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FEBBRAIO CON: ANDREA DI STEFANO, LUIGI LEPRI, GIANLUCA mOROZZI, mURUBUTU

dal 1993, il giornale di strada di Bologna

fondato dalle persone senza dimora

Poste Italiane Spa - Spedizione in abbonamento postale D.L. 353/2003 ( conv. in L27/02/2004 N.46) ART. comma 2 DCB - Bo (Num. 2) per Poste Spa

2/2012

TuTTi al verde

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Il centrocampista del Bologna gaby mudingayi un lettore di Piazza grande. In questo numero, a pagina 13, trovate lintervista che il giocatore ha rilasciato al nostro direttore. mudingayi in questi mesi si sta impegnando in prima persona per la campagna LItalia sono anchio e il riconoscimento della cittadinanza ai giovani di origine straniera nati in Italia.

editoriale/ Signorn, quei volontari che fanno ancora paura


p mAuRo SARTI

In copertIna
il volto in prima pagina quello di alessandro Gentilini, responsabile della filiale di Bologna di Banca etica, uno degli intervistati di questo numero. la foto di diego stellino del gruppo fotografico di Bandiera Gialla (www.bandieragialla.it).

IA LIBeRA, FINALmeNTe. VIA LIBeRA PeR ALmeNo 18 mILA gIoVANI Che ASPeTTAVANo DA meSI DI ComINCIARe A FARe SeRVIzIo CIVILe NAzIoNALe. A BoLogNA SARANNo SoLo uN PugNo, NoN PI DI 260. IL TReNTA PeR CeNTo IN meNo DeLLo SCoRSo ANNo, mA megLIo Che NIeNTe. LA CoRTe DAPPeLLo DI mILANo hA INFATTI ACCoLTo NeI gIoRNI SCoRSI LA RIChIeSTA DI SoSPeNSIoNe DegLI eFFeTTI DeLLA SeNTeNzA DeL 9 geNNAIo DeL gIuDICe DeL LAVoRo CARLA BIANChINI, SeCoNDo LA quALe IL BANDo DI ReCLuTAmeNTo DeL SeTTemBRe 2011 eRA DISCRImINAToRIo PeRCh RISeRVATo SoLo AI CITTADINI ITALIANI e ANDAVA RIAPeRTo PeR PeRmeTTeRe ANChe AgLI STRANIeRI DI PARTeCIPARVI. uNA BoCCATA DI oSSIgeNo PeR mIgLIAIA DI ASSoCIAzIoNI Che VIVoNo SoPRATTuTTo gRAzIe AL LAVoRo VoLoNTARIo DI uomINI e DoNNe Che hANNo SCeLTo DI SPeNDeRe uN ANNo DeLLA LoRo VITA PeR DARe uNA mANo; uN PASSo AVANTI LuNgo LA STRADA DeLLA PARIT DeI DIRITTI DeI CITTADINI STRANIeRI. queSTA SeNTeNzA INFATTI SoLo LuLTImo ATTo DI uN LuNgo BRACCIo DI FeRRo Che hA VISTo CoNTRAPPoSTI DA uNA PARTe SAyeD ShAhAzAD TANwIR, 26eNNe PAkISTANo DA 13 ANNI IN ITALIA, Le ASSoCIAzIoNI AVVoCATI PeR NIeNTe e ASgI (ASSoCIAzIoNe PeR gLI STuDI gIuRIDICI SuLLImmIgRAzIoNe), e DALLALTRA IL goVeRNo ITALIANo. SAyeD NeLLoTToBRe SCoRSo AVeVA PReSeNTATo RICoRSo PeR DISCRImINAzIoNe DoPo Che SI eRA VISTo NegATA LA PoSSIBILIT DI PARTeCIPARe AL BANDo DI ReCLuTAmeNTo, PeRCh TRA I RequISITI RIChIeSTI CeRA ANChe queLLo DeLLA CITTADINANzA ITALIANA. IN PRImo gRADo AVeVA VINTo, mA LeNTuSIASmo CoN IL quALe ANChe gLI eNTI Che ImPIegANo I VoLoNTARI AVeVANo ACCoLTo LA SeNTeNzA, SI PReSTo SPeNTo quANDo IL mINISTeRo, guIDATo DA ANDReA RICCARDI, hA BLoCCATo Le PARTeNze PeRCh ANDAVANo RIFATTe TuTTe Le SeLezIoNI. oRA C IL VIA LIBeRA, PeR uN gRuPPeTTo DI 18 mILA FoRTuNATI. SoNo BeN DI PI INFATTI I gIoVANI INTeNzIoNATI A FARe uN ANNo DI SeRVIzIo CIVILe, mA IL goVeRNo (queSTo, e queLLo PASSATo) FReNANo: NeL 2010 I FoNDI PeR IL SeRVIzIo CIVILe NAzIoNALe SoNo STATI TAgLIATI DeL 50%. DeI 299 mILIoNI DI euRo STANzIATI PeR IL 2008, PeR queSTo 2012 NoN Ne SoNo STATI meSSI A BILANCIo PI DI 68. uNA CIFRA ASSoLuTAmeNTe INSuFFICIeNTe, SI RAmmARICANo Le ASSoCIAzIoNI. uNA VoLTA, NoN PoI TANTISSImI ANNI FA, queSTI gIoVANI eRANo TuTTI oBIeTToRI DI CoSCIeNzA AL SeRVIzIo mILITARe: PACIFISTI, NoNVIoLeNTI, INTeRNAzIoNALISTI. oRA SoNo SemPLICI VoLoNTARI: geNeRoSI, SoLIDALI, AFFIDABILI, ImPegNATI. e DISoCCuPATI. NegLI ANNI oTTANTA mANIFeSTAVANo CoNTRo I mISSILI A ComISo, oggI SoNo gLI INDIgNATI Che oCCuPANo Le NoSTRe PIAzze. NoN CAmBIATo Lo SPIRITo, mI PARe. PeR queSTo CoNTINuANo A FARe PAuRA.

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gerenza

Piazza Grande Giornale di strada di Bologna fondato dalle persone senza dimora TeNDeRe uN gIoRNALe megLIo Che TeNDeRe uNA mANo

redazione Via Corazza 7/8 40128 Bologna, tel. 051 342328, fax 051 3370669 www.piazzagrande.it | redazione@piazzagrande.it CaPoredattore Pietro Scarnera Consulenza editoriale Agenda (www.agendanet.it) ProGetto GrafiCo Fabio Bolognini distriBuzione Redazione Piazza grande aBBonamenti & eventi: eva Brugnettini, erika Casali

COMITATO EDITORIALE Jacopo Fiorentino, mauro Sarti DIRETTORE EDITORIALE Leonardo Tancredi direttore resPonsaBile Bruno Pizzica stamPa Industrie grafiche galeati Registrato presso il Tribunale di Bologna il 15/09/1995 n6474

in redazione eva Brugnettini, erika Casali, Ilaria giupponi, Simone Jacca, olga massari, giuseppe mele, Salvatore Pio, mauro Sarti, Donato ungaro. Hanno CollaBorato a questo numero Francesca Bono, Valentina Bonoli, enrico Camana, Claudio Cannistr, marika Di Cristina, Fatma elhabishi, marina girardi, Ilaria giupponi, gruppo fotografico Bandiera gialla, Carlo gubitosa, Luigi Lepri, Francesco mele, gianluca morozzi, Paolo Perini, Sofia Pizzo, Paola Sapori, Igor Sartoni, Alessia Scarpa, Chiara Tolomelli, Alain Verdial.

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giornalismo dasfalTo

Professione reporter
Da Luca Rosini ad Andrea Segr, ecco i volti che si sono alternati nel laboratorio di giornalismo sociale di Piazza grande
p mARIkA DI CRISTINA
eportage dinchiesta, web-tv, politica, informazione multimediale, fotoreportage, ambiente, carcere e lavoro. Sono solo alcune delle tematiche affrontate durante il laboratorio di giornalismo sociale di Piazza grande, che si avvia a conclusione. Sono diversi i personaggi che si sono alternati nelle serate tenute in Sala Borsa-urban Center. Il primo ospite stato Luca Rosini, giornalista di Annozero e ora al lavoro sul programma di la7 Piazza pulita, questanno vincitore del premio Ilaria Alpi. Rosini ha raccontato il suo approdo alla televisione, dalla gavetta ai Balcani, il suo primo amore. Per diventare un grande giornalista, ha spiegato, bisogna trovare un nucleo duro di passione, innamorarsi del proprio lavoro, dei soggetti e dei temi che si vogliono raccontare. infatti nei Balcani che Rosini ha girato Souvenir Srebrenica, film inchiesta sulla guerra in Bosnia erzegovina. C pudore nellaffrontare il dolore e parlarne, ha
luca rosini (il primo a sinistra), q| nella foto,tancredi e daniele donati, leonardo presidente istituzione biblioteche

spiegato il giornalista, ma alcune di queste persone fanno dello svelare ci che gli successo una forma di mobilitazione sociale. La televisione ha imposto il modello misseri: acquisire popolarit parlando di drammi. Bisogna superarlo. Si occupato invece di ambiente e informazione Andrea Segr, economista e accademico che ha dato il via al progetto Last minute market per il recupero a fini benefici dei prodotti alimentari e non alimentari invenduti. Intervistato da Jonathan Ferramola, Segr ha spiegato che lo scopo del progetto recuperare leccedenza, linvenduto, a favore della sostenibilit. Lobiettivo finale ridurre lo spreco e cos si crea anche un legame tra donatore del bene, che verrebbe altrimenti sprecato, e chi lo riceve. Non per dando lavanzo del ricco al povero che risolvi i problemi della povert. la politica che deve dare una risposta in questo senso. necessario cambiare la societ e il sistema.

Tra gli altri ospiti, il giornalista Rai Nelson Bova, che ha sottolineato limportanza di essere un giornalista civico, un professionista che sia in grado di dare informazioni e nello stesso tempo consenta al cittadino di farsi una coscienza etica e trovare una soluzione. Parlare di lavoro e informazione toccato invece a Bruno Papignani, numero uno della Fiom di Bologna, che, oltre a

spiegare come sono cambiati il lavoro, le aziende e il sindacato, ha parlato del rapporto con linformazione. La stampa oggi fondamentale per lazione sindacale, ha spiegato,a volte un articolo su un giornale fa pi effetto di uno sciopero. Il laboratorio ora alle ultime battute, con due lezioni finali che saranno tenute da Pif e dallo scrittore Carlo Lucarelli. (redazione@piazzagrande.it)

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Un giorno alla Leonarda


p IgoR SARToNI
n Inghilterra si chiamano Charity Shop. Sono botique di abbigliamento e accessori usati i cui proventi vengono utilizzati per sostenere progetti umanitari e associazioni no-profit. In Italia queste realt si stanno diffondendo sempre di pi, e a Bologna un esempio di Charity Shop La Leonarda di via San Leonardo, realt nata e gestita da Piazza grande dal 2007. Allinterno del negozio si trova una vasta e selezionata collezione di abiti e accessori rigorosamente vintage. Secondo alcuni la moda vintage anche dettata dalla crisi, ma per Angela, la stilista della Leonarda, non cos. Comprare abiti e accessori di seconda mano, spiega, qualcosa che va al di

Nella boutique di Piazza Grande il vintage non una moda, ma una scelta etica

l del fare una scelta chic ed economica. una scelta etica e consapevole. Non pi solo per bohmienne, insomma, ma un fenomeno diffuso su larga scala. Angela spiega perch si avvicinata a questo mondo: gli abiti di seconda mano mi somigliano di pi e permettono di esprimere la propria creativit meglio delle combinazioni standardizzate e preconfezionante proposte dalla maggior parte dei grandi magazzini del centro. gli abiti parlano di noi, del nostro umore, dei nostri desideri, e gli abiti di seconda mano, proprio perch spesso sono pezzi unici, ci permettono di dire in maniera pi sincera chi siamo. Comprare vestiti usati richiede audacia. Infatti

angela alla leonarda|s

non si pu sapere in anticipo se il capo una volta indossato sar un successo o un clamoroso flop. Il capo acquistato in un grande magazzino una garanzia, da un certo punto di vista. La pubblicit e gli spot lo hanno gi presentato e venduto. Anche il tempo necessario per fare un acquisto alla Leonarda, come in un qualsiasi altro negozio di abiti usati, senzaltro maggiore di quello che serve

per fare acquisti in un classico negozio dabbigliamento. occorre spesso dover cercare fra montagne di maglie e maglioni per scovare il pezzo giusto. Si potrebbe arrivare a parlare di slow shopping. Chiss che fra qualche anno qualcuno non decida anche di fondare un consorzio. Nel frattempo il fenomeno cresce, e ambiente e portafogli ringraziano. (redazione@piazzagrande.it)

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TuTTi

InchIesta

Che succede quando il debito non dello Stato, ma dei singoli cittadini? Per chi non pu pagare, come i senza dimora, si innesca una spirale che allontana qualsiasi possibilit di riscatto sociale

al verde

p mARIkA DI CRISTINA FoTogRAFIe DI ALeSSIA SCARPA

ha paura del debito pubblico? Al giorno doggi, forse un po tutti. eppure nel senso comune rimane unentit astratta, forse perch un numero con troppi zeri per essere immaginato, e perch non si capisce mai bene chi labbia accumulato e (soprattutto) chi debba avere i soldi indietro. molto pi concreto, purtroppo, il debito privato. o meglio i debiti privati, quelli che sempre pi persone accumulano nella vita quotidiana. e pi si scende nella scala sociale, pi diventa difficile liberarsene. Per i senza dimora fare debiti facilissimo. Vivendo per strada si accumulano le multe per bivacco, spostandosi in autobus si raccolgono quelle dei controllori, e tutto spesso va a sommarsi a un indebitamento pregresso. Cos, anche quando lhomeless riesce ad avere un reddito anche minimo, i soldi se ne vanno per estinguere i debiti accumulati, e sprattutto per pagare gli interessi, altissimi. Anche fra gli homeless non mancano le battaglie con equitalia, la societ incaricata della riscossione dei tributi e contributi di cui si parlato tanto in questi mesi. I meccanismi che colpiscono i meno fortunati ce li ha spiegati Luca, cinquantenne che per alcuni problemi con le droghe ha perso prima il suo lavoro da calzolaio, poi tutto il resto. Nel suo periodo di dipendenza ha girato per lItalia fino ad arrivare a Bologna. era il 94 e qui, dopo un coma causato da unoverdose, stato accolto dalla Cooperativa la Strada e da Piazza grande. In quegli anni Luca ha collezionato debiti per piccole infrazioni, multe, problemi con lInps legati al vecchio lavoro. Nello stesso tempo per cominciava un percorso positivo nel quale riuscito a raggiungere un minimo di indipendenza economica, un posto dove lavarsi, un posto letto e soprattutto un luogo dove stavi bene e dove avevi voce, dove potevi crescere e formarti, racconta. Fino al 2003 Luca ha lavorato per la Cooperativa la Strada, un lavoro regolare che sembra portare con s la promessa di un riscatto. Nel 2004 per i debiti accumulati negli anni si fanno vivi: arriva il fermo amministrativo della moto, comincia una vita da precario. Il debito continua ad aumentare negli anni, e oggi raggiunge circa i 12 mila euro. quello che frega sono gli interessi, ci spiega Luca. S, perch lo Stato richiede i soldi indietro con interessi che sfiorano lusura. Per appunto la sfiorano, sostiene Luca, in modo perfettamente legale, di fronte al quale anche gli avvocati non possono aiutare. Il problema quel-

chi

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InchIesta

A pArtire dA questo mese si prenderAnno 12 milA euro, rAccontA lucA. gli AvvocAti non possono fArci nullA. crescono gli interessi Anche per il
fermo dellA moto e se non Avessi un lAvoro sArei Al punto di pArtenzA, disperAto per strAdA. io non dico che non voglio pAgAre i miei debiti, dico solo che mi stAnno pignorAndo lo stipendio e il mezzo per infrAzioni commesse

15 Anni fA

la mentalit bancaria che ritiene che su ogni cosa ci debbano essere gli interessi, spiega, io credo che vadano colpiti i grandi evasori, non i poveri. Nonostante io mi sia ripreso dalla dipendenza dalla droga, abbia trovato un lavoro, e abbia quindi intrapreso un percorso positivo, lo Stato mi ha colpito e basta, anzich aiutarmi. Luca ha portato avanti una battaglia con equitalia, ma dopo il fermo del motorino ha subito la detrazione di un quinto dello stipendio. A partire da questo mese si prenderanno 12 mila euro, gli avvocati non possono farci nulla. Crescono gli interessi anche per il fermo della moto e se non avessi un lavoro sarei al punto di partenza, disperato per strada. Io non dico che non voglio pagare i miei debiti, dico solo che mi stanno pignorando lo stipendio e il mezzo per infrazioni commesse 15 anni fa. La storia di Luca non uneccezione. Per capirlo basta guardare i casi affrontati da Avvocato di strada, lassociazione che offre consulenza legale gratuita agli homeless. Nel 2011 a Bologna i legali di strada contano 11 casi di cartelle esattoriali, 7 per illeciti amministrativi con problemi legati alla notifica (data la condizione di senza dimora degli assistiti), 5 per violazioni del codice della strada e un numero incalcolabile di multe dellAtc per gli ospiti dei dormitori che si recavano presso le strutture. Lo sportello bolognese di Avvocato di strada segnala anche un altro episodio tipo, che il 14 novembre scorso ha colpito le persone accampate davanti al dormitorio Beltrame. Allo sgombero da parte delle forze dellordine seguita una sanzione pari a 200 euro a tutti gli occupanti per bivacco e occupazione di suolo pubblico, in violazione del nuovo regolamento di polizia municipale entrato in vigore lo scorso

febbraio. I legali dellassociazione sono riusciti a incontrare sette dei sanzionati, per le quali hanno depositato una memoria collettiva e una richiesta di revoca in autotutela. ma senza questo intervento esterno, anche per loro si sarebbe attivata la macchina che produce debiti. Il debito, spiega Luca, dovrebbe avere innanzitutto un limite di tempo e non dovrebbe colpire le fasce della popolazione pi deboli o comunque quelle persone che stanno cercando di uscire dai loro problemi e dalla strada come me. Come Luca ce ne sono tanti altri. e molti un lavoro per rimanere a galla non ce lhanno. Come Lorenzo, un uomo gentile sulla sessantina: dopo aver vissuto per qualche anno allestero, ha deciso di tornare in Italia a causa di un problema familiare. Da l le cose hanno cominciato ad andar male, e Lorenzo ha finito per perdere la sua piccola attivit commerciale. Non riuscito a ricevere dei prestiti dalle banche nonostante abbia tentato in tutti i modi, ha cominciato quindi a indebitarsi. Per alcuni anni ha lavorato in nero, poi non ce lha pi fatta. Sono in una fase di ribellione sociale, spiega, non ho un lavoro e non lo voglio, non voglio pagare i miei debiti ad equitalia. Lorenzo ha allontanato la sua famiglia, rimasto da solo. ho imparato a convivere con questo tipo di vita, spiega, mi sono adattato anche se soffro molto e pi di una volta ho pensato di suicidarmi, ma ormai vado avanti per inerzia, giorno dopo giorno. (redazione@piazzagrande.it) f

012345678910111213141516 Intervista al direttore di Valori, Andrea Di Stefano

Perch crollano i mutui


p eNRICo CAmANA

InchIesta

Agli italiani indebitarsi non piace, un rischio di fronte al quale si rinuncia anche a comprare casa

on riguardo al risparmio e ai debiti privati, il comportamento degli italiani assai diverso da quello degli abitanti di molti altri paesi occidentali. gli anglosassoni, in particolare gli statunitensi, hanno una visione dei debiti come di un fatto normale della vita. Spesso gi dallinizio delluniversit i ragazzi iniziano a contrarre debiti per pagarsi gli studi, e loro propensione al rischio economico assai superiore alla nostra. Secondo Andrea Di Stefano, direttore della rivista Valori, le famiglie italiane invece han-

no una spiccata tendenza al risparmio: questo dovuto di certo a ragioni culturali, ma anche economiche. Per Di Stefano, che anche conduttore della trasmissione di Radio Popolare Il giorno delle locuste assieme a gian marco Bachi, linfluenza del cattolicesimo ha avuto senza dubbio un suo peso, nel connotare in maniera negativa la figura delluomo indebitato. ma esiste anche un altro motivo: gi naturalmente indisposti verso il credito al consumo (i finanziamenti e i pagamenti rateizzati), gli italiani hanno creato

un mercato caratterizzato da una scarsa domanda. queste condizioni hanno causato una sempre maggiore concentrazione degli operatori, e a questa situazione si aggiunto un fattore di ordine strutturale: la regolamentazione imposta agli operatori del credito al consumo in Italia molto pi restrittiva che in altri paesi. La somma di tutti questi fattori? un costo del ricorso al credito molto alto, e un numero di richiedenti nettamente inferiore rispetto alla media. ma questa caratteristica tutta italiana davvero positiva, in un periodo di scarsa crescita come questo? I commercianti naturalmente puntano il dito contro queste regole restrittive, perch a loro detta comprimono i consumi e frenano la crescita, fa notare Di Stefano, e forse non hanno tutti i torti. Di certo per un sistema cos rigidamente inquadrato pi stabile, e garantisce tutti contro il rischio dei debitori insolventi. e per i mutui? Nel 2011 il loro numero sceso dell11% rispetto al 2010. In che modo ha influito la crisi finanziaria

su questo crollo? La stretta creditizia ha colpito in maniera durissima, e se i mutui sono calati in modo cos drastico lo si deve principalmente allaumento dei costi e alle fluttuazioni di questi ultimi. La rata di un mutuo varia sulla base dellimporto preso a prestito dalla banca, sul quale vengono calcolati gli interessi determinati a partire dallindice euribor, il tasso di interesse dei prestiti interbancari. questo valore adeguato al tasso di sconto Bce, cio linteresse al quale la banca europea presta denaro alle banche nazionali. A parit di queste condizioni, per, le rate spesso variano in maniera repentina e insostenibile tra il momento del compromesso e quello del rogito finale per lacquisto di una casa. queste variazioni sono dovute a frequenti crisi di liquidit delle banche, ma pesano sui potenziali mutuatari. Il risultato finale? Le persone rinunciano a chiedere mutui, o dopo numerosi tentativi fallimentari o perch non sono messe in condizione di capire se sono in grado di pagarne le rate. (redazione@piazzagrande.it)

La denuncia di Libera: anche fra gli strozzini le mafie si sostituiscono alla criminalit comune

se lusura punTa ai colleTTi Bianchi


p FATmA eLhABIShI
un dato di fatto che la dilagante crisi finanziaria di questi ultimi anni ha ridotto sul lastrico molte persone. ma spesso non questa lunica causa. Ad accompagnare il disagio economico pu arrivare anche il cosiddetto cravattaro, meglio noto come usuraio. Inizialmente lusuraio considerato una persona fidata, spiega Daniele Burghi, referente bolognese dellassociazione di lotta contro le mafie Libera, poich arriva per risolvere un problema. Secondo una recente stima, effettuata da Libera nel 2011, ad oggi in tutta la lemilia-Romagna 8.500 attivit sono sottoposte a usura (circa l8,6% dei commercianti attivi). A queste si richiedono denaro, ma anche particolari servizi; ad esempio nei bar si propongono determinati prodotti, specifiche marche di acqua o di caff, affinch il giro mafioso commerciale continui senza ostacoli. ma il settore commerciale non lunico a fare gola agli strozzini, che spesso mirano anche ai privati cittadini. Le prede favorite sono i pensionati e i giocatori dazzardo, e come precisa Burghi qui il discorso pi grave, specialmente se un

pensionato giocatore. Le denunce sono poche e spesso sono portate dalla disperazione, anche dei parenti. Tuttavia, secondo Burghi, lattivit usuraia, rispetto a 10-20 anni fa cambiata. mentre prima era appannaggio della criminalit comune, ora, da quando entrata la criminalit organizzata, si raffinata. Le mafie odierne mirano ai colletti bianchi, assolutamente funzionali ai loro obiettivi. Il primo scopo, soprattutto per quanto riguarda questo nuovo ramo, il raggiungimento di un controllo sempre maggiore, ma nellattivit usuraia implicito il riciclaggio del denaro sporco e talvolta lacquisizione dellesercizio commerciale. Per combatterla basterebbe applicare quanto previsto dalla nostra Costituzione: garantire ai cittadini il diritto a unesistenza decente, conclude Burghi. ma bisogna che ognuno svolga bene il proprio compito. Ci vale per tutti, dallo studente al vigile. Bisogna essere curiosi e non far finta di non vedere. necessaria una cooperazione fra i diversi ruoli della societ affinch le mafie siano sconfitte. Per saperne di pi: www.libera.it. (redazione@piazzagrande.it)

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012345678910111213141516 Dagli indignados a Federconsumatori la protesta contro le riscossioni sembra unire tutti

InchIesta

Tutti contro Equitalia


Santa Insolvenza: Per multe di poco conto si pu arrivare a pagare migliaia di euro o a vedersi pignorata la casa
p ILARIA gIuPPoNI

Se

le politiche del nuovo governo monti rischiano di dividere irrimediabilmente la societ in due classi economiche, tra chi protesta contro la tassa sullelicottero e chi non sa come arrivare a fine mese, sicuramente c una protesta che sembra unire tutti: quella contro le riscossioni. equitalia diventata il simbolo delloppressione economica, e la sua criminalizzazione ha reso la sede di riscossione dei tributi e i suoi funzionari spesso oggetto di attentati. Pi civili, ma non meno critici, gli indignados bolognesi di Santa Insolvenza, hanno una posizione ben precisa. La questione di equitalia uno degli aspetti pi inquietanti del sistema di indebitamento. Come movimento di Santa Insolvenza guardiamo da vicino questo problema interrogandoci su come costruire pratiche collettive di insolvenza, racconta michele Barbolini. Lo Stato ha concesso a questa agenzia di riscossione poteri inediti che altro non sono che uno strozzinaggio legalizzato. Per multe inevase di entit non elevata si pu arrivare a dover pagare migliaia di euro, o vedersi pignorati i propri beni e la casa.

Il tutto con la benedizione dello Stato. Svincolarsi da una morsa che strozza anzich garantire la ripresa economica, dunque. Il punto capire come sottrarsi a questo meccanismo di ricatto, come riappropriarsi della ricchezza del paese e redistribuirla. Anche in questo senso, annuncia Barbolini, nei prossimi mesi intendiamo organizzarci per dare corpo a quello che chiamiamo diritto allinsolvenza. Ci va meno leggera Federcontribuenti, sul cui sito possibile consultare un documento che raccoglie la cronologia degli imprenditori in difficolt che si son tolti la vita. Per fermare e riformare il sistema di riscossioni, lassociazione dei contribuenti ha dato il via a una raccolta firme in tutta Italia intitolata Liberati da equitalia mettici

la firma, che spinga governo e Camera al varo Legge Delega per lo scioglimento di equitalia. Finora sono 19.450 le firme raccolte (su un obiettivo di 50 mila). Anche la politica ha fiutato laria, e in Consiglio regionale tre esponenti della Lega Nord hanno presentato una risoluzione per chiedere alla giunta di costituire un ente di riscossione regionale dei tributi, oppure unapposita agenzia, che sostituisca di fatto equitalia in maniera da ottenere, in perfetto stile leghista, piena autonomia nella riscossione delle tasse degli enti locali. Il risultato, mettendo insieme fronti altrimenti contrapposti che un dovere, quello di contribuire al benessere dello Stato, sta diventando una condanna. (redazione@piazzagrande.it)

famiglie e piccoli imprendiTori: Quando il crediTo micro


p gIuSePPe meLe
Quando si parla di microcredito quasi automatico pensare a paesi in via di sviluppo. in realt il microcredito diventata una risorsa importante anche in un paese come il nostro, in cui, stando a uno studio della commisione europea, gi nel 2008 il 16% della popolazione risultava esclusa dai principali servizi finanziari. in questo senso sono varie le iniziative che si propongono di dare una risposta ai bisogni di questa fascia di popolazione. ne abbiamo parlato con francesca francese, la responsabile della filiale di Bologna di permicro, una delle societ che si occupano di microcredito a famiglie e imprese su tutto il territorio nazionale. lidea di base dare accesso a soggetti esclusi dai circuiti finanziari classici a piccoli crediti anche, in alcuni casi, in assenza di garanzie oggettive. la proposta di permicro, si legge sul sito, si basa sullidea del credito di rete; pensiamo infatti, che la rete di riferimento in cui sono inseriti gli individui sia la miglior garanzia per costruire e mantenere quel rapporto di fiducia tra noi e il richiedente che rende il microcredito un sistema finanziario innovativo e di forte impatto sociale. guardando i numeri a livello nazionale, i 3/4 dellattivit riguardano il credito alla famiglia, concesso soprattutto a donne, e con una netta preponderanza di stranieri (85%). anche per quanto concerne il credito allimpresa i principali beneficiari sono stranieri che operano nel settore del commercio (41%) con unimportante componente femminile (45%). la preponderanza di stranieri si spiega anche, sottolinea francese, per il fatto che spesso gli italiani, di solito pi facilmente bancabili, che si rivolgono alla societ hanno uno storico creditizio che non li fa rientrare nei parametri di permicro: in pratica capita che ci si rivolga allagenzia per rientrare da situazioni di debito, anche di lungo periodo, e non per avere un sostegno allavvio o allo sviluppo di unattivit, o per un sostegno alle spese famigliari, che sono i campi in cui lagenzia opera. per quanto riguarda Bologna e provincia vale quanto detto per lintero territorio nazionale; sono stati erogati 46 crediti, in particolare a famiglie in difficolt nel rispondere alle spese di base riguardanti casa, salute e istruzione. lobiettivo per il nuovo anno, aggiunge francese, aumentare la quota di imprese che accedono al credito, tenendo anche conto che gli istituti finanziari tradizionali oggi spesso non finanziano ci che fino a ieri finanziavano. (redazione@piazza-

grande.it)

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Se il risparmio diventa consapevole


p PIeTRo SCARNeRA

la crisi visTa da Banca eTica

oro, in qualche modo, la crisi lavevano prevista. o meglio, avevano intuito che qualcosa nel sistema economico-finanziario fosse degenerato. Di qui la necessit di ripartire da alcuni basi etiche, da una Banca etica, appunto. Nato nel 1999, listituto di credito stata la prima banca al mondo a mettere on line tutte le realt che finanziamo, spiega il responsabile della filiale di Bologna, Alessandro gentilini. La nostra posizione non critica nei confronti della finanza in assoluto, ma vede nellaccesso al credito un diritto fondamentale. Se nel creare una realt finanziaria si parte con la necessit di massimizzare il profitto, nel lungo periodo questo si ritorce contro lo stesso sistema finanziario. Se poi ci sono comportamenti avidi, questo non fa che peggiorare le cose. Banca etica invece ha scelto unaltra strada. Le realt finanziate, dalla cooperazione sociale alle imprese che si occupano di energie rinnovabili, hanno tutte in comune una finalit etica. gli operatori non vendono prodotti finanziari tossici, e nemmeno propongono

agli investitori strumenti di cui non hanno in realt bisogno. Forse per questo, anche in piena crisi, Banca etica ha fatto segnare numeri postivi: +24% sugli impieghi, +4% nella raccolta. Nonostante la contrazione del sistema creditizio noi abbiamo continuato a fare credito, spiega Alessandrini. In particolare sono arrivate le richieste di moltissimi investitori privati, per il mutuo sulla prima casa, che per noi un diritto. un filosofia che i risparmiatori sembrano apprezzare. La filiale di Bologna, che copre il territorio da Parma a Rimin, oggi registra quasi 2 mila conti aperti, una raccolta diretta di 53 milioni di euro, una indiretta di 26 milioni e impieghi per 28 milioni di euro. Fra i prodotti finanziari etici che la banca ha cominciato ad offrire ci sono anche certificati di deposito i cui guafdagni vengono destinati a onlus e organizzazioni di volontariato (come ActionAid). molti risparmiatori li scelgono, spiega Alessandrini, un modo per tenere il capitale vincolato e allo stesso tempo contribuire a un causa. Per il 2012, Banca etica ha lanciato anche la campagna

Non con i miei soldi, uniniziativa che serve a sensibilizzare i cittadini e indirizzarli verso un risparmio consapevole. quando affidiamo i nostri risparmi a un intermediario finanziario, si spiega nel sito di Banca etica, dobbiamo ini-

ziare a chiederci se siamo disposti a fidarci di qualcuno che intenda usarlo per un traffico di mine antiuomo, per quanto remunerativo, o a chi volesse giocarselo al casin della speculazione. (redazione@piazzagrande.it)

fffffffffffffffffffff

Pi brutto dun dbit


p LuIgI LePRI*

orse proprio vero che pi una cosa desta preoccupazione e pi se ne parla. Di questi tempi, vocaboli come crisi, denaro, debito vengono ripetuti spesso anche a Bologna, sia in italiano che in dialetto. unocchiata alla lingua petroniana ci svela come oggi il debito venga spesso definito dbit, dialettizzando litaliano, mentre i vocaboli originari sarebbero Pff e Cid. Servano da esempio frasi come fr la crus a un pff (condonare un debito), ser pi brtt d un pff (essere pi brutto di un debito), Piantr un cid (piantare un chiodo, cio contrarre un debito), Cavr un cid e piantr una frla (levare un chiodo e piantarne uno pi grosso, cio pagare un debito con denaro preso a prestito). Inoltre, in bolognese si fa riferimento al debito anche grazie a un nutrito patrimonio di frasi figurate come asughr una bugh (asciugare un bucato, cio estinguere un debito), fr dla sppa (fare della zuppa, cio moltiplicare il debito), sere pra con ttt (essere pari con tutti, non avere debiti). Non mancano i proverbi, fra i quali il pi malizioso ci pare dvv al pff l piant an s f pruvssta (dove si ha fatto un debito non si fa provvista, cio il creditore non si fida pi). Fra i vocaboli di moda oggi, c anche crisi economica. I suoi corrispondenti dialettali potrebbero essere Plmma, Clnnica, rna (letteralmente, rana) e Bolette, insieme a misria che non ha bisogno di spiegazioni. Per mancanza di spazio tralasciamo lorigine dei primi due. Diciamo che rna viene usa-

to riferendosi al colore del batrace, per cui avair dla rna (avere della rana) significa essere al verde. La Bolette, invece, un chiaro derivato di Bulatta (bolletta, mancanza di denaro). Anche qui non mancano espressioni metaforiche come Cavres dint i blc (levarsi dagli stracci, dare un calcio alla miseria) o surreali come una plmma chla f i cinn (una povert che fa figli), chla bla al tarscn (che balla il trescone), chla f l falsster (che fa le scintille), chas i pgia cnter la biziclatta (tanto solida da poterle appoggiare contro la bicicletta). e i soldi? In dialetto possono essere definiti Bajc e Gbbi (da nomi dellantico Baiocco e di una moneta coniata a gubbio), oppure con i gergali Plla, Grna, Balina, sghroli. Nel caso di pochi spiccioli, i soldi cambiano nome e diventano svanzi (rimasugli), mund (minutaglia) o municja (monetine). Per concludere, vogliamo servirci di una famosa citazione in inglese: Nothing comes amiss, so money comes withal (nulla pu andar male, se viene insieme ai soldi): lo si dice nella Bisbetica domata. Il dialetto bolognese, senza conoscere Shakespeare, ha coniato lequivalente l azidnt chl arva coi bajc al guarss pi in fria (laccidente che arriva accompagnato dai soldi guarisce pi in fretta). *Luigi Lepri uno dei pi noti cultori e studiosi della lingua bolognese. autore di numerosi testi tra cui spicca il Dizionario Bolognese-Italiano/Italiano-Bolognese, scritto con Daniele Vitali.

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Rom dEuropa

I diritti dimenticati C
p F.m.

p FRANCeSCo meLe
ondividere esperienze, migliorare le capacit di conoscenza a livello locale e diffondere buone pratiche e supportare linclusione sociale dei rom: questo lobiettivo del progetto europeo Roma-NeT, che vede coinvolte nove citt dellunione (tra le quali Bologna e udine). Ann hyde, coordinatrice transnazionale del progetto, individua tre tematiche fondamentali in questo percorso: il coinvolgimento della comunit rom, le politiche di housing e limpiego lavorativo (fase attuale che vede coinvolta Bologna) e in particolare del mercato del lavoro intermedio, cio quel pezzo che c tra la disoccupazione e il lavoro vero. Ci sono poi degli obiettivi locali che ciascun partner deve raggiungere: il principale la creazione di un Piano di azione locale, che ogni citt deve produrre attraverso un gruppo di supporto locale, composto da un tavolo di attori principali che lavo-

rano su queste tematiche. Bologna ha gi fatto molto lavoro su questo e ha gi creato il suo gruppo di supporto locale, dichiara Ann hyde. Tutto questo viene portato avanti nonostante le tendenze della politica nazionale, che spesso hanno visto i rom finire nel mirino delle campagne per la sicurezza. Inoltre la hyde sottolinea come ci sia una falsa credenza riguardo al fatto che i rom sono dei nomadi: in realt alcuni lo sono ma la maggior parte di loro vivono in alcune citt gi da centinaia di anni. e in moltissime situazioni vivono in zone che potremmo definire ghetti urbani. Forse anche per questo coinvolgere la comunit rom non semplice, ma secondo i parteciapanti ci sono stati segnali positivi che fanno ben sperare per la riuscita del progetto. Per saperne di pi: http://urbact.eu/en/projects/activeinclusion/roma-net/. (www.bandieragialla.it)

hi nega i diritti, cancella le persone: uno slogan tanto radicale quanto tristemente vero e reale quello della campagna di comunicazione promossa da I diritti alzano la voce un network formato da 24 organizzazioni del volontariato e del terzo settore italiani. In questo momento storico di crisi economica e socioculturale sono infatti i diritti di cittadinanza ad essere quotidianamente soffocati (cos come limmagine su cui costruita la campagna che vede un uomo incappucciato, che prova a parlare ma che riesce solo a farfugliare suoni indistinti e soffocati). questioni come limpoverimento crescente, il sostegno agli anziani, alle persone con disabilit e ai senzatetto, la condizione dei detenuti o le problematiche giovanili sono solo alcune delle emergenze sociali che si fanno sempre pi drammatiche e che non vedono risposte adeguate da parte delle istituzioni. e a rendere tangibile questa mancanza sono i numeri, che mettono a nudo i tagli inferti negli ultimi anni alle politiche sociali: infatti fino al 2013 si prevede una riduzione degli stanziamenti a favore dei fondi nazionali da 1.594 a 144 milioni di euro. Con questa nuova iniziativa i promotori intendono porre allattenzione dellopinione pubblica il lancio di una riforma del welfare fondata su alcuni fondamentali principi etici e politici in grado di stimolare nuove prese di posizione, relazioni con le istituzioni e altri soggetti politici e sociali, iniziative di mobilitazione e attivit di comunicazione. La campagna, promossa da tante realt nazionali e regionali che tutelano, tra le altre, le fasce giovanili (come Arci), i diversamente abili (come Fish) e le fasce della popolazione anziana (come Auser), intende, attraverso spot video e radio, annunci per la stampa e banner, raggiungere e sensibilizzare testate giornalistiche nazionali e locali, siti web e social media. Tutti i materiali sono visionabili sul sito web www.idirittialzanolavoce.org, allinterno del quale stato attivato anche lo spazio La tua storia, nel quale possibile raccontare, in non pi di 3 mila battute, una esperienza di violazione dei diritti vissuta in prima persona. (www.auserbologna.it)

il QuinTo alimenTo
botteghe resistenti
p FRANCeSCA BoNo e SoFIA PIzzo
subito dietro le vie dello shopping, nel centro storico di Bologna, o appena fuori porta, sopravvivono alle multinazionali e al rincaro spietato degli affitti piccole botteghe dallatmosfera un po retr, che vendono specialit alimentari sia italiane che straniere. la drogheria della pioggia, il Bar T abaccheria Zanasi allangolo tra via dazeglio e via urbana, i due punti vendita carusi in via saffi e in via matteotti, il caff Bazar di via guerrazzi. in alcuni casi si tratta di veri pezzi della storia di Bologna. in ogni caso negozi che danno allintera strada in cui si trovano il calore necessario per non far cadere nella spersonalizzazione la nostra citt. se gli interni restano quelli di un tempo, lofferta affianca a prodotti di una volta, che riportano allinfanzia, proposte assolutamente allavanguardia. Basta che siano vere specialit e troverete qualsiasi prelibatezza, dalle spezie ai vini, dal cioccolato agli oli. ottime idee non solo per cucinare, ma anche da regalare. si tratta, infatti, di prodotti spesso molto curati nella confezione e introvabili nei supermercati e nella maggior parte dei negozi dalimentari. naturalmente chi gestisce questi negozi ben felice di descrivere ai clienti ogni qualit e particolarit del prodotto di volta in volta proposto, consigliando nellacquisto come i bottegai di un tempo. carusi ha anche un sito (www.carusi.it) dove pubblica schede molto dettagliate, contenenti informazioni sullorigine e la storia dei prodotti. (www.

communeating.com)

01234567891011213141516 Il portavoce Stig Badentorph: Chi non ha vissuto in strada non capir mai quali sono i nostri bisogni

Lunione degli homeless


p LeoNARDo TANCReDI
enza dimora di tutta europa uniti. Non ancora una realt, ma un passo importante stato fatto. A Lussemburgo, lo scorso ottobre, nata hope (homeless people), lorganizzazione dei senza dimora europei. Il primo mattone era stato posato nel 2009 a Copenaghen, quando, in occasione dellassemblea annuale di Feantsa (Federazione europea delle organizzazioni impegnate con i senza dimora), si erano riuniti 44 fra homeless ed ex homeless. Dopo ore di discussione, dice Stig Badentorph, danese, uno dei portavoce di hope, emerso che abbiamo bisogni che n Feantsa, n nessunaltra organizzazione possono soddisfare. Avevamo bisogno di unorganizzazione di homeless, non di fornitori di servizi per

A Lussemburgo nasce hope (homeless People), lorganizzazione dei senza dimora europei. Lobiettivo? Fare pressioni sui governi ue

gli homeless. Allindomani dellassemblea danese, partito un lavoro di informazione e di raccordo tra i gruppi di senza dimora sparsi in europa, con tutte le difficolt del caso. Trovare homeless e metterli in contatto non facile, se vivi in una scatola di cartone, ironizza Stig. e molti non hanno unemail, questo complica tutto. Per quanto Stig e gli altri di hope apprezzino il lavoro di Feantsa, non si sentono pienamente rappresentati: la loro esigenza primaria essere ascoltati, per questo hanno deciso di prendere parola autonomamente. Chi non stato homeless pu discutere fino allo sfinimento ma non capir mai quali sono i nostri bisogni, spiega Stig. Proprio durante lultima assemblea annuale della Federazione, a ottobre 2011,

hope ha formalizzato la sua esistenza con lelezione di un presidente - lolandese edo Pardekooper overman - e di un consiglio formato da Brigitte hartung (tedesca), Jorma korhonen (finlandese) e Per ernstsen (danese). Il tutto secondo una norma di base: non puoi votare o essere eletto se non sei o non sei stato senza dimora. Il prossimo appuntamento sar a glasgow, ma per dare continuit allorganizzazione bisogna superare anche il problema dei soldi. Al momento viviamo alla giornata, continua Stig. Sand, unorganizzazione danese, ha pagato le spese per consentire al consiglio di riunirsi a Copenaghen. necessaria una buona raccolta fondi, per adesso contiamo sulle nostre motivazioni, qualcuno si pagato da s il viaggio pur di

esserci. un tema di cui si parlato negli incontri la disparit di condizioni di vita dei senza dimora nei paesi europei. Se in Danimarca il diritto alla partecipazione degli homeless nei processi decisionali allinterno dei servizi sociali previsto per legge, in ungheria chi costretto a vivere in strada sta subendo una forte criminalizzazione da parte del governo di Victor orbn. uno dei primi atti di hope stato lanciare una petizione contro il governo ungherese. In futuro vogliamo fare pressioni sul governo danese perch durante lanno di presidenza dellue faccia qualcosa di importante per noi. ma prima ancora che con i politici, c bisogno di parlare con la gente di strada, questo il nostro obbiettivo.(leonardotancredi@piazzagrande.it)

ungheria, guerra ai senZa dimora


p ALAIN VeRDIAL
ramai non rimane quasi nulla dellungheria post-comunista del 1989. Lungheria di oggi un Paese totalmente diverso, governato per la prima volta nella storia da un partito nazionalista di destra, il Fidesz, e sommerso da una profonda crisi che si manifesta su tre fronti: quello politico-istituzionale, quello economico, ma soprattutto quello identitario, che sta cancellando le tracce dellesperienza socialista dei magiari e le cui conseguenze finiscono per colpire i cittadini pi in difficolt. Lossessione di Viktor orban (premier e leader del Fidesz che pi di un anno fa si imposto nelle urne con la maggioranza assoluta) era la creazione di una nuova magna carta che potesse convertire lungheria nellultimo Paese delleuropa dellest ad abbandonare per sempre il suo vecchio statuto comunista. La nuova Costituzione, in vigore dal primo gennaio 2012, non solo ha portato con s radicali mutamenti, ma, per la rigidit di molti provvedimenti in essa contenuti, ha generato innumerevoli critiche da parte degli stessi ungheresi e la minaccia da parte della ue di un totale isolamen-

Il governo Orban punisce chi dorme in strada con multe salate o carcere, ma qualcuno si oppone

to economico-istituzionale, identificando orban come un nemico della democrazia. mentre il premier riflette sullipotesi di cedere alle petizioni dellue per poter salvare la nazione, lascesa al governo di esponenti appartenenti a correnti neonaziste e lapprovazione di alcune leggi restrittive non fanno altro che peggiorare la situazione. una di queste ferree normative la legge che vieta ai senzatetto di dormire nei luoghi pubblici. Il provvedimento stato proposto dal Fidesz e applicato da mate kocsis, sindaco di Jozsefvaros, lottavo distretto di Budapest, quello in cui si concentrano la maggior parte dei 7 mila homeless della capitale. Di fatto da dicembre qualsiasi persona sorpresa per due volte in sei mesi a dormire nei parchi di questo quartiere, viene multata di 150 mila fiorini (circa 500 euro) o, in alternativa, portata in carcere. Consapevole dellimpos-

sibilit del pagamento della multa, mate kocsis ha cercato di ridurre i danni applicando la legge soltanto a coloro che avessero rifiutato un posto letto offerto dal Comune. ma la disapprovazione generale della cittadinanza contro questo genere di decreti comincia a farsi sentire. questo clima di disagio che spinge molte organizzazioni a cogliere loccasione e scendere in piazza per manife-

stare a favore dei cittadini. Fra i pi attivi c lassociazione The City is for All (la citt appartiene a tutti). questo gruppo di volontari, creato nel 2009 e formato da homeless e attivisti, lotta ogni giorno per difendere i diritti degli indigenti, ma anche per salvaguardare la vera identit del popolo ungherese, ovvero quella basata sulla giustizia e sulluguaglianza sociale. (redazione@piazzagrande.it)

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ue uomini uccidono un vigile urbano travolgendolo con unauto. hanno importanza le loro origini per decidere come giudicarli? Il buon senso dice di no, e se qualcuno ti uccide un parente non consolante pensare che sia stato uno svizzero, un bianchissimo neozelandese o un nobile britannico della Camera dei Lord. Non ci interessa da dove viene, ci interessa che cosa ha fatto e che subisca le conseguenze del suo comportamento. Anche la deontologia del giornalismo dice che la nazionalit di un criminale irrilevante. Nella carta dei doveri del giornalista, infatti, scritto a chiare lettere che ogni riferimento a caratteristiche della sfera privata delle persone ammesso solo quando sia di rilevante interesse pubblico. Ci nonostante, la cronaca dellomicidio dellagente di polizia municipale Niccol Savarino stata arricchita dalla grande stampa con molti particolari etnici. Per maggiori dettagli si pu consultare il sito giornalisti contro il razzismo (www. giornalismi.info/gcr), ma intanto basti sapere che le pi grandi testate giornalistiche italiane hanno descritto nel caos pi totale un nomade, un ragazzo di origine rom sinti, uno slavo, con picchi di schizofrenia che hanno portato a definire in uno stesso articolo questo ragazzo come un nomade di origine slava nato in germania ma di origini serbocroate. Per uscire da questo groviglio confuso di etnie, basterebbe applicare le regole base del buon giornalismo, verificando i dati con fonti primarie. Per farlo mi stato sufficiente telefonare ad

Cronisti di razza D
p CARLo guBIToSA

non parlaTe al conducenTe

monetine
p DoNATo uNgARo
, la crisi, mi dice un vecchietto che oggi ho gi caricato un paio di volte. salito una prima volta in centro, per scendere in via murri; poi risalito in Santo Stefano, per scendere in Saffi. ho un turno unico di 13 e sar sul filobus tutta la mattina; e lui, lomarello, gira con me per Bologna. Brutta bestia, la crisi, mi ripete a San Ruffillo. Vuole attaccare bottone, e io non mi tiro certo indietro. Brutta bestia s, la crisi, ma c di peggio. mi immagino che lui sia in pensione e che abbia a che fare con i problemi quotidiani dei pensionati, ma penso anche che lui, vestito dignitosamente ma senza fronzoli, disponga di quella cognizione del vivere che, a una certa et, ti permette di affrontare la vita a suon di rinunce. e col mio c di peggio alludo alla salute, agli acciacchi della vecchiaia, ma lui continua. La crisi, per capirla, va guardata dallautobus, dice. Penso ai ragazzi che imbrattano le vetrine delle banche e delle agenzie interinali, con frasi tipo noi la crisi non la paghiamo. Che cosa centra lautobus? Lo chiedo al mio interlocutore. guarda qui, mi risponde il pensionato, tirando fuori dalla tasca il pugno chiuso e aprendomelo davanti al naso. Nel palmo della mano compaiono una ventina di monetine color rame, un paio color oro. lincasso di tutta la settimana; siamo solo a met, vero. ma una volta era diverso. Non capisco e chiedo altre spiegazioni. S, io lo chiamo incasso: il mio lavoro. giro sullautobus a raccattare le monetine che cascano di tasca alla gente. Si infilano sempre negli stessi punti del pavimento e la gente non le raccoglie. Si deve reggere, mentre tu guidi, e io ne approfitto per tirarle su al capolinea. e la crisi? La crisi fa s che la gente non perda pi le monetine; o se le perde si china a raccoglierle. Cos io non trovo quasi pi niente. Non devo fare altre domande, la mia fantasia pu riempire i buchi che mi mancano per conoscere la vita del mio passeggero. Che triste vita, mi dice una vocina in fondo allanima. No, la corregge subito unaltra vocina appena pi profonda, che triste societ. (donatoungaro@piazzagrande.it)

Alessandro giuliano, il capo della Squadra mobile di milano. Che informazioni hanno i magistrati? Le autorit francesi hanno confermato che il 15 maggio 1994 nel quarto arrondissement del comune di Parigi nata una persona di nome Remi Nikolic, e questi dati corispondono a quelli indicati sulla carta didentit

Ah

rilasciata al ragazzo arrestato dal Comune di Albignasego (Padova). Pu essere che quella carta didentit sia falsa, ma al momento i riscontri in possesso delle autorit sembrano indicare che il nomade, rom, slavo, serbocroato sia in realt un minorenne nato a Parigi. Sul fronte etnico di questa notizia, dunque, non c ancora nessuna certezza, eppure sulla stampa si scatenata la caccia allo straniero. e nessuna rettifica stata pubblicata anche dopo aver accertato che la comunit Rom di milano, inizialmente coinvolta dai giornali, non centra niente con questa vicenda. Per reagire a un omicidio insensato ci basta canalizzare i nostri istinti peggiori sulle pagine dei giornali oppure meglio che gli operatori dellinformazione e quelli della sicurezza facciano al meglio il loro mestiere senza cedere al sensazionalismo e al sicuritarismo?

la posTa degli alTri


La redazione di Piazza Grande risPonde aLLe Lettere PubbLicate sui quotidiani boLoGnesi

Controllore dove sei?

caro lettore, sfogliando i giornali cittadini, abbiamo trovato tante lettere come la sua. Tutte vorrebbero misure pi severe per i portoghesi sui bus (a proposito: da febbraio atc ha alzato le multe da 48 a 60 euro). Tutti si chiedono: dove sono i controllori?, perch nessuno mi controlla mai?. e poi tutti forniscono informazioni personali: io prendo il 20, io questaltra linea, io tutte le mattine, io anche la sera, eccetera eccetera. va bene, di, ammettetelo, sono tutti i messaggi in codice: vi siete innamorati di un controllore e lo volete assolutamente rivedere, non c altra spiegazione.

lettera pubblicata su la repubblica del 25 gennaio 2012

utilizzo quotidianamente la linea 20, mattino e sera. dal mese di ottobre 2010, periodo in cui ho iniziato a sottoscrivere abbonamenti annuali, non mi mai capitato di ricevere controlli a bordo da parte di addetti atc. nel mese di maggio ho inviato una mail di segnalazione ad atc in tal senso: non ho ricevuto risposte.

012345678910111213141516 Arrivano gli audiolibri di CulturAbile

Fiabe accessibili
p PAoLo PeRINI

Un esperimento chiamato Bi-Bo


p ChIARA ToLomeLLI

iabe audio online per bambini, disabili e non, ma anche per adulti. questa la sostanza del progetto Audioliberi, che vuole rendere fruibile anche ai bambini ciechi il mondo delle fiabe. Liniziativa di CulturAbile onlus, in collaborazione con Italian podcast network. Il progetto si rivolge ai bambini ciechi e alle loro famiglie, ma anche a bambini e ragazzi che per qualche motivo sono temporaneamente inabili alla lettura, come ad esempio quelli ricoverati in ospedale, dislessici o autistici, per i quali lascolto ha una funzione fondamentale di apprendimento. Com nata lidea degli audiolibri? ho conosciuto FreeRumble, un social network audio, accessibile alle persone cieche perch contiene solo contenuti audio, spiega Saveria Arma, ideatrice del progetto. nata cos lidea di creare un canale audio di fiabe per bambini. Si possono scaricare le nuove favole e i bambini possono cos ascoltarle e ripeterle, imparando parole nuove. Chiunque inoltre pu registrare una fiaba e metterla on line (allindirizzo http://www.freerumble.com/canali.php?userId=557). Presto le fiabe saranno disponibili anche sulla pagina web della onlus. Italianpodcast network ne far una vera e propria rubrica online. Per arricchire la biblioteca audio, CulturAbile sta cercando volontari che vogliano prestare la propria voce e

La
qualche ora del proprio tempo per registrare una favola a scelta. Ci piacerebbe registrare le favole con le voci di personaggi noti e meno noti, continua Arma, e in una terza fase scrivere una favola originale di cui produrre un dvd e un libro tattile. e poi il progetto delle fiabe audio, appena partito in futuro potrebbe espandersi anche ad altri tipi di testi. CulturAbile infatti non si occupa solo di fiabe. Abbiamo organizzato varie proiezioni accessibili questanno e stiamo curando degli spettacoli teatrali, tra cui la storia di pinocchio, prodotta da Li.Fra, accessibile a bambini sordi e ciechi, che sta girando lItalia. In questi casi CulturAbile si occupa della sottotitolazione/ sovratitolazione e dellaudiodescrizione. Lultima proiezione si tenuta a novembre 2011 al cinema Lumire con il film Si pu fare di giulio manfredonia con giuseppe Battiston e Claudio Bisio. Per informazioni: www.cultrabile.it e www. italianpodcastnetwork.it. (redazione@ piazzagrande.it)

sua forma originale non lo fa certo passare inosservato, mentre sfreccia nel centro di Bologna alla ricerca di qualcuno da portare a spasso: da 18 mesi che il risci BI-Bo entrato in servizio, ma ogni volta che esce, qualcuno si stupisce. A importarlo dalla tedesca Veloform ci ha pensato Primavera urbana, unassociazione no profit che ha lintento di stimolare il Comune di Bologna a sviluppare un trasporto pubblico alternativo ed ecologico, sostenendo anche la pedonalizzazione del centro. Il BI-Bo, secondo lassociazione, promuove socialit e incontro tra i cittadini, rende il centro pi sicuro e meno degradato, e offre anche un diverso punto di vista turistico della citt. ma il progetto ha soprattutto uno scopo sociale: creare lavoro per studenti, disoccupati e anche per gli stranieri in cerca di occupazione e i rifugiati politici senza il permesso per lavorare. da settembre, in occasione dei primi T-Days, che Primavera urbana ha coinvolto alcuni profughi africani, provenienti dalla Libia, nella propria squadra di pedalatori. una scelta che ha attirato critiche allassociazione, ma anche al Comune, che collabora alliniziativa con lassessorato al welfare e alla mobilit. Il risci sarebbe il simbolo di un mondo sottomesso alloccidente agiato, con unaggravante estetica: la figura del nero che fatica, pedalando umilmente, per servire il bianco. Accuse che secondo Primavera urbana nascono dallignoranza. La pedalata assistita da un motore elettrico rende il risci leggero e utilizzabile da chiunque, senza sforzo: pedalano anche delle ragazze e i volontari sono per lo pi italiani; dover specificare il colore della loro pelle sarebbe folle. I ragazzi provenienti dalla Libia, entusiasti, si sono sentiti coinvolti in un progetto importante. Per aumentare la flotta di BI-Bo, lassociazione ora alla ricerca di sponsorizzazioni, ma la priorit un parcheggio, indispensabile per continuare lattivit; i promotori del BI-Bo ritengono che il luogo ideale sarebbe il cortile di Palazzo DAccursio, una location comoda e centrale, che darebbe prestigio a un progetto importante per la citt. (redazione@piazzagrande.it)

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In bici con stile, anche dinverno


p oLgA mASSARI

sempreverdi

La

brutta stagione, si sa, non un ottimo incentivo a pedalare: la pioggia soprattutto ci rende svogliati e poco reattivi a metterci in sella alla nostra cara bicicletta. qualche semplice regola vi aiuter a non arrivare al lavoro brutti, sporchi e bagnati quando la bici lunica soluzione e fuori impazza la tempesta. 1) I parafanghi. Se si chiamano cos, c un motivo. Funzionano. Davvero. 2) Se non rischiate di investire nessuno o di scivolare, usate i portici. Il buonsenso vi dir quando il caso di farlo e quando invece siete un ostacolo per gli altri.

3) Decidete con cura cosa vi metterete addosso. un esempio? S alla lana, no al cotone, non si asciuga mai! In inverno preferite i colori scuri, nella bella stagione uscite pure senza calze, vi asciugherete prima. In testa portate un cappello, e occhio a truccarvi solo una volta arrivati a destinazione, per evitare leffetto emo. 4) Fate impermeabilizzare i vostri stivali (esistono prodotti appositi) oppure utilizzate i wellington Boots. Avere i piedi allasciutto sar fondamentale per evitare un raffreddore! 5) Se non temete il ridicolo, appuntatevi i pantaloni con una molletta. Sicuramen-

te non passerete inosservati, ma attenti a non farle saltare tra i raggi della bici! 6) Investite in un buon impermeabile. quelli tascabili sono pratici, quelli di Terra New york sono bellissimi, carissimi e biodegradabili dopo 15 anni di non utilizzo. Le mantelle vi faranno sembrare perennemente goffi, ma sono a prova di monsone. 7) Coprite il cestino portapacchi e la sella con i sacchetti in pvc che ancora sono in circolazione. quelli in materbi conservateli per la raccolta differenziata. 8) La bici va trattata bene! La catena ogni tanto va re-ingrassata perch non si ar-

rugginisca, e i freni vanno sempre controllati. 9) Se oggi non ne avete proprio voglia, c sempre lautobus. (www.sottobosco. info)

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Razzismo, solidariet e diritti visti dal centrocampista del Bologna

spalle alla porta

Parola di Mudingayi G
p LeoNARDo TANCReDI
aby mudingayi c. ha messo la firma e la faccia per la campagna LItalia sono anchio che vuole dare cittadinanza italiana ai nati in Italia da genitori stranieri; ha partecipato al pranzo per i senza dimora di Bologna offerto dal ristorante Diana e presto far incontrare sul campo di calcio i profughi di Villa Aldini con quelli ospitati a Lugo di Romagna. Se in campo alza i muri, fuori mudingayi si impegna ad abbatterli. quando me lhanno chiesto ho pensato che era una cosa normalissima, chi nasce in Italia da genitori stranieri ha diritto a essere cittadino italiano, spiega. Visto da fuori il mondo del calcio sembra isolato dalla realt. Hai parlato di questa tua esperienza coi compagni di squadra? S, ne abbiamo parlato un po ed erano molto interessati. molti, come me, erano convinti che uno che nasce qua ha diritto di essere italiano, nessuno sapeva che non cos per la legge italiana. Sinceramente, noi quando arriviamo al campo ci concentriamo molto sullallenamento, non abbiamo molto tempo per parlare di cose che accadono fuori dal calcio. Anche tu hai una storia da migran-

te, com stato arrivare in Europa? Sono nato in Congo e sono cresciuto in Belgio, a sei anni mi sono trasferito coi miei a Bruxelles per migliorare il mio futuro, soprattutto per studiare. ero molto piccolo, per ancora adesso ricordo tutti i momenti passati in Africa. Dico sempre che ero povero fuori e ricco dentro, coi miei fratelli, coi miei amici stavo bene. Non ti mai pesato sentirti straniero? Devo dire che io sono stato accolto molto bene a Bruxelles, l ci sono tante persone del mio Paese quindi mi sono sentito subito a casa. Devi sapere una cosa, noi siamo stranieri qui e l, perch quando quelli come me tornano in Africa sono visti come stranieri, alla fine siamo l in mezzo. Io poi sono stato bene, ho potuto fare tante cose, ho potuto studiare, ho potuto giocare a calcio che secondo me il mestiere pi bello del mondo. Come ti hanno accolto in Italia? Sono arrivato a Torino a gennaio del 2004, avevo paura, sai... vai in un Paese dove non conosci la lingua. Sar perch sono arrivato come calciatore e ho certi privilegi, per in Italia sono stato accolto non bene, benissimo. Ci torni in Africa?

Sono venti anni che non torno. Se torno in Africa ora, vado con lo status di una persona importante. Siamo cresciuti tutti insieme, ma loro mi vedono come un punto di riferimento, uno che riuscito a uscire da quella situazione, quindi io non voglio tornare se non ho prima le idee chiare su quello che voglio fare l. A me piacerebbe fare una scuola, o una scuola calcio. Adesso non mi sento ancora pronto perch anchio sto facendo un percorso di crescita, sono qui, devo realizzarmi. Prima del Bologna, hai giocato anche con la Lazio, tifoseria accusata di razzismo. Esiste questo problema nel calcio italiano? Sono arrivato alla Lazio con questa idea. Se ti faccio vedere su youTube, tu non ci credi, mi facevano i cori dal primo minuto al 90esimo, mai avuto problemi di razzismo, ero amato, in curva cerano le mie foto. una volta giocavamo LazioPalermo e nel Palermo cera un giocatore di colore

che stava giocando bene, i laziali gli hanno fatto dei buu per innervosirlo, lanno dopo quel giocatore venuto alla Lazio e quegli stessi tifosi lo amavano. era makinwa. questo non pu essere razzismo, secondo me solo un modo per far innervosire, perch sai che un pericolo in campo. Ai tifosi d fastidio il giocatore che non si suda la maglia, pu essere nero o verde, se non ti impegni loro ce lhanno con te. Cosa vorresti da questo campionato? mi manca il gol. Durante la settimana mi alleno a tirare in porta, ma in campo il mio mestiere correre e fermare gli avversari. eppure il gol una gioia immensa. Come se non bastasse, mio figlio di sei anni prima di ogni partita mi dice come devo festeggiare se segno e quando torno a casa dopo la partita mi fa neanche oggi hai fatto gol, ma non fa niente pap, hai giocato bene lo stesso. (leonardotancredi@piazzagrande.it)

mai dire Pareggio


p gIANLuCA moRozzI

cronaca delle parTiTe precedenTi

dovremmo smetterla di dire cose come un pareggio lo firmo col sangue. le divinit del calcio ci prendono alla lettera, dopo, e noi ci mangiamo le mani. ci siamo mangiati le mani a napoli, e ci siamo mangiati le mani a roma. due di quelle partite in cui avevamo pronosticato di tornare con zero punti, e invece siamo qua a maledire i quattro lasciati per strada. il napoli lo avevamo visto seppellire con sei gol il povero genoa prima di natale, per poi andare a passeggiare a palermo. e allora, dopo la vittoria sul catania firmata cherubin-di vaio, ci eravamo detti: questi tre punti saranno utili, visto che dal san paolo torneremo a mani vuote. e invece stavamo per vincere, al san paolo, visto che dopo il gol iniziale di acquafresca il Bologna aveva imbrigliato il napoli, tenendo bene da tutte le parti del campo. il napoli non riusciva a giocare, di vaio aveva sprecato il raddoppio in contropiede. c voluto un braccio un po largo di perez su cui rimbalzato un pallone impazzito, un arbitro che d punizione dal limite, e poi il solito guardalinee ci capita spesso, a napoli, il guardalinee che fa cambiare idea allarbitro - che dice che no, rigore. e l arriva tutto il resto dei rimpianti, perch di vaio ha avuto due palloni doro negli ultimi minuti, ci arrivato stremato, e allora quel pareggio che avremmo firmato con il sangue ci risultato un bel po stretto. ma quella sera a napoli abbiamo anche scoperto il talento di T aider, un gioiello vero, un giocatore vero, giovanissimo ma gi freddo come un veterano. c stato un pareggino un po incolore con il parma, tra due squadre che si sono fatte pochissimo male (e con linsolito siparietto di morrone che nellintervallo corre a casa dal figlio), e poi il nuovo giuramento di firmare con il sangue un pareggio a roma. anche perch la roma, che una settimana prima aveva rifilato tre gol al cesena nei primi otto minuti per poi chiudere con un roboante 5 a 1, ce la ricordavamo ancora qui a Bologna, a dicembre, a passeggiare sul nostro campo e a non farci vedere palla neppure per sbaglio. poi capita che raggi, nel primo tempo, sbaglia un gol a 30 centimetri dalla porta vuota. va bene, un difensore, non il suo mestiere, ma caspita, sono 30 centimetri, e la porta vuota. poi capita che di vaio a inizio ripresa si ritrova da solo davanti al portiere, riesce a dribblarlo, e a porta quasi vuota calcia proprio sul difensore Juan. e mentre siamo l che pensiamo ma noooo, di vaio, nooo, il capitano scatta di nuovo uccellando il difensore di cui sopra e scarica un mortifero diagonale che ci porta in vantaggio. vantaggio che dura poco, va bene, perch pjianic inventa una perfetta punizione, e dopo ricomincia il festival dei regali. il regalo di simplicio, che calcia fuori un gol che sembrava fatto, il regalo di di vaio, che gira addosso al portiere un altro gol che sembrava fatto, il regalo di T aider, che spreca lultimissimo contropiede. in tutto questo, riusciamo anche a vedere T otti che pensa bene di non restituire una rimessa laterale e che azzoppa raggi negli ultimi minuti, tanto per fare folclore. allora, tra poche giornate arriver qui la Juventus prima in classifica. firmiamo il pareggio con il sangue oppure no?

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muruBuTu, rapper colTo

Da reggIo emIlIa una rIvelazIone hIp hop

Testi che parlano di lotta partigiana, terrorismo e addirittura di figure retoriche. La mia ambizione? Determinare una crescita culturale negli ascoltatori
sua campagna si contorce mentre ne vede passare il corpo/ sembra pensare: io ti ho cresciuto forte e tu torni da morto!/L dove sepolto ogni tomba si scalda dun sole accanito/e l martino riposa protetto dallombra del suo ciliegio fiorito. Decisamente non un rapper ordinario. Alessio mariani, in arte murubutu, un cantastorie del nuovo millennio. Da anni presente nel panorama rap italiano, le sue canzoni sono celebri per la propensione alla narrazione e lalta tecnica di scrittura (fin dalle copertine degli album). ha iniziato con i kattiveria Posse, ma nel 2005 ha esordito come solista. Due gli album allattivo: giulietta e il suo povero padre grafomane e Il giovane mariani e altri racconti, dedicati ai suoi due figli. I testi sono raccolti nel blog murubutu.blogspot.com, tutto il resto si trova su myspace.com\mteoria. Quando hai esordito nel mondo del rap? ho iniziato a comporre musica rap nel

co q| sotto, murubutu. qui a fianco lail pertina del suo secondo album, giovane mariani e altri racconti

La

p VALeNTINA BoNoLI
1992 con il gruppo kattiveria Posse. Il nostro era un rap militante che ruotava attorno al mondo dei centri sociali, infatti ci occupavamo di temi riguardanti la politica. Levoluzione del gruppo, la cui esperienza si conclusa nel 1998, port anche al concepimento di vere performance live teatrali: mettevamo in scena determinati periodi storici dando cos spazio a un confronto con lattualit. Chiusa questa fase hai creato un nuovo gruppo, La Kattiveria, che tuttora attivo: di cosa si tratta? questo gruppo si ricollega di pi alla scena hip hop italiana del momento, non pi politico ma culturale, dove si d spazio a contenuti letterari. Precisamente il gruppo propone un rap didattico: i temi trattati nei nostri testi servono come stimolo per uno spunto dapprofondimento. Attraverso la musica rap proponiamo contenuti anche scolastici, lambizione quella di essere fonte di riflessione e apprendimento per i ragazzi, in modo pi accattivante rispetto alla lezione frontale che si assiste a scuola.

un esempio il testo de Larmata delle tecniche dove parliamo di figure retoriche. Nei tuoi lavori da solista le canzoni sono delle vere e proprie storie, perch questa scelta? Lo storytelling un genere che esiste da tanto allinterno del rap e secondo me attualmente una delle modalit pi stimolanti perch colpisce maggiormente il pubblico. Sono sempre stato un fanatico dei riassunti e mi piace lidea che una canzone racchiuda in pochissimi minuti tanti particolari di una storia. Che cosa intendi quando parli di rap didattico? ogni storia che racconto un invito a riflettere sulla complessit umana e partendo da questo presupposto ogni per-

sona ne trae una sua interpretazione, come quando guardi un film. Il mio intento in ci che racconto determinare una crescita culturale negli ascoltatori come ad esempio quando ho trattato del tema della guerra civile e dei partigiani in Storia di gino, oppure quando ho raccontato la figura di un terrorista negli anni Settanta, in martino e il ciliegio. Non pensi che i tuoi testi, cos elaborati, possano precluderti una parte di pubblico? Penso che i miei testi dal punto di vista linguistico siano raggiungibili, ma in fondo in quello che scrivo c la volont di fare una selezione perch le mie canzoni devono essere motivo di ricerca da parte di chi mi ascolta. (redazione@piazzagrande.it)

pianTaggini diario di una piTTrice di sTrada

p mARINA gIRARDI

Eldi

entre coi guanti di lana dipingo cervi che scavalcano montagne coperte di neve, mi si appoggiano due mani gelate sugli occhi. Chi ?, fa una voce vagamente conosciuta alle mie spalle. eldi lho conosciuto ai tempi dellAccademia, a forza di incontrarci durante la pausa pranzo sotto ai portici di piazza Puntoni. Lui studiava pittura, portava sempre pantaloni spruzzati di colore acceso e allepoca era da poco arrivato dallAlbania. Tra una lezione e laltra mi raccontava che per poter ottenere il permesso di soggiorno aveva bisogno di un

contratto di lavoro, cos si era fatto assumere da una cooperativa sociale e creava manufatti artistici con ragazzi disabili. A distanza di anni eldi dipinge ancora e lavora per la stessa cooperativa, ma ha deciso di cambiare ambito e cos ha accettato un posto come assistente in un centro di accoglienza per profughi dove hanno sistemato 47 persone provenienti da Li-

bia, Tunisia, Pakistan e Nigeria. marina, ogni giorno andare al lavoro una battaglia e io devo vedermela da solo, fare da mediatore tra queste persone, la cooperativa, le istituzioni, mi racconta. eldi mi descrive un luogo in cui le giornate sono tutte uguali, la gente non ha n sti-

moli n prospettive e la noia e il senso di abbandono si trasformano in nervosismo, insofferenza, a volte in piccoli episodi di violenza. questesperienza comunque mi insegna molto, dice eldi, e anche se voglio fare il pittore, parte della mia vita intendo continuare a spenderla nel sociale. ma vorrei che non fosse cos dura!. (marina girardi, in arte magira, una fumettista e illustratrice nata a Belluno nel 1979. Vive a Bologna da pi di dieci anni e quasi ogni sabato dipinge in via oberdan. Il suo blog www.magira.altervista.org)

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No alle previsioni on line, meglio la carta disegnata a mano: ecco i consigli del nostro astrologo di fiducia per il 2012

Dalle stalle alle stelle


p CLAuDIo CANNISTR, DISegNI DI PAoLA SAPoRI

(canniclau@libero.it)

Come riconoscere un buon oroscopo


p CLAuDIo CANNISTR

Ariete

SI SeNTe NeLLARIA uN PRoFumo VeNuSIANo Che VI SPINge AD AmARe

Bilancia

SITuAzIoNe DIFFICILe PeR I NATI A FINe SeTTemBRe e INToRNo AL 20 oTToBRe

Toro

meRAVIgLIoSe CoNFIguRAzIoNI ASTRALI VI PRoTeggoNo

Scorpione

Il

NeTTuNo e PLuToNe VI SPINgoNo VeRSo meTe AmBIzIoSe

23 gennaio iniziato per lastrologia cinese lanno del Drago, che sar ricco di eventi spettacolari e inattesi, ma che di buon auspicio anche per i matrimoni e per le gravidanze. ma, come diceva il poeta Andr Breton, bisogna riconoscere la bellezza di madama Astrologia senza cedere allambiguit delle sue grazie. In passato infatti la disciplina era insegnata alluniversit ed era in mano a studiosi seri e preparati, mentre oggi spesso preda di ciarlatani, che si dibattono tra ambiguit e superficialit. In realt, se studiata con attenzione, lastrologia riserva sorprese meravigliose che possono aiutare a comprendere la vita propria e altrui. ma come ci si pu districare tra oroscopi e previsioni? ecco alcuni consigli. 1) Per prima cosa bisogna diffidare degli oroscopi fatti con il computer e che si scaricano dai vari siti internet. questi forniscono una serie di risposte stereotipate, diciamo solo indicazioni di massima, mentre il carattere e il destino si leggono solo studiando a fondo il grafico

personale. 2) In realt, un oroscopo una sorta di mandala, in quanto racchiude un po lanima della persona, per cui andrebbe compilato a mano. In effetti, gli astrologi seri utilizzano il computer solo per i calcoli, ma poi disegnano il grafico e scrivono le note a mano, proprio perch linterpretazione qualcosa di molto personale, che richiede unattenta riflessione. 3) Senza unora di nascita precisa non possibile costruire un tema, perch lora natale permette di calcolare alcuni elementi fondamentali come lascendente e le posizioni delle dodici case, essenziali per stendere previsioni precise. per

questa ragione che gli oroscopi che si leggono su mensili e quotidiani lasciano un po il tempo che trovano. Ne consegue che non bisogna fidarsi della professionalit di un astrologo che interpreta una carta senza avere lora di nascita. Di nuovo, necessario uno studio individuale e personalizzato per acquisire informazioni valide. 4) Diffidare di chi, oltre a fare lastrologo, legge anche le carte: il pi delle volte non conosce a fondo lastrologia, ma la utilizza superficialmente o per farsi pubblicit. Le due professioni sono, infatti, nettamente distinte. Lastrologia non richiede doti da veggente, ma uno studio serio e accurato; per questo normalmente gli astrologi non leggono le carte! 5) Infine, pochi sanno che in Italia esiste un Albo professionale degli astrologi, che, pur essendo privato, prepara allo studio di questa disciplina, come avveniva un tempo. Si studiano astronomia, mitologia, storia, si affrontano una serie di esami e si sottoscrive un Codice etico. (canniclau@libero.it)

Gemelli

quALChe TeNSIoNe DI TRoPPo PeR LA SeCoNDA DeCADe

Sagittario
gLI ImPegNI SI SoVRAPPoNgoNo, mA VeNeRe VI D uNA mANo

Cancro

umoRe NoN PeRFeTTo, mA quALCoSA LASS CAmBIA A VoSTRo FAVoRe

Capricorno
PRImA DeCADe IN NeTTA RIPReSA

Leone

ASPeTTATe quALChe meSe PRImA DI meTTeRe IN CANTIeRe I VoSTRI PRogeTTI

Acquario

NeTTuNo ABBANDoNA IL VoSTRo SegNo: PReSTo ACquISTeReTe PI LuCIDIT

Vergine

mARTe uN Po AggReSSIVo CoN I NATI FRA 8 e 14 SeTTemBRe

meSe moLTo CoSTRuTTIVo PeR I NATI IN FeBBRAIo

Pesci