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PROGETTO DEFINITIVO-ESECUTIVO RELAZIONE SPECIALISTICA DEGLI IMPIANTI

1.
1.1

RELAZIONE SPECIALISTICA DEGLI IMPIANTI ELETTRICI E SPECIALI


DENOMINAZIONE, INDIRIZZO E DESCRIZIONE DEL COMPLESSO EDILIZIO

I lavori in oggetto devono essere eseguiti al piano 0 (zero) dellIstituto IST, Largo Rosanna Benzi 10, Genova I locali interessati dall'intervento in oggetto sono i seguenti: Zona Recovery Room recovery room n 1, 2 e 3 con annessi bagni e doccie; locale capo sala deposito sporco e deposito pulito: vuotatoio; sala dattesa accettazione; studio medico; un gruppo di servizi igienici con antibagno, WC e WCH; Zona Servizi Chirurgia spogliatoi con annessi bagni e doccie depositi; zona relax; preparazione pazienti 1.2 FASE 1 Comprende le zone: AMBULATORI CHIRURGICI RECOVERY ROOMS CHIRURGIA-ENDOSCOPIA Gli impianti elettrici saranno completamente rifatti; le principali lavorazioni previste sono le seguenti: trattamento dei sottoservizi e degli impianti esistenti; canalizzazioni per energia e correnti deboli; quadri elettrici secondari e relative alimentazioni; posa in opera e collegamento di UPS fornito dalla stazione appaltante; linee dorsali, quadri elettrici di locale e distribuzione terminale; impianto luce normale e notturna; posa in opera apparecchi testaletto, forniti dalla stazione appaltante; impianto luce di sicurezza; impianto forza motrice; impianto di terra e equalizzazione del potenziale; impianto di chiamata; cablaggio strutturato per impianto telefonico e td; 2 ELENCO DEGLI IMPIANTI

sola predisposizione di canalizzazioni per impianto manuale e automatico allarme incendio, che sar realizzato nellambito delle opere generali di adeguamento antincendio: sola predisposizione di canalizzazioni per impianto diffusione allarmi sonori, che sar realizzato nellambito delle opere generali di adeguamento antincendio. FASE 2 Comprende le zone: STUDI MEDICI-ACCETTAZIONE-ATTESA; ATRIO-CUP-ACCETTAZIONE-PRELIEVI Gli impianti elettrici saranno completamente rifatti; le principali lavorazioni previste sono le seguenti: trattamento dei sottoservizi e degli impianti esistenti; canalizzazioni per energia e correnti deboli; quadri elettrici secondari e relative alimentazioni; posa in opera e collegamento UPS aziendale; linee dorsali, quadri elettrici di locale e distribuzione terminale; impianto luce normale e notturna; impianto luce di sicurezza; impianto forza motrice; impianto di terra e equalizzazione del potenziale; impianto di chiamata; cablaggio strutturato per impianto telefonico e td; sola predisposizione di canalizzazioni per impianto manuale e automatico allarme incendio, che sar realizzato nellambito delle opere generali di adeguamento antincendio; sola predisposizione di canalizzazioni per impianto diffusione allarmi sonori, che sar realizzato nellambito delle opere generali di adeguamento antincendio; sola predisposizione di canalizzazioni per impianto elimina code.

1.3

DATI DI PROGETTO

1.3.1 PARAMETRI ELETTRICI BT Tensione nominale di alimentazione 400 V Frequenza 50 Hz Tensione nominale di distribuzione 400 V Stato neutro efficacemente a terra per il sistema Sistema di distribuzione tripolare + neutro sistema TN-S 1.3.2 TEMPERATURE Quadri 40 C Cavi aerei 30 C Cavi interrati 20 C Altre apparecchiature e materiali 40 C Macchine e apparecchiature destinate all'esterno saranno progettate anche per temperatura minima di - 10 C. 1.3.3 CADUTE DI TENSIONE AMMESSE Caduta di tensione sulle dorsali Caduta di tensione distribuzione secondaria Massima c.di t. sul punto pi lontano Massima c. di t. durante l'avviamento dei motori 1% di Vn 1,5 % di Vn 4 % di Vn 15 % di Vn

1.3.4 GRADO DI PROTEZIONE MINIMO PER LE APPARECCHIATURE Quadri per interno IP 3X Quadri per esterno, tecnologici e per interni umidi e bagnati IP 55 Armature illuminanti di tipo civile IP 4X 1.3.5 LIVELLI DI ILLUMINAMENTO MEDIO STABILIZZATO DOPO 1500 ORE Recovery Room 500 Lux Sale dattesa, corridoi, servizi igienici 200 Lux Depositi 150 Lux Locali tecnici 200 Lux Ambulatori, studi 300 Lux Uffici 500 Lux

1.4 1.4.1

CRITERI DI SCELTA E DIMENSIONAMENTO CLASSIFICAZIONE DEI LUOGHI AI FINI DELLA SICUREZZA

L'intero reparto viene classificato come luogo a maggior rischio in caso d'incendio. Nel reparto sono presenti locali ad uso medico soggetti alla normativa specifica. In relazione alle destinazioni d'uso ed alle modalit di utilizzo sono stati individuati locali classificati di gruppo 1 e di gruppo 2. Agli effetti del tempo massimo d'interruzione, i locali di gruppo 1 saranno sottesi a gruppo elettrogeno, mentre quelli di gruppo 2 saranno sottesi a gruppi di continuit. Sono previsti locali per bagno o doccia, nei quali si applicheranno le prescrizioni specifiche. Nel presente intervento non prevista l'installazione di generatori di calore alimentati a combustibile. Nel presente intervento non prevista l'installazione di gruppi elettrogeni. 1.4.2 SCELTA DEI MATERIALI IN RELAZIONE AL RISCHIO DINCENDIO Tutti i materiali saranno marchiati IMQ o equivalente europeo. Gli interruttori ed i quadri elettrici saranno corredati dalla documentazione, dalle certificazioni e dalle marchiature prescritte. Le condutture ordinarie saranno costituite da conduttori isolati unipolari di tipo non propagante l'incendio N07G9 e da cavi isolati multipolari FG7OM1R 0,6/1kV posati rispettivamente in tubazioni di PVC pesante a vista e incassate, ed entro canalizzazioni di acciaio zincato posate a vista. Le alimentazioni dei circuiti di sicurezza saranno realizzate con cavi FTG10 (O) M1 2045 0,6/1kV resistenti al fuoco. Gli attraversamenti di compartimentazioni antincendio saranno dotati di setti taglia fuoco con caratteristiche REI certificate non inferiori a quelle della compartimentazione. 1.4.3 SCELTA DEI SISTEMI DI ALIMENTAZIONE DEI SERVIZI DI SICUREZZA Gli apparecchi dilluminazione di sicurezza saranno autoalimentati, con autonomia di tre ore; nei vari locali, lalimentazione a 230V per la carica delle batterie presenti a bordo di ciascun apparecchio sar derivata dallo stesso circuito che alimenta limpianto di illuminazione normale, avendo cura di prelevare il conduttore di fase a monte degli apparecchi di comando. 1.4.4 CRITERI DI PROTEZIONE CONTRO I CONTATTI DIRETTI ED INDIRETTI La protezione contro i contatti diretti sar realizzata mediante isolamento delle parti attive (cavi) o mediante protezione delle parti attive con involucri o barriere (apparecchi di comando, protezione, manovra, morsettiere, utilizzatori). La protezione contro i contatti indiretti sar realizzata con interruzione automatica del circuito, con riferimento al disposto della norma CEI 64.8 per i sistemi TN-S.

Gli interruttori differenziali saranno impiegati su tutti i circuiti terminali, e su qualunque altra protezione se ci fosse necessario per garantire i tempi dintervento prescritti dalle norme citate. 1.4.5 1.4.6 PROTEZIONE CONTRO LE SCARICHE ATMOSFERICHE MODALIT DI EFFETTUAZIONE DEI COMANDI DI EMERGENZA Sui quadri saranno installati idonei scaricatori di sovratensione sulle linee entranti. Sono previsti pulsanti di sgancio disposti secondo le prescrizioni della regola tecnica di prevenzione incendi applicabile al caso specifico. 1.5 MODALIT DI CALCOLO

Il dimensionamento della rete elettrica deriva dalla scelta delle dotazioni impiantistiche e dall'analisi dei conseguenti carichi. Dopo aver conteggiato la potenza installata, per ogni utilizzo si determina il reale utilizzo nelle normali condizioni d'impiego, ricavando il coefficiente di utilizzazione. Si analizzano quindi la quantit di utilizzi contemporaneamente impiegati, oltre al fattore di intermittenza dei vari carichi, ricavando cos il coefficiente di contemporaneit. I calcoli elettrici sono stati eseguiti con specifici programmi informatici, e hanno permesso di dimensionare le linee e le protezioni con riferimento alla norma CEI 64-8. 1.6 PRINCIPALI RIFERIMENTI NORMATIVI

Tutti i testi citati sintendono qui integralmente richiamati, debitamente aggiornati dalle successive modifiche e integrazioni.
SICUREZZA DEL LAVORO

Lappalto soggetto a tutta la legislazione vigente in materia di sicurezza del lavoro, che s'intende qui integralmente richiamata, ed in particolare: Legge n. 123 del 2 agosto 2007 (eccetto gli articoli: 2, 3, 5, 6 e 7, abrogati). e s.m.i.; D. Lgs. n. 81 del 9 aprile 2008 - Attuazione dell'articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro e s.m.i.; DPR 303 del 19 marzo 1956, per il solo articolo 64
EDILIZIA SANITARIA

D.P.R. del 14 gennaio 1997: requisiti strutturali, tecnologici e organizzativi minimi che devono essere posseduti dalle strutture pubbliche e private per lesercizio delle attivit sanitarie, con lo scopo di garantire allutente prestazioni e servizi di buona qualit. Legge Regione Liguria 30 luglio 1999 n. 20.
PREVENZIONE DEGLI INCENDI

Normativa e legislazione nazionale antincendio; Regola tecnica di prevenzione incendi per le strutture sanitarie. Regolamenti dei comandi locali dei VV.F; Norme UNI-CIG e UNI-VVF.

IMPIANTI IN GENERE

Decreto Ministero Sviluppo Economico 22 gennaio 2008 n. 37 (g.u. 12-3-2008, n. 61) Regolamento concernente l'attuazione dell'art. 11-quaterdecies, comma 13, lettera a) della legge 2 dicembre 2005, n. 248, recante riordino delle disposizioni in materia di attivit di installazione degli impianti all'interno degli edifici, e s.m.i.
IMPIANTI ELETTRICI E SPECIALI

Legge n. 186 del 1 marzo 1968: disposizioni concernenti la produzione di materiali, apparecchiature, macchinari, installazioni e impianti elettrici ed elettronici; Legge 791 del 18 ottobre 1977 e s.m.i. Attuazione della direttiva del consiglio delle Comunit europee (n.73/23/CEE) relativa alle garanzie di sicurezza che devono possedere il materiale elettrico destinato ad essere utilizzato entro alcuni limiti di tensione; tutte le Norme del comitato elettrotecnico Italiano (CEI), e in particolare la Norma CEI 64-8/7;V2 3 edizione: impianti elettrici utilizzatori a tensione nominale non superiore a 1000V in corrente alternata e a 1500V in corrente continua - parte 7: ambienti e applicazioni particolari - sezione 710: locali ad uso medico; Norma UNI 9795: Sistemi fissi di segnalazione manuale e di allarme incendi; Norma EN 12464-1:Illuminazione posti lavoro interni; Norma UNI 1838: Illuminazione di emergenza.
ALTRE PRESCRIZIONI

Ove applicabili, lappaltatore dovr osservare le prescrizioni particolari impartite dal Comune, dal locale Comando dei Vigili del Fuoco e dalla Soprintendenza. 1.7 ELENCO DEGLI ELABORATI TECNICI DI PROGETTO Relazione specialistica Impianti Calcoli esecutivi degli impianti Capitolato tecnico dappalto Impianti elettrici e speciali Progetto Impianti Elettrici e Speciali- Schema Generale di sistema Progetto Impianti Elettrici e Speciali- Schemi dei Quadri Elettrici Progetto Impianti Elettrici e Speciali- Punti di allacciamento e rete di canalizzazioni. Progetto Impianti Elettrici e Speciali- Planimetria degli impianti dilluminazione- Foglio 01 Progetto Impianti Elettrici e Speciali- Planimetria degli impianti dilluminazione- Foglio 02 Progetto Impianti Elettrici e Speciali- Planimetria degli impianti FM e speciali- Foglio 01 Progetto Impianti Elettrici e Speciali- Planimetria degli impianti FM e speciali- Foglio 02 Progetto Impianti Elettrici e Speciali- Schemi di installazione DOCUMENTI ERI.01 ERI.02 ERI.04 DISEGNI ELE.01 ELE.02 ELE.03 ELE.04 ELE.04 EEL.05 EEL.05 EEL.06

2.
2.1

RELAZIONE SPECIALISTICA DEGLI IMPIANTI MECCANICI


DENOMINAZIONE, INDIRIZZO E DESCRIZIONE DEL COMPLESSO EDILIZIO

I lavori in oggetto devono essere eseguiti al piano 0 (zero) dellIstituto IST, Largo Rosanna Benzi 10, Genova 2.2 2.2.1 FASE 1 Comprende le zone: AMBULATORI CHIRURGICI RECOVERY ROOMS CHIRURGIA-ENDOSCOPIA Le principali lavorazioni previste sono le seguenti: trattamento dei sottoservizi e degli impianti esistenti; verifica delle colonne di scarico/ventilazione esistenti; nuova dorsale di reparto per acqua fredda potabile (AFP), acqua calda sanitaria (ACS), ricircolo (RIC); stacchi dalle dorsali, rubinetti darresto, collettori e punti dadduzione acqua; apparecchi sanitari, rubinetteria e accessori; nuova rete di scarico e relativi collegamenti alle colonne esistenti. FASE 2 Comprende le zone: STUDI MEDICI-ACCETTAZIONE-ATTESA; ATRIO-CUP-ACCETTAZIONE-PRELIEVI Le principali lavorazioni previste sono le seguenti: trattamento dei sottoservizi e degli impianti esistenti; verifica delle colonne di scarico/ventilazione esistenti; formazione dei punti di adduzione occorrenti per i nuovi apparecchi a partire dalle reti esistenti; apparecchi sanitari, rubinetteria e accessori; nuova rete di scarico e relativi collegamenti alle colonne esistenti. 2.2.2 FASE 1 Comprende le zone: AMBULATORI CHIRURGICI RECOVERY ROOMS CHIRURGIA-ENDOSCOPIA IMPIANTI DI ACCLIMAZIONE ELENCO DEGLI IMPIANTI MECCANICI PREVISTI IMPIANTI IDRICI SANITARI E ANTINCENDIO Le principali lavorazioni previste sono le seguenti:

Gli impianti saranno completamente rifatti, fatta eccezione per la sala chirurgica; le principali lavorazioni previste sono le seguenti: trattamento dei sottoservizi e degli impianti esistenti; nuova sottocentrale CDZ nellintercapedine, con: nuova piattaforma tecnica; impianto integrato di trattamento acqua e umidificazione adiabatica ad acqua atomizzata; centrale di trattamento aria UTA 1 con sezioni ventilanti di mandata ed estrazione per la zona recovery rooms e la zona ambulatori chirurgici; centrale di trattamento aria UTA 2 con sezioni ventilanti di mandata ed estrazione per la zona chirurgia-endoscopia e la futura rialimentazione della zona gastro; alimentazioni fluidiche alle unit di trattamento; scarichi e sifoni; tubazioni, valvolame, sistema di regolazione, accessori; distribuzione aeraulica di mandata ed estrazione per impianto a tutta aria esterna, con: canalizzazioni, pezzi speciali, staffaggi, ispezioni; batterie di postriscaldamento, reti AC, valvolame, regolazione; diffusori con filtri assoluti, bocchette di ripresa e griglie di transito; regolazione. FASE 2 Comprende le zone: STUDI MEDICI-ACCETTAZIONE-ATTESA; ATRIO-CUP-ACCETTAZIONE-PRELIEVI Gli impianti esistenti saranno mantenuti e adattati alle nuove disposizioni dei locali nellambito di lavori di manutenzione eseguiti dalla stazione appaltante. 2.2.3 FASE 1 Comprende le zone: AMBULATORI CHIRURGICI RECOVERY ROOMS CHIRURGIA-ENDOSCOPIA Le principali lavorazioni previste sono le seguenti: messa in sicurezza, sezionamento e smantellamento degli impianti esistenti; stacco dal corridoio, valvole dintercettazione, nuovo quadro di riduzione di secondo stadio con bypass e allarmi (nuova normativa); nuove dorsali di reparto doppie per aria compressa medicale, ossigeno, aspirazione endocavitaria; prese in fondello incassato a parete; impianto CO2; impianto azoto. IMPIANTO GAS MEDICALI

2.3

CRITERI DI SCELTA E DIMENSIONAMENTO ESTIVO Genova 44 25' 08 53' 19 m slm D 1435 T e est Ur e est x e est h e est 30 60 16 69 C % g/kg kj/kg

2.3.1 CARATTERISTICHE DELLA LOCALITA Localit Latitudine nord Longitiudine Altitudine Zona climatica Gradi giorno 2.3.2 temperatura aria esterna, estate umidit relativa aria esterna, estate umidit specifica aria esterna, estate entalpia aria esterna, estate

CONDIZIONI CLIMATICHE ESTIVE DELLA LOCALITA'

2.3.3 Estate

CONDIZIONI CLIMATICHE DI PROGETTO T ex est prog 30 C

temperatura aria esterna, estate 2.3.4

CARATTERISTICHE MICROCLIMATICHE ESTIVE DEI PRINCIPALI AMBIENTI DENOMINAZIONE LOCALE T UR% Aerazione interna Preparazione pazienti 20-24 C Meccanica 6-10 vol./h continuativi U.R. 40/60% Previsti 15 con filtrazione H14 pressione + Endoscopia 20-24 C Meccanica 6 vol./h continuativi U.R. 40/60% Previsti 15 con filtrazione H14 pressione + Chirurgia ambulatoriale 20-24 C Meccanica 6 vol./h continuativi U.R. 40/60% Previsti 10 con filtrazione H14 pressione + Recovery rooms e locali medici Estate 26 C Meccanica 6 vol./h continuativi Inverno 22 C Previsti 7,5 con filtrazione H14 U.R. 40/60% pressione + Corridoi puliti Estate 26 C Meccanica 6 vol./h continuativi Inverno 22 C Previsti 6 con filtrazione H14 U.R. 40/60% pressione +/Servizi igienici, spogliatoi Estate 26 C Meccanica 6 vol./h continuativi Inverno 22 C pressione 2.3.5 FLUIDI TERMOVETTORI 7 12 C C 70 - 60 C Acqua refrigerata Acqua calda

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2.4 2.4.1 2.4.2

METODOLOGIE DI CALCOLO CALCOLO ESTIVO TUBAZIONI PER ACQUA

Il calcolo dei carichi estivi stato eseguito con programma Edilclima. Perdite di carico continue Le perdite di carico continue sono calcolate con la seguente relazione: r = Fa * 1/D * * (v*v)/2 essendo: r Fa D v perdita di carico unitaria, Pa/m fattore di attrito, adimensionale diametro interno del condotto, m massa volumica del fluido, kg/m velocit media del fluido, m/s

Il termine Fa varia in relazione al regime di moto del fluido. Il tipo di moto si valuta attraverso il numero di Reynolds (Re), cos definito: Re = (v * D)/ essendo: D v diametro interno del condotto, m velocit media del fluido, m/s viscosit cinematica del fluido, m/s

Il regime di moto considerato per gli impianti quello turbolento, in cui le particelle si muovono in modo irregolare. Nel regime turbolento il fattore di attrito Fa dipende non solo dal numero di Reynolds, ma anche dalla configurazione geometrica del condotto e dallo stato della sua superficie interna. In un condotto circolare, tale dipendenza esprimibile con la formula di Colebrook: 1/Fa^0.5 = - 2 log [(k/3.7 * D) + (2.51/Re * Fa^0.5)] dove k rappresenta la rugosit del condotto espressa in metri. Perdite di carico localizzate Le perdite di carico continue localizzate dipendono dalle resistenze accidentali che un fluido incontra durante il suo percorso. Esse sono sostanzialmente dovute a riduzioni, allargamenti, curve, valvole, organi di regolazione, apparecchiature, ecc.

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Le perdite di carico localizzate si calcolano con la formula: z = * * (v*v)/2 essendo: z v perdita di carico localizzata, Pa coefficiente di perdita localizzata massa volumica del fluido, kg/m velocit media del fluido, m/s

Il coefficiente dipende soprattutto dalla forma della resistenza localizzata ed , con buona approssimazione, indipendente da altri fattori come il peso specifico, la viscosit e la velocit del fluido. Portata di bilanciamento La portata di bilanciamento quella che si ottiene variando la prevalenza applicata ad un circuito. La portata di bilanciamento si pu calcolare, con buona approssimazione, mediante la formula: G1 = G * (H1/H)^0.525 essendo: G1 H1 G1 H portata di bilanciamento nuova prevalenza del circuito portata del circuito da bilanciare prevalenza del circuito da bilanciare

La formula precedente si ricava dalla dinamica dei fluidi e si basa sullipotesi che, in un circuito idraulico, le perdite di carico totali risultino mediamente dipendenti dalla porata secondo un esponente pari a 1.9. Il rapporto tra la nuova portata G1 e quella del circuito da bilanciare determina il valore del fattore moltiplicativo F: F = G1/G che serve per calcolare la portata di ogni derivazione del circuito dopo il bilanciamento.

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2.5 2.6

DIMENSIONAMENTI PRESCRIZIONI MINIME PER LA PREVENZIONE DELLA LEGIONELLOSI

Per prevenire la colonizzazione degli impianti: evitare le tubazioni con tratti terminali ciechi e senza circolazione dell'acqua. evitare la formazione di ristagni d'acqua. Per la prevenzione a lungo termine: buona separazione delle tubazioni di acqua calda e fredda. Per le batterie di scambio termico: impiego di bacinelle inclinate in modo da evitare ristagni, realizzate con materiali anticorrosivi per agevolarne la pulizia. 2.7 PRINCIPALI RIFERIMENTI NORMATIVI Tutti i testi citati sintendono qui integralmente richiamati, debitamente aggiornati dalle successive modifiche e integrazioni.
SICUREZZA DEL LAVORO

Lappalto soggetto a tutta la legislazione vigente in materia di sicurezza del lavoro, che s'intende qui integralmente richiamata, ed in particolare: Legge n. 123 del 2 agosto 2007 (eccetto gli articoli: 2, 3, 5, 6 e 7, abrogati). e s.m.i.; D. Lgs. n. 81 del 9 aprile 2008 - Attuazione dell'articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro e s.m.i.; DPR 303 del 19 marzo 1956, per il solo articolo 64
EDILIZIA SANITARIA

D.P.R. del 14 gennaio 1997: requisiti strutturali, tecnologici e organizzativi minimi che devono essere posseduti dalle strutture pubbliche e private per lesercizio delle attivit sanitarie, con lo scopo di garantire allutente prestazioni e servizi di buona qualit. Legge Regione Liguria 30 luglio 1999 n. 20.
PREVENZIONE DEGLI INCENDI

Normativa e legislazione nazionale antincendio; Regola tecnica di prevenzione incendi per le strutture sanitarie. Regolamenti dei comandi locali dei VV.F; Norme UNI-CIG e UNI-VVF.

IMPIANTI IN GENERE

Decreto Ministero Sviluppo Economico 22 gennaio 2008 n. 37 (G.U. 12-3-2008, n. 61) Regolamento concernente l'attuazione dell'art. 11-quaterdecies, comma 13, lettera a) della legge 2 dicembre 2005, n. 248, recante riordino delle disposizioni in materia di attivit di installazione degli impianti all'interno degli edifici, e s.m.i.
IMPIANTO IDROSANITARIO

Legge n. 319 del 10 marzo 1976: norme per la tutela delle acque dall'inquinamento D.P.R. n. 236 del 24 maggio 1988: qualit delle acque destinate al consumo umano D.M. Sanit n. 443 del 21 dicembre 1990: disposizioni tecniche concernenti apparecchiature per il trattamento domestico di acque potabili

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Legge n. 36 del 5 gennaio 1994: disposizioni in materia di risorse idriche Norme UNI-CIG Norme UNI-VVF
IMPIANTO ACCLIMAZIONE

Specifiche ASHRAE per il calcolo del carico termico estivo degli edifici. Norma UNI 10339 e norme correlate Circolari applicative ISPESL. Norme UNI-CIG Decreto Presidente Giunta Regione Liguria 16 aprile 2003 N. 8/REG (regolamento di attuazione della legge regionale 2 luglio 2002, n. 24 - Disciplina per la costruzione, installazione, manutenzione e pulizia degli impianti aeraulici).

ALTRE PRESCRIZIONI

Ove applicabili, lappaltatore dovr osservare le prescrizioni particolari impartite dal Comune, dal locale Comando dei Vigili del Fuoco e dalla Soprintendenza. 2.8 ELENCO DEGLI ELABORATI TECNICI DI PROGETTO Relazione specialistica - Impianti Calcoli esecutivi degli impianti Capitolato tecnico dappalto - Impianti meccanici Progetto Impianti Meccanici - Schema funzionale dellimpianto Progetto Impianti Meccanici - Impianto di condizionamento. Progetto Impianti Meccanici - Impianto idrico-sanitario Planimetria rete adduzioni e scarichi Progetto Impianti Meccanici - Impianto gas medicali Rete distribuzione

DOCUMENTI ERI.01 ERI.02 ERI.03 DISEGNI EME.01 EME.02 EME.03 EME.04

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3.
1. 1.1 1.2 1.3 1.3.1 1.3.2 1.3.3 1.3.4 1.3.5 1.4 1.4.1 1.4.2 1.4.3 1.4.4 1.4.5 1.4.6 1.5 1.6 1.7 2. 2.1 2.2 2.2.1 2.2.2 2.2.3 2.3 2.3.1 2.3.2 2.3.3 2.3.4 2.3.5 2.4 2.4.1 2.4.2

INDICE
RELAZIONE SPECIALISTICA DEGLI IMPIANTI ELETTRICI E SPECIALI 2 DENOMINAZIONE, INDIRIZZO E DESCRIZIONE DEL COMPLESSO EDILIZIO2 ELENCO DEGLI IMPIANTI 2 DATI DI PROGETTO 4 PARAMETRI ELETTRICI BT 4 TEMPERATURE 4 CADUTE DI TENSIONE AMMESSE 4 GRADO DI PROTEZIONE MINIMO PER LE APPARECCHIATURE 4 LIVELLI DI ILLUMINAMENTO MEDIO STABILIZZATO DOPO 1500 ORE 4 CRITERI DI SCELTA E DIMENSIONAMENTO 5 CLASSIFICAZIONE DEI LUOGHI AI FINI DELLA SICUREZZA 5 SCELTA DEI MATERIALI IN RELAZIONE AL RISCHIO DINCENDIO 5 SCELTA DEI SISTEMI DI ALIMENTAZIONE DEI SERVIZI DI SICUREZZA 5 CRITERI DI PROTEZIONE CONTRO I CONTATTI DIRETTI ED INDIRETTI 5 PROTEZIONE CONTRO LE SCARICHE ATMOSFERICHE 6 MODALIT DI EFFETTUAZIONE DEI COMANDI DI EMERGENZA 6 MODALIT DI CALCOLO 6 PRINCIPALI RIFERIMENTI NORMATIVI 6 ELENCO DEGLI ELABORATI TECNICI DI PROGETTO 7 RELAZIONE SPECIALISTICA DEGLI IMPIANTI MECCANICI 8 DENOMINAZIONE, INDIRIZZO E DESCRIZIONE DEL COMPLESSO EDILIZIO8 ELENCO DEGLI IMPIANTI MECCANICI PREVISTI 8 IMPIANTI IDRICI SANITARI E ANTINCENDIO 8 IMPIANTI DI ACCLIMAZIONE 8 IMPIANTO GAS MEDICALI 9 CRITERI DI SCELTA E DIMENSIONAMENTO ESTIVO 10 CARATTERISTICHE DELLA LOCALITA 10 CONDIZIONI CLIMATICHE ESTIVE DELLA LOCALITA' 10 CONDIZIONI CLIMATICHE DI PROGETTO 10 CARATTERISTICHE MICROCLIMATICHE ESTIVE DEI PRINCIPALI AMBIENTI 10 FLUIDI TERMOVETTORI 10 METODOLOGIE DI CALCOLO 11 CALCOLO ESTIVO 11 TUBAZIONI PER ACQUA 11

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2.5 2.6 2.7 2.8 3.

DIMENSIONAMENTI PRESCRIZIONI MINIME PER LA PREVENZIONE DELLA LEGIONELLOSI PRINCIPALI RIFERIMENTI NORMATIVI ELENCO DEGLI ELABORATI TECNICI DI PROGETTO INDICE

13 13 13 14 15

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