Pepe e peperoni Sale se ho sete Aria se ho fame

Cane nella cuccia Cuccia come casa Casa come chiesa Chiesa sempre chiusa

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BELLE TANTE BALLE

Ridere fa bene
Mauro: - Ho deciso di iscrivermi ad un corso di nuoto! Camilla: - Perch? Mauro: - Devo imparare a nuotare perch, quando sogno di stare in mare, ho paura di affogare...

Eh?

Ah! Ah! Ah!

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Indovina indovinello
Cosa c dietro lombrello?

Tondo tondo, bianco e nero. Salta, rotola, fa goal!!! Ho capito, il ___________


Disegna

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Parlano della pioggia


la canzone ... proprio quando piove i bambini fanno: - Ooh, guarda la pioggia! Quando i bambini fanno: - Ooh... che meraviglia, che meraviglia... il proverbio Cielo a pecorelle, acqua a catinelle la filastrocca NON PIOVE PIU Alla fine della mattina la sera si avvicina. Passato il temporale, andiamo a passeggiare.

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Il giro dellacqua
Quando fa caldo, una parte dellacqua dei mari, dei fiumi e dei laghi evapora, cio sale verso lalto sotto forma di goccioline leggerissime ed invisibili. Queste vanno a formare le nuvole. Poi ricadono sotto forma di pioggia che disseta la terra e le sue creature. Lacqua non usa scale ma sale e scende ugualmente. Senza di essa, non si potrebbe vivere.
Grazie! Avevamo tanta sete...

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Camilla impaziente
- Cera una volta... Camilla: - Chi? - Se ascolti con pazienza, te lo dico. Camilla: - Ma...non c pi? - Penso propio di no! Camilla: - E perch? - E perch non ascolti? Solo cos puoi capire perch... chi cera una volta...ora non c pi.

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Eh?

Ah! Ah! Ah!

Camilla: - Accidenti, mi sono fatta male! Mauro: - Otturati le orecchie! Camilla: - Perch? Mauro: - Cos non senti il dolore...

Detto popolare
Non c miglior sordo di colui che non vuol sentire.

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Il piccolo Ges
Ges, da piccolo giocava con gli altri bambini, ubbidiva a Giuseppe che Gli faceva da pap e a Maria, la sua mamma. Giuseppe Gli insegnava il mestiere di falegname e Maria Gli parlava di Dio e della legge ebraica. Quando Ges divent adulto, lasci la sua casa di Nazaret. And in giro, fra la gente, per far conoscere Dio ed il suo immenso amore per gli uomini.
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CARNEVALE: la festa del buon umore


Il proverbio dice: A carnevale ogni scherzo vale! Ma giusto che sia proprio cos? Lallegria pu giustificare scherzi di cattivo gusto o perfino atti vandalici?
Disegna la maschera che vorresti mettere sul viso per non farti riconoscere.

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La fame di Arlecchino
Colombina: - Ciao Arlecchino, ma cosa ti successo? Sei cos pallido! Arlecchino: - Eh, si, non mi sento bene! Col. : - Ma... ti ha fatto male qualcosa? Cosa hai mangiato? Arl. : - Un buon piatto di spaghetti, un pollo arrosto, quattro salsicce, una decina di polpette ed un vassoio di frittelle al miele. Col. : - Accidenti! E basta? Arl. : - Ohim! Niente pi... Ed per questo che sto male, sto morendo di fame!
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Laghetto in classe
Oggi la maestra ci ha fatto disegnare, poi ci ha chiamati per guardare il disegno di ciascuno. Al nome di Marco, nessuno si mosso dal banco. Allora tutti ci siamo voltati a guardare il nostro compagno:

era rosso come un peperone e... sotto la sua sediolina... cera un laghetto ...

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Qualche compagno ha iniziato a ridere. Allora la maestra ha guardato il suo disegno e ha detto sorridendo: -Bravo Marco, il tuo disegno bellissimo; ti sei molto impegnato e... perci ti sei bagnato! Tutti abbiamo battuto le mani.
Disegna il viso di Marco che, finalmente rilassato, sorride.

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Pinocchio
Pinocchio ha ancora labbecedario in mano. Deve andare a scuola ma ... <<Pi pi pi ... Zum, zum, zum>>. E arrivato il teatrino dei burattini di Mangiafuoco e ...<<Per andare a scuola, c sempre tempo>> pensa Pinocchio e decide ... C. Collodi

Pinocchio Pinocchietto dov il tuo Geppetto? Lascia i tuoi amici e vai. Ti stringer sul petto!

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-Nella sfera di cristallo vedo ... vedo ...

... ma dove ho messo gli occhiali ?

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Ah, eccoli ! Allora ... vedo un bellissimo giardino. Ci sono fiori di tutti i colori. Una bambina, che indossa una veste rosa, ha una farfalla in mano. Nel cielo c un bel sole e solo una nuvoletta piccola piccola.

Prova a disegnare nella sfera ci che hai letto.

31

Indovina indovinello
Cosa c sotto il cappello ?

Al mattino devo usarlo: duro o morbido, piccolino. Si, lui, lo _____________


Disegna

Anagrammiamo parole
con significato
mora - ramo mese vene nido scava dente destra -

senza significato
scamo - mosca nopi neca gosu rifana ropala droqua 32

La storiella della p e della b


La p e la b erano due sorelle che abitavano in una casetta in cima alla montagna. Poich erano molto anziane, pensarono di farsi aiutare dalla m o dalla n che abitavano ai piedi della stessa montagna. Non potevano ospitare entrambe poich disponevano di un solo letto in pi. Decisero che sarebbe rimasta con loro chi delle due fosse arrivata prima alla casetta. La m e la n cominciarono, allora, la salita. Arriv per prima... indovina tu. (Chi, avendo pi gambe, poteva essere pi veloce?)
p b

m n

Ecco perch, davanti alla p ed alla b, troviamo sempre la ________


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Pasqua: Ges risorto!


Insieme al giorno di Natale, quello di Pasqua molto importante per noi uomini. Ges, morto sulla croce per la cattiveria degli uomini, risorto! - Grazie Ges, per averci perdonato ed assicurato una nuova vita, insieme a Te.
Disegna un rametto dulivo e sotto di esso scrivi un pensiero a Ges.

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Disegna e colora i tre simboli della Santa Pasqua, che sono anche i simboli della vita:
le campane che suonano a festa, per la risurrezione di Ges, lalbero in fiore, per la natura che si risveglia, il pulcino che sbuca dalluovo, per la vita che si rinnova.

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Quale sorpresa ti piacerebbe trovare nelluovo di Pasqua? Disegnala.

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Il pensiero corre e va da... a...


Pane forno legna alberi foglie nidi uccelli uova Pasqua Ges chiesa pace guerra. Palla gioco nascondino corsa gara campione medaglia oro bracciale collana. Cioccolata marrone terra piante fiori farfalle volare areoplano cielo. Prova tu Candela luce

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Fiorellin fiorello ogni fiore bello! Lha creato il Signore per esprimere il Suo Amore

Quale fiore preferisci? Scrivi il suo nome insieme a quello dei fiori che conosci.

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Il miele
Dalle api, che succhiano il nettare dei fiori, riceviamo un dono prezioso: il miele.

Ricetta veloce di Camilla.


Aggiungi un cucchiaio di miele ad una porzione di ricotta: il dolce fatto!

Consigli di Mauro.
Quando si ha la tosse, bisogna bere latte, t o camomilla caldi dopo avervi sciolto un cucchiaino di miele di eucalipto. Il nonno dice pure che, al fegato, fa molto bene il miele di millefiori.

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La settimana del pulcino


Luned fece un buchetto marted lo fece grandetto mercoled si sporse un pochetto gioved fece un giretto venerd mangi un vermetto sabato si mise a letto domenica gonfi il suo petto.

Collega ciascun disegno con il suo giorno


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Lamicizia
Un giorno un piccino incontr

un

grande e grosso.

Si sedettero su una

e si misero a chiacchierare. Erano proprio buffi.

Le

che passavano, li guardavano

e si mettevano a ridere.

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Pass anche un bel

che si mise ad

abbaiare. Pass un

e si che si mise a

fischiettare. I due uomini, per, non si accor-

sero di n...

; erano felici perch erano

diventati amici.

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Donna Rosina
Donna Rosina, russa bambolina assomiglia a zia Angiolina. Ricco vestito a fiorellini, due bottoncini per orecchini, capelli biondi raccolti a tuppetto, occhi azzurri, nasino perfetto. La sottogonna? E una spessa trapunta!? Donna Rosina, che par quasi vera, solo, in fondo, una copriteiera.
Completa con disegni e colori.

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SHARA
La passione di Andrea e Mauro Shara, un bel cagnolone di un anno dal pelo fulvo e avana, e gli occhi languidi. Lo hanno accolto in casa quando, ancora piccolo, stato abbandonato per strada. Quando ciascuno dei due torna da scuola, e sta per suonare il campanello, Shara avverte la sua presenza, si agita tutto, e scodinzola con gioia. Shara, per, ha paura di salire per le scale, e di passare davanti ad una porta aperta che di solito chiusa. Teme la palla anche se ferma o una canna sul terreno. Fa cos perch ancora piccolo? Andrea e Mauro, un p preoccupati, sperano di si.

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Le avventure di Fata Birilla

Fata Birilla fa colazione con il succo di un nuovo fiore

ma... la terra si muove, le gira la testa, barcolla ridendo, si sente un po in festa.

Per tornare se stessa, farebbe un bel bagno ed ecco uno stagno!

Si tuffa nellacqua e il fresco le giova.

Ma... cosa succede... C troppa corrente! Sar mica un torrente?

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1 episodio - Fata Birilla si ubriaca

Esausta, a fatica esce dallacqua. E ansante e smarrita, si sente sfinita.

Una volta
Stamattina, mentre venivo a scuola con la mia mamma, ho visto la gattina della nostra vicina. Zoppicava e il suo miagolio faceva pena: sembrava che chiamasse la sua mamma.

Ho pensato che fosse stata investita da unautomobile che procedeva a forte velocit. - Uffa, il traffico non mi piace per niente! Allora la mamma mi ha raccontato che, quando nonno Dino e nonna Idea, erano piccoli, le strade erano pi libere e tranquille: le persone circolavano soprattutto a piedi, in carrozza o sui carretti tirati dai cavalli.

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E questi erano tenuti a freno, per non essere molto veloci e quindi pericolosi. Allora ho aggiunto io: - E quando una gattina stava per capitare tra le zampe di un cavallo, questi, per non investirla, si scostava gentilmente. I loro sguardi si dicevano: - Grazie di tutto cuore! - Di niente, signorina!
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Questantica cartolina ci fa vedere comera la penna con cui i nostri nonni scrivevano. Cera anche linchiostro, un liquido nero in cui sintingeva il pennino. Qualche volta succedeva di fare grosse macchie sui fogli dei quaderni e, allora, bisognava cominciare tutto daccapo.

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2 episodio - Fata Birilla si ... festeggia

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Tutta bagnata e frastornata si guarda intorno la... festeggiata? -Ma cosa successo, che mai avr detto?

Pronunciar deve le strane parole perch la tavola venga imbandita e la musica suoni gradita. Ma... la lingua pare impedita... Farfuglia qualcosa, poi un grande sbadiglio

Fata Birilla compie i suoi anni ma neanche lei sa ormai quanti. Ha invitato, ad una gran festa, tutti gli amici della foresta.

e... buon Dio, quale scompiglio: un acquazzone si abbatte su tutti ed per ognuno un gran fuggi fuggi. Tuoni e saette sconvolgono il cielo e la terra si veste di un velo.

Allor si allontana, poi indietro si volta. Forse andr meglio unaltra volta!

Cera una volta

Cera una volta ... cera una volta. Te la racconto unaltra volta? E va bene, comincio subito. Cera una volta Superman che vide dallalto fumo e fuoco.

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Cera un bimbo nella stanza che dormiva nel suo letto.

In cucina la sua mamma preparava un bel pranzetto. Superman da lui vol e, in un lampo, lo salv.

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Il leone Gorig
Il leone Gorig, un po stanco ed un po affamato, un bel giorno riun gli animali della foresta e disse loro:

- Io sono il vostro re, lo sapete! Perci, al mio apparire, ognuno di voi ha il dovere di dimostrare il rispetto che si deve alla mia persona: deve inchinarsi!

La giraffa, dallalto esclam: - Gorig, hai proprio ragione! hai diritto al nostro rispetto! Poi, rivolgendosi agli altri: - Da oggi in poi, quando vedremo sua maest, gli faremo un bellinchino!
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Tutti furono daccordo ma... pensarono pure che la buona educazione non doveva, in nessun caso, essere scambiata per invito a colazione... Fu emessa perci la legge: Bisogna inchinarsi davanti al Re Leone ma solo a giusta distanza e, cio, facendo molta attenzione!!

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3 episodio - Fata Birilla va in cerca del mago

Fata Birilla vuol migliorare e a lezione dal mago vorrebbe andare. Non lo conosce, ne ha sentito parlare. Sa che dimora in una caverna al limitare della foresta.

Ed un giorno eccola l... pi volte a chiamare: -Signor mago, abita qua?

Nessuno risponde. Inizia, allora, a gironzolare. Poi una cornacchia le dice che il mago non c, ma che potrebbe tornare allistante se chiamato con voce pressante.

Fata Birilla non lo vuol scomodare e continua a gironzolare.

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4 episodio - Fata Birilla si spaventa ma ....

A IUTO!!!

Ma dalla caverna un orso vien fuori: ghigno beffardo e lunghi unghioni. Fa un salto indietro fata Birilla e, spaventata oltremodo, strilla.

Il mago accorre: ha lunga barba e sguardo che brilla.

Sorridendo le dice: -Non tremare, mamma orsa e non fa alcun male; si ciba solo di miele e zanzare.

Ora per io devo andare e tu devi crescere e pazientare:

ti prometto per, che in quanto a magia, un giorno nessun ti potr superare.

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Ho sognato
Si, ho sognato. Era un sogno bellissimo. Ero in groppa ad un uccello gigante che volava a grandi ali spiegate ed io guardavo gi. Sotto di me scorrevano monti, fiumi, laghi, boschi, campi, citt! Ed ovunque tanta gente: cerano tutte le razze del mondo e perci il colore della pelle delle persone era diverso. Gli adulti lavoravano insieme ed i piccoli giocavano e rincorrevano le farfalle. Erano tutti felici.
A quale parola tanto importante ti fa pensare il sogno? Prova a disegnare quello che hai letto.

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Ti prego!
Mio buon Dio, ora che ho imparato, voglio scriverti una preghiera. Aiutami a diventare pi buono/a e diligente. Alcuni miei compagni non italiani Ti chiamano con altri nomi ma Tu sei sempre Tu. E allora, voglio pregarTi per tanti bambini come me. F che a nessuno vengano a mancare la casa, lacqua, il cibo, le medicine, la scuola. Lo so che molto dipende dagli adulti e Tu falli diventare pi buoni e generosi. Ti ringrazio mio buon Dio.

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La sola verit amarsi. Amarsi gli uni con gli altri; amarsi tutti. Raoul Follereau

dal calendario di Frate Indovino

Gli uomini devono decidersi a fare una sola guerra: combattere la miseria nel mondo e cio lignoranza, la fame, le malattie.

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Quale percorso dovr seguire Mauro per poter mangiare il gelato?

Finalmente in vacanza!!
CIAO! DIVERTITEVI ANCHE VOI!

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