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LA DIFESA

Per chi si avvicina al gioco della pallacanestro si fanno le esperienze pi gratificanti le quando ci si trova in possesso di palla, ci si sente, infatti, al centro del gioco; il palleggio il fondamentale che funge da metro di valutazione dei miglioramenti cestistici per il giocatore: muoversi sul campo mettendo in atto tutte le strategie finalizzate a non farsi portare via il pallone, riuscire a raggiungere con sempre meno fatica lo posizione desiderata sul campo, vedere i compagni mentre si avanza con la palla, riuscire a trovare un varco per l'entrata o una posizione facile da cui effettuare un buon tiro sono successi che riempiono di fiducia e gioia il giocatore. Poi ecco il momento in cui si utilizza il palleggio per trovare una posizione da cui effettuare buoni passaggi ai compagni, ma purtroppo viene sempre il momento in cui gli avversari conquistano la palla e allora nel giovane cestista interviene quel momento di sbandamento, nascono i dubbi pi atroci ai quali risponde pi spesso l'istinto che la ragione o il ricordo dei buoni insegnamenti dell'istruttore: "..mi butto sull'avversario che ha conquistato la palla cercando di rubargliela, forse passer meno tempo in difesa e potr eroicamente recuperare palla correndo furtivamente a canestro?"; "mi paro davanti al primo avversario libero cercando di impedirgli la ricezione di palla?"; "corro sotto al mio canestro con aria minacciosa sfidando chiunque pensi di potersi avvicinare per tentare il tiro?". Tra tutti i dilemmi che affiorano alla mente del giovane giocatore il meno frequente quello ricco di saggezza predicato dal proprio istruttore: "corri vicino al tuo avversario sia che abbia o no la palla e cerca di limitare la sua azione". Ovviamente il "bravo" istruttore si consumato le corde vocali a spiegare come il regolamento cestistico intenda quel termine "limitare". Il regolamento tecnico di gioco ci indica chiaramente all' art. 74 che "un giocatore non deve bloccare, trattenere, spingere, caricare, sgambettare n impedire il libero movimento di un avversario tenendo le braccia o caricandolo con la spalla, i fianchi, le ginocchia o piegando il proprio corpo in posizione non naturale e, comunque, non deve praticare gioco pesante. Quando l'arbitro riconosce che il difensore non rispetta queste regole ne rileva il fallo che viene segnalato a referto dal segnapunti; al momento in cui il giocatore commette il quinto fallo obbligato a lasciare il terreno di gioco senza poter pi rientrare per quella partita. I principi che possiamo seguire nelle fasi difensive di gioco sono due: 1. Far presidiare ad ogni giocatore un piccolo spazio dell'area vicina a canestro facendo in modo che gli avversari non vi si avvicinino per tirare facilmente. Anche se questa tecnica ci potrebbe sembrare valida per i pi piccoli, perch parrebbe responsabilizzare ogni giocatore sulla posizione di cui si deve occupare, non adatta ad un insegnamento precoce, perch non responsabilizza il giovane giocatore sul proprio avversario in particolare; potr, in ogni caso, venirci pi utile quando i giocatori saranno padroni di una buona tecnica della difesa individuale. Assegnare ad ognuno dei giocatori in campo un avversario diretto di cui si dovranno occupare durante tutte le azioni difensive.

2.

Abbiamo definito questo secondo principio pi affine del primo agli obiettivi didattici che ci si prefigge con i giovani. Abitua a responsabilizzarsi nel cercare il proprio avversario non appena la propria squadra perde il controllo della palla o segna un canestro. Insegna a ciascun giocatore a marcare il proprio avversario in condizioni differenti di gioco: quando si vicino o lontano da canestro; se in possesso di palla o meno; durante l'esecuzione da parte del diretto avversario di azioni di gioco sempre differenti. Introduce in un secondo tempo ai principi della difesa di collaborazione. Responsabilizza il giocatore a dare la consegna dell'avversario che sta marcando al compagno che lo rileva, in occasione di un cambio. Prepara il giocatore a difendere su avversari con caratteristiche fisiche, atletiche e tecniche differenti di partita in partita, aumentandone cos le esperienze di gioco.

Quali sono requisiti tecnici sui quali importante insistere ogni allenamento per fare dei nostri giocatori buoni difensori: 1. Rapidit: la difesa richiede rapidit di intervento a livello:

Dei piedi: i piedi del difensore si mantengono in attivit anche quando questi fermo, una delle sue doti , infatti, la reattivit, la capacit di reagire prontamente ad ogni iniziativa del proprio attaccante e adeguarsi ad essa. Degli arti inferiori: vedremo, in seguito, da vicino la posizione difensiva, ma importante rilevare che l'equilibrio in difesa fondamentale per permettere spostamenti rapidi sugli arti inferiori, in modo da non farsi trovare fuori equilibrio dal proprio attaccante. Delle mani: le mani in difesa non devono assolutamente servire a rubare palla all'avversario, ma lo scopo del loro movimento quello di portarlo all'errore. Chi marca il palleggiatore deve muovere rapidamente le mani (con il palmo rivolto verso l'alto) fintando di rubare palla per creare pressione su questi ed approfittare di un suo anche piccolo errore. Del capo: il difensore deve abituarsi ad avere una visione periferica pi ampia possibile: la fase pi difficile della difesa si verifica per il difensore, quando questi si trova lontano dalla palla; dovr infatti avere esattamente presente la posizione della palla, del proprio avversario, del canestro, dei compagni.

2. Forza: sono molteplici le situazioni che richiedono un impegno di forza (principalmente Forza Rapida abbinata a Forza Resistente). Gli spostamenti difensivi (scivolamenti). Stare con l'avversario durante un salto per un tiro in sospensione. Sapersi opporre all'avversario in entrata per fargli commettere fallo di sfondamento. Mantenere la propria posizione nei confronti dell'avversario durante la fase di tagliafuori.

3. Coraggio: "un buon giocatore si vede dalla difesa"; ci sono delle giornate nelle quali la palla proprio non riesce a riconoscere la via del canestro, il nostro gioco di squadra non riesce fluido ed efficace come sempre. E' questo il momento in cui il coach sa che, nonostante la giornata grigia in attacco, la sua squadra ha ancora molte chances per vincere l'incontro. Crede nell'orgoglio dei suoi giocatori, sa che per loro il buon lavoro difensivo paga, in queste occasioni ancor di pi di quello offensivo: nessuno si sentir "salvatore della patria" forzando tiri o cercando soluzioni difensive irrazionali, ma tutto il gruppo capir che il momento di sfoderare una grande difesa di squadra, lavoro tanto oscuro , ma tanto apprezzato dagli allenatori e da chi vede anche dietro le quinte della scena e non si accontenta dei fuochi d'artificio dello spettacolo. Opporsi con il corpo ad un avversario che sta effettuando un'entrata a canestro o impegnarsi al massimo per riuscire a contenere la penetrazione di un avversario lungo la linea di fondo sono caratteristiche che denotano il coraggio di un giocatore; chi marca un avversario molto forte pu farsi perdonare un entrata, un fallo o un canestro, ma per il giocatore "vero" l'orgoglio e lo spirito di squadra rifiutano l'idea di vedersi battuto anche di fronte ad un avversario molto forte. 4. Intelligenza: Le doti fisiche non sono di per se stesse sufficienti ad un buon giocatore. La fase difensiva del gioco prevede continue scelte e il rispetto delle consegne avute per difendere sul proprio avversario, cose che prevedono una continua combinazione dell'intervento fisico, ma anche della razionalit e della disponibilit a far tesoro delle esperienze accumulate, specie contro giocatori e squadre pi forti. Dove indirizzare l'avversario con palla. Se e quando intervenire sulla palla. Capire i lati deboli del palleggiatore e saperli sfruttare. Quando e come intervenire per aiutare un compagno battuto dal proprio avversario. Avere costantemente presenti la posizione propria sul campo (rispetto al canestro), quella della palla e quella dell'avversario diretto. TECNICA Molteplici sono le condizioni in cui il difensore deve mettere in atto le sue capacit difensive per contrare differenti movimenti dell'attaccante. Divideremo innanzitutto tre elementi essenziali che il difensore dovr valutare: Il proprio avversario si trova o meno in possesso di palla. La distanza del difensore dal canestro.

Se il mio avversario non si trova in possesso di palla, dove si trova il giocatore in suo possesso.

La posizione fondamentale di difesa deve consentire al giocatore spostamenti rapidi per potersi mantenere a livello dell'avversario, da qui la necessit di avere piedi molto reattivi ed il baricentro sempre basso. L'appoggio sui piedi sar principalente di avampiede: i talloni non saranno sollevati eccessivamente dal terreno, ma sfioreranno il terreno senza che il giocatore appoggi il peso del corpo su di essi. Gli arti inferiori saranno in cedimento, le ginocchia piegate, il bacino arretrato rispetto ai talloni, il busto naturalmente eretto, senza essere iperesteso, il capo sar tenuto in posizione tale da permettere una buona visione periferica. MARCAMENTO DELL'AVVERSARIO CON PALLA. Dal momento che la pericolosit dell'avversario proprio legata al suo possesso di palla, il difensore dovr prevenire l'avanzamento di questi in linea diretta verso il canestro: la condizione migliore per ottenere ci sar quella di mantenersi con le spalle parallele a tutte le linee orizzontali del campo, stando con le spalle davanti alla palla e non all'attaccante; la distanza da tenere rispetto all'attaccante sar di un braccio da lui. Mentre l'attaccante avanza, il difensore dovr "scivolare" mantenendosi davanti a lui senza cercare di intervenire direttamente per rubare palla, ma finter degli interventi sulla palla abbinati a rapidi spostamenti avanti ed indietro del corpo (imitando l'azione dello schermitore). Ci avr lo scopo di indurre all'errore l'attaccante portandolo a soluzioni affrettate, cattivo trattamento del pallone, scarsa possibilit di prendere informazioni visive sul campo. I gomiti formeranno un angolo retto tra braccio ed avambraccio ed il palmo delle mani sar preferibilmente orientato verso l'alto, sia per dare maggiore dinamicita a tutto l'arto superiore che per evitare inutili tentativi perlopi fallosi per intervenire sulla palla colpendo dall'alto verso il basso. MARCAMENTO DELL'AVVERSARIO SENZA PALLA. Nella pallacanestro scolastica e giovanile una delle maggiori preoccupazioni per l'allenatore o l'insegnante al momento di costruire la difesa sar quella di dare un compito ben specifico a tutti i giocatori correlato con un obiettivo definito. Nella fattispecie la buona riuscita del lavoro difensivo di chi marca il palleggiatore avr maggiore successo se questi oltre alle difficolt oppostegli dal proprio difensore, si trover nei problemi per cercare un compagno libero a cui recapitare la palla per alleggerire la pressione della difesa. Il compito di chi marca il giocatore vicino alla palla, non sar quello di cercare a tutti i costi l'intercettamento del passaggio, ma di costringere ad un forte lavoro il proprio avversario per liberarsi per la ricezione cercando nel contempo di indurre il compagno con la palla a scelte sbagliate di passaggio. Difesa d'anticipo: il tipo di difesa che attua chi si trova a marcare un giocatore quando non in possesso di palla. Se questi si trova vicino alla palla il difensore si terr con il corpo (non solo con il braccio) sulla linea della palla, mantenendo avanzato il piede dalla parte della palla. L'arto superiore dal lato di palla sar tenuto alto con il palmo della mano rivolto verso l'esterno, per una condizione di maggiore sensibilit del braccio e per poter trattare agevolmente la palla al momento di una eventuale ricezione. La posizione del difensore che marca l'avversario senza palla sar adeguata alla distanza di quest'ultimo dalla palla; il principio guida per un'evoluzione tecnica della difesa di collaborazione, sar quello di vedere la posizione del difensore come vertice di un triangolo scaleno i cui due rimanenti angoli saranno formati dalla palla e dal proprio avversario. La mezzeria del campo: marcando un giocatore senza palla il difensore dovr fare riferimento costantemente ad una linea immaginaria che unisce i due canestri. Dovr rimanere su questa, senza seguire il proprio attaccante quando questi andr ad occupare la parte di campo opposta alla palla; sar in condizione di: Fornire aiuti difensivi ai propri compagni. Intercettare facilmente passaggi diretti al proprio avversario. Essere meno vulnerabile su un suo movimento verso la palla o verso il canestro, perch pi facile da prevenire. MARCAMENTO DELL'AVVERSARIO CHE HA INTERROTTO IL PALLEGGIO. Un grandissimo successo per il difensore del palleggiatore consiste nel riuscire a far interrompere il palleggio al proprio attaccante; questa azione viene "premiata" dal regolamento con la possibilit di vedersi assegnare la palla nel caso che l'attaccante non se ne liberi entro cinque secondi contati dall'arbitro. Per aggiungere pressione alle difficolt che il difensore incontrer nella ricerca rapida di un compagno libero, il difensore si avviciner il pi possibile all'attaccante e stender le braccia verso l'esterno mulinandole sul piano frontale. Ottima abitudine per il difensore sar quella di avvertire i propri compagni della scelta effettuata dal proprio avversario, gridando forte "CHIUSOOOO!!!" oppure "PALLA!!!". MARCAMENTO DEL TIRATORE.

Un'ottima abitudine per il difensore quando si trova a marcare un avversario nei pressi del canestro sar quella di tenere il baricentro molto basso, mantenersi sulla linea che congiunge attaccante e canestro e, in questo caso tenere una mano alta verso la fronte dell'attaccante e l'altra bassa verso la palla. Quando l'attaccante segue l'avversario con palla che si appresta ad arrestarsi e tirare dovr saltare, dopo l'arresto dell'attaccante, insieme a lui, con buona scelta di tempo, curando il proprio equilibrio durante il salto affinch al termine di esso debba ricadere con la massima verticalit nella stessa posizione dove stato staccato il salto. Durante il salto le braccia saranno stese verso l'alto al fine di rendere pi difficile l'azione offensiva, ma non andranno a cercare la palla. Esercizio: zig- zag con arresto e tiro dopo tre palleggi: il difensore deve scegliere bene il tempo per il salto e curare posizione ed equilibrio. MARCAMENTO DEL PASSAGGIO: Per prevenire il movimento che l'attaccante eseguir successivamente al passaggio, il difensore che lo marca dovr eseguire durante la fase di passaggio un salto contemporaneamente indietro e verso la palla. L'idea guida per insegnare questa tecnica difensiva ai giovani consiste nell'immaginare di viaggiare insieme alla palla. Esercizio:

ESERCIZI: 1. 2. Hockey -step per abituare i piedi al corretto appoggio sul terreno e migliorarne la reattivit. "A prendersi": il difensore partendo con i piedi sulla riga del personale cercher di toccare con ambedue le mani le spalle dell'attaccante che partir dalla linea di fondo davanti a lui e cercher di oltrepassare la linea di met campo, ovviamente senza farsi toccare dal difensore. 3. Stance-up per la sensibilizzazione ed il controllo della posizione difensiva. 4. Dean Smith: un passo di scivolamento nella direzione indicata dall'allenatore e successivo, rapido recupero dell'equilibrio sul secondo piede uso appropriato del primo piede e pronto recupero della posizione difensiva dopo il movimento. 5. .Scivolamenti difensivi seguendo le indicazioni dell'allenatore. 6. Seguire frontalmente un compagno che palleggia lungo il campo in posizione perpendicolare rispetto alla propria, dapprima a velocit costante, poi con cambi di velocit sempre pi frequenti. 7. Zig-zag: scivolare in difesa davanti ad un compagno che avanza a zig zag cambiando direzione ogni tre palleggi. Dapprima il palleggiatore avanzer lentamente poi sempre pi agonisticamente cambiando velocit ad ogni cambio di direzione. Il difensore si manterr ad un braccio dal busto dell'attaccante e cercher di posizionarsi con le spalle davanti alla palla e non al corpo dell'attaccante. 8. Scivola-corri-scivola: il difensore dapprima da solo, poi di fronte all'attaccante, dovr alternare scivolamenti difensivi e corsa con il baricentro tenuto costantemente alla stessa altezza da terra. Nella fase di fronte all'attaccante i tratti di corsa coincideranno con i cambi di velocit di questi e saranno finalizzati a riprendere rapidamente la posizione difensiva per mantenersi con il corpo davanti alla palla, cosa che i soli scivolamenti difensivi non permetterebbero. 9. Zeta. 10. Croce. 11. Scivolamenti didattici fino a met campo poi agonistici.