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Teoria dell'evoluzione di Darwin

La selezione naturale La selezione naturale un argomento centrale nella teoria darwiniana. Essa il vero e proprio "motore" dell'evoluzione. Ogni popolazione pu potenzialmente crescere a dismisura; tuttavia questo non avviene e le popolazioni (di ogni specie) sono pi o meno stabili ed anzi sono noti molti casi in cui si sono estinte. Perch avviene questo? Cosa blocca la crescita di una popolazione? Le risorse sono scarse. Non bastano per tutti gli individui. Questo instaura una lotta per l'esistenza tra gli individui, concetto diventato celebre come lotta per la vita. Sicuramente Malthus ha influenzato "in qualche modo" questo gruppo di concetti basilari. La lettura di Malthus probabilmente servita da "catalizzatore" delle moltissime osservazioni di Charles Darwin. In particolare per l'influenza malthusiana sembra esser stata molto importante nella considerazione che la lotta per la vita avviene tra gli individui della stessa specie [Herbert 1971]. A questo primo gruppo di considerazioni bisogna aggiungere che Darwind grande rilevanza alle peculiarit di ciascun individuo. Il ruolo centrale dell'individuo nell'evoluzione viene chiamato pensiero popolazionale. Ogni individuo presenta delle differenze, anatomiche in primis, rispetto agli altri. Ogni individuo unico. Se a sopravvivere l'individuo A o l'individuo B non indifferrente perch ognuno ha le sue caratteristiche. Questa "sopravvivenza differenziale" la selezione naturale. Selezione naturale vuol dire che su cento individui di una specie non tutti sopravviveranno tanto a lungo da riuscire a procreare. Darwin ritiene anche che le caratteristiche individuali siano ereditabili. Questa affermazione oggi una certezza. Il modo in cui queste variazioni individuali vengono trasmesse alla prole era sconosciuto ai tempi di Charles Darwin (oggi lo sappiamo e di questo si occupa la genetica), alcune delle ipotesi fatte da Darwin per spiegare l'ereditariet delle variazioni individuali, come la pangenesi (teoria sconfessata gi dallo stesso Darwin dopo gli esperimenti svolti al riguardo con il cugino, Galton), sono state confutate. Insomma, il nocciolo dell'evoluzione sono, secondo Darwin, la selezione naturale e l'ereditariet delle variazioni individuali che nel giro di molte generazioni permettono una modificazione, un'evoluzione appunto. La teoria dell'evoluzione Vediamo dunque gli altri punti cardine (oltre alla selezione naturale) della teoria evoluzionistica. Discendenza comune: tutti gli esseri viventi derivano per Charles Darwin da un progenitore comune [vedi nel caleidoscopio "I progenitori dell'uomo"]. Lo spunto per questa teoria viene a Darwin nel momento in cui seppe da John Gould che le differenze anatomiche tra le tre specie di tordi beffeggiatori raccolti alle Galapagos erano minime ed esse quindi probabilmente avevano un discendente comune. Nel corso degli anni Darwin si dedic alla raccolta di dati che potessero confermare questa intuizione ed eventualmente allargarla ad ogni essere vivente. La mole di dati raccolti dal naturalista veramente impressionante. Essi derivano fondamentalmente dall'anatomia comparata, dalla embriologia comparata e dalla biogeografia. Tutta L'origine delle specie pu essere considerata una raccolta di materiale a conferma della discendenza comune. Dopo la pubblicazione dell'Origine il ritrovamento di fossili, la somiglianza biochimica e cromosomica tra l'uomo e le scimmie superiori rende molto pi difficile spiegare le grandi differenze tra l'uomo e le scimmie superiori che non la loro comune discendenza. Solo quindici anni dopo l'esposizione di questa teoria era gi molto difficile trovare qualche biologo che la negasse (ma qualcuno lo si trover sempre).

Speciazione: Il termine speciazione si riferisce al processo tramite il quale si giunge alla nascita di una o pi nuove specie a partire da una specie comune. In condizione di isolamento riproduttivo alcuni individui di una specie possono far nascere una nuova specie. "Esaminando gli scritti darwiniani a proposito della specie e della speciazione, non si sfugge all'impressione che egli avesse le idee poco chiare su tali argomenti e che abbastanza spesso cadesse in contraddizione.[...] Le chiare descrizioni dei meccanismi di speciazione che possiamo fare oggi sono basate su quanto abbiamo capito della genetica. Tuttavia, anche se non gli riusc di trovare una soluzione definitiva ai problemi della specie e della speciazione, Darwin ha il merito di averli impostati e di aver indicato chiaramente varie soluzioni alternative" [Mayr]. Evoluzione graduale: l'evoluzione avviene per mutamenti graduali delle popolazioni e non per "salti", attraverso la nascita improvvisa di nuovi individui o nuove specie. Questa stata una delle teorie pi avversate di Darwin. La teoria "saltazionista" si adatta molto meglio all'idea di alcune "essenze stabili" nelle specie ed apre ampi spazi ad interventi metafisici. Tuttavia "se definiamo il gradualismo come evoluzione popolazionale - e proprio questo Charles Darwin fondamentalmente aveva in mente - possiamo dire che , a dispetto dei suoi avversari, Darwin alla fine prevalse [...] Le uniche eccezioni chiaramente riconosciute al principio del gradualismo sono i casi di ibridi stabilizzati, capaci di riprodursi senza incroci".