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UNIVERSIT CATTOLICA DEL SACRO CUORE

Ufficio Nazionale per le Comunicazioni Sociali

Convegno

Internet: un nuovo forum per proclamare il Vangelo


Milano, 9 - 11 Maggio 2002

La Missione della Chiesa nellEra di Internet

Mons. Giuseppe BETORI Segretario Generale CEI

PREMESSA
Linteresse della Chiesa per Internet un aspetto particolare dellattenzione che essa riserva da sempre ai mezzi di comunicazione sociale1 e il magistero ecclesiale, dal Concilio Vaticano II in poi, si focalizza sempre pi in un approccio sostanzialmente positivo, nella ferma convinzione che i moderni mezzi di comunicazione siano fattori culturali da cui non si possa prescindere. Essi sono primo areopago del tempo moderno e, in ordine alla missione della Chiesa stessa, si precisa che non basta usarli per diffondere il messaggio cristiano, ma occorre integrare il messaggio stesso in questa nuova cultura creata dalla comunicazione moderna2. Gli stessi Orientamenti pastorali per il decennio appena iniziato, assumendo la prospettiva del comunicare come elemento di fondo che deve guidare lazione pastorale della Chiesa, orientano lattenzione della Chiesa sulla dinamica della comunicazione quale fattore decisivo, e per certi versi discriminante. Si presa coscienza che non si pu evangelizzare senza lasciarsi interpellare dai processi dalla comunicazione, che oggi rappresentano un ambiente vitale pi che un apparato strumentale3. La comunicazione sociale ha modificato le modalit di gestione della vita, dei ritmi di esistenza, la qualit e la tipologia dei rapporti interpersonali, lorganizzazione del lavoro; gestisce la domanda e lofferta dei beni materiali come quelli pi umani e spirituali. Non c ambito della vita che non sia toccato dai processi della comunicazione sociale e dallinnovazione tecnologica, in gran parte connessa con il mondo della comunicazione. Con riferimento a Internet, giustamente viene osservato che lo sconvolgimento che si verifica oggi nella comunicazione presuppone, pi che una semplice rivoluzione tecnologica, il rimaneggiamento completo di ci attraverso cui lumanit apprende il mondo che lo circonda, e ne verifica ed esprime la percezione. La disponibilit costante di immagini e di idee, cos come la loro rapida trasmissione, anche da un continente allaltro, hanno delle conseguenze, positive e negative, sullo sviluppo psicologico, morale e sociale delle persone, sulla struttura e sul funzionamento della societ, sugli scambi fra una cultura e laltra, sulla percezione e la trasmissione dei valori, sulle idee del mondo, sulle ideologie e le convinzioni religiose4.

Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali, La Chiesa e Internet, 1. Giovanni Paolo II, Redemptoris missio, 37. 3 Cf. Conferenza Episcopale Italiana, Comunicare il Vangelo in un mondo che cambia, Orientamenti pastorali dellepiscopato italiano per il primo decennio del 2000. 4 Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali, Etica e Internet, 1.
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Su questo sfondo intendo collocare le mie riflessioni concernenti La missione della Chiesa nellera di Internet, in apertura di un Convegno dedicato a Internet: nuovo forum per lannuncio del Vangelo, in continuit con le indicazioni di Giovanni Paolo II contenute nel Messaggio per la celebrazione della Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali. Sono certo che i lavori del Convegno potranno aiutare la comunit dei credenti e gli uomini di buona volont a esplorare con profondit e responsabilit i molteplici aspetti di uno scenario comunicativo che va compreso come scenario culturale e che invita al discernimento e a responsabili progettualit. Mi permetto, allora, di offrire il mio contributo evidenziando alcuni nodi strategici del novum tecnologico, come ambiente da esplorare e conoscere; specificare quale risorsa Internet rappresenti per levangelizzazione; annotare alcune questioni che vorrei non fossero tralasciate in questo specifico momento di studio; e, infine, richiamare le responsabilit della comunit cristiana.

1. IL CYBERSPAZIO: AMBIENTE DA ESPLORARE E CONOSCERE


1.1 NELLERA DELLA CONVERGENZA

La comunicazione in rete sembra declinare nuovi profili sociali, relazioni altre rispetto a quelle reali, appartenenze che hanno pretesa di confini comunitari. Ogni giorno, infatti, senza lasciare la propria abitazione, sempre pi persone entrano in questo mondo nuovo, il mondo del cyberspazio. Il computer diventato il mezzo per accedere a un nuovo tipo di comunit: le comunit virtuali on-line. Non riportate su nessuna cartina geografica, queste comunit possono assumere varie forme, ma tutte vengono create attraverso il collegamento alla Rete e grazie alla tecnologia di Internet. Ciascun individuo pu scegliere a quale particolare villaggio virtuale appartenere, stringendo di fatto un legame con gruppi che lutente il pi delle volte non pu n vedere n sentire o toccare. Sono comunit mediate che vivranno finch ci sar elettricit. Sappiamo tutti che Internet, o pi semplicemente the Net, la rete, una sorta di meta-rete costituita da molte reti di computer connesse tra loro, che tramite infrastrutture di comunicazione aperta, con limmissione di linguaggi e protocolli di comunicazione standard, realizza non tanto una rete di computer ma un ambiente di rete globale, e pi precisamente una rete di persone collegate attraverso computer. Secondo le stime pi recenti si calcola che Internet colleghi pi di 500 milioni di utenti finali, senza tralasciare di menzionare il progetto di Internet 2 (una

partnership tra circa 180 universit, industrie e realt governative, con lobiettivo di sviluppare e rendere disponibili applicazioni avanzate di rete e relative tecnologie) e il pi ambizioso disegno di Ipn (Internet Planetaria), che intende definire le regole e i protocolli per collegarsi ad altri pianeti. Il cuore di questa rivoluzione tecnologica, dettata dal digitale, certamente la convergenza multimediale: la convergenza tra media e tecnologia, e cio la fusione di due o pi tecnologie in qualcosa di totalmente nuovo e diverso, qualcosa che pur possedendo attributi di ciascuna tecnologia, appare del tutto unico. Da qui la possibilit di scambiarsi dati, condividere risorse e comunicare tra esseri umani. 1.2 LA RETE: NUOVO SPAZIO DI SOCIALIT E DI COMUNICAZIONE

Con queste novit si delinea la rete, cio Internet: un nuovo tipo di luogo o spazio che non possibile inquadrare in nessuna equazione fisica, ma un luogo o spazio reale: Ci sono milioni di persone che vi trascorrono una parte significativa della loro giornata per lavoro, educazione, e-commerce, comunicazione o divertimento5. Questo cambiamento evidenzia un passaggio sociale che giustamente potrebbe dirsi dalla societ dellinformazione alla societ della rete. Una metafora, quella della rete, che sembra cogliere lessenza della nostra societ decentrata, flessibile, connessa: Essere in rete significa essere parte di una configurazione dinamica, di una struttura di nodi, di conversazioni, di storie e di narrazioni6. Il nuovo scenario culturale creato dal cyberspazio fortemente in antitesi con il contesto comunicativo del passato quando le comunicazioni si presentavano centralizzate, gerarchiche, immutabili, univoche e rispondevano ai valori di chi le deteneva. I nuovi media, invece, utilizzano linguaggi basati sulla interattivit, sul decentramento e la distribuzione delle fonti, sulla fruibilit e la malleabilit, sul dinamismo della condivisione e della personalizzazione. Nuovi linguaggi, quindi, che immettono nuove relazioni generazionali e nuova cultura e che, ovviamente, chiedono il possesso di nuove competenze. Il cambiamento pi evidente certamente quello legato alla comunicazione stessa. Il cyberspazio, infatti, sempre meno designa i nuovi supporti dellinformazione, mentre grande attenzione si presta alle modalit originali di creazione, di navigazione nella conoscenza e di relazione sociale.
A. A. Zukowski, Un nuovo senso del luogo per levangelizzazione: lera virtuale e il Vangelo, in UCS-SiCEI (Eds), WWW.Chiesa-in-rete, Nuove tecnologie e pastorale, Atti del Seminario di Assisi, 9-11 marzo 2000, 49. 6 Cf P. Levy, Lintelligenza collettiva. Per una antropologia del cyberspazio, Feltrinelli, Milano 1996, 31.
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Uno spazio di comunicazione che grazie al computer si configura sempre pi come un nuovo luogo di scambio e di interazione: dalla possibilit di inviare messaggi siamo ormai giunti a programmi che permettono conversazioni multisensoriali e favoriscono la nascita di comunit virtuali che coprono ogni interesse del vivere umano. Gli stessi concetti di spazio e tempo sono soggetti a cambiamento. Ormai lo spazio molto pi ampio di quello che si pu definire con lo sguardo, pi ampio del territorio in cui si nasce, della citt in cui si lavora. E uno spazio globale in cui si pu costruire entrando nellambiente generato dal computer. Anche il tempo non si scandisce pi come prima: siamo alla presenza di unaccelerazione continua e di una pressione a restringere tutto al presente, quasi che i fatti vengono osservati mentre avvengono. Ora viviamo a velocit completamente nuove rispetto ai secondi, ai minuti, alle ore. La ricostruzione dello spazio e del tempo che il cyberspazio consente, determina un modo diverso, a volte alternativo, di vita. Sono tanti, infatti, coloro che insistono sulla possibile esistenza in rete, il vivere in rete, che si correda di una fenomenologia gi suggestivamente rappresentata: identit, io multipli, immagini di s rimessi in discussione7. Uno scenario che non ci sottrae dalla responsabilit di approfondire quali possano essere le ricadute sulla persona e la comunit circa i temi dello spaesamento, della frammentariet, della ricettivit senza profondit, di un dialogo minato nel suo spessore argomentativo, di un agire che fatica a nascere da un pensare che abbia radici e che abbia costante attenzione alla verit, senza dimenticare le problematiche connesse alla cosiddetta dipendenza da Internet. 1.3 COMUNIT VIRTUALI E NUOVI PARADIGMI

Questa annotazione invita a dare attenzione al mondo delle comunit virtuali non tanto come spazio di inutile e di evasione quanto come laboratorio di creativit, luogo in cui dare maggiore risalto allintelligenza e alla creazione mentale del personaggio: Il cyberspazio potr diventare un luogo di esplorazione dei problemi, di discussione pluralistica, di messa a fuoco di processi complessi, di decisioni collettive e di valutazioni dei risultati8. La comunicazione in rete, quindi, richiede nuovi canali e nuovi sistemi di significato, strategie simboliche che permettono di costruire un nuovo ambiente sociale, dove si pu rileggere lesperienza reale con creativit e immaginazione. La socialit di questo nuovo villaggio globale riflette la frantumazione della comunit umana dettata da interessi e obiettivi diversi, fa esplodere
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Cf S. Turkle, La vita sullo schermo, Apogeo, Milano 1995. P. Levy, Lintelligenza collettiva. Per una antropologia del cyberspazio, 73.

nuove abilit a situazioni comunicative inattese, rende possibile una conversazione con nuove espressioni grafiche simboliche. Si fa strada in rete una sorta di liberalizzazione del comportamento: lanonimato nella conversazione sembra garantire un vantaggio per coloro che soffrono di timidezza, favorendo agli utenti la libert di aprirsi ad una persona estranea, svelando informazioni che uno esiterebbe a dire a faccia a faccia, fino a giungere a quei fenomeni insoliti, ma veri, di relazioni virtuali e di legami emotivi che qualche volta conducono a scelte importanti nella vita reale. Tutto ci testimonia che in questo nuovo contesto comunicativo si individuano nuove possibilit di relazioni interpersonali e un nuovo paradigma conoscitivo: qui gli utenti sono tutti attori del processo comunicativo, superando cos il divario tra emittente e ricevente a favore di interazioni fra persone, gruppi, organizzazioni, istituzioni. Suggerisce De Kerckhove: uno spazio virtuale come luogo dove larchitettura dellintelligenza si materializza, si fa visibile come architettura della connettivit9. Il nuovo modello di comunicazione con cui bisogna fare i conti ha delle caratteristiche precise: se vero che cambia il lavoro degli interlocutori, non c, invece, cambio di luogo: la rete pi che un luogo alternativo alla realt reale si delinea come scenario di azione. Il modello alternativo che Internet mette in gioco, quindi, rispetto a quello tradizionale si potrebbe definire come il passaggio dal paradigma geografico (Internet come luogo altro rispetto al luogo reale) al paradigma pragmatico (Internet come sistema di azioni): Dallidea di due mondi Internet e quello reale si passa allidea di un solo mondo e di pi contesti azionali10. 1.4 IMPATTO NEL CAMPO EDUCATIVO

La riflessione educativa, che sta molto a cuore alla Chiesa, si confronta con un contesto che si coniuga con la fenomenologia dellinterattivit. La svolta nel campo della formazione si avuta proprio grazie allesplosione reticolare della connessione che fa emergere una filosofia dellapprendimento pi basata sul riutilizzo/condivisione della conoscenza gi posseduta dai partecipanti (cooperative learning, peer tutoring) e meno sulla trasmissione dal docente al discente11. Tramite la rete, e a costi sempre pi bassi, le possibilit di accesso sono ampie e le possibilit formaCf. D. De Kerckhove, The Architecture of Intelligence, in Birkhauser Publishers for Architecture, Basel-Boston-Berlin (marzo 2001). 10 P.C. Rivoltella, Comunicare in Internet. Linee per lelaborazione di un modello teorico, in TD- Tecnologie didattiche (22) 1, 2001, 57. 11 A. Calvani M. Rotta, Comunicazione e apprendimento in rete, Didattica costruttivistica in rete, Erickson, Trento 1999, 39.
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tive sono notevoli: decine di migliaia di cataloghi di biblioteca; migliaia di libri in linea; innumerevoli musei virtuali; articoli e testi solo in forma elettronica, un numero infinito di documenti iconografici che coprono lintera storia degli artefatti visivi: pittura, fotografia, cinema, televisione. Queste opportunit non mancano, per, di portare con s anche dei rischi: leccesso di complessit cognitiva; la meccanizzazione dellintelligenza, la solitudine dellindividuo; lazzeramento del ruolo dellinsegnante. Al fondo sta poi la difficolt a formare una mentalit critica, data la precariet dei punti di riferimento allinterno della rete. E evidente che il processo formativo determinato dallapprendimento attraverso la rete induce ad un coerente cambiamento dello stesso progetto educativo e richiede la presenza di educatori che pi che essere detentori del sapere aiutino gli studenti a scegliere sentieri pi promettenti in rapporto ad un determinato progetto. Il cambiamento che avvenuto con la comunicazione elettronica stato ben sintetizzato dal gi citato de Kerckhove quando pone a confronto i principi del mondo alfabetico con quello del mondo elettronico: statico/dinamico; esplosivo/implosivo; visuale/tattile; frontale/immersivo; centralizzato/distribuito; analogico/digitale; basato sulla memoria/ basato sullintelligenza; specialistico/convergente; frammentato/integrato; astratto/multisensoriale12. Un cambiamento, ovviamente, che giacch mette in discussione il profilo delleducatore o delloperatore culturale interessa anche la comunit dei credenti, cui richiesto di dare priorit alleducazione e alla qualit formativa. 1.5 OLTRE LE DERIVE NEGATIVE

Le osservazioni fin qui fatte, sono un invito a considerare il cyberspazio, la comunicazione in rete e i livelli di interazione non soffermandosi esclusivamente sugli intrecci che le chats e i mondi virtuali evidenziano da un punto di vista psico-sociale o sulle devianze che la realt sta affidando anche alla rete. Il processo di comunicazione che si attua nella rete, infatti, potr far rilevare lesistenza di comunit, come gruppi di lavoro telematico, che nascono per motivi che vanno oltre le ragioni emotive o le patologie persistenti e fondano le caratteristiche del loro esistere sulla razionalit, sulla motivazione, sulla centralit del compito, sullattenzione ai risultati. In definitiva, la rete potrebbe configurarsi come sistema di azione per uno scambio e lincontro non di un altro io rispetto a quello che interagisce in presenza: la comunicazione in rete esprimerebbe, cos, lintera esperienza dellindividuo e anche quando nella strategia della maschera che svia
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Cf. D. De Kerckhove, The Architecture of Intelligence..

sembra distante e diversa da quella reale, pur tuttavia, denuncia di un s possibile e, a volte, invocazione di una liberazione e desiderio di una migliore identit. Al di l di una ricognizione delle culture di Internet che evidenzia un contesto di complessit, la cultura della rete non ancora consolidata, le sue potenzialit tecniche sono ancora allo stadio iniziale, la sua crescita non ancora terminata. Questo nuovo contesto comunicativo potr rinnovare profondamente le modalit del legame sociale. In questa prima parte mi sembrato prioritario mettere in luce le grandi possibilit di civilizzazione legate allemergere del multimedia: nuove strutture di comunicazione, di regolazione e cooperazione, linguaggi e tecniche intellettuali inedite, il cambiamento dei rapporti con il tempo e lo spazio. Se vero che la forma e il contenuto del cyberspazio sono ancora parzialmente determinati, fuori dubbio che ai governi, ai grandi operatori economici, ai cittadini si prospettano scelte politiche e culturali fondamentali. Non si tratta di ragionare, dunque, esclusivamente in termini di impatto ma anche di progetto, e qui si innestano le considerazioni realistiche e fiduciose della stessa comunit cristiana che chiamata a compiere la sua missione in un mondo che cambia.

2.
2.1

INTERNET: UNA RISORSA PER LEVANGELIZZAZIONE


UN NUOVO KAIRS

Come comunicare in maniera efficace il Vangelo in una cybercultura in continua espansione ed evoluzione? E un interrogativo che da una parte esprime tutta la consapevolezza della Chiesa rispetto alle novit del tempo presente e dallaltra rinvia al compito di una comunit che considera anche questo un tempo propizio per rimanere fedele alla propria missione di testimoniare lEterno nelloggi: Per la Chiesa come un nuovo kairs, quando i tempi sono maturi per una nuova evangelizzazione nella quale i nuovi tratti della cultura possono essere visti sia come sfide che come opportunit13. Lobiettivo di questo contributo, allora, di indicare come lincontro tra le nuove tecnologie e la Chiesa una straordinaria opportunit cui nessun credente pu sottrarsi giacch la Chiesa si sentirebbe colpevole davanti al suo Signore se non adoperasse questi mezzi per levangelizzazione14.

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Pontificio Consiglio per la Cultura, Per una pastorale della cultura, 9 Evangelii Nuntiandi, 45.

2.2

NELLA LOGICA DELLINCARNAZIONE

Il cristianesimo si sempre incarnato e inserito nelle culture del suo tempo. Non dovranno mancare, quindi, anche oggi, nel tempo della rete, le condizioni perch il suo servizio possa meglio svolgersi con la conoscenza e con il retto uso delle nuove tecnologie, che non introducono solo un nuovo metodo di lavoro, ma incidono nella mentalit e nel costume della gente, grazie ad un linguaggio che solo se conosciuto pu effettivamente costituire una risorsa per levangelizzazione. La consapevolezza di nuovi paradigmi comunicativi obbliga a posizionarsi su nuove modalit di annuncio, che sappiano intercettare gli uomini doggi; Internet, cio, si aggiunge agli spazi tradizionali, dellascolto e dellannuncio, e si delinea come una risorsa che chiede nuovi artigiani, nuove presenze. Lo chiede lattenzione alle persone, lo esige la fedelt alla Chiesa: La presenza della Chiesa nei mezzi di comunicazione sociale un aspetto importante dellinculturazione del Vangelo, richiesta dalla nuova evangelizzazione alla quale lo Spirito santo esorta la Chiesa nel mondo15. 2.3 REALT GI IN ATTO

E a proposito di Internet, la Chiesa ha gi molto da raccontare per la variegata presenza in rete di siti istituzionali di notevole pregio e per un numero sempre crescente di siti legati in qualche modo alla comunit ecclesiale. Basti pensare che solo in Italia i siti cattolici censiti sono pi di seimila, segno di una creativit e di un impegno che danno spessore ad un processo di inculturazione che sa recuperare del cyberspazio le modalit nuove dellinformare, del comunicare, del cooperare e del costruire in rete. E la sincera testimonianza della comunit ecclesiale di vivere in fedelt la comunicazione del vangelo. Tante sono le opportunit che la rete offre per aprire o mantenere i contatti, le amicizie, le collaborazioni e si pu essere presenti allaltro in un modo forte e significativo, sia che le persone si conoscono tra loro sia che ci non sia dato. E quasi pleonastico soffermarsi sulla positivit di comunicare in rete con persone che gi si conoscono: un notevole strumento di rafforzamento. Certo non occorre farsi illusioni sulle penetrazioni del medium in ambienti lontani e sulla forza della relazione con virtuali compagni di viaggio, incontrati occasionalmente in una chat. Eppure alcuni operatori pastorali stanno scommettendo su questo forma di incontro e di relazione virtuale, se15

Giovanni Paolo II, Messaggio per la 35 Giornata Mondiale delle Comunicazioni sociali,

4.

condo lindicazione preziosa di Giovanni Paolo II, che i giovani vanno ascoltati e incontrati l dove sono. A questo proposito, comunque, va detto che se vero che le strategie della comunicazione religiosa, attraverso la rete, stanno cambiando e cambiano coloro che le usano, altres importante ricordare che lesperienza religiosa non si esaurisce e non pu essere trasferita completamente nella rete, n compito della rete di sostituire le comunit fisiche, le relazioni interpersonali, le strutture portanti di unespressione religiosa. E utile, quindi, ribadire che un conto parlare di comunicazioni virtuali che possono favorire delle relazioni, degli incontri, degli itinerari di ricerca e di fede; e altro presupporre che la rete renda possibile la ricezione di un qualche sacramento (spesso si fa riferimento alla confessione on line) o si possa parlare di identica validit partecipativa tra celebrazioni reali e quelle raccolte in rete. Ci sono delle distinzioni e delle peculariet che pongono i due livelli, quello reale e quello virtuale, in chiaro indirizzo parallelo, mentre non mancano sentieri fecondi, e per tanti versi inesplorati, di reciprocit. 2.4 SULLORIZZONTE DELLA MISSIONE

Nei due recenti documenti del Pontificio Consiglio per le Comunicazioni Sociali16 si elencano i benefici specifici di Internet riguardo alla missione: accesso immediato e diretto alle informazioni; capacit di superare le distanze e lisolamento; creazione di comunit virtuali di fede che si incoraggiano e sostengono reciprocamente; lutilit per levangelizzazione, la rievangelizzazione, la nuova evangelizzazione e la tradizionale opera missionaria ad gentes, la catechesi e altri tipi di educazione, lo scambio di notizie, lapologetica, il governo e lamministrazione; luso per alcune forme di direzione spirituale e pastorale17. Si sottolinea, inoltre, come Internet, senza sostituirsi alla vita comunitaria e sacramentale, pu completare e spingere le persone a vivere pi pienamente la fede e arricchire la loro vita religiosa. Da qui lincoraggiamento verso i gruppi legati alla Chiesa che non hanno ancora compiuto il passo per entrare nel cyberspazio a prendere in considerazione la possibilit di farlo al pi presto18. In riferimento alla missione della Chiesa ci si trova, quindi, di fronte a nuovi approcci, nuovi spazi che chiedono creativit, capacit di fare conversazione, di condurre riflessioni critiche. Si richiede anche un nuovo senso di comunit, di collaborazione e anche di contemplazione. Di fronte
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Cf Chiesa e Internet e Etica in Internet, pubblicati il 24 febbraio 2002. Cf Chiesa e Internet, 5. 18 Chiesa e Internet, 5

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allindifferenza e perfino allostilit nei confronti della fede e della morale cristiana, alla relativizzazione della verit, alla presenza di siti denigratori, come anche di siti che si definiscono cattolici ma che si allontanano dalla posizione autentica della Chiesa, va promossa unantropologia e una teologia della comunicazione19 esplicitamente riferite a Internet. Inoltre, va promossa una positiva programmazione pastorale per luso di Internet uscendo dallapproccio di tipo consumistico agli argomenti di fede e ribadendo che le esperienze religiose sono insufficienti se separate dallinterazione con il mondo reale, con altri fedeli20. 2.5 NUOVE
ZIONE FRONTIERE PER LA COMUNICAZIONE INTERNA E LA FORMA-

Altro capitolo di rilievo per la comunit dei credenti rispetto a Internet la considerazione di questo contesto come risorsa per migliorare la comunicazione interna. Se Internet un mezzo diretto, immediato, interattivo e partecipativo, siamo in presenza di un propizia occasione per recuperare la verit di una comunicazione bidirezionale. Ci valorizza lidea di un dialogo tra pastori e membri della Chiesa come espressione di quella libert e fiducia che si addice ai figli di Dio e ai fratelli in Cristo21 e sostanzia lattenzione allopinione pubblica come mezzo per realizzare concretamente il carattere di comunione della Chiesa22. Nel campo specifico delleducazione e della formazione, va ribadito che non si tratta solo di istruire sui nuovi mezzi o di insegnare nuove tecniche di comunicazione. Lattenzione va posta alleducazione come percorso di responsabilizzazione e di discernimento nelluso. In definitiva, proprio qui che vanno riconfermati i criteri di valutazione e i parametri valoriali cui riferire le progettualit del nuovo contesto comunicativo: a. la persona e la comunit umana, il suo sviluppo integrale, come fine e misura delluso dei mezzi di comunicazione sociale; b. il bene comune come linsieme di quelle condizioni della vita sociale che permettono ai gruppi, come ai singoli membri, di raggiungere la propria perfezione pi pienamente e pi speditamente23. Se vero, quindi, che Internet pu essere utilizzato per rompere lisolamento degli individui e dei gruppi, altrettanto vero che occorre fare di tutto per non intensificarlo. Vanno poste in discussione, a questo livello, le finalit dellattuale configurazione tecnologica quando esse obbediscono
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Aetatis novae, 8. Cf Chiesa e Internet, 9. 21 Chiesa e Internet, 6. 22 Aetatis novae, 10. 23 Gaudium et Spes, 15.

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a interessi di parte: La possibilit di comunicare in modo nuovo e diffuso un bene di tutta lumanit e come tale va promosso e tutelato24. Un processo di reale formazione ed educazione, oltre al recupero di uno sguardo contemplativo in grado di farci interiorizzare gli eventi, la storia in cui viviamo, fino a discernervi un senso e farla nostra25, evitando il rischio della scissione interiore, impegna ad un compito di vigilanza delle politiche che pianificano la comunicazione stessa perch sappia garantire la promozione e la tutela del bene comune.

3.

QUESTIONI APERTE

Si apre cos un capitolo, allora, che sappia avvertire dei rischi e delle problematiche connesse con questo nuovo contesto comunicativo. La Chiesa, in quanto protagonista e partecipe di questo contesto culturale, non pu sottrarsi ad uno sguardo attento e a proposte adeguate. 3.1. COMUNICAZIONE GLOBALE E SOLIDARIET Un primo elemento di verifica va posto sulla pretesa di una comunicazione globale. La decentralizzazione della comunicazione e limmediata fruibilit che la rete consente devono farci chiedere se tutto ci persegue un processo di globalizzazione reale quando invece non favoriscono un libero scambio, secondo la logica di poteri egemonici, che oltre a imporre la propria strategia economica palesano sempre pi un imperialismo culturale: Cos come stanno le cose, Internet, insieme ad altri mezzi di comunicazione sociale, sta trasmettendo messaggi carichi di valori propri della cultura secolare occidentale a persone e societ che in molti casi non sono in grado di valutarli e confrontarli26. Va ricordato che autentica espressione di comunicazione globale, fondamento per costruire e mantenere il senso di solidariet internazionale, quella che nasce dal dialogo interculturale capace di salvaguardare le culture come espressioni storiche varie e geniali dell'originaria unit della famiglia umana e la loro reciproca comprensione e comunione27.

CVMC, 39. CVMC, 41. 26 Etica in Internet, 11. 27 Giovanni Paolo II, Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace 2001, 10 (citato in Etica in Internet, 11).
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3.2. IL DIGITAL DIVIDE Si innesta qui il problema del digital divide : Una forma di discriminazione che divide i ricchi dai poveri, fra le nazioni e al loro interno, sulla base dellaccesso o dellimpossibilit di accesso alla nuova tecnologia informatica. Il cyberspazio si ribadisce nei documenti del Pontificio Consiglio dovrebbe essere una fonte di informazioni e servizi accessibili a tutti gratuitamente e in una vasta gamma di lingue28. Ritornano in campo le direttrici di unautentica globalizzazione, che si fonda sullequit e sulla promozione e la tutela del bene comune internazionale. In attesa di un contributo positivo su tali questioni dal Summit Mondiale della societ Informatica, che si svolger nel 2003, non possiamo non segnalarlo alla considerazione delle nostre istituzioni politiche nazionali ed europee. 3.3. LA LIBERT DI ESPRESSIONE Un tema che chiederebbe maggiore ampiezza quello legato a Internet come luogo della libera espressione: Sosteniamo con vigore la libera espressione e il libero scambio di idee. La libert di conoscere la verit un diritto umano fondamentale e la libert di espressione una pietra dangolo della democrazia29. Accanto a queste esigenze del bene comune, da rivendicare sia nel contesto di regimi totalitari, dove pi frequentemente vige la censura, sia nelle democrazie cosiddette liberali, dove lacceso ai media regolato da motivi economici, non vanno sottaciuti i limiti di una libert che non ricerca la verit e si adegua ai criteri, pur apprezzabili, della sincerit, dellautenticit, dellaccordo con le proprie opinioni: Questo modo di pensare non lascia alcun spazio alla comunit autentica, al bene comune e alla solidariet30. Non andrebbe poi dimenticato che la gran parte delle informazioni disponibili su Internet offerta da societ e istituzioni i cui fini e le cui modalit operative non sono controllabili da parte dellutente finale. 3.4. NUOVE RESPONSABILIT Nellattraversare il territorio virtuale, noi siamo soggetti alla manipolazione del comportamento che sposta la soglia di tolleranza di certi modi di agire nostri e degli altri; possiamo ritrovarci coinvolti, allinterno di un ambiente virtuale, in pratiche che considereremmo ripugnanti nella vita reale e
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Etica in Internet, 10. Etica in Internet, 12. 30 Etica in Internet, 14.

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possiamo addirittura diventare dipendenti da tali esperienze. Che valenza ha questo comportamento virtuale nella vita reale? In relazione allimpatto di queste nuove tecnologie sulla riflessione etica, lattenzione andr posta sullimportanza della vita interiore e sulla necessit di un comportamento che sia coerente nel pensiero, nel desiderio, nellazione. Al pericolo della frammentazione interiore va contrapposto il sostegno a formare personalit che perseguano con saggezza lunitariet e la responsabilit dellagire. Proprio la sfida della comunit virtuale impone un rinnovato senso delle comunit fisiche. 3.5. LE COMUNIT VIRTUALI L'esplosione delle possibilit di accesso alle informazioni richiede nuove procedure su come fare opera di catechesi oggi. L'ubiquit dei media elettronici si chiaramente manifestata nelle comunicazioni via computer; la posta elettronica e i programmi di interazione in maniera sincrona, anche multimediale, sta radicalmente sostituendo alcune forma tradizionali di contatto e aggregazione. Si pensi alla promessa di un nuovo senso comunitario che, con Internet, in molti casi porta alla formazione di nuovi tipi di comunit. Vale la pena domandarsi come saranno queste comunit elettroniche. I dilemmi che la rete pone alla pastorale vanno considerati stimolo per nuove prospettive: E' opportuno impiegare Internet come nuovo e potente strumento tecnologico per vecchi fini, o sperimentare nuove forme di pastorale, come la parrocchia virtuale?31. A chi si rivolger la pastorale virtuale? Interrogativi che per un verso hanno gi avuto delle risposte nei concreti tentativi di singoli e di comunit con la rete, ma che per un altro verso chiedono risposte sempre nuove e creative. In ogni caso nelle comunit virtuali rifluisce il vissuto non virtuale precedente o esterno allingresso in Internet. Ci lascia intuire che la comunit reale una necessit anche dopo tale ingresso.

4.

UNA NUOVA SOGLIA DA VARCARE CORAGGIOSAMENTE

Le persone religiose, come facenti parte dellampia utenza di Internet, con propri interessi, speciali e legittimi, desiderano far parte del processo che orienta gli sviluppi futuri di questo nuovo strumento32. Tanti possoS. Martelli, La socialit mutata, in UCS-SiCEI (Eds), WWW.Chiesa-in-rete, Nuove tecnologie e pastorale, Atti del Seminario di Assisi, 9-11 marzo 2000, 37. 32 Chiesa e Internet, 10.
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no essere i campi di applicazione che questa nuova tecnologia offre alla missione della Chiesa e non bisogna aver paura di affrontare i rischi che i nuovi linguaggi presentano, nella consapevolezza che occorre acquisire nuove abilit, trovare nuovi modi di evangelizzare, aprirsi alle sorprese di territori inesplorati. Oltre alla promozione educativa relativa ai mezzi di comunicazione sociale, alla comunit ecclesiale si chiede di usare questi mezzi e, soprattutto, di praticare la comunicazione in maniera esemplare, rispecchiando i pi alti modelli di veridicit, affidabilit, sensibilit ai diritti umani33. Si colloca qui limpegno della stessa Chiesa italiana di continuare il percorso di reale accesso a nuovi servizi, strumenti per lavorare, comunicare, apprendere. Sembra maturo il tempo per realizzare in Italia una rete di comunicazione per le diocesi italiane che, utilizzando la stessa infrastruttura di Internet, consenta una migliore qualit in termini di sicurezza, di velocit di comunicazione, di abbattimento di costi La Chiesa quindi - non pu non impegnarsi sempre pi profondamente nel mutevole mondo delle comunicazioni sociali34. E lo stesso Giovanni Paolo II che, riflettendo sul Vangelo nellera della comunicazione globale, indica alla comunit ecclesiale di ravvivare lutilizzo dei mezzi di comunicazione sociale in quanto offrono opportunit uniche per proclamare la verit salvifica di Cristo a tutta la famiglia umana35. Se la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali del 2001, registrava nel consueto Messaggio, un richiamo al discernimento sia per evitare i non pochi rischi connessi con il loro uso e sia per valorizzarne tutte le potenzialit, il Messaggio di questanno rappresenta una perentoria esortazione a varcare il cyberspazio, quale nuova frontiera culturale che si schiude allinizio di questo millennio. Per questa missione sono convocati, a livelli diversi: i responsabili ecclesiali, che oltre ad una formazione adeguata sono obbligati ad utilizzare le potenzialit dellera del computer al servizio della vocazione umana e trascendente delluomo; gli agenti pastorali, che sappiano armonizzare la formazione dottrinale e spirituale con lo studio del nuovo scenario comunicativo; gli educatori e i catechisti, i genitori, le nuove generazioni, le persone di buona volont. A queste ultime ci si rivolge, infine, indicando la coltivazione di alcune virt per il buon uso di Internet: la prudenza, per discernere le potenzialit di Internet; la giustizia, per promuovere il bene comune internazionale e la globalizzazione della solidariet; la forza e il coraggio,
Cf Etica delle comunicazioni sociali, 26; Aetatis Novae, 10; Communio et progressio, 20. 34 Giovanni Paolo II, Messaggio per la 35 Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, 2. 35 Ibidem, 3.
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contro il relativismo religioso e morale; la generosit contro il consumismo individualistico; il pudore contro la sensualit e il peccato; la temperanza, per un saggio utilizzo finalizzato al bene. Vorrei concludere questo intervento facendo mio linvito di Giovanni Paolo II nel Messaggio annuale per la Giornata delle Comunicazioni Sociali, che da questanno anche in Italia coincide con quella mondiale, quale augurio per tutti coloro che parteciperanno ai lavori di questi giorni e per coloro che hanno a cuore lorizzonte unico della missione della Chiesa nellera di Internet: esorto tutta la Chiesa a varcare coraggiosamente questa nuova soglia, per prendere il largo nella Rete cosicch il grande impegno del Vangelo e della cultura possa mostrare al mondo la gloria divina che rifulge nel volto di Cristo.

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