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Acciaio inox Gli acciai inox o acciai inossidabili sono leghe a base di ferro che uniscono alle propriet

meccaniche tipiche degli acciai caratteristiche peculiari di resistenza alla corrosione. La parola italiana che li contraddistingue quanto mai impropria in quanto essi sono ossidabilissimi vale a dire hanno la possibilit, grazie al contenuto degli elementi di lega, essenzialmente alla percentuale di cromo, di passivarsi, cio di ricoprirsi di uno strato di ossidi invisibile, di spessore pari a pochi strati atomici (3-5 10-7 mm), che protegge il metallo sottostante dagli attacchi corrosivi. Molto propria la dizione anglosassone stainless derivata dalla capacit di questi materiali di ossidarsi ma non arrugginirsi negli ambienti atmosferici e naturali. Il fenomeno della passivazione avviene per reazione con l'ambiente ossidante (aria, acqua, soluzioni varie, ecc). La natura dello strato passivante, formato essenzialmente da ossidi/idrossidi di cromo, autocicatrizzante e garantisce la protezione del metallo, anche se localmente si verificano abrasioni o asportazioni della pellicola, qualora la composizione chimica dell'acciaio e la severit del danno siano opportunamente inter-relazionate. In particolare, il film passivo pu essere pi o meno resistente in funzione della concentrazione di cromo nella lega e in relazione all'eventuale presenza di altri elementi quali il nichel, il molibdeno, il titanio, ecc. Il valore minimo di cromo affinch si possa parlare di acciaio inossidabile pari all'1112%. Acciaio inox austenico
un acciaio a struttura cubica a facce centrate, contenente Ni e Cr in percentuale tale da conservare la struttura austenica anche a temperatura ambiente. Viene classificato in base alla percentuale di Ni e di Cr (vedi tabella); nella classificazione ASTM costituisce la serie 3XX. % Cr 18 18 18 23 25 % Ni 8 10 13 12 20 La composizione base dell'acciaio inox austenitico il 18% di Cr e l'8% di Ni, codificata in 18/8. Una percentuale del 2-3% di molibdeno assicura una miglior resistenza alla corrosione (acciaio 18/8/3). Il contenuto di carbonio basso (0,08% max di C), ma esistono anche acciai inox austenitici dolci (0,03% di C max). L'acciaio inox austenitico pu essere stabilizzato con titanio o niobio per evitare una forma di corrosione nell'area delle saldature (vedi pi avanti le debolezze di questo tipo di acciaio). Considerando la notevole percentuale di componenti pregiati (Ni, Cr, Ti, Nb, Ta), gli acciai inox austenitici sono fra i pi costosi tra gli acciai di uso comune. Le propriet fondamentali sono:

ASTM 304, 316 321, 347, 348 317 309 310

UNI X8CN1910, X3CN1911 X8CNT1810,X8CNNb1811 X8CND1712

X8CN2520

ottima resistenza alla corrosione; facilit di ripulitura e ottimo coefficiente igienico; facilmente lavorabile, forgiabile e saldabile; incrudibile se lavorato a freddo e non tramite trattamento termico; in condizione di totale ricottura non si magnetizza.

La loro struttura austenitica (con cristallo CFC) li rende immuni dalla transizione duttile-fragile (che si manifesta invece con la struttura ferritica, cristallo ccc), quindi conservano la loro tenacit fino a temperature criogeniche (He liquido). La dimensione dei grani, sensibilmente pi elevata di quella degli acciai ferritici da costruzione, li rende resistenti allo scorrimento viscoso; di conseguenza fra gli acciai per costruzione di recipienti a pressione, sono quelli che possono essere utilizzati alle temperature pi elevate (600C). Dato che l'austenite paramagnetica, questi acciai possono essere facilmente riconosciuti disponendo di magneti permanenti calibrati. Gli impieghi di questi acciai sono molto vasti: pentole e servizi domestici, finiture architettoniche, mattatoi, fabbriche di birra, lattine per bibite e prodotti alimentari; serbatoi per gas liquefatti, scambiatori di calore, apparecchi di controllo dell'inquinamento e di estrazione di fumi, autoclavi industriali. La loro resistenza a gran parte degli aggressivi chimici li rende inoltre molto apprezzati nell'industria chimica. Gli acciai inox austenitici soffrono per di alcune limitazioni:

la massima temperatura cui possono essere trattati di 925C; a bassa temperatura la resistenza alla corrosione diminuisce drasticamente: gli acidi rompono il film di ossido e ci provoca corrosione generica in questi acciai; nelle fessure e nelle zone protette la quantit di ossigeno pu non essere sufficiente alla conservazione della pellicola di ossido, con conseguente corrosione interstiziale; gli ioni degli alogenuri, specie l'anione (Cl-), spezzano il film passivante sugli acciai inox austenitici e provocano la cosiddetta corrosione ad alveoli, definita in gergo pitting corrosion. Un altro effetto del cloro la SCC (rottura da tensocorrosione).

L'unico trattamento termico consigliabile per questa classe di acciai un quello di solubilizzazione del C a 1050C, con raffreddamento rapido (per evitare la permanenza nell'area fra 800 e 400C, dove pu avvenire la precipitazione dei carburi di Cr). L'austenite una soluzione solida primaria di tipo interstiziale di carbonio nel ferro (indicata con ). Gli atomi del carbonio presentano una disposizione ottaedrica (l'insieme ha una struttura cubica a facce centrate, CFC). L'austenite stabile solo ad alta temperatura (sopra i 723C), non ha propriet magnetiche e pu contenere al massimo poco pi del 2% di carbonio (a 1147 C). A seconda della modalit di raffreddamento, l'austenite si trasforma in una miscela di ferrite e cementite, (perlite o bainite) oppure in martensite. Questa trasformazione ha un'importanza chiave nella tempra dell'acciaio. La presenza nella soluzione solida, oltre al ferro e al carbonio, di altri metalli in lega (elementi gammageni) modifica la temperatura minima per ottenere l'austenite. Il molibdeno, il cromo ed il silicio tendono ad innalzarla, mentre il manganese e il nichel tendono ad abbassarla. Nel caso limite di alcuni acciai inossidabili, detti acciai inossidabili austenitici, l'austenite stabile a temperatura ambiente. Si consideri dell'austenite con una concentrazione di elementi chimici tali da portare l'intervallo Ms - Mf a cavallo della temperatura ambiente; anche se essa, in un tipico processo industriale, raffreddata con una velocit maggiore di vs, non tutta si trasforma in martensite, bens una certa percentuale rimane come austenite residua (per esempio nell'acciaio rapido), a causa della scarsa diffusione del carbonio a temperatura ambiente. In base a questo stesso principio e alla possibilit, sempre presente, di disuniformit di concentrazioni nella massa austenitica o di segregazioni intercristalline, austenite residua pu essere localizzata anche in caso di Mf maggiore della temperatura ambiente. Fattori che favoriscono la presenza di austenite residua: aumento della temperatura di austenitizzazione e diminuizione della velocit di tempra. Fattore che riduce la quantit di austenite residua: temperatura di sottoraffreddamento minore della temperatura ambiente. L'austenite residua deve essere eliminata (per esempio con il rinvenimento) per scongiurare che si decomponga quando il pezzo in esercizio, processo che causerebbe una dannosa variazione di volume.