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la Biblioteca di via Senato

mensile
anno II
n.8 settembre 2010
Milano
Dante e lIslam,
la prossima
mostra in BvS
Matteo Noja
Sebastiano Erizzo:
pagine di Utopia
e Buongoverno
Gianluca Montinaro
Libri dautore
per i 150 anni
di Casa Campari
Giacomo Corvaglia
Sommario
5
10
21
25
41
LUtopia: prncipi e princpi
PEGGIO LA REPUBBLICA,
SE NON SERENISSIMA
di Gianluca Montinaro
La prossima mostra in BvS
LA SCALA DI MAOMETTO
TRA INFERNO E PARADISO
di Matteo Noja
Libri dautore come pubblicit
CASA CAMPARI: 150 ANNI
CON IL GUSTO DELLARTE
di Giacomo Corvaglia
inSEDICESIMO le rubriche
APPUNTAMENTI,
CATALOGHI, RECENSIONI,
LINTERVISTA DAUTORE,
ASTE E MOSTRE
Libri illustrati in BvS
LA BYBLIS DELLA
ILLUSTRAZIONE FRANCESE,
UNA RACCOLTA DE LUXE / 3
di Chiara Nicolini
49
56
61
68
72
BvS: il libro ritrovato
IN ONORE DI FERDINANDO I
E IN ETERNA MEMORI
DEL BODONI
di Chiara Bonfatti
BvS: rarit per veri bibliofili
TUTTO IL SAVONAROLA
DI CHIESA, E CHE FU
DI PIERO GINORI CONTI
di Arianna Cal
Gestire la casa e la cosa pubblica*
ANTICHI E MODERNI:
SENOFONTE, IL PADRE
DELLOIKONOMA
di Dario Del Corno
BvS: unutopia sempre in fieri
RECENTI ACQUISIZIONI
DELLA NOSTRA BIBLIOTECA
di Chiara Bonfatti, Arianna Cal,
Giacomo Corvaglia e Annette
Popel Pozzo
La pagina dei lettori
BIBLIOFILIA
A CHIARE LETTERE
* tratto da LErasmo n.18
novembre/dicembre 2003,
Capolavori deconomia
MENS I LE DI BI BLI OFI LI A ANNO I I N. 8 / 1 3 MI LANO, S ETTEMBRE 2 0 1 0
la Biblioteca di via Senato - Milano
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Dante, La Divina Commedia.
Illustrazioni di Dal, (part.)
Firenze-Roma, Arti e Scienze Salani-
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Bollettino mensile della
Biblioteca di via Senato Milano
distribuito gratuitamente
Stampato in Italia
2010 Biblioteca di via Senato
Edizioni Tutti i diritti riservati
Questo periodico associato alla
Unione Stampa Periodica Italiana
Reg. Trib. di Milano n. 104 del
11/03/2009
V
eri o presunti che siano, i cinque Diari
di Mussolini di cui abbiamo presentato
qualche pagina in anteprima ai lettori
di questo nostro bollettino, hanno ormai preso
la via della pubblicazione integrale per i tipi
di Bompiani, che dal prossimo novembre porter
in libreria lintera agenda del 1939. Per rispetto
del nuovo editore, quindi, sospendiamo
fin da subito le nostre anticipazioni, anche
se ci sarebbe piaciuto regalarci unultima chicca
di stampo letterario, ossia le riflessioni del Duce
attorno alla figura e allopera di DAnnunzio,
in occasione del funerale dello scrittore.
Il nostro dispiacere per queste pagine
precocemente archiviate, per,
ben compensato da una nuova rubrica
che prende le mosse gi da questo numero e che,
nei mesi a venire, continuer a presentare i pi
luminosi e interessanti trattati rinascimentali
in materia di Utopia e Buon Governo, tema
particolarmente caro alla nostra Fondazione.
Chi avr la voglia e il piacere di sfogliare
queste nostre pagine, poi, trover ad attenderlo
anche unaltra novit: una prima presentazione
della mostra che dalla fine del prossimo mese
aprir i battenti presso i nostri spazi,
per indagare i rapporti segreti tra Dante
e lIslam attraverso diversi esemplari pregiati
del Corano, della Divina Commedia e non solo.
Un percorso affascinante e controverso
che, lungi dal voler sminuire lestro e il genio
del Poeta, d semmai conto della sua
sorprendente conoscenza globale del proprio
tempo. Secoli che qualcuno si ostina a definire
bui, ma che, come dimostra la stessa
Commedia, furono caratterizzati da un luminoso
e prolifico intreccio di culture, tradizioni
e religiosit differenti, capaci di non scontrarsi
tra loro anche e soprattutto grazie allintuizione
e allopera di mirabili principi committenti.
Forse, una lezione anche per la nostra
quotidianit.
Editoriale
settembre 2010 la Biblioteca di via Senato Milano 5
LUtopia: prncipi e princpi

PEGGIO LA REPUBBLICA,
SE NON SERENISSIMA
Il trattato segreto dellErizzo, stampato a Venezia nel 1571
Questo grande sogno rinascimentale, che la Fon-
dazione Biblioteca di via Senato sta indagando grazie al
progetto La Biblioteca dellUtopia, ha spinto molti
dei pi grandi intellettuali del XVI e XVII secolo a mi-
surarsi con le teorie della politica. Alcuni affascinati da-
gli arcana imperi, altri convinti di agire per il bene dello
Stato (o del principe), altri ancora per amore verso Dio
(cio verso luniversale Republica Christiana) hanno
prodotto mastodontiche opere in pi tomi piuttosto
che in agili libelli di poche pagine. Fra questi ultimi,
quasi sconosciuto anche al pubblico degli studiosi, si
colloca un breve opuscolo, pubblicato in coda al Tratta-
to sopra gli ottimi reggimenti delle repubbliche antiche et
moderne di Bartolomeo Cavalcanti (Venezia, Jacopo
Sansovino, 1571): il Discorso de i governi civili del nobile
veneziano Sebastiano Erizzo.

Politico e letterato, Erizzo (1525-1585) passa


buona parte della sua esistenza a Venezia. Della sua vita
non si sa molto, tranne che come altri nobili veneti per-
corre il cursus honorum della Serenissima, arrivando a
sedere nel Consiglio dei Dieci. A testimonianza dei
suoi interessi culturali rimangono anche un commento
a Petrarca (Esposizione delle tre canzoni di messer Francesco
Petrarca, 1561), la traduzione di alcuni dialoghi di Pla-
tone e una raccolta di novelle dal titolo Le sei giornate
(1567). Nel Discorso de i governi civili, Erizzo, discor-
rendo con maraviglia i mutamenti e le cadute di tanti al-
ti regni, di cos potenti imperii e di tante famose repu-
bliche nel mondo, si propone di indagare quale siano
le cagioni de i mutamenti delle forme de i governi.
Q
uando, a met del XVI secolo, iniziano a dif-
fondersi capillarmente, prima in Italia e quindi
in Europa, le opere di Niccol Machiavelli, to-
mi di riflessioni sulla natura, sui fini e sui mezzi della
politica (ovvero larte della politica) invadono il merca-
to librario. La trattatistica politica, fino a Seicento inol-
trato (si pensi alla nota biblioteca di don Ferrante nei
Promessi sposi), diviene terreno di confronto e abituale
argomento di discussione allinterno delle cerchie no-
biliari e intellettuali. Questa vasta selva di opere, spesso
scritte in risposta al Principe del Segretario fiorentino
(libro vergato dal dito di Satana secondo la celebre
definizione datane dal cardinale inglese Reginald Po-
le), abbraccia e percorre, nellarco di quasi un secolo,
teorie politiche molto diverse fra loro. Sostenitori (po-
chi) e detrattori (molti) di Machiavelli si scontrano
aspramente sulla esiziale questione dellorigine del po-
tere, ovvero della sovranit. Originata da un patto, sca-
turita dal caso, voluta da Dio, cercata dagli uomini, so-
stenuta da leggi sempiterne o in balia del Fato, la sovra-
nit - secondo i trattatisti del Rinascimento - si confi-
gura comunque e in ogni caso come una utopia da ricer-
care, un orizzonte di stabilit ultima al quale tendere,
una possibilit - ovvero lunica per governare il caos
del mondo. Solo una stabile sovranit pu essere in gra-
do di amministrare lo Stato secondo principi impron-
tati alla ragione e non alla tirannia, alle leggi di Dio e
non ai soprusi degli uomini.
GIANLUCA MONTINARO
Frontespizio di Trattati overo discorsi di Bartolomeo
Cavalcanti, 1571
6 la Biblioteca di via Senato Milano settembre 2010
Ovvero di comprendere i motivi per i quali le forme di
governo tendono alla degenerazione, attentando al-
lintegrit dello Stato e minandone alla base la sovrani-
t. Influenzato come molti altri trattatisti dellepoca da
Aristotele (con la sua teoria della degenerazione delle
forme di politica recta in politica obliqua) Erizzo si do-
manda se ritrovare si possa una forma di Republica co-
s bene ordinata che lungamente duri e che per molti
secoli si mantenga in vita.

Perch ci avvenga necessario (tratto comune a


tutti i trattatisti rinascimentali) opporsi ai tiranni e alla
tirannide. Si utopizza lottima organizzazione statale,
cio una forma di governo nel quale non vi sia prevalere
di parti, ma piuttosto un governo affidato alle leggi se-
condo un sistema perfetto di garanzia e di controllo o,
in alternativa, una monarchia strettamente subordina-
ta alle leggi, che ponga come finale obiettivo la felicit e
la libert del popolo.
Ci che pi nella sostanza viene indagato la ri-
cerca di quellordinamento dello Stato tale che non crei
ab origine le condizioni per lacquisto del potere da par-
te del tiranno ma anche, pi in generale, lesercizio ar-
bitrario del potere stesso. Come detto, pi che al Plato-
ne della Repubblica, i trattatisti guardano alle teorie
esposte da Aristetele nella Politica. Non si cercano pi
utopie ideali, ma utopie pragmatiche. Per lo Stagirita
tre sono le forme di governo. Ma esse possono cadere
nellesercizio violento. La tirannia la corruttione del
regno. La podest dei pochi la corruttione de gli otti-
mati. Lo Stato popolare la corruttione della Republi-
ca. Queste sono le tre specie non diritte de i governi ci-
vili. Alla base del suo ragionamento, alla ricerca della
Republica che lungamente si mantenga in vita Eriz-
zo pone la condizione che il cittadino non debba par-
tecipare alla podest se non ad utilit del commune,
anteponendo quindi gli interessi dello Stato ai suoi
propri particolari.

Una sovranit indirizzata solo verso lutile perso-


nale si configura, per Erizzo, come tirannia. Quasi
sempre, nei trattatisti cinquecenteschi, lopposizione
alla tirannide ha carattere generico, richiamandosi pi
a una valutazione moralistica che a una interpretazione
politica e giuridica del fondamento del potere.
Gi Coluccio Salutati, nel XV secolo, aveva posto
la questione in modo problematico nel De tyranno. Il
problema non era tanto riscontrabile dallillegittimit
originaria del potere, quanto dallesercizio svolto senza
sindacato governo. Cento anni pi tardi in Agostino
Nifo appare un cenno di distinzione tra il tiranno exer-
citio e quello ex defectu tituli. Nel suo trattato De regnan-
di peritia, i primi quattro libri - che in gran parte sono
solo una mediocre traduzione del Principe di Machia-
velli - sono dedicati alla descrizione dei vari metodi di
esercizio della tirannide, indipendentemente dalla va-
lutazione della legittimit del potere, mentre il quinto
libro, che nella sostanza frutto del pensiero del Nifo,
si specifica il concetto di tirannide ex defectu tituli, in re-
lazione, cio, allillegittimit dellacquisto del potere.
Per gli altri teorici della politica, il tiranno tru-
culentissima bestiarum omniumperch non persegue
la giustizia e la felicit del popolo; infierisce sugli uo-
mini; governa senza leggi perseguendo il suo utile per-
sonale; un flagello attraverso il quale Dio castiga gli
uomini. Sabba da Castiglione pone una differenza tra i
principi legittimi e i tiranni: quelli con giusto titolo
ragionevolmente godono e possedono li loro stati,
questi non posseggono lo Stato con giusto titolo, ma
governano a dispetto di tutti, contro Dio, i santi, lani-
ma, la giustizia, le leggi.

Alla stregua del governo dispotico di uno, si con-


figurano ugualmente come tirannici i regimi oligarchi-
ci, basati sul principio dellesclusione. Ma la condanna
pi forte da parte dei trattatisti del XVI secolo verso i
regimi democratici e popolari. Essi sono preda della
demagogia, fonte di instabilit, violenza e bramosie
particolari. Tommaso Garzoni addirittura categorico
nel dire che il governo del popolo senza dubbio il peg-
giore. Sul popolo, considerato come strato sociale in-
feriore della societ, sono espressi giudizi fortemente
negativi: della instabilit e mutation del vulgo - scrive
Cosimo Bartoli - sar facile dimostrare gli esempii del-
le cose seguite, cos a tempo de gli antichi come a quello
de moderni: percioch ne sono piene le istorie. Lo
stesso Bartoli, che allinstabilit e alla passionalit delle
folle dedica tutto un intero discorso, paragona poi il
volgo al mare, che fluttua sempre senza riposarsi mai.
La folla, scrive Grimalio, imperita sine mente et ca-
pite. Vile e bestiale, governata solo dallimpeto delle
settembre 2010 la Biblioteca di via Senato Milano 7
passioni la giudica Garimberti; e ancora Francesco Sal-
viati: palla a vento la quale, se gonfiata, ogni picciola
cosa muove e che fa come i cani, si getta sempre l
dove senta il remore e va verso le grida: e sia amico o ne-
mico, corre dietro a chi fugge.

La visione di Sebastiano Erizzo fortemente ne-


gativa. Influenzato da Aristotele, ma anche dalla visio-
ne ciclica della storia di Polibio, Erizzo nella ventina di
pagine che compongono il suo trattato (indirizzate al-
lamico Girolamo Venier) traccia una sorta di filosofia
della storia, un percorso di nascita, formazione e morte
delle forme politiche, avvertendo preliminarmente che
se un ordinatore di una Republica, o un governo civi-
le, introduce in una citt una delle tre specie diritte del-
la Republica, corre gran rischio di corruttione, e di mu-
tamento di Stato, perch egli non pu trovar rimedio, a
fare che quello governo, quantunque buono, non
isdruccioli nel suo contrario.
Il ragionamento di Erizzo semplice nella sua
brutalit. Dallo stato di natura gli uomini, avendo
eletto di vivere insieme costituiscono le leggi e dele-
gano un sovrano (giudicato degno desser prencipe
loro) alla salvaguardia delle norme della convivenza
civile perch il commandare e lubidire cosa natura-
le. Presto il sovrano, traviato dalla troppa copia ed
abondanza de i beni, abbandona la via della giustizia
per quella dellarbitrio, facendo scivolare il regno nella
tirannide. E allora che i migliori cittadini (gli aristo-
cratici) rovesciano il potere, instaurando il governo
de gli ottimati. Facendo riferimento al V libro della
Politica di Aristotele, Erizzo ricorda che per la troppa
imperiosa signoria, la quale usano i pochi con troppa li-
centia gli ottimati diventano presto oligarchi. in
questo momento, in seguito a un altro stravolgimento
politico, che si instaura lultima forma di politica retta:
il governo della Republica in mano a pi persone.
Anchessa destinata a scivolare:
spenta che fu poi quella generatione che lhaveva
ordinata, e che i giovani nati di loro tenevano il governo
de la Republica, e che di tempo in tempo pervenne
lamministratione delle cose a i nepoti, questi stimando
assai meno la ragione e lequalit civile, ciascuno di essi
cercava di potere di pi nella Republica de gli altri. E
pi de gli altri affettavano questo li pi ricchi, onde tut-
ta la ragione della citt era nella forza, e cos subito si
venne alla licentia, s che non si temevano pi n gli
huomini privati n i publici, di maniera che vivendo
ciascuno a modo suo senza tema, over rispetto di leggi,
si facevano ogni d mille ingurie, con la moltitudine
avezza ad usurpare i beni altrui.

Il ciclo della storia quindi pronto a ripetersi dac-


capo, con un solo crudele signore che avrebbe ripor-
tato la pace nello stato di natura nel quale era scivolato
il regime democratico-popolare, imponendo il rispetto
delle leggi e della restaurata sovranit monarchica
(sempre che, nel frattempo, nota Erizzo, uno Stato
estero, approfittando delle difficolt interne, non lo
conquisti e annienti).
Et questo il rivolgimento delle Republiche
quasi in un cerchio col quale si sono governate, e si go-
vernano, e questo il naturale periodo di quelle, col
quale si mutano e si rivolgono, e di nuovo ritornano nel
Dei governi civili di Sebastiano Erizzo, 1570
8 la Biblioteca di via Senato Milano settembre 2010
medesimo stato, il che rade volte aviene, cio, che ritor-
nar possano nel governo medesimo, perch quasi niuna
Republica pu esser tanto durevole, che possa pi volte
passare per questi mutamenti e rimanere in piedi, pero-
ch per lo pi le aviene che nel travagliare una Republi-
ca a guisa di una nave nelle tempestose onde del mare,
mancandole sempre consiglio, e forza, viene occupata e
soggiogata da uno Stato propinquo che sia meglio ordi-
nato di lei.

In fondo, per Erizzo, ogni Stato destinato a passa-


re attraverso le tre forme di governo e le rispettive dege-
nerazioni. cosa naturale che nulla in questo mondo
stia in un medesimo stato, ma riceva mutatione con un
certo rivolgimento di tempo, secondo il girare de cieli.
Per la soluzione, Erizzo si ispira ancora ad Aristo-
tele. La migliore forma di governo possibile lo Stato a
costituzione mista, cio quel governo che comprenda
nel suo ordinamento la parte buona di ognuna delle tre
forme rette. Esse, tutte insieme, possono arginare lo
scivolamento verso la degenerazione obliqua. Erizzo
ravvisa perfetti esempi di stati a costituzione mista nella
Sparta ordinata da Licurgo e nella Repubblica romana.
Senza dichiararlo Erizzo pensa anche alla sua Venezia,
straordinario esempio di sopravvivenza secolare e di
unit sociale, basata su una costituzione in grado di an-
nullare gli squilibri che ne possano intaccarne la com-
pattezza. Venezia appunto Serenissima perch
proverbiale larmonia del suo assetto interno. Erizzo
non lunico fra i trattisti a guardare a Venezia come a
un modello. Fra gli altri si possono ricordare Durandi-
no, Cavalcanti, Girolamo Garimberti, Ugo Bresciani,
Paolo Giustiniani e Giasone de Nores. Insomma si
paragona Venezia a Roma: Anton Francesco Doni, ne
La zucca, la chiama patria del mondo, tempio di
giustizia, sole tra le stelle. Varchi laddita come luce
e speranza dItalia. E Donato Giannotti dedica alla Se-
renissima la sua opera pi importante: Della Repubblica
de Venetiani (1540).

Il libello di Erizzo si chiude infine con un signifi-


cativo invito allazione pragmatica e alla riflessione in-
dividuale sui dati forniti:
voi dalle cose dette, sapendo i modi co i quali ne-
cessario che tutti i regni, i governi e le republiche si
moiano e come si trasmutino di una nellaltra, potrete fa-
cilmente conoscere e giudicare, sapendo in ci aggiu-
gnere e applicare lultime cose alle prime, non solo lac-
crescimento e lo stato di ogni republica ma ancora predi-
re il fine e la riuscita di quanto ha da succedere a quella.
compito dellindividuo governarsi con saggez-
za, sapienza e giusta misura.
Bibliografia:
L. Grimalio, De optimo senatore, Venetiis,
apud Iordanum Zilettum, 1568, p. 39: Regis
officium sciat esse non suae sed publicae ci-
vium utilitati consiliare, legibus parere, ius et
liberlalem populi servare.
Cfr. A. Nifo, De regnandi peritia in Id.,
Opuscula moralia et politica, Venezia, Amadei,
1545, libro V, cap. I: Tyrannicum quidem re-
gnandi genus omne illud est, quod non per
successionem nec per electionem procedit,
sed per omnem quemvis alium modum ex his
quos in primo libro enumeravimus, per fortu-
nam, sulera, arma, vim, dolum, seditionum
factionem oc civium favorem.
M. A. Natta, De principium doctrina,
Francofurti, ex officina Zachario Paltheniana,
1603, p. 1.
F. Figliucci, De la politica overo scienza ci-
vile, In Venetia, Somascho, 1583, pp. 137-140
e 166-168.
G. Garimberti, De regimenti publici de la
citt, In Vinegia, appresso Girolamo Scotto,
1544, pp. 45-47.
B. Bombini, Discorsi intorno il governo
della guerra et governo domestico, In Vinetia,
Francesco de Franceschi, 1583, disc. VII, Il ti-
ranno.
S. da Castiglione, Ricordi, Venegia, Ghe-
rardo, 1554, p. 55.
T. Garzoni, La piazza universale, In Vene-
tia: appresso Gio. Battista Somasco, 1587, p.
233; non si pu agevolmente giudicare quale
delle tre politie sia la migliore, havendo cia-
scuna i suoi difensori e partigiani. Ma infiniti
sono quelli che giudicano il governo del popo-
lo per lo peggiore .
C. Bartoli, Discorsi historici, In Venetia,
appresso Francesco de Franceschi senese,
1569, p. 45.
Ibidem, p. 39; cfr. pure tutto il discorso VII.
L. Grimalio, De optimo senatore, cit., p. 16.
G. Garimberti, De regimenti publici, cit.,
p. 17.
F. Salviati, Discorso sopra le prime parole
di Tacito, in C. Tacito, Annali, trad. da G. Dati,
Venezia, Giunti, 1582, p. 3.
settembre 2010 la Biblioteca di via Senato Milano 11
quelle derivanti dal suo rapporto con lIslam.
Proprio in unepoca come quella attuale, nella
quale si assiste a una contrapposizione drammatica tra
il mondo occidentale e quello islamico, giova ricordare
come il periodo in cui visse Dante, il periodo dei cosid-
detti secoli bui, fu comunque un periodo fecondo e
decisivo della nostra storia, della storia occidentale;
questa sua felice peculiarit deriva anche dal fatto che i
rapporti fra il mondo cristiano e il mondo musulmano
a dispetto delle feroci guerre di religione che contrad-
distinsero quegli anni , si fecero molto pi stretti, in
tutta larea mediterranea.

In molti modi in Europa si cercato di attenuare


limportanza dellinflusso della cultura islamica; so-
prattutto il mondo accademico occidentale ha cercato
di nascondere o dimenticare i debiti culturali verso
questa civilt nel periodo che va dal IX al XVII secolo,
civilt che si espresse nellImpero
Ottomano e nelle corti di Baghdad,
di Damasco e del Cairo, e che pot
vantare personaggi illuminati come
Solimano il Magnifico. Civilt che
riprendendo il sapere classico, so-
prattutto greco, lo aggiorn, ren-
dendolo comprensibile per il pro-
prio tempo: i suoi matematici crea-
rono lalgebra e gli algoritmi, ren-
dendo possibile lo sviluppo della
tecnologia; i suoi medici esamina-
rono scientificamente il corpo
Dante e lIslam, la prossima mostra in BvS

MATTEO NOJA
LA SCALA DI MAOMETTO
TRA INFERNO E PARADISO
Lo splendore della Commedia e le sue probabili fonti islamiche
Dante, La Divina Commedia.
Illustrazioni di Dal, Firenze-Roma,
Arti e Scienze Salani-Officina
Bodoni, 1963-1964
L
a costruzione dellidentit europea inizia dalla
cultura, disse Jean Monnet, il primo segretario
della Societ delle Nazioni. La cultura europea
non mai stata univoca, neanche durante limpero ro-
mano, che si mostr rispettoso verso il pensiero e il mo-
do di vivere dei popoli che andava conquistando e sot-
tomettendo. Questa cultura si sempre basata su un
confronto incessante a pi voci, tra varie etnie, credi re-
ligiosi, filosofie. A volte con grande spargimento di
sangue, nel tentativo di far prevalere luna o laltra idea,
luna o laltra fede. A volte, invece, con un proficuo e
mutuo vantaggio.
Il dialogo culturale che rappresenta le radici della
nostra civilt si formato indubbiamente nel cristiane-
simo, giunto a vivificare spiritualmente la tradizione
della razionalit greca e romana, ma altrettanto certa-
mente stato permeato e stimolato dalle correnti di
pensiero del Vicino Oriente, ebraico e arabo.
Ai nostri giorni, nei quali si riscoprono odi razzia-
li e religiosi mai sopiti, va sottoli-
neato che per capire la nostra iden-
tit non si pu fare a meno di nessu-
na di queste voci. Di alcune di que-
ste, meno percepite nel passato per
motivi ideologici, politici e religio-
si, solo ora lEuropa comincia a
prendere coscienza; tra queste,
In occasione della grande mostra
dal titolo Al-Fann. Arte islamica,
organizzata dal Comune di Milano
a Palazzo Reale in collaborazione
con il Museo del Kuwait dal 18
ottobre prossimo, la BvS con la mostra
Dante e lIslam vuol fornire uninsolita
premessa per meglio comprendere
il fitto scambio culturale in atto
sin dal Medioevo tra i popoli cattolici
e islamici nel bacino del Mediterraneo.
12 la Biblioteca di via Senato Milano settembre 2010
umano, cercando nuove cure per le malattie; i suoi
astronomi scrutarono i cieli, dando nomi alle stelle e
fornendo indicazioni per i viaggiatori e i marinai. I suoi
scrittori cominciarono a narrare incredibili storie ro-
mantiche, davventura, di magia; i suoi poeti ricomin-
ciarono a parlare damore, fornendo il modello per un
codice di comportamento che porter al cosiddetto
amor cortese.
Lo scambio, naturalmente, fu maggiore da quan-
do gli arabi conquistarono la penisola iberica: da l in-
trodussero in tutta Europa il loro pensiero e i loro usi e
costumi, facendo riscoprire, dopo secoli doblio, la ma-
gnificenza di una civilt che si era persa con la caduta
dellImpero romano.

In Occidente, due uomini sopra tutti incarnarono


questa felice contaminazione culturale: Federico II di
Svevia, lo Stupor Mundi, che in Sicilia costru attorno a
s una corte di grande livello culturale sul modello di
quelle arabe, favorendo, tra laltro, la nascita della poesia
italiana; e Alfonso X, il saggio re di Castiglia e Lon, che
istitu una scuola di traduzione a Toledo, e la cui corte fu la
via maestra, il principale centro di assimilazione, tradu-
zione e ritrasmissione della filosofia e della scienza dei
Mori e ne favor la comunicazione in tutta Europa.
Federico II Hohenstaufen di Svevia [1194-1250],
imperatore del Sacro Romano Impero, re di Sicilia e re di
Gerusalemme, re dItalia e re di Germania, affascin i
contemporanei con la sua personalit eclettica. Il suo re-
gno permise innovazioni culturali, tecnologiche e giuri-
diche fino ad allora impensabili, anche perch la sua corte
peraltro itinerante, quasi nomade come quelle del de-
serto fu luogo dincontro tra varie culture: quella che in-
carnava i princpi greci e romani, quella cristiana e le cul-
ture del Vicino Oriente, sia arabe, sia ebraiche.
Lappellativo di Stupor Mundi gli veniva dalla sua
vivace curiosit intellettuale. Interessato alla filosofia,
non trascur lastrologia (chiamando a corte il celebre
astrologo forlivese Guido Bonatti), la matematica (corri-
spondendo con Fibonacci, che, al seguito del padre mer-
cante pisano in viaggio nei paesi nordafricani, aveva im-
parato la matematica sui testi arabi), lalgebra e la medici-
na. Per favorire lo studio delle scienze naturali istitu a Pa-
lermo uno zoo che ospitava numerosi animali esotici;
scrisse un trattato di falconeria che, basandosi sullosser-
vazione diretta, favor un nuovo approccio scientifico
verso una materia che fino ad allora era stata trattata in
modo fantasioso e quasi mitico.
Fu sinceramente attratto dalla cultura araba che per
lui rappresent un esempio e dalla quale fu fortemente
influenzato. Poeta egli stesso, favor a corte la presenza di
numerosi poeti, italiani, provenzali e anche arabi, i cui te-
mi e moduli espressivi contribuirono a innovare la lette-
ratura italiana: nella sua corte si costitu infatti la cosid-
detta Scuola Siciliana, che riduttivo ricordare solo per la
poesia perch si occup altres di filosofia, politica, giuri-
sprudenza e matematica; essa fu comunque decisiva per
lo sviluppo della letteratura basti pensare alla istituzio-
ne di una nuova forma metrica come il sonetto , e del vol-
gare italiano, cercando di imporre una lingua comune
Comento di Cristophoro Landino fiorentino sopra
la Commedia di Dante Alighieri poeta fiorentino,
Brescia, Bonino de Bonini, 1487
settembre 2010 la Biblioteca di via Senato Milano 13
che fosse in un certo senso superiore ai dialetti.
Anche la grandezza di Alfonso X di Castiglia
[1221-1284] dipese dalla sua continua e poliedrica atti-
vit culturale. Grande giurista, cerc, applicando il di-
ritto romano e quello canonico e ispirandosi ad altri si-
stemi giuridici europei, di normalizzare con saggezza e
giustizia gli usi e costumi del suo regno. Si occup di
astronomia (celebri le Tabelas Alfonsinas e il Libro del Sa-
ber de Astronomia), fu poeta e autore di uno dei primi
trattati di giochi, Libro de los juegos, che spiegava gli
scacchi, il gioco dei dadi e quello della tavola reale,
precursore del moderno backgammon. Ma senza dub-
bio la sua opera pi notevole fu listituzione della scuo-
la di traduttori di Toledo, dove saggi musulmani ed
ebrei traducevano dalle loro lingue i testi pi importan-
ti in castigliano e in latino: saggi di filosofia, medicina,
scienza e matematica venivano finalmente messi a dis-
posizione degli studiosi in una lingua occidentale.
Accanto a loro, per ricordare la considerazione
tra le due culture, va ricordata la figura di San France-
sco che durante un viaggio in Egitto, volendo scongiu-
rare ulteriori spargimenti di sangue in occasione della
quinta crociata, si rec al cospetto del sultano al-Malik
al-Kamil, nipote del Saladino, per recargli un messag-
gio di pace: la sua preghiera non venne ascoltata, ma il
sultano e tutta la sua corte, intuendone la santit, pro-
varono nei confronti del poverello di Assisi una ri-
spettosa ammirazione e favorirono il suo ritorno inco-
lume agli accampamenti cristiani.

Ma proprio Dante che, nel suo enciclopedico ten-


tativo di raccogliere la storia e lintero sapere del suo tem-
po esponendolo poeticamente nella sua Commedia, testi-
monia, anche se non sempre direttamente, della presenza
culturale islamica in Occidente.
Egli debitore di influssi letterari e filosofici che gli
vengono dalla classicit ma anche dai contemporanei.
Nei suoi versi troviamo traccia di Virgilio e Ovidio, di
Platone e Aristotele, del Vecchio e del Nuovo Testamen-
to, di Tommaso, Alberto Magno, Bonaventura, Dionigi
lAreopagita, Agostino, Livio, Boezio, solo per citare al-
cuni dei suoi riferimenti; ma anche, infine, delle recenti
tradizioni letterarie, come i romanzi cortesi francesi, le li-
riche provenzali e siciliane.
Litinerario di Dante nei tre regni delloltretomba si
rivela quindi unoccasione per attraversare tutta la cultu-
ra del Medioevo, attraverso i personaggi, i miti e le filoso-
fie che la sua societ aveva adottato.
Tra questi, non poteva non tener conto della pre-
senza della cultura islamica in quella occidentale. Gi nel-
la citazione, nel Poema, di Maometto e di Al, messi nel-
lInferno tra i seminatori di discordia, il Poeta dimostra di
avere una buona conoscenza della religione musulmana
(anche se tale conoscenza era inficiata da una serie di cre-
denze popolari che vedeva nel Profeta una sorta di antipa-
pa eretico). Il suo collocare nel Limbo degli spiriti ma-
gni due filosofi arabi come Avicenna e Averro di per s
significativo; ed sorprendente il suo citare Sigieri di
Brabante il pi importante filosofo occidentale seguace
di colui che il gran comento feo, oggetto di bandi e per-
secuzioni culturali e religiose , oltre che in Purgatorio,
addirittura in Paradiso dove citato mentre discorre in
armonia con San Tommaso, che tanto, in vita, lo avvers.
Maria Corti, nei suoi pi recenti studi, ha definiti-
vamente riconosciuto limportanza della cultura islamica
nel mondo dellAlighieri. Non tanto come dimostrazio-
ne che il Poeta ne abbia avuto coscienza diretta, ma per-
ch questa cultura faceva parte dellhumus del quale si
nutriva il suo mondo intellettuale. La celebre studiosa,
Miniatura dal codice Legenda Major di San Bonaventura
posseduto dal Museo Francescano di Roma
(San Francesco davanti al sultano Al-Malik Al-Kamil)
settembre 2010 la Biblioteca di via Senato Milano 15
infatti, a proposito delle influenze della cultura araba in
Dante, cercando di accertare come potesse essere entrato
in relazione con quella civilt, cita due processi di comu-
nicazione che sembrano chiarire bene cosa avvenne: lin-
terdiscorsivit e la intertestualit.
Il concetto di interdiscorsivit spiega, linguistica-
mente, come in una data cultura possano circolare dati,
notizie, vocaboli senza che vi sia un riferimento diretto a
testi precisi; linterdiscorsivit non fa riferimento a lega-
mi diretti tra vari testi, ma indica che essi rinviano a una
sfera pi ampia e generica: indica un modo di pensiero ed
espressione diffuso e radicato.
La intertestualit, invece, ci mostra come Dan-
te potrebbe aver preso da un testo arabo dei mo-
delli di struttura; per esempio da uno dei
tanti testi che descrivono il viaggio nel-
loltretomba di Maometto, Dante
potrebbe aver preso un modello
analogico; il che non significa che
Dante ci abbia messo sopra gli
occhi. Pu averne letto un rias-
sunto o averlo udito oralmente.
Saremmo allora alle prese con il
fenomeno della intertestualit.

Nel 1919 lorientalista Don


Miguel Asn Palacios aveva suggeri-
to, in unopera molto documentata, de-
stinata a innescare una lunga ed estenuante
polemica con i pi accreditati dantisti di tutto il
mondo [La escatologa musulmana en la Divina Comedia],
che Dante avesse attinto a fonti islamiche per la strut-
tura del suo viaggio. La questione delle fonti arabo-
musulmane della Divina Commedia, in origine era gi
stata sollevata in modo acuto ma approssimativo da
Juan Andrs [1740-1817], un gesuita spagnolo studioso
di storie delle letterature; le sue osservazioni, quindi,
erano state riprese da Frdric-Antoine Ozanam
[1813-1853] a met Ottocento e poi riformulate dal
noto storico delle religioni E. Blochet nel 1901. Ma fu
Asn Palacios a scatenare definitivamente la discussio-
ne che si protrasse per tutto il Novecento.
Lo studioso spagnolo si riferiva alle pie leggende
musulmane dellisr (viaggio notturno) e del miraj
(ascensione) di Maometto. Tali leggende erano sorte
come commento a un versetto coranico che accenna a
un viaggio notturno del Profeta che viene rapito dal-
la moschea della Mecca e trasportato a quella di Geru-
salemme. Da questi scarni elementi, la fantasia popola-
re aveva poi ricamato aggiungendo altri particolari fan-
tastici che compaiono nelle varie redazioni del raccon-
to: cavalli alati dal volto umano, angeli e arcangeli come
guide, gli incontri con altri profeti; ma soprat-
tutto vi aggiunger un elemento che sca-
tener limmaginazione di poeti e
scrittori musulmani dogni tempo:
la luminosa scala dorata che per-
metter al profeta di compiere la
sua ascesa al cielo.
Tra questi racconti, quel-
lo pi conosciuto in Occidente
fin dal Medioevo appunto il
Libro della Scala. Questo testo,
composto in arabo nellVIII se-
colo (loriginale andato perdu-
to), fu tradotto in castigliano nella
Scuola di Toledo dallebreo Abraham
Alfaqum, medico di Alfonso il Savio.
Sempre nella stessa Scuola, nel 1264, fu tra-
dotto in latino e francese antico da Bonaventura da
Siena, uno dei tanti toscani rifugiatisi presso il re di Ca-
stiglia, che conobbe sicuramente Brunetto Latini, arri-
vato a Toledo fra il 1259 e il 1260. Il Libro della Scala era
inoltre compreso nella Collectio Toletana, raccolta di te-
sti islamici fatti tradurre in latino da Pietro il Venerabi-
le, abate di Cluny.
Gi lo studioso italiano Enrico Cerulli [1898-
1988], pur con qualche imbarazzo, concordava con
quanto Asn Palacios aveva sostenuto, rilevando come
molto importante uno degli elementi dimitazione
esposti nel confronto tra la Commedia e le leggende ara-
be: Il concetto dellascesa dellanima individuale nei
regni ultraterreni come rappresentativa, per allegoria,
della purificazione graduale delluomo dalle passioni
terrene pu, per analogia, essere apparso al genio poe-
tico di Dante in relazione ai suoi contatti con quelle no-
A sinistra: La Divina Commedia di Dante Alighieri,
Venezia, presso Antonio Zatta, 1757. A destra: Paradiso.
Nella versione di Giorgio Petrocchi, illustrata da Monika
Beisner, s.l., Edizione privata [ma Arbizzano, Stamperia
Valdonega], 2005
16 la Biblioteca di via Senato Milano settembre 2010
zioni o con quegli scritti degli Arabi. E proseguiva
ammettendo altre due analogie generali tra il Poema
e il Libro: la funzione della guida e la cosmografia. A dif-
ferenza delle leggende medievali dei viaggi mondani o
ultramondani, infatti, la guida che Dante sceglie (Vir-
gilio prima, Beatrice poi, e infine San Bernardo) non si
limita a precederlo ma a sciogliergli dubbi e quesiti, in-
dicargli la via e fargli conoscere le persone che incon-
tra, al pari dellarcangelo Gabriele che accompagna
Maometto durante la sua ascensione. Cos come nel Li-
bro abbondano le discussioni intorno alla cosmografia,
la cura di situare topograficamente i regni dellaldil
nella cosmografia generale e di analizzarne la geografia
interna unaltra singolarit di Dante nei confronti dei
suoi predecessori occidentali.

Come Dante fosse giunto a conoscere le leggende


arabe sviluppatesi intorno allascensione del Profeta
un altro problema. Sicuramente, come abbiamo detto
sopra, attraverso i fenomeni di interdiscorsivit e inter-
testualit, molti concetti del pensiero islamico erano
stati trasferiti e digeriti dalla cultura occidentale,
molto pi di quanto si voglia ammettere; sicuramente
per attraverso la figura di Brunetto Latini che, giunto
alla corte di Alfonso X il Savio per unambasceria e aven-
do cos potuto conoscere i testi musulmani di prima ma-
no o almeno nelle traduzioni della Scuola di Toledo, ri-
A sinistra: ritratto di Dante da Comedia di Danthe Alighieri poeta divino, Venezia, Giacomo Pocatela per Lucantonio
Giunta il Vecchio, 1529. A destra: La Divine Comdie traduite par Andr Prat, Paris, Jacques Beltrand, 1922-23
(le xilografie di Beltrand sono tratte dai disegni di Botticelli)
settembre 2010 la Biblioteca di via Senato Milano 17
mane fortemente indiziato di aver trasmesso poi al gio-
vane Poeta suo allievo la conoscenza del pensiero e della
letteratura araba.
Maria Corti si spinge oltre, andando a verificare se
per il Poema si possa parlare di una fonte diretta prove-
niente dal mondo arabo. Leggendo il Libro della Scala
in latino ci si convince che esso fu utilizzato come fonte
diretta da Dante nelle descrizioni dellinferno musul-
mano, che devono averlo colpito per la sanguigna e vio-
lenta concretezza, mentre per il Paradiso del Libro
Dante risulta molto selettivo in quanto vi un aspetto
iperrealistico nella vita dei cieli (castelli dei beati, letti-
ghe, belle donne ecc.), del tutto estraneo allideologia
dantesca e in genere cristiana [Maria Corti, Introduzio-
ne alla Divina Commedia, Milano 2004].
Partendo dallInferno come descritto nel Libro e
confrontandolo con quello dantesco, si nota come vi
siano corrispondenze che non sono solo tematiche, ma
specificamente formali, estese e isomorfe [M. Corti,
cit.]. Precise citazioni nella descrizione fisica e naturale
del sito, dalla dimora del diavolo alla citt di Dite con le
mura, le torri e le case rese rosse scure dal fuoco che vi
arde dentro (il foco etterno | chentro laffoca le dimo-
stra rosse), le analogie e le somiglianze sono molte,
tanto che Dante, parlando delle dimore infernali, le
chiamer, con un curioso vocabolo arabo, meschite.
Ma nel concetto del contrappasso, le corrispon-
denze sono ancora pi chiare. Simili le bolge, simili le
colpe e i peccatori ospitati; soprattutto le pene sono sin-
golarmente simili. Il concetto stesso, che Dante deriva
da Gregorio Magno e Tommaso dAquino, pretende
che il castigo sia commisurato alla colpa e che ne abbia
anche una forma analoga, coinvolgendo la parte del cor-
po che lha commessa: tale modalit si affaccia nelle
Le terze rime di Dante, Venezia,
Aldo Manuzio il Vecchio, 1502
settembre 2010 la Biblioteca di via Senato Milano 19
pagine delle visioni occidentali in cui per trova saltua-
ria applicazione, mentre risulta dominante nei testi del-
la cultura araba. In questa al sistema delle punizioni vie-
ne attribuito un rilievo sconosciuto al mondo occiden-
tale sia sul piano della singola invenzione che su quello
della corrispondenza analogica tra la pena e il peccato.
Pi complicato, per la Corti, parlare di un rap-
porto diretto fra il Paradiso dantesco e il suo equivalen-
te nel Libro. Vero che Dante trattando della luce, della
metafisica della luce per cui nel Paradiso Dio sostan-
zialmente luce , rivela la sua conoscenza di quanto di-
rettamente o indirettamente fu elaborato dai filosofi e
mistici arabi nelle loro speculazioni. Notevoli le analo-
gie in questo senso con il Libro, anche quando si parla
del vedere attraverso la luce e del suo contrario, cio
della cecit (la vista in te smarrita e non defunta), ri-
spetto al bene che la luce rappresenta, e della vista indi-
retta (gli occhi delluomo possono cogliere lo
splendore della luce divina ma indirettamente, cio po-
sandosi su esseri o cose da tale luce illuminati, cio su un
lumen secundarium. Si confronti il continuo rispecchia-
mento della luce di Dio negli occhi di Beatrice fissati da
Dante).
Altro tema legato alla luce quello della possibili-
t, o meglio, dellimpossibilit di conoscere diretta-
mente il divino, presente nel Poema dantesco come nel
Libro: sia Maometto che Dante di fronte alla luce di Dio
perdono i sensi (In Par. XVIII, 8-12 il poeta dice di ri-
nunciare a descrivere la luce vista negli occhi di Beatri-
ce perch la mente, cio la memoria, non in grado sen-
za intervento divino di riferire quellesperienza ineffa-
bile). Questo tema dellineffabilit del divino, presen-
te nel Libro, presente per anche in altre fonti misti-
che cristiane. Altre analogie tra il racconto di Maomet-
to e quello del Poeta sono quelle che risaltano nella de-
scrizione dei cieli e della posizione degli angeli intorno
a Dio.
La Corti propone ancora un breve elenco di corri-
spondenze generali: le tre voci che allinizio del viaggio
di Maometto tentano di fermarlo possono richiamare
alla mente le tre fiere di Dante; Maometto sale su una
scala dalla terra al cielo della luna, piena di angeli lumi-
nosi; la stessa scala di Giacobbe che porta Dante dalla
settima cornice al Paradiso Terrestre e che appare a
Dante dangeli s carca (Par., XXII, 72); il grande
giardino, lenorme albero ai cui piedi nascono i due fiu-
mi nel Paradiso Terrestre del Libro richiamano tutti sor-
prendentemente alla mente quelli di Dante.

Ma al di l delle analogie e delle corrispondenze,


senza voler entrare in una polemica che negli anni ha co-
involto i massimi studiosi di Dante, ci preme sottolinea-
re come lopera del Poeta testimoni limportante pre-
senza della civilt islamica nel mondo medievale e, che
al pari di tutta la tradizione occidentale, era ben nota a
lui, che seppe frequentare molti testi e con cura te-
nace riusc a fonderli col proprio singolare genio,
conferendo a ciascuno di essi il suo ruolo nelloperazio-
ne creativa [M. Corti, cit.].
A sinistra: La Commedia di Dante Alighieri, Milano, Aldo
Martello e Luigi Maestri, 1965 (illustrazione di Franco
Gentilini). A destra: La Divina Commedia di Dante
Alighieri, Venezia, presso Antonio Zatta, 1757
settembre 2010 la Biblioteca di via Senato Milano 21
I
n occasione del 150 anniverario della fondazione di
Casa Campari, la Biblioteca di via Senato presenta i
volumi editi dallAzienda e conservati nel Fondo di
Storia dellimpresa. Il Fondo, composto da oltre 6.000
volumi, documenta le vicende dellattivit e della
produzione imprenditoriale italiana, dallUnit dItalia a
oggi, attraverso i testi e le immagini di libri celebrativi di
aziende, cataloghi di vendita, brochure e strenne; spesso
materiale raro o addirittura introvabile.
Il legame tra Campari e il mondo della cultura sta-
to sempre forte, sin dalle sue origini. Tra i pionieri del si-
stema pubblicitario italiano, infatti, Campari diede spa-
zio a grandi artisti del manifesto come Leonetto Cappiel-
lo, Marcello Dudovich e Fortunato Depero.
Se Cappiello e Dudovich furo-
no pionieri nella creazione di unim-
magine sensuale influenzata dallo
stile liberty di inizio 900, Depero
utilizz nei manifesti e nella creazio-
ne della bottiglietta Campari
unestetica futurista, ripresa in se-
guito da esponenti della Pop Art e
dellAvanguardia italiana chiamati a
collaborare con lazienda, come
Bruno Munari, Mario Nanni e Ugo
Nespolo. Contemporaneamente,
per far conoscere il marchio fu uti-
lizzata unaltra forma pubblicitaria,
meno immediata ma altrettanto per-
suasiva e cio la pubblicazione di li-
bri. Negli anni, Campari pubblic
numerosi volumi che vanno da Il mio
breviario del 24 dedicato a tutte le donne dItalia ad
Amare gli amari del 25 e dal Prezioso Campari fino alla
poesia de Il Cantastorie di Campari, pubblicato dal 1927 al
1932 e dei Cento e pi sonetti Campari autografi di Corradi-
no Cima del 1960.
Nel 22, Casa Campari inizia la pubblicazione del
Prezioso Campari, un opuscoletto donato alla clientela e
agli amici: un vademecumper tutti che rinfresca la me-
moria, invita allordine, fa risparmiare tempo, fatica e de-
naro. In pratica, un calendario con consigli pratici, fatti
da ricordare, notizie necessarie alla vita di tutti i giorni, di-
stanze, divisori fissi, formule varie, targhe automobilisti-
che, onomastici e curiosit. La nostra Biblioteca possiede
quello del 1975, con copertina di Giorgio Colombo.
Allinizio del 1927 Davide
Campari affid a Renato Simoni,
giornalista, drammaturgo (collabo-
r alla stesura del libretto della Tu-
randot di Giacomo Puccini), scritto-
re, critico teatrale e regista, il compi-
to di mettere in versi, ogni settimana,
le glorie del Bitter e del Cordial.
Queste poesie, fra il crepuscolare e il
parodistico, vennero pubblicate dal
Corriere della Sera come inserzioni
settimanali e poi raccolte in cinque
volumi e,via via, illustrate da Mochi,
da Sinopico, da Sergio Tofano (lat-
tore e linventore della maschera e
delle vicende di Bonaventura), e da
Bruno Munari. Nacque cos Il Can-
tastorie di Campari.
Libri dautore che si fanno pubblicit

GIACOMO CORVAGLIA
CASA CAMPARI: 150 ANNI
CON IL GUSTO DELLARTE
Anche il nostro fondo di Storia dellImpresa partecipa alla festa
22 la Biblioteca di via Senato Milano settembre 2010
Liniziativa evoca le gesta dei simpatici artisti di
strada (i famosi cantastorie) che musicavano e cantavano
storie e poesie. I quaderni, sempre in tiratura limitata, ve-
nivano inviati ai clienti pi importanti in occasione delle
festivit e rappresentavano per chi li riceveva un segno di
prestigio e di importanza.
I temi trattati nei toni del genere giocoso e paro-
distico, talvolta satirico sono scelti con notevole omo-
geneit da libretti dopera, lavori drammaturgici celebri,
dal linguaggio dei fiori, dalla mitologia e dalla favolistica,
dalla storia e dalla cronaca, da reminiscenze o riferimenti
a cose o persone note.
Il Cantastorie costituito da una serie di cinque vo-
lumi editi dal 1927 al 1932 e stampati da editori vari per
conto della ditta Davide Campari & C.
La Prima Raccolta viene stampata da Bestelli & Tu-
minelli nel 1927 con tiratura di 1.000 copie, sovraccoper-
ta cartonata a due colori e 56 pagine. Illustrata magistral-
mente dalle silhouettes di Mochi, comprende una grande
variet di argomenti e metri. Parla un po di tutto, racco-
glie i temi dovunque, nella vita, nel teatro e nella zoolo-
gia, ma soprattutto nella fantasia dellautore.
La Seconda Raccolta stampata da Raffaello Bertieri
nel 1928 in 1.000 copie con sovraccoperta originale a co-
lori firmata STO1928; 64 pagine di belle poesie e storie
ispirate al mondo del teatro e arricchite da 8 tavole a colo-
ri fuori testo del grande Sergio Tofano, in arte Sto
(19861976) scrittore, illustratore e attore.
La Terza Raccolta stampata da Bertieri in Milano
nel 1930, in 1.000 copie, sovraccoperta nocciola: 108 pa-
gine che presentano altrettante composizioni (datate dal
L
arte dellavvenire sar
potentemente pubblicitaria,
scrisse Fortunato Depero
nel 1932, aprendo il Manifesto dellarte
pubblicitaria, e sicuramente non
si ingannava. N per i risultati della
modernit che sono stati sotto gli occhi
di tutti noi n, in particolare, il proprio
futuro e per la propria arte che, al di l
della tela e della scultura, si sempre
articolata anche e soprattutto sulla carta.
Dei libri e dei manifesti.
Protagonista indiscusso
del cosiddetto Secondo Futurismo - ma
in realt della storia tutta del Movimento,
acui lartista don un aspetto di gioco
e vivacit prima sconosciuto se non
a Giacomo Balla - Depero tornato
prepotentemente al centro della scena
contemporanea gi lo scorso anno,
in occasione del centenaio del primo
Manifesto di Filippo Tommaso Marinetti,
e vi resta saldo anche in questo 2010, anno
delle celebrazioni dei 150 anni dalla
fondazione di Casa Campari e anche
cinquantesimo anniversario della sua
scomparsa.
Se affiches, locandine, loghi,
arredamento, allestimenti teatrali, moda.
design e manifesti sono parte integrante del
suo coloratissimo percorso artistico
a trecentosessanta gradi, infatti, il legame
che lartista trentino (ma forse sarebbe
meglio dire tirolese, visto che sia Fondo,
in Val di Non, dove nacque nel 1892,
sia Rovereto, dove si trasfer giovanissimo
per studiare alla Scuola Reale Elisabettina,
erano allora territorio dellImpero austro-
ungarico) intrattenne con Casa Campari
fu assolutamente speciale ed elettivo,
da una parte e dallaltra, come testimoniano
le numerose campagne pubblicitarie
realizzate da Depero per le bevande della
casa milanese, le diverse pubblicazioni
a firma congiunta e, addirittura,
la realizzazione dei primi distributori
automatici di Campari Soda, inaugurati a
met degli anni Trenta e realizzati a partire
da un modello ligneo che Depero pens
tra il 1926 e il 1927, forse proprio sotto la
spinta di una lettera della dirigenza Campari
che chiedeva un nuovo incontro con
lartista, orientato al completamento
e alla riproduzione di un vostro bozzetto
da destinarsi ad un nuovo apparecchio
reclamistico in allestimento e che dovr
figurare nelle stazioni balneari.
Di certo, Davide Campari e i suoi
collaboratori, trovarono nellestro
caleidoscopico e irriverente di Depero
la giusta vena per una pubblicit dei loro
Cordial, Bitter e Soda, che fosse sempre
nuova e divertente, ma lo stesso si pu
DEPERO, CAMPARI E QUEL PRIMO APPARECCHIO RECLAMISTICO
settembre 2010 la Biblioteca di via Senato Milano 23
5 febbraio 28 al 20 marzo 30) di tema mitologico. Ognu-
na, stampata con caratteri elegantissimi, ha capilettera e
finalini raffinati, ornati di blu da un artista anonimo.
La Quarta Raccolta, stampata da Raffaello Bertieri in
Milano nel 1932, ha anchessa una tiratura di 1.000 esem-
plari, sovraccoperta a colori e 46 pagine. Altrettante sono
le poesiestorie ispirate al mondo dei fiori e datate dal 6
aprile 1930 al 22 febbraio 1931. Tutte le magnifiche illu-
strazioni a colori con figurine geniali sono opera del
grande artista sardo Primo Sinopico (18891949), pseu-
donimo di Raul Chareun.
La Quinta Raccolta, sempre edita da Raffaello Ber-
tieri in Milano nel 1932, in 1000 copie, 54 pagine, ha la
brossura con impaginazione a spirale e fogli doppi a sof-
fietto alla giapponese. Sono presentate 27 poesie damore
con altrettante figurazioni grafiche di Bruno Munari
(18861976) che sono vere e proprie invenzioni fanta-
stiche. Sono datate dal 1 marzo 1931 al 30 agosto 1931.
Si tratta di uno dei quaderni pi interessanti di questa rac-
colta e anche una delle opere pi raffinate di Munari.
Nel suo insieme, Il Cantastorie di Campari rappre-
senta uno dei pi singolari ed eleganti monumenti nella
storia della pubblicit in Italia.
Nel 1937 viene pubblicata per conto di Campari La
pubblicit di una grande casa italiana, in Milano coi tipi del
Bertieri. Una rassegna critica di Mario Ferrigni, con 32 ta-
vole a colori fuori testo e oltre 1.000 riproduzioni in bian-
co e nero, in cui vengono illustrate la maggior parte delle
multiformi iniziative pubblicitarie realizzate dallazienda.
Nel 1960 per celebrare il centenario della fonda-
zione della Casa viene stampato Cento e pi sonetti Campa-
ri autografi di Corradino Cima nel primo centenario della dit-
ta Davide Campari Milano, edizione fuori commercio di
sonetti in dialetto milanese riprodotti in facsimile dal ma-
noscritto autografo, con prefazione di Severino Pagani.
Sempre in occasione del centenario viene pubbli-
cato il volume Campari 1860-1960: vicenda di un aperitivo
e di un cordial che, attraverso il testo di Giovanni Cenzato,
percorre un secolo di storia dellazienda. La sovraccoper-
ta disegnata dal pittore e grafico Attilio Rossi (1909-
1994). Il Fondo Impresa della Biblioteca di via Senato in
possesso sia della prima che della seconda edizione.
Nel 1960, ancora, viene pubblicato dalle Edizioni
Campari Celebrazioni del centenario Campari 1860-1960,
dire per lartista che, a contatto
con unazienda cos innovativa
e spregiudicata, trov davvero modo
di portare lArte nella vita, come gi
annunciato da Marinetti, ma soprattutto
infinite occasioni per approfondire
la propria ricerca sulla genesi e la struttura
funzionale della forma e per dare corpo a
quella "Ricostruzione futurista dell'universo"
che egli stesso teorizz insieme a Balla.
Il caso pi eclatante in questo senso
fu forse il gi citato distributore automatico
di Campari Soda, oggetto di design,
macchina e fonte di piacere al tempo
stesso, ma lintensit e la durata
del sodalizio tra lartista e lazienda segn
un vero e proprio unicum nella storia
di entrambi.
Una collaborazione fondata
soprattutto sullottimo rapporto personale
che Depero ebbe sempre con
il commendator Davide Campari
(di diverso genio, ma genio anchegli,
evidentemente). Scomparso il patron, infatti,
nel 1939 si interrompe definitivamente
anche il matrimonio tra lartista e la casa
milanese, durato comunque una quindicina
di anni e soprattutto foriero di unattivit
davvero smisurata e martellante, come
dimostrano due libri su tutti (entrambi in
possesso della Fondazione Biblioteca di via
Senato): il celeberrimo Numero Unico
Futurista Campari 1931 - anche in
ristampa anastatica a cura di L. Caruso,
Firenze, SPES/Salimbeni, 1978 - e
lantologico Depero per Campari,
pubblicato nel 1989 per i tipi di Fabbri
Editori, con testi di Enrico Crispolti, Birgit
Schonteich e Maurizio Scudiero.
Un resoconto per immagini,
questultimo, che lascia davvero stupiti
per la quantit di interventi e di soggetti,
alcuni molto diversi tra loro, pensati
dal grande artista futurista per il suo
amico imprenditore. Una vera summa
di committenza illuminata.
24 la Biblioteca di via Senato Milano settembre 2010
discorso pronunciato da Angela Maria Migliavacca, Pre-
sidente della Davive Campari Milano, per celebrare il
centenario della Ditta. Di questo discorso sono stati
stampati 750 esemplari numerati, nella Tipografia dAr-
te Amilcare Pizzi S.p.a. Milano. La nostra Biblioteca
possiede il N. 531.
Nel 1980 esce Campari, la costanza dellimmagine:
iconologia della pubblicit di unazienda italiana dal 1900 al
1980. Il volume analizza, per temi, liconologia della pub-
blicit Campari dal 1900 al 1980, attraverso un vasto re-
pertorio di immagini e i testi di Vittorio Fagone e di Gior-
gio Siribaldi Lusso. Si parte dagli annunci economici ap-
parsi sui quotidiani, si passa ai manifesti pubblicitari di
Leopoldo Metlicovitz, Marcello Dudovich, Leonetto
Cappiello, Fortunato Depero e Marcello Nizzoli, solo
per citarne alcuni, per arrivare ad analizzare i moderni
spot pubblicitari.
Nel 1985 viene pubblicato da Campari il Diziona-
rio di Casa Campari. Il volume offre uninteressante riela-
borazione della forma del dizionario: la struttura a lemmi
quella tradizionale ma, come si spiega nellintroduzio-
ne, oggetto della sua un poco seria, un poco divertita
trattazione infatti il mondo stesso, ricondotto a una pro-
vocatoria unit di lettura, come attraverso una magica
lente, dalle celeberrime trasparenze cromatiche del Bit-
ter Campari. Le definizioni dei termini sono accompa-
gnate da numerose riproduzioni di annunci pubblicitari e
manifesti dei prodotti, fotografie depoca, vignette e
composizioni poetiche contenute in raccolte edite a cura
della Campari negli anni Venti e Trenta.
Fabbri editore, poi, nel 1989, pubblica Depero per
Campari, a cura di Maurizio Scudiero. Il volume raccon-
ta, attraverso numerosissime illustrazioni e tavole, la
fruttuosa collaborazione tra Depero e Campari che spa-
zia dai manifesti pubblicitari, al distributore automatico
con modello Depero, alla bottiglia del Campari Soda sino
al Numero unico futurista Campari 1931.
Nel 1990 viene pubblicato da Campari, in tre volu-
mi, Trentanni e un secolo di Casa Campari. Attraverso nu-
merose illustrazioni e testi di Guido Vergari ripercorre la
storia della Casa che partendo da un Caff di Milano ar-
rivata a essere uno dei marchi italiani pi conosciuti al
mondo. La Biblioteca di via Senato possiede sia la versio-
ne in italiano che in inglese.
Il pittore Ugo Nespolo, infine, realizza per Cam-
pari un manifesto e uno spot pubblicitario in occasione
dei mondiali di calcio che si tengono in Italia. il 1990 e
al manifesto e allanimazione televisa Campari dedica
Nespolo per Campari, un libro-gioco a forma di met
area di rigore, incastonato in un campo da gioco con tac-
chetti di scarpe da calcio. Il volume completamente il-
lustrato da Nespolo con immagini a colori che riprendo-
no i soggetti usati per il manifesto e per lo spot pubblici-
tario, con testi di Gillo Dorfles, di Aldo Colonnetti e del-
lo stesso Nespolo.
Questo il volume pi recente in nostro possesso
edito da Campari. Ci auguriamo che continui, cos come
tutte le maggiori imprese italiane, a pubblicare altri libri
in modo da arricchire ulteriormente anche il Fondo del-
lImpresa della Biblioteca di via Senato.
settembre 2010 la Biblioteca di via Senato Milano 25
GLI APPUNTAMENTI, I CATALOGHI, LE RECENSIONI,
LINTERVISTA DAUTORE, LE ASTE E LE MOSTRE
inSEDICESIMO
G
i scelta come sede
del trentanovesimo congresso
dellInternational League
of Antiquarian Booksellers, a partire
dal 20 settembre, con lintervento di
esperti e dlegazioni da tutto il mondo
sotto legida dellAssociazione Librai
Antiquari dItalia, Bologna completa
la propria settimana di assoluto
predominio nelluniverso della bibliofilia
con un ricchissimo fine settimana
allinsegna del libro antico, raro e
dartista che, dal 24 al 28, affianca la
trentesima edizione dellattesa Mostra
Internazionale del Libro Antico alla
settima di ArteLibro, festival del libro
darte che ormai diventato una vera e
propria manifestazione culturale a tutto
tondo, con mostre, incontri, lectio
magistralis, workshop e attivit
didattiche per i ragazzi.
Ospitata negli eleganti spazi
di Palazzo Re Enzo e del Podest, questa
edizione della Mostra Internazionale del
Libro Antico conta oltre 110 librai
provenienti da ogni parte del mondo per
offrire al pubblico dei bibliofili, degli
appassionati, dei bibliotecari e degli
studiosi, una copiosa teoria di tesori in
forma di libro, dai codici miniati
di epoca medioevale ai primi incunaboli,
dalle editio princeps dei testi fondanti
la nostra cultura alle legature artistiche,
e dai libri dOre agli autografi,
ai manoscritti inediti e ai libri dartista.
Un vero e proprio evento
a cui orendono parte relatori come
Umberto Eco, Luciano Canfora o Marco
Vallora, e che si circonda di tre raffinate
esposizioni pubbliche nelle biblioteche
istituzionali della citt (Archiginnasio alla
Biblioteca Universitaria, Museo
Internazionale e Biblioteca della Musica,
Collegio di Spagna), e da altrettante
previste nelle citt vicine, dalla
Malatestiana di Cesena allEstense di
Modena, alla Classense di Ravenna.
E se ricco il programma che
ruota attorno alla Mostra, quello relativo
ad Artelibro un ormai consueto
cartellone di incontri non-stop, eventi,
esposzioni e appuntamenti per addetti ai
lavori.
Novit di questanno, la grande
mostra aperta dal fino al 2 ottobre
presso il Museo di Palazzo Poggi e la
BOLOGNA CAPITALE DEL LIBRO
ArteLibro e la sua The infinite Library,
e la Mostra Internazionale del Libro Antico
di matteo tosi
Biblioteca Universitaria: The Infinite
Library, il lavoro di due giovani artisti
internazionali: Daniel Gustav Cramer
(Germania) e Haris Epaminonda (Cipro).
Uno dei pi interessanti
esperimenti di rapporto diretto tra
il mondo dellarte contemporane e
luniverso editoriale, in pratica,
raccontano gli artisti, un ampio archivio
di libri, ognuno creato tramite libri gi
esistenti, numerati come fossero nuovi
volumi. Ogni volume ha una propria
struttura, riassemblata ogni volta a
partire da un materiale originale
e dalle possibilit che questo offre.
Info: www.artelibro.it
26 la Biblioteca di via Senato Milano settembre 2010
PAGINE CHE PARLANO DI LIBRI
Il mondo del Boccaccio, i fogli di Faulkner,
una rilettura di Moby Dick e un giallo
SULLE TRACCE DI BOCCACCIO,
SEGUENDO LE SUE CARTE
La presentazione - scritta
da Matteo Noja qualche pagina indietro
- della prossima mostra in arrivo in via
Senato su Dante e lIslam svela che la
tesi dimostrata dal percorso espositivo
e dal relativo catalogo quella
di un Dante che arriva alla perfezione e
alla novit assoluta della sua Commedia
debitore nei confronti della mitologia
e della cultura islamica in generale.
E cio che il Poeta abbia tratto
ispirazione per alcuni passi delle sue
cantiche dalla conoscenza diretta
di numerosi testi in lingua araba.
E che quei cosiddetti secoli bui
siano in realt stati unepoca di intenso
scambio culturale tra le corti europee
e ogni sponda del Mediterraneo
lo dimostra anche un inedito studio
cartografico dedicato al Boccaccio
dall' Ente Nazionale G. Boccaccio
e dalla Wake Forest University per i tipi
delleditore Mauro Pagliai, Un viaggio
nel Mediterraneo tra le citt,
i giardini e. il mondo di Giovanni
Boccaccio. Non certo una nuova
posizione critica rispetto alla sua opera,
quindi, ma la volont di
rileggerla con particolare
attenzione verso i luoghi
e i viaggi raccontati,
evocati o descritti in quelle
pagine e nei suoi fogli.
Anche linteresse, e quindi
la conoscenza, di questo Boccaccio
Geografo risulta spesso indirizzata verso
altri spazi e altri mondi, dimostrando
una buona frequentazione delle culture
e delle tradizioni dei popoli del Maghreb
e della Penisola Araba. Forse pi per
ascoltato e sognato che per vissuto,
ma certamente con vivida realt.
Non mancano, ovviamente
descrizioni fortemente influenzate
alla valenza letteraria dei luoghi, come
nel caso della Napoli di Virgilio o della
Lunigiana di Dante esule, o di luoghi
tanto lontani da non pototer non
rimanere fantastici, come quelle Isole
Fortunate che non sembrano poi cos
diverse da Berlinzone, nella contrada
che si chiamava Bengodi.
Ma gli interventi dei nove tra
geografi, storici e letterati coinvolti
(Andrea Cantile, Claude Cazal Brard,
Michelina Di Cesare, Claudio Greppi,
Nicol Budini Gattai, Janet Levarie
Smarr, Luca Marcozzi, Roberta Morosini,
Theodore J. Cachey jr.) danno forma a
uno studio davvero unico nel suo
genere, mantendo laspetto scientifico-
geografico al centro della scena,
ponendo in risalto Il fascino che i luoghi
esotici esercitano sullo scrittore, e pi
in generale il tema dell'esplorazione.
Ma al tempo stesso cercando di andare
a vedere gli stessi ambienti e gli stessi
paesaggi evocati dalle rime del
Boccaccio anche per quello che erano
realmente, e per confrontarli poi con
le loro narrazioni.
E per raccontare da dentro
il mondo di allora, il volume
corrdato da un attento
indice dei luoghi
e soprattutto si avvale di
un notevole apparato
iconografico, con
numerose tavole che
ripropongono mappe
e portolani provenienti dalle
pi importanti biblioteche
continentali, dalla British Library alla
Bibliothque Nationale de France, tra cui
il mappamondo T-O di Sallustio, tratto
da un un manoscritto del XIV secolo.
Una divagazione dalle lettere
che pu per incontrare lattenzione
del bibliofilo.
Roberta Morosini (a cura di),
Boccaccio geografo, Mauro Pagliai
editore, Firenze 2010, pp 272,
31 tavole a colori, 24,00
di matteo tosi
settembre 2010 la Biblioteca di via Senato Milano 27
GLI SCRITTI DEL FAULKNER
NON SCRITTORE
Colonna granitica della letteratura
americana del Novecento e di sempre,
premio Nobel nel 1949 e sommo
narratore, William Cuthbert Faulkner,
in particolare dopo lessere diventato
un personaggio in virt di cotanto
riconoscimento, avvert spesso un forte
senso di responsabilit nei confronti
del pubblico, e si dedic a una discreta
attivit pubblicistica, redigendo articoli
ed editoriali tanto per i giornali quanto
per le riviste letterarie, o scrivendo saggi
e prefazioni, oltre a preparare quasi
sempre i propri discorsi pubblici
o al tradurli spesso in lettere aperte.
Linsieme di questa sua
produzione non letteraria oggi
raccolto in volume da James
B. Meriwether che. senza lardire di voler
completare quel The American Dream
che Faulkner non pot terminare. prova
comunque ad arricchirlo
e a interpretarlo guardando a tutti
i suoi fogli degli anni precedenti.
James B. Meriwether. (a cura
di), William Faulkner - W. F. Scritti,
discorsi e lettere, Il Saggiatore,
Milano 2010, pp.224, 15,00
BARBARA SPINELLI INTERVISTA
MOBY DICK, E VICEVERSA
Inviata da Parigi e commentatrice
politica del quotidiano La Stampa,
e gi saggista in materia di storia
del Novexento e regimi autoritari,
Barbara Spinelli questa volta si cimenta
nellanalisi e nellinterpretazione
di un mostro sacro della Letteratura
novecentesca, quella Balena bianca nata
dalla penna di Hermann Melville e cos
fortemente evocativa delle ansie e delle
paure delluomo.
Unispirazione teologica, quella
di Moby Dick, oggi sempre pi rivelata,
che la Spinelli affronta da attenta
conoscitrice del testo biblico,
che usa come guida nellintraprendere
la grandiosa epopea della ricerca umana
e della sua dannazione pi che evocata
dal romanzo.
Facendo rotta con Achab,
navigatore di tenebre, - scrive Gabriella
Caramore, curatrice del volume -
Barbara Spinelli ci accompagna dentro
lo spazio di una lotta mortale, dove la
ricerca della verit, la lotta contagiosa
contro il male, e la sopravvivenza di
una schiuma di bene, altro non sono che
il poema della nostra vita. E, in effetti,
la Spinelli non si ritrae dal puntare
il dito contro i nostri idoli che, al pari
del mostro bianco, possono sovrastare
le nostre vite e, svuotandole, dominarle.
Leterno scontro e insolubile
dilemma tra lUno e il molteplice, fatto
rimbalzare di continuo tra le pagine
del romanzo e la nostra esperienza pi
quotidiana e sensibile.
Barbara Spinelli (a cura
di Gabriella Caramore), Moby Dick
o l'ossessione del male, Morcelliana,
Brescia 2010, pp.128, 10,00
IL ROMANZO - SEBASTIAN BARRY: PAGINE DA UN MANICOMIO
A CACCIA DI UN SEGRETO FATALE PER MEDICO E PAZIENTE
C
ommediografo e
poeta, Sebastian
Barry si concede
volentieri il vizio
del romanzo, specie se
intriso di toni gialli
o vagamente noir.
Questa volta (Il segreto,
Bompiani, Milano 2010,
pp.384, 19,50) i due
protagonisti, coatti
nella reciproca
frequentazione da
un rapporto psichiatra-
paziente, sono entrambi
colti in un periodo
di assoluta grafomania.
Lei, centenaria e
reclusa, sta ultimando
di nascosto la propria
autobiografia, mentre
lui, il dottore, compulsa
il proprio diario.
Per nulla originale la
trama - lei sua madre
e fu condannata per il
suo finto infanticidio,
mentre il figlio le fu
portato via - il libro
intriga, per, per
lefficace alternarsi di
pensieri e parole scritte,
e per un singolare
sviluppo dellintreccio,
psicologicamente molto
efficace.
28 la Biblioteca di via Senato Milano settembre 2010
IL CATALOGO
DEGLI ANTICHI
Libri da leggere
per comprare libri
GEORG MILLER ATTO IV.
E ANCORA SA STUPIRE
Antiquariat Wolfgang Braecklein
Sammlung F. Georg Miller, Teil IV, L-Z,
Katalog 75
Il sostanzioso catalogo IV della
biblioteca F. Georg Miller appena uscito
presso il libraio antiquario berlinese
Braecklein offre su quasi 300 pagine con
pi di 700 titoli la continuazione (gli
autori L-Z) del catalogo II del 2009,
contenente le opere dedicate a
Rinascimento, Umanesimo,
Illuminismo e al processo di
secolarizzazione.
Raggruppa titoli e autori
fondamentali per lo sviluppo
spirituale europeo tra ateisti,
anarchici, materialisti,
moralisti, socialisti e utopisti
cos stimati dallavvocato
tedesco. Particolarmente interessante
lAmphitheatrum aeternae providentiae
divino-magicum (Lione, 1615, 5.500) e
De admirandis naturae reginae dea eque
mortalium arcanis (Parigi, 1616, 6.000)
del filosofo italiano Giulio Cesare Vanini
(1585-1619) che fu strangolato e arso
perch le sue pubblicazioni furono
considerate contrarie al culto e
allaccettazione del vero Dio e assertrici
dellateismo.
Non solo prime edizioni delle due
opere, entrambe provengono dalla
raccolta di Jean-Jacques Charon, marquis
de Mnars, in identica legatura in
marocchino a firma di Du Seuil (circa
1715) con supra libros araldico del
marchese ai piatti.
Da segnalare anche il rarissimo
Sammelband contenente le prime opere
di Pietro Pomponazzi, Tractatus
acutissime, utillime, & mere peripatetici
(Venezia, eredi di Ottaviano Scoto, 1525,
5.500) in una legatura coeva di piena
pergamena floscia proveniente dalla
biblioteca del principe di Liechtenstein
con il suo ex libris araldico. Negli ultimi
50 anni una sola copia fu venduta in
asta. La prima edizione di
Francesco Sansovino, Del
governo de i regni et delle
Republiche cosi antiche come
moderne (Venezia, Sansovino,
1561, 1.300 in pergamena
coeva) merita attenzione
poich contiene una
traduzione libera italiana
dellUtopia di Tommaso Moro a
cura di Ortensio Lando (circa 1512-circa
1554), il cui testo in edizione separata fu
pubblicata nel 1548 da Anton Francesco
Doni sotto il titolo La Republica
nuovamente ritrovata, del governo
dellisola Eutopia.
La biblioteca Miller conteneva ben
altre 8 edizioni di Ortensio Lando in
prima edizione (citiamo i Paradossi
del 1543, i Sermoni funebri del 1548,
La sferza e gli Oracoli del 1550, i Quattro
libri de dubbi del 1552, i Sette libri di
cataloghi a varie cose del 1552 (1553),
Una breve prattica di medicina del circa
1552 presso Perchacino e i Varii
componimenti del 1552). Bello anche
un gruppo di tre edizioni diversi del Trait
des trois imposteurs (Amsterdam, Rey,
1768, 135 p., 500; Amsterdam, 1776,
138 p., 450; Suisse, Imprimerie
philosophique, 1793, 168, III p., 400),
di chiara impronta libertina e parte dei
testi chiave dellIlluminismo.
Dellimponente filosofo illuminista
irlandese John Toland troviamo in prima
edizione Letters to Serena (Londra, 1704,
900), una prima edizione nella
traduzione di Holbach (Lettres
philosophiques, Londra [i.e. Amsterdam],
1768, ?450), le prime edizioni delle opere
Adeisidaemon (Londra, 1709, 2000) e
Pantheisticon (Cosmopoli [i.e. Londra?],
1720, 4800) e un manoscritto in
francese del Pantheisticon del circa 1760
(1000). Per una sintetica recensione i
pochi highlights presentati devono
bastare, per indicano il potenziale da
scoprire sfogliando le pagine dellattuale
catalogo Miller.
Antiquariat Wolfgang Braecklein
Dickhardtstr. 48, D- 12159 Berlino
www.antiquariat-braecklein.de
di annette popel pozzo
settembre 2010 la Biblioteca di via Senato Milano 29
IL CATALOGO
DEI MODERNI
Libri da leggere
per comprare libri
I GRANDI DELLE LETTERE PER
LA MOSTRA DEL LIBRO ANTICO
Studio Bibliografico Marini
Cat. speciale per la Mostra Internazionale
del Libro Antico in Bologna
Numerosi librai italiani e stranieri
parteciperanno alla Mostra Internazionale
del Libro Antico, a Bologna, nel Palazzo
di Re Enzo e del Podest dal 24 al 26
settembre, in occasione di Artelibro.
Tra questi, lo Studio Bibliografico Marini
ci invia telepaticamente il suo catalogo.
Ne scorriamo la parte relativa alla
letteratura e ci incuriosiscono alcuni titoli.
Holcomb, Kan., Nov. 15 [1959].
Un facoltoso agricoltore, sua moglie
e i loro due giovani figli sono stati trovati
morti nella loro casa. Sono stati uccisi
da una scarica di colpi di fucile da caccia,
sparati da distanza ravvicinata, dopo
essere stati legati e imbavagliati Non ci
sono segni di lotta e nulla stato rubato.
La linea telefonica stata tagliata.
Da uno scarno resoconto del New York
Times 300 parole , Truman Capote
[1924-1984] prese spunto per il suo
romanzo, In Cold Blood [A sangue freddo]
che fece scalpore ed ebbe successo
in tutto il mondo. Frutto di una ricerca
durata cinque anni fu pubblicato
in quattro puntate nel settembre 1965
sul New Yorker e poi in volume
dalleditore Random House nel gennaio
dellanno successivo. Viene offerto nella
prima edizione in volume a 500,00.
Altro autore americano, Edward
Estlin Cummings (1894-1954], poeta
molto apprezzato da altri poeti, scrittori
e artisti da Gertrude Stein a William
Carlos Williams a Picasso , amico
di lunga data di Ezra Pound e della figlia
Mary de Rachewiltz, che lo faranno
conoscere per primi in Italia, attraverso
le edizioni di Vanni Scheiwiller. Per molto
tempo si dedic allo studio delle lingue
classiche, latino e greco [il titolo del libro
in catalogo ne una prova], ma si ricorda
per luso curioso e certo non ortodosso
della punteggiatura e delle maiuscole, che
influenzer molta poesia sperimentale,
anche italiana, della seconda parte del
900. In catalogo, una prima edizione
di Xaipe. Seventy-one Poems [New York,
Oxford University Press, 1950; 500,00,
con una dedica autografa dellautore].
Carlo Emilio Gadda presente con
un testo minore della sua produzione, ma
per certi versi significativo della sua
inconfondibile ironia e del suo impegno
per le trasmissioni del Terzo programma
radiofonico, e cio le Norme per
la redazione di un testo radiofonico,
stampato per la prima volta anonimo
a uso dei dipendenti della RAI nel 1953
[Marini ne offre la ristampa a cura della
ERI Edizioni Radio Italiana del 1973,
150,00]. Il testo, che ha avuto larga
fortuna ed stato infine stampato nella
raccolta delle Opere di Gadda
della Garzanti, si fa notare per la grande
finezza e la cifra stilistica che lo colloca a
tutti gli effetti allinterno della produzione
letteraria gaddiana [Enrico Menduni,
nella Introduzione alla ristampa del testo
di Gadda e di uno di Antonio Piccone
Stella per la Arcipelago Libri, Milano
2003]. Infatti Gadda si trova qui a dover
fare le pulci ai collaboratori del Terzo
programma, spesso eruditi uomini
di cultura di stampo tradizionale che
a volte difettavano nella comunicazione
del loro sapere e che molto spesso
si irritavano dei consigli del Gran
Lombardo. Il successo del testo gaddiano
anche dovuto al fatto che testimonia,
in unepoca come la nostra in cui si
persa la funzione pedagogica del medio
radiofonico, la grande meticolosit
con cui veri intellettuali si preparavano
a proporsi nelletere e a comunicare
le loro idee e notizie, meticolosit pari
a quella dei veri artigiani che si curvano
sul loro prodotto e cercano nella loro
attivit la perfezione.
Il catalogo ci permette di ricordare
anche un particolare, poeta in dialetto
e non poeta dialettale, poco noto ai pi:
il triestino Virgilio Giotti [pseud. di Virgilio
Schnbeck, 1885-1957]. Giotti appartiene
alla grande stagione letteraria triestina
e giuliana degli Svevo, Slataper, Stuparich,
Saba, ed una delle personalit poetiche
pi interessanti del primo 900 italiano.
Pancrazi in un articolo del 1938 apparso
sul Corriere della Sera, consacrando
lopera poetica del triestino ne rilevava
luso particolare del dialetto non come
vernacolo ma come lingua dartista, un
certo patois de lme, che gli
permetteva una maggiore libert
espressiva. Lo stesso Giotti a chi gli
faceva notare come scrivesse in triestino
ma parlasse in italiano, rispondeva Ma
come, lei vuole che usi per i rapporti di
tutti i giorni la lingua della poesia?.
Marini offre due titoli: Caprizzi canzonete
e storie e Liriche e idilli, editi tutte due
dalle Edizioni di Solaria, nel 1928 e nel
1931 [400,00 e 300,00].
Studio bibliografico Marini
via Capozzi 25, Valenzano (BA)
tel. 080/4673670 - www.libreriamarini.it
di matteo noja
* 200 Ds|o, * 200 Ds|o, /|xu| * 200' ||u, |||, /o|uo Houo ||| * /c /||u||,cu Sp/ /|uu|ou So|os 200' /||u||,cu Sp/ /oo|scoop S/S /|| |g||s |o
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oso|vou * 200' Huuo| C|, Cuuos, ||c 200'200' co|cop|cu|u /|| |g||s |oso|vou E|||/ S/|/ s u ||uuouu|| o|
32 la Biblioteca di via Senato Milano settembre 2010
Lintervista dautore
GIUSEPPE SCARAFFIA, TRA CASE
CHIUSE E IL SUO HAREM DI LIBRI
C
ome molti bibliofili, non sa
bene quanti libri abbia
(per ne ha scritti una
quindicina: il prossimo sulle case
chiuse e uscir a novembre da
Mondadori), tende allaccumulo
invece che allo scarto, e sugli
scaffali segue una razionale
confusione nella quale si orienta
solo lui: libri in doppia fila,
di taglio, di piatto inframmezzati
da foto di scrittori, e in linea
di massima divisi prima per aree
geografiche e poi per secoli.
Giovanni Macchia, il suo maestro,
comprava solo esemplari perfetti
e se erano rovinati li faceva rilegare
nel gusto della loro epoca, mentre
Giuseppe Scaraffia, francesista
allUniversit di Roma
La Sapienza e firma del Foglio
e del supplemento culturale del
Sole 24 Ore, vive fino in fondo la
sua malattia: Se un libro mi
interessa lo prendo anche se ha la
copertina strappata o se odora di
vecchio. Come confessa, pi forte
di lui: A volte mi capita di ripassare
anche tre volte dalla stessa
bancarella in una mattinata perch
ho il dubbio di essermi fatto
scappare qualcosa.
E cos, alla fine, senza farsi scappare
niente, ha riempito quattro locali
di libri. Soprattutto delle sue
materie preferite: la letteratura
francese e il dandismo.
Ma cosa altro c dentro la sua
libreria?
Di tutto, ma una delle parti pi
importanti della mia biblioteca quella
dedicata alla memorialistica. Stendhal
diceva che a una certa et ci si interessa
solo pi alle memorie, ai diari e alle
lettere. Cos successo, pi
modestamente, anche a me.
Quando ha iniziato
a innamorarsi dei libri, oltre che della
lettura?
Ho cominciato da piccolo, quando
vedevo mia sorella leggere i libri di fiabe,
mentre io non sapevo ancora farlo.
La passione ha avuto poi unimpennata
nelladolescenza, quando, in contatto
con un mondo nuovo, governato da leggi
ignote, iniziata la mia grande illusione.
Quella che i libri mi potessero insegnare
a vivere e non soltanto aiutarmi
a sopportare la vita.
Il suo primo pezzo importante,
se lo ricorda?
Il libro pi agognato era la mai
ristampata, ma insuperabile biografia
di Marcel Proust di George Painter. Avevo
quindici anni e avevo passato lanno
leggendo avidamente tutta
la Recherche di Proust, una passione
che mi avrebbe procurato cinque esami
a settembre alla fine della quinta ginnasio
al Parini, a Milano. Desideravo moltissimo
leggere la vita del mio autore preferito,
cos quando mia madre mi aveva dato
i soldi per comprare un regalo a mia
sorella, ho perpetrato il mio primo
e purtroppo unico furto, precipitandomi
nella Feltrinelli di Via Manzoni. Ricordo
ancora il peso del libro e che la felicit
superava il senso di colpa.
Il volume cui tiene di pi?
Unedizione svizzera
dellEncyclopdie di Diderot
e dAlembert, il risultato di una delle
marchette meglio ricompensate della mia
vita. Avevo scritto per Vogue una decina
di racconti per accompagnare altrettanti
profumi. Il difficile era che non si doveva
parlare di sesso, malattia e morte.
Ma appena onorato limpegno, sono
corso a consegnare il malguadagnato
a un libraio antiquario.
Chi il vero bibliofilo?
Il bibliomane colui che ha
un rapporto di golosit compulsiva verso
i libri, una golosit che si mantiene
di luigi mascheroni
settembre 2010 la Biblioteca di via Senato Milano 33
nel mio caso intatta anche verso quelli
che scarico sul mio Ipad. Anatole France
doveva acquistarne almeno uno al giorno.
Benjamin sosteneva che comprare
un libro da un bouquiniste era come
riscattare una prigioniera al mercato degli
schiavi. Il bibliomane sente, per proseguire
la metafora di Benjamin, la necessit
di crearsi un harem di libri, anche se, come
un sultano, sa che non potr dedicare una
notte a ognuna delle sue mogli.
Tutti i bibliofili sono uguali?
Certo c una differenza tra chi
raccoglie libri in vista di un progetto
e chi colleziona un certo tipo di volumi,
ma alla fine molti bibliofili uniscono
i due aspetti. Primo tra tutti Benjamin,
con le sue collezioni di libri di pazzi
e di libri per linfanzia. Certo, mi aveva
impressionato il racconto della figlia
di Truffaut: suo padre teneva sotto vetro
una rara edizione originale autografata
di Proust, che leggeva invece
su unedizione pi corrente.
Lei un esperto di dandy
e dandismo. Che rapporto ha il dandy
con il libro?
Un rapporto creativo, come
Stendhal, che incollava allinterno
del volume pagine bianche da riempire
con i suoi commenti, e poteva comprare
pi esemplari di un libro che gli piaceva in
modo particolare. O Goncourt che faceva
dipingere il frontespizio da un artista,
creando una doppia opera darte. O Proust
che aveva fatto rilegare un libro
con un frammento della sottoveste di uno
dei suoi rari amori femminili. Ma il dandy,
anche se ha una biblioteca squisita come
dAnnunzio, non ne mai schiavo
e non considera mai il valore commerciale
dei singoli pezzi, ma solo quello che
assumono secondo i suoi bizzarri criteri.
Dove fa acquisti? Libreria,
mercatini, antiquari, internet?
Ovunque e devo dire che Internet -
da eBay a marelibri - molto tentante.
Ho comprato a poco una prima edizione
di Madame de Stael da un texano
del tutto ignaro. Ma quelli che preferisco
sono i banchi di libri sulla Senna
o nei mercatini.
Tra i tanti bibliofili e bibliomani
che lei ha incontrato chi il
peggiore: quello che non conosce
limiti, che non si soddisfa mai?
Il migliore era Franco Venturi.
Nella sua biblioteca, che occupava un
intero appartamento sopra al suo,
cerano non solo molte opere
introvabili ma anche dei volumi spaiati.
Chi ama i libri non pu resistere
a comprare il secondo volume della
prima edizione delle Liaisons
dangereuses, anche se sa che
probabilmente non trover mai
il primo. Per il bibliofilo il volume
un talismano e uno scudo, come
dimostra Stendhal che si port dietro
nella ritirata di Russia un tomo
sontuosamente rilegato delle opere
di Voltaire, con il rimorso di avere
azzoppato la collana volterriana dello
sconosciuto moscovita cui laveva
rubato nel saccheggio di Mosca.
la Biblioteca di via Senato Milano settembre 2010 34
ASTE, FIERE E MOSTRE-MERCATO
Grandi appuntamenti e incanti di inizio
autunno per la ripresa degli affari

IL 23 SETTEMBRE, LONDRA,
SOUTH KENSINGTON
Asta - Travel, Science and Natural History
www.christies.com
204 lotti che comprendono
soprattutto libri di storia naturale,
ma anche strumenti scientifici, globi,
carte, stampe e vedute.

IL 23 SETTEMBRE, LONDRA
Asta - Natural History Books, Manuscripts
& Watercolours
www.bloomsburyauctions.com
614 lotti con opere di William
Curtis, Charles Darwin, Leonhard Fuchs
(De historia stirpium, Basilea, 1542, lotto
136, stima 20.000-30.000),
John Gerard (presente anche lunico
conosciuto ritratto, olio su legno, 1586,
lotto 152, stima 10.000-15.000),
Sir William Jackson Hooker, Linnaeus,
John Ray e Sowerby.

DAL 24 AL 26 SETTEMBRE,
BOLOGNA
Mostra mercato XXIII Mostra
Internazionale del Libro Antico
e Moderno di Pregio
La Mostra con sede a Palazzo
di Re Enzo e del Podest, si terr
in concomitanza con Artelibro Festival
del Libro darte, e il Congresso Mondiale
dei Librai Antiquari. Sono confermati
pi di cento espositori provenienti
dallItalia e dallestero. Per informazioni,
cfr. il sito dellALAI (http://www.alai.it).

IL 30 SETTEMBRE, ROMA
Asta Libri, Autografi e Stampa
www.bloomsburyauctions.com
La sede di Roma annuncia
da settembre delle novit con aste
che si terranno nel fine settimana
per consentire una maggior
participazione e la presenza di lotti
di diverse tipologie.
di annette popel pozzo

IL 1 E IL 2 OTTOBRE,
COLONIA
Asta Asta 116 Bcher, Graphik,
Autographen e Asta 117 Moderne
und zeitgenssische Graphik, Moderne
Kunstliteratur
www.venator-hanstein.de
Quasi mille lotti tra carte
geografiche, vedute, legature,
manoscritti e libri a stampa. Segnaliamo
una terza ma rara e ricercata edizione
dellAmoroso convivio di Dante,
stampata presso Zoppino di Venezia
nel 1529 (lotto 586, stima 700,
in pergamena poco posteriore)
e la prima traduzione italiana a cura
di Remigio Nannini di Francesco
Petrarca, Opera de rimedi de luna
et laltra fortuna (Venezia, Giolito
de Ferrari, 1549, esemplare con timbro
Collegij Sti. Barnaba Mediolani,
lotto 650, 390).

IL 2 OTTOBRE, PARIGI
Asta Collection dun Amateur:
Livres anciens choisis et ditions
originales modernes
www.alde.fr
Quasi quattrocento lotti che
spaziano dai grandi classici della
letteratura di tutti i tempi alle favole
per bambini, passando per libri dartista,
libretti teatrali, fotografie dautore,
carteggi e manoscritti di numerosi
intellettuali francesi e numerosi
documenti storici sulla vita,
sullarchitettura e sul mondo
della cultura francesi e parigini
in particolare. Molto interessanti,
settembre 2010 la Biblioteca di via Senato Milano 35
ad esempio, Falbalas & fanfreluches
di George Barbier (Paris, Meynial, 1922-
1926, 5 volumi in-8, 4.000-5.000), il
manoscritto di Le Montmartre vcu
dUtrillo di Francis Carco (1.500-
2.000), con numerosi appunti
e correzioni al testo, e il Trait de
lorgane de louie, contenant la structure,
les usages & les maladies de toutes les
parties de loreille di Joseph-Guichard
Du Verney (Parigi, Estienne Michaillet,
1683, 2.000-2.500), uno dei pi
prestigiosi contributi allo studio
dellanatomia dellorecchio, anche grazie
a 16 incisioni realizzate a partire dai
disegni dello stesso Du Verney.

IL 2 OTTOBRE, ZURIGO
Asta Bcher und Kunst;
Privatbibliothek des Zrcher Medizin-
Historikers Gustav Adolf Wehrli:
Medizin, Naturwissenschaften Teil I.
www.falkauktionen.ch

DAL 6 AL 10 OTTOBRE,
FRANCOFORTE SUL MENO
Mostra mercato - 6. Frankfurter
Antiquariatsmesse in der Frankfurter
Buchmesse
www.abooks.de
www.buchmesse.de
Circa 50 librai antiquari tedeschi
e stranieri parteciperanno alla sesta
mostra del libro antico che affianca
lannuale Frankfurter Buchmesse
con circa 300.000 visitatori.
Presso Daniel Thierstein un album
contenente 173 delle desiderate
Vues doptique di citt europee, tutte
naturalmente in colorazione a mano
coeva (12.200). Da David Lowenherz
di New York, che specializzato
in autografi, spicca un atto
per una parcella nella miniera
dargento dIlmenau, recante la firma
di Johann Wolfgang von Goethe
(20.000).

IL 9 OTTOBRE, PARIGI
Asta Livres anciens et modernes
www.alde.fr

IL 9 E IL 10 OTTOBRE,
FIRENZE
Asta Libri, autografi e grafica
www.gonnelli.it/aste/
La seconda asta della rinnovata casa
daste fiorentina propone 925 lotti
con una vasta scelta di libri e
manoscritti dal Quattrocento a oggi,
dove spicca unimportante raccolta
di testi autografi, che portano la firma
dei Medici o del
Canova, ma anche
di protagonisti
dellOttocento e della
modernit
come Flaubert,
Leopardi, Guy Lussac e
Albert Einstein.

IL 12 E IL 13
OTTOBRE,
PARIGI
Asta - Bibliothque dun
rudit bibliophile: Rome
et lItalie
www.sothebys.com
Di notevole importanza lasta
parigina con celebri edizioni illustrati
su Roma e lItalia. Inoltre da segnalare
la seconda edizione aldina di Francesco
Colonna, La Hypnerotomachia
di Poliphilo (Venezia, 1545), affiancata
dalla prima edizione francese (Parigi,
Jacques Kerver, 1546, purtroppo
mancante della marca tipografica
finale), dalla seconda edizione francese
(Parigi, Jacques Kerver, 1554) e dalla
terza edizione francese (sempre Parigi,
Jacques Kerver, 1561).

IL 15 OTTOBRE,
NEW YORK
Asta - The James S.
Copley Library:
Magnificent American,
Historical Documents:
Second Selection
e The Henry Strachey
Papers
www.sothebys.com

IL 15 E IL 16
OTTOBRE,
PFORZHEIM
Asta Bcher, Grafik
und Kunst
www.kiefer.de
6.000 spot gr
Limpegno di Med
atuiti allanno
6.000
i passaggi tv che Mediaset, in collaborazione con
Publitalia80, dedica ogni anno a campagne di carattere sociale.
Gli spot sono assegnati gratuitamente ad associazioni ed enti
no profit che necessitano di visibilit per le proprie attivit.
250
i soggetti interessati nel 2008 da questa iniziativa.
Inoltre la Direzione Creativa Mediaset produce ogni anno,
utilizzando le proprie risorse, campagne per sensibilizzare
l'opinione pubblica su temi di carattere civile e sociale.
3
societ - RTI SpA, Mondadori SpA e Medusa SpA costituite
nella Onlus Mediafriends per svolgere attivit di ideazione,
realizzazione e promozione di eventi per la raccolta
fondi da destinare a progetti di interesse collettivo.
iaset per il sociale
38
ANDANDO PER MOSTRE
Le nuove tavole di un antico Atlante, un Vate
segreto, le tele e i fogli di Elena Mezzadra
E
cco la storia di un libro mutilo
diventato un unicum per bibliofili
e amanti dellarte. Tutto ebbe
inizio a Bondeno, paese della provincia
ferrarese che, come alcuni sapranno,
noto per essere indicato come primo
luogo di stampa in Italia ove fu
impresso il frammento Parsons-Scheide
(soffiando il primato a Subiaco).
Originario di Bondeno infatti
lo stimato pittore Gianni Cestari, -
www.giannicestari.it - che ha allattivo
numerose personali in gallerie e spazi
pubblici in Italia, Portogallo, Belgio
e negli Stati Uniti.
La Provvidenza, di cui tanto ha
parlato Philippe Daverio nella sua serata
al Teatro di Verdura, ha condotto
il pittore allincontro di uno dei volumi
dellopera del geografo, cartografo
e cosmografo veneziano Vincenzo
Coronelli (1650-1718).
Si d il caso, infatti, che Gianni Cestari
si sia imbattuto nel Tomo I dellAtlante
veneto stampato a Venezia da Girolamo
Albrizzi nel 1691. Il raro volume si
trovava privo delle tavole che avrebbero
dovuto illustrarlo e Cestari ha messo
la propria arte al servizio del libro
ritrovato, dando vita a 72 tavole a colori
scaturite da libere suggestioni
e personali interpretazioni, a partire
dai titoli evocativi contenuti nellindice
delle tavole in coda al volume.
Le tavole, realizzate su cartone
con tecnica mista fra disegno e pittura
utilizzando inchiostri, pastelli e colori
acrilici, misurano cm.50x35, coincidendo
con le dimensioni delle pagine del tomo.
Cos nata lidea della mostra
Nuovi Mondi curata da Graziano
Campanini e Maria Gioia Tavoni, che
avr luogo presso gli spazi della
Fondazione del Monte di Bologna (dal
17 settembre al 18 ottobre; info:
www.fondazionedelmonte.it) per poi
essere trasferita nella Pinacoteca Civica
del Comune di Pieve di Cento dal 27
novembre 2010 al 30 gennaio 2011;
info e prenotazioni: tel. 051/6862611 -
www.comune.pievedicento.bo.it).
La mostra esporr anche tre volumi
completi dellAtlante veneto conservati
nellArchivio Storico del Comune di
Pieve di Cento ovvero lIsolario Parte I e
Parte II del 1696 e lesemplare del Tomo
I dellAtlante. Si tratta di una mostra
che si pone lobiettivo di recuperare e
studiare un raro libro antico, al fine di
una sua valorizzazione e riproposizione
in chiave contemporanea, generando
cos un vero e proprio libro dartista.
SE LARTE CONTEMPORANEA
AL SERVIZIO DELLA BIBLIOFILIA
NUOVI MONDI.
Gianni Cestari dialoga
con Vincenzo Coronelli
BOLOGNA,
FONDAZIONE DEL MONTE,
FINO AL 18 OTTOBRE
PIEVE DI CENTO,
PINACOTECA CIVICA,
DAL 27 NOVEMBRE AL 30
GENNAIO 2011
di chiara bonfatti e matteo tosi
la Biblioteca di via Senato Milano settembre 2010
settembre 2010 la Biblioteca di via Senato Milano 39
IL VATE SEGRETO NEL NUOVO
MUSEO DEL VITTORIALE
D
opo linaugurazione di Omaggio
a dAnnunzio, la grande mostra
permanente (e destinata ad
ampliarsi di anno in anno) che si snoda
attraverso diversi spazi del Vittoriale,
Giordano Bruno Geurri sta per aprire un
nuovo spazio espositivo sempre dedicato
al Vate, il museo DAnnunzio segreto.
Gabriele dAnnunzio - afferma il
presidente della prestigiosa istituzione -
ha donato il Vittoriale agli Italiani
perch voleva che venissero ricordate
non soltanto la sua opera letteraria e le
sue imprese di guerra, ma anche la sua
vita quotidiana, nella sua casa. mia
convinzione che il Poeta amerebbe
che tutti i suoi oggetti potessero essere
ammirati dai visitatori, alla stregua degli
edifici, delle stanze e dei giardini
del Vittoriale. Ed ecco il nuovo spazio,
ricavato sotto lAnfiteatro per ospitare
circa 150 oggetti preziosi e di uso
comune, che hanno accompagnato la
vita del poeta e delle sue donne, esposti
nella maniera pi semplice e diretta
possibile, cos da consentire un contatto
diretto con il Vate e con il suo modo
di vedere se stesso, il proprio corpo e
ci che aveva il privilegio di toccarlo.
Lallestimento minimale scelto
dallarchitetto Bucarelli per questo nuovo
museo (visitabile da sabato
2 ottobre; info: www.vittoriale.it) aveva
anche il compito di non contrastare
il gusto della
casa e il vasto
corredo delle
memorabilia
esposte,
consentendo
cos alla
celeberrima
teatralit
di dAnnunzio
di dominare
anche ogni
angolo di
questo spazio.
Accolto
da sei monitor con filmati di repertorio
sul Vate, il pubblico passer a una
sezione dedicata agli abiti e agli oggetti
che DAnnunzio sceglieva di volta in
volta per le proprie donne, per poi
accedere alle stanze del poeta e delle
sue mirabilia, tra cui scarpe. stivali,
vestaglie, ogetti preziosi e i collari dei
suoi amati cani.
L
o spunto per il tito-
lo della propria
prossima mostra,
Federico Solmi lo ha pre-
so da quello di uno dei te-
sti cult della nuova let-
teratura a mericana, A
Confederacy of Dunces
(Una Banda di Idioti), di
John Kennedy Toole. Ma
A Confederacy of Vil-
lains (Milano, Jerome
Zodo Contemporary dal
23 settembre all11 di-
cembre, tel.
02/20241935) sposta
losservazione dellidiozia
di una certa cultura po-
polare sulle scricchiolanti
tavole di un palcoscenico
apocalittico, attraverso
una serie di video instal-
lazioni tra cui linedita
Douche Bag City, in con-
temporanea anche alla
Biennale di Santa Fe.
FEDERICO SOLMI E UN CRIMINALE OMAGGIO
AL ROMANZO CAPOLAVORO DI J.K. TOOLE
S
i svolger dal 1 al
10 ottobre negli ele-
ganti ambienti di
Palazzo Venezia la settima
edizione della Biennale
Internazionale di Anti-
quariato di Roma (info:
www.biennale- antiqua-
riato.roma.it) che, grazie
alle importanti conferme e
a prestigiose new enties
vede salire a 70 il numero
delle gallerie antiquarie
coinvolte nellesposizione.
Molti gli incontri a corredo
della kermesse e, in parti-
colare, le presentazioni dei
libri in programma, per cui
sar allestita unapposita
biblioteca-salotto al piano
terra, allinterno dellala
quattrocentesca del Pa-
lazzo, da poco restaurata.
Dipinti antichi, splendidi
disegni settecenteschi e i
capolavori di Otto e Nove-
cento dialogano cos con
sculture, arredi, argenti,
gioielli, oggetti e tappeti
di pregio in arrivo da tutto
il mondo (18 gli stand in-
ternazionali).
70 GALLERIE DA TUTTO IL MONDO PER LA SETTIMA EDIZIONE
DELLA BIENNALE INTERNAZIONALE DI ANTIQUARIATO DI ROMA
40 la Biblioteca di via Senato Milano settembre 2010
U
nincisione originale dellartista
impreziosisce una tiratura
limitata a 99 copie del catalogo
che accompagna la grande mostra che
la Fondazione Bandera per lArte
di Busto Arsizio (via Andrea Costa, 29;
www.fondazionebandera.it) dedica alla
talentuosa figura di Elena Mezzadra,
ottantaquattrenne pittrice milanese
dedita anche alla scultura e soprattutto
maestra di qualsivoglia arte incisoria.
Non una vera e propria
antologica - perch le retrospettive
si fanno ai morti, come
immediatamente puntualizzato
dallartista - lesposizione d comunque
conto dellincredibile complessit della
ricerca e del lavoro di Mezzadra,
snodandosi allinterno di tutti gli spazi
della Fondazione.
Nel grande loft industriale
a piano terra trovano spazio una
trentina di grandi lavori su tela, quasi
tutti afferenti agli ultimi cinque anni
e comunque alla contemporaneit pi
stringente della ricerca di questa artista,
apparentemente sempre molto simile a
se stessa e, invece, in grado di rinnovare
e intensificare ogni volta quel suo tratto
che pare aver preso le mosse dalla
lezione di nomi come Afro e Scanavino,
ma rinforzati e attualizzati da una felice
frequentazione degli espressionisti
astratti americani, Franz Kline in testa.
Astratto ma rigorosamente
mai informale, il lavoro di Elena
Mezzadra vive una sorta di dicotomia
tra la squisita modernit delle sue dense
e impossibili intersezioni di solidi
e piani - spesso virate verso i toni della
monocromia o della bicromia, entrambe
sempre e comunque attraversate
da intensi squarci di luce bianca -
e lantica classicit della sua tecnica,
attenta e meticolosa nella gestione
delle forme e dei colori.
Unattenzine e una perizia
certosine che risultano ancora pi
evidenti nei lavori su carta: bulini,
acqueforti, acquetinte, puntesecche
e ardite sperimentazioni dove Mezzadra
fa convivere due o pi tecniche
differenti per raggiungere quel dialogo
fluido tra le tinte e le sfumature
che caratterizza buona parte dei suoi
fogli. Altri, invece, guardano solo
allintensit del nero e alla violenza
del suo contrasto con il bianco pulito
della carta, che filtra prepotentemente
tra un ingorgo di forme e linee come
se non fosse solo supporto,
ma un element portante del lavoro.
La palazzina che ospitava gli uffici
dellex azienda meccanica presenta una
selezione di alcune sue sculture in
marmo, bronzo o terracotta e una breve
antologia delle sue carte pi preziose,
con particolare attenzione per quelle
incisioni commissionatele per illustrare
racconti o raffinate edizioni di brevi
raccolte poetiche, tra cui spiccano
le collaborazioni con Roberto Sanesi
e Umberto Eco.
Altrettanto importanti i nomi
dei critici che, a dispetto della scarsa
notoriet, si sono occupati di lei, fin da
quando fece parte della squadra della
mitica Galleria delle Ore, togliendosi
anche la soddisfazione di essere lunica
donna collezionata a Casa Boschi.
UNA PITTRICE VERA, COL VIZIO
DELLA CARTA E DELLA POESIA
ELENA MEZZADRA
LA FORMA SOSTANZA
BUSTO ARSIZIO (VA),
FONDAZIONE BANDERA
PER LARTE,
DAL 26 SETTEMBRE
AL 28 OTTOBRE
INFO: TEL. 0331/322311
www.fondazionebandera.it
settembre 2010 la Biblioteca di via Senato Milano 41
N
ella prima parte di questa
analisi di Byblis. Miroir
des Arts du Livre et de lE-
stampe, lussuosa rivista trimestrale
per bibliofili pubblicata a Parigi tra il
1922 e il 1931 da Albert Moranc,
avevo rimarcato come molte delle
immagini che adornano il periodico
ritraessero soggetti agresti. In real-
t, con il passare degli anni, iniziaro-
no a comparire tra le pagine della ri-
vista anche splendidi scorci di paesi e
citt, a partire dalla bellissima xilo-
grafia a colori Rue Pont-aux-Anguil-
les Anvers che accompagna lartico-
lo sullartista belga Edward Pellens
(1926, pp. 56-59 - Fig. 1).
Pellens (1872 1947) era figlio
di un calcografo che, a soli tredici an-
ni, lo mand allAccademia di An-
versa. A quei tempi in Belgio le le-
zioni dincisione xilografica, tecnica
prediletta da Pellens, insegnavano
solo a riprodurre fedelmente quadri
e disegni attivit che inibiva le-
spressione della creativit indivi-
duale. Lartista pratic questo tipo di
xilografia per diversi anni, fino a
quando, spinto dalla curiosit, prese
a studiare lopera dei maestri anti-
chi. Fu per lui una rivelazione. Da
quel momento in poi, Pellens si de-
dic esclusivamente alla xilografia
originale. Si specializz nel camaeu
e nella realizzazione di ex libris, vi-
gnette e stampe, senza preoccuparsi
n del fatto di essere un pioniere nel
suo Paese, n delle critiche di chi so-
steneva che solo lincisione su rame
dovesse detenere la prerogativa del-
loriginalit. Chiamato a trentanni
a succedere al suo maestro allInsti-
tut Suprieur des Beaux-Artes della
Acadmie di Anversa, Pellens modi-
fic radicalmente lorientamento
del corso dincisione, incoraggi i
suoi numerosi seguaci a produrre
solo opere originali, e ottenne per
loro che la xilografia fosse inclusa tra
le varie sezioni artistiche del concor-
so indetto dalla Acadmie Royale
del Belgio. Il soggetto preferito di
Pellens era la sua citt natale, Anver-
sa, con la cattedrale, i quartieri vec-
chi, il porto, la sua gente.

Quello di Louis Orr, Parigi.


Non a caso larticolo che P.-J- An-
goulvent gli dedica si intitola Louis
Orr Parisien dAmrique (1927, pp.
139-141). Orr nacque nel Connecti-
cut nel 1879. Suo padre era un noto
incisore. Dopo avere frequentato
vari corsi di disegno, nel 1906 vinse
una borsa di studio con la quale and
a perfezionare la sua educazione ar-
tistica a Parigi. Il fascino della capi-
tale francese ebbe un impatto fortis-
simo sul giovane artista. Per tre anni
Orr frequent latelier del rinomato
pittore accademico Jean-Paul Lau-
rens, poi, quando i soldi iniziarono a
scarseggiare, si mise a vendere le de-
liziose vedute di angoli parigini che
La Byblis dellillustrazione
francese, una raccolta de luxe
Il ricercato trimestrale ispirato ai tesori della Chalcographie / 3
CHIARA NICOLINI
BvS: libri illustrati

1
6
settembre 2010 la Biblioteca di via Senato Milano 43
lo avrebbero reso famoso. Riusc cos
a racimolare la somma necessaria per
comprarsi un biglietto di ritorno per
lAmerica, ma una volta rientrato in
patria, Orr si rese conto che disegna-
re le citt americane non gli dava al-
cuna soddisfazione. Nel 1913 rien-
tr dunque nellamata Parigi e vi si
stabil definitivamente.
I suoi scorci parigini, cui ap-
partiene la finissima acquaforte L-
Hotel de la Belle-Gabrielle (Fig. 2), eb-
bero un tale successo da indurre la
Chalcographie du Louvre ad acqui-
sirne una ricca serie, e nel 1917 gli fu
affidato lincarico di ritrarre la catte-
drale di Rouen sotto ai bombarda-
menti. Orr amava lenergia giovane
dellAmerica scrive Angoulvent
ma trovava molto pi congeniale la
cultura millenaria di Parigi e la sua
atmosfera intellettuale e decadente.

Lolandese Adriaan Lubbers,


invece, si innamor di New York, di
cui realizz dodici grandi litografie,
molto varie tra loro. Ritrasse luoghi
celebri della citt, ma anche angoli
poco noti, come quello in Le L
Chatham Square (Fig. 3), stretto e
buio passaggio tra case affollate, sol-
cato dai binari della ferrovia aerea
L (abbreviazione newyorkese per
Elevated Rail Road). Sembra quasi
un sotterraneo mondo ricco di vita
(panni stesi, insegne luminose, cami-
ni fumanti) quello percorso dalla L
commenta Terrasse (1930, pp.30-
33); un mondo che contrasta con i
grattacieli immobili e sacrali come
piramidi egizie che da esso si ergono.
Si direbbe unimmagine tratta dalla
Metropolis di Fritz Lang.
Lubbers lasci lOlanda spinto
da un desiderio quasi ossessivo di
viaggiare e vedere luoghi e colori
sempre diversi. Visse a lungo, e pove-
ramente, a New York, della quale co-
nosceva ogni angolo. Le sue litogra-
fie ne ripropongono la variet delle
superfici, dalle acque marittime pe-
santemente solcate dai rimorchiato-
ri alle acque fluviali percorse dai bat-
3 2
44 la Biblioteca di via Senato Milano settembre 2010
telli, dai cementi brillanti delle ave-
nues alle masse informi di persone
che affollano le sue vie.

La splendida litografia a colori


Dparts (Fig. 4) di Robert Bonfils, ri-
prodotta nellarticolo Robert Bonfils
peintre, illustrateur, relieur di Robert
Burnand (1929, pp. 49-51), ritrae un
vicolo buio che si affaccia su un porto
francese. Allorizzonte si intravede
una nave in partenza. La luce che pe-
netra nel vicolo di sbieco, le linee che
solcano il cielo, landamento della
nave danno alla composizione una
forte impressione di movimento. Il
senso della prospettiva dato dal-
linsegna ovale in alto a destra in pri-
mo piano, dalla figura femminile che
fa capolino sulla sinistra e dai due
omini alluscita del vicolo. Al con-
trario, la maniera nera che accompa-
gna Kiyoshi Hasegava graveur Japo-
nais di P.-J. Angoulvent (1929, pp.
83-85) ha latmosfera rarefatta di un
villaggio dove il tempo si fermato
(Fig. 5). Unimmagine di straordi-
naria morbidezza: sebbene le case
abbiano geometrie angolari e tetti
aguzzi, la finissima trama di linee,
propria dellartista giapponese, ren-
de lillustrazione vellutata come vi-
sta attraverso un velo.
Burnand scrive che Bonfils
amava la variet del paesaggio fran-
cese, le sue pianure, i suoi boschi, la
luce delle sue campagne, i tetti delle
citt e ne sapeva catturare lo spirito
in composizioni armoniche e deco-
rative. Pur essendo prima di tutto un
pittore, lartista ebbe successo anche
come illustratore e come legatore.
Lillustrazione era per lui un ele-
mento fondante del libro e come tale
doveva fondersi armoniosamente
con il suo formato, la grana della car-
ta, la composizione delle pagine, i
colori.
Bonfils fu uno dei primi a uti-
lizzare la colorazione al pochoir nella
pubblicazione Clara dEllbeuse (Pa-
ris, Mercure de France,1912) e
sebbene abbia ora al suo attivo pi
di venticinque libri e albi scrive
Burnand lavora con la creativit, il
fervore e la fede di un debuttante.
Angoulvent presenta Kiyoshi
Hasegava come un pioniere. Nato
nel 1891 a Yokohama, Hasegava stu-
di pittura allAccademia di Tokyo,
ma quando scopr larte europea del-
lacquaforte se ne innamor e decise
di impararne la tecnica. Poich alle-
poca in Giappone non esistevano ac-
quafortisti, Hasegava si procur un
manuale dedicato allincisione su ra-
me; successivamente and a Parigi
ad approfondire quanto appreso. Al
4
settembre 2010 la Biblioteca di via Senato Milano 45
suo ritorno in patria fond la prima
societ di incisione calcografica di
Tokyo. Il fascino delle opere di Ha-
segava deriva dalla freschezza della
sua visione. Amava disegnare villag-
gi, ma anche donne, pesci e fiori, con
quella grazia squisita che da sem-
pre appannaggio dei migliori artisti
giapponesi. Delloccidente lo colp
soprattutto la costante sensazione
che la natura fosse completamente
asservita alluomo: Da noi un vil-
laggio viene costruito ai piedi della
montagna, che svetta inviolata. Da
voi, viene costruito in cima al monte
e vi si erge fiero come in un perenne
atteggiamento di lotta con le diffi-
colt materiali e di sfida al cielo.

Satira e umorismo sono da


sempre caratteristiche tipiche di un
certo genere dillustrazione france-
se. Eppure Byblis dedica solo due ar-
ticoli allargomento: Andr Gill cari-
caturiste et pamphltaire di Ch. Fon-
tane (1928, pp. 107-110) e Le sourire
de Lucien Boucher di Maurice Boissais
(1930, pp. 75-82). Gill fu, secondo
Fontane, il pi grande tra i maestri
della satira politica ai tempi della ca-
duta del secondo Impero e dellav-
vento della terza Repubblica.
Poeta squisito e pittore origi-
nale, ebbe una vita romanzesca, fatta
di duro lavoro e miseria, terminata
nella follia. Attivo tra il 1865 e il
1880, Gill inizi la galleria di perso-
naggi contemporanei che lo avrebbe
reso immortale sul periodico La Lu-
ne. Dumas padre disse che il suo ri-
tratto era il pi somigliante che qual-
cuno gli avesse mai fatto. Quando La
Lune venne soppresso, Gill fond La
Lune Rousse e, successivamente, Le
Bulletin de vote e La Petite Lune. La
Lune Rousse contiene il meglio del
geniale caricaturista, del quale Byblis
riproduce la tavola Thophile Gau-
tier, acadmicien, colorata a mano dal
grande Jean Saud (Fig. 6).
Boissais descrive Lucien Bou-
cher come un artista dotato di fresca
immaginazione e grande senso del-
lumorismo. Portava sempre con s
un blocco per gli schizzi per disegna-
re tutto ci che vedeva, sentiva, pen-
sava. Le sue illustrazioni per i Contes
di Perrault (Paris, mile Hazan,
1928) sono inedite e vivaci come
quelle di un ragazzino che abbia ap-
pena letto i testi per la prima volta
scrive Boissais. Le iniziali decorate,
stampate in blu, e le xilografie a colo-
ri realizzate per il Gargantua et Pan-
tagruel di Rabelais (Paris, mile Ha-
zan, 1930) hanno la comica esube-
ranza di certe vignette di Albert Du-
bout (Fig. 7).
5 7
8
la Biblioteca di via Senato Milano settembre 2010 46
12
settembre 2010 la Biblioteca di via Senato Milano 47
Con Sylvan Sauvage e Jean
Dulac si ritorna a quelle calcografie
finemente incise che costituiscono
la gran parte dellapparato illustrati-
vo di Byblis. Ce feu que met au cur des
filles, studio per Le Bon Plaisir di
Henri Rgnier (La Roseraie, 1929
Fig. 8) accompagna larticolo di
Marcel Valotaire Sylvain Sauvage ar-
chitecte de beaux livres (1928, pp. 124-
128), nel quale il critico descrive le
difficolt del rapporto tra illustratori
ed editori e la filosofia del libro di
Sauvage.
Per essere unopera darte, un
libro deve presentare caratteristiche
domogeneit assoluta, ideale non
raggiungibile quando leditore per-
segue il minimo rischio economico e
lillustratore la massima libert
espressiva. In questi casi lunica so-
luzione possibile che lartista si
metta in proprio, come hanno fatto
Schmied, Daragns, Jou, e Sauvage.
Figlio di architetti e architetto lui
stesso, Sauvage inizi a illustrare nel
1922-23, lavorando per editori co-
me Mornay, Crs e Kieffer. Nel
1925 pubblic il suo primo libro
prodotto autonomamente: unedi-
zione di Daphnis & Chlo decorata da
una serie di xilografie a colori che ot-
tenne immediato successo. Il suo
Candide di Voltaire scrive Valotaire
uno dei libri moderni pi belli in
assoluto: gli studi architettonici
hanno fornito a Sauvage le basi per
costruire una mise-en-page dotata di
equilibrio perfetto, senza tuttavia
scadere mai nella monotonia di
ununica formula.
La ricerca di unarmoniosa re-
lazione tra tutte le parti del libro
estesa alla creazione di caratteri tipo-
grafici che esprimessero lo spirito del
testo (come il Grasset o lAuriol) fu
lobiettivo delleditoria francese di
lusso a partire di primi anni del 900.
Come tale ricerca si sia sviluppata e
quali ne siano stati i migliori esiti lo
ricorda Charles Saunier in Trente ans
de bibliophilie franaise (1930, pp. 54-
68), rassegna delle pi celebri pub-
blicazioni dellepoca, dalle Histoires
Naturelles illustrate da Toulouse-
Lautrec al Paralllement di Bonnard.

In Les tendances nouvelles de la


bibliophilie (1931, pp. 33-37) Marcel
Valotaire affronta invece lo spinoso
argomento del rapporto tra il libro
dartista e la riproduzione fotomec-
canica. Sono veramente incompa-
tibili? Valotaire pone la domanda a
vari illustratori dellepoca (tra cui
Georges Barbier), che si rivelano
tutti pi o meno favorevoli allutiliz-
zo delle nuove tecniche perch esse
consentono di riprodurre fedelmen-
te i loro disegni. La migliore risposta
forse quella data da Joseph H-
mard: libro darte non vuol dire
nulla; un libro, o bello, o non lo , e
la meccanica non esclude n il buon
gusto, n loriginalit, n, del resto,
il cattivo gusto.
Larticolo illustrato da unin-
cisione al bulino di Jean Dulac trat-
ta dal suo Les Amours pastorales de
Daphnis et Chlo (Chez lArtiste
1931) che colpisce per lo splendido
contrasto tra linee forti e dettagli fi-
nissimi: le piante in primo piano (i
narcisi i basso e le foglie dalbero in
alto) hanno contorni spessi, lerba e i
fiori pi delicati hanno contorni sot-
tili, mentre il disegno che orna le ali
degli uccellini e delle farfalle pu es-
sere apprezzato pienamente solo
con una lente dingrandimento (Fig.
9). Il fatto che tutti questi particolari
siano incisi su rame li rende percepi-
bili non solo allocchio, ma anche al
tatto cosa che, a mio avviso, costi-
tuisce la principale differenza tra le
tecniche di riproduzione artistiche e
quelle meccaniche. Xilografia, cal-
cografia, litografia hanno tutte una
qualit materica e cromatica, una tri-
dimensionalit che manca comple-
tamente alle tavole in quadricromia.

Il 1931 lannata finale di


Byblis, e anche una delle pi attraen-
ti dal punto di vista estetico. Contie-
ne, tra laltro, uno specimen a colori
delledizione dellOdissea illustrata
da Schmied, che accompagna la re-
censione di Pierre Gusman Une nou-
velle apothose dHomre (pp. 68-74).
Gusman inneggia sia alla traduzione
di Victor Brard, illustre ellenista
francese, sia al contributo grafico di
Schmied, magicien de la dcora-
tion du livre.
Schmied amava il Mediterra-
neo. Non tanto le grandi rovine di
cui costellato, quanto pi le sue bel-
lezze naturali, il cielo, la luce, il mare,
che erano gli stessi dei tempi di
Omero e Ulisse. Gli ori, i filetti dar-
11
48 la Biblioteca di via Senato Milano settembre 2010
gento, lazzurro e lo smeraldo delle
isole favolose, il rosa dei giardini in-
cantati, gli arabeschi e le gemme del
mare fanno di questo libro un monu-
mento degno delle migliori bibliote-
che del mondo scrive Gusman.
Larticolo riproduce anche una delle
tavole che servirono alla separazione
dei colori e alla tiratura dei contorni
delle immagini (Fig. 10).

Il pezzo di Sigismond St.


Klingsland sullarte del libro in Po-
lonia (Le livre dart en Pologne, pp.
115-120) illustrato da ben tre tavo-
le a colori, una delle quali riproduce
la copertina di Chlopi di S. Reymont,
disegnata da Kaminski (Fig. 11),
unaltra, unillustrazione di Z. Pro-
naszro per 10 Ballad O Powsinogach
Beskidzkich di Zegadlowich (Fig.
12). Klingsland spiega come in Po-
lonia il libro darte non fosse solo un
prodotto di lusso, ma una vera e pro-
pria roccaforte dellespressione arti-
stica nazionale.
Nonostante la situazione poli-
tica fosse radicalmente diversa, an-
che in Francia il libro darte era (ed
tuttora) considerato una delle pi al-
te manifestazioni del gusto artistico
nazionale. Byblis ne fu per dieci anni
laraldo. Nel congedo finale, il fon-
datore e direttore Pierre Gusman
scrisse che la pubblicazione della ri-
vista, intrapresa senza scopi di gua-
dagno, veniva interrotta perch col-
laboratori e sostenitori avvertivano
lesigenza di una pausa di riflessione
prima di dare avvio a un nuovo ciclo.
Con i suoi quaranta fascicoli,
Byblis resta comunque un eccelso re-
pertorio della storia del libro darte e
delle arti grafiche antiche e moderne
dice Gusman e la serie di tavole
originali che ne adornano le pagine
una parure unica. Ai suoi amici,
grandi e piccoli, essa riconoscente;
la sua ultima frase sar quella del pri-
mo giorno, sempre vera: GALLIAE
LIBER SEMPER FLORENS.
Da internet disponibile una
copia della rivista, completa dei suoi
dieci volumi e, presumibilmente, di
tutte le tavole, e rilegata in mezzo
marocchino: costa 20.000 euro.
10 9
settembre 2010 la Biblioteca di via Senato Milano 49
Parma celebra laugusto
tipografo Giambattista Bodoni
La medaglia donore e lillustre scambio epistolare
BvS: il libro ritrovato

Tommasini, Giacomo
(1768-1846).
Medaglia donore decretata dal
pubblico di Parma al celebre
tipografo Gio. Battista Bodoni
cittadino parmigiano. Crisopoli
[i.e. Parma, Giambattista
Bodoni], 1806. In folio (426x277
mm); [8], LXXXIV p.
Sul frontespizio medaglia
incisa con il ritratto
di Bodoni e il suo rovescio con
liscrizione CIVI. OPTIMO.
DECVRIONI. SOLERTISS.
ARTIS. TYPOGRAPHICAE.
CORYPHAEO. ERVDITISS.
EX. XII. VIRVM. PARM.
DECRETO. (Brooks, 993).
Legatura coeva in marocchino
marezzato con titolo e fregi in
oro al dorso. Piatti inquadrati in
due cornici di filetti e fregi
fitomorfi in oro. Al contropiatto
anteriore lex libris calcografico
del conte Filippo Linati
(1757-1837) inciso da Domenico
Cagnoni (1730-1797).
In fine al volume sono allegate
due lettere manoscritte, la prima
di Filippo Linati, la seconda
di Aubin Louis Millin
(1759-1818), archeologo, storico
L
edizione bodoniana - pre-
sente nella Sala Tommaso
Campanella della Bibliote-
ca di via Senato - rappresenta una
testimonianza degna di nota perch
esemplifica limportanza del genio
dellarte tipografica di Giambattista
Bodoni e lascia tracce di quelle che
furono le vicende che si intrecciaro-
no a questa impresa editoriale. Se
ledizione fu data alle stampe solo
nel 1806, occorre dire che lanno de-
terminante per leditore parmense
fu il 1802. Lamico e biografo Giu-
seppe De Lama, nella sua Vita del ca-
valiere Giambattista Bodoni (Parma,
Bodoni, 1816), offre un chiaro qua-
dro dei fatti che coinvolsero la citt
di Parma e il suo Reale Tipografo:
Questanno di luttuosa ricordanza
ai Parmigiani per la perdita repenti-
na dellottimo loro Duca lInfante di
CHIARA BONFATTI
e conservatore del Medagliere
presso la Biblioteca Imperiale
di Parigi; ad esse fa seguito
la versione stampata dal Bodoni
della lettera di Papa Pio VII
Dilecto filio comiti Antonio
Ceretoli Parmam, datata 3
giugno 1807, e inviata come
ringraziamento per il dono
delle medaglie fatto al Museo
Vaticano (Brooks 1022).
LArte si specchia
nellimmago, e, valse,
Dice, Costui, chio non varr
pi tanto
Angelo Mazza
Recto della carta con prima lettera
manoscritta inviata da Filippo Linati
a Aubin Louis Millin
50 la Biblioteca di via Senato Milano settembre 2010
settembre 2010 la Biblioteca di via Senato Milano 51
Spagna Don Ferdinando I, il quale
dopo brevissima malattia chiuse, il
giorno 9 ottobre, la mortale sua car-
riera nella Badia di Fontevivo; que-
stanno medesimo fu per Bodoni ap-
portatore di una onorificenza, di cui
altra mai non aveva solleticato pi
dolcemente il suo amor proprio: e
qui intendo parlare della medaglia
che fece lui coniare la Citt di Par-
ma (De Lama, vol. I, p. 73).
La morte di Ferdinando I in-
dusse lAnzianato di Parma a prov-
vedere affinch un elogio funebre
per il Duca venisse pronunciato nel-
la Chiesa della Steccata il giorno 15
dicembre dallavvocato Uberto
Giordani. E di questo episodio il De
Lama racconta: E perch la niti-
dezza delle stampe perpetuasse il de-
cretato tributo, fu poscia invitato
Bodoni a mandare quellOrazione
coi proprj splendidissimi caratteri in
luce. Egli assunse lincarico colla
prontezza e collentusiasmo del
buon Cittadino (De Lama, vol. I, p.
74). A tale invito Giambattista Bo-
doni rispose con le seguenti parole:
Io intraprender senza dilazione il
lavoro a cui Voi, Signori, per ordine
dellAnzianato mi invitate. Ledizio-
ne del funebre elogio sar triplice; e
procurer che il lavoro riesca non
indegno n del nome, che si vuole
per esso consegnare alla posterit,
n del Pubblico che ne ha decretata
la stampa. Ma una condizione mi si
conceda di porre allonorevole im-
pegno: condizione che a me coman-
dano sentimenti antichi chio nutro
verso la Citt di Parma non meno
che verso il Principe estinto. Il Cor-
po Civico deponga da questistante
pensiero verso me qualunque din-
dennizzazione o di premio, trovan-
domi io largamente ricompensato,
dallonor che ricevo per cos distinta
incombenza (p. XXXVI). E lim-
pegno del Bodoni sfoci nella nota
edizione dellOrazione funebre in
morte di Ferdinando I (Parma, Bodo-
ni, 1803), anchessa presente nella
Sala Tommaso Campanella.
Nonostante le dichiarazioni
del tipografo regio, lAnzianato si
impegn da quellistante nel dimo-
strargli pubblica riconoscenza e
gratitudine, dapprima ascrivendolo
alla distinta classe dei Piazzesi e con-
ferendogli un diploma di nobilt, e
poi premiandolo attraverso il conio
di una medaglia doro nella quale
labile incisore Luigi Manfredini
(1771-1840) scolp leffige del Bo-
doni. In occasione di due importanti
sessioni dellAnzianato di Parma del
19 febbraio e del 7 settembre 1805 -
a cui presero parte anche Giacomo
Tommasini e Filippo Linati (que-
stultimo nel ruolo di Decurione
Presidente) - dopo dibattiti e discus-
sioni, vennero stabilite le iscrizioni
latine da incidere sui due lati della
medaglia e in altra sessione del 27
luglio fu fissato a quattro il numero
delle medaglie doro, delle quali la
prima destinata a Bodoni, la seconda
al Museo Napoleone di Parigi ac-
compagnata da lettera di questAn-
zianato al Presidente del Museo me-
desimo, la terza allAmministrato-
re generale Moreau Saint-Mry e
una simile da collocarsi nellArchi-
vio Civico di Parma. Furono inoltre
realizzate 200 medaglie dargento e
250 in rame.
In unulteriore sessione del 3
gennaio 1806 venne ordinato che di
ci si realizzasse una relazione, che
fosse impressa dallo stesso Giam-
battista Bodoni con unincisione
raffigurante la medaglia al centro
del frontespizio. E veniamo dunque
alledizione qui considerata - della
quale Bodoni stamp nello stesso
anno anche unedizione in quarto
che differisce solo nel formato e nel-
linterlineamento delle righe - che si
A sinistra: Ritratto del Bodoni
realizzato da Andrea Appiani
e conservato alla Galleria Nazionale
di Parma, olio su tela.
A destra: Ex libris di Filippo Linati
52 la Biblioteca di via Senato Milano settembre 2010
compone di una Relazione de motivi
che determinarono il pubblico di Parma
a decretare la Medaglia bodoniana e del
modo con cui fu eseguito il decreto, alle
pp. I-XXIX, e degli Atti dellAnzia-
nato di Parma relativi al conio della
Medaglia bodoniana ed alla presenta-
zione della medesima, alle pp. XXXI-
LXXXIV.
Nella Relazione, stilata dal pro-
fessore e medico ducale Giacomo
Tommasini, nonch fine scrittore,
una vivida descrizione della solenne
cerimonia data attraverso lefficace
narrazione dellevento: Preceduto
da un grido commovente di gioja en-
tr Bodoni accompagnato dignito-
samente dai Civici Deputati e cinto
intorno daglingenui abitanti duna
citt amica delle scienze, delle arti e
della giustizia, cui egli, compieva ap-
punto in quel giorno il trentottesi-
manno, qual seconda sua patria ri-
sguardava. Terminati gli officj di re-
ciproca urbanit, ed assiso Bodoni in
seggio particolare rimpetto agli An-
ziani destinatogli salz il Presidente,
e penetrato da sentimenti che la di-
gnit del Consesso, la grandezza del-
latto e i voti dunintera Popolazione
consegnati al suo labbro inspirar gli
doveano, parole disse allalto sub-
bietto conformi ed alla pubblica rap-
presentanza in esso raccolta: e nel
terminarle stesa Bodoni la mano,
porse a lui la triplicata Medaglia non
senza aperti segni duna commozio-
ne che negli animi e nei volti pass di
tutti gli astanti. Lillustre Tipografo,
legregio Cittadino nel ricevere cos
certo pegno delluniversale conside-
razione bagn il ciglio di lagrime ri-
conoscenti, ed alle coltissime espres-
sioni, onde aglinterni moltiplici af-
fetti dar volle uno sfogo, pronto ri-
spose e non equivoco effetto, il pi
consolante universale commovi-
mento (p. XXVI-XXVII).
E Giuseppe De Lama nella sua
biografia aggiunge: Finita laugu-
sta cerimonia, unica ne nostri Anna-
li di Parma, e forse in quelli di pi co-
spicue citt, Bodoni part, a tutti co-
loro che gli si affollavano intorno
esprimendo pi assai col volto che
con la voce la piena de varj soavissimi
affetti da cui sentivasi agitato. E in
quei deliziosi istanti tutte dimentic
le passate disgrazie, e le pene, e le dis-
gustose gare, e glinciampi frapposti
da taluno, vivente sotto lo stesso cie-
lo, per arrestare i suoi progressi nel-
larte; n pi ebbe ad invidiare allI-
barra, al Baskerville, e al Didot stesso
lidolatra ammirazione de loro con-
cittadini (De Lama, I, p. 78).
Considerando ora il nostro
esemplare, un valore aggiunto da-
to dal fortunato caso della presenza
di due documenti manoscritti di sto-
rica importanza: il primo la copia
della lettera citata a p. LVIII delle-
dizione, Atto n. 7 della sessione del
Tavola con ritatto litografico
di Giacomo Tommasini impresso
a Torino dai Fratelli Doyen
e inciso dal Perrin conservato
in un album che raccoglie ritratti
di diversi uomini illustri
settembre 2010 la Biblioteca di via Senato Milano 53
27 luglio 1805, ovvero la lettera ac-
compagnatoria del dono delle tre
medaglie e di un esemplare delledi-
zione bodoniana indirizzata alla Bi-
blioteca Imperiale di Parigi con la
firma di Filippo Linati e la data di
Parigi 9 dicembre 1808; la seconda
lettera, di tre giorni successiva, la
responsiva di Aubin Louis Millin,
conservatore del Medagliere presso
la Biblioteca parigina. Filippo Lina-
ti, antico possessore dellesemplare
nonch noto bibliofilo e filantropo,
in quella data era membro del corpo
legislativo di Francia e deputato del
dipartimento del Taro.

A seguito si intende offrire la


trascrizione del contenuto delle due
missive:
Paris le 9. X.
bre
1808.
A Monsieur Millin,
Membre de lInstitut et de la
Lgion dhonneur, un des Conser-
vateurs-Administrateurs de la Bi-
bliothque Impriale.
Ph. Linati, Dput du Dpar-
tement du Taro au Corps-Lgislatif.
Monsieur,
Jai lhonneur de vous remet-
tre trois mdailles frapes Parme
en lhonneur de M.
r
Bodoni dont
une est en or, une en argent et lautre
en cuivre, pour que vous veuilliez les
placer la Bibliothque Impriale.
La Ville de Parme voulut lui donner
un tmoignage authentique de con-
sidration, damour et de reconnais-
sance. Elle le devoit lArtiste cl-
bre par le quel elle rivalise dans lart
typographique les plus grandes Vil-
les de lEurope: Elle le devoit au Ci-
toyen Vertueux qui, par la puret de
ses murs et lamabilit de son ca-
ractre, sest rendu lobjet gnral
de lestime et delamour de ses Con-
citoyens. Elle le devoit enfin au Ma-
gistrat clair et actif qui avoit servi
avec zle et intgrit la Patrie dans
les diverses fonctions auxquelles il
avoit t appell comme Membre
du Conseil Gnral dela Ville. Cest
ces titres que le Conseil des An-
ciens lui dcerna une Mdaille por-
tant dun ct son effigie, et de lau-
tre une inscription rappellant les
motifs pour les quels elle lui fut d-
cerne. La mdaille lui fut prsnte
dune manire solemnelle le 24. f-
vrier 1806. Ce sera toujours avec les
sentimens dela plus douce satisfac-
tion que je me rappellerai ce jour o
au milieu de tous les Membres du
Conseil Gnral et des Anciens que
javois lhonneur de prsider, et au
milieu des applaudissemens et de
lmotion la plus vive dune nom-
breuse assemble, je remplis, au
nom de la Patrie, cet hommage pu-
blic dont lexpression me devent
doublement chre et prcieuse, et
par le sentiment gnral que je par-
tageais avec tous mes concitoyens,
et par celui de lamiti qui, depuis
long-tems, mattache lui.
Ce mme Conseil, prvenant
ds-lors, par ses vux, lpoque
heureuse la quelle Parme devoit
tre dfinitivement runie la plus
grande Nation du monde, et atta-
che pour toujours la gloire du plus
grand des hros, dcreta aussi quu-
ne de trois Mdailles seroit dpose
la Bibliothque Impriale de Paris,
que regardoit dj comme celle de sa
Capitale. Jtois charg den faire
lenvoi, mais plusieures circonstan-
ces men ont fait retarder lexcu-
tion. Je maquitte maintenant dune
commission aussi honorable, vous
remettant, Monsieur le Conserva-
teur-Administrateur, en mme
tems, une relation imprime par
M.
r
Bodoni des motifs qui engag-
rent le Public de Parme lui dcer-
ner cette Mdaille, car on exigea de-
lui que, faisant taire, pour quelques
momens, les sentimens de modestie
qui lui sont naturels, lui-mme en
conservat, par ses presses, le souve-
nir la Postrit. Je suis persuad
que tous les Franais verront avec
plaisir ce tmoignage Public desti-
me et damour que la Ville de Parme
a rendu M.
r
Bodoni, cet Artiste si
justement clbre, qui leur toit dj
cher pour ses talens et ses vertus, et
qui prsent doit leur tre plus chr
encore comme leur concitoyen.
Veuillez bien agrer, Mon-
sieur le Conservateur-Administra-
teur, les Assurances dela considra-
tion la plus distingue avec laquelle
jai lhonneur dtre,.
Monsieur,
V. C. [non legitur]
sign Linati.
La risposta, su carta intestata
della Bibliothque Impriale (la
parte in corsivo a stampa):
Bibliothque Impriale
Paris le 12 Decembre 1808.
Aubin Louis Millin, Conserva-
teur des Medailles de la Bibliothque
Impriale, Membre de lInstitut et de la
Lgion dhonneur,
A Monsieur Linati, Deput du
Department du Taro au Corps Le-
gislatif.
Monsieur
jai reu les trois mdailles
frappes Parme en honneur de M.
Bodoni dont une est en or, une en ar-
gent et lautre en cuivre, que Vous
54 la Biblioteca di via Senato Milano settembre 2010
avez eu la bont de me remettre
pour les deposer la Bibliothque
Impriale. Jai galement reu le bel
ouvrage relatif cette mdaille, dans
lequel lillustre Bodoni a fait preuve
de ce rare talent qui lui a merit te-
moignage honorable de lestime de
ses concitoyens et qui lui assure la
reconnoissance et les hommages de
la posterit. Je me rejouis particuli-
rement que Vous ayez t choisi
pour deposer ce beau monument
dans le depot qui mest confi, puis-
que cela me fournit loccasion de
Vous offrir lassurance de la respec-
tueuse considration avec laquelle
jai lhonneur dtre.
Monsieur
Votre trs humble et trs
obissant Serviteur
A.L. Millin

Nel 1808 era dunque deputato


del Dipartimento del Taro Filippo
Linati. Napoleone si era imposses-
sato del Ducato di Parma, Piacenza
e Guastalla gi nel 1801 e quando
nel 1802 mor il Duca Ferdinando I,
il regno del Ducato venne affidato a
Moreau de Saint-Mry. Nel 1806
Napoleone lo fece sostituire per
dal generale Junot e in quello stesso
anno il nuovo prefetto Nardon divi-
se il territorio di Parma in tredici
mairies; dal 1808 gli stati parmensi
divennero infine il Dipartimento
del Taro e furono, fino al 1814, parte
integrante dellimpero francese.
A sinistra: Frontespizio delledizione
in-folio. Sopra: La medaglia doro
a Giambattista Bodoni realizzata
da Luigi Manfredini
settembre 2010 la Biblioteca di via Senato Milano 55
Questo fu dunque il contesto
storico nel quale si svolse la vicenda
editoriale bodoniana e il 1806 fu per
Bodoni un anno da ricordare dop-
piamente per altri onori che gli giun-
sero dalla Francia poich fu invitato
a partecipare al Concorso dei Pro-
dotti dellIndustria mandando a sua
scelta quattordici delle sue migliori
produzioni tipografiche. In questa
occasione la citt di Parigi decret al
Bodoni il primo premio dichiarando
che Monsieur Bodoni de Parme est
un des hommes qui ont le plus con-
tribu aux progrs que la typogra-
phie a faits dans le dix-huitime si-
cle, et de notre tems, ec. (Emilio De
Tipaldo, Biografia degli italiani illu-
stri nelle scienze, lettere ed arti, Vene-
zia, tipografia di Alvisopoli, 1835,
vol. 2, p. 148).
La stima che i francesi avevano
per il tipografo emerge anche da un
passo di Voyage en Italie di Auguste-
Franois Creuz de Lesser (Parigi,
Didot, 1806, anchesso in Biblioteca
di via Senato) in un capitolo intera-
mente dedicatogli: Parmi les hom-
mes qui ont cultiv ce metier, qui est
presque un art, peu mritent autant
dloges que Jean-Baptiste Bodoni.
Il faut connotre la pente presque in-
vincible qui loigne dans la molle
Italie de toute amlioration en tout
genre, pour bien apprcier le mrite
dun homme qui, dans un tat sans
territoire et dans une ville sans com-
munications, est parvenu fonder un
tablissement dont les productions
jouissent du plus grand succs dans
toute lEurope, et balancent les r-
putations les mieux tablies dans ce
genre (p. 42-43).
Per concludere sia detto che
presso la Bibliothque Nationale di
Parigi si conserva ancora oggi un
esemplare delledizione bodoniana
e una gentile risposta del direttore
del Dpartement des Monnais, m-
dailles et antiques, il dottor Michel
Amandry, ci ha reso noto che presso
il dipartimento sono custodite an-
cora due delle tre medaglie che furo-
no loro donate.
Tavola con ritratto di Giambattista
Bodoni inciso in rame da Luigi Rados
su disegno di Antonio Bramati
contenuto in una raccolta di ritratti
intitolata Collezione di n. 215 ritratti
di uomini illustri divisa in tre volumi.
Il ritratto del Bodoni si trova nel
Volume secondo di n. 55 che contiene
filosofi, metafisici, astronomi, fisici
matematici, anatomici, naturalisti,
antiquari, letterati, artisti, e poeti
Bibliografia:
L. Farinelli; C. Mingardi (a cura di), Giam-
battista Bodoni, Parma, FMR, 1989.
Giuseppe De Lama, Vita del cavaliere
Giambattista Bodoni, Parma, Bodoni, 1816.
56 la Biblioteca di via Senato Milano settembre 2010
L
asta dell11 giugno scorso
presso Bolaffi ha proposto
in vendita una parte del
patrimonio librario del noto anti-
quario, nonch collezionista,
Carlo Alberto Chiesa (1926
1998). In vendita era la raccolta bi-
bliografica e saggistica riunita in
oltre quarantanni di attivit, spec-
chio e riflesso del modus operandi
del libraio milanese: le migliaia di
volumi riunite in pi di trecento
lotti tematici testimoniano infatti
della cura con cui Chiesa seguiva
quanto pubblicato dalleditoria
moderna, acquistando attraverso il
mercato antiquario testi fonda-
mentali non pi editi e acquisendo
fondi bibliografici di librai anti-
quari e grandi collezionisti.
Allincanto ha partecipato
anche la Biblioteca di via Senato,
aggiudicandosi, tra gli altri, anche
il lotto n. 266, interamente dedi-
cato alla figura di Girolamo
Savonarola. Costituito da circa
settanta volumi, perlopi di edi-
zioni ottocentesche e moderne, il
lotto presenta titoli che coprono
vasti ambiti di pubblicazioni, dagli
scritti del monaco ferrarese ai sag-
gi monografici, dai cataloghi alla
bibliografia di Savonaroliana:
molto interessanti ad esempio gli
Opuscoli inediti di F. Girolamo
Savonarola stampati probabilmen-
te a Parigi a cura di Niccol
Tommaseo e ledizione fiorentina
di Cesare Guasti delle Poesie
tratte dallautografo del 1862, in-
sieme alla prima raccolta completa
delle Lettere curata e commentata
da Roberto Ridolfi; e non manca-
no neppure le edizioni moderne
straniere (inglesi e tedesche, di cui
si segnala la prima edizione della
rara Hieronymus Savonarola und
seine Zeit di Andreas Rudelbach)
degli studi monografici che com-
pletano il gi corposo gruppo di
saggi e contributi di interesse sto-
rico e critico sulla figura del frate.

Importante perch arricchi-


sce il fondo posseduto dalla Fonda-
zione dedicato al predicatore fer-
rarese, il lotto non manca per di
svelare ulteriori particolarit inte-
ressanti anche sul piano della bi-
bliofilia: una parte dei volumi pre-
senti in esso, infatti, consente di in-
dagare i rapporti intercorsi tra un
celebre studioso di Savonarola, un
eminentissimo editore e uno tra i
principali collezionisti fiorentini
dei primi decenni del Novecento.
Una porzione consistente del
lotto infatti costituita dai volumi
che furono propriet di Piero Gi-
BvS: rarit per veri bibliofili

La raccolta savonaroliana
di Piero Ginori Conti
Una liaison bibliofila tra Leo S. Olschki e due nobili piagnoni
ARIANNA CAL
A sinistra: legatura amatoriale
di Ginori Conti con piatti seminati
dal suo monogramma coronato.
A destra: lettere e appunti
di Gonnelli, Olschki e Conti
nel catalogo di Savonaroliana del 1898
settembre 2010 la Biblioteca di via Senato Milano 57
nori Conti, principe di Trevigna-
no, industriale ed erede della dina-
stia delle ceramiche, appassionato
collezionionista di libri antichi in
genere e di Savonaroliana. Di una
parte della sua superba collezione
dedicata al religioso ferrarese ri-
mane traccia in una serie di appun-
ti allegati in un catalogo Olschki
datato 1898 per lasta indetta nel
centenario della morte del predi-
catore (Les uvres de fra Girolamo
Savonarola de lordre des frres Pr-
cheurs n Ferrare en 1452, brl
Florence le 23 mai 1498. Editions -
Traductions - Ouvrages sur sa vie et sa
doctrine. Catalogue XXXIX de la Li-
brairie ancienne Leo S. Olschki, Flo-
rence, Librairie ancienne Leo S.
Olschki, 1898).

Le edizioni presenti, come


annotato dallo stesso Olschki, pur
non brillando per pregio estetico,
sono state raccolte e pensate per un
pubblico di collezionisti esperti:
La collection de livres que je mets
aujourdhui en vente avec ce catalo-
gue, nest pas de celles qui attirent
les regards des amateurs par la
choix des exemplaires et par le luxe
des reliures; elle se recommande
plutt lattention des nombreux
savants, historiens et thologiens,
qui soccupent de la vie et des u-
vres de Jrme Savonarola. Scor-
rendo il testo del catalogo, sor-
prende la quantit di annotazioni
58 la Biblioteca di via Senato Milano settembre 2010
settembre 2010 la Biblioteca di via Senato Milano 59
autografe che svelano, in rapporto
ai volumi elencati, la consistenza
delle edizioni possedute da Ginori
Conti; ma non solo: gli appunti, che
si sono rivelati essere di mano del li-
braio antiquario Aldo Gonnelli, fi-
glio del capostipite Luigi, svelano
la caparbiet con la quale il conte
intendeva colmare le lacune della
propria biblioteca, affidandosi a un
noto esperto affinch facesse da
tramite con Olschki e contrattasse
la vendita delle edizioni mancanti.
In un biglietto autografo del
nobile indirizzato a Gonnelli, da-
tato 3 dicembre 1932, si legge in-
fatti: Prego segnarmi nel catalo-
go di Olschki i Savonarola incuna-
boli che io non posseggo per stu-
diarli e vedere se avendoli ancora
lOlschki o trovandoli altrove, il
caso di comprarli; diligentemen-
te il libraio fiorentino compila le-
lenco delle edizioni possedute, e
annota i desiderata del conte in una
breve missiva a Ginori Conti, poco
prima di rivolgersi a Olschki, che,
dal canto suo, con una breve rispo-
sta dattiloscritta gela le speranze
del nobile toscano: Purtroppo
non posseggo pi nessuno dei nu-
meri del mio catalogo Savonarolia-
no citati sul qui accluso foglietto.
La collezione di incunaboli e
cinquecentine del principe, a ogni
modo, doveva possedere tutti i re-
quisiti per essere degna di nota, se
le richieste al celebre libraio non
superavano la decina di unit.
Reca traccia di un simile lavo-
ro di confronto anche il volume
contenente il Catalogo della colle-
zione de libri relativi alla riforma re-
ligiosa del secolo XVI donata dal conte
Pietro Guicciardini alla citt di Firen-
ze (Firenze, Pellas, 1877) e i suoi
due supplementi, nei quali si rico-
nosce ancora una volta la grafia del
libraio Gonnelli che annota a mar-
gine delle edizioni di Savonarola in
elenco il monogramma G. C. per
quelle possedute dal collezionista
e, a fianco, il numero progressivo
del volume nella biblioteca del no-
bile; queste note di possesso sono
presenti anche ne Les illustrations
des crits de Jerome Savonarole di Gu-
stave Gruyer (Parigi, Librairie de
Firmin Didot, 1879), accanto a
molte delle trentatr xilografie del-
lincisore ottocentesco Pilinski che
ripropongono le decorazioni origi-
nali dei testi sei e settecenteschi, e
nel volume di Poesie di Ieronimo Sa-
vonarola riunite e pubblicate a cura
del celebre bibliofilo e bibliografo
tienne Audin de Rians, comparso
a Firenze nel 1847 presso leditore
Tommaso Baracchi.

La comparsa delleditore Leo


S. Olschki nella trattativa delle
edizioni savonaroliane, inoltre, in-
troduce la figura di Roberto Ridol-
fi, nipote dello zio collezionista
Ginori Conti e ultimo tassello di
questa singolare liaison bibliofila:
ricercatore e scrittore raffinato,
Ridolfi dedica fin dagli esordi la
sua lunga attivit di studioso agli
archivi di prestigiose famiglie gen-
tilizie e alla storia culturale della
sua citt, Firenze. Accademico ac-
clamato per chiara fama e direttore
dal 1944 de La Bibliofilia, compila
saggi preziosi su Machiavelli e
Guicciardini; ma soprattutto le-
dizione del 1933 delle Lettere di Sa-
vonarola a valergli un encomio so-
lenne dellAccademia dItalia e a
coronare un interesse scientifico
gi maturo: al monaco ferrarese,
Ridolfi dedicher infatti buona
parte della sua produzione saggi-
stica, scegliendo, per i contributi
scientificamente pi accreditati,
proprio leditore Olschki.

Lacquisizione del copioso


lotto in asta ha consentito alla Bi-
blioteca di via Senato di collezio-
nare non solo la quasi totalit delle
edizioni fiorentine degli anni
Trenta di Ridolfi, ma di ottenere,
di quelle, gli esemplari appartenuti
allo zio dello studioso, Piero Gino-
ri Conti. Si tratta di esemplari
estremamente pregiati, e non solo
da un punto di vista editoriale (pro-
veniendo da tirature limitate a po-
chissime copie) ma il cui pregio de-
riva anche da elementi cari alla bi-
bliofilia: il legame con il principe
collezionista e il comune carattere
di piagnoni - interessati cio agli
scritti di Savonarola -, sono spesso
scanditi da Ridolfi in dediche ma-
noscritte alle prime carte dei volu-
mi da lui curati.
Al recto della prima carta
bianca de Le Lettere di Girolamo Sa-
vonarola (Firenze, L. S. Olschki,
1933, esemplare n. 2 di una tiratura
limitata a 35 copie) si legge ad
esempio la dedica Al mio carissi-
mo zio Piero Ginori Conti con af-
fetto e ammirazione per lappas-
sionata cura con la quale raccoglie
la sua insigne e preziosa collezione
di rare edizioni savonaroliane.
Nello stesso anno viene pub-
blicato un estratto da La Bibliofilia,
diretta in quegli anni proprio da
Leo Olschki, una dispensa di Poesie
Dediche autografe di Leo S. Olschki
e Ridolfi nelledizione delle Lettere
di Girolamo Savonarola del 1936
60 la Biblioteca di via Senato Milano settembre 2010
inedite di Giovanni sarto fiorentino
contro il Savonarola, curata dallo
stesso studioso fiorentino, e diretta
allo zio accompagnata da una lette-
ra manoscritta nella quale Ridolfi
annuncia la colossale importan-
za del codice olschkiano, tale da
fargli suggerire: non dovresti as-
solutamente fartelo sfuggire per la
tua raccolta savonaroliana.
Costanti aggiornamenti sulle
proprie ricerche e continui ringra-
ziamenti per i contributi agli studi
savonaroliani, questa la cifra del
rapporto tra Ginori Conti e il nipo-
te: probabile che la linfa alle pub-
blicazioni savonaroliane di Ridolfi
con Olschki siano state le edizioni
antiche possedute dallo zio (e della
cui consistenza rimane traccia nei
repertori e nei cataloghi gi citati):
ne la prova la dedica a stampa nel-
ledizione del 1936 de Le Lettere
Nuovi contributi con unappendice sul-
la questione dello pseudo-Burlamacchi
e della Vita Latina, esemplare 1 di
una tiratura a 10 copie: A mio zio
che gli studi savonaroliani libera-
mente promuove ed attende alla
sua raccolta di codici ed edizioni ra-
re delle opere del frate con amorosa
passione degna di un fiorentino an-
tico, o ancora: con gratitudine
per ci che a lui deve questo libro e
per ci che gli debbono gli studi sa-
vonaroliani (al recto del foglio di
guardia del volume di Ridolfi Studi
Savonaroliani, Firenze, L. S. Olsch-
ki, 1935).

Consapevole della preziosit


di queste edizioni e del prestigio ri-
flesso alla propria collezione, Gi-
nori Conti pone la giusta cura nel
trattare la veste esteriore degli
esemplari: i volumi di pregio di
Olschki sono a pieni margini e con
barbe, come da nota del principe al
legatore: Non smarginare, nep-
pure raffilare; allo stesso modo
Conti riveste le brossure originali
di questi con legature amatoriali
eleganti e raffinate: in pieno ma-
rocchino, con i piatti interamente
seminati dal suo monogramma do-
rato e sormontato da una corona,
belle al dorso.
Non forse un caso che lo
stesso Olschki, nel congedare gli
aggiornamenti di Ridolfi alleditio
princeps dellepistolario di Savona-
rola, lo dedichi allindustriale colle-
zionista, che davvero ha per i libri
rari e preziosi lamore di un princi-
pe umanista della Rinascenza.
Ex Libris del principe Piero Ginori
Conti con vedutina di Firenze
settembre 2010 la Biblioteca di via Senato Milano 61
Antichi e moderni: Senofonte,
il padre delloikonoma
Usando Socrate, lEconomico insegna a gestire casa e cosa pubblica
lErasmo: pagine scelte

P
er la civilt umana un gran-
de bene che sia esistito So-
crate, a fissare il modello
delluomo giusto che si lasci giu-
stiziare per amore di giustizia; ed
altrettanta fortuna che non sussi-
stano dubbi sulla sua realt storica,
anche se le molte facce del perso-
naggio consegnato ai posteri dalla
tradizione discordano in modo al-
larmante. Come trovare un punto
dincontro fra il dialettico che ra-
zionalmente confuta la pubblica
opinione nei primi dialoghi plato-
nici, il cauto paladino del comune
buon senso di cui racconta Seno-
fonte, e lo spregiudicato negatore
di ogni verit assoluta che Aristofa-
ne mette in parodia nelle Nuvole?
Verrebbe quasi da supporre che,
nellimmaginario ateniese fra il V e
il IV secolo a.C., il suo nome fosse
applicato a un tipo fittizio e strava-
gante, in cui gli scrittori potessero
travasare ad libitum i propri estri,
esasperandoli al limite del parados-
so. Ma lasciamo perdere questo de-
lirio dipotesi; e teniamoci allevi-
denza della documentazione che
impedisce di ascrivere i tratti di un
popolaresco Bertoldo al profeta
esperto di uno stile distinto di vi-
ta; e dunque nel colloquio accetta
di rovesciare la sua parte consueta:
ossia di farsi egli stesso, seriamente
e non per ironia dialettica, disce-
polo di un uomo che sullargomen-
to ne sa pi di lui. Per introdurlo al
proprio sistema di convinzioni e di
attivit, e in particolare ai rudi-
menti dellagricoltura, Iscomaco
simpossessa di un artificio pro-
priamente socratico: la maieutica,
ossia la tecnica dargomentazione
mediante domande rivolte a con-
durre linterlocutore alla scoperta
di verit che egli gi inconsapevol-
mente conosce.

Senofonte porta questa para-


dossale inversione di ruoli alle-
stremo, tanto che il suo Socrate fi-
nir per ammettere stupefatto:
Ma allora linterrogare un mo-
do di insegnare!. Esattamente
quello che il Socrate autentico pro-
fess per tutta la vita: e daltra parte
difficile immaginare qualcosa
che pi dellagricoltura fosse lon-
tano dai reali interessi di colui che
nel Fedro platonico dichiara che
DARIO DEL CORNO
laico della verit che appartiene alla
sapienza.

Il caso limite di un Socrate


poco socratico rappresentato
dallEconomico di Senofonte, un
dialogo ripartito in due sezioni, do-
ve il sapiente dapprima discute con
il giovane Critobulo intorno alla
corretta amministrazione della ca-
sa, e quindi riferisce allinterlocu-
tore una conversazione tenuta sul-
largomento con un ricco proprie-
tario terriero, a nome Iscomaco.
Socrate si era proposto di in-
contrarlo perch lo considerava
Scomparso nella sua Milano
il 28 gennaio di questanno,
Dario Del Corno stato uno dei pi
autorevoli grecisti del nostro 900,
docente per quasi quarantanni
di Letteratura greca allUniversit
degli Studi di Milano, dove ricopr
anche la cattedra di Letteratura
teatrale della Grecia antica.
Diresse la rivista Dioniso dellIstituto
Nazionale del Dramma Antico
e scrisse opere per il teatro in musica.
settembre 2010 la Biblioteca di via Senato Milano 63
soltanto in citt trova occasioni per
imparare (230 d).

In questa prospettiva a rove-


scio colpisce soprattutto la grazia
dellumorismo, ancorch delicata-
mente dissimulato: che poi Seno-
fonte avesse altri e pi seriosi
obiettivi riguardo allimmagine
del maestro, oggetto di filologi-
che controversie.
LEconomico unopera se-
condaria nel corpus senofonteo; e
tuttavia nel dialogo circolano a
profusione le tonalit tipiche del-
lautore: larmonia e la misura del-
lo stile, la chiarezza dellargomen-
tazione, la rappresentazione vivace
di situazioni e caratteri, lintelli-
genza che scopre nuove tendenze
del vivere contemporaneo. Questo
sguardo su una realt in movimen-
to si rivolge soprattutto in due di-
rezioni: la vita piacevole e semplice
della campagna opposta allaffan-
nosa angustia della citt in un mo-
do che sembra precorrere la poesia
bucolica dellet ellenistica; e laf-
fettuosa considerazione rivolta da
Iscomaco alla giovane moglie, che
egli ha istruito a collaborare con
lui, un presagio della svolta socia-
le che per gradi accantoner la dis-
criminazione in cui linveterato
maschilismo greco tendeva a rele-
gare la donna.

Ma i meandri della storia, ri-


flettendosi nelle trasformazioni del
lessico, hanno riservato allopusco-
lo senofonteo un ulteriore e pi ri-
levante campo di anticipazione,
sebbene senza alcun consapevole
concorso dellautore. La parola
chiave del testo oikonoma, ripresa
nel titolo stesso (Oikonomiks, sot-
tinteso lgos), la quale propriamen-
te significa amministrazione (dal-
la radice nem-) della casa (ikos). In
tale valore il composto normal-
mente usato nel dialogo, con labi-
tuale estensione di ikos a indicare
sia la residenza del proprietario sia
la sua famiglia e linsieme delle per-
sone che da lui dipendono, inoltre
il patrimonio e i beni immobili che
gli appartengono, infine il com-
plesso delle attivit collegate con il
sostentamento comune e con lin-
cremento della propriet.
Nonostante lampiezza e la
rilevanza del significato, oikonoma
appare tuttavia un termine non fre-
quente, almeno fino al IV secolo
inoltrato. Ancora pi singolare,
anche nelluso successivo, risulta la
sua prerogativa di possedere una
natura, per cos dire, anfibia.
Formalmente esso si presenta
come un sostantivo astratto; ma la
gamma delle sue applicazioni com-
porta per lo pi unaccezione con-
creta. Con economia sintende
non tanto una dimensione del sa-
pere e della realt umana, quanto
unattitudine tipicamente indivi-
duale, che consiste nella capacit di
gestire una complessa serie di
adempimenti. Questi si estendono
dai rapporti umani e gerarchici fra i
membri della famiglia, inclusi di-
pendenti e schiavi, alla vigilanza sui
costumi e comportamenti del
gruppo, dalle attivit produttive al-
la gestione del patrimonio e dei
redditi, infine al buon uso etico e
pratico della ricchezza.
In tale esercizio il buon padre
e padrone metter a partito un
complesso di norme e di esperienze
sedimentate in una tradizione ora-
le-mnemonica; ma le integrer con
lapporto fondamentale e persona-
le della propria autorit e intelli-
genza, delle sue convinzioni mora-
li, della passione e dedizione per il
ruolo che gli compete.

Da un tale punto di vista, loi-


konoma antica ha una portata pi
estesa del corrispondente termine
moderno; ma lungo tale evoluzio-
ne, al contempo, la parola ha riven-
dicato la sua primaria valenza
astratta. In questo processo essa si
conquistata un versante estraneo
alluso greco: e attualmente eco-
nomia indica il complesso delle
strutture, delle attivit e dei rap-
porti che, allinterno di sistemi po-
litici e sociali pi o meno ampi e se-
condo leggi sostanzialmente auto-
nome, regolano la produzione, la
distribuzione e il consumo dei beni.
Il modello scientifico delle-
conomia sorto nellambito della
societ industriale, e in essa trova il
suo territorio privilegiato di appli-
cazione. Ci non esclude che tale
modello si possa riferire anche allo
studio storico dei sistemi economi-
ci del mondo antico, fatte salve al-
cune premesse fondamentali: a) sia
nel raggio spaziale che in quello
temporale leconomia antica non
presenta il carattere interrelato
delleconomia moderna, bens ap-
pare frazionata in tipologie marca-
tamente eterogenee; b) fra il siste-
ma produttivo antico e quello mo-
derno esistono invalicabili diffe-
Il mese di luglio, in Les Trs Riches
Heures du Duc de Berry, sec. XV;
miniatura, f. 7v: particolare.
Chantilly, Muse Cond
64 la Biblioteca di via Senato Milano settembre 2010
settembre 2010 la Biblioteca di via Senato Milano 65
renze, ad esempio la schiavit op-
pure legemonia della produzione
agraria; c) la documentazione sul-
leconomia antica in genere scar-
sa, e fondata su materiali indiretti.

A questapparato di diver-
genze si aggiunge il fatto che la cul-
tura greca e romana non giunse al
punto di elaborare una teoria auto-
noma dei fenomeni economici.
Tuttavia esiste qualche traccia da
cui si pu evincere una sia pure em-
brionale consapevolezza dei rap-
porti fra leconomia domestica e
quella politica.
Platone dichiara che fra la
struttura di una grande propriet
familiare e il complesso formato da
una piccola citt non intercorrono
differenze, e che esiste una sola
scienza di tutte queste cose (Politi-
co, 259 c). Aristotele definisce la ric-
chezza come uno strumento per
lamministrazione familiare e per la
vita politica (Politica, I. 8, 1256 b
36). Nella scuola peripatetica si
classificano i vari tipi di economia
in quattro categorie: regia, satra-
pica, cittadina, privata (ps.-Ari-
stotele, Economico, 1345 b 14). In ta-
le quadro acquista particolare rilie-
vo unaffermazione di Senofonte,
attribuita a Socrate in un altro trat-
tato dedicato al maestro: La cura
degli affari privati differisce dalla
cura degli affari pubblici solo per
quanto riguarda la quantit (Me-
morabili di Socrate, III. 4. 12).

Avvalendosi di questa frase,


si pu azzardare unipotesi semi-
seria sullobiettivo teorico dello-
puscolo senofonteo. Grazie al suo
formidabile senso della dinamica
storico-sociale, Senofonte seppe
intuire limportanza che lecono-
mia statale avrebbe progressiva-
mente acquisito; e pu darsi che
nellEconomico egli intendesse tra-
sporre nella metafora dellazienda
di Iscomaco il quadro di un siste-
ma economico di pi vasta portata,
ponendo laccento sui procedi-
menti amministrativi e facendoli
interagire con i criteri del buon
governo.
Il ricorso a un complesso
traslato, in cui si combinassero
elementi reali e intenzioni ideolo-
giche, la ragione strutturale e te-
matica di un trattato senofonteo di
vasto impegno come la Ciropedia; e
limmagine di un padrone giusto e
aperto alla cooperazione dei sot-
toposti corrisponde al programma
di una monarchia illuminata, che
fu un altro dei modelli con cui Se-
nofonte presag le trasformazioni
dellEllenismo.

Alla sua mente di aristocrati-


co e di conservatore sadatta anche
uno schema di economia statale,
che fosse fondato primariamente
sulla propriet terriera.
Infine, in quella che fu vero-
similmente la sua ultima opera, i
Poroi, ossia le Entrate dello Stato
ateniese, Senofonte ha per obietti-
vo unindagine sulle condizioni
della citt, in cui egli adotta unim-
postazione decisamente originale,
fondata su unottica prevalente-
A sinistra: Il mese di luglio,
in Les Trs Riches Heures du
Duc de Berry, sec. XV; miniatura,
f. 7v: particolare.
Chantilly, Muse Cond
A destra: Il mese di settembre,
in Les Trs Riches Heures du
Duc de Berry, sec. XV; miniatura,
f. 9v: particolare.
Chantilly, Muse Cond
66 la Biblioteca di via Senato Milano settembre 2010
settembre 2010 la Biblioteca di via Senato Milano 67
strofe nella guerra peloponnesiaca
versa lo Stato ateniese.
Da questa serie di considera-
zioni alla proposta di riconoscere
nellEconomico larchetipo della
trattatistica economico-politica, il
passo ovviamente lungo: ma ave-
vamo avvertito di voler giocare
con limmaginazione...
mente economica, relegando gli
aspetti politici a un ruolo comple-
mentare.
In questanalisi Senofonte
avanza una serie di proposte rivol-
te al risanamento del bilancio pub-
blico al fine di ridurre la miseria
delle masse, vera causa della pre-
cariet politica in cui dopo la cata-
A sinistra: Il mese di luglio,
in Les Trs Riches Heures du
Duc de Berry, sec. XV; miniatura,
f. 7v: particolare. Chantilly, Muse
Cond. Sopra: Il mese di marzo,
in Les Trs Riches Heures du Duc de
Berry, sec. XV; miniatura, f. 3v:
particolare. Chantilly, Muse Cond
68 la Biblioteca di via Senato Milano settembre 2010
Bartoli, Cosimo (1503-1572).
La vita di Federigo Barbarossa, impe-
rator romano. Di M. Cosimo Bartoli.
Allo illustriss. et ecc. S. il S. Cosimo de
Medici, duca di Firenze, et di Siena. Fi-
renze, Lorenzo Torrentino, 1559.
Prima edizione che vede poi
una ristampa nel 1829, arricchita da
nuove tavole.

Bisaccioni, Maiolino (1582-


1663). La Nave overo Novelle amorose
e politiche. Del conte Maiolino Bisaccio-
ni. Venezia, Matteo Leni & Giovan-
ni Vecellio, 1643. 2 volumi.
Prima edizione, difficile da re-
perire in tutte le due parti. La Nave
insieme alle opere Lalbergo, Lisola, e
Il porto, fa parte delle novelle scritte
tra il 1637 e il 1664. Lautore, nobile
di origini ferraresi ma veneziano
dadozione, fu storico, scrittore po-
litico e letterato di gran fama. Tasso-
ni riusc a far mettere in prigione il
Bisaccioni a causa di una polemica
che segu alle proprie Considerazioni
sopra Petrarca.

Bondi, Clemente (1742-


1821). Orazione accademica sopra
Maria Vergine assunta in cielo di Cle-
mente Bondi. S.l. [i.e. Parma], s.n.
[i.e. Giambattista Bodoni & Stam-
peria Reale], 1794.
Edizione originale dellOra-
zione accademica di Bondi, stampata
da Bodoni a Parma con dedica al car-
dinale Luigi Valenti Gonzaga. Il
Brooks afferma che ne furono im-
presse 36 copie in carta velina e lo-
pera fu impressa in formato in folio,
mezzo real folio e in-4 grande
(Brooks 566; De Lama II, p. 102).

Capua, Lionardo di (1617-


1695). Vita di D. Andrea Cantelmo.
Scritta da Lionardo di Capoa. Napoli,
Giacomo Raillard, 1693.
Ritratto f.t. inciso su rame da
Andrea Maglia raffigurante Andrea
Cantelmo. Due tavole contenenti
due elaborati stemmi. Prima e unica
edizione della biografia del nobile
abruzzese Cantelmo (1598-1645),
illustre capitano distintosi in varie
campagne militari, particolarmente
contro i Francesi nelle Fiandre, di
cui divenne anche governatore ge-
nerale. Le sue memorie si sono per-
se, ma la presente opera contiene i
suoi pareri sopra diverse materie di
stato e di guerra. Le informazioni
sullautore indicano che viene rite-
nuto dagli storici il pi grande pen-
satore e innovatore del regno di Na-
poli nel 600. Impegnato nella ricer-
ca e nella sperimentazione, in anti-
tesi ai vecchi capiscuola come Ari-
stotele, Galeno e altri, fu a capo di
unaccademia dal nome gli Investi-
ganti. Ebbe come discepolo Gio-
vanbattista Vico, e fra i suoi biografi
va ricordato Benedetto Croce. Era
iscritto fra gli arcadi di Roma col no-
me di Alceste Cileno. A parte la sua
grossa statura di pensatore, scien-
ziato e inventore, tutta rivolta a
scuotere il giogo aristotelico, a ri-
vendicare la libert di pensiero uma-
no e sostenere il metodo sperimen-
tale, Lionardo di Capua fu anche
uno strenuo lottatore contro la feu-
dalit, e avvers duramente i Ma-
yorga Strozzi, soprattutto in occa-
sione della rivoluzione capeggiata
da Masaniello, durante la quale si
port con la folla davanti al Castello
dei Cavaniglia, dichiarando decadu-
ta la feudalit. Fu molto stimato e
amico della regina Cristina di Svezia
Recenti acquisizioni della
Biblioteca di via Senato
Da un cinquecentesco Tasso illustrato al coevo successo di A. Gallo
Chiara Bonfatti, Arianna Cal,
Giacomo Corvaglia, Margherita
DellUtri e Annette Popel Pozzo
BvS: unutopia sempre in fieri

settembre 2010 la Biblioteca di via Senato Milano 69


che, come si sa, rinunci al trono e
venne in Italia. Fra le tante peripezie
non manc quella dessere ritenuto
ateo, rischiando la stessa fine che
avevano fatto un po di anni prima
Giordano Bruno e Tommaso Cam-
panella. Fu infatti processato e as-
solto dopo la morte. Gamba 1836.
Vinciana 1478. DBI XVIII, 257.

Davila, Enrico Caterino (1576


-1631). Historia delle guerre civili di
Francia, di Henrico Caterino Davila,
nella quale si contengono le operationi di
quattro re Francesco II. Carlo IX. Hen-
rico III. & Henrico IIII., cognominato il
Grande. Con lindice delle cose pi nota-
bili, licenza de superiori, e privilegi.
Venezia, Tommaso Baglioni, 1630.
Prima edizione. Arrigo Cateri-
no Davila (1576-1631), militare,
scrittore e storico italiano, pass al-
cuni anni alla corte di Parigi. Nel
1599 torn a Padova e si mise al servi-
zio della Repubblica di Venezia. Eb-
be incarichi militari che gli fruttaro-
no ricompense e lonore di stare vici-
no al Doge ogni volta che questi face-
va interventi al Senato. Il Davila mo-
r assassinato vicino a Verona, duran-
te il viaggio da Venezia a Crema, in-
viato dalla Repubblica come coman-
dante della guarnigione. Leopardi
nella sua Crestomazia italiana loda il
Davila. Autori italiani del Seicento I, n.
569.

Franchetti, Gaetano. Storia e


descrizione del Duomo di Milano espo-
ste da Gaetano Franchetti e corredate di
XXX tavole incise. Milano, Giovanni
Giuseppe Destefanis, 1821.
Prima edizione di unimpor-
tante opera dedicata alla storia del
Duomo di Milano, corredata da 30
belle tavole che illustrano vedute e
dettagli architettonici della celebre
cattedrale. Lopera comprende an-
che unappendice bio-bibliografica
sugli Architetti e Ingegneri stipen-
diati dalla Veneranda Fabbrica e
una cronologia degli Arcivescovi.

Gallo, Agostino (1499-1570).


Le dieci giornate della vera agricoltura,
e piaceri della villa. Di M. Agostino
Gallo, in dialogo. Venezia, Giovanni
Bariletti, 1566.
Lopera, pubblicata per la pri-
ma volta nel 1564 a Brescia, conosce
limmediato successo, che nel Cin-
quecento si traduce nella ristampa
abusiva, a Venezia, di una successio-
ne di edizioni che sottraggono al-
lautore ogni guadagno. Costretto
dalle abitudini dei librai veneziani,
lautore bresciano amplia, per ri-
pubblicarla, lopera, che si converte
prima nelle Tredici giornate, la cui se-
conda edizione porta unappendice
di sette giornate, che in unedizione
successiva sono ricomposte, nel
1572, secondo un piano espositivo
nuovo, nelle Venti giornate. Autenti-
co teorico delle nuove colture forag-
gere, Gallo propone la prima analisi
razionale della tecnologia casearia
lombarda, la tecnologia del formag-
gio grana, unica nel vastissimo pa-
norama caseario europeo. Una pri-
ma edizione illustrata risale al 1569.
Adams G 156ss.; Brunet II, 1467;
Mortimer 205 (nota).

Lull, Ramn (1232/1236-


1315); Bruno, Giordano (1548-
1600); Agrippa, Henri Corneille
(1486-1535); Valerio da Venezia
(15..-1618). Raymundi Lullii Opera
ea quae ad adinventam ab ipso artem
universalem, scientiarum artiumque
omnium brevi compendio, firmaque
memoria apprehendendarum, locuple-
tissimaque vel oratione ex tempore per-
tractandarum, pertinent. Ut et in ean-
dem quorundam interpretum scripti
commentarii, quae omnia sequens indi-
cabit pagina, et hoc demum tempore
conjunctim emendatiora locupletiora-
que non nihil edita sunt. Accessit Valerii
de Valeriis patricii Venetiaureum in ar-
tem Lullii generalem opus: Adiuncto
indice cum capitum, tum rerum ac ver-
borum locupletissimo. Strasburgo,
eredi di Lazarus Zetzner, 1617.
3 tabelle ripiegate f.t., 1 tavola
xilografica nel testo e pi di 60 sche-
mata nel testo. Terza di quattro edi-
zioni stampate da Zetzner conte-
nenti lopera omnia di Lull e in realt
ristampa di quella del 1609. Contie-
ne anche opere di Giordano Bruno:
De specierum scrutinio (p. 667-680),
De lampade combinatoria Lulliana (p.
681-734), De progressu e De lampade
venatoria logicorum (p. 737-786).
Esemplare postillato da diverse ma-
ni contenente anche riferimenti al-
ledizione critica lulliana curata da
Ivo Salzinger nel 1721. Nota di pos-
sesso del professore di economia Jo-
hannes Beckmann (1739-1811)
presso lUniversit di Gottinga in
data del 1787. Rogent-D. 180 und
207. Palau 143.678. Salvestrini
(Bruno) 3. Wellcome I, 3908. Dor-
bon 2793. Ferguson II, 49.

Machiavelli, Niccol (1469-


1527). Nicolai Machiavelli Florentini
Princeps, ex Sylvestri Telii Fulginatis
traductione diligenter emendatus. ...
Quibus denuo accessit Antonii Possevini
iudicium de Nicolai Machiavelli &
Ioannis Bodini scriptis. Francoforte
sul Meno, Lazarus Zetzner, 1608.
Prima edizione uscita dai tor-
chi di Zetzner. Una seconda edizio-
ne di Zetzner viene stampata nel
1622. Lopera segue la traduzione di
Sylvester Telius con una nuova ap-
70 la Biblioteca di via Senato Milano settembre 2010
pendice di Antonio Possevino.
Petracchi, Celestino. Vita di
Arrigo di Svevia re di Sardegna volgar-
mente Enzo chiamato allE[minentis-
si]mo e R[everendissi]mo signore Filippo
Maria Monti della Santa Romana
Chiesa cardinale meritissimo da d. Cele-
stino Petracchi dedicata. Faenza, Bal-
lanti & c., 1750.
Prima edizione. Enzo di Sar-
degna, Heinrich di Svevia (1220-
1272), era il figlio naturale di Federi-
co II di Svevia e di Adelaide di Urs-
linghen. Fu re del Regno di Torres
dal 1241 al 1272. Soprannominato il
Falconetto per la grazia e il valore,
amava, come il padre, la falconeria e
aveva numerosi interessi culturali. Si
attribuiscono comunemente a Re
Enzo quattro componimenti (due
canzoni, un sonetto e un frammento
probabilmente di canzone), ricon-
ducibili alla tradizione poetica della
scuola siciliana, ascritti dai mano-
scritti che li tramandano a Rex Hen-
tius, Rex enso, lo re Enzo. Celestino
Petracchi fu un monaco celestino
del Settecento noto soprattutto per
la sua Storia dellinsigne Abbaziale Ba-
silica di Santo Stefano di Bologna.

Sacrobosco, Ioannes de (1195-


1256). Sfera di Gio: Sacro Bosco tradot-
ta, e dichiarata da don Francesco Pifferi
Sansavino monaco Camaldolese, e mate-
matico nello Studio di Siena. Al serenissi-
mo don Cosimo Medici gran principe di
Toscana con nuove aggiunte di molte cose
notabili, e varie demostrazioni utili, e di-
lettevoli, come nella seguente tavola si ve-
de. Siena, Silvestro Marchetti, 1604.
Ritratto dellautore a piena pa-
gina entro medaglione sul verso della
carta a4. Numerose illustrazioni xilo-
grafiche nel testo. Prima e unica edi-
zione a cura di Francesco Pifferi che
dal 1587 al 1588? insegn allUniver-
sit di Pisa e dal 1600 fu docente di
matematica (e astronomia) a Siena.
Nella prefazione ai lettori, Pifferi di-
chiara di presentare una versione ita-
liana per facilitare la lettura per il
pubblico con scarsa conoscenza del
latino: Rispetto alla lingua Latina,
da loro poco, o nulla intesa. Ho per
meco medesimo pensato di dover
porger loro quellaiuto, che per me si
pu il maggiore, scrivendo in questa
nostra comune favella il presente
trattato, o comento di essa: Poiche la-
tinamente nhanno con alto stile, e
copiosamente scritto il M.R. padre
Clavio. Il Giuntino, lo Stofelino, &
altri singolari huomini. Ignora
completamente la presenza di edizio-
ni in volgare precedenti a cura di
Mauro da Firenze, Danti e Giuntini.

Spedalieri, Nicola (1740-


1795). Ragionamento sulla influenza
della religione cristiana nella societ ci-
vile recitato in Arcadia per la ricuperata
salute di Pio Sesto pontefice massimo da
Nicola Spedalieri siciliano. Roma, Mi-
chelangelo Barbiellini, 1779.
Prima edizione di questo sag-
gio poco conosciuto nel quale Speda-
lieri, contestando lo spirito illumini-
stico, difende la religione, unico
principio in grado di raggiungere gli
scopi posti dagli illuministi: Escla-
mano tutti concordemente, che la
grande opera della Politica consiste
nel congiungere, con indissolubile
nodo, linteresse de privati con quel-
lo del Pubblico. Noi sappiamo, al par
di essi, quanto sia questa unione im-
portante; crediamo bens di aver ra-
gione di lagnarci, che gli umani siste-
mi non sieno a ci fare valevoli (p.
IX-X). Come avrebbe infatti soste-
nuto nella sua opera pi celebre (De
diritti delluomo libri VI, 1791), assu-
me la difesa del fondamento natural-
mente cristiano dei diritti delluomo
proclamati dalla Rivoluzione france-
se (della quale denunzia il carattere
deistico e ateo), e riconosce la sovra-
nit popolare come fondamento del
potere del governo (Diz. Enc. It. XI,
p. 542). Spedalieri, inoltre, riconosce
la liceit della deposizione del so-
vrano ingiusto (DBI XXII, p. 697).

Tasso, Torquato (1544-1595).


La Gierusalemme liberata di Torquato
Tasso con le figure di Bernardo Castello; e
le Annotationi di Scipio Gentili, e di
Giulio Guastavini. Genova, Girola-
mo Bartoli, 1590.
Prima edizione illustrata con
disegni di Bernardo Castello e inci-
sioni di Agostino Carracci e Girola-
mo Franco, e anche prima edizione
con i commenti di Scipione Gentili e
Giulio Guastavini. Esemplare con la
variante presente anche nella copia
Hofer: debbiano (canto 4, stanza
1, linea 2; C2r) e stimate (canto 5,
stanza 4, linea 1; C8v) invece di deb-
bano e stimata. Frontespizio rac-
chiuso in bordura architettonica
contenente il ritratto di Tasso in ova-
le e un cartiglio con vedutina di Ge-
nova. Allinizio di ciascun canto
unincisione a piena pagina, e argo-
mento entro cartiglio xilografico.
Legatura amatoriale in pieno maroc-
chino oliva (firmata Charles Cap,
1806-1867). Copia marginosa, ap-
partenuta allEarl of Mexborough e a
Giovanni Treccani degli Alfieri (ex
libris e timbro a secco, accompagna-
to da un foglio sciolto con note ma-
noscritte italiane, probabilmente
dalla mano di Giovanni Treccani,
contenenti informazioni su Agostino
Carracci e Bernardo Castello prese
dalla Felsina Pittrice). Malvasia, Felsi-
na Pittrice, I, 98. Mortimer Italian,
494. Brunet V, 665. Adams, T243.
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La sla bibliofila
pi nota di tutti
i tempi e i nostri
libri mai scritti
Francesco Lumachi, Annette
Popel Pozzo e Matteo Noja
I cinque sensi
nella lettura
della Divina
Commedia
Chiara Nicolini
la Biblioteca di via Senato
mensile
anno II
n.1 gennaio 2010
Milano
consento che i miei dati personali siano trasmessi ad altre aziende di vostra fiducia per inviarmi vantaggiose offerte
commerciali (Legge 675/96) Barri la casella se intende rinunciare a queste opportunit
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mensile
anno II
n.2 febbraio 2010
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Una mostra
per Curzio,
lintellettuale
arcitaliano
Maurizio Serra
La XXI Mostra
del Libro Antico
Andrea Bosco
Speciale: la
Libreria de Volpi
Annette Popel Pozzo
Pasolini: laffaire
Petrolio,
e una mostra
di scatti e libri
Luigi Mascheroni
e Matteo Tosi
Dopo 30 anni ,
una nuova bio
di Malaparte?
Giordano Bruno Guerri
I furti di
Napoleone
esposti al Louvre
Chiara Bonfatti
la Biblioteca di via Senato
mensile
anno II
n.3 marzo 2010
Milano
la Biblioteca di via Senato
Milano
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La biblioteca di
Mario De Micheli
in via Senato
Italo Mazza, Matteo Tosi,
Anna e Gioxe De Micheli
I diari del Duce:
occhi su gerarchi
e Gran Consiglio
I libri di Borges
ne raccontano
vita e pensiero
Matteo Noja
e Laura Mariani Conti
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mensile
anno II
n.7 luglio/agosto 2010
M
ilano
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telefono
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Questo bollettino mensile distribuito
gratuitamente presso la sede
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pu farne richiesta rimborsando
solamente le spese postali di 20 euro
per linvio dei 10 numeri.

72 la Biblioteca di via Senato Milano settembre 2010

So che la Fondazione Biblioteca di


via Senato ospita spesso editori che pre-
sentano le proprie novit o conferenze
darte e vorrei chiedere se eventual-
mente disponibile a ospitare anche mo-
stre esterne o se gli spazi espositivi sono
esclusivo appannaggio dei materiali
della Fondazione.
Enrico Balboni
Certo, compatibilmente con
la nostra programmazione, diamo
disponibilit a valutare e succesi-
vamente a ospitare altre iniziati-
ve, purch rientrino nellambito di
attivit culturali. Le pi interes-
santi di queste potrebbero anche
essere sposate dalla Biblioteca
stessa, aiutando e partecipando al-
la buona riuscita dei vari eventi.

Lo scorso gioved 9 settembre ho


partecipato allo spettacolo del Teatro di
Verdura dellopera buffa del Barbiere
di Siviglia. stata per me una piace-
volissima sorpresa che, pur uscendo dal
canone di un teatro fatto di letture e li-
bri in scena quale il vostro, riuscita a
regalare freschezza e ilarit. Perch
non proporre pi spesso serate come
questa e come quella delle bravissime
Sorelle Marinetti?
Giulia DEnrico
Prendiamo nota e saremo lie-
ti di ripetere una simile esperienza
qualora trovassimo risorse e pro-
getti particolari che possano offrire
un valore aggiunto a una rassegna
che, come lei stessa notava, man-
tiene per come proprio filo con-
duttore quello delle letture di testi
prettamente letterari.

Ho letto sul numero di luglio-


agosto della vostra rivista il lancio di
una nuova iniziativa che consente di
ricevere le dieci uscite annuali di queste
vostre pagine in abbonamento diretta-
mente a casa propria. Mi chiedevo, pe-
r, se la cosa partisse gi da subito o se si
debba attendere il nuovo anno solare
Stefano Mangili
Labbonamento gratuito al
nostro bollettino, per cui chie-
diamo ai lettori di sostenere esclu-
sivamente le spese di spedizione
sottoscrivibile a partire da qual-
siasi momento dellanno, e sar
sempre valido per i dieci numeri
successivi. Gi da questo numero,
comunque, ritrova la nostra pro-
posta di sottoscrizione accompa-
gnata da un apposito coupon con
tutte le informazioni del caso.

Lavoro per un piccolo museo che


in passato ha ospitato pi di una mostra
a cura di Mario De Micheli e mi piace-
rebbe organizzare una sorta di retro-
spettiva del suo operato nel territorio
lombardo e dellAltomilanese in parti-
colare. Volevo sapere se era possibile ri-
cevere in prestito per loccasione alcuni
materiali dal fondo recentemente ac-
quisito dalla vosta Biblioteca
Andrea Cavalli
Di fronte al progetto di un
evento ben organizzato e di buono
spessore culturale, la nostra Fon-
dazione sar ben lieta di mettere a
disposizione i propri documenti.
La pagina dei lettori

Se volete scrivere:
segreteria@bibliotecadiviasenato.it
Tutti i numeri sono scaricabili
in formato pdf dal sito
www.bibliotecadiviasenato.it
Bibliofilia a chiare lettere
Le vostre iniziative in BvS e la musica al Teatro di Verdura
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MILANO: VIA MONTENAPOLEONE ROMA: VIA CONDOTTI FIRENZE: VIA DE TORNABUONI VENEZIA: SALIZADA
SAN MOIS SAN MARCO NAPOLI: VIA FILANGIERI PORTO CERVO: PIAZZETTA PORTOCERVO TORINO:
VIA ROMA VERONA: VIA MAZZINI BOLOGNA: VIA FARINI IN TUTTI I NEGOZI ROCCA E IN SELEZIONATE GIOIELLERIE